<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883</atom:id><lastBuildDate>Thu, 19 Jun 2025 02:35:29 +0000</lastBuildDate><category>vita</category><category>libri</category><category>cazzeggio</category><category>cucina</category><category>pensieri</category><category>tesi</category><category>test</category><category>sfiga</category><category>università</category><category>dolci</category><category>schifo</category><category>vacanza</category><category>ricordi</category><category>cinema</category><category>internet</category><category>macchine infernali</category><category>casa</category><category>52 foto</category><category>esami</category><category>cambiamenti</category><category>lavoro</category><category>musica</category><category>film</category><category>montagna</category><category>sogni</category><category>venezia</category><category>famiglia</category><category>statistiche</category><category>malanni</category><category>aspettative</category><category>morte</category><category>polemica</category><category>boh</category><category>sport</category><category>stress</category><category>tv</category><category>vampiri</category><category>arte</category><category>bon ton</category><category>deliri</category><category>primavera</category><category>sorprese</category><category>attualità</category><category>compleanno</category><category>depressione</category><category>feste</category><category>fratello</category><category>gravidanza</category><category>matrimoni</category><category>politica</category><category>viaggi</category><category>Natale</category><category>abbigliamento</category><category>luna storta</category><category>neve</category><category>Inizio</category><category>accademia</category><category>amore</category><category>auto</category><category>cani</category><category>foto</category><category>pittura</category><category>pollice verde</category><category>psicologia</category><category>ritorni</category><category>tricot</category><category>allergie</category><category>concerti</category><category>danza</category><category>maternità</category><category>mostri</category><category>studio</category><category>treno</category><category>Fitness</category><category>alluvione</category><category>bici</category><category>estate</category><category>honeymoon</category><category>latte</category><category>merda</category><category>premio</category><category>pupo</category><category>puzzle</category><category>sfide</category><category>trasloco</category><category>trenimerda</category><category>viola</category><category>vocine</category><category>Vicenza</category><category>acqua</category><category>aiuto</category><category>amicizia</category><category>ansia</category><category>blog candy</category><category>chenoiachebarba</category><category>faccio cose vedo gente</category><category>fine</category><category>marmotte</category><category>matrimonio</category><category>memoria</category><category>ninnananna</category><category>nius</category><category>notte</category><category>orecchini</category><category>panda</category><category>raffreddore</category><category>rrgs</category><category>teatro</category><category>tempo zero</category><category>terremoto</category><category>wikipedia</category><title>L&#39;antro della Pizia</title><description></description><link>http://e-pythia.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (Pythia)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>668</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-4835067646408577374</guid><pubDate>Wed, 28 Sep 2016 08:41:00 +0000</pubDate><atom:updated>2016-09-28T15:22:26.888+02:00</atom:updated><title>Nuovi arrivi</title><description>&lt;p dir=&quot;ltr&quot;&gt;Lo scorso aprile preannunciavo una sorpresa e, ormai a cose ben fatte, eccola: la famiglia si &amp;#232; allargata, con l&#39;arrivo della piccola Pollon. Questa volta ho voluto a tutti i costi un parto tra le mura di casa, sia perch&amp;#233; era un mio sogno da ben prima di sposare Apollo, sia perch&amp;#233; non avevo la bench&amp;#233; minima intenzione di ripetere l&#39;esperienza ospedaliera di Apelle.&lt;br&gt;
Credo che gli ospedali ragionino bene quando si tratta di patologia ed emergenza, mentre in caso di salute non sanno bene come comportarsi - ne &amp;#232; la prova l&#39;episodio della placenta di Apelle. Dopo il parto, ero sul lettino a coccolare la mia creatura, con ginecologa-tutta-bardata-per-ricucirmi, ostetrica nevrotica e chiss&amp;#224; chi altro (ero giusto un po&#39; distratta in quel momento) a guardarmi l&#39;&lt;i&gt;origine du monde&lt;/i&gt; in attesa che la placenta uscisse. Al corso preparto mi avevano spiegato che questa potrebbe impiegare fino a due ore per staccarsi ed essere espulsa, prima di prendere provvedimenti: in ospedale la ginecologa era di tutt&#39;altra opinione, visto che dopo un&#39;ora mi ha minacciata &quot;o la fa uscire nei prossimi 5 minuti o la portiamo in sala operatoria&quot; (per un intervento in anestesia totale). Ringrazier&amp;#242; sempre l&#39;ostetrica privata che avevo voluto con me, che mi ha fatta alzare e...ta-daaaa&amp;#224;, la placenta &amp;#232; uscita da sola, risparmiandomi un intervento invasivo e assolutamente inutile.&lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot;&gt;Quattro anni fa, sono stata accolta in sala parto da un&#39;ostetrica che ha alzato gli occhi al cielo,&amp;#160; messo il broncio sbuffando e strascicato i piedi; le &quot;mie&quot; Elene sono arrivate con il sorriso sulle labbra e con l&#39;entusiasmo di due ragazze che si preparano per una festa. &lt;br&gt;
In ospedale sono stata sottoposta a numerose visite, che mi creavano gran disagio e aumentavano il gi&amp;#224; forte dolore; Elena mi ha visitata chiedendomi permesso, con una gran dolcezza e soprattutto gran rispetto.&lt;br&gt;
L&#39;ostetrica dell&#39;ospedale mi ha rotto le scatole tutto il tempo, dicendomi cosa fare e lamentandosi che non sapevo spingere (grazie); le Elene mi hanno assistita nel vero senso della parola, incoraggiandomi quando pensavo di non riuscire a farcela e stando a osservare, senza intervenire ma pronte a farlo se ce ne fosse stato il bisogno.&lt;br&gt;
In ospedale il dopo parto &amp;#232; stato uno stress continuo, dall&#39;iniezione di ossitocina &quot;perch&amp;#233; s&amp;#236;&quot;, al nervosismo del personale perch&amp;#233; la placenta non usciva, alle accuse di essere &lt;i&gt;niueig&lt;/i&gt;. A casa sono rimasta in ammollo nella vasca a coccolarmi la bimba finch&amp;#233; non ho chiesto io di uscire; mi sono alzata da sola, non perch&amp;#233; le Elene non mi hanno aiutata ma perch&amp;#233; non ne ho avuto bisogno (in ospedale non riuscivo nemmeno a stare in piedi); prima di cominciare ad aiutare la placenta a uscire, le Elene hanno aspettato quasi un&#39;ora, e poi l&#39;hanno fatto con gran tranquillit&amp;#224;, &quot;come se stessero prendendo un caff&amp;#232; &quot; come ha detto Apollo; allo scadere delle due ore io gi&amp;#224; mi vedevo sulla strada dell&#39;ospedale, e invece con gran calma le Elene hanno aiutato la placenta a uscire. &lt;br&gt;
In ospedale mi hanno mandata in stanza sporca, di sangue mio e di cacca di Apelle; a casa ho fatto una doccia, anche se non ce n&#39;era proprio bisogno.&lt;br&gt;
In ospedale mi &amp;#232; toccato il rancio da post-operazione, il cosiddetto men&amp;#249; leggero; a casa ho fatto colazione con il mio yogurt preferito e pranzato con melone e mozzarella, perch&amp;#233; ne avevo voglia. &lt;br&gt;
In ospedale mi pareva di essere in quarantena, con visite a orari prefissati e tutto il resto del tempo a morire di solitudine; a casa ho avuto Apollo e Apelle sempre con me, e le Elene a giorni alterni che mi hanno aiutata pi&amp;#249; che le colleghe dell&#39;ospedale in reparto, presenti 24 ore su 24.&lt;br&gt;
Dopo la nascita di Apelle, ho impiegato ben pi&amp;#249; che la quarantena a riprendermi, mentre con Pollon gi&amp;#224; il giorno stesso ero a far su e gi&amp;#249; dalle scale, vispa come un grillo.&lt;br&gt;
Apelle ha avuto le colichette, per pochi giorni ma ci sono state; Pollon ha pianto per la prima volta che aveva dieci giorni, per la fame. &lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot;&gt;Per questa nostra scelta siamo stati definiti coraggiosi: io non mi sento coraggiosa, perch&amp;#233; il coraggio lo si mostra di fronte a ci&amp;#242; che spaventa o che mette in difficolt&amp;#224;, ma per me il parto in casa non &amp;#232; stato n&amp;#233; pauroso n&amp;#233; difficile (il parto in s&amp;#233; lo &amp;#232; stato, ma non sarebbe stato diverso in ospedale). Certo, un po&#39; di preoccupazione c&#39;era, ma se cos&amp;#236; non fosse stato, saremmo stati incoscienti. L&#39;unico grosso cruccio &amp;#232; stata la spesa, interamente a nostro carico visto che in Veneto non &amp;#232; ancora previsto un rimborso nemmeno parziale, come invece accade in alcune altre regioni. Ma ne &amp;#232; valsa la pena e sono contentissima che, di fronte a un mio ripensamento proprio per questo motivo, Apollo abbia invece insistito a proseguire sulla strada del parto casalingo.&lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot;&gt;Ho scelto di affidarmi a Elena di Mamast&amp;#232; perch&amp;#233; le volte in cui ho avuto occasione di scambiare due parole con lei mi &amp;#232; sembrata solare, dolce e positiva: impressione confermata quando ci siamo conosciute davvero nel corso del primo incontro, per parlare del parto in casa, e poi dei mesi successivi. Tra le due colleghe disponibili, mi &amp;#232; piaciuta tanto Elena Bis, dolce, paziente, tranquilla. Sono state un riferimento sempre costante e presente, disponibili a placare le mie ansie e a rassicurarmi. Con la loro dolcezza e soprattutto nel loro non-intervento durante il parto hanno lenito una ferita che mi porto ancora dentro, dalla nascita di Apelle: mi hanno lasciata libera di far nascere Pollon con i miei tempi, dandomi fiducia e competenza; hanno permesso che fossi io a gestire il parto vero e proprio, stando a osservare senza intervenire, se non per svolgere il cordone che era arrotolato intorno alla pancia della pupa, dopo che era nata.&lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot;&gt;Questo racconto parte dalle conclusioni, e si conclude con l&#39;inizio di questa nuova avventura.&lt;br&gt;
Tutto &amp;#232; cominciato poco dopo le due di notte del 14 di agosto, quando mi si sono rotte le acque: non &amp;#232; stato come nei film, con una cascata del Niagara tra le gambe; ero a letto, ancora mezza sveglia, quando sento un fiotto bagnare l&#39;assorbente. Vado in bagno a controllare, faccio la prova del colpo di tosse e ho la conferma che era iniziato lo spettacolo.&lt;br&gt;
Chiamo Elena, che mi dice di provare a riposare e di richiamarla se fossero iniziate le contrazioni. Bella l&amp;#236;, capire se queste benedette contrazioni ci fossero o no: con Apelle l&#39;ho capito subito, erano inequivocabili, mentre questa volta sembrava pi&amp;#249; una tensione che un crampo. Dopo un&#39;ora ho iniziato ad avere un po&#39; di male, cos&amp;#236; chiamo Elena che cerca di capire se effettivamente quello che sentivo erano contrazioni o no. Ci accordiamo per sentirci dopo una mezz&#39;ora. &lt;br&gt;
Nel frattempo mi piazzo sul tappeto, a carponi, unica posizione in cui riesco a stare quando partono quelle che ora sono sicura essere contrazioni. &lt;br&gt;
Allo scadere del tempo concordato, risento Elena, che con Elena Bis era in partenza.&lt;br&gt;
Riesco ad accendere il portatile, con la mia playlist di spotify creata per l&#39;occasione&amp;#160; (tempo di ascoltare cinque canzoni e winzozz si pianta in modo inaspettato e mai successo, n&amp;#233; prima n&amp;#233; dopo, odio puro), e mi do al canto selvaggio. Ricordo di aver cantat...ops, urlato su Criyng, Losing my religion, Too much love will kill you, Nothing else matters.&lt;br&gt;
Dopo un&#39;altra mezz&#39;ora, so due cose: 1, le Elene sono ormai arrivate a destinazione&amp;#160; (e cos&amp;#236; &amp;#232; stato) e 2, entro un&#39;ora avrei avuto Pollon tra le braccia (idem). (Tanta sicurezza sulla durata del travaglio era dovuta alla precedente esperienza con Apelle, nato in 3 ore spaccate).&lt;br&gt;
Come detto, le Elene sono entrate in un turbine di entusiasmo, con i loro borsoni di Mary Poppins e sorrisi che sprizzavano cuoricini. Elena mi ha visitata, ero ormai a 7 cm; Elena Bis si &amp;#232; messa subito ad aiutare Apollo con la vasca da parto e non ha voluto darmi retta (&quot;non c&#39;&amp;#232; tempo per riempirla, lasciate stare&quot;, ho detto; e lei &quot;no, volevi partorire in acqua e cos&amp;#236; farai&quot;) - per fortuna, perch&amp;#233; anche se la vasca non era proprio piena, entrare nell&#39;acqua calda mi ha aiutata parecchio.&lt;br&gt;
Ho avuto qualche momento di scoraggiamento, le contrazioni erano fortissime e ravvicinate, tanto che non riuscivo a prendere fiato tra l&#39;una e l&#39;altra, invocando una fase di transizione (oh, quanto ne avrei voluta una!!) e implorando per un po&#39; di endorfine, che purtroppo questa volta non ho minimamente sentito.&lt;br&gt;
Appena la vasca &amp;#232; stata riempita quel tanto che bastava a coprirmi le gambe da seduta, sono entrata, piazzandomi con la schiena sotto la canna dell&#39;acqua calda. Dopo un po&#39; mi sono messa in ginocchio, abbracciata al bordo della vasca (quanto le ho voluto bene,&amp;#160;a quella vasca!), e urlando con tutto il fiato che avevo. Povero Apelle, l&#39;ho svegliato con le mie urla...e Apollo ha fatto il pap&amp;#224;, salendo a consolarlo e perdendosi la nascita di Pollon.&lt;br&gt;
Ho cominciato a spingere; mi sembrava di sentire la testa in dirittura d&#39;arrivo, cos&amp;#236; tasto ma non sento niente. Mi arrabbio e alla contrazione successiva ci do dentro di cattiveria: ecco la testa che si avvicina, poi si affaccia, esce, e con un&#39;ultima spinta ho Pollon in mano. La vedo galleggiare nell&#39;acqua, con un secondo di smarrimento (e adesso? Ah, s&amp;#236;, la devo prendere) che forse era pi&amp;#249; stupore per avercela fatta da sola, come se sapessi esattamente cosa fare, come farlo e quando.&lt;br&gt;
In quel momento, spunta il primo raggio di sole: sono appena passate le 5, e anche stavolta ho mantenuto il tempo di tre ore.&lt;br&gt;
