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	<title>L'Arengo del Viaggiatore</title>
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	<description>Rivista di libero pensiero</description>
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		<title>Ferrara e lo Spazio Antonioni: il ritorno a casa del Maestro</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 09:11:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana Tomasini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 175 - Archivio temporaneo permanente]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[ferrara]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>E&#8217; stata una sorpresa vedere che Ferrara rende omaggio a uno dei suoi figli più illustri: Michelangelo Antonioni (Ferrara, 29 settembre 1912 &#8211; Roma, 30 luglio 2007) e lo ha fatto dal 1° giugno 2024, nelle sale restaurate dell&#8217;ex Padiglione d&#8217;Arte Contemporanea di Palazzo Massari, in Corso Porta Mare 5; museo permanente dedicato al grande [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2026/10/ferrara-e-lo-spazio-antonioni-il-ritorno-a-casa-del-maestro/">Ferrara e lo Spazio Antonioni: il ritorno a casa del Maestro</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; stata una sorpresa vedere che Ferrara rende omaggio a uno dei suoi figli più illustri: Michelangelo Antonioni (Ferrara, 29 settembre 1912 &#8211; Roma, 30 luglio 2007) e lo ha fatto dal 1° giugno 2024, nelle sale restaurate dell&#8217;ex Padiglione d&#8217;Arte Contemporanea di Palazzo Massari, in Corso Porta Mare 5; museo permanente dedicato al grande regista.</p>
<p>Un luogo voluto dal Comune di Ferrara e dalla Fondazione Ferrara Arte in sinergia con la moglie del regista Enrica Fico Antonioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Qui è custodita ed esposta una selezione dello straordinario Archivio Antonioni: oltre 47.000 pezzi donati dal regista alla sua città. Sceneggiature originali, manifesti, fotografie di scena, lettere private con protagonisti del Novecento come Roland Barthes, Umberto Eco, Fellini e Tarkovskij, ma anche dipinti, disegni, libri, dischi e oggetti personali come il suo violino e i premi ricevuti.</p>
<p>E&#8217; un&#8217;opportunità&#8217; vedere spezzoni dei suoi film che in pochi hanno visto, essendo degli anni 60 che solo persone senior ricordano; da Cronaca di un amore (1950) e I vinti (1953), passando per la trilogia dell&#8217;incomunicabilità &#8211; L&#8217;Avventura (1960), La notte (1961), L&#8217;eclisse (1962) &#8211; fino a Il deserto rosso (1964), Blow-Up (1966, Palma d&#8217;Oro a Cannes), Zabriskie Point (1970) e Professione reporter (1975).</p>
<p>e rivedi Monica Vitti, Alain Delon, Gabriele Ferzetti e i francesi e&#8230;tantissimi altri!</p>
<p>Spazio Antonioni è il ritorno a casa di un maestro che ha raccontato come pochi le inquietudini del mondo moderno, e che Ferrara oggi restituisce al mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nato tra le nebbie e i mattoni rossi di questa città nel 1912, Antonioni ha portato lo sguardo di Ferrara nel mondo. Il suo cinema fatto di silenzi, di sguardi lunghi, di città vuote e sentimenti sospesi. Non mancate!</p>
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		<title>Da Gaudì a Picasso a Palazzo Albergati</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 09:10:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fausto Desalvo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 175 - Archivio temporaneo permanente]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Come già scritto l’inviato dell’Arengo concentra la sua attenzione sulla città di Bologna, dove si appena inaugurata una prestigiosa mostra, da Gaudì a Picasso fino al 29 marzo 2027, che porta nella nostra città i capolavori dalla collezione della baronessa Carmen Thyssen, per i quali a Barcellona è in costruzione un apposito museo la cui [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2026/10/da-gaudi-a-picasso-a-palazzo-albergati/">Da Gaudì a Picasso a Palazzo Albergati</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Come già scritto l’inviato dell’Arengo concentra la sua attenzione sulla città di Bologna, dove si appena inaugurata una prestigiosa mostra, da Gaudì a Picasso fino al 29 marzo 2027, che porta nella nostra città i capolavori dalla collezione della baronessa Carmen Thyssen, per i quali a Barcellona è in costruzione un apposito museo la cui inaugurazione è prevista nel 2028.</p>
<p>La mostra prodotta da Arthemisia è curata da Jordi Falgàs: omonimo del mio nipotino, che ha questo nome catalano perché suo padre è un ammiratore della città di Barcellona, della quale San Jordi (in italiano Giorgio) è protettore molto venerato.</p>
<p>La baronessa <strong>Carmen Thyssen</strong> (nata Maria del Carmen Rosario Soledad Cervera y Fernández de la Guerra, e nota anche come Tita Cervera o Tita Thyssen) è una celebre collezionista d&#8217;arte, ex modella e miss Spagna nel 1961, ed è stata rappresentata alla presentazione dalla sua omonima nipote. L’esposizione comprende preziose opere della sua collezione privata, ma non solo è arricchita anche di numerosi e significativi prestiti concessi da diversi musei e collezioni private come la Fundació Catalunya la Pedrera, la Fundació Joan Miró, il Museu de Montserrat, il Museu del Disseny de Barcelona e la Sala Parés.</p>
