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	<title>Artea Consulenza Direzionale</title>
	
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	<description>professionalità, conoscenza, innovazione per un servizio a misura d'azienda</description>
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		<title>E-commerce in Italia – Secondo ISTAT</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 12:58:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Artea</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ambito di un progetto di ottimizzazione della Supply Chain per un nostro Cliente, si era ritenuto fondamentale valutare l&#8217;opportunità di adottare un sistema di e-commerce che permettesse di ordinare sul web materiali e servizi e, nello stesso tempo sul versante della vendita, mettere a disposizione, sempre on line, i prodotti e i ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ambito di un progetto di ottimizzazione della <em>Supply Chain</em> per un nostro Cliente, si era ritenuto fondamentale valutare l&#8217;opportunità di adottare un sistema di e-commerce che permettesse di ordinare sul web materiali e servizi e, nello stesso tempo sul versante della vendita, mettere a disposizione, sempre on line, i prodotti e i servizi dell&#8217;azienda.</p>
<p>Dopo le necessarie analisi del parco fornitori, dei sistemi informatici disponibili, degli investimenti, ecc. si è deciso di valutare la diffusione delle procedure di transazione on line nel mercato italiano, naturalmente interessavano sia gli scambi del tipo B2B (<em>business to business</em>) o B2C (<em>business to consumer</em>).</p>
<p>E&#8217; disponibile sul web una enorme mole di dati disponibile ad essere individuata ed analizzata. Si tratta dei cosiddetti <em>open data</em>, fonte irrinunciabile per il giornalismo di indagine, ma utilissimi anche alle indagini socio &#8211; economiche.</p>
<p>Infatti, da qualche tempo l&#8217;Istituto nazionale di statistica (<strong>ISTAT</strong>) mette a disposizione indagini statistiche condotte su vari fenomeni relativi alla vita sociale, economica e culturale italiana.</p>
<p>Questi dati sono forniti generalmente sotto forma di tabelle che non sono facilmente leggibili ed intellegibili, è necessario elaborare i dati per renderli comprensibili agli utilizzatori.</p>
<p>Questo è stato fatto nel progetto in oggetto studiando ed elaborando l&#8217;indagine &#8220;<em>Tecnologie dell&#8217;informazione e della comunicazione nelle imprese</em>&#8221; svolta da ISTAT nell’anno 2010 e pubblicata il 29 agosto 2011.</p>
<p>Nell&#8217;infografica animata seguente viene riportata un&#8217;analisi generale anche se già stratificata in funzione di alcune variabili fondamentali.</p>
<p>Cosa risulta dall&#8217;analisi?</p>
<p>Le pratiche di e-commerce non risultano ancora molto diffuse in Italia: più evolute risultano le grandi imprese dei settori manifatturiero e servizi, maggiore ritardo accusa il settore delle costruzioni; per quanto riguarda la diffusione geografica non vi sono grandi differenze percentuali  ma chiaramente è necessario considerare il maggiore sviluppo economico delle macro-regioni settentrionali.</p>
<p>Al seguente link è disponibile l&#8217;infografica:</p>
<a href="http://www.artea.it//home/wp-content/uploads/2012/02/ecommerce.html?keepThis=true&TB_iframe=true&height=380&width=760" title="E-commerce in Italia - Secondo ISTAT" class="thickbox">E-commerce in Italia - Secondo ISTAT</a>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>INAIL finanzia la sicurezza, Artea la realizza</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 21:42:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Artea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[D. Lgs. 231/01]]></category>
		<category><![CDATA[Sicurezza]]></category>
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		<description><![CDATA[Contesto attuale
Il problema della sicurezza in azienda è serio quanto mai prima d’ora: oltre al costo vivo umano ed economico di un infortunio, nonché a quello d’immagine, la legislazione, sempre più punitiva, prevede oggi rilevanti sanzioni pecuniarie e interdittive che possono minare o addirittura interrompere la Vs. attività aziendale.