Elena svolge il cordone che la pupa si era avvolta come una stola, tra spalla e pancia; io mi coccolo la pupa, aspettando che gli ometti scendano a fare conoscenza con lei. Apelle era un po&#39; stravolto, poverino, e tutto aggrappato al pap&amp;#224;. &lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot;&gt;Purtroppo non ho finito di soffrire: appena il tempo di prendere fiato e cominciano i morsi uterini, che con Apelle non avevo nemmeno sentito. Ahia. Altre due ore di sofferenza.&lt;br&gt;
Poi doccia, colazione e, salutate le cicogne, nel lettone insieme a Pollon e al pap&amp;#224;, raggiunti dopo un paio d&#39;ore da Apelle, ancora smarrito ma curioso della sorellina.&lt;br&gt;
Un paio di giorni dopo, piantiamo la placenta sotto un nocciolo, in giardino.&lt;br&gt;
Le Elene vengono a visitarmi a giorni alterni, per controllare come sto e come sta la pupa. Parenti e amici sono molto discreti, forse troppo, ma va bene cos&amp;#236;. &lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot;&gt;Ormai &amp;#232; passato pi&amp;#249; di un mese e mezzo, il tempo &amp;#232; volato. Le Elene sono tornate un&#39;ultima volta per la visita della quarantena, durante la quale hanno fatto il rito di chiusura messicano con il &lt;i&gt;rebozo,&lt;/i&gt; una fascia tipica di quelle parti: come durante il parto il corpo si apre al massimo, cos&amp;#236; dopo 40 giorni lo si richiude, per farlo concentrare sulla nuova vita venuta al mondo e sulla &quot;nuova&quot; famiglia, e per prepararlo ad accogliere, un domani, un&#39;altra vita. (Io no, grazie, un altro parto lampo non lo reggerei. E dubito di trovare un anestesista disponibile a parcheggiarsi in camera da letto in attesa del travaglio)&lt;/p&gt;
&lt;p dir=&quot;ltr&quot;&gt;La scelta del parto in casa &amp;#232; sicuramente dipesa da un mio grande desiderio e dalla voglia di rivalsa sull&#39;esperienza ospedaliera,&amp;#160; ma anche tenendo in considerazione la nostra famiglia: andare in ospedale avrebbe significato una netta separazione tra me, Apollo e il piccolo Apelle, che nella migliore delle ipotesi sarebbe stato portato dai nonni per mezza giornata, anzi, nottata, e nella peggiore sarebbe rimasto senza di me per qualche giorno, vivendo cos&amp;#236; l&#39;arrivo della sorellina come un trauma. &lt;br&gt;
A cose fatte,&amp;#160; oltre a questo aggiungo la grande tranquillit&amp;#224; che ne &amp;#232; conseguita: io non ho avuto quegli sbalzi di umore noti come &lt;i&gt;baby blues&lt;/i&gt;, se non in rare occasioni, e mi sono goduta la mia famiglia fin da subito, senza strappi;&amp;#160; Pollon &amp;#232; pacifica, non piange mai, forse perch&amp;#233;, come dice mia zia, &amp;#232; nata senza stress. &lt;br&gt;
Nascere in casa si pu&amp;#242;, in tutta sicurezza, e fa anche tanto bene :)&lt;/p&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt; &lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhYM1LJiJaIKTOXHoXW6cGQWoyLjzCDAF-Kiv_Zu-PVzYjdnG1yOBQtP3RTarSZZgOz_riQm076ErVezG6A92V6qi7ATB0A1MSx0evQIUaiQ_T1taAh92SvzG-yhtc749CAqYBp8oMx0Usz/s1600/image-07-09-16-10-23-7.jpeg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt; &lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhYM1LJiJaIKTOXHoXW6cGQWoyLjzCDAF-Kiv_Zu-PVzYjdnG1yOBQtP3RTarSZZgOz_riQm076ErVezG6A92V6qi7ATB0A1MSx0evQIUaiQ_T1taAh92SvzG-yhtc749CAqYBp8oMx0Usz/s640/image-07-09-16-10-23-7.jpeg&quot;&gt; &lt;/a&gt; &lt;/div&gt;</description><link>http://e-pythia.blogspot.com/2016/09/nuovi-arrivi.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhYM1LJiJaIKTOXHoXW6cGQWoyLjzCDAF-Kiv_Zu-PVzYjdnG1yOBQtP3RTarSZZgOz_riQm076ErVezG6A92V6qi7ATB0A1MSx0evQIUaiQ_T1taAh92SvzG-yhtc749CAqYBp8oMx0Usz/s72-c/image-07-09-16-10-23-7.jpeg" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-6671877718410035391</guid><pubDate>Fri, 08 Apr 2016 10:29:00 +0000</pubDate><atom:updated>2016-04-08T12:29:55.037+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lavoro</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">merda</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">polemica</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">schifo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><title>Oltre al danno, la beffa</title><description>Cari Oracolanti, torno su questi lidi dopo quasi un anno dal mio ultimo post, con una bella notizia e uno sfogo. Ora mi sfogo, per la &lt;i&gt;nius&lt;/i&gt; vi faccio aspettare :P&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dallo scorso marzo sono senza lavoro - non che possa vantare chissà quale curriculum recente, dato che avevo iniziato a luglio con un contratto a tempo determinato.&lt;br /&gt;
Visto che ora mi trovo a essere ufficialmente disoccupata e che le prospettive di trovare un nuovo impiego non sono rosee, ho deciso di avvalermi di un diritto che, nelle occasioni passate, non avevo mai richiesto: l&#39;&lt;b&gt;esenzione del ticket&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Stamattina mi metto al pc e cerco quale siano i &lt;b&gt;requisiti&lt;/b&gt; e la &lt;b&gt;procedura&lt;/b&gt; per la richiesta nella mia Ulss: serve un&#39;autodichiarazione sullo stato di disoccupazione, che l&#39;ufficio amministrativo confronta con il Centro per l&#39;Impiego (ovviamente bisogna essere iscritti, cosa fondamentale per chiedere la disoccupazione).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Evviva, è facilissimo!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come no.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Come requisito accessorio e fondamentale, viene richiesto un reddito familiare complessivo non superiore a 12mila euro (circa, compreso il figlio a carico), reddito percepito nell&#39;&lt;b&gt;anno precedente &lt;/b&gt;la richiesta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora. Se questa non è una presa per il culo io sono la Regina Elisabetta.&lt;br /&gt;
Io sono disoccupata. Apollo è disoccupato pure lui da inizio anno. Apelle per ovvi motivi non può lavorare. Al momento siamo ancora in attesa della conferma della disoccupazione, il che vuol dire che &lt;b&gt;non abbiamo entrate&lt;/b&gt;. Il che vuol dire che se ho necessità di farmi un esame del sangue, quei caxxo di 40 euro che devo pagare mi pesano parecchio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E vorrei capire perché se l&#39;anno scorso ho lavorato, adesso che sono nella cacca non ho diritto a niente. Sono senza soldi &lt;b&gt;adesso&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
Cosa devo fare? Augurarmi di restare senza lavoro, sia io che Apollo, per tutto l&#39;anno e pure l&#39;anno prossimo? Perché solo in questo caso avremmo diritto all&#39;esenzione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E poi si stupiscono che la gente emigra.</description><link>http://e-pythia.blogspot.com/2016/04/oltre-al-danno-la-beffa.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-7250846075507976901</guid><pubDate>Wed, 06 May 2015 14:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2015-05-06T16:53:59.479+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">accademia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pensieri</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">venezia</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><title>Ritorno al passato</title><description>A 10 anni dalla (prima) laurea e dopo 4 e mezzo dalla seconda, sono tornata in &lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEibbdaLxRrGko0K2jc8E1sVmCiT2ytkOPe2As3-LaSIkyM4_u0koHHBpRsOuYY8mVlME8eewOpjRHptnFmjiq0tJXQfCPlrsru6Td_jtN-eTpZxiqQXeWE6BZ2y6ky6ZBlqifBkzg3-Edfm/s1600/Anna_Lety_-_2015-05-06_16.45.22.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEibbdaLxRrGko0K2jc8E1sVmCiT2ytkOPe2As3-LaSIkyM4_u0koHHBpRsOuYY8mVlME8eewOpjRHptnFmjiq0tJXQfCPlrsru6Td_jtN-eTpZxiqQXeWE6BZ2y6ky6ZBlqifBkzg3-Edfm/s1600/Anna_Lety_-_2015-05-06_16.45.22.png&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
terracqua veneziana. Era da un po&#39; che mi frullava per la testa, come se sentissi il bisogno di fare i conti con quella parte di me che ho lasciato indietro, a costo di provocare un terremoto emotivo nel rimettere piede nel luogo in cui, forse per la prima e unica volta nella mia vita, sono stata veramente Io.&lt;br /&gt;
Svevo già provato a programmare l&#39;incursione un paio di settimane fa, ma il prof con cui volevo parlare non poteva. Stavolta invece non ho avvisato nessuno (&lt;i&gt;ça va sans dire&lt;/i&gt;, il prof di cui sopra nemmeno c&#39;era).&lt;br /&gt;
Porto il pupo dalla nonna, recupero la micromacchina dai miei in previsione di un parcheggio zeppo, e mi dirigo alla stazione. Già i biglietti sono diversi da quelli di 5 anni fa, stampati con le macchinette del lotto, e da qui in poi è stata tutta una sorpresa.&lt;br /&gt;
Oddyo, il freddo artico del treno me lo ricordavo bene.&lt;br /&gt;
Scambio di messaggi con la cugina veneziana (una volta ero io, sigh), ci troviamo per un caffè? Vieni a San Luca. E dove cavolo è San Luca? Io che conoscevo Venezia a menadito, doppio sigh.&lt;br /&gt;
Arrivo a Santa Lucia, ma mi par di essere finita alla Nave de Vero, tutta un negozio fighetto dietro l&#39;altro. Addio biglietteria col mosaico (ehi, dov&#39;è finito il mosaico??), addio bar all&#39;ingresso. Ora trovi un pianoforte, ne sentivamo proprio il bisogno.&lt;br /&gt;
Una volta sul ponte degli Scazzi c&#39;erano abbulanti che vendevano i gattini a molla, o quelle cose modellabili colorate; ora ci sono i pakistani che ti fanno lo sgambetto col manico telescopico per i selfie. Ma andatevene tutti a farvi un tuffo nel canale!&lt;br /&gt;
Tonolo c&#39;è, per fortuna, anche se non ho avuto il coraggio di rischiare la delusione di un bignè non all&#39;altezza dei miei ricordi. C&#39;è anche il barcarolo che vende la frutta, sempre allo stesso posto, dietro San Barnaba.&lt;br /&gt;
Sono passata al mio vecchio collegio, tutte le suore sono cambiate, è andata via anche Caterina che lavorava in amministrazione.&lt;br /&gt;
L&#39;Accademia vecchia è stata un trauma: vedere il soffitto della mia aula di pittura con faretti moderni al posto degli sgangherati neon, per non parlare di quello che era il passaggio dal cortile di ingresso a quello Palladiano, tra le macchinette del caffè e le toilette, che ora è chiuso da una vetrata sciccosissima.&lt;br /&gt;
E Gino Panino? Dove sono finiti i tavolini di alluminio da 4 soldi? Perché c&#39;è il gelato artigianale? E cosa sarebbe questa storia della divisa in bianco e nero? E i tavolini di marmo noooo!!&lt;br /&gt;
Poi arrivo agli Incurabili, dalle calli verso l&#39;entrata posteriore, e vengo accolta da quel profumo inconfondibile di trementina, olio di lino e solvente.&lt;br /&gt;
Entro dall&#39;ingresso principale e non solo trovo il vecchio portinaio, ma pure si ricordava di me ed è stato felicissimo di vedermi! Mi son commossa.&lt;br /&gt;
Gli studenti sono sempre uguali, e anche i corridoi sono il solito labirinto di tele e cavalletti.&lt;br /&gt;
Entro nell&#39;aula di pittura, sento da lontano la voce del Capo, ma intuisco che è occupato. Una ragazza sta facendo fare un giro a degli amici, credo, e dice &quot;di qua non possiamo entrare, c&#39;è quello cattivo&quot;. Certe cose non cambiano mai.&lt;br /&gt;
Salgo in cerca del prof di anatomia, che dopo un bel po&#39; di attesa scopro non essere in sede, amen.&lt;br /&gt;
Torno in aula di pittura, il Capo si è spostato e mi arrischio a metter dentro la testa. Mi saluta e mi fa pure accomodare, nonostante fosse a colloquio con tre studenti. Mi propone di riscrivere lo statuto, mi stava per scappare la battutaccia ma mi sono trattenuta...poi mi definisce &quot;brava a disegnare, più restia a dipingere&quot;. Caspita, dirle prima &#39;ste cose no, eh? Tipo 12-14 anni fa?&lt;br /&gt;
Che strano, ritrovarmi timida e spaurita come alle revisioni del primo anno. Io che alla fine gli tenevo pure testa nelle discussioni.&lt;br /&gt;
È stato un incontro imbarazzato e breve, troppo breve. Mi sono un po&#39; pentita di non essere rimasta, di non aver aspettato un secondo incontro.&lt;br /&gt;
Me ne sono andata con una gran malinconia, dopo aver salutato le modelle di pittura che pure si ricordavano ancora di me.&lt;br /&gt;
Lo schiaffo di emozioni che mi aspettavo non è arrivato. È stata una gita strana, ero io eppure non ero io. E sì, non ci si bagna due volte nello stesso fiume e blablabla.&lt;br /&gt;
A parlare col Capo mi son sentita un po&#39; banale, sposata, faccio la mamma...quando in Acca ero combattiva e piena di sogni. Ci ho messo l&#39;anima in tutto, non solo nello studio, ma anche come rappresentante degli studenti. Sono stati anni importanti, la prima Consulta, l&#39;autonomia, la specialistica e il triennio. Ho partecipato a riunioni, collaborato a scrivere lo statuto, contribuito alle basi di quella che è oggi l&#39;Accademia. Se la chiamo la &quot;mia&quot; scuola, è perché l&#39;ho proprio &lt;i&gt;fatta&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
Dopo la laurea, non ho trovato altro per cui sentissi di poter combattere altrettanto, in cui mettermi anima e corpo, per cui provare la stessa passione.&amp;nbsp; L&#39;ho voluta con tutte le mie forze. Con grande difficoltà sono riuscita ad emergere del mio blob personale e diventare me stessa. Per poi perdermi di nuovo appena varcato il portone.&lt;br /&gt;
Speravo di ritrovarmi, o di trovare almeno un pezzettino di quella che ero. Brillante, determinata, stimata.&lt;br /&gt;
Non è che non sono contenta di dove sono adesso, anzi, non rinuncerei per niente al mondo ad Apollo e Apelle. Ma mi manca qualcosa. Mi manco io.&lt;br /&gt;
