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	<title>Alessandra Farabegoli</title>
	
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		<title>Kafka era un dilettante – Ausl Ravenna e le prestazioni specialistiche</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 14:15:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Farabegoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Noi siamo qui che ci sforziamo di spiegare alle aziende che devono mettersi nell&#8217;ottica dei clienti, ascoltare, rendere più semplice possibile la vita di chi arriva sul loro sito, eccetra eccetra eccetra. Poi ci succedono cose che ci fanno pensare di vivere in una realtà parallela, in cui le regole sono completamente stravolte. A novembre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Noi siamo qui che ci sforziamo di spiegare alle aziende che devono mettersi nell&#8217;ottica dei clienti, ascoltare, rendere più semplice possibile la vita di chi arriva sul loro sito, eccetra eccetra eccetra.</p>
<p>Poi ci succedono cose che ci fanno pensare di vivere in una realtà parallela, in cui le regole sono completamente stravolte.</p>
<p>A novembre io e mio marito, in un momento di (rara, per quanto mi riguarda) consapevolezza salutistica, abbiamo deciso di tornare a fare una vista dermatologica (entrambi abbiamo un buon numero di nei, che negli ultimi anni cerchiamo di tenere sotto controllo).</p>
<p>La nostra dottoressa ci ha fatto la prescrizione per le relative prestazioni specialistiche: &#8220;visita dermatologica per formazioni neviche&#8221; e, se necessario, &#8220;videomicroscopia a sonda ottica (epiluminescenza digitalizzata)&#8221;:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3717" title="prescrizione medica" src="http://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2012/05/prescrizione-medica.jpg" alt="" width="600" height="170" />La prenotazione visite specialistiche all&#8217;Ausl di Ravenna si può fare anche per telefono, attraverso il servizio <a href="http://www.ausl.ra.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=262">Cuptel</a>; non è un numero gratuito, ma noi di solito usiamo quello per evitare di fare la coda al Cup o in farmacia.</p>
<p>Abbiamo quindi telefonato (a novembre), ma ci è stato risposto che ancora non erano disponibili le agende specialistiche per quelle prestazioni.</p>
<p>Abbiamo richiamato a gennaio e a marzo, e la risposta è stata sempre la stessa: ancora non era possibile prenotare perché non erano state definite le agende delle prestazioni specialistiche di dermatologia.</p>
<p>Dato che la prescrizione ha una validità di sei mesi, oggi abbiamo richiamato (fra pochi giorni i sei mesi scadranno):</p>
<ul>
<li>prima ci hanno dato un appuntamento per il 19 luglio 2013 (sì, 2013; fra un anno e due mesi)</li>
<li>poi però, quando mio marito gli ha riletto la prescrizione, gli hanno detto che non poteva prenotarci la vista perché, nelle nuove agende, il nome della prestazione è diventato &#8220;visita dermatologica per nevi melanocitici&#8221; o, in alternativa, &#8220;visita dermatologica per valutazione sospette formazioni dermocutanee&#8221;, quindi le vecchie prescrizioni non vanno più bene</li>
</ul>
<p>Quindi ora il giro riparte da capo: dovrò tornare dal medico di famiglia per farmi fare una nuova prescrizione, per farmi visitare fra più di un anno.</p>
<p>Oppure farmi visitare privatamente, che facciamo prima; e nel frattempo farmi da sola la scansione dei nei con <a href="http://www.skinscanapp.com/index_3">SkinScan</a>, un&#8217;app per iPhone nella quale ho messo i miei due-tre nei più importanti per controllarli ogni tanto.</p>
<p>Io non ho voglia di scrivere a Giarda per la spending review in crowdsourcing, ma francamente mi sono stancata di pagare le tasse per un disservizio.</p>
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		<title>Lo scambio di figurine e l’economia dell’abbondanza</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 10:04:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Farabegoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se fate la spesa alla Coop, e soprattutto se avete dei figli, lo conoscete tutti: è l&#8217;album &#8220;Il giro del mondo in 180 figurine&#8221;, operazione lanciata da Coop in collaborazione col WWF un paio di mesi fa. Quando io ero piccola, le raccolte venivano lanciate distribuendo gratis l&#8217;album e il primo pacchetto di figurine davanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3710" title="scambio di figurine coop" src="http://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2012/04/scambio-di-figurine-coop.jpg" alt="" width="600" height="600" />Se fate la spesa alla Coop, e soprattutto se avete dei figli, lo conoscete tutti: è l&#8217;album &#8220;Il giro del mondo in 180 figurine&#8221;, operazione lanciata da Coop in collaborazione col WWF un paio di mesi fa.</p>
<p>Quando io ero piccola, le raccolte venivano lanciate distribuendo gratis l&#8217;album e il primo pacchetto di figurine davanti alle scuole; il resto delle figurine si compravano in edicola, e le doppie erano oggetto di un mercato degli scambi fiorentissimo, in cui le figurine normali venivano scambiate una per un&#8217;altra, e quelle particolarmente rare venivano &#8220;quotate&#8221; in ragione della difficoltà di trovarle.</p>
<p>Questa raccolta invece ha inaugurato una dinamica totalmente diversa: l&#8217;unica cosa che si paga è l&#8217;album, acquistabile alla Coop (che versa 50 centesimi al WWF per ogni copia venduta), mentre le figurine te le regalano alla cassa al posto dei tradizionali bollini, un pacchetto ogni dieci euro di spesa (più naturalmente pacchetti extra legati ai prodotti in promozione).</p>
<p>Di conseguenza, ogni famiglia media ha accumulato in breve tempo un gran numero di pacchetti di figurine, tale da rendere realistico l&#8217;obiettivo (una volta davvero arduo) di completare l&#8217;album.</p>
<p>L&#8217;abbondanza ha cambiato radicalmente la dinamica degli scambi: in una situazione in cui, più o meno da fine marzo, tutti avevano un sacco di doppie a casa e poche decine di numeri mancanti per finire l&#8217;album, la logica degli scambi non era più governata dal sorvegliare che nessuno ti fregasse prendendoti più figurine di quelle che ti dava: al contrario, l&#8217;obiettivo dello scambio era che tutti finissero al più presto la raccolta, quindi a me è capitato di:</p>
<ul>
<li>far consegnare attraverso un giro assurdo le due ultime figurine mancanti a uno che me ne ha fatte avere in cambio una dozzina</li>
<li>condividere con altre mamme della classe di mio figlio uno spreadsheet Gdoc per procurarci gli animali che ci mancavano</li>
<li>ottenere le ultime cinque e regalarne in cambio più del doppio</li>
</ul>
<p>Il tenore dei messaggi che circolano su Twitter, Facebook e perfino sul redivivo FriendFeed (dove si è creato <a href="http://friendfeed.com/celo-mima-coop-wwf">un gruppo dedicato al &#8220;celo, mi manca&#8221;</a>) è questa:</p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it" data-in-reply-to="193710056037036032"><p>@<a href="https://twitter.com/alebegoli">alebegoli</a> Ho un sacco di doppioni, nel caso ti servissero.. Ho finito l&#8217;album della <a href="https://twitter.com/search/%2523Coop">#Coop</a> martedì!</p>
<p>— Barbara Moretti (@LaBabu2123) <a href="https://twitter.com/LaBabu2123/status/193710610737930240" data-datetime="2012-04-21T14:39:43+00:00">Aprile 21, 2012</a></p></blockquote>
