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	<title>Artoong</title>
	
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	<description>Non esistono sogni senza grandi pretese</description>
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&lt;li&gt;&lt;a href="http://webitect.net/resources/101-killer-wordpress-plugins-to-meet-anyones-needs.php"&gt;101 Killer Wordpress Plugins to Meet Anyone&amp;rsquo;s Needs - Webitect&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.howcast.com/"&gt;Howcast - The best how to videos on the web&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
Curioso sito dove trovare video che spiegano il COME FARE delle cose più strane del mondo&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Artoong/~4/MqKLjLQJ4T4" height="1" width="1"/&gt;</description><feedburner:origLink>http://del.icio.us/akela64#2009-07-14</feedburner:origLink></item><item>
		<title>Intervista al fotografo Lillo Rizzo</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 14:52:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Artoong</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Artoong pubblica l&#8217;intervista in esclusiva a Lillo Rizzo, fotografo free lance, attualmente in viaggio in Sud America. Rizzo è nato a Racalmuto (Ag) nel 1960. Fotografo dal 1984, attualmente vive a Parigi.
L&#8221;abbiamo contattato e ci auguriamo che questa intervista sia la prima evidenza di ulteriori pubblicazioni in cui avremo il piacere di seguire il suo [...]<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a></p>
<p><a href="http://www.artoong.net/2009/07/14/intervista-al-fotografo-lillo-rizzo/937/arte/fotografia">Intervista al fotografo Lillo Rizzo</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Artoong pubblica l&#8217;intervista in esclusiva a <a id="aptureLink_h8f579a4ZX" href="http://lillorizzo.wordpress.com/">Lillo Rizzo</a>, fotografo free lance, attualmente in viaggio in Sud America. Rizzo è nato a Racalmuto (Ag) nel 1960. Fotografo dal 1984, attualmente vive a Parigi.</p>
<p>L&#8221;abbiamo contattato e ci auguriamo che questa intervista sia la prima evidenza di ulteriori pubblicazioni in cui avremo il piacere di seguire il suo peregrinare in quel continente. Rimarrà in Sud America fino al febbraio 2010, in questa intervista ci risponde da Lima dove è andato per cambiare il biglietto aereo del ritorno. Tra qualche giorno partirà per <a id="aptureLink_01sBBqRnNZ" href="http://maps.google.com/maps?om=0&amp;iwloc=addr&amp;f=q&amp;ll=-14.6192%2C-74.239182&amp;hl=en&amp;z=11&amp;ie=UTF8">Lucanas</a> a sud del Perù.</p>
<p><em><strong>Artoong:</strong></em> <em>perchè il Perù, perchè il sud dell&#8217;America?</em></p>
<p><a href="http://lillorizzo.wordpress.com/"><strong>L.R. :</strong></a> Il  Perù e&#8217; stato una scelta casuale. La mia compagna doveva fare delle ricerche in questo paese, tra il 2004 e il 2005, e io ho deciso di seguirla. In quel periodo abbiamo viaggiato per buona parte dell&#8217;America Latina, dove ho realizzato diversi reportages, dai “paseros” in Bolivia alle vittime della violenza politica in Peru, dai bambini di strada ai “<a id="aptureLink_1akcQEfUHX" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Cartoneros">Cartoneros</a>”di Buenos Aires. A febbraio di quest&#8217;anno sono tornato nuovamente per continuare il lavoro fotografico che avevo iniziato. L&#8217;ultimo lavoro completato e&#8217; stato quello sulle miniere di Potosi in Bolivia. Penso di restare in America Latina sino a febbraio del prossimo anno.</p>
<p><em><strong>Artoong:</strong></em> <em>ti consideri un nomade?</em></p>
<p><a href="http://lillorizzo.wordpress.com/"><strong>L.R. :</strong></a> Credo di si, mi piace viaggiare molto, conoscere, vedere, e soprattutto imparare&#8230; Forse si tratta di un modo per confrontarsi con se stessi. Nelle situazioni estreme devi confrontarti prima di tutto con te stesso, e quindi capisci se hai delle capacità o meno, perché non hai possibilità di replica, o di smentita. Non puoi sbagliare. Mi sono interessato ai sud del mondo, e questo mi ha portato a viaggiare otto volte in Marocco, due volte in India e Nepal. Ho vissuto per un anno in America Latina, viaggiando tra il Perù, l’Ecuador, la Bolivia e l’Argentina. Mi spinge, come dicevo, la curiosità di conoscere e di vedere. <a href="http://www.artoong.net/Foto/2009/07/rizzo1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-944" title="rizzo1" src="http://www.artoong.net/Foto/2009/07/rizzo1-300x193.jpg" alt="rizzo1 300x193 Intervista al fotografo Lillo Rizzo" width="300" height="193" /></a></p>
<p><em><strong>Artoong:</strong></em> <em>la tua fotografia è racconto/denuncia/testimonianza?</em></p>
<p><a href="http://lillorizzo.wordpress.com/"><strong>L.R. :</strong></a> La foto può essere tante cose. Racconto, denuncia, testimonianza. Quello che cerco di fare è di raccontare, con le mie immagini, storie e questioni sociali, situazioni di persone che non hanno “parola”, che vivono ai margini. La fotografia è prima di tutto un modo per conoscere e raccontare storie e persone. Per questo faccio fotogiornalismo. Io mi sento “un cane sciolto”: ho bisogno di andare da solo, fermarmi un’ora ad un incrocio, parlare, perdere tempo. A volte aspetti e non succede niente; a volte aspetti e, oltre alla luce per cui ti sei fermato, si innesca anche il resto.</p>
<p>A me piace concentrarmi su un luogo fisico, e, attraverso la sua rappresentazione, parlare anche di altro. Con la macchina fotografica voglio cercare di dare dignità a queste situazioni, cerco di esserci. Ed è anche fondamentale la buona tecnica, la sensibilità, l&#8217;originalità dello sguardo, l&#8217;onestà nel racconto: sono tutti elementi necessari che si esprimono al meglio se sono accompagnati da un lavoro giornalistico rigoroso, fatto di contatti, fonti e raccolta d’informazioni accurate. Un altro ingrediente fondamentale è il tempo: non si può pensare di cogliere il senso di una realtà sfiorandola superficialmente.</p>
<p><em><strong>Artoong:</strong></em> <em>curiosità- interesse- solitudine- paura- condivisione- rabbia. quali di queste parole ti sono maggiormente compagne in questo viaggio?</em></p>
<p><a href="http://lillorizzo.wordpress.com/"><strong>L.R. :</strong></a> Credo che mi accompagnino tutte&#8230;  La curiosità, pero&#8217;, e&#8217; il motivo primo che mi porta a muovermi per capire le cose e i fatti stando sul posto, guardando con i miei occhi e parlando con la gente. E, ancora, il pensiero e la speranza di riuscire a smuovere la coscienza di qualcuno attraverso le foto realizzate che raccontano fatti e aspetti legati al sociale, è già una gratificazione. Come per le persone, per me vale anche il posto.</p>
<p><em><strong>Artoong: </strong></em><em>quando nasce la tua passione per l&#8217;immagine?</em></p>
<p><a href="http://lillorizzo.wordpress.com/"><strong>L.R. :</strong></a> Ho iniziato in una strana maniera: con la camera oscura. Mi piaceva vedere stampare le foto a casa di un mio amico, mi sembrava una cosa magica, tutta l’atmosfera è magica: la stanza buia illuminata da una luce soffusa rossa e, soprattutto, vedere come da un foglio bianco immerso nell’acido spuntava l’immagine. Tutto ciò mi affascinava e continua ad affascinarmi. Questo l’ho fatto per qualche anno, prima di iniziare a fotografare. Poi, in un primo viaggio in Marocco, compro una macchina fotografica: una Yashica F3X super, tutta manuale. Siamo nel 1984. Arrivo un po’ tardi alla fotografia, sono “vecchio” ma ho l’entusiasmo e la curiosità di un bambino, che si stupisce per le cose che vede attraverso l’obiettivo. E’ da li che inizio a fotografare in b/n. Fotografo tutto ciò che mi colpisce, che mi incuriosisce, soprattutto seguo la “luce”. Il primo vero reportage lo faccio ad Agrigento. Insieme a un altro fotografo, Tano Siracusa, cominciamo un lavoro durato più di sei mesi all’interno dell’ospedale psichiatrico, documentando il disagio mentale, ma principalmente lo stato di abbandono in cui si trovavano i pazienti. È sconvolgente vedere i ricoverati che gironzolano nudi in spazi enormi o che stanno in mezzo all’urina e le feci, quel cattivo odore che le foto non ti trasmettono. Il reportage non riusciamo a venderlo. Così organizziamo una mostra denuncia e da li scoppia lo scandalo sull’Ospedale psichiatrico di Agrigento.</p>
<p><em><strong>Artoong: </strong></em><em>il rapporto tra la tua fotografia e il tempo</em></p>
<p><a href="http://lillorizzo.wordpress.com/"><strong>L.R. :</strong></a> Per me e&#8217; importante “l&#8217;attesa” della buona luce, del sogetto, della situazione che si crea. Il termine fotografia, per me, significa “scrittura con la luce”: io l&#8217;ho preso alla lettera. È quella scintilla che mi incastra in un luogo e mi obbliga a scattare finché non sono contento; oppure, incontro una persona, cerco di fare delle foto e non funziona, allora dico: ”seguila, sali con lui nella metro, sul treno… e aspetta che la foto ti scelga”, e magari poi sento qualcosa che mi dice di scattare. Adesso lavoro solamente con una <a id="aptureLink_7sk9bX0fId" href="http://www.flickr.com/photos/thomasclaveirole/2749610619/">Leica M6</a>, con un 50mm summicron 1:4, e con una contax g1, con 28mm, 35mm e 45mm, pellicola rigorosamente in b/n, T-Max 400 , Tri-X o Ilford HP5. Per me è importante che la macchina fotografica venga vissuta come un prolungamento del proprio corpo: di solito giro sempre con un solo corpo macchina e una sola ottica.</p>
<p><em><strong>Artoong:</strong></em> <em>quando e se la fotografia diventa arte?</em></p>
<p><a href="http://lillorizzo.wordpress.com/"><strong>L.R. :</strong></a> Non so se la fotografia e&#8217; arte, la fotografia da “parete” non mi interessa. La fotografia deve raccontare la storia.  L’arte è sempre stata al servizio di un potere: a volte quello religioso, a volte quello politico, altre quello industriale. D’altra parte l’artista deve sempre confrontarsi con il mercato. Ma l’arte deve trascendere il potere per il quale lavora, deve riuscire a lanciare il dubbio, e questo è difficilissimo. Il rapporto tra fotografia e arte non è propriamente identificato nel confronto diretto tra le due, ma piuttosto nell’utilizzo che si fa della fotografia nell’arte. Questo è il concetto. Quindi penso sarebbe bene mettere da parte anche lo pseudo dilemma tra fotografo-artista o artista-fotografo. La fotografia è una forma espressiva che si può definire ambigua, e non veritiera.<a href="http://www.artoong.net/Foto/2009/07/rizzo2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-946" title="rizzo2" src="http://www.artoong.net/Foto/2009/07/rizzo2-300x201.jpg" alt="rizzo2 300x201 Intervista al fotografo Lillo Rizzo" width="300" height="201" /></a></p>
<p><em><strong>Artoong: </strong></em><em>Hai un progetto prima di partire, o segue l&#8217;ispirazione del luogo?</em></p>
<p><a href="http://lillorizzo.wordpress.com/"><strong>L.R. :</strong></a> Mi ritengo un fotografo di “strada”. Cerco sempre di documentarmi sul posto dove vado, parto magari con un progetto, ma una volta sul posto l’abbandono, perché capita che leggendo su qualche quotidiano una notizia breve questa stimoli la mia curiosità. Come è stato, per esempio, in Perù, dove avevo letto una “breve” su un quotidiano sul ritrovamento di una fossa comune risalente al periodo di “Sendero Luminoso”. Questo mi ha portato ad Ayacucho per realizzare un servizio sulle vittime della violenza politica, realizzando una serie di ritratti ai parenti delle vittime. Non si trattava semplicemente di fare delle foto. E&#8217; stato per me umanamente emozionante, e spesso mi veniva la pelle d’oca a sentire le storie drammatiche e dolorose che queste persone mi raccontavano. Mi hanno fatto capire cos’è il “dolore” e la sofferenza. Oppure, un’altra storia che mi ha colpito, è stata tra La Bolivia e l’Argentina: avevo trovato una storia sui “paseros” o “uomini mulo”, quasi quattromila persone, tra cui donne, bambini e anziani che lavorano portando addosso sacchi di 70 chili, a volte anche due, da una frontiera all’altra per un dollaro al giorno; persone sfruttate che lavorano 12 ore al giorno senza alcun diritto. Tutto questo, per me, è stato sconvolgente. Mi sembrava un girone infernale. Sono stato li una settimana a cercare di capire perché tutto ciò possa accadere, persone che sfruttano i propri simili&#8230;</p>
<p><em><strong>Artoong:</strong></em><em> vuoi dirci qualcosa di &#8220;come sei vissuto&#8221; dalle persone che incontri?</em></p>
<p><a href="http://lillorizzo.wordpress.com/"><strong>L.R. :</strong></a> Dal punto di vista pratico cerco sempre una persona del posto, e passo un sacco di tempo “lavorando” sui rapporti con le persone locali per far capire loro che non sono il classico fotoreporter che arriva per fare la foto d&#8217;agenzia e se ne va. Ci vuole umanità, voglia di stare con la gente e soprattutto di mischiarsi a loro con umiltà. In generale cerco di stare con le persone, non vado mai nei grandi hotel, se devo dormire in pensioni me ne scelgo una marginale, semplice, per far capire che sono una persona umile. E poi se possibile mangio con le persone che voglio fotografare, dormo con loro.</p>
<p><em><strong>Artoong:</strong></em> <em>Un&#8217;altra questione riguarda la qualità formale di questo tipo di fotografia. Come mantieni l&#8217;equilibrio tra l&#8217;aspetto estetico e quello &#8220;documentario&#8221;?  Ti sente &#8220;autore&#8221; o &#8220;interprete&#8221; delle immagini che scatti?</em></p>
<p><a href="http://lillorizzo.wordpress.com/"><strong><strong></strong></strong></a><strong><strong><a href="http://www.artoong.net/Foto/2009/07/rizzo3.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-947" title="rizzo3" src="http://www.artoong.net/Foto/2009/07/rizzo3-300x214.jpg" alt="rizzo3 300x214 Intervista al fotografo Lillo Rizzo" width="300" height="214" /></a></strong>L.R. :</strong> Non è una questione di sentirsi autore o interprete. Hai una buona foto quando tutti gli “elementi” si trovano al posto giusto. Diceva <a id="aptureLink_WOaaF2HAuY" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Henri%20Cartier-Bresson">Henri Cartier-Bresson</a> che tutti gli elementi si devono trovare nello stesso asse: occhio, mente e cuore. Oppure <a id="aptureLink_oQsKrv08Oe" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Robert%20Capa">Robert Capa</a> cercava sempre di essere il più vicino possibile alle situazioni che documentava. Infatti, sosteneva: se le tue foto non vanno bene, vuol dire che non ti sei avvicinato abbastanza. Per me bastano queste risposte.</p>
<p><a href="http://lillorizzo.wordpress.com/"><strong>Il sito di Lillo Rizzo</strong></a></p>
<p>Intervista di <em><strong>Patrizia Genovesi</strong></em></p>
<p>Fotografie <em><strong>di Lillo Rizzo </strong></em>: tutti i diritti riservati<br />
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</ul>
<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a></p>
<p><a href="http://www.artoong.net/2009/07/14/intervista-al-fotografo-lillo-rizzo/937/arte/fotografia">Intervista al fotografo Lillo Rizzo</a></p>

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		<item><title>Links for 2009-07-13 [del.icio.us]</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Artoong/~3/JjtU_OpEo3I/akela64</link><pubDate>Tue, 14 Jul 2009 00:00:00 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">http://del.icio.us/akela64#2009-07-13</guid><description>&lt;ul&gt;
