<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Alessandra Farabegoli</title>
	<atom:link href="https://www.alessandrafarabegoli.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.alessandrafarabegoli.it</link>
	<description>email marketing e digital marketing, con buonsenso e passione</description>
	<lastBuildDate>Sat, 31 Jan 2026 18:11:33 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
	<item>
		<title>Fare bene il bene</title>
		<link>https://www.alessandrafarabegoli.it/fare-bene-il-bene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Farabegoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jun 2025 10:06:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni, opinioni, sbrocchi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.alessandrafarabegoli.it/?p=155674112</guid>

					<description><![CDATA[<p>Se Guido è a casa durante il weekend, spesso mi accompagna il sabato mattina a Forlì, quando vado a trovare mia madre. Il nostro rito condiviso nella mezz’ora di viaggio in auto è ascoltare l’edizione weekend di Morning, con Luca Misculin che ci aggiorna sulle cose del mondo.&#160;Oggi&#160;erano guerre, stragi nelle scuole, disastri aerei, adolescenti [&#8230;]</p>
The post <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it/fare-bene-il-bene/">Fare bene il bene</a> first appeared on <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it">Alessandra Farabegoli</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">Se Guido è a casa durante il weekend, spesso mi accompagna il sabato mattina a Forlì, quando vado a trovare mia madre. Il nostro rito condiviso nella mezz’ora di viaggio in auto è ascoltare l’edizione weekend di Morning, con Luca Misculin che ci aggiorna sulle cose del mondo.&nbsp;<a href="https://www.ilpost.it/podcasts/morning/morning-weekend-ritrovarsi-con-gli-amici-allikea-di-breda-e-altre-storie-2/">Oggi</a>&nbsp;erano guerre, stragi nelle scuole, disastri aerei, adolescenti svedesi che si vendono come killer per piccole somme di denaro, e come buona notizia finale – Misculin ci tiene a sollevarci il morale prima di salutarci – anziani che si incontrano al ristorante dell’Ikea per socializzare; ecco la sinossi della puntata:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">– Il&nbsp;<a href="https://www.ilpost.it/live/bombardamento-israele-iran-nucleare/?homepagePosition=0">liveblog</a>&nbsp;del Post su cosa sta succedendo tra Israele e Iran, in aggiornamento<br>– Come parlare ai bambini di una sparatoria in una scuola (<em><a href="https://www.derstandard.at/story/3000000273385/amoklauf-an-grazer-schule-das-hilft-kindern-beim-umgang-mit-dem-thema">Der Standard</a></em>)<br>– I minorenni che uccidono a pagamento, in Svezia (<em><a href="https://www.lemonde.fr/en/international/article/2025/06/09/sweden-s-teen-hitmen-are-on-the-rise_6742139_4.html">Le Monde</a></em>)<br>– L’uomo che da 17 anni quasi ogni giorno mangia all’IKEA (<em><a href="https://www.nrc.nl/nieuws/2025/06/09/wim-78-zit-bijna-elke-dag-in-het-ikea-restaurant-al-zeventien-jaar-lang-a4896249">NRC</a></em>)</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Quando è partita la sigla finale io e Guido ci siamo guardati, abbiamo constatato che la buona notizia di oggi erano <em>i vecchi all’Ikea</em>, e io ho detto <em>sterzo secca a sinistra e ci buttiamo nel Ronco<sup>(1)</sup> o andiamo lo stesso dalla nonna?</em> Poi abbiamo riso e abbiamo continuato il tragitto verso la nostra anziana, che non è tanto socievole da cercare compagnia in un bar, ma se dio vuole lunedì la mando al mare per due settimane con una comitiva di altri anziani, speriamo che tutto vada bene.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, sono tempi faticosi e stranianti. Quel che succede nel mondo, vicino e lontano, è talmente enorme che io non so da che parte farmi per tenere tutto insieme: la necessità di continuare a informarmi, il tentativo di testimoniare comunque solidarietà, nelle parole e nei fatti, la frustrazione di non riuscire a incidere più di tanto sulla realtà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sto leggendo tanto, e cerco di leggere più libri e meno pezzi brevi, perché anche saltare da un articolo all’altro, da una newsletter all’altra, mi esaurisce. Fra l’altro ho scoperto con gratitudine il servizio di&nbsp;<a href="https://bibliotecheromagna.medialibrary.it/home/index.aspx">prestito digitale della Rete Bibliotecaria della Romagna</a>&nbsp;che mi permette di usufruire di quattro prestiti al mese – per giugno li ho già esauriti, e ne valeva la pena.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi ha fatta molto pensare il breve pamphlet&nbsp;<em><a href="https://www.susan-neiman.com/buecher/linw/la-sinistra-non-e-woke/">La sinistra non è woke</a></em>&nbsp;della filosofa&nbsp;<a href="https://www.susan-neiman.com/en/">Susan Neiman</a>. Il titolo mi aveva maldisposta, perché anche se parole come&nbsp;<em>woke</em>&nbsp;o&nbsp;<em>buonista</em>&nbsp;sono usate come insulti, io non ho nessun problema a tenermele addosso; però penso che sia utile mettersi in discussione, visto che evidentemente le cose non stanno andando nel verso giusto. Ma se dal libro mi aspettavo un invito a moderarsi o a riconsiderare posizioni “esagerate” sono stata smentita subito, e per fortuna:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>In un&#8217;epoca in cui le minacce verso il mondo sembrano schiaccianti, il pessimismo è allettante perché garantisce che non c&#8217;è nulla da fare. Una volta capito che è inutile, si può definitivamente smettere di lottare. Per un po&#8217; di sollievo o almeno per distrarsi, ci si può sempre prendere cura di se stessi, darsi al consumismo o assumere sostanze psicoattive.</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Quindi, se il pessimismo non ce lo possiamo permettere, Neiman sostiene l’urgenza di tornare ai fondamentali:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>dedizione all’universalismo</strong>, uscendo dalla frammentazione delle lotte identitarie;</li>



<li><strong>distinzione netta fra giustizia e potere</strong>: torniamo a pretendere che non sia la forza bruta a decidere;</li>



<li><strong>credere nella possibilità di un progresso</strong>: perché il progresso può essere lento, ma è possibile, e sottolineare solo la strada che ancora è da fare significa negare quella che è già stata percorsa;</li>



<li><strong>coltivare il dubbio</strong>, che significa anche non pretendere di essere d’accordo su tutto per lottare insieme, altrimenti sarà sempre la destra a vincere.</li>
</ul>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>Si sa da tempo che il personale è politico, ma quando è solo il personale a essere politico allora non si hanno più speranze. Cambiare i pronomi può sembrare un cambiamento radicale, ma la veemenza dei ragionamenti woke sull&#8217;importanza dei pronomi rivela in realtà una paura di non poter cambiare nient&#8217;altro. Ho sostenuto che bisogna avere speranze più grandi. È semplice: senza speranza non si può agire con convinzione ed energia, e se non si può agire le predizioni dei catastrofisti si avvereranno.</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Neiman contesta l’idea che tutto si riduca a logiche economiche, che i comportamenti altruistici siano un enigma che si spiega solo ipotizzando che l’altruismo esiste solo in quanto porta alla lunga un vantaggio in termini di sopravvivenza della propria parentela. Non è così: noi agiamo spinti da molte e diverse motivazioni, non solo dal nostro interesse.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>Secondo il neoliberismo la felicità si raggiunge attraverso mercati non regolamentati che producono sempre più beni materiali sviluppati per distrarci e progettati per scadere. Se si rifiuta questa visione per sostenere invece che le persone abbiano più probabilità di progredire quando sono impegnati in attività produttive comuni, si verrà liquidati come vecchi hippies o come cripto comunisti, nonostante questa posizione sia confermata da qualsiasi studio empirico di psicologia sociale.</em></p>
</blockquote>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">L’altro grande errore che Neiman imputa alla sinistra è quello di&nbsp;<em>aver santificato le vittime</em>, equiparando lo status di vittima a quello di eroe e assolvendo automaticamente le vittime da ogni loro peccato.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>Preferirei tornare a un modello dove le pretese di autorità si basano su cosa ha fatto una persona per il mondo e non su cosa il mondo ha fatto a lei. Questo non significa rispedire le vittime nell&#8217;oblio; significa considerare la solidarietà nei loro confronti una virtù, senza insinuare che essere vittime lo sia di per sé.</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Quando ho letto queste parole, ho capito cosa rispondere a chi mi accusa di essere complice di ogni azione e opinione e presa di posizione di &lt;vittima di turno&gt; quando condanno &lt;prevaricazione a piacere&gt;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, come diceva Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children Italia, nel suo bell’intervento al&nbsp;<a href="https://www.festivaldelfundraising.it/">Fundraising Festival</a>, non basta&nbsp;<em>fare il bene</em>, perché dalle buone intenzioni se non eseguite nel modo giusto possono scaturire problemi e ingiustizie; bisogna&nbsp;<em>fare bene il bene</em>, e questo “richiede domande scomode, autocritica, la capacità di metterci in discussione e di chiederci a chi serve davvero il nostro agire, a quale prezzo, con quale onestà”; ed è tanto più difficile oggi che chi cerca di “fare il bene” non è più visto con favore da tante, troppe persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le altre letture delle ultime settimane sono nate da <a href="https://www.ilpost.it/podcasts/timbuctu/ep-297-loccidente-visto-da-unaltra-parte/">una puntata di Timbuctu</a><sup>(2)</sup> dedicata a <em>Fumo e ceneri</em>, il saggio di Amitav Ghosh sul mercato dell’oppio, e in particolare su come l’impero britannico, imponendo il commercio dell’oppio dall’India verso la Cina, abbia consolidato il proprio dominio coloniale, influenzato pesantemente la storia di gran parte dell’Asia, generato enormi ricchezze a vantaggio di pochi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il saggio di Ghosh spiega con grande dettaglio il quadro storico che fa da sfondo alla trilogia narrativa dello stesso autore:&nbsp;<em>Mare di papaveri</em>,&nbsp;<em>Il fiume dell’oppio</em>&nbsp;e&nbsp;<em>Diluvio di fuoco</em>, tre romanzi che ho letteralmente divorato dopo aver finito&nbsp;<em>Fumo e ceneri</em>. Alcune centinaia di pagine di avventure, battaglie, commerci, in cui si incrociano personaggi dalle provenienze più diverse, ciascuno con le sue contraddizioni, meschinerie, eroismi, affetti; ma la cosiddetta superiorità morale dell’Occidente, ciao, quella ce la possiamo allegramente dimenticare – la storia di come gli inglesi si sono presi Hong Kong come avamposto dello spaccio di oppio nell’impero Ming, oppio peraltro prodotto in India trasformando a forza interi distretti agricoli in monoculture di papavero, è molto istruttiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma voglio chiudere con qualcosa di meglio dei&nbsp;<em>vecchi all’Ikea</em>, perché in giro c’è tanta bellezza che vale la pena difendere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa settimana a Ravenna ci sono state due inaugurazioni: quella di&nbsp;<a href="https://mar.ra.it/evento/coconino-fest-2025/">Coconino Fest</a>, due settimane di mostre e incontri, e l’edizione 2025 di&nbsp;<a href="https://www.danteplus.com/">Dante Plus</a>, un progetto che da anni arricchisce Ravenna di installazioni, opere e visioni finalmente contemporanee.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La mostra Dante Plus, negli spazi della Biblioteca Oriani sarà aperta fino al 28 settembre, tutti i giorni; io sono andata all’inaugurazione perché da anni seguo e apprezzo il lavoro che fa Marco <em>Bonobolabo</em> Miccoli nella promozione dell’arte e degli artisti, così, oltre a vedere le opere di quest’anno e conoscere dal vivo molti degli autori, <a href="https://www.instagram.com/p/DK4Nxh9NOLD/" target="_blank" rel="noopener" title="">ho partecipato alla creazione del Dante di Ivan Lorenzo Frezzini</a>, un laboratorio collettivo in cui abbiamo prima “colorato dentro gli spazi” e poi liberato il colore dai suoi confini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono delle belle persone in giro, tante le ho incontrate a Riccione al Fundraising Festival, e lavorare insieme a progetti che hanno senso genera molta più felicità che consumare a sfregio del pianeta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sporchiamoci le mani insieme, dai.</p>



<p class="wp-block-paragraph">1. Il fiume Ronco, che prima di Forlì si chiama Bidente, affianca per un lungo tratto la SS 67 nel tratto fra Forlì e Ravenna, per poi unirsi al Montone e formare i Fiumi Uniti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">2 <em>Timbuctu</em> è il podcast di Marino Sinibaldi che <em>parla con i libri</em>; <a href="https://open.spotify.com/episode/3MBCI4q2Ntu8hSE7B66EmN?si=fdjIJmYATFuzEkg4yqA6AQ">la puntata 297 su Fumo e ceneri si ascolta qui</a></p>The post <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it/fare-bene-il-bene/">Fare bene il bene</a> first appeared on <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it">Alessandra Farabegoli</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La primavera mi spezza il cuore</title>
		<link>https://www.alessandrafarabegoli.it/la-primavera-mi-spezza-il-cuore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Farabegoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jun 2025 16:51:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni, opinioni, sbrocchi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.alessandrafarabegoli.it/?p=155674105</guid>

					<description><![CDATA[<p>Maggio di aria frizzante, piogge serali e notturne da tenersi addosso ancora l’imbottita leggera e pomeriggi di sole che brucia la pelle. E poi, all’improvviso, l’estate. Faccio fatica a scrivere, pensieri continui che mi attraversano, gioia e inquietudine, dover tenere tutto insieme. Ho passato un weekend di metà maggio a masticare ricordi: di sabato, i [&#8230;]</p>
The post <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it/la-primavera-mi-spezza-il-cuore/">La primavera mi spezza il cuore</a> first appeared on <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it">Alessandra Farabegoli</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">Maggio di aria frizzante, piogge serali e notturne da tenersi addosso ancora l’imbottita leggera e pomeriggi di sole che brucia la pelle. E poi, all’improvviso, l’estate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Faccio fatica a scrivere, pensieri continui che mi attraversano, gioia e inquietudine, dover tenere tutto insieme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho passato un weekend di metà maggio a masticare ricordi: di sabato, i cent’anni del mio vecchio gruppo scout, festeggiati in un lungo pomeriggio in cui ho incontrato vecchie fiamme, amicizie e inimicizie ormai levigate dagli anni, i figli e le figlie che hanno l’età che avevamo noi ai tempi e anche di più, qualche genitore ancora in vita nonostante gli acciacchi, collezioni di foto scolorite da cui ogni tanto emerge un viso che non rivedremo più.</p>



