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	<title>Altura Labs</title>
	
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		<title>Nasce il nuovo Omnidreams</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2010/06/08/omnidreams/</link>
		<comments>http://www.alturalabs.com/blog/2010/06/08/omnidreams/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 13:12:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Lanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altura Labs]]></category>
		<category><![CDATA[diari di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Omnidreams]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alturalabs.com/blog/?p=793</guid>
		<description><![CDATA[Nasce il Nuovo Omnidreams Completamente rinnovato nella grafica e nella sostanza. Uno spazio interamente dedicato agli appassionati del "Viaggio" inteso come esperienza da condividere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></a>Siamo felici di comunicare che da ieri è online la nuovissima release di <a href="http://www.omnidreams.net">Omnidreams</a></p>
<p>A 7 anni dalla sua nascita e con oltre 800.000 unique visitors al mese Omnidreams negli anni ha rappresentato, per gli utenti italiani e spagnoli, un punto di riferimento importante, una vera e propria bussola per le prenotazioni di voli, hotel e pacchetti vacanze.<br />
Omnidreams ha intermediato mediamente 1000 vacanze l&#8217;anno, 3000 voli e 6000 notti d&#8217;albergo, assicurando sempre ai propri utenti un&#8217;ampia possibilità di scelta tra le offerte degli operatori travel più affidabili e rilevanti della rete.<br />
<a href="http://www.alturalabs.com/blog/2010/06/08/omnidreams/omnidreams-2/" rel="attachment wp-att-842"><img src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2010/06/omnidreams-e1276002200960-400x200.jpg" alt="" title="omnidreams" width="500" height="250" class="aligncenter size-medium wp-image-842" /></a></p>
<p>Il nuovo Omnidreams  risponde alla richiesta che, negli anni  sempre più insistente, ci è giunta dai nostri utenti : partecipare,  raccontare e condividere le proprie esperienze di viaggio.</p>
<p>Omnidreams così da spazio ai propri utenti, diviene luogo di condivisione e di scambio. Il viaggiatore protagonista di Omnidreams è l’appassionato , colui che riconosce nei sapori, nei colori, nelle sfumature di un viaggio, una risorsa da raccontare, da condividere  e mettere al servizio degli altri.<br />
Omnidreams permetterà a tutti i <em>“Viaggiatori”</em> che lo vorranno  di avere uno spazio tutto per loro, dove caricare e gestire, oltre che i propri diari e racconti di viaggio anche foto e video.</p>
<p>Ai <em>&#8220;Viaggiatori&#8221;</em> più attivi Omnidreams riserverà grandi sorprese che renderanno il viaggio che verrà, più semplice… diciamo pure più conveniente.</p>
<p>Ogni Viaggiatore avrà un proprio profilo e una bacheca, sarà dunque semplicissimo fare amicizia e condividere  passioni e idee fra persone che hanno gli stessi interessi, lo stesso sogno o progetti di viaggio ancora da realizzare.<br />
Anche la grafica e il layout del nuovo Omnidreams seguono questo spirito, accompagnando l&#8217;utente alla scoperta di articoli, testiomonianze e itinerari correlati fra loro e contemporaneamnete riconducibili ad un luogo piuttosto che ad una regione o un continente.</p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/AlturaBlog?a=3tGsgV1J4iU:qMawT0kzpBM:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/AlturaBlog?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/AlturaBlog?a=3tGsgV1J4iU:qMawT0kzpBM:D7DqB2pKExk"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/AlturaBlog?i=3tGsgV1J4iU:qMawT0kzpBM:D7DqB2pKExk" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/AlturaBlog?a=3tGsgV1J4iU:qMawT0kzpBM:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/AlturaBlog?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a>
</div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Anche una pagina di errore può essere piacevole</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2009/07/02/anche-una-pagina-di-errore-puo-essere-piacevole/</link>
		<comments>http://www.alturalabs.com/blog/2009/07/02/anche-una-pagina-di-errore-puo-essere-piacevole/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 14:08:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Carletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altura Labs]]></category>
		<category><![CDATA[Web Design]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alturalabs.com/blog/?p=784</guid>
		<description><![CDATA[Anche una pagina di errore può comunque risultare piacevole: ecco come si presentano le pagine di errore del sito di Altura.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avrei voluto intitolare questo post <span id="__end"><span id="__end"><strong>deliri grafici</strong>, ma probabile che <a href="http://www.alturalabs.com/people/improta">qualcuno</a> avrebbe avuto da ridire.</span></span> <img src='http://www.alturalabs.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Nel recente <a href="http://www.alturalabs.com/blog/2009/06/05/online-il-nuovo-sito-di-altura-labs/">redesign del sito di Altura</a> abbiamo cercato di curare il maggior numero di dettagli possibile per rendere il sito accattivante ma, allo stesso modo, usabile ed orientato agli utenti.</p>
<p>Una di queste modifiche riguarda le pagine di errore e manutenzione, come ad esempio la pagina 404 o 500. Il nostro desiderio è quello di renderle più espressive e meno allarmanti. Dopo tutto, anche una pagina di errore può comunque risultare piacevole.</p>
<p>Le modifiche sono state pubblicate qualche giorno fa, in una delle periodiche release di manutenzione. Ecco il risultato.<span id="more-784"></span></p>
<h2>Pagina Manutenzione</h2>
<p><a href="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/alturalabs-maintenance.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-787" title="alturalabs-maintenance" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/alturalabs-maintenance-400x313.png" alt="alturalabs-maintenance" width="400" height="313" /></a></p>
<p>Questa pagina è visualizzata quando il sito è in manutenzione, in genere contestualmente al deploy di una nuova release sui server di produzione.</p>
<h2>Pagina errore 500 del server</h2>
