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	<title>Tesene &#8211; Agenzia di comunicazione Milano, Pisa e Roma</title>
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		<title>Come le aziende utilizzano l&#8217;analisi dei Big Data: vantaggi e ostacoli</title>
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				<pubDate>Mon, 07 May 2018 08:31:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Team Tesene]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>Viviamo innegabilmente in un mondo sempre più guidato dai dati. Tutti conosciamo il termine Big Data, ossia “dati...</p>
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					<div class="elementor-text-editor elementor-clearfix"><p>Viviamo innegabilmente in un mondo sempre più guidato dai dati. Tutti conosciamo il termine <strong>Big Data</strong>, ossia “dati massivi” che possono essere utilizzati e analizzati allo scopo di identificare tendenze pertinenti e ottimizzare le pratiche aziendali. Ma quali benefici apportano effettivamente i Big Data alle aziende? Come vengono utilizzati i Big Data come mezzo per far crescere le aziende? E ancora, come è possibile ottenere il massimo da un progetto di Big Data? </p><h2>Studio BARC su come le aziende utilizzano l&#8217;analisi dei Big Data</h2><p>Nel 2015, il Business Application Research Center (BARC) ha cercato di dare risposta a queste domande conducendo uno studio ad ampio raggio analizzando il modo in cui alcune delle <strong>più grandi aziende del mondo utilizzano l&#8217;analisi dei Big Data</strong>. Su cinque società intervistate due avevano implementato pratiche di Big Data: un rapporto abbastanza elevato per essere un dato di tre anni fa. I risultati chiave dello studio, inclusi i vantaggi dell&#8217;analisi dei Big Data e gli ostacoli che le aziende devono affrontare per fare parte dei processi aziendali integrati, possono essere riassunti come segue:</p><ul><li><strong>Oltre il 40% delle aziende in tutto il mondo utilizza l&#8217;analisi dei Big Data</strong>, ma i risultati possono variare per una serie di motivi. Ad esempio, può essere difficile per le aziende incorporare le modifiche richieste e, sebbene abbiano identificato i vantaggi dei Big Data, potrebbe esserci una resistenza al cambiamento tra i vari reparti.</li><li><strong>L&#8217;analisi dei Big Data deve diventare parte dell&#8217;ethos aziendale</strong>. Un punto importante è che nel 61% delle aziende in cui le iniziative di Big Data fanno parte di processi aziendali integrati, l&#8217;<strong>alta dirigenza è il driver principale</strong>. Se il senior management non supporta l&#8217;utilizzo dell&#8217;analisi dei Big Data, è difficile aspettarsi che altri dipendenti dell&#8217;azienda lo facciano. Il senior management deve quindi far capire ai dipendenti di ogni livello dell&#8217;azienda l&#8217;importanza dell&#8217;utilizzo dell&#8217;analisi dei Big Data.</li><li><strong>Le organizzazioni che hanno utilizzato i Big Data hanno registrato un aumento dell&#8217;8%</strong> delle entrate e una riduzione del 10% dei costi, cifre che testimoniano l&#8217;efficacia dei Big Data quando vengono utilizzati correttamente.</li><li>Quasi 7 aziende su 10 hanno scoperto che l&#8217;utilizzo di pratiche di <strong>Big Data le ha aiutate a prendere decisioni strategiche migliori</strong>, mentre più della metà riteneva che il concetto portasse ad un miglior controllo dei processi operativi e ad una maggiore comprensione dei clienti.</li></ul><h2>I problemi legati ai Big Data</h2><p><img class="alignnone wp-image-1983 size-full" src="http://tesene.it/wp-content/uploads/2018/05/Come-le-aziende-utilizzano-lanalisi-dei-Big-Data-vantaggi-e-ostacoli.jpg" alt="Come le aziende utilizzano l'analisi dei Big Data: vantaggi e ostacoli" width="1391" height="630" /></p><p>L’ostacolo preminente da superare è la <strong>diffidenza delle aziende a condividere i dati</strong> su cui i Big Data potrebbero lavorare. Tutte le aziende che utilizzano Big Data desiderano rendere la propria azienda più efficiente. Le ragioni per cui le iniziative di questo tipo a volte hanno successo non hanno nulla a che fare con la sua stessa potenza. Piuttosto, ha a che fare con il modo in cui gli analisti lo implementano.<br />Il problema maggiormente segnalato nello studio BARC per l&#8217;implementazione di un progetto di Big Data di successo è il <strong>know-how analitico e tecnico inadeguato</strong>. In altre parole, le grandi iniziative sui dati stanno fallendo a causa dello staff che non ha le competenze adeguate per incorporare le modifiche in modo efficace.<br />Un altro deterrente comune all&#8217;adozione dei Big Data è la <strong>privacy e sicurezza dei dati</strong> e ciò rafforza la necessità di personale tecnico altamente qualificato che non commetta errori. Detto ciò, molte aziende avranno bisogno di assumere nuovo personale se avranno successo usando l&#8217;analisi dei Big Data e se i dipendenti non sono sufficientemente specializzati.</p></div>
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		<title>Usare i Big Data per prevedere il futuro (dei mercati)?</title>
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				<pubDate>Tue, 24 Apr 2018 14:45:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Team Tesene]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[#nonestinguerti]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[big data]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>L’idea di prevedere il futuro dei mercati azionari esiste da quando le Aziende sono quotate in borsa. Finalmente,...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>L’idea di prevedere il futuro dei mercati azionari esiste da quando le Aziende sono quotate in borsa. Finalmente, negli ultimi anni la tecnologia digitale è in grado di entrare nel complesso mondo della gestione economica e di mettere a disposizione nuovi ed innovativi <strong>strumenti previsionali</strong>.</p>
<p>Uno di questi è quello proposto dalla <strong>GAM e Ca’ Foscari Venezia</strong>, attraverso l’<strong>uso dei Big Data associato a Twitter</strong>. Il progetto, infatti, consiste nell’analisi di migliaia di tweet per identificare un “<strong>indice di incertezza</strong>” che sia <strong>predittivo della tendenza dei mercati azionari</strong>.</p>
<p>Secondo il prof. Massimo Warglien, del Dipartimento di Management, Ca’ Foscari Coordinatore del LES GAM – Ca’ Foscari <em>“Twitter costituisce una <strong>fonte di dati robusta e ad alta frequenza</strong>, che consente di tracciare i <strong>movimenti delle opinioni</strong> e dei <strong>sentimenti</strong> di una ampia ‘società civile’ online”</em>.<br />
