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	<title>Architettura e Design</title>
	
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	<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 11:49:12 +0000</pubDate>
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		<title>Matteo Ragni e gli occhiali W-Eye</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 11:49:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design italiano]]></category>

		<category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category>

		<category><![CDATA[Designer famosi]]></category>

		<category><![CDATA[Packaging]]></category>

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		<description><![CDATA[
Leggeri, anzi leggerissimi, unici e naturali. Matteo Ragni, in collaborazione con la MA-wood, Doriano Mattellone e Antonio Stella, disegna gli occhiali con montatura in legno multistrato. Un prodotto tutto italiano.
Nessuna cerniera, nessuna giunzione, ma un unico pezzo realizzato in fogli di legno multistrato curvato. Sette strati lignei e due di alluminio, conferiscono al prodotto qualità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1993" style="float:none" title="w-eye-occhiali-design-matteo-ragni" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/03/w-eye-occhiali-design-matteo-ragni.jpg" alt="W-Eye occhiali design by Matteo Ragni" width="450" height="304" /></p>
<p>Leggeri, anzi leggerissimi, unici e naturali. <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2007/06/29/pandora-design-moscardino.htm" target="_blank">Matteo Ragn</a>i, in collaborazione con la <strong>MA-wood, Doriano Mattellone </strong>e<strong> Antonio Stella</strong>, disegna gli occhiali con montatura in legno multistrato. Un prodotto tutto italiano.</p>
<p>Nessuna cerniera, nessuna giunzione, ma un unico pezzo realizzato in <strong>fogli di legno multistrato curvato</strong>. Sette strati lignei e due di alluminio, conferiscono al prodotto qualità fisiche e meccaniche uniche.</p>
<p>La loro unione dà origine ad una montatura leggerissima, appena 10 grammi, ma estremamente resistente e flessibile (almeno così promettono).  Occhiali particolari pensati per gli &#8220;spazi interni&#8221;, da indossare nei momenti di relax o durante la lettura (forse questo perchè le stanghette non si piegano??). Una volta uniti i vari livelli di legno e alluminio, gli occhiali W-Eye vengono stampati, intagliati e rifiniti manualmente. Un processo industriale con una finitura artigianale per pezzi unici ma estremamente rifiniti.</p>
<p>La collezione è disponibile in sei differenti texture -mogano, ebano, zebrano, ciliegio, frassino e noce- e viene commercializzata in particolari <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/category/packaging" target="_blank">packaging</a> che diventano piccoli espositori per gli occhiali, così da ritrovarli più facilmente.</p>
<p>Personalmente non indosso occhiali, quindi posso andarmene solo per un&#8217;idea. Così, ad impatto immagino che vengano quindi realizzati su misura perchè altrimenti le stanghette seguirebbero con difficoltà la forma del viso. Probabilmente, grazie agli stati di alluminio, è possibile imprimere una forma particolare così da adattarli al meglio al proprio viso. Inoltre le stanghette che non si piegano non mi trasmettono il massimo del comfort. Ma lascio la parola a chi indossa occhiali e vuole dire la sua, sono curiosa <span id="more-1992"></span></p>
<div>
<ul>
<li>Scopri tutto su <a title="W-Eye" href="http://www.w-eye.it/c/" target="_blank">W-Eye</a></li>
<li><a title="Matteo Ragni" href="http://www.matteoragni.com/word/" target="_blank">Matteo Ragni</a></li>
</ul>
<div><img class="alignnone size-full wp-image-1994" style="float:none" title="occhiali-legno-w-eye-matteo-ragni" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/03/occhiali-legno-w-eye-matteo-ragni.jpg" alt="Occhiali W-Eye Matteo Ragni" width="450" height="2455" /></div>
<div>
<div>La lavorazione Il tutto ha inizio dalla scelta dei sottili fogli in legno dello spessore di 0,5 mm, i quali vengono associati a seconda delle loro caratteristiche meccaniche ed estetiche. I 7 fogli in legno e i 2 in allumino si intercalano disponendo le fibre, ad intervalli longitudinali e trasversali, per rendere il tutto resistente ed elastico allo stesso tempo. Dopo aver passato la colla, l’occhiale rimane sotto la pressa per 40 minuti, si elimina la colla in eccesso e se ne lavorano i profili su di una fresatrice a controllo numerico, che taglia l’occhiale sulla base del disegno. Successivamente si procede manualmente alla levigatura, smussatura, accordatura, ogni occhiale viene poi controllato e collaudato singolarmente, verificando che elasticità e resistenza siano mantenute e che siano privi di difetti. La lavorazione si chiude con marcatura e verniciatura.</div>
</div>
</div>
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		<item>
		<title>Davide Conti presenta Dieci: 10 letti nello spazio di 2!</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/w98Sqn3OwCM/davide-conti-dieci-soluzione-letto-modulare.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/03/10/davide-conti-dieci-soluzione-letto-modulare.htm#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 16:41:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design eco-orientato]]></category>

		<category><![CDATA[Young Designers]]></category>

		<category><![CDATA[giovani designer]]></category>

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		<description><![CDATA[
Dopo la bellissima seduta Sara, ed il vassoio Voilà, ritorna su A+D Davide Conti. Un giovane designer italiano che ormai vanta sempre più riconoscimenti.
L&#8217;ultimo progetto in ordine di tempo è DIECI, una soluzione letto modulare, con la quale Davide ha vinto la seconda edizione di B-ECO concorso nazionale, indetto da EXPO&#8217; CASA.
Dieci è un letto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1990" style="float:none" title="dieci-davide-conti-soluzione-modulare-letti" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/03/dieci-davide-conti-soluzione-modulare-letti.jpg" alt="Dieci design Davide Conti" width="450" height="254" /></p>
<p>Dopo la bellissima <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2009/10/22/poltroncina-sara-davide-conti.htm" target="_blank">seduta Sara</a>, ed il <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2008/10/29/voila-esse-davide-conti.htm" target="_blank">vassoio Voilà</a>, ritorna su A+D <strong>Davide Conti</strong>. Un giovane designer italiano che ormai vanta sempre più riconoscimenti.</p>
<p>L&#8217;ultimo progetto in ordine di tempo è <strong>DIECI</strong>, una <strong>soluzione letto modulare</strong>, con la quale <strong>Davide ha vinto la seconda edizione di </strong><strong>B-ECO</strong> concorso nazionale, indetto da <strong>EXPO&#8217; CASA</strong>.</p>
<p>Dieci è un letto modulare realizzato in <strong>ECOMAT</strong>, un materiale ottenuto dal<strong> riciclo della sansa esausta</strong>, residuo di lavorazione dell&#8217;olio di oliva, prodotto dalla ECOPLAN.</p>
<p>Una delle cose più interessanti di Dieci è che in uno spazio pari a quello di un letto a castello, sono contenuti <strong>da quattro fino ad un massimo di dieci posti letto</strong>. Una soluzione vincente ideale in tutti quei contesti dove si ha a disposizione poco spazio come nelle case di montagna, nei rifugi, nei monolocali ecc. Proprio grazie alle dimensioni ridotte ma alla grande flessibilità di impiego può anche essere utilizzato in centri d’ accoglienza, caserme, strutture per i più bisognosi, per famiglie numerose o in caso di emergenza, ad esempio per le popolazioni che vivono tragedie naturali quali terremoti, maremoti ecc.</p>
<p>Il modulo chiuso è caratterizzato da una struttura geometrica precisa che permette di essere facilemte spedito via mare, terra o cielo, dando così la possibilità di ridurre costi superflui per il trasporto ed emissioni di CO2. Il modulo è totalmente smontabile e gestibile a seconda delle esigenze. Dai lati del modulo si ricavano fino a sei letti singoli, mentre, qualora avessimo bisogno di ancora più posti, dalle pareti più grandi si recuperano altri due letti matrimoniali.</p>
<p>Dieci può contenere inoltre cassettoni, librerie, scrivanie, sedie pieghevoli o altro per rendere il sistema più completo e fruibile. Speriamo venga realizzato presto! Intanto vi lascio alle immagini e ai vostri commenti <span id="more-1989"></span></p>
<div>
<ul>
<li><a title="Davide Conti" href="http://www.davideconti.it/index.asp?ln=it" target="_blank">Sito ufficiale di Davide Conti</a></li>
<li>Per info <a title="Contatti Davide Conti" href="http://www.davideconti.it/contatti.asp?ln=it" target="_blank">contatta Davide Conti</a></li>
</ul>
<div><img class="alignnone size-full wp-image-1991" style="float:none" title="dieci-letti-modulari-design-davide-conti-expo-casa" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/03/dieci-letti-modulari-design-davide-conti-expo-casa.jpg" alt="Dieci di Davide Conti" width="450" height="1482" /></div>
</div>
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		<item>
		<title>In pillole: Puzzleboard, un tagliere multiuso</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/E0juI9aGdn8/in-pillole-puzzleboard-un-tagliere-multiuso.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/03/09/in-pillole-puzzleboard-un-tagliere-multiuso.htm#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 14:15:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

		<category><![CDATA[Food Design]]></category>

		<category><![CDATA[giovani designer]]></category>

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		<description><![CDATA[
Puzzleboard: a tagliere &#8220;allungabile&#8221; a vassoio per pary cool. Interessante, speriamo solo sia abbastanza leggero e che resista ai graffi. Si potrebbe pensare in bamboo. Per gli interessati: 20€ a modulo. Design studio OOOMS

PuzzleBoard

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1988" style="float:none" title="vassoio-puzzle-board-design-oooms" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/03/vassoio-puzzle-board-design-oooms.jpg" alt="Puzzle Board " width="450" height="197" /></p>
<p><strong>Puzzleboard</strong>: a tagliere &#8220;allungabile&#8221; a vassoio per pary cool. Interessante, speriamo solo sia abbastanza leggero e che resista ai graffi. Si potrebbe pensare in bamboo. Per gli interessati: 20€ a modulo. Design <strong>studio OOOMS</strong></p>
<ul>
<li><a title="PuzzleBoard OOOMS" href="http://www.oooms.nl/puzzleboard/" target="_blank">PuzzleBoard</a></li>
</ul>
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		<title>“FA LA COSA GIUSTA!” 2010: Equo-à-porter</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/4HxaUj_OGgo/%e2%80%9cfa-la-cosa-giusta%e2%80%9d-2010-equo-a-porter.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/03/09/%e2%80%9cfa-la-cosa-giusta%e2%80%9d-2010-equo-a-porter.htm#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 14:05:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sara Calvanese</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design eco-orientato]]></category>

		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<category><![CDATA[Fashion design]]></category>

		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<category><![CDATA[design]]></category>

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		<description><![CDATA[
Come volotaria presso una bottega di “altromercato” (MondoNuovo -  San Donato, Torino) vi segnalo “FA’ LA COSA GIUSTA!” 2010, al cui interno troverete, sabato 13 Marzo ore 18:30, la presentazione della linea primavera/estate di “altromercato”.
Per chi non conoscesse ancora il commercio equo e solidale, questo evento potrebbe essere il punto di partenza per aprirsi ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1986" style="float:none" title="fa-la-cosa-giusta" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/03/fa-la-cosa-giusta.jpg" alt="Fa la cosa giusta" width="450" height="458" /></p>
<p>Come volotaria presso una bottega di “<strong>altromercato</strong>” (MondoNuovo -  San Donato, Torino) vi segnalo<strong> “FA’ LA COSA GIUSTA!”</strong> 2010, al cui interno troverete, sabato 13 Marzo ore 18:30, la presentazione della linea primavera/estate di “<strong>altromercato</strong>”.</p>
<p>Per chi non conoscesse ancora il commercio equo e solidale, questo evento potrebbe essere il punto di partenza per aprirsi ad un’economia solidale a sostegno dei paesi in difficoltà, delle donne e di chi ha più bisogno, per finanziare progetti e lavori in maniera solidale. La fiera mette in mostra progetti, idee, soluzioni per consumare e produrre secondo principi di <strong>sostenibilità economica, ambientale e sociale</strong>.</p>
<p>Per un mondo diverso, attento alla valorizzazione  dei temi sociali, dei prodotti realizzati a mano, con materiali innovativi, ecologici e con una storia reale alle spalle. Fa’ (anche tu) la cosa giusta!</p>
<p><strong>Dove</strong>: L’appuntamento è per <strong>sabato 13 marzo</strong>, alle ore 18.30, presso la sezione Critical Fashion di<strong> Fa’ la cosa giusta</strong>. Fa&#8217; la cosa giusta! si terrà a fieramilanocity dal 12 al 14 marzo, in viale Scarampo 14, Milano. MM1 Amendola Fiera o Lotto. Padiglioni 1 e 2, ingresso da P.ta Scarampo</p>
<ul>
<li><a title="Altromercato" href="http://www.altromercato.it/it/archivio_news/equo-a-porter" target="_blank">Altromercato</a></li>
<li><a title="Produttori Altromercato" href="http://www.altromercato.it/it/produttori">Altromercato produttori</a></li>
<li><a title="Fà la cosa giusta" href="http://www.falacosagiusta.org/milano/" target="_blank">Fà la cosa giusta</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Underfull: la tovaglia da sporcare!</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/QpcyH_ebsCU/underfull-la-tovaglia-da-sporcare.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/03/08/underfull-la-tovaglia-da-sporcare.htm#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 15:46:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

		<category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category>

		<category><![CDATA[giovani designer]]></category>

		<category><![CDATA[materiali intelligenti]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sullo stesso filone del cemento termocromicon Solid Poetry, voglio parlarvi di Underfull. Una tovaglia che da &#8220;sporca&#8221; svela il meglio di sè.
A prima vista sembra la solita tovaglia bianca damascata, ma Underfull nasconde una texture affascinante, un pattern che compare solo in determinate circostanze.
Prima o poi, durante un pranzo o una cena, ci sarà sempre lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1982" style="float:none" title="underfull-tovaglia-termocromica-design-kristine-bjaadal" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/03/underfull-tovaglia-termocromica-design-kristine-bjaadal.jpg" alt="Underfull " width="450" height="300" /></p>
<p>Sullo stesso filone del <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/03/02/solid-poetry-il-cemento-termocromico-smart-design.htm" target="_blank">cemento termocromicon Solid Poetry</a>, voglio parlarvi di <strong>Underfull</strong>. Una tovaglia che da &#8220;sporca&#8221; svela il meglio di sè.</p>
<p>A prima vista sembra la solita tovaglia bianca damascata, ma <strong>Underfull </strong>nasconde una texture affascinante, un pattern che compare solo in determinate circostanze.</p>
<p>Prima o poi, durante un pranzo o una cena, ci sarà sempre lo sbadato della situazione pronto a rovesciare accidentalmente del vino sulla tovaglia e sentirsi inevitabilmente goffo e imbarazzato. Alcune macchie, come il vino rosso, sono difficili da lavare e potrebbero lasciare vaghe tracce di colore anche dopo il lavaggio!!</p>
<p>Questi momenti potranno finalmente trasformarsi in esperienze positive grazie alla tovaglia <strong>Underfull</strong> ideata dalla <strong>designer Kristine Bjaadal</strong>. Tutti i lavori della designer si focalizzano non tanto sull&#8217;utilizzo o sulla bellezza del prodotto, quanto sull&#8217;<strong>esperienza</strong> che i prodotti regalano. E&#8217; il caso dei tessuti <strong>Underskog</strong>, che con l&#8217;usura manifestano nuove texture, o dei piatti <strong>Undertone </strong>decorati nella parte posteriore e che generano, proprio per questo motivo, particolari aloni colorati riflessi sulle tovaglie.</p>
<p>Un&#8217;esperienza particolare la regala anche la tovaglia <strong>Underfull</strong>, per ora ancora in fase di studio, ma pronta a trasformare anche le macchie più ostinate in aloni poetici. Vino rosso, caffè o cocacola&#8230; qualsiasi bevanda a contatto con il tessuto termocromico svelerà una texture di farfalle colorate. Il terrore si trasformerà quindi in un&#8217;esperienza indimenticabile e sorprendente&#8230; quasi da non voler più lavare la tovaglia!! Guarda altre immagini e il video <span id="more-1981"></span></p>
<ul>
<li><a title="Kristine Bjaadal" href="http://kristinebjaadal.wordpress.com/" target="_blank">Vai al sito ufficiale di Kristine Bjaadal</a></li>
<li><a title="Underfull" href="http://vimeo.com/8699092" target="_blank">Guarda il video di Underfull</a></li>
</ul>
<div><img class="alignnone size-full wp-image-1983" style="float:none" title="underfull-tovaglia-termocromica" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/03/underfull-tovaglia-termocromica.jpg" alt="Underfull tovaglia" width="450" height="1166" /></div>
<div><img class="alignnone size-full wp-image-1984" title="prodotti-designer-kristine-bjaadal" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/03/prodotti-designer-kristine-bjaadal.jpg" alt="Kristine Bjaadal design" width="450" height="1229" style="float:none"  /></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/03/08/underfull-la-tovaglia-da-sporcare.htm/feed</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>Solid Poetry: il cemento termocromico</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/TTJsyXFN8mw/solid-poetry-il-cemento-termocromico-smart-design.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/03/02/solid-poetry-il-cemento-termocromico-smart-design.htm#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 17:41:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arredo Urbano]]></category>