<p><a href="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/alturalabs-500.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-786" title="alturalabs-500" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/alturalabs-500-400x313.png" alt="alturalabs-500" width="400" height="313" /></a></p>
<p>Questa pagina è visualizzata nel caso in cui qualcosa non funzioni per colpa nostra.</p>
<h2>Pagina errore 404</h2>
<p><a href="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/alturalabs-404.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-785" title="alturalabs-404" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/alturalabs-404-400x313.png" alt="alturalabs-404" width="400" height="313" /></a></p>
<p>Questa pagina è mostrata nel caso in cui si raggiunga un URL invalido o una pagina non più disponibile.</p>
<p><strong>Suggerimento.</strong> <em>Per comprendere al meglio le pagine 404 e 500 è necessario aver cliccato almeno una volta sulla tab contatti.</em></p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Come ampiamente dimostrato da studi di usabilità e ricerche, la creazione di pagine di errore personalizzate migliora l&#8217;esperienza di navigazione dell&#8217;utente. Lato tecnico, la loro personalizzazione è un&#8217;ottima opportunità per inserire strumenti di notifica adeguati al fine di individuare e correggere al più presto errori di sviluppo o progettazione.</p>
<p>Lato marketing, le pagine di errore personalizzate sono uno strumento utile per arginare possibili &#8220;perdite&#8221; e ridurre la percentuale di abbandono del sito da parte dell&#8217;utente. Immaginate un utente che arriva sul vostro sito da un link invalido, incompleto o datato. La pagina di errore potrebbe fornirgli valide alternative per proseguire la navigazione.</p>
<p>Per quanto ci riguarda, il sito di Altura è il primo progetto che ha visto coinvolto uno studio grafico delle pagine di manutenzione ma, di certo, non è l&#8217;ultimo. Abbiamo già previsto il rilascio di aggiornamenti agli altri <a href="http://www.alturalabs.com/projects">progetti</a> nelle prossime release di manutenzione.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Obiettivi di Analytics importabili in Google AdWords</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2009/06/18/obiettivi-di-analytics-importabili-in-google-adwords/</link>
		<comments>http://www.alturalabs.com/blog/2009/06/18/obiettivi-di-analytics-importabili-in-google-adwords/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 15:50:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetto Colicci</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[google adwords]]></category>
		<category><![CDATA[google analytics]]></category>

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		<description><![CDATA[Il blog di Google Analytics ha annunciato una novità interessante, è  possibile utilizzare il Conversion Tracking di Adwords utilizzando gli obiettivi di Analytics.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il blog di Google Analytics ha <a href="http://analytics.blogspot.com/2009/06/import-your-google-analytics-goals-into.html">annunciato</a> che è ora possibile utilizzare il Conversion Tracking di Adwords utilizzando gli obiettivi di Analytics, è quindi ora possibile controllare le conversioni di Analytics direttamente nel pannello di AdWords ed al tempo stesso impostare strategie per la gestione a CPA con i suddetti obbiettivi. </p>
<p>E&#8217; sicuramente una novità molto interessante, tenendo conto del fatto che il veccchio conversion tracking non tracciava tutte le tipologie di obiettivi, ad esempio click sui link o all&#8217;interno di filmati Flash.</p>
<p>E&#8217; possibile abilitarlo nella sezione Tools -> Conversion Tracking di Adwords<br />
<img src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/06/Conversion-Tracking_1245339751196.png" alt="Conversion Tracking Adwords" title="Conversion Tracking Adwords" width="700" class="aligncenter size-full wp-image-777" /> </p>
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		</item>
		<item>
		<title>Dietro le quinte del sito di Altura Labs</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2009/06/16/dietro-le-quinte-del-sito-di-altura-labs/</link>
		<comments>http://www.alturalabs.com/blog/2009/06/16/dietro-le-quinte-del-sito-di-altura-labs/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 09:35:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Carletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altura Labs]]></category>
		<category><![CDATA[Web Development]]></category>
		<category><![CDATA[database]]></category>
		<category><![CDATA[mod_rails]]></category>
		<category><![CDATA[php]]></category>
		<category><![CDATA[rails]]></category>
		<category><![CDATA[Ruby]]></category>
		<category><![CDATA[server]]></category>
		<category><![CDATA[wordpress]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.alturalabs.com/blog/?p=763</guid>
		<description><![CDATA[Curiosità tecniche sul dietro le quinte del nostro sito e del nostro blog: dettagli su Ruby, Rails, database e server.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla scorsa settimana è disponibile online il nuovo sito di Altura Labs. Come Claudia ha avuto modo di sottolineare nel <a title="Online il nuovo sito di Altura Labs «  Altura Labs" href="http://www.alturalabs.com/blog/2009/06/05/online-il-nuovo-sito-di-altura-labs/">post di presentazione</a>, il nuovo sito dà ampio spazio ai <a title="I nostri progetti - Altura Labs" href="http://www.alturalabs.com/projects">progetti made in Altura Labs</a> così come alle tecnologie utilizzate. E proprio di tecnologie vorrei parlare in questo mio primo post, rivelando qualche <strong>curiosità tecnica sul dietro le quinte</strong> del nostro sito e del nostro blog.</p>
<h2>Two is meglio che One</h2>
<p>Così come il Maxibon, anche il progetto Alturalabs è composto da due anime: <strong>il sito</strong> ed <strong>il blog</strong>. A voi la scelta su quale corrisponda alla granella e quale al biscotto.</p>
<p>Il sito di Altura Labs è completamente scritto in <strong>Ruby</strong>, basato sul <strong>framework Ruby on Rails</strong>. Al contrario, il blog gira su piattaforma <strong>WordPress</strong> e <strong>PHP 5</strong>. Ebbene sì, se non lo sapevate, è possibile far convivere in modo del tutto trasparente anche su uno stesso server.</p>
<p>Ma vediamo qualche dettaglio in più.</p>