<p>La mostra invita i visitatori a compiere un viaggio affascinante lungo oltre un secolo di creatività quando, a cavallo tra ‘800 e ‘900, mentre Parigi consacrava l’Impressionismo e Vienna inventava la Secessione, Barcellona si trasformava nella culla di una rivoluzione visiva senza precedenti, forgia fondamentale per i più grandi geni del XX secolo.</p>
<p>Tra l’uscita dei primi tram, i mercati affollati, la frenesia del porto e le notti nei caffè bohémien, è in questo clima di travolgente energia che ha preso forma il futuro delle avanguardie globali: un ambiente unico al mondo in cui maestri visionari e giovani talenti destinati a diventare icone assolute hanno riscritto le regole dell’immaginazione.</p>
<p>Mi sono particolarmente piaciuti il quadro di Barcellona sotto la neve e la ricostruzione della taverna del caffè <i>Quatre Gats</i> – ritrovo bohémien di giovani artisti in perenne viaggio tra Barcellona e Parigi che allora portarono al loro seguito le idee più innovative d’Europa. Il locale esiste ancora e merita una visita, se non di persona, almeno del sito <a href="https://4gats.com/">https://4gats.com</a> .</p>
<p>La mostra si articola in quattro sezioni Barcellona alla fine del secolo XIX: realismo e naturalismo; l’esplosione della modernità: Gaudì, Casas, Rusinol e Picasso; la città e il Mediterraneo; il Noucentisme; le avanguardie Mirò e Dalì.</p>
<p>Le sezioni sono un viaggio che si snoda attraverso altrettanti grandi momenti: si parte dal quotidiano di una Barcellona che cambia volto a fine Ottocento con le prime opere legate al Realismo e al Naturalismo in cui vengono mostrati con profonda umanità viali appena aperti, mercati vivaci, inverni che imbiancano la costa e una vita urbana che accelera; si entra poi nel vivo dell’energia del Modernismo, un periodo di straordinaria creatività nato tra i tavoli di un luogo diventato leggenda, il sopra citato caffè <i>Quatre Gats</i>. Dopo questa travolgente esplosione, il racconto prosegue verso la ricerca di calma, ordine ed eleganza con il Noucentisme, un movimento guidato da pittori come Joaquim Sunyer che si ispira ai colori, alla luce calda e alle atmosfere serene del mare Mediterraneo, unendo la tradizione classica al gusto moderno. Il percorso si chiude infine con la rottura totale delle Avanguardie, dove artisti coraggiosi come Joaquim Torres-García, Rafael Barradas e Josep de Togores – insieme ai celebri Joan Miró e Salvador Dalí – rompono ogni regola del passato: l’arte smette di copiare semplicemente la realtà e inizia a giocare con i sogni del Surrealismo, le forme geometriche del Cubismo e la totale libertà dell’astrazione.</p>
<p>Potrei concludere che per i vecchi giramondo impigriti vivere a Bologna offre il previlegio di ricevere visite dal mondo!</p>
<p>Nel sito <a href="http://www.palazzoalbergati.com/">www.palazzoalbergati.com</a> , oltre alle consuete informazioni su orari e tariffe, si trovano anche diverse iniziative come il progetto didattico di visita guidate di scolaresche sia per le scuole dell’infanzia e primarie sia per le secondarie di primo e secondo grado.</p>
<p>La Galleria del sito mostra alcune opere, ma onestamente per me non rende la ricchezza dell’esposizione, che a mio avviso merita assolutamente di essere visitata.</p>
<p>Questa mostra ha ambizione di essere di interesse nazionale e quindi vede fra i suoi sponsor Trenitalia e offre un sensibile sconto all’ingresso a chi usufruisce dei numerosissimi collegamenti con le Frecce che legano la stazione di Bologna con le principali città italiane.</p>
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		<title>La pittura che inizia copiando il mondo poi inizia a inventarlo</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 09:05:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana Tomasini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 175 - Archivio temporaneo permanente]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>&#8220;Da Monet a Van Gogh a Kandinsky. Nuovi sguardi sulla natura e la modernità&#8221; Palazzo dei Diamanti, Ferrara &#8211; 19 settembre 2026 / 10 gennaio 2027 &#160; 120 opere che arrivano dal Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam &#8211; uno dei musei più importanti d&#8217;Europa &#8211; più una selezione dalle collezioni italiane tra cui il [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2026/10/la-pittura-che-inizia-copiando-il-mondo-poi-inizia-a-inventarlo/">La pittura che inizia copiando il mondo poi inizia a inventarlo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Da Monet a Van Gogh a Kandinsky. Nuovi sguardi sulla natura e la modernità&#8221;</p>
<p>Palazzo dei Diamanti, Ferrara &#8211; 19 settembre 2026 / 10 gennaio 2027</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>120 opere che arrivano dal Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam &#8211; uno dei musei più importanti d&#8217;Europa &#8211; più una selezione dalle collezioni italiane tra cui il Museo Boldini di Ferrara.</p>
