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<?xml-stylesheet href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/rss2full.xsl" type="text/xsl" media="screen"?><?xml-stylesheet href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css" type="text/css" media="screen"?><rss xmlns:creativeCommons="http://backend.userland.com/creativeCommonsRssModule" version="2.0"><channel><title>Pijate er feed de Acme del Pensiero</title><link>http://acmedelpensiero.blogspot.com/</link><language>en</language><managingEditor>denisdalbianco@libero.it (Morgan)</managingEditor><lastBuildDate>Thu, 21 Aug 2008 01:49:49 -0500</lastBuildDate><generator>Blogger http://www.blogger.com</generator><openSearch:totalResults xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/">473</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/">1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/">25</openSearch:itemsPerPage><description>E namo!</description><creativeCommons:license>http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/</creativeCommons:license><image><url>http://www.feedburner.com/fb/images/pub/fb_pwrd.gif</url><title>Acme del Pensiero</title></image><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" href="http://feeds.feedburner.com/AcmeDelPensiero" type="application/rss+xml" /><feedburner:emailServiceId xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0">700972</feedburner:emailServiceId><feedburner:feedburnerHostname xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0">http://www.feedburner.com</feedburner:feedburnerHostname><item><title>Chiudo il blog, vi spiego le ragioni</title><link>http://acmedelpensiero.blogspot.com/2008/07/chiudo-il-blog-vi-spiego-le-ragioni.html</link><category>blog</category><author>denisdalbianco@libero.it (Morgan)</author><pubDate>Thu, 24 Jul 2008 05:56:00 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-5552495243969529822</guid><description>Le recenti vicende che mi hanno portato lontano da Roma. Nuove riflessioni e nuovi incontri. Tutto sta contribuendo ad accelerare lo sviluppo di idee e azioni, in modo ineluttabile, con o senza la mia volontà. Meno dubbi e più chiarezza.&lt;br /&gt;Stanotte, in quei rari momenti di estrema lucidità che accadono nelle nostre vite, ho portato in un unico gomitolo i numerosi fili che tenevo con debole forza accanto a me da lungo tempo. Nella cultura Zen lo chiamerebbero “&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;"&gt;satori&lt;/span&gt;”, una sorta di risveglio improvviso.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così non solo ho deciso alcune cose importanti, anche se il verbo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;decidere&lt;/span&gt; non calza in realtà, ma ho trovato motivi seri per abbandonare abitudini e coltivarne altre.&lt;br /&gt;Mi è capitato di scrivere in alcuni recenti post e commenti di essere coinvolto in un nuovo progetto, nato dalla sincera stima di una persona nei miei confronti e dal mio desiderio di concentrarmi su un’unica cosa (caratteristica, quest’ultima, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;a me sconosciuta&lt;/span&gt;, giacché fin dall’adolescenza ho sempre direzionato le mie energie su più fronti).&lt;br /&gt;Perciò, oltre ad altre decisioni maturate nelle ultime settimane e la matura consapevolezza di stanotte, ho capito di volere abbandonare questo blog per un tempo imprecisato, almeno fino a quando non avrò compiuto il nuovo progetto. Ho fatto un tira e molla di recente riguardo Acme del Pensiero, lo avete visto anche voi, ora ho permesso all’Io di scollinare, finalmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho bisogno di una solitudine ricca, non di una solitudine triste, come è occorso negli ultimi tempi. Ho altresì bisogno di non esprimere pubblicamente le mie idee, ma di concentrarle per affinare gli angoli. Ho bisogno di leggere i libri necessari alla realizzazione del progetto, sono lì impilati a terra, a pochi metri da me, circa una trentina. Libri che non conosco, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;che devo conoscere&lt;/span&gt;. Li ho selezionati con cura, come fossi un chirurgo culturale. Ho bisogno di ritrovare con calma origini e parole, valori e cultura popolare. Quale migliore occasione per poterlo fare qui, nella casa dei miei genitori, nella terra dove sono nato e cresciuto?     &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sto rileggendo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Un altro giro di giostra&lt;/span&gt; di Terzani, devo fare riemergere i ricordi della malattia, dei suoi timori e dei suoi colori, delle sue pretese e della sua crudezza. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Per metabolizzare con una visione nuova&lt;/span&gt;, per accettare cose non accettate, per fare tornare la rabbia e scrutarla oggi, a distanza di anni. La malattia è presente nel nuovo progetto, ineludibilmente.&lt;br /&gt;A proposito di malattia, ho intenzione di contattare Miriam, Anita e Sabrina Campolongo per la questione di Gramos, affinché tutto proceda come sempre, in particolare la raccolta fondi attraverso il libro di fiabe. La vicenda di Gramos mi “ostacolava” non poco nella scelta di abbandonare il blog, soprattutto per il grande coinvolgimento da parte mia e per il rispetto che nutro verso tutte le persone che hanno partecipato all’iniziativa, però bisogna essere sinceri con se stessi, se c’è da fare un cambiamento, non bisogna posticipare troppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio non vuole essere un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;addio&lt;/span&gt;, ma mi auguro un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;arrivederci a presto&lt;/span&gt;, anche se non so quando.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 153);"&gt;Acme del Pensiero&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;rimarrà intanto on line, credo che mi piacerà tornare a rileggere qualche volta ciò che scrivevo e le belle iniziative lanciate con l’aiuto di tanta gente impegnata.&lt;br /&gt;Ora non mi resta che ringraziarvi per l’affetto dimostrato nei miei confronti, in molteplici occasioni. Non lo dimenticherò. Vi auguro tanta serenità, il valore per me più importante nella vita.</description></item><item><title>Il ciliegio d'un tempo e una poesia</title><link>http://acmedelpensiero.blogspot.com/2008/07/il-ciliegio-dun-tempo-e-una-poesia.html</link><category>pubblicità</category><category>poesia</category><category>economia</category><category>ricordare</category><category>società</category><author>denisdalbianco@libero.it (Morgan)</author><pubDate>Wed, 23 Jul 2008 04:37:03 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-8562048366094648078</guid><description>Un tuffo nel passato. Ho ricevuto un regalo prezioso da mia nonna, un armadio di ciliegio del 1951, da tenere nella mia nuova camera.&lt;br /&gt;Quando i miei nonni si sposarono lo commissionarono ad un bravo falegname del paese, come in ogni famiglia c’è chi ama il vecchio e nostalgico e chi invece brucerebbe tutto. Penso che anche nelle vostre famiglie  vi sia chi conserva le fotografie in bianco e nero e chi butterebbe sul fuoco ogni cosa datata.&lt;br /&gt;Io sono fra quelli che tenderebbero a conservare ed ecco la ragione per la quale ho apprezzato il dono di mia nonna. Certo, da pulire e sistemare, ma che cosa importa se poi fra qualche decennio saprò con soddisfazione che l’armadio apparteneva ai nonni materni?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viviamo nell’epoca in cui se si rompe qualcosa si butta subito, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;non&lt;/span&gt; si tenta di rimediare il danno. La mentalità è schiava sempre più dell’economia e della pubblicità, ci spingono a consumare, ci ficcano nelle teste la necessità di vederci circondati di nuovo e perfetto. Senza tenere conto del denaro speso o del danno ambientale, si deve produrre e il consumatore deve di continuo comperare.  &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Una follia&lt;/span&gt;, magari non sempre, ma il più delle volte.&lt;br /&gt;Vi sono diversi tipi di nostalgia, riportare in vita oggetti del passato è quella più leggera e piacevole. Rivedere in quell’oggetto persone e luoghi, ricordi e sorrisi, pianti e sogni.&lt;br /&gt;Oggi sono nostalgico, vi lascio una mia recente poesia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Un brivido caldo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nulla valse la timida e incerta&lt;br /&gt;difesa contro il candore mutato&lt;br /&gt;in desiderio, precipitai. Nato&lt;br /&gt;fra dubbi e meraviglie, quell’aperta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ferita, con forza d’un faraglione,&lt;br /&gt;seguitò a rievocare inebrianti&lt;br /&gt;dì trascorsi. La scarsità dei manti&lt;br /&gt;affievolì l’ingrata presunzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così in compagnia delle lontane&lt;br /&gt;gioie ripresi ad osservare il mare&lt;br /&gt;dell’esistenza da un punto più alto,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;quasi a voler recidere le vane&lt;br /&gt;mire d’un tempo, quasi per amare&lt;br /&gt;il soffio algente con un folle salto.  &lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description></item><item><title>Che cosa sono i libri per voi?</title><link>http://acmedelpensiero.blogspot.com/2008/07/che-cosa-sono-i-libri-per-voi.html</link><category>libri</category><category>letteratura</category><category>cultura</category><author>denisdalbianco@libero.it (Morgan)</author><pubDate>Tue, 22 Jul 2008 04:20:34 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-7648383320757119720</guid><description>Sabato sera sono rimasto tranquillo a casa, argomento: catalogazione. Dispongo da pochi giorni di una camera tutta mia, per tanti anni ho condiviso uno spazio con mia sorella. Così sto spostando la mia umile biblioteca in un altro luogo della casa, più di mille libri che dovranno trovare una nuova locazione. Ecco il momento giusto per fare ciò che volevo da tempo: catalogarli.&lt;br /&gt;Autore, titolo e casa editrice.