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	<title>AS Roma News Live</title>
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	<description>Tutte le news sulla A.S. Roma</description>
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		<title>Inter &#8211; Roma, ultime e probabili formazioni</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Oct 2013 15:33:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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		<description><![CDATA[A poco più di tre ore dalla sfida di San Siro, Rudi Garcia sembra aver risolto l’ultimo dilemma di formazione. Alla fine Gervinho dovrebbe averla spuntata su Ljajic, che potrebbe risultare utile durante la gara. Scontata invece la presenza in difesa di Torosidis sulla fascia destra in sostituzione all’infortunato Maicon. INTER (3-5-1-1): Handanovic; Rolando, Ranocchia, Juan ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>A poco più di tre ore dalla sfida di San Siro, Rudi Garcia sembra aver risolto l’ultimo dilemma di formazione. Alla fine Gervinho dovrebbe averla spuntata su Ljajic, che potrebbe risultare utile durante la gara. Scontata invece la presenza in difesa di Torosidis sulla fascia destra in sostituzione all’infortunato Maicon.</p>
<p><strong>INTER (3-5-1-1):</strong> Handanovic; Rolando, Ranocchia, Juan Jesus; Nagatomo, Guarin, Cambiasso, Taider, Pereira; Alvarez, Palacio. <b>A disp</b>.: Carrizo, Castellazzi, Andreolli, Samuel, Wallace, Mudingayi, Kovacic, Kuzmanovic, Belfodil, Icardi, Milito. All.: Mazzarri.</p>
<p><strong>ROMA (4-3-3):</strong> De Sanctis, Torosidis, Benatia, Castan, Balzaretti, Pjanic, De Rossi, Strootman, Florenzi, Totti, Gervinho. A disp.: Lobont, Skorupski, Dodò, Burdisso, Jedvaj, Romagnoli, Marquinho, Taddei, Caprari, Ricci, Ljajic, Borriello. All.: Garcia.</p>
<p><b>Arbitro</b>: Paolo Tagliavento di Terni.</p>
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		<title>La Roma ha scelto, ecco Rudi Garcia</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Jun 2013 16:02:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(CORRSPORT) ROMA - Superstizioso non troppo, ma spagnolo sì. Alle radici del cuore. Andaluso, per la precisione. Anche se è nato e cresciuto alla periferia di Parigi. I suoi nonni emigrarono lasciandosi alle spalle la guerra civile, l’odiato franchismo e un mucchio di altre cose. «Un appartamento a Garrucha. Il sole e i gamberi. Il ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(CORRSPORT)<b> ROMA </b>- Superstizioso non troppo, ma spagnolo sì. Alle radici del cuore. Andaluso, per la precisione. Anche se è nato e cresciuto alla periferia di Parigi. I suoi nonni emigrarono lasciandosi alle spalle la guerra civile, l’odiato franchismo e un mucchio di altre cose. «<i>Un appartamento a Garrucha. Il sole e i gamberi. Il flamenco ballato sui tavoli. La musica nei vicoli di Siviglia</i>». Garrucha è un villaggio di pescatori dove Rudi José Garcia torna di continuo da quando aveva sei anni. «<i>La prima volta andammo su una 2CV. Tre giorni di viaggio</i>». Sostiene di amare la danza come se avesse sangue saraceno nelle vene. Forse ce l’ha. Ha sempre danzato e la sua carriera da calciatore si è chiusa a 28 anni con la schiena traforata e un ginocchio in frantumi.</p>
<p><b>FANTASIE &#8211; </b>Supponiamo non ci sia rapporto di causa ed effetto tra le due cose. C’è invece di sicuro tra la passione per il ritmo e il suo calcio strutturato in continua corsa senza palla, vorticoso movimento. Garcia è convinto che ogni pollo sia un’aquila o possa fingere in misura convincente. Ad Aurélien Chedjou grida sempre: «<i>Devi essere Puyol</i>», trasformando un sogno in necessità. E’ un metodo che ha sperimentato su se stesso. Nel calcio ha svolto ogni compito e realizzato ogni fantasia: ragazzino che scalciava il pallone verso il padre José &#8211; professionista a sua volta &#8211; sugli spiazzi sterrati del paese, giovane calciatore a Lilla, eroe di un giorno nel 1984 quando segnò il gol della vittoria a Parigi contro il Psg, lui che non segnava neppure al Subbuteo. Persino giornalista, intervistatore