<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-4152524513058430823</atom:id><lastBuildDate>Fri, 01 Nov 2024 06:29:23 +0000</lastBuildDate><category>opinioni</category><category>donne</category><category>elezioni</category><category>giovani</category><category>video</category><title>Ada De Stefanis</title><description></description><link>http://adadsc.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Ada De Stefanis Caiani)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>15</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4152524513058430823.post-275328473387047256</guid><pubDate>Fri, 12 Dec 2008 16:02:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-12T17:44:02.716+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">opinioni</category><title>Al voto!</title><description>Bisogna rivitalizzare la democrazia, a cominciare dalla dimensione locale. L&#39;approccio dal basso deve essere però accompagnato e incoraggiato da iniziative provenienti dall&#39;alto: vale a dire non relegare la partecipazione al principio di sussidiarietà, che negli ultimi vent&#39;anni ha dato scarsissimi frutti democratici. &lt;br /&gt;Rappresentatività e partecipazione devono procedere affiancate, perché bisogna rendersi conto che l&#39;essere cittadini, l&#39;usare pienamente i propri diritti politici, viene prima dell&#39;essere di destra o di sinistra. Se non siamo cittadini sovrani, ogni nostra altra appartenenza è un vassallaggio ai partiti, non una partecipazione.&lt;br /&gt;Il pluralismo non deve esistere solo a livello parlamentare; esso, infatti, è solo la conseguenza e un’espressione del pluralismo delle idee e delle culture presenti nella società. E&#39; perciò necessaria una nuova capacità di connettere i cittadini europei alle loro istituzioni, altrimenti disaffezione e torpore continueranno a persistere.&lt;br /&gt;Per questo invito gli elettori Abruzzesi a recarsi numerosi presso i seggi, il 14 e 15 Dicembre prossimo. A loro, ai miei &quot;competitori&quot; e a tutti i lettori del blog auguro buona fortuna (augurio che porgo anche a me stessa) e faccio sinceri auguri di buone feste. In quest&#39;ultimo post pre-elettorale, amo salutarvi con una frase di Gandhi che recita cosi: &quot; La mia vita è il mio messaggio&quot;; che vuol essere anche il manifesto della mia &quot;missione&quot; politica.</description><link>http://adadsc.blogspot.com/2008/12/al-voto.html</link><author>noreply@blogger.com (Ada De Stefanis Caiani)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4152524513058430823.post-5320512348587812225</guid><pubDate>Tue, 09 Dec 2008 12:29:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-09T13:36:49.936+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">opinioni</category><title>Il peso delle alternative</title><description>E&#39; accettabile che la &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;stabilità &lt;/span&gt;politica di un intero Paese dipenda dai voti ottenuti convincendo alcuni senatori a cambiare casacca, &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;voltando &lt;/span&gt;le spalle ai cittadini che li hanno votati? O, ancora, dipenda dalle condizioni di salute di un manipolo di senatori a vita ultra ottantenni? E&#39; tollerabile &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;l&#39;opposizione per vizio ideologico&lt;/span&gt; a tutto ciò che s’ispira a una razionalità che appartiene al sistema, si tratti di linee ad alta velocità, di pensioni o di posizioni da occupare sullo scacchiere internazionale? &lt;br /&gt;Inoltre, nelle democrazie che &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;funzionano&lt;/span&gt;, non governa la piazza, ma il &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;popolo&lt;/span&gt;, due cose del tutto diverse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;collante &lt;/span&gt;di una coalizione, non dovrebbe essere esclusivamente la &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;paura &lt;/span&gt;nei confronti di Berlusconi, perché impedire che governino gli altri è troppo &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;poco &lt;/span&gt;per giustificare un governo. &lt;br /&gt;Durante l&#39;ultimo tesseramento a chi mi chiedeva: &quot; Perché aderire all&#39;Udeur se c&#39;è la Margherita, tanto più forte, specie nella nostra provincia, Pescara?&quot; - rispondevo con la storiella tanto cara a Sandro Pertini. Quando il Tribunale speciale lesse la sentenza che lo condannava, egli gridò: &quot;Evviva il socialismo&quot;. Il maresciallo che comandava la scorta si complimentò con lui: &quot;Bravo, finalmente uno, inneggiano sempre al comunismo!&quot;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E, a proposito di comunismo, la storia si ripete; eccome! Come non ricordare la prima statua di Lenin abbattuta in Asia centrale all&#39;urlo di &quot;Allah akbar&quot; ossia &quot;Allah è grande&quot;. Oggi c&#39;è Al Quaeda e sarebbe da miopi non vedere il &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;legame &lt;/span&gt;esistente tra la fine del comunismo come &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;ideologia di rivolta&lt;/span&gt; degli oppressi e l&#39;islam fondamentalista di oggi. &lt;br /&gt;Prima chi voleva combattere il capitalismo occidentale abbracciava il marxismo - leninismo perché era quella l&#39;arma del tempo. Quando quest&#39;arma è scaduta, ne è nata una nuova, che si chiama Al Quaeda. Allora bisogna chiedersi se sia possibile salvare capre e cavoli, mantenendo la &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;bellezza &lt;/span&gt;del mondo che sta nella sua &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;diversità &lt;/span&gt;ma anche nel rafforzamento delle &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;peculiarità&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda il nostro Paese e l&#39;Europa, nonostante il riferimento a Tucidide nell&#39;incipit della &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;costituzione &lt;/span&gt;europea: &quot;La nostra Costituzione si chiama &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;democrazia&lt;/span&gt;, perché il potere &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;non &lt;/span&gt;è nelle mani di pochi, ma dei più&quot;; nell&#39;Unione continua a essere vero esattamente &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;l&#39;opposto&lt;/span&gt;.</description><link>http://adadsc.blogspot.com/2008/12/alternative.html</link><author>noreply@blogger.com (Ada De Stefanis Caiani)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4152524513058430823.post-2854187665204850059</guid><pubDate>Fri, 05 Dec 2008 14:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-05T15:15:42.662+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">opinioni</category><title>Seminare, condividere, ripartire. Insieme.</title><description>Siamo sicuri che il primo comandamento dica proprio: &quot; Il prodotto interno lordo non deve mai rallentare.&quot;?