<em>“Il progetto del Laboratorio ha aggregato e misurato massivi dati raccolti su Twitter utilizzando la parola chiave “incertezza”, declinata per aree geografiche e tipologie di incertezza. È stato costruito un indice relativo al 2016, un anno segnato da numerose fonti di incertezza, compresi i due sorprendenti esiti del referendum inglese e delle presidenziali americane. Un primo fine della ricerca è stato quello di <strong>identificare segnali predittivi</strong>, in un modello VAR a parametri costanti, il <strong>segno della volatilità dei mercati azionari</strong>. L’“Indice Twitter dell’Incertezza” è stato utilizzato per predire gli indici di volatilità delle borse inglese e americana (VFTSE e VIX rispettivamente). Lo studio mostra che l’incertezza nella società civile, misurata attraverso l’indice, <strong>consente di prevedere con alto grado di accuratezza</strong> (79% e 84% per il mercato USA e inglese, rispettivamente) il <strong>segno della volatilità </strong>implicita nei mercati azionari. E’ stata inoltre ricostruita una <strong>mappa delle vie di contagio</strong> fra mercati, incertezza politica e opinioni della società civile in UK e USA. Infine, è stato possibile esplorare in maggior dettaglio alcune <strong>dinamiche di propagazione internazionale dell’incertezza</strong>”.</em></p>
<p>Lo studio apre un ventaglio infinto di possibilità, che mettono in campo computer superveloci in grado di elaborare milioni di dati; le moderne tecniche di <em>machine learning</em> (apprendimento automatico) per la lettura e l’interpretazione dei testi in tempo reale e permettono la misurazione del <em>sentiment.</em> Il risultato sono dei <strong>modelli previsionali di mercato</strong>, scevri da “pregiudizi cognitivi”.</p>
<p>In conclusione, l’analisi dei <strong>Big Data</strong> attraverso algoritmi computerizzati costituisce un “<em><strong>approccio scientifico</strong> e disciplinato, che utilizza insiemi di regole e relazioni statistiche nell’analisi di grandi dati per fornire rendimenti agli investimenti</em> […]” attraverso <strong>risultati misurabili e riproducibili</strong>.</p>
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		<title>#NonEstinguerti 2017: 3^ Edizione del seminar dedicato all&#8217;era digital</title>
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				<pubDate>Mon, 25 Sep 2017 09:11:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Team Tesene]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>#NonEstinguerti 2017: 3^ edizione dei seminari Tesene dedicati all&#8217;era digital Lo scorso 19 Settembre, presso il TIMSpace di...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<h1>#NonEstinguerti 2017: 3^ edizione dei seminari Tesene dedicati all&#8217;era digital</h1>
<p>Lo scorso 19 Settembre, presso il TIMSpace di Milano, Tesene ha organizzato la 3^ Edizione di &#8220;<a href="http://tesene.it/non-estinguerti-i-seminari-dove-parliamo-di-digitale/"><strong>Non Estinguerti</strong></a>&#8220;, la serie di <strong>seminari dedicati all</strong>&#8216;<strong>era digitale e alle opportunità di business che il web offre alle Aziende</strong>.</p>
<p>Anche stavolta <a href="https://twitter.com/search?vertical=default&amp;q=%23NonEstinguerti&amp;src=tyah" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#NonEstinguerti</a> ha riscosso molto interesse e partecipazione, sia tra i presenti in sala sia in rete grazie ai numerosi tweet &#8220;seminati&#8221; sui social dai partecipanti e da coloro che hanno seguito il live twitting in diretta.</p>
<p>L&#8217;evento, rivolto ai clienti Tesene ma anche ad imprenditori e decisori aziendali, ha visto la presenza dei massimi esperti del settore web e digital, quali <strong>Rudy Bandiera</strong>, <strong>Umberto Macchi, Roberto Lorenzetti</strong> e <strong>Google Italia</strong>.</p>
<p>I relatori hanno parlato di web e digitale e di <strong>come si sta evolvendo l&#8217;epoca in cui viviamo</strong>, ognuno con un proprio speech dedicato ad uno specifico argomento di discussione e confronto:</p>
<ul>
<li><strong>Umberto Macchi</strong> &#8211; <em>&#8220;Social Business, la vendita nell&#8217;era dei social network&#8221;</em></li>
<li><strong>Roberto Lorenzett</strong>i &#8211;<em>&#8220;Privacy e Crm &#8211; AD Siseco&#8221;</em></li>
<li><strong>Gabriele Marino di Google Italia</strong> &#8211; <em>&#8220;Search Marketing, opportunità e strumenti offerti da Google Adwords per il business&#8221;</em></li>
<li><strong>Rudy Bandiera</strong> &#8211; <em>&#8220;Perché alcuni brand sono più influenti di altri&#8221;</em> e come il Web può aiutare le aziende partendo dal branding aziendale fino all&#8217;inﬂuencer marketing</li>
</ul>
<h3><strong>L&#8217;evento è entrato nei Trending Topic di Twitter</strong></h3>
<blockquote class="twitter-tweet" data-lang="it">
<p dir="ltr" lang="it"><a href="https://twitter.com/hashtag/NonEstinguerti?src=hash">#NonEstinguerti</a> è appena entrato in tendenza in posizione numero 10</p>
<p>2017/09/19 20:20 <a href="https://twitter.com/hashtag/tendenze?src=hash">#tendenze</a> in Italia</p>
<p>— TopTrends (@TopTrendsITA) <a href="https://twitter.com/TopTrendsITA/status/910206892760272896">19 settembre 2017</a></p></blockquote>
<p><script async src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></p>
<h3>I risultati dell&#8217;evento? Lasciamo parlare i numeri!</h3>
<p><center><iframe src="https://www.youtube.com/embed/0Sw7IZHXpRo" width="560" height="315" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen"></iframe></center>&nbsp;</p>
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		<title>Siti internazionali: non c’è multilingua senza SEO</title>
		<link>https://tesene.it/siti-internazionali-non-ce-multilingua-senza-seo/</link>
				<comments>https://tesene.it/siti-internazionali-non-ce-multilingua-senza-seo/#respond</comments>
				<pubDate>Thu, 15 Jun 2017 08:25:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Team Tesene]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Seo]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo Software]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Siti internazionali: non c’è multilingua senza SEO Hai deciso di intraprendere la strada dell&#8217;internazionalizzazione della tua impresa e...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<h1>Siti internazionali: non c’è multilingua senza SEO</h1>
<p>Hai deciso di intraprendere la strada dell&#8217;internazionalizzazione della tua impresa e ti occorre un <strong>sito multilingua</strong>? Per creare un sito web con più lingue senza rinunciare al traffico organico dovranno essere ottimizzate tutte le lingue scelte.</p>
<p>Avere versioni multiple del sito significa moltiplicare l&#8217;efficacia della comunicazione ma anche le potenziali problematiche. Bisogna essere sicuri di avere le idee ben chiare già in fase di progettazione e dotarsi delle infrastrutture appropriate.</p>
<p>Per creare il tuo sito multilingua avrai bisogno di servirti della consulenza di un professionista che si occupi dell&#8217;ottimizzazione dei siti per i motori di ricerca o SEO. I siti multilingua, infatti, non sono tutti uguali e, a seconda dei casi, occorre valutare l’implementazione di diverse tecniche per la segnalazione ai motori di ricerca delle varianti del tuo sito.</p>
<h2>SEO per i siti multilingua e multiregionali</h2>
<p>Sarà compito del consulente SEO analizzare le versioni multilingua, capire come fare raggiungere le pagine del sito da utenti di uno specifico paese, evitare il contenuto duplicato e valutare altri aspetti che potrebbero comportare effetti negativi sul posizionamento del sito.</p>