&lt;br /&gt;Se qualcuno ha fatto una cosa simile a casa non aspetti a darmi consigli. Ho alcuni dubbi. Per cognome o nome l’autore ad esempio? Non conosco i vantaggi o gli svantaggi di una modalità o di un’altra, mai fatto prima in vita mia.&lt;br /&gt;E sistemo i libri sulle mensole per genere, per autore, per colore della copertina, a caso, per casa editrice? Anche qui, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;che cosa mi consigliate? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spostandoli ho sfogliato qua e là, bello trovarne alcuni che non vedevo da tanto tempo, bello vederne la data di acquisto – cosa che faccio sempre dalla più tenera età -, ho rivisto&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Vino e Pane&lt;/span&gt; di Silone o &lt;span style="font-style: italic;"&gt;The picture of Dorian Gray&lt;/span&gt; di Wilde, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dubliners&lt;/span&gt; di Joyce o &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Taipi&lt;/span&gt; di Melville. Un viaggio fra le mie letture, tante delle quali mi hanno influenzato, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;alcune mi hanno condizionato&lt;/span&gt;, lo scrivo spesso: il potere della letteratura.&lt;br /&gt;Ho fissato ieri sera per qualche secondo la copertina di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Resurrezione&lt;/span&gt; di Tolstòj, un giro di boa nel mio pensiero. Stesso dicasi per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il piacere&lt;/span&gt; di D’Annunzio o le &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Meditazioni sul vivere&lt;/span&gt; di Krishnamurti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Me lo dico numerose volte: se tanti anni fa, quando ero poco più che un bimbo, mia madre non mi avesse fatto scoprire la biblioteca comunale e il piacere della lettura, oggi conoscerei meno cose, sarei più volgare come persona e avrei meno delicatezza nell’affrontare taluni argomenti.&lt;br /&gt;Ho uno splendido rapporto con i libri della mia piccola biblioteca, ne ho cura, li spolvero con regolarità, li tratto bene e ho grande riluttanza a prestarli, eccetto a persone di cui mi fido.&lt;br /&gt;L’ultimo trasloco da Roma mi ha spezzato la schiena per trasportare i parecchi libri che avevo accumulato negli anni in giro per l’Italia, tanti altri li avevo lasciati qui a casa dai miei genitori. Ora si sono ritrovati tutti, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;non era mai accaduto&lt;/span&gt;. Sarò banale, ma mi sono emozionato nel pensarlo.</description></item><item><title>Bossi, l'inno nazionale, gli insegnanti terroni e la stolidità</title><link>http://acmedelpensiero.blogspot.com/2008/07/bossi-linno-nazionale-gli-insegnanti.html</link><category>Alemanno</category><category>stato</category><category>Costituzione</category><category>giovani</category><category>ministro</category><category>politici</category><category>Lega Nord</category><category>cultura</category><author>denisdalbianco@libero.it (Morgan)</author><pubDate>Mon, 21 Jul 2008 02:13:21 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-6974735700010262498</guid><description>Piccolo ripasso prima di altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica, osservando la Costituzione e le altre leggi; in particolare i cittadini ai quali sono affidati incarichi pubblici, devono portarli a termine con impegno e onestà.&lt;br /&gt;Art. 54 della Costituzione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione e non solo i cittadini che lo hanno eletto.&lt;br /&gt;Art. 67 della Costituzione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bossi non è affatto simpatico quando alza il dito medio contro l’inno nazionale, che cosa può pensare un giovane in formazione osservando simili gesta? Il territorio italiano è il frutto di guerre e di milioni di morti, ma è comprensibile pensare che il signore in questione non abbia la benché minima cognizione di causa in merito, troppo impegnato a sbraitare negli ultimi decenni invece che leggersi qualche buon manuale di storia.&lt;br /&gt;E non sono neppure simpatici coloro che vicino a lui sghignazzavano con orgoglio padano dopo avere visto il proprio leader sparare quel dito verso l’alto.&lt;br /&gt;Perché la simpatia finisce laddove la Costituzione chiede &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;impegno e onestà&lt;/span&gt; appunto. Non mi stupisce la giusta replica di La Russa che dice a Bossi di chiedere scusa, mi lascia basito invece che nessuno fra i leghisti chieda la medesima cosa: dove sono i Maroni e i Castelli, i Calderoli e gli Zaia? Concordano con il capo? Se sì, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;è idoneo&lt;/span&gt; che ci siano Ministri leghisti a rappresentare la Costituzione e l’Italia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo poi sentito dalla bocca di Bossi che è stanco degli insegnanti del sud e che non è possibile lasciare i figli del nord in mano a quella gente.&lt;br /&gt;Altro breve ripasso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti hanno il diritto di lavorare.&lt;br /&gt;La Repubblica deve fare in modo che ci sia lavoro per tutti. Ogni cittadino ha il diritto di scegliere il lavoro che riesce a fare meglio e che preferisce, in modo da contribuire al progresso materiale e spirituale della società.&lt;br /&gt;Art. 4 della Costituzione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni cittadino può andare liberamente dove vuole in Italia (nei paesi, nelle città, nei luoghi di villeggiatura e in qualsiasi altro posto) e può rimanerci finché vuole.&lt;br /&gt;Art. 16 della Costituzione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Posso non condividere e non comprendere le idee diverse dalle mie di Alemanno e Fini, della Carfagna e di Bondi, ma &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;non accetto in modo netto &lt;/span&gt;le offese gratuite all’inno nazionale e alla Costituzione. Chi si comporta in tale modo dovrebbe chiedere le dimissioni o quanto meno qualcuno gliele dovrebbe consigliare. Il nostro paese ha già enormi problemi, se ci mettiamo anche a dileggiare apertamente la Costituzione e l’inno nazionale non potrà che andare peggio.</description></item><item><title>La solidarietà disinteressata e la bellezza dei rapporti umani</title><link>http://acmedelpensiero.blogspot.com/2008/07/la-solidariet-disinteressata-e-la.html</link><category>Gramos</category><category>lettera</category><category>Ass. Sos Infanzia</category><author>denisdalbianco@libero.it (Morgan)</author><pubDate>Sun, 20 Jul 2008 03:51:18 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-1810743842226155153</guid><description>Sono parole che fanno piacere, quelle che vi presento oggi. Miriam, la responsabile dell’associazione Sos Infanzia nel Mondo e colei che si occupa da anni di Gramos, mi ha scritto una breve lettera. In seguito alla donazione della Presidenza della Repubblica di alcuni giorni fa, Miriam ha voluto ringraziarci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Morgan,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ho cercato disperatamente di scriverti sul Blog Acme del Pensiero, ma come tu ben sai io sono una sorta di capra, se mi si mette davanti ad un computer: non ci sono riuscita!&lt;br /&gt;E allora ti mando una mail per dirti che dopo quella bella notizia dell'assegno ricevuto dal Quirinale a favore di Gramos sono stata male, sì, per tre giorni. A volte l'emozione gioca brutti scherzi.&lt;br /&gt;Io ho sempre sostenuto che nessun incontro è mai fortuito e nulla mai avviene per caso: l'incontro con te, per quanto possa essere sembrato casuale, in realtà è stato voluto: l'aiuto che tu ed i volontari della tua Associazione ci avete dato per mantenere in vita Gramos è stato prezioso. Non abbiamo raggiunto lo scopo di dare "un anno di vita a Gramos", ma gli abbiamo donato comunque alcuni mesi di vita.&lt;br /&gt;Se a questo aggiungi che nell'ambito militare ho conosciuto persone di grande sensibilità che hanno deciso di partecipare a questo nostro sforzo comune, donando a Gramos sei scatole di quel costosissimo farmaco, a lui necessario per restare in vita, ecco che abbiamo raggiunto il nostro scopo: per tutto il 2008 Gramos è salvo. Ora stiamo lavorando per trovare i fondi per il prossimo anno.&lt;br /&gt;La schiera degli Angeli che proteggono Gramos si è arricchita, oltre che del tuo volto, anche di quello di Mattia, Anita, Laura, Gaetano, Salvatore, del Colonnello Marchese, del Col. Guglielmi e del Presidente Napolitano.&lt;br /&gt;Come si fa a non amare il nostro prossimo, se è così meraviglioso?&lt;br /&gt;A tutti Voi devo dire grazie da parte del nostro giovane amico kosovaro, e, da parte mia:"Vi voglio bene".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie, con affetto&lt;br /&gt;Miriam</description></item><item><title>Attrazioni e parole</title><link>http://acmedelpensiero.blogspot.com/2008/07/attrazioni-e-parole.html</link><category>psiche</category><category>società</category><category>letteratura</category><author>denisdalbianco@libero.it (Morgan)</author><pubDate>Sat, 19 Jul 2008 03:50:07 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-7983754129706979385</guid><description>Ci sono persone che nella nostra vita sono o sono state come calamite, attirano senza riuscire, noi, a porvi rifiuto. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Credo sia accaduto a molti&lt;/span&gt;. Per motivi passionali od emozionali, intellettuali o senza una ragione particolare. Capita che tutto accada nelle nostre teste, o meglio, che i nostri flussi cerebrali influenzino i rapporti che potrebbero essere assai differenti senza il pensiero.&lt;br /&gt;Vi lascio una brevissima parte di un romanzo che ho scritto anni fa, per rendere tale idea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un intenso odore di gattaia si spande nell’andito che conduce all’istoriata sala, là mi attende la nequizia fatta a persona, Giulia. La sua comparsa aveva sbreccato qualsiasi mio concetto di donna, malgrado le trascorse esperienze subite v’era ancora tempo di stupirsi, e il pianoro dell’animo non era divenuto una vetta inoppugnabile, una sensuale concupiscenza mi distoglie purtroppo dalle mie attività cotidiane. E quell’odore mi accompagna fino al sofà ineluttabilmente, l’ultimo incontro era stato verso lo scorso maggio, nel frattempo m’aveva fatto compagnia l’intera estate. Giorni fa una missiva delicata, un soffio oscillante fra la provocazione e l’invito, dovevo giungere per l’ennesima volta qui, senza indugio.