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	<title>ASviS</title>
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	<description>Agenzia Italiana per lo Sviluppo Sostenibile</description>
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		<title>ASviS Live sulle istituzioni: le valutazioni di impatto generazionale e di genere possono introdurre una nuova prospettiva nelle politiche</title>
		<link>https://asvis.it/asvis-live-sulle-istituzioni-le-valutazioni-di-impatto-e-di-genere-possono-introdurre-una-nuova-prospettiva-nelle-politiche-nazionali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2026 15:49:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[#giovani]]></category>
		<category><![CDATA[#democrazia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dalla governance anticipante alla Vig e Vige, l'evento ha affrontato la sfida di guardare al lungo periodo. Necessario rendere efficaci gli strumenti esistenti e coinvolgere le nuove generazioni nei processi decisionali.</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/asvis-live-sulle-istituzioni-le-valutazioni-di-impatto-e-di-genere-possono-introdurre-una-nuova-prospettiva-nelle-politiche-nazionali/">ASviS Live sulle istituzioni: le valutazioni di impatto generazionale e di genere possono introdurre una nuova prospettiva nelle politiche</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-1 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-right:0px;--awb-padding-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-0 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-1"><p>La qualità della democrazia si misura anche dalla capacità delle istituzioni di <strong>guardare al futuro</strong>. È stato questo il filo conduttore del primo ASviS Live “<a href="https://asvis.it/il-5-novembre-il-primo-asvis-live-su-governance-e-istituzioni/">Le proposte ‘di sistema’ per accelerare l’attuazione dell’Agenda 2030: dalla Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile alla Governance anticipante</a>”, che si è tenuto il 5 novembre presso la Clubhouse di Montecitorio a Roma grazie alla collaborazione con CEOforLIFE. Un confronto che ha riunito rappresentanti delle istituzioni e della società civile per discutere di come rendere le politiche pubbliche più lungimiranti, coerenti e attente agli effetti delle decisioni sulle generazioni presenti e future.</p>
</div><div class="fusion-video fusion-youtube" style="--awb-max-width:1000px;--awb-max-height:600px;--awb-margin-bottom:20px;margin-left:0px;margin-right:0px;"><div class="video-shortcode"><lite-youtube videoid="Y9fyZNqY4DM" class="landscape" params="wmode=transparent&autoplay=1&amp;enablejsapi=1" title="YouTube video player 1" data-button-label="Play Video" width="1000" height="600" data-thumbnail-size="auto" data-no-cookie="on"></lite-youtube></div></div><div class="fusion-text fusion-text-2"><p>Ad aprire l’incontro, moderato da <strong>Giulio Lo Iacono</strong>, segretario generale dell’ASviS, è stato il richiamo a due questioni apparentemente distanti, ma strettamente collegate: <strong>la recente decisione della Cassazione sull’ex Ilva di Taranto</strong>, che ha confermato il provvedimento di stop all’impianto, e le <a href="https://asvis.it/se-i-giovani-non-credono-piu-nel-futuro-il-problema-riguarda-tutti/"><strong>mobilitazioni giovanili</strong></a> che stanno attraversando l’Italia e altri Paesi europei. Nel primo caso, il tema è il bilanciamento tra attività economica, lavoro, salute e tutela ambientale, alla luce degli articoli 9 e 41 della Costituzione e della riforma del 2022 promossa anche dall’ASviS, che ha introdotto il riferimento alla biodiversità, agli ecosistemi e agli interessi delle future generazioni. Nel secondo, emerge la richiesta delle nuove generazioni di essere ascoltate su questioni che riguardano direttamente il loro presente: dal lavoro al costo della vita, dalla casa al clima.</p>
<p>“<strong><em>I giovani stanno dimostrando di essere interessati alla politica, però adesso è la politica che deve dimostrare di essere interessata a loro</em></strong>”, ha osservato Lo Iacono, sottolineando come gli episodi di violenza non debbano oscurare il significato delle tante manifestazioni pacifiche. Una sollecitazione che si inserisce in un quadro più ampio di sfiducia verso le istituzioni: secondo un’indagine riportata nel Rapporto ASviS 2026 e richiamata durante l’incontro, soltanto il 22% degli italiani ritiene che il governo prenderà decisioni vantaggiose per la popolazione nel lungo periodo.</p>
<h3><strong>Le proposte dell’ASviS</strong></h3>
<p>A dare il quadro generale e le proposte contenute nel Rapporto ASviS è stato, in videocollegamento, il direttore scientifico dell’Alleanza <strong>Enrico Giovannini (<a href="https://asvis.it/wp-content/uploads/ASviS-Live-5-nov_Rapporto_ASviS_2026.pdf">scarica la presentazione</a>)</strong>. Sul piano internazionale, soltanto il 15% dei target misurabili risulta sulla strada per essere raggiunto entro il 2030, mentre un altro 15% procede addirittura nella direzione opposta. Guerre, debito pubblico, difficoltà economiche e tagli alla cooperazione internazionale rendono ancora più complesso il percorso, soprattutto per gli obiettivi sociali.</p>
<p>Anche l’Europa mostra segnali di rallentamento. Le disuguaglianze e la qualità degli ecosistemi terrestri presentano condizioni peggiori rispetto a quindici anni fa e, nell’ultimo anno, <strong>sei Obiettivi di sviluppo sostenibile hanno registrato un arretramento</strong>.</p>
<p>Giovannini ha richiamato anche il confronto tra Europa e Stati Uniti: se si guarda esclusivamente al Pil pro capite, gli Usa mostrano performance migliori, ma considerando il benessere attuale e la sostenibilità l’Ue ottiene risultati decisamente più favorevoli. “<em>Qui non stiamo parlando di decrescita felice</em>”, ha precisato, “<em>stiamo parlando di uno sviluppo sostenibile da tutti i punti di vista</em>”.</p>
<p><strong>Per l’Italia il quadro non è più incoraggiante</strong>, con cinque Goal in peggioramento rispetto al 2010, tra cui quelli relativi alla povertà, alle disuguaglianze e alla qualità degli ecosistemi terrestri. Con le tendenze attuali, il Paese non riuscirà a raggiungere il 58% dei target quantitativi previsti da leggi europee e documenti nazionali.</p>
<p>Da qui la necessità di intervenire sui singoli obiettivi, ma anche <strong>sul modo in cui vengono progettate e coordinate le politiche pubbliche</strong>. Giovannini ha individuato tre priorità, definite interventi “<em>a costo zero</em>” sul piano delle risorse: rafforzare il ruolo della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSvS), introdurre una governance anticipante per adottare “<em>una prospettiva molto più orientata al futuro che alla gestione delle emergenze</em>” e rendere operativa la Valutazione d’impatto generazionale (Vig) e di genere (Vige), strumenti normativi già esistenti che permetterebbero, se applicati con i decreti attuativi, di introdurre la prospettiva delle generazioni future e dell’equilibrio di genere nelle decisioni politiche nazionali.</p>
<p>In questo quadro si inserisce anche il progetto <a href="https://ecosistemafuturo.it/"><strong>Ecosistema Futuro</strong></a>, promosso dall’ASviS, che sta lavorando alla creazione di un’<a href="https://ecosistemafuturo.it/wp-content/uploads/2026/09/BROCHURE-ASS-NAZ_B04.pdf"><strong>Assemblea nazionale sul futuro</strong></a>: “<em>Una sorta di</em> <em>parlamento parallelo</em>”, così l’ha definito Giovannini, composto da cittadine e cittadini e costruito attraverso metodologie di partecipazione deliberativa, con una particolare attenzione alla rappresentanza delle nuove generazioni.</p>
<h3><strong>Dalle istituzioni alla partecipazione: le responsabilità della politica</strong></h3>
<p>Il confronto con i rappresentanti politici e della società civile si è aperto con un videomessaggio di <strong>Gilberto Pichetto Fratin</strong>, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Il Rapporto ASviS, ha sottolineato, “<em>rappresenta ormai un importante punto di riferimento nel dibattito nazionale sullo sviluppo sostenibile</em>”, mentre l’ASviS Live offre un’occasione per andare oltre la verifica dello stato di attuazione dell’Agenda 2030 e interrogarsi sulla capacità delle istituzioni di tradurre gli obiettivi di sostenibilità in politiche concrete, coordinate e misurabili. Altrettanto importante è, ha aggiunto, “<strong><em>saper anticipare le trasformazioni ambientali, energetiche, economiche e sociali che il Paese dovrà affrontare</em></strong>”. In questo quadro, il passaggio dalla SNSvS a una vera e propria capacità di governance anticipante rappresenta “<em>un’evoluzione particolarmente significativa</em>”, per passare dalla semplice definizione degli obiettivi alla capacità di orientare le decisioni pubbliche, integrando conoscenza, programmazione, monitoraggio e valutazione degli scenari futuri.</p>
<p>Per <strong>Mauro Del Barba</strong>, deputato di Italia Viva, la questione della governance riguarda diversi livelli: quello internazionale, quello delle istituzioni nazionali e quello delle imprese. Ricordando il percorso che ha portato alla riforma costituzionale del 2022, ha sottolineato come il riferimento alle future generazioni rappresenti una conquista importante, ma non sufficiente se non viene accompagnato da strumenti capaci di incidere sulle decisioni. Del Barba ha ricordato anche la legge sulle società benefit, nata per trasferire una parte della responsabilità dello sviluppo sostenibile all’interno delle imprese, affiancando al perseguimento del profitto quello del beneficio comune. “<em>Il tema della governance è davvero quello che discrimina il successo o l’insuccesso del raggiungimento dei Goal</em>”, ha osservato.</p>
<p><strong>Giulia Pastorella</strong>, deputata di Azione, ha invece posto l’accento sul problema degli <strong>incentivi</strong> che guidano il comportamento della politica. In un sistema in cui il consenso elettorale rappresenta la principale leva di legittimazione, i decisori tendono a privilegiare gli interessi immediati rispetto a quelli di chi non ha ancora voce, come le future generazioni. “<em>A monte di un problema di governance c’è proprio un problema di incentivi che sono sbagliati</em>”, ha affermato. Non mancano gli strumenti: valutazioni preventive, analisi degli effetti delle politiche e verifiche successive sono già parte dei processi decisionali, almeno in teoria. Il problema è <strong>la difficoltà di renderli effettivamente operativi</strong>. La stessa Valutazione d’impatto generazionale, pur approvata all’unanimità, rischia di rimanere sulla carta. “<em>Non credo che ci sia necessariamente bisogno di cambiare la governance. Credo che già esistano gli strumenti e il materiale: è una questione di metterli in pratica</em>”.</p>
<h3><strong>Giovani e povertà minorile, il futuro si costruisce nel presente</strong></h3>
<p>La necessità di dare voce alle nuove generazioni è stata al centro degli interventi di <strong>Raffaela Milano</strong>, direttrice della Ricerca di Save the Children Italia, e <strong>Daniele Taurino</strong>, del Movimento Nonviolento e dell’European Youth Forum.</p>
<p>Milano ha richiamato uno dei dati più preoccupanti del Rapporto ASviS: in Italia un milione e 135mila bambini e adolescenti vive in povertà assoluta. Un fenomeno che rappresenta una vera e propria “<strong><em>ingiustizia generazionale</em></strong>”, anche perché l&#8217;incidenza della povertà tra i minori è doppia rispetto a quella registrata tra gli over 65. La povertà, ha ricordato, riguarda certamente la disponibilità economica, ma coinvolge anche l&#8217;accesso alla salute, all&#8217;abitazione, all&#8217;alimentazione e alle opportunità educative. Tra gli interventi concreti, Milano ha indicato la necessità di <strong>garantire la gratuità delle mense scolastiche</strong> ai bambini che vivono in povertà assoluta, attraverso un livello essenziale delle prestazioni valido su tutto il territorio nazionale. Un altro investimento fondamentale riguarda i servizi per la prima infanzia. <strong>I dati mostrano che la copertura degli asili nido ha raggiunto circa il 31,3%, ancora distante dall&#8217;obiettivo europeo del 45%</strong>. La sfida consiste nel costruire nuove strutture, garantire le risorse educative e il personale necessario per renderle operative. “<em>Pensare con un pensiero anticipante probabilmente vuol dire investire su queste infrastrutture sociali</em>”, ha affermato Milano.</p>
<p>Dal punto di vista dei movimenti giovanili, Taurino ha invitato a superare una narrazione che continua a considerare i giovani soltanto come i cittadini di domani. “<strong><em>A noi interessa il nostro presente</em></strong>”, ha spiegato, sottolineando come le mobilitazioni non siano espressione di un generico disagio giovanile, ma portino rivendicazioni precise su lavoro, diritti, clima, istruzione e condizioni economiche. La partecipazione, secondo Taurino, non può esaurirsi nelle manifestazioni di piazza né tradursi in consultazioni puramente simboliche. <strong>I giovani devono essere coinvolti in modo strutturale durante tutto il ciclo delle politiche pubbliche</strong>, dalla progettazione alla valutazione dei risultati. La Vig può rappresentare uno strumento importante proprio se permette alle nuove generazioni di incidere sulle decisioni e di ottenere cambiamenti concreti.</p>