<figure class="wp-block-image"><a class="image-link image2 is-viewable-img" href="https://substackcdn.com/image/fetch/f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fe66876e4-7ba1-4d59-8356-6045f59d93de_2917x1961.jpeg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" src="https://substackcdn.com/image/fetch/w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fe66876e4-7ba1-4d59-8356-6045f59d93de_2917x1961.jpeg" alt=""/></a><figcaption class="wp-element-caption">Quanto scrivevo, anche allora; chissà se era il mio diario o più probabilmente un quaderno di caccia in cui registravo obiettivi e progressione personale. A fianco, il quadernone di squadriglia delle Tigri, pieno delle mie cronache di uscite, imprese, riunioni.</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune persone le riconosco a fatica, dopo averle studiate da lontano; altre sono uguali ad allora, giusto un accenno di pelle tirata e i capelli grigi. Non so cosa mi fa più impressione, io mi sento cambiata ma non invecchiata, piuttosto diventata più me stessa, meno confusa e ingenua di allora.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La domenica successiva, dalle parti di Premilcuore, abbiamo festeggiato i trent’anni di&nbsp;<a href="https://www.instagram.com/capo_nord_forli/">Capo Nord</a>, che è partito quando io iniziavo ad amare seriamente la montagna. Forlì è una città piccola, quelli che vanno in montagna più o meno si conoscono tutti di vista, con alcuni di loro ho camminato tanto. È stata una bella festa, siamo saliti per un sentiero fiorito di ginestre fino ai crinali del Monte Tiravento e poi abbiamo pranzato insieme sul prato della Trattoria del Cervo. Età media, mi tocca dire, alta, a parte qualche quarantacinquenne con figli piccoli al seguito; ci siamo misurati a vicenda gli acciacchi e l’ostinazione con cui continuiamo a uscire all’aperto, certo con più moderazione di un tempo.</p>



<figure class="wp-block-image"><a class="image-link image2 is-viewable-img" href="https://substackcdn.com/image/fetch/f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F6916233b-231d-41c2-abc2-2ce230d0168a_3024x4032.jpeg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" src="https://substackcdn.com/image/fetch/w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F6916233b-231d-41c2-abc2-2ce230d0168a_3024x4032.jpeg" alt=""/></a></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A Ravenna abbiamo eletto il nuovo sindaco, che mi sembra una bella persona: attento alle difficoltà, uno che ascolta prima di decidere, sensibile alle contraddizioni. Il martedì sera dopo le elezioni sono andata in piazza a festeggiare anch’io con militanti e sostenitori; non sono organica a quella tribù ma mi interessa di più la strada che si può fare insieme rispetto al sottolineare ogni volta le differenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è tanto di quel lavoro da fare, che non si sa da dove cominciare. Apro Facebook ogni tanto per vedere cosa succede in città, i commenti sono una valanga di insulti qualunquisti e violenti; respiro e mi ricordo che non sono tutti così, ma bisogna fare lo sforzo di dirle ad alta voce le parole che vogliamo sentire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Metto da parte ogni frammento di bellezza: la risata di mio figlio quando mi saluta, la forma delle nuvole, il caftano colorato di una donna seduta alla fermata dell’autobus, gli abbracci, l’allegria e la gratitudine respirati a Padova nella giornata di Freelancecamp.</p>



<figure class="wp-block-video"><video height="480" style="aspect-ratio: 854 / 480;" width="854" controls src="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/FLC-short_SSD.mp4"></video></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>[grazie a Windriser per il montaggio video, grazie a tutte le meravigliose persone del team Veneto, a chi c’era e a chi ci pensava da lontano]</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho scritto in un quaderno, per non dimenticarmeli, tutti i profumi incontrati da aprile a oggi: i glicini esplosi ad aprile, i pittospori di Piazza Cavour a Forlì – così intensi da sentirli a decine di metri di distanza –, le ginestre in collina sopra a Brisighella, i rincospermi nei giardini di città – dal mio terrazzo al terzo piano mi arriva il profumo della siepe in giardino –, i primi sentori di liquiriza dell’elicriso sui crinali del Tiravento, il dolce nettare del caprifoglio nella pineta di Punta Marina. Col cazzo che andare su Marte è una buona prospettiva, solo un idiota può crederci.</p>The post <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it/la-primavera-mi-spezza-il-cuore/">La primavera mi spezza il cuore</a> first appeared on <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it">Alessandra Farabegoli</a>.]]></content:encoded>
					
		
		<enclosure url="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/FLC-short_SSD.mp4" length="7224547" type="video/mp4" />

			</item>
		<item>
		<title>La turista pensierosa</title>
		<link>https://www.alessandrafarabegoli.it/la-turista-pensierosa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Farabegoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 May 2025 16:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni, opinioni, sbrocchi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.alessandrafarabegoli.it/?p=155674059</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sono partita per Amsterdam quasi controvoglia. Quando alcuni mesi fa è uscita la data del&#160;Deliverability Summit&#160;ho cercato un appartamento su Home Exchange e ne ho trovato uno bellissimo in una tranquilla zona semicentrale, disponibile per una settimana; mi è sembrata una buona idea la combo&#160;evento+vacanza&#160;a fine aprile, in una delle capitali europee che ancora non [&#8230;]</p>
The post <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it/la-turista-pensierosa/">La turista pensierosa</a> first appeared on <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it">Alessandra Farabegoli</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">Sono partita per Amsterdam quasi controvoglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando alcuni mesi fa è uscita la data del&nbsp;<a href="https://deliverabilitysummit.com/">Deliverability Summit</a>&nbsp;ho cercato un appartamento su Home Exchange e ne ho trovato uno bellissimo in una tranquilla zona semicentrale, disponibile per una settimana; mi è sembrata una buona idea la combo&nbsp;<em>evento+vacanza</em>&nbsp;a fine aprile, in una delle capitali europee che ancora non avevo esplorato e con partenza il giorno del mio compleanno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Invece, via via che si avvicinava la data del viaggio, mi calava la voglia di partire. La grigia pioggerellina che mi ha accolta all’arrivo non ha migliorato il mio umore, e ho dovuto ammettere con me stessa che non ho più tanta voglia di viaggiare da sola, anche se oggi è tanto più facile di quando ho iniziato a farlo, e in Europa, grazie al roaming gratuito, posso leggere in tempo reale i messaggi di auguri su WhatsApp.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma l’asburgico senso del dovere non mi abbandona mai nemmeno in vacanza; così, dopo aver lasciato la valigia in appartamento, mi sono incamminata verso il centro per iniziare a vedere un po’ di città. Nel bookshop dello&nbsp;Stadsarchief&nbsp;– un po’ centro civico, un po’ museo, con collezioni di documenti esposte in stanze nelle quali si entra attraversando enormi porte blindate – ho trovato esattamente il tipo di guida di viaggio che amo:&nbsp;<em>The Invention of Amsterdam</em>&nbsp;di Ben Coates, dieci itinerari a piedi attraverso la città lungo i quali l’autore, un inglese trapiantato qui da alcuni anni, racconta la storia e le storie della città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così, con una guida da studiare e una mappa di carta, ero pronta a marcare tutte le caselline della mia checklist interiore, con il vantaggio di avere due giorni di evento per leggere la guida e la giornata del sabato già programmata per il King’s Day.</p>



<figure class="wp-block-image"><a class="image-link image2 is-viewable-img" href="https://substackcdn.com/image/fetch/f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ffcfbb936-31bf-4f47-a27f-283da54bf48c_1536x2048.jpeg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" src="https://substackcdn.com/image/fetch/w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Ffcfbb936-31bf-4f47-a27f-283da54bf48c_1536x2048.jpeg" alt=""/></a></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Pensando alla Liberazione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro motivo del mio scontento era l’essere via dall’Italia per l’80° anniversario della Liberazione; così mi ha piacevolmente sorpresa che gli unici altri due italiani presenti al Summit la mattina del secondo giorno mi abbiano salutata con un&nbsp;<em>“buon 25 Aprile”</em>, l’ho presa come un buon segno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Più tardi, esplorando il parco vicino alla sede del Summit, mi sono fermata al suggestivo&nbsp;<a href="https://nl.wikipedia.org/wiki/Monument_Rozenoord">Monument Rozenord</a>, 140 sedie vuote in memoria di altrettante persone uccise dai nazisti durante l’occupazione. Anche i Paesi Bassi hanno avuto la loro Resistenza e festeggiano gli 80 anni dalla Liberazione il 5 maggio; camminando per Amsterdam è incredibile la quantità di&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pietre_d%27inciampo">pietre d’inciampo</a>&nbsp;che si incontrano, interi quartieri sono stati svuotati dei loro abitanti, e chi non è finito nei campi di concentramento ha sofferto la fame e i bombardamenti. Come si possa ignorare tutta questa sofferenza e tollerare che succeda ancora, io non lo so.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="901" height="1200" data-id="155674064" src="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/holocaust-memorial-2-901x1200.jpg" alt="" class="wp-image-155674064" srcset="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/holocaust-memorial-2-901x1200.jpg 901w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/holocaust-memorial-2-436x580.jpg 436w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/holocaust-memorial-2-768x1023.jpg 768w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/holocaust-memorial-2-1153x1536.jpg 1153w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/holocaust-memorial-2-1538x2048.jpg 1538w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/holocaust-memorial-2-scaled.jpg 1922w" sizes="(max-width: 901px) 100vw, 901px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="901" height="1200" data-id="155674070" src="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/holocaust-memorial-1-901x1200.jpg" alt="" class="wp-image-155674070" srcset="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/holocaust-memorial-1-901x1200.jpg 901w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/holocaust-memorial-1-436x580.jpg 436w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/holocaust-memorial-1-768x1023.jpg 768w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/holocaust-memorial-1-1153x1536.jpg 1153w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/holocaust-memorial-1-1538x2048.jpg 1538w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/holocaust-memorial-1-scaled.jpg 1922w" sizes="(max-width: 901px) 100vw, 901px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1200" height="1200" data-id="155674068" src="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/inciampo-3-1200x1200.jpg" alt="" class="wp-image-155674068" srcset="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/inciampo-3-1200x1200.jpg 1200w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/inciampo-3-580x580.jpg 580w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/inciampo-3-150x150.jpg 150w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/inciampo-3-768x768.jpg 768w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/inciampo-3-1536x1536.jpg 1536w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/inciampo-3-2048x2048.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="901" height="1200" data-id="155674062" src="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/inciampo-2-901x1200.jpg" alt="" class="wp-image-155674062" srcset="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/inciampo-2-901x1200.jpg 901w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/inciampo-2-436x580.jpg 436w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/inciampo-2-768x1023.jpg 768w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/inciampo-2-1153x1536.jpg 1153w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/inciampo-2-1538x2048.jpg 1538w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/inciampo-2-scaled.jpg 1922w" sizes="auto, (max-width: 901px) 100vw, 901px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="901" height="1200" data-id="155674072" src="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/palestina-901x1200.jpg" alt="" class="wp-image-155674072" srcset="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/palestina-901x1200.jpg 901w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/palestina-436x580.jpg 436w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/palestina-768x1023.jpg 768w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/palestina-1153x1536.jpg 1153w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/palestina-1538x2048.jpg 1538w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/palestina-scaled.jpg 1922w" sizes="auto, (max-width: 901px) 100vw, 901px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1600" height="1020" data-id="155674060" src="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/pietre-inciampo-1-1600x1020.jpg" alt="" class="wp-image-155674060" srcset="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/pietre-inciampo-1-1600x1020.jpg 1600w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/pietre-inciampo-1-580x370.jpg 580w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/pietre-inciampo-1-768x490.jpg 768w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/pietre-inciampo-1-1536x979.jpg 1536w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/pietre-inciampo-1-2048x1306.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="901" height="1200" data-id="155674066" src="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/rozenoord-2-901x1200.jpg" alt="" class="wp-image-155674066" srcset="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/rozenoord-2-901x1200.jpg 901w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/rozenoord-2-436x580.jpg 436w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/rozenoord-2-768x1023.jpg 768w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/rozenoord-2-1153x1536.jpg 1153w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/rozenoord-2-1538x2048.jpg 1538w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/rozenoord-2-scaled.jpg 1922w" sizes="auto, (max-width: 901px) 100vw, 901px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="901" height="1200" data-id="155674074" src="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/rozenoord-901x1200.jpg" alt="" class="wp-image-155674074" srcset="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/rozenoord-901x1200.jpg 901w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/rozenoord-436x580.jpg 436w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/rozenoord-768x1023.jpg 768w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/rozenoord-1153x1536.jpg 1153w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/rozenoord-1538x2048.jpg 1538w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/rozenoord-scaled.jpg 1922w" sizes="auto, (max-width: 901px) 100vw, 901px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>[Monument Rozenord, alcune delle centinaia di pietre d&#8217;inciampo sparse per la città, l&#8217;Holocaust Namen Monument e una delle tante scritte pro-Palestina lette ovunque]</em></p>