<p>Curata da Sandra Kisters e Vasilij Gusella per Fondazione Ferrara Arte, la mostra non è una parata di nomi famosi. È un percorso in 9 capitoli, molto ben costruito:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1.  Si parte dalla terra di Barbizon e poi si vede come i Macchiaioli fanno uscire la pittura dagli atelier e andare nei campi.</p>
<p>2. Arriva quindi l&#8217;istante impressionista con Monet e il suo Campo di papaveri del 1881, Renoir, Pissarro, Sisley, Degas. La luce che vibra.</p>
<p>3.  Oltre l&#8217;occhio: Van Gogh, Gauguin, Signac, Redon. Il colore non è più quello che vedo, ma quello che sento.</p>
<p>4.  L&#8217;Italia risponde: Divisionismo e Futurismo. Segantini, Previati, Pellizza da Volpedo, Boccioni, Carrà, Sironi. Splendido il confronto con i francesi.</p>
<p>5.  La forma si libera: Picasso, Bonnard, Vuillard, e poi il salto: Kandinsky e Mondrian. La natura scompare, resta solo linea e spirito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il punto di forza di questa mostra è il filo logico e capisci, sala dopo sala, come siano passati dal dipingere una mucca al prato a dipingere un quadrato blu.</p>
<p>È una mostra didattica come dimostrano le scolaresche che sedute a terra ne copiano, discutono i tratti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Info pratiche</p>
<p>Dove: Palazzo dei Diamanti, Corso Ercole I d&#8217;Este 21, Ferrara</p>
<p>Quando: fino al 10 gennaio 2027, tutti i giorni 9.30 &#8211; 19.30 (biglietteria fino alle 18.30). Aperto anche 1 nov, 8/25/26 dic, 1/6 gen.</p>
<p>Biglietti: Intero 16€ con audioguida inclusa, Ridotto 14€, Scuole 5€</p>
<p>Consiglio: Vai in settimana la mattina presto. E dopo fai un salto allo Spazio Antonioni &#8211; è a 5 minuti a piedi e fino all&#8217;1 novembre c&#8217;è la mostra &#8220;Il monte analogo. Antonioni e Ghirri&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>e cosi&#8217; e&#8217; stato fatto!</p>
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		<title>Il faraone Tutankhamon in visita a Bologna</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2026 06:56:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fausto Desalvo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 175 - Archivio temporaneo permanente]]></category>
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		<category><![CDATA[cairo]]></category>
		<category><![CDATA[egitto]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il vostro inviato dell’Arengo del viaggiatore invecchia e si impigrisce, quindi i viaggi quasi al Polo Nord oppure in Corea del Nord e Cina ecc. sono lontani nel tempo. L’attenzione quindi si posa sulle numerose iniziative che avvengono a Bologna, come per esempio la mostra su Leonardo da Vinci nei giorni scorsi e quella sul [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2026/10/il-faraone-tutankhamon-in-visita-a-bologna/">Il faraone Tutankhamon in visita a Bologna</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il vostro inviato dell’Arengo del viaggiatore invecchia e si impigrisce, quindi i viaggi quasi al Polo Nord oppure in Corea del Nord e Cina ecc. sono lontani nel tempo.</p>
<p>L’attenzione quindi si posa sulle numerose iniziative che avvengono a Bologna, come per esempio la mostra su Leonardo da Vinci nei giorni scorsi e quella sul Faraone appena aperta fino al 2 maggio in Palazzo Belloni, a un tiro di schioppo da Piazza Malpighi, raggiungibile con infiniti autobus.</p>
<p>In verità nei nostri programmi futuribili c’è un blitz al Cairo per vedere il nuovo mostruoso museo, del quale si parlava già nel 2005 quando visitammo il vecchio, comunque molto ricco e interessante.</p>
<p>Nell’attesa ho approfittato della visita del Faraone a Bologna e sono andato a visitare questa singolare mostra che ospita un centinaio di fedelissime riproduzioni dell’arredo della famosissima tomba, spiegate dagli scopritori in persona.</p>
<p>All’ingresso colpisce la ricostruzione del muro con il foro dal quale videro per la prima volta i contenuti, e oggi rappresentati da una fotografia.</p>
<p>Il percorso espositivo consente di ripercorrere gli stessi passi compiuti da Howard Carter a partire dall&#8217;ingresso grazie ad un allestimento di grande fascino per proseguire verso l’anticamera della tomba e la camera funeraria. Il viaggio conduce quindi alla teca che custodisce la celebre maschera funeraria e ai sarcofagi, per arrivare infine alla Stanza del Tesoro, dove è esposta gran parte del corredo funerario, giunto quasi intatto fino ai giorni nostri. L’esperienza si conclude con una sezione, un po’ macabra per i miei gusti, dedicata alla pratica della mummificazione, offrendo al pubblico un ulteriore approfondimento sui rituali funerari dell’Antico Egitto.</p>
<p>Particolare attenzione mi ha richiesto, passata la Camera Funeraria, uno dei simboli più celebri dell’antico Egitto: la sopra citata maestosa maschera funeraria di Tutankhamon, capolavoro dell’arte egizia e icona universale del giovane faraone, che vidi a suo tempo al museo del Cairo.</p>
