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	<description>Riflessioni su tecnologia, politica, costume e società</description>
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		<title>Politecnico, studenti e internazionalizzazione</title>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2013 08:05:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfonso Fuggetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca & Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Non entro nel merito della decisione del TAR sull&#8217;inglese al Politecnico. Noto, proprio come scrivevo qualche giorno fa, che perché il TG1 incredibilmente dedichi un servizio al Politecnico e al mondo dell&#8217;università debbano capitare eventi &#8220;in negativo&#8221; come questo. Ovviamente questo fa notizia mentre altre cose non interessano ad alcuno.</p> <p>Ne segnalo qui una piccola [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Non entro nel merito della decisione del TAR sull&#8217;inglese al Politecnico. Noto, proprio come scrivevo qualche giorno fa, che perché il TG1 incredibilmente dedichi un servizio al Politecnico e al mondo dell&#8217;università debbano capitare eventi &#8220;in negativo&#8221; come questo. Ovviamente questo fa notizia mentre altre cose non interessano ad alcuno.</p>
<p>Ne segnalo qui una piccola per certi versi e grandissima per altri. Ho ricevuto ieri sera una mail spedita dalla mia collega Elisabetta Di Nitto a tutta la mia sezione di Informatica. Elisabetta era di ritorno da San Francisco dove durante la scorsa settimana si è tenuta <a href="http://2013.icse-conferences.org">ICSE 2013</a>, l&#8217;edizione di quest&#8217;anno della conferenza internazionale di Ingegneria del Software (della quale fui <a href="http://www.icse-conferences.org/1997/">cochair nel 1997</a>).</p>
<p>Scrive Elisabetta:</p>
<blockquote><p>Cari colleghi,</p>
<p>È per dirvi che tre nostri studenti, Daniele Rogora, Alessandro Sisto e Javier Hualpa, hanno vinto la competizione <a href="http://score-contest.org/2013/">SCORE 2013</a> associata con ICSE (International Conference on Software Engineering) che premia gli studenti che presentano il progetto migliore. Alla competizione hanno partecipato circa 40 gruppi (perdonatemi se il numero non è esatto, non riesco a trovare i dati). Tra questi sono stati selezionati tre gruppi che hanno presentato il progetto a ICSE (parzialmente spesati dalla conferenza). Sulla base delle presentazioni e delle demo è stata fatta un&#8217;ulteriore selezione e i nostri si sono classificati primi.</p>
<p>I nostri studenti fanno parte di un gruppo che ha svolto il progetto nell&#8217;ambito del corso di Distributed Software Development. Il resto del gruppo è composto da tre studenti dell&#8217;università di Zagabria. Il progetto è consistito nello sviluppo di un&#8217;applicazione web che recupera dati da varie sorgenti informative e guida gli utenti nella scelta dell&#8217;università più adatta (la richiesta di score era quella di sviluppare un progetto che utilizzasse open data). In allegato trovate il poster che i ragazzi hanno preparato per descrivere il loro progetto. L&#8217;applicazione è disponibile a <a href="http://travelnstudy.azurewebsites.net">questo indirizzo</a> (spero che i ragazzi riusciranno a mantenerla attiva per un po&#8217; di tempo).</p>
</blockquote>
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		<title>Sullo scorporo della rete</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 08:49:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfonso Fuggetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Telecomunicazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Come sempre, il titolo non riflette proprio quello che ho scritto &#8230; <p>Da un po’ di mesi a questa parte, il tema della separazione della rete di accesso di Telecom Italia costituisce un argomento molto “caldo” di discussione. Telecom ha avviato una riflessione che potrebbe in tempi non lunghi portare ad un nuovo assetto non [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Come sempre, il titolo non riflette proprio quello che ho scritto &#8230;
<p>Da un po’ di mesi a questa parte, il tema della separazione della rete di accesso di Telecom Italia costituisce un argomento molto “caldo” di discussione. Telecom ha avviato una riflessione che potrebbe in tempi non lunghi portare ad un nuovo assetto non solo della società, ma del mercato italiano delle Tlc fisse. Perché sta accadendo tutto ciò? È un fatto positivo?</p>