		<category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category>

		<category><![CDATA[materiali intelligenti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.architetturaedesign.it/?p=1978</guid>
		<description><![CDATA[
Nello scenario sempre più ampio di nuovi materiali non posso non citare il cemento Solid Poetry. Un cemento che solo da bagnato rivela la sua vera natura.
Solit Poetry fa parte di quei materiali che in gergo tecnico vengono definiti &#8220;smart materials&#8221; e cioè di tutta una nuova serie di prodotti iperperformanti capaci di cambiare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1979" style="float:none" title="solid-poetry-cemento-termocromico" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/03/solid-poetry-cemento-termocromico.jpg" alt="Solid Poetry" width="450" height="315" /></p>
<p>Nello scenario sempre più ampio di nuovi materiali non posso non citare il <strong>cemento Solid Poetry</strong>. Un cemento che solo da bagnato rivela la sua vera natura.</p>
<p><strong>Solit Poetry</strong> fa parte di quei materiali che in gergo tecnico vengono definiti &#8220;<em>smart materials</em>&#8221; e cioè di tutta una nuova serie di prodotti iperperformanti capaci di cambiare la propria struttura, composizione, forma o funzione a seconda degli input esterni.</p>
<p>Ad ogni input corrisponde un output, una risposta reversibile. Gli <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/nuovi-materiali" target="_blank">smart materials</a> aprono così un nuovo linguaggio progettuale, estremamente amato dai progettisti. In questo ambito rientra il <strong>cemento termocromico Solid Poetry</strong>; una piastrella in cemento che reagisce al contatto con acqua, lasciando apparire, come si vede dalle immagini, una serie di texture floreali (ma le fantasie possono essere personalizzabili in base alle esigenze personali).</p>
<p>Il progetto è stato sviluppato dai <strong>designer Susanne Happle e Frederik Molenschot</strong> del <strong>gruppo Droog Design </strong>in collaborazione con la Terratorium, azienda olandese che produce e lavora ceramiche e pietre naturali.</p>
<p>La superficie del cemento è stata trattata con<strong> inchiostri termocromici </strong>stampati per serigrafia. Il disegno appare progressivamente solo quando il cemento viene bagnato con acqua o con vapore. Il disegno che appare è il risultato di una reazione reversibile,  per cui scompare appena il cemento asciuga <span id="more-1978"></span></p>
<p>Ovviamente le applicazioni, oltre che per le pavimentazioni, riguardano le superfici verticali degli ambienti esterni come giardini e spazi pubblici, pronti a regalare esperienze inaspettate per i fruitori soprattutto nei momenti più tristi come quelli di pioggia (almeno fin&#8217;ora!). La sensazione e l&#8217;effetto sono bellissimi e sarebbe altrettanto bello, seppur in una giornata piovosa,  vedere inaspettate texture comparire e decorare interi palazzi e superfici di cemento. C&#8217;è solo da scatenare la fantasia!</p>
<ul>
<li><a title="Solid Poetry cemento termocromico" href="http://www.frederikmolenschot.nl/" target="_blank">Solid Poetry</a></li>
</ul>
<div>
<div><img class="alignnone size-full wp-image-1980" style="float:none" title="cemento-termocromico-design-smart" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/03/cemento-termocromico-design-smart.jpg" alt="Smart Materials: solid poetry" width="450" height="520" /></div>
</div>
]]></content:encoded>
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		<title>In Pillole: Mostra “Misurare il Tempo”</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/1l9OzguCyew/in-pillole-mostra-misurare-il-tempo.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/02/26/in-pillole-mostra-misurare-il-tempo.htm#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 17:39:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design italiano]]></category>

		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[
Vi segnalo la mostra Misurare il Tempo che si terrà a Gallarate dal 28 Febbraio all&#8217; 8 Marzo. Tra le varie opere in esposizione quelle dei maestri Enzo Mari, Bruno Munari, Richard Sapper e di alcuni designer giovanissimi tra cui anche Denis Guidone! Fatemi sapere;)
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1977" style="float:none" title="misurare-il-tempo-mostra-design" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/misurare-il-tempo-mostra-design.jpg" alt="Misurare il tempo" width="450" height="608" /></p>
<p>Vi segnalo la mostra <strong>Misurare il Tempo</strong> che si terrà a <strong>Gallarate dal 28 Febbraio all&#8217; 8 Marzo</strong>. Tra le varie opere in esposizione quelle dei maestri <strong>Enzo Mari</strong>, <strong>Bruno Munari</strong>, <strong>Richard Sapper</strong> e di alcuni designer giovanissimi tra cui anche <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2009/07/13/ora-illegale-di-denis-guidone.htm" target="_blank">Denis Guidone</a>! Fatemi sapere;)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sensibilizzare con divertimento: The Fun Theory!</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/hFjy8i5C0eg/sensibilizzare-con-divertimento-the-fun-theory.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/02/24/sensibilizzare-con-divertimento-the-fun-theory.htm#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 16:39:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arredo Urbano]]></category>

		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

		<category><![CDATA[Design eco-orientato]]></category>

		<category><![CDATA[design sostenibile]]></category>

		<category><![CDATA[ecologia]]></category>

		<category><![CDATA[video]]></category>

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		<description><![CDATA[
Com&#8217;è possibile cambiare le cattive abitudini delle persone? Com&#8217;è possibile rendere le persone più attente e rispettose dell&#8217;ambiente?
Ci pensa Volkswagen con un&#8217;iniziativa assolutamente divertente e coinvolgente: The Fun Theory. Una serie di installazioni volte a sensibilizzare le persone su diversi argomenti quali la raccolta differenziata, il risparmio energetico, il rispetto per l&#8217;ambiente&#8230; tutto in un modo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1973" style="float:none" title="the-fun-theory" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/the-fun-theory.jpg" alt="The Fun Theory" width="450" height="255" /></p>
<p>Com&#8217;è possibile cambiare le cattive abitudini delle persone? Com&#8217;è possibile rendere le persone più attente e rispettose dell&#8217;ambiente?</p>
<p>Ci pensa <strong>Volkswagen </strong>con un&#8217;iniziativa assolutamente divertente e coinvolgente: <strong>The Fun Theory</strong>. Una serie di installazioni volte a sensibilizzare le persone su diversi argomenti quali la raccolta differenziata, il risparmio energetico, il rispetto per l&#8217;ambiente&#8230; tutto in un modo che, lo vedrete dai video, appassiona e diverte, dai più piccoli ai più grandi, e che ovviamente sensibilizza!</p>
<p>Tra i <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/video" target="_blank">video</a> più belli vi consiglio <strong>Piano Stairs</strong> relativo all&#8217;utilizzo delle scale al posto delle scale mobili. Senza installazione erano pochissime le persone che sceglievano le scale invece delle più &#8220;comode&#8221; scale mobili. Fin quando un gruppo creativo ha <strong>installato sui gradini delle scale una sorta di maxi-pianoforte perfettamente funzionante </strong>con tanto di tasti bianchi e neri. Ogni gradino un tasto e ovviamente una nota!</p>
<p>Inutile dirvi che l&#8217;attenzione delle persone è stata letteralmente catturata dall&#8217;installazione e praticamente tutti decidevano di utilizzare le scale e creare le proprie melodie. Anche alcuni anziani hanno preferito le scale e addirittura altri, che osservavano dalla scala mobile, sono tornati indietro per provare la scala musicale! Più delle mie parole vi consiglio il video! Scommetto che domani guarderete le scale in modo diverso e desidererete tutti le Piano Stairs <span id="more-1972"></span></p>
<p>Non perdetevi nemmeno &#8220;<em>Il cestino più profondo del mondo</em>&#8220;. Un cestino <em>profondissimo </em>che ha incuriosito così tante persone e bambini (soprattutto) che in pochi minuti sono scomparse tutte le cartacce ed i rifiuti da un intero parco!!!</p>
<p>Al sito <strong>The Fun Theory </strong>ne trovate altri, sempre bellissimi e divertenti!! Fatemi sapere i vostri preferiti e magari pensate ad altri modi divertenti per correggere le cattive abitudini! Buona visione;)</p>
<p><a title="TheFunTheory" href="http://www.youtube.com/watch?v=2lXh2n0aPyw&amp;feature=player_embedded" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-1974" style="float:none" title="piano-stairs-design" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/piano-stairs-design.jpg" alt="The Fun Theory: Piano Stairs" width="450" height="253" /></a></p>
<p><a title="TheFunTheory" href="http://www.youtube.com/watch?v=cbEKAwCoCKw&amp;feature=player_embedded" target="_blank"><img class="alignnone size-full wp-image-1975" style="float:none" title="deepest-bin" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/deepest-bin.jpg" alt="The Fun Theory: The World\'s deepest bin" width="450" height="252" /></a></p>
<ul>
<li><a title="TheFunTheory" href="http://thefuntheory.com/" target="_blank">Guarda tutti i video al sito The Fun Theory Volkswagen</a></li>
</ul>
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		<title>Handy, la fotocamera digitale telecomandabile</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/1DGqzlnI2Ms/handy-la-fotocamera-digitale-telecomandabile.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/02/23/handy-la-fotocamera-digitale-telecomandabile.htm#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 16:41:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Young Designers]]></category>

		<category><![CDATA[gadget]]></category>

		<category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category>

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		<description><![CDATA[
Handy, una fotocamera digitale con telecomando. Un concept di Zo Woo Geun.
Farsi fare una foto..che tragedia!! Quante volte ci sarà capitato di affidare la nostra foto al primo turista disponibile? e quante volte una delusione!! Personalmente non ho mai trovato qualcuno che mi facesse la foto con l&#8217;inquadratura che desideravo (per fortuna esiste photoshop!!). Per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1969" style="float:none" title="handy-fotocamera-digitale" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/handy-fotocamera-digitale.jpg" alt="Handy fotocamera digitale" width="450" height="362" /></p>
<p><strong>Handy</strong>, una fotocamera digitale con telecomando. Un concept di <strong>Zo Woo Geun</strong>.</p>
<p>Farsi fare una foto..che tragedia!! Quante volte ci sarà capitato di affidare la nostra foto al primo turista disponibile? e quante volte una delusione!! Personalmente non ho mai trovato qualcuno che mi facesse la foto con l&#8217;inquadratura che desideravo (per fortuna esiste photoshop!!). Per non parlare di tutte le volte che mi hanno mozzato la testa!</p>
<p><strong> Zo Woo Geun</strong> con questo concept da <strong>Red Dot Award</strong>, rivisita il design della fotocamera digitale aiutando gli appassionati delle fotografie. <strong>Handy </strong>è formata infatti da due elementi: uno che contempla obiettivo e flash e un altro dove invece troviamo lo zoom, il vari tasti per lo scatto e la scelta delle modalità di scatto e un monitor <strong>LCD</strong>.</p>
<p>Quando c&#8217;è la necessità di farsi una foto in modalità autoscatto basta staccare il telecomando dal resto della fotocamera per poi decidere come scattare la nostra foto. Zoomare, cambiare inquadratura, scegliere la modalità di scatto migliore&#8230; tutto direttamente dal telecomando con l&#8217;ausilio del monitor LCD. Niente più richiesta particolari quindi o foto da cestinare.</p>
<p>Quello che mi piace di Handy non sta tanto nel fatto che c&#8217;è un telecomando e gli utenti hanno la possibilità di farsi autoscatti precisi, quanto nella scelta formale della fotocamera <span id="more-1968"></span></p>
<p>E&#8217; da tempo che pensavo a questa cosa ed in particolare al design delle fotocamere digitali, sempre squadrate e con modo di scattare le foto sempre inalterato. Eppure nelle fotocamere non ci sono più i rullini, quindi in teoria non ci sarebbero più questi vincoli formali. Potremmo anche pensare di progettare una macchina fotografica rotonda e morbida pronta per essere &#8220;strizzata&#8221; in mano quando vogliamo fare una foto.</p>
<p>Anche l&#8217;approccio della designer <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2009/12/17/erin-fong-reflex-canon.htm" target="_blank">Erin Fong</a> abbandonava il classico design delle fotocamere digitali (forse in modo meno marcato) in favore di un design più libero e innovativo. Voi che ne pensate? Non è il caso di rivoluzionarle un po&#8217; queste fotocamere?</p>
<ul>
<li><a href="http://www.red-dot.sg/concept/porfolio/o_e/IC/R176.htm" target="_blank">Leggi altro su Handy</a></li>
</ul>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1970" style="float:none" title="handy-fotocamera-digitale-design-zo-woo-geun" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/handy-fotocamera-digitale-design-zo-woo-geun.jpg" alt="Handy Fotocamera digitale " width="450" height="716" /></p>
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		<item>
		<title>Edo: quando il design è bio-inspired.</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/tXcMzOrQJ9A/edo-quando-il-design-e-bio-inspired.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/02/19/edo-quando-il-design-e-bio-inspired.htm#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 19:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Arredo Urbano]]></category>

