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	<title>Assoetica</title>
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	<title>Assoetica</title>
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	<item>
		<title>Paradossi, splendori e miserie delle ultime promesse digitali. Un breve atto più unico che raro, quasi come a teatro. Con Dario De luca, Giuseppe Vincenzi e Francesco Varanini. Bookcity Milano. SIAM, via Santa Marta 18. Sabato 16 novembre 2024 ore 14</title>
		<link>https://assoetica.it/paradossi-splendori-e-miserie-delle-ultime-promesse-digitali-un-breve-atto-piu-unico-che-raro-quasi-come-a-teatro-con-dario-de-luca-giuseppe-vincenzi-e-francesco-varanini-bookcity-milano-siam/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Varanini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2024 18:21:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[Assoetica organizza un incontro, che è l&#8217;anteprima di uno spettacolo teatrale. Apprezzerete il fatto che abbiamo evitato di mettere nel titolo la parola magica &#8216;Intelligenza Artificiale&#8217;. Non vogliamo insegnare niente a nessuno. Vogliamo solo far riflettere, ed anche divertire. In modo che ognuno si formi il proprio pensiero. Francesco Varanini, presidente di Assoetica, leggerà qualche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Assoetica organizza un incontro, che è l&#8217;anteprima di uno spettacolo teatrale. Apprezzerete il fatto che abbiamo evitato di mettere nel titolo la parola magica &#8216;Intelligenza Artificiale&#8217;.<br />
Non vogliamo insegnare niente a nessuno. Vogliamo solo far riflettere, ed anche divertire. In modo che ognuno si formi il proprio pensiero.</p>
<p style="text-align: center;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone  wp-image-2517" src="https://assoetica.it/wp-content/uploads/2024/10/Locandina-Assoetica-Bookcity-2024-Bozza-16-ott-24-1-1-212x300.jpeg" alt="" width="268" height="379" srcset="https://assoetica.it/wp-content/uploads/2024/10/Locandina-Assoetica-Bookcity-2024-Bozza-16-ott-24-1-1-212x300.jpeg 212w, https://assoetica.it/wp-content/uploads/2024/10/Locandina-Assoetica-Bookcity-2024-Bozza-16-ott-24-1-1.jpeg 595w" sizes="(max-width: 268px) 100vw, 268px" /></p>
<p>Francesco Varanini, presidente di Assoetica, leggerà qualche brano della &#8220;Confutazione poetica di Chat GPT&#8221;, che compare nel libro <a href="https://www.francescovaranini.it/2024/05/splendori-e-miserie-delle-intelligenze-artificiali-alla-luce-dellumana-esperienza-guerini-e-associati-maggio-2024/" target="_blank" rel="noopener"><em>Splendori e miserie delle intelligenze artificiali</em></a>. (<a href="https://diecichilidiperle.blogspot.com/2023/02/chat-gpt3-una-confutazione-poetica.html" target="_blank" rel="noopener">Una versione lievemente diversa della poesia la trovate qui</a>).</p>
<p>Poi verrà lasciato campo libero a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dario_De_Luca" target="_blank" rel="noopener">Dario De Luca</a>, regista e attore; e <a href="https://www.linkedin.com/in/giuseppevincenzi/" target="_blank" rel="noopener">Giuseppe Vincenzi</a> informatico e attore; soci di <a href="https://assoetica.it/" target="_blank" rel="noopener">Assoetica</a>., che metteranno in scena in anteprima parti del loro nuovo spettacolo teatrale.</p>
<p><strong>Sabato 16 novembre ore 14, SIAM, via Santa Marta 18, Milano.</strong></p>
<p><a href="https://www.bookcitymilano.it/eventi/2024/spledori-e-miserie-delle-intelligenze-artificiali" target="_blank" rel="noopener">Qui nel programma Bookcity Milano 2024</a></p>
<p><a href="http://www.francescovaranini.it/wp-content/uploads/2024/10/Locandina-Assoetica-Bookcity-2024-Bozza-16-ott-24-1.pdf.pdf" target="_blank" rel="noopener">Qui la locandina in formato pdf</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La motivazione, la demotivazione e l&#8217;automotivazione: una loro lettura etica</title>
		<link>https://assoetica.it/la-motivazione-la-demotivazione-e-lautomotivazione-una-loro-lettura-etica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Varanini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Oct 2024 17:40:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[di Luigi Adamuccio “Se l’esistenza dei motivatori istantanei rimane un mito, la presenza di tanti eccellenti demotivatori è invece una realtà conclamata, nello sport come nelle organizzazioni” (Pietro Trabucchi) “Creati una visione e non lasciare mai che l’ambiente, le credenze degli altri o i limiti determinati da ciò che è stato fatto in passato, possa [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2><strong>di Luigi Adamuccio</strong></h2>
<p class="western" align="JUSTIFY">“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;"><i>Se l’esistenza dei motivatori istantanei rimane un mito, la presenza di tanti eccellenti demotivatori è invece una realtà conclamata, nello sport come nelle organizzazioni” (Pietro Trabucchi)</i></span></span></span></p>
<p class="western" align="JUSTIFY">“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;"><i>Creati una visione e non lasciare mai che l’ambiente, le credenze degli altri o i limiti determinati da ciò che è stato fatto in passato, possa determinare le tue decisioni” (Anthony Robbins)</i></span></span></span></p>
<h2 class="western" lang="it-IT">Premessa</h2>
<p class="western" lang="it-IT">Sono tante le persone che, stanche di condizioni lavorative inaccettabili, insoddisfacenti e persino frustranti, si demotivano e persino decidono di licenziarsi, spesso anche dopo anni e anni di malessere.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Una grande forza centrifuga che allontana sempre più le persone dall’azienda, che le porta a fuggire da essa, generando, anche quando, seppur malvolentieri, in essa si resti, fenomeni come l’assenteismo, il vecchio e subdolo “<i>soldiering</i>”, ora ribattezzato in modo più moderno “<i>quiet quitting</i>”.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Un fenomeno sul quale le aziende devono riflettere, e per farlo è forse necessario che vengano capiti più in profondità i motivi che spingono la persone a queste scelte. I veri e più profondi motivi potrebbero sfuggire se l’analisi del sistema organizzativo aziendale continuasse a limitarsi ad aspetti economici e gestionali e non ci si spingesse verso una valutazione più attenta ed accurata anche delle determinanti del comportamento (organizzativo) delle persone in azienda.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Scrive Pietro Iacono Quarantino, psicologo del lavoro e delle organizzazioni, sul numero del 21 aprile 2022 di <a href="http://www.puntosicuro.it/">www.puntosicuro.it,</a> quotidiano on line che si occupa di sicurezza sul lavoro, ambiente e security (1): <i>“(&#8230;) emerge</i><i> </i> <i>come </i><i>le percezioni dei lavoratori e quelle dei datori di lavoro o manager non siano sempre allineate: non tutto ciò che secondo il management è importante per i dipendenti, è effettivamente ciò a cui i lavoratori danno importanza. L’allineamento si ha quando si parla di equilibrio tra tempo di vita e tempo di lavoro, della possibilità di prendersi cura della propria famiglia, dell’abbordabilità del carico di lavoro e del sentimento di coinvolgimento con il lavoro. I manager tengono invece a sottostimare l’importanza che per i loro dipendenti hanno fattori quali il sentirsi valorizzati dall’organizzazione e dai manager, il senso di appartenenza, le possibilità di carriera, la flessibilità dell’orario di lavoro e l’avere colleghi affidabili e con i quali instaurare relazioni gratificanti. Viceversa, tendono a sopravvalutare l’importanza dell’adeguatezza del compenso, del cercare altri lavori o essere contattati da altre aziende, della possibilità di lavorare da remoto e delle opportunità di sviluppo. Questi dati indicano che il management di alcune aziende tende a dare valore soprattutto agli aspetti transazionali del rapporto di lavoro (ad esempio il compenso) e non si accorge che</i><i> </i><i>per i lavoratori sono più importanti gli aspetti relazionali. Questa mancanza di congruenza è probabilmente aumentata in seguito alla pandemia, che ha fatto sì che le persone maturassero nuove aspettative nei confronti del lavoro, dell’azienda, dei capi, dei colleghi (…).”</i></p>
<p class="western" lang="it-IT">Comprendere le cause e dotarsi degli strumenti idonei a fronteggiare questi fenomeni è la nuova sfida epocale che le aziende devono affrontare e superare per rendere le condizioni di lavoro il più possibile vicine alle attese dei lavoratori, costruendo luoghi, ambienti di lavoro più “human-centered”, più socialmente sostenibili e più soddisfacenti, ossia più a misura d’uomo in termini di sicurezza, di possibilità di crescita e di benessere fisico e psicologico.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Non demotivare i propri collaboratori e stimolare al massimo il loro rendimento, convincendoli a restare in azienda: è questo il lavoro dei manager, da subito, prima che sia troppo tardi!</p>
<p class="western" lang="it-IT">Dare al tutto una lettura etica è un approccio ardito, ma teso a costruire le basi di organizzazioni aziendali che riconoscano pienamente la dignità della persona, in forza di quello che è, di quello che fa e di quello che potrebbe fare meglio, molto meglio se si facesse attenzione ad agire su talune specifiche leve e si operasse con maggiore equità.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Il lavoro permette all’uomo di esprimere se stesso e di realizzare la propria vocazione; è una dimensione fondamentale dell’esistenza umana, è “actus personae”<sup>2</sup>, un’espressione essenziale dell’essere persona. Se manca questa consapevolezza oppure si disconosce questa verità e la proprietà aziendale e il management si fanno fagocitare da una cultura aziendale e una visione che dà maggiore importanza all’organizzazione tecnica rispetto all’organizzazione umana, scioccamente si dissipano tante energie, tante risorse economico- sociali essenziali, nel lungo periodo, alla sopravvivenza di molte compagini. Così come, per altro verso, è da stigmatizzare il comportamento del singolo che nel lavoro si rifiuta di andare oltre ogni ostacolo, disimpegnandosi, partecipando in azienda passivamente. In entambi i casi prevale quella che per i greci era una delle peggiori qualità dell’uomo, la hýbris, ossia la perdita del senso della misura, l’esorbitanza dal giusto o da ciò che conviene a tutti<span style="color: #1f1f1f;">.</span></p>
<p class="western" lang="it-IT">E’ un caso che secondo una ricerca di Predictive Index, condotta nel 2019 interessando più di mille dipendenti di 13 diverse grandi aziende, per quasi il 30% degli intervistati il proprio manager mancava di <i>“capacità di team building”, </i>non riusciva, cioè, a creare un gruppo coeso pronto a dare il massimo?</p>
<p class="western" lang="it-IT">Un’altra recente indagine condotta negli Stati Uniti dall’US Conference Board riferisce che una grossa percentuale di lavoratori non trova più motivazione e la metà di loro è insoddisfatta perché manca la possibilità di organizzare il lavoro con una certa autonomia, perché è quasi impossibile crescere e sviluppare nuove competenze o trovare il senso del lavoro che svolge.</p>
<h2 class="western" lang="it-IT" align="JUSTIFY">Motivazione, soddisfazione e aspettative in azienda</h2>
<p class="western" lang="it-IT">Cosa ci aiuta tutti i giorni ad affrontare la nostra non proprio facile giornata lavorativa? Cosa ci fa mantenere la convinzione, nonostante tutte le complicazioni, di non aver, magari come reazione alle angherie, alle ingiustizie subite nel tempo, semplicemente scaldato una sedia per sbarcare un lunario non meritato?</p>
