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	<title>Arno Klein</title>
	
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	<description>Una stanza bianca</description>
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		<title>Serate dadaiste</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 21:26:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>annaba1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisticamente]]></category>
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		<description><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 346px"><img src="http://prospettiva.teatrostabiletorino.it/wp-content/upload/lotta_negro/21_lotta-di-negro-e-cane.jpg" alt="" width="336" height="234" /><p class="wp-caption-text">Teatrino Giullare - Lotta di negro e cani</p></div>
<p>Non si spara sulla croce rossa. Soprattutto dopo una serata come questa. Che&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 346px"><img src="http://prospettiva.teatrostabiletorino.it/wp-content/upload/lotta_negro/21_lotta-di-negro-e-cane.jpg" alt="" width="336" height="234" /><p class="wp-caption-text">Teatrino Giullare - Lotta di negro e cani</p></div>
<p>Non si spara sulla croce rossa. Soprattutto dopo una serata come questa. Che poi li capisco. Veramente, con tutto il mio cuore li capisco e li sostengo. Se l&#8217;impiando audio si va a fare un giro su uno spettacolo tutto sussurrato e microfonato, capisco che, insomma, l&#8217;entusiasmo in scena non sia proprio quello che dovrebbe essere.<br />
Quindi non sparo sulla croce rossa a priori.<br />
Dirò solo che, va bene, uno dei microfoni non funzionava, che per la prima parte si capiva la metà di quello che lei diceva e che per la seconda non si capiva quasi niente. E che il Gobetti dovrebbe dare una riguardatina alle attrezzature tecniche visto che (in due settimane) già son successi due casini. Ma che il problema dello spettacolo, comunque, non era quello. L&#8217;esodo di massa ci sarebbe stato comunque. Non aveva senso&#8230; ma che v&#8217;ha fatto Koltès?</p>
<p>Comunque magnifica serata. E a un certo punto ho pensato che tutto fosse davvero geniale. Che doveva essere stato fatto apposta, perchè, e scusate se ve lo dico, voi vi siete depressi (e vi capisco), ma ha funzionato da Dio. Avete salvato la messa in scena. Aveva un senso. Quando il tipo, dalle prime file di platea, ha urlato NON SI SENTE NIENTE in sala si è scatenato il delirio. Gente prima tossicchiante (e il pensiero corre a Dario Fo) scoppia a ridere, gli attori continuano imperterriti a recitare dietro il paravento nero. Non li vedevamo prima e non li vediamo adesso. Mah. Chi fino a quel momento aveva sonnecchiato (come la sottoscritta) si guarda intorno per capire che accadrà ora. BASTA! E&#8217; DA UN&#8217;ORA CHE NON SENTIAMO NIENTE! Risate sommesse. Silenzio in scena. Vocina (da dietro il paravento): &#8220;Scusate&#8230; ma che dovremmo fare? E&#8217; più difficile per noi che per voi&#8230;&#8221;. (E ha ragione, povera). SI&#8217;, MA NOI ABBIAMO PAGATO IL BIGLIETTO!!! E si scatena il dibattito. CAFONE!!! e dall&#8217;altra parte: NON E&#8217; COLPA LORO! e da dietro MA ALMENO ACCENDETE LE LUCI!!! Pausa. Credo che gli attori dietro le loro barricate si siano scambiati il disperato sguardo &#8220;E mo??&#8221;. E mo è successa la cosa geniale. I due escono dal nascondiglio, chiedono luce, si scusano dicendo che i microfoni non avevano mai funzionato, nemmeno durante le prove. (E allora mettete un bel cartello fuori dove si dice che lo spettacolo è annullato per problemi tecnici, dico io&#8230;). Si siedono in proscenio. Le luci li illuminano. Sale sul palco un tecnico che prova a combinar qualcosa con i microfoni. I due iniziano a dire che gli dispiace, che lo sanno che non si era capito niente, che almeno ci raccontano il testo. Boato da teatro futurista (in perfetto tempismo) da dietro le quinte. Fa capolino il tecnico&#8230; era il microfono. Che ora funziona. Lo passa ai due. I fanciulli raccontano quello che era successo fino a quel momento (che, mi dispiace dirvelo, s&#8217;era capito anche prima&#8230;). Lei va dietro il paravento e prende un oggetto di scena. E ricominciano a recitare da lì. Dal proscenio. E funziona. Perchè sono pure bravi. Si muovono sul palco a turno per andare a prendere quello che serve, lui le dipinge le guance di rosso. E portano avanti lo spettacolo fino alla fine. In modo decisamente più incisivo di prima, quando l&#8217;ansia estetizzante mescolava disegni sulla sabbia, a vetri deformanti a piccoli riquadri da cui spuntavano mani e piedi. Funziona molto di più così. Nessuno tossisce più e tutti li stanno ad ascoltare e a guardare. E io penso &#8220;Che geni, che paraculi&#8230; ora sì che mi dici qualcosa!&#8221;. E lo fanno con naturalezza, inframezzando battute a descrizioni, descrivono i gesti, i suoni, le azioni. E tu, in qualche modo le vedi. E io che ancora pensavo &#8220;Che geni, che paraculi&#8230;&#8221;.</p>
<p>Fino a quando non li vedo depressi nel momento dell&#8217;applauso. E fino a quando il tecnico con il microfono futurista sale in scena per dirci che ci avrebbero regalato un biglietto per un altro spettacolo, a scelta.</p>
<p>Ma allora era tutto vero! Peccato&#8230; Sarebbe stato lo spettacolo della svolta. Certo, forse dal gusto un po&#8217; rétro ma di un contrasto interno da lasciare senza fiato! Giusto giusto sui 5 minuti del finale.<br />
Sul serio, a non dire niente avrebbero lasciato tutti col dubbio. E con quella tensione che sono riusciti a creare sul finale (forse proprio perchè erano tesi loro) assolutamente degna di Koltès.</p>
<p>Qui le disquisizioni (comunque) sul senso delle scelte di scena fatte potrebbero sprecarsi. E prima dell&#8217;inizio della serata Dadaista stavo proprio pensando a cosa scrivere del fatto che si fanno spesso scelte fini e figheggianti che lasciano un po&#8217; il tempo che trovano. Ma poi, dopo quello che è successo, l&#8217;idea che mi è balzata su per la testa è stata un&#8217;altra: Il Dada è morto&#8230; viva il Dada!</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #888888;">Teatrino Giullare<strong><br />
Lotta di Negro e cani<br />
</strong>Teatro Gobetti</span></p>
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		<title>Appunti su uno spettacolo di Ascanio Celestini</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 00:49:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>annaba1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Artisticamente]]></category>
		<category><![CDATA[deliri teatrali]]></category>

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		<description><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 266px"><img src="http://nove.aperion.cc/slir/w400-h450/nove/foto/celestini2.jpg" alt="" width="256" height="251" /><p class="wp-caption-text">Ascanio Celestini - Appunti per un film sulla lotta di classe</p></div>
<p>Ascanio Celestini è bravo.<br />
Ascanio Celestini è proprio bravo.<br />
Ma davero davero&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 266px"><img src="http://nove.aperion.cc/slir/w400-h450/nove/foto/celestini2.jpg" alt="" width="256" height="251" /><p class="wp-caption-text">Ascanio Celestini - Appunti per un film sulla lotta di classe</p></div>
<p>Ascanio Celestini è bravo.<br />
Ascanio Celestini è proprio bravo.<br />
Ma davero davero davero.</p>
<p>Ascanio Celestini fa ridere, fa sorridere, fa sorridere a denti stretti, e fa anche non sorridere affatto.<br />
Ascanio Celestini non ti illumina sulla vita, sul mondo, sulle cose. Ma le sa raccontare. Bene.</p>
<p>Ascanio Celestini lo vai a vedere se hai voglia di sentire qualcosa di sinistra.<br />
Quando hai voglia di sentire qualcosa di sinistra Ascanio Celestini è la cosa migliore.</p>
<p>Devo ringraziare Ascanio Celestini per aver dato una definizione alla mia faccia: sì, ho anche io le occhiaia di un Panda Onanista.</p>
<p>Ascanio Celestini è un po&#8217; come le favole per noi poveri bimbi sperduti si sinistra. E&#8217; bello &#8211; di quando in quando &#8211; sentire ancora le parole lotta-di-classe.</p>