a bordo campo, commentatore televisivo. E poi preparatore atletico, tattico, assistente, allenatore in capo prima in coabitazione, nel 2001 con Jean-Guy Wallemme al Saint-Etienne, e l’anno dopo solo al comando a Digione. Ha una laurea sufficiente a insegnare educazione fisica alle superiori e il diploma che gli consente di allenare dovunque e chiunque, in Francia e fuori. Non gli ha mai fatto prendere tutta quest’aria, è vero, ma per prenderlo ha studiato altrove. Nel suo vecchio altrove, in Spagna. E’ andato a Valencia, da Rafa Benitez. Non ero nessuno, ricorda, eppure lui si fermava volentieri a parlare con me. Due anni fa Garcia ha portato il Lille, compagnia di giro in un circuito teatrale infarcito di maestri del palcoscenico, a vincere campionato e coppa di Francia. Come ha fatto? Semplice: ogni volta che il sipario s’alzava i suoi cominciavano a far girare il pallone e a girare essi stessi al pari di una catena d’ingranaggi. Il primo sms di congratulazioni ricevuto arrivava da Benitez. Sono due vecchi amici che si ritrovano, a quanto pare, nel torneo italiano, infinitamente più complicato degli altri. Spesso non basta una sola catena perfetta d’ingranaggi per avviare la macchina. Garcia conta sulla sua saracena determinazione di conquista, sulla sua fantasia tattica, sulla sua conoscenza del calcio europeo, spagnolo in particolare. Le figlie, una di 14 l’altra di 21 anni, quando entra in casa cambiano senza fiatare canale, tanto c’è sempre una rete che trasmette qualche partita della Liga. E conta anche sulla sorte. Non è troppo superstizioso, ma spagnolo alle radici del cuore sì. Anzi, andaluso, e nessun andaluso rifiuterebbe il dono di un indalo. Un indalo è un omino stilizzato sormontato da un semicerchio. Forse è un santo, forse un prigioniero o un giocoliere. Probabilmente è un simbolo a due facce che rappresenta un uomo mentre si rifugia in una caverna per sfuggire alla pioggia e all’uscita quando vede l’arcobaleno. Messaggero degli dei, significa il nome. Segno di fortuna certa e in arrivo. Garcia l’ha applicato al portachiavi.</p>
<p><b>IL MAESTRO </b>- Lo porta sempre con sé. Quello, e l’unica figurina della Panini con la sua faccia e i capelli zampillanti che lo facevano simile al protagonista di un videogioco giapponese. O a uno dei Beatles in lieve ritardo d’epoca. Strano ne esista solo una, dato che Garcia tra A e B francesi ha disputato oltre 300 partite. Naturale che ne esista solo una, dato che lui dal centrocampo tracciava tanti passaggi smarcanti ma non la metteva dentro e la figurina in Francia bisognava guadagnarsela. Curiosi criteri di selezione, ma non più curiosi dei suoi. Uno che ha studiato il ticchete e tacchete del Barcellona proponendone una versione meno robotica, più agile, e che ha girato la Spagna intera per piacere e per lavoro ma non è mai stato al Camp Nou. Solo perché non mi hanno mai invitato, tiene a far sapere. Con i suoi giocatori non è né sergente né di ferro. «<i>Cerco di tenere il giusto mezzo. Discuto, consiglio, io correggo loro e loro correggono me. Con le mie figlie faccio lo stesso</i>». Ai giocatori e non alle figlie legge negli spogliatoi articoli con le parole di Del Bosque, Guardiola e Nadal. Magari a Roma aggiungerà alla lista Allegri e Mazzarri.</p>
<p>Marco Evangelisti</p>
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		<title>Baldini se ne va, ritorno di fiamma per Zeman?</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jun 2013 21:05:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(Luca Salimbeni) Alla fine Franco Baldini, ha dato corso a quelle dimissioni annunciate più volte, mai messe veramente nelle mani dei vertici societari. Per lui si prevede un pronto impiego al Fulham, con cui è in contatto da gennaio. Gli inglesi lo vorrebbero a capo delle operazioni, e lui verosimilmente, non dirà di no alle ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(<strong><em>Luca Salimbeni</em></strong>) Alla fine Franco Baldini, ha dato corso a quelle dimissioni annunciate più volte, mai messe veramente nelle mani dei vertici societari. Per lui si prevede un pronto impiego al Fulham, con cui è in contatto da gennaio. Gli inglesi lo vorrebbero a capo delle operazioni, e lui verosimilmente, non dirà di no alle lusinghe del club oltre Manica.</p>