<p>via <a href='http://www.corrierecomunicazioni.it/tlc/21347_fuggetta-scorporo-rete-telecom-italia-stavolta-conviene.htm'>Fuggetta: &quot;Scorporo rete Telecom Italia, stavolta conviene&quot;</a>.</p>
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		<title>Valorizzare il Made in Italy, sul serio</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 22:01:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfonso Fuggetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Costume]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>In questi giorni ho scoperto una società australiana che fa degli splendidi portafogli e porta carte di credito: <a href="http://bellroy.com/">Bellroy</a>. Li ho scoperti attraverso un articolo sul web che parlava della particolarità di questa azienda. Hanno disegnato dei prodotti fatti con una pelle morbidissima e, soprattutto, pensati per minimizzare la dimensione del portafogli una volta [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni ho scoperto una società australiana che fa degli splendidi portafogli e porta carte di credito: <a href="http://bellroy.com/">Bellroy</a>. Li ho scoperti attraverso un articolo sul web che parlava della particolarità di questa azienda. Hanno disegnato dei prodotti fatti con una pelle morbidissima e, soprattutto, pensati per minimizzare la dimensione del portafogli una volta inserite le carte e i biglietti che normalmente rendono i nostri &#8220;wallet&#8221; dei salsicciotti ingestibili.</p>
<p>Di più, hanno creato un <a href="http://www.carryology.com">blog dove parlano di come organizzarsi</a> per viaggiare e spostarsi in modo smart. Inoltre, spiegano le caratteristiche dei singoli prodotti e ti aiutano nella scelta. Infine, hanno un bel sito, curato, con una grafica accattivante e con ovviamente la possibilità di comprare online.</p>
<p>Ho visto il prodotto e ho visto sul sito che a New York ci sono negozi che lo vendono. Sono passato, ho notato che avevano proprio quello che mi piaceva e ho detto al negoziante che era come me lo aspettavo. E lui mi ha risposto: &#8220;Dicono tutti così: li vedono su Internet, vengono qui per provarli e li comprano. È il prodotto che vendo di più.&#8221;</p>
<p>Appunto.</p>
<p>E noi che siamo i maestri delle borse e della pelletteria? Sono andato sul sito di uno dei nostri più famosi brand. C&#8217;era uno sproposito di prodotti presentati come una lista senza fine di oggetti più o meno indistinguibili, senza alcuna informazione né aiuto per capire cosa comprare. Solo una foto banale. Mi sono sentito perso e ho mollato. Bellroy fa 12 prodotti e ha una guida all&#8217;acquisto con alcuni video che spiegano le caratteristiche di ciascuno e perché dovreste prenderlo.</p>
<p>Incredibile. Gli Australiani vendono in giro per il mondo pelletteria sfruttando Internet come primo canale e noi che dovremmo essere i maestri del settore mettiamo in piedi servizi Internet che sembrano fatti per dispetto o giusto perché non se ne può fare a meno. Guardando un po&#8217; di nostri siti, ho avuto la sensazione che il prodotto non lo pensiamo e spieghiamo per l&#8217;utente: a volte sembra lo si faccia per noi, non pensandolo a chi lo deve comprare, quasi fosse un&#8217;opera d&#8217;arte che deve solo e soltanto soddisfare l&#8217;artista che l&#8217;ha concepita. In poche parole, ci sentiamo tutti dei Michelangelo. Anche se di Michelangelo ce n&#8217;è stato uno solo.</p>
<p>Forse dovremmo avere un po&#8217; di modestia e invece di riempirci la bocca con il &#8220;made in Italy&#8221;, dovremmo andare a imparare anche dai lontani australiani. </p>
<p>P.S.: Queste due risposte sulla loro pagina della FAQ. Da leggere.</p>
<blockquote>
<p>Q: Where is Bellroy based?<br />A: Ahhh, that&#8217;s a tricky one. Many of our head office functions are in the south east of Australia (a small closed office at 2/2 Stuart Ave, Jan Juc, Vic), but we work with creatives all around the world.</p>
<p>Q: How can I get involved?<br />A: If you&#8217;re a pretty original spirit, creative, and in love with the world of carry, then we&#8217;d love to hear from you. Send us an email, or better yet, drop some comments on Carryology and we&#8217;ll be sure to notice.</p>
</blockquote>
<p>Sono pure social &#8230;</p>
