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	<title>ArcheoBlog</title>
	
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	<description>News di Archeologia</description>
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		<title>Eccezionali rinvenimenti musivi ad Aquileia (Ud)</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 06:51:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’antica Aquileia non smette di regalare emozionanti scoperte di superfici musive splendidamente conservate. È quanto ha rivelato la prosecuzione delle indagini nell’area demaniale ex-Violin, collocata all’ombra della millenaria torre campanaria tra i fondi Cossar e Piazza Capitolo.

Già nell’autunno scorso gli scavi, finanziati dalla Fondazione Aquileia, con la Direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni archeologici [...]]]></description>
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<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/-oX64UORcQf1zqk3zCRQpiLQ7m4/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/-oX64UORcQf1zqk3zCRQpiLQ7m4/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/-oX64UORcQf1zqk3zCRQpiLQ7m4/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/-oX64UORcQf1zqk3zCRQpiLQ7m4/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><p>L’antica <strong>Aquileia</strong> non smette di regalare <strong>emozionanti scoperte di superfici musive</strong> splendidamente conservate. È quanto ha rivelato la prosecuzione delle indagini nell’<strong>area demaniale ex-Violin</strong>, collocata all’ombra della millenaria torre campanaria tra i fondi Cossar e Piazza Capitolo.</p>
<p><a href="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/07/aquileia-violin.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2117" title="aquileia-violin" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/07/aquileia-violin.jpg" alt="" width="500" height="332" /></a></p>
<p>Già nell’autunno scorso gli<strong> scavi, finanziati dalla Fondazione Aquileia</strong>, con la Direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni archeologici del Friuli Venezia Giulia, ed eseguiti dalla<strong> ditta Arxe di Trieste</strong>, nell’ambito dei lavori di riqualificazione della piazza, avevano portato parzialmente alla luce una stupenda pavimentazione musiva, quasi intatta, con motivi figurativi che richiamano quelli presenti nel <strong>mosaico teodoriano della basilica</strong> (secondo decennio del IV secolo).</p>
<p>Ora le nuove indagini consentono di calcolare le dimensioni, veramente ragguardevoli, della <strong>sala rettangolare</strong> di cui il mosaico faceva parte: il lato corto misura poco più di <strong>8 metri</strong>, mentre quello lungo<strong> supera di molto i 4,5 metri</strong> finora messi in luce. Ma le sorprese per gli archeologi non sono terminate con la scoperta di questo bellissimo tappeto musivo: sul lato breve occidentale, infatti, si è scoperta un<strong>’abside semicircolare con un raggio di 3,33 metri</strong>, sopraelevata di una ventina di centimetri rispetto alla sala.</p>
<p>Nel panorama dell’archeologia aquileiese degli ultimi decenni, è un fatto straordinario che dell’ambiente si conservi sia il<strong> pavimento musivo, in stato quasi perfetto</strong>, sia la <strong>decorazione affrescata delle pareti</strong>, rinvenuta sopra la superficie del pavimento in<strong> posizione di crollo</strong>.<br />
Il mosaico dell’abside presenta un motivo di grande originalità, racchiuso entro un <strong>tradizionale bordo a rami d’edera</strong>. Una serie di <strong>fasce parallele</strong> rese in toni delicatamente sfumati sulle tonalità dei rossi e del grigio/blu occupa l’intera superficie dell’abside, sviluppandosi da un bordo ondulato che si ripiega al centro in modo da evocare la <strong>testa, estremamente stilizzata, di un uccellino</strong>. Si tratta di un motivo che troverà fortuna nei secoli successivi in<strong> ambito cristiano</strong>, ma di cui bisogna ancora approfondire l’origine e il significato in un contesto di cui rimane ancora da chiarire la destinazione. Ad una prima analisi, la datazione del mosaico absidale non si discosta da quella già avanzata per la pavimentazione della sala antistante, inquadrabile nella <strong>prima metà del IV secolo d.C</strong>.</p>
