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	<title>Arscolor Blog</title>
	
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	<description>Web business trends to watch</description>
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		<title>Personal Brand e memoria digitale</title>
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		<comments>http://blog.arscolor.com/2009/10/personal-brand-e-memoria-digitale/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 Oct 2009 07:01:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione innovativa]]></category>
		<category><![CDATA[personal brand]]></category>

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		<description><![CDATA[Sottotitolo : prega i tuoi amici di non di pubblicare le tue foto.
Il “Personal Brand” indica la modalità con cui una persona si rappresenta agli altri. Il concetto esiste da quando l’uomo ha iniziato a relazionarsi all’interno di gruppi.
Oggi, la memoria e la velocità di propagazione di internet generano un’iperbolizzazione del concetto di “Personal Brand”.
Immaginiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sottotitolo : prega i tuoi amici di non di pubblicare le tue foto.</em></p>
<p>I<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-120" title="mask" src="http://blog.arscolor.com/wp-content/uploads/2009/10/mask-150x150.jpg" alt="mask" width="150" height="150" />l “Personal Brand” indica <strong>la modalità con cui una persona si rappresenta agli altri</strong>. Il concetto esiste da quando l’uomo ha iniziato a relazionarsi all’interno di gruppi.<br />
Oggi, la memoria e la velocità di propagazione di internet generano un’iperbolizzazione del concetto di “Personal Brand”.</p>
<p>Immaginiamo che una società di software sia intenzionata ad assumere un nuovo impiegato e che il recruiter aziendale ab<em></em>bia già fatto alcune selezioni da cui siano emersi un paio di candidati.<br />
Come scegliere? Facile, l’elemento capace di spostare l’ago della bilancia si chiama Google.</p>
<p>Il recruiter digita www.google.com e scrive il nome del primo candidato, la query restituisce una serie di pagine da alcuni newsgroup in cui si evince la competenza informatica del soggetto.</p>
<p>Adesso il recruiter si concentra sul secondo candidato, trova nell&#8217;ordine: foto su Facebook in cui è ripreso mentre consuma alcolici, video su Youtube mentre impenna in moto e una serie di insulti al suo ex professore su Twitter.</p>
<p>Ogni giorno produciamo direttamente o indirettamente contenuti che parlano di noi e che possono facilmente essere rintracciati da chiunque.<br />
Le foto sul social network o il tuo blog personale, possono farti perdere un&#8217;occasione di lavoro o qualsiasi altra opportunità.<br />
Quello che fai potrà essere usato contro di te.</p>
<p>I primi ad attivarsi per trarre vantaggio da questa peculiarità della rete sono stati i politici e gli attori della filiera della comunicazione digitale.<br />
Infatti, se è vero che il web ha la memoria lunga, è pur vero che <strong>è possibile almeno in parte riorganizzare e reinterpretare la memoria del passato in funzione delle esigenze del presente</strong>. In sostanza possiamo provare a produrre contenuti utili per la nostra &#8220;rappresentazione digitale&#8221; eseguendo una selezione volontaria delle informazioni. Per farlo è indispensabile svolgere attività di <strong>monitoraggio del Brand</strong> e <strong>diventare parte della conversazione in rete</strong>. E’ utile tenere presente che non si è al bar con gli amici ma in una vetrina in cui è conveniente <strong>sorridere sempre</strong>.</p>
<p>Un esempio: da giovani tentiamo di proporre “Personal Brand” in accordo con gli interessi del gruppo o della ragazza di turno.<br />
Oggi è possibile farlo con i social network come Anobii, il website in cui ciascuno condivide con gli altri i libri che sta leggendo. Mi occupo di comunicazione e leggo&#8221;Big Swith&#8221; di Nicholas Carr ? Ecco che sento il desiderio di farlo sapere al mondo. Al contrario, se mi capita di approfondire &#8220;Le avventure di Paperino e le Giovani Marmotte&#8221; non è detto che faccia altrettanto.</p>
<p>In tutti i casi sforzarsi di auto-determinare la propria immagine serve a poco se non si è in grado di corrispondere all&#8217;aspettativa che si è creata.</p>
<p>Se ti interessa approfondire l’argomento puoi provare con le keys “Personal Brand”, “Story telling”, “Barak Obama”, “Seth Godin”, “Dan Schawbel”.</p>
<p><em>L&#8217;autore dell&#8217;immagine è &#8220;Madartists&#8221; dal sito www.dreamstime.com</em>.</p>
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		<item>
		<title>Emiliabyfood.it, racconta la filiera alimentare emiliana</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Arscolorblog/~3/RinQIQpq924/</link>
		<comments>http://blog.arscolor.com/2009/10/emiliabyfood-it-racconta-la-filiera-alimentare-emiliana/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 12:26:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione innovativa]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Web tv]]></category>

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		<description><![CDATA[



A Reggio Emilia, culla del Parmigiano Reggiano, dell&#8217;Aceto Balsamico Tradizionale e del Lambrusco, &#232; nato un progetto che unisce tradizione culinaria e modernit&#224; digitale. 
Emiliabyfood.it &#232; un luogo virtuale che si impegna a preservare la memoria storica degli attori della filiera alimentare: soggetti istituzionali, produttori e consumatori.
Nel sito sar&#224; possibile vedere le interviste ai produttori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<img style="margin: 0pt 20px 10px 0pt" src="http://blog.arscolor.com/wp-content/uploads/import/emiliabyfood.jpg" alt="" width="332" height="79" align="baseline" />
</p>
<p>
A Reggio Emilia, culla del Parmigiano Reggiano, dell&rsquo;Aceto Balsamico Tradizionale e del Lambrusco, &egrave; nato un progetto che unisce tradizione culinaria e modernit&agrave; digitale. </p>
<p>Emiliabyfood.it &egrave; un luogo virtuale che si impegna a preservare la memoria storica degli attori della <a href="http://www.emiliabyfood.it" target="_blank" title="filiera alimentare">filiera alimentare</a>: soggetti istituzionali, produttori e consumatori.</p>
<p>Nel sito sar&agrave; possibile vedere le <a href="http://www.emiliabyfood.it/raccolta-e-conferimento-del-latte/" target="_blank" title="conferimento latte">interviste ai produttori del latte</a> del Parmigiano Reggiano o ascoltare la &ldquo;zdora&rdquo; che spiega la differenza fra il ripieno del cappelletto reggiano e il tortellino bolognese. La partecipazione del pubblico &egrave; permessa e benvenuta, chiunque pu&ograve; commentare gli articoli e partecipare allo sviluppo del progetto.</p>
<p>Il progetto Emiliabyfood.it ha un dna fatto di tecnologia e territorio dato dai suoi artefici: Arscolor Interactive e Acetaia San Giacomo, la prima si occupa di tecnologia e digital media mentre la seconda &egrave; un produttore di Aceto Balsamico Tradizionale.</p>
<p>Il primo video di Emiliabyfood &egrave; stato girato alle 5 di mattina, in accordo con i ritmi della natura e delle vacche, &egrave; visibile all&rsquo;indirizzo <a href="http://www.emiliabyfood.it" target="_blank">www.emiliabyfood.it</a>.</p>
<p>Non lo perdere.