<p>Ma a prescindere dal destino di Franco Baldini, c’è da comprendere come Sabatini e Zanzi porteranno avanti le vicende giallorosse. In primis c’è da risolvere il problema legato all’allenatore della prossima stagione. Da Blanc a Bielsa, passando per Garcia con l’idea Mancini. Questi i nomi in lizza per un posto, al momento, alquanto scomodo.</p>
<p>C’è però anche un’altra possibilità, ovvero il ritorno del “Maestro” Zeman sulla panchina della Roma. Non è un segreto che il primo a volerlo alla Roma è stato Sabatini, con Baldini alquanto contrariato dall’arrivo del boemo, che infatti, ha pagato ben presto questo tipo di situazione. Strano, è stato anche il comportamento della Roma, che ha richiesto una risoluzione del contratto a Zeman per dichiarazione lesive, ergo poi far rientrare l’accusa, ma facendo slittare l’arrivo eventuale di Zeman al Pescara.</p>
<p>Tutto in stallo quindi. Ma è inutile negarlo, ci vogliono segnali forti da parte della società, altrimenti qualsiasi altro tentativo di “progetto” resterà vano. Baldini avrà avuto di certo le sue colpe, ma almeno ha avuto il buon senso di rassegnare le proprie dimissioni, cosa che in Italia resta comunque un evento. Ci vogliono segnali dicevamo, e che siano positivi e propositivi, altrimenti ci sarà da soffrire ancora.</p>
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		<title>Allegri saluta. Si passa al “Piano B”, ennesimo insuccesso stagionale</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Jun 2013 22:06:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Cordeschi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(Stefano Cordeschi) Alla fine è andata come in molti avevano previsto. Massimiliano Allegri resta al Milan, con i vertici societari giallorossi in attesa dell’esito dell’ennesima cena chiarificatrice tra il tecnico toscano e il presidente rossonero. Un’ulteriore figura barbina di una società, quella capitolina, che appare sempre più allo sbando. Sembra quasi che non si riesca ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(<em><strong>Stefano Cordeschi</strong></em>) Alla fine è andata come in molti avevano previsto. Massimiliano Allegri resta al Milan, con i vertici societari giallorossi in attesa dell’esito dell’ennesima cena chiarificatrice tra il tecnico toscano e il presidente rossonero. Un’ulteriore figura barbina di una società, quella capitolina, che appare sempre più allo sbando. Sembra quasi che non si riesca a fare un passo, senza subire inciampi. Eppure Sabatini era stato categorico: “Mi getterò dall’aereo se non tornerò a Roma con Allegri”. In molti, ironicamente (ma non troppo), attendono che si apra in volo il portellone per il salto nel vuoto.</p>
<p>Salto verso l’ignoto, che potrebbe interessare il famoso piano B, che altri non è che l’ennesimo insuccesso di questa stagione, dove la fretta di scegliere il nuovo tecnico giallorosso, potrebbe portare ad una nuova stagione tribolata. Dubitiamo fortemente che i tifosi giallorossi comprenderebbero una stagione ancora di transizione. Anzi, il rischio da subito, è quello di convivere per tutta la stagione con una sorta di contestazione continua.</p>
<p>Ecco perché Baldini dovrà sopperire a tutte le carenze di una società assente e che in moltissime occasioni si è resa ridicola agli occhi di tutti. Inutile citare i casi legati ad Al Qaddumi, al nuovo logo, alla sciarpa commemorativa di Coppa Italia. Alla Roma c’è assoluto bisogno di persone con i “<i>coglioni</i>” capace di battere i pugni ed esigere dai propri tesserati, in primis, il rispetto per questi colori, poi la giusta professionalità che una maglia del genere comporta.</p>
<p>Ora partirà inevitabilmente il totoallenatore, con le radio, televisioni e siti web, pronti a lunghe dirette piene di interventi e opinioni più disparate. D&#8217;altronde, questo è il compito di chi fa informazione, e se in qualche occasione si eccede poco importa. L’importante è che a sbagliare non sia ancora una volta la società giallorossa. Questo non lo sopporteremmo davvero.</p>