<p>All’originalissima decorazione musiva faceva da pendant, sulle pareti, un<strong> rivestimento pittorico a fondo rosso</strong> ornato da <strong>rami di vite e da volatili</strong>. I lacerti pittorici sono stati trasferiti nei laboratori della Soprintendenza per le prime operazioni di pulizia e consolidamento, in attesa del loro restauro definitivo.<br />
La scoperta è davvero eccezionale, sia per la posizione dell’area a breve distanza dalla basilica, sia per lo stato di conservazione, la ricchezza e l’originalità dell’apparato decorativo dei due ambienti, che ne suggeriscono una<strong> committenza di alto rango</strong>, in grado di rivolgersi forse alle stesse maestranze impegnate nella decorazione della vicina basilica cristiana.<br />
E proprio la lettura dei raffinati motivi decorativi sviluppati nello spazio absidato potrà fornire qualche<strong> indizio sull’utilizzo di un edificio</strong> costruito in una zona nevralgica della città, al momento del primo sviluppo del complesso basilicale, poco dopo il 313 d.C.<br />
Una delle ipotesi più affascinanti è che possa trattarsi di un<strong> fabbricato collegato alla residenza del vescovo Teodoro</strong>.</p>
<p>Ora, dopo secoli di oblio, i pavimenti musivi ritorneranno a splendere nel cuore di Aquileia: grazie al progetto di valorizzazione, finanziato e promosso dalla<strong> Fondazione Aquileia</strong> e messo a punto dallo<strong> Studio Tortelli Frassoni</strong>, saranno fruibili dal pubblico, trasformandosi in un ulteriore polo di attrazione per gli studiosi e le migliaia di visitatori di Aquileia.<br />
La politica di valorizzazione si inquadra nella nuova filosofia della Soprintendenza, che intende mantenere in vista con appropriati programmi di manutenzione tutto quanto si sia conservato nel tempo della millenaria storia di Aquileia.</p>
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		<item>
		<title>Operazione Andromeda: rimpatriati reperti archeologici da 15 milioni di euro</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 06:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Mala Archeologia]]></category>
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		<description><![CDATA[RECUPERATO IN SVIZZERA OLTRE 300 STRAORDINARI REPERTI ARCHEOLOGICI
Presentati nel prestigioso e spettacolare scenario della piattaforma dell’arena del Colosseo, trecentotrentasette eccezionali reperti archeologici, provenienti da Lazio, Puglia, Sardegna e Magna Grecia, di epoca compresa tra VIII secolo a.C. e IV secolo d.C., che i Carabinieri del Reparto Operativo Tutela Patrimonio Culturale hanno rimpatriato da Ginevra (Svizzera), il 25 giugno 2010.

Tra i [...]]]></description>
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<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/zxolMAZHIfXcD8r5N5VxBPt0hMA/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/zxolMAZHIfXcD8r5N5VxBPt0hMA/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/zxolMAZHIfXcD8r5N5VxBPt0hMA/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/zxolMAZHIfXcD8r5N5VxBPt0hMA/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><p>RECUPERATO IN SVIZZERA OLTRE 300 STRAORDINARI REPERTI ARCHEOLOGICI</p>
<p>Presentati nel prestigioso e spettacolare scenario della piattaforma dell’<strong>arena del Colosseo</strong>, <strong>trecentotrentasette eccezionali reperti archeologici</strong>, provenienti da Lazio, Puglia, Sardegna e Magna Grecia, di <strong>epoca compresa tra VIII secolo a.C. e IV secolo d.C</strong>., che i Carabinieri del Reparto Operativo Tutela Patrimonio Culturale hanno <strong>rimpatriato da Ginevra (Svizzera)</strong>, il 25 giugno 2010.</p>
<p><a href="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/07/andromeda.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2121" title="andromeda" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/07/andromeda.jpg" alt="" width="500" height="326" /></a></p>