<h2>Sito di Altura Labs</h2>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-765" title="alturalabs-site" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/06/alturalabs-site-400x259.png" alt="alturalabs-site" width="400" height="259" /></p>
<h3>Linguaggio</h3>
<p>Come anticipato, il sito di Altura Labs si basa si basa sul framework <strong>Ruby on Rails</strong>, versione 2.3.2. L&#8217;ambiente di <strong>production</strong> utilizza una versione speciale di <a title="Welcome — Ruby Enterprise Edition" href="http://www.rubyenterpriseedition.com/">Ruby, Ruby Enterprise Edition</a>, per sfruttare a pieno le potenzialità del linguaggio in combinazione con <a title="Overview — Phusion Passenger™ (a.k.a. mod_rails / mod_rack)" href="http://www.modrails.com/">mod_rails</a>.</p>
<p>Personalmente sono molto curioso di provare <strong>Ruby 1.9.1</strong>. Le performance sono eccellenti e la nuova versione si sta comportando decisamente molto bene. Purtroppo, il processo di integrazione di una versione di un linguaggio così profondamente modificata in uno stack di produzione non è attività immediata.</p>
<p>Alturalabs utilizza alcune <strong>GEM</strong> liberamente disponibili. Il nostro <code>environment.rb</code> contiene più o meno le seguenti istruzioni</p>
<pre>config.gem "chrislloyd-gravtastic", :lib =&gt; "gravtastic", :source =&gt; 'http://gems.github.com'
config.gem "lukeredpath-simpleconfig", :lib =&gt; "simple_config", :source =&gt; 'http://gems.github.com'
config.gem "mislav-will_paginate", :lib =&gt; "will_paginate", :source =&gt; 'http://gems.github.com', :version =&gt; '&gt;= 2.3.0'
config.gem "RedCloth", :lib =&gt; 'redcloth', :version =&gt; '&gt;= 4.0'
config.gem "thoughtbot-paperclip", :lib =&gt; "paperclip", :source =&gt; 'http://gems.github.com', :version =&gt; '&gt;= 2.2'
config.gem "thoughtbot-shoulda", :lib =&gt; "shoulda", :source =&gt; 'http://gems.github.com'
config.gem "weppos-helperful", :lib =&gt; "helperful", :source =&gt; 'http://gems.github.com', :version =&gt; '~&gt; 0.3.1'
config.gem "weppos-tabs_on_rails", :lib =&gt; "tabs_on_rails", :source =&gt; 'http://gems.github.com', :version =&gt; '~&gt; 0.3'</pre>
<p>Per i meno tecnici, ecco una breve panoramica.</p>
<ul>
<li><a href="http://github.com/chrislloyd/gravtastic/">chrislloyd-gravtastic</a> è una delle GEM ufficiali l&#8217;integrazione su Rails di <a href="http://gravatar.com/">Gravatar</a>, il servizio che usiamo per mostrarvi le nostre (belle?) facce sia sul blog sia sul sito</li>
<li><a href="http://github.com/lukeredpath/simpleconfig/">lukeredpath-simpleconfig</a> è oramai uno standard de-facto di ogni nostro progetto. Consente la gestione di un sistema di configurazioni globali in modo flessibile, elegante, per environment e con una speciale DSL per la definizione delle variabili.</li>
<li><a href="http://github.com/mislav/will_paginate/">mislav-will_paginate</a> non ha bisogno di presentazioni dato che è lo standard de-facto per la paginazione dei record per ActiveRecord.</li>
<li><a title="RedCloth - Textile for Ruby" href="http://redcloth.org/">RedCloth</a> è un parser Textile per Ruby.</li>
<li><a href="http://github.com/thoughtbot/paperclip">thoughtbot-paperclip</a> è un plugin per l&#8217;upload in Rails. Normalmente la preferiamo ad altre alternative altrettanto note come attachment_fu.</li>
<li><a href="http://github.com/thoughtbot/shoulda">thoughtbot-shoulda</a> è un plugin per semplificare la creazione di unit, functional ed integrational test in Ruby e Rails.</li>
<li><a href="http://github.com/weppos/helperful">weppos-helperful</a> è un plugin Rails che contiene una lista di helper più o meno utili che utilizziamo in molti progetti Rails.</li>
<li><a href="http://github.com/weppos/tabs_on_rails">weppos-tabs_on_rails</a> è un plugin Rails per la creazione gestione di tab e menu di navigazione in Rails.</li>
</ul>
<p>Come avrete senz&#8217;altro notato, diverse di queste GEM sono in realtà plugin per Ruby on Rails. Infatti, normalmente preferiamo utilizzare le GEM quando disponibili. La cartella plugin contiene ugualmente un paio di prodotti interessanti:</p>
<ul>
<li><a href="http://ennerchi.com/projects/jrails">jrails</a> per <a href="http://www.simonecarletti.it/blog/2009/05/rails-e-jquery/">integrare jQuery in Rails</a> come alternativa a Prototype.</li>
<li><a href="http://github.com/rpheath/google_ajax_libraries_api/">Google AJAX Libraries API</a> per sfruttare la versione di jQuery ospitata da Google, traendo così vantaggio dal loro sistema di Content Delivery Network.</li>
</ul>
<h3>Database</h3>
<p>Il database di riferimento per questo e per la maggior parte dei nostri progetti è <strong>PostgreSQL</strong>. Tutte le nostre applicazioni Rails utilizzano PostgreSQL in production ed in staging, mentre normalmente preferiamo <strong>SQLite 3</strong> in fase di test e sviluppo.</p>
<p>PostgreSQL è uno degli ingredienti base delle nostre ricette. Da quest&#8217;anno, Altura Labs è anche <a title="Partner pubblicitari e sponsor del PGDay 2008" href="http://www.pgday.org/it/sponsor">sponsor ufficiale del PGDay</a>. Credo che ci sarà senz&#8217;altro occasione di approfondire l&#8217;argomento in futuro su questo blog.</p>
<h2>Blog di Altura Labs</h2>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-766" title="alturalabs-blog" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/06/alturalabs-blog-400x186.png" alt="alturalabs-blog" width="400" height="186" /></p>
<p>Quanto si è trattato di scegliere quale piattaforma adottare per il blog di Altura Labs non l&#8217;abbiamo tirata troppo per le lunghe. Il blog precedente era ospitato su piattaforma <strong>WordPress</strong> così la scelta è stata abbastanza naturale.</p>
<p>Altra piattaforma altro database. Purtroppo WordPress supporta solo <strong>MySQL</strong> dunque anche in questo caso la scelta è stata obbligata.</p>
<h2>Frontend e Backend Server</h2>
<p>La struttura di frontend e backend dei nostri progetti è mediamente complessa e, da sola, merita un post dedicato.</p>
<p>Senza entrare troppo nei dettagli, sia il sito di Altura sia il blog utilizzano Apache come web server. Nel primo caso si tratta di un&#8217;<strong>installazione multi-thread</strong> con <a title="Overview — Phusion Passenger™ (a.k.a. mod_rails / mod_rack)" href="http://www.modrails.com/">mod_rails</a>, nel secondo di un&#8217;<strong>installazione classica per PHP 5</strong>. Come avrete capito, le due applicazioni girano su due <strong>server differenti.</strong></p>