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&lt;/ul&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Artoong/~4/JjtU_OpEo3I" height="1" width="1"/&gt;</description><feedburner:origLink>http://del.icio.us/akela64#2009-07-13</feedburner:origLink></item><item><title>Links for 2009-07-10 [del.icio.us]</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Artoong/~3/PLyYUxPt8tg/akela64</link><pubDate>Sat, 11 Jul 2009 00:00:00 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">http://del.icio.us/akela64#2009-07-10</guid><description>&lt;ul&gt;
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		<title>“Bang Bang!!” di Edoardo Sylos Labini</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 11:30:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Artoong</dc:creator>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[edoardo sylos labini]]></category>
		<category><![CDATA[laura mancini]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un testo “profetico” di Bogosian del 1992 alle problematiche della nostra società
Martedì 7 luglio 2009, alle ore 21 30 presso Macro Future Testaccio, in anteprima nazionale ZTL Associazione Culturale presenta “Bang Bang !!”. Una famosa band musicale ed il suo leader presentano al pubblico il loro nuovo album “Bang Bang!!”, composto da sette pezzi [...]<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a></p>
<p><a href="http://www.artoong.net/2009/07/06/%e2%80%9cbang-bang%e2%80%9d-di-edoardo-sylos-labini/931/arte/teatro">“Bang Bang!!” di Edoardo Sylos Labini</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.artoong.net/Foto/2009/07/BANGBANG_locandinaJPG_opt.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-933" title="BANGBANG_locandinaJPG_opt" src="http://www.artoong.net/Foto/2009/07/BANGBANG_locandinaJPG_opt-191x300.jpg" alt="BANGBANG locandinaJPG opt 191x300 “Bang Bang!!” di Edoardo Sylos Labini" width="191" height="300" /></a>Da un testo “profetico” di Bogosian del 1992 alle problematiche della nostra società</strong></p>
<h3>Martedì 7 luglio 2009, alle ore 21 30 presso Macro Future Testaccio, in anteprima nazionale ZTL Associazione Culturale presenta “Bang Bang !!”. Una famosa band musicale ed il suo leader presentano al pubblico il loro nuovo album “Bang Bang!!”, composto da sette pezzi più il singolo che da il nome alla rappresentazione. La prima  si svolgerà quindi nell’ambito di “Roma in Scena (Estate romana)” evento organizzato dall’Ass. alle Politiche Culturali del Comune di Roma ed in seguito la compagnia sarà in tour, tornando a Roma presso il Teatro Cassia dal 14 al 20 Ottobre 2009.</h3>
<p>Lo spettacolo, che vede Edoardo Sylos Labini all’opera per la terza volta in questa stagione teatrale, ancora con un lavoro ed un’idea completamente nuovi, si presenta come un’occasione per ridere delle nostre nevrosi di massa: ma ridere non è necessariamente un sintomo di divertimento.</p>
<p>Protagonisti della scena, sono infatti otto caratteri che affrontano quello che stiamo vivendo politicamente, socialmente ed affettivamente ai giorni nostri, in una irrefrenabile ed ironica compilation di personaggi in deflagrazione. Si passa dall’artista disilluso alla trans neomelodica, dal manager iperteso al cane dell’italiano medio, dal boss camorrista anti–Saviano fino al fragile disadattato metropolitano.</p>
<p>“Bang Bang !!”, omaggio al profetico “Sesso Droga E Rock &#8216;N Roll” (1992), è un ironico canto disperato di chi sa che ormai non è più lecito nemmeno il desiderio di poter esser ciò che si vorrebbe essere&#8230; forse di ciò che si dovrebbe essere.</p>
<p>Sylos Labini presenta la sua nuova “stand up commedy”, coaduivato da un juke box vivente, Ottavia Fusco e dalla sua “strampalata” e straordinaria band, il dj Antonello Aprea (Coccia), il bassista Mario Rivera (Ciccio), le tastiere di Gianfranco Mauto (Gionfri).</p>
<p>Novanta minuti esilaranti che fanno da specchio distorto dei nostri giorni.</p>
<p>Ce ne parla l’ideatore ed interprete, Edoardo Sylos Labini.</p>
<p><strong><em>- Come ti è venuta l&#8217;idea di questo soggetto, quanto hai tratto ispirazione dalla realtà quotidiana e quanto da Sesso Droga E Rock &#8216;N Roll?</em></strong></p>
<p>“Sesso Droga” è stato il punto di partenza. Il profetico testo di Bogosian ci ha raccontato nel 92 quello che sarebbe successo nella nostra società occidentale. Bogosian parla però dell’era Reaganiana e di fatti avvenuti in quegli anni negli Stati Uniti; venti anni dopo situazioni simili sono si sono verificate qui da noi. Io ho preso spunto da quel climax, per dipingere otto</p>
<p>personaggi della nostra società italiana in deflagrazione. Non si tratta di un adattamento ma di una riscrittura, un omaggio ad una drammaturgia ancora tagliente e dissacrante.</p>
<p>Mi interessava parlare della nostra vita quotidiana, dei nostri fantasmi, di ciò che viviamo freneticamente e famelicamente ogni giorno. Dopo il positivismo del Futurismo la sua speranza verso il futuro ed il progresso, mi sembrava giusto raccontare il nichilismo che 100 anni dopo ha attanagliato la società occidentale.</p>
<p><strong><em>- Come ti sei preparato per interpretare il tuo personaggio, chi ti ha aiutato?</em></strong></p>
<p>Il lavoro che faccio da anni con il mio staff e più in particolare con il dj Antonello Aprea è un percorso di costruzione di spettacolo ormai collaudato: arrivo all’interpretazione di un personaggio</p>
<p>appoggiandomi alle musiche, alle sonorità che provengono dalla consolle dj. La drammaturgia diventa come una partitura ed il personaggio esce, si materializza quasi da solo. Non c’è psicologia del personaggio per arrivare all’interpretazione, c’è suggestione, “pancia” applicata ai suoni di un</p>
<p>vinile ai rumori musicati. Ormai è una mia cifra  è un linguaggio che un critico anni fa ha ribattezzato discoteatro. In questa nuova avventura oltre ad Aprea poi sono accompagnato da due straordinari musicisti Mario Rivera al basso e Gianfranco Mauto alle tastiere e dalla bravissima interprete Ottavia Fusco, presenza dark di “Bang Bang!!”.</p>
<p><strong><em>- Che reazioni speri di ottenere dal pubblico?</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>Voglio far divertire il pubblico (abbiamo bisogno di ridere) ma farlo anche ragionare, far fare allo spettatore i conti con se stesso. Tutti i personaggi che affronto hanno qualcosa di ognuno di noi.</p>
<p><strong><em>- Non hai paura di disorientarlo, presentandoti sempre in una veste ed in un genere totalmente nuovo?</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>Essere eclettici oggi è una risorsa basilare per un attore. Bisogna adeguarsi al mercato: saper recitare in una soap, in uno spot, in un film, in uno spettacolo classico in uno di sperimentazione. Esser pronti al cambiamento senza ridicole snobberie, in un momento come questo dove più che mai i cast si fanno tra ville e ristoranti ed è necessario farsi trovare sempre preparati per poi dimostrare sul campo quello che si sa fare. Al pubblico il giudizio.</p>
<p><strong><em>- Nello staff di &#8220;Bang bang!!&#8221; tornano dei nomi a fianco dei quali ti sei già trovato a lavorare. Come è nata questa collaborazione e credi che proseguirà ancora con altri spettacoli?</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>Come ti dicevo prima, Antonello Aprea è un prolungamento delle mie ideazioni è il mio deus ex machina, senza la sua presenza dovrei sicuramente rivedere il mio lavoro…</p>
<p><strong><em>- Questa è stata per te una stagione davvero intensa e di successo: &#8220;Rum &amp; Vodka&#8221; portato in scena già per diversi anni consecutivi, &#8220;Donne Velocità Pericolo&#8221; che ci ha fatto scoprire un Edoardo &#8220;futurista&#8221; in occasione del Centenario del Movimento ed ora &#8220;Bang Bang!!&#8221;. E&#8217; possibile per te dire quale di queste esperienze ti ha dato di più?</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>Questi spettacoli sono come dei figli per me, non posso dire che c’è n’è uno che preferisco. Li amo in modo alternato&#8230; ma l’ultimo innamoramento è per “Bang Bang!!”: è il più giovane e lo voglio viziare un po&#8217;!</p>
<p><strong><em>- Non sei certo un interprete alle prime armi, ma in un anno teatralmente impegnativo come questo, ti sei sentito crescere in senso artistico? Cosa hai imparato, anche a livello umano?</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>Si cresce, per me soltanto lavorando ed in questo momento difficile per l’arte e la cultura nel nostro Paese, l’importante è creare comunque qualcosa anche sotto casa, non per forza in un teatro da mille</p>
<p>posti. Bisogna recuperare l’artigianato anche in campo teatrale, credere e combattere per un progetto è una grande risposta a chi vorrebbe fare della nostra Nazione un villaggio Valtur (con tutto il rispetto parlando..).</p>
<p>Quindi è inutile piangersi addosso ma bisogna rimboccarsi le maniche e combattere, se si ha la necessità di farlo. I soldi che ho guadagnato con la tv negli ultimi anni li ho tutti investiti nei miei progetti perché ci credo e non potrei fare altro, poi non esistono più produttori coraggiosi, il teatro</p>
<p>italiano si è incacrenito attorno ai soliti titoli e ai soliti nomi in via d’estinzione. Vuoi mettere la soddisfazione di fare tutto da solo&#8230; e non dover bussare la porta di nessuno? Si dorme meglio la notte!</p>
<p>Con: Edoardo Sylos Labini, Ottavia Fusco, Dj Antonello Aprea, Mario Rivera (basso), Gianfranco Mauto (tastiere) e con la partecipazione straordinaria di Maurizio Partino in arte Poldo. Coordinamento alla regia Stefano Reali, Disegno luci Angelo Ugazzi, Costumi Beatrice Gigli, Fonica Paolo Astolfi, Aiuto regia Giovanna Guida, Coordinamento artistico Pierpaolo De Mejo, Foto Pino Le Pera.</p>
<p><strong><em><a href="http://www.artoong.net/tag/laura-mancini" class="kblinker" title="More about Laura Mancini &raquo;">Laura Mancini</a></em></strong><br />
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<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a></p>
<p><a href="http://www.artoong.net/2009/07/06/%e2%80%9cbang-bang%e2%80%9d-di-edoardo-sylos-labini/931/arte/teatro">“Bang Bang!!” di Edoardo Sylos Labini</a></p>

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		<item><title>Links for 2009-07-03 [del.icio.us]</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Artoong/~3/Oy_-ZOhGNB8/akela64</link><pubDate>Sat, 04 Jul 2009 00:00:00 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">http://del.icio.us/akela64#2009-07-03</guid><description>&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.buildstats.com/"&gt;Buildstats | Domain Information Tool&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
Per verificare la visibilità del vostro sit/blog in rete&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.lightstalkers.org/"&gt;Journalists, filmmakers, photographers, and professional travelers. | Lightstalkers&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
Un sito dove trovare le testimonianze di reporter e foto reporter in giro per il mondo&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Artoong/~4/Oy_-ZOhGNB8" height="1" width="1"/&gt;</description><feedburner:origLink>http://del.icio.us/akela64#2009-07-03</feedburner:origLink></item><item><title>Links for 2009-07-02 [del.icio.us]</title><link>http://feedproxy.google.com/~r/Artoong/~3/-C_IhgjzXmM/akela64</link><pubDate>Fri, 03 Jul 2009 00:00:00 PDT</pubDate><guid isPermaLink="false">http://del.icio.us/akela64#2009-07-02</guid><description>&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;a href="http://www.etsy.com/"&gt;Etsy :: Your place to buy and sell all things handmade&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
Portale dove si possono mettere in vetrina e vendere oggetti artistici e comunque artigianali&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Artoong/~4/-C_IhgjzXmM" height="1" width="1"/&gt;</description><feedburner:origLink>http://del.icio.us/akela64#2009-07-02</feedburner:origLink></item><item>
		<title>Maltempo a Roma</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/Artoong/~3/C2NVvz4sjx4/senza-categoria</link>
		<comments>http://www.artoong.net/2009/07/02/maltempo-a-roma/923/senza-categoria#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 18:33:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Artoong</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza Categoria]]></category>
		<category><![CDATA[maltempo]]></category>
		<category><![CDATA[maltempo roma]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artoong.net/?p=923</guid>
		<description><![CDATA[Maltempo  a Roma. Violento nubifragio alberi abbattuti.<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a></p>
<p><a href="http://www.artoong.net/2009/07/02/maltempo-a-roma/923/senza-categoria">Maltempo a Roma</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"> CELLULARI IN TILT IN VARIE ZONE DI ROMA</span></span></span></p>
<h5><span style="font-size: large;">(ANSA) &#8211; ROMA, 2 LUG &#8211; IL violento temporale che si e&#8217;</span></h5>
<p><span style="font-size: large;"> </span></p>
<h5>abbattuto sulla capitale sta creando problemi a molti cittadini</h5>
<h5>che chiamano le centrali operative per segnalare che i cellulari</h5>
<h5>non danno segni di vita. Qualche cittadino segnala anche che i</h5>
<h5>canali satellitari hanno problemi nel captare i segnali.</h5>
<h5>Ancora non e&#8217; chiaro, pero&#8217;, quali sono i trasmettitori della</h5>
<h5>telefonia mobile che hanno subito danni.(ANSA).</h5>
<p><strong><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"> </span></span></strong></p>
<p><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;">MALTEMPO</span></span></span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"> </span></span></span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"> </span></p>
<h5><span style="font-size: large;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;">: NUBIFRAGIO ROMA, 100 INTERVENTI PROTEZIONE CIVILE </span></span>(AGI) &#8211; Roma, 2 lug. &#8211; Sono quasi 100 gli interventi gia&#8217;</span><span style="font-size: large;"></p>
<p></span></h5>
<h5>effettuati dalla Protezione Civile del Comune di Roma per la</h5>
<h5>caduta di alberi e gli allagamenti provocati dal nubifragio che</h5>
<h5>si abbattuto sulla capitale nel pomeriggio. Un numero destinato</h5>
<h5>a salire notevolmente perche&#8217; &#8216;gli interventi continueranno</h5>
<h5>fino alla tarda serata di oggi&#8217;, come ha dichiarato il</h5>
<h5>direttore Aldo Albi, il quale ha disposto l&#8217;attivazione di</h5>
<h5>squadre d&#8217;emergenza in tutti i municipi. Sono centinaia le</h5>
<h5>segnalazioni &#8211; da parte di cittadini, forze dell&#8217;ordine,</h5>
<h5>polizia municipale &#8211; giunte alla sala operativa. A causare i</h5>
<h5>maggiori problemi sono gli alberi caduti che hanno bloccato</h5>
<h5>strade e traffico in diversi punti della citta&#8217;: tra questi via</h5>
<h5>Appia Pignatelli, via di Tor Cervara, via Tiburtina all&#8217;altezza</h5>
<h5>di via Brambizzi. In zona Tuscolana, Camilluccia, Prima Porta e</h5>
<h5>Colli Portuensi, solo per citare i casi piu&#8217; gravi, stano</h5>
<h5>lavorando le macchine idrovore per aspirare l&#8217;acqua che</h5>
<h5>fuoriesce dalle fogne. &#8216;Quello di oggi &#8211; ha precisato il</h5>