<p>Gli stessi punti vendita Coop, su richiesta pressante dei clienti, hanno organizzato momenti di scambio collettivo:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3711" title="scambio figurine alla coop" src="http://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2012/04/scambio-figurine-alla-coop.jpg" alt="" width="500" height="667" />Questo mi ha fatto riflettere su come dobbiamo veramente lavorare per espandere le opportunità, non per arroccarci in una difesa gelosa e corporativa dei nostri orticelli.</p>
<p>Le vecchie raccolte di figurine avevano una probabilità di successo bassissima (io credo di aver completato un album in tutta la mia vita), perché si basavano su un&#8217;economia della scarsità, in cui l&#8217;accesso alle risorse costava tante paghette (allora ben più basse che adesso).</p>
<p>In condizioni di abbondanza, le stesse che si verificano nello scambio di conoscenza in rete &#8211; dove i contenuti a disposizione di tutti sono talmente tanti che bisogna solo imparare a cercarli &#8211; le persone sono ben contente di aiutarsi a vicenda e di compensare le reciproche mancanze.</p>
<p>Io lo trovo più divertente, e voi?</p>
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		<title>Che il sindaco non sappia usare Facebook mi importa fino a un certo punto</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Apr 2012 08:18:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Farabegoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ultimo numero del settimanale freepress Ravenna e Dintorni contiene un interessante speciale su Ravenna e la rete, che arriva in un momento in cui l&#8217;interesse cittadino verso la cultura digitale sembra improvvisamente risvegliarsi dopo un lungo sonno (vedi il successo delle recenti iniziative Vitamine della Comunicazione e Barcamp CNA). Fra gli articoli, una bella intervista che mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3690" title="il sindaco non sa usare facebook" src="http://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2012/04/il-sindaco-non-sa-usare-facebook.jpg" alt="" width="600" height="600" />L&#8217;ultimo numero del settimanale freepress <a href="http://www.ravennaedintorni.it">Ravenna e Dintorni</a> contiene un interessante speciale su <em>Ravenna e la rete</em>, che arriva in un momento in cui l&#8217;interesse cittadino verso la cultura digitale sembra improvvisamente risvegliarsi dopo un lungo sonno (vedi il successo delle recenti iniziative <a href="http://ravennanotizie.it/main/index.php?id_pag=23&amp;id_blog_post=54155">Vitamine della Comunicazione</a> e <a href="http://ravenna.cnabarcamp.it/">Barcamp CNA</a>).</p>
<p>Fra gli articoli, <a href="http://www.ravennaedintorni.it/ravenna-notizie/32039/il-sindaco-non-sa-usare-facebookl-esperta-di-internet-boccia-matteucci.html">una bella intervista</a> che mi ha fatto <a href="https://twitter.com/#!/andralbe">Andrea Alberizia</a>, dopo una chiacchierata in cui abbiamo parlato di molti argomenti: dalla gestione della propria identità digitale, all&#8217;uso del web che fanno politici e imprese locali. </p>
<p>Di tutti i temi che sono toccati nell&#8217;intervista, la scelta del titolista è caduta (avrei dovuto immaginarlo) sul &#8220;titolo ad effetto&#8221;, e così, sopra la mia faccia, campeggia a quattro colonne la lapidaria constatazione che <em>&#8220;il sindaco non sa usare Facebook&#8221;</em>: cosa peraltro vera, di cui ho scritto più volte nel corso dell&#8217;ultima campagna elettorale (vedi <a title="Internet, politica e facili regole di base" href="http://www.alessandrafarabegoli.it/internet-politica-e-facili-regole-di-base/">qui</a> e <a title="Fabrizio Matteucci, impara a usare Facebook per favore" href="http://www.alessandrafarabegoli.it/fabrizio-matteucci-proprio-non-ce-la-facciamo-a-capire-come-funziona-la-rete/">qui</a>).</p>
<p>Nei panni della cittadina ravennate che sono, vorrei chiarire che il fatto che Fabrizio Matteucci, in prima persona, non sappia usare Facebook, mi importa relativamente: i social network non te li ordina il dottore, e quello che chiedo a chi amministra la città non si risolve certo in due chiacchiere online.</p>
<p>Mi preoccupa invece che la comunicazione coi cittadini (soprattutto nella sua funzione di &#8220;ascolto&#8221;) venga sottovalutata o gestita in modo dilettantesco, perché questo è sintomo quantomeno del fatto di non saper scegliere i collaboratori giusti. Ho avuto di recente l&#8217;occasione di parlare con <a href="http://www.robertobasso.it/">Roberto Basso</a>, che ha diretto la campagna elettorale di Giuliano Pisapia nel 2001, e che racconta come Pisapia, pur essendo del tutto &#8220;fuori&#8221; dai meccanismi della rete e dei social network, abbia capito che:</p>
<ol>
<li>è fondamentale farsi coadiuvare non da dilettanti, ma da persone che invece la rete la conoscono molto bene</li>
<li>abbandonare la pretesa illusoria di controllare-sedare-zittire tutte le conversazioni online</li>
<li>ascoltare tutto e tutti (in campagna elettorale Pisapia, pur non intervenendo mai in prima persona, leggeva costantemente tutto ciò che veniva scritto nella sua bacheca Facebook e sugli altri SN)</li>
</ol>
<p>Io poi sostengo da tempo che &#8220;online non esiste&#8221;, perché la realtà è una sola, anche se i livelli su cui si muovono le interazioni fra le persone sono tanti, sovrapposti, perennemente interagenti fra loro. A costo di irritare ulteriormente l&#8217;establishment ravennate, saldamente bersaniano (anzi dalemiano), cito Matteo Renzi che in un&#8217;intervista su Max afferma provocatoriamente</p>
<blockquote><p><em>Io non ho mai detto che i ragazzi stanno solo su Facebook. Dico solo che bisogna smetterla di contrapporre luoghi fisici e luoghi virtuali. I primi si riempiono grazie ai secondi.</em></p></blockquote>
<p>Vedo comunque che <strong>finalmente da Facebook è sparito il profilo <em>Fabrizio Matteucci Due</em></strong>, e me ne rallegro. Magari, un passo alla volta, arriveremo a poter scrivere sulla bacheca del sindaco, senza ricorrere a trucchetti ingegnosi (tipo taggarlo in immagini che dicono &#8220;Matteucci fai spalare la neve anche nella nostra via&#8221;).</p>
<p>Il modo migliore di chiudere questa riflessione mi sembra quello di rilanciare da questo blog la pillola video che ho preparato per la campagna <a href="http://www.internetbenecomune.it">&#8220;Internet bene comune&#8221;</a>: un minuto in cui dichiaro il mio amore per la rete, perché non vorrei mai ritornare a &#8220;quando Internet non c&#8217;era&#8221;. Buona visione <img src='http://www.alessandrafarabegoli.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><object width="500" height="369" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/TzEmZxuii7o?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="500" height="369" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/TzEmZxuii7o?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<description><![CDATA[Chi viene ai miei seminari sa che, quando parlo di web analytics, mi raccomando sempre di usare un approccio sperimentale aperto, cioè: far partire i progetti e &#8220;sbagliare velocemente&#8221; misurare i risultati e interpretarli modificare e adattare di conseguenza il proprio agire, per ripartire poi con il ciclo virtuoso &#8220;azione-misurazione-miglioramento&#8221; A tre settimane dalla prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3665" class="wp-caption aligncenter" style="width: 550px"><a href="http://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2012/04/digitalupdate-ravenna.jpg"><img class="size-full wp-image-3665" title="Digital Update Ravenna - foto di Marco Osti" src="http://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2012/04/digitalupdate-ravenna-21.jpg" alt="" width="540" height="360" /></a><p class="wp-caption-text">foto di Marco Osti</p></div>