<h2 class="wp-block-heading">Sobrietà, poca</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo due giorni di Summit, mentre a Roma si celebravano i funerali di papa Francesco, un’Amsterdam per nulla sobria festeggiava il&nbsp;<strong>King’s Day.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il compleanno del re sarebbe il 27 aprile, ma quando cade di domenica viene anticipato al sabato; in quella giornata, gli olandesi si vestono d’arancione e si riversano in massa per le strade e i canali, con feste, concerti, fiumi di birra e pisciate per strada. Noi l’abbiamo trascorso in gran parte navigando lungo i canali su un battello vecchio di cent’anni, e poi con un piccolo gruppetto di coraggiosi ci siamo gettati fra la folla per ripercorrere il centro a piedi: una cosa divertente che non farò mai più.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="901" height="1200" data-id="155674088" src="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-after-901x1200.jpg" alt="" class="wp-image-155674088" srcset="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-after-901x1200.jpg 901w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-after-436x580.jpg 436w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-after-768x1023.jpg 768w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-after-1153x1536.jpg 1153w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-after-1538x2048.jpg 1538w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-after-scaled.jpg 1922w" sizes="auto, (max-width: 901px) 100vw, 901px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="901" height="1200" data-id="155674086" src="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-5-901x1200.jpg" alt="" class="wp-image-155674086" srcset="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-5-901x1200.jpg 901w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-5-436x580.jpg 436w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-5-768x1023.jpg 768w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-5-1153x1536.jpg 1153w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-5-1538x2048.jpg 1538w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-5-scaled.jpg 1922w" sizes="auto, (max-width: 901px) 100vw, 901px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1200" height="1200" data-id="155674082" src="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-4-1200x1200.jpg" alt="" class="wp-image-155674082" srcset="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-4-1200x1200.jpg 1200w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-4-580x580.jpg 580w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-4-150x150.jpg 150w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-4-768x768.jpg 768w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-4-1536x1536.jpg 1536w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-4-2048x2048.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="901" height="1200" data-id="155674083" src="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-3-901x1200.jpg" alt="" class="wp-image-155674083" srcset="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-3-901x1200.jpg 901w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-3-436x580.jpg 436w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-3-768x1023.jpg 768w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-3-1153x1536.jpg 1153w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-3-1538x2048.jpg 1538w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-3-scaled.jpg 1922w" sizes="auto, (max-width: 901px) 100vw, 901px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="901" height="1200" data-id="155674078" src="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-2-901x1200.jpg" alt="" class="wp-image-155674078" srcset="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-2-901x1200.jpg 901w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-2-436x580.jpg 436w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-2-768x1023.jpg 768w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-2-1153x1536.jpg 1153w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-2-1538x2048.jpg 1538w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-2-scaled.jpg 1922w" sizes="auto, (max-width: 901px) 100vw, 901px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="900" height="1200" data-id="155674079" src="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-900x1200.jpg" alt="" class="wp-image-155674079" srcset="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-900x1200.jpg 900w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-435x580.jpg 435w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-768x1024.jpg 768w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-1152x1536.jpg 1152w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-1536x2048.jpg 1536w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/kings-day-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="901" height="1200" data-id="155674076" src="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/energy-drink-901x1200.jpg" alt="" class="wp-image-155674076" srcset="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/energy-drink-901x1200.jpg 901w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/energy-drink-436x580.jpg 436w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/energy-drink-768x1023.jpg 768w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/energy-drink-1153x1536.jpg 1153w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/energy-drink-1538x2048.jpg 1538w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/energy-drink-scaled.jpg 1922w" sizes="auto, (max-width: 901px) 100vw, 901px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>[È qui la festa, sui canali e per strada; gli energy drink &#8220;GenZ infused&#8221; promettono energia anche ai boomer, e il giorno dopo le strade sono ancora un discreto troiaio</em>]</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante le ore trascorse sul battello ho avuto modo di conoscere meglio alcune delle persone che avevano partecipato al Summit; fra di loro, due trentenni ucraini, uno di Kiev e l’altro di Odessa, entrambi usciti dal loro paese poco prima dell’invasione russa e da tre anni lontani da casa. Parlando con loro mi chiedevo come sia dover fare certe scelte, e come è difficile capire e giudicare. Mi tornava in mente quel che ha scritto Francesca su&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://open.substack.com/pub/pensierini" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pensierini</a>:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>Il giorno dopo la festa della Liberazione mi chiedo se sarei (se sarò) capace di fare la Resistenza. Quella vera. In realtà me lo chiedo ogni giorno, potrei dire che è il mio Impero Romano. Vorrei esserne sicura, vincere questa discussione con me stessa.</em></p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">In giro per musei</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Chiuso il capitolo del Summit con la coda ludica del King’s Day, è iniziata ufficialmente la vacanza.&nbsp;<em>Overtourism</em>&nbsp;significa anche dover prenotare con molto anticipo un sacco di mete per avere la certezza di poterle vedere, così al&nbsp;<a href="https://www.rijksmuseum.nl/en">Rijksmuseum</a>&nbsp;sono riuscita a entrare (innamorandomi definitivamente di Vermeer) ma al&nbsp;<a href="https://www.vangoghmuseum.nl/en">Van Gogh</a>&nbsp;no, e pazienza; dato che il&nbsp;<a href="https://mocomuseum.com/it">MOCO</a>&nbsp;di Barcellona mi era molto piaciuto, ho visitato anche quello di Amsterdam, e lo consiglio senz’altro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma la sorpresa vera è stato lo&nbsp;Scheepvaart, il museo marittimo: decisamente meno affollato di altre destinazioni della città, il museo racconta la storia della marineria olandese, che dal Seicento in poi ha accumulato enormi ricchezze finanziando l’espansione di Amsterdam e della sua cerchia di canali, la&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bolla_dei_tulipani">bolla speculativa dei tulipani</a>, il ricchissimo mercato d’arte, tessuti, gioielli e spezie del cosiddetto Secolo d’Oro; tutta questa ricchezza fondata sulla tratta degli schiavi, sullo sfruttamento estremo delle colonie, sulla predazione di altre terre che si è lasciata dietro una scia di sangue e dolore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il museo è chiaramente un’esposizione nata in origine con un altro spirito – la glorificazione della marineria nazionale – ma ripensata, non senza sofferenza, alla luce di una consapevolezza più contemporanea. I nederlandesi hanno poco di che essere orgogliosi del loro passato: la storia delle loro colonie è atroce. Il Suriname, diventato indipendente solo nel 1975, fu prima occupato da olandesi e britannici che ne fecero terra di piantagioni; nelle piantagioni vennero deportati gli schiavi africani, che quando fu ufficialmente abolita la schiavitù, nel 1863, dovettero continuare a lavorare per 10 anni per&nbsp;<em>risarcire gli ex padroni</em>. In seguito arrivarono in Suriname numerosi braccianti indiani, cinesi e giavanesi, allettati dalla promessa di un lavoro stabile e ben pagato; ovviamente era tutta una balla, al loro arrivo si ritrovarono intrappolati in situazioni di sfruttamento estremo, che dovettero accettare non avendo i mezzi per tornare alla miseria dei loro paesi d’origine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così il Suriname odierno è un mix di popolazioni e lingue, spesso idiomi creoli generati dalla mescolanza di genti così diverse, con un’economia ancora in gran parte dipendente dai Paesi Bassi e basata sull’esportazione di bauxite e prodotti agricoli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mentre leggevo queste storie, pensavo a ciò che scrive Stiglitz ne&nbsp;<em>La strada per la libertà</em>, di come i trattati internazionali impongono il rispetto dei contratti a prescindere dal fatto che questi siano stati estorti da una parte infinitamente più potente rispetto a una controparte in stato di bisogno, e su come sia necessario riformare totalmente le regole limitando la libertà di sfruttamento e preservando il bene più ampio della collettività.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="901" height="1200" data-id="155674090" src="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/galeone-901x1200.jpg" alt="" class="wp-image-155674090" srcset="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/galeone-901x1200.jpg 901w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/galeone-436x580.jpg 436w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/galeone-768x1023.jpg 768w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/galeone-1153x1536.jpg 1153w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/galeone-1538x2048.jpg 1538w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/galeone-scaled.jpg 1922w" sizes="auto, (max-width: 901px) 100vw, 901px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1200" height="1200" data-id="155674092" src="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/Scheepwart-2-1200x1200.jpg" alt="" class="wp-image-155674092" srcset="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/Scheepwart-2-1200x1200.jpg 1200w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/Scheepwart-2-580x580.jpg 580w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/Scheepwart-2-150x150.jpg 150w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/Scheepwart-2-768x768.jpg 768w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/Scheepwart-2-1536x1536.jpg 1536w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/Scheepwart-2-2048x2048.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="901" height="1200" data-id="155674098" src="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/battaglia-navale-901x1200.jpg" alt="" class="wp-image-155674098" srcset="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/battaglia-navale-901x1200.jpg 901w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/battaglia-navale-436x580.jpg 436w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/battaglia-navale-768x1023.jpg 768w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/battaglia-navale-1153x1536.jpg 1153w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/battaglia-navale-1538x2048.jpg 1538w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/battaglia-navale-scaled.jpg 1922w" sizes="auto, (max-width: 901px) 100vw, 901px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="901" height="1200" data-id="155674099" src="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/Scheepwart-901x1200.jpg" alt="" class="wp-image-155674099" srcset="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/Scheepwart-901x1200.jpg 901w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/Scheepwart-436x580.jpg 436w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/Scheepwart-768x1023.jpg 768w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/Scheepwart-1153x1536.jpg 1153w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/Scheepwart-1538x2048.jpg 1538w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/Scheepwart-scaled.jpg 1922w" sizes="auto, (max-width: 901px) 100vw, 901px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="901" height="1200" data-id="155674094" src="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/polene-901x1200.jpg" alt="" class="wp-image-155674094" srcset="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/polene-901x1200.jpg 901w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/polene-436x580.jpg 436w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/polene-768x1023.jpg 768w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/polene-1153x1536.jpg 1153w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/polene-1538x2048.jpg 1538w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/polene-scaled.jpg 1922w" sizes="auto, (max-width: 901px) 100vw, 901px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1200" height="1200" data-id="155674096" src="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/black-statues-1200x1200.jpg" alt="" class="wp-image-155674096" srcset="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/black-statues-1200x1200.jpg 1200w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/black-statues-580x580.jpg 580w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/black-statues-150x150.jpg 150w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/black-statues-768x768.jpg 768w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/black-statues-1536x1536.jpg 1536w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/06/black-statues-2048x2048.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph"><em>[Il luminoso atrio dello Scheepwaart Museum, il galeone in rada, alcune delle sale]</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Allo Scheepwaart Museum ho passato quasi un’intera giornata, riconciliandomi col fatto di essermi presa qualche giorno in più invece che limitarmi alle “10 cose da vedere in città”. Camminare, imparare a orientarmi, fare la spesa nei supermercati, fermarmi a disegnare su una panchina; stare in un paesaggio diverso, stare anche nella mia solitudine, che a volte mi pesa e a volte diventa leggerissima e liberatoria (<a href="https://balenalab.substack.com/p/imparare-a-stare">grazie Chiara per averne scritto così bene</a>).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ultime esplorazioni</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’ultimo giorno ho preso il treno e in venti minuti sono arrivata ad Haarlem, che è molto bella e molto meno affollata di turisti – perlomeno di turisti caciaroni in cerca di erba facile, birra e tour a luci rosse. Lì ho pranzato con&nbsp;<a href="https://www.instagram.com/serenagiust">Serena</a>, che vive nei Paesi Bassi da alcuni anni e sembra intenzionata a restarci; dopo pranzo ho seguito il suo consiglio e ho preso il bus fino al mare, attraversando&nbsp;<a href="https://www.np-zuidkennemerland.nl/299/national-park-zuidkennemerland">un parco naturale</a>&nbsp;che preserva un’ampia fascia di dune. Poi ho ripreso il treno per Amsterdam e dalla stazione centrale sono montata a bordo del traghetto gratuito che attraversa l’Ij e porta nei quartieri nord, già zona industriale, sede di cantieri navali in buona parte dismessi a fine del secolo scorso, ora in fase di trasformazione e rigenerazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La mia ultima tappa era&nbsp;<a href="https://straatmuseum.com/en">Straat</a>, un enorme ex cantiere navale ora trasformato in museo della street art. Il concetto di “museo della street art” non mi convince del tutto: per quanto molte delle opere esposte siano belle o perlomeno provocatorie e interessanti, non è come provare l’emozione di trovarsele davanti in una periferia, dietro a una fabbrica dismessa, in un centro storico da riqualificare. Ma la traversata in traghetto vale comunque la pena, anche solo per il viaggio sull’acqua.</p>



<figure class="wp-block-image"><a class="image-link image2 is-viewable-img" href="https://substackcdn.com/image/fetch/f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fea4d9753-2246-4730-af91-21ec5bb037b0_3472x4624.jpeg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" src="https://substackcdn.com/image/fetch/w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fea4d9753-2246-4730-af91-21ec5bb037b0_3472x4624.jpeg" alt=""/></a><figcaption class="wp-element-caption">L’ingresso di Straat, col murales di Kobra che ritrae Anna Frank</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Faccio i conti con l’età</h2>



<p class="wp-block-paragraph">È inutile che faccia finta: compiere 60 anni mi ha fatto più male che i 40 –&nbsp;ero incinta e strabordante di ormoni e felicità – o i 50, quando ero nel pieno dell’entusiasmo della mia nuova vita da freelance di successo. Sarà per questo che ho provato a glissare, partendo il 23 aprile prima dell’alba per prendere il treno per Bologna e poi l’aereo per Amsterdam, ma la cifra tonda – un’età dopo la quale hai i vaccini antiinfluenzali gratis e gli sconti senior su Trenitalia – mi fa impressione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non mi sento ancora pronta per ritirarmi in una comune di sole donne, come le beghine&nbsp;<a href="https://hetbegijnhof.nl/?lang=en">nel loro delizioso cortile di Amsterdam</a>, ma certo non ho più tempo ed energie da sprecare in cose di cui non trovo il senso. Ho meno energie, meno pazienza, più dubbi e contraddizioni da tenere insieme, più storie da conciliare; dico più&nbsp;<em>no</em>&nbsp;che una volta, ma mi rammarico di non trovare più tante cose a cui dire&nbsp;<em>sì</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci saranno altri viaggi, altri libri, altri incontri; e comunque la giri, sono una persona fortunata, perciò la taglio qui con le malinconie e me ne scuso, ora torno l’Alessandra positiva e solida di sempre.</p>The post <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it/la-turista-pensierosa/">La turista pensierosa</a> first appeared on <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it">Alessandra Farabegoli</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pensare in grande, progettare il futuro</title>
		<link>https://www.alessandrafarabegoli.it/pensare-in-grande-progettare-il-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Farabegoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Apr 2025 10:35:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni, opinioni, sbrocchi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.alessandrafarabegoli.it/?p=155674054</guid>

