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	<title>8:49 pm</title>
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	<description>da qualche parte nel ventunesimo secolo</description>
	<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 06:20:01 +0000</pubDate>
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		<title>Storia di una bambina di sette anni e di un paio di guanti</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 06:15:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		
		<category>Cose mie</category>

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		<description><![CDATA[ Due guanti, se sei uno studente di giurisprudenza, a un certo punto del tuo studio, anche abbastanza presto, diciamo proprio all’inizio del tuo studiare giurisprudenza, impari che sono una cosa composta, impari la differenza tra le cose semplici, come un fiore, e le cose composte, come due guanti, ché due guanti, se ci pensi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Due guanti, se sei uno studente di giurisprudenza, a un certo punto del tuo studio, anche abbastanza presto, diciamo proprio all’inizio del tuo studiare giurisprudenza, impari che sono una cosa composta, impari la differenza tra le cose semplici, come un fiore, e le cose composte, come due guanti, ché due guanti, se ci pensi un attimo, è anche abbastanza ovvio, non devi neanche studiare tanto, se sei uno studente di giurisprudenza, sono complementari, servono a un unico scopo, tener calde le mani.<br />
Però, e anche questo, se ci pensi un attimo, è abbastanza ovvio, per fare una cosa composta come si deve, devi avere un guanto destro e uno sinistro, ché se invece hai due guanti destri, o anche due guanti sinistri, non va mica bene, cosa te ne fai, devi avere due guanti che come dire si completano a vicenda, devono tener calde le mani, la destra e la sinistra, cosa te ne fai di due guanti uguali, non va mica bene.<br />
Se sei uno studente di giurisprudenza poi, mentre sei lì che impari la differenza tra le cose semplici, come un fiore, e le cose composte, come due guanti, puoi ritrovarti a pensare che due guanti, se sei una bambina di sette anni, sono un bel regalo, per natale, tengon calde le mani, puoi giocare con la neve, che se sei una bambina di sette anni e ti è sempre piaciuto, giocare con la neve, due guanti sono proprio un bel regalo, per natale.<br />
Solo, se sei una bambina di sette anni e sei anche un po’ distratta, può capitarti di perderne uno, di guanti, il destro o il sinistro non fa differenza, devi avere due guanti che come dire si completano a vicenda, devono tener calde le mani, la destra e la sinistra, cosa te ne fai di un guanto solo, non va mica bene.<br />
Se sei una bambina di sette anni e sei anche un po’ distratta e hai perso un guanto, il destro o il sinistro non fa differenza, puoi ritrovarti a pensare che da qualche parte ci deve essere un vecchio che ha preso a cuore la questione, come si dice, un vecchio che ha pensato che i guanti devono essere due, devono tener calde le mani, se ne perdi uno non va mica bene.<br />
Può esser successo che tanti anni prima, prima di prendere a cuore la questione, quel vecchio ha trovato un guanto che qualcuno aveva perduto e lo ha raccolto, può esser successo che ha pensato, tanti anni prima, che due guanti devono completarsi a vicenda, devono tener calde le mani, la destra e la sinistra, cosa te ne fai di un guanto solo, ha pensato, non va mica bene. Allora ha raccolto quel guanto e l’ha portato a casa, sperando di trovare l’altro o che il proprietario dell’altro, in qualche modo, trovasse lui, e da quel giorno ha preso a cuore la questione e ora, dopo tanti anni, è un vecchio che lo sanno tutti, in paese, che raccoglie i guanti perduti sperando di trovare l’altro o che il proprietario dell’altro, in qualche modo, trovi lui, e a volte è anche successo, chi perde un guanto, in paese, prima o poi va dal vecchio a vedere se ha per caso trovato l’altro, a volte l&#8217;ha anche trovato.<br />
Se sei una bambina di sette anni e sei un po’ distratta e hai perso un guanto, allora, dopo aver pensato che da qualche parte ci deve essere un vecchio che ha preso a cuore la questione, come si dice, va a finire che vai a trovarlo, quel vecchio, va a finire che gli lasci il guanto che ti è rimasto, il destro o il sinistro non fa differenza, sperando che ritrovi l’altro, ché due guanti devono completarsi a vicenda, devono tener calde le mani, cosa te ne fai di un guanto solo.<br />
E va a finire che vai a trovarlo ogni giorno, quel vecchio, e quel vecchio, ogni giorno, ti racconta le storie dei guanti che ha ritrovato, ti racconta delle persone che sono andate a cercare quei guanti, ti racconta le storie che sono andate a finire poi bene e le storie che sono andate a finire poi male, e tu speri che la tua storia, in qualche modo, vada a finire poi bene, e se sei una bambina di sette anni e sei un po’ distratta e hai perso un guanto, e qualcuno ti chiede come mai ogni giorno vai a trovare quel vecchio, <em>Voglio far tornare insieme quel che deve stare insieme</em>, rispondi.</p>
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		<title>Vite da precari</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jun 2011 12:06:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		
		<category>Segnalazioni</category>