<p>Accanto alla maschera, una teca custodisce alcune preziose testimonianze del corredo reale: i ditali e i sandali in oro, una delle corone del faraone e il celebre “pugnale extraterrestre”, realizzato in ferro meteoritico e tradizionalmente attribuito al corredo del sovrano.</p>
<p>Molto notevoli i tre preziosi sarcofagi, ciascuno più ricco e raffinato del precedente. Il primo, realizzato in legno e rivestito da una lamina d’oro, è impreziosito da pietre e paste vitree colorate e dalle raffigurazioni di quattro dee, poste a protezione del sovrano durante il suo viaggio nell’aldilà.</p>
<p>Il secondo si distingue per la straordinaria ricchezza e raffinatezza delle decorazioni. Le sue caratteristiche, così diverse da quelle degli altri due sarcofagi, portarono Carter a ipotizzare che fosse stato originariamente concepito per un altro faraone e successivamente adattato per la sepoltura di Tutankhamon.</p>
<p>Infine, il terzo sarcofago, interamente realizzato in oro massiccio, custodiva la mummia del giovane faraone, avvolta in bende di lino e protetta dalla celebre maschera funeraria.</p>
<p>Un’ultima segnalazione la pietra di Rosetta (un po’ più piccola dell’originale secondo la mia memoria, forse fallace): non è molto valorizzata come collocazione, ma di estrema importanza per la storia degli egiziani, avendo consentito la decifrazione dei geroglifici a Champollion. E il mio ricordo va al padre di un mio amico quando eravamo adolescenti, magistrato a Savona che aveva imparato a leggere la scrittura egiziana antica e la cosa mi colpiva moltissimo!</p>
<p>Per chi desidera approfondire e per gli aspetti organizzativi il sito in cinque lingue è: https://www.mostratutankhamon.com</p>
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		<title>Leonardo da Vinci sbarca a Bologna</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 08:07:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fausto Desalvo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 175 - Archivio temporaneo permanente]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[leonardo]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Quando ero bambino mia mamma mi magnificava il genio di Leonardo da Vinci, non solo per la celeberrima Gioconda (che misi come meta del nostro primo viaggio in camper insieme alla Torre Eifel nel lontano 1972), ma come inventore di macchine di ogni genere. Nella vita mi è capitato di vedere questi disegni, ma onestamente [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2026/09/leonardo-da-vinci-sbarca-a-bologna/">Leonardo da Vinci sbarca a Bologna</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ero bambino mia mamma mi magnificava il genio di Leonardo da Vinci, non solo per la celeberrima Gioconda (che misi come meta del nostro primo viaggio in camper insieme alla Torre Eifel nel lontano 1972), ma come inventore di macchine di ogni genere.<br />
Nella vita mi è capitato di vedere questi disegni, ma onestamente capendoci poco.<br />
La notizia che siano stati realizzati mi ha riempito di curiosità e quindi mi sono fiondato alla presentazione alla stampa della mostra “Le macchine di Leonardo da Vinci. Genio e Innovazione” dal 24 settembre al 17 gennaio a Palazzo Pallavicini in via San Felice 24.<br />
Il percorso allestito nelle sale affrescate del Palazzo racconta l’ingegno leonardesco attraverso creazioni come la bicicletta, che trae spunto dal celebre disegno del 1493, il rivoluzionario paracadute, il deltaplano e l’elicottero, che rappresentano una vera e propria sfida alla forza di gravità.<br />
La meccanica pura prende forma attraverso il martello a movimento continuo, il misuratore di vento e i complessi sistemi di sollevamento, come i pesi con carrucola e la carrucola a due pesi. Non mancano, inoltre, dispositivi fondamentali per la storia dell&#8217;ingegneria moderna, tra cui la bilancia igrometro scrivente, il cambio di velocità, il pistone e il cric.<br />
Tra le opere di maggiore rilievo della rassegna si distingue l’Istrice, una monumentale installazione lignea lunga dodici metri, ispirata ai bozzetti di Leonardo da Vinci. Realizzata con legno recuperato da aree colpite da conflitti, l&#8217;opera reinterpreta un ingegno concepito per la guerra trasformandolo in un potente simbolo di speranza.<br />
Purtroppo con i materiali esistenti allora non potette realizzare nessuna di queste opere, ma certamente oggi possono essere fonte di ispirazione per esempio per i moderni deltaplani, certamente con gli strumenti odierni avrebbe concepite opere fantastiche. Scopo inconfessato della mostra è ispirare qualche giovane visitatore a riprendere queste visioni mirabili. Interessante inoltre vedere il passaggio dalle due dimensioni degli schizzi alle tre dimensioni del modello, anche se a volte il modello è solo in scala, come si nota dalle dimensioni del pupazzo al posto di guida.<br />
Per ogni altro dettaglio e per informazioni pratiche, il sito è: www.palazzopallavicini.com</p>
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		<title>Fiera del Camper a Parma 2026</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 13:35:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fausto Desalvo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Numero 175 - Archivio temporaneo permanente]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[camper]]></category>