<p>Anche il presidente di FareAmbiente, <strong>Vincenzo Pepe</strong>, ha richiamato la necessità di un cambiamento culturale. La riforma costituzionale ha introdotto principi importanti, ma questi devono diventare <strong>parte della vita quotidiana</strong>, delle scelte individuali e delle politiche dei territori. “<em>Noi dobbiamo lavorare non per avere la Costituzione formale soltanto, ma per avere quella materiale</em>”, ha affermato, indicando nell&#8217;educazione ambientale uno degli strumenti fondamentali. “<em>La tutela dell&#8217;ambiente</em>”, ha aggiunto, “<em>non può essere considerata separatamente dal benessere delle persone e dalla qualità dello sviluppo</em>”.</p>
<h3><strong>Pace, sicurezza e coerenza delle politiche</strong></h3>
<p>Nell’ultima parte del confronto è emersa anche la dimensione della pace, strettamente connessa alla sostenibilità e alla capacità delle istituzioni di programmare il futuro. Taurino ha <strong>richiamato la crescita della spesa militare italiana</strong>, che secondo le stime potrebbe raggiungere nel 2027 i 40 miliardi di euro, e la necessità di rafforzare gli strumenti civili di prevenzione dei conflitti. Il Movimento Nonviolento e altre organizzazioni della società civile <strong>hanno promosso una proposta di legge sulla difesa civile non armata e nonviolenta</strong>, con l&#8217;obiettivo di valorizzare e coordinare strumenti già esistenti, come il servizio civile, la protezione civile e i corpi civili di pace. Per Taurino, il tema centrale è quello della coerenza delle politiche: non si può parlare di sviluppo sostenibile senza interrogarsi anche sulla destinazione delle risorse e sul rapporto tra spese militari, cooperazione e promozione della pace.</p>
<p>In chiusura dell’evento, Lo Iacono ha richiamato il valore delle istituzioni democratiche e ricordato che i risultati elettorali (come quelli fuoriusciti dalle elezioni americane, ma non solo) possono modificare rapidamente il rapporto tra società e rappresentanza politica, sia in positivo che in negativo. La democrazia, ha sottolineato, “<em>va difesa e non può essere data per scontata</em>”.</p>
<h3 style="text-align: center;"><a href="https://asvis.it/rapporto-asvis-2026/"><strong>Scopri il Rapporto ASviS 2026</strong></a></h3>
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			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;11 novembre il secondo ASviS Live su innovazione e lavoro</title>
		<link>https://asvis.it/l11-novembre-il-secondo-asvis-live-su-innovazione-e-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ars2]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2026 15:10:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[#lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[#imprese]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In diretta dalla CEOforLIFE Clubhouse, un confronto sulle condizioni politiche e istituzionali necessarie alla revisione della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-2 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-padding-right:0px;--awb-padding-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-1 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-3"><p><span style="font-weight: 400;">Si terrà mercoledì <strong>11 novembre alle 17.00</strong>, presso la ClubHouse di Ceoforlife in Piazza di Montecitorio a Roma, il secondo appuntamento ASviS Live &#8220;<strong>Una politica industriale per il futuro: innovazione, sostenibilità e lavoro&#8221; </strong>dedicato all&#8217;approfondimento dei temi economici analizzati nel <strong><a href="https://asvis.it/rapporto-asvis-2026/">Rapporto ASviS 2026</a>. </strong><br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Rafforzare il sistema produttivo italiano richiede una politica industriale capace di accompagnare le trasformazioni tecnologiche e ambientali, sostenendo gli investimenti e la qualità del lavoro. Il <strong>Rapporto ASviS 2026</strong> individua nella ricerca, nelle competenze e nell’economia circolare ambiti decisivi per migliorare la competitività delle imprese e ridurre la vulnerabilità del Paese alle crisi energetiche e alle difficoltà di approvvigionamento delle materie prime.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L&#8217;evento, a cui prenderanno parte rappresentanti delle forze politiche e della società civile, propone un confronto sulle scelte necessarie per tradurre questa prospettiva in una strategia per l’economia italiana. Quali investimenti privilegiare nella fase successiva al PNRR? Come favorire l’innovazione nelle piccole e medie imprese e rendere più efficace il trasferimento dei risultati della ricerca al sistema produttivo? Quali strumenti possono accompagnare la trasformazione delle filiere, valorizzando le competenze e creando occupazione stabile e qualificata? </span></p>
<p>Il programma sarà disponibile a breve. Sarà possibile seguire la diretta streaming dell&#8217;evento su questa pagina e sui canali social dell&#8217;Alleanza.</p>
</div></div></div></div></div>
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		<title>Occupazione in crescita, ma salari e precarietà frenano il lavoro dignitoso</title>
		<link>https://asvis.it/rapporto-2026-goal-8-lavoro-dignitoso-e-crescita-economica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea De Tommasi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2026 09:10:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NEWS GRANDE]]></category>
		<category><![CDATA[#lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Rapporto ASviS 2026, Goal 8: l'Italia migliora, ma resta lontana dagli obiettivi europei. Forti divari territoriali e di genere, mentre diminuisce la quota di giovani che non studiano e non lavorano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/rapporto-2026-goal-8-lavoro-dignitoso-e-crescita-economica/">Occupazione in crescita, ma salari e precarietà frenano il lavoro dignitoso</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-3 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-position-top:20px;--awb-position-bottom:20px;--awb-padding-right:0px;--awb-padding-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-2 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-4"><h2>La situazione in Italia</h2>
<p>L’occupazione continua a crescere, ma avere un lavoro non significa necessariamente essere al riparo dalla povertà. Nel 2025 il <strong>numero degli occupati</strong> ha superato i <strong>23,7 milioni</strong>, 185mila in più rispetto all&#8217;anno precedente. Il tasso di occupazione tra i 15 e i 64 anni ha raggiunto il 62,5%, il valore più alto dall&#8217;inizio delle serie storiche Istat, ma ancora 8,5 punti sotto la media europea. Allo stesso tempo, il <strong>10,2% degli occupati </strong>è a <strong>rischio di povertà</strong>, contro l&#8217;8,3% nell&#8217;Unione europea. È il quadro che emerge dal Rapporto ASviS 2026 per il <strong>Goal 8 “Lavoro dignitoso e crescita economica”</strong>.</p>
<p>Nel complesso, il Goal registra progressi limitati tra il 2010 e il 2025, ma un <strong>miglioramento più marcato nell’ultimo anno</strong>, grazie soprattutto alla diminuzione del part-time involontario e dei giovani che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione (Neet). Resta però lontano l’obiettivo europeo del 78% di occupazione entro il 2030: nel 2025 il tasso italiano tra i 20 e i 64 anni è al 67,6% e, secondo l’ASviS, il ritmo attuale non consentirà di raggiungere il traguardo.</p>
<p>A pesare sulla qualità del lavoro sono soprattutto le <strong>basse retribuzioni</strong> e la <strong>diffusione del lavoro atipico</strong>. Nel 2025 i salari reali sono aumentati dell&#8217;1%, ma restano inferiori del 3% rispetto al 2019. Il <strong>lavoro a tempo determinato involontario</strong> interessa l’11,3% degli occupati, contro il 6,4% nell’Ue, mentre il <strong>part-time involontario</strong> è più che doppio rispetto alla media europea (8,5% contro 3,3%). Tra i 25 e i 34 anni, inoltre, il 21,8% degli occupati ha un contratto a termine, contro il 16,6% nell’Ue.</p>
<p>Persistono forti disuguaglianze di genere, generazionali e territoriali. Nel 2025 le <strong>donne inattive</strong> con almeno 15 anni sono quasi <strong>15 milioni</strong>, circa cinque milioni in più degli uomini. Diminuisce, invece, la quota di giovani Neet tra i 15 e i 29 anni, scesa al 13,3%: se la tendenza proseguirà, l’Italia potrà raggiungere l’obiettivo di scendere sotto il 9% entro il 2030. Restano inoltre marcati i divari tra Nord e Mezzogiorno, nonostante una graduale riduzione delle differenze.</p>
<p>Alle difficoltà di accesso e di qualità del lavoro si aggiungono quelle delle imprese nel reperire personale, soprattutto nelle professioni tecniche e ad alta qualificazione. Un&#8217;altra criticità riguarda il <strong>lavoro irregolare</strong>, che nel 2023 ha coinvolto circa 3,13 milioni di unità di lavoro equivalenti a tempo pieno, e sulla frammentazione della contrattazione collettiva, che può favorire una pressione al ribasso sulle retribuzioni e sulle condizioni di lavoro.</p>
</div><div class="fusion-text fusion-text-5"><p><iframe class="flourish-embed-iframe" style="width: 100%; height: 800px;" title="Interactive or visual content" src="https://flo.uri.sh/story/3847916/embed" frameborder="0" scrolling="no" sandbox="allow-same-origin allow-forms allow-scripts allow-downloads allow-popups allow-popups-to-escape-sandbox allow-top-navigation-by-user-activation"><span data-mce-type="bookmark" style="display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;" class="mce_SELRES_start">﻿</span><span data-mce-type="bookmark" style="display: inline-block; width: 0px; overflow: hidden; line-height: 0;" class="mce_SELRES_start">﻿</span></iframe></p>
</div><div class="fusion-text fusion-text-6"><p>Sul fronte delle politiche pubbliche, il Rapporto valuta positivamente l&#8217;<strong>attuazione del Pnrr </strong>e del <strong>Programma nazionale Giovani, Donne e Lavoro 2021-2027</strong>. Tra gli interventi normativi segnala il decreto-legge n. 62 del 2026, convertito nella legge n. 112 del 25 giugno, che introduce misure su salari, incentivi all&#8217;occupazione, contrasto al caporalato digitale e lavoro tramite piattaforme. Sono inoltre proseguite le iniziative per rafforzare le politiche attive, attraverso il programma Garanzia di occupabilità dei lavoratori (Gol), il Sistema informativo per l&#8217;inclusione sociale e lavorativa (Siisl) e il potenziamento dei percorsi di formazione e orientamento.</p>
</div></div></div></div></div><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-4 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-position-top:20px;--awb-position-bottom:20px;--awb-padding-right:0px;--awb-padding-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-stretch fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-3 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-7"><h2><strong>Proposte per la prossima legislatura. E non solo</strong></h2>
</div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-4 fusion_builder_column_1_3 1_3 fusion-flex-column" style="--awb-padding-top:20px;--awb-padding-right:20px;--awb-padding-bottom:20px;--awb-padding-left:20px;--awb-overflow:hidden;--awb-bg-color:var(--awb-color5);--awb-bg-color-hover:var(--awb-color5);--awb-bg-size:cover;--awb-border-radius:8px 8px 8px 8px;--awb-width-large:33.333333333333%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:5.76%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:5.76%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;" data-scroll-devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-title title fusion-title-1 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-five" style="--awb-text-color:var(--awb-color1);--awb-margin-bottom:8px;--awb-margin-top-small:0px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:20px;--awb-margin-left-small:0px;"><h5 class="fusion-title-heading title-heading-left" style="margin:0;text-transform:none;line-height:1.3;"><strong>Definire un quadro nazionale per il lavoro dignitoso</strong>, con obiettivi misurabili, responsabilità chiare e strumenti di monitoraggio, per coordinare le politiche del lavoro e migliorarne l&#8217;efficacia</h5></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-5 fusion_builder_column_1_3 1_3 fusion-flex-column" style="--awb-padding-top:20px;--awb-padding-right:20px;--awb-padding-bottom:20px;--awb-padding-left:20px;--awb-overflow:hidden;--awb-bg-color:var(--awb-color5);--awb-bg-color-hover:var(--awb-color5);--awb-bg-size:cover;--awb-border-radius:8px 8px 8px 8px;--awb-width-large:33.333333333333%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:5.76%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:5.76%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;" data-scroll-devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-title title fusion-title-2 