&lt;br /&gt;Siamo certi che oltre al mito del &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;consumo &lt;/span&gt;infinito, non ci siano altri obiettivi, non esistano altri modelli di benessere da &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;proporre &lt;/span&gt;alle famiglie già &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;discriminate &lt;/span&gt;da una cultura in cui tutto è mercato, sempre più &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;preoccupate &lt;/span&gt;per il presente e per il futuro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro paese è ormai il &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;mondo&lt;/span&gt;; un mondo dominato da due tendenze divenute, di fatto, ideologie spesso in conflitto: quella economica (che ha come riferimento il mercato) e quella sociale (portatrice di valori come la solidarietà e la gratuità, che ha nella famiglia il suo &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;perno &lt;/span&gt;centrale). E a proposito di &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;famiglia&lt;/span&gt;, a me sta a cuore quella &quot;tradizionale&quot; e con essa la &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;vita, la pace, gli ultimi&lt;/span&gt;; ma se cito le prime due, sono considerata di destra, viceversa citando le seconde sono di sinistra. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo accade perché con l&#39;adozione del sistema maggioritario, s&#39;è incuneato nella testa di noi italiani un terribile tarlo, quello dell&#39;&lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;appartenenza&lt;/span&gt;, che riduce tutto alla domanda rilevante: &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;da che parte stai?&lt;/span&gt; Progressista o conservatore? Amico o nemico? Berlusconi o Veltroni? Cattolici veri o finti? &lt;br /&gt;Questo &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;appiattisce &lt;/span&gt;totalmente l&#39;analisi, a beneficio del &quot;con noi o contro di noi&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A me questa schematizzazione così netta riesce molto difficile ma credo di essere in numerosa e buona compagnia. Basta avere il coraggio e la volontà d&#39;&lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;incontrarsi&lt;/span&gt;, di mettere insieme i pezzi come suol dirsi. Allora, affrontare i nodi del Paese alla luce della &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;fraternità &lt;/span&gt;universale e nella ricerca di valori &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;condivisi &lt;/span&gt;deve&#39;essere una &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;necessità&lt;/span&gt;; non un ingenuo esercizio di buonismo per temperare il &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;cinismo &lt;/span&gt;della politica.</description><link>http://adadsc.blogspot.com/2008/12/seminare-condividere-ripartire-insieme.html</link><author>noreply@blogger.com (Ada De Stefanis Caiani)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4152524513058430823.post-124939390781567831</guid><pubDate>Wed, 03 Dec 2008 16:35:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-03T17:52:05.970+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">elezioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">video</category><title>Spot</title><description>&lt;iframe allowfullscreen=&#39;allowfullscreen&#39; webkitallowfullscreen=&#39;webkitallowfullscreen&#39; mozallowfullscreen=&#39;mozallowfullscreen&#39; width=&#39;320&#39; height=&#39;266&#39; src=&#39;https://www.blogger.com/video.g?token=AD6v5dyuYqyOfi5yspd2UaQ889zad6RmmqDeHNEbEOfnAJ9I-7bCYhalz3DGD9dldF1Fd8R3VBR49WQ8rdj7REBMcQ&#39; class=&#39;b-hbp-video b-uploaded&#39; frameborder=&#39;0&#39;&gt;&lt;/iframe&gt;</description><enclosure type='video/mp4' url='http://www.blogger.com/video-play.mp4?contentId=853921a90444953f&amp;type=video%2Fmp4' length='0'/><link>http://adadsc.blogspot.com/2008/12/spot.html</link><author>noreply@blogger.com (Ada De Stefanis Caiani)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4152524513058430823.post-5637001328588439210</guid><pubDate>Sat, 29 Nov 2008 13:43:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-11-29T14:54:14.644+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">opinioni</category><title>La sfida</title><description>In Italia il voto è sempre più &quot;mobile&quot;. &lt;br /&gt;La competizione ha &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;cambiato &lt;/span&gt;le regole sfidando i tabù; i partiti hanno perso &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;contatto &lt;/span&gt;con il Paese reale. La democrazia ha bisogno di &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;consenso&lt;/span&gt;, la competizione ha bisogno di &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;stabilità&lt;/span&gt;, i partiti hanno &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;bisogno &lt;/span&gt;di gambe solide, sulle quali far camminare &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;idee e progetti&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;E&#39; tempo ormai che la politica si impegni per superare il dualismo machiavellico tra il &quot;discorso della piazza&quot; e il &quot;discorso del palazzo&quot;, perché se partiti e società si rendono reciprocamente impermeabili, suona un campanello d&#39;&lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;allarme &lt;/span&gt;per la democrazia tout-court.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro Paese oggi rivela inquietudini di varia natura e non percepisce più in modo nitido la traiettoria del proprio &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;futuro&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;I partiti tendono sempre più a strutturarsi secondo meccanismi di &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;affiliazione&lt;/span&gt;, piuttosto che promuovere il &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;confronto &lt;/span&gt;e la &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;libera partecipazione&lt;/span&gt; dei cittadini. &lt;br /&gt;Lo sforzo di generare anticorpi per una politica &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;troppo mediatizzata e priva di ancoraggi duraturi con il territorio&lt;/span&gt;, va compiuto impiegando ogni lecita risorsa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;sfida &lt;/span&gt;da raccogliere consiste nel contaminare la società politica con &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;culture, saperi, interessi e valori&lt;/span&gt; che altrimenti rischiano di essere confinati in un sociale percepito un po’ asfittico e autosufficiente. C&#39;è bisogno di donne e uomini più attenti e sensibili alle questioni &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;sociali&lt;/span&gt;, più capaci di individuare i problemi &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;veri &lt;/span&gt;della gente, più &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;concreti&lt;/span&gt;, più disposti ad &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;ascoltare &lt;/span&gt;gli altri, per intraprendere la strada che porta all&#39;unità, alla compattezza interiore, che rende gli uomini atti a &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;compiere imprese impossibili&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un po’ come all&#39;indomani della battaglia di Canne, quando i romani persero in un solo giorno un esercito di centomila soldati e Annibale sembrò avere in pugno il loro destino. Un solo uomo, anzi un &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;giovane &lt;/span&gt;ventiquattrenne, Scipione, ebbe fiducia nel riscatto di Roma. Per quel solo uomo l&#39;esercito si ricostruì e quella civiltà visse, per poi diventare un impero immortale. &lt;br /&gt;Al contrario, la storia ci fornisce numerosi esempi di Nazioni e grandi civiltà, ad esempio quella dell&#39;antica Grecia, di limitata longevità.