Mi manca quella che avrebbe detto al Capo &quot;questi studenti sono come eravamo noi, spaventati da lei perché non si sa mai se diciamo una parola di troppo o una in meno, se usiamo il termine corretto, se la nostra idea funziona o se la manderà su tutte le furie. E dopo aver passato anni col terrore di un confronto, ti ritrovi a sentirti rivolgere una verità che avresti pagato oro per conoscere allora. E capisci che è solo una facciata, e che la paura ci toglie la possibilità di crescere. A meno che non la vinciamo, come ho fatto io. Anche questa è una prova, e se ho iniziato pensando di dirle che sta sbagliando, ora che sono arrivata qua capisco che sta facendo bene. Per questo lei è il Capo&quot;. E avrei accettato quella sigaretta, puntualmente offerta e puntualmente rifiutata, solo per vedere che faccia avrebbe fatto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sono tornata a casa dopo un giro e quattro chiacchiere con la cugina veneziana. Nel portafoglio 10,40 euro di meno, un biglietto di andata e ritorno in un posto che mi sembra lontano anni luce ma che ad andarci scopro essere dietro l&#39;angolo. Forse anche io sono lì, dietro l&#39;angolo, tra gli oleandri e il profumo di trementina, ma ancora non lo so.</description><link>http://e-pythia.blogspot.com/2015/05/ritorno-al-passato.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEibbdaLxRrGko0K2jc8E1sVmCiT2ytkOPe2As3-LaSIkyM4_u0koHHBpRsOuYY8mVlME8eewOpjRHptnFmjiq0tJXQfCPlrsru6Td_jtN-eTpZxiqQXeWE6BZ2y6ky6ZBlqifBkzg3-Edfm/s72-c/Anna_Lety_-_2015-05-06_16.45.22.png" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-5210485966304809164</guid><pubDate>Sun, 19 Oct 2014 08:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-10-19T10:39:27.214+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">morte</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><title>Cose tristi</title><description>Sono ancora viva, ma se scrivo dopo tanto tempo è perché qualcuno non lo è più. Scrivo qui, piuttosto che su facebook, come hanno fatto in tanti, perché era un lettore abituale dell&#39;Antro nonché pungente commentatore.&lt;br /&gt;
Cotton se n&#39;è andato la notte di giovedì scorso, da solo, come se già andarsene per sempre non sia abbastanza doloroso. Aveva poco più di 40 anni.&lt;br /&gt;
Io l&#39;ho conosciuto sulle pagine di Wikipedia, in occasione di un lavoro stressante e massiccio di correzione e riscrittura di voci di opere d&#39;arte, tutte con il titolo errato e in evidentissima violazione di copyright. Di quella volta ricordo la sua pacatezza, che talvolta andava a smorzare la mia incavolatura.&lt;br /&gt;
Ho avuto modo di conoscerlo dal vivo, in occasione di Festambiente a Vicenza, quando Wikimedia aveva uno stand, e in quelle due giornate trascorse alla facoltà di Economia a Venezia, per parlare del progetto.&lt;br /&gt;
I ricordi della real life sono offuscati, restano a galla la sua risata gioviale e le sue sigarette mefitiche.&lt;br /&gt;
Ho ricevuto la notizia venerdì, &amp;nbsp;da Demart, in un modo così assurdo che non sono riuscita a rendermi conto della cosa fino a oggi, quasi, nonostante le telefonate di altri amici wikipediani a conferma che quella chat surreale diceva il vero. Surreale perché il messenger di FB per cellu ha uno strano modo di mostrare i messaggi e l&#39;ultimo che mi aveva lasciato Demart, qualche settimana fa, era &quot;sto ancora ridendo&quot;. E di seguito &quot;hai saputo?&quot;. No, cosa? &quot;Cotton è morto&quot;. Ecco, grazie cari sviluppatori dell&#39;app, per aver contribuito involontariamente a un dialogo degno di Ionesco.&lt;br /&gt;
Solo oggi, leggendo i messaggi al Bar wikipediano e nella talk di Cotton, comincio a rendermi conto che è vero. E sono triste e arrabbiata, come credo lo siamo tutti.&lt;br /&gt;
Nell&#39;ultimo periodo wikipediano non mi trovavo più d&#39;accordo con lui come una volta, tendevo anzi a evitare le discussioni con lui, &amp;nbsp;per non parlare di qualche commento qui nell&#39;Antro che mi aveva fatto girare le scatole. Ma restava comunque la stima per una persona impegnata e appassionata, che ha dedicato tempo e fatiche a un progetto che ancora porta la sua impronta e, mi auguro, sempre la porterà.&lt;br /&gt;
Sono ancora combattuta all&#39;idea di andare a funerale, domani. Un po&#39; perché avrei qualche remora a lasciare Apelle per il secondo pomeriggio di seguito ai nonni, ma soprattutto perché vorrei ricordare Cotton vivo, ricordare le risate e non le lacrime. Vorrei ritrovare i miei amici, che non vedo da tanto tempo, per un motivo più allegro, perché trovarsi ai funerali lo fanno i vecchi. E con loro vorrei ridere e parlare di cose belle. Sarebbe bello fossero così, i funerali, un po&#39;come in America, con gli amici e i parenti del defunto che parlano e si consolano e magari scherzano e ricordano le cose belle. La messa, i canti, &amp;nbsp;i riti...li trovo così tristi e vuoti.&lt;br /&gt;
Non andrò, &amp;nbsp;domani, ma per Cotton lavorerò un po &#39; a Wikipedia, come quando lo facevamo in squadra, da patroller e admin.&lt;br /&gt;
Arrivederci, Cotton, e grazie di tutto il pesce.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</description><link>http://e-pythia.blogspot.com/2014/10/cose-tristi_19.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-3975161494851451018</guid><pubDate>Tue, 22 Apr 2014 14:25:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-04-22T16:25:52.344+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">tempo zero</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><title>Telegramma</title><description>Sono viva - stop - Apelle cresce bene - stop - Il corso di Web Designer &amp; Developer sta volgendo al termine e promette grandi soddisfazioni - stop - Sito nuovo in costruzione - stop - Salumi&amp;Baci a tutti gli oracolanti - stop stop.</description><link>http://e-pythia.blogspot.com/2014/04/telegramma.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-6676250124636346720</guid><pubDate>Wed, 19 Feb 2014 20:32:00 +0000</pubDate><atom:updated>2014-02-19T21:32:24.217+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">internet</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><title>A volte ritornano</title><description>Ogni tanto torno ad aggiornare queste pagine - l&#39;ultima volta è stato pure un mezzo scherzo (mi è anche andata male, speravo di ricevere davvero la lana, ma niente). Già normalmente il tempo a mia disposizione è minimo, ma ultimamente si è dimezzato e, come se non bastasse, Apelle ha mire di diventare il più giovane hacker della storia.&lt;br /&gt;
Da un mese ho iniziato un corso di web design, finanziato dalla provincia (quindi mi pagano pure per farlo), che mi piace tantissimo ma che mi impegna tutti i pomeriggi - praticamente vado via dopo pranzo e arrivo per ora di cena. Di conseguenza quando sono a casa non faccio altro che caricare lavatrici e asciugatrici, e cucinare, giocando con Apelle nel frattempo. La sera è uguale a divano+tv, per la serie &quot;spegniamo il cervello per un po&#39;&quot;.&lt;br /&gt;
Ogni tanto riesco a leggere e, molto raramente, mi metto al pc. Ringrazio il cielo (e mamma e suocera :-P ) che non devo stirare, ci mancherebbe solo quello.
Non mi sto lamentando, anzi sono molto contenta di questa scelta. Per fortuna ho trovato appoggio in famiglia, perché senza le nonne non potrei frequentare le lezioni. Mi dispiace solo non avere tempo di fare esercizio a casa, fosse anche solo navigare alla ricerca di siti interessanti. Il colmo è che a scuola non abbiamo la connessione -.-&#39;&#39; quindi non posso nemmeno approfittare delle pause (e il mio contratto telefonico non permette di usare lo smarsfon come modem per un pc).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima o poi arriverò a farmi un sito tutto mio, non mancherò di mettere un link. Conoscendomi, temo sarà nel post successivo a questo.&lt;br /&gt;
Au revoir! </description><link>http://e-pythia.blogspot.com/2014/02/a-volte-ritornano.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-8153035371704991684</guid><pubDate>Mon, 18 Nov 2013 12:40:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-11-18T13:40:42.965+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">deliri</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">tricot</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><title>Mai dire Maibosci</title><description>Interrompo la mia latitanza per rendervi partecipi di una sorpresa che ho da poco ricevuto: seguo un blog da diverso tempo, anche se non mi ricordo né come l&#39;ho trovato né perché, in fondo, continuo a seguirlo. La titolare è simpatica, ma forse mi colpiscono maggiormente le sue sfighe, che affronta con un discreto savoire-faire e che per un banale ma comunque efficace &quot;mal comune mezzo gaudio&quot; riesce sempre a farmi sorridere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora, questa persona davvero ammodo nei giorni scorsi si è trovata imparpigliata nella realizzazione di un berrettino, di quelli che vanno tanto di moda e che la sottoscritta già faceva da eoni: il mio occhio clinico e la mia innata gentilezza mi hanno portata a suggerirle come migliorare il suo lavoro e lei, per ringraziarmi, ha spontaneamente scelto di destinare alla sottoscritta un kit omaggio per realizzare i suddetti cappellini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non potevo non esimermi dal ringraziarla pubblicamente: trovate tutta la storia &lt;a href=&quot;http://theoldpinkroom.blogspot.it/2013/11/myboshi-i-did-it.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;qui&lt;/a&gt;, mi raccomando leggete fino in fondo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A presto (spero)</description><link>http://e-pythia.blogspot.com/2013/11/mai-dire-maibosci.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-3047904498664939324</guid><pubDate>Wed, 14 Aug 2013 18:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-08-14T20:30:08.651+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">maternità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><title>W la mamma!</title><description>&lt;p dir=ltr&gt;Lo porti in grembo per nove mesi. Combatti contro le nausee mattutine (e pomeridiane e serali). Trascorri gli ultimi quattro mesi alla ricerca di posizioni comode per dormire, cercando di placare un mal di schiena che neanche lo yoga scaccia.&lt;br&gt;
Partorisci, maledicendo la Bibbia, l&#39;evoluzione, tuo marito, l&#39;ostetrica e tutto il mondo.&lt;br&gt;
Arrivano le ragadi, gli ingorghi, gli zampilli di latte in stile fontane del Bellagio.&lt;br&gt;
Consumi le pantofole e scavi un solco in corridoio a forza di fare avanti e indietro per calmare le colichette. &lt;br&gt;
Diventi nottambula e per combattere il sonno cerchi di escogitare metodi per farlo dormire.&lt;br&gt;
Cerchi di ricordare le canzoncine che cantavi all&#39;asilo per calmarlo, inventi ninne nanne con i cori da stadio, racconti storie prendendo spunto dalla tua vita.&lt;br&gt;
Ti trasformi in latteria ambulante, culla, palestrina, passeggino.&lt;br&gt;
Lo intrattieni con qualsiasi cosa ti capiti per le mani, da una bottiglia di shampoo alle chiavi della macchina (e non ti lamenti se il telecomando coperto di bava non apre pi&amp;#249; le porte).&lt;br&gt;
Te lo porti ovunque, dalla cucina al bagno.&lt;br&gt;
Rinunci al parrucchiere e preferisci un taglio a zero manutenzione.&lt;br&gt;
Ti svegli all&#39;alba e vai a dormire con le galline.&lt;br&gt;
Mangi se lui ha mangiato, dormi se lui dorme.&lt;br&gt;
I film li vedi a puntate e il cinema &amp;#232; un lontano ricordo.&lt;br&gt;
Diventi esperta di facce buffe per farlo ridere. Lo consoli quando piange. Sopporti i suoi morsi perch&amp;#233; sta mettendo i denti.&lt;br&gt;
Non dormi una notte intera da quando &amp;#232; nato.&lt;br&gt;
Non hai pi&amp;#249; tempo per te (qualche volta ti chiedi se esista ancora un &quot;te&quot;).&lt;br&gt;
Rivoluzioni la tua casa e la tua vita.&lt;br&gt;
E la sua prima parola di senso compiuto qual &amp;#232;?&lt;/p&gt;
&lt;p dir=ltr&gt;PAP&amp;#192;.&lt;/p&gt;
</description><link>http://e-pythia.blogspot.com/2013/08/w-la-mamma.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-7646124269721175215</guid><pubDate>Wed, 10 Jul 2013 08:49:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-07-10T10:49:10.762+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">estate</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">test</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><title>10 cose che odio dell&#39;estate</title><description>Pendo spunto da &lt;a href=&quot;http://nuvolette.wordpress.com/2013/07/10/10-cose-che-odio-dellestate-summer-hateful&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Nuvolette&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://katiusciarigogliosi.blogspot.com/2013/07/summer-hateful.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Katiu&lt;/a&gt;, sono secoli che non mi attacco a un meme :-)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;&lt;b&gt;Il caldo afoso&lt;/b&gt;: l&#39;umidità che ti si appiccica giorno e notte e che senti anche senza muovere un muscolo, non la sopporto proprio. Rimpiango ancora i 46°C della Valle della Morte, secchi ma secchi che non si formava la condensa nemmeno sui bicchieri di bibita ghiacciata.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;b&gt;Le zanzare&lt;/b&gt;: altra banalità, ma ho il sangue dolce e finisco per essere presa di mira dalle maledette. Di cospargermi di Autan e simili non ci penso nemmeno, ho già il mio daffare con l&#39;appiccicaticcio dell&#39;afa, ci manca solo quello. Quest&#39;anno poi le odio anche di più, perché mi divorano il pupo.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;b&gt;I cibi caldi&lt;/b&gt;: adoro insalata di riso e pasta fredda, ma bisogna cucinarle, quindi aspetto che le prepari la mamma o la suocera :-P Con il caldo mi passa la voglia di stare ai fornelli e pure di mangiare: mi tengo in forze con frullati à-gogo.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;b&gt;Il lampione di fronte casa&lt;/b&gt;: all&#39;angolo del parcheggio del mio condominio sta un lampione che, non si sa perché, è più luminoso di quelli lungo la strada - forse per il bar lì vicino? Fatto sta che me lo trovo sparato in casa, con particolare fastidio per la camera da letto, visto che mi illumina a giorno il cuscino, rendendo impossibile prendere sonno. Se voglio dormire, devo abbassare la tapparella e dire addio all&#39;aria fresca della sera, l&#39;unica che entra in casa a dare sollievo.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;b&gt;Le finestre aperte&lt;/b&gt;: nel senso che se vuoi rinfrescare la casa 
devi aprire le finestre, ma così non puoi uscire di casa - sarebbe come 
servire i tuoi preziosi su un piatto d&#39;argento al primo ladruncolo che 
passa. E se vuoi uscire devi chiudere tutto, trovando la casa come un 
forno al tuo ritorno. E per colpa del lampione di cui sopra non puoi 
