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		<title>Archeomatica news</title>
		<description><![CDATA[Tutte le notizie sulle tecnologie per i Beni Culturali]]></description>
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		<lastBuildDate>Fri, 05 Dec 2025 14:53:56 +0000</lastBuildDate>
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			<title>Archeomatica news</title>
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			<description>Tutte le notizie sulle tecnologie per i Beni Culturali</description>
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			<title>Stonex svela per la prima volta una Bologna nascosta grazie alla tecnologia 3D</title>
			<link>https://www.archeomatica.it/documentazione/stonex-svela-per-la-prima-volta-una-bologna-nascosta-grazie-alla-tecnologia-3d</link>
			<description><![CDATA[<img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/12/04/Stonex_3D_Bologna.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/12/04/Stonex_3D_Bologna.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><p>Durante la manutenzione annuale, con i Canali di Bologna in secca, Stonex ha realizzato una scansione LiDAR in due punti strategici: l’antico Porto Navile e il suggestivo Canale di Reno visibile dall’iconica Finestrella di via Piella.</p>

<p><br />Un’occasione unica, resa possibile da una collaborazione speciale, per mettere alla prova la tecnologia in un contesto storico straordinario e offrire modelli 3D accurati utili alla divulgazione e alla valorizzazione.<br />È stato un piacere prendere parte a un progetto che unisce passato e futuro, acqua e tecnologia, memoria e innovazione.</p>
<p>Vedi il video:</p>
<p><iframe src="https://www.youtube.com/embed/BHq2GGSlIVg?si=OV4MjXSYkhXC1hSA" width="560" height="315" title="YouTube video player" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></p>
<p><strong>Tecnologia avanzata per raccontare la storia</strong></p>
<p>La scelta di documentare questi luoghi iconici con strumenti SLAM all’avanguardia nasce dall’esigenza di catturare ogni dettaglio, anche in condizioni complesse e in ambienti storici delicati. In particolare, Stonex ha impiegato due dei suoi strumenti più versatili e performanti.</p>
<p>Stonex X70GO è uno scanner SLAM leggero e maneggevole, ideale per rilevamenti rapidi in aree articolate come cunicoli, canali e strutture archeologiche. La sua capacità di acquisire dati in movimento permette di ottenere nuvole di punti dense e omogenee, perfette per ricostruire ambienti anche poco accessibili.</p>
<p>Stonex X120GO, grazie alla sua portata maggiore e alla precisione elevata, si dimostra particolarmente efficace in contesti complessi dove è necessario integrare estensioni più ampie o livelli di dettaglio superiori. L’evoluzione della versione v2 garantisce una stabilità ottimizzata, algoritmi SLAM aggiornati e una qualità di ricostruzione che lo rendono uno strumento molto apprezzato in ambito archeologico e di conservazione dei beni culturali.</p>
<p>L’utilizzo combinato di X70GO e X120GO ha permesso di ottenere modelli tridimensionali completi e accurati, valorizzando il patrimonio nascosto dei Canali e rendendo accessibili a tutti luoghi normalmente invisibili.</p>
<p><strong>I Canali di Bologna</strong></p>
<p>I Canali di Bologna rappresentano una rete storica di corsi d’acqua artificiali che, per secoli, hanno alimentato mulini, opifici e attività artigianali, contribuendo allo sviluppo economico della città. Oggi costituiscono una testimonianza preziosa dell’ingegneria idraulica medievale e rinascimentale.<br />Un ringraziamento speciale va ai Canali di Bologna per la collaborazione e per l’impegno costante nella tutela e nella valorizzazione di questo straordinario patrimonio.</p>
<p><strong>Per ulteriori informazioni e per richiedere un preventivo, visita il sito ufficiale di Stonex:</strong></p>
<p><a href="https://www.stonex.it/it/contatti/" target="_blank" rel="noopener">https://www.stonex.it/it/contatti/</a></p>
<p><strong>&nbsp;</strong></p>]]></description>
			<dc:creator>Redazione Archeomatica</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 12:44:37 +0000</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title>Antartide: 40 anni di ricerca italiana</title>
			<link>https://www.archeomatica.it/eventi/antartide-40-anni-di-ricerca-italiana</link>
			<description><![CDATA[<img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/12/04/antardide_1200x900px.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/12/04/antardide_1200x900px.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><p><strong>CNR celebra i 40 anni di ricerca italiana in Antartide con un percorso immersivo che unisce scienza, tecnologia, esplorazione e meraviglia. </strong></p>

<p>&nbsp;Codevintec affianca CNR, ENEA, INGV e le grandi istituzioni del Progetto Antartide fin dalle prime spedizioni nel continente più estremo. Un ambiente dove solo strumenti affidabili possono funzionare e garantire risultati scientifici di qualità.</p>
<ul>
<li>Sismometri ad alta precisione</li>
<li>Release per il recupero della strumentazione dai fondali</li>
<li>Ricevitori GPS (da quando era l’unica costellazione disponibile)</li>
<li>campionatori d’acqua, sonde oceanografiche, inclinometri, georadar...</li>
</ul>
<p>In particolare, il georadar è una tecnologia molto versatile che può essere impiegata per:</p>
<ul>
<li>comprendere lo spessore e la qualità dei ghiacci</li>
<li>realizzare piste di atterraggio</li>
<li>monitorare l’evoluzione dei ghiacciai</li>
<li>pianificare le perforazioni</li>
</ul>
<p><strong>Il georadar in mostra: esplorare la stratificazione dei ghiacci</strong></p>
<p>Una delle installazioni della mostra del CNR è infatti dedicata al georadar.</p>
<p>Nel laboratorio del CNR è stato costruito uno speciale modellino fisico che riproduce</p>
<ul>
<li>la stratificazione del ghiaccio</li>
<li>la presenza di un lago subglaciale a grande profondità</li>
<li>le variazioni di densità e profondità interne.</li>
</ul>
<p>Durante la dimostrazione:</p>
<ul>
<li>l’operatore muove il georadar sul modellino</li>
</ul>
<p>usa uno strumento per murature per rispettare le proporzioni ridotte</p>
<ul>
<li>il georadar rileva i dati generati dalla struttura sottostante</li>
<li>su un monitor appare progressivamente la stratificazione, insieme all’anomalia che rivela la presenza di un lago glaciale.</li>
</ul>
<p>È un modo immediato per far capire al pubblico come questa tecnologia sia capace di vedere dentro il ghiaccio senza perforarlo. Così come fa con il terreno, i muri...</p>
<p><strong>Antartide: Il Continente Bianco</strong></p>
<p><strong>2 dicembre 2025 - 23 gennaio 2026</strong></p>
<p><strong>CNR - piazzale Aldo Moro 7- Roma</strong></p>
<p><a href="https://mostre.cnr.it/antartide/" target="_blank" rel="noopener">https://mostre.cnr.it/antartide/</a></p>
<p><strong>Scopri di più sul georadar</strong></p>
<p><a href="https://www.codevintec.it/categoria-prodotto/georadar/" target="_blank" rel="noopener">https://www.codevintec.it/categoria-prodotto/georadar/</a></p>
<p>Per maggiori informazioni e una soluzione su misura, puoi contattare lo specialista: <a href="mailto:maurizio.porcu@codevintec.it">maurizio.porcu@codevintec.it</a></p>
<p><em>&nbsp;</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Chi è Codevintec?</strong></p>
<p>Da 52 anni Codevintec è riferimento per la tecnologia nelle Scienze della Terra e del Mare.</p>
<p>Vendita e noleggio di strumentazione per:</p>
<ul>
<li>Geofisica terrestre e Studio del sottosuolo</li>
<li>Vulcanologia e Monitoraggio sismico</li>
<li>Geofisica Marina e Rappresentazione dei fondali e delle coste</li>
<li>3D Imaging e Telerilevamento</li>
<li>Navigazione e posizionamento di precisione</li>
<li>Qualificato laboratorio di assistenza tecnica</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per ulteriori informazioni: <a href="http://www.codevintec.it" target="_blank" rel="noopener"><strong>www.codevintec.it</strong></a><strong> <a href="mailto:info@codevintec.it">info@codevintec.it</a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
			<dc:creator>Redazione Archeomatica</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 12:26:12 +0000</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title>Black week TerreLogiche: al via la promozione sui corsi 2026</title>
			<link>https://www.archeomatica.it/formazione-1/black-week-terrelogiche-al-via-la-promozione-sui-corsi-2026</link>
			<description><![CDATA[<img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/12/04/2025_12_03_Newlstter Archeomatica.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/12/04/2025_12_03_Newlstter Archeomatica.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><p>La Black Week di TerreLogiche è ufficialmente iniziata e propone una promozione dedicata a chi desidera investire nelle proprie competenze professionali: fino a <strong>domenica 7 dicembre</strong> è possibile scaricare un codice che dà accesso al <strong>25% di sconto</strong> su tutti i corsi inseriti nel calendario formativo 2026.</p>

<p>Il codice sconto potrà essere utilizzato per iscriversi ai corsi fino al <strong>18 gennaio 2026</strong>, offrendo così un margine di tempo esteso che consente agli interessati di valutare con calma il proprio percorso formativo per il nuovo anno.</p>
<p><strong>Ampia offerta formativa per il 2026</strong></p>
<p>La Formazione TerreLogiche propone un catalogo di corsi strutturato per rispondere alle esigenze emergenti del settore:</p>
<ul>
<li><strong>GIS</strong>, per sviluppare competenze nell’analisi e gestione dei dati geospaziali;<br /><br /></li>
<li><strong>Telerilevamento ed Earth Observation</strong>, con focus sulle tecniche di elaborazione delle immagini satellitari;<br /><br /></li>
<li><strong>Rilievo 3D, Modellazione ambientale e idraulica</strong>, dedicato a chi opera nella progettazione e nel monitoraggio del territorio;<br /><br /></li>
<li><strong>Data Science e Data Analysis</strong>, per apprendere metodi e strumenti di analisi avanzata;<br /><br /></li>
<li><strong>Ambiente, paesaggio e sostenibilità</strong>, percorsi formativi rivolti alle nuove sfide ecologiche e di gestione del territorio.</li>
</ul>
<p>L’<strong>Ufficio Formazione TerreLogiche</strong> offre gratuitamente consulenza e supporto personalizzato nella scelta dei corsi più adatti agli obiettivi professionali dei partecipanti, aiutandoli a costruire un percorso formativo su misura.</p>
<p><strong>Come accedere alla promozione</strong></p>
<p>Per ottenere lo sconto è sufficiente scaricare il codice tramite il seguente link:<br /><a href="https://www.terrelogiche.com/black-week-terrelogiche-2025.html" target="_blank" rel="noopener">https://www.terrelogiche.com/black-week-terrelogiche-2025.html</a></p>
<p>Il codice può essere richiesto fino al <strong>7 dicembre</strong>, ma potrà essere utilizzato per iscriversi ai corsi fino al <strong>18 gennaio 2026</strong>, offrendo un periodo più ampio per scegliere consapevolmente il proprio percorso formativo.</p>
<p>L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno di TerreLogiche per la diffusione di competenze tecniche avanzate e aggiornate, valorizzando la formazione come strumento strategico per affrontare le trasformazioni del settore e supportando professionisti e organizzazioni impegnate nella gestione, analisi e tutela del territorio.</p>
<p>Per maggiori informazioni è possibile contattare l’indirizzo mail: <strong><a href="mailto:formazione@terrelogiche.com">formazione@terrelogiche.com</a></strong></p>]]></description>
			<dc:creator>Redazione Archeomatica</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 12:17:36 +0000</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title>Veio, nuove scoperte archeologiche</title>
			<link>https://www.archeomatica.it/documentazione/veio-nuove-scoperte-archeologiche</link>
			<description><![CDATA[<img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/11/26/veio_nuove_scoperte_large.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/11/26/veio_nuove_scoperte_large.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><p>Veio, città etrusca, indicata come: pulcherrima urbs -città splendida- dallo storico latino Tito Livio a 15 Km da Roma, prosperò culturalmente e politicamente nel VI e V sec.a.C. Inizialmente i rapporti con Roma furono pacifici, ma successivamente divennero rivali per interessi territoriali, dopo una lunga guerra fu conquistata e distrutta da Furio Camillo nel 396 a.C. e il suo territorio fu incorporato in quello di Roma.</p>

<p>Dopo una lenta decadenza, sotto Cesare diventò una colonia, trasformata poi da Agusto in municipio che l’adornò di edifici imponenti. La zona torna a prosperare in epoca medievale con la fondazione del borgo di Isola Farnese. Veio è conosciuta, non solo per le numerose necropoli, intorno alla città - con tombe a tumulo e a camera -; il Santuario di Portinaccio che con gli scavi iniziati nel 1914 fino al 1921 e poi nel 1939, portarono alla luce i resti di un tempio e altre tracce di impianti sacri, parte di un santuario, distrutto in età romana, ma anche per la presenza di un sistema articolato di cunicoli sotterranei realizzati in epoca etrusca che comprende: strutture idrauliche, canali, cisterne e pozzi.</p>
<p><br />Di recente, una nuova stagione di ricerche, interessa il parco archeologico di Veio, a sostenere le ricerche, il Ministero della Cultura, guidato da Alessandro Giuli, attraverso la Direzione Generale Musei e affiancato da un team di ricercatori. La direzione scientifica degli scavi è affidata a Laura Maria Michetti- Sapienza Università di Roma- e a Luana Toniolo – direttrice museo nazionale Etrusco di Villa Giulia -; contestualmente la campagna di prospezioni geofisiche è coordinata dal dipartimento di Ingegneria dell’informazione Elettronica e Telecomunicazioni della Sapienza. La nuova fase operativa si è soffermata non solo sul Santuario di Portinaccio, complesso sacro, probabilmente esistito fin da epoca arcaica. Luana Toniolo, dichiara: “Ormai da un anno il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia gestisce l’area sacra di Portonaccio a Veio”. Abbiamo da subito avviato progetti di valorizzazione e fruizione del Parco, ma soprattutto, in collaborazione con l’Università La Sapienza e grazie al contributo della Direzione Generale Musei, abbiamo ripreso le indagini nell’area: scavi archeologici, ma anche ricerche che impiegano strumenti e metodologie completamente innovative come nell’importantissima e del tutto inedita mappatura dei cunicoli della città”.</p>
<p><br />Le ricerche hanno compreso anche la mappatura completa delle strutture idrauliche che attraversano il sottosuolo dell’area sacra e collegano il pianoro dei Campetti con la terrazza del Santuario di Portinaccio e la Valle di Cannetaccio. I nuovi sistemi utilizzati hanno permesso di rilevare, non solo l’estensione dei cunicoli, ma l’intero sistema, tra le tecnologie impiegate: il rover Magellano, progettato per l’esplorazione autonoma di ambienti sotterranei. Lo strumento riprende un sistema di sospensioni, ispirato all’architettura “rocker -bogie”, realizzata dalla NASA per i rover delle missioni marziane Curiosity, Opportunity, Spirit. Attraverso un ponte radio, Magellano trasmette in tempo reale, dati e immagini, consentendo un monitoraggio costante delle aree esplorate dall’esterno dei cunicoli.</p>
<p><br />Il direttore dei musei, Massimo Osanna, afferma: &lt;&lt;Tornare a indagare il santuario del Portonaccio con scavi rigorosi e tecnologie d’avanguardia significa ampliare in modo decisivo la conoscenza di uno dei luoghi più significativi dell’Etruria. La mappatura dei cunicoli, resa possibile da metodologie non invasive e strumenti di ultima generazione, è una novità assoluta per questo sito e dimostra il valore della collaborazione tra musei, università e centri di ricerca&gt;&gt;.<br />Quando la ricerca, incontra la tecnologia, la memoria torna in vita, più forte.</p>]]></description>
			<dc:creator>Maria Chiara Spiezia</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 25 Nov 2025 15:28:18 +0000</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title>Dentro la Ronda di Notte di Rembrandt</title>
			<link>https://www.archeomatica.it/documentazione/dentro-la-ronda-di-notte-di-rembrandt</link>
			<description><![CDATA[<img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/12/01/rembrandt_ronda_notte_large.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/12/01/rembrandt_ronda_notte_large.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><p>Se ci s’imbatte in un pittore come Rembrandt bisogna fare i conti con una pittura brutale, drammatica per poi divenire nel contempo intima e meditativa. S’introduce con veemenza nello spirito e nella psiche inginocchiandoti a terra a riflettere.</p>

