<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" standalone="no"?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><rss xmlns:itunes="http://www.itunes.com/dtds/podcast-1.0.dtd" version="2.0"><channel><title>ANPI Provinciale di Roma</title><description>L'ANPI è un'associazione fondata a Roma nel 1944 dai partecipanti alla Resistenza italiana contro l'occupazione nazifascista, mentre nel Nord la guerra era ancora in corso. Fu eretta in ente morale il 5 aprile 1945. L'associazione è aperta, oltre che agli ex partigiani, a chiunque condivida i valori della Resistenza e dell'antifascismo. Essa aderisce alla Federazione Internazionale dei Resistenti.</description><managingEditor>noreply@blogger.com (Stefano Valentini)</managingEditor><pubDate>Thu, 12 Mar 2026 11:15:25 +0100</pubDate><generator>Blogger http://www.blogger.com</generator><openSearch:totalResults xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/">2767</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/">1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/">25</openSearch:itemsPerPage><link>http://www.anpiroma.org/</link><language>en-us</language><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:subtitle>L'ANPI è un'associazione fondata a Roma nel 1944 dai partecipanti alla Resistenza italiana contro l'occupazione nazifascista, mentre nel Nord la guerra era ancora in corso. Fu eretta in ente morale il 5 aprile 1945. L'associazione è aperta, oltre che agli</itunes:subtitle><itunes:owner><itunes:email>noreply@blogger.com</itunes:email></itunes:owner><item><title> Quest’anno l’8 marzo è per le donne travolte dalle guerre. di Luciana "Luce" Romoli</title><link>http://www.anpiroma.org/2026/03/questanno-l8-marzo-e-per-le-donne.html</link><category>8 marzo</category><category>Donne</category><category>Luciana Romoli</category><category>Partigiane</category><category>staffette partigiane</category><author>noreply@blogger.com (stefano bonif)</author><pubDate>Sun, 8 Mar 2026 09:47:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1126223354685346031.post-6276605334670495943</guid><description>&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Quest’anno l’8 marzo è per le donne travolte dalle guerre.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Quest’anno l’8 marzo è per le donne vittime di violenza che sono schiacciate perfino dalla legge. Senza consenso è stupro, sempre.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Non è una festa, è un giorno in cui tutti devono sapere che siamo PARTIGIANE: non lasceremo indietro nessuna.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;La forza delle donne è come il mare, nessuno ci può ingabbiare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Luciana "Luce" Romoli&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhOOxcLb8-F9sNTLGbpW9XZvIBigVMr_9-aa5beKcdk2DWp2-GsizJpuJ157vPLM6n1tR_iEHi28_XApbQh-IjR1h2RmypVvr-Gg_jTPNShcDi-2-VyF1rWLmFjkq4uxAFBxjNXv6N9iDOq2fTExLlkZTYvtaXHk2dUr6AnVvV94_WfUfN-j-yiGaL5pSs/s5625/8%20marzo%202026%20alternativo.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="5625" data-original-width="4500" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhOOxcLb8-F9sNTLGbpW9XZvIBigVMr_9-aa5beKcdk2DWp2-GsizJpuJ157vPLM6n1tR_iEHi28_XApbQh-IjR1h2RmypVvr-Gg_jTPNShcDi-2-VyF1rWLmFjkq4uxAFBxjNXv6N9iDOq2fTExLlkZTYvtaXHk2dUr6AnVvV94_WfUfN-j-yiGaL5pSs/w512-h640/8%20marzo%202026%20alternativo.jpg" width="512" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhOOxcLb8-F9sNTLGbpW9XZvIBigVMr_9-aa5beKcdk2DWp2-GsizJpuJ157vPLM6n1tR_iEHi28_XApbQh-IjR1h2RmypVvr-Gg_jTPNShcDi-2-VyF1rWLmFjkq4uxAFBxjNXv6N9iDOq2fTExLlkZTYvtaXHk2dUr6AnVvV94_WfUfN-j-yiGaL5pSs/s72-w512-h640-c/8%20marzo%202026%20alternativo.jpg" width="72"/></item><item><title>3 marzo 1944:Teresa Gullace viene ammazzata dai nazisti</title><link>http://www.anpiroma.org/2026/03/3-marzo-1944teresa-gullace-viene.html</link><category>GAP centrali</category><category>nazisti</category><category>Roma città aperta</category><category>Teresa Gullace</category><author>noreply@blogger.com (stefano bonif)</author><pubDate>Tue, 3 Mar 2026 08:00:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1126223354685346031.post-9064234299640544319</guid><description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjJUCE1gQDl-wez999hY_CjtT7upx9YnpafSjadoRTmglPS6f7EV1RyXDE4fFj2ZKsdmFjnWa4lOHH8IbFa9F5QoHlq1Yv-hTVJ11U1uOuz4XrvgRYzQ3z_EppFdYhVtt_xiYctl15KiVcWxqkzQYMpuZrHmenafnc4Sn5xQxAiE76oewKVfxMHDLHT4k0/s960/teresa%20gullace.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="960" data-original-width="960" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjJUCE1gQDl-wez999hY_CjtT7upx9YnpafSjadoRTmglPS6f7EV1RyXDE4fFj2ZKsdmFjnWa4lOHH8IbFa9F5QoHlq1Yv-hTVJ11U1uOuz4XrvgRYzQ3z_EppFdYhVtt_xiYctl15KiVcWxqkzQYMpuZrHmenafnc4Sn5xQxAiE76oewKVfxMHDLHT4k0/w640-h640/teresa%20gullace.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Nata a Cittanova, in provincia di Reggio Calabria, nel 1910, Teresa emigra in giovanissima età a Roma: lì conosce Girolamo Gullace, che sposerà poco dopo e da cui avrà cinque figli. La famiglia Gullace abita in Via del Vicario, non lontano da Porta Cavalleggeri; Girolamo lavora come operaio in un cantiere, ma con le ristrettezze imposte dalla guerra prima e dall'occupazione poi garantire alla moglie e ai figli il minimo indispensabile per sopravvivere si fa sempre più difficile.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Il 26 febbraio 1944 Girolamo è catturato durante un rastrellamento e condotto assieme a centinaia di altri uomini nella caserma dell'81° Reggimento Fanteria in Viale Giulio Cesare: da lì usciranno per essere avviati al lavoro coatto al fronte, con l'organizzazione Todt, o in Germania.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Fuori dalla caserma si raduna sin da subito un gran numero di donne, in prevalenza mogli, figlie e parenti dei deportati, ma non mancano componenti dei Gruppi di Difesa della Donna e appartenenti alle fila della Resistenza a solidarizzare con le manifestanti e a sostenere la loro protesta. La mattina del 3 marzo 1944 tra di loro c'è anche Teresa, assieme al figlio quattordicenne Umberto, mentre tra la folla si trovano le gappiste Carla Capponi, Marisa Musu e Lucia Ottobrini.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Le donne sono assiepate all'ingresso della caserma, mentre sotto il muro staziona un cordone di soldati delle SS e di militi fascisti. Tutto si svolge in pochi istanti: Teresa riesce a farsi largo tra i soldati che ogni volta respingono violentemente la folla e cerca di lanciare un piccolo fagotto, contenente forse indumenti o un po' di cibo, verso la grata alla quale ha visto sporgersi il viso del marito, ma il piccolo pacchetto rimbalza contro il muro. Mentre tenta di raccoglierlo, arriva alle sue spalle un giovane sottufficiale delle SS, che estrae la pistola e le spara a bruciapelo un colpo a distanza ravvicinata. Teresa muore sul colpo, sotto gli occhi del figlio e del marito.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Carla Capponi, che ha assistito a tutta la scena, cerca di intervenire, ma è fermata da uno dei militi che la portano all'interno della caserma: riesce fortunatamente a liberarsi della pistola che aveva in mano grazie alla prontezza di Marisa Musu, che le mette in tasca una falsa tessera del gruppo fascista "Onore e Combattimento". Viene così prontamente rilasciata. Le partigiane Laura Lombardo Radice, Adele Maria Jemolo e Marcella Lapiccirella adagiano il corpo di Teresa sul marciapiede, invitando le altre donne a deporre fiori: si dà vita così ad un'altra, più silenziosa protesta contro i soprusi dell'occupazione nazista, di cui Teresa era rimasta vittima.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Nel pomeriggio si mescolano alla folla sempre più numerosa una ventina di gappisti, comandati da Mario Fiorentini, Franco Calamandrei, Mario Carrani e Alfredo Orecchio, decisi a compiere un'azione per liberare i prigionieri. Dileguatesi le SS, sono rimasti a presidio della caserma alcuni militi della Guardia Nazionale Repubblicana. L'irruenza di un ufficiale, che respinge con violenza un'altra donna che aveva tentato di avvicinarsi alla finestra, provoca la reazione di Guglielmo Blasi, che lo uccide all'istante. I GAP ingaggiano quindi con i repubblichini un vero e proprio conflitto a fuoco, che si conclude con lo sganciamento dei partigiani e il ferimento di altri due militi: l'azione prevista è annullata.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Alla figura di Teresa Gullace si ispirò il regista Roberto Rossellini per la figura di Pina, magistralmente interpretata da Anna Magnani, nel film "Roma città aperta", uscito appena un anno dopo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhRZYVp6jDc8sXoWYzfJSHqdwsJidkVbgsQv0FxqTOZtLpQ2CepIeUp7fruIGon0PVyk0FYqta9bV4bGDqpztljOyNyWgJa2U-_0iyy5SPNLOprpjNe4Sk2GbpJNRiU7YWDoQPtsZ9xZyjNOQJYfqYYTKC3-YO1C9oO_TtTyFU7mSpcGBfk5epQtBUBj2c/s986/anna-magnani-roma-citta-apera.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="720" data-original-width="986" height="468" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhRZYVp6jDc8sXoWYzfJSHqdwsJidkVbgsQv0FxqTOZtLpQ2CepIeUp7fruIGon0PVyk0FYqta9bV4bGDqpztljOyNyWgJa2U-_0iyy5SPNLOprpjNe4Sk2GbpJNRiU7YWDoQPtsZ9xZyjNOQJYfqYYTKC3-YO1C9oO_TtTyFU7mSpcGBfk5epQtBUBj2c/w640-h468/anna-magnani-roma-citta-apera.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Vedi anche:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;a href="https://www.anpi.it/patria-indipendente/media/uploads/patria/2013/sestili_su_Teresa_Gullace_aprile.pdf"&gt;&lt;b&gt;https://www.anpi.it/patria-indipendente/media/uploads/patria/2013/sestili_su_Teresa_Gullace_aprile.pdf&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjJUCE1gQDl-wez999hY_CjtT7upx9YnpafSjadoRTmglPS6f7EV1RyXDE4fFj2ZKsdmFjnWa4lOHH8IbFa9F5QoHlq1Yv-hTVJ11U1uOuz4XrvgRYzQ3z_EppFdYhVtt_xiYctl15KiVcWxqkzQYMpuZrHmenafnc4Sn5xQxAiE76oewKVfxMHDLHT4k0/s72-w640-h640-c/teresa%20gullace.jpg" width="72"/><enclosure length="258131" type="application/pdf" url="https://www.anpi.it/patria-indipendente/media/uploads/patria/2013/sestili_su_Teresa_Gullace_aprile.pdf"/><itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:subtitle>Nata a Cittanova, in provincia di Reggio Calabria, nel 1910, Teresa emigra in giovanissima età a Roma: lì conosce Girolamo Gullace, che sposerà poco dopo e da cui avrà cinque figli. La famiglia Gullace abita in Via del Vicario, non lontano da Porta Cavalleggeri; Girolamo lavora come operaio in un cantiere, ma con le ristrettezze imposte dalla guerra prima e dall'occupazione poi garantire alla moglie e ai figli il minimo indispensabile per sopravvivere si fa sempre più difficile. Il 26 febbraio 1944 Girolamo è catturato durante un rastrellamento e condotto assieme a centinaia di altri uomini nella caserma dell'81° Reggimento Fanteria in Viale Giulio Cesare: da lì usciranno per essere avviati al lavoro coatto al fronte, con l'organizzazione Todt, o in Germania. Fuori dalla caserma si raduna sin da subito un gran numero di donne, in prevalenza mogli, figlie e parenti dei deportati, ma non mancano componenti dei Gruppi di Difesa della Donna e appartenenti alle fila della Resistenza a solidarizzare con le manifestanti e a sostenere la loro protesta. La mattina del 3 marzo 1944 tra di loro c'è anche Teresa, assieme al figlio quattordicenne Umberto, mentre tra la folla si trovano le gappiste Carla Capponi, Marisa Musu e Lucia Ottobrini. Le donne sono assiepate all'ingresso della caserma, mentre sotto il muro staziona un cordone di soldati delle SS e di militi fascisti. Tutto si svolge in pochi istanti: Teresa riesce a farsi largo tra i soldati che ogni volta respingono violentemente la folla e cerca di lanciare un piccolo fagotto, contenente forse indumenti o un po' di cibo, verso la grata alla quale ha visto sporgersi il viso del marito, ma il piccolo pacchetto rimbalza contro il muro. Mentre tenta di raccoglierlo, arriva alle sue spalle un giovane sottufficiale delle SS, che estrae la pistola e le spara a bruciapelo un colpo a distanza ravvicinata. Teresa muore sul colpo, sotto gli occhi del figlio e del marito. Carla Capponi, che ha assistito a tutta la scena, cerca di intervenire, ma è fermata da uno dei militi che la portano all'interno della caserma: riesce fortunatamente a liberarsi della pistola che aveva in mano grazie alla prontezza di Marisa Musu, che le mette in tasca una falsa tessera del gruppo fascista "Onore e Combattimento". Viene così prontamente rilasciata. Le partigiane Laura Lombardo Radice, Adele Maria Jemolo e Marcella Lapiccirella adagiano il corpo di Teresa sul marciapiede, invitando le altre donne a deporre fiori: si dà vita così ad un'altra, più silenziosa protesta contro i soprusi dell'occupazione nazista, di cui Teresa era rimasta vittima. Nel pomeriggio si mescolano alla folla sempre più numerosa una ventina di gappisti, comandati da Mario Fiorentini, Franco Calamandrei, Mario Carrani e Alfredo Orecchio, decisi a compiere un'azione per liberare i prigionieri. Dileguatesi le SS, sono rimasti a presidio della caserma alcuni militi della Guardia Nazionale Repubblicana. L'irruenza di un ufficiale, che respinge con violenza un'altra donna che aveva tentato di avvicinarsi alla finestra, provoca la reazione di Guglielmo Blasi, che lo uccide all'istante. I GAP ingaggiano quindi con i repubblichini un vero e proprio conflitto a fuoco, che si conclude con lo sganciamento dei partigiani e il ferimento di altri due militi: l'azione prevista è annullata. Alla figura di Teresa Gullace si ispirò il regista Roberto Rossellini per la figura di Pina, magistralmente interpretata da Anna Magnani, nel film "Roma città aperta", uscito appena un anno dopo. Vedi anche:&amp;nbsp;https://www.anpi.it/patria-indipendente/media/uploads/patria/2013/sestili_su_Teresa_Gullace_aprile.pdf</itunes:subtitle><itunes:author>noreply@blogger.com (stefano bonif)</itunes:author><itunes:summary>Nata a Cittanova, in provincia di Reggio Calabria, nel 1910, Teresa emigra in giovanissima età a Roma: lì