&lt;br /&gt;La cubia di quell’imbarcazione sulla tela simboleggia la tarda mattinata, un passaggio dal certo e definito all’imprevedibile momento successivo con Lei. È sempre così con Giulia.&lt;br /&gt;Chissisia subirebbe il medesimo patibolo, non è solo uno scontrarsi con una donna calcolatrice e fatale, è altresì un cadere in un vortice di gioia e attrazione che ti penetra dentro, ti logora finché non la incontri, ne sei schiavo. Ti ritrovi immerso in una lanca del fiume del senno, la corrente della libertà la scruti da lontano, seppure qualche buffetto di volontà emerga a più riprese anche se con poca convinzione. Mi auguravo un golpe degli istinti, una cesura con me stesso e invece la mia malacconcia volontà sembra sperdersi fra quadri e oggetti, quasi a dimenticare un’agognata repulsione che ahimè giammai s’era palesata.&lt;br /&gt;- Ciao caro – avvicinandosi con lentezza in risposta al mio dichiarato baciamano.&lt;br /&gt;- Ciao Giulia, come stai? -.&lt;br /&gt;- Sono frastornata Michele, non so per quale ragione, so che tu avresti di sicuro trovato parole più intelligenti rispetto ai flutti della mia testa, o sbaglio? – abbassando lo sguardo e con un timido sorriso.&lt;br /&gt;Non posso certo eludere un tentativo di modestia, facile lusinga, semmai dovrei saccheggiare le mie abitudini e rispondere in modo inaspettato, ma sono un codardo di fronte a Lei, sono un codardo. Eppure non posso ritenere che sia solo un talamo la causa della prudenza che mi accompagna, c’è dell’altro. Mi descrive con particolari inutili la bizzarra attrazione che ha provato giorni addietro verso la modista di Via dei Georgofili, gli innumerevoli cappelli che conserva come trofei li ripara sempre da Elena: una donna di circa trentacinque anni che adora la sua attività, un’artigiana d’altri tempi.&lt;br /&gt;Ricapitoliamo. Sono attirato in questa casa dopo alcuni mesi per quale ragione? Giulia vorrebbe parlarmi di alcune sensazioni poco chiare nella mente che ineriscono a immagini saffiche?&lt;br /&gt;Così ascolto quasi in silenzio pensieri e timori, agito le dita della mano sinistra bussando ripetutamente sul cuscino che mi accarezza la gamba, il sofà è comodo, comodissimo, di sicuro pensato a suo tempo con perfidia e malizia.&lt;br /&gt;Le sue parole mi giungono ovattate, sono forse indispettito per le celate aspettative o per l’allontanamento di un’anima che ritenevo con superbia nuovamente mia. Che spallata all’ego! Ascolto e non ascolto. Tendo le orecchie più ai miei rimbrotti che alle turbe psichiche di una donna che per l’ennesima volta mi sta usando. Sono stralunato, ma non voglio darlo a vedere, sono qui? Bene, allora giochiamoci la partita, vediamo chi vince questa volta. Fingo di vezzeggiare le tue schifose attrazioni e ti porto sull’alcova comunque, scommetti?&lt;br /&gt;- Sai Giulia, forse ti capisco – fissandola agli occhi e piegandomi in avanti con il busto – forse tu sei così… così… così eterea negli ideali che qualsiasi possibilità non la rifiuti, la osservi con passione, la vivi, cerchi di farla emergere in te senza dogmi, vero? -.&lt;br /&gt;Ella, sistemando con il dorso della mano un’innocua piega sulla gonna di seta, esclama: - Qualche volta -. Nelle risposte non è mai prevedibile, mi sono convinto che, a parte rarissimi elementi, ella viva dimenticandosi sempre ciò che ha detto o fatto pochi secondi prima, una novità continua.</description></item><item><title>Gramos e il Presidente Napolitano</title><link>http://acmedelpensiero.blogspot.com/2008/07/gramos-e-il-presidente-napolitano.html</link><category>stato</category><category>iniziative</category><category>solidarietà</category><category>Gramos</category><author>denisdalbianco@libero.it (Morgan)</author><pubDate>Fri, 18 Jul 2008 03:34:57 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-943088009969450617</guid><description>&lt;p class="MsoNormal"&gt;Tempo addietro, quando iniziai a coinvolgere persone nella rete per trovare qualche aiuto per Gramos, feci lo stesso con coloro che frequentavo a Roma. Fra questi Mattia Miglioranza, caro amico e collega nell’associazione di volontariato. Mi disse: «A chi scriviamo?», ed io: «A tutti quelli che ti vengono in mente». Lui replicò: «Allora scrivo anche al Presidente della Repubblica!». Ci fu una risata di entrambi.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Caso vuole che alcuni giorni fa &lt;st1:personname productid="la Prefettura" st="on"&gt;la  Prefettura&lt;/st1:PersonName&gt; di Roma chiama Miriam per conto della Presidenza della Repubblica dicendole che hanno ricevuto una mail riguardo un bimbo malato e che Napolitano e i suoi collaboratori hanno deciso di fare una donazione di 3000 euro. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Mi ha chiamato Miriam fra lo stupore e la contentezza. Ne siamo tutti felici. Ringraziamo Mattia per l’intuito geniale e il Presidente della Repubblica per la generosità.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Gramos è a Roma, giunto dal Kosovo, attende di entrare all’ospedale Bambino Gesù per le consuete analisi di ogni anno, speriamo bene. Miriam mi ha detto che è cresciuto, più alto, rimane un timore: negli ultimi due mesi non ha preso il farmaco (non vi erano fondi a sufficienza). &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Se guardiamo indietro all’estate dell’anno scorso possiamo rallegrarci, con l’aiuto di tante persone e il prezioso ponte burocratico e non solo di Miriam e delle colleghe siamo riusciti a donare a Gramos il cibo idoneo e per numerosi mesi il medicinale.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Una piccola goccia nell’oceano ma consapevole e fiduciosa. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Come sapete non vivo più a Roma, continuerò in ogni caso ad informarvi sulla situazione di Gramos e su eventuali nuove donazioni in suo favore.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description></item><item><title>Paolo Giordano, La solitudine dei numeri primi e la Mondadori</title><link>http://acmedelpensiero.blogspot.com/2008/07/paolo-giordano-la-solitudine-dei-numeri.html</link><category>giovani</category><category>letteratura</category><category>Mondadori</category><author>denisdalbianco@libero.it (Morgan)</author><pubDate>Thu, 17 Jul 2008 04:35:16 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-4839960760485452703</guid><description>De gustibus non disputandum est, questa è la premessa.&lt;br /&gt;Qualche tempo fa avevo sentito nominare Paolo Giordano e il suo libro &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La solitudine dei numeri primi&lt;/span&gt;. Attratto da un chiaro riferimento matematico decisi di recarmi in libreria a sfogliarlo, non volevo prendere una fregatura, desideravo prima leggerlo nelle ore libere senza fare l’acquisto. Personaggi poco caratterizzati, titolo ingannevole, trama così così, stile poco interessante, a tratti talmente essenziale da risultare assai prevedibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo circa due mesi di lettura senza spendere un euro, fui contento di non averlo comperato. Poi scopro che Giordano è un dottorando in fisica teorica, grande stima e ammirazione verso quella testa, non v’è dubbio, affascinato come sono dalla fisica e della matematica, però penso: - Paolo, continua a fare fisica, lascia perdere la letteratura -.&lt;br /&gt;In pochi mesi Giordano ottiene ottimi premi, la critica gli corre dietro e la Mondadori, tanto per cambiare, è soddisfatta. Sono confuso, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;non è certo la prima volta&lt;/span&gt;, sono da tempo convinto di non capire quasi nulla di letteratura contemporanea, davvero nulla, ma rimango delle mie idee, ottusamente persuaso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi sul Corriere della Sera il giornalista Ranieri Polese intervista Paolo Giordano.&lt;br /&gt;In forza delle oltre 400.000 copie vendute il giovane fisico teorico si racconta e dichiara di avere iniziato a scrivere alla fine dell’università, in sostanza due anni fa. La formazione letteraria è americana, non si trova un solo nome di un classico fra i suoi preferiti. Detesta &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il piccolo principe&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pinocchio&lt;/span&gt; perché, a suo dire, «questi bambini con messaggio non li tollero». Non ha ancora letto&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Gomorra&lt;/span&gt;. Aggiunge altri elementi interessanti che lo rivelano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ripeto, i gusti non si discutono, ed ero sicuro di essere molto lontano da lui leggendo il libro, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ma ora capisco tante altre cose. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Confermo la mia idea: non capisco certa letteratura contemporanea, mi sono oscure le ragioni letterarie di questa vincita dello Strega ad esempio, quanto più leggo tanto più mi sento ignorante e, per favore, lasciatemi con le mie ingenuità, voglio che rimangano tali, altrimenti mi innervosisco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimando a domani la cosa carina su Gramos, attendo una missiva.</description></item><item><title>Rumor, la povertà e il Nordest</title><link>http://acmedelpensiero.blogspot.com/2008/07/rumor-la-povert-e-il-nordest.html</link><category>Veneto</category><category>povertà</category><category>politici</category><category>lavoro</category><author>denisdalbianco@libero.it (Morgan)</author><pubDate>Wed, 16 Jul 2008 06:49:47 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-2588302951938442726</guid><description>Vale più una chiacchierata con un anziano che dieci libri di storia a volte, perché la voce e un gesto possono divenire assai essenziali ed esaurienti. Mi è accaduto di recente con un amico di famiglia, siamo rimasti alcune ore a parlare dei tempi che io non ho vissuto, un salto di decenni nell’altovicentino della miseria.