</p>
<p><a href="http://www.emiliabyfood.it" target="_blank" title="emilia by food"><img style="margin: 0pt 20px 10px 0pt" src="/wp-content/uploads/import/sigla478x300.jpg" alt="" width="476" height="297" /></a></p>
<p>
&nbsp;
</p>
<p>
&nbsp;
</p>
<p><a href="http://www.emiliabyfood.it" target="_blank"><img style="margin: 0pt 20px 10px 0pt" src="/wp-content/uploads/import/video3.jpg" alt="" width="480" height="270" /></a></p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Arscolorblog/~4/RinQIQpq924" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Quanto costa un sito di ecommerce?</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Arscolorblog/~3/0ToWH_Bag5c/</link>
		<comments>http://blog.arscolor.com/2009/09/quanto-costa-un-sito-di-ecommerce/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 12:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Soluzioni aziendali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">/post/2009/09/02/Quanto-costa-un-sito-di-ecommerce.aspx</guid>
		<description><![CDATA[ La frequenza con cui mi viene posta questa domanda è in aumento in accordo con l’interesse nei confronti del commercio elettronico (vedi indagine GFK-Eurisko nel corso dell’ultimo Ecommerce Forum 2009  presentata da Edmondo Lucchi) . Spesso capitano interlocutori che si aspettano una risposta immediata : questo post è dedicato a loro.
Un progetto di commercio elettronico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 0pt 20px 10px 0pt" src="/wp-content/uploads/import/stefano-iotti.png" alt="stefano" align="left" /> La frequenza con cui mi viene posta questa domanda è in aumento in accordo con l’interesse nei confronti del commercio elettronico (<a title="Edmondo Lucchi" href="http://www.ecommerceforum.it/Allegati%5Ccontributi%5C3.pdf" target="_blank">vedi indagine GFK-Eurisko nel corso dell’ultimo Ecommerce Forum 2009  presentata da Edmondo Lucchi</a>) . Spesso capitano interlocutori che si aspettano una risposta immediata : questo post è dedicato a loro.</p>
<p><strong>Un progetto di commercio elettronico è il risultato di una pianificazione dettagliata delle attività da svolgere di cui il sito è soltanto un componente, a volte nemmeno il più significativo</strong>.<br />
Lavorare bene significa creare un’organizzazione il cui canale di vendita è un website che in genere opera 24 ore al giorno per sette giorni la settimana, gestisce transazioni sicure e soddisfa i clienti in modo da favorirne il ritorno.<br />
Ritornando al titolo del post, capita che l’ interlocutore nella fretta di conoscere il costo del sito internet lo consideri punto di partenza del progetto e non quello di arrivo.</p>
<p>“Ok, però quanto costa un sito di ecommerce?”</p>
<p>Pur semplificando lo scenario e limitandoci al sito, rimangono troppe variabili da considerare, ne elenco alcune:</p>
<p>- Target &#8211; b2b/b2c (c’è un mercato captive?) – paesi e lingue.<br />
- Tipo di sito: su misura o pay per use (dipende dal brand, dal budget e da altro).<br />
- Catalogo: numero di articoli e loro natura, composizione e ordinamento.<br />
- Spedizione e calcolo dei costi connessi (peso, ingombro,…)<br />
- Interazione con i clienti: commenti, ranking eccetera.<br />
- Marketing: gestione coupon, regalistica, sconti x volume e periodo.<br />
- Gestione del magazzino più o meno semplificata.<br />
- Interfacciamento a gestionali o banche dati.<br />
- Pagamento e valute:  gateway bancario o servizi tipo Paypal o Google Checkout.<br />
- Requisiti di disponibilità : sla e garanzie di servizio.</p>
<p>L’unico modo per quantificare il costo di un progetto di ecommerce è fare un’analisi … con i mal di pancia del caso.<br />
Oltretutto, capita spesso che le competenze per lo sviluppo del progetto complessivo siano distribuite fra vari attori la cui collaborazione non è scontata.</p>
<p>Per chi intendesse approfondire il tema, Arscolor Interactive offre un <a title="consulenza ecommerce" href="http://www.arscolor.com/product/it/60692/ecommerce.aspx" target="_blank">servizio di consulenza per progetti di ecommerce</a> b2b e b2c e dispone di un&#8217;infrastruttura &#8220;pronta per l&#8217;uso&#8221; per lo sviluppo di un sito internet per la vendita di prodotti.<br />
Ciao<br />
Stefano</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Arscolorblog/~4/0ToWH_Bag5c" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Obbligo di pubblicazione di informazioni legali  nel sito web</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Arscolorblog/~3/xyR985lVDVY/</link>
		<comments>http://blog.arscolor.com/2009/08/obbligo-di-pubblicazione-di-informazioni-legali-nel-sito-web/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2009 11:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">/post/2009/08/24/Obbligo-di-pubblicazione-di-informazioni-legali-nel-sito-web.aspx</guid>
		<description><![CDATA[
Riporto un adempimento che &#232; uscito sul supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale n.161 che, complice il periodo estivo, mi pare non sia stato ancora recepito dalla maggioranza delle aziende.
L&#39;articolo 42 della Legge 7 luglio 2009, n. 88 recepisce alcune novit&#224; introdotte dalla Comunit&#224; Europea e apporta le seguenti modifiche agli articoli 2250 e 2630 del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 0pt 20px 10px 0pt" src="/wp-content/uploads/import/eu-flag_000.gif" alt="" width="246" height="166" align="left" /><br />
Riporto un adempimento che &egrave; uscito sul supplemento ordinario della Gazzetta Ufficiale n.161 che, complice il periodo estivo, mi pare non sia stato ancora recepito dalla maggioranza delle aziende.</p>
<p>L&#39;articolo 42 della Legge 7 luglio 2009, n. 88 recepisce alcune novit&agrave; introdotte dalla Comunit&agrave; Europea e apporta le seguenti modifiche agli articoli 2250 e 2630 del Codice civile.<br />
<strong></p>
<p>
PRIMA NOVITA&#39; -&gt; OBBLIGHI</strong><br />
<br />
Obbligo di <strong>pubblicazione nel proprio sito web</strong> e/o negli spazi elettronici destinati alla comunicazione, collegati ad una rete telematica ad accesso pubblico, per le sole Societ&agrave; di capitali delle seguenti informazioni:</p>
<p>1) la sede della societ&agrave;, il numero di iscrizione e l&#39;ufficio del Registro delle imprese ove &egrave; iscritta;<br />
2) il capitale effettivamente versato e quale risulta esistente dall&#39;ultimo bilancio;<br />
3) lo stato di liquidazione della societ&agrave; a seguito dello scioglimento ;<br />
4) lo stato di societ&agrave; con unico socio.</p>
<p>&nbsp;<br />
<strong>SECONDA NOVITA&#39; -&gt; SANZIONI</strong><br />
Le societ&agrave; che non ottemperano alla pubblicazione delle citate informazioni nel <strong>sito web</strong> e/o negli spazi elettronici destinati alla comunicazione, collegati ad una rete telematica ad accesso pubblico, <strong>incorrono in sanzioni </strong>gi&agrave; previste dall&#39;articolo 2630 C.C. per l&#39;omessa o ritardata pubblicazione di atti al Registro delle imprese.<br />
La sanzione amministrativa pecuniaria va da un minimo di 206,00 ad un massimo di 2.065,00 euro da applicare, di regola, per ciascun componente dell&#39;organo amministrativo.</p>
<p>
Se non volete prendere multe correte ad aggiornare il sito internet !</p>
<p>Stefano Iotti.</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Arscolorblog/~4/xyR985lVDVY" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.arscolor.com/2009/08/obbligo-di-pubblicazione-di-informazioni-legali-nel-sito-web/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>+ 16% la raccolta pubblicitaria sul web = Google è bulimico.</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Arscolorblog/~3/tNx6VZ09m7I/</link>
		<comments>http://blog.arscolor.com/2009/05/16-la-raccolta-pubblicitaria-sul-web-google-e-bulimico/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 22 May 2009 20:41:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione innovativa]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">/post/2009/05/22/2b-1625-la-raccolta-pubblicitaria-sul-web-Google-e-bulimico.aspx</guid>
		<description><![CDATA[
Secondo l&#8217;osservatorio Fcp Assointernet la raccolta pubblicitaria su internet mercato domestico &#232; cresciuta del 16% ad aprile 2009 rispetto all&#8217;analogo mese del 2008. In particolare, il Display registra una crescita del +13%, il Search un aumento del +21% e l&#8217;Affiliate una diminuzione del -8%. Clicca qui per leggere la notizia.
