<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:blogger='http://schemas.google.com/blogger/2008' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5975019382623843353</id><updated>2024-09-02T10:16:36.810+02:00</updated><category term="on my own"/><category term="politica"/><category term="sociologia"/><category term="blog"/><category term="idiosincrasie"/><category term="una casa per un anno"/><category term="musica"/><category term="letture"/><category term="linux"/><category term="una casa tutta mia"/><category term="visioni"/><title type='text'>a casa di irene</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://acasadiirene.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default?redirect=false'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://acasadiirene.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false'/><author><name>Irene</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03017036198634263541</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiThVbZK0rtDbNLRBmL8gJ4w8jQD9X3GhZg977_Lig0RfPPnTfOTA_Gs8Oq8vmK0ExMMHrpsMChdje04nl_ddXmRKugVhTJAMW0JSgv6RvamSoXg8UEWXqcPWRuPZuqSw/s320/labirinto.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>52</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5975019382623843353.post-6843538478573977647</id><published>2011-11-05T18:37:00.000+01:00</published><updated>2011-11-05T18:37:46.723+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="blog"/><title type='text'>adoro i traslochi</title><content type='html'>Questo blog si trasferisce. Ma proprio di peso eh. Con i commenti e tutto.&lt;br /&gt;
Il nuovo indirizzo è&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://sulretrodelfoglio.wordpress.com/&quot;&gt;http://sulretrodelfoglio.wordpress.com/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Il nuovo feed è&amp;nbsp;&lt;a href=&quot;http://sulretrodelfoglio.wordpress.com/feed/&quot;&gt;http://sulretrodelfoglio.wordpress.com/feed/&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
Le motivazioni le ho scritte in un wall of text smisurato che ho intitolato &quot;disintossicarsi da Google&quot;; per renderlo più leggero ci ho messo un video di quelli di Hitler.&lt;br /&gt;
Ai primi che arriveranno, delle foto di gatti.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://acasadiirene.blogspot.com/feeds/6843538478573977647/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5975019382623843353/6843538478573977647' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/6843538478573977647'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/6843538478573977647'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://acasadiirene.blogspot.com/2011/11/adoro-i-traslochi.html' title='adoro i traslochi'/><author><name>Irene</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10000664811499363965</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5975019382623843353.post-2330615649902391212</id><published>2011-10-25T23:25:00.001+02:00</published><updated>2011-10-25T23:25:34.709+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="idiosincrasie"/><title type='text'>Non disperdere nell&#39;ambiente</title><content type='html'>Oggi mi sono presa un bel po&#39; d&#39;acqua per andare in Duomo a saltellare con &lt;a href=&quot;http://www.wherethehellismatt.com/&quot;&gt;Matt Harding&lt;/a&gt;, così quando sono tornata a casa mi sono infilata sotto una doccia bollente. Ero lì a pensare ai fatti miei quando mi è caduto l&#39;occhio sull&#39;etichetta dello shampoo, dove ho letto: &quot;Non disperdere nell&#39;ambiente&quot;.&lt;br /&gt;
A me quella frase, quand&#39;ero piccola, non tornava affatto. Cosa significa, che non posso buttarlo quand&#39;è finito? Ma no, mi ha risposto mia madre: che non puoi buttarlo in giro, dove ti capita. Ma la spiegazione non era convincente: in che senso &quot;in giro&quot;? Lo shampoo finisce, tu lo butti nella spazzatura, in questo caso nella plastica. Mica te lo metti nello zaino apposta per gettarlo in mezzo alla strada, cioè, sarebbe idiota.&lt;br /&gt;
Poi in una gita in montagna (be&#39;, intendo le montagne dietro Genova), in fondo a una scarpata ho visto una lavatrice. Eh sì, qui la gente viene a buttare le cose, dice mio padre. Scusa? Cioè ti sei preso il disturbo di venire fin quassù quando c&#39;è una discarica in città? Eh.&lt;br /&gt;
Finché non sono venuta a Milano, e ho scoperto il magico mondo dei vani dedicati alla spazzatura all&#39;interno dei palazzi, io non sapevo cosa facesse la gente con i propri rifiuti; assumevo che ci fossero due tipi di comportamento: quello di chi ricicla, e quello di chi non ricicla. Ho invece scoperto che ne esistono altri: c&#39;è chi sembra mettersi d&#39;ingegno per scombinare la raccolta differenziata, mettendo assieme carta e plastica per esempio, buttando il sacco nero nel contenitore del vetro, cose così.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ci sono alcuni comportamenti che non capiamo perché sono molto diversi dai nostri. Io per esempio non capisco chi fa le escursioni in montagna, chi crede in Dio, chi ascolta Radio 105, chi indossa i tacchi, chi si depila il petto, chi fa jogging, chi vota Berlusconi, chi ha un cane, chi fa giardinaggio. Sono comportamenti che non capisco ma di cui nella maggior parte dei casi riconosco le motivazioni, e anche quando non le riconosco non faccio fatica a credere che ci siano, pur se a me invisibili.&lt;br /&gt;
Ci sono altri comportamenti che non capiamo perché non hanno senso, perché sono illogici, dannosi ma soprattutto quasi più impegnativi da tenere rispetto a quelli sensati. Mi è venuto l&#39;esempio dei rifiuti, ma c&#39;è anche quello dello &lt;a href=&quot;http://sempreunpoadisagio.blogspot.com/2011/05/la-seduzione-dello-sputo-floscio.html&quot;&gt;sputare per terra&lt;/a&gt;, questo stranissimo costume di una generazione a cui posso &amp;nbsp;definitivamente dirmi estranea, oppure - no ora mi vengono in mente esempi di piccola maleducazione, ma non è una questione di maleducazione o di egoismo, altrimenti potrebbe bastarmi il noto problema del &lt;a href=&quot;http://www.treccani.it/enciclopedia/free-rider/&quot;&gt;free rider&lt;/a&gt;, per cui illogico semmai è il comportamento di chi in un contesto sociale fa il bravo quando si può fare il cattivo senza sanzioni e senza che&amp;nbsp;diminuiscano i&amp;nbsp;vantaggi dell&#39;appartenere a una società.&lt;br /&gt;
Al contrario, intendo quei comportamenti sciocco e a costo 2 che vengono preferiti a comportamenti intelligenti e a costo 1.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Abitudine. Non gliel&#39;ha detto nessuno. Se anche gli venisse in mente, non saprebbero come fare e a chi chiedere. A casa si faceva così, così come a casa mia facevano in un altro modo, e ognuno se n&#39;è stato.&lt;br /&gt;
Quello che a volte, volgarizzando il concetto, chiamiamo &quot;capitale culturale&quot;. Che non è aver studiato, ma avere le capacità &quot;intellettuali&quot; per ragionare su un problema, su un aspetto della vita; anche la capacità di informarsi, quando non si sa qualche cosa ma si capisce che sarebbe meglio saperla.&lt;br /&gt;
E&#39; vero, dipende da dove e da chi sei nato; ma &lt;a href=&quot;http://nemoinslumberland.splinder.com/post/25689200/per-errore&quot;&gt;non c&#39;è solo la famiglia, grazie al cielo&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Però bon, insomma, abbiamo quest&#39;orda di persone, un po&#39; ovunque in giro, che manca totalmente o in parte di strumenti culturali e intellettivi, e se ne va in giro a distruggere e incasinare tutto. A me questa cosa fa impressione. A me spaventa l&#39;idea di tutta questa gente che non sa dove cazzo è girata, e disperde nell&#39;ambiente la bottiglietta dello shampoo, ma mica per cattiveria, proprio perché non gli è mai venuto in mente di fare altrimenti.&lt;br /&gt;
Ma in realtà tutto viene dalla lettura di un post, stamattina, che mi ha lasciata di stucco. Se potete fermatevi a leggerlo prima di continuare: &lt;a href=&quot;http://www.nontistavocercando.it/2011/10/24/la-coppia-seduta-accanto-a-me-recensione/&quot;&gt;La coppia seduta accanto a me - Recensione&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cioè - allucinante, vero?&lt;br /&gt;
Ora, abbiamo un esempio cristallino di persone a cui manca il bene dell&#39;intelletto. Non in tutto: sono in grado di guidare una macchina, di capire il funzionamento di un sistema di scambio monetario, di effettuare un&#39;attività lavorativa; è però indubbio che non sono in grado di capire dove cazzo sono girate.&lt;br /&gt;
Normalmente quando siamo davanti a esempi di così lampante idiozia pensiamo: &quot;non dovrebbero permettere loro di&quot; - di votare, di procreare, di avere la patente. Non vi fa un po&#39; paura il fatto che queste persone procreino? A me sì, tanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;360&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/fvbzB5O4c5c?rel=0&quot; width=&quot;480&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma non possiamo impedirglielo, vero? Non possiamo perché... perché sarebbe eugenetica, perché chi sei tu per arrogarti il diritto, perché l&#39;ingerenza dello Stato nella vita privata, perché la libertà, perché la democrazia. Non possiamo impedirglielo perché sappiamo che una volta rotto il tabù, nessuno sarebbe al sicuro; perché tutelare i diritti degli altri è l&#39;unico modo per tutelare i nostri.&lt;br /&gt;
Ed è così perché siamo una manica di stronzi, capaci di qualsiasi cosa. No? Tutta questa cosa dei diritti, della democrazia, sta a galla perché siamo delle merde. Perché sappiamo che, appena abbassiamo la guardia, potremmo farci delle cose orribili l&#39;un l&#39;altro. Perché siamo fottutamente spaventati da noi stessi, dai nostri simili, dal genere umano, e ne abbiamo ogni ragione.&lt;br /&gt;
Non so, ma non mi sembra un bel vivere questo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://acasadiirene.blogspot.com/feeds/2330615649902391212/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5975019382623843353/2330615649902391212' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/2330615649902391212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/2330615649902391212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://acasadiirene.blogspot.com/2011/10/non-disperdere-nellambiente.html' title='Non disperdere nell&#39;ambiente'/><author><name>Irene</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10000664811499363965</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://img.youtube.com/vi/fvbzB5O4c5c/default.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5975019382623843353.post-1531434373564857998</id><published>2011-07-22T20:28:00.003+02:00</published><updated>2011-07-25T09:36:34.430+02:00</updated><title type='text'>i tram di Milano</title><content type='html'>Cara Milano,&lt;br /&gt;
non mi stai rendendo le cose facili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vivo qui da quasi nove anni, anche se non continuativamente. Come mi è già capitato di scrivere, nei tuoi confronti ho la più banale delle ambivalenze: ti detesto, ma non sono sicura di poter più fare a meno di te.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando me ne vado, quando torno a Genova per esempio, sono colpita da quanto sia tutto più sporco, più brutto, più lento, più rotto, più caotico, più cheap.&lt;br /&gt;
(l&#39;altra sera ho fatto un giro alla Marina di Sestri Ponente, che s&#39;è riempita in mia assenza di una moltitudine di locali e ristoranti, e guardavo gli avventori pensando: &quot;See, vi piacerebbe. Patetici.&quot;)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando me ne vado, quando torno a Genova per esempio, sono colpita da quanto sia tutto più creativo, più vivo, più economico, più facile, più vero, più bello.&lt;br /&gt;
(l&#39;altra sera ho fatto un giro alla Marina di Sestri Ponente, che s&#39;è riempita in mia assenza di una moltitudine di locali e ristoranti, e guardavo gli avventori pensando: &quot;Perdio, questi si fanno l&#39;aperitivo davanti al mare senza manco uscire dal quartiere - uao, ma guarda quella barca a vela, ma è grandissima!&quot;)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una mia amica m&#39;ha spiegato che proprio perché Milano è una città borghese, è una citta che accoglie le diversità. Certo, per usarle, magari sfruttarle; ma per lo meno le accoglie. E a furia di accogliere, diventa un posto interessante, un posto dove chiunque non abbia una casa si può sentire a casa. (quest&#39;ultima parte l&#39;ho aggiunta io, la mia amica temo la troverebbe cheap)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dove voglio arrivare, cara Milano? Cara Milano, ciò di cui vorrei parlare con te, puttana eva fraudolenta, sono &#39;sti cazzo di tram. Questi fottuti tram che continuano a sparirmi sotto il culo e nel mentre tu mi metti il biglietto a un euro e cinquanta, dio buono, son tremila lire puttana madea.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando mi sono trasferita qui - che va beh tanto con G+ tra un po&#39; sapete anche come si chiama mia mamma, comunque qui a viale Certosa, per far capire in che buco nero fossi finita dicevo: &quot;Guarda la cartina dell&#39;ATM, vedi lì quella zona dove non c&#39;è un cazzo? Ecco, sono proprio lì in mezzo&quot;. Che poi mi si consolava: ma no dai, c&#39;hai addirittura TRE tram.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E io bella contenta mi dicevo, belin c&#39;ho tre tram. Manco uno che mi porta a una fermata della metro in meno di mezz&#39;ora, ma insomma, col 14 si arriva a Lanza, e poi in Duomo, e volendo mi riporta a casa dai Navigli; col 7, no beh il 7 effettivamente fa un giro idiota, ma volendo mi porta a Garibaldi, e poi se ho la pazienza di aspettare UN&#39;INTERA FOTTUTA ORA ci arrivo pure in Bicocca; e poi c&#39;è il 19, che no effettivamente non serve a una minchia, però dai volendo mi porta al passante - no, va beh, scherzavo, mi porta a Cadorna; no effettivamente non serve a un cazzo, non importa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il 14 è un tram interessante, perché dato che attraversa mezza città, carica popolazione piuttosto eterogenea. Ma queste sono considerazioni che piacciono al &lt;a href=&quot;http://archiviostorico.corriere.it/2005/ottobre/05/Immigrati_anziani_studenti_altra_Milano_co_7_051005069.shtml&quot;&gt;Corriere&lt;/a&gt;: il problema è che dato che attraversa mezza città, accumula ritardi inconcepibili.&lt;br /&gt;
(un altro problema è che si tratta di un sirietto, uno di quei tram progettati apposta per far rompere i femori ai vecchi: due sole obliteratrici situate strategicamente in testa e in coda al tram, da dove poi sei obbligata a saltellare per un corridoio strettissimo usando come soli appigli le maniglie che pendono a due metri d&#39;altezza. ripartenze brusche, curve da montagne russe, vecchiette che piangono, donne incinte che rotolano, estemporanee apparizioni di padre pio che bestemmia)&lt;br /&gt;
Dopo pochi mesi dal mio trasferimento erano già aumentati i 14 che ti dicevano:&lt;br /&gt;
Sai cos&#39;è? Io quasi quasi mi fermo a Cenisio.&lt;br /&gt;
No dai, come a Cenisio? Ma è un posto infame, non ci vado da nessuna parte, ma che ci faccio a Cenisio?&lt;br /&gt;
Eh, aspetti il 14 dopo.&lt;br /&gt;
Ma cazzo, non potevi dirmelo prima quando son salita? C&#39;hai un display lì sopra, a cosa altro dovrebbe servire?&lt;br /&gt;
No, è che ho deciso adesso. Non so che dirti, è stata una giornataccia, c&#39;ho freddo, e poi viale Certosa è un posto del cazzo, dai senti io mi fermo qui. &amp;nbsp;Magari domani, davvero. Ciao eh.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi è scomparso il 7.&lt;br /&gt;
Eh ci sono i lavori, lo facciamo partire dal Monumentale.&lt;br /&gt;
No ho capito che ci sono i lavori, ma non potevate deviarlo su Cenisio come il 14?&lt;br /&gt;
Nonono, guarda, è una questione di principio, lo facciamo partire da Monumentale e bon - tanto, l&#39;hai detto pure tu che faceva un giro idiota no?&lt;br /&gt;
Sì ma io come...&lt;br /&gt;
Shh, basta lamentarti, fuori forse tornare con l&#39;&lt;a href=&quot;http://www.amt.genova.it/&quot;&gt;AMT&lt;/a&gt; col biglietto a un euro e venti?&lt;br /&gt;
No, va beh, non importa.&lt;br /&gt;
Insomma c&#39;era il cambio da fare tra 14 e 7 (mica alla stessa fermata eh, troppo facile, anzi con un bel semaforo in mezzo, non sia mai) e così in Bicocca ci arrivavo in un&#39;ora e mezza. Cioè ci metto lo stesso tempo a piedi. Non è una spacconata eh, &lt;a href=&quot;http://goo.gl/am8q1&quot;&gt;lo dice pure Google Maps&lt;/a&gt;.&amp;nbsp;Senza contare i 7 che all&#39;improvviso ti dicevano:&lt;br /&gt;
Sai cos&#39;è? Io quasi quasi mi fermo a Piazzale Lagosta.&lt;br /&gt;
No dai, come a Piazzale Lagosta? Ma - no, niente, scusa io. Ciao eh.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi è cambiato il percorso del 19. Che va beh, il 19 non serviva un cazzo a dire il vero, io ero pure contenta perché c&#39;era un altro tram che mi portava a casa dai Navigli, e poi mi era pure comodo per il lavoro. Bravo 19, 19 FTW.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi c&#39;erano i lavori in viale Cenisio che dovevano durare tot mesi e invece sono durati tot+4 mesi, e al 14 hanno fatto fare una deviazione che allungava sistematicamente ogni tragitto di 20 minuti. Così che per andare a prendere un treno in Centrale, dovevo uscire di casa un&#39;ora e mezza prima. Dice Google Maps che se vado a piedi ci metto &amp;nbsp;un&#39;ora e venti minuti, però con bagaglio leggero.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
No beh così ieri mentre torno a casa con la bici che m&#39;han prestato, perché l&#39;altra me l&#39;hanno rubata, e quindi mi hanno prestato questa bici rossa che è così cinese che c&#39;ha le scritte in cinese, e cigola tutta ed è una sorta di graziella che io a usarla dopo la mia Peugeot mi sento tipo il fratellone di Goonies con la bici a rotelle della bambina, beh vedo questo cartello che dice &quot;No niente, tra un paio di giorni viale Espinasse lo chiudiamo per un po&#39;, cioè non tantissimo eh, diciamo che per il 2012 giurin giuretta te lo ridiamo, anzi magari pure prima&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che io torno a casa e dico &quot;Vedi &#39;sti stronzi va a finire che ora il 19 lo fanno iniziare dal deposito, te lo dico io&quot;. E lui risponde &quot;Ma no, faranno una deviazione, cosa vuoi che sia&quot;.&lt;br /&gt;
Ho controllato sul sito. Sì, fanno una deviazione. A tipo UN CHILOMETRO IN LINEA D&#39;ARIA dalla fermata prima.&lt;br /&gt;
E nella stessa giornata, Pisapia dice che si vede costretto ad aumentare il biglietto a un euro e cinquanta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allora, cara Milano, quello che volevo dirti, e che tu immagino già potrai indovinare da tutto il discorso, è: mavaffanculo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://acasadiirene.blogspot.com/feeds/1531434373564857998/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5975019382623843353/1531434373564857998' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/1531434373564857998'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/1531434373564857998'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://acasadiirene.blogspot.com/2011/07/i-tram-di-milano.html' title='i tram di Milano'/><author><name>Irene</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10000664811499363965</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5975019382623843353.post-7910403414644418138</id><published>2011-07-09T23:46:00.000+02:00</published><updated>2011-07-09T23:46:09.843+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="idiosincrasie"/><title type='text'>E&#39; facile smettere di cucinare (se sai a chi farlo fare)</title><content type='html'>Ora elenco tutte di seguito le cose che so a proposito del cucinare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Uova. Le uova si devono mettere nel pentolino insieme all&#39;acqua fredda, così non si rompono. C&#39;è una cosa a proposito della freschezza, tipo che capisci se non fresche o meno a seconda di come stanno in acqua, se galleggiano o se affondano; a logica, direi che se galleggiano non va bene. Se le vuoi sode devi farle bollire per 8 minuti: questo lo so perché l&#39;altro ieri ho controllato su &quot;Anche tu cuoco/a&quot;. Io pensavo che fossero 10, ma temevo che fossero 5. Comunque no, sono otto, e con qualche minuto in meno si ottiene un altro tipo di uovo, non ancora sodo, si chiama altrimenti ma non è roba che ci riguarda in questo momento. Quando hai finito sostituisci l&#39;acqua bollente del pentolino con acqua fredda, e quando è sufficientemente fredda sbucci le uova lì dentro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Zucchine: *non* si sbucciano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Acqua per la pasta: al pensionato m&#39;hanno insegnato che il sale si mette poco prima che l&#39;acqua bolla, non ricordo se &quot;perché così bolle prima&quot; o a causa di qualche connessione con il fenomeno dell&#39;evaporazione. Mia madre invece lo mette subito, per esempio. Così non si scorda. Mia madre copre la pentola con il coperchio, anche quando ha buttato la pasta, così ogni volta l&#39;acqua esce e il coperchio cade. Il mio stakeholder non mette mai coperchi e mette l&#39;acqua a bollire un&#39;ora prima del necessario, poi va di là al computer e la cucina sembra un bagno turco.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Melanzane: se le usi per fare cose al forno devi toglierci l&#39;acqua, e lo fai con il sale. Non so esattamente come: le tagli a fette e poi le adagi su un letto di sale? e se sono tante, cosa fai, più strati di sale e fette di melanzane? il sale solo sotto o anche sopra? e quanto sale? bisogna coprirle? quanto devono starci? A tutte queste domande non ho risposta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Carciofi: non ci si può bere il vino insieme.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Padelle: bisogna metterci dell&#39;olio dentro, altrimenti la roba si attacca e si brucia. In molte occasioni bisogna far scaldare prima l&#39;olio, e dato che non è chiaro capire fino a quanto si deve star lì a far scaldare l&#39;olio, ho deciso che la regola è &quot;fino alla prima bollicina&quot;. A volte in questa fase dentro all&#39;olio ci stanno altre cose, come dei pezzi di cipolla, e allora la regola è &quot;quando i tre quarti della superficie assumono un color ocra&quot;. L&#39;olio una volta caldo sfrigola e spruzza e diventa pericolosissimo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scalogno: uno non ci crede, ma si può mettere nell&#39;insalata. Anche le mele.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Peperoncino: qualsiasi cosa è meglio con. Anche l&#39;insalata. Pure se ci sono le mele.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tè: la bustina (le foglie sono troppo uno sbattimento) deve stare in infusione dai 3 ai 5 minuti; su un tè comprato da Harrods molti anni fa avevo letto che deve &quot;blend, not stew&quot; e nonostante tuttora non abbia la minima idea di cosa significhi, secondo me rende bene. Prima si versa l&#39;acqua bollente nella tazza, poi si immerge la bustina. Il limone, quando lo gradisci, lo devi comunque mettere un po&#39; dopo, sicuramente dopo che hai levato la bustina, altrimenti diventa una limonata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Microonde: purtroppo, non è buono per scaldare le brioche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Insalata di riso: c&#39;è chi non ci mette la maionese. Non l&#39;ho mai fatta ma sento che è alla mia portata: bisogna far bollire il riso, risciacquare il riso (contiene il pericoloso amido!) e poi metterci delle cose che si trovano già pronte in lattine e vasetti, dell&#39;uovo sodo (vedi sopra), del formaggio, robe così. Ho l&#39;impressione che la regola del peperoncino qui non valga.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cheesecake: giuro su dio, la so fare. L&#39;ho pure fatta. Giuro, ho dei testimoni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Macchie di cibo: con qualcuna bisogna metterci del borotalco sopra, mi sembra quelle del vino. O dell&#39;olio. Con il cioccolato funziona il sapone per piatti, l&#39;ho provato l&#39;altro giorno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bugie: io sono l&#39;addetta a tagliarle. Il segreto sta ne taglietto in mezzo. Vengono meglio le ultime delle prime, quando l&#39;olio è già vecchio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quattro salti in padella: check.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mozzarella: a differenza di ciò che si potrebbe pensare, una volta tolta dalla busta non va risciacquata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Caffettiera: non va lavata col sapone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Mi pare basta, non so altro. Bon, abbiamo finito, come post direi che è completo.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://acasadiirene.blogspot.com/feeds/7910403414644418138/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5975019382623843353/7910403414644418138' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/7910403414644418138'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/7910403414644418138'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://acasadiirene.blogspot.com/2011/07/e-facile-smettere-di-cucinare-se-sai.html' title='E&#39; facile smettere di cucinare (se sai a chi farlo fare)'/><author><name>Irene</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10000664811499363965</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5975019382623843353.post-971089075056198208</id><published>2011-06-28T02:03:00.002+02:00</published><updated>2011-06-28T02:14:13.096+02:00</updated><title type='text'>friendfeed e la gente</title><content type='html'>La prima volta in cui mi sono iscritta a Friendfeed è stata nel - no, non me lo ricordo. Nel 2008 forse. Era estate, ero a Genova, dovevo scrivere non so che paper/tesina, i miei genitori erano da qualche parte in vacanza, mi annoiavo; qualche early adopter di quelli che io seguo (un modo elegante per dire: Zio Bonino) ne parlava bene, mi sono iscritta. Mi affascinava l&#39;intersecarsi della blogosfera - con le sue gerarchie, personalità, gergo, rituali, &quot;tradizioni&quot; - con la dimensione da cazzeggio tipica del forum: mi sembrava la quadratura del cerchio. Era divertente.&lt;br /&gt;