<p>Tra i beni spiccano moltissimi <strong>oggetti di grandi dimensioni</strong> e alcuni <strong>rarissimi</strong> ed unici nel loro genere: <em>loutrophoros</em>, statue in marmo raffiguranti la dea <strong>Venere</strong>,<strong> crateri a volute</strong> apuli e attici, crateri a mascherone canosini, <em>kylix</em> calcidiche, oggetti in <strong>bronzo</strong> (tra cui padelle, <em>hydriae</em>, statuette ed un tripode), <strong>ferri chirurgici, affreschi </strong>pompeiani, una navicella e due <strong>guerrieri nuragici</strong>, il cui valore sul mercato illecito è determinato sulla base della loro grandezza in centimetri (circa diecimila euro a centimetro). Il valore patrimoniale complessivo delle opere supera i <strong>quindici milioni di euro</strong>.</p>
<p>I reperti sono stati sequestrati dalle autorità svizzere, nel corso di indagini iniziate nel 2008 dalla sezione archeologia del Reparto Operativo, su rogatoria internazionale emessa dalla Procura della Repubblica di Roma. L’importante recupero è un nuovo successo nell’azione di contrasto che il Comando TPC svolge da anni per arginare il traffico di reperti archeologici scavati illegalmente in comprensori italiani. L’indagine, denominata convenzionalmente “<strong>Andromeda</strong>”, prende spunto dagli approfondimenti del caso Medici. In particolare, i Carabinieri individuarono un noto commerciante londinese,<strong> Robin Symes</strong>, che tra gli anni ’70 ed ’80 era diventato il<strong> punto di riferimento di tantissimi ricettatori</strong> del settore. Basti pensare, a titolo di esempio, che è stato lui il <strong>curatore della vendita della Venere di Morgantina al Getty Museum</strong> di Malibù, opera che rientrerà in Italia nel gennaio 2011. La sua carriera, per lungo tempo in continua ascesa, si fermò quando, presso una lussuosa villa alle porte di Orvieto, il suo socio e compagno perse la vita in un incidente. L’impero costruito dal Symes vacillò poiché coinvolto, in Inghilterra, anche in vicende giudiziarie civilistiche, intentate dagli eredi del convivente. Le attività hanno portato a ritenere che il dealer per cercare di salvare la sua libertà personale e patrimoniale, trasferì i suoi <strong>interessi commerciali in Svizzera.</strong></p>
<p><strong><a href="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/07/reperti-andromeda.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2123" title="reperti-andromeda" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/07/reperti-andromeda.jpg" alt="" width="500" height="330" /></a><br />
</strong></p>
<p>A seguito di ulteriori rogatorie, nel mese di dicembre 2008, sono stati perquisiti nove locali, adibiti a magazzini nel predetto porto franco, riconducibili a un<strong> importante mercante giapponese</strong>, ove sono stati rinvenuti circa <strong>20.000 beni d’arte</strong>, provenienti da ogni parte del mondo, molti dei quali di chiara provenienza da aree archeologiche italiane. Sulla base quindi delle evidenze investigative e dei riscontri scientifici dei consulenti tecnici è stata comprovata, inconfutabilmente, la<strong> provenienza dei reperti da scavi clandestini in Italia</strong>.</p>
<p><em>Foto:</em></p>
<p><a href="http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/07/16/foto/reperti_archeologici_al_colosseo-5629109/1/" target="_blank">http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/07/16/foto/reperti_archeologici_al_colosseo-5629109/1/</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Archeodomani – Terza Campagna alla villa romana di Domo – Bibbiena (Arezzo)</title>
		<link>http://archeoblog.net/2010/archeodomani-terza-campagna-alla-villa-romana-di-domo-bibbiena-arezzo/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 09:46:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
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		<description><![CDATA[Inizia Domenica 25 luglio la
TERZA CAMPAGNA DI RICERCA ARCHEOLOGICA ESTIVA A BIBBIENA (Arezzo)

L’INTERVENTO SI CONCENTRERA’ SULLE NUOVE STRUTTURE DELL’IMPIANTO TERMALE DELLA VILLA ROMANA DI DOMO
Domenica 25 Luglio 2010 si aprirà la Terza Campagna di Ricerca Archeologica realizzata dagli archeologi dell’Archeodomani s.a.s. nel territorio del Comune di Bibbiena (Arezzo). L’attività di ricerca si concluderà lunedì 16 agosto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/x0RWn465j0UNWj7E2OACUvf4H5Q/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/x0RWn465j0UNWj7E2OACUvf4H5Q/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
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<h3 style="text-align: center;">TERZA CAMPAGNA DI RICERCA ARCHEOLOGICA ESTIVA A BIBBIENA (Arezzo)</h3>