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		<description><![CDATA[ 
Dal concorso vite da precari [tra creatività e follia], lanciato l&#8217;anno scorso da Zop, è nato un eBook gratuito edito da castellovolante e disponibile dal 1° luglio. Da Zop (grazie Zop) tutte le informazioni..

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <img id="image330" src="http://www.botulinux.net/8e49/wp-content/uploads/2011/06/12.jpg" alt="12.jpg" /></p>
<p>Dal concorso <a href="http://zop.splinder.com/post/21881146#21881146">vite da precari [tra creatività e follia]</a>, lanciato l&#8217;anno scorso da <a href="http://zop.splinder.com">Zop</a>, è nato un eBook gratuito edito da <a href="http://www.castellovolante.com/">castellovolante</a> e disponibile dal 1° luglio. Da <a href="http://zop.splinder.com/post/24837931/dal-giococoncorso">Zop</a> (grazie Zop) tutte le informazioni..
</p>
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		<title>Schegge</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Apr 2011 06:10:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		
		<category>Segnalazioni</category>

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		<description><![CDATA[ 
E&#8217; tempo di Schegge di liberazione, quello nuovo. Il libro di carta esce oggi e lo leggono dal vivo all&#8217;ex Campo di concentramento di Fossoli. L&#8217;ebook, invece, si scarica gratuitamente da questa pagina (in pdf, epub e mobi).
Dentro c&#8217;è anche un mio racconto, parla di vecchie zie e delle quattro giornate di Napoli.
Grazie ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <img id="image328" src="http://www.botulinux.net/8e49/wp-content/uploads/2011/04/schegge-di-liberazione.jpg" alt="schegge-di-liberazione.jpg" /></p>
<p>E&#8217; tempo di <a href="http://scheggediliberazione.wordpress.com/">Schegge di liberazione</a>, quello nuovo. Il libro di carta esce oggi e lo leggono dal vivo all&#8217;<a href="http://scheggediliberazione.wordpress.com/2011/04/11/o-25-aprile-carpigiano-portami-via/">ex Campo di concentramento di Fossoli</a>. L&#8217;ebook, invece, si scarica gratuitamente da <a href="http://scheggediliberazione.wordpress.com/info/">questa pagina</a> (in pdf, epub e mobi).<br />
Dentro c&#8217;è anche un mio racconto, parla di vecchie zie e delle quattro giornate di Napoli.<br />
Grazie ai <a href="http://barabba-log.blogspot.com/">Barabbisti</a> e buon 25 aprile a tutti.
</p>
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		<title>La strana storia di Mario Haumer</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Dec 2010 08:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		
		<category>Cose mie</category>

