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	<title>2duerighe</title>
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	<description>Un quotidiano sottosopra</description>
	<lastBuildDate>Mon, 22 Jun 2026 17:23:48 +0000</lastBuildDate>
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	<title>2duerighe</title>
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		<title>Usa-Iran, primo round di colloqui: intesa su Hormuz, stallo sul Libano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Irene Anania]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 14:58:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 21 giugno a Burgenstock, in Svizzera, si è aperto uno dei round diplomatici più attesi degli ultimi mesi. Stati Uniti e Iran si sono seduti allo stesso tavolo con la mediazione di Pakistan e Qatar. Sul tavolo tre dossier: il programma nucleare iraniano, la gestione dello Stretto di Hormuz e il cessate il fuoco [&#8230;]</p>
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<p>Il 21 giugno a Burgenstock, in Svizzera, si è aperto uno dei round diplomatici più attesi degli ultimi mesi. Stati Uniti e Iran si sono seduti allo stesso tavolo con la mediazione di Pakistan e Qatar. Sul tavolo tre dossier: il programma nucleare iraniano, la gestione dello Stretto di Hormuz e il cessate il fuoco in Libano. </p>



<p>La giornata non è filata liscia. La delegazione iraniana, guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, ha rifiutato la stretta di mano con gli americani, disertato la foto di gruppo e abbandonato i negoziati per alcune ore in segno di protesta. Il clima si è poi ulteriormente irrigidito dopo le dichiarazioni di Donald Trump su Fox News sullo Stretto di Hormuz, in cui ha avvertito che una sua chiusura avrebbe significato la fine dell’Iran come Paese. Ghalibaf ha replicato su X, affermando che le forze armate iraniane erano pronte a rispondere a qualsiasi minaccia.</p>



<p>I negoziati sono ripresi dietro le quinte e nella tarda serata è arrivato un risultato parziale: una ipotesi di una cellula di coordinamento con il Libano per monitorare il cessate il fuoco, una linea di comunicazione diretta per gestire il traffico nello Stretto e una roadmap con scadenza a sessanta giorni per l&#8217;accordo definitivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché il Libano è il nodo centrale</h2>



<p>Al tavolo di Burgenstock, il punto più critico è stata la situazione in Libano. È su questo dossier che le posizioni si sono irrigidite, rallentando il resto della discussione.</p>



<p>La delegazione iraniana ha infatti legato i progressi complessivi del negoziato alla stabilità del cessate il fuoco e alla fine delle operazioni militari nel sud del Libano, dove continuano scontri e raid tra Israele e Hezbollah.  Il risultato è stato un forte rallentamento del confronto: mentre su temi economici ed energetici si registrano aperture preliminari, sul Libano le posizioni restano distanti. Teheran chiede garanzie sul cessate il fuoco e sulla riduzione delle operazioni militari, mentre sul terreno la situazione resta instabile. È proprio questo stallo a impedire la chiusura di accordi sugli altri dossier, che restano sospesi finché non si registrano progressi concreti sul fronte libanese.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa resta in piedi</h2>



<p>Sul nucleare, l’Iran ha dichiarato disponibilità a discutere una riduzione delle scorte di uranio arricchito, ma ha ribadito con forza che non rinuncerà al diritto all’arricchimento. Il tema è stato solo accennato nel primo round, senza veri negoziati tecnici.</p>



<p>Quello emerso a Burgenstock è quindi un quadro di gestione della crisi più che un accordo definitivo<strong>. </strong>La stabilità dipenderà soprattutto dall’evoluzione della situazione in Libano, dove il cessate il fuoco resta fragile e non formalizzato tra tutte le parti coinvolte. Intanto si guarda alla finestra dei 60 giorni indicata come possibile orizzonte negoziale.</p>



<p></p>
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		<title>Downing Street perde un altro Primo Ministro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alice Ceccarelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 13:41:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Questa mattina Keir Starmer ha annunciato le dimissioni da leader del Partito Laburista e da Primo Ministro del Regno Unito. Resterà a Downing Street fino all’elezione del suo successore: il processo per la scelta della nuova leadership inizierà il 9 luglio e dovrebbe concludersi entro la fine dell’estate, prima della convention laburista prevista a settembre. [&#8230;]</p>
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<p>Questa mattina Keir Starmer ha annunciato le dimissioni da leader del Partito Laburista e da Primo Ministro del Regno Unito. Resterà a Downing Street fino all’elezione del suo successore: il processo per la scelta della nuova leadership inizierà il 9 luglio e dovrebbe concludersi entro la fine dell’estate, prima della convention laburista prevista a settembre.</p>



<p>Tra i banchi dei laburisti un nome già sembra esserci: Andy Burnham, ex sindaco di Manchester, figura popolare che è riuscita a costruirsi la reputazione di amministratore carismatico e vicino ai territori del nord, chiedendone una maggior rappresentanza. Un profilo che molti nel partito considerano adatto a ricucire la crisi di consensi che va avanti da mesi.</p>



<p>La notizia che arriva dal numero 10 di Downing Street racconta una storia che va oltre la singola crisi istituzionale. Con l’uscita di scena di Keir Starmer, il Regno Unito si prepara ad accogliere il settimo primo ministro dall’estate del 2016, quando il referendum sulla Brexit cambiò il corso della politica britannica.</p>



<p>Da allora si sono succeduti diversi inquilini a Downing Street. David Cameron pagò il prezzo della sconfitta referendaria. Theresa May non riuscì a portare a termine l’uscita dall’Unione Europea senza spaccare il Paese e il suo partito. Boris Johnson vinse promettendo di realizzare la Brexit, ma finì travolto dagli scandali. Liz Truss durò appena poche settimane, mentre Rishi Sunak non riuscì a invertire il declino dei conservatori. Starmer era arrivato al governo con l’ambizione di riportare stabilità dopo anni di turbolenze: la sua uscita dimostra quanto quell’obiettivo fosse più difficile del previsto.</p>



<p>Questo vai e vieni non ha permesso di affrontare i problemi strutturali del Paese, nel particolare il ristagno dell’economia e l’inefficienza dei servizi pubblici. Anche il tema dell’immigrazione, sempre più divisivo, è rimasto centrale nel dibattito politico e pubblico a causa di un aumento di arrivi irregolari, nonostante la campagna per il <em>Leave </em>avesse fortemente puntato su una regolarizzazione degli ingressi sulla base di competenze e talenti.</p>



