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	<description>Un quotidiano sottosopra</description>
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		<title>Australia, il crollo del fumo e il paradosso della nicotina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Bruno]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jul 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Australia ha portato il fumo quotidiano ai minimi storici, ma sarebbe prematuro dichiarare conclusa la battaglia contro la dipendenza da nicotina. I primi risultati della National Drug Strategy Household Survey 2025 dell’Australian Institute of Health and Welfare indicano che fuma ogni giorno il 5,6% delle persone con almeno 14 anni, contro l’8,3% del 2022-2023 e [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L’Australia ha portato il fumo quotidiano ai minimi storici, ma sarebbe prematuro dichiarare conclusa la battaglia contro la dipendenza da nicotina. I primi risultati della National Drug Strategy Household Survey 2025 dell’Australian Institute of Health and Welfare indicano che fuma ogni giorno il 5,6% delle persone con almeno 14 anni, contro l’8,3% del 2022-2023 e il 19,5% del 2001. I fumatori quotidiani sono circa 1,3 milioni, rispetto ai tre milioni di inizio secolo. Anche la quota di popolazione che ha utilizzato almeno un prodotto contenente nicotina nei dodici mesi precedenti è scesa dal 17,4% al 15,2%, il minimo della serie. Sul piano della prevalenza, il risultato è sostanziale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dato, tuttavia, non misura né il consumo quotidiano complessivo né la quantità di nicotina assorbita. L’indagine, basata su oltre 17.500 persone intervistate tra giugno e dicembre 2025, rileva comportamenti auto-dichiarati e non consente di attribuire causalmente ogni variazione alle riforme più recenti. La riduzione del fumo è il risultato cumulativo di tassazione, plain packaging, divieti pubblicitari, avvertenze sanitarie, campagne di prevenzione, ambienti smoke-free e perdita di accettabilità sociale. L’analisi AIHW dettagliata su approvvigionamento e pattern di consumo è attesa nell’agosto 2026.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La distinzione tra prevalenza e quantità è decisiva. Nel giugno 2026 l’Australian Bureau of Statistics ha pubblicato stime sperimentali basate sui metaboliti della nicotina nelle acque reflue: secondo il modello, la quantità totale consumata sarebbe aumentata di quasi il 40% tra il 2017 e il 2025, a fronte di una crescita demografica del 14%, e nel 2025 l’80% sarebbe riconducibile a fonti illecite. Non è una smentita automatica dell’AIHW: meno utilizzatori possono consumare più intensamente o prodotti con concentrazioni differenti. Ma le stime ABS coprono circa il 60% della popolazione e dipendono da ipotesi di allocazione tra prodotti. La conclusione corretta è doppia: cala la prevalenza dichiarata, mentre la dose aggregata potrebbe non essere diminuita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche il vaping presenta un quadro meno lineare di quanto suggerisca una lettura politica. L’uso quotidiano è rimasto sostanzialmente stabile, al 3,6% contro il 3,5% del 2022-2023; l’uso corrente &#8211; quotidiano, settimanale, mensile o meno frequente &#8211; è sceso dal 7% al 6%. Tra i 18-24enni, l’uso corrente è diminuito dal 20,6% al 14%, mentre quello quotidiano resta elevato all’8,3%. I dati sono coerenti con un arresto dell’espansione occasionale, ma non dimostrano da soli che le riforme abbiano prodotto la flessione né che il nucleo dei consumatori dipendenti si stia riducendo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il quadro regolatorio è stato costruito per fasi. Il Vaping Reforms Act, in vigore dal 1° luglio 2024, vieta importazione, produzione nazionale, fornitura, detenzione commerciale e pubblicità dei vape monouso e non terapeutici, senza vietare ogni sigaretta elettronica. Dal 1° ottobre 2024 gli adulti possono ottenere in farmacie partecipanti prodotti terapeutici fino a 20 mg/mL senza prescrizione, previa valutazione del farmacista e nel rispetto delle leggi statali; concentrazioni superiori richiedono prescrizione. Dal 1° luglio 2025 valgono standard più severi su ingredienti, concentrazione, aromi, packaging ed etichettatura. Punto critico: i prodotti nella notified vape list non sono approvati nell’ARTG e non sono stati valutati individualmente dalla TGA; il sistema si basa sulla notifica di conformità dello sponsor.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 1° luglio 2025 sono inoltre vietati mentolo, aromi e accessori capaci di modificare gusto o intensità; sono state standardizzate alcune caratteristiche fisiche, eliminate denominazioni fuorvianti e introdotti nuovi warning. Il Governo sottolinea che il fumo quotidiano tra gli adulti di almeno 18 anni è sceso al 5,8%, molto sotto il target del 10% per il 2025 e vicino all’obiettivo del 5% o meno entro il 2030. È però più rigoroso parlare di associazione con un pacchetto pluridecennale di misure, non di prova causale della singola riforma del 2024.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dividendo sanitario resta rilevante. Il fumo provoca oltre 24.000 morti l’anno in Australia; meno combustione riduce l’esposizione a catrame, monossido di carbonio e cancerogeni, con potenziali benefici su costi sanitari, assenteismo e produttività. Cancer Council Australia ha chiesto di mantenere le misure consolidate, inclusa la tassazione, rafforzando insieme enforcement, campagne e supporto alla cessazione. Ma AIHW non dimostra che l’attuale livello dell’accisa sia ottimale, né che un taglio ridurrebbe l’illegalità: mostra che il calo della prevalenza può coesistere con una forte sostituzione verso canali illeciti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 34% dei fumatori correnti dichiara infatti un uso recente di tabacco illecito, contro il 16,7% del 2022-2023. Il 22,6% ha acquistato prodotti di marca privi di plain packaging o warning e il 16,4% fuma tabacco sfuso non marchiato; il 57% degli acquirenti di tabacco illecito di marca indica un tobacconist come fonte. Nel vaping, solo il 2,5% degli utilizzatori dichiara di essersi rifornito in una farmacia fisica e il 4,8% online; AIHW attribuisce il restante 93% a fonti illecite, soprattutto tabaccai. La stima del 2,5% ha tuttavia un errore standard relativo elevato e deve essere letta con cautela. Il segnale strategico non cambia: il canale legale è minoritario e l’enforcement retail è il collo di bottiglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La dimensione fiscale conferma la materialità del problema, senza autorizzare equivalenze semplicistiche tra accisa e criminalità. L’Australian Taxation Office ha stimato per il 2023-2024 circa 1.741 tonnellate di tabacco illecito, un quarto del tabacco disponibile, con 3,2 miliardi di dollari australiani di dazi e accise teoricamente evasi e un tax gap netto del 19,6%. Nel marzo 2025 il Governo ha stanziato ulteriori 156,7 milioni per polizia federale, confisca dei patrimoni, tecnologie di frontiera, procure, autorità statali e Office of the Illicit Tobacco and E-cigarette Commissioner. Gli stanziamenti riconoscono il rischio; non provano che l’enforcement sia già adeguato alla scala della filiera clandestina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo fronte sono i prodotti orali. Nel 2025 l’1,8% della popolazione dai 14 anni in su ha utilizzato nicotine pouches nell’ultimo anno; tra i 18-24enni la quota sale all’8,4%, mentre il 3,8% riferisce uso di snus. I pouches non contengono foglia di tabacco, ma possono avere dosi elevate o incoerenti, etichette inesatte e contaminanti non dichiarati. Nessun prodotto è incluso nell’Australian Register of Therapeutic Goods: la TGA non ne ha validato qualità, sicurezza o efficacia per la cessazione. “Tobacco-free” elimina la combustione, non la dipendenza né l’incertezza sanitaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal 24 luglio 2026 il Governo Albanese chiuderà le residue vie di accesso individuale ai nicotine pouches non registrati. Non sarà più possibile importarli attraverso il Personal Importation Scheme, neppure con prescrizione; non saranno accessibili tramite Special Access Scheme o Authorised Prescriber Scheme; farmacisti e altri professionisti non potranno prepararli mediante l’esenzione per il compounding. I viaggiatori non potranno introdurli con la traveller’s exemption. Per il consumatore non resterà