					<description><![CDATA[<p>Leggo le notizie e ogni giorno è un po’ peggio. È come portare uno zaino pesante che non posso abbandonare; mi chiedo quando finirà la salita e mi fermo a bere un po’ d’acqua dalla borraccia. È tutto così assurdo. Le deportazioni trasformate in meme, la complottista Laura Loomer che fa licenziare membri del Consiglio [&#8230;]</p>
The post <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it/pensare-in-grande-progettare-il-futuro/">Pensare in grande, progettare il futuro</a> first appeared on <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it">Alessandra Farabegoli</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">Leggo le notizie e ogni giorno è un po’ peggio. È come portare uno zaino pesante che non posso abbandonare; mi chiedo quando finirà la salita e mi fermo a bere un po’ d’acqua dalla borraccia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È tutto così assurdo. Le deportazioni trasformate in meme, la complottista Laura Loomer che fa licenziare membri del Consiglio per la sicurezza nazionale, Kennedy Jr. che taglia fondi alla ricerca scientifica mentre dilagano le epidemie, l’economia che crolla mentre Trump gioca a golf a Mar-a-Lago, e da noi il governo Meloni che&nbsp;<a href="https://www.ilpost.it/2025/04/04/disegno-di-legge-sicurezza-decreto-legge/">riduce il diritto al dissenso</a>, moltiplica i reati&nbsp;<a href="https://servizioadomicilio.substack.com/p/la-legge-sul-femminicidio-non-serve">come se le grida fossero mai servite a qualcosa</a>, e con l’altra mano&nbsp;<a href="https://www.tispiegoildato.it/p/sciopero-per-femminicidio">nasconde i dati</a>&nbsp;e taglia le risorse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Leggo su Facebook&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/jamiegrove/posts/pfbid0RivWGzX8iWZMr2dpwLxqpP4mxNVTAhMJtyoL5RdKLQeSssymEvzz7hgR5jAFvsHJl">lo sfogo di Jamie Grove</a>, che conobbi ormai più di dieci anni fa quando decisi d’impulso di partecipare al crowdfunding del primissimo&nbsp;<a href="https://shop.minimuseum.com/">MiniMuseum</a>:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>This is not the right way. This is not even the wrong way. It is no way at all.</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">È come vedere che i tuoi vicini danno fuoco a tutte le case del quartiere, compresa la tua e la loro. E chiedersi come è successo, e come possiamo disinnescare la follia e tornare su una strada che non porti verso la catastrofe.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Luca Sofri&nbsp;<a href="https://www.wittgenstein.it/2025/04/04/affanculo-luomo-ragno/">descrive bene questo senso di sconcerto</a>:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>Le nostre società e culture hanno costruito nei secoli, con fatica, e senza riuscire a convincere tutti, l’idea che chi è più forte debba farsi carico del bene di chi è più debole: senza riuscire a convincere tutti, certo, ma facendo passare l’idea che i non convinti siano nel torto.<br>[…] Abbiamo insomma stabilito che da un grande potere derivino grandi responsabilità. Ripeto, non abbiamo convinto tutti, ma abbiamo fatto passare che fosse la cosa giusta.<br>Ora “l’uomo più potente del mondo” ha azzerato tutto questo e proclamato che invece da un grande potere deriva un grande potere, punto. Affanculo le responsabilità. Che maggiori ricchezze, risorse, forza non siano uno strumento per aiutare chi ha meno, e quindi per migliorare le condizioni delle comunità e la convivenza, ma uno strumento per averne ancora di più, di ricchezze, risorse, forza. tra i paesi, e all’interno dei paesi.</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure io penso che ci dobbiamo provare, siamo abbastanza in tanti e tante da farcela.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi irrita il cinismo che riduce tutto a meme e battute, mi ribello alla rassegnazione di chi scrolla le spalle tanto le persone seguiranno comunque i propri istinti peggiori, perciò non vale nemmeno la pena provarci. Come se la storia fosse già scritta. Come se non avessimo nessun potere, e di conseguenza nessuna responsabilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ne parlavo con&nbsp;<a href="https://substack.com/@fabrizioulisse">Fabrizio</a>&nbsp;e lui mi ricordava che i conservatori statunitensi hanno costruito un manuale dettagliato per riportare indietro la storia, quel&nbsp;<em>Project 2025</em>&nbsp;che molti liquidavano come una fantasia estremista e ora vediamo concretizzarsi giorno dopo giorno. Hanno immaginato un futuro – per quanto distopico ai miei, ai nostri occhi – e hanno lavorato metodicamente per realizzarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dobbiamo farlo anche noi: immaginare e poi costruire un futuro diverso. Pensare in grande. Raccogliere le energie migliori e scrivere insieme il manuale per una società tollerante, solidale, frugale – ché non ci possiamo permettere di bruciare l’unico pianeta che abbiamo – e allegra – perché tutto questo possiamo farlo senza perdere la leggerezza e il piacere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Inizio a metter giù i miei appunti partendo da&nbsp;<strong>Joseph Stiglitz</strong>, che invita i progressisti a riappropriarsi del concetto di libertà: non il&nbsp;<em>facciamo un po’ come cazzo ci pare</em>&nbsp;dei neoliberisti, non&nbsp;<em>la libertà per i lupi che implica la morte degli agnelli</em>, ma la consapevolezza di dover prendere in considerazione le conseguenze, le esternalità, perché la libertà di esprimere le proprie potenzialità sia accessibile a tutti, non un privilegio ereditato per nascita o estorto dall’avidità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molto bella&nbsp;<a href="https://www.ilpost.it/podcasts/globo/freedom-and-rearmament-with-joseph-stiglitz/">la puntata di Globo in cui Eugenio Cau intervista Stiglitz</a>&nbsp;(comprese le considerazioni sulla necessità che l’Europa si organizzi per essere indipendente dalla tutela USA); un estratto del suo ultimo libro&nbsp;<em><a href="https://www.mondadoristore.it/La-strada-per-la-liberta-L-economia-e-la-societa-giusta-Joseph-E-Stiglitz/eai978880626043/">La strada per la libertà. L’economia e la società giusta</a></em>&nbsp;si può leggere sul sito Mondadori.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>“La comprensione del significato di libertà è un preludio al mio obiettivo ultimo: descrivere un sistema economico e politico che offra non solo efficienza, equità e sostenibilità, ma anche valori morali. In questa discussione, il piú importante di tali valori morali è la libertà, ma una libertà concepita come avente legami intrinseci con le nozioni di equità, giustizia e benessere.<br>[…] Oggi è il neoliberismo – la fede nei mercati non regolamentati e senza freni – ad aver portato a enormi disuguaglianze, offrendo terreno fertile ai populisti. I crimini del neoliberismo comprendono l’aver reso i mercati finanziari liberi di far esplodere la piú grande crisi finanziaria nell’arco di tre quarti di secolo; l’aver reso il commercio libero di accelerare la deindustrializzazione; e l’aver reso le grandi aziende libere di sfruttare in egual misura consumatori, lavoratori e ambiente.<br>[…] Questa forma di capitalismo non incrementa la libertà nella nostra società. Ha invece portato alla libertà di pochi a spese dei molti. Libertà per i lupi; morte per le pecore.”</em></p>
</blockquote>



<h2 class="wp-block-heading">Ci serve un orizzonte per attraversare la tempesta</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel bellissimo romanzo&nbsp;<em><a href="https://neripozza.it/libro/978885450162">Educazione europea</a></em><a href="https://neripozza.it/libro/978885450162">&nbsp;di Romain Gary</a>&nbsp;i partigiani nella foresta polacca si danno forza immaginando una società migliore, oltre l’orizzonte della guerra crudele che stanno combattendo. Non è solo resistenza la loro, è anche progetto.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>Si intitolerà: Educazione europea. È stato Tadek Chmura a suggerirmi questo titolo. In senso ironico, naturalmente: per educazione europea intende le bombe, i massacri, gli ostaggi fucilati, gli uomini costretti a vivere nelle tane come bestie. Ma io, vedi, raccolgo la sfida. Possono ripetermi finché vogliono che la libertà, la dignità, l&#8217;onore di essere uomo non è altro che un racconto per l&#8217;infanzia, un racconto di fate per il quale ci si fa ammazzare. La verità è che ci sono momenti nella storia, momenti come quello che stiamo vivendo, in cui tutto quel che impedisce all&#8217;uomo di abbandonarsi alla disperazione, tutto ciò che gli permette di avere una fede e continuare a vivere, ha bisogno di un nascondiglio, di un rifugio. Talvolta questo rifugio è solo una canzone, una poesia, una musica, un libro. Vorrei che il mio libro fosse uno di questi rifugi e che aprendolo, alla fine della guerra, gli uomini ritrovassero intatti i loro valori e capissero che, se hanno potuto forzarci a vivere come bestie, non hanno potuto costringerci a disperare.</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Trovo un germe potente di questo pensare il futuro in un altro libro:&nbsp;<em>Come ne usciremo</em>, un interessante esperimento di&nbsp;<em>speculative nonfiction</em>&nbsp;curato da&nbsp;<strong>Fabio Deotto</strong>. È una raccolta di saggi e reportage da un futuro non tanto remoto, un 2040 in cui abbiamo –per il momento – scampato la catastrofe che a metà degli anni ‘20 sembrava inevitabile, passando per scelte giuste adottate per i motivi sbagliati, crimini, disuguaglianze, disastri lungamente annunciati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non c’è mai un lieto fine definitivo, e come in&nbsp;<em><a href="https://alebegoli.substack.com/p/mappe-per-attraversare-lincendio">Diluvio</a></em>&nbsp;lungo la storia molte persone si sono fatte male e non tutte sono arrivate vive alla fine; ma c’è un sentiero da cercare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Combattere per invertire la deriva autocratica ha senso solo se abbiamo uno spazio – mentale, prima ancora che politico – in cui coltivare l&#8217;idea di un domani più giusto. Altrimenti resistiamo per cosa? Per uno status quo che funziona a targhe alterne e lascia spazio allo scontento e alla rabbia?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dobbiamo tornare a pensare in grande al futuro. A immaginare una società migliore di quella che abbiamo, anche se oggi sembra impossibile. Soprattutto se oggi sembra impossibile.</p>The post <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it/pensare-in-grande-progettare-il-futuro/">Pensare in grande, progettare il futuro</a> first appeared on <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it">Alessandra Farabegoli</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Tenere insieme le contraddizioni</title>
		<link>https://www.alessandrafarabegoli.it/tenere-insieme-le-contraddizioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Farabegoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Mar 2025 17:49:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni, opinioni, sbrocchi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.alessandrafarabegoli.it/?p=155674050</guid>