dormire con la finestra aperta. &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;b&gt;I peli superflui&lt;/b&gt;: li odio sempre, ma in particolar modo con la bella stagione, che non concede il lusso di sgarrare. Niente ceretta per colpa dei miei capillari delicatissimi, quindi vai di lamette. Ogni due giorni.&amp;nbsp;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;b&gt;Il mare&lt;/b&gt;: fa caldo anche là e il vento che ogni tanto soffia non arreca alcun sollievo. Non mi piace fare il bagno e odio la sabbia. Per i capillari delicati di cui sopra non posso nemmeno prendere il sole sulle gambe. L&#39;ultima vacanza al mare che ho fatto, nel 2008 (!) l&#39;ho trascorsa praticamente sotto l&#39;ombrellone, a leggere. Posso farlo anche a casa mia, gratis.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;b&gt;La piscina&lt;/b&gt;: anche peggio del mare, fa più caldo perché non c&#39;è vento, è strapiena di gente, non mi piace fare il bagno, devo stare all&#39;ombra e mi tocca pure spendere soldi.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;b&gt;L&#39;aria condizionata a palla&lt;/b&gt;: a casa mia ogni tanto la accendo, ma giusto quel poco che basta per respirare. Non tollero gli eccessi, come in treno o in certi negozi, alla faccia del risparmio energetico. E del torcicollo.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;b&gt;Le vacanze&lt;/b&gt;: non è tanto il fatto di &lt;i&gt;andarci&lt;/i&gt;, quanto il &lt;i&gt;dover scegliere dove&lt;/i&gt;. Decidi tra mare o montagna (negli ultimi anni ho vinto io, quindi mi sa che la prossima volta tocca il mare), poi cerca una zona, e, incubo degli incubi, spulcia i siti di case in affitto o B&amp;amp;B per trovare un alloggio libero &lt;i&gt;e&lt;/i&gt; a poco prezzo. Apollo si diverte un sacco, se fosse per me invece prenoterei il primo posto economico che trovo.&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
La odio proprio l&#39;estate, vero? </description><link>http://e-pythia.blogspot.com/2013/07/10-cose-che-odio-dellestate.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-3056136294474050671</guid><pubDate>Mon, 01 Jul 2013 10:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-07-01T12:19:21.306+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">ninnananna</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pupo</category><title>Oh bella ciao</title><description>&lt;p dir=ltr&gt;Fin da piccola la canzone del titolo mi ha sempre fatto venire un magone che met&amp;#224; bastava. Certo, il testo non &amp;#232; dei pi&amp;#249; allegri, trattando di oppressione, guerra e morte. Ma a quattro-cinque anni il Partigiano &amp;#232; assimilabile al Parmigiano, quello da grattugiare sulla pasta, e il resto delle parole rimane, appunto, solo parole.&lt;br&gt;
Anche la melodia vuole la sua parte, avvicinandosi a ritmi da marcia funebre pi&amp;#249; che a un inno per la libert&amp;#224;.&lt;br&gt;
Lasciatemi anche mettere in dubbio la sanit&amp;#224; mentale delle mie amichette pi&amp;#249; grandi prima, e delle maestre elementari poi, che pretendevano di insegnare a noi pi&amp;#249; piccini un canto cos&amp;#236; lugubre. D&#39;accordo, &amp;#232; Storia e pure recente, ma c&#39;&amp;#232; modo e modo.&lt;br&gt;
Eppure non &amp;#232; tutto qui, non mi spiegavo la mia malinconia dilaniante solo per testo o musica, doveva esserci dell&#39;altro. Avevo ragione, ma l&#39;ho scoperto a vent&#39;anni.&lt;br&gt;
Un bel giorno ero a casa della nonna, che teneva mio cugino di pochi mesi per la zia; voleva farlo addormentare e lo ninnava avanti e indietro per la sala canticchiando con voce sommessa e un po&#39; cupa proprio &quot;Oh bella ciao&quot;. Subito ho fatto due pi&amp;#249; due e ho chiesto conferma alla nonna, &quot;la cantavi anche con me?&quot;, &quot;Certo!&quot; &amp;#232; stata la risposta.&lt;br&gt;
Allora ho capito il perch&amp;#233; del mio struggimento! Io neonata volevo la mamma e invece mi trovavo con la nonna - che mi intratteneva pure con un canto funereo.&lt;br&gt;
Per fortuna sono arrivati i Modena City Ramblers a riabilitare la canzone nella mia memoria traumatizzata, e se pure adesso la ascolto volentieri, certamente non la far&amp;#242; subire ad Apelle. &lt;br&gt;
A lui canto (e conto) gli elefanti: effetto narcolettico assicurato! (Anche per la mamma, ahim&amp;#232;)&lt;/p&gt;
&lt;p dir=ltr&gt;&lt;i&gt;Un elefante si dondolava&lt;/i&gt;&lt;br&gt;
&lt;i&gt;Sopra il filo di una ragnatela&lt;/i&gt;&lt;br&gt;
&lt;i&gt;E ritenendo la cosa interessante&lt;/i&gt;&lt;br&gt;
&lt;i&gt;And&amp;#242; a chiamare un altro elefante...&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
</description><link>http://e-pythia.blogspot.com/2013/07/oh-bella-ciao.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-6071693849717458424</guid><pubDate>Tue, 04 Jun 2013 18:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-06-04T20:00:41.189+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pupo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><title>I venditori di patate/3</title><description>Tempo fa lamentavo dell&#39;ignoranza di certi commessi, anzi di &lt;a href=&quot;http://e-pythia.blogspot.it/2010/08/i-venditori-di-patate.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;una in particolare&lt;/a&gt;, che non sapeva le caratteristiche del prodotto che mi stava proponendo: a lei la perdono, come anche a tutti i suoi colleghi della grande distribuzione, spesso lavoratori a tempo determinato e altrettanto spesso motivati solo dal guadagno, non tanto dalla mercanzia che si trovano a vendere.&lt;br /&gt;
Oggi mi lamento di altri venditori di patate, ben più vergognosi visto che sono titolari storici di storici negozi.&lt;br /&gt;
Situazione: devo preparare le bomboniere per il battesimo di Apelle e decido di fare delle candele azzurre in vasetti di omogeneizzato (gentilmente offerti dall&#39;amica madre di due gemelli in pieno svezzamento). Ho la cera, ma il colorante non è sufficiente: inizia qui l&#39;odissea alla ricerca del blu per candele.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Ha colorante per candele?&lt;br /&gt;
- No, ho solo la cera (bianca, ndr).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Abbiamo le candele colorate!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Sì, ho il colorante ma il blu è finito e non lo ordino più.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Sì, c&#39;è ma deve andare all&#39;altro negozio.&lt;br /&gt;
(Vado)&lt;br /&gt;
- Ecco qua, il blu genziana: c&#39;è scritto che è per sapone ma per le candele va benissimo. Lo diluisca nella cera liquida e decida lei l&#39;intensità.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Torno a casa tutta contenta e provo subito la colorazione. Sciolgo la cera, conto due gocce di colorante e aspetto la magia. Tzé, come no! Il colorante si divide in tante micro-gocce ma di colorare la cera non ne vuol sapere.&lt;br /&gt;
Sono nera, peccato il negozio sia già chiuso sennò mi avrebbero sentita per bene.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questa mattina mamy passa per caso di fronte a uno dei più vecchi negozi di colori della città, entra, trova il colore - in polvere - e mi chiede quanto me ne serve. &quot;Per colorare due chili di cera&quot;, rispondo. Sento che rivolge la risposta al negoziante e quello glissa &quot;Dipende da che tonalità vuole&quot;.&lt;br /&gt;
Credo di aver capito con chi ho a che fare, dico a mamy di prenderne quattro sacchetti da 10 grammi e se ne serve ancora si torna.&lt;br /&gt;
Mentre Apelle fa il suo sonno di bellezza, mi dedico alle mie candele: metto nel pentolino 250 grammi di cera, la sciolgo e aggiungo un (1) grammo di polvere: risultato, cera blu che più blu non si può.&lt;br /&gt;
Visto che si tratta di un battesimo, il blu notte non mi pare il colore più adatto, così provo ad aggiungere ancora cera. Dai e dai, cambiando pure contenitore perché ormai nel pentolino non ci sto più, arrivo a mettere un chilo e mezzo di cera. Che diventa...blu ciano.&lt;br /&gt;
Rinuncio all&#39;idea di candele azzurre e tengo buono il cyan, maledicendo in cuor mio il disgraziato che vende pigmento purissimo e altamente colorante senza sapere cosa sta facendo. E si suppone che questo sia il suo mestiere da almeno 40 anni. </description><link>http://e-pythia.blogspot.com/2013/06/i-venditori-di-patate3.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-3233127477090728665</guid><pubDate>Fri, 17 May 2013 11:22:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-05-17T13:22:21.649+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Inizio</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">maternità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sfide</category><title>La prova del cuoco</title><description>5 mesi sono volati e secondo il pediatra è ora che Apelle cominci a mangiare qualcosa di diverso dal latte di mamma. In realtà mi aveva suggerito di iniziare a 4 mesi e mezzo ma a me pareva davvero troppo presto, stando alle indicazioni dell&#39;OMS che consiglia l&#39;allattamento esclusivo fino al sesto mese compiuto.&lt;br /&gt;
Fatto sta che a questo svezzamento bisogna pur pensare, così ho seguito un mini-corso di tre incontri e mi sto leggendo a spizzichi &quot;Io mi svezzo da solo&quot;, tenendo da parte la tabella del pediatra che nemmeno le diete Weight Watchers sono così rigide.&lt;br /&gt;
Siccome il pupo ha iniziato da un po&#39; a mettere in bocca tutto quello che gli capita a tiro, mentre cucino e lui sta sul suo seggiolone gli allungo qualcosa da &quot;assaggiare&quot;, più per fargli sperimentare consistenze e sapori che con l&#39;intenzione di farlo mangiare. Ma come si dice, chi ben comincia...sì, come no.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pizia: Guarda, amore, la carota!&lt;br /&gt;
Apelle: &lt;i&gt;Mmm-eeh-gnm &lt;/i&gt;(Interessante questa carota, &lt;i&gt;ndr&lt;/i&gt;)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
P: Scamorzina affumicata!&lt;br /&gt;
A: &lt;i&gt;Ohhhmmmm &lt;/i&gt;(Fenomeno!, &lt;i&gt;ndr&lt;/i&gt;)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
P: Tesoro, questa è una mela.&lt;br /&gt;
A: &lt;i&gt;Pfffffghgggffff&lt;/i&gt; (Madre, mi vuoi avvelenare?, &lt;i&gt;ndr&lt;/i&gt;)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il pediatra insiste sulla mela grattugiata, proviamo: la puntina del cucchiaino posata sulle labbra, &lt;i&gt;aahm!&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;bleffhhhgh!!!&lt;/i&gt;, tutto sputato neanche gli avessi allungato il puzzone di Moena.&lt;br /&gt;
Eppure quando mi preparo la mela mi guarda famelico, mah.&lt;br /&gt;
Oggi mangiavo la pasta e Apelle di nuovo fa lo sguardo vorace - ma questa non gliela passo. Con la mela ho già provato, vediamo che fa con lo yogurt.&lt;br /&gt;
Occhi interessatissimi, non mollano la mia mano che si avvicina dolcemente alla bocca con il cucchiaino sporcato di yogurt. Io speranzosa glielo deposito sulle labbra, sì lo trattiene, sì lo gust...no, lo sputa. E lo sguardo famelico? Eccolo lì, non capisco cosa vuole...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Mamma, scema, dammi il cucchiaio! Oh, questo sì che è interessante!&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</description><link>http://e-pythia.blogspot.com/2013/05/la-prova-del-cuoco.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-7672370473979300509</guid><pubDate>Wed, 27 Feb 2013 09:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2013-02-27T10:18:23.453+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">latte</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">maternità</category><title>Come vorrei essere una vacca da latte (uò-sciùbidu-uò)</title><description>Da &lt;a href=&quot;http://e-pythia.blogspot.com/2008/03/come-vorrei-essere-una-vacca-da-latte-u.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;accanita bevitrice di latte&lt;/a&gt; mi sono trasformata in una latteria ambulante: ah, la poesia dell&#39;allattamento materno!&lt;br /&gt;
Prima di tutto, non credevo che l&#39;abitudine del latte finto (= artificiale) fosse così radicata in passato, visto che tutti quelli della generazione precedente si preoccupano che sia io ad allattare il Apelle (figlio di Apollo, &lt;i&gt;ndr&lt;/i&gt;) e mi fanno pure tanti complimenti: vogliamo mettere la comodità di avere il latte sempre pronto, a portata di mano, della temperatura giusta, contro la scomodità della preparazione del biberon? Basterebbe questo a far vincere tetta contro bibe 1-0.&lt;br /&gt;
Non credevo però che allattare fosse così complicato! Come, complicato?, vi chiederete: non basta tirar fuori la tetta e attaccarci il pupo? Magari!&lt;br /&gt;
In principio furono le ragadi: vai a partorire in ospedale, mi dicevano, ché sei in una botte di ferro. Come no! L&#39;infermiera vede il mio seno martoriato, mi chiede se ho qualcosa e al mio diniego si limita a un laconico &quot;Ah...&quot; e se ne va. La volta successiva chiedo qualcosa, mi viene risposto &quot;passo dopo&quot; e il dopo lo sto ancora aspettando. Grazie, eh!&lt;br /&gt;
E poi vennero i dolori, per buona pace della letteratura che sostiene che allattare non deve essere doloroso. Apelle ha le mandibole d&#39;acciaio e non ci si può fare niente. Come non posso fare niente per un difetto del mio davanzale, altra causa delle poppate extra-strong del pupo: mi ritrovo con l&#39;idrante dei pompieri al posto di una tetta. Ridete voi, bravi: poi fate come Apollo, che al mio getto di 30 cm ha fatto un salto così. Poi mettetevi la canna di un liquidator in bocca e premete il grilletto: capirete cosa prova il piccolo Apelle quando cerca di mangiare. Ogni tanto mi sembra di torturarlo, povera stella! Siamo diventati contorsionisti della poppata, per trovare la posizione meno traumatica: manca solo a testa in giù e poi le ho fatte tutte.&lt;br /&gt;
Ora mi raccomando preparate i pomodori maturi e le uova marce, perché quello che sto per dire farà incavolare i genitori che agognano una notte di sonno senza interruzioni: Apelle dorme dalle sei alle otto ore filate, ma io ogni notte prego che si svegli. Non sono impazzita, ma la suddetta tetta sì: di giorno fa la brava, idrante a parte, ma ha deciso che di notte deve produrre, quindi mi ritrovo dopo appena 3 ore dalla poppata con una tetta di marmo che Michelangelo se le sognava, sulle sue statue. Per i profani, &quot;tetta di marmo = male&quot;: prima inizia il fastidio, poi può essere doloroso e, ciliegina sulla torta, si rischia l&#39;ingorgo. Quindi spesso e volentieri mi ritrovo a mungere me stessa nel cuore della notte, abbastanza da alleviare la tensione ma non troppo per non innescare nuovamente la produzione. Non avendo le tette graduate, non è un&#39;operazione così semplice.&lt;br /&gt;
