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      <title>AndroidWorld.it RSS</title>
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      <description>Tutte le news dal mondo Android in italiano, ogni giorno per te.</description>
            <lastBuildDate>Wed, 20 May 2026 17:46:00 +0200</lastBuildDate>
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                              <title>Android XR ora supporta Unreal Engine e Godot: ecco a cosa servono</title>
              
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              <pubDate>Wed, 20 May 2026 17:46:00 +0200</pubDate>

                              <dc:creator>
                  <![CDATA[Nicola Ligas]]>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="1330" height="748" src="https://www.smartworld.it/images/2026/05/20/android-xr-unreal-engine-orig.png" class="attachment-1330x748 size-1330x748 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>Google annuncia il supporto ufficiale di Unreal Engine e Godot per Android XR, con nuovi strumenti per sviluppatori come Engine Hub e Interaction Framework.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/news/android-xr-unreal-engine-godot-sviluppatori.html">Android XR ora supporta Unreal Engine e Godot: ecco a cosa servono</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p><div>]]>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="1330" height="748" src="https://www.smartworld.it/images/2026/05/20/android-xr-unreal-engine-orig.png" class="attachment-1330x748 size-1330x748 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>Chi sviluppa esperienze per visori <strong><a href="/news/android-xr-annuncio.html" title="Cos'è Android XR, il nuovo sistema operativo per la realtà estesa di Google, Samsung e Qualcomm">Android XR</a></strong> ha ricevuto da Google un aggiornamento sostanzioso: da oggi il supporto ufficiale si estende a <strong>Unreal Engine e Godot</strong>, affiancando Unity che era già compatibile. Non è solo una questione di motori grafici in più: insieme all'annuncio arrivano due nuovi strumenti pensati per rendere il flusso di lavoro molto meno frustrante di quanto non fosse finora.</p> <p>Il primo è l'<strong>Android XR Engine Hub</strong>, disponibile per Windows, che risolve uno dei problemi più noiosi dello sviluppo XR: dover compilare e installare un'intera build sul visore ogni volta che si vuole testare una modifica. Con l'Hub, i dati dei sensori del dispositivo fisico (tracciamento delle mani, sguardo, rilevamento degli ambienti) vengono trasmessi in tempo reale al motore grafico sul PC. Questo significa che possiamo iterare su interazioni complesse direttamente in modalità Play, senza aspettare ogni volta un'installazione completa.</p><p>Le funzioni che l'Hub trasmette in streaming includono il <strong>tracciamento delle mani a 26 punti</strong>, il tracciamento dello sguardo per testare interfacce e logica foveata, il rilevamento dei piani nell'ambiente e il passthrough. In pratica, il visore diventa una periferica di input live per il motore grafico sul desktop.</p> <p>Il secondo strumento è l'<strong>Android XR Interaction Framework</strong> (AXRIF), ora in anteprima per sviluppatori e disponibile per Unity. Si tratta di un toolkit di input che astrae la logica necessaria per gestire i diversi modi di interagire con Android XR: controller 6DoF, mouse 3D, tracciamento delle mani e sguardo. Il punto interessante è che usa lo stesso sistema di transizione che gestisce gli input multimodali del sistema operativo, quindi le app che adottano questo framework si comportano in modo coerente con il resto della piattaforma.</p><p>Le tre funzioni principali di AXRIF sono:</p><ul>
<li><strong>Transizioni automatiche tra modalità di input</strong>: gestisce il passaggio, ad esempio, dal puntare con lo sguardo al toccare fisicamente un oggetto</li>
<li><strong>Interazione gestuale assistita dallo sguardo</strong>: combina il vettore dello sguardo con il riconoscimento dei gesti (come il pizzico per selezionare) per le interazioni a distanza</li>
<li><strong>Interazione fisica con interfacce 2D</strong>: mappa il tracciamento delle mani su pannelli fluttuanti, con gesti di tocco e scorrimento</li>
</ul><p>Sul fronte dei singoli motori: <strong>Unreal Engine 5.6.1</strong> è ora in anteprima per sviluppatori, con supporto per tracciamento avanzato delle mani, del volto e comprensione della scena. <strong>Godot 4.6.2</strong> e versioni successive sono supportati in collaborazione con la Godot Foundation e W4 Games, che ha già portato su Google Play alcune esperienze spaziali sviluppate con questo motore. Per <strong>Unity</strong>, il pacchetto OpenXR: Android XR 1.13 è disponibile per Unity 6.5 Beta e aggiunge il supporto Application SpaceWarp anche per uGUI e TextMeshPro.</p><p>Tutto questo arriva in un momento in cui <a href="https://www.smartworld.it/news/apple-abbandona-vision-pro-flop-vendite.html">Apple sembra aver rallentato la sua scommessa sull'XR</a>: Google sta chiaramente puntando a costruire un ecosistema di sviluppo solido prima ancora che i visori Android XR diventino prodotti di consumo di massa. Resta da vedere, come sempre, se la base di sviluppatori risponderà, ma gli strumenti per farlo ci sono.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/news/android-xr-unreal-engine-godot-sviluppatori.html">Android XR ora supporta Unreal Engine e Godot: ecco a cosa servono</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p></div>]]>
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                              <title>Google AI Pro include YouTube Premium Lite: tutto quello che devi sapere sul nuovo bundle</title>
              
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              <pubDate>Wed, 20 May 2026 17:39:00 +0200</pubDate>

                              <dc:creator>
                  <![CDATA[Nicola Ligas]]>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="2654" height="1384" src="https://www.smartworld.it/images/2026/05/20/google-ai-orig.jpeg" class="attachment-2654x1384 size-2654x1384 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>Google include YouTube Premium Lite nel piano AI Pro da 20 dollari/mese: niente pubblicità, riproduzione in background e download. Vale la pena?</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/news/google-ai-pro-youtube-premium-lite-bundle.html">Google AI Pro include YouTube Premium Lite: tutto quello che devi sapere sul nuovo bundle</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p><div>]]>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="2654" height="1384" src="https://www.smartworld.it/images/2026/05/20/google-ai-orig.jpeg" class="attachment-2654x1384 size-2654x1384 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>Google sta trasformando i suoi piani AI in qualcosa di pi&ugrave; difficile da ignorare, e l'ultima mossa riguarda direttamente chi usa <strong>YouTube ogni giorno</strong>. Da oggi, il piano <strong>AI Pro</strong> da 22 euro al mese (e successivi) include <a href="/guide/youtube-premium-come-funziona.html" title="Come funziona YouTube Premium">YouTube Premium</a> Lite senza costi aggiuntivi, rendendolo uno dei bundle pi&ugrave; interessanti che Google abbia mai proposto.</p> <p><a href="https://www.smartworld.it/news/youtube-premium-lite-download-background.html">YouTube Premium Lite</a> non &egrave; la versione completa del servizio: <strong>elimina le pubblicit&agrave; solo sui video non musicali</strong>, aggiunge la riproduzione in background e i download, ma non copre i contenuti musicali come farebbe il Premium standard. &Egrave; una versione ridotta, insomma, ma per chi usa YouTube principalmente per video, tutorial, gaming e simili, la differenza nella pratica &egrave; quasi invisibile.</p>
<p>Il piano AI Pro, che recentemente ha ricevuto un aumento dello spazio cloud a<strong> 5 TB</strong>, <a href="https://one.google.com/intl/it_it/about/google-ai-plans/" target="_blank" rel="noopener">diventa cos&igrave;</a> un pacchetto difficile da liquidare facilmente. <strong>5 TB di storage pi&ugrave; niente pubblicit&agrave; su YouTube</strong> e tutta la potenza dell'<a href="/ia" title="ia">IA</a> di Google che &egrave; in <a href="https://www.smartworld.it/news/google-io-2026-gemini-spark-annunci.html">continua espansione</a>.</p>
<p>Chi vuole il Premium completo, senza le restrizioni della versione Lite, lo trova incluso nel piano <strong>AI Ultra da 100 euro al mese</strong>: una cifra che per&ograve; rende la cosa pi&ugrave; un vantaggio collaterale che un motivo d'acquisto. Gli abbonati AI Pro possono comunque attivare il Premium completo a prezzo scontato, se proprio il Lite non dovesse bastare.</p>
<p>Detto questo, la direzione &egrave; chiara: Google sta costruendo un ecosistema di abbonamenti dove <strong><a href="/guide/google-gemini-come-provarlo.html" title="Come funziona Google Gemini">Gemini</a> diventa il collante</strong> tra storage, produttivit&agrave; e intrattenimento, un po' come Apple fa con iCloud+ e come <a href="/tag/amazon" title="tag/amazon">Amazon</a> fa con Prime. La domanda non &egrave; pi&ugrave; "<em>vale la pena pagare per l'AI?</em>" ma "<em>vale la pena non pagare e rinunciare a tutto il resto?</em>" Il problema diventa quando la risposta diventa <strong>negativa troppe volte</strong>.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/news/google-ai-pro-youtube-premium-lite-bundle.html">Google AI Pro include YouTube Premium Lite: tutto quello che devi sapere sul nuovo bundle</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p></div>]]>
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                              <title>Android 17 dice basta all'audio in background indesiderato: ecco come funziona</title>
              
              <link>https://www.smartworld.it/news/android-17-background-audio-hardening-app.html</link>

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              <pubDate>Wed, 20 May 2026 17:34:00 +0200</pubDate>

                              <dc:creator>
                  <![CDATA[Giorgio Palmieri]]>
                </dc:creator>
              
                                                <category>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="1920" height="1080" src="https://www.smartworld.it/images/2026/04/17/android-17-easter-egg-orig.jpg" class="attachment-1920x1080 size-1920x1080 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>Android 17 blocca le app che riproducono audio a sorpresa in background: ecco come funziona il nuovo sistema e chi non sarà colpito.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/news/android-17-background-audio-hardening-app.html">Android 17 dice basta all'audio in background indesiderato: ecco come funziona</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p><div>]]>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="1920" height="1080" src="https://www.smartworld.it/images/2026/04/17/android-17-easter-egg-orig.jpg" class="attachment-1920x1080 size-1920x1080 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>Avete mai sentito il vostro telefono emettere un audio a caso, magari ore dopo aver chiuso un'app? Un video che riparte da solo, una pubblicit&agrave; che parte dal nulla, un suono inspiegabile che vi fa guardare lo schermo con aria interrogativa. Con <strong>Android 17</strong> Google vuole mettere fine a questi momenti insopportabili (alle volte addirittura imbarazzanti), e lo fa con una mossa piuttosto decisa.</p> <p>La funzione si chiama <strong>"Background Audio Hardening"</strong> ed &egrave; gi&agrave; attiva nella Beta 4 di Android 17, presentata durante una sessione per sviluppatori al <a href="https://www.smartworld.it/news/google-io-2026-gemini-spark-annunci.html">Google I/O 2026</a>. Il concetto &egrave; semplice, in quanto le app non potranno pi&ugrave; fare quello che vogliono con l'audio quando girano in background.</p>
<p>Con le nuove regole, un'app che vuole <strong>riprodurre audio, richiedere la priorit&agrave; sonora o modificare il volume</strong> dovr&agrave; soddisfare almeno una di queste condizioni: essere visibile sullo schermo oppure girare tramite un servizio in primo piano espressamente dedicato, come quelli usati da app di musica, navigazione o chiamate. Se non rispetta nessuno dei due requisiti, Android pu&ograve; semplicemente <strong>bloccare l'azione senza nemmeno mostrare un errore</strong>. L'app non sapr&agrave; che qualcosa &egrave; andato storto, e il risultato &egrave; che l'audio non parte.</p>
<p>Google ha citato un caso specifico che conosce bene chiunque abbia un telefono Android: le app che si <strong>bloccano in background e poi riprendono la riproduzione inaspettatamente</strong>, anche a distanza di ore. Esattamente quel tipo di comportamento fastidioso che non ha giustificazione tecnica e che nessuno ha mai chiesto.</p>
<p>La novit&agrave; colpisce anche le app che provano ad <strong>avviare l'audio automaticamente all'avvio del telefono</strong>, un'altra abitudine scorretta di certe applicazioni meno rispettose dell'utente.</p>
<p>Chi non ha nulla da temere sono le app che gi&agrave; usano i sistemi raccomandati da Google: <strong>streaming musicale, podcast, navigazione e chiamate</strong> continueranno a funzionare normalmente. Anche sveglie e timer sono esplicitamente esclusi dalle nuove restrizioni, per ovvie ragioni. Le novit&agrave; di <a href="https://www.smartworld.it/news/android-17-novita.html">Android 17</a> in tema di sicurezza e comportamento delle app vanno tutte nella stessa direzione: meno libert&agrave; per le app mal scritte, pi&ugrave; controllo per l'utente.</p>
<p>Il punto vero &egrave; che questa modifica non punisce nessuna app legittima, ma <strong>mette all'angolo chi ha sempre approfittato di un sistema troppo permissivo</strong>. E francamente era ora.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/news/android-17-background-audio-hardening-app.html">Android 17 dice basta all'audio in background indesiderato: ecco come funziona</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p></div>]]>
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                              <title>Recensione UGREEN Maxidok 17-in-1 TB5: la dock station che non ha limiti, se hai l'hardware giusto</title>
              
              <link>https://www.smartworld.it/recensioni/ugreen-maxidok-17-in-1-thunderbolt-5-docking-station</link>

                              <comments>https://www.smartworld.it/recensioni/ugreen-maxidok-17-in-1-thunderbolt-5-docking-station#tw_comments</comments>
              
              <pubDate>Wed, 20 May 2026 17:28:00 +0200</pubDate>

                              <dc:creator>
                  <![CDATA[Lorenzo Delli]]>
                </dc:creator>
              