<p>A quasi dieci anni dal referendum, la Brexit continua a proiettare la sua ombra sulla politica britannica. Le vecchie appartenenze ideologiche si sono indebolite, il tradizionale duello tra conservatori e laburisti non basta più a spiegare gli orientamenti degli elettori e nuove linee di frattura attraversano il Paese. In questo contesto continuano ad avanzare le forze che si presentano come alternative ai partiti tradizionali. La crescita dei movimenti populisti (e nel particolare di Reform UK, primo partito nel Regno Unito secondo alcuni sondaggi) è il sintomo di un malessere che nessun governo è riuscito finora a risolvere.</p>



<p>Le dimissioni di Starmer confermano che il Regno Unito sta ancora cercando un nuovo equilibrio politico dopo il terremoto del 2016. A quasi dieci anni dal voto, la Brexit continua a essere la questione attorno alla quale ruotano tutte le altre.<br></p>
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		<title>UK. Keir Starmer annuncia le proprie dimissioni</title>
		<link>https://www.2duerighe.com/esteri/200144-uk-keir-starmer-annuncia-le-proprie-dimissioni.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Valeria Todaro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 13:19:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Keir Starmer non è più il primo ministro del Regno Unito. Il leader ha annunciato le sue dimissioni da capo del governo britannico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.2duerighe.com/esteri/200144-uk-keir-starmer-annuncia-le-proprie-dimissioni.html">UK. Keir Starmer annuncia le proprie dimissioni</a> proviene da <a href="https://www.2duerighe.com">2duerighe</a>.</p>
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<p><strong>Keir Starmer</strong> non è più il primo ministro del Regno Unito. Il leader ha annunciato le sue dimissioni da capo del governo britannico e da leader del Partito laburista in un atteso discorso alla nazione davanti al 10 di Downing Street, a Londra. &#8220;Ho ereditato un partito politicamente, finanziariamente e moralmente fallito&#8221;, ha detto. &#8220;Ho parlato stamattina con sua maestà&#8221; re Carlo &#8220;per informarlo della mia decisione, ha aggiunto Starmer. Il 63enne rimarrà formalmente in carica fino a quando il suo partito non avrà individuato il suo successore, per evitare un vuoto totale di potere. </p>



<p>L&#8217;uscita di scena di Starmer, travolto dall&#8217;impopolarità causata anche dal caso Epstein e da un crollo verticale di consensi nel Paese e all&#8217;interno del Labour, <strong>spiana la strada alla sua sostituzione con l&#8217;ex sindaco di Manchester, Andy Burnham.</strong> Il politico ha già annunciato la sua intenzione di candidarsi come prossima guida del partito: &#8220;Keir ha reso un enorme servizio al nostro Paese e voglio ringraziarlo per la sua guida e dedizione in un periodo così difficile. Il Paese si attende stabilità, serietà e il mantenimento del focus sulle questioni più importanti, ed è quello che avrà&#8221;. Dall&#8217;opposizione, il leader di Reform Uk Nigel Farage ha invece chiesto di andare immediatamente alle urne: &#8220;Siamo pronti a portare un cambiamento radicale. Se i Labour pensano di poter piazzare un altro politico di professione al numero 10 si sbagliano di grosso&#8221;.</p>



<p>Keir Starmer, durante la conferenza stampa, ha ricordato come all&#8217;alba delle elezioni di 23 mesi fa tutti sostenevano i Labour un partito &#8220;finito&#8221; ed erano convinti che un trionfo elettorale fosse un&#8217;impresa impossibile: &#8220;Abbiamo dimostrato che quelle persone si sbagliavano, diventare primo ministro è stato il momento di cui vado più fiero della mia vita&#8221;. L&#8217;ormai ex premier britannico ha poi elencato una serie di risultati che ritiene di aver raggiunto durante i suoi due anni scarsi di mandato: &#8220;Abbiamo estirpato il veleno dell&#8217;antisemitismo. Abbiamo ripristinato la fiducia nell&#8217;economia, nella difesa e nella sicurezza nazionale&#8221;. Ha poi aggiunto di aver riportato i Labour a schierarsi &#8220;con orgoglio accanto alla nostra bandiera nazionale, non contro di essa&#8221;. Tutte posizioni che, secondo Starmer, gli avrebbero proprio permesso di trionfare nel 2024. </p>



<p>&#8220;La domanda che il mio partito si sta ponendo ora è se io sia la persona più adatta a guidarci verso le prossime elezioni generali&#8221;, ha continuato Starmer senza riuscire a trattenere le lacrime. &#8220;Ho ascoltato la risposta del mio gruppo parlamentare a questa domanda e accetto quella risposta con serenità. Ogni decisione che ho preso è stata dettata dal mettere al primo posto il Paese che amo. Per questo motivo mi dimetterò da leader del Partito laburista&#8221;. La fase di scelta del successore di Starmer prenderà il via il 9 luglio e &#8220;si concluderà entro la pausa estiva&#8221;, ha anticipato Keir Starmer. &#8220;In caso di competizione, il nuovo leader sarà in carica prima della ripresa dei lavori parlamentari a settembre&#8221;. Garantendo così una &#8220;transizione ordinata alla guida del governo&#8221;. Starmer ha poi concluso: &#8220;Il mio successore erediterà un Regno Unito più forte e più giusta di due anni fa&#8221;.</p>