					<description><![CDATA[<p>In questi mesi ho spesso l’impressione di vivere realtà parallele: c’è un’Alessandra che porta avanti il quotidiano – lavorare, curarmi il raffreddore, fare la spesa, telefonare a mia madre ogni mattina per accertarmi che sia tutto ok –, un’Alessandra che cerca di nutrirsi di ogni possibile bellezza – le magnolie fiorite all’improvviso, una bella&#160;mostra al [&#8230;]</p>
The post <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it/tenere-insieme-le-contraddizioni/">Tenere insieme le contraddizioni</a> first appeared on <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it">Alessandra Farabegoli</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">In questi mesi ho spesso l’impressione di vivere realtà parallele: c’è un’Alessandra che porta avanti il quotidiano – lavorare, curarmi il raffreddore, fare la spesa, telefonare a mia madre ogni mattina per accertarmi che sia tutto ok –, un’Alessandra che cerca di nutrirsi di ogni possibile bellezza – le magnolie fiorite all’improvviso, una bella&nbsp;<a href="https://mostremuseisandomenico.it/archivio-mostre/2024-2029/il-ritratto-dellartista/">mostra al San Domenico</a>, un’ora e mezza di&nbsp;<a href="https://flow.movie/">poesia senza parole al cinema</a>&nbsp;– e un’Alessandra che tiene d’occhio angosciata l’incattivirsi dell’assalto di autoritarismi sempre più sfrontati a quelli che pensavamo diritti acquisiti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Mi rincuora ogni piazza piena</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di essere abbattuta da un tremendo raffreddore, di quelli che non riesci nemmeno a pensare lucidamente e ti trascini patetica cercando di sbrigare almeno le faccende più ordinarie, sono andata in piazza a Ravenna a sventolare le bandiere UE e Ucraina. Sarei andata anche a Roma il 15 marzo se non fossi stata così male, perché questo è il momento di farsi vedere, di dire – di dirci – che non ci rassegniamo a consegnarci mani in alto alla prepotenza degli autocrati.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://substackcdn.com/image/fetch/w_720,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F4605bb4c-7e8d-4b37-be96-cf0b78f324ea_3472x4624.jpeg" alt="In Piazza del Popolo a Ravenna per manifestare solidarietà all'Ucraina"/><figcaption class="wp-element-caption">In Piazza del Popolo a Ravenna per manifestare solidarietà all&#8217;Ucraina</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Non riuscendo ad andare a Roma, ho letto dall’inizio alla fine il&nbsp;<em>Manifesto di Ventotene</em>; non perché io creda nei testi sacri, ma prima di citarlo a caso mi sembrava onesto tornare alle fonti – fra l’altro, Ventotene torna spesso nei ricordi di uno dei personaggi de&nbsp;<em><a href="https://www.wumingfoundation.com/giap/2024/10/gli-uomini-pesce-in-libreria/">Gli uomini pesce</a></em>, un libro contemporaneamente visionario e realista che mi ha dato chiavi di lettura pazzesche su una terra che fa parte del mio vissuto, la pianura alluvionale della bassa ferrarese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco, il famoso passaggio citato da Meloni in aula,</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>«La proprietà privata deve essere abolita, limitata, corretta, estesa caso per caso, non dogmaticamente in linea di principio.»</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">io lo trovo ineccepibile, altro che “da relativizzare”. Ci hanno inculcato l’assunto che la proprietà privata è un dogma intoccabile, a prescindere da ciò che le persone fanno di quel che considerano “proprio” e dai bisogni collettivi: ma si tratta di un imbroglio, che serve solo a difendere i privilegi e sedare le rivendicazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono cose – acqua, aria, boschi, aree naturali – che non possono essere privatizzate ma vanno tutelate e gestite come beni comuni; servono regole che limitino gli usi della proprietà privata quando questi danneggiano la salute e la sicurezza collettiva; è inaccettabile che ci siano persone che possiedono una quantità smisurata di ricchezza, mentre sempre più persone si vedono negare servizi essenziali e diritti; e mi fa schifo, io che non mi considero più cattolica, sentire gente come Meloni che si erge a paladina della cristianità europea mentre dice e fa cose diametralmente opposte dai principi evangelici (leggi&nbsp;<a href="https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/il-senso-teologico-della-memoria-di-ventotene">questo editoriale di Avvenire</a>, per dire).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non mi scandalizza che l’Unione Europea destini fondi a riorganizzare la difesa, anzi sono convinta che abbiamo bisogno di essere considerati un “boccone indigesto” da Putin e non solo da lui; ma non accetto che si dica “poi non ci saranno i soldi per il welfare e la difesa dalle emergenze climatiche”, perché i soldi ci sono, ci sono moltissimi soldi, dobbiamo cominciare ad andare a prenderli dove sono, e questo significa&nbsp;<a href="https://www.oxfamitalia.org/disuguaglianza-lagrandericchezza/">patrimoniale e #TaxTheRich una buona volta</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tornando alle piazze: la piazza di Roma per l’Europa convocata da Michele Serra era piena di contraddizioni, compresa una forte miopia nel dimenticarsi che se vogliamo diritti, benessere e libertà per noi in Europa, non possiamo girare la testa dall’altra parte ed esternalizzare l’arbitrio e la violenza, come stiamo facendo sulla questione migranti per cui paghiamo le dittature mediterranee perché facciano al posto nostro il lavoro sporco di imprigionare, affondare, torturare e ammazzare i disperati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure riprendere il cammino per diventare una vera federazione di stati, non una litigiosa assemblea di condominio, mi sembra una prospettiva desiderabile e per cui vale la pena di esporsi pubblicamente, anche per fare da controcanto a quelli che ringhiano, con la bava alla bocca, “prima gli italiani”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla questione&nbsp;<em>armi e guerra</em>: ho un figlio che è in età di andare soldato, figuratevi se desidero la guerra, nessuna persona sana di mente vuole la guerra. Non penso la volessero nemmeno i partigiani, eppure hanno preso le armi quando ce n’è stato bisogno (e per come è andata poi, le hanno restituite forse troppo presto). Avrebbero dovuto astenersi?&nbsp;<em>Meglio una pace ingiusta che una morte giusta</em>, come ha sostenuto l’illustre Zagrebelsky? Grazie ma no, grazie.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://substackcdn.com/image/fetch/w_474,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F55657bc0-5661-4048-a048-93e922474772_3472x4624.jpeg" alt=""/><figcaption class="wp-element-caption">In Via Zirardini a Ravenna vengono allestite mostre temporanee di affissioni a tema; questo mese, fino al 31 marzo, ci sono le foto delle donne ravennati che hanno partecipato alla Resistenza, spesso giovanissime che hanno rischiato e in certi casi perso la vita, come staffette, aiutanti, combattenti. https://www.comune.ra.it/stampa-e-comunicazione/comunicati/comunicati-dellufficio-stampa/via-zirardini-open-air-gallery-un-omaggio-alle-donne-partigiane-del-ravennate/</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">E ci sono piazze bellissime e incoraggianti</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Quelle&nbsp;<a href="https://www.ilpost.it/2025/03/15/manifestazione-belgrado-serbia/">degli studenti serbi</a>&nbsp;che chiedono trasparenza, le folle che accolgono Bernie Sanders e Alexandria Ocasio Ortez nel loro instancabile tour&nbsp;<em><a href="https://berniesanders.com/oligarchy/">Fighting Oligarchy</a></em>, le persone che&nbsp;<a href="https://www.theguardian.com/world/2025/mar/20/thousands-protest-in-israel-over-attack-on-democracy-by-netanyahu">in Israele contestano la guerra assassina di Netanjahu</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non siamo soli a vedere la follia e a lottare per ricacciarla indietro, e anche se non basterà una marcia per vincere, non possiamo pensare di arrenderci.</p>The post <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it/tenere-insieme-le-contraddizioni/">Tenere insieme le contraddizioni</a> first appeared on <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it">Alessandra Farabegoli</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mappe per attraversare l&#8217;incendio</title>
		<link>https://www.alessandrafarabegoli.it/mappe-per-attraversare-lincendio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Farabegoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Mar 2025 17:46:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni, opinioni, sbrocchi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.alessandrafarabegoli.it/?p=155674048</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nelle scorse settimane ho divorato quello che penso sia uno dei romanzi più importanti usciti in questo decennio:&#160;Diluvio&#160;di Stephen Markley, un&#160;opus magnum&#160;la cui trama si dipana dagli anni ‘10 alla fine degli anni ‘30 di questo secolo in un’America dilaniata da catastrofi climatiche e politiche. Non la definirei una distopia, è piuttosto un’ipotesi realistica di [&#8230;]</p>
The post <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it/mappe-per-attraversare-lincendio/">Mappe per attraversare l’incendio</a> first appeared on <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it">Alessandra Farabegoli</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">Nelle scorse settimane ho divorato quello che penso sia uno dei romanzi più importanti usciti in questo decennio:&nbsp;<em>Diluvio</em>&nbsp;di Stephen Markley, un&nbsp;<em>opus magnum</em>&nbsp;la cui trama si dipana dagli anni ‘10 alla fine degli anni ‘30 di questo secolo in un’America dilaniata da catastrofi climatiche e politiche.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://substackcdn.com/image/fetch/f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fc0b94fd7-36f1-4824-a474-06d25bcc0684_800x894.jpeg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" src="https://substackcdn.com/image/fetch/w_1456,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fc0b94fd7-36f1-4824-a474-06d25bcc0684_800x894.jpeg" alt=""/></a><figcaption class="wp-element-caption">Sì, sono 1300 pagine, ma giuro che volano via</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Non la definirei una distopia, è piuttosto un’ipotesi realistica di quel che potrebbe succedere e in parte è già successo o sta succedendo: le devastazioni sempre più estese provocate da uragani che un tempo avremmo definito straordinari, ma ormai sono normali; i grandi incendi che distruggono intere comunità; la riduzione repentina degli spazi di discussione e dissenso; l’avvento di forme di repressione sempre più pervasive e violente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel libro si intrecciano le storie di attiviste, ricercatori, ecoterroriste, emarginati, lobbisti, hacker, con le loro convinzioni, contraddizioni, difetti e qualità, ciascuno alla ricerca di un sentiero che porti alla salvezza propria o di una comunità più grande.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Via via che la lettura procede, monta l’angoscia, perché in questo delirio ci stiamo entrando con tutte le scarpe e lo sappiamo. Non ti faccio spoiler, ti dico solo che – nonostante disastri e dolore – alla fine non si chiudono tutte le speranze e la storia (la Storia) prende una piega positiva: non è un&nbsp;<em>happy end</em>, ma nemmeno l’epilogo buio e disperato di&nbsp;<em>1984</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cito le parole dell’autore,&nbsp;<a href="https://lucysullacultura.com/diluvio-non-e-una-distopia-ma-gia-la-realta-intervista-a-stephen-markley/">da una bella intervista uscita su Lucy</a>:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>La mia unica intenzione era descrivere ciò che tutti stiamo per vivere. Che ci si creda o no, che ci si presti o no attenzione, che la si abbia a cuore o meno, la crisi climatica è qui e cambierà tutto. Volevo che le persone sentissero questa cosa su un piano emotivo, così da dargli occasione di capire cosa c’è in gioco e, spero, fargli cambiare posizione rispetto a questo problema, farle diventare attive e appassionate e consapevoli. Uno desidera che il proprio romanzo apra le persone in due, e senza dubbio scrivere questo libro ha aperto me. Ma ciò che ho fatto è tutto qui: ho guardato a ciò che la scienza ci stava dicendo e ho scritto il futuro di conseguenza. Mi dà fastidio quando la gente descrive Diluvio come “distopico” o “apocalittico”. Questo è un romanzo realistico su ciò che vivremo, su ciò che in grandissima parte è già qui, e molto in anticipo sul programma.</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">E davvero questo libro mi ha aperta in due: ho rivissuto l’angoscia&nbsp;<a href="https://alebegoli.substack.com/t/alluvione">dei giorni dell’alluvione</a>, l’ingenua speranza che&nbsp;<em>“dopo quello che è successo tutti dovranno rendersi conto che”</em>, lo sconforto di vedere che invece, disastro dopo disastro, ancora si cercano timidi palliativi o scuse per ritardare decisioni indispensabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In certi momenti, alternando la lettura del libro allo scrolling compulsivo della politica internazionale, non riuscivo più a distinguere chiaramente il confine fra la realtà e la&nbsp;<em>fiction</em>, tanto assurda e impensabile è la prima.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Hope in the dark</em>, speranza nel buio, è il libro di Rebecca Solnit citato da una delle protagoniste di&nbsp;<em>Diluvio</em>, l’instancabile attivista Kate Morris; ho iniziato a leggerlo e mi ha colpito la metafora che usa Solnit per parlare di come certi fenomeni collettivi sembrino nascere dal nulla, come i funghi dopo la pioggia; quello che noi definiamo “fungo” è solo il corpo fruttifero, la manifestazione solida e visibile di un’intricata rete di micelio che esisteva da molto prima nel terreno, interconnessa alle radici delle piante, a materia organica e inorganica. I funghi sono una rete sotterranea estesa per distanze enormi, che a un certo punto si manifesta in forme definite e visibili, cresciute nel giro di una notte.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://substackcdn.com/image/fetch/w_474,c_limit,f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2Fecfa0cae-c5a0-4676-8189-e07dcb3d6016_800x800.jpeg" alt="vari tipi di funghi visti durante una passeggiata nel bosco"/><figcaption class="wp-element-caption">e all&#8217;improvviso</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Solnit usa questa metafora per invitare a coltivare reti, anche quando sembra che queste restino talmente sottotraccia da non portare a nulla: ma è la loro presenza che renderà possibile, a un certo punto, un’azione ben più evidente e rivoluzionaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cucire, curare, coltivare: sono queste le parole che mi stanno a cuore, non “dirompente”, “spaccare tutto”, “aprire come una scatoletta di tonno”; mi chiedo se riusciremo a tenercele care anche se, anche quando ci sarà bisogno di fare la guerra.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Semi di fiducia</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><em><a href="https://www.nature.com/briefing/signup">Nature Briefing</a></em>&nbsp;è una delle mie newsletter preferite: Flora Graham e le altre persone meravigliose che la scrivono riescono ogni giorno a cucire insieme notizie di scienza che spaziano dalla microbiologia all’astrofisica, dando voce alle persone che fanno ricerca e prestando molta attenzione alle relazioni fra scienza e società. È&nbsp;<em>content curation</em>&nbsp;nel significato più bello del termine, non un bollettino fatto incollando uno dietro l’altro degli abstract, e ogni volta scelgono con molta cura la cosa più importante da dire nell’oggetto della mail.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quelle sotto sono le ultime newsletter di questi giorni, e mi sembra chiaro come la pensano:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><a href="https://us17.campaign-archive.com/?e=3bc0916bd3&amp;u=2c6057c528fdc6f73fa196d9d&amp;id=6da48d8610">Exclusive: NIH ends LGBTQ+- and climate-related grants en masse</a> (Esclusivo: NIH mette fine a tutte le borse di studio legate a temi LGBTQ+ e al clima)</li>



<li><a href="https://us17.campaign-archive.com/?e=3bc0916bd3&amp;u=2c6057c528fdc6f73fa196d9d&amp;id=865f0cafd4">‘Omg, did PubMed go dark?’ Blackout stokes fears about database’s future</a> (‘Oddio, PubMed è spento?’ Un blackout accende i timori riguardo al futuro del database)</li>



<li><a href="https://us17.campaign-archive.com/?e=3bc0916bd3&amp;u=2c6057c528fdc6f73fa196d9d&amp;id=b80d871f2f">US scientists rise up against Trump’s efforts to dismantle federal science</a> (Gli scienziati USA si sollevano contro i tentativi di Trump di smantellare la scienza federale)</li>



<li><a href="https://us17.campaign-archive.com/?e=3bc0916bd3&amp;u=2c6057c528fdc6f73fa196d9d&amp;id=5163c85ccb">‘They want to send us to the Dark Ages’ — What another round of layoffs means for US science</a> (‘Vogliono farci tornare nel Medio Evo’ – Cosa significa un nuovo giro di licenziamenti per la scienza USA)</li>



<li><a href="https://us17.campaign-archive.com/?e=3bc0916bd3&amp;u=2c6057c528fdc6f73fa196d9d&amp;id=2bc456c26c">Trump sows uncertainty for US PhD students and NIH-funded researchers abroad</a> (Trump semina incertezze fra gli studenti dei PhD USA e i ricercatori finanziati dal NIH)</li>



<li><a href="https://us17.campaign-archive.com/?e=3bc0916bd3&amp;u=2c6057c528fdc6f73fa196d9d&amp;id=f233000dd3">An unvaccinated child is first US measles death in a decade</a> (Un bambino non vaccinato è la prima vittima di morbillo negli USA in dieci anni)</li>