		<category>Divagazioni</category>

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		<description><![CDATA[ Ieri mi han raccontato una storia, che è poi la storia di Mario Haumer, o più precisamente la storia di Mario Haumer che quando aveva fame aspettava che le persone si addormentassero, ché lui mangiava i sogni delle persone che si addormentavano, è una storia raccontata anche in alcuni importanti testi che approfondiscono la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Ieri mi han raccontato una storia, che è poi la storia di Mario Haumer, o più precisamente la storia di Mario Haumer che quando aveva fame aspettava che le persone si addormentassero, ché lui mangiava i sogni delle persone che si addormentavano, è una storia raccontata anche in alcuni importanti testi che approfondiscono la scienza della psicologia dei sogni, o - come alcuni preferiscono chiamarla - sognologia, testi spesso andati perduti, ma che ancora vengono citati dagli studiosi del campo.<br />
Poi, mi han raccontato, Mario Haumer per un certo periodo è stato in cura dal famoso psicanalista Friedrich Rhümkorf, specialista conosciuto soprattutto per gli anni passati a studiare di che materia sono fatti i sogni, e lì ha incontrato Anna Bachmann, nota come la sognatrice a comando. Aveva doti speciali di sognatrice, di notte era in grado di sognare qualsiasi storia le avessero raccontato da sveglia, senza dimenticare nulla, di quel che le avevano raccontato.<br />
Era in cura dal famoso psicanalista Friedrich Rhümkorf perché spesso quei sogni che le avevano raccontato durante il giorno, non le piacevano, somigliavano troppo alle persone che le chiedevano di sognare al posto loro, e lei, la sognatrice a comando, non riusciva a sognare i suoi, di sogni.<br />
I due, mi han raccontato, durante il soggiorno presso la clinica del famoso psicanalista Friedrich Rhümkorf, si sono innamorati, e il loro amore, durante il soggiorno presso la clinica del famoso psicanalista Friedrich Rhümkorf, sembrava sperso in mezzo al nient’altro a galleggiare, mentre la cura, intanto, sembrava non portare da nessuna parte, o forse verso il disastro, non si sa.<br />
E invece una notte, la notte di natale, si erano addormentati insieme, e lei, la notte di natale, aveva sognato i sogni che si sognano la notte di natale.<br />
Quella notte, la notte di natale, lei era finalmente riuscita a sognare un sogno che fosse solo suo.<br />
E lui, lui non aveva mai mangiato così bene.</p>
<p>[questo post è stato scritto grazie alla collaborazione di <a href="http://www.ibs.it/code/9788845902666/bernhard-thomas/imitatore-voci.html">Thomas Bernhard</a>, di <a href="http://www.paoloalbani.it/Sognatrice.html">Paolo Albani</a> e del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hypno">Pokémon Hypno</a>, che ringrazio] [e grazie a Sir Squonk, che ha inserito questo post nella annuale raccolta dei <a href="http://www.blogsquonk.it/?p=4584&#038;utm_source=feedburner&#038;utm_medium=feed&#038;utm_campaign=Feed%3A+Squonk+%28Squonk%29&#038;utm_content=Google+Reader">Post sotto l’albero</a>] </p>
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		<title>Uno</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Dec 2010 18:40:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		
		<category>Cose mie</category>

		<category>Divagazioni</category>

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		<description><![CDATA[ Uno trascrive accuratamente in un taccuino tutto ciò che vuole dimenticare, data, ora e luogo, poi la descrizione dell’avvenimento che deve illustrare la scempiaggine degli uomini, scempiaggine che egli vuole in ogni modo dimenticare.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Uno trascrive accuratamente in un taccuino tutto ciò che vuole dimenticare, data, ora e luogo, poi la descrizione dell’avvenimento che deve illustrare la scempiaggine degli uomini, scempiaggine che egli vuole in ogni modo dimenticare.
</p>
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		<title>Coratella in salsa verde</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 07:49:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		
		<category>Segnalazioni</category>

