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	<title>Amici nei Sogni</title>
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	<description>Racconti fantasy di universi paralleli</description>
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		<title>Fonti credibili e come trovarle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Eriksson]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jun 2022 03:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pagine strappate]]></category>
		<category><![CDATA[creazione]]></category>
		<category><![CDATA[ideazione]]></category>
		<category><![CDATA[raccontare]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Valutare in modo critico le fonti è fondamentale perché inserendo nel lavoro informazioni o terminologie incomplete, inesatte o completamente errate fa perdere di credibilità al risultato finale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://amicineisogni.it/fonti-credibili-e-come-trovarle-2747/">Fonti credibili e come trovarle</a> proviene da <a href="https://amicineisogni.it">Amici nei Sogni</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La scorsa settimana ho avuto modo di discutere sul fatto di come uno scrittore ha bisogno di <a href="https://amicineisogni.it/tre-r-per-unidea-2738/">parecchie informazioni per scrivere in modo credibile</a> e di quanto sia importante per riuscire ad immergere il lettore nel mondo descritto. Oggi vorrei riprendere il discorso per soffermarmi su uno degli aspetti, cioè come capire se le fonti da cui recuperiamo le informazioni che ci servono siano valide.</p>
<p>Valutare in modo critico le fonti è fondamentale perché inserendo nel lavoro informazioni o terminologie incomplete, inesatte o completamente errate fa perdere di credibilità al risultato finale.</p>
<p><a href="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/06/verificare-fonti-01.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-2750 alignleft" src="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/06/verificare-fonti-01-300x175.jpg" alt="" width="300" height="175" srcset="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/06/verificare-fonti-01-300x175.jpg 300w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/06/verificare-fonti-01-1024x597.jpg 1024w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/06/verificare-fonti-01-768x448.jpg 768w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/06/verificare-fonti-01.jpg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>È possibile pensare alle fonti come del cibo che nutre il racconto: se la fonte è buona allora lo scritto crescerà sano e forte, ma se è tossico può rovinarlo irreparabilmente.</p>
<p>La qualità del lavoro svolto sarà tanto buona quanto la qualità delle fonti usate.</p>
<p>Oggi tramite internet è possibile trovare informazioni con molta facilità, ma c&#8217;è anche un grosso rischio. L&#8217;enorme mole di informazioni che si trovano in internet rende in alcuni casi difficoltoso acquisire l&#8217;esatta informazione ricercata. Magari l&#8217;informazione è sepolta in un mare di parole e sarà necessario spendere delle ore per leggere un lunghissimo documento, o magari sono presenti più fonti sullo stesso argomento ma si contraddicono tra loro. Come fare quindi?</p>
<h3>Metodi di valutazione</h3>
<p>Proprio come uno zoologo in cerca di animali rari utilizza tecniche precise e collaudate, anche per la credibilità delle fonti esistono dei metodi. Ce ne sono diversi, ma alla fine si tratta sempre di rispondere ad alcune domande per potersi chiarire le idee, come ad esempio:</p>
<p style="padding-left: 40px;">&#8211; L&#8217;autore è noto per essere credibile e affidabile?<br />
&#8211; Quanto preciso è il contenuto?<br />
&#8211; Da che editore arriva la fonte?<br />
&#8211; Con che scopo è stata scritta la fonte?<br />
&#8211; Come si incastra con le altre fonti?<br />
&#8211; C&#8217;è qualcosa che potrebbe essere potenzialmente un falso?</p>
<p>È inevitabile controllare più fonti sullo stesso argomento e confrontarle tra loro. Un lavoro noioso ma di sicuro il risultato sarà più preciso.</p>
<h3>Valutare le fonti dal web</h3>
<p>Può essere davvero difficile verificare la credibilità delle informazioni online. Spesso non hanno un singolo autore, oppure manca una data di pubblicazione, e quasi sempre non riportano le fonti usate per realizzare lo scritto.</p>
<p>I siti web non sono soggetti al processo di revisione tra pari e di editing a cui sono sottoposti i libri o le riviste accademiche e possono essere pubblicate da chiunque in qualsiasi momento.</p>
<p>Quando si valuta la credibilità di un sito web, si guarda prima l&#8217;URL (indirizzo web). L&#8217;estensione di dominio può aiutare a capire con quale tipo di sito web si ha a che fare.</p>
<p style="padding-left: 40px;">&#8211; Le risorse educative terminano in .edu e sono generalmente considerate le più credibili in ambito accademico.<br />
&#8211; Le organizzazioni senza scopo di lucro o culturali terminano in .org.<br />
&#8211; I siti web affiliati al governo terminato con .gov.<br />
&#8211; I siti web con aspetto commerciale terminato in .com (o .co.uk o in un altro dominio specifico del paese).</p>
<p>Questo già può fornire indizi sulla bontà dell&#8217;informazione che si sta cercando.</p>
<p>In generale la presenza di termini vaghi o la continua ripetizione di termini troppo emotivi o soggettivi non è un buon indizio. Come anche affermazioni grandiose, testi inutilmente lunghi o citazioni non supportate da prove.</p>
<p>Un altro modo per verificare le informazioni è porsi delle domande sul sito in questione.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Come appare il sito? È pieno di colori sgargianti o è più professionale?<br />
C&#8217;è una pagina dedicata all&#8217;autore o ha come contattarlo nel caso sia necessario avere chiarimenti?<br />
Ci sono collegamenti ad altre fonti utilizzate e queste sono affidabili?<br />
Le informazioni che si trovano possono essere verificate altrove, anche tramite una semplice ricerca su Google?</p>
<p>Quando è stato aggiornato l&#8217;ultima volta il sito web?<br />
Se non è stato aggiornato di recente le informazioni potrebbero non essere più valide.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Il sito contiene molti annunci pubblicitari o sponsorizzati? Se si, questo potrebbe essere un segno di pregiudizio. Viene rivelata una fonte di finanziamento? Questo potrebbe anche dare un&#8217;idea delle motivazioni dell&#8217;autore e dell&#8217;editore.</p>
<p><a href="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/06/verificare-fonti-03.jpg"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2748 alignright" src="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/06/verificare-fonti-03-300x175.jpg" alt="struzzo" width="300" height="175" srcset="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/06/verificare-fonti-03-300x175.jpg 300w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/06/verificare-fonti-03-1024x597.jpg 1024w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/06/verificare-fonti-03-768x448.jpg 768w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/06/verificare-fonti-03.jpg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>I post sui social media, i blog e i siti Web personali possono essere una buona risorsa per un&#8217;analisi situazionale o per fondare idee preliminari, ma è necessario prestare attenzione. Questo genere di fonti personali e soggettive raramente sono sufficientemente affidabili da superare anche il test più semplice.</p>
<p>Allo stesso modo, Wikipedia non è considerata una fonte affidabile perché può essere modificata da chiunque in qualsiasi momento. Tuttavia, può essere un buon punto di partenza per informazioni generali e per trovare altre fonti.</p>
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		<title>Tre “R” per un’idea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Eriksson]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 May 2022 03:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pagine strappate]]></category>