un percorso legale di acquisto o importazione; uno sponsor potrà comunque chiedere l’inclusione nell’ARTG sulla base di dati di qualità, sicurezza ed efficacia, mentre resteranno i canali autorizzati per la ricerca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vantaggio della decisione è preventivo: impedire che i pouches acquisiscano la penetrazione dei vape e chiarire che “senza tabacco” non significa innocuo o terapeutico. La misura tutela soprattutto i giovani e indirizza la cessazione verso terapie approvate. Il limite è operativo: prodotti piccoli, occultabili e promossi online possono alimentare il mercato clandestino. La domanda non scompare per decreto. Serviranno controlli doganali intelligence-led, responsabilità delle piattaforme, licenze e verifiche dei rivenditori, sanzioni effettive, tracciamento finanziario e accesso rapido ai trattamenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, il poly-use impedisce di confondere meno utilizzatori con meno danno. La quota di persone che ha usato tre o più forme di nicotina è salita dallo 0,5% allo 0,9%, mentre l’uso di una sola forma è sceso al 11%. AIHW precisa che ciò potrebbe indicare un aumento della quantità media consumata da chi combina sigarette, vape e altri prodotti, ma non lo dimostra ancora. Le prossime rilevazioni dovranno misurare frequenza, concentrazione, dose cumulata, transizioni tra prodotti e differenze per età e condizione socioeconomica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il giudizio finale è positivo sul declino del fumo, ma sospeso sulla nicotina complessiva. L’Australia ha una prevalenza di smoking tra le più basse al mondo e il modello di tassazione, de-normalizzazione, restrizione del prodotto e supporto alla cessazione resta un benchmark. Tuttavia, il successo non può essere valutato soltanto con il 5,6% dei fumatori quotidiani: deve includere quantità aggregate, dipendenza, poly-use, quota illecita, mortalità ed enforcement. Se Canberra integrerà sanità pubblica, intelligence economico-finanziaria, fiscalità e controllo della distribuzione, la riduzione del fumo diventerà strutturale. Se la regolazione correrà più dell’enforcement, il mercato potrà essere più piccolo nei consumatori dichiarati, ma più opaco e redditizio per le reti illegali.</p>
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		<title>Desecretato il fascicolo svizzero su Josef Mengele: cosa potrebbe emergere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Di Filippo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arriva la decisione della Svizzera di desecretare il fascicolo dedicato a Josef Mengele, che potrebbe riaprire uno dei capitoli più controversi della fuga dei criminali nazisti nel dopoguerra. L&#8217;accesso ai documenti custoditi dall&#8217;Archivio federale svizzero promette infatti di fare luce non soltanto sui movimenti dell&#8217;ex medico di Auschwitz, ma anche sull&#8217;eventuale ruolo svolto dalle autorità [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Arriva la decisione della Svizzera di desecretare il fascicolo dedicato a Josef Mengele, che potrebbe riaprire uno dei capitoli più controversi della fuga dei criminali nazisti nel dopoguerra. L&#8217;accesso ai documenti custoditi dall&#8217;Archivio federale svizzero promette infatti di fare luce non soltanto sui movimenti dell&#8217;ex medico di Auschwitz, ma anche sull&#8217;eventuale ruolo svolto dalle autorità elvetiche durante la sua latitanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;annuncio, accolto con favore &#8211; tra i molti &#8211; anche dal Comitato Internazionale di Auschwitz, che da anni chiede una piena ricostruzione delle reti di protezione che permisero a molti esponenti del regime nazista di sottrarsi alla giustizia internazionale, lascia spazio al dibattito e all’immaginazione, anche se nessuno può davvero predire con convinzione quanto ne emergerà.<strong></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo che per anni il Servizio delle attività informative della Confederazione aveva negato la consultazione del dossier, sostenendo che la documentazione fosse ancora coperta dal periodo di protezione previsto dalla normativa svizzera, è arrivato il ribaltamento di fronte, che promette di scalzare facilmente Epstein dal primo posto dei “files” che destano maggiore curiosità. Nello specifico, la situazione è cambiata dopo il ricorso presentato dallo storico Gérard Wettstein davanti al Tribunale amministrativo federale, in quanto, a seguito della rivalutazione giuridica del caso, il servizio di intelligence ha deciso di modificare la propria posizione, autorizzando la consultazione dei documenti pur mantenendo alcune limitazioni legate alla tutela di informazioni considerate sensibili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;obiettivo della ricerca è quello di verificare un&#8217;ipotesi rimasta finora senza una risposta definitiva, quale la possibile presenza di Mengele all&#8217;aeroporto di Kloten, nei pressi di Zurigo, nel 1961, e l&#8217;eventuale mancato intervento delle autorità svizzere nei confronti di uno dei criminali di guerra più ricercati al mondo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Josef Mengele infatti rappresenta una delle figure più tristemente note del sistema concentrazionario nazista, che da medico delle SS ad Auschwitz divenne “celebre” per gli esperimenti pseudoscientifici condotti sui deportati, in particolare su bambini e gemelli, che provocarono sofferenze e migliaia di vittime. Alla fine della Seconda guerra mondiale riuscì però a evitare il processo di Norimberga e a scomparire grazie a una rete di sostegno a tinte sudamericane, che gli consentì di raggiungere prima l&#8217;Argentina e successivamente Paraguay e Brasile, utilizzando documenti falsi e identità di copertura, finché non morì nel 1979 proprio in Brasile, dove annegò durante un bagno in mare, e solo nel 1985 il ritrovamento della sua sepoltura e le successive analisi genetiche permisero di confermarne definitivamente l&#8217;identità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ad oggi gli storici ritengono che la documentazione svizzera possa offrire nuovi elementi sulle rotte utilizzate dai criminali nazisti durante la fuga dall&#8217;Europa e sull&#8217;atteggiamento mantenuto da alcuni Stati occidentali negli anni della Guerra fredda, e anche lo stesso Comitato Internazionale di Auschwitz sottolinea come la piena accessibilità agli archivi rappresenti un passaggio fondamentale per preservare la memoria delle vittime e approfondire la ricerca storica.</p>
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		<title>Musk vs Nolan, una sfida nel nome di Omero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Guidi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema e tv]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cantami o diva, del Muskiade Elon l&#8217;ira funesta che infiniti lutti addusse ai cinefili. Come ben sappiamo, &#8220;Odissea&#8221; la nuova fatica cinematografica dell&#8217;autore britannico Christopher Nolan, è disponibile nei cinema da circa una settimana. E sì, l&#8217;espressione &#8220;come ben sappiamo&#8221; è quanto mai adeguata, visto che anche se non foste appassionati né di cinema né [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Cantami o diva, del Muskiade Elon l&#8217;ira funesta che infiniti lutti addusse ai cinefili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come ben sappiamo, &#8220;Odissea&#8221; la nuova fatica cinematografica dell&#8217;autore britannico Christopher Nolan, è disponibile nei cinema da circa una settimana. E sì, l&#8217;espressione &#8220;come ben sappiamo&#8221; è quanto mai adeguata, visto che anche se non foste appassionati né di cinema né di epica, avreste comunque sentito parlare per l&#8217;immane quantità di polemiche suscitate da questa nuova trasposizione del poema omerico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Polemiche per l&#8217;armatura di Agamennone, più adatta ad un supereroe che a un capo greco dell&#8217;età micenea. Per la scelta di far interpretare Elena di Troia (nota con l&#8217;epiteto &#8220;dalle bianche braccia&#8221;) all&#8217;attrice keniota Lupita Nyong&#8217;o. Persino per il coinvolgimento nel cast di Elliot Page, in un ruolo che per molto tempo si è vociferato fosse quello di Achille (cosa clamorosamente poi smentita, in quanto l&#8217;attore transgender è stato ingaggiato per interpretare il soldato greco Sinone).