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- Apollo, cosa stai facendo? Nervoso?&lt;br /&gt;
- No amore è il terremoto.&lt;br /&gt;
(Detta così, come fosse la cosa più naturale di questo mondo, come se il nostro palazzo ballasse tutti i giorni.) (Che poi in realtà il palazzo balla davvero, ogni volta che passa un autobus si sente vibrare tutto.)&lt;br /&gt;
Ho il terrore dei terremoti, non sono certo l'unica.&lt;br /&gt;
La prima scossa veramente forte che mi ricordi è successa nel '96-'97, ero all'ultimo anno di liceo. Ero seduta di fianco a un mio compagno abituato a scaricare i nervi tamburellando con la gamba, quindi non mi sono preoccupata più di tanto finché non mi sono sentita battere sulla spalla. E su quel lato del banco avevo solo il muro.&lt;br /&gt;
Nel giro di mezzo secondo, la prof di italiano si è messa a strillare RAGAZZI IL TERREMOTO!!! e siamo schizzati tutti fuori - come *non* si dovrebbe mai fare, lei in testa.&lt;br /&gt;
Quella volta non ho avuto paura, è stato solo tanto impressionante, ma non ero spaventata. Il mio terrore è nato qualche mese dopo, nel settembre '97.&lt;br /&gt;
Ero ricoverata in ospedale, con la pancia tagliata dopo un intervento. Ero al 5° o 7° piano, quindi la scossa si è sentita per bene. Ricordo che tutto tremava e ballava, e io mi sentivo così impotente. Pensavo, non posso scappare in nessun modo. E se viene giù tutto? Io cosa faccio?&lt;br /&gt;
Appena la scossa è finita, hanno cominciato a suonare i campanelli delle stanze per chiamare le infermiere, un trillo impazzito in tutto il reparto - e il colmo è che le infermiere non avevano sentito niente.&lt;br /&gt;
Stamattina mi ero appena messa al pc che di nuovo ho sentito la casa ballare. E adesso che faccio?, sto qui calma e chiedo aiuto su Facebook, ovvio! &lt;br /&gt;
D'istinto ho pensato, se scappo fuori cosa mi porto dietro? Qual è la prima cosa che prenderei - e probabilmente anche l'unica?&lt;br /&gt;
Ho qui sul tavolo il mio nuovo kindle, mi sono vista prenderlo al volo e schizzare fuori.&lt;br /&gt;
Poi a mente fredda ho provato a convincermi che non ha importanza salvare gli oggetti, che sono solo cose, che non posso traslocare nel tempo di una scossa (sono un'accumulatrice folle, non butto via niente - anche se nell'ultimo anno sono migliorata assai). E poi ho detto, chissenefrega, qualcosa lo devo salvare!&lt;br /&gt;
- L'hard-disk esterno, con tutte le foto delle vacanze e della luna di miele&lt;br /&gt;
- Le perle del matrimonio&lt;br /&gt;
- Il kindle (ha solo una settimana di vita e già lo adoro).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vado a preparare la borsa di emergenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2502695507865820883-5334612925491266497?l=e-pythia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/AntroPizia/~4/uZlzcjSq6E8" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/AntroPizia/~3/uZlzcjSq6E8/quando-la-terra-trema.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>3</thr:total><feedburner:origLink>http://e-pythia.blogspot.com/2012/01/quando-la-terra-trema.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-1300558964987376047</guid><pubDate>Mon, 16 Jan 2012 13:05:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-16T14:05:33.745+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">libri</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vampiri</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">schifo</category><title>Ma anche no</title><description>Scopro via faccialibro dell'imminente pubblicazione di un romanzo, pubblicizzato da un articolo del Mattino di Napoli di sabato scorso (se non erro, nella foto manca la data): al centro di suddetto articolo campeggia una foto degli attori di &lt;i&gt;Tuailait&lt;/i&gt;, il che mi provoca un promo conato di disgusto. Che per dare notorietà a un romanzo nostrano si debba ricorrere a un fenomeno mondiale come quello dei vampiri adolescenti è una vergogna. Masochista quale sono, vado a leggere l'articolo e non credo ai miei occhi.&lt;br /&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;La protagonista emigra (a causa di un amore finito. A diciotto anni. No comment.) da Napoli in Germania. Dal caldo e dal sole al freddo e alla pioggia. Da Phoenix a Forks, insomma.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Decide di andare a stare dalla madre separata, di recente risposata (con un uomo che alla protagonista sta sulle scatole: allora vuoi proprio farti male?). In &lt;i&gt;Tuailait&lt;/i&gt; Bella lasciava la madre fresca di nozze per andare a stare col padre non tanto simpatico.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Incontra dei vampiri.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;I vampiri non si cibano di sangue umano. E stando all'articolo l'autrice voleva scrivere un "romanzo vampiresco perfetto". &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Il titolo è in inglese (&lt;i&gt;Damned&lt;/i&gt;). Siamo in Italia, l'autrice è italiana, perché diavolo usare l'inglese? Perché fa figo? Che tristezza. &lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Una dei personaggi si chiama Engel (sic).&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;L'autrice ha iniziato a scrivere il romanzo al liceo, a 15 anni. Non nego che i talenti precoci esistano, ma 15 anni sono troppo pochi per Scrivere.&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;Le case editrici cui invia il romanzo sono tutte interessate (&lt;i&gt;relata refero&lt;/i&gt;) ma una decide di darlo alle stampe. E non è piccola e sconosciuta. &lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
Nella seconda metà del Settecento è cominciata la moda del romanzo gotico, che è durata ben più di un secolo: tantissimi vi si sono cimentati e a noi restano gioielli come &lt;i&gt;Frankenstein&lt;/i&gt;, i racconti di Poe e &lt;i&gt;Dracula&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
Oggi sono tornati di moda i vampiri, ma le librerie si riempiono di carta straccia, romanzetti senza sostanza, tutti uguali tra loro.&lt;br /&gt;
"Purché leggano", questo conta? Genitori, se casa vostra fosse zeppa di prelibatezze, permettereste che i vostri figli si nutrissero di spazzatura?&lt;br /&gt;
Certo, come fai a vietare a tuo figlio di leggere? Per i giovani non c'è niente di meglio di un divieto per rendere qualcosa ancora più interessante. E se proprio i genitori non leggono, da chi un ragazzo potrà imparare il senso critico? Dalla scuola? Dove ti propinano i &lt;i&gt;Promessi sposi&lt;/i&gt; solo perché è un classico, senza minimamente formare il gusto del bello?&lt;br /&gt;
L'usa e getta è entrato anche nella cultura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Alla giovane Claudia Palumbo auguro ogni bene: che non venga usata solo perché fa trendy, che non venga strumentalizzata come tropo spesso accade, che non precipiti tanto in fretta come è stata lanciata in orbita. Continua a scrivere, ma fallo per davvero. E procurati un buon editor, non il correttore automatico di &lt;i&gt;uord&lt;/i&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2502695507865820883-1300558964987376047?l=e-pythia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/AntroPizia/~4/_xm6NrO8A1Y" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/AntroPizia/~3/_xm6NrO8A1Y/ma-anche-no.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>10</thr:total><feedburner:origLink>http://e-pythia.blogspot.com/2012/01/ma-anche-no.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-8023251707371574161</guid><pubDate>Fri, 13 Jan 2012 09:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-13T10:55:08.047+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pensieri</category><title>La bussola d'oro</title><description>Ieri pomeriggio Apollo mi chiede di andare a sentire un suo amico suonare con il suo gruppo in un pub, uno dei pochi che ancora organizza musica dal vivo. Accetto giusto perché il divano negli ultimi tempi è fin troppo attraente e prima o poi rischio di venirne fagocitata. Per una volta evito di vestirmi con la prima cosa che pesco nel cassetto e pur indossando i soliti jeans scelgo un maglioncino carino e le scarpe col tacco.&lt;br /&gt;
Quando arriviamo il locale è già pieno; Apollo mi porta a conoscere il suo amico, poi adocchiamo un paio di sedie libere e ci infiliamo tra due tavolini.&lt;br /&gt;
Comincia la musica, punk "tascabile" l'hanno definito, perché quella sera il gruppo mancava di un elemento e hanno suonato più acustico che elettrico. Già dopo la prima canzone mi sarei alzata urlando "Dammi una lametta che mi taglio le vene - ploloploploploploploplo", non per la musica in sé, che anzi mi è piaciuta assai, ma per i testi, di un deprimente, ma di un deprimente che se ci dai troppo retta finisce per davvero che ti spari.&lt;br /&gt;
&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;
Vedrai, avremo ancora un posto per noi, lo avremo&lt;br /&gt;
Sì...con i vermi&lt;/blockquote&gt;
E via discorrendo...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Con il boccale di birra in mano, la musica, le luci, la gente intorno, ho avuto un'illuminazione. Anzi, no, un aborto di illuminazione, una maieutica a metà, di quelle che fanno più male perché ti smontano per bene, mostrandoti la Verità, ma non ti mettono sulla strada per cambiare, per capire.&lt;br /&gt;
"Ho perso la bussola" - "Mi sono proprio persa"&lt;br /&gt;
Una volta mi è stato detto che potrei fare qualsiasi cosa volessi, da biochimica ad ingegneria aerospaziale - credo perché sono una capatosta, quel che mi metto in testa di fare lo porto a termine, costi quel che costi. Ok, grazie, il punto è *cosa* voglio fare. Non è che non abbia le idee chiare, ma è come se avessi sempre bisogno di qualcuno che mi tenga per mano.&lt;br /&gt;
Forse è colpa di quella volta che a 5 anni mi sono persa in spiaggia, che trauma! Non riconoscevo più il posto dov'ero, anche se ormai ci passavo davanti due volte al giorno; non mi ritrovavo con i nomi dei bar degli stabilimenti, che già sapevo leggere; non mi ricordavo più il nome del nostro stabilimento né della pensione. Ero terrorizzata. Sono entrata in un bar a caso, in lacrime e singhiozzi. Una ragazza gentile mi ha consolata con un gelato e dopo un po' vedo entrare mamy con l'O.F. in passeggino. Già a due anni rompeva le scatole, ha voluto un gelato pure lui - ma sono io che mi sono persa, non tu!&lt;br /&gt;