Soluzione proposta
Occorre ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Contesto attuale</strong></p>
<p>Il problema della sicurezza in azienda è serio quanto mai prima d’ora: oltre al costo vivo umano ed economico di un infortunio, nonché a quello d’immagine, la legislazione, sempre più punitiva, prevede oggi rilevanti sanzioni pecuniarie e interdittive che possono minare o addirittura interrompere la Vs. attività aziendale.</p>
<p><strong>Soluzione proposta</strong></p>
<p>Occorre agire con un’ottica allargata e risolutiva tramite la messa a punto di un sistema di gestione per la sicurezza a norma OHSAS18001 e la sua eventuale certificazione.</p>
<p>Tale intervento comporta:</p>
<ul>
<li>per l’imprenditore, la certezza di usare il metodo migliore per tutelare l’azienda;</li>
<li>per il lavoratori, la consapevolezza di essere più protetti;</li>
<li>per tutti, l’acquisizione di una maggiore fiducia nelle attività da svolgere.</li>
</ul>
<p>È, inoltre, possibile completare l’intervento con la creazione di un Modello Organizzativo ai sensi del D.Lgs. 231/01 semplice e finalizzato alla Sicurezza.</p>
<p>Laddove siano già presenti sistemi di gestione sulla qualità o sull’ambiente, l’intervento ne sarà agevolato.</p>
<p><strong>Contributi economici</strong></p>
<p>L&#8217;Inail consente di coprire al 50% i costi di realizzazione del sistema di gestione della sicurezza o del modello organizzativo di gestione ai sensi del D.Lgs. 231/2001.</p>
<p>A tal fine occorre elaborare un progetto e compilare una domanda telematica, soggetta poi a selezione tramite graduatoria: la ns. società è pronta ad affiancarVi per studiarne la fattibilità.</p>
<p><strong>Sintesi del Bando Inail</strong></p>
<p>Sono ammesse due tipologie di progetti:</p>
<ol start="1">
<li>investimenti (impianti e lavori di messa in sicurezza), oppure</li>
<li>modelli organizzativi 231, di responsabilità sociale o sistemi di gestione per la sicurezza sul lavoro OHSAS18001, con spese ammissibili sia di consulenza, che di eventuale certificazione.</li>
</ol>
<p>Destinatari tutti i tipi di imprese, purchè in regime de minimis.</p>
<p>Contributo del 50% in c/capitale di massimo 100.000 euro e minimo 5.000, escluse le imprese sotto i 50 dipendenti sulla seconda tipologia di progetti, che non hanno limite minimo.</p>
<p>I progetti sono da realizzare, compresa l’eventuale certificazione di sistema, entro 12 mesi dalla conferma da parte Inail.</p>
<p>Le domande si presentano tramite procedura on-line, dietro registrazione sul sito Inail, in due fasi:</p>
<ol start="1">
<li>compilazione e salvataggio dal 28/12/2011 al 07/03/2012, con logica a punteggio che premia le PMI e i settori ad alto rischio infortunistico (es. metalmeccanico, tessile, legno, riparazione veicoli, costruzioni, chimico);</li>
<li>invio domande in data precisa che Inail definirà dopo il 14/03 (tramite click-day regionali).</li>
</ol>
<p>Per la Regione Emilia-Romagna il Bando INAIL prevede la disponibilità di € 15.175.000.</p>
<p>Contatto: <a href="mailto:info@artea.it">info@artea.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per maggiori informazioni sul Modello Organizzativo ex D.Lgs. 231/2001 visitate il sito <a href="http://www.addconsulting.it">www.addconsulting.it</a> dove potrete trovare la possibilità di partecipate gratuitamente al seminario in materia che si terrà a Bologna il 15/02/2012.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Opportunità di lavoro</title>
		<link>http://www.artea.it/home/?p=412</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 14:34:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Artea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Qualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Importante azienda di Novellara (RE) del settore lavorazione lamiera cerca figura di responsabile qualità clienti e qualità di produzione.
È richiesta conoscenza del settore, buone basi tecniche, conoscenza lingua inglese ed eventualmente tedesca, capacità di relazione.