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, Christopher Nolan vi ha dato letteralmente tutti i motivi possibili e immaginabili per potervi lamentare, e sarebbe quanto meno ingenuo pensare che non lo abbia fatto apposta. Nolan ha dimostrato in molte occasioni di aver compreso che il cinema è una sintesi di arte e industria, e per poter valorizzare entrambi gli aspetti di questo mercato, è necessario inscriversi in un meccanismo di comunicazione mediatica che, sì, spesso include anche la polemica. Ed ecco che anche gli hater devono avere la loro parte di elementi a cui attaccarsi per poter (spesso inconsapevolmente) promuovere il film.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parlatene bene o parlatene male purché se ne parli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così si dice, no?</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;ira di Elon</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia ci sono hater e hater. La maggior parte si limita a lanciare insulti, attacchi e minacce di morte dalla finestra dello schermo, nascondendosi poi dietro a un muro fatto di anonimato e una foto profilo che non li rappresenta. Ma cosa accade quando l&#8217;hater è letteralmente l&#8217;uomo più ricco del mondo? Cosa accade quando una figura con troppi soldi, potere, esposizione mediatica e desiderio di polemica decide di mettere bocca su questioni che non lo riguardano minimamente?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Beh, in effetti quest&#8217;ultima domanda sintetizza in modo efficace letteralmente qualsiasi cosa abbia fatto o detto Elon Musk negli ultimi dieci anni. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia è da qualche mese a questa parte che il CEO di SpaceX sembra essersi particolarmente interessato al cinema e ai meccanismi dello spettacolo. La cosa non deve certo sorprenderci. Negli ultimi tempi Musk ha legato sempre di più il suo nome alla politica (in particolar modo quella conservatrice di stampo populista), e il potere comunicativo e propagandistico del cinema è innegabile. Ovviamente è inutile sottolineare come le uscite di Musk sull&#8217;ambito del cinema siano sempre state il più controverse e divisive possibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Giusto un mese fa, il magnate sudafricano usava il suo gigantesco potere mediatico per promuovere &#8220;Citizen Vigilante&#8221;. Film d&#8217;azione diretto dal regista tedesco Uwe Boll e con protagonista Armie Hammer, tratta il tema della violenza e del crimine legati all&#8217;immigrazione, arrivando anche a proporre una possibile soluzione: la violenza sommaria e indistinta. Il film, rifiutato dalla maggior parte dei cinema tedeschi per il messaggio e i contenuti, è stato quindi reso disponibile gratuitamente sul web, forte anche della promozione dello stesso Musk. Questi in particolare ha posto &#8220;Citizen Vigilante&#8221; come la valida alternativa ad una Hollywood sempre più woke.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò ha portato il film a diventare il manifesto di coloro che inneggiano alla remigrazione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">&#8220;Farò un&#8217;Odissea tutta mia, con blackjack e squillo di lusso&#8221;</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Adesso però il nostro CEO sogna in grande. Non basta più limitarsi a polemizzare sul web, o a promuovere film che istigano all&#8217;odio e alla violenza razziale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">A suo dire, Nolan ha tradito Omero e si è piegato all&#8217;ideologia woke, e questo affronto non può essere tollerato. Ed ecco dunque la nuova, grande impresa di Elon Musk. Sfidare Nolan sul suo stesso terreno. Proporre una nuova versione dell&#8217;Odissea che rispetti finalmente il canone imposto da Omero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un canone imposto mettendo per iscritto racconti di cui esistevano decine di versioni diverse da un autore che non si sa neanche se sia esistito davvero, ma è pur sempre un canone. Altrettanto confuso è anche il modo in cui intende farlo. Da alcune fonti si dice che intenda farlo tramite la sua IA Grok, mentre secondo altre intenderebbe commissionare il lavoro ad un altro regista noto per le sue posizioni progressiste: Mel Gibson. In qualsiasi maniera intenda farlo però, tiene a precisare che tale trasposizione &#8220;storicamente accurata&#8221; arriverà entro la fine dell&#8217;anno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E mentre anche altri cineasti come Scott Derrickson commentano lo scontro tra autori che sta per avvenire ( &#8220;Chiaramente Elon Musk non sa un ca*o di cinema, e ha smesso di leggere prima dei trent&#8217;anni. Le sue opinioni sull&#8217;arte non valgono nulla&#8221;), &#8220;Odissea&#8221; ha già totalizzato 260 milioni di dollari al botteghino mondiale a circa una settimana dal rilascio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma proprio il caso di dire &#8220;go wke, go broke&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Chiara Ferragni, nuove cause dopo il Pandoro-gate: la battaglia legale non è ancora finita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Bianca Ricci]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 10:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sembrava che il capitolo giudiziario legato al Pandoro-gate fosse ormai arrivato alla conclusione, ma per Chiara Ferragni i problemi legali non sono ancora terminati. Dopo il proscioglimento nel procedimento penale relativo ai casi del pandoro Balocco e delle uova di Pasqua, l&#8217;imprenditrice digitale si trova ora ad affrontare una nuova fase, caratterizzata da ulteriori azioni [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Sembrava che il capitolo giudiziario legato al Pandoro-gate fosse ormai arrivato alla conclusione, ma per Chiara Ferragni i problemi legali non sono ancora terminati. Dopo il proscioglimento nel procedimento penale relativo ai casi del pandoro Balocco e delle uova di Pasqua, l&#8217;imprenditrice digitale si trova ora ad affrontare una nuova fase, caratterizzata da ulteriori azioni giudiziarie sul fronte civile.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">La vicenda che ha coinvolto Ferragni è iniziata alla fine del 2023, quando l&#8217;Autorità garante della concorrenza e del mercato contestò una pratica commerciale ritenuta ingannevole nelle campagne promozionali legate a prodotti presentati come iniziative benefiche. In seguito si è aperta anche un&#8217;indagine penale per truffa aggravata, conclusasi però con il proscioglimento dell&#8217;influencer. Il giudice ha infatti escluso l&#8217;aggravante della minorata difesa dei consumatori, riqualificando il fatto come truffa semplice. Dato che le querele erano state nel frattempo ritirate dopo gli accordi risarcitori raggiunti con le associazioni dei consumatori, il procedimento non ha potuto proseguire. La chiusura del processo penale, però, non significa automaticamente la fine di ogni contenzioso. Alcuni consumatori e soggetti coinvolti stanno infatti valutando o hanno avviato nuove iniziative in sede civile, con l&#8217;obiettivo di ottenere eventuali risarcimenti o far valere i propri diritti attraverso percorsi distinti rispetto a quello penale. Si tratta di procedimenti che seguono regole diverse e che non mettono nuovamente in discussione il reato contestato, ma possono riguardare eventuali danni economici o patrimoniali lamentati dalle parti interessate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal canto suo, Chiara Ferragni continua a sostenere di avere già riconosciuto gli errori commessi sul piano della comunicazione commerciale. L&#8217;imprenditrice ha più volte ricordato di aver pagato le sanzioni amministrative, effettuato donazioni milionarie e raggiunto accordi risarcitori con diverse associazioni dei consumatori. Secondo la sua difesa, il procedimento penale non avrebbe mai dovuto essere avviato perché la vicenda era già stata affrontata nelle sedi competenti sotto il profilo amministrativo. E intanto, sul piano professionale, Ferragni continua il percorso di rilancio della propria immagine dopo un periodo particolarmente difficile. Lo scandalo ha avuto pesanti conseguenze sulla reputazione dell&#8217;influencer, provocando la perdita di numerosi contratti commerciali e una significativa riduzione delle collaborazioni con i marchi internazionali. Negli ultimi mesi ha però ripreso gradualmente l&#8217;attività sui social network e ha cercato di ricostruire il rapporto con il pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Resta ora da capire quale sarà l&#8217;esito delle nuove cause. I procedimenti civili richiedono tempi spesso lunghi e potrebbero protrarsi ancora per mesi, se non per anni. Anche se il capitolo penale può considerarsi sostanzialmente chiuso, la vicenda giudiziaria di Chiara Ferragni è quindi destinata a proseguire. Le prossime decisioni dei tribunali saranno importanti non solo per l&#8217;imprenditrice, ma anche perché potrebbero contribuire a definire in modo sempre più chiaro le responsabilità degli influencer nelle campagne pubblicitarie e nelle iniziative benefiche promosse attraverso i social network.</p>