La consulente dell&#39;allattamento dice che ai tre mesi la situazione potrebbe migliorare. &lt;i&gt;Potrebbe&lt;/i&gt;, appunto.&lt;br /&gt;
In attesa della scadenza, abbastanza vicina da infondermi coraggio, mi rassegno a fare la mucca Carolina: &lt;i&gt;muuu&lt;/i&gt;!</description><link>http://e-pythia.blogspot.com/2013/02/come-vorrei-essere-una-vacca-da-latte.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-6471059315479126937</guid><pubDate>Tue, 25 Dec 2012 16:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-12-25T17:45:54.308+01:00</atom:updated><title>Mamma mia! - Natale per tre</title><description>Pi&amp;#249; di qualcuno passa di qui a chiedere se ci son novit&amp;#224;: da 15 giorni ho un esserino che reclama tutte le mie attenzioni, tanto che tutto quello che ritenevo importante e di cui non riuscivo a fare a meno &amp;#232; passato nettamente in secondo piano.&lt;br&gt;&lt;br&gt;A mezzanotte e mezza del 10 dicembre ho avvertito la prima contrazione seria e 3 ore dopo avevo mio figlio in braccio. Non ho parole per descrivere quello che &amp;#232; successo e la meraviglia di questo piccolo miracolo.&lt;br&gt;&lt;br&gt;Torner&amp;#242;, non so ancora bene quando, ma anche la Pizia ha diritto al congedo di maternit&amp;#224; ;-) &lt;br&gt;&lt;br&gt;Buon Natale e buon anno a tutti!</description><link>http://e-pythia.blogspot.com/2012/12/mamma-mia-natale-per-tre.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>10</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-3236409526878581150</guid><pubDate>Mon, 03 Dec 2012 09:48:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-12-03T10:48:33.147+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">gravidanza</category><title>Mamma mia! - The Final Countdown</title><description>Manca una settimana al (presunto) Giorno X: presunto non solo perché è naturale sia così, non esistono ancora calcoli talmente precisi da azzeccare la data esatta dello scodellamento.&lt;br /&gt;
A quanto pare, infatti, il riposo assoluto cui sono stata costretta fino a 3 settimane fa - quando ormai non sarebbe stato più rischioso che il pupo nascesse - potrebbe aver rallentato il naturale percorso della fine-gravidanza&amp;nbsp; quindi potrei anche partorire in ritardo. Gaudio et giubilo! Proprio io che odio qualsiasi intervento medico se non strettamente vitale, yuppi!&lt;br /&gt;
Per favorire l&#39;evento, mi sto sorbendo una tisana di foglie di lampone che sa di alghe, per fortuna ne basta una tazza al giorno - ma che fatica!&lt;br /&gt;
E da mercoledì si comincia con le maniere forti: ho uno stanzino da riordinare, una mostra da vedere, un bel po&#39; di balli country da ripassare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Intanto è tutto pronto: la valigia è praticamente chiusa e il corredino del pupo è in ordine. Corredino che mi è costato un bel po&#39; di ore a giocare all&#39;allegro chirurgo sulle etichette, che questi sadici piazzano, belle spinose nella loro sinteticità, proprio sul collo dello sfortunato infante. Ringrazio le mie mitiche forbicine a punta affilatissima che hanno eliminato alla radice tali strumenti di tortura arrecando solo un danno, minimo, già ricucito dalle mie abili manine.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Al corso preparto ci hanno spiegato quali possano esserei sintomi di un travaglio imminente: come una diligente ipocondriaca li spunto tutti con un &quot;celo&quot;, contrazioni comprese (ma tanto queste vanno avanti da mesi), peccato che all&#39;appello manchi quel dolore simil-mestruale che effettivamente indica che qualcosa, là sotto, sta succedendo. Sono impaziente e curiosa, non ho affatto paura del dolore (no, non ho prenotato l&#39;epidurale!) e la pancia, cui tutte o quasi si affezionano, mi sta rompendo così tanto che non vedo l&#39;ora di liberarmene.&lt;br /&gt;
Perché provate voi ad andare in giro con 3,5 kg di panza, la schiena tutta rigida nel bilanciarla, gambe e braccia larghe per tenere l&#39;equilibrio: con la mia giacca nera, eredità delle mie antiche manie oversize, sembro un pinguino ipertrofico. Da un po&#39; faccio fatica a infilarmi le calze e se continua così dovrò chiedere ad Apollo di aiutarmi; le scarpe per fortuna hanno la chiusura con il velcro, quindi sono pratiche anche se terribili - ma questo passa il convento: quanto mi mancano i miei stivali! Peccato che la schiena non regga anche i tacchi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A testa non sono messa meglio: penso solo al pupo o a nient&#39;altro, devo scrivermi tutto in agenda e mettere mille sveglie per ricordarmi le cose che devo fare, cambio di lenzuola compreso. Avevo promesso che avrei impaginato il calendario parrocchiale - divertente neh, mica tutto santi e madonne! - ma non c&#39;è stato niente da fare, non ne volevo sapere di scegliere foto o cercare frasi divertenti: dopo il minimo indispensabile, ho riconsegnato tutto nelle mani del parroco, per fortuna comprensivo.&lt;br /&gt;
Mi dedico quindi a tenere la casa in pseudo-ordine, faccio pagine e pagine di parole crociate e mi dedico all&#39;uncinetto sperando che il lavoro riesca della misura giusta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per domani pomeriggio è prevista una bella nevicata: spero sia degna di tale nome, che le strade vengano intasate dal traffico o peggio che non siano praticabili. Ho passato mesi a istruire il pupo su come sarebbe ideale nascesse in un momento del genere, evitandoci così la corsa e la permanenza in ospedale. (Quando si dice idiosincrasia, non posso farci niente) Ovviamente &lt;i&gt;non&lt;/i&gt; nevicherà o se si degnerà sarà solo la solita spruzzatina di mezzo centimetro.</description><link>http://e-pythia.blogspot.com/2012/12/mamma-mia-final-countdown.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-5257797898739587868</guid><pubDate>Thu, 08 Nov 2012 13:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-11-08T14:20:19.126+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">morte</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">schifo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><title>Egoist!</title><description>Ieri sera leggevo su Faccialibro lo status di un&#39;amica - che sarebbe più preciso definire conoscente: si lamentava della soppressione del treno che avrebbe dovuto portarla a casa per colpa di un incidente lungo la linea. Le voci parlavano di un generico investimento, ma chissà perché l&#39;amica e i suoi amici che hanno commentato il fatto davano quasi per scontato che si trattasse di un suicidio.&lt;br /&gt;
Sono rimasta sconvolta dalla superficialità e dall&#39;egoismo di queste persone di fronte a una tragedia, e dalle loro espressioni di disprezzo nei confronti di un poveretto colpevole di aver turbato le loro vite perfette e fatto perdere il loro preziosissimo tempo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho trascorso diversi anni da pendolare e so cosa vuol dire avere a che fare tutti i giorni con treni iper-affollati, sporchi, frigoriferi in inverno e forni in estate (per non parlare del viceversa, che sa di presa per i fondelli), con coincidenze impossibili, puntualmente in ritardo, con biglietti e abbonamenti in perenne aumento senza che ci sia un corrispettivo miglioramento del servizio e l&#39;unica consolazione di un misero sconto all&#39;anno, proposto ovviamente a luglio o settembre, quando gli universitari maggiori utilizzatori del servizio non hanno la necessità di una trasferta quotidiana.&lt;br /&gt;
So bene cosa significhi cominciare la giornata sperando che il treno sia in orario per non arrivare in ritardo a lezione, e concluderla a tarda sera con l&#39;unico desiderio di un bagno caldo e di un paio d&#39;ore svaccati davanti alla tv.&lt;br /&gt;
So anche cosa voglia dire trovarsi davanti a un ritardo indefinito a causa di un incidente, dato che purtroppo mi è capitato due volte: e ogni volta dovevo tapparmi le orecchie per non sentire i commenti stizziti di chi si trovava intralciato e chiudermi la bocca per non sbranarli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Perché mi chiedo la gente non mette da parte la piccolezza della propria vita di fronte a un dolore, a una tragedia così grandi come può esserlo la morte di un poveraccio, soprattutto se è stata una sua scelta.&lt;br /&gt;
È tanto facile scadere nei luoghi comuni del &quot;niente è irrisolvibile&quot;, &quot;basta chiedere aiuto&quot;, &quot;ci sono tante soluzioni diverse dal suicidio&quot;, &quot;è un atto di egoismo/codardia&quot;, per concludere con un &quot;se proprio deve, che lo faccia a casa propria e non venga a rompere le scatole agli altri&quot;.&lt;br /&gt;
Queste persone per cui è tutto così facile si sono mai chieste cosa voglia dire trovarsi a vivere un dolore così grande per cui l&#39;unica scappatoia possibile sia solo la morte? Cosa ne sanno del chiedere aiuto? Magari quella persona ci ha provato più volte e in cambio ha ricevuto solo incomprensioni o porte sbattute in faccia. Magari le soluzioni che ha tentato non sono state sufficienti. Probabilmente la sua è stata una scelta tristemente meditata di fronte a una prospettiva di dolore e miseria.&lt;br /&gt;
Che ne sanno loro del senso di solitudine che provano i suicidi? Della completa inaiutabilità che avvertono attorno a sé.&lt;br /&gt;
Che ne sanno loro di cosa voglia dire porre fine ai propri giorni, rinunciando alla speranza che ormai hanno perso, condannando i propri cari al rimorso ma non trovando in questo abbastanza forza da farli desistere?&lt;br /&gt;
Di solito chi sceglie di buttarsi sotto a un treno lo fa quando passano i convogli ad alta velocità: avete presente la furia dell&#39;attimo in cui il treno passa? Lo spostamento d&#39;aria, lo sferragliare delle ruote, la velocità così implacabile da non poter essere fermata.&lt;br /&gt;
E pensate a cosa voglia dire trovarsi a morire lontano da casa, magari al freddo, al buio, lasciando dietro di sé solo un macabro puzzle irriconoscibile.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di fronte a un fatto del genere, l&#39;unica parola degna di essere pronunciata è &quot;silenzio&quot;. Tenetevi per voi le vostre lamentele, risparmiate le proteste per quel tempo che state perdendo, meditate sulla vostra piccolezza e godete della vita che ancora avete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il mondo non gira attorno a voi.</description><link>http://e-pythia.blogspot.com/2012/11/egoist.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-7716942948632873026</guid><pubDate>Wed, 17 Oct 2012 16:36:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-10-17T18:36:05.189+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">polemica</category><title>Al lupo! Al lupo!</title><description>Su Faccialibro gira il link a &lt;a href=&quot;http://www.informasalus.it/it/articoli/vaccino-esavalente-ritirato.php&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;questo articolo&lt;/a&gt; che avverte del ritiro del vaccino esavalente in numerosi Paesi del mondo. Io l&#39;ho definito, in un commento, &quot;terrorismo&quot; e vi spiego perché.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Cominciamo dal titolo: &quot;Pericolo esavalente: vaccino ritirato&quot;.&lt;br /&gt;
Negli ultimi anni le polemiche contro i vaccini sono aumentate, come conseguenza di una maggiore presa di coscienza dei genitori (bene) e di campagne allarmistiche poi smentite (male). Se ne leggono di tutti i colori, ma purtroppo a prendere piede sono le teorie complottistiche contro le case farmaceutiche che fanno soldi sulla nostra salute e contro lo Stato padre-padrone che per gli stessi soldi ci costringe a fare qualcosa di inutile se non pericoloso.&amp;nbsp; Si leggono blog in cui mamme ribelli al &quot;si deve/si fa così&quot; proclamano che i propri figli non vaccinati stanno benissimo, che rispetto a quelli vaccinati si ammalano di meno, trovando connessioni non provate con la scelta di non vaccinare.&lt;br /&gt;
Il risultato è che la preoccupazione nei confronti dei vaccini pediatrici aumenta, come la diffidenza verso le istituzioni, che dovremmo supporre tese al nostro bene. Se questo è uno sprone a una maggiore coscienza, mi sta bene, ma vedo che ahimé non è così, perché a prevalere è la paura e la fiducia in persone non competenti.&lt;br /&gt;
Il titolo dell&#39;articolo è fuorviante, perché il lettore capisce che *tutti i vaccini esavalenti* sono pericolosi e quindi sono stati ritirati. &lt;b&gt;Falso&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Proseguo con la lettura: &quot;Messaggio urgente per tutti i genitori che in questi giorni pensano di vaccinare i loro figli con l’esavalente&quot;. Oddyo, cosa succede? Già mi immagino schiere di genitori preoccupati, che prendono in mano il telefono per annullare l&#39;appuntamento del giorno dopo - per non parlare del terrore di chi, magari il giorno stesso, ha &lt;i&gt;già&lt;/i&gt; vaccinato il pupo.&lt;br /&gt;
Succede che l’Istituto di Stato per Controllo dei Farmaci della Slovacchia ha predisposto il ritiro di &lt;b&gt;un preciso lotto&lt;/b&gt; di vaccini, poiché dal &quot;controllo di qualità è stata riscontrata una contaminazione microbica dell’ambiente di produzione&quot;.&lt;br /&gt;
Noi non viviamo in Slovacchia, eppure la cosa sembrerebbe riguardare anche noi, per come viene posta.&lt;br /&gt;
Faccio presente che al supermercato, di ogni prodotto è possibile risalire allo stabilimento di produzione e al momento preciso in cui è stato prodotto, confezionato e imballato. Forse che per i farmaci ci sono controlli meno precisi? Ne dubito seriamente: con i giusti strumenti, possiamo sapere vita morte e miracoli di ogni confezione di medicinale.&lt;br /&gt;