Significa che le aziende hanno ripreso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<img src="/wp-content/uploads/import/webmarketing.jpg" alt="siti internet reggio emilia" title="siti internet reggio emilia" hspace="5" vspace="5" align="left" />Secondo l&rsquo;osservatorio Fcp Assointernet la <strong>raccolta pubblicitaria su internet </strong>mercato domestico &egrave; <strong>cresciuta del 16%</strong> ad aprile 2009 rispetto all&rsquo;analogo mese del 2008. In particolare, il <strong>Display</strong> registra una crescita del +13%, il <strong>Search</strong> un aumento del +21% e l&rsquo;<strong>Affiliate</strong> una diminuzione del -8%. <a href="http://www.fcponline.it/pagine/pagina.aspx?ID=OSSERVATORIO013&amp;L=IT" target="_blank" title="raccolta adv web">Clicca qui per leggere la notizia</a>.<br />
Significa che le aziende hanno ripreso ad investire potentemente sul web consolidando definitivamente il canale. 
</p>
<p>
PRIMA CONSIDERAZIONE<br />
Tenendo presente che in Italia gli investimenti pubblicitari su internet rappresentano circa il 7% del totale (<a href="http://it.nielsen.com/site/documents/AbstractMediaMonthlyReport-Mag09.pdf" target="_blank" title="nielsen media report">clicca qui per leggere il media report di Nielsen Netratings</a>) &egrave; prevedibile che siano destinati a crescere ancora, cos&igrave; com&rsquo;&egrave; gi&agrave; successo nei mercati pi&ugrave; maturi (esempio Stati Uniti e UK).
</p>
<p>
SECONDA CONSIDERAZIONE<br />
Il Search piace agli investitori perch&eacute; &egrave; pi&ugrave; misurabile e apparentemente deterministico (ppc) rispetto ad altri strumenti di web marketing . Infatti, rappresenta la parte pi&ugrave; importante della crescita (+21%) .<br />
E&rsquo; utile considerare che il volume Search di cui stiamo parlando &egrave; riferito esclusivamente a pay-per-click e sem,<strong> in pratica &egrave; il fatturato di Google</strong> che da solo rappresenta pi&ugrave; della met&agrave; del volume considerato.<br />
Significa che lo spostamento di budget adv dai media &ldquo;tradizionali&rdquo; al web favorir&agrave; la crescita bulimica di Google. Siamo solo all&#39;inizio.</p>
<p>
Ciao <br />
Stefano Iotti</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Arscolorblog/~4/tNx6VZ09m7I" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Atti del convegno e-commerce forum 2009</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Arscolorblog/~3/Hg9QNNk-FLA/</link>
		<comments>http://blog.arscolor.com/2009/05/atti-del-convegno-e-commerce-forum-2009/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 May 2009 15:56:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione innovativa]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">/post/2009/05/21/Atti-del-convegno-e-commerce-forum-2009.aspx</guid>
		<description><![CDATA[
Si &#232; tenuta la quarta edizione dell&#39;E-commerce Forum, organizzata dal Consorzio Netcomm,
evento dedicato al mondo del commercio elettronico, rivolto agli
operatori del settore e alle aziende interessate a capire e conoscere
il mondo delle vendite online.



Per chi non avesse potuto essere presente segnalo questo link da cui accedere agli atti del convegno&#160;&#160; http://www.ecommerceforum.it/interventi/ .


&#160;


ciao 
Stefano Iotti
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<font color="#000000">Si &egrave; tenuta la quarta edizione dell&#39;E-commerce Forum, organizzata dal </font><font color="#000000">Consorzio Netcomm,</font><font color="#000000"><br />
evento dedicato al mondo del <strong>commercio elettronico</strong>, rivolto agli<br />
operatori del settore e alle aziende interessate a capire e conoscere<br />
il mondo delle vendite online.</p>
<p></font>
</p>
<p>
Per chi non avesse potuto essere presente segnalo questo link da cui accedere agli atti del convegno&nbsp;&nbsp; <a href="http://www.ecommerceforum.it/interventi/" target="_blank" title="ecommerce">http://www.ecommerceforum.it/interventi/ .</a>
</p>
<p>
&nbsp;
</p>
<p>
ciao </p>
<p>Stefano Iotti</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Arscolorblog/~4/Hg9QNNk-FLA" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.arscolor.com/2009/05/atti-del-convegno-e-commerce-forum-2009/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>Richiedi il mini-corso di web marketing in pdf</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Arscolorblog/~3/NeGCgHzQcT0/</link>
		<comments>http://blog.arscolor.com/2009/05/richiedi-il-mini-corso-di-web-marketing-in-pdf/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 08 May 2009 10:42:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione innovativa]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Mini Corso di Web Marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">/post/2009/05/08/Disponibile-il-corso-di-web-marketing-in-pdf.aspx</guid>
		<description><![CDATA[
Sono disponibili le dispense in formato pdf del mini-corso di web marketing di Arscolor Interactive.


Il documento sar&#224; inviato gratuitamente a chiunque ne faccia richiesta compilando questo modulo: clicca qui per richiedere il corso di web marketing in pdf.
Scusate il ritardo.


bye


Stefano
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
Sono disponibili le dispense in formato pdf del <strong>mini-corso di web marketing</strong> di Arscolor Interactive.
</p>
<p>
Il documento sar&agrave; inviato gratuitamente a chiunque ne faccia richiesta compilando questo modulo: <a href="http://www.arscolor.com/contact_form/it/60760/Modulo_Contatti.aspx" target="_blank" title="web marketing ">clicca qui per richiedere il corso di web marketing in pdf.</a></p>
<p>Scusate il ritardo.