<p class="western" lang="it-IT">Riflettere su questi temi e farsi delle domande è importante, soprattutto ora che le nuove generazioni sembrano mostrare un minore attaccamento all’azienda in cui prestano lavoro e le persone con maggiore anzianità di servizio hanno grosse difficoltà a mantenere le giuste motivazioni e il necessario entusiasmo, le une e l’altro motori di ogni nostra azione.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Le risposte cambiano certamente da persona a persona, anche perché le tecniche di motivazione nell’ambito del lavoro sono complesse, considerate le tante variabili umane, e non solo, coinvolte all’interno delle organizzazioni aziendali.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Il livello di prestazione, il rendimento di un individuo, a parità di condizioni di lavoro e di retribuzione, è legato alle sue capacità e soprattutto alla sua motivazione.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Nella Figura che segue<sup>3</sup>, come si può evincere, il soggetto Y, pur avendo un livello di capacità più basso di quello del soggetto X, se è fortemente motivato può anche raggiungere le stesse performance di quest’ultimo.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Questo è un primo passo.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Prima di andare avanti e prendere in esame cosa debbano fare titolari d’azienda e manager per poter eventualmente avere sempre performance elevate, all’altezza delle attese, indipendentemente dalle diverse capacità dei propri collaboratori, bisogna fare chiarezza sui principi della motivazione.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Altrimenti la più immediata e fuorviante deduzione che si trae è che basti agire sulla motivazione.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Ma come, ammesso che sia possibile, se le persone non hanno tutte le stesse strutture motivazionali e ciò che può essere allettante per Tizio può lasciare assolutamente indifferente Caio?</p>
<p class="western" lang="it-IT">E uno degli errori più comuni nel cercare la motivazione altrui consiste nel proiettare sull’altro i nostri bisogni e non quelli suoi.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Per andare avanti nel ragionamento è necessario cercare di spiegare meglio sia la motivazione che i bisogni.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Trovo fondamentale, allo scopo, ricorrere alla ben nota piramide di <span style="color: #202124;">Abraham Harold </span>Maslow, lo <span style="color: #202124;">psicologo comportamentista statunitense che, </span>attingendo principalmente alla sua esperienza clinica, nel 1954 classificò tutti i bisogni umani in modo gerarchico, dall&#8217;ordine inferiore a quello superiore.</p>
<p class="western" lang="it-IT">La teoria di Maslow rappresenta il più noto studio nel campo delle ricerche sulla motivazione, oggetto di molti approfondimenti, di successive integrazioni, ma anche di molte critiche.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Il pensiero dello psicologo statunitense Abraham Harold <i>Maslow</i><i> </i>può essere così riassunto:</p>
<ul>
<li>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;">il</span> <span style="font-size: small;">comportamento</span> <span style="font-size: small;">dell’uomo</span> <span style="font-size: small;">è</span> <span style="font-size: small;">fortemente</span> <span style="font-size: small;">guidato</span> <span style="font-size: small;">dai</span> <span style="font-size: small;">bisogni;</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;">la</span> <span style="font-size: small;">motivazione</span> <span style="font-size: small;">è</span> <span style="font-size: small;">la</span> <span style="font-size: small;">molla</span> <span style="font-size: small;">psicologica</span> <span style="font-size: small;">che</span> <span style="font-size: small;">porta</span> <span style="font-size: small;">l’uomo</span> <span style="font-size: small;">a</span> <span style="font-size: small;">soddisfare</span> <span style="font-size: small;">i</span> <span style="font-size: small;">bisogni;</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;">ogni</span> <span style="font-size: small;">uomo</span> <span style="font-size: small;">è</span> <span style="font-size: small;">unico</span> <span style="font-size: small;">e</span> <span style="font-size: small;">irripetibile,</span> <span style="font-size: small;">mentre</span> <span style="font-size: small;">i</span> <span style="font-size: small;">bisogni</span> <span style="font-size: small;">sono</span> <span style="font-size: small;">comuni</span> <span style="font-size: small;">a</span> <span style="font-size: small;">tutti;</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;">i</span> <span style="font-size: small;">bisogni</span> <span style="font-size: small;">sono</span> <span style="font-size: small;">strutturati</span> <span style="font-size: small;">secondo</span> <span style="font-size: small;">una</span> <span style="font-size: small;">gerarchia</span> <span style="font-size: small;">(rappresentata</span> <span style="font-size: small;">dai</span> <span style="font-size: small;">livelli</span> <span style="font-size: small;">di</span> <span style="font-size: small;">diverso</span> <span style="font-size: small;">colore</span> <span style="font-size: small;">della </span><span style="font-size: small;">piramide)</span><sup><span style="font-size: small;">4</span></sup><span style="font-size: small;">;</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;">una</span> <span style="font-size: small;">volta</span> <span style="font-size: small;">che</span> <span style="font-size: small;">un</span> <span style="font-size: small;">bisogno</span> <span style="font-size: small;">viene</span> <span style="font-size: small;">soddisfatto</span> <span style="font-size: small;">ne</span> <span style="font-size: small;">scaturisce</span> <span style="font-size: small;">un</span> <span style="font-size: small;">altro;</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;">senza</span> <span style="font-size: small;">il</span> <span style="font-size: small;">soddisfacimento</span> <span style="font-size: small;">dei</span> <span style="font-size: small;">così</span> <span style="font-size: small;">detti</span> <span style="font-size: small;">“bisogni</span> <span style="font-size: small;">fondamentali”</span> <span style="font-size: small;">l’uomo</span> <span style="font-size: small;">non</span> <span style="font-size: small;">può</span> <span style="font-size: small;">svilupparsi</span> <span style="font-size: small;">compiutamente, sia dal punto di vista fisico che psicologico;</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;">i due ordini di bisogni superiori (bisogni di stima o dell’ego e bisogni di autorealizzazione) aiutano l’uomo a sviluppare la sua personalità, nella crescita e nello sviluppo del suo potenziale.</span></span></p>
</li>
</ul>
<p class="western" lang="it-IT">La critica più significativa alla teoria della gerarchia dei bisogni di Maslow è che sia prevalentemente centrata sull’autodeterminazione dell’individuo, collegando le spinte motivazionali esclusivamente a fattori interni, personali, ed ignorando completamente l’interazione che pur esiste tra l’individuo e l’ambiente esterno, l’ambiente in cui egli è collocato e in cui si muove.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Il comportamento di una persona al lavoro, infatti, oltre che dalla sua struttura motivazionale, è determinato dai meccanismi d’incentivazione in essere in azienda e più in generale dalle caratteristiche del contesto organizzativo in cui quella determinata persona opera.</p>
<p class="western" lang="it-IT" align="LEFT">Basti osservare la figura appresso riportata, in cui tento di rappresentare sinteticamente lo schema del processo motivazione.</p>
<p class="western" lang="it-IT">E’ evidente a tutti quanto sia difficile, in un ambiente di lavoro caratterizzato da tensioni o da una certa insoddisfazione, anche strisciante, avere collaboratori sempre motivati.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Se la percezione del bisogno da soddisfare è comunque, come rappresentato nella figura di cui sopra, un processo nella sua gran parte molto interiore, è possibile motivare una persona dall’esterno? In altre parole, è possibile motivare gli altri, come proclamano molti guru o mental coach?</p>
<p class="western" lang="it-IT">Perché la motivazione sembrerebbe quasi trovare una sua spiegazione nella genetica del singolo individuo, il quale, quindi, si motiva da solo, ma mai può essere motivato da una terza persona. Il discorso, spesso pieno di tanta retorica, di un coach motivazionale o di un motivational speaker riesce anche a generare un alto livello di motivazione, la quale, però, dura molto poco. Tanta adrenalina, potremmo dire, e nell’altro, non un cambio significativo di comportamenti.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Una tesi che in qualche misura possiamo dire aveva già, tra i suoi sostenitori, ben quaranta anni fa, due autorevoli professori di psicologia presso l’Università statunitense di Rochester, nello Stato di New York: Edward L. Deci e Richard M. Ryan<sup>5</sup>, i quali nella definizione delle forme di attestazione che contribuiscono alla motivazione distinguevano due forme di riconoscimento:</p>
<ul>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;"> i riconoscimenti intrinseci: sono le sensazione positive, interiori, che i collaboratore provano dall’aver fatto un ottimo lavoro, dall’aver raggiunto un obiettivo importante, dall’aver sviluppato nuove capacità,</span> <span style="font-size: small;">dal sentirsi presi in maggiore considerazione;</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;"> i riconoscimenti estrinseci: sono quelli che vengono dall’esterno, come un premio incentivante, una lettera di complimenti, un encomio di fronte ad altri colleghi. Sono tutti quei riconoscimenti che vengono dall’esterno e che semmai potenziano solo l’effetto positivo del riconoscimento intrinseco.</span></span></p>
</li>
</ul>
<p class="western" lang="it-IT">Una tesi che ha un fondo di verità riconosciuto non tanto dalla biologia, ma, per quello che più interessa ora noi, dai più moderni studi manageriali e che sembra trovare conferma nel ricercatore statunitense Jim Collins, autore di un libro, molto interessante perché ha una rigorosa base scientifica, intitolato <i>Good To Great: Why Some Companies Make the Leap&#8230; and Others Don&#8217;t</i><sup><span style="font-size: small;">6</span></sup>, traducibile in italiano in <i>“Da buono a eccezionale: perché alcune imprese fanno il salto… e le altre non lo fanno”</i>, in cui vengono illustrate delle scoperte, per certi versi sensazionali, nel campo delle teoria organizzativa e, ancor più, del comportamento organizzativo<i><b>.</b></i></p>
<p class="western" lang="it-IT">Per chi si occupa di motivazione, affermare che è impossibile motivare una persona, sembra quasi la negazione di un dogma, una pericolosa eterodossia.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Peraltro, messa così, sembra quasi che si deresponsabilizzino i titolari d’impresa o i top manager nella motivazione del personale<sup>7</sup>; titolari d’impresa e management che, invece, in materia, hanno le loro colpe, contribuendo in molti casi, con la loro assoluta disattenzione, con le loro scelte, sbagliate e in molti casi non fondate essenzialmente sul merito, a spegnere ogni possibile scintilla motivazionale.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Chi ha posizioni lavorative di responsabilità, di coordinamento di altre persone, svolge un ruolo cruciale nella creazione di un ambiente che incoraggi l’impegno, l’impiego di tutta la buona volontà e di tutte le forze nello svolgimento di un compito.</p>
<p class="western" lang="it-IT">I leader hanno, innanzitutto, la responsabilità di dare l’esempio positivo, di promuovere valori etici e incoraggiare solo comportamenti in linea con essi. Compiendo atti che si propongono come modelli da imitare, ispirano e spronano gli altri. Dare l’esempio è un approccio potente per motivare se stessi e gli altri in modo etico. Dando l’esempio indichiamo i comportamenti, i valori e principi che noi ci aspettiamo dagli altri. Per la creazione di una vera cultura dell’integrità, dell’onestà e della correttezza.</p>
<p class="western" lang="it-IT">E’ pur vero che le scelte di carattere etico, così come la motivazione, non possono certo essere condizionate più di tanto dall’esterno, ma devono essere elaborate ed assunte, in perfetta coscienza, sulla base di principi e di valori personali, in cui si crede convintamente.</p>
<p class="western" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;">Ma come sosteneva più di duemila anni fa Lucio Anneo Seneca, ossia quello che è conosciuto anche come Seneca il giovane: </span><span style="font-size: small;"><i>“La via per imparare è lunga se si procede per regole, breve e efficace se si procede per </i></span><span style="font-size: small;"><i>esempi”.</i></span></span></span></p>
<p class="western" lang="it-IT">Ognuno, quindi, vivendo in una specifica compagine con una peculiare cultura organizzativa, ma soprattutto facendo leva su se stesso, dovrebbe arrivare a mettere in atto, per sua libera scelta, comportamenti moralmente corretti, guidati da un&#8217;etica professionale che porta ad agire sempre con integrità, onestà e trasparenza, evitando qualsiasi forma di comportamento scorretto o disonesto.</p>