&lt;br /&gt;La ragione di queste morti premature è sempre la stessa: la &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;mancanza &lt;/span&gt;di visionari luminosi, sognatori pragmatici, persone integre, che sono il sale della terra. &lt;br /&gt;E ci vuole sale per la nostra insipida società.</description><link>http://adadsc.blogspot.com/2008/11/la-sfida.html</link><author>noreply@blogger.com (Ada De Stefanis Caiani)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4152524513058430823.post-7964752053964946192</guid><pubDate>Fri, 28 Nov 2008 11:29:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-11-28T13:12:28.077+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">giovani</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">opinioni</category><title>Educazione alla libertà</title><description>Il consumo frenetico dell&#39;&lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;effimero&lt;/span&gt; si sta tramutando in apatia e questa è sintomo di &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;mancanza &lt;/span&gt;d&#39;aspettative. &lt;br /&gt;Penso che sia necessario recuperare il senso storico dell&#39;&lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;esperienza&lt;/span&gt;, proponendo una forte educazione al senso delle &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;priorità &lt;/span&gt;e della percezione di ciò che è &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;veramente &lt;/span&gt;importante nella vita personale e sociale. Ancor di più, è necessaria l&#39;educazione alla &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;giustizia&lt;/span&gt;, di cui i giovani segnalano la carenza e reclamano l&#39;applicazione. E, inevitabilmente, la &quot;questione giustizia&quot; conduce alla dimensione politica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si vive &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;contro &lt;/span&gt;qualcuno o indipendentemente da qualcuno. Proprio la competizione politica dovrebbe insegnare comportamenti ispirati all&#39;altruismo e alla solidarietà, al gesto fatto al momento &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;giusto&lt;/span&gt;, alla parola detta al momento giusto. E questo rompendo l&#39;assedio del linguaggio povero, che va dall&#39;umorismo scadente, ai proclami intrisi di &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;decisionismo&lt;/span&gt;, all&#39;aggressività arrogante. Insomma, si tratta di attivare quell&#39;agire &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;comunitario&lt;/span&gt;, che contribuisca a costruire la democrazia nella società civile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scuola deve rappresentare un grande percorso espressivo della democrazia. Compito della scuola deve essere la &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;formazione &lt;/span&gt;dell&#39;individuo, la &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;promozione &lt;/span&gt;delle giovani generazioni, la &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;costruzione &lt;/span&gt;della loro personalità sociale, l&#39;&lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;educazione &lt;/span&gt;al lavoro secondo la concezione democratica del lavoro. Per questo è necessario contrastare la cultura della gerarchizzazione di ritorno, convincere che esercitare un determinato lavoro non vuol dire essere più di qualcun altro, ma semplicemente avere una posizione &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;funzionalmente &lt;/span&gt;diversa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va corretta, anzi messa al bando, un’&lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;ostentata &lt;/span&gt;cultura del successo, figlia di un neo liberismo totalitario, rappresentato &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;senza sosta&lt;/span&gt; dai mass media. Questo significa poter fare affidamento su un sistema scolastico che si dedichi maggiormente a chiarire ai giovani &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;possibilità e prospettive&lt;/span&gt;, per mettere a frutto le loro &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;doti&lt;/span&gt;, correggendo dannose dispersioni di &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;risorse &lt;/span&gt;umane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sopratutto, la scuola non deve pensare che i giovani siano bottiglie da riempire. Forse un po’ tutti pensiamo che dobbiamo riempire di tante cose la nostra vita e quella degli altri. Invece, uno dei segreti del vivere è comprendere che noi e gli altri non siamo oggetti da riempire, ma &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;lampade da accendere&lt;/span&gt;, convinti che la scelta educativa che va &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;conquistata &lt;/span&gt;e &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;riaffermata &lt;/span&gt;in ogni momento della nostra vita, è la scelta della &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;libertà&lt;/span&gt;.</description><link>http://adadsc.blogspot.com/2008/11/educazione-alla-libert.html</link><author>noreply@blogger.com (Ada De Stefanis Caiani)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4152524513058430823.post-106451766791749339</guid><pubDate>Wed, 26 Nov 2008 13:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-11-26T15:05:25.599+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">opinioni</category><title>La politica non è egoismo</title><description>La politica &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;non &lt;/span&gt;è scienza del potere ma scienza dei &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;bisogni&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;Certi bisogni possono però essere distorti nelle risposte, oppure, se soddisfatti, non generano solidarietà. Allora la politica dovrebbe essere la più &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;ragionevole &lt;/span&gt;delle convivenze. Certamente la politica non dovrebbe essere pensata secondo il &quot;modello Penelope&quot;; ovvero la politica &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;inutile&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Questa che stiamo vivendo è la fase shakespeariana della Repubblica: molto rumore per nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un paese &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;serio&lt;/span&gt;, preoccupato di costruire il proprio &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;futuro&lt;/span&gt;, il lavoro del Governo dovrebbe cominciare, dove il precedente ha finito, &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;ampliando&lt;/span&gt;, &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;rinforzando&lt;/span&gt;, &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;portando a termine &lt;/span&gt;ciò che è stato cominciato. Purtroppo, la realtà racconta di troppe leggi che non diventeranno mai tali e di altrettante puntualmente smantellate.