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-five" style="--awb-text-color:var(--awb-color1);--awb-margin-bottom:8px;--awb-margin-top-small:0px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:20px;--awb-margin-left-small:0px;"><h5 class="fusion-title-heading title-heading-left" style="margin:0;text-transform:none;line-height:1.3;"><strong>Adottare una Strategia nazionale per l&#8217;occupazione giovanile</strong>, favorendo il passaggio dalla formazione a un lavoro stabile e di qualità e rafforzando il coordinamento degli strumenti esistenti</h5></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-6 fusion_builder_column_1_3 1_3 fusion-flex-column" style="--awb-padding-top:20px;--awb-padding-right:20px;--awb-padding-bottom:20px;--awb-padding-left:20px;--awb-overflow:hidden;--awb-bg-color:var(--awb-color5);--awb-bg-color-hover:var(--awb-color5);--awb-bg-size:cover;--awb-border-radius:8px 8px 8px 8px;--awb-width-large:33.333333333333%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:5.76%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:5.76%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;" data-scroll-devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-title title fusion-title-3 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-five" style="--awb-text-color:var(--awb-color1);--awb-margin-bottom:8px;--awb-margin-top-small:0px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:20px;--awb-margin-left-small:0px;"><h5 class="fusion-title-heading title-heading-left" style="margin:0;text-transform:none;line-height:1.3;"><strong>Rafforzare le tutele e la partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici</strong>, garantendo formazione continua e un ruolo effettivo della contrattazione collettiva nella gestione delle trasformazioni tecnologiche e organizzative</h5></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-7 fusion_builder_column_1_3 1_3 fusion-flex-column" style="--awb-padding-top:20px;--awb-padding-right:20px;--awb-padding-bottom:20px;--awb-padding-left:20px;--awb-overflow:hidden;--awb-bg-color:var(--awb-color5);--awb-bg-color-hover:var(--awb-color5);--awb-bg-size:cover;--awb-border-radius:8px 8px 8px 8px;--awb-width-large:33.333333333333%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:5.76%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:5.76%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;" data-scroll-devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-title title fusion-title-4 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-five" style="--awb-text-color:var(--awb-color1);--awb-margin-bottom:8px;--awb-margin-top-small:0px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:20px;--awb-margin-left-small:0px;"><h5 class="fusion-title-heading title-heading-left" style="margin:0;text-transform:none;line-height:1.3;"><strong>Rivedere l&#8217;Assegno di inclusione (Adi)</strong>, superando un&#8217;impostazione prevalentemente categoriale e intervenendo sulle criticità relative alle soglie di accesso e agli importi, anche attraverso la loro indicizzazione</h5></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-8 fusion_builder_column_1_3 1_3 fusion-flex-column" style="--awb-padding-top:20px;--awb-padding-right:20px;--awb-padding-bottom:20px;--awb-padding-left:20px;--awb-overflow:hidden;--awb-bg-color:var(--awb-color5);--awb-bg-color-hover:var(--awb-color5);--awb-bg-size:cover;--awb-border-radius:8px 8px 8px 8px;--awb-width-large:33.333333333333%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:5.76%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:5.76%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;" data-scroll-devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-title title fusion-title-5 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-five" style="--awb-text-color:var(--awb-color1);--awb-margin-bottom:8px;--awb-margin-top-small:0px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:20px;--awb-margin-left-small:0px;"><h5 class="fusion-title-heading title-heading-left" style="margin:0;text-transform:none;line-height:1.3;"><strong>Contrastare la povertà minorile</strong>, rafforzando un sistema integrato di sostegni economici e servizi sociali, educativi e sanitari</h5></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-9 fusion_builder_column_1_3 1_3 fusion-flex-column" style="--awb-padding-top:20px;--awb-padding-right:20px;--awb-padding-bottom:20px;--awb-padding-left:20px;--awb-overflow:hidden;--awb-bg-color:var(--awb-color5);--awb-bg-color-hover:var(--awb-color5);--awb-bg-size:cover;--awb-border-radius:8px 8px 8px 8px;--awb-width-large:33.333333333333%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:5.76%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:5.76%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;" data-scroll-devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-title title fusion-title-6 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-five" style="--awb-text-color:var(--awb-color1);--awb-margin-bottom:8px;--awb-margin-top-small:0px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:20px;--awb-margin-left-small:0px;"><h5 class="fusion-title-heading title-heading-left" style="margin:0;text-transform:none;line-height:1.3;"><strong>Promuovere la formazione sull&#8217;intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione</strong>, introducendo piani obbligatori di alfabetizzazione e aggiornamento differenziati in base alle competenze e alle responsabilità del personale</h5></div></div></div></div></div><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-5 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-position-top:20px;--awb-position-bottom:20px;--awb-padding-right:0px;--awb-padding-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-10 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-8"><h2><strong>La situazione in Europa</strong></h2>
<p>Nell&#8217;Unione europea il Goal 8 registra un <strong>miglioramento di quasi otto punti</strong> nel periodo 2010-2024, con flessioni soltanto nel 2012 e nel 2020, in corrispondenza delle crisi economica e sanitaria. A trainare i progressi sono soprattutto l&#8217;aumento del tasso di occupazione, cresciuto di 9,1 punti percentuali, e la diminuzione di 4,4 punti della quota di giovani Neet. Tra il 2015 e il 2023 si è inoltre ridotto il divario tra i Paesi membri, grazie soprattutto ai progressi di quelli che partivano da livelli inferiori alla media europea. Rimangono tuttavia <strong>differenze significative</strong>, come dimostrano i ritardi dell&#8217;Italia nell&#8217;occupazione femminile, nella partecipazione dei giovani al mercato del lavoro e nella diffusione di forme di occupazione stabile e di qualità.</p>
</div><div class="fusion-image-element" style="text-align:center;--awb-margin-top:20px;--awb-margin-right:0px;--awb-margin-bottom:20px;--awb-margin-left:0px;--awb-caption-title-font-family:var(--h2_typography-font-family);--awb-caption-title-font-weight:var(--h2_typography-font-weight);--awb-caption-title-font-style:var(--h2_typography-font-style);--awb-caption-title-size:var(--h2_typography-font-size);--awb-caption-title-transform:var(--h2_typography-text-transform);--awb-caption-title-line-height:var(--h2_typography-line-height);--awb-caption-title-letter-spacing:var(--h2_typography-letter-spacing);"><span class=" fusion-imageframe imageframe-none imageframe-1 hover-type-none"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1918" height="1014" title="Goal 8_Europa" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/Goal-8_Europa.png" alt class="img-responsive wp-image-114895" srcset="https://asvis.it/wp-content/uploads/Goal-8_Europa-400x211.png 400w, https://asvis.it/wp-content/uploads/Goal-8_Europa-800x423.png 800w, https://asvis.it/wp-content/uploads/Goal-8_Europa-1200x634.png 1200w, https://asvis.it/wp-content/uploads/Goal-8_Europa.png 1918w" sizes="(max-width: 1250px) 100vw, (max-width: 640px) 100vw, 1200px" /></span></div><div class="fusion-text fusion-text-9"><h2><strong>La situazione nel mondo</strong></h2>
<p>Le tensioni geopolitiche e commerciali continuano a pesare sulle prospettive di crescita economica mondiale, provocando interruzioni delle catene di approvvigionamento, volatilità dei prezzi dell&#8217;energia e aumento dei costi per le imprese. Nel 2025 il <strong>tasso di disoccupazione</strong> globale si è attestato al <strong>4,9%</strong>, un livello storicamente basso. Questo dato nasconde però profonde fragilità: il lavoro informale continua a rappresentare il 57,9% dell&#8217;occupazione mondiale, una quota sostanzialmente invariata dal 2015. L&#8217;accesso a un&#8217;occupazione dignitosa resta inoltre segnato da <strong>forti disuguaglianze</strong>, soprattutto a svantaggio delle donne e dei giovani. A livello globale un giovane su cinque è Neet, a conferma delle difficoltà nel garantire opportunità lavorative inclusive e di qualità.</p>
</div></div></div></div></div></p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/rapporto-2026-goal-8-lavoro-dignitoso-e-crescita-economica/">Occupazione in crescita, ma salari e precarietà frenano il lavoro dignitoso</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Disuguaglianze, l&#8217;Onu avverte: rinviare gli investimenti sociali costa fino al 12% del Pil</title>
		<link>https://asvis.it/disuguaglianze-lonu-avverte-rinviare-gli-investimenti-sociali-costa-fino-al-12-del-pil/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Tautonico]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2026 08:27:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[#imprese]]></category>
		<category><![CDATA[#povertà]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://asvis.it/?p=114888</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il World Social Report 2026 mostra perché IA, transizione energetica e crescita economica non garantiscono automaticamente maggiore inclusione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/disuguaglianze-lonu-avverte-rinviare-gli-investimenti-sociali-costa-fino-al-12-del-pil/">Disuguaglianze, l&#8217;Onu avverte: rinviare gli investimenti sociali costa fino al 12% del Pil</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-6 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-11 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-10"><p>Il <strong>costo delle disuguaglianze</strong> non si misura soltanto nelle opportunità perdute da chi resta indietro. Si misura anche nella ricchezza che un Paese non riuscirà a produrre. E più a lungo si aspetta per intervenire, più alto rischia di diventare il conto. È uno dei risultati più significativi del <a href="https://desapublications.un.org/file/23093/download">World Social Report 2026 &#8211; The New Economics of Social Inclusion: Making Transformations Work for All</a>, pubblicato dal Dipartimento per gli affari economici e sociali delle Nazioni Unite (UN Desa). Il Rapporto affronta una contraddizione destinata a segnare i prossimi decenni: mentre l&#8217;<strong>intelligenza</strong> <strong>artificiale</strong> modifica il lavoro e la <strong>transizione energetica</strong> ridisegna interi settori industriali, milioni di persone non dispongono ancora degli strumenti necessari per partecipare a questi cambiamenti. Nel 2025, <strong>il 58% degli occupati nel mondo lavorava nell&#8217;economia informale</strong>, spesso senza adeguate tutele, mentre il 26% della popolazione mondiale non utilizzava Internet. Due indicatori che raccontano quanto sia diseguale la possibilità di beneficiare delle trasformazioni in corso.</p>
</div><div class="fusion-image-element" style="--awb-margin-bottom:20px;--awb-caption-title-font-family:var(--h2_typography-font-family);--awb-caption-title-font-weight:var(--h2_typography-font-weight);--awb-caption-title-font-style:var(--h2_typography-font-style);--awb-caption-title-size:var(--h2_typography-font-size);--awb-caption-title-transform:var(--h2_typography-text-transform);--awb-caption-title-line-height:var(--h2_typography-line-height);--awb-caption-title-letter-spacing:var(--h2_typography-letter-spacing);"><span class=" fusion-imageframe imageframe-none imageframe-2 hover-type-none"><img decoding="async" width="600" height="469" title="Social Report_1" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/Social-Report_1.jpg" alt class="img-responsive wp-image-114890" srcset="https://asvis.it/wp-content/uploads/Social-Report_1-400x313.jpg 400w, https://asvis.it/wp-content/uploads/Social-Report_1.jpg 600w" sizes="(max-width: 1250px) 100vw, (max-width: 640px) 100vw, 600px" /></span></div><div class="fusion-text fusion-text-11"><h3><strong>Dieci anni di ritardo, un conto più salato</strong></h3>