Come infatti riporta &quot;&lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/16/rischio-contaminazione-vaccino-esavalente-ritirato-in-19-paesi-non-in-italia/384291/#.UH3QUNiynuk.facebook&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Il fatto quotidiano&lt;/a&gt;&quot;, &quot;l’Italia, in ogni caso, non è interessata dal problema, perché &lt;b&gt;i lotti in questione non sono stati commercializzati in Italia&lt;/b&gt;&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Andiamo avanti: la contaminazione microbica riguarda l&#39;&lt;b&gt;ambiente&lt;/b&gt;: &quot;È riportato che i &lt;b&gt;prodotti finali&lt;/b&gt; della lavorazione (cioè il vaccino in oggetto) &lt;b&gt;non sono microbicamente contaminati&lt;/b&gt;, ma, allo scopo di assicurare il mantenimento dello standard di qualità, l’ente di registrazione accetta il ritiro del farmaco [...] dalle farmacie e dai fornitori sanitari&quot;.&lt;br /&gt;
Cosa significa? Che nei vaccini non è stata riscontrata alcuna contaminazione, ergo sono tali e quali a fratelli di altri lotti.&lt;br /&gt;
Cito nuovamente &quot;Il fatto&quot;: &quot;Si sottolinea che il ritiro non è stato disposto dalle autorità a seguito all’emergere di problemi (ad esempio aumento delle reazioni avverse per quel vaccino), ma direttamente dalla ditta produttrice per controllarne la qualità&quot;.&lt;br /&gt;
Quindi il ritiro è una forma precauzionale: &quot;Dai paesi in cui il farmaco è stato ritirato non c’è stata nessuna rilevazione di effetti avversi. Cioè, &lt;b&gt;nessun bambino ha subito danni&lt;/b&gt;&quot; (ancora &quot;Il fatto&quot;). Di questo, l&#39;articolo che sto mettendo in discussione non fa parola.&lt;br /&gt;
Possiamo controbattere dicendo che la rassicurazione proviene dalla ditta farmaceutica, ma mi chiedo: se anche uno solo dei bambini vaccinati con il lotto incriminato avesse avuto conseguenze legate alla contaminazione, forse che non l&#39;avremmo già saputo?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ritorno al testo dell&#39;articolo:&lt;br /&gt;
&lt;blockquote class=&quot;tr_bq&quot;&gt;
Il documento ufficiale dice che: “I pazienti che sono stati vaccinati con questo vaccino non sono a rischio a causa del vaccino stesso che soddisfa tutti i requisiti di qualità”. Cioè, il vaccino va benissimo e soddisfa tutti i requisiti di ottima qualità … eppure l’hanno fatto ritirare immediatamente!&lt;b&gt; È difficile comprenderne il motivo&lt;/b&gt;, almeno per noi comuni mortali.&amp;nbsp;&lt;/blockquote&gt;
È difficile comprendere il motivo del ritiro? Io lo chiamo precauzione e buon senso.&lt;br /&gt;
Facciamo finta che la parrocchia vi abbia chiesto di preparare una torta per la festa dei bambini di prima elementare: seguite la ricetta, con tutti gli scrupoli igienici del caso. Stoviglie pulite, uova freschissime, burro aperto appositamente, farina ben setacciata per verificare l&#39;assenza di eventuali farfalline del cibo. La torta è pronta, però vi accorgete che il gatto ha fatto pipì nello scatolone della carta riciclata, che tenete in cucina. Cosa fate? Portate lo stesso la torta ai bambini? Chiacchierate magari con le altre mamme del vostro gatto dispettoso che ha scambiato la carta da riciclare per una toilette privata mentre stanno mangiando la torta che voi avete preparato vicino al luogo del misfatto?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Seguono le specifiche delle &quot;classi di urgenza&quot; dei ritiri dei medicinali, con tanto di punti esclamativi che non si sa siano presenti nel documento originale o se invece siano aggiunti da chi scrive.&lt;br /&gt;
Ora, per il vaccino in questione l&#39;urgenza di ritiro è la massima: dobbiamo preoccuparci? È un sinonimo di pericolo mortale? Così ci è fatto intendere: &quot;le urgenze che minacciano potenzialmente la vita oppure possono causare gravi danni alla salute&quot;.&lt;br /&gt;
Io sono una casa farmaceutica che produce vaccini pediatrici, mi accorgo che c&#39;è stato un difetto nella produzione che non inficia la sicurezza del vaccino, ma voglio che i miei clienti si fidino di me, quindi predispongo il ritiro dei prodotti. Cosa faccio, me la prendo con calma o lo faccio nel minor tempo possibile?&lt;br /&gt;
Più tempo passa, più è probabile che il vaccino venga somministrato: la notizia è di dominio pubblico, non sto cercando di insabbiare nulla, ma vorrei evitare di scatenare il panico in chi scoprirà di rientrare nel lotto incriminato. Sbaglio?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Arriva quindi la spiegazione di cosa sia il vaccino esavalente: anti-poliomielite; anti-difterite; anti-tetano; anti-epatite; anti-pertosse; anti-Haemophilus influenzae di tipo B. Tutto qui? No, non manca la teoria del complotto: &quot;6 antigeni che &lt;b&gt;dovrebbero&lt;/b&gt; proteggere i &lt;b&gt;nostri figli&lt;/b&gt;&quot;.&lt;br /&gt;
Il condizionale instilla un dubbio: ma il vaccino funziona o no?&lt;br /&gt;
Il richiamo ai figli va a toccare la nostra sensibilità.&lt;br /&gt;
Ancora: &quot;in Italia le vaccinazioni pediatriche obbligatorie &lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;(eccetto il Veneto, ndr) &lt;/span&gt;sono 4&quot; ma &quot;dal 2001, è stato messo in commercio il&lt;b&gt; vaccino esavalente&lt;/b&gt; (un’unica 
fiala vaccinale contro 6 &lt;b&gt;germi&lt;/b&gt; &lt;i&gt;[germi? un farmacologo mi parla di germi? - ndr]&lt;/i&gt;) che è stato &lt;b&gt;silenziosamente imposto&lt;/b&gt; 
scalzando i 4 vaccini prima disponibili (oggi ben difficilmente 
reperibili singoli) e i genitori si sono trovati obbligati, senza alcuna
 legge dello Stato, a somministrare ai loro figli 6 vaccini 
contemporaneamente invece dei 4 obbligatori.&quot;&lt;br /&gt;
Questo ha qualcosa a che fare con il problema della contaminazione di un lotto di vaccini? A me pare di no: la chiamo polemica gratuita, tirare acqua al proprio mulino (di detrattore dei vaccini).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Occhio: &quot;Le notizie sono recentissime e pare che le Nazioni che hanno preso la decisione di &lt;b&gt;ritirare il vaccino &lt;i&gt;[nome]&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; siano in aumento.&quot;&lt;br /&gt;
L&#39;articolo apre con la notizia di una contaminazione ambientale di un laboratorio, che non riguarda il prodotto: è corretto proseguire con un elenco delle nazioni che hanno predisposto il ritiro del farmaco, ma subito prima di questo punto c&#39;è un paragrafo che chiude con &quot;[...]  nonostante si sappia che il rischio che un bambino ha di subire danni 
da vaccino è tanto maggiore quanto più il bambino è piccolo e tanto è 
maggiore il numero di vaccini somministrati contemporaneamente&quot;.&lt;br /&gt;
Cito nuovamente, &quot; &lt;b&gt;ritirare il vaccino &lt;i&gt;[nome]&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&quot;, non quel lotto particolare: così sembra che Slovacchia, Spagna, Germania, Australia, Francia, Canada abbiano ritirato *tutti* i vaccini esavalenti perché potenzialmente pericolosi. &lt;br /&gt;
Chi scrive rassicura &quot;che i lotti in commercio in ogni Paese sono diversi da 
quelli degli altri Paesi e quindi non serve verificare se i bambini 
italiani hanno ricevuto uno dei lotti suddetti.&quot;&lt;br /&gt;
Bene, che bello! Dovremmo stare tranquilli...anzi, no, perché &quot;&lt;b&gt;Sono la&lt;/b&gt; [casa farmaceutica]&lt;b&gt; e
 il nostro Ministero della Salute che ci devono dire se i lotti finora 
commercializzati in Italia erano o meno a rischio di contaminazione.&lt;/b&gt;&quot; E...? L&#39;hanno fatto? Chi scrive non lo dice, aumentando la mia preoccupazione e diffidenza nei confronti di casa farmaceutica capitalista e mangiabambini (ma non erano i comunisti?) e di Stato dittatoriale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L&#39;informazione continua, giustamente: si parla di contaminazione, è corretto specificare quale sia l&#39;agente contaminante e quali possano essere i problemi ad esso collegati.&lt;br /&gt;
Primo brivido: &quot;piccola contaminazione&quot;. Da un farmacologo pretendo più precisione: &quot;piccola&quot; è relativo, tantopiù che si sta parlando di microbi.&lt;br /&gt;
Ma andiamo avanti: il bacillo incriminato provoca intossicazioni alimentari che si manifestano entro 15 ore dall&#39;assunzione di cibo contaminato. Vengono evidenziate le conseguenze peggiori, ma non l&#39;incidenza della contaminazione.&lt;br /&gt;
Vero è che questo è un caso particolare, perché il bacillo si trovava nell&#39;ambiente di produzione del vaccino: &quot;[...] ci assicurano che il rischio di contaminazione del vaccino da parte di questo batterio è praticamente inesistente [...] ma considerando che questo vaccino viene inoculato a bambini il cui sistema immunitario è tutt’altro che predisposto a ricevere un simile insulto,&lt;b&gt; il pericolo resta ugualmente molto grave!&lt;/b&gt;&quot;. Eppure all&#39;inizio l&#39;autore si chiede il perché del ritiro immediato dei vaccini, che lui stesso definisce un &quot;&lt;b&gt;insulto&lt;/b&gt;&quot; nei confronti di povere creature in pericolo. Torniamo al complotto dei cattivi contro gli indifesi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Veniamo informati che &quot;il nostro Ministero, invece, tace, anche se pare che i Laboratori [...] di Verona siano tra quelli che producono il vaccino per 
la Germania e i tedeschi hanno prontamente ritirato i vaccini sospetti 
di contaminazione&quot;.&lt;br /&gt;
Ripeto, la contaminazione è avvenuta in un laboratorio preciso, non in Italia: cosa c&#39;entra questo con il caso in questione? Niente, direi. Eppure viene nuovamente instillato il dubbio che l&#39;Italia sia sempre l&#39;ultima della classe, che mentre gli altri prendono precauzioni sta a guardare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ritorna ancora il complotto: &quot;Chi sapeva che il vaccino esavalente [di altra casa farmaceutica] è stato sospettato di aver causato numerosi casi fatali di edema
 cerebrale nei neonati e che per questo nel &lt;b&gt;2006&lt;/b&gt; è stato ritirato e 
sostituito dall’attuale [vaccino]&quot;.&lt;br /&gt;
Leggo bene, 2006; e pure vaccino di diversa casa farmaceutica: saltiamo di palo in frasca?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Seguono 12 punti che spiegano perché i vaccini non sono utili o peggio perché potrebbero essere dannosi. Ancora fuori tema. A meno che l&#39;obiettivo non fosse quello di trovare un ulteriore pretesto per screditare i vaccini - la contaminazione ambientale relativa a un unico lotto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Conclusione: &quot;mi permetto di dire che noi tutti siamo stanchi di&lt;b&gt; queste continue notizie allarmanti sugli effetti dei vaccini pediatrici&lt;/b&gt;&quot;.&lt;br /&gt;
Ma chi ha fatto allarmismo qui? Una casa farmaceutica che per precauzione ha ritirato un prodotto innocuo o un farmacologo che coglie la palla al balzo per instillare dubbi, provocare insicurezze e risentimento, fare propaganda alla propria campagna? &lt;br /&gt;
Le notizie allarmanti sono state riportate dall&#39;autore dell&#39;articolo, non dimentichiamolo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo io lo chiamo terrorismo: è il contrario di quella che dovrebbe essere una corretta informazione, chiara e imparziale. È sfruttare le insicurezze delle persone, facendo credere che ci sia un Qualcuno di Cattivissimo che sta cercando di imbrogliarci tutti. È fomentare la diffidenza nei confronti delle Istituzioni e convincere che tutto ciò che viene imposto dall&#39;alto è male.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Informazione dovrebbe essere tutt&#39;altro: presentare la notizia, spiegare le circostanze e le possibili conseguenze, senza divagazioni fuori tema, e infine fornire i mezzi per approfondire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Nota bene:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Non ho citato il nome del farmacologo perché questa è una critica verso quello che scrive in questo preciso articolo, non verso di lui e il suo lavoro: lavoro che, con queste premesse, dubito leggerò o prenderò sul serio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Non ho citato il nome del vaccino e della casa farmaceutica per lo stesso motivo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Non dirò se sono pro o contro le vaccinazioni pediatriche: non è questo l&#39;obiettivo del post.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Non ho messo in discussione i 12 motivi per cui, secondo il farmacologo, i vaccini pediatrici siano pericolosi: ripeto che non è questo il tema, ora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Non sto giustificando l&#39;obbligo delle vaccinazioni da parte dello Stato, o delle richieste (che mi dicono essere pesanti/pressanti/terroristiche) da parte dei servizi sanitari locali affinché i genitori contrari vaccinino comunque i figli.</description><link>http://e-pythia.blogspot.com/2012/10/al-lupo-al-lupo.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-7593070635104459273</guid><pubDate>Tue, 16 Oct 2012 14:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-10-16T16:53:27.315+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">chenoiachebarba</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">gravidanza</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><title>Mamma mia! - 4: coccodè</title><description>È un mese che me ne sto sulla mia poltrona di Nostra Signora dei Mobili Svedesi, a riposo, circondata da tutto ciò che può servirmi: libri, settimane &#39;nimmistiche, lana e ferri e uncinetti, riviste di maglia per neonati, computer.&lt;br /&gt;
Il mio sedere sta prendendo la forma della poltrona, come se non avessi già abbastanza fisime sul mio fisico bestiale.&lt;br /&gt;
Ovviamente questa vita da eremita non porta chissà quali emozioni né eventi epici degni di essere raccontati. Chenoiachebarba.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Oh, ci sarebbe il corso preparto, ma la prima lezione cui ho partecipato è stata un tale disastro che preferisco sorvolare. Spero che le prossime riabilitino l&#39;opinione che ho dell&#39;ostetrica.&lt;br /&gt;
Ci sarebbe anche il dettaglio di quel cocomero gigante che mi ritrovo al posto della panza e che rende impossibile chiudere le felpe, figuriamoci indossare i maglioni - ma l&#39;inverno sta arrivando (cit.) e io, pur con le &lt;i&gt;scaldane&lt;/i&gt; da gravidanza, soffro il freddo, e l&#39;immobilità non aiuta. Devo correre ai ripari: spero di aver tenuto da parte qualcuno dei miei maglioni oversize che mi piacevano tanto, una volta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se sparisco ancora, pensatemi qui, nel mio salotto, a covare il mio pulcino.&lt;br /&gt;