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		<title>Il T-Rex “Gus” venduto per 50,1 milioni di dollari: nuovo record per un fossile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Irene Anania]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 08:27:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un esemplare di Tyrannosaurus rex vissuto 67 milioni di anni fa è stato battuto da Sotheby&#8217;s a New York per 50,1 milioni di dollari, tasse comprese. Soprannominato &#8220;Gus&#8221;, lo scheletro misura 11,5 metri e supera i 3,8 di altezza: la cifra pagata lo rende il fossile più costoso mai passato sotto il martello di una [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Un esemplare di Tyrannosaurus rex vissuto 67 milioni di anni fa è stato battuto da Sotheby&#8217;s a New York per 50,1 milioni di dollari, tasse comprese. Soprannominato &#8220;Gus&#8221;, lo scheletro misura 11,5 metri e supera i 3,8 di altezza: la cifra pagata lo rende il fossile più costoso mai passato sotto il martello di una casa d&#8217;aste.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><strong>Dieci minuti di rilanci</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><br></strong>Le offerte sono partite da 19 milioni di dollari, poco sotto la forchetta stimata inizialmente da Sotheby&#8217;s, compresa tra 20 e 30 milioni. In sette si sono contesi il lotto, e ad aggiudicarselo è stato un compratore che seguiva l&#8217;asta al telefono, in contatto con Cassandra Hatton, alla guida del dipartimento di Scienza e Storia Naturale della casa d&#8217;aste. Sotheby&#8217;s non ha reso pubblica la sua identità.<br>La vendita rientrava nel programma della &#8220;Geek Week&#8221;, una settimana di appuntamenti dedicati alla storia naturale che ha portato in asta anche trilobiti marocchini, fossili di rettili marini tedeschi e un nido di dinosauro del Montana. Nessuno di questi lotti, però, si è avvicinato all&#8217;attenzione riservata a Gus.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><strong>Un primato che dura poco</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><br></strong>Il record precedente risaliva a due anni fa: nel 2024 Sotheby&#8217;s aveva venduto lo scheletro dello stegosauro Apex per 44,6 milioni di dollari al finanziere Ken Griffin, che lo ha successivamente concesso in prestito al Museo di Storia Naturale americano di New York. Prima ancora, nel 2020, Christie&#8217;s aveva battuto il T. rex Stan per 31,8 milioni; lo scheletro si trova oggi ad Abu Dhabi, legato al nuovo museo di storia naturale della città.<br>Il punto di partenza di questo mercato si fa risalire al 1997, quando il Field Museum di Chicago riuscì ad assicurarsi Sue -all&#8217;epoca il T. rex più completo conosciuto &#8211; per circa 8,4 milioni di dollari, grazie al sostegno di sponsor e donatori privati. Una cifra che oggi sembra minima, ma che allora aveva già aperto la strada al collezionismo di dinosauri su larga scala.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><strong>Come è stato trovato</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><br></strong>Il ranch dove è stato individuato lo scheletro si trova nella contea di Harding, in South Dakota, in una zona compresa nella Hell Creek Formation, la stessa area geologica, estesa anche tra Montana, North Dakota e Wyoming, da cui provengono molti tra i fossili di dinosauro più significativi del continente. Il nome dell&#8217;esemplare viene da Gary &#8220;Gus&#8221; Licking, che possedeva il terreno insieme alla moglie Dana e per anni aveva raccolto denti e schegge d&#8217;osso emersi in superficie, prima ancora di sapere cosa si nascondesse sotto. Licking non ha fatto in tempo a vedere il lavoro completato: è scomparso nel 2022, quando gli scavi erano appena agli inizi.<br>A occuparsene è stata Theropoda Expeditions, impresa texana guidata dal paleontologo Thomas Heitkamp e specializzata nel recupero commerciale di reperti fossili. Le operazioni sul campo sono durate tre estati, tra il 2021 e il 2023; il montaggio e lo studio in laboratorio hanno richiesto altri due anni di lavoro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><strong>Un grado di conservazione raro</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><br></strong>Lo scheletro include 183 ossa fossili, più 30 delle 32 gastralia, le sottili strutture che formano le costole ventrali. In termini di numero di elementi la completezza è del 61-63%, ma il dato sale al 75-80% se si guarda al peso complessivo del materiale osseo, perché a mancare sono soprattutto le parti più piccole. Il cranio, integro per circa l&#8217;82% e lungo poco più di un metro e trenta, conserva l&#8217;intera dentatura originale.<br>Tra i reperti più rari figurano entrambi gli omeri e una furcula praticamente intatta, oltre ai due piedi e al bacino completi. Ciò che manca è stato ricostruito solo per consentire il montaggio della posa esposta al pubblico al Breuer Building di New York, dove il fossile era stato mostrato prima dell&#8217;asta. Le ossa portano anche i segni di una vita difficile; alcune costole mostrano vecchie fratture ormai saldate, mentre sul cranio si notano cicatrici compatibili con morsi, forse ricevuti in scontri con altri esemplari della stessa specie.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><strong>Le riserve dei paleontologi</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><br></strong>Ancora prima del passaggio in asta, diversi studiosi avevano espresso preoccupazione per la sorte di un reperto così importante. Simone Maganuco, del Museo di Storia Naturale di Milano, ha fatto notare che prezzi più bassi allargherebbero il numero di musei in grado di competere per questi acquisti. Filippo Bertozzo, in procinto di lasciare il Museo di Scienze Naturali di Bruxelles per l&#8217;Università di Lisbona, ha aggiunto che scheletri unici come questo custodiscono informazioni preziose per la ricerca, che però restano inutilizzabili se il fossile finisce in una casa privata. Le principali riviste scientifiche, ha ricordato, non pubblicano studi basati su esemplari non conservati in istituzioni pubbliche.<br>Anche la Society of Vertebrate Paleontology, l&#8217;associazione internazionale di settore, ha chiesto che i reperti di questo valore vengano destinati in modo stabile a musei o centri di ricerca, sottolineando che un semplice prestito temporaneo non basta a garantire agli scienziati l&#8217;accesso continuativo necessario per condurre studi verificabili nel tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><strong>Un settore in espansione dagli anni &#8217;90</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><br></strong>La legge statunitense consente ai proprietari terrieri di vendere liberamente i fossili trovati sui propri terreni, ed è proprio questa libertà ad aver alimentato un mercato in cui reperti naturali come dinosauri e meteoriti vengono trattati alla stregua di opere d&#8217;arte. Un&#8217;inchiesta di Wired citata più volte in questi mesi sostiene che gli scheletri di T. rex oggi in mani private superino ormai quelli conservati nei musei.