<h5>direttore Albi &#8211; e&#8217; stato un temporale di fortissima intensita&#8217;</h5>
<h5>che ha attraversato la citta&#8217; di Roma da nord a sud, con</h5>
<h5>grandine e piogge che, al pluviometro di Tor Marancia, hanno</h5>
<h5>fatto registrare la quota di 20 mm&#8217;. (AGI)</h5>
<p><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"> </span></span></span></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"> </span></p>
<h5></h5>
<h5><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;">MALTEMPO</span></span></span><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;">: LAZIO, PRIMI INTERVENTI DELLA PROTEZIONE CIVILE REGIONALE =</span></span></span></h5>
<h5><span style="font-size: large;">Roma, 2 lug. &#8211; (Adnkronos) &#8211; La Protezione civile regionale del </span><span style="font-size: large;"></p>
<p></span></h5>
<h5>Lazio e&#8217; impegnata con 250 volontari su tutto il territorio</h5>
<h5>interessato dal violento nubifragio. In particolar modo le squadre</h5>
<h5>della protezione civile stanno intervenendo con 60 automezzi nella</h5>
<h5>capitale, dove sono caduti molti alberi, nella Provincia di Roma e nel</h5>
<h5>frusinate.</h5>
<h5>Le zone maggiormente colpite dall&#8217;evento atmosferico e che hanno</h5>
<h5>riportato danni sono: il quadrante sud del Comune di Roma, Ostia,</h5>
<h5>Castel Madama, San Gregorio da Sassola, Poli, Tivoli e Cassino. Per</h5>
<h5>informazioni e&#8217; attivo il numero verde 803.555 della Protezione Civile</h5>
<h5>Regionale.</h5>
<h5>(Rre/Pn/Adnkronos)</h5>
<h5>02-LUG-09 20:23</h5>
<h5>NNNN</h5>
<h5></h5>
<h5><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"> </span></span></span></span></span></span><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"></p>
<p></span></span></span></span></span></span></h5>
<h5><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"> </span></span></h5>
<p><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"> </span></span></p>
<h5><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"> </span></h5>
<p><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"> </span></p>
<h5></h5>
<h5><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"> </span></span></h5>
<h5><span style="font-size: large;">ZCZC</span><span style="font-size: large;"></p>
<p></span></h5>
<h5>ADN1177 7 CRO 0 ADN CRO RLA</h5>
<h5><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"> </span></span></span></span></span></span></h5>
<p><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"> </span></span></span></span></span></span></p>
<h5><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"> </span></span></h5>
<p><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"> </span></span></p>
<h5><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"> </span></h5>
<p><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"> </span></p>
<h5></h5>
<h5><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;">MALTEMPO</span></span></span><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: large; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;">: TRAVOLTO DA ALBERO A ROMA, FERITO =</span></span></span></h5>
<h5><span style="font-size: large;">ALLAGAMENTI E DISAGI IN TUTTA LA CITTA&#8217;</span><span style="font-size: large;"></p>
<p></span></h5>
<h5>Roma, 2 lug. (Adnkronos) &#8211; Stava passeggiando in viale</h5>
<h5>dell&#8217;Umanesimo nel quartiere Eur a Roma, quando a causa del forte</h5>
<h5><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;">maltempo</span></span></span></span></span></span></h5>
<p><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"> </span></span></span></span></span></span></p>
<h5><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"> </span></span></h5>
<p><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"> </span></span></p>
<h5><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"> </span></h5>
<p><span style="font-size: small; color: #ff0000; font-family: Lucida Console;"> </span></p>
<h5></h5>
<h5><span style="font-size: large;"><span style="font-family: Times New Roman;">si e&#8217; visto cadere un albero addosso. L&#8217;uomo, un signore </span></span></h5>
<h5><span style="font-size: large;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></h5>
<h5><span style="font-size: large;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></h5>
<p><span style="font-size: large;"><span style="font-family: Times New Roman;"> </span></span></p>
<h5>ZCZC1505/SXR</h5>
<h5>WRL40174</h5>
<h5>R CRO S43 QBXL</h5>
<h5>MALTEMPO: NUBIFRAGIO A ROMA,SEMAFORI IN TILT E TRAM BLOCCATI</h5>
<h5>(ANSA) &#8211; ROMA, 2 LUG &#8211; Nessuna tromba d&#8217;aria, nessun</h5>
<h5>nubifragio ma una &#8221;cella temporalesca&#8221; provocata dall&#8217;incontro</h5>
<h5>di aria calda con quella fredda e portatrice di grandine, lampi,</h5>
<h5>tuoni e fulmini e ovviamente pioggia. Una &#8221;cella&#8221;, durata</h5>
<h5>un&#8217;ora dalle 18 alle 19, che partita da Roma nord si e&#8217; spostata</h5>
<h5>fino a Roma sud ovest. Molte le strade bloccate per la caduta di</h5>
<h5>alberi: via Prenestina, via Tiburtina, via Appia Pignatelli, via</h5>
<h5>del Mare, via Brandizzi, via Colombo con ricadute pesanti per il</h5>
<h5>traffico. Allagamenti in via piazza Dante, via Tuscolana, piazza</h5>
<h5>Numa Pompilio, Tor Marancia.</h5>
<h5>Tram accodati e bloccati e semafori in tilt in varie zone della</h5>
<h5>citta&#8217;.</h5>
<h5>Il responsabile della protezione civile capitolina Aldo Aldi</h5>
<h5>ha disposto, come ieri, l&#8217;uscita delle squadre di emergenza che</h5>
<h5>hanno gia&#8217; fatto una cinquantina di interventi per allagamenti.</h5>
<h5>(ANSA).</h5>
<h5>DE</h5>
<h5>02-LUG-09 19:50 NNNN</h5>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><br />
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		<title>La saga di Giampaolo Giuliani</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 13:16:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Artoong</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La scossa principale dello sciame aquilano è ormai alle nostre spalle da più di due mesi, ma ancora qualche brivido lungo la pelle della Terra torna ogni tanto e le ultime scintille delle polemiche che hanno accompagnato la sequenza di sismi non sono ancora spente.
Questo terremoto si è verificato in un contesto insolito e una [...]<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a></p>
<p><a href="http://www.artoong.net/2009/06/30/la-saga-di-giampaolo-giuliani/916/scienza">La saga di Giampaolo Giuliani</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><a href="http://www.artoong.net/Foto/2009/06/giuliani_c.JPG"><img class="alignleft size-medium wp-image-918" title="giuliani_c" src="http://www.artoong.net/Foto/2009/06/giuliani_c-300x224.jpg" alt="giuliani c 300x224 La saga di Giampaolo Giuliani" width="300" height="224" /></a>La scossa principale dello sciame aquilano è ormai alle nostre spalle da più di due mesi, ma ancora qualche brivido lungo la pelle della Terra torna ogni tanto e le ultime scintille delle polemiche che hanno accompagnato la sequenza di sismi non sono ancora spente.</p>
<p align="left">Questo terremoto si è verificato in un contesto insolito e una serie di vicende quanto meno interessanti lo hanno reso degno di essere ricordato, anche rispetto ad altri <a href="http://www.artoong.net/category/eventi" class="kblinker" title="More about eventi &raquo;">eventi</a> magari più disastrosi. Il principale motivo di interesse è legato al fatto che un amatore, non un professionista della sismologia, sembra aver previsto la scossa principale con alcune ore di anticipo. Lo stesso amatore ha affermato di aver previsto anche altri sismi e di essere in grado di prevederne in futuro. Questo personaggio, al secolo Giampaolo Gioacchino Giuliani, è un tecnico che lavora presso i <a id="aptureLink_HY8j2y0qJe" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Laboratori%20Nazionali%20del%20Gran%20Sasso">Laboratori Nazionali del Gran Sasso</a>.</p>
<p align="left">Dotato da madre natura di una perfetta “<em>faccia da buono</em>” standard, con un’espressione che ricorda il cane Napoleone nel film Gli Aristogatti, Giuliani ha tutto per piacere e per far tenerezza: la sua semplicità, l’umiltà apparente, lo sguardo liquido da cagnone, le limitazioni economiche, il senso quasi eroico della propria missione, l’esser costretto a lavorare lontano dai riflettori e con mezzi insufficienti e, soprattutto, l’essere schierato contro l’establishment. Il tecnico del Gran Sasso ha poi un modo di parlare disarticolato e un po’ faticoso, come se inseguisse pensieri che gli si sovrappongono e scompigliano fra le dita e faticasse a collegare le premesse con le conseguenze. Il ferreo rigore logico e la precisione lessicale non appartengono al suo bagaglio e questa lacuna, in qualche modo, accresce il senso di tenerezza. Debbo dire che umanamente Giampaolo Giuliani mi è simpatico. Allo stesso modo in cui mi è simpatico Paperino. Ma la simpatia, è necessario ricordarlo sempre, non trasforma una persona normale in un genio, né un tecnico volenteroso in uno scienziato competente.</p>
<p align="left">Attorno alla figura di Giampaolo Giuliani si è sviluppata una feroce contrapposizione fra sostenitori e detrattori. La polemica sin dall&#8217;inizio ha trasceso i limiti dei contenuti tecnici e si è trasformata in una sorta di guerra fra buoni e cattivi, fra il Robin Hood della sismologia, forte solo della sua povertà e della buona volontà, e i potenti arroganti e antipatici. Ovviamente i panni del Robin Hood, del buono che vive alla macchia, emarginato e condannato dall&#8217;establishment, sono stati cuciti istantaneamente addosso a Giuliani, mentre la parte del cattivo sceriffo di Nottingham veniva interpretata dai rappresentanti della Protezione Civile (Bertolaso) e di quella che viene definita, con espressione piuttosto sciocca, la “<strong>scienza ufficiale</strong>” (Enzo Boschi e altri). Va da sé che, come sempre accade quando più che il valore degli argomenti contano le ondate emotive, chiunque avesse in qualche modo simpatizzato con Giuliani o gli avesse dato spazio è stato arruolato automaticamente nello schieramento dei “buoni”, mentre coloro che esprimevano delle perplessità o delle critiche diventavano ipso facto “cattivi”.</p>
<p align="left">Stranamente quando le persone si gonfiano la bocca con la sprezzante locuzione “scienza ufficiale” dimenticano di colpo persino che proprio quella scienza (e non l&#8217;insieme dei ciarlatani e sedicenti stregoni di cui il mondo è pieno) è ciò che gli consente di girare per le strade in automobile o andarsene in vacanza in aeroplano. Quella scienza è ciò che produce risultati tangibili e concreti come i cellulari di cui non sapremmo più fare a meno, le telecamere e la televisione, gli hard disk che riempiamo di musica scaricata dal web, i CD e i DVD, i tessuti per i nostri giacconi invernali, il policarbonato dei caschi da moto, Internet, i frigoriferi, le lavatrici, le navi e tutto il resto che ci circonda. Se tutte queste cose funzionano, verrebbe logico pensare, dovremo pur riconoscere qualche credibilità alla scienza su cui esse si basano. Ma invece, in un gioco paradossale dove non c&#8217;è spazio se non per l&#8217;assurdo, mentre si parla magari con l&#8217;amante servendosi di un evolutissimo cellulare o mentre si legge un giornale che ha visto la luce grazie ai moderni sistemi di trasmissione delle notizie, la nostra fiducia, il credito, non vanno agli scienziati che quegli oggetti hanno dimostrato di saper creare, ma al Giampaolo Giuliani di turno, quasi fosse lui la sorgente di tutte le nostre conoscenze, il detentore della Verità, colui che può illuminare l&#8217;orizzonte del sapere. E tutti a ricordare, come si trattasse di chissà quale altissima rivelazione, che altri Grandi sono stati crocifissi, prima che le loro scoperte fossero riconosciute e accettate.</p>
<p align="left">Ma i grandi personaggi sono rarissimi e tra Giuliani e loro, occorre dirlo senza mezzi termini, c&#8217;è una differenza decisiva: lui non è un Grande. Una brava persona, probabilmente, ma non un Grande. E il paragone con Galileo che fa capolino fra le frasi dei blog e dei forum di tutta Italia non sta proprio in piedi.</p>
<p align="left">Vediamo di ricostruire lo svolgersi degli eventi e di analizzarli per cercare di costruire una visione razionale della realtà, basata sui fatti.</p>
<p align="left"><strong>I PRIMI PASSI</strong></p>
<p align="left">La storia, secondo la narrazione di Giuliani stesso (tratta da un documento che era stato reso disponibile in Internet, nel sito Chiocciolandia, e ora non lo è più) ha inizio fra il 2000 e il 2001 quando un piccolo gruppo di persone che lavorano presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso (CNR-INFN) decidono, per comune interesse, di iniziare una ricerca sulle emissioni di <a id="aptureLink_6BkpA5qdob" href="http://books.google.com/books?id=5mc20SBamcEC"><strong>222Radon</strong></a> <strong> </strong>.</p>
<p align="left">La ricerca viene svolta, almeno in linea di massima, con mezzi privati e con strumentazione progettata e costruita ad hoc, installata inizialmente nello scantinato di una comune abitazione alla periferia dell’Aquila. Sorge il sospetto che i materiali e le componenti utilizzati per costruire i rivelatori di radon siano stati presi almeno in parte da quelli in uso (per tutt’altri scopi) presso i LNGS, il che, se non esistesse un&#8217;autorizzazione al riguardo, costituirebbe un furto. Ma la faccenda non è certa e dunque passiamo oltre.</p>
<p align="left">Le persone coinvolte sono:</p>
<p align="left">•  Sig. Gioacchino Giuliani (LNGS)</p>
<p align="left">•  Sig. Roberto Giuliani (tecnico informatico, LNGS)</p>
<p align="left">•  Prof. Victor Alekseenko (ricercatore del Baksan Neutrino Observatory, Russia)</p>
<p align="left">Gioacchino Giuliani sembra essere la mente e il cuore del piccolo gruppo o quanto meno è quello che si espone maggiormente. In effetti già questa constatazione appare piuttosto interessante: se nel gruppo opera anche uno scienziato vero e proprio (il ricercatore russo Alekseenko) come mai la posizione preminente appare coperta dal Giuliani? Viene spontaneo supporre che il russo fosse coinvolto solo marginalmente. Forse non credeva molto in quella ricerca o non era troppo interessato a essa. Forse si limitava a fornire qualche consiglio o cooperazione limitata in caso di necessità. Faremo in seguito alcune ulteriori considerazioni sul coinvolgimento di questo studioso russo.</p>
<p align="left">Il gruppo progetta e costruisce alcuni dispositivi necessari per le rilevazioni. In particolare vengono realizzati:</p>
<p align="left">•  un <a id="aptureLink_k41BhSKBzL" href="http://www.plataformasinc.es/var/ezwebin_site/storage/images/multimedia/imagenes/galeria-de-actualidad-del-10-al-14-de-noviembre-2008/presentan-un-sismometro-que-mide-durante-mas-tiempo-los-temblores-de-la-tierra/213865-1-esl-MX/Presentan-un-sismometro-que-mide-durante-mas-tiempo-los-temblores-de-la-tierra_thumbGaleria.jpg">sismometro a pendolo verticale</a> (a componente singola) con relativo <a id="aptureLink_VEn6yvRpd5" href="http://www.flickr.com/photos/jaguardelplatanar/2871929018/">sismografo</a>,</p>
<p align="left">•  vari tipi di contatori per la rilevazione delle emissioni alfa,</p>