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		<title>Ma se fosse accaduto l’opposto?</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 11:24:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfonso Fuggetta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Qualche giorno fa segnalavo con un certo disappunto il sostanziale silenzio con il quale la stampa e i media hanno accolto la notizia secondo la quale il Politecnico di Milano ha ottenuto delle ottime valutazione nel ranking mondiale delle università curato da QS.</p> <p>Il Politecnico di Milano leader nei ranking internazionali. Lo scrive solo La [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa segnalavo con un certo disappunto il sostanziale silenzio con il quale la stampa e i media hanno accolto la notizia secondo la quale il Politecnico di Milano ha ottenuto delle ottime valutazione nel ranking mondiale delle università curato da QS.</p>
<blockquote class="twitter-tweet"><p>Il Politecnico di Milano leader nei ranking internazionali. Lo scrive solo La Provincia di Lecco? <a title="http://polimi.ecostampa.net/intranet/imgrsnew.asp?numart=1XQGBS&amp;annart=2013&amp;numpag=1&amp;tipcod=0&amp;tipimm=1&amp;defimm=0&amp;tipnav=1&amp;isjpg=S&amp;small=N&amp;usekey=B1RWKK8G1K3RU&amp;video=0" href="http://t.co/XA5WxcXRiO">polimi.ecostampa.net/intranet/imgrs…</a></p></blockquote>
<p>— Alfonso Fuggetta (@AlfonsoFuggetta) <a href="https://twitter.com/AlfonsoFuggetta/status/334971238449557504">May 16, 2013</a><br />
<script type="text/javascript" src="//platform.twitter.com/widgets.js"></script><br />
 Oggi, l&#8217;account ufficiale del Politecnico mi fa notare che la notizia era stata data anche da corriere.it:</p>
<blockquote class="twitter-tweet"><p>
@<a href="https://twitter.com/alfonsofuggetta">alfonsofuggetta</a> Ma non hai visto il @<a href="https://twitter.com/corriereit">corriereit</a>? <a title="http://bit.ly/12zTHEd" href="http://t.co/JLAo21BmBK">bit.ly/12zTHEd</a></p>
<p>— Politecnico (@polimi) <a href="https://twitter.com/polimi/status/335339567207038976">May 17, 2013</a>
</p></blockquote>
<p><script type="text/javascript" src="//platform.twitter.com/widgets.js"></script><br />
Con tutto il rispetto per il corriere.it, vorrei segnalare che secondo questa classifica, il Politecnico ha ottenuto un risultato di grandissimo livello:</p>
<blockquote><p>La classifica diffusa ieri e consultabile su topuniversities.com considera le singole discipline (quella globale esce a settembre) e nell&#8217;area delle Ingegnerie i risultati del Politecnico sono considerati «ottimi»: è la prima università italiana in cinque aree (quattro Ingegnerie civile e strutturale, informatica, chimica, meccanica e matematica). «Per la Civile è diciottesima al mondo, è salita di 26 gradini rispetto all&#8217;anno scorso, sottolineano all&#8217;ateneo di piazza Leonardo da Vinci. E resta nella parte alta della classifica, fra le prime cinquanta, in quattro materie». «In particolare nella valutazione sui laureati da parte delle imprese internazionali, in Europa il Politecnico ha davanti soltanto Oxford e Cambridge, per Ingegneria chimica, civile e strutturale e meccanica».</p></blockquote>
<p>Rifraso: secondo gli uffici del personale delle aziende Europee, i laureati del Poli nei settori qui segnalati sono preceduti solo da Oxford e Cambridge. Per correttezza, segnalo anche gli ottimi risultati di Bocconi.</p>
<p>Ora, se fosse stato scoperto un qualunque scandaletto, anche minimo, saremmo certamente finiti in prima pagina o quasi. Per il fatto che vogliamo fare i corsi in inglese, siamo un giorno si e un giorno no criticati o comunque riceviamo una attenzione mediatica certamente superiore perché la cosa viene criticati da alcuni osservatori (quindi ancora una volta una attenzione in negativo). Il fatto che otteniamo questi risultati a livello internazionale pare non interessare sostanzialmente nessuno.</p>
<p>Non ho parole. Mi verrebbe da dire come faccio spesso &#8220;povero paese mio&#8221; &#8230;</p>
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		<title>Tutti  parlano di USA ma poi scordano …</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 07:14:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfonso Fuggetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>L&#8217;altra sera ero a cena con alcuni amici e colleghi americani. Mi parlavano di alcune questioni e a me veniva da pensare alle cose italiche. Soprattutto quanto siamo inclini a citare gli USA solo quando ci fa comodo, ignorando o facendo finta di non sapere altre cose che accadono qui.</p> <p>Per esempio, in Italia molti [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;altra sera ero a cena con alcuni amici e colleghi americani. Mi parlavano di alcune questioni e a me veniva da pensare alle cose italiche. Soprattutto quanto siamo inclini a citare gli USA solo quando ci fa comodo, ignorando o facendo finta di non sapere altre cose che accadono qui.</p>