<p>A gestire le danze ed il traffico ci pensa un frontend server che si occupa delle <strong>operazioni di proxy</strong>. In questo caso il compito è egregiamente assolto dal russo <a title="nginx" href="http://nginx.net/">Nginx</a>.</p>
<h2>E i test?</h2>
<p>Non potevo concludere l&#8217;articolo senza un accenno all&#8217;argomento <strong>test</strong>. Credo che il team di sviluppo non me l&#8217;avrebbe mai perdonato, considerato quanto io sia particolarmente stressante sull&#8217;argomento (ebbene sì, lo ammetto!).</p>
<p>Il sito di Altura è un progetto relativamente semplice ma, nella sua semplicità, comporta comunque un certo grado di complessità. Così come ogni nostro progetto, anche questo comprende unit, functional ed integrational test.</p>
<p><a href="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/06/code-coverage.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-764" title="Code Coverage" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/06/code-coverage-400x337.png" alt="Code Coverage" width="400" height="337" /></a></p>
<p>Il <strong>code coverage</strong> di questo progetto è del <strong>73.4%</strong>. Tipicamente ad abbassare la media sono le funzionalità di caching che, in Rails, sono particolarmente complesse e macchinose da verificare in modo automatico.</p>
<p>Numeri a parte, i test sono un aspetto fondamentale del nostro processo di sviluppo, supporto fondamentale alle periodiche attività di refactoring e manutenzione del codice.</p>
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		<title>Online il nuovo sito di Altura Labs</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2009/06/05/online-il-nuovo-sito-di-altura-labs/</link>
		<comments>http://www.alturalabs.com/blog/2009/06/05/online-il-nuovo-sito-di-altura-labs/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 14:58:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Lanza</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altura Labs]]></category>
		<category><![CDATA[digital revenew]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://alturablog.wordpressmu.alturalabs.com/blog/?p=578</guid>
		<description><![CDATA[Inaugurato oggi il nuovo sito ed il nuovo blog di Altura Labs dando così seguito anche online all'evoluzione da Altura Web Marketing in Altura Labs.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Viene messo online oggi il <strong>nuovo sito di Altura Labs</strong>, dando seguito così, anche online, all’evoluzione di Altura web marketing comunication in Altura Labs.</p>
<p>E&#8217; il Settembre del 2007 quando Altura cambia la propria ragione sociale e si trasforma da Altura s.c.a.r.l. in Altura Labs s.r.l. Cresce il numero di collaboratori che da 5 diventano 16 e cambia ben tre sedi.</p>
<p>Nel corso del 2008, Altura decide di focalizzare i propri sforzi nel consolidamento del proprio network internazionale, lanciando sul mercato un nuovo progetto Travel e un Social basato sul knowledge sharing, contemporaneamente in Italia, Spagna, Germania e Regno Unito.<br />
Per fare ciò e focalizzare i propri sforzi Altura Labs rinuncia al proprio ruolo di media agency e grazie al proficuo e stimolante incontro con Claudio Zamboni (ex Industry Leader di Google) e Kerios Group, da vita, nel luglio del 2008, a <a href="http://www.digitalrevenew.com/">Digital Revenew</a> media agency di cui detiene la quota di maggioranza e che ad oggi conta oltre 20 clienti attivi.<span id="more-578"></span></p>
<p>Il nuovo sito di Altura Labs dà ampio spazio sia ai nuovi <a href="http://www.alturalabs.com/projects">progetti</a> sia ai siti consolidati del network. Network internazionale che ad oggi conta oltre 2.000.000 di utenti unici al mese. Troverete così informazioni sulle tecnologie e le piattaforme  utilizzate, sulla mission che sottende ogni progetto e i paesi coinvolti.<br />
Nella sezione chi siamo avrete modo di conoscere le persone che compongono il team di Altura Labs e alcune simpatiche curiosità sul loro conto.</p>
<p>Rimane ovviamente il <a href="http://www.alturalabs.com/blog/">blog di Altura</a>, da cui ci stai leggendo, con tutti i suoi post e gli interventi del passato ma con una razionalizzazione e una impaginazione differente e speriamo più fruibile.</p>
<p>Se sei interessato ad approfondire le dinamiche e gli step più significativi dell’evoluzione di Altura dal 2003 ad oggi visita la sezione <a href="http://www.alturalabs.com/timeline">timeline</a> e con un semplicissimo scroll potrai avere una panoramica più chiara e dettagliata della nostra &#8220;mutazione&#8221;. Qualcuno già ci chiama&#8230; &#8220;<em><strong>i mutanti del web</strong></em>&#8220;.</p>
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		<title>Il “Sesto Potere”: Google</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2009/05/14/il-sesto-potere-google/</link>
		<comments>http://www.alturalabs.com/blog/2009/05/14/il-sesto-potere-google/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 May 2009 12:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Schulz Seyring</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[sesto potere]]></category>

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		<description><![CDATA[Un articolo molto interessante, che illustra in maniera chiara il potere raggiunto da Google, grazie a tutti i servizi che offre.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho trovato un articolo molto interessante, pubblicato su “<strong>Die Zeit</strong>” del 31 marzo 2009, di Kurt Sagatz e Corinna Visser, “<a href="http://www.zeit.de/online/2009/06/tsp-google-kaputt?page=all"><em>Die Macht von Google”</em></a>, che illustra in maniera molto chiara il potere che <strong>Google</strong> ha raggiunto grazie a tutti i servizi che offre. Cercherò di riportare più o meno quanto scritto nell’articolo.</p>
<p>Google è ormai presente in tutte le situazioni, indifferentemente che si tratti di cartomanzia, gestione degli appuntamenti, acquisti o prenotazione di biglietti aerei e, per Marissa Mayer, Vicepresidente di Google, è semplice spiegare perché  il motore di ricerca su internet abbia un’influenza così grande: &#8220;<strong>Gli utenti cercano volontariamente su Google</strong>. Sono liberi di utilizzare in ogni momento un altro motore di ricerca&#8221;.</p>