<p align="left">•  un rivelatore di emissioni gamma.</p>
<p align="left">
<p align="left"><strong>MAGGIO 2002, PRIMO RILEVATORE GAMMA</strong></p>
<p align="left">Il rivelatore gamma viene realizzato solo dopo che la misura delle emissioni alfa, eseguita con strumenti artigianali, si dimostra inefficace. Esso entra in funzione nel maggio 2002 e viene posto in un locale interrato, a circa 3 metri di profondità, nella zona di <a id="aptureLink_cyEuEyAYA1" href="http://maps.google.com/maps?om=0&amp;iwloc=addr&amp;f=q&amp;ll=42.3664378%2C13.3427767&amp;hl=en&amp;z=11&amp;ie=UTF8">Coppito</a> (Aq). Grazie al nuovo sensore gamma è possibile iniziare a raccogliere dati e a costruire grafici che mostrano l’andamento degli eventi (numero di particelle gamma rilevate) rispetto al tempo. In particolare nei grafici viene riportato il conteggio degli eventi per ogni intervallo di 7200 secondi (counting rate). Questi sono grossolanamente i grafici che tutti abbiamo visto in televisione.</p>
<p align="left"><strong>DENARO E ISTITUZIONI</strong></p>
<p align="left">Intanto il gruppo comincia a darsi da fare per acquisire visibilità e ottenere dei fondi con cui finanziare ulteriori sviluppi della ricerca. Vengono presentate richieste di finanziamento alla Regione Abruzzo e alla Protezione Civile Abruzzo e in questo contesto hanno inizio i contatti del gruppo di aspiranti predittori di terremoti con le istituzioni. Essi si impegnano infatti, in cambio dei sospirati finanziamenti, a segnalare tempestivamente (ossia in anticipo sui terremoti) gli allarmi relativi alle predizioni di sismi con magnitudo Richter uguale o maggiore di 3.0. Prende insomma il via la prassi di trasmettere allarmi (sebbene non suffragati da alcuna conferma scientifica) a vari enti istituzionali. In particolare Giuliani dichiara che durante gli ultimi mesi del 2002 vennero inviati allarmi all’allora <strong>Assessore Regionale ai Lavori Pubblici, con delega per la Protezione Civile, Dr. Giorgio De Matteis.</strong></p>
<p align="left">Per farsi un’idea di quanto questo modo di procedere fosse sbalorditivamente scorretto, si consideri che dall’entrata in funzione del primo rilevatore di radon all’invio di dati verso interlocutori istituzionali passano meno di sei mesi. In altri termini, dopo che per decenni gli scienziati di mezzo mondo si erano scervellati invano, giungendo all’onesta conclusione di non poter fornire, con il radon, previsioni ragionevolmente sensate, Giuliani in meno di sei mesi, con un solo e unico sensore, avendo quindi a disposizione i dati di una sola, singola locazione (che potrebbe anche magari risultare per qualche motivo anomala senza che lui possa rendersene conto), senza aver mai sottoposto i suoi dati e le sue conclusioni al vaglio della comunità scientifica, ritiene di poter già inviare allarmi alle istituzioni!</p>
<p align="left">Qualcosa non quadra. Che fine ha fatto il bonario, tenero, simpatico Giuliani che parla in televisione con atteggiamento dimesso? Questo Giuliani che ci troviamo di fronte non ha affatto un atteggiamento dimesso: è presuntuoso ai limiti della follia. Ed è così ignorante da non essere neppure in grado di rendersi conto dei limiti inevitabili del suo lavoro. Oltretutto la sua presunzione, la sua follia, è una follia con risvolti pericolosi. Per fortuna, almeno in apparenza, coloro che ricevono gli allarmi non gli danno troppo peso. Tuttavia anche loro sono profondamente colpevoli: un rappresentante delle istituzioni, infatti, non può e non deve accettare di ricevere dati sismici dal primo pazzo che si sveglia. Deve dire di no immediatemente e con chiarezza e non prestarsi a generare situazioni ambigue. Ma si sa come sono i politici e gli amministratori locali: vogliono sempre aver le mani in pasta in tutto ciò che potenzialmente potrebbe in futuro far perdere o guadagnare consensi e voti. Così qualcuno comincia ad accettare i dati di Giuliani &#8230; in fondo &#8230; non si sa mai &#8230;</p>
<p align="left">La buona sorte dà inizialmente una mano a Giuliani e quegli amministratori locali che accettano i suoi dati: nella zona dell’aquilano non si verificano scosse significative per diversi anni. Anzi, per essere precisi, dall’inizio del 2000 (anno in cui Giuliani comincia a muovere i primissimi passi) fino all’inizio dello sciame del 2009 non si verifica entro un raggio di 30 Km da L’Aquila nessuna scossa con M<sub>l</sub> stimata maggiore o uguale a 3.5 (secondo i dati INGV). Dato che 3.5 è ancora un valore decisamente basso, si deduce che in tutta la durata della sua attività di raccolta di dati sul radon, Giuliani non si era MAI imbattuto neppure in un sisma medio-debole prima che iniziasse lo sciame del 2009. Ossia la sua esperienza su terremoti di una qualche rilevanza era pari a zero.</p>
<p align="left">Poiché non è affatto detto che sismi molto energetici si comportino nello stesso modo delle scossettine strumentali, se ne deduce che Giuliani ha iniziato a fornire i suoi dati a controparti istituzionali e ha continuato a farlo per anni, senza avere nessuna esperienza di misure su scosse degne di tale nome. Egli quindi, fra le altre cose, non può sapere fino a quale limite la taratura dei suoi strumenti sia da considerare valida. Come ho detto e ripeto, si tratta di un comportamento di una incoscienza sorprendente e potenzialmente pericolosa per la collettività.</p>
<p align="left"><strong>PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE</strong></p>
<p align="left">Non solo i rapporti di Giuliani con le istituzioni sono decisamente strani, ma anche quelli con il mondo scientifico lo sono altrettanto. Qualsiasi studioso, persino il più strafico dei sismologi, una volta raccolti dati sufficienti per essere utilizzati concretamente, una volta capito che la ricerca in fase di svolgimento ha un qualche grado di credibilità, comincerebbe a organizzarsi per scrivere articoli e inviarli a riviste scientifiche peer-reviewed. Questo modo di procedere è praticamente obbligato per ogni studioso. Il confrontarsi con la comunità scientifica infatti ha almeno quattro fondamentali effetti:</p>
<p align="left">1.       serve per ascrivere a se stessi il merito e la gloria degli studi svolti, evitando che altri ci scavalchino e possano presentare le stesse scoperte prima di noi;</p>
<p align="left">2.       serve a far carriera, infatti il principale criterio di valutazione del lavoro di uno scienziato è il numero e la rilevanza delle sue pubblicazioni;</p>
<p align="left">3.       serve in modo indiretto per ottenere finanziamenti utili a proseguire le ricerche (uno studio che abbia buona visibilità, giudicato valido e interessante, ha maggiore facilità nell’ottenere fondi dagli enti finanziatori);</p>
<p align="left">4.       serve per confrontarsi con altre persone competenti e avere la conferma di non aver imboccato una strada sbagliata, di non aver commesso errori e di non aver omesso di valutare possibili fattori magari determinanti.</p>
<p align="left">Nessuno scienziato è mai al di sopra delle conferme della comunità scientifica e ciò perché nessun uomo, scienziato o meno, può mai esser certo di non commettere errori, talvolta anche banali, e di non aver trascurato qualcosa. Inoltre, ovviamente, nessuno può essere esperto in tutti i settori dello scibile ed è inevitabile che uno studioso di sismologia, se decide di studiare il radon (per esempio) abbia bisogno di appoggiarsi anche alle competenze di esperti di geochimica o di altri settori ancora.</p>
<p align="left">Possono esistere dei motivi per cui gli scienziati rinviano la pubblicazione dei loro studi, ma in linea di massima questi motivi sono riconducibili a uno solo: la pubblicazione viene rinviata quando le ricerche in corso non sono ancora sufficientemente “mature”. O non lo sono abbastanza da garantire allo scienziato certi vantaggi in termini economici (per esempio derivanti da possibili brevetti) e di fama oppure non lo sono abbastanza per esser presentate senza fare la figura dei polli.</p>
<p align="left">Nel caso di Giuliani il problema dalla fama non esisteva: se il suo metodo fosse stato valido, ne avrebbe avuta a volontà. Neppure esisteva quello dei vantaggi economici, infatti egli già alla fine del 2002 aveva chiesto o ottenuto il brevetto per la sua tecnica di previsione sismica.</p>
<p align="left">Si badi bene, ancora una volta voglio sottolineare che alla fine del 2002 Giuliani ha solo sei mesi di esperienza alle spalle e per di più con sismi di nessuna rilevanza, e tuttavia il problema del brevetto lo ha ormai risolto. Perché mai, dunque, egli non prova a pubblicare i risultati dei suoi studi? E perché non ci prova almeno Alekseenko, che essendo a pieno titolo addentro nel mondo della scienza ne conosce e ne vive fino in fondo i meccanismi? La risposta possibile è una sola: i dati che Giuliani produce non sono sufficientemente validi da esser pubblicati. E in tutto ciò non c’è davvero nulla di male; in fondo le ricerche sul radon, hanno già messo a dura prova per decenni le menti di innumerevoli studiosi assai più preparati del tecnico aquilano. Quello che però è male, molto male, è che quelle stesse ricerche che non sono abbastanza mature per esser pubblicate, vengano utilizzate per fornire allarmi alle istituzioni.</p>
<p align="left">Per chiudere questa digressione sulla riluttanza di Giuliani a pubblicare, mi pare utile aggiungere che, nonostante dal 2002 sia ormai passato parecchio tempo, la riluttanza ura ancora; egli a tutt’oggi non ha dato alla luce neppure un solo articolo riguardante le sue ricerche. Ha sempre elegantemente schivato la verifica e l’eventuale critica della comunità scientifica e si è posto al di sopra del confronto.</p>
<p align="left"><strong>BREVETTO</strong></p>
<p align="left"><strong>Il 20 Dicembre 2002 viene depositata a nome di Giuliani una domanda di brevetto per il sistema detto: “Precursore di eventi sismici”</strong>. Il tecnico aquilano sente già il profumo della gloria e decide di fare uno sforzo con i propri mezzi per costruire un secondo rivelatore gamma. Alcuni tentativi per migliorare il trattamento statistico dei dati vengono compiuti, anche se complessivamente il trattamento stesso, per quanto descritto da Giuliani, rimane sostanzialmente nullo. Viene infine sviluppato un applicativo SW per gestire i dati provenienti da un numero variabile di sensori e correlarli fra loro.</p>
<p align="left"><strong>Verso la metà del 2003 si concretizza un contatto con un imprenditore interessato a sfruttare commercialmente il brevetto ottenuto dai tre</strong>. L’accordo sfuma, ma presto un diverso imprenditore propone a sua volta una collaborazione. Intanto, sentendosi già (non si sa come) sicuri del valore dei propri dati, i predittori di terremoti cominciano a interrogarsi su quale uso sia più opportuno farne. Interroga oggi, interroga domani, finisce che nella seconda metà del 2003 i nostri eroi contattano addirittura il sen. Zamberletti e, per suo tramite, ottengono una riunione allargata a una decina di persone interessate all’argomento fra le quali risultano esservi il Prof. Enzo Boschi (presidente INGV), il Dott.Galanti (direttore del Servizio Sismico Nazionale) e il Gen. Mollicone (Aeronautica Militare).</p>
<p align="left">La riunione del 2003, narrata sempre dal tecnico dei LNGS, non fornisce i risultati sperati. Sembra avere un valore decisivo la stroncatura del prof. Boschi che, a detta degli aspiranti sismologi si comporta in modo addirittura scortese. Polemicamente Giuliani, in una sua memoria del 2006, commenta sottolineando che comunque nessuno fu in grado di trovare “errori o inesattezze sulle misure effettuate”. Con questa affermazione il Giuliani mostra un’ingenuità che rasenta la malafede. Infatti egli trascura di tener presente che persino l’eventuale mancanza di errori nelle misure è un requisito necessario, ma assolutamente insufficiente. Per produrre una teoria scientifica corretta, non basta misurare delle grandezze in modo più o meno attendibile, ma occorre anche interpretarle correttamente dando loro un significato e dimostrando, al di là di ogni dubbio, che quel significato è esattamente quello giusto.</p>
<p align="left">Probabilmente gli intervenuti a quella riunione avranno gettato sì e no una mezza occhiata ai dati di Giuliani e il fatto che non vi abbiano scoperto errori non ha praticamente alcun valore, ma se pure li avessero valutati attentamente senza potervi riscontrare errori, persino quella valutazione non avrebbe avuto quasi nessun valore. La validità di una ricerca, infatti, non può essere confermata nel corso di una riunione. Occorrono verifiche delle procedure sperimentali, calcoli, confronti con i risultati di ricerche analoghe e via dicendo. Un giudizio negativo può esser dato, talvolta, anche con una sola occhiata (se si nota un errore macroscopico immediatamente percepibile), ma uno positivo richiede settimane di calcoli e controlli e magari pure mesi o anni di ulteriori approfondimenti, ricerche e verifiche concrete. In tutto questo la parola di Boschi, per quanto autorevole, è solo una goccia nel mare: la verità emerge dal consenso generale di tutta la comunità scientifica, non dalle parole più o meno confortanti di un singolo studioso che, oltretutto, potrebbe anche lui cadere in errore. Quindi si ritorna al punto di partenza: è necessario rendere disponibili i propri dati per l’intera comunità degli studiosi mediante la pubblicazione su riviste scientifiche peer-reviewed.</p>
<p align="left">Con ciò non voglio dire che le idee e i metodi di Giuliani siano necessariamente del tutto infondati. È molto probabile che lo siano, ma esiste la possibilità che nel lavoro del tecnico abruzzese vi siano parti che possono avere un valore. Magari un valore solo locale. Però quel valore, se esiste, <span style="text-decoration: underline;">deve</span> essere confermato dagli altri studiosi. Non può essere Giuliani a garantire per se stesso e non possono garantire per lui nemmeno i suoi molti simpatizzanti e fan.</p>
<p align="left"><strong>E GLI ANNI PASSANO &#8230;</strong></p>
<p align="left">Con il passar del temp, un po&#8217; alla volta, Giuliani si ritrova ad aver messo in piedi un&#8217;ampia rete di contatti e di relazioni con numerose persone alle quali egli ha spiegato che tipo di lavoro sta svolgendo. Probabilmente nella zona di L’Aquila c’è davvero parecchia gente che sa delle sue ricerche. D&#8217;altronde Giuliani non fa proprio nulla per mantenere un po’ di riserbo e, in un momento imprecisato, inizia persino a rendere disponibili i dati dei rilevamenti di radon in tempo reale pubblicandoli in un sito web. Ma nonostante tutto l’interesse della gente rimane abbastanza limitato e confinato a livello locale, nonostante tutti i tentativi fatti dal gruppo aquilano per farsi conoscere e ottenere finanziamenti. Il problema è che, come ho già scritto, nell’ultimo decennio di sismi a L’Aquila ce ne sono davvero pochini e pure piuttosto fiacchi, quindi nessuno sente l’urgenza di interessarsi alle misure di Giuliani. La situazione cambia però improvvisamente con l’inizio del recente sciame sismico, verso il finire del 2008. L’insolita e vistosa attività spinge alcune persone a una maggiore attenzione per la propria immediata incolumità e dunque anche per il lavoro di Giuliani.</p>