conosce Girolamo Gullace, che sposerà poco dopo e da cui avrà cinque figli. La famiglia Gullace abita in Via del Vicario, non lontano da Porta Cavalleggeri; Girolamo lavora come operaio in un cantiere, ma con le ristrettezze imposte dalla guerra prima e dall'occupazione poi garantire alla moglie e ai figli il minimo indispensabile per sopravvivere si fa sempre più difficile. Il 26 febbraio 1944 Girolamo è catturato durante un rastrellamento e condotto assieme a centinaia di altri uomini nella caserma dell'81° Reggimento Fanteria in Viale Giulio Cesare: da lì usciranno per essere avviati al lavoro coatto al fronte, con l'organizzazione Todt, o in Germania. Fuori dalla caserma si raduna sin da subito un gran numero di donne, in prevalenza mogli, figlie e parenti dei deportati, ma non mancano componenti dei Gruppi di Difesa della Donna e appartenenti alle fila della Resistenza a solidarizzare con le manifestanti e a sostenere la loro protesta. La mattina del 3 marzo 1944 tra di loro c'è anche Teresa, assieme al figlio quattordicenne Umberto, mentre tra la folla si trovano le gappiste Carla Capponi, Marisa Musu e Lucia Ottobrini. Le donne sono assiepate all'ingresso della caserma, mentre sotto il muro staziona un cordone di soldati delle SS e di militi fascisti. Tutto si svolge in pochi istanti: Teresa riesce a farsi largo tra i soldati che ogni volta respingono violentemente la folla e cerca di lanciare un piccolo fagotto, contenente forse indumenti o un po' di cibo, verso la grata alla quale ha visto sporgersi il viso del marito, ma il piccolo pacchetto rimbalza contro il muro. Mentre tenta di raccoglierlo, arriva alle sue spalle un giovane sottufficiale delle SS, che estrae la pistola e le spara a bruciapelo un colpo a distanza ravvicinata. Teresa muore sul colpo, sotto gli occhi del figlio e del marito. Carla Capponi, che ha assistito a tutta la scena, cerca di intervenire, ma è fermata da uno dei militi che la portano all'interno della caserma: riesce fortunatamente a liberarsi della pistola che aveva in mano grazie alla prontezza di Marisa Musu, che le mette in tasca una falsa tessera del gruppo fascista "Onore e Combattimento". Viene così prontamente rilasciata. Le partigiane Laura Lombardo Radice, Adele Maria Jemolo e Marcella Lapiccirella adagiano il corpo di Teresa sul marciapiede, invitando le altre donne a deporre fiori: si dà vita così ad un'altra, più silenziosa protesta contro i soprusi dell'occupazione nazista, di cui Teresa era rimasta vittima. Nel pomeriggio si mescolano alla folla sempre più numerosa una ventina di gappisti, comandati da Mario Fiorentini, Franco Calamandrei, Mario Carrani e Alfredo Orecchio, decisi a compiere un'azione per liberare i prigionieri. Dileguatesi le SS, sono rimasti a presidio della caserma alcuni militi della Guardia Nazionale Repubblicana. L'irruenza di un ufficiale, che respinge con violenza un'altra donna che aveva tentato di avvicinarsi alla finestra, provoca la reazione di Guglielmo Blasi, che lo uccide all'istante. I GAP ingaggiano quindi con i repubblichini un vero e proprio conflitto a fuoco, che si conclude con lo sganciamento dei partigiani e il ferimento di altri due militi: l'azione prevista è annullata. Alla figura di Teresa Gullace si ispirò il regista Roberto Rossellini per la figura di Pina, magistralmente interpretata da Anna Magnani, nel film "Roma città aperta", uscito appena un anno dopo. Vedi anche:&amp;nbsp;https://www.anpi.it/patria-indipendente/media/uploads/patria/2013/sestili_su_Teresa_Gullace_aprile.pdf</itunes:summary><itunes:keywords>GAP centrali, nazisti, Roma città aperta, Teresa Gullace</itunes:keywords></item><item><title>28 febbraio 1978: l'assassinio di Roberto Scialabba da parte dei NAR</title><link>http://www.anpiroma.org/2026/02/28-febbraio-1978-lassassinio-di-roberto.html</link><category>NAR</category><category>neofascismo</category><category>Roberto Scialabba</category><author>noreply@blogger.com (stefano bonif)</author><pubDate>Sat, 28 Feb 2026 10:19:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1126223354685346031.post-513723764800069654</guid><description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhqaO4Lkvd5Pz-WEe0P0bxi7z7s3AUVdVaxY6gkKRKu6gbfB0xw4Mt4A6KH2ge81AgISWuKU90Rr_yucN3asrEX_7r3-yixqjpdYscRBOnwj8mOBvdFeaboJRg3i22XuFu43LSzwblkfHuUdA2ygvyKPJ1hETQj36cfIJ9a7nmhQl7rzLQYnGFOZeh9gDs/s960/scialabba.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="960" data-original-width="960" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhqaO4Lkvd5Pz-WEe0P0bxi7z7s3AUVdVaxY6gkKRKu6gbfB0xw4Mt4A6KH2ge81AgISWuKU90Rr_yucN3asrEX_7r3-yixqjpdYscRBOnwj8mOBvdFeaboJRg3i22XuFu43LSzwblkfHuUdA2ygvyKPJ1hETQj36cfIJ9a7nmhQl7rzLQYnGFOZeh9gDs/w640-h640/scialabba.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="x193iq5w xeuugli x13faqbe x1vvkbs x10flsy6 x1lliihq x1s928wv xhkezso x1gmr53x x1cpjm7i x1fgarty x1943h6x x4zkp8e x41vudc x6prxxf xvq8zen xo1l8bm xzsf02u x1yc453h" dir="auto"&gt;&lt;div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a"&gt;&lt;div dir="auto" style="text-align: start;"&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;La sera del 28 febbraio 1978, verso le undici, un commando composto da otto terroristi dei NAR - Valerio e Cristiano Fioravanti, Alessandro Alibrandi, Franco Anselmi e altri quattro - fa la sua comparsa in Piazza Don Bosco, nel quartiere popolare di Cinecittà: è in cerca di militanti della sinistra e dell'autonomia da assassinare per vendicare i morti di Acca Larentia. Dopo essersi invano diretti a Via Calpurnio Fiamma, dove si trovava uno stabile occupato dal quale si credeva provenissero i responsabili del fatto, i neofascisti vedono Roberto assieme al fratello Nicola e ad un altro amico conversare su una panchina, nei giardinetti della piazza. Il loro abbigliamento e il luogo frequentato non lasciano dubbi: sono dei "rossi" e in quanto tali vanno puniti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div dir="auto" style="text-align: start;"&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;I fratelli Fioravanti scendono dalle loro macchine assieme ad Anselmi, raggiungono i tre e aprono il fuoco: Roberto è colpito da un proiettile che non lo uccide, ma è raggiunto da Valerio Fioravanti che lo finisce sparandogli alla nuca.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a"&gt;&lt;div dir="auto" style="text-align: start;"&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Poche ore dopo, con una telefonata alla sede de "Il Messaggero", l'omicidio è rivendicato dai NAR, che si identificano con la sigla "Gioventù Nazional Popolare"; ciononostante, le indagini si concentreranno su alcuni lievi precedenti penali di Roberto e il suo omicidio verrà descritto dalla stampa come l'esito di un regolamento di conti interno a piccole bande di spacciatori del quartiere. Solo la confessione resa da Cristiano Fioravanti nel 1982 assieme alla meticolosa ricostruzione della dinamica dell'omicidio porrà fine alla campagna di disinformazione condotta da certa stampa e restituirà giustizia a Roberto, vigliaccamente assassinato perché comunista e antifascista. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div dir="auto" style="text-align: start;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhqaO4Lkvd5Pz-WEe0P0bxi7z7s3AUVdVaxY6gkKRKu6gbfB0xw4Mt4A6KH2ge81AgISWuKU90Rr_yucN3asrEX_7r3-yixqjpdYscRBOnwj8mOBvdFeaboJRg3i22XuFu43LSzwblkfHuUdA2ygvyKPJ1hETQj36cfIJ9a7nmhQl7rzLQYnGFOZeh9gDs/s72-w640-h640-c/scialabba.jpg" width="72"/></item><item><title>Felice Chilanti - partigiano di Bandiera Rossa, giornalista e scrittore, moriva il 26 febbraio del 1982</title><link>http://www.anpiroma.org/2026/02/felice-chilanti-partigiano-di-bandiera.html</link><category>Bandiera Rossa</category><category>Felice Chilanti</category><category>giornalismo</category><category>Resistenza romana</category><author>noreply@blogger.com (stefano bonif)</author><pubDate>Sat, 28 Feb 2026 10:11:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1126223354685346031.post-5344718984154694343</guid><description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgHfZXW5dEi9eYFRmVUil150XESeGSFqEiOZ47AEMZ7bEUPB-YgIIrM35SUEb0ycgsFy6axXAHZT7hgusYq6IfKPFybvwXbYGBkQ09fJyuc_0O4OTyfSTz3mXpS-u6bw2nSXsi7DIQiWDUrD-cd3crhyhOyM9l7l7fDEnANLUuSdFSobyxlyCT4ulZWC1E/s515/Felice_Chilanti,_journaliste_italien.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="515" data-original-width="273" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgHfZXW5dEi9eYFRmVUil150XESeGSFqEiOZ47AEMZ7bEUPB-YgIIrM35SUEb0ycgsFy6axXAHZT7hgusYq6IfKPFybvwXbYGBkQ09fJyuc_0O4OTyfSTz3mXpS-u6bw2nSXsi7DIQiWDUrD-cd3crhyhOyM9l7l7fDEnANLUuSdFSobyxlyCT4ulZWC1E/w340-h640/Felice_Chilanti,_journaliste_italien.jpg" width="340" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiRgwGWf4YzLBT038Ri9LmZJ-0cFSSVBKQcV1RJqJ5qluWYxbSl1_La-rsNqt7FyWP6ZYgOn-dLcWGZPz_I5IMiruhMlyU7EzzepC7NsrHs4e6i0WemhIFnqPOQz1XkJ6-3XoxyBwKrYg7KfS6oxgUq8bw4oqeQiTCKH7YAFPqeV306yPsm5vg23KYrOOg/s1021/Chilanti.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="1021" data-original-width="600" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiRgwGWf4YzLBT038Ri9LmZJ-0cFSSVBKQcV1RJqJ5qluWYxbSl1_La-rsNqt7FyWP6ZYgOn-dLcWGZPz_I5IMiruhMlyU7EzzepC7NsrHs4e6i0WemhIFnqPOQz1XkJ6-3XoxyBwKrYg7KfS6oxgUq8bw4oqeQiTCKH7YAFPqeV306yPsm5vg23KYrOOg/w376-h640/Chilanti.jpg" width="376" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="html-div xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl" dir="auto"&gt;&lt;div class="html-div xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl" data-ad-rendering-role="story_message"&gt;&lt;div class="x1l90r2v x1iorvi4 x1g0dm76 xpdmqnj" data-ad-comet-preview="message" data-ad-preview="message"&gt;&lt;div class="x78zum5 xdt5ytf xz62fqu x16ldp7u"&gt;&lt;div class="xu06os2 x1ok221b"&gt;&lt;span class="x193iq5w xeuugli x13faqbe x1vvkbs x10flsy6 x1lliihq x1s928wv xhkezso x1gmr53x x1cpjm7i x1fgarty x1943h6x x4zkp8e x41vudc x6prxxf xvq8zen xo1l8bm xzsf02u x1yc453h" dir="auto"&gt;&lt;div class="html-div xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl"&gt;&lt;div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a"&gt;&lt;div dir="auto" style="text-align: start;"&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Nato a Ceneselli (Rovigo) nel 1914, deceduto a Roma nel 1982, giornalista e scrittore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a"&gt;&lt;div dir="auto" style="text-align: start;"&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Aveva collaborato, su posizioni per nulla ortodosse, con la stampa giovanile fascista. Vincitore nel 1935 dei Littoriali, era poi passato all’antifascismo militante; per questo il Tribunale speciale lo aveva condannato a 5 anni di confino. Dopo la riunione del Gran Consiglio e la caduta di Mussolini, si era ideologicamente orientato verso il comunismo. Diventato nel 1943 inviato speciale del giornale Il Popolo di Roma, con l’occupazione tedesca della Capitale, Felice Chilanti (che per la diffidenza nutrita nei suoi confronti da alcuni intellettuali comunisti romani non riesce ad entrare nell’organizzazione clandestina del PCI), aderisce al Movimento “Bandiera Rossa” e ne diventa uno dei dirigenti. Col nome di battaglia di “Marino” combatte contro i nazifascisti, con al fianco la moglie Viviana (nome di copertura “Marisa”), con i gruppi armati di Primavalle, Torpignattara e Quarticciolo. Prende parte a numerose azioni, anche con Giuseppe Albano (“Il Gobbo”), che sarebbe morto nell’immediato dopoguerra in uno scontro con i carabinieri. Terminato il conflitto Chilanti, riprende il suo lavoro di giornalista a L’Unità di Roma. Per l’organo del PCI, di cui diviene vicedirettore, conduce coraggiose inchieste giornalistiche che, nel 1960, gli valgono “Il Premiolino”. Autore di un ventina di libri (molti a soggetto biografico ed autobiografico) e di un documentario cinematografco sul quartiere romano di San Lorenzo, ha pubblicato nel 1952 per la “Lavoro Editrice” La vita di Giuseppe Di Vittorio. Negli ultimi suoi anni, Felice Chilanti aveva aderito ad “Avanguardia Operaia”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div dir="auto" style="text-align: start;"&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Vedi anche:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div dir="auto" style="text-align: start;"&gt;&lt;span class="html-span xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl x1hl2dhg x16tdsg8 x1vvkbs" style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;a class="x1i10hfl xjbqb8w x1ejq31n x18oe1m7 x1sy0etr xstzfhl x972fbf x10w94by x1qhh985 x14e42zd x9f619 x1ypdohk xt0psk2 x3ct3a4 xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl x16tdsg8 x1hl2dhg xggy1nq x1a2a7pz xkrqix3 x1sur9pj x1fey0fg x1s688f" href="https://wwhttps://www.treccani.it/enciclopedia/felice-chilanti_(Dizionario-Biografico)/w.treccani.it/enciclopedia/felice-chilanti_(Dizionario-Biografico)/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHtgf09fIn5qHEay-dl9l9JR9Aln_r7F6dZLBi1gcfICpliAkZUcTAdDidQUD_aem_4DGiEFk5A0apGS-cXet5JQ" rel="nofollow noreferrer" role="link" tabindex="0" target="_blank"&gt;https://www.treccani.it/.../felice-chilanti_(Dizionario.../&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div dir="auto" style="text-align: start;"&gt;&lt;span class="html-span xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak xexx8yu xyri2b x18d9i69 x1c1uobl x1hl2dhg x16tdsg8 x1vvkbs" style="font-family: helvetica;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div dir="auto" style="text-align: start;"&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Il ritratto dipinto di Felice Chilanti è di Giulio Turcato&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgHfZXW5dEi9eYFRmVUil150XESeGSFqEiOZ47AEMZ7bEUPB-YgIIrM35SUEb0ycgsFy6axXAHZT7hgusYq6IfKPFybvwXbYGBkQ09fJyuc_0O4OTyfSTz3mXpS-u6bw2nSXsi7DIQiWDUrD-cd3crhyhOyM9l7l7fDEnANLUuSdFSobyxlyCT4ulZWC1E/s72-w340-h640-c/Felice_Chilanti,_journaliste_italien.jpg" width="72"/></item><item><title> Perché votiamo NO al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo</title><link>http://www.anpiroma.org/2026/02/perche-votiamo-no-al-referendum.html</link><category>No referendum</category><category>Referendum</category><category>referendum costituzionale</category><author>noreply@blogger.com (stefano bonif)</author><pubDate>Mon, 23 Feb 2026 22:38:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1126223354685346031.post-1219607879238855856</guid><description>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi-0DjmJ6n2ZJW9cNHRLinmKR1eDTJqNLMFcOad4zEP9_WOZLyjZfoMO916ORIIwPdzZlTIdUu1Xm7nfByopXrAhFuvMs315RqEuJNhWfKmeJU3NPXG1InqV0byHL5bh1puCkW9Rr0VTg9J5iG1N0xUVlL7Z9SnwCH6F9Ts-xUe1oegPVAT90efkOp7uvU/s5625/Perch%C3%A9%20votiamo%20NO_25%20febbraio%202026.