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		<title>Ci stanno rubando la dignità</title>
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		<pubDate>Fri, 31 May 2013 14:14:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Cordeschi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(Stefano Cordeschi) La Roma non è mai stato uno dei primi club italiani, così come anche la parte più sbiadita della città. Di certo c’è però che la società giallorossa, a differenza proprio dei cugini, ha vissuto per anni, decenni, su una certezza; la dignità del club al pari di quella del miglior tifo del ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(<strong><em>Stefano Cordeschi</em></strong>) La Roma non è mai stato uno dei primi club italiani, così come anche la parte più sbiadita della città. Di certo c’è però che la società giallorossa, a differenza proprio dei cugini, ha vissuto per anni, decenni, su una certezza; la dignità del club al pari di quella del miglior tifo del mondo. Derubati, vituperati, spesso accantonati, ma mai presi in giro. Da nessuno, nemmeno da chi in Italia il calcio lo ha comandato per anni.</p>
<p>Uno dei vanti della Roma, risiedeva anche nella volontà dei giocatori e degli allenatori, di vedere nel club giallorosso, un punto d’arrivo, un’opportunità da sfruttare per la propria carriera. Oggi, stiamo diventando, grazie ai nostri dirigenti, lo zimbello d’Italia, con allenatori annunciati, che preferiscono le cene nei ristoranti di periferia, piuttosto che ambire con forza alla panchina giallorossa.</p>
<p>Una sorta di indifferenza quasi a testimoniare che alla Roma si possa fare di tutto, anche farla attendere, con la bava alla bocca, per una risposta. Tutto questo la Roma lo deve a questi grandi interpreti del calcio nostrano, capaci solamente di racimolare sconfitte e delusioni, trapiantandole a tutto l’ambiente, senza colpo ferire, anzi, firmando con sfrontatezza anche rinnovi di contratti, anziché rassegnare dignitose dimissioni.</p>
<p>La Roma è in mano a questi signori, che ad oggi, hanno saputo mettere in campo solo incompetenza, dove la zizania e il dispetto l’ha fatta da padrone su unità d’intenti e passione. Quella passione tradita da trame incomprensibili, che hanno portato e stanno portando la Roma ai minimi storici, il tutto a discapito dei tifosi giallorossi.</p>
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		<title>Rafael in giallorosso, via Stek, Bradley e Lopez</title>
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		<pubDate>Wed, 29 May 2013 17:58:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(Redazione) Giornata movimentata sul fronte del mercato giallorosso, sebbene a tenere banco è la scelta dell&#8217;allenatore. In tal senso, la notizia dell&#8217;ultim&#8217;ora, è data dal viaggio di Sabatini alla volta di Milano, verosimilmente per dire la parola fine alla trattativa che vuole Allegri nuovo allenatore giallorosso. Per quanto riguarda il movimento dei giocatori, Baldini è ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(<em><strong>Redazione</strong></em>) Giornata movimentata sul fronte del mercato giallorosso, sebbene a tenere banco è la scelta dell&#8217;allenatore. In tal senso, la notizia dell&#8217;ultim&#8217;ora, è data dal viaggio di Sabatini alla volta di Milano, verosimilmente per dire la parola fine alla trattativa che vuole <strong>Allegri</strong> nuovo allenatore giallorosso.</p>
<p>Per quanto riguarda il movimento dei giocatori, Baldini è volato a Londra, dove avrebbe intavolato una serie di trattative. Torna in auge l&#8217;opzione <strong>Stekelemburg</strong> al Fulham, praticamente andata in porto nel mercato del gennaio scorso, poi rientrata in extremis. Ma è possibile anche una eventuale opzione per <strong>Osvaldo</strong>, in predicato di accasarsi in Spagna, ma le richieste dall&#8217;Inghilterra non mancherebbero di certo.</p>