<p>Quando Google a marzo ha avuto dei problemi che hanno paralizzato per qualche tempo l’intero mondo di internet,  è risultata evidente <strong>l’entità della dipendenza dal motore di ricerca</strong>, enormemente cresciuta dalla sua fondazione nel 1998. In un caso l’errore era stato causato da un collaboratore di Google, che aveva inserito uno Slash in un punto sbagliato della lista di avviso per i siti web pericolosi. Ciò è stato più che sufficiente a creare un disservizio, infatti, per ogni ricerca effettuata appariva l’avviso: “Questa pagina web può danneggiare il vostro computer”. Le informazioni sulla pagine web pericolose Google le ottiene anche dall’organizzazione internet non-profit <a href="http://stopbadware.org/">Stopbadware.org</a> . Il portavoce di quest’azienda, Stefan Keuchel, ha però riferito al <a href="http://www.tagesspiegel.de/">Tagesspiegel</a>: &#8220;La nostra lista viene aggiornata secondo un processo permanente. Per dirlo in modo chiaro: la colpa dell’inserimento errato è dipesa da Google&#8221;.</p>
<p>Ora Google vorrebbe evitare un ripetersi dell’incidente, utilizzando una procedura migliore per controllare la lista.</p>
<p>Secondo quanto rilevato finora, l’errore aveva colpito principalmente la ricerca di Google. Altri settori quali la pubblicità con AdWords o la ricerca di prodotti di Google funzionavano normalmente. La dimensione di quanto potrebbe succedere risulta comunque chiara quando si considerano tutti i servizi offerti da Google. In questo caso un’interruzione del Data Centers di Atlanta paralizzerebbe una buona parte di Internet. Se da un minuto all’altro gli utenti di internet  si trovassero a doversela cavare senza la <strong>ricerca di Google</strong>, le news, i blog, i libri, i prodotti, senza <strong>Google Mail</strong>, <strong>Google Calendar</strong>, <strong>Google Earth</strong> o <strong>Google Maps</strong> e senza <strong>iGoogle</strong>, <strong>Youtube</strong>, <strong>Blogger.com</strong> ed il servizio immagini <strong>Picasa</strong>, questi dovrebbero cambiare immediatamente le loro abitudini.</p>
<p>Ed ora passo al punto che mi interessa di più: essendo Google una delle fonti principali del traffico trasmesso in internet, una prolungata interruzione del servizio influenzerebbe sicuramente molti affari.</p>
<p>Sempre più persone fanno i loro acquisiti su internet. Molti utenti di internet utilizzano la pagina di ricerca di Google come sistema di navigazione, anche quando cercano una pagina ben precisa, magari non salvata nei preferiti. Gli utenti vanno comunque su Google e se la pagina di ricerca non dovesse funzionare è possibile che rinuncino direttamente alla ricerca.</p>
<p>Secondo Google, i vantaggi che offre agli utenti sono comunque numerosi, come la visualizzazione della sola pubblicità ritenuta utile (l’utilità o meno di un annuncio pubblicitario è comunque decisa da Google). La ricerca di una pubblicità “<em>utile</em>” nasconde un altro pericolo: <strong>Google intraprende veramente qualsiasi attività ritenga necessaria per conoscere al meglio il comportamento degli utenti</strong>. Così le ricerche restano memorizzate per nove mesi, insieme all’indirizzo IP e al tipo di browser dell’utente. Non finisce qui, anche le mail e i documenti nei servizi Google sono analizzati in base a termini rilevanti, in modo da gestire una pubblicità personalizzata. Un’altra fonte di critiche è il servizio <strong>Google-Street-View</strong> con le sue riprese di edifici e delle macchine davanti ad essi parcheggiate.</p>
<p>Purtroppo o per fortuna, secondo i punti di vista e del reale utilizzo dei dati, la raccolta di questi non riguarda solo la pubblicità personalizzata. Grazie alle leggi antiterrorismo – tra cui anche il Patriot Act negli USA –alcuni enti statali possono avere accesso ai dati degli utenti (e qui si potrebbe discutere a lungo sulla legittimità o meno di questa possibilità).</p>
<p>E’ chiaro che <strong>Google si muove entro i limiti prescritti dalla legge nei rispettivi Stati</strong> e cerca di limitare al minimo la concessione dei dati ad altri.</p>
<p>Nel 2008 il fatturato di Google ha registrato un incremento del 31,3 % su 21,79 miliardi di dollari (ca.17 miliardi di Euro).<strong> La rilevanza di Google</strong> nel mondo economico dipende anche dalla gestione, o in altri termini, del “<strong>monopolio spontaneo</strong>” (nessuna azienda cerca di fargli concorrenza) <strong>che ha del mercato della pubblicità online</strong>. Da una parte le aziende investono una quota sempre maggiore del budget destinato alla pubblicità nell’online advertising, dall’altra parte gli annunci pubblicitari di Google, pubblicati sulle pagine web delle aziende, sono per esse una fonte di guadagno. Risulta evidente quanto grande sia il potere di Google soprattutto nei confronti di quelle aziende che fanno del mercato pubblicitario su internet il centro della loro attività e quindi del loro guadagno.</p>
<p>Eliminare questa dipendenza a miei occhi sembra oggi impossibile, anche se Christian Hallerberg, dell’associazione Hightech <a href="http://www.bitkom.org/">Bitkom</a>, non vede una dipendenza e ritiene che le alternative sarebbero distanti solo di un click, afferma infatti che: &#8220;Quando gli utenti non sono più soddisfatti, la migrazione in internet avviene molto velocemente&#8221;; mentre Burmaster, della Nielsen online, è più scettico e ritiene che Google domini la ricerca su internet in maniera così forte, che un altro concorrente non solo dovrebbe notevolmente migliore di Google, ma dovrebbe anche investire ingenti somme per convincere le persone alla “migrazione”.</p>
<p>Personalmente ritengo che sarebbe molto “sano” per il mercato online se un’azienda avesse il coraggio e i fondi per tentare questa scalata..</p>
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		<title>In-Game Advertising più efficace del TV Advertising</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2009/04/15/in-game-advertising-pi-efficace-del-tv-advertising/</link>
		<comments>http://www.alturalabs.com/blog/2009/04/15/in-game-advertising-pi-efficace-del-tv-advertising/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 13:58:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Schulz Seyring</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Game Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[NeoEdge Networks]]></category>