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="5625" data-original-width="4500" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi-0DjmJ6n2ZJW9cNHRLinmKR1eDTJqNLMFcOad4zEP9_WOZLyjZfoMO916ORIIwPdzZlTIdUu1Xm7nfByopXrAhFuvMs315RqEuJNhWfKmeJU3NPXG1InqV0byHL5bh1puCkW9Rr0VTg9J5iG1N0xUVlL7Z9SnwCH6F9Ts-xUe1oegPVAT90efkOp7uvU/w512-h640/Perch%C3%A9%20votiamo%20NO_25%20febbraio%202026.jpg" width="512" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Perché votiamo NO al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo!&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;ne parliamo con&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Giuseppe Salmè, - Comitato 15 per il NO&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Maria Rosaria Guglielmi -&amp;nbsp; magistrato&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Antonello Ciervo - avvocato&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Modera&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Marco Noccioli - presidenza ANPI Roma&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Mercoledì 25 febbraio, ore 17:30&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;sul canale youtube dell'ANPI provinciale di Roma:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;https://youtube.com/live/yGGY567tl9Y&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi-0DjmJ6n2ZJW9cNHRLinmKR1eDTJqNLMFcOad4zEP9_WOZLyjZfoMO916ORIIwPdzZlTIdUu1Xm7nfByopXrAhFuvMs315RqEuJNhWfKmeJU3NPXG1InqV0byHL5bh1puCkW9Rr0VTg9J5iG1N0xUVlL7Z9SnwCH6F9Ts-xUe1oegPVAT90efkOp7uvU/s72-w512-h640-c/Perch%C3%A9%20votiamo%20NO_25%20febbraio%202026.jpg" width="72"/></item><item><title>22 febbraio 1980: l'assassinio di Valerio Verbano</title><link>http://www.anpiroma.org/2026/02/22-febbraio-1980-lassassinio-di-valerio.html</link><category>Valerio Verbano</category><author>noreply@blogger.com (stefano bonif)</author><pubDate>Sun, 22 Feb 2026 11:13:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1126223354685346031.post-8020084857860273979</guid><description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgbJTjtDZD6-Ozpw4eyctbbybF2RaCA3O-sig3zwhGvxsz2quA21ut4EjS9Svq3VcVpxEFsMUp3dsDig6YnK8mjI8eZvLLCIbxEe16rgNNuSfvt-1ee_HY-dnVwt0vMQuCm5xuw-2YJ52yt1vj9CXYZbDxU5pggtJD5Aj9BuNItNKjVzouvGj6K3lnxKxY/s1600/valerio.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="1600" data-original-width="1600" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgbJTjtDZD6-Ozpw4eyctbbybF2RaCA3O-sig3zwhGvxsz2quA21ut4EjS9Svq3VcVpxEFsMUp3dsDig6YnK8mjI8eZvLLCIbxEe16rgNNuSfvt-1ee_HY-dnVwt0vMQuCm5xuw-2YJ52yt1vj9CXYZbDxU5pggtJD5Aj9BuNItNKjVzouvGj6K3lnxKxY/w640-h640/valerio.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;È da poco passata l'una e mezza del pomeriggio quando il giovane Valerio Verbano, diciannovenne studente del Liceo Archimede di Montesacro, rincasa al termine delle lezioni nell'appartamento di Via Monte Bianco, 114 dove vive con la mamma Carla e il papà Sardo. Non sa che dietro la porta lo attende un commando armato composto da tre fascisti, introdottisi in casa con una scusa circa un'ora prima, che hanno già immobilizzato i suoi genitori. Appena entrato Valerio riesce a disarmare uno dei tre aggressori, ma viene colpito alle spalle mentre cerca di fuggire da una finestra dell'appartamento e muore poco prima dell'arrivo dei soccorsi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Valerio non era un semplice ragazzo di diciannove anni, ma uno studente impegnato nel collettivo della propria scuola e nel movimento di Autonomia Operaia, fieramente antifascista: proprio per questo, da anni stava raccogliendo assieme ad alcuni compagni fotografie, articoli di giornale e schede personali all'interno di un proprio dossier personale sull'eversione nera nel triangolo compreso tra i quartieri Trieste/Salario, Montesacro e Talenti. Il materiale, sequestrato dalla polizia nel corso di una perquisizione in casa Verbano, non verrà mai più ritrovato, così come il memorandum consegnato da Sardo ai giudici inquirenti contenenti le ricostruzioni di alcuni possibili piste da seguire nelle indagini sull'omicidio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Nonostante una rivendicazione dell'omicidio da parte dei NAR fosse giunta la sera stessa dell'omicidio e altre si fossero susseguite nei mesi successivi, le indagini non riusciranno mai ad individuare i responsabili dell'assassinio di Valerio, mentre le vicende giudiziarie vedranno nel corso degli anni la sparizione nei meandri dei depositi giudiziari della maggior parte del materiale in grado di fornire informazioni sull'identità degli assassini. Sardo e Carla continueranno per tutta la loro vita a chiedere che sia fatta luce sull'omicidio del figlio, ucciso sotto i loro occhi, sostenuti dalle compagne e dai compagni del movimento antifascista romano.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;La lotta e la passione antifasciste di Valerio sono vive oggi più che mai e continuano a rappresentare per noi fonte d'esempio nelle nostre battaglie per la democrazia, la pace e la giustizia sociale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgbJTjtDZD6-Ozpw4eyctbbybF2RaCA3O-sig3zwhGvxsz2quA21ut4EjS9Svq3VcVpxEFsMUp3dsDig6YnK8mjI8eZvLLCIbxEe16rgNNuSfvt-1ee_HY-dnVwt0vMQuCm5xuw-2YJ52yt1vj9CXYZbDxU5pggtJD5Aj9BuNItNKjVzouvGj6K3lnxKxY/s72-w640-h640-c/valerio.jpg" width="72"/></item><item><title>Dall'Europa delle armi all'Europa dei diritti. La democrazia necessaria al tempo della crisi" - 21 febbraio 2026</title><link>http://www.anpiroma.org/2026/02/dalleuropa-delle-armi-alleuropa-dei.html</link><category>armi</category><category>crisi</category><category>Democrazia</category><category>diritti</category><category>Europa</category><author>noreply@blogger.com (stefano bonif)</author><pubDate>Sun, 22 Feb 2026 07:00:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1126223354685346031.post-5068551109418425848</guid><description>&lt;p style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;b&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjNPld68SHgc-ygk2Wp9AijTGAcuExoh6RghmdBopqSM6MRExsHeMkK8-Du2BrQDlVJue75oRMt084raztnowW91YNFOQnx6i1V2TV5CnE3nnKKNIgEXFh2-WaU0xyHHEgYPG-6u7mVOrAEVbMgeIunWXmaIhKAha-VfAFG5UfU4CrOa467GQYvSBeyWSE/s5625/dall'europa%20delle%20armi_all'europa%20dei%20diritti.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="5625" data-original-width="4500" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjNPld68SHgc-ygk2Wp9AijTGAcuExoh6RghmdBopqSM6MRExsHeMkK8-Du2BrQDlVJue75oRMt084raztnowW91YNFOQnx6i1V2TV5CnE3nnKKNIgEXFh2-WaU0xyHHEgYPG-6u7mVOrAEVbMgeIunWXmaIhKAha-VfAFG5UfU4CrOa467GQYvSBeyWSE/w512-h640/dall'europa%20delle%20armi_all'europa%20dei%20diritti.jpg" width="512" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Dall'Europa delle armi all'Europa dei diritti. La democrazia necessaria al tempo della crisi&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;b&gt;21 febbraio 2026 un ore 10.00 Aula Consiliare Palazzo Valentini&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Introduce&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;b&gt;Marina Pierlorenzi&lt;/b&gt; Presidente ANPI provinciale Roma&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;porterà un saluto l'assessore alla Cultura del Comune di Roma &lt;b&gt;Massimiliano Smeriglio&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Intervengono&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;b&gt;Davide Conti&lt;/b&gt;&amp;nbsp;- storico&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;b&gt;Giulio Marcon -&lt;/b&gt; scrittore e saggista&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;b&gt;Luigi Ferrajoli&lt;/b&gt;&amp;nbsp;- professore emerito di Filosofia del diritto&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;b&gt;Natale Di Cola&lt;/b&gt;&amp;nbsp;- segretario generale CGIL Roma e Lazio&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;b&gt;Albino Amodio&lt;/b&gt;&amp;nbsp;- componente Comitato nazionale ANPI&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;b&gt;Fabrizio Truini&lt;/b&gt;&amp;nbsp;- PaxChristi&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;b&gt;Anna Falcone&lt;/b&gt; - giurista&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Conclude&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;b&gt;Fabrizio De Sanctis&lt;/b&gt; segreteria nazionale ANPI&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Modera&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;b&gt;Simona Maggiorelli&lt;/b&gt;&amp;nbsp;direttore settimanale Left&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: helvetica; white-space: pre-wrap;"&gt;L'incontro è stato trasmesso in diretta sul canale Youtube dell'ANPI provinciale di Roma&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a class="x1fey0fg xmper1u x1edh9d7" href="https://www.youtube.com/c/ANPIProvincialediRoma"&gt;&lt;span style="white-space: pre-wrap;"&gt;&lt;b&gt;https://www.youtube.com/c/ANPIProvincialediRoma&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" class="BLOG_video_class" height="465" src="https://www.youtube.com/embed/lZN7JFAEaQg" width="559" youtube-src-id="lZN7JFAEaQg"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiCrBtN4QjUeqUksbH_STV430DMaBepN-urtXQAsQ1ujRLtvquR3E-ZIiG_JL2xOp-j0NuRtkL57sIdbnklZglp2uevBE-m9wr5_g_h2an8HknCg6dvlkhyGyW7CCxN6XkMbhTSOaYEABX_JWnCEJROW-OvXoAHeGc3Fgs2XKR1AhekbPBit1Jgx8u9Gd8/s4134/NZ5_0539.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="2756" data-original-width="4134" height="266" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiCrBtN4QjUeqUksbH_STV430DMaBepN-urtXQAsQ1ujRLtvquR3E-ZIiG_JL2xOp-j0NuRtkL57sIdbnklZglp2uevBE-m9wr5_g_h2an8HknCg6dvlkhyGyW7CCxN6XkMbhTSOaYEABX_JWnCEJROW-OvXoAHeGc3Fgs2XKR1AhekbPBit1Jgx8u9Gd8/w400-h266/NZ5_0539.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgtlus94Ngwj8XxA7_wvDWPPdNGD7Ks7PcaILi5Y1l9H_v0YCsAcc2F6LeZBXBlbtAIz-Q8FOfR4A6oFYVnRtA94qDA_AI2Ms1xihOzdmRSmoh00cHdK_gwDiD5f6EbMRTxO8AJrbtrZqC_TOIt9DHlzXYmeyBGYFMSacUz9r5Juf6qE_UJoKsdkooBXjE/s4134/NZ5_0540.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="2756" data-original-width="4134" height="266" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgtlus94Ngwj8XxA7_wvDWPPdNGD7Ks7PcaILi5Y1l9H_v0YCsAcc2F6LeZBXBlbtAIz-Q8FOfR4A6oFYVnRtA94qDA_AI2Ms1xihOzdmRSmoh00cHdK_gwDiD5f6EbMRTxO8AJrbtrZqC_TOIt9DHlzXYmeyBGYFMSacUz9r5Juf6qE_UJoKsdkooBXjE/w400-h266/NZ5_0540.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjsfnKJIEAgNLj-iOBXrZ9Ed4Ut3AVaNkjDuKE6VtJn44CK7tx9kVGCKlbgPENXyRpCJkQOJ3ljhr7gosBCRRzl46DpBRzMjp-JYvpwIoPMZ8ykQyzLGW38-cAyEIKIZtBu8A0r7NIg1MYAPs8GYWfkRV-_NyFyoVcywVUWpsu1cJr3LMSHeiuTt2cZxSw/s4134/NZ5_0557.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="2756" data-original-width="4134" height="266" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjsfnKJIEAgNLj-iOBXrZ9Ed4Ut3AVaNkjDuKE6VtJn44CK7tx9kVGCKlbgPENXyRpCJkQOJ3ljhr7gosBCRRzl46DpBRzMjp-JYvpwIoPMZ8ykQyzLGW38-cAyEIKIZtBu8A0r7NIg1MYAPs8GYWfkRV-_NyFyoVcywVUWpsu1cJr3LMSHeiuTt2cZxSw/w400-h266/NZ5_0557.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhspxEngKALvP7FxK2ow3Wre_-dGxDBZHN0MijNdqZprbdD4pfcsHW194IWWbp1teiCfAvxpn5EBHdeEgPo1SeiYeLZmPdlZxxVoKaKkosrayImTpJAojL5Z4Ba1hT0G8CTcWVt5Vw_VN8bZVBIqDrJ5GQF63KzAc9D9uONYA7lpRtsTkbI0zCugwNuvG4/s4134/NZ5_0561.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="2756" data-original-width="4134" height="266" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhspxEngKALvP7FxK2ow3Wre_-dGxDBZHN0MijNdqZprbdD4pfcsHW194IWWbp1teiCfAvxpn5EBHdeEgPo1SeiYeLZmPdlZxxVoKaKkosrayImTpJAojL5Z4Ba1hT0G8CTcWVt5Vw_VN8bZVBIqDrJ5GQF63KzAc9D9uONYA7lpRtsTkbI0zCugwNuvG4/w400-h266/NZ5_0561.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjoYVwZVSdWn0B20vm-e15a-ikk53pAqIDDgFG5TK_ky0bVZcYANb3vG4EQFNga5y2wzvpd18vPcVrIT2dPeuSduUjWKwgiK9UEB6s86EbLhOcXttPKUgCpjV_kBqSy7vV_CCamtaEUJ1PdBmmA7d4yR746lFEDp60kV9IFlbDakQXL-2fxnPHbdPr0PUM/s4134/NZ5_0568.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="2756" data-original-width="4134" height="266" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjoYVwZVSdWn0B20vm-e15a-ikk53pAqIDDgFG5TK_ky0bVZcYANb3vG4EQFNga5y2wzvpd18vPcVrIT2dPeuSduUjWKwgiK9UEB6s86EbLhOcXttPKUgCpjV_kBqSy7vV_CCamtaEUJ1PdBmmA7d4yR746lFEDp60kV9IFlbDakQXL-2fxnPHbdPr0PUM/w400-h266/NZ5_0568.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiMqDFgXad28_hSmqxFeiW1-F9X5phuvgWIMclX0bc7qRzdWd4ARefj20umEBHr-Coxp-lYBRE2Dpw-kbD3qz7VMkfmBO0Qb8Lt_JyBIPgoXdGnqQyQNA9GxaXsOTyjxCdz_wSg-5OS-2_86z6P2W0XjCcO7UsAriwV7pWb5SqZ8-X4bwzXZNj2k9W27No/s4134/NZ5_0574.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="2756" data-original-width="4134" height="266" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiMqDFgXad28_hSmqxFeiW1-F9X5phuvgWIMclX0bc7qRzdWd4ARefj20umEBHr-Coxp-lYBRE2Dpw-kbD3qz7VMkfmBO0Qb8Lt_JyBIPgoXdGnqQyQNA9GxaXsOTyjxCdz_wSg-5OS-2_86z6P2W0XjCcO7UsAriwV7pWb5SqZ8-X4bwzXZNj2k9W27No/w400-h266/NZ5_0574.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh2Ctdl21IM3aCaXu2NMggvvcyfNrtP7YzmZJwHo6GoElDGoK3a2tthUoR24XkNn_C53bZtkh1ecIAyXd1qIzCxuvxMO-xzj7odtWCMN5h0ssAXiOfr5SexHjjl7od8Fpn5r8WWRVDY9OvZ0404ndhGtu7-V6nSynG7pNsLNJ2_n-1qI6QsADLdTC4H7OE/s4134/NZ5_0576.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="2756" data-original-width="4134" height="266" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh2Ctdl21IM3aCaXu2NMggvvcyfNrtP7YzmZJwHo6GoElDGoK3a2tthUoR24XkNn_C53bZtkh1ecIAyXd1qIzCxuvxMO-xzj7odtWCMN5h0ssAXiOfr5SexHjjl7od8Fpn5r8WWRVDY9OvZ0404ndhGtu7-V6nSynG7pNsLNJ2_n-1qI6QsADLdTC4H7OE/w400-h266/NZ5_0576.