<p>Chi viene ai miei seminari sa che, quando parlo di web analytics, mi raccomando sempre di usare un approccio sperimentale aperto, cioè:</p>
<ul>
<li>far partire i progetti e &#8220;sbagliare velocemente&#8221;</li>
<li>misurare i risultati e interpretarli</li>
<li>modificare e adattare di conseguenza il proprio agire, per ripartire poi con il ciclo virtuoso &#8220;azione-misurazione-miglioramento&#8221;</li>
</ul>
<p>A tre settimane dalla prima edizione del corso <a href="http://goo.gl/F9dpU">Digital Update</a>, e io e Gianluca Diegoli abbiamo completato il primo giro di questo loop.</p>
<p>Come ci aspettavamo, la prima edizione è stata un test estremamente istruttivo, e i partecipanti (25 il primo giorno, 15 il secondo) ci hanno fatto un po&#8217; da cavie, godendo in cambio di un bonus di gratitudine particolare da parte nostra <img src='http://www.alessandrafarabegoli.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  nonché di un &#8220;prezzo di lancio&#8221; leggermente più basso di quello delle prossime edizioni.</p>
<p>Dopo il corso, ho chiesto a tutti loro di rispondere a un questionario di valutazione (nei prossimi giorni scriverò un post su come usare <a href="http://www.surveymonkey.com">Surveymonkey</a> per costruirne uno), e insieme a Gianluca ho ragionato sui feedback &#8211; sia quantitativi che qualitativi.</p>
<p>Partiamo dai numeri.</p>
<p>Tutte le 21 persone che hanno risposto al questionario, alla domanda <strong><em>&#8220;consiglieresti questo corso ad altre persone?&#8221;</em></strong> hanno risposto di sì. Se volete chiederglielo direttamente, ne trovate un bel po&#8217; nella lista Twitter <a href="https://twitter.com/#!/alebegoli/digitalupdate">/digitalupdate</a>, interrogateli su come si sono trovati.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3652" title="consiglieresti" src="http://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2012/04/consiglieresti.gif" alt="" width="600" height="212" /></p>
<p>Passando agli aspetti specifici dell&#8217;esperienza, le risposte sui contenuti del corso, insieme ai suggerimenti &#8220;a testo libero&#8221;, sono quelle che ci hanno dato più materiale su cui lavorare:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3653" title="contenuti" src="http://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2012/04/contenuti.gif" alt="" width="600" height="306" /></p>
<p>Nelle due giornate abbiamo trattato moltissimi aspetti della costruzione di una strategia digitale, ma la scelta che avevamo fatto di concentrare tutta la parte di lezione il primo giorno si è rivelata poco funzionale: infatti, dalle prossime edizioni, distribuiremo la parte teorica in entrambe le giornate, alternandola con i momenti di &#8220;domande e risposte&#8221;, l&#8217;analisi dei casi portati dai partecipanti, la discussione aperta.</p>
<p>Questo significa anche che non ci sarà più la possibilità di frequentare una giornata sola del corso: ci rendiamo conto che questo potrebbe essere visto come un vincolo, insieme alla scelta di non tenere il corso nei weekend ma durante la settimana. D&#8217;altra parte anche questa scelta dipende da una nostra ferma convinzione, che la formazione faccia parte del lavoro quotidiano di tutti noi, non sia un &#8220;di più&#8221; da confinare nei weekend (lasciamo stare che poi si finisca a lavorare anche nei weekend o la sera&#8230;).</p>
<p>Ogni tanto, quindi, vale la pena di &#8220;chiudere per corso&#8221; come ha fatto Marco col suo <a href="http://www.facebook.com/otticastellina">negozio di ottica</a>:</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/otticastellina"><img class="aligncenter size-full wp-image-3655" title="Ottica Stellina - chiuso per corso" src="http://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2012/04/Ottica-Stellina.gif" alt="" width="566" height="379" /></a></p>
<p>Buono il rating dei docenti, che comunque non si accontentano e aspirano a migliorare ulteriormente:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3656" title="docenti" src="http://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2012/04/docenti.gif" alt="" width="600" height="561" /></p>
<p>Quanto agli aspetti organizzativi, confermiamo di voler cercare il più possibile location &#8220;calde&#8221;, non nel senso della temperatura ma in quello dell&#8217;umanità e della gradevolezza; le prossime volte, faremo di tutto per dare il wifi ai partecipanti (ma poi non distraetevi guardando Facebook!), e magari il &#8220;light lunch&#8221; comune lo terremo un po&#8217; più <em>light</em> (va bene che siamo divertenti, ma costringervi a seguire una lezione di analytics dopo un pranzo romagnolo di tre portate è stato forse chiedervi troppo).</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3660" title="sede e organizzazione" src="http://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2012/04/sede-e-organizzazione.png" alt="" width="600" height="363" /></p>
<p>In queste settimane quindi io e Gianluca abbiamo riorganizzato il programma e modificato un po&#8217; la successione e il peso degli argomenti:</p>
<ul>
<li>non ci sarà più un focus dedicato specificamente all&#8217;ecommerce, perché i riferimenti alla vendita online saranno spalmati in tutte le altre presentazioni</li>
<li>aumenterà lo spazio dedicato ai social network e al loro utilizzo</li>
<li>dedicheremo un po&#8217; di tempo a spiegare come funziona la pubblicità online (Adwords e Facebook)</li>
</ul>
<p>Siamo pronti quindi per le prossime edizioni in calendario da qui all&#8217;estate: <a href="http://www.digitalupdate.it/milano/">Digital Update Milano</a> il 17 e 18 maggio, <a href="http://www.digitalupdate.it/roma/">Digital Update Roma</a> il 29 e 30 maggio e <a href="http://www.digitalupdate.it/bologna/">Digital Update Bologna</a> il 26 2 27 giugno.</p>
<p>Dato che Pasqua, i temporali primaverili, le cavallette, ci hanno un po&#8217; distratto dall&#8217;opera di promozione, abbiamo deciso di prorogare di una settimana i termini dello <em>sconto earlylovers</em> per le edizioni di Milano e Roma: quindi, se volete iscrivervi pagando 450 euro invece dei 490 della quota intera, avete tempo fino al 22 aprile (la data bolognese è più avanti, e la quota di iscrizione earlylovers c&#8217;è fino al 10 maggio).</p>
<p>Vi aspettiamo!</p>
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		<title>Lavorare meglio, lavorare in gruppo</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 06:15:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Farabegoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Common Sense Dispenser]]></category>
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		<category><![CDATA[Sopravvivere alle informazioni su Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Veneziacamp]]></category>
		<category><![CDATA[Yammer]]></category>