<p>Oltre ad essere multilingua, il tuo sito potrebbe essere multi-regionale e restituire contenuti diversi a seconda della localizzazione anche se sono scritti nella stessa lingua.</p>
<p>Il SEO ha diversi strumenti a disposizione attraverso cui specificare a Google come è costituita l’architettura informativa di uno o più siti web ma lo strumento di segnalazione più efficace resta sempre la sitemap.</p>
<h2>Cos&#8217;è e come funziona una Sitemap Multilingua</h2>
<p>Una sitemap indica a Google quali sono le pagine del tuo sito e le loro caratteristiche quali la loro importanza, la loro frequenza di aggiornamento e le immagini in esse contenute.</p>
<p>La <strong>sitemap multilingua</strong> è una versione “avanzata” della sitemap standard che, oltre a queste caratteristiche, indica le corrispondenze fra le varie versioni della pagina in lingue diverse e comunica al motore di ricerca a quale area specifica degli utenti parlanti una determinata lingua sono destinati i contenuti.</p>
<h3>Sitemap Multilingua generata in maniera dinamica e statica</h3>
<p>Una sitemap può essere scritta una tantum, senza possibilità di aggiornamento, oppure venire generata dinamicamente come quella generata dal plug-in SEObyYoast.</p>
<p>Attualmente la versione gratuita di SeoYoast non permette di gestire le sitemap multilingua secondo le linee guida di Google quindi l’unica soluzione per &#8220;rispettare le regole&#8221; era sostituirla con una sitemap statica.</p>
<p>Di fondamentale importanza è però f<strong>ornire a Google indicazioni aggiornate sulla struttura del proprio sito web</strong>. Grazie al plug-in WordPress per i siti multilingua <a href="https://it.wordpress.org/plugins/xml-multilanguage-sitemap-generator/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">XML Multilanguage Sitemap Generator</a> siamo in grado di fornire a Google una sitemap dinamica.</p>
<p>La sitemap è <strong>disponibile per i siti WordPress che utilizzano WPML e Polylang</strong> per la gestione delle lingue. Tramite la sitemap generata da questo plug-in , creato da <a href="http://marcogiannini.net/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Marco Giannini</a>, membro del nostro team di sviluppo, riusciamo a gestire i siti multilingua dando le corrette indicazioni a Google sulla natura delle pagine web ed ottenere risultati migliori per i nostri clienti.</p>
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		<title>Novità Facebook:  cambiano le impostazioni per muoversi tra profilo e pagina</title>
		<link>https://tesene.it/novita-facebook-cambiano-le-impostazioni-per-muoversi-tra-profilo-e-pagina/</link>
				<pubDate>Thu, 14 Apr 2016 07:47:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Team Tesene]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Negli ultimi tempi Facebook ha effettuato numerosi cambiamenti importanti che riguardano il suo utilizzo e l’implementazione di varie...</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi tempi Facebook ha effettuato numerosi cambiamenti importanti che riguardano il suo utilizzo e l’implementazione di varie funzionalità, in particolare per le pagine aziendali.</p>
<p>In questo articolo voglio soffermarmi sulle <strong>modifiche delle impostazioni per muoversi tra profilo personale e pagina</strong> (o pagine) <strong>aziendale</strong> associata a quel profilo, nel caso in cui non si utilizzi <a href="https://business.facebook.com/select/?next=https%3A%2F%2Fbusiness.facebook.com%2F" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Business Manager</a> (di questo ampio argomento parleremo in un altro articolo).</p>
<p>Fino a qualche tempo fa, per spostarsi dal proprio profilo personale ad una pagina aziendale associata a tale profilo, era sufficiente cliccare sul triangolo rovesciato in alto a destra nella barra blu e scegliere, attraverso l’opzione “usa facebook come”, se continuare la navigazione su Facebook come profilo personale o accedere alla pagina aziendale amministrata.</p>
<p>Nel caso in cui si scegliesse la seconda opzione, si veniva reindirizzati alla pagina aziendale e si “diventava” la pagina; questo consentiva automaticamente di scrivere i post sulla pagina a nome della pagina stessa ed effettuare tutte le azioni social (mettere &#8220;mi piace&#8221; a post e ad altre pagine, commentare e condividere) direttamente come pagina.</p>
<p>Da un po’ di tempo questa cosa non è più possibile, o meglio, è sempre possibile e – a mio avviso – anche più agevole, ma differenti sono i passaggi da fare.</p>
<p>Innanzi tutto lo “switch” tra profilo e pagina non è più visibile, come avveniva prima, dalla barra blu in alto: in essa rimane sempre visibile il nome del profilo personale.</p>
<p>Lo switch, adesso, può essere fatto sul singolo post, cliccando sul quadrato in fondo a destra di ogni box del post:</p>
<p><a href="http://tesene.it/wp-content/uploads/2016/04/Cattura2-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1660" src="http://tesene.it/wp-content/uploads/2016/04/Cattura2-2.jpg" alt="" width="551" height="206" /></a></p>
<p>Lo stesso procedimento vale per effettuare azioni social:</p>
<p><a href="http://tesene.it/wp-content/uploads/2016/04/Cattura3-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1661" src="http://tesene.it/wp-content/uploads/2016/04/Cattura3-2.jpg" alt="" width="548" height="135" /></a></p>
<p>Per mettere il “mi piace” a nome della pagina che gestiamo su altre pagine aziendali, è necessario cercare la pagina a cui vogliamo mettere il “mi piace” e cliccare sul bottone con 3 pallini posizionato all’estrema destra, sul menù in sovraimpressione sull&#8217;immagine di copertina; si aprirà un menù a tendina sul quale è possibile selezionale la voce “metti mi piace a nome della pagina”:</p>
<p><a href="http://tesene.it/wp-content/uploads/2016/04/Cattura4-2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1663" src="http://tesene.it/wp-content/uploads/2016/04/Cattura4-2.jpg" alt="" width="896" height="211" /></a></p>
<p>A questo punto si aprirà un box dal quale è possibile selezionare la pagina di cui siamo amministratori, con la quale vogliamo dare un like a un’altra pagina aziendale che ci piace.</p>
<p>Infine, per visualizzare il newsfeed della pagina, ovvero andare a vedere i post delle pagine aziendali a cui abbiamo messo &#8220;mi piace&#8221; a nome della pagina, è necessario cliccare sulla nuova sezione posta a sinistra della home della pagina, intitolata “vedi la sezione pagine”:</p>
<p><a href="http://tesene.it/wp-content/uploads/2016/04/Cattura5.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1664" src="http://tesene.it/wp-content/uploads/2016/04/Cattura5.jpg" alt="" width="439" height="82" /></a></p>
<p>E se, una volta approdato nel newsfeed vuoi cercare altre pagine a cui mettere “mi piace” a nome sempre della pagina che stai gestendo, basta cliccare in alto su questo pulsante verde:</p>