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEixd26Zr9cTTgAbddN7Rk6lZwaXRp6JATtsNxewzPCgE4-JU23MF3o74NueUehDqFYwSMULyflEFy_eHwm3Todugsgj2c2C6GT51ra-E-DjEuzggyaSacaj_zji_YnWqSvsMDs9TV1oiG2y3JtOlA6Ol25oOsDJmha_XD6eaANXZIlKSBKXces9kxda1X4/s4134/NZ5_0581.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="2756" data-original-width="4134" height="266" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEixd26Zr9cTTgAbddN7Rk6lZwaXRp6JATtsNxewzPCgE4-JU23MF3o74NueUehDqFYwSMULyflEFy_eHwm3Todugsgj2c2C6GT51ra-E-DjEuzggyaSacaj_zji_YnWqSvsMDs9TV1oiG2y3JtOlA6Ol25oOsDJmha_XD6eaANXZIlKSBKXces9kxda1X4/w400-h266/NZ5_0581.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhnfATgMj1seCTw9-PZkW9E7aumEJWS_yX3WBHu5QscWp_CNgTrmpau2FFl6JT9sp27OtBBvmif-njcFl_uMJnU3M0ZXHiU48lKUF3mT0q4xlFDwwRlVfvtko1dT1aPtjp1y43I1CtrQZvmD9Tt54Nw18_43giETWPzZok3rED_kSJKYGHEQcO_YNWSZW4/s4134/NZ5_0585.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="2756" data-original-width="4134" height="266" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhnfATgMj1seCTw9-PZkW9E7aumEJWS_yX3WBHu5QscWp_CNgTrmpau2FFl6JT9sp27OtBBvmif-njcFl_uMJnU3M0ZXHiU48lKUF3mT0q4xlFDwwRlVfvtko1dT1aPtjp1y43I1CtrQZvmD9Tt54Nw18_43giETWPzZok3rED_kSJKYGHEQcO_YNWSZW4/w400-h266/NZ5_0585.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjkrCNaGj99T8OiKfO8XJqXA5TAkSLinp1zOZ54O0hEFbgVc4yQbNgn3emNqzQL3l1g4qwR4yhhbLLdh4TiToGNsXgQsJHnM8EIDZvJK2Mg-nU5nquEz9UBY_UG9UO4GX4NgduJefsBYPiCEF3xgkTK03Q9F8c54wmKNAafEXcWs2FGuzgiYmF-xYtFlWY/s4134/NZ5_0591.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="2756" data-original-width="4134" height="266" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjkrCNaGj99T8OiKfO8XJqXA5TAkSLinp1zOZ54O0hEFbgVc4yQbNgn3emNqzQL3l1g4qwR4yhhbLLdh4TiToGNsXgQsJHnM8EIDZvJK2Mg-nU5nquEz9UBY_UG9UO4GX4NgduJefsBYPiCEF3xgkTK03Q9F8c54wmKNAafEXcWs2FGuzgiYmF-xYtFlWY/w400-h266/NZ5_0591.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEismEMGcFUR02faZMoUevGAM3RMLgxvu0LlbYXvE7krwMV8XGviyTbk-b5o_YGqgbUk9OT_iH5dDRKkFMFMe0nY5BEI0HYI0eAsWCwzgSTd2UTSTNtT_JpxE3bYJz41fRxBwxy9nY9OdeRIL1gvEsp_ishMJzq17iIfkG9q4hzQhZI4NoCPZlmgBWWnAbs/s4134/NZ5_0607.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="2756" data-original-width="4134" height="266" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEismEMGcFUR02faZMoUevGAM3RMLgxvu0LlbYXvE7krwMV8XGviyTbk-b5o_YGqgbUk9OT_iH5dDRKkFMFMe0nY5BEI0HYI0eAsWCwzgSTd2UTSTNtT_JpxE3bYJz41fRxBwxy9nY9OdeRIL1gvEsp_ishMJzq17iIfkG9q4hzQhZI4NoCPZlmgBWWnAbs/w400-h266/NZ5_0607.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhVjje1wGRhEdrQTwi2IrHNxF21_2txGWRRAkZ_g_3XwxTkCH1_4H_Oc6fgPAYFam1FmnoB5XvOuvoyHjgBtx9OSwogCy9sephQEXyRVqSo98dU3ejH1SWKmtsx667qE2FOsX1688uUac1QGShCjVhRfO7dY11OuZDStQyurBSAE3uGaArqGFOi1Y0LAMg/s4134/NZ5_0610.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="2756" data-original-width="4134" height="266" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhVjje1wGRhEdrQTwi2IrHNxF21_2txGWRRAkZ_g_3XwxTkCH1_4H_Oc6fgPAYFam1FmnoB5XvOuvoyHjgBtx9OSwogCy9sephQEXyRVqSo98dU3ejH1SWKmtsx667qE2FOsX1688uUac1QGShCjVhRfO7dY11OuZDStQyurBSAE3uGaArqGFOi1Y0LAMg/w400-h266/NZ5_0610.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhpHxi03Z_6QBxqR6Y1bm9DFD5Hyld97G_hJ8OAoeNZ24Pq9cShxEqyeNCzKUVZZNPLZVgz1EELypje4JfxMGa3zztynlXz_HDfjJwnjeRFBmD7rqt382bEitZpqjnfemwdRAk82AZNdEDaPI5WiFDoS5RqMRZQKl268WqrOB7Dbe_08MAhr4rRy6dVrmw/s4134/NZ5_0615.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="2756" data-original-width="4134" height="266" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhpHxi03Z_6QBxqR6Y1bm9DFD5Hyld97G_hJ8OAoeNZ24Pq9cShxEqyeNCzKUVZZNPLZVgz1EELypje4JfxMGa3zztynlXz_HDfjJwnjeRFBmD7rqt382bEitZpqjnfemwdRAk82AZNdEDaPI5WiFDoS5RqMRZQKl268WqrOB7Dbe_08MAhr4rRy6dVrmw/w400-h266/NZ5_0615.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgdVBY96NlGxtDfveso5z_3Jid4AtZ-9DTTdR46bvkzzl7H2XqL1oU3IdgydxTan_oRK994qg3FKjGSj2jSn_4BeUVtO4RY2TwBcEcH1XorIsXqR_xmfO4CnJdJBDoHoJ-SIkYm-3robvAoSDrKFyk8KND9q98gLlQ3WuF6GaVlJ48RC7CjFIIonHsGi70/s4134/NZ5_0618.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="2756" data-original-width="4134" height="266" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgdVBY96NlGxtDfveso5z_3Jid4AtZ-9DTTdR46bvkzzl7H2XqL1oU3IdgydxTan_oRK994qg3FKjGSj2jSn_4BeUVtO4RY2TwBcEcH1XorIsXqR_xmfO4CnJdJBDoHoJ-SIkYm-3robvAoSDrKFyk8KND9q98gLlQ3WuF6GaVlJ48RC7CjFIIonHsGi70/w400-h266/NZ5_0618.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a href="https://photos.app.goo.gl/TW9vdLHy8qQsoAft8"&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;b&gt;https://photos.app.goo.gl/TW9vdLHy8qQsoAft8&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjNPld68SHgc-ygk2Wp9AijTGAcuExoh6RghmdBopqSM6MRExsHeMkK8-Du2BrQDlVJue75oRMt084raztnowW91YNFOQnx6i1V2TV5CnE3nnKKNIgEXFh2-WaU0xyHHEgYPG-6u7mVOrAEVbMgeIunWXmaIhKAha-VfAFG5UfU4CrOa467GQYvSBeyWSE/s72-w512-h640-c/dall'europa%20delle%20armi_all'europa%20dei%20diritti.jpg" width="72"/></item><item><title> 19 febbraio 2026 - ricordiamo il Giorno delle e dei Martiri del massacro del 19 febbraio 1937: l'eccidio di Addis Abeba (Yekatit 12)</title><link>http://www.anpiroma.org/2026/02/19-febbraio-2026-ricordiamo-il-giorno.html</link><category>Addis Abeba</category><category>massacro di Addis Abeba</category><category>Rete Yekatit 12-19 febbraio</category><category>Rete Yekatit 12-19 settembre</category><category>Rodolfo Graziani</category><author>noreply@blogger.com (stefano bonif)</author><pubDate>Thu, 19 Feb 2026 07:53:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1126223354685346031.post-7393139262823142497</guid><description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgdooP1DQ_PlGaZMps_BUS6bQ2ORhNWduhypFS-VAUqFUEIEhro-4Me75B_AAd-HaqBbXEfjCFV5moZ1XH09X6KRso9D0LVw_dOyTDHxzbkaJ4BSsH9tuaTGcwfM4vKZM7aAvD_i0BTGN5U2jMznSadMIX6T1CdnbIeVViisXX3sqFQo65ScHY2gKoYyro/s1502/WhatsApp%20Image%202026-02-18%20at%2018.52.52.jpeg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="1502" data-original-width="1169" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgdooP1DQ_PlGaZMps_BUS6bQ2ORhNWduhypFS-VAUqFUEIEhro-4Me75B_AAd-HaqBbXEfjCFV5moZ1XH09X6KRso9D0LVw_dOyTDHxzbkaJ4BSsH9tuaTGcwfM4vKZM7aAvD_i0BTGN5U2jMznSadMIX6T1CdnbIeVViisXX3sqFQo65ScHY2gKoYyro/w498-h640/WhatsApp%20Image%202026-02-18%20at%2018.52.52.jpeg" width="498" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Il 19 febbraio 1937, giorno corrispondente al 12 del mese di Yekatit secondo il calendario etiope, Abraham Deboch e Mogus Asghedom, appartenenti al movimento etiope di resistenza all'occupazione coloniale dell'Italia fascista, compirono un attentato lanciando delle bombe a mano nel Piccolo Ghebì del Palazzo Guenete Leul di Addis Abeba, residenza del viceré d'Etiopia Rodolfo Graziani, ove era in corso una cerimonia pubblica cui presenziano importanti autorità italiane, tra cui lo stesso Graziani, principale obiettivo dell'attentato, numerosi dignitari etiopi fedeli agli occupanti e una vastissima folla di poveri della capitale.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; L'esplosione delle bombe causò sette vittime, ma riuscì soltanto a ferire lievemente Graziani, i generali Aurelio Liotta e Italo Gariboldi, il vice-governatore&amp;nbsp; Armando Petretti, il governatore della capitale Alfredo Siniscalchi e alcune decine di persone. Graziani venne prontamente trasportato in ospedale, mentre soldati e carabinieri, con l'ausilio di militi delle truppe coloniali, chiusero gli accessi del recinto e aprirono il fuoco sulla folla, massacrando decine di persone. Ciò non fu che il preludio ad una vera e propria "caccia al moro", come fu successivamente definita da Antonio Dordoni, testimone del massacro: centinaia di civili italiani, organizzati in squadre armate di spranghe e manganelli su precisa disposizione del federale Guido Cortese, compirono violentissime incursioni nei quartieri più poveri di Addis Abeba, unendosi ai militari, impiccando, bruciando vivi, massacrando di botte e fucilando chiunque incontrassero.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; La ritorsione fu particolarmente feroce negli agglomerati di tucul lungo i torrenti Ghenfilè e Ghilifalign, che attraversano Addis Abeba da nord a sud. La ritorsione fu particolarmente feroce negli agglomerati di tucul lungo i torrenti Ghenfilè e Ghilifalign, che attraversano Addis Abeba da nord a sud. «Per ogni abissino in vista – scrive lo storico del colonialismo italiano Angelo Del Boca – non ci fu scampo in quei terribili tre giorni ad Addis Abeba, città di africani dove per un pezzo non si vide più un africano». I corpi dei civili massacrati vennero gettati in fosse comuni: secondo le stime più recenti, le vittime della selvaggia mattanza italiana furono circa 19.000.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; L'eccidio di Yekatit 12, uno dei più efferati crimini mai compiuti nella storia coloniale dell'Italia, è a malapena conosciuto nel nostro paese, ove simili atrocità sono rimaste sostanzialmente impunite, mentre è commemorato ogni anno ad Addis Abeba con una cerimonia presso il monumento che lo ricorda.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgdooP1DQ_PlGaZMps_BUS6bQ2ORhNWduhypFS-VAUqFUEIEhro-4Me75B_AAd-HaqBbXEfjCFV5moZ1XH09X6KRso9D0LVw_dOyTDHxzbkaJ4BSsH9tuaTGcwfM4vKZM7aAvD_i0BTGN5U2jMznSadMIX6T1CdnbIeVViisXX3sqFQo65ScHY2gKoYyro/s72-w498-h640-c/WhatsApp%20Image%202026-02-18%20at%2018.52.52.jpeg" width="72"/></item><item><title>18 febbraio 1963: muore Beppe Fenoglio</title><link>http://www.anpiroma.org/2026/02/18-febbraio-1963-muore-beppe-fenoglio.html</link><category>Beppe Fenoglio</category><category>letteratura</category><category>Resistenza</category><author>noreply@blogger.com (Dario Cavinato)</author><pubDate>Wed, 18 Feb 2026 10:22:41 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1126223354685346031.post-3135452929193742493</guid><description>&lt;div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
  &lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEjm8bbnD1fcppb2KxNa1L0sMkUeoiXHqKRDvU_xepKitr8sdNBMPRV2X49pSA-ir5Hv2z4cFIPr8Bo1GmdxsXZj3GkaKBRPsxl5J54ZdC7_esg8GofzeYM3RTSvbXnAqcNCt3VASjnAepICV3E_i3q_-C_46eYV5CUZSRysBqarhlgDuUquZsllzC-mKZlB" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;
    &lt;img border="0"   src="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEjm8bbnD1fcppb2KxNa1L0sMkUeoiXHqKRDvU_xepKitr8sdNBMPRV2X49pSA-ir5Hv2z4cFIPr8Bo1GmdxsXZj3GkaKBRPsxl5J54ZdC7_esg8GofzeYM3RTSvbXnAqcNCt3VASjnAepICV3E_i3q_-C_46eYV5CUZSRysBqarhlgDuUquZsllzC-mKZlB" width="400"&gt;
  &lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;Il 18 febbraio 1963 Beppe Fenoglio, scrittore e partigiano, si spegneva a Torino a seguito di un cancro ai bronchi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nato ad Alba il 1° marzo 1922, conclusi gli studi liceali si iscrive alla Facoltà di lettere dell'Università di Torino; interrompe gli studi nel 1943 e frequenta il corso per ufficiali, prima a Ceva, poi a Roma.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L’8 settembre l’esercito si dissolve e Fenoglio rientra in famiglia. Sceglie la guerriglia partigiana sulle Langhe, come già avevano fatto i suoi professori di Liceo, Cocito e Chiodi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dapprima sale “a Murazzano presso quegli stessi parenti che solevano ospitarlo da ragazzo per le vacanze estive”, poi entra in una brigata d’ispirazione comunista, che opera tra Murazzano e Mombarcaro nell’alta Langa. Questa formazione partigiana, dopo l’assalto ai depositi militari di Carrù (3 marzo 1944), subisce una pesante sconfitta dai nazifascisti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per sfuggire ai rastrellamenti, Fenoglio ritorna ad Alba presso i suoi genitori. A settembre riprende la strada delle colline con le formazioni autonome: “gli azzurri” badogliani, presso il presidio di Mango.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il 10 ottobre 1944 è con le forze che liberano Alba, che viene difesa fino al 2 novembre (i ventitré giorni della città di Alba).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Trascorre il difficile e lungo inverno in un isolamento terribile, presso la Cascina della Langa. Nell’ultimo periodo della sua attività partigiana (marzo – maggio 1945), è ufficiale di collegamento presso la missione inglese, che opera nel Monferrato, nel Vercellese ed in Lomellina. Dopo la Liberazione ritorna alla vita civile, ma l’esperienza partigiana è fondamentale nella sua vita ed ispira molti dei suoi romanzi e racconti, tra cui "Giovinezza", "Una questione privata" e "Il partigiano Johnny", uscito postumo nel 1968.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«&#119878;&#119890;&#119898;&#119901;&#119903;&#119890; &#119904;&#119906;&#119897;&#119897;&#119890; &#119897;&#119886;&#119901;&#119894;&#119889;&#119894;, &#119886; &#119898;&#119890; &#119887;&#119886;&#119904;&#119905;&#119890;&#119903;&#119886;̀ &#119894;&#119897; &#119898;&#119894;&#119900; &#119899;&#119900;&#119898;&#119890;, &#119897;&#119890; &#119889;&#119906;&#119890; &#119889;&#119886;&#119905;&#119890; &#119888;ℎ&#119890; &#119904;&#119900;&#119897;&#119890; &#119888;&#119900;&#119899;&#119905;&#119886;&#119899;&#119900;, &#119890; &#119897;&#119886; &#119902;&#119906;&#119886;&#119897;&#119894;&#119891;&#119894;&#119888;&#119886; &#119889;&#119894; &#119904;&#119888;&#119903;&#119894;&#119905;&#119905;&#119900;&#119903;&#119890; &#119890; &#119901;&#119886;&#119903;&#119905;&#119894;&#119892;&#119894;&#119886;&#119899;&#119900;.»