&lt;br /&gt;In quegli anni il lavoro era poco, i giovani cercavano in tutti i modi di emanciparsi economicamente, forse la parola “emancipazione” è azzardata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda guerra mondiale era finita da non molto, era già nata l’Italia repubblicana e qui a Vicenza v’era un politico assai conosciuto, tale Mariano Rumor, di bandiera democristiana. Non erano pochi coloro che tentavano di chiedergli la possibilità di ottenere un lavoro. Rumor veniva a volte a Lugo di Vicenza, mio paese d’origine, per questioni famigliari, e così, grazie ad un incontro fortuito e ad una persona di comune conoscenza, il mio amico di famiglia, allora molto giovane, chiese a Rumor: - Onorevole, volevo domandarle se poteva aiutarmi a trovare un lavoro -. Ovviamente in dialetto veneto, non in lingua italiana.&lt;br /&gt;Il politico, dopo avere ascoltato, disse sorridendo: - Tutte le volte che vengo in questo paese ognuno mi chiede un lavoro, devo smetterla di venirci -. I due uomini sorridono, il mio amico si infastidisce e replicò: - Onorevole, non le ho chiesto di andare a rubare assieme, ma se ha la possibilità di aiutarmi a trovare un lavoro -.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché il Nordest non era quello di oggi, la miseria era disarmante. Pensate che fino a qualche anno prima c’erano le “anguane”, sapete che cosa erano? Erano le donne che andavano a lavare i panni nel fiume e accettavano in cambio di qualche lira di farlo per le famiglie che magari economicamente potevano permetterselo. Tempi duri.&lt;br /&gt;Tempi in cui la società era chiaramente classista, soltanto chi aveva possibilità pecuniarie poteva mandare i figli a studiare al ginnasio (intendo la quarta e la quinta dopo le scuole medie inferiori). Nel mio paese v’erano le classi elementari, per andare alle medie bisognava recarsi a Thiene, cittadina che dista a circa otto chilometri. Neve, freddo, pioggia o sole, non importava, si andava sempre in bicicletta, non c’era altro modo.&lt;br /&gt;Parlare con un anziano ci si allarga le spalle mi verrebbe da dire, si prende consapevolezza di ciò che è stato fatto nei decenni, nonostante tutto. Una consapevolezza che oggi spesso manca.&lt;br /&gt;Domani vi racconto una cosa bellissima che riguarda Gramos.</description></item><item><title>La vergogna delle Olimpiadi in Cina</title><link>http://acmedelpensiero.blogspot.com/2008/07/la-vergogna-delle-olimpiadi-in-cina.html</link><category>politica</category><category>giornalismo</category><category>diritti</category><category>sport</category><category>Cina</category><author>denisdalbianco@libero.it (Morgan)</author><pubDate>Tue, 15 Jul 2008 03:22:46 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-7250302607463985653</guid><description>Le restrizioni imposte alle Olimpiadi in Cina hanno dell’incredibile, non si potrà per esempio protestare per i diritti umani, così ancora negati in quel paese. Da un lato si accolgono milioni di persone per l’evento, dall’altro si costringe loro a rimanere zitti e a seguire passivamente le discipline olimpioniche. Senza confronto.&lt;br /&gt;Investimenti stellari che produrranno un gettito di ritorno massiccio e al medesimo tempo si pretende l’indifferenza dei tifosi di fronte a tematiche fondamentali.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ipocrisia. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La reazione della nostra squadra italiana sarà altrettanto ipocrita? Possibile che in questo caso non si possa pensare a qualcosa da mettere in atto dagli atleti?&lt;br /&gt;Se lo sport è mondiale e globalizzato, perché anche i diritti umani non lo dovrebbero essere?&lt;br /&gt;Come c’è la libertà di confrontarsi nelle discipline olimpioniche, bisognerebbe che ci fosse la stessa libertà nel confrontarsi su altri aspetti che concernano l’essere umano.&lt;br /&gt;Dove sono gli intellettuali italiani? E i giornalisti? E le alte cariche dello Stato?&lt;br /&gt;Sono indignato.</description></item><item><title>La Bibbia e gli omosessuali</title><link>http://acmedelpensiero.blogspot.com/2008/07/la-bibbia-e-gli-omosessuali.html</link><category>omosessualità</category><category>diritti</category><category>dignità</category><category>Bibbia</category><author>denisdalbianco@libero.it (Morgan)</author><pubDate>Mon, 14 Jul 2008 06:58:16 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-7247132930890581882</guid><description>Ecco ancora, dopo sabato, l’amore della Bibbia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Non dovete avere relazioni sessuali con un uomo come si hanno con una donna: è una pratica mostruosa”.&lt;br /&gt;Levitico 18,22&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Se un uomo ha relazioni con un altro uomo, fa una cosa disgustosa e tutti e due devono essere messi a morte. Essi sono responsabili della loro morte”.&lt;br /&gt;Levitico 20,13&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mostruosa, disgustosa, messi a morte.&lt;br /&gt;Questo insegna la Bibbia riguardo gli omosessuali. Uhm, un attimo. Sto pensando a quanti miei amici devo dire che saranno messi a morte.&lt;br /&gt;Un testo SACRO &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;contro&lt;/span&gt; i diritti dell’uomo, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ripeto&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni politiche, di condizioni personali e sociali.&lt;br /&gt;È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.&lt;br /&gt;Articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viviamo in Italia. A quale testo vogliamo fare riferimento per ritrovare libertà e dignità sociale?&lt;br /&gt;Mi piacerebbe conoscere l’opinione del Ministro delle Pari Opportunità.</description></item><item><title>Intellettuali alla ricerca di originalità</title><link>http://acmedelpensiero.blogspot.com/2008/07/intellettuali-alla-ricerca-di.html</link><category>stato</category><category>politica</category><category>giornalismo</category><category>cultura</category><author>denisdalbianco@libero.it (Morgan)</author><pubDate>Sun, 13 Jul 2008 09:59:44 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-2184893901238557562</guid><description>Sulla prima pagina del Corriere della Sera, oggi, un articolo di Ernesto Galli Della Loggia: il moralismo divisivo nel nostro paese. Da un lato i buoni e i democratici, dall’altro i furfanti che condividono le idee e i modi del malandrino. A suo dire, la manifestazione dell’otto luglio è stato il compimento definitivo di un percorso che trova le sue origini nell’unità d’Italia. Il muro contro muro fra bravi e cattivi, fra democratici e antidemocratici.&lt;br /&gt;Mi chiedo con serietà se Galli Della Loggia viva negli anni Settanta o nell’epoca contemporanea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Migliaia di giovani ritengono Berlusconi una becera persona, ma ciò non significa che si possa pensare che tutte le persone di destra siano antidemocratiche, stupide e reazionarie. La debole democrazia italiana è frutto di politiche di sinistra e di destra, di maggioranza e di opposizione. Quando sento La Russa parlare con certi toni non li condivido, tuttavia non penso che possa spedire gente al confino. Allorché ascolto Maroni parlare di bimbi Rom e impronte digitali non condivido, ciononostante non credo che lui sia antidemocratico, certo una persona che ama la fantomatica Padania, ma ciò concerne l’ignoranza, non uno spirito antidemocratico.&lt;br /&gt;Se le voci contro Berlusconi, lui in particolare, non altri, sono forti e nette è perché qualcuno, mi perdoni Galli Della Loggia, ha ben pensato di informarsi da dove provenga il signore, dalle prescrizioni e dai soldi dei socialisti, dalla vicinanza alla mafia della banca Rasini di Milano alla truffa per conquistare la villa di Arcore a danno di una giovane ereditiera, dalle parole da dittatore contro tutti coloro che lo disturbano (si ricorda la proposta del test mentale ai magistrati, perla di saggezza) alle contraddizioni continue (si detesta il comunismo con parole arroganti e si invita al contempo Putin in Sardegna). Questo signore preoccupa tantissimi noi giovani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io stesso, ricordando anni addietro quanto ero poco informato su di lui, mi sono dovuto ricredere su un timido e isolato sostegno alla corrente di destra per protesta contro una sinistra chiacchierona.&lt;br /&gt;Chi conosce la storia – vera, sentenze alla mano per esempio – di Berlusconi comprende benissimo perché sia lui la persona che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;altera&lt;/span&gt; gli equilibri istituzionali, e non certo Alemanno o Brunetta, Tremonti o Fini,  pur lontani dalle mie idee.&lt;br /&gt;Non è un moralismo divisivo quello dell’Italia, la sensazione di molti che sono vicini alla sinistra è un continuo arrabbiarsi contro i propri rappresentanti che non riescono ad essere incisivi e non hanno la capacità di informare sulla vera storia di Berlusconi. Se abbiamo ad esempio un D’Alema che pubblica con la Mondadori e un Veltroni che cerca sempre il dialogo senza dire a chiare lettere chi è Mr Arcore, e quanti potrebbero essere gli esempi, possiamo essere fiduciosi dello spirito, a suo dire, democratico della sinistra? Che cosa significa essere democratico? Celare le malefatte di un premier e soprassedere ai giusti processi che dovrebbero essere continuati contro di lui?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’unico moralismo divisivo che osservo nel mio semplice ragionar di un trentenne è che anche fra voi intellettuali ci sono molti cacasotto che si ostinano a plasmare teorie politiche e non vogliono condannare con durezza le eccessive libertà di un signore, così assoggettato alla sua sontuosità, da rendere autorevole e interessante qualsivoglia sentenza egli pronunci o qualunque becera azione che tenti di camuffare come burocrazia istituzionale necessaria quando invece abusa sostanzialmente dei suoi poteri.