<p><a href="http://tesene.it/wp-content/uploads/2016/04/Cattura-6.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1665" src="http://tesene.it/wp-content/uploads/2016/04/Cattura-6.jpg" alt="" width="557" height="56" /></a></p>
<p>Spero che questo breve articolo possa esserti utile se hai riscontrato ultimamente difficoltà nel passaggio da profilo personale a pagina aziendale.</p>
<p>Se hai altre domande su questo argomento ti invito ad utilizzare lo spazio commenti qui sotto per porre i tuoi dubbi.</p>
<p>Questo è solo un piccolo aspetto degli enormi cambiamenti che Facebook sta mettendo in atto e ai quali dedicheremo certamente altri spazi di approfondimento su questo blog.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tesene.it/novita-facebook-cambiano-le-impostazioni-per-muoversi-tra-profilo-e-pagina/">Novità Facebook:  cambiano le impostazioni per muoversi tra profilo e pagina</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://tesene.it">Tesene - Agenzia di comunicazione Milano, Pisa e Roma</a>.</p>
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										</item>
		<item>
		<title>Monitorare Eventi in Google Universal Analytics</title>
		<link>https://tesene.it/monitoraggio-eventi-universal-analytics/</link>
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				<pubDate>Tue, 23 Feb 2016 08:25:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Team Tesene]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Seo]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Salve a tutti, oggi torniamo a parlare di SEO! L’argomento che ci preme trattare, visti i lavori in...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tesene.it/monitoraggio-eventi-universal-analytics/">Monitorare Eventi in Google Universal Analytics</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://tesene.it">Tesene - Agenzia di comunicazione Milano, Pisa e Roma</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Salve a tutti, oggi torniamo a parlare di <strong>SEO</strong>!<br />
L’argomento che ci preme trattare, visti i lavori in corso degli ultimi mesi, è il <strong>monitoraggio eventi</strong> con <strong>Google Universal Analytics</strong>.<br />
Il nostro principale riferimento è la Guida ufficiale <a href="https://developers.google.com/analytics/devguides/collection/analyticsjs/events" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Google Developers</a> e di seguito forniamo qualche esempio pratico.</p>
<p>Dobbiamo fare attenzione alla <strong>funzione</strong> da inserire nel codice, mentre nel pannello di amministrazione di <strong>Analytics</strong> resta invariata l’impostazione delle condizioni:</p>
<p><a href="http://tesene.it/wp-content/uploads/2016/02/eventi-analytics.png"><img class="alignnone wp-image-1565 size-full" src="http://tesene.it/wp-content/uploads/2016/02/eventi-analytics.png" alt="monitoraggio eventi in google universal analytics" width="690" height="252" /></a></p>
<p>Quindi, se nella versione precedente usavamo la funzione <em>gaq.push</em>:<br />
<span style="color: #000080;"><em>gaq.push([&#8216;_trackEvent&#8217;, &#8216;[Categoria]&#8217;, &#8216;[Azione]&#8217;, &#8216;[Etichetta]&#8217;, &#8216;[Valore]&#8217;]);</em></span></p>
<p>nella versione attuale dobbiamo usare la funzione <em>ga</em>:<br />
<span style="color: #000080;">ga(&#8216;send&#8217;, &#8216;event&#8217;, &#8216;[Categoria]&#8217;, &#8216;[Azione]&#8217;, &#8216;[Etichetta]&#8217;, &#8216;[Valore]&#8217;);</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<h5><span style="color: #000000;">MONITORAGGIO CON INTERAZIONE</span></h5>
<p>In caso di interazione, la funzione <em>ga</em> va inserita nell&#8217;attributo <em>onclick </em>del link che si vuole monitorare:<br />
<span style="color: #000080;">onclick=&#8221;ga(&#8216;send&#8217;, &#8216;event&#8217;, &#8216;[Categoria]&#8217;, &#8216;[Azione]&#8217;, &#8216;[Etichetta]&#8217;, &#8216;[Valore]&#8217;);&#8221;</span></p>
<p>Facciamo un esempio, ipotizzando di dover tracciare i click sul download di un file pdf, e settiamo le condizioni come segue:</p>
<p><a href="http://tesene.it/wp-content/uploads/2016/02/evento-interazione-analytics.png"><img class="alignnone wp-image-1566 size-full" src="http://tesene.it/wp-content/uploads/2016/02/evento-interazione-analytics.png" alt="monitoraggio evento analytics con interazione" width="386" height="159" /></a></p>
<p>Il nostro attributo diventa:<br />
<span style="color: #000080;">onclick=&#8221;ga(&#8216;send&#8217;, &#8216;event&#8217;, &#8216;click&#8217;, &#8216;download&#8217;, &#8216;pdf&#8217;); &#8220;</span></p>
<p>L’attributo ovviamente dovrà essere aggiunto a tutti i link pdf che voglio tracciare, ad esempio:<br />
<span style="color: #000080;">&lt;a onclick=&#8221;ga(&#8216;send&#8217;, &#8216;event&#8217;, &#8216;click&#8217;, &#8216;download&#8217;, &#8216;pdf&#8217;); &#8220;href=&#8221;catalogo.pdf&#8221;&gt;</span>Scarica il Catalogo<span style="color: #000080;">&lt;/a&gt;</span></p>
<p>In questo caso non abbiamo settato il parametro <span style="color: #000080;">&#8216;[Valore]&#8217;</span>, poiché è sufficiente conoscere il numero di download. In altri casi, invece, potremmo inserire un valore numerico significativo per la nostra analisi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h5>MONITORAGGIO SENZA INTERAZIONE</h5>
<p>Un monitoraggio senza interazione è necessario quando dobbiamo monitorare eventi che avvengono <strong>indipendentemente da un’azione dell’utente</strong>.</p>
<p>Ad esempio, supponiamo che la <strong>conferma di iscrizione ad un sito e-commerce</strong> sia visualizzata con un messaggio generato da uno <strong>script</strong> all’interno della pagina. L’url non cambia e l’utente non fa alcun click.</p>
<p><a href="http://tesene.it/wp-content/uploads/2016/02/registrazione-sito-e1456140258405.png"><img class="alignnone wp-image-1568 size-full" src="http://tesene.it/wp-content/uploads/2016/02/registrazione-sito-e1456140258405.png" alt="registrazione al sito avvenuta" width="450" height="191" /></a></p>
<p>In questo caso è sufficiente modificare l&#8217;attributo ed aggiungere questo parametro alla funzione <em>ga</em>:<br />
<span style="color: #000080;">{nonInteraction: true}</span></p>
<p>La funzione va inserita nello <strong>script</strong> che visualizza il messaggio al verificarsi della condizione registrazione dell&#8217;utente<br />
<span style="color: #000080;">onclick=&#8221;ga(&#8216;send&#8217;, &#8216;event&#8217;, &#8216;banner&#8217;, &#8216;impression&#8217;, &#8216;registrato&#8217;, {nonInteraction: true}); &#8220;</span></p>
<p>All’interno di uno script avremo:</p>
<p><a href="http://tesene.it/wp-content/uploads/2016/02/script.png"><img class="alignnone wp-image-1579 size-full" src="http://tesene.it/wp-content/uploads/2016/02/script.png" alt="script" width="651" height="168" /></a></p>
<p>A questo punto vado a specificare le 3 solite condizioni in Google Analytics&#8230;</p>
<p><a href="http://tesene.it/wp-content/uploads/2016/02/evento-non-interazione-analytics.png"><img class="wp-image-1567 size-full alignnone" src="http://tesene.it/wp-content/uploads/2016/02/evento-non-interazione-analytics.png" alt="monitoraggio evento analytics senza interazione" width="408" height="147" /></a></p>