		<category><![CDATA[parma]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Come ogni anno l’Arengo del Viaggiatore non può mancare al pellegrinaggio dei camperisti alla Fiera di Parma, la manifestazione sull’argomento più imponente per presenze in Italia e seconda in Europa, dopo quella di Dusseldorf, dove l’Arengo si è già recato una volta nella vita come prescrivono i nostri doveri. Questa volta per la prima volta [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2026/09/fiera-del-camper-a-parma-2026/">Fiera del Camper a Parma 2026</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Come ogni anno l’Arengo del Viaggiatore non può mancare al pellegrinaggio dei camperisti alla Fiera di Parma, la manifestazione sull’argomento più imponente per presenze in Italia e seconda in Europa, dopo quella di Dusseldorf, dove l’Arengo si è già recato una volta nella vita come prescrivono i nostri doveri.</p>
<p>Questa volta per la prima volta abbiamo assistito all’inaugurazione ufficiale, al centro della quale era il ruolo del turismo itinerante come leva per lo sviluppo dell’economia turistica, dei territori e della filiera. L&#8217;Italia è il terzo produttore europeo di camper, dopo Germania e Francia, ed esporta oltre l’80%, inoltre a fine agosto (per la stagione 2025-2026) si riscontra un + 4,95% nelle immatricolazioni rispetto all’anno precedente.<br />
L’appuntamento inaugurale si è svolto sabato 12 settembre alle 13.15, nella Sala Pietro Barilla, padiglione 1. Il tema di apertura “Il plein air come volano di crescita per l’economia del turismo in Italia”, ha visto gli interventi di Franco Mosconi, Presidente di Fiere di Parma di Gianguido Cerullo, Presidente APC &#8211; Associazione Produttori Caravan e Camper e di Alberto Aitini presidente APT Emilia Romagna. Le conclusioni e i saluti finali sono stati affidati a Tommaso Foti, Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione.<br />
Nei numeri illustrati dal Presidente dei Costruttori di Camper mi ha particolarmente colpito il numero dei camper immatricolati in Europa l’ultimo anno (oltre duecentomila) dei quali oltre ottomila in Italia e mi ha fatto ricordare che nel 1971 quando noi comprammo il Noè 350 dell’Arca su 238, i camper (allora veicoli a uso speciale abitazione) immatricolati in Italia furono 40 e quando giravamo eravamo oggetto di curiosità da parte degli astanti in ogni sosta.<br />
Grande sorpresa è stata per me trovare fra i relatori un amico il dott. Aitini!<br />
Come ogni anno il mondo dell’outdoor torna a darsi appuntamento dal 12 al 20 settembre al Salone del Camper – Caravan Accessori Percorsi e Mete, arrivato alla 17ª edizione, organizzato in collaborazione con APC – Associazione Produttori Caravan e Camper, la manifestazione riunisce l’intera filiera dei veicoli ricreazionali, insieme ad accessori, servizi, destinazioni e proposte di viaggio, anche di carovane con le quali, ognuno col proprio camper e quindi a casa sua, affrontare mete impegnative come quelle africane.<br />
L’edizione 2026 conta più di 310 espositori, oltre 600 mezzi ricreazionali, 5 padiglioni come sempre, più di 110.000 metri quadrati espositivi, con oltre 100.000 presenze attese nei nove giorni di manifestazione. Il Salone apre così in una fase favorevole per il mercato italiano dei camper, accompagnata da un crescente interesse per il viaggio itinerante.<br />
Nella solita passeggiata lungo le corsie dei padiglioni rileviamo alcune novità rispetto agli anni passati.<br />
I furgoni, che fino a qualche anno fa erano quasi inesistenti, sono notevolmente aumentati e rappresentano la maggioranza dei mezzi; le caravan, anche queste praticamente sparite, sono riapparse con un discreto assortimento. Infine la differenza più notevole sono i prezzi: la moda era intorno ai 70-80.000 euro e ora supera i centomila, si capisce quindi perché l’80% della produzione viene esportata: si tratta di prezzi decisamente elevati per noi italiani.<br />
Ma comunque la visita fa sognare la libertà di viaggiare ovunque che ognuno di quei mezzi permette di avere come abbiamo sperimentato personalmente nei nostri viaggi famigliari dal 1971.<br />
L’anno scorso segnalai un enorme camper che ospitava al suo interno un garage con una automobile dentro. Quest’anno non c’è perché è stato venduto e non è stato sostituito, al suo posto due camper decisamente grandi e costosi (quattrocentomila euro) però più modesti rispetti al loro fratello maggiore.<br />
Più perplesso mi hanno lasciato un gigantesco camper per fuori strada, che a mio avviso richiede degli spazi fuori … autostrada e delle caravan con le stesse caratteristiche, francamente andare fuori strada trainando un rimorchio mi sembra decisamente problematico.<br />
Resta fermo che chi vuole essere rapito dalla fantasia di questo modo UNICO di viaggiare deve assolutamente visitare questa fiera!<br />
Per ogni altro dettaglio sull’organizzazione e sulle manifestazioni collaterali consultare il sito www.salonedelcamper.it</p>
