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	<title>Acqua Crescendo</title>
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	<description>Nuoto e acquaticità per bambini</description>
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		<title>Acqua Crescendo</title>
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		<title>The U-turn</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Salaroli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Nov 2010 05:25:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[didattica]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; picture by Life-takers-crayons on DeviantArt La didattica anglosassone del nuoto è da sempre, e da subito, attenta e mirata alla sicurezza in acqua. Fin dai primi corsi di acquaticità per neonati, infatti,  propone  esercizi  finalizzati a quelli che saranno futuri movimenti propri della didattica del salvamento. Nei corsi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://acquacrescendo.wordpress.com/wp-content/uploads/2010/11/piccola.jpg"><img data-attachment-id="98" data-permalink="https://acquacrescendo.wordpress.com/2010/11/09/the-u-turn/piccola/" data-orig-file="https://acquacrescendo.wordpress.com/wp-content/uploads/2010/11/piccola.jpg" data-orig-size="320,210" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="piccola" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://acquacrescendo.wordpress.com/wp-content/uploads/2010/11/piccola.jpg?w=300" data-large-file="https://acquacrescendo.wordpress.com/wp-content/uploads/2010/11/piccola.jpg?w=320" class="alignleft size-medium wp-image-98" title="piccola" src="https://acquacrescendo.wordpress.com/wp-content/uploads/2010/11/piccola.jpg?w=300&#038;h=196" alt="" width="300" height="196" srcset="https://acquacrescendo.wordpress.com/wp-content/uploads/2010/11/piccola.jpg?w=300 300w, https://acquacrescendo.wordpress.com/wp-content/uploads/2010/11/piccola.jpg?w=150 150w, https://acquacrescendo.wordpress.com/wp-content/uploads/2010/11/piccola.jpg 320w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
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<p>picture by <a href="http://http://life-takers-crayons.deviantart.com/">Life-takers-crayons</a> on<a href="http://deviantart.com"> DeviantArt</a></p>
<p>La didattica anglosassone del nuoto è da sempre, e da subito, attenta e mirata alla sicurezza in acqua. Fin dai primi corsi di acquaticità per neonati, infatti,  propone  esercizi  finalizzati a quelli che saranno futuri movimenti propri della didattica del salvamento.</p>
<p>Nei corsi 0-3 anni viene proposta questa manovra, cosiddeta U-turn, che è un primo rudimentale approccio all&#8217;orientamento in acqua (water orientation), così importante nel caso della caduta accidentale di un bambino  in uno specchio d&#8217;acqua. Il movimento prevede l&#8217;ingresso del piccolo in acqua, dal bordo della vasca, con presa del genitore, l&#8217;arrivo ad un punto vicino (il genitore stesso), la rotazione di 360° sul piano longitudinale e il ritorno al punto di partenza.</p>
<p>Con i piccoli fino a 18 mesi, il movimento sarà completamente effettuato dal genitore, ma comunque è già un buon inizio che fornisce una prima idea del cambiamento di posizione del loro corpo nel liquido. Dopo i 18 mesi, e soprattutto se il bambino ha dimostrato di potersi muovere sott&#8217;acqua per almeno 50cm, si può introdurre l&#8217;intera manovra, la quale può essere suddivisa in tre fasi, che si conquistano una una volta per gradi:</p>
<ul>
<li>completamente assistita: come nel caso dei neonati, riportato sopra;</li>
<li>semi assistito: il genitore effettua il movimento di entrata del piccolo in acqua, lo porta verso di  sè, lo gira e lo fa tornare al bordo da solo;</li>
<li>completamente autonomo: il bambino si tuffa, seduto, nuota verso il genitore sott&#8217;acqua, viene aiutato nel giro e poi ritorna al bordo da solo.</li>
</ul>
<p>La cosa più importante da ricordare è comunque il fatto che il piccolo sia introdotto a questo esercizio solo quando è completamente a suo agio nell&#8217;immersione, punto fondamentale di tutta l&#8217;acquaticità neonatale.</p>
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			<media:title type="html">Ardea Purpurea</media:title>