</description></item><item><title>La Bibbia e l'amore</title><link>http://acmedelpensiero.blogspot.com/2008/07/la-bibbia-e-lamore.html</link><category>pena di morte</category><category>diritti</category><category>religione</category><author>denisdalbianco@libero.it (Morgan)</author><pubDate>Sat, 12 Jul 2008 06:03:35 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-5031259958569635871</guid><description>Mi inteneriscono i cattolici. Mi dicono che nella Bibbia c’è l’amore, l’ispirazione della fede cristiana. E allora troviamolo questo &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;amore&lt;/span&gt; nella Bibbia, libro sacro e venerato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Chi colpisce volontariamente una persona e la uccide, deve essere messo a morte. […] Ma quando un uomo è adirato con un altro e lo uccide di proposito, deve essere messo a morte. […] Chi rapisce un uomo – sia che poi lo abbia venduto, sia che lo tenga ancora in suo potere – deve essere messo a morte”.&lt;br /&gt;Esodo 21,12&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto amore! Mi inteneriscono i cattolici. La Bibbia è un vero appello all’impegno morale. Occhio per occhio, dente per dente.&lt;br /&gt;La morale che emerge da tali parole offende la carta dei diritti universali dell’uomo, conquista moderna e che tutela la dignità della vita umana.&lt;br /&gt;L’abolizione della pena di morte è in netto contrasto con il libro sacro dei cristiani.&lt;br /&gt;Chi crede nella Bibbia o ha le idee confuse o non la conosce per nulla oppure accetta con ipocrisia parole che dovrebbero essere ritenute fuori legge.&lt;br /&gt;Consapevoli di questo?&lt;br /&gt;Lunedì vi cito altre parole amorevoli della &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;SACRA&lt;/span&gt; Bibbia.</description></item><item><title>Ciao Pippo</title><link>http://acmedelpensiero.blogspot.com/2008/07/ciao-pippo.html</link><category>volontariato</category><category>Roma</category><category>senzatetto</category><category>morte</category><author>denisdalbianco@libero.it (Morgan)</author><pubDate>Fri, 11 Jul 2008 04:08:54 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-8804210906744505241</guid><description>Mi hanno chiamato ieri sera da Roma, una brutta notizia. Un amico senzatetto, Pippo, è morto. Da qualche tempo era tornato a Catania, sua città d’origine. Una persona che, nonostante le difficoltà della strada, aveva portato un’onda di simpatia, così fulmineo nelle battute e geniale nell’osservazione dei dettagli. Pippo si distingueva, per il timbro di voce peculiare e per il fischietto che a volte infastidiva, altre volte destava tutti dal torpore solidale che le ore serali donavano ad ognuno. Quando tornò a Catania le serate di volontariato non erano più le stesse. Ci mancava.&lt;br /&gt;Pippo sapeva in modi inaspettati fare sorridere. Accadeva che procurasse cibo in abbondanza perché lo donava ad altri senzatetto, magari infermi o troppo ubriachi per avvicinarsi a noi. Mi è capitato di vederlo consegnare cibo a gente più debole di lui con i miei occhi, non erano bugie, lo faceva davvero.&lt;br /&gt;Come non ricordare quella volta in cui chiedeva insistentemente una colletta da parte nostra per acquistare una macchinetta per tagliare i capelli e scandiva con nostro divertimento la parola Philips. Non riusciva a pronunciarla bene, quel “ph” non gli usciva, come la “s” finale. Quante risate. Sue e nostre.&lt;br /&gt;Voleva darsi da fare sempre, si era messo in testa che i senzatetto dovevano avere i capelli sistemati, al pari della barba.&lt;br /&gt;Massimo lo imitava e lui rideva. Discutevano assieme con il medesimo timbro di voce e muovendo le spalle animatamente, come Pippo era solito fare. Scene da teatro, eravamo invece davanti alla stazione Termini, fra decine e decine di senzatetto con problemi enormi di sopravvivenza. &lt;br /&gt;Era bellissimo osservare il suo animo religioso, per lui la preghiera era un modo per stare assieme, serenamente. Recitare ad alta voce, tenendosi per mano in cerchio.&lt;br /&gt;Il mondo continuava ad avere enormi problemi quando pregava, anche in riferimento al mio post di ieri, ma di sicuro lui era più sereno dopo avere recitato una preghiera. Un elemento che rispetto con grande sincerità. E oggi non voglio dare spazio né a domande né a dubbi.&lt;br /&gt;Pippo, fai buon viaggio, ci hai insegnato molto. Sapere che eri a Catania ci rincuorava in qualche modo, ora ci mancherai.</description></item><item><title>La fine di un'era credulona?</title><link>http://acmedelpensiero.blogspot.com/2008/07/la-fine-di-unera-credulona.html</link><category>religione</category><category>psiche</category><category>società</category><category>scienza</category><author>denisdalbianco@libero.it (Morgan)</author><pubDate>Thu, 10 Jul 2008 12:15:56 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-2335062651729061918</guid><description>“È la fine per i preti e per gli dei, se l’uomo diventa scientifico! – Morale: la scienza è il proibito in sé – solo essa è proibita. La scienza è il primo peccato, il germe di tutti i peccati”.&lt;br /&gt;Friedrich Nietzsche&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che la scienza getti a volte gli umani sul fiume delle più recondite paure non v’è dubbio. Che la scienza indaghi il Tutto con un crescendo di modalità e saperi non v’è dubbio. Che esista ancora chi pensi di poterne fare a meno o chi auspichi di modificarne il suo corso impedendo, ostracizzando, biasimando lo vediamo di continuo.&lt;br /&gt;Ma la modernità dona ragione agli scienziati, parte del mondo ha conquistato obiettivi tecnologici e igienici solo e soltanto grazie alla scienza. Secoli e secoli di testi sacri non hanno portato a nulla se non a rendere cieco l’essere umano, a impedirgli di esplorare con passione e curiosità il Reale.&lt;br /&gt;Milioni e milioni di preghiere hanno illuso le masse e promesso velleità. Centinaia d’anni di geremiadi rituali non hanno migliorato il mondo, soltanto cento anni di sviluppo scientifico hanno mutato interamente l’esistenza ad alcune generazioni.&lt;br /&gt;I problemi sono tanti, come è noto, e c’è moltissimo da fare, è tuttavia evidente che se fossimo convinti ancora dell’efficacia delle preghiere e della provvidenza saremmo nell’ignoranza più totale – dalle malattie all’alimentazione, dagli spostamenti con i mezzi al frigorifero -, colpiti da stupide superstizioni e ingannevoli leggende.&lt;br /&gt;Lo sviluppo tecnologico, scientifico e culturale porta alla lenta morte delle religioni, che giungerà inesorabile.&lt;br /&gt;Oggi i preti, le suore e i religiosi possono pensare di sopravvivere chiacchierando e invocando litanie, fra qualche tempo, in futuro, saranno visti come imbroglioni e giudicati negativamente con severità.&lt;br /&gt;Le religioni non sono spiritualità oggi, ma illusorie teorie che uccidono la curiosità degli umani per conservare vecchi privilegi e che offendono l’intelligenza.&lt;br /&gt;Il vero peccato è credere nel peccato.&lt;br /&gt;Le gerarchie cattoliche si scagliano contro l’eutanasia, buffo, negli ultimi decenni la stanno vivendo sulla loro pelle e non se ne accorgono.&lt;br /&gt;Forse.</description></item><item><title>Guzzanti hai esagerato</title><link>http://acmedelpensiero.blogspot.com/2008/07/guzzanti-hai-esagerato.html</link><category>politica</category><category>satira</category><category>politici</category><author>denisdalbianco@libero.it (Morgan)</author><pubDate>Wed, 09 Jul 2008 05:50:05 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-384341680532170622</guid><description>Non amo certo questo Governo, Berlusconi lo ritengo il degrado culturale italiano, la Carfagna è lontanissima dalle mie idee, ma ciò che è stato detto ieri dalla Guzzanti &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;è troppo&lt;/span&gt;. Non è moralismo, è questione di usare le parole &lt;span style="font-style: italic;"&gt;per costruire qualcosa&lt;/span&gt;. Quella satira invece è violenza pura, senza avere letto le intercettazioni. Perché se la Guzzanti le avesse lette dovrebbe dire dove e grazie a chi.&lt;br /&gt;In caso contrario, come ci aspettiamo, dato che quelle intercettazioni non sono state pubblicate, lei dovrebbe sapere quanto ne sappiamo tutti noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sta la risata, è difficile non ridere quando senti certe battute, soprattutto a danno di chi non ti piace, ciononostante ieri abbiamo oltrepassato il limite della decenza.&lt;br /&gt;In quella piazza vi erano di sicuro ragazzi e ragazzini, penso che criticare con la satira una certa politica parlando di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;uccelli&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;succhiate&lt;/span&gt; non sia rispettoso né verso le loro menti né verso la politica appunto. Non si costruisce nulla, si fa forse soltanto ridere.&lt;br /&gt;Viva la satira, viva la capacità di raccontare fatti facendo sorridere.&lt;br /&gt;Le parole della Guzzanti di ieri non volevano raccontare fatti, desideravano soltanto colpire con violenza. Mi lascia perplesso questo atteggiamento contro un Ministro della Repubblica, anche se non ci piace e non ne condividiamo le idee.</description></item><item><title>I tempi odierni per molti di noi...</title><link>http://acmedelpensiero.blogspot.com/2008/07/i-tempi-odierni-per-molti-di-noi.html</link><category>Roma</category><category>società</category><category>giovani</category><author>denisdalbianco@libero.it (Morgan)</author><pubDate>Tue, 08 Jul 2008 04:04:10 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-493026056711978585</guid><description>L’amica &lt;a href="http://lauraetlory.splinder.com/" target="_blank"&gt;Laura&lt;/a&gt; mi ha mandato un sms chiedendomi dove sono sparito e perché non vivo più a Roma. Ti rispondo pubblicamente, come ti ho scritto nella mail.