<p>&nbsp;&#8220;Molti leader impiegano anni per diventare lo statista che tu sei riuscito a diventare in soli due anni. La sicurezza dell&#8217;Europa e dell&#8217;Ucraina è più solida grazie a te. Grazie, caro Keir&#8221;. Così, con un post su&nbsp;X, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha salutato e ringraziato Starmer dopo&nbsp;l&#8217;ufficialità delle sue dimissioni da primo ministro britannico.</p>
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		<title>Presentazione della candidatura WorldPride Barcellona 2030 a Roma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 12:23:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2 Mondi]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scorso 19 giugno 2026, Pride Barcelona ha presentato ufficialmente la candidatura di WorldPride Barcellona 2030 presso l&#8217;Ambasciata di Spagna a Roma, in un evento organizzato con il supporto di Turespaña e dell&#8217;Ambasciata di Spagna in Italia. Nel corso dell&#8217;evento, Turespaña ha ribadito il proprio impegno a favore di un modello turistico fondato sull&#8217;inclusione, l&#8217;accessibilità, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.2duerighe.com/rubriche/2-mondi/200145-presentazione-della-candidatura-worldpride-barcellona-2030-a-roma.html">Presentazione della candidatura WorldPride Barcellona 2030 a Roma</a> proviene da <a href="https://www.2duerighe.com">2duerighe</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Lo scorso 19 giugno 2026, Pride Barcelona ha presentato ufficialmente la candidatura di WorldPride Barcellona 2030 presso l&#8217;Ambasciata di Spagna a Roma, in un evento organizzato con il supporto di Turespaña e dell&#8217;Ambasciata di Spagna in Italia. Nel corso dell&#8217;evento, Turespaña ha ribadito il proprio impegno a favore di un modello turistico fondato sull&#8217;inclusione, l&#8217;accessibilità, il rispetto e la diversità. Attraverso il suo rappresentante, è stato sottolineato come la Spagna continui a lavorare per consolidarsi come una destinazione accogliente, libera e rispettosa, nella quale tutte le persone possano sentirsi sicure, rappresentate e benvenute. Questo impegno si riflette nel riconoscimento internazionale di cui gode il Paese per il suo avanzato quadro di tutela dei diritti umani, compresi i diritti delle persone LGBTQIA+, che contribuisce a posizionare la Spagna come una delle destinazioni più inclusive e LGBTQIA+ friendly al mondo. <br><br>L&#8217;evento è stato inaugurato dal Sig. Carlos Tercero, rappresentante dell&#8217;Ambasciata di Spagna in Italia, e ha visto la partecipazione delle principali istituzioni che sostengono la candidatura. Sono intervenuti il Sig. Alberto Lacasta, Direttore Generale delle Politiche Pubbliche LGBTI+ della Generalitat de Catalunya; il Sig. Javier Rodríguez, Commissario per le Politiche dell&#8217;Infanzia, dell&#8217;Adolescenza, della Gioventù e LGTBI del Comune di Barcellona; e la Sig.ra Rosa Bada, Direttrice dell&#8217;Area Turismo e Città del Consorzio Turisme de Barcelona. L&#8217;incontro ha rappresentato un&#8217;importante occasione per condividere con rappresentanti istituzionali, organizzazioni della società civile e attivisti internazionali la visione che guida la candidatura di Barcellona: un WorldPride che vada oltre la celebrazione, trasformandosi in uno spazio globale di riflessione, mobilitazione e difesa dei diritti umani in un contesto internazionale caratterizzato dalla crescita dei discorsi d&#8217;odio, dei movimenti reazionari e delle minacce ai valori democratici. <br><br>Di seguito, i principali contenuti e le prossime azioni della candidatura WorldPride Barcellona 2030. Crediamo che Barcellona, e ciò che rappresenta come città, sia fondamentale per mostrare al mondo qualcosa che oggi sembra essere in declino: la speranza. La comunità LGBTQIA+ rappresenta la resistenza di fronte a un’agenda politica dell’odio guidata dall’estrema destra, dal fascismo e da tutti quei movimenti politico-sociali contrari ai diritti umani e alla democrazia. Barcellona, come città proattiva e pioniera nei diritti LGBTQIA+, non si limita a resistere, ma vuole fare un passo oltre affinché la comunità LGBTQIA+ globale assuma un ruolo di leadership nella difesa dei diritti umani. L’associazionismo e l’azione collettiva fanno parte del DNA della città, che oggi può contare su un tessuto associativo forte e diversificato, storicamente protagonista di numerose proteste e battaglie sociali per il diritto alla casa, l’istruzione, i diritti delle donne, la lotta al cambiamento climatico e i diritti LGBTQIA+. <br><br>Fu proprio a Barcellona, nel 1977, che venne organizzata la prima manifestazione per rivendicare i diritti LGBTI e che nacque la prima associazione LGBTI legalmente riconosciuta in Spagna (Front d’Alliberament Gai de Catalunya). CORREO ELECTRÓNICO: emb.roma@maec.es Piazza Navona, nº 106/109 00186 &#8211; ROMA Tel.: +39 06 6840401-2 Fax: +39 06 6872256 MINISTERIO DE ASUNTOS EXTERIORES, UNIÓN EUROPEA Y COOPERACIÓN EMBAJADA DE ESPAÑA EN ITALIA Con il motto “Let’s Think, Let’s Answer, Let’s Change”, vogliamo creare uno spazio per ripensare il nostro futuro come comunità LGBTQIA+. La città di Barcellona si propone come piattaforma per dare una risposta all’ondata reazionaria che stiamo vivendo in tutto il mondo e per riflettere sulla grande responsabilità e opportunità che abbiamo, in qualità di organizzatrici e organizzatori dei Pride, di guidare insieme una risposta all’estrema destra e al fascismo. La nostra proposta mira a far sì che i Pride si riconnettano alle origini della lotta per i diritti. Dobbiamo avvicinarci ai movimenti sociali delle nostre città e dei nostri Paesi con l’obiettivo di evitare che la nostra società, le nostre vicine e i nostri vicini, sviluppino disaffezione nei confronti del movimento LGBTQIA+. Solo così potremo garantire che le nostre società continuino ad avanzare verso una maggiore libertà, contrastando chi vorrebbe farle arretrare. Abbiamo la responsabilità di offrire speranza in un mondo sempre più caotico e disumanizzante. Questa è la nostra responsabilità e, da Barcellona, la renderemo possibile. <br><br>WorldPride Barcellona 2030 sarà guidato da tre pilastri fondamentali, che fungeranno da assi trasversali della candidatura e daranno forma alla programmazione del WorldPride. Questi pilastri orienteranno e daranno significato a un percorso volto alla costruzione di un evento dal forte impatto sociale e politico: Let’s Think, Let’s Answer, Let’s Change. LET’S THINK: Barcellona si mette a disposizione del movimento globale affinché il WorldPride diventi un vero strumento di cambiamento per il momento storico che stiamo vivendo. A tal fine, offre un ambiente sicuro, aperto e inclusivo, dove persone provenienti da tutto il mondo possano incontrarsi, riflettere e definire insieme come guidare il cambiamento sociale verso società più democratiche. Società che rispettino il diritto internazionale e avanzino con determinazione verso l’attuazione concreta ed effettiva dei diritti umani. LET’S ANSWER: Una volta garantita la struttura necessaria per raggiungere il nostro obiettivo, il nostro compito è trovare collettivamente una risposta agli attacchi e alla deriva che sta portando il mondo verso modelli tradizionalisti, autoritari e fascisti. <br><br><br>Crediamo che, in un mondo caotico e frenetico come quello in cui viviamo, sia necessario fermarsi a riflettere e costruire delle risposte. Possiamo farlo, ma solo collettivamente e all’interno di un contesto sicuro. LET’S CHANGE: Non vogliamo che tutto questo rimanga soltanto sulla carta. Non basta fermarsi a riflettere e individuare strategie di cambiamento: dobbiamo metterle in pratica. Attraverso la creazione di spazi sicuri, la proposta di Barcellona come città rifugio e iniziative di cooperazione internazionale, proponiamo di sviluppare un piano di azioni concrete e realizzabili che permetta a tutte le persone partecipanti di portare questo messaggio nel mondo. Un’eredità destinata a durare nel tempo e a rendere possibile una trasformazione reale ed efficace. <br><br>Per questo motivo, prima ancora di iniziare a pensare, rispondere e cambiare, riteniamo necessario partire da una posizione chiara e ferma: NO ALLA GUERRA e a qualsiasi forma di violenza e/o discriminazione. CORREO ELECTRÓNICO: emb.roma@maec.es Piazza Navona, nº 106/109 00186 &#8211; ROMA Tel.: +39 06 6840401-2 Fax: +39 06 6872256 MINISTERIO DE ASUNTOS EXTERIORES, UNIÓN EUROPEA Y COOPERACIÓN EMBAJADA DE ESPAÑA EN ITALIA Nel 2030 ricorreranno il venticinquesimo anniversario dell’approvazione del matrimonio egualitario in Spagna e il cinquantesimo anniversario della legalizzazione della prima organizzazione sociale LGBTQIA+ del Paese: il Front d’Alliberament Gai de Catalunya (FAGC). Queste due ricorrenze non rappresentano semplici celebrazioni commemorative, ma vere e proprie opportunità strategiche per attivare la memoria collettiva, riconoscere l’eredità delle lotte del passato e proiettare impegni concreti verso il futuro. <br><br>Celebrare questi traguardi nel 2030 a Barcellona significa non solo valorizzare i diritti conquistati, ma anche riaffermare la necessità di difenderli di fronte ai regressi, alle violenze persistenti e alla crescente diffusione di discorsi reazionari. In definitiva, il WorldPride a Barcellona ha l’obiettivo di trasmettere speranza e rafforzare il senso di comunità, rilanciando la lotta per i diritti LGBTQIA+ e per i diritti umani nel loro complesso. Questo evento consentirà di dare visibilità alla forza dell’associazionismo e dell’azione collettiva, trasformando la celebrazione in una piattaforma capace di diffondere messaggi di diversità, inclusione e resistenza ai discorsi d’odio, oltre a ispirare le nuove generazioni a proseguire il cammino verso l’uguaglianza e la giustizia sociale.</p>