<p>E&#8217; che io, alla fine, credo di aver proprio dei problemi sostanziali di concetto con il teatro di narrazione. Anche se è quello di Ascanio Celestini.<br />
Comunque ringrazio Ascanio Celestini per la bella serata. E per la sua barba, che dal vivo rende anche di più.</p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #888888;">Ascanio Celestini</span><span style="color: #888888;"><strong><br />
Appunti per un film sulla lotta di classe<br />
</strong>Torino, Teatro Carignano ore 21.30</span></p>
<p style="text-align: left;">P.S.: Lo capisci subito quando in sala c&#8217;è un pubblico non abituato ad andare a teatro. Lo capisci dall&#8217;applauso a spettacolo non ancora iniziato quando entra in scena l&#8217;ATTORE. Mi oppongo. Un attore se lo deve meritare il mio applauso. Anche se è Ascanio Celestini. Per la cronaca: l&#8217;ho richiamato 5 volte. Ma se l&#8217;era meritato.</p>
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		<title>Pubblicità Progresso</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 13:25:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>annaba1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cazzaramente]]></category>
		<category><![CDATA[frammenti]]></category>

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		<description><![CDATA[<h3>Tersite Sogna</h3>
<p style="text-align: center;"><a href="http://tersitez.blogspot.com/2009/10/tersite-sogna.html"><img class="aligncenter size-large wp-image-560" title="Tersite Sogna" src="http://www.arnokleinroom.com/wp-content/uploads/2009/10/un-sogno-di-Tersite-1024x622.jpg" alt="Tersite Sogna" width="538" height="327" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://tersitez.blogspot.com/">Tersite Paranoia</a> di Ade Zeno</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Tersite Sogna</h3>
<p style="text-align: center;"><a href="http://tersitez.blogspot.com/2009/10/tersite-sogna.html"><img class="aligncenter size-large wp-image-560" title="Tersite Sogna" src="http://www.arnokleinroom.com/wp-content/uploads/2009/10/un-sogno-di-Tersite-1024x622.jpg" alt="Tersite Sogna" width="538" height="327" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://tersitez.blogspot.com/">Tersite Paranoia</a> di Ade Zeno</p>
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		<title>Trenta so’ trenta</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 15:54:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>annaba1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personalmente]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri diurni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><a href="http://www.arnokleinroom.com/wp-content/uploads/2009/10/048.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-556" title="048" src="http://www.arnokleinroom.com/wp-content/uploads/2009/10/048-300x224.jpg" alt="048" width="300" height="224" /></a>Sono arrivati i 30. Si ringraziano tutti quelli che, a vario titolo, hanno contribuito a rendere indimenticabile la maratona di&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.arnokleinroom.com/wp-content/uploads/2009/10/048.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-556" title="048" src="http://www.arnokleinroom.com/wp-content/uploads/2009/10/048-300x224.jpg" alt="048" width="300" height="224" /></a>Sono arrivati i 30. Si ringraziano tutti quelli che, a vario titolo, hanno contribuito a rendere indimenticabile la maratona di festeggiamenti.</p>
<p>Si ringraziano le elettrosciocchine, il the beach e la cena che ho vinto e non mi hanno ancora pagato. Si ringraziano il vestito fucsia, lo stivale da cat woman e le scarpe di ricambio. Si ringrazia anche Portobello Road per l&#8217;acquisto.</p>
<p>Si ringraziano i giorni di riposo. Senza di loro tutto questo non sarebbe stato possibile.</p>