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		<title>Inaugurato il Museo del Basket a Bologna</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 07:52:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fausto Desalvo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 175 - Archivio temporaneo permanente]]></category>
		<category><![CDATA[basket]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[museo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Dopo molto tempo che i locali all’interno del Paladozza in piazza Azzarita 3 erano stati ristrutturati e diversi annunci disattesi, ha finalmente visto la luce il Museo del Basket. La scelta non poteva cadere che sulla nostra città, detta anche Basket City, per le sue due prestigiose squadre Virtus e Fortitudo, ovviamente con l’auspicio che [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2026/04/inaugurato-il-museo-del-basket-a-bologna/">Inaugurato il Museo del Basket a Bologna</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo molto tempo che i locali all’interno del Paladozza in piazza Azzarita 3 erano stati ristrutturati e diversi annunci disattesi, ha finalmente visto la luce il Museo del Basket.</p>
<p>La scelta non poteva cadere che sulla nostra città, detta anche Basket City, per le sue due prestigiose squadre Virtus e Fortitudo, ovviamente con l’auspicio che la seconda ritorni rapidamente in A1 rinnovando così i fasti insuperabili dei derby (giunti perfino come finale scudetto nel 1998!) che dal 1966 quando i biancoblù acquisirono i diritti della Sant’Agostino, entrarono in A1 e sostituirono il Gira, che era allora retrocesso, già protagonista dei derby cittadini dal 1948-49.</p>
<p>È il primo museo permanente interamente dedicato alla storia della pallacanestro in Italia. Non solo cimeli: come ogni moderno museo è un’esperienza immersiva con proiezioni, suoni, telecronache storiche e contenuti interattivi su quasi 400 m². Racconta Nazionali, club, giocatori, allenatori e tifosi che hanno fatto grande il basket italiano.</p>
<p>L’allestimento attuale fino al 18 ottobre 2027 è dedicato a “Italbasket, oltre 100 anni di un infinito azzurro” e ripercorre dal 1921 ad oggi i trionfi della Nazionale maschile e femminile.</p>
<p>Non è casuale inoltre che a sessanta chilometri nella amena cittadina di Porretta Terme (frazione di Alto Reno Terme) ci sia il Santuario del Basket, un luogo speciale dedicato alla pallacanestro italiana. È stato riconosciuto ufficialmente nel 2015 come Patrona della Pallacanestro Italiana dalla Congregazione Vaticana del Culto Divino e della Disciplina dei Sacramenti e il papa Francesco ha benedetto una fiaccola e una lampada votiva per il Santuario.</p>
<p>Il Santuario ospita eventi e manifestazioni legate alla pallacanestro, come il Trofeo Madonna del Ponte, che si svolge annualmente e vede la partecipazione di squadre di basket di diverse regioni italiane.</p>
<p>Con questo Museo, con il Tempio del Madison di Piazza Azzarita e con il Santuario di Porretta si può affermare senza tema di smentite che la nostra Città Metropolitana sia consacrata al culto di questo nobile sport!</p>
<p>Per giorni e orari di apertura e acquisto biglietti il sito è <a href="http://www.mubit.it/">www.mubit.it</a></p>
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		<title>Il Futurismo sbarca a Bologna</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2026 07:30:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fausto Desalvo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 175 - Archivio temporaneo permanente]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[futurismo]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Casualmente passando in via Farini 15 mi sono imbattuto nella mostra poco reclamizzata sul “Futurismo e il Ritorno all&#8217;ordine” alla Casa Saraceni,  aperta fino al 26 luglio 2026 con ingresso libero. Riprendo dal sito la descrizione che comprende un folto nucleo di opere che tocca non solo le arti figurative nelle diverse espressioni (dalla pittura [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2026/03/il-futurismo-sbarca-a-bologna/">Il Futurismo sbarca a Bologna</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Casualmente passando in via Farini 15 mi sono imbattuto nella mostra poco reclamizzata sul “Futurismo e il Ritorno all&#8217;ordine” alla Casa Saraceni,  aperta fino al 26 luglio 2026 con ingresso libero.</p>
<p>Riprendo dal sito la descrizione che comprende un folto nucleo di opere che tocca non solo le arti figurative nelle diverse espressioni (dalla pittura alla scultura, dall’architettura alla grafica), ma anche la letteratura, la musica, la fotografia e la cinematografia.</p>
<p>Fondatore del movimento fu il poeta Filippo Tommaso Marinetti che ne espose il manifesto nel 1909. Alle spalle le scoperte tecnologiche, le nuove forme di comunicazione senza fili (il telegrafo, la radio), le conquiste della locomozione (treni, automobili, aeroplani), l’ebbrezza di una velocità fino allora fantasticata dai poeti, il superamento delle distanze e la nuova concezione del tempo e dello spazio.</p>
<p>Tra i giornali esposti che nel 1909 stamparono il Manifesto futurista di Marinetti fu anche la “Gazzetta dell’Emilia” di Bologna.</p>