<br>Gli esempi di Apex e Stan dimostrano che una soluzione intermedia è possibile, con i proprietari che scelgono di prestare i fossili alle istituzioni pur mantenendone la proprietà. Ma si tratta di decisioni individuali, revocabili in qualsiasi momento. Cosa accadrà a Gus resta quindi un&#8217;incognita legata unicamente alla volontà di chi lo ha acquistato; potrebbe finire in un museo, alimentare una collezione privata aperta al pubblico, oppure sparire del tutto dalla vista degli studiosi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Le bugie hanno sempre odore di mare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[David Marini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 07:53:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mare rimane imparziale. Siamo noi a portare promesse, esitazioni e bugie. Spesso diciamo di voler riposare quando in realtà desideriamo allontanarci. Affermiamo di dover lavorare mentre cerchiamo solo un momento per cambiare. Diciamo di incontrare un cliente, anche se quel nome non compare sul calendario ma resta nella memoria. In estate, le scuse diventano [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Il mare rimane imparziale. Siamo noi a portare promesse, esitazioni e bugie. Spesso diciamo di voler riposare quando in realtà desideriamo allontanarci. Affermiamo di dover lavorare mentre cerchiamo solo un momento per cambiare. Diciamo di incontrare un cliente, anche se quel nome non compare sul calendario ma resta nella memoria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In estate, le scuse diventano più semplici: una riunione fuori città, un sopralluogo vicino al mare, un pranzo prolungato, un telefono irraggiungibile o una batteria scarica al momento opportuno. Il lavoro, di solito un impegno gravoso, diventa una copertura elegante che difficilmente viene messa in discussione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A volte non si verifica un vero tradimento, ma solo il desiderio di compierlo. Una camicia scelta con cura per un incontro ordinario, il profumo indossato nel pomeriggio, una doccia prima di rientrare. Un messaggio cancellato non perché compromettente, ma perché avrebbe potuto diventarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’infedeltà spesso inizia prima dei gesti fisici, quando si smette di condividere se stessi con chi ci attende.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni uomini accompagnano la famiglia al mare, sistemano tutto e poi tornano in città per lavorare, affrontando giornate difficili e contando i giorni fino al fine settimana. Il loro sacrificio è silenzioso, concreto e autentico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altri sfruttano questa situazione come copertura. Con la famiglia al mare e la casa vuota, gli orari diventano meno prevedibili. Dall’esterno, la differenza non si nota: né il marito fedele né quello infedele possono dire «Devo rientrare, lunedì ho una riunione». Solo uno dei due conosce la vera natura di quell’impegno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche le donne gestiscono momenti riservati: un incontro mentre i figli sono al miniclub, una telefonata sulla spiaggia, una relazione con chi non conosce il loro cognome ma comprende come le fa sentire. Non sempre cercano una nuova vita; a volte cercano solo conferma di essere ancora vive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi momenti, il mare rompe l’immagine della famiglia perfetta e mostra che la fedeltà non implica l’assenza di tentazioni. È una scelta ripetuta, spesso silenziosa, di fronte a opportunità che resteranno sconosciute.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tradimento non è grave solo per l’aspetto fisico, ma anche perché sottrae verità: tempo, attenzione e desideri vengono trasferiti da una relazione all’altra senza che l’altra persona ne sia consapevole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è corretto dividere il mondo tra innocenti e colpevoli. Esistono matrimoni che proseguono solo per paura, figli, denaro o abitudine, e relazioni distrutte dall’indifferenza o dalla distanza, anche senza tradimenti fisici. Il mare non assolve, ma rende tutto più complesso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli amori clandestini scelgono luoghi anonimi: un albergo, una spiaggia isolata, un ristorante dove restano sconosciuti. Il pranzo fa parte dell’incontro, ma il vero privilegio è potersi guardare senza preoccuparsi di chi entra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un tempo bastavano la semplicità e la spontaneità. Oggi l’estate si vive tra promesse esotiche e nuove abitudini.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Dimmi cosa bevi e ti dirò quale messaggio vuoi comunicare.</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Non è psicologia né una scienza. È un piccolo oroscopo sentimentale da spiaggia, ironico e inevitabilmente impreciso. Il cocktail non rivela chi siamo davvero, ma racconta come vorremmo essere percepiti per tutta la durata di un tramonto. C’è chi ordina per sete, chi per abitudine e chi sceglie un nome affinché venga pronunciato ad alta voce, sperando che la persona accanto comprenda l’allusione senza doverla esplicitare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi ordina un <strong>Sex on the Beach</strong> raramente annuncia un programma preciso. Sta valutando l’effetto delle parole. È il drink di chi flirta con la provocazione e poi si protegge con una risata: «Era soltanto il nome del cocktail». Lo sceglie chi vuole essere notato, chi lascia la porta socchiusa e si aspetta che sia l’altro a capire se si tratta di un invito o di una battuta. È sensuale, vivace, colorato e dotato di un alibi incorporato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Mai Tai</strong> è scelto da chi non desidera solo un’altra persona, ma un altrove. Rum, agrumi e mandorla diventano la geografia di una fuga. Lo ordina chi afferma di aver bisogno di cambiare aria, quando forse vuole cambiare vita; chi promette isole lontane pur avendo già il biglietto di ritorno. Il suo tradimento ideale non è domestico: richiede palme, una camera con balcone e la sensazione che, lontano da casa, anche la coscienza possa perdere il segnale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>cocktail all’anguria</strong> è più ambiguo. Parte da un frutto legato all’infanzia e lo trasforma in una promessa da adulto. Lo sceglie chi desidera sedurre senza rinunciare a un’aria innocente, chi vuole qualcosa di fresco, di rosa e, apparentemente, semplice. È il drink di chi dice «non avevo intenzione» dopo aver scelto con cura il tavolo, l&#8217;abito e l&#8217;orario del tramonto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Caipirinha</strong> non ammette esitazioni. Lime, zucchero e cachaça si uniscono per offrire dolcezza, acidità e forza in un solo bicchiere. La sceglie chi preferisce un desiderio dichiarato a una lunga trattativa, chi non nasconde la propria intensità e accetta che ogni passione lasci un segno nella memoria. La <strong>Caipiroska</strong> rappresenta una variante più prudente: stessa scena, stessa energia, ma con la vodka al posto della cachaça. È per chi vuole trasgredire restando in un territorio conosciuto; cambiare amante, forse, senza cambiare davvero le proprie abitudini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>mojito</strong> è il diplomatico degli amori estivi. Richiede tempo, ghiaccio, menta, lime e gesti visibili. Si beve lentamente e favorisce la conversazione. Lo sceglie chi seduce con le parole, chi si avvicina con la scusa della musica troppo alta, chi preferisce costruire complicità prima di confessare un desiderio. La menta resta sulle labbra e invita a guardarle; spesso, il resto lo fa il silenzio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Margarita</strong> ha il sale sul bordo e non chiede scusa per il suo carattere. È il drink di chi conosce i confini e sceglie consapevolmente quando superarli. Può ordinarla chi non desidera essere salvato, ma scelto, o chi ha compreso che l’amore contiene dolcezza solo se si accetta anche la parte aspra. Chi beve una Margarita non lancia necessariamente un invito, ma spesso una sfida: «Vediamo se sai reggere il mio gusto senza chiedermi di addolcirlo».</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Sangria bianca</strong> è il drink delle tavolate, delle risate condivise e delle responsabilità diluite. Nessuno ricorda chi abbia ordinato la seconda caraffa, ed è proprio questo il suo fascino. La sceglie chi preferisce che l’attrazione sembri nata per caso, all’interno di un gruppo, tra bicchieri condivisi e frutta rimasta sul fondo. Molti tradimenti iniziano individualmente; la Sangria offre loro un pronome collettivo innocente: «Eravamo tutti insieme».