(Ancora due mesi, posso farcela!) (Argh)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</description><link>http://e-pythia.blogspot.com/2012/10/mamma-mia-4-coccode.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>5</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-1140469860380708762</guid><pubDate>Fri, 28 Sep 2012 09:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-09-28T11:23:06.733+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">casa</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">stress</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><title>Tic tac</title><description>Non so se sia per indole o per educazione, fatto sta che mi ritrovo spesso nell&#39;incapacità di far valere i miei diritti con persone che conosco. Con gli sconosciuti non ho problemi, forse perché so che potrei non rivederli più - mentre con chi frequento più o meno spesso fatico a chiedere, nel timore di essere di disturbo.&lt;br /&gt;
Sicuramente i miei mi hanno inculcato la sopportazione e la tolleranza, che fino a un certo punto vanno bene, ma oltre non sono di alcuna utilità, anzi. Perché devo rimetterci io, se un altro è incurante dei miei spazi?&lt;br /&gt;
Così capita che per il terzo inverno io mi ritrovi a maledire l&#39;inquilina del piano di sopra, signora peraltro educata e disponibile - entro certi limiti. Parlo di inverno perché nella stagione calda, con le finestre aperte, l&#39;acustica è decisamente diversa: chiudendo i vetri, i rumori esterni di sottofondo che coprono quelli provenienti dal condominio vengono esclusi, permettendo di sentire telefoni che squillano, ascensori che tintinnano, dialoghi a voce sostenuta. Routine da condominio, nulla da eccepire.&lt;br /&gt;
Se non fosse per quel dettaglio della condomina del piano di sopra.&lt;br /&gt;
Che ha il vizio di mettere i tacchi.&lt;br /&gt;
Dalle 7.45 alle 8.00 del mattino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora, chi vive in condominio sa che ci sono degli orari da rispettare per non arrecare disturbo ai vicini, di solito il silenzio è imposto tra le 13 e le 15 e tra le 23 e le 8, suppergiù.&lt;br /&gt;
Io sono quella che si sente in colpa se la lavatrice finisce il ciclo alle 23.15, trascorrendo quei 15 minuti in ansia col terrore che qualcuno mi suoni il campanello, o, peggio, si rivolga direttamente all&#39;amministratore condominiale. Nonostante la mia lavatrice sia silenziosissima e non abbia nessuno che abita né di fianco, né di sotto.&lt;br /&gt;
E sono purtroppo quella che in due anni e mezzo non ha mai avuto il coraggio di chiedere alla sciura di sopra di evitare i tacchi, la mattina presto - che è pure inspiegabilmente l&#39;unico momento in cui li usa.&lt;br /&gt;
All&#39;inizio dicevo &quot;non glielo faccio presente perché sono nuova, non voglio farmi notare per essere la rompiscatole di turno&quot;, poi &quot;è passato un po&#39; di tempo, gliel&#39;avrei dovuto dire prima, mentre adesso sembra quasi una ripicca&quot;.&amp;nbsp; &lt;br /&gt;
Nei periodi in cui lavoravo, la cosa passava inosservata perché ero già in giro per casa tra colazione e vestizione. Ora invece posso stare a letto un po&#39; di più - anzi, direi che devo, vista la mia situazione - e quel &lt;i&gt;tic tac&lt;/i&gt; me lo godo tutto. Dormissi bene, poco mi importerebbe di anticipare la sveglia - ma ho la schiena che mi fa impazzire (sono un catorcio!) quindi spesso e volentieri me ne resto a letto a recuperare quel po&#39; di sonno perso nel rotolarmi alla ricerca di una posizione indolore per schiena e panza.&lt;br /&gt;
Così ogni mattina&lt;i&gt; tic tac tic tac&lt;/i&gt;. Per dieci insulsi minuti, proprio quelli in cui il sonno o torna o se ne va definitivamente.&lt;br /&gt;
Continuasse per tutta la mattina capirei, ma puntualmente alle otto la pianta.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Tic tac tic tac tic tac&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
La tentazione di prendere una scopa e martellare il soffitto è sempre più forte -&lt;i&gt; ma non sta bene!&lt;/i&gt;, mi pare di sentire la voce di mia madre.&lt;br /&gt;
Così forse farò quello che già mi era passato per l&#39;anticamera del cervello: lasciare davanti alla porta della signora un pacchetto anonimo, contenente un paio di pantofole. Di spugna.</description><link>http://e-pythia.blogspot.com/2012/09/tic-tac.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>11</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-6047488553160353984</guid><pubDate>Thu, 20 Sep 2012 10:01:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-09-28T11:23:53.778+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">attualità</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pensieri</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">schifo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><title>Caccia all&#39;uomo</title><description>Si avvicina la stagione della caccia e come ogni anno cominciano le proteste dei contrari, via lettere al quotidiano locale, condivisione di foto su faccialibro o manifestazioni varie.&lt;br /&gt;
Ora, premetto che non ho parenti o amici cacciatori e che l&#39;unico motivo per cui sono favorevole alla caccia si è perso nella nebbia dei tempi, quando in prima elementare la maestra animalista ci ha proposto un micro-referendum sul sì/no alla caccia. Il risultato è stato 7 no e 2 ni - il mio e quello della compagna col papà cacciatore. Io avevo la motivazione al mio &quot;ni&quot; bella pronta, ma giustamente è suonata la campanella dell&#39;intervallo, così mi è toccato rimandare il discorso. Altrettanto giustamente, con lo stomaco impegnato a digerire il panino con il prosciutto che avevo per merenda (non pensate a chissà che fatica, il panino mi stava in una mano!), non sono più riuscita a trovare le parole per spiegare il mio essere favorevole alla caccia al 50%. Purtroppo non è successo neanche a scoppio ritardato, così mi è toccato subire l&#39;onta del &quot;hai detto così solo perché l&#39;altra è tua amica, gne-gne-gne&quot;.&lt;br /&gt;
Negli ultimi mesi, per motivi di lavoro, sono entrata in contatto con persone e/o gruppi di animalisti, tutti vegetariani e/o vegani: queste sono le uniche persone da cui accetto critiche e opposizioni alla caccia. Tutti gli altri dovrebbero starsene in dignitoso silenzio. Perché trovo ridicolo pronunciarsi contro una forma di morte, ma accettarne altre, molto più crudeli.&lt;br /&gt;
A questi contrari alla caccia che hanno il frigo pieno di carne chiedo se si siano mai informati delle condizioni in cui gli animali di cui si nutrono vengano allevati, o di come poi vengano uccisi. Fatevi un giretto in internet in cerca di notizie su allevamenti di polli, o sui macelli. Guardate a cosa sono costretti degli animali innocenti tanto quanto quelli che vivono liberi nei campi. &lt;br /&gt;
La bistecca di vitello te la mangi? Magari di gusto? E con che coraggio dici di no alla caccia?&lt;br /&gt;
Come pensi che lo uccidano il tuo vitellino? Con l&#39;anestesia? Cantandogli una ninna nanna? Portandolo in un ambiente sereno e tranquillo?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lungi da me fare proselitismi pro o contro qualcosa, ma mi piacerebbe che qualche volta la gente usasse la testa.&lt;br /&gt;
E sinceramente, piuttosto che un pollo, allevato in gabbie super-affollate, senza mai vedere la luce del giorno, nutrito con mangimi creati appositamente per farlo crescere più in fretta e senza malattie e infine ucciso senza pietà, preferisco mangiare un fagiano, nato e vissuto libero e all&#39;aria aperta, morto sul colpo per una fucilata.</description><link>http://e-pythia.blogspot.com/2012/09/caccia-alluomo.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-35972941805651889</guid><pubDate>Mon, 17 Sep 2012 15:25:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-09-17T17:25:29.377+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">gravidanza</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pensieri</category><title>Tutta sua madre</title><description>Quella volta che ho deciso di venire al mondo, la pancia di mammina non si è mostrata molto ospitale nei miei confronti e ha ben pensato di restare bella rigida per tutta la gravidanza. Io non credo di aver subito traumi (anche se certe cose si spiegherebbero :-P ) ma mamy si ricorda bene quei sette dico sette mesi passati a letto in assoluto riposo.&lt;br /&gt;
È una di quelle storie che ti fanno vedere solo il lato positivo della faccenda: niente spesa, niente cucina, niente pulizie, solo RELAX. Tutti&amp;nbsp; che ti viziano e ti coccolano - e chissà quanti libri si possono leggere in 7 mesi!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando è stato il mio turno, ovviamente la mia prima preoccupazione è stata &quot;e se toccasse anche a me?&quot; - ma mamy mi ha rassicurata. In effetti, la mia pancia si è sempre comportata benone, fino allo scorso sabato.&lt;br /&gt;
Di notte sento che qualcosa non va e mi ritrovo con un sasso al posto dell&#39;utero. È durato poco, a farla grande 3 minuti, ma non è stato per niente piacevole.&lt;br /&gt;
Per tutta domenica la cosa si è ripetuta a intervalli regolari, e così il lunedì e il martedì. Bella scusa per non lavorare, ma avrei preferito di gran lunga il lavoro.&lt;br /&gt;
Mercoledì mattina mi fiondo dalla ginecologa, che mi tranquillizza a sua volta dicendo che sono contrazioni di prova, per allenare i muscoli in vista del gran giorno. Se non superano le dieci al giorno, una all&#39;ora circa, è tutto regolare.&lt;br /&gt;
Giovedì, incredibile ma vero, non ne ho sentita una. Peccato che venerdì siano ricominciate, sabato è stato un inferno, ieri pure con picchi di tre nel giro di mezz&#39;ora.&lt;br /&gt;
Così mamy mi ha messa a riposo assoluto (e io l&#39;ho presa alla lettera, viste le due ore di sonnellino che mi sono fatta dopo pranzo).&lt;br /&gt;
Vago tra il letto e il divano, con un paio di puntate al tappetino per lo yoga che mi fa tanto bene - ormai io e supta baddakonasana facciamo coppia fissa.&lt;br /&gt;
Ringrazio il mio kindle che è stracolmo di libri, la tonnellata di lana che mi ritrovo da lavorare e il pc portatile (che non potrei troppo ma senza internet impazzisco).&lt;br /&gt;
Cerco di stare tranquilla e fare pensieri positivi, ma sotto sotto sono preoccupata per il pupo. Credo di non essermi mai sentita così impotente.</description><link>http://e-pythia.blogspot.com/2012/09/tutta-sua-madre.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>5</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-6799083621921705059</guid><pubDate>Mon, 10 Sep 2012 08:25:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-09-10T10:25:03.226+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">gravidanza</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><title>Mamma mia! - 3: Wondermamma</title><description>&lt;blockquote class=&quot;tr_bq&quot;&gt;
E io (maschio) che credevo che la gravidanza portasse a sviluppare in men che non si dica poteri speciali, che so? Leggere fluidamente un libro dall&#39;ultima alla prima riga; capovolgerlo di 180° e scoprire che così è più comprensibile: parlare pronunciando le parole al contrario e farle passare per un sottodialetto aramaico. Scoprirsi cantante quando si era negati. Nell&#39;ipotesi più banale riuscire a spostare un posacenere di 2 kg con la forza del pensiero... (Anonimo, &lt;a href=&quot;http://e-pythia.blogspot.com/2012/09/mamma-mia-2-gli-esami-non-finiscono-mai.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;8 settembre 2012&lt;/a&gt;)&lt;/blockquote&gt;
&lt;br /&gt;
Tra le prime cose che ho pensato dopo la felice scoperta, c&#39;è stata la considerazione che in fondo ero &quot;solo&quot; incinta e che la mia vita non sarebbe cambiata. Con uno sbuffo accoglievo le raccomandazioni di mamy: &quot;non fare sforzi!&quot;, &quot;non fare lavori pesanti!&quot;, &quot;non sollevare pesi!&quot; e soprattutto &quot;non sognarti di pulire i vetri!!!&quot;.&lt;br /&gt;
Poi si aggiunge il nonno (futuro bis-nonno), al quale facevo la spesa più o meno una volta al mese:&lt;br /&gt;
- Nonno, è un po&#39; che non mi mandi a fare la spesa...&lt;br /&gt;
- Tu non ci vai più.&lt;br /&gt;
- Perché no?&lt;br /&gt;
- Perché nelle tue condizioni è meglio di no.&lt;br /&gt;
- Ma io la spesa per me la faccio comunque!&lt;br /&gt;
- NO!&lt;br /&gt;
(Poco importa che l&#39;ultima spesa gliel&#39;avssi fatta &lt;i&gt;già&lt;/i&gt; in dolce attesa) &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fosse per il nonno, non dovrei neanche guidare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi ci si mette pure la ginecologa, che prova il sollevamento pesi della mia borsa col pc:&lt;br /&gt;
- Ma ti porti dietro tutto questo peso???&lt;br /&gt;
- Bè, sì, ma non pesa tanto...&lt;br /&gt;
- (Espressione scettica e sconsolata)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E dai uno, dai l&#39;altro, un po&#39; di lavaggio del cervello te lo fanno. Così cominci a convincerti che almeno un po&#39; più di attenzione dovresti farla. A questo, si aggiunge anche la considerazione che sarai incinta solo per 9 mesi e che il dopo parto non sarà visto in modo altrettanto privilegiato (Bè, hai solo partorito, cosa vuoi che sia?), quindi pensi che tutto sommato non sarebbe male approfittarne.&lt;br /&gt;
Infine, ciliegina sulla torta, sbatti contro il muro dell&#39;amara realtà: non sei più la stessa del &quot;prima&quot;.&lt;br /&gt;
La schiena è la prima ad andare per i fatti suoi - e per me che è sempre stato un punto debole ora è l&#39;inferno. Sia lodato lo yoga!&lt;br /&gt;
Poi ti accorgi che il fiato non ti basta più.&lt;br /&gt;
Poi scopri che i tuoi addominali, già rammolliti di loro, ora sono letteralmente scomparsi. Zero, nada, niet. Per compensare la mancanza, sei costretta a usare le braccia e questo sollevamento pesi extra dà i suoi buoni risultati, non c&#39;è che dire.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Morale della favola: all&#39;inizio della gravidanza proclami orgogliosa che andrai in maternità nel momento in cui ti si romperanno le acque, ma al sesto mese ti ritrovi a desiderare di essere messa a riposo assoluto. (A questo contribuisce il lavoro non ancora pagato, notoriamente grande stimolo al &quot;&lt;i&gt;voja de far ben sàlteme indosso, ché mi me sposto&lt;/i&gt;&quot;.)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È con un misto di piacere e disagio che ti ritrovi a godere di attenzioni mai sperimentate.&lt;br /&gt;