<p>L’anno successivo, a Milano, esponenti di primo piano del movimento quali Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Giacomo Balla e Gino Severini firmarono il Manifesto dei pittori futuristi. Dal punto di vista artistico il Futurismo ebbe un ruolo innovativo decisivo. L’attenzione al movimento, alla simultaneità e alla scomposizione della realtà influenzò profondamente pittura, letteratura, musica.</p>
<p>Tra gli artisti rappresentati nelle Collezioni della Fondazione compaiono, oltre a Marinetti, Giacomo Balla con un bozzetto per francobollo, Umberto Boccioni con l’Autoritratto a penna; inoltre Roberto Marcello Baldessari, Alessandro Bruschetti, Mino Rosso, Fortunato Depero e altri. Folto il nucleo delle opere di aeropittura, dovute ad Alfredo Gauro Ambrosi, Mario Sironi, Giulio d’Anna, Mino Delle Site, Tato (Guglielmo Sansoni) e soprattutto al bolognese Angelo Caviglioni.</p>
<p>Per “Ritorno all’ordine” si intende quel movimento artistico che, dopo la Prima Guerra Mondiale, reagisce alle sperimentazioni delle Avanguardie e sostiene l’esigenza del rientro nell’alveo della tradizione. Nelle Collezioni della Fondazione sono rappresentative della varietà degli esiti del nuovo “ordine” opere quali La Madre, rilievo in marmo di Adolfo Wildt, l’emblematica Famiglia di lavoratori di Mario Sironi, il Torso di giovinetto in bronzo di Arturo Martini (autentici capolavori dell’artista trevigiano sono Dedalo e Icaro e Opere assistenziali. Carità, monumentali sculture in marmo esposte nelle vetrine di Casa Saraceni che affacciano in permanenza sul portico di via Farini), l’ammirevole Ritratto di fanciulla, busto in ceramica di ascendenze rinascimentali di Lucio Fontana, Il piede romano, omaggio all’antichità di Filippo De Pisis, Gentiluomo in villeggiatura di Giorgio De Chirico, la commovente Donna vicino al tavolo di Felice Casorati, La trebbiatura di Galileo Chini, cartone preparatorio per le pitture murali della Casa del Contadino a Bologna, ora sede della CGIL, e altre opere ancora, fra le quali mi è piaciuta moltissimo la Locomotiva, simbolo della potenza futurista.</p>
<p>Per le informazioni pratiche il sito è</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://fondazionecarisbo.it/evento/mostra-futurismo-e-ritorno-all-ordine/">https://fondazionecarisbo.it/evento/mostra-futurismo-e-ritorno-all-ordine/</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Barocco a Forlì</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 08:05:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivana Tomasini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte e Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 175 - Archivio temporaneo permanente]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[barocco]]></category>
		<category><![CDATA[forlì]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Quando il 31 ottobre 1517 Martin Lutero diede avvio alla riforma protestante, che portò  alla separazione dalla Chiesa cattolica romana, marcando uno degli eventi che segnarono l&#8217;inizio dell&#8217;eta&#8217; moderna, la causa scatenante fu data dalla predicazione delle indulgenze di papa Leone X per finanziare la costruzione della basilica di san Pietro. Fu proprio contro le [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2026/03/barocco-a-forli/">Barocco a Forlì</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando il 31 ottobre 1517 Martin Lutero diede avvio alla riforma protestante, che portò  alla separazione dalla Chiesa cattolica romana, marcando uno degli eventi che segnarono l&#8217;inizio dell&#8217;eta&#8217; moderna, la causa scatenante fu data dalla predicazione delle indulgenze di papa Leone X per finanziare la costruzione della basilica di san Pietro.</p>
<p>Fu proprio contro le indulgenze, cioè la vendita del perdono dei peccati, che Martin Lutero si scatenò, volendo portare a una fede basata esclusivamente sul Vangelo, ricca di umanesimo e ridefinire il rapporto tra religione, cultura e società. Vediamo cambiare la situazione politica europea complessiva dove cause sociali, culturali ed economiche già da anni avevano creato i presupposti a questo cambiamento</p>
<p>La Chiesa cattolica non accettò questo scisma e rispose con una controriforma che voleva essere una restaurazione per recuperare i fedeli persi, mirando a consolidare l&#8217;ortodossia e a rafforzare l&#8217;autorità&#8217; papale.</p>
<p>Ed ecco affermarsi il Barocco quale espressione anche materiale della grande potenza del Papa, in una Roma erede dei cesari; di questo ci parla la mostra di Forli&#8217;; &#8220;Barocco, il gran teatro delle idee&#8221; oltre 200 capolavori dal 1600 al 1900 di scultura, pittura, grafica e mobilio, gioielli e addobbi, opere di astronomia (epoca di razionalità galileiana!)  <i>bellissimi!</i></p>
<p>Attraverso l&#8217;impegno di ingenti risorse economiche la Chiesa di Roma si fece notare e noi ripercorriamo questa storia nella mostra che e&#8217; suddivisa in sezioni:</p>
<ul>
<li>Il Vero e la Meraviglia. La seduzione dell&#8217;antico e i nuovi valori formali</li>
<li>La Roma dei Papi. Il più grande spettacolo del mondo</li>