		<category><![CDATA[creazione]]></category>
		<category><![CDATA[ideazione]]></category>
		<category><![CDATA[raccontare]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riferimenti, ricerche e risorse sono le parole chiave per concretizzare qualsiasi idea: non basta pensare ad una cosa perchè si realizzi, è necessario affinare anche le proprie conoscenze.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si concretizzano le idee per trasformarle in un racconto, immancabilmente ciò che si sa non basta. Le domande possono essere dalle più banali alle più complesse.<br />
Da “Il vino rosso va servito sui calici a bocca larga o stretta?” alle domande più complesse di “è possibile che ci siano esplosioni nello spazio?”</p>
<p>Si può puntare ad una storia semplice, basata sulle proprie esperienze e conoscenze inventando le parti mancanti, oppure si ricorre alle tre erre: <strong>riferimenti</strong>, <strong>ricerche</strong> e <strong>risorse</strong>.</p>
<h3>Riferimento</h3>
<p>Per scrivere in modo convincente e riuscire a trasmettere la sensazione di un mondo vivo è importante partire da basi reali. Ad esempio per scrivere dialoghi convincenti tra loschi individui è importante usare il linguaggio corretto, senza <a href="https://amicineisogni.it/racconti-ed-inclusivita-2259/">cadere negli stereotipi</a>, impegnandosi nell’utilizzare i termini più adatti al contesto. Invece, per descrivere un professionista di un settore particolare sarà necessario avere una competenza almeno sufficiente, sia del suo lavoro e dei passaggi che lo compongono, sia dei termini usati per descriverlo.</p>
<p>Anche parlare con molte persone diverse darà la possibilità di conoscere caratteri diversi che possono ispirare un personaggio, in più è possibile anche ottenere aneddoti di vita che possono tornare utili.</p>
<h3>Ricerca</h3>
<p><a href="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/05/tre-R-02.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2739 alignleft" src="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/05/tre-R-02-300x175.jpg" alt="Sherlock" width="300" height="175" srcset="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/05/tre-R-02-300x175.jpg 300w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/05/tre-R-02-1024x597.jpg 1024w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/05/tre-R-02-768x448.jpg 768w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/05/tre-R-02.jpg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Qualsiasi sia l’argomento di cui si vuole scrivere, è necessario essere certi di non fare errori nel costruire e descrivere il mondo. Questo significa aver bisogno di molte informazioni.<br />
Ma da dove arrivano queste informazioni? Questa è la ricerca.</p>
<p>Approfondire le proprie conoscenze in merito a eventi storici, luoghi, notizie… non significa utilizzare tutto il materiale che viene trovato, ma permette di evitare di incorrere anche in brutture apparentemente banali come può essere ad esempio un personaggio che indichi il “timone” di una nave, come “volante”.</p>
<p>La ricerca permette spesso di trovare quello che non si pensava nemmeno sarebbe servito, e spesso quella nozione in principio ignota riesce a stimolare la creatività. Anche se la biblioteca vicino casa è un buon punto di partenza, Google e Wikipidia lo sono altrettanto, ma ci sono siti ben più specifici per ogni argomento.</p>
<h3>Risorse</h3>
<p><a href="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/05/tre-R.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2741 alignright" src="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/05/tre-R-300x175.jpg" alt="risorse" width="300" height="175" srcset="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/05/tre-R-300x175.jpg 300w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/05/tre-R-1024x597.jpg 1024w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/05/tre-R-768x448.jpg 768w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/05/tre-R.jpg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Data la vastità degli argomenti che possono tornare utili quando si scrive, può essere una buona cosa abbonasi a newsletter o simili sugli argomenti più pertinenti, in modo da essere sempre aggiornati su ciò di cui si scrive. Oppure frequentare abitualmente siti dedicati a quello specifico argomento.</p>
<p>Non bisogna nemmeno disdegnare convention, corsi ed incontri se l’argomento è al centro della storia.</p>
<p><em>E voi, dove cercate di sviluppare le vostre tre erre? Avete siti o libri da consigliare?</em></p>
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		<title>Principi di composizione: scegliere la giusta immagine di copertina</title>
		<link>https://amicineisogni.it/la-giusta-immagine-di-copertina-2725/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Eriksson]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 May 2022 03:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pagine strappate]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[copertina]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[grafica]]></category>
		<category><![CDATA[impaginazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una copertina non è solo un insieme di elementi: è anche un mezzo pubblicitario e come tale bisogna costruirlo graficamente.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Creare una copertina non è facile, specialmente se non si è del settore. Come ho già detto in altri articoli sul tema, la prima cosa da fare è guardare lo stile delle copertine di libri dello stesso genere, già pubblicati.</p>
<p>Una volta che si ha chiaro lo stile da adottare, non resta che scegliere un’immagine adatta, no?</p>
<h3>Rispettare la trama</h3>
<p><a href="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/04/scelta-immagini-03.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2727 alignleft" src="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/04/scelta-immagini-03-300x175.jpg" alt="libro e vino" width="300" height="175" srcset="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/04/scelta-immagini-03-300x175.jpg 300w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/04/scelta-immagini-03-1024x597.jpg 1024w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/04/scelta-immagini-03-768x448.jpg 768w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/04/scelta-immagini-03.jpg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Quando si scrive si scelgono con cura le parole da adottare e lo stesso deve valere per le immagini che comporranno il libro, sia di copertina che eventualmente quelle interne.<br />
Attirare l’attenzione del pubblico con copertine appariscenti ma che non riflettono il contenuto, deluderà i lettori, che si creano aspettative già dal primo impatto col libro.</p>
<p>Quindi la scelta delle immagini non sarà un lavoro a cui si possono dedicare due minuti, ma richiederà tempo.</p>
<p>La prima ricerca deve essere fatta su immagini attinenti alla trama: oggetti, persone o qualunque cosa che richiami il contenuto del libro. Meglio guardare fin da subito a più possibilità e varie, senza però considerare di usare tutte le immagini: <strong>la qualità deve prevale sulla quantità</strong>.</p>
<h3>Un’immagine distintiva</h3>
<p>Ogni genere letterario ha delle caratteristiche precise:</p>
<p style="padding-left: 40px;">i libri horror di solito hanno un’immagine scura ed inquietante;</p>
<p style="padding-left: 40px;">i libri romantici hanno una coppia o una ragazza, quelli di storie d’amore hanno espressioni sorridenti o sguardi d’amore, quelli erotici persone poco vestite ed espressioni sensuali;</p>
<p style="padding-left: 40px;">i libri fantasy in genere mostrano il protagonista con espressione seria e concentrata ed elementi magici, in alternativa un paesaggio mistico.</p>
<p>Tuttavia, rispettando i canoni di genere, in uno scaffale affollato il libro deve risaltare. Se consideriamo che spesso le immagini non sono esclusive ma provengono da stock accessibili a tutti, il fattore di originalità potrebbe vacillare.</p>