		<category><![CDATA[Design eco-orientato]]></category>

		<category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category>

		<category><![CDATA[design contemporaneo]]></category>

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		<description><![CDATA[
Edo, una pensilina solare multifunzione ed energeticamente autonoma che unisce il design biomimetico alle eccellenze tecologiche. Un progetto che racchiude sapientemente bio-design, sostenibilità ambientale, nuove tecnologie e aspetti sociali.
Il design di Edo nasce dall&#8217;osservazione al microscopio SEM di alcune alghe unicellulari marine chiamate Diatomee, organismi particolarmente interessanti per il design sostenibile poiché si presentano come una sorta di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-1966" style="float:none" title="edo-pensilina-solare-energeticamente-autonoma1" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/edo-pensilina-solare-energeticamente-autonoma1.jpg" alt="Pensilina solare bio-inspired Edo" width="450" height="213" /></strong></p>
<p><strong>Edo</strong>, una pensilina solare multifunzione ed energeticamente autonoma che unisce il <strong>design biomimetico</strong> alle <strong>eccellenze tecologiche</strong>. Un progetto che racchiude sapientemente bio-design, sostenibilità ambientale, nuove tecnologie e aspetti sociali.</p>
<p>Il design di <strong>Edo </strong>nasce dall&#8217;osservazione al <strong>microscopio SEM</strong> di alcune alghe unicellulari marine chiamate <strong>Diatomee</strong>, organismi particolarmente interessanti per il design sostenibile poiché si presentano come una sorta di “pannello solare” strutturato a forma di ventaglio (le vedete nella gallery), costituito da diversi individui aggregati in colonia per accumulare tutta la luce necessaria alla propria sopravvivenza (vi consiglio di leggere anche l&#8217;approfondimento alla fine del post).</p>
<p>Questo elemento a forma di ventaglio ha ispirato il design della parte superiore delle pensiline che ingloba una <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/fotovoltaico" target="_blank">tecnologia fotovoltaica</a> costituita da film flessibile in silicio amorfo. La superficie fotovoltaica raccoglie energia solare durante il giorno che viene accumulata in delle batterie per poi essere utilizzata in parte per alimentare un insieme di led che, attraverso un <strong>tessuto fotoluminescente</strong>, illuminano la superficie inferiore della pensilina per creare un effetto di luminescenza diffusa e poetica, che accende l’oggetto di notte. Il resto dell’energia ricavata viene messa a disposizione degli utenti che potranno “scaricarla” in forma di “<strong><em>free energy</em></strong>” (sfruttando magari i minuti di attesa o di sosta per poter recuperare una quantità di energia “di emergenza”) e attraverso una porta universale poter fornire energia a dispositivi portatili come telefoni, smartphone, lettori musicali, laptop, macchine fotografiche. <span id="more-1963"></span>La possibilità di poter alimentare i propri accessori anche quando si passano molte ore lontano da un luogo dove poterli ricaricare completamente è particolarmente utile per coloro che conducono una vita itinerante secondo la tendenza “<em>neo-madica</em>” contemporanea.</p>
<p>Possiamo quindi considerare <strong>Edo</strong> come un elemento di <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/category/arredo-urbano" target="_blank">arredo urbano</a> sostenibile che oltre a garantire riparo dagli agenti atmosferici <strong>cattura energia solare</strong> durante il giorno, fornisce “free energy”, illumina durante tutta la notte ed alimenta un dispositivo digitale informativo multi-mediale. Grazie a degli <strong>schermi touchscreen</strong>, integrati alla struttura della pensilina, è possibile accedere ad informazioni in tempo reale su orari di autobus e calcolo percorsi, monitoraggio del traffico, livelli di inquinamento relativi a diverse sostanze, possibilità di condivisione di file e dati.</p>
<p>Edo nasce dalla creatività e dalla fusione di diverse figure professionali di un team di ricercatori della Seconda Università degli studi di Napoli composto dal Prof. <strong>Mario De Stefano</strong> del Dipartimento di Scienze Ambientali, Facoltà Scienze del Farmaco per Ambiente e Salute; dalla Prof.ssa  <strong>Carla Langella</strong> del Dipartimento di Industrial Design Ambiente e Storia, Facoltà di Architettura &#8220;Luigi Vanvitelli&#8221;; e dalla Dott.ssa <strong>Antonia Auletta.</strong></p>
<p><strong></strong>Il progetto ha ricevuto la Menzione d&#8217;Onore all&#8217;ultima edizione della &#8220;<strong>International Science and Engineering Visualization Challenge</strong>&#8220;, la prestigiosa competizione internazionale di fotografia scientifica organizzata dalla &#8220;National Science Fundation&#8221; e dal magazine &#8220;Science&#8221; volta a premiare il &#8220;linguaggio visivo nella comunicazione della Scienza&#8221; ovvero l&#8217;abilità di ricercatori e divulgatori nell&#8217;utilizzare in maniera innovativa mezzi visivi, foto e filmati, per promuovere la comprensione dei risultati della ricerca scientifica.</p>
<p>Personalmente trovo il progetto oltre che poetico, estremamente affascinante ed interessante. Un progetto <em>blur </em>che abbraccia molte discipline e che approda ad una sintesi perfetta e ad un mix vincente di design biomimetico e tecnologia. Che ne pensate?</p>
<p><a href="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/pensiline-solari-edo-bio-design-langella-de-stefano-auletta1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1967" title="pensiline-solari-edo-bio-design-langella-de-stefano-auletta1" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/pensiline-solari-edo-bio-design-langella-de-stefano-auletta1.jpg" alt="Edo: ensiline solari design biomimetico" width="450" height="1004" /></a></p>
<ul>
<li><a title="ScienceMag" href="http://www.sciencemag.org/special/vis2009/show/" target="_blank">International Science &amp; Engineering Visualization Challenge 2009</a></li>
</ul>
<p>Approfondimento. <strong>Le Diatomee: scenari di bio-ispirazione sostenibile</strong>.</p>
<p>Le diatomee sono alghe unicellulari marini caratterizzate da uno scheletro in silice e sono considerate la più diffusa forma di vita sul nostro Pianeta.</p>
<p>Dalle immagini al microscopio SEM effettuate da Mario De Stefano emerge l’ampissima varietà di  tipologie di diatomee, ognuna delle quali è caratterizzata da una specifica morfologia strutturale e da un diverso aspetto.</p>
<p>La struttura delle diatomee è costituita da un guscio diviso in due metà (valve). Lo stesso nome: diatomea, significa “tagliate in due”. Le due valve sono congiunte tra loro con sistemi molto complessi definiti interlocking spines, che possono essere reversibili o irreversibili, e che costituiscono riferimenti interessanti per ipotizzare connessioni efficaci e flessibili negli ambiti del design e dell’ingegneria. Un ulteriore interessante carattere ispiratore è costituito dalle morfologie dei gusci e dalle texture che li caratterizzano.</p>
<p>Durante il loro ciclo di vita, questi organismi, effettuano la fotosintesi clorofilliana, grazie alla luce che riescono a filtrare attraverso i fori presenti sull’involucro esterno, con la quale assorbono e immagazzinano CO2. I fori, di dimensione nanometrica sono visibili al microscopio elettronico che dimostra come le loro complesse e affascinanti configurazioni abbiano, in realtà, motivazioni di tipo funzionale poiché servono a rifrangere e incanalare la luce nella maniera più efficiente possibile, in modo da raccoglierla in quantità massima.</p>
<p>Le ricerche sulle Diatomee condotte in questo ambito rivelano come questi principi e queste strutture possano rivelarsi efficaci riferimenti da mutuare nel design di nuovi e più efficienti siste mi di captazione dell’energia solare. Il progetto di pensilina multifunzionale Ego è ispirato in particolare alla Diatomea Licmofora, genere di diatomee bentoniche che possono ritrovarsi in forma solitaria o in colonia. La cellula solitaria è caratterizzata da forma clavata generalmente aderente al substrato mediante un piccolo polo basale. Le colonie sono costituite, invece,  da una o più cellule generalmente organizzate in fascetti o in grosse formazioni a ventaglio. Le Licmofore solitarie si espongono alla radiazione luminosa in dirizzando il più esteso polo arcale in direzione della luce. Quelle coloniali sfruttano invece pienamente le superfici laterali essendo quelle apicali utilizzate nella formazione del ventaglio.</p>
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		<title>Un aperitivo luminoso firmato Tina Conforti</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 15:25:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Food Design]]></category>

		<category><![CDATA[giovani designer]]></category>

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		<description><![CDATA[
Geled: un aperitivo luminoso, un nuovo modo di servire e vivere il cibo. La giovanissima Tina Conforti, classe 1981, ci racconta come nasce la sua idea.
In occasione dell&#8217;evento “Le luci, i suoni, i colori del Natale” , tenutosi a Napoli fino a poche settimane fa, la designer partenopea Tina Conforti ha presentato Geled, il suo ultimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-1960" style="float:none" title="tina-conforti-geled-food-design" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/tina-conforti-geled-food-design.jpg" alt="Tina Conforti Geled" width="450" height="213" /></strong></p>
<p><strong>Geled</strong>: un aperitivo luminoso, un nuovo modo di servire e vivere il cibo. La giovanissima <strong>Tina Conforti</strong>, classe 1981, ci racconta come nasce la sua idea.</p>
<p>In occasione dell&#8217;evento <strong>“Le luci, i suoni, i colori del Natale” </strong>, tenutosi a Napoli fino a poche settimane fa, la designer partenopea<strong> Tina Conforti</strong> ha presentato Geled, il suo ultimo progetto di <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/category/food-design" target="_blank">food design</a> &#8220;illuminato&#8221;.</p>
<p>Sempre più spesso sentiamo parlare di happy hour, food design o finger food ed è proprio da questi nuovi trend che Tina ha preso ispirazione e pensato a &#8220;<strong>Geled</strong>&#8220;, un nuovo modo di vivere il cibo: senza poste o attrezzi simili, ma preso e mangiato con le dita!</p>
<p><em>&#8220;Geled nasce da un’attenta riflessione tra gusto e oggetto, cibo e luce; gli alimenti visti come un prodotto di design che va studiato e progettato a 360° considerando tutti quei punti che sono alla base di una progettazione, partendo dalla ricerca effettuata &#8220;in cucina&#8221;, e intendo la &#8220;manipolazione&#8221; di alimenti genuini in modo naturale, fino ad arrivare al prodotto finito passando per le varie fasi di realizzazione calcolando le giuste dosi per evitare qualsiasi tipo di spreco.  Una ricerca &#8220;tecnologica&#8221; legata al design, alla forma del prodotto stesso e alla gestualità che si consuma insieme al cibo. </em></p>
<p>Dalla provocazione &#8220;<em>Illuminare il il cibo</em>&#8220;, richiesta della direttrice artistica Simona Perchiazzi di <strong>Luminaria01</strong>, Geled si traduce in piccole porzioni di molluschi, formaggi e frutta contenuti all’interno di uno strato di gelatina, aromatizzata e chiarificata. Con una <strong>lampada</strong>, posta al si sotto del piano in legno, si illuminano le gelatine con una luce diretta che attraversandole genera un effetto di aurea luminosa. E&#8217; così che questi piccoli bocconi di gusto si comportano come delle piccole fibre ottiche pronte a trasmettere luce ed emetterla con un rilassante bagliore invitante <span id="more-1959"></span></p>
<p>Personalmente adoro le novità e il modo in cui Tina ha unito design, light design e food-design. Trovo Geled originale ed interessante. Ma soprattutto una nuova esperienza che coinvolge il gusto, ma che incuriosisce e rapisce la vista e fa partecipare anche il tatto. Complimenti!</p>
<ul>
<li><a title="Luminaria01" href="http://www.luminaria01.com/01/index.php?/project/opere/" target="_blank">Guarda la fotogallery e le opere di tutti gli artisti ed i designer intervenuti</a></li>
</ul>
<div><img class="alignnone size-full wp-image-1961" style="float:none" title="tina-conforti-geled" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/tina-conforti-geled.jpg" alt="Tina Conforti food-design Geled" width="450" height="2025" /></div>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Oggetto misterioso 5</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/MfknsXmMmUc/oggetto-misterioso-5.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/02/18/oggetto-misterioso-5.htm#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 13:54:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

		<category><![CDATA[Food Design]]></category>

		<category><![CDATA[Young Designers]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.architetturaedesign.it/?p=1957</guid>
		<description><![CDATA[
Sono sicura che questo oggettino lo indovinate subito&#8230; Troppo facile;)! Scopriamo?? 
Complimenti a Pino che ha indovinato&#8230; è proprio un macinapepe. Il design è di Michael Liu. L&#8217;oggetto, pensato in un ottica di &#8220;design for all&#8221;, è utilizzabile con una sola mano. Ovviamente parliamo di concept, ma lo trovo interessante. Voi che ne pensate?


Michael Liu

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1958" style="float:none" title="oggetto-misterioso5" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/oggetto-misterioso5.jpg" alt="" width="450" height="322" /></p>
<p>Sono sicura che questo oggettino lo indovinate subito&#8230; Troppo facile;)! Scopriamo?? <span id="more-1957"></span></p>
<p>Complimenti a Pino che ha indovinato&#8230; è proprio un macinapepe. Il design è di <strong>Michael Liu. </strong>L&#8217;oggetto, pensato in un ottica di &#8220;design for all&#8221;, è utilizzabile con una sola mano. Ovviamente parliamo di concept, ma lo trovo interessante. Voi che ne pensate?</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1971" style="float:none" title="macinapepe-design-michael-liu" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/macinapepe-design-michael-liu.jpg" alt="Macinapepe" width="450" height="1337" /></p>
<ul>
<li><a title="Coroflot" href="http://www.coroflot.com/public/individual_file.asp?portfolio_id=3174908&amp;individual_id=306366&amp;specialty=4&amp;school_id=64307&amp;c=1&amp;" target="_blank">Michael Liu</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Sun Box: una “super” presa elettrica solare</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/UbvgD_uZiEI/sun-box-una-super-presa-elettrica-solare.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/02/15/sun-box-una-super-presa-elettrica-solare.htm#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 15:36:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design eco-orientato]]></category>

		<category><![CDATA[Young Designers]]></category>

		<category><![CDATA[concept]]></category>

		<category><![CDATA[giovani designer]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ricaricare le batterie è semplice come stendere il bucato!
Il designer Jinsic Kim è autore di un nuovo concept di presa elettrica &#8220;sostenibile&#8221;, un mix tecnologico e perchè no anche un po&#8217; poetico. Sun Box è un piccolo dispositivo munito di pannelli fotovoltaici e pacco batterie che va messo fuori al sole proprio come si stende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1953" style="float:none" title="sun-box" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/sun-box.jpg" alt="Sun Box" width="450" height="300" /></p>
<p>Ricaricare le batterie è semplice come stendere il bucato!</p>
<p>Il designer <strong>Jinsic Kim</strong> è autore di un nuovo <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/concept" target="_blank">concept</a> di presa elettrica &#8220;sostenibile&#8221;, un mix tecnologico e perchè no anche un po&#8217; poetico. <strong>Sun Box</strong> è un piccolo dispositivo munito di pannelli fotovoltaici e pacco batterie che va messo fuori al sole proprio come si stende il bucato al mattino e si ritira una volta che il sole non c&#8217;è più.</p>
<p>Durante la giornata <strong>Sun Box</strong> ha così catturato ed immagazzinato tutta l&#8217;<a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/energia-solare" target="_blank">energia solare</a> ed è pronto per alimentare un dispositivo elettrico.</p>
<p>Il design prevede, oltre al <strong>doppio pannello fotovoltaico</strong> ed un pacco batterie, una presa elettrica alla quale collegare le spine degli apparecchi elettrici.</p>
<p>Un concept come dicevo poetico ma dubbia realizzazione. Dalle foto il designer alimenta un notebook, un monitor&#8230; forse per 2 secondi?! Non c&#8217;è un trasformatore (o almeno non si vede) il che restringe il campo di utilizzo a pochissimi apparecchi. Inoltre i pannelli fotovoltaici così &#8220;appesi&#8221; non verrebbero nemmeno irraggiati correttamente andando ad incidere negativamente sull&#8217;efficienza del dispositivo.</p>
<p>Ben vengano i progetti <em>green</em>, i progetti per il recupero dell&#8217;energia solare, però non rendiamo il design una barzelletta! <span id="more-1952"></span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1954" style="float:none" title="presa-elettrica-solare" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/presa-elettrica-solare.jpg" alt="Sun Box" width="500" height="1020" /></p>
<p>Via <a title="YD" href="http://www.yankodesign.com/2010/02/11/hanging-out-with-sun/" target="_blank">YD</a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>In pillole: porta CD da scrivania</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/oGbuRaJdCgg/in-pillole-porta-cd-da-scrivania.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/02/15/in-pillole-porta-cd-da-scrivania.htm#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 15:34:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

		<category><![CDATA[gadget]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.architetturaedesign.it/?p=1955</guid>
		<description><![CDATA[
Per evitare di graffiare i CD. Un piccolo gadget, colorato e realizzato in alluminio, per avere qualche CD a portata di mano sulla scrivania!

Acquistale on line

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1956" style="float:none" title="gadget-porta-cd" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/gadget-porta-cd.jpg" alt="Porta CD da scrivania" width="450" height="336" /></p>
<p>Per evitare di graffiare i CD. Un piccolo gadget, colorato e realizzato in alluminio, per avere qualche CD a portata di mano sulla scrivania!</p>
<ul>
<li><a href="http://www.hiddenartshop.com/product.php?xProd=3337&amp;xSec=505&amp;s=1" target="_blank">Acquistale on line</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>5 borse di studio per i lettori di A+D per corso Food Experience Design al POLI.design</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/sRrE9KXniT8/5-borse-di-studio-per-i-lettori-di-ad-per-corso-food-experience-design-al-polidesign.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/02/11/5-borse-di-studio-per-i-lettori-di-ad-per-corso-food-experience-design-al-polidesign.htm#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 17:53:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<category><![CDATA[Food Design]]></category>

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		<description><![CDATA[
Mi fa piacere segnalarvi questo corso di alta formazione in design per l&#8217;innovazione degli spazi e locali pizzerie  organizzato dal POLI.design che mette a disposizione per i lettori di A+D 5 borse di studio del valore di 3.500€.
Il corso “Food Experience Design&#8221; è dedicato all’ideazione, alla progettazione e all&#8217;arredamento di spazi e locali pizzeria innovativi, che oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1951" style="float:none" title="corso-food-experience-design-polidesign" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/corso-food-experience-design-polidesign.jpg" alt="Corso Food Experience Design POLI.design" width="450" height="262" /></p>
<p>Mi fa piacere segnalarvi questo <strong>corso di alta formazione in design</strong> per l&#8217;innovazione degli spazi e locali pizzerie  organizzato dal<strong> POLI.design</strong> che mette a disposizione per i lettori di A+D <strong>5 borse di studio del valore di 3.500€</strong>.</p>
<p>Il corso “<strong>Food Experience Design</strong>&#8221; è dedicato all’ideazione, alla progettazione e all&#8217;arredamento di spazi e locali pizzeria innovativi, che oggi stanno trasformandosi in ambienti spesso multifunzionali, di design e di atmosfera.</p>
<p>La 3a edizione del corso, di <strong>120 ore</strong>, con <strong>project work</strong> finale ed educational tour nei più importanti locali di Milano, si svolge dal<strong> 10 al 31 marzo 2010 a POLI.design</strong> - Politecnico di Milano (Campus Bovisa).</p>
<p>I docenti del corso comprendono progettisti specializzati e professori del Politecnico di Milano a cui è affidato lo svolgimento delle tematiche di progettazione, design, arredamento, illuminazione e utilizzo dei materiali.</p>
<p>Termine per richiedere la Borsa di Studio del valore di € 3.500:<strong> </strong> entro il 1° marzo. <strong>A carico dei progettisti selezionati la sola quota d’iscrizione di € 500 + IVA.</strong></p>
<p>Programma e calendario su <a href="http://www.foodexperiencedesign.it/rosso/index_ita.html" target="_blank">www.foodexperiencedesign.it</a>. I partecipanti riceveranno un attestato di POLI.design - Consorzio del Politecnico di Milano.</p>
<p><strong>Per richiedere la Borsa di Studio</strong> inviate il CV, citando “<strong>ARCHITETTURA E DESIGN</strong>” a:  POLI.design,  Daiana Bossi, formazione@polidesign.net,   tel. 02 23997208.</p>
<p>In bocca al lupo a tutti</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>AAA cercasi designer per Concrete Cloth</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/Qb0kWrbFr5E/brainstorming-contest-concrete-cloth.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/02/10/brainstorming-contest-concrete-cloth.htm#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 14:11:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category>