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		<description><![CDATA[Ieri ho partecipato via Skype al Veneziacamp, tenendo una breve lezione alla &#8220;Scuola d&#8217;impresa 2.0&#8243; sugli strumenti per gestire la collaborazione all&#8217;interno di un gruppo di lavoro. Questo è il video del mio intervento, in cui parlo di uso e abuso della posta elettronica, di Yammer, e della filosofia del good enough, che privilegia soluzioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri ho partecipato via Skype al <a href="http://www.veneziacamp.it/">Veneziacamp</a>, tenendo una breve lezione alla &#8220;Scuola d&#8217;impresa 2.0&#8243; sugli strumenti per gestire la collaborazione all&#8217;interno di un gruppo di lavoro.</p>
<p>Questo è il video del mio intervento, in cui parlo di uso e abuso della posta elettronica, di Yammer, e della filosofia del <em>good enough</em>, che privilegia soluzioni veloci &#8220;buone abbastanza&#8221; alla ricerca di una completezza e perfezione che, il più delle volte, sono impossibili da raggiungere.</p>
<p>Sono argomenti che affronto anche nel libro &#8220;Sopravvivere alle informazioni su Internet&#8221;, in uscita a fine maggio per Apogeo (sì lo so che la prima versione del titolo era diversa, ma questa è quella buona: due giorni fa ho visto l&#8217;anteprima della copertina, e non vedo l&#8217;ora di poterla condividere anche con voi).</p>
<p>Buona visione!</p>
<p><object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ITkqgAJu8Os?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/ITkqgAJu8Os?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
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		<title>Facebook, domande e risposte</title>
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		<comments>http://www.alessandrafarabegoli.it/facebook-domande-e-risposte/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Apr 2012 11:15:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Farabegoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Common Sense Dispenser]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook pages]]></category>
		<category><![CDATA[pagine Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[small business]]></category>
		<category><![CDATA[social media marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Sull&#8217;uso di Facebook nella comunicazione aziendale ricevo continuamente domande, dai miei clienti, durante i corsi, attraverso il mio sito o direttamente da messaggi su Facebook. Eccone alcune, con le mie risposte, che probabilmente possono interessare altre persone oltre a quelle che mi hanno interpellato. Avevo creato un profilo personale per la mia azienda, e poi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3629" title="domande e risposte" src="http://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2012/04/domande-e-risposte.jpg" alt="" width="600" height="600" />Sull&#8217;uso di Facebook nella comunicazione aziendale ricevo continuamente domande, dai miei clienti, durante i corsi, attraverso il mio sito o direttamente da messaggi su Facebook.</p>
<p>Eccone alcune, con le mie risposte, che probabilmente possono interessare altre persone oltre a quelle che mi hanno interpellato.</p>
<blockquote><p><em>Avevo creato un profilo personale per la mia azienda, e poi, leggendo il tuo post, l&#8217;ho trasformato in pagina, ma ora mi trovo male perché non posso contattare direttamente i miei fan. Come posso fare per tornare indietro?</em></p></blockquote>
<p>Non puoi tornare indietro, il processo di migrazione da profilo a pagina è irreversibile. Impara a lavorare &#8220;da pagina&#8221;: la possibilità di mandare messaggi diretti &#8220;da azienda a persona&#8221; è, di fatto, spam, e, anche se a te sembrava bello, in realtà stavi importunando la gente. Con la nuova struttura di pagina, i tuoi fan possono scriverti, e tu puoi rispondere a quelli che ti scrivono: anzi, ho visto nella tua pagina che ci sono una decina di messaggi a cui non hai ancora risposto, cosa aspetti?</p>
<blockquote><p><em>Avevo creato un profilo fake, e sto cercando di trasformarlo in una pagina, ma me lo blocca continuamente durante la procedura. Come posso fare?</em></p></blockquote>
<p>Ahia. Ultimamente ho l&#8217;impressione che Facebook stia diventando un po&#8217; più pignolo nell&#8217;accettare le conversioni da profilo a pagina: o aveva inteso la procedura di migrazione come una sorta di &#8220;condono a termine&#8221;, e, passati alcuni mesi e lasciati passare senza problemi i primi &#8220;pentiti&#8221;, ora sta stringendo i cordoni, o c&#8217;è stato qualche furbetto di troppo che ha provato il giochino del &#8220;mi creo un profilo, chiedo l&#8217;amicizia a mezzo mondo per crescere velocemente, poi lo trasformo in pagina; poi apro un secondo profilo, chiedo l&#8217;amicizia a un altro mezzo mondo, e lo ritrasformo in pagina fondendolo col primo; e così via&#8221;. Fatto sta che adesso a volte, quando si cerca di fare una migrazione, capitano cose imbarazzanti: tipo che Facebook ti mette davanti una serie di foto di tuoi &#8220;amici&#8221; e ti chiede di dire come si chiamano (e, finché avevi un centinaio di &#8220;amici&#8221; del tuo fake, ce la puoi fare, ma se ne avevi affastellati a migliaia, in gran parte sconosciuti, sono guai). Se proprio non ce la fai, rassegnati a ricominciare da capo: l&#8217;hanno già fatto altri prima di te, e non è morto nessuno per questo.</p>
<blockquote><p><em>Posso usare Facebook per mandare messaggi diretti a persone che non conosco, riguardo a opportunità di lavoro? È possibile? È legale? </em></p></blockquote>
<p>Tecnicamente, puoi farlo, perché Facebook permette di inviare messaggi ad altri utenti. &#8220;Come&#8221; lo fai è ciò che determina se il tuo messaggio verrà letto (e magari riceverà una risposta), o ignorato, o se addirittura verrai bloccato o segnalato come spammer, cosa che potrebbe causare prima o poi la chiusura del tuo profilo da parte di Facebook. Il confine fra contattare qualcuno in modo lecito e fare spam non è questione di possibilità tecnologiche, ma di capacità di scegliere a chi rivolgersi, evitando di rompere le scatole a persone a cui non può fregar di meno di quel che tu gli vuoi dire. Se proprio vuoi farti conoscere da molti sconosciuti, hai considerato la possibilità di usare, invece, la pubblicità su Facebook? Puoi creare un classico &#8220;annuncio&#8221;, ma anche promuovere un post pubblicato sulla tua pagina, con possibilità di scegliere i destinatari selezionandoli su una quantità di caratteristiche (età, sesso, località, status, interessi, collegamenti alla tua pagina, eccetra).</p>
<p>Di Facebook, uso dei social network, comunicazione che ascolta invece di parlare e basta, aspettative realistiche e misurazione dei risultati, io e Gianluca Diegoli parliamo durante i nostri corsi <a href="http://goo.gl/F9dpU">Digital Update</a>. La prima edizione &#8220;di test&#8221;, a Ravenna, ci è servita per mettere a punto molti aspetti del corso, quindi le prossime (a Milano e Roma in maggio e a Bologna a fine giugno) saranno ancora meglio: se siete interessati, <a href="http://goo.gl/F9dpU">iscrivetevi subito</a>, c&#8217;è lo <em>sconto early lovers®.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Automatizzare (un po’) i flussi informativi con IFTTT</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Mar 2012 13:44:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Farabegoli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sopravvivere all'informazione in rete]]></category>