<p>Si ringrazia la pro loco di Calosso e si idolatra il Rapulé. Si ringrazia il Tom Tom spagnolo e la mucca che fa mu, le strade chiuse e l&#8217;andar per vigne.  Si ringraziano i crotin, i tajarin, i ravioli del plin. Si ringraziano i suonatori al freddo che hanno suonato per me nei miei last five minutes in twenty. Si ringrazia Uzzi di esistere. Si ringraziano quelli che alle elementari facevo le cose più zozze. Si ringraziano quelli che non smetteranno di ricordarmelo per i prossimi cinque anni. Si ringrazia il pandino e ci si scusa col cortile della BNL. Si ringraziano soprattutto le vigne per aver impedito che una caduta rovinosa diventasse una caduta rovinante.</p>
<p>Si ringrazia la mamma, il papà, i sei primi, i quattro secondi e la torta con il mio piedone. Si ringrazia il coinquilino cuoco, si ringraziano le anatre che ci hanno donato il loro petto, il porto che ha loro reso onore, i tapinambur e il margaro col banco in via galliari. Senza scordare le patate.</p>
<p>Si ringraziano Babilonia Teatri e Emma Dante perchè, anche se non lo sanno, hanno contribuito anche loro.</p>
<p>Si ringrazia l&#8217;incazzatura informatica. Grazie a lei sono una donna migliore.</p>
<p>Si ringraziano i coinquilini per esserci a qualsiasi ora. Anche se stavano già dormendo.</p>
<p>Si ringrazia il pavimento della mia casa per non averci abbandonato neppure questa volta. Si ringrazia la morte in vacanza per non aver rotto le balle neppure questa volta. Si ringraziano tutti quelli che hanno messo il piagiama e quelli col cappello da babbo natale. Si ringraziano tutti quelli che non avevano il pigiama per non aver infierito. Si ringrazia il pigiama azzurro con le vacche. Si ringraziano le vacche. Si ringraziano quelli che ti istigano al suicidio per essere gentili pur sapendo che ne sopporteranno le conseguenze.</p>
<p>Si ringrazia il mio stomaco per non avermi abbandonato. Contro ogni previsione.<br />
Si ringrazia il mio fegato per non avermi abbandonato. Contro ogni previsione.</p>
<p>Si ringraziano quelli che non hanno mai detto &#8220;cazzo, 30&#8243;.<br />
Si ringraziano quelli che, mentendo sapendo di mentire, hanno detto &#8220;figo, 30&#8243;.</p>
<p>A tutti loro la mia profonda ammirazione.</p>
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		<title>Tutti i miei non-fidanzati</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 17:17:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>annaba1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personalmente]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri diurni]]></category>

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		<description><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 279px"><img src="http://www.torinointernational.com/seyretfiles/localvideos/spot/_thumbs/Kinder03.jpg" alt="   " width="269" height="202" /><p class="wp-caption-text">   </p></div>
<p>Ci pensavo proprio stamattina. Anche per il fatto che &#8211; diciamocelo &#8211; vivo in un buco di città, una di&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 279px"><img src="http://www.torinointernational.com/seyretfiles/localvideos/spot/_thumbs/Kinder03.jpg" alt="   " width="269" height="202" /><p class="wp-caption-text">   </p></div>
<p>Ci pensavo proprio stamattina. Anche per il fatto che &#8211; diciamocelo &#8211; vivo in un buco di città, una di quelle città in cui se ti scappa un rutto in pubblico tra sconosciuti, il giorno dopo ti chiama un tuo amico che non si sa come l&#8217;ha saputo.</p>
<p>All&#8217;alba dei trent&#8217;anni (manca meno di un mese ormai) mi ritrovo ad accorgermi che sono molti di più i fidanzati che non ho avuto.</p>
<p>Quello che forse poteva esserci, era la persona giusta nel momento sbagliato.<br />
O quello che c&#8217;è sempre più o meno stato, ma che non è mai &#8220;stato insieme&#8221;.<br />
Quello che c&#8217;era. Grande amore seguito da grande odio, seguito da grande non si sa che.<br />
Quello che c&#8217;è stato quell&#8217;unico momento in cui avrebbe potuto esserci, ma eri troppo ubriaca per cogliere l&#8217;attimo.<br />
Quello che ancora adesso ti mangi le mani. Che era lì e che ti sei tirata indietro per non si sa quale motivo.<br />
Quello che proprio non è il caso.<br />