<p></p>
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		<title>Solstizio d’estate a Castel Sant’Angelo: Roma celebra la Giornata Internazionale dello Yoga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Irene Anania]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 11:56:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2 Mondi]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Roma, 21 giugno, Castel Sant’Angelo, una delle giornate più calde di questi ultimi giorni. Eppure un centinaio di persone ha affollato i Giardini per la giornata internazionale dello yoga. L&#8217;evento è organizzato ogni anno dall&#8217;Ambasciata dell&#8217;India in occasione dello &#160;Yoga Day, istituito dalle Nazioni Unite nel 2014 e celebrato il 21 giugno in tutto il [&#8230;]</p>
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<p>Roma, 21 giugno, Castel Sant’Angelo, una delle giornate più calde di questi ultimi giorni. Eppure un centinaio di persone ha affollato i Giardini per la giornata internazionale dello yoga.</p>



<p>L&#8217;evento è organizzato ogni anno dall&#8217;Ambasciata dell&#8217;India in occasione dello &nbsp;Yoga Day, istituito dalle Nazioni Unite nel 2014 e celebrato il 21 giugno in tutto il mondo. A Roma, dodici associazioni &#8211; dalla Federazione Italiana Yoga a Iyengar, da Sri Sri Yoga a Heartfulness &#8211; costruiscono insieme una sessione aperta a tutti, gratuita, senza livelli richiesti.</p>



<p>Non è difficile comprendere cosa spinga un centinaio o più di persone a uscire di casa con il caldo estivo, tappetino sottobraccio, per fare yoga all&#8217;aperto. Ha certamente a che fare con il bisogno, sempre più raro, di abitare il tempo invece di rincorrerlo. Per un&#8217;ora l&#8217;attenzione si restringe a poche cose: il respiro, l&#8217;equilibrio, la postura. Necessità dello spirito, che nella frenesia del quotidiano, spesso trascuriamo. &nbsp;</p>



<p>Lo yoga ha radici che risalgono a oltre 5.000 anni fa, nella civiltà della Valle dell&#8217;Indo. Il termine sanscrito indica le pratiche ascetiche e meditative, ed è stato storicamente inteso come mezzo di realizzazione spirituale, variamente interpretato a seconda della scuola. Arriva in Occidente alla fine dell&#8217;Ottocento, si diffonde nelle palestre negli anni Cinquanta, e oggi lo praticano oltre 300 milioni di persone nel mondo. In Italia i praticanti sono 2,5 milioni, numero in costante crescita.</p>



<p>La scelta del 21 giugno non è casuale. Nella tradizione indiana è Dakshinayana, una soglia verso la seconda metà dell&#8217;anno, considerata favorevole per purificare il corpo e piantare i semi del cambiamento. Secondo la mitologia indù, è il giorno in cui Shiva scelse di trasmettere i suoi insegnamenti come primo guru. E coincide con il solstizio d&#8217;estate, il giorno con più ore di luce nell&#8217;emisfero boreale.</p>



<p>Ieri, lo stesso gesto si ripeteva in tutto il mondo. Oltre 2.500 location in più di 190 paesi hanno ospitato eventi per la dodicesima edizione della Giornata Internazionale dello Yoga. A New York i praticanti si sono ritrovati a Times Square, trasformata per un giorno in uno studio di yoga all&#8217;aperto. A Londra, Tokyo, Sydney. In India, il premier Modi ha guidato la celebrazione principale a Calcutta. Il tema scelto per il 2026 è &#8220;Yoga for Healthy Ageing&#8221;; lo yoga come pratica per invecchiare bene, in salute. </p>