<p>La teatralità presente nelle opere del periodo giovanile pian piano viene abbandonata per lasciare spazio ad una rappresentazione spirituale, introspettiva. La descrizione dettagliata di paesaggi e scene di genere dei pittori olandesi del XVII sec. non è il campo da gioco di Rembrandt che non si sofferma alla sola descrizione, scruta come un chirurgo gli organi umani e spinge il pennello in profondità perforando figurativamente la tela. Collezionista appassionato fino all’eccesso di stoffe di pregio, gioielli e mobili antichi riversati nelle sue tele con insolita narrazione prendono vita ed un respiro più ampio grazie alla sua pittura che tutto salda.</p>
<p>Il gioiello da mostrare c’è ed è rimirato davanti allo specchio da una giovane donna, con le mani in primo piano (Giovane donna con orecchini, 1657, San Pietroburgo, Hermitage Museum, fig.1). Figure dipinte, non meramente ordinate una accanto alle altre, ma compartecipanti di un medesimo evento, concatenati. Ritratti (1630-1645), autoritratti, scene a soggetto religioso non realistici, ma tattili. Di che cosa è composta l’opera di Rembrandt? Gioco di velature e nuovo impasto, chiaroscuro, materia e colore, colore e materia. Un bue squartato e l’odore di sangue, luce soffice e fervida con molteplici sfumature, senso di profondità e gesticolazione delle figure.</p>
<p><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/11/26/giovane_donna_orecchino_rembrandt.jpg" alt="giovane donna orecchino rembrandt" width="500" height="654" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" /></p>
<p>Fig.1- Rembrandt, Giovane donna con orecchini, 1657, Museo Statale Ermitage, San Pietroburgo</p>
<p>Artista che oltrepassa lo stereotipo dei ritratti tradizionali e con la luce e per la luce costruisce le scene. Ritornano le parole di Marcel Proust che nel quinto libro della sua magistrale Recherche (la Prigioniera) in una delle sue tante riflessioni sull’arte e sulla letteratura spiega ad Albertine come i grandi scrittori e alcuni artisti nel profondo hanno scritto e realizzato una sola opera, soffermandosi su Dostoevskij, cita Rembrandt: “<em>Ebbene, è sempre la medesima, questa nuova bellezza, in tutte le opere di Dostoevskij (particolare quanto una donna di Rembrandt) con il suo viso misterioso la cui bellezza gentile si muta bruscamente, come se avesse recitato la commedia della bontà, in una terribile insolenza..</em>” , e ancora riferendosi all’ opera celebre dell’artista - (Betsabea al bagno con lettera di David, 1654, Parigi, Louvre, fig.2), - dice: (…) <em>Notate ch’egli non ha conosciuto che quel viso straordinario, doppio, le cui improvvise vampate d’orgoglio fanno apparire la donna diversa da quella che è</em> (…).</p>
<p><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/11/26/rembrandt_betsabea.jpg" alt="rembrandt betsabea" width="707" height="444" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" /></p>
<p>Fig. 2- Rembrandt, dettaglio di Betsabea al bagno con lettera di David, 1654, Louvre, Parigi&nbsp;</p>
<p>Rembrandt, in effetti, non restituisce semplicemente un volto, e della storia tratta dal Vecchio Testamento, dal secondo libro di Samuele, sceglie un peculiare momento. Dopo la morte del marito la donna riceve l’invito del re a diventare suo moglie, l’artista la ritrae nel momento in cui viene preparata dall’ancella, nuda a grandezza naturale e con il capo leggermente chinato. Nel suo volto un florilegio. Invasato dal dilemma, in preda al dubbio, mostra nel contempo il desiderio di compiacere il suo re e l’ essere fedele al marito. Senza via d’uscita in quel volto è racchiusa l’intera narrazione scarna di gesti violenti o teatrali, rivela l’ineguagliabile poetica rembrandtiana. Come nel secondo lungometraggio di Christian Nolan dove l’intera vicenda non è raccontata in maniera lineare e il protagonista Leonard Shelby si sveglia ogni mattina nella stanza anonima dell'Icann Motel con la stessa domanda: dov'ero rimasto?</p>
<p>Ritorniamo al 1642, anno in cui Rembrandt dipinge la così detta Ronda di Notte, commissionata dal capitano Frans Banning Cocq per ritrarre gli ufficiali e i membri della sua milizia. Una commissione -quella del ritratto di gruppo- affidata frequentemente ai pittori di quell’epoca. Rembrandt costruisce qualcosa di diverso, - si avvicina alle sue realizzazioni il pittore Frans Hals- infrange le regole, non più la monotona rappresentazione di figure giustapposte, statiche, intisichite, ma la creazione di ambienti, di luoghi, di un certo sentire, di una compartecipazione, viva. La ronda di notte presenta diversi gruppi in movimento e una ricca trama luministica. Il ritratto collettivo di una delle tante milizie borghesi, Rembrandt la immagina come se stesse nell’atto d’intraprendere una marcia che dopo essersi assiepati sotto il portale si disperde per le strade della città.</p>
<p>La luce guida l’occhio dell’osservatore e le pennellate sono vibranti, libere fin quasi a divenire grumose. Realizzato da Rembrandt nel 1642 con i suoi 363 × 437 centimetri, si srotola davanti lo sguardo dell’altro. La tela in origine era molto più grande, ma fu tagliata brutalmente ai due lati per poter essere adattata al nuovo spazio, morto l’artista anche alcune sezioni in alto e in basso furono rimosse per passare dalla sua posizione originale, cioè la sala di riunione delle guardie civiche del Kloveniersdoelen, per essere esposta al municipio di Amsterdam, nel 1715.</p>
<p>Le parti mancanti sono andate perdute, ma nel 2021 il Rijksmuseum di Amsterdam le ha provate a riprodurle grazie alle nuove tecnologie di scanning e alle reti neurali convoluzionali. Il ripristino delle dimensioni originali della Ronda è stato suggerito da Erst van der Wetering, studioso di Rembrandt con una lettera inviata al museo olandese. Ad occuparsi della ricostruzione è stato Rob Erdmann, scienziato esperto in tecnologie di restauro e conservazione, basandosi su tre punti focali: una copia del dipinto originale attribuita a Gerrit Lundens e realizzata prima della mutilazione, la sezione conservata rimanente del dipinto originale e la tecnologia dell’intelligenza artificiale. L’intelligenza artificiale è stata utilizzata per risolvere una serie di problemi specifici, il primo dei quali era rappresentato proprio dalle dimensioni: la copia realizzata da Lundens è un quinto dell’originale. C’era però anche una questione di stile: troppo diverso quello di Lundens rispetto a quello di Rembrandt, il che ha sollevato la questione di come i pezzi mancanti potessero essere restaurati con un’approssimazione tale. E così Erdmann ha creato tre reti neurali separate, un tipo di tecnologia di apprendimento automatico che addestra i computer a imparare e migliorarsi per risolvere problemi. Robert Erdmann, ha allenato un computer a riprodurre, pixel dopo pixel, lo stile di Rembrandt.</p>
<p><br />La prima rete neurale ha identificato i dettagli in comune tra la copia di Lundens e l’originale di Rembrandt, la seconda rete neurale ha adattato le dimensioni di questi dettagli, la terza, invece, ha replicato quegli stessi dettagli, ma nello stile di Rembrandt. Per farlo, Erdmann ha classificato le repliche nell’uno e nell’altro stile e se la riproduzione dell’Intelligenza Artificiale si avvicinava a quella di Lundens si generava un errore. Eseguito milioni di volte, il programma dell’Intelligenza Artificiale è stato in grado di affinare la propria abilità nel riprodurre lo stile di Rembrandt a scapito di quello di Lundens, fino a poter riprodurre precisamente la parte mancante della Ronda di Notte con la “mano” dell’autore originale. Ad alimentare gli algoritmi sono state scannerizzazioni ad altissima risoluzione della “Ronda di notte, le immagini risultanti sono state poi stampate su tela e laccate, per assumere l’aspetto di un vero quadro.</p>
<p><br />A Novembre 2024 hanno preso il via i lavori di Restauro della Ronda di Notte, frutto di un progetto di ricerca e restauro portato avanti da anni, oltre alla ricostruzione grazie alla intelligenza artificiale, tra le scoperte emerse negli ultimi anni -grazie ad un’analisi a raggi X - l’impiego di uno strato di piombo e per ottenere lucentezza l’utilizzo dell’arsenico e tuorlo d’uovo, inoltre la presenza di schizzi preparatori sotto gli strati di pittura. <br />La Ronda di Notte di Rembrandt trascende la pittura, è una vera e propria messa in scena di un opera teatrale! Quel genio di Rembrandt.</p>]]></description>
			<dc:creator>Maria Chiara Spiezia</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 25 Nov 2025 15:25:31 +0000</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title>Master DIPAC 2026: Diagnostica per il Patrimonio Culturale Archeologico </title>
			<link>https://www.archeomatica.it/formazione-1/master-dipac-2026-diagnostica-per-il-patrimonio-culturale-archeologico</link>
			<description><![CDATA[<img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/11/21/università_basilicata.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/11/21/università_basilicata.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><p>Il Master DIPAC, coordinato dall'Università degli studi della Basilicata è pensato per laureati triennali e magistrali provenienti sia dall’area scientifica sia dal settore dei Beni Culturali, in particolare quello archeologico. L’obiettivo è offrire agli studenti la possibilità di scoprire come metodo scientifico e sensibilità umanistica possano dialogare tra loro, permettendo di acquisire competenze avanzate nella diagnostica applicata ai reperti archeologici.</p>

<p><br />Il percorso formativo proposto è fortemente multidisciplinare e combina scienza, tecnologia e archeologia. Grazie a questo approccio integrato, studenti e professionisti di ambiti diversi potranno sviluppare un linguaggio comune e lavorare insieme per approfondire lo studio dei beni materiali attraverso strumenti scientifici. Il Master prepara inoltre ad affrontare le sfide più complesse legate alla conservazione, valorizzazione e fruizione dei Beni Culturali, unendo competenze tecniche a una solida comprensione del loro contesto storico e culturale.&nbsp;</p>
<p><strong>Titoli di studio per l’accesso:</strong></p>
<table>
<tbody>
<tr>
<td>
<p><strong>Area</strong></p>
</td>
<td>
<p><strong>Classe di Laurea</strong></p>
</td>
<td>
<p><strong>Descrizione</strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p><strong>Beni Culturali e Umanistica</strong></p>
</td>
<td>
<p>L-1</p>
</td>
<td>
<p>Beni Culturali</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td>
<p>L-10</p>
</td>
<td>
<p>Lettere</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td>
<p>L-11</p>
</td>
<td>
<p>Lingue e Culture Moderne</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td>
<p>L-42</p>
</td>
<td>
<p>Storia</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p><strong>Archeologia, Architettura e Territorio</strong></p>
</td>
<td>
<p>L-17</p>
</td>
<td>
<p>Scienze dell’Architettura</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td>
<p>L-21</p>
</td>
<td>
<p>Pianificazione Territoriale, Urbanistica, Paesaggistica e Ambientale</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td>
<p>L-23</p>
</td>
<td>
<p>Scienze e Tecniche dell’Edilizia</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p><strong>Biologia, Biotecnologie e Ambiente</strong></p>
</td>
<td>
<p>L-2</p>
</td>
<td>
<p>Biotecnologie</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td>
<p>L-13</p>
</td>
<td>
<p>Scienze Biologiche</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td>
<p>L-26</p>
</td>
<td>
<p>Scienze e Tecnologie Alimentari</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td>
<p>L-32</p>
</td>
<td>
<p>Scienze e Tecnologie per l’Ambiente e la Natura</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p><strong>Scienze Agrarie, Forestali e Animali</strong></p>
</td>
<td>
<p>L-25</p>
</td>
<td>
<p>Scienze e Tecnologie Agrarie e Forestali</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td>
<p>L-38</p>
</td>
<td>
<p>Scienze Zootecniche e Tecnologie delle Produzioni Animali</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p><strong>Scienze Fisiche, Chimiche e Farmaceutiche</strong></p>
</td>
<td>
<p>L-27</p>
</td>
<td>
<p>Scienze e Tecnologie Chimiche</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td>
<p>L-29</p>
</td>
<td>
<p>Scienze e Tecnologie Farmaceutiche</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td>
<p>L-30</p>
</td>
<td>
<p>Scienze e Tecnologie Fisiche</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p><strong>Ingegneria</strong></p>
</td>
<td>
<p>L-7</p>
</td>
<td>
<p>Ingegneria Civile e Ambientale</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td></td>
<td>
<p>L-9</p>
</td>
<td>
<p>Ingegneria Industriale</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<p><strong>Scienze della Terra</strong></p>
</td>
<td>
<p>L-34</p>
</td>
<td>
<p>Scienze Geologiche</p>
<br /><br /><br /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<h3><strong>Modalità di Ammissione</strong></h3>
<p>La selezione per l’accesso al Master DIPAC avverrà tramite valutazione dei titoli e colloquio. Saranno considerati il voto di laurea e gli eventuali ulteriori titoli presentati dal candidato.</p>
<p><strong>Sede e Periodo di Svolgimento</strong></p>
<p>Le attività didattiche prevedono:</p>
<ul>
<li aria-level="1"><strong>Lezioni frontali a distanza</strong>, svolte tramite piattaforma Google Meet.<br /><br /></li>
<li aria-level="1"><strong>Laboratori, tirocinio e prova finale in presenza</strong>.<br /><br /></li>
</ul>
<p>I laboratori si terranno presso l’Università degli Studi della Basilicata.</p>
<p>Le lezioni inizieranno <strong>a febbraio 2026</strong> e proseguiranno fino a <strong>giugno/luglio 2026</strong>, a cui seguirà il periodo di <strong>stage presso aziende o enti convenzionati</strong>.</p>
<p><a href="https://unibas.esse3.cineca.it/Home.do" target="_blank" rel="noopener">Compilazione domanda online</a>&nbsp;attiva dal 22 novembre fino alle ore 23:59 del 22 dicembre 2025</p>
<p><a href="https://portale.unibas.it/site/home/didattica/master/articolo14031.html" target="_blank" rel="noopener">Master DIPAC- Università degli Studi della Basilicata</a></p>]]></description>
			<dc:creator>Redazione Archeomatica</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 21 Nov 2025 11:23:46 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.archeomatica.it/formazione-1/master-dipac-2026-diagnostica-per-il-patrimonio-culturale-archeologico</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Realtà virtuale e architettura futurista</title>
			<link>https://www.archeomatica.it/documentazione/realta-virtuale-e-architettura-futurista-rianimare-la-citta-nuova-di-antonio-santelia-promesse-e-ambiguita-di-un-esperimento-in-vr</link>
			<description><![CDATA[<img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/11/20/sant'elia.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/11/20/sant'elia.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><p>Rianimare la “Città Nuova” di Antonio Sant’Elia: promesse e ambiguità di un esperimento in VR</p>