		<category><![CDATA[concorsi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.architetturaedesign.it/?p=1949</guid>
		<description><![CDATA[
Hai un&#8217;idea di utilizzo per Concrete Cloth? Proponila!
Pochi giorni fa vi ho parlato di Concrete Cloth, il particolare tessuto che impregnato d&#8217;acqua assume tutte le caratteristiche fisiche e meccaniche del cemento.
Un materiale, per ora, maggiormente utilizzato per l&#8217;edilizia (parlavamo infatti dei rifugi per Haiti) che ha ottime potenzialità anche in ambito di design, e che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1950" style="float:none" title="concrete-cloth-contest" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/concrete-cloth-contest.jpg" alt="Concrete Cloth" width="450" height="253" /></p>
<p><strong>Hai un&#8217;idea di utilizzo per Concrete Cloth? Proponila!</strong></p>
<p>Pochi giorni fa vi ho parlato di <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/01/20/concrete-cloth-cemento-come-un-tessuto.htm" target="_blank">Concrete Cloth</a>, il particolare tessuto che impregnato d&#8217;acqua assume tutte le caratteristiche fisiche e meccaniche del cemento.</p>
<p>Un materiale, per ora, maggiormente utilizzato per l&#8217;edilizia (parlavamo infatti dei rifugi per Haiti) che ha ottime potenzialità anche in ambito di design, e che da poco ha anche ricevuto da <strong>Material Connexion</strong> il riconoscimento come <strong>materiale più innovativo dell&#8217;anno</strong><em>.</em></p>
<p>Pochi giorni fa sono stata contattata dal responsabile della distribuzione in Italia di questo materiale, il dott. <strong>Yvano Filippin </strong>il quale sarebbe contento se su<strong> A+D</strong> prendesse atto un <em>brainstorming </em>per immaginare nuovi utilizzi di <strong>Concrete Cloth</strong></p>
<p>&#8220;<em>Siamo convinti che il potenziale del prodotto si possa esprimere assai di più in opere creative, nell&#8217;architettura e nella scenografia. Un gruppo di architetti e designer fantasiosi potrebbe trovare degli interessanti impieghi del concrete cloth. Quindi saremmo lieti se l&#8217;iniziativa su A+D possa svolgersi&#8221;. </em></p>
<p>Il materiale ha delle caratteristiche interessani come grande duttilità nel modellarlo, impermeabilità, alta resistenza al fuoco, estrema durezza e resistenza dopo idradazione, ottimo effetto tessile alla coloritura, facilità e rapidità d&#8217;impiego ed altre caratteristiche interessani che si possono evincere dal sito www.concretecnavas.co.uk.</p>
<p>Spero che la discussione si faccia frizzante e che le vostre idee possano concretizzarsi. Per qualsiasi informazione o dubbio potete contattarmi all&#8217; indirizzo che trovate di lato a destra (se trovate la casella piena  inviate a ivanasaltelli<em>CHIOCCIOLA</em>gmail.it). In bocca al lupo a tutti!!</p>
<p>-Per gli studi interessati è possibile anche ricevere un campione del materiale-</p>
]]></content:encoded>
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		<feedburner:origLink>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/02/10/brainstorming-contest-concrete-cloth.htm</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>In pillole: cavi elettrici decorati</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/hlkbxSraVzc/in-pillone-cavi-elettrici-decorati.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/02/09/in-pillone-cavi-elettrici-decorati.htm#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 15:49:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

		<category><![CDATA[Graphic Design]]></category>

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		<description><![CDATA[
Decovision, un tocco di personalità anche per i cavi elettrici. Cinque diverse categorie (metal, naturale, techno, fantasia e deco) per non dover più nascondere i fili!

Decovision

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1948" title="decovision-cavi-elettrici-decorati" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/decovision-cavi-elettrici-decorati.jpg" alt="Decovision" width="450" height="268" /></p>
<p><strong>Decovision</strong>, un tocco di personalità anche per i cavi elettrici. Cinque diverse categorie (metal, naturale, techno, fantasia e deco) per non dover più nascondere i fili!</p>
<ul>
<li><a title="Decorvision" href="http://www.decovision-omerin.com/index.php?en" target="_blank">Decovision</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Dyson Air Multiplayer: che sventola di ventilatore!!</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/mSiX0t8nbOQ/dyson-air-multiplayer-che-sventola-di-ventilatore.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/02/08/dyson-air-multiplayer-che-sventola-di-ventilatore.htm#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 14:41:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category>

		<category><![CDATA[design contemporaneo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.architetturaedesign.it/?p=1943</guid>
		<description><![CDATA[
Dyson Air Multiplayer il primo ventilatore senza pale. Dopo quattro anni di ricerca la Dyson riesce finalmente a lanciare un nuovissimo tipo di ventilatore, senza pale appunto.
Sono passati quasi cento anni dal primo ventilatore. Era infatti il 1886 quando l&#8217;ingegner Schuyler Wheeler progettò il primo ventilatore. Cento anni che non hanno visto nessuna sostanziale evoluzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-1944" style="float:none" title="ventilatore-dyson-air-multiplayer" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/ventilatore-dyson-air-multiplayer.jpg" alt="Dyson Air Multiplayer" width="450" height="363" /></strong></p>
<p><strong>Dyson Air Multiplayer</strong> il primo ventilatore senza pale. Dopo quattro anni di ricerca la Dyson riesce finalmente a lanciare un nuovissimo tipo di ventilatore, senza pale appunto.</p>
<p>Sono passati quasi cento anni dal primo ventilatore. Era infatti il 1886 quando l&#8217;ingegner Schuyler Wheeler progettò il primo ventilatore. Cento anni che non hanno visto nessuna sostanziale evoluzione del progetto fino a quando il 62enne sir Dyson non c&#8217;ha messo lo zampino.</p>
<p>In quanto a tecnologia ed innovazione di certo Dyson è un passo avanti a tutti. Dopo la scopa elettrica senza sacchetto e l&#8217;<a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2008/02/19/dyson-airblade-design-tecnologia.htm" target="_blank">asciuga-mani Airblade</a>, arriva il rivoluzionario <strong>Dyson Air Multiplayer</strong>. Il design ha una sola parola d&#8217;ordine: semplicità. Lo stesso vale anche per il funzionamento e la manutenzione. Ma occupiamoci prima del design.</p>
<p>Air Multiplayer è caratterizzato da un grosso anello di plastica ABS adagiato su un piedistallo cilindrico. Niente pale quindi, ma una capacità di ventilare 15 volte superiore ai tradizionali ventilatori. Air Dyson è infatti capace di espellere ogni secondo dai 4 ai 5 litri di aria fresca. L&#8217;aria viene aspirata dalla base del ventilatore (tramite un motorino inserito all&#8217;interno del dispositivo) per poi essere incanalata attraverso una <strong>fessura spessa 1,3mm,</strong> che corre lungo tutta la circonferenza dell&#8217;anello, che comprime l&#8217;aria spingendola fuori con forza garantendo una corrente continua e potente. Proprio per questo motivo possiamo parlare di <em>moltiplicatore di aria.</em></p>
<p>Grazie alla base snodata è anche possibile inclinare il ventilatore e direzionare al meglio la corrente generata. Un oggetto innovativo che ci costerà qualcosa in più di 200 euro, soldi che, a detta dello stesso James Dyson, la gente spenderà volentieri per un apparecchio del genere. &#8220;<em>E’ semplice ed efficace, si pulisce con un panno e in più nessuno corre il rischio di farsi male alle dita</em>&#8220;.</p>
<p>Oltre al fattore sicurezza, assolutamente da non sottovalutare, lo trovo semplicemente geniale ed impeccabile da tutti i punti di vista? Voi siete del mio stesso parere o trovate che ci sarebbero dei punti da rianalizzare? <span id="more-1943"></span></p>
<ul>
<li><a title="Dyson Air Multiplayer" href="http://www.youtube.com/watch?v=8he8afjQyd8&amp;feature=player_embedded" target="_blank">Guarda il video commentato da James Dyson</a></li>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=nwrVGbnbElI&amp;feature=player_embedded" target="_blank">Video: il funzionamento</a></li>
<li><a title="Dyson Fans" href="http://www.dyson.com/fans/" target="_blank">Vai al sito ufficiale Dyson</a></li>
<li>Video: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=t2Q4rZUoR-w&amp;feature=player_embedded" target="_blank">sviluppo e design Air Multyplayer</a></li>
</ul>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1945" style="float:none" title="ventilatore-senza-pale-dyson-air-multiplayer" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/ventilatore-senza-pale-dyson-air-multiplayer.jpg" alt="Ventilatore senza pale Dyson" width="450" height="1054" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1946" style="float:none" title="ventilatore-dyson-funzionamento" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/ventilatore-dyson-funzionamento.jpg" alt="Ventilatore senza pale Dyson" width="450" height="885" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/02/08/dyson-air-multiplayer-che-sventola-di-ventilatore.htm/feed</wfw:commentRss>
		<feedburner:origLink>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/02/08/dyson-air-multiplayer-che-sventola-di-ventilatore.htm</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>eBarrito il primo “green-store” 100%</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/kYWwflml0Kw/ebarrito-store-green-design.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/02/04/ebarrito-store-green-design.htm#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 17:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design del Franchising]]></category>

		<category><![CDATA[Design eco-orientato]]></category>

		<category><![CDATA[Furniture Design]]></category>

		<category><![CDATA[design contemporaneo]]></category>

		<category><![CDATA[design ecorientato]]></category>

		<category><![CDATA[giovani designer]]></category>

		<category><![CDATA[Interior Design]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.architetturaedesign.it/?p=1937</guid>
		<description><![CDATA[
eBarrito uno store che pensa in verde e realizza tutti gli arredi interamente in cartone!!!
Cartone lavorato, inciso o fustellato, tante forme ed un design unico per un franchising che pensa in verde.
Sono rimasta colpita dalla bellezza e l&#8217;originalità dell&#8217;interior-design di questo store e dalla filosofia di eBarrito, un nuovo brand che si occupa di borse e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-1939" style="float:none" title="ebarrito-store-design-green" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/ebarrito-store-design-green.jpg" alt="ebarrito design by Grancesca Signori" width="450" height="345" /></strong></p>
<p><strong>eBarrito </strong>uno store che pensa in verde e realizza tutti gli arredi interamente in <strong>cartone</strong>!!!</p>
<p>Cartone lavorato, inciso o fustellato, tante forme ed un design unico per un franchising che <em>pensa in verde</em>.</p>
<p>Sono rimasta colpita dalla bellezza e l&#8217;originalità dell&#8217;<a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/category/interior-design" target="_blank">interior-design</a> di questo store e dalla filosofia di <strong>eBarrito</strong>, un nuovo brand che si occupa di borse e accessori in pelle tutto all&#8217;insegna del &#8220;<em>green thinking</em>&#8220;.</p>
<p>Basta dare un&#8217;occhiata alle foto per respirare questo mood verde. Ovunque il nostro occhio cade scorgiamo <strong>arredi modulari realizzati al 100% in cartone</strong>. Dal bancone alle scaffalature, dagli espositori ai lampadari tutto è stato concepito interamente in cartone, un materiale ecosostenibile, riciclato e riciclabile!. Un fantastico stile etico e sostenibile.</p>
<p>Autrice degli interni dello store, la <strong>designer Francesca Signori </strong>che ha saputo mettere in risalto l&#8217;ecletticità di questo materiale &#8220;povero&#8221; creando un ambiente variegato, ricco, gioioso e carico di significati ecologici.</p>
<p>Per ora potete dare un&#8217;occhiata agli store <strong>eBarrito </strong>(ed ai bellissimi accessori in pelle) nei punti vendita di Novara, Cremona e Reggio Emilia. A chi non può vederli di persona consiglio la fotogallery;) Spero vi piaccia <span id="more-1937"></span></p>
<ul>
<li><a title="eBarrito" href="http://www.ebarrito.com/#/it/home/" target="_blank">eBarrito store</a></li>
<li><a title="Francesca Signori design" href="http://francescasignori.com/" target="_blank">Francesca Signori</a></li>
</ul>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1938" title="ebarrito-store-design-cartone" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/ebarrito-store-design-cartone.jpg" alt="eBarrito store design green" width="450" height="2432" /></p>
<p>Ringrazio Francesca per la segnalazione;)</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Design in Pillole: ci prendiamo un tè?</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/tubDyiEWyoo/tea-packaging-design.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/02/04/tea-packaging-design.htm#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 17:24:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Food Design]]></category>

		<category><![CDATA[Packaging]]></category>

		<category><![CDATA[giovani designer]]></category>

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		<description><![CDATA[
Trovo adorabile il packaging pensato dal designer Soon Mo Kang. Fa venir voglia di prendere un tè non trovate?  

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/hanger-tea-bag-design.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1942" title="hanger-tea-bag-design" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/hanger-tea-bag-design.jpg" alt="Hanger Tea packaging design" width="450" height="345" style="float:none" /></a></p>
<p>Trovo adorabile il packaging pensato dal <strong>designer Soon Mo Kang</strong>. Fa venir voglia di prendere un tè non trovate?  <span id="more-1940"></span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1941" title="soon-mo-kang-tea-bag-packaging-design" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/soon-mo-kang-tea-bag-packaging-design.jpg" alt="Soon Mo Kang packaging tea design" width="450" height="734" style="float:none" /></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Soccket: un pallone speciale per l’Africa</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/VOaG97tU2Os/soccket-pallone-genera-energia-per-africa.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/02/02/soccket-pallone-genera-energia-per-africa.htm#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 17:19:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design eco-orientato]]></category>

		<category><![CDATA[design sostenibile]]></category>

		<category><![CDATA[energia rinnovabile]]></category>

		<category><![CDATA[led]]></category>

		<category><![CDATA[social design]]></category>

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		<description><![CDATA[
Una nuova speranza per l&#8217;Africa. Dopo Savior Bad arriva un pallone da calcio che trasforma il gioco in energia.
Arriva dall&#8217;università di Harvard questo nuovo progetto che potrebbe rivoluzionare la vita delle popolazioni africane che ancora hanno difficoltà a reperire l&#8217;energia.
Soccket sembra un comune pallone da calcio, proprio come quelli con cui bambini amano giocare per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1936" style="float:none" title="soccket-pallone-genera-energia-africa" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/soccket-pallone-genera-energia-africa.jpg" alt="Soccket, un pallone per l\'Africa" width="450" height="337" /></p>
<p>Una nuova speranza per l&#8217;Africa. Dopo <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2009/11/02/savior-bud-trasforma-umidita-in-acqua.htm" target="_blank">Savior Bad</a> arriva un pallone da calcio che trasforma il gioco in energia.</p>
<p>Arriva dall&#8217;<strong>università di Harvard</strong> questo nuovo progetto che potrebbe rivoluzionare la vita delle popolazioni africane che ancora hanno difficoltà a reperire l&#8217;energia.</p>
<p><strong>Soccket</strong> sembra un comune pallone da calcio, proprio come quelli con cui bambini amano giocare per ore. Ma ovviamente sOccket ha qualcosa in più! E&#8217; infatti capace di incamerare tutta l&#8217;energia che i bambini generano giocando a calcio e trasformarla in energia elettrica da utilizzare per piccoli apparecchi elettronici, lampade LED o telefoni cellulari ad esempio.</p>
<p>&#8220;<em>Il brevetto per questa innovazione è attualmente in corso. Stiamo lavorando anche con le organizzazioni locali del Sud Africa che vedono il calcio come un modo per promuovere lo sviluppo dei giovani e l’educazione alla salute&#8221;</em>. Queste le parole delle quattro ragazze ideatrici di Soccket, un progetto di <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/social-design" target="_blank">social-design</a> interessante che, nella sua semplicità, potrebbe regalare una speranza all&#8217;Africa.</p>
<p>I rendimenti sono notevoli. Basta pensare infatti che per ogni 15 minuti di gioco, la palla riesce a generare un quantitativo di energia utile per illuminare una lampada LED per 3ore.</p>
<p>Questa soluzione potrebbe in breve tempo sostituire le lampade al cherosene utilizzate dai popoli africani, causa principale di decessi a causa di incendi e dell’inalazione dei fumi,  con <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/led" target="_blank">lampade LED</a> alimentate dall&#8217;energia generata dai palloni. Senza dimenticare che l&#8217;energia può essere utilizzata per alimentare qualsiasi altro piccolo dispositivo elettronico semplicemente giocando.</p>
<p>&#8220;<em>L’idea</em> – spiegano i ricercatori – <em>è venuta prendendo spunto dalle piste da ballo che trasformano la pressione dei passi in energia elettrica. In questo caso il movimento della palla agisce su un magnete avvolto in una bobina inducendo una tensione che genera corrente elettrica</em>”.</p>
<p>Anche se i palloni in questione peserebbero poco più di quelli tradizionali, questa idea potrebbe rivoluzionare la vita di più di un milione di persone.</p>
<ul>
<li>Leggi altro al sito <a title="Soccket" href="http://www.soccket.com/" target="_blank">Soccket</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Sander Mulder ed il suo Continue Time… altro che orologio!</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/bA312yuhvnQ/continue-time-orologio-design-mulder.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/02/01/continue-time-orologio-design-mulder.htm#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 16:03:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Furniture Design]]></category>