</p>
<p>
bye
</p>
<p>
Stefano</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Arscolorblog/~4/NeGCgHzQcT0" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Marketing Web lezione 12: Mobile e Proximity Marketing</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Nov 2008 19:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rossella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione innovativa]]></category>
		<category><![CDATA[Mini Corso di Web Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Mobile Marketing, secondo l’Osservatorio Mobile Marketing del Politecnico di Milano, è “l’utilizzo di tecnologie weriless sul telefono cellulare, come device di funzione di molteplicei servizi, come canale di comunicazione a due vie con il cliente ai fini di pubblicità, promozione e intrattenimento tra la marca e i suoi clienti, per creare engagement e fornire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Mobile Marketing, secondo <a href="http://www.osservatori.net/mobile_marketing_service" target="_blank">l’Osservatorio Mobile Marketing del Politecnico di Milano</a>, è “l’utilizzo di tecnologie weriless sul telefono cellulare, come device di funzione di molteplicei servizi, come canale di comunicazione a due vie con il cliente ai fini di pubblicità, promozione e intrattenimento tra la marca e i suoi clienti, per creare engagement e fornire esperienze contestualizzate, in grado di aumentare la forza della relazione con la marca stessa e con i suoi prodotti.”. Semplificando, possiamo dire che<strong> il mobile marketing è una parte del marketing operativo che ha il telefono cellulare come canale di contatto tra Brand e cliente</strong>.</p>
<p><img src="/wp-content/uploads/import/Mobile.jpg" alt="" width="140" height="140" align="left" /><br />
Gli obiettivi che si possono perseguire con il mobile marketing sono diversi e quasi mai “allo stato puro” (ogni campagna mobile ha cioè di solito almeno due di questi obiettivi in misura variabile). Cercando di generalizzare possiamo dire che <strong>attraverso una campagna di mobile marketing si possono perseguire obiettivi di</strong>:<br />
1)    <strong>Aumento di Brand awareness</strong>, attraverso l’inserimento del canale mobile nel media mix<br />
2)    <strong>Prospecting</strong>, ovvero la conversione dei lead in prospect e dei prospect in clienti attuali<br />
3)    <strong>Upselling</strong>, cioè vendita di quantitativi ulteriori di prodotto, sia con azioni tattiche di promozione, sia con azioni strategiche<br />
4)   <strong> Aumento del livello di servizio</strong></p>
<p>Per quanto riguarda il <strong>target </strong>che è possibile raggiungere attraverso il mobile marketing, possiamo considerare un target piuttosto trasversale. <strong>Nella fascia di età dei giovanissimo (10-18) generalmente ci si rivolge soprattutto alla fascia dei teenager</strong>, che spesso non hanno però potere decisionale di acquisto se non per certi prodotti di largo consumo; in questo caso si osserva che funzionano bene le promozioni di instant win con la possibilità di personalizzazione del proprio cellulare di cui parleremo oltre. <strong>Vi è però una ottima numerosità anche nel target giovani (18-30 anni) e in quello adulto (30-50 anni).</strong></p>
<p>Ma che cosa è possibile fare con il mobile marketing? Quali sono le tecnologie a supporto? La prima e più diffusa risposta è l’utilizzo del <strong>SMS</strong>, sia con fini pubblicitari sia con fini di servizio, come vedremo oltre. Meno diffusi invece <strong>MMS </strong>e Videomessaggi (25% delle imprese che utilizza il mobile marketing), per un minor numero di device che supportano questa tecnologia.<br />
Da un punto di vista di user experience il mobile marketing sta però facendo passi da gigante. In particolare si stanno sviluppando velocemente applicazioni di cui effettuare il <strong>download </strong>sul proprio telefono cellulare; possono essere applicazioni di servizio (es. per il remote banking) oppure giochi e applicazioni fun. In particolare quello dell’advergaming è uno strumento che normalmente ha esiti buoni e può manifestarsi in due modi:<br />
a)    <strong>Advergame</strong>, ovvero giochi sviluppati ad hoc da un Brand e che contengono il concept della campagna;<br />
b)    <strong>Ad-funded game</strong>, cioè giochi gratuiti in cui sono inseriti messaggi pubblicitari</p>
<p>Altra tecnica molto efficace ma poco sviluppata in Italia per i costi ancora alti è il <strong>micro-browsing</strong>, ovvero la navigazione su siti progettati per cellulari. Il micro-browsing permette una Brand experience in qualunque momento e spesso viene abbinata all’invio di SMS o MMS che rimandano all’apposito sito.</p>
<p><img src="/wp-content/uploads/import/QuickResponseCode.jpeg" alt="" align="left" /><br />
Infine anche in Italia stiamo introducendo i <strong>QR Code</strong> (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Codice_QR" target="_blank">Quick Response Code</a>) e i <strong>Data Matrix</strong> (Semacode), ovvero codici a barre bidimensionali che possono essere letti tramite cellulare fornendo una seamless experience, cioè un’esperienza multicanale all’utente che passa da un canale ad un altro senza barriere o disallineamenti. Un esempio d’uso dei QR Code è sul libro <a href="http://www.anobii.com/books/Marketing_non_convenzionale/9788883638930/0194b242bf0a71f70c/" target="_blank">Marketing non convenzionale</a>, in cui dal QR Code si può accedere ai video virali citati nel libro.<br />
Il Mobile Marketing può essere diviso in due diverse aree, che hanno tecniche differenti ed agiscono anche in momenti differenti nel processo di acquisto:<br />
1)    <strong>MOBILE COMMUNICATION</strong> che è presente nella fase di pre-acquisto attraverso<br />
-    Mobile advertising<br />
-    Mobile promotion<br />
2)    MOBILE SERVICE MANAGEMENT che copre invece l’intero ciclo di acquisto, dalla stimolazione del bisogno al post vendita.</p>
<p>Vediamo queste diverse aree nel dettaglio. Il <strong>mobile advertising</strong> cerca di entrare in contatto con lead per convertirli a prospect e a clienti effettivi. Secondo le analisi del Politecnico di Milano, il canale Mobile in ottica advertising diventa efficace quando viene percepito dall’utente come un messaggio personalizzato e che implichi un’azione semplice. Può essere inoltre uno strumento efficace di drive to store o drive to event, come vedremomeglio affrontando il proximity marketing. Per quanto riguarda i costi, riportiamo le stime del 2007 dell’<a href="http://www.osservatori.net/mobile_marketing_service" target="_blank">Osservatorio Mobile Marketing del Politecnico di Milano</a> (pur con la vertenza che sono valori puramente indicativi)</p>
<p><img src="/wp-content/uploads/import/CostiMediMobile.jpg" alt="" width="599" height="267" /></p>
<p>La <strong>mobile promotion</strong> è la tecnica più sfruttata dalle imprese italiane ed in particolare sono molto diffusi i concorsi instant win: sul packaging del prodotto si trova cioè un codice che permette di vincere un premio in modo istantaneo (generalmente telefonando e digitando il codice). In molto casi il premio è legato ad una promozione bundle, cioè un premio certo che è generalmente un contenuto mobile (una suoneria, uno sfondo, ecc.): in questo modo la campagna è più attrente per l’utente e la Brand è rafforzata attraverso il contenuto inviato.</p>