<p>Per misurare il costo dell&#8217;inazione, il Report confronta due scenari: nel primo, gli <strong>investimenti nella protezione sociale</strong> cominciano nel 2025; nel secondo, vengono rinviati al 2035. Secondo una simulazione riportata dalle Nazioni Unite, basata su studi condotti in otto Paesi, investire nella protezione sociale a partire dal 2025 potrebbe generare entro il 2045 benefici economici cumulati equivalenti al 22,2% del Pil iniziale. Rinviare gli interventi di dieci anni ridurrebbe questo beneficio al 10,3%. Una differenza di quasi dodici punti percentuali, che evidenzia il <strong>costo economico potenziale dell&#8217;inazione</strong>. Non si tratta di una previsione sull&#8217;andamento del Pil mondiale, ma di una stima dei benefici a cui si potrebbe rinunciare. Il risultato mette però in discussione l&#8217;idea che la <strong>protezione sociale</strong> sia soprattutto una spesa da sostenere quando le condizioni economiche lo consentono. Una persona che perde il lavoro senza disporre di alcun sostegno rischia di interrompere la propria formazione e allontanarsi dal mercato occupazionale. Con adeguate tutele e opportunità di riqualificazione, può invece affrontare il cambiamento e tornare a contribuire all&#8217;economia. Moltiplicata per milioni di persone, questa differenza può incidere sulla produttività e sulla crescita.</p>
</div><div class="fusion-image-element" style="--awb-margin-bottom:20px;--awb-caption-title-font-family:var(--h2_typography-font-family);--awb-caption-title-font-weight:var(--h2_typography-font-weight);--awb-caption-title-font-style:var(--h2_typography-font-style);--awb-caption-title-size:var(--h2_typography-font-size);--awb-caption-title-transform:var(--h2_typography-text-transform);--awb-caption-title-line-height:var(--h2_typography-line-height);--awb-caption-title-letter-spacing:var(--h2_typography-letter-spacing);"><span class=" fusion-imageframe imageframe-none imageframe-3 hover-type-none"><img decoding="async" width="698" height="340" title="Social Report_2" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/Social-Report_2.jpg" alt class="img-responsive wp-image-114891" srcset="https://asvis.it/wp-content/uploads/Social-Report_2-400x195.jpg 400w, https://asvis.it/wp-content/uploads/Social-Report_2.jpg 698w" sizes="(max-width: 1250px) 100vw, (max-width: 640px) 100vw, 698px" /></span></div><div class="fusion-text fusion-text-12"><h3><strong>La tecnologia avanza, ma non tutti partono dallo stesso punto</strong></h3>
<p>La sfida diventa ancora più evidente con l&#8217;intelligenza artificiale. Le <strong>nuove tecnologie</strong> possono migliorare l&#8217;accesso all&#8217;istruzione e alla sanità, aumentare la produttività e creare nuove professioni. Ma chi non dispone di connessione, competenze e possibilità di aggiornarsi rischia di restare ulteriormente indietro. Una dinamica simile riguarda la transizione energetica. Le <strong>rinnovabili</strong> possono generare occupazione e migliorare l&#8217;accesso all&#8217;elettricità, ma le comunità dipendenti dai combustibili fossili rischiano di perdere posti di lavoro senza riuscire a intercettare quelli delle nuove filiere. Anche i <strong>costi delle politiche climatiche</strong>, se non accompagnati da misure adeguate, possono pesare maggiormente sulle famiglie più vulnerabili. Non basta dunque chiedersi quanta ricchezza verrà prodotta o quanti nuovi posti di lavoro nasceranno, occorre capire chi potrà accedere a queste opportunità. L&#8217;analisi di 168 Paesi, condotta da UN Desa sul periodo 2000-2024, conferma che <strong>crescita economica e inclusione sociale</strong> non procedono necessariamente insieme. Paesi con livelli di reddito comparabili possono ottenere risultati molto differenti nella distribuzione delle opportunità. A fare la differenza sono anche le politiche pubbliche e la qualità delle istituzioni.</p>
<h3><strong>L&#8217;inclusione non può aspettare la crescita</strong></h3>
<p>Da questa constatazione nasce la proposta di una <em>New Economics of Social Inclusion</em>, una <strong>nuova economia dell&#8217;inclusione sociale</strong>. L&#8217;idea è superare un approccio che considera le politiche sociali soltanto strumenti per correggere gli squilibri della crescita, integrandole invece fin dall&#8217;inizio nelle strategie di sviluppo. Significa investire nella formazione continua, estendere le tutele ai lavoratori informali, rendere accessibili le infrastrutture digitali ed energetiche e accompagnare le persone nei cambiamenti del mercato del lavoro. Il Rapporto cita, tra gli esempi, l&#8217;Uruguay, che ha ampliato la protezione sociale ai lavoratori autonomi, informali e a basso reddito. Ma molti Paesi che avrebbero maggiore bisogno di questi interventi sono anche quelli con minori risorse disponibili. Debito, difficoltà di finanziamento e tensioni geopolitiche rendono quindi indispensabile rafforzare la cooperazione internazionale. Il rischio è che la <strong>distanza tra le economie</strong> non dipenda soltanto dalla velocità con cui adotteranno nuove tecnologie, ma anche dalla possibilità di <strong>sostenere i costi sociali </strong>del cambiamento.</p>
<p><strong>Leggi il </strong><a href="https://desapublications.un.org/file/23093/download"><strong>World Social Report 2026</strong></a></p>
</div></div></div></div></div>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/disuguaglianze-lonu-avverte-rinviare-gli-investimenti-sociali-costa-fino-al-12-del-pil/">Disuguaglianze, l&#8217;Onu avverte: rinviare gli investimenti sociali costa fino al 12% del Pil</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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		<title>Al via la COP31: contenere il superamento di 1,5°C è l’ultima sfida possibile</title>
		<link>https://asvis.it/al-via-la-cop31-contenere-il-superamento-di-15c-e-lultima-sfida-possibile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Manzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2026 14:27:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[#climaenergia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://asvis.it/?p=114871</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’UNEP ribadisce: bisogna agire subito. Ad Antalya i governi si confrontano con emissioni in crescita e impegni insufficienti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/al-via-la-cop31-contenere-il-superamento-di-15c-e-lultima-sfida-possibile/">Al via la COP31: contenere il superamento di 1,5°C è l’ultima sfida possibile</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per la prima volta, i Paesi si ritroveranno a una COP sul clima con la consapevolezza che il <strong>superamento della soglia di 1,5°C</strong> stabilita dall’Accordo di Parigi <a href="https://asvis.it/il-clima-oltre-l15c-mitigazione-e-adattamento-non-sono-piu-rinviabili/">è ormai inevitabile</a>. A non essere ancora determinate sono però l’entità e la durata dello sforamento. Il punto di ritorno dipenderà dalla capacità dei governi di <strong>aumentare gli impegni trasformandoli in politiche concrete</strong> e, quindi, in riduzioni effettive delle emissioni, a partire da oggi. Meno profondo sarà il superamento della soglia e minori saranno gli impatti che sperimenteremo. Prima riusciremo a riportare il riscaldamento globale al di sotto di questo limite e minori saranno i rischi di innescare gli effetti irreversibili descritti dalla scienza dei <strong>tipping points</strong>.</p>
<p>I progressi nell’attuazione degli impegni del primo bilancio globale, il Global Stocktake (GST) avvenuto durante la COP 28, restituiscono un quadro contrastante. Da una parte, assistiamo a una <strong>significativa espansione dell’energia solare ed eolica</strong> a livello globale: la capacità rinnovabile è cresciuta a un ritmo tre volte superiore rispetto alle stime formulate nel 2015. Se questa tendenza proseguirà, <strong>l’obiettivo di triplicare la capacità rinnovabile entro il 2030</strong> potrebbe essere raggiunto. Dall’altra, emerge un problema strutturale: le rinnovabili vengono utilizzate soprattutto per soddisfare la nuova domanda di energia, ma non stanno ancora sostituendo in misura sufficiente le <strong>fonti fossili</strong>, principale causa del riscaldamento globale. Il consumo complessivo di <strong>carbone, petrolio e gas</strong> continua infatti ad aumentare. Anche sul fronte della <strong>deforestazione</strong> i progressi sono insufficienti: per rispettare l’impegno di arrestarla entro il 2030, il ritmo di riduzione dovrebbe accelerare di oltre dieci volte.</p>
<p>È questo lo scenario in cui si apre il negoziato della <strong>COP31</strong>, in programma dal 9 novembre ad <strong>Antalya</strong>, in Turchia. Le premesse non sono incoraggianti. L’<a href="https://www.unep.org/en/publications/report/emissions-gap-report-2026">Emissions Gap Report dell’UNEP</a> ricorda che le emissioni globali di gas serra non stanno diminuendo: sono rimaste pressoché invariate negli ultimi anni. Nel 2025 hanno raggiunto <strong>58,4 miliardi di tonnellate di CO₂ equivalente</strong>, con i Paesi del G20 responsabili del 76% delle emissioni globali, che hanno registrato un ulteriore incremento dello 0,7%. Il rapporto introduce uno scenario che considera il minore superamento possibile della soglia di 1,5°C (intesa come aumento medio della temperatura rispetto ai livelli preindustriali). In questa traiettoria, il riscaldamento globale raggiungerebbe un picco compreso tra 1,7°C e 1,8°C, per poi tornare a 1,5°C entro il 2100. Per rendere probabile questo percorso, <strong>le emissioni globali dovrebbero diminuire del 18% entro il 2030 e del 45% entro il 2035</strong>, fino al raggiungimento delle emissioni nette zero nel 2050. Il messaggio dell’UNEP è chiaro: senza un’accelerazione immediata e sostanziale dell’azione climatica <strong>questa possibilità di limitare lo sforamento rischia di svanire rapidamente</strong>.</p>
<p>Al momento, se le politiche attuali rimanessero invariate, il riscaldamento globale raggiungerebbe i <strong>2,8°C entro il 2100</strong>, continuando ad aumentare anche successivamente. Persino nell’ipotesi di una piena attuazione degli NDC attuali, cioè gli impegni di riduzione delle emissioni presentati dai singoli Paesi alle COP, <strong>la temperatura globale salirebbe comunque di circa 2,6°C</strong>. Anche lo scenario più ottimistico legato agli impegni già assunti, dunque, rimane molto lontano dall’obiettivo di contenere il riscaldamento entro 1,5°C.</p>
<p>È su questo <strong>divario tra promesse e realtà</strong> che si misurerà la COP31. Un negoziato che parte dall’eredità irrisolta della precedente conferenza in Brasile, dove ancora una volta non è stato raggiunto un accordo per una r<strong>oadmap verso un’uscita “equa, giusta e ordinata” dai combustibili fossili</strong>. Il tema tornerà inevitabilmente al centro dello scontro tra i Paesi, insieme a quello della <strong>finanza climatica</strong>. Resta infatti inadeguato l’impegno delle nazioni sviluppate nel fornire sostegno finanziario ai Paesi in via di sviluppo, sia per le politiche di mitigazione delle emissioni sia per gli interventi di adattamento, particolarmente urgenti nelle nazioni più povere e vulnerabili agli impatti della crisi climatica.</p>
<p>Intanto, la <strong>Turchia</strong>, Paese ospitante del vertice, che sarà invece presieduto dall’Australia, ha lanciato un’iniziativa volontaria sul <a href="https://www.reuters.com/sustainability/cop/turkey-launches-ai-initiative-ahead-cop31-climate-summit-2026-09-21/">ruolo dell’intelligenza artificiale</a> nella lotta al riscaldamento globale. Il patto, che sarà presentato ad Antalya, punta a <strong>riconoscere il potenziale dell’IA nel contrasto alla crisi climatica</strong>, nonostante la crescente domanda energetica dei data center rischi di alimentare ulteriormente le emissioni derivanti dai combustibili fossili. Non è ancora chiaro quali Paesi aderiranno all’iniziativa. A complicare il quadro c’è l’assenza degli Stati Uniti, tra i leader globali per la produzione di data center.</p>
<p>Appare controversa anche l’iniziativa della <strong>presidenza australiana</strong> della COP31 per <strong>accelerare l’elettrificazione dei consumi energetici mondiali</strong>, portandola al 35% entro il 2035. <a href="https://www.climatechangenews.com/2026/09/22/cop31-electrification-pledge-leaves-out-clean-power-commitment/">La proposta</a>, che punta a incentivare soprattutto la <strong>diffusione dei veicoli elettrici e delle pompe di calore</strong>, ha infatti sollevato una serie di perplessità dato che non prevede alcun vincolo affinché la nuova domanda di elettricità sia soddisfatta esclusivamente da fonti rinnovabili.</p>
<p>Infine, il <strong>Brasile</strong> ha <a href="https://www.theguardian.com/environment/2026/nov/03/brazil-first-global-roadmap-phasing-out-fossil-fuels">diffuso il primo “manuale d’azione globale”</a> per l’eliminazione graduale dei combustibili fossili. Il documento offre a ciascuna nazione un ventaglio di misure concrete per sganciare l’economia da petrolio, carbone e gas, distinguendo i piani d’azione a seconda che si tratti di grandi produttori, nazioni consumatrici o economie dipendenti dalle importazioni. Gli autori avvertono che le infrastrutture estrattive già autorizzate a livello planetario <strong>esauriranno di sette volte il budget di carbonio</strong> compatibile con il contenimento del riscaldamento entro 1,5 °C, rendendo indispensabile arrestare sia la domanda energetica inefficiente sia l’offerta di idrocarburi.</p>
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		<title>Pubblicato il Glossario della sostenibilità ambientale, una guida per capire e proteggere il Pianeta</title>