<p class="western" lang="it-IT">L’assenteismo, l’insubordinazione, l’impegnarsi poco e svogliatamente, il lavoricchiare non sono comportamenti molto corretti. E quello della scarsa tensione positiva nel lavoro, oltre ad essere un problema individuale che riguarda la soddisfazione sul lavoro, l’appagamento professionale del singolo lavoratore, può avere ripercuotersi sull’intera azienda nel caso diventi un problema endemico.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Le cause, è vero, possono essere diverse, ma prima di cercare giustificazioni all&#8217;esterno, il problema va affrontato individualmente, lavorando su se stessi, sull’automotivazione.</p>
<p class="western" lang="it-IT" align="LEFT">Abbiamo parlato di livelli di motivazione che producono soddisfazione sul lavoro.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Motivazione e soddisfazione sono due termini che spesso vengono impropriamente usati come sinonimi contribuendo ad aumentare la confusione in un campo come quello del comportamento organizzativo, dove già ne regna a sufficienza.</p>
<p class="western" lang="it-IT" align="LEFT">Pertanto, per essere precisi, dovremmo state attenti a parlare di:</p>
<ul>
<li>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;">motivazione</span> <span style="font-size: small;">quando</span> <span style="font-size: small;">si</span> <span style="font-size: small;">analizzano</span> <span style="font-size: small;">le</span> <span style="font-size: small;">molle</span> <span style="font-size: small;">che</span> <span style="font-size: small;">fanno</span> <span style="font-size: small;">lavorare</span> <span style="font-size: small;">una</span> <span style="font-size: small;">persona;</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;">soddisfazione</span> <span style="font-size: small;">solo</span> <span style="font-size: small;">quando</span> <span style="font-size: small;">si</span> <span style="font-size: small;">ragiona</span> <span style="font-size: small;">sull’appagamento</span> <span style="font-size: small;">che</span> <span style="font-size: small;">consegue</span> <span style="font-size: small;">ad</span> <span style="font-size: small;">una</span> <span style="font-size: small;">prestazione.</span></span></p>
</li>
</ul>
<p class="western" lang="it-IT" align="LEFT">C’è, come è evidente, una relazione di causa ed effetto tra motivazione e soddisfazione.</p>
<p class="western" lang="it-IT">La motivazione può, inoltre, essere estrinseca o intrinseca. Il salario, la promozione, gli incentivi e tutta una serie di vantaggi e benefici sono esempi di motivazione estrinseca; la soddisfazione sul lavoro, invece, è un tipo di motivazione tipicamente intrinseca: è il piacere in sé di lavorare e il senso di realizzazione dopo aver svolto un’attività in modo inappuntabile, perfetto.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Ma essere soddisfatti non vuol dire necessariamente essere anche motivati.</p>
<p class="western" lang="it-IT">In effetti un collaboratore che svolge un lavoro che lo appaga, che gli consente di vivere bene, non è detto che sia motivato. Solo se uno percepisce che in un’organizzazione aziendale potrà crescere e migliorare si sentirà motivato. E se, poi, sarà adeguatamente gratificato sarà spinto a dare sempre il meglio di sé.</p>
<p class="western" lang="it-IT">In azienda solo un alto tasso di motivazione garantisce un alto tasso di produttività.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Tra tutti i processi aziendali, la gestione dei propri collaboratori, soprattutto in un sistema di risorse finanziarie sempre più difficili da reperire, è di primaria importanza ed il mantenimento di alti livelli di motivazione del personale, in modo che lo stesso abbia una buona soddisfazione sul lavoro, è parte importante di una strategia che si va ad implementare se si vuole avere come obiettivo una maggiore produttività.</p>
<p class="western" lang="it-IT">La motivazione è, in effetti, un vera forza trainante che, tuttavia, va correttamente gestita e continuamente alimentata.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Da qui la massima attenzione che va posta nella gestione dei propri collaboratori per non rischiare di comprometterne la motivazione, di minarne l’autostima, portandoli a non agire e a non impegnarsi, ossia ad un approccio, verso le cose da fare e le nuove opportunità, apatico, fiacco, neghittoso.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Da qui la responsabilità, per chi ha le leve decisionali e ricopre posti di coordinamento di altri colleghi, di creare un ambiente di lavoro gradevole, trasparente, in cui le persone possano esprimersi al massimo sapendo che:</p>
<ul>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;"> si può contare su sistemi di valutazione basati esclusivamente sul riconoscimento</span> <span style="font-size: small;">del merito, senza alcun favoritismo;</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;"> non vengono discriminate sulla base del genere, della razza, dell’origine etnica, della religione, delle convinzioni personali, ecc.</span></span></p>
</li>
</ul>
<p class="western" lang="it-IT">Ma anche i lavoratori coordinati hanno il dovere di darsi da fare, di essere dei buoni collaboratori, dimostrando affidabilità e dedizione, per ottenere quella necessaria “employeeship”, attraverso un potenziamento della:</p>
<ul>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;">tenacia</span> <span style="font-size: small;">nel</span> <span style="font-size: small;">raggiungere</span> <span style="font-size: small;">degli</span> <span style="font-size: small;">obiettivi;</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;"> capacità di capire che se il proprio comportamento positivo promuove gli interessi dell’azienda alla fin fine, indirettamente, promuove anche i propri interessi, così come un proprio comportamento negativo li </span><span style="font-size: small;">mina;</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;"> capacità di prendere iniziative autonome nel “</span><span style="font-size: small;"><i>problem solving</i></span><span style="font-size: small;">” al di là di della valutazione degli altri, concentrandosi sull’autostima, sull’automotivazione e sopratutto sul beneficio che ne possono trarre le altre persone dal proprio lavoro.</span></span></p>
</li>
</ul>
<p class="western" lang="it-IT">Ma i lavoratori coordinati hanno il dovere di darsi da fare soprattutto per costruire una forte etica del lavoro che porta ad una condotta irreprensibile, talmente naturale da spingere una persona a svolgere un compito sempre al meglio delle proprie capacità, a prescindere dalle caratteristiche del contesto organizzativo in cui quella determinata persona opera.</p>
<p class="western" lang="it-IT">L’etica del lavoro e l’automotivazione, che a mio personalissimo avviso della prima è una figlia, permettono ad un soggetto di svolgere con impegno e determinazione anche quelle attività con caratteristiche di ripetitività, che si ha poca voglia di affrontare, che annoiano o che, pur importanti, si sa benissimo verranno poco apprezzate da chi deve valutarci e offrirci programmi per il nostro sviluppo professionale.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Chi ha una forte etica del lavoro e, quindi, una forte automotivazione, affronta sempre ogni attività con un commit all’eccellenza, considerando il proprio lavoro come un qualcosa di cui essere fieri, intravedendo in questo sempre una sua finalità sociale ed etica.</p>
<p class="western" lang="it-IT" align="LEFT">Qualche manager questo lo sa bene e di questo ne abusa.</p>
<p class="western" lang="it-IT">E’ quella motivazione intrinseca, è quel senso del lavoro o “sensemaking”, analizzato e descritto nel corso degli anni ’70 dal teorico dell’organizzazione Karl Edward Weick<sup>8</sup> che permette di mantenere un atteggiamento e un’energia positiva nonostante i tanti ostacoli, le tante disfunzioni organizzative, le tante battute d’arresto. Ma quantunque alcuni collaboratori si impegnino sempre al massimo, altri hanno bisogno di alcuni segnali. Niente ammazza l’automotivazione e scoraggia l’etica del lavoro come sentirsi bloccati in un lavoro senza prospettive.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Solo per citare alcuni dati letti in un articolo<sup>9</sup> di Massimo Servadio, Psicoterapeuta ad indirizzo sistemico relazionale, Psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni, nonché Professore a contratto, in materia, presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Genova, il 50% dei lavoratori nel mondo non ama il proprio lavoro, più del 70% dei lavoratori si definisce stressato dall’ambiente del proprio ufficio di appartenenza, il 20% si sente completamente “disconnesso”, ovvero odia ogni minuto del suo tempo trascorso al lavoro, mentre solo il 30% si sente coinvolto e ispirato dalla propria carriera.</p>
<p class="western" lang="it-IT" align="LEFT">Un costo nascosto elevatissimo, se lo traduciamo in termini di abbassamento della produttività.</p>
<p class="western" lang="it-IT">E in ottica di maggiore efficienza dei propri processi produttivi, come intervenire per far sì che ognuno maturi la volontà di dare il massimo?</p>
<p class="western" lang="it-IT">Trovo fondamentale allo scopo la teoria dei fattori duali (o motivazione-mantenimento) di Frederick Herzberg.</p>
<h2 class="western" lang="it-IT">L’analisi soddisfazione/insoddisfazione: considerazioni conclusive</h2>
<p class="western" lang="it-IT">Frederick Herzberg, un altro grande guru che si è impegnato tanto, come Maslow, alla costruzione delle fondamenta della motivazione, insieme ai suoi colleghi dello Psychological Service di Pittsburg, alla fine degli anni ‘60 del secolo scorso, ha avuto l’intuizione di capire che<sup>10</sup>:</p>
<ul>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;">i</span> <span style="font-size: small;">primi</span> <span style="font-size: small;">tre</span> <span style="font-size: small;">scalini</span> <span style="font-size: small;">della</span> <span style="font-size: small;">piramide</span> <span style="font-size: small;">di</span> <span style="font-size: small;">Maslow</span> <span style="font-size: small;">non</span> <span style="font-size: small;">producono</span> <span style="font-size: small;">motivazione,</span> <span style="font-size: small;">ma</span> <span style="font-size: small;">solo</span> <span style="font-size: small;">soddisfazione;</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;"> la motivazione nasce dalla soddisfazione dei bisogni di secondo livello, ma per arrivare ai bisogni di secondo livello (di stima, di prestigio e di autorealizzazione) occorre aver soddisfatto i bisogni di primo </span><span style="font-size: small;">livello.</span></span></p>
</li>
</ul>
<p class="western" lang="it-IT">Da ciò deriva che i vertici aziendali debbano lavorare per garantire un ambiente di lavoro dove i bisogni primari siano soddisfatti<sup>11</sup>. Per ottenere ciò occorre:</p>
<ul>