Dopo qualche mese mi sono disiscritta cancellando il mio account: il ridicolo tentativo (uno dei tanti) di eliminare le distrazioni, disintossicarmi da internet, dedicarmi seriamente al dottorato. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#39;anno scorso mi sono iscritta di nuovo, per motivi di completezza. A un certo punto mi sono convinta che il mio futuro professionale avesse a che fare con internet, e quindi dovevo &quot;entrarci&quot; di più, Sì, non ha il minimo senso, ma me la ricordo più o meno così.&lt;br /&gt;
(&lt;i&gt;vorrei aggiungere che l&#39;anno scorso mi sono iscritta a World of Warcraft perché volevo scrivere 4 righe sugli avatar. sono ancora lì.&lt;/i&gt;)&lt;br /&gt;
Ho trovato FF &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=VIKEC8tgwZk&quot;&gt;molto cambiato&lt;/a&gt;: non più le blogstar di qualche anno fa, moltissime persone che non hanno né blog né altro (al limite un twitter) (twitter è una cosa che ancora adesso non so come si usi), e che cazzeggiano amabilmente con pochissimi o nulli riferimenti alle Grandi Questioni della blogosfera (del tipo blogbabel sì o no, telecom sì o no, tramezzini sì o no, web 1.0 o 2.0, bucknasty prima faceva più ridere eccetera). Mi piacciono molte di queste persone. Il distacco dalla blogosfera fa sì che la dimensione forum/chat si sia accentuata, sia per il livello di cazzeggio sia per la capacità di far nascere al proprio interno modi di dire, rituali, gerarchie, tradizioni, scandali e tormentoni. E idee geniali: &lt;a href=&quot;http://friendfeed.com/lucah/87fa69c1/salve-mi-conoscete-scrivo-pubblicamente&quot;&gt;Forse anche la Simmenthal&lt;/a&gt;, i fotomontaggi di &lt;a href=&quot;http://isolavirtuale.tumblr.com/&quot;&gt;Isola Virtuale&lt;/a&gt;, la famosa moschea abusiva del quartiere &lt;a href=&quot;https://twitter.com/#!/orghl/status/72618297627115520&quot;&gt;Sucate&lt;/a&gt; in via Giandomenico Puppa, &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=7XzLbGssArQ&quot;&gt;eccetera&lt;/a&gt;. Li lovvo un sacco, insomma.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(&lt;i&gt;You know, my brother once told me that nothing someone says before the word &quot;but&quot; really counts&lt;/i&gt;)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma a volte la gente sbrocca. La gente sbrocca più spesso lì che in altri luoghi di mia conoscenza. I luoghi più litigiosi della blogosfera - i litblog e Kilombo - raramente sono arrivati a punte simili di sbroccaggio.&lt;br /&gt;
Non parlo di flame, che si fanno per distrarsi. Parlo di reazioni da manicomio.&lt;br /&gt;
Parlo di comportamenti da mitomani che coinvolgono branchi di persone apparentemente prive di un livello base di comprensione del testo. Parlo di comportamenti e reazioni che ti fanno credere di star leggendo le parole di qualcuno che ha bisogno di aiuto.&lt;br /&gt;
E ci sono sfoggi di cattiveria e di livore che cagano in testa al fascino del cattivo, fanno due giravolte e diventano sfoggi di cattiveria e di livore. Col cazzo che sto dalla parte di Asso Merril, scusate eh. Si ride e si scherza, però col cazzo uguale.&lt;br /&gt;
E ho un po&#39; di difficoltà a lasciare lì la cosa. Pensare che sì, è il mezzo che trasforma le persone; pensare che non sono realmente così, stanno fingendo, o forse non si esprimono bene scrivendo, che dal vivo sarebbero diversi. Non riesco a pensarlo perché non ho mai visto una grande differenza nelle persone, online e offline; e l&#39;eventuale differenza era sempre a svantaggio dell&#39;offline.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alcuni anni fa una mia amica e collega scoprì il favoloso mondo dei forum, mentre io stavo per imbarcarmi nel favoloso mondo dei blog. A volte mi chiedeva se certe dinamiche fossero &quot;normali&quot;, se fossero &quot;cose da forum&quot;; non lo erano sempre. Settimana dopo settimana l&#39;ho vista montare degli psicodrammi spaventosi in quella comunità; l&#39;ho vista fare carognate, ricevere carognate, comportarsi come una sbroccata mitomane. E non sapevo cosa fare; non sapevo gestire quell&#39;informazione all&#39;interno del nostro rapporto. Collega, amica, di qualche anno più grande; può una persona essere malata quando scrive su un forum, e sana quando parla in ufficio?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Immagino di sì - immagino che la maggioranza di voi mi risponderà di sì.&amp;nbsp;È&amp;nbsp;solo un gioco.&amp;nbsp;È&amp;nbsp;solo una sperimentazione identitaria. Eppure io fatico a figurarmi quelle persone lì mentre spengono il computer e tornano normali, serene, in possesso di facoltà cognitive atte a organizzare la percezione della realtà esterna secondo categorie logiche.&lt;br /&gt;
Lo so che hanno un lavoro, sono sposate, hanno dei fratelli, dei figli; che sono membri rispettabili della nostra comunità. Che hanno una macchina, e la guidano. Che hanno il diritto di voto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;&gt;No, sicuramente non è FF.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;&gt;È&amp;nbsp;che la gente, sarebbe meglio non saperne nulla, rimanere in casa e giocare col gatto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span class=&quot;Apple-style-span&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;390&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/gOMhN-hfMtY&quot; width=&quot;640&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://acasadiirene.blogspot.com/feeds/971089075056198208/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5975019382623843353/971089075056198208' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/971089075056198208'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/971089075056198208'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://acasadiirene.blogspot.com/2011/06/friendfeed-e-la-gente.html' title='friendfeed e la gente'/><author><name>Irene</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10000664811499363965</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://img.youtube.com/vi/gOMhN-hfMtY/default.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5975019382623843353.post-8792916963420444578</id><published>2011-06-02T19:44:00.000+02:00</published><updated>2011-06-02T19:44:38.509+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="idiosincrasie"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><title type='text'>l&#39;indispensabile post sulle elezioni</title><content type='html'>La mia scheda elettorale era immacolata. Grazie al cazzo, ho cambiato residenza l&#39;anno scorso - no, non è per questo. In realtà io non voto; cioè, non votavo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non voto - cioè, non votavo - perché non credo nella democrazia. Non penso che sia un sistema che garantisca sufficiente giustizia e libertà, per cui ho sempre cercato di pensare, parlare e discutere un&#39;alternativa. La chiamerei anarchia se non fossi intimidita dalla parola, e se volessi chiamarla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scendendo a terra, non votavo perché prendevo sul serio il voto. Il voto è una delega incondizionata, senza possibilità di ritiro, ripensamento o controllo, della propria libertà di scelta e della propria voce, a un&#39;altra persona. Equivale al dichiararsi incapaci di intendere e volere e di affidare - nell&#39;ultimo, isolato guizzo di consapevolezza prima del declino nella demenza totale - ogni decisione sulla propria esistenza politica e, in gran parte, sociale, a un altro individuo.&lt;br /&gt;
È un po’ la differenza tra guardare una bistecca e vedere un secondo, o vedere un pezzo di cadavere. Può succedere che qualcosa faccia clic e tu non vedrai mai più del cibo, vedrai solo un pezzo di cadavere; e molti se ne offenderanno e molti non ci crederanno, ma tu vedi un pezzo di cadavere e ti fa anche un po’ schifo, e proprio non te la senti di mangiare una roba del genere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una volta ho votato - anzi, due: un’elezione amministrativa e una politica. Era perché, sapete, bisognava fermare Berlusconi. Non riesco a ricordare quando né come, ma sono ragionevolmente certa che in nessuno dei due casi i miei candidati sono andati al governo.&lt;br /&gt;
Se non altro, sono felice di essere abbastanza giovane da non aver votato il governo che ha bombardato la Serbia. Mi sono già sentita abbastanza colpevole e complice di quell’infamia senza dover sopportare il pensiero di aver messo per iscritto il permesso di uccidere della gente in mio nome.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi, niente, quest’anno ho votato per Pisapia.&lt;br /&gt;
Ci ho pensato molto, e mi sono decisa a farlo perché non sto facendo nient’altro. Anni fa facevo politica: m’informavo, leggevo, discutevo; preparavo il cambiamento con la riflessione e la pratica, con l’esempio e la militanza. Da anni non faccio nulla di tutto ciò; se qualcuno mi chiede cosa ne penso, allora rispondo, ma è proprio il mio massimo. Non manifesto, non occupo, non so più dove sono girata, non me ne frega nulla; addirittura mi capita di comprare Nestlè.&lt;br /&gt;
Ogni tanto ho dei moti di indignazione, ma nel vuoto siderale della mia testa non c’è abbastanza ossigeno per un cerino, figurarsi per il fuoco della passione politica.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho pensato che, senza questo tipo di coinvolgimento, i discorsi di cui sopra non sono anarchia, non sono alternativa: sono solo apatia. E dato che la mia libertà e la mia voce non le uso per fare nulla, non mi servono più, posso ben barattarle con il rassicurante senso del dovere democratico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono contenta che abbia vinto Pisapia. Ho letto il suo programma e mi è piaciuto. Ho dato il mio voto per una donna di Sel che mi sembra competente e seria, e sono soddisfatta della scelta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non sono andata in piazza. Sono contenta che ci siate andati, e che siate stati bene; ho visto delle foto, dei grandi sorrisi, e vedere tanta gente tutta contenta non può che far sorridere. Ma non comprendo in pieno il motivo che vi ha spinti ad andare in piazza a festeggiare.&lt;br /&gt;
Cerco da una ventina di minuti le frasi per spiegare quanto mi siete sembrati strani, ma non è facile e non credo di riuscirci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Molti hanno linkato &lt;a href=&quot;http://www.ilpost.it/makkox/2011/05/30/abbiamo-vinto/&quot;&gt;questa vignetta di Makkoz&lt;/a&gt;, ma io non la capisco. Chi ha vinto cosa? Ciò che è successo dipende da me, da te? Siamo andati sui monti a guerreggiare contro l’invasore? Abbiamo occupato la fabbrica mettendo in ginocchio il signor padrone? Abbiamo fatto la rivoluzione impadronendoci del Palazzo d’Inverno? Non abbiamo fatto un cazzo, se non aspettare che anche “loro” si stancassero e venissero nel nostro carruggio, non si sa quanti per convinzione e quanti per disperazione.&lt;br /&gt;
Niente, continuo a provarci ma non riesco a trovare le parole. Sopravviveremo, suppongo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bon, tutto è bene quel che finisce bene. Come al solito non so come finire, quindi me la cavo con l’immancabile canzone.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;iframe allowfullscreen=&quot;&quot; frameborder=&quot;0&quot; height=&quot;390&quot; src=&quot;http://www.youtube.com/embed/swRs9afKUGM?rel=0&quot; width=&quot;480&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://acasadiirene.blogspot.com/feeds/8792916963420444578/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5975019382623843353/8792916963420444578' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/8792916963420444578'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/8792916963420444578'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://acasadiirene.blogspot.com/2011/06/lindispensabile-post-sulle-elezioni.html' title='l&#39;indispensabile post sulle elezioni'/><author><name>Irene</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10000664811499363965</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://img.youtube.com/vi/swRs9afKUGM/default.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5975019382623843353.post-3423454802789538632</id><published>2011-03-31T09:30:00.002+02:00</published><updated>2011-06-02T19:46:11.718+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="idiosincrasie"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="on my own"/><title type='text'>Bullismo</title><content type='html'>Parecchie settimane fa, mi verrebbe da dire addirittura parecchi mesi fa, sono arrivata davanti al cancello del cortile/garage dove tengo la bicicletta, sono entrata, sono arrivata davanti al mio prezioso mezzo di trasporto e ho visto che il telo con cui copro il medesimo era decorato con un paio di fori di inequivocabile provenienza tabagista.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una persona normale avrebbe inveito contro la divinità, l&#39;Uomo, l&#39;inciviltà contemporanea o più probabilmente il multiculturalismo.&lt;br /&gt;
A me è venuto da vomitare.&lt;br /&gt;
Ma ho avuto anche una sorta di epifania, o meglio, un momento di lucidità con il quale sto facendo i conti da settimane, o addirittura mesi; la lucidità di rendermi conto che ciò che mi provocava nausea non era la rabbia per il telo rovinato o lo sconforto davanti alla stronzaggine dei miei vicini, bensì la vergogna. Un&#39;eruzione lavica di vergogna che aveva origine al centro del petto e si espandeva, scottandomi, un po&#39; dappertutto, fino a farmi bruciare le orecchie.&lt;br /&gt;
E un pensiero: “Basta, ti prego. &lt;a href=&quot;http://www.flickr.com/photos/veltro23/499700172/&quot;&gt;Non di nuovo&lt;/a&gt;, non ancora”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C&#39;è una considerevole distanza tra le finestre del palazzo che s&#39;affaccia sul cortile e la mia bicicletta: chiunque abbia lanciato i mozziconi deve aver voluto colpirla. Non c&#39;è nulla di intrinsecamente malvagio nell&#39;atto: è anzi profondamente umano, anche se probabilmente più maschile, il desiderio di colpire un obiettivo, di fare centro/rete quando si getta qualcosa. Chi non l&#39;ha mai fatto? Appunto. È altrettanto umano, anche se non lodevole, non fermarsi a pensare sulle precise conseguenze di un&#39;azione compiuta senza pensare: la soddisfazione immediata non regge di fronte a considerazioni e obiettivi di lungo termine, altrimenti saremmo tutti sani, tonici e realizzati.&lt;br /&gt;
Però, ecco, l&#39;hanno fatto apposta – e magari, volevano proprio danneggiare il mio telo. Forse ce l&#39;hanno con me. Cosa posso fare? Non posso fare nulla, se non fingere che non sia successo niente, non mostrare quanto ci sono rimasta male, e sperare che la smettano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quella mattina, mentre salivo sulla bici, mi sono resa conto di essere una vittima di bullismo. Cioè, ovviamente ricordavo di esserlo stata: intendo dire che mi sono resa conto di non aver mai smesso di esserlo. Il bullismo - le persecuzioni, le prese in giro, la violenza fisica spesso minacciata e a volte subita - mi ha resa una vittima per sempre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non stupisce nessuno, giusto? Chiunque mi conosca anche un po&#39;, compresi i compari di blog/tumblr/friendfeed, non penso avrebbe alcuna difficoltà a immaginarmi come vittima di qualcosa – so di averlo scritto in fronte, “VITTIMA”, di averlo inciso su ogni nervo, di comunicarlo con ogni gesto e parola. Il fatto è che sono stata vittima di così tante cose e persone, che non ho mai stilato una classifica. Ma mentre pedalavo verso il lavoro, ho capito che il bullismo aveva vinto il primo premio, o almeno era sul podio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E come molte vittime, ho finito per pensare che fosse persino giusto. Me ne sono andata in giro affermando che alla fin fine il bullismo “ti sveglia”; ti porta a sviluppare una personalità sufficientemente forte da renderti indipendente dalla pressione sociale e dal giudizio altrui; rompe il consolatorio e oppiaceo incanto del mondo governato da giustizia, bontà e merito dove insegnanti e genitori hanno la sfacciata pretesa di far vivere i bambini; e infine ti insegna &lt;a href=&quot;http://knowyourmeme.com/memes/zangief-kid&quot;&gt;la necessità di saperti difendere&lt;/a&gt; anche fisicamente, cosa che non ha certo risvolti negativi.&lt;br /&gt;
Quante cazzate.&lt;br /&gt;
Piuttosto di ammettere di aver vissuto un&#39;ingiustizia non riparabile, ho preferito sposare la logica del carnefice. Un meccanismo così ovvio e imbecille che riconoscerlo non fa che duplicare la vergogna.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La chiamo timidezza, insicurezza, introversione, asocialità - ma perché non chiamarla, più semplicemente, paura degli altri? Paura, angoscia, ansia, disagio, a seconda delle occasioni. Se cammino sul marciapiede e in lontananza vedo un gruppo di ragazzi che sta chiacchierando o fumando fuori da un locale, l&#39;idea di dover passare tra di loro mi spaventa. Mi diranno qualcosa? E se decidono di non farmi passare? E se si mettono a ridere di me?&lt;br /&gt;
Il gruppo è un&#39;unità sociale che mi terrorizza. La maggior parte delle persone, o almeno una proporzione sufficientemente nutrita, non sono particolarmente cattive, se prese una per una. Ma una volta riunite in un gruppo, cambiano. Si fomentano a vicenda. A nessuno verrebbe in mente, se sta fumando da solo per strada, di farmi uno sgambetto mentre passo – ma se è con amici? Se vuole far vedere ai suoi coetanei quanto è figo e quanto se ne frega? Se viene sfidato a farlo dal capetto della sua compagnia? Se sente il bisogno di celebrare la compattezza e la superiorità della sua unità sociale con il sacrificio rituale di un non-membro?&lt;br /&gt;
D&#39;altronde, non posso nemmeno cambiare strada. Anzi, se deviassi il mio percorso in modo troppo palese, quelli avvertirebbero l&#39;odore della mia paura e potrebbero sentirsi invitati ad attaccarmi, quando magari se passassi dritta non si accorgerebbero della mia presenza. Che fare? Fai finta di nulla. Cammina veloce, ma non troppo veloce, bensì come se dovessi andare da qualche parte, come se qualcuno ti aspettasse, come se non fossi realmente sola ma idealmente insieme alla proiezione della persona che ti sta aspettando. Sguardo basso o perso in un indefinito orizzonte: devi dare l&#39;impressione di essere assorta in altri pensieri, di non averli nemmeno notati, di essere troppo indaffarata o troppo distratta per sentire quello che ti dicono, se ti diranno qualcosa - meglio se hai gli auricolari, così puoi far finta di non averli sentiti perché ascoltavi della musica – dato che se ti insultano in qualche modo, la cosa migliore è non mostrare di aver sentito.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Avete idea di quanti gruppi di persone a prevalenza maschile si incontrano durante la giornata, se vi muovete con i mezzi pubblici? Per quanto mi riguarda, sempre uno più di quanto riesca a sopportare. Non che ogni volta io vada in panico: ho più di trent&#39;anni, spesso riesco a razionalizzare e comprendere che non c&#39;è alcun reale pericolo, oppure semplicemente sono davvero distratta e con la mente rivolta ad altro. Ma sì, capita; e se parliamo di disagio, sì, capita sempre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Perché non sto parlando di sesso? Un gruppo di maschi, una femmina che ci passa vicino tutta timorosa - non sarebbe più normale sentirsi minacciata da attenzioni sgradite, piuttosto che dall&#39;ipotesi di derisioni e spintoni?&lt;br /&gt;
Sì ma, ecco, non vedo alcuna differenza; non ci sono mai riuscita. Molti anni fa me ne andavo in giro la notte, da sola, tagliando per giardinetti pubblici poco illuminati e mal frequentati, e non pensavo di rischiare alcunché perché ero convinta di essere troppo brutta per attirare l&#39;attenzione sessuale di chiunque. Quando ho capito che non funzionava così, semplicemente il senso di minaccia si è arricchito, ma non è molto cambiato. Sapere che, in quanto donna, sono permanentemente definita come oggetto sessuale e giudicata come tale, passando o meno un esame a cui non ho scelto di presentarmi... in che modo si distingue dal bullismo?&lt;br /&gt;
Designata come oggetto sessuale, designata come oggetto di violenza: si tratta sempre di una deumanizzazione in cui non ho voce in capitolo, a cui non sono in grado di oppormi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
“Sta&#39; dritta con la testa”, mi rimproverava mia madre per via della mia abitudine a guardare in basso mentre cammino. “Ehi, ma hai visto quello lì che è passato com&#39;era conciato? Figurarsi, tu non vedi mai niente vero?” - no, non vedo niente. Potrei anche andarmene in giro senza occhiali, se non fosse che non riuscirei a leggere il numero del tram. Non guardo nessuno. Sono così abituata a guardare per terra o verso un punto dell&#39;orizzonte, sono così abituata a far finta di nulla, a badare affinché il mio sguardo non incroci quello altrui, che ho difficoltà a mettere a fuoco le persone. Posso incontrarvi in un corridoio ogni giorno per un anno e non riuscire a fare una descrizione del vostro volto. Non riconosco i miei vicini di casa se li incontro fuori dal condominio; a volte, qualcuno mi saluta per la strada, ma non ho la minima idea di chi sia. “Scusa, sono pessima a ricordare le facce”.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non c&#39;è un motivo preciso per cui si diventa vittima. Ho conosciuto ragazze più brutte, più sfigate, più introverse di me, a cui però non è capitato. Non so generalizzare, ma dato che ci ho pensato molto, so perché lo ero io.&lt;br /&gt;
Perché ero bruttina, ma non avevo degli handicap tali da far sentire meschino chi se la prendeva con me. Perché ero abbastanza intelligente da rendermi conto, con precisione, di quanto stava accadendo, e assaporare ogni stilla di umiliazione, e permettere agli altri di assaporare ogni stilla di trionfo. Perché ero sola, e non avevo fratelli maggiori a difendermi, né genitori in grado di incutere timore ai miei coetanei. Perché sapevo di essere sola. Perché pensavo che i miei genitori fossero troppo deboli per difendermi, dato che erano indifesi a loro volta davanti a chi si approfittava di loro. Perché ero più povera degli altri, non abbastanza da suscitare compassione o imbarazzo ma a sufficienza per indossare vestiti inopportuni e per non conoscere come si vive. Perché ero introversa, mi piaceva starmene per conto mio a leggere e fantasticare ed era evidente il misto di invidia e di disprezzo con cui guardavo gli altri alle prese con attività del tutto diverse. Perché sono sensibile e permalosa, per cui do un sacco di soddisfazione, soprattutto in ragione del fatto che non so nascondere le emozioni. Perché ero fiduciosa ed entusiasta, e non avevo alcun filtro a impedirmi di esprimere il mio attaccamento agli altri, a ridere forte e a dire quanto ero felice.&lt;br /&gt;