		<link>https://asvis.it/pubblicato-il-glossario-della-sostenibilita-ambientale-una-guida-per-capire-e-proteggere-il-pianeta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elita Viola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2026 12:14:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[#climaenergia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://asvis.it/?p=114867</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nato dalla sinergia tra Rai Per la Sostenibilità-ESG e Università di Torino, il volume intende offrire al pubblico uno strumento utile per orientarsi in un linguaggio in continua evoluzione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/pubblicato-il-glossario-della-sostenibilita-ambientale-una-guida-per-capire-e-proteggere-il-pianeta/">Pubblicato il Glossario della sostenibilità ambientale, una guida per capire e proteggere il Pianeta</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-7 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-12 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-13"><p>Dal 28 ottobre è disponibile in tutte le librerie e negli store digitali, il <strong>libro  “Glossario della sostenibilità ambientale &#8211; 100 lemmi per capire e proteggere il Pianeta”, </strong>edito da Rai Libri e frutto della collaborazione tra la <strong>Direzione Rai Per la Sostenibilità-ESG e Università degli Studi di Torino</strong>. In un&#8217;epoca infatti in cui la sostenibilità è presente nelle scelte politiche, economiche e sociali, conoscere il significato delle parole significa comprendere meglio le trasformazioni che stanno interessando il nostro tempo. Questo obiettivo del volume che si inserisce nel più ampio percorso di educazione, informazione e diffusione della cultura della sostenibilità promosso dal Servizio Pubblico e volto a offrire strumenti affidabili, utili a orientarsi in un linguaggio in continua evoluzione.</p>
<p>Il libro raccoglie 100 lemmi chiave della sostenibilità ambientale, accompagnati da esempi concreti, approfondimenti e percorsi di lettura interdisciplinari pensati per rendere accessibili temi complessi a un pubblico ampio. Dalle scienze naturali all’economia, dal diritto alla sociologia, il Glossario propone una visione trasversale della sostenibilità ambientale attraverso il contributo di studiosi ed esperti provenienti da discipline diverse. Rivolto a studenti, insegnanti, professionisti, comunicatori e cittadini, il volume offre una bussola per muoversi tra le grandi sfide ambientali contemporanee, approfondendo il rapporto tra attività umane, risorse naturali e sviluppo sostenibile.</p>
<p>Nel solco della tradizione divulgativa del Servizio Pubblico, il libro invita a sviluppare una maggiore consapevolezza delle questioni ambientali e delle responsabilità condivise che esse comportano, promuovendo un approccio fondato sulla conoscenza e sul confronto tra discipline. Il Glossario della sostenibilità ambientale, così, sarà uno strumento di conoscenza pensato per aiutare i lettori a comprendere le parole della sostenibilità che raccontano il presente e a interpretare con maggiore consapevolezza i cambiamenti che influenzeranno il futuro.</p>
</div></div></div></div></div>
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		<title>Il biologico avanza, ma la crisi climatica minaccia l&#8217;agroalimentare italiano</title>
		<link>https://asvis.it/rapporto-2026-goal-2-sconfiggere-la-fame-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ivan Manzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2026 08:07:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[#cibo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://asvis.it/?p=114849</guid>

					<description><![CDATA[<p>Rapporto ASviS 2026, Goal 2: il Paese registra progressi nell’agricoltura sostenibile, ma fragilità sociali e degrado del suolo mettono a rischio la sicurezza alimentare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/rapporto-2026-goal-2-sconfiggere-la-fame-2/">Il biologico avanza, ma la crisi climatica minaccia l&#8217;agroalimentare italiano</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-8 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-position-top:20px;--awb-position-bottom:20px;--awb-padding-right:0px;--awb-padding-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-13 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-14"><h2>La situazione in Italia</h2>
<p>L’Italia dispone di un sistema agroalimentare caratterizzato da <strong>eccellenze e virtuosismi</strong>, ma esposto a profonde fragilità strutturali, prima fra tutte la sempre più grave crisi climatica. Il nostro Paese registra il livello più elevato nell’Unione europea di perdite medie annue dei raccolti dovute a eventi meteorologici estremi, con un impatto economico che la Commissione europea stima già oggi in circa <strong>2,9 miliardi di euro all’anno</strong>, generato per oltre la metà da fenomeni siccitosi. È quanto rileva il <a href="https://asvis.it/wp-content/uploads/Rapporto_ASviS_2026.pdf"><strong>Rapporto ASviS 2026</strong></a>, nella parte dedicata al <strong>Goal 2 “Sconfiggere la fame”</strong>. Nel complesso, l&#8217;indice del Goal resta sostanzialmente stabile, sia nel lungo periodo che nell&#8217;ultimo anno. Se gli indicatori relativi alla qualità e sicurezza dell’alimentazione (eccesso di peso e adeguata alimentazione) non subiscono variazioni, <strong>diminuisce però la quota di persone con un’adeguata alimentazione</strong> (-3,5 punti percentuali).</p>
<p>Nel Rapporto vengono analizzati tre obiettivi quantitativi. Il primo prevede che entro il 2030 il <strong>25% della Superficie agricola utilizzata (SAU)</strong> sia destinato a coltivazioni biologiche (Target 2.4). Nel 2024 l’Italia ha raggiunto circa il 20%, registrando una traiettoria positiva che, se mantenuta, <strong>consentirà di centrare l’obiettivo</strong>. Il secondo obiettivo prevede una <strong>riduzione del 20% dell’utilizzo di fertilizzanti</strong> distribuiti in agricoltura entro il 2030, rispetto ai livelli del 2019 (Target 2.4). Nel 2024 l’Italia si attesta a 455,2 chilogrammi per ettaro. L’andamento altalenante del dato rende difficile valutare la possibilità di raggiungere il traguardo, anche se nel 2022 il valore rilevato si era avvicinato a quello previsto per il 2030. Il terzo obiettivo fissa una <strong>riduzione del 50% dell’uso dei pesticidi entro il 2030</strong>, rispetto alla media del triennio 2015-2017 (Target 2.4). Nel 2024 l’Italia registra un valore pari a 10,5 chilogrammi per ettaro e un trend in miglioramento che consentirà di avvicinarsi all’obiettivo, senza tuttavia raggiungerlo.</p>
</div><div class="flourish-embed flourish-chart" data-src="story/3845870"><script src="https://public.flourish.studio/resources/embed.js"></script><noscript><img decoding="async" src="https://public.flourish.studio/story/3845870/thumbnail" width="100%" alt="visualization" /></noscript></div><div class="fusion-text fusion-text-15"><p>L’agricoltura italiana conferma una forte vocazione alla sostenibilità e un impegno verso <strong>modelli produttivi a minore impatto ambientale</strong>. Sul fronte delle emissioni atmosferiche, il settore rispetta gli impegni europei di riduzione dell’ammoniaca, di cui l’agricoltura rappresenta la fonte primaria (91%). Sono stati infatti già raggiunti sia gli obiettivi fissati per il decennio in corso sia il target di riduzione del 16% previsto per il 2030 rispetto al 2005. Ciononostante, l’indice di densità del bestiame, pari a 0,81 contro una media Ue di 0,75, evidenzia come l’intensità delle emissioni per ettaro di SAU rimanga superiore a quella europea. Un dato che conferma la necessità di proseguire nel percorso di <strong>riconversione ed efficientamento degli allevamenti</strong>.</p>
<p>A minacciare la tenuta del sistema agroalimentare nazionale è soprattutto il progressivo degrado del capitale naturale da cui dipende la produzione alimentare. L’Italia è tra i Paesi europei più esposti al <strong>rischio di erosione idrica del suolo</strong>, un fenomeno aggravato dal continuo consumo di suolo artificiale. La fragilità del sistema di approvvigionamento alimentare riguarda anche la cosiddetta <strong>economia blu</strong>: i settori della pesca e dell’acquacoltura subiscono danni climatici e ambientali stimati in 200 milioni di euro all’anno.</p>
<p>Negli ultimi mesi sono state introdotte iniziative di sostegno al settore agroalimentare e misure per rafforzare la tutela della biodiversità genetica delle risorse agricole e zootecniche locali, in particolare in Calabria e Sardegna. Permangono, tuttavia, criticità nell’orientare la transizione ecologica del sistema produttivo. Sul fronte della tutela dell’integrità dei mercati e del patrimonio agroalimentare, va segnalata positivamente la Legge n. 75/2026, che <strong>inasprisce le sanzioni contro frodi, contraffazioni e pratiche ingannevoli</strong> lungo l’intera filiera agroalimentare.</p>
</div></div></div></div></div><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-9 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-position-top:20px;--awb-position-bottom:20px;--awb-padding-right:0px;--awb-padding-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-stretch fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-14 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-16"><h2><strong>Proposte per la prossima legislatura. E non solo</strong></h2>
</div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-15 fusion_builder_column_1_3 1_3 fusion-flex-column" style="--awb-padding-top:20px;--awb-padding-right:20px;--awb-padding-bottom:20px;--awb-padding-left:20px;--awb-overflow:hidden;--awb-bg-color:var(--awb-color5);--awb-bg-color-hover:var(--awb-color5);--awb-bg-size:cover;--awb-border-radius:8px 8px 8px 8px;--awb-width-large:33.333333333333%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:5.76%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:5.76%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;" data-scroll-devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-title title fusion-title-7 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-five" style="--awb-text-color:var(--awb-color1);--awb-margin-bottom:8px;--awb-margin-top-small:0px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:20px;--awb-margin-left-small:0px;"><h5 class="fusion-title-heading title-heading-left" style="margin:0;text-transform:none;line-height:1.3;"><strong>Riconoscere il diritto al cibo come diritto umano fondamentale</strong>, attraverso l’approvazione di una Legge quadro sulla sicurezza alimentare e l’istituzione di un sistema permanente di monitoraggio.</h5></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-16 fusion_builder_column_1_3 1_3 fusion-flex-column" style="--awb-padding-top:20px;--awb-padding-right:20px;--awb-padding-bottom:20px;--awb-padding-left:20px;--awb-overflow:hidden;--awb-bg-color:var(--awb-color5);--awb-bg-color-hover:var(--awb-color5);--awb-bg-size:cover;--awb-border-radius:8px 8px 8px 8px;--awb-width-large:33.333333333333%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:5.76%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:5.76%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;" data-scroll-devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-title title fusion-title-8 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-five" style="--awb-text-color:var(--awb-color1);--awb-margin-bottom:8px;--awb-margin-top-small:0px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:20px;--awb-margin-left-small:0px;"><h5 class="fusion-title-heading title-heading-left" style="margin:0;text-transform:none;line-height:1.3;"><strong>Contrastare le disuguaglianze nell’accesso al cibo</strong>, affrontando le fragilità economiche e sociali che impediscono a molte famiglie di seguire un’alimentazione adeguata, sana e sostenibile.</h5></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-17 fusion_builder_column_1_3 1_3 fusion-flex-column" style="--awb-padding-top:20px;--awb-padding-right:20px;--awb-padding-bottom:20px;--awb-padding-left:20px;--awb-overflow:hidden;--awb-bg-color:var(--awb-color5);--awb-bg-color-hover:var(--awb-color5);--awb-bg-size:cover;--awb-border-radius:8px 8px 8px 8px;--awb-width-large:33.333333333333%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:5.76%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:5.76%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;" data-scroll-devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-title title fusion-title-9 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-five" style="--awb-text-color:var(--awb-color1);--awb-margin-bottom:8px;--awb-margin-top-small:0px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:20px;--awb-margin-left-small:0px;"><h5 class="fusion-title-heading title-heading-left" style="margin:0;text-transform:none;line-height:1.3;"><strong>Accelerare la transizione ecologica dell’agricoltura</strong>, con una strategia integrata di adattamento e mitigazione, la riduzione delle emissioni climalteranti e la diffusione del carbon farming per aumentare la capacità dei suoli di assorbire e immagazzinare carbonio.