</p>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>Piña Colada</strong> è una vacanza nella vacanza. Dolce, cremosa e tropicale, ricorda una luna di miele anche a chi non l’ha mai vissuta. La sceglie chi vuole ancora credere alle promesse esagerate, chi ama essere corteggiato e sospende volentieri l’analisi dei rischi sentimentali. È pericolosa proprio perché non sembra esserlo: arriva come un dessert e può concludersi come una confessione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Tequila Sunrise</strong> è scelto da chi sa già che la notte sarà lunga. Il colore dell’alba appare nel bicchiere prima che arrivi quella reale. Lo sceglie chi vuole assistere alla trasformazione della serata, chi non teme il momento in cui il locale si svuota e restano solo le persone che hanno ancora qualcosa da dirsi. È il cocktail di chi promette «solo un ultimo bicchiere», pur sapendo che la frase non è sincera.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Daiquiri</strong> è più discreto. Ha una forma classica, pochi ingredienti e nessuna decorazione necessaria. Lo ordina chi non ha bisogno di urlare il proprio desiderio e preferisce che la seduzione sembri una conversazione intelligente. Il primo Daiquiri è eleganza; il secondo è disponibilità; il terzo, quasi sempre, è una dichiarazione che avrebbe dovuto essere formulata prima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>Moscow Mule</strong> mantiene il freddo nella tazza di metallo e lascia un retrogusto di zenzero sulla lingua. È il drink di chi appare controllato, brillante, forse distante, ma desidera lasciare un segno preciso. Lo sceglie chi non concede subito confidenza e preferisce essere scoperto gradualmente. Il messaggio è chiaro: «Non confondere la mia freddezza con la mancanza di desiderio».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esistono poi drink che rinunciano a ogni prudenza già nel loro nome.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’<strong>Infidelity Cocktail</strong> non è un classico codificato dall’International Bartenders Association, ma una ricetta popolare nei repertori online: vodka, triple sec, whiskey, punch alla frutta e bevanda all’uva. È un miscuglio volutamente eccessivo, quasi quanto le spiegazioni di chi mantiene due versioni della stessa vita. Lo sceglie chi vuole provocare il tavolo, far ridere la persona sbagliata o inserire la parola «infedeltà» nella conversazione senza assumersi la responsabilità di averlo fatto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’<strong>Amor Infiel</strong> è ancora più teatrale. Non viene presentato qui come una ricetta internazionale codificata: nella versione scelta per questo racconto è un drink di grande formato con rum bianco, liquore al melone, maracujá e mirtilli. È tropicale, colorato e troppo abbondante per fingere discrezione. Lo sceglie chi non vuole un piccolo errore, ma una scena; chi desidera condividere il bicchiere e, forse, anche la colpa. Il frutto della passione è quasi un eccesso di sincerità: quando compare nel menu, nessuno può sostenere di non aver compreso il sottotesto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Naturalmente, il gioco può essere invertito. Chi ordina acqua ghiacciata con limone, menta e zenzero non è necessariamente il più innocente; potrebbe essere semplicemente il più lucido. Ricorderà ogni parola, noterà ogni esitazione e saprà distinguere un complimento spontaneo da una frase già sentita. In una notte al mare, la persona più pericolosa non è sempre quella con il cocktail più forte; talvolta è chi non ha bisogno dell’alcol per trovare il coraggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E chi ordina solo acqua? Forse non vuole comunicare alcun messaggio, ed è proprio questo a renderlo interessante. Non cerca un ruolo da interpretare, né affida a un nome esotico la responsabilità di esprimere ciò che prova. Potrebbe essere fedele, innamorato o avere già preso una decisione. Di certo, il mattino dopo non potrà attribuirla al bicchiere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I cocktail internazionali hanno ricette e identità precise: Sex on the Beach, Mai Tai, Caipirinha, Mojito, Margarita, Piña Colada, Tequila Sunrise, Daiquiri e Moscow Mule. Caipiroska, Sangria bianca, cocktail all’anguria e le creazioni dai nomi sentimentali possono invece variare da un locale all’altro. Tuttavia, sulla spiaggia tutti diventano simboli prima ancora che bevande: piccoli costumi di scena con cui tentiamo di apparire più audaci, più liberi o meno coinvolti di quanto siamo davvero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un drink può accompagnare il tramonto, ma non sostituisce l’acqua né assolve nessuno. Con il caldo, l’alcol richiede moderazione: può favorire la disidratazione, ridurre la lucidità e aumentare i rischi legati al sole, al nuoto e agli spostamenti. Il bicchiere può spiegare l’atmosfera di una sera, ma non può diventare l’alibi per una decisione che appartiene a chi l’ha presa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi non beve alcol può scegliere acqua fredda con limone, menta e zenzero. Non è una bevanda appariscente, ma lascia intatta la memoria. In alcune occasioni è preferibile: anche un amore temporaneo merita di essere ricordato con chiarezza, e perfino una bugia dovrebbe essere attribuita con precisione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La sensualità del mare non deriva dalla nudità, ma dalla sospensione. I vestiti diventano leggeri, le notti si allungano e le distanze tra le persone si riducono. Gesti semplici, come sistemarsi il costume o porgere un asciugamano, assumono nuovi significati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche senza azioni concrete, qualcosa è già cambiato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il desiderio è universale e imprevedibile. Non tiene conto dell’età, dell’aspetto o dello stato civile. Può sorprendere chiunque, anche chi si riteneva immune.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il corpo non tradisce sempre; a volte è il primo a rivelare la verità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni amori nascono d’estate e finiscono prima che svanisca l’abbronzatura. Sono autentici nella misura in cui lo è un’emozione senza promessa di durata. La durata non è l’unico criterio di autenticità: anche un incontro breve può cambiare la percezione di sé.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema nasce quando si promette un futuro che poi non si intende mantenere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le separazioni al mare sono particolarmente dolorose. L’ambiente resta sereno mentre si prendono decisioni difficili: una donna scopre che l’uomo che ama non lascerà la famiglia, un marito comprende che la moglie è distante, due partner si dicono addio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’acqua cancella le tracce, come se nulla dovesse restare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma il corpo conserva. Ricorda un tocco, un profumo, una voce in una stanza con le finestre aperte. Ricorda anche ciò che non è accaduto: un bacio evitato, una porta non varcata, una mano ritirata. Le rinunce spesso hanno una memoria più lunga delle avventure, perché continuano a vivere nella domanda: che cosa sarebbe accaduto?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il tradimento più comune non è necessariamente fisico, ma consiste nel vivere accanto a qualcuno senza più prestargli attenzione. È smettere di interessarsi, ridurre il partner a un ruolo e poi sorprendersi se una parola gentile da uno sconosciuto riaccende qualcosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La fedeltà non si protegge controllando il telefono, ma rendendo la relazione un luogo in cui si desidera tornare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo non assolve chi mente. Le scuse. Questo non assolve chi mente. Le scuse legate al lavoro, i messaggi nascosti e le doppie vite creano un debito emotivo che, prima o poi, dovrà essere saldato. Come ogni debito, cresce quando viene alimentato da nuove bugie. E il mare, che sembrava complice, diventa testimone: la fotografia inviata alla persona sbagliata, l’incontro inatteso sul lungomare, il conto del ristorante, il profumo riconosciuto, quella strana abbronzatura in un giorno che avrebbe dovuto trascorrere in ufficioo a casa, gli amanti si separano senza certezze e le coppie discutono del traffico, evitando così di affrontare il silenzio accumulato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è chi torna a casa con un segreto, chi con una decisione, chi con un numero che non userà mai e chi cancella una chat sperando di eliminare anche i sentimenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mare resta immutato, senza giudicare chi ha desiderato, mentito, creduto o scelto di ricominciare. Pone a tutti la stessa domanda: tornando alla tua vita, quale parte di te porterai con te?