&lt;br /&gt;Sensibili mutamenti di rotta possono essere tollerati, ma quando &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;l&#39;unico&lt;/span&gt; obiettivo diventa la &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;distruzione &lt;/span&gt;di tutto quanto in precedenza fatto, si assiste a un fare e disfare per cui, di fatto, la politica diventa &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;inutile&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Non possiamo negare che stiamo vivendo un momento di grandi pericoli e opportunità. Aumentano anche le &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;responsabilità &lt;/span&gt;che noi tutti siamo chiamati a sostenere.&lt;br /&gt;Abbiamo acquisito una mentalità tecnica, che confina la morale nell&#39;ambito soggettivo, mentre si avverte proprio il bisogno di una &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;morale pubblica&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;C&#39;è troppo squilibrio tra capacità tecniche ed energia morale. Un vago moralismo che scivola nella sfera politico-partitica, è anzitutto una pretesa rivolta agli altri e troppo poco un &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;dovere personale&lt;/span&gt; della nostra vita quotidiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi si tenta di spiegare e giustificare questo stato di &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;confusione &lt;/span&gt;generale, introducendo il concetto di &quot;crisi delle ideologie&quot;. Intanto, nella confusione sono cresciute d’importanza certe aggregazioni, rappresentative di spezzoni di realtà di ecologismo, localismo, corporativismo e così via, capaci di divenire condizionanti, anche guadagnando qualche seggio in proprio. Tutto questo è indice della mancanza di una reale &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;progettualità &lt;/span&gt;politica, che diventa mero e caotico smistamento d’istanze e interessi &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;di parte&lt;/span&gt;, senza un vero disegno ma soggetto agli umori del &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;mercato &lt;/span&gt;del consenso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo è &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;assolutamente &lt;/span&gt;necessario tentare di ricostruire una teoria politica &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;adatta &lt;/span&gt;ai tempi, &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;capace di risvegliare una militanza civile sentita e attiva, evitando di fare esclusivamente ciò che egoisticamente conviene&lt;/span&gt;.</description><link>http://adadsc.blogspot.com/2008/11/la-politica-non-egoismo.html</link><author>noreply@blogger.com (Ada De Stefanis Caiani)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4152524513058430823.post-2945798507412001628</guid><pubDate>Tue, 25 Nov 2008 14:22:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-11-26T15:06:00.201+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">donne</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">opinioni</category><title>Donne in prima fila</title><description>Michelle Bachelet, Presidente del Cile, sostiene: &quot;Una Nazione, può diventare &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;prospera &lt;/span&gt;senza perdere l&#39;anima. Si può creare ricchezza &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;senza &lt;/span&gt;contaminare l&#39;acqua che beviamo o l&#39;aria che respiriamo, si possono &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;stimolare &lt;/span&gt;quelli che davanti avanzano, e allo stesso tempo si possono aiutare quelli che restano indietro.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla politica, dobbiamo rivolgerci tutti con la &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;coerenza &lt;/span&gt;di vita. I cittadini aspettano coerenza dai politici che hanno eletto: che siano fedeli al programma concordato, che si dedichino al bene &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;comune&lt;/span&gt;, che siano &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;onesti &lt;/span&gt;e oculati nell&#39;amministrare le risorse finanziarie.&lt;br /&gt;Facciamo in modo che il dibattito elettorale si svolga in condizioni di &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;civiltà &lt;/span&gt;e di &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;chiarezza&lt;/span&gt;, favorendo la necessità, di mettere gli elettori in condizione di comprendere meglio i problemi che attraversano la nostra società e le loro possibili &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;soluzioni&lt;/span&gt;. Il rischio è che si cada in una girandola di polemiche stucchevoli, improduttive, che i cittadini non gradirebbero e non capirebbero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le donne sono &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;pronte &lt;/span&gt;a conferire in politica chiarezza d’idee, naturale &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;serietà&lt;/span&gt;, impegno caparbio e &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;sincero&lt;/span&gt;, insomma buone referenze talvolta non apprezzate nella giusta misura, anzi fatte oggetto di una miope indifferenza se non addirittura di una stupida derisione. Le donne sono pronte a non spaventarsi del carattere oggi troppo pragmatico della politica, e s’impegnano a riportare &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;valori &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;e &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;ideali &lt;/span&gt;che vanno oltre la concreta azione, sopra e oltre le convenienze personali.&lt;br /&gt;Le donne vogliono impegnarsi a monitorare e contrastare il progressivo scivolare verso un sistema di oligarchie che hanno bisogno di governare su persone &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;mediocri&lt;/span&gt;, che si baloccano con gli arrivismi e il piatto conformismo. E sappiamo che un certo tipo di devianza può diventare protagonismo; preoccupante protagonismo.&lt;br /&gt;Le donne, ancora, vogliono una &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;sana &lt;/span&gt;normalità che non degradi nella mediocrità, per questo vogliono dare il loro contributo alla &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;costruzione &lt;/span&gt;di una teoria politica sistematica, di un progetto che assegni chiare priorità, significati e importanza specifica ai fattori che costituiscono la convivenza societaria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per fare questo si ha bisogno di riflessione, studio, elaborazione e cultura; di &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;coinvolgimento &lt;/span&gt;di giovani e adulti, insomma di tante persone di buona volontà, impegnate nell&#39;applicazione che &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;riscatta &lt;/span&gt;dalla banalità e dal pettegolezzo. Il profeta Osea indicava come avvento dello Spirito la realizzazione della promessa che anche le donne avrebbero profetizzato. Confidiamo &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;tutte &lt;/span&gt;in quest’annuncio.