&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;(Dal "Diario", appunto dell'estate 1954)&lt;/div&gt;</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEjm8bbnD1fcppb2KxNa1L0sMkUeoiXHqKRDvU_xepKitr8sdNBMPRV2X49pSA-ir5Hv2z4cFIPr8Bo1GmdxsXZj3GkaKBRPsxl5J54ZdC7_esg8GofzeYM3RTSvbXnAqcNCt3VASjnAepICV3E_i3q_-C_46eYV5CUZSRysBqarhlgDuUquZsllzC-mKZlB=s72-c" width="72"/></item><item><title> 16 febbraio 1943: la strage di Domenikon. Quando ad ammazzare sono gli italiani nessun fascista si spertica per ricordare</title><link>http://www.anpiroma.org/2026/02/16-febbraio-1943-la-strage-di-domenikon.html</link><category>criminali di guerra italiani</category><category>crimini di guerra</category><category>crimini fascisti</category><category>Domenikon</category><category>fascismo</category><category>strage</category><author>noreply@blogger.com (stefano bonif)</author><pubDate>Mon, 16 Feb 2026 19:04:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1126223354685346031.post-443649556593809426</guid><description>&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;La strage di Domenikon fu una delle tante stragi che vennero compiute dall’esercito italiano e dalle milizie fasciste in Africa, Grecia, Albania e soprattutto in Jugoslavia. «Si stima che siano stati circa 400 i centri abitati rurali distrutti dalle forze di occupazione italiane o congiunte italo-tedesche durante la brutale campagna condotta nei primi mesi del 1943 nella Grecia continentale» (Francesco Sinapi: Domenikon 1943).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Nei pressi di Domenikon, piccolo villaggio della Tessaglia, un attacco partigiano contro un convoglio italiano provocò la morte di nove soldati delle Camicie Nere. Come reazione il generale Cesare Benelli, comandante della Divisione 'Pinerolo', ordinò la repressione secondo l'esempio nazista: centinaia di soldati circondarono e dettero alle fiamme il paese, rastrellarono la popolazione e, nella notte, fucilarono circa 140 uomini e ragazzi dai 14 agli 80 anni.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Nessun criminale di guerra italiano è mai stato consegnato alle nazioni che ne fecero richiesta alla fine della guerra. Ci furono 180 richieste da parte della Grecia, 140 dall’Albania, 750 dalla Jugoslavia oltre ad altre decine dall’Unione Sovietica. In Italia, nel 1946, venne istituita una commissione per indagare sui crimini compiuti dall’Italia nei paesi che aveva occupato. Non furono prese in considerazione le richieste provenienti dall’Africa (Libia, Eritrea, Etiopia e Somalia). La commissione in cinque anni di lavoro produsse un elenco di 34 nomi che vennero segnalati alla magistratura militare italiana. Furono emessi dei mandati di cattura ma i ricercati ebbero il tempo di rifugiarsi all’estero.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Per la strage di Domenikon in anni recenti furono svolte indagini che però non portarono a nulla e i procedimenti si chiusero con l'archiviazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="https://www.mursia.com/products/vincenzo-sinapi-domenikon-1943"&gt;https://www.mursia.com/products/vincenzo-sinapi-domenikon-1943&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgI2pJzt1Plry80Dw3UcSVI4ekZlTA6JyZlRoOeYbhw-7pya39ul9gQilvnq5FLIWVhbmaPtmL4pTMYBBJljpMWSgHd-OVdoBYC2YL0m-s6g7d11gpMOTzIBL3AuR5u0A6j3Hc6Amvmfsx6LjvgN91De2FmwPq8Eq_dbWYiWION2VWykc5D-EZKPZUaCE8/s1535/domenikon.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="1535" data-original-width="1024" height="400" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgI2pJzt1Plry80Dw3UcSVI4ekZlTA6JyZlRoOeYbhw-7pya39ul9gQilvnq5FLIWVhbmaPtmL4pTMYBBJljpMWSgHd-OVdoBYC2YL0m-s6g7d11gpMOTzIBL3AuR5u0A6j3Hc6Amvmfsx6LjvgN91De2FmwPq8Eq_dbWYiWION2VWykc5D-EZKPZUaCE8/w266-h400/domenikon.webp" width="266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;a href="https://www.anpiroma.org/2019/02/la-guerra-sporca-di-mussolini-strage-di.html"&gt;&lt;b&gt;https://www.anpiroma.org/2019/02/la-guerra-sporca-di-mussolini-strage-di.html&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" class="BLOG_video_class" height="493" src="https://www.youtube.com/embed/BmwgA8N7A0M" width="593" youtube-src-id="BmwgA8N7A0M"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgI2pJzt1Plry80Dw3UcSVI4ekZlTA6JyZlRoOeYbhw-7pya39ul9gQilvnq5FLIWVhbmaPtmL4pTMYBBJljpMWSgHd-OVdoBYC2YL0m-s6g7d11gpMOTzIBL3AuR5u0A6j3Hc6Amvmfsx6LjvgN91De2FmwPq8Eq_dbWYiWION2VWykc5D-EZKPZUaCE8/s72-w266-h400-c/domenikon.webp" width="72"/></item><item><title>Nella notte tra il 15 ed il 16 febbraio 1926 moriva Piero Gobetti</title><link>http://www.anpiroma.org/2026/02/15-febbraio-1925-15-febbraio-2025.html</link><category>antifascismo</category><category>Piero Gobetti</category><category>Resistenza</category><author>noreply@blogger.com (Dario Cavinato)</author><pubDate>Sun, 15 Feb 2026 20:00:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1126223354685346031.post-530746253931918306</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjx0hOe-IkVR0cZ2pc3clLzSOEwRdEqVnAxwrSjfb8Zu2CK_myDv0i0Hsa-8uIm3O4taLK6pDpxlM4nHEIVulLDpNvFkUSsIYQQipqzm_2Y0mq0ytR3AMInoMyfEZeegDage0ViQwBUjDLHW9kbuPu1I8XNYlW0ZRu46SsGelI59zAXSCZqhrkNQ6MeVy0/s5625/Gobetti_red.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="5625" data-original-width="4500" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjx0hOe-IkVR0cZ2pc3clLzSOEwRdEqVnAxwrSjfb8Zu2CK_myDv0i0Hsa-8uIm3O4taLK6pDpxlM4nHEIVulLDpNvFkUSsIYQQipqzm_2Y0mq0ytR3AMInoMyfEZeegDage0ViQwBUjDLHW9kbuPu1I8XNYlW0ZRu46SsGelI59zAXSCZqhrkNQ6MeVy0/w512-h640/Gobetti_red.jpg" width="512" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Cento anni fa, nella notte tra il 15 ed il 16 febbraio 1926, Piero Gobetti, anima del liberalismo antifascista, moriva a Parigi per le conseguenze di un pestaggio fascista.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Nato a Torino il 19 giugno 1901.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Studente di acuta intelligenza, promotore della rivista culturale Energie Nuove. Esponente della sinistra liberale progressista, collegata con l'intellettuale meridionalista Gaetano Salvemini. Estimatore di Antonio Gramsci e del giornale socialista e poi comunista Ordine Nuovo, Gobetti si avvicina al proletariato torinese, divenendo attivo antifascista. Nel 1922 promuove la nascita della rivista Rivoluzione Liberale che via via diventa centro di impegno antifascista di segno liberale, collegato ad altri nuclei liberali di Milano, Firenze, Roma, Napoli, Palermo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Più volte arrestato nel '23-24 dalla polizia fascista, la sua rivista ripetutamente sequestrata. Nel settembre del '25 è duramente picchiato a Torino, lasciato esanime sulla porta di casa, con gravi ferite invalidanti. Costretto a espatriare in Francia, mai più riavutosi dalle ferite, muore esule a Parigi nel febbraio del 1926. Saggista e autore di numerosi scritti culturali e politici pubblicati in Italia e all'estero, simbolo del liberalismo progressista sensibile al riscatto delle classi lavoratrici.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjx0hOe-IkVR0cZ2pc3clLzSOEwRdEqVnAxwrSjfb8Zu2CK_myDv0i0Hsa-8uIm3O4taLK6pDpxlM4nHEIVulLDpNvFkUSsIYQQipqzm_2Y0mq0ytR3AMInoMyfEZeegDage0ViQwBUjDLHW9kbuPu1I8XNYlW0ZRu46SsGelI59zAXSCZqhrkNQ6MeVy0/s72-w512-h640-c/Gobetti_red.jpg" width="72"/></item><item><title>Il 15 febbraio 2019 moriva il prof. Adriano Ossicini</title><link>http://www.anpiroma.org/2026/02/il-15-febbraio-2019-moriva-il-prof.html</link><category>Adriano Ossicini</category><category>morbo K</category><category>partigiano</category><category>Sinistra Cattolica</category><author>noreply@blogger.com (stefano bonif)</author><pubDate>Sun, 15 Feb 2026 09:28:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1126223354685346031.post-2802372078386832819</guid><description>&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Il 15 febbraio 2019 moriva il prof. Adriano Ossicini, militante nella sinistra cattolica, partigiano, psichiatra, senatore nel PCI, ministro per la famiglia e la solidarietà sociale nel governo Dini.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Medaglia d'argento al valor militare; questa la motivazione del riconoscimento:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;«Già detenuto per antifascismo contraeva in carcere grave malattia e, riconquistata la libertà alla caduta della dittatura, si ergeva nobile assertore di ogni libero principio contro gli oppressori. Organizzava una valorosa forte formazione partigiana alla cui testa compiva numerosi atti di sabotaggio e azioni di guerriglia costituenti numeroso serto di eroismi che infiora il periodo della lotta clandestina dalle giornate di Porta San Paolo a quelle della liberazione di Roma. Braccato, dalle polizie nazifasciste che avevano posto sulla sua persona elevata taglia, riusciva due volte ad evitare l'arresto occultando documenti importantissimi che, se fossero caduti in possesso del nemico, avrebbero compromesso il movimento partigiano locale e le personalità in esso implicate. Perseguitato sugli affetti famigliari e, benché fisicamente menomato, non desisteva dalla lotta e persisteva nella sua azione di comando dei suoi prodi infondendo in essi l'ardire e la fede per il conseguimento della vittoria. Bello esempio di valoroso combattente e di capace organizzatore.»&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Roma, 8 settembre 1943 - 4 giugno 1944.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Insieme al prof. Pietro Borromeo inventò un famigerato "morbo K" per salvare molti ebrei dalla deportazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="post-body entry-content" id="post-body-1809544629385682407" itemprop="articleBody" style="background-color: white; color: #222222; font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: 15.84px; line-height: 1.3; position: relative; width: 940px;"&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgUSpYK4BMGCQe_ZUuJeWcKGBu0sArtBzpTekYASvrCMD40gMQzIXs4hN-68mqwb55oPrW9p7D2WSEhHYX9n9-Bi86S_m1stRMI6wbWUzBoY-5dE_lVGAOaCQETn8tVWB7OBW7ld9E5xFMrIcktpOaYHjZHt7uLjwxFhyU_t7Y97X0KGH0b04rkBDzrwz0/s2452/ossicini.jpg" style="color: #cc6611; text-align: center; text-decoration-line: none;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="2452" data-original-width="1772" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgUSpYK4BMGCQe_ZUuJeWcKGBu0sArtBzpTekYASvrCMD40gMQzIXs4hN-68mqwb55oPrW9p7D2WSEhHYX9n9-Bi86S_m1stRMI6wbWUzBoY-5dE_lVGAOaCQETn8tVWB7OBW7ld9E5xFMrIcktpOaYHjZHt7uLjwxFhyU_t7Y97X0KGH0b04rkBDzrwz0/w457-h640/ossicini.jpg" style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-image: initial; background-origin: initial; background-position: initial; background-repeat: initial; background-size: initial; border: 1px solid rgb(238, 238, 238); box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.1) 1px 1px 5px; box-sizing: border-box; max-width: 100%; padding: 5px; position: relative;" width="457" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.patriaindipendente.it/cronache-antifasciste/quando-il-morbo-di-k-salvo-ebrei-e-aiuto-i-partigiani/"&gt;https://www.patriaindipendente.it/cronache-antifasciste/quando-il-morbo-di-k-salvo-ebrei-e-aiuto-i-partigiani/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.anpi.it/biografia/adriano-ossicini"&gt;https://www.anpi.it/biografia/adriano-ossicini&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="https://articolo1mdp.it/adriano-ossicini-partigiano-cristiano-di-sinistra-una-vita-lunga-un-secolo/"&gt;https://articolo1mdp.it/adriano-ossicini-partigiano-cristiano-di-sinistra-una-vita-lunga-un-secolo/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://roma.repubblica.it/cronaca/2019/02/15/news/morto_ex_ministro_adriano_ossicini_partigiano_salvo_ebrei_a_roma-219198186/"&gt;https://roma.repubblica.it/cronaca/2019/02/15/news/morto_ex_ministro_adriano_ossicini&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://editoririuniti.it/products/unisola-sul-tevere-il-fascismo-al-di-la-del-ponte"&gt;https://editoririuniti.it/products/unisola-sul-tevere-il-fascismo-al-di-la-del-ponte&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgUSpYK4BMGCQe_ZUuJeWcKGBu0sArtBzpTekYASvrCMD40gMQzIXs4hN-68mqwb55oPrW9p7D2WSEhHYX9n9-Bi86S_m1stRMI6wbWUzBoY-5dE_lVGAOaCQETn8tVWB7OBW7ld9E5xFMrIcktpOaYHjZHt7uLjwxFhyU_t7Y97X0KGH0b04rkBDzrwz0/s72-w457-h640-c/ossicini.jpg" width="72"/></item><item><title> “La resistenza degli alberi e la crisi climatica". 17 febbraio 2026, ore 17:30  Casa della Socialità, Via dei Volsci 86</title><link>http://www.anpiroma.org/2026/02/la-resistenza-degli-alberi-e-la-crisi_15.html</link><category>ambiente</category><category>cambiamento climatico</category><category>Clima</category><author>noreply@blogger.com (stefano bonif)</author><pubDate>Sun, 15 Feb 2026 09:23:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1126223354685346031.post-7842687062701009343</guid><description>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;“La resistenza degli alberi e la crisi climatica.”&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Gruppo di lavoro ambiente - Quarto incontro tematico sull’emergenza climatica e la relazione con l’economia e i problemi sociali:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;“La resistenza degli alberi e la crisi climatica.”&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Da soggetti che soffrono il cambiamento climatico al ruolo di regolatori degli ecosistemi urbani con effetti per l’ambiente e la giustizia sociale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;b&gt;17 febbraio 2026, ore 17. 30 -&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;b&gt;Casa della Socialità, Via dei Volsci 86&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Saluti: Adriana Via, Presidente Anpi San Lorenzo&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Stefano Valentini, Coordinatore Gruppo ambiente ANPI provinciale Roma&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Giampietro CANTIANI, dottore forestale, arboricoltore&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Juscelio PANTOJA, direttore Centro Alternativo di Cultura di Belem Brasile, attivista ambientale e per i diritti delle comunità indigene amazzoniche.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;modera Tullio BERLENGHI, esperto di diritto ambientale&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Invitiamo tutt* alla partecipazione&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Incontro organizzato in collaborazione con la sezione ANPI San Lorenzo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh6GGFv9oulK2t6BHLuRDrMDEaFy_UnpGZkIK6SKzRHGbOKu8W6wElOClTMNN685sxCg5XsodCFT5bxVNSt4sl-5_gcVrmPwbxggtdEZr7jfcK9icXoFkX30OOhavrb_1InRJwM-tgW86kch2So0apai6MFNwcNHSy3glDsEOMdM80g6Zp9C-79ET-MfKs/s1754/locandina_incontro%2017%20febbraio%202026_rev%206%20feb_f.