                                                <category>
                    <![CDATA[Recensioni]]>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="3840" height="2160" src="https://www.smartworld.it/images/2026/05/20/recensione-ugreen-maxidok-17-in-1-tb5-cover-orig.jpg" class="attachment-3840x2160 size-3840x2160 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>UGREEN Maxidok 17-in-1 TB5: dock Thunderbolt 5 con slot M.2 NVMe, 17 porte, Ethernet 2.5G e ricarica 140W. Plug-and-play, costruzione in metallo.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/recensioni/ugreen-maxidok-17-in-1-thunderbolt-5-docking-station">Recensione UGREEN Maxidok 17-in-1 TB5: la dock station che non ha limiti, se hai l'hardware giusto</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p><div>]]>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="3840" height="2160" src="https://www.smartworld.it/images/2026/05/20/recensione-ugreen-maxidok-17-in-1-tb5-cover-orig.jpg" class="attachment-3840x2160 size-3840x2160 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>La confezione si apre a scrigno e il primo impatto &egrave; quello di un prodotto premium: la dock &egrave; posizionata in modo da sembrare quasi un mini PC appena acquistato. Dentro si trova tutto il necessario per iniziare subito, senza dover cercare nulla separatamente. L'<strong>alimentatore da 240W</strong> &egrave; imponente e dice gi&agrave; molto sulla potenza erogabile dal dispositivo. Sono inclusi i cavi di alimentazione per diversi standard internazionali, il <strong>cavo Thunderbolt 5</strong> certificato per il collegamento al laptop, un <strong>cacciavite</strong> per accedere allo sportellino dell'alloggiamento SSD e un <strong>pad termico</strong> da applicare sull'SSD per migliorare la dissipazione del calore. Una confezione curata, completa, che non lascia nulla al caso.</p> <ul>
<li><strong>Porte totali</strong>: 17</li>
<li><strong>Thunderbolt 5 (120Gbps)</strong>: x2 (per periferiche) + 1 per collegamento al host</li>
<li><strong>DisplayPort 2.1</strong>: x1</li>
<li><strong>USB-A 3.2 10Gbps</strong>: x3</li>
<li><strong>USB-C 3.2 10Gbps + PD 60W condivisi</strong>: x2 (pannello frontale)</li>
<li><strong>USB-C 3.2 10Gbps</strong>: x1</li>
<li><strong>Lettore SD/TF 4.0</strong>: 312 MB/s</li>
<li><strong>Ethernet</strong>: 2.5 Gigabit</li>
<li><strong>Audio</strong>: 3x jack 3.5mm combo (ingresso/uscita)</li>
<li><strong>Slot M.2 NVMe</strong>: 1x (80Gbps, fino a 8TB, formati 2230/2242/2260/2280)</li>
<li><strong>Alimentazione upstream al laptop</strong>: 140W max</li>
<li><strong>Alimentazione downstream dispositivi</strong>: 2x Thunderbolt 5 a 15W, 2x USB-C condivisi 60W totali</li>
<li><strong>Alimentatore incluso</strong>: 240W GaN</li>
<li><strong>Uscita video massima singolo display</strong>: 8K@60Hz</li>
<li><strong>Uscita video doppio display (Windows)</strong>: 8K@60Hz + 8K@60Hz</li>
<li><strong>Uscita video doppio display (Mac)</strong>: 6K@60Hz + 6K@60Hz</li>
<li><strong>Display supportati (Windows TB5)</strong>: fino a 3 monitor esterni</li>
<li><strong>Display supportati (Mac/Windows TB4)</strong>: fino a 2 monitor esterni</li>
<li><strong>Raffreddamento</strong>: attivo</li>
<li><strong>Compatibilit&agrave;</strong>: Windows 11/10 (23H2), macOS 15+</li>
</ul> <p>UGREEN Maxidok 17-in-1 TB5 ha un aspetto che sorprende. È una dock station, ma nella forma ricorda più un <strong>mini PC</strong>: corpo compatto, scocca interamente in <strong>metallo</strong>, finitura grigio antracite con un pannello laterale dalle <strong>nervature metalliche lavorate</strong> che aggiungono carattere senza essere vistose. La solidità è percepibile già prendendola in mano: non c'è nulla che scricchiola, nulla che cede, nulla che tradisce una costruzione frettolosa. È un oggetto che si abbina bene a una scrivania curata e che non sfigura accanto a un MacBook o a un laptop premium Windows.</p> <p>Sul pannello frontale si trovano le porte di uso più frequente, quelle che si collegano e scollegano spesso: i due <strong>USB-C con ricarica PD</strong>, il <strong>lettore SD/TF</strong> e il <strong>jack audio</strong>. Sul retro si concentrano invece le connessioni più stabili, quelle che si collegano una volta sola: i due <strong>Thunderbolt 5</strong> per periferiche, la <strong>DisplayPort</strong>, i tre <strong>USB-A</strong>, l'<strong>Ethernet 2.5G</strong>, lo sportellino dell'<strong>alloggiamento M.2</strong> e il connettore di alimentazione DC. Il <strong>raffreddamento è attivo</strong>: c'è una ventola interna che entra in funzione sotto carico, silenziosa nelle condizioni di utilizzo normale.</p> <p><a href="https://www.smartworld.it/news/thunderbolt-5-ufficiale.html">Thunderbolt 5</a> è uno standard annunciato già da tempo ma che sta un po' faticando ad arrivare sul mercato, e trovare laptop o schede madri che lo supportino nativamente è ancora raro anche nella fascia medio/alta. Giusto per darvi un po' di contesto, sul nuovo <a href="https://www.smartworld.it/news/apple-mac-studio-2025-ufficiale.html">Mac Studio con Apple M3 Ultra</a> ci sono le porte Thunderbolt 5. Questo è il contesto in cui va letta la UGREEN Maxidok 17-in-1 TB5: è un prodotto che esprime il suo pieno potenziale<strong> solo con hardware compatibile</strong>, e vale la pena essere chiari su questo punto prima dell'acquisto.</p> <p>Un aspetto positivo da sottolineare subito è che non richiede&nbsp;<strong>nessun software o driver</strong>: si collega l'alimentatore, si connette il cavo Thunderbolt 5 al laptop e la dock è immediatamente operativa. Tutto viene riconosciuto in automatico, senza installazioni, senza configurazioni, senza riavvii.</p><p>Nei test è stata collegata a due macchine diverse. La prima è equipaggiata con una&nbsp;<strong>scheda madre con USB 3.2 Gen 2x2</strong> (USB-C), una ancor degna <strong>ASUS ROG Strix Z790-A Gaming WIFI D4</strong>: la dock viene riconosciuta e funziona correttamente come hub, tutte le porte sono operative, ma lo <strong>slot M.2 non viene letto</strong>. Una funzionalità chiave che semplicemente non è disponibile su questo tipo di hardware.</p><p>La seconda macchina monta una&nbsp;<strong>GIGABYTE X870E AORUS MASTER</strong>&nbsp;con porta&nbsp;<strong>USB4</strong>: qui la dock funziona meglio, lo&nbsp;<strong>slot M.2 viene riconosciuto e l'SSD è accessibile</strong>, ma le velocità di trasferimento si attestano&nbsp;<strong>circa alla metà</strong>&nbsp;di quelle raggiungibili con una connessione Thunderbolt 5 nativa. Non è un difetto della dock: è il limite fisico dell'interfaccia del computer host. Su una connessione Thunderbolt 5 nativa, invece, l'SSD si comporta esattamente come se fosse installato internamente al PC: velocità piena, latenza minima, nessun compromesso.</p> <p>Il messaggio è semplice: con&nbsp;<strong>Thunderbolt 5</strong>&nbsp;si ottiene l'esperienza completa. Con&nbsp;<strong>Thunderbolt 4 o USB4</strong>&nbsp;si ottiene comunque qualcosa, ma non il massimo. Con&nbsp;<strong>USB 3.2</strong>&nbsp;le funzionalità avanzate come lo slot M.2 non sono garantite. Prima di acquistare, verificare le porte disponibili sul proprio laptop o scheda madre è indispensabile.</p> <p>La UGREEN Maxidok 17-in-1 TB5 &egrave; uno strumento pensato per chi usa il laptop come macchina principale ma ha bisogno di una <strong>postazione desktop completa</strong>. Un solo cavo Thunderbolt 5 collega tutto: monitor, storage, rete, periferiche e ricarica del laptop fino a <strong>140W</strong>. Chi lavora con <strong>monitor multipli</strong> pu&ograve; collegare fino a tre display indipendenti su Windows o due su Mac, con risoluzioni fino a 8K, senza dover gestire adattatori o soluzioni di terze parti.</p>
<p>I fotografi e i videomaker troveranno particolarmente utile la presenza di <strong>due lettori di scheda separati</strong>, uno SD e uno microSD, entrambi con standard 4.0 fino a 312MB/s: si possono scaricare due schede contemporaneamente senza occupare porte USB. Lo <strong>slot M.2 NVMe</strong> integrato aggiunge uno strato ulteriore: invece di portarsi dietro un SSD esterno, si installa direttamente un'unit&agrave; fino a 8TB nella dock, che con Thunderbolt 5 nativo funziona a tutti gli effetti come storage interno.</p>
<p>Le <strong>due porte USB-C sul pannello frontale</strong> condividono 60W totali e sono comode per ricaricare smartphone o <a href="/migliori-tablet" title="Migliori Tablet - Maggio 2026: iPad e Android, con penna o senza">tablet</a> mentre si lavora, senza dover staccare nulla dal retro. La <strong>porta Ethernet 2.5 Gigabit</strong> garantisce una connessione di rete stabile e veloce, fondamentale per chi trasferisce file pesanti in locale o lavora in ambienti dove il Wi-Fi non &egrave; affidabile.</p>
<p>In sintesi: &egrave; un hub per chi vuole <strong>massimizzare la produttivit&agrave;</strong> alla scrivania senza rinunciare alla portabilit&agrave; del laptop quando si &egrave; in movimento. Ovviamente nulla vieta di abbinarla a un PC fisso, in modo da portare tutte le porte possibili direttamente sulla scrivania, aggiungendo magari monitor aggiuntivi a quelli supportati dalla MOBO. E visto che stiamo parlando di un dispositivo di fascia alta, pu&ograve; anche aver senso prendere in considerazione l'idea di acquistare schede di espansione Thunderbolt 5 per PC fissi proprio per sfruttare al meglio dispositivi come questi.</p> <p>UGREEN Maxidok 17-in-1 TB5 ha un <strong>prezzo di listino di 459,99 euro</strong>, ma si trova regolarmente intorno ai <strong>390 euro</strong> sia su <a href="/tag/amazon" title="tag/amazon">Amazon</a> che sul sito ufficiale UGREEN. Non &egrave; un acquisto per tutti, e non vuole esserlo: &egrave; un prodotto professionale che ha senso valutare solo se si ha hardware compatibile e un flusso di lavoro che giustifica la spesa. Vale la pena ricordare che la gamma Maxidok comprende anche altri due modelli, il <strong>Maxidok 10-in-1 TB5</strong> a 299,99 euro e il <strong>Maxidok 10-in-1 TB5 Mac mini Dock</strong> a 359,99 euro, entrambi con Thunderbolt 5 ma con una dotazione di porte ridotta e senza slot M.2 nel caso del 10-in-1 standard.</p> <div>
<p><em>Il sample per questa recensione &egrave; stato fornito da UGREEN, che non ha avuto un'anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Potete leggere maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld a <a title="Come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld" href="https://www.smartworld.it/come-testiamo-recensiamo-dispositivi-smartworld">questo link</a>.</em></p>
</div><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/recensioni/ugreen-maxidok-17-in-1-thunderbolt-5-docking-station">Recensione UGREEN Maxidok 17-in-1 TB5: la dock station che non ha limiti, se hai l'hardware giusto</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p></div>]]>
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                              <title>Android 17 introduce Continue On, ovvero la copia di Handoff di Apple con 12 anni di ritardo</title>
              
              <link>https://www.smartworld.it/news/android-17-continue-on-passaggio-dispositivi.html</link>

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              <pubDate>Wed, 20 May 2026 17:18:00 +0200</pubDate>

                              <dc:creator>
                  <![CDATA[Nicola Ligas]]>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="1920" height="1200" src="https://www.smartworld.it/images/2026/05/20/continue-on-handoff-orig.jpeg" class="attachment-1920x1200 size-1920x1200 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>Android 17 introduce Continue On: si inizia un'app sullo smartphone e si continua sul tablet con un solo tap. Ecco come funziona.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/news/android-17-continue-on-passaggio-dispositivi.html">Android 17 introduce Continue On, ovvero la copia di Handoff di Apple con 12 anni di ritardo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p><div>]]>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="1920" height="1200" src="https://www.smartworld.it/images/2026/05/20/continue-on-handoff-orig.jpeg" class="attachment-1920x1200 size-1920x1200 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>Con <strong>Android 17</strong> Google introduce una funzione che gli utenti Apple conoscono bene da anni: la possibilità di iniziare a fare qualcosa su uno smartphone e continuare esattamente da dove si era rimasti su un altro dispositivo. Si chiama <strong>Continue On</strong>, ed è una delle novità più interessanti emerse dalla documentazione ufficiale per sviluppatori pubblicata in questi giorni, in parallelo con il <a href="https://www.smartworld.it/news/android-17-novita.html">lancio di Android 17</a>.</p> <p>Il funzionamento di base è semplice: il <strong><a href="/migliori-tablet" title="Migliori Tablet - Maggio 2026: iPad e Android, con penna o senza">tablet</a> mostra nella barra delle applicazioni</strong> un suggerimento per l'app usata più di recente sullo smartphone collegato. Un tap, e l'app si apre sul tablet esattamente nel punto in cui la si aveva lasciata sul telefono. Niente ricerca, niente scroll, niente perdita di contesto.</p><p>La funzione è progettata per funzionare in <strong>entrambe le direzioni</strong>: ogni dispositivo Android compatibile può sia inviare che ricevere l'attività. Al lancio, però, Google si concentra sul caso d'uso più ovvio: il <strong>passaggio da smartphone a tablet</strong>, pensato per chi usa il telefono in mobilità e poi si siede con il tablet per lavorare o continuare a leggere.</p> <p>Gli sviluppatori hanno a disposizione <strong>tre modalit&agrave; di trasferimento</strong> diverse. La prima &egrave; il passaggio app-to-app: se l'app &egrave; installata su entrambi i dispositivi, si apre direttamente sulla stessa schermata, come mostrano i video di esempio con Google Docs e <a href="/guide/come-funziona-gmail.html" title="Come funziona Gmail su Android, iPhone e PC">Gmail</a>. La seconda &egrave; il <strong>web fallback</strong>: se l'app non &egrave; installata sul dispositivo ricevente, si apre invece la versione web in una URL specificata dallo sviluppatore. La terza &egrave; il <strong>direct-to-web</strong>: lo sviluppatore pu&ograve; decidere che l'esperienza ottimale sul tablet sia direttamente quella del browser, indipendentemente dall'app installata.</p>
<p>Vale la pena notare che la qualit&agrave; dell'esperienza dipender&agrave; molto da <strong>quanto gli sviluppatori implementeranno la funzione</strong> nelle loro app. Google pu&ograve; creare l'infrastruttura, ma se le app non la supportano, il trasferimento sar&agrave; incompleto o assente. &Egrave; lo stesso limite che ha rallentato Handoff su Apple per anni (il che <strong>non lascia ben sperare</strong> per Android)</p> <p>La novità si inserisce in un ecosistema Android che sta chiaramente cercando di <strong>avvicinarsi alla coerenza multi-dispositivo</strong> di Apple, con funzioni come <a href="https://www.smartworld.it/news/quick-share-qr-code-android-iphone.html">Quick Share con QR code</a> e le nuove integrazioni tra smartphone e PC. Continue On è un passo concreto in questa direzione, e il fatto che parta dai tablet suggerisce che Google stia puntando a rendere i suoi dispositivi più grandi finalmente utili, non solo più grandi.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/news/android-17-continue-on-passaggio-dispositivi.html">Android 17 introduce Continue On, ovvero la copia di Handoff di Apple con 12 anni di ritardo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p></div>]]>
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                              <title>Samsung vuole il poker: Galaxy S27 Pro sarà l'asso nella manica o solo un bluff?</title>
              
              <link>https://www.smartworld.it/news/samsung-galaxy-s27-pro-quarto-modello.html</link>

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              <pubDate>Wed, 20 May 2026 17:11:00 +0200</pubDate>

                              <dc:creator>
                  <![CDATA[Nicola Ligas]]>
                </dc:creator>
              
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		<p>Samsung starebbe preparando un quarto modello per la gamma Galaxy S27: il Pro con display da 6,47 pollici OLED. Ecco cosa sappiamo finora.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/news/samsung-galaxy-s27-pro-quarto-modello.html">Samsung vuole il poker: Galaxy S27 Pro sarà l'asso nella manica o solo un bluff?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p><div>]]>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="1670" height="940" src="https://www.smartworld.it/images/2026/05/20/samsung-galaxy-s27-pro-orig.jpeg" class="attachment-1670x940 size-1670x940 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>Samsung sembra decisa a rompere con la tradizione del <strong>trio di flagship</strong> che ha caratterizzato la gamma Galaxy S per anni. Secondo <a href="https://www.etnews.com/20260520000272?SNS=00001" target="_blank" rel="noopener">ETNews</a>, la casa coreana starebbe lavorando a un <strong>Galaxy S27 Pro</strong> con display OLED da 6,47 pollici, destinato ad affiancare base, Plus e Ultra nella lineup del prossimo anno.</p> <p>Il dato più interessante riguarda le <strong>dimensioni dello schermo</strong>: 6,47 pollici posizionerebbero il Galaxy S27 Pro come secondo modello più piccolo della gamma, appena sopra il base. Non è chiaro se seguirà la strada del <a href="/schede/samsung-galaxy-s25-edge/" title="Samsung Galaxy S25 Edge">Galaxy S25 Edge</a>, puntando su un form factor ultra-sottile, oppure se si tratterà di un dispositivo con una <strong>scheda tecnica più vicina all'Ultra</strong>, ma in un corpo più compatto. Questa seconda ipotesi è quella che <strong>ci intriga di più</strong> (e sulla quale scommetteremmo senz'altro rispetto alla sottigliezza): un flagship con hardware premium in dimensioni gestibili è esattamente quello che molti utenti chiedono da anni.</p><p>Il problema è che aggiungere un quarto modello non basta: Samsung dovrebbe <strong>differenziare chiaramente</strong> ciascun dispositivo per evitare che il Pro finisca per essere semplicemente un <strong>nome in più</strong> da aggiungere alla lista, col rischio magari di <strong>confondere</strong> gli utenti. Il rischio di <strong>cannibalizzazione</strong> interna è reale, e Samsung lo sa bene dopo le critiche ricevute per alcune scelte di lineup degli ultimi anni. Tutto questo, inoltre, avviene in un momento in cui i <a href="https://www.smartworld.it/news/prezzi-smartphone-2026-aumento-memorie.html">costi degli smartphone</a> sono in forte crescita, il che rende ancora più delicata la scommessa su una gamma a quattro modelli.</p><p>Per sapere come andrà a finire dovremo aspettare l'inizio del 2027, ma nel frattempo potete dare un'occhiata a <a href="https://www.smartworld.it/news/samsung-galaxy-s27-pro-rumor.html">tutto quello che già sappiamo sul Galaxy S27 Pro</a> e alle ultime notizie sui <a href="https://www.smartworld.it/news/galaxy-z-fold-8-fold-wide-caratteristiche.html">prossimi pieghevoli Samsung</a>. Se Samsung riuscirà davvero a costruire una gamma a quattro modelli coerente e ben differenziata, potrebbe cambiare il modo in cui pensiamo ai <strong>flagship Android</strong>; se invece si ripeterà lo schema dell'Edge, avremo solo un'altra occasione mancata.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/news/samsung-galaxy-s27-pro-quarto-modello.html">Samsung vuole il poker: Galaxy S27 Pro sarà l'asso nella manica o solo un bluff?</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p></div>]]>
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                              <title>Apple Intelligence potenzia VoiceOver, Voice Control e sottotitoli automatici: tutte le novità per l'accessibilità nel 2026</title>
              