<p>Un consiglio è infatti quello di creare una fotocomposizione utilizzando almeno due immagini, senza però esagerare, perché una copertina sovraffollata non attirerà l’attenzione in nessun elemento.</p>
<h3>Adatta al progetto</h3>
<p><a href="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/04/scelta-immagini-02.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2728 alignright" src="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/04/scelta-immagini-02-300x175.jpg" alt="libro nero" width="300" height="175" srcset="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/04/scelta-immagini-02-300x175.jpg 300w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/04/scelta-immagini-02-1024x597.jpg 1024w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/04/scelta-immagini-02-768x448.jpg 768w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/04/scelta-immagini-02.jpg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Ricordiamo che l’immagine non è l’unico elemento della copertina, che va considerata nella sua interezza, compresi retro e dorso. Una foto sarà adatta anche in virtù delle sue interazioni con gli altri elementi.</p>
<p>Le scritte quindi, ad esempio titolo e autore, dovranno risaltare accanto alla foto. Una soluzione spesso adottata è quella di porle sullo sfondo dell’immagine: le scritte non vanno mai messe sopra né a contatto con il soggetto principale dell’immagine.</p>
<p>Un buon metodo per capire se l’impaginazione di immagini e scritte è efficace, è quella di guardare la copertina da lontano: si legge tutto e si distinguono i vari elementi?<br />
Questo perché è probabile che il lettore la prima volta guardi distrattamente il libro tra molti, e già col colpo d’occhio deve distinguere titolo, autore, genere.</p>
<p>Giocare col testo può essere una soluzione, rispettando comunque la leggibilità e lo stile del genere.</p>
<h3>Attenzione a non mettere troppa glassa</h3>
<p>Un cliente un giorno mi disse di non usare i colori troppo brillanti: un dolce che ha troppa glassa risulta stomachevole. Aveva ragione.</p>
<p><a href="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/04/scelta-immagini-04.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2726 alignleft" src="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/04/scelta-immagini-04-300x175.jpg" alt="copertina fluo" width="300" height="175" srcset="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/04/scelta-immagini-04-300x175.jpg 300w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/04/scelta-immagini-04-1024x597.jpg 1024w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/04/scelta-immagini-04-768x448.jpg 768w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/04/scelta-immagini-04.jpg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Il confine tra essere accattivanti e dare un pungo in un occhio è estremamente sottile quando si tratta di colorazione.<br />
Se proprio necessario, è meglio usare un unico colore brillante accostato a colori desaturi.</p>
<p>L’utilizzo di colori troppo accessi, tutti assieme, porterà le persone a distogliere lo sguardo.</p>
<p>In realtà, anche l’utilizzo di troppe varietà di colori renderanno difficile la lettura della copertina: meglio avere una paletta colori limitata ma efficace.</p>
<p>Altra cosa, evitare il più possibile i colori contrastanti: un’immagine verde su uno sfondo rosso non attirerà nessuno, oltre al fatto che le persone daltoniche non distingueranno nulla.</p>
<p><em>Dopo la scrittura del libro avete già chiara come vorreste la copertina o perdete le ore a sfogliare immagini per un’idea?</em></p>
<p>A breve cercherò di darvi anche nozioni più tecniche in merito la scelta delle immagini, sperando di non risultare troppo noiosa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://amicineisogni.it/la-giusta-immagine-di-copertina-2725/">Principi di composizione: scegliere la giusta immagine di copertina</a> proviene da <a href="https://amicineisogni.it">Amici nei Sogni</a>.</p>
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		<title>Forme di scrittura narrativa</title>
		<link>https://amicineisogni.it/forme-di-scrittura-narrativa-2715/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Eriksson]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 May 2022 03:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pagine strappate]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nella narrativa si parla spesso della distinzione tra romanzo, e racconto, ma anche il narrare ha delle sue forme. Approfondiamo un po' i meccanismi di narrazione</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Se narrare è raccontare quello che non è conosciuto da altri, la narrativa è la produzione letteraria di queste storie, scritte in prosa.</p>
<p>C’è modo e modo di raccontare una storia:</p>
<p><strong><a href="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/forme-narrativa-02.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2718 alignleft" src="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/forme-narrativa-02-300x175.jpg" alt="sveglie" width="300" height="175" srcset="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/forme-narrativa-02-300x175.jpg 300w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/forme-narrativa-02-1024x597.jpg 1024w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/forme-narrativa-02-768x448.jpg 768w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/forme-narrativa-02.jpg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Narrativa lineare:</strong> gli eventi sono raccontati in ordine cronologico, dando al lettore un’immersione nella vita quotidiana del o dei protagonisti.</p>
<p><strong>Narrativa non lineare:</strong> gli eventi vengono presentati con l’alternanza di episodi passati, presenti o futuri, creando fratture temporali nelle sequenze della storia. Un modo che enfatizza le emozioni del protagonista creando delle connessioni tematiche tra gli eventi non contemporanei.<br />
In questo modo il lettore è portato a chiedersi come siano iniziati degli eventi o a cosa porteranno.</p>
<p><strong>Ricerca narrativa:</strong> la storia si sviluppa alla ricerca di un obiettivo, con il protagonista probabilmente ossessionato dal volerlo raggiungere, trovandolo disposto ad affrontare qualsiasi ostacolo. Molto spesso sono narrazioni di viaggio, come ne l’Odissea o Lo Hobbit.</p>
<p><strong>Narrativa del punto di vista:</strong> si tratta di un racconto fatto di punti di vista soggettivi, focalizzato su stati d’animo, emozioni e qualsiasi altro dettaglio sensoriale filtrato dal narratore. Solitamente sono narrati in prima persona oppure con un narratore onnisciente, in grado di scavare nel profondo dei personaggi.<br />
Il narratore in questo caso risulta inaffidabile, volutamente o meno può ingannare il lettore che mette in discussione la sua credibilità.</p>
<h3>Condurre narrazioni parallele</h3>
<p>Per evitare di appesantire una narrazione ci sono varie forme che si possono usare:<br />
articoli di giornale<br />
estratti di libri<br />
diari<br />
audio<br />
registrazioni di telefonate<br />
lettere di posta o e-mail<br />
messaggi di testo<br />
post sui social media<br />
<a href="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/forme-narrativa-03.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2717 alignright" src="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/forme-narrativa-03-300x175.jpg" alt="vecchio giovane" width="300" height="175" srcset="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/forme-narrativa-03-300x175.jpg 300w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/forme-narrativa-03-1024x597.jpg 1024w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/forme-narrativa-03-768x448.jpg 768w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/forme-narrativa-03.jpg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>e non solo. A supporto di una narrazione tradizionale, questi metodi permettono di far progredire una trama, mentre sono un ottimo modo per creare dei filoni narrativi separati, con punti di vista diversi, dalla narrazione principale.</p>