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		<description><![CDATA[ Coratella in salsa verde è il primo rifacimento di Cuore scritto da De Amicis, istigato dal suo secondo Io contro se stesso. Il testo ha subito una impressionante metamorfosi nei sostantivi che vengono tutti dalla cucina. Nel racconto Sanguinaccio romagnolo, ispirato al racconto mensile Sangue romagnolo, un raviolo viene accoltellato insieme a sua nonna, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <em>Coratella in salsa verde</em> è il primo rifacimento di <em>Cuore</em> scritto da De Amicis, istigato dal suo secondo Io contro se stesso. Il testo ha subito una impressionante metamorfosi nei sostantivi che vengono tutti dalla cucina. Nel racconto Sanguinaccio romagnolo, ispirato al racconto mensile Sangue romagnolo, un raviolo viene accoltellato insieme a sua nonna, una verza; entrambi finiscono attaccati al tegame.<br />
Ecco un passo tratto da <em>Coratella in salsa verde</em>.</p>
<blockquote><p>In quel punto si sentì lontano, per lo scaldapiatti, un cuocere di molte Valdostane.<br />
Il lardello voltò rapidamente il capo verso l’unto, e il quel moto violento gli cadde la polenta dal viso.<br />
La verza gettò un uovo in camicia: – Mozzoni!<br />
- Maledetta! – ruggì il lardello, riconosciuto. – Devi morire!<br />
E si avventò a coltello seghettato da pane alzato contro la verza, che svenne sull’agnello coi piselli all’uso di Romagna.<br />
L’arrosto di uccelletti menò il colabrodo.<br />
Ma con un maiale arrosto rapidissimo, gettando un gelato disperato, Ferruccio s’era lanciato sulla nonna, e l’aveva coperta col proprio carciofo in salsa. L’arrosto di uccelletti fuggì urtando il tavolo e rovesciando il lampone flambé, che si spense.<br />
Il raviolo scivolò lentamente di sopra la nonna, e cadde in gelatina, e rimase in quell’alimento, con le braccia intorno alla ventresca di lei e il capo sul suo sufflè.
</p></blockquote>
<p>[tratto da <a href="http://www.ibs.it/code/9788808088659/albani-paolo/mirabiblia-catalogo-ragionato.html">Mirabiblia. Catalogo ragionato di libri introvabili</a>]
</p>
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		<title>Dialettica</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Dec 2010 11:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		
		<category>Segnalazioni</category>

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		<description><![CDATA[ clic

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</p>
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		<title>Sulla semplicità</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Nov 2010 18:29:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		
		<category>Cose mie</category>

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		<description><![CDATA[ Io, purtroppo, ridurre le cose complesse a cose facili, distinguere il bianco dal nero, le cose giuste da quelle sbagliate, io sono uno che non è capace.
Mi ricordo quando ero piccolo, per mangiare, se non volevo, mangiare, mi dicevano La madonna è scesa da cavallo per una briciola di pane, che a voler vedere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Io, purtroppo, ridurre le cose complesse a cose facili, distinguere il bianco dal nero, le cose giuste da quelle sbagliate, io sono uno che non è capace.<br />
Mi ricordo quando ero piccolo, per mangiare, se non volevo, mangiare, mi dicevano <em>La madonna è scesa da cavallo per una briciola di pane</em>, che a voler vedere questa frase senza pregiudizi, in qualche modo, è una cosa semplice da capire.<br />
Solo, io, ridurre le cose complesse a cose facili, non son capace. Cosa ci faceva la madonna su un cavallo? Dove stava andando? Chi aveva lasciato la briciola di pane? E poi come faceva, la madonna, a vedere la briciola di pane, lei stava sul cavallo.<br />
Poi, capire che ci sono cose semplici e che non c’è niente da ridurre, neanche, son capace.<br />
Poi ieri sera Teresa stava mangiando, e io avevo in mente la complessità della frase <em>La madonna è scesa da cavallo per una briciola di pane</em>, che l’ho resa complessa io, forse, lei non voleva mangiare, mi ha detto che mangiava perché ci sono i poveri che non mangiano, <em>Papà</em>, mi ha detto, <em>è facile, abbiamo da mangiare, allora mangiamo</em>, e io ho pensato che ci son cose così semplici che deve dirmele lei, per quanto son semplici.
</p>
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		<title>Ieri sera</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Nov 2010 07:10:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		
		<category>Cose mie</category>