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="1754" data-original-width="1241" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh6GGFv9oulK2t6BHLuRDrMDEaFy_UnpGZkIK6SKzRHGbOKu8W6wElOClTMNN685sxCg5XsodCFT5bxVNSt4sl-5_gcVrmPwbxggtdEZr7jfcK9icXoFkX30OOhavrb_1InRJwM-tgW86kch2So0apai6MFNwcNHSy3glDsEOMdM80g6Zp9C-79ET-MfKs/w452-h640/locandina_incontro%2017%20febbraio%202026_rev%206%20feb_f.jpg" width="452" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh6GGFv9oulK2t6BHLuRDrMDEaFy_UnpGZkIK6SKzRHGbOKu8W6wElOClTMNN685sxCg5XsodCFT5bxVNSt4sl-5_gcVrmPwbxggtdEZr7jfcK9icXoFkX30OOhavrb_1InRJwM-tgW86kch2So0apai6MFNwcNHSy3glDsEOMdM80g6Zp9C-79ET-MfKs/s72-w452-h640-c/locandina_incontro%2017%20febbraio%202026_rev%206%20feb_f.jpg" width="72"/></item><item><title>Casapound condannata per ricostituzione del partito fascista. ANPI Roma: si sciolga cp e le altre organizzazioni che si richiamano al nazifascismo</title><link>http://www.anpiroma.org/2026/02/casapound-condannata-per-ricostituzione.html</link><category>Casapound</category><category>costituzione</category><category>fascisti</category><category>legge Mancino</category><category>legge Scelba</category><category>ricostituzione del partito fascista</category><author>noreply@blogger.com (stefano bonif)</author><pubDate>Thu, 12 Feb 2026 14:07:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1126223354685346031.post-4478440178737777780</guid><description>&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEheZomDjFGsfnnO1auEY_p6q36IM4-fh7N2H0KXJpUpuUnsYmovYxPDTElkNm7CouFLf2A-q0wCXkmAgXWz-vtCxS-XdJFEqriQA1Efg7TlBX7xh8TQgR9byVRMBk58J-rgptIg1lwb6MMNNPwSNJ0evv1dmc9szyaM3PWsxE78ezp8-MoqX4Bph2gbyvA/s1000/scioglierecp.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="722" data-original-width="1000" height="462" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEheZomDjFGsfnnO1auEY_p6q36IM4-fh7N2H0KXJpUpuUnsYmovYxPDTElkNm7CouFLf2A-q0wCXkmAgXWz-vtCxS-XdJFEqriQA1Efg7TlBX7xh8TQgR9byVRMBk58J-rgptIg1lwb6MMNNPwSNJ0evv1dmc9szyaM3PWsxE78ezp8-MoqX4Bph2gbyvA/w640-h462/scioglierecp.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Il comitato provinciale dell’ANPI di Roma, visto lo storico pronunciamento del Tribunale di Bari che, dopo quasi 8 anni di indagini approfondite ed un processo iniziato nel 2022, ha condannato 12 militanti baresi di CasaPound per i reati di riorganizzazione del disciolto partito fascista e manifestazione fascista applicando le leggi della Repubblica, torna a chiedere lo scioglimento dell’organizzazione (e di tutte le organizzazioni che analogamente si richiamano direttamente o indirettamente al fascismo e al nazismo) e lo sgombero immediato delle occupazioni illecite degli stabili in Via Napoleone III a Roma e di Via delle Baleniere a Ostia che di sociale non hanno nulla ma si caratterizzano, soprattutto la prima, per essere covi fascisti. Le Istituzioni non possono continuare a sottrarsi al dovere costituzionalmente sancito e ribadito da leggi in vigore di combattere vigorosamente il fascismo, il razzismo e le organizzazioni che ne portano avanti ideologie e pratiche violente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In base all’articolo 1 della legge Scelba, che attua la 12esima disposizione transitoria e finale della Costituzione, “si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione o un movimento persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politico o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principii, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista”. L’articolo 3 della stessa legge, inoltre, prevede che, “qualora con sentenza risulti accertata la riorganizzazione del disciolto partito fascista, il ministro dell’Interno, sentito il Consiglio dei ministri, ordina lo scioglimento e la confisca dei beni dell’associazione o movimento”.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEheZomDjFGsfnnO1auEY_p6q36IM4-fh7N2H0KXJpUpuUnsYmovYxPDTElkNm7CouFLf2A-q0wCXkmAgXWz-vtCxS-XdJFEqriQA1Efg7TlBX7xh8TQgR9byVRMBk58J-rgptIg1lwb6MMNNPwSNJ0evv1dmc9szyaM3PWsxE78ezp8-MoqX4Bph2gbyvA/s72-w640-h462-c/scioglierecp.jpg" width="72"/></item><item><title>La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale "Giorno del ricordo"</title><link>http://www.anpiroma.org/2026/02/la-repubblica-riconosce-il-10-febbraio.html</link><category>confine Giuliano - Dalmata</category><category>confine orientale</category><category>fascismo</category><category>Giorno del Ricordo</category><author>noreply@blogger.com (stefano bonif)</author><pubDate>Tue, 10 Feb 2026 08:00:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1126223354685346031.post-6694382574905227131</guid><description>&lt;h3 class="post-title entry-title" itemprop="name" style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-feature-settings: normal; font-kerning: auto; font-language-override: normal; font-optical-sizing: auto; font-size-adjust: none; font-size: 16px; font-stretch: normal; font-variant-alternates: normal; font-variant-east-asian: normal; font-variant-emoji: normal; font-variant-numeric: normal; font-variant-position: normal; font-variation-settings: normal; line-height: normal; margin: 0px; position: relative;"&gt;&lt;span style="background-color: white; color: #19191a; font-family: helvetica; font-size: 14.85px; font-weight: normal;"&gt;La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale "Giorno del ricordo" al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="background-color: white; color: #19191a; font-family: helvetica; font-size: 14.85px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="post-body entry-content" id="post-body-6321146560299785198" itemprop="description articleBody" style="font-size: 14.85px; line-height: 1.4; position: relative; width: 848.4px;"&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2004-03-30;92!vig=2023-02-07"&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;b&gt;L.2004/92 il testo in vigore&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="https://www.anpi.it/che-il-giorno-del-ricordo-diventi-davvero-e-finalmente-un-momento-di-memoria-di-tutte-le-vittime"&gt;segreteria nazionale ANPI sul Giorno del Ricordo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="https://www.patriaindipendente.it/longform/il-dramma-del-confine-orientale/"&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;b&gt;https://www.patriaindipendente.it/longform/il-dramma-del-confine-orientale/&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi7TkhH60sp1SpP2fXxydDOvBfy4EyoPAmHMiROit1AppREKfggCc9Hgr7dpSA7ezOXZ3s5w19P-vKnAfvSnW43BsLPfRH9CxQSSDM7nexuy2FGKOrCNOCudzJf8ejfeIvpF0b3Ql3QAvzbm4J04iegvsO7xkC7PPm4RdP6_Wr62oFgq6Pr2R1YGsEKI14/s640/Black_Shirt_battalion_entering_Yugoslavia-1280x768.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="384" data-original-width="640" height="384" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi7TkhH60sp1SpP2fXxydDOvBfy4EyoPAmHMiROit1AppREKfggCc9Hgr7dpSA7ezOXZ3s5w19P-vKnAfvSnW43BsLPfRH9CxQSSDM7nexuy2FGKOrCNOCudzJf8ejfeIvpF0b3Ql3QAvzbm4J04iegvsO7xkC7PPm4RdP6_Wr62oFgq6Pr2R1YGsEKI14/w640-h384/Black_Shirt_battalion_entering_Yugoslavia-1280x768.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgPOvU6klGpQ_MtvdCoCNwMloro5-acupvm8W0-aSBtZdaSfzxuFqOkXv4HdmGDBBVQmq7fPwW0OH5yQNgseJ_dpvr5WK_1WkLHUG34o7JdZOZnZvtv-sYjLHCM5Ne4PMfLlxkW7_6uGaR6zW0G54oQ47AVPt06mnRb6vV6dqO0pDCxcbyjZDoWUKRAj2M/s640/cq5dam.thumbnail.cropped.1500.844.jpeg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="360" data-original-width="640" height="360" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgPOvU6klGpQ_MtvdCoCNwMloro5-acupvm8W0-aSBtZdaSfzxuFqOkXv4HdmGDBBVQmq7fPwW0OH5yQNgseJ_dpvr5WK_1WkLHUG34o7JdZOZnZvtv-sYjLHCM5Ne4PMfLlxkW7_6uGaR6zW0G54oQ47AVPt06mnRb6vV6dqO0pDCxcbyjZDoWUKRAj2M/w640-h360/cq5dam.thumbnail.cropped.1500.844.jpeg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi7TkhH60sp1SpP2fXxydDOvBfy4EyoPAmHMiROit1AppREKfggCc9Hgr7dpSA7ezOXZ3s5w19P-vKnAfvSnW43BsLPfRH9CxQSSDM7nexuy2FGKOrCNOCudzJf8ejfeIvpF0b3Ql3QAvzbm4J04iegvsO7xkC7PPm4RdP6_Wr62oFgq6Pr2R1YGsEKI14/s72-w640-h384-c/Black_Shirt_battalion_entering_Yugoslavia-1280x768.jpg" width="72"/></item><item><title>Le ultime attività dei FASCISTI: gli attacchi agli Orti Urbani di Garbatella e al Liceo Scientifico Righi di Roma</title><link>http://www.anpiroma.org/2026/02/le-ultime-attivita-dei-fascisti-gli.html</link><category>eversione nera</category><category>fascisti</category><category>Liceo Righi</category><category>Orti Urbani di Garbatella</category><category>scuola</category><author>noreply@blogger.com (stefano bonif)</author><pubDate>Mon, 9 Feb 2026 19:25:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1126223354685346031.post-2956687911235755977</guid><description>&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Il comitato provinciale dell'ANPI di Roma denuncia le ultime attività di gruppi FASCISTI: gli atti di vandalismo al grido di viva il duce agli Orti Urbani di Garbatella e quelli al Liceo scientifico Righi di Roma.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Mentre il governo si è sperticato in allarmi da invasioni aliene per i fatti di Torino, per le contestazioni subite all'apertura dei giochi olimpici invernali (chi protesta è contro l'Italia), ed una solitamente assente presidente del Consiglio si è spesa per difendere un comico da presunti attacchi liberticidi, prendendo questi fatti addirittura a pretesto per operare una ennesima pericolosissima stretta autoritaria, &lt;b&gt;nulla è la reazione quando a muoversi sono i figli e i nipotini neri&lt;/b&gt;, ben altrimenti eversivi e nocivi alla vita comunitaria del Paese e nei fatti specifici della città di Roma, capitale d'Italia, medaglia d'oro al valor militare per i fatti della Resistenza e della Guerra di Liberazione con la sua provincia che in quanto a Resistenza non fu seconda a nessuno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Nella realtà questi fatti che denunciamo sono solo gli ultimi di una lunghissima lista che con il &lt;b&gt;Coordinamento permanente Roma Città Antifascista&lt;/b&gt; abbiamo raccolto e che si sta completando a dimostrazione che non esiste alcun pericolo da brigate rosse come improvvidamente membri del governo paventano, ma che invece è reale, concreto e fattuale quello dell'eversione nera per cui si chiede alle autorità di applicare una volta per tutte le leggi della Repubblica Scelba e Mancino in ottemperanza al dettato costituzionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjexpYftKiEncZaXsc_vCYIrrDXGINcZDqqK3q05FDv2LT8orDZ2gTZ0260H3Tkmtix0n2-IMmNApkRoJME8gjR1JqJZ2CXaJZk4DwsOdry-NYydzq9v1U6E5qYOlQRDL1r8ZUpVB7rlVjlpe7MvRHrF7eimOOIolyuHZxZyUvRk5Jz-MYx1yJ0KHAIXIU/s1688/627536169_18443451364107108_2743178139855473337_n.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="1688" data-original-width="1350" height="320" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjexpYftKiEncZaXsc_vCYIrrDXGINcZDqqK3q05FDv2LT8orDZ2gTZ0260H3Tkmtix0n2-IMmNApkRoJME8gjR1JqJZ2CXaJZk4DwsOdry-NYydzq9v1U6E5qYOlQRDL1r8ZUpVB7rlVjlpe7MvRHrF7eimOOIolyuHZxZyUvRk5Jz-MYx1yJ0KHAIXIU/s320/627536169_18443451364107108_2743178139855473337_n.jpg" width="256" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg4PggVQuc41VXSOV7yS21plgKejjeIGrBJ_cde6feryBp32zegp4J_MtEIhP6-dNj0irMeNjygVgmCV8sHM95XpK4vQCuKUY5rhdlz82RbiHP9qmPNEFro-Cxaz8U3ggGWC_M1pPzGGS6klTKKkMKG0524VeiTqppkfeh9H-apAjkbu-bkKWvM9ZgXNQM/s840/cfb2b24995022148e4e706963eb50f9d-jpg.webp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="472" data-original-width="840" height="180" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg4PggVQuc41VXSOV7yS21plgKejjeIGrBJ_cde6feryBp32zegp4J_MtEIhP6-dNj0irMeNjygVgmCV8sHM95XpK4vQCuKUY5rhdlz82RbiHP9qmPNEFro-Cxaz8U3ggGWC_M1pPzGGS6klTKKkMKG0524VeiTqppkfeh9H-apAjkbu-bkKWvM9ZgXNQM/s320/cfb2b24995022148e4e706963eb50f9d-jpg.webp" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgyC2mgPAS-sGuRWa9ZRqe2Qk2JWxpnaevJ8DCFxERxIjOTxyCBkFN2nK5-_fs-QV_VfLUaBdbaynVEk2o-YgyXB6mTSsVE8zGRgtu-SJa9YpPsL-5YpiIZ7RK6AjKfDvLd2fgeN9Re8wgS9O6JXCT-7yur1gY0sZX2a8QngO37Iky0vwYkbE_HKU9OMuc/s1280/devastata%20la%20casetta%20degli%20orti%20urbani%20alla%20Garbatella.jpeg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="720" data-original-width="1280" height="180" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgyC2mgPAS-sGuRWa9ZRqe2Qk2JWxpnaevJ8DCFxERxIjOTxyCBkFN2nK5-_fs-QV_VfLUaBdbaynVEk2o-YgyXB6mTSsVE8zGRgtu-SJa9YpPsL-5YpiIZ7RK6AjKfDvLd2fgeN9Re8wgS9O6JXCT-7yur1gY0sZX2a8QngO37Iky0vwYkbE_HKU9OMuc/s320/devastata%20la%20casetta%20degli%20orti%20urbani%20alla%20Garbatella.jpeg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjnI-1PJccfQuQZRNRm3To8wA2M0B6p8qDBZs01z58NKbeGUYZvtoWHSGcv4D_0RsnIfHHa4YGZCOX5tF795VFLzuB3pZFfqclbi56D16YSyTHX6mXWtOD0h_G0aomXCwV0dl1mQfTI5OocLbTq-KbZNCecVxSwT-XZEpvws-D65N0zZgkQrILVEFGllVg/s731/no%20ai%20fascisti%20nelle%20scuole.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="731" data-original-width="601" height="320" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjnI-1PJccfQuQZRNRm3To8wA2M0B6p8qDBZs01z58NKbeGUYZvtoWHSGcv4D_0RsnIfHHa4YGZCOX5tF795VFLzuB3pZFfqclbi56D16YSyTHX6mXWtOD0h_G0aomXCwV0dl1mQfTI5OocLbTq-KbZNCecVxSwT-XZEpvws-D65N0zZgkQrILVEFGllVg/s320/no%20ai%20fascisti%20nelle%20scuole.jpg" width="263" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjexpYftKiEncZaXsc_vCYIrrDXGINcZDqqK3q05FDv2LT8orDZ2gTZ0260H3Tkmtix0n2-IMmNApkRoJME8gjR1JqJZ2CXaJZk4DwsOdry-NYydzq9v1U6E5qYOlQRDL1r8ZUpVB7rlVjlpe7MvRHrF7eimOOIolyuHZxZyUvRk5Jz-MYx1yJ0KHAIXIU/s72-c/627536169_18443451364107108_2743178139855473337_n.jpg" width="72"/></item><item><title>9 febbraio 1849: proclamazione della Repubblica Romana</title><link>http://www.anpiroma.org/2026/02/9-febbraio-1849-proclamazione-della.html</link><category>Costituzione</category><category>Repubblica Romana</category><category>Risorgimento</category><author>noreply@blogger.com (Dario Cavinato)</author><pubDate>Mon, 9 Feb 2026 08:00:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1126223354685346031.post-8378222045971186377</guid><description>&lt;div&gt;Proclamata il 9 febbraio 1849 da uomini liberi, animati dal desiderio di un’Italia repubblicana, si concluse tragicamente il 4 luglio, segnando il definitivo spostamento verso posizioni moderate e monarchiche del movimento risorgimentale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il frutto più significativo di quell’esperienza, sia pur breve, ma che vide concretizzarsi l’ideale mazziniano di repubblica quale «sistema che deve sviluppare la libertà, l’eguaglianza, l’associazione e per conseguenza ogni pacifico sviluppo di idee, quando anche differisse in qualche parte dal nostro», fu la Costituzione votata all’unanimità il 1° luglio 1849 e promulgata il 3&lt;/div&gt;&lt;div&gt;luglio, nella quale erano sanciti il suffragio universale, la libertà di pensiero, di religione, di associazione, l’abolizione di ogni tribunale speciale, della censura preventiva e della pena di morte.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Soltanto un secolo più tardi tali principi trovarono finalmente attuazione nella Costituzione della Repubblica Italiana (approvata il 22 dicembre 1947, promulgata il 27 dicembre, entrata in vigore il 1° gennaio 1948), la quale sancisce nel suo terzo articolo che «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali».&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;https://anvrg.org/9-febbraio-1849-proclamazione-della-repubblica-romana/&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