Oggi sono sardonica, fredda e rido sempre con la mano davanti alla bocca, per non mostrare i miei brutti denti. Il mio vestito di cinismo e sarcasmo conquista le amiche, ma chi mi ama, lo fa per quando sono fiduciosa ed entusiasta, per quando rido forte.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non c&#39;è una morale a questo post, e non c&#39;è nemmeno una conclusione. L&#39;ho scritto per fare penitenza, pensando a tutte le volte in cui ho detto e ho scritto che il bullismo “non è niente di che”, e magari la vittima se le va a cercare, e un po&#39; se lo merita pure.&lt;br /&gt;
Ci sarebbe qui spazio per tutta una serie di considerazioni, queste sì davvero sconfortanti, sugli effetti a lungo termine e soprattutto sulle ricadute su chi mi sta vicino. Per esempio, sapete di cosa mi ringrazia più spesso la gente? Di aver insegnato loro il distacco dagli altri. Di aver messo in discussione la natura di rapporti di amicizia, amore, parentela, e di aver installato il dubbio sulla necessarietà di certi legami. Non è spaventoso? Ho l&#39;impressione di spargere freddezza, disillusione, quando non rancore e abbandono.&lt;br /&gt;
Ho scambiato per libertà di pensiero e autonomia ciò che è più propriamente solitudine, paura degli altri e paura dei legami con gli altri, e colpevolmente ho lasciato che gli altri mi attribuissero tali doti, invece di farmi riconoscere come ciò che sono, ossia un&#39;avvizzita misantropa.&lt;br /&gt;
Allora diciamo che la morale potrebbe essere questa: la gente danneggiata, che come sappiamo è pericolosa, non dovrebbe&amp;nbsp;essere&amp;nbsp;scelta come confidente, e soprattutto dovrebbe imparare a farsi una gran palata di cazzi suoi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;i&gt;(per scacciare la malinconia, vi prometto&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;a breve - giuro! -&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;un post frizzante ed entusiasta su un&#39;irritante canzone macedone. stay tuned!)&lt;/i&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://acasadiirene.blogspot.com/feeds/3423454802789538632/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5975019382623843353/3423454802789538632' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/3423454802789538632'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/3423454802789538632'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://acasadiirene.blogspot.com/2011/03/bullismo.html' title='Bullismo'/><author><name>Irene</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10000664811499363965</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://img.youtube.com/vi/GeWHRA_snDk/default.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5975019382623843353.post-3670282746531824019</id><published>2010-09-24T16:58:00.002+02:00</published><updated>2010-09-25T00:24:50.237+02:00</updated><title type='text'>MissVivy</title><content type='html'>Quest&#39;anno ho pensato molto a MissVivy. MissVivy diceva che era tutta colpa di Milano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E&#39; stato un anno molto difficile, questo che si sta trascinando lentamente alla fine. Ora va un po&#39; meglio, altrimenti non sarei qui a scriverlo. Non va benissimo, ma va senz&#39;altro meglio.&lt;br /&gt;
Quest&#39;anno qui, che ora anche se è ancora settembre già è come se fosse passato, è iniziato con il mio primo vero lutto ed è finito con un &lt;a href=&quot;http://www.magpictures.com/profile.aspx?id=2eb31a90-160c-475d-8c88-5f8cf16b16b9&quot;&gt;documentario&lt;/a&gt; su Charles Bukowski. Ma voi lo sapevate che Bukowski aveva l&#39;acne? Io no. Non sapevo proprio nulla di Bukowski: ho letto tre libri suoi, mi sono piaciuti molto ma è morta lì. Comunque, mentre stavo lì ad ascoltare quel tizio vecchio e irrimediabilmente brutto parlare di ciò che aveva voluto e ciò che non aveva voluto, mi sono improvvisamente ricordata di ciò che io avevo voluto e di ciò che non avevo voluto, e le cose sono tornate al loro posto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Perché non è solo una questione di You can&#39;t always get what you want, canzone che peraltro non conoscevo prima del Dr. House. Si tratta più che altro di aver fatto delle scelte, un sacco di tempo fa, e queste scelte non determinano solo cosa faccio e cosa possiedo, ma soprattutto chi sono.&lt;br /&gt;
L&#39;unico problema è che si tratta di scelte che ho fatto davvero molto, molto tempo fa, quando il mio unico progetto a lungo termine era quello di morire a breve termine.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando avevo 10 anni, ero convinta che sarei morta prima dei 18. Quando ho compiuto 17 anni mi sono accorta con disappunto che, nonostante fosse chiaro che non era plausibile, anzi era platealmente ingiusto e offensivo che io continuassi a vivere, il cosmo non sembrava dare segno di volermi espellere.&lt;br /&gt;
(sì perché mica pianificavo un suicidio, nonostante quello sia un pensiero che da lì in avanti ho sempre avuto e continuamente ho: m&#39;immaginavo più una cosa di selezione naturale, tipo che un giorno, finalmente, la grande divinità volgesse lo sguardo su di me ed esclamasse “ma cazzo, e quest&#39;obbrobrio che ci fa qui? via subito! raus!” e così puff!, fine, tana libera tutti)&lt;br /&gt;
Così niente, mi sono detta che aveva più senso fare finta di niente, continuare a fare le cose che dovevano essere fatte, rimanere calma e paziente, tanto quanto ancora avrei dovuto vivere? Fino ai 22, 25 anni al massimo? Potevo farcela.&lt;br /&gt;
Poi una invece arriva ai 30, totalmente spiazzata. Anche perché nel frattempo sono anche successe altre cose, per esempio l&#39;amore, una casetta da arredare, un lavoro o più di uno, tutte cose che per loro stessa natura richiedono non dico per forza una progettualità, ma almeno un tipo di orizzonte mentale che non sia “va beh, tanto tra un paio d&#39;ore si muore, no?”. E con i trent&#39;anni accadono altre cose, alcune dentro di te, totalmente inaspettate e indesiderate, ma che si siedono lì dentro la tua pancia soddisfatte e paciose come se quello fosse da sempre il loro posto; e altre accadono intorno a te, le vite degli altri diciamo, ma ormai è difficile pensarli come “altri” dato che ti stanno così vicino, e a volte ti somigliano un sacco, se non fosse per quelle scelte che, loro no, non hanno fatto a 10 anni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Allora ripenso a MissVivy. La chiamavamo così - o meglio così aveva iniziato a chiamarla S., ché io a dire il vero odio i soprannomi - perché era sempre perfetta, come una bambola, come una dama. Sempre impeccabile nel suo stile anni Ottanta, la chioma color Cindy Lauper, e il trucco immacolato. Aveva, questo me lo ricorderò in eterno, dei fogliettini con cui tamponarsi il volto, che toglievano l&#39;unto ma non il trucco. Cose così.&lt;br /&gt;
Nonostante si confidasse con noi, di MissVivy non sapevamo quasi niente, perché lei sapeva unire perfettamente la capacità tutta genovese di eludere le domande e non lasciar trapelare mai nulla di veramente intimo, con la placida serenità di chi ormai ne è fuori e preferirebbe non rivangare il passato. Non mi sentivo del tutto a mio agio con lei, un po&#39; per quella sua perfezione, un po&#39; perché mi sembrava troppo lontana per età (a quel tempo, 5 anni di differenza erano un mondo) e per stato sociale, lei così immersa in quel mondo piccolo borghese di botteghe, quartieri residenziali e cosmetici di marca. Però un pomeriggio mi diede un passaggio, e parlammo un poco.&lt;br /&gt;
Mi raccontò che tutto era iniziato a Milano, dove era andata per inseguire un sogno e da dove era fuggita nel fallimento e nella disperazione. Milano città di ragazze bellissime, e di competizione, e di perfidia, e del non essere mai abbastanza, e del non essere mai.&lt;br /&gt;
Sinceramente, non la seguivo. A Milano avevo studiato e quello che mi ricordavo erano concerti, centri sociali, locali lesbici, mostre gratis, incontri culturali, manifestazioni di piazza, e una grande città dove ogni diversità poteva trovare la propria somiglianza. Non ricordavo competizione, semmai disordine, ridondanza e, alla fine, superficialità.&lt;br /&gt;
MissVivy era così placida, capii in quel breve viaggio in macchina dal ponente al levante, perché era sotto Prozac da ormai 7 anni. Per me il Prozac era solo un &lt;a href=&quot;https://www.adbusters.org/files/imagecache/slideshow/images/adbusters_prozac.jpg&quot;&gt;simbolo&lt;/a&gt;, una battuta, e non avevo mai conosciuto qualcuno che ne fosse dipendente. MissVivy mi disse che era l&#39;unica medicina che era riuscita a farla tornare a vivere, e dato che non aveva la minima intenzione di abbandonarlo mai la questione della dipendenza non si poneva, non più di quanto si pone la questione della dipendenza dall&#39;acqua, o dal sonno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quest&#39;anno ho incontrato la Milano di cui mi parlava la mia MissVivy. Non proprio la stessa, certo, ma ho finalmente capito cosa intendesse lei. In tutti gli anni che ho passato qui ho odiato Milano per un fantastiliardo di motivi: la pianta circolare, l&#39;assenza del mare, l&#39;accento della gente, le zanzare, l&#39;umidità, lo smog che entra in casa, la bruttezza della periferia, l&#39;antipatia del centro, l&#39;ostentata ricchezza, il costo degli affitti, i locali da fighetti, gli eventi indie, il rumore, gli aperitivi a otto euro - continuate voi. E mille volte ho maledetto il destino che mi ha inchiodata qui, quando io m&#39;immaginavo a finire (presto) la mia vita in Campo Pisano o in Salita degli Angeli.&lt;br /&gt;
Ma pian piano, quasi con sorpresa, mi sono rassegnata, poi abituata, e ora sono quasi contenta; tutti quei motivi di odio, a volte non li noto più, a volte non sono più tali, a volte alzo le spalle e li sopporto con eleganza.&lt;br /&gt;
Però quest&#39;anno Milano mi ha mostrato una faccia diversa, una malvagità più profonda, una capacità inaspettata di tenerti in mezzo e puntare il dito contro di te, di confonderti, di mortificarti al punto da farti dimenticare chi sei.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi, scusami MissVivy. Mentre mi raccontavi del tuo male, non ti ho capita; ho pensato che tu fossi superficiale, troppo influenzabile, che un po&#39; te la fossi cercata scegliendo male ambienti e compagnie. Il tuo fallimento resta tale, e lo so perché è il mio; e il tuo Prozac è qualcosa di cui non ho bisogno grazie a chi ho vicino, non certo per mio merito.&lt;br /&gt;
Tu sei tornata a casa, a guarire, annoiarti e rimpiangere la tua occasione. Io rimango qui, alzo gli scudi deflettori, mi tengo stretta alle cose che so di me e che non posso permettere che mi riportino via, e continuo ad aspettare, calma e paziente.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://acasadiirene.blogspot.com/feeds/3670282746531824019/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5975019382623843353/3670282746531824019' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/3670282746531824019'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/3670282746531824019'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://acasadiirene.blogspot.com/2010/09/missvivy.html' title='MissVivy'/><author><name>Irene</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10000664811499363965</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5975019382623843353.post-7066782235999073440</id><published>2010-09-09T15:24:00.000+02:00</published><updated>2010-09-09T15:24:25.006+02:00</updated><title type='text'>la mantellina</title><content type='html'>Così oggi, quando sono uscita dal lavoro, invece di tornare a casa sono andata da Decathlon e ho comprato una mantellina da pioggia, da mettere per andare in bici quando piove.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi, uscita dal negozio, mentre liberavo la bici, ho pensato che era una così bella giornata, magari potevo farmi ancora un giro, mangiarmi un gelato. Ho rifatto il giro della piazza e mi sono infilata in via Dante, che è sempre così piena di gente, di turisti, e ora il ristorante ha proprio tutti i menu in russo, potevo prendermi un gelato lì, la bancarella verde della comunità degli ex tossici che sono millemila anni che voglio controllare su internet se esiste davvero ma non mi segno mai il nome, quanti ambulanti che ci sono sempre, oppure già che ci sono potrei andare da Lush, ho fatto inversione e sono tornata indietro.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Perché poi per gratificarmi dovrei sempre usare il cibo? E&#39; una bellissima giornata, posso tornare a casa passando dal Parco Sempione, perché sono in bici, perché c&#39;è un parco, è un parco molto bello secondo me. Anche qui ci sono tanti turisti, specie all&#39;entrata, ma appena mi districo da questo passaggio posso lasciarmeli indietro, andare veloce in bicicletta perché è in discesa e perché non ho paura. Certo non ti consola del fatto di non essere a Berlino, ma è un bel parco, meglio di niente almeno, e il cielo è quasi azzurro. Sbaglio sempre strada, mi faccio ingannare dal fatto che vedo l&#39;Arco lì davanti e quindi vado dritta, dimenticando che a Milano se vuoi andare in un posto devi sempre prenderla alla larga, arrivargli alle spalle, come un agguato. Invece va a finire che passo sempre nel fresco e ne buio dove dorme la gente, e mi dispiace moltissimo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E&#39; bella anche l&#39;uscita del parco, anche se poi questa zona diventa subito la Milano della gente odiosa, i locali antipatici dove, ci butto sempre l&#39;occhio, vedi pranzare delle persone che ti mettono i brividi solo a guardarle. I mostri. Però si può passare sul marciapiede, che è bello largo, e poi via, il resto della strada, verso il mondo normale, sono ancora stupita da quanto vado più veloce ora che mi sono fatta alzare il sellino e riesco a stendere le gambe. Il cielo qui sopra è esattamente blu, l&#39;asfalto di questa strada è stranissimo perché non solo è rosa che già uno non se l&#39;aspetta, ma soprattutto è a lastroni, hanno posato per terra dei lastroni quadrati di asfalto rosa e io faccio tu-tum! a ogni intersezione. La natura dell&#39;asfalto è una cosa a cui non pensi mai quando vai a piedi. Ho comprato una bella borsa per il pc, tutta imbottita, e dopo aver visto che è bastata a proteggerlo da un&#39;ora di pavé ora sono tranquilla, mentre i primi giorni ogni tu-tum! mi faceva battere il cuore. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono le due, chissà se riesco a salutarlo prima che esca? No, è impossibile, ci metterò almeno altri dieci minuti. Ma ho fatto bene a non andare subito a casa e comprare la mantellina, sono molto contenta; c&#39;era un&#39;altra signora che la cercava nel negozio, lei s&#39;è fatta spiegare le cose dalla commessa, io invece mi vergogno e faccio sempre finta di fare dell&#39;altro perché non voglio che la gente pensi che non ho mai avuto una mantellina e non so nemmeno com&#39;è fatta, penso sempre che la gente mi giudichi e non lo posso sopportare. Così sono rimasta ad ascoltare le spiegazioni della commessa alla signora, la ragazza le ha fatto vedere la mantellina che usa lei per andare in motorino, e sia io che la signora la cercavamo per la bici, così ho trovato molto buffo il fatto che fossero prodotti da escursionismo, se tanto si sa benissimo che la gente le compra per andare in bici, o in motorino. Quando se ne sono andate tutt&#39;e due ho preso la mantellina che le aveva fatto vedere, era la più costosa, ma su queste cose non si deve risparmiare, e sono andata quatta quatta alla cassa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono proprio a posto ora, perché la settimana scorsa avevo già preso un telone per coprire la bicicletta, lì non mi ero sentita vergognosa perché quando sono entrata il negoziante mi ha accolta con un sorrisone come se condividessimo un segreto di gioia, e dal magazzino è andato a prendere un telo e poi ha detto che ne aveva uno che costava di più ma era proprio lo stesso tessuto che si usa per coprire le macchine, e io ho detto che volevo quest&#39;ultimo perché, poverina, la bicicletta è proprio in mezzo a un cortile, senza nemmeno un muro, un albero, un tettuccio. E poi lo so bene che su queste cose non si deve risparmiare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La gente come me, che deve stare attenta ai soldi, lo sa che su queste cose non si deve risparmiare. Perché quando invece una persona può spendere, allora può suddividersi tra tante cose, tanti hobby, tanti oggetti, e ricava soddisfazione da tutti. Va in tutti i posti che vuole, può mangiare dove e quello che vuole, magari ha tante case dove stare e può scegliere in quale andare, ha l&#39;attrezzatura per tutti gli sport e i vestiti per ogni occasione, e se una cosa si rovina pazienza, non è così importante, la si ricomprerà, in fondo è solo un oggetto, non bisogna essere materialisti. Ma se tu devi stare molto attento con i soldi, allora non hai quasi niente, tranne una o due cose che hai deciso che, no, quelle era cose tue e vanno fatte bene. E quindi queste cose te le coltivi, e diventano molto importanti, le guardi e le fai con amore, attenzione, un po&#39; ti ci commuovi dietro, e possono essere una passione o anche niente, solo cose importanti. Allora su quelle cose non si può risparmiare, perché anche se lo sai che non potrai mai avere la cosa migliore, o quella che davvero davvero vorresti, comunque dev&#39;essere qualcosa di bello, altrimenti anche quando fai la cosa che per te è importante se la fai con degli oggetti brutti, lisi e scricchiolanti, ti ricorderai ogni volta la fatica che fai nella vita e che tante altre persone invece non fanno e potresti intristirti al punto da perdere l&#39;amore anche per la tua cosa importante, e allora, se perdi anche quello, potresti non avere più voglia di niente e non riuscirebbero più a convincerti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Invece io ho un bel telone per la mia bicicletta, e oggi ho comprato una bellissima mantellina.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://acasadiirene.blogspot.com/feeds/7066782235999073440/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5975019382623843353/7066782235999073440' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/7066782235999073440'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/7066782235999073440'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://acasadiirene.blogspot.com/2010/09/la-mantellina.html' title='la mantellina'/><author><name>Irene</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10000664811499363965</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5975019382623843353.post-3607307773214508572</id><published>2010-08-27T19:36:00.006+02:00</published><updated>2010-08-27T19:48:29.665+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="on my own"/><title type='text'>alcune differenze tra me e una capra</title><content type='html'>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg4CU1SW9n_8fO7-v9WCs2PjPy2t7W54dQfz4xu9AyJtQujvdcQe7sonK_CYCaOrzhhrs_PXYyME8aSR_VpxdYE3fn8UH4BcVOuPFyzcTKqgFpqg8Hs9zlo7ShXL0HXMe8ETDP8uvF3p5oi/s1600/IMG_1397.JPG&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg4CU1SW9n_8fO7-v9WCs2PjPy2t7W54dQfz4xu9AyJtQujvdcQe7sonK_CYCaOrzhhrs_PXYyME8aSR_VpxdYE3fn8UH4BcVOuPFyzcTKqgFpqg8Hs9zlo7ShXL0HXMe8ETDP8uvF3p5oi/s320/IMG_1397.JPG&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono andata in montagna e, imprevedibilmente, sono tornata viva per raccontarlo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono partita senza una guida, una cartina, un depliant, una qualsiasi nozione del posto dove stavo andando, di cui ho cercato il nome su wikipedia tipo due giorni prima di arrivarci. Ho buttato vestiti a caso in uno zaino a caso, usando anche l&#39;ultimo minuto prima della partenza per giocare a World of Warcraft (diciamocelo, lo yoga era meglio), e dopo ore e ore di viaggio mi sono ritrovata, domenica mattina, in Piemonte, a 1500 metri sul livello del mare, in un adorabile paesino in cui l&#39;80% dei residenti, stando almeno ai campanelli, sfoggia lo stesso cognome.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non che la cosa non si notasse, ecco. Avete presente quei discorsi sull&#39;importanza di preservare la biodiversità? Secondo me non dovremmo limitarla ai formaggi, diciamo. Sembrava di stare nella versione montanara della Maschera di Innsmouth.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Beh, comunque, il programma quotidiano era: andiamo a vedere i cartelli in paese e facciamo qualsiasi escursione entro le due ore. Due ore STOCAZZO, dopo il nostro passaggio spero abbiano rivisto i cartelli, perché di sicuro gli abbiamo inquinato la media. Oggi sono andata a riguardare le escursioni che abbiamo fatto su Gulliver, e ho letto bestialità come &quot;itinerario adatto a tutti&quot;, &quot;leggera pendenza&quot;, &quot;gita breve e facile&quot; - una gita breve e facile è quella da casa mia all&#39;Esselunga, zio cantante. Trovo ben più appropriate espressioni come &quot;una fottuta scalata&quot; o &quot;un inenarrabile massacro&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bisogna ammettere che mentre procedevo a stento con ginocchia tremanti e perdita totale della dignità, incrociavamo famigliole al completo - poppanti e vecchi sciancati compresi - in assetto da &quot;eravamo usciti per fare due passi e prendere un gelato ma già che avevamo indosso scarponi da otto chili e bacchette in titanio abbiamo pensato bene di deviare per il lago alpino&quot;. Con i bambini che chiedevano ai genitori: &quot;ma quelli perché non hanno gli scarponi? ma non ha freddo quella signora così tutta sbracciata? scommetto che non si sono portati nemmeno da mangiare&quot; (true story).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
500 e più metri di dislivello (a quello lì gli sanguinavano le gengive, per dire), affrontati con questo impeccabile equipaggiamento: All Star basse, vecchi jeans che toccano terra, canottiere H&amp;amp;M e crema solare della Lidl protezione 20.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nei momenti più difficili, mi aggrappavo a un unico pensiero: no cazzo, *non posso* cadere rompermi sette gambe e farmi venire a prendere dall&#39;elicottero, perché altrimenti sicuro qualche blogger ne approfitterà per scrivere della gente che va in montagna a rischiare la pelle eh un po&#39; se le cerca e oltretutto poi paghiamo noi e meno male che almeno non aveva figli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E, perdio, tutto ma materiale per blogger no.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://acasadiirene.blogspot.com/feeds/3607307773214508572/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5975019382623843353/3607307773214508572' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/3607307773214508572'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/3607307773214508572'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://acasadiirene.blogspot.com/2010/08/alcune-differenze-tra-me-e-una-capra.html' title='alcune differenze tra me e una capra'/><author><name>Irene</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10000664811499363965</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg4CU1SW9n_8fO7-v9WCs2PjPy2t7W54dQfz4xu9AyJtQujvdcQe7sonK_CYCaOrzhhrs_PXYyME8aSR_VpxdYE3fn8UH4BcVOuPFyzcTKqgFpqg8Hs9zlo7ShXL0HXMe8ETDP8uvF3p5oi/s72-c/IMG_1397.JPG" height="72" width="72"/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5975019382623843353.post-9128453025945105150</id><published>2009-12-02T23:47:00.001+01:00</published><updated>2009-12-02T23:49:46.052+01:00</updated><title type='text'>loto e carciofi</title><content type='html'>Così, per compensare l&#39;increscioso numero di sigarette quotidiane, mi sono iscritta a un corso di yoga. Sì lo so che sembra una roba patetica: femmina, Milano, trent&#39;anni, yoga.&lt;br /&gt;
Brrr, a vederlo scritto mi fa spavento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma forse voi non sapete che a yoga ci si fa un culo come una capanna e si suda come maiali, il che rende molto meno radicalchic tutto l&#39;insieme.&lt;br /&gt;
Se poi pensate che negli ultimi tre anni l&#39;unica attività fisica che ho compiuto è stata giocare a Diablo 2, potete immaginare il mio stato di prostrazione.&lt;br /&gt;