<p align="left">Lo sciame sismico prosegue. Verso la fine di marzo vi è un certo incremento dell&#8217;attività sismica. Comincia a diffondersi l’inquietudine. Le notizie e le previsioni vengono fatte viaggiare di bocca in bocca tra amici e conoscenti, ma Giuliani continua anche ad avere contatti con rappresentanti di istituzionali cui segnala (ancora), più o meno informalmente, le previsioni derivanti dai dati che va raccogliendo.</p>
<p align="left"><strong>LA PREVISIONE PER SULMONA</strong></p>
<p align="left">Nell’evolversi delle relazioni di Giuliani si inserisce l’episodio della previsione per il presunto sisma catastrofico di Sulmona. Come abbiamo sentito ripetere innumerevoli volte, il tecnico dei LNGS ha ricevuto una denuncia per procurato allarme in relazione, si suppone, a una previsione di forte sisma nella zona di Sulmona. Non è chiaro tuttavia a quale delle tante voci messe in giro dal tecnico si riferisca concretamente la denuncia. Giuliani cade dalle nuvole (o finge di farlo) sostenendo che, dopo la previsione del 3.8 del 29 marzo, lui ha addirittura rassicurato i surmontini affermando che nessun ulteriore problema vi sarebbe stato almeno nelle ore immediatamente successive. Gli organi ufficiali, ivi compreso l’INGV, sostengono invece che egli abbia prima fatto una previsione e poi se la sia rimangiata.</p>
<p align="left">In effetti, quando si tengano presenti tutte le informazioni che sono note, sorge il sospetto che Giuliani stia tentando di rigirare la frittata.</p>
<p align="left">Nella puntata di Porta a Porta del 6 aprile è andata in onda un’intervista di Bruno Vespa realizzata durante la stessa giornata e dunque a poche ore di distanza dalla scossa principale. Vespa chiede chiarimenti, fra l’altro, anche riguardo alla controversa previsione per Sulmona; Giuliani risponde partendo da un contatto con il sindaco di L’Aquila. Egli, secondo le sue stesse parole, durante la giornata del 27, aveva tranquillizzato il sindaco di L’Aquila affermando che nelle successive 24 ore ci sarebbe stato semplicemente un 2.2/2.4. Il giorno successivo (28 aprile) Giuliani legge nei suoi dati la previsione, per il 29, di una nuova piccola scossa a L’Aquila (ancora 2.2/2.4) e anche di un sisma a 50-70 Km da L’Aquila, in direzione di Sulmona egli definisce tale scossa semplicemente “molto più forte”. La piccola scossa aquilana, nonostante Giuliani affermi in contrario, non si verificherà (vi sarà invece un 1.8). Il sisma a Sulmona viceversa dà l’impressione di esser stato correttamente previsto, infatti il 29 marzo la cittadina viene colpita da un evento con M<sub>l</sub>=3.8.</p>
<p align="left">Come è sua abitudine, Giuliani approfitta subito della scossa di Sulmona per offrirsi di elaborare e fornire previsioni anche per quella cittadina e, dunque, per innescare un invio di dati anche verso l&#8217;altro comune. I dati che il tecnico comincia a fornire per Sulmona, dopo il 3.8, sono, per quanto egli dichiara, tranquillizzanti. Nessuna previsione di catastrofi. Di conseguenza Giuliani afferma di non capire come mai gli sia fatto pervenire un avviso di garanzia per procurato allarme. Ma forse non è a quei dati che si riferisce l&#8217;avviso di garanzia, anche perché egli lo riceve già la mattina del 30 e sarebbe veramente sorprendente se denuncia e recapito avessero richiesto complessivamente meno di 24 ore. Dunque, forse, la denuncia si riferisce alla previsione del giorno precedente, proprio quella del 3.8. E forse la denuncia dipende esattamente dal fatto che quel sisma è “appena” un 3.8 mentre dalle parole del tecnico si era temuto dovesse essere assai più forte.</p>
<p align="left">Potrebbe effettivamente il sindaco di Sulmona aver paventato una scossa più forte di quel misero 3.8 poi verificatosi? A me pare che questa interpretazione sia molto credibile. In effetti in nessuna delle interviste rintracciabili il tecnico aquilano si sbilancia nel parlare di quanto precisa fosse stata la sua previsione. Egli non dice mai: “avevo previsto un 3.8”, né qualcosa di simile. Sembra piuttosto reticente e, anzi, addirittura si contraddice. In un&#8217;intervista a Byoblu egli dichiara infatti di aver previsto un evento “un po’ più forte” rispetto al 2.2/2.4 di L&#8217;Aquila, mentre nell’intervista concessa a Vespa, come ho già fatto notare, fa riferimento a un evento “molto più forte”. Le due cose sono chiaramente in contraddizione. Nel caso dell’irrilevante scossa prevista per il 28 a L’Aquila, Giuliani fa mostra di un orgoglioso puntiglio nello specificare di aver previsto un 2.2-2.4, perfettamente corrispondente alla scossa di 2.3 effettivamente verificatasi. Invece per quanto riguarda Sulmona egli glissa. Non è infondato il sospetto che egli, al momento di annunciare il sisma di Sulmona, sia rimasto troppo nel vago o abbia sbagliato di parecchio la magnitudo, ipotizzando (o inducendo a ipotizzare) un evento significativo. Magari compreso fra un 4.5 e un 5.0, qualcosa insomma di potenzialmente dannoso. Inoltre non sarebbe affatto sorprendente che la scossa di Sulmona fosse stata annunciata ad alcuni interlocutori privati (amici, colleghi, …) i quali potrebbero aver fatto rimbalzare l’allarme verso l’amministrazione di Sulmona in toni ancora più preoccupanti di quanto non fosse sensato in base alle previsioni di Giuliani. In fondo i dati del tecnico, a causa della sua leggerezza e imprevidenza, erano diventati praticamente di pubblico dominio.</p>
<p align="left">Questa potrebbe essere la motivazione precisa della denuncia. Un’altra possibile e plausibile spiegazione è che la denuncia non abbia affatto a che vedere con le previsioni per il 28 e 29 marzo, ma dipenda invece da qualcosa avvenuto in giorni ancora precedenti. Infatti, per testimonianza esplicita di un’amica di Giuliani (Stefania Pace), tra le persone che avevano accesso ai dati online del tecnico ce ne erano state alcune che avevano preso l’iniziativa di rivolgersi a vari rappresentanti delle istituzioni. La stessa Pace, durante i primissimi giorni di aprile, aveva sollecitato un assessore di Poggio Picenze a organizzarsi, nel timore di una possibile scossa maggiore. Il sindaco di Sulmona potrebbe quindi aver ricevuto voci e dicerie incontrollate molto prima della scossa da 3.8 e aver proceduto alla denuncia per quel motivo. Dopo di che il sisma del 29 marzo si sarebbe andato ad aggiungere casualmente a una valanga già in movimento.</p>
<p align="left">La denuncia appare comunque perfettamente corretta. Infatti per dare gli (eventuali) allarmi sismici esistono appositi enti a ciò preposti. Non è possibile e non è sensato che il primo privato che si sveglia, solo perché si è costruito qualche giocattolino rivelatore di radiazione gamma, pretenda di fornire pubblicamente dichiarazioni su presunti futuri eventi sismici. Tanto più che quel privato cittadino, come ripeto, un 3.8 fino a quel momento non lo aveva forse neppure mai visto (sin dal 2000, la prima scossa maggiore di 3.5 nell’aquilano è quella da 4.1 del 30 marzo). Se mai, possiamo dire che chi ha fatto la denuncia sembra essere stato l’unico ad aver fatto il proprio dovere in mezzo a tanti altri amministratori locali che invece hanno gravemente sbagliato.</p>
<p align="left"><strong>I PICCOLI SISMI AQUILANI DEL 28</strong></p>
<p align="left">Ma torniamo ora alla previsione per L&#8217;Aquila del giorno precedente (27 marzo) che in effetti sembra essere stata assai precisa. In realtà anche in quel caso la precisione è più apparente che reale. Infatti Giuliani prevede “un” sisma con magnitudo pari a 2.2/2.4; invece nella giornata del 28 se ne verificano non uno, ma ben 3 di magnitudo grossolanamente comparabile a quella indicata. Più esattamente si contano, secondo i dati dell&#8217;INGV, due distinte scosse con magnitudo 2.4 e una con magnitudo 1.9. Insomma quella che parrebbe essere stata una previsione azzeccata, in realtà si rivela quanto meno largamente incompleta: egli azzecca, più o meno casualmente, un valore di magnitudo effettivamente verificatosi (per altro un valore basso e dunque assai facile a verificarsi nel contesto di uno sciame sismico in atto), però riesce a vedere, nella migliore delle ipotesi, un solo sisma su 3. E questa è ancora un&#8217;interpretazione benevola, mentre è senz&#8217;altro possibile vedere le cose con maggiore scetticismo: possiamo infatti pensare che Giuliani si illuda di vedere “qualcosa” che lascia semplicemente supporre la possibilità di un sisma minore e segnala quella possibilità stimando in qualche modo a occhio una magnitudo abbastanza probabile a verificarsi. La sua &#8220;previsione&#8221; finisce poi per giovarsi del gran numero di eventi di quei giorni e dell&#8217;elevata probabilità di beccarne almeno uno. Alla resa dei conti addirittura due distinti sismi o forse addirittura 3 finiscono per assomigliare a ciò che Giuliani aveva pronosticato. Ma allo stesso modo avrebbero potuto essere 10 o 30 oppure nessuno.</p>
<p align="left"><strong>LA SCOSSA PRINCIPALE</strong></p>
<p align="left">Subito dopo la vicenda della previsione per Sulmona e la denuncia per procurato allarme notificatagli il 30 marzo, secondo Giuliani, il radon comincia ad aumentare nei dintorni di L’Aquila. Egli dichiara che vi è “un’innalzamento del radon al di fuori della norma”. Comunque, avendo appena ricevuto il suo avviso di garanzia, ovviamente esita a parlare. Per la verità il suo modo di tacere è assai peculiare: a coloro che gli chiedono qualcosa egli risponde usualmente con frasi tipo: “non posso parlare perché ho il telefono sotto controllo” oppure “non farmi parlare perché ho ricevuto l’avviso di garanzia”, però nel frattempo i suoi dati continuano a essere visibili in rete e, a coloro che gli telefonano, egli continua a fornire le sue previsioni. È emblematico a questo riguardo ciò che dichiara una sua amica, la già citata Stefania Pace, in un’intervista. Con riferimento alla notte fra il 5 e il 6 aprile, poche ore prima della scossa principale, la Pace dice di aver telefonato a Giuliani il quale le avrebbe risposto “se tu sei in macchina [...] <em>non ti posso dire di più</em>, <em>ma comunque per mezzanotte ne dovrebbe arrivare un’altra</em>.”</p>
<p align="left">Ma torniamo agli avvenimenti che portano alla scossa principale. La sera del 5 aprile Stefania Pace telefona a Giuliani il quale va a controllare i suoi grafici e vi scorge un andamento anomalo. Secondo quanto racconta la ragazza, il tecnico aquilano pronostica una scossa (senza indicarne la magnitudo). Alle 22:48 (e dunque molto al di fuori dall’intervallo compreso fra 6 e 24 ore nel quale, secondo lo stesso Giuliani, le sue previsioni funzionano) se ne verifica una con M<sub>l</sub> = 3.9, secondo i dati INGV. A quel punto la donna, intimorita, esce di casa con il figlio piccolo e possiamo supporre che altrettanto abbiano fatto anche altre persone. Dopo un po’ ritelefona a Giuliani il quale prevede una ulteriore scossa per la mezzanotte (di nuovo del tutto al di fuori dell’intervallo di validità dichiarato).</p>
<p align="left">Alle 00:39 del 06-04-2009 si verifica una scossa con M<sub>l</sub> = 3.5, secondo INGV.</p>
<p align="left">Giuliani, chiamato al telefono da numerose persone, invita coloro che hanno case vecchie a passare la notte fuori casa.</p>
<p align="left">Dopo la mezzanotte, ad un’ora imprecisata, un incaricato della Protezione Civile gira per la città e invita i cittadini che nel frattempo, allarmati, sono usciti, a rientrare nelle case sostenendo che non vi sono pericoli maggiori del solito. La gente, in genere, rientra in casa. Stefania Pace ritelefona a Giuliani il quale afferma che ci sarà una scossa più forte e la sollecita a non rientrare in casa. Ci sono voci sul fatto che intanto, verso la mezzanotte, la prefettura sia stata evacuata. Ma cosa vuol dire che la Prefettura è stata evacuata a mezzanotte? Chi c’era a quell’ora (della notte di domenica)? Il guardiano notturno? Oppure c’erano anche altre persone per qualche motivo? E quelle persone se ne sono andate “perché” temevano un sisma o solo perché non avevano più motivo di rimanere?</p>
<p align="left">Nonostante le sollecitazioni della Protezione Civile, Stefania Pace, assieme a un’amica (Patrizia) si convince che è bene spingere la gente del posto a star fuori, anche in considerazione che la sua è una zona (località Il Colle) di case di pietra molto vecchie e fragili. Stefania, suo marito e l’amica Patrizia cominciano dunque a suonare ai campanelli e a svegliare la gente spingendo tutti quelli che possono a uscire.</p>
<p align="left">Altre persone (in località S. Antonio) vengono raggiunte via SMS. Alle 3:32 viene la scossa principale; L&#8217;Aquila si sgretola nel rombo sordo della Terra che si scuote e di lì a poco, assieme alle grida e al pianto, sulle macerie s&#8217;accende la polemica.</p>
<p align="left"><strong>LA PRESUNTA SCOSSA DEL 27 APRILE</strong></p>
<p align="left">In data 27 aprile 2009 Giuliani si cimenta, forse senza volere, in un’ulteriore previsione (che viene riportata in un’intervista a Byoblu). Se ci azzeccasse anche questa volta ci sarebbe forse motivo di cominciare a studiare la situazione, ma invece le sue parole aiutano a mettere in evidenza tutti i limiti delle sue tecniche.</p>
<p align="left">Già dal 26 aprile si è diffusa la voce di un nuovo sisma previsto da Giuliani. La realtà però è diversa. La voce riguardante il sisma esiste e si propaga veramente, non è chiaro tuttavia quale ruolo abbia il tecnico aquilano in tutto ciò. Vi sono testimonianze di varie persone che confermano che addirittura i carabinieri, in modo non ufficiale, si danno da fare per evacuare certi edifici o per suggerire cautamente di uscire all&#8217;aperto. Ma chi li ha messi in allarme?</p>
<p align="left">In un video pubblicato da Byoblu Giuliani afferma di aver reso disponibili i suoi grafici recenti per soggetti non identificati e lascia capire che si tratta di qualche non identificato rappresentante delle istituzioni; quest’ultimo, avendo notato un forte incremento del radon, avrebbe poi innescato la catena delle evacuazioni preventive “non ufficiali”. Ma in effetti Giuliani, in quell’occasione, ha previsto un sisma? La risposta è ni. Evidentemente lo sconosciuto personaggio che ha sollecitato le evacuazioni non può aver agito che con il conforto di Giuliani stesso, dato che solo lui è in grado di dare un valore e un significato ai suoi dati. D&#8217;altronde il tecnico ufficialmente non si è pronunciato in modo esplicito, probabilmente per il timore di ricadute giudiziarie. Che Giuliani, però, ritenesse possibile un sisma è indirettamente, ma chiaramente confermato dal fatto che, nel video già citato, egli conferma l&#8217;incremento del radon definendolo testualmente “un forte incremento di radon” dopo di che aggiunge: “che però si potrebbe risolvere scaricando in diversi colpi &#8230; spero non in tutt&#8217;uno”.</p>
<p align="left">Giuliani afferma che l&#8217;incremento di radon si è verificato da “ieri sera” ossia, considerando che l&#8217;intervista è del 27 aprile, a partire dal 26.</p>