<p>Questi espedienti possono essere molto interessanti e possono dare al lettore un’esperienza originale, ma questi mezzi non devono essere considerati un esercizio di stile da parte dell’autore, devono appartenere alla storia, integrandosi ad essa.</p>
<p>A meno che non si abbia intenzione di scrivere una storia basata interamente su forme alternative di scrittura, quando si inseriscono in una scrittura tradizionale è bene farlo con moderazione, perché il lettore potrebbe uscirne confuso.</p>
<p><em>Qual’è il metodo di scrittura che preferite? Avete esempi in cui le formule narrative che hanno funzionato o meno?</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://amicineisogni.it/forme-di-scrittura-narrativa-2715/">Forme di scrittura narrativa</a> proviene da <a href="https://amicineisogni.it">Amici nei Sogni</a>.</p>
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		<title>Cliché fantasy: la battaglia</title>
		<link>https://amicineisogni.it/cliche-fantasy-la-battaglia-2702/</link>
					<comments>https://amicineisogni.it/cliche-fantasy-la-battaglia-2702/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Eriksson]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 May 2022 03:00:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pagine strappate]]></category>
		<category><![CDATA[ambientazione]]></category>
		<category><![CDATA[combattimento]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tra i vari clichè dei racconti fantasy c'è l'epica battaglia finale. Descriverla però è tutt'altro che facile: ecco alcuni consigli per renderla al meglio delle proprie capacità.</p>
<p>L'articolo <a href="https://amicineisogni.it/cliche-fantasy-la-battaglia-2702/">Cliché fantasy: la battaglia</a> proviene da <a href="https://amicineisogni.it">Amici nei Sogni</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nei libri fantasy c’è spesso una grande battaglia finale tra eserciti, ma scrivere di battaglie non è così semplice, tant’è che ci sono autori che scappano da queste descrizioni utilizzando quella tecnica che io chiamo “<a href="https://amicineisogni.it/svenimento-provvidenziale-2546/">svenimento provvidenziale</a>”. Questa è una soluzione, ma possiamo anche esercitarci a scrivere di battaglie che potrebbero diventare veramente epiche, anche per un lettore e non solo per i personaggi del libro.</p>
<h3>Consigli di scrittura</h3>
<p><a href="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/battaglie-02.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2706 alignleft" src="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/battaglie-02-300x175.jpg" alt="soldato a cavallo" width="300" height="175" srcset="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/battaglie-02-300x175.jpg 300w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/battaglie-02-1024x597.jpg 1024w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/battaglie-02-768x448.jpg 768w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/battaglie-02.jpg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>La descrizione di una battaglia deve seguire le regole della scrittura di una qualsiasi scena: deve essere importante per far progredire la trama, essere conseguenza di eventi precedenti e avere delle ripercussioni successive.</p>
<p>Come per i libri, che seguono la costruzione tipica de il viaggio dell’eroe, nella scena di una battaglia deve esserci un <strong>obiettivo</strong>, un <strong>conflitto</strong>, la <strong>ricompensa</strong>, e delle <strong>conseguenze</strong>.</p>
<p>L’obiettivo è fondamentale per motivare i protagonisti, e sono proprio le motivazioni dei personaggi a rendere avvincente o meno una storia.</p>
<p>Si possono avere diversi tipi di obiettivi:</p>
<p style="padding-left: 40px;">Un <strong>grande</strong> obiettivo generalmente serve per soddisfare dei bisogni primari: la vita, la fame, il sesso…</p>
<p style="padding-left: 40px;">Un obiettivo a <strong>medio termine</strong> è il significato di quel conflitto, come una fuga, rubare un mezzo…</p>
<p style="padding-left: 40px;">Un obiettivo a <strong>breve termine</strong> invece è espresso dalle intenzioni della frase: raggiungere un’arma per tramortire il nemico, arrampicarsi su di un palazzo per entrare dalla finestra&#8230;</p>
<h3>All’interno della battaglia</h3>
<p><a href="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/battaglie-03.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2705 alignright" src="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/battaglie-03-300x175.jpg" alt="soldato caduto" width="300" height="175" srcset="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/battaglie-03-300x175.jpg 300w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/battaglie-03-1024x597.jpg 1024w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/battaglie-03-768x448.jpg 768w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/battaglie-03.jpg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>In genere le battaglie sono un’insieme di azioni frenetiche, dove accadono molte cose e sono coinvolte molte persone. Il lettore ha però bisogno di capire cosa stia accadendo, quindi bisogna preparare il terreno prima di immergerlo nella battaglia.</p>
<p>Una cosa ricorrente e che spesso funziona è quella di mostrare un esercito nemico estremamente potente, che da poca speranza ai protagonisti.</p>
<p>Per rendere verosimili gli scontri, almeno una parte della battaglia deve essere pianificata dai comandanti: la scelta del luogo ad esempio, che dia un vantaggio a chi inizia lo scontro e penalizzi gli avversari.<br />
La pianificazione considererà anche gli equipaggiamenti ed il metodo di combattimento dell’esercito.</p>
<p>Ci sono poi elementi che non dipendono dalle persone: ad esempio il clima ed il tempo atmosferico.</p>
<p>Una volta definito l’ambiente, più che colpo su colpo, la battaglia dovrebbe descrivere lo stato fisico e mentale dei personaggi mentre vivono la situazione di pericolo.</p>
<p>Se si usa come punto di vista la prima persona, dovrà essere descritto solo ciò che il protagonista avrà nel campo visivo o riesce a percepire nella confusione accanto a lui.<br />
Una volta terminato lo scontro, sarebbe però naturale che andasse a cercare altri e volesse parlare con loro, ampliando così il punto di vista.</p>
<p>Non c’è solo la battaglia: nel dopo ci saranno animali interessati ai cadaveri, uomini che recuperano morti, feriti e specialmente armi intatte, dato sono un bene estremamente prezioso.</p>
<h3>Coinvolgere il lettore</h3>
<p>Per coinvolgere il lettore, bisogna fargli conoscere i personaggi e le fazioni coinvolte, portandolo a tifare per qualcuno.</p>
<p><a href="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/battaglie-04.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2704 alignleft" src="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/battaglie-04-300x175.jpg" alt="guerriero vikingo" width="300" height="175" srcset="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/battaglie-04-300x175.jpg 300w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/battaglie-04-1024x597.jpg 1024w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/battaglie-04-768x448.jpg 768w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/battaglie-04.jpg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Dovendo descrivere scene complesse, una cosa fondamentale è adottare una scrittura semplice per non confonderlo o annoiarlo. Le battaglie sono azioni frenetiche e ricche di dettagli, delle frasi brevi aiutano a mantenere la concentrazione.</p>
<p>Usare le sensazioni è sempre una buona tecnica per creare empatia, mentre il lettore penalizza delle fredde descrizioni.</p>
<p>Film e serie tv sono ottimi strumenti per mostrare le battaglie, ma il punto forza di un libro è l’essere in grado di mostrare al lettore come si sentono i personaggi.</p>