		<category><![CDATA[Young Designers]]></category>

		<category><![CDATA[design contemporaneo]]></category>

		<category><![CDATA[giovani designer]]></category>

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		<description><![CDATA[
Forse non è uno degli orologi più semplici da leggere, ma in quanto ad originalità Continue Time li batte tutti!
Un ingegnoso orologio realizzato in alluminio ed ottone pronto a lasciare a bocca aperta e a far scervellare un po&#8217; tutti.
Artefice di cotanta ingegnosità è il designer olandese Sander Mulder già noto qui su A+D nella collezione Design [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1933" style="float:none" title="orologio-design-sander-mulder" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/orologio-design-sander-mulder.jpg" alt="Orologio design Continue Time" width="450" height="337" /></p>
<p>Forse non è uno degli orologi più semplici da leggere, ma in quanto ad originalità<strong> Continue Time</strong> li batte tutti!</p>
<p>Un ingegnoso orologio realizzato in alluminio ed ottone pronto a lasciare a bocca aperta e a far scervellare un po&#8217; tutti.</p>
<p>Artefice di cotanta ingegnosità è il <strong>designer olandese Sander Mulder</strong> già noto qui su A+D nella collezione <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2009/09/21/origami-design-creativita.htm" target="_blank">Design Origami</a> con il<strong> tavolino Sputnik</strong>. In questo caso l&#8217;inventiva e l&#8217;originalità sono certamente superiori.</p>
<p>Quello che a colpo d&#8217;occhio sembra un semplice tecnigrafo altro non è che il suo <strong>orologio</strong>, assolutamente non convenzionale e fuori dai tradizionali schemi. Non appaiono quadranti, numeri nè le classiche tre lancette ma un unico braccio meccanico pronto ad assumete le più svariate forme per indicarci l&#8217;ora in un modo assolutamente nuovo, che forse necessita di un po&#8217; di allenamento all&#8217;inizio!</p>
<p>Ciò nonostante trovo questo orologio poetico ed incantevole, una sorta di &#8220;macchina inutile&#8221;&#8230; che in questo caso tanto inutile non è a patto che si impari a leggere l&#8217;ora! Un armonioso segnatempo estensibile che si piega, si allunga e si contrae tracciando sempre nuove forme geometriche.</p>
<p><strong>Continue Time</strong> è realizzato da un unico braccio meccanico costituito da tre elementi snodati dalle dimensioni decrescenti: il più sottile e veloce misura i secondi, il braccio seguente segna i minuti, mentre il braccio più grosso e meno veloce è dedicato alla misura delle ore <span id="more-1932"></span></p>
<p>Proprio quest&#8217;ultimo braccio è l&#8217;unico ad essere collegato alla cassa in ottone, dove troviamo tutti gli ingranaggi a vista. Un orologio da muro che necessita di una parete ampia considerando che la sua lunghezza varia da un minimo di 105 ad un&#8217;estensione massima di 210 cm!</p>
<p>Un orologio originale anche restano dei dubbi sulla paternità considerando la versione digitale realizzata dal grafico <strong>Johan Bisse Mattsson</strong> (di sicuro giocando con questa versione virtuale si capisce bene il funzionamento. Provatela!)</p>
<p>Beh vi lascio al video, alla versione digitale che sicuramente vi piacerà (potete usarla anche come salva schermo e in più potete muovere le lancette con il mouse) e ovviamente ai vostri commenti.</p>
<ul>
<li>Guarda il <a title="Continue Time" href="http://www.youtube.com/watch?v=OeFeWINSaT8&amp;feature=player_embedded" target="_blank">video orologio Continue Time</a></li>
<li><a title="Sander Mulder" href="http://www.sandermulder.com/" target="_blank">Sito ufficiale Sander Mulder</a></li>
<li><a title="Hand in hand clock" href="http://www.handinhandclock.com/" target="_blank">L&#8217;orologio digitale di Johan Bisse Mattsson</a></li>
</ul>
<div><img class="alignnone size-full wp-image-1934" style="float:none" title="continue-time-orologio-sander-mulder" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/02/continue-time-orologio-sander-mulder.jpg" alt="Continue Time" width="500" height="1116" /></div>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Apple: arriva l’iPad. Sarà rivoluzione?</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/JLPXxX1ZLrY/apple-ipad-design.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/01/29/apple-ipad-design.htm#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Jan 2010 17:27:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[iPhone]]></category>

		<category><![CDATA[apple]]></category>

		<category><![CDATA[design contemporaneo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.architetturaedesign.it/?p=1928</guid>
		<description><![CDATA[
&#8220;La nostra tecnologia più evoluta in un dispositivo magico e rivoluzionario, ad un prezzo incredibile&#8221;
Steve Jobs commenta così il nuovo arrivato in casa Apple. A pochi mesi dal lancio dell&#8217;ultima generazione di iPod arriva anche l&#8217;iPad, un concentrato tecnologico pronto a cambiare le nostre abitudini grazie ad un dispositivo grande più o meno come un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1929" style="float:none" title="i-pad-apple" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/01/i-pad-apple.jpg" alt="iPad Apple" width="450" height="286" /></p>
<p>&#8220;<em>La nostra tecnologia più evoluta in un dispositivo magico e rivoluzionario, ad un prezzo incredibile</em>&#8221;</p>
<p><strong>Steve Jobs</strong> commenta così il nuovo arrivato in casa <strong><a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/apple" target="_blank">Apple</a></strong>. A pochi mesi dal lancio dell&#8217;ultima generazione di <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2009/09/11/ipod-nano-quinta-5-generazione.htm" target="_blank">iPod</a> arriva anche l&#8217;<strong>iPad</strong>, un concentrato tecnologico pronto a cambiare le nostre abitudini grazie ad un dispositivo grande più o meno come un foglio A4 che pesa appena 680 grammi!</p>
<p>Sembra un iPhone formato maxi, la grafica non tradisce le aspettative e neanche le funzionalità. Con l&#8217;iPad sarà possibile sfogliare le pagine dei siti web, scrivere un&#8217;e-mail, scorrere le foto o guardare un filmato. Tutto su un ampio e brillante s<strong>chermo Multi-Touch</strong> retroilluminato a <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/led" target="_blank">LED</a>, e con il semplice tocco di un dito. Un&#8217;esperienza che lo stesso Steve Jobs definisce incredibile e sensazionale (forse è un po&#8217; di parte??)</p>
<p>Ovviamente iPad si presenta anche come la risposta Apple agli <strong>e-reader</strong>, sarà infatti possibile scaricare e leggere<strong> iBook</strong> sfogliandoli con un semplice tocco. Tutto, ovviamente, in pieno stile Apple con tanto di biblioteca virtuale. Personalmente lo preferisco di gran lunga al <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/01/12/mag-la-rivista-del-futuro.htm" target="_blank">Mag+</a>, ma ci sono già schiere di persone anti-iPad pronte a giudicarlo banale e spudoratamente troppo simile all&#8217;<a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/category/iphone" target="_blank">iPhone</a>.</p>
<p>I prezzi per ora sono disponibili sono per la rete vendite americana, con prezzi che oscillano dai 499$, per la versione 16Gb, ed i 699 per i 64Gb. Per il mercato italiano c&#8217;è ancora un po&#8217; da aspettare. Intanto a Marzo sarà disponibile la versione Wi-Fi.</p>
<p>Sarà lo status symbol di domani? Probabilmente ruberà mercato ai netbook ma ho il sentore che non sarà tanto desiderato quanto l&#8217;iPhone. Voi come lo giudicate? <span id="more-1928"></span></p>
<ul>
<li>Vai al sito ufficiale Apple</li>
<li>Guarda il video di <a title="iPad" href="http://www.youtube.com/watch?v=poaUbmdUcCY" target="_blank">iPad presentato da Steve Jobs</a></li>
<li><a title="iPad" href="http://www.youtube.com/watch?v=PFYDBHt7dsQ&amp;feature=popular">Presentazione iPad</a> -video-</li>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=NRQ0Aq1XzdE&amp;feature=player_embedded" target="_blank">Video iPad</a></li>
</ul>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1930" style="float:none" title="steve-jobs-apple-i-pad" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/01/steve-jobs-apple-i-pad.jpg" alt="iPad Apple" width="500" height="1612" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1931" style="float:none" title="ibook-ipad-apple" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/01/ibook-ipad-apple.jpg" alt="iPad Apple" width="500" height="511" /></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Helmet B, dagli armadilli ai caschi per ciclisti!</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/PZzruXrY7Jc/helmet-b-casco-ciclisti-design-julien-bergignat.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/01/27/helmet-b-casco-ciclisti-design-julien-bergignat.htm#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 08:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design eco-orientato]]></category>

		<category><![CDATA[Young Designers]]></category>

		<category><![CDATA[design]]></category>

		<category><![CDATA[design sostenibile]]></category>

		<category><![CDATA[giovani designer]]></category>

		<category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.architetturaedesign.it/?p=1925</guid>
		<description><![CDATA[
Julien Bergignat disegna Helmet B: un casco per ciclisti leggero, resistente, riciclabile e bio-inspired.
Dall&#8217;armadillo al design di un casco. Helmet B nasce proprio dall&#8217;osservazione di un piccolo armadillo; il design riprende infatti la morfologia ed il movimento delle squame di questo animale che in caso di pericolo si appallottola su se stesso per proteggersi.
Da qui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-1926" style="float:none" title="helmet-b-casco-ciclisti" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/01/helmet-b-casco-ciclisti.jpg" alt="Helmet B casco ciclisti" width="450" height="220" /></strong></p>
<p><strong>Julien Bergignat </strong>disegna<strong> Helmet B</strong>: un casco per ciclisti leggero, resistente, riciclabile e <em>bio-inspired</em>.</p>
<p>Dall&#8217;armadillo al design di un casco. <strong>Helmet B</strong> nasce proprio dall&#8217;osservazione di un piccolo armadillo; il design riprende infatti la morfologia ed il movimento delle squame di questo animale che in caso di pericolo si appallottola su se stesso per proteggersi.</p>
<p>Da qui prende forma <strong>Helmet B</strong>, un dispositivo pieghevole di protezione per la testa che si trasforma in poche mosse da <strong>foglio 2D a struttura tridimensionale</strong> e viceversa. La particolarità di questo casco è costituita principalmente dalla sua semplicità e facilità d&#8217;uso. Helmet B è molto arioso e leggero perché non è realizzato in un unico blocco, ma da una serie di piccoli elementi flessibili che alleggeriscono il casco nonché il materiale utilizzato per la sua fabbricazione.</p>
<p>L&#8217;uso del prodotto è molto semplice, basta piegare le ali verso l&#8217;interno e fissarne la forma con le clip a pressione poste alle estremità del casco. Una caratteristica che ne facilita anche il trasporto considerando che, una volta aperto, il casco può essere riposto facilmente in una borsa!</p>
<p>E&#8217; interessante sottolineare inoltre che Helmet B è interamente realizzato in <strong>polipropilene </strong>sia per l&#8217;esterno che per la parte interna a diretto contatto con la testa (in questo caso il polipropilene è di tipo espanso). Il materiale oltre ad essere economico ha un assorbimento di potenza molto elevata, è durevole, flessibile ed estremamente leggero. Ciascuno dei componenti del casco è inoltre separabile dagli altri, caratteristica che lo rende quindi <strong>riciclabile al 100%</strong>.</p>
<p>Per le passeggiate in bicicletta <span id="more-1925"></span>mi sembra confortevole e abbastanza sicuro, ma soprattutto leggero e traspirante cosa non di poco conto! Resta da capire se è stato o verrà omologato e se il materiale risponderà bene alle varie sollecitazioni senza snervarsi e creare così delle micro lesioni che potrebbero poi inficiare sulla performance del casco. Per la protezione interna si potrebbe anche pensare alla <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2009/01/15/d3o-smart-material.htm" target="_blank">plastica-acciaio D3O</a>, magari per i ciclisti più spericolati. Intanto vediamo voi cosa ne pensate. Lo indossereste?</p>
<ul>
<li>Guarda il <a title="Helmet B Vimeo" href="http://www.vimeo.com/8908625" target="_blank">video di Helmet B</a></li>
<li>Vai al <a title="Julien Bergignat" href="http://www.julienbergignat.com/helmetb.php?current=19" target="_blank">sito di Julien Bergignat</a></li>
</ul>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1927" style="float:none" title="helmet-b-casco-julien-bergignat-design" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/01/helmet-b-casco-julien-bergignat-design.jpg" alt="Helmet B: dall\'armadillo al casco" width="500" height="2814" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/01/27/helmet-b-casco-ciclisti-design-julien-bergignat.htm/feed</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>Design in pillole: Slant-ruled notebook</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/ynQWLPgGajk/design-slant-ruled-notebook.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/01/27/design-slant-ruled-notebook.htm#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 07:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

		<category><![CDATA[Gadgets]]></category>

		<category><![CDATA[Young Designers]]></category>

		<category><![CDATA[Design in Pillole]]></category>

		<category><![CDATA[giovani designer]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.architetturaedesign.it/?p=1923</guid>
		<description><![CDATA[
Slant-ruled notebook un progetto di Matt Brown. Quando anche il quaderno diventa ergonomico. Grandioso!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1924" style="float:none" title="matt-brown-design-notebook" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/01/matt-brown-design-notebook.jpg" alt="Matt Browe Slant-ruled notebook" width="450" height="315" /></p>
<p><strong>Slant-ruled notebook</strong> un progetto di <a title="Matt Brown" href="http://www.skrov.com/projects/slant.html" target="_blank">Matt Brown</a>. Quando anche il quaderno diventa ergonomico. Grandioso!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/01/27/design-slant-ruled-notebook.htm/feed</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>A ruota libera con il chair sharing</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/Zw_UABAUBys/chair-sharing-design.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/01/25/chair-sharing-design.htm#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 18:06:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giada Tutino</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design eco-orientato]]></category>

		<category><![CDATA[Young Designers]]></category>

		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<category><![CDATA[giovani designer]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.architetturaedesign.it/?p=1921</guid>
		<description><![CDATA[
Il collettivo Snark ci sorprende ancora una volta con un progetto innovativo e sostenibile: è un sistema di elementi urbani gratuiti e condivisi - chair sharing appunto - disegnato da Emanuele Bompan, Gaspare Caliri, Marco Lampugnani e Beatrice Manzoni, per la città di Modena.
Il progetto prende vita da una constatazione: sedersi in città al giorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1922" style="float:none" title="chair-sharing-design" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/01/chair-sharing-design.jpg" alt="Chair sharing" width="450" height="315" /></p>
<p>Il <strong>collettivo Snark </strong>ci sorprende ancora una volta con un progetto innovativo e sostenibile: è un sistema di elementi urbani gratuiti e condivisi - <strong>chair sharing</strong> appunto - disegnato da<strong> Emanuele Bompan, Gaspare Caliri, Marco Lampugnani e Beatrice Manzoni</strong>, per la città di Modena.</p>
<p>Il progetto prende vita da una constatazione: sedersi in città al giorno d’oggi non è poi così facile; capita spesso di trovare panchine segate, rimosse, accantonate, quasi come se fossero un ostacolo più che un servizio di cui fruire.</p>
<p>L’intento dei progettisti è  dunque quello di  “<em>Riportare le persone nei loro quartieri, ossia farle tornare a riconoscersi nei luoghi, dare una possibilità alla formazione di senso di comunità</em>”.</p>
<p>Segue lo stesso procedimento del <strong>bike-sharing</strong>, solo che in questo caso il prodotto fruibile è una “seduta mobile” in alluminio anodizzato, che però è stata studiata come figura ibrida tra una sedia e una bici.</p>
<p>Le sedute si ritirano gratuitamente passando su un lettore la Tessera Sanitaria e possono essere utilizzate per un tempo massimo di 6 ore; sono tutte modulari e dotate di una <strong>antenna wi-fi</strong> integrata che consente di connettersi alla rete senza spendere un centesimo e di un sistema di geo-posizionamento su base cartografica: una volta seduti, si può accedere al sito del progetto che mostra, tramite una mappa dinamica, tanti contenuti sulla città caricati anche dai cittadini stessi. Vuole essere, quindi, anche uno strumento di partecipazione perché permette ai fruitori di creare collettivamente una sorta di <strong>guida on-line</strong> della propria città <span id="more-1921"></span></p>
<p>Per incentivare ulteriormente l’uso del servizio, di per sé già gratuito, chi ne fruisce  accede automaticamente a una raccolta punti personale che gli consentirà di vincere premi, sconti, agevolazioni, consumazioni, acquisti per cinema, teatri ecc.</p>
<p>Pertanto, l’obiettivo primario è l’<strong>uso sostenibile e partecipato della città</strong>. D’altronde un luogo “<em>è fatto” delle persone che lo frequentano, e promuovere dinamiche di riappropriazione non è che il primo passo per avvicinare la città ai propri cittadini.</em>”</p>
<p>Secondo me, si tratta di un’iniziativa innovativa e riuscita&#8230;certo, ho qualche dubbio sull’oggetto in sé, più che altro sulla comodità e sul trasporto!!! Voi che ne pensate???</p>
<ul>
<li>Vai al <a title="Snark" href="http://www.snarkive.eu/" target="_blank">sito del collettivo Snark</a></li>
<li><a title="Chair Sharing" href="http://www.facebook.com/chairsharing" target="_blank">Vai alla pagina del progetto su Facebook</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Concrete Cloth: il cemento morbido come un tessuto</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/-k_mvMKjttM/concrete-cloth-cemento-come-un-tessuto.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/01/20/concrete-cloth-cemento-come-un-tessuto.htm#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 08:00:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category>