<p>Un recente articolo pubblicato su Digital Applications in Archaeology and Cultural Heritage (numero 39 del 2025 disponibile online dal 30 ottobre 2025 con il titolo Resurrecting Antonio Sant’Elia’s futurist vision: A journey through digital modeling and virtual reality, doi: 10.1016/j.daach.2025.e00473, autori Weinan Zhao e Alexander Hohmanpropone) propone di “resuscitare” la Città Nuova di Sant’Elia attraverso modellazione digitale e realtà virtuale. L’operazione è tecnicamente solida e ricca di potenzialità, ma solleva questioni non secondarie sul modo in cui il digitale si fa interprete – e non semplice traduttore – delle utopie architettoniche del Novecento.<br />Nel saggio dedicato alla Città Nuova di Antonio Sant’Elia (n. Como 1888 - m. in guerra, a Monfalcone, 1916) , gli autori scelgono un terreno scivoloso e, proprio per questo, stimolante: non la ricostruzione di un monumento perduto, ma la messa in scena immersiva di una città mai costruita, nata e rimasta nel territorio del disegno e del manifesto. La proposta di trasformare le tavole santeliane in un ambiente navigabile in realtà virtuale è, di per sé, un gesto concettualmente forte: sposta il digital heritage dalla rassicurante dimensione del “restauro” alla più instabile regione del “patrimonio non costruito”, dove ciò che si conserva non è un originale materiale ma un intreccio di linee, parole, immaginario e ideologia.<br />La scelta di concentrare l’attenzione sulla stazione ferroviaria come nodo paradigmatico della Città Nuova è convincente. È lì che si addensa la grammatica futurista della città verticale: piani sovrapposti, infrastrutture multiple, passerelle e viadotti che annullano la distinzione tra edificio e infrastruttura. La pipeline tecnica – dalla modellazione in Rhinoceros e Grasshopper, al texturing in 3ds Max, fino all’implementazione in Unreal Engine per la fruizione in VR – è descritta con accuratezza. Si percepisce un lavoro serio sulla scala, sulle proporzioni, sulla traduzione in volume di forme pensate originariamente per la carta. L’attenzione alla resa materica di cemento, acciaio e vetro, come pure agli aspetti prestazionali del motore grafico, restituisce un ambiente immersivo credibile, che non si esaurisce nell’effetto spettacolare.<br />Merita di essere sottolineato anche un elemento meno vistoso ma, sul piano metodologico, cruciale: il tentativo di distinguere ciò che nel modello discende direttamente dalle tavole di Sant’Elia da ciò che, inevitabilmente, è aggiunto per inferenza. La tabella che separa elementi “documentati” ed “interpretati” non è ancora un vero sistema di paradata, ma indica una consapevolezza: una ricostruzione digitale, soprattutto in presenza di un oggetto mai realizzato, è sempre un’ipotesi organizzata, non una rivelazione neutra dell’“intenzione originaria”. In questa direzione, l’esperimento si colloca nel solco delle riflessioni più avvertite sul patrimonio digitale, dove trasparenza delle scelte e dichiarazione dei margini di incertezza sono parte integrante dell’operazione scientifica.<br />Il coinvolgimento di un gruppo di studenti di architettura in un ciclo iterativo di test e revisioni introduce un’altra dimensione significativa. La realtà virtuale, lungi dall’essere un puro prodotto finito, diventa uno strumento di verifica: ci si accorge che alcune altezze non funzionano, che certi percorsi risultano opachi, che l’atmosfera è inizialmente troppo asettica rispetto all’immaginario futurista di una metropoli densa, rumorosa, quasi opprimente. Di iterazione in iterazione, l’ambiente si trasforma: luci, nebbie, gradienti cromatici sono corretti, i volumi di contesto diventano meno generici, l’intero dispositivo tende a incarnare meglio quella “città macchina” che Sant’Elia aveva evocato più come grido che come progetto costruttivo. È, a suo modo, una lezione importante anche sul piano didattico: la VR non come vetrina di fine corso, ma come laboratorio in cui ipotesi, errori e correzioni si sedimentano in forma spaziale.<br />Proprio perché la parte tecnica e laboratoriale è convincente, emergono con maggiore chiarezza alcuni limiti sul versante teorico. Il futurismo, anzitutto, è trattato quasi esclusivamente come repertorio di parole d’ordine – velocità, macchina, modernità – e non come fenomeno storico complesso, attraversato da contraddizioni politiche, da un rapporto problematico con il nazionalismo e il fascismo, da una lunga scia di appropriazioni e rielaborazioni nel corso del Novecento. La Città Nuova viene così isolata come paradigma astratto di radicalità modernista, mentre meno visibile resta il fatto che quel nome, quel progetto e quel lessico sono stati anche strumenti di militanza, come mostra in modo plastico il quindicinale torinese La Città Nuova. Sintesi del futurismo mondiale e di tutte le avanguardie, diretto da Fillia negli anni Trenta. Rievocare oggi Sant’Elia in VR significa inevitabilmente inscriversi dentro questa genealogia: il modello digitale non è un semplice omaggio “neutro”, ma una nuova tappa nella storia delle sue ricezioni.<br />Un secondo nodo riguarda lo statuto della realtà virtuale. Nei passaggi in cui la VR viene descritta come strumento “necessario” per comprendere davvero la logica spaziale della Città Nuova, affiora una forma di tecnodeterminismo un po’ ingenua: come se l’immersione tridimensionale potesse garantire di per sé una maggiore fedeltà all’idea santeliana. In realtà, la VR non è un canale trasparente che porta il visitatore dentro la testa dell’architetto; è un medium con un proprio linguaggio, con proprie opacità, con propri effetti di selezione. Ogni scelta su scala, materiali, illuminazione, punto di vista, persino sulle possibilità di movimento concesse all’utente, produce una lettura specifica del progetto. Il vero passo avanti consisterebbe forse nel progettare ambienti che rendano visibile questa stratificazione: versioni alternative del modello, livelli di ipotesi attivabili, visualizzazioni che mostrino al visitatore dove finisce la fonte e dove comincia l’interpretazione.<br />Anche il dispositivo di valutazione dell’esperienza utente, pur ricco di osservazioni qualitative, rimane ancorato a una dimensione interna al corso. Gli studenti sono interlocutori ideali per elaborare criticamente lo spazio, ma non esauriscono la gamma dei possibili fruitori: mancano lo sguardo del pubblico non specialista, quello dello storico dell’architettura, quello del curatore museale. È una carenza comprensibile alla scala di un caso di studio, ma che indica una direzione di sviluppo: se la VR vuole diventare davvero uno strumento maturo per la comunicazione e la ricerca sul patrimonio architettonico, occorre immaginare protocolli valutativi più articolati, capaci di misurare non solo l’impatto spettacolare, ma la qualità cognitiva e critica dell’esperienza.<br />In definitiva, il progetto sulla Città Nuova di Sant’Elia va letto per ciò che è: non una “resurrezione” definitiva, ma un prototipo concettuale che mette in tensione, in modo spesso riuscito e a tratti ancora incompleto, tre dimensioni diverse – la storia dell’architettura futurista, la teoria del patrimonio digitale, la pratica della modellazione e della VR in tempo reale. La sua forza è quella di spostare il baricentro del discorso: mostra che il patrimonio non coincide più soltanto con ciò che è stato costruito e si è conservato, ma comprende anche ciò che ha agito per decenni come pura immagine, come promessa o minaccia di città futura. La sua fragilità sta nel non spingere fino in fondo le implicazioni di questa constatazione, nel non tematizzare con sufficiente decisione le zone d’ombra – ideologiche, epistemologiche, metodologiche – che ogni “rianimazione” digitale di utopie novecentesche inevitabilmente riapre.<br />È precisamente su questo crinale che la comunità scientifica è chiamata a intervenire. Il lavoro qui discusso indica con chiarezza che possediamo ormai gli strumenti per attraversare in prima persona le città immaginate del secolo scorso. Resta da capire come farlo senza ridurle a scenografie interattive, ma trattandole come luoghi critici in cui interrogare, insieme, le promesse e le rovine della modernità e le responsabilità del digitale nel modo in cui oggi le&nbsp;raccontiamo.</p>
<p><img src="https://www.archeomatica.it/images/cittajpg.jpg" alt="cittajpg.jpg" width="591" height="733" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p><a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S221205482500075X" target="_blank" rel="noopener">Resurrecting Antonio Sant'Elia's futurist vision: A journey through digital modeling and virtual reality</a></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
			<dc:creator>Martina Mondò, Valentina Ricca</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 15:47:49 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.archeomatica.it/documentazione/realta-virtuale-e-architettura-futurista-rianimare-la-citta-nuova-di-antonio-santelia-promesse-e-ambiguita-di-un-esperimento-in-vr</guid>
		</item>
		<item>
			<title>La Cappella Herrera riprodotta al Museo del Prado </title>
			<link>https://www.archeomatica.it/musei/la-cappella-herrera-di-annibale-caracci-riprodotta-al-museo-del-prado</link>
			<description><![CDATA[<img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/11/20/cappella_herrera_large.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/11/20/cappella_herrera_large.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><p>E’ nel Museo Madrileno che la Cappella Herrera di San Giacomo degli Spagnoli a Roma, rivive, dopo la mostra&nbsp; del 2022, a Palazzo Barberini Roma a Madrid e a Barcellona: <em>Annibale Carracci. Gli affreschi della cappella Herrera</em>, a cura di Andrés Úbeda de los Cobos, ex vicedirettore del Museo del Prado, organizzata con il Museo Nacional del Prado e il Museu Nacional d’Art de Catalunya.</p>

<p>Ora un istallazione permanente nella sala 4 del Museo del Prado, ricostruisce, la disposizione originale degli affreschi. Il ciclo, dedicato al santo francescano del 400 Diego de Alcalà, fu commissionato, agli inizi del 600' al sovversivo Annibale Caracci che concepì l’impianto decorativo e alcuni cartoni degli affreschi previsti. Successivamente l'artista, colpito da una grave malattia, affidò l’esecuzione delle opere a Francesco Albani -accanto all’artista fin dagli inizi- e ad altri assistenti, tra questi Domenichino, Giovanni Lanfranco e Sisto Baldocchio. Nel 1833 la Cappella Herrera fu demolita, insieme alla chiesa che la ospitava a causa del rischio di crollo, ma gli affreschi furono, staccati e trasferiti su tela, furono in un primo momento portati in Santa Maria del Monserrato e nel 1851, inviati in Spagna, divisi tra il Museo del Prado a Madrid (sette frammenti) e la Reial Acadèmia Catalana de Belles Arts de Sant Jordi (nove frammenti, oggi al Mnac-Museu Nacional d’Arte de Catalunya).</p>
<p>Dal 4 Novembre l’istallazione è permanente e rientra nel circuito del museo, grazie alla collaborazione di OHLA, azienda spagnola attiva nella conservazione del patrimonio culturale, e con il progetto architettonico di Francisco Bocanegra.</p>]]></description>
			<dc:creator>Maria Chiara Spiezia</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 19 Nov 2025 13:53:24 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.archeomatica.it/musei/la-cappella-herrera-di-annibale-caracci-riprodotta-al-museo-del-prado</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Il Libro Bianco e il primo Database online dei Musei Statali</title>
			<link>https://www.archeomatica.it/documentazione/il-libro-bianco-e-il-primo-database-online-dei-musei-statali</link>
			<description><![CDATA[<img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/11/18/libro_bianco_mondo_mostre.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/11/18/libro_bianco_mondo_mostre.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><p>MondoMostre presenta Il Libro Bianco dei Musei Statali Italiani 1996–2023, realizzato con l’Università Roma Tre, e lancia il primo Database pubblico dedicato al settore. Due strumenti complementari che raccontano trent’anni di attività dei musei italiani e aprono una nuova stagione della conoscenza, basata su dati, analisi e confronto. Il sistema museale statale italiano si dota di una banca dati integrata e aperta.</p>

<p>Mondo Mostre ha presentato il 12 Novembre 2025, con l’Università Roma Tre presso la Sala Spadolini del Ministero della Cultura Il Libro Bianco dei Musei Statali Italiani 1996-2023, edito da Cedam - Volkers Kluwert. Sono intervenuti Massimo Osanna, Direttore Generale Musei del Ministero della Cultura, Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, Laura di Pietro e Flaminia Musella dell’Università Roma Tre, curatrici del volume, Tomaso Radaelli, Presidente di MondoMostre, con la moderazione di Carlo Alberto Pratesi dell’Università Roma Tre.</p>
<p><br />Il Libro Bianco dei Musei Statali Italiani 1996-2023, un progetto di MondoMostre in collaborazione con il Dipartimento di Economia Aziendale dell’Università Roma Tre, raccoglie i risultati di una ricerca inedita che analizza le performance dei musei statali italiani nell' arco temporale compreso tra il 1996 e il 2023.<br />È il primo studio che ricostruisce in modo organico e continuativo l’evoluzione dei musei statali italiani in un arco di 27 anni mettendo in evidenza tendenze, best practice e sfide, offrendo strumenti concreti per pianificare il futuro e orientare le scelte di gestione e di policy.</p>
<p>Fondamento operativo della ricerca è il nuovo Database dei Musei Statali Italiani, sviluppato da MondoMostre, che integra per la prima volta in un’unica piattaforma open access i dati sui visitatori e incassi da biglietterie, clienti e ricavi da servizi aggiuntivi, royalties dei concessionari - pubblicati ogni anno dall’Ufficio di Statistica del MiC - con le serie storiche ISTAT (2008–2024) su turismo e popolazione.<br />La piattaforma, aggiornata agli ultimi dati disponibili (2024), è gratuita previa registrazione all’indirizzo databasemusei.mondomostre.it sul sito ufficiale di MondoMostre ed è pensata per ricercatori, dirigenti e direttori di museo, professionisti e policy makers, proponendosi come supporto operativo per la<br />pianificazione delle attività e la valutazione delle politiche culturali.</p>
<p><br />Per la prima volta il sistema museale statale italiano dispone quindi di una base di dati completa, aperta e accessibile che restituisce una visione storica e quantitativa di quasi trent’anni di attività. Il Libro Bianco dei Musei Statali Italiani 1996–2023 e il nuovo Database dei Musei Statali Italiani rappresentano due strumenti distinti ma complementari: il Libro Bianco agisce come analisi e interpretazione del sistema, il Database come osservatorio digitale permanente per la ricerca, la gestione e le policies, in costante aggiornamento con gli ultimi dati disponibili.</p>
<p>Insieme introducono una nuova fase per la conoscenza del patrimonio culturale italiano, basata su evidenze misurabili e confrontabili: il primo interpreta, il secondo conserva e rende accessibili le informazioni. Due strumenti che, combinati, rendono possibile una lettura documentata del sistema museale e pongono le basi per politiche fondate su dati e analisi di lungo periodo.<br />«Con il Libro Bianco e il Database dei Musei Statali abbiamo voluto trasformare trent’anni di dati in una base di conoscenza condivisa. Il nostro intento non è solo quello di fotografare il passato, ma di offrire strumenti concreti per comprendere e supportare il futuro della gestione museale italiana. Con questo progetto MondoMostre entra in una nuova fase, in cui la cultura si misura, si interpreta e si condivide attraverso i dati, rendendo possibile una programmazione fondata su evidenze e non su impressioni. Il nostro obiettivo è che questo strumento possa ampliarsi a livello europeo, per costruire un ecosistema comune di dati culturali e favorire la cooperazione tra istituzioni.» — Tomaso Radaelli, Presidente di MondoMostre</p>
<p><br />«Il Libro Bianco dei Musei Statali Italiani rappresenta un passo decisivo verso una conoscenza fondata su dati e analisi, in grado di supportare le politiche culturali e le strategie di valorizzazione del patrimonio nazionale. La collaborazione tra Università e impresa culturale, in questo caso con MondoMostre, dimostra quanto la ricerca accademica possa contribuire concretamente alla costruzione di strumenti utili per il sistema museale e per il Paese.» — Carlo Alberto Pratesi, Università Roma Tre.</p>
<p><strong>Il primo Database dei Musei Statali Italiani</strong></p>
<p>Concepito da MondoMostre come un archivio in costante aggiornamento, il database raccoglie l’insieme dei dati dei musei statali italiani disponibili dal 1996 al 2024 provenienti dall’l’Ufficio di Statistica del Ministero della Cultura (MiC) e vi aggrega i dati ISTAT relativi al turismo dal 2008 al 2024 e al numero più recente di abitanti per Comune italiano, sistematizzandoli per la prima volta in un'unica piattaforma accessibile pubblicamente.Tra i dati raccolti figurano per ogni anno il numero di visitatori gratuiti e paganti, i ricavi da biglietteria, gli introiti derivanti dai servizi aggiuntivi (come audioguide, caffetterie, visite guidate, ristoranti e bookshop), ma anche le quote di ricavi incamerate dai fornitori di servizi e concessionari per uno sguardo sul rapporto pubblico-privato.</p>
<p>Questi dati sono combinati con i flussi turistici annuali ISTAT per provincia per offrire una panoramica completa delle dinamiche culturali e della relazione con il turismo che hanno caratterizzato il sistema museale italiano negli ultimi decenni. Si tratta di una risorsa, aggiornata agli ultimi dati pubblici disponibili - aperta a tutti, interattiva e gratuita - per supportare la ricerca, la pianificazione strategica e la gestione ottimale del patrimonio culturale italiano, Mette a disposizione di tutti informazioni dettagliate e accessibili in modo integrato e coerente,un passo significativo verso la digitalizzazione e la valorizzazione del patrimonio culturale italiano.</p>
<p>Il database consente agli utenti di effettuare ricerche personalizzate utilizzando diversi parametri: dai dati del singolo museo nel corso di 27 anni al confronto tra musei su periodi specifici, ma anche analisi per area geografica (provincia o regione), numero di visitatori, numero di clienti dei vari servizi o royalties incassate dai concessionari e incassi dello Stato, arrivi o pernottamenti turistici. La piattaforma si offre come strumento di benchmarking, ovvero di confronto sistematico tra istituzioni museali, al supporto di strategie di miglioramento della gestione. Spicca inoltre, tra le funzioni chiave deldataset, la possibilità di eseguire analisi incrociate tra i flussi di visitatori e i flussi turistici, al fine di studiare in che modo il turismo influisce sulla frequentazione dei musei e viceversa.<br />La piattaforma è accessibile gratuitamente, previa registrazione sul sito ufficiale di MondoMostre. Questo strumento rappresenta un supporto fondamentale per ricercatori, direttori museali e policy maker,offrendo loro informazioni affidabili per monitorare e analizzare le tendenze culturali e turistiche.</p>
<p><strong>Il Libro Bianco dei Musei Statali Italiani&nbsp;</strong><strong>Analisi delle performance 1996-2023</strong></p>
<p><br />Il Libro Bianco si addentra nell’analisi storica degli Istituti Culturali Statali, con l’obiettivo di delinearne il quadro storico e quantitativo, analizzando visitatori, ricavi da biglietteria e da servizi aggiuntivi (come audioguide, bookshop e ristoranti), indagando il rapporto tra Stato e i Concessionari dei servizi e la correlazione tra i risultati dei musei e i flussi turistici, evidenziando l’importanza di una gestione centralizzata e standardizzata dei dati. Uno strumento quantitativo come il database, infatti, permette un’analisi complessa e integrata a sostegno della gestione e delle decisioni operative del settore culturale, da parte dei responsabili delle istituzioni culturali, dei ricercatori e dei policy makers per contribuire a migliorare la gestione, la valorizzazione e la sostenibilità dei musei italiani.</p>
<p><br />Organizzato in 7 capitoli, Il Libro Bianco offre un’analisi dell’andamento dei musei statali che, dal 1996 al 2023, hanno accolto in circa 450 plessi più di 1 miliardo di visitatori, di cui il 47% a pagamento, generando ricavi complessivi per circa 4,4 miliardi di euro. L’85% di questi risultati si concentra tuttavia principalmente in 25 grandi attrattori, con i primi tre – Parco Archeologico del Colosseo, Gallerie degli Uffizi e Area archeologica di Pompei - a rappresentare oltre la metà del totale dei visitatori e dei ricavi. Dalla ricerca emerge come il sistema museale italiano sia interessato da un generale andamento positivo, con una crescita sia dei visitatori paganti sia dei ricavi da biglietteria, questi anche in forza dell’incremento medio annuo dei biglietti di ingresso, in particolare dal 2015 con l’avvento dell’autonomia gestionale dei grandi plessi. Restano invece indietro i musei minori che registrano ricavi annui di biglietteria ben al di sotto della soglia di sostenibilità economica di una biglietteria fisica. Grazie alle ricerche possibili sul database e alla sistematizzazione messa in atto dal Libro Bianco, si denota una relazione positiva tra flussi turistici e numero di visitatori, i quali, dal 2008 al 2019, registrano una crescita di circa il 66%, superando quella degli arrivi turistici che si attesta intorno al 54%. Alcuni plessi, tuttavia, non sono stati capaci di beneficiare dello sviluppo del turismo nei loro territori.</p>
<p>Dal 1998, ai visitatori vengono offerti servizi aggiuntivi come le audioguide i bookshop e il ristorante, nella maggior parte delle situazioni gestiti da operatori privati, i cosiddetti concessionari. L’offerta dei servizi aggiuntivi nei musei si è notevolmente ampliata nel tempo, accumulando fino al 2021 circa 200 milioni di<br />clienti e generando oltre 960 milioni di euro di ricavi. È da sottolineare però come la gestione da parte di concessionari privati limiti la portata dei ricavi per lo stato che introietta nelle sue casse solo le royalties corrisposte dai privati, in media il 13% degli incassi. I plessi che dal 2014 in poi sono dotati di autonomia gestionale e di bilancio comprendono quasi tutti i grandi attrattori e rappresentano la maggior parte dei visitatori e dei ricavi del sistema italiano. Le analisi messe in campo dal Libro Bianco dimostrano come l’acquisizione dell’autonomia da parte di alcuni musei - come, ad esempio, il Museo Archeologico di Napoli - abbia significato una crescita positiva, in termini di flussi di visitatori e ricavi da biglietteria, e superiore rispetto ai plessi non autonomi. Tuttavia, non tutti iplessi autonomi hanno avuto risultati positivi.</p>
<p>Il Libro Bianco dei Musei Statali Italiani 1996-2023 oltre a permettere una ricostruzione storica e quantitativa del sistema museale italiano nell’arco temporale di quasi trent’anni, si offre come guida per il futuro: uno strumento concreto dal quale partire per pianificare nuove politiche di sviluppo culturale, un modello per ampliare l’analisi a livello europeo e concepire inedite politiche culturali comunitarie.</p>
<p><a href="https://www.archeomatica.it/databasemusei.mondomostre.it">databasemusei.mondomostre.it</a></p>]]></description>
			<dc:creator>Redazione Archeomatica</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 12:41:50 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.archeomatica.it/documentazione/il-libro-bianco-e-il-primo-database-online-dei-musei-statali</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Duomo di Firenze: l'integrazione dei sistemi di sicurezza per la valorizzazione, tutela e innovazione </title>
			<link>https://www.archeomatica.it/documentazione/duomo-di-firenze-lintegrazione-dei-sistemi-di-sicurezza-per-la-valorizzazione-tutela-e-innovazione</link>
			<description><![CDATA[<img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/11/17/duomo_firenze_sicurezza_large.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/11/17/duomo_firenze_sicurezza_large.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><p>La messa in sicurezza del Duomo di Firenze è diventata una priorità assoluta per l’Opera di Santa Maria del Fiore, non solo per ragioni tecniche, ma come gesto di tutela culturale e di responsabilità verso un patrimonio unico al mondo.</p>