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		<title>Papà ti salvo io</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Salaroli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 14:17:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[didattica]]></category>
		<category><![CDATA[esperienze personali]]></category>
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					<description><![CDATA[La Società Nazionale di Salvamento Genova, organismo che rilascia i brevetti di assistente bagnanti, propone da qualche anno un progetto che si chiama &#8220;Papà ti salvo io&#8221;, che contiene delle norme di educazione civico-sociale per chiunque frequenti la spiaggia o il mare in generale. Si tratta di 10 semplici regole che sono comunque un inizio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La <a href="http://salvamento.it">Società Nazionale di Salvamento</a> Genova, organismo che rilascia i brevetti di assistente bagnanti, propone da qualche anno un progetto che si chiama &#8220;Papà ti salvo io&#8221;, che contiene delle norme di educazione civico-sociale per chiunque frequenti la spiaggia o il mare in generale. Si tratta di 10 semplici regole che sono comunque un inizio non trascurabile a quella che dovrebbe diventare una vera e propria cultura del salvamento, in particolare per i bambini, ma alla fine utile a tutti. Purtroppo il nostro paese di &#8220;santi e navigatori&#8221; dà forse troppo spazio ai primi e poco ai secondi. Siamo ancora ben lontani dalla realtà ad esempio neozelandese, nella quale il salvamento è una materia scolastica a tutti gli effetti e ci sono programmi specifici per ogni età. Rimandando ad un altro post il loro sistema, vorrei esprimere la passione che ho profuso in questi primi passi (primo esperimento di questo genere nei lidi romagnoli) perchè credo fermamente in questo tipo di educazione e mi impegnerò fino alla fine dei miei giorni affinchè se ne capisca l&#8217;importanza.</p>
<p>Il progetto si compone di 10 regole, spiegate attraverso vignette con il loro relativo significato. Alla fine della spiegazione, è previsto un gioco in cui i bambini hanno a disposizione dei cartelli con il concetto della vignetta e li devono associare; successivamente, si entra in acqua per alcune dimostrazioni ludico-teoriche di tecniche di salvamento.</p>
<ol>
<li> &#8220;Se non sai nuotare non entrare in acqua al di sopra della cintura&#8221; significa in generale di non superare mai le proprie possibilità, e restare solo dove ci si sente sicuri;</li>
<li>&#8220;Non entrare in acqua se hai mangiato da poco, fai passare almeno alcune ore, specialmente quando l&#8217;acqua è fredda!&#8221; è una regola che ci insegnavano già le nostre nonne, ma è una buon spunto per spiegare un po&#8217; i processi digestivi e quindi i motivi di questo consiglio;</li>
<li> &#8220;Non continuare a nuotare quando sei stanco, girati sul dorso e vai verso terra, e se hai bisogno non esitare a chiedere aiuto!&#8221; può aiutare a far capire che farsi prendere dal panico, in acqua, è controproducente, e il significato della richiesta di aiuto, che non deve far vergognare ma nemmeno va richiesto se non è necessario. Inoltre, nel caso specifico della costa romagnola, quando il vento porta via un gonfiabile, mai e poi mai nuotare per raggiungerlo!</li>
<li> &#8220;Si nuota sempre in coppia, mai da solo!&#8221; è una buona norma che può essere applicata a tante attività: se si è in due, ci si aiuta;</li>
<li> &#8220;Prendere il sole per la nostra salute è molto importante, solo se preso con moderazione, l&#8217;esposizione eccessiva provoca un invecchiamento precoce della pelle&#8221; può portare a parlare di colpo di calore e colpo di sole, all&#8217;importanza dell&#8217;uso delle creme protettive, degli occhiali da sole e del cappellino;</li>
<li>&#8220;Non entrare in acqua dopo una prolungata esposizione al sole. Forti sbalzi di temperatura sono molto pericolosi&#8221; è utile per far comprendere l&#8217;importanza del raffreddamento del corpo prima di raggiungere l&#8217;acqua;</li>