La mia pratica dello yoga quindi consiste nel bestemmiare di fatica, sì, ma solo ogni cinque respiri.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In realtà la cosa del bestemmiare è resa particolarmente trasgressiva dal fatto che la pratica prevede il mantra iniziale e il mantra finale. Ovviamente io, con grande diligenza, ne canto ogni sillaba. Forse la cosa mi è agevolata dal fatto che in Messico ho vissuto quasi un mese in una comune Hare Krisna nella quale la sera, attorno al fuoco, al posto di Baglioni si cantava il Gayatri Mantra.&lt;br /&gt;
Nessuno se lo aspetta da un&#39;atea materialista come me, ma la mia interpretazione del &quot;dove mi metti, sto&quot; include un &quot;dove mi metti, mi converto&quot;. Il fatto è che nella mia vita ho continuamente incontrato gente che voleva convertirmi a qualcosa, e io per cortesia me ne stavo (e cantavo). Tradotto: finché c&#39;è da scroccare cibo e droghe, chi sono io per oppormi al soffio vitale dell&#39;intelligenza universale dello spirito santo degli alieni maya?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In armonia a questa svolta salutistica e spirituale, il trip del mese è senz&#39;altro FarmVille. Non capisco come questi stupidi giochini di Facebook possano essere così virali, a fronte di ben migliori e più divertenti giochi online tipo OGame o gli infiniti emuli di Civilization o SimCity. Probabilmente perché questi ultimi ti richiedono un&#39;identificazione nel ruolo di &quot;tizio che gioca online&quot;, con tutto il corollario di stigma che vanno dall&#39;acne alle  difficoltà di erezione; invece se perdi quattro ore e mezza al giorno su Farmville non sei uno sfigato, sei un coraggioso pioniere dei social media.&lt;br /&gt;
Beh io no, io porto avanti con orgoglio la mia capacità a sviluppare dipendenze dalla coltivazione di articiocche. Ho comprato il trattore, espanso la fattoria, chiuso in gabbia le galline, e sfrutto intensivamente il terreno usando fertilizzanti chimici che inquinano la terra e l&#39;acqua.&lt;br /&gt;
Sto giusto aspettando che insieme alle decorazioni e agli alberi il sistema mi consenta di comprare schiavi negri: il cotone ce l&#39;ho già. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per finire, le pagine culturali: nessun film bellissimo, mi sembra, ma ho letto &quot;La versione di Barney&quot; ed è proprio bello come si dice e come immaginavo dopo aver letto quell&#39;altro, e gli Isis in concerto sono stati strepitosi.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://acasadiirene.blogspot.com/feeds/9128453025945105150/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5975019382623843353/9128453025945105150' title='17 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/9128453025945105150'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/9128453025945105150'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://acasadiirene.blogspot.com/2009/12/loto-e-carciofi.html' title='loto e carciofi'/><author><name>Irene</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10000664811499363965</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5975019382623843353.post-1940420223535300737</id><published>2009-11-17T02:02:00.001+01:00</published><updated>2009-11-17T03:03:03.904+01:00</updated><title type='text'>ricreazione</title><content type='html'>Ho ricominciato a fumare. Sono riuscita a evitarlo per quasi un anno, ma ci sono ricascata, complice l&#39;autunno e le interminabili ore in biblioteca.&lt;br /&gt;
Quando piove, tengo la sigaretta dentro il palmo, e mi sento tanto cantautore francese.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho proprio il bisogno ora di scrivere un po&#39;, per ritrovare il piacere di farlo. Ho scritto troppo in quest&#39;ultimo periodo e con troppa fatica.&lt;br /&gt;
Vorrei essere capace di dipanare un ragionamento lineare, tranquillo, paziente; invece non riesco a non riportare sulla pagina lo stesso groviglio di collegamenti, intuizioni e sciatterie che caratterizzano il mio modo di pensare. &lt;br /&gt;
Sono talmente in ritardo, con il dottorato, che ormai sono scivolata in un&#39;altra dimensione spazio temporale. Mi sento come un&#39;atleta sulla pista dei 5000m, apparentemente  piazzata benino, ma che in realtà è stata appena doppiata.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quindi scrivo un po&#39; stasera, che sembra tardissimo e invece è solo l&#39;inverno e la solitudine. Non si va a dormire finché non si finisce, stasera, e a tenermi compagnia c&#39;è l&#39;avanzo della birra, una puntata di File Urbani dedicata a Malta e i gerbilli, che non si capacitano della luce ancora accesa in cucina e si aggirano senza pace nella loro gabbia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.radio.rai.it/radio3/view.cfm?Q_EV_ID=163295&quot;&gt;File Urbani&lt;/a&gt; è solo una delle bellissime trasmissioni di Radio 3: da quando improvvisamente la mia radio ne ha captato la frequenza, la mia qualità della vita è decisamente aumentata. Non c&#39;è praticamente programma che non vi consigli col cuore in mano.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I &lt;a href=&quot;http://www.gerbillo.com/index.php&quot;&gt;gerbilli&lt;/a&gt; invece sono la mia personale versione di animale domestico. Sono come piccoli topi ma più cricetosi; la loro specialità è scavare tunnel, distruggere cartoni e tentare la fuga. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non penso che per la birra serva un link.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Che altro? Il cielo è plumbeo, l&#39;aria umida e si sta per concludere il primo anno nella nuova casa. Anzi, probabilmente un anno fa sono venuta in questa zona per la prima volta. Odore di foglie bagnate lungo i marciapiedi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho visto un bel po&#39; di film brutti o mediocri, e una manciata di film belli: L&#39;amico di famiglia, Grace, Orphan, Up, Little Children, Trick&#39;r Treat, L&#39;uomo che fissa le capre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho visto i concerti dei Dinosaur Jr. e dei Wilco in concerto; il primo è stato un po&#39; noioso e di maniera, il secondo uno dei più emozionanti mai. Ah prima c&#39;era stato quello di &lt;a href=&quot;http://www.myspace.com/danauerbachmusic&quot;&gt;Dan Auerbach&lt;/a&gt; &amp;amp; The Fast Five, e penso che il mondo debba sapere quanto sono bravissimi e divertenti ed entusiasti - lui è il cantante dei Black Keys ma mi piace mille volte di più in questa versione blues tex-mex. Ah sì probabilmente sbaglio le etichette, ma è che di musica io non me ne intendo per nulla, bisogna riconoscerlo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sì e poi ho aggiornato il netbook a Ubuntu 9.10 Karmic Koala e ne sono così contenta che ormai uso solo questo. Bellissimo e funziona tutto, uno spettacolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Beh ora basta, mi sono gratificata pure troppo, i gerbilli stanno impazzendo ed è ora di chiudere.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://acasadiirene.blogspot.com/feeds/1940420223535300737/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5975019382623843353/1940420223535300737' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/1940420223535300737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/1940420223535300737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://acasadiirene.blogspot.com/2009/11/ricreazione.html' title='ricreazione'/><author><name>Irene</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10000664811499363965</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5975019382623843353.post-4440796472234150404</id><published>2009-07-15T13:04:00.006+02:00</published><updated>2009-07-15T14:19:00.059+02:00</updated><title type='text'>con gli occhi di un bambino</title><content type='html'>Li ho letti, per carità, tutti quei libri che parlano di quanto sia bello essere bambini, di quanto profondi siano i bambini, e di quanto si possa imparare dai bambini. Sapete, tipo &quot;l&#39;essenziale è invisibile agli occhi&quot; e via dicendo. Dato che quei libri li ho letti quando ero sufficientemente piccola da non pormi il problema del mio rapporto col mio &quot;&lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Il_bambino_dentro&quot;&gt;bambino dentro&lt;/a&gt;&quot;, non ricordo la mia reazione.&lt;br /&gt;Però ora che ci penso, voglio dire, che diavolo significa &quot;l&#39;essenziale è invisibile agli occhi&quot;? Di cosa stiamo parlando? Emozioni? Ma le emozioni sono visibilissime. Volete dirmi che non sapete dire, guardandone l&#39;aspetto e il comportamento, se una persona è innamorata, offesa, impaurita, annoiata, intimidita, nervosa, felice? Allora, scusate eh, ma è che siete babbi voi. A meno che si tratti di emozioni nascoste, ma per quanto uno sia un bravo attore, non ci si nasconde a lungo e a tutti. Quindi? &quot;Le cose molto ben nascoste sono difficili da vedere&quot;? Va beh, grazie al cazzo.&lt;br /&gt;O forse parlavate dell&#39;ossigeno, che è invero essenziale e invisibile agli occhi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La premessa mi è sfuggita di mano; intendevo dire che questa retorica di quanto insomma i bambini siano puri e che bello riuscire a vedere il mondo con gli occhi di un bambino, a me sembra un po&#39; una cagata. Finora, i bambini che ho conosciuto non mi hanno detto nulla di rilevante.&lt;br /&gt;Infatti non riesco a capire che fascino ci sia in queste creature  - a parte per le madri a cui immagino scatti qualche sorta di automatismo, boh. Ma gli altri, quelli non coinvolti geneticamente?&lt;br /&gt;&quot;Vedere con gli occhi di un bambino&quot; significa capire come intepreta il mondo un outsider che si trova all&#39;oscuro delle leggi fisiche e delle norme sociali che noi diamo per scontate, penso. Bene, è interessante, fondamentalmente è il programma dell&#39;&lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/Ethnomethodology&quot;&gt;etnometodologia&lt;/a&gt;. Ma non ho bisogno di un bambino per questo: basta un qualsiasi straniero, un leghista, o, se proprio avete la passione per la gente non autosufficiente, anche un minorato mentale può andare al caso vostro.&lt;br /&gt;La mia domanda è: non è molto, molto più divertente, interessante, &quot;istruttivo&quot;, profondo frequentare una persona adulta che ha la capacità di uscire dal mondo per osservarne clinicamente l&#39;ovvio, piuttosto che frequentare un bambino che è semplicemente ignorante?&lt;br /&gt;No ma i bambini sono tanto teneri, mi direte. Sì, sono programmati per essere teneri e noi siamo programmati per riconoscerne la tenerezza; ma sono teneri per 5 minuti, al sesto stanno rompendo i coglioni. Perché anche gli animali sono teneri: fai loro due carezze e morta lì. I bambini no, li devi ascoltare: e inevitabilmente parlano di stronzate, perché, ricordiamolo, sono ignoranti. Non puoi parlare con loro di un film, di un libro - ma che dico, nemmeno del tempo.&lt;br /&gt;E invece di riconoscere umilmente la loro totale inutilità, e quindi tacere, sono abituati a essere al centro dell&#39;attenzione, e parlano, e raccontano, e a volte pure vogliono giocare con te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cioè intendiamoci, se il figlio di qualche amico o parente mi si appiccica e vuole parlare con me, io non è che reagisco pugnalandolo agli occhi, ci sto anche. Non sono molto brava, ma ci posso stare. Posso anche trovare piacevole la creatura in sé, riconoscerle intelligenza, simpatia, buon carattere. Ma dopo mezz&#39;ora mi sto già dicendo Che stress, ma perché non la portano via e mi lasciano parlare con uno della mia specie? Ma ciò non accade, perché la gente suppone che io, in quanto femmina ormai dell&#39;età appropriata a ingrossare la mia panza e le fila dei servi del Signore, adori disquisire di cagnolini, gormiti, amichetti dell&#39;asilo o &quot;quella volta che abbiamo preso il treno&quot;. Perdio, perché dovrei essere interessata a tale compagnia?&lt;br /&gt;Beh, perché i bambini piacciono a tutti - no? Certo: e anche i Cesaroni e i film di Vanzina incontrano un grande successo se è per questo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, esatto: questo post nasce dall&#39;esaurimento in me prodotto da 5 giorni di convivenza con un quattrenne, e dalla consapevolezza che me ne restano altri 11. No, il quattrenne è al sicuro, non preoccupatevi: mi sfogo su di voi apposta. Nessun Gormito o pallina-astronave del cazzo è stato danneggiato per la stesura di questo post.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://acasadiirene.blogspot.com/feeds/4440796472234150404/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5975019382623843353/4440796472234150404' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/4440796472234150404'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/4440796472234150404'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://acasadiirene.blogspot.com/2009/07/con-gli-occhi-di-un-bambino.html' title='con gli occhi di un bambino'/><author><name>Irene</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03017036198634263541</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiThVbZK0rtDbNLRBmL8gJ4w8jQD9X3GhZg977_Lig0RfPPnTfOTA_Gs8Oq8vmK0ExMMHrpsMChdje04nl_ddXmRKugVhTJAMW0JSgv6RvamSoXg8UEWXqcPWRuPZuqSw/s320/labirinto.gif'/></author><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5975019382623843353.post-3742813557823648339</id><published>2009-05-04T16:25:00.002+02:00</published><updated>2009-05-04T16:33:48.913+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><title type='text'>sprecati</title><content type='html'>&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Voglio sottolineare una cosa a cui tengo potrà sembrare banale. Ma i ragazzi che hanno visto non hanno proprio fatto nulla siamo state noi, sei ragazze, che abbiamo preso in mano la situazione per aiutare lei. Non voglio fare l&#39;eroina. Ma c&#39;era gente che rideva vedendo loro due. Anche noi, è vero non abbiamo realizzato subito. Lei stava male era priva di sensi pensavamo la stesse aiutando. Quando piano piano ci siamo avvicinate.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt; E&#39; stato bruttissimo e se non fosse stato per la polizia a quest&#39;ora quella merda di uomo sarebbe ancora in giro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt; A me non interessa se sia di un altro paese. Le violenze avvengono anche nelle nostre mura mi ha schifata la gente che andava a caso per picchiare. Per puro divertimento e sfogo delle frustrazioni che hanno dentro. Vigliacchi e basta artefici con le loro mani di tutta questa merda. Loro e lui. Di violenze, aggressioni... portano contenti in mano una busta e l&#39;altra pronta con le schede... Gente strafatta senza un senso, una morale. Per non parlare delle amiche della ragazza che hanno dubitato fino alla fine del fatto espressamente accaduto. Mi fa schifo pensare che noi giovani che abbiamo in pugno il mondo non sappiamo trovare i mezzi per gestirlo. Dove cazzo finiremo ?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt; Portandoti con te una violenza del genere cosa mai potrai pensare? Di chi ti fidi poi?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt; Mi piange il cuore per la ragazza ma per noi ragazzi giovani giovanissimi che ci stiamo perdendo cosi, sprecati. Mi piange il cuore credere che non ci sia bene nemmeno per noi stessi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anonima, su &lt;a href=&quot;http://lombardia.indymedia.org/node/17089?page=1&quot;&gt;http://lombardia.indymedia.org/node/17089?page=1&lt;/a&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://acasadiirene.blogspot.com/feeds/3742813557823648339/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5975019382623843353/3742813557823648339' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/3742813557823648339'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/3742813557823648339'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://acasadiirene.blogspot.com/2009/05/sprecati.html' title='sprecati'/><author><name>Irene</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03017036198634263541</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiThVbZK0rtDbNLRBmL8gJ4w8jQD9X3GhZg977_Lig0RfPPnTfOTA_Gs8Oq8vmK0ExMMHrpsMChdje04nl_ddXmRKugVhTJAMW0JSgv6RvamSoXg8UEWXqcPWRuPZuqSw/s320/labirinto.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5975019382623843353.post-4104981729854850137</id><published>2009-05-03T20:44:00.003+02:00</published><updated>2009-05-04T13:28:01.818+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="sociologia"/><title type='text'>MayDay, mutanti urbani e gente stronza</title><content type='html'>Se scrivo, è solo perché non vedo da nessun&#39;altra parte la stessa cosa che vorrei scrivere io, già scritta e quindi sicuramente scritta meglio.&lt;br /&gt;Passano notizie, commenti, fatti, e mi ritrovo a esclamare cose, che sono sempre da sola a pensare, almeno nella cerchia blogosferica/internettiana che conosco (che non è nemmeno tanto ristretta, visto le ore che perdo a leggervi tutti). Sono le volte che penso: beh, è un peccato non scriverci un post, su questa cosa. Di solito vince il partito &quot;che sbatta&quot; e non se ne fa niente, ma oggi ho studiato abbastanza e voglio premiarmi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono abbastanza vecchia da aver visto nascere il movimento &lt;a href=&quot;http://www.chainworkers.org/&quot;&gt;Chainworkers&lt;/a&gt;, San Precario e tutto l&#39;ambaradàn. E&#39; un movimento per cui ho subito avuto simpatia, perché mi sembrava che davvero fosse l&#39;unico in grado di cogliere un disagio del mondo del lavoro che nessuna organizzazione sindacale e nessun partito voleva vedere e affrontare, coglierlo e interpretarlo secondo coordinate e parole nuove. Il precariato è una condizione trasversale ma che ha il potere di evidenziare, come nel famoso liquido di contrasto che vedo sempre nei telefilm stupidi che piacciono a me, condizioni socioeconomiche di base che attengono alla sfera culturale di un paese: l&#39;essere donna, l&#39;essere straniero, l&#39;essere transessuale, ma anche questioni come le periferie urbane, l&#39;abbandono scolastico, condizioni famigliari non previste (cioè in pratica tutte: madri sole, conviventi invisibili, padri divorziati ecc). Mi piacevano le loro tattiche di lotta, il loro sforzo per inventare nuovi metodi che non fossero quelli creati per altri lavoratori e interdetti ai nuovi: sabotaggi, &lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/Subvertising&quot;&gt;subvertising&lt;/a&gt;, uso creativo e intelligente della rete (vedi &lt;a href=&quot;http://www.molleindustria.org/it/tamatipico&quot;&gt;Molleindustria&lt;/a&gt;) eccetera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ero mai andata a una MayDay Parade, però, fino all&#39;anno scorso. Devo dire che è l&#39;unica manifestazione a cui mi sono realmente divertita, ultimamente - anche perché l&#39;ho guardata da fuori ridendo come un&#39;idiota della gente assurda che passava. Sì, voglio dire, è difficile diciamo identificarsi, o anche solo fare un ragionamento di carattere politico di un corteo come quello, composto per il 50% (voglio essere generosa) da stonati totali che si dimenano in gruppo dietro a camion che non appartengono né a movimenti né a centri sociali, privi di qualunque striscione o simbolo di appartenenza, e che dai volantini che lanciano sembrano appartenere a locali e discoteche dell&#39;hinterland. Infatti buona parte della musica che si sente è l&#39;house duro e puro di Rozzano, e le facce (i muscoli, gli occhiali, le canottiere, le panze) sono quelle lì.&lt;br /&gt;Rispetto all&#39;anno scorso, quest&#39;anno la percentuale di discotecari sembrava pure aumentata, il numero di striscioni ridotto all&#39;osso, sempre meno sigle e associazioni. Certo, c&#39;era il carro degli organizzatori, il risciò di &lt;a href=&quot;http://www.serpicanaro.com/features/&quot;&gt;Serpica Naro&lt;/a&gt; (...), il camion degli intellettuali (studenti e precari della ricerca), un gruppetto sfigatissimo di precari dei call center dietro a un Doblò, un centro sociale, militanti vecchi di sigle ottocentesche, sindacati di base, un&#39;associazione di inquilini di case occupate (?), apparentemente degli squatters. Ma era poca la gente che radunavano, minimo il loro impatto: è stato letto il comunicato stampa diffuso nei giorni precedenti, ridotti all&#39;osso gli slogan e i cori (il grado zero, per dire).&lt;br /&gt;Si ballava.&lt;br /&gt;Si ballava e si ballava, si beveva come otri e ci si stonava come campane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un&#39;atmosfera di stanchezza come non ne ricordo. Non c&#39;era allegria, non c&#39;era gioioso cazzeggio, non c&#39;era ggiovane rabbia felice di essere tale, non c&#39;era vitalico sfogo contro il mondo brutto e cattivo: non c&#39;era nulla, tranne il ballo.&lt;br /&gt;C&#39;erano i discotecari truzzi, il cui comportamento meriterebbe sul serio di essere studiato dai miei colleghi. La cosa che più mi affascina sono i loro criteri estetici. I ragazzi palestrati, oliati, tirati fino a strapparsi, mezzi nudi, si piacciono a tal punto che vorrebbero leccarsi. Ballano con tutto il corpo, sottolineando ogni parte del loro amato corpo, ancheggiando, rivolti esclusivamente al dj e ai loro amici - ballano da soli o per i loro compagni. Le ragazze impresentabili: panza di fuori, sgraziate, volgari, sembrano ballare non per piacere ma per dovere, per cercare l&#39;attenzione dei maschi, per meritare un loro sguardo - sguardo che raramente, molto raramente ricevono.&lt;br /&gt;Con la musica ipnotica i ballerini cambiano: molto più stonati, molto più puzzolenti, potremmo dire più &quot;alternativi&quot; o anche semplicemente appena scappati dal manicomio. I ragazzi stanno dietro il camion, cercando di fottere con gli altoparlanti; le ragazze cercano di mettersi tra loro e gli altoparlanti per avere la loro dose di movimento pelvico, ma la loro presenza o assenza non sembra venire particolarmente notata.&lt;br /&gt;Intorno a piazza Cordusio si poteva fare un conto dei feriti in battaglia: un paio d&#39;ore di birra a 1,50€, vodka a 3€ e droghe in quantità inimmaginabili aveva trasformato i manifestanti in fabbriche di urina e vomito. I vigili erano appostati nei vicoli, per evitare che gli animali cagassero per strada - dopotutto è pur sempre il centro di Milano, che diamine. Intorno a Lanza già c&#39;erano un paio di tizi sdraiati sui marciapiedi, e di quello che c&#39;era a Parco Sempione sarebbe stato bello non dover parlare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì, sono arrivata al motivo del post, eccomi qui.&lt;br /&gt;Questo blog è a favore delle droghe, dell&#39;abbassamento dell&#39;inibizione e dell&#39;apertura delle porte della percezione. Ballare stonati come cammelli è una cosa molto divertente, prendere sostanze che rendano felici è una cosa molto bella. Autodistruggersi è un&#39;altra cosa - questo blog è anche a favore dell&#39;autodistruzione, ma non è questo il punto; autodistruggersi è contrario a ballare in compagnia, perché si balla in compagnia di amici, e gli amici solitamente sono lì per evitarci di stare male.&lt;br /&gt;Così, quando vedo una persona che sta male, una persona che non si regge in piedi, che sviene su un&#39;aiuola, che si vomita sulle scarpe, mi chiedo: dove sono i suoi amici? Perché non sono con lui, perché non lo stanno aiutando?&lt;br /&gt;Non lo aiutano perché va bene quella cosa, va bene stare male, bere fino a vomitare, prendere droghe fino a crollare svenuti. Va bene, fa parte della festa, fa parte dell&#39;essere alternativi, fa parte del &lt;a href=&quot;http://sdrammaturgo.wordpress.com/2009/05/01/universi-microscopici-6-il-concerto-del-primo-maggio-in-sintesi/&quot;&gt;divertimento&lt;/a&gt;. Va bene stare da soli, va bene che i tuoi amici se ne battano il belino di dove sei e come stai, perché cioè siamo sgamati, siamo gente di strada, siamo giovani scapestrati e liberi, mica dobbiamo stare qui a farti da balia no? Se non sei in grado, meglio che impari in fretta. E poi cioè, hai presente quante storie simpatiche potrai raccontare di quella volta che eri così fatto che non sapevi nemmeno parlare e hai beccato quei tipi oh troppo fuori che stavano messi peggio di te e uno aveva un bottiglione che non ci crederai siamo stati lì in mezzo a tutta la gente che passava e a un certo punto un cane tra un po&#39; mi pisciava addosso, oh pazzesco, ti giuro manco me ne stavo accorgendo, abbiamo riso per delle ore non riuscivamo a smettere, poi siamo andati insieme a cercare sigarette e oh le figure di merda, come ci guardavano tutti, poi non ricordo mi sono steso da qualche parte e al risveglio ho cercato gli altri, i bastardoni manco uno squillo eh, e niente, siamo tornati, che il viaggio è stata un&#39;altra avventura che poi ti racconto, comunque l&#39;anno prossimo devi troppo venire anche te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando ieri sera ho letto la &lt;a href=&quot;http://milano.repubblica.it/dettaglio/stupro-al-mayday-violentatore-arrestato/1626874&quot;&gt;notizia&lt;/a&gt; dello stupro di una ragazza al Parco Sempione, alla fine del corteo, non ho potuto evitare di pensare che magari quella ragazza l&#39;avevo pure vista. Poteva essere la bionda, quella che cercava di alzarsi ma continuava a cadere a faccia in giù vicino al cespuglio - il cespuglio dove la gente andava a pisciare, e per entrarci camminava vicino alla sua testa, completamente incurante. Dov&#39;erano i suoi amici? Non saprei, forse appena più in là. A un certo punto un signore l&#39;ha aiutata a sollevarsi e l&#39;ha messa a sedere su una panchina, almeno lì non rischiava di farsi calpestare. Ma lei stava troppo male, seduta non sembrava starci bene, quando siamo tornati a guardare dalla sua parte era già in piedi, con le braccia intorno allo stomaco, che si stava incamminando non so verso dove.