<p>Intanto si è lavorato anche in Italia, con <strong>Bradley</strong> che appare sempre più vicino alla definitiva cessione all&#8217;Hellas Verona. Nell&#8217;operazione potrebbe rientrare anche il prestito di <strong>Nico Lopez</strong>, che andrebbe a fare esperienza nella massima serie. E per le molte uscite, probabili o certe, c&#8217;è da registrare l&#8217;entrata in giallorosso del portiere brasiliano del Santos, <strong>Rafael</strong> Cabral Barbosa, noto semplicemente come Rafael, classe &#8217;90, che difenderà i pali della porta giallorossa nella prossima stagione</p>
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		<title>Allenatore, logo e giocatori. La Roma all’ennesimo bivio</title>
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		<pubDate>Wed, 29 May 2013 11:12:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Cordeschi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(Stefano Cordeschi) Sono passati solo pochi giorni dalla sonora sconfitta nella finale di Coppa Italia. Una macchia che resterà indelebile nella mente dei tifosi giallorossi e nella storia della Roma. Eppure, a parte qualche sparuta apparizione, nessuno mette “la faccia” in questa Caporetto, per dare risposte alle tante domande che i tifosi avrebbero da porre ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(<strong><em>Stefano Cordeschi</em></strong>) Sono passati solo pochi giorni dalla sonora sconfitta nella finale di Coppa Italia. Una macchia che resterà indelebile nella mente dei tifosi giallorossi e nella storia della Roma. Eppure, a parte qualche sparuta apparizione, nessuno mette “la faccia” in questa Caporetto, per dare risposte alle tante domande che i tifosi avrebbero da porre ai responsabili di questa ennesima stagione fallimentare. Nessuno infatti, ha mai spiegato appieno l’esonero di Zeman, piuttosto che sul ripiegamento in Andreazzoli.</p>
<p>Nessuno ha ancora chiarito la perdita di tempo, e la figura barbina, propinata sui giornali in pompa magna della trattativa legata all’ingresso in società dello “Sceicco” senza cammello. Ne tantomeno è stato chiarito chi, e come ha messo in piedi, il restyling del logo storico. E di domande ce ne sarebbero a iosa, ma siamo altresì certi che non riceveremmo risposte.</p>
<p>Il problema attuale è legato al futuro della Roma. Con Baldini tentato dalle dimissioni, mentre Sabatini si gode il rinnovo di contratto (anche questa sarebbe da spiegare), c’è bisogno di dare certezze al popolo giallorosso, ormai logoro degli errori altri, pagati dai tifosi a caro prezzo. La questione legata al nuovo tecnico è di fondamentale importanza. E’ vero, lo dicemmo anche dopo l’avventura giallorossa di Luis Enrique, e non nego che la scelta di Zeman mi era particolarmente piaciuta. Ma a me, non certamente a Baldini, e gli effetti si sono visti.</p>
<p>Ora si punta ad Allegri, un tecnico capace, che in questi anni ha saputo farsi apprezzare per i risultati raggiunti, a Sassuolo, Cagliari e Milan. Ma siamo veramente sicuri che tutti i mali siano legati alla panchina? Personalmente, in queste pagine, non ho risparmiato feroci critiche ad Aurelio Andreazzoli, ma ad onor del vero, mi sono ben presto reso conto che a mancare veramente è soprattutto la società.</p>
<p>A mio modo di vedere il male maggiore staziona proprio in quel settore del “mondo” Roma. Si pensa al marketing e sta bene, anche se non comprendiamo come si possa promuovere i prodotti marchiati “Roma” con questo tipo di risultati. Si punta alla costruzione del nuovo stadio, ma a quanto pare il lotto di terreno scelto non sarebbe il massimo, e forse, anche inadatto morfologicamente parlando.</p>
<p>Qualcuno potrebbe obiettare e dire: “Allora cosa fare?” Sia ben chiaro la questione legata al tecnico è di vitale importanza, ed Allegri, sembrerebbe racchiudere quei requisiti richiesti da Baldini e company. Il tecnico livornese però è contrattualmente legato al Milan ancora per una stagione, e gli ultimatum della società giallorossa contano assai poco, visto il peso politico che hanno. C’è poi la questione legata ad Osvaldo, De Rossi, il rinnovo di Totti e la squadra da mettere a disposizione a mister “Acciuga”. I tempi stringono e i tifosi sono sempre più incazzati. Vedete voi che dovete fare.</p>
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		<title>Prandelli e il codice etico a singhiozzo</title>
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		<pubDate>Mon, 27 May 2013 21:05:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Cordeschi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(Stefano Cordeschi) Questa volta la mannaia del “codice etico” imposto da Cesare Prandelli, di comune accordo con la FIGC, ha colpito il cannoniere giallorosso, Pablo Daniel Osvaldo. Il Ct azzurro, ha comunicato che l’attaccante non farà parte della spedizione che parteciperà alla prossima FIFA Confederations Cup. La motivazione va ricercata nella sfortunata finale di Coppa ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(<b><i>Stefano Cordeschi</i></b>) Questa volta la mannaia del “codice etico” imposto da Cesare Prandelli, di comune accordo con la FIGC, ha colpito il cannoniere giallorosso, Pablo Daniel Osvaldo. Il Ct azzurro, ha comunicato che l’attaccante non farà parte della spedizione che parteciperà alla prossima FIFA Confederations Cup. La motivazione va ricercata nella sfortunata finale di Coppa Italia, dove il giocatore, ha disputato solamente una manciata di minuti. All’uscita dal campo, Osvaldo si è rivolto verso il proprio allenatore, proferendo parole offensive, riportate successivamente anche in un proprio Twitter. Non solo, quello che più ha inciso sulla scelta di Prandelli, è stata la mancata partecipazione del giocatore alla premiazione finale.</p>
<p>Praticamente cosa che accadde a tutto il Napoli nella famosa finale di Supercoppa di Lega disputata contro la Juventus, ma a quanto sembra nessuno di questi, facenti parte del gruppo della Nazionale, ha subito analogo trattamento. Un codice etico quello imposto dal Ct Prandelli che colpisce a singhiozzo, e che spesso risparmia alcuni giocatori, come ad esempio Balotelli, punendo oltremodo altri, vedasi De Rossi e altri, per situazioni praticamente identiche o similari. Insomma, due pesi e due misure. E come direbbe qualcuno: “Il codice etico non è uguale per tutti”.</p>
<p>Come dimenticare il “caso” Criscito, escluso dal campionato Europeo del 2012, mentre per analoga situazione venne convocato il difensore juventino Bonucci. Alla fine, Mimmo Criscito, risultò estraneo a tutte le accuse mosse, ma gli venne precluso l’europeo per un codice etico, che ancora oggi colpisce qua e là a seconda dei casi, e mai in egual misura.</p>
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		<title>La Roma resta col cerino in mano?</title>
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		<pubDate>Mon, 27 May 2013 06:54:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[a.s.roma.baldini]]></category>
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		<description><![CDATA[(Redazione) E ora il rischio è di rimanere col cerino in mano. Sfumato l’accordo con Walter Mazzarri, accasatosi a ragion veduta all’Inter, sta per naufragare anche l’opzione Max Allegri, che pare dover restare ancora al Milan, per volere dell’Ad  rossonero, Adriano Galliani, che lo sta difendendo a spada tratta, dagli attacchi del presidente Berlusconi. Giocatori ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(<em><strong>Redazione</strong></em>) E ora il rischio è di rimanere col cerino in mano. Sfumato l’accordo con Walter Mazzarri, accasatosi a ragion veduta all’Inter, sta per naufragare anche l’opzione Max Allegri, che pare dover restare ancora al Milan, per volere dell’Ad  rossonero, Adriano Galliani, che lo sta difendendo a spada tratta, dagli attacchi del presidente Berlusconi. Giocatori e tifosi stanno dando una mano a Galliani, affinché convinca il presidente rossonero a puntare ancora sul tecnico livornese.</p>
<p>Quindi, Franco Baldini, dovrà trovare una valida alternativa per una panchina che inevitabilmente non potrà essere assegnata al “perdente” Andreazzoli. Altresì non si potrà neanche optare per una soluzione interna, il rischio infatti, è quello di dover far ben presto i conti con le contestazioni di una piazza ormai logora degli insuccessi di Sabatini, Baldini, Zanzi e chi più ne ha più ne metta.</p>
<p>Ci vorrebbe un allenatore dal pugno di ferro, capace, da solo, di imporre regole che questa società AS Roma non ha mai saputo imporre, ed il cui presidente Pallotta, non viene neanche ascoltato dalla squadra quando parla, come accaduto negli spogliatoi dopo la finale di Coppa Italia. Franco Baldini si è preso tutte le colpe dell’ennesima stagione fallimentare. Qualcuno si aspetterebbe anche le dimissione, ma tant’è siamo sicuri dovrà attendere ancora.</p>
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		<title>Grazie di tutto: ora togliete il disturbo</title>
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		<pubDate>Sun, 26 May 2013 19:03:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Cordeschi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[andreazzoli]]></category>
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		<description><![CDATA[(Stefano Cordeschi) Ennesima stagione di cocenti delusioni. Questa è la sintesi dell’annata sportiva giallorossa, condita da tanta precarietà e incompetenza. Su tutti, e non potrebbe essere diversamente, la proprietà. Gli americani falliscono ancora, ed in questa stagione, lo fanno anche con la presa per il culo legata alla trattativa Al Qaddumi, che ha fatto sghignazzare ...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>(<b><i>Stefano Cordeschi</i></b>) Ennesima stagione di cocenti delusioni. Questa è la sintesi dell’annata sportiva giallorossa, condita da tanta precarietà e incompetenza. Su tutti, e non potrebbe essere diversamente, la proprietà. Gli americani falliscono ancora, ed in questa stagione, lo fanno anche con la presa per il culo legata alla trattativa Al Qaddumi, che ha fatto sghignazzare tutta Italia, in primis Lotito e company. La programmazione messa in campo è stata alquanto approssimativa e priva di professionalità. L’assenza duratura dai campi di Trigoria ha fatto il resto. Mancanza di regole, anarchia del gruppo e tanto altro, ha portato la barca ad una deriva annunciata. L’esonero di mister Zeman ne è la prova provata, così come l’inserimento in panchina dell’impreparato Aurelio Andreazzoli, di cui parleremo più avanti.</p>
<p><b>Baldini e Sabatini, Il duo delle meraviglie</b>: C’è chi dice che non si possono vedere. E pensare che sono loro che dovrebbero costruire il “progetto Roma”. Ed invece sembrano quasi (?) farsi i dispetti l’un l’altro. La spocchia che poi riversano davanti alle telecamere è, a volte, irritante ed imbarazzante. I tifosi più volte hanno contestato il loro operato, apparso ai più, approssimativo e “rattoppante”. Baldini e Sabatini hanno fallito, o meglio, stanno fallendo da anni, con il benestare di Pallotta and friends, capaci solamente di modificare un logo storico, sostituendolo con uno molto più “cinese”. Nessuno gli dice nulla, nessuno contesta loro scelte e risultati. Protetti in tutto e per tutto nelle loro scelte discutibili, eufemisticamente parlando, a partire dall’esonero di Zeman.</p>
<p><b>Andreazzoli, Il “Tattico” di se stesso</b>: Subentrato, a forza, sulla panchina della Roma, in sostituzione di Zeman, Aurelio Andreazzoli, in breve tempo ha fatto registrare un’inversione di marcia da parte della squadra. Dalla corsa e dalla verve che esprimeva con il tecnico boemo, si è ben presto passati dalla lentezza della manovra, sempre approssimativa, e a quella svogliatezza fisica, figlia del poco lavoro svolto in settimana. Allenamenti ridotti sin da subito, con sedute uniche e prive di intensità. Di regole neanche a parlarne e di formazione base neanche l’ombra. Questo in sintesi il lavoro di Aurelio Andreazzoli e del suo secondo (laziale) Roberto Muzzi, che hanno racimolato qualche punto in qua e là, grazie soprattutto alle giocate dei singoli, ed in alcuni casi (Fiorentina docet) per merito della Dea bendata. Anche nella finale di Tim Cup, la squadra non ha prodotto nulla, partorendo un solo tiro in porta nei novanta minuti di gioco. Ora tornerà verosimilmente a fare il tattico, forse no. La miglior cosa sarebbe un rientro nella sua Massa.</p>
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