</description><link>http://adadsc.blogspot.com/2008/11/donne-in-prima-fila.html</link><author>noreply@blogger.com (Ada De Stefanis Caiani)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4152524513058430823.post-3028648287071906233</guid><pubDate>Mon, 24 Nov 2008 18:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-11-24T21:12:15.545+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">opinioni</category><title>Impegno: auspicio e requisito per la salvaguardia della democrazia.</title><description>&lt;span style=&quot;font-style:italic;&quot;&gt;&quot;Non chiedetevi dove andremo a finire, perchè ci siamo già.&quot;&lt;/span&gt; - Ennio Flaiano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;democrazia &lt;/span&gt;è causa oppure effetto dello sviluppo? &lt;br /&gt;Questa domanda ha attraversato il corso dei secoli, fino ad arrivare ai giorni nostri. Può sembrare banale chiedersi se sia l&#39;economia a generare la democrazia oppure il contrario, ma è una questione più concreta di quanto non appaia. L&#39;impostazione da preferire è quella socratico - aristotelica, secondo cui la democrazia è un &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;pre-requisito dello sviluppo economico&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La democrazia è un bene &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;fragile &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;e non può essere dato per scontato in modo definitivo. La sua difesa non può essere delegata solo al &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;ceto politico&lt;/span&gt;, perché una democrazia politica non è sostenibile se non si accompagna a una democrazia economica con la &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;partecipazione &lt;/span&gt;vigile e &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;attiva &lt;/span&gt;della società civile, dei cittadini, evitando un fiume carsico di discorsi, dibattiti, relazioni, conferenze o chiassosi cortei, rivelatisi a volte privi di veri contenuti ed evitando, altresì, quelle appaganti manie di &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;protagonismo &lt;/span&gt;a tutti i costi, costi quel che costi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dobbiamo convincerci che la politica non è una dimensione &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;facoltativa&lt;/span&gt;, non è una &quot;cosa&quot; tra le tante di cui non si è obbligati di occuparsi perché appare lontana, incomprensibile, parziale. Le democrazie senza rendersene conto, si avviano a situazioni pericolose, a &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;occulte &lt;/span&gt;trasformazioni che le snaturano se non c&#39;è un’incalzante &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;partecipazione &lt;/span&gt;popolare. Le istituzioni non sono dei totem sacri, ma nemmeno un giocattolo con cui trastullarci fin tanto che non ci si annoia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche con le &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;candidature &lt;/span&gt;non si può giocare. &lt;br /&gt;Non è positivo usarle come una medaglietta in più sulla divisa della popolarità. La caccia a nomi attraenti e noti ha senso se è una cosa seria. Non è una moda per vip di ogni taglia. La democrazia ha più bisogno di &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;persone e programmi &lt;/span&gt;che di personaggi ed emozioni.&lt;br /&gt;Si assiste a una concezione neo-prefettizia, tra la Roma antica e il Napoleonico, una sorta di &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;spartizione &lt;/span&gt;neo-coloniale che si estende dagli enti locali ai collegi parlamentari. La democrazia è troppo importante perché se ne trascuri l&#39;esercizio e il controllo, per permettere che qualcuno la deformi in gioco di potere e di spettacolo o anche, nei centri minori, di piccolo &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;dispotismo &lt;/span&gt;mascherato con il paternalismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Compito &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;preciso &lt;/span&gt;della politica dovrebbe essere la capacità di costruire una scienza della &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;convivenza&lt;/span&gt;, per mettere in rapporto armonico e &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;progettuale &lt;/span&gt;azioni comuni ed efficaci, vissuti, aspirazioni, pensieri. Si deve recuperare l&#39;aspetto &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;morale &lt;/span&gt;della politica che oggi è diventata occupazione di molti e &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;vocazione &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;di pochi. La politica non è una dimensione facoltativa ma è &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;dentro &lt;/span&gt;lo statuto dell&#39;esistenza umana.</description><link>http://adadsc.blogspot.com/2008/11/impegno-auspicio-e-requisito-per-la.html</link><author>noreply@blogger.com (Ada De Stefanis Caiani)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4152524513058430823.post-1630882461653030575</guid><pubDate>Mon, 24 Nov 2008 10:26:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-11-24T13:08:10.496+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">opinioni</category><title>Ritrovare il sorriso</title><description>Vale la pena di ricordare che l&#39;attuale sistema bancario è nato nel Quattrocento sulla trasformazione dei Monti di Pietà, sorti come risposta a una crisi non meno grave dell&#39;attuale: il morbo dell&#39;usura. Anche la nascita del movimento cooperativo è stata originata da idealità, da passioni civili di persone che vedevano l&#39;economia come un’occasione per costruire una società di persone più &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;libere&lt;/span&gt;, uguali e solidali. Se l&#39;economia perde il contatto con il terreno delle motivazioni alte, riducendosi alla pura ricerca di profitti, essa tende a &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;implodere&lt;/span&gt;: è un’antica legge economica, ma spesso dimenticata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&#39;imperativo categorico oggi è: &quot;Si deve consumare di più&quot;.&lt;br /&gt;E vien fatto chiedersi se sia pensabile, se sia conciliabile uno sviluppo che non comprometta le conquiste dell&#39;Occidente, basato sul principio del consumo con le esigenze di un’ineludibile perequazione planetaria nello sfruttamento delle risorse disponibili.&lt;br /&gt;Uno degli aspetti più clamorosi dell&#39;&lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;insostenibilità&lt;/span&gt; del sistema di sviluppo attuale è la sua esagerata necessità di energia, che solo una cultura individualista spinta alla ricerca cieca del proprio interesse immediato, non consente di avvertire in tutta la sua drammaticità e verità. &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;Troppi &lt;/span&gt;interessi sono sottesi per volere veramente un &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;cambiamento &lt;/span&gt;di rotta. Non se ne dimostrano coscienti nemmeno i più raffinati amanti della natura, gente che non butterebbe per terra un pezzo di carta, ma con i propri fuoristrada ad altissimo consumo compromette proprio quella natura che tanto dice di amare.