  &lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEhnhoFEZQbTuuOUzs2CQ6v8y7_vIsi8XCKmevbDFzmYpDLH_tHC0F9XffsqU0p31D4XGoV6lmivSekAs8SxJtO9UCm-o3dtL3eu62uOw1OKmHdMfxxzQkVizZJz4qfLf4QTJA0iofRag3D4Lg32wlKJlGNu9Qmk_foGHQHP0f19JB3NZDtqZ3SWqBMG0sd0" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;
    &lt;img border="0"   src="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEhnhoFEZQbTuuOUzs2CQ6v8y7_vIsi8XCKmevbDFzmYpDLH_tHC0F9XffsqU0p31D4XGoV6lmivSekAs8SxJtO9UCm-o3dtL3eu62uOw1OKmHdMfxxzQkVizZJz4qfLf4QTJA0iofRag3D4Lg32wlKJlGNu9Qmk_foGHQHP0f19JB3NZDtqZ3SWqBMG0sd0" width="400"&gt;
  &lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEhnhoFEZQbTuuOUzs2CQ6v8y7_vIsi8XCKmevbDFzmYpDLH_tHC0F9XffsqU0p31D4XGoV6lmivSekAs8SxJtO9UCm-o3dtL3eu62uOw1OKmHdMfxxzQkVizZJz4qfLf4QTJA0iofRag3D4Lg32wlKJlGNu9Qmk_foGHQHP0f19JB3NZDtqZ3SWqBMG0sd0=s72-c" width="72"/></item><item><title>8 febbraio 2015 - 8 febbraio 2025: ricordo di Massimo Rendina a undici anni dalla scomparsa </title><link>http://www.anpiroma.org/2026/02/8-febbraio-2015-8-febbraio-2025-ricordo.html</link><category>Massimo Rendina</category><category>partigiani</category><category>Resistenza</category><author>noreply@blogger.com (Dario Cavinato)</author><pubDate>Sun, 8 Feb 2026 08:00:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1126223354685346031.post-1109200945955665684</guid><description>&lt;div&gt;Oggi, undici anni fa, ci lasciava il comandante partigiano Massimo Rendina.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Tenente dell'Arma di Fanteria reduce dal fronte russo, tornato in Italia entra nella Resistenza e dopo aver comandato la 19ª e la 103ª Brigata Garibaldi assume il ruolo di Capo di Stato Maggiore della I Divisione Garibaldi in Piemonte. Comandante partigiano col nome di "Max il giornalista" è tra i protagonisti della liberazione di Torino.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nel dopoguerra entra in RAI dove sarà il direttore del primo telegiornale.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Docente di Storia della Comunicazione e componente del Comitato scientifico dell'Istituto Luigi Sturzo, è stato Presidente del Comitato Provinciale dell'ANPI di Roma che ha guidato con saggezza, tenacia ed autorevolezza imprimendo una spinta fondamentale all'ingresso dei giovani nell'associazione.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lo ricordiamo con affetto e forti dei suoi insegnamenti e del suo esempio di uomo e combattente proseguiremo nel cammino della lotta antifascista.&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
  &lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEhkTw0pZ9CUwrZNSkuWmKt-b85pLyAyWftlD6IJd6fsQgWyzBb6vDrH9E9DPUPwZU1JjjinhQBrpAFShfZEO_7apPwYgDim82OkkJeA03JTqYoKc1ZLhxLZtjeTQxOXfytQqxPx9mGc3syU2fcOqAe6GiKvBTktnVHgVNXblzmzcwotiWEq6NtiAPzTamOB" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;
    &lt;img border="0"   src="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEhkTw0pZ9CUwrZNSkuWmKt-b85pLyAyWftlD6IJd6fsQgWyzBb6vDrH9E9DPUPwZU1JjjinhQBrpAFShfZEO_7apPwYgDim82OkkJeA03JTqYoKc1ZLhxLZtjeTQxOXfytQqxPx9mGc3syU2fcOqAe6GiKvBTktnVHgVNXblzmzcwotiWEq6NtiAPzTamOB" width="400"&gt;
  &lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEhkTw0pZ9CUwrZNSkuWmKt-b85pLyAyWftlD6IJd6fsQgWyzBb6vDrH9E9DPUPwZU1JjjinhQBrpAFShfZEO_7apPwYgDim82OkkJeA03JTqYoKc1ZLhxLZtjeTQxOXfytQqxPx9mGc3syU2fcOqAe6GiKvBTktnVHgVNXblzmzcwotiWEq6NtiAPzTamOB=s72-c" width="72"/></item><item><title>7 febbraio 1944: il sacrificio di Gianfranco Mattei</title><link>http://www.anpiroma.org/2026/02/7-febbraio-1944-il-sacrificio-di.html</link><category>GAP</category><category>Gianfranco Mattei</category><category>Resistenza romana</category><author>noreply@blogger.com (Dario Cavinato)</author><pubDate>Sat, 7 Feb 2026 08:00:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1126223354685346031.post-369515818648674877</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
  &lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEglLujja1Wv7eJ88laCIwAeYqkxJ1woxVbRQquES4uVu4_eWmEdCAlPRRgUzRtSuUxuMXajYTLapjzScJ_elnImFKbZ6P6I1tO9rjyfxB4SZolszSVQAIrLFStBPsS_VYM6kWkAACBB2-9r8eG8gNQ3ertlIcPQdwoNapxoVUC4hgknS5QsER9PjlzyvyUq" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;
    &lt;img border="0"   src="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEglLujja1Wv7eJ88laCIwAeYqkxJ1woxVbRQquES4uVu4_eWmEdCAlPRRgUzRtSuUxuMXajYTLapjzScJ_elnImFKbZ6P6I1tO9rjyfxB4SZolszSVQAIrLFStBPsS_VYM6kWkAACBB2-9r8eG8gNQ3ertlIcPQdwoNapxoVUC4hgknS5QsER9PjlzyvyUq" width="400"&gt;
  &lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nato a Milano l'11 dicembre 1916, primogenito di sette fratelli, Gianfranco Mattei proveniva da un'agiata famiglia borghese di origine ebraica: il padre Ugo, avvocato di orientamento liberale e imprenditore, fu spesso ostacolato dal regime nelle proprie attività in ragione del proprio fiero sentimento antifascista e dovette cambiare mestiere, trasferendosi con tutta la famiglia in una villa di Bagno a Ripoli e reinventandosi operaio marmista. Compiuti gli studi in chimica presso l'Università di Firenze, il giovane Gianfranco divenne nel 1938 docente di chimica analitica quantitativa presso l'Istituto di chimica industriale del Politecnico di Milano e assistente del già celebre professor Giulio Natta. Negli stessi anni, pur frequentando il corso allievi ufficiali a Pavia, si avvicinò con la sorella Teresa agli ambienti dell'antifascismo lombardo e fu successivamente chiamato alle armi con lo scoppio della Seconda guerra mondiale.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;All'indomani dell'armistizio, fuggito da Milano, si unì alle formazione partigiane operanti nella zona di Lecco e della Valfurva, trasferendosi infine a Roma, dove prese contatto con i GAP centrali. Assieme allo studente di architettura Giorgio Labò, fu incaricato dai dirigenti dell'organizzazione comunista clandestina di confezionare gli ordigni esplosivi da utilizzare nelle azioni di guerriglia nella capitale: i due, assieme ad altri addetti alla "santabarbara" dei GAP, risiedevano nell'appartamento situato al secondo piano del palazzetto al civico 25A di Via Giulia, protetti da una falsa identità. Arrestati il 1° febbraio 1944 a seguito dell'irruzione della polizia tedesca nello stabili, furono rinchiusi a Via Tasso.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;«Questo comunista Mattei è terribile, terribilmente silenzioso» - diceva di lui Kappler, secondo la testimonianza della gappista Maria Teresa Regard - «ma ora useremo il tenente Priebke, che saprà farlo parlare con mezzi chimici e fisici». Per timore di rivelare informazioni sull'organizzazione clandestina ed esporre al pericolo i propri compagni, nella notte tra il 6 e il 7 febbraio si impiccò con la cintura dei pantaloni nella propria cella, dopo aver lasciato un ultimo messaggio alla famiglia sul retro di un assegno bancario.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La sorella Teresa, dopo aver partecipato alla Resistenza nella città di Firenze, divenne la più giovane deputata dell'Assemblea Costituente: a lei si deve, tra le altre cose, l'aggiunta delle parole "di fatto" al testo dell'Art. 3 della Costituzione.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;A Gianfranco Mattei è dedicata l'omonima traccia dell'album del 1975 "Un biglietto del tram" degli Stormy Six.&lt;/div&gt;</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEglLujja1Wv7eJ88laCIwAeYqkxJ1woxVbRQquES4uVu4_eWmEdCAlPRRgUzRtSuUxuMXajYTLapjzScJ_elnImFKbZ6P6I1tO9rjyfxB4SZolszSVQAIrLFStBPsS_VYM6kWkAACBB2-9r8eG8gNQ3ertlIcPQdwoNapxoVUC4hgknS5QsER9PjlzyvyUq=s72-c" width="72"/></item><item><title> Il 6 febbraio 2025, un anno fa, ci lasciava Aldo "Alessio" Tortorella</title><link>http://www.anpiroma.org/2026/02/il-6-febbraio-2025-un-anno-fa-ci.html</link><category>Aldo Tortorella</category><category>partigiani</category><category>Partito Comunista Italiano</category><category>Resistenza</category><author>noreply@blogger.com (stefano bonif)</author><pubDate>Fri, 6 Feb 2026 08:00:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1126223354685346031.post-6242476847730037378</guid><description>&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiZjtQPwtitqVHlpibCbAANNwLuST6jRIPTnMlXp5AhvIH3XCVMu5nRXiKlM9QEz94lKkkq-GXz0aEIHVjXOS2_kLzgYRe0bHqb8JdMWbk6giRbLG-sOremQ60aFRVXPSTZFovqLModYic_57iNJFMeH5F6ulWG7-mvTtiWuK08tKf6nXXMQG2kxqpMsDY/s1600/tortorella.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="1600" data-original-width="1600" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiZjtQPwtitqVHlpibCbAANNwLuST6jRIPTnMlXp5AhvIH3XCVMu5nRXiKlM9QEz94lKkkq-GXz0aEIHVjXOS2_kLzgYRe0bHqb8JdMWbk6giRbLG-sOremQ60aFRVXPSTZFovqLModYic_57iNJFMeH5F6ulWG7-mvTtiWuK08tKf6nXXMQG2kxqpMsDY/w640-h640/tortorella.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Col nome di battaglia Alessio partecipò alla Resistenza in Lombardia e in Liguria nelle file del Fonte della Gioventù organizzando la lotta armata e la propaganda a Genova, soprattutto nelle zone operaie.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Autorevole dirigente del PCI di cui fu presidente negli ultimi due anni di esistenza del partito, deputato della Repubblica dal 1972 al 1994, fu anche direttore de "L’Unità" dal 1970 al 1975 e della rivista "Critica Marxista" dal 1992 al giorno della scomparsa.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Presidente onorario dell’ANPI nazionale, lo ricordiamo con affetto e profonda stima. Ha lasciato nelle compagne e nei compagni dell’ANPI di Roma un segno indelebile e un ricordo che rimarrà scolpito nelle piazze del 25 aprile.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Intellettuale di rara statura, dirigente di grande cultura, era un compagno dotato di una straordinaria capacità comunicativa capace di coinvolgere ed entusiasmare le giovani generazioni.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Non ti dimenticheremo caro Aldo. Le tue parole, i tuoi insegnamenti, il tuo impegno portato avanti con tenacia e determinazione fino all’ultimo nonostante l’età, saranno per noi la bussola per continuare nella battaglia per una società migliore, basata sulla pace e l'amicizia tra i popoli, sulla libertà, sulla giustizia sociale.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Ti sia lieve la terra.&lt;br /&gt;Vedi anche:&lt;br /&gt;&lt;a href="https://www.patriaindipendente.it/ci-guidavano-le-stelle/il-testamento-partigiano-di-aldo-tortorella/"&gt;https://www.patriaindipendente.it/.../il-testamento.../&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" class="BLOG_video_class" height="485" src="https://www.youtube.com/embed/qr2jqozmS8w" width="583" youtube-src-id="qr2jqozmS8w"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;a href="https://fondazionegramsci.org/in-evidenza/in-ricordo-di-aldo-tortorella/"&gt;https://fondazionegramsci.org/in-evidenza/in-ricordo-di-aldo-tortorella/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;a href="https://ilmanifesto.it/collezioni/aldo-tortorella"&gt;https://ilmanifesto.it/collezioni/aldo-tortorella&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiZjtQPwtitqVHlpibCbAANNwLuST6jRIPTnMlXp5AhvIH3XCVMu5nRXiKlM9QEz94lKkkq-GXz0aEIHVjXOS2_kLzgYRe0bHqb8JdMWbk6giRbLG-sOremQ60aFRVXPSTZFovqLModYic_57iNJFMeH5F6ulWG7-mvTtiWuK08tKf6nXXMQG2kxqpMsDY/s72-w640-h640-c/tortorella.jpg" width="72"/></item><item><title>Il 5 febbraio 1944 Leone Ginzburg moriva nel carcere di Regina Coeli a seguito delle torture delle SS</title><link>http://www.anpiroma.org/2026/02/il-5-febbraio-1944-leone-ginzburg.html</link><category>antifascismo</category><category>Leone Ginzburg</category><category>Resistenza romana</category><author>noreply@blogger.com (Dario Cavinato)</author><pubDate>Thu, 5 Feb 2026 09:00:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1126223354685346031.post-7850527272361295484</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
  &lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEiGOLUkuEVk3fq7zB43MjA-F6U5TSqPThG2aa1FBfML5H3-OSbk3UNwl7JofwwNlnsaBeMQwjajJjNv9zTJ1RZxLnfzXTdsNCWE9kG8J5Zv6MWvrXMIXNy8jv711f2tQUIOSUq9UkbRkhKMzfHnUUcrb1UN-kKst3UYeqBd7JSa2TBLzFRG1-YGTrOWAohf" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;
    &lt;img border="0"   src="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEiGOLUkuEVk3fq7zB43MjA-F6U5TSqPThG2aa1FBfML5H3-OSbk3UNwl7JofwwNlnsaBeMQwjajJjNv9zTJ1RZxLnfzXTdsNCWE9kG8J5Zv6MWvrXMIXNy8jv711f2tQUIOSUq9UkbRkhKMzfHnUUcrb1UN-kKst3UYeqBd7JSa2TBLzFRG1-YGTrOWAohf" width="400"&gt;