<li>Il Volto del potere. Committenza e rappresentazione</li>
<li>Scenografie del quotidiano. Nuovi stili decorativi</li>
<li>La mutevole visione delle cose. Verso il superamento dei generi</li>
<li>Visioni mistiche. Lo spirito, la carne, l&#8217;estasi</li>
<li>Il trionfo dell&#8217;immagine: miti, allegorie, storie</li>
<li>Storie senza eroi. La strada in scena</li>
<li>Le forme della devozione. Il culto e la pietà</li>
<li>La diffusione dei modelli. da Roma all&#8217;Europa</li>
<li>Inquietudine delle forme</li>
<li>Visioni ultime. Barocco contemporaneo</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ogni sezione merita un&#8217;attenzione e approfondimento e mi limito a segnalare alcune opere: Laocoonte, Torso del Belvedere, opere di Carracci, Caravaggio, Borromini e Bernini, Velazquez, Guido Reni, il Galata, strumenti musicali e nature morte che richiamano alla vanitas del tempo che passa, Tanzio da Varallo e poi i volti popolari, nella loro vita quotidiana, che Caravaggio soprattutto aveva fatto entrare nella sua pittura. De Chirico, Kokoschka, Boldini e altri moderni, dialogano con gli altri del passato in una continuità di forma, materia e luce che li accomuna.</p>
<p>Buona visita a chi piace il barocco e un invito a chi non piace perché potrebbe essere l&#8217;occasione per ripensarlo e apprezzarlo-</p>
<p>https://mostremuseisandomenico.it</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Museo della Civiltà villanoviana</title>
		<link>https://www.larengodelviaggiatore.info/2026/03/museo-della-civilta-villanoviana/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=museo-della-civilta-villanoviana</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 09:14:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fausto Desalvo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Numero 175 - Archivio temporaneo permanente]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[museo]]></category>
		<category><![CDATA[villanova]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#160; Questa volta l’Arengo del viaggiatore fa un viaggio nella preistoria! Appena la mia allora fidanzata mi raggiunse a Bologna per iscriversi all’Università nel 1969, cominciammo a esplorare la terra dove eravamo finiti, in mezzo alla pianura nebbiosa e lontana dal nostro mare ligure col quale eravamo cresciuti. Freschi di studi liceali realizzammo che eravamo [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info/2026/03/museo-della-civilta-villanoviana/">Museo della Civiltà villanoviana</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.larengodelviaggiatore.info">L&#039;Arengo del Viaggiatore</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Questa volta l’Arengo del viaggiatore fa un viaggio nella preistoria!</p>
<p>Appena la mia allora fidanzata mi raggiunse a Bologna per iscriversi all’Università nel 1969, cominciammo a esplorare la terra dove eravamo finiti, in mezzo alla pianura nebbiosa e lontana dal nostro mare ligure col quale eravamo cresciuti.</p>
<p>Freschi di studi liceali realizzammo che eravamo vicini alla culla della civiltà villanoviana e pertanto andammo a vedere cosa era rimasto.</p>
<p>Villanova di Castenaso era allora una piccola frazione (l’espansione edilizia della cintura bolognese non c’era ancora stata) e cercammo notizie fra i bar del posto. Caddero tutti dalle nuvole e nessuno sapeva niente. Ricordo ancora la nostra delusione.</p>
<p>Nel frattempo i decenni sono passati, nuove scoperte sono state fatte (a partire dal 1972, poco dopo la nostra incursione) e nel 2009 è stato inaugurato il museo con materiali degli scavi del 2007 a Marano.</p>
<p>Ma solo nei giorni scorsi finalmente abbiamo deciso di andarlo a visitare e abbiamo trovato  un vero e proprio tesoro archeologico che ospita esposti in modo impeccabile reperti della cultura villanoviana, una civiltà che risale al IX-VII secolo a.C. e rappresenta la fase più antica della civiltà etrusca.</p>
<p>Il MUV è così articolato:</p>
<p>- Necropoli villanoviana: una collezione di tombe a cremazione con urne cinerarie e corredi funerari</p>
<p>- Stele delle Spade: una stele funeraria con una ricca decorazione a bassorilievo che rappresenta un duello tra guerrieri</p>
<p>- Ricostruzione di una capanna villanoviana: una riproduzione a grandezza naturale di una capanna villanoviana con arredi e attrezzature originali</p>
<p>Quest’ultima in particolare fa molto riflettere: onestamente la nostra civiltà ha tanti difetti, ma le nostre abitazioni sono decisamente più comode. Non c’è traccia di televisore o doccia e la presa d’aria in alto non mi sembra decisamente a norma.</p>
<p>Il Museo ospita anche mostre temporanee come Oggetti dal quotidiano oppure Un giorno all&#8217;interno di un villaggio villanoviano, attività didattiche per ogni ordine di scuola, laboratori e conferenze per adulti e bambini molto interessanti.</p>
<p>Per il calendario di queste e ogni altra informazione visitare il sito <a href="http://www.muvcastenaso.it/">www.muvcastenaso.it</a> ed eventualmente iscriversi alla newsletter per restare aggiornati</p>
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