<p align="left">Se andiamo a fare un po’ di verifiche tuttavia scopriamo che l&#8217;andamento dei sismi fra i giorni 26, 27 e 28 non mostra nessunissima irregolarità che possa corrispondere all&#8217;incremento di radon osservato. In particolare, considerando le scosse con M<sub>l</sub> uguale o superiore a 2, abbiamo che sin dal giorno 14 aprile in poi, sia pure con qualche ovvia oscillazione, il numero di scosse ha sempre seguito un regolare andamento discendente. I giorni 26, 27 e 28 non fanno eccezione e rientrano pienamente nell&#8217;andamento generale. Anche l&#8217;andamento dei valori massimi giornalieri delle magnitudo rilevate non presenta anomalie. Insomma l&#8217;incremento (forte) di radon non ha avuto proprio nessuna conseguenza sismica apparente.</p>
<p align="left">A questo punto le parole di Giuliani nell’intervista del 27 aprile parrebbero avere scarso rilievo … ma invece hanno una portata straordinaria. Esse ci dicono che:</p>
<p align="left">1)       non vi è certezza (Giuliani non è in grado di capirlo e ammette ambedue le possibilità) su quando un incremento di radon sia connesso a un solo sisma forte o a molti di minore intensità;</p>
<p align="left">2)       Giuliani non è in grado di dare una stima numerica della potenziale magnitudo del sisma e si deve limitare a dire che l’incremento di radon è “forte”;</p>
<p align="left">3)       Giuliani in definitiva non ci azzecca; il suo “forte incremento di radon” passa e se ne va senza nessuna conseguenza apprezzabile.</p>
<p align="left">
<p align="left"><strong>E LE VANUATU?</strong></p>
<p align="left">Poco più di un mese dopo il tecnico aquilano è nuovamente coinvolto in una specie di strana previsione.</p>
<p align="left">Un blogger che si è molto occupato della vicenda del terremoto aquilano (Claudio Messora, del blog Byoblu) parla con Giuliani il 2 giugno, alle ore 9:30 del mattino, e riporta una parte del contenuto della conversazione nel <a href="http://www.byoblu.com/post/2009/06/03/Il-terremoto-e-agli-sgoccioli.aspx" target="_blank"><strong>suo blog</strong></a>.  Messora scrive testualmente quanto segue.</p>
<p align="left">“Ieri mattina alle 9.30, Giuliani mi stava raccontando di come <em>dalla sera prima i suoi strumenti indicassero un imminente forte sisma, almeno un sei di magnitudo, dall&#8217;altra parte del pianeta</em>. Alla fine del nostro colloquio, durato fino alle undici &#8211; che metterò online in più parti &#8211; arriva una telefonata. <em>Un sisma di grado 6.5 si era verificato circa alle 4.17 (ora italiana) nei pressi delle Isole Vanuatu, nel Pacifico</em>. Ho visto una venatura di comprensibile soddisfazione allargarsi come una faglia sul suo volto, mentre un collaboratore gli comunicava la notizia.”</p>
<p align="left">E qui si rasenta il grottesco. Pensare che in Abruzzo si liberi del radon in preparazione di un sisma, per altro neppure troppo grave, che avverrà dall&#8217;altra parte del pianeta è una cosa che fa schiattare dalle risate. Se mai ciò accadesse veramente, poichè ogni giorno al mondo si verificano decine di sismi e poiché il radon si genera, in misura variabile, anche dove di sismi non ce ne sono affatto, sarebbe comunque impossibile discriminare gli effetti che si riferiscono alle varie zone del nostro pianeta l&#8217;uno rispetto all&#8217;altro. A ciò si aggiunga che, lo abbiamo appena visto, già solo con il radon locale, le correlazioni non sono per niente chiare e Giuliani è costretto a rinunciare alle certezze “sperando” che l&#8217;energia di dissipi in più scosse deboli, invece che una sola forte. La conclusione può essere una sola. Il tecnico aquilano ha completamente perso la testa. La notorietà, evidentemente, ne ha compromesso la lucidità.</p>
<p align="left"><strong>ILLUSTRI STUDIOSI APPOGGIANO LE TESI DI GIULIANI &#8230; PER ESEMPIO IL DR. MORETTI &#8230;</strong></p>
<p align="left">Gli organi di informazione e lo stesso Giampaolo Giuliani hanno a più riprese asserito che studiosi di tutte le provenienze hanno dato ragione a Giuliani. La cosa mi pareva sospetta (sebbene il mondo sia pieno anche di studiosi che hanno idee strampalate e “proprio per questo” sia necessario che <em>tutte</em> le teorie siano verificate e validate dalla comunità scientifica nel suo complesso). Per togliermi i dubbi sono andato a fare qualche verifica. Uno dei nomi di scienziati pro-Giuliani in cui mi sono imbattuto più frequentemente nei blog e nei forum è quello del dr. Antonio Moretti. Ed ecco cosa ho trovato.</p>
<p align="left">Antonio Moretti è personaggio che conosce il Giuliani molto bene e lo conosceva ben prima del sisma aquilano. Il suo atteggiamento verso Giampaolo Giuliani è assai benevolo, direi quasi affettuoso. Ma, nonostante ciò, Moretti in realtà non se la sente affatto di schierarsi con lui: in un articolo pubblicato su un quotidiano online (<a href="http://www.ilcapoluogo.com">il Capoluogo d&#8217;Abruzzo</a>) in tempi non sospetti (il 22 marzo 2009), pur non volendo essere troppo duro, ritiene opportuno richiamare il tecnico a un briciolo di sana obiettività e prendere le distanze dagli entusiasmi sul suo metodo di previsione. Moretti, fra l&#8217;altro, scrive:</p>
<p align="left">“<em>È indubbiamente un metodo promettente, che tuttavia ha bisogno di moltissime precauzioni per fornire dati che, insieme a molti altri parametri e fenomeni precursori, indichino una probabilità significativa di accadimento di una scossa sismica.</em>”</p>
<p align="left">E poco più sotto:</p>
<p align="left">“<em>Nonostante questo, il valore di una sola stazione, ed ancor meno di un solo parametro</em> (ossia l’emissione di radon, N.d.C.)<em>, non è assolutamente significativo: occorre associare dati di molti parametri potenzialmente precursori, ed interpretarli in funzione di stati di allerta di diverso livello: in occasione di grandi terremoti (magnitudo &gt;6) è stato osservato che il flusso di radon può aumentare anche per mesi prima dell&#8217;evento &#8230;</em>”</p>
<p align="left">Per poi concludere il suo articolo con un eloquente:</p>
<p align="left">“<em>&#8230; prevedere i terremoti e salvare molte vite umane si potrà fare [...] basta con le Cassandre fai-da-te, la pelle delle persone è una cosa seria [...] Giampaolo Giuliani ha imboccato la strada giusta e sono sicuro che potrà dare un importante contributo alla scienza sismologica, ma [...] non è giusto, e nemmeno corretto, addebitargli responsabilità che non gli competon</em>o. <em>Buon lavoro Giampaolo e &#8230; PRUDENZA!!!!!!</em>”</p>
<p align="left">Sono parole chiarissime, ma volendole tradurre in termini ancora più espliciti potremmo riepilogarle come segue: Giampaolo Giuliani non può essere l’interlocutore delle istituzioni. È una responsabilità che non gli compete. Il suo metodo è interessante, ma per adesso non è affidabile e non lo sarà probabilmente mai, a meno che i dati che ne derivano non vengano considerati assieme a quelli di numerosi altri precursori. E anche quando ciò accadrà, probabilmente non sarà possibile prevedere un sisma in modo secco, ma bisognerà ragionare soltanto in termini di livelli crescenti di allerta (ossia di probabilità).</p>
<p align="left">Dato che Moretti è considerato uno che dà ragione a Giuliani c’è da chiedersi come sia possibile che qualcuno abbia interpretato le sue parole come favorevoli al tecnico abruzzese. Credo che l’unica possibile spiegazione stia nell’ignoranza che dilaga: si parla per sentito dire, senza documentarsi e, persino quando ci si documenta, senza capire. Poi ognuno ha le sue verità prefabbricate e cerca di fare in modo che i fatti si incastrino nelle proprie idee. Nel caso dell’articolo di Moretti probabilmente espressioni come “metodo promettente” e altre sono state usate per piegare alle proprie convinzioni il senso dell’articolo, senza rendersi conto del fatto che esse hanno solo un valore umano e non scientifico (rispetto alle chiarissime prese di distanza).</p>
<p align="left"><strong>I RUSSI</strong></p>
<p align="left">Se Moretti invita Giuliani alla prudenza, cosa dovremmo dire del fantomatico prof. Alekseenko? Ove si escluda il breve documento del 2006 in cui Giuliani ne parla, non se ne trova traccia da nessun altra parte. Sembra scomparso nel nulla come certe vittime della mafia. Possibile che proprio lui che ha seguito sin dall’inizio il lavoro di Giuliani (e forse vi ha anche contribuito) non si faccia sentire chiaramente? Non sostenga con orgoglio le teorie del tecnico aquilano? Non intervenga in difesa del valore dei dati prodotti? Viene da pensare che in fondo egli sia il primo a non crederci, in quei dati.</p>
<p align="left">Altri studiosi vengono tirati in ballo da Giampaolo Giuliani. Si fa riferimento a scienziati della NASA, a russi, a israeliani e via elencando. Il blogger Claudio Messora afferma di averli visti con i suoi occhi. Ma tutte queste presunte collaborazioni, in quasi dieci anni, non hanno ancora prodotto neppure l&#8217;ombra di un articolo su una rivista specializzata o di una teoria che abbia la parvenza di essere non dico accettata, ma almeno presa in considerazione dalla comunità scientifica. Di tutte queste collaborazioni non esiste un prodotto tangibile, se non le parole di Giuliani stesso. Invece di studiosi che apertamente e con totale chiarezza si schierano contro Giuliani e sostengono teorie opposte se ne possono trovare ovunque. Non è un caso che Science, probabilmente la più importante rivista scientifica del mondo, in un articolo a firma di Richard Kerr del 17 aprile 2009 si sia schierata contro Giuliani dando spazio a esponenti dell&#8217;INGV. E non è un caso che anche la sismologa Susan Hough dell&#8217;USGS (l&#8217;istituto che costituisce l&#8217;omologo dell&#8217;INGV negli Stati Uniti) abbia dichiarato esplicitamente, in una intervista pubblicamente disponibile in Internet al sito dell&#8217;USGS, che attualmente i terremoti non possono essere previsti.</p>
<p align="left">E comunque, per l&#8217;ennesima volta lo scrivo, gli scienziati veri o presunti della NASA, i russi, i giapponesi, l&#8217;USGS e tutti gli altri, fin quando Giuliani non produrrà dei dati ufficiali, cristallizzati e pubblicati, <em>accessibili e verificabili per chiunque</em>, non contano nulla. Giuliani, per ora è e rimane nulla più di un dilettante il cui lavoro in quasi dieci anni non ha prodotto nessun risultato verificabile.</p>
<p align="left"><strong> INSOMMA &#8230;</strong></p>
<p align="left">A valle di questa ricostruzione possiamo riepilogare i concetti espressi e quelli direttamente deducibili. Una serie di chiare affermazioni possono, a mio giudizio, esser fatte. Eccole.</p>
<p align="left">1)       <strong>Giuliani non ha mai “previsto” la scossa maggiore del 6 aprile</strong>. Egli si è semplicemente accorto che i grafici mostravano un incremento del radon e ha temuto che accadesse qualcosa. Ma il suo timore non costituisce una previsione scientificamente valida. Per puro caso ci ha in qualche modo azzeccato. Poiché però non sempre si è fortunati, quando poi egli ha visto un nuovo “forte incremento di radon” (fra il 26 e il 27 aprile) di fatto nessuna scossa a esso associabile si è verificata.</p>
<p align="left">2)       <strong>Giuliani non è in grado di quantificare il rischio connesso ai picchi di radon che egli osserva</strong>. Nei colloqui con Stefania Pace tra il 5 e il 6 aprile si è sempre mantenuto molto sul vago suggerendo di non rientrare in casa, ma astenendosi da qualsiasi previsione precisa e di fatto non ha mai parlato di una scossa catastrofica.</p>
<p align="left">3)       <strong>Giuliani non è in grado di sapere se un certo accumulo di tensioni nella crosta (che si manifesta mediante emissione di radon) provocherà una sola forte scossa o un gruppo di scosse minori.</strong></p>
<p align="left">4)       Giuliani non è serio oppure non ha neppure la capacità di capire ciò che lui stesso afferma. La pretesa previsione del terremoto alle Vanuatu è semplicemente grottesca. A meno che egli non avesse deciso deliberatamente di mentire. Non so quale delle due cose sia la peggiore.</p>
<p align="left">A queste considerazioni se ne possono aggiungere almeno un altro paio di natura scientifica.</p>
<p align="left">Per prima cosa, anche se nessuno finora (per quanto ne so) pare averci fatto caso, le previsioni di Giuliani non si basano direttamente sull’accumulo di radon, ma piuttosto dei suoi prodotti di decadimento, prodotti che si formano nel corso di più giorni dopo che il radon si è, a sua volta formato. Possiamo semplificare il discorso dicendo che, fra il picco di accumulo del radon e ciò che Giuliani realmente rileva, passano la bellezza di quasi quattro giorni! Poiché il tecnico aquilano sostiene che i suoi picchi anticipano gli eventi di un tempo compreso fra le 6 e le 24 ore si deve dedurre che la liberazione di radon precede regolarmente le scosse di un tempo compreso (approssimativamente) fra 4 e 5 giorni. E questo è davvero piuttosto inverosimile. Non si riesce a capire perché mai debbano essere proprio quattro e non quattordici o cinquantaquattro.</p>
<p align="left">Una seconda osservazione riguarda le affermazioni del tecnico abruzzese secondo cui, disponendo di tre rilevatori, sarebbe possibile ricavare la posizione dell’ipocentro previsto mediante una triangolazione. Questa è una fesseria davvero grossolana. Giuliani ragiona per analogia con quanto si fa usando i sismografi, ma dimentica che i sismografi sono sensori che rilevano un unico fenomeno fisico (una frattura della crosta terrestre) mediante le onde emesse in corrispondenza di quel fenomeno. Inoltre le onde sismiche si propagano secondo leggi (relativamente) semplici e invarianti rispetto al contesto. È vero che il loro comportamento varia al variare del tipo di mezzo attraversato, ma è altrettanto vero che le variazioni sono relativamente piccole e comunque possono esser appianate mediante opportuni correttivi. Invece quando si misura il radon in località differenti <em>non si sta misurando lo stesso fenomeno</em>: il radon non si genera in corrispondenza di un’unica faglia (quella ove si scatena il sisma) per poi propagarsi, bensì si libera localmente come effetto di innumerevoli microfratture distinte ognuna delle quali ha un comportamento diverso in dipendenza delle caratteristiche locali del suolo. Le operazioni di triangolazione con i dati di rilevatori di radon non sono banali come quelle con i sismografi e non è neppure detto che siano lecite. O quanto meno la loro liceità va dimostrata dati alla mano e in un ampio numero di casi. Giuliani non solo non risolve il problema, ma la cosa più grave è che non si rende neppure conto della sua esistenza. E questo la dice lunga!</p>
<p align="left"><em>Giorgio Penco<br />
</em><br />
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<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a></p>
<p><a href="http://www.artoong.net/2009/06/30/la-saga-di-giampaolo-giuliani/916/scienza">La saga di Giampaolo Giuliani</a></p>

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		<title>Il rilevamento sismico: conferenza in diretta WEB</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 17:47:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Artoong</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Web tv - servizi]]></category>
		<category><![CDATA[giorgio penco]]></category>
		<category><![CDATA[salvatore mazza]]></category>
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		<description><![CDATA[Con pochissimo preavviso ma augurandoci di trovare comunque l&#8217;interesse di chi ci segue, Artoong presenta, in collaborazione con il Mensa Italia, una conferenza in diretta via WEB del Dott. S. Mazza, dirigente del INGV. Stasera , 21 Giugno 2009, alle 20.00.