<p>A chiudere la serata, il sitar di Pt. Avaneendra Sheolikar e la tabla di Manish Madankar. La musica classica indiana ha preso il posto delle istruzioni del maestro, e il castello alle spalle è diventato uno scenario che nessun palco avrebbe potuto replicare.</p>
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		<title>Donne del SeicentoThaleia Ensemble</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Bernardo Mancini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 10:44:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2 Mondi]]></category>
		<category><![CDATA[Spagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Thaleia Ensemble, gruppo di interpretazione storicista dedicato alla figura della donna nel Barocco, propone &#8220;Donne del Seicento&#8221;, un programma che racconta sette donne straordinarie nate e attive in diverse città dell&#8217;Italia del XVII secolo: alcune vissero la loro attività musicale dentro le mura dei conventi, altre cercarono il proprio spazio in una società in [&#8230;]</p>
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<p>Il Thaleia Ensemble, gruppo di interpretazione storicista dedicato alla figura della donna nel Barocco, propone &#8220;Donne del Seicento&#8221;, un programma che racconta sette donne straordinarie nate e attive in diverse città dell&#8217;Italia del XVII secolo: alcune vissero la loro attività musicale dentro le mura dei conventi, altre cercarono il proprio spazio in una società in cui la posizione di artista era sempre eccezionale per una donna.</p>



<p>Il concerto si apre con un brano pionieristico: la monodia &#8220;Udite lagrimosi spirti&#8221; di Lucia Quinciani (ca. 1566 – ca. 1611), la prima opera mai pubblicata da una donna, inclusa nella raccolta &#8220;Affetti Amorosi&#8221; data alla luce nel 1611 dal suo maestro Marcantonio Negri.</p>



<p>Il programma prosegue con Barbara Strozzi, l&#8217;autrice più conosciuta del barocco, cantante straordinaria e figura chiave per comprendere la Venezia musicale del Seicento, e con Antonia Padoani Bembo, anch&#8217;essa veneziana, che dovette trasferirsi in Francia dopo una vita coniugale complicata, cercando il favore della corte di Luigi XIV a Versailles. </p>



<p>Spazio anche alle compositrici di ambito religioso: Claudia Sessa e Chiara Margarita a Milano, Bianca Maria Meda a Pavia, Isabella Leonarda e Maria Xaviera Peruchona a Novara vissero e composero le loro opere nei conventi, dimostrando una conoscenza profonda delle correnti estetiche in voga nella loro epoca. Il programma si chiude proprio con Meda: visse in clausura a Pavia, nel convento benedettino di San Martino del Leano, e pubblicò nel 1691 a Bologna il suo libro di mottetti, l&#8217;unica opera giunta fino a noi. </p>



<p>Di Marieta Morosina Priuli, invece, si conoscono solo due opere strumentali incentrate sulla danza, che purtroppo non si conservano complete. </p>



<p>Sul piano artistico, le composizioni scelte, con armonie straordinariamente espressive e una grande padronanza delle possibilità della voce, svelano il talento di tutte queste autrici. L&#8217;ensemble, noto per la dedizione all&#8217;interpretazione della musica antica con strumenti storici, combina rigore accademico e sensibilità artistica. </p>



<p>Thaleia, diretto artisticamente dalla violoncellista Ángela Lobato del Castillo e dalla soprano Laura Martínez Boj, fa parte della Fondazione Mount Parnassus, con sede a Calgary, organizzazione non profit che promuove l&#8217;attività concertistica ed educativa di donne dedicate alla musica antica. L&#8217;obiettivo dichiarato è chiaro: illuminare l&#8217;opera di queste donne eccezionali, restituendo una prospettiva femminile della storia musicale che manca troppo spesso nei libri e nelle programmazioni concertistiche.<br><a href="https://lasnavasdelmarques.es/agenda/2025/fim-las-navas-thaleia-ensemble-matines-en-el-castillo" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></p>



<p>Qui il link per i biglietti: <a href="https://www.vivaticket.com/it/ticket/spagna-thaleia-ensemb">https://www.vivaticket.com/it/ticket/spagna-thaleia-ensemb</a></p>



<p></p>
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		<title>Estate al MAXXI 2026, il programma della settimana. Dal 23 al 25 giugno 2026</title>
		<link>https://www.2duerighe.com/cultura/200132-estate-al-maxxi-2026-il-programma-della-settimana-dal-23-al-25-giugno-2026.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Bernardo Mancini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 09:30:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Prosegue Estate al MAXXI, il programma che anima l&#8217;estate romana trasformando il museo in uno spazio aperto all&#8217;incontro tra arti e linguaggi. Musica, teatro, e cinema si intrecciano in una nuova settimana di appuntamenti che invita il pubblico a vivere il MAXXI oltre gli orari consueti, tra riflessioni sul presente, concerti e viaggi sonori capaci [&#8230;]</p>
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<p>Prosegue Estate al MAXXI, il programma che anima l&#8217;estate romana trasformando il museo in uno spazio aperto all&#8217;incontro tra arti e linguaggi. Musica, teatro, e cinema si intrecciano in una nuova settimana di appuntamenti che invita il pubblico a vivere il MAXXI oltre gli orari consueti, tra riflessioni sul presente, concerti e viaggi sonori capaci di attraversare immaginari e geografie culturali differenti.<br><br>Martedì 23 giugno alle ore 21:00, all&#8217;Arena Cinema Tiziano, va in scena <em>Farsi male. Lezioni sul masochismo</em>, uno spettacolo di Vittorio Lingiardi, ispirato all’omonimo libro, che con parole, immagini e musica esplora le forme quotidiane del nostro “farci male”: il senso di colpa, l&#8217;autocritica, i desideri irraggiungibili e il rapporto complesso con il dolore. Con la voce narrante di <strong>Vittorio Lingiardi</strong>, curatela di <strong>Gianni Forte</strong>&nbsp;e la voce recitante di <strong>Federica Fracassi</strong>, la lectio-performance costruisce un intenso dialogo tra riflessione psicoanalitica e immaginario cinematografico.<br><br>Mercoledì 24 giugno alle ore 21:00 lo Spazio NXT nella Piazza del MAXXI ospita<em>&nbsp;Invadenze</em>, il concerto di Lorenzo Hengeller e Gianfranco Compagnoli. Pianoforte e tromba accompagnano il pubblico in un percorso che attraversa jazz, swing e canzone d&#8217;autore. Tra ironia, leggerezza e suggestioni partenopee, Hengeller propone una personale rilettura del proprio repertorio, alternando classici, racconti surreali e le nuove composizioni del disco Pianerottolo con omaggio anche a Lelio Luttazzi.<br><br>Giovedì 25 giugno alle ore 21:00 la Piazza del MAXXI accoglie il dj set di Napoli Segreta, un originale viaggio musicale e narrativo ideato da DNApoli (Gianpaolo Della Noce) e Famiglia Discocristiana (Lorenzo Sannino). Attraverso musica, immagini, letteratura e racconti, il progetto restituisce una visione inedita della città partenopea, lontana dagli stereotipi e capace di raccontarne le molteplici identità culturali, sociali e artistiche.<br><br>Estate al MAXXI prosegue fino al 28 luglio con un calendario di appuntamenti dedicati alla musica, al cinema, alle parole e alle arti contemporanee, confermando il museo come uno dei principali luoghi di incontro culturale dell&#8217;estate romana.</p>
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		<title>Forte Aurelia rinasce: dopo 150 anni, Roma si riprende un pezzo di sé</title>
		<link>https://www.2duerighe.com/rubriche/2-anime/200023-forte-aurelia-rinasce-dopo-150-anni-roma-si-riprende-un-pezzo-di-se.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Palmieri]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 09:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[2 Anime]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C&#8217;è qualcosa di profondamente romano in questa storia. Un forte costruito per difendere la città, abbandonato, dimenticato, lasciato a fare i conti col tempo e con l&#8217;erba che avanzava. E poi, lentamente, la rinascita. Il 22 aprile 2026, nel giorno del Natale di Roma, Forte Aurelia ha riaperto al pubblico dopo dieci anni di restauro [&#8230;]</p>
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<p>C&#8217;è qualcosa di profondamente romano in questa storia. Un forte costruito per difendere la città, abbandonato, dimenticato, lasciato a fare i conti col tempo e con l&#8217;erba che avanzava. E poi, lentamente, la rinascita. Il 22 aprile 2026, nel giorno del Natale di Roma, Forte Aurelia ha riaperto al pubblico dopo dieci anni di restauro curati dalla Guardia di Finanza. Non è solo un cantiere che chiude. È una storia che ricomincia.</p>