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cara Laura,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ho ricevuto il tuo sms, ora ti spiego. Pubblico nel mio blog, per spiegare o fare capire in miglior modo almeno le mie ultime scelte. Non scriverò nulla di troppo personale da mettermi a disagio e&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; forse potrebbe essere illuminante sulla realtà che ci circonda&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;In primo luogo desidero dirti che tornerò presto a Roma per salutare una ad una le tante belle persone che ho conosciuto nella Capitale e che non sono riuscito a incontrare, fra le quali ci sei anche te.&lt;br /&gt;Il mio trasloco è stato improvviso e veloce, per una serie di motivi personali e delicati, figli soprattutto del noto sistema italiano che aumenta insicurezze e problemi. Ma voglio parlarti di altro, inizierei a fare una filippica sugli affitti, sui contratti, sulla Guardia di Finanza, sui locatori furbi, sulle leggi, ci siamo capiti, credo.&lt;br /&gt;Oltre a ciò, era oramai nell’aria un mio spostamento. L’amore per Roma si legava male alla precarietà continua che vivevo da tre anni, sempre alla ricerca dell’ennesimo lavoro per sopravvivere, fra contratti assurdi, fasulli a volte e schiavizzanti, tre mesi o sei mesi, qualità di vita bassa insomma. E per un giovane uomo come me che vorrebbe altresì visitare con tranquillità musei e farsi la stagione teatrale, vedersi giorno dopo giorno a decidere su quale discount sia più conveniente andare era divenuto davvero con il tempo insopportabile. Ci sono stati momenti migliori dal punto di vista economico, anche se rari.&lt;br /&gt;La situazione lavorativa a Roma è disastrosa, o hai la sponsorizzazione e conoscenze giuste, oppure le sfide per trovare un impiego decente è come una guerra che si basa su mille stratagemmi che confinano nella bugia più che nella verità: la referenza falsa, il curriculum pompato ad hoc, e spesso neppure questo è sufficiente. Penso di non dire nulla di così drammatico, chi è giovane come me e si è buttato nel mondo lavorativo della Capitale conosce bene la situazione.&lt;br /&gt;Un po’ Laura mi hai conosciuto, non sono uno con le mani in mano e neppure un beota mammone, ma con il tempo guadagnare meno di mille euro al mese fra diversi lavori mal pagati e anche in nero non mi lasciava più spazio al sorriso. Mi possono negare tantissime cose (sono abbastanza disinteressato alle mode e agli oggetti, ho sempre avuto una condotta e una vita semplice), però giungere al punto di non svegliarmi più con il sorriso fra le labbra, no! Questo non lo accettavo più, soprattutto per un ottimista viscerale come me.&lt;br /&gt;Forse lo avrei fatto fra qualche tempo, non subito, i fatti inaspettati hanno semplicemente accelerato le mie decisioni che già stavo maturando fra dubbi e momenti di lucidità.&lt;br /&gt;Perché vedi, senza tanti giri di parole, quelle 400 o 500 euro al mese in più ti cambiano la vita, dall’andare al cinema due volte invece che una al potere fare una donazione di 50 euro al mese all’associazione di cui hai fiducia, dal fare un piccolo regalo ad un amico all’acquistare un libro voluminoso che osservi nelle librerie da mesi. E non mi metto neppure a raccontarti se lo scooter si rompe (si torna ovviamente a prendere i mezzi con un abbonamento di 30 euro mensili) o al dente che ti fa male e devi recarti dal dentista. Per fortuna “risparmi” con un enorme fatica quelle trecento euro e te le spari tutte in un viaggio di quattro giorni, come è ovvio low cost dall’aereo all’ostello, tanto la carie può aspettare, altrimenti vai in depressione se non stacchi la spina.&lt;br /&gt;I conti sono semplici: fra affitto di una stanza (ripeto: stanza, non appartamento) e bollette a Roma partono di certo 350-400 euro al mese (e non parlo di Piazza Bologna o Via Nazionale dove potrebbe andare ben peggio), devi anche mangiare e acquistare i prodotti per le pulizie della casa ad esempio, 150-200 euro volano con grande facilità, paga la benzina o l’abbonamento ai tram, prendi una pizza e una bottiglia di vino per una cena fra amici e tutto diventa più chiaro.  Ogni mese 550-600 euro al mese sono dilapidati e sono stato ottimista o comunque considerando una persona al minimo delle spese. Lavori per guadagnare meno di 1000 euro al mese o giù di lì: la tua vita di pensiero e azioni oltre le voci fisse di spesa va dalle 200 alle 400 euro, quando va bene. Da quella ingente somma devi fare uscire il vestiario (di bassa qualità evidentemente), la gita fuori porta una volta al mese con pranzo al sacco, un piccolo regalo ad un senzatetto che incontri, uno sfizio al supermercato e non al discount, un libro, una ricarica al telefono cellulare e poco altro. Senza imprevisti, ovviamente, altrimenti è un dramma. Risparmio zero, desiderio di progettare devastato alla fonte. &lt;br /&gt;Il mio non è un atto lamentoso, è prendere coscienza che la vita di un giovane italiano fuori sede in una grande città è un inferno, una battaglia contro i mulini a vento. Sia chiaro, ci sono giovani che guadagnano 1200 o 1400 euro o più al mese, magari con contratti interessanti, sono tuttavia una minoranza, i più si arrangiano.&lt;br /&gt;Poi senti che quello che ha fatto la Luiss (privata e pagata profumatamente) ha trovato con facilità un impiego attraverso canali preferenziali oppure l’altra sta facendo un master prestigioso di più di 10.000 euro (diecimila) con i soldini di papà, quella che ha la raccomandazione dello zio che è un magistrato oppure l’altro al quale gli è stato regalato dai genitori un appartamento nuovo da 300.000 euro, quando tu sei stato costretto ad abbandonare l’università per mancanza di risorse economiche e serenità, ecco, allora è davvero umiliante. Intendiamoci bene Laura, nessuna critica classista o biasimi verso chi ha maggiori possibilità pecuniarie, lungi da me, ognuno vive l’esistenza per come gli si presenta, ma stare sotto, nel sottobosco della sopravvivenza è dura, assai dura. Si possono fare mille discorsi di filosofia e di diritti, di sinistra o di destra, quando mancano i soldi e la serenità lavorativa la depressione è dietro l’angolo. E penso ai momenti consolatori (illusori?) di fronte a due palline di gelato a piazza Navona o ad una colazione alla libreria Feltrinelli dentro la Galleria Alberto Sordi, attimi di svago, per non pensare troppo alle preoccupazioni o alla vita che non ti sorride affatto, nonostante i sacrifici o alle botte già ricevute in abbondanza durante gli anni passati.&lt;br /&gt;Dopo anni di esperienze e città, persone e sogni, sono tornato a casa, a casa della mia famiglia. Mi auguro non a lungo, ma adesso è così. In perfetto stile da bamboccione. Se mi avessero detto alcune settimane fa che avrei fatto una scelta simile, mi sarei messo a ridere: «Tornare nel paesino a casa dei miei?... nooo!». Non perché io non abbia un bel rapporto con la mia famiglia, anzi, ma essere qui, a distanza di anni, nella camera che fu mia per lungo tempo è una sorta di sconfitta, un sogno realizzato a metà. E sono fortunato ad avere i miei genitori che pur rispettando sempre il mio coraggio avventuriero e le mie scelte, hanno compreso bene la situazione accogliendomi con queste parole: «Morgan, non preoccuparti, ora respiri un po’, pensi con calma il da farsi, intanto ci aiuti in alcuni lavori qui a casa, e poi vai via ancora, tanto sappiamo che non rimani qui con noi». Accanto a mille problemi ho la vicinanza della mia famiglia, se non ci fosse stato questo, come ad altri di sicuro è accaduto?&lt;br /&gt;Vedi Laura, quando sento Berlusconi o Veltroni alla televisione o nelle interviste sui giornali, e potrei citare molti altri nomi “illustri”, pur donando loro rispettive differenze, sia chiaro, mi accorgo sempre più di quanti come me siano stanchi in modo disarmante, stanchi di non potere progettare o in ogni caso farlo senza speranza, disillusi e crudi, non solo lontani dai discorsi dei politici, ma con una certa rabbia che si sta accumulando con pericolosità. Tanti dicono che i più fra noi sono rassegnati, no, si sbagliano, siamo proprio arrabbiati, neri direi. Perché accanto a frivoli giovani senza cervello, e non sono pochi, esistono anche migliaia e migliaia di giovani come me che se non troveranno una nuova serenità lavorativa e di dignità potrebbero fare scelte drastiche contro i poteri, con esiti imprevedibili. Se qualcuno semina vento non può che aspettarsi tempesta un giorno.&lt;br /&gt;Scusa Laura se la mia lettera è stata dura e senza tenerezza, e a mitigarla sappi che un nuovo progetto mi sta donando linfa ogni giorno, non sono certo sereno viste le ultime vicende, però fiducioso ed energico sì, desideroso di trovare soddisfazioni e tranquillità futura, ma credo che, visti altri sms e mail simili al tuo, dovevo e volevo chiarire meglio la mia situazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti abbraccio forte e spero di vederti presto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Morgan</description></item><item><title>La Spagna innovatrice, noi italiani torniamo indietro</title><link>http://acmedelpensiero.blogspot.com/2008/07/la-spagna-innovatrice-noi-italiani.html</link><category>politica</category><category>Spagna</category><category>religione</category><category>Vaticano</category><category>società</category><author>denisdalbianco@libero.it (Morgan)</author><pubDate>Mon, 07 Jul 2008 05:05:25 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-1875948198645057417</guid><description>Porto mio figlio a scuola e sui muri non ci sono croci con un uomo morto. Mio zio sul letto malato da tempo chiede a noi famigliari che gli spieghiamo con quali modalità può morire “dolcemente” di sua volontà. I funerali di stato di un grande intellettuale non sono cattolici, ma laici e con una cerimonia che si ispira alla Costituzione. Non esistono più giuramenti ufficiali sulla Bibbia e il riconoscimento dei matrimoni omosessuali è consuetudine da molti anni. La ricerca biomedica nelle università è fra le eccellenze nel mondo, senza impedimenti oscurantisti religiosi e con grande libertà di scienza. Il divorzio di alcuni miei amici è stato siglato con una certa velocità, sono sereni ora e consapevoli di poter vivere le loro giornate senza tornare di continuo a quel brutto periodo che li ha condizionati. L’educazione civica nelle scuole è fondamentale e insegnata con serietà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi sembra un paese fantascientifico? No, potrebbe essere il futuro della Spagna, paese che in tema di laicità sta trovando &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;una sua&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;precisa connotazione storica e politica&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;I socialisti spagnoli sono progressisti veri, in Italia ci si limita ad annunci, troppa paura di incontrare le spade vaticane.