<p>Per esempio, in Italia molti parlano contro lo <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jus_soli">ius soli</a>, che invece in USA <strong>è la regola</strong>. Ci sono donne incinte che vengono in USA con visto turistico per partorire e dare così la cittadinanza americana al proprio figlio. Certo, ci sono proposte per darne una interpretazione più restrittiva. Ma ciò non toglie che questo sia lo standard. </p>
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		<item>
		<title>Chi tweetta e dove</title>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2013 17:54:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfonso Fuggetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Sto guardando <a href="http://tweetping.net/#">tweetping.net</a>, che visualizza i tweet in giro per il mondo.</p> <p>Curioso vedere chi sta tweettando ora, alle 20.</p> <p></p> <p>Costa est USA e California, UK, Belgio, Olanda, Parigi, Rio e Buenos Aires, Thailandia e Indonesia, Istanbul. Un po&#8217; di Spagna, poco o nulla in Italia. Sembra che tweettino di più in Arabia.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Sto guardando <a href="http://tweetping.net/#">tweetping.net</a>, che visualizza i tweet in giro per il mondo.</p>
<p>Curioso vedere chi sta tweettando ora, alle 20.</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://www.alfonsofuggetta.org/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/05_05_13_19_48.png" alt="05 05 13 19 48" width="550" height="284" border="0" /></p>
<p>Costa est USA e California, UK, Belgio, Olanda, Parigi, Rio e Buenos Aires, Thailandia e Indonesia, Istanbul. Un po&#8217; di Spagna, poco o nulla in Italia. Sembra che tweettino di più in Arabia.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/AlfonsoFuggetta/~4/36sFT54ZoJo" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>A proposito della retorica dell’età</title>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2013 14:50:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfonso Fuggetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca & Innovazione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>You&#8217;re never too old to start a business. Twice as many successful entrepreneurs are over 50 as under 25. <a title="http://on.wsj.com/16Aub5E" href="http://t.co/Yg6bqnVNel">on.wsj.com/16Aub5E</a></p> <p>— Wall Street Journal (@WSJ) <a href="https://twitter.com/WSJ/status/331056930678263809">May 5, 2013</a></p> <p>&#160;</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="twitter-tweet"><p>You&#8217;re never too old to start a business. Twice as many successful entrepreneurs are over 50 as under 25. <a title="http://on.wsj.com/16Aub5E" href="http://t.co/Yg6bqnVNel">on.wsj.com/16Aub5E</a></p>
<p>— Wall Street Journal (@WSJ) <a href="https://twitter.com/WSJ/status/331056930678263809">May 5, 2013</a></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/AlfonsoFuggetta/~4/-s_YzeqP4MM" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Due iniziative per l’innovazione a Milano</title>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2013 09:27:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfonso Fuggetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[e-government]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca & Innovazione]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ci sono due iniziative interessanti a Milano, collegate al tema open data e open services. Sarebbe opportuno e utile fossero collegate.</p> <p>La prima è quella del comune che promuove l&#8217;utilizzo dei propri open data:</p> <p><a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_maggio_5/app4mi-comune-lancia-app-traffico-servizi-citta-trasparente-212985060601.shtml">App4Mi</a></p> <p>La seconda ha avuto ieri una tappa interessante. È l&#8217;ecosistema E015 sviluppato per Expo, cioè un ambiente open service. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono due iniziative interessanti a Milano, collegate al tema open data e open services. Sarebbe opportuno e utile fossero collegate.</p>
<p>La prima è quella del comune che promuove l&#8217;utilizzo dei propri open data:</p>
<p><a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_maggio_5/app4mi-comune-lancia-app-traffico-servizi-citta-trasparente-212985060601.shtml">App4Mi</a></p>
<p>La seconda ha avuto ieri una tappa interessante. È l&#8217;ecosistema E015 sviluppato per Expo, cioè un ambiente open service. Ieri è stato aperto per la prima volta in forma sperimentale a 50 giovani e startup. Qui di seguito una breve sintesi della giornata.</p>