</h5></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-18 fusion_builder_column_1_3 1_3 fusion-flex-column" style="--awb-padding-top:20px;--awb-padding-right:20px;--awb-padding-bottom:20px;--awb-padding-left:20px;--awb-overflow:hidden;--awb-bg-color:var(--awb-color5);--awb-bg-color-hover:var(--awb-color5);--awb-bg-size:cover;--awb-border-radius:8px 8px 8px 8px;--awb-width-large:33.333333333333%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:5.76%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:5.76%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;" data-scroll-devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-title title fusion-title-10 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-five" style="--awb-text-color:var(--awb-color1);--awb-margin-bottom:8px;--awb-margin-top-small:0px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:20px;--awb-margin-left-small:0px;"><h5 class="fusion-title-heading title-heading-left" style="margin:0;text-transform:none;line-height:1.3;"><strong>Ridurre le perdite e gli sprechi alimentari</strong>, istituendo un Fondo nazionale per la conservazione dei prodotti e la riduzione degli scarti.</h5></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-19 fusion_builder_column_1_3 1_3 fusion-flex-column" style="--awb-padding-top:20px;--awb-padding-right:20px;--awb-padding-bottom:20px;--awb-padding-left:20px;--awb-overflow:hidden;--awb-bg-color:var(--awb-color5);--awb-bg-color-hover:var(--awb-color5);--awb-bg-size:cover;--awb-border-radius:8px 8px 8px 8px;--awb-width-large:33.333333333333%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:5.76%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:5.76%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;" data-scroll-devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-title title fusion-title-11 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-five" style="--awb-text-color:var(--awb-color1);--awb-margin-bottom:8px;--awb-margin-top-small:0px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:20px;--awb-margin-left-small:0px;"><h5 class="fusion-title-heading title-heading-left" style="margin:0;text-transform:none;line-height:1.3;"><strong>Rafforzare la tracciabilità sociale e ambientale dei prodotti</strong>, consentendo ai consumatori di riconoscere, oltre alla qualità, il rispetto dei diritti dei lavoratori e degli standard ambientali.</h5></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-20 fusion_builder_column_1_3 1_3 fusion-flex-column" style="--awb-padding-top:20px;--awb-padding-right:20px;--awb-padding-bottom:20px;--awb-padding-left:20px;--awb-overflow:hidden;--awb-bg-color:var(--awb-color5);--awb-bg-color-hover:var(--awb-color5);--awb-bg-size:cover;--awb-border-radius:8px 8px 8px 8px;--awb-width-large:33.333333333333%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:5.76%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:5.76%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;" data-scroll-devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-title title fusion-title-12 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-five" style="--awb-text-color:var(--awb-color1);--awb-margin-bottom:8px;--awb-margin-top-small:0px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:20px;--awb-margin-left-small:0px;"><h5 class="fusion-title-heading title-heading-left" style="margin:0;text-transform:none;line-height:1.3;"><strong>Tradurre il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (PNACC) in interventi concreti</strong>, definendo un ordine di priorità delle azioni sulla base della gravità dei rischi climatici.</h5></div></div></div></div></div><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-10 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-position-top:20px;--awb-position-bottom:20px;--awb-padding-right:0px;--awb-padding-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-21 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-17"><h2><strong>La situazione in Europa</strong></h2>
<p>Il Goal 2 registra un <strong>lieve miglioramento </strong>tra il 2010 e il 2024, una dinamica moderatamente positiva che accomuna tutti i Paesi europei. Nell’ultimo anno si osserva una riduzione di un punto percentuale della quota di persone che non possono permettersi un pasto ogni due giorni, mentre il reddito agricolo per unità di lavoro annua (ULA) rimane stabile.</p>
<p>Tra gli obiettivi quantitativi figura il raggiungimento, entro il 2030, del <strong>25% di SAU destinata alle coltivazioni biologiche</strong>. La quota è in crescita sia nell’Unione europea sia in Italia, ma con ritmi differenti. Negli ultimi cinque anni l’Ue ha registrato un aumento di appena 2,5 punti percentuali, arrivando nel 2024 al 10,9%, un valore ancora distante dal traguardo. L’Italia mostra invece una dinamica più favorevole, con una crescita di 4,7 punti percentuali nello stesso periodo.</p>
</div><div class="fusion-image-element" style="text-align:center;--awb-margin-top:20px;--awb-margin-right:0px;--awb-margin-bottom:20px;--awb-margin-left:0px;--awb-caption-title-font-family:var(--h2_typography-font-family);--awb-caption-title-font-weight:var(--h2_typography-font-weight);--awb-caption-title-font-style:var(--h2_typography-font-style);--awb-caption-title-size:var(--h2_typography-font-size);--awb-caption-title-transform:var(--h2_typography-text-transform);--awb-caption-title-line-height:var(--h2_typography-line-height);--awb-caption-title-letter-spacing:var(--h2_typography-letter-spacing);"><span class=" fusion-imageframe imageframe-none imageframe-4 hover-type-none"><img decoding="async" width="1969" height="1024" title="Goal 2_Europa" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/Goal-2_Europa.png" alt class="img-responsive wp-image-114852" srcset="https://asvis.it/wp-content/uploads/Goal-2_Europa-400x208.png 400w, https://asvis.it/wp-content/uploads/Goal-2_Europa-800x416.png 800w, https://asvis.it/wp-content/uploads/Goal-2_Europa-1200x624.png 1200w, https://asvis.it/wp-content/uploads/Goal-2_Europa.png 1969w" sizes="(max-width: 1250px) 100vw, (max-width: 640px) 100vw, 1200px" /></span></div><div class="fusion-text fusion-text-18"><h2><strong>La situazione nel mondo</strong></h2>
<p>Nel 2025 <strong>645 milioni di persone</strong>, pari al 7,8% della popolazione mondiale, <strong>hanno sofferto di malnutrizione cronica</strong>. Si tratta di un dato in diminuzione rispetto all’8,6% del 2022 e leggermente inferiore all’8% registrato nel 2015. I progressi verso l’Obiettivo di sconfiggere la fame restano tuttavia <strong>esposti a nuove minacce</strong>: il conflitto in Medio Oriente del 2026, l’intensificarsi degli eventi meteorologici estremi e la riduzione degli aiuti allo sviluppo e dei finanziamenti umanitari rischiano infatti di compromettere i risultati raggiunti.</p>
</div></div></div></div></div></p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/rapporto-2026-goal-2-sconfiggere-la-fame-2/">Il biologico avanza, ma la crisi climatica minaccia l&#8217;agroalimentare italiano</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Capannoli, la comunità energetica che unisce Comuni, imprese e cittadini</title>
		<link>https://asvis.it/capannoli-la-comunita-energetica-che-unisce-comuni-imprese-e-cittadini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[monica-sozzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2026 13:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Voci dal Territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un abbraccio circolare tra persone, con una lampadina, foglie e sole al centro. Il logo della Comunità energetica rinnovabile (Cer) Capannoli per la Valdera racconta l’idea da cui tutto è partito: mettere insieme amministrazioni, imprese e cittadini per produrre e condividere energia pulita. Ideato dalla giovane Arianna Anichini, è nato da un concorso realizzato in  ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/capannoli-la-comunita-energetica-che-unisce-comuni-imprese-e-cittadini/">Capannoli, la comunità energetica che unisce Comuni, imprese e cittadini</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un abbraccio circolare tra persone, con una lampadina, foglie e sole al centro.<strong> Il logo della Comunità energetica rinnovabile (Cer) Capannoli</strong> per la Valdera racconta l’idea da cui tutto è partito: mettere insieme amministrazioni, imprese e cittadini per produrre e condividere energia pulita.<br />
Ideato dalla giovane Arianna Anichini, è nato da un concorso realizzato in collaborazione con il corso Ifts C.L.I.C., dedicato alle competenze digitali e creative. A raccontare il percorso è <strong>Arianna Cecchini, sindaca di Capannoli</strong>, in provincia di Pisa. Il Comune ha promosso la Cer insieme a una decina di aziende locali; successivamente hanno aderito anche i Comuni di Bientina e Crespina Lorenzana. Ora il progetto prepara nuovi impianti e l’ingresso di cittadini e associazioni.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Un’idea che cresce con le persone</strong></p>
<p>“<em>È un progetto nato dal basso, ancor prima del Covid</em>”, racconta Cecchini. “<em>Poi, con l’aumento dei costi dell’energia, abbiamo ripreso in mano la questione. Avevamo già incontrato le aziende e abbiamo chiesto loro se fossero ancora interessate a mettersi insieme per ridurre i costi energetici</em>”. Partire dalle imprese significava coinvolgere soggetti con consumi rilevanti, pronti a investire in un percorso complesso. “<em>Avevamo un segretario comunale molto appassionato a questi temi e anche l’assessore ci credeva. Le cose nascono e soprattutto vanno avanti, superando gli ostacoli, quando ci sono persone motivate</em>”, ricorda la sindaca.</p>
<p>Costituita nel 2024 come associazione riconosciuta del Terzo settore, la Cer vede il Comune tra i soci fondatori. <strong>Una scelta organizzativa pensata per dare continuità al progetto anche al cambiare dell’amministrazione</strong>: l’ente locale partecipa, mentre la comunità mantiene la propria autonomia.vLa Cer è già stata attivata con gli impianti esistenti delle imprese associate. La condivisione dell’energia avviene virtualmente, attraverso la rete elettrica, e dà accesso agli incentivi previsti per l’energia condivisa.<br />
<img decoding="async" class=" wp-image-114820 aligncenter" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/Logo-CER-ufficiale.png" alt="CER Capannoli" width="516" height="236" srcset="https://asvis.it/wp-content/uploads/Logo-CER-ufficiale-300x137.png 300w, https://asvis.it/wp-content/uploads/Logo-CER-ufficiale-400x183.png 400w, https://asvis.it/wp-content/uploads/Logo-CER-ufficiale-768x351.png 768w, https://asvis.it/wp-content/uploads/Logo-CER-ufficiale-800x366.png 800w, https://asvis.it/wp-content/uploads/Logo-CER-ufficiale-1200x548.png 1200w, https://asvis.it/wp-content/uploads/Logo-CER-ufficiale-1536x702.png 1536w, https://asvis.it/wp-content/uploads/Logo-CER-ufficiale.png 2481w" sizes="(max-width: 516px) 100vw, 516px" /></p>
<p><strong>Il terreno pubblico e il ritorno per il territorio</strong></p>
<p>Il Comune disponeva di un terreno da destinare a interventi di carattere ambientale. La decisione di concederlo in comodato gratuito alla Cer, per realizzare un impianto fotovoltaico da un megawatt, ha richiesto un approfondimento specifico: occorreva motivare quale interesse pubblico giustificasse la messa a disposizione del bene. “<em>È stato il passaggio più delicato. La domanda era: cosa ci guadagna il Comune a concedere gratuitamente il terreno?</em>”, spiega Cecchini. La risposta è stata costruita attorno alla ricaduta sociale del progetto: destinare parte delle risorse generate dagli incentivi a un fondo per i cittadini.</p>
<p>Il fondo dovrebbe sostenere piccoli investimenti in sostenibilità, come la sostituzione degli infissi e interventi di efficienza energetica nelle abitazioni, comprese quelle popolari. <strong>Il comodato si lega così a un beneficio per la collettività.</strong>Per il nuovo impianto la Cer ha ottenuto un contributo del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) di 400mila euro, pari al 40% dell’investimento previsto. Secondo quanto riferisce la sindaca, la progettazione esecutiva è in corso; un finanziamento rivolto alle Cer sosterrà la realizzazione di nuovi impianti delle singole imprese associate.</p>
<p><strong> <img decoding="async" class=" wp-image-114821 aligncenter" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/IMG-20260928-WA00351-Copia.jpg" alt="CER Capannoli" width="509" height="300" srcset="https://asvis.it/wp-content/uploads/IMG-20260928-WA00351-Copia-300x177.jpg 300w, https://asvis.it/wp-content/uploads/IMG-20260928-WA00351-Copia-400x236.jpg 400w, https://asvis.it/wp-content/uploads/IMG-20260928-WA00351-Copia-768x453.jpg 768w, https://asvis.it/wp-content/uploads/IMG-20260928-WA00351-Copia-800x471.jpg 800w, https://asvis.it/wp-content/uploads/IMG-20260928-WA00351-Copia-1200x707.jpg 1200w, https://asvis.it/wp-content/uploads/IMG-20260928-WA00351-Copia-1536x905.jpg 1536w, https://asvis.it/wp-content/uploads/IMG-20260928-WA00351-Copia.jpg 1575w" sizes="(max-width: 509px) 100vw, 509px" /></strong></p>
<p><strong>Competenze e partecipazione per proseguire</strong></p>