              <link>https://www.smartworld.it/news/apple-intelligence-accessibilita-novita-2026.html</link>

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              <pubDate>Wed, 20 May 2026 16:55:00 +0200</pubDate>

                              <dc:creator>
                  <![CDATA[Nicola Ligas]]>
                </dc:creator>
              
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                    <![CDATA[Apple]]>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="3840" height="2160" src="https://www.smartworld.it/images/2026/05/20/accessibilita-mac-orig.jpg" class="attachment-3840x2160 size-3840x2160 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>Apple porta Apple Intelligence nelle funzioni di accessibilità: VoiceOver, Magnifier, Voice Control e sottotitoli generati automaticamente. Ecco tutte le novità.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/news/apple-intelligence-accessibilita-novita-2026.html">Apple Intelligence potenzia VoiceOver, Voice Control e sottotitoli automatici: tutte le novità per l'accessibilità nel 2026</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p><div>]]>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="3840" height="2160" src="https://www.smartworld.it/images/2026/05/20/accessibilita-mac-orig.jpg" class="attachment-3840x2160 size-3840x2160 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>Apple ha annunciato un pacchetto di <strong>aggiornamenti alle funzioni di accessibilit&agrave;</strong> che integrano Apple Intelligence, il suo sistema di AI on-device. Non si tratta di funzioni di nicchia: parliamo di strumenti che milioni di persone usano ogni giorno per interagire con iPhone, iPad e Mac, e che ora diventano <strong>significativamente pi&ugrave; capaci</strong>. Tutto in arrivo pi&ugrave; avanti nel corso del 2026, senza una data precisa.</p>
<p>La cosa interessante &egrave; che Apple non sta solo aggiungendo AI per il gusto di farlo: in molti casi l'integrazione <strong>risolve problemi pratici</strong> che questi strumenti avevano da anni, che in certi casi fanno davvero la differenza. Vediamo cosa cambia davvero.</p> <p><strong>VoiceOver</strong>, lo screen reader per chi è cieco o ha problemi di vista, guadagna una nuova funzione chiamata Image Explorer: usa Apple Intelligence per descrivere le immagini in modo molto più dettagliato, incluse <strong>fotografie, bollette scansionate e documenti personali</strong>. Niente più descrizioni generiche e inutili.</p><p>Con l'aggiornamento a <strong>Live Recognition</strong>, gli utenti possono premere il tasto Azione su iPhone e fare domande dirette su ciò che inquadra la fotocamera, con la possibilità di fare <strong>domande di follow-up in linguaggio naturale</strong>. Un'interazione molto più vicina a quella con un assistente umano.</p><p>Anche <strong>Magnifier</strong>, pensato per chi ha ipovisione, riceve lo stesso trattamento: descrizioni visive dettagliate in un'interfaccia ad alto contrasto, controllo vocale dell'app con comandi come "zoom in" o "accendi la torcia", e integrazione con il tasto Azione.</p> <p>Chi usa <strong>Voice Control</strong> per navigare iPhone e iPad solo con la voce sa quanto sia frustrante dover memorizzare etichette esatte o numeri di elementi. Con Apple Intelligence arriva un <strong>input flessibile in linguaggio naturale</strong>: si può dire "tocca la guida sui migliori ristoranti" invece di dover ricordare il numero esatto dell'elemento sullo schermo.</p><p>Questo risolve anche un problema storico: le app <strong>mal etichettate per l'accessibilità</strong> diventano più navigabili, perché il sistema capisce il contesto visivo invece di affidarsi solo ai metadati. Vale anche per app con layout visivi complessi come Mappe o File. La funzione sarà disponibile <strong>solo in inglese</strong> (USA, Canada, UK, Australia) al lancio.</p> <p>Una delle novità più utili per un pubblico più ampio: <strong>sottotitoli generati automaticamente</strong> per i video che non li hanno già. Funziona su video ricevuti da amici, clip registrate con iPhone, contenuti in streaming, e gira tutto <strong>on-device</strong> per motivi di privacy. Arriva su iPhone, iPad, Mac, <a href="/tag/apple-tv" title="tag/apple-tv">Apple TV</a> e <a href="/tag/apple-vision-pro" title="tag/apple-vision-pro">Apple Vision Pro</a>, ma al lancio sarà disponibile <strong>solo in inglese</strong> per USA e Canada.</p><p>Per chi usa sedie a rotelle elettriche, Apple Vision Pro guadagna una funzione che permette di <strong>controllare sistemi di guida alternativi compatibili tramite eye-tracking</strong>. Al lancio supporta i sistemi Tolt e LUCI, con connessione Bluetooth o cablata. L'eye-tracking di Vision Pro non richiede ricalibrazione frequente e funziona in condizioni di luce variabili: per chi non può usare un joystick, è una differenza che vale tutto.</p> <p>Tra le novità più piccole ma degne di nota:</p><ul><li><strong>Accessibility Reader</strong> gestisce ora articoli scientifici con colonne multiple, tabelle e immagini, aggiunge riassunti on-demand e traduzione integrata mantenendo la formattazione personalizzata</li><li>Gli <strong>apparecchi acustici Made for iPhone</strong> si connettono e passano tra dispositivi Apple in modo più affidabile</li><li>Il <strong>riconoscimento del nome</strong> (che avvisa chi è sordo se qualcuno pronuncia il suo nome) arriva in oltre 50 lingue</li><li>Il <strong>controller Sony Access</strong> è ora compatibile con iOS, iPadOS e macOS per chi ha difficoltà con i controller tradizionali</li><li>Su <strong>tvOS</strong> arriva il supporto per testi più grandi per chi ha ipovisione</li></ul><p>Novità anche per <strong>Apple Vision Pro</strong>: arrivano i Vehicle Motion Cues per ridurre il mal d'auto, i gesti del viso per eseguire azioni di sistema e una nuova modalità di selezione con gli occhi tramite Dwell Control.</p><p>Il fatto che Apple stia usando l'AI per potenziare l'accessibilità invece di limitarsi alle funzioni più visibili è una scelta che ha senso, ed è probabilmente l'<strong>applicazione più concreta e meno controversa</strong> di Apple Intelligence fino a oggi.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/news/apple-intelligence-accessibilita-novita-2026.html">Apple Intelligence potenzia VoiceOver, Voice Control e sottotitoli automatici: tutte le novità per l'accessibilità nel 2026</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p></div>]]>
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                              <title>DAZN punta sui combattimenti tra robot: accordo pluriennale con NHRL e contenuti gratuiti</title>
              
              <link>https://www.smartworld.it/news/dazn-combattimenti-robot-nhrl-gratis.html</link>

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              <pubDate>Wed, 20 May 2026 15:40:00 +0200</pubDate>

                              <dc:creator>
                  <![CDATA[Giorgio Palmieri]]>
                </dc:creator>
              
                                                <category>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="1920" height="1080" src="https://www.smartworld.it/images/2026/05/20/national-havoc-robot-league-dazn-orig.png" class="attachment-1920x1080 size-1920x1080 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>I combattimenti tra robot dell'NHRL arrivano su DAZN: accordo pluriennale, stagione 2026 da giugno e tutti gli eventi disponibili anche gratis.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/news/dazn-combattimenti-robot-nhrl-gratis.html">DAZN punta sui combattimenti tra robot: accordo pluriennale con NHRL e contenuti gratuiti</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p><div>]]>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="1920" height="1080" src="https://www.smartworld.it/images/2026/05/20/national-havoc-robot-league-dazn-orig.png" class="attachment-1920x1080 size-1920x1080 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>Se avete mai visto un video di robot che si distruggono a vicenda in un'arena e non riuscivate a smettere di guardare, sappiate che <strong>non siete soli</strong>, e che DAZN ha deciso di puntarci sopra in modo serio. La piattaforma ha annunciato un <strong>accordo pluriennale</strong> con la National Havoc Robot League (NHRL) per trasmettere il <strong>NHRL World Championship Pro Tour</strong>, il campionato internazionale di punta dedicato ai combattimenti tra robot.</p> <p>La notizia più interessante, però, non è solo la disponibilità dei contenuti: tutti gli eventi del World Championship Pro Tour saranno <strong>accessibili gratuitamente</strong> su DAZN, senza bisogno di abbonamento.</p><p>La stagione 2026 parte già a <strong>giugno</strong> e proseguirà durante l'autunno, con le finali del tour attese per <strong>dicembre</strong>. L'NHRL non è una competizione di nicchia: la lega ha costruito una presenza enorme sui social, con <strong>miliardi di visualizzazioni all'anno</strong>, e attira ingegneri da tutto il mondo che progettano macchine da combattimento sempre più sofisticate.</p><p>Il formato mescola <strong>ingegneria, strategia e spettacolo puro</strong>: i robot vengono progettati appositamente per distruggersi a vicenda, e il risultato è esattamente quello che sembra, ovvero qualcosa di difficile da ignorare una volta che si inizia a guardare. Non è un caso che il pubblico stia crescendo rapidamente a livello globale.</p><p>Che DAZN stia ampliando il proprio catalogo verso sport emergenti e format alternativi non è una sorpresa, ma scommettere sui combattimenti tra robot con un accordo pluriennale e distribuzione gratuita è comunque una <strong>mossa insolita</strong> per una piattaforma che di solito punta su calcio e boxe. Vedremo se il pubblico italiano risponderà, ma i numeri globali dell'NHRL suggeriscono che il potenziale c'è davvero.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/news/dazn-combattimenti-robot-nhrl-gratis.html">DAZN punta sui combattimenti tra robot: accordo pluriennale con NHRL e contenuti gratuiti</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p></div>]]>
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                              <title>LEGO Disney Main Street U.S.A.: la strada che apre tutti i parchi Disney diventa un set da quasi 4.000 pezzi</title>
              
              <link>https://www.smartworld.it/news/lego-disney-main-street-usa.html</link>

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              <pubDate>Wed, 20 May 2026 15:19:00 +0200</pubDate>

                              <dc:creator>
                  <![CDATA[Lorenzo Delli]]>
                </dc:creator>
              
                                                <category>
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                    <![CDATA[LEGO]]>
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                    <![CDATA[Disney]]>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="3840" height="2160" src="https://www.smartworld.it/images/2026/05/20/lego-disney-main-street-u.s.a.-cover-orig.jpg" class="attachment-3840x2160 size-3840x2160 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>LEGO Disney Main Street U.S.A.: 3.899 pezzi, 16 minifigure e tantissimi dettagli nascosti. Disponibile dal 4 giugno 2026 a 349,99€, con early access per gli Insiders.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/news/lego-disney-main-street-usa.html">LEGO Disney Main Street U.S.A.: la strada che apre tutti i parchi Disney diventa un set da quasi 4.000 pezzi</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p><div>]]>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="3840" height="2160" src="https://www.smartworld.it/images/2026/05/20/lego-disney-main-street-u.s.a.-cover-orig.jpg" class="attachment-3840x2160 size-3840x2160 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>C'&egrave; un posto che chiunque sia mai entrato in un parco Disney conosce bene: <strong>Main Street U.S.A.</strong> &egrave; la prima cosa che si vede varcando i cancelli, quella strada in stile americano di inizio Novecento che porta dritti verso il castello, con i negozi colorati, il profumo di popcorn e i Dapper Dans che cantano in barbershop quartet. Dal 4 giugno 2026 <strong>quella strada entra in casa in versione mattoncini</strong>, con un set che &egrave; probabilmente uno dei pi&ugrave; ambiziosi mai prodotti nella linea <a href="/lego" title="LEGO">LEGO</a> Disney.</p>
<p><a class="tw-cta-button tw-cta-button-yellow" href="https://www.facebook.com/groups/773362343306113"> <span class="tw-cta-label">Gruppo LEGO Fan Italia</span> <svg class="tw-cta-icon" viewbox="0 0 36 36"> <use xlink:href="/css/images/icons-buttons.svg#tw-icon-button-brand-facebook"> </use></svg> </a></p> <p>Il set riproduce tre edifici iconici affiancati: la&nbsp;<strong>caserma dei pompieri con l'appartamento privato di Walt Disney</strong>&nbsp;al piano superiore, l'<strong>Emporium</strong> e il <strong>Crystal Arcade</strong>. I tre edifici possono essere disposti in fila per una lunghezza totale di <strong>78 cm</strong>, oppure riorganizzati liberamente per creare la propria versione della strada. L'altezza è di 28 cm, la profondità di 16 cm.</p> <p><strong>Le 16 minifigure incluse</strong> sono un catalogo perfetto dell'atmosfera del parco: Topolino e Minnie, 7 visitatori del parco, il quartetto dei Dapper Dans, il capo dei vigili del fuoco, un venditore di popcorn e un addetto dell'Emporium. Il carretto dei popcorn ha una funzione "scoppiettante" che aggiunge un tocco interattivo al modello.</p> <p>Il vero piacere, però, è nei dettagli nascosti: nella Crystal Arcade si trovano <strong>miniature della casa di Up e di Wall-E</strong>, oltre alla <strong>rosa incantata de La Bella e la Bestia</strong> esposta nella sua teca di vetro. Nell'Emporium c'è il <strong>Castello di Cenerentola in miniatura</strong>. Nell'appartamento di Walt Disney sopra la caserma dei pompieri c'è <strong>Topolino</strong>, esattamente come nella versione reale del parco, dove una luce è tenuta accesa in sua memoria. Sono il tipo di dettagli che trasformano un set da costruzione in qualcosa da esplorare più volte.</p> <p>LEGO ha integrato la modalit&agrave; <strong>Build Together</strong> nell'app <a href="/guide/cos-e-e-come-funziona-lego-builder.html" title="Cos'è LEGO Builder e a cosa servono le istruzioni digitali?">LEGO Builder</a>, che permette a pi&ugrave; persone di costruire contemporaneamente parti diverse del set seguendo le istruzioni sui propri dispositivi.</p>
<p><strong>Per un set di quasi 4.000 pezzi</strong> pensato per adulti e famiglie, &egrave; una funzione che ha senso e che pu&ograve; rendere l'esperienza di costruzione ancora pi&ugrave; coinvolgente.</p> <p>LEGO Disney Main Street U.S.A. sar&agrave; disponibile per tutti a partire dal 4 giugno 2026, ma gli utenti <a href="/news/nuovo-programma-lego-insiders.html" title="Ecco tutte le novità del nuovo programma LEGO Insiders">LEGO Insiders</a> potranno acquistarlo in anteprima dal 1&deg; al 3 giugno. Il prezzo &egrave; fissato a 349,99&euro;.</p> <ul>
<li><strong>Codice:</strong>&nbsp;43302</li>
<li><strong>Pezzi:</strong>&nbsp;3.899</li>
<li><strong>Et&agrave;:</strong>&nbsp;18+</li>
<li><strong>Dimensioni:</strong>&nbsp;28 &times; 78 &times; 16 cm (in fila)</li>
<li><strong>Minifigure:</strong>&nbsp;16</li>
<li><strong>Prezzo:</strong>&nbsp;349,99 &euro;</li>
<li><strong>Early Access LEGO Insiders:</strong>&nbsp;1-3 giugno 2026</li>
<li><strong>Disponibile per tutti:</strong>&nbsp;4 giugno 2026</li>
</ul><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/news/lego-disney-main-street-usa.html">LEGO Disney Main Street U.S.A.: la strada che apre tutti i parchi Disney diventa un set da quasi 4.000 pezzi</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p></div>]]>
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                      <item>
              