<p>Certo, riuscissimo a &#8220;fare sistema&#8221; &#8230;</p>
<p><img style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" src="http://www.alfonsofuggetta.org/wordpress/wp-content/uploads/2013/05/image.png" alt="Image" width="450" height="600" border="0" /></p>
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		<title>Un mondo alla rovescia</title>
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		<pubDate>Sat, 04 May 2013 06:56:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfonso Fuggetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornali & Blog]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.mantellini.it/2013/05/03/il-giorno-perfetto/#comments">Il giorno perfetto &#8211; manteblog</a>: &#8220;Concordo pienamente con Gigio e Andrea Maselli. I virgolettati nel titolo sono opera del titolista e non della Boldrini, andate sul profilo twitter di Concita De Gregorio e controllate tra gli ultimi tweet, lo conferma lei stessa. Ma mi chiedo: ce n’era bisogno? Non si notava lontano un miglio [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p><a href="http://www.mantellini.it/2013/05/03/il-giorno-perfetto/#comments">Il giorno perfetto &#8211; manteblog</a>: &#8220;Concordo pienamente con Gigio e Andrea Maselli. I virgolettati nel titolo sono opera del titolista e non della Boldrini, andate sul profilo twitter di Concita De Gregorio e controllate tra gli ultimi tweet, lo conferma lei stessa. Ma mi chiedo: ce n’era bisogno? Non si notava lontano un miglio la dissonanza tra il titolo e la sostanza dell’articolo?</p>
<p>La cosa che mi sconforta è che, IMHO, tantissimi ‘big’ del web (Mante, Luna, Zambardino, Arianna Ciccone, Wired per citarne alcuni) con la sola eccezione di Luca Sofri, hanno legittimato questa «informazione di sostanza un tanto al chilo» (sempre per citare il buon Luca).&#8221;</p>
</blockquote>
<p>A volte credo che il mondo vada veramente alla rovescia. </p>
<p>Ieri la Presidente della Camera rilascia una intervista a Repubblica dove appaiono delle frasi quanto meno superficiali e approssimative. Queste frasi, tipo quella sull&#8217;anarchia del web, sono presentate come virgolettati e quindi come espressioni dirette della persona interessata.</p>
<p>Le affermazioni (e non solo il titolo) sono sbagliate (o quanto meno superficiali) perché alludono o dipingono un &#8220;mondo&#8221; che non esiste, dove cioè un reato che accade in rete non sarebbe perseguibile come nel caso del &#8220;mondo fisico&#8221;.</p>
<p>Dice ad esempio il Presidente della Camera:</p>
<blockquote>
<p>Mi domando se sia giusto che una minaccia di morte che avviene in forma diretta, o attraverso una scritta sul muro sia considerata in modo diverso dalla stessa minaccia via web.</p>
</blockquote>
<p>Guido Scorza, tra gli altri, <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/05/03/web-e-anarchia-lettera-aperta-a-laura-boldrini/582401/">ha fatto invece notare</a> che una calunnia o una minaccia è tale indipendentemente dal mezzo che viene usato per esprimerla. Ne ha senso dire che sul web la minaccia può essere anonima, visto che anche nel mondo reale esistono le lettere anonime e le &#8220;denunce contro ignoti&#8221;. Quindi il problema non esiste, quanto meno non in quei termini. Pertanto, molti hanno ritenuto criticabile che la terza carica dello Stato, <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2013/05/03/Internet-Grasso-legge-reati-web_8649001.html">seguita a ruota dalla seconda</a> (il Presidente del Senato), evochi interventi o &#8220;riflessioni&#8221; su problemi che o non esistono o hanno le stesse valenze in rete come per strada. </p>
<p>Per questo molti commentatori hanno stigmatizzato queste dichiarazioni. Anche perché, guarda caso, non è la prima volta che esponenti politici intervengono su questi temi dimostrando quanto meno superficialità. Soprattutto, assumono quasi sempre una posizione che invece di considerare le opportunità e la ricchezze che Internet e le tecnologie digitali possono offrire, ne vedono sempre e soltanto i potenziali pericoli. Non per niente, ci troviamo periodicamente a discutere di iniziative legislative che invece di preoccuparsi di diffondere e valorizzare le tecnologie digitali, si pongono improbabili e a volte illiberali obiettivi censorii o di controllo. Inoltre, ancora una volta nella composizione del nuovo governo non vi sono deleghe o competenze legate all&#8217;innovazione e alle tecnologie digitali, a testimonianza di una classe politica quanto meno &#8220;poco sensibile&#8221; a certe tematiche. </p>