Quello che dopo due giorni iniziavi a chiederti perché. E dopo 5 lo salutavi.<br />
Quello che te lo chiedi adesso perché.<br />
Quello che incontri per caso, e vorresti ma non puoi.<br />
Quello che potrebbe essere quello giusto, ma vive in un altro continente. Il mio fidanzato immaginario.</p>
<p>E mi chiedo:  ma dopo quanti punti si vince un fidanzato intero? Sarebbe tutto più semplice se funzionasse come con i punti delle merendine. Non che mi senta ancora una zitella inacidita. Ma se lo vincessi&#8230; buttalo via!</p>
<p>Mah, forse è solo perché, mannaggia a &#8217;sta città, continuo a frequentare giocoforza non-fidanzati e attuali fidanzate di non-fidanzati&#8230; comunque&#8230; cuciniamoci su.  All&#8217;alba dei 30 anni l&#8217;unica cosa saggia da fare è buttarsi sul pollo al sale e i tomini al verde.</p>
<p>PS: Che non c&#8217;entra col post ma c&#8217;entra con le  merendine. Ma qualcuno mi sa spiegare perché le Kinder Colazione Più al supermercato sono sempre (ma sempre sempre) finite??</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dipendenze riscoperte</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 13:58:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>annaba1</dc:creator>
				<category><![CDATA[ci tocca resistere]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ecco. Il mio problema è che sono un&#8217;attrice.</p>
<p>Il mio problema è che &#8211; non immaginandolo &#8211; sono ancora capace di&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco. Il mio problema è che sono un&#8217;attrice.</p>
<p>Il mio problema è che &#8211; non immaginandolo &#8211; sono ancora capace di farlo. Di recitare intendo.</p>
<p>Torno ora da due giorni di riprese pieni di cose, incontri, persone. E dio&#8230; come mi sono divertita. Sono stanca. Rotolo dal sonno. Ho corso i 200 metri piani con tacchi e vestitino sul tetto del Lingotto. I miei piedi domandano pietà. Le mie gambe pure. Ho preso il copione in mano ieri mattina, l&#8217;ho mandato a memoria in meno di mezz&#8217;ora. Ho recitato davanti a una macchina da presa (mai fatto prima) per un gruppo di ragazzi che facevano un laboratorio. E dio&#8230; come mi sono divertita!</p>
<p>Sarà stata la mancanza di ansia da prestazione, sarà stato il prenderla con filosofia, sarà stato il non crederci troppo, ma è stato tutto così facile che quasi non sembrava fossero passati così tanti anni. Quasi non sembrava che ci fosse stato di mezzo quello spettacolo lì (quello che ogni volta che ne parliamo è sempre meglio non parlarne).</p>
<p>O forse, semplicemente, i tempi erano maturi. O meglio: marci. Marci di tutta quella roba che rimane dentro a rimestare e fermentare. Ammuffiti da uno stile di vita in cui mi sento stretta. Forse.</p>
<p>O forse è stato il compagno di squadra che non mi conosceva e a cui non avevo nulla da dimostrare. Forse con i vecchi compagni di squadra sarebbe stato più difficile. Forse, o forse no. O forse è stato il fatto che era un ottimo compagno di squadra.</p>
<p>Dopo questa due giorni, dopo l&#8217;apprezzamento (riportato) del regista (quello vero), mi sento meglio, di nuovo in forma, di nuovo con quella scintilla che mi fa sentire che ci sono, che sono viva.</p>
<p>E ripenso a S. quando mi ha detto che lui doveva fare lo scrittore, perchè non sapeva fare altro. E mi sento di nuovo di dire che io questo lo so fare. Che ho imparato a fare altro, ma che questo l&#8217;ho sempre saputo fare. Da quando mi ricordo. L&#8217;ho sempre saputo fare.</p>
<p>E se è bello sapere che lo so fare ancora, questo è anche il mio problema. Perchè adesso è una &#8220;condanna&#8221;. Poche balle da raccontare, pochi giri di parole. Questo  è il mio. Ed è una droga. E adesso bisogna trovare il modo di ricoominciare.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pubblicità progresso</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 13:02:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>annaba1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cazzaramente]]></category>