<p><a href="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/07/foto_generale_area_di_scavo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2112" title="foto_generale_area_di_scavo" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/07/foto_generale_area_di_scavo.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>L’INTERVENTO SI CONCENTRERA’ SULLE NUOVE STRUTTURE DELL’IMPIANTO TERMALE DELLA<strong> VILLA ROMANA DI DOMO</strong></p>
<p><strong>Domenica 25 Luglio 2010</strong> si aprirà<strong> la Terza Campagna di Ricerca Archeologica</strong> realizzata dagli archeologi dell<strong>’Archeodomani s.a.s.</strong> nel territorio del Comune di <strong>Bibbiena (Arezzo)</strong>. L’attività di ricerca si concluderà<strong> lunedì 16 agosto 2010.</strong></p>
<p>Sul cantiere, saranno presenti <strong>studenti provenienti dal tutta Italia </strong>con la direzione scientifica<strong> Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana</strong> (Soprintendente dott.ssa Fulvia Lo Schiavo, funzionario incaricato dott. Luca Fedeli).<br />
Lo scavo sarà diretto, per Archeodomani, dal<strong> dott. Alfredo Guarino</strong>, con il coordinamento del <strong>dott. Lorenzo Dell’Aquila</strong> (presidente di Archeodomani) ed il supporto del dott. Simone Caglio, responsabile delle analisi scientifiche e della logistica.</p>
<p>L’indagine archeologica riguarderà gli <strong>ambienti adiacenti alle “Piccole Terme”</strong> (indagati agli inizi degli anni ’80  e successivamente abbandonati fino alla Campagna dell’estate 2008) della parte residenziale<strong> (pars dominica) della villa romana di Domo,</strong> attiva per quasi tutta la romanità. Queste strutture sono state identificate dalla stessa equipe nel corso delle due precedenti campagne di ricerca archeologica, effettuate nel 2008 e nel 2009, ampliando così il presumibile perimetro dell’importante insediamento insediamento.</p>
<p><a href="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/07/panoramica_acciottolato__strada_.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2113" title="panoramica_acciottolato__strada_" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/07/panoramica_acciottolato__strada_.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a></p>
<p>In accordo con la Soprintendenza saranno inoltre effettuati importanti e delicati interventi di<strong> studio sulle stesse strutture,</strong> per verificarne la <strong>datazione</strong> ed arrivare ad una completa <strong>ricostruzione</strong> delle diverse fasi di utilizzo delle stesse.</p>
<p>Lo<strong> scavo sarà reso accessibile ai visitatori</strong> durante tutto il periodo di scavo. Oltre alle affascinanti strutture d’epoca romana, quindi, i numerosi turisti e curiosi che hanno deciso di passeggiare tra i campi del casentino potranno vedere gli archeologi in azione.</p>
<p>CONTATTI:<br />
Lorenzo Dell’Aquila (Pres. Archeodomani) &#8211; Cell. 3397786192<br />
Alfredo Guarino (Direttore Scientifico) – cell. 3479871502<br />
<a href="http://http://www.archeodomani.com/home.asp" target="_blank"> http://www.archeodomani.com/home.asp</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Quarta campagna di scavi al castello di Ahrensperg (UD)</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 08:47:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È iniziata nell’area del castello medievale di Ahrensperg, a Biacis di Pulfero (Udine), la quarta campagna d’indagine archeologica organizzata dal dipartimento di Storia e tutela dei beni culturali dell’Università di Udine. Le ricerche dureranno circa un mese. L’obiettivo è mettere in luce completamente quanto rimane dell’edificio quadrangolare individuato durante gli scavi dello scorso anno e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[
<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/utibUCWvsfFaQGrZkmlx4AiP3BY/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/utibUCWvsfFaQGrZkmlx4AiP3BY/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/utibUCWvsfFaQGrZkmlx4AiP3BY/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/utibUCWvsfFaQGrZkmlx4AiP3BY/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><p>È iniziata nell’area del castello medievale di <strong>Ahrensperg, a Biacis di Pulfero (Udine),</strong> la quarta campagna d’indagine archeologica organizzata dal dipartimento di<strong> Storia e tutela dei beni culturali dell’Università di Udine</strong>. Le ricerche dureranno circa un mese. L’obiettivo è mettere in luce completamente quanto rimane dell’<strong>edificio quadrangolare</strong> individuato durante gli scavi dello scorso anno e comprendere l<strong>’apparato difensivo del maniero</strong> in rapporto col territorio.<br />