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		<description><![CDATA[[Questo post è estratto da un testo che avevo scritto in origine per il libro "Sopravvivere all'informazione in rete"; non finirà nel libro per motivi di spazio (ah i limiti dei supporti fisici...), ma lo pubblico qui, dedicandolo in particolare alle bellissime persone che hanno partecipato, ieri e l'altro ieri, alla prima edizione del corso Digital [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>[Questo post è estratto da un testo che avevo scritto in origine per il libro "Sopravvivere all'informazione in rete"; non finirà nel libro per motivi di spazio (ah i limiti dei supporti fisici...), ma lo pubblico qui, dedicandolo in particolare </em><em>alle bellissime persone che hanno partecipato, ieri e l'altro ieri, alla prima edizione del corso <a href="http://www.digitalupdate.it">Digital Update</a>. In due giorni davvero pieni e intensi (ne racconta <a href="http://www.mentine.net/mentine/digital-update-imparare-a-imparare-e-diventare-bravi-clienti">Nicola Bonora qui</a>) io e Gianluca Diegoli abbiamo cercato di trasmettere "i fondamentali", ma anche di far vedere, in modo estremamente concreto, esempi e strumenti utili da subito; IFTTT è una delle cose che mi sono rimaste "sulla punta della lingua" e non ho fatto in tempo a raccontare a voce.]</em></p>
<p><a href="http://www.ifttt.com">IFTTT</a> è un piccolo (e geniale) strumento che aiuta a velocizzare e automatizzare una serie di operazioni che, normalmente, dovremmo ricordarci di svolgere manualmente.</p>
<p>Il nome IFTTT è un acronimo che sta per <strong><em>IF This Then That</em></strong>, un concetto noto a qualunque programmatore o persona che abbia mai costruito un diagramma di flusso o definito una procedura:</p>
<blockquote><p><em>se succede questo (IF This), allora fai quest’altro (Then That)</em></p></blockquote>
<p>Sul sito <a href="http://www.ifttt.com">www.ifttt.com</a> ci si può registrare gratuitamente e impostare una serie di task (regole) per governare in modo automatico il flusso delle proprie azioni online.</p>
<p>I task possono collegare fra loro un gran numero di servizi: feed RSS, posta elettronica, piattaforme come Facebook, Twitter, Flickr, Instagram, Tumblr, Posterous, il sistema di archiviazione e backup Dropbox, e così via.</p>
<p>Possiamo ad esempio fare in modo che</p>
<ul>
<li>i link che pubblichiamo su Twitter vengano anche salvati su Delicious</li>
<li>quando qualcuno ci tagga in una foto su Facebook, una copia di quell&#8217;immagine venga salvata su una cartella Dropbox</li>
<li>quando scattiamo una foto con Instagram associandovi un particolare hashtag, quella foto venga anche pubblicata in una pagina Facebook di cui siamo amministratori</li>
</ul>
<p>Registrarsi a IFTTT è gratuito, basta inserire la propria email e scegliere una password.</p>
<p>La pagina di <em>dashboard</em> che ci viene mostrata dopo il login ci mostra tutti i servizi a cui possiamo collegare regole automatiche e indica quanti “task” abbiamo già creato.</p>
<p><a href="http://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2012/03/01-ifttt.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-3602" title="01 ifttt" src="http://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2012/03/01-ifttt-1024x701.gif" alt="" width="540" height="369" /></a></p>
<p>Immaginiamo di voler definire un task per salvare su Delicious tutti gli articoli che leggiamo su Google Reader marcandoli come &#8220;preferiti&#8221;.</p>
<p>Partiamo cliccando sul pulsante <em>“create a task”</em>, e verremo guidati passo dopo passo nella definizione della nostra regola.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3609" title="02 if this" src="http://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2012/03/02-if-this1.gif" alt="" width="590" height="161" />Innanzitutto dobbiamo definire qual è l’evento che vogliamo intercettare: clicchiamo sul pulsante<em> “this”</em> e scegliamo, nell’elenco di tutti i servizi o eventi potenzialmente collegabili, Google Reader.</p>
<p><a href="http://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2012/03/03-identificare-servizio.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-3603" title="03 identificare servizio" src="http://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2012/03/03-identificare-servizio-842x1024.png" alt="" width="540" height="656" /></a></p>
<p>Se è la prima volta che usiamo IFTTT per creare una regola collegata a Google Reader, IFTTT ci chiederà di consentirgli l’accesso al nostro account.</p>
<p>L’operazione è necessaria per ogni nuovo servizio e, in base alle diverse procedure di autenticazione, può richiedere o meno l’immissione della propria password; la password in ogni caso non viene memorizzata su IFTTT, che si limita a registrarsi come applicazione autorizzata dall’utente X sul servizio di destinazione.</p>
<p>In base al <em>servizio-trigger</em> che abbiamo scelto, IFTTT ci dice quali eventi sono potenzialmente collegabili a un <em>task</em>: nel caso di Google Reader, la scelta è fra <em>“New starred item”</em> (indicare un articolo come preferito) o <em>“New tagged item”</em> (associare un determinato tag a un articolo).</p>
<p>Scegliamo l’opzione <em>“New starred item”</em>; questa non richiede alcuna informazione ulteriore, quindi il passo successivo è semplicemente di confermare e procedere.</p>
<p>Entriamo ora nella seconda parte della regola: cosa vogliamo che succeda quando si è verificata la nostra condizione.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3610" title="06 ifttt   Create task - than that" src="http://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2012/03/06-ifttt-Create-task-than-that.gif" alt="" width="590" height="161" />Di nuovo ci viene presentato un elenco di servizi: sono tutti i possibili canali verso cui indirizzare le conseguenze della nostra azione.</p>
<p>Scorrendo l’elenco, ci facciamo un’idea delle possibili azioni che potremmo scatenare: la scrittura di un tweet o di un messaggio di posta elettronica, l’invio di un SMS, l’accumulo nella pila delle cose da leggere in un secondo momento.</p>
<p><a href="http://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2012/03/07-ifttt-choose-action-channel.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-3611" title="07 ifttt   choose action channel" src="http://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2012/03/07-ifttt-choose-action-channel-943x1024.gif" alt="" width="540" height="586" /></a>Nel nostro caso, scegliamo il nostro servizio di archiviazione link preferito; selezioniamo Delicious, e, se necessario, autorizziamo IFTTT ad accedere al nostro profilo.</p>
<p>IFTTT ci proporrà le opzioni possibili: creare un link pubblico o un link privato.</p>
<p>Dopo aver scelto il tipo di bookmark, provvederemo a impostare (o a lasciare come proposti di default) le informazioni da associare al segnalibro (tag, descrizione)</p>
<p><a href="http://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2012/03/09-ifttt-inserire-i-dettagli.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-3607" title="09 ifttt  inserire i dettagli" src="http://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2012/03/09-ifttt-inserire-i-dettagli-1024x771.png" alt="" width="540" height="406" /></a></p>
<p>L’ultimo passo sarà quello di dare alla nostra regola una descrizione che ne spieghi il funzionamento: ad esempio, <em>“Salva su Delicious gli elementi Preferiti di Google Reader”</em>.</p>