<p>&#8230; e il gioco è fatto!<br />
Spero che questo breve articolo possa essere un utile chiarimento sul monitoraggio eventi, soprattutto per chi si è avvicinato da poco al fantastico mondo della <em>Web Analysis</em>. Aspetto i vostri feedback, commenti, suggerimenti, aneddoti, ecc.</p>
<p>Grazie e alla prossima!<br />
Dave</p>
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		<title>Saldi? Si, ma non solo a gennaio. Ecco Le App per fare occasioni tutto l’anno.</title>
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				<pubDate>Fri, 08 Jan 2016 09:29:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Team Tesene]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>I saldi sono partiti e la corsa alle occasioni è lo sport preferito di gennaio. L’importante comunque è...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>I saldi sono partiti e la corsa alle occasioni è lo sport preferito di gennaio.</p>
<p>L’importante comunque è perdere kili di troppo accumulati durante le feste!</p>
<blockquote><p>Quello che consiglio però è di non rinunciare alle occasioni tutto l’anno.<br />
Non solo ad acquistarle ma a anche a vendere cose che non usiamo più.</p></blockquote>
<p>Come? Semplice, è tutto a prova di smartphone.</p>
<p>E’ sempre più di moda <strong><a href="http://www.depop.com/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">DEPOP</a></strong>, un’applicazione tutta italiana che si è fatta conoscere anche in Europa.<br />
Molto facile da usare (pure troppo), pagamento con PayPal. Ogni utente può mettere la foto di un suo vestito o accessorio, inserirne descrizione e prezzo e metterlo in vendita sulla app.<br />
Oppure può comprare da un altro utente.<br />
Per gli amanti della contrattazione del prezzo, si può scrivere privatamente al venditore.<br />
(disponibile su App Store e su Play Store).</p>
<p>Più orientata all’aspetto di geolocalizzazione è <strong><a href="http://shpock.com/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Shpock</a></strong>, una app dedicata all’acquisto e vendita di oggetti stile mercatino dell’usato.<br />
Io amo i mercatini dell’usato, amo girarli. Mi piacciono gli odori, la caoticità, la gente curiosa.<br />
Ricordo ancora il mercato delle pulci a Parigi. Sembra di entrare nel paese delle meraviglie di Alice.<br />
Sarei rimasta ore e ore.<br />
Ma in mancanza di tempo, questa è l’app che più si avvicina al concetto di mercatino delle pulci.<br />
Se vuoi <strong>vendere</strong> carica una foto del tuo articolo, inserisci un titolo e una breve descrizione.<br />
Fissa un prezzo e il prodotto è pronto per la vendita!<br />
Puoi vendere qualsiasi cosa: proprio come ai mercatini e Shpock non trattiene percentuali!<br />
Disponibile sia per <strong>Android</strong> che <strong>iOS.<br />
</strong>Unica cosa: troverete veramente di tutto! Come nei migliori mercatini delle pulci <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/12.0.0-1/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Quindi fate una buona selezione!</p>
<p>In ultimo segnalo <strong><a href="https://www.etsy.com/it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Etsy</a></strong>. 22 milioni di acquirenti di tutto il mondo che possono comprare articoli unici.<br />
Unici perché a differenza degli altri due, qui ci sono molti oggetti fatti a mano dal proprietario del negozio.<br />
Il sistema di vendita e pubblicità del singolo negozio è assai più strutturata rispetto alle altre due app.<br />
Consiglio un’occhiata alla sezione gioielli vintage…per gli amanti c’è qualcosa di davvero carino.</p>
<p>E concedetemi una piccola digressione su quello che ci sta “dietro” a queste applicazioni così usate e definite così utili. Non è solo il risparmio. Non è solo una questione economica.</p>
<blockquote><p>E’ una questione di percepire tante possibilità, di osservare il prodotto e confrontarlo e di avere la comodità delle cose a portata di mano.</p></blockquote>
<p>Queste applicazioni fanno si che le persone, sempre più impegnate e alla ricerca di tempo, non abbiano il “disagio” di ricevere da un qualsiasi commesso un “No, mi spiace, l’oggetto non lo abbiamo”.</p>
<p><strong>E’ il rifiuto che siamo sempre più inclini a non accettare</strong>: investo tempo e non voglio buttarlo in una ricerca negozio per negozio che magari diventa inutile e senza acquisto.<br />
Preferiamo dire “Non l’ho trovato, lo devo cercare meglio”. <strong>In due parole: possibilità e autonomia.</strong></p>
<p>Ecco quindi un invito sincero a tutti coloro che hanno negozi e botteghe, ad aprire i propri orizzonti di vendita, non per chiudere il negozio che è l’anima di qualsiasi città (Lucca, la città dove vivo, è meravigliosa proprio grazie ai negozi e alle piccole botteghe che riescono a reggere questo cambiamento epocale), ma proprio per tenerlo aperto come fonte attrattiva ma non come unico veicolo di vendita.</p>
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		<item>
		<title>Klink, il social che retribuisce le tue foto</title>
		<link>https://tesene.it/klink-il-social-che-retribuisce-le-tue-foto/</link>
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				<pubDate>Thu, 19 Nov 2015 09:33:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Team Tesene]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Come già abbiamo detto più volte i contenuti visuali, sul web e sui social, fanno da padrone. Lo...</p>
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]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Come già abbiamo detto più volte i contenuti visuali, sul web e sui social, fanno da padrone.<br />
Lo abbiamo visto con <a href="http://tesene.it/instagram-come-strumento-di-branding/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Instagram</a> e <a href="http://tesene.it/perche-un-brand-dovrebbe-utilizzare-pinterest/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Pinterest</a>, analizzando i benefici che l’utilizzo di questi social possono portare ai brand nella loro strategia di social media marketing e di web marketing in generale.</p>
<p>Proseguendo sulla scia dei social network dedicati ai contenuti fotografici e video, in questo post vi voglio parlare di un nuovo social network, sullo stile di Instagram, che da qualche mese è scaricabile su dispositivi mobili.</p>
<p><strong>Si tratta di <a href="http://klink.io/#home" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Klink</a></strong>, una nuova piattaforma di social networking dedicata alla fotografia e ai video che, però, a differenza dei suoi simili più noti, ha come peculiarità  quella di remunerare i suoi utenti in base alle visualizzazioni ottenute.</p>
<blockquote><p>Sì, hai capito bene: agli utenti iscritti che condividono foto o video, Klink riconosce delle somme di denaro che diventano sempre più copiose  all’aumentare delle visualizzazioni uniche ottenute e delle interazioni ricevute sui loro contenuti.</p></blockquote>