<li><a href="https://us17.campaign-archive.com/?e=3bc0916bd3&amp;u=2c6057c528fdc6f73fa196d9d&amp;id=bf0c0e5f06">‘An assault on science anywhere is an assault on science everywhere’: Nature denounces Trump’s attack on US research</a> (‘Un attacco alla scienza in un luogo è un attacco alla scienza dovunque’: Nature denuncia l’attacco di Trump alla ricerca USA</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">La resistenza si manifesta fra chi fa scienza e chi lavora (o lavorava) nei parchi nazionali; sono online (qui la pagina Facebook&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/AltUSNationalParkService">Alt National Park Service</a>, qui&nbsp;<a href="https://www.instagram.com/resistancerangers/">Resistance Rangers</a>&nbsp;su Instagram) e hanno iniziato a scendere in piazza e far sentire la propria voce.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prepariamoci a farlo anche noi.</p>The post <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it/mappe-per-attraversare-lincendio/">Mappe per attraversare l’incendio</a> first appeared on <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it">Alessandra Farabegoli</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Saranno tempi duri: organizziamoci</title>
		<link>https://www.alessandrafarabegoli.it/saranno-tempi-duri-organizziamoci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Farabegoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Feb 2025 14:32:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni, opinioni, sbrocchi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.alessandrafarabegoli.it/?p=155674021</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cominciamo con le brutte notizie Dall’altra parte dell’Atlantico è in corso un golpe, anche se Francesco Costa sembra non esserne ancora troppo preoccupato, e l’onda d’urto sta arrivando anche da noi: non c’è modo di evitarla, possiamo solo pensare a come farci meno male possibile, a come resistere per provare a uscirne prima o poi. [&#8230;]</p>
The post <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it/saranno-tempi-duri-organizziamoci/">Saranno tempi duri: organizziamoci</a> first appeared on <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it">Alessandra Farabegoli</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="wp-block-heading">Cominciamo con le brutte notizie</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dall’altra parte dell’Atlantico è in corso un golpe, anche se Francesco Costa sembra non esserne ancora troppo preoccupato, e l’onda d’urto sta arrivando anche da noi: non c’è modo di evitarla, possiamo solo pensare a come farci meno male possibile, a come resistere per provare a uscirne prima o poi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non sarà semplice né indolore, tocca dirlo, e non è neanche scontato che ce la facciamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se hai un po’ di tempo per una lettura lunga, lucida e dura, su&nbsp;<em>Foreign Affairs&nbsp;</em>c’è un articolone di&nbsp;<strong>Steven Levitsky</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Lucan A. Way</strong>, due studiosi che non conoscevo (il primo ha scritto un saggio uscito anche in Italia con il poco rassicurante titolo&nbsp;<em><a href="https://www.laterza.it/scheda-libro/?isbn=9788858135280">Come muoiono le democrazie</a></em>). L’articolo originale,&nbsp;<em><a href="https://www.foreignaffairs.com/united-states/path-american-authoritarianism-trump">The Path to American Authoritarianism</a></em>, è sotto paywall, ma puoi farti mandare il link per leggerlo gratis lasciando un indirizzo email. Se vuoi leggerlo in italiano, Marco Taradash l’ha tradotto, il mio amico Giordano Masini mi ha girato la traduzione e io&nbsp;<a href="https://docs.google.com/document/d/1UNb8vvlIVVhrWKWMKTx8yWexsCfgF_T4QXy3CMSX4jE/edit?usp=sharing">l’ho copiata in questo doc, da assumere a piccole dosi</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qui da noi nel frattempo gli amici di Putin rialzano la testa,&nbsp;<a href="https://www.cesenatoday.it/cronaca/raid-vandalico-campus-universitario-cesena-oggi.html">gli antivax imbrattano i muri</a>&nbsp;delle università e ci sono pure gli imbecilli che lanciano petizioni contro quel sant’uomo di Mattarella (non li linko, linko invece&nbsp;<a href="https://www.change.org/p/petizione-a-sostegno-del-presidente-mattarella-e-contro-la-propaganda-russa">la petizione a sostegno del Presidente</a>).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ma non voglio che tu ti deprima leggendomi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Perché lo sconforto non ci aiuta, e anche perché qualcosa possiamo fare: iniziamo a organizzarci e mettere in fila le cose.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prima di tutto, accettiamo la realtà:&nbsp;<strong>parlare della fine della democrazia fuori dalla nostra bolla non servirà a niente</strong>, anche se conoscere i meccanismi con cui la democrazia viene attaccata e indebolita (vedi articolo linkato prima) è utile per capire in quali ingranaggi possiamo buttare sabbia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diritti costituzionali, regole,&nbsp;<em>checks and balance</em>, vengono percepiti come irrilevanti e perfino fastidiosi da un sacco di gente. Così come in tutte le&nbsp;<em>fake news</em>&nbsp;c’è un fondo di verità, allo stesso modo c’è qualcosa di comprensibile in questa insofferenza: in un mondo che cambia a velocità smodata, i meccanismi decisionali delle democrazie, la concertazione, la proliferazione delle norme, sembrano – e a volte sono – un ostacolo all’affrontare in modo risoluto ed efficace i problemi. Sto dicendo che bisogna spaccare tutto? No, perché poi i problemi restano, e in più si aggiungono i cocci e le macerie.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ma per governare bisogna diventare maggioranza, quantomeno maggioranza dei votanti</strong>; e, per scongiurare il pericolo di diventare sempre più una minoranza sotto assedio, bisogna trovare dei punti di contatto con chi sta dall’altra parte, o con chi per indifferenza si accoda alla maggioranza corrente. E i punti di contatto praticabili non sono le discussioni sulla legittimità costituzionale di un provvedimento, ma il mettere in primo piano gli effetti di certe politiche sugli esseri umani.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi ci ha fatto ragionare una frase riportata da un intervento di Robert De Niro durante uno&nbsp;<em>Stop Trump Summit</em>:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>Non parliamo di “democrazia”. “Democrazia” potrebbe essere il nostro Santo Graal, ma per altri è solo una parola, un concetto, e nel loro abbraccio a Trump, le hanno già voltato le spalle.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Parliamo di giusto e sbagliato. Parliamo dell&#8217;umanità.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Parliamo di gentilezza. Sicurezza per il nostro mondo. Sicurezza per le nostre famiglie. Decenza.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Diamo loro il benvenuto.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Non potremo ottenerli tutti, ma possiamo ottenerne abbastanza per porre fine all&#8217;incubo di Trump</em></p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading">Parliamo di gentilezza, anzi mettiamola in pratica</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Non la gentilezza delle buone maniere (io&nbsp;<em>saluto sempre</em>&nbsp;tutti i miei vicini, se mai farò una strage saprete cosa dire di me), ma la costruzione di relazioni generose e allegre.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mondo migliore a cui aspiro per me e per le persone a cui voglio bene è un mondo tollerante, solidale, abbastanza aperto da poter non essere d’accordo senza sentirsi sotto attacco: quel che posso fare è continuare a costruirlo, anche quando tocca nuotare controcorrente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco cosa mi ha scritto un amico che vive negli Stati Uniti quando gli ho chiesto come sta vivendo la situazione:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>It is just awful. I am trying to do what I can locally to support the groups and people that need it. On a national level, I don&#8217;t know what can be done at the moment, other than some things that will require a change in political will across our population. Half of our country voted for this guy and I knew this was going to be the outcome.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>[È spaventoso. Sto cercando di fare il possibile a livello locale per sostenere i gruppi e le persone che ne hanno bisogno. A livello nazionale, non so cosa possiamo fare al momento, solo che ci sono cose che necessitano di un cambio di volontà politica da parte della gente. Metà del nostro paese ha votato per lui, e io sapevo che il risultato sarebbe stato questo]</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">E quando io gli ho chiesto se pensano di essere in grado di reggere due anni fino alle elezioni di metà mandato, visto che il partito Democratico, con alcune eccezioni (Alexandria Ocasio Cortez, Elizabeth Warren, Bernie Sanders, Pete Buttigieg) sembra congelato, ha aggiunto:</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>That&#8217;s what my friends and I are attempting to do. Influence our friends, neighbors and work colleagues. We need to change minds. I do not have faith in the media nor in the current democratic party leadership. I agree those voices you cite are the ones speaking the truth and standing up. I think the old men in the party need to go away.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>[È quel che stiamo cercando di fare io e i miei amici. Esercitare influenza su amici, vicini, colleghi. Dobbiamo cambiare la testa alla gente. Non ho fiducia nei media né nella dirigenza attuale del partito Democratico, sono d’accordo con te che le voci che citi sono le uniche che parlano chiaro e si oppongono. Penso che i vecchi del partito debbano farsi da parte.]</em></p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph">Mi ripeto come un mantra ciò che dice AOC:&nbsp;<em>breathe, take care of yourself, ask yourself every day what you can do, do what you can: what you can do is enough</em>. Respira, prenditi cura di te, chiediti ogni giorno cosa puoi fare e fallo: quello che puoi fare è abbastanza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alcune cose che possiamo fare: sostenere organizzazioni umanitarie di cui ci fidiamo, cercare (e se possibile pagare) fonti di informazione fidate, decidere dove mettere i nostri soldi (quelli che spendiamo e quelli che risparmiamo).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un’altra cosa che possiamo fare senz’altro è lavorare bene.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Lavorare bene</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, lavorare bene. Certo, la partita è truccata, i conservatori hanno dalla loro più soldi e più media, ma noi stiamo anche pagando un sacco di errori fatti quando al governo c’eravamo noi, quando ancora ci siamo noi. Abbiamo dato spesso l’impressione di limitarci alle battaglie simboliche – sì, i simboli sono importanti, le parole sono importanti, ma cazzo poi bisogna anche cambiare le cose, non fermarsi alle parole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E ogni amministratore inetto, ogni assessorato troppo lento, ogni appalto controllato male, ogni commessa affidata agli amici incapaci, noi li paghiamo il doppio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché la dura realtà è che un mondo solidale, tollerante e aperto è un po’ contronatura: noi allo stato di natura siamo bestie territoriali, sospettose del diverso, aggressive con chi arriva da fuori. Per evolvere da scimpanzé a bonobo, cioè per passare da tribù con un maschio alfa che prende a sberle i maschi beta e si scopa tutte le femmine, volenti o nolenti, a una tribù egualitaria in cui i litigi si risolvono con un rilassante cunnilingus, dobbiamo mantenere un ecosistema ricco, stabile e ben funzionante, sostituire un po’ alla volta gli istinti belligeranti con quelli razionali e costruttivi. Tocca farlo&nbsp;<em>ballando all’indietro e sui tacchi a spillo</em>, che ci piaccia o no: possiamo pure lamentarci ma è più utile che ci alleniamo a farlo, in fretta e bene.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È facile? No. Mi incazzo quando non ci dimostriamo all’altezza? Sì. Smetto di provarci? No.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sto parlando con le persone</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Questa newsletter mi è preziosa e ogni commento / risposta / reazione che ricevo mi dà forza; ma quel che mi aiuta di più in questi giorni è che sto parlando, una a una, con molte persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Amici di lunga data, colleghi e colleghe con cui lavoro e che sento in sintonia, gente che stimo con cui in questi anni ho tenuto i contatti da lontano (in questo sì, non posso che restare grata nonostante tutto alle piattaforme social, perché in mezzo a tutta la merda che ci gira riescono comunque a farmi tenere il filo di tanti rapporti).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Uno alla volta, una alla volta, ci mandiamo un messaggio o meglio ancora ci telefoniamo o ci incontriamo: condividiamo la paura e lo sconforto, ma ci diciamo anche&nbsp;<em>“ci sono, ci sei, posso contare su di te, puoi contare su di me”</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse per uscire da questo buio toccherà passare per tempi ancora più duri, e ci sarà chi non arriverà dall’altra parte. Leggendo le storie della Resistenza mi sono chiesta spesso cosa avrei fatto io, e speravo di non doverlo verificare di persona; è il momento di prepararsi, e intanto fare scorta di bellezza e umanità, che è per questo che vale la pena provare.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le mie scorte di bellezza</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Una lista disordinata di cose che mi hanno fatta stare bene in questi giorni:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Sono andata a Cremona per <a href="https://www.ilpost.it/2025/01/22/talk-torna-cremona/">Talk</a> e ho passato alcune ore molto belle in compagnia del mio mentore e amico <strong>Guido Barbujani</strong>, una persona da cui ho imparato più cose di quante ce ne sono nei suoi libri – e sono tante.</li>



<li>Di ritorno da Cremona a Ravenna, avevo una coincidenza lunghissima a Fidenza, un’ora fra un regionale e l’altro; non avevo voglia di annoiarmi in stazione, così ho provato a cercare su Google se ci fosse qualcosa da vedere a Fidenza, e indovina? c’è un duomo romanico che è una meraviglia, la facciata incastonata di bassorilievi dell’Antelami, un regalo imprevisto in una fredda e assolata domenica mattina.</li>



<li>A nuoto ormai sono parte del gruppo, in corsia ci incoraggiamo a vicenda, gli istruttori conoscono i miei punti deboli e sanno che la mia zona di comfort è la rana; e soprattutto, non sono mai stata così bene nel mio corpo come quest’inverno.</li>



<li>Con la mia lezione al master Wempark di Prato fissata per sabato 22, ho deciso di partecipare anche alla consegna dei diplomi di un’edizione precedente, giovedì 20, e dopo la cerimonia che si è tenuta al Centro Pecci abbiamo visitato il museo; bellissima la mostra temporanea di <strong>Louis Fratino</strong>, c’è fino all’11 maggio e vale assolutamente la pena; ho ritrovato anche con molto piacere le opere di <strong>Adelaide Cioni</strong>, di cui avevo adorato i <a href="https://www.instagram.com/p/CXMIOa4MDtn/?img_index=3">5 pezzi di cielo</a> portati a Ravenna alcuni anni fa.<a href="https://substackcdn.com/image/fetch/f_auto,q_auto:good,fl_progressive:steep/https%3A%2F%2Fsubstack-post-media.s3.amazonaws.com%2Fpublic%2Fimages%2F369ed2ed-78e0-4d82-8533-7a97ab67814c_3024x4032.jpeg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"></a></li>



<li>Sempre a Prato, sono tornata al Museo del Tessuto, dove in questo periodo è esposta una <a href="https://www.museodeltessuto.it/mostre/tesori-di-seta-capolavori-tessili-dalla-donazione-falletti/">collezione di paramenti di seta</a> dal Quattrocento al Settecento; ho imparato la differenza fra <em>damaschi</em>, <em>broccati</em> e <em>lampassi</em>, e ho pensato a quante ore di ricamatrici sono state spese in queste <em>arti minori</em>, che ci si perdono gli occhi solo a guardarle.</li>
</ul>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="901" height="1200" src="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/02/fidenza-901x1200.jpeg" alt="" class="wp-image-155674024" srcset="https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/02/fidenza-901x1200.jpeg 901w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/02/fidenza-435x580.jpeg 435w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/02/fidenza-768x1023.jpeg 768w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/02/fidenza-1153x1536.jpeg 1153w, https://www.alessandrafarabegoli.it/wp-content/uploads/2025/02/fidenza.jpeg 1201w" sizes="auto, (max-width: 901px) 100vw, 901px" /></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Dai.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La salvezza non ci verrà portata su un piatto d’argento da qualche leader – ne vedi all’orizzonte? Come scrive&nbsp;<strong>Robert Reich</strong>&nbsp;a conclusione del suo ultimo post,&nbsp;<em><a href="https://robertreich.substack.com/p/ten-reasons-for-optimism">Ten reasons for modest optimism</a></em>, alla fine ce la faremo perché (o se, dico io) impareremo di nuovo la lezione più importante: le guide che stiamo cercando siamo noi.</p>The post <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it/saranno-tempi-duri-organizziamoci/">Saranno tempi duri: organizziamoci</a> first appeared on <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it">Alessandra Farabegoli</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Manifesto per una serena resistenza</title>
		<link>https://www.alessandrafarabegoli.it/manifesto-per-una-serena-resistenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Farabegoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Feb 2025 13:48:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni, opinioni, sbrocchi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.alessandrafarabegoli.it/?p=155674016</guid>