<p><strong>Le campagne di mobile comunication possono inoltre essere misurate utilizzando gli stessi indicatori dell’<a href="/post/2008/10/07/Marketing-Web-Lezione-5-E-mail-Marketing.aspx" target="_blank">e-mail marketing</a>. </strong>Anche qui l’Osservatorio Mobile Marketing del Politecnico di Milano ci fornisce indicatori di efficacia medi che sono molto interessanti:</p>
<p><img src="/wp-content/uploads/import/EfficaciaSMSpush.jpg" alt="" width="599" height="267" /></p>
<p><img src="/wp-content/uploads/import/Mobile_Criticit%c3%a0.jpg" alt="" width="140" height="119" align="left" /><br />
Le <strong>maggiori difficoltà</strong> che si riscontrano nella mobile comunication sono:<br />
a)    la gestione del processo creativo, che va pensato ad hoc e non come semplice declinazione di contenuti web o peggio off-line<br />
b)    il rischio di percezione di invasività da parte dell’utente per le campagne di mobile advertising di tipo push<br />
c)    il ridisegno del packaging di prodotto per le campagne di mobile promotion</p>
<p>Se la mobile communication si rivolge soprattutto alla stimolazione di un bisogno, il <strong>MOBILE SERVICE MANAGEMENT</strong> copre invece l’intero processo di acquisto attraverso:<br />
1.    <strong>supporto pre-vendita</strong> con servizi di comunicazione non pubblicitaria (es. informazioni sulla viabilità, sulle farmacie di turno, ecc.)<br />
2.    <strong>prenotazione di un servizio</strong>, come un hotel, un taxi, una visita medica, ecc.<br />
3.    <strong>transazione </strong>come la disposizione di un bonifico bancario o l’acquisto su e-Bay, ecc.<br />
4.    <strong>pagamenti</strong>: questi servizi sono ancora pochi per molti limiti normativi, ma già oggi ad esempio è possibile pagare un parcheggio o i biglietti dei mezzi pubblici in alcune città<br />
5.    <strong>comunicazione post-vendita</strong></p>
<p>I benefici dei servizi mobile sono evidenti e permettono un legame fortissimo tra Brand e utente, visto anche che il telefono cellulare è percepito come uno strumento molto personale. L’Osservatorio sul mobile riassume così i benefici del mobile service management:</p>
<p><img src="/wp-content/uploads/import/BeneficiMobilePromotion.jpg" alt="" width="600" height="222" /></p>
<p>Tuttavia la gestione di questi servizi <strong>non è semplice né a livello tecnologico, né a livello di gestione della privacy</strong>. In particolare è necessario predisporre procedure per:<br />
-    la raccolta Opt-in dei dati dell’utente e della registrazione al servizio<br />
-    l’invio dei messaggi che deve essere effettuato in modo corretto secondo una precisa pianificazione per evitare ritardi, contenuti inadeguati, ecc<br />
-    la gestione Opt-out degli utenti che intendono disiscriversi dal servizio</p>
<p>Ma perché allora fare una campagna di mobile comunication e non una tradizxionale di e-mail marketing? Intanto la comunicazione con il mobile marketing è <strong>fortemente personalizzata</strong>, per lo stretto rapporto tra un utente e il proprio cellulare. Inoltre è un modo innovativo per raggiungere il nostro target, creando engagement con messaggi multimediali (soprattutto se usiamo le tecniche più moderne). Ci permette inoltre di <strong>raccogliere informazioni e dati sui nostri prospect e sui loro comportament</strong>i. Infine, ci permette di <strong>entrare in rapporto con un prospect esattamente là dove ha bisogno, di far cioè incontrare la domanda con l’offerta</strong>. Permette ovvero di fare del proximity marketing, che con il mobile marketing è strettamente imparentato.</p>
<p><strong>Il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Proximity_marketing" target="_blank">proximity marketing</a> è una particolare tecnica attraverso cui è possibile veicolare messaggi ad utenti presenti su una specifica area</strong>. Pensiamo ad esempio alle farmacie di turno: nessuno di noi è interessato a ricevere un SMS con le farmacie di turno a Torino se vive a Milano e viceversa; ma nessuno di noi è interessato a ricevere l’elenco delle farmacie di turno della propria città se quella domenica sta trascorrendo un weekend altrove! Il proximity marketing permette dunque l’invio di messaggi mirati a target mirati.</p>
<p><strong>Gli strumenti del proximity marketing sono essenzialmente due:</strong><br />
1.    Bluetooth<br />
2.    Digital e Mobile Signage</p>
<p><img src="/wp-content/uploads/import/NH.jpg" alt="" width="280" height="203" align="left" /><br />
<strong>La tecnologia Bluetooth permette di scambiare dati tra due device</strong>, ad esempio tra un computer ed un cellulare. Ad esempio per <a href="http://www.newholland.com/it" target="_blank">New Holland</a> abbiamo gestito un progetto Bluetooth che permetteva alle persona sulla stand di una fiera di scaricare video e suonerie… <a href="http://www.perfectionhurts.com/" target="_blank">New Holland naturalmente</a>. Oppure è possibile inviare ad esempio codici sconto o far partecipare ad un concorso (in un negozio che ho visitato di recente inviavano delle immagini di pesciolini rossi e chi riceveva un pesciolino bianco aveva invece 5 Euro di sconto).<strong> È perciò possibile utilizzare il Bluetooth sia per azioni tattiche, come le promozioni, oppure strategiche, come la Brand Awareness</strong> promossa da New Holland.</p>
<p><strong>I Digital e Mobile Signage sono schermi LCD altamente tecnologici che permettono non solo la consultazione attraverso il touch-screen, ma anche di dialogare con il vostro cellulare attraverso l’invio di SMS o di contenuti via Bluetooth</strong>. Immaginate ad esempio di essere turisti in una citta: di fornte all’ufficio informazioni potrebbe esserci uno di questi device che vi permette di consulatare gli alberghi che hanno posti disponibili ed inviarvi il loro numero sul cellulare. Oppure immaginate di vedere su uno di questi schermi una casa che vi interessa: potete inviarvi un MMS con la fotodellan casa, il numero dell’agenzia e il codice…</p>
<p>Il proximity marketing consente di raggiungere un numero circoscritto di utenti, ma fortemente in target e motivati verso il prodotto o servizio che può venirgli offerto in quell’area.</p>
<p><strong>Come abbiamo visto in questa nostra ultima puntata, il web in parte è già storia e stanno nascendo e sviluppandosi nuove aree della comunicazione digitale che è necessario prima di tutto conoscere e poi cominciare ad utilizzare. </strong>Se volete avere maggiori informazioni potete lasciare un commento oppure <a href="http://www.arscolor.com/modulo.aspx" target="_blank">contattarci </a>per una consulenza specifica.</p>
<p>Letture consigliate: <a href="http://www.osservatori.net/web/osservatori/mobile_marketing_service/rapporti" target="_blank">Il Marketing e i Servizi diventano Mobile! Rapporto 2007 Osservatorio Mobile Marketing &amp; Service</a> (attenzione: l’11 Dicembre a Milano verrà presentata la nuova ricerca sul 2008)</p>