<p>Le esigenze che hanno guidato il progetto sono state molteplici: da un lato, la necessità di proteggere opere e strutture di inestimabile valore, dall’altro la gestione di un flusso costante e imponente di visitatori, che rende indispensabile un controllo accurato degli spazi e degli accessi. A questo si aggiungeva l’urgenza di garantire la massima sicurezza antincendio in ambienti antichi e delicati, come il sottotetto della Cupola, dove anche un piccolo evento potrebbe compromettere secoli di storia. Era infine fondamentale che tutto il sistema potesse essere gestito in modo semplice e centralizzato, offrendo al personale degli strumenti intuitivi e di facile manutenzione, senza alterare l’armonia visiva e spirituale del luogo.</p>
<p>Da queste esigenze è nato un progetto di integrazione avanzata dei sistemi di sicurezza, realizzato in collaborazione con KGS (Kidde Global Solutions), azienda leader nel settore. Il cuore del sistema risiede nella perfetta armonia tra tecnologia e tutela: le centrali della serie Advisor Advanced gestiscono una rete capillare di sensori che monitorano e proteggono ogni angolo del complesso, presiedendo al contempo il controllo degli accessi nelle aree riservate al solo personale autorizzato.</p>
<p>Un sofisticato sistema di videosorveglianza consente di registrare e visionare in tempo reale i movimenti dei visitatori, garantendo un equilibrio tra sicurezza e accoglienza. Sul fronte della prevenzione incendi, gli impianti di rivelazione fumi, realizzati con centrali Kiddle Commercial e sensori analogici, sono stati ulteriormente potenziati con la tecnologia ad aspirazione Modulaser, installata nel sottotetto della cattedrale. Tutto il sistema è coordinato dall’Advisor Management Software, una piattaforma di gestione che permette al personale di monitorare, controllare e mantenere agevolmente l’impianto grazie a un’interfaccia grafica chiara e intuitiva.</p>
<p>“Ciò che rende questo intervento davvero significativo è la sua natura”, ha dichiarato Matteo Gambarin Sales Director Aritech Italy part of KGS. “Non si tratta soltanto dell’adozione di singole tecnologie, ma di un sistema coerente e interconnesso che unisce diverse dimensioni: la sicurezza tecnica, la gestione operativa, la tutela del patrimonio e la valorizzazione culturale. Ogni componente dialoga con l’altra, creando una rete intelligente che rispetta la storia e, allo stesso tempo, guarda al futuro. Il personale, grazie a strumenti digitali evoluti, può gestire in modo unitario funzioni diverse – dalla videosorveglianza al controllo accessi, fino alla prevenzione incendi – in un equilibrio perfetto tra uomo e tecnologia. Lo sforzo che è stato fatto è di inserire la tecnologia con discrezione nel tessuto architettonico, divenendo parte integrante della sua continuità storica. In questo senso, la sicurezza si trasforma in una forma di valorizzazione, poiché garantisce che l’esperienza dei visitatori e la devozione dei fedeli possano svolgersi in piena serenità”.</p>
<p>Fonte:&nbsp;<a href="https://www.sicurezza.it/news/un-patrimonio-protetto--l-integrazione-dei-sistemi-di-sicurezza-.html" target="_blank" rel="noopener">https://www.sicurezza.it/news/un-patrimonio-protetto--l-integrazione-dei-sistemi-di-sicurezza-.html</a></p>]]></description>
			<dc:creator>Redazione Archeomatica</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 11:40:02 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.archeomatica.it/documentazione/duomo-di-firenze-lintegrazione-dei-sistemi-di-sicurezza-per-la-valorizzazione-tutela-e-innovazione</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Tecnologie ENEA per i Beni Culturali: esempi di applicazioni AI - Corso online 25 novembre 2025</title>
			<link>https://www.archeomatica.it/formazione-1/tecnologie-enea-per-i-beni-culturali-esempi-di-applicazioni-ai-corso-online-25-novembre-2025</link>
			<description><![CDATA[<img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/11/17/LOcandinaEnea-AI_thumbnail.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/11/17/LOcandinaEnea-AI_large.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><p>L'evento formativo, completamente gratuito, è destinato a professionisti e PMI che operano nel settore dei<span class="white-space-pre"> </span>beniculturali.</p>

<p>Il corso offre una panoramica sull’offerta<span class="white-space-pre"> </span>ENEA, dai laboratori alle tecnologie, per la conservazione, conoscenza e valorizzazione del patrimonio culturale. Saranno inoltre presentati casi di successo e buone pratiche da riproporre in diversi settori produttivi: dal restauro al turismo culturale.<br />Nella seconda parte del corso verranno approfonditi aspetti legati all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale per i beni culturali, con esempi di applicazioni nel settore della diagnostica.</p>
<p>L’attività si svolge grazie alla collaborazione con<span class="white-space-pre"> </span>CETMA<span class="white-space-pre"> </span>nell’ambito del progetto CETMA-DIHSME, uno dei 151 poli di innovazione digitale riconosciuti e finanziati dalla UE per promuovere la trasformazione digitale delle PMI e delle organizzazioni non economiche del settore pubblico.</p>
<p><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/11/17/LOcandinaEnea-AI.jpg" alt="LOcandinaEnea AI" width="720" height="960" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://events.teams.microsoft.com/event/3f6f2bb2-d3c8-4549-845e-7f8d6bf2e822@f01418a6-08bc-47fd-b440-6cd70183d133">Clicca qui per il programma completo e le iscrizioni</a>&nbsp;</p>]]></description>
			<dc:creator>Redazione mediaGEO</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 11:32:06 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.archeomatica.it/formazione-1/tecnologie-enea-per-i-beni-culturali-esempi-di-applicazioni-ai-corso-online-25-novembre-2025</guid>
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		<item>
			<title>Il futuro dei musei è interattivo: Il tavolo digitale come strumento di accessibilità, partecipazione e valorizzazione </title>
			<link>https://www.archeomatica.it/documentazione/il-futuro-dei-musei-e-interattivo</link>
			<description><![CDATA[<img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/11/17/tavolo_digitale_musei.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/11/17/tavolo_digitale_musei.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><p>La trasformazione digitale dei musei non riguarda soltanto la conservazione o la comunicazione online, ma il modo stesso in cui il pubblico vive lo spazio espositivo. In questo contesto, <a href="https://www.collettivodigitale.it" target="_blank" rel="noopener">Collettivo Digitale</a> progetta tavoli digitali interattivi che rappresentano una delle soluzioni più versatili e coinvolgenti per tradurre contenuti complessi in esperienze accessibili e partecipative.</p>

<p><br />Rispetto ai dispositivi statici come pannelli o totem, i tavoli multitouch permettono una fruizione condivisa, invitando i visitatori a esplorare mappe, archivi digitali o percorsi narrativi. È una postazione che stimola la curiosità, favorisce il dialogo e trasforma la consultazione di documenti, opere e immagini in un’esperienza attiva e collettiva, inoltre ogni software è sviluppato internamente dal team di Collettivo e personalizzato nei contenuti, nella grafica e nelle funzioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/11/17/Tavolo_digitale_musei_01.jpg" alt="Tavolo digitale musei 01" width="995" height="663" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" /></p>
<p>Fig. 1 -Tavolo multitouch Collettivo Digitale: interazione condivisa e contenuti personalizzati per la valorizzazione dei musei. Eurochocolate – La Città del Cioccolato (PG)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="https://www.archeomatica.it/images/Tavolo_digitale_musei_03.jpg" alt="Tavolo digitale musei 03" width="954" height="636" /></p>
<p>Fig. 2 -&nbsp;Ecosistema interattivo progettato da Collettivo Digitale per la narrazione e la scoperta. Museo Viator – Buonalbergo (BN)</p>
<p>Ogni museo racconta una storia diversa, e ogni tavolo digitale di Colettivo Digitale, nasce da un progetto condiviso con il cliente. Lavorano fianco a fianco con curatori, enti e istituzioni e realizzano strumenti che si integrano perfettamente nel percorso espositivo. Un tavolo interattivo è versatile e può diventare:<br />una <strong>mappa digitale delle opere,</strong> in cui i quadri esposti possono essere esplorati attraverso didascalie, zoom sui dettagli, confronti prima e dopo il restauro, curiosità e approfondimenti sulle tecniche artistiche; un <strong>atlante del territorio</strong>, ad esempio per un sito archeologico, che tramite una mappa con punti sensibili localizza chiese, anfiteatri e necropoli, offrendo una visione d’insieme del paesaggio storico spesso non percepibile dal vivo;&nbsp;una <strong>linea del tempo interattiva</strong>, capace di raccontare in modo dinamico evoluzioni storiche, ambientali o scientifiche; una <strong>piattaforma didattica</strong>, con giochi, quiz, memory e percorsi interattivi pensati per bambini, famiglie e scuole.</p>
<p><img src="https://www.archeomatica.it/images/Tavolo_digitale_musei_04.jpg" alt="Tavolo digitale musei 04" width="889" height="592" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" /></p>
<p>Fig. 3 -Tavolo multimediale Collettivo Digitale: mappe, archivi digitalizzati e contenuti dinamici per l’esplorazione museale.</p>
<p>Il tavolo digitale di Collettivo Digitale, è un dispositivo narrativo in cui convergono design, tecnologia e linguaggi accessibili. In un tavolo interattivo può trovare spazio ogni tipo di contenuto: schede di approfondimento, immagini e testi multilingua;&nbsp;video d’archivio, animazioni o modellazioni 3D;audiodescrizioni, percorsi tattili e LIS per la piena accessibilità;&nbsp;grafiche personalizzate e illustrazioni originali. Ogni interfaccia viene progettata in dialogo con lo spazio che la ospita, adattando il linguaggio visivo all’identità del museo e curando ogni dettaglio: dall’ergonomia alla leggibilità, dalla robustezza dei materiali alla semplicità d’uso.Tutti i tavoli sono dotati di display FullHD o 4K multitouch capacitivo PCAP, vetro di sicurezza 7H e sistemi Windows o Android, con un’infrastruttura affidabile e facilmente aggiornabile.</p>
<p>L'azienda, crede nella sostenibilità digitale: ogni installazione è progettata per durare nel tempo e può essere aggiornata con nuovi contenuti o moduli software, evitando sprechi e garantendo una crescita coerente con l’evoluzione del museo.&nbsp;Installazione, collaudo e manutenzione, assicurano un supporto costante nel tempo.Il tavolo digitale di Collettivo Digitale rappresenta una piattaforma evolutiva che potenzia la capacità del museo di comunicare e connettersi con il proprio pubblico.Grazie alla loro esperienza nella progettazione di sistemi interattivi personalizzati, ogni installazione diventa parte di un ecosistema integrato dove tecnologia e contenuti dialogano in armonia.Le loro soluzioni permettono ai musei di interpretare e valorizzare il patrimonio in chiave contemporanea, rendendo la conoscenza più accessibile e partecipata.</p>
<p><strong>Per approfondire</strong>:&nbsp;<a href="https://www.collettivodigitale.it/soluzioni/tavoli-interattivi" target="_blank" rel="noopener">Soluzioni-Tavoli interattivi&nbsp;</a></p>]]></description>
			<dc:creator>Daniela Donnini</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 10:02:48 +0000</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title>Cultural Diplomacy at the Heart of the Mediterranean</title>
			<link>https://www.archeomatica.it/international-1/cultural-diplomacy-at-the-heart-of-the-mediterranean</link>
			<description><![CDATA[<img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/11/10/inervista_anas.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/11/10/inervista_anas.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><p>Rebuilding Heritage, Reconnecting Worlds: An Interview with Anas Haj Zeidan at the BMTA Paestum 2025</p>

<p>&nbsp;During his visit to the 27th Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico in Paestum, Anas Haj Zeidan — Director General of Antiquities and Museums of the Syrian Arab Republic, who pursued part of his academic training in Italy — spoke with Archeomatica about Syria’s cultural revival, international cooperation, and the role of archaeology as a bridge between memory and reconstruction.</p>
<p><img src="https://www.archeomatica.it/images/anas_zeidan.jpg" alt="anas_zeidan.jpg" width="557" height="317" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" /></p>
<p>At BMTA 2025, Paestum became a crossroads of dialogue between heritage and diplomacy. In this exclusive conversation, Anas Haj Zeidan reflects on how his academic formation in Italy shaped his vision of heritage management, outlining Syria’s roadmap for safeguarding and reopening archaeological sites, the challenges of post-conflict restoration, and the prospects for renewed Mediterranean partnerships in culture and tourism.</p>
<p><em>What is the current status of the national heritage inventory, and which digital tools are being used to track damage, theft, and dispersal of collections following the political transition?</em></p>
<p>Syria has long faced challenges in maintaining a comprehensive, up-to-date national inventory due to war, governance changes, and security concerns. Over the past decade, regional and international partners have supported efforts to document and map sites, but a centralized, fully current national inventory has been difficult to verify publicly.</p>
<p><em>How are priorities for intervention determined across archaeological sites — based on scientific assessment, structural risk, symbolic value, or potential for local development?</em></p>
<p>The emphasis shifts toward immediate protection, including structural stabilization and safeguarding information or data that could be lost. The main threats and vulnerabilities become the guiding priority.</p>
<p>Immediate danger: Buildings or structures at imminent risk of collapse specially the inhabitant historic cities, or unstable foundations require urgent intervention to prevent the loss of heritage and to protect people.</p>
<p>Looting and illicit trafficking risk: Areas with documented theft, vandalism, or ongoing threats typically see accelerated interventions to secure sites and deter illicit activity.</p>
<p><em>What are the main operational challenges currently faced by the Directorate-General — shortage of qualified staff, lack of materials, site accessibility, or security concerns?</em></p>
<p>The key issues include:</p>
<ul>
<li>Shortage of qualified staff: Recruitment, retention, and specialized training gaps can bottleneck assessments, conservation work, monitoring, and enforcement.</li>
<li>Site accessibility: Access to sites severely limited by security risks, mines, damaged infrastructure. This hampers surveys, documentation, preventive interventions, and rapid response.</li>
<li>Threats from conflict, theft, vandalism, or organized looting endanger staff and complicate operations.</li>
<li>Shortages of essential equipment, conservation materials, conservation laboratories, and funding limit the ability to implement interventions, run training programs, or maintain infrastructure.</li>
</ul>
<p><em>Is there a formal inter-ministerial protocol involving Defense and Interior for de-mining and protecting archaeological areas and restoration sites?</em></p>
<p>I don’t have a universal, country-level protocol to cite, because inter-ministerial arrangements for de-mining and protecting archaeological areas vary widely by country, governance framework, and current security situation.</p>
<p><em>How do you plan to engage universities, research institutes, and the Syrian scientific diaspora in digital documentation, 3D surveying, and conservation projects, while ensuring open data access and new professional training?</em></p>
<p>Through MoUs and data-sharing agreements: outline responsibilities, authorship, benefit-sharing, and open-access expectations.</p>
<p><em>Italy was for decades a key reference point for archaeological training and museological cooperation in Syria. Which forms of renewed collaboration with Italian institutions would you consider most urgent — 3D recording, joint conservation projects, capacity-building, or bilateral archaeological missions?</em></p>
<p>Capacity-building (highest priority)</p>
<p>Long-term exchange programs for Syrian conservators, archaeologists, and curators with Italian institutions.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="https://www.archeomatica.it/images/intervista_anas2.jpg" alt="intervista_anas2.jpg" width="585" height="439" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
			<dc:creator>Redazione Archeomatica</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 10 Nov 2025 09:22:57 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.archeomatica.it/international-1/cultural-diplomacy-at-the-heart-of-the-mediterranean</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Rebuilding tourism through heritage: Syria’s vision for a sustainable and sovereign cultural revival</title>
			<link>https://www.archeomatica.it/international-1/rebuilding-tourism-through-heritage-syrias-vision-for-a-sustainable-and-sovereign-cultural-revival</link>
			<description><![CDATA[<img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/11/10/Siria-Paestum_thumbnail.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/11/10/Siria-Paestum.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><p>“Tourism as a Bridge for Peace”: The Syrian Minister of Tourism on Reopening, Heritage Protection, and International Cooperation</p>