&lt;br /&gt;Perché, che piaccia o meno, il nostro paese è ancora schiavo di gruppi di poteri cattolici che non intendono certo mollare la presa su privilegi e consuetudini acquisiti nel tempo. &lt;br /&gt;Ma non perdiamo del tutto la speranza. La maggior parte dei giovani dichiara apertamente che qualcosa oramai deve essere fatto per mutare lo stato delle cose. Non sono pochi gli invasati e i sudditi morali; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sono sempre di più gli altri&lt;/span&gt;. Bisogna soltanto essere pazienti e lavorare assieme per rendere la laicità un bene collettivo condiviso.</description></item><item><title>Prospettive e futuro pensato</title><link>http://acmedelpensiero.blogspot.com/2008/07/prospettive-e-futuro-pensato.html</link><category>Roma</category><category>religione</category><category>Veneto</category><category>Lega Nord</category><author>denisdalbianco@libero.it (Morgan)</author><pubDate>Sat, 05 Jul 2008 05:51:34 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-7999839918021185488</guid><description>Il 2 luglio scorso ho tentato di spiegarvi alcuni cambiamenti in atto che mi coinvolgono. Sto pensando a come continuare a scrivere su Acme del Pensiero con argomenti che mi interessino e che siano in qualche modo utili. Sì, ho deciso di non abbandonare il blog. Vi ringrazio per il sostegno sia nei commenti sia nelle numerose mail che mi sono arrivate, alcune di queste ultime davvero belle.&lt;br /&gt;Una delle notizie di questi giorni è che la Bibbia farà la comparsa in televisione in tutte le sue parti, avvierà la lettura Benedetto XVI il prossimo cinque ottobre. Così mi è venuta l’idea di trattare l’argomento Bibbia e tentare di interrogarmi su di essa da curioso e da laico, da ignorante e da non cristiano. Nessuna pretesa di verità da parte mia, come è ovvio, semplici opinioni.&lt;br /&gt;Un modo per confrontarsi e per riflettere sul libro più celebre nel mondo.&lt;br /&gt;Perché se è vero che per i cristiani la Bibbia è fondamentale, oltre che parola di dio, per un non credente è un testo nel quale trovare domande interessanti e curiosità inaspettate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non solo di testi sacri vorrei parlare, ci sono tematiche sociali e politiche che ho a cuore, proverò nel tempo a spiegarvi il mio punto di vista. Dopo anni in città, ritornare in provincia è scioccante: la lentezza che qui respiro mi sembra leggerezza, il silenzio che ascolto mi appare assordante.&lt;br /&gt;I discorsi che mediamente la gente fa qui sono differenti da Roma, la presenza della Lega Nord influisce sul contesto sociale, una certa mentalità pone due temi come il lavoro e l’immigrazione davanti a qualsiasi altro concetto.&lt;br /&gt;Desidero assorbire quanto più possibile. Discernere eventuali costanti e diversità di vedute, osservare da curioso se e in quale modo il Veneto mi appare lontano da ciò che ho respirato in questi ultimi anni in Italia a Gorizia, a Firenze e a Roma.&lt;br /&gt;Forse potrà essere un approccio per chiarire le idee a me in primis, prima di ripartire da queste terre verso nuove avventure che mi aspettano e che auspico. Forse potrà essere interessante anche per voi tutto questo.</description></item><item><title>La Carfagna e il settantenne più bello d'Italia</title><link>http://acmedelpensiero.blogspot.com/2008/07/la-carfagna-e-il-settantenne-pi-bello.html</link><category>politica</category><category>politici</category><author>denisdalbianco@libero.it (Morgan)</author><pubDate>Fri, 04 Jul 2008 07:35:05 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-7634918250489041470</guid><description>Una showgirl inizia a fare politica due anni fa circa e si ritrova nel 2008 Ministro delle Pari Opportunità. Ora si insinua che ci sia del tenero fra il premier e la signorina in questione, o che ci sia stato almeno, ecco la spiegazione della conquista del ruolo di prestigio fra gli alti gangli del potere.&lt;br /&gt;Non mi ispira la Carfagna, per diversi motivi, e non intendo certo dare credito alle insinuazioni prima di leggere – se potremo – le intercettazioni.&lt;br /&gt;Certo è che non è una bella politica quella che stiamo osservando da qualche anno. I nostri rappresentanti non sembrano interessati ai cittadini, per nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi si dice che le intercettazioni sono un problema degli italiani. Ma io dico, essendo signor nessuno, posso temere una intercettazione? Il timore è invece dei potenti che, come è probabile, hanno comunicato attraverso il cellulare cose poco nobili, se non di peggio.&lt;br /&gt;Si pensa ad una legge che blocchi i processi che sono definiti meno gravi. Non vi pare incredibile? Da cittadino pretendo che tutti i processi siano gestiti celermente, non soltanto quelli più gravi. Certo un terrorista fa paura, ma non fa altrettanto paura uno scippatore o un rapinatore?&lt;br /&gt;Non comprendo le ragioni di un Governo che trasforma significati e parole a proprio vantaggio pensando che la popolazione sia semplicemente idiota.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appare chiaro che qualcuno teme con intensità le intercettazioni e che qualche processo sia conveniente rimandarlo. Sono questi i veri problemi degli italiani?&lt;br /&gt;Puoi essere solo amico o nemico di Berlusconi, non ci sono vie di mezzo con lui.&lt;br /&gt;E non è male ricordare che qualche anno fa Mr Arcore amava Di Pietro perché lo riteneva uno in grado di dare una grande scossa al paese dal punto di vista giudiziario, ora lo tratta a pesci in faccia. I tempi cambiano.</description></item><item><title>Gramos e primi risultati con il libro di fiabe</title><link>http://acmedelpensiero.blogspot.com/2008/07/gramos-e-primi-risultati-con-il-libro.html</link><category>iniziative</category><category>solidarietà</category><category>Gramos</category><author>denisdalbianco@libero.it (Morgan)</author><pubDate>Thu, 03 Jul 2008 06:03:22 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-74281654597279883</guid><description>Il 30 giugno 2007, circa un anno fa, lanciavo la prima iniziativa a favore di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gramos&lt;/span&gt;, il ragazzino kosovaro colpito da una malattia rara. Di strada ne è stata fatta, fra gioie e dubbi, speranze e difficoltà.&lt;br /&gt;Molti si sono uniti alle splendide iniziative successive, abbiamo insieme alleviato i dolori di Gramos.&lt;br /&gt;In quel periodo stavo rileggendo “&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Morte a credito&lt;/span&gt;” di Céline e le vicende di Ferdinand non mi donavano certo fiducia verso il genere umano.&lt;br /&gt;Mi dicevo: - Se nessuno fa nulla, Gramos non solo avrà più difficoltà, ma forse morirà -. Poi pensavo che di bimbi ce ne sarebbero a milioni da sostenere e al medesimo tempo mi convincevo che &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;da qualche parte&lt;/span&gt; bisognava iniziare invece di invocare le sciagure umane e l’indifferenza della gente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gramos ha ricevuto aiuto concreto e affetto, la sua vita non è cambiata, ma&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; "addolcita"&lt;/span&gt; per un periodo. Vale qualcosa questo? &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sì secondo me&lt;/span&gt;. Inoltre, alcune persone si sono conosciute meglio e altri si sono interessati alla tematica delle malattie rare, magari prima non la consideravano a sufficienza.&lt;br /&gt;Abbiamo fatto il primo bonifico all’Associazione SOS Infanzia nel Mondo con i proventi ricavati dalla vendita del libro di fiabe. La cifra è di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;1000 euro&lt;/span&gt; (mille euro).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BONIFICO EFFETTUATO IL: 10/06/2008 09.49.33&lt;br /&gt;Banca: BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DI RIANO SCRL&lt;br /&gt;Filiale: RIANO&lt;br /&gt;Coordinate: X 08787 39350 000000003383&lt;br /&gt;DATI BONIFICO&lt;br /&gt;Importo: 1.000,00 EUR Commissioni: 1,00 EUR&lt;br /&gt;Valuta Beneficiario: 10.06.2008&lt;br /&gt;Riferimenti: 99162/ 589 C.R.O.: 11257191602&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per qualsiasi informazione potete contattare Miriam: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sosinfanzianelmondo@tiscali.it&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Colgo l’occasione per ringraziare nuovamente le persone coinvolte in questa nobile causa e gli amici di Roma con cui ho condiviso tempo vicino ai senzatetto e idee per aiutare Gramos.</description></item><item><title>Cambio di vita e Acme del Pensiero</title><link>http://acmedelpensiero.blogspot.com/2008/07/cambio-di-vita-e-acme-del-pensiero.html</link><category>Roma</category><category>azioni</category><author>denisdalbianco@libero.it (Morgan)</author><pubDate>Wed, 02 Jul 2008 10:38:43 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-1597667797944964553</guid><description>Tento oggi di spiegarvi l’ultimo periodo, così bizzarro e inaspettato. Cose personali, lo so, non c’è altro modo di farvi comprendere per quale ragione &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Acme del Pensiero&lt;/span&gt; o chiuderà oppure dovrà mutare in altra forma. Non intendo esplicitarvi i motivi, sarebbe complesso e non so se ho voglia di metterli in parola qui, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ma non vivo più a Roma&lt;/span&gt;. Non potrò più raccontarvi le mie esperienze da quel punto di vista particolare, non sarò più a contatto con i senzatetto e la povertà che là incontravo.