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	<title>A Life-hacker&#039;s Moleskine</title>
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	<description>Meglio liberi che sicuri, meglio felici che ricchi</description>
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		<title>Sciatteria e pressappochismo</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 13:10:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stazione di Chieti, tabellone informativo: Segnalo l&#8217;errore d&#8217;ortografia a un ferroviere, questo senza scomporsi neanche un po&#8217; (io avevo i capelli metaforicamente dritti) si fa rispiegare che lettera manca, poi parla con un altro ferroviere, torna fuori e mi fa: &#8220;Ah, sì, ce l&#8217;ha già segnalato anche un&#8217;altra persona, dice il collega&#8221;. Bene, e allora? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stazione di Chieti, tabellone informativo:</p>
<div><img class="size-medium wp-image-1379 alignnone" title="DSC00928" src="http://giovanni.rog58.com/wp-content/uploads/2010/09/DSC00928-300x225.jpg" alt="Cartellone stazione di Chieti" width="300" height="225" /></div>
<p>Segnalo l&#8217;errore d&#8217;ortografia a un ferroviere, questo senza scomporsi neanche un po&#8217; (io avevo i capelli metaforicamente dritti) si fa rispiegare che lettera manca, poi parla con un altro ferroviere, torna fuori e mi fa: &#8220;Ah, sì, <em>ce l&#8217;ha già segnalato anche un&#8217;altra persona</em>, dice il collega&#8221;.</p>
<p>Bene, e allora? Nella foto non si vede bene, ma il tabellone non è nuovissimo, anzi ha un&#8217;aria alquanto &#8220;vissuta&#8221;, sicuramente è rimasto appeso lì almeno per parecchi mesi &#8211; come minimo per tutta la stagione turistica appena trascorsa, ma forse addirittura per anni &#8211; e, nonostante abbiano già ricevuto almeno un&#8217;altra segnalazione prima della mia, ancora nessuno è corso a sostituirlo?</p>
<p>Ciliegina sulla torta, per la serie &#8220;<em>peso el tacòn ch&#8217;el sbrego</em>&#8220;, il ferroviere, forse pensando di sdrammatizzare o di fare la battutona, a un certo punto esclama: &#8220;Ma qua <em>non parliamo neanche l&#8217;italiano</em>, e mmò dobbiamo <em>anche</em> scrivere i cartelli in inglese?&#8221;</p>
<p>Taci, uomo: T-A-C-I. Almeno, non aggiungere danno al danno, maremma cinghiala&#8230;</p>
<p>Cose da pazzi, veramente: neanche nel Sarcazzistan succedono cose simili &#8211; a Chieti, l&#8217;antica Teate, forte di quasi 3.300 anni di storia e di cultura, invece succedono, e i responsabili fanno spallucce e ridono felici.</p>
<p>Credetemi, non si può andare indietro così.</p>
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		<title>&#8230;Lurch?</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 10:05:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[chieti]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia addams]]></category>
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		<description><![CDATA[Stamattina sul bus Pescara &#8211; Chieti c&#8217;era la versione coatta della Famiglia Addams quasi al completo. Mancavano Mano e (Thank God) i bambini, ma forse Mano viaggiava nascosto in una borsa per non pagare il biglietto. Magari anche i bambini, ora che ci penso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina sul bus Pescara &#8211; Chieti c&#8217;era la versione coatta della Famiglia Addams quasi al completo.</p>
<p>Mancavano Mano e (Thank God) i bambini, ma forse Mano viaggiava nascosto in una borsa per non pagare il biglietto.</p>
<p>Magari anche i bambini, ora che ci penso.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Si fa presto a dire Salotto</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 09:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[pescara]]></category>
		<category><![CDATA[piazza salotto]]></category>
		<category><![CDATA[toyo ito]]></category>