&lt;br /&gt;Essere più &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;sobri &lt;/span&gt;nei consumi, più oculati nelle scelte.&lt;br /&gt;Questa è l&#39;ovvia &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;risposta&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si potrebbe obiettare: come essere più sobri, senza compromettere lo sviluppo economico necessario tanto quanto un ambiente incontaminato?&lt;br /&gt;Le risorse disponibili vanno più &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;investite &lt;/span&gt;che consumate. E&#39; un principio che vale per le aziende, ma anche per le famiglie. Certo non possiamo riferirci a chi tante risorse non le ha, ma a chi per paura del futuro o per altre motivazioni, preferisce tenere i soldi in banca per alimentare quella finanza speculativa che sembra offrire più profitti.&lt;br /&gt;E questo anche per mancanza di riferimenti certi. Gli stessi mass media esaltano solo l&#39;effimero. Non propongono l&#39;utopia ingenua del bene, né l&#39;istituto della &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;speranza&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una politica &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;priva &lt;/span&gt;di futuro e di speranza diventa mera tecnica di sopravvivenza. Non serve continuare a rinfacciarci reciprocamente le colpe della situazione attuale, comprimendo il presente tra nostalgia del passato e vagheggiamenti d’improbabili futuri. &lt;br /&gt;Mi è sempre di conforto questo pensiero di Aldo Moro: &quot;Se fosse possibile dire: saltiamo questo tempo e andiamo direttamente all&#39;indomani migliore, credo che tutti accetteremmo di farlo, ma non è possibile; oggi dobbiamo &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;vivere&lt;/span&gt;, oggi è la nostra responsabilità; si tratta di essere &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;coraggiosi &lt;/span&gt;e &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;fiduciosi &lt;/span&gt;al tempo stesso, si tratta di essere &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;creativi&lt;/span&gt;, di vivere il tempo che c’è dato con tutte le sue difficoltà&quot;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, può sembrare paradossale, abbiamo sopratutto bisogno di ritrovare il &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;sorriso &lt;/span&gt;e smettere questo continuo, corale lamento, che copre il pianto di chi è veramente legittimato a lamentarsi. Da una recente inchiesta risulta che noi italiani abbiamo conquistato, in Europa, la palma della tristezza e la portiamo ben alta. Dalla stessa inchiesta emerge che i nostri cugini spagnoli sono i più contenti e sicuri di se ed è stato loro assegnato il primato dell&#39;intraprendenza, del successo e della &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;gioia &lt;/span&gt;di vivere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche noi abbiamo bisogno di riprendere uno spirito &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;costruttivo&lt;/span&gt;, come se dovessimo rimettere in piedi il Paese dopo una guerra, tali e tante sono le &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;sfide &lt;/span&gt;che ci sono lanciate. E&#39; lo sguardo d&#39;insieme il segreto. Mi viene in mente l&#39;apologo dello Jainismo del VI secolo: vi sono sei ciechi. Ciascuno descrive un elefante per quella parte del corpo che ha potuto, tastando, individuare. Toccando l&#39;orecchio, uno dice che è un ventaglio; toccando la zampa, un altro ritiene che si tratti di una colonna e così via. Le descrizioni sono si contraddittorie, ma si fanno vere non appena esse cessano di essere considerate separatamente l&#39;una dall&#39;altra. vale a dire sono ricondotte all&#39;&lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;unità&lt;/span&gt;. E al senso dell&#39;unità è il caso di impostare l&#39;azione politica, nel segno di autentica, compiuta democrazia per riproporre lo &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;sviluppo&lt;/span&gt;.</description><link>http://adadsc.blogspot.com/2008/11/ritrovare-il-sorriso.html</link><author>noreply@blogger.com (Ada De Stefanis Caiani)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4152524513058430823.post-6546128989232835316</guid><pubDate>Fri, 21 Nov 2008 19:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-11-26T15:06:34.510+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">donne</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">opinioni</category><title>Per le donne / 2</title><description>Quale politica desiderano le donne? Come dovrebbe essere fatta? &lt;br /&gt;A queste domande si potrebbero fornire risposte assai diverse. Sicuramente, noi donne sappiamo quale politica &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;non &lt;/span&gt;vogliamo. &lt;br /&gt;Non vogliamo una politica urlata. Una politica che segue &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;unicamente &lt;/span&gt;il potere per il potere. Non vogliamo il confronto che scade nell&#39;alterco e nelle offese personali. Lamentiamo la &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;mancanza &lt;/span&gt;d’idee e programmi seri e &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;concreti&lt;/span&gt;. Scatole &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;vuote &lt;/span&gt;vendute da professionisti della comunicazione. Non apprezziamo chi si preoccupa &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;solo &lt;/span&gt;di saper vendere meglio, magari il prodotto più scadente, interessato unicamente al risultato della vendita, cioè la conquista del potere. Non vogliamo una politica intesa solo come scienza dell&#39;organizzazione del potere. Non vogliamo più tollerare, specie nella crisi attuale, il sistema &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;chiuso&lt;/span&gt;: economia e politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le recenti vicende che stanno interessando il sistema bancario e finanziario italiano, ci stanno dimostrando che l&#39;inestricabile intreccio economia-partiti è solo un punto di arrivo di un unico processo secolare, che ha considerato la politica come il luogo &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;esclusivo &lt;/span&gt;della gestione del potere, e l&#39;economia come il luogo che doveva occuparsi solo di aumentare la ricchezza del Paese. In questa divisione è rimasto fuori l’elemento più importante: &quot;&lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;la società civile&lt;/span&gt;&quot;, avendo costruito un mondo a due sole dimensioni, con gravissimo danno. In questo modo, infatti, la politica si allea con il mercato e da vita a un &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;duopolio &lt;/span&gt;che tende a occupare tutti gli spazi della società. &lt;br /&gt;Il cittadino è &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;ridotto &lt;/span&gt;a elettore e consumatore, terreno di conquista del partito e dell&#39;impresa di turno. &lt;br /&gt;Sono convinta che la soluzione di questa crisi dovrà emergere da una &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;nuova primavera&lt;/span&gt; della società civile.