		<category><![CDATA[Tv Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Video Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Zappos]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno studio commissionato dalla NeoEdge Networks dimostra come il video Advertising, all’interno dei giochi online, sia più efficace della pubblicità televisiva.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’idea di legare determinati target group a precisi prodotti non è certo nuova. Già negli anni ‘80 venivano commercializzati giochi con i quali si intendeva incrementare la vendita di altri prodotti.</p>
<p>Oggi s’incontrano differenti forme di  pubblicità di prodotti all’interno dei giochi per il computer. Il cosiddetto <strong>&#8220;In-Game Advertising&#8221;</strong> -  la commercializzazione di manifesti e di striscioni pubblicitari è molto diffuso. Nel gioco Fifa 08 si reclamizzano, per esempio, carte di credito e riviste sportive. Nel gioco sulle corse automobilistiche “Need for Speed” si sfreccia davanti a grandi manifesti, che pubblicizzano prodotti per automobili, deodaranti da uomo, catene fastfood ed altro. In altri giochi si tratta principalmente di product placement.I „Sim“ per esempio acquistanto alimenti ed abbigliamento virtuale, i marchi però sono reali. Qui vengono applicate strategie di mercato che puntano a legare gli utenti, quando ancora sono bambini, ad un determinato marchio.</p>
<p>Proprio a questo proposito, uno studio commissionato dalla <strong>NeoEdge Networks</strong> dimostra come il <strong>video Advertising</strong> all’interno dei giochi online sia più efficace della pubblicità televisiva. Lo studio è stato svolto con l’agenzia di Research-Based Strategic Consultation, <strong>Frank Magid Associates</strong>, e l’agenzia pubblicitaria <a href="http://www.zappos.com/"><strong>Zappos.com</strong></a>.</p>
<p>Nelle studio, i giocatori di uno specifico gioco hanno partecipato ad un sondaggio, che sottoponeva loro uno di 10 sceneri di pubblicità online, nei quali variava la tipologia, il numero e la quantità di pubblicità. Secondo <strong>Vicki Cohen</strong>, vice presidente esecutivo della Frank Magid Associates, i risultati indicano come i giocatori mostrassero una consapevolezza del marchio di cinque volte superiore quando il gioco conteneva una pubblicità di Zappos. A questo proposito Cohen ha affermato che: “Più dell’80% dei giocatori ha collegato Zappos.com con quell’azienda che ha permesso loro di giocare gratuitamente ed il 56% aveva un parere decisamente migliore di Zappos considerando come positivo lo scambio tra poter giocare gratuitamente e la presenza della pubblicità.</p>
<p>Secondo lo studio della NeoEdge i giocatori si ricordano, sentono e vedono i marchi in modo più consapevole quando questi compaiono in un <strong>videogioco</strong>. La <strong>Tv Advertising</strong> non può competere con questi risultati.</p>
<p>Da ciò se ne deduce che la pubblicità inserita nei <strong>giochi online gratuiti</strong> oltre ad essere estremamente mirata e in continuo aggiornamento, ha con molte probabilità un’efficacia decisamente maggiore, in quanto l’utente la percepisce come componente positiva sia perchè contribusice a dare realtà al gioco sia perchè necessaria per poter giocare gratis.</p>
<p>Ciò non rappresenta comunque un problema  per chi investe nella pubblicità televisa, in quanto statisticamente, gli utenti di giochi online sono solitamente anche frequenti spettatori televisivi.</p>
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		<title>Cybercensura senza frontiere</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2009/04/01/cybercensura-senza-frontiere/</link>
		<comments>http://www.alturalabs.com/blog/2009/04/01/cybercensura-senza-frontiere/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2009 07:14:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavia Aliberti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Networks]]></category>
		<category><![CDATA[censura]]></category>
		<category><![CDATA[contenuti]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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		<description><![CDATA[L'Australia con una legge impone ai provider di filtrare i contenuti inappropriati per proteggere gli utenti. E' davvero questa la strada?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vogliamo sconfiggere la pedopornografia online. Vogliamo proteggere bambini e adolescenti dai pericoli della Rete. Su questo siamo tutti d&#8217;accordo. Ma sulle <strong>modalità</strong> delle azioni da intraprendere lo siamo molto meno. La <strong>censura</strong>, potente strumento di valutazione di ciò che è bene e ciò che è male, sembra essere la chiave del successo per alcuni. Ma chi e in che misura deciderà quanto saranno strette le maglie di questi filtri? Chi deciderà quale voce potrà passare, quale immagine, quale testo potremo visualizzare sullo schermo del nostro pc?</p>
<p>Questa parola, &#8220;censura&#8221;, anzi <strong>cybercensura</strong>, è una realtà, ed è oggetto d&#8217;indagine da parte dei <em>Reporters sans frontières</em>. Non solo, la giornata del <strong>12 Marzo</strong> è diventata la &#8220;giornata mondiale contro la cybercensura&#8221; a sottolinearne l&#8217;importanza. Perché, lo sappiamo, nel mondo esistono paesi in cui la libertà d&#8217;informazione è ancora un&#8217;opinione. Si parla di Cina, Iran, Arabia Saudita, Corea del Nord, Cuba&#8230;ora si aggiunge a sorpresa nella lista l&#8217;Australia, con una legge che impone ai provider di filtrare i contenuti <em>inappropriati </em>per proteggere gli utenti. Ma siamo così lontani da queste problematiche?</p>
<p>Il dubbio sorge e le voci girano. E Internet, che fino a ieri ci sembrava l&#8217;ultimo baluardo dell&#8217;espressione individuale, dei piccoli spazi di sfogo e di libertà personale, si avvia verso strade tortuose. Basta cercare; recentemente è stato segnalato in LaRepubblica.it un <strong>caso di censura</strong> su Facebook.</p>
<p>L&#8217;azione di oscuramento ha colpito un gruppo che si fa chiamare &#8220;Rassegna Stanca&#8221;, e si occupa di pubblicare notizie estrapolate dai media dando il via a discussioni su temi d&#8217;attualità.</p>