L&#8217;intervento del dott. Mazza verrà introdotto da Giorgio Penco che si soffermerà sulle versioni pseudo-scientifiche [...]<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a></p>
<p><a href="http://www.artoong.net/2009/06/21/il-rilevamento-sismico-conferenza-in-diretta-web/895/eventi/web-tv-servizi">Il rilevamento sismico: conferenza in diretta WEB</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Con pochissimo preavviso ma augurandoci di trovare comunque l&#8217;interesse di chi ci segue, Artoong presenta, in collaborazione con il <strong><a href="http://www.mensa.it">Mensa Italia</a>, </strong>una conferenza in diretta via WEB del Dott. S. Mazza, dirigente del INGV. Stasera , 21 Giugno 2009, alle 20.00.</p>
<p>L&#8217;intervento del dott. Mazza verrà introdotto da Giorgio Penco che si soffermerà sulle versioni pseudo-scientifiche che si sono manifestate nell&#8217;ultimo drammatico sisma in Abruzzo.</p>
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</p>
<p>Di seguito un breve profilo professionale di Salvatore Mazza:</p>
<p><span><em><span style="font-size: x-small;">Dr. Salvatore Mazza, laureatosi in fisica con una tesi sui  forti terremoti italiani (1976, 1980, 1984), ha iniziato a lavorare presso l&#8217;ING  (successivamente trasformatosi in INGV) come ricercatore nel 1988. Ha  partecipato a due campagne antartiche e due spedizioni himalayane. Sin  dall&#8217;inizio si è occupato della rete di sensori sismici mediterranea (MedNet)  che ha contribuito a creare. Attualmente è Dirigente dell&#8217;INGV ed è Responsabile  della Rete Mediterranea nonché del Centro Dati Sismici del CNT (Centro Nazionale  Terremoti).</span></em></span></p>
<p>La registrazione della conferenza sarà presto disponibile anche sul nostro canale  <a href="http://www.artoong.net/webtelevision/webtvscience"><strong>WEB TV SCIENCE</strong></a></p>
<p><a href="http://www.ustream.tv/flash/video/1693124" target="_blank"><strong>VIDEO della PARTE PRIMA</strong></a></p>
<p><a href="http://www.ustream.tv/recorded/1693222" target="_blank"><strong>VIDEO della PARTE SECONDA</strong></a><br />
<a href="http://www.ustream.tv/recorded/1693395" target="_blank"><strong>VIDEO DELLA PARTE TERZA</strong></a><br />
<a href="http://www.ustream.tv/recorded/1693444" target="_blank"><strong> VIDEO DELLA PARTE  QUARTA</strong></a><br />
<a href="http://www.ustream.tv/recorded/1693598"><strong>VIDEO DELLA PARTE QUINTA</strong></a><br />
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</ul>
<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a></p>
<p><a href="http://www.artoong.net/2009/06/21/il-rilevamento-sismico-conferenza-in-diretta-web/895/eventi/web-tv-servizi">Il rilevamento sismico: conferenza in diretta WEB</a></p>

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		<title>Roald Dahl: l’uomo che rideva per non piangere</title>
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		<comments>http://www.artoong.net/2009/06/18/roald-dahl-luomo-che-rideva-per-non-piangere/881/scienze-umane#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 12:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Artoong</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze Umane]]></category>
		<category><![CDATA[dario amadei]]></category>
		<category><![CDATA[roald dahl]]></category>
		<category><![CDATA[scrittori]]></category>

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		<description><![CDATA[I suoi libri sono popolati da personaggi incredibili che hanno affascinato intere generazioni di piccoli lettori. Le sue armi vincenti sono il paradosso e l’incontenibile ironia che tutto pervade e tutto spinge ad accettare.
Stiamo parlando del grandissimo, immortale Roald Dahl, uno scrittore per ragazzi davvero molto originale. Nei suoi libri non ci si annoia mai [...]<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a></p>
<p><a href="http://www.artoong.net/2009/06/18/roald-dahl-luomo-che-rideva-per-non-piangere/881/scienze-umane">Roald Dahl: l&#8217;uomo che rideva per non piangere</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a id="aptureLink_Ry5NSo1iRg" style="padding: 0px 6px; float: left;" href="http://newsimg.bbc.co.uk/media/images/39700000/jpg/_39700319_dahl203.jpg"><img style="border: 0px none;" title="39700319 dahl203 jpg" src="http://newsimg.bbc.co.uk/media/images/39700000/jpg/_39700319_dahl203.jpg" alt=" 39700319 dahl203 Roald Dahl: luomo che rideva per non piangere" width="203" height="152" /></a>I suoi libri sono popolati da personaggi incredibili che hanno affascinato intere generazioni di piccoli lettori. Le sue armi vincenti sono il paradosso e l’incontenibile ironia che tutto pervade e tutto spinge ad accettare.</p>
<p>Stiamo parlando del grandissimo, immortale <a id="aptureLink_zq8gjeBorw" href="http://www.roalddahl.com/"><strong>Roald Dahl</strong>,</a> uno scrittore per ragazzi davvero molto originale. Nei suoi libri non ci si annoia mai e spesso si deve fare un grande sforzo per riuscire a sospendere la lettura.</p>
<div id="aptureLink_UeRloW7NRz" style="margin: 0pt auto; padding: 0px 6px; text-align: center; display: block;"><object id="apture_embedPlayer3" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="360" height="280" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="bgcolor" value="#ffffff" /><param name="quality" value="high" /><param name="allowScriptAccess" value="never" /><param name="src" value="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=roald-dahl-1204653000703274-5" /><param name="name" value="apture_embedPlayer3" /><embed id="apture_embedPlayer3" type="application/x-shockwave-flash" width="360" height="280" src="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=roald-dahl-1204653000703274-5" name="apture_embedPlayer3" allowscriptaccess="never" quality="high" bgcolor="#ffffff"></embed></object></div>
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</p>
<p>Ne parlavo tempo fa con una maestra che insegna in una scuola primaria di Roma.<br />
- Certo che questo Roald Dahl doveva essere veramente un uomo molto allegro, un gran simpaticone- mi ha detto con l’espressione di chi pensava di aver capito tutto…E invece  non aveva capito niente, perché Roald Dahl era l’uomo che rideva per non piangere.<br />
La sua vita è stata costellata da una serie infinita di disgrazie, lutti e malattie che hanno colpito lui e un po’ tutti i suoi cari. Qualcun altro forse sarebbe caduto in depressione, arrivando magari al suicidio ma il grande Roald no: riuscì a trovare un rifugio sicuro nella sua grande ironia.<br />
Con le sue streghe, i suoi mostri, i suoi giganti ha esorcizzato i demoni che attanagliavano il suo animo e lo costringevano a vegliare per interminabili ore notturne, raggomitolato, lui che era alto quasi due metri, nella sgangherata poltrona del suo disordinatissimo studio. Così è riuscito a sopravvivere e ci ha regalato delle pagine davvero indimenticabili.<br />
E’ morto ancor giovane agli inizi degli anni ’90, ma le sue storie gli sono sopravvissute e continuano ad affascinare ragazzi  di tutte le età ed adulti che sanno ancora sognare…un grazie di cuore Roald, da parte di tutti noi!!!</p>
<p><strong><a href="http://www.artoong.net/tag/dario-amadei" class="kblinker" title="More about Dario Amadei &raquo;">Dario Amadei</a></strong></p>
<p>Bibliografia</p>
<address>1943, I Gremlins, (The Gremlins) </address>
<address>1961, James e la pesca gigante, (James and the Giant Peach) </address>
<address>1964, La fabbrica di cioccolato, (Charlie and the Chocolate Factory) </address>
<address>1966, Il dito magico, (The Magic Finger) </address>
<address>1970, Furbo, il signor Volpe, (Fantastic Mr Fox) </address>
<address>1973, Il grande ascensore di cristallo, (Charlie and the great glass elevator) </address>
<address>1975, Danny il campione del mondo&#8217;, (Danny, The Champion Of The World) </address>
<address>1977, Un gioco da ragazzi e altre storie, (The Wonderful Story of Henry Sugar) </address>
<address>1978, Il coccodrillo enorme, (The Enormous Crocodile) </address>
<address>1980, Gli Sporcelli, (The Twits) </address>
<address>1981, La magica medicina, (George&#8217;s Marvellous Medicine) </address>
<address>1982, Il GGG, (The BFG) </address>
<address>1982, Versi perversi, (Revolting rhymes) </address>
<address>1983, Sporche bestie, (Dirty beasts) </address>
<address>1983, Le streghe, (The Witches) </address>
<address>1984, Boy, (Boy. Tales of Childhood) </address>
<address>1985, Io, la giraffa e il pellicano, (The Giraffe and the Pelly and Me) </address>
<address>1986, In solitario, diario di volo, (Going Solo) </address>
<address>1988, Matilde, (Matilda) </address>
<address>1989, Agura trat, (Esio trot) </address>
<address>1991, I Minipin, (The Minipins) </address>
<address>1993, Storie impreviste, (Tales of the Unexpected) </address>
<address>1993, Storie ancora più impreviste, (More Tales of the Unexpected)</address>
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		<title>Galileo Galilei nell’anno internazionale dell’Astronomia</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 10:38:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Artoong</dc:creator>
				<category><![CDATA[Matematica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[astronomia]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Mensa Italia celebra Galileo Galilei Il 2009 e&#8217; l&#8217;anno internazionale dell&#8217;astronomia. 400 anni fa, nel 1509, lo scienziato italiano Galileo Galilei alzo&#8217; al cielo per la prima volta il suo cannocchiale, strumento che non aveva inventato, ma che perfeziono&#8217; ed utilizzo&#8217; in modo del tutto innovativo, dando inizio ad un&#8217;epoca di scoperte straordinarie.