<p>In this exclusive interview, the Minister of Tourism of the Syrian Arab Republic outlines the country’s phased roadmap to reopen its ancient sites, a new Responsible Tourism Charter to balance economy and preservation, and the digital and diplomatic strategies that aim to turn Syria’s post-conflict recovery into a model of sustainable cultural development.</p>
<p>In the framework of the XXVII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (BMTA) — held in Paestum in 2025 under the sign of dialogue between archaeology, diplomacy, and innovation — Archeomatica had the honour of interviewing H.E. Mazen Al Salhani, Minister of Tourism of the Syrian Arab Republic.</p>
<p>His presence at the event marked a symbolic and strategic return of Syria to the international arena of cultural cooperation, embodying a vision of heritage as both an act of reconstruction and a gesture of reconciliation. In this exclusive interview, Minister Al Salhani delineates the country’s roadmap for the gradual reopening of archaeological and historical sites, the implementation of a Responsible Tourism Charter, and the deployment of digital infrastructures and immersive technologies to ensure transparency, inclusivity, and sustainability.</p>
<p>Set against the renewed Mediterranean dialogue that seeks to transform past fractures into bridges of culture and hope, Syria’s post-conflict tourism strategy — grounded in sovereignty, community engagement, and innovation — offers a profound reflection on how cultural heritage can become both a driver of recovery and a foundation for peace.</p>
<p><em>What is your roadmap for the gradual reopening of major cultural and historical sites, and which safety and territorial criteria will guide this process?</em></p>
<p>&nbsp;The Ministry of Tourism, in coordination with the Ministry of Culture and the Directorate General of Antiquities and Museums, is implementing a phased plan to reopen major cultural and historical sites. This process prioritizes regions that are fully secured, have restored infrastructure, and can ensure the safety of visitors and heritage assets. Our roadmap includes three stages: 1. Assessment and stabilization, focusing on structural integrity and risk prevention. 2. Restoration and capacity building, training local custodians and service providers. 3. Gradual reopening, starting with pilot sites under international standards for visitor management. We are working closely with local communities to guarantee that tourism growth aligns with territorial stability and cultural continuity.</p>
<p><em>How will you reconcile economic recovery and heritage protection, preventing tourism from becoming a source of pressure or speculation in fragile archaeological areas?</em></p>
<p>Balancing economic recovery and heritage preservation is a central principle of our tourism policy. We are introducing a “Responsible Tourism Charter” that sets limits on visitor numbers, encourages community-based tourism, and promotes reinvestment of tourism revenues into site maintenance and conservation. Additionally, environmental and heritage impact assessments are now mandatory for all new tourism projects. By empowering local stakeholders and encouraging small and medium enterprises, we aim to distribute economic benefits while avoiding speculation and overexploitation.</p>
<p><em>Is there a national plan for training and certifying tour guides and local operators, based on ethics, security, and inclusive storytelling that reflects the diversity of Syria’s history?</em></p>
<p>Yes, we have launched the National Program for Tourism Capacity Building, in collaboration with universities and cultural institutions. The program includes certification courses for tour guides, emphasizing ethical conduct, historical accuracy, and inclusivity. Syria’s multicultural heritage — encompassing ancient civilizations, faiths, and traditions — is at the heart of our training curriculum. We are also developing a digital registry for licensed guides to enhance transparency and quality assurance.</p>
<p><em>What digital strategy will support post-conflict cultural tourism — online booking, transparent ticketing systems, mobile apps, or augmented-reality experiences for inaccessible sites?</em></p>
<p>Digital innovation plays a crucial role in our recovery strategy. We are working on an integrated e-tourism platform that will centralize online booking, digital ticketing, and tourist information. In partnership with Syrian and international technology experts, we are developing virtual and augmented-reality experiences for sites under restoration or located in sensitive areas, allowing remote access to Syria’s heritage. Our aim is to make culture accessible while ensuring transparency, data security, and sustainability.</p>
<p><em>What types of international partnerships do you foresee (UNWTO, World Bank, Gulf investment funds, or European NGOs) to finance sustainable tourism infrastructures without compromising national sovereignty or cultural integrity?</em></p>
<p>Syria is open to constructive and respectful partnerships that align with our vision of sovereign and sustainable development. We are engaging with international organizations such as UNWTO, UNESCO, and ICCROM, as well as with friendly nations and regional development funds. Our priority is to attract investments that respect local identity and environmental standards. We welcome partnerships that promote capacity building, infrastructure modernization, and heritage protection, always under national leadership and oversight.</p>
<p><em>Considering the historical ties between Syria and Italy, what kind of bilateral cooperation would you most welcome — joint promotion of Mediterranean itineraries, training in sustainable heritage tourism, or twinning between Syrian and Italian UNESCO sites? </em></p>
<p>Syria and Italy share deep historical and cultural connections across the Mediterranean. We highly value Italian expertise in heritage conservation and sustainable tourism. We would welcome collaboration in three main areas: Joint promotion of cultural itineraries, highlighting shared Mediterranean history. Professional training programs, particularly in restoration, digital documentation, and eco-tourism management. Twinning initiatives between Syrian and Italian UNESCO sites, fostering mutual learning, youth exchanges, and collaborative exhibitions. Such cooperation would not only strengthen cultural diplomacy but also reinforce the role of heritage as a bridge for peace and understanding.</p>]]></description>
			<dc:creator>Redazione Archeomatica</dc:creator>
			<pubDate>Sun, 09 Nov 2025 17:53:07 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.archeomatica.it/international-1/rebuilding-tourism-through-heritage-syrias-vision-for-a-sustainable-and-sovereign-cultural-revival</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Smart Roma. Come Roma si trasforma in una smart city sostenibile il nuovo libro di Riccardo Corbucci </title>
			<link>https://www.archeomatica.it/documentazione/smart-roma-come-roma-si-trasforma-in-una-smart-city-sostenibile</link>
			<description><![CDATA[<img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/11/07/smart_roma_libro_large.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/11/07/smart_roma_libro_large.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><p>&nbsp;"LIBRO “SMART ROMA”: UN VIAGGIO NELLA TRASFORMAZIONE DIGITALE E UMANA DELLA CAPITALE" Roma, 7 novembre 2025 è il nuovo libro di Riccardo Corbucci Presidente della Commissione Roma Capitale, Statuto e Innovazione Tecnologica,&nbsp;edito da Giulio Perrone Editore,&nbsp;&nbsp;con la prefazione del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri.&nbsp;</p>

<p>Il libro, illustra una sfida storica: la trasformazione della Capitale in una città più intelligente, sostenibile e inclusiva. Unire il progresso tecnologico&nbsp;alla tradizione millenaria, grazie all'impegno politico della squadra guidata dal Sindaco Roberto Gualtieri, agli investimenti del PNRR, del Giubileo e ai progetti sviluppati da istituzioni, imprese e cittadini secondo un modello di Open Innovation.&nbsp;</p>
<p>La presentazione ufficiale del libro si terrà lunedì 10 novembre a Palazzo Valentini e&nbsp;<span style="background-color: inherit; color: inherit; font-family: inherit; caret-color: auto;">il 12 novembre il Consigliere sarà presente presso&nbsp;l’Ex Cartiera Latina, in Via Appia Nuova 42, Roma, dopo i saluti istituzionali, in occasione del Forum TECHNOLOGYforALL – GEONEXT2025, dedicato alla geomatica, alle smart cities, alla gestione del territorio e alla digitalizzazione del patrimonio culturale.&nbsp;</span></p>
<p><span style="background-color: inherit; color: inherit; font-family: inherit; caret-color: auto;">Il volume attraversa i grandi interventi che stanno ridisegnando la città: dalla rete 5G pubblica che abilita i servizi digitali, al catasto digitale delle strade e del patrimonio, fino ai digital twin per la gestione dei trasporti, rifiuti, alberature e aree verdi: dall'assistente Julia, che oggi dialoga con i turisti in ottanta lingue e presto supporterà anche i romani nella burocrazia quotidiana, alla sala tecnologica che monitora traffico, emergenze e grandi eventi. Ma sopratutto evidenzia come una città sia davvero smart e intelligente solo se sa usare la tecnologia per promuovere un modello di sviluppo sostenibile, ridurre le diseguaglianze e coinvolgere le persone, rendedole protagoniste di questa trasformazione.&nbsp;</span></p>
<p>Lo dichiara in una nota Riccardo Corbucci:&nbsp;"È finalmente arrivato in libreria “SMART ROMA – Come Roma si trasforma in una smart city sostenibile”, nel mio nuovo libro, edito da Giulio Perrone Editore, racconto la profonda trasformazione che sta vivendo la nostra città: una rivoluzione silenziosa che unisce tecnologia, sostenibilità e partecipazione, rendendo Roma sempre più intelligente, inclusiva e vicina ai cittadini. "Smart Roma" nasce dal desiderio di condividere un viaggio nella Capitale che cambia, quella che ogni giorno si rinnova grazie a idee, progetti e persone che credono in una città più connessa, sostenibile e umana. La prefazione del Sindaco Roberto Gualtieri rappresenta per me un grande onore: le sue parole raccontano l’impegno&nbsp; dell’Amministrazione nel costruire una Roma moderna, equa e sostenibile. La presentazione ufficiale del libro si terrà lunedì 10 novembre a Palazzo Valentini. Sarà un momento di confronto per discutere insieme di come la tecnologia possa migliorare la qualità della vita e rafforzare il senso di comunità. Il 12 novembre sarò presente anche al Technology for All 2025, il forum nazionale dedicato alle tecnologie per la città del futuro, dove porterò l’esperienza di Smart Roma all’interno delle sessioni su innovazione urbana, ecosistemi digitali e smart city. Credo fortemente che Roma possa essere un laboratorio di futuro, una città che cresce grazie all’innovazione, ma soprattutto grazie alla partecipazione e al contributo dei suoi cittadini." Conclude il consigliere capitolino Riccardo Corbucci.</p>
<p><span style="background-color: inherit; color: inherit; font-family: inherit; caret-color: auto;">Smart Roma è un viaggio che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.</span></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
			<dc:creator>Maria Chiara Spiezia</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 06 Nov 2025 11:09:07 +0000</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title>Paestum 2025, il Mediterraneo del futuro tra archeologia, diplomazia e innovazione</title>
			<link>https://www.archeomatica.it/eventi/bmta-paestum-2025-il-mediterraneo-del-futuro-tra-archeologia-diplomazia-e-innovazione</link>
			<description><![CDATA[<img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/11/03/BMTA_archeo.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/11/03/BMTA_archeo.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><p>Alla XXVII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, il concetto di patrimonio ha assunto un valore operativo: da deposito del passato a risorsa per la coesione sociale, da oggetto di tutela a leva per la progettualità culturale. In questa visione Paestum si è configurata come luogo di convergenza di una molteplicità di traiettorie – storiche, politiche, tecnologiche – che rendono oggi l’archeologia una disciplina di frontiera, dove il passato diventa materia di ingegneria culturale&nbsp;del&nbsp;presente e laboratorio di futuro condiviso.</p>

<p>Svoltasi dal 30 ottobre al 2 novembre 2025, la BMTA ha confermato la propria originale fisionomia di piattaforma transnazionale di riflessione e scambio, in un contesto segnato oggi da instabilità geopolitiche e riconfigurazioni ambientali e digitali. L’archeologia, in questa cornice, ha ridefinito la propria funzione epistemica: non più solo metodo di scavo della storia, ma forma di competenza analitica sul tempo e le sue stratificazioni, capace di restituire continuità tra processi storici e dinamiche contemporanee.</p>
<p><img src="https://www.archeomatica.it/images/bmta2.jpg" alt="" width="681" height="454" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" data-alt="bmta2.jpg" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo Ugo Picarelli, ideatore e direttore della BMTA, l’edizione 2025 segna una fase di maturazione di una visione iniziata nel 1998, nel segno di una progettualità non episodica ma sistemica. Paestum, ha osservato, si offre come spazio simbolico e operativo in cui l’antico si fa interfaccia del futuro e il turismo culturale assume un ruolo di medium critico più che di mero consumo estetico.</p>
<p>I dati rendono conto della portata raggiunta dall’evento: 8.500 visitatori, 130 espositori, 10 Paesi esteri rappresentati, 160 conferenze distribuite in sei sale, 900 relatori, oltre 2.500 studenti coinvolti. Il Ministero della Cultura ha occupato 500 mq di spazio espositivo. Il Workshop ArcheoIncoming del 1° novembre ha accolto 24 buyer europei selezionati dall’ENIT, provenienti da Francia, Germania, Spagna e Regno Unito, insieme a operatori italiani del settore.</p>
<p>La diplomazia culturale ha avuto un ruolo centrale, con la partecipazione di delegazioni da 30 Paesi, tra cui Albania, Macedonia del Nord, Serbia, Tunisia, Libia, Marocco e Siria e molti altri. Il ritorno della Siria, rappresentata dal Ministro della Cultura Mohammed Yassin Saleh e dal Ministro del Turismo Mazen al-Salhani, ha assunto un valore emblematico, sia politico che simbolico. L’incontro con Alfonsina Russo, Capo Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del MiC, ha sancito il rilancio della cooperazione mediterranea. In tale contesto, la dichiarazione di Saleh – “Ricostruire Palmira significa ricostruire una fiducia collettiva nella memoria” – ha assunto la valenza di una sintesi programmatica del ruolo che il patrimonio può giocare nei processi postbellici.</p>
<p>Di rilievo, a riguardo, il protocollo d’intesa firmato tra l’Università di Salerno, il Parco del Cilento e l’Università di Damasco, a supporto del recupero di Palmira e della cooperazione accademica. L’Italia, in questo quadro, riafferma una funzione di mediatore culturale nello spazio mediterraneo, non in chiave retorica ma attraverso strumenti di policy e dispositivi interistituzionali.</p>
<p>Il Premio "Paestum Archeologia – Palmira 2025" ha premiato, tra gli altri, la Grecia, presente il Ministro della Cultura, Lina Mendoni e il Direttore Generale delle Antichità e Patrimonio Culturale Olympia Vikatou per la valorizzazione del sito di Eleutherna, e proprio la Siria per la strategia di rinascita del sito di Palmira.&nbsp;</p>
<p>La riflessione sulla digitalizzazione ha costituito uno degli assi tematici della manifestazione e insieme un laboratorio strategico. Le ricostruzioni tridimensionali della Coenatio Rotunda della Domus Aurea , il digital twin del Colosseo e i musei sommersi della Baia di Napoli hanno offerto una visione concreta del modo in cui le tecnologie immersive possano aprire nuove dimensioni percettive e narrative. Andrea De Pasquale, Direttore Generale per la Digitalizzazione e la Comunicazione del MiC, ha sottolineato la necessità di realizzare una rete digitale interoperabile, capace di superare la dispersione delle iniziative territoriali e porre il dato culturale al centro delle politiche pubbliche.</p>
<p>In un’ottica di governance collaborativa, sono stati presentati modelli di valorizzazione condivisa come il Parco Archeologico di Velia, il Museo Diffuso di Minturno, il progetto CoralVision della Lucania e il circuito delle Domus de Janas in Sardegna. Tali casi suggeriscono un passaggio concettuale dalla valorizzazione alla connessione: l’attivazione di relazioni intersistemiche, dinamiche tra sito, territorio, comunità e reti transnazionali.</p>
<p>La dimensione della cooperazione è emersa anche quest’anno con forza nella presenza di istituzioni come AICS, MAECI, UNESCO, ICCROM e UNWTO, con incontri multilaterali sulla protezione del patrimonio nei contesti post-conflitto, sulla tematica cruciale, che ha sempre visto l’Italia in prima linea, della&nbsp; formazione di operatori in aree di crisi e sulla gestione sostenibile dei grandi attrattori culturali. In particolare, si è discusso del ruolo del patrimonio nella prevenzione dei conflitti, nel dialogo interculturale e nella ricostruzione del tessuto civico.</p>
<p>Sul piano dell’offerta turistica, ArcheoIncoming ha riunito, come si è detto, buyers da tutto il mondoma soprattutto è stata in grado di ampliare l’immaginario della fruizione culturale:, con nuove forme di turismo archeologico: dalla Via Appia alle rotte della transumanza, dai percorsi micaelici al turismo subacqueo e ai cammini spirituali. Il progetto dell’ACI sul motorismo d’epoca ha esplorato la dimensione narrativa e patrimoniale del veicolo storico come forma di attraversamento culturale. Queste proposte ridefiniscono in varie declinazioni radicalmente l'idea stessa di visita: non più consumo visivo, ma esplorazione partecipata.</p>
<p>Uno spazio rilevante è stato riservato alle nuove professioni culturali, con ArcheoLavoro con un focus sulle professioni emergenti: dalla curatela digitale alla progettazione di contenuti immersivi, dall’archeologia preventiva al management culturale. Iniziative come i laboratori interattivi per studenti universitari e delle scuole superiori, promossi dal Ministero della Cultura, hanno mostrato un rinnovato investimento sull’intelligenza creativa giovanile.&nbsp;</p>
<p>Emblematico senza dubbio il progetto didattico realizzato dal Parco Archeologico di Himera, Solunto e Iato diretto da Domenico Targia con il volume illustrato “Viaggio a Himera. Scoprire giocando la città dei due templi”, pensato per bambini ma anche manifesto, nelle parole del Direttore, di pedagogia archeologica: «Insegnare ai bambini a leggere il passato significa garantire al patrimonio un futuro». Questo non è soltanto un motto, ma un vero richiamo etico: in un contesto dominato dal digitale, educare alla meraviglia diviene atto politico e conferisce centralità all’incontro con i giovani, l’archeologia così si palesa non solamente disciplina, ma pratica formativa e sociale.</p>
<p>Nonostante l'ampiezza e la qualità delle proposte, si è avvertita la necessità di una regia politica stabile e di una metodologia operativa per evitare la frammentazione. Come ha ricordato Picarelli, l’intelligenza collettiva emersa dalla BMTA deve tradursi in strumenti di governance durevole e in una visione strategica comune, capace di orientare l'intero sistema culturale verso una visione condivisa.</p>
<p>&nbsp;Alla XXVII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, il patrimonio si è rivelato strumento di dialogo e rigenerazione. Dalla rinascita siriana alla rivoluzione digitale dei musei, dalle nuove rotte del turismo esperienziale alla formazione delle giovani generazioni, Paestum ha ridisegnato la geografia culturale del Mediterraneo con l’archeologia che si ridefinisce come scienza del tempo presente: non solo custodia della memoria, ma laboratorio di futuro condiviso.</p>
<p>La BMTA 2025 ha indicato una via: quella di un'archeologia che interroga il presente e costruisce il futuro. Non è un semplice evento fieristico, ma una macchina generativa di idee, progetti e visioni. La sua vera innovazione non sta tanto nelle tecnologie esibite, quanto nella capacità di tenere insieme competenze diverse, sguardi plurali e attori eterogenei, restituendo al patrimonio il suo valore più profondo: essere infrastruttura culturale, linguaggio civile e dispositivo di speranza.</p>
<p><img src="https://www.archeomatica.it/images/parco_archeo.jpg" alt="" width="419" height="587" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" data-alt="parco_archeo.jpg" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In definitiva, la BMTA 2025 non è stata una fiera, ma un dispositivo di generazione progettuale. L’innovazione non si è giocata tanto sulle tecnologie presentate, quanto sulla qualità del dialogo, sulla convergenza di attori e sulla possibilità di costruire un lessico condiviso del patrimonio come bene relazionale, linguaggio operativo e forma di cittadinanza&nbsp;plurale.</p>
<p><a href="https://www.borsaturismoarcheologico.it/">https://www.borsaturismoarcheologico.it/</a></p>]]></description>
			<dc:creator>Redazione Archeomatica</dc:creator>
			<pubDate>Sun, 02 Nov 2025 10:55:26 +0000</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title>Makros presenta la nuova tecnologia contro i danni da acqua e alluvioni al TECHNOLOGYforALL 2025</title>
			<link>https://www.archeomatica.it/restauro-e-conservazione/integrita-del-patrimonio-culturale-la-minaccia-del-futuro-lacqua-le-novita-proposte-da-makros-al-technologyforall-2025</link>
			<description><![CDATA[<img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/10/30/blockfire_makros2.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><p>Alla base dell’innovazione <a href="https://makros.org/" target="_blank" rel="noopener">Makros </a>,azienda leader nel settore dei sistemi di archiviazione e conservazione intelligente,&nbsp; c’è un comitato tecnico-scientifico interno che guida la costante attività di ricerca e sviluppo. Dopo aver affrontato con successo le sfide legate a incendi e deterioramento biologico, Makros anticipa ora la prossima frontiera: la protezione contro i danni da acqua e alluvioni. Una tecnologia già brevettata, la cui commercializzazione è prevista per il 2026.</p>