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		<description><![CDATA[Piazza Salotto a Pescara oscilla fra due estremi: o è piena di gazebo, giostre, bancarelle e iniziative varie che si accavallano ed entrano in conflitto una con l&#8217;altra, oppure è una landa brulla e desolata battuta dal vento, una specie di Deserto dei Tartari con in più il mare Adriatico sullo sfondo e in meno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Piazza Salotto a Pescara oscilla fra due estremi: o è piena di gazebo, giostre, bancarelle e iniziative varie che si accavallano ed entrano in conflitto una con l&#8217;altra, oppure è una landa brulla e desolata battuta dal vento, una specie di Deserto dei Tartari con in più il mare Adriatico sullo sfondo e in meno l&#8217;imbarazzante calice (rotto) di Toyo Ito su di un lato.</p>
<div>Non c&#8217;è niente da fare, è stata proprio concepita male e realizzata peggio.</div>
]]></content:encoded>
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		<title>52</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Sep 2010 13:51:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[personalia]]></category>

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		<description><![CDATA[E sono cinquantadue. Altro giro di boa, altra cifra sul contachilometri.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E sono cinquantadue. Altro giro di boa, altra cifra sul contachilometri.</p>
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		<title>La Merica</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 14:47:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[extracomunitari]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>

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		<description><![CDATA[Stamattina a Pescara mentre andavo a fare colazione &#8211; ogni tanto faccio ancora colazione a Pescara &#8211;  sono stato avvicinato da un extracomunitario che ha provato a vendermi la solita paccottiglia, ma senza troppa convinzione: pareva rassegnato già in partenza all&#8217;ennesimo rifiuto. Mi è dispiaciuto per lui e, visto che eravamo quasi all&#8217;altezza del bar, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Stamattina a Pescara mentre andavo a fare colazione &#8211; ogni tanto faccio ancora colazione a Pescara &#8211;  sono stato avvicinato da un extracomunitario che ha provato a vendermi la solita paccottiglia, ma senza troppa convinzione: pareva rassegnato già in partenza all&#8217;ennesimo rifiuto.</p>
<p><span id="more-1360"></span></p>
<p>Mi è dispiaciuto per lui e, visto che eravamo quasi all&#8217;altezza del bar, gli ho offerto la colazione.</p>
<p>Mentre consumavamo cappuccino e croissant abbiamo parlato un po&#8217;. E&#8217; originario della Nigeria, è qui in Italia da pochi mesi e cerca di sbarcare il lunario vendendo le solite cose che vendono i cosiddetti &#8220;vu cumprà&#8221;.</p>
<p>Non gli piace questo lavoro, ma d&#8217;altra parte lavori &#8220;veri&#8221; non sembrano essercene, al momento.</p>
<p>In effetti qua in Abruzzo c&#8217;è poco lavoro per gli autoctoni, figurarsi per chi arriva da fuori: tutti gli indicatori convergono sul fatto che l&#8217;Abruzzo sta uscendo dalla pattuglia delle regioni del Centro e sta diventando una regione del Sud, dopo essere stata per anni sul punto di decollare economicamente e socialmente &#8211; sono ormai lontani i tempi in cui gli abruzzesi celebravano l&#8217;uscita dall&#8217;Obiettivo Uno.</p>
<p>Questi ragazzi che arrivano qui e vanno allo sbaraglio, senza nessuna certezza, senza nessuna garanzia, solo con tante speranze e tanta voglia di migliorare la propria condizione, sono esattamente come gli emigranti italiani degli ultimi anni del diciannovesimo secolo e dei primi del ventesimo, quelli che andavano &#8220;alla Merica&#8221; in terza classe ( o peggio) sui piroscafi, con le famose valigie di cartone.</p>
<p>La loro condizione è simile a quella dei nostri antenati: sbarcati in un mondo che non conoscono, immersi in una cultura aliena, in mezzo a gente che non parla la loro lingua &#8211; e che raramente o mai rivolge loro la parola, anche solo per due chiacchiere &#8211; senza prospettive certe, lontani dagli affetti più cari, è già tanto che non impazziscano, letteralmente.</p>
<p>Alla fine ci siamo salutati con un sorriso e una stretta di mano, e con l&#8217;augurio di tempi migliori. Speriamo, almeno.</p>
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