		<category><![CDATA[frammenti]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Ecco, non lo faccio quasi mai, ma questo è proprio da linkare!</p>
<p>Generatore automatico di proclami di Berlusconi, da <a href="http://metilparaben.blogspot.com/2009/09/generatore-automatico-di-proclami-di.html">Metilparaben</a>.</p>
<p>Buon divertimento!</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://metilparaben.blogspot.com/2009/09/generatore-automatico-di-proclami-di.html"><img class="aligncenter size-full wp-image-533" title="Immagine" src="http://www.arnokleinroom.com/wp-content/uploads/2009/09/Immagine.JPG" alt="Immagine" width="561" height="251" /></a></p>
&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, non lo faccio quasi mai, ma questo è proprio da linkare!</p>
<p>Generatore automatico di proclami di Berlusconi, da <a href="http://metilparaben.blogspot.com/2009/09/generatore-automatico-di-proclami-di.html">Metilparaben</a>.</p>
<p>Buon divertimento!</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://metilparaben.blogspot.com/2009/09/generatore-automatico-di-proclami-di.html"><img class="aligncenter size-full wp-image-533" title="Immagine" src="http://www.arnokleinroom.com/wp-content/uploads/2009/09/Immagine.JPG" alt="Immagine" width="561" height="251" /></a></p>
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		<title>Come guadagnare meno soldi e vivere felice</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 23:44:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>annaba1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personalmente]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri notturni]]></category>

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		<description><![CDATA[<div id="attachment_512" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.arnokleinroom.com/wp-content/uploads/2009/09/3852238466_1916a08463_b.jpg"><img class="size-medium wp-image-512" title="Attesa" src="http://www.arnokleinroom.com/wp-content/uploads/2009/09/3852238466_1916a08463_b-300x216.jpg" alt="Attesa" width="300" height="216" /></a><p class="wp-caption-text">Attesa</p></div>
<p>La verità è che da due settimane sto festeggiando davanti agli occhi attoniti di molti coetanei che non capiscono. Altri,&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_512" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.arnokleinroom.com/wp-content/uploads/2009/09/3852238466_1916a08463_b.jpg"><img class="size-medium wp-image-512" title="Attesa" src="http://www.arnokleinroom.com/wp-content/uploads/2009/09/3852238466_1916a08463_b-300x216.jpg" alt="Attesa" width="300" height="216" /></a><p class="wp-caption-text">Attesa</p></div>
<p>La verità è che da due settimane sto festeggiando davanti agli occhi attoniti di molti coetanei che non capiscono. Altri, a dirla tutta, capiscono benissimo, ma sono quelli da affinità elettiva.</p>
<p>Da due settimane sto festeggiando perchè ho scelto di guadagnare meno e vivere felice. A giugno, quando mi sono balzate davanti agli occhi le parole &#8220;tempo indeterminato&#8221;, mi sono sentita soffocare. Già mi immaginavo, fra 30 anni, a guadagnare 1000 euro al mese mentre continuavo a far schemini e risolvere problemi informatici per il mio capo che (ci scommetto) è non pensionabile. Pensavo agli articoli che non avevo scritto, al teatro che non avevo più fatto, ai progetti lasciati nel cassetto in attesa di vedere dove mi avrebbero portato i tre anni appena trascorsi. (Non molto lontano, in realtà).</p>
<p>Il primo impulso è stato quello di mollare tutto. La grossa crisi mi ha impedito di fare il colpo di testa. Il senso di soffocamento mi ha imposto di trovare una soluzione. E così ho scelto di guadagnare meno. Di uscire dall&#8217;ufficio alle 3 invece che alle 6, di trovarmi un paio di lavoretti poco impegnativi per racimolare quei 200 euro che mi mancheranno. E di vivere felice.</p>
<p>Perchè se c&#8217;è una cosa che ho capito, sulla soglia dei 30 anni, è che a me di tutto quell&#8217;ansia da prestazione da necessità di carriera non me ne può fregar di meno. Come direbbe il poeta. Il lavoro può essere il più figo del mondo, ma c&#8217;è bisogno di vita altrove.</p>