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi le Femministe a Sud hanno pubblicato un post sul comunicato rilasciato dagli organizzatori della MayDay, che ovviamente vi invito a leggere &lt;a href=&quot;http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2009/05/03/solidariet-alla-ragazza-che-ha-sub-to-violenza-a-milano.-considerazioni-e-analisi&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;. Ne cito due brani:&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Questo ci sembra uno dei nostri problemi: la quasi totale assenza di riflessione su violenze e sessismo che sono certamente dentro o attraversano i nostri spazi durante occasioni in cui l&#39;adesione al motivo politico che le caratterizza spesso non è esattamente la caratteristica centrale di chi vi partecipa. Se non si riflette su ciò che avviene nei &quot;nostri&quot; spazi non si può certo cogliere con chiarezza l&#39;entità del problema all&#39;esterno.&lt;br /&gt;(...)&lt;br /&gt;Ogni luogo, ogni centro sociale, ogni spazio si interroghi e chieda alle compagne se si sentono davvero “libere”, se subiscono o meno atti sessisti, se il machismo è gradito o no, se non va rimesso in discussione un particolare modello di mascolinità a partire dai luoghi che frequentiamo. Ognun@ ha il dovere di fare diventare la violenza maschile contro le donne una priorità politica tanto quanto la Palestina, i migranti, il lavoro, il fascismo e tutto quello che ci/vi interessa. Non sono cose di donne. Sono cose che interessano tutte e tutti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non solo non c&#39;è riflessione su violenza e sessismo: non c&#39;è riflessione sulla solidarietà tra &quot;compagni&quot;, compagni di manifestazione, di lotta, di corteo, di viaggio in treno, di occupazione. Ho sempre visto, nei centri sociali, questa freddezza, questa stronzaggine estrema. Luoghi chiusi, ermeticamente chiusi, nei quali se non conosci il capobranco, se non ti fai vedere spalla a spalla con quelli giusti, puoi abbandonare la speranza di essere accettato. Luoghi senza gentilezza, senza umanità; luoghi che ho abbandonato perché ho sempre pensato che se non sei capace di guardarmi negli occhi e sorridermi quando ti sto davanti, se non sei capace di essere accogliente con il prossimo, non posso credere che tu sia capace di solidarizzare davvero con i popoli sfigati dall&#39;altra parte del mondo, o i migranti della tua città, o gli operai del quartiere vicino. Non ci credo, mi spiace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E c&#39;è un&#39;altra questione, altrettanto importante. Quegli altri ragazzi, i discotecari, quelli che dal punto di vista dei militanti si sono &quot;imbucati&quot; nella festa dei precari, i truzzoni delle periferie: quei ragazzi, chi sono? Erano tantissimi, sono tantissimi, sono senz&#39;altro la maggioranza dei ragazzi della loro generazione: chi diamine sono? Perché non frega a nessuno di loro? Non ai sociologi, che li snobbano perché non sono abbastanza marginalizzati da rendere cool occuparsi di loro, e non sono abbastanza indie perché sia cool riconoscersi in loro; non ai militanti, che li snobbano perché ignoranti e berlusconiani, massa senza cervello plasmata dalla televisione; non agli intellettuali, che cantano e filmano sfigati scoliotici e creativi, o miserabili dalle vite tragiche; non a noi, i blogosferici, perché non stanno nel web 2.0 e chi non sta nel web 2.0 è come se non esistesse; chi mai si occuperà di loro?&lt;br /&gt;C&#39;è qualcuno che sa cosa provano, di cosa hanno paura, cosa desiderano, come passano le giornate? C&#39;è qualcuno che tiene a loro, che tenta di raggiungerli e di comprenderli?&lt;br /&gt;Penso che la risposta sia &quot;no&quot;. E ciò mi addolora e mi spaventa. Una generazione abbandonata, che cresce come può, da sola, e con cui non potremo per molto tempo ancora fingere di non avere nulla a che fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;(questo post non sarebbe stato possibile senza il farmacista di fiducia di &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=Z51od0LHq2E&amp;amp;feature=PlayList&amp;amp;p=A8BE9B688FDE6280&amp;amp;index=8&quot;&gt;John Congleton&lt;/a&gt;, che ringraziamo)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://acasadiirene.blogspot.com/feeds/4104981729854850137/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5975019382623843353/4104981729854850137' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/4104981729854850137'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/4104981729854850137'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://acasadiirene.blogspot.com/2009/05/mayday-mutanti-urbani-e-medicine.html' title='MayDay, mutanti urbani e gente stronza'/><author><name>Irene</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03017036198634263541</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiThVbZK0rtDbNLRBmL8gJ4w8jQD9X3GhZg977_Lig0RfPPnTfOTA_Gs8Oq8vmK0ExMMHrpsMChdje04nl_ddXmRKugVhTJAMW0JSgv6RvamSoXg8UEWXqcPWRuPZuqSw/s320/labirinto.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5975019382623843353.post-6149850826156073328</id><published>2009-03-22T14:40:00.008+01:00</published><updated>2009-03-25T14:07:21.558+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="visioni"/><title type='text'>The Watchmen delusion</title><content type='html'>Qualche settimana fa ho visto un film bellissimo: Revolutionary Road.&lt;br /&gt;Sono entrata in sala con le peggiori aspettative e quattro valigie di pregiudizi. Perché? Perché ho amato immensamente il libro, che è un libro amaro e quindi non facile. Perché il regista, Sam Mendes, è quello di American Beauty, che sì, ho adorato alla sua uscita, ma ero tanto più giovane di adesso e ne capivo ancor meno di cinema, e a ripensarci ora si trattava di un film ammiccante, piatto, che si scriveva da sé. Perché sì, amo alla follia sia Kate Winslet che Leonardo di Caprio, li ritengo degli attori fenomenali, guarderei qualsiasi film in cui essi recitano, ma, mi chiedevo, avrebbero avuto (loro o i loro agenti) il coraggio di interpretare dei personaggi così poco, come dire, simpatici, con i quali nessuno si vorrebbe identificare, così vuoti e persi? E in ultimo, i produttori avrebbero scommesso sul fatto che il pubblico avrebbe premiato un film senza happy end, ma anche senza happy iniz, insomma un film in cui la vita è una merda sostanzialmente perché *tu* sei una merda?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Revolutionary Road, invece, è un film perfetto. Regista e sceneggiatori hanno capito il libro, hanno capito cosa bisognava togliere e cambiare per renderle la storia adatta al linguaggio cinematografico, hanno tolto il punto di vista di Frank (il suo monologo interiore) per lasciare che esitazioni, meschine strategie, ripensamenti si mostrassero nell&#39;azione. Hanno scelto di non usare per il film momenti per me importantissimi (nel libro) - come la confessione di April, tutta la parte sul padre di Frank, nonché il flashback autobiografico del vicino (personaggio secondo me tra i migliori, tra i più originali usciti da una penna statunitense) - perché era giusto così, perché nel film sarebbero stati inutili. Hanno saputo scegliere le scene importanti, e le hanno valorizzate.&lt;br /&gt;Oltretutto i responsabili del casting sono stati dei maghi, e il loro lavoro è esemplificato dalla scelta del tremendo Michael Shannon, già protagonista di Bug di Friedkin, per il personaggio del figlio dell&#39;agente immobiliare, lasciandolgi la possibilità di dare il meglio di sé, con il risultato di rendere alla perfezione il superficiale rapporto che ha con la malattia mentale chi si bea di sentirsi emarginato ma non lo è affatto.&lt;br /&gt;In ultimo, Winslet e Di Caprio sono stati immensi, mostrando smorfie, rughe, stanchezza, cattiveria, lacrime, fallimento.&lt;br /&gt;I pregiudizi, davanti a un film bello come questo, si dissolvono ai primi minuti di proiezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevo molti pregiudizi intorno a Watchmen. Il trailer, tutto al ralenti, mi aveva fatto venire l&#39;&lt;a href=&quot;http://addictions.tumblr.com/post/62390030/ahahahahahahahahahaha&quot;&gt;orticaria&lt;/a&gt;, e mi aveva rivelato, di sfuggita, scelte di casting davvero inspiegabili.&lt;br /&gt;I tanto osannati titoli di inizio, con la pessima, pessima scelta di &quot;Times they are a-changing&quot; (ironica a quanto pare, ma in mano a Snyder anche l&#39;ironia risulta greve) e quella perla di Silhouette che limona duro con l&#39;infermiera (...), mi avevano confermato - dato che tutto il mondo li giudicava il momento migliore del film - che Watchmen sarebbe stata una cagata immane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diciamolo subito: non è brutto quanto pensavo. Vero è che io pensavo che sarebbe stato una roba alla &lt;a href=&quot;http://www.rottentomatoes.com/celebrity/uwe_boll/&quot;&gt;Uwe Boll&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Vorrei spiegare perché questo film è molto brutto. Purtroppo dovrò far ricorso a millemila spoiler per farlo, dato che è impossibile, per me che non sono del mestiere, fare una recensione senza esempi. Ma devo farlo, perché non sopporto chi si limita a scrivere &quot;E&#39; bello perché è perfetto così e se non l&#39;avete capito boh o siete snob o al massimo de gustibus&quot;. Giudizi del genere non servono a nulla, né a chi scrive né a chi legge. Ok il rispetto per le opinioni altrui, ma le opinioni non crescono né si formano senza discussione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo film è noioso e confuso. Chi conosce il fumetto riuscirà, con fastidio, a ricostruire cosa accade sullo schermo. Per chi non conosce il fumetto, il 60% della storia apparirà completamente insensata. Fin dall&#39;inizio, non si capisce nemmeno cosa sia questo &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Keene Act&lt;/span&gt;. Oddio, certo, si capisce che è una legge contro i supereroi in costume: sì, ma da dove esce? Motivata da chi, da quali posizioni politiche e da quali argomentazioni pubbliche? Boh. Chi ha un po&#39; di letture di supereroi alle spalle, conosce benissimo la retorica &quot;antisupereroe&quot; che attraversa tutto l&#39;universo dei comics, fino a sfociare nella recentissima &quot;Civil War&quot;; chi non ha queste letture alle spalle, no. Quindi Snyder si fa cinque minuti di seghe seppiate coi titoli di coda, citando i Minutemen originali e quant&#39;altro (cosa, ripeto, che lo spettatore non fumettarolo non avvertirà nemmeno) però non spreca mezzo secondo a darci un quadro di cosa la gente pensa dei supereroi, cosa è accaduto, come i supereroi pensano se stessi.&lt;br /&gt;L&#39;iniziale dialogo tra Nite Owl 1 e Nite Owl 2 è, per esempio, completamente inutile: non riassume gli eventi del passato (l&#39;hanno già fatto i titoli), introduce un personaggio che subito dimenticheremo, e non dice nulla di uno degli assi portanti dell&#39;opera: il rapporto tra la vecchia concezione del supereroe e l&#39;irruzione dell&#39;ultrauomo divino, ossia il Dottor Manhattan.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In pratica, tutto gira attorno a una minaccia nucleare della madonna di cui tutti hanno una paura del diavolo, giusto? Ora, ditemi quando e dove c&#39;è paura.&lt;br /&gt;Ci sono due titoli di giornali (didascalicissimus), Nixon con un naso incomprensibile (sembra Steve Martin in &quot;Roxanne&quot;) che dice &quot;Passiamo a DEFCON 2&quot; a un consigliere che  (così capiamo meglio che si tratta di nucleare...); infine c&#39;è Nite Owl 2, angosciato dalla sua impotenza, che dice &quot;Non voglio più aver paura della guerra&quot;. Fine.&lt;br /&gt;L&#39;unico vero movente dell&#39;azione è così sottotono, così lasciato in disparte, che veramente potrebbe sfuggire alla maggior parte degli spettatori.&lt;br /&gt;In compenso, ci sono tante di quelle scene inutili che è difficile tenere il conto. Già abbiamo detto di NIte Owl 1; poi c&#39;è l&#39;interminabile rivolta della prigione, scontatissima nel suo ricalcare lo stereotipo da telefilm; la scena in cui Nite Owl 2 e Silk Spectre 2 scopano nel modo meno passionale, meno romantico, meno intenso, meno sensuale che ci si può immaginare... Ma la perla è la rissa (al ralenti!) tra i due piccioncini e i cattivi dei caruggi, inutile e sgradevole nella sua violenta: sangue che spruzza, ossa spezzate, viscere, morti dolorose... Uno spettacolo del tutto fuori contesto. Ma quali supereroi &quot;buoni&quot; al mondo (Punitore a parte) maciullano in un modo tanto lento e crudele? No, non me ne ricordo nessuno. E&#39; stata una visione fastidiosa anche per me che amo l&#39;horror e la settimana scorsa ho visto &lt;a href=&quot;http://addictions.tumblr.com/post/84860264/interrompiamo-le-trasmissioni-per&quot;&gt;una donna scorticata viva&lt;/a&gt; da capo a piedi: ma se in &quot;&lt;a href=&quot;http://elvezio-sciallis.blogspot.com/2009/03/martyrs.html&quot;&gt;Martyrs&lt;/a&gt;&quot; lo &quot;splatter&quot;, per così dire, era più che contestualizzati, era *artistico*, qui invece tali scene sono state girate in tal modo solo per poter dire e far dire: &quot;Ehi, guarda quanta azione c&#39;è in &#39;sto film!&quot;.&lt;br /&gt;La stessa &quot;azione&quot; che motiva una delle scene più ridicole del film, ossia l&#39;infantile scaramuccia tra Nite Owl 2 e Rorschach contro Ozymandias (al ralenti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le scelte musicali sono pietose. Non parlo del tema della colonna sonora ovviamente, ma proprio delle canzoni. Sono fuori luogo e rivelano l&#39;incomprensione e della scena e della canzone in sé. L&#39;unica che mi è piaciuta è stata la scelta di Philip Glass come accompagnamento della storia del Dr Manhattan.&lt;br /&gt;Ecco, il Dr Manhattan... Madò, questa recensione è davvero difficile da scrivere! E&#39; così sbagliato quel personaggio che non si sa da dove iniziare. I suoi &quot;poteri&quot; sono affrontati in modo semplicistico, la sua psicologia ridotta ai minimi termini. Il modo in cui percepisce &lt;a href=&quot;http://www.keplero.org/2009/03/tempo-bloccato.html&quot;&gt;il tempo&lt;/a&gt; e la materia sono raccontati con una superficialità degna di Quark, e la sua personalità è ridotta ai minimi termini, schiacciandolo sullo stereotipo dell&#39;alieno incapace di sentimenti.&lt;br /&gt;Vogliamo passare a Ozymandias? Un uomo con la testa MINUSCOLA e una faccia da stronzo vendicativo che pretende di fare l&#39;eroe buono? Dio, appena lo vedi sai già che farà qualcosa di orribile - ma è ovvio, guardagli la faccia! Veidt dovrebbe essere un essere umano benedetto da un intelligenza (e una volontà) superiore che l&#39;ha portato a essere, con l&#39;allenamento e lo studio, superiore in ogni campo. Dovrebbe essere alto, prestante, bellissimo, avere un volto sereno, lineamenti regolari, ispirare fiducia e autorità senza nemmeno muovere un dito. L&#39;attore scelto per impersonarlo, invece, avrebbe dato il meglio di sé se scritturato nel ruolo di Vermilinguo: un infido nanetto con troppi muscoli e troppa ambizione.&lt;br /&gt;Poi: la voce fuori campo di Rorschach è insopportabile. Non dà alcun senso di paranoia o di oppressione, non è la Cassandra della catastrofe, ma la ripetizione dell&#39;ovvietà: noioso, pesante e didascalico. La città che odia e teme Rorschach manco la vediamo: dov&#39;è questo sudiciume, dov&#39;è questa corruzione? In una troia che lo insulta a muzzo? Ma si vada, Snyder, a recuperare &quot;Batman Begins&quot;, si vada a riguardare Gotham, impari come si fa a ritrarre, senza sottotitoli e voci fuori campo, cos&#39;è il terrore della metropoli, com&#39;è fatta una città che toglie il fiato dall&#39;angoscia e dalla paura.&lt;br /&gt;Silk Spectre 2 - e ho finito - è sufficientemente insipida. Certo, non passa la sua inadeguatezza, non passa il fatto che a lei della giustizia notturna, dei combattimenti, dell&#39;essere una supereroina in fondo non glien&#39;è mai fregato una cippa, e l&#39;ha fatto solo per sua madre. Ma queste sono sottigliezze davvero, in questo mare di disastri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La &quot;soluzione finale&quot; ideata da Moore era veramente fantascientifica. Era veramente una roba che avrebbe sconvolto il mondo al punto da far risultare nulli i conflitti antecedenti e inaugurare un&#39;epoca di pace e stabilità. Era veramente una roba fuori dalla grazia di dio. Certo, era infilmabile (eh, lo so, Jack. ce n&#39;erano, qui, di cose infilmabili: eppure te ne sei fregato). Snyder l&#39;ha sostituita con un piano che fa acqua da tutte le parti. Non si capisce affatto perché la Russia debba far pace con gli U.S.A. dopo che un&#39;arma degli statunitensi è sfuggita loro di mano causando catastrofe. Ma siamo folli? Nella realtà, i russi - facendo finta che avrebbero creduto a questa versione e non avrebbero invece pensato a una malvagia strategia americana - dicevo, i russi si sarebbero incazzati e si sarebbero vendicati con millemila bombe: se la colpa è del supersoldato americano vanno puniti gli americani, no? No, nell&#39;universo di Snyder il fatto che il supersoldato sia sì statunitense, ma &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;blu&lt;/span&gt;, evidentemente basta a far sì che i russi non lo giudichino figlio della grande America e invece di incazzarsi come iene divengano concilianti e razionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto uno dice:&quot;Eh ma che dici, il film è fedelissimo, il 90% delle scene sono sputate a vignette del fumetto!&quot;; sì tesoro, le scenografie sono perfette. Ma questo non significa nulla, se poi dimostri di non aver capito il senso.&lt;br /&gt;Il senso è il grande problema di Watchmen.&lt;br /&gt;Io ho letto il fumetto tre volte. La prima: &quot;Ehi, belin, figatissima&quot;. Poi mi è stato detto: sì ma hai guardato le tavole? Ti sei resa conto dell&#39;importanza della griglia, dei rimandi di forme e di colori, del fatto che una pagina può essere letta passando da una vignetta all&#39;altra con un percorso a zeta o circolare orario o antiorario? E io: ops. Così l&#39;ho riletto. E l&#39;ho riletto una volta ancora.&lt;br /&gt;E ancora oggi, non posso che ammettere che no, non ho capito tutto quanto c&#39;è in Watchmen. Per molti motivi, tra cui almeno uno che un po&#39; mi scagiona: l&#39;ho letto venti anni dopo la sua nascita. L&#39;ho letto dopo aver letto l&#39;intero Sandman. L&#39;ho letto dopo che, in &quot;&lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/The_Authority&quot;&gt;Authority&lt;/a&gt;&quot;, Ellis crea un pseudo-Superman e uno pseudo-Batman gay innamorati l&#39;uno dell&#39;altro (e che, sotto Millar, adotteranno e cresceranno una bambina). Avete capito, immagino. L&#39;ho letto quando i supereroi erano già diventati postmoderni, diciamo - o comunque quando erano già diventati a me contemporanei. Non potrò mai capire l&#39;impatto che Watchmen ha avuto sui lettori e in generale sul fenomeno &quot;comics&quot;. (Stephen King ha scritto che non capiremo mai &quot;Dracula&quot; di Bram Stoker se non ci renderemo conto che gli eventi che raccontava erano contemporanei ai suoi lettori: egli aveva portato in mostro in città, aveva portato il male nelle loro case, nella loro vita quotidiana. per noi, &quot;Dracula&quot; è un romanzo gotico, e tuttora facciamo l&#39;errore di pensare ai &quot;veri&quot; vampiri come a esseri incipriati e raffinati, usciti dritti dall&#39;Ottocento.)&lt;br /&gt;Per riuscire a fare realmente un omaggio, per riuscire realmente a &quot;farlo uguale&quot;, Snyder doveva tener conto di questo. Doveva riportare la portata rivoluzionaria, la complessità grafica, l&#39;amarezza e la disperanza di Watchmen ai giorni nostri. Non l&#39;ha fatto. Ha pensato che bastasse costruire due fondali, mettere gli attori nelle stesse posizioni e utilizzare le stesse linee di dialogo per riportare magicamente lo spirito di quell&#39;opera; e ciò che ha ottenuto è un polpettone noioso, incomprensibile e al ralenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi fermo qui perché in realtà lo stupore e il fastidio che mi porto dietro dalla visione mi spingerebbero a scrivere ancora di più. Anzi, chiedo scusa per la logorrea.&lt;br /&gt;L&#39;unica cosa che mi consola è che il film sia andato maluccio al botteghino. Certo, la cosa non significa nulla: raramente c&#39;è corrispondenza tra successo di vendita e qualità del film, lo sappiamo bene. Però, uh, concedetemi questa piccola soddisfazione...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Link.&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.rottentomatoes.com/m/watchmen/?critic=creamcrop&quot;&gt;Watchmen Tomatometer&lt;/a&gt; (la versione dei critici)&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.metacritic.com/film/titles/watchmen#critics&quot;&gt;Watchmen su Metacritic&lt;/a&gt; (idem)&lt;br /&gt;una recensione positiva: Kekkoz su &lt;a href=&quot;http://giovanecinefilo.splinder.com/post/19979756/Watchmen%2C+Zach+Snyder+2009&quot;&gt;Memorie di un giovane cinefilo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;una recensione negativa: Elvezio su &lt;a href=&quot;http://elvezio-sciallis.blogspot.com/2009/03/watchmen-di-zack-snyder.html&quot;&gt;Malpertuis&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;il parere di Bellycat in msn, &lt;a href=&quot;http://addictions.tumblr.com/post/89674862/gente-che-mi-d-tanta-soddisfazione&quot;&gt;copiaincollata qui&lt;/a&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://acasadiirene.blogspot.com/feeds/6149850826156073328/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5975019382623843353/6149850826156073328' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/6149850826156073328'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/6149850826156073328'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://acasadiirene.blogspot.com/2009/03/watchmen-delusion.html' title='The Watchmen delusion'/><author><name>Irene</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03017036198634263541</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiThVbZK0rtDbNLRBmL8gJ4w8jQD9X3GhZg977_Lig0RfPPnTfOTA_Gs8Oq8vmK0ExMMHrpsMChdje04nl_ddXmRKugVhTJAMW0JSgv6RvamSoXg8UEWXqcPWRuPZuqSw/s320/labirinto.gif'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5975019382623843353.post-5231213003004973558</id><published>2009-03-17T01:25:00.003+01:00</published><updated>2009-03-17T02:26:23.850+01:00</updated><title type='text'>un&#39;altra, grazie</title><content type='html'>Un paio di settimane fa alla radio mi sono trovata ad ascoltare il conduttore chiedere un’opinione sul motivo per cui la crisi non si vede nei consumi di leisure urbano - insomma, il solito “i ristoranti son sempre pieni”. Le risposte erano di due tipi, provenienti da due tipi di persone diverse: i giovani e i non giovani. I non giovani dicevano che la gente è malata di consumismo. I giovani dicevano: ristorante? io lavoro da 10 anni come precario, la crisi non la sento perché per me la crisi c’è sempre stata, e non ho bisogno di ridurre i consumi dato che non ho nulla da consumare.&lt;br /&gt;(la risposta alla domanda era ovviamente: Milano non fa testo, deficiente. questa città è piena di ricchi, te ne sei accorto ora? oppure cosa, pensi forse che qualche mese di crisi economica possa radere al suolo un’intera casta?)