<li>&#8220;Evita di tuffarti in luoghi sconosciuti, il fondale può rivelarsi molto pericoloso!&#8221; è importante sapere sempre quanta acqua c&#8217;è sotto di noi, sia che ci si tuffi da un pedalone che da un altro tipo di piattaforma, e soprattutto che è vietato, nonchè molto pericoloso, salire sugli scogli!;</li>
<li>&#8220;Bandiera rossa: le condizioni marine sono pericolose, prestare la massima attenzione&#8221; si apre un sottocapitolo, con i significati del colore delle bandiere e le direzioni dei venti tipici della nostra costa;</li>
<li>&#8220;Se hai freddo è già ora di uscire!&#8221; rientra nel consiglio di non superare i propri limiti e può introdurre un accenno sull&#8217;ipotermia;</li>
<li>&#8220;Non raccogliere siringhe o oggetti taglienti sulla spiaggia, segnalane la presenza al tuo bagnino!&#8221; fa capire ai bambini di non toccare gli oggetti stani che possono trovare.</li>
</ol>
<p>Accanto a queste regole, ho voluto inserire un discorso a parte sul significato delle condizioni meteomarine, quindi la direzione e l&#8217;intensità dei nostri venti prevalenti e dell&#8217;interazione fra venti e onde. Inoltre, ho ritenuto interessante inserire un accenno a due ospiti del mare, le meduse e i pesci ragno, al fine di dare corrette informazioni di biologia e primo soccorso, per evitare di trovare bambini terrorizzati e genitori spruzzanti ammoniaca.</p>
<p>Tutto ciò è stato rappresentato finora in 3 lidi ravennati e sarà mio compito aggiornare le prossime date auspicando una sempre maggiore presenza di pubblico.</p>
<p>Ringrazio i responsabili del servizio di salvataggio dei lidi ravennati, Simona Tarlazzi e Corrado Riva.</p>
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		<title>I tuffi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Salaroli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 14:39:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[didattica]]></category>
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					<description><![CDATA[Sembra quasi innaturale parlare di far eseguire i tuffi ai bambini, perchè, a meno di un trauma che non li faccia neanche avvicinare all&#8217;acqua, saranno per loro un momento di approccio alla stessa che vivranno con estrema naturalezza. Per cui si vedono fanciulli che magari non hanno voglia di stare molto tempo immersi però quando [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="picture by kirstie1974 on DeviantArt" src="https://i0.wp.com/th04.deviantart.com/fs12/300W/i/2006/317/6/7/Diving_by_kirstie1974.jpg" alt="" width="300" height="413" /></p>
<p>Sembra quasi innaturale parlare di far eseguire i tuffi ai bambini, perchè, a meno di un trauma che non li faccia neanche avvicinare all&#8217;acqua, saranno per loro un momento di approccio alla stessa che vivranno con estrema naturalezza. Per cui si vedono fanciulli che magari non hanno voglia di stare molto tempo immersi però quando è il momento di buttarsi lo fanno ripetutamente e senza sosta! Per non parlare di quelli che già hanno un buon rapporto con l&#8217;acqua per cui il tuffo rappresenta il periodo più divertente in assoluto.</p>
<p>Quando arriva il momento dell&#8217;insegnamento della partenza vera e propria, cioè il classico tuffo &#8220;di testa&#8221;, si va incontro a problematiche quali il senso del vuoto, il controllo del proprio corpo per l&#8217;acquisizione di una nuova facoltà motoria.</p>
<p>L&#8217;aspetto più importante dell&#8217;entrata in acqua con la testa è la comprensione del cambiamento dell&#8217;assetto del corpo, che si troverà in una posizione assolutamente innaturale.</p>
<p>Per iniziare a far capire al bambino questo gesto, è utile fargli eseguire i tuffi facendolo sedere sul bordo vasca , con i piedi nell&#8217;acqua e le braccia in alto, e la testa in mezzo alle braccia. Aiutandolo da dietro, si inizia a farlo cadere dolcemente facendo entrare prima le mani, poi la testa e il resto del corpo. Il passo successivo consiste nel compiere lo stesso in ginocchio, e per ultimo in piedi. E&#8217; importante non forzare il tuffo in piedi se il concetto dell&#8217;entrata con la testa non è stato appreso. E&#8217; meglio continuare l&#8217;insegnamento tenendo il corpo del piccolo il più vicino possibile all&#8217;acqua, fino a quando non riuscirà a far entrare il capo per primo.</p>