<p>Con questa lezione il mostro mini-corso sul web marketing si conclude. Ci farebbe molto piacere ricevere i vostri feedback su questo corso, sapere che cosa vi è piaciuto di più e cosa secondo voi può essere migliorato. Potete lasciare un commento sul blog, oppure <a href="http://www.arscolor.com/modulo.aspx" target="_blank">contattarci </a>via e-mail. In ogni caso il blog i Arscolor.com continua con tanti altri interessanti post, per cui vi aspetto presto!</p>
<p>Sara</p>
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		<item>
		<title>Marketing Web lezione 11: Scrivere per Internet</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 18:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rossella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione innovativa]]></category>
		<category><![CDATA[Mini Corso di Web Marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">/post/2008/11/17/Marketing-Web-11-Scrivere-per-Internet.aspx</guid>
		<description><![CDATA[
Come ben sappiamo, ogni medium ha i propri mezzi di espressione e richiede un certo stile; già a scuola ci insegnano che la scrittura si piega e adatta alle esigenze di quello che scriviamo: un romanzo avrà uno stile diverso da una cronaca su un quotidiano, l’intervento di un cronista alla TV sarà diverso da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="margin: 0pt 20px 10px 0pt" src="/wp-content/uploads/import/bbrn55l.jpg" alt="" width="250" height="228" align="left" /><br />
Come ben sappiamo, ogni medium ha i propri mezzi di espressione e richiede un certo stile; già a scuola ci insegnano che la scrittura si piega e adatta alle esigenze di quello che scriviamo: un romanzo avrà uno stile diverso da una cronaca su un quotidiano, l’intervento di un cronista alla TV sarà diverso da quello di un giornalista della carta stampata e così via. Internet non si sottrae a questa regola e anche qui dobbiamo prestare molta attenzione a cosa e come scriviamo.</p>
<p>Partiamo da <a href="http://www.useit.com/alertbox/percent-text-read.html" target="_blank">un articolo di Jackob Nielsen</a>: secondo i suoi studi <strong>gli utenti leggono al massimo il 28% di quello che è scritto ma in media circa il 20%. Gli utenti cioè non leggono, ma scansionano velocemente il testo.</strong></p>
<p><strong>Dagli studi di eyetracking</strong> sappiamo poi che ci sono alcuni comportamenti di lettura comuni, che confermano la tendenza a scansionare la pagina invece di leggerla sequenzialmente:<br />
•    la prima cosa che attira gli occhi è <strong>il titolo testuale</strong>; il sottotiolo spesso funge da cerniera, formando un blocco unico con il titolo ma guidando alla lettura dell’intero articolo.<br />
•    La tendenza diffusa è quella di leggere <strong>le prime due o tre parole di titolo e sottotitolo</strong> (esattamente come i motori di ricerca) prima di decidere se continuare la lettura; il corpo piccolo incoraggia poi la lettura sequenziale, mentre il corpo grande incoraggia lo scanning.<br />
•    Per quanto riguarda poi l’<strong>impaginazione</strong>, quella che funziona meglio è <strong>a una sola colonna</strong>, anche perché gli occhi sullo schermo vanno prima di tutto in alto a sinistra, scendono in basso e solo dopo risalgono verso destra; istintivamente dedichiamo <strong>più attenzione alla parte alta dello schermo</strong>, ma se qualcosa cattura la nostra attenzione scrolliamo senza problemi.<br />
•    Infine, <strong>paragrafi brevi hanno il doppio di lettori di paragrafi lunghi</strong>.</p>
<p>Dunque? Dobbiamo rassegnarci al fatto che le nostre parole rimangano verbo morto? In realtà gli utenti sul web leggono molto, ad esempio più che sui tabloid o sui quotidiano: 2/3 dei lettori leggono un pezzo interamente se decidono che è di loro interesse e sono molto apprezzate forme testuali alternative e più multimediali come  FAQ, timeline, liste, ecc. Il punto sta proprio nell’interessare i lettori e far sì che leggano ciò che scriviamo nel nostro sito. Per far questo si deve agire sia sulla forma sia nei contenuti.</p>
<p>Partiamo proprio dalla forma e seguiamo i suggerimenti di <a href="http://www.mestierediscrivere.com/" target="_blank">Luisa Carrada</a>, il cui libro è consigliato come lettura della settimana. Per rendere più leggero il testo e avere una chance in più di lettura dobbiamo <strong>ricercare l’essenzialità e togliere il superfluo:</strong><br />
-    <strong>Benvenuti</strong>: è bene far capire immediatamente all’utente di chi è il sito e di cosa tratta, ma per questo sono spesso sufficienti il logo e il menu di navigazione, non è necessario accoglierlo con una sbrodolata di testo che viene solo percepita come un intralcio alla lettura.<br />
-    <strong>Autocelebrazioni</strong>: se sul sito di ufficiale di un marchio trovo frasi del tipo “il miglior prodotto sul mercato” o affini… beh… ci aspetteremmo qualcosa di diverso? Sul web meglio un sano understatement e fatti “un ottimo prodotto perché ha una resa del 25% superiore rispetto alla concorrenza secondo gli studi dell’Università XY” suona più credibile ed è probabilmente il tipo di informazioni che il cliente cerca.<br />
-    <strong>Tentennamenti</strong>: evitiamo lunghe circonlocuzioni di parole, meglio essere assertivi, sicuri ed arrivare dritti al punto.<br />
-   <strong> Auto-referenzialità</strong>: è al cliente che dobbiamo parlare, guidarlo alla scoperta della soluzione ai suoi bisogni; non dobbiamo parlare di noi stessi a noi stessi.</p>
<p><img style="margin: 0pt 20px 10px 0pt" src="/wp-content/uploads/import/scrivere2.jpg" alt="" width="251" height="212" align="left" /><br />
Ma allora la scrittura del web deve essere asciutta, pragmatica, fatta solo di dati, senza nulla concedere all’emozione? Certo che no; come afferma la Carrada, una volta tolti tutti gli inutili fronzoli che rallentano e fanno incespicare la lettura, possiamo ricominciare a giocare con le parole “<strong>Fai vedere un paesaggio, fai assistere ad un dialogo, fai sentire il profumo del pane appena sfornato. Meno descrizione, più racconto. Meno enunciazioni, più immagini. Meno elenchi, più metafore.</strong>” (p. 42).Insomma, nel web come in tutte le sue, la scrittura non si limita a descrivere, ma MOSTRA un mondo; inoltre, la grande potenza multimediale del web fa sì che la scrittura si supportata e rafforzata anche da immagini, suoni e animazioni che possono davvero creare un forte impatto emozionale.</p>
<p><img style="margin: 0pt 20px 10px 0pt" src="/wp-content/uploads/import/scrivere-blog.jpg" alt="" width="251" height="172" align="right" /><br />
Dunque, anche sul web lo story-telling funziona, ma dobbiamo essere molto attenti: <a href="http://www.useit.com/alertbox/print-vs-online-content.html" target="_blank">in un altro bellissimo articolo</a>, Jackob Nielsen rileva che <strong>“invece di una narrazione guidata dall’autore, i contenuti del web diventano una narrazione guidata dall’utente</strong>” (traduzione mia): mentre nella carta stampata la pagina ha un limite entro il quale il lettore è rinchiuso e guidato, sul<br />
web non esistono confini o steccati tra un sito e l’altro, il contenuto spesso è attivo, può cioè richiedere un’interazione come un click o la compilazione di un form, portando l’utente verso nuove pagine e nuovi contenuti. Ecco allora che la struttura dello story-telling funzione e può funzionare, ma deve prestarsi anche ad una destrutturazione da parte dell’utente per ristrutturarsi nel suo proprio racconto.</p>