<p>Uno scrittore non deve avere una preparazione militare, ma per descrivere azioni di guerra può prepararsi informandosi su strategie ed armi, anche attingendo a piene mani da battaglie storiche.</p>
<p>Una cosa che il lettore apprezza è l’utilizzo delle armi, specie se in modo creativo e particolare: come autori, prendersi del tempo per imparare come funzionano, visitando anche musei e siti storici darà sicuramente più profondità alla battaglia.</p>
<p>In conclusione, che siano fantasy o storiche o altri generi, la cosa fondamentale è che siano coerenti: il lettore ha bisogno di credere che siano realistiche per il contesto in cui sono inserite.</p>
<p><em>Voi vi siete mai cimentati in descrizioni di guerra?</em></p>
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		<title>Auto-analisi di un racconto</title>
		<link>https://amicineisogni.it/auto-analisi-di-un-racconto-2685/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Eriksson]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2022 03:00:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pagine strappate]]></category>
		<category><![CDATA[ideazione]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni singola parola del libro dovrebbe essere in funzione della trama: le aggiunte di descrizioni o scene portano il lettore a sprecare il suo tempo. Per questo è necessario controllare ed analizzare il proprio lavoro. Ecco 10 consigli su come ottimizzare il proprio scritto.</p>
<p>L'articolo <a href="https://amicineisogni.it/auto-analisi-di-un-racconto-2685/">Auto-analisi di un racconto</a> proviene da <a href="https://amicineisogni.it">Amici nei Sogni</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando si scrive è normale essere assaliti da mille dubbi, se poi si è persone emotivamente insicure le perplessità crescono in modo esponenziale, rischiando di portare anche al cosiddetto blocco dello scrittore.</p>
<p>Ecco quindi dieci consigli su come fare un’auto analisi della propria opera.</p>
<h3>1. Un obiettivo avvincente</h3>
<p>L’idea deve essere sufficientemente solida per poter reggere l’intero libro. L’obiettivo deve riuscire ad essere abbastanza complesso per poter condurre il lettore fino alla fine, senza annoiarlo.<br />
La cosa importante è tenere il lettore incollato fino alla fine: la missione del protagonista deve avere una motivazione valida perché entri in empatia col lettore che voglia seguirlo fino all’ultima pagina.</p>
<h3>2. Le scene sono funzionali</h3>
<p>Nelle serie in televisione capita che ogni tanto ci sia quella puntata di riempitivo, che non ha alcuna funzione per la trama e non fa in alcun modo progredire la storia. Ecco, scene del genere nei libri non dovrebbero esserci, perché smorzano la tensione della storia che invece dovrebbe avere un crescendo del desiderio di un obiettivo finale.</p>
<h3>3. La situazione peggiora</h3>
<p>Il dubbio se l’obiettivo possa essere raggiunto o meno è ciò che il lettore vuole scoprire ad ogni pagina. Gli ostacoli possono essere sia cose esterne al protagonista che stati emotivi: un crescendo di questi ostacoli crea quella profonda preoccupazione che il lettore ama.</p>
<h3>4. Una trama attiva</h3>
<p><a href="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/autoanalisi-02.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2690 alignleft" src="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/autoanalisi-02-300x175.jpg" alt="ambizione" width="300" height="175" srcset="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/autoanalisi-02-300x175.jpg 300w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/autoanalisi-02-1024x597.jpg 1024w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/autoanalisi-02-768x448.jpg 768w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/autoanalisi-02.jpg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Un protagonista, indipendentemente da cosa faccia, che si ritrova sempre nel posto giusto al momento giusto non piace a nessuno. La fortuna è rara nella realtà e se può essere accettato dal lettore quella piccola forzatura di trama che aiuta il protagonista a superare un ostacolo, abusarne esaspera il lettore. Un personaggio ben delineato affronta le situazioni senza <em>deus ex machina</em>.</p>
<h3>5. Valide motivazioni</h3>
<p>Un autore conosce i suoi personaggi a fondo, molto più di quello che rivela nel libro che scrive. Questo è fondamentale per le motivazioni che spingono le azioni del protagonista, le ragioni che lo motivano devono avere solide radici nel suo passato, nel suo presente ed i suoi desideri per il futuro.</p>
<h3>6. Il conflitto interiore</h3>
<p>Che un personaggio abbia un obiettivo non è sufficiente: come una buona storia ha bisogno di conflitti, anche lui deve essere motivato per crescere e non rimanere immutato dalla sua prima apparizione fino alla fine.</p>
<h3>7. Il passato dei personaggi</h3>
<p>Un personaggio non deve nascere nel momento in cui compare in scena: è un po’ come presupporre che nel mondo esistano solo le persone che vediamo. Bisogna tenere sempre presente che i personaggi, come noi, si sono formati un po’ alla volta durante la loro vita, vivendo esperienze che li hanno portati ad essere come sono quando il lettore li incontra. Non è necessario descrivere quelle esperienze, ma è giusto tener conto che eventi forti o traumatici hanno delle ripercussioni sul loro essere.</p>
<h3>8. Il conflitto nella trama</h3>
<p>La vita è spesso percepita come una strada in salita, e tendiamo a vedere di più le cose avverse che le cose favorevoli. Un personaggio che risolve in fretta o facilmente i suoi ostacoli risulta così al lettore poco verosimile. Anche se il protagonista risolve prima della fine i suoi conflitti, dovrebbero esserci sempre dei “ma” ad ostacolarlo.</p>
<h3>9. Equilibrio tra narrazione e dialogo</h3>
<p><a href="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/autoanalisi-03.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2688 alignright" src="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/autoanalisi-03-300x175.jpg" alt="trama" width="300" height="175" srcset="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/autoanalisi-03-300x175.jpg 300w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/autoanalisi-03-1024x597.jpg 1024w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/autoanalisi-03-768x448.jpg 768w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/autoanalisi-03.jpg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Il dialogo è un ottimo strumento di trama: non solo è in grado di far progredire il racconto, ma da una percezione più intima del personaggio. Per questo quando ci sono dei dialoghi questi devono avere un senso.<br />
L’equilibrio tra narrazione e dialogo è sempre delicato, rischiando di sbilanciarsi troppo in uno o nell’altro, creando pause innaturali, problemi di scorrevolezza…<br />
Una lettura ad alta voce dei passaggi in cui si hanno più dubbi può aiutare a risolvere la questione.</p>
<h3>10. Gli “spiegoni”</h3>
<p>La cosa più odiata dai lettori: tutto viene detto e risolto in una scena. Tutti i retroscena devono essere diluiti nella trama, come piccoli indizi per poi dedurre il quadro generale della situazione.</p>
<p>Ogni singola parola del libro dovrebbe essere in funzione della trama: le aggiunte di descrizioni o scene portano il lettore a sprecare il suo tempo. Per questo è necessario controllare ed analizzare il proprio lavoro.</p>
<p><em>Quale di questi punti ritenete più impegnativo per voi?</em></p>
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		<title>Principi di composizione: l’impaginazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Eriksson]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2022 03:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pagine strappate]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[copertina]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[grafica]]></category>