<p>La fase della spinta è sicuramente successiva: quando il bambino avrà appreso la caduta, gli si insegnerà ad aggiungere la spinta della gambe. Il problema dell&#8217;ingresso con &#8220;spanciata&#8221;, quindi del corpo, del busto prima ancora che della testa, è da considerarsi una conseguenza del mancato apprendimento del diverso assetto del corpo.</p>
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		<title>Analitico e globale</title>
		<link>https://acquacrescendo.wordpress.com/2008/12/28/analitico-e-globale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Salaroli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Dec 2008 16:34:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[didattica]]></category>
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					<description><![CDATA[Nella didattica del nuoto, i metodi analitico e globale si riferiscono all&#8217;insegnamento dei vari stili e dei movimenti che li costituiscono. Analitico è il metodo attraverso il quale si insegna, fin dall&#8217;inizio, l&#8217;esecuzione di una nuotata in tutte le sue caratteristiche, suddividendo ogni singolo gesto. Globale, al contrario, prevede un primo movimento grossolano dello stile [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nella didattica del nuoto, i metodi analitico e globale si riferiscono all&#8217;insegnamento dei vari stili e dei movimenti che li costituiscono. Analitico è il metodo attraverso il quale si insegna, fin dall&#8217;inizio, l&#8217;esecuzione di una nuotata in tutte le sue caratteristiche, suddividendo ogni singolo gesto. Globale, al contrario, prevede un primo movimento grossolano dello stile che si vuole insegnare, per poi affinarlo quando sarà stato acquisito. La controversia, negli istruttori e allenatori, avviene quando si deve decidere quale sia il primo sistema da adottare al momento dell&#8217;apprendimento.</p>
<p>Se prendiamo ad esempio il crawl, che ha movimenti su piani diversi e la sua esecuzione richiede buone capacità coordinative: è improbabile che un bambino di 5-6-7 anni (età media di inizio insegnamento di questo stile) possa averle. E&#8217; giusto quindi iniziare un movimento per gradi, globale per quanto riguarda la nuotata generale, quindi con gambata, bracciata e respirazione, anche se frontale e non laterale (più fine).  L&#8217;allievo può essere istruito, in questa fase, a scomporre questi gesti, quindi a fare solo la gambata ad esempio.</p>
<p>Questo poi è anche l&#8217;inizio del movimento analitico: si iniziano a dividere le azioni per  comprenderle.</p>
<p>Quindi la soluzione migliore può essere quella di costruire prima il movimento globale, poi procedere ad affinarlo.</p>
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		<title>da 4 a 8 mesi</title>
		<link>https://acquacrescendo.wordpress.com/2008/11/20/da-4-a-8-mesi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Salaroli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 22:55:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[didattica]]></category>
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					<description><![CDATA[In questa fascia d&#8217;età, che è quella consigliata per iniziare l&#8217;attività in acqua, il bambino inizia a percepire il movimento volontario. La muscolatura è sollecitata dal movimento, cerca, scopre e usa le mani e i piedi per afferrare gli oggetti. Comincia a riconoscere le persone a lui familiari e gioca con gli altri bambini. Sente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://acquacrescendo.wordpress.com/wp-content/uploads/2008/11/neonatale1.jpg"><img data-attachment-id="48" data-permalink="https://acquacrescendo.wordpress.com/2008/11/20/da-4-a-8-mesi/neonatale1/" data-orig-file="https://acquacrescendo.wordpress.com/wp-content/uploads/2008/11/neonatale1.jpg" data-orig-size="509,336" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;AA029939&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="neonatale1" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://acquacrescendo.wordpress.com/wp-content/uploads/2008/11/neonatale1.jpg?w=300" data-large-file="https://acquacrescendo.wordpress.com/wp-content/uploads/2008/11/neonatale1.jpg?w=450" class="alignnone size-thumbnail wp-image-48" src="https://acquacrescendo.wordpress.com/wp-content/uploads/2008/11/neonatale1.jpg?w=150&#038;h=99" alt=""   srcset="https://acquacrescendo.wordpress.com/wp-content/uploads/2008/11/neonatale1.jpg?w=127 127w, https://acquacrescendo.wordpress.com/wp-content/uploads/2008/11/neonatale1.jpg?w=254 254w, https://acquacrescendo.wordpress.com/wp-content/uploads/2008/11/neonatale1.jpg?w=150 150w" sizes="(max-width: 127px) 100vw, 127px" /></a></p>