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C&#39;è qualcosa che mi urta profondamente nella retorica della descrescita felice. In parte perché spesso mi sembra che nasconda una tentazione alla nostalgia del passato, l&#39;impulso al &quot;tornare indietro&quot;. Personalmente non ho intenzione di decrescere di un solo millimetro! Io voglio crescere un sacco, al contrario; voglio una ricerca che mi sforni tecnologie che possano coniugare benessere e sostenibilità - non voglio tornare indietro. Capisco che ad alcuni piace l&#39;idea di tornare alla natura, di vivere in campagna eccetera: ma è un desiderio e un&#39;inclinazione personale, trovo molto ingiusto che venga venduta come la soluzione dei buoni.&lt;br /&gt;Il secondo motivo per cui mi irritano certi discorsi su consumo, riciclo, autoproduzione, è che, di nuovo, non si tratta di soluzioni ma solo di hobby mascherati. Del tipo: &quot;Ti è piaciuto il decoupage? Unisci l’utile al dilettevole e fatti il sapone in casa, vedrai, sarà ancora più divertente&quot;. E di nuovo: preferisci usare il tuo tempo libero oziando? Fellone! Dovresti darti da fare e cucinarti le maschere per la pelle con le piante grasse!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma io dico: invece di produrre alternativamente delle cose, non puoi semplicemente farne a meno? &lt;br /&gt;Cosa te ne frega della pelle secca? Al massimo acchiappa al volo un barattolo di crema all&#39;hard discount, che te le tirano dietro, e bon. Tanto no, tu non vali comunque. &lt;br /&gt;Idem con la menata del farsi il pane in casa e tutto il resto. Non fingete che non sia semplicemente una roba divertente da fare, non ditemi che si tratta di risparmio o qualità, vi prego. A quanto vedo coi miei occhi, un buon 80% della popolazione è in sovrappeso, da lieve a grave, il che significa che no, non abbiamo alcun bisogno della pizza casalinga, e quindi no, non si tratta di risparmio, perché ci sono poche spese superflue quanto il cibo che ingurgitiamo come otri da mattina a sera.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ah no certo, non si può dire. Bisogna dire che ci si gode la vita, la buona tavola, che su tutto si può risparmiare ma non sul buon vino, eccetera. C&#39;è un canone ed è comunque il canone del consumo. Se proprio non puoi permetterti il prodotto finito, procurati gli ingredienti e fattelo da te - ma per dio non farti mancare nulla: ne moriresti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la cosa che definitivamente mi fa incazzare, è la scoperta della crisi. Torno alle prime righe di questo post: la crisi per un sacco di gente, soprattutto giovani, c&#39;è da sempre. Da quando siamo usciti dalle superiori non fate che ripeterci che non c&#39;è posto per noi, che siamo in esubero, che abbiamo studiato troppo o troppo poco o comunque cose inutili, che non avremo la pensione, che non avremo la mutua, che non avremo il mutuo, non avremo una casa, non avremo una famiglia. Da dieci anni ormai ci prendete e ci buttate, ci fate lavorare a singhiozzo, ci licenziate senza preavviso, ci fate pagare delle tasse senza darci nulla in cambio, e ora ci venite a parlare di contratti di solidarietà, di sussidi di disoccupazione, di cose che comunque varranno solo ed esclusivamente per i lavoratori già protetti, quelli sindacalizzati, quelli delle grandi aziende, quelli che non siamo noi. Per noi, è &quot;No future&quot; da quando siamo nati. &lt;br /&gt;E ora che voi finalmente annusate un pochettino della merda in cui viviamo, ci venite a dire di non andare a berci una birra perché &quot;non sta bene, c&#39;è la crisi&quot;? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma andate a cagare, voi e la macchina per il pane.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://acasadiirene.blogspot.com/feeds/5231213003004973558/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5975019382623843353/5231213003004973558' title='31 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/5231213003004973558'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/5231213003004973558'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://acasadiirene.blogspot.com/2009/03/unaltra-grazie.html' title='un&#39;altra, grazie'/><author><name>Irene</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03017036198634263541</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiThVbZK0rtDbNLRBmL8gJ4w8jQD9X3GhZg977_Lig0RfPPnTfOTA_Gs8Oq8vmK0ExMMHrpsMChdje04nl_ddXmRKugVhTJAMW0JSgv6RvamSoXg8UEWXqcPWRuPZuqSw/s320/labirinto.gif'/></author><thr:total>31</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5975019382623843353.post-3817005495129561309</id><published>2009-03-12T22:14:00.005+01:00</published><updated>2009-03-13T00:15:43.270+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="musica"/><title type='text'>dalla bottiglia di orzata dove galleggia Milano</title><content type='html'>Una volta in via Sestri c&#39;era un banco dei dischi. Tipo i banchi del mercato, ma fisso, lì davanti a Bagnara - chissà se c&#39;era già quell&#39;aiuola dietro, o se l&#39;hanno messa dopo - ogni sabato pomeriggio. Era di un tizio che aveva anche un negozio di dischi normale, a Rivarolo, ma via Sestri il sabato pomeriggio spacca, c&#39;è tutto il Ponente, voi non sapete. Quindi il tizio veniva col suo banco, che era coperto da un telo verde a mo&#39; di tetto. Era un tempo ingenuo, in cui nelle videoteche si potevano noleggiare anche i cd musicali, e il confine tra legittimo e piratato era sfumato; insomma con &#39;sto tizio sapevi mica cosa ti vendeva, te ne accorgevi poi una volta aperta la cassetta - senza libretto, magari, e con l&#39;ultima canzone che finiva all&#39;improvviso. E comunque quel tizio non mi piaceva, mi intimidiva.&lt;br /&gt;(c&#39;erano altri due negozi di dischi. uno era proprio in via Sestri e il negoziante era il perfetto prototipo del negoziante genovese stronzo, il giorno in cui ha chiuso è stato un giorno di gioia. l&#39;altro era in via De Andrade, loro erano invece gentilissimi (magari sono piemontesi), e spero che non abbia chiuso nel frattempo ma forse sì. basta, non ci sono altri negozi di dischi a Sestri.)&lt;br /&gt;Mio padre lo conosceva quel tizio della bancarella, perché era di Rivarolo e mio padre a quanto pare conosce tutti quelli di Rivarolo della sua generazione, anche se la maggior parte di loro ormai è morta di amianto o di tristezza. Così insomma ho chiesto a lui, quando è uscito, di comprarmi &quot;Le nuvole&quot; - e &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;originale&lt;/span&gt; stavolta, perdio.&lt;br /&gt;Fino al 1991 di De André avevo ascoltato solo due dischi: un&#39;antologia (&lt;a href=&quot;http://www.viadelcampo.com/html/fabrizio_de_andre_86.html&quot;&gt;questa&lt;/a&gt;) e il &lt;a href=&quot;http://www.viadelcampo.com/html/pfm_1.html&quot;&gt;doppio&lt;/a&gt; &lt;a href=&quot;http://www.viadelcampo.com/html/pfm_2.html&quot;&gt;live&lt;/a&gt; con la PFM. Non c&#39;erano altri suoi album in giro per casa. Quelli che poi sarebbero diventati i miei preferiti, quelli del periodo &#39;70-&#39;74, erano troppo intellettuali per i miei genitori, forse non li conoscevano nemmeno; e i dischi precedenti... Ecco, questo è un po&#39; il casino quando hai dei genitori vecchi, più vecchi del normale: si sono già stufati di tutto quello che tu devi ancora scoprire. De André era roba dei loro 20 anni, si erano commossi innamorati incazzati con le sue canzoni, le avevano ballate e cantate - e 20 anni dopo ce n&#39;avevano pieni i coglioni.&lt;br /&gt;Quindi &quot;Le nuvole&quot; si apprestava a diventare il primo disco di De André tutto mio. Ed era un disco difficile ma anche goliardico - disomogeneo, avrei potuto dire se avessi conosciuto quel termine - che conteneva canzoni a me incomprensibili (o perché in dialetto, o per il testo troppo poetico o infarcito di citazioni a me fumose). L&#39;ho ascoltato tantissimo. Con diffidenza, con entusiasmo, con ostilità e con timidezza, l&#39;ho ascoltato tantissimo. Quelle di &#39;&lt;i&gt;Â çímma &lt;/i&gt;sono state le prime parole in &quot;vero&quot; genovese che ho imparato.&lt;br /&gt;In &quot;Le nuvole&quot; c&#39;è &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/La_Domenica_delle_Salme&quot;&gt;La domenica delle salme&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width=&quot;425&quot; height=&quot;344&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/_RFOdJmBlz8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name=&quot;allowscriptaccess&quot; value=&quot;always&quot;&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.youtube.com/v/_RFOdJmBlz8&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowscriptaccess=&quot;always&quot; allowfullscreen=&quot;true&quot; width=&quot;425&quot; height=&quot;344&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ero in prima liceo, quindi si parla del &#39;96 penso, quando il mio professore di greco non so a che proposito accennò a &quot;Le nuvole&quot; come al peggiore di De André. Io reagii indignata affermando che si trattava di un disco bellissimo, anche se non ne ero proprio certa - ma era il *mio* disco, che diavolo. Lui rispose, con sufficienza, che i dischi precedenti erano molto più belli. Fu la prima delle innumerevoli volte che qualcuno mi diceva che ciò che era accaduto prima di me era mooolto meglio. Restai senza parole, sentendomi in colpa perché non conoscevo quanto era accaduto prima di me - per la prima di innumerevoli volte. Ci rimasi così male che, poi, per anni ho ascoltato di malavoglia questo disco, quasi vergognandomene.&lt;br /&gt;La gente è veramente stronza.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://acasadiirene.blogspot.com/feeds/3817005495129561309/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5975019382623843353/3817005495129561309' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/3817005495129561309'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/3817005495129561309'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://acasadiirene.blogspot.com/2009/03/dalla-bottiglia-di-orzata-dove.html' title='dalla bottiglia di orzata dove galleggia Milano'/><author><name>Irene</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03017036198634263541</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiThVbZK0rtDbNLRBmL8gJ4w8jQD9X3GhZg977_Lig0RfPPnTfOTA_Gs8Oq8vmK0ExMMHrpsMChdje04nl_ddXmRKugVhTJAMW0JSgv6RvamSoXg8UEWXqcPWRuPZuqSw/s320/labirinto.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5975019382623843353.post-835995125822553026</id><published>2009-02-24T14:38:00.004+01:00</published><updated>2009-02-24T15:17:32.266+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="blog"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="on my own"/><title type='text'>diffidate</title><content type='html'>&quot;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;In generale, dubita sempre di chi sostiene “Ho capito subito che Dio non esisteva”, e in particolare di quelli che lo hanno capito alle elementari. Significa che non hanno mai messo in discussione le conclusioni che hanno raggiunto alle elementari. La loro interrogazione su Dio si è fermata al mattino in cui hanno capito che la suora raccontava una storiella. E quelli che in Dio ci credono, o che ne discutono e ne ammettono la possibilità? Dovrebbero essere tutti più deficienti di loro a nove anni – e poi lo spocchioso sarei io.&lt;/span&gt;&quot;&lt;br /&gt;Questa è una frase che Leonardo ha scritto qualche tempo fa, in un &lt;a href=&quot;http://leonardo.blogspot.com/2009/02/pensierini-su-dio.html&quot;&gt;post di “autodifesa”&lt;/a&gt; dalle critiche (tra le altri, le &lt;a href=&quot;http://addictions.tumblr.com/post/70888128/se-tu-sei-ateo-forse-perch-te-lo-puoi&quot;&gt;mie&lt;/a&gt;) di quanti non avevano apprezzato &lt;a href=&quot;http://rectoverso.tumblr.com/post/70639070/leonardo-per-chi-non-ha-tempo-11&quot;&gt;il suo post&lt;/a&gt; contro gli autobus dell&#39;UAAR.&lt;br /&gt;Questa frase mi ha molto colpita. Giustamente, uno dice, dato che è rivolta direttamente a me.   Ma non mi ha colpita come avrebbe voluto Leonardo, dato che è un&#39;accusa evidentemente senza senso: ci sono moltissime cose che le persone decidono o capiscono in tenera età, e ciò non pregiudica il loro normale sviluppo mentale o la loro capacità di imparare e applicare l&#39;arte del dubbio. Se un musicista raccontasse che fin dall&#39;età di 9 anni aveva capito che la musica era il suo destino, nessuno gli direbbe di vergognarsi per la sua assurda e spocchiosa ristrettezza mentale. Né, che so, genera scandalo dire che fin da piccoli si è sempre stati amanti degli animali/ permalosi/ omosessuali/ grandi lettori. Il fatto che una preferenza o un tratto distintivo della propria personalità si manifesti presto non significa né maggiore genuinità/purezza né minore  realtà/profondità: è un dato autobiografico come un altro. Appigliarsi a questo per accusare chi non la pensa come noi di essere incapace di mettere in discussione le idee infantili mi sembra davvero fuori luogo.&lt;br /&gt;Ovvio, dipende un po&#39; dalle proprie, personalissime code di paglia. Se uno mi dicesse che fin da quando aveva 9 anni sapeva già che Tom Waits faceva cagare, credo che anch&#39;io mi arrabbierei e cercherei di sminuire la dignità di tale precoce illuminazione!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height=&quot;385&quot; width=&quot;480&quot;&gt;&lt;param name=&quot;movie&quot; value=&quot;http://www.youtube.com/v/1wfamPW3Eaw&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&quot;&gt;&lt;param name=&quot;allowFullScreen&quot; value=&quot;true&quot;&gt;&lt;param name=&quot;allowscriptaccess&quot; value=&quot;always&quot;&gt;&lt;embed src=&quot;http://www.youtube.com/v/1wfamPW3Eaw&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0&quot; type=&quot;application/x-shockwave-flash&quot; allowscriptaccess=&quot;always&quot; allowfullscreen=&quot;true&quot; height=&quot;385&quot; width=&quot;480&quot;&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho riflettutto su altri due aspetti connessi a tale frase e, quindi, a tale critica.&lt;br /&gt;1. Sto forse dicendo che i credenti siano meno intelligenti di quanto io fossi a 9 anni?&lt;br /&gt;Beh, mi è difficile non pensare che i bambini che sentivano le stesse storielle che propinavano a me nell&#39;ora di religione, dovevano essere o stupidi, o distratti, o indifferenti, per non trovare assolutamente incoerenti e irrazionali tali storie.&lt;br /&gt;In parte, al contrario, proclamo la mia completa ignoranza e incapacità di comprensione davanti al fenomeno del cattolicesimo. Cioè capisco il fascino delle religioni, e in alcuni casi la gioia o il sollievo che portano al fedele. Però quando si scende nel dettaglio, non riesco a immaginare come funzioni, esattamente. E questa incomprensione non posso attribuirla né a mancanza di spiritualità (sono propensa a credere che tutto il pianeta sia un&#39;interconnessa entità mistica che canta l&#39;ohm, e se aveste visto cosa ho visto io a spasso nei pascoli di Palenque, Messico, ne sareste convinti anche voi) né a mancanza di fantasia (vampiri, leprechaun, streghe, Grandi Antichi: io mi bevo tutto). Semplicemente non capisco come si possa pensare che questo corpo, così fragile, così esposto ai pericoli, così esposto a malattie dolorosissime e malformazioni terrificanti, abbia un qualsiasi legame con un Dio benevolo. Non capisco come si possa pensare, guardando l&#39;Universo, a un Dio antropomorfico. Non capisco come si possa credere che Ratzinger possa, in alcune occasioni, parlare per conto di Dio, e mica da sempre (del tipo Piccolo Buddha, no), ma solo da quando i suoi colleghi l&#39;hanno eletto al posto di quello prima che è morto. Non capisco come si possa pensare che a Dio freghi qualcosa di anticoncezionali e simili, ma contemporaneamente non capisco come si possa dire “Sono cattolico, MA - non vado in chiesa/ non mi riconosco nelle gerarchie ecclesiastiche/ non credo ai dogmi – eccetera”. Non capisco.&lt;br /&gt;Io ho conosciuto molti evangelici, alcuni cattolici ferventi, molti cattolici praticanti, moltissimi cattolici non praticanti, un pastore battista, un paio di buddhisti, un Hare Krishna, e online un paio di musulmani. Ho sempre rispettato le loro convinzioni, anzi mi sono rallegrata che nella loro vita avessero qualcosa che riuscisse a “tenerli insieme” con tanta efficacia. Ma il mio rispetto e la mia simpatia non mi ha mai aiutato a capire cosa diamine gli passasse per la testa.&lt;br /&gt;Penso di essere più intelligente? Penso di essere io, e solitamente sono felice di essere io e non un&#39;altra. Ma soprattutto sono felicissima, davvero felicissima di non pensarla come loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. In effetti mi capita spesso di pensare o riferirmi ai miei 9 anni. È un caso, o c&#39;è stato qualcosa di particolare in quel momento della mia vita?&lt;br /&gt;A 11 anni entravo nell&#39;adolescenza (sì, precoce. incazzata e precoce), quindi dicevo addio alla lucidità per entrare in un mondo di rabbia, depressione, improvvisi cambiamenti d&#39;umore, insensate passioni, ormoni e così via. A 7 anni ero ancora una bambina felice, spensierata, protetta dal male del mondo, troppo piccola per interessarmi al mondo degli adulti.&lt;br /&gt;A 9 anni era già successo tutto. Mio padre era già in cassintegrazione; avevo già scoperto le differenze di classe tra me e i miei parenti, tra me e gli altri bambini, e di conseguenza avevo elaborato un&#39;idea di &quot;ingiustizia sociale&quot;; avevo già sviluppato le mie prime idee e propensioni, ed erano, e mica parlo solo di religione, molto diverse (a volte radicalmente opposte) da quelle dei miei pari, per cui avevo già scoperto l&#39;incomprensione reciproca e la solitudine interiore; il mio corpo aveva già iniziato a tradirmi, trasformandomi da graziosissima bambina in graziosissimo &lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/Vogon_poetry#Poetry&quot;&gt;Vogon&lt;/a&gt;; ed erano già capitate alcune cose brutte che mi avevano rapita e portata in un universo parallelo in cui tutto sembrava uguale a prima, solo che ovunque si nascondeva la menzogna, la stortura, il buio.&lt;br /&gt;Non posso negare che nella mia precoce decisione di lasciare la religione agli altri, tutto ciò abbia avuto la sua parte.&lt;br /&gt;È stato allora che ho capito che le cose così non erano giuste ed era necessario che cambiassero radicalmente. Col passare degli anni è accaduta una roba stranissima: non è successo. Né il mondo è cambiato, né io sono cambiata in modo da adattarmi al mondo, o almeno capirlo, o almeno rendermelo indifferente. Davanti a questo colpo di scena, mi sono convinta che sarei morta presto: avevo preso la legge di Darwin molto seriamente, e quindi mi aspettavo che da un momento all&#39;altro il mondo mi avrebbe, giustamente, fatta fuori, eliminata. Non immaginavo come, ma sapevo che sarebbe successo. Immaginavo il mondo come un organismo sano che mi rigettava, in quanto non per forza dannosa, ma come minimo incongruente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perciò, quando qualcuno mi chiede - magari perché se ne sente offeso personalmente (capita) - se mi sento più intelligente degli altri, mi mette in un grave imbarazzo. In parte sì, dato che credo sia comune a tutti ritenere che le proprie scelte siano migliori di quelle altrui (altrimenti, è lapalissiano, se ne farebbero di altre, o meglio si farebbero quelle di altri). Ma la base di tutto, delle mie decisioni, del mio sentire qualcosa come sciocca o come intelligente, come giusta o sbagliata, c&#39;è questa inossidabile, invincibile convinzione di essere al posto sbagliato. Di non c&#39;entrare nulla con il mondo, di essere anormale nel senso di patologica, di essere come la gente, per stare bene e avere successo e una vita lunga e felice, non dovrebbe essere.&lt;br /&gt;Per cui, alla fine, sono pienamente d&#39;accordo con Leonardo: diffidate di gente come me.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://acasadiirene.blogspot.com/feeds/835995125822553026/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5975019382623843353/835995125822553026' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/835995125822553026'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/835995125822553026'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://acasadiirene.blogspot.com/2009/02/diffidate.html' title='diffidate'/><author><name>Irene</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03017036198634263541</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiThVbZK0rtDbNLRBmL8gJ4w8jQD9X3GhZg977_Lig0RfPPnTfOTA_Gs8Oq8vmK0ExMMHrpsMChdje04nl_ddXmRKugVhTJAMW0JSgv6RvamSoXg8UEWXqcPWRuPZuqSw/s320/labirinto.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5975019382623843353.post-2107504844941501671</id><published>2009-02-09T11:25:00.006+01:00</published><updated>2009-02-09T12:44:18.033+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><title type='text'>ha fatto bene?</title><content type='html'>Arrivando via aereo in alcuni paesi, poco prima dell’atterraggio, le hostess consegnano ai passeggeri un modulo da compilare e consegnare poi a un qualche ufficio doganale. È una roba che per sfacciata idiozia gareggia solo con il nostro famoso test dei tre giorni, vantando domande del tipo “stai per caso trasportando con te dei veleni?”. Chiunque pensa: va beh, ma anche se fosse non è che te lo dico, ti pare?&lt;br /&gt;Invece evidentemente sì. A quanto pare ciò che vogliamo fare è questo: DIRGLIELO.&lt;br /&gt;Ora, no, tranquilli, non è un post sulla privacy, il controllo sociale, Google e i social network - il collegamento è ridondante. Stavo pensando a qualcos’altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La radio di cui sotto ha un intermezzo di “news”, e giuro che niente in questa settimana mi ha sconvolto di più, nemmeno le dichiarazioni di Berlusconi sull’&lt;a href=&quot;http://addictions.tumblr.com/post/76162984/eluana-una-persona-viva-ha-aggiunto-berlusconi&quot;&gt;attività mestruale della Englaro&lt;/a&gt;. Prima notizia: un ministro britannico esorta i suoi concittadini a darsi al ballo per scongiurare la piaga dell’obesità. Seconda notizia: intellettuali cattolici firmano una petizione a difesa di Eluana. Terza: nonostante ci siano delle irregolarità amministrative, la clinica di Udine non interromperà la procedura. Davanti a tale inaspettata faziosità la mente ha vacillato, e in quella vertigine potrei essermi persa un’altra notizia, forse due. Ultima notizia: la polizia difende il guidatore ubriaco, di nazionalità romena, che ieri ha investito e ucciso un uomo, dalla folla che voleva linciarlo. Ha fatto bene? Rispondete mandando un sms: i risultati del sondaggio saranno pubblicati domani da City, il freepress che trovate eccetera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha fatto bene?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha fatto bene? Ascoltatore di una radio che s’intende rivolta ad amanti di un genere musicale un tempo considerato “sovversivo”, espressione di valori del tipo sesso=buono, droga=molto buono, scappare da questo posto di merda=ancora più buono, e immagina che bello se non ci fossero nazioni né religioni, in ogni caso la risposta soffia nel vento - ascoltatore, dimmi, secondo te quei poliziotti hanno fatto proprio bene bene a difendere un uomo dall’essere linciato, o potevano farsi anche un po’ i cazzi loro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E nel caso secondo te avessero dovuto lasciare quella merda d’uomo, quell’ubriacone immigrato clandestino molto probabilmente stupratore e di certo con una notevole percentuale di sangue zingaro (o per lo meno ebreo), dicevamo, lasciare quel bastardo assassino alle unghie e ai sassi dei passanti: diccelo. Mandaci un sms. Mandaci una mail. Chiama in trasmissione all’ottonovenove. &lt;a href=&quot;http://www.7yearwinter.com/2009/02/pikkiamo-pure-il-gabibbo/&quot;&gt;Unisciti al gruppo su Facebook&lt;/a&gt;, commenta la notizia nel forum dei lettori del Corriere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?gl=IT&amp;amp;v=VPUPNEslZ7Y&quot;&gt;Poterti smembrare coi denti e le mani/ Sapere i tuoi occhi bevuti dai cani&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La settimana scorsa s’è parlato della valanga di mail che la parlamentare dei Radicali, Rita Bernardini, ha ricevuto dopo aver fatto visita in carcere, in quanto membro di “&lt;a href=&quot;http://www.google.it/url?sa=t&amp;amp;source=web&amp;amp;ct=res&amp;amp;cd=1&amp;amp;url=http%3A%2F%2Fwww.nessunotocchicaino.it%2F&amp;amp;ei=ngmQSb7bN5KJ-ga5iNWECw&amp;amp;usg=AFQjCNG1W4DrHt866vssP0okP3gFDWvHKQ&amp;amp;sig2=Z4gQuwmJ5XbUhu4wXsYmSA&quot;&gt;Nessuno tocchi Caino&lt;/a&gt;”, agli imputati dello stupro di Guidonia. &lt;a style=&quot;font-style: italic;&quot; href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=136463&quot;&gt;fai veramente schifo, ti auguro di essere stuprata da un branco di merde come quelle li, ma magari ti piace perche a quanto sei brutta e fai schifo non ti scopa nessuno troia del cazzo, ti auguro pure che ti venga un tumore al cervello (se possibile visto che materia grigia non ne hai molta), e che te ne vada quanto prima tra atroci sofferenze, pregheremo tutti perchè tu muoia. Spero tanto che un Rumeno ti stupri a morte la figlia. a te piacerebbe non poco essere violentata da sei rumani, lurida che non sei altro, peccato che cesso come sei nemmeno i rumeni ti sfiorerebbero! Se qualcuno avesse lo stomaco di stuprare un rospo come te, vado personalmente a complimentarmi per il coraggio!!! &quot;Bernardini &quot;che si interroga sul maltrattamento delle &quot; bestie stupratori&quot; di Guidogna..dovrebbe subire PARI STUPRO ai danni di un suo caro (a lei no pearchè potrebbe essere oggetto di piacere)..