<p>Fortino di difesa, rifugio per sfollati, ospedale, poi magazzino abbandonato. La parabola di Forte Aurelia racconta un secolo e mezzo di storia italiana in modo brutalmente onesto. Costruito tra il 1877 e il 1881, fa parte del &#8220;campo trincerato&#8221; che il Regno d&#8217;Italia, dopo l&#8217;unificazione del 1871, ritenne necessario erigere a difesa della città, divenuta Capitale. In totale 15 forti e quattro batterie lungo un anello di 37 km, a circa tre chilometri di distanza dalle antiche Mura Aureliane.</p>



<p>Immaginate Roma appena strappata al potere temporale, nuova capitale di un Paese che ancora doveva trovare se stesso. I Savoia vollero blindarla, circondarla di pietra e cannoni. Quel progetto ambizioso, titanico, quasi visionario, partorì quindici fortini sparsi attorno alla città come sentinelle mute. Forte Aurelia era il primo.</p>



<p>La piazza d&#8217;armi nel 1944 accolse ottomila sfollati, fu poi ospedale della Croce Rossa. In anni in cui Roma bruciava, quel forte diventò rifugio. Non sparava più, ma proteggeva ancora. È questa la vera grandezza di certi luoghi: sanno cambiare senza tradire se stessi.</p>



<p>Dal 1958 la fortificazione era diventata il Centro Logistico della Guardia di Finanza. Poi i decenni del degrado, il silenzio, le erbacce. Fino alla decisione, nel 2016, di recuperarlo. Dieci anni di cantiere silenzioso, di lavori complessi, di scommessa sul futuro. Una scommessa vinta.</p>



<p>All&#8217;interno si trovano oggi spazi espositivi, una sala polifunzionale e un&#8217;area verde con fossato perimetrale. Il fossato, elemento architettonico originale, è oggi percorribile. Passeggiare lungo quel solco di pietra significa letteralmente camminare dentro la storia di Roma. Non attraverso un libro, non davanti a uno schermo: fisicamente dentro.</p>



<p>La vera novità non è il restauro in sé. È la scelta di aprire. Di restituire. In una struttura esterna al forte, ma nel suo comprensorio, sorgerà la nuova sede dello SCICO, il Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata, reparto di punta delle Fiamme Gialle. Le Fiamme Gialle restano, dunque, è giusto così, è casa loro, ma il forte in sé diventa patrimonio collettivo.</p>



<p>Il Comandante Generale Andrea De Gennaro ha usato parole semplici e precise: il forte dovrà essere anche un luogo di aggregazione per i cittadini. Non un museo polveroso da visitare una volta sola e dimenticare. Un posto dove tornare. L&#8217;auspicio è che le ampie aree vengano dedicate a mostre temporanee, organizzate sia dal Corpo che da altre istituzioni.</p>



<p>Il sindaco Gualtieri ha definito l&#8217;operazione un bellissimo regalo alla città di Roma e ai romani, sottolineando come sia il primo dei 15 forti a uscire da una situazione di degrado per riaprire a usi culturali, eventi e mostre. E ha citato gli altri cantieri aperti o in programma: Forte Bravetta, Trionfale, Boccea. Come dire: questo è l&#8217;inizio, non la fine.</p>



<p>Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha definito particolarmente significativo celebrare la rinascita del Forte nell&#8217;ambito del 2779° Natale di Roma, finalmente restituito alla comunità dopo un restauro che ne ha esaltato il valore storico.</p>



<p>La data scelta, il Natale di Roma, il 22 aprile, non è un caso. È un atto simbolico deliberato, quasi un messaggio: Roma sa ancora prendersi cura di se stessa. Sa restaurare, sa riaprire, sa trasformare ciò che era militare in qualcosa di civile senza perderne l&#8217;anima.</p>



<p>La visita è gratuita, ma richiede prenotazione via email, indicando i dati dei visitatori e il turno prescelto. Nessun biglietto, nessuna coda chilometrica. Solo la voglia di andarci.</p>