<a href="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/07/scavo-uniud-Ahrensperg.jpeg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2107" title="scavo-uniud-Ahrensperg" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/07/scavo-uniud-Ahrensperg.jpeg" alt="" width="300" height="225" /></a>Alla campagna, diretta da <strong>Simonetta Minguzzi</strong>, docente di Archeologia medioevale, partecipano una quindicina di studenti, laureati, specializzandi e dottorandi dell’ateneo friulano. «Le indagini archeologiche del 2009 – spiega Minguzzi – fanno supporre per il castello una vita e vicende più articolate di quanto riportato dalle notizie storiche in nostro possesso».</p>
<p>La storia del castello di Ahrensperg è caratterizzata da un<strong> assedio del Conte di Gorizia nel 1306 </strong>e da una<strong> distruzione per ordine del Patriarca </strong>avvenuta nel <strong>1364</strong>. I suoi resti si trovano in prossimità della chiesa dedicata ai santi Giacomo e Anna, costruita all’interno dell’area castellana, su un pianoro che, sul lato settentrionale, si affaccia su un dirupo sovrastante il torrente Biacis, affluente del Natisone. Del fortilizio, nella parte nord-ovest dell’area, si conserva ancora una <strong>torre</strong>, per un’altezza residua di una decina di metri, che attualmente è in fase di restauro.</p>
<p><em>Fonte:</em></p>
<p><a href="http://qui.uniud.it/notizieEventi/cultura/archeologia-in-friuli-al-via-la-quarta-campagna-di" target="_blank">http://qui.uniud.it/notizieEventi/cultura/archeologia-in-friuli-al-via-la-quarta-campagna-di</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>La via delle anime – Sepolture di epoca romana in mostra a Riva del Garda</title>
		<link>http://archeoblog.net/2010/la-via-delle-anime-sepolture-di-epoca-romana-in-mostra-a-riva-del-garda/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 17:35:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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		<description><![CDATA[PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO, SOPRINTENDENZA PER I BENI LIBRARI ARCHIVISTICI E ARCHEOLOGICI SETTORE BENI ARCHEOLOGICI presentano l’inaugurazione della mostra archeologica
LA VIA DELLE ANIME A RIVA DEL GARDA
venerdì 9 luglio alle ore 18 
Il  tema assoluto – la morte e l&#8217;atteggiamento, diverso nella varie epoche, dell&#8217;uomo  nei confronti dell&#8217;estremo passaggio – visto con gli occhi degli antichi:  [...]]]></description>
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<p><a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/W36NztG98cmdMxGjLI4WxczqP1U/0/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/W36NztG98cmdMxGjLI4WxczqP1U/0/di" border="0" ismap="true"></img></a><br/>
<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/W36NztG98cmdMxGjLI4WxczqP1U/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/W36NztG98cmdMxGjLI4WxczqP1U/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><address style="text-align: left;">PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO, SOPRINTENDENZA PER I BENI LIBRARI ARCHIVISTICI E ARCHEOLOGICI SETTORE BENI ARCHEOLOGICI presentano l’inaugurazione della mostra archeologica</address>
<h3 style="text-align: center;">LA VIA DELLE ANIME A RIVA DEL GARDA<br />
<em>venerdì 9 luglio alle ore 18 </em></h3>