<li>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;">creare</span> <span style="font-size: small;">condizioni</span> <span style="font-size: small;">ambientali</span> <span style="font-size: small;">(spazi,</span> <span style="font-size: small;">luminosità,</span> <span style="font-size: small;">rumori)</span> <span style="font-size: small;">favorevoli</span> <span style="font-size: small;">all’attività</span> <span style="font-size: small;">lavorativa;</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;">agevolare rapporti</span> <span style="font-size: small;">gerarchici improntati</span> <span style="font-size: small;">al pieno rispetto dell’individuo</span> <span style="font-size: small;">e</span> <span style="font-size: small;">alla considerazione</span> <span style="font-size: small;">della sua personalità, senza che si debbano subire abusi e prese di posizioni autoritarie;</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;">assicurare</span> <span style="font-size: small;">un</span> <span style="font-size: small;">trattamento</span> <span style="font-size: small;">equo,</span> <span style="font-size: small;">in</span> <span style="font-size: small;">linea</span> <span style="font-size: small;">con</span> <span style="font-size: small;">il</span> <span style="font-size: small;">mercato</span> <span style="font-size: small;">in</span> <span style="font-size: small;">cui</span> <span style="font-size: small;">si</span> <span style="font-size: small;">opera,</span> <span style="font-size: small;">con</span> <span style="font-size: small;">avanzamenti</span> <span style="font-size: small;">di</span> <span style="font-size: small;">carriera</span> <span style="font-size: small;">e retributivi, se meritati, tali da indurre la persone a lavorare con soddisfazione;</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;">essere</span> <span style="font-size: small;">molto</span> <span style="font-size: small;">chiari</span> <span style="font-size: small;">e</span> <span style="font-size: small;">trasparenti</span> <span style="font-size: small;">sugli</span> <span style="font-size: small;">obiettivi</span> <span style="font-size: small;">individuali</span> <span style="font-size: small;">e</span> <span style="font-size: small;">sul</span> <span style="font-size: small;">sistema</span> <span style="font-size: small;">di</span> <span style="font-size: small;">valutazione</span> <span style="font-size: small;">delle</span> <span style="font-size: small;">prestazioni;</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;">riconoscere</span> <span style="font-size: small;">le</span> <span style="font-size: small;">capacità</span> <span style="font-size: small;">dei</span> <span style="font-size: small;">singoli,</span> <span style="font-size: small;">permettendo</span> <span style="font-size: small;">agli</span> <span style="font-size: small;">stessi</span> <span style="font-size: small;">di</span> <span style="font-size: small;">applicarle</span> <span style="font-size: small;">concretamente;</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;">definire</span> <span style="font-size: small;">compiti</span> <span style="font-size: small;">ben</span> <span style="font-size: small;">precisi,</span> <span style="font-size: small;">lasciando,</span> <span style="font-size: small;">tuttavia,</span> <span style="font-size: small;">una</span> <span style="font-size: small;">certa</span> <span style="font-size: small;">indipendenza</span> <span style="font-size: small;">e</span> <span style="font-size: small;">libertà</span> <span style="font-size: small;">sul</span> <span style="font-size: small;">lavoro;</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;"> favorire un buon livello di socialità tra colleghi di lavoro, attraverso lo sviluppo di un forte senso di collaborazione e teamwork;</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;"> far percepire ad ognuno il suo lavoro come importante per il successo, il prestigio e l’efficienza </span><span style="font-size: small;">dell’azienda;</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;"> garantire un lavoro sicuro, inteso non solo come privo quanto più possibile di fattori di rischio che incidono sulla salute e l’incolumità fisica e come posto di lavoro stabile, ma anche come luogo di produzione in cui è sempre possibile sbagliare senza rischiare di essere mandati via.</span></span></p>
</li>
</ul>
<p class="western" lang="it-IT">Cosa c’è di più etico?</p>
<p class="western" lang="it-IT">I bisogni primari, peraltro, come già detto, non sono motivanti, ma rappresentano le fondamenta dell’edificio motivazionale<sup>12</sup>. Siamo, pertanto, ancora a livello di soddisfazione e una prima idea di questo livello la forniscono le analisi del clima aziendale che periodicamente vengono condotte nelle diverse organizzazioni.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Anche perché una cosa è, come in qualche modo già spiegato, essere soddisfatti, altra cosa è essere motivati.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Motivazione e soddisfazione sono comunque concetti centrali parlando di sviluppo organizzativo e di comportamento organizzativo etico e sono strumenti importanti nelle mani del management per raggiungere migliori performance.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Motivazione e soddisfazione sono concetti strettamente collegati tra loro, ma ci sono delle differenze che devono necessariamente essere evidenziate e sottolineate, anche perché non poca è, come detto, la confusione.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Innanzitutto, correttamente, occorre parlare di “motivazione dei lavoratori (o dei dipendenti o dei collaboratori)” e di “soddisfazione sul lavoro&#8221;.</p>
<p class="western" lang="it-IT">La motivazione regola i livelli di prestazione, garantendo un alto tasso di produttività. Può rendere più facilmente raggiungibili gli obiettivi, può far resistere meglio ai momenti di fatica, di stress e di delusione. Un collaboratore motivato è persino in grado di influenzare positivamente i propri colleghi.</p>
<p class="western" lang="it-IT">A rendere meno nebulosa la differenza tra motivazione e soddisfazione ha senz’altro contribuito, come accennato, Frederick Herzberg, il quale non ha fatto altro che interpellare un campione rappresentativo di lavoratori a cui ha chiesto di indicare i fattori che determinavano il loro soddisfacimento al lavoro.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Ne è emerso un quadro che ha generato una serie di interessanti considerazioni che hanno portato Herzberg a distinguere, nel mondo del lavoro, “fattori igienici” da “fattori motivanti”.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Tra i “fattori igienici” rientrano: lo stipendio, l’ambiente lavorativo, la sicurezza, la possibilità di instaurare rapporti personali; tutti elementi, cioè, che riguardano le condizioni di lavoro, il contesto lavorativo ed in particolare l’ambiente fisico, l’ambiente sociale e la retribuzione. Secondo Herzberg i “fattori igienici” possono incidere sulla soddisfazione lavorativa, ma non sempre sulla motivazione. Così, per esempio, per un lavoratore ricevere ogni mese, puntualmente, lo stipendio non genera motivazione, perché è ciò che normalmente deve avvenire e che uno si aspetta (soprattutto se ha lavorato con impegno). Se questo, però, non dovesse avvenire la persona interessata sarebbe fortemente insoddisfatta.</p>
<p class="western" lang="it-IT">I “fattori motivanti”, di contro, fanno riferimento al contenuto del lavoro e alla sua capacità di assicurare una crescita della personalità. I fattori motivanti di Herzberg sono molto simili, come abbiamo già avuto modo di dire, ai bisogni di livello più alto di Maslow.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Lavorare in un ambiente che fa perno sui fattori motivanti significa prevedere la possibilità di fare carriera sulla base del merito e non di altri fattori, di ottenere riconoscimenti e di raggiungere livelli di responsabilità e di autonomia sempre più alti.</p>
<p class="western" lang="it-IT">In pratica, il lavoratore motivato è una risorsa dinamica, attiva, orientata a migliorare sempre la sua posizione e mai a fermarsi, anche quando è più che soddisfatto dello stipendio e dei risultati che ha raggiunto. Anche perché nessun dipendente potrà dirsi motivato, se discriminato o costretto a svolgere mansioni ripetitive, monotone e poco stimolanti.</p>
<p class="western" lang="it-IT">La soddisfazione è il senso di appagamento per la prestazione fornita, quella sorta di compiacimento che viene dopo una galvanizzante prestazione.</p>
<p class="western" lang="it-IT">La motivazione, invece, è l’energia e l’entusiasmo che ci spinge ad agire per soddisfare un bisogno; la motivazione sta prima della prestazione.</p>
<p class="western" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><sup><span style="font-size: small;"><b>12</b></span></sup><b> </b><span style="font-size: small;">SANSAVINI</span> <span style="font-size: small;">CESARE,</span> <span style="font-size: small;"><i>Leadership</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>e</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>gestione</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>del</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>cambiamento.</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>Abilità</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>manageriali</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>per</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>coinvolgere,</i></span></span></span></p>
<p class="western" lang="it-IT">La gestione per obiettivi, la valutazione delle performance, il sistema premiante sono strumenti che, se correttamente impiegati, possono funzionare nella motivazione dei dipendenti, ma a condizione che si parta già, come detto, da un clima lavorativo positivo<sup>13</sup>.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Riprendendo, in chiusura, l’analisi condotta dallo Psicoterapeuta ad indirizzo sistemico relazionale e Psicologo del Lavoro e delle Organizzazioni, Massimo Servadio, nel suo articolo apparso sulla rivista on line “<i>PuntoSicuro”</i><sup>14</sup><i>, </i>e partendo da essa, tra le cause più frequenti di insoddisfazione e demotivazione può essere registrato:</p>
<ul>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;"> l’eccessivo controllo dei superiori sul lavoro svolto dai collaboratori, quello che nella letteratura viene chiamato “micromanagement” e che diventa fattore generante solo frustrazione</span><span style="font-size: small;"><b>;</b></span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;"> l’insicurezza lavorativa che influisce sulla salute, sia fisica che psicologica. Laddove non si arrivi a questo estremo, altri svantaggi derivanti dal senso di instabilità dell’impiego sono: &#8211; la minore</span> <span style="font-size: small;">disponibilità al cambiamento, alla generazione d’idee per il miglioramento della produttività; &#8211; la minore cooperazione e disponibilità ad accettare nuovi orientamenti professionali;</span> <span style="font-size: small;">&#8211; l’assunzione di atteggiamenti che possono danneggiare oltre misura l’azienda di appartenenza;</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;"> la</span> <span style="font-size: small;">mancanza</span> <span style="font-size: small;">di</span> <span style="font-size: small;">fiducia</span> <span style="font-size: small;">nella</span> <span style="font-size: small;">leadership</span> <span style="font-size: small;">aziendale,</span> <span style="font-size: small;">in</span> <span style="font-size: small;">conseguenza</span> <span style="font-size: small;">del</span> <span style="font-size: small;">fatto</span> <span style="font-size: small;">che</span> <span style="font-size: small;">le</span> <span style="font-size: small;">strutture</span> <span style="font-size: small;">organizzative sono spesso concepite secondo un’impostazione che rifletta una serie di supposizioni spesso errate: &#8211; la prima è che i manager saprebbero fare tutto al meglio; &#8211; la seconda è che non ci si dovrebbe fidare dei dipendenti, ritenendoli in qualche modo e misura molto meno bravi dei loro superiori. Una leadership, invece, in grado di creare un ambiente in cui le persone siano incentivate al lavoro, consapevole del valore aggiunto che può arrivare da ogni singola persona facente parte di un team, aumenta l’efficienza</span> <span style="font-size: small;">e l’efficacia aziendale, portando ad un maggiore apprezzamento dei capi sia sul lato professionale che </span><span style="font-size: small;">personale;</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;"> la mancanza di equità, che porta a non essere giusti o imparziali nei confronti dei propri collaboratori. Il primo passo per cercare di essere equi è conoscere i propri collaboratori e le loro esigenze individuali. L&#8217;equità consiste nel dare a tutti le stesse opportunità, ma poi premiare chi davvero merita e non i propri favoriti, premiare chi ha una performance elevata e non chi è più fedele.</span> <span style="font-size: small;">Il collaboratore, per parte sua, invece, deve</span> <span style="font-size: small;">dimostrare cosa sa fare e che ce la mette tutta per poi avere il giusto riconosciuto. La mancanza di equità nelle valutazioni potrebbe, a lungo andare, creare continui ritardi sul lavoro o continue assenze, più o meno gravi omissioni nello svolgimento delle mansioni assegnate, rifiuti di vario tipo che fanno parte del clima lavorativo in cui una persona si ritrova immersa tutti i giorni;</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;"> una scarsa qualità delle comunicazione che tradisce un sistema di relazioni interno non coeso. Comunicare bene significa lavorare bene, perché se è vero che le prime persone che un’azienda deve soddisfare sono i clienti finali, altrettanto vero è che, prima ancora di soddisfare questi, un’impresa deve preoccuparsi</span> <span style="font-size: small;">di</span> <span style="font-size: small;">costruire</span> <span style="font-size: small;">un</span> <span style="font-size: small;">sistema</span> <span style="font-size: small;">di</span> <span style="font-size: small;">comunicazione</span> <span style="font-size: small;">efficace</span> <span style="font-size: small;">all’interno dell’azienda,</span> <span style="font-size: small;">per rendere i</span> <span style="font-size: small;">vari collaboratori più</span> <span style="font-size: small;">motivati e responsabilizzati, ossia fieri di appartenere una determinata compagine. Il tutto è innegabile che porti ad miglioramento del clima e dell’ambiente lavorativo;</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;"> la noia che porta il collaboratore a sentirsi sottostimato, frustato, scontento</span> <span style="font-size: small;">del proprio lavoro. Stiamo parlando della c.d. “sindrome del Boreout”. Molti di noi conoscono l’esistenza del c.d. “stress lavoro correlato”, definito dall’INAIL come</span> <span style="font-size: small;">lo “stress legato all’attività lavorativa</span> <span style="font-size: small;">che si manifesta</span> <span style="font-size: small;">quando le richieste dell’ambiente di lavoro superano la capacità del lavoratore di affrontarle, o controllarle”. Alcuni conoscono la</span> <span style="font-size: small;">collegata “sindrome del Burnout”. Quasi nessuno conosce la sindrome opposta a quella</span> <span style="font-size: small;">del Burnout, che viene definita, appunto, “sindrome del Boreout”. L’espressione deriva dal termine inglese</span> <span style="font-size: small;">“</span><span style="font-size: small;"><i>bored”</i></span><i> </i><span style="font-size: small;">che significa annoiato. Mentre le conseguenze delle due sindromi sono pressoché simili, risultano opposte, invece, le cause da cui derivano: la sindrome del Burnout è causata prevalentemente dal troppo stress e dalle troppe richieste pressanti provenienti dall’ambiente lavorativo, la sindrome del Boreout deriva, all’opposto, da noia e insoddisfazione causate dalla scarse richieste provenienti dall’ambiente lavorativo.</span></span></p>