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse gli amori estivi attraggono perché sembrano privi di conseguenze, ma ogni incontro lascia un segno: nostalgia, ferite, libertà, senso di colpa, il coraggio di andare via o, più raramente, di restare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non tutti gli amori sono destinati a durare o a essere salvati. Non tutti i tradimenti iniziano in una stanza e non tutte le fedeltà si concludono con un bacio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcuni tornano dal mare con una nuova abbronzatura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altri tornano finalmente sinceri. Questi ultimi sono stati ad aver davvero cambiato pelle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Articolo a cura di <em>di <strong>David Marini</strong>, Senior Business Development Manager e analista di geoeconomia e finanza internazionale.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Ilaria Salis condannata per aver licenziato due collaboratori “senza giusta causa”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Margherita Coletta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Jul 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interno 2]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ilaria Salis, europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, è stata condannata per aver licenziato due collaboratori &#8220;senza giusta causa&#8221;. Dovrà risarcire i due assistenti di un totale di oltre 300mila euro. La notizia è stata data in questi giorni dall&#8217;agenzia di stampa Adnkronos, ma la sentenza è dello scorso marzo. La vicenda ha riacceso le [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Ilaria Salis, europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, è stata condannata per aver licenziato due collaboratori &#8220;senza giusta causa&#8221;. Dovrà risarcire i due assistenti di un totale di oltre 300mila euro. La notizia è stata data in questi giorni dall&#8217;agenzia di stampa Adnkronos, ma la sentenza è dello scorso marzo. La vicenda ha riacceso le critiche verso l&#8217;eurodeputata, dopo l&#8217;arresto in Ungheria per aver aggredito dei militanti di estrema destra durante le manifestazioni del &#8220;Giorno dell&#8217;Onore&#8221;, nel febbraio 2023, la sua scarcerazione e successiva elezione come europarlamentare con Alleanza Verdi e Sinistra nel giugno 2024.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">I due ex collaboratori avevano lavorato nella campagna elettorale che ha portato Salis a sedere nel parlamento europeo, con due contratti che sarebbero dovuti scadere nel luglio 2029 (in corrispondenza con la fine del mandato di Salis), ma sono stati licenziati pochi mesi dopo, nel febbraio 2025, senza preavviso. Come fa notare il Fatto Quotidiano, il Tribunale di Milano ha ritenuto entrambi i contratti di lavoro come parasubordinati, essendo un co.co.co. e una Partita Iva. i due contratti prevedevano mansioni simili e una retribuzione di 2.900 e di 3.000 euro mensili. Secondo la denuncia, la prima assistente aveva ricevuto un recesso anticipato del contratto per il &#8220;venir meno del rapporto fiduciario&#8221;, mentre al secondo era stato revocato l&#8217;incarico con effetto immediato &#8220;tenuto conto della manifesta insoddisfazione riguardo ai contenuti della sua collaborazione&#8221;. Secondo la sentenza del Tribunale di Milano, &#8220;spetta certamente alla datrice di lavoro l&#8217;onere della prova della giusta causa&#8221;, ma Salis &#8220;non ha evidentemente assolto al proprio onere nel rimanere contumacia&#8221;. Nel linguaggio giuridico, la contumacia indica la condizione di una persona citata in giudizio o un imputato che sceglie di non presentarsi o di non costituirsi formalmente in tribunale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Ilaria Salis si difende in un video pubblicato sui social, affermando di non aver mai ricevuto le notifiche del procedimento avviato dai suoi ex collaboratori. L&#8217;europarlamentare sostiene, infatti, di non aver avuto &#8220;la possibilità di difendersi nel giudizio di primo grado&#8221;, dato che si è svolto a sua &#8220;insaputa&#8221;. &#8220;Pur essendo perfettamente note le modalità con cui notificarmi gli atti &#8211; sarebbe stato sufficiente inviare una comunicazione alla mia casella di posta elettronica o alla mia Pec &#8211; la notifica non mi è mai pervenuta&#8221;, si difende Salis. Soltanto alla seconda notifica sarebbe venuta a conoscenza del processo: «l’hanno mandata alla stessa&nbsp;residenza, ma&nbsp;l’ufficiale giudiziario ha lasciato un avviso e sono andata a ritirarla». Tuttavia, la versione non convince molti, che ritengono che gli avvisi vengano sempre inviati dagli ufficiali giudiziari, anche la prima volta. Nello stesso video, Salis spiega, inoltre, le motivazioni del licenziamento dei due ex collaboratori: &#8220;Li conoscevo da molto, avevano seguito da vicino e per primi la mia vicenda in carcere a Budapest. Ma col tempo quel legame si è logorato fino a spezzarsi. Pensavo non avessero secondi fini e invece ho sempre più avuto l&#8217;impressione che volessero far pesare il loro ruolo per influenzare le mie decisioni&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Il risarcimento del danno stabilito complessivamente è di 300.900 euro per i mancati guardati dei due lavoratori, a cui si aggiungono altri 10.000 euro per le spese legali. Ilaria Salis ha dichiarato che presenterà ricorso, in caso di condanna definitiva l&#8217;eurodeputata rischia il pignoramento dello stipendio. I due avvocati degli ex collaboratori hanno dichiarato all&#8217;Adnkronos che per loro &#8220;parla la sentenza&#8221;. Il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni ha affermato che rimane &#8220;sempre per il rispetto delle sentenze e, a maggior ragione, dei diritti dei lavoratori. Salis ha detto di confidare che il giudizio di appello possa fare piena chiarezza sulla vicenda. Aspettiamo esito&#8221;. Più critico il collega di partito Mimmo Lucano, che, nonostante la difesa nei confronti di Salis, sostiene che &#8220;i lavoratori non possono essere mandati a casa così&#8221;. </p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Codice della Strada: cosa sapere su multe ed eccessi di velocità nel 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Irene Anania]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le sanzioni per chi supera i limiti di velocità restano quelle fissate dal Nuovo Codice della Strada, in vigore dal 14 dicembre 2024 (legge 177/2024). Gli importi non sono cambiati: il decreto Milleproroghe, convertito in legge a fine febbraio 2026, ha esteso il blocco dell&#8217;adeguamento biennale all&#8217;inflazione previsto dall&#8217;articolo 195 del CdS, già disposto per [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Le sanzioni per chi supera i limiti di velocità restano quelle fissate dal Nuovo Codice della Strada, in vigore dal 14 dicembre 2024 (legge 177/2024). Gli importi non sono cambiati: il decreto Milleproroghe, convertito in legge a fine febbraio 2026, ha esteso il blocco dell&#8217;adeguamento biennale all&#8217;inflazione previsto dall&#8217;articolo 195 del CdS, già disposto per il 2023, il 2024 e il 2025, anche al 2026. I nuovi importi, calcolati sulla variazione Istat del biennio 2025-2026, entreranno in vigore solo dal 1° gennaio 2027.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le sanzioni in vigore</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;articolo 142 del Codice della Strada suddivide le violazioni in quattro fasce, in base ai chilometri orari di superamento del limite:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>fino a 10 km/h: da 42 a 173 euro, nessuna decurtazione di punti, nessuna sospensione;</li>



<li>da 10 a 40 km/h: da 173 a 694 euro, -3 punti, senza sospensione della patente (è la fascia con il maggior numero di verbali);</li>



<li>da 40 a 60 km/h: da 543 a 2.170 euro, -6 punti, sospensione da 1 a 3 mesi (da 8 a 18 mesi in caso di recidiva nel biennio);</li>