<p>Tranquill*, anche in questo caso, il rischio di diventare ricchi non esiste! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/12.0.0-1/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Nemmeno quello di diventare benestanti. Se poi già ti stai immaginando su una spiaggia ai Caraibi a vivere di rendita postando su Klink le foto dei tramonti e dell’acqua cristallina del mare, ho il dovere di informarti che sei sulla strada sbagliata <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/12.0.0-1/72x72/1f600.png" alt="😀" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Infatti per riuscire a guadagnare una piccola somma di denaro le visualizzazioni devono essere davvero molte: <strong>ogni 1000 visualizzazioni uniche arriveranno 2 dollari.</strong></p>
<p>Tuttavia, a fronte di un pagamento di 0.99 dollari, Klink ti dà l’opportunità di acquistare l’opzione <em>featured</em> a cui è dedicata una sezione specifica delle <em>gallery </em>e che permette agli utenti di ottenere molta più visibilità rispetto alla pubblicazione “gratis”!</p>
<p><strong>Per chi potrebbe essere particolarmente consigliato Klink?</strong></p>
<p>Posso dirti che se la tua passione è la fotografia o il visual storytelling, cioè raccontare storie attraverso foto e video e magari già usi Instagram con buoni risultati di engagement, allora l’approdo a Klink può essere per te il passo successivo.</p>
<p>Infatti, se riesci ad ottenere una buona visibilità nel newsfeed con un alto livello di scatti visualizzati, potrai diventare <strong><em>influencer</em></strong> della piattaforma ed ottenere l’inserimento all’interno della sezione <em>creators</em>; questo ti consentirà anche di guadagnare qualche dollaro in più.</p>
<p>Insomma, ormai ti è certamente sempre più chiaro quanto le immagini sul web creino valore:</p>
<p>evocano immediatamente le nostre emozioni, rappresentano un linguaggio universale, generano più engagement rispetto ad altri tipi di contenuti e adesso, con l’avvento di Klink, possono generare anche introiti monetari!</p>
<p>Fammi sapere nello spazio commenti qua sotto se stai provando ad utilizzare Klink e come va!</p>
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		<title>“Non Estinguerti”: i Seminari dove parliamo di digitale</title>
		<link>https://tesene.it/non-estinguerti-i-seminari-dove-parliamo-di-digitale/</link>
				<comments>https://tesene.it/non-estinguerti-i-seminari-dove-parliamo-di-digitale/#respond</comments>
				<pubDate>Wed, 21 Oct 2015 14:06:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Team Tesene]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[#nonestinguerti]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tesene.it/non-estinguerti-i-seminari-dove-parliamo-di-digitale/">“Non Estinguerti”: i Seminari dove parliamo di digitale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://tesene.it">Tesene - Agenzia di comunicazione Milano, Pisa e Roma</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="twitter-tweet" lang="it">
<p dir="ltr" lang="it" style="text-align: center;">Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti. (C.Darwin) <a href="https://twitter.com/hashtag/nonestinguerti?src=hash">#nonestinguerti</a></p>
<p>— Cristiana Cattani (@ChristCattani) <a href="https://twitter.com/ChristCattani/status/654200387742892032">14 Ottobre 2015</a></p></blockquote>
<p><script src="//platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script>C’è stata e c’è la crisi, è vero. Ma dove c’è crisi, c’è anche la possibilità di arrivare primi, di cavalcare l’onda in tempo, <em>c’è anche aria di opportunità</em>. </p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>La crisi è dell&#8217;<a href="https://twitter.com/hashtag/incompetenza?src=hash">#incompetenza</a>: colma il gap dell&#8217;incompetenza e supererai la <a href="https://twitter.com/hashtag/crisi?src=hash">#crisi</a>. Dipende da te! <a href="https://twitter.com/hashtag/nonestinguerti?src=hash">#nonestinguerti</a> <a href="https://twitter.com/umbertomacchi">@umbertomacchi</a> — Greta Miliani (@GretaMiliani) <a href="https://twitter.com/GretaMiliani/status/656164167242653696">19 Ottobre 2015</a></p></blockquote>
<p><script src="//platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script></p>
<p><strong>“Non Estinguerti”</strong>,<strong> </strong>sono<strong> </strong>una serie di Seminari che abbiamo deciso di organizzare, per parlare di digitale, di quello che sta accadendo e di quanto possiamo perderci se non comprendiamo bene gli strumenti che abbiamo a disposizione non solo per promuoverci, ma per conoscere persone, per fare rete, per condividere e non rischiare l’estinzione.<br />
Abbiamo sentito l’esigenza di spiegare agli imprenditori, ai manager e ai cittadini che cosa si stanno perdendo se non abbracciano l’era digitale.</p>
<h3><strong>Cosa significa era digitale?</strong><br />
Questo:</h3>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>Siamo nell&#8217;era della relazione!!! <a href="https://twitter.com/umbertomacchi">@umbertomacchi</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/centodieci?src=hash">#centodieci</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/nonestinguerti?src=hash">#nonestinguerti</a> <a href="https://twitter.com/PisaAttiva">@PisaAttiva</a> <a href="https://twitter.com/eleonorwho">@eleonorwho</a> <a href="https://twitter.com/DarioRuglioni">@DarioRuglioni</a> <a href="https://t.co/KTdU2B51cj">pic.twitter.com/KTdU2B51cj</a> — alessandro malanca (@Alemalanca) <a href="https://twitter.com/Alemalanca/status/656177080766476288">19 Ottobre 2015</a></p></blockquote>
<h3><script src="//platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script><strong>Le relazioni si amplificano e sono a nostra disposizione.</strong></h3>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p><a href="https://twitter.com/hashtag/nonestinguerti?src=hash">#nonestinguerti</a> : la trasformazione digitale é un obbligo, non un opportunità <a href="https://twitter.com/hashtag/echediovelamandibuona?src=hash">#echediovelamandibuona</a> <a href="https://twitter.com/lastknight">@lastknight</a> ci saluta — Giorgia Tedeschi (@Sikanina) <a href="https://twitter.com/Sikanina/status/656163171707826182">19 Ottobre 2015</a></p></blockquote>
<p><script src="//platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script>Siamo cambiati, che si voglia o no questo mondo è cambiato e non è così brutto o anaffettivo come si può pensare</p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>non si stava meglio quando si stava peggio. Si sta meglio oggi! <a href="https://twitter.com/umbertomacchi">@umbertomacchi</a> <a href="https://twitter.com/DarioRuglioni">@DarioRuglioni</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/centodieci?src=hash">#centodieci</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/nonestinguerti?src=hash">#nonestinguerti</a> — Tesene (@Tesene) <a href="https://twitter.com/Tesene/status/656169225812353025">19 Ottobre 2015</a></p></blockquote>