<p>Per farci capire bene questo punto, Nielsen fa l’esempio di un articolo tratto dalla carta stampata che raccontava le peripezie di un viaggiatore molto alto e delle difficoltà incontrate in aerei con sedili molto vicini e poco spazio per le gambe, taxi troppo bassi per stare comodamente seduti, hotel con letti troppo corti, ecc. Nielsen, pur non essendo altissimo, dice di aver letto tutto l’articolo, ma dice anche che non l’avrebbe letto sul web; perché? Secondo il suo parere, gli utenti su Internet hanno generalmente un obiettivo preciso quando atterrano su un sito e questo articolo, sebbene ben scritto, non aveva né immediatezza né utilità: lo stesso tema sul web doveva essere affrontato in modo diverso, inserendo ad esempio le liste degli hotel con letti più lunghi dello standard, le compagnie aeree con sedili più spazionsi, le recensioni e le testimonianze di altri viaggiatori alti, ecc.</p>
<p>Ecco allora che arriviamo al punto del contenuto: il contenuto del web non può essere quello di una brochure, ma necessita di <strong>più livelli di profondità</strong>, come un imbuto deve partire molto generico per andare via via in profondità, per arrivare al dettaglio, alla scheda tecnica o al white paper. Inoltre il contenuto del web deve essere per sua natura <strong>interattivo</strong>, cioè deve permettere una navigazione ipertestuale, senza imbrigliare nella rigida struttura della pagina che è un concetto alieno al web. Infine il contenuto del web deve essere <strong>condiviso, a più voci, reale,</strong> portando le testimonianze degli altri utenti: se il nostro prodotto è buono non dobbiamo preoccuparci di quello che gli utenti diranno, nella maggior parte dei casi riceveremo commenti positivi e quelli infamanti possono sempre essere smentiti dall’azienda, anche se spesso saranno gli utenti stessi a farlo prima di noi.</p>
<p>A chiusura di questa puntata vorrei poi <a href="/post/2008/10/13/Marketing-Web-6-i-blog-e-la-blogosfera.aspx" target="_blank">ricordarvi le buone norme che abbiamo già trattato per la scrittura di un blog</a>: più che su un sito web, in questo caso è importante che l’azienda metta nel cassetto l’aziendalese e parli invece con voce umana, senza indulgere in autocelebrazioni e senza nascondersi dietro uno stile impersonale da comunicato stampa.</p>
<p>Insomma, <strong>scrivere per un sito web non significa fare un copia-incolla della brochure aziendale o di prodotto, magari corredandola solo di qualche immagine in più, ma significa tracciare un percorso di lettura per l’utente, accompagnandolo nella sua navigazione erratica e aiutandolo a costruire un suo percorso di senso</strong>. Se volete avere maggiori informazioni potete lasciare un commento oppure <a href="http://www.arscolor.com/modulo.aspx">contattarci </a>per una consulenza specifica.</p>
<p>Letture consigliate: <a href="http://www.anobii.com/books/Il_mestiere_di_scrivere/9788850326921/015363d42ad269d1b5/" target="_blank">Il mestire di scrivere, di Luisa Carrada</a></p>
<p>Vi aspetto martedì prossimo con l’ultima puntata sulle nuove frontiere del web: mobile e geomarketing.</p>
<p>Sara</p>
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		<item>
		<title>Marketing Web lezione 10: l’e-Commerce</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Arscolorblog/~3/ILgsH2t-YAc/</link>
		<comments>http://blog.arscolor.com/2008/11/marketing-web-lezione-10-l%e2%80%99e-commerce/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 20:29:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione innovativa]]></category>
		<category><![CDATA[Mini Corso di Web Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[
L&#8217;e-Commerce &#232; il processo d&#8217;acquisto di prodotti attraverso siti Internet; in un&#8217;accezione ampia possiamo considerare commercio elettronico anche quelle transazioni che avvengono in Internet ma che richiedono un pagamento off-line (ad esempio con bonifico bancario).


L&#8217;e-commerce favorisce una disintermediazione nel rapporto tra produttore e consumatore, che possono cos&#236; trovarsi in contatto diretto senza una lunga catena [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<strong>L&rsquo;e-Commerce &egrave; il processo d&rsquo;acquisto di prodotti attraverso siti Internet;</strong> in un&rsquo;accezione ampia possiamo considerare commercio elettronico anche quelle transazioni che avvengono in Internet ma che richiedono un pagamento off-line (ad esempio con bonifico bancario).
</p>
<p>
L&rsquo;e-commerce favorisce una <strong>disintermediazione nel rapporto tra produttore e consumatore</strong>, che possono cos&igrave; trovarsi in contatto diretto senza una lunga catena di intermediari. Questa disintermediazione ha favorito perci&ograve; la nascita di sito siti di commercio diretto. Un caso storico &egrave; quello di <a href="http://www1.euro.dell.com/content/default.aspx?c=it&amp;l=it&amp;cs=itdhs1&amp;s=dhs" target="_blank">Dell</a>, azienda produttrice di personal computer, che ha scelto di vendere unicamente on line i propri prodotti; non potete perci&ograve; entrare in un negozio di informatica e chiedere di un computer Dell, ma potete unicamente cercarlo in rete.
</p>
<p>
Secondo alcuni questa disintermediazione ha prodotto difficolt&agrave; mettendo in diretta concorrenza il canale Internet con la tradizionale forza vendita. Questa affermazione &egrave; innegabile, ma quello che va analizzato &egrave; se la concorrenza diretta abbia solamente portato ad una diversa distribuzione degli acquisti nei vari canali o se al contrario abbia portato ad acquisti aggiuntivi. Pensiamo ad esempio ad <a href="http://www.amazon.com/" target="_blank">Amazon.com</a>, la pi&ugrave; grande libreria on line, o al suo corrispondente italiano <a href="http://www.ibs.it/" target="_blank">IBS</a>: la forza di questi negozi on line sta nel numero dei titoli che possono offrire, migliaia di volte superiore a quello di una libreria tradizionale. Questi siti di e-commerce, come tanti altri che operano in mercati di nicchia, hanno il vantaggio di poter intercettare non solo i best seller ma anche la coda lunga, quell&rsquo;insieme di piccole vendite uniche che sommate fanno grandi numeri e che nessun competitor tradizionale &egrave; in grado di offrire.
</p>
<p>
Ma va anche fatta un&rsquo;altra riflessione: l&rsquo;<a href="http://www.multicanalita.it/">Osservatorio sulla Multicanalit&agrave;</a> ha effettuato un&rsquo;indagine sulle abitudini d&rsquo;acquisto degli italiani e il 31% (segmenti <em>open minded</em> e <em>reloaded</em>) si sono dimostrati acquirenti multicanale, che acquistano cio&egrave; in pi&ugrave; canali di vendita, sono infedeli alla marca, sono positivamente proiettati verso il futuro ed hanno un livello di reddito e di istruzione superiore alla media. <strong>Il problema non &egrave; dunque quello di mettere in competizione pi&ugrave; canali di vendita, ma bisogna rovesciare il punto di vista ed andare ad intercettare il consumatore su tutti i canali in cui fa acquisti</strong>. Come dimostra infatti l&rsquo;indagine <a href="http://www.consorzionetcomm.it/" target="_blank">Netcomm </a>dello scorso anno, il 31% degli acquisti in Internet sono acquisti aggiuntivi.