La figura richiesta dovrà, tra l’altro, coordinare, due persone del reparto C.Q., seguire le campionature e ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Importante azienda di Novellara (RE) del settore lavorazione lamiera cerca figura di responsabile qualità clienti e qualità di produzione.</p>
<p>È richiesta conoscenza del settore, buone basi tecniche, conoscenza lingua inglese ed eventualmente tedesca, capacità di relazione.</p>
<p>La figura richiesta dovrà, tra l’altro, coordinare, due persone del reparto C.Q., seguire le campionature e sviluppare la documentazione tecnica necessaria.</p>
<p>Se interessati, inviare i curricula rispondenti alle caratteristiche a :</p>
<p><a href="mailto:direzione@tecnove.it">direzione@tecnove.it</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Comunicazione SA8000 in CICLAT Soc. Coop.</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 21:40:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Artea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Responsabilità Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[La norma SA8000 è uno standard internazionale di certificazione emesso da SAI (Social Accountability International &#8211; http://www.sa-intl.org/) che si propone di certificare gli aspetti della gestione aziendale attinenti alla responsabilità sociale d&#8217;impresa (CSR &#8211; corporate social responsibility).
In particolare:

il rispetto dei diritti umani,
il rispetto dei diritti dei lavoratori,
la tutela contro lo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La norma SA8000 è uno standard internazionale di certificazione emesso da SAI (Social Accountability International &#8211; <a href="http://www.sa-intl.org/">http://www.sa-intl.org/</a>) che si propone di certificare gli aspetti della gestione aziendale attinenti alla responsabilità sociale d&#8217;impresa (CSR &#8211; corporate social responsibility).</p>
<p>In particolare:</p>
<ul>
<li>il rispetto dei diritti umani,</li>
<li>il rispetto dei diritti dei lavoratori,</li>
<li>la tutela contro lo sfruttamento dei minori,</li>
<li>le garanzie di sicurezza e salubrità sul posto di lavoro.</li>
</ul>
<p>La norma internazionale ha quindi lo scopo di migliorare le condizioni lavorative a livello mondiale e soprattutto permette di definire uno standard verificabile da Enti di Certificazione.</p>
<p>Uno degli aspetti di maggior novità della SA8000 è rappresentato dal requisito relativo alla comunicazione aziendale che deve essere rivolta sia all’interno che all’esterno dell’organizzazione.</p>
<p>La comunicazione verso il mondo esterno ed i cosiddetti Stakeholder ha una duplice valenza:</p>
<ol>
<li>informare in maniera trasparente sulla situazione e sulle iniziative aziendali affinché le parti interessate sia consapevoli degli impegni intrapresi e dei risultati ottenuti</li>
<li>promuovere lo standard al fine di diffonderne l’adozione alimentando un circolo virtuoso che aumenti la sensibilità sociale delle filiere produttive.</li>
</ol>
<p>Per questi motivi la comunicazione deve essere efficace ed accattivante.</p>
<p>Molte realtà hanno basato intere campagne pubblicitarie sulla comunicazione sociale e sulla certificazione etica direttamente.</p>
<p>CICLAT Soc. Coop., consorzio di cooperative che operano nei servizi alle imprese ed alla Pubblica Amministrazione, ha ottenuto la certificazione SA8000 già nel 2008 e sin dall’inizio ha prodotto una comunicazione sociale improntata all’efficacia ed alla fruibilità, adottando un sito internet dedicato (<a href="http://www.ciclat.com">www.ciclat.com</a>) e relazioni di bilancio sociale illustrate ed impaginate con cura.</p>
<p>In occasione della verifica di sorveglianza del 5 dicembre, è stato prodotto un report con le tecniche della infografica per rendere più chiara e piacevole l’esposizione dei dati aziendali.</p>
<p>Riportiamo nel seguito il rapporto.</p>
<p><a href="http://www.artea.it/home/wp-content/uploads/2011/12/sa8000_ciclat1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-406" title="Infografica SA8000 CICLAT Soc. Coop." src="http://www.artea.it/home/wp-content/uploads/2011/12/sa8000_ciclat1-212x300.jpg" alt="Infografica SA8000 CICLAT Soc. Coop." width="212" height="300" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Infografica: Bologna Packaging Valley</title>
		<link>http://www.artea.it/home/?p=397</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 21:09:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Artea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Distretto Industriale delle Macchine Automatiche di Bologna è composto da oltre un centinaio di imprese specializzate nella progettazione e realizzazione di macchine per il confezionamento dei prodotti dell’industria alimentare, farmaceutica, cosmetica, chimica e del tabacco.