					<description><![CDATA[<p>Prepararsi a tempi duri senza perdere il sorriso</p>
The post <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it/manifesto-per-una-serena-resistenza/">Manifesto per una serena resistenza</a> first appeared on <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it">Alessandra Farabegoli</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">La disperazione è uno spreco di energie; alla mia età ho imparato che è meglio dosarle con attenzione, spenderle in qualcosa che fa stare bene me e le persone a cui tengo – conosciute o no.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non mi è chiaro quale sia una possibile strada per invertire la follia che sta incendiando tutto qua intorno, ma dovremo provarci, prima che ci obblighino ai&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Due_minuti_d%27odio">due minuti d’odio quotidiano</a>&nbsp;e a tutto il resto. Intanto, meglio attrezzarsi per una lunga resistenza –&nbsp;<em>be prepared</em>&nbsp;è il motto scout che mi tengo ben stretta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dormire bene, incontrare gli amici, andare in piscina e lavare via la fatica del giorno, mentre ascolto il mio corpo imparare un po’ alla volta a scivolare in acqua con meno sforzo. Mangiare cibo sano, il giusto. Mettere a posto una cosa alla volta, svuotare cassetti ingombri di cianfrusaglie e cestinare allegramente vecchi file che non apro da anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi interrogo sul che fare riguardo alle mie presenze online; l’ingenua fiducia di vent’anni fa sul fatto che Internet ci avrebbe resi migliori era già sfumata da tempo, ma dopo&nbsp;<a href="https://www.theguardian.com/commentisfree/2025/jan/16/i-knew-one-day-id-have-to-watch-powerful-men-burn-the-world-down-i-just-didnt-expect-them-to-be-such-losers">il penoso spettacolo dei&nbsp;</a><em><a href="https://www.theguardian.com/commentisfree/2025/jan/16/i-knew-one-day-id-have-to-watch-powerful-men-burn-the-world-down-i-just-didnt-expect-them-to-be-such-losers">techbro</a></em><a href="https://www.theguardian.com/commentisfree/2025/jan/16/i-knew-one-day-id-have-to-watch-powerful-men-burn-the-world-down-i-just-didnt-expect-them-to-be-such-losers">&nbsp;alla corte di Trump</a>&nbsp;non posso far finta di niente. Non mi rassegno al cinismo con cui&nbsp;<a href="https://lettera.minimarketing.it/p/ogni-cosa-che-facciamo-pubblicita">Gianluca Diegoli dichiara</a>&nbsp;che non c’è via d’uscita,&nbsp;<em>“Perché lo sappiamo che tornate. Nessun detox dura per sempre. Anche quando boicottate Meta, dura qualche giorno, e poi di nuovo con la FOMO di vedere se qualcuno si è accorto della vostra assenza, di misurare i like”</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Io la mia fase di ansia per i like l’ho vissuta molti anni fa, facevo perfino a gara su Foursquare per essere la sindaca di più luoghi possibile; poi mi è passata e ho staccato tutte le notifiche, a partire da quelle degli&nbsp;<em>unsubscribe</em>. Ho smesso perfino di condividere questa newsletter in giro, la scrivo più per me che per chi mi legge, e meno mi sbatto per farla girare, più mi diverto a scriverla.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tornando al che fare online, non lo so davvero, procedo per tentativi e approssimazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Twitter l’ho chiuso già da qualche mese; Facebook è un termometro di quel che si dice in città, o almeno così mi pare, anche se ho deciso che l’imminente campagna elettorale per le amministrative di Ravenna la seguirò incontrando le persone dal vivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Instagram mi dispiacerebbe lasciarla, ci sono persone che leggo praticamente solo lì, anche se è sempre più fatica saltare la pubblicità; per il momento metterò un limite orario, un quarto d’ora al giorno poi basta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Threads mi ha già stancata, Bluesky per il momento è ancora una fonte di link interessanti, gli do un po’ di fiducia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">LinkedIn è un esercizio quotidiano piacevole come fare gli addominali, ma mi tocca.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E comunque non penso che abbandonare del tutto le piattaforme social sia una buona idea: voglio tenermi lontana dai trigger, dai commenti aggressivi, ma resto convinta che sia utile e necessario mettere in circolo ogni tanto qualche pensiero orientato verso la tolleranza, l’apertura alle diversità, la fiducia nella scienza, fosse anche solo per far sentire meno sole le persone che condividono le mie preoccupazioni e le mie speranze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Anche Substack peraltro è una piattaforma: qui non sono a casa mia ma solo gentilmente ospitata da altri per scopi loro. Così (<a href="https://koselig.substack.com/p/koselig-178-standin-in-the-door-of">grazie Mafe di avermelo ricordato</a>) ho esportato tutti i miei post per salvarli anche nel vecchio blog: non si sa mai quando arriverà il momento di fare un altro trasloco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Su Amazon cerco ormai di comprare il meno possibile, anche perché in generale vorrei comprare il meno possibile. Sono tornata dopo molto tempo in biblioteca: la rete bibliotecaria di Romagna è un tesoro, prestano anche ebook e audiolibri –&nbsp;anche se la procedura per scaricarli è piuttosto brigosa. Ho tirato fuori dal cassetto un vecchio reader Kobo che ancora funziona; ci posso caricare gli ebook che prendo in prestito dalla rete bibliotecaria e comprare gli altri, le offerte del giorno non sono mica solo su Kindle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In tutto questo navigare per biblioteche e ebook ho scoperto che Barbara Kingsolver, l’autrice di&nbsp;<em>Demon Copperhead</em>, ha studiato biologia ed ecologia – il che mi ha subito spiegato la precisione di certe sue descrizioni di paesaggi e coltivazioni – e ho divorato altri due suoi romanzi,&nbsp;<em>La collina delle farfalle</em>&nbsp;e&nbsp;<em>Un nuovo mondo</em>: splendidi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Insomma, navigo a vista nella nebbia, cercando di ricordarmi che non tutto dipende da me, che non salverò il mondo da sola ma posso fare la mia parte. Celebro i miei piccoli progressi, perché mi danno energia per cambiamenti più grandi; riannodo i legami, perché le reti di persone sono quelle che ci salvano la vita; mi prendo cura di me stessa, perché non posso affrontare battaglie se sono esausta; coltivo la curiosità e l’allegria, perché anche ridere è un atto di resistenza.</p>The post <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it/manifesto-per-una-serena-resistenza/">Manifesto per una serena resistenza</a> first appeared on <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it">Alessandra Farabegoli</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Per una volta, scrivo di email marketing</title>
		<link>https://www.alessandrafarabegoli.it/per-una-volta-scrivo-di-email-marketing/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Farabegoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jan 2025 06:15:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital Marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.alessandrafarabegoli.it/per-una-volta-scrivo-di-email-marketing/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Non che non ci sia altro da dire, ma è uscita la guida Ecommerce 2025 e nel capitolo dedicato al futuro prossimo delle email io scrivo di AI, multicanalità, accessibilità e sostenibilità.</p>
The post <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it/per-una-volta-scrivo-di-email-marketing/">Per una volta, scrivo di email marketing</a> first appeared on <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it">Alessandra Farabegoli</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="wp-block-heading">Non che non ci sia altro da dire, ma è uscita la guida Ecommerce 2025 e nel capitolo dedicato al futuro prossimo delle email io scrivo di AI, multicanalità, accessibilità e sostenibilità.</h2><p class="wp-block-paragraph">È uscita la <em><a href="https://www.ecommercehub.it/guida-ecommerce/">Guida Ecommerce 2025</a></em> di <strong>Ecommerce Hub®</strong>, 70 pagine di analisi, riflessioni, previsioni che si può ottenere gratuitamente richiedendola sul loro sito. Anche quest’anno io ho contribuito con il capitolo dedicato all’email marketing; nella guida dell’anno scorso avevo scritto soprattutto di <a href="https://alebegoli.substack.com/p/email-marketing-2024">deliverability, se serve un ripasso lo trovi qui</a>.</p><p class="wp-block-paragraph">Così, per una volta, in questa newsletter parlo del mio lavoro, rimandando alla prossima puntata gli appunti sui tempi spaventosi che stiamo vivendo e sulle mie minime tattiche quotidiane di resistenza.</p><h1 class="wp-block-heading"><strong>Email Marketing 2025</strong></h1><p class="wp-block-paragraph"><em>[Con un grazie a Marco, Nicole, Elena e Laura: il lavoro che facciamo insieme <a href="https://palabra.email/chi-siamo/">in Palabra</a> mi fa imparare ogni giorno. Forse sono troppo vecchia per sentirmi ancora “innamorata dell’email marketing”, ma di tutti i mezzi del digitale questo è probabilmente il solo con cui avrei potuto portare avanti una lunga e solida relazione fatta di conoscenza, curiosità, concretezza.]</em></p><figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/bc9b3528-2f5c-4790-adc4-500cb77fc21b_1080x1350.jpeg"/></figure><p class="wp-block-paragraph">Anche nel 2025 continueremo a scrivere DEM, pianificare newsletter e ottimizzare flussi automatici, per una semplice ragione: <strong>l’email marketing porta risultati</strong>.</p><p class="wp-block-paragraph">Sebbene sia il più longevo degli strumenti digitali, l’email marketing resta centrale in tutte le strategie di ecommerce per la sua capacità di evolversi, consolidare la relazione fra il brand e le persone e generare ROI. <strong>È un canale proprietario, personale e personalizzabile</strong>, che ci permette di costruire strategie efficaci verso un pubblico sempre più esigente e frammentato e con sempre maggiori aspettative riguardo a personalizzazione, privacy, esperienza d’uso.</p><p class="wp-block-paragraph">Tre sono gli aspetti che ritengo centrali oggi: <strong>l’impatto dell’Intelligenza Artificiale</strong>, la <strong>multicanalità</strong> e l’attenzione all’<strong>accessibilità</strong>. Richiamo poi a una riflessione sulla <strong>sostenibilità</strong>, mentale e ambientale, delle campagne email.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Intelligenza Artificiale nell’email marketing</strong></h2><p class="wp-block-paragraph">Ormai ogni piattaforma di email marketing ha lanciato o sta lanciando funzionalità AI-driven: non sempre si tratta di features che fanno la differenza, perciò è bene <strong>tenere i piedi per terra e valutarne attentamente l’effettiva necessità e utilità</strong>.</p><p class="wp-block-paragraph">La prima e ovvia evoluzione degli strumenti ci ha messo a disposizione dei <strong>configuratori automatici di testi</strong>, che scrivono per noi oggetti e anteprime dei messaggi, call to action, bodycopy. Avendone provati più di uno, mi sento di poter dire serenamente che il risultato nella maggior parte dei casi è un copy piuttosto scontato, quasi mai in grado di interpretare correttamente il tono di voce e il carattere distintivo del brand. Del resto, qualunque copywriter in gamba usa l’AI come generatore di idee da <em>non</em> copiare tal quali, ma da usare per accelerare il brainstorming e generare bozze da stravolgere e perfezionare a mano.</p><p class="wp-block-paragraph">Stesso discorso vale per le opzioni di <strong>design dei template</strong> “in automatico”: non ho ancora visto un template davvero convincente che sia stato creato “a macchina”.</p><p class="wp-block-paragraph">Le feature che creano <strong>segmenti e flussi a fronte di un prompt</strong> possono accelerare il lavoro, ma richiedono sempre una verifica attenta fatta da un essere umano competente. <strong>L’intelligenza – in termini di capacità di spiegare in modo chiaro che segmento vogliamo individuare, quale logica abbiamo in mente per il flusso – la dobbiamo ancora mettere noi, e siamo sempre noi a dover controllare, completare e perfezionare il risultato fornito dall’algoritmo.</strong></p><p class="wp-block-paragraph">Più interessanti le opzioni che abilitano una <strong>personalizzazione spinta dei messaggi</strong>, che non si limita a includere il nome dell’utente o un prodotto lasciato nel carrello, ma, analizzando enormi quantità di dati, può generare contenuti dinamici in tempo reale, selezionando prodotti e offerte in base agli interessi e alle interazioni precedenti.</p><p class="wp-block-paragraph">I classici flussi automatizzati (welcome series, carrelli abbandonati, re-engagement) stanno evolvendo verso strutture adattive, grazie alla capacità dell’AI di analizzare costantemente le interazioni dei destinatari e <strong>modificare in tempo reale il timing e il contenuto dei messaggi</strong>. Questa flessibilità rende le automazioni più intelligenti e utili e permette di ottimizzare il customer journey, aumentando il valore medio per cliente e riducendo il rischio di abbandono.</p><p class="wp-block-paragraph">Analizzando dati storici, come orari di apertura precedenti, comportamenti sul sito e interazioni sui social, l’AI può programmare l’invio per massimizzare le probabilità di successo; questo è particolarmente utile per segmenti di pubblico globali, con fusi orari diversi o abitudini d’acquisto variabili.</p><p class="wp-block-paragraph"><strong>Attenzione: l’uso di algoritmi predittivi e personalizzazione avanzata può far percepire alle persone una &#8220;sorveglianza&#8221; invasiva, minandone la fiducia; inoltre, la raccolta di dati di prima parte richiede strategie efficaci per incoraggiare le persone a condividere informazioni volontariamente, rafforzando la percezione di controllo e sicurezza.</strong></p><p class="wp-block-paragraph">Iper-personalizzazione, automazioni adattive e timing predittivo possono migliorare l’esperienza del cliente; è fondamentale tuttavia tenere in considerazione gli aspetti legati alla privacy e all’uso etico dei dati, e i brand devono garantire che i dati raccolti siano usati in modo trasparente e nel rispetto dei consensi.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Multicanalità: non solo email</strong></h2><p class="wp-block-paragraph"><strong>Niente funziona bene in un silos</strong>, e a maggior ragione l’email marketing, un <em>touchpoint</em> ricorrente nell’esperienza cliente, va pensato come tappa di un percorso fluido tra diverse piattaforme.</p><p class="wp-block-paragraph">Possiamo combinare le email con notifiche push, SMS, messaggi WhatsApp, specialmente per promozioni a tempo limitato o aggiornamenti urgenti: ad esempio inviare una o più email per introdurre un’offerta e passare al canale SMS o WhatsApp come promemoria prima della scadenza. Anche qui, la possibilità di integrare nei flussi automatici dei nodi AI-driven consente di ottimizzare la scelta del canale giusto via via che il <em>machine learning</em> acquisisce dati.</p><p class="wp-block-paragraph">L’email marketing, grazie alla sua natura diretta e proprietaria, si presta molto bene a diventare il centro nevralgico che collega gli altri canali, creando una strategia coerente e personalizzata. Perché questo avvenga è indispensabile <strong>scegliere il giusto stack tecnologico</strong>, adottando una piattaforma ESP che, oltre a parlare con ecommerce e gestionale, offra già integrazioni “native” con SMS e sistemi di messaggistica o possa facilmente acquisire e trasmettere dati a piattaforme terze.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Accessibilità: rendere le email fruibili per tutti e tutte</strong></h2><p class="wp-block-paragraph">Circa il 15% della popolazione mondiale vive con qualche forma di disabilità: per queste persone <strong>le email non accessibili rappresentano una barriera</strong> per interagire con i brand e fruirne i contenuti.</p><p class="wp-block-paragraph">Inoltre l’accessibilità digitale è o sta diventando obbligatoria in molti paesi: leggi come l’Americans with Disabilities Act (ADA) negli Stati Uniti e l’European Accessibility Act (EAA) nell’Unione Europea impongono che le comunicazioni digitali siano accessibili. <strong>La data di entrata in vigore dell’EAA è il 28 giugno 2025</strong> e da allora in poi a le aziende UE dovranno garantire che i loro prodotti e servizi siano accessibili pena multe, cause legali e danni alla reputazione.</p><p class="wp-block-paragraph">Per progettare email accessibili dobbiamo tenere conto di alcuni principi base:</p><ul class="wp-block-list"><li><p><strong>Contrasto dei colori</strong>: testo e sfondi devono avere un contrasto sufficiente per essere leggibili anche da persone con difficoltà visive.</p></li><li><p><strong>Font leggibili</strong>: per i testi lunghi, meglio usare caratteri chiari e senza grazie (sans-serif); la dimensione del testo dovrebbe essere di almeno 16px per garantire una lettura agevole.</p></li><li><p><strong>Alt Text per le immagini</strong>: ogni immagine deve avere un testo alternativo (Alt Text) che descrive il contenuto per chi utilizza screen reader; questo è fondamentale, ad esempio, per descrivere un prodotto o spiegare il contenuto di un’infografica.</p></li><li><p><strong>Struttura del codice</strong>: un codice HTML ben strutturato aiuta i lettori di schermo a interpretare correttamente l’email; titoli, paragrafi e liste devono seguire una gerarchia logica per facilitare la navigazione.</p></li><li><p><strong>Animazioni e interattività accessibili</strong>: se usiamo animazioni e contenuti interattivi dobbiamo progettarli pensando all’accessibilità; ad esempio, gli elementi interattivi devono essere utilizzabili anche senza un mouse, per chi utilizza tastiere o dispositivi assistivi.</p></li><li><p><strong>Accessibilità su mobile</strong>: con oltre il 70% delle email aperte su dispositivi mobili, progettare per gli schermi piccoli non è solo una priorità, ma una necessità; l’accessibilità mobile si basa su layout responsive, CTA evidenti e facilmente cliccabili, con pulsanti grandi e ben distanziati per evitare clic accidentali su dispositivi touch, e testi ridotti, per non sovraccaricare chi legge con troppe informazioni.</p></li><li><p><strong>Compatibilità con il Dark Mode</strong>: con l’aumento dell’uso del Dark Mode sui dispositivi, è necessario testare attentamente colori e contrasti anche in questa modalità per garantire sempre un’esperienza ottimale a chi legge.</p></li></ul><p class="wp-block-paragraph">Progettare email semplici e accessibili non è solo una questione di regole, etica e inclusività, ma un approccio che migliora tassi di apertura, click e conversioni e contribuisce a costruire e migliorare nel tempo la relazione con le persone interessate ai nostri prodotti e servizi.</p><p class="wp-block-paragraph">L’approccio minimalista si sposa anche una maggiore attenzione alla sostenibilità digitale: file più leggeri e meno complessi riducono l’impatto ambientale dell’invio di email.</p><p class="wp-block-paragraph"><em>[vedi anche <a href="https://alebegoli.substack.com/p/chiare-lettere">il mio contributo alla prima edizione di DiParola su accessibilità e inclusività nell’email marketing</a>]</em></p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Per un email marketing sostenibile</strong></h2><p class="wp-block-paragraph">L’email marketing, come ogni canale digitale, ha un <strong>impatto ambientale</strong> legato al consumo di energia per server, archiviazione e trasmissione di dati e contribuisce all’<strong>overload informativo</strong> sempre crescente.</p><p class="wp-block-paragraph">Come email marketer, ma soprattutto come abitanti del pianeta, non possiamo far finta di niente, anche perché <strong>campagne-fotocopia e rumore sempre crescente difficilmente aumenteranno il ROI, ma sicuramente contribuiranno ad accelerare la corsa alla catastrofe climatica</strong>.</p><p class="wp-block-paragraph">Perciò, <strong>scriviamo responsabilmente</strong>:</p><ul class="wp-block-list"><li><p><strong>riduciamo gli invii inutili</strong> segmentando accuratamente i database per inviare email solo a chi è realmente interessato: meno invii significano meno energia sprecata e aumento della rilevanza percepita da chi ci legge;</p></li><li><p><strong>ottimizziamo i contenuti</strong> usando immagini leggere, limando il codice HTML, riducendo gli elementi superflui, per abbassare il peso delle email e il consumo energetico per l’elaborazione;</p></li><li><p><strong>adottiamo un approccio responsabile alla Data Retention</strong>: eliminare i contatti inattivi e archiviare solo i dati essenziali aiuta a ridurre l’impatto delle infrastrutture di archiviazione.</p></li></ul><p class="wp-block-paragraph">È il contributo che possiamo – e dobbiamo – dare per un ecosistema digitale più etico e sostenibile.</p>The post <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it/per-una-volta-scrivo-di-email-marketing/">Per una volta, scrivo di email marketing</a> first appeared on <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it">Alessandra Farabegoli</a>.]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Svuotare tutto</title>
		<link>https://www.alessandrafarabegoli.it/svuotare-tutto/</link>
					<comments>https://www.alessandrafarabegoli.it/svuotare-tutto/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Farabegoli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jan 2025 06:08:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Riflessioni, opinioni, sbrocchi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.alessandrafarabegoli.it/svuotare-tutto/</guid>