<p><script src="//platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script>Sul web, sui social ci sono persone che parlano, si mostrano, interagiscono, stringono opportunità di lavoro, si insultano, litigano. Esattamente come se si fosse vis a vis. L’unica cosa che manca su queste piattaforme (come direbbe <a href="http://www.rudybandiera.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Rudy Bandiera</a>) è un abbraccio o bere uno spritz insieme. Aggiungiamo altre due cose a queste segnalate dal buon Rudy:</p>
<ul>
<ul>
<li>i muffin della nostra Teresa (oltre che Responsabile Amministrativa di Tesene è una grande, grandissima cuoca). Come vorremmo passarveli dal nostro account Facebook, ma questo proprio non si può fare…dovete venire a trovarci</li>
</ul>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>una stretta di mano. Quella che conclude un accordo di lavoro andato bene.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>     <strong>Perché sui social si fa anche Business, mica si sta solo a pettinare bambole!</strong> Sta cambiando il modo di fare Business, di conoscere possibili Partner o Clienti e di trovare lavoro  </p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>&#8220;Il lavoro c&#8217;è sempre, il punto è che non è più quello di una volta&#8221;<a href="https://twitter.com/PisaAttiva">@PisaAttiva</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/nonestinguerti?src=hash">#nonestinguerti</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/Centodieci?src=hash">#Centodieci</a> <a href="https://twitter.com/umbertomacchi">@umbertomacchi</a> <a href="https://twitter.com/MediolanumMCU">@MediolanumMCU</a> — Roberta Morselli (@RobiMorse) <a href="https://twitter.com/RobiMorse/status/656178568842620928">19 Ottobre 2015</a></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>Il lavoro esiste! Ma non è il lavoro di 10 anni fa! Con l&#8217;era digitale il mondo del lavoro e delle professioni è cambiato!<a href="https://twitter.com/hashtag/nonestinguerti?src=hash">#nonestinguerti</a> — Tesene (@Tesene) <a href="https://twitter.com/Tesene/status/656178509925253120">19 Ottobre 2015</a></p></blockquote>
<p><script src="//platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script>Dobbiamo entrare meglio in questi nuovi concetti, essere meno analogici e più digitali e avere consapevolezza di come usare strumenti che abbiamo a disposizione. Di questo primo evento, oltre le persone che hanno partecipato e i fantastici relatori (<a href="http://www.umbertomacchi.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Umberto Macchi</a> e <a href="http://mgpf.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Matteo Flora</a>), ci sono tante cose che ci sono piaciute parecchio: <em>Siamo arrivati a parlare a tutte le fasce di età e abbiamo aiutato le “genti del web” a farsi comprendere meglio da chi gli sta intorno</em></p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>Grazie <a href="https://twitter.com/lastknight">@lastknight</a>. Partecipando al tuo speech mio figlio ha finalmente capito che lavoro faccio. E gli è pure piaciuto <a href="https://twitter.com/hashtag/nonestinguerti?src=hash">#nonestinguerti</a> — Veronica Barsotti (@_FuoriLogo) <a href="https://twitter.com/_FuoriLogo/status/656157743921938432">19 Ottobre 2015</a></p></blockquote>
<p><script src="//platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script><em>Abbiamo messo curiosità attraverso il lavoro di live twitting fatto sul campo</em> (questi sono alcuni Tweet della serata) </p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>Il bello di <a href="https://twitter.com/hashtag/nonestinguerti?src=hash">#nonestinguerti</a> è che ci state facendo venir voglia di venire da voi! — IdentityPlus_TO (@IdentityPlus_TO) <a href="https://twitter.com/IdentityPlus_TO/status/656176102491209728">19 Ottobre 2015</a></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<h3><script src="//platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script><em><strong>E siamo arrivati a essere 3° nella TT Italia</strong></em></h3>
<p>(non sapete cosa significa? Googlate, forza!!). Noi vi diciamo solo che son soddisfazioni!</p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p><a href="https://twitter.com/hashtag/TT?src=hash">#TT</a> Italiani delle 20:16 1. <a href="https://twitter.com/hashtag/UnMeseAlCantoDellaRivolta2?src=hash">#UnMeseAlCantoDellaRivolta2</a> 2. <a href="https://twitter.com/hashtag/SoundsLiveFeelsLive?src=hash">#SoundsLiveFeelsLive</a> 3. <a href="https://twitter.com/hashtag/nonestinguerti?src=hash">#nonestinguerti</a> 4. <a href="https://twitter.com/hashtag/GorilleMi?src=hash">#GorilleMi</a> 5. <a href="https://twitter.com/hashtag/5SOSComeToRome?src=hash">#5SOSComeToRome</a> — Italia #TT Official (@italia_tt) <a href="https://twitter.com/italia_tt/status/656171965527511040">19 Ottobre 2015</a></p></blockquote>
<p><script src="//platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script>Insomma, caro lettore, sei pronto a <strong>#nonestinguerti </strong>? </p>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>E tu sei pronto per l&#8217;era digitale? <a href="https://twitter.com/frabernabei">@frabernabei</a> <a href="https://twitter.com/GretaMiliani">@GretaMiliani</a> <a href="https://twitter.com/MediolanumMCU">@MediolanumMCU</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/nonestinguerti?src=hash">#nonestinguerti</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/centodieci?src=hash">#centodieci</a> <a href="http://t.co/LOCQvWSoFi">pic.twitter.com/LOCQvWSoFi</a> — Elisa (@ElisaGraffeo) <a href="https://twitter.com/ElisaGraffeo/status/656129027019816960">19 Ottobre 2015</a></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<h3><script src="//platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script><strong>Noi, intanto, stiamo guardando già un po’ più in là <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/12.0.0-1/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></strong></h3>
<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p>Insieme a due miti! Guardando il futuro Grazie per la fantastica serata <a href="https://twitter.com/lastknight">@lastknight</a> <a href="https://twitter.com/umbertomacchi">@umbertomacchi</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/nonestinguerti?src=hash">#nonestinguerti</a> <a href="https://t.co/TrUnGiOlkM">pic.twitter.com/TrUnGiOlkM</a> — Dario Ruglioni (@DarioRuglioni) <a href="https://twitter.com/DarioRuglioni/status/656401304361783296">20 Ottobre 2015</a></p></blockquote>
<p><script src="//platform.twitter.com/widgets.js" async="" charset="utf-8"></script></p>
<p><strong><em><a href="http://tesene.it/nonestinguerti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Guarda il video che ha aperto il Seminario #nonestinguerti del 19 ottobre</a></em></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tesene.it/non-estinguerti-i-seminari-dove-parliamo-di-digitale/">“Non Estinguerti”: i Seminari dove parliamo di digitale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://tesene.it">Tesene - Agenzia di comunicazione Milano, Pisa e Roma</a>.</p>