</li>
</ul>
<p class="western" lang="it-IT">Coerentemente con la teoria di Herzberg, ecco, infine, alcuni interventi che il management non può fare a meno di mettere in atto per incidere sulla demotivazione dei collaboratori<sup>15</sup>:</p>
<ul>
<li>
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;">conferire</span> <span style="font-size: small;">maggiori</span> <span style="font-size: small;">responsabilità</span> <span style="font-size: small;">ai</span> <span style="font-size: small;">diversi</span> <span style="font-size: small;">ruoli;</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;"> favorire la crescita e</span> <span style="font-size: small;">lo</span> <span style="font-size: small;">sviluppo delle persone</span> <span style="font-size: small;">e delle loro</span> <span style="font-size: small;">competenze tramite</span> <span style="font-size: small;">programmi</span> <span style="font-size: small;">di</span> <span style="font-size: small;">formazione e sviluppo;</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;"> restituire feedback appropriati sulle attività svolte dai collaboratori, sia quando essi sono negativi, sia quando sono positivi;</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;"> definire</span> <span style="font-size: small;">“career</span> <span style="font-size: small;">paths”</span> <span style="font-size: small;">(percorsi</span> <span style="font-size: small;">di</span> <span style="font-size: small;">carriera)</span> <span style="font-size: small;">chiari,</span> <span style="font-size: small;">basati</span> <span style="font-size: small;">sul</span> <span style="font-size: small;">merito</span> <span style="font-size: small;">(la</span> <span style="font-size: small;">meritocrazia</span> <span style="font-size: small;">nel</span> <span style="font-size: small;">lavoro</span> <span style="font-size: small;">è</span> <span style="font-size: small;">uno</span> <span style="font-size: small;">dei</span> <span style="font-size: small;">valori aziendali più motivanti sia nell&#8217;attrazione</span> <span style="font-size: small;">di</span> <span style="font-size: small;">nuovi talenti che nel loro mantenimento in </span><span style="font-size: small;">azienda);</span></span></p>
</li>
<li>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><span style="font-size: small;">coinvolgere</span> <span style="font-size: small;">le</span> <span style="font-size: small;">persone</span> <span style="font-size: small;">in</span> <span style="font-size: small;">progetti</span> <span style="font-size: small;">innovativi</span> <span style="font-size: small;">e</span> <span style="font-size: small;">sfidanti.</span></span></p>
</li>
</ul>
<p class="western" lang="it-IT">Sono tutti interventi sperimentati con successo in realtà imprenditoriali nelle quali il perseguimento della sostenibilità, soprattutto quella sociale, non è rimasto solo a livello di vuoto enunciato e ci si è preoccupati di non perdere in efficienza produttiva, soprattutto dove non si poteva puntare, per ragioni di carattere economico-finanziario, in modo molto più spinto sull’innovazione tecnologica.</p>
<p class="western" lang="it-IT">Dove tutto questo avviene c’è un diffuso, connaturato, lungimirante comportamento etico che è parte integrante della cultura aziendale (fa parte degli aspetti soft, degli assunti taciti e così condivisi da essere trasmessi ai subalterni, ai colleghi, ai neoassunti).</p>
<p class="western" lang="it-IT">Una cultura che costituisce la differenza sostanziale tra come si fanno le cose in un’azienda rispetto ad un’altra che etica non è o lo è solo apparentemente.</p>
<p lang="it-IT"><em>Note:</em></p>
<p class="western" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><sup><span style="font-size: small;">2</span></sup> <span style="font-size: small;"><sup>1</sup> QUARANTINO PIETRO IACONO, “Uno sguardo sull’ondata di dimissioni che sta interessando le aziende”, in <i>PuntoSicuro, </i>21 aprile 2022.</span></span></span></p>
<p class="western" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><sup><span style="font-size: small;">2</span></sup> <span style="font-size: small;">PONTIFICIO</span> <span style="font-size: small;">CONSIGLIO</span> <span style="font-size: small;">DELLA</span> <span style="font-size: small;">GIUSTIZIA</span> <span style="font-size: small;">E</span> <span style="font-size: small;">DELLA</span> <span style="font-size: small;">PACE,</span> <span style="font-size: small;"><i>Compendio</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>della</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>dottrina</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>sociale</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>della Chiesa</i></span><span style="font-size: small;">, </span><span style="font-size: small;">Libreria Editrice Vaticana, </span><span style="font-size: small;">Città del Vaticano, 2004.</span></span></span></p>
<p class="western" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><sup><span style="font-size: small;">3</span></sup> <span style="font-size: small;">Figura</span> <span style="font-size: small;">adattata</span> <span style="font-size: small;">da</span> <span style="font-size: small;">TOSI</span> <span style="font-size: small;">Henry</span> <span style="font-size: small;">e</span> <span style="font-size: small;">PILATI</span> <span style="font-size: small;">Massimo,</span> <span style="font-size: small;"><i>Managing</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>Organizational</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>Behavior</i></span><span style="font-size: small;">,</span> <span style="font-size: small;">Edward</span> <span style="font-size: small;">Elgar, Northampton, 2012.</span></span></span></p>
<p class="western" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><sup><span style="font-size: small;"><sup>4</sup><b> </b>I bisogni primari o fisiologici sono relativi alla sopravvivenza e all’immediato benessere fisico (buone condizioni di lavoro e buona retribuzione).<br />
I bisogni di sicurezza sono relativi alla sopravvivenza a medio-lungo termine, come avere un ambiente di vita e di lavoro stabile e sicuro.<br />
I bisogni sociali o di appartenenza sono relativi all’operare in ambienti con relazioni favorevoli tra colleghi, con i collaboratori e i superiori.<br />
I bisogni dell’ego o di stima sono relativi al riconoscimento di uno status sociale adeguato. Da un lato autostima, ossia fiducia in se stessi, a seguito dell’uso pieno delle proprie capacità, di concessione di un’ampia delega; dall’altro eterostima, ossia stima e rispetto da parte degli altri.<br />
I bisogni di autorealizzazione sono relativi allo svolgimento di un lavoro che possa permettere un certo grado di creatività, che arricchisca la personalità e sviluppi pienamente il potenziale.</span></sup></span></span></p>
<p class="western" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><sup><span style="font-size: small;">5</span></sup><b> </b><span style="font-size: small;">DECI</span> <span style="font-size: small;">EDWARD</span> <span style="font-size: small;">L.</span> <span style="font-size: small;">e</span> <span style="font-size: small;">RYAN</span> <span style="font-size: small;">RICHARD</span> <span style="font-size: small;">M.,</span> <span style="font-size: small;"><i>Intrinsic</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>motivation</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>and</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>self</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>determination</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>in</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>human</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>behavior, </i>Plenum Press, New York, 1985.</span></span></span></p>
<p class="western" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><sup><span style="font-size: small;">6</span></sup><span style="font-size: small;"> COLLINS JIM, </span><span style="font-size: small;"><i>Good To Great: Why Some Companies Make the Leap&#8230; and Others Don&#8217;t</i></span><span style="font-size: small;">, Harper Collins, New York, 2001.</span></span></span></p>
<p class="western" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><sup><span style="font-size: small;">7</span></sup><b> </b><span style="font-size: small;">SANSAVINI</span> <span style="font-size: small;">CESARE,</span> <span style="font-size: small;"><i>Leadership</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>e</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>gestione</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>del</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>cambiamento.</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>Abilità</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>manageriali</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>per</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>coinvolgere, motivare e guidare i propri collaboratori</i></span><span style="font-size: small;">, Alpha Test, Milano, 2020.</span></span></span></p>
<p class="western" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><sup><span style="font-size: small;">8</span></sup> <span style="font-size: small;">WEICK</span> <span style="font-size: small;">KARL</span> <span style="font-size: small;">EDWARD,</span> <span style="font-size: small;"><i>Senso</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>e</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>significato</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>nell&#8217;organizzazione.</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>Alla</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>ricerca</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>delle</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>ambiguità</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>e</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>delle contraddizioni nei processi organizzativi</i></span><span style="font-size: small;">, Raffaello Cortina Editore, Roma, 1997.</span></span></span></p>
<p class="western" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><sup><span style="font-size: small;"><sup>9</sup> SERVADIO MASSIMO, “La demotivazione sul luogo di lavoro”, in <i>PuntoSicuro,</i><i> </i>1° giugno 2023.</span></sup></span></span></p>
<p class="western" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><sup><span style="font-size: small;">10</span></sup><b> </b><span style="font-size: small;">FONTANA</span> <span style="font-size: small;">FRANCO,</span> <span style="font-size: small;"><i>Il</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>sistema</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>organizzativo</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>aziendale</i></span><span style="font-size: small;">,</span> <span style="font-size: small;">Franco</span> <span style="font-size: small;">Angeli,</span> <span style="font-size: small;">Milano,</span> <span style="font-size: small;">1997</span><span style="font-size: small;"><b>.</b></span></span></span></p>