<p>E così ora aspetto. Aspetto questi mesi che inevitabilmente voleranno, preparando un Festival che tutto ingloba e tutto travolge. E dopo Natale ancora pochi giorni prima di respirare. Finalmente.<br />
Aspetto di vedere cosa accadrà, cerco di afferrare quello che sta accadendo: un corto che mai avrei  immaginato di girare, un progetto per un teatro, una minuscola esposizione di fotografie.</p>
<p>Intanto trascorro le serate tentando di interpretare su skype un fidanzato immaginario che vive Altrove e che per un momento (solo per un lungo momento) mi ha fatto pensare che forse sì, si poteva mollare tutto, si poteva cambiare. Imparo a contare fino a 5 (con qualche intoppo sul 3), immagino spedizioni per raccogliere acqua dalle sorgenti, sento la pioggia tra le palme delle oasi. E tutto questo, in qualche modo &#8211; in qualche strano modo -  mi convince sempre di più che probabilmente è vero, i soldi non fanno la felicità.</p>
<p>In effetti, a pensarci bene, gli anni in cui sono stata più felice erano quelli con pochi soldi e molti amici. Lo so. Non si può essere ragazzini per sempre&#8230; ma la tanto agognata stabilità ha un prezzo piuttosto alto. E non credo proprio di voler iniziare a pagarlo ora.</p>
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		<title>Da un altro mondo</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 13:26:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>annaba1</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[E' difficile (molto difficile) parlare di un mese in giro per il mondo in poche righe. Due settimane fa ero a Londra. Mi sembra passato un secolo. Le persone incontrate, la scuola di inglese, la città, Soho... tutto così vicino eppure così lontano. Cercherò di ripescare tra i miei appunti sul quadernino per parlare delle mie prime due settimane in giringiro. Perchè adesso nei mie occhi e nelle mie parole c'è il viaggio in Tunisia.

Due settimane fa ero a Londra, tre giorni fa ero a Tunisi, due giorni fa a Roma, ora sono qui, nella mia solita Torino, e non ho nemmeno il tempo di assaporare le cose uguali e quelle cambiate.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_500" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.arnokleinroom.com/wp-content/uploads/2009/08/3852238046_b4e2f95705_b.jpg"><img class="size-medium wp-image-500" style="border: 1px solid black; margin: 2px 5px;" title="3852238046_b4e2f95705_b" src="http://www.arnokleinroom.com/wp-content/uploads/2009/08/3852238046_b4e2f95705_b-300x224.jpg" alt="3852238046_b4e2f95705_b" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Bambina con vestito arancione</p></div>
<p>E&#8217; difficile (molto difficile) parlare di un mese in giro per il mondo in poche righe. Due settimane fa ero a Londra. Mi sembra passato un secolo. Le persone incontrate, la scuola di inglese, la città, Soho&#8230; tutto così vicino eppure così lontano. Cercherò di ripescare tra i miei appunti sul quadernino per parlare delle mie prime due settimane in giringiro. Perchè adesso nei mie occhi e nelle mie parole c&#8217;è il viaggio in Tunisia.</p>
<p>Due settimane fa ero a Londra, tre giorni fa ero a Tunisi, due giorni fa a Roma, ora sono qui, nella mia solita Torino, e non ho nemmeno il tempo di assaporare le cose uguali e quelle cambiate. Due settimane fisicamente impegnative, quelle tunisine. Anche emotivamente, bisognerebbe dire. Zaino in spalla, schiene di dromedari, scarpe da ginnastica e sandali per camminare. La mia guida per il deserto. Un ragazzone che cammina scalzo tra le dune, che si arrampica in sandali sulle montagne dell&#8217;Atlante, che non riusce a capacitarsi delle mie lenti a contatto. Già, la mia guida per il deserto. Ve lo assicuro, un ragazzone che cammina scalzo nel Sahara ha il suo porco fascino&#8230;</p>
<p>E i bambini, che affollano le strade sterrate o le viuzze della medina di ogni città visitata. Bambini che giocano nell&#8217;acqua, che inseguono gatti troppo magri per essere sani, arrampicandosi tra macerie di case in costruzione e rincorrendosi tra i rifiuti.</p>