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		<title>Perché un brand dovrebbe utilizzare Pinterest</title>
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				<pubDate>Tue, 13 Oct 2015 10:45:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Team Tesene]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>&#160; Pinterest non è un social network. Pinterest è una droga. Finalmente l&#8217;ho detto! 🙂 Per chi ancora...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://tesene.it/perche-un-brand-dovrebbe-utilizzare-pinterest/">Perché un brand dovrebbe utilizzare Pinterest</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://tesene.it">Tesene - Agenzia di comunicazione Milano, Pisa e Roma</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Pinterest non è un social network. Pinterest è una droga. Finalmente l&#8217;ho detto! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/12.0.0-1/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Per chi ancora non conosce e non utilizza questo strumento era doveroso dare questo avvertimento! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/12.0.0-1/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Una volta entrati in Pinterest difficilmente se ne esce, perché è un mondo meraviglioso! Non ho ancora incontrato nessuno che non si sia letteralmente entusiasmato utilizzando questo social network.</p>
<p>Ma conosciamolo più in dettaglio, soprattutto cercando di analizzare <strong>quali possono essere i benefici di Pinterest per un brand.</strong></p>
<p>Pinterest è il social fotografico per eccellenza. Non è ancora molto diffuso in Italia – perlomeno non a livello di altri social come Facebook e Twitter – tuttavia sono certa che avrà ampi margini di crescita proprio per la sua natura. <strong>I contenuti visuali</strong>, infatti, <strong>rappresentano il futuro del web marketing.</strong></p>
<p>Nell&#8217;epoca in cui la risorsa che scarseggia di più è il tempo, anche quando ci approcciamo al web abbiamo necessità di “fare presto”. E <strong>nell&#8217;epoca in cui abbiamo sempre meno tempo per leggere i contenuti testuali, per comunicare niente diventa meglio di una bella immagine che vale più di mille parole!</strong> Senza considerare il maggior effetto virale che innesca una immagine o un video rispetto a un lungo testo.</p>
<p>E&#8217; per questi motivi che <strong>un brand in procinto di attuare una strategia di social media marketing deve tenere in considerazione la possibilità di utilizzare Pinterest</strong> insieme ad altri social più noti e diffusi.</p>
<p>Pinterest è a prevalenza di quote rosa, nel senso che circa il 70% degli utilizzatori è donna ed i settori merceologici che hanno maggior successo sono la moda, l&#8217;arredamento, il food. Ma questo non significa che non ci sia spazio per altro, se si sa come approcciare efficacemente a questo social.</p>
<p>In particolare <strong>un brand dovrebbe utilizzare Pinterest per:</strong></p>
<ul>
<li><strong>Fare Visual Storytelling:</strong> cioè raccontare storie che ruotano intorno al brand utilizzando contenuti visuali, che – come abbiamo detto – rispetto alla parola scritta si portano dietro un carico emozionale maggiore e più diretto, consentendo di far trasparire una immagine più “umana” del brand.</li>
<li><strong>Conoscere la propria “community” e quindi i propri potenziali clienti</strong>. Infatti Pinterest nasce con lo scopo di far condividere dagli utenti immagini inerenti le proprie passioni ed i propri interessi, organizzandole in bacheche tematiche in cui essi possono inserire le proprie foto o andare a “repinnare” le foto di altri utenti o, appunto, di brand. Per le aziende queste rappresentano informazioni di estrema importanza per scoprire nuove tendenze, gusti, desideri e preferenze dei propri potenziali clienti.</li>
<li>Pinterest dà la possibilità di <strong>creare, all&#8217;interno di un unico account, differenti bacheche</strong>. Grazie a queste raccolte è possibile per un brand <strong>differenziare la propria comunicazione rivolgendola a molteplici target</strong> e quindi anche andare ad inserirsi in varie nicchie di mercato.</li>
<li><strong>Avere una nuova fonte di traffico al proprio sito o al proprio e-commerce</strong>. Come tutti i social network anche Pinterest può funzionare come “cassa di risonanza” per i siti, gli e-commerce e tutte quelle landing page volte a far compiere una conversione da parte di un utente web. Le foto possono infatti essere linkate a risorse esterne a Pinterest (se si pinnano direttamente dal sito si portano automaticamente dietro il link della pagina del sito da cui sono state prese). Grazie a questa funzione quindi <strong>Pinterest può rappresentare un&#8217;ottima vetrina dei prodotti dando, inoltre, la possibilità all&#8217;utente di andare ad approfondire la descrizione di essi sul sito del produttore o sull&#8217;e-commerce.</strong></li>
<li><strong>Più possibilità di essere “visti” rispetto ad altri social network.</strong> Un pin ha un ciclo di vita molto più lungo rispetto ad esempio ad un post su facebook o ad un tweet e riesce a rimanere visibile e a generare traffico anche molte settimane dopo la sua pubblicazione. Questo aspetto tecnico ha un risvolto marketing molto interessante. I tempi su Pinterest scorrono più lenti e “rilassati” rispetto ad altri social e questo rende la comunicazione più efficiente ed efficace.</li>
<li>Negli ultimi tempi Pinterest ha messo a disposizione anche <strong>strumenti di analisi delle performance</strong>, le “Pinterest Analytics” che forniscono statistiche sulle impressioni, i repin e i click ricevuti, dati demografici ed interessi sul pubblico che ha visitato le bacheche e sulle attività del sito web.<br />
Inoltre &#8211; per il momento attivi solo negli USA, ma probabilmente prossimamente a disposizione anche per gli utenti europei – <strong>Pinterest ha introdotto i “promoted pins”, cioè pin sponsorizzati, e il tasto ”Compra”, cioè la possibilità di acquistare i prodotti direttamente all&#8217;interno della piattaforma.</strong> Aspettiamo in gloria il momento di poterli provare anche noi! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/12.0.0-1/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></li>
</ul>
<p>Nel frattempo, vi consigliamo – se già non lo avete fatto – di trascorrere qualche decina di minuti su questo interessantissimo social network, il suo funzionamento è estremamente intuitivo e, se lo volete utilizzare per il vostro brand, provate a mettere in pratica qualcuna delle azioni che vi ho indicato sopra. Vedrete che – già dal primo momento – le decine di minuti si trasformeranno in mezz&#8217;ore, poi ore, poi mezze giornate, poi nottate&#8230; sarà molto divertente e non riuscirete più a scollegarvi! Per ricordarmi di scollegarmi io metto la sveglia!!! Magari questo suggerimento potrebbe esservi utile! <img src="https://s.w.org/images/core/emoji/12.0.0-1/72x72/1f609.png" alt="😉" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Allora provate e fatemi sapere come va usando lo spazio commenti qua sotto!</p>
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