<p class="western" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><sup><span style="font-size: small;">11</span></sup><b> </b><span style="font-size: small;">SANSAVINI</span> <span style="font-size: small;">CESARE,</span> <span style="font-size: small;"><i>Leadership</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>e</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>gestione</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>del</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>cambiamento.</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>Abilità</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>manageriali</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>per</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>coinvolgere,</i></span></span></span></p>
<p class="western" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><sup><span style="font-size: small;"><b>13</b></span></sup><b> </b><span style="font-size: small;">SANSAVINI</span> <span style="font-size: small;">CESARE,</span> <span style="font-size: small;"><i>Leadership</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>e</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>gestione</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>del</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>cambiamento.</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>Abilità</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>manageriali</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>per</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>coinvolgere, motivare e guidare i propri collaboratori</i></span><span style="font-size: small;">, opera citata.</span></span></span></p>
<p class="western" lang="it-IT" align="LEFT"><sup>14</sup> SERVADIO MASSIMO, “La demotivazione sul luogo di lavoro”, articolo citato.</p>
<p class="western" align="LEFT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><sup><span style="font-size: small;"><b>15</b></span></sup><b> </b><span style="font-size: small;">CIRELLA</span> <span style="font-size: small;">STEFANO,</span> <span style="font-size: small;"><i>Teoria</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>e</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>pratica</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>del</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>Comportamento</i></span><i> </i><span style="font-size: small;"><i>organizzativo</i></span><span style="font-size: small;">,</span> <span style="font-size: small;">Carocci</span> <span style="font-size: small;">editore,</span> <span style="font-size: small;">Roma,</span> <span style="font-size: small;">2015.</span></span></span></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Intelligenze Artificiali come fuga dalla responsabilità. Lezione di Francesco Varanini, Presidente di Assoetica, Festival della Letteratura di Mantova, piazza Mantegna, giovedì 5 settembre, 2024, ore 18</title>
		<link>https://assoetica.it/intelligenze-artificiali-come-fuga-dalla-responsabilita-lezione-di-francesco-varanini-presidente-di-assoetica-festival-della-letteratura-di-mantova-piazza-mantegna-giovedi-5-settembre-2024-ore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Varanini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Sep 2024 13:45:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://assoetica.it/?p=2499</guid>

					<description><![CDATA[INTELLIGENZE ARTIFICIALI COME FUGA DALLA RESPONSABILITÀ Lezione di Francesco Varanini Festivaletteratura 2024, Mantova, giovedì 5 settembre ore 18 Incontro gratuito ad ingresso libero Qui il programma del Festival. L&#8217;avvento delle cosiddette &#8216;intelligenze artificiali&#8217; chiama in causa la responsabilità personale e sociale di progettisti, finanziatori, e sostenitori dell&#8217;osannata novità. Perché progettare e costruire macchine destinate a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><b>INTELLIGENZE ARTIFICIALI COME FUGA DALLA RESPONSABILITÀ</b><br />
<strong>Lezione di Francesco Varanini</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Festivaletteratura 2024, Mantova, giovedì 5 settembre ore 18</strong><br />
<strong>Incontro gratuito ad ingresso libero</strong><br />
<a href="https://www.festivaletteratura.it/it/2024/download" target="_blank" rel="noopener">Qui il programma del Festival</a>.</p>
<p>L&#8217;avvento delle cosiddette &#8216;intelligenze artificiali&#8217; chiama in causa la responsabilità personale e sociale di progettisti, finanziatori, e sostenitori dell&#8217;osannata novità. Perché progettare e costruire macchine destinate a sostituire gli esseri umani, anziché ad accompagnarli nel pensiero e nel lavoro? Perché immaginare macchine destinate ad autosupervisionarsi nel proprio sviluppo?<br />
Allo stesso tempo la novità chiama in causa ogni cittadino. E&#8217; responsabilità di ognuno assumere posizioni critiche, resistendo ad una propaganda tesa a diffondere l&#8217;idea che l&#8217;unica scelta possibile consista nell&#8217;adeguarsi, adattandosi ad essere passivo utente.<br />
Serve per questo una narrazione che, sfidando le accuse di atteggiamenti retrogradi e luddisti, collochi le &#8216;intelligenze artificiali&#8217; in un quadro storico e culturale onesto e trasparente, comprensibile ad ogni cittadino, e ricordi come ogni nuova tecnologia vada sottoposta al vaglio della sostenibilità ed intesa alla luce dell&#8217;umana saggezza.<br />
Apprenderemo così a non cedere ad una facile tentazione: affidare ad &#8216;intelligenze artificiali&#8217; responsabilità che ci paiono troppo gravose.</p>
<p><em>Le lavagne</em> sono lezioni en plein air in cui i relatori invitati, con il solo ausilio del gesso e di una lavagna di ardesia, sono chiamati ad illustrare fondamenti, principi, teoremi,<br />
questioni propri di una disciplina scientifica. Il tempo è più o meno quello di una lezione universitaria (45&#8242; più uno spazio per le domande dal pubblico), nella cornice di piazza Mantegna, su cui affaccia la Basilica di Sant&#8217;Andrea disegnata da Leon Battista Alberti.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Presentazione del libro di Francesco Varanini &#8216;Splendori e miserie dell’Intelligenza Artificiale&#8217;. Università di Urbino. Incontro aperto al pubblico e diffuso in streaming. Sala Giardino d&#8217;Inverno, Palazzo Ducale 25 agosto 2024, ore 11</title>
		<link>https://assoetica.it/presentazione-del-libro-di-francesco-varanini-splendori-e-miserie-dellintelligenza-artificiale-universita-di-urbino-incontro-aperto-al-pubblico-e-diffuso-in-streaming-sala-giardino-d/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Varanini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Aug 2024 08:53:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://assoetica.it/?p=2491</guid>

					<description><![CDATA[Urbino, 25 agosto , presso la Sala Giardino d&#8217;Inverno del Palazzo Ducale, ore 11 Presentazione del libro di Francesco Varanini, Splendori e miserie dell’Intelligenza Artificiale, Guerini e Associati, 2024. Incontro aperto al pubblico e diffuso in streaming sulla  piattaforma Webex  all&#8217;indirizzo che si trova sulla locandina Qui la locandina in formato pdf Partecipano alla presentazione, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-2493" src="https://assoetica.it/wp-content/uploads/2024/08/Schermata-2024-08-19-alle-10.55.01-213x300.png" alt="" width="284" height="401" srcset="https://assoetica.it/wp-content/uploads/2024/08/Schermata-2024-08-19-alle-10.55.01-213x300.png 213w, https://assoetica.it/wp-content/uploads/2024/08/Schermata-2024-08-19-alle-10.55.01-726x1024.png 726w, https://assoetica.it/wp-content/uploads/2024/08/Schermata-2024-08-19-alle-10.55.01-768x1083.png 768w, https://assoetica.it/wp-content/uploads/2024/08/Schermata-2024-08-19-alle-10.55.01-1090x1536.png 1090w, https://assoetica.it/wp-content/uploads/2024/08/Schermata-2024-08-19-alle-10.55.01-1453x2048.png 1453w, https://assoetica.it/wp-content/uploads/2024/08/Schermata-2024-08-19-alle-10.55.01.png 1806w" sizes="(max-width: 284px) 100vw, 284px" /></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Urbino, 25 agosto , presso la Sala Giardino d&#8217;Inverno del Palazzo Ducale, ore 11 </strong><br />
<strong>Presentazione del libro di Francesco Varanini, <em>Splendori e miserie dell’Intelligenza Artificiale</em>, Guerini e Associati, 2024</strong>.<br />
Incontro aperto al pubblico e diffuso in streaming sulla  piattaforma Webex  all&#8217;indirizzo che si trova sulla locandina</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.francescovaranini.it/wp-content/uploads/2024/08/2-bozza-presentazione-libro-Varanini-4.pdf" target="_blank" rel="noopener">Qui la locandina in formato pdf</a></p>
<p>Partecipano alla presentazione, con l&#8217;autore,<br />
&#8211; <strong>Nicola Di Bianco</strong>, Teologo<br />
&#8211; <strong>Maurizio Mori</strong>, già Professore ordinario di Filosofia morale e bioetica all’Università di Torino, Presidente di <a href="https://sipeia.it/"><span class="s1">SIpEIA</span></a> (Società Italiana per l’Etica dell’Intelligenza Artificiale) e della <a href="https://www.consultadibioetica.org/"><span class="s1">Consulta di Bioetica</span></a> Onlus<br />
&#8211; <strong>Franco Piunti, </strong>Medico, membro della Consulta di Bioetica<br />
&#8211; <strong>Luca Savarino</strong>, Professore di Bioetica all&#8217;Università del Piemonte Orientale e membro del Comitato nazionale per la bioetica.<br />
&#8211; <strong>Palma Sgreccia</strong>, Docente di filosofia, Università di Torino</p>
<p><em>Trascrivo qui dalla locandina la sintesi dei temi del libro che saranno oggetto di discussione:</em></p>
<div class="page" title="Page 1">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Il libro offre un&#8217;analisi critica e dettagliata delle implicazioni etiche, sociali e filosofiche dell&#8217;intelligenza artificiale (IA). È un invito a riflettere profondamente sulla identità umana e sul nostro rapporto con la tecnologia, con un focus particolare su come le IA stiano ridefinendo questi concetti.</p>
<p>Il libro si apre con una riflessione sulla tendenza contemporanea a ridurre l&#8217;essere umano prima ad animale e poi a computer: &#8220;Due rimozioni dell’umano si passano la mano. Dalla riduzione dell’essere umano ad animale, si passa alla riduzione dell’essere umano a computer&#8221; (p. 10). Varanini pone l&#8217;accento sulla sfida fondamentale di mantenere la nostra umanità in un&#8217;epoca in cui la tecnologia rischia di sovvertire il nostro ruolo critico e riflessivo.</p>
<p>Un punto importante del libro è la critica all’<strong>algor-etica</strong>, un concetto che Varanini considera riduttivo e pericoloso. Egli critica l&#8217;idea di trasformare i valori morali in algoritmi computabili, sostenendo che l’etica, per sua natura, è qualcosa che deve essere praticato e vissuto quotidianamente: Varanini teme che l’algor-etica possa portare a una deumanizzazione dell’etica stessa, riducendola a una serie di formule eseguibili da macchine. Il libro affronta anche il ruolo delle tecnologie generative come ChatGPT. Varanini mette in guardia contro l’educazione alla <strong>sudditanza tecnologica</strong>, dove l’affidarsi ciecamente alle risposte delle macchine può diminuire il valore del pensiero critico umano: &#8220;Le macchine digitali si cibano di <strong>informazioni</strong>. Gli esseri umani si cibano di <strong>conoscenze</strong>&#8221; (p. 178). Egli evidenzia come la conoscenza umana, che è il risultato di un processo complesso di elaborazione e sintesi delle esperienze, non possa essere sostituita dalle mere informazioni elaborate dalle macchine.</p>
<p>In &#8220;In cerca di architetture civili&#8221;, Varanini invita a una riflessione più profonda su come preservare la nostra umanità nell&#8217;era digitale: &#8220;Oggi automazione e Intelligenza Artificiale portano a considerare le macchine digitali sempre più indipendenti dagli esseri umani. Si pone così la questione chiave: come coltivare e difendere, in questo quadro, la propria umanità?&#8221; (p. 204). Egli esorta gli accademici a partecipare attivamente alla definizione del nostro ruolo di <strong>cittadini digitali</strong>, evitando di lasciare questo compito esclusivamente nelle mani di tecnologi e investitori.</p>
</div>