		<category><![CDATA[impaginazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una copertina non è solo un insieme di elementi: è anche un mezzo pubblicitario e come tale bisogna costruirlo graficamente.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>“C’è qualcosa che non mi piace, ma non capisco cosa sia” può essere una sensazione spiacevole che si prova davanti ad un prodotto grafico, ma non avendo una cultura a riguardo risulta difficile spiegare cosa la mente interpreta come stonatura.</p>
<p>Tutto normale, nessuno nasce imparato e non si è tenuti a sapere tutto di ogni cosa. Cercherò però di aiutare a guardare con occhio più critico la grafica che ci capita sott’occhio.</p>
<h3>La disposizione degli elementi</h3>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>Griglia<br />
</strong><a href="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/impaginazione-06.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2711 alignleft" src="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/impaginazione-06-300x175.jpg" alt="" width="300" height="175" srcset="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/impaginazione-06-300x175.jpg 300w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/impaginazione-06-1024x597.jpg 1024w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/impaginazione-06-768x448.jpg 768w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/impaginazione-06.jpg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Per quanto gli elementi di un’impaginazione possano sembrare casuali, c’è sempre una griglia dietro. L’esperienza porta i grafici impaginatori a lavorare semplicemente immaginandola, ma ricordo le ore a lezione di grafica spese allenando l’occhio e la mente a riconoscerle nelle immagini che guardavamo ed anche il tempo speso per tracciarne prima di iniziare i lavori.<br />
La griglia ha colonne e righe e non è necessario riempirle tutte, lo scopo della griglia è quello di dare uno spazio equilibrato a tutti gli elementi, aiutando ad organizzarli al meglio.<br />
Devono sempre esserci dei bordi in ogni lato, al cui interno devono restare tutti gli elementi importanti: uno sfondo, colorato o illustrato può anche scavalcarli, ma le cose aldilà non devono essere importanti, nella consapevolezza che la stampa potrebbe tagliarli.<br />
Infatti il taglio di stampa non è mai preciso e potrebbe oscillare anche di due millimetri.</p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>Prossimità</strong></p>
<p style="padding-left: 40px;">Gli elementi che hanno un qualche tipo di relazione, devono stare tutti vicini: un titolo ed il sottotitolo, un indirizzo ed il numero di telefono…<br />
La separazione degli elementi non correlati, aiuta moltissimo nel colpo d’occhio, per individuare subito tutte le informazioni di cui si ha bisogno.<br />
Prendiamo ad esempio una ricetta: gli ingredienti avranno una zona separata dalla modalità di realizzazione.</p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>Spazio bianco<br />
</strong>Uno spazio bianco è semplicemente uno spazio vuoto, delle zone libere da elementi importanti che aiutano a scorrere meglio la grafica, dando riposo all’occhio. Non c’è una regola precisa per applicarlo, ma definisce la separazione degli elementi.</p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>Gerarchia<br />
</strong>Come dicevo, per quanto possa sembrare tutto casuale, un buon grafico sa esattamente come mettere i vari elementi per guidare l’occhio e la lettura del prodotto.<br />
Lo stabilire una gerarchia indica gli elementi che devono risaltare per primi: questi possono risaltare per dimensione, colore o un qualsiasi modo che li renda accattivanti per dare enfasi e richiamare l’attenzione.<br />
Alla fine, tutto l’insieme della composizione deve avere un aspetto coerente, ad esempio utilizzando uno stesso carattere o colori appartenenti ad una stessa tavolozza, in uno stile che a suo modo si ripeta.<br />
Ciò renderà il lavoro più facile da leggere.</p>
<h3>Raccontare una storia</h3>
<p>La grafica non va considerata come un semplice insieme di elementi, una grafica deve essere evocativa. Infatti non interessano tanto l’azienda o le persone in sé, ma l’impatto che il prodotto ha in loro e nella loro vita.</p>
<p>Da qualche parte, tempo fa, lessi che le persone ricordano molto più facilmente le storie rispetto ai fatti. Un prodotto grafico ha cinque secondi per catturare l’attenzione di una persona e cercare di farle approfondire ciò che viene mostrato.</p>
<p>È quindi necessario che la grafica dia una narrazione in grado di portare il prodotto nella vita dell’utente e non cercare di far rientrare a forza l’utente nella vita del prodotto.</p>
<p>Un lettore deve sentirsi affine al titolo di un libro e la sua immagine di copertina: come in altri articoli, ribadisco che non bisogna ingannarlo, si deve essere coerenti con lo stile grafico del genere di cui si crea una copertina e col contenuto del libro.</p>
<h3>Catturare l’attenzione</h3>
<p><a href="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/impaginazione-06.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2711 alignright" src="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/impaginazione-06-300x175.jpg" alt="libri interni" width="300" height="175" srcset="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/impaginazione-06-300x175.jpg 300w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/impaginazione-06-1024x597.jpg 1024w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/impaginazione-06-768x448.jpg 768w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/03/impaginazione-06.jpg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Cinque secondi: questo è il tempo che impiega il cervello a decidere se qualcosa possa essere importante o meno, perché la mente umana è predisposta per filtrare le informazioni non necessarie.<br />
Per questo una grafica va pianificata bene e non deve essere superficiale.</p>
<p>Proprio per superare il filtro del cervello, l’immagine di copertina deve chiarire subito il contenuto del libro, come anche il titolo deve essere pertinente.<br />
Il lettore è curioso, per cui bisogna istigarlo a porsi delle domande anche sulle scelte grafiche, del perché quell’immagine bizzarra oppure il titolo con un carattere così particolare…</p>
<p>La copertina di un libro è una grande risorsa pubblicitaria, per cui va trattata alla stregua di un volantino pubblicitario o un’inserzione. Per cui nella progettazione di un libro la cosa fondamentale è che le informazioni sul libro siano chiare.</p>
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		<title>Cliché: morte apparente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Eriksson]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Apr 2022 03:00:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pagine strappate]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La morte di un personaggio è un atto difficile per l'autore, come anche uno shock per il lettore. Ci sono diverse considerazioni da fare sul fatto se ne valga veramente la pena o meno. Vediamole assieme. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ad un autore può capitare di ritrovarsi a dover scrivere della morte di uno dei suoi personaggi principali, in una scelta non facile per un <em>genitore</em>. Alle volte però, proprio per l’affetto dell’autore o del lettore, i personaggi potrebbero anche ritornare.</p>
<p>Si tratta di una cosa tipica nei fumetti e nelle serie tv: un personaggio viene dato per spacciato, ma poi nel momento più propizio ritorna in vita.</p>
<h3>Una morte senza significato</h3>
<p>Ci sono moltissimi motivi per cui un personaggio potrebbe dover scomparire dalla scena: ma non bisogna farlo con leggerezza solo per voler sconvolgere il lettore che si era affezionato a lui.</p>
<p>Come ripeto spesso nei miei articoli, le azioni, in questo caso la morte, devono essere funzionali alla storia e far progredire la trama. Questo fatto deve essere inserito in un contesto dove le azioni precedenti hanno portato all’accadimento e ci saranno ripercussioni future.</p>
<p><em>Il trono di spade</em> è diventato famoso per le frequenti morti di cui parla: attenzione però, non sono massacri indiscriminati, ogni morte è importante per il progresso della trama.</p>