<p>Si parlava di preservativi e Aids prima del viaggio in Africa del Papa e nel corso del dibattito è stato ripreso un brano de <em>L&#8217;Avvenire</em> che ha creato una lunga serie di commenti. La motivazione addotta da Facebook è stata che tale dibattito potesse risultare <em>offensivo</em>.</p>
<p>E sottolineo <strong>&#8220;social network&#8221;</strong>, quindi non uno strumento d&#8217;informazione pubblica; per quel che mi riguarda si tratta di uno spazio d&#8217;interazione sociale come potrebbe essere un autobus o un bar. Facebook ha messo delle regole grazie alle quali può esercitare il diritto di non pubblicare messaggi offensivi; e questo “teoricamente” è corretto. Credo che il problema non risieda tanto nel mettere qualche regola basilare alla pubblicazione dei contenuti, ma più che altro nel modo in cui vengono applicate; ad esempio nel far salire tutti sull&#8217;autobus e improvvisamente bloccare solo qualcuno&#8230;e chissà perché&#8230;</p>
<p>La definizione di contenuto &#8220;offensivo&#8221; è comunque molto ampia.</p>
<p>Su Facebook infatti può girare veramente qualsiasi cosa e personalmente ritengo che un dibattito d&#8217;attualità, non importa quale vocabolario sia utilizzato, sia più utile di un&#8217;applicazione che ti faccia scoprire se corrispondi di più a un cavallo o a un maiale. Ma sono opinioni personali, come sono personalissimi i criteri di filtraggio&#8230;</p>
<p>Direi che ancor più di questo episodio, possa far riflettere l&#8217;articolo <strong>50bis</strong> del <strong>disegno di legge 733,</strong> già <strong>approvato</strong> in Senato: prevede <strong>l’oscurazione</strong> <strong>obbligatoria</strong> da parte dei <strong>provider</strong> di quei siti che, per i propri contenuti, vengono giudicati colpevoli di apologia di reato o d&#8217;istigazione per via telematica. Quindi tutto sarà nelle mani, e soprattutto nella testa, di un cybercensore. Ben vengano le iniziative rivolte a punire reati come pedopornografia e gambling, ma chi ci assicura che questo articolo non investa anche le opinioni personali e la libertà d&#8217;espressione? E se si tratta di trovare i colpevoli di qualche reato, perché non punire direttamente i responsabili &#8220;reali&#8221; piuttosto che obbligare i provider a fare da filtro e nascondere contenuti “virtuali”?</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Google Adwords: nuova interfaccia (beta)</title>
		<link>http://www.alturalabs.com/blog/2009/03/27/google-adwords-nuova-interfaccia-beta/</link>
		<comments>http://www.alturalabs.com/blog/2009/03/27/google-adwords-nuova-interfaccia-beta/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 12:08:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Ruocco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[beta]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[google adwords]]></category>
		<category><![CDATA[interfaccia]]></category>

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		<description><![CDATA[La tanto attesa nuova interfaccia del pannello è da oggi disponibile in versione beta per alcuni inserzionisti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli inserzionisti conservatori e restii al cambiamento non saranno felici della novità disponibile da oggi (per molti, ma non per tutti) su Adwords. Ebbene sì, la tanto attesa <strong>nuova interfaccia</strong> del pannello è da oggi disponibile in versione beta per alcuni inserzionisti. Basta cliccare sul link &#8220;<strong>nuova interfaccia (beta)</strong>&#8221; per essere proiettati in questo nuovo mondo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-669" title="adwords-beta" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/adwords-beta.png" alt="adwords-beta" width="371" height="251" /></p>
<p>L&#8217;impatto non sarà traumatico se siete abituati ad usare <strong>Adwords Editor</strong>. Sono molte infatti le somiglianze tra i due strumenti, a partire dal menu di sinistra che rappresenta la struttura gerarchica dell&#8217;account fino alle Tabs dei singoli elementi.</p>
<p>Ma vediamo più nel dettagli queste novità.</p>
<p>Una volta passati alla nuova interfaccia (in fase beta sarà sempre possibile ritornare alla vecchia) ci accorgiamo subito che la riorganizzazione della struttura potrebbe aiutarci molto a velocizzare il lavoro sull&#8217;account.<br />
È possibile infatti, grazie al menu di sinistra, passare immediatamente da una campagna all&#8217;altra, o da un gruppo di annunci all&#8217;altro, senza la necessità di uscire dal gruppo o campagna e rientrare poi negli altri. Non è cosa da poco credetemi (soprattutto se penso a quei giorni in cui Adwords è talmente lento che per uscire da una campagna e rientrare in un&#8217;altra riesco a prendere un caffè e fare un paio di telefonate&#8230;).</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-670" title="menu" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/menu-204x400.png" alt="menu" width="204" height="400" /></p>
<p>Le tabs nella parte centrale dell&#8217;interfaccia rappresentano ognuna un singolo elemento dell&#8217;account (kw, posizionamenti, annunci ecc) e consentono di passare rapidamente da un elemento all&#8217;altro dell&#8217;account o di una singola campagna, a seconda del livello che abbiamo selezionato in modo da poter apportare le modifiche desiderate.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-671" title="tabs" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/tabs-400x28.png" alt="tabs" width="400" height="28" /></p>
<p>Come si può notare, è stata introdotta la scheda &#8220;<strong>Reti</strong>&#8220;, da cui è possibile gestire i posizionamenti degli annunci nella rete di ricerca e contenuti. È inoltre possibile vedere i siti della rete di contenuti di Google in cui i nostri annunci sono stati pubblicati con le relative statistiche di rendimento, vedere quali siti del network di contenuti stanno convertendo meglio e quali peggio e decidere di conseguenza se escluderli o meno dalla pubblicazione.</p>
<p><a href="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/posizionamenti.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-672" title="posizionamenti" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/posizionamenti-400x198.png" alt="posizionamenti" width="400" height="198" /></a></p>
<p>Ulteriore novità è rappresentata dall&#8217;introduzione di un <strong>grafico</strong> che consente di monitorare il rendimento dell&#8217;account.</p>