<p>Roma ha tanti monumenti. Ma i luoghi che tornano a vivere dopo decenni di silenzio hanno qualcosa di speciale: portano con sé il peso del tempo e la leggerezza del riscatto. Forte Aurelia è uno di questi. Andateci.</p>
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		<title>God of War Laufey: il fotorealismo e la scomparsa dell’immaginario</title>
		<link>https://www.2duerighe.com/videogiochi/200081-god-of-war-laufey-il-fotorealismo-e-la-scomparsa-dellimmaginario.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Michelangelo Casto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Videogiochi]]></category>
		<category><![CDATA[fotorealismo]]></category>
		<category><![CDATA[God of War]]></category>
		<category><![CDATA[god of war laufey]]></category>
		<category><![CDATA[grafica realistica]]></category>
		<category><![CDATA[immaginario]]></category>
		<category><![CDATA[trailer]]></category>
		<category><![CDATA[tripla a]]></category>
		<category><![CDATA[uncanny valley]]></category>
		<category><![CDATA[videogiochi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando ho visto il trailer di God of War: Laufey, presentato allo State of Play del 3 giugno, ho provato una forte sensazione di disagio. In parte per l’ipertrofia visiva delle sequenze ultraveloci (il corrispettivo estetico del tanto agognato &#8220;frame rate granitico”), in parte per il kitsch di una violenza eccessiva priva di alcun intento [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Quando ho visto il <a href="https://youtu.be/HLMX2w3cwuE?si=wFGjvb4mBaFpEyEb">trailer</a> di <em>God of War: Laufey</em>, presentato allo State of Play del 3 giugno, ho provato una forte sensazione di disagio. In parte per l’ipertrofia visiva delle sequenze ultraveloci (il corrispettivo estetico del tanto agognato &#8220;<em>frame rate</em> granitico”), in parte per il kitsch di una violenza eccessiva priva di alcun intento parodistico alla <em>Mortal Kombat </em>&#8211; e mettiamoci pure l&#8217;ostentato ricorso a cliché fiabeschi e l’estenuante lunghezza della presentazione, che sembrano far del trailer il prodotto principale anziché la sua anticipazione.</p>



<p>Ma ciò che quel trailer ha di maggiormente destabilizzante può essere sintetizzato da un’immagine in particolare: un primo piano di Faye (la moglie di Kratos a cui è affidato il ruolo di protagonista in questa nuova iterazione della saga).</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/image-7-1024x576.png" alt="Un primo piano di Faye, protagonista del nuovo God of War Laufey" class="wp-image-200083" srcset="https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/image-7-1024x576.png 1024w, https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/image-7-300x169.png 300w, https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/image-7-768x432.png 768w, https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/image-7-600x337.png 600w, https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/image-7-720x405.png 720w, https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/image-7-356x200.png 356w, https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/image-7-546x307.png 546w, https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/image-7-100x56.png 100w, https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/image-7-200x113.png 200w, https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/image-7.png 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Più che farci sentire trasportati in un mondo alieno, questo frame sembra farci percepire come alienato &#8211; e alienante &#8211; il nostro.</em></figcaption></figure>
</div>


<p>Trovo che questa immagine &#8211; divenuta presto, insieme ad altri primi piani, il simbolo dell&#8217;annuncio &#8211; abbia un che di sinistro, di inquietante: qualcosa di simile all’effetto chiamato <em>uncanny valley</em>, quel particolare sgomento suscitato dalle rappresentazioni pseudo-realistiche come, ad esempio, i volti robotici che imitano quelli umani con un grado di imperfezione tale da volgere rapidamente la familiarità della somiglianza nella sensazione straniante, se non d’orrore, tipica di ciò che è artificioso.</p>



<p>Ma <em>God of War: Laufey</em> non può certo essere accusato di <em>uncanny</em> <em>valley</em>; il suo merito &#8211; che il trailer ha ben messo in evidenza &#8211; è anzi quello di distinguersi per un impianto tecnico all’avanguardia, capace di segnare un significativo traguardo sul fronte del fotorealismo. Il disagio provocato dal primo piano della protagonista non è quello di un <em>quasi realismo</em> che finisce per parodiare il proprio referente, ma quello di un <em>eccesso di realismo</em> che lo supera, risultando &#8211; non credo ci sia espressione migliore &#8211; <em>weird</em>. È, per intenderci, la stessa impressione che provocano quei <a href="https://youtube.com/shorts/vIEt5uWcwEM?si=6xmWgDOtvzlSgtlm">video</a> generati con l’IA in cui si vedono i Pokémon dalle sembianze realistiche: la sensazione cioè di non guardare più un archetipo, un’astrazione ideale della realtà, ma una sua imitazione tanto fedele e accurata da risultare, paradossalmente, fuori posto: irreale.</p>



<p>Il noto sociologo francese Jean Baudrillard ha dedicato molta della sua ricerca intellettuale all’idea di simulazione, intendendo con ciò l’approdo in uno scenario &#8211; quello postmoderno &#8211; in cui i simboli sono più reali di ciò che rappresentano. Il simbolo, in questo senso, passa dall’essere un mediatore tra soggetto e reale e diventa l’oggetto mediato in sé, una sorta di epifenomeno del reale in cui si perde ogni distanza percettiva, dove cioè l’esperienza estetica è ridotta, annullata nell’autoreferenzialità del segno.&nbsp;</p>



<p>In questa direzione sembra ormai andare, da diversi anni, l’industria videoludica, il cui pubblico saluta con fervente entusiasmo l’avvento del fotorealismo &#8211; segno di come il giudizio estetico sul videogioco sia sempre tecnologicamente orientato. Sono molti i videogiochi che esibiscono &#8211; o promettono di esibire &#8211; una grafica fotorealistica, dal pluripremiato <em>The Last of Us Part II</em>, altra produzione Sony il cui realismo grafico strizza l’occhio al grande schermo, a <em>Death Stranding</em>, <em>Cyberpunk 2077</em>, <em>Senua&#8217;s Saga: Hellblade II</em>, fino a giochi indipendenti come <em>Homesick </em>e <em>The Vanishing of Ethan Carter</em>, che usano la fotogrammetria per riprodurre fedelmente ambienti reali.</p>