  &lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il 5 febbraio 1944, Leone Ginzburg moriva nel carcere romano di Regina Coeli dopo essere stato brutalmente pestato dalle SS durante un interrogatorio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nato a Odessa nel 1909 da una famiglia ebraica, figlio di Fëdor Nikolaevic e Vera Griliches, Leone era nato da una breve relazione tra Vera e l'italiano Renzo Segré ma era stato successivamente riconosciuto dal marito della madre, il quale gli aveva trasmesso il proprio cognome. Dopo un'infanzia trascorsa tra Roma e Viareggio, eccettuate due brevi parentesi negli anni dell'adolescenza in cui la famiglia Ginzburg aveva vissuto prima a Torino e poi a Berlino, Leone si stabilì definitivamente con il padre, la madre e i propri fratelli maggiori, Marussa e Nicola, a Torino, dove frequentò il liceo classico "Massimo D'Azeglio" tra il 1924 e il 1927, dove ebbe quali compagni di studi Giorgio Agosti, Norberto Bobbio e Sion Segre. Sono questi gli anni in cui il giovane Ginzburg diede prova della propria vivacità intellettuale, dedicandosi alla traduzione di alcuni classici della letteratura russa e alla stesura di saggi di argomento letterario. Decisivo fu per la maturazione di una salda coscienza antifascista l'incontro con i docenti Umberto Cosmo, Zino Zini e Franco Antonicelli.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Iscrittosi a Giurisprudenza ma successivamente passato a Lettere, si laureò nel 1931 con una tesi su Maupassant e ottenne nel 1932 la libera docenza in letteratura russa presso l'ateneo torinese; negli stessi anni si avvicinò a vari intellettuali antifascisti riuniti attorno all'editore Giulio Einaudi, tra cui Cesare Pavese, Vittorio Foa, il compagno di scuola Norberto Bobbio e Carlo Levi, e fu attivo nel movimento di Giustizia e Libertà. Nel 1934, il proprio rifiuto di prestare il giuramento di fedeltà al regime fascista richiesto ai docenti universitari lo privò della cattedra; nello stesso anno, fu arrestato dall'OVRA e condannato al carcere, venendo liberato nel 1936 e proseguendo la propria attività intellettuale e l'impegno politico antifascista. Si unì in matrimonio nel 1938 con Natalia Levi, dalla quale ebbe tre figli, Carlo, Andrea e Alessandra.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nuovamente arrestato nel 1940, fu inviato al confino nella località abruzzese di Pizzoli, ove rimase sino al 25 luglio 1943 per poi trasferirsi a Roma. Dopo l'8 settembre fu tra i principali animatori del movimento resistenziale clandestino del Partito d'Azione, divenendo direttore dell'edizione romana del quotidiano clandestino "Italia libera". Arrestato il 19 novembre 1943 assieme ad altri redattori nella sede della tipografia clandestina di via Basento, 55 a seguito di una retata della polizia fascista, venne recluso a Regina Coeli e duramente torturato dalle SS, le quali cercarono di estorcergli informazioni circa l'organizzazione clandestina del Partito d'Azione nella capitale, ma non parlò. Morì di arresto cardiaco a seguito delle violenze subite, ad appena 35 anni, il 5 febbraio 1944.&lt;/div&gt;</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEiGOLUkuEVk3fq7zB43MjA-F6U5TSqPThG2aa1FBfML5H3-OSbk3UNwl7JofwwNlnsaBeMQwjajJjNv9zTJ1RZxLnfzXTdsNCWE9kG8J5Zv6MWvrXMIXNy8jv711f2tQUIOSUq9UkbRkhKMzfHnUUcrb1UN-kKst3UYeqBd7JSa2TBLzFRG1-YGTrOWAohf=s72-c" width="72"/></item><item><title>4 febbraio 1944: i criminali fascisti della banda Koch fanno irruzione nell'Abbazia di S.Paolo fuori le Mura arrestando 67 persone che vi avevano trovato rifugio</title><link>http://www.anpiroma.org/2026/02/4-febbraio-1944-i-criminali-fascisti.html</link><category>Banda Koch</category><category>Pietro Koch</category><category>San Paolo fuori le Mura</category><author>noreply@blogger.com (stefano bonif)</author><pubDate>Wed, 4 Feb 2026 08:00:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1126223354685346031.post-4906188761444058780</guid><description>&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgL7OnQXfXOPQLl2LQnLhc9xspI8QhIEUohKFNJH7akyEI6WVH3NiLRuN8L-RXXv6MAYjGh7kdqBow03YqSjeDMTDD1X80YTPVDdXRN3X8IT8ins5oC9u6o5pXj6T6_kCASvI8ah-qfUYhuJtotOp2z8Chtt174vnBof1oqgtGujcx5nc7dkUbcF51dg6w/s4500/banda%20Kock.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" data-original-height="4500" data-original-width="4500" height="640" src="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgL7OnQXfXOPQLl2LQnLhc9xspI8QhIEUohKFNJH7akyEI6WVH3NiLRuN8L-RXXv6MAYjGh7kdqBow03YqSjeDMTDD1X80YTPVDdXRN3X8IT8ins5oC9u6o5pXj6T6_kCASvI8ah-qfUYhuJtotOp2z8Chtt174vnBof1oqgtGujcx5nc7dkUbcF51dg6w/w640-h640/banda%20Kock.jpg" width="640" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Nella notte tra il 3 il 4 febbraio 1944, gli uomini della banda Koch fecero irruzione nei locali dell'abbazia di San Paolo fuori le Mura. Guidati da Pietro Koch in persona, affiancato da due commissari di polizia e dal segretario della Federazione romana del Partito Fascista Repubblicano, Giuseppe Pizzirani, 120 fascisti penetrano nell'abbazia con la complicità di un monaco benedettino attivo all'interno della formazione, don Epaminonda Ildefonso Troya, procedendo all'arresto di 67 persone che tra quelle mura avevano trovato rifugio all'indomani dell'8 settembre; tra di essi, nove ebrei, diversi renitenti alla leva, alcuni sottufficiali del Regio Esercito e il generale di divisione aerea Adriano Monti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Non era la prima volta che Koch e i suoi sgherri compivano retate all'interno di sedi prottette dallo status di extraterritorialità: il 12 dicembre era riuscito a scovare il generale Mario Caracciolo di Feroleto, nascosto nel convento francescano situato nelle vicinanze delle Catacombe di San Sebastiano, sull'Appia Antica, mentre il 21 dicembre 1943 un'analoga operazione condotta all'interno dell'isolato comprendente il Pontificio Seminario Lombardo, Il Pontificio Istituto di Studi Orientali e il Collegium Russicum aveva portato all'arresto di 18 tra ebrei e antifascisti ivi rifugiatisi, compreso il dirigente sindacale comunista Giovanni Roveda.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family: helvetica;"&gt;Attiva a Roma a partire dal dicembre del 1943 con la denominazione ufficiale di "Reparto Speciale di Polizia Repubblicana" e guidata dall'ex ufficiale dei granatieri Pietro Koch, la banda agì alle dirette dipendenze della Questura e del comando SS di Roma, pur godendo nel proprio operato di ampio margine di autonomia. I circa settanta membri della formazione, tra cui alcune donne, si resero responsabili di violenze e torture efferatissime a danno di ebrei, antifascisti e partigiani da loro trattenuti in stato di arresto prima nei locali della pensione Oltremare in Via Principe Amedeo, 1 e successivamente in quelli della pensione Jaccarino, in Via Romagna, 38; molti di essi finiranno nei lager o alle Fosse Ardeatine. La banda Koch seguì poi le sorti del proprio capo, proseguendo la propria attività a Milano sino al termine del conflitto, quando Pietro Koch fu arrestato, processato e condannato alla pena capitale, sentenza eseguita mediante fucilazione sugli spalti di Forte Bravetta il 4 giugno 1945. Altri componenti della banda, scampati alle violenze dei giorni immediatamente successivi al 25 aprile, furono condannati a pene detentive e progressivamente scarcerati a seguito dei vari provvedimenti di amnistia del dopoguerra.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgL7OnQXfXOPQLl2LQnLhc9xspI8QhIEUohKFNJH7akyEI6WVH3NiLRuN8L-RXXv6MAYjGh7kdqBow03YqSjeDMTDD1X80YTPVDdXRN3X8IT8ins5oC9u6o5pXj6T6_kCASvI8ah-qfUYhuJtotOp2z8Chtt174vnBof1oqgtGujcx5nc7dkUbcF51dg6w/s72-w640-h640-c/banda%20Kock.jpg" width="72"/></item><item><title>2 febbraio 1944: fucilazione di undici partigiani di Bandiera Rossa a Forte Bravetta </title><link>http://www.anpiroma.org/2026/02/2-febbraio-1944-fucilazione-di-undici.html</link><category>antifascismo</category><category>Forte Bravetta</category><category>Resistenza romana</category><author>noreply@blogger.com (Dario Cavinato)</author><pubDate>Mon, 2 Feb 2026 11:00:00 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1126223354685346031.post-1687743706926772377</guid><description>&lt;div&gt;Il 2 febbraio 1944, a Forte Bravetta, furono fucilati undici partigiani appartenenti al Movimento Comunista d’Italia. L’esecuzione fu affidata dal Comando tedesco a un plotone di militi della Polizia Africa italiana (PAI).&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Romolo Iacopini, Enzio Malatesta, Filiberto Zolito, Bitler Branko, Gino Rossi, Ettore Arena, Quirino Sbardella, Augusto Paroli, Benvenuto Badiali, Carlo Merli, Ottavio Cirulli i loro nomi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il Mcd’I, noto come Bandiera Rossa, dal nome del periodico che diffondeva, fin dal 1941 fu una delle formazioni più attive della Resistenza romana e dimostrò una consistenza organizzativa e una capacità di azione militare almeno pari a quella dello stesso PCI, anche se risultò più permeabile a spie e informatori dei nazifascisti. Ufficialmente, nei nove mesi di occupazione, ebbe 186 morti, 137 arrestati e deportati e 1183 combattenti riconosciuti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Nel mese di dicembre 1943 Bandiera Rossa si era resa protagonista di un’iniziativa clamorosa: aveva platealmente diffuso volantini in vari cinema e teatri di Roma che denunciavano i delitti commessi dalla banda Bardi/Pollastrini da poco sciolta dalle autorità tedesche.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Davanti al cinema Principe furono arrestati Romolo Iacopini, Augusto Paroli, Ricciotti de Lellis e Amerigo Onofri. Guerrino Sbardella riuscì al momento a fuggire ma venne arrestato dalle SS la sera stessa nella sua abitazione; il 9 fu arrestato Ettore Arena.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;L’11 dicembre furono arrestati in casa di Enzio Malatesta, dove stanno meditando un attentato contro automezzi tedeschi a Capannelle, lo stesso Malatesta, Carlo Merli, Ottavio Cirulli e Gino Rossi e, nei giorni successivi, Rolando Paolorossi e Filiberto Zolito. Successivamente furono catturati dalle SS Branko Bitler, Benvenuto Badiali e Herta Katerina Hebering.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il 2 febbraio 1944 vengono fucilati a Forte Bravetta.&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
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  &lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
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&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEgWGyM4r3Q-lvCVGFCTFu5Ig2ndNAgBlDn8KEeQBpc0k6nxmcuF5bHTjcEqnmJrY14EgZlfykmyk-qWQI8E8Ild4G553xtrAPUpsBQ4j-U5I76Op2N11XaDBEO7SnoymKDoJ5o6nBsYUYlANechCTJAgnFDBBTS-QxwVjsYQNDmtCU2dzJQZuhyJCzbi6LJ=s72-c" width="72"/></item><item><title>1° febbraio 1944: arresto di Giorgio Labò e Gianfranco Mattei, gli artificieri dei GAP</title><link>http://www.anpiroma.org/2026/02/1-febbraio-1944-arresto-di-giorgio-labo.html</link><category>GAP centrali</category><category>Gianfranco Mattei</category><category>Giorgio Labò</category><category>Resistenza romana</category><author>noreply@blogger.com (Dario Cavinato)</author><pubDate>Mon, 2 Feb 2026 08:58:16 +0100</pubDate><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-1126223354685346031.post-6829674330665450215</guid><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
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  &lt;/a&gt;
&lt;/div&gt;Nei mesi di ottobre e novembre del 1943, la crescita politica e organizzativa dell'organizzazione militare clandestina del PCI romano si concretizzò nella costruzione delle due reti parallele dei GAP centrali, facenti capo rispettivamente a Carlo Salinari&lt;div&gt;e Franco Calamandrei: è in questo contesto che fu scelta l'abitazione di via Giulia, 23A presa in affitto da Gino Mangiavacchi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sotto lo pseudonimo di Giorgio Mancinelli, quale deposito di armi delle squadre operanti nel centro di Roma. Addestrato&lt;/div&gt;&lt;div&gt;come sabotatore, artificiere e esperto di armamenti presso un centro alleato in Africa del Nord e successivamente sbarcato&lt;/div&gt;&lt;div&gt;in territorio occupato, Mangiavacchi collabora alla modifica delle bombe di mortaio Brixia in bombe a mano e alla confezione di ordigni esplosivi assieme al valente chimico Gianfranco Mattei, in precedenza assistente di Giulio Natta e titolare della cattedra di Chimica analitica quantitativa al Politecnico di Milano, e all'architetto Giorgio Labò, già avvezzo all'uso del materiale esplosivo in quanto ex sergente del Genio Minatori. Nell'assidua opera di perfezionamento quantitativo e qualitativo degli esplosivi, Labò e Mattei confezionarono - tra gli altri - l'ordigno con cui Carla Capponi attaccò il 25 gennaio 1944 il posto di ristoro tedesco della Stazione Temini, in via Marsala, infliggendo gravi perdite alle forze occupanti, nel quadro di una generale intensificazione dell'attività delle formazioni armate a seguito dello sbarco alleato di Anzio. Guidati dal delatore Giovanni Amidei (nome probabilmente falso), il pomeriggio del 1° febbraio 1944 gli agenti della Gestapo fecero irruzione nel laboratorio e trassero in arresto Labò e Mattei, che furono prontamente tradotti a via Tasso. Mattei, timoroso di rivelare sotto tortura i nomi dei propri compagni, si impiccò nella propria cella nella notte tra il 6 e il 7 febbraio; Labò fu fucilato il 7 marzo a Forte Bravetta, sorretto a braccia in quanto incapace di reggersi in piedi a causa delle torture subite.&lt;/div&gt;</description><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" height="72" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEisbgUwY_ZAZPBdLXjsiQU0O93P0LAJTy2cEAKBGXMacnVevc_F8cW0y1NKcDZ5XnH2pgPUfXJeHLmnWrA6FmVCa_AoI1jaev1oTTv3dogxYfXY4S8C_YCP5rid-ailUjJctIs7h5GcRq5g_uYn8Cx2h3aTz8VSnXGxa5rMEsLFoGRZhUL-FGKCOtSBSVDK=s72-c" width="72"/></item></channel></rss>