Il distretto da decenni detiene importanti quote del commercio internazionale di macchinari automatici tanto da ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Distretto Industriale delle Macchine Automatiche di Bologna è composto da oltre un centinaio di imprese specializzate nella progettazione e realizzazione di macchine per il confezionamento dei prodotti dell’industria alimentare, farmaceutica, cosmetica, chimica e del tabacco.</p>
<p>Il distretto da decenni detiene importanti quote del commercio internazionale di macchinari automatici tanto da essere denominato: Packaging Valley.</p>
<p>I fattori che hanno determinato il successo delle aziende bolognesi del packaging sono:</p>
<ul>
<li>altissimo contenuto tecnologico dei prodotti</li>
<li>propensione all’innovazione ed agli investimenti in ricerca e sviluppo</li>
<li>fitta rete di subfornitori qualificati</li>
<li>elevata qualificazione delle risorse umane.</li>
</ul>
<p>Quest’ultimo dato è possibile anche per la presenza di percorsi scolastici dedicati presso scuole ed istituti tecnici di rilevanza nazionale ed internazionale, nonché di corsi di laurea e di specializzazione istituiti dalla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna.</p>
<p>Le macchine automatiche rappresentano una formidabile coniugazione tra l’innovazione tecnologica meccanica ed elettronica, per questa disciplina è stato coniato il termine “Meccatronica”.</p>
<p>È importante considerare che le macchine automatiche per il packaging rappresentano i dispositivi che mettono a disposizione del comune cittadino i prodotti industriali, per esempio possono trasformare: grandi volumi di preparati farmaceutici in flaconi pronti all’uso, tabacco sciolto in sigarette impacchettate, lastre metalliche in tappi corona per bottiglie, ecc.</p>
<p>Nella seguente infografica si cerca di illustrare proprio le prestazioni delle macchine automatiche costruite nella Packaging Valley.</p>
<p><a href="http://www.artea.it/home/wp-content/uploads/2011/11/packaging_valley.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-398" title="Infografica: Packaging Valley" src="http://www.artea.it/home/wp-content/uploads/2011/11/packaging_valley-512x1024.jpg" alt="Infografica: Packaging Valley" width="512" height="1024" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Infografica e comunicazione aziendale</title>
		<link>http://www.artea.it/home/?p=379</link>
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		<pubDate>Sat, 05 Nov 2011 20:56:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Artea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Infografica]]></category>
		<category><![CDATA[Infographic]]></category>
		<category><![CDATA[OHSAS 18001]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;infografica (infographic) si occupa principalmente della rappresentazione di dati ed informazioni in forma grafica e per questo fruibili ad una vasta platea anche non specialistica.
Utilizzate tipicamente nelle pagine economiche dei quotidiani, le tecniche dell’infografica hanno fatto irruzione nella comunicazione web e pubblicitaria.
I professionisti e gli staff aziendali, che per il ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;infografica (infographic) si occupa principalmente della rappresentazione di dati ed informazioni in forma grafica e per questo fruibili ad una vasta platea anche non specialistica.</p>
<p>Utilizzate tipicamente nelle pagine economiche dei quotidiani, le tecniche dell’infografica hanno fatto irruzione nella comunicazione web e pubblicitaria.</p>
<p>I professionisti e gli staff aziendali, che per il loro ruolo sono impegnati in attività di reporting, sono da sempre interessati al miglioramento dell’efficacia della presentazione dei dati; per questo è opportuno considerare l’opportunità di introdurre l’infografica nella comunicazione aziendale.</p>
<p>Il tutto può essere semplificato dagli strumenti di office automation sempre più performanti anche dal punto di vista grafico.</p>
<p>Gli strumenti tipici dell’infodesign sono:</p>
<ul>
<li>tabelle</li>
<li>diagrammi di flusso</li>
<li>mappe concettuali</li>
<li>schemi a blocchi</li>
<li>istogrammi</li>
<li>grafici</li>
<li>mappe</li>
<li>schemi</li>
<li>ecc.</li>
</ul>
<p>è facile riconoscere in questi anche gli elementi normalmente usati nella comunicazione aziendale.</p>
<p>Nella nostra attività di consulenza abbiamo da tempo adottato le tecniche dell’infografica, in questa occasione presentiamo un artefatto che si propone di illustrare il sistema di gestione della sicurezza sul lavoro ed i dati principali relativi agli infortuni sul lavoro.</p>
<p><a href="http://www.artea.it/home/wp-content/uploads/2011/11/sicurezza.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-380" title="sicurezza" src="http://www.artea.it/home/wp-content/uploads/2011/11/sicurezza-256x1024.jpg" alt="" width="256" height="1024" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La norma ISO/TS 16949 e la certificazione di qualità nel settore automotive – attuazione</title>
		<link>http://www.artea.it/home/?p=373</link>
		<comments>http://www.artea.it/home/?p=373#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 07:57:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Artea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Qualità]]></category>
		<category><![CDATA[ISO/TS 16949]]></category>
		<category><![CDATA[ISO9001]]></category>

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		<description><![CDATA[In due articoli precedenti abbiamo parlato dell&#8217;introduzione e dei requisiti della norma, nel seguito parleremo dell&#8217;attuazione della norma in azienda.