                              <title>Il miglior smartphone per fare le foto del 2026: Vivo vs OPPO vs Xiaomi vs Samsung</title>
              
              <link>https://www.smartworld.it/android/miglior-smartphone-per-foto-2026.html</link>

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              <pubDate>Wed, 20 May 2026 15:18:00 +0200</pubDate>

                              <dc:creator>
                  <![CDATA[Emanuele Cisotti]]>
                </dc:creator>
              
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                    <![CDATA[AndroidWorld]]>
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                    <![CDATA[confronto]]>
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                    <![CDATA[OPPO]]>
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                    <![CDATA[OPPO Find X9 Ultra]]>
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                    <![CDATA[Samsung]]>
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                    <![CDATA[Samsung Galaxy S26 Ultra]]>
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                    <![CDATA[Vivo X300 Ultra]]>
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                    <![CDATA[Xiaomi 17 Ultra]]>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="3840" height="2160" src="https://www.smartworld.it/images/2026/05/12/migliore-smartphone-foto-2026-orig.png" class="attachment-3840x2160 size-3840x2160 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>Gli smartphone Ultra sono ormai diventati molto più di semplici top di gamma: sono veri e propri strumenti fotografici tascabili,...</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/android/miglior-smartphone-per-foto-2026.html">Il miglior smartphone per fare le foto del 2026: Vivo vs OPPO vs Xiaomi vs Samsung</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p><div>]]>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="3840" height="2160" src="https://www.smartworld.it/images/2026/05/12/migliore-smartphone-foto-2026-orig.png" class="attachment-3840x2160 size-3840x2160 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p data-start="369" data-end="580">Gli smartphone Ultra sono ormai diventati molto più di semplici top di gamma: sono veri e propri strumenti fotografici tascabili, sempre più diversi tra loro per approccio, sensori, focali e filosofia di scatto.</p><p data-start="582" data-end="832">Nel nostro nuovo confronto abbiamo messo fianco a fianco quattro modelli di fascia altissima, tutti pensati per offrire il massimo in ambito fotografico: <strong data-start="736" data-end="764">Samsung Galaxy S26 Ultra</strong>, <strong data-start="766" data-end="785">Xiaomi 17 Ultra</strong>, <strong data-start="787" data-end="806">Vivo X300 Ultra</strong> e <strong data-start="809" data-end="831">OPPO Find X9 Ultra</strong>.</p><p data-start="834" data-end="1111">L'obiettivo non era soltanto capire quale smartphone scatti "meglio" in senso assoluto, ma soprattutto osservare <strong data-start="947" data-end="982">come cambia la resa fotografica</strong> da un modello all'altro: colori, nitidezza, gestione della luce, grandangolare, zoom, ritratti, selfie, macro e scatti notturni.</p> <h2 data-section-id="1gmmjq4" data-start="1113" data-end="1161">Un confronto fotografico sempre più complesso</h2><p data-start="1163" data-end="1525">Negli ultimi anni il livello raggiunto dagli smartphone premium è cresciuto moltissimo, ma proprio per questo i confronti sono diventati più difficili. Non basta più guardare una singola foto e decretare un vincitore: ogni dispositivo ha una propria identità, una propria interpretazione della scena e, in alcuni casi, anche soluzioni hardware molto particolari.</p><p data-start="1527" data-end="1893">C'è chi punta su sensori più grandi, chi su focali diverse dal solito, chi su zoom ottici più spinti e chi su un'elaborazione software molto riconoscibile. Per questo abbiamo raccolto numerosi scatti in situazioni diverse, cercando di capire non solo quale smartphone si comporti meglio, ma anche <strong data-start="1824" data-end="1892">quale tipo di resa possa piacere di più a seconda delle esigenze</strong>.</p> <ul>
<li><a href="#main">Principale</a></li>
<li><a href="#wide">Ultraiwide</a></li>
<li><a href="#zoomvariabile">Zoom 3-3.7x</a></li>
<li><a href="#scenafissa">Ritratto 3-3.7x scena fissa</a></li>
<li><a href="#37x">Zoom 3.7x</a></li>
<li><a href="#4x">Zoom 4x</a></li>
<li><a href="#5x">Zoom 5x</a></li>
<li><a href="#6x">Zoom 6x</a></li>
<li><a href="#10x">Zoom 10x</a></li>
<li><a href="#massimo">Massimo zoom</a></li>
<li><a href="#crop">Crop 2x-3x</a></li>
<li><a href="#selfie">Selfie</a></li>
<li><a href="#macro">Macro</a></li>
<li><a href="#teleconverter">Teleconverter</a></li>
</ul><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/android/miglior-smartphone-per-foto-2026.html">Il miglior smartphone per fare le foto del 2026: Vivo vs OPPO vs Xiaomi vs Samsung</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p></div>]]>
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                      <item>
              
                              <title>Amazfit Bip Max: lo smartwatch economico con 20 giorni di batteria, GPS e mappe offline</title>
              
              <link>https://www.smartworld.it/news/amazfit-bip-max-prezzo-scheda-tecnica.html</link>

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              <pubDate>Wed, 20 May 2026 15:02:00 +0200</pubDate>

                              <dc:creator>
                  <![CDATA[Lorenzo Delli]]>
                </dc:creator>
              
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                    <![CDATA[Amazfit]]>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="3840" height="2160" src="https://www.smartworld.it/images/2026/05/20/amazfit-bip-max-cover-orig.jpg" class="attachment-3840x2160 size-3840x2160 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>Amazfit Bip Max è lo smartwatch sotto i 100€ con display AMOLED da 2,07", 20 giorni di batteria, GPS e 4GB di memoria. Tutto quello che c'è da sapere.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/news/amazfit-bip-max-prezzo-scheda-tecnica.html">Amazfit Bip Max: lo smartwatch economico con 20 giorni di batteria, GPS e mappe offline</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p><div>]]>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="3840" height="2160" src="https://www.smartworld.it/images/2026/05/20/amazfit-bip-max-cover-orig.jpg" class="attachment-3840x2160 size-3840x2160 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>Il mercato degli <a href="/miglior-smartwatch" title="Migliori smartwatch maggio 2026: guida completa all’acquisto">smartwatch</a> economici è affollato, ma Amazfit ci riprova con un prodotto che punta a chi vuole <strong>iniziare a muoversi di più</strong> senza spendere una fortuna. L'<strong>Amazfit Bip Max</strong> arriva in Europa a <strong>99,90 euro</strong> e, sulla carta, porta con sé una dotazione tecnica che va ben oltre quello che ci si aspetta a questa fascia di prezzo.</p><p>Il posizionamento è chiaro: non è uno smartwatch per atleti esperti, ma per chi vuole un <strong>compagno quotidiano</strong> che monitora salute e attività senza diventare complicato da usare. Vediamo se la sostanza regge il confronto con le promesse.</p> <p>Il punto di forza più evidente è il <strong>display AMOLED da 2,07 pollici</strong>, con una luminosità dichiarata di <strong>3.000 nit</strong>: un valore che, se confermato nell'uso reale, garantisce una lettura comoda anche sotto la luce diretta del sole. La scocca è in <strong>lega di alluminio</strong> con un design a due pulsanti fisici, il che dovrebbe tradursi in un'esperienza d'uso immediata anche per chi non è abituato agli smartwatch.</p> <p>Il sistema operativo è <strong>Zepp OS 5.0</strong>, con la possibilità di regolare la dimensione dei caratteri su <strong>sei livelli diversi</strong>: un dettaglio che apprezziamo, perché rende il dispositivo accessibile a un pubblico più ampio senza dover smanettare nelle impostazioni.</p> <p>Amazfit Bip Max supporta <strong>oltre 150 modalità sportive</strong> e si integra con piattaforme esterne come <strong>Runna e TrainingPeaks</strong>, il che è interessante per chi già usa questi servizi con un allenatore. La funzione <strong>Zepp Coach</strong> crea piani di allenamento personalizzati in base al livello di forma, mentre la libreria integrata offre accesso a workout guidati.</p><p>Per il monitoraggio della salute, il dispositivo traccia <strong>qualità del sonno, stress e affaticamento del sistema nervoso</strong>. La funzione <strong>BioCharge</strong> aggiorna minuto per minuto i livelli di energia fisica e mentale, aiutando a decidere se allenarsi o recuperare. Tutti questi dati vengono poi raccolti in <strong>report consultabili con un tap</strong>. Tra le chicche più curiose, c'è anche il <strong>monitoraggio dell'usura delle scarpe da corsa</strong>: un dettaglio che di solito troviamo solo su dispositivi più costosi.</p> <p>La batteria da <strong>550 mAh</strong> promette fino a <strong>20 giorni</strong> di utilizzo normale e fino a <strong>10 giorni</strong> con un uso più intensivo. Sono numeri che, se confermati, mettono il Bip Max ben davanti alla concorrenza diretta, compreso il <a href="https://www.smartworld.it/tecnologia/cmf-by-nothing-watch-pro-2-smartwatch-amoled-gps-offerta.html">CMF Watch Pro 2</a> che si ferma a 11 giorni.</p><p>Il <strong>GPS con polarizzazione circolare brevettato</strong> supporta cinque sistemi satellitari, il che dovrebbe garantire un aggancio rapido anche in condizioni difficili. I <strong>4 GB di memoria interna</strong> permettono di caricare musica, podcast e mappe offline: quest'ultima funzione include la navigazione passo dopo passo con avvisi di deviazione, utile per chi si allena all'aperto su percorsi nuovi.</p> <h3>Prezzo e acquisto</h3> <p>A <strong>99,90 euro</strong>, l'Amazfit Bip Max è disponibile da oggi, 20 maggio 2026, sul sito ufficiale Amazfit e dai rivenditori autorizzati, per ora solo nella colorazione <strong>Argento</strong>. Le varianti Blu scuro e Grigio carbonio arriveranno in un secondo momento. La proposta è interessante sulla carta, ma come sempre con Amazfit il vero banco di prova sarà <strong>l'accuratezza dei sensori</strong> e la solidità del software nel lungo periodo: due aspetti che solo l'uso quotidiano può davvero verificare.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/news/amazfit-bip-max-prezzo-scheda-tecnica.html">Amazfit Bip Max: lo smartwatch economico con 20 giorni di batteria, GPS e mappe offline</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p></div>]]>
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                              <title>Android 17 QPR1 Beta 3 è disponibile: tante correzioni e tanto effetto sfocato</title>
              
              <link>https://www.smartworld.it/news/android-17-qpr1-beta-3-novita-fix.html</link>

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              <pubDate>Wed, 20 May 2026 14:32:00 +0200</pubDate>

                              <dc:creator>
                  <![CDATA[Giorgio Palmieri]]>
                </dc:creator>
              
                                                <category>
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                    <![CDATA[Tecnologia]]>
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                    <![CDATA[Android 17]]>
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                    <![CDATA[Google]]>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="1920" height="1080" src="https://www.smartworld.it/images/2026/05/20/android-17-qpr1-beta-3-orig.png" class="attachment-1920x1080 size-1920x1080 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>Android 17 QPR1 Beta 3 è disponibile per i Pixel: nuova animazione notifiche, fix audio e tanto blur nell'interfaccia.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/news/android-17-qpr1-beta-3-novita-fix.html">Android 17 QPR1 Beta 3 è disponibile: tante correzioni e tanto effetto sfocato</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p><div>]]>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="1920" height="1080" src="https://www.smartworld.it/images/2026/05/20/android-17-qpr1-beta-3-orig.png" class="attachment-1920x1080 size-1920x1080 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>Google ha chiuso il primo giorno del <strong>Google I/O 2026</strong> con un rilascio che ormai è diventato un rito, cioè una nuova beta di Android. Questa volta tocca ad <strong>Android 17 QPR1 Beta 3</strong>, disponibile per i tester Pixel a sole due settimane dalla Beta 2. Il tempismo non è casuale: del resto, Google ama tenere qualcosa in serbo per l'evento, e quest'anno non ha fatto eccezione.</p> <p>La novità più interessante che accompagna questo aggiornamento è una <strong>minor SDK release</strong>, ovvero un aggiornamento minore al kit di sviluppo, pensato per supportare alcune funzioni che non potevano aspettare il prossimo QPR2.</p><p>Per quanto riguarda l'<strong>interfaccia utente</strong>, il ricercatore Mishaal Rahman ha segnalato su X che questa build introduce una nuova <strong>animazione elastica per le notifiche</strong>, una modifica al comportamento del registratore dello schermo e, soprattutto, una quantità massiccia di <strong>effetti blur</strong> che permeano l'intera UI. Non è Liquid Glass di nome, ma di fatto ci assomiglia parecchio.</p> <p>Esistono <strong>due varianti della build</strong>: la CP31.260508.005.A1 per i Pixel 6 e 7, e la CP31.260508.005 per i modelli più recenti. Chi è già nel programma beta riceverà la notifica di aggiornamento automaticamente; chi vuole entrare adesso può farlo registrando il proprio dispositivo nell'<a href="https://www.androidauthority.com/android-17-qpr1-beta-3-3668880/" target="_blank" rel="noopener">Android Beta Program</a>.</p><p>Sul fronte dei <strong>bug corretti</strong>, la lista è lunga e tocca problemi concreti che molti utenti Pixel avranno incontrato:</p><ul>
<li><strong>Audio distorto o con crepitii</strong> durante la riproduzione multimediale da qualsiasi sorgente (uno dei fix più attesi, segnalato da numerosi report)</li>
<li><strong>Widget della schermata home</strong> che sparivano dopo un riavvio del dispositivo</li>
<li><strong>Wi-Fi che si disconnetteva</strong> erroneamente nonostante un segnale forte</li>
<li><strong>Elementi dell'interfaccia tagliati</strong> o fuori schermo quando le app passavano in modalità a schermo intero</li>
<li>L'<strong>icona dei dati mobili</strong> che restava attiva nel pannello delle impostazioni rapide anche dopo aver attivato la modalità aereo</li>
<li>Un tap sulla <strong>data nel widget At a Glance</strong> che apriva il terminale invece del calendario</li>
</ul><p>Il fix sull'audio è probabilmente il più rilevante: il problema era documentato da mesi con decine di segnalazioni, e finalmente sembra trovare una risposta. Il resto sono correzioni di qualità della vita che migliorano la stabilità complessiva del sistema.</p><p>Se seguite da vicino l'evoluzione di <a href="https://www.smartworld.it/news/android-17-novita.html">Android 17</a>, questa Beta 3 conferma una tendenza chiara: Google sta spingendo forte sull'estetica con effetti visivi sempre più marcati, mentre parallelamente risolve i problemi più fastidiosi segnalati dalla community. La versione stabile di QPR1 si avvicina, e il quadro che emerge è quello di un sistema sempre più rifinito, anche se il <strong>blur ovunque</strong> è una scelta stilistica su cui non tutti saranno d'accordo.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/news/android-17-qpr1-beta-3-novita-fix.html">Android 17 QPR1 Beta 3 è disponibile: tante correzioni e tanto effetto sfocato</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p></div>]]>
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                              <title>Recensione Razer Iskur V2 NewGen: il supporto lombare che si muove con te</title>
              
              <link>https://www.smartworld.it/recensioni/razer-iskur-v2-newgen</link>

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              <pubDate>Wed, 20 May 2026 12:41:00 +0200</pubDate>