</description><link>http://adadsc.blogspot.com/2008/11/per-le-donne-2.html</link><author>noreply@blogger.com (Ada De Stefanis Caiani)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4152524513058430823.post-7296582414694962127</guid><pubDate>Fri, 21 Nov 2008 10:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-11-26T15:06:22.889+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">donne</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">opinioni</category><title>Per le donne / 1</title><description>Coinvolgere di più le &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;donne&lt;/span&gt;, accettare il loro contributo, dare loro le stesse opportunità, concedere spazi &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;alla pari&lt;/span&gt; e non collocazioni residuali dovrebbe essere la vera sfida, per ogni buon partito che rispetti l&#39;&quot;altra metà del cielo&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non facciamoci facili illusioni, non è vero che la partecipazione delle donne sia in progressione lineare dal tempo passato ad oggi. Il numero delle donne che in Occidente ha &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;accesso &lt;/span&gt;al potere è ancora molto &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;ridotto&lt;/span&gt;. Le donne Primo Ministro sono in numero inferiore alle regine o reggenti nel Medioevo. Sempre riferendoci a Mill, egli era convinto che la liberazione delle donne avrebbe portato grandi benefici alla sfera pubblica, &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;incrementando &lt;/span&gt;in ampia misura la &quot;quantità di talento individuale disponibile alla conduzione degli affari umani. Talento di cui non siamo certo così ben forniti da poterci permettere il lusso di rinunciare a una metà di ciò che la natura offre&quot;.&lt;br /&gt;Gli individui, uomini e donne, sono formalmente uguali al momento di votare, ma sono e restano totalmente disuguali nella società, con &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;diversissime &lt;/span&gt;capacità di influenzare, dirigere o rendersi protagonisti nel processo elettorale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non possiamo negare che le competizioni elettorali moderne non si combattono a pari livello e le spese elettorali sono aumentate vertiginosamente senza alcun controllo.&lt;br /&gt;Si fa riferimento a sovvenzioni private per vincere le elezioni, ma la &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;contropartita &lt;/span&gt;è l&#39;assegnazione di redditizi appalti ai finanziatori o la collocazione di loro amici e familiari in posizioni di prestigio.&lt;br /&gt;In questo modo il sistema dei partiti incontra grande difficoltà a restare immune da questi processi, spesso non riuscendo a sviluppare anticorpi sufficienti a resistere alla sdrucciolevole china che porta alla &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;corruzione&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più donne in politica significa anche più &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;freno &lt;/span&gt;a questa china inarrestabile.&lt;br /&gt;Ritengo che uscire dalla scleratizzazione del presente, prima ancora che una &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;necessità&lt;/span&gt; &quot;volgarmente&quot; politica, sia una necessità che si caratterizza come fermento, inquietudine, proiezione verso un &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;nuovo orizzonte&lt;/span&gt; della storia.&lt;br /&gt;Rinunciare per principio adesso, in favore di idee già razionalmente cristallizzate, significa abbandonare il luogo in cui il &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;futuro &lt;/span&gt;si fa avanti.</description><link>http://adadsc.blogspot.com/2008/11/per-le-donne-1.html</link><author>noreply@blogger.com (Ada De Stefanis Caiani)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4152524513058430823.post-7552196201350112549</guid><pubDate>Thu, 20 Nov 2008 18:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-11-20T19:00:02.387+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">opinioni</category><title>Prospettive</title><description>La democrazia ha molti nemici in &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;agguato &lt;/span&gt;tra le quinte; politici e movimenti per il momento costretti a giocare secondo le sue regole, ma il cui intento reale è tutt&#39;altro: populista, di &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;manipolazione &lt;/span&gt;mediatica, intollerante ed &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;autoritario&lt;/span&gt;. Anche il capitalismo del consumo ha avuto forte impatto sulla natura della nostra democrazia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il modello improntato al &quot;lavora e spendi&quot;, rende la nostra società forse più ricca in termini di comfort ma certamente più &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;povera &lt;/span&gt;in termini di tempo disponibile. L&#39;autoreferenzialità&lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt; &lt;/span&gt;dell&#39;individuo e della famiglia, l&#39;aumento delle ore passate davanti al video e la dipendenza, in termini comportamentali, dalla televisione si sono combinati a produrre una straordinaria &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;passività &lt;/span&gt;e disinteresse per la politica che, ove sopravvive, è diventata mediatica e della personalità, da vedere più che da &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;vivere&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stato di quiete nel quale è caduto l&#39;uomo moderno è dovuto ad una mancanza di &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;prospettive&lt;/span&gt; che determina una vera e propria disperazione.&lt;br /&gt;Sosteneva F. Fergnani nel 1978 in Presentazione a J. P. Sartre: &quot;l&#39;uomo moderno è disperato perchè è solo, non dispone di ancoraggi &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;sicuri&lt;/span&gt;, non può sperare e contare su niente in cielo e terra, che fondi totalmente la validità delle sue imprese e ne garantisca il compimento positivo&quot;.&lt;br /&gt;Quella che stiamo vivendo è una società transizionale, caratterizzata da una forte tensione per affermare la &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;soggettività &lt;/span&gt;individuale in un sistema sociale che diventa sempre più frammentario, impersonale e complesso. Ma le irruenze del soggettivismo tendono ad evadere, a cancellare problemi come quello della &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;giustizia&lt;/span&gt;, del limite all&#39;individualismo, della solidarietà.&lt;br /&gt;In tutto questo si inserisce l&#39;elemento della &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;competitività&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le società transizionali fanno crescere la competitività individuale, in assenza di progetti collettivi più forti. Il problema della giustizia allora si ripropone anche dal punto di vista dei comportamenti più spiccioli.