<h3>Un personaggio senza significato</h3>
<p><a href="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/morte-apparente-02.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2697 alignleft" src="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/morte-apparente-02-300x175.jpg" alt="spock" width="300" height="175" srcset="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/morte-apparente-02-300x175.jpg 300w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/morte-apparente-02-1024x597.jpg 1024w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/morte-apparente-02-768x448.jpg 768w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/morte-apparente-02.jpg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Nel telefilm degli anni ‘60 Star Trek erano chiamate “magliette rosse”: erano quei personaggi insignificanti che apparivano in un singolo episodio in cui si sapeva già in partenza che sarebbero morti.<br />
L’utilizzo di personaggi minori al solo scopo di farli morire può creare diversi problemi alla scrittura, primo tra tutti che al lettore non importi nulla, dato non ha empatizzato con loro.</p>
<p>Il sacrificio esclusivo delle <em>magliette rosse</em> porta nel lettore l’idea che i personaggi importanti siano immortali, protetti dalla loro “armatura della trama”, che smorza così ogni dubbio se il personaggio possa farcela o meno, rendendo la conclusione estremamente prevedibile.</p>
<p>Una cosa che si è vista molto negli anni è anche la morte dei personaggi appartenenti a minoranze etniche o LGBT che vengono immancabilmente sacrificati. Chiariamoci, non è che muoiano a causa della loro appartenenza (sarebbe razzismo), ma ci sono alte possibilità che come personaggi secondari vengano visti come più sacrificabili, perché solo una minoranza di lettori si identifica in loro.<br />
Alcuni autori sviluppano poco i personaggi sacrificabili, portando il lettore a dargli spessore utilizzando stereotipi.</p>
<h3>Resurrezione</h3>
<p>Nella scrittura fantasy o di fantascienza è possibile il ritorno dei personaggi: che sia resurrezione, reincarnazione o viaggio nel tempo, il fatto che sia possibile non dovrebbe indurre a farlo con semplicità.</p>
<p><a href="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/morte-apparente-03.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2698 alignright" src="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/morte-apparente-03-300x175.jpg" alt="colomba pasquale" width="300" height="175" srcset="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/morte-apparente-03-300x175.jpg 300w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/morte-apparente-03-1024x597.jpg 1024w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/morte-apparente-03-768x448.jpg 768w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/morte-apparente-03.jpg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>La resurrezione è il secondo shock che subiscono i lettori dopo quello della morte dello stesso personaggio: ma è anche un potenziale ricettacolo di buchi di trama.<br />
Se il metodo con cui viene riportato in vita non è stato adeguatamente preparato in precedenza, il deus ex machina è l’ultima cosa che i lettori vogliono trovare, poiché smorza pesantemente una scena ricca di tensione, giudicando la faccenda fin troppo conveniente.</p>
<p>In altra situazione, il viaggio nel tempo oppure in universi alternativi porta alla domanda: perché non lo hanno fatto prima, per evitare la crisi? Se la risposta è unicamente<em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Paradosso_del_nonno"> il paradosso del nonno</a></em>, allora la giustificazione è alquanto debole.</p>
<p>Il ritorno di un personaggio che era stato ritenuto morto, deve essere sempre eccitante ed imprevedibile: la maggior parte dei cliché sono tali perché succede sempre la stessa cosa.</p>
<p>Un libro, a differenza di film e fumetti, ha bisogno che gli eventi abbiano un profondo significato.</p>
<p>Quando un autore decide che è il momento di separarsi dai suoi cari, è opportuno che si interroghi sulle implicazioni di questa azione, sia all’interno che all’esterno del contesto della storia.</p>
<p><em>Voi siete riusciti a far morire un vostro personaggio, o avete avuto motivi per farlo ritornare?</em></p>
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		<title>Seguire un sogno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Eriksson]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Apr 2022 03:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pagine strappate]]></category>
		<category><![CDATA[creazione]]></category>
		<category><![CDATA[ideazione]]></category>
		<category><![CDATA[raccontare]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Seguire un sogno, utilizzare una fantasia come fonte di scrittura: un valido aiuto oppure un problema? Valutiamo pro e contro.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Iniziai ad avere consapevolezza dei sogni quando da bambina mi sdraiavo a letto e chiudendo gli occhi iniziavo a rivivere la giornata appena trascorsa: sognare era prendere il controllo di quel ricordo e modificarlo a mio piacimento. Poi feci la stessa cosa con dei racconti, inserendomi come protagonista.</p>
<p>Solo nella prima adolescenza però, iniziai a ritenere quelle fantasie sufficientemente interessanti da poter essere condivise con gli altri, per quanto fossero storie ancora ingenue.</p>
<h3>L’idea interessante</h3>
<p><a href="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/sogni-02.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2681 alignleft" src="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/sogni-02-300x175.jpg" alt="gatto dormiente" width="300" height="175" srcset="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/sogni-02-300x175.jpg 300w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/sogni-02-1024x597.jpg 1024w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/sogni-02-768x448.jpg 768w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/sogni-02.jpg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Lavorando in ambito artistico mi sono ritrova ad avere dei datori di lavoro creativi: in particolare uno, arrivava in ufficio con una nuova idea che lo entusiasmava e mi ritrovavo a dover impiegare le mie risorse per realizzarla. Sapete come andava a finire molto spesso?<br />
Succedeva che quell’idea piaceva solo a lui, trovando deludente la sua realizzazione.</p>
<p>I sogni hanno la particolarità di <strong>coinvolgere emotivamente</strong> chi li svolge, che si sente legato intimamente. Questo rende meno obiettivo il giudizio sulla validità della fantasia.<br />
Quindi, prima di usare un sogno come base per una storia, chiediamoci onestamente se piace solo a noi o può interessare ad un pubblico.</p>
<p>Il “tu non c’eri, non puoi capire”, invalida qualsiasi idea.</p>
<h3>Il lavoro dei sogni</h3>
<p>Stanislavskij aveva creato un metodo di recitazione che si basava sull’<strong>empatia</strong> tra attori e i personaggi che interpretavano: se un teatrante riusciva a immedesimarsi nella situazione che il personaggio viveva, riteneva più convincente la messa in scena.</p>
<p>Uno stesso discorso vale per le storie: maggiore è l’empatia che si riesce a creare tra un lettore e la lettura di finzione, migliore sarà il riscontro del pubblico.</p>
<p>Una tecnica che può aiutare ad uscire dal blocco dello scrittore può essere proprio l’<strong>immedesimarsi nella scena</strong> che risulta ostica e immaginare come la si potrebbe risolvere.</p>
<p>Un altro metodo che ho sentito adottare è quello del <strong>diario dei sogni</strong>, ovvero tenere sul comodino carta e penna per scrivere subito svegli ciò che si è sognato.<br />
Peccato che quando si hanno risvegli improvvisi si tende a dimenticare subito il sogno.</p>
<p>La tecnica che io uso principalmente è quella della <strong>meditazione</strong>: prima di mettermi a dormire cerco il rilassamento ed il controllo dei pensieri e delle fantasie. Spesso mi ritrovo in una sorta di limbo tra sogno e realtà, dove iniziano i sogni ma ho parzialmente il controllo.</p>