&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Lo stupro nella doppia funzione di punizione e di dono. Sei una donna, quindi se ti devo augurare un male penso “ti stuprassero”. M’indigno per lo stupro di una donna e quest’indignazione la esprimo augurando a un’altra donna di subire la stessa sorte; la verità è che non me ne importa una sega di quella donna (la prima), né penso che lo stupro in sé sia particolarmente grave, è QUELLO stupro (il primo) che non mi va giù, e il motivo è squisitamente antropologico: degli stranieri hanno rubato ciò che è mio, mi sono entrati in casa e hanno cagato sul mio letto, ed è questa e solo questa la violazione a cui reagisco.&lt;br /&gt;Va beh, ma queste cose le dice molto meglio di me &lt;a href=&quot;http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2009/02/03/alle-donne-non-piace-essere-stuprate.-nemmeno-se-sono-brutte&quot;&gt;FikaSicula&lt;/a&gt;, quindi abbonatevi al feed del suo blog e perdonatemi per questo sfogo. Sto parlando della parlamentare per un’altra ragione che non è la fenomenologia dell’italico stupro: per il fatto che le mail siano firmate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di questa faccenda non riesco proprio a liberarmi. Il nome e cognome, le foto del profilo. “crepa puttana di merda”: non è un pensiero di cui mi vergogno, che mi compare sullo schermo mentale all’improvviso e che subito reprimo. No, rivendico il mio odio, la mio violenza: ci metto la firma, ci metto nome e cognome, lo dico a tutti, inoltro agli amici la mail di insulti e minacce che ti ho scritto, invito i miei colleghi ad aderire alla mia azione, e ne parlerò stasera in famiglia. Sputare così, senza alcuna esitazione, sul contratto sociale, sulla mediazione dello stato tra lupo e lupo, sulla concezione moderna del reato come ferita inflitta alla società e non come questione privata e della punizione come risarcimento sociale e non come vendetta personale.&lt;br /&gt;È come se la società avesse perso ogni funzione e ogni realtà. Perché stiamo ancora insieme, se non riconosciamo più alcuna utilità, alcuna rappresentatività alla forma sociale - lo Stato nazionale democratico - che negli ultimi secoli ha dato forma alla nostra esperienza del vivere comune?&lt;br /&gt;Non è un problema di globalizzazione. Io rigetto le soluzioni cosmopolitiche, alla &lt;a href=&quot;http://sociologia.tesionline.it/sociologia/intervista.jsp?id=2359&quot;&gt;Beck&lt;/a&gt;, al tramonto dello Stato nazionale; non penso che la soluzione sia semplicemente allargare lo stampino mettendoci dentro una porzione di territorio più vasto. La nostra cittadinanza è fondata sull’esclusione (dei non-cittadini, of course) e inevitabilmente eliminando quell’esclusione elimineremo la cittadinanza; la nostra democrazia è modellata sulla nazione, ed eliminando la nazione elimineremo la democrazia; eccetera. Questi erano problemi di cui si è dibattuto alla nausea quando era in voga il comunitarismo, mentre ora che di moda è il cosmopolitismo non ne parla più nessuno. Ma il maledetto Stato ci si sta disintegrando sotto gli occhi, si stanno disintegrando le premesse normative e morali del vivere sociale. Io vedo soltanto persone (e movimenti) che rifiutano la società, a partire dalle posizioni più diverse: tecno-utopie di individualismi connessi in rete, integralismi teocratici, post-fascismo, senza dimenticare le nostre care orde di xenofobi tarantolati. Molti, moltissimi di coloro che invece difendono la forma tradizionale dello Stato, con le sue istituzioni, mi sembrano farlo per un riflesso condizionato, per un automatismo dettato niente più che dalla percezione della propria posizione in un gioco di contrapposizioni che intende la politica come &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=SzUoAfcyPsk&quot;&gt;scelta tra vasca e doccia&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sa che mi sono fatta prendere la mano, eh? Diciamo pure che se passerà di qui qualcuno a spiegarmi che ho scritto solo grosse e fragorose cazzate ne sarò molto contenta, dato che ora sono solo molto preoccupata. Ma non perché lo Stato o la democrazia mi piacessero, bensì perché non mi sembra che abbiamo raggiunto uno stadio di evoluzione (politica, filosofica, e personale, e spirituale, o addirittura biologica) per cui il passaggio a un’altra forma di organizzazione sociale si configuri come una liberazione. A me, ora, sembra portare solo caos e barbarie: violenza privata e pubblica, annichilimento dell’altro, discrezionalità di ciò che chiamavamo “diritti”, insomma l’annullamento delle conquiste sociali dello step precedente in nessun modo compensate da altre (maggiori o diverse) conquiste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oh beh, sì: buon lunedì anche a voi.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://acasadiirene.blogspot.com/feeds/2107504844941501671/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5975019382623843353/2107504844941501671' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/2107504844941501671'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/2107504844941501671'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://acasadiirene.blogspot.com/2009/02/ha-fatto-bene.html' title='ha fatto bene?'/><author><name>Irene</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03017036198634263541</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiThVbZK0rtDbNLRBmL8gJ4w8jQD9X3GhZg977_Lig0RfPPnTfOTA_Gs8Oq8vmK0ExMMHrpsMChdje04nl_ddXmRKugVhTJAMW0JSgv6RvamSoXg8UEWXqcPWRuPZuqSw/s320/labirinto.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5975019382623843353.post-7405675260390747507</id><published>2009-01-30T12:21:00.007+01:00</published><updated>2009-01-30T15:19:53.131+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="letture"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="musica"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="una casa tutta mia"/><title type='text'>Peter Cushing does that all the time.</title><content type='html'>Nell’ultima settimana ho avuto un sacco di febbre, ho ascoltato tantissima radio e ho letto tre libri molto belli. La sinergia tra queste tre attività mi ha creato una notevole confusione mentale, devo dire, tanto più che due dei libri erano degli horror (&lt;a style=&quot;font-style: italic;&quot; href=&quot;http://elvezio-sciallis.blogspot.com/2008/07/la-scomparsa-dellerebus.html&quot;&gt;La scomparsa dell’Erebus&lt;/a&gt; di Simmons e &lt;a style=&quot;font-style: italic;&quot; href=&quot;http://elvezio-sciallis.blogspot.com/2008/05/lasciami-entrare.html&quot;&gt;Lasciami entrare&lt;/a&gt; di Lindqvist); inoltre ogni volta che ho la febbre sento un irresistibile desiderio di rivedere &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Dal tramonto all’alba&lt;/span&gt;, giusto per completezza.&lt;br /&gt;La cosa positiva è che tutto questo è accaduto in una casa dotata di un impianto di riscaldamento. Ebbene sì, pare che i lavori siano finalmente completati. Mi piacerebbe intrattenervi con il buffo dramma che li ha accompagnati, ma chiunque abbia avuto dei lavori in casa sa di che cosa potrei parlare (improvvisi funerali di nonni calabresi, parquet disposti secondo angoli lovecraftiani, pavimenti allagati, frigoriferi staccati eccetera) quindi non infierirò ricordandovi quei brutti momenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho fatto conoscenza con &lt;a href=&quot;http://www.virginradioitaly.it/home.html&quot;&gt;Virgin Radio&lt;/a&gt;, un emittente che si distingue per la più totale mancanza di contenuti. Non parlo di qualità, ma proprio di sostanza: è una radio in cui non succede un tubo. Mandano musica rock, preferibilmente di artisti vincolati contrattualmente con l’omonima casa discografica, un po’ di pubblicità e un paio d’ore di “trasmissioni” preregistrate. A intervalli regolari una voce recita i claim dell’emittente, tutti di insondabile significato. Per fare un esempio: “Rock Party”, cioè le ore serali di musica non-stop, ha come slogan: “L’unico party in cui puoi lasciarti andare senza perdere il controllo”. Eh? Ma niente a confronto di quello che recita: “Virgin Radio: l’unica radio con uno stile unico”. Ma cosa significa? Queste frasi sono così prive di senso che non posso evitare di credere che nascondano invece dei messaggi in codice super segreti; magari servono per risvegliare degli agenti dormienti, e quindi sono giustamente combinazioni improbabili di parole. O magari dovrei prendere meno seriamente questa storia degli Skrull.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhBFR8wfJgToaeTgltc7EN2DOYnnuGo-Rv8r0_GZLvRsJ8gOfbtWPNEE2GJckiEZhZlzhB63edBKjs2xOLUEu3p0go3uR7VAzJo5oyhLN9odgV7HozR-gxmsKOEJind0Xbh3d27036GTkE/s1600-h/matteocappereo.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 230px; height: 320px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhBFR8wfJgToaeTgltc7EN2DOYnnuGo-Rv8r0_GZLvRsJ8gOfbtWPNEE2GJckiEZhZlzhB63edBKjs2xOLUEu3p0go3uR7VAzJo5oyhLN9odgV7HozR-gxmsKOEJind0Xbh3d27036GTkE/s320/matteocappereo.jpg&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5297047534322232482&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;A proposito di musica e audaci accostamenti di parole senza senso, un’esperienza indimenticabile l’ho vissuta a un falò sulla spiaggia di un sacco di anni fa. Ero in compagnia di un gruppo di amiche più grandi di me di una decina d’anni, che avevano appuntamento per una serata in riva al mare con una loro compagnia allargata, o qualcosa del genere, più o meno di coetanee. Normalmente mi sarei divertita, perché mi piace sentire suonare la chitarra, e c’è sempre qualche canzone da cantare; ma non in quell’occasione. Quella sera a quanto pare era in atto un revival della canzone italiana stupida. Non c’era un testo che riconoscessi, a parte ogni tanto qualche ritornello; e quello che mi metteva a disagio era il sentimentalismo con il quale quelle tizie sbraitavano testi più che imbarazzanti. Come se io a trent’anni suonati mi ritrovassi con un branco di rincitrullite a cantare “È la malinconoia, che uccide a quest’età” davanti a un falò a &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Cogoleto&quot;&gt;Cogoleto&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;In un climax di canzoni brutte, si giunse a una di cui non riuscivo manco a cogliere la melodia: o non la sapevano suonare, o non la sapevano cantare, oppure era veramente orrenda di suo. Parlava di un ragazzo e una ragazza, ovviamente, robe di scuola e di concerti, e ogni verso finiva con degli ululati, una tortura. Finché non ho sentito ciò che ancora oggi per me rimane Il Verso Più Terribile Della Storia Della Canzone Italiana: “Lo sai che Luca si buca ancora”. Rimasi impietrita. Luca-buca? Non poteva essere vero. Solo davanti al tg4 di Emilio Fede ho provato un tale sconcerto. Quelle persone non potevano cantare accorate una stronzata del genere - avrei voluto scoppiare a ridere, ma temevo che le Baccanti mi facessero a pezzi. Luca-buca? Ma che cazzo di rima è? Al confronto cuore-amore è shakespeariana. Ma come si può scrivere una roba del genere? È come una figurina degli &lt;a href=&quot;http://www.garbagepailkids.com/&quot;&gt;Sgorbions&lt;/a&gt;. Luca Si Buca. Donata Avariata. Clemente Mortovivente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se l&#39;unica che vi si avvicina davvero è la sublime, insuperabile &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;Irene-Rene&lt;/span&gt;. “Lo sai che Irene ha perso un rene?”. Quasi quasi lo uso, e scrivo un toccante canzone su un’adolescente anoressica. Che farò cantare alla Tatangelo, ovviamente.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://acasadiirene.blogspot.com/feeds/7405675260390747507/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5975019382623843353/7405675260390747507' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/7405675260390747507'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/7405675260390747507'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://acasadiirene.blogspot.com/2009/01/peter-cushing-does-that-all-time.html' title='Peter Cushing does that all the time.'/><author><name>Irene</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03017036198634263541</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiThVbZK0rtDbNLRBmL8gJ4w8jQD9X3GhZg977_Lig0RfPPnTfOTA_Gs8Oq8vmK0ExMMHrpsMChdje04nl_ddXmRKugVhTJAMW0JSgv6RvamSoXg8UEWXqcPWRuPZuqSw/s320/labirinto.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhBFR8wfJgToaeTgltc7EN2DOYnnuGo-Rv8r0_GZLvRsJ8gOfbtWPNEE2GJckiEZhZlzhB63edBKjs2xOLUEu3p0go3uR7VAzJo5oyhLN9odgV7HozR-gxmsKOEJind0Xbh3d27036GTkE/s72-c/matteocappereo.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5975019382623843353.post-3362588807495053644</id><published>2009-01-03T12:49:00.001+01:00</published><updated>2009-01-03T13:07:36.673+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="musica"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="una casa tutta mia"/><title type='text'>dal fronte del freddo porco</title><content type='html'>Ok, mi sono trasferita nella casa nuova. Non so quando potrò mettere online questo post dato che sono senza connessione e l’università, a tradimento, ha deciso di rimanere chiusa fino al 6 dicembre, formalmente togliendomi ogni mezzo per lavorare ma va beh.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno prima del trasloco, cioè il 29 dicembre, vado a prendere le chiavi di casa e a farmi spiegare dall’ex inquilina alcune cose, tra cui il funzionamento della stufa a gas.&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Vedi, quando il pomello è in linea con il tubo il rubinetto del gas è aperto, ok? Ora l’accendiamo... Sono due giorni che è spenta, aspetta che devo ricordarmi come si fa... Ecco: tenendo premuto questo pulsante esce il gas, senti?, e premendo quest’altro dovrebbe accend-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;PUM!&lt;br /&gt;La stufetta fa un’intensa fiammata e sobbalza. Vorrei dire “esplode”, perché quella è stata la nostra impressione, ma ovviamente se fosse davvero esplosa non sarei qui a scriverlo. Saremmo finite - io, l’ex inquilina, e un paio di famiglie di immigrati - in un trafiletto della cronaca locale: “Ennesimo incidente causato da una vecchia stufa a gas”. Dato che si tratta di un vecchio palazzo dell’immediata periferia di Milano, la cosa non avrebbe credo suscitato tanto scandalo, tanto più che sarebbero morti dei negri, una femminista e una dottoranda di sociologia, tutta gente che, diciamocelo, è meglio perderla che trovarla.&lt;br /&gt;Il vetro protettivo è saltato via, e per casa si diffonde un odore di bruciato. Assordate dal botto e in evidente stato di shock, chiamiamo il padrone di casa, il quale il giorno dopo, mentre trasloco con il supporto di due eroiche amiche, mi fa trovare a casa un idraulico che mi spiega che rimarrò senza riscaldamento fino a metà gennaio, ma dopo spaccheranno i pavimenti rendendo inagibile la casa per 3-4 (cioè 9) giorni e mi metteranno un sacco di termosifoni. Poi mi porta una stufetta elettrica e mi augura buon 2009.&lt;br /&gt;Nonostante tutto questo, dopo due intensi giorni di lavoro (mica solo miei: i mobili li ha rimontati &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;lui&lt;/span&gt;, che credete), questa inizia a sembrare davvero una casa. Ma non era di questo che volevo scrivere, all’inizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ex inquilina mi ha venduto un sacco di cose, tra cui un piccolo termoventilatore. Per il bagno, davvero stretto, è efficientissimo: dopo 5 minuti ha già scaldato la stanza. Certo, consuma l’impossibile, ma è ugualmente una meraviglia. In fondo porta scritto il nome del prodotto: “Caldobagno”.&lt;br /&gt;Ora, vi rendete conto? Stiamo parlando di &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=styTtqBcHPs&quot;&gt;quel &lt;/a&gt;Caldobagno. “Caro, sei in bagno?” “Bagno?! Caldobagno!” “Caldobagno?? Arrivo!” e si ritrovavano alle Maldive. Da piccola credevo che questo Caldobagno fosse un futuristico ritrovato di domotica, che scaldava le pareti stesse della casa, l’acqua del bagno e già che c’era pure gli asciugamani. E invece di trattava di un minuscolo termoventilatore? Una sorta di asciugacapelli da pavimento?? Ci credo che tutti negli anni Ottanta da grandi volevamo fare i pubblicitari, prima che la questione morale ci assalisse insieme alle tempeste ormonali!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di salutarvi a chissà quando, una richiesta. Potreste consigliarmi delle stazioni radio, o meglio dei programmi radiofonici? Radio normali, non webradio o podcast - stazioni FM, sapete, che si sentano su Milano.&lt;br /&gt;Per intenderci, il mio programma preferito, purtroppo scomparso insieme a RockFM, era &lt;a href=&quot;http://myspace.com/eclettica&quot;&gt;Eclettica&lt;/a&gt;; altri che mi piacciono sono Prospettive musicali, Rotoclassica e non so come si chiama ma c’è uno con un forte accento inglese, su Radio Popolare; Alle otto della sera su Radio2, e programmi che sento casualmente su Radio1 e Radio3 (che però si sente malissimo a casa mia). Va benissimo musica classica o “difficile”, ma che ci sia qualcuno che la introduca.&lt;br /&gt;Ovviamente, odio quelli simpatici e odio il reggae.&lt;br /&gt;Grazie di ogni suggerimento!</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://acasadiirene.blogspot.com/feeds/3362588807495053644/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5975019382623843353/3362588807495053644' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/3362588807495053644'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/3362588807495053644'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://acasadiirene.blogspot.com/2009/01/dal-fronte-del-freddo-porco.html' title='dal fronte del freddo porco'/><author><name>Irene</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03017036198634263541</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiThVbZK0rtDbNLRBmL8gJ4w8jQD9X3GhZg977_Lig0RfPPnTfOTA_Gs8Oq8vmK0ExMMHrpsMChdje04nl_ddXmRKugVhTJAMW0JSgv6RvamSoXg8UEWXqcPWRuPZuqSw/s320/labirinto.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5975019382623843353.post-2450846045683593817</id><published>2008-12-14T21:01:00.005+01:00</published><updated>2008-12-14T22:53:10.469+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="sociologia"/><title type='text'>texas chainsaw massacre</title><content type='html'>&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiyNEvJ-aBbp9ACNbGw_Jc30kBJ5Yizy-QBz22xQaVYQbIJG4073LrgdnUYSuHo5TEzPpGSwfI1Gg8fE_G7E7aTbwF9xHFrZwC0WdA8kZASYdpfsXUSUFoC3GwnzZQEqzFe4Wi4NMvzTBM/s1600-h/IMG_0476.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 150px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiyNEvJ-aBbp9ACNbGw_Jc30kBJ5Yizy-QBz22xQaVYQbIJG4073LrgdnUYSuHo5TEzPpGSwfI1Gg8fE_G7E7aTbwF9xHFrZwC0WdA8kZASYdpfsXUSUFoC3GwnzZQEqzFe4Wi4NMvzTBM/s200/IMG_0476.jpg&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5279761917452247122&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;L&#39;università, dicevo.&lt;br /&gt;I tagli sono sbagliati, questo penso sia evidente. I cambiamenti si fanno con gli investimenti, non con i tagli. Con cambiamenti generazionali, riforme amministrative, riforme della didattica, democratizzazione degli organismi decisionali interni agli atenei, apertura all&#39;estero/esterno, la valutazione e la qualità. Se togli le risorse, hai voglia a dire che sopravviveranno solo i migliori: sopravviveranno i più adatti, che nel sistema attuale significa semplicemente i più raccomandati e i più mafiosi.&lt;br /&gt;E&#39; altrettanto evidente il disegno di svalutazione e di riduzione dell&#39;istruzione pubblica, così tout court, a favore di una privatizzazione del comparto scolastico e dell&#39;alta formazione. Che di nuovo, chissà se è di per sé un male; ma in questo Paese, significherebbe semplicemente istruzione per ricchi e ignoranza per poveri, tutto qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D&#39;altro canto, l&#39;università è già per ricchi. Non conosco ragazzi che siano riusciti a concludere il proprio percorso universitario senza un pesante contributo dei genitori - anche chi era beneficiario di borse e altri aiuti. Nessuna borsa di studio può mantenerti. E se inizi a lavorare - non per comprarti l&#39;ipod o andare ai concerti, ma per pagare l&#39;affitto e la spesa - abbandonerai presto l&#39;università, è chiaro. I sostenitori dei tagli parlano di rendere competitivi gli atenei; ma a l&#39;unico criterio a cui pensano le famiglie è la vicinanza dall&#39;abitazione, dato che troppo poche possono permettersi di pagare un affitto ai figli, le misure di sostegno allo studio sono patetiche e nessun lavoretto serale può bastare per pagare l&#39;affitto e vivere in città - un posto letto in una camera doppia, a Milano, costa dai 250 ai 400€ mensili di affitto, per dire.&lt;br /&gt;L&#39;eventuale chiusura le sedi distaccate e gli atenei minori e periferici significherà per molti lo svanire di ogni opportunità di iscriversi all&#39;università.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci importa? Dipende dal nostro quadro di riferimento. Secondo me l&#39;università non può essere un diritto di tutti. Perché dovrebbe? L&#39;università serve a prepararsi per determinate professioni, molto specializzate, e non è possibile ovviamente che tutti possano farle. Né si può continuare con la favola dell&#39;università come luogo di produzione e diffusione di cultura fine a se stessa: sì, certo, studiare apre la mente, ma anche leggere o pensare. Non posso ammettere all&#39;università una persona che semplicemente vuole farsi una cultura, così come non posso offrire all&#39;ASL interventi di mastoplastica additiva. Vuoi una cultura? To&#39;, questa è una tessera della biblioteca: divertiti.&lt;br /&gt;Idem con i tagli ai dottorati eccetera. Sì ok, il turn over, i giuovani e coraggiosi ricercatori - nelle facoltà scientifiche, forse. Dove sono io (e sono una privilegiata per quanto riguarda opportunità di accesso a non raccomandati e basso livello di baronie) il turn over avviene nel 90% dei casi con gli eredi: bel guadagno. Ogni anno la mia facoltà fa entrare 24 nuovi dottorandi - ma per dio, a cosa diavolo serviranno mai 24 dottori di ricerca in sociologia? Grazie al cielo molti non si iscrivono o rinunciano al secondo anno, altrimenti la competizione per gli assegni di ricerca sarebbe una roba da guerra civile. Dei sette colleghi del mio anno, so già cosa accadrà dopo: una rimarrà in università a fare carriera, una andrà all&#39;estero, uno ha trovato già ora un lavoro vero in università non lo si vede mai, due torneranno al lavoro statale per cui sono in aspettativa, uno farà ancora qualche anno di precariato e poi il padre ricco gli troverà lavoro presso qualche amico, e io, beh, tornerò a girovagare senza scopo come facevo prima. Risultato: 1 su 8. Prendine direttamente tre, allora, selezionali molto più severamente, da&#39; a tutti la borsa di studio, e vedi di formarli bene, farli lavorare, creare dei veri ricercatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj915Yn_JNZOuoYv21F2vret_xcZnHJzV5ax_jPwI4PHD9YyPnXBccpGJybMDRjlQmkWLg2qjNbNJazNMsHyE6Nn19qn9JXPR5Yqky4Kd8A_Z4Z6mG963dZoUpvI-hSQykEY4i2RyPpoiM/s1600-h/19.JPG&quot;&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 122px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj915Yn_JNZOuoYv21F2vret_xcZnHJzV5ax_jPwI4PHD9YyPnXBccpGJybMDRjlQmkWLg2qjNbNJazNMsHyE6Nn19qn9JXPR5Yqky4Kd8A_Z4Z6mG963dZoUpvI-hSQykEY4i2RyPpoiM/s200/19.JPG&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5279757706325161378&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Questi discorsi non sono amati dai miei cari compagni di lotta. Che sono, inutile dirlo, per la maggior parte provenienti da facoltà, come la mia, che al di fuori dell&#39;università non valgono nulla - filosofia in testa. Che portano avanti una protesta tra le più corporative io abbia mai visto, ma affermando di lottare per la cultura eccetera. Sono dei bravi ragazzi, si fanno un mazzo tanto a furia di mailing list e assemblee in giro per l&#39;Italia, ma sono pochi quelli che conoscono l&#39;autocritica. Delle mie opinioni non faccio mistero, e forse qualcuno si chiede se sia lì per schernirli o per sbaglio; ma al contrario, sono lì perché non vedo alternativa*.