L’applicazione dei requisiti ISO/TS 16949 in una piccola impresa, fornitrice di componenti meccanici per un cliente che opera nell’industria automobilistica (come Tier 1, ovvero come fornitore diretto di un OEM, oppure ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In due articoli precedenti abbiamo parlato dell&#8217;<a title="La norma ISO/TS 16949:2009 e la certificazione di qualità nel settore automotive - introduzione" href="http://www.artea.it/home/?p=364">introduzione</a> e dei <a title="La norma ISO/TS 16949:2009 e la certificazione di qualità nel settore automotive - requisiti" href="http://www.artea.it/home/?p=370">requisiti</a> della norma, nel seguito parleremo dell&#8217;attuazione della norma in azienda.</p>
<p>L’applicazione dei requisiti ISO/TS 16949 in una piccola impresa, fornitrice di componenti meccanici per un cliente che opera nell’industria automobilistica (come Tier 1, ovvero come fornitore diretto di un OEM, oppure Tier 2 o 3) è sicuramente impegnativa e normalmente solo le imposizioni di un cliente importante portano alla decisione di intraprendere questo percorso.</p>
<p>Per perseguire questa certificazione è sicuramente auspicabile disporre di un sistema informativo efficiente in grado di gestire la programmazione della produzione ed il piano di controllo (ciclo di lavoro con fasi di controllo), di personale (almeno la funzione qualità) già competente sulla ISO 9001 e disposto a dedicare una buona dose di tempo a studiare i cosiddetti “tools”, la cui applicazione richiede un mix di software e competenze (programmi specifici molto sofisticati o fogli di calcolo complessi non possono sopperire all’incompetenza del personale che li utilizza).</p>
<p>L’implementazione di tecniche di gestione della qualità non certo nuove (FMEA ed SPC sono state introdotte nel secolo scorso), ma sicuramente ostiche per una piccola azienda senza assumere l’approccio giusto e costruttivo. Infatti la ISO/TS 16949 non può essere affrontata pensando ad un mucchio di carte da compilare (o <em>file</em> da preparare in formato elettronico), ma come un sistema che, se applicato nel modo giusto, è focalizzato alla prevenzione degli errori ed alla minimizzazione dei rischi di incorrere in non conformità e ritardi di consegna e, quindi, di soddisfare i clienti più esigenti.</p>
<p>La terminologia ISO/TS 16949 è poi ricca di termini specifici che non compaiono in altri settori dei sistemi di gestione: CSR (Customer Specific Requirments), COP (Customer Oriented Process), PPAP, MSA, APQP, diagrammi a tartaruga, diagrammi a piovra, metodo 8D, ecc.. il che non fa che rendere ancora più ostico l’approccio a tale schema di certificazione.</p>
<p>Per le aziende che vogliono (o devono) intraprendere questo cammino è bene ricordare che i requisiti ISO/TS 16949 non devono essere applicati necessariamente su tutta la produzione, ma solo sui prodotti forniti all’industria automobilistica; pertanto FMEA, studi di processo e piani di controllo andranno implementati solo su quegli articoli realizzati per “clienti automotive” e l’analisi dei sistemi di misura potrà essere ridotta a quegli strumenti di misura utilizzati per controllare i medesimi prodotti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La norma ISO/TS 16949 e la certificazione di qualità nel settore automotive – requisiti</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 06:45:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Artea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Qualità]]></category>
		<category><![CDATA[ISO/TS 16949]]></category>
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		<description><![CDATA[In un precedente articolo abbiamo introdotto la norma ISO / TS 16949, volendo ora fare una carrellata sui requisiti aggiuntivi dell’ISO/TS 16949 rispetto alla ISO 9001 si potrebbe indicare gli elementi seguenti come quelli forse più importanti per l’applicazione della specifica:

Assicurare il controllo completo per i processi affidati   ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un precedente <a title="La norma ISO/TS 16949:2009 e la certificazione di qualità nel settore automotive - introduzione" href="http://www.artea.it/home/?p=364">articolo</a> abbiamo introdotto la norma ISO / TS 16949, volendo ora fare una carrellata sui requisiti aggiuntivi dell’ISO/TS 16949 rispetto alla ISO 9001 si potrebbe indicare gli elementi seguenti come quelli forse più importanti per l’applicazione della specifica:</p>
<ul>
<li>Assicurare il controllo completo per i processi affidati      all’esterno;</li>
<li>Mantenere un efficace e tempestivo controllo delle specifiche      cliente;</li>
<li>Monitorare e misurare tutti i processi tramite appositi      indicatori di efficacia e di efficienza (sono richiesti almeno 12 mesi di      dati per ottenere la certificazione), comprendenti anche i costi della      non-qualità;</li>
<li>Predisporre e gestire il piano strategico di miglioramento (quasi      un <em>business plan</em>);</li>
<li>Gestire e misurare la consapevolezza e motivazione del personale,      oltre all’addestramento sul posto di lavoro;</li>
<li>Gestire in modo documentato la pianificazione dello stabilimento      (layout, flow-chart, piani di emergenza,&#8230;);</li>
<li>Gestire la pulizia e la sicurezza del prodotto e del processo;</li>
<li>Gestire la progettazione e lo sviluppo – ove applicabili &#8211; attraverso      sistemi avanzati quali Design FMEA, APQP e altri requisiti aggiuntivi non      banali;</li>
<li>Gestire la progettazione del processo produttivo secondo      specifica anche se non si è responsabili del progetto;</li>
<li>Assicurare il rispetto delle caratteristiche speciali o chiave      del prodotto stabilite dal cliente;</li>
<li>Documentare la fattibilità tecnica e produttiva nel riesame      dell’offerta includendo l’analisi dei rischi;</li>
<li>Per le forniture critiche servirsi solo di fornitori come minimo      certificati ISO 9001;</li>
<li>Sviluppare e gestire un piano di controllo, con le      caratteristiche descritte dalla specifica, per ogni prodotto automotive;</li>
<li>Effettuare la FMEA di Processo, applicare il controllo statistico      di processo (SPC) per garantire la conformità dei prodotti e      l’affidabilità dei controlli eseguiti;</li>
<li>Gestire la manutenzione preventiva e predittiva;</li>
<li>Predisporre istruzioni di lavoro per la produzione;</li>
<li>Validare tutti i processi produttivi;</li>
<li>Gestire l’identificazione e rintracciabilità del lotto e della      materia prima;</li>
<li>Garantire l’accuratezza degli strumenti con tarature presso      laboratori accreditati oppure con tarature/verifiche interne a condizione      che il Laboratorio interno rispetti procedure e regole simili ai      Laboratori di Taratura accreditati;</li>
<li>Applicare l’analisi statistica dei sistemi di misurazioni (<em>Measurement</em><em> System Analysis</em> o MSA);</li>
<li>Effettuare audit di processo e di prodotto, oltre a quelli di      sistema;</li>
<li>Applicare le tecniche statistiche necessarie, che dovranno essere      conosciute in azienda;</li>
<li>Gestire resi e reclami cliente con azioni correttive secondo il      metodo 8D;</li>
</ul>
<p>Ovviamente l’elenco non è esaustivo ed ogni requisito prevede alcuni aspetti specifici che sono meglio dettagliati nell’apposita linea guida IATF.</p>
<p>In un prossimo articolo si parlerà dell&#8217;attuazione della norma in una PMI.</p>
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		<title>La norma ISO/TS 16949 e la certificazione di qualità nel settore automotive – introduzione</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 06:30:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Artea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Qualità]]></category>
		<category><![CDATA[ISO/TS 16949]]></category>
		<category><![CDATA[ISO9001]]></category>

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		<description><![CDATA[La certificazione secondo la specifica tecnica ISO/TS 16949 nasce nel 1999 &#8211; dalla riunificazione di precedenti standard quali AVSQ94, QS9000, VDA 6.1, &#8230;  - specificatamente per l’industria del settore automobilistico, al fine di garantire efficacemente la qualità del prodotto di tutta la filiera, ma soprattutto i costruttori di autoveicoli (i ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La certificazione secondo la specifica tecnica ISO/TS 16949 nasce nel 1999 &#8211; dalla riunificazione di precedenti standard quali AVSQ94, QS9000, VDA 6.1, &#8230;  - specificatamente per l’industria del settore automobilistico, al fine di garantire efficacemente la qualità del prodotto di tutta la filiera, ma soprattutto i costruttori di autoveicoli (i cosiddetti OEM).</p>