		<category><![CDATA[design]]></category>

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		<description><![CDATA[
E&#8217; morbido e leggero, proprio come un tessuto ma ha tutte le caratteristiche fisiche e meccaniche del cemento&#8230; basta solo aggiungere acqua!
Senza acqua, infatti, è soffice e flessibile proprio come un pezzo di stoffa (di quella un po&#8217; spessa) basta impregnarlo di acqua ed attendere 24h per un renderlo resistente e duro come il cemento. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1919" style="float:none" title="concrete-cloth-cemento-stoffa" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/01/concrete-cloth-cemento-stoffa.jpg" alt="Concrete Cloth" width="450" height="337" /></p>
<p>E&#8217; morbido e leggero, proprio come un tessuto ma ha tutte le caratteristiche fisiche e meccaniche del <strong>cemento</strong>&#8230; basta solo aggiungere <strong>acqua</strong>!</p>
<p>Senza acqua, infatti, è soffice e flessibile proprio come un pezzo di stoffa (di quella un po&#8217; spessa) basta impregnarlo di acqua ed attendere 24h per un renderlo resistente e duro come il cemento. E&#8217; il <strong>Concrete Cloth </strong>un <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/nuovi-materiali" target="_blank">nuovo materiale</a> realizzato dall&#8217;azienda britannica Concrete Canvas &#8220;A<em> secco, si presenta come un tessuto ma una volta impregnato d’acqua è flessibile e adattabile a curvature complesse&#8221;</em> .</p>
<p>Chissà se al progettista non è venuto un colpo di genio guardando il gesso dell&#8217;ingessatura visto che il principio di funzionamento è praticamente uguale alle garze del gesso usate in medicina (purtroppo ne so qualcosa!).</p>
<p><strong>Concrete Canvas</strong> è un materiale versatile utilizzato fino a qualche anno fa esclusivamente in ambito militare ma che oggi sta pian piano prendendo piede in diversi settori, non ultimo quello del <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/design" target="_blank">design</a>. Una tecnologia  premiata “<em>non solo per le caratteristiche tecniche ma anche per le potenziali capacità di influire sulle nostre vite</em>”.</p>
<p>Grazie alla sua leggerezza e alla facilità di utilizzo questo particolare materiale permette di creare in meno di un giorno <strong>moduli abitativi </strong>confortevoli, spaziosi ed ignifughi. Per realizzarli bastano appena due persone, aria compressa ed acqua.  Prima di tutto si stende sul terreno il sacco realizzato in tessuto di cemento (ci si aiuta con un&#8217;automobile viste le dimensioni). Nella fase successiva si gonfia il sacco con dell&#8217;aria e poi si procede con l&#8217;aggiunta dell&#8217;acqua. Poco più di mezz&#8217;ora per realizzare un modulo e 24 ore per far asciugare tutto <span id="more-1918"></span></p>
<p>Vi consiglio di vedere il video per capire com&#8217;è semplice e veloce creare una cellula abitativa. Il mio pensiero ovviamente è rivolto alla popolazione di <strong>Haiti</strong>, che in questi giorni purtroppo sta vivendo momenti drammatici. Un progetto come questo potrebbe essere d&#8217;aiuto per creare velocemente dei moduli abitativi dignitosi e, perché no, delle vere e proprie sistemazioni definitive.</p>
<p>Col tempo si potrebbero pensare ad altre forme per cellule abitative ed altri utilizzi di questo materiale interessantissimo sia per l&#8217;architettura che per il design. Che ve ne pare?</p>
<ul>
<li>&gt;&gt; <a title="Youtube" href="http://www.youtube.com/watch?v=LBHVKFCoYFc&amp;feature=related" target="_blank">Guarda il video di Concrete Canvas</a> &lt;&lt;</li>
<li><a title="Concrete Canvas" href="http://www.concretecanvas.co.uk/index.html" target="_blank">Concrete Canvas</a></li>
</ul>
<div><img class="alignnone size-full wp-image-1920" style="float:none" title="concrete-cloth-cemento-morbido" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/01/concrete-cloth-cemento-morbido.jpg" alt="Concrete Cloth" width="500" height="627" /></div>
<div><strong>CC</strong> (Concrete Cloth, letteralmente “abito di cemento”) è disponibile in rotoli da 1,1 metro di larghezza e negli spessori di 4, 8, 13 millimetri, si può tagliare con i tradizionali utensili in commercio ed è premiscelato e pronto per l’aggiunta di acqua. La sua flessibilità consente di ottenere complesse forme organiche impensabili con altri prodotti cementizi e il risultato finale è una superficie dalle singolari caratteristiche tattili. Resiste alle aggressioni di agenti chimici e atmosferici, non teme il degrado causato dai raggi UV, è ininfiammabile e il fondo in PVC ne garantisce l’impermeabilità.</div>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Air Umbrella: un ombrello fatto di… aria</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/oCrCNS53d5w/air-umbrella-un-ombrello-fatto-di-aria.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/01/15/air-umbrella-un-ombrello-fatto-di-aria.htm#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 12:30:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Gadgets]]></category>

		<category><![CDATA[Young Designers]]></category>

		<category><![CDATA[design]]></category>

		<category><![CDATA[giovani designer]]></category>

		<category><![CDATA[ombrelli]]></category>

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		<description><![CDATA[
Una barriera d&#8217;aria pronta a ripararci dalla pioggia. Il concept del designer Je Sung Park stravolge in toto l&#8217;idea del classico ombrello, avvicinandolo di più ad un oggetto hi-tech iper performante.
Niente più tessuti idrorepellenti e stecchette di alluminio, niente strani meccanismi di apertura e chiusura dell&#8217;ombrello, niente ombrelli musicali; Air Umbrella sostituisce tutto questo con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/01/air-umbrella-ombrello-aria.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1916" style="float:none" title="air-umbrella-ombrello-aria" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/01/air-umbrella-ombrello-aria.jpg" alt="Air Umbrella" width="450" height="388" /></a></p>
<p>Una barriera d&#8217;aria pronta a ripararci dalla pioggia. Il concept del <strong>designer Je Sung Park </strong>stravolge in toto l&#8217;idea del classico ombrello, avvicinandolo di più ad un <strong>oggetto hi-tech</strong> iper performante.</p>
<p>Niente più <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2006/12/29/nanonuno-ombrello-umbrella-pro-idee.htm" target="_blank">tessuti idrorepellenti</a> e stecchette di alluminio, niente strani meccanismi di apertura e chiusura dell&#8217;ombrello, niente <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2007/02/03/ombrello-musica-music-rain-sdesignunit.htm" target="_blank">ombrelli musicali</a>; <strong>Air Umbrella</strong> sostituisce tutto questo con un unico elemento invisibile: <strong>un getto d&#8217;aria</strong>.</p>
<p><strong>Air Umbrella</strong> è infatti formato esclusivamente da un bastone cavo e telescopico pronto ad entrare in uso all&#8217;occorrenza. Alle prime goccioline di pioggia è sufficiente allungare il bastone e il gioco è fatto! La lunghezza dell&#8217;ombrello può essere personalizzata a seconda del fruitore così come <strong>l&#8217;intensità del getto d&#8217;aria e l&#8217;ampiezza dell&#8217;ombrello stesso</strong>. Basta infatti determinare il numero delle persone che intendono ripararsi con Air Umbrella per incrementare il getto d&#8217;aria e quindi l&#8217;area di copertura dalla pioggia.</p>
<p>Il funzionamento è semplice. L&#8217;elemento telescopico dell&#8217;ombrello ha due fori per l&#8217;aria, uno di entrata ed uno di uscita. Quello di entrata, posizionato alla base del bastone, aspira l&#8217;aria e la incanala al foro di uscita, posizionato all&#8217;estremità superiore dell&#8217;ombrello. Ed è proprio in questa parte dell&#8217;ombrello che l&#8217;aria viene spinta con forza all&#8217;esterno per creare una <strong>calotta invisibile </strong>pronta a ripararci dalla pioggia.</p>
<p>Un concept coraggioso, un ombrello che non sgocciola nè ingombra anche se immagino sia abbastanza rumoroso&#8230; Inoltre se si guasta il motorino o si scaricano le batterie ci si fa una bella doccia!!! Ma a tutto c&#8217;è rimedio. Voi che ne pensate? Gallery <span id="more-1915"></span></p>
<p><a href="None"><img class="alignnone size-full wp-image-1917" style="float:none" title="air-umbrella-ombrello-aria-je-sung-pack" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/01/air-umbrella-ombrello-aria-je-sung-pack.jpg" alt="Air Umbrella Je Sung Park" width="500" height="2369" /></a></p>
<p>Via <a title="YankoDesign" href="http://www.yankodesign.com/2010/01/12/try-air-to-stay-dry/" target="_blank">YD</a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il tostapane-stampante: a voi la scelta.</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/kGlItvZIjZA/tostapane-design.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/01/14/tostapane-design.htm#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2010 08:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giada Tutino</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Food Design]]></category>

		<category><![CDATA[Young Designers]]></category>

		<category><![CDATA[concorsi]]></category>

		<category><![CDATA[design]]></category>

		<category><![CDATA[giovani designer]]></category>

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		<description><![CDATA[
Nell’elenco dei “tostapane alternativi”, si inserisce anche “Printing your toast”, il simpatico concept di Othmar Mühlebach, studente della MA di Lucerna (Svizzera) che ha ottenuto il secondo posto al Berner Design Award &#8216;09.
Il toaster ha un look unico e funzionale che richiama, in tutto e per tutto, una stampante a getto d’inchiostro: il pane a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1914" style="float:none" title="rollertoaster-design-jaen-gogh" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/01/rollertoaster-design-jaen-gogh.jpg" alt="Rollertoaster design " width="450" height="406" /></p>
<p>Nell’elenco dei “<strong>tostapane alternativi</strong>”, si inserisce anche “<strong>Printing your toast</strong>”, il simpatico concept di <strong>Othmar Mühlebach</strong>, studente della MA di Lucerna (Svizzera) che ha ottenuto il secondo posto al <a href="http://www.bernerdesignaward.ch/desktopdefault.aspx/tabid-206/243_read-306" target="_blank">Berner Design Award &#8216;09</a>.</p>
<p>Il toaster ha un look unico e funzionale che richiama, in tutto e per tutto, una stampante a getto d’inchiostro: il pane a fette, infatti, si inserisce dalla parte superiore e, una volta tostato, viene espulso dal fondo.</p>
<p>Funziona tramite <strong>USB</strong>, ma non è ancora disponibile sul mercato e il suo futuro prezzo non è noto. Si tratta di un <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/design" target="_blank">design</a> fresco e divertente, creato soprattutto per i più piccoli o per chi in genere non ama molto mangiare toast ma che, magari, adesso vedrà con altri occhi una semplice fetta di pancarré.</p>
<p>Io, personalmente, la trovo un’idea molto interessante anche perché in genere non abbiamo bisogno di tre fette tostate allo stesso tempo, ma una dopo l’altra, per averle sempre calde e croccanti. Però ritengo che il progetto potrebbe essere migliorato apponendo, ad esempio, una griglia con dei disegni in rilievo che verrebbero “stampati” sul toast <span id="more-1912"></span></p>
<p>Proprio a riguardo ho trovato, facendo una breve ricerca sul web, molti altri progetti simili ed ho deciso di lasciare a voi la scelta, recensendo però il più recente. A voi la parola:</p>
<ul>
<li><a title="Rollertoaster" href="http://www.jarengoh.com/" target="_blank">Rollertoaster</a> di Jaen Gogh, 2006</li>
<li><a title="Glide" href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2007/03/11/glide-ceramics-breakfast-watson.htm" target="_blank">Glide</a> di George Watson, 2007 ( già recensito su A+D )</li>
<li><a title="Zuse" href="http://www.youtube.com/watch?v=oUAjGTntP2s" target="_blank">Zuse</a> di Inseqt Design, 2007</li>
<li><a title="Message toaster" href="http://www.yankodesign.com/2007/09/06/honey-i-left-it-on-the-toast/" target="_blank">Message Toaster</a> di Sasha Tseng, 2007</li>
<li><a title="Nahamer" href="http://www.tecnocino.it/foto/nahamer-t450/2/" target="_blank">Nahamer T450</a> di Rob Penny, 2008</li>
<li><a title="Scan toast" href="http://gizmodo.com/5048572/scan-toaster-prints-text-photos-from-the-internet-onto-your-bread" target="_blank">Scan Toaster</a> di Sung Bae Chang, 2008</li>
<li><a title="Print your toast" href="http://www.designboom.com/weblog/cat/8/view/8531/othmar-muhlebach-printing-your-toast.html" target="_blank">Printing your toast</a> di Othmar Mühlebach, 2009</li>
</ul>
<div>Intanto posto una foto di ciascun tostapane, e…<strong>che vinca il migliore!!! </strong></div>
<div>Nell&#8217;ordine: Glide, Zuse, Message toaster, Nahamer T450, Scan Toaster e Printing toast</div>
<div><img class="alignnone size-full wp-image-1913" style="float:none" title="tostapane-design" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/01/tostapane-design.jpg" alt="Tostapane design" width="500" height="2073" /></div>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Mag+: la rivista del futuro…</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/Hl9Tjo5A5qA/mag-la-rivista-del-futuro.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/01/12/mag-la-rivista-del-futuro.htm#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 09:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category>

		<category><![CDATA[concept]]></category>

		<category><![CDATA[oled]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.architetturaedesign.it/?p=1909</guid>
		<description><![CDATA[
C&#8217;è chi le immagina realizzate in OLED extrasottili e flessibili, chi le immagina come ologrammi e chi le immagina interattive e touch. Sono le riviste ed i giornali del futuro. La cosa che unisce tutti è sicuramente la tecnologia.
Diremo quindi addio all&#8217;odore della carta appena stampata e alle collezioni delle nostre riviste preferite? Secondo i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1910" style="float:none" title="mag-rivista-touch-futuro" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/01/mag-rivista-touch-futuro.jpg" alt="Mag la rivista del futuro" width="450" height="256" /></p>
<p>C&#8217;è chi le immagina realizzate in <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/oled" target="_blank">OLED</a> extrasottili e flessibili, chi le immagina come ologrammi e chi le immagina interattive e touch. Sono le <strong>riviste ed i giornali </strong>del futuro. La cosa che unisce tutti è sicuramente la tecnologia.</p>
<p>Diremo quindi addio all&#8217;odore della carta appena stampata e alle collezioni delle nostre riviste preferite? Secondo i designer di<strong> Mag+</strong> sì. Niente supporti <strong>OLED </strong>o proiezioni nell&#8217;aria ma un concept semplice e realizzabile.</p>
<p><strong>Mag+</strong> è il nuovo metodo per leggere e consultare riviste ideato dalla società svedese <strong>Bonnier R&amp;D</strong>. Un supporto grande quanto un A4 con superficie touch. Un <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/category/iphone" target="_blank">iPhone</a> rivisitato praticamente, dalle dimensioni leggermente maggiorate, ma con funzioni e grafica molto molto familiari. Un unica &#8220;rivista&#8221; pronta a contenerne tantissime altre.</p>
<p>Quello sul quale punta la società svedese è un nuovo modo di comunicare attraverso immagini mozzafiato e piccoli testi-slogan che, a seconda del volere del lettore, possono essere approfonditi attraverso un semplice tocco modificando l&#8217;interfaccia grafica per una lettura più confortevole e piacevole <span id="more-1909"></span></p>
<p>Che dire&#8230; carina, anche se la trovo una copia (anche brutta) dell&#8217;iPhone. Di innovativo qui c&#8217;è poco e niente&#8230;aspetteremo quindi cosa si inventerà Steve Jobs! Intanto possiamo immaginare noi come saranno le riviste del futuro. Io punterei su giornali interattivi su supporti OLED flessibili, magari ripiegabili. Voi come li immaginate?</p>
<ul>
<li><a title="Video Mag+" href="http://www.vimeo.com/8217311" target="_blank">Guarda il video di Mag+</a></li>
<li>Visita il sito <a title="Bonnier" href="http://www.bonnier.com/en/content/digital-magazines-bonnier-mag-prototype" target="_blank">Bonnier R&amp;D</a></li>
</ul>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1911" style="float:none" title="mag-rivista-design-future-magazine" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/01/mag-rivista-design-future-magazine.jpg" alt="Mag+ la rivista del futuro" width="500" height="1130" /></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Dosare la luce con Eco Bulb</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/rxUczkwWaRE/eco-bulb-lampada-risparmio-energetico-direzionale.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/01/08/eco-bulb-lampada-risparmio-energetico-direzionale.htm#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 15:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design eco-orientato]]></category>