                              <dc:creator>
                  <![CDATA[Lorenzo Delli]]>
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		<p>Razer Iskur V2 NewGen recensione: pelle EPU CoolTouch, supporto lombare HyperFlex adattivo e braccioli 4D. Vale i 599€ su Amazon?</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/recensioni/razer-iskur-v2-newgen">Recensione Razer Iskur V2 NewGen: il supporto lombare che si muove con te</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p><div>]]>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="3840" height="2160" src="https://www.smartworld.it/images/2026/05/20/recensione-razer-iskur-v2-newgen-sedia-gaming-cover-2-orig.jpg" class="attachment-3840x2160 size-3840x2160 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>Lo scatolone della <strong>Razer Iskur V2 NewGen</strong> arriva in condizioni decisamente migliori di molti concorrenti: l'imballaggio è solido e ben progettato, e nel nostro caso la confezione è giunta intatta, senza segni di ammaccature o pressioni che troppo spesso rovinano il momento dell'apertura di sedie in questa fascia di prezzo. Una piccola ma apprezzatissima sorpresa si trova subito in cima al contenuto: <strong>un paio di guantini da montaggio</strong>, una finezza che pochissimi produttori includono e che dice qualcosa sulla cura che Razer ha messo anche in questa fase. Dentro trovate tutto il necessario per l'assemblaggio, strumenti compresi.</p> <p>Le&nbsp;<strong>istruzioni sono disponibili sia in formato cartaceo che digitale</strong>, e il foglio incluso in confezione &egrave; pi&ugrave; che sufficiente per portare a termine il lavoro senza dover cercare nulla online. Il montaggio si completa in circa&nbsp;<strong>10-15 minuti</strong>&nbsp;anche da soli, un tempo ragionevole per una sedia di questo peso e di questo ingombro. Da tenere a mente che si tratta di componenti piuttosto voluminosi, quindi chi ha una statura pi&ugrave; contenuta potrebbe trovare qualche passaggio un po' pi&ugrave; laborioso. I&nbsp;<strong>materiali trasmettono una sensazione premium gi&agrave; durante l'assemblaggio</strong>, una buona premessa per quello che vedremo una volta che la sedia sar&agrave; in piedi.</p> <p>La <strong>Razer Iskur V2 NewGen</strong> non lascia spazio a dubbi sulla sua identità. Le cuciture verde Razer che percorrono i bordi dello schienale e della seduta, la texture geometrica esagonale sul pannello centrale, il logo Razer ricamato in verde sul poggiatesta: ogni dettaglio racconta il marchio senza bisogno di presentazioni. È una sedia gaming nel senso più classico del termine, con un'estetica che strizza l'occhio all'ambiente da gaming senza eccedere in elementi aggressivi o eccessivamente colorati. Nella colorazione nero/verde che abbiamo provato, il risultato è sobrio e riconoscibile al tempo stesso.</p> <p>Il <strong>rivestimento</strong> &egrave; in <strong>pelle EPU Razer di seconda generazione con tecnologia CoolTouch</strong>, una similpelle proprietaria che Razer descrive come tredici volte pi&ugrave; resistente alla screpolatura rispetto alla classica ecopelle in PU. Al tatto trasmette subito una sensazione di qualit&agrave; superiore alla media della categoria, e la promessa di freschezza non &egrave; solo marketing: dopo diverse settimane di utilizzo intenso, anche otto o dieci ore consecutive al giorno, non abbiamo mai avuto la sensazione di trovarci su un materiale poco traspirante o appiccicoso. Le temperature davvero estive devono ancora arrivare al momento della prova, ma nelle giornate pi&ugrave; calde affrontate finora la sedia non ha mai dato problemi. Lo schienale ha il rivestimento sfoderabile, la seduta no.</p> <p>La <strong>seduta</strong> è imbottita con una <strong>schiuma modellata a freddo a doppia densità</strong>, una tecnologia che combina uno strato superiore più morbido con uno inferiore più rigido per distribuire il peso in modo uniforme e ridurre i punti di pressione nelle sessioni più lunghe. Il risultato è un mix ben calibrato di rigidità e morbidezza, con uno spazio generoso grazie alle arcate delle spalle ampie che permettono di variare la posizione senza sentirsi compressi.</p> <p>Il vero elemento distintivo della Iskur V2 NewGen è però il <strong>sistema di supporto lombare Razer HyperFlex</strong>, che Razer presenta come il primo al mondo con rotazione a 360 gradi. A differenza dei supporti lombare integrati nello schienale come quello delle Secretlab, o dei cuscini esterni rimovibili come quelli presenti sulla Corsair T3 Rush, qui ci troviamo di fronte a una soluzione ibrida: un modulo dedicato, visivamente separato dal resto dello schienale, che al suo interno nasconde un meccanismo regolabile tramite <strong>due manopole laterali</strong>. Quella di sinistra gestisce l'altezza, quella di destra la profondità del supporto verso la schiena. Entrambe si raggiungono comodamente anche da seduti, e l'effetto sulla zona lombare è percepibile quasi immediatamente. La soluzione migliore è regolarlo in modo progressivo mentre si è seduti, lasciare che la schiena si adatti e valutare nel corso delle ore: è così che si trova la configurazione davvero personale.</p> <div data-v-3b7120d1="">
<div id="section-699967" data-v-cc1e2950="" data-section-id="699967" data-type="review" data-position="5" data-title="Design, ergonomia e caratteristiche tecniche" data-v-3b7120d1="">
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<p>La cosa che lo distingue dagli altri &egrave; anche la libert&agrave; di movimento che offre. Proprio perch&eacute; &egrave; costruito come fosse un cuscino a s&eacute; stante,<strong> segue i movimenti della colonna vertebrale muovendosi con voi</strong>. Il supporto lombare segue quindi la schiena in tempo reale, anche con movimenti verso destra o verso sinistra, senza rimanere fisso come sugli schienali di altre sedie gaming concorrenti.</p>
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</div> <p>Il&nbsp;<strong>poggiatesta</strong>&nbsp;è scolpito in memory foam e si fissa allo schienale tramite un classico&nbsp;<strong>elastico</strong>, una scelta deliberatamente controcorrente in un mercato che spinge sempre più verso i sistemi magnetici. Questi ultimi sono certamente più eleganti e fotogenici, ma rischiano di staccarsi nei momenti meno opportuni. Razer preferisce la certezza alla scenografia, e difficilmente darete ragione al torto.</p> <p>I&nbsp;<strong>braccioli 4D</strong>&nbsp;meritano una menzione speciale. La modalità di regolazione richiama da vicino quella adottata da Secretlab, con la possibilità di intervenire su altezza, posizione laterale, profondità e angolazione. Sono rigidi il necessario senza risultare scomodi, e si prestano bene a qualsiasi stile di utilizzo: che si giochi con controller o con mouse e tastiera su una scrivania, è facile trovare una posizione soddisfacente.</p> <p>Di seguito le caratteristiche tecniche principali:</p><ul>
<li><strong>Altezza schienale</strong>: 85 cm</li>
<li><strong>Larghezza schienale</strong>: 54 cm</li>
<li><strong>Profondità seduta</strong>: 45 cm</li>
<li><strong>Larghezza seduta</strong>: 40 cm (53 cm inclusi i lati)</li>
<li><strong>Inclinazione</strong>: fino a 152°</li>
<li><strong>Braccioli</strong>: 4D</li>
<li><strong>Altezza regolabile</strong>: 10 cm (da 43,5 a 53,5 cm da terra)</li>
<li><strong>Struttura interna</strong>: acciaio</li>
<li><strong>Base</strong>: lega di alluminio a cinque stelle verniciata a polvere</li>
<li><strong>Ruote</strong>: PU da 6 cm</li>
<li><strong>Alzata a gas</strong>: classe 4</li>
<li><strong>Altezza massima utilizzatore</strong>: 200 cm</li>
<li><strong>Peso massimo utilizzatore</strong>: 136 kg</li>
</ul> <p><strong>Razer Iskur V2 NewGen</strong> adotta il classico <strong>meccanismo di reclinazione a rana</strong>, una soluzione consolidata nel settore delle sedie gaming di fascia alta. I controlli sono posizionati sotto i braccioli e si raggiungono comodamente anche da seduti. La <strong>leva destra</strong> gestisce l'altezza della seduta tramite l'<strong>alzata a gas di classe 4</strong>, mentre quella <strong>sinistra</strong> regola la libertà di movimento dello schienale: agendo su di essa si decide quanto la sedia asseconda il peso del corpo quando ci si appoggia all'indietro, con lo schienale che risponde in modo fluido e progressivo. Una seconda <strong>leva sul lato destro</strong> permette invece di bloccare l'inclinazione nella posizione desiderata, fino al massimo consentito di <strong>152 gradi</strong>: un angolo generoso, sufficiente per alternare sessioni di lavoro concentrato a momenti di relax vero e proprio.</p> <p>Il&nbsp;<strong>sistema di supporto lombare HyperFlex</strong>, di cui abbiamo già parlato nella sezione precedente, si regola tramite le due manopole laterali anche mentre si è seduti, senza dover alzarsi o interrompere quello che si sta facendo. È uno dei punti di forza più concreti della sedia, perché permette una calibrazione davvero personale che si affina nel tempo.</p> <p>Vale la pena sottolineare che la libertà di movimento del modulo non si limita alle regolazioni manuali: durante l'uso quotidiano<strong>&nbsp;il supporto lombare segue attivamente i movimenti della schiena</strong>, adattandosi in tempo reale anche agli spostamenti laterali. È una differenza che si sente rispetto ai supporti fissi o integrati della concorrenza, e che rende l'intera esperienza di seduta più naturale e meno vincolata.</p> <p>C'è però un rovescio della medaglia da segnalare: la maggiore libertà di movimento del modulo lombare, conseguenza diretta del suo design separato rispetto allo schienale, porta con sé qualche&nbsp;<strong>cigolio</strong>&nbsp;più frequente rispetto ai supporti tradizionali integrati. Non è qualcosa che si nota durante le sessioni di gioco, dove l'audio copre tutto, ma chi usa la sedia in silenzio per lavoro potrebbe farci caso.</p><p>I&nbsp;<strong>braccioli 4D</strong>&nbsp;offrono tutte le regolazioni che ci si aspetta da un prodotto di questa fascia: altezza, posizione laterale, profondità e angolazione. Il meccanismo ricorda da vicino quello adottato da Secretlab, e non è un caso: è una delle soluzioni più versatili disponibili sul mercato, e Razer ha fatto bene a ispirarsi a essa. Una volta trovata la posizione giusta, i braccioli restano fermi senza cedimenti.</p> <p>Le&nbsp;<strong>ruote in PU da 6 cm</strong>&nbsp;scorrono in modo controllato sia su pavimento rigido che su tappeto, che è poi la superficie su cui la sedia è stata fotografata per questa recensione. Il movimento è fluido quando lo si vuole, ma la sedia non si sposta mai per inerzia o per errore: una qualità non scontata, soprattutto durante le sessioni di gioco più intense.</p> <p>Il prezzo di listino della <a href="https://www.razer.com/it-it/gaming-chairs/razer-iskur-v2-newgen" target="_blank" rel="nofollow noopener">Razer Iskur V2 NewGen sul sito ufficiale</a> &egrave; di <strong>699,99&euro;</strong>, una cifra che posiziona la sedia nella fascia pi&ugrave; alta del mercato gaming e che impone un confronto diretto con la concorrenza pi&ugrave; agguerrita. A quella cifra, prodotti come la <a href="https://www.smartworld.it/recensioni/secretlab-titan-evo-2022">Secretlab TITAN EVO</a> e la <a href="https://www.smartworld.it/recensioni/corsair-sedia-gaming-tc500-luxe">Corsair TC500 Luxe</a> si trovano a prezzi simili o addirittura inferiori, il che rende la valutazione meno immediata di quanto Razer probabilmente vorrebbe.</p>
<p>Su <strong><a href="/tag/amazon" title="tag/amazon">Amazon</a></strong> la si trova per&ograve; intorno ai <strong>599&euro;</strong>, e non si tratta di un'offerta temporanea quanto pi&ugrave; di quello che sembra essere il prezzo reale di mercato. A quella cifra il discorso cambia sensibilmente: la proposta diventa molto pi&ugrave; ragionevole e competitiva, soprattutto considerando le caratteristiche uniche che la sedia porta in dote.</p>
<p>Se il design Razer vi appartiene, se il <strong>sistema lombare HyperFlex</strong> con la sua libert&agrave; di movimento adattiva stuzzica la vostra curiosit&agrave;, e se preferite una sedia in <strong>similpelle</strong> piuttosto che in tessuto, la Iskur V2 NewGen &egrave; una scelta che difficilmente deluder&agrave;. Meno immediata da giustificare per chi invece non ha un legame particolare con il marchio o per chi valuta la sedia esclusivamente sulla carta, dove la concorrenza offre soluzioni altrettanto valide a prezzi pi&ugrave; contenuti.</p>
<p>Da segnalare infine la <strong>garanzia</strong>: tre anni di copertura standard, con la possibilit&agrave; di estenderla gratuitamente a <strong>cinque anni</strong> registrandosi sul sito ufficiale di Razer, un vantaggio concreto rispetto ai due anni offerti da Corsair.</p> <p><em>Il sample per questa recensione &egrave; stato fornito da Razer, che non ha avuto un'anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Potete leggere maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld a <a title="Come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld" href="https://www.smartworld.it/come-testiamo-recensiamo-dispositivi-smartworld">questo link</a>.</em></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/recensioni/razer-iskur-v2-newgen">Recensione Razer Iskur V2 NewGen: il supporto lombare che si muove con te</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p></div>]]>
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                              <title>Il top gamma della pulizia e il robot che sale le scale: Dreame vuole stupire con X60 Pro e Cyber X</title>
              
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              <pubDate>Wed, 20 May 2026 12:20:00 +0200</pubDate>