<p>In questa fascia d&#8217;età, che è quella consigliata per iniziare l&#8217;attività in acqua, il bambino inizia a percepire il movimento volontario. La muscolatura è sollecitata dal movimento, cerca, scopre e usa le mani e i piedi per afferrare gli oggetti. Comincia a riconoscere le persone a lui familiari e gioca con gli altri bambini. Sente forte l&#8217;attaccamento alla madre. Può sentire la propria voce e la utilizza, attraverso piccole grida, per interagire con il mondo esterno.</p>
<p>L&#8217;attività in acqua sarà un ottimo momento per utilizzare la coscienza motoria acquisita: i giochi che galleggiano nella vasca, colorati e in movimento, sono uno stimolo al movimento. Il contatto con l&#8217;acqua come elemento si realizza, in lui, spruzzando, toccando questo &#8220;materiale&#8221; nuovo ai suoi sensi.</p>
<p>Per questo è utile sfruttare questa novità per provare immersioni, soprattutto rivolte a raggiungere il genitore, e per fare piccoli tuffi.</p>
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		<item>
		<title>piccola bibliografia</title>
		<link>https://acquacrescendo.wordpress.com/2008/09/18/piccola-bibliografia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Salaroli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2008 17:18:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[didattica]]></category>
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					<description><![CDATA[Esistono alcuni testi, italiani e stranieri, utili, completi ed efficaci per la conoscenza o l&#8217;approfondimento dell&#8217;argomento nuoto per bambini. 0-3 anni: &#8211; &#8220;Waterbaby-come un pesce nell&#8217;acqua&#8221; di Lauren Eston e Zena Holloway, edizioni Il Punto d&#8217;Incontro; &#8211; &#8220;Nell&#8217;acqua come prima di nascere&#8221; di Manuela Alba Giletto, edizioni Nuovo Progetto (pioniera della materia); &#8211; &#8220;The baby [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Esistono alcuni testi, italiani e stranieri, utili, completi ed efficaci per la conoscenza o l&#8217;approfondimento dell&#8217;argomento nuoto per bambini.</p>
<p><em>0-3 anni:</em></p>
<p>&#8211; &#8220;Waterbaby-come un pesce nell&#8217;acqua&#8221; di Lauren Eston e Zena Holloway, edizioni Il Punto d&#8217;Incontro;</p>
<p>&#8211; &#8220;Nell&#8217;acqua come prima di nascere&#8221; di Manuela Alba Giletto, edizioni Nuovo Progetto (pioniera della materia);</p>
<p>&#8211; &#8220;The baby swim book&#8221; di Cinda Kochen e Janet McCabe, Leisure Press;</p>
<p>&#8211; &#8220;Les bebes de l&#8217;eau&#8221; di Erik Sidenbladh, editore Robert Laffont.</p>
<p><em>3-6 anni:</em></p>
<p>-&#8220;Acqualandia-imparare a nuotare con l&#8217;aiuto degli amici pesci e della fantasia&#8221; di Invernizzi, Dugnani, Serre, edizioni Ermes;</p>
<p>-&#8220;Scuola Nuoto&#8221; di Mario Andolfi e Marco Parigiani, edizioni Zanichelli (la vera Bibbia sull&#8217;argomento);</p>
<p>&#8211; &#8220;Nuotare da tre a sei anni&#8221; di Andrea Imeroni e Sergio Simoni, edizioni La Nuova italia Scientifica;</p>
<p>&#8211; &#8220;Genitori efficaci&#8221; di Thomas Gordon, edizioni Meridiana Partenze.</p>
]]></content:encoded>
					
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			<media:title type="html">Ardea Purpurea</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>al mare</title>
		<link>https://acquacrescendo.wordpress.com/2008/08/02/al-mare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Salaroli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Aug 2008 20:17:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[acquaticità]]></category>