<p>Completato anche questo passo, la creazione del task è terminata: d’ora in poi ci basterà cliccare sull’icona a stella dentro a GReader per mandare, con questo solo gesto, un link nel nostro archivio di bookmark.</p>
<h3>Fantastico! Ora creiamo task per tutto!</h3>
<p>Vedendo l’elenco dei servizi che si possono collegare fra loro tramite IFTTT è facile sentirsi in preda a una sorta di vertigine, e mettersi a collegare tutto a tutto – o, al contrario, bloccarsi nella scelta fra le numerose strade percorribili.</p>
<p>Potete vedere i task che altri utenti hanno condiviso sotto forma di <a href="http://ifttt.com/recipes">&#8220;ricette&#8221;</a>: se una ricetta vi sembra faccia al caso vostro, con pochi click la potrete aggiungere ai vostri task.</p>
<p>L&#8217;importante è non farsi prendere la mano, soprattutto dalle ricette il cui risultato è un post pubblico in uno dei vostri profili social: i post generati in automatico sono in genere meno graditi di quelli scritti “a mano”, e dopo un po’, soprattutto se frequenti, tendono a stancare.</p>
<p>E, mi raccomando, resistete alla tentazione di associare a qualche evento l’invio di un messaggio alla vostra casella email: volete tenerla leggera e sempre facile da azzerare, vero?</p>
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		<title>Email marketing, l’importanza di misurare</title>
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		<comments>http://www.alessandrafarabegoli.it/email-marketing-limportanza-di-misurare/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 22 Mar 2012 07:35:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Farabegoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Common Sense Dispenser]]></category>
		<category><![CDATA[ecommerce]]></category>
		<category><![CDATA[email marketing]]></category>
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		<category><![CDATA[MailChimp]]></category>
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		<description><![CDATA[Email e newsletter, se usati nel modo giusto, sono uno strumento fantastico per portare traffico al proprio sito e promuovere la vendita di prodotti e servizi. L&#8217;importante è non fare le cose a caso, ma avere una strategia, cioè darsi degli obiettivi pianificare le azioni in modo coerente con questi obiettivi misurare i risultati che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Email e newsletter, se usati nel modo giusto, sono uno strumento fantastico per portare traffico al proprio sito e promuovere la vendita di prodotti e servizi.</p>
<p><em><strong>L&#8217;importante è non fare le cose a caso, ma avere una strategia</strong></em>, cioè</p>
<ol>
<li>darsi degli obiettivi</li>
<li>pianificare le azioni in modo coerente con questi obiettivi</li>
<li>misurare i risultati che si ottengono, e adattare di conseguenza le proprie azioni</li>
</ol>
<p>Sui punti 1 e 2 non insisterò mai abbastanza: prima di scrivere, dobbiamo sempre porci la fatidica domanda</p>
<blockquote><p><em>cosa vogliamo ottenere con questa newsletter?</em></p></blockquote>
<p>Vogliamo portare traffico sul sito? Vogliamo promuovere un&#8217;offerta specifica? Vogliamo semplicemente ricordare ai nostri clienti che esistiamo e che possono contare su di noi?</p>
<p><em>Qual è l&#8217;azione che desideriamo che faccia chi legge la nostra newsletter?</em> Se non è chiaro nemmeno a noi, difficilmente riusciremo a impostare il testo e la struttura del messaggio in modo efficace.</p>
<p>Nella maggior parte dei casi, quel che vogliamo ottenere è che chi legge il messaggio clicchi su uno dei link per arrivare a una determinata landing page, che in genere si trova nel nostro sito. Una volta sul sito (dove sperabilmente ad attendere il visitatore non ci sarà la homepage, ma <a href="http://www.alessandrafarabegoli.it/pay-per-click-primo-non-deluderli/">una landing page pensata apposta</a> per &#8220;mantenere la promessa&#8221; fatta dalla newsletter), dovremo tracciare il comportamento successivo del visitatore:</p>
<ul>
<li>se ne va subito?</li>
<li>continua nella visita?</li>
<li>porta a termine uno degli obiettivi che abbiamo definito per il sito (acquistare qualcosa, compilare un modulo di richiesta, iscriversi alla newsletter)?</li>
</ul>
<p>E qui veniamo al punto 3: essere in grado di misurare i risultati delle nostre campagne di email marketing. Se usate un sistema di invio newsletter ben fatto, come <a title="Perché amo MailChimp – email marketing semplice, completo e divertente" href="http://www.alessandrafarabegoli.it/perche-amo-mailchimp-%e2%80%93-email-marketing-semplice-completo-e-divertente/">Mailchimp</a>, avete a disposizione un report che vi dà informazioni su tutto quel che succede dall&#8217;invio della newsletter all&#8217;atterraggio sul sito, in particolare</p>
<ul>
<li>il <strong><em>tasso di consegna</em></strong> (rapporto fra le email inviate e quelle consegnate): è un indice della qualità della vostra mailing list, e non deve mai scendere sotto il 95%, anzi se una lista è cresciuta in modo lecito e naturale dovrebbe essere molto vicino al 100%</li>
<li>il <strong><em>tasso di apertura</em></strong> (rapporto fra le email aperte e quelle consegnate): i valori generali di riferimento stanno fra il 10% e il 30%, ma, se la vostra lista è ben coltivata, potete raggiungere risultati anche migliori (alcuni miei clienti viaggiano regolarmente oltre il 50% di open rate)</li>
<li>il <strong><em>tasso di click</em></strong> (rapporto fra le persone che fanno clic su uno dei link del messaggio e il numero di aperture): le medie di riferimento stanno fra il 5% e il 10%, ma anche qui ho diretta testimonianza di performances molto più alte</li>
</ul>
<p>Cosa succede una volta che i nostri click sono diventati visite al sito? Per continuare a seguirle, dobbiamo fare in modo di poterle rintracciare e distinguere dal resto delle visite, e, per farlo, dobbiamo avere l&#8217;accortezza di aggiungere ai link della newsletter alcuni parametri.</p>
<p>Se usiamo Mailchimp, ci penserà lui a farlo: basterà ricordarsi, nel momento in cui creiamo la campagna, di selezionare il flag &#8220;add Google Analytics track to all URLs&#8221;:</p>
<p><a href="http://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2012/03/Campaign-Builder-Setup-MailChimp.gif"><img class="aligncenter size-large wp-image-3574" title="Campaign Builder   Setup   MailChimp" src="http://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2012/03/Campaign-Builder-Setup-MailChimp-1024x598.gif" alt="" width="540" height="315" /></a>Questa operazione fa sì che, in automatico, a ogni link vengano aggiunti i parametri</p>
<ul>
<li><em>utm_source</em>: comparirà nei report di Google Analytics come &#8220;sorgente del traffico&#8221;; Mailchimp lo imposta col nome della mailing list</li>
<li><em>utm_medium</em>: comparirà nei report come &#8220;mezzo&#8221;: Mailchimp, come è giusto che sia, lo imposta a &#8220;email&#8221;</li>
<li><em>utm_campaign</em>: comparirà nei report come &#8220;campagna&#8221;: Mailchimp lo imposta al valore che abbiamo specificato nel campo opportuno &#8220;titolo della campagna&#8221;</li>
</ul>
<p>Esempio: se nella newsletter metto un link alla pagina di iscrizione al corso Vendere Online che ci sarà il 3 aprile a Milano, il link non punterà all&#8217;URL</p>
<p><code>http://www.insana-academy.com/vendere-online/</code></p>
<p>ma all&#8217;URL</p>