		<category><![CDATA[Young Designers]]></category>

		<category><![CDATA[design ecorientato]]></category>

		<category><![CDATA[design sostenibile]]></category>

		<category><![CDATA[ecologia]]></category>

		<category><![CDATA[giovani designer]]></category>

		<category><![CDATA[lampade]]></category>

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		<description><![CDATA[
Un interessante eco-concept arriva fresco fresco dalla corea grazie all&#8217;estro del giovane designer Seokjae Rhee. E&#8217; Eco-Bulb. Non stiamo parlando della solita lampada a risparmio energetico ma di una lampada con una marcia in più. Vediamola assieme!
Eco Bulb parte da un principio di funzionamento simile alle lampade a risparmio energetico ma il suo bulbo, invece di essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1907" style="float:none" title="eco-bulb-lampada-risparmio-energetico" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/01/eco-bulb-lampada-risparmio-energetico.jpg" alt="Eco Bulb" width="450" height="227" /></p>
<p>Un interessante <strong>eco-concept</strong> arriva fresco fresco dalla corea grazie all&#8217;estro del <strong>giovane designer Seokjae Rhee</strong>. E&#8217; <strong>Eco-Bulb</strong>. Non stiamo parlando della solita lampada a risparmio energetico ma di una lampada con una marcia in più. Vediamola assieme!</p>
<p><strong>Eco Bulb</strong> parte da un principio di funzionamento simile alle <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/lampade" target="_blank">lampade</a> a risparmio energetico ma il suo bulbo, invece di essere formato da un unico elemento, è stato diviso in sei elementi indipendenti tra loro. Una lampada che ne vale sei dunque. L&#8217;idea del designer è quella di risparmiare quanta più energia possibile senza però tralasciare il comfort visivo e l&#8217;illuminazione ambientale, decidendo dunque quanti watt utilizzare ogni volta che si accende la lampadina.</p>
<p>A seconda delle nostre esigenze è quindi possibile scegliere quanta luce vogliamo e soprattutto <em>dove</em> direzionarla. Pensiamo ad un semplice lampadario a sospensione con un solo portalampada. Con questo elemento è possibile direzionare ed avere un solo tipo di luce (a meno che non cambiamo voltaggio della lampada ogni volta).</p>
<p><strong>Eco-Bulb</strong> invece è <strong>sei lampade in una</strong>. Se abbiamo bisogno di una luce vivace basta attivare tutti e sei gli &#8220;spicchi&#8221;; se invece desideriamo una lampada che crei solo atmosfera basta attivare un unico spicchio. Praticamente l&#8217;equivalente di un dimmer applicato però alle lampade a basso consumo (i dimmer funzionano solo con le lampade ad incandescenza o alogene) . Ma non è tutto <span id="more-1906"></span></p>
<p>Perchè proprio grazie a questa flessibilità è possibile anche determinare dove orientare la radiazione luminosa.</p>
<p>Per scegliere quanti spicchi accendere e dove orientare la luce c&#8217;è in dotazione anche un piccolo telecomando stilizzato pronto a comunicare con la lampada e regolarne l&#8217;intensità luminosa. Se <strong>Eco-bulb</strong> si trova in una lampada da tavolo si può regolare la luminosità anche con le due ghiere poste alla base della lampada.</p>
<p>Un nuovo modo di risparmiare consapevolmente, con stile e funzionalità. Non è geniale?</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1908" style="float:none" title="eco-bulb-design-seokjae-rhee" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/01/eco-bulb-design-seokjae-rhee.jpg" alt="Lampada a risparmio energetico Eco Bulb" width="500" height="867" /></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La presa elettrica… allungabile</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/RBEK_AQ1q-I/la-presa-elettrica-allungabile.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2010/01/07/la-presa-elettrica-allungabile.htm#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 11:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Young Designers]]></category>

		<category><![CDATA[concept]]></category>

		<category><![CDATA[giovani designer]]></category>

		<category><![CDATA[prese elettriche]]></category>

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		<description><![CDATA[
Rambler Socket è l&#8217;ultima trovata in ambito di prese elettriche. Cos&#8217;ha di differente dalle altre? Una prolunga incorporata nella presa stessa.
Prima di parlare del progetto di oggi ci tengo a rinnovare i miei auguri per questo nuovo anno iniziato da pochissimi giorni che spero sia ricco di novità, progetti e soddisfazioni per tutti.
Tra le tantissime [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1902" style="float:none" title="presa-elettrica-prolunga" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/01/presa-elettrica-prolunga.jpg" alt="Presa elettrica Rambler socket" width="450" height="461" /></p>
<p><strong>Rambler Socket</strong> è l&#8217;ultima trovata in ambito di <strong>prese elettriche</strong>. Cos&#8217;ha di differente dalle altre? Una prolunga incorporata nella presa stessa.</p>
<p>Prima di parlare del progetto di oggi ci tengo a rinnovare i miei auguri per questo nuovo anno iniziato da pochissimi giorni che spero sia ricco di novità, progetti e soddisfazioni per tutti.</p>
<p>Tra le tantissime segnalazioni che continuano ad arrivare, in molti mi avete citato questa particolare presa elettrica (ne approfitto ancora per ringraziarvi di tutte le splendide segnalazioni che ogni giorno arrivano!). Devo dire che anche io, a prima vista, sono rimasta colpita perchè spesso un po&#8217; di filo in più renderebbe la vita più confortevole.</p>
<p>Detto, fatto. Il <strong>designer Meysam Movahedi</strong> ha così pensato ad un nuovo concept di <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/prese-elettriche" target="_blank">presa elettrica</a> allungabile appunto. L&#8217;idea è semplice quanto efficace. All&#8217;interno della presa elettrica, posizionata in un alloggio ricavato nel muro, c&#8217;è una piccola matassa di filo pronta a fuoriuscire all&#8217;occorrenza. Basta infatti esercitare una piccola pressione sui due elementi posizionati ai lati della presa elettrica per accedere al filo extra. Quando non c&#8217;è più bisogno del filo extra basta tirarlo leggermente verso se stessi per attivare il meccanismo automatico di riavvolgimento <span id="more-1903"></span></p>
<p>Interessante anche se credo che il progetto potrebbe essere poco sicuro visto che i fili elettrici non dovrebbero essere avvolti su se stessi durante l&#8217;utilizzo a causa dell&#8217;effetto Joule (correggetemi se sbaglio) che creerebbe un surriscaldamento dei fili con conseguenze pericolose per la salute dei fruitori. L&#8217;unico modo per utilizzare in totale sicurezza questa presa sarebbe quindi sempre a filo srotolato ma così, ovviamente, avrebbe poco senso l&#8217;intero progetto. Voi che ne pensate? Il progetto funziona o è da rivedere?</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1905" style="float:none" title="rambler-socket-presa-elettrica-allungabile-design1" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2010/01/rambler-socket-presa-elettrica-allungabile-design1.jpg" alt="Presa elettrica allungabile design Meysam Movahedi" width="500" height="1348" /></p>
<p>Via <a title="YD" href="http://www.yankodesign.com/2009/12/24/recoiling-socket-in-the-wall/" target="_blank">YankoDesign</a></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Buone Feste da A+D</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/3y5ieFdKulk/buone-feste-da-ad-2.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2009/12/24/buone-feste-da-ad-2.htm#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 11:58:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

		<category><![CDATA[Regali Natale]]></category>

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		<description><![CDATA[
Tantissimi auguri a tutti i lettori di A+D.  Ci vediamo presto con altre novità, notizie e progetti sul fantastico mondo del design.
Buon Natale a tutti,
Ivana
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1901" style="float:none" title="natale-design" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2009/12/natale-design.jpg" alt="Buone Feste A+D" width="450" height="333" /></p>
<p>Tantissimi auguri a tutti i lettori di A+D.  Ci vediamo presto con altre novità, notizie e progetti sul fantastico mondo del design.</p>
<p>Buon Natale a tutti,</p>
<p>Ivana</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Addio vecchia reflex? Erin Fong ne propone una nuova versione</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/_5T_9YHBLjo/erin-fong-reflex-canon.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2009/12/17/erin-fong-reflex-canon.htm#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 10:28:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giada Tutino</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Young Designers]]></category>

		<category><![CDATA[design]]></category>

		<category><![CDATA[giovani designer]]></category>

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		<description><![CDATA[
Dopo la Clam Camera di Gowoon Jeong, che stravolge l’idea tipica della fotocamera tradizionale ”raddoppiandola e “snodandola”, Erin Fong, studentessa del CCA (California College of the Arts), ci presenta la sua Nova DSLR Camera per Canon, un progetto innovativo che riguarda le reflex.
Il corpo macchina si trasforma e si sdoppia in due “maniglie” ruotabili in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1895" style="float:none" title="erin-fong-nova-reflex-canon" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2009/12/erin-fong-nova-reflex-canon.jpg" alt="Erin Fong Reflex Canon Nova Dslr" width="450" height="343" /></p>
<p>Dopo la <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2009/02/02/fotocamera-digitale-clam.htm" target="_blank">Clam Camera di Gowoon Jeong</a>, che stravolge l’idea tipica della fotocamera tradizionale ”raddoppiandola e “snodandola”, <strong>Erin Fong</strong>, studentessa del CCA (California College of the Arts), ci presenta la sua <strong>Nova DSLR</strong> Camera per <strong>Canon</strong>, un progetto innovativo che riguarda le <strong>reflex</strong>.</p>
<p>Il corpo macchina si trasforma e si sdoppia in due “maniglie” ruotabili in varie posizioni – perfette sia per i mancini che per i destrorsi – che ospitano tutti i controlli.</p>
<p>Quindi, se da un lato si rende più rapida la ricerca di un pulsante, dall’altro si conferisce alla reflex un aspetto simile a quello di un boomerang o di un controller della console, sicuramente inconsueto per un oggetto di questo genere.</p>
<p>A mio avviso, l’intento di <strong>Erin Fong</strong> non era soltanto sconvolgere la forma caratteristica della reflex ma trovare un buon compromesso tra l’ingombro del grosso obiettivo e quello del corpo macchina che si assottiglia per rendere molto più facile il trasporto e l’impugnatura.</p>
<p>Può essere dunque un esempio di come il mondo delle macchine fotografiche si avvicini a quello dell’ergonomia e della funzionalità? Le immagini <span id="more-1894"></span></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1896" style="float:none" title="erin-fong-nova-dslr-canon-reflex" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2009/12/erin-fong-nova-dslr-canon-reflex.jpg" alt="Erin Fong nuovo design reflex Nova Canon " width="450" height="316" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1897" style="float:none" title="nova-reflex-canon-erin-fong" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2009/12/nova-reflex-canon-erin-fong.jpg" alt="Nova Reflex Canon DSLR" width="450" height="547" /></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1898" title="schizzi-nova-reflex-canon-erin-fong" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2009/12/schizzi-nova-reflex-canon-erin-fong.jpg" alt="Schizzi Erin Fong Nova Reflex" width="450" height="398" style="float:none" /></p>
<ul>
<li><a title="Erin Fong portfolio" href="http://www.coroflot.com/public/individual_details.asp?individual_id=258110&amp;" target="_blank">Erin Fong</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>In Set di Elena Rogna</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/pzXR1I0yU8U/in-set-di-elena-rogna.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2009/12/14/in-set-di-elena-rogna.htm#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 15:01:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design italiano]]></category>

		<category><![CDATA[Interior Design]]></category>

		<category><![CDATA[Young Designers]]></category>

		<category><![CDATA[giovani designer]]></category>

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		<description><![CDATA[
Osservare la natura. Una cosa che spesso, oltre che a rilassarci, ci regala delle perle progettuali interessanti e vincenti. I progetti bio inspired sono sempre maggiori nel campo del design e gli esempi sono praticamente infiniti.
In Set è uno di quei progetti che nasce proprio osservando la natura ed, in particolar modo, un piccolo insetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1892" style="float:none" title="in-set-elena-rogna" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2009/12/in-set-elena-rogna.jpg" alt="In Set Elena Rogna" width="450" height="290" /></p>
<p>Osservare la natura. Una cosa che spesso, oltre che a rilassarci, ci regala delle perle progettuali interessanti e vincenti. I progetti<em> bio inspired</em> sono sempre maggiori nel campo del <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/design" target="_blank">design</a> e gli esempi sono praticamente infiniti.</p>
<p><strong>In Set</strong> è uno di quei progetti che nasce proprio osservando la natura ed, in particolar modo, un piccolo insetto stecco. Un insetto dalle apparenze fragili ma, contrariamente alle apparenze, è forte ed è capace di adattarsi agli ambienti che lo circondano. Osservando le articolazioni delle esili zampette dell&#8217;insetto stecco nasce proprio <strong>In Set</strong>, un elemento divisorio versatile e modellabile con estrema facilità.</p>
<p>Grazie ai vari giunti flessibili è possibile comporre <strong>In Set</strong> a seconda delle proprie esigenze e creare forme e movimenti sempre diversi. Dimensioni, giochi di vuoti e pieni, colori e geometrie mutevoli sono le caratteristiche che fanno di <strong>In Set un elemento modulare</strong> perfetto per dividere gli ambienti domestici, estremamente elegante e funzionale anche per teatri, mostre, eventi, showroom, esercizi commerciali&#8230;.</p>
<p>La struttura è composta da una maglia modellabile (grazie ai giunti) composta da grossi quadrati all&#8217;interno dei quali, a piacimento, è possibile inserire degli elementi di tessuto elastico dai colori e dalle fantasie infinite <span id="more-1891"></span></p>
<p>L&#8217;ideatrice di questo interessante sistema è <strong>Elena Rogna</strong>, una giovane che si fregia del titolo di designer da poco. Dopo dieci anni di lavoro nel settore dell’<a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/category/interior-design" target="_blank">interior design</a>, Elena decide infatti di iscriversi al <strong>MachinaInstitute di Brescia</strong> e conseguire, quest’estate, la laurea in <strong>Industrial Design</strong>. Nasce così In Set, uno dei suoi primi lavori.</p>
<p><em>&#8220;Mi piace affrontare continuamente nuove sfide ed In Set è proprio una di queste&#8221;. </em>Io la trovo una sfida avvincente, un prodotto leggero e versatile che può essere usato con fantasia in moltissimi ambienti. Complimenti ad Elena!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1893" style="float:none" title="in-set-elena-rogna-divisorio-design-modulare" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2009/12/in-set-elena-rogna-divisorio-design-modulare.jpg" alt="In Set design Elena Rogna" width="500" height="2950" /></p>
<ul>
<li><a title="Elena Rogna" href="http://elenarogna.jimdo.com/" target="_blank">Elena Rogna Design</a></li>
<li>Guarda il <a title="Video In Set" href="http://video.tiscali.it/canali/truveo/2288681519.html" target="_blank">video di In Set</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Test &amp; Drive: i bicchieri ti consigliano di…</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/ZIYtyV24IXc/test-drive-i-bicchieri-ti-consigliano-di.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2009/12/11/test-drive-i-bicchieri-ti-consigliano-di.htm#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 15:53:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