<p>E il deserto. Le montagne, le oasi. Farsi il bagno sotto una cascata in mezzo al nulla. Vedere il cielo forse per la prima volta. Capire cosa vuol dire non poter contare le stelle. Guardare le galassie ad occhio nudo. Mangiare pane berbero accanto a un dromedario. Dormire sotto una coperta di lana e sotto una tenda che resiste a malapena alla forza del vento.  Ammirare le distese di sale che canta Battiato, a pochi chilometri da Tozeur. Respirare sabbia, mangiare sabbia, piangere sabbia.</p>
<p>E il profumo di gelsomino. Quello in mazzetti che vendono per strada, quello che ti riempie il naso, il cuore e il cervello. Mi mancherà il profumo di gelsomino. E il buio. In un posto che spinge gli adulti, come adolescenti, ad amarsi di nascosto. Rapporti fatti di sguardi e carezze su una mano. Di attese e fughe. Di non poter fare e non poter dire, in un perenne, costante cercarsi senza potersi toccare. E i saluti, fatti di strette di mano che dicono un universo.</p>
<p>I volti degli uomini e quelli delle donne. Una storia in ogni espressione. L&#8217;eleganza delle donne tunisine, mista di voglia di seduzione e senso del pudore.</p>
<p>E il the alla menta. Bevuto caldo nascosti tra i foulard mentre fuori ci sono 50 gradi. Mi mancherà il the alla menta.Il profumo delle spezie e quello dell&#8217;hennè. I capolavori dipint sulle mani e sui piedi delle donne.</p>
<p>E mi mancherà il mio dromedario, conoscenza breve ma intensa, che si arrampicava sulle dune riuscendo a non farmi mai cadere per terra.</p>
<p>E mi mancherà, sì, anche il ragazzone scalzo e buono con i bambini. E mi mancheranno le stelle del Sahara.</p>
<p>Ieri sono tornata a lavoro. Di nuovo qui, alla mia scrivania, nel mio ufficio, come se nulla fosse cambiato. Eppure ho respirato un altro mondo. Altre possibilità. Speriamo di metterci un po&#8217; a farle sedimentare.</p>
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		<title>Valigia impossibile</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 09:20:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>annaba1</dc:creator>
				<category><![CDATA[Personalmente]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri diurni]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Si avvicinano le vacanze. Ancora 10 giorni e poi via, verso nuove ed esaltanti avventure. Questa vacanza pre-trentesimo-compleanno si prospetta&#8230;</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si avvicinano le vacanze. Ancora 10 giorni e poi via, verso nuove ed esaltanti avventure. Questa vacanza pre-trentesimo-compleanno si prospetta come una di quelle che saranno tramandate ai posteri come vacanze storiche. Innanzitutto perché sono state praticamente regalate in toto da benefattori non anonimi (dici niente…) e poi perché… insomma… vogliamo mettere? Un mese in giro per il mondo?</p>
<p>Il giro per il mondo in realtà si riduce a due mete: Londra, per due settimane, città che non ho mai visto ma che un po&#8217; mi inquieta per la sua grandezza… soprattutto per il fatto che (secondo la tradizione inaugurata lo scorso anno) ci andrò da sola. E poi, finalmente, la Tunisia. Viaggio con compagna di viaggio storica, quattro giorni nel Nord, tra Tunisi e Cartagine, e poi giù, sino al deserto e a Tozeur (e per un istante ritorna la voglia di vivere a un&#8217;altra velocità….), per poi tornare lungo la costa godendosi un po&#8217; di meritato mare.</p>
<p>Insomma, il programma è promettente. Le andate e i ritorni presumibilmente stancanti. Ma c&#8217;è un problema. Il problema. Ho 10 giorni per preparare la valigia più difficile mai concepita. Una valigia che sopporti il clima uggioso di Londra e il clima arido del deserto. Che contempli costumi da bagno e maglioni. Che sia semplice da trasportare ma sufficientemente capiente da contenere tutto. Un casino. Inenarrabile.</p>
<p>Anche perché… che scarpe si usano nel deserto???</p>
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