<p>Makros farà conoscere la sua nuova tecnologia al <strong><a href="https://www.technologyforall.it/" target="_blank" rel="noopener">TECHNOLOGYforALL - GeoNEXT2025</a>,</strong> in programma il <strong>12</strong> e <strong>13</strong> Novembre presso l’Ex Cartiera Latina, Via Appia Antica 42, Roma. Sarà il Founder e CEO Massimo Luise a guidare la demo, la mattina del 12 Novembre, raccontando come le installazioni Makros – già operative nei principali siti culturali in Italia e all’estero – proteggono e preservano il patrimonio.</p>
<p>Inoltre, allo stand del forum, Makros porterà non prototipi, ma visori che sfruttando la realtà immersiva consentono in poco tempo di comprendere come agiscono il Blockfire (contro fuoco) e Blockbacteria (contro degenerazione batterica). Cliccando su Blockfire, si assisterà in tempo reale a un incendio che mette a rischio libri e quadri he collocati in un Blockfire, chiudendosi autonomamente all’arrivo delle fiamme ne salvaguarda l’integrità. Cliccando su BlockBacteria, si assisterà alla simulazione del funzionamento della sensoristica e all’attivazione degli alert che suggeriscono le azioni da intraprendere per evitare la proliferazione fungina e garantire l’integrità del contenuto.</p>
<p>Makros continua così il suo percorso di ricerca e innovazione, anticipando le emergenze del futuro con soluzioni concrete e all’avanguardia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
			<dc:creator>Redazione Archeomatica</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 27 Oct 2025 14:20:31 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.archeomatica.it/restauro-e-conservazione/integrita-del-patrimonio-culturale-la-minaccia-del-futuro-lacqua-le-novita-proposte-da-makros-al-technologyforall-2025</guid>
		</item>
		<item>
			<title>12-14 maggio 2026, Ferrara - Salone Internazionale del Restauro</title>
			<link>https://www.archeomatica.it/agenda/12-14-maggio-2026-ferrara-salone-internazionale-del-restauro</link>
			<description><![CDATA[<img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/10/26/Restauro2026_thumbnail.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/10/26/Restauro2026.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><p>Restauro, il Salone Internazionale dei Beni Culturali e Ambientali è dal 1991 un momento di incontro, formazione e aggiornamento sul tema della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale, che coinvolge annualmente operatori, aziende, enti e istituzioni nell’ambito di uno dei più importanti settori di sviluppo culturale ed economico del nostro paese.</p>

<p>Si svolge a Ferrara Expo ed è organizzato in partnership con Assorestauro, Associazione italiana per il restauro architettonico, artistico, urbano e si avvale della preziosa consulenza del Comitato Tecnico Scientifico e dell’Advisory Board.</p>
<p>Nel 2021 è stato istituito il Comitato Tecnico Scientifico, composto da autorevoli studiosi, professionisti del settore, personalità di alto profilo e presieduto dal Prof. Arch. Alessandro Ippoliti, Prorettore al patrimonio architettonico dell'Università degli Studi di Ferrara e membro esperto della Commissione permanente per la tutela dei monumenti storici ed artistici della Santa Sede. Tra i compiti del Comitato quello di definire e indirizzare gli argomenti di ricerca, di formazione e di collaborazione scientifica sul restauro e di individuare le tematiche oggetto di dibattito nel corso della manifestazione.</p>
<p>L’attività del Comitato parte dalla consapevolezza del primato che il Restauro Made in Italy ha nel mondo: grazie alla lunga esperienza su un patrimonio storico straordinariamente ampio ed eterogeneo, la cultura italiana del restauro si è evoluta con largo anticipo sotto il profilo teorico e operativo, alimentando il pensiero critico attraverso un continuo dibattito teoretico e una costante sperimentazione nei più vari campi applicativi, in una sintesi capace di unire consapevolezza metodologica, sensibilità interpretativa e innovazione operativa; qualità da lungo tempo riconosciute, apprezzate e premiate a livello internazionale. Gli attori di questo scenario sono molteplici e a ciascuno è riconosciuto un contributo distintivo nel raggiungimento di importanti traguardi: l’Università, che forma le nuove generazioni nei corsi di studio, nelle scuole di specializzazione e nei dottorati, il Ministero della Cultura, che opera sul campo coniugando operatività e ricerca, il mondo delle professioni e dell’imprenditoria, motori vitali di un mercato economico fondamentale per la crescita.</p>
<p>Il lavoro del Comitato è particolarmente rivolto alla formazione dei giovani e alla valorizzazione delle loro competenze nel settore del patrimonio culturale, nella consapevolezza che, soprattutto in questo momento storico, sia importante offrire opportunità per il futuro in termini occupazionali e, soprattutto, in termini culturali.&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.salonedelrestauro.com">https://www.salonedelrestauro.com</a></p>]]></description>
			<dc:creator>Redazione Archeomatica</dc:creator>
			<pubDate>Sun, 26 Oct 2025 10:38:55 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.archeomatica.it/agenda/12-14-maggio-2026-ferrara-salone-internazionale-del-restauro</guid>
		</item>
		<item>
			<title>21-23 January 2026, Brussels - 3D-4CH Winter School</title>
			<link>https://www.archeomatica.it/agenda/21-23-january-2026-brussels-3d-4ch-winter-school</link>
			<description><![CDATA[<img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/10/26/3D-4CH-Winter-School_Twitter_thumbnail.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/10/26/3D-4CH-Winter-School_Twitter_large.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><div data-id="320a8da1" data-element_type="container">
<div>
<div data-id="608deea5" data-element_type="widget" data-widget_type="text-editor.default">
<div>
<p>Dal&nbsp;21 al 23 gennaio 2026, presso il&nbsp;Museo d’Arte e Storia di Bruxelles, si terranno tre giornate di formazione intensiva, networking e collaborazione europea, rivolte a&nbsp; professionisti museali, esperti di digitalizzazione e operatori del settore culturale digitale.</p>

<p>La&nbsp;Winter School&nbsp;&nbsp;è un evento internazionale dedicato all’uso delle tecnologie 3D per la&nbsp;conservazione, la&nbsp;documentazione&nbsp;e la&nbsp;valorizzazione&nbsp;del&nbsp;Patrimonio Culturale, organizzata nell’ambito del progetto europeo&nbsp;<a href="https://www.3d4ch-competencecentre.eu/home">3D-4CH</a>. In collaborazione con la campagna&nbsp;Twin it! Part II&nbsp;(Europeana Foundation e Commissione Europea),&nbsp; questa iniziativa rappresenta un’occasione unica per approfondire competenze, ricevere una formazione mirata sulle pratiche del patrimonio culturale 3D, contribuendo al tempo stesso allo sviluppo del&nbsp;3D Online Competence Center&nbsp;– un hub europeo dedicato alla condivisione delle buone pratiche nel settore.</p>
<p>Il programma:</p>
<ul>
<li aria-level="1">
<p>Giorno 1&nbsp;(21 gennaio – formato ibrido): keynote di apertura e sessioni su come introdurre progetti 3D nelle istituzioni culturali, con esempi pratici e casi studio.</p>
<p>Aperto fino a&nbsp;100 partecipanti&nbsp;in presenza + partecipazione online</p>
</li>
<li aria-level="1">
<p>Giorni 2 e 3&nbsp;(22–23 gennaio – solo in presenza): workshop pratico su tecniche e strumenti per la digitalizzazione 3D, dalla progettazione al workflow completo.</p>
<p>Massimo 25 partecipanti&nbsp;– selezione tramite candidatura</p>
</li>
</ul>
<p>Come partecipare:</p>
<p>Le iscrizioni alla Winter School sono aperte fino al&nbsp;31 ottobre 2025, la registrazione&nbsp; avviene tramite la piattaforma&nbsp;<a href="https://pretix.eu/3D4CH/winterschool/">Pretix&nbsp;</a>.&nbsp;</p>
<p>L’esito delle candidature ai workshop sarà comunicato il&nbsp;7 novembre 2025.</p>
<p>Per partecipare al workshop dei giorni 2 e 3 è necessario presentare una lettera motivazionale e un&nbsp;CV&nbsp;aggiornato, da caricare direttamente al momento della registrazione su Pretix.</p>
<p>Durante la procedura di iscrizione sarà inoltre possibile&nbsp;richiedere una borsa di viaggio, riservata esclusivamente ai partecipanti selezionati per il workshop.</p>
<p>Che tu stia muovendo i primi passi nel digitale o sia già esperto nel settore, la&nbsp;3D-4CH Winter School&nbsp;offre strumenti concreti e spazi di confronto per contribuire attivamente al futuro del&nbsp;patrimonio culturale europeo.</p>
<p>Clicca&nbsp;<a href="https://www.3d4ch-competencecentre.eu/trainings/3d-4ch-winter-school">qui&nbsp;</a>per approfondire il programma e saperne di più!</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
			<dc:creator>Redazione Archeomatica</dc:creator>
			<pubDate>Sun, 26 Oct 2025 10:20:12 +0000</pubDate>
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		</item>
		<item>
			<title>30 October - 2 November 2025,  Paestum Salerno - XXVII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico</title>
			<link>https://www.archeomatica.it/agenda/30-october-2-november-2025-paestum-salerno-xxvii-borsa-mediterranea-del-turismo-archeologico</link>
			<description><![CDATA[<img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/10/26/bmta2025_thumbnail.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/10/26/bmta2025_large.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><p>Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico&nbsp;è promuovere le destinazioni turistico archeologiche, valorizzare Parchi e Musei, favorire la commercializzazione, contribuire alla destagionalizzazione, incrementare le opportunità economiche e gli effetti occupazionali.</p>

<p>La&nbsp;<a href="http://www.borsaturismoarcheologico.it/">BMTA</a>&nbsp;è&nbsp;l’unico evento al mondo&nbsp;che consente l’incontro di questo straordinario segmento dei beni culturali con il business professionale, con gli addetti ai lavori, con i viaggiatori, con gli appassionati e con il mondo scolastico.</p>
<p>Da sottolineare, inoltre, lo sviluppo del dialogo interculturale e della cooperazione tra i popoli che l’evento persegue attraverso la partecipazione e lo scambio di esperienze con i Paesi non solo del Mediterraneo e del Medio Oriente e con la presenza annuale di circa&nbsp;15 Paesi Esteri di cui uno Ospite: negli anni&nbsp;Egitto, Marocco, Tunisia, Siria, Francia, Algeria, Grecia, Libia, Perù, Portogallo, Cambogia, Turchia, Armenia, Venezuela, Azerbaigian, India.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.borsaturismoarcheologico.it/">https://www.borsaturismoarcheologico.it/</a></p>]]></description>
			<dc:creator>Redazione Archeomatica</dc:creator>
			<pubDate>Sun, 26 Oct 2025 10:10:53 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.archeomatica.it/agenda/30-october-2-november-2025-paestum-salerno-xxvii-borsa-mediterranea-del-turismo-archeologico</guid>
		</item>
		<item>
			<title>18-22 Maggio 2026, Torino - 45th International Symposium on Archaeometry</title>
			<link>https://www.archeomatica.it/agenda/18-22-maggio-2026-torino-45th-international-symposium-on-archaeometry</link>
			<description><![CDATA[<img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/10/26/45ISA2026_thumbnail.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/10/26/45ISA2026_large.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><p>The&nbsp;International Symposium on Archaeometry&nbsp;promotes the development and use of scientific techniques to generate information about all aspects of the past.</p>

<p>Although its foundations can be traced back to a geophysics event held in 1961, the biennial hosting of ISA in its current form has been shared between Europe and the Americas since the 1980s. In 2024 it took place in Australia for the first time. The ISA showcases the latest in&nbsp;archaeological science technique development&nbsp;alongside a range of innovative and inspiring applications. All areas of science and all types of objects and materials, as well as all geographic areas and time periods, are topics of interest for this event.&nbsp;Multidisciplinary collaborations&nbsp;feature strongly at the ISA, therefore this represents a dedicated opportunity for practitioners in all sectors to establish research partnerships and connections with one another.</p>
<p>The organising committee of ISA 2026 brings together&nbsp;four prominent institutions&nbsp;actively involved in archaeological science. Along with the ISA standing committee, they are committed to providing the participants with meaningful networking opportunities in a welcoming and supportive environment.</p>
<p><a href="https://isa2026torino.it/">https://isa2026torino.it/</a></p>]]></description>
			<dc:creator>Redazione Archeomatica</dc:creator>
			<pubDate>Sun, 26 Oct 2025 09:12:54 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.archeomatica.it/agenda/18-22-maggio-2026-torino-45th-international-symposium-on-archaeometry</guid>
		</item>
		<item>
			<title>4-6 Febbraio 2026, Pisa - Convegno tematico AIAR Organicamente</title>
			<link>https://www.archeomatica.it/agenda/4-6-febbraio-2025-pisa-convegno-tematico-aiar-organicamente</link>
			<description><![CDATA[<img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/10/26/aiar2026_thumbnail.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/10/26/aiar2026.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><p>La materia, nei beni culturali, è molto più di un semplice supporto: è memoria, trasformazione, racconto. Ogni materiale, in ogni sua fase di vita – dalla produzione alla degradazione – porta con sé informazioni preziose da indagare, proteggere e restituire.</p>