<p>Forse il nuovo capitolo di <em>God of War</em> non può ancora vantare una “potenza muscolare” come quella di <em>Tlou2</em>, ma è evidente una certa ossessione per la resa realistica del proprio immaginario. E se, come dicevamo prima sulla scorta di Baudrillard, è la distanza percettiva a venir meno in una dimensione iperreale, il trailer di <em>Laufey</em> non fa che dimostrarlo con evidenza spettacolare: tra il volto di Faye e quello di Deborah Ann Woll, l’attrice che si è prestata al <em>motion capture</em>, non vi è molta differenza: il volto di Faye <em>è </em>il volto di Woll. Tra il personaggio di fantasia e l’attrice che lo interpreta non vi è che una differenza cosmetica.&nbsp;</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/Laufey-Faye-vs-Deborah-Ann-Woll-1-1024x576.png" alt="Laufey (Faye) vs Deborah Ann Woll" class="wp-image-200090" srcset="https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/Laufey-Faye-vs-Deborah-Ann-Woll-1-1024x576.png 1024w, https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/Laufey-Faye-vs-Deborah-Ann-Woll-1-300x169.png 300w, https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/Laufey-Faye-vs-Deborah-Ann-Woll-1-768x432.png 768w, https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/Laufey-Faye-vs-Deborah-Ann-Woll-1-1536x864.png 1536w, https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/Laufey-Faye-vs-Deborah-Ann-Woll-1-600x337.png 600w, https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/Laufey-Faye-vs-Deborah-Ann-Woll-1-720x405.png 720w, https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/Laufey-Faye-vs-Deborah-Ann-Woll-1-356x200.png 356w, https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/Laufey-Faye-vs-Deborah-Ann-Woll-1-546x307.png 546w, https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/Laufey-Faye-vs-Deborah-Ann-Woll-1-100x56.png 100w, https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/Laufey-Faye-vs-Deborah-Ann-Woll-1-200x113.png 200w, https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/Laufey-Faye-vs-Deborah-Ann-Woll-1.png 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La scelta di un cast d&#8217;eccezione è ormai un asset fondamentale per le grandi produzioni, cosa che contribuisce ad avvicinare il pubblico videoludico a quello cinematografico.</em></figcaption></figure>
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<p>Dimostrando ancora una volta il suo complesso di inferiorità nei confronti della settima arte (complesso dell’industria più che del medium), il videogioco realizza un decisivo sovvertimento mediale: mentre il cinema &#8211; come sosteneva Benjamin<sup data-fn="a7ba63b8-67bf-4eaf-8b3f-a69142e6a656" class="fn"><a href="#a7ba63b8-67bf-4eaf-8b3f-a69142e6a656" id="a7ba63b8-67bf-4eaf-8b3f-a69142e6a656-link">1</a></sup> &#8211; ricrea il reale a partire dall’artificio (quello della giustapposizione arbitraria delle immagini fotografiche), il medium videoludico trasfigura il reale stesso per creare una finzione che vada oltre il verosimile.</p>



<p>Tutto ciò risulta ancora più straniante, e in un certo senso contraddittorio, considerando la natura fantastica della saga di <em>God of War</em>. Se la grafica fotorealistica può avere un suo senso in giochi simulativi come <em>Microsoft Flight Simulator</em>, dove si vuole appunto riportare nel gioco un “aspetto” della realtà<sup data-fn="ddf0aceb-31e3-4e8d-933f-ebd08cd856e3" class="fn"><a href="#ddf0aceb-31e3-4e8d-933f-ebd08cd856e3" id="ddf0aceb-31e3-4e8d-933f-ebd08cd856e3-link">2</a></sup>, qui le cose sono diverse. Quando è il registro del fantastico a essere preso d’assalto dalla mania del fotorealismo, ciò che stiamo sacrificando sull&#8217;altare della tecnica è anzitutto la capacità immaginativa che ci permetteva di proiettarci in uno scenario di fantasia, quello slancio dell’immaginazione volto a colmare la distanza tra quel che appare a schermo ed il significato che ciò assume nella finzione della <em>fabula</em>.&nbsp;</p>



<p>Mi viene in mente una scena del film <em>The Life of David Gale</em>, molto ripresa sui social, in cui il professor Gale (Kevin Spacey) illustra la “teoria di Lacan” spiegando che «<em>Le fantasie non devono essere mai realistiche, poiché nel momento in cui otteniamo quello che cerchiamo, non lo vogliamo, non possiamo volerlo più. Per poter continuare ad esistere, il desiderio deve avere i suoi oggetti eternamente assenti. E non è quella cosa che noi vogliamo, ma la fantasia di quella cosa; quindi il desiderio alimenta solo fantasie utopistiche</em>».</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Fantasie e desideri secondo Lacan (clip dal film La vita di David Gale)" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/iAdTWBZ1EGk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Desiderio e immaginazione sono intimamente legati, e al pari del primo anche la seconda necessita di avere i suoi “oggetti eternamente assenti”, perché è in funzione di questa impossibilità alla realizzazione che mettiamo in moto le nostre capacità immaginative. Con il fotorealismo assistiamo allora alla soppressione di questa discontinuità tra il sentire e la realizzazione del sentimento: il reale si impone all’immaginario, e l’immaginario viene consegnato alla mimesi piatta permessa dalla nuova frontiera tecnologica, facendo collassare quello spazio di senso, quel luogo deputato all’esercizio della fantasia come strumento di costruzione di significato.&nbsp;</p>



<p>Da spazio ludico e di astrazione, il videogioco diventa, con il fotorealismo, nuova sede e modello di un reale ludicizzato, tecnicamente riproducibile e svuotato da ogni tensione fantastica. Ci propone così la verità formale dell’evidenza, della forma immediatamente intelligibile come risultato dell’intera esperienza estetica, a cui l’immaginazione non può che arrendersi. Resta da chiedersi quale sia, a questo punto, la prossima frontiera da violare.&nbsp;</p>


<ol class="wp-block-footnotes"><li id="a7ba63b8-67bf-4eaf-8b3f-a69142e6a656">Walter Benjamin, <em>L&#8217;opera d&#8217;arte nell&#8217;epoca della sua riproducibilità tecnica.</em> <a href="#a7ba63b8-67bf-4eaf-8b3f-a69142e6a656-link" aria-label="Salta al riferimento nella nota a piè di pagina 1"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/21a9.png" alt="↩" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />︎</a></li><li id="ddf0aceb-31e3-4e8d-933f-ebd08cd856e3">Per un approfondimento sul valore ludico dei videogiochi simulativi si legga <em><a href="https://www.2duerighe.com/videogiochi/163720-perche-i-videogiochi-simulativi-sono-divertenti.html">Perché i videogiochi simulativi sono divertenti</a></em> <a href="#ddf0aceb-31e3-4e8d-933f-ebd08cd856e3-link" aria-label="Salta al riferimento nella nota a piè di pagina 2"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/21a9.png" alt="↩" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />︎</a></li></ol>


<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="205" src="https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/2-1024x205.png" alt="" class="wp-image-200101" srcset="https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/2-1024x205.png 1024w, https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/2-300x60.png 300w, https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/2-768x154.png 768w, https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/2-356x71.png 356w, https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/2-546x109.png 546w, https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/2-100x20.png 100w, https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/2-200x40.png 200w, https://www.2duerighe.com/wp-content/uploads/2026/06/2.png 1100w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



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<p></p>
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