<p>La specifica tecnica &#8211; ora giunta alla terza edizione del 2009 (allineata alla ISO 9001:2008) &#8211; è gestita dalla IATF (<em>International Automotive Task Force</em>, <a href="http://www.iatfglobaloversight.org">www.iatfglobaloversight.org</a>), un gruppo &#8220;ad hoc&#8221; di case automobilistiche e le loro rispettive associazioni di settore, costituito per fornire prodotti di qualità migliore a clienti del settore automobilistico a livello mondiale.</p>
<p>Il testo della norma riprende integralmente i paragrafi ed i contenuti della ISO 9001:2009 in appositi riquadri, ma riporta numerosi e corposi requisiti aggiuntivi, alcuni di essi molto impegnativi da applicare.</p>
<p>Oltre a ciò il processo di certificazione, regolamentato da apposito manuale IATF, è abbastanza rigido e prevede tempi limite, una volta fissato l’audit di primo stadio, per il raggiungimento dello “stato di conformità” (che prevede l’assenza tassativa di non conformità), necessario al rilascio della certificazione.</p>
<p>L’obiettivo della Specifica Tecnica è lo sviluppo di un sistema di gestione per la qualità (SGQ) che promuova il miglioramento continuo, enfatizzando la prevenzione dei difetti e la riduzione della variabilità e delle perdite nella catena di fornitura. La Specifica Tecnica, insieme con i requisiti specifici dei clienti, definisce i requisiti fondamentali del SGQ e fornisce un approccio comune ai SGQ per la produzione di serie e delle parti di ricambio.</p>
<p>Occorre precisare che la Specifica si applica ad organizzazioni presso le quali sono fabbricate, parti di produzione e/o ricambi, nonché trattamenti (termici, superficiali, verniciatura, ecc.) lungo tutta la catena di fornitura automobilistica (i cosiddetti Tier 1-2-3, ovvero gli anelli della catena di fornitura agli OEM, le case costruttrici di veicoli), ove con il termine “automobilistico” si intendono inclusi: auto passeggeri, veicoli commerciali leggeri, camion per il trasporto pesante, autobus, motocicli (ed esclusi veicoli da gara, muletti, mezzi movimento terra ed agricoli,&#8230;).</p>
<p>Le cifre sui certificati emessi nel mondo (meno di 40.000 ISO/TS 16949 contro quasi 1 milione di ISO 9001 a fine 2008) ci indicano che l’ISO/TS 16949, oltre ad essere applicabile in un ambito ridotto (settore automotive) è anche una norma (<em>pardon</em> una Specifica Tecnica) molto impegnativa.</p>
<p>È bene tener presente che, oltre ai requisiti espressi nella specifica, per l’ottenimento della certificazione bisogna dimostrare di osservare i capitolati dei clienti automotive (requisiti cliente o CSR) e sviluppare le metodologie (i “tool”) indicate dalla specifica (FMEA, SPC, PPAP, MSA, APQP&#8230;) secondo quanto previsto dagli appositi manuali AIAG (<a href="http://www.aiag.org">www.aiag.org</a>), alcuni di essi liberamente tradotti dall’ANFIA (<a href="http://www.anfia.it">www.anfia.it</a>) e da altre organizzazioni italiane.</p>
<p>In un prossimo articolo parleremo dei requisiti della norma e della loro attuazione in azienda.</p>
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		<title>Il Regolamento europeo n. 333/2011: da rifiuti a rottami metallici</title>
		<link>http://www.artea.it/home/?p=357</link>
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		<pubDate>Wed, 07 Sep 2011 21:28:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Artea</dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi Studio]]></category>
		<category><![CDATA[Qualità]]></category>
		<category><![CDATA[ISO9001]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Regolamento UE n. 333, emesso il 31/03/2011, avvia concretamente la politica europea della cosiddetta “End Of Waste”, cioè cessare di considerare ogni scarto un rifiuto, con i costi che ne conseguono, ed avviare, invece, una politica volta al riciclo e al recupero [1].