<p>Il convegno tematico AIAr OrganicaMente nasce con l’intento di esplorare, attraverso una prospettiva multidisciplinare, la materia come testimone del tempo, della cultura umana, e dei processi tecnologici che ne influenzano l’evoluzione.</p>
<p>L’incontro tra scienze applicate, conservazione, restauro e storia dei materiali permette di tracciare percorsi di lettura complessi, capaci di connettere contesti, tecnologie, provenienze e cronologie. In questo scenario, il ruolo delle metodologie scientifiche è centrale: dalla caratterizzazione chimico-fisica alla datazione, dall’analisi delle trasformazioni nel tempo alla progettazione di interventi conservativi, ogni approccio contribuisce a costruire un racconto coerente della materia.</p>
<p><strong>Tematiche</strong></p>
<ul>
<li>
<p><strong>Caratterizzazione e Diagnostica</strong>: indagini scientifiche per lo studio della composizione, delle tecniche esecutive e dello stato di conservazione dei materiali;</p>
</li>
<li>
<p><strong>Provenienza e Datazione</strong>: metodi per identificare l’origine, la cronologia e le trasformazioni dei manufatti, attraverso lo studio della materia e del contesto;</p>
</li>
<li>
<p><strong>Nuove metodologie</strong>: strumenti analitici, strategie sperimentali e approcci innovativi per l’indagine dei beni culturali;</p>
</li>
<li>
<p><strong>Materiali archeologici</strong>: analisi di reperti provenienti da contesti stratigrafici, siti e collezioni, in un dialogo tra scienza e archeologia;</p>
</li>
<li>
<p><strong>Materiali dell’arte</strong>: studio dei materiali costitutivi delle opere, dalle tecniche tradizionali ai materiali innovativi e alle nanotecnologie, includendo l’arte contemporanea e le trasformazioni che ne influenzano la conservazione e la lettura nel tempo;</p>
</li>
<li>
<p><strong>Conservazione, Monitoraggio, Restauro</strong>: pratiche, protocolli e tecnologie per la tutela attiva e preventiva dei beni culturali.</p>
</li>
</ul>
<p><a href="https://www.associazioneaiar.com/">https://www.associazioneaiar.com/</a></p>]]></description>
			<dc:creator>Redazione Archeomatica</dc:creator>
			<pubDate>Sun, 26 Oct 2025 09:02:29 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.archeomatica.it/agenda/4-6-febbraio-2025-pisa-convegno-tematico-aiar-organicamente</guid>
		</item>
		<item>
			<title>19-22 November 2025, Boston(USA) &amp; Hybrid -ASOR’s 2025 Annual Meeting</title>
			<link>https://www.archeomatica.it/agenda/19-22-november-2025-boston-usa-hybrid-asors-2025-annual-meeting</link>
			<description><![CDATA[<img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/10/26/Asor2025_thumbnail.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/10/26/Asor2025.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><p>ASOR’s 2025 Annual Meeting will take place November 19–22 at the Hilton Boston Park Plaza and online.</p>

<p>All sessions and workshops will be able to include both in-person presentations in Boston and virtual presentations online via Zoom. The academic program consists of ASOR Standing Sessions and Member-Organized Sessions and Workshops (proposal deadline is January 15).</p>
<p>A list of sessions and workshops being offered in 2025 can be viewed&nbsp;<a href="https://www.asor.org/am/2025/approved-sessions-2025" target="_blank" rel="noopener">here</a>. Members are invited to submit paper and workshop presentation proposals (abstract submission deadline is April 1) and poster proposals (deadline, August 1). The meeting in Boston will feature exhibits, special events, business meetings, roundtable discussions, and many highlights for attendees to enjoy in the local area.</p>
<p>We hope you will make plans to join us in Boston or online in 2025 when ASOR will be celebrating its 125th anniversary. Please check this page often for updates.</p>
<p><a href="https://www.asor.org/am/">https://www.asor.org/am/</a></p>]]></description>
			<dc:creator>Redazione Archeomatica</dc:creator>
			<pubDate>Sun, 26 Oct 2025 08:56:37 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.archeomatica.it/agenda/19-22-november-2025-boston-usa-hybrid-asors-2025-annual-meeting</guid>
		</item>
		<item>
			<title>27 - 28 November 2025 ARCHEOFOSS 2025</title>
			<link>https://www.archeomatica.it/agenda/27-28-november-2025-archeofoss-2025</link>
			<description><![CDATA[<img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/10/26/Archeofoss2025_thumbnail.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/10/26/Archeofoss2025_large.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><p>L’edizione 2025 del ArcheoFOSS 19 si terrà il&nbsp;27-28 novembre 2025&nbsp;in formato ibrido (in presenza + online) presso la Università degli Studi dell'Insubria, sede di Varese.</p>

<p>Per il programma completo e la partecipazione:&nbsp;<a href="https://www.archeofoss.org/2025/?utm_source=chatgpt.com" target="_new" rel="noopener" data-start="262" data-end="317">archeofoss.org/2025</a></p>
<p><a href="https://www.archeofoss.org/2025/call-for-papers">Archeofoss is an International Conference on Open software, hardware, processes, data and formats in archaeological research.</a>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.archeofoss.org/2025/call-for-papers">The conference is organised on a yearly basis by an open community of researchers under the direction of a&nbsp;</a><a href="https://www.archeofoss.org/scientific-committee">permanent scientific committee</a>.</p>
<div>
<p>Anyone who is interested to join the community can subscribe to the&nbsp;<a href="https://t.me/ArcheoFOSS">ArcheoFOSS&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Telegram group</a>.</p>
</div>]]></description>
			<dc:creator>Redazione Archeomatica</dc:creator>
			<pubDate>Sun, 26 Oct 2025 08:33:28 +0000</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.archeomatica.it/agenda/27-28-november-2025-archeofoss-2025</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Visioni Quantiche e Sogni Elettrici: alle OGR Torino l’arte si fonde con la tecnologia</title>
			<link>https://www.archeomatica.it/documentazione/visioni-quantiche-e-sogni-elettrici-alle-ogr-torino-larte-si-fonde-con-la-tecnologia</link>
			<description><![CDATA[<img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/10/23/torino_mostre_2025_large.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/10/23/torino_mostre_2025.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><p>TORINO – Le OGR Torino si preparano ad accendere l'autunno con un doppio appuntamento espositivo<br />che mette in dialogo arte contemporanea e tecnologia d’avanguardia. Dal 31 ottobre 2025 al 10 maggio<br />2026, gli spazi delle ex Officine Grandi Riparazioni ospitano due importanti mostre internazionali: “WE<br />FELT A STAR DYING” dell’artista francese Laure Prouvost e la collettiva “ELECTRIC DREAMS. Art<br />&amp; Technology Before the Internet, organizzata in collaborazione con la Tate Modern.</p>

<p><br />Le due esposizioni, pur affrontando epoche e linguaggi differenti, condividono un comune filo conduttore:<br />indagare l’incontro tra immaginazione artistica e sviluppo tecnologico, rafforzando così la vocazione delle<br />OGR come polo interdisciplinare di sperimentazione e ricerca. Al Binario 1 prende vita “WE FELT A STAR DYING”, un’installazione immersiva commissionata da LAS Art Foundation e co-prodotta con OGR Torino. Dopo la prima presentazione a Berlino nel febbraio 2025, l’opera arriva ora a Torino in una nuova configurazione che dialoga con l’architettura industriale delle OGR. Firmata da Laure Prouvost con il contributo del filosofo Tobias Rees e dello scienziato Hartmut Neven, fondatore di Google Quantum AI, l’installazione invita il pubblico a esplorare il tema del calcolo quantistico attraverso un’esperienza multisensoriale fatta di immagini in movimento, paesaggi sonori e profumi, offrendo una visione poetica e scientifica delle nuove frontiere della conoscenza.</p>
<p><br />Parallelamente, al Binario 2 si inaugura “ELECTRIC DREAMS. Art &amp; Technology Before the Internet”,<br />una retrospettiva a cura di Val Ravaglia e Samuele Piazza che ripercorre oltre quarant’anni di<br />sperimentazioni artistiche realizzate in dialogo con la tecnologia, prima della rivoluzione digitale.<br />La mostra racconta come, tra anni ’60 e ’90, numerosi artisti abbiano saputo reinterpretare strumenti<br />tecnologici – spesso provenienti da ambiti militari o industriali – per creare nuovi immaginari, sfidare il<br />concetto di realtà e stimolare il pensiero critico. Un’ampia selezione di opere restituisce un panorama<br />inedito della creatività analogica e delle sue intuizioni visionarie.</p>
<p><br />Con questa doppia proposta, le OGR Torino si confermano come hub creativo all’avanguardia, capace di<br />connettere mondi solo apparentemente distanti – arte, scienza, filosofia, tecnologia – in un dialogo<br />continuo tra passato e futuro. Un’operazione culturale che si inserisce nella missione dell’ente:<br />promuovere l’interdisciplinarità, l’innovazione e l’inclusione sociale, valorizzando l’eredità storica degli<br />spazi industriali. Le Officine Grandi Riparazioni, trasformate in centro culturale dopo un intervento di riqualificazione durato 1.000 giorni e sostenuto con oltre 100 milioni di euro dalla Fondazione CRT, sono oggi un esempio virtuoso di rigenerazione urbana e culturale. Dal 2017 a oggi, le OGR hanno ospitato eventi di rilievo internazionale nei campi dell’arte, della musica, della tecnologia e delle performing arts, diventando un<br />punto di riferimento per la creatività contemporanea.</p>
<p><br />Con “Visioni Quantiche” e “Sogni Elettrici”, l’autunno torinese si apre all’immaginazione del futuro.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.fondazionecrt.it/fondazione/ogr-torino/" target="_blank" rel="noopener">Fondazione OGR Torino&nbsp;</a>&nbsp;<a href="https://ogrtorino.it/updates/visioni-quantiche-sogni-elettrici" target="_blank" rel="noopener">Visioni Quantiche e Sogni Elettrici</a></p>]]></description>
			<dc:creator>Redazione Archeomatica</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 14:14:10 +0200</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.archeomatica.it/documentazione/visioni-quantiche-e-sogni-elettrici-alle-ogr-torino-larte-si-fonde-con-la-tecnologia</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Scopri Doors of Change alla Reggia di Caserta</title>
			<link>https://www.archeomatica.it/documentazione/scopri-doors-of-change-alla-reggia-di-caserta</link>
			<description><![CDATA[<img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/10/23/reggia_di_caserta_doors.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/10/23/reggia_di_caserta_doors.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><p>La Reggia di Caserta, scrigno del patrimonio barocco europeo, si fa ancora una volta teatro di innovazione e sperimentazione scientifica con Boudoire 3D, un’installazione interattiva che coniuga valorizzazione culturale e tecnologie digitali.</p>

<p>L’installazione Boudoire 3D prevede due postazioni interattive, costituite da tablet posizionati su appositi leggii, collocati nella sala antistante il Boudoir della regina Maria Carolina, uno degli ambienti più intimi e raffinati della Reggia, attualmente non accessibile al pubblico durante la visita museale. Grazie a questa soluzione, i visitatori potranno esplorare autonomamente un modello tridimensionale ad alta definizione del boudoir, navigando lo spazio con gesti intuitivi e immergendosi nella ricostruzione storicamente accurata di un<br />ambiente di corte del XVIII secolo. Le postazioni saranno disponibili negli orari di apertura del museo e potranno essere utilizzate liberamente, favorendo un’esperienza personalizzata e inclusiva.<br />In parallelo all’installazione, presso le retrostanze dell’ala settecentesca degli Appartamenti reali sarà presentato anche il prototipo dell’app Maria Carolina AR – <em>Che lo spettacolo abbia inizio!</em>, realizzata da un team di ricerca dell’Università Suor Orsola Benincasa (UNISOB) di Napoli.</p>
<p><br />L’app, che sfrutta tecnologie di realtà aumentata, consente di vivere un’esperienza immersiva direttamente dallo smartphone, sovrapponendo contenuti digitali al contesto reale per raccontare il cerimoniale di corte e la figura storica della regina Maria Carolina. L’iniziativa Boudoire 3D e la presentazione di Maria Carolina AR è stato inserito nel programma Doors of Change, un evento diffuso nazionale presentato 17 ottobre 2025 che ha&nbsp; coinvolto oltre 60 luoghi della cultura e della ricerca in tutta Italia. Coordinato dalloSpoke 4 – Virtual Technologies for Museums and Art Collections, sotto la direzionescientifica del Prof. Silvio Peroni (Università di Bologna) e la co-direzione del Prof.Gianluca Genovese (UNISOB), l’evento ha mostrato come innovazione e<br />patrimonio coesistono, in un equilibrio virtuoso. Con oltre 70 attività in presenza e 30 esperienze digitali, Doors of Change è una vetrina delle migliori pratiche per un futuro sostenibile e connesso del patrimonio culturale italiano. In questo contesto, la Fondazione CHANGES si propone come catalizzatore di ricerca, formazione, impresa e cittadinanza attiva, promuovendo l’interazione tra tecnologia, scienze umane e società.</p>
<p>Fonte:<a href="https://www.fondazionechanges.org/iniziative/reggia-di-caserta-boudoir-di-maria-carolina/" target="_blank" rel="noopener"> Boudoir 3D: Fondazione Changes&nbsp;</a>&nbsp;<a href="https://www.fondazionechanges.org/iniziative/reggia-di-caserta" target="_blank" rel="noopener">Maria Carolina AR: Fondazione Changes&nbsp;</a></p>]]></description>
			<dc:creator>Redazione Archeomatica</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 14:10:13 +0200</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.archeomatica.it/documentazione/scopri-doors-of-change-alla-reggia-di-caserta</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Nuovo progetto di ricerca: ricostruzione digitale della Pompei perduta, la torre della casa del Tiaso </title>
			<link>https://www.archeomatica.it/documentazione/nuovo-progetto-di-ricerca-ricostruzione-digitale-della-pompei-perduta-la-torre-della-casa-del-tiaso</link>
			<description><![CDATA[<img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/10/29/pompei_casa_del_tiaso2.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/10/29/pompei_casa_del_tiaso2.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><p>POMPEII RESET è un nuovo progetto di ricerca non invasivo che permette di documentare in una prima fase&nbsp; ciò che è stato conservato degli edifici, attraverso la creazione di modelli tridimensionali e in una&nbsp; seconda fase, la ricostruzione di ciò che è andato perduto,&nbsp;attraverso tecniche di ricostruzione digitale e simulazione virtuale.</p>

<p>Il progetto, frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Archeologia Classica dell'Università Humboldt di Berlino&nbsp;(Winckelmann-Institut) e il Parco Archeologico di Pompei, apre diverse prospettive per la ricerca, la tutela dei monumenti e la trasmissione delle conoscenze nel campo dell’archeologia. In particolare lo studio, ha consentito di aprire un nuovo interesse per l'architettura dei piani superiori di Pompei,&nbsp; in tutta l'area urbana.&nbsp;Un esempio di studio particolare è&nbsp;l’ambiente 21 della casa del Tiaso&nbsp;nell’Insula 10 della Regio IX, recentemente riportata alla luce, costituisce un reperto che riveste un ruolo speciale nella ricerca delle tracce dei piani superiori andati perduti. La spaziosa e sontuosa domus con le sue stanze uniche - l’oecuscorinthius, il salone nero e il complesso termale - non presenta inizialmente un’architettura a piani bendefinita, per quanto gli scavi effettuati finora hanno permesso di esplorare l’edificio.Tuttavia, in una posizione prominente all’interno della domus, c’è uno spazio a più piani che appare tanto più sensazionale e singolare nella tradizione di Pompei.</p>
<p><img src="https://www.archeomatica.it/images/scala_casa_del_Tiaso.JPG" alt="" width="722" height="232" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" data-alt="scala casa del Tiaso" /></p>
<p>Fig. 1 -&nbsp;Pompei, IX, 10, casa del Tiaso, amb. 21, parete ovest (21) con scala (25);&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="https://www.archeomatica.it/images/pianta_casa_del_Tiaso.JPG" alt="pianta casa del Tiaso" width="626" height="481" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" /></p>
<p>Fig. 2 - Pompei, IX, 10, casa del Tiaso, amb. 21, pianta con ambienti circostanti (amb. 21: blu)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="https://www.archeomatica.it/images/parete_esterna.JPG" alt="parete esterna" width="601" height="408" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" /></p>
<p>Fig. 3 -&nbsp;Pompei, IX, 10, casa del Tiaso, amb. 21, disegni delle immagini ortogonali delle pareti esterne (21) e della scala (25)</p>
<p>&nbsp;<img src="https://www.archeomatica.it/images/parete_esterna_ovest.JPG" alt="parete esterna ovest" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" /></p>
<p>Fig. 4 -&nbsp;Pompei, IX, 10, casa del Tiaso, amb. 21, disegni delle immagini ortogonali delle pareti esterne (21) e della scala (25)</p>
<p>Gli archeologi guidati dal direttore Gabriel Zuchtriegel e dalla professoressa Susanne Muth del Dipartimento di Archeologia Classica dell'Università Humboldt di Berlino (Winckelmann-Institut) in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei, si sono soffermati su una monumentale scala in pietra, che si collega all'ambiente da ovest e che in alto trovava il suo ingresso nell'ambiente. La scala è addossata alla parete esterna sud (fig.3) del complesso del salone nero e conduce all'angolo nord-ovest dell'ambiente 21,&nbsp;l’ingresso dalla scala al piano superiore dell’ambiente 21 è stato confermato dai risultati delle indagini, durante gli scavi sono stati osservati i resti del gradini superiore&nbsp; e l’apertura nel muro nella zona della soglia della porta.&nbsp;La proposta di ricostruzione di una torre fuori dal comune suggeriscono che la domus presentasse un ulteriore elemento architettonico che, al pari degli ambienti sopra citati, risultava anch’esso di grande impatto e sottolineava nuovamente l’ambizione di un’architettura residenziale altamente rappresentativa e sontuosa. A differenza degli altri spazi della domus, la torre – grazie alla sua altezza – era visibile da lontano, annunciando visivamente il rango elitario e la straordinaria ricchezza del proprietario della casa del Tiaso. In questo caso, è dunque soltanto grazie alla ricostruzione digitale, basata su una documentazione accurata di tutte le tracce presenti nel twin digitale dell’ambiente conservato, che è possibile restituire un’idea plausibile della torre perduta. Pur trattandosi di un’ipotesi ricostruttiva – essa consente comunque di immaginare la torre come doveva probabilmente apparire in origine: un elemento architettonico di grande impatto visivo, decisamente rappresentativo e <br />lussuoso.&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><strong>Ricostruzione digitale</strong></span></p>
<p>In una prima fase, i dati architettonici sono stati&nbsp;raccolti con la massima precisione, mediante una procedura 3D non invasiva e documentati in formato digitale. Nella ricostruzione specifica, sono stati utilizzati diversi metodi in combinazione:&nbsp; scansioni LiDAR e droni LiDAR. La nuvola di punti 3D così ottenuta ha costituito la base centrale per la documentazione e la ricostruzione digitale. Inoltre, la struttura dell’edificio è stata registrata con precisione con l’ausilio di foto dettagliate per la&nbsp; generarzione di un modello 3D&nbsp;con il metodo Structure from Motion, che documenta la forma esatta della stanza o dell’edificio (struttura delle pareti, pitture murali, struttura delle superfici) e la creazione di&nbsp;un twin digitale esatto del risultato. A differenza delle ricostruzioni basate esclusivamente su planimetrie bidimensionali, il metodo &nbsp;scelto garantisce una rappresentazioni assolutamente precisa dei reperti tramandati nel modello 3D della ricostruzione. Allo stesso tempo, questo metodo consente di distinguere in modo preciso e chiaro tra ciò che è stato conservato e ciò che è stato ricostruito.&nbsp;I modelli 3D degli edifici così realizzati, con la loro architettura dei piani superiori ormai perduta, offrono infine uno strumento importante con cui possiamo imparare nuovamente a percepire in modo differenziato il panorama urbano di Pompei con i suoi diversi piani e ad approfondirne lo studio.</p>
<p><img src="https://www.archeomatica.it/images/ricostruzione_torre_pompei.JPG" alt="ricostruzione torre pompei" style="display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;" /></p>
<p>Fig. 5 -&nbsp;Pompei, IX, 10, casa del Tiaso, vista ricostruita da sud-ovest</p>
<p>&nbsp;Fonte: <a href="https://pompeiisites.org/e-journal-degli-scavi-di-pompei/" target="_blank" rel="noopener">E-Journal degli Scavi di Pompei&nbsp;</a></p>]]></description>
			<dc:creator>Maria Chiara Spiezia</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 10:21:09 +0200</pubDate>
			<guid isPermaLink="false">https://www.archeomatica.it/documentazione/nuovo-progetto-di-ricerca-ricostruzione-digitale-della-pompei-perduta-la-torre-della-casa-del-tiaso</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Gaming e beni culturali. Progettare esperienze interattive per il patrimonio</title>
			<link>https://www.archeomatica.it/documentazione/gaming-e-beni-culturali-progettare-esperienze-interattive-per-il-patrimonio</link>
			<description><![CDATA[<img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/10/22/gaming.JPG" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/10/22/gaming.JPG" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><p>Aperte le iscrizioni al ciclo: quattro appuntamenti live, dal 28 Ottobre 2025 al 9 Dicembre 2025. Il videogioco, uscito dal perimetro del puro intrattenimento, in quanto linguaggio culturale capace di raccontare storie e creare esperienze immersive, è sempre più considerato uno strumento dal grande potenziale nella valorizzazione del patrimonio culturale e nel coinvolgimento di pubblici diversi.</p>