                              <dc:creator>
                  <![CDATA[Vezio Ceniccola]]>
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		<p>Dreame annuncia la serie X60 Pro e il robot Cyber X, capace di salire le scale. Tutte le specifiche tecniche e le informazioni sulle funzionalità.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/news/dreame-x60-pro-e-cyber-x-tutto-sulle-novita-in-arrivo.html">Il top gamma della pulizia e il robot che sale le scale: Dreame vuole stupire con X60 Pro e Cyber X</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p><div>]]>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="3088" height="1737" src="https://www.smartworld.it/images/2026/05/20/dreame-x60-pro-copertina-orig.jpg" class="attachment-3088x1737 size-3088x1737 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>Il mercato dei <strong>robot aspirapolvere</strong> non smette di alzare l'asticella, ma Dreame &egrave; pronta a lanciare nuovi prodotti molto innovativi. Da un lato la nuova serie <strong>Dreame X60 Pro</strong>, composta da tre modelli con braccia robotiche estensibili, aspirazione potenziata e un sistema di visione artificiale che riconosce oltre 320 tipi di oggetti. Dall'altro il <strong>Dreame Cyber X</strong>, un robot bionico a quattro cingoli capace di salire le scale di casa. I&nbsp;dettagli completi su prezzi e disponibilit&agrave; arriveranno solo il 27 maggio, durante l'evento di lancio globale, ma gi&agrave; da oggi possiamo svelarvi tantissime informazioni su caratteristiche e funzionalit&agrave; di ciascun modello.</p> <p>La novità più evidente della serie <strong>Dreame X60 Pro</strong> è il braccio robotico bionico a doppio snodo <strong>UltraExtend</strong>, una prima assoluta per Dreame. Il meccanismo funziona in due fasi: una prima articolazione si estende lateralmente come una spalla, poi un secondo braccio oscilla in avanti come un avambraccio. Il risultato è che la <strong>spazzola laterale</strong> può raggiungere fino a 12 cm oltre il perimetro del robot, e il <strong>mop</strong> fino a 18 cm, coprendo battiscopa, gambe delle sedie e angoli che i precedenti robot non riuscivano a sfiorare.</p> <p>Sul fronte della navigazione, Dreame ha integrato il sistema <strong>AI OmniSight 3.0</strong>, basato su due telecamere con angolo di visione di 120°. Il robot <strong>riconosce oltre 320 tipi di oggetti</strong>, rileva ostacoli alti appena 10 mm e reagisce in 0,1 secondi. Una luce blu dedicata identifica anche le macchie di liquidi trasparenti, difficili da individuare per qualsiasi sensore ottico di generazione precedente.</p> <p>La potenza di aspirazione arriva a <strong>42.000 Pa</strong>, abbinata alla spazzola <strong>HyperStream Detangling DuoBrush 2.0</strong> e a un sistema di lavaggio con acqua riscaldata fino a 100 °C, erogata attraverso 20 ugelli a una pressione di 15 N. I panni mantengono una temperatura superiore ai 40 °C per almeno 4 minuti durante la pulizia, una specifica pensata per attaccare grasso e macchie ostinate. Il sistema <strong>PowerMaster</strong> garantisce una ricarica rapida da 11A: il robot recupera il 24% della batteria in 5,5 minuti e copre fino a 1.000 m² con una singola carica.</p> <p>I tre modelli della serie condividono queste tecnologie di base, ma <strong>si differenziano nella stazione di ricarica</strong>.</p><ul>
<li><strong>X60 Pro Ultra Complete</strong>: è il modello base della serie e include tutte le funzioni descritte sopra;</li>
<li><strong>X60 Pro Ultra Matrix</strong>: aggiunge un <strong>dock con tre scomparti</strong> per soluzioni detergenti e la possibilità di alternare automaticamente fino a tre tipi di panni: con setole in nylon per la cucina, in spugna per il bagno e termici per il resto della casa. Questo modello è disponibile anche in versione "vision", con pannello trasparente e illuminazione a matrice;</li>
<li><strong>X60 Pro Master</strong>: è la variante con svuotamento e ricarica dell'acqua completamente automatici: la stazione misura 416 x 443 x 249 mm, ma richiede l'allaccio alla rete idraulica domestica da parte di un tecnico.</li>
</ul> <p><strong>Dreame Cyber X</strong> non è un'idea nuova: il robot aveva <a title="Il robot ragno di Dreame arriva ovunque, anche sulle scale: tutte le novità lanciate a IFA 2025" href="https://www.smartworld.it/news/dreame-robot-ragno-tutte-novita-ifa-2025.html">già fatto la sua comparsa all'IFA 2025</a>, ma senza un programma di lancio definitivo. Oggi Dreame lo ripropone con aggiornamenti e una <strong>data ufficiale</strong>, posizionandolo come complemento della serie X60 Pro per la pulizia su più livelli.</p><p>Il sistema di mobilità si basa su <strong>quattro cingoli</strong> in gomma di livello industriale, che consentono al robot di affrontare scale dritte, a L, a chiocciola e con alzate aperte. La pendenza massima gestibile è di 42°, l'altezza massima del primo gradino è di 30 cm e il robot riesce a superare ostacoli fino a 35 cm. Funziona anche su scale rivestite di moquette. La velocità di salita è di 0,2 m/s, con un tempo di circa 27 secondi per gradino.</p> <p>La sicurezza è gestita da una <strong>struttura anti-strappo</strong> e da un sistema a triplo freno, mentre la discesa è ammortizzata per evitare danni ai pavimenti. Il robot ha ottenuto certificazioni sia commerciali che di sicurezza, un dettaglio non secondario per un dispositivo che si muove autonomamente su dislivelli con persone e animali domestici nelle vicinanze.</p><p>Per la navigazione autonoma, il Cyber X monta un <strong>sensore di visione 3D ToF</strong> indipendente, che esegue una scansione verticale dell'intera rampa per rilevare ogni gradino, bordo e variazione di pendenza. La batteria è da <strong>5.200 mAh</strong>. Il robot si integra con la serie X60 Pro tramite moduli dedicati, con compatibilità futura annunciata per i prossimi modelli Dreame.</p><p>Per il lancio, Dreame ha previsto una <strong>promozione speciale</strong>: i primi 20 acquirenti della serie X60 Pro avranno la possibilità di vincere un Cyber X in omaggio.</p> <p><strong>Dreame</strong> ha scelto di comunicare in anteprima le caratteristiche tecniche dei nuovi prodotti con una settimana di anticipo rispetto all'evento di lancio globale, previsto per il <strong>27 maggio 2026</strong>. Una strategia di annuncio in due tempi ormai comune nel settore, che tiene alta l'attenzione ma lascia le domande pi&ugrave; importanti senza risposta per ora.</p>
<p>Mancano ancora <strong>prezzi</strong> e <strong>date di disponibilit&agrave;</strong> per tutti e tre i modelli della serie X60 Pro, cos&igrave; come ulteriori specifiche e informazioni sulla commercializzazione del Cyber X. L'azienda ha confermato che questi dettagli saranno resi noti proprio il 27 maggio. Chi vuole seguire il lancio in diretta pu&ograve; farlo attraverso la <a href="https://it.dreametech.com/pages/dreame-sphere" target="_blank" rel="nofollow noopener">pagina ufficiale dell'evento</a>.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/news/dreame-x60-pro-e-cyber-x-tutto-sulle-novita-in-arrivo.html">Il top gamma della pulizia e il robot che sale le scale: Dreame vuole stupire con X60 Pro e Cyber X</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p></div>]]>
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                              <title>Apple iPad Air 11" con chip M3 e 128 GB scende al minimo storico</title>
              
              <link>https://www.smartworld.it/tecnologia/apple-ipad-air-11-m3-128gb-offerta-sconto-amazon.html</link>

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              <pubDate>Wed, 20 May 2026 12:18:00 +0200</pubDate>

                              <dc:creator>
                  <![CDATA[Nicola Ligas]]>
                </dc:creator>
              
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                  <![CDATA[<div><p><img width="1376" height="768" src="https://www.smartworld.it/images/2026/05/20/Apple-iPad-Air-chip-Intelligence-orig.jpg" class="attachment-1376x768 size-1376x768 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>iPad Air M3 a 499€: chip potente, display Liquid Retina 11" e Apple Intelligence. Sconto del 18% su offerta a tempo.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/tecnologia/apple-ipad-air-11-m3-128gb-offerta-sconto-amazon.html">Apple iPad Air 11" con chip M3 e 128 GB scende al minimo storico</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p><div>]]>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="1376" height="768" src="https://www.smartworld.it/images/2026/05/20/Apple-iPad-Air-chip-Intelligence-orig.jpg" class="attachment-1376x768 size-1376x768 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>Hai un iPad che comincia a sentire il peso degli anni, oppure stai cercando un dispositivo che tenga il passo con il tuo lavoro creativo, lo studio e l'intrattenimento senza costringerti a spendere quanto un MacBook? <strong>iPad Air con chip M3</strong> è esattamente quello che fa al caso tuo, e in questo momento lo trovi su <a href="/tag/amazon" title="tag/amazon">Amazon</a> a <strong>499€</strong> invece di 609€, con uno sconto del 18% su un'offerta a tempo.</p> <p>Non &egrave; solo marketing: il <strong>chip M3</strong> fa una differenza concreta nell'uso quotidiano. Le app si aprono immediatamente, il multitasking con pi&ugrave; finestre aperte in Stage Manager scorre senza incertezze, e anche i lavori pi&ugrave; pesanti, come l'editing di foto RAW, i progetti musicali o i PDF di grandi dimensioni, non mettono mai in difficolt&agrave; il sistema. Il tutto in un corpo sottile e leggero che si porta in zaino senza accorgersene.</p>
<ul>
<li><strong>Chip M3 con prestazioni elevate:</strong> reattivit&agrave; immediata in ogni condizione d'uso, dal semplice browsing all'editing video, senza rallentamenti anche con pi&ugrave; app aperte contemporaneamente.</li>
<li><strong>Display Liquid Retina da 11 pollici:</strong> tecnologia True Tone, gamma cromatica P3 e riflessione ridotta al minimo per immagini luminose e colori fedeli, sia in ambienti chiusi che all'aperto.</li>
<li><strong>Apple Intelligence integrata:</strong> strumenti di scrittura intelligenti, trascrizione automatica in Note e Memo Vocali, rimozione di oggetti nelle foto e una Siri pi&ugrave; consapevole del contesto. Le funzioni in italiano stanno migliorando aggiornamento dopo aggiornamento, ma vale gi&agrave; la pena usarle.</li>
<li><strong>Fotocamere da 12 megapixel:</strong> frontale con Center Stage per videochiamate sempre centrate, posteriore con grandangolo per scansioni, foto e video 4K.</li>
<li><strong>Connettivit&agrave; Wi-Fi 6E e USB-C:</strong> trasferimenti wireless velocissimi e possibilit&agrave; di collegare monitor esterni, dischi e accessori direttamente via cavo.</li>
</ul>
<p>La <strong>batteria garantisce un'intera giornata di utilizzo misto</strong>, con margine ulteriore nelle sessioni dedicate a lettura o scrittura. Touch ID nel tasto superiore &egrave; rapido e affidabile per sblocco e pagamenti.</p>
<p>Un aspetto da tenere a mente: la configurazione base da <strong>128 GB pu&ograve; risultare stretta</strong> per chi lavora con grandi archivi multimediali o gira video in 4K in modo intensivo. In quel caso vale la pena valutare i tagli superiori.</p>
<p>Apple Pencil Pro e Magic Keyboard, compatibili con questo modello, sono <strong>vendute separatamente</strong> e aumentano sensibilmente il costo totale se si vuole la configurazione completa.</p>
<h3>A chi &egrave; consigliato</h3>
<p>iPad Air M3 &egrave; la scelta giusta per <strong>studenti, creativi e professionisti in mobilit&agrave;</strong> che cercano un dispositivo versatile, potente e longevo nell'ecosistema Apple, senza arrivare al prezzo di iPad Pro. &Egrave; ideale anche per chi usa il <a href="/migliori-tablet" title="Migliori Tablet - Maggio 2026: iPad e Android, con penna o senza">tablet</a> come schermo principale per smart working leggero, videochiamate e consumo di contenuti ad alto livello qualitativo.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/tecnologia/apple-ipad-air-11-m3-128gb-offerta-sconto-amazon.html">Apple iPad Air 11" con chip M3 e 128 GB scende al minimo storico</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p></div>]]>
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                              <title>Recensione Dreame Z30 Pro Aqua: la scopa elettrica che vuole fare anche la lavapavimenti, e ci riesce (quasi)</title>
              
              <link>https://www.smartworld.it/recensioni/dreame-z30-pro-aqua</link>

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              <pubDate>Wed, 20 May 2026 10:35:00 +0200</pubDate>

                              <dc:creator>
                  <![CDATA[Lorenzo Delli]]>
                </dc:creator>
              