&lt;br /&gt;Una volta tolti questi soldi, nessuno li restituirà all&#39;università; quindi bisogna prima bloccare questa legge, poi pensare ai contenuti. Triste, ma temo sia esattamente così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ora, a sorpresa e per salutare, un link bellissimo: &lt;a href=&quot;http://pubblica.distruzione.org/&quot;&gt;il Ministero della Pubblica Distruzione&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-size:85%;&quot;&gt;* tranne quella di battersene il belino, opzione che sta risalendo la classifica.&lt;/span&gt;&lt;a href=&quot;http://pubblica.distruzione.org/&quot;&gt;&lt;/a&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://acasadiirene.blogspot.com/feeds/2450846045683593817/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5975019382623843353/2450846045683593817' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/2450846045683593817'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/2450846045683593817'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://acasadiirene.blogspot.com/2008/12/texas-chainsaw-massacre.html' title='texas chainsaw massacre'/><author><name>Irene</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03017036198634263541</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiThVbZK0rtDbNLRBmL8gJ4w8jQD9X3GhZg977_Lig0RfPPnTfOTA_Gs8Oq8vmK0ExMMHrpsMChdje04nl_ddXmRKugVhTJAMW0JSgv6RvamSoXg8UEWXqcPWRuPZuqSw/s320/labirinto.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiyNEvJ-aBbp9ACNbGw_Jc30kBJ5Yizy-QBz22xQaVYQbIJG4073LrgdnUYSuHo5TEzPpGSwfI1Gg8fE_G7E7aTbwF9xHFrZwC0WdA8kZASYdpfsXUSUFoC3GwnzZQEqzFe4Wi4NMvzTBM/s72-c/IMG_0476.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5975019382623843353.post-8853042616247672477</id><published>2008-12-12T17:00:00.006+01:00</published><updated>2008-12-12T21:55:55.017+01:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="blog"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="una casa per un anno"/><title type='text'>pian piano</title><content type='html'>A Milano piove ormai da quattro anni, ma se non altro ho smesso di fumare. A dire il vero oggi ho comprato un pacchetto da 10, ma solo per l&#39;insofferenza causata dalla partecipazione al corteo studentesco. Ehi, sembrerebbe che qui si parli sempre di manifestazioni, altro che &quot;sono troppo elitaria per unirmi ai movimenti di massa&quot;. Ma c&#39;è stata tutta questa roba dei tagli all&#39;università e sono due mesi che siamo in agitazione - almeno, loro, io mi sento abbastanza serena. Però una volta lì, sai com&#39;è, ti senti un po&#39; una merda se non vai anche tu all&#39;assemblea, incontro con gli studenti, volantinaggio o boh. Fondamentalmente un modo come un altro per integrarsi in un gruppo. Magari andrò anche alla cena di Natale. E un altro anno è passato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C&#39;è un&#39;etichetta qui che si chiama &quot;una casa per un anno&quot;. Nel frattempo è diventata una casa per&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjUi7Yn8WI2PRq7TOymnbwvcOTE6I8s6tKe0x-WULCeDHIG8_5zCdwkiWDq1i3eTQLX0X8IjOvT0zWWgnxgg1rXrTfSryQbsvAKmFZ3cIWpKtbvK3WgcikuU9bctLeykHicwKZuJiFLUuw/s1600-h/attention_whore23.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 200px; height: 184px;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjUi7Yn8WI2PRq7TOymnbwvcOTE6I8s6tKe0x-WULCeDHIG8_5zCdwkiWDq1i3eTQLX0X8IjOvT0zWWgnxgg1rXrTfSryQbsvAKmFZ3cIWpKtbvK3WgcikuU9bctLeykHicwKZuJiFLUuw/s200/attention_whore23.jpg&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5278977959804831538&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt; un anno e mezzo. Oltre i simpatici personaggi di cui ho già presentato agre descrizioni, si sono aggiunte:&lt;br /&gt;1. la provinciale ma wannabe-milanese che - ma perché sprecare parole per descriverla, quando esiste l&#39;ottima espressione &quot;attention whore&quot;&lt;br /&gt;2. il veneto, un ragazzo buono come il pane ed esperto di Linux, che giustamente se n&#39;è andato dopo un paio di mesi, sostituito da&lt;br /&gt;3. il sardo canterino, a quanto pare artista, pittore o salcazzo, appassionato di musica pop brutta che fa ascoltare a tutta la casa per ore e ore e giorni, sottolineando le accattivanti melodie con il suo continuo canticchiare, fischiettare, mmm-are; tutto ciò in falsetto E stonando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto l&#39;anno e mezzo possiamo dire che è durato abbastanza.&lt;br /&gt;Quindi da gennaio mi trasferisco. Una casa tutta mia. Ecco, magari l&#39;etichetta sarà quella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so, penso che tornerò a scrivere qui sopra. Cagatine come questa, magari, ma speriamo anche di no - ma avevo bisogno di rompere il ghiaccio.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://acasadiirene.blogspot.com/feeds/8853042616247672477/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5975019382623843353/8853042616247672477' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/8853042616247672477'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/8853042616247672477'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://acasadiirene.blogspot.com/2008/12/pian-piano.html' title='pian piano'/><author><name>Irene</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03017036198634263541</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiThVbZK0rtDbNLRBmL8gJ4w8jQD9X3GhZg977_Lig0RfPPnTfOTA_Gs8Oq8vmK0ExMMHrpsMChdje04nl_ddXmRKugVhTJAMW0JSgv6RvamSoXg8UEWXqcPWRuPZuqSw/s320/labirinto.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjUi7Yn8WI2PRq7TOymnbwvcOTE6I8s6tKe0x-WULCeDHIG8_5zCdwkiWDq1i3eTQLX0X8IjOvT0zWWgnxgg1rXrTfSryQbsvAKmFZ3cIWpKtbvK3WgcikuU9bctLeykHicwKZuJiFLUuw/s72-c/attention_whore23.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5975019382623843353.post-8735509628061231146</id><published>2008-04-30T18:20:00.006+02:00</published><updated>2008-05-02T14:59:21.618+02:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="politica"/><title type='text'>su Nazirock (e il 25 aprile)</title><content type='html'>La settimana scorsa sono andata al corteo del 25 aprile.&lt;br /&gt;Non ho &quot;fatto&quot; il corteo, eh. Sono rimasta ai margini. Dato che sono arrivata presto, ho ascoltato per un po&#39; i discorsi ufficiali, poi sono tornata indietro fino a incontrare il corteo antifascista, quello dei centri sociali per intenderci, e ho camminato un po&#39; anche con loro.&lt;br /&gt;Non andavo a una manifestazione da anni, almeno quattro penso; non per caso, mancanza di voglia, ma volontariamente, dato che negli anni le mie idee sono cambiate (affilate, spero) e quella della piazza non è più la mia dimensione.&lt;br /&gt;Quella no, e allora quale? Quando un sacco di tempo fa ho realizzato che no, non potevo più aderire a movimenti di massa, comandare dirigere o ubbidire, ovviamente mi s&#39;era già un po&#39; posta la questione: sì ok, e quindi? Ti dai al taoismo? Ti metti a coltivare il tuo giardino? Non puoi, finché una parte fondamentale di te stessa si basa sulla convinzione che non si può essere felici sull&#39;infelicità altrui, che solo stando bene tutti puoi stare bene te.&lt;br /&gt;Dato che non vuoi più fare la rivoluzione, l&#39;unica cosa su cui e con cui puoi agire è te stessa, il tuo corpo. Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo, diceva; l&#39;esempio. Il campo di battaglia si sposta nella tua esistenza quotidiana, al tuo comportamento, ai tuoi pensieri; una visione tra il solipsistico e il messianico, lo ammetto. Così la vita diventa una cosa anche abbastanza faticosa, perché non puoi permetterti di fare le cose che non vuoi che gli altri facciano, dal momento che se tu le facessi allora anche gli altri sarebbero autorizzati a farle, e tu non lo vuoi. Quindi ti tocca essere vegetariana anche se la carne era l&#39;unica cosa che mangiavi e le verdure ti fanno sommessamente schifo, ti tocca boicottare questo e quello, ti tocca raccogliere la cartaccia, e informarti, ed essere gentile, ma soprattutto ti tocca pensare, pensare, continuamente pensare, e che palle santo cielo, che roba logorante. Che poi non sono mica molto brava a pensare, questo l&#39;avrete anche capito da soli.&lt;br /&gt;Inoltre se vivi in questo modo non è più tanto facile cercare l&#39;appartenenza nelle manifestazioni e nei collettivi. Ci ho provato, per un po&#39; mi sono anche divertita, però poi basta, eh. Sarà che ho conosciuto le persone sbagliate, o semplicemente è una modalità d&#39;interazione che non fa per me; sarei anche propensa per la seconda, dato il mio livello di misantropia.&lt;br /&gt;Certo, poi sento lo slogan più banale e mi viene la pelle d&#39;oca, sento la peggiore versione di &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Bella Ciao&lt;/span&gt; e mi metto a piangere, quindi emotiva lo sono rimasta, figurarsi; ma non ho realmente bisogno di semplificazioni. Non ho realmente bisogno di buoni e cattivi, di Palestina libera, di servi dei servi dei servi, io ho bisogno di gente che mi aiuti a pensare; di gente che capisca le implicazioni di ciò che va dicendo, che si attrezzi di conseguenza, non di gente che passa 10 anni a urlare polizia assassina e poi quando la polizia uccide mi cascano dal pero e chiamano lo Stato-mamma (una cosa a caso delle molte), perché se ti va bene lo Stato-mamma allora ti comporti in un altro modo, se invece non ti va bene allora non ti deve andare bene mai, cosa diavolo significa questo rimpiattino? Sono stanca di giocare, non ho bisogno di sentirmi nella moltitudine, non ho bisogno di voi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono andata alla manifestazione del 25 aprile perché, nonostante tutto questo, sarei cieca a non vedere che ce n&#39;è bisogno. Nel momento in cui i diritti elementari vengono attaccati, nel momento in cui le istituzioni si avvicinano a valori e posizioni marcatamente fasciste, nel momento in cui senti che veramente va tutto a puttane e non hai molto a cui aggrapparti per arginare la paura di vivere qui, il ricordo della gente che in situazioni infinitamente peggiori ha detto O la va o la spacca e ci ha provato ed è andata abbastanza bene, può essere un punto fermo.&lt;br /&gt;&lt;a href=&quot;http://eiochemipensavo.diludovico.it/2008/04/25/la-parola-antifascismo-e-la-parola-resistenza/&quot;&gt;Eio&lt;/a&gt; ha ripreso un pezzo di Paolo Nori in cui mi sono molto ritrovata (a parte il tizio russo che non so chi sia):&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Tra la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta la parola antifascismo e la parola resistenza sembravan due parole cariche di retorica e vuote di significato. Forse per via che di resistenza e di antifascismo, da un certo momento in poi, si sentiva parlare solo nei discorsi ufficiali e uno quando sente un discorso ufficiale gli vien l’impressione che valga la legge formalizzata dal matematico e logico Aleksandr Zinov’ev, legge che dice che tutto quel che è ufficiale, è falso. Dopo poi questi ultimi dieci anni, nei discorsi ufficiali nessuno ne parla più, è come se avessero riacquisito verità e significato, la parola antifascismo e la parola resistenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Vero: quando ero piccola il 25 aprile erano i temini e le poesiole sulla libertà (quando ancora la libertà era qualcosa di nostro, vi ricordate?) che poi venivano premiati dall&#39;ANPI. Erano vecchi con cappelli da alpini (ma senza penna) e scampagnate su bricchi verso posti mai sentiti nominare e subito dimenticati. Poi è diventato una cosa da ricordare, da difendere. Pazzesco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri ho visto il documentario &lt;a href=&quot;http://nazirock.it/&quot;&gt;Nazirock&lt;/a&gt;, di Claudio Lazzaro. E&#39; stata una visione molto istruttiva e interessante. Forse perché, a parte qualche leghista incontrato a Milano, qualche cattolico, e due parenti molto antipatici, io gente di destra non ne conosco: è proprio difficile, per origini familiari, &lt;a href=&quot;http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200706articoli/22508girata.asp&quot;&gt;luogo di nascita&lt;/a&gt;, traiettorie personali. Insomma, avevo voglia di stirare, uno dei coinquilini ha comprato il dvd del documentario, mi son detta &quot;guardiamolo, ci sarà da farsi almeno due risate&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A me l&#39;operazione non è sembrata corretta. Basta parlare delle dissolvenze: una canzone pro-ultras e viene inframmezzata con il servizio del telegiornale sulla morte di Raciti, le affermazioni revisioniste di alcuni intervistati sfumano sulle immagini dei superstiti (e dei cadaveri) di Mathausen... sì, sì per carità, ok, ma non è solo questo, il fascismo non è (stato) solo quello e non puoi ridurre a Hitler e al genocidio questo movimento (ridurre nel senso della &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;reductio ad Hitlerum&lt;/span&gt;, ovviamente). Il documentario si focalizza solo sul razzismo nazista e sull&#39;apologia della violenza, senza per nulla approfondire tante altre questioni ugualmente problematiche: il ruolo della donna, i diritti civili, il rapporto con la Chiesa, insomma quelle cose che già ora sono molto presenti e molto preoccupanti, non Predappio e le cose gravi sì ma folkloristiche. Perché le cose sono collegate, e il primo è la base del secondo; è molto inutile che li accusi di antisionismo quando non ti accorgi della loro gimnofobia; è molto facile e divertente prendere il primo pischello burino tanto ingenuo da farsi intervistare e far risaltare la sua totale ignoranza della storia, ma non è molto produttivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh2tHFxDRaOpV2Hqd_fzXSvXkqd5xa-8-iIAIDrUZ4yC1OWRL3axfuIgsUH6CQ62Vl32wFiYS6q7pgTt6AdDN6h4hxqLnQsJiWN_uC404V3Zfy5OzJL23HQkwNZHPjZI3Rdevv307AhIbc/s1600-h/21+Emanuele+Tesauro+degli+Hobbit+al+Campo+d%27Azione.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh2tHFxDRaOpV2Hqd_fzXSvXkqd5xa-8-iIAIDrUZ4yC1OWRL3axfuIgsUH6CQ62Vl32wFiYS6q7pgTt6AdDN6h4hxqLnQsJiWN_uC404V3Zfy5OzJL23HQkwNZHPjZI3Rdevv307AhIbc/s320/21+Emanuele+Tesauro+degli+Hobbit+al+Campo+d%27Azione.jpg&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5195062948252787266&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;L&#39;operazione è controversa perché i mezzi che ha usato avrebbero potuto mettere in cattiva luce anche un centro sociale di sinistra (per non parlare di un campo scout). Basta scegliere accuratamente le canzoni, basta fare le giuste contrapposizioni con i giusti servizi del TG1... E poi, maledizione, il TG1? Da quando il TG1 è diventato la voce dell&#39;informazione obiettiva? Secondo il TG1 Ferrara è una vittima del linciaggio delle donne bolognesi, e il Papa sarebbe stato ucciso dagli studenti della Sapienza. Sono questi i nostri baluardi della democrazia? Belin, siam messi bene, non c&#39;è che dire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Loro cantano &quot;vi massacriamo di botte perché abbiamo l&#39;onore e voi siete dei subumani&quot;... be&#39;, e io allora? Io cantavo della &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;bomba proletaria&lt;/span&gt; e di &quot;ora prendo su un pesante veicolo a vapore e vi vengo addosso uccidendovi tutti&quot;, se non ricordo male, e di &lt;a style=&quot;font-style: italic;&quot; href=&quot;http://www.ildeposito.org/view.php?titolo=Stalingrado&amp;amp;id=101&quot;&gt;sette bicchieri che brindano a Lenin&lt;/a&gt;, di scendere in strada e prendere a &lt;a href=&quot;http://www.ildeposito.org/view.php?titolo=Contessa&amp;amp;id=23&quot;&gt;martellate&lt;/a&gt; i borghesi fino a spedirli sotto terra, e cantavo anch&#39;io del &lt;a href=&quot;http://www.ildeposito.org/view.php?id=173&quot;&gt;valore&lt;/a&gt; e del &lt;a href=&quot;http://www.ildeposito.org/view.php?id=327&quot;&gt;coraggio&lt;/a&gt;, di &lt;a href=&quot;http://www.ildeposito.org/view.php?id=36&quot;&gt;vendetta e di morte&lt;/a&gt;, di &lt;a href=&quot;http://www.ildeposito.org/view.php?id=41&quot;&gt;coltelli e di dinamite&lt;/a&gt;. Di più: forse Lazzaro non lo sapeva o non gli importava, ma la canzone &quot;Frana la curva&quot; sui cui si sofferma sfregandosi le mani, quella che dice &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;frana, la curva frana / sulla polizia italiana / frana, la curva frana / su quei figli di puttana&lt;/span&gt;, la canzone che Lazzaro, da infame (eh scusate, qui ci vuole) ha il buon gusto di sovrapporre alle immagini (del TG1, ancora) degli scontri di Catania che portarono alla morte di Raciti, insomma quella canzone NON è degli Hobbit, non è assolutamente dell&#39;alternativa, ma anzi è una canzone degli &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=b4y1bLcb8-M&amp;amp;feature=related&quot;&gt;Erode&lt;/a&gt;, un gruppo punk di sinistra. &lt;a href=&quot;http://www.punk4free.org/modules.php?name=News&amp;amp;file=article&amp;amp;sid=625&quot;&gt;Qui&lt;/a&gt; infatti viene cantata durante un concerto all&#39;ORSO - il centro sociale di Milano &lt;a href=&quot;http://italy.indymedia.org/news/2006/10/1164703.php&quot;&gt;sgomberato&lt;/a&gt; due anni fa, quello di Dax per intenderci -  in onore di una manifestazione antifascista; non è poi tutto così semplice come si vorrebbe, vero?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E, a proposito, Lazzaro: nemmeno io riconosco Israele. O meglio, ti risponderei proprio come quel &lt;a href=&quot;http://www.edizionidiar.com/collanatempoeepocafascismi.asp&quot;&gt;Maurizio Rossi&lt;/a&gt; (un uomo maledetto dalla natura con il volto più odioso del cosmo, tra l&#39;altro): sì, lo riconosco nel senso che c&#39;è, ormai c&#39;è e cosa ci vuoi fare? Nulla, tranne insistere affinché gli israeliani riconoscano a loro volta il diritto a esistere dei palestinesi. Ah, e la penso come loro sugli americani; e quindi? No America, no party?&lt;br /&gt;Ma cos&#39;avete, siete tutti abbonati de &quot;Il Foglio&quot;?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjiU9k8Wjy8Du9KmhB8uwKRMc0rh9wrPM-ADp81AMskfNLRyyykJZZOCSGEGc_y8Hnazn8PMfykjkjcpUasaf3486DWF_3b3Q5uhOJwnPply92BgOWzX2PiibyTD8YoGJ7bw41Yv6kdJj4/s1600-h/18+Andrea+Insabato+saluta+al+Campo+d%27Azione.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjiU9k8Wjy8Du9KmhB8uwKRMc0rh9wrPM-ADp81AMskfNLRyyykJZZOCSGEGc_y8Hnazn8PMfykjkjcpUasaf3486DWF_3b3Q5uhOJwnPply92BgOWzX2PiibyTD8YoGJ7bw41Yv6kdJj4/s320/18+Andrea+Insabato+saluta+al+Campo+d%27Azione.jpg&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5195077280558654034&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Parliamo piuttosto di cosa fanno, di come si comportano, di come descrivono il loro comportarsi, parliamo della violenza agita e non di quella in musica. Parliamo dei pestaggi contro i compagni che si vantano di fare, parliamo di questo santo cielo, ma parliamone seriamente. Parliamo del fatto che nessun militante di sinistra difenderebbe l&#39;operato delle Brigate Rosse, tutt&#39;al più potrebbe dire &quot;avevano giuste idee, ma non hanno saputo come metterle in pratica&quot;; questi no, questi sono orgogliosi. Questi si portano in giro un folle, &lt;a href=&quot;http://www.searchlightmagazine.com/pages/StoryTemplatePrint.php?story=92&quot;&gt;Andrea Insabato&lt;/a&gt;, quello che ha messo la bomba al &quot;manifesto&quot; nel 2000, e ora grida istericamente DOBBIAMO AMARE I NOSTRI FRATELLI!, e LA NOSTRA PATRIA! LA NOSTRA FEDE! LA NOSTRA FEDEE!, con questi ragazzi che lo applaudono come un eroe (&quot;ferito ma non fermato&quot;); hanno a capo &lt;a href=&quot;http://en.wikipedia.org/wiki/Roberto_Fiore&quot;&gt;Roberto Fiore&lt;/a&gt;, &quot;orgoglioso&quot; di essere stato un &quot;impresentabile&quot;, di aver patito l&#39;esilio in nome delle sue idee - ma sta in realtà parlando dei suoi anni di latitanza a &lt;a href=&quot;http://www.brianzapopolare.it/sezioni/storia/20020521_easy_london_fascisti.htm&quot;&gt;Londra&lt;/a&gt;, quelli che s&#39;è fatto perché è stato condannato a cinque anni (poi tre e mezzo in secondo grado, condanna infine caduta in prescrizione) per banda armata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur=&quot;try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}&quot; href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjtP7A2W9YmjMR8nsN_bC5oP_8RjYejXGJUFTvHA_fyMfojh-jElYd0L_yyZrOy83qep_734eVLPlJFs8U_klBWbDH-flU9A0Aq2IQ-llb5Kbd6mFpPVAiHBxRWTTter0luhXKvYgCBNqI/s1600-h/11+manifesto+Forza+Nuova.jpg&quot;&gt;&lt;img style=&quot;margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjtP7A2W9YmjMR8nsN_bC5oP_8RjYejXGJUFTvHA_fyMfojh-jElYd0L_yyZrOy83qep_734eVLPlJFs8U_klBWbDH-flU9A0Aq2IQ-llb5Kbd6mFpPVAiHBxRWTTter0luhXKvYgCBNqI/s320/11+manifesto+Forza+Nuova.jpg&quot; alt=&quot;&quot; id=&quot;BLOGGER_PHOTO_ID_5195062093554295346&quot; border=&quot;0&quot; /&gt;&lt;/a&gt;Insomma, Nazirock è un prodotto approssimativo, che spara contro la Croce Rossa (le inquadrature di ragazzi terroncelli e grassocci che cantano &lt;span style=&quot;font-style: italic;&quot;&gt;Ragazzo dell&#39;Europa dai bei capelli biondi / erede di un passato di sangue e fedeltà&lt;/span&gt; fanno inevitabilmente ridere, però siamo un po&#39; dalle parti del Bagaglino, eh)  e non viene mai al punto. Il punto non sono le facce buffe di Mussolini, per quanto siano invero estremamente buffe, il punto non sono le canzoni che inneggiano alla violenza: il punto è la violenza. La violenza simbolica e fisica, il VALORE della violenza, il valore dell&#39;autoritarismo e della dittatura; il valore del patriarcato, del maschilismo, del nazionalismo e del sangue; il valore del disprezzo nei confronti del diverso, quel diverso da &quot;rigettare&quot; come il corpo rigetta gli elementi estranei; e l&#39;antiabortismo, e il cristianesimo integralista; e tutte le cose, ripeto, per cui venerdì mi sono svegliata con il bisogno di andare al corteo del 25 aprile, che non si sa mai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Nazirock è un&#39;occasione sprecata anche per riflettere sugli opposti valori della sinistra. Sull&#39;ipocrisia e sulla confusione di chi schifa il patriottismo a casa propria e difende acriticamente il nazionalismo degli altri, chi fa un pensierino sullo sbattezzarsi ma ammira le tradizioni religiose degli altri, e su come questa confusione celi un altro tipo di razzismo, meno pericoloso ma che saremo prima o poi costretti ad affrontare.&lt;br /&gt;La solidità della destra, il fascino della destra, sta proprio nella loro capacità di affrontare qualsiasi cosa con lo stesso sguardo, e non di procedere caso per caso; la loro ideologia è facilmente trasferibile e mobile. Io non voglio avere certezze di quel genere, ma il ragionamento politico dovrebbe comunque partire da una base solida, che la sinistra, soprattutto quella scalcagnata che c&#39;è adesso, non sembra riuscire a contornare con precisione; e gli effetti sono le disparate opinioni sul Tibet, o operazioni come Gaza vivrà, e mille altre cose che appaiono torbide o semplicemente approssimative.&lt;br /&gt;Ok, fine. Direi che il pezzo è completo.</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://acasadiirene.blogspot.com/feeds/8735509628061231146/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment/fullpage/post/5975019382623843353/8735509628061231146' title='19 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/8735509628061231146'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5975019382623843353/posts/default/8735509628061231146'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://acasadiirene.blogspot.com/2008/04/su-nazirock-e-il-25-aprile.html' title='su Nazirock (e il 25 aprile)'/><author><name>Irene</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03017036198634263541</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='//blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiThVbZK0rtDbNLRBmL8gJ4w8jQD9X3GhZg977_Lig0RfPPnTfOTA_Gs8Oq8vmK0ExMMHrpsMChdje04nl_ddXmRKugVhTJAMW0JSgv6RvamSoXg8UEWXqcPWRuPZuqSw/s320/labirinto.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh2tHFxDRaOpV2Hqd_fzXSvXkqd5xa-8-iIAIDrUZ4yC1OWRL3axfuIgsUH6CQ62Vl32wFiYS6q7pgTt6AdDN6h4hxqLnQsJiWN_uC404V3Zfy5OzJL23HQkwNZHPjZI3Rdevv307AhIbc/s72-c/21+Emanuele+Tesauro+degli+Hobbit+al+Campo+d%27Azione.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>19</thr:total></entry></feed>