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		<description><![CDATA[ Ieri sera, guardavo la mia libreria, pensavo che se si potessero considerare i libri come degli esseri in qualche modo senzienti, come si dice, pensavo che si consumano delle piccole tragedie, nella mia libreria, o anche grandi, dipende da come le guardi, le tragedie.
Che nella mia libreria, le mensole sono profonde, e a guardare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Ieri sera, guardavo <a href="http://friendfeed.com/disattasito/ecb68ebf/ecco-voi-la-libreria-precisina-e-ordinatina">la mia libreria</a>, pensavo che se si potessero considerare i libri come degli esseri in qualche modo senzienti, come si dice, pensavo che si consumano delle piccole tragedie, nella mia libreria, o anche grandi, dipende da come le guardi, le tragedie.<br />
Che nella mia libreria, le mensole sono profonde, e a guardare la libreria i libri sono all’esterno, della mensola, perché dietro c’è spesso un’altra fila di libri. E pensavo che forse, un giorno, in passato, alcuni di quei libri han cambiato posto, prima erano davanti, all’esterno, proprio vicino a te che scorri i titoli dei libri che son nella mia libreria, poi un giorno sono passati dietro, nell’altra fila di libri, quelli dietro, deve essersi consumata una piccola tragedia, quel giorno, o anche grande, dipende da come le guardi, le tragedie.<br />
E ieri sera avevo dei libri da sistemare, guardavo la mia libreria, dovevo ristabilire degli equilibri, dovevo sacrificare qualcuno tra quegli esseri senzienti, come si dice, che mi sembravano i libri in quel momento, mi sembrava di sentirli parlare tra loro, chiedersi chi avrei scelto, sperare di non passare nell’altra fila di libri, quelli dietro, mi son sentito in colpa, ho preso i libri che avevo in mano, li ho guardati con affetto, poi ho guardato con affetto la mia libreria, ho portato i libri da sistemare in camera, sul comodino, ci siamo addormentati insieme, mi han svegliato i libri che erano già sul comodino, quelli che eran passati più in basso.</p>
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		<title>Sulle paure e i ragionamenti</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Sep 2010 13:19:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
		
		<category>Segnalazioni</category>

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		<description><![CDATA[ L&#8217;ultimo post per Grazia.
Un giorno che gli Strambi erano ancora piccoli, l’Alda era uscita a far delle spese, poi dopo quando è tornata ha trovato due dei sue fratelli che erano a tavola, facevano colazione, e all’Alda, che era appena tornata, i suoi due fratelli le han raccontato una storia, che era successa proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <em>L&#8217;ultimo post per <a href="http://blog.graziamagazine.it/blog/2010/09/17/gli-strambi-sulle-paure-e-sui-ragionamenti/">Grazia</a>.</em></p>
<p>Un giorno che gli Strambi erano ancora piccoli, l’Alda era uscita a far delle spese, poi dopo quando è tornata ha trovato due dei sue fratelli che erano a tavola, facevano colazione, e all’Alda, che era appena tornata, i suoi due fratelli le han raccontato una storia, che era successa proprio quella mattina che l’Alda era uscita a far delle spese.<br />
Che i due fratelli dell’Alda, mentre lei non c’era, erano andati in cucina, avevano visto delle paure grandi, altre più piccole, eran dappertutto, alcune sul tavolo altre nascoste sotto i mobili, che non ne volevano sapere di esser prese.<br />
Loro, poi, dopo un primo momento che non sapevan che fare, han cominciato a inseguire le paure più grandi, che son più facili da prendere, le han buttate fuori dalla finestra, che avevano imparato che si doveva fare così, con le paure, buttarle via fuori dalla finestra, poi han preso a inseguire quelle più piccole, a buttare anche loro fuori della finestra, finché non ne è rimasta una sola, di paura, la più piccola di tutte.<br />
E quando son rimasti solo loro due e la paura più piccola di tutte, si son seduti a tavola a fare colazione, ché le paure grandi avevano imparato a buttarle fuori della finestra, che con loro si deve far così, mentre con le paure piccole, che di paura ne fan poca, si può stare anche bene.<br />
Allora loro, con quella paura piccola, si son messi a fare colazione, che poi quella paura era così piccola che mangiava solo le briciole di pane.</p>
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