		<category><![CDATA[didattica]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[picture by cdas 35-5 on DeviantArt L&#8217;estate è già iniziata da un mese e sicuramente sarete già tutti andati qualche giorno al mare con i vostri bambini, e forse vi trascorrete le vacanze. Qualche piccola raccomandazione, non banale, per vivere serenamente il contatto con l&#8217;acqua salata, per i piccoli fino a 5 anni: &#8211; evitate [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://acquacrescendo.wordpress.com/wp-content/uploads/2008/08/children_are_play_with_sand_by_cdas35_5.jpg"><img data-attachment-id="37" data-permalink="https://acquacrescendo.wordpress.com/2008/08/02/al-mare/children_are_play_with_sand_by_cdas35_5/" data-orig-file="https://acquacrescendo.wordpress.com/wp-content/uploads/2008/08/children_are_play_with_sand_by_cdas35_5.jpg" data-orig-size="300,225" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="children_are_play_with_sand_by_cdas35_5" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://acquacrescendo.wordpress.com/wp-content/uploads/2008/08/children_are_play_with_sand_by_cdas35_5.jpg?w=300" data-large-file="https://acquacrescendo.wordpress.com/wp-content/uploads/2008/08/children_are_play_with_sand_by_cdas35_5.jpg?w=300" class="aligncenter size-medium wp-image-37" src="https://acquacrescendo.wordpress.com/wp-content/uploads/2008/08/children_are_play_with_sand_by_cdas35_5.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" srcset="https://acquacrescendo.wordpress.com/wp-content/uploads/2008/08/children_are_play_with_sand_by_cdas35_5.jpg 300w, https://acquacrescendo.wordpress.com/wp-content/uploads/2008/08/children_are_play_with_sand_by_cdas35_5.jpg?w=150 150w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><a href="http://http://tn3-2.deviantart.com/fs21/300W/f/2007/255/9/d/Children_are_play_with_sand_by_cdas35_5.jpg">picture</a> by cdas 35-5 on <a href="http://deviantart.com">DeviantArt</a></p>
<p>L&#8217;estate è già iniziata da un mese e sicuramente sarete già tutti andati qualche giorno al mare con i vostri bambini, e forse vi trascorrete le vacanze. Qualche piccola raccomandazione, non banale, per vivere serenamente il contatto con l&#8217;acqua salata, per i piccoli fino a 5 anni:</p>
<p>&#8211; evitate di immergerli troppo con la testa sott&#8217;acqua, l&#8217;acqua del mare è più difficile da sopportare, soprattutto negli occhi;</p>
<p>&#8211; evitate di fare il bagno in giorni con onde, i bimbi hanno bisogno di calma e di mare tranquillo, non devono sentire di essere trascinati;</p>
<p>&#8211; evitate gli oggetti gonfiabili (braccioli, canottini, materassini) nei giorni di vento;</p>
<p>&#8211; fate loro sentire l&#8217;acqua scorrere sulla pelle, con i più piccoli in riva.</p>
<p>Con i bimbi dai 5 anni in su il desiderio di stare in acqua aumenta notevolmente: portateli con voi, ma solo dove vi sentite sicuri. Fate indossare bracciolini  o cinture salvagente, e</p>
<p>&#8211; non siate ossessivi e rigorosi sulle famigerate &#8220;3 ore prima di fare il bagno dopo aver mangiato!&#8221; dipende sempre da cosa è stato ingerito!</p>
<p>&#8211; proibite giochi stupidi come far finta di annegare! Si creano falsi allarmi, non si educa il bambino alla sensazione di pericolo, e soprattutto è davvero pericoloso! Se i piccoli &#8220;giocano&#8221; a buttarsi sott&#8217;acqua a vicenda, ingeriranno o respireranno involontariamente spropositate quantità di acqua marina  che crea presto scompensi a livello polmonare.  Ricordiamo che la sindrome da annegamento può iniziare anche con stato di coscienza, e con presenza di forte tosse.</p>
<p>&#8211; fate il bagno con i vostri bambini! Che tristi scene i fanciulli in mare, soli, e il genitore a riva che lo aspetta con il telo!</p>
<p>&#8211; last but not least, fateli familiarizzare con il bagnino di salvataggio e con le bandiere. Il loro significato è importantissimo ed educa al rispetto delle regole. Bisogna sempre rispettare e temere il mare.<img src="https://i0.wp.com/http//tn3-2.deviantart.com/fs21/300W/f/2007/255/9/d/Children_are_play_with_sand_by_cdas35_5.jpg" alt="" /></p>
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			<media:title type="html">Ardea Purpurea</media:title>
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	</item>
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		<title>Spiriti sbagliati</title>