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                  <![CDATA[<div><p><img width="3840" height="2160" src="https://www.smartworld.it/images/2026/05/20/recensione-dreame-z30-pro-aqua-a-cover-orig.jpg" class="attachment-3840x2160 size-3840x2160 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>Dreame Z30 Pro Aqua aspira, lava e si autopulisce. 310 AW di potenza e testina AquaCycle 2.0: vale i 599 euro richiesti? La nostra recensione.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/recensioni/dreame-z30-pro-aqua">Recensione Dreame Z30 Pro Aqua: la scopa elettrica che vuole fare anche la lavapavimenti, e ci riesce (quasi)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p><div>]]>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="3840" height="2160" src="https://www.smartworld.it/images/2026/05/20/recensione-dreame-z30-pro-aqua-a-cover-orig.jpg" class="attachment-3840x2160 size-3840x2160 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>La confezione della <a href="/recensioni/dreame-z30" title="Recensione Dreame Z30 scopa elettrica: aspirazione, accessori, autonomia, manovrabilità, prezzo, acquisto">Dreame Z30</a> Pro Aqua è una scatola corposa, con le grafiche a colori tipiche di Dreame che mettono in mostra il prodotto e i suoi punti di forza. È curata e ben organizzata, e le sue dimensioni già dall'esterno lasciano intuire quanto spazio occuperà il prodotto una volta montato.</p><p>All'interno si trovano il <strong>corpo dell'aspirapolvere</strong>, la <strong>spazzola per la pulizia a umido AquaCycle 2.0</strong>, la <strong>spazzola multisuperficie TangleCut</strong>, la <strong>bocchetta per fessure</strong>, l'<strong>utensile da spolvero ampio</strong>, lo <strong>strumento multifunzione ampio</strong>, l'<strong>asta di prolunga pieghevole</strong> e la <strong>base di autopulizia, asciugatura, ricarica e stoccaggio</strong>. La qualità costruttiva delle due testine principali è buona e in linea con la qualità a cui ci ha abituato Dreame. Gli altri accessori, pensati principalmente per spolverare, non riservano particolari sorprese ma fanno il loro lavoro.</p> <p>La&nbsp;<strong>base</strong>&nbsp;merita una descrizione a parte. &Egrave; grande, paragonabile per ingombro a quella di un aspirapolvere <a href="/guide/come-scegliere-lavapavimenti.html" title="Come scegliere una lavapavimenti">lavapavimenti</a> tradizionale, e ospita tutti gli accessori inclusi in confezione negli appositi slot laterali, tenendo tutto a portata di mano senza dover cercare nulla. Non richiede fori nel muro, il che rispetto alle classiche basi di ricarica a parete &egrave; gi&agrave; un vantaggio. C'&egrave; per&ograve; un dettaglio progettuale importante da chiarire subito: la&nbsp;<strong>ricarica avviene esclusivamente con la spazzola AquaCycle 2.0 inserita</strong>, perch&eacute; i contatti elettrici sono posizionati nel tubo e si collegano alla base solo in quella configurazione. Chi volesse riporre la scopa con la testina tradizionale montata, pronta per aspirare, non pu&ograve; farlo: ogni volta bisogna cambiare testina prima di agganciarla alla base. Un limite su cui torneremo.</p>
<p>Assente dalla dotazione la&nbsp;<strong>mini spazzola motorizzata</strong>, accessorio che su un prodotto di questa fascia di prezzo avrebbe avuto tutto il senso di esserci e la cui mancanza si far&agrave; sentire soprattutto in una casa con animali domestici o tessili da pulire con regolarit&agrave;.</p> <ul>
<li><strong>Nome prodotto:</strong> Dreame Z30 Pro Aqua-A Aspirapolvere senza fili per la pulizia a umido</li>
<li><strong>Potenza nominale:</strong> 855 W</li>
<li><strong>Potenza di aspirazione:</strong> 310 AW / 28.000 Pa</li>
<li><strong>Capacità batteria:</strong> 8 x 3.200 mAh</li>
<li><strong>Autonomia massima:</strong> 90 minuti (modalità Eco, bocchetta per fessure); 40 minuti in modalità wet</li>
<li><strong>Tempo di ricarica:</strong> 4 ore</li>
<li><strong>Peso corpo motore:</strong> 2,2 kg</li>
<li><strong>Capacità contenitore polvere:</strong> 0,6 L</li>
<li><strong>Serbatoio acqua pulita:</strong> 400 ml</li>
<li><strong>Serbatoio acqua sporca:</strong> 320 ml</li>
<li><strong>Modalità pulizia a secco:</strong> Eco, Auto, Turbo</li>
<li><strong>Modalità pulizia a umido:</strong> Standard, Aspirazione</li>
<li><strong>Temperatura asciugatura ad aria calda:</strong> 70°C</li>
<li><strong>Tempo asciugatura ad aria calda:</strong> 30 minuti</li>
<li><strong>Filtrazione:</strong> HEPA H14, efficienza 99,99% per particelle fino a 0,1 µm</li>
<li><strong>Accessori inclusi:</strong> spazzola AquaCycle 2.0, spazzola multisuperficie TangleCut, bocchetta per fessure, utensile da spolvero ampio, strumento multifunzione ampio, asta di prolunga pieghevole, base di autopulizia/asciugatura/ricarica/stoccaggio</li>
</ul> <p>Dreame Z30 Pro Aqua è riconoscibile a colpo d'occhio come parte della famiglia Dreame di fascia alta, con il <strong>tono bronzo</strong> come colore di riferimento al posto del grigio argento della Z30 standard. È una scelta cromatica che funziona bene e conferisce al prodotto un carattere leggermente più premium. La qualità costruttiva è buona e in linea con il posizionamento: le plastiche sono solide, i raccordi tra i componenti sono precisi e nulla scricchiola o delude al tatto.</p><p>Il <strong>corpo motore è generoso nelle dimensioni</strong>, inevitabilmente: con 310 AW di potenza di aspirazione e un sistema di filtraggio a cinque strati, il motore deve avere lo spazio per fare il suo lavoro. Non è un prodotto adatto a chi cerca leggerezza sopra ogni altra cosa, ma chi conosce già la Z30 sa esattamente cosa aspettarsi.</p> <p>L'<strong>asta di prolunga pieghevole a 90° è integrata direttamente nel tubo</strong>, senza accessori aggiuntivi da collegare. Il meccanismo si attiva con la pressione di un pulsante ed è sufficientemente fluido. Come su tutte le scope con questa funzione, l'uso è riservato a contesti specifici: sotto i divani bassi, i letti, i tavoli e i mobili più vicini al pavimento.</p><p>Il <strong>display LCD</strong> è sostanzialmente lo stesso visto sulla Z30 per dimensioni e posizionamento, ma cambia quello che mostra a seconda della modalità di utilizzo. In modalità <a href="/guide/come-scegliere-scopa-elettrica.html" title="Come scegliere una scopa elettrica">scopa elettrica</a> con sensore attivo visualizza in tempo reale le dimensioni delle particelle aspirate tramite un <strong>istogramma a quattro barre</strong>, che si colora quando il sensore rileva presenza di polvere. In modalità lavapavimenti mostra invece un'animazione che rappresenta le due modalità selezionabili, modificando di conseguenza la potenza di aspirazione.</p> <p>La <strong>spazzola AquaCycle 2.0</strong> è visivamente imponente: è grande, ben costruita e trasmette immediatamente la sensazione di essere un componente progettato per essere usato con regolarità, non un accessorio da riporre in un cassetto dopo il primo utilizzo. Il rullo morbido, identico a quello delle lavapavimenti pure, è removibile per la pulizia. Rimuovendolo si accede al motore dedicato alla sua rotazione. Dalla parte posteriore si estrae un <strong>cassettino che ospita i serbatoi</strong>, separati tra loro per acqua pulita, acqua sporca e detriti solidi. Su questo sistema torneremo in dettaglio nella sezione dedicata alla modalità lavapavimenti.</p> <p>Il motore della Z30 Pro Aqua è lo stesso della Z30, un'unità da <strong>310 AW</strong> che non lascia dubbi sulla potenza di aspirazione disponibile. Il <strong>sensore di rilevamento dello sporco</strong> a infrarossi legge in tempo reale la dimensione e la quantità delle particelle aspirate, regolando la potenza in modo fluido e senza scatti bruschi. Il display mostra l'istogramma aggiornato in tempo reale, rendendolo uno strumento utile anche solo per capire quanto sporco stia effettivamente raccogliendo la scopa durante la pulizia.</p> <p>La <strong>spazzola multisuperficie TangleCut</strong> è uno dei componenti più riusciti di questo modello. Monta una <strong>doppia lama motorizzata</strong> che taglia attivamente capelli e peli durante l'aspirazione, eliminando alla radice il problema dei grovigli intorno al rullo senza bisogno di fermarsi. Il meccanismo produce un leggero rumore aggiuntivo rispetto a una spazzola tradizionale, ed è esattamente quello che ci si aspetta da una lama in movimento. Nella pratica non si è mai reso necessario interrompere la pulizia per liberare il rullo manualmente. La <strong>luce CelesTect</strong> su questa spazzola è orientata verso l'esterno anziché verso l'interno come sulla R30, e funziona altrettanto bene: è una luce a filo pavimento di ottima qualità, al top della categoria. Dreame tende storicamente a curare di più le spazzole a rullo morbido rispetto a quelle multisuperficie, ma sulla Z30 Pro Aqua ha fatto un lavoro eccellente anche su questo fronte.</p> <p>Il <strong>sistema di filtraggio</strong> è a cinque stadi con <strong>filtro HEPA H14</strong> in uscita, capace di trattenere il 99,99% delle particelle fino a 0,1 micrometri, un livello superiore al classico HEPA che si trova sulla maggior parte dei modelli concorrenti. Vale la pena ricordarlo soprattutto per chi vive con animali domestici o soffre di allergie.</p><p>Nella prossima sezione entriamo nel dettaglio della modalità lavapavimenti con la spazzola AquaCycle 2.0, che merita un discorso a parte.</p> <p>La spazzola <strong>AquaCycle 2.0</strong> trasforma la Z30 Pro Aqua in qualcosa di diverso da qualsiasi altro ibrido scopa elettrica e lavapavimenti attualmente disponibile sul mercato. Per capire perché, vale la pena partire dal confronto con il punto di riferimento della categoria: la testina <strong>Submarine di Dyson</strong>.</p> <p>La Submarine non usa l'aspirazione del motore: il rullo cattura lo sporco, lo filtra internamente e fine. È un approccio semplice, ma con qualche limite. La AquaCycle 2.0 funziona in modo radicalmente diverso: <strong>usa l'aspirazione del motore</strong>, creando una zona di depressione dietro il rullo che risucchia attivamente acqua e sporco verso il serbatoio. Il funzionamento è più vicino a quello di una lavapavimenti tradizionale che a quello di un accessorio aggiuntivo per una scopa elettrica. L'acqua sporca passa attraverso un piccolo filtro che trattiene lo sporco solido, il quale finisce in un <strong>cassetto di raccolta dedicato</strong>, mentre il residuo liquido viene separato in un secondo scomparto. Acqua pulita, acqua sporca e detriti solidi viaggiano sempre in zone indipendenti: il pavimento viene lavato dall'inizio alla fine con acqua fresca, non con quella già utilizzata.</p> <p>Il <strong>rullo morbido</strong> ha una trama particolare, diversa dai rulli uniformi delle lavapavimenti tradizionali. Durante l'uso lascia delle striature visibili sul pavimento bagnato, ma una volta asciutto non rimane alcun effetto sgradito né su gres porcellanato né su laminato. E asciuga in fretta, molto più velocemente di quanto ci si aspetti. I <strong>serbatoi sono piccoli</strong> per definizione, 400 ml di acqua pulita e 320 ml di acqua sporca, ma il rullo rilascia acqua in quantità davvero modesta e la gestisce in modo intelligente: dopo diversi minuti di utilizzo il serbatoio dell'acqua pulita risultava ancora a metà. Per i pavimenti delicati è quasi un vantaggio: meno acqua significa meno rischio di danni.</p> <p>La <strong>manovrabilità</strong> con la testina lavapavimenti montata è sorprendentemente fluida, addirittura migliore di quella della Submarine di Dyson, che nei movimenti risultava meno controllata. Gira bene e risponde in modo preciso. C'è però un limite strutturale che vale la pena capire prima di acquistare: le lavapavimenti tradizionali sono progettate per piegarsi a 180° formando un blocco basso tra i 9 e i 13 centimetri, che permette di scivolare facilmente sotto i mobili. Sulla Z30 Pro Aqua il <strong>tubo crea un ostacolo fisico</strong> nel punto di giunzione con la testina, impedendo di raggiungere la stessa posizione. Non è un difetto di progettazione, è una conseguenza inevitabile dell'architettura di una scopa elettrica, ma chi è abituato alle lavapavimenti pure se ne accorgerà.</p> <p>La <strong>domanda pratica</strong> che si pone chiunque valuti questo prodotto è: si riesce a usare prima la scopa elettrica e poi passare con la testina lavapavimenti? La risposta dipende dalla superficie della casa. Se si usa la scopa per rimuovere il grosso dello sporco secco e poi si passa con la AquaCycle 2.0, il flusso di lavoro funziona. Va però tenuto presente che la testina lavapavimenti rimuove comunque polvere e sporco in modo autonomo, come una scopa elettrica, ma con una logica diversa.</p> <p>Rimangono alcune <strong>scomodità rispetto a una lavapavimenti tradizionale</strong> che è giusto nominare. La scopa non sta in piedi da sola con questa testina montata: va poggiata a terra durante le pause, come qualsiasi scopa elettrica. I serbatoi richiedono riempimenti e svuotamenti più frequenti rispetto a una lavapavimenti pura, anche se il consumo d'acqua contenuto mitiga in parte il problema. L'autonomia in modalità wet è inferiore a quella della Submarine, perché la AquaCycle 2.0 mantiene attiva l'aspirazione del motore oltre alla rotazione del rullo, consumando più batteria. Infine, in confezione non è incluso alcun <strong>detergente</strong>: un flacone di detergente non schiumogeno, come quello fornito con le lavapavimenti pure Dreame, avrebbe completato il pacchetto in modo più coerente con il posizionamento del prodotto.</p> <p>Una lavapavimenti dedicata farà sempre il suo lavoro con più profondità e con meno compromessi. Ma con la AquaCycle 2.0, Dreame è andata molto vicina a realizzare una testina ibrida quasi perfetta.</p> <p>Come scopa elettrica la Z30 Pro Aqua convince quanto la Z30 standard, il che è già un risultato di rilievo considerando che stiamo parlando di uno dei modelli più potenti della gamma. La <strong>spazzola TangleCut</strong> migliora ulteriormente l'esperienza rispetto alla versione precedente, e su questo fronte non c'è molto altro da aggiungere: aspira bene, gestisce bene lo sporco misto di peli e capelli, il sensore fa il suo lavoro in modo fluido.</p> <p>Il limite che pesa di più nella routine quotidiana è quello già anticipato: la scopa <strong>non può essere riposta sulla base in modalità scopa elettrica</strong>. Va agganciata con la testina AquaCycle 2.0 inserita, il che significa che per aspirare bisogna prima smontare la testina lavapavimenti e montare quella tradizionale, e poi fare il contrario prima di rimetterla in carica. L'operazione richiede poco tempo, ma è una scocciatura che si ripete ogni volta. In una casa in cui si aspira con frequenza quotidiana e si lava i pavimenti con frequenza minore, questo obbligo ribalta le priorità d'uso del prodotto in modo poco pratico. Non è mai pronta per un'aspirazione d'emergenza, e questa è una limitazione concreta che chi usa la scopa elettrica tutti i giorni sentirà.</p> <p>La batteria da <strong>8 celle da 3.200 mAh</strong> garantisce fino a 90 minuti di autonomia in modalità Eco con la bocchetta per fessure, un valore di laboratorio che nella pratica quotidiana va ridimensionato. In modalità Auto come scopa elettrica, con il sensore che interviene a seconda dello sporco rilevato, ci si attesta intorno ai <strong>30 minuti</strong>, in linea con quanto offre la Z30 standard. In modalità lavapavimenti i <strong>40 minuti dichiarati sono credibili</strong>: la potenza di aspirazione è ridotta rispetto alla modalità scopa elettrica, e il consumo della batteria si abbassa di conseguenza.</p> <p>La batteria è <strong>rimovibile</strong> e si estrae senza difficoltà. C'è però un limite progettuale da segnalare: il <strong>jack di ricarica non è sulla batteria ma sulla base</strong>, il che significa che una batteria aggiuntiva non può essere ricaricata separatamente. Chi volesse acquistarne una di scorta, disponibile sul sito ufficiale Dreame a <strong>149,90 euro</strong>, dovrebbe comunque agganciare la scopa alla base per ricaricarla, alternando manualmente le due batterie. Un approccio che, come già visto su altri modelli Dreame, limita un po' l'utilità della batteria rimovibile.</p> <p>La manutenzione della parte aspirante ricalca quella della Z30: il <strong>sistema di filtraggio &egrave; quasi interamente smontabile e lavabile</strong>, con il filtro HEPA H14 accessibile e removibile.&nbsp;</p>
<p>La <strong>testina AquaCycle 2.0</strong> richiede una pulizia dopo ogni sessione di lavaggio. Il cassettino che ospita i serbatoi si smonta bene e si svuota senza difficolt&agrave;, e la separazione tra rifiuti solidi e liquidi funziona in modo pulito: i due scomparti non si contaminano tra loro, rendendo lo svuotamento pi&ugrave; ordinato di quanto ci si potrebbe aspettare. Il rullo morbido si rimuove facilmente per una pulizia pi&ugrave; approfondita. La <strong>base di autopulizia</strong> fa poi il resto: con un tocco avvia il ciclo di risciacquo del rullo e lo asciuga con aria calda a 70&deg;C per 30 minuti, limitando la necessit&agrave; di interventi manuali tra una sessione e l'altra.</p>
<p>Sul fronte <strong>ricambi</strong> la situazione &egrave; discreta grazie alla condivisione di molti componenti con la Z30, un modello in commercio da pi&ugrave; tempo e con una filiera di ricambi gi&agrave; rodata. Filtri, tubi, batteria e persino il serbatoio della polvere sono gi&agrave; reperibili. I componenti specifici della Pro Aqua, come i <strong>rulli di ricambio per le due testine</strong>, non sono ancora disponibili al momento della recensione. I prezzi dei ricambi originali non sono sempre contenuti, un aspetto da tenere a mente considerando il posizionamento premium del prodotto.</p> <p>Il prezzo di listino della Dreame Z30 Pro Aqua è di <strong>599 euro</strong>, una cifra che va contestualizzata con attenzione. In occasione del lancio il prodotto è stato proposto a <strong>499 euro</strong>, e con ogni probabilità tornerà a quella cifra in occasione del prossimo <a href="/tag/amazon-prime-day" title="Amazon Prime Day">Prime Day</a>, o forse anche prima. A 499 euro la proposta è solida: si porta a casa una scopa elettrica di fascia alta con 310 AW di potenza, una spazzola TangleCut tra le migliori della categoria e una testina lavapavimenti che, per un ibrido, fa un lavoro sorprendentemente convincente.</p> <p>Il confronto con il <strong>Dyson V16 Piston Animal Submarine</strong> è inevitabile: listino a 999 euro, reperibile in sconto intorno agli 800 euro, ma comunque una cifra ben superiore. La Z30 Pro Aqua offre una gestione dei liquidi più evoluta, una manovrabilità migliore con la testina lavapavimenti e un prezzo decisamente più accessibile.</p><p>C'è però una considerazione che vale la pena fare con lucidità. Con <strong>599 euro</strong> si possono acquistare una <strong>Dreame Z30</strong> completa di accessori e una <strong>lavapavimenti <a href="/recensioni/dreame-h14-pro" title="Dreame H14 Pro recensione della lavapavimenti che si piega a 180° con dispenser automatico di detergente">Dreame H14 Pro</a></strong>, avendo tra le mani due dispositivi dedicati che nel loro specifico campo faranno sempre meglio di un ibrido. Il compromesso è lo spazio occupato, che con due prodotti separati e i relativi accessori diventa significativo. Chi non ha problemi di spazio e cerca il massimo delle prestazioni in entrambe le funzioni farà meglio a valutare i due dispositivi separati. Chi invece ha spazio limitato, o semplicemente vuole un solo prodotto che faccia entrambe le cose in modo più che accettabile, a <strong>499 euro</strong> la Z30 Pro Aqua è difficile da ignorare.</p> <p><em>Il sample per questa recensione &egrave; stato fornito da Dreame, che non ha avuto un'anteprima di questo contenuto e non ha fornito alcun tipo di compenso monetario. Potete leggere maggiori informazioni su come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld a <a title="Come testiamo e recensiamo dispositivi su SmartWorld" href="https://www.smartworld.it/come-testiamo-recensiamo-dispositivi-smartworld">questo link</a>.</em></p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/recensioni/dreame-z30-pro-aqua">Recensione Dreame Z30 Pro Aqua: la scopa elettrica che vuole fare anche la lavapavimenti, e ci riesce (quasi)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p></div>]]>
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                              <title>Fortnite torna su iOS, ma non perché Epic abbia fatto pace con Apple</title>
              
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              <pubDate>Wed, 20 May 2026 10:23:00 +0200</pubDate>