<p><a href="https://assoetica.it/luci-ed-ombre-attorno-alle-intelligenze-artificiali/" target="_blank" rel="noopener">Qui sul sito Assoetica un articolo che avvicina uno dei temi che saranno toccati nell&#8217;incontro</a>.</p>
</div>
</div>
<p>La <strong>Summer School <em>Intelligenza Artificiale, Bioetica, Sostenibilità e Inclusione</em></strong> costituisce un&#8217;opportunità per esplorare in profondità le trasformazioni apportate dall’intelligenza artificiale nel campo della gestione della salute, considerando con attenzione gli impatti ecologici e sociali connessi a questo avanzamento tecnologico.<br />
Ha luogo  presso l&#8217;Università di Urbino, ed è organizzata da <strong><a href="https://sipeia.it/" target="_blank" rel="noopener">SIpEIA</a></strong> (<strong>Società Italiana per l’Etica dell’Intelligenza Artificiale</strong>),  <strong><a href="https://www.consultadibioetica.org/" target="_blank" rel="noopener">Consulta di Bioetica</a> Onlus</strong>, <a href="https://magia.news/" target="_blank" rel="noopener">Magazine <em>MagIA</em></a>, con il patrocinio del <strong>Master in Bioetica, Pluralismo e Consulenza Etica dell&#8217;Università di Torino</strong>, dell&#8217;<strong>Università di Urbino</strong>, dell&#8217;<strong>Ordine dei Medici di Pesaro</strong> e dell&#8217;<strong>Associazione marchigiana sclerosi multipla ed altre malattie neurologiche</strong>, dell’<strong>Ordine dei Giornalisti delle Marche</strong> e dall’<strong>Impresa Sociale Anteo</strong>.<br />
Gli argomenti della Summer School:<br />
&#8211; Intelligenza Artificiale e Bioetica<br />
&#8211; Impatto dell&#8217;Intelligenza Artificiale su Sviluppo Sostenibile, Lavoro e Cultura dell&#8217;Inclusione<br />
&#8211; Riserve naturali ed educazione ambientale<br />
&#8211; Comunicazione Scientifica e Giornalismo Ambientale.<br />
Tra i docenti:<br />
&#8211; Gianluigi Greco, professore ordinario di informatica, Direttore del Dipartimento di Matematica e Informatica (Demacs) dell&#8217;Università della Calbria, Presidente di <a href="https://aixia.it/" target="_blank" rel="noopener">AIxIA</a>, Associazione italiana per l’Intelligenza Artificiale, coordinatore del Comitato Scientifico per la Strategia Nazionale sull&#8217;Intelligenza Artificiale nominato dal sottosegretario della presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all&#8217;Innovazione Alessio Butti<br />
&#8211; Guido Boella, professore ordinario di informatica, Vice-Rettore Vicario dell&#8217;Università di Torino per la promozione dei rapporti con le imprese. Vicepresidente del Competence Center Industry Manufacturing 4.0 (CIM4.0), membro del Comitato Scientifico per la Strategia Nazionale sull&#8217;Intelligenza Artificiale nominato dal sottosegretario della presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all&#8217;Innovazione Alessio Butti<br />
&#8211; Giovanni Sartor, professore ordinario di Informatica Giuridica, Dipartimento Scienze Giuridiche dell&#8217;Università di Bologna, membro del Consiglio Scientifico dell&#8217;European Research Council (ERC) (ERC: organismo dell&#8217;Unione Europea che finanzia i progetti di ricerca).<br />
&#8211; Maurizio Mori, già professore ordinario di Filosofia morale e bioetica all’Università di Torino, Presidente di <a href="https://sipeia.it/" target="_blank" rel="noopener">SIpEIA</a> (Società Italiana per l’Etica dell’Intelligenza Artificiale) e della <a href="https://www.consultadibioetica.org/" target="_blank" rel="noopener">Consulta di Bioetica</a> Onlus<br />
&#8211; Piergiorgio Donatelli, professore ordinario di Filosofia Morale, Direttore del Dipartimento di Filosofia Università La Sapienza Roma<br />
&#8211; Marco Rocchi, Professore ordinario di Statistica Medica, Università di Urbino Carlo Bo<br />
&#8211; Antonella Penna, professore ordinario di ecologia , Dipartimento di Scienze Biomoleclari, Università di Urbino Carlo Bo, Membro del comitato scientifico del Fano Marine Center<br />
&#8211; Ines Crispini, professore ordinario di Filosofia Morale, Università della Calabria<br />
<strong>La Summer School inizia lunedì 19 agosto e termina domenica 25 agosto con un Convegno aperto al pubblico e diffuso in streaming, presso la Sala Giardino d&#8217;Inverno del Palazzo Ducale. Momento conclusivo del convegno è, alle ore 11, la Presentazione del libro di Francesco Varanini, <em>Splendori e miserie dell’Intelligenza Artificiale</em>, Guerini e Associati, 2024</strong>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Luci ed ombre attorno alle intelligenze artificiali</title>
		<link>https://assoetica.it/luci-ed-ombre-attorno-alle-intelligenze-artificiali/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Varanini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Aug 2024 08:49:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[di Francesco Varanini Sono sempre turbato quando leggo affermazioni come queste: “Credo che saremo in grado di creare macchine capaci di distinguere il bene dal male, almeno con la stessa affidabilità degli esseri umani e, auspicabilmente, con una maggiore affidabilità”. “Una volta che avremo costruito un robot morale, molte visioni apocalittiche inizieranno a recedere nell’irrilevanza. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Francesco Varanini</p>
<p>Sono sempre turbato quando leggo affermazioni come queste: “Credo che saremo in grado di creare macchine capaci di distinguere il bene dal male, almeno con la stessa affidabilità degli esseri umani e, auspicabilmente, con una maggiore affidabilità”. “Una volta che avremo costruito un robot morale, molte visioni apocalittiche inizieranno a recedere nell’irrilevanza. Non c’è motivo di astenersi dal costruire macchine che siano in grado di distinguere il bene dal male meglio di noi, meglio in grado di resistere alla tentazione, meglio in grado di assegnare colpe e meriti”. “Diventeremo allora capaci di farci indicare dalle nostre macchine il senso della giustizia più cristallino e causalmente fondato”. L&#8217;opinione di un credulone o di un fanatico, direte. Ma no: così scrive Joshua Pearl, eminente computer scientist, vincitore del Premio Turing.</p>
<p>Opinioni che allignano solo in una certa cultura americana, lontana da noi, potrebbe commentare qualcun altro. Ma no: leggete cosa scrive un illustre computer scientist italiano: “C’è un aspetto che è specifico, unico dell’intelligenza artificiale: i sistemi di AI potranno essi stessi prendere decisioni su basi etiche. Distinguere il bene dal male. Questo è un settore di ricerca recente destinato a espandersi”.</p>
<p>Se non bastasse, ascoltate le parole di un noto ricercatore italiano impegnato nel campo della robotica: “La saggezza artificiale è la sfida del futuro”. Sto lavorando al progetto robot con una “vita interiore etica”. Spiega il ricercatore: servono robot dotati di saggezza perché può capitare a noi umani di lanciare missili dotati di testate nucleari. Non possiamo fidarci di noi stessi. Servono quindi “robot con una coscienza”, con una “vita interiore etica”.</p>
<p>Qualcuno, a questo punto, mi dirà: sono eccezioni. Rispondo che non lo sono. Rispondo che comunque si tratta di ricerche che ricevono ricchi finanziamenti. Ma rispondo sopratutto ricordando che i punti di vista di questi scienziati e tecnologi non sono poi così lontani dal punto di vista di loro colleghi che restano lontani, nelle loro ricerche, dal cercar di costruire &#8216;macchine morali&#8217;, e che magari anche credono impossibile sviluppare Intelligenze Artificiali Generali, Superintelligenze capaci di surclassare ciò che è possibile per noi umani.</p>
<p>Cosa accomuna i ricercatori &#8216;fondamentalisti&#8217; e i ricercatori &#8216;moderati&#8217;? Ciò che accomuna è questo: tutti in fondo manifestano una &#8216;preferenza per la macchina&#8217;. Tutti in cuor loro, alla fin fine, pensano che senza macchine sempre più potenti e più autonome da noi umani, non potranno essere risolti problemi -ecologici, politici, sociali- causati da noi umani. E tutti soccombono al fascino della macchina: al gusto di creare, e di osservare poi funzionare, una macchina capace di autosupervisionarsi nel proprio sviluppo e di autogovernarsi.</p>
<p>Non è difficile dare risposte scientificamente e tecnicamente inattaccabili a queste pretese.</p>
<p>Basterebbe per esempio ricordare che la &#8216;saggezza&#8217; o la &#8216;coscienza&#8217; di un agente artificiale non hanno nulla a che fare con la saggezza e la coscienza umana. Ingegneri, filosofi e psicologi possono scrivere qualcosa in un codice digitale, possono magari anche istruire algoritmi ad autosorvegliare il proprio sviluppo. Ma tutto questo resterà chiuso dentro i confini dell’imitazione e della simulazione dell&#8217;umano. Chiuso dentro i confini della computazione: un calcolo formale eseguito trattando numeri tramite una macchina &#8211; dove sono esclusi a priori, ed ignorati, i numeri che la macchina non è in grado di trattare.</p>
<p>Qualcuno potrà ora cavillare su questa mia definizione di computazione. Penso di essere in grado di rispondere ai cavilli. Ma non è questo il punto: non è in gioco qui per davvero un ragionamento logico o scientifico. E&#8217; in gioco il desiderio, il bisogno di affidarsi alla macchina.</p>
<p>Basta ricordare le parole del capostipite, Alan Turing: tutto il suo pensiero si appoggia in fondo su una speranza, che è anche un grido di dolore: “We may hope that machines will eventually compete with men in all purely intellectual fields”. Possiamo sperare. Posso sperare. <i>I hope</i>. Ho bisogno di sperare che le macchine possano prendere il posto degli umani. Privo di affetti, deluso da sé stesso e dagli umani, a cominciare dai suoi stessi genitori, spera nella macchina.</p>
<p>La cultura digitale è figlia di questa speranza. Non si tratta di scienza o di tecnica. Si tratta di un affidamento. Di un bisogno che radica in storie personali e in situazioni sociali. Un bisogno di affidamento, la ricerca di un sostituto.</p>
<p>Dunque come rispondere?</p>
<p>Si risponde con umanissimi passi claudicanti. Con pensieri ed azioni umane fondati, anziché sull&#8217;affidamento alla macchina, sul farsi carico delle proprie responsabilità.</p>
<p>Indico le tracce di possibili risposte di due attori sociali: il tecnico ed il cittadino.</p>
<p>Quale che sia la via sulla quale il tecnico è incamminato; la via è sempre aperta alla conversione. Il tecnico può, ad un certo punto, rendersi conto di ciò che sta facendo. Fermarsi. Interrogarsi. Cambiare strada.</p>
<p>Vi pare difficile? Vi pare utopistico pensarlo? Forse non se parla abbastanza, ma proprio questa è la strada intrapresa, nei mesi successivi al trionfo universale delle cosiddette Intelligenze Artificiali Generative, di cui GPT è il caso esemplare, da più d&#8217;uno dei padri di questa tecnologia. Mi limito qui a ricordare le parole scritte sul suo blog, giusto un anno fa il 12 agosto 2023, da Yoshua Bengio, insigne computer scientist, Premio Turing.</p>
<p>“Sto cambiando idea su qualcosa di molto personale: mi chiedo se il mio lavoro, nella sua traiettoria attuale &#8211; la corsa a colmare il divario tra l’Intelligenza Artificiale via via più avanzata e l’intelligenza umana &#8211; sia allineato con i miei valori”. “Ora credo di aver sbagliato e di essere stato miope”. “Riuscire ad accettare di aver sbagliato, per noi stessi e agli occhi degli altri, è difficile ma necessario”. “Come può essere? E come possiamo trovare un terreno comune da cui procedere insieme per garantire che l’intelligenza artificiale sia al servizio del futuro dell’umanità?”. “Ho un nipote di 20 mesi a cui voglio molto bene e che è molto presente nei miei pensieri e nelle mie emozioni. E intanto il futuro è pieno di incertezza, e non mi illudo di sapere come andrà a finire”.</p>
<p>Si tratta, per i tecnici, di &#8216;tornare a casa&#8217;. Tornare ad essere cittadini ed esseri umani.</p>
<p>Ma anche se i tecnici non &#8216;tornassero a casa&#8217;, possiamo confidare nei cittadini. In ognuno di noi.</p>
<p>Non servono esperti che ammoniscono, che indicano la strada, che stilano manifesti e lettere aperte, che costituiscono comitati etici, o che pretendono di insufflare l&#8217;etica negli algoritmi.</p>
<p>Serve una cittadinanza attiva che prende posizione. Ci siamo entusiasmati e abbiamo apprezzato la bellezza di tante innovazioni digitali. Ma non abbiamo potuto fare a meno di vedere, non di rado, miserie dietro gli splendori. Serve una educazione civica digitale. Apprenderemo così a non cedere alla facile tentazione: affidare ad ‘intelligenze artificiali’ responsabilità che ci paiono troppo gravose.</p>