<p>Il  tema assoluto – la<strong> morte </strong>e l&#8217;atteggiamento, diverso nella varie epoche, dell&#8217;<strong>uomo  nei confronti dell&#8217;estremo passaggio</strong> – visto con gli occhi degli antichi:  l&#8217;immaginario  collettivo d&#8217;epoca romana è indagato e proposto al pubblico  presso  la  sede  della  <strong>Rocca  di  Riva  del Garda</strong> con un&#8217;ampia esposizione  di  reperti  recentemente  rinvenuti  nelle  due notevoli <strong>aree cimiteriali  della  Baltera  e  di San Cassiano</strong>, databili fra il primo e il quarto secolo d.C. Oggetti, recipienti e monili, provenienti da una <strong>ventina di   corredi   tombali,</strong> permettono   di  scrutare  convinzioni  profonde, aspettative e timori delle genti che abitarono l&#8217;Alto Garda duemila anni or sono.  «<em>La  via  delle  anime</em>»  –  questo  il titolo della mostra a cura di Cristina  Bassi  –  è organizzata dal MAG Progetto Museo Alto Garda e dalla Provincia   autonoma   di   Trento,   Soprintendenza  per  i  Beni  librari archivistici  e  archeologici.  L&#8217;inaugurazione è <strong>venerdì 9 luglio alle ore 18.00.</strong></p>
<p><strong><a href="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/07/la-via-delle-anime1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2103" title="la-via-delle-anime" src="http://archeoblog.net/wp-content/uploads/2010/07/la-via-delle-anime1.jpg" alt="" width="500" height="274" /></a><br />
</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>Il<strong> territorio   di   Riva  del  Garda</strong> è,  insieme  a  Tridentum,  quello archeologicamente  più  significativo dell’intero Trentino. In particolare, le  testimonianze  più ricche sono d<strong>’epoca roman</strong>a e testimoniano una vivace<br />
realtà  economica. Tra i rinvenimenti, distribuiti sull’intero areale, sono numerosissime  le  <strong>necropoli</strong>,  distribuite  lungo l’antica viabilità, delle quali  sono  particolarmente  interessanti  quelle  che si sviluppano lungo l’odierna  <strong>via  Marone</strong>,  una strada con andamento nord-sud marcata alla sua estremità meridionale da un capitello (suggestivamente noto alla tradizione popolare  come  “<strong><em>capitello  delle  anime</em></strong>”). Da qui la scelta del titolo che<br />
restituisce  i  risultati  delle  ricerche  nate dai recenti scavi condotti dalla Soprintendenza archeologica nelle località San Cassiano e Baltera.</p>
<p>Obiettivo  della mostra è presentare il <strong>meglio del materiale rinvenuto</strong>, che tocca  soprattutto  il tema della <strong>ritualità sepolcrale in epoca romana</strong> e le sue  manifestazioni  in ambito locale. Nei due  nuclei cimiteriali scoperti lungo  via  Marone  fra  il  2006 e i 2008 sono infatti state rinvenute una <strong>settantina  di  tombe</strong>, alcune delle quali dovevano presentarsi monumentali. Il primo gruppo di sepolture, quello della Baltera, ascrivibile nell’ambito dell’ultimo  quarto  del  I  secolo  d.C,  presentava un recinto tombale di famiglia   con  tombe  a  cremazione;  qui  sono  stati  rinvenuti  <strong>corredi particolarmente  ricchi</strong>,  tra  cui  si  segnalano  alcune pissidi in lamina d’argento, uno specchio e diverse suppellettili in vetro. Il secondo gruppo è  riferito  ad  una  selezione di sepolture, parte a cremazione e parte ad inumazione, provenienti al complesso cimiteriale di <strong>San Cassiano</strong>, molto più ampio  del  precedente  e  dal  quale, per la mostra sono stati selezionati alcuni   corredi   tombali   particolarmente   significativi,  che  coprono l’orizzonte cronologico che va dagli ultimi decenni <strong>del I secolo d.C. al IV secolo d.C.</strong></p>
<p>Interessanti  anche  i  risultati  delle  ricerche documentate nel catalogo della  mostra  dai  quali  emergono  i risultati delle ricerche che narrano anche  di  una  villa  collocata a ridosso dell&#8217;asse viario in direzione di Arco.  Dalle  analisi  dei  corredi  tombali  le caratteristiche sociali ed economiche  degli  abitanti  di  un  sito  che  fu  caratterizzato  da  una<br />
lunghissima  durata  nella frequentazione, frequentato dall&#8217;età romana fino al diciottesimo secolo.<br />
La mostra sarà visitabile fino al 1° novembre con orario 10.00-12.30 / 13.30-18.00 tutti i giorni fino al 30 settembre; nel mese di ottobre da martedì a domenica.</p>
<p><em> Informazioni:</em></p>
<p><strong>Museo Riva del Garda</strong><br />
piazza Battisti, 3<br />
38066 Riva del Garda<br />
tel. 0464 573869<br />
fax 0464 573686<br />
<a href="mailto:museo@comune.rivadelgarda.tn.it"> museo@comune.rivadelgarda.tn.it</a><br />
<a href="http://www.comune.rivadelgarda.tn.it/museo" target="_blank"> www.comune.rivadelgarda.tn.it/museo</a></p>
<p><strong>Provincia Autonoma di Trento</strong><br />