                              <dc:creator>
                  <![CDATA[Lorenzo Delli]]>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="1851" height="1175" src="https://www.smartworld.it/images/2026/05/20/fortnite-ios-orig.jpg" class="attachment-1851x1175 size-1851x1175 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>Fortnite torna sull'App Store in tutto il mondo: Epic Games spiega perché proprio ora e cosa cambia nella battaglia con Apple.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/news/fortnite-torna-ios-app-store-epic-apple.html">Fortnite torna su iOS, ma non perché Epic abbia fatto pace con Apple</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p><div>]]>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="1851" height="1175" src="https://www.smartworld.it/images/2026/05/20/fortnite-ios-orig.jpg" class="attachment-1851x1175 size-1851x1175 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p><strong>Fortnite &egrave; di nuovo sull'<a href="/tag/app-store" title="tag/app-store">App Store</a></strong>, a livello globale. Epic Games ha annunciato il ritorno del gioco su iOS dopo anni di battaglie legali con Apple, e la tempistica scelta non &egrave; casuale: c'&egrave; una <strong>strategia precisa</strong> dietro questa mossa.</p>
<p>Epic non ha fatto pace con Apple. Ha semplicemente deciso che il momento &egrave; quello giusto per tornare, e la spiegazione che d&agrave; &egrave;, almeno sulla carta, piuttosto solida.</p>
<p>Il ragionamento di Epic parte da un dato di fatto: Apple ha dichiarato alla <strong>Corte Suprema degli Stati Uniti</strong> che le autorit&agrave; di regolamentazione di tutto il mondo stanno monitorando il caso per capire quale percentuale di commissione Apple possa applicare sugli acquisti in-app. In pratica, Apple stessa ha ammesso che il nodo delle commissioni &egrave; sotto la lente di mezzo mondo.</p>
<p>Epic sostiene di essere <strong>certa che Apple sar&agrave; costretta a rendere pubblici i propri costi</strong>, e che a quel punto i governi non tollereranno pi&ugrave; le commissioni attuali. Tornare adesso significa essere presenti quando la situazione si sbloccher&agrave;, invece di restare fuori ad aspettare.</p>
<p>La <strong>guerra alle pratiche anticoncorrenziali</strong> di cui viene accusata Apple non si ferma: Epic continua a contestare il blocco degli app store alternativi e la mancanza di concorrenza nei sistemi di pagamento. Giappone, Unione Europea e Regno Unito hanno gi&agrave; approvato leggi in questa direzione, ma secondo Epic, Apple le avrebbe aggirate sistematicamente con schermate <em>"intimidatorie",</em> commissioni e requisiti onerosi.</p>
<p>C'&egrave; per&ograve; un'eccezione geografica importante: <strong>l'Australia</strong>. L&igrave; Fortnite non &egrave; tornato, e probabilmente non torner&agrave; a breve. Epic ha vinto la causa contro Apple in quel Paese, il tribunale ha dichiarato illegali molti dei termini imposti agli sviluppatori, ma Apple continua ad applicarli lo stesso. Epic sta ora chiedendo al tribunale di far rispettare la sentenza, e finch&eacute; Apple non accetta termini di pagamento legali, il gioco resta fuori dall'App Store australiano.</p>
<p>Il quadro che emerge &egrave; quello di una <strong>battaglia ancora aperta</strong>, non di una resa. Epic ha scelto di rientrare su iOS globale non perch&eacute; abbia trovato un accordo, ma perch&eacute; ritiene che le condizioni esterne stiano per cambiare in suo favore. Che questa previsione si riveli corretta o meno, dipender&agrave; da quanto le autorit&agrave; di regolamentazione decideranno davvero di far rispettare le leggi che hanno approvato, invece di lasciare che Apple continui a fare quello che vuole con qualche modifica cosmetica.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/news/fortnite-torna-ios-app-store-epic-apple.html">Fortnite torna su iOS, ma non perché Epic abbia fatto pace con Apple</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p></div>]]>
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                              <title>Bug Pixel Watch: le statistiche del sonno spariscono dall'orologio (ma i dati ci sono)</title>
              
              <link>https://www.smartworld.it/news/pixel-watch-bug-statistiche-sonno.html</link>

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              <pubDate>Wed, 20 May 2026 04:06:00 +0200</pubDate>

                              <dc:creator>
                  <![CDATA[Vincenzo Ronca]]>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="3000" height="1686" src="https://www.smartworld.it/images/2025/10/08/google-pixel-watch-4-def-04-orig.jpg" class="attachment-3000x1686 size-3000x1686 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>Il Pixel Watch non mostra più i dati del sonno sul display: un nuovo bug colpisce il monitoraggio, ma i dati sono salvi sull'app Fitbit.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/news/pixel-watch-bug-statistiche-sonno.html">Bug Pixel Watch: le statistiche del sonno spariscono dall'orologio (ma i dati ci sono)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p><div>]]>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="3000" height="1686" src="https://www.smartworld.it/images/2025/10/08/google-pixel-watch-4-def-04-orig.jpg" class="attachment-3000x1686 size-3000x1686 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>Se avete un <a href="https://www.smartworld.it/recensioni/google-pixel-watch-4">Pixel Watch</a> e la mattina vi ritrovate a fissare un messaggio del tipo "Nessun dato recente. Indossa l'orologio per dormire", sappiate che non siete soli e che probabilmente il problema non &egrave; vostro. Negli ultimi giorni stanno emergendo segnalazioni su Reddit di un <strong>nuovo bug</strong> che impedisce al Pixel Watch di mostrare le statistiche del sonno direttamente sul polso, anche quando l'utente ha dormito regolarmente con l'orologio indossato.</p>
<p>La parte pi&ugrave; frustrante &egrave; che i <strong>dati vengono comunque registrati</strong>: aprendo l'app Fitbit sullo smartphone si trovano tutte le statistiche complete, dal tempo di sonno alle fasi REM. Il problema riguarda esclusivamente la <strong>visualizzazione sul dispositivo</strong>, non la raccolta dei dati in s&eacute;.</p> <p>Il bug si manifesta per <strong>pi&ugrave; notti consecutive</strong> e il classico rimedio del riavvio non risolve in modo affidabile la situazione. Google ha confermato ad <a href="https://www.androidcentral.com/wearables/google-pixel-watch/pixel-watch-owners-say-sleep-tracking-is-broken-again" target="_blank" rel="noopener">Android Central</a> di essere a conoscenza del problema e di essere al lavoro su una correzione, senza per&ograve; fornire tempistiche precise.</p>
<p>Il timing &egrave; quantomeno imbarazzante: il bug arriva proprio mentre Google sta completando la <a href="https://www.smartworld.it/news/fitbit-diventa-google-health-maggio-2026.html">transizione da Fitbit a Google Health</a>, con alcune funzionalit&agrave; gi&agrave; modificate o rimosse come parte di questa migrazione. Nessuna conferma ufficiale che i cambiamenti al backend siano la causa diretta, ma la coincidenza non &egrave; passata inosservata agli utenti.</p>
<p>Non &egrave; nemmeno la prima volta che il Pixel Watch si trova in questa situazione. <strong>Nei mesi scorsi</strong> si sono gi&agrave; verificati bug legati a Fitbit che hanno causato conteggi dei passi errati, letture SpO2 non funzionanti, dati di temperatura cutanea assenti e problemi di sincronizzazione. In un caso particolarmente grottesco, gli orologi registravano <strong>migliaia di passi</strong> mentre l'utente era praticamente fermo.</p>
<p>Per ora chi &egrave; colpito dal problema pu&ograve; comunque <strong>consultare i dati del sonno dall'app Fitbit</strong> sullo smartphone: le informazioni non sono andate perdute. Resta per&ograve; difficile giustificare un orologio venduto come compagno per la salute che richiede di prendere in mano il telefono ogni mattina per sapere come si &egrave; dormito.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/news/pixel-watch-bug-statistiche-sonno.html">Bug Pixel Watch: le statistiche del sonno spariscono dall'orologio (ma i dati ci sono)</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p></div>]]>
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                              <title>Addio TIM Party, benvenuto TIM Star: il nuovo programma fedeltà con 4 livelli e Giga illimitati 5G in regalo per alcuni clienti</title>
              
              <link>https://www.smartworld.it/news/tim-star-nuovo-programma-fedelta-giga-illimitati.html</link>

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              <pubDate>Wed, 20 May 2026 02:03:00 +0200</pubDate>

                              <dc:creator>
                  <![CDATA[Vincenzo Ronca]]>
                </dc:creator>
              
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		<p>TIM lancia TIM Star, il nuovo programma fedeltà che sostituisce TIM Party: 4 livelli, punti e Giga illimitati 5G gratis per un giorno.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/news/tim-star-nuovo-programma-fedelta-giga-illimitati.html">Addio TIM Party, benvenuto TIM Star: il nuovo programma fedeltà con 4 livelli e Giga illimitati 5G in regalo per alcuni clienti</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p><div>]]>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="4500" height="3000" src="https://www.smartworld.it/images/2025/07/22/tim-final-orig.jpg" class="attachment-4500x3000 size-4500x3000 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p>Da oggi, 19 maggio 2026, <strong>TIM Party è ufficialmente storia</strong>: al suo posto debutta <strong>TIM Star</strong>, il nuovo programma fedeltà gratuito dell'operatore. Non si tratta di un semplice restyling del nome: la struttura cambia in modo abbastanza netto, con <strong>quattro livelli di fedeltà</strong> (Silver, Gold, Platinum e Diamond) che determinano i vantaggi a cui si ha accesso.</p><p>Per festeggiare il lancio, TIM ha deciso di regalare a <strong>alcuni già clienti mobile</strong> un'opzione con Giga illimitati in <a href="/tag/5g" title="5G">5G</a> valida per un giorno intero, visibile nella sezione "Offerte per Te" dell'app <strong>MyTIM</strong> con la dicitura "Benvenuto in TIM Star". L'offerta è attivabile fino al 23 maggio, salvo cambiamenti.</p> <p>Il programma è accessibile sia dal sito TIM che dall'app MyTIM, che si è aggiornata oggi con un <strong>tasto a forma di stella</strong> nella barra di navigazione in basso, accanto al tasto home. Dentro TIM Star si trovano <strong>concorsi a premi, missioni e giochi</strong> per accumulare Punti Star, vantaggi TIM e dei partner, e offerte personalizzate. Il sistema prevede anche la possibilità di <strong>salire di livello</strong> nel tempo, aumentando i benefit disponibili.</p><p>La promozione Giga illimitati, in particolare, vale anche <strong>200 Punti Star</strong> una volta attivata, ed è visibile pure all'interno della sezione dedicata del programma. Trattandosi di un'offerta ad personam, non è disponibile per tutti: viene proposta solo ad alcuni clienti selezionati, tramite app, SMS, negozi fisici o il Servizio Clienti 119.</p> <p>L'opzione si chiama "Giga Illimitati 5G x 1gg" e, una volta attivata, rimane valida <strong>fino alle 23:59 del giorno successivo</strong>, con disattivazione automatica. La navigazione avviene sul <strong>profilo 5G base</strong>, con velocit&agrave; fino a 250 Mbps in download e 75 Mbps in upload, a meno che la propria linea non abbia gi&agrave; il profilo "5G Ultra" (fino a 2 Gbps). TIM precisa che l'opzione consente anche la <strong>visione di video in qualit&agrave; HD e UHD</strong>.</p>
<p>C'&egrave; un dettaglio da non ignorare per chi viaggia: in <strong>roaming UE, Moldavia e Ucraina</strong> il limite scende a 6 Giga. Superata quella soglia, senza altre opzioni dati attive, la navigazione continua a consumo a 0,13 centesimi di euro per MB. Inoltre, come per tutte le offerte TIM con Giga illimitati, superare i <strong>600 Giga mensili</strong> viene considerato uso non conforme alle condizioni contrattuali.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/news/tim-star-nuovo-programma-fedelta-giga-illimitati.html">Addio TIM Party, benvenuto TIM Star: il nuovo programma fedeltà con 4 livelli e Giga illimitati 5G in regalo per alcuni clienti</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p></div>]]>
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                              <title>Spotify lancia il badge "Verified" per i podcast: cos'è e chi può ottenerlo</title>
              
              <link>https://www.smartworld.it/news/spotify-badge-verificato-podcast.html</link>

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              <pubDate>Wed, 20 May 2026 01:01:00 +0200</pubDate>

                              <dc:creator>
                  <![CDATA[Vincenzo Ronca]]>
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		<p>Spotify introduce il badge Verified by Spotify per i podcast e inasprisce le regole contro il cloning vocale con l'AI. Ecco come funziona.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/news/spotify-badge-verificato-podcast.html">Spotify lancia il badge "Verified" per i podcast: cos'è e chi può ottenerlo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p><div>]]>
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                  <![CDATA[<div><p><img width="1920" height="733" src="https://www.smartworld.it/images/2026/05/19/spotify-badge-verified-orig.png" class="attachment-1920x733 size-1920x733 wp-post-image" alt="" style="margin-bottom: 15px;"></p>
		<p><a href="/guide/come-funziona-spotify.html" title="Come funziona Spotify">Spotify</a> ha già introdotto un sistema di <strong>verifica per gli artisti musicali</strong>, e ora lo stesso principio arriva sui podcast. Da oggi la piattaforma comincia a distribuire il badge <strong>"Verified by Spotify"</strong>, un segno di spunta verde accanto al nome del programma, visibile nelle pagine degli show e nei risultati di ricerca. L'obiettivo è semplice: fare in modo che chi ascolta sappia con certezza di star seguendo il canale ufficiale di un creator, e non una copia o un'imitazione.</p><p>Il tempismo non è casuale. L'<strong>AI generativa ha reso banale clonare una voce</strong>, e il rischio che qualcuno crei un podcast che suona identico a quello di un creator noto, spaccianolo per autentico, è tutt'altro che teorico. Spotify ci aveva già scritto nelle sue policy che l'impersonificazione è vietata, ma con questo annuncio <a href="https://newsroom.spotify.com/2026-05-19/podcast-verification-trust-creators-listeners/" target="_blank">ribadisce esplicitamente</a> che rimuoverà qualsiasi show che imiti voce o identità di un creator, che lo faccia con il <strong>voice cloning o con qualsiasi altro metodo</strong>.</p> <p>Per ottenere il badge, uno show deve soddisfare tre requisiti precisi:</p><ul><li><strong>Attività di ascolto continuativa</strong> nel tempo, con un pubblico reale e coinvolto</li><li><strong>Rispetto delle policy</strong> della piattaforma sui contenuti</li><li><strong>Autenticità del pubblico</strong>, con controlli contro ascolti generati da bot</li></ul><p>Il rollout è già partito su <strong>una selezione di show</strong> e continuerà nei prossimi mesi. Non c'è una procedura di richiesta aperta a tutti, almeno per ora: Spotify assegna il badge autonomamente ai canali che riesce ad autenticare con sufficiente certezza.</p><p>La mossa ha senso, ma non è priva di punti ciechi. Il fatto che l'<strong>autenticità del pubblico</strong> sia uno dei criteri esclude di fatto i creator più piccoli, quelli che magari producono contenuti di qualità ma non hanno ancora numeri tali da soddisfare la soglia di "attività continuativa". In pratica, chi ne ha più bisogno, ovvero chi non è abbastanza famoso da essere immediatamente riconoscibile, potrebbe restare senza badge ancora a lungo. Come già osservato con il <a href="https://www.smartworld.it/news/verified-by-spotify-badge-artisti-reali-ai.html">badge per gli artisti musicali</a>, Spotify protegge prima chi è già grande.</p><p>Detto questo, il problema che questa funzione prova ad affrontare è <strong>reale e urgente</strong>. Il voice cloning è accessibile a chiunque, e un podcast costruito sulla voce rubata di un creator noto può ingannare facilmente gli ascoltatori meno attenti. Avere un segnale visivo chiaro di autenticità è un passo nella giusta direzione, anche se non risolve tutto da solo. La vera partita, come sempre con l'AI, si gioca sulla <strong>velocità con cui le misure di protezione tengono il passo con gli strumenti di abuso</strong>: e su questo fronte Spotify, come tutti, sta inseguendo.</p><p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it/news/spotify-badge-verificato-podcast.html">Spotify lancia il badge "Verified" per i podcast: cos'è e chi può ottenerlo</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://www.smartworld.it">Smartworld</a>.</p></div>]]>
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