Il Mensa [...]<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a></p>
<p><a href="http://www.artoong.net/2009/06/16/galileo-galieli-nellanno-internazionale-dellastronomia/870/scienza">Galileo Galilei nell&#8217;anno internazionale dell&#8217;Astronomia</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artoong.net/Foto/2009/06/galileo_dialogo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-874" title="galileo_dialogo" src="http://www.artoong.net/Foto/2009/06/galileo_dialogo-208x300.jpg" alt="galileo dialogo 208x300 Galileo Galilei nellanno internazionale dellAstronomia" width="146" height="210" /></a>Il <a href="http://www.mensa.it">Mensa Italia </a>celebra <a id="aptureLink_yy2Z8Q9Ycy" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Galileo%20Galilei">Galileo Galilei</a> Il 2009 e&#8217; l&#8217;anno internazionale dell&#8217;astronomia. 400 anni fa, nel 1509, lo scienziato italiano Galileo Galilei alzo&#8217; al cielo per la prima volta il suo cannocchiale, strumento che non aveva inventato, ma che perfeziono&#8217; ed utilizzo&#8217; in modo del tutto innovativo, dando inizio ad un&#8217;epoca di scoperte straordinarie.<br />
Il Mensa Italia ha celebrato la ricorrenza dedicando proprio al grande astronomo e teorico della scienza un incontro intitolato: <em><strong>Galileo &#8211; Il cielo in una&#8230; lente</strong></em>.  L&#8217;incontro, coordinato dalla Prof.ssa Maria Vittoria Barbarulo, si e&#8217; svolto il 24 maggio scorso.<br />
Il video della conferenza e&#8217; disponibile qui.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="270" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://blip.tv/play/AYGEzSqLrzM" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="270" src="http://blip.tv/play/AYGEzSqLrzM" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
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<p><a href="http://www.artoong.net/2009/06/16/galileo-galieli-nellanno-internazionale-dellastronomia/870/scienza">Galileo Galilei nell&#8217;anno internazionale dell&#8217;Astronomia</a></p>

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		<title>Uomini che odiano le donne</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 16:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Artoong</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[antonio trimarco]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Stieg Larsson]]></category>
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		<description><![CDATA[«La Millennium Trilogy sta diventando un’opera di culto grazie a un passaparola fervido quanto efficace. Relazioni amorose, conflitti professionali, suspense da mozzare il fiato: entrate nel mondo di Larsson e non vorrete più uscirne!» Le Nouvel Observateur
La trama
Quarant&#8217;anni fa Harriet Vanger scompare da una riunione di famiglia sull&#8217;isola abitata dalla potente potente famiglia Vanger. Benché [...]<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a></p>
<p><a href="http://www.artoong.net/2009/06/12/uomini-che-odiano-le-donne/854/arte">Uomini che odiano le donne</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artoong.net/Foto/2009/06/uomini_donne.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-858" title="uomini_donne" src="http://www.artoong.net/Foto/2009/06/uomini_donne-210x300.jpg" alt="uomini donne 210x300 Uomini che odiano le donne" width="210" height="300" /></a>«<em>La Millennium Trilogy sta diventando un’opera di culto grazie a un passaparola fervido quanto efficace. Relazioni amorose, conflitti professionali, suspense da mozzare il fiato: entrate nel mondo di Larsson e non vorrete più uscirne!</em>» Le Nouvel Observateur</p>
<p><strong>La trama</strong><br />
Quarant&#8217;anni fa Harriet Vanger scompare da una riunione di famiglia sull&#8217;isola abitata dalla potente potente famiglia Vanger. Benché il corpo della donna non sia mai stato ritrovato, lo zio Henrik Vanger è convinto che sia stata assassinata e che l&#8217;autore del delitto sia un membro della sua stessa. Per indagare sull&#8217;accaduto, Vanger assume il giornalista economico in crisi Mikael Blomkvist e la hacker Lisbeth Salander. Dopo aver collegato la scomparsa di Harriet a una serie di grotteschi delitti avvenuti una quarantina d&#8217;anni prima, i due investigatori cominciano a dipanare una storia familiare oscura e sconvolgente. Ma gli altri componenti della famiglia Vanger sono gelosi dei loro segreti, e Blomkvist e Salander scopriranno di cosa siano capaci per difenderli.</p>
<p><strong>Il film </strong><br />
Non era facile portare sullo schermo “Uomini che odiano le donne” . Bisognava correre un rischio che c’è sempre quando si parte da un romanzo per di più di successo, affrontare i lettori, non deluderli. Non so dire se Niels Arden Oplen c’è riuscito. Il film si vede e se hai letto il libro sei da un lato aiutato ma dall’altro ti aspetti qualcosa anche se non ne sei pienamente consapevole.<br />
Io credo che in questo caso leggere il libro sia la cosa più importante e non so se il film invoglia a leggerlo, da questo punto di vista il film perde di spessore e di fascino rispetto al romanzo.<br />
Un primo invito quindi che faccio a chi è interessato dal titolo, dal genere o dal successo che il romanzo ha avuto è di leggere il libro.<br />
Senza aver letto il libro si perde qualcosa. Sicuramente si perde molto di uno dei personaggi principali Mikael Blomkvist.<br />
C’è comunque un trucco, ci saranno altri due film, come ci sono tre libri, la serie di Stieg Larsson si compone infatti di tre titoli: Uomini che odiano le donne, La ragazza che giocava con il fuoco e La regina dei castelli di carta.<br />
Tre dunque alla fine saranno anche i film. Questo va detto perché nel film ci sono cenni che rimandano sicuramente al secondo libro: La ragazza che giocava con il fuoco. Nel libro questo non c’è, anche se le storie sono collegate e in sequenza.<br />
Il personaggio più riuscito è sicuramente Lisbeth Salander, misteriosa, intrigante, affascinante, inquietante e super intelligente; una donna, una persona al di fuori degli schemi e delle regole, una donna sicura di sé, una persona che si assume le responsabilità di se stessa e delle sue azioni.<br />
Mi sono chiesto, anche vedendo il film, cos’è che ha determinato il clamoroso successo di questa trilogia (dieci milioni di libri venduti)? Il genere? Il titolo? Sicuramente c’è un aspetto che il titolo del primo romanzo sottolinea e che ossessiona la mente di Lisbeth Salander l’odio sviscerato e crudele che alcuni uomini nutrono per le donne. E’ un odio antico, profondo, che giustifica le loro azioni più abiette. E’ un odio che si trova ovunque nella società e nelle famiglie e che si annida nelle menti di alcuni uomini, uomini convinti di una superiorità che giustifica la violenza nei confronti delle donne.<br />
Un odio che Lisbeth Salander conosce e contrasta con la stessa ferocia, credo che pochi riuscirebbero a farlo bene come lei.<br />
Insomma film che si può vedere, ma a mio avviso, solo dopo aver letto il libro.</p>
<p><strong>REGIA</strong>: Niels Arden Oplev<br />
<strong>SCENEGGIATURA</strong>: Nicolaj Arcel, Rasmus Heisterberg<br />
<strong>ATTORI:</strong> Michael Nyqvist, Noomi Rapace, Lena Endre, Sven Bertil Taube, Peter Haber, Peter Andersson, Marika Lagercrantz, Ingvar Hirdwall, Björn Granath, Ewa Fröling, Per Oscarsson, Michalis Koutsogiannakis, Annika Hallin, David Dencik, Gunnel Lindblom, Georgi Staykov, Sofia Ledarp, Thomas Köhler, Stefan Sauk, Gösta Bredefeldt</p>
<p><a href="REGIA: Niels Arden Oplev SCENEGGIATURA: Nicolaj Arcel, Rasmus Heisterberg ATTORI: Michael Nyqvist, Noomi Rapace, Lena Endre, Sven Bertil Taube, Peter Haber, Peter Andersson, Marika Lagercrantz, Ingvar Hirdwall, Björn Granath, Ewa Fröling, Per Oscarsson, Michalis Koutsogiannakis, Annika Hallin, David Dencik, Gunnel Lindblom, Georgi Staykov, Sofia Ledarp, Thomas Köhler, Stefan Sauk, Gösta Bredefeldt"><strong>Sito del Film in Italiano</strong></a></p>
<p><a id="aptureLink_hJ3Q4tIMNk" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Stieg%20Larsson">Stieg Larsson</a> (1954), giornalista svedese, fondatore di EXPO, esperto di organizzazioni di estrema destra e neonaziste, ex consulente di Scotland Yard, è morto improvvisamente nel 2004, quando aveva appena concluso la sua trilogia poliziesca. Uomini che odiano le donne, primo episodio, ha vinto il Glass Key, il premio dell’Accademia svedese del Poliziesco e il premio dei librai svedesi come miglior libro dell’anno. La trilogia ha già venduto dieci milioni di copie in tutto il mondo.<strong><br />
</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.artoong.net/tag/antonio-trimarco" class="kblinker" title="More about Antonio Trimarco &raquo;">Antonio Trimarco</a></strong></p>
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<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a></p>
<p><a href="http://www.artoong.net/2009/06/12/uomini-che-odiano-le-donne/854/arte">Uomini che odiano le donne</a></p>

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		<title>Gli Eventi di Artoong</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2009 06:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Artoong</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[giugno 2009]]></category>

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		<description><![CDATA[Artoong ha iniziato un percorso di crescita che presto porterà ad alcune novità. In attesa di poterle consolidare siamo felici di presentare alcuni eventi che abbiamo contribuito a  creare o a promuovere condividendone i contenuti.
Questa è una settimana densa. Venerdi 12 ben due di questi appuntamenti:

Alle 17.30, presso la Biblioteca Comunale di Roma Corviale, Via [...]<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a></p>
<p><a href="http://www.artoong.net/2009/06/12/gli-eventi-di-artoong/864/eventi">Gli Eventi di Artoong</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Artoong</strong> ha iniziato un percorso di crescita che presto porterà ad alcune novità. In attesa di poterle consolidare siamo felici di presentare alcuni <a href="http://www.artoong.net/category/eventi" class="kblinker" title="More about eventi &raquo;">eventi</a> che abbiamo contribuito a  creare o a promuovere condividendone i contenuti.</p>
<p>Questa è una settimana densa. <strong>Venerdi 12</strong> ben due di questi appuntamenti:</p>
<ul>
<li>Alle 17.30, presso la <a href="http://www.comune.roma.it/was/wps/portal/!ut/p/_s.7_0_A/7_0_21L?menuPage=/Area_di_navigazione/Sezioni_del_portale/Il_comune_per_argomenti/Arte,_Cultura_e_Sport/Biblioteche_di_Roma/Le_Biblioteche_ed_i_Centri_specializzati/Biblioteca_Corviale/">Biblioteca Comunale di Roma Corviale</a>, Via Mazzacurati 76, Dario Amadei presenterà il racconto collettivo dei <a href="http://www.artoong.net/2009/02/23/la-storia-dei-delfini-su-facebook/523/scienze-umane">Delfini su Facebook</a>. Nel programma è prevista anche una presentazione del progetto di Artoong.</li>
<li>Alle ore 22.00, presso la Facoltà di Architettura dell&#8217;Università &#8220;la Sapienza&#8221; Vallegiulia , <a id="aptureLink_ASc9k2QAex" href="http://maps.google.com/maps?om=0&amp;iwloc=addr&amp;f=q&amp;ll=41.9183727%2C12.4805099&amp;hl=en&amp;z=16&amp;ie=UTF8">Via Gramsci 53 &#8211; Roma</a> , Marco Colcerasa ci presenterà uno straordinario viaggio tra il musicale e lo sviluppo architetturale delle periferie italiane seguendo il filo della nascita del Rock’n&#8217;Roll. Musica dal vivo con la Super Sound City Band</li>
</ul>
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		<title>I delfini nuotano nel mare di Corviale</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 06:00:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Artoong</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[corviale]]></category>
		<category><![CDATA[dario amadei]]></category>
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		<category><![CDATA[scrittura creativa]]></category>

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		<description><![CDATA[Uomo libero, sempre tu amerai il mare!
Il mare è il tuo specchio; tu miri,
nello svolgersi infinito delle sue onde, la tua anima.
Il tuo spirito non è abisso meno amaro.
Ti compiaci a tuffarti entro la tua propria immagine;
tu l&#8217;abbracci con gli occhi e con le braccia,
e il tuo cuore si distrae alle volte dal suo battito
al [...]<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a></p>
<p><a href="http://www.artoong.net/2009/06/10/i-delfini-nuotano-nel-mare-di-corviale/850/scienze-umane/letteratura">I delfini nuotano nel mare di Corviale</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em>Uomo libero, sempre tu amerai il mare!<br />
Il mare è il tuo specchio; tu miri,<br />
nello svolgersi infinito delle sue onde, la tua anima.<br />
Il tuo spirito non è abisso meno amaro.<br />
Ti compiaci a tuffarti entro la tua propria immagine;<br />
tu l&#8217;abbracci con gli occhi e con le braccia,<br />
e il tuo cuore si distrae alle volte dal suo battito<br />
al rumore di questo lamento indomabile e selvaggio.<br />
Siete entrambi a un tempo tenebrosi e discreti:<br />
uomo, nessuno ha mai misurato la profondità dei tuoi abissi;<br />
mare, nessuno conosce le tue ricchezze segrete,<br />
tanto siete gelosi di conservare il vostro mistero.<br />
E tuttavia sono innumerevoli secoli<br />
che vi combattete senza pietà né rimorsi,<br />
talmente amate la carneficina<br />
e la morte, eterni lottatori, fratelli.</em></p>
<p style="text-align: right;">L’uomo e il mare, Charles Baudelaire</p>
<p style="text-align: left;">“<em>Se tu hai una mela e io ho una mela e ce le scambiamo, allora tu e io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un’idea e io ho un’idea e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi due idee.</em>” Questo ci insegna <a id="aptureLink_NbzzSQQPs8" href="http://nobelprize.org/literature/laureates/1925/shaw-bio.html">George Bernard Shaw </a>e il racconto scritto nel gruppo Quelli che nella prossima vita diventeranno delfini, su Facebook, è riuscito a interpretare proprio questo principio di condivisione, di reciprocità, di scambio.</p>
<p style="text-align: left;">Il social network, utilizzato da milioni di utenti, è una finestra aperta sul mondo, un’agorà dove ogni sfaccettatura umana trova la sua dimensione, il suo spazio per esprimersi. C’è chi lo usa per gioco, chi per promuovere le sue attività, o per divulgare <a href="http://www.artoong.net/category/eventi" class="kblinker" title="More about eventi &raquo;">eventi</a> e informazioni, chi solo per curiosità e chi riesce con una sorprendente spontaneità a mettere insieme tante persone diverse coinvolte in un continuo e reciproco scambio di idee e emozioni.</p>
<p style="text-align: left;">È questo quello che è successo agli iscritti del gruppo, che si sono ritrovati a scrivere a più mani condividendo la creazione di questo racconto.<br />
L’esperimento di scrittura collettiva ha riscontrato un grande successo forse inaspettato, ma sperato, il viaggio intrapreso dai delfini è metafora del viaggio interiore di ogni partecipante: ogni luogo visitato, ogni incontro fatto, ogni avventura intrapresa, ogni sensazione provata è stato il tramite per descrivere e fermare i ricordi, le emozioni, le paure, i sogni, la fantasia di ogni improvvisato scrittore che con grande passione e amore è riuscito in questa impresa letteraria.<br />
<a id="aptureLink_m2S8X3GpSp" href="http://www.bookrags.com/biography/walter-elias-disney/">Walter Elias Disney </a>diceva “<em>Andiamo sempre avanti, aprendo nuove porte e facendo cose nuove, perché siamo curiosi&#8230; E la curiosità ci porta verso nuovi orizzonti</em>.”, i nostri amici delfini queste porte le hanno aperte e la curiosità non li ha abbandonati, anzi è il motore che li spinge ad andare alla scoperta di nuovi mondi e di nuove emozioni.<br />
Ogni partecipante, culturalmente e geograficamente distante dall’altro, si è riconosciuto gruppo non solo perché iscritto, ma perché si è sentito parte della rete che si è andata sviluppando attraverso i vari legami emozionali che sono nati, perché ha sviluppato la propria identità nel gruppo seguendo una regola non scritta ma condivisa di interdipendenza e di co-creazione.<br />
Ogni elemento inserito ha dato valore al racconto e come <a id="aptureLink_7w1K3jovew" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Walt%20Whitman">Walt Withman</a> citava nei suoi versi, “<em>che tu sei qui, che esiste la vita e l&#8217;individuo, che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuirvi con un tuo verso</em>.”</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Artoong vi aspetta  Venerdi 12 Giugno alle ore 17.30 per la presentazione del racconto che si terrà nei locali della Biblioteca comunale Corviale, <a id="aptureLink_5JRkqyGr6d" href="http://maps.google.com/maps?om=0&amp;iwloc=addr&amp;f=q&amp;ll=41.8505816%2C12.4134484&amp;hl=en&amp;z=15&amp;ie=UTF8">Via Mazzacurati 76  a Roma</a> . </strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti<br />
arrivederci fratello mare<br />
mi porto un po&#8217; della tua ghiaia<br />
un po&#8217; del tuo sale azzurro<br />
un po&#8217; della tua infinità<br />
e un pochino della tua luce<br />
e della tua infelicità.<br />
Ci hai saputo dir molte cose<br />
sul tuo destino di mare<br />
eccoci con un po&#8217; più di speranza<br />
eccoci con un po&#8217; più di saggezza<br />
e ce ne andiamo come siamo venuti<br />
arrivederci fratello mare</em></p>
<p style="text-align: right;"><em><br />
<strong>Arrivederci fratello mare, Nazim Hikmet</strong></em><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><a href="http://www.artoong.net/tag/dario-amadei" class="kblinker" title="More about Dario Amadei &raquo;">Dario Amadei</a></strong></p>
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<p>Articolo da: <a href="http://www.artoong.net">Artoong</a></p>
<p><a href="http://www.artoong.net/2009/06/10/i-delfini-nuotano-nel-mare-di-corviale/850/scienze-umane/letteratura">I delfini nuotano nel mare di Corviale</a></p>

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