</p>
<p>
&nbsp;<img src="/wp-content/uploads/import/NetcommEurisko5.jpg" alt="" width="601" height="307" />
</p>
<p>
Come &egrave; bene noto, l&rsquo;Italia &egrave; fanalino di coda nell&rsquo;&rsquo;e-commerce a livello europeo, ma i numeri sono comunque interessanti e non possono essere ignorati: <strong>53 miliardi di Euro di fatturato nel 2007, crescita pari al +30% rispetto al 2006 e +20% delle vendite all&rsquo;estero rispetto al 2006</strong> ( per un totale di 900 milioni di Euro), soprattutto verso i Paesi UE, gli Stati Uniti e il Giappone.
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&nbsp;<img src="/wp-content/uploads/import/Bocconi1.jpg" alt="" width="601" height="360" />
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L&rsquo;Italia proprio per la sua posizione di svantaggio di partenza ha tassi di crescita nettamente pi&ugrave; alti degli altri Paesi e sono perci&ograve; aperte maggiori possibilit&agrave; di entrata con minori investimenti poich&eacute; <strong>il gap &egrave; molto forte sul lato dell&rsquo;offerta, con una scarsa presenza di aziende tradizionali nel canale on line</strong>.
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Per quanto riguarda il profilo di chi acquista in Internet, <strong>nel 2007 sono stati pi&ugrave; di 5 milioni gli utenti che hanno effettuato acquisti su Internet</strong>.
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<img src="/wp-content/uploads/import/NetcommEurisko2.jpg" alt="" width="602" height="366" />
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Le <strong>principali motivazioni all&rsquo;acquisto on-line</strong> sono:
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&bull;	la <strong>facilit&agrave; di acquisto</strong> e qualit&agrave; del servizio per il 69% degli acquirenti;
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&bull;	la <strong>disponibilit&agrave; dei prodotti o servizi</strong> per il 26%;
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&bull;<strong>	l&rsquo;ampiezza dell&rsquo;offerta e della gamma</strong> per il 23%.
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<img src="/wp-content/uploads/import/NetcommEurisko3.jpg" alt="" width="601" height="354" />
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Questo punto &egrave; di fondamentale importanza nella definizione di una <strong>value proposition</strong> che sia chiara per il cliente finale. Troppo spesso i sistemi di e-commerce sono solo un di cui di una strategia di vendita nata e declinata off-line, mentre un sito di e-commerce non &egrave; solo una costruzione on-line di un negozio tradizionale, ma &egrave; una sua interpretazione e traduzione. Ad un convegno ho sentito un esempio illuminante fatto da <a href="http://www.hyperorg.com/blogger/" target="_blank">David Weinberger</a>: se entro in un negozio di vestiti e inizio a prendere tutti gli abiti che sono della mia taglia per portarli in camerino, dopo 5 minuti vengo fermato da un commesso e dopo 10 sbattuto fuori se persisto in questa strategia di scelta; al contrario se vado su <a href="http://www.yoox.com/home.asp/tskay/6383154f/tp/7033" target="_blank">Yoox</a>, una delle prime selezioni che posso fare &egrave; proprio quella della mia taglia. <strong>Un negozio on-line deve dunque presentare in modo chiaro la propria value proposition, che sia essa la facilit&agrave; nel trovare ci&ograve; che ho bisogno, l&rsquo;ampiezza della gamma offerta, la comodit&agrave; della consegna a domicilio o il prezzo.</strong>
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&Egrave; anche importante notare un altro fattore; il web non &egrave; solo acquisto, ma spesso &egrave; anche <strong>info-commerce</strong>, cio&egrave; la ricerca di informazioni prima dell&rsquo;acquisto. Infatti le principali fonti di informazione nel processo di acquisto, sempre secondo Netcomm, sono:
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-	82% web
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-	46% familiari, amici, ecc.
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-	12% altri canali (es. personale punto vendita, call centre, ecc.)
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-	18% pubblicit&agrave; extra web
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-	17% da materiali editoriali extra web
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-	12% Guardando i prodotti e le offerte
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Dunque anche se in Italia l&rsquo;e-Commerce puro sembra faticare a decollare, va tenuta presente <strong>la straordinaria potenza informativa e persuasiva che ha il web</strong> nella decisione di acquisto e anche le metriche di misurazione dei siti di e-Commerce dovrebbero tenere presente che molti acquisiti vengono poi finalizzati off line.
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Un&rsquo;ultima analisi sui <strong>pagamenti</strong>: grazie anche alla diffusione di carte prepagate, di cui l&rsquo;Italia detiene il primato in Europa, i pagamenti con carta di credito sono ormai in aumento, come in aumento sono i pagamento con il cosiddetto borsellino elettronico (Pay Pal), grazie anche alla diffusione di eBay.
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<img src="/wp-content/uploads/import/PagamentiOnLine.jpg" alt="" width="602" height="402" />
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Del resto <strong>il pagamento on line &egrave; un pagamento assolutamente sicuro</strong>, come dimostrano i dati sulle frodi in pagamenti on line nel 2007.
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<img src="/wp-content/uploads/import/FrodiPagamentiOnLine.jpg" alt="" width="601" height="426" />
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<strong>Per chi voglia affacciarsi al mondo dell&rsquo;e-Commerce &egrave; dunque necessario progettare un sito che sappia da un lato integrare le novit&agrave; tecnologiche e garantire la massima sicurezza nelle transazioni, dall&rsquo;altro fornire una chiara value proposition all&rsquo;utente, in modo da convincerlo a finalizzare il suo acquisto on line.</strong> Se volete avere maggiori informazioni potete lasciare un commento oppure <a href="http://www.arscolor.com/modulo.aspx" target="_blank">contattarci </a>per una consulenza specifica.
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Case history: <a href="http://www.arscolor.com/progetti_dettaglio/20923/New_Holland_CE_Ecommerce_b2b_e_b2c.aspx" target="_blank">New Holland Construction &ndash; e-commerce b2b e b2c</a>
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Letture consigliate: <a href="http://www.anobii.com/books/Tecniche_di_web_marketing/9788846497710/01688636d00bc61897/" target="_blank">Tecniche di web marketing. Sviluppare l&#39;e-commerce come opportunit&agrave; per la piccola e media impresa di Andrea Boscaro e Riccardo Porta</a>
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Vi aspetto marted&igrave; prossimo con la penultima puntata sulla scrittura in Internet.
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Sara
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P.S.: i dati citati nel poso sono stati tratti da:
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-	<a href="http://www.consorzionetcomm.it/uploads/Netcomm_Report%20B2c_2007.pdf" target="_blank">l&rsquo;e-Commerce B2C in Italia: si pu&ograve; fare di pi&ugrave;. Risultati della ricerca 2007 dell&rsquo;Osservatorio B2C Netcomm</a>
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&ndash; <a href="http://www.display.it/RicercaNetcomm_Eurisko.pdf" target="_blank">School of Management del Politecnico di Milano<br />
-	Indagine Netcomm</a>
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&ndash; <a href="http://www.multicanalita.it/wp-content/uploads/2007/11/nielsen_cettigalante_osservatoriomulticanalita2007_15112007.pdf" target="_blank">GfK Eurisko Il consumatore e il commercio elettronico 2008<br />
-	Il processo d&rsquo;acquisto e la multicanalit&agrave; &ndash; Osservatorio Multicanalit&agrave; 2007<br />
</a></p>
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