Si noti che il Regolamento, per sua ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Regolamento UE n. 333, emesso il 31/03/2011, avvia concretamente la politica europea della cosiddetta “End Of Waste”, cioè cessare di considerare ogni scarto un rifiuto, con i costi che ne conseguono, ed avviare, invece, una politica volta al riciclo e al recupero [1].</p>
<p>Si noti che il Regolamento, per sua natura, non richiede recepimenti nazionali (vedere articolo: <a href="http://www.artea.it/home/?p=264">http://www.artea.it/home/?p=264</a>) ed è operativo dal 09/10/2011 in tutti i Paesi dell’Unione (Italia compresa).</p>
<p>Il Regolamento, dunque, indica precisi criteri per considerare rottami, e non più rifiuti, alcune categorie di prodotti.</p>
<p>Si tratta di:</p>
<ul>
<li>rottami di ferro e acciaio;</li>
<li>rottami di alluminio.</li>
</ul>
<p>Il Regolamento si rivolge a coloro che effettuano il riciclaggio e il recupero dei rifiuti metallici per poi commercializzarli, cioè, principalmente, i rottamai: attualmente costoro possono lavorare solo con specifiche autorizzazioni ambientali ai sensi del Codice Ambiente, mentre, dal 9 ottobre 2011 potranno usufruire dei nuovi criteri.</p>
<p>Criteri che sono, in sintesi, i seguenti:</p>
<ol>
<li>adozione di un sistema di gestione della qualità;</li>
<li>accertamento triennale della conformità del sistema da parte di organismi riconosciuti [2] o di verificatori ambientali [3];</li>
<li>redazione della dichiarazione di conformità.</li>
</ol>
<p>Può risultare utile precisare quanto segue:</p>
<ol>
<li>Non è necessario implementare un sistema qualità completo a norma ISO 9001: il sistema indicato dal Regolamento, infatti, è in formato ridotto, pur se molto preciso e puntuale negli adempimenti da eseguire.</li>
<li>Si tratta degli organismi di certificazione già noti: tali organismi effettuano una visita sul campo triennale e rilasciano un attestato (tecnicamente non è una certificazione).</li>
<li>Avviene a cura dell’azienda importatrice o produttrice.</li>
</ol>
<div>
<hr size="1" />
<div>
<p><em><strong>[1]</strong></em><em> Vedere Direttiva Rifiuti 2008/98/CE, art. 6 recepita poi nel Codice Ambiente D.Lgs. 152/2006 e  s.m.i., art. 184- ter.</em></p>
</div>
<div>
<p><em><strong>[2]</strong></em><em> Dal Regolamento CE 765/2008 (Accreditamento e vigilanza del mercato per la commercializzazione dei prodotti e principi generali della marcatura CE).</em></p>
</div>
<div>
<p><em><strong>[3]</strong></em><em> Ai sensi del Regolamento CE 1221/2009 (EMAS).</em></p>
</div>
</div>
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