		<link>https://acquacrescendo.wordpress.com/2008/05/21/spiriti-sbagliati/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Salaroli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2008 21:45:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bambini pestiferi]]></category>
		<category><![CDATA[esperienze personali]]></category>
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					<description><![CDATA[Rivolta a Matteo B., 11 anni: &#8220;Cosa ti è successo oggi che sei così indiavolato? Calmati!&#8221; &#8220;Strano, perchè proprio ieri ho preso lo spirito santo, ho fatto la cresima!!!&#8221; Matteo P.: &#8220;Si vede che ha preso quello sbagliato!&#8221;]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Rivolta a Matteo B., 11 anni:</p>
<p>&#8220;Cosa ti è successo oggi che sei così indiavolato? Calmati!&#8221;</p>
<p>&#8220;Strano, perchè proprio ieri ho preso lo spirito santo, ho fatto la cresima!!!&#8221;</p>
<p>Matteo P.:</p>
<p>&#8220;Si vede che ha preso quello sbagliato!&#8221;</p>
]]></content:encoded>
					
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			<media:title type="html">Ardea Purpurea</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Salvamento per bambini &#8211; seconda parte</title>
		<link>https://acquacrescendo.wordpress.com/2008/04/21/salvamento-per-bambini-seconda-parte/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Salaroli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Apr 2008 20:31:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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					<description><![CDATA[Desidero segnalare la bella iniziativa che si è svolta l&#8217;estate scorsa a Ostia, organizzata dalla Sezione Salvamento della Federazione Italiana Nuoto, sperando che abbia un seguito. Si è trattato di una serie di giornate di formazione, che si sono concluse con un seminario internazionale dal titolo &#8220;Water safety for children and adolescents&#8221;, in cui si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Desidero segnalare la bella iniziativa che si è svolta l&#8217;estate scorsa a Ostia, organizzata dalla Sezione Salvamento della <a href="http://www.federnuoto.it">Federazione Italiana Nuoto</a>, sperando che abbia un seguito. Si è trattato di una serie di giornate di formazione, che si sono concluse con un seminario internazionale dal titolo &#8220;Water safety for children and adolescents&#8221;, in cui si sono trattati argomenti come indagini statistiche, comunicazione nella prevenzione, e soprattutto del progetto sull&#8217;inserimento del nuoto per salvamento nelle scuole italiane, attività che in nord Europa è già sviluppata da anni e che sarebbe veramente auspicabile per i nostri bambini.</p>
<p>Nell&#8217;occasione sono state presentate anche alcune semplici e chiare regole che vorrei riportare, un piccolo vademecum per diffondere la buona condotta in spiaggia e in piscina:<br />
In acqua evitiamo di:</p>
<ul>
<li>nuotare da soli lontano dalla battigia o comunque oltre al limite della zona riservata alla balneazione;</li>
<li>entrare in acqua lontano dalla postazione dell&#8217;assistente bagnanti se non siamo buoni nuotatori;</li>
<li>nuotare di notte;</li>
<li>allontanarci più di 50m dalla riva con materassini, piccoli canotti gonfiabili o altro;</li>
<li>masticare chewing-gum;</li>
<li>nuotare in apnea senza essere sorvegliati. Evitiamo anche di nuotare in apnea troppo a lungo e per troppe volte;</li>
<li>segnalare situazioni di pericolo senza motivo, esempio urlando &#8220;aiuto&#8221; solo per gioco;</li>
</ul>
<ul>
<li>fare il bagno nei porti o nei corridoi di entrata e uscita dei natanti.</li>
</ul>
<ul></ul>
]]></content:encoded>
					
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			<media:title type="html">Ardea Purpurea</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Salvamento per bambini</title>
		<link>https://acquacrescendo.wordpress.com/2008/04/07/salvamento-per-bambini/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Laura Salaroli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2008 20:35:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[didattica]]></category>