La signora che in autobus ti cede il posto (Davvero posso? Davvero? &lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;[dopo una passeggiata in montagna e il pupo che fa superman contro il diaframma baceresti mani e piedi alla signora gentile]&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;
Il compaesano sconosciuto (Ma sei matta a bere mohito???&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt; [era analcolico, nda]&lt;/span&gt;) &lt;br /&gt;
I camerieri della festicciola di addio al nubilato dell&#39;amica, che ti fanno sentire la festeggiata (Analcolico per te vero? Questo è cotto, lo puoi mangiare? Va bene così?, hai bisogno di altro?)&lt;br /&gt;
Gli amici (Siediti qui! Vado a prenderti da bere? Mangi qualcosa? Faccio io, tu non sforzarti!)&lt;br /&gt;
La mamma (Dammi la roba da stirare che ci penso io.)&lt;br /&gt;
Il fratello (Sei stanca? Ti vedo stanca. Vai a casa! Ma come, non sei ancora andata a casa? Apollo, portala a casa!) (Sì, è proprio l&#39;OF, giuro)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dicono che ogni gravidanza sia diversa dalle altre, quindi è possibile che il mio sia un caso raro di rammollimento gestazionale. Confido tuttavia che i superpoteri di cui fa menzione l&#39;Anonimo commentatore si riveleranno dopo il parto, quando veramente ne avrò bisogno. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ps: sono sempre stata stonata e lo sono ancora. Anche Apollo non è da meno. Temo che il nostro pupattolo dovrà fare a meno delle ninne nanne.</description><link>http://e-pythia.blogspot.com/2012/09/mamma-mia-3-wondermamma.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-4491854685245413810</guid><pubDate>Wed, 05 Sep 2012 10:48:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-09-05T12:48:06.004+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">esami</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">gravidanza</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><title>Mamma mia! - 2: gli esami non finiscono mai</title><description>Stamattina è toccato l&#39;&quot;Ogtt con minicarico&quot;. No, non mi hanno fatta esplodere - anche se poco ci mancava.&lt;br /&gt;
Trattasi di un esame del sangue che serve a diagnosticare il diabete gestazionale. E pur essendo un esame richiesto per la gravidanza, è facoltativo quindi a carico della paziente (sempre meno paziente).&lt;br /&gt;
Ti fanno presentare in ospedale alle 7 in punto, a digiuno dalla mezzanotte. Non puoi nemmeno bere acqua - il perché sarà chiaro anche troppo presto.&lt;br /&gt;
Appena espletate le formalità burocratiche, si parte con il primo prelievo. Quindi ti fanno accomodare nella saletta dedicata, insieme ad altre 3 o 4 signore che devono sottoporsi &lt;strike&gt;al test&lt;/strike&gt; alla tortura.&lt;br /&gt;
L&#39;infermiera responsabile spiega l&#39;iter delle successive due ore: prima ci tocca ingurgitare un bibitone di glucosio, poi dobbiamo aspettare una e due ore per i successivi due prelievi.&lt;br /&gt;
&quot;Bevete con calma, ma non metteteci più di dieci minuti&quot;.&lt;br /&gt;
Eh? Dieci minuti per bere un bicchiere di sciroppo? Cosa mai sarà&lt;i&gt;urghbleah!!!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Zucchero liquido concentrato, ecco cos&#39;è. Dolce, ma così dolce che fai fatica a inghiottirlo. Per aiutarti hai solo un bicchiere e mezzo di acqua, non di più sennò sballi la diluizione. Denso, che ti impasta la lingua e se ti si ferma in gola tossisci come un gatto che si è mangiato una palla di pelo. Vorresti buttarlo giù d&#39;un fiato ma è impossibile.&lt;br /&gt;
Immaginate 5 donne col pancione, in piedi di fronte a un tavolino con dei bicchieri in fila, come a un happy hour che sa di disinfettante e antibiotico, a fare smorfie disgustate e a sostenersi moralmente a vicenda. Se almeno il barman fosse stato belloccio...invece ci è toccata l&#39;infermiera che sprizza gioia da tutti i pori e che chiama tutti &quot;cara/caro&quot;. Almeno era simpatica. &lt;br /&gt;
Terminata l&#39;impresa titanica, ti fanno accomodare su delle poltrone con tanto di poggiapiedi, comode per carità anche se scricchiolanti.&lt;br /&gt;
&quot;Mi raccomando, se avvertite disturbi, nausea, mal di testa, qualsiasi cosa, chiamatemi!&quot;&lt;br /&gt;
Evito di mettere in dubbio il suo avvertimento, visto che già prima mi era andata male. Pensavo, siamo incinte, a digiuno, un po&#39; di malessere ci sta anche.&lt;br /&gt;
Mi sbagliavo, di nuovo - e a farne le spese sono stata io. Nel giro di dieci minuti, mi pareva di essere in giostra: giragiragira la testa! E, oh! quante belle lucine...&lt;br /&gt;
Scusi infermiera non mi sento molto bene. Così dalla poltrona sono finita in barella, pregando e scongiurando che non fosse come quella volta che sono andata a donare il sangue e, svenuta subito dopo, ho rischiato di essere tenuta in osservazione forzata per tutto il giorno.&lt;br /&gt;
Il secondo prelievo l&#39;ho subìto bella distesa, con il pupo che faceva le capriole - si vede che lo zucchero l&#39;ha esagitato.&lt;br /&gt;
Dopo un&#39;ora e mezza dall&#39;assunzione dell&#39;intruglio micidiale, la testa era tornata stabile sulle spalle, le pareti erano perpendicolari e il pavimento in bolla. Sono tornata a sedermi sulla poltronissima.&lt;br /&gt;
Per l&#39;ultimo prelievo della mattina ho chiesto se andava bene lo stesso braccio dei precedenti, il sinistro - sennò ho il destro bello fresco, fa lo stesso - dico a Cara.&lt;br /&gt;
Noo, tranquilla lo facciamo qui.&lt;br /&gt;
Mi fido, e per la terza volta la cosa mi sbaglio: Cara non usa la stessa vena (poverina, è un po&#39; tartassata) ma prende quella di fianco. Che uno pensa &quot;interno gomito è sempre interno gomito&quot;, e invece no! Al centro c&#39;è pelle, ai lati è muscolo. Non sono una delicata, ma mi ha fatto un male cane.&lt;br /&gt;
Sulle mie gambe ormai stabili me ne sono andata verso il centro per un paio di commissioni. Parcheggiata la macchina, incontro la mia amica Tuz, cui mi accodo per un caffè. Lo stomaco brontola, ma improvvisamente non ho voglia di brioche.&lt;br /&gt;
Chiedo un macchiato, Tuz fa per passarmi lo zucchero e io declino l&#39;offerta.&lt;br /&gt;
Per la prima volta in vita mia ho bevuto un caffè amaro, con gusto e soddisfazione.&lt;br /&gt;
Siete tutti avvisati, chi osasse offrirmi un dolce nelle prossime 48 ore rischia il linciaggio.</description><link>http://e-pythia.blogspot.com/2012/09/mamma-mia-2-gli-esami-non-finiscono-mai.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-220107006656607166</guid><pubDate>Wed, 29 Aug 2012 16:12:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-08-29T18:12:50.336+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">gravidanza</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><title>Mamma mia! - Le regole della gravidanza</title><description>Inauguro oggi una nuova rubrica, a seguito del &lt;a href=&quot;http://e-pythia.blogspot.it/search/label/tesi&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;i&gt;Diario di tesi&lt;/i&gt;&lt;/a&gt; e dei &lt;a href=&quot;http://e-pythia.blogspot.it/search/label/honeymoon&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;i&gt;Racconti dalla Luna (e ritorno)&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;: Mamma mia!&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;
&lt;b&gt;Regola numero 1: pianificare&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Scordateti la poesia della sorpresa, mettete da parte il &quot;ci proviamo e 
se arriva, arriva&quot;, dimenticate l&#39;ammore selvaggio senza paracadute.&lt;br /&gt;
Quello che dovete fare, nel momento in cui per l&#39;anticamera del 
cervello, vi passa l&#39;idea di mettere al mondo un bebè, è andare dal 
medico e farvi fare un&#39;impegnativa per le ecografie della gravidanza.&lt;br /&gt;
Poi vi attaccherete al telefono con calendario alla mano e prenoterete le suddette ecografie.&lt;br /&gt;
E infine, nei primi giorni fertili utili, voi e il marito prenderete ferie e vi dedicherete al concepimento selvaggio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Solo così potrete sperare di ottenere le visite gratuite previste dal S.S.N.&lt;br /&gt;
Già sarete a rischio nell&#39;effettuare il test di gravidanza al primo 
giorno di ritardo e nel caso di esito positivo correte dal medico e poi a
 prenotare.&lt;br /&gt;
Aspettate una settimana, poi vi fate convincere a fare pure gli esami 
del sangue, poi visto che ci siete andate per sicurezza dal ginecologo, e
 siete fregate.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quello che vi aspetta è l&#39;inferno della burocrazia ospedaliera, con 
impiegate che vi dicono che dovevate prenotare prima le visite e voi 
inutilmente spiegate che avete fatto il test il giorno prima.&lt;br /&gt;
Se vi va bene, vi dovrete adattare a un pellegrinaggio tra gli ospedali 
della provincia, e comunque scordatevi di poter fare le eco nella stessa
 struttura.&lt;br /&gt;
Se vi va male, dovrete rassegnarvi a pagare per le visite in strutture private.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
NB: a Vicenza (non so se altrove sia così) i corsi pre-parto sono gestiti dall&#39;ospedale e anche per questi serve l&#39;impegnativa del medico e la prenotazione.&lt;br /&gt;
Da brave, pensate di prenotare il corso insieme alle ecografie, e invece anche qui sbagliate. Perché le date non saranno disponibili quando voi chiamate e nessuno vi saprà dire quando richiamare se non indicando un generico &quot;più avanti&quot;.&lt;br /&gt;
Di &quot;più avanti&quot; in &quot;più avanti&quot; sono finita a prenotare il corso a luglio:&lt;br /&gt;
- Signora, ma è già tardi per lei! Abbiamo giusto due posti!&lt;br /&gt;
- ***censura***&lt;br /&gt;
- Mi dia il numero di impegnativa.&lt;br /&gt;
- Scusi, &quot;impegnativa?&quot;&lt;br /&gt;
- Sì, serve l&#39;impegnativa del medico...&lt;br /&gt;
- Senta, io ho parlato con non so quanti suoi colleghi e nessuno mi ha mai accennato all&#39;impegnativa! ***censura***&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Benvenuti nel mondo del S.S.N. (Siamo Salvi? No!) </description><link>http://e-pythia.blogspot.com/2012/08/mamma-mia-le-regole-della-gravidanza.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-1460021415748621185</guid><pubDate>Tue, 28 Aug 2012 06:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-08-28T08:56:03.145+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">montagna</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vacanza</category><title>Là sui monti con Apollo</title><description>Che dura tornare alla vita normale - soprattutto quando ci sarebbe bisogno di una vacanza per riprendersi dalla vacanza!&lt;br /&gt;
La settimana a Rio ha avuto i suoi alti e bassi, ma il bilancio è positivo. No, signori, niente brasiliane in abiti discinti, solo &lt;i&gt;tetesche&lt;/i&gt; in costume tipico: trattasi infatti di Rio Pusteria, a pochi chilometri da Bressanone.&lt;br /&gt;
La sottoscritta si illudeva che montagna=fresco e di conseguenza la valigia era ben imbottita con maglioni di lana e pile. E invece nemmeno a 2000 metri siamo riusciti ad avere freddo.&lt;br /&gt;
Sole fetente, caldo e umido neanche fossimo in Pianura Padana. Per fortuna la sera venivano a trovarci un po&#39; di nuvole con pioggia e temporali, in toccata e fuga giusto per avere refrigerio durante la notte e il giorno dopo un sole splendido di bucato.&lt;br /&gt;
La pensione che avevamo trovato, unica con una stanza libera tra tutte quelle che avevamo contattato, non era affatto male: realizzata in un vecchio maso, con la facciata decorata e una stube in legno che era una meraviglia. Peccato che il prossimo anno sarà completamente diversa dopo i lavori di ristrutturazione di fine stagione: due piani in più, finiture in legno così lucido da sembrare finto, dipinta in bianco asettico. Abbiamo visto il progetto sfoggiato con orgoglio dal proprietario, mi sono trattenuta dal dirgli che avevo scartato a priori tutte le strutture con architettura contemporanea e che avevo preferito il loro albergo proprio perché così caratteristico.&lt;br /&gt;
Tanto di cappello al fotografo che ha immortalato la pensione per il sito: il giardino che sembrava un parco era grande quanto un&#39;aiuola, la piscina semi-olimpionica era una pozzanghera e la sala da banchetti conteneva sì e no 40 persone.&lt;br /&gt;
Mangiato bene e il giusto, se non fosse che la cucina è andata in calando: partiti con menu tipico, abbiamo concluso con pasta al tonno e filetto di pangasio impanato.&lt;br /&gt;
Ci siamo rifatti abbondantemente con i pranzi in malga e rifugio, di quelle mangiate che me le sognerò per un pezzo.&lt;br /&gt;
Passeggiate splendide, consiglio a chi capitasse da quelle parti di andare alla malga Fane, lascia senza fiato (per la salita da un&#39;ora e mezza che chiamano &quot;sentiero per famiglie&quot; ma soprattutto per il paesaggio), e fare una capatina anche a Prato Piazza, sopra Braies.&lt;br /&gt;
Come souvenir mi sono portata a casa un mal di schiena fotonico, grazie al materasso appena estratto dalla cava di granito. Non è servito ammorbidirlo con due piumini extra e l&#39;ora della nanna diventava un dramma.&lt;br /&gt;
Al ritorno ci siamo evitati il bollino rosso dell&#39;autostrada, godendoci la statale lungo la strada del vino e sghignazzando nel vedere le code immobili sul Brennero.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjIMa04Iz50eCo1te5n7KN3b57VOeH6Xm2KkuARhPIzr1A8XWx25i3Czb6-6ZeZS4cs3jiy4Q8vBT773PRIn7RPEJUf9AzSDdDGd4GJXkriVQ5eJHt1MN93rSkZ7Zb41pJWRucWI5LI7Myr/s1600/ioeap.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; height=&quot;213&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjIMa04Iz50eCo1te5n7KN3b57VOeH6Xm2KkuARhPIzr1A8XWx25i3Czb6-6ZeZS4cs3jiy4Q8vBT773PRIn7RPEJUf9AzSDdDGd4GJXkriVQ5eJHt1MN93rSkZ7Zb41pJWRucWI5LI7Myr/s320/ioeap.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</description><link>http://e-pythia.blogspot.com/2012/08/la-sui-monti-con-apollo.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjIMa04Iz50eCo1te5n7KN3b57VOeH6Xm2KkuARhPIzr1A8XWx25i3Czb6-6ZeZS4cs3jiy4Q8vBT773PRIn7RPEJUf9AzSDdDGd4GJXkriVQ5eJHt1MN93rSkZ7Zb41pJWRucWI5LI7Myr/s72-c/ioeap.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item></channel></rss>