		<category><![CDATA[Food Design]]></category>

		<category><![CDATA[Young Designers]]></category>

		<category><![CDATA[giovani designer]]></category>

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		<description><![CDATA[
&#8220;Prima di metterti al volante, dà un&#8217;occhiata al tuo bicchiere. Se hai difficoltà a leggere tutte le lettere fa guidare un altro!&#8221; 
Questo il concept di Test &#38; Drive, una serie di bicchieri disegnati dallo studio di design ZO_loft, pronti a veicolare un messaggio in maniera semplice e diretta. Un oggetto di punta per il piano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignnone size-full wp-image-1889" style="float:none" title="zo-loft-bicchieri-test-drive" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2009/12/zo-loft-bicchieri-test-drive.jpg" alt="ZO_loft, Test &amp; Drive" width="450" height="291" /></em></p>
<p><em>&#8220;Prima di metterti al volante, dà un&#8217;occhiata al tuo bicchiere. Se hai difficoltà a leggere tutte le lettere fa guidare un altro!&#8221; </em></p>
<p>Questo il concept di <strong>Test &amp; Drive</strong>, una serie di bicchieri disegnati dallo studio di <strong>design ZO_loft</strong>, pronti a veicolare un messaggio in maniera semplice e diretta. Un oggetto di punta per il piano di comunicazione proposto dallo studio ZO_loft nell&#8217;ambito della <strong>campagna contro le stragi del sabato sera</strong> “<em>Ama la vita”</em>, da anni promossa dalla Provincia di Frosinone e dall’Automobile Club di Frosinone.</p>
<p>Test &amp; Drive è pensato per sensibilizzare l&#8217;universo giovanile al problema della <strong>sicurezza stradale</strong> e in particolare alla <strong>guida in stato di ebbrezza</strong>. Senza avere la pretesa di sostituirsi all&#8217;alcool test, attraverso la sua presenza, vuole essere un monito silenzioso ma costante.</p>
<p>Su ogni bicchiere, come si vede dalle immagini, è stata serigrafata una serie decrescente di lettere, proprio come un ottotipo dell&#8217;oculista, in versione mini ovviamente. Questo perchè in base alla quantità di alcool assunta la capacità di vigilanza ed elaborazione mentale è più lenta con una relativa difficoltà di coordinazione. Inoltre, la percezione degli stimoli sonori, luminosi e uditivi cala del 30/40% insieme alla capacità di reazione. Un tasso alcolemico particolarmente elevato genera l’incapacità di valutare correttamente la posizione del proprio veicolo, gli ostacoli percepiti con notevole ritardo <span id="more-1888"></span></p>
<p>Test &amp; Drive si affianca ad altri prodotti dello studio <strong>ZO_loft</strong> come i <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2008/06/05/wheelly-moduli-abitativi-emergenze.htm" target="_blank">moduli abitativi Whelly</a> o le celeberrime <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2008/01/22/din-ink-designboom-macef.htm" target="_blank">posatine Din-ink</a>.</p>
<p>Veicolare un messaggio così importante e delicato come quello affrontato da Test &amp; Drive non è mai semplice, ma ricordarlo ad ogni drink, ogni cicchetto o ogni birra può essere utile, oltre che divertente. Che ne pensate?</p>
<ul>
<li>Vai al sito <a title="ZO_lofr Design &amp; Architecture" href="http://zo-loft.blogspot.com/" target="_blank">ZO-loft</a></li>
</ul>
<div><img class="alignnone size-full wp-image-1890" style="float:none" title="test-drive-zo-loft-design" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2009/12/test-drive-zo-loft-design.jpg" alt="Test &amp; Drive, un buon consiglio" width="500" height="707" /></div>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>“Frank O.Gehry dal 1997″ alla Triennale di Milano</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/yf5rUTsEL74/frank-gehry-mostra-triennale-milano.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2009/12/09/frank-gehry-mostra-triennale-milano.htm#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 14:57:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giada Tutino</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<category><![CDATA[Designer famosi]]></category>

		<category><![CDATA[frank gehry]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.architetturaedesign.it/?p=1887</guid>
		<description><![CDATA[
Rappresenta la prima esposizione dei progetti realizzati dall’architetto statunitense dal 1997 ( anno che segna l’importante svolta stilistica con la realizzazione del Guggenheim di Bilbao) fino ad oggi.
A cura di Germano Celant, noto critico d’arte italiana, è realizzata in collaborazione con Frank O. Gehry e Gehry Partners LLP, e resa possibile anche grazie a importanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1886" style="float:none" title="frank-gehry-triennale-milano" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2009/12/frank-gehry-triennale-milano.jpg" alt="Frank O. Gehry dal 1997" width="450" height="198" /></p>
<p>Rappresenta la prima esposizione dei progetti realizzati dall’architetto statunitense dal 1997 ( anno che segna l’importante svolta stilistica con la realizzazione del Guggenheim di Bilbao) fino ad oggi.</p>
<p>A cura di Germano Celant, noto critico d’arte italiana, è realizzata in collaborazione con <strong>Frank O. Gehry</strong> e <strong>Gehry Partners LLP</strong>, e resa possibile anche grazie a importanti istituzioni internazionali quali il <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2006/11/24/frank-gehry-bilbao-guggenheim-film-sketches.htm" target="_blank">Guggenheim Museum di Bilbao</a>, <strong>AGO </strong>(Art Gallery of Ontario di Montreal) e <strong>DAC </strong>(Dansk Arkitektur Center di Copenhagen).</p>
<p>I progetti in mostra sono per la maggior parte inediti : da DZ Bank Building di Berlino (1995-2001), a AGO - Art Gallery of Ontario (2000-2008), dal Jay Pritzker Pavilion di Chicago (1999-2004), all’Interactive Corporation Headquarter di New York (2003-2007), fino al resort Atlantis Sentosa di Singapore e alla sede di <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2007/03/08/saadiyat-island-zaha-hadid-gehry-nouvel-dubai.htm" target="_blank">Abu Dhabi del Guggenheim Museum</a>, la progettazione dei quali è cominciata tra il 2005 e il 2006.</p>
<p>Le straordinarie architetture saranno meglio raccontate da filmati, fotografie, disegni, modelli esplicativi, nonché dalle parole dello stesso architetto. L’esposizione sarà arricchita da un catalogo pubblicato da Skira, che riunirà tutti i progetti di Frank O. Gehry, esposti e non esposti a Milano, al prezzo di 70€</p>
<p>Quindi non perdete tempo, prendete carta e penna ed appuntate&#8230;</p>
<p><em>Frank O. Gehry dal 1997</em> - fino al 10.01.2010,  Viale Alemagna 6 (Milano)</p>
<p>mar-dom: 10.30-20.30 - gio: 10.30-23.00</p>
<ul>
<li>Per maggiori informazioni sulla mostra e per conoscere i prezzi relativi all’ingresso visita il sito della <a title="Triennale Milano" href="http://www.triennale.it/" target="_blank">Triennale di Milano</a></li>
<li>Guarda la <a title="Archinfo" href="http://www.archinfo.it/frank-o-gehry-dal-1997/0,1254,53_ART_573,00.html" target="_blank">gallery dei progetti in mostra</a></li>
<li>Vai al sito di <a title="Frank Gehry" href="http://www.foga.com/" target="_blank">Frank O. Gehry</a></li>
</ul>
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		<title>Un packaging che parla da solo…</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/XwZDvRKo1yE/packaging-bara-campagna-antifumo-reynolds.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2009/12/07/packaging-bara-campagna-antifumo-reynolds.htm#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 11:23:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Packaging]]></category>

		<category><![CDATA[giovani designer]]></category>

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		<description><![CDATA[
Un nuovo packaging per sigarette ideato dal gruppo creativo R.J.Reynolds. Basterà a far smettere di fumare le persone?
Direi che non ci vogliono molte parole per descrivere il chiaro messaggio di questo packaging per sigarette. Nessuna scritta, nessun riferimento ai morti causati dal fumo di sigarette, nessun avvertimento per madri in attesa nè per le persone che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1885" style="float:none" title="coffin-shaped-packaging-sigarette-bara-reynolds" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2009/12/coffin-shaped-packaging-sigarette-bara-reynolds.jpg" alt="Coffin-shaped pack R.J.Raynolds" width="450" height="305" /></p>
<p>Un nuovo <strong>packaging </strong>per sigarette ideato dal gruppo creativo <strong>R.J.Reynolds</strong>. Basterà a far smettere di fumare le persone?</p>
<p>Direi che non ci vogliono molte parole per descrivere il chiaro messaggio di questo <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/category/packaging" target="_blank">packaging</a> per sigarette. Nessuna scritta, nessun riferimento ai morti causati dal fumo di sigarette, nessun avvertimento per madri in attesa nè per le persone che ci circondano, ma un&#8217;unica inconfondibile forma: una <strong>bara</strong>. Efficace? Macabra?</p>
<p>Probabilmente qualcuno la troverà anche simpatica, ma forse, più di mille parole, questa forma potrebbe risultare molto più efficace di tante scritte apposte sui pacchetti come tristi manifesti funebri. Intanto l&#8217;Inghilterra inizia la sua campagna anti-fumo con immagini shock ricalcando le orme di paesi come Canada, Brasile, America e Australia dove si è verificato una riduzione del 15% di consumo di tabacco.</p>
<p>Banale o efficace, forse qualcuno rifletterà prima di accendersi un&#8217;altra sigaretta. Certo è che purtroppo l&#8217;efficacia di questo packaging si ferma dove inizia la produzione, il risparmio di carta e lo stoccaggio. Più che per una bara in rilievo si potrebbe optare per un disegno da apporre sul packaging.</p>
<p>Ovviamente la domanda è un&#8217;altra. Una bara fermerà i fumatori? Le immagini shock sono più efficaci? Lascio soprattutto ai fumatori lo spazio per le opinioni.</p>
<ul>
<li><a title="R.J.Reynolds" href="http://www.reynolds.com.ua/" target="_blank">R.J. Reynolds Creative Group</a></li>
<li><a title="L'Inghilterra contro il fumo" href="http://news.sky.com/skynews/Home/UK-News/Smoking-Kills-New-Law-Means-Picture-Warnings-Will-Be-Printed-On-Cigarette-Packets/Media-Gallery/200809415107679?lpos=UK_News_News_in_Picture_Home_Region_1&amp;lid=GALLERY_15107679_Smoking_Kills:_New_Law_Means_Picture_Warnings_Will_Be_Printed_On_Cigarette_Packets" target="_blank">Le immagini shock delle prossime campagne inglesi</a></li>
</ul>
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		<title>Eko, il semaforo temporizzato vince il Red Dot Design Award</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/l_TBm0tkIVo/semaforo-temporizzato-red-dot-award-stankovic.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2009/12/03/semaforo-temporizzato-red-dot-award-stankovic.htm#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 15:53:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Young Designers]]></category>

		<category><![CDATA[concept]]></category>

		<category><![CDATA[design contemporaneo]]></category>

		<category><![CDATA[giovani designer]]></category>

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		<description><![CDATA[
Un semaforo con &#8220;countdown&#8221; incorporato. L&#8217;idea arriva dal serbo Damjan Stankovic che, con questo particolare concept, si è visto riconoscere anche un prestigioso Red Dot Award.
Forse la cosa non l&#8217;avrà emozionato più di tanto visto che ormai i suoi Red Dot salgono a quota 3!! Più in là vi parlerò anche degli altri due progetti, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1882" style="float:none" title="semaforo-red-dot-design-award-stankovic" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2009/12/semaforo-red-dot-design-award-stankovic.jpg" alt="Red Dot Award Traffic Light Damian Stankovic" width="450" height="263" /></p>
<p>Un semaforo con &#8220;countdown&#8221; incorporato. L&#8217;idea arriva dal serbo <strong>Damjan </strong><strong>Stankovic</strong> che, con questo particolare <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/link/concept" target="_blank">concept</a>, si è visto riconoscere anche un prestigioso <strong>Red Dot Award</strong>.</p>
<p>Forse la cosa non l&#8217;avrà emozionato più di tanto visto che ormai i suoi<strong> Red Dot</strong> salgono a quota 3!! Più in là vi parlerò anche degli altri due progetti, ma per ora mi soffermo su questo semaforo con temporizzatore incorporato.</p>
<p>Quante volte ci siamo trovati bloccati al semaforo ad aspettare un verde che sembra non voler arrivare mai? E quante volte ci sarà successo di distrarci proprio nel momento meno adatto, a verde finalmente scattato?? Beh sicuramente nel secondo caso non sarà mancato il solito autista simpatico pronto a &#8220;svegliarci&#8221; a suon di clacson!! Forse, ma forse, con il semaforo <strong>Eko </strong>del <strong>designer Stankovic</strong> non assisteremo più a scene del genere.</p>
<p>Non parliamo, ovviamente di un semplice susseguirsi di numeri in sequenza decrescente, ma di una nuovo design del rosso. Non più tondo ed immobile ma dinamico e contornato di tante tacchette rosse che col tempo scemano, segnando il tempo che ci divide dal fatidico verde. Ad ogni secondo che passa(il tempo potrebbe variare a seconda delle esigenze) , una tacchetta scompare lasciandoci così modo di capire quanto tempo abbiamo prima del prossimo verde.</p>
<p>Un ottimo modo per snellire le code ai semafori ed avere polso del tempo che dovremmo aspettare, e decidere magari se darci un&#8217;occhiata attorno, passare un po&#8217; di lucidalabbra, accendersi una sigaretta, aspettare senza ansia o magari spegnere il motore!<span id="more-1881"></span></p>
<p>L&#8217;idea di certo non è proprio originale, basta fare un salto in qualsiasi altro paese dell&#8217;europa per vedere che un po&#8217; utti i semafori sono progettati in quest&#8217;ottica. I più belli che ho visto si trovano senza dubbio in Spagna e Germania.  Visto che in Italia non mi sembra ci siano semafori del genere (in caso contrario mi fa piacere se li segnalate), non mi dispiacerebbe trovare agli incroci un bel semaforo come questo. Aspetto i vostri pareri;)</p>
<ul>
<li><a title="Damjan Stankovic" href="http://www.behance.net/stankovicdamjan" target="_blank">Portfolio Damjan Stankovic</a></li>
</ul>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1883" style="float:none" title="semaforo-temporizzato-stankovic-design" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2009/12/semaforo-temporizzato-stankovic-design.jpg" alt="Semaforo Damjan Stakovic" width="500" height="1615" /></p>
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		<item>
		<title>Reclaim by Samsung: un altro passo avanti verso la natura</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/ArchitetturaEDesign/~3/UTFI5cu1p70/reclaim-samsung-cellulare-ecosostenibile.htm</link>
		<comments>http://www.architetturaedesign.it/index.php/2009/12/02/reclaim-samsung-cellulare-ecosostenibile.htm#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 14:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giada Tutino</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Design eco-orientato]]></category>

		<category><![CDATA[Nuovi materiali]]></category>

		<category><![CDATA[cellulari]]></category>

		<category><![CDATA[design]]></category>

		<category><![CDATA[design sostenibile]]></category>

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		<description><![CDATA[
E&#8217;  “verde” ma non solo di colore!
Sto parlando del nuovo cellulare prodotto dalla Samsung, il Reclaim M560. E’ il primo telefonino biodegradabile interamente realizzato con bio-plastiche e materiali riciclati, ma a differenza del Bamboo Phone di Gert Jan Van Breugel, è realizzato tramite il granturco.
Anche il packaging è più ecologico in quanto creato con cartone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-1879" style="float:none" title="reclaim-samsung-cellulare-ecologico" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2009/12/reclaim-samsung-cellulare-ecologico.jpg" alt="Reclaim di Samsung" width="450" height="276" /></p>
<p>E&#8217;  “verde” ma non solo di colore!</p>
<p>Sto parlando del nuovo cellulare prodotto dalla <strong>Samsung</strong>, il <strong>Reclaim M560</strong>. E’ il primo telefonino <strong>biodegradabile </strong>interamente realizzato con <strong>bio-plastiche e materiali riciclati</strong>, ma a differenza del <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/2009/04/01/bamboo-phone-cellulare-ecosostenibile.htm" target="_blank">Bamboo Phone</a> di Gert Jan Van Breugel, è realizzato tramite il granturco.</p>
<p>Anche il <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/category/packaging" target="_blank">packaging</a> è più ecologico in quanto creato con <strong>cartone riciclato e inchiostri a base di soia</strong> (usati anche per scrivere il manuale delle istruzioni ). Per di più il dispositivo non presenta cloruro di polivinile (PVC), presente in quasi tutti telefoni cellulari ed è progettato per utilizzare, quando è in uso, meno energia possibile.</p>
<p>Oltre al <a href="http://www.architetturaedesign.it/index.php/category/design-eco-orientato" target="_blank">design ecosostenibile</a>, anche i vertici aziendali della Samsung hanno voluto dare un tocco ecologista alla propria politica commerciale: per ogni vendita verranno infatti devoluti 2 dollari alla &#8220;<strong>Nature Conservacy</strong>&#8221; organizzazione non governativa statunitense attiva nella tutela dell&#8217;ambiente. Dunque, questo prodotto non vuole solo essere “amico della natura” ma ha il preciso scopo di far comprendere alle masse che tecnologia e salvaguardia dell&#8217;ambiente possano essere legate.</p>
<p>Per ora il <strong>Reclaim </strong>è in vendita solo negli USA ( al prezzo veramente &#8220;low&#8221; di 50$, circa 35€ ) con un contratto biennale con la società Sprint Nextel, ma arriverà in Europa il prossimo anno.</p>
<p>Un avanguardia “green” veramente mirabile e innovativa. Altre immagini <span id="more-1878"></span></p>
<ul>
<li>Scopri tutto al sito della <a title="Samsung" href="http://www.samsung.com/us/consumer/mobile/mobile-phones/sprint-phones/SPH-M560BLASPR/index.idx?pagetype=prd_detail&amp;tab=features" target="_blank">Samsung</a></li>
</ul>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1880" style="float:none" title="reclaim-cellulare-biodegradabile-samsung" src="http://www.architetturaedesign.it/wp-content/uploads/2009/12/reclaim-cellulare-biodegradabile-samsung.jpg" alt="Reclaim by Samsung" width="500" height="729" /></p>
]]></content:encoded>
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