					<description><![CDATA[<p>In questa pausa sospesa di fine anno che dura più del previsto, e va bene così</p>
The post <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it/svuotare-tutto/">Svuotare tutto</a> first appeared on <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it">Alessandra Farabegoli</a>.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 class="wp-block-heading">In questa pausa sospesa di fine anno che dura più del previsto, e va bene così</h2><p class="wp-block-paragraph">È un po’ di settimane che non scrivo, ma la fine dell’anno è stata un lungo scivolo verso giorni di pigrizia, ben poco da raccontare se non il solito rumore di fondo di disastri nel mondo.</p><p class="wp-block-paragraph">Feste a sforzo quasi zero: ormai i menu del pranzo del 25 li abbiamo per fortuna alleggeriti, e poi quest’anno eravamo invitati dal ramo ravennate della famiglia che non ha voluto che portassimo nulla; così la vigilia di Natale ho imboccato la E45 e sono salita da sola verso il Monte Fumaiolo, guidando lenta in una giornata fredda e assolata, per camminare un paio d’ore lungo strade secondarie, in mezzo ai campi coperti di neve.</p><figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/1784d2ca-8f54-4145-af03-059dbe3792dd_3024x4032.jpeg"/></figure><p class="wp-block-paragraph">I regali erano già tutti pronti da giorni, anche se ogni anno faccio più fatica a farli – ormai perfino mio figlio mi dice che non ha bisogno di niente, perché non abbiamo davvero bisogno di nient’altro che non sia già nei nostri armadi e cassetti e device; ora mi segno su Todoist di proporre per tempo una <a href="https://www.wittgenstein.it/2015/12/11/regali-natale-no/">mozione Flanagin</a> o quantomeno un tetto di spesa risibile per il Natale 2025.</p><p class="wp-block-paragraph">In questo mood da <em>mettiamo ordine nella nostra vita</em> ho svuotato armadi e armadietti, gettato cosmetici vecchi usati a metà, portato pacchi di vestiti alle raccolte del riciclo e messo su Vinted vecchie borse ancora belle, vendendone subito un bel po’. </p><p class="wp-block-paragraph">Ho guardato con nostalgia tre vecchi maglioncini ormai un po’ sformati e lisi sui gomiti, poi li ho scuciti, disfatti in matasse, bagnati e asciugati per stendere la lana, riavvolti in gomitoli a filo doppio e lavorati coi ferri circolari, inventandomi un maglione jacquard che sto finendo molto prima di quanto pensassi. Per ogni oggetto che entra in casa ne devono uscire almeno due, è una buona regola per i prossimi anni.</p><figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" src="https://substack-post-media.s3.amazonaws.com/public/images/08734374-2c2a-4643-8ed6-8a19f85d0ceb_3472x3473.jpeg"/></figure><p class="wp-block-paragraph">Eppure questa è cosmesi, giusto un po’ meno chiassosa delle lezioncine sul riciclo e la sostenibilità che ormai infestano il mio feed Instagram, infarcito di annunci di altre cose, cose, cose da comprare, e se non sono oggetti allora sono app da cui dovrebbe passare uno stile di vita migliore. </p><p class="wp-block-paragraph">Se consumo di meno non è per virtù ma perché non mi dà più piacere, come quando smetti di bere alcol ogni giorno e ti accorgi che stai meglio: non c’è merito, se non quello di ascoltarsi, il che però presuppone l’aver fatto un po’ di silenzio intorno – lontana dallo scroll infinito, dai trigger, dall’ansia di doverci essere ogni giorno, dire la mia sulla qualunque, posizionarmi.</p><p class="wp-block-paragraph">Mi è tornata in mente una frase da The Every che citavo <a href="https://alebegoli.substack.com/p/fuori-tempo">in una vecchia newsletter</a>: </p><blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>“Qual è il modo migliore di esercitare la libertà?” le chiese. Non aveva abbassato gli occhi sul suo schermo. Sembrava una domanda improvvisata. “Farlo volontariamente,” rispose. “Irregolarmente. Rifiutando le abitudini. Rompendo gli schemi. Trasgredendo razionalmente le regole irrazionali. Tenendo segreti. Restando non visti. Con la solitudine. L’indifferenza sociale. Combattendo i poteri cattivi. Con l’irriverenza per l’autorità. Andando senza limite o calendario per la tua giornata e per il mondo. Scegliendo quando partecipare e quando ritirarti.”</em></p></blockquote><p class="wp-block-paragraph">Scelte felici che ho fatto quest’anno: approfittare di due trasferte di lavoro a Firenze per rivedere gli Uffizi e visitare Santa Maria Novella; iscrivermi a un corso di nuoto, un passo decisamente fuori dalla mia <em>comfort zone</em> ma che si è rivelato incredibilmente piacevole; aver mangiato molta, molta meno carne di un tempo; avere imposto di chiudere per le feste Palabra dalla vigilia di Natale a Capodanno, e al rientro aver pensato che non era davvero necessario esserci il 2 gennaio, posso riprendere direttamente martedì 7.</p><p class="wp-block-paragraph">Libri letti o ascoltati nel 2024 e che continuano a lavorarmi dentro: </p><ul class="wp-block-list"><li><p>romanzi che mi hanno catturata, commossa, aperto mondi: <em>L’avversario</em> di Emanuel Carrere, <em>Birnam Wood</em> di Eleanor Catton, lo splendido <em>Demon Copperhead</em> di Barbara Kingsolver – che non avrei capito fino in fondo se Francesco Costa non ci avesse raccontato così bene la crisi degli oppioidi negli USA, <em>Grande Meraviglia</em> di Viola Ardone, <em>Apeirogon</em> di Colum McCann;</p></li><li><p>storie di fascismo e resistenza che vorrei pensare più lontane di quanto forse sono: <em>Educazione europea</em> di Roman Gary, <em>Bambino</em> di Marco Balzano, <em>I giorni di vetro</em> di Nicoletta Verna;</p></li><li><p>graphic novel che sono opere d’arte: <em>Ducks</em> di Kate Beaton, <em>Viaggio in Italia</em> di Pietro Scarnera, <em>Perpendicolare al sole</em> di Valentine Cuny &#8211; Le Callet, <em>La mia cosa preferita sono i mostri 2</em> di Emil Ferris, <em>Compagna Cuculo</em> di Anke Feuchtenberger;</p></li><li><p>saggi che danno uno spessore diverso alla lettura delle notizie quotidiane: <em>Mostri</em> di Claire Dederer, <em>L’Africa non è un paese</em> di Dipo Faloyn, <em>Noi schiavisti</em> di Valentina Furlanetto, <em>L’incendio</em> di Cecilia Sala – mai così attuale come in questi giorni di angoscia.</p></li></ul><p class="wp-block-paragraph">Ripasso le scelte che ancora non ho fatto, gli impegni che ho schivato, qualche delusione che ho distribuito in giro; le conto, poi mi dico che posso stare calma, nessuno morirà se non scrivo un altro libro o una newsletter ogni domenica, non sono mica indispensabile, anche se ogni tanto mi riconosco efficace.</p><p class="wp-block-paragraph">Ci sono anche quando resto in silenzio. Incontriamoci in viaggio, sui sentieri, in qualche piazza, in un 2025 in cui non dimostrare niente, se non che ci siamo e sappiamo guardare un po’ oltre.</p>The post <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it/svuotare-tutto/">Svuotare tutto</a> first appeared on <a href="https://www.alessandrafarabegoli.it">Alessandra Farabegoli</a>.]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.alessandrafarabegoli.it/svuotare-tutto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>8</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