<p>Bene, di fronte a queste critiche, altri cosa hanno detto? &#8220;Ma no, la Boldrini non ha detto o non può aver detto quelle cose, è colpa del titolista o del giornalista&#8221;. Come scrive ad esempio, tra i tanti, il commentatore al blog di Mantellini qui su, la rete &#8220;ha legittimato  questa informazione un tanto al chilo&#8221;. Quindi la &#8220;colpa&#8221; non è di chi ha detto certe frasi o di chi ne avrebbe riportato in modo errato i  contenuti. La colpa è di coloro che non hanno dubitato e non hanno subito assunto che &#8220;la Boldrini certe cose non poteva averle dette&#8221;.</p>
<p>Un mondo alla rovescia.</p>
<p>In un mondo &#8220;diritto&#8221;, secondo me in primo luogo la Presidente Boldrini avrebbe chiarito o smentito e, secondo, il giornale e la giornalista avrebbero dovuto scusarsi e correggere. E invece no. La colpa è di chi legge, vede testi e virgolette e si permette di commentare senza dubitare.</p>
<p>In poche parole, da oggi in avanti, se leggiamo una qualunque affermazione di Napolitano o Berlusconi o Bersani non dobbiamo più commentarle. Dobbiamo assumere che, a seconda dei nostri gusti e preferenze, siano giuste o sbagliate e quindi &#8220;derivare&#8221; cosa sia stato detto realmente.</p>
<p>Ora lungi da me voler dire che non dobbiamo essere critici verso il mondo dei giornali che, troppo spesso, riportano in modo erroneo o superficiale notizie e dichiarazioni.  Ma veramente siamo arrivati a concepire un mondo al contrario. Se indubbiamente non deve mai mancare in tutti spirito critico e voglia di approfondimento, non può neanche accadere che fatti e responsabilità vengano rovesciate. Se no, veramente, non resta altro che parlare di calcio e di farfalle. </p>
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		<title>Tempo di concretezza: obiettivi, governance, risorse</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 06:07:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alfonso Fuggetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Agenda Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[e-government]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Mio commento su agendadigitale.eu:</p> <p><a href="http://www.agendadigitale.eu/infrastrutture/330_fuggetta-cefriel-tempo-di-concretezza-obiettivi-governance-risorse.htm">Fuggetta (Cefriel): &#8220;Tempo di concretezza: obiettivi, governance, risorse&#8221;</a>: &#8220;È sicuramente importante che il Presidente del Consiglio abbia citato nel suo discorso termini come innovazione, ricerca, agenda digitale. Le sfide ora sono molteplici:</p> Tradurre le dichiarazioni di intenti in obiettivi, atti, iniziative e progetti concreti.  Identificare ad attivare gli strumenti operativi [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mio commento su agendadigitale.eu:</p>
<blockquote>
<p><a href="http://www.agendadigitale.eu/infrastrutture/330_fuggetta-cefriel-tempo-di-concretezza-obiettivi-governance-risorse.htm">Fuggetta (Cefriel): &#8220;Tempo di concretezza: obiettivi, governance, risorse&#8221;</a>: &#8220;È sicuramente importante che il Presidente del Consiglio abbia citato nel suo discorso termini come innovazione, ricerca, agenda digitale. Le sfide ora sono molteplici:</p>
<ul>
<li>Tradurre le dichiarazioni di intenti in obiettivi, atti, iniziative e progetti concreti. </li>
<li>Identificare ad attivare gli strumenti operativi e legislativi che rendano possibile il perseguimento di questi obiettivi. In particolare, è vitale che vi sia una governance e una capacità progettuale che identifichi, progetti e gestisca in modo coerente e integrato le azioni chiave per lo sviluppo digitale del paese, raccordando iniziative governative, lavoro degli enti locali e ruolo dei privati.  </li>
<li>Reperire le risorse economico-finanziarie necessarie per sostenere e concretizzare le idee e i progetti proposti.</li>
</ul>
<p>Credo sia vitale soprattutto dare un segnale di una discontinuità innanzi tutto culturale e politica, che testimoni dell’importante e della centralità di queste tematiche, superando la retorica e il disinteresse che per troppi anni ci hanno accompagnato e penalizzato. E soprattutto abbiamo un bisogno immenso di rimettere vere competenze e conoscenze al centro di questi processi: altrimenti il rischio è che non solo si faccia poco o solo tanta retorica, ma che, anzi, sull’onda di facili semplificazioni e banalizzazioni si compiano azioni inutili, incoerenti e controproducenti.&#8221;</p>
</blockquote>
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