<h3>Il simbolismo</h3>
<p><a href="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/sogni-03.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2679 alignright" src="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/sogni-03-300x175.jpg" alt="bambino lettore" width="300" height="175" srcset="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/sogni-03-300x175.jpg 300w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/sogni-03-1024x597.jpg 1024w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/sogni-03-768x448.jpg 768w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/sogni-03.jpg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Non voglio addentrarmi nel campo della psicologia, ma parto dal concetto di Freud che i sogni abbiano un significato. Questo anche quando viene usato nei racconti.</p>
<p>Utilizzare i sogni all’interno di una storia può quindi essere pericoloso: si rischia di confondere il lettore su cosa sia “reale” nel racconto e cosa no, ingannandolo. Il lettore non conosce il mondo del libro, lo sta scoprendo e leggendo per la prima volta.<br />
Il sogno utilizzato nei racconti deve essere funzionale alla trama e farla progredire.</p>
<p>I sogni possono essere <strong>fonte di ispirazione</strong> per gli autori, e se sono bravi fanno a loro volta sognare i lettori, divenendo così fonte di ispirazione.</p>
<p><em>Voi che rapporto avete coi vostri sogni?</em></p>
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		<title>Come farsi notare senza social network</title>
		<link>https://amicineisogni.it/come-farsi-notare-senza-social-network-2672/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Eriksson]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Apr 2022 03:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pagine strappate]]></category>
		<category><![CDATA[copy]]></category>
		<category><![CDATA[ghostwriter]]></category>
		<category><![CDATA[scrittore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Volere la notorietà ed i guadagni assicurati facendo una vita schiva senza esporsi: l'impossibilità di emergere come scrittore. Ecco dei conisgli per farsi notare anche senza social network.</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gli scrittori fino al secolo scorso riuscivano ad emergere senza il bisogno di promuoversi.</strong><br />
Questo è, con mio dispiacere, un falso mito. Perché anche gli scrittori del passato dovevano darsi da fare per farsi notare.<br />
Un tempo gli scrittori avevano un pubblico ridotto ad una classe alfabetizzata a cui dovevano rivolgersi con testi mirati, scrivevano<strong> saggi</strong> e <strong>testi giornalistici</strong> per far “girare” il loro nome, prima di riuscire a pubblicare un romanzo.<br />
Rispetto al passato noi abbiamo dalla nostra un maggior bacino di persone alfabetizzate e dei mezzi più diretti come i social network.</p>
<h3>Un po’ di storia</h3>
<p>Quando vi fu un cambiamento nelle classi e un aumento dell’alfabetizzazione, allora, e solo allora i romanzi presero popolarità: prima era la poesia la forma letteraria dominante.<br />
Con la Rivoluzione industriale poi, presero a diffondersi giornali e stampa periodica, che diede accesso a testi scritti anche alle classi alfabetizzate meno abietti.</p>
<p>All’inizio del diciannovesimo secolo aumentavano così le persone in grado di leggere, ma non degli scrittori: infatti la carta era costosa e scrivere a mano, con una penna, richiedeva tempo ed abilità.</p>
<p><a href="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/fama-01.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2674 alignleft" src="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/fama-01-300x175.jpg" alt="rivista" width="300" height="175" srcset="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/fama-01-300x175.jpg 300w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/fama-01-1024x597.jpg 1024w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/fama-01-768x448.jpg 768w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/fama-01.jpg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Chi era analfabeta, conosceva almeno una persona alfabetizzata che poteva leggere per lui: non era strano infatti che i giornali venissero letti da qualcuno ad alta voce, nei luoghi pubblici.</p>
<p>Un incremento della lettura avvenne anche grazie alle <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_delle_biblioteche_pubbliche_statali_italiane">biblioteche</a>, che quando furono finanziate dal governo risultarono più accessibili ad una fascia più ampia di popolazione.</p>
<p>Gli autori ebbero così la possibilità di aumentare il loro pubblico con storie serializzate, mirando alla classe operaia emergente, parlando della loro realtà.<br />
Le storie non risultavano particolarmente interessanti dal punto di vista della trama, ma avevano dei personaggi perfettamente delineati per il pubblico a cui si rivolgevano. Spesso non avevano neanche una trama pianificata, venivano scritti finché il pubblico continuava a leggerli.</p>
<h3>Una buona scrittura</h3>
<p>Oggi ci sono più aspiranti scrittori di un tempo e la prima regola per risaltare è proprio il <strong>saper scrivere correttamente</strong>. Da questa prima regola non c’è scampo, e più si legge e si scrive, migliore sarà la forma.</p>
<p>Un buon esercizio di scrittura sono testi per periodici, riviste specializzate, blog… L’evoluzione moderna dei giornali del passato.</p>
<h3>Collaborazioni</h3>
<p>Come sopra, questo serve non solo come esercizio di scrittura, ma anche per far conoscere il proprio nome ed il proprio stile di scrittura, facendo “girare il nome”. Nessuno, per una sola storia breve o per un singolo articolo riuscirà a raggiungere la notorietà che porta a far vendere un romanzo milioni di copie. Scrivere dei <em>guest post</em> e newsletter, aiuta ad aumentare il proprio pubblico.<br />
Attenzione a non avere la presunzione di collaborare con qualcuno perché ci si ritiene superiori: non si ruba il pubblico di un altro autore, se viene seguito è perché piace, al limite si aggiunge alla propria cerchia.</p>
<h3>Essere presente ad eventi forum</h3>
<p><a href="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/fama-03.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2673 alignright" src="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/fama-03-300x175.jpg" alt="microfono" width="300" height="175" srcset="https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/fama-03-300x175.jpg 300w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/fama-03-1024x597.jpg 1024w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/fama-03-768x448.jpg 768w, https://amicineisogni.it/wp-content/uploads/2022/02/fama-03.jpg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Un autore isolato e schivo non può emergere in alcun modo: se non ci si espone, su quale base le persone possono essere spinte a voler conoscere un estraneo?</p>
<p>In passato c’erano salotti letterari in cui discutere di persona, oggigiorno di possibilità ce ne sono molte di più, date da internet con i forum, blog, ma anche eventi letterari dal vivo.</p>
<p>Purtroppo ieri come oggi bisogna esporsi, sennò nessuno sarà interessato a trovavi.<br />
Se un autore vuole essere schivo verso le promozioni, allora l’unica possibilità che ha per scrivere per un pubblico è quella di essere un <a href="https://amicineisogni.it/scrittori-e-ghost-writer-1767/">ghost writer</a> che gli permetterà sì di scrivere, ma non farà conoscere il suo nome.</p>
<p><em>Prima di pensare alla fama e ricchezza, chiedetevi: quanto siete disposti a “mettere la faccia” nella carriera letteraria?</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://amicineisogni.it/come-farsi-notare-senza-social-network-2672/">Come farsi notare senza social network</a> proviene da <a href="https://amicineisogni.it">Amici nei Sogni</a>.</p>
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