Soprintendenza per i Beni librari archivistici e archeologici<br />
Via Aosta, 1 &#8211; 38122 Trento<br />
tel. 0461 492161<br />
fax 0461 492160<br />
<a href="mailto:sopr.librariarchivisticiarcheologici@provincia.tn.it"> sopr.librariarchivisticiarcheologici@provincia.tn.it</a><br />
<a href="http://www.trentinocultura.net/archeologia.asp" target="_blank"> www.trentinocultura.net/archeologia.asp</a></p>
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		<title>Notti dell’Archeologia 2010</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 11:11:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>marina lo blundo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[notti dell'archeologia]]></category>
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		<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno torna in Toscana l&#8217;appuntameno estivo con le notti dell&#8217;archeologia. Dal 10 al 31 luglio 2010 i musei archeologici &#8211; e non solo &#8211; della Toscana propongono una serie di iniziative volte  a coinvolgere  il pubblico alla scoperta e riscoperta del patrimonio archeologico della Regione. Patrimonio che non è solo da conoscere, ma da [...]]]></description>
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<a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/D5bvgzQmcXcKgPFrMatj3wOxTSA/1/da"><img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/D5bvgzQmcXcKgPFrMatj3wOxTSA/1/di" border="0" ismap="true"></img></a></p><p>Anche quest&#8217;anno torna in Toscana l&#8217;appuntameno estivo con le <strong>notti dell&#8217;archeologia</strong>. <strong>Dal 10 al 31 luglio</strong> 2010 i musei archeologici &#8211; e non solo &#8211; della Toscana propongono una serie di iniziative volte  a coinvolgere  il pubblico alla scoperta e riscoperta del patrimonio archeologico della Regione. Patrimonio che non è solo da conoscere, ma da vivere, da fare nostro, da trattare con familiarità. Molte le proposte per farci entrare in sintonia col Patrimonio, prima tra tutte il teatro.  La Fondazione Toscana Spettacolo infatti, insieme al Museo Archeologico Nazionale di Firenze, propone una <strong>rassegna teatrale di Archeologia Narrante</strong>: in alcuni dei più importanti musei e siti archeologici della Regione verranno inscenate tragedie quali Le Eumenidi e le Troiane, rappresentazioni del&#8217;Iliade e dell&#8217;Odissea: un modo nuovo di intendere l&#8217;ambiente archeologico come scenografia ideale di una rappresentazione teatrale.</p>
<p>Molte le conferenze in programma, le inaugurazioni di mostre, le visite guidate, le attività di scavo per bambini e ragazzi, le degustazioni delle antiche ricette della cucina etrusca. Inoltre, non manca una <strong>rassegna del Cinema  d&#8217;Archeologia</strong>, ultima frontiera della divulgazione archeologica che sta riscontrando un notevole apprezzamento da parte del pubblico. uno dei temi caldi di quest&#8217;anno è la dedica che la Toscana fa ai suoi grandi archeologi, coloro che con i loro studi e le loro ricerche hanno apportato un notevole contributo alla conoscenza dell&#8217;archeologia della Regione. Niente a che vedere con le imprese avventurose di Indiana Jones e dintorni, ma storie ugualmente affascinanti e sorprendenti, ricerche senza le quali la Toscana sarebbe orfana di un&#8217;importante fetta della sua storia più antica.</p>
<p>Emerge, dal programma, la grande vitalità dei Musei Civici e dei piccoli musei sparsi sul territorio. Di fatto le notti dell&#8217;archeologia sono un&#8217;occasione per pubblicizzare le realtà archeologiche locali e per sensibilizzare la popolazione sulla ricchezza incommensurabile  del Patrimonio archeologico toscano. Il programma è denso di eventi per tutte le serate e molti sono gli enti e le associazioni coinvolti, a partire dalla Regione e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, ai Gruppi Archeologici, alle cooperative archeologiche: un lavoro di squadra per valorizzare e difondere la conoscenza del patrimonio archeologico presso una popolazione che sicuramente non restrà insensibile al richiamo.</p>
<p><a href="http://www.regione.toscana.it/nottidellarcheologia" target="_blank">http://www.regione.toscana.it/nottidellarcheologia</a></p>
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