<p>Nel libro <a href="https://www.francescovaranini.it/2024/05/splendori-e-miserie-delle-intelligenze-artificiali-alla-luce-dellumana-esperienza-guerini-e-associati-maggio-2024/" target="_blank" rel="noopener"><i>Splendori e miserie delle intelligenze artificiali. Alla luce dell&#8217;umana esperienza</i></a>, Guerini e Associati, 2024, cerco di indicare un possibile percorso.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>AI ed Etica: quale responsabilità? Incontro rivolto agli studenti del corso di Etica e ad altri studenti interessati, laurea magistrale in Management e Design dei Servizi, Università Milano-Bicocca, giovedì 9 maggio 2024 ore 10.30-12.00</title>
		<link>https://assoetica.it/ai-ed-etica-quale-responsabilita-incontro-rivolto-agli-studenti-del-corso-di-etica-e-ad-altri-studenti-interessati-laurea-magistrale-in-management-e-design-dei-servizi-universita-milano-bicocca-g/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Varanini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 May 2024 16:04:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
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					<description><![CDATA[Giovedì 9 maggio 2024 lezione aperta all&#8217;Università Bicocca. La responsabilità personale e sociale rischia di passare in secondo piano, rischia di apparirci non necessaria, evitabile, nel momento in cui ci vengono offerte comode sostituzioni digitali, automatiche. L&#8217;intelligenza artificiale è il simbolo di questa nuova via di fuga. Nel corso dell&#8217;incontro discuteremo una posizione condivisa da [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 9 maggio 2024 lezione aperta all&#8217;Università Bicocca.<br />
La responsabilità personale e sociale rischia di passare in secondo piano, rischia di apparirci non necessaria, evitabile, nel momento in cui ci vengono offerte comode sostituzioni digitali, automatiche. L&#8217;intelligenza artificiale è il simbolo di questa nuova via di fuga.<br />
Nel corso dell&#8217;incontro discuteremo una posizione condivisa da diversi computer scientist &#8211; non solo appartenenti alla cultura di Silicon Valley, ma anche italiani, anche persone che conosco personalmente. Essi sostengono che &#8220;c’è un aspetto che è specifico, unico dell’intelligenza artificiale: i sistemi di AI potranno essi stessi prendere decisioni su basi etiche. Distinguere il bene dal male. Questo è un settore di ricerca recente destinato a espandersi&#8230;&#8221;.<br />
Nel discutere la posizione partiremo da una affermazione esplicitata nello Statuto di Assoetica: l&#8217;associazione si propone di &#8220;sostenere in ogni sede il principio che l&#8217;etica è una caratteristica distintiva degli esseri umani&#8221;.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-2486 aligncenter" src="https://assoetica.it/wp-content/uploads/2024/05/Schermata-2024-05-05-alle-15.53.01-229x300.png" alt="" width="401" height="525" srcset="https://assoetica.it/wp-content/uploads/2024/05/Schermata-2024-05-05-alle-15.53.01-229x300.png 229w, https://assoetica.it/wp-content/uploads/2024/05/Schermata-2024-05-05-alle-15.53.01-783x1024.png 783w, https://assoetica.it/wp-content/uploads/2024/05/Schermata-2024-05-05-alle-15.53.01-768x1004.png 768w, https://assoetica.it/wp-content/uploads/2024/05/Schermata-2024-05-05-alle-15.53.01.png 1066w" sizes="(max-width: 401px) 100vw, 401px" /></p>
<p>Grazie per l&#8217;invito a <a href="https://www.unimib.it/dario-cavenago" target="_blank" rel="noopener">Dario Cavenago</a>, <a href="https://www.unimib.it/monica-carminati" target="_blank" rel="noopener">Monica Carminati</a>, <a href="https://www.unimib.it/giulia-sacchetti" target="_blank" rel="noopener">Giulia Sacchetti.</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Digitale, Intelligenza Artificiale, cittadinanza. Incontro riservato alla Senior Community di Manageritalia Lombardia, 29 aprile 2024 ore 18</title>
		<link>https://assoetica.it/digitale-intelligenza-artificiale-cittadinanza-incontro-riservato-alla-senior-community-di-manageritalia-lombardia-29-aprile-2024-ore-18/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Varanini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Apr 2024 17:37:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://assoetica.it/?p=2480</guid>

					<description><![CDATA[L&#8217;incontro riprende i temi trattati nel ciclo di incontri La libertà di non essere digitali. Una provocazione per non cessare di interrogarci. Riflettendo sul senso delle Intelligenze Artificiali, e sugli splendori e sulle miserie di ogni nuovissimo mezzo digitale, si può costruttivamente tornare a guardare a cosa conta davvero: l’impegno nella professione, la propria ed [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;incontro riprende i temi trattati nel ciclo di incontri <a href="https://www.francescovaranini.it/2024/02/la-liberta-di-non-essere-digitali-le-tecnologie-e-le-industrie-digitali-al-vaglio-della-sistenibilita-ciclo-di-incontri-presso-la-casa-della-cultura-di-milano-22-febbraio-21-marzo-2024/" target="_blank" rel="noopener"><em>La libertà di non essere digitali. Una provocazione per non cessare di interrogarci</em></a>.</p>
<p>Riflettendo sul senso delle Intelligenze Artificiali, e sugli splendori e sulle miserie di ogni nuovissimo mezzo digitale, si può costruttivamente tornare a guardare a cosa conta davvero: l’impegno nella professione, la propria ed altrui educazione, la cittadinanza attiva, la partecipazione consapevole alla vita economica, sociale e politica.<br />
Osservando con sguardo critico gli splendori e le miserie di ogni nuovissimo mezzo digitale, potremo tornare a dar valore a ciò che siamo già capaci di fare, a mente libera e a mani nude, un attimo prima di cercare l’ausilio di una macchina.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I Sindacati dei lavoratori nell&#8217;Era Digitale. Seminario di Cultura Digitale, Università di Pisa, aperto al pubblico. A cura di Francesco Varanini e Michele De Rose, 10 aprile 2024 ore 14.15</title>
		<link>https://assoetica.it/i-sindacati-dei-lavoratori-nellera-digitale-seminario-di-cultura-digitale-universita-di-pisa-aperto-al-pubblico-a-cura-di-francesco-varanini-e-michele-de-rose-10-aprile-2024-ore-14-15/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Varanini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Apr 2024 17:34:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://assoetica.it/?p=2477</guid>

					<description><![CDATA[I Sindacati dei lavoratori nell&#8217;Era Digitale Francesco Varanini, Presidente di Assoetica Michele De Rose, Segretario Nazionale FILT-GCIL Merci e Logistica, membro del Consiglio Direttivo di Assoetica Università di Pisa. Corso di Laurea in Informatica Umanistica Seminario di Cultura Digitale &#8211; Mercoledì 10 aprile 2024 Ore 14:15 in aula PS4 &#8211; Edificio E &#8211; Polo Fibonacci [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I Sindacati dei lavoratori nell&#8217;Era Digitale</strong></p>
<p><strong>Francesco Varanin</strong>i, Presidente di Assoetica<br />
<strong>Michele De Ros</strong>e, Segretario Nazionale FILT-GCIL Merci e Logistica, membro del Consiglio Direttivo di Assoetica</p>
<p><strong>Università di Pisa. Corso di Laurea in Informatica Umanistica</strong><br />
<strong>Seminario di Cultura Digitale &#8211; Mercoledì 10 aprile 2024</strong><br />
<strong>Ore 14:15 in aula PS4 &#8211; Edificio E &#8211; Polo Fibonacci &#8211; Pisa e su Microsoft Teams</strong></p>
<p>Il seminario ripercorre esperienze condotte da Francesco Varanini e Michele De Rose, dirigente sindacale impegnato nel settore in cui il principale attore è Amazon.<br />
La prima rivoluzione industriale ridusse in misura notevole gli spazi per il lavoro umano. Molti posti di lavoro andarono persi. Ma il lavoro umano restò centrale e indispensabile nelle attività produttive.<br />
La <em>disruption</em> digitale, porta con sé minacce ben diverse. Ricerche sostenute da grandi investimenti promettono che ogni lavoro svolto da esseri umani possa essere sostituito da &#8216;macchine autonome&#8217; &#8211; algoritmi, intelligenze artificiali o robot.<br />
Per gli esseri umani il lavoro resta una necessità vitale, non solo come fonte di sostentamento, ma come affermazione di sé. Ed il diritto al lavoro è sancito dalla nostra Costituzione. Ma dobbiamo chiederci come difendere ed affermare oggi, nel presente contesto tecnologico, il lavoro umano.<br />
Ai tempi della prima rivoluzione industriale, a difendere e garantire spazi per il lavoro umano non fu il buon cuore degli imprenditori, fu invece l&#8217;azione dei lavoratori, che seppero darsi una organizzazione efficace: il sindacato.<br />
Oggi il sindacato è il glorioso erede della tradizione di duecent&#8217;anni fa. Gli strumenti di contrasto, negoziazione, lotta, buoni duecento, o cento, o cinquant&#8217;anni fa, appaiono però, di fronte alle attuali tecnologie, scarsamente efficaci.<br />
Esemplare il caso di Amazon. L&#8217;organizzazione del lavoro, i ritmi, il controllo, sono affidati ad una piattaforma digitale. I lavorativi attivi lungo l&#8217;intera filiera produttiva -attività commerciali, magazzini, consegna a domicilio- sono assoggettati allo stesso comando. Su ogni singola attività lavorativa pende la minaccia della sostituzione del lavoro umano con il lavoro di una macchina.<br />
I lavoratori ed i loro rappresentanti non sanno come è programmato il sistema, non conoscono gli algoritmi, non dispongono dei dati. Salvo eccezioni, non dispongono nemmeno delle conoscenze informatiche oggi necessarie. Più di ciò che è scritto in accordi e dei contratti di lavoro conta ciò che è scritto nel codice della macchina.<br />
Si tratta quindi di immaginare un nuovo sindacato. Lungo questa strada sono stati compiuti passi significativi, non solo in Italia ma a livello europeo e globale. Molti altri passi restano da compiere.</p>
<p><a href="https://www.agendadigitale.eu/cultura-digitale/il-difficile-compito-dei-sindacati-nellera-digitale-azioni-interventi-e-strumenti-negoziali/" target="_blank" rel="noopener">Link per un avvicinamento all&#8217;argomento</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ASSOETICA E RESPONSABITALY REALIZZANO UN INTERVENTO FORMATIVO ALLA CCIAA DI COSENZA PER CONSULENZA ALLE PMI</title>
		<link>https://assoetica.it/assoetica-e-responsabitaly-realizzano-un-intervento-formativo-alla-cciaa-di-cosenza-per-consulenza-alle-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ruggero Cantaluppi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Mar 2024 15:05:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://assoetica.it/?p=2460</guid>

					<description><![CDATA[Grazie alla partecipazione di Responsabitaly APS, con la quale siamo associati, al Laboratorio sulla Responsabilità Sociale d’impresa della Camera di Commercio di Cosenza si è creata l’opportunità di proporre un corso di formazione per i dipendenti della Camera con tema la consulenza alle Microimprese e alle Piccole Imprese. La Camera di Commercio di Cosenza è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie alla partecipazione di Responsabitaly APS, con la quale siamo associati, al Laboratorio sulla Responsabilità Sociale d’impresa della Camera di Commercio di Cosenza si è creata l’opportunità di proporre un corso di formazione per i dipendenti della Camera con tema la consulenza alle Microimprese e alle Piccole Imprese.</p>
<p>La Camera di Commercio di Cosenza è molto attiva nel sostegno alle PMI e ringraziamo il Presidente e la Segretaria Generale che hanno sostenuto con convinzione il progetto.</p>
<p>Il corso è realizzato da Assoetica e Responsabitaly in collaborazione con Innexta Scrl che è la società consortile nazionale delle Camere di Commercio che sta sviluppando interventi formativi e piattaforme di test a favore delle PMI sui temi della sostenibilità e della finanza sostenibile.</p>
<p>Il corso si sta tenendo in parte in presenza e in parte online e potrebbe preludere ad un più corposo progetto di assistenza specifica per Microimprese e Piccole Imprese. Si concluderà l’8 di aprile 2024.</p>
<p>Il progetto nasce dalla consapevolezza delle crescenti difficoltà affrontate da queste realtà nel contesto economico e normativo attuale e mira a rendere disponibile una consulenza qualificata, economicamente accessibile ed attenta alle tematiche della sostenibilità.</p>
<p>Il percorso formativo multidisciplinare prevede un approccio innovativo, riconoscendo e rispettando la centralità del titolare e della sua famiglia nelle micro/piccole imprese.</p>
<p>Le lezioni affronteranno le criticità/opportunità legate al contesto economico e normativo, l’analisi della situazione aziendale, le recente nuova normativa sulla crisi d&#8217;impresa, la gestione dei rapporti bancari, la sostenibilità come stile gestionale, ed elementