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	<title>A Sinistra - Movimento Politico Antiliberista</title>
	
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	<description>Movimento Politico Antiliberista di Mesagne, Brindisi, Latiano e San Pancrazio</description>
	<lastBuildDate>Fri, 17 Jul 2009 15:45:20 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Rigassificatore: autorizzazioni vanno comunque annullate</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 15:44:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Salute]]></category>
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		<description><![CDATA[Con la richiesta &#8211; accolta dal magistrato &#8211; di un’oblazione, quattro alti manager della British Gas/Brindisi Lng hanno, di fatto, riconosciuto la violazione compiuta dell’art. 1161 del Codice della Navigazione. Di seguito comunicato associazioni.
Rigassificatore Brindisi: autorizzazioni vanno comunque annullate
Con la richiesta &#8211; accolta dal magistrato &#8211; di un’oblazione, quattro alti manager della British Gas/Brindisi Lng [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con la richiesta &#8211; accolta dal magistrato &#8211; di un’oblazione, quattro alti manager della British Gas/Brindisi Lng hanno, di fatto, riconosciuto la violazione compiuta dell’art. 1161 del Codice della Navigazione. Di seguito comunicato associazioni.<span id="more-1063"></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Rigassificatore Brindisi: autorizzazioni vanno comunque annullate</strong></p>
<p>Con la richiesta &#8211; accolta dal magistrato &#8211; di un’oblazione, <strong>quattro alti manager della British Gas/Brindisi Lng hanno, di fatto, riconosciuto la violazione compiuta</strong> dell’art. 1161 del Codice della Navigazione e cioè “c<em>hiunque arbitrariamente occupa uno spazio del demanio marittimo o aeronautico o delle zone portuali della navigazione interna, ne impedisce l&#8217;uso pubblico o vi fa innovazioni non autorizzate, ovvero non osserva le disposizioni degli articoli 55, 714 e 716, è punito con l&#8217; arresto fino a sei mesi o con l&#8217; ammenda fino a lire un milione, sempre che il fatto non costituisca un più grave r</em>eato”. Il “beneficio” dell’oblazione non è stato concesso a un altro manager, che pure aveva avanzato analoga richiesta, poiché questo deve rispondere, insieme con altri, anche di ulteriori e gravi reati penali.</p>
<p>Le nostre associazioni sono sempre state ben consapevoli, denunciandolo sempre, dell’estrema gravità di quanto commesso ai danni del nostro territorio. Sono altresì convinte che, quale che sia l’esito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale &#8211; che non può che essere negativo per la evidente incompatibilità ambientale -, bisognerebbe procedere comunque all’annullamento delle autorizzazioni a suo tempo concesse, come del resto da noi sempre sostenuto, e che per le modalità del loro rilascio la magistratura penale ha aperto il grave processo che si avvia al suo epilogo.</p>
<p>Affinché ciò avvenga e perché non siano rese vani gli orientamenti espressi dalle nostre popolazioni e le scelte operate dalle amministrazioni che le rappresentano, è necessario non essere spettatori passivi ma attenti e prontamente reattivi. Infatti, non è invero sufficiente sostenere solo la propria contrarietà alla realizzazione dell’impianto progettato a Capobianco.</p>
<p>Auspichiamo perciò che Comune e Provincia si attivino affinché questa indecorosa telenovela volga positivamente al termine, dal momento che il suo protrarsi non può che danneggiare ulteriormente gli interessi del territorio e della collettività.<br />
Brindisi, 15 luglio 2009</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Italia Nostra, Legambiente, WWF, Fondazione “Dott. Antonio Di Giulio”, Fondazione “Prof. Franco Rubino”, A.I.C.S., ARCI, Forum ambiente salute e sviluppo, Medicina Democratica, Lipu, Comitato per la Tutela dell’Ambiente e della Salute del Cittadino, Comitato cittadino “Mo’ Basta!”, Comitato Brindisi Porta d’Oriente.</strong></p>
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		<title>La Sinistra che si deve ritrovare nel Paese e nella nostra Regione</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 08:14:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Presidente Vendola dovrebbe diffidare del modello-Ferrarese e dovrebbe guardare con maggiore attenzione al generoso impegno di quanti in Puglia, con passione e lungimiranza politica, contrastano certi cinici pateracchi e lavorano per accordare in qualche modo la sinistra cosiddetta radicale, a partire forse da qualche tavolo di consultazione, per metterla in condizione di diventare ciò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 6pt; text-align: justify; line-height: normal;"><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/07/dischiena_vendola.jpg" rel="lightbox[1056]"><img class="alignright size-full wp-image-1060" style="margin-left: 8px; margin-right: 4px;" title="Michele Di Schiena e Nichi Vendola" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/07/dischiena_vendola.jpg" alt="Michele Di Schiena e Nichi Vendola" width="205" height="157" /></a>Il Presidente Vendola dovrebbe diffidare del modello-Ferrarese e dovrebbe guardare con maggiore attenzione al generoso impegno di quanti in Puglia, con passione e lungimiranza politica, contrastano certi cinici pateracchi e lavorano per accordare in qualche modo la sinistra cosiddetta radicale, a partire forse da qualche tavolo di consultazione, per metterla in condizione di diventare ciò che dovrebbe essere. Di seguito intervento di <strong>Michele Di Schiena.<span id="more-1056"></span></strong></p>
<p style="text-align: center;" align="center"><strong>La Sinistra che si deve ritrovare nel Paese e nella nostra Regione</strong></p>
<p style="margin-bottom: 6pt; text-align: justify; line-height: normal;">Nel mezzo di una crisi economica tuttora grave che il Governo tenta di curare con iniezioni di facile ottimismo senza misure volte ad incentivare i consumi, a fronte di un “turbocapitalismo” che si autoassolve dalle responsabilità dei disastri da esso provocati riproponendosi come un sistema virtuoso da correggere solo in alcuni eccessi con la predisposizione (di là da venire) di qualche regola e di qualche controllo tali da cambiare in superficie qualcosa perché tutto gattopardescamente rimanga come prima, mentre il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione viene mortificato con sconcertanti provvedimenti “ad personam”, in un tempo in cui si adottano misure che restringono i poteri d’indagine della Magistratura e comprimono  la libertà dei mezzi di informazione, mentre allarmanti forme di xenofobia producono brutali “ronde” ed inumane misure repressive contro stranieri in cerca di soccorso e di pane, al cospetto – come ha detto il segretario della CEI – di un <em>«libertinaggio gaio ed irresponsabile» </em>e di uno  <em>«sfarzo narcisista e lussurioso»</em> che offendono le tante povertà ed il buongusto di tanti cittadini, mentre persino qualche giudice della Corte Costituzionale rivendica il diritto di essere <em>«commensale abituale»</em> (un caso di ricusazione per i giudici ordinari) di un premier apertamente schierato in difesa di una legge all’esame della Consulta per un giudizio di legittimità costituzionale, quando tutto ciò avviene è veramente sconsolante assistere allo spettacolo di una sinistra che finisce per apparire in tutt’altre faccende affaccendata.</p>
<p style="margin-bottom: 6pt; text-align: justify; line-height: normal;">Dove è andata a finire la capacità di mobilitazione e di protesta della sinistra politica, culturale e sociale? Come mai questa sinistra si dimostra incapace di reagire ad una involuzione che non ha precedenti nella storia repubblicana del nostro Paese? Quale demone la induce a dividersi, a vivere miopi rivalità, a condannarsi all’irrilevanza e tendenzialmente a distruggersi? Come mai non si accorge di quanto sia necessaria una sua ricomposizione per riaccendere le speranze in tante coscienze fiaccate dal dominante berlusconismo? Una sinistra che dovrebbe ritrovarsi a partire dalla Puglia perché proprio in questa regione sono state messe in atto alcune avventuristiche sperimentazioni con l’illusorio intento di allargare lo schieramento che dovrebbe contrastare la destra nella prossima consultazione regionale e, in una prospettiva più lontana, le future elezioni politiche. In Puglia però non c’è stato solo il modello Ferrarese lanciato a Brindisi per l’elezione a Presidente della Provincia dal momento che questo progetto è stato contrastato da un’altra sperimentazione, quella della convergenza di una larga parte della sinistra che ha considerato lo spericolato “laboratorio” perdente in partenza per il centrosinistra (a prescindere dall’esito del voto) perché rivolto a mascherare l’estrema confusione del Partito Democratico col masochistico sostegno ad un personaggio la cui storia risulta agli antipodi delle esperienze progressiste e riformiste.</p>
<p style="margin-bottom: 6pt; text-align: justify; line-height: normal;">Ebbene questa sinistra ha indicato una via diversa lontana dagli “inciuci” e fondata sui valori e sui contenuti: quella della costruzione di una vera alternativa alle destre a partire dalla ricomposizione della sinistra medesima col progressivo superamento delle divisioni che la lacerano al suo interno e che le hanno impedito di avere una rappresentanza nel Parlamento Europeo. Una sinistra che può non essere, a certe condizioni, pregiudizialmente contraria ad un allargamento verso il centro del fronte che si accinge a competere con lo schieramento delle destre nelle prossime elezioni regionali, che si dovrebbe fortemente impegnare sul piano delle proposte programmatiche e che dovrebbe opporsi con ogni determinazione a qualsiasi candidatura diversa da quella di Nichi Vendola. Un’ipotesi che, dopo ammiccamenti e tatticismi, potrebbe essere tentata sulla scia della tortuosa operazione sperimentata a Brindisi. Un’operazione che andrebbe contrastata ad ogni costo perché non si può mettere ragionevolmente in discussione la candidatura di Vendola trattandosi di un leader che, in una situazione assai difficile e caratterizzata da innegabili condizionamenti provenienti dall’interno della sua coalizione, è stato e continua ad essere il politico più in grado di battere l’opposto schieramento ed il punto fondamentale di propulsione per il rilancio morale, civile ed economico della Puglia.</p>
<p style="margin-bottom: 6pt; text-align: justify; line-height: normal;">Il Presidente Vendola dovrebbe perciò diffidare del modello-Ferrarese e dovrebbe guardare con maggiore attenzione al generoso impegno di quanti in Puglia, con passione e lungimiranza politica, contrastano certi cinici pateracchi e lavorano per raccordare in qualche modo la sinistra cosiddetta radicale, a partire forse da qualche tavolo di consultazione, per metterla in condizione di diventare ciò che dovrebbe essere: una forza impegnata a <em>«contrastare»</em> &#8211; come scriveva il grande costituzionalista Mortati &#8211; <em>«le prevaricazioni del potere economico ed a promuovere  una più equa distribuzione dei beni della vita». </em>Un compito che sarebbe oggi utile svolgere a livello regionale per controbilanciare certe spinte verso l’avventurismo politico che finirebbero per consegnare la Regione alle destre.</p>
<p style="margin-bottom: 6pt; text-align: justify; line-height: normal;">Brindisi, 10 luglio 2009</p>
<p style="margin-bottom: 6pt; text-align: center; line-height: normal;" align="center"><strong>Michele DI SCHIENA<br />
</strong></p>
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		<title>Crisi nel centrodestra: tutti a casa…ordinatamente</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jul 2009 21:36:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono ormai più di tre anni che questa città non ha un governo stabile ed autorevole, insabbiata nel pantano di una crisi politica irreversibile. Tutti a casa dunque, non v’è altra via d’uscita, serve un levarsi di torno per far posto al nuovo che ancor non pare all’orizzonte ma che certo non può costruirsi sulle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/04/pompeo_molfetta_tel.jpg" rel="lightbox[1053]"><img class="alignright size-full wp-image-863" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Il consigliere di Pompeo Molfetta - A Sinistra" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/04/pompeo_molfetta_tel.jpg" alt="Il consigliere di Pompeo Molfetta - A Sinistra" width="191" height="126" /></a>Sono ormai più di tre anni che questa città non ha un governo stabile ed autorevole, insabbiata nel pantano di una crisi politica irreversibile. Tutti a casa dunque, non v’è altra via d’uscita, serve un levarsi di torno per far posto al nuovo che ancor non pare all’orizzonte ma che certo non può costruirsi sulle macerie del vecchio. Caro Sindaco questo sarebbe un atto vero di responsabilità, nell’interesse di Mesagne cui tutti si riferiscono senza spesso capirne il senso. Di seguito intervento di <strong>Pompeo Molfetta</strong>, capogruppo consiliare di A Sinistra &#8211; Movimento per la Sinistra al Comune di Mesagne.<span id="more-1053"></span></p>
<p style="text-align: center;" align="center"><strong>Mesagne, crisi nel centro-destra &#8211; Tutti a casa … ordinatamente</strong></p>
<p style="margin-bottom: 6pt; text-align: justify;">Sono ormai più di tre anni che questa città non ha un governo stabile ed autorevole, che non è amministrata come meriterebbe, che è insabbiata nel pantano di una crisi politica che sembra irreversibile. In pochi anni abbiamo dissipato la credibilità ed il prestigio guadagnato con i fasti dei primi governi di centrosinistra, siamo sostanzialmente fuori dai circuiti politici che contano e lontani dai processi di sviluppo che attraversano o attraverseranno la Provincia e la Regione. Una città “normale”, senza una prospettiva chiara, senza un disegno strategico per il futuro, senza una classe dirigente di spessore, senza un dibattito politico e culturale di contenuto. Una città che vivacchia all’ombra della sua storia, immemore di essere stata laboratorio politico d’avanguardia, città d’arte, di cultura, di legalità, di solidarietà e sviluppo.</p>
<p style="margin-bottom: 6pt; text-align: justify;">La crisi in atto nel governo Incalza esprime al meglio questo status. E’ una crisi che non ha alcuna matrice politica, nessun contenuto di natura programmatica, tutta incentrata sul velleitarismo e la ricerca affannosa di visibilità dei suoi miseri protagonisti e quindi non ha nessuna possibilità di essere risolta ne con il gioco delle tre carte, ne con il valzer delle poltrone. E’ l’epilogo, il viale del tramonto anticipato per il sindaco Incalza che mestamente scopre in un colpo che si è esaurito il  bonus di fiducia “a prescindere” offertogli dall’elettorato, che il buonismo non garantisce il buon governo, che la sua maggioranza non ha ne i numeri ne la caratura politica per sostenere un esecutivo peraltro debole e non certo all’altezza di amministrare una città colta e ambiziosa come la nostra.</p>
<p style="margin-bottom: 6pt; text-align: justify;">Tutto dunque è compiuto: dopo che il centro-sinistra ha pagato fino in fondo il suo debito per gli errori commessi, il calice amaro passa a al centro-destra che brucia la sua storica occasione per l’assoluta mancanza di cultura di governo, per l’ambizione dei suoi giovani e sprovveduti alfieri e per la mancanza di un progetto politico vero di alternativa e di cambiamento. Nessun rimpasto al mondo può mai cambiare il segno di cotanto scempio, pensare di sanare il moribondo con i pannicelli caldi significa non aver contezza della realtà.</p>
<p style="margin-bottom: 6pt; text-align: justify;">Tutti a casa dunque, non v’è altra via d’uscita, serve un repulisti generale, un levarsi di torno per far posto al nuovo che ancor non pare all’orizzonte ma che certo non può costruirsi sulle macerie del vecchio. Caro Sindaco questo sarebbe un atto vero di responsabilità, nell’interesse di Mesagne cui tutti si riferiscono senza spesso capirne il senso.</p>
<p style="margin-bottom: 6pt; text-align: justify;">Sul “come” è più utile procedere si può discutere. Noi faremmo di tutto  affinché questo passaggio si compia senza traumi, nel rispetto dei ruoli e delle prerogative politiche di ciascuno evitando le rappresaglie e la smania di resa dei conti che in questi giorni arma i muscoli di qualcuno. Certo è’ importante scongiurare la possibilità di una gestione commissariale protratta per troppo tempo, è importante riuscire a dar corso a qualche buon progetto amministrativo  messo in cantiere e su questo credo possa richiamare al senso di responsabilità l’intero Consiglio comunale ma non può utilizzare questi argomenti come uno spauracchio o una  giustificazione per rabberciare un governo che è irrimediabilmente rotto o dar vita ad una maggioranza che non esiste più.</p>
<p style="margin-bottom: 6pt; text-align: justify;">Tutti a casa dunque ma ordinatamente con senso di responsabilità, recuperando il primato della politica …. che per togliersi i sassolini dalle scarpe c’è tempo per tutti.</p>
<p style="margin-bottom: 6pt; text-align: justify;">Mesagne, 11 luglio 2009</p>
<p style="text-align: center;" align="center"><strong>Pompeo Molfetta<br />
</strong><strong>Capogruppo Consiliare A Sinistra &#8211; Movimento per la Sinistra</strong></p>
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		<title>Il Premier e l’etica costituzionale</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 07:58:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il premier non sa cosa fare perché si rende conto che, da una parte, non può continuare a tacere e, dall’altra, che ogni “chiarimento” a discolpa, finisce per aggravare la sua già pesante situazione. Impraticabile risulta anche la linea difensiva di Berlusconi rivolta a separare (la distinzione è cosa diversa) la sua privacy dal suo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Patrizia DAddario" src="http://www.irispress.it/immagini/Politica/DAddario%20Patrizia.jpg" alt="DAddario%20Patrizia   Il Premier e letica costituzionale" width="152" height="196" />Il premier non sa cosa fare perché si rende conto che, da una parte, non può continuare a tacere e, dall’altra, che ogni “chiarimento” a discolpa, finisce per aggravare la sua già pesante situazione. Impraticabile risulta anche la linea difensiva di Berlusconi rivolta a separare (la distinzione è cosa diversa) la sua privacy dal suo ruolo pubblico, perché lo stesso cavaliere ha sempre intrecciato i due ambiti, perché sono proprio i suoi comportamenti “privati” che condizionano con provvedimenti “ad personam” l’attività politica. Di seguito articolo di <strong>Michele Di Schiena</strong><span id="more-1047"></span></p>
<p style="margin-bottom: 6pt; text-align: center; line-height: normal;" align="center"><strong>Il Premier e l’etica costituzionale</strong></p>
<p style="margin-bottom: 6pt; text-align: justify; line-height: normal;">Nell’intervista al settimanale <em>“Chi”</em> l’on.le Berlusconi ha fatto, tra le altre, le seguenti testuali affermazioni: <em>«Non ho alcun ricordo</em> (della D’Addario, ndr). <em>Ne ignoravo il nome e non ne avevo in mente il viso»; «Se sospettassi una cosa del genere di una persona, </em>(trattarsi – secondo la domanda del giornalista &#8211; di una prostituta di alto bordo la quale voleva tendergli una trappola, ndr) <em>le starei lontano mille miglia»; «Non ho mai pagato una donna. Non ho mai capito che soddisfazione ci sia se non c’è il piacere della conquista»; «L’ho conosciuto </em>(Giampaolo Tarantini, ndr)<em> la scorsa estate in Sardegna e mi è stato presentato come un imprenditore serio e stimato … Sono un garantista e per questo sospendo ogni giudizio»; «Non c’è nulla nella mia vita privata di cui io mi debba scusare».</em></p>
<p style="margin-bottom: 6pt; text-align: justify; line-height: normal;">Ora, se non ci fossero altri elementi di giudizio, che invece ci sono in abbondanza, a giustificare il disvalore etico dei comportamenti del premier nelle note vicende (da quella della Noemi a quella della D’Addario) basterebbero le citate dichiarazioni, lette alla luce di certi significativi silenzi, per avvalorare la severa censura del direttore del settimanale <em>“Famiglia Cristiana”</em>, secondo il quale <em>«il limite della decenza è stato superato»</em> e qualcuno ne deve trarre <em>«le debite conclusioni»</em>. Ed invero il cavaliere, non solo non ha smentito le “feste” e non  ha escluso di aver incontrato la D’Addario nelle circostanze e per le finalità dalla donna indicate, ma si è fatto porre dal compiacente direttore del settimanale <em>“Chi”</em> una domanda (quella sulla prostituta e sulla trappola) che, a ben guardare, finisce per confermare l’incontro per come è stato raccontato dalla donna.</p>
<p style="margin-bottom: 6pt; text-align: justify; line-height: normal;">Il premier ha poi affermato che la D’Addario ha agito su preciso mandato e si è così imprudentemente esposto alle umilianti repliche della interessata che lo ha sfidato a fornire prove a conforto della sua accusa all’Autorità Giudiziaria ed ha ribadito con dovizia di particolari le sue affermazioni. Ma il Capo del governo ha dato anche la misura della sua cultura datata e maschilista quando ha detto che nell’approccio con l’altro sesso non c’è <em>«soddisfazione»</em> se manca <em>«il piacere della conquista»</em>. Per lui quindi la cosiddetta “soddisfazione”<em> </em>è legata alla <em>«conquista» </em>dell’oggetto-donna che molto somiglia ad una primitiva presa di possesso. Quanto ai suoi rapporti con l’imprenditore Tarantini, il premier sorvola sul flusso di notizie che, a prescindere degli esiti giudiziari delle indagini in corso, presentano il personaggio sotto una luce che non giustifica certo la dimestichezza e le relazioni amicali emerse tra i due. Suona infine veramente spericolata, a fronte di quanto si va apprendendo, la dichiarazione del premier secondo il quale non ci sarebbe nulla nella sua vita privata di cui scusarsi. Una sortita che nessun uomo giusto e saggio avrebbe avuto l’ardire di fare.</p>
<p style="margin-bottom: 6pt; text-align: justify; line-height: normal;">I rilievi dell’associazione FareFuturo (vicina al Presidente Fini) sulla propensione del premier a favorire “veline”, la partecipazione del cavaliere alla festa di compleanno di Noemi in un ristorante di Casoria, le dure dichiarazioni di Veronica Lario sui comportamenti del marito accusato di frequentare minorenni, le notizie su certe feste “particolari” a Villa Certosa, i racconti della D’Addario sugli incontri col premier dietro compenso a Palazzo Grazioli: è un crescendo di informazioni che turbano la pubblica opinione. Il premier non sa cosa fare perché si rende conto che, da una parte, non può continuare a tacere e, dall’altra, che ogni “chiarimento” a discolpa, come è accaduto tempo addietro con <em>“Porta a Porta”</em> e di recente col settimanale <em>“Chi”,</em> finisce per aggravare la sua già pesante situazione. Impraticabile risulta anche la linea difensiva di Berlusconi rivolta a separare (la distinzione è cosa diversa) la sua privacy dal suo ruolo pubblico, perché lo stesso cavaliere ha sempre intrecciato i due ambiti, perché sono proprio i suoi comportamenti “privati” che condizionano con provvedimenti “ad personam” l’attività politica (intercettazioni, limitazioni della libertà di stampa, controllo del servizio pubblico televisivo e simili) e soprattutto perché una separatezza del genere non è ammissibile ai più alti livelli di responsabilità politica.</p>
<p style="margin-right: 0cm; margin-bottom: 6pt; margin-left: 0cm; text-align: justify;">Ma c’è di più. E cioè che il nostro Statuto all’art. 54, dopo aver precisato che i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi, significativamente afferma che coloro ai quali <em>«sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore». </em>Con <em>«disciplina» </em>perché a questi cittadini è richiesta l’osservanza di tutte le norme obbliganti col responsabile dominio dei propri istinti, impulsi e desideri e con «<em>onore» </em>perché essi devono poter vantare una dignità meritevole di considerazione positiva sul piano morale e sociale. C’è insomma una etica costituzionale desumibile non solo dal citato art. 54 ma anche dai principi generali dello Statuto alla quale non possono sottrarsi coloro che disimpegnano funzioni pubbliche, specialmente se queste sono di alto rilievo istituzionale.</p>
<p style="margin-right: 0cm; margin-bottom: 6pt; margin-left: 0cm; text-align: justify;">Brindisi, 25 giugno 2009</p>
<p style="margin-right: 0cm; margin-bottom: 6pt; margin-left: 0cm; text-align: center;" align="center"><strong>Michele Di Schiena</strong></p>
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		<title>Il “laboratorio” della Sinistra</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 17:26:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In una situazione difficilissima caratterizzata da intese anomale la Sinistra ha combattuto nella provincia di Brindisi la &#8220;buona battaglia&#8221;. Ora ci sono i ballottaggi e nei confronti dei due schieramenti la scelta della Sinistra è stata ed è nettamente alternativa. In sede di voto i cittadini di sinistra assumeranno i comportamenti da ciascuno ritenuti giusti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In una situazione difficilissima caratterizzata da intese anomale la Sinistra ha combattuto nella provincia di Brindisi la &#8220;buona battaglia&#8221;. Ora ci sono i ballottaggi e nei confronti dei due schieramenti la scelta della Sinistra è stata ed è nettamente alternativa. In sede di voto i cittadini di sinistra assumeranno i comportamenti da ciascuno ritenuti giusti secondo i dettami della propria libera coscienza<span id="more-1044"></span></p>
<p align="center"><strong>Brindisi: il &#8220;laboratorio&#8221; della Sinistra</strong></p>
<p>In una situazione difficilissima caratterizzata da intese anomale la Sinistra ha combattuto nella provincia di Brindisi la &#8220;buona battaglia&#8221; e, in sintonia con le espressioni più avanzate della società civile e dei movimenti, ha cercato faticosamente al suo interno la possibile unità. Ha denunciato operazioni confuse e contraddittorie, ha preso le distanze da incredibili &#8220;inciuci&#8221;, ha messo al centro del dibattito politico i problemi di una economia locale che va profondamente innovata per renderla a misura della sua storia e delle migliori vocazioni territoriali. Ed ancora: ha riproposto l&#8217;assoluta incompatibilità ambientale e sociale del rigassificatore progettato a Capobianco, ha rilanciato la questione morale contro il malaffare e le corruzioni che hanno pesato come una cappa di piombo sul destino della comunità, ha criticato un industrialismo avido di profitti ed incapace di risolvere i problemi occupazionali nonché legato a progetti che hanno devastato l&#8217;ambiente esponendo a gravi danni e rischi la salute dei cittadini e la loro incolumità personale.</p>
<p>Una Sinistra povera di mezzi ma ricca di idee e di buone ragioni che si è dovuta misurare con schieramenti la cui potenza finanziaria e la cui capacità pervasiva sono state e sono sotto gli occhi di tutti. Un&#8217;enorme disparità di forze, una competizione impari che comunque non ha impedito a questo raggruppamento di ottenere un incoraggiante risultato elettorale e di porsi come punto fondamentale di riferimento per quanti nella società civile e nell&#8217;attività politica vogliono costruire una comunità più solidale e più giusta. Impegno questo che va onorato interpretando le domande di profonda trasformazione politica e di rigorosa moralità pubblica emerse in tutti i momenti di partecipazione democratica e specialmente in occasione delle grandi manifestazioni popolari svoltesi dopo il naufragio delle vecchie gestioni della cosa pubblica.</p>
<p>Ora ci sono i ballottaggi dai quali la Sinistra, come era prevedibile, è rimasta esclusa nonostante il significativo consenso ricevuto. Nei confronti degli schieramenti che si contendono i vertici delle amministrazioni locali la scelta della Sinistra è stata ed è nettamente alternativa per le ragioni, tuttora ovviamente valide, da essa esposte durante la campagna elettorale. In sede di voto i cittadini di sinistra assumeranno i comportamenti da ciascuno ritenuti giusti secondo i dettami della propria libera coscienza. Comportamenti che oggi in sede di ballottaggio e soprattutto domani nel costante impegno politico non potranno non farsi carico dell&#8217;esigenza di opporsi con ogni determinazione al pericolo che oggi incombe ancora una volta sulla nostra comunità. Il rischio del ritorno alla grande di certi poteri forti e di certi interessi corporativi (le lobby di cui ha lucidamente parlato il prof. Fistetti) tesi a fermare la spinta popolare che chiede un più incisivo cambiamento e vuole impedire il riemergere di logiche e metodi condannati dalla coscienza collettiva.</p>
<p>Le divisioni che sul piano nazionale hanno danneggiato la Sinistra impedendole di avere nel Parlamento europeo una propria rappresentanza sono state a Brindisi nella fase che sta per concludersi, sia pure con qualche fatica, opportunamente accantonate. Ed è questo il solo &#8220;laboratorio&#8221; al quale, malgrado le mille difficoltà, dovrebbero guardare con responsabilità e lungimiranza quanti, in questa pericolosa eclisse della cultura democratica, si riconoscono nei grandi valori di liberazione, di uguaglianza e di pace.</p>
<p>Brindisi, 17 giugno 2009</p>
<p align="center"><strong>Michele DI SCHIENA</strong></p>
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		<title>La Sinistra conferma le sue scelte</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 19:04:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Di seguito il comunicato del prof. Fistetti e di A Sinistra, Movimento per la Sinistra, Sinistra Democratica, Verdi e Lista Guadalupi. Tutte le componenti della coalizione che ha candidato il prof. Fistetti, pur con diverse modalità di intervento, sono concordemente e rigorosamente fedeli all&#8217;impegno sottoscritto alla vigilia della campagna elettorale secondo il quale: &#8220;&#8230;il nostro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/05/fistetti12.jpg" rel="lightbox[1042]"><img class="alignright size-full wp-image-920" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Manifesto Fistetti Presidente" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/05/fistetti12.jpg" alt="Manifesto Fistetti Presidente" width="177" height="248" /></a>Di seguito il comunicato del prof. Fistetti e di A Sinistra, Movimento per la Sinistra, Sinistra Democratica, Verdi e Lista Guadalupi. Tutte le componenti della coalizione che ha candidato il prof. Fistetti, pur con diverse modalità di intervento, sono concordemente e rigorosamente fedeli all&#8217;impegno sottoscritto alla vigilia della campagna elettorale secondo il quale: <em>&#8220;&#8230;<strong>il nostro progetto è, per la coalizione e per le sue componenti, nettamente alternativo agli schieramenti di Ferrarese e di Saccomanno non solo nel corso della campagna elettorale, ma nell&#8217;espressione del voto, e lo sarà per tutta la consiliatura. Per questo, riteniamo impraticabile qualsiasi patteggiamento ed alleanza con tali schieramenti.&#8221; <span id="more-1042"></span></strong></em></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong>La Sinistra conferma le sue scelte</strong></p>
<p>I sottoscrittori del presente documento ritengono che la coalizione per <strong>Francesco Fistetti</strong> presidente &#8211; formata da &#8220;<strong>Riformisti per Fistetti</strong>&#8220;, <strong>&#8220;Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani&#8221;</strong> e <strong>&#8220;Sinistra per la Provincia di Brindisi&#8221;</strong> ha conseguito un risultato lusinghiero, tanto più apprezzabile perché reso possibile dalla generosità di tanti militanti, in particolare giovani, che si sono prodigati con una passione civile, un entusiasmo ed uno spirito di servizio davvero straordinari con cui  ha sopperito all&#8217;assoluta scarsità dei mezzi tecnici e finanziari a disposizione. Essi trovano nell&#8217;ampio consenso ottenuto dalla coalizione una solida conferma al suo progetto politico, tesa a porsi come una forza critica alternativa ai progetti in campo e al contempo propositiva, interessata a lavorare intensamente in vista di un radicamento capillare nella nostra comunità e nelle istituzioni locali.</p>
<p>Per quanto riguarda il ballottaggio, i redattori del presente documento ritengono di lasciare libertà di coscienza ai propri elettori, che non significa la rinuncia ad esprimere una valutazione approfondita delle proposte programmatiche dei due contendenti e della situazione venutasi a creare dopo il voto del 6 e 7 giugno. In altri termini, si ritiene che il nostro elettorato sia in condizione di esercitare pienamente la facoltà di giudizio alla luce dei punti programmatici qualificanti su cui abbiamo condotto la campagna elettorale. Per comodità espositiva, vanno richiamati i seguenti punti qualificanti affinché questi giorni che ci separano dal voto siano utilizzati dai competitori per dare risposte il più possibile prive di ambiguità e doppi sensi:</p>
<p>1) dare organicità e direzione alla costruzione di un nuovo assetto dell&#8217;economia locale. Un modello da costruire dal basso col metodo della partecipazione democratica quale linfa vitale di profonda innovazione politica. Un modello rivolto a rendere compatibili gli insediamenti industriali esistenti ed a creare nuovi posti per affrontare la drammatica crisi in atto e promuovere, per quanto compete all&#8217;Ente provinciale, le fasce sociali più deboli ed emarginate;</p>
<p>2) l&#8217;affrancamento dalla servitù energetica a favore del Paese con l&#8217;indisponibilità a ospitare sul territorio un rigassificatore che ovunque collocato consumerebbe territorio senza beneficio per la comunità oltre a costituire grave rischio per l&#8217;incolumità dei cittadini. Il depotenziamento del polo termoelettrico a carbone nella salvaguardia dei posti di lavoro e anzi nella crescita degli stessi. Così pure l&#8217;indisponibilità ad accogliere sul nostro territorio qualsiasi impianto nucleare;</p>
<p>3) la tutela dell&#8217;ambiente e della salute attraverso un confronto esplicito con i potentati economici che hanno devastato il territorio in modo da liberarci dalla servitù del carbone e dai suoi effetti devastanti. Su questo punto sarebbe auspicabile un pronunciamento netto in merito al comma 25 dell&#8217;art. 27 della legge in discussione alla Camera che consente la deregulation anche per gli impianti più vetusti a carbone, come quelli dell&#8217;area di Brindisi: un fatto gravissimo su cui urge una presa di posizione dei due candidati;</p>
<p>4) la centralità della questione morale contro ogni tentazione di tornare a metodi e comportamenti che hanno in passato seminato corruzioni e scandali con gravi danno per la nostra comunità;</p>
<p>5) la costruzione di un polo universitario integrato che coniughi ricerca, formazione ed innovazione nei campi aerospaziale, agro-alimentare, farmaceutico in modo da promuovere politiche attive del lavoro;</p>
<p>6) il rilancio del porto e l&#8217;indisponibilità a realizzarne uno energetico a Cerano;</p>
<p>7) rilancio del turismo culturale e sostenibile attraverso politiche di valorizzazione dei beni e delle attività culturali (percorsi turistici e/o turistico-religiosi e tutto ciò che faccia della nostra cultura una risorsa non solo intellettuale, ma anche una delle grandi forze produttive di un nuovo ed equilibrato modello di sviluppo);</p>
<p> <img src='http://www.asinistra.net/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' title="La Sinistra conferma le sue scelte" /> la cittadinanza attiva, cioè la promozione della partecipazione della società civile e delle sue associazioni al governo della cosa pubblica e alle sue decisioni più importanti per la vita della comunità.</p>
<p><strong>I sottoscrittori del presente documento invitano quindi gli elettori a prendere in attenta considerazione le risposte che verranno date su queste problematiche e conseguentemente a decidere in modo autonomo sui comportamenti da assumere. </strong></p>
<p>Brindisi 15 giugno 2009</p>
<ul type="disc">
<li><strong>Francesco Fistetti &#8211; neo-consigliere provinciale </strong></li>
<li><strong>A Sinistra -       Giancarlo Canuto </strong></li>
<li><strong>Movimento per la Sinistra &#8211;     Toni Matarrelli </strong></li>
<li><strong>Sinistra Democratica &#8211; Pablo Zito</strong></li>
<li><strong>Verdi &#8211; Renato Greco </strong></li>
<li><strong>Lista Guadalupi per Brindisi </strong></li>
</ul>
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		<title>I vescovi e la politica</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2009 11:08:17 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A fronte della gravità della situazione economica e morale del Paese la Conferenza Episcopale ha ritenuto di muovere, in una prospettiva pastorale, alcuni chiari rilievi critici alla politica del governo censurandone le scelte sia pure senza esplicite accuse. Sulla crisi ha invero smentito nella sostanza l&#8217;ottimismo seminato a piene mani dall&#8217;Esecutivo, ha disegnato un quadro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Tute Blu" src="http://www.radio.rai.it/radiorai/online/forum_images/Tute%20blu.bmp" alt="Tute%20blu   I vescovi e la politica" width="122" height="184" />A fronte della gravità della situazione economica e morale del Paese la Conferenza Episcopale ha ritenuto di muovere, in una prospettiva pastorale, alcuni chiari rilievi critici alla politica del governo censurandone le scelte sia pure senza esplicite accuse. Sulla crisi ha invero smentito nella sostanza l&#8217;ottimismo seminato a piene mani dall&#8217;Esecutivo, ha disegnato un quadro tragico della situazione in cui versano tante famiglie ed ha in pratica sollecitato il Governo ad operare interventi di soccorso immediati e concreti. Di seguito articolo integrale di <strong>Michele Di Schiena</strong>.<span id="more-1016"></span></p>
<p align="center"><strong>I vescovi e la politica</strong></p>
<p>Con le parole del cardinale Bagnasco la Chiesa italiana ha detto che sulla grave congiuntura economica ci sono <em>«voci che si arrischiano in previsioni quasi rassicuranti»</em> ma che questo appare <em>«il momento in cui la crisi tocca in modo più diretto, quasi cruento, la realtà ordinaria delle famiglie per le quali» </em>va auspicato <em>«un fisco più equo»</em>. Ha poi affermato che la disoccupazione <em>«sta intaccando anche le zone a più radicata tradizione industriale</em>» e che i tagli occupazionali vengono sovente operati<em> «in tempi e modi alquanto sbrigativi» </em>aggiungendo che è <em>«improponibile una concezione mercantile del lavoro umano quasi fosse una qualunque merce di scambio sottoposta alla legge della domanda e dell&#8217;offerta». </em>Riferendosi al problema della sicurezza e della immigrazione il presidente della CEI ha poi ricordato <em>«il valore incomprimibile di ogni vita umana, la sua dignità, i suoi diritti inalienabili» </em>ed ha precisato che l&#8217;immigrazione non può essere considerata un problema di ordine pubblico auspicando <em>«patti di cittadinanza» </em>ed una più efficace cooperazione internazionale. Fra i temi trattati rilevante appare anche quello della questione morale e dell&#8217; <em>«emergenza educativa»</em> a proposito del quale mons. Bagnasco ha rilevato che <em>«il problema dei giovani sono gli adulti» </em>i quali non possono gridare allo scandalo di fronte alle gravi trasgressioni che vedono come protagonisti i giovani e nel con tempo omettere di correggere i modelli senza speranza che ogni giorno vengono presentati alle nuove generazioni.</p>
<p>Si può essere d&#8217;accordo o meno con l&#8217;analisi ed i moniti del card. Bagnasco ma non è corretto far finta di ignorare il preciso contenuto del suo discorso o, peggio ancora, arrampicarsi sugli specchi per alternarne il senso. A fronte della gravità della situazione economica e morale del Paese la Conferenza Episcopale ha ritenuto di muovere, in una prospettiva pastorale, alcuni chiari rilievi critici alla politica del governo censurandone le scelte sia pure senza esplicite accuse. Sulla crisi ha invero smentito nella sostanza l&#8217;ottimismo seminato a piene mani dall&#8217;Esecutivo, ha disegnato un quadro tragico della situazione in cui versano tante famiglie ed ha in pratica sollecitato il Governo ad operare interventi di soccorso immediati e concreti. Quanto alla sicurezza e all&#8217;immigrazione, non v&#8217;è dubbio che Bagnasco ha riproposto, in dissenso col governo, la già nota linea della Chiesa: rispetto dei diritti fondamentali di ogni persona, rifiuto dei respingimenti indiscriminati ed esortazione a promuovere politiche di solidarietà e di integrazione. Il Presidente della CEI ha anche censurato comportamenti e stili di vita che, specialmente quando appartengono a persone di larga visibilità, hanno ripercussioni negative sulla morale corrente e soprattutto sull&#8217;educazione dei giovani.</p>
<p>L&#8217;intervento del cardinale Bagnasco si appalesa di natura indiscutibilmente ecclesiale ed indica valori, sensibilità e traguardi di cui non c&#8217;è traccia in alcune rilevanti scelte del governo. Non si possono quindi muovere ad esso rilievi di sconfinamenti tecnico-legislativi o elettorali che in altre occasioni, a torto o a ragione, sono stati lamentati e neppure è possibile accusare di incoerenza chi oggi vuole mettere in rilievo le parole dei vescovi mentre ieri può aver avuto riserve sull&#8217;appropriatezza di qualche loro pronuncia. Di fronte ai drammi del nostro tempo la Chiesa non può tacere ma neppure può fare improprie invasioni nel campo della gestione politica. C&#8217;è un ambito nel quale la Chiesa può e deve far sentire la sua voce ed è quella dell&#8217;evangelizzazione. Un&#8217;evangelizzazione che deve seguire non solo la via dell&#8217;annuncio diretto della Parola di Dio attraverso la proclamazione del Vangelo ma anche la strada dell&#8217;annuncio indiretto della stessa Parola mediante la proposizione dei valori umani fondamentali. Un annuncio, quindi, diretto ed uno indiretto che richiedono, l&#8217;uno e l&#8217;altro, momenti di comunicazione esplicita del messaggio evangelico e dei valori umani e momenti di comunicazione testimoniata con scelte e comportamenti concreti che di quel messaggio e di quei valori parlano con il linguaggio credibile dei fatti.</p>
<p>Analizzare i problemi sotto il profilo etico, aprire prospettive di speranza, indicare obiettivi di superamento delle offese alla dignità umana, tracciare itinerari di impegno per la costruzione di una società più giusta e solidale: è questo il compito di una comunità cristiana che vuole essere fedele a Dio e all&#8217;Uomo rifiutando di stare alla finestra della storia. Espressione di questo volto di Chiesa, disegnato dal Concilio Vaticano II, sono le parole pronunciate all&#8217;Assemblea della Cei da mons. Bagnasco. Un discorso appropriato e puntuale al quale nulla ha poi tolto o aggiunto l&#8217;accorto commento del segretario della CEI mons. Crociata. Un discorso che merita l&#8217;attenzione da parte di tutta la politica nostrana compresa quella che talvolta ha fatto dell&#8217;adesione formale dei messaggi della Chiesa la propria bandiera.</p>
<p>Brindisi, 27 maggio 2009</p>
<p align="center"><strong>Michele DI SCHIENA</strong></p>
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		<title>Spot elettorale a sostegno di Francesco Fistetti</title>
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		<pubDate>Mon, 25 May 2009 18:53:53 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Vedi lo spot elettorale<span id="more-1009"></span><object width="445" height="364" data="http://www.youtube.com/v/FMLQ1BD68Sg&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/FMLQ1BD68Sg&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;color1=0x5d1719&amp;color2=0xcd311b&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
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		<title>Il voto provinciale fra ibride alleanze e discutibili sperimentazioni</title>
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		<pubDate>Sat, 23 May 2009 09:32:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La partita che si sta giocando a Brindisi tra Fistetti, da una parte, e Ferrarese e Saccomanno del Pdl dall&#8217;altra, certo impari per le forze ed i mezzi in campo, è di cruciale importanza per il futuro della nostra comunità dal momento che l&#8217;esito elettorale può favorire un malinconico ritorno al passato oppure il rilancio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Il candidato Presidente alla Provincia prof. Fistetti - da fistetti.ning.com" src="http://api.ning.com/files/QbRtegmJMLbIyugpFK9LneQaeRT2ctChCBRbB7GKTO9nv1KVbaWyB*G8uFpj9LZcrrcSzjb7G2LhtQqyAJf4U-o90vnMqjBW/ordine_architetti_2.jpg" alt="ordine architetti 2   Il voto provinciale fra ibride alleanze e discutibili sperimentazioni" width="261" height="195" />La partita che si sta giocando a Brindisi tra Fistetti, da una parte, e Ferrarese e Saccomanno del Pdl dall&#8217;altra, certo impari per le forze ed i mezzi in campo, è di cruciale importanza per il futuro della nostra comunità dal momento che l&#8217;esito elettorale può favorire un malinconico ritorno al passato oppure il rilancio della trasparenza amministrativa e dell&#8217;impegno rivolto a dare organicità e forza alla costruzione di un diverso assetto dell&#8217;economia. Di seguito articolo di <strong>Michele Di Schiena</strong>. <span id="more-1003"></span></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong>Brindisi: Il voto provinciale fra ibride alleanze<br />
e discutibili sperimentazioni</strong></p>
<p>In vista delle elezioni per il rinnovo dell&#8217;Amministrazione provinciale alcuni hanno pensato di aprire a Brindisi una sorta di &#8220;laboratorio politico&#8221; per sperimentare un&#8217;ibrida alleanza tra il Partito Democratico ed una parte della destra, la più lontana dalle tradizioni e dalle sensibilità non solo della cultura di sinistra ma anche di quella riformista nelle sue componenti laico-socialista e cattolico-democratica. Una destra industrialista, plutocratica, espressione dei poteri forti e priva di radici liberal-democratiche. Altri, per contro, hanno considerato questa scelta non solo disastrosa per la nostra comunità ma anche pericolosa ben oltre l&#8217;ambito di essa in quanto rivolta ad allestire un&#8217;operazione utilizzabile come apripista di similari avventure sul versante della politica nazionale. Ed hanno perciò chiamato a raccolta tutte le forze, sia riformiste che di sinistra, contrarie a tale progetto e decise a rilanciare con intenti unitari ed innovativi, l&#8217;esperienza di centrosinistra ed il cammino da essa positivamente avviato nella passata consigliatura.</p>
<p>I primi hanno scelto come candidato l&#8217;industriale Ferrarese, presidente dimissionario della locale Confindustria, interprete di logiche ed interessi legati alla vecchia politica e fautore di quel modello di economia locale che ci ha &#8220;regalato&#8221; la pesante situazione ambientale ed occupazionale che è ancora (nonostante i generosi tentativi di correggerla) sotto gli occhi di tutti. Un personaggio favorevole alla costruzione del rigassificatore a Capobianco fino a quando, con l&#8217;annuncio della sua candidatura, non è stato &#8220;folgorato sulla via&#8221; che conduce al vertice dell&#8217;Ente provinciale. I secondi hanno avvertito il dovere di reagire a tale sconcertante operazione che si è tentato di far passare per un&#8217;intesa con i centristi dell&#8217;UDC mentre è stata in sostanza una meccanica adesione (parallela e successiva a quella della stessa UDC) all&#8217;autonoma candidatura dell&#8217;industriale Ferrarese, effettuata frettolosamente e senza un effettivo accordo programmatico. E per dare corpo a questa reazione costoro hanno scelto il prof. Francesco Fistetti, illustre docente universitario con una coerente storia di qualificata cultura e di militanza riformista e di sinistra. Un intellettuale con grandi doti di umanità, un uomo schivo che ha sempre fatto proprie le ragioni dei lavoratori e dei cittadini meno tutelati.</p>
<p>La partita che si sta giocando a Brindisi tra Fistetti, da una parte, e Ferrarese e Saccomanno del Pdl dall&#8217;altra, certo impari per le forze ed i mezzi in campo, è di cruciale importanza per il futuro della nostra comunità dal momento che l&#8217;esito elettorale può favorire un malinconico ritorno al passato oppure il rilancio della trasparenza amministrativa e dell&#8217;impegno rivolto a dare organicità e forza alla costruzione di un diverso assetto dell&#8217;economia locale da costruire dal basso col metodo della partecipazione democratica quale linfa vitale di profonda innovazione politica. Un impegno concreto inteso a rendere <em>effettivo</em> il diritto al lavoro affrontando con provvedimenti adeguati, per quanto di competenza dell&#8217;ente provinciale le emergenze occupazionali provocate dalla crisi economica in atto. Ma l&#8217;esito di questa partita può essere anche rilevante per la politica dell&#8217;intero Paese perché da Brindisi può partire un cinico incoraggiamento ad allestire tutti gli &#8220;inciuci&#8221; (verosimilmente non graditi dalla segreteria Franceschini) oppure un segnale di speranza lanciato da una sinistra che cerca ritrovare se stessa all&#8217;insegna di una ritrovata unità e che vuole, attraverso un amicale ma fermo dissenso, aiutare il Partito Democratico a non ripetere, in una dimensione eventualmente più ampia, l&#8217;errore commesso a Brindisi di sacrificare i propri valori sull&#8217;altare di una vittoria di Pirro accettando &#8220;a tavolino&#8221; la sconfitta prima ancora di partecipare ad un&#8217;aperta e dura competizione elettorale.</p>
<p>Brindisi, 21 maggio 2009
</p>
<p align="center"><strong>Michele DI SCHIENA</strong></p>
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		<title>Dossier inquinamento maggio 2009</title>
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		<pubDate>Sat, 23 May 2009 09:28:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da pochi giorni, sul sito internet di ARPA Puglia è stato pubblicato il &#8220;Rapporto sulle emissioni in atmosfera dei complessi IPPC&#8221;. Di seguito comunicato di Medicina Democratica e Salute Pubblica.
Dossier inquinamento maggio 2009
Da pochi giorni, sul sito internet di ARPA Puglia è stato pubblicato il &#8220;Rapporto sulle emissioni in atmosfera dei complessi IPPC&#8221; (http://www.arpa.puglia.it/).
Il rapporto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da pochi giorni, sul sito internet di <a title="ARPA Puglia" href="http://www.arpa.puglia.it/">ARPA Puglia</a> è stato pubblicato il &#8220;Rapporto sulle emissioni in atmosfera dei complessi IPPC&#8221;. Di seguito comunicato di <strong>Medicina Democratica</strong> e <strong>Salute Pubblica</strong>.<span id="more-1001"></span></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Dossier inquinamento maggio 2009</strong></p>
<p>Da pochi giorni, sul sito internet di ARPA Puglia è stato pubblicato il &#8220;Rapporto sulle emissioni in atmosfera dei complessi IPPC&#8221; (<a href="http://www.arpa.puglia.it/" target="_blank">http://www.arpa.puglia.it/</a>).</p>
<p>Il rapporto analizza i dati e le informazioni del registro INES (Inventario delle Emissioni e delle loro Sorgenti) desunte dalle dichiarazioni fornite negli anni 2002-2006 dai gestori dei principali complessi industriali nazionali che annualmente superano le soglie di emissioni previste dalla legge (Allegato I della tabella 1.6.2 del D.M. 23.11.01).</p>
<p>I dati sulle emissioni atmosferiche dipingono un quadro che è eufemistico definire fosco.</p>
<p>La Puglia è la prima regione in Italia per emissioni di anidride carbonica (oltre il 21% del totale nazionale viene emesso in atmosfera da complessi industriali che hanno sede in Puglia), benzene (46% del totale nazionale), idrocarburi policiclici aromatici (i famigerati IPA, emesso in Puglia il 96% del totale), ossidi di azoto (20%), ossidi di zolfo (23%), monossido di carbonio (81%), particolato (62%) e diossine (PCDD, PCDF &#8211; 92%).</p>
<p>Il rapporto ARPA fornisce anche una descrizione dei dati a livello provinciale: come da copione sono, nell&#8217;ordine, le province di Taranto e Brindisi a pagare il dazio maggiore. Queste province, le stesse che da oltre vent&#8217;anni ospitano aree definite <em>ad elevato rischio di crisi ambientale,</em> accolgono le attività industriali a maggior impatto.</p>
<p>Il quadro è reso ancora più cupo dall&#8217;analisi delle variazioni annuali delle sostanze emesse in atmosfera. L&#8217;emissione degli inquinanti è stabile, in alcuni casi in aumento. Senza sfera di cristallo, allora, azzardiamo una previsione: nei prossimi rapporti, quelli che descriveranno dati successivi al 2006, la Puglia &#8211; con in testa Brindisi e Taranto &#8211; manterrà la maglia nera.</p>
<p>Utilizzando la stessa banca dati a cui ha fatto riferimento ARPA-Puglia, così come già fatto in anni recenti (<a href="http://salutepubblica.org/uploadtest/Ricerca/070716DOSSIERINQUINAMENTOMDVDEF.pdf" target="_blank">http://salutepubblica.org/uploadtest/Ricerca/070716DOSSIERINQUINAMENTOMDVDEF.pdf</a>), abbiamo analizzato anche i dati delle emissioni in acqua da parte dei complessi industriali brindisini (tabella 1) e tarantini (tabella 2).</p>
<p>Il confronto tra le concentrazioni di sostanze che le aziende dichiarano di emettere in acqua e i valori soglia fissati dalla commissione europea (regolamento ce n. 166/06) fornisce la misura del livello di compromissione dell&#8217;acqua, oltre che &#8211; come visto sopra &#8211; dell&#8217;aria.</p>
<p>A Brindisi come a Taranto vengono scaricati &#8211; direttamente in corsi d&#8217;acqua o indirettamente, &#8220;previo trasferimento tramite fognatura, ad un impianto di depurazione esterno al complesso&#8221; &#8211; quantità di sostanza che superano, spesso di diverse misure, i valori fissati dai regolamenti comunitari. Si tratta, in casi come arsenico, cadmio e nichel di sostanze cancerogene (evidenziate con l&#8217;asterisco nelle tabelle 1 e 2).</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Considerazioni finali</strong></p>
<p>Nel luglio 2007, in premessa al documento di Medicina Democratica e SalutePubblica già citato si scriveva &#8211; con riferimento ai dati di Brindisi: <em>&#8220;non si può indugiare oltre ad assumere alcuni necessari provvedimenti: </em></p>
<p><em>- bonifica dei siti inquinati;</em></p>
<p><em>- riduzione dell&#8217;impiego del carbone;</em></p>
<p><em>- controllo pubblico delle emissioni attraverso il potenziamento delle strutture dell&#8217;ARPA&#8221;.</em></p>
<p>Si fa questa autocitazione nella consapevolezza che, come sosteneva il cancerologo russo Leon Shabad, «Poiché pochi leggono e ancor meno ascoltano è necessario continuare a scrivere e anche ripetere quanto è stato già scritto e detto&gt;&gt;.</p>
<p>È doloroso constatare, infatti, come nessuno dei tre provvedimenti sia stato pienamente assunto. Non sono tuttora cominciate le opere di bonifica, non è stato ridotto, ma è semmai aumentato, l&#8217;uso del carbone e il potenziamento di ARPA-Puglia rimante ancora una chimera tanto che il direttore generale dell&#8217;agenzia, in occasione di un convegno dal titolo eloquente &#8220;Brindisi e Taranto, città dei veleni&#8221;, ha parlato sia delle difficoltà di assumere il personale necessario e sia di un&#8217;attività, quella del laboratorio diossina di ARPA-Taranto, a rischio a causa della imminente scadenza del contratto di un chimico (pag. 8, Corriere del Mezzogiorno di mercoledì 13 maggio).</p>
<p>Riteniamo utile, comunque, ribadire la necessità di assumere senza indugi i provvedimenti richiamati. Quei provvedimenti insieme con l&#8217;uso delle migliori tecnologie disponibili e un&#8217;attenta attività di monitoraggio delle emissioni possono contenere un fenomeno che inesorabilmente si traduce nel breve e nel lungo termine in danni alla salute pubblica.</p>
<p>Il complesso di queste attività, inoltre, insieme con la prevenzione e la cura delle malattie nelle popolazioni a rischio e le attività di ricerca sviluppo ed implementazione ad essi connessi possono costituire l&#8217;elemento centrale di un progresso-altro dell&#8217;economia locale.</p>
<p>È di tutta evidenza, infatti, che i territori brindisini e tarantini non sono in grado di reggere oltremisura gli impianti  industriali attualmente presenti. Il loro impatto ambientale, causa la capacità produttiva e l&#8217;uso ad essa associato di materie prime, è semplicemente devastante e incompatibile con la salvaguardia della salute pubblica.</p>
<p>Sorge, infine, spontanea una domanda. Se anche si accettasse lo scambio, o più propriamente il ricatto, ambiente-salute/lavoro, dati oggettivi confermano la non corrispondenza tra l&#8217;incommensurabile grado di industrializzazione che si registra attualmente a Brindisi e a Taranto e le ricadute occupazionali. E allora, a chi ha giovato e continua a giovare il modello sviluppista e industriale tuttora in voga: agli azionisti o ai nostri martoriati territori?</p>
<p>CHIEDIAMO:</p>
<p>limiti di emissione non per singola azienda ma per il Comune di Brindisi</p>
<p>stop all&#8217;aumento di emissioni (carbone, inceneritore, biocombustibili, ecc.) e un piano di rientro</p>
<p>potenziamento dell&#8217;ARPA e dei controlli ambientali e sanitari</p>
<p>creazione a Brindisi di un centro ricerche per le energie alternative</p>
<p>creazione a Brindisi di un centro ricerche per la prevenzione e la cura delle malattie di origine ambientale</p>
<p>Salute pubblica              Medicina Democratica               Brindisi, 22 maggio 2009</p>
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		<title>Immigrazione e xenofobia</title>
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		<pubDate>Sun, 17 May 2009 10:36:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;on.le Berlusconi ha difeso la decisione del Ministro dell&#8217;Interno Maroni di respingere indiscriminatamente i barconi carichi di paura e di dolore ed ha affermato che il nostro «non è un Paese multietnico». Una espressione che non riesce a celare il carico di preconcetta ostilità presente nella politica del governo verso esseri umani in miserrime condizioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Immigrati" src="http://www.netcrim.org/public/FCKeditor/files/image/immigrati4.jpg" alt="immigrati4   Immigrazione e xenofobia" width="256" height="135" />L&#8217;on.le Berlusconi ha difeso la decisione del Ministro dell&#8217;Interno Maroni di respingere indiscriminatamente i barconi carichi di paura e di dolore ed ha affermato che il nostro <em>«non è un Paese multietnico»</em>. Una espressione che non riesce a celare il carico di preconcetta ostilità presente nella politica del governo verso esseri umani in miserrime condizioni che rischiano la vita per sfuggire alla fame e spesso alle persecuzioni politiche da parte dei regimi al potere nei paesi di origine. Di seguito articolo di <strong>Michele Di Schiena.<span id="more-999"></span></strong></p>
<p align="center"><strong>Immigrazione e xenofobia</strong></p>
<p>L&#8217;on.le Berlusconi ha difeso la decisione del Ministro dell&#8217;Interno Maroni di respingere indiscriminatamente i barconi carichi di paura e di dolore ed ha affermato che il nostro <em>«non è un Paese multietnico»</em>. Una espressione che non riesce a celare il carico di preconcetta ostilità presente nella politica del governo verso esseri umani in miserrime condizioni che rischiano la vita per sfuggire alla fame e spesso alle persecuzioni politiche da parte dei regimi al potere nei paesi di origine. Parole oscure perché non è dato capire se esprimono una valutazione della situazione attuale o se invece vogliono palesare un impegno rivolto ad impedire l&#8217;allargamento della multietnicità considerata una temuta evenienza. Una sortita confusa e contraddittoria perché nel primo caso saremmo di fronte ad un&#8217;affermazione vistosamente smentita dalla realtà dal momento che circa il 15% della popolazione vivente in Italia è di etnia diversa dalla nostra mentre nel secondo caso, quello invero più plausibile, si sarebbe trattato di una esternazione di xenofobia, una <em>«voce dal sen fuggita » </em>della cui gravità il Premier non si è forse reso conto.</p>
<p>La multietnicità è una qualificazione che si addice a comunità composite per la presenza di persone con caratteri fisico-somatici, culturali, linguistici, religiosi e storico-sociali di natura diversa, una connotazione che non deve essere considerata una negatività e neppure un incubo. Essa è invece un valore ed una ricchezza come dimostra la storia di grandi Paesi europei ed americani e specialmente quella degli Stati Uniti oggi guidati da un uomo di colore figlio di una etnia africana. Chissà se il premier è a conoscenza che centocinquantamila anni fa eravamo tutti africani, che la storia dell&#8217;umanità è stata segnata da differenziazioni e da rimescolamenti sociali, che le più grandi civiltà (a partire da quella greca) sono state quasi sempre il frutto di massicce immigrazioni e che oggi, in presenza di una globalizzazione che dovrebbe superare il livello delle merci per raggiungere quello dei diritti fondamentali, la politica può nobilitarsi solo se riesce a dare vita reale al sogno di un mondo diffusamente multietnico, non ostile alle diversità, liberato dagli sfruttamenti e dalle guerre, finalmente solidale e guidato, nel rispetto delle autonomie locali, da una autorità internazionale credibile, forte e democraticamente espressa. Un mondo capace di tradurre in politiche concrete la Dichiarazioni Universale dei Diritti dell&#8217;Uomo per la quale, come affermano gli articoli 1 e 23, gli esseri umani nascono uguali in dignità e diritti e ogni individuo ha diritto al lavoro e ad una retribuzione<strong><em> </em></strong>tale da assicurare a lui ed alla sua famiglia <em>«una esistenza conforme alla dignità umana».</em></p>
<p>Ma torniamo, ancora per un momento, alla malinconia della politica governativa sull&#8217;immigrazione per dire che il respingimento dei cosiddetti clandestini viola, per come viene effettuato, la Legge Bossi-Fini, voluta ed osannata dalla maggioranza, un provvedimento che impone accertamenti e identificazioni prima di eventuali allontanamenti dal nostro territorio per verificare la possibile presenza di casi che richiedano l&#8217;assistenza sanitaria o diano diritto ad ottenere asilo politico, un diritto incondizionatamente riconosciuto da tutte le norme dell&#8217;ordinamento internazionale. Ed a questo riguardo non può essere sottaciuto l&#8217;arrampicarsi sugli specchi di un governo che per giustificare l&#8217;arbitrarietà delle operazioni contro i disperati del mare ricorre al penoso espediente di far passare tali interventi come collaborazione delle unità navali italiane con quelle libiche assumendo che tali attività verrebbero avviate fuori dalle nostre acque territoriali.</p>
<p>Una condotta governativa, quella in questione, ritenuta illegittima dall&#8217;Onu e condannata moralmente dalla Chiesa, della quale Berlusconi e Maroni menano vanto fedeli alla logica per la quale qualche voto in più nella prossima tornata elettorale, pilotato da paure artatamente seminate, <em>«val bene»</em> l&#8217;inumano trattamento riservato alla disperazione e alla miseria in un Paese ammaliato e al tempo stesso atterrito da una demagogia che sa abilmente alternare pesanti minacce a rassicuranti sorrisi. Una politica, quella portata avanti col ddl sulla sicurezza, censurata dal Presidente Napolitano il quale ha stigmatizzato <em>«il diffondersi di una retorica pubblica che non esita ad incorporare accenti di intolleranza e xenofobia» </em>aggiungendo che <em>«se si vuole far fronte alle sfide che provengono dalla povertà vecchia e nuova e dalle disuguaglianze inaccettabili fra e all&#8217;interno delle nazioni, non possiamo certo rispondere con la mera conservazione e la difesa degli interessi nazionali».</em></p>
<p>Brindisi, 14 maggio 2009</p>
<p align="center"><strong>Michele DI SCHIENA</strong></p>
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		<title>Sulla nomina degli scrutatori la Sinistra non partecipa alla spartizione</title>
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		<pubDate>Sun, 17 May 2009 10:34:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si aprirà nei prossimi giorni in ogni comune d&#8217;Italia il triste &#8220;banchetto&#8221; della nomina degli scrutatori, designati &#8211; così prescrive una legge assurda &#8211; dai partiti politici. A Mesagne era stato chiesto al Sindaco Incalza di ovviare a questa gara tra poveri scegliendo come indicazione il sorteggio. Ma i partiti del centro-destra non rinunciano ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-full wp-image-997" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px;" title="Scrutatori" src="http://www.asinistra.net/wp-content/uploads/2009/05/scrutatori.jpg" alt="Scrutatori" width="204" height="146" />Si aprirà nei prossimi giorni in ogni comune d&#8217;Italia il triste &#8220;banchetto&#8221; della nomina degli scrutatori, designati &#8211; così prescrive una legge assurda &#8211; dai partiti politici. A Mesagne era stato chiesto al Sindaco Incalza di ovviare a questa gara tra poveri scegliendo come indicazione il sorteggio. Ma i partiti del centro-destra non rinunciano ad una così ghiotta occasione di guadagnare qualche voto in più elargendo questa opportunità da poche centinaia di euro. Una vicenda misera e triste che esprime tutto il degrado della politica oggi e non solo da noi. Di seguito comunicato di <strong>Pompeo Molfetta</strong> e <strong>Toni Matarrelli</strong> sulla vicenda.<span id="more-996"></span></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong>Mesagne: sulla nomina degli scrutatori<br />
la Sinistra non partecipa alla spartizione</strong></p>
<p>Nell&#8217;ultimo Consiglio comunale del 12 maggio, il Sindaco Incalza ha lasciato intendere che si sarebbe attivato rapidamente per favorire la nomina degli scrutatori attraverso il sistema del sorteggio così come ha chiesto formalmente e ripetutamente l&#8217;opposizione. Egli ha affermato che ciò non era ancora avvenuto solo per la complessità di alcuni aspetti burocratici legati alla applicazione della legge che assegna questa prerogativa esclusivamente alla commissione elettorale.</p>
<p>La stampa invece ha lasciato trapelare che questa sorta di paralisi decisionale sarebbe piuttosto da attribuire alla contrarietà espressa dalla lista civica Mesagne Incalza che preme per la nomina diretta, d&#8217;ispirazione politica degli scrutatori. Il Sindaco dunque non è padrone neanche in casa propria e,  per quanto si sforzi di trasfondere sobrietà ed equità morale, proprio non riesce a tenere a bada la bramosia dei suoi che vogliono mantenere le mani in pasta e continuare a scegliere i propri &#8220;eletti&#8221; per guadagnare qualche grazia elettorale.</p>
<p>Temiamo dunque che nonostante il suo lodevole sforzo egli non riuscirà a fermare questo mercimonio di cui dovrà  purtroppo assumersi la piena responsabilità. Senza trascurare che il PdL, con un comunicato stampa a firma della consigliera Sabrina Didonfrancesco, si è pubblicamente espresso per il sorteggio. Vedremo  se manterrà questa determinazione o se, come appare più verosimile, seguirà la naturale tendenza imposta già negli anni passati di scegliersi i propri scrutatori &#8220;a prescindere&#8221;. In tal caso dovremmo considerare la esternazione della Didonfrancesco una semplice &#8220;boutade&#8221; elettorale. &#8220;Niente di nuovo sul fronte occidentale&#8221;, le lacrime di coccodrillo versate a iosa per commiserare i tanti giovani disoccupati, la retorica dell&#8217;equità sociale, la solennità delle promesse espresse nei  comunicati stampa e nei proclami in Consiglio comunale sono solo una cortina di fumo levata per nascondere il vizietto antico dei partiti di centro-destra di cedere alla prima tentazione clientelare.</p>
<p>Nelle due ultime competizioni elettorali il centro-sinistra di Mesagne ha preso pubblicamente le distanze da una legge iniqua ed immorale che consegna ai partiti lo strapotere di decidere a chi distribuire la miseria del rimborso elettorale senza alcun criterio oggettivo. Il nostro gruppo consiliare vuole mantenere ferma questa determinazione e chiede al Sindaco e all&#8217;intero Consiglio comunale un sussulto di dignità e coerenza. Nello stesso tempo vogliamo ribadire che se questo principio non verrà adottato da tutte le forze politiche presenti in Consiglio comunale, se non si deciderà di andare verso il sorteggio pubblico che dia sopratutto ai giovani disoccupati, ai precari, agli studenti le stesse opportunità, noi consiglieri di Sinistra rinunceremo alle nostre indicazione perché noi non siederemo al banchetto della spartizione.</p>
<p>Mesagne, 16 maggio 2009
</p>
<p align="center"><strong>Pompeo Molfetta Tony Matarrelli<br />
consiglieri comunali A Sinistra &#8211; Movimento per la Sinistra</strong></p>
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