&lt;br /&gt;Alcuni conoscono questo mio &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;cambio di vita&lt;/span&gt;, molti altri cadranno interamente dalle nuvole. Ripeto, è stato tutto inaspettato, accadimenti e scelte in pochissimo tempo. Non ho avuto ancora il tempo materiale per salutare tutte le persone care che mi hanno fatto compagnia in questi tre anni nella Capitale, conto tuttavia di tornarci presto per qualche giorno e incontrare chi ancora non conosceva la mia nuova situazione.&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;   &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;      &lt;p class="MsoNormal"&gt;Roma è una città che mi ha permesso di aprire gli occhi su numerose tematiche. I romani mi hanno insegnato a prendere la vita con maggiore&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; schiettezza e leggerezza&lt;/span&gt;, non che mi mancasse la prima, ma di sicuro quando un contesto sociale ne è colmo ci si adegua e ci si migliora con più celerità. Mi vengono alla mente alcuni pregiudizi con cui sono cresciuto nella profonda Polentonia del Nordest, sorrido. È proprio vero che chi ha esperienza diretta può comprendere, gli altri arrancano fra banali giudizi grossolani e leggende. Visitare &lt;st1:personname productid="la Capitale" st="on"&gt;la Capitale&lt;/st1:personname&gt; per alcuni giorni non è come viverci per tre anni.&lt;br /&gt;E vivere nel centro della città non è come frequentare Via Tiburtina o Centocelle.&lt;br /&gt;Ho avuto spesso occasione di incontrare i romani di basso censo, semplici e meravigliosi nelle idee e nei comportamenti. Se penso alla spocchia del fiorentino medio (dove ho vissuto per circa tre anni) e gli affianco la gentilezza del romano medio, comprendo con facilità &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;quanto un particolare tessuto sociale possa condizionare&lt;/span&gt; la quotidianità di una persona. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Mi sovvengono alla mente la signora di un bar che ci offre da pranzare gratis facendoci abbuffare e godendo nel vederci contenti, al signore che si prodiga per aiutare un anziano in modi incredibili. Penso ai suoni e al rumore dei mercati rionali, e alla tranquillità verso le sette di sera a Villa Gordiani, un&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;parco poco lontano da casa mia. Avrei mille pensieri nostalgici su Roma e i romani, non riuscirebbero a descrivere completamente le mie sensazioni ora.&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Nonostante i cambiamenti e i pensieri nostalgici, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ho di fronte sfide importanti&lt;/span&gt;, una in particolare. Una sfida che mi costringe a raccogliere costanza e concentrazione. Forse un giorno ve ne parlerò. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Domani vi parlo di Gramos. &lt;/p&gt;</description></item><item><title>L'intimità del silenzio</title><link>http://acmedelpensiero.blogspot.com/2008/06/lintimit-del-silenzio.html</link><author>denisdalbianco@libero.it (Morgan)</author><pubDate>Tue, 24 Jun 2008 09:13:51 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-8564234637545362066</guid><description>Per qualche giorno il blog rimane in silenzio. Appena mi ripiglio da questi ultimi momenti personali concitanti e incasinati, torno qui con le parole.&lt;br /&gt;Nel frattempo siate sereni, se potete.</description></item><item><title>Cappotto di legno prima di un nuovo risveglio?</title><link>http://acmedelpensiero.blogspot.com/2008/06/cappotto-di-legno-prima-di-un-nuovo.html</link><category>società</category><category>mafia</category><category>corruzione</category><category>ingiustizie</category><category>Saviano</category><category>Italia</category><category>cultura</category><category>camorra</category><author>denisdalbianco@libero.it (Morgan)</author><pubDate>Fri, 20 Jun 2008 02:33:34 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-8733619129561212652</guid><description>Non so se avete sentito la canzone “&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Cappotto di legno&lt;/span&gt;” di Lucariello e Bosso, dedicata al tema della camorra. C’è chi sostiene che l’Arte sia in grado di fare poco contro tali poteri, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;non ne sono così sicuro&lt;/span&gt;. Parlarne e non parlarne sono cose diverse.&lt;br /&gt;Il vantaggio dell’Arte è che riesce a diffondersi con più forza e soprattutto fra categorie che magari non sono abituate a leggere riviste di settore o saggi critici sull’argomento. La forza dell’Arte è indiscutibile.&lt;br /&gt;Basterebbe, soltanto per citare un esempio, curiosare fra le vicende del futurismo per comprendere quanto un artista o un gruppo di artisti abbiano condizionato la politica e la società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non voglio affiancare temi lontanissimi, ogni fase storica necessita di contesti e accorti giudizi, però, nonostante la nostra consueta sfiducia italica verso le istituzioni e il tessuto sociale, ho come la sensazione che vi sia un &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;timido risveglio&lt;/span&gt;, un tentativo, forse ancora grossolano e confuso, di fare emergere ragioni e verità, oltre alle ingiustizie che attanagliano interi settori del paese.&lt;br /&gt;Ciò non nega lo stato omertoso ancora tanto diffuso fra le nostre genti, è bene tuttavia segnalare con sincerità piccoli atti di ribellione, semplici tentativi di risveglio appunto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gomorra ha venduto più di un milione di copie soltanto in Italia, è stato tradotto in più di trenta paesi, un caso isolato o forse un qualcosa di nuovo che sta emergendo?&lt;br /&gt;Da qualche tempo sono iscritto al social network &lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(0, 0, 102);"&gt;Facebook&lt;/span&gt;, il link lo vedete in alto a destra, lì Saviano ha una sua pagina ufficiale, migliaia di contatti. Ho avuto modo nel tempo di leggere molti commenti che i giovani gli lasciano: centinaia e centinaia di persone che gli scrivono di avere letto il libro, di avere conosciuto meglio una situazione che magari conoscevano poco, insomma nuove consapevolezze. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Non è poco&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono solito non avere grande fiducia nella serietà del popolo italiano, Leopardi ci aveva già avvisato molto tempo fa, tuttavia sono incredibilmente convinto che nel nostro paese vi siano minoranze fantastiche, consapevoli e concrete, visionarie e creative. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;A quelle guardo con fiducia e con speranza&lt;/span&gt;. Il futuro del nostro paese dipende da loro, non dalla massa di gente che s’accontenta di vedere Maria de Filippi alla televisione o che fa a gara col vicino per avere un’auto più bella o il vestito all’ultima moda.</description></item><item><title>Un amico omosessuale e io mi incazzo</title><link>http://acmedelpensiero.blogspot.com/2008/06/un-amico-omosessuale-e-io-mi-incazzo.html</link><category>omosessualità</category><category>diritti</category><category>Vaticano</category><category>amore</category><category>cultura</category><author>denisdalbianco@libero.it (Morgan)</author><pubDate>Thu, 19 Jun 2008 09:09:37 -0500</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-7345236112964370568.post-8976185953013801226</guid><description>Pensieri, appunti, guizzi. Vi dico che cosa mi gira per la testa. In modo confuso. Magari qualcuno di voi ci pensa. Con più tranquillità e tirando conclusioni migliori delle mie.&lt;br /&gt;Mi chiama un amico omosessuale che non sentivo da tempo, ha una storia da qualche anno, mi dice: - Morgan, tu che già sei stato all’estero e soprattutto hai cambiato spesso città, secondo te, io e il mio compagno possiamo rimanere in questo paesino di merda?&lt;br /&gt;Vivono in una realtà provinciale, difficile dal punto di vista omosessuale, non nella stessa casa, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;vorrebbero&lt;/span&gt;. Troppe pressioni, troppe bugie, finzioni quotidiane. Poi a telefono piange, mi racconta cose: sospetti, parole dure, sorrisini idioti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora penso che viviamo davvero in un paese preistorico, nel quale due persone che si amano sono costrette a fingere, a chiamare le cose con nomi diversi da quelli che meriterebbero: “Un amico”, non “il mio compagno”. Sarebbe una vergogna per le due famiglie, cattoliche in modo pesante, presenti in parrocchia con ruoli precisi e di prima linea.&lt;br /&gt;Chiusure d’ignoranza, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;paure senza fondamenta&lt;/span&gt;. Quasi gli omosessuali fossero malati, deviati, da evitare. Così mi incazzo, come mi accade poche volte, mi incazzo perché penso che tanta gente sia realmente stupida, dentro, nell’Essere. E vorrei andare da qualcuno che penso a cantargliele, a fargli capire quanto è idiota. Ma non serve. &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lo so&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è un Ministero che si chiama delle pari opportunità, ripetiamo ad alta voce, pari opportunità, e a rappresentarlo c’è una ex velinatetteall’ariaoraredenta che nega &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;diritti sacrosanti&lt;/span&gt;, maledetta chiesa, maledetta.&lt;br /&gt;Dopo avere parlato con il mio amico sento il sangue alle vene, non sono nero, &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;di più&lt;/span&gt;. Oltre che inerme, che cosa posso fare per cambiare un popolo che vive di paure e di genuflessioni?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Maledetta chiesa&lt;/span&gt;. Ma sparirà un giorno questa grande ipocrisia, sparirà. Con o senza dio.&lt;br /&gt;E finalmente due persone che si amano potranno legarsi giuridicamente, curarsi l’un l’altro come due eterosessuali. Quanta pazienza con i dinosauri.</description></item><feedburner:awareness xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0">http://api.feedburner.com/awareness/1.0/GetFeedData?uri=AcmeDelPensiero</feedburner:awareness></channel></rss>