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					<description><![CDATA[picture by Quenby-Sheree on DeviantArt L&#8217;insegnamento del nuoto ai bambini non può prescindere da un argomento fondamentale come le nozioni di base sulla sicurezza in acqua e il salvamento. L&#8217;annegamento è responsabile del 15% delle morti accidentali nei bambini di età 1-4 anni; il tasso di mortalità è diminuito di oltre il 70% negli ultimi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://i0.wp.com/tn3-1.deviantart.com/fs28/300W/i/2008/048/1/3/Drowning_by_Quenby_Sheree.jpg" alt="" width="300" height="200" align="top" /></p>
<p><a href="http://fc02.deviantart.com/fs28/i/2008/048/1/3/Drowning_by_Quenby_Sheree.jpg">picture</a> by Quenby-Sheree on <a href="http://deviantart.com">DeviantArt</a></p>
<p>L&#8217;insegnamento del nuoto ai bambini non può prescindere da un argomento fondamentale come le nozioni di base sulla sicurezza in acqua e il salvamento. L&#8217;annegamento è responsabile del 15% delle morti accidentali nei bambini di età 1-4 anni; il tasso di mortalità è diminuito di oltre il 70% negli ultimi 40 anni. Questo cambiamento è dovuto alla maggiore presenza di servizi di salvataggio, ma anche da una maggiore presa di coscienza da parte delle famiglie e della scuola sui pericoli legati alla balneazione. Inoltre, c&#8217;è una maggiore frequenza dei bambini nelle piscine e molti praticano il nuoto fin dall&#8217;infanzia. In un paese come l&#8217;Italia che ha 6000 km di coste, e laghi, la questione assume molta importanza.</p>
<p>Si dovrebbe quindi inserire, all&#8217;interno dei corsi di nuoto, il giusto spazio relativo a questa problematica, fin dai primi anni di vita dei piccoli nuotatori.</p>
<p>Dividendo in 2 principali fasce d&#8217;età, 3-5 anni e 6-10 anni  (oltre 10 anni acquiscono già bene le informazioni, semplificate, di un corso di salvataggio per adulti) si inizia con la spiegazione di ciò che si vuole loro insegnare, l&#8217;importanza che hanno l&#8217;attenzione e la coscienza del movimento per salvarsi la vita.</p>
<p>Con i primi, più piccoli, si deve insistere sulla svestizione da effettuare nerl caso di caduta accidentale in acqua. Si possono dedicare una o due lezioni, preferibilente alla fine del corso, spiegando accuratamente ai genitori ciò che si andrà a fare, magari distribuendo una fotocopia i giorni precedenti. I piccoli dovranno portare un ricambio completo, esempio una tuta da ginnastica, e scarpe, ovviamente pulite. Si dovrà parlare ai bambini in modo semplice, con dimostrazioni chiare. La prima cosa da togliere saranno le scarpe, pesanti e ingombranti: si tufferanno e l&#8217;istruttore li guiderà nell&#8217;operazione. Successivamente il giubbotto, che in questo caso sarà rappresentato dalla maglia o dalla felpa della tuta da ginnastica. Poi bisogna raggiungere qualcosa di stabile, nuotando a scavatrice (rudimentale stile libero), mantenendo lo sguardo rivolto al punto d&#8217;arrivo (a quest&#8217;età comunque nuotano maggiormente a testa alta). Si fa ripetere quest&#8217;operazione 2-3 volte per memorizzarla.</p>
<p>Per i bambini più grandi, da 6 anni in su, si può già introdurre il concetto si salvamento non solo per sè stessi ma anche per gli altri, nel caso in cui a trovarsi in difficoltà non sia lui stesso ma qualcun altro. Quindi, dopo aver insegnato loro la stessa procedura che si usa per i più piccoli, deve spiegare bene, per prima cosa, che la condizione per aiutare un&#8217;altra persona è innanzitutto essere prima in sicurezza per sè: su una banchina, su una barca ecc. con una cima, potranno lanciarla dopo averla legata a qualcosa di fisso, sdraiati a terra, o il lancio di un oggetto galleggiante, se sono a disposizione.</p>
<p>Nelle lezioni in acqua, è utile introdurre i metodi di presa di un pericolante, lo stile libero a testa alta, l&#8217;over, che sono un diversivo anche agli stili abituali e possono aiutare anche la coordinazione.</p>
<p>La didattica anglosassone sul nuoto, molto più attenta all&#8217;aspetto del salvamento, introduce fin dai 4 anni anche l&#8217;aiuto più tecnico ad un&#8217;altra persona.</p>
]]></content:encoded>
					
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			<media:title type="html">Ardea Purpurea</media:title>
		</media:content>

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