<p><code>http://www.insana-academy.com/vendere-online/?utm_source=newsletter&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=2012_03_21_vendere_online</code></p>
<p>Se il mailer che usiamo non ci configura in automatico il tracciamento, o se vogliamo impostare in modo diverso i parametri <em>utm_source</em> e <em>utm_campaign</em>, o aggiungere anche i parametri <em>utm_term</em> (parole chiave) e <em>utm_content</em> (contenuto dell&#8217;annuncio), possiamo generare l&#8217;URL dei vari link con lo <a href="http://support.google.com/googleanalytics/bin/answer.py?hl=it&amp;answer=55578">strumento di generazione URL di Google</a>.</p>
<h3>Perché è importante impostare i parametri dei link?</h3>
<p>Quando analizziamo su Google Analytics le sorgenti di traffico del nostro sito, le visite vengono innanzitutto suddivise in quattro grandi categorie:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3575" style="border-style: initial; border-color: initial;" title="Panoramica sorgenti di traffico   Google Analytics" src="http://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2012/03/Panoramica-sorgenti-di-traffico-Google-Analytics.png" alt="" width="406" height="254" /></p>
<ul>
<li><strong>traffico diretto</strong>: sono le visite fatte da qualcuno che ha scritto direttamente l&#8217;indirizzo del nostro sito, o è arrivato da una app per tablet o smartphone</li>
<li><strong>motori di ricerca</strong>: sono le visite che arrivano dai motori di ricerca, sia che il risultato si trovi fra quelli &#8220;naturali&#8221;, sia che si tratti di un link a pagamento</li>
<li><strong>referral</strong>: sono le visite originate da un link che, da un altro sito, punta al nostro</li>
<li><strong>altro</strong>: qui stanno essenzialmente le campagne che tracciamo come tali</li>
</ul>
<p>Se i link della nostra newsletter non sono stati tracciati impostando i parametri di campagna, li disperderemo un po&#8217; fra il traffico diretto (se la newsletter è stata letta da un client di posta come Outlook o Thunderbird) e un po&#8217; fra i <em>referral</em>, nel caso in cui i destinatari ci abbiano letto e cliccato mentre consultavano la posta dal browser:</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3587" title="sorgenti di traffico" src="http://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2012/03/sorgenti-di-traffico1.png" alt="" width="457" height="390" />Così avremo una serie di &#8220;sorgenti di traffico&#8221; che sono classificate come &#8220;referral&#8221;, ma in realtà non sono affatto siti che ci linkano, quanto piuttosto i nostri messaggi email letti nei più vari modi.</p>
<p>Se il nostro è un sito di ecommerce, ci interessa senz&#8217;altro esaminare il report &#8220;sorgenti di traffico&#8221; nella sua versione &#8220;ecommerce&#8221;, ordinando le nostre sorgenti di traffico in base alle entrate (o al numero di transazioni) generate: se non siamo stati costanti nel tracciamento, vedremo un report come quello sotto, in cui le nostre campagne via newsletter sono sparse in tante voci diverse, che dobbiamo sommare a mano per valutare il risultato effettivo della nostra attività di email marketing.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h3><img class="aligncenter size-full wp-image-3590" title="sorgenti di traffico - entrate" src="http://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2012/03/sorgenti-di-traffico-entrate1.gif" alt="" width="581" height="403" /></h3>
<h3>Conclusioni</h3>
<p>Il diavolo sta nei dettagli! Non basta definire una strategia e un piano editoriale, occorre anche avere tutte le attenzioni necessarie a poter misurare i risultati di quel che facciamo &#8211; per imparare dall&#8217;esperienza e ottenere risultati migliori.</p>
<p><em>Siete interessati all&#8217;ecommerce? Martedì 3 aprile a Milano io e Gianluca Diegoli teniamo <a href="http://goo.gl/I23OC">il corso Vendere online</a>; l&#8217;organizzazione è di Insana Academy, e il programma va dalle <strong>5 C dell&#8217;ecommerce</strong> (catalogo, customer care, contatto, community, contenuti) all&#8217;uso di newsletter e social network, al miglioramento dei risultati attraverso l&#8217;analisi dei dati. <a href="http://goo.gl/I23OC">Correte a iscrivervi!</a></em></p>
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		<title>Sovraccarico informativo, alcuni suggerimenti</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 07:26:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Farabegoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Common Sense Dispenser]]></category>
		<category><![CDATA[dieta informativa]]></category>
		<category><![CDATA[overload informativo]]></category>
		<category><![CDATA[Sopravvivere all'informazione in rete]]></category>
		<category><![CDATA[Sopravvivere alle informazioni su Internet]]></category>
		<category><![CDATA[sovraccarico informativo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei giorni scorsi ho terminato la prima bozza del libro &#8220;Sopravvivere all&#8217;informazione in rete&#8220;, e, nella pausa prima dell&#8217;ennesima rilettura, voglio condividere alcuni suggerimenti su come gestire il sovraccarico di informazioni in cui siamo immersi. In un post di qualche giorno fa, Massimo Mantellini invocava un software capace di stabilire al suo posto le priorità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3558" title="troppa abbondanza" src="http://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2012/03/troppa-abbondanza.jpg" alt="" width="600" height="600" />Nei giorni scorsi ho terminato la prima bozza del libro &#8220;<a title="Sopravvivere all’informazione in rete" href="http://www.alessandrafarabegoli.it/sopravvivere-all-informazione-in-rete/">Sopravvivere all&#8217;informazione in rete</a>&#8220;, e, nella pausa prima dell&#8217;ennesima rilettura, voglio condividere alcuni suggerimenti su come gestire il sovraccarico di informazioni in cui siamo immersi.</p>
<p>In un post di qualche giorno fa, <a href="http://www.ilpost.it/massimomantellini/2012/03/14/dialoghi-sul-re-di-tonga/">Massimo Mantellini</a> invocava un software capace di stabilire al suo posto le priorità delle informazioni, spegnendo alcune notifiche nei momenti in cui lui vuole concentrarsi su qualcosa.</p>
<p>Io non sono convinta che la soluzione stia in un software, che è solo uno strumento al servizio di una decisione che dobbiamo prendere noi. Peraltro di software che limitano il tempo che passiamo sui social network o in attività &#8220;improduttive&#8221; ce ne sono tantissimi, basta cercare le parole chiave <em>blocking distractions</em> su <a href="http://lmgtfy.com/?q=blocking+distractions">Google</a> <em>(*)</em>.</p>
<p>Ci sono però decisioni che solo noi possiamo (e dobbiamo) prendere, e la più importante è quella di <em>scegliere di</em> <em>essere noi a decidere come usare il nostro tempo</em>, invece di restare passivi a <em>farci decidere il tempo</em> da qualcun altro.</p>
<p>Ecco i primi passi da fare.</p>
<h2>1. Chiudete la posta</h2>
<p>Tenere la posta elettronica sempre aperta offre una scusa perfetta per non metterci a lavorare davvero. Arriva un messaggio, viene la tentazione di leggerlo, poi magari di rispondere subito; nel mentre, l&#8217;occhio cade su un messaggio che abbiamo già letto, e che sta lì ad aspettare una risposta, che ancora non abbiamo voglia o tempo di scrivere; nel frattempo, i nostri pensieri si sono distratti da quel che stavamo facendo, e riprendere la concentrazione diventa sempre più faticoso.</p>