<li>oltre 60 km/h: da 845 a 3.382 euro, -10 punti, sospensione da 6 a 12 mesi, revoca della patente per chi recidiva.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Chi paga entro 5 giorni dalla notifica ottiene uno sconto del 30% sull&#8217;importo minimo, ma solo nelle prime due fasce: la riduzione non si applica alle violazioni per cui è prevista anche la sospensione della patente, quindi resta esclusa dai 40 km/h di superamento in su.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla tolleranza tecnica non cambia nulla: resta il 5% della velocità rilevata, con un minimo di 5 km/h. Un veicolo che viaggia a 53 km/h in un tratto con limite di 50 non riceve multa; la soglia scatta oltre i 55. Lo stesso margine si applica al sistema Tutor, che misura la velocità media tra due portali anziché quella istantanea, rendendo di fatto inefficaci le frenate improvvise per eludere il controllo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cosa ha cambiato davvero il Nuovo Codice</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;inasprimento introdotto a fine 2024 non ha toccato gli importi delle multe per eccesso di velocità, già fissati dalla riforma precedente, ma ha irrigidito il trattamento dei recidivi. Nei centri abitati, chi commette la stessa infrazione due volte nello stesso anno nella stessa fascia (10-40 km/h) rischia ora la sospensione della patente da 15 a 30 giorni, prima esclusa per questo tipo di violazione; l&#8217;ammenda in questo caso sale a 220-880 euro. La sospensione scatta solo se si verificano insieme tre circostanze: stessa zona urbana, stessa fascia di velocità, e un intervallo massimo di un anno tra le due multe. Se manca anche una sola di queste condizioni, il conducente resta soggetto solo alla sanzione pecuniaria. Resta inoltre il principio, esplicitato dall&#8217;articolo 142 comma 6-ter, per cui più violazioni rilevate sullo stesso tratto entro 60 minuti non si sommano: si paga solo la sanzione più grave, maggiorata di un terzo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro fronte riguarda la validità degli accertamenti: la Cassazione, con l&#8217;ordinanza 12924/2025 (in continuità con la 10505/2024), ha ribadito che un autovelox solo approvato ma non omologato non può produrre un verbale legittimo. È uno dei motivi di ricorso con più probabilità di successo, insieme alla segnaletica di preavviso mancante o insufficiente per gli apparecchi fissi e alla notifica del verbale oltre i 90 giorni dall&#8217;infrazione. Per contestare, si può scegliere tra due strade non cumulabili. Il Prefetto è la via più accessibile, senza costi né assistenza legale obbligatoria. In alternativa, ci si può rivolgere al Giudice di Pace, che comporta un piccolo costo di iscrizione a ruolo ma apre una vera causa civile, con la possibilità che sia il Comune a coprire le spese processuali se il ricorrente vince.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I limiti restano invariati</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">50 km/h nei centri abitati, 90 sulle extraurbane secondarie (70 con pioggia o neve), 110 sulle extraurbane principali (90 in caso di maltempo), 130 in autostrada (110 con pioggia o neve). I neopatentati, nei primi tre anni dal conseguimento della patente B, non possono superare i 90 km/h fuori città e i 100 in autostrada, a prescindere dal limite del tratto.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La revisione in corso</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 21 luglio 2026 il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha aperto al MIT un tavolo di confronto con associazioni e categorie per una nuova revisione del Codice. Tra i temi sul tavolo, l&#8217;ipotesi di abbassare a 17 anni l&#8217;età minima per il conseguimento delle patenti B e C, sulla scia di un orientamento in discussione anche a livello europeo, e nuove regole sui monopattini elettrici, di cui a fine giugno risultavano rilasciati circa 160.000 contrassegni, con altri 20.000 in consegna. È ancora una fase di ascolto, non un testo definito: qualsiasi modifica dovrà seguire l&#8217;iter parlamentare prima di diventare legge.</p>
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		<title>Mostra del Cinema di Venezia, il programma dell’83esima edizione</title>
		<link>https://www.2duerighe.com/cinema/201696-mostra-del-cinema-di-venezia-il-programma-dell83esima-edizione.html</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Ivan Guidi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 14:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema e tv]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;83esima Mostra internazionale d&#8217;arte cinematografica a Venezia sta andando finalmente delineandosi. Nella giornata di oggi, si è infatti tenuta la conferenza stampa nella quale sono stati rivelati i film che animeranno la manifestazione dal 2 al 12 settembre. Dal concorso principale alla sezione orizzonti, ecco una panoramica generale sulla nuova edizione, curata da Alberto Barbera. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.2duerighe.com/cinema/201696-mostra-del-cinema-di-venezia-il-programma-dell83esima-edizione.html">Mostra del Cinema di Venezia, il programma dell&#8217;83esima edizione</a> proviene da <a href="https://www.2duerighe.com">2duerighe</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;83esima Mostra internazionale d&#8217;arte cinematografica a Venezia sta andando finalmente delineandosi. Nella giornata di oggi, si è infatti tenuta la conferenza stampa nella quale sono stati rivelati i film che animeranno la manifestazione dal 2 al 12 settembre. Dal concorso principale alla sezione orizzonti, ecco una panoramica generale sulla nuova edizione, curata da Alberto Barbera.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dal Concorso a Orizzonti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">A spiccare su tutti i titoli è sicuramente &#8220;Ink&#8221; di Danny Boyle, nel cui cast troviamo Jack O&#8217;Connell, Guy Pearce e Claire Foy. Abbiamo poi, tra gli altri,&#8221;Company&#8221;, ritorno alla regia per Casey Affleck dopo sette anni, &#8220;Primetime&#8221; con protagonista Robert Pattinson e &#8220;Wild Horse Nine&#8221; con John Malkovitch, Steve Buscemi e Sam Rockwell. Colpisce inoltre il ritorno di Werner Herzog alla regia di &#8220;Fucking Bastard&#8221; con le sorelle Kate e Rooney Mara.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dall&#8217;Italia partecipano Nanni Moretti con &#8220;Succederà Stanotte&#8221;, &#8220;Ritorno a Buenos Aires&#8221; con Adriano Giannini e Ana Celentano e &#8220;Il fuoco che ti porti dentro&#8221; di Edoardo De Angelis. &#8220;Un bon petit soldat&#8221;, &#8220;Kvinde Ukendt&#8221; e &#8220;Nelson-san, Anata wa Hito o Koroshimashita ka?&#8221; figurano tra ulteriori proposte internazionali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La stessa varietà la troviamo nella sezione Orizzonti. Anche qui possiamo notare una forte presenza di film italiani, di cui &#8220;La città dei vivi&#8221; (Edoardo Garbellini), &#8220;I figli della scimmia&#8221; (Tommaso Landucci) e &#8220;Una storia&#8221; (Anna Foglietta). Tra le altre proposte troviamo poi &#8220;Yak Mai&#8221;, &#8220;Falling Giants&#8221; o &#8220;La Maison du Vent&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dai fuori concorso alle serie</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ovviamente vi sarà spazio anche per altri eventi e presentazioni oltre ai film in concorso. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Possiamo trovare numerosi documentari tra i quali &#8220;What Love Builds&#8221; di Russell Crowe, &#8220;From Inside Out &#8211; The Architecture of Peter Zumthor&#8221; di Wim Wenders e &#8220;Musk&#8221; di Alex Gibney. Tra i documentari sul cinema (Film on Films) troviamo invece &#8220;Nino &#8211; Un film su Nino Rota&#8221; di Walter Fasano e &#8220;Joie de vivre&#8221; del nostro Luca Guadagnino. </p>



<p class="wp-block-paragraph">E infine tra le proiezioni fuori concorso figurano lungometraggi come &#8220;Scherzetto&#8221; di Mario Martone, &#8220;Jupiter&#8221; di Alexander Smia, la serie &#8220;Peccato&#8221; di Valerio Vestoso, scritta e interpretata da Emanuela Fanelli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il film di chiusura sarà &#8220;Dio ride&#8221; di Giovanni Veronesi, con Pierfrancesco Favino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, ma non solo proiezioni. Già è stato annunciato, infatti, che l&#8217;83esima edizione della mostra sarà l&#8217;occasione per la consegna del leone d&#8217;oro alla carriera a George Clooney e Ellen Burstyn.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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