&lt;br /&gt;Il senso della vita viene offerto nel suo aspetto di rincorsa delle possibilità, delle opportunità che vanno conquistate non secondo giustizia e neanche secondo &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;merito&lt;/span&gt;, ma secondo l&#39;abilità di &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;destreggiarsi &lt;/span&gt;all&#39;interno della competizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le fasi transizionali come quella che stiamo vivendo denotano anche una certa tendenza a segmentare i comportamenti stessi a seconda degli ambienti. Il comportamento è spezzato, si percepisce e si vive la realtà in &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;isole&lt;/span&gt;, in zone circoscritte, tutto in una sorta di nomadismo che può trasformarsi in vagabondaggio, specie in politica.&lt;br /&gt;Così, in assenza di obbiettivi sociali più forti e responsabilizzanti, riusciamo a vivere momenti di unità e coesione solo spinti dalla &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;paura &lt;/span&gt;di imminenti catastrofi economiche, belliche, ecologiche, reali o &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;immaginarie &lt;/span&gt;che siano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E&#39; di sicura attualità il pensiero di John Stuart Mill, vissuto nell&#39;epoca vittoriana, il quale sosteneva che i cittadini &quot; devono badarsi su ciò che sono capaci di fare in prima persona, separatamente o di concerto, piuttosto che su ciò che gli altri possono fare per loro&quot;.&lt;br /&gt;In pratica dobbiamo sforzarci di essere attivi, critici e capaci di esprimere &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;autonomia &lt;/span&gt;e &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;autodisciplina&lt;/span&gt;. Mill aborriva chi &quot;lascia al mondo o alla parte del mondo in cui vive il compito di scegliere in sua vece il progetto, che non ha bisogno di altre facoltà se non l&#39;imitazione, la facoltà delle scimmie&quot;. Questo pensiero si attaglia perfettamente alla nostra società, basata com&#39;è sulla sottomissione al consumo di massa e alla dilagante passività nella sfera pubblica.&lt;br /&gt;Riconnettere la politica alla società, per superare un distacco che è percepito come un abisso; questo è il traguardo da raggiungere.</description><link>http://adadsc.blogspot.com/2008/11/prospettive.html</link><author>noreply@blogger.com (Ada De Stefanis Caiani)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4152524513058430823.post-4297082410096793437</guid><pubDate>Thu, 20 Nov 2008 14:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-11-20T15:00:00.238+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">opinioni</category><title>L&#39;anima della democrazia</title><description>Oggi non si crede più nella politica perchè tutti la vedono ridotta a mero &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;scontro &lt;/span&gt;di potere tra individui, potentati economici e militari, classi, partiti, popoli, gruppi religiosi.&lt;br /&gt;Diciamo pure che essa è stata scientificamente pensata dai troppi sostenitori di una concezione conflittuale della natura umana. Non dimentichiamo l&#39;&quot;homo homini lupus&quot; di Hobbes e i teorizzatori del &quot;darwinismo sociale&quot;.&lt;br /&gt;Impegnarci nel lodevole tentativo di rifondare la politica, significa prima di tutto prendere in considerazione &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;l&#39;uomo&lt;/span&gt; e poi il cittadino. Bisogna ripartire dall&#39;uomo e riscoprirlo nella sua dimensione &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;sacrale&lt;/span&gt; perchè la democrazia non basta se è solo tecniche e metodo; le occorre un &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;anima &lt;/span&gt;per attingere a valori superiori proprio nell&#39;interesse dell&#39;uomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;creare una democrazia&lt;/span&gt; all&#39;altezza del momento storico; una democrazia partecipata, di genere, economica e non solo politica, che esca dal palazzo ed entri nella &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;cultura &lt;/span&gt;della gente: perchè la democrazia è un sistema politico mutevole e vulnerabile. Per &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;rivitalizzarla&lt;/span&gt;, oggi, è indispensabile &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;connettere &lt;/span&gt;rappresentanza e partecipazione, economia e politica, famiglia e istituzioni.&lt;br /&gt;E&#39; necessario inventare &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;nuove forme&lt;/span&gt; e prassi che combinino la democrazia rappresentativa con quella &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;partecipativa&lt;/span&gt;, affinchè riesca migliorata la qualità della prima con il contributo della seconda.</description><link>http://adadsc.blogspot.com/2008/11/lanima-della-democrazia.html</link><author>noreply@blogger.com (Ada De Stefanis Caiani)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-4152524513058430823.post-6080734247237794585</guid><pubDate>Thu, 20 Nov 2008 09:59:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-11-24T13:15:40.343+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">opinioni</category><title>Ridefinire</title><description>Un proverbio slavo recita: &quot; la neve cade non già per coprire tutte le cose, ma per consentire ad ogni animale di lasciare la sua &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;impronta&lt;/span&gt;&quot;.&lt;br /&gt;Il mio marchio è ispirato da &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;profonde radici cristiane&lt;/span&gt;, per cui il &lt;span&gt;propellente &lt;/span&gt;di tutta la mia attività politica è la costante &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;attenzione &lt;/span&gt;a temi come la famiglia, l&#39;eutanasia, la fecondazione assistita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L&#39;innegabile crisi odierna del &quot;metodo&quot; politico, rende necessario &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;riesaminare &lt;/span&gt;lo stesso concetto di &quot;politica&quot;. Affermare che la politica è &quot;l&#39;arte del governare, di reggere la cosa pubblica&quot; ha dimostrato due carenze di fondo:&lt;br /&gt;1) la predilezione per i gestori del potere, a cui si contrappone la crescente &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;disattenzione &lt;/span&gt;per i cittadini, detentori di un ruolo marginale.&lt;br /&gt;2) il rischio che lo scopo di governare diventi fine a se stesso.&lt;br /&gt;La politica va allora &lt;span style=&quot;font-weight: bold;&quot;&gt;ridefinita &lt;/span&gt;come &quot;arte del bene comune&quot;, anzi &quot; l&#39;arte di &lt;span style=&quot;font-weight:bold;&quot;&gt;vivere la cosa pubblica planetaria&quot;&lt;/span&gt;.</description><link>http://adadsc.blogspot.com/2008/11/ridefinire.html</link><author>noreply@blogger.com (Ada De Stefanis Caiani)</author><thr:total>0</thr:total></item></channel></rss>