<p>La posta va chiusa, e riaperta solo in pochi momenti ben definiti durante la giornata: in questi momenti (ad esempio, una mezzora alle 10 del mattino, una a fine mattinata e una a metà pomeriggio), leggeremo ed elaboreremo subito tutti i messaggi che sono arrivati, senza lasciare sospesi (chiamatelo <a href="http://inboxzero.com/">InboxZero</a>, chiamatelo <a href="http://www.girlgeeklife.com/2010/10/come-gestire-le-mail-il-metodo-rosso/">Metodo Rosso</a>, ma la sostanza non cambia).</p>
<h2>2. Spegnete tutte le notifiche</h2>
<p><a href="http://www.informationdiet.com/blog/read/notifications-are-evil">Le notifiche sono il male</a>.</p>
<p>Togliete le notifiche audio dal vostro smartphone, eliminate i widget che vi dicono che qualcuno  ha commentato un vostro post in un social network, chiudete le app di Twitter e Yammer. Se i social network sono importanti nella vostra vita (<a href="http://www.alessandrafarabegoli.it/identita-e-autorappresentazione-online-unintervista/">nella mia lo sono</a>), dedicate loro un momento specifico (la &#8220;pausa Twitter&#8221; come la pausa caffè), ma durante il resto del tempo non fatevi disturbare.</p>
<p>Vedrete che la vita va avanti lo stesso, anzi, sarete stupiti di come vi sentite meglio.</p>
<h2>3. Usate una ToDoList per definire le vostre priorità</h2>
<p>Aprite ogni giornata facendo il punto su quel che dovete fare oggi. La ToDoList del giorno deve essere realistica: un elenco di tre voci è ok, uno di 20 è impossibile da chiudere, quindi va ripianificato subito, perché non c&#8217;è niente di più improduttivo che restare a guardare sconsolati una lista troppo lunga per essere completata.</p>
<p>Di strumenti per gestire le ToDoList ce ne sono tanti (nel libro ne recensisco un bel po&#8217;), ma la cosa in assoluto più importante è che voi decidiate di mettervi d&#8217;impegno e <em>iniziare a fare i compiti</em>.</p>
<p><em>(*) Grazie all&#8217;impareggiabile <a href="http://www.piccoloimprenditore.com/">Marco Brambilla</a> che mi segnala perle come <a href="http://lmgtfy.com/">Let Me Google This For You</a>. Senza di lui, la mia vita digitale sarebbe molto meno divertente e produttiva.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Niente di nuovo sui binari italiani</title>
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		<comments>http://www.alessandrafarabegoli.it/niente-di-nuovo-sui-binari-italiani/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 09:52:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandra Farabegoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Common Sense Dispenser]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[customer care]]></category>
		<category><![CDATA[customer service]]></category>
		<category><![CDATA[Italotreno]]></category>
		<category><![CDATA[Trenitalia]]></category>

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		<description><![CDATA[Come sapete, non sono una fan di Trenitalia, né per la qualità del servizio né per i goffi tentativi di mettere pannicelli caldi sui nostri disagi di clienti attraverso improbabili presenze social. Come penso molti altri, sto aspettando l&#8217;esordio dei nuovi treni Italo, sperando che offrano un&#8217;alternativa valida al Frecciarossa e che aprano la strada [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3541" title="sul binario" src="http://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2012/02/sul-binario.jpg" alt="" width="600" height="600" /></p>
<p>Come sapete, non sono una fan di <a href="http://www.alessandrafarabegoli.it/tag/trenitalia/">Trenitalia</a>, né per la qualità del servizio né per i goffi tentativi di mettere pannicelli caldi sui nostri disagi di clienti attraverso improbabili presenze social.</p>
<p>Come penso molti altri, sto aspettando l&#8217;esordio dei nuovi treni <strong>Italo</strong>, sperando che offrano un&#8217;alternativa valida al Frecciarossa e che aprano la strada a una sana concorrenza sui trasporti.</p>
<p>Confesso che la speranza si sta un po&#8217; logorando: da mesi Italo promette che a febbraio ci rivelerà le nuove tariffe, ma siamo al 29 e ancora non è dato sapere nulla.</p>
<p>Nelle settimane scorse ho provato a chiedere al loquace account Twitter <a href="https://twitter.com/#!/ItaloTreno">@italotreno</a> qualche notizia:</p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it" data-in-reply-to="170252686204211200"><p>@<a href="https://twitter.com/ItaloTreno">ItaloTreno</a> ma i prezzi quand&#8217;è che ce li dite?</p>
<p>— AlessandraFarabegoli (@alebegoli) <a href="https://twitter.com/alebegoli/status/170256115475550210" data-datetime="2012-02-16T21:19:55+00:00">Febbraio 16, 2012</a></p></blockquote>
<p><script charset="utf-8" type="text/javascript" src="//platform.twitter.com/widgets.js"></script><br />
ma si vede che nessuno da quelle parti ha attivato la funzione di ascolto, e le &#8220;mentions&#8221; non vengono considerate degne di risposta.</p>
<p>Ieri sera mi è arrivata questa perla, su segnalazione di un mio vecchio cliente con cui ogni tanto mi sento (perché ha <a href="http://www.massimomilleri.it/">un blog molto istruttivo</a>, a cui vi consiglio di dare un&#8217;occhiata se vi piace giocare coi numeri e con la loro rappresentazione):</p>
<blockquote><p><em>Appena ho potuto mi sono iscritto alla community (credo si chiami così) di Italo sperando di potermi emancipare prima possibile da trenitalia. Il loro sito (<a href="http://www.italotreno.it/IT/doveAcquistare/Pagine/overview.aspx" target="_blank">http://www.italotreno.it/IT/<wbr>doveAcquistare/Pagine/<wbr>overview.aspx</wbr></wbr></a>) da due mesi continua a scrivere che il servizio parte a febbraio senza dare altre informazioni e oggi mi arriva una mail:</em></p></blockquote>
<blockquote><p>Gentile MASSIMO</p>
<p>eccoci dunque qui, <strong>a rinsaldare la promessa</strong> che ti avevamo fatto: quella di dedicarti in esclusiva alcune anteprime del nuovo servizio.</p>
<p>Ci hai seguito con interesse, pertanto <strong>ti consideriamo un &#8220;tester&#8221; d&#8217;eccezione</strong> per il nostro Contact Center che ti presentiamo prima della sua apertura ufficiale al pubblico.</p>
<p><strong>Puoi chiamare al numero 06.07.08 Pronto Italo</strong>, attivo in questa fase tutti i giorni dalle 9 alle 17. Potrai così informarti su Italo e <strong>scoprire gli orari</strong> dei collegamenti ferroviari tra le principali città. In seguito, se lo desideri, potrai rispondere in forma anonima a un breve questionario che trovi <a href="https://www.surveymonkey.com/s/F2TJRT5" target="_blank">qui</a>. In questo modo ci fornirai preziose osservazioni su Pronto Italo e in generale sui nostri servizi aiutandoci a migliorare.</p>
<p>Continueremo ad informarti garantendoti anteprime e vantaggi esclusivi.</p>
<p>Grazie e a presto.</p>
<p><strong>Italo</strong></p></blockquote>
<blockquote><p><em>Cioè il servizio &#8220;esclusivo&#8221; è che io dovrei, gratis, testargli il call center?</em><br />
<em> dalla padella alla brace</em><br />
<em> scusa lo sfogo</em></p></blockquote>
<p>Cosa aggiungere?</p>
<p>Partire per secondi, in una situazione in cui il concorrente è un monopolista che ha fatto prima di noi praticamente tutti gli errori possibili, dovrebbe servire per imparare dai suoi errori senza rifarli tutti, uno a uno.</p>
<p>Purtroppo (per noi viaggiatori) i segnali che arrivano non fanno ben sperare&#8230;</p>
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