<p>Gaming e beni culturali. Progettare esperienze interattive per il patrimonio è un percorso formativo – realizzato per Dicolab. Cultura al digitale in collaborazione con IIDEA Italian Interactive Digital Entertainment Association – per accompagnare i professionisti della cultura nella scoperta di questo linguaggio, fornendo strumenti teorici, operativi e progettuali per integrare le logiche del videogioco nei processi di valorizzazione del patrimonio culturale. Il percorso si articola in due fasi, una online, di natura teorica, e una in presenza, di natura laboratoriale (la Winter School).</p>
<p><strong>La fase online</strong><br />Un ciclo di quattro incontri live, ospitati sulla piattaforma fad.fondazionescuolapatrimonio.it, offre un inquadramento teorico sul linguaggio dei videogiochi e illustra le potenzialità del gaming come strumento culturale.</p>
<p><strong>28 ottobre 2025,ore 15:00 • Fabrizia Malgeri</strong><br /><strong>Homo (video)ludens. Il videogioco che genera cultura</strong><br />Il videogioco è oggi un medium in continua evoluzione con un ruolo rilevante anche sul piano culturale, artistico, politico e sociale. Nato come forma di intrattenimento per un pubblico giovane, ha attraversato nel tempo una trasformazione profonda, affermandosi come strumento educativo e spazio di riflessione critica sul contemporaneo.<br />Il corso propone una panoramica sull’industria videoludica odierna, ripercorrendone le tappe storiche principali e approfondendone le professioni, i pubblici di riferimento e le differenze tra produzione indipendente e industria Tripla A. Attraverso l’uso di strumenti teorici e l’analisi di casi studio significativi, viene analizzato il rapporto tra videogioco e immaginario collettivo, approfondendone il potenziale nella valorizzazione del patrimonio culturale nazionale.</p>
<p><strong>11 novembre 2025,ore 15:00 • Claudia Molinari</strong><br /><strong>Game design e patrimonio culturale</strong><br />Spesso il videogioco applicato è presentato come strumento innovativo per attrarre nuovi pubblici e rendere più accessibili i contenuti culturali. Tuttavia, la distanza tra le aspettative dichiarate e i risultati effettivamente raggiunti rimane significativa.<br />Il corso affronta in modo critico e sistematico il rapporto tra videogiochi e patrimonio culturale, con l’obiettivo di fornire a chi opera nel settore strumenti concettuali e pratici per valutare e avviare progetti sostenibili. L’intento è quello di offrire una panoramica delle opportunità, dei vincoli e delle responsabilità che caratterizzano questo ambito, così da favorire una maggiore consapevolezza nelle scelte progettuali, oltre che nelle collaborazioni tra istituzioni culturali e professioni coinvolte nel mondo videoludico.</p>
<p><strong>25 novembre 2025, ore 15:00 • Pietro Polsinelli</strong><br /><strong>Come stimare e produrre un gioco applicato</strong><br />La stima e la gestione di un gioco applicato sono operazioni complesse soggette a numerose variabili. I processi coinvolti sono strettamente interconnessi ed è necessario costruire un flusso di produzione efficace per evitare che un errore di valutazione in una fase progettuale ricade sulle altre, mettendo a rischio l’intero progetto.<br />Il corso presenta una serie di approcci strutturati per la stima di rischi e opportunità, e per una gestione efficace dei processi di produzione di giochi applicati al patrimonio culturale, con l’obiettivo di creare una maggiore consapevolezza sul tema finalizzata a fornire gli strumenti necessari per una produzione videoludica di successo a costi contenuti.</p>
<p><strong>9 dicembre 2025, ore 15:00 • Vincenzo Santalucia</strong><br /><strong>Realizzare applied games efficaci</strong><br />Nel processo di realizzazione di un applied game per il patrimonio culturale è indispensabile la fase di “messa a terra” del progetto. Fondamentale a tal fine è l’analisi della qualità dello stesso attraverso la valutazione degli indicatori di efficacia, efficienza e soddisfazione. Con questo obiettivo, attraverso casi d’uso e strumenti di lavoro, il corso intende fornire i criteri, i parametri e le indicazioni utili a ridurre rischi, allineare le aspettative e massimizzare il valore percepito dagli stakeholder lungo tutto il ciclo di vita del progetto.</p>
<p>La partecipazione è gratuita e aperta a tutti gli interessati.<br />Il completamento della fase online costituisce requisito indispensabile per la candidatura e l’accesso alla Winter School.</p>
<p>La fase in presenza (Winter School)<br />Alla fase di formazione online seguirà, per 40 partecipanti da selezionare con bando pubblico, una fase di formazione in presenza, di natura laboratoriale (Winter School): è un appuntamento intensivo, in presenza, della durata di tre giorni, dedicato alla progettazione interdisciplinare di concept videoludici per la valorizzazione del patrimonio culturale.&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.fondazionescuolapatrimonio.it/gaming-e-beni-culturali-formazione-online/" target="_blank" rel="noopener">Fondazione Scuola Patrimonio&nbsp;</a></p>]]></description>
			<dc:creator>Maria Chiara Spiezia</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 21 Oct 2025 13:20:46 +0200</pubDate>
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			<title>Hortus Conclusus in occasione della Rome Art Week </title>
			<link>https://www.archeomatica.it/eventi/hortus-conclusus-in-occasione-della-rome-art-week</link>
			<description><![CDATA[<img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/10/21/PHOTO-2025-10-21-10-03-25.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/10/21/PHOTO-2025-10-21-10-03-25.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><p>Sabato 25 Ottobre&nbsp; 2025 dalle 18:00 alle 22.00 presso la Residenza di Leone XIII di Via delle Mantellate, 22 Roma, in occasione della Rome Art Week, X Edizione, sarà presentato l'evento <em>Hortus Conclusus, </em>un dialogo con lo spazio architettonico e l'antico giardino delle Serve di Maria -"Le Mantellate", dal nome del mantello nero che caratterizzava il loro abito monastico- attraverso una serie di interventi che spaziano dalla pittura all'installazione fino alla performance. A cura di Laura Babich Baccaglini.</p>

<p>La scelta del nome dell'evento Hortus Conclusus è in questo senso particolarmente significativa in quanto la denominazione latina indica i chiostri e giardini chiusi in epoca medievale, usati all'interno dei recinti murari dei monasteri per la coltivazione di piante da frutto ed erbe medicinali. Nutrimento e guarigione sono i principi guida che regolano la piantumazione e restituiscono il significato profondo all'esistenza di questa tipologia di giardini, costruiti seguendo la medesima struttura dell' Eden, il paradiso terreste descritto nella Bibbia. E' un luogo simbolico oltre che fisico ed i pittori del passato vi hanno rappresentato l'Annunciazione, fino a farlo diventare astrazione concettuale dello stesso corpo della Vergine. E' quindi particolarmente calzante per l'occasione il giardino della Residenza Leone XIII di via delle Mantellate, ricavato proprio dall'antico monastero fatto costruire da Clemente IX nel 1699 per le monache della Visitazione. Recentemente ristrutturato in parte come struttura alberghiera è posto di fronte all'antico carcere femminile delle Mantellate, ricordato dalla magistrale interpretazione di Gabriella Ferri "Le Mantellate" di Strehler e Carpi (1959). Il concetto di Hortus Conclusus si pone come filo conduttore dell'evento, il cui scopo è quello di tracciare una linea atemporale per rievocare simboli e suggestioni del senso di sacralità, devozione, contemplazione e meditazione del luogo scelto.</p>
<p>Artiste presenti: ALESSANDRA CERINI, ALESSIA SEVERI, RAKELE TOMBINI, LAURA TRAVANTI, TERESA RAGONESI.&nbsp;</p>
<p>Collaboratori e performers: Alexander Edward Fahey, Deusa, Flaminia Carlini, Ka, Ludovica Carlini, Marco Gennari, Plutonica.</p>
<p>Gli ideatori ringraziano la società Lu.Pa per la gentile concessione degli spazi.</p>
<p>L'evento si svolgerà in data 25 ottobre dalle ore 18:00 alle 22:00, performance ore 19 circa.</p>
<p>La mostra sarà visitabile anche dal 22 al 28 ottobre (domenica esclusa) dalle ore 16 alle ore 18.</p>
<p><a href="https://romeartweek.com/it/eventi/?code=GIUEMS" target="_blank" rel="noopener">Rome Art Week&nbsp;</a></p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
			<dc:creator>Maria Chiara Spiezia</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 21 Oct 2025 12:47:04 +0200</pubDate>
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			<title>TECHNOLOGY for ALL 2025 - GeoNEXT</title>
			<link>https://www.archeomatica.it/eventi/technology-for-all-2025-geonext</link>
			<description><![CDATA[<img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/10/18/TECHNOLOGYforALL2025-GEONEXT-muta_thumbnail.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><img src="https://www.archeomatica.it/images/2025/10/18/TECHNOLOGYforALL2025-GEONEXT-muta_large.jpg" align="left" style="border: 5px solid #595E62;margin-bottom:10px;margin-right: 10px;" alt=""/><p>Nel cuore del Parco dell’Appia Antica, dove la storia millenaria convive con la rinascita degli spazi industriali, torna Technology for All – GeoNEXT 2025, il principale forum nazionale dedicato alla geomatica, all’intelligenza artificiale per il territorio e alla digitalizzazione del patrimonio culturale.</p>

<p>Il 12 e 13 novembre, l’Ex Cartiera Latina si trasformerà in un luogo di incontro tra archeologia e innovazione, un laboratorio aperto in cui la tecnologia diventerà strumento di conoscenza e di interpretazione&nbsp;del&nbsp;paesaggio.</p>
<p><a href="https://www.technologyforall.it/registrazione" target="_blank" rel="noopener">Iscriviti adesso cliccando qui</a></p>
<p>Promosso da Mediageo, l’appuntamento romano segna il punto di arrivo di un percorso biennale che ha attraversato l’Italia con le tappe OnTheRoad di Tindari e Foligno e la Academy dell’Aquila. Con GeoNEXT 2025, la capitale accoglie una nuova edizione del forum che si propone come una “agorà digitale”: un contesto in cui scienziati, professionisti, amministratori e imprese si confrontano su come intrecciare innovazione e memoria, per dare forma a una intelligenza territoriale condivisa, capace di leggere il passato e progettare il futuro.</p>
<p><strong>Dall’archeologia predittiva alla memoria algoritmica</strong><br />La sessione inaugurale affronterà un tema decisivo: come trasformare il patrimonio culturale in strutture modellabili, capaci di “apprendere” col tempo. Le reti neurali multimodali, alimentate da dati satellitari e rilevamenti a terra, permettono oggi di simulare possibili scenari di degrado, anticipando il peggioramento di superfici e materiali. L’IA non resta mera sentinella di vulnerabilità: dà vita a gemelli digitali semantici che evolvono in parallelo con l’opera reale, strutturando un archivio vivo della sua storia. Non si tratta più di una conservazione reattiva, piuttosto di una cura algoritmica che integra l’occhio esperto del restauratore con la visione predittiva della macchina.</p>
<p><strong>Cartografia intelligente: il territorio come sistema cognitivo</strong><br />Il pomeriggio del 12 novembre esplorerà la fusione tra AI e GIS cognitivi in relazioni curate da importanti esperti del settore. Il cambiamento è in corso, inarrestabile: le mappe tradizionali cedono il posto a “organismi” che si auto-aggiornano: riconoscono pattern territoriali, intrecciano toponimi, infrastrutture e flussi in tempo reale. I GIS neurali diventano reti semantiche in cui ogni elemento cartografico è nodo e significato insieme — la geografia entra nella dimensione computazionale.<br />È in questo ambito che emergono i digital twin urbani: convergono geodata, sensori IoT e fonti social per simulare scenari di trasformazione urbana. Roma, con i suoi strati storici e amministrativi sovrapposti, si propone come Smart Heritage City — una città che apprende dal passato per governare il domani.</p>
<p><strong>Osservazione della Terra 4.0: una “coscienza orbitale”</strong><br />Il 13 novembre la discussione spicca il volo: satelliti intelligenti, edge computing e reti neurali geospaziali intrecciano i percorsi dell’osservazione ambientale. Non più fotografie statiche, ma flussi continui di dati multispettrali elaborati in real time: gli algoritmi riconoscono mutamenti climatici, evoluzioni idrologiche, trasformazioni d’uso del suolo a risoluzioni finora impensabili.<br />Con la sinergia tra Copernicus, AI distribuita e modelli ibridi fisico-simbolici si delinea un futuro in cui leggere la Terra assomiglia a un atto cognitivo collettivo. Una sorta di “coscienza orbitale” che interpreta i segnali vitali del pianeta con profondità e memoria.</p>
<p><strong>Dalla reazione alla resilienza: sicurezza intelligente<br /></strong>Nell’ultima sessione, il focus è l’anticipazione delle crisi. Machine learning, piattaforme geospaziali cloud e sistemi adattivi consentono oggi di passare da risposte predeterminate a strategie evolutive. Droni autonomi, sensori diffusi e sistemi GNSS cooperativi strutturano una rete che non più reagisce, ma previene — trasformando la vulnerabilità in conoscenza, l’emergenza in occasione di apprendimento.</p>
<p><strong>Roma come laboratorio dell’intelligenza territoriale<br /></strong>Di particolare rilevanza si annuncia la sessione su Roma Capitale che si apre a una visione nuova della città come ecosistema geografico aumentato. Il sistema GIS integrato (GeoRoma) e la mappatura congiunta del catasto e del PRG compongono un paradigma di governance cognitiva. I dati non sono più strumento di controllo, ma motore di pianificazione relazionale. Roma diventa così frontiera di una intelligenza territoriale situata, in cui il passato si trasforma in base per scenari futuri.</p>
<p><strong>Tecnologia come ermeneutica della memoria<br /></strong>L’intero forum lancia un messaggio esplicito: l’innovazione non è accelerazione tecnica, ma interpretazione culturale. Dall’AI generativa al spatial computing, dai sensori neuromorfici ai digital twin semantici, le tecnologie ridefiniscono come osserviamo, traduciamo e narriamo il territorio. L’intelligenza artificiale diviene metatecnologia della memoria: connettere profondità temporali a traiettorie future è l’obiettivo.</p>
<p>Technology for All – GeoNEXT 2025 non è solo un convegno tecnologico, ma un appello alla convergenza: tra scienza e pensiero territoriale, tra etica dei dati e azione progettuale, tra memoria e anticipazione. Una tecnologia che ascolta, interpreta, non impone — finalmente umana nella sua intelligenza, territoriale nella sua coscienza.</p>
<p>Per maggiori informazioni: <a href="https://www.technologyforall.it">www.technologyforall.it</a>&nbsp;</p>]]></description>
			<dc:creator>Michele Fasolo</dc:creator>
			<pubDate>Sat, 18 Oct 2025 09:04:08 +0200</pubDate>
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