<p><a href="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/grafico1.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-673" title="grafico1" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/grafico1-400x57.png" alt="grafico1" width="400" height="57" /></a></p>
<p>È  possibile inoltre elaborare  rapporti molto più specifici e approfonditi, come ad esempio il <strong>rapporto sulle query</strong>, direttamente dalla tab delle keyword (selezionando le keyword che ci interessa verificare), che è in grado di farci capire quali sono le ricerche che hanno attivato la pubblicazione dei nostri annunci.</p>
<p><a href="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/query.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-674" title="query" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/query-400x47.png" alt="query" width="400" height="47" /></a></p>
<p>La procedura guidata (e lenta) per creare una campagna è stata velocizzata di molto, in quanto adesso è possibile settare immediatamente tutte le impostazioni della campagna (incluse le reti di pubblicazione) in un solo passo. Ancora più snella poi si fa la creazione del gruppo d&#8217;annunci, che consente anche essa in un&#8217;unica schermata di creare annuncio, inserire le keywords e gestire i posizionamenti.</p>
<p><a href="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/creazione-campagna1.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-676" title="creazione-campagna1" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/creazione-campagna1-298x400.png" alt="creazione-campagna1" width="298" height="400" /></a></p>
<p>Anche la modifica delle singole parole chiave è stata velocizzata. Infatti, se prima per apportare modifiche ad una parola chiave bisognava entrare nel gruppo di annunci, selezionare la  parole chiave, selezionare &#8220;Modifica impostazioni parole chiave&#8221;, apportare le modifiche e infine salvare, adesso basta selezionare la parola chiave e, cliccando sul bottone &#8220;modifica&#8221;, potremo apportare tutte le modifiche che desideriamo, persino cambiare la corrispondenza della keyword.</p>
<p><a href="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/creazione-campagna1.png"><a href="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/creazione-gruppo1.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-677" title="creazione-gruppo1" src="http://www.alturalabs.com/blog/wp-content/uploads/2009/03/creazione-gruppo1-360x400.png" alt="creazione-gruppo1" width="360" height="400" /></a></a></p>
<p>È presto per dire se la nuova interfaccia è più o meno usabile della precedente (ovviamente come sempre in queste cose è anche questione di abitudine), ma sicuramente posso dire che la navigazione più rapida all&#8217;interno dell&#8217;account, la possibilità di editare annunci e keywords rapidamente, la possibilità di avere statistiche e di elaborare rapporti sul rendimento nella stessa interfaccia, sono sufficienti per incuriosirmi e spingermi ad abbandonare da subito la vecchia.</p>
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		<title>Google Interest Based Advertising</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Mar 2009 15:35:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Schulz Seyring</dc:creator>
				<category><![CDATA[Advertising]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[behavioural targeting]]></category>
		<category><![CDATA[interest based advertising]]></category>

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		<description><![CDATA[Altri network di pubblicità online offrono già da tempo una pubblicità online orientata all'utente; ora anche Google introduce una forma di "Behavioral Targeting": ieri con "Interest Based Advertising" è stata lanciata una versione beta per la rete dei contenuti di Google AdWords e YouTube che permette di selezionare annunci basati sugli (continua...)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Altri network di pubblicità online offrono già da tempo una pubblicità online orientata all&#8217;utente; ora anche Google introduce una forma di &#8220;Behavioral Targeting&#8221;: ieri con &#8220;<strong><a href="http://googleblog.blogspot.com/2009/03/making-ads-more-interesting.htm">Interest Based Advertising</a></strong>&#8221; è stata lanciata una versione beta per la rete dei contenuti di Google AdWords e YouTube che permette di selezionare annunci basati sugli interessi degli utenti. Questo sistema sarà a disposizione di tutti gli advertiser di Google Adwords fino alla fine del  2009.</p>
<p>Con Interest Based Advertising sarà possibile ridurre le perdite dovute alla dispersione dei clic nella pubblicità tramite Google AdWords e migliorare il contatto con gli utenti ma, soprattutto, perfezionare il raggiungimento dei target.<br />
Interest Based Advertising di Google funziona secondo il modello del &#8220;Behavioral Targeting&#8221;: agli utenti, che hanno aperto una pagine web di un advertiser, verrà riproposto, in un momento successivo, un annuncio della stessa azienda nella rete di Google o su YouTube. Se, per esempio, un utente, in agosto, su una pagine web di abbigliamento motociclistico ha visitato la pagina dei giubbotti estivi, a dicembre il gestore della pagina web potrebbe indirizzare l&#8217;utente sulla pagina relativa ai saldi invernali.<br />
Google  mostrerà le pubblicità agli utenti in relazione ai loro interessi tematici. Chi su YouTube guarderà i video di automobili o visiterà le pagine web dedicate ai test automobilistici, verrà classificato dal sistema come amatore di auto e riceverà più pubblicità riferita al mercato automobilistico.<br />
Per cerca di andare incontro alle obiezioni proposte da coloro che si occupano della protezione dei dati Google ha messo a disposizione &#8220;<a href="http://www.google.com/ads/preferences">Ads Preferences Manager</a>&#8220;, qui gli utenti possono vedere le loro categorie di interesse, adeguarle o eliminarle. Possono anche decidere di rinunciare completamente agli annunci pubblicitari Interest Based di Google. Google è divenuto così membro attivo del <a href="http://www.networkadvertising.org/">Network Advertising Initiative</a>, un&#8217;associazione di network pubblicitari online, che permette agli utenti di non far parte del  &#8220;Targeted Advertising&#8221;.</p>
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