Quel senso di disorientamento, di tragica solitudine, di straniamento, non mi ha mai abbandonata. È stato come se avessi dovuto comprendere, ben prima di tanti altri, che le cose che hai ti possono essere tolte, che oggi sei qui ma domani chissà. E anziché farmi più forte, più sicura (ce l'ho fatta, sono tornata da mamy e papy) (e O.F., va bene...) l'esperienza mi ha traumatizzata così tanto da farmi sentire sempre come su una barca in mezzo al mare, senza riferimenti, senza bussola. Così seguo la corrente, vedo dove mi porta, e anche se fin'ora non mi posso lamentare, ho comunque l'impressione di essermi persa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il colmo è che ieri sera sono stata bene come non mi capitava da secoli. Non che di solito stia male, ma soprattutto ai concerti mi sento distaccata, con un'ansia di andar via e che tutto finisca, che mi rovina la serata. Spesso mi pare di essere un'estranea in mezzo a gente sconosciuta, guardo gli altri e mi vedo fuori. Invece ieri ero tranquilla, mi sono goduta la musica come rare volte, con la mia birra in mano e i pensieri sciolti, niente sonno, anzi sarei rimasta ancora ore, magari a parlare con il mio nuovo mito, un fotografo giovane che usava una polaroid anni '60, di quelle professionali, che sembrava Weegee. Mi è sembrato di tornare agli anni dell'Accademia, non so bene perché. E in mezzo a questa tranquillità mi è saltato in mente questo pensiero, di essermi persa da qualche parte. Ho cominciato a chiedermi se ho preso le strade giuste, o se invece sarebbe stato meglio fare altre scelte. Se anziché specializzarmi in restauro avessi frequentato computer grafica. Se avessi continuato a dipingere nel mio modo, invece che cercare di imitare qualcun altro. Se mi fossi messa più in gioco al corso di fotografia. &lt;br /&gt;
So che con i se non si ottiene niente, eppure credo che lì, da qualche parte, in mezzo alle tante strade che ho imboccato scartandone altre, ci sia quello che sto cercando.&lt;br /&gt;
Forse avrei bisogno di un po' di isolamento totale - via telefono, via computer, via internet, via tv, via tutto - per vedere di cosa sento la mancanza, il bisogno più assoluto. Perché quando hai troppi stimoli finisce che combini poco o niente.&lt;br /&gt;
&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;
Sospeso in bilico&lt;br /&gt;
a che distanza sono da quello che vorrei?&lt;br /&gt;
[...]&lt;br /&gt;
Sai mi sembra tutto...&lt;br /&gt;
[...]&lt;br /&gt;
sospeso in bilico&lt;/blockquote&gt;
Chiamate la neuro, ché è meglio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2502695507865820883-8023251707371574161?l=e-pythia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/AntroPizia/~4/VK_qWDbkEZs" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/AntroPizia/~3/VK_qWDbkEZs/la-bussola-doro.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://e-pythia.blogspot.com/2012/01/la-bussola-doro.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-8915789203115706396</guid><pubDate>Tue, 03 Jan 2012 08:30:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-03T09:30:01.431+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">aspettative</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cazzeggio</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">statistiche</category><title>Tiriamo le somme</title><description>Anno nuovo fresco fresco di calendario: per sapere dove si sta andando bisogna sapere da dove si è arrivati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Libriamo&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Nel 2011 pare che la sottoscritta abbia letto 70 romanzi, secondo le statistiche di aNobii: scrivo "pare" perché il sistema non conta le riletture (tante) e i libri abbandonati (ahimè).&lt;br /&gt;
Vorrei stilare una classifica dei migliori, ma ne ho letti di tanto belli che sceglierne pochi è dura: me ne concedo uno, che è pure tra gli ultimi letti.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;La sovrana lettrice&lt;/i&gt;, di Alan Bannet: un gioiellino di umorismo e nevrosi tipiche di noi lettori compulsivi, spassosissimo e azzeccato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Libriamo/2&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Uno dei miei tanti buoni propositi era quello di &lt;a href="http://e-pythia.blogspot.com/2011/09/una-seconda-occasione-non-si-nega.html"&gt;finire cinque letture abbandonate&lt;/a&gt;: non una di queste neglette è stata ripresa e portata a compimento. Ragazzi, quando sono scazzata non c'è niente da fare, arriveranno tempi migliori.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Lavoro, questo sconosciuto&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Una collaborazione mai formalizzata e sottopagata, uno stage fatto passare per altro ma per fortuna con una misera soddisfazione economica, uno stage abortito a metà percorso; un colloquio presso un'a.p.l. finito nel nulla; un colloquio per un lavoro molto interessante, con gente molto interessante, che pareva andato bene ma invece no; un colloquio che per fortuna è andato male; una telefonata da parte delle risorse umane di un'azienda che "al momento siamo al completo, ma mi può dare l'autorizzazione a girare il suo curriculum a uno studio di comunicazione con cui lavoriamo e che può essere interessato?" (=wow!). Peggio di così...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Love love love (solo per andare avanti con le "elle")&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Per fortuna che Apollo c'è - e ho detto tutto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;L'Antro per due&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Casetta mia, prima della sottoscritta, accoglieva una famiglia con due pargoli, ergo non avrebbe dovuto avere difficoltà a ospitare una coppia di sposini. (Qui ci vorrebbe il gorilla del Cro*dino che sganascia)&lt;br /&gt;
L'armadio non è abbastanza grande a contenere le 4 stagioni di Vivaldi; il ripostiglio è come la Camera dei Segreti di Harry Potter, ma concentrata in un metro quadro; se dovessimo traslocare metteremmo in difficoltà Mago merlino e il suo Hokkety-pokkety; ogni superficie orizzontale non riesce a stare sgombera per più di un giorno e ci sono libri in ogni stanza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Luna di miele&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
E come dimenticarla? Sì, ok, devo ancora finire il resoconto, mea culpa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;La selva oscura&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Le mie piantine crescono e prosperano, con l'unica eccezione di Stella che mi sa che ho ucciso. È solo una pianta ma a vederla tutta rinsecchita mi piange il cuore. Più che per le campanelle, forse perché queste sono sempre state un po' striminzite mentre Stella ne ha passate tante ed è sopravvissuta al malefico agosto. /me triste.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Le buone intenzioni&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Fare ordine nell'Antro in modo tale che poi rimettere in ordine non sia così complicato.&lt;br /&gt;
Vediamo se riesco a mettere le maniglie all'armadio, son sei mesi che stanno lì - oggi ho sistemato il billy, potrebbe essere un buon segno.&lt;br /&gt;
Cucinare in modo decente: mi vergogno, la mia fama di cuoca mi precede e io mi butto spesso e volentieri sul veloce andante con moto.&lt;br /&gt;
Tornare in pista con i miei amati stivali, ormai stan facendo la muffa e il mio bagagliaio ne risente.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Lavorare - ma non dipende solo da me.&lt;br /&gt;
Scrivere di più.&lt;br /&gt;
Leggere di più.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2502695507865820883-8915789203115706396?l=e-pythia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/AntroPizia/~4/saf31L5uLtw" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/AntroPizia/~3/saf31L5uLtw/tiriamo-le-somme.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://e-pythia.blogspot.com/2012/01/tiriamo-le-somme.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-7241994532406469281</guid><pubDate>Mon, 02 Jan 2012 14:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-02T15:19:38.582+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sfiga</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">schifo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lavoro</category><title>Buona fine miglior principio?</title><description>Venerdì 30, pausa pranzo, interno ufficio, accoccolata sulla mia sedia con in mano cotone e uncinetto per svagarmi un po'.&lt;br /&gt;
Arriva il capo, da qui Nano Malefico, e si siede al pc di fianco al mio. Commenta l'uncinetto e tambara un po' sul pc.&lt;br /&gt;
Io proseguo a uncinettare.&lt;br /&gt;
Nano Malefico visibilmente imbarazzato molla il tambaramento e mi informa che dal mese di gennaio il mio stage non proseguirà e mi imbastisce una manfrina sulle attività che vorrebbero svolgere e sugli ambiti in cui vorrebbero investire, aggiungendo tra parentesi che io oltre alle foto so fare anche grafica (e mi butti via? Bra'o tordo!), e conclude (?) con una panoramica sui concorrenti che hanno chiuso per fallimento.&lt;br /&gt;
E io con un sorriso di circostanza stampato in faccia e un unico pensiero che mi ronzava in testa: ma proprio in pausa pranzo dovevi dirmelo e fottermi i miei ultimi venti minuti di uncinetto?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ho trascorso il resto del pomeriggio in allegria isterica, mancava poco ai salti di gioia. Perché tanto lo sapevo già, testimone il mio ex-collega cui avevo predetto la data della mia fine.&lt;br /&gt;
I Maya mi fanno una pippa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Buon anno a tutti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
PS: il Nano Malefico se n'è andato senza nemmeno salutare. Codardo e maleducato. Visto il padre, della maleducazione non mi stupisco più di tanto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2502695507865820883-7241994532406469281?l=e-pythia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/AntroPizia/~4/-cghOCq756I" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/AntroPizia/~3/-cghOCq756I/buona-fine-miglior-principio.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://e-pythia.blogspot.com/2012/01/buona-fine-miglior-principio.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-1125126182680657396</guid><pubDate>Fri, 23 Dec 2011 10:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-12-23T11:48:25.008+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">malanni</category><title>Ironia della vita</title><description>Notte tra mercoledì e giovedì. Già da tre giorni stavo poco bene, causa freddo e bacilli presi al &lt;a href="http://e-pythia.blogspot.com/2011/12/scene-da-un-matrimonio-87.html"&gt;matrimonio&lt;/a&gt; di domenica e mi aspettavo qualcosa di più di tosse e raffreddore e mal di gola.&lt;br /&gt;
Mi sveglio tremando dal freddo, nonostante il piumone rinforzato da coperta extra e Apollo di fianco nella versione scalda letto. Imploro con la mia migliore voce da rospo una coperta, Apollo arriva anche con acqua e termometro. Ho male dappertutto, la testa rimbomba, mi sento un macigno al posto dei polmoni, non riesco a scaldarmi: già immagino il responso del termometro, almeno 38°, forse anche 39°.&lt;br /&gt;
- Biiip!&lt;br /&gt;
37,1°.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
37,1°??? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una misera linea di febbre mi fa questo effetto? Stiamo scherzando???&lt;br /&gt;
Appena mi capita sotto mano un termometro decente faccio il confronto con il mio: digitale sarà anche meglio, ma io mi fido poco. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2502695507865820883-1125126182680657396?l=e-pythia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/AntroPizia/~4/IQudjBPJRKo" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/AntroPizia/~3/IQudjBPJRKo/ironia-della-vita.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://e-pythia.blogspot.com/2011/12/ironia-della-vita.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-7758374056030984754</guid><pubDate>Fri, 23 Dec 2011 10:12:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-12-23T11:29:33.630+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">matrimoni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">sorprese</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">malanni</category><title>Scene da un matrimonio - 8/7</title><description>Quando si dice "le sorprese non finiscono mai"! In quel di settembre arriva l'annuncio della comare di Apollo, "mi sposo!" - a dicembre. 2011.&lt;br /&gt;
Dopo esserci passata in prima persona, davvero non so come abbiano fatto a organizzare tutto in meno di tre mesi, io sarei letteralmente impazzita.&lt;br /&gt;
Per l'occasione mi sono presa un vestito carinissimo, 45neuri da Acca&amp;amp;Emme, che conferma il detto sacrosanto "se bella vuoi apparire, un po' devi soffrire": senza maniche, senza spalline, di raso lungo fino ai piedi. Va bene che è sintetico, ma non tiene certo caldo, non al 17 dicembre. Per fortuna non manco di risorse e mi sono attrezzata: coprispalle di lana, scialle di acrilico misto mohair (morbidissimo e caldissimo), calze termiche. Ho avuto freddo solo fuori dalla chiesa e solo perché dentro faceva caldissimo. Purtroppo le mie precauzioni non sono bastate a tenere lontani i tanti bacilli che giravano, madre della sposa e testimone con la tonsillite in primis: e con i confetti mi sono portata a casa pure i bacilli. Ho resistito tre giorni, cercando in tutti i modi di sopprimere il malanno: ma vuoi la stanchezza, vuoi l'ambiente di lavoro non proprio congeniale, ieri notte mi sono svegliata con la febbre.&lt;br /&gt;
Oggi sto già meglio ma me ne resto a letto: con il vassoio da colazione il pc sta comodissimo, quindi posso recuperare tutto quello che non ho scritto fin'ora.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le foto dell'evento sono ancora nella scheda di memoria, che è nella macchina fotografica, che è nello zaino di Apollo...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2502695507865820883-7758374056030984754?l=e-pythia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/AntroPizia/~4/7Oz4sOTBGqQ" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/AntroPizia/~3/7Oz4sOTBGqQ/scene-da-un-matrimonio-87.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://e-pythia.blogspot.com/2011/12/scene-da-un-matrimonio-87.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-3349613818503381436</guid><pubDate>Sat, 03 Dec 2011 14:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-12-03T15:39:06.282+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><title>Buoni propositi</title><description>Se l'inferno ha guadagnato un bel pezzo di pavimentazione nuova, è anche merito mio.&lt;br /&gt;
Si era visto quest'estate e la storia si ripete, comincio a lavorare e i miei contatti con il mondo esterno si approssimano allo zero: blog deserto, twitter trascurato, facebook mai aperto - e forse questo non è poi così male. Mi dico sempre che tanto torno a casa a un'ora decente e quindi ho tutto il tempo per mettermi davanti al pc, ma dopo otto ore di grafica ho gli occhi che vedono doppio. Mi riprometto di recuperare nel fine settimana, ma gli impegni si accumulano all'inverosimile e non combino nulla.&lt;br /&gt;
Allora alla prima occasione (leggi: ora) cerco di recuperare e me ne esce un post scarmigliato e un po' troppo da diario, cosa che non mi piace per niente.&lt;br /&gt;
Ecco quindi che torno a preparare un altro po' di sanpietrini per Lucifero, pensando di fare la brava e trovare il tempo, in settimana, per un bel post Pythia's style. Se non andrò in Paradiso, almeno so che l'alternativa sarà un angolino di inferi tutto lilla.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2502695507865820883-3349613818503381436?l=e-pythia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/AntroPizia/~4/EyZ3Si1wAHg" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/AntroPizia/~3/EyZ3Si1wAHg/buoni-propositi.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>3</thr:total><feedburner:origLink>http://e-pythia.blogspot.com/2011/12/buoni-propositi.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-5217577846734600900</guid><pubDate>Fri, 18 Nov 2011 19:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-11-18T20:55:57.636+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">schifo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lavoro</category><title>Metà e metà</title><description>Apollo mi rende partecipe di una diatriba nata sulle pagine di faccialibro, anzi, sulla pagina personale e pubblica di &lt;a href="http://www.facebook.com/alessandroorlowski"&gt;questo signore qui&lt;/a&gt;. Che scrive:&lt;br /&gt;
&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;a quei 4 stronzi che si lamentano per uno stage gratis non pagato con dei guru della comunicazione, sarebbe meglio che non avessero speso 25 mila euro in 3 anni a studiare fuffa in scuole private, visto che non sanno ancora la differenza tra un Helvetica ed un Arial.&lt;/blockquote&gt;Ecco, io sono una di quei quattro stronzi che si lamenterebbe di uno stage non pagato, fosse anche dal guru dei guru della comunicazione. Perché è una vergogna giustificare uno sfruttamento con la scusa del "guru".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I "quattro stronzi" non sono quei poveracci che investono tempo e denaro in corsi/master credendo alle promesse del lavoro assicurato. Mi dispiace per questi (tanti) non-stronzi che buttano via soldi per il cavolo, ma li capisco anche, perché la tentazione di abboccare al master l'ho avuta pure io. Dici, ci sono professori di fama, che hanno contatti, che fanno curriculum, che mi possono introdurre nell'ambiente. Dici, è un titolo super-superiore, qualcosa varrà. Dici, come farà un datore di lavoro a non considerarmi dopo che avrò preso questo ennesimo pezzo di carta? Così ci provi, investi e speri di avere qualcosa in cambio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Stronzi sono quelli che chiedono migliaia di euro per un corso che ne vale sì e no un decimo.&lt;br /&gt;
Stronzi sono quelli che piazzano il Nome in mezzo a tanti nomi, a mo' di specchietto per le allodole.&lt;br /&gt;
Stronzi sono quelli che promettono un lavoro assicurato, con tanti giri di parole che ti convincono della garanzia che avrai un impiego, ma che se provi a ritorcergli contro questo miraggio ti renderai conto che nero su bianco non c'è nulla. È tutto tra le righe.&lt;br /&gt;
Stronzi sono quelli che dietro compensi da favola hanno il coraggio di non presentarsi a lezione, o di non insegnare quanto dovrebbero.&lt;br /&gt;
Stronzi sono quelli che approfittano degli stage per avere manodopera gratuita, offrendo solo una vaga possibilità di un lavoro al termine del tirocinio, sfruttando le speranze dei giovani e ripagandoli con un bel calcio nel sedere. E così via, altro giro altro stage.&lt;br /&gt;
Stronzi sono quelli che accusano i giovani di essere snob e di avere la puzza sotto il naso, di non voler fare sacrifici, di non accettare la gavetta. &lt;br /&gt;
Stronzi sono quelli che affermano che gli stranieri sono migliori degli italiani perché accettano di lavorare gratis e non fanno storie: ma cari signori, non vi è mai passato per l'anticamera del cervello il dubbio che se è così forse è perché gli italiani hanno capito come gira il mondo e che voi vi trovate la faccia come il culo?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Stronzi sono quelli che guadagnano da questa situazione schifosa sulla pelle di chi non può difendersi. Stronzi sono quelli che ci costringono ad accettare tutto, perché se non accetto io il "lavoro" c'è qualcun altro che lo prenderà senza far storie. Ecchissenefrega se le condizioni proposte sono vergognose, c'è la crisi e blablabla.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se le cose andassero per il verso giusto, i tirocini obbligatori durante l'università formerebbero competenze diverse dal fare fotocopie.&lt;br /&gt;
Se le cose andassero per il verso giusto, i miei titoli di studio verrebbero considerati come meritano. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se le cose andassero per il verso giusto, un tirocinio post-laurea aprirebbe le porte al mondo del lavoro, formando una professionalità riconosciuta.&lt;br /&gt;
Se le cose andassero per il verso giusto, uno stage sarebbe un reale investimento, sia del giovane che del datore di lavoro.&lt;br /&gt;
Se le cose andassero per il verso giusto, i lavoratori/dipendenti sarebbero considerati una risorsa, non una perdita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma siccome le cose non vanno per il verso giusto, non accetto di sentirmi dire da nessuno, neanche dal guru dei guru della comunicazione, che sono una stronza. Soprattutto se dopo un po' minaccia di cancellare il post perché in troppi gli si scagliano contro: questo si chiama avere la coda di paglia. E soprattutto se dopo si trincera dietro il no-profit: o lo dici subito, o così non vale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E io mi sono rotta...&lt;br /&gt;
...nè troppo in alto...&lt;br /&gt;
...né troppo in basso...&lt;br /&gt;
...metà e metà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2502695507865820883-5217577846734600900?l=e-pythia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/AntroPizia/~4/Vq8_fJ4ttQw" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/AntroPizia/~3/Vq8_fJ4ttQw/meta-e-meta.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>7</thr:total><feedburner:origLink>http://e-pythia.blogspot.com/2011/11/meta-e-meta.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-4319352756168568237</guid><pubDate>Wed, 02 Nov 2011 18:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-11-02T19:33:15.414+01:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">casa</category><title>Vicini di casa</title><description>Sei di sera: gioco da equilibrista per aprire la porta di casa con in mano lo scatolone della spesa, barcollo dentro, poso lo scatolo e chiudo la porta. Non faccio in tempo a sentire il clock della serratura che suona il campanello. Effettivamente mi era parso di sentire una sorta di richiamo generico, tipo "pss" o ehi" ma so di non essere un cane, quindi l'ho ignorato.&lt;br /&gt;
Apro la porta e nel frattempo accendo la luce dell'ingresso, tanto per far passare il messaggio "sono appena rientrata, caxxo rompi?". Vedo che è il tizio che sta al terzo piano, in corrispondenza del mio appartamento, che pare esser(si) nominato portavoce e referente del condominio, non so bene con quale effettiva autorità.&lt;br /&gt;
Con molta grazia e altrettanto finta tontonaggine mi chiede se sento "questo rumore". Sì, è la mia caldaia (è esterna, se ne sta sul terrazzino, all'angolo con la finestrella delle scale di accesso).&lt;br /&gt;
Perché sa, si sono lamentati che fa rumore. Io non la sento, sono in alto, ma sa...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
1. Lo scorso anno era tale e quale e non ho sentito fiatare un'anima.&lt;br /&gt;
2. Se lui non la sente, significa che a sentirla sono i tizi che stanno sopra di me.&lt;br /&gt;
3. Non capisco perché, se sono due settimane che la caldaia va, si siano svegliati adesso - non ieri, che era l'ultimo giorno di libertà pre-stage, proprio oggi, che se c'è effettivamente un problema inizio ad avere io problemi a ricevere l'omino della caldaia.&lt;br /&gt;
3a. Non capisco perché siano andati dal tizio al terzo piano anziché dirlo a me, non mi pare di aver mai sbranato nessuno.&lt;br /&gt;
3b. Proprio loro rompono, che sono noti per i tacchi alle sette di mattina e alle passeggiate zompettanti intorno al letto alle X di notte (X = l'ora in cui vado a letto + 10 minuti, sempre, puntualmente).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Visto che le cose stanno così, prima sistemo la faccenda caldaia, poi comincerò a rompere io. Pan per focaccia, una bella bussata al soffitto ad ogni passo fuori norma. Ho già la scopa armata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2502695507865820883-4319352756168568237?l=e-pythia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/AntroPizia/~4/TePVsH8t640" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/AntroPizia/~3/TePVsH8t640/vicini-di-casa.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>3</thr:total><feedburner:origLink>http://e-pythia.blogspot.com/2011/11/vicini-di-casa.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-3010557967947523759</guid><pubDate>Fri, 28 Oct 2011 09:28:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-10-28T11:28:26.576+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">ricordi</category><title>La macchina del tempo</title><description>(Ovvero, basta una tazza di tè in compagnia di tre quattordicenni per finire catapultati indietro nella propria adolescenza)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Ovvero, ci sono cose che non cambiano mai)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sì, sto parlando di te, miss universo. Tu che se convinta che lo gnoccolone di turno guardi proprio te, mentre sei in mezzo ad altre venti. E sei convinta che sia così anche se lui è Christopher Lambert.&lt;br /&gt;
Tu, che ti metti sempre un gradino sopra gli altri. Tesoro, puoi anche metterti sopra l'Empire State, ma resterai comunque una mezza calzetta.&lt;br /&gt;
Se c'è una moda, state sicuri che lei ce l'aveva prima - perché si copia dai migliori. Cara, nascondi meglio il tuo Vogue e togli l'etichetta del prezzo dal vestito, va'.&lt;br /&gt;
&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;(A questo proposito, concedetemi una divagata&lt;a href="http://ilpandadevemorire.wordpress.com/"&gt;&lt;b&gt;©&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;: gli occhiali da gufo. Avete presente? Quelli che hanno reso famosa Arisa. Anni e anni di duro lavoro dei designer per trasformare un oggetto prettamente medicale in qualcosa di decente. Se guardate le foto degli anni '70 li vedete per bene, tutti uguali, ci saranno stati sì e no due modelli, uno nero e uno marrone. Disperatamente unisex. Un pezzo di bachelite appena appena arrotondato, con due lenti che sembrano fondi di bottiglia non solo per spessore ma anche per diametro. Quanto brutti erano? Dai, andate a pescare l'album del matrimonio di mamma e papà, e ridete. E adesso sono tornati alla ribalta. C'è&amp;nbsp; pure qualche pazza che li mette nonostante si trovi con 10 decimi. Eccole lì, ragazzine tutte infighettate, che non rinunciano alla bachelite, ne andasse del loro onore. E la cosa grave sapete qual è? Che sotto sotto sta strisciando una sorta di lavaggio del cervello, così persone sane di mente che solo due anni fa prendevano in giro il gufetto-Arisa e che MAI avrebbero indossato un simile orrore, adesso stanno meditando di.)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
Perché lei ha un sacco di amici simpaticissimi e fuori di testa che si divertono tantissimo e ridono sempre e sono fighi e meglio di loro nessuno mai. Per quante volte me la racconterai prima di convincere *te stessa* che sia veramente così?&lt;br /&gt;
Lei è quella dei giochi idioti, come quello della monetina. Prende una vittima da sacrificare ai suoi (falsi) amici: ecco, adesso ti metti lì in ginocchio, con una mano sopra la testa, il palmo all'insù. Devi prendere al volo la monetina che il mio amico simpaticissimo ti farà cadere sulla testa. Pronta? Via! (monetina cade) Ok, un'altra volta! (monetina cade) Ancora! (Ma al posto della moneta arriva il blob della pubblicità del dentifricio per le gengive che sanguinano) &lt;span style="font-size: x-small;"&gt;[micro-divagata: ma quanto schifo fa quella pubblicità? Che poi la mandano in onda a cavallo dell'ora di cena...disgusto!]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
Tu, che "era solo uno scherzo": perché è meglio essere carnefici che vittime, questo lo so bene. E mi dispiace tanto. Per te, sai, che credi? Perché se ti ritrovi a fare certi scherzi idioti a un'amica per conquistarti quelli che tu chiami amici, vuol dire che questi sono dei gran poco di buono. Cara, nel momento del bisogno chi credi troverai? Loro vogliono soltanto ridere, mica farti da spalla consolatrice.&lt;br /&gt;
Ma che dico, avere bisogno? Mostrarsi debole? Miss universo indossa sempre la maschera della ragazza di successo, sorridente e perfetta sempre e comunque.&lt;br /&gt;
Una volta la invidiavo. Ora quelle come lei mi fanno soltanto pena.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2502695507865820883-3010557967947523759?l=e-pythia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/AntroPizia/~4/3jnuWMCDkKo" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/AntroPizia/~3/3jnuWMCDkKo/la-macchina-del-tempo.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>2</thr:total><feedburner:origLink>http://e-pythia.blogspot.com/2011/10/la-macchina-del-tempo.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-6108118011334151200</guid><pubDate>Fri, 21 Oct 2011 13:15:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-10-21T15:15:36.334+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">libri</category><title>...e lo sponsorino interno!</title><description>Venghino venghino siori e siore! Ricchi premi e cotillon!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da lunedì prenderà il via il gioco proposto dalla Stamberga dei Lettori: una settimana di domande sul tema "Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco", la serie di fantasy scritta da George R. R. Martin, il cui ultimo volume, "I guerrieri del ghiaccio", sarà il premio per chi raggiungerà il punteggio più alto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Accorrete tutti!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.lastambergadeilettori.com/2011/10/giveaway-con-quiz-i-guerrieri-del.html" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-AKg6DuWRp1w/Tp_Uk0gAoSI/AAAAAAAAA1Q/7KxPpOWAxlU/s320/Giveaway.gif" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2502695507865820883-6108118011334151200?l=e-pythia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/AntroPizia/~4/qiIhu7ge2tg" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/AntroPizia/~3/qiIhu7ge2tg/e-lo-sponsorino-interno.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-AKg6DuWRp1w/Tp_Uk0gAoSI/AAAAAAAAA1Q/7KxPpOWAxlU/s72-c/Giveaway.gif" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://e-pythia.blogspot.com/2011/10/e-lo-sponsorino-interno.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-3683977176847376044</guid><pubDate>Mon, 10 Oct 2011 12:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-10-10T14:53:34.542+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">concerti</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">musica</category><title>Occhio piccolo e luccicante</title><description>Il titolo del post non è altro che la traduzione del nome degli ex-Oasis, orfani di Natalino: sabato me li sono visti dal vivo, con Apollo, Pasqui e la sua dolce metà Cotogno.&lt;br /&gt;
Il viaggio in macchina è stato un incubo. Premetto che da un paio di settimane, nel tardo pomeriggio-sera, mi sale un fastidiosissimo senso di nausea (non sono incinta, tranquilli): le cause sono tutt'ora ignote, io spero che passi da solo, e in fretta.&lt;br /&gt;
Altra premessa: Cotogno, una decina di anni fa, ha cambiato auto. Niente di strano, se non fosse che contemporaneamente ha cominciato a guidare a singhiozzo: accelera un po', poi molla il piede, poi ripesta, poi rimolla, ...e via di seguito. Una goduria. "Cotogno, ma c'è qualcosa che non va, che vai a singhiozzo?" "È colpa del pedale dell'acceleratore, che mi dà fastidio." Sarà anche stato quello, fatto sta che il vizio gli è rimasto.&lt;br /&gt;
Sabato sera ha guidato lui. Credevo sarei morta, o esplosa, che è lo stesso.&lt;br /&gt;
Arriviamo sani e salvi alla meta, sfoderiamo i nostri biglietti e andiamo a prendere posto nell'arena. Il Pala-scarpe-che-respirano non è molto grande, ma per nostra fortuna gli spettatori non erano numerosi: siamo riusciti a piazzarci a una giusta distanza dal palco, ottima per vedere decentemente il concerto, ma nemmeno troppo vicina da restare schiacciati nella ressa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dopo che il gruppo spalla ha lasciato il palco, gli addetti hanno cominciato a sistemare gli strumenti per le star. Un tizio grande e grosso ha fatto il check sound più assurdo che abbia mai visto: si avvicinava al microfono, "sì, sì (o &lt;i&gt;see see&lt;/i&gt;? boh), wo! wo!", e andava via. Poi tornava, di nuovo i due versi, e via. Ad un certo punto ha sfoderato quello che aveva tutta l'aria di essere un metro: trac, misura l'altezza dell'asta, regola il microfono, e se ne va.&lt;br /&gt;
Ora. Va bene tutto, ma pure il microfono regolato al millimetro mi pare un po' esagerato. Soprattutto per uno che canta nella posa del fagiano.&lt;br /&gt;
Dicesi posa del fagiano lo stare a gambe diritte, piedi uniti, schiena leggermente piegata in avanti e verso destra (o sinistra, a seconda): il vero fagiano guarda diritto davanti a sé, ma il signorino Liam deve cantare, quindi testa piegata in contro angolo rispetto alla schiena e un po' all'indietro - che serva a tendere meglio le corde vocali?&lt;br /&gt;
Io credevo che su un palco, sotto le luci, facesse un caldo impossibile, e va bene che è arrivato il freddo all'improvviso, ma mi chiedo come abbia fatto il chitarrista a suonare per tutto il tempo con l'impermeabile (e gli occhiali da sole, per gradire). Il signorino Liam pure lui non scherzava, giacca mimetica, sciarpa e nella mano destra un'altra sciarpina: all'inizio del concerto ce l'ha sventolata davanti, come a volerla lanciare, poi&amp;nbsp; invece se l'è arrotolata sulla mano. E noi illusi che ce l'avrebbe tirata, magari a fine concerto: niente, se l'è portata via.&lt;br /&gt;
Lo spettacolo è durato la bellezza di settanta minuti, e va bene che hanno suonato senza interruzioni, e va bene che hanno un solo disco, e va bene che non possono fare le canzoni degli Oasis sennò Natalino si incavola, ma una cover? Un inedito? Scherziamo!&lt;br /&gt;
Non mi esprimo sui contenuti musicali, non è il mio ambito e ormai mi sono rassegnata a non entusiasmarmi per i concerti: toh, posso dire di aver visto dal vivo quel che resta degli Oasis.&lt;br /&gt;
Per la cronaca, il signorino Liam è impresentabile: se dici che è brutto come l'orco, l'orco si offende.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-HOTqfT9810Q/TpLqQBYzAeI/AAAAAAAAA1E/tfSqDvLaOfE/s1600/BeadyEye.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://1.bp.blogspot.com/-HOTqfT9810Q/TpLqQBYzAeI/AAAAAAAAA1E/tfSqDvLaOfE/s320/BeadyEye.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2502695507865820883-3683977176847376044?l=e-pythia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/AntroPizia/~4/o2yK7hXWD8Y" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/AntroPizia/~3/o2yK7hXWD8Y/occhio-piccolo-e-luccicante.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-HOTqfT9810Q/TpLqQBYzAeI/AAAAAAAAA1E/tfSqDvLaOfE/s72-c/BeadyEye.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>3</thr:total><feedburner:origLink>http://e-pythia.blogspot.com/2011/10/occhio-piccolo-e-luccicante.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-2465348872825949382</guid><pubDate>Fri, 07 Oct 2011 16:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-10-07T18:31:34.843+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">aspettative</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">polemica</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pensieri</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lavoro</category><title>Più figli meno crisi?</title><description>Sull'&lt;a href="http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/demografia.aspx"&gt;Avvenire &lt;/a&gt;di ieri compare un articolo relativo alla proposta presentata dal cardinal Bagnasco "Il cambiamento demografico": sua Eminenza ritiene che una società senza figli sia destinata a impoverirsi culturalmente e sia diretta verso un suicidio demografico; aggiunge anche che il problema della scarsa natalità è un fatto culturale e non solo economico.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Eminenza eccellentissima, con tutto rispetto: è tanto facile parlare da scapolo, senza alcuna preoccupazione di carattere economico e senza avanzare proposte costruttive per cambiare la situazione, se non "incoraggiare nuovi modelli di solidarietà interfamiliare e 
intergenerazionale, facendo in modo che i genitori non si sentano 
abbandonati proprio dalla società che contribuiscono a tenere in vita". Grazie tante, Eminenza, con rispetto parlando.&lt;br /&gt;
Quella volta mi hanno detto che avevo "testa" e che avrei dovuto studiare: sono cresciuta con la parabola dei talenti raccontata a mo' di lavaggio del cervello, quindi ho cercato di investire in questo talento. Ho avuto la fortuna di avere dei genitori che mi hanno mantenuta negli anni di studio, anche se talvolta penso che non sia stata proprio una fortuna, e poi spiegherò perché.&lt;br /&gt;
Tra un lavoro, un corso e l'Accademia, mi sono laureata a 27 anni: per un anno ho cercato lavoro inerente ai miei studi, invano. Ho quindi preso la decisione di trovare un part-time qualsiasi e proseguire gli studi di specialistica. Le cose non sono andate esattamente come speravo e per motivi indipendenti dalla mia volontà: sta di fatto che ho terminato gli studi a 32 anni. Ormai è passato un anno e ho lavorato, sottopagata, per brevi periodi. Per fortuna ho un marito che qualcosa porta a casa, ma ci basta appena: ci sono sempre i genitori a disposizione ma con che coraggio gli si chiede aiuto, a 33 anni suonati?&lt;br /&gt;
Non sono certo una che fa la preziosa, ho risposto ad annunci per lavori che non c'entravano assolutamente con i miei studi, ma si fa: nonostante le mie competenze, nonostante il mio curriculum di tutto rispetto, non ho ricevuto mai risposta.&lt;br /&gt;
Così eccomi qui, a lottare con le crisi di maternità e con un orologio biologico che urla il suo tic-tac. Rimpiango di aver ceduto alla tentazione di rinunciare a un lavoro (in libreria!) perché mio padre si è offerto di mantenermi fino alla laurea: ora avrei qualcosa da parte, magari avrei continuato a lavorare, chi lo sa. E invece in mano non ho niente. Le prospettive non sono serene: chi al giorno d'oggi fa un contratto a tempo indeterminato a una donna? Con il rischio che si metta a sfornare figli?&lt;br /&gt;
Un figlio non lo puoi fare a progetto, né a tempo determinato: lo fai e te lo devi tenere a vita. Costa metterlo al mondo, costa mantenerlo, costa farlo crescere e studiare.&lt;br /&gt;
Non abbiamo grandi pretese, Eminenza: non vestiamo abiti firmati, non andiamo al ristorante, se va bene mangiamo una pizza al mese con gli amici; niente viaggi, se non quella settimana di vacanza una volta l'anno, spendendo il meno possibile, o qualche finesettimana a casa dei suoceri in montagna. 10 euro al mese di telefono non mi sembrano tanti, 20 euro di internet, meno è difficile. La spesa al discount, qualche extra si fa ma niente eccessi. C'è l'affitto da pagare, e le spese, e la benzina che aumenta sempre di più, ma non sempre è possibile lasciare a casa la macchina.&lt;br /&gt;
Io sono scoraggiata, Eminenza, e credo di non essere l'unica: viviamo in una società in cui la maternità è una malattia e non è il punto di vista dei potenziali genitori, questo. Lo so anch'io che è necessario un cambiamento, ma non serve a nulla fare bei discorsi, Eminenza. Le parole non aiutano: dette da lei, con tutto rispetto, suonano anche ridicole.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2502695507865820883-2465348872825949382?l=e-pythia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/AntroPizia/~4/gnj-rTdMVAs" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/AntroPizia/~3/gnj-rTdMVAs/piu-figli-meno-crisi.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>6</thr:total><feedburner:origLink>http://e-pythia.blogspot.com/2011/10/piu-figli-meno-crisi.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-6076106160735544641</guid><pubDate>Fri, 07 Oct 2011 07:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-10-07T18:32:23.311+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">matrimoni</category><title>Arretrati/3 - Scene da un matrimonio 6&amp;7/7</title><description>Alla fine il  sesto matrimonio non  è entrato nel  mio  carnet, 
l'amica-sposa non  ha  ritenuto di  invitare me  e consorte e va  bene 
così: gli  inviti ai  matrimoni sono indiscutibili.&lt;br /&gt;
Avessi saputo che  sarebbe arrivato questo giorno, otto anni fa,  non  
ci  avrei creduto neanche me  l'avesse detto la  Madonna: lei  e il  suo
  lui  mi  parevano la  coppia più  improbabile del  mondo, tanto che  
non  avevo mai  esitato a mostrare la  mia  perplessità. A volte sbaglio
 pure io,  nonostante sia  Pizia, e questa è una  di  quelle di  cui  
sono proprio contenta di  essere caduta in  errore. 'guri!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il settimo e ultimo è stato sabato, l'ultima giornata di  caldo estivo 
che  ha  fatto soffrire tutti, ma  meglio così che  trovarsi in  
maglione!&lt;br /&gt;
Lo sposo lo  conosco dai  tempi delle superiori, anche se  l'amicizia si
  è consolidata da  una  decina d'anni: potrei dire che  è "più amico" 
di  Apollo, visto che  hanno giocato a calcio insieme (o  contro?) e che
  sono rimasti più  o meno in  contatto da  sempre.&lt;br /&gt;
Qui siamo soliti intrufolarci nella casa dei  futuri sposi per  scherzi e
 disastri - Apollo e io  siano stati graziati visto che  avevamo l'aereo
 tre  ore  dopo la  festa!&lt;br /&gt;
Gli sposi n°7  avevano chiesto di  essere risparmiati e a quanto pare 
genitori e sorella di  lei  si  erano schierati a loro favore. Lo  
scherzo l'abbiamo fatto comunque ed  è stato molto più  divertente dei  
soliti "cena abusiva con  piatti sporchi nel  lavello", "domopak sul  
wc", "dado/caffè nella doccia" ecc.&lt;br /&gt;
A festa ormai conclusa salutiamo tutti, ognuno prende l'auto e via: gli 
 sposi dovevano andare a recuperare uno  dei  loro veicoli, quindi non  
sarebbero tornati subito a casa. Noi  ne  abbiamo approfittato per  
intrufolarci in  salotto: in  una  decina, appollaiati sul  divano, a 
luci spente, abbiamo aspettato il  loro arrivo.&lt;br /&gt;
Ad accoglierli, sulla porta c'erano delle strisce di  scotch carta, come
 un  biglietto da  visita di  un  passaggio a sorpresa (paura, eh?): il 
 nastro non  era  opera nostra, tanto che  abbiamo dovuto emulare 
Catherine Zetha-Jones in  &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Entrapment"&gt;Entrapment&lt;/a&gt;, con  tanto di  minigonne e tacchi a spillo.&lt;br /&gt;
Sentiamo gli  sposi arrivare e trattenere il  fiato per  la  paura di  
trovarsi la  casa sottosopra: la  porta si  apre piano piano, una  lama 
di  luce ci  investe e... "Sorpresa!".&lt;br /&gt;
Sono partiti la  Patagonia, beati loro! E noi  qui, alle prese con  un  
autunno arrivato di  gran carriera, con  un'estate ancora indecisa, a 
lamentarci come sempre del  tempo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2502695507865820883-6076106160735544641?l=e-pythia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/AntroPizia/~4/YC3LLacrZpU" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/AntroPizia/~3/YC3LLacrZpU/arretrati3-scene-da-un-matrimonio-6.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>5</thr:total><feedburner:origLink>http://e-pythia.blogspot.com/2011/10/arretrati3-scene-da-un-matrimonio-6.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-6705727789230409926</guid><pubDate>Thu, 06 Oct 2011 07:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-10-06T09:00:07.086+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">matrimoni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><title>Arretrati/2: Scene da un matrimonio - 5/7</title><description>Sottotitolo: Il gioco degli equivoci.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poco più di due anni fa si è sposata la mia testimone, nonché storica amica del liceo. Dopo il solito pranzo che pareva infinito, ci spostiamo come da copione nella sala da ballo. Alla mattina avevo indossato le mie nuove scarpe lilla, tutta fiera perché erano così morbide che *mai* mi avrebbero dato fastidio. Come no. Già dopo la cerimonia agognavo le scarpe da ginnastica, figuriamoci a fine giornata come stavo messa. Mentre gli amici ballavano, quindi, io riposavo le estremità martoriate a bordo pista. Ad un certo punto mi trovo a tu per tu con Apollo, che, lontano da orecchi indiscreti, mi chiede perché stessi fissando Mr. Serra così intensamente da suscitare lo sguardo assassino della sua compagna.&lt;br /&gt;
Cado dalle nuvole. "Chi, io fissare Mr. Serra???"&lt;br /&gt;
Mumble mumble. Aspetta, ci sono! In pista stavano ballando l'&lt;i&gt;Electric Slide&lt;/i&gt;, che già avevo visto qualche volta ma non ero mai riuscita a capire come si ballasse: provavo così a seguire i passi, contando i tempi senza mai trovarmi (poi ho scoperto che è perché sono 8+8+2). Tra tutti, quello che ballava meglio era M.Serra e per forza di cose il mio sguardo era fisso su di lui, pur senza vedere *lui*. &lt;br /&gt;
Fatto sta che la (futura) consorte sembrava volermi vedere liquefatta seduta stante, ma mai più potevo andare da lei e spiegarle l'equivoco, mettiamo che fosse soltanto paranoia, avrei incasinato tutto.&lt;br /&gt;
Speravo che la cosa evaporasse come neve al sole, ma mi sbagliavo: non c'è niente di peggio che una pulce nell'orecchio e un pizzico di paranoia per vedere cose che (forse) non esistono. Perché da quel giorno in poi, ogni volta che mi trovavo con quella particolare coppia di amici, mi sentivo addosso lo sguardo omicida della signora. Di conseguenza, tendevo ad evitare ogni possibile contatto con M.S., limitando i dialoghi alla cortesia più essenziale. Difficile quando hai a che fare con una persona espansiva e divertente.&lt;br /&gt;
Ancora peggio, temo che la pulce dell'orecchio abbia prodotto una reazione a "cane che si morde la coda":&lt;br /&gt;
- io penso che l'amica mi voglia strozzare&lt;br /&gt;
- (penso che) l'amica crede che io ho qualche interesse per MS&lt;br /&gt;
- (forse) MS sa che la compagna pensa che io sia interessata&lt;br /&gt;
Quindi:&lt;br /&gt;
- interpreto ogni occhiata dell'amica verso di me come un raggio laser a incenerimento immediato&lt;br /&gt;
- mi chiedo se veramente MS ammicchi, o mi guardi con curiosità, o si chieda se davvero nutro interesse verso di lui&lt;br /&gt;
- guardo con timore l'amica&lt;br /&gt;
- guardo con curiosità MS&lt;br /&gt;
- l'amica ha (davvero) motivo di credere che io guardo il suo compagno&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
(Basta, mi è venuto mal di testa)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ora, MS e consorte sono ufficialmente sposati, Apollo e la sottoscritta lo siamo già da prima di loro, potrei sperare in un cessate le ostilità? No, illusa.&lt;br /&gt;
Epperò non capisco, Lei ha chiesto a Me di fare le foto al loro matrimonio, a scatola chiusa per di più! Mah, valla a capire...&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-yjqSAN-oOlY/TndnLiOl4PI/AAAAAAAAA0g/JTcywQe8vcI/s1600/5_7.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-yjqSAN-oOlY/TndnLiOl4PI/AAAAAAAAA0g/JTcywQe8vcI/s320/5_7.JPG" width="213" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2502695507865820883-6705727789230409926?l=e-pythia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/AntroPizia/~4/0d-BMQjPQGE" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/AntroPizia/~3/0d-BMQjPQGE/arretrati2-scene-da-un-matrimonio-57.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-yjqSAN-oOlY/TndnLiOl4PI/AAAAAAAAA0g/JTcywQe8vcI/s72-c/5_7.JPG" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://e-pythia.blogspot.com/2011/10/arretrati2-scene-da-un-matrimonio-57.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-21056540036748353</guid><pubDate>Wed, 05 Oct 2011 10:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-10-05T12:31:20.180+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">wikipedia</category><title>Sciopero wikipediano</title><description>Sapevo che qualcosa bolliva in pentola, ma non mi sarei mai aspettata che, leggendo &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:Comunicato_4_ottobre_2011"&gt;questa pagina&lt;/a&gt;, mi sarebbero venute le lacrime agli occhi.&lt;br /&gt;
Collaboro a Wikipedia da cinque anni ormai, ne ho viste di cotte e di crude, ma una così mai.&lt;br /&gt;
Per capire cosa sta succedendo basta leggere il comunicato della comunità wikipediana: consiglio anche il blog &lt;a href="http://nonnawiki.wordpress.com/"&gt;Wikipedia spiegata a mia nonna&lt;/a&gt;, per approfondimenti vari.&lt;br /&gt;
Qui mi limito a constatare quanto ancora la gente ha da imparare su Wikipedia - e basterebbe leggere una pagina, eh, mica tutta l'enciclopedia!&lt;br /&gt;
Non esiste "Wikipedia Italia", ma Wikipedia in italiano.&lt;br /&gt;
Non esistono amministratori del sito, nel senso di responsabili dei contenuti, come non esiste una redazione o un comitato editoriale.&lt;br /&gt;
Non esistono utenti pagati: siamo tutti volontari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Spero che tra un po' non saremo costretti a scrivere pure "non esiste Wikipedia".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2502695507865820883-21056540036748353?l=e-pythia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/AntroPizia/~4/DWEuLkVPzYM" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/AntroPizia/~3/DWEuLkVPzYM/sciopero-wikipediano.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://e-pythia.blogspot.com/2011/10/sciopero-wikipediano.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-8580677667735304331</guid><pubDate>Tue, 27 Sep 2011 15:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-09-27T17:19:05.191+02:00</atom:updated><title>Una seconda occasione non si nega a nessuno</title><description>Scorrendo i feed mi ha colpita &lt;a href="http://melaecannellablog.blogspot.com/2011/09/breaking-down.html"&gt;questo post&lt;/a&gt; di Aerie, sono andata a curiosare e ho scoperto un gioco interessante: arrivo decisamente tardi per quest'anno, ma potrei anche provarci.&lt;br /&gt;
Si tratta di riprendere la lettura di cinque romanzi abbandonati e, questa volta, portarli a termine.&lt;br /&gt;
La mia lista è questa:&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://inkheart.iobloggo.com/258/2011-challenge-second-chance" style="clear: left; float: right; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;" target="_blank"&gt;&lt;img alt="La seconda occasione" border="0" src="http://i197.photobucket.com/albums/aa27/delice80/books/2chance-challenge-lil.gif" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;i&gt;Oceanomare&lt;/i&gt; di Baricco&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;i&gt;Il ritratto&lt;/i&gt; di Pears&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;i&gt;La Fata Carabina&lt;/i&gt; di Pennac&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;i&gt;Il fiammifero svedese e il segreto dell'amore&lt;/i&gt; di Pullman&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;i&gt;I ribelli d'Irlanda&lt;/i&gt; di Rutherfurd (solo perché Apollo l'ha finito e gli è piaciuto!)&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
E voi, avete qualche libro che aspetta di essere ripreso?
&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2502695507865820883-8580677667735304331?l=e-pythia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/AntroPizia/~4/YfJpJQZSKrk" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/AntroPizia/~3/YfJpJQZSKrk/una-seconda-occasione-non-si-nega.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://i197.photobucket.com/albums/aa27/delice80/books/th_2chance-challenge-lil.gif" height="72" width="72" /><thr:total>11</thr:total><feedburner:origLink>http://e-pythia.blogspot.com/2011/09/una-seconda-occasione-non-si-nega.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-3366882016805777159</guid><pubDate>Mon, 19 Sep 2011 15:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-09-19T17:45:47.020+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">matrimoni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">viaggi</category><title>Arretrati: Scene da un matrimonio 4/7</title><description>Lavoro, lavoro, lavoro...e al blog chi ci pensa? Non quella disgraziata della mia Segretaria! Approfitto della vacanza obbligata per cause di forza maggiore per recuperare i post rimasti indietro con la nuova rubrica "Arretrati", che cercherò di pubblicare un po' alla volta così da non farvi fare indigestione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il ritorno dalla luna di miele è stato tutt'altro che riposante: sette ore di volo da Nuova York a Francoforte, con una splendida notte di tre ore; una corsa alle cinque di mattina lungo i chilometrici corridoi dell'aeroporto per prendere la coincidenza; un'altra ora di aereo per Venezia che non ho visto nemmeno di sguincio perché eravamo capitati nei posti dell'uscita di emergenza, quindi finestrino ridotto a zero; ritorno a casa in auto con l'Olimpico Genitore con rischio di finire tutti all'ospedale per una questione di orgoglio e testosterone (lasciamo perdere ché è meglio); pranzo dagli Olimpici Genitori, con un dopopranzo che pareva infinito; le valigie col cavolo che le disfo; doccia d'obbligo; pisolino; e alle sei di nuovo in volta per il dopopranzo/precena/quellocheè del matrimonio numero 4.&lt;br /&gt;
Il sì di turno è stato pronunciato dalla cugina di Apollo in incognito e da un nostro comune amico. Perché Vicenza sarà anche piccola, ma certe volte fa davvero impressione.&lt;br /&gt;
Salto indietro nel tempo, anno 2005: alla festa di compleanno di Apollo conosco Checco, la cui morosa non era potuta venire. Poco tempo dopo, raggiungo un'amica in gelateria e conosco i suoi amici: "questa è la famosa G. di cui ti ho parlato tanto". Tempo dieci minuti e ci raggiunge anche il moroso di G. e ...carramba che sorpresa!, è Checco.&lt;br /&gt;
Passa ancora un po' di tempo: sul giornale locale esce una rubrica settimanale dedicata alla buona tavola, dove fanno bella mostra foto di bottiglie di vino in mano a "madrine" giovani e carine. Una di queste è stata anche G. Apollo lo dice all'Olimpica Genitrice, che gli rivela "è tua cugina!" - carramba che sorpresa! (Cugina di non so che grado, l'ultima volta che lei e Apollo si erano visti come parenti era stato ai tempi delle elementari)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Della festa ho ricordi nebulosi, conditi dal sonno e dal jet-lag: avevo scattato anche qualche foto ma ero così cotta che sono uscite tutte mosse. Mi ricordo solo il momento delle lanterne volanti, grosse sfere di carta con uno stoppino sul fondo: appena calato il buio, il cielo si è riempito di palle bianche portate in giro dal vento.&lt;br /&gt;
Mi sarei aspettata di leggere sul giornale di avvistamenti di strani oggetti volanti - o i vicentini si sono fatti più svegli, o mi sono persa la notizia!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2502695507865820883-3366882016805777159?l=e-pythia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/AntroPizia/~4/28cDqOOCXLQ" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/AntroPizia/~3/28cDqOOCXLQ/arretrati-scene-da-un-matrimonio-47.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>5</thr:total><feedburner:origLink>http://e-pythia.blogspot.com/2011/09/arretrati-scene-da-un-matrimonio-47.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-8171210266445217552</guid><pubDate>Thu, 15 Sep 2011 08:35:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-09-15T10:35:52.346+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">libri</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cazzeggio</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Natale</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">deliri</category><title>L'erba voglio</title><description>Caro Babbo Natale,&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
lo so che è ancora presto ma tra un po' tutti saranno lì a chiederti i regali e magari la mia lettera si perde nel marasma e resto fregata. Così ti scrivo adesso che manca ancora un po' e tu sei più concentrato e mi leggi meglio.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quest'anno sono stata tanto brava: ho lavorato con un signore cattivo che non mi pagava e ho tenuto duro finché ho potuto.&lt;br /&gt;
Poi c'è stato il matrimonio con il mio Apollo: ho fatto le bomboniere, disegnato gli inviti, organizzato il viaggio eccetera eccetera.&lt;br /&gt;
Poi ho lavorato con un signore antipatico che mi ha promesso tante belle cose e invece finito il lavoro che gli serviva mi ha detto ciao ciao. E con questo signore non mi trovavo mica bene sai, volevo anche andare via, ma sono stata brava e sono rimasta fino alla fine.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Faccio anche la brava mogliettina: faccio il bucato, stiro, metto in ordine - non sempre sempre, è vero, ma devo ancora prendere il ritmo. Poi non è mica colpa mia se in questa casa l'entropia è sempre a livelli critici, alla fisica non si comanda!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ecco, allora siccome sono brava penso che mi merito un bel regalo, giusto?&lt;br /&gt;
A me piacerebbe tanto &lt;a href="http://www.samsung.com/it/consumer/pc-peripherals-printer/ereader/ereader/LD06ESWPWM/EN/index.idx?pagetype=prd_detail"&gt;questo qui&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
Serve per leggere i librini, ma ci puoi anche scrivere con la penna speciale e prendere appunti e sottolineare, e poi puoi usarlo come agenda e diario. Fa un sacco di cose sai!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Visto che a Natale sarai impegnatissimo, potresti portarmelo prima così ti fai un giro qui al calduccio e hai un pensiero di meno a dicembre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Grazie&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2502695507865820883-8171210266445217552?l=e-pythia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/AntroPizia/~4/5QZhL8Z_4N8" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/AntroPizia/~3/5QZhL8Z_4N8/lerba-voglio.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>3</thr:total><feedburner:origLink>http://e-pythia.blogspot.com/2011/09/lerba-voglio.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-6173356746079623218</guid><pubDate>Mon, 12 Sep 2011 19:55:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-09-12T21:55:43.266+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">cambiamenti</category><title>Essere o non essere</title><description>Da un po' di tempo avevo voglia di accorciarmi il crine. Memore della pelata (metaforica) di Giorgio il parrucchiere pazzo, il dì della mia festa, ho pensato di rivolgermi altrove. Tuz mi sembrava contenta dell'ultimo suo esperimento e se lei è soddisfatta vuol dire che vale la pena.&lt;br /&gt;
Sabato mattina ho preso quindi appuntamento con il nuovo Edward-mani-di-forbice: negozietto piccolino, a gestione familiare, con tanto di figlio che spazza (malvolentieri) il pavimento.&lt;br /&gt;
Ho posto un'unica condizione, per il resto c'è carta bianca: mantenere la lunghezza, il più possibile tenendo conto che la folta chioma era un po' sfibrata.&lt;br /&gt;
La stanchezza della giornata pesante di venerdì s'è fatta sentire, perché mi sono accorta a scoppio ritardato che il taglio è stato un po' troppo radicale: dai 5 cm al massimo che avevo concesso, E-m-d-F ne ha tagliati almeno 10, anche 15. Che fanno arrivare la chioma lunga fin sotto le scapole a livello spalle, o poco più giù.&lt;br /&gt;
Di per sé il taglio non è male, scalato come piace a me, senza le pieghe strane che i miei capelli tendono a prendere quando passano per le mani di un altro parrucchiere.&lt;br /&gt;
Solo che ormai ero abituata a giocherellare con le ciocche che scendevano sul petto. A raccogliere uno chignon a triplo giro. A scostare la chioma nel mettere la borsa a tracolla, arrotolandola leziosamente su sé stessa.&lt;br /&gt;
Mentre adesso non posso più giocare con i capelli senza fare strane contorsioni. Se faccio una coda di cavallo ho ciocche che spuntano da ogni dove. Se infilo una borsa, o una maglia, non devo più scostare i capelli.&lt;br /&gt;
Mi guardo allo specchio e non mi riconosco. Ho perso l'orientamento, ad ogni superficie riflettente mi cerco e spesso non mi trovo.&lt;br /&gt;
Sono passati tre giorni e ancora non ci ho fatto l'abitudine, a questa nuova me. Che tanto nuova poi non è, perché per arrivare alla ex-lunghezza sono pur passata da questa. Ma non c'è verso.&lt;br /&gt;
Cresceranno, dicono. Cresceranno, provo (inutilmente) a consolarmi. Cresceranno. Spero solo lo facciano in fretta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2502695507865820883-6173356746079623218?l=e-pythia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/AntroPizia/~4/_Kz8KBrD7Jg" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/AntroPizia/~3/_Kz8KBrD7Jg/essere-o-non-essere.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>3</thr:total><feedburner:origLink>http://e-pythia.blogspot.com/2011/09/essere-o-non-essere.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-5439426625846489814</guid><pubDate>Tue, 06 Sep 2011 06:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-09-06T08:33:20.408+02:00</atom:updated><title>Tram tram</title><description>Continuano le avventure di Pizia Jones e gli autobus maledetti. 
&lt;br&gt;Memore delle ramanzine degli autisti, ogni giorno due volte al giorno mi impegno nell&amp;#39;esercizio ginnico dell&amp;#39;alzata di braccio. 
&lt;br&gt;1, 2, su! Sventola il biglietto, sguardo diritto verso l&amp;#39;autista, con convinzione. Eee...gi&amp;#249;!
&lt;br&gt;Stamattina lo vedo arrivare da lontano. Solo lui, bello come il sole, davanti nessuna macchina a ostruire la visuale. Aspetto che si appropinqui il giusto per fare il segnale, non troppo lontano n&amp;#233; troppo vicino. Sono tranquilla perch&amp;#233;, nonostante sia una fermata anomala (&amp;#232; l&amp;#39;ultima prima del capolinea, poi il bus riparte e torna indietro verso la citt&amp;#224;. Salgo l&amp;#236; per accaparrarmi il mio posto preferito) sono in bella vista, giusta giusta sopra il segno giallo che indica dove stazionare.
&lt;br&gt;1, 2, su! Sventola il biglietto, bene, mi ha vista, c&amp;#39;&amp;#232; nessuno...mi ha vista no? Rallenta...rallenta! Si ferma con stridore di freni. Salgo. Chiedo, non mi ha vista?
&lt;br&gt;S&amp;#236; che l&amp;#39;ho vista ma ha fatto segno un po&amp;#39; tardi!
&lt;br&gt;Come?, chiedo io, Ho fatto segno che era a 50 metri!
&lt;br&gt;No sa.
&lt;br&gt;(Vuoi morire bastardo di un autista? &amp;#200; mattina presto, ho sonno, mi sono svegliata da relativamente poco, la caffeina non &amp;#232; ancora in circolo, non ho nessuna voglia di prendere l&amp;#39;autobus per andare in quella gabbia di cretini che qualcuno chiama ufficio, e MORDO!)
&lt;br&gt;-sorrido e cerco di sdrammatizzare- Si vede abbiamo sonno tutti e due!
&lt;br&gt;Eh no, io non ho sonno! (offeso)
&lt;br&gt;(Santa Pazienza hora pro nobis)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2502695507865820883-5439426625846489814?l=e-pythia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/AntroPizia/~4/9ezJkEW_QEA" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/AntroPizia/~3/9ezJkEW_QEA/tram-tram.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>3</thr:total><feedburner:origLink>http://e-pythia.blogspot.com/2011/09/tram-tram.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-4463265642545222705</guid><pubDate>Wed, 31 Aug 2011 20:34:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-08-31T22:34:22.556+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">vita</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">pensieri</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">lavoro</category><title>A.A.A...rgh!</title><description>Sono ventitré giorni che non scrivo, in pochi altri periodi ho trascurato così tanto il blog e di conseguenza me stessa. Perché non è che scrivo solo per voi. Vi voglio tanto bene e lo sapete, ma quando ho iniziato ero io da sola e mi divertivo tanto quanto adesso: ergo, scrivo per me. Se poi c'è qualcuno di così pazzo da apprezzarmi, non posso che gioirne. &lt;br /&gt;
Comincio seriamente a chiedermi come facciano altri colleghi blogger, a lavorare otto ore al giorno e a trovare ilo tempo di scrivere. Perché io non ci riesco. Fossi in uno studio per conto mio forse sì, cinque minuti qua e là di pausa si trovano sempre: ma lavorando in open space con il monitor al pubblico ludibrio non è proprio possibile scrivere dei cavoli propri.&lt;br /&gt;
Che stress di posto che ho pescato: in sei, tutti nella stessa stanza, con il capo che lavora sulla &lt;i&gt;chaise longue&lt;/i&gt;, non uno che si alzi per una pausa. C'è la cucina, è vero, e possiamo farci il caffè, ma lì dentro non toccherei una tazza neanche con i guanti triplo spessore.&lt;br /&gt;
Un collega osa alzarsi e fare una capatina dalle mie parti ogni tanto, in coincidenza delle trasferte del capo nell'altra stanza, il che non mi fa pensare bene. Caspita, non solo è provato che una pausa rende più produttivi, ma è anche previsto per legge. E invece no, duri davanti al pc fino alla morte.&lt;br /&gt;
Ogni tanto mi sento al limite dell'implosione e se non implodo ho il terrore che potrei esplodere.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Poi i pensieri iniziano a confondersi, non trovo le parole e quello che scrivo non ha senso. Allora è meglio se vi auguro la buona notte: a presto risentirci, spero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2502695507865820883-4463265642545222705?l=e-pythia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/AntroPizia/~4/vQccJlxiT6I" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/AntroPizia/~3/vQccJlxiT6I/aaargh.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>2</thr:total><feedburner:origLink>http://e-pythia.blogspot.com/2011/08/aaargh.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-8038041777628552361</guid><pubDate>Mon, 08 Aug 2011 17:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-08-08T19:38:31.535+02:00</atom:updated><title>Ripensamenti</title><description>Lo so che ho sempre dichiarato di preferire i libri stampati a quelli virtuali e sicuramente non mi sognerei mai di sostituire questi a quelli. Semplicemente non c&amp;#39;&amp;#232; paragone. 
&lt;br&gt;Devo per&amp;#242; ammettere che negli ultimi tempi sto valutando seriamente di passare al lato tecnologico della lettura. Gi&amp;#224; di mio sono quel che si potrebbe definire &amp;quot;net-addicted&amp;quot;, l&amp;#39;ultima spesa importante che ho fatto &amp;#232; stata un pc fisso super potente, sto meditando l&amp;#39;upgrade della mia reflex digitale al modello pi&amp;#249; evoluto e mi sto pentendo di non aver preso il cellu a tastiera qwerty.
&lt;br&gt;In pi&amp;#249; si aggiungono le mie periodiche crisi da &amp;quot;nonsocosaleggere&amp;quot;, con interminabili indecisioni davanti ai miei Billy con libri in doppia fila e divieto di sosta. Giusto l&amp;#39;altra sera ne ho affrontata una e mi sono ritrovata a pensare &amp;quot;se avessi un lettore di e-book potrei scegliere tra un catalogo ben pi&amp;#249; vasto di quello fisicamente disponibile, ad ogni ora di ogni giorno. E ciao agli orari della biblio o della mia libreria di fiducia&amp;quot;. Lo so che comunque la scelta di e-book non &amp;#232; minimamente paragonabile a quella della biblio, ma per le emergenze andrebbe benissimo. 
&lt;br&gt;Cos&amp;#236; la mia curiosit&amp;#224; mi ha portata a prendere in mano un lettore, anzi sei, quanti erano in esposizione nel negozio di elettronica. Qualcuno un po&amp;#39; piccolo, anche se ricorda il formato di libro che mi piace tanto, quello dei romanzi di Camilleri per capirsi. Uno aveva un bello schermo ampio, un altro pure la tastiera. Peccato non mi sia potuta rendere conto di come siano accesi, visto che avevano tutti la batteria ko, senza parlare del neon sparato che li illuminava. Non &amp;#232; difficile immaginare che per il momento certi aggeggi sono considerati solo per il loro appeal e non per la loro utilit&amp;#224;. Certo una cosa del genere non succeder&amp;#224; mai con i libri in carta e rilegatura: noi bibliofili siamo gente di un certo livello. Oh.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2502695507865820883-8038041777628552361?l=e-pythia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/AntroPizia/~4/g-gLAsapOK4" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/AntroPizia/~3/g-gLAsapOK4/ripensamenti.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>6</thr:total><feedburner:origLink>http://e-pythia.blogspot.com/2011/08/ripensamenti.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-2502695507865820883.post-5363640134588562562</guid><pubDate>Tue, 02 Aug 2011 09:37:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-08-02T11:37:06.101+02:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">honeymoon</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">faccio cose vedo gente</category><title>TtMaB/2 - diritti dell'umanità</title><description>Certo che è proprio vero, viaggiare apre la mente. Scopri usanze nuove, ti ci adatti e vedi che non sono poi così malvagie. O magari ti rendi conto che a casa, nonostante tutto il male che puoi dirne, troppo male non si sta. E se poi ti ritrovi in un Paese con una mentalità diversa, magari più aperta e sensibile e attenta alle condizioni di vita, scopri di aver vissuto nell'ingiustizia senza saperlo. Perché esistono dei diritti inalienabili che non sapevi di avere. E se non lo sai, come fai a goderne? È una tragedia, davvero. Ti chiedono "ma come, non lo sapevi?" e tu ti senti così piccolo e impotente e ignorante perché potevi anche pensarci ma non l'hai mai fatto. Pensi, "guarda un po' se dovevo attraversare un oceano per scoprire che fin'ora un mio diritto è stato ignorato" e la rabbia che poi provi nello scoprire che questo diritto così di fresco acquisito in coscienza rischia di essere annullato. È un sopruso! Non puoi accettarlo, devi fare qualcosa. Sì, cominciamo con il firmare una petizione. Anche la mia voce ha un peso, non me ne posso stare zitto davanti all'ingiustizia! E certo, quando tornerò a casa, lo farò sapere a tutti: ragazzi, abbiamo un diritto e non lo sapevamo! E vogliono negarcelo! Così anche i tuoi amici scopriranno questa ingiustizia.&lt;br /&gt;
Sono cose che non ci dormi la notte. Ti chiedi come sia possibile che in un Paese evoluto come il tuo non si alimenti la coscienza dei propri diritti. Ovvio, se non lo sai non puoi goderne, quindi l'ignoranza è un bel guadagno a conti fatti.&lt;br /&gt;
Ecco, è il mio turno di aprire le vostre menti, di portare alla luce quel diritto che non sapete di avere e che hanno intenzione di togliervi da sotto il naso.&lt;br /&gt;
Prendete il Grand Canyon: è lì da milioni di anni, no? Prima ci abitavano gli indiani, poi li hanno mandati via ma alla fine li hanno fatti tornare e il Canyon è tornato ad essere di loro proprietà. Nel frattempo il Canyon è diventato meta di una sorta di pellegrinaggio, quando ci metti piede senti di essere su un suolo sacro. Persone da tutto il mondo si trovano lì, unite da un comune sentimento di meraviglia e di amore. Ti rendi conto di quanto sei piccolo di fronte all'immensità del tempo e delle forze della natura. Su quelle rocce eterne tutti siamo uguali: non ha importanza da quale Paese vieni, o attraverso quale strada sei giunto fin lì. C'è chi è arrivato in jeep, chi in elicottero, chi in auto, chi a piedi. Tutti in silenzio attonito di fronte all'infinito.&lt;br /&gt;
C'è però una nota stonata, un sassolino nella scarpa, un pisello sotto il materasso. Qualcuno vuole impedirti di godere di questo spettacolo.&lt;br /&gt;
(coro di "nooooooo!!!!" please)&lt;br /&gt;
Al Canyon ci arrivi in aereo e lo sorvoli pure per un tratto. Poi ti ci avvicini in elicottero e di nuovo lo sorvoli. Qualcuno si è inventato che aerei ed elicotteri producono inquinamento acustico e non ne vuole sapere di accettare che la tecnologia ha fatto passi da gigante e che ora i mezzi sono molto più silenziosi. Sicuramente dietro ci sono le lobby che cospirano per incrementare i propri guadagni. O gli ambientalisti che se ne fregano di calpestare chi si trova sulla loro strada e non va nella loro stessa direzione. Chiunque ci sia dietro, non si rende conto di quale ingiustizia stia facendo nascere! Di quante persone ne riceveranno un danno! Di quali privazioni imporranno!&lt;br /&gt;
Vogliono toglierci il nostro sacrosanto diritto di sorvolare il Canyon! Ma vi rendete conto? Stiamo per perdere qualcosa che è nostro senza averlo mai saputo! È anche questo un furto. Peggio, è un'ingiustizia! E noi dobbiamo fare qualcosa per impedire che ciò che ci spetta ci venga tolto! Diciamo no al divieto di sorvolare il Canyon! Diciamo no all'ingiustizia! Ai soprusi! Alle violenze! Non premettiamo che i nostri diritti vengano calpestati! È un nostro dovere quanto lo è un diritto! È la legge naturale! È la volontà di Dyo! Anche tu, sì tu, di' no a questo sopruso! Alza la testa e svegliati dal torpore in cui le istituzioni ti fanno giacere! Non credere a quello che ti dicono, sono dei bugiardi. Sono malvagi che per egoismo e tornaconto personale vogliono negare ciò che è un tuo diritto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Così disse la compagnia che organizza i voli sul Canyon.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2502695507865820883-5363640134588562562?l=e-pythia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/AntroPizia/~4/C0vqMgBrBiA" height="1" width="1"/&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/AntroPizia/~3/C0vqMgBrBiA/ttmab2-diritti-dellumanita.html</link><author>noreply@blogger.com (Pythia)</author><thr:total>4</thr:total><feedburner:origLink>http://e-pythia.blogspot.com/2011/08/ttmab2-diritti-dellumanita.html</feedburner:origLink></item></channel></rss>