<p>“<em>La complicazione maggiore è la gestione amministrativa. Servono competenze specifiche, il bilanciamento tra produttori e consumatori è difficile e anche la gestione dei rapporti con il Gse è complessa</em>”, osserva Cecchini, riferendosi al Gestore dei servizi energetici. La comunità si avvale del supporto del <strong>Polo tecnologico di Navacchio</strong>. Secondo Cecchini, un affiancamento anche a livello regionale potrebbe rafforzare le competenze a disposizione delle amministrazioni nella gestione delle Cer.</p>
<p>“<em>Ci sono aziende molto preparate e motivate, altre che hanno scelto di fidarsi e investire insieme a noi</em>”, racconta. La partecipazione ai bandi e l’ottenimento dei finanziamenti hanno alimentato l’entusiasmo dei soci e aperto nuove possibilità di sviluppo. “<em>Adesso il progetto è pronto a decollare</em>”. <strong>Dopo la prima fase di consolidamento, la Cer punta ad accogliere altre imprese, cittadini e associazioni</strong> e ha attivato la possibilità di ricevere il cinque per mille. Intanto una studentessa sta dedicando all’esperienza la propria tesi di laurea: un’occasione per studiare il percorso e farlo conoscere, mentre si lavora ai nuovi impianti e all’ampliamento della partecipazione.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter  wp-image-114822" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/Foto-mia.jpg" alt="CER Capannoli" width="239" height="356" srcset="https://asvis.it/wp-content/uploads/Foto-mia-202x300.jpg 202w, https://asvis.it/wp-content/uploads/Foto-mia.jpg 344w" sizes="(max-width: 239px) 100vw, 239px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/capannoli-la-comunita-energetica-che-unisce-comuni-imprese-e-cittadini/">Capannoli, la comunità energetica che unisce Comuni, imprese e cittadini</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Poche risorse alla cooperazione e un Piano Mattei fragile</title>
		<link>https://asvis.it/rapporto-2026-goal-17-partnership-per-gli-obiettivi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Elita Viola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2026 06:15:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://asvis.it/?p=114800</guid>

					<description><![CDATA[<p>Rapporto ASviS 2026, Goal 17: l'aiuto allo sviluppo è lontano dal target fissato dall’Agenda 2030. Criticità sul Piano Mattei e sulla gestione securitaria delle migrazioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/rapporto-2026-goal-17-partnership-per-gli-obiettivi/">Poche risorse alla cooperazione e un Piano Mattei fragile</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-11 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-position-top:20px;--awb-position-bottom:20px;--awb-padding-right:0px;--awb-padding-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-22 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-19"><h2>La situazione in Italia</h2>
<p>Secondo i dati preliminari elaborati dal Comitato di assistenza allo sviluppo dell’OCSE, <strong>nel 2025 l’Aiuto pubblico allo sviluppo (APS) dell’Italia è lievemente aumentato in termini reali,</strong> raggiungendo 7,3 miliardi di dollari (0,30% del Reddito nazionale lordo), <strong>ma resta lontano dal target dello 0,7% fissato dall’Agenda 2030</strong>. Questo uno dei principali elementi che emerge dall’analisi riportata nel <a href="https://asvis.it/rapporto-asvis-2026/"><strong>Rapporto ASviS 2026</strong></a> per quanto riguarda <strong>l’Obiettivo 17 </strong>focalizzato su multilateralismo e cooperazione.</p>
<p>Una delle principali criticità dell’Aps è rappresentato dal fatto che circa 1,5 miliardi di euro (20,6% del totale) sono assorbiti dai <strong>costi di accoglienza dei richiedenti asilo</strong> per i primi 12 mesi di presenza nel nostro Paese. Si tratta in realtà di risorse gestite direttamente dal Ministero dell’Interno ma contabilizzate nel flusso dell’aiuto allo sviluppo, nonostante tali finanziamenti rimangano nei confini italiani e nonostante nel 2025 si sia dimezzato il numero dei migranti (da 150mila nel 2023 a 66mila nel 2025).</p>
</div><div class="flourish-embed flourish-chart" data-src="story/3845477"><script src="https://public.flourish.studio/resources/embed.js"></script><noscript><img decoding="async" src="https://public.flourish.studio/story/3845477/thumbnail" width="100%" alt="visualization" /></noscript></div><div class="fusion-text fusion-text-20"><p>Anche per il Piano Mattei, programma cardine della politica estera e di cooperazione del Governo italiano, le risorse risultano insufficienti rispetto ai Paesi coinvolti (si è anche passati dai 9 Paesi africani pilota del 2024 ai 18 attuali). Permangono criticità inoltre sulla trasparenza delle operazioni di <em>blending </em>(ovvero dei finanziamenti misti di capitali pubblici e privati), sul modello di conversione del debito dei Paesi in via di sviluppo (stimato in 245 milioni, ma il cui processo non è chiaro se sarà fondato sui diritti delle comunità locali o sugli interessi economici), sull&#8217;applicazione di standard socio-ambientale di sostenibilità, nonché sul mancato coinvolgimento delle società civili africane e sulla mancanza di valutazioni d&#8217;impatto ex ante.</p>
<p>Infine, a dieci anni dalla Legge 145/2016 che ha ridisegnato il modello della cooperazione allo sviluppo italiana, è necessaria una valutazione sull&#8217;efficacia delle <strong>missioni internazionali</strong>, il cui controllo democratico è stato negli anni progressivamente limitato dato che il Parlamento è stato spesso chiamato ad autorizzare interventi già operativi.</p>
</div><div class="fusion-video fusion-youtube" style="--awb-max-width:1000px;--awb-max-height:600px;--awb-align-self:center;--awb-width:100%;--awb-margin-bottom:20px;"><div class="video-shortcode"><lite-youtube videoid="GzFGmkST9_4" class="landscape" params="wmode=transparent&autoplay=1&amp;enablejsapi=1" title="YouTube video player 2" data-button-label="Play Video" width="1000" height="600" data-thumbnail-size="auto" data-no-cookie="on"></lite-youtube></div></div></div></div></div></div><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-12 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-position-top:20px;--awb-position-bottom:20px;--awb-padding-right:0px;--awb-padding-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-stretch fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-23 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-21"><h2><strong>Proposte per la prossima legislatura. E non solo</strong></h2>
<p>È prioritario quindi intervenire su quantità e qualità delle risorse destinate alla cooperazione, garantendo coerenza e stabilità. Occorre inoltre modificare la gestione prettamente securitaria del fenomeno migratorio. In particolare serve:</p>
</div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-24 fusion_builder_column_1_3 1_3 fusion-flex-column" style="--awb-padding-top:20px;--awb-padding-right:20px;--awb-padding-bottom:20px;--awb-padding-left:20px;--awb-overflow:hidden;--awb-bg-color:var(--awb-color5);--awb-bg-color-hover:var(--awb-color5);--awb-bg-size:cover;--awb-border-radius:8px 8px 8px 8px;--awb-width-large:33.333333333333%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:5.76%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:5.76%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;" data-scroll-devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-title title fusion-title-13 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-five" style="--awb-text-color:var(--awb-color1);--awb-margin-bottom:8px;--awb-margin-top-small:0px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:20px;--awb-margin-left-small:0px;"><h5 class="fusion-title-heading title-heading-left" style="margin:0;text-transform:none;line-height:1.3;"><strong>Introdurre un meccanismo di programmazione certo e progressivo</strong> per raggiungere lo 0,70% del RNL per l’APS entro il 2030, a partire dalla Legge di Bilancio 2027, e riconoscere le spese per la cooperazione come oneri inderogabili e non rimodulabili.</h5></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-25 fusion_builder_column_1_3 1_3 fusion-flex-column" style="--awb-padding-top:20px;--awb-padding-right:20px;--awb-padding-bottom:20px;--awb-padding-left:20px;--awb-overflow:hidden;--awb-bg-color:var(--awb-color5);--awb-bg-color-hover:var(--awb-color5);--awb-bg-size:cover;--awb-border-radius:8px 8px 8px 8px;--awb-width-large:33.333333333333%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:5.76%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:5.76%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;" data-scroll-devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-title title fusion-title-14 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-five" style="--awb-text-color:var(--awb-color1);--awb-margin-bottom:8px;--awb-margin-top-small:0px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:20px;--awb-margin-left-small:0px;"><h5 class="fusion-title-heading title-heading-left" style="margin:0;text-transform:none;line-height:1.3;"><strong>Verificare i costi effettivi di accoglienza rendicontati nell&#8217;APS</strong> in sede di assestamento di bilancio, destinando le eventuali eccedenze a interventi di cooperazione.</h5></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-26 fusion_builder_column_1_3 1_3 fusion-flex-column" style="--awb-padding-top:20px;--awb-padding-right:20px;--awb-padding-bottom:20px;--awb-padding-left:20px;--awb-overflow:hidden;--awb-bg-color:var(--awb-color5);--awb-bg-color-hover:var(--awb-color5);--awb-bg-size:cover;--awb-border-radius:8px 8px 8px 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modo trasparente le attività del Piano Mattei</strong>, riequilibrandolo verso tematiche sociali e diritti umani, applicando standard socio-ambientali e valutazioni di impatto (ex ante, in itinere, ex post).</h5></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-27 fusion_builder_column_1_3 1_3 fusion-flex-column" style="--awb-padding-top:20px;--awb-padding-right:20px;--awb-padding-bottom:20px;--awb-padding-left:20px;--awb-overflow:hidden;--awb-bg-color:var(--awb-color5);--awb-bg-color-hover:var(--awb-color5);--awb-bg-size:cover;--awb-border-radius:8px 8px 8px 8px;--awb-width-large:33.333333333333%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:5.76%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:5.76%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;" data-scroll-devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-title title fusion-title-16 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-five" style="--awb-text-color:var(--awb-color1);--awb-margin-bottom:8px;--awb-margin-top-small:0px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:20px;--awb-margin-left-small:0px;"><h5 class="fusion-title-heading title-heading-left" style="margin:0;text-transform:none;line-height:1.3;"><strong>Porre al centro delle politiche migratorie rigorosi criteri di conformità al diritto internazionale e umanitario</strong> negli accordi con i Paesi di transito e abbandonare l&#8217;esternalizzazione delle procedure di asilo.</h5></div></div></div><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-28 fusion_builder_column_1_3 1_3 fusion-flex-column" style="--awb-padding-top:20px;--awb-padding-right:20px;--awb-padding-bottom:20px;--awb-padding-left:20px;--awb-overflow:hidden;--awb-bg-color:var(--awb-color5);--awb-bg-color-hover:var(--awb-color5);--awb-bg-size:cover;--awb-border-radius:8px 8px 8px 8px;--awb-width-large:33.333333333333%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:5.76%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:5.76%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;" data-scroll-devices="small-visibility,medium-visibility,large-visibility"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-title title fusion-title-17 fusion-sep-none fusion-title-text fusion-title-size-five" style="--awb-text-color:var(--awb-color1);--awb-margin-bottom:8px;--awb-margin-top-small:0px;--awb-margin-right-small:0px;--awb-margin-bottom-small:20px;--awb-margin-left-small:0px;"><h5 class="fusion-title-heading title-heading-left" style="margin:0;text-transform:none;line-height:1.3;"><strong>Rafforzare le vie di migrazione regolare per lavoro</strong>, modificando il meccanismo dei &#8220;flussi&#8221; e istituendo sponsorizzazioni con enti certificati per un reale inserimento lavorativo.</h5></div></div></div></div></div><div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-13 fusion-flex-container has-pattern-background has-mask-background nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-position-top:20px;--awb-position-bottom:20px;--awb-padding-right:0px;--awb-padding-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-29 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:20px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-order-medium:0;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-order-small:0;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-column-has-shadow fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-22"><h2><strong>La situazione in Europa</strong></h2>
<p><strong>L’Italia resta lontana dalla media europea </strong>per quota di Pil dedicata all&#8217;Aiuto pubblico allo sviluppo e presenta un debito pubblico molto più elevato, superando l&#8217;UE solo per quanto riguarda la quota di importazioni dai Paesi in via di sviluppo. L’Unione Europea, pur avendo toccato il picco storico dello 0,59% di APS nel 2022 e procedendo verso l&#8217;obiettivo, mostra criticità: secondo EURODAD, nel 2025 <strong>i Paesi europei hanno tagliato l&#8217;APS del 9,8%,</strong> <strong>a fronte di spese militari NATO sei volte superiori</strong>. Continua inoltre la trasformazione della cooperazione in uno strumento di esternalizzazione e contenimento migratorio: il nuovo Bilancio e il Patto Asilo e Migrazioni riducono le garanzie sui diritti umani, rafforzano Frontex ed espongono l&#8217;UE ai ricatti delle autocrazie nei Paesi terzi.</p>
</div><div class="fusion-image-element" style="text-align:center;--awb-margin-top:20px;--awb-margin-right:0px;--awb-margin-bottom:20px;--awb-margin-left:0px;--awb-caption-title-font-family:var(--h2_typography-font-family);--awb-caption-title-font-weight:var(--h2_typography-font-weight);--awb-caption-title-font-style:var(--h2_typography-font-style);--awb-caption-title-size:var(--h2_typography-font-size);--awb-caption-title-transform:var(--h2_typography-text-transform);--awb-caption-title-line-height:var(--h2_typography-line-height);--awb-caption-title-letter-spacing:var(--h2_typography-letter-spacing);"><span class=" fusion-imageframe imageframe-none imageframe-5 hover-type-none"><img decoding="async" width="1924" height="1026" title="Goal 17_Rapporto ASviS 2026" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/Goal-17_Rapporto-ASviS-2026.png" alt class="img-responsive wp-image-114803" srcset="https://asvis.it/wp-content/uploads/Goal-17_Rapporto-ASviS-2026-400x213.png 400w, https://asvis.it/wp-content/uploads/Goal-17_Rapporto-ASviS-2026-800x427.png 800w, https://asvis.it/wp-content/uploads/Goal-17_Rapporto-ASviS-2026-1200x640.png 1200w, https://asvis.it/wp-content/uploads/Goal-17_Rapporto-ASviS-2026.png 1924w" sizes="(max-width: 1250px) 100vw, (max-width: 640px) 100vw, 1200px" /></span></div><div class="fusion-text fusion-text-23"><h2><strong>La situazione nel mondo</strong></h2>
<p>Anche a livello globale le risorse destinate alla cooperazione hanno fatto registrare, secondo i dati OCSE per il 2025, una drastica contrazione: una riduzione in termini reali del 23,1% (da 212 a 174 miliardi di dollari), destinata a proseguire nel 2026 (-6,9%). Questo calo ha colpito duramente gli aiuti umanitari (-35%) e le risorse destinate ai Paesi più fragili e meno sviluppati (-26%), con un impatto severo sull’Africa subsahariana. Inoltre, la componente &#8220;a dono&#8221; degli aiuti bilaterali ha subito un drastico ridimensionamento, impattando negativamente su sanità, sicurezza alimentare ed educazione.</p>
</div></div></div></div></div></p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/rapporto-2026-goal-17-partnership-per-gli-obiettivi/">Poche risorse alla cooperazione e un Piano Mattei fragile</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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		<title>I social ci rendono infelici? La fotografia emotiva del mondo secondo Gallup</title>
		<link>https://asvis.it/i-social-ci-rendono-infelici-la-fotografia-emotiva-del-mondo-secondo-gallup/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tommaso Tautonico]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2026 15:49:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[#giovani]]></category>
		<category><![CDATA[#salute]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://asvis.it/?p=114794</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tra abitudini digitali, stress crescente e crisi prolungate, come cambia il benessere emotivo?</p>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/i-social-ci-rendono-infelici-la-fotografia-emotiva-del-mondo-secondo-gallup/">I social ci rendono infelici? La fotografia emotiva del mondo secondo Gallup</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-fullwidth fullwidth-box fusion-builder-row-14 fusion-flex-container nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling" style="--awb-border-radius-top-left:0px;--awb-border-radius-top-right:0px;--awb-border-radius-bottom-right:0px;--awb-border-radius-bottom-left:0px;--awb-flex-wrap:wrap;" ><div class="fusion-builder-row fusion-row fusion-flex-align-items-flex-start fusion-flex-content-wrap" style="max-width:1216.8px;margin-left: calc(-4% / 2 );margin-right: calc(-4% / 2 );"><div class="fusion-layout-column fusion_builder_column fusion-builder-column-30 fusion_builder_column_1_1 1_1 fusion-flex-column" style="--awb-bg-size:cover;--awb-width-large:100%;--awb-margin-top-large:0px;--awb-spacing-right-large:1.92%;--awb-margin-bottom-large:0px;--awb-spacing-left-large:1.92%;--awb-width-medium:100%;--awb-spacing-right-medium:1.92%;--awb-spacing-left-medium:1.92%;--awb-width-small:100%;--awb-spacing-right-small:1.92%;--awb-spacing-left-small:1.92%;"><div class="fusion-column-wrapper fusion-flex-justify-content-flex-start fusion-content-layout-column"><div class="fusion-text fusion-text-24"><p>Trascorrere più tempo sui <strong>social network</strong> non significa necessariamente essere meno felici. E utilizzarli poco non garantisce un maggiore benessere. È uno dei risultati più sorprendenti dello <a href="https://www.gallup.com/file/analytics/715250/State-of-the-Worlds-Emotional-Health-2026_Report.pdf">State of the World&#8217;s Emotional Health 2026</a>, il rapporto realizzato da Gallup in collaborazione con il World Health Summit, che <strong>mette in discussione alcune convinzioni diffuse</strong> sul rapporto tra vita digitale e salute emotiva. L&#8217;indagine, condotta in 97 Paesi tra persone dai 15 anni in su, racconta un mondo in cui le connessioni digitali sono ormai parte della quotidianità, ma il loro rapporto con le emozioni è tutt&#8217;altro che scontato. Una mediana dell&#8217;81% degli intervistati dichiara di aver utilizzato i social nell&#8217;ultima settimana, percentuale che raggiunge il 95% tra i 15 e i 29 anni. Eppure, dietro questi numeri si nasconde una questione più complessa: <strong>quanto del nostro benessere dipende realmente da ciò che facciamo online</strong> e quanto, invece, dalle condizioni in cui viviamo?</p>
</div><div class="fusion-image-element" style="text-align:center;--awb-margin-top:20px;--awb-margin-bottom:20px;--awb-caption-title-font-family:var(--h2_typography-font-family);--awb-caption-title-font-weight:var(--h2_typography-font-weight);--awb-caption-title-font-style:var(--h2_typography-font-style);--awb-caption-title-size:var(--h2_typography-font-size);--awb-caption-title-transform:var(--h2_typography-text-transform);--awb-caption-title-line-height:var(--h2_typography-line-height);--awb-caption-title-letter-spacing:var(--h2_typography-letter-spacing);"><span class=" fusion-imageframe imageframe-none imageframe-6 hover-type-none"><img decoding="async" width="989" height="527" title="fig 1 (1)" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/fig-1-1.jpg" alt class="img-responsive wp-image-114796" srcset="https://asvis.it/wp-content/uploads/fig-1-1-400x213.jpg 400w, https://asvis.it/wp-content/uploads/fig-1-1-800x426.jpg 800w, https://asvis.it/wp-content/uploads/fig-1-1.jpg 989w" sizes="(max-width: 1250px) 100vw, (max-width: 640px) 100vw, 989px" /></span></div><div class="fusion-text fusion-text-25"><h3><strong>Più tempo online significa meno felicità?</strong></h3>
<p>La risposta di Gallup è meno immediata di quanto si potrebbe pensare. Chi trascorre sui social tra 30 minuti e meno di due ore al giorno presenta, su diversi indicatori, un <strong>benessere emotivo</strong> relativamente migliore rispetto a chi li utilizza pochissimo o per molte ore. Gli utilizzatori più intensivi, quelli che superano le due ore quotidiane, riferiscono più frequentemente rabbia, tristezza, solitudine e preoccupazione. Ma anche chi usa poco o per nulla queste piattaforme tende a riportare meno esperienze positive e una valutazione meno favorevole della propria vita. Le differenze, peraltro, cambiano da un Paese all&#8217;altro: <strong>nelle economie ad alto reddito un utilizzo intenso si associa a una minore soddisfazione</strong> per la propria esistenza, mentre altrove questa relazione non emerge con la stessa evidenza. Non si tratta, avvertono i ricercatori, di <strong>dimostrare che i social rendano felici o infelici</strong>. L&#8217;indagine individua associazioni, non rapporti di causa ed effetto, e non misura che cosa le persone facciano effettivamente sulle piattaforme. Il tempo trascorso davanti a uno schermo, insomma, racconta soltanto una parte della storia.</p>
</div><div class="fusion-image-element" style="text-align:center;--awb-margin-top:20px;--awb-margin-bottom:20px;--awb-caption-title-font-family:var(--h2_typography-font-family);--awb-caption-title-font-weight:var(--h2_typography-font-weight);--awb-caption-title-font-style:var(--h2_typography-font-style);--awb-caption-title-size:var(--h2_typography-font-size);--awb-caption-title-transform:var(--h2_typography-text-transform);--awb-caption-title-line-height:var(--h2_typography-line-height);--awb-caption-title-letter-spacing:var(--h2_typography-letter-spacing);"><span class=" fusion-imageframe imageframe-none imageframe-7 hover-type-none"><img decoding="async" width="627" height="659" title="fig 2 (1)" src="https://asvis.it/wp-content/uploads/fig-2-1.jpg" alt class="img-responsive wp-image-114797" srcset="https://asvis.it/wp-content/uploads/fig-2-1-400x420.jpg 400w, https://asvis.it/wp-content/uploads/fig-2-1.jpg 627w" sizes="(max-width: 1250px) 100vw, (max-width: 640px) 100vw, 627px" /></span></div><div class="fusion-text fusion-text-26"><h3><strong>Un mondo che continua a convivere con lo stress</strong></h3>
<p>Per comprendere il resto bisogna allargare lo sguardo. Da vent&#8217;anni Gallup chiede alle persone di <strong>raccontare le emozioni vissute</strong> durante il giorno precedente, costruendo una fotografia del benessere che va oltre il reddito e le condizioni materiali. I dati globali più recenti, riferiti al 2025, mostrano che <strong>il 38% degli intervistati ha provato preoccupazione per buona parte della giornata</strong> e il 36% stress, mentre il 26% ha sperimentato tristezza. Sono percentuali rimaste sostanzialmente stabili rispetto all&#8217;anno precedente, ma sensibilmente superiori a quelle di vent&#8217;anni fa. Dal 2006 la <strong>preoccupazione e la tristezza sono aumentate di otto punti percentuali</strong>, lo stress di sette. Eppure, nello stesso periodo, molte emozioni positive hanno resistito: la frequenza con cui le persone dichiarano di aver sorriso o riso è rimasta pressoché invariata, mentre è cresciuta la quota di chi afferma di aver imparato o fatto qualcosa di interessante. È un&#8217;apparente contraddizione che rivela qualcosa di importante: sofferenza e benessere non sono necessariamente condizioni che si escludono. Si può attraversare un periodo difficile e continuare a trovare momenti di gioia, curiosità o vicinanza agli altri.</p>
<h3><strong>L&#8217;Afghanistan, dove la fine della guerra non ha cancellato la sofferenza</strong></h3>
<p>C&#8217;è un Paese in cui questa convivenza tra emozioni assume un significato particolarmente profondo. È l&#8217;Afghanistan, dove Gallup è tornata a intervistare la popolazione nel 2026, dopo tre anni di assenza. Qui <strong>la fine della guerra non ha coinciso con la fine della crisi</strong>. Il 62% degli intervistati dichiara di aver provato preoccupazione durante buona parte del giorno precedente, il 56% stress e il 44% tristezza. Soltanto un afgano su quattro riferisce di aver vissuto momenti di piacere o di aver sorriso e riso. Sono dati che raccontano quanto le conseguenze di una crisi prolungata possano continuare a pesare sulla vita quotidiana, anche quando il conflitto armato è terminato. Ma mostrano anche che le <strong>emozioni positive</strong>, pur diventando meno frequenti, non scompaiono del tutto.<br />
Per il Rapporto la salute emotiva non dipende soltanto dalle abitudini individuali, digitali o meno, ma anche dalla sicurezza, dalle relazioni sociali, dalle opportunità e dalla stabilità delle comunità. Per questo, <strong>comprendere come stanno le persone</strong> significa guardare oltre gli indicatori economici e sanitari tradizionali, riconoscendo il benessere emotivo come una dimensione essenziale della <strong>qualità della vita</strong>. La domanda iniziale, allora, cambia prospettiva: non basta chiedersi quanto tempo trascorriamo sui social, ma anche quali condizioni ci permettano, ogni giorno, di vivere meglio.</p>
<p><strong><a href="https://www.gallup.com/file/analytics/715250/State-of-the-Worlds-Emotional-Health-2026_Report.pdf">Leggi lo State of the World’s Emotional Health</a></strong></p>
</div></div></div></div></div>
<p>L'articolo <a href="https://asvis.it/i-social-ci-rendono-infelici-la-fotografia-emotiva-del-mondo-secondo-gallup/">I social ci rendono infelici? La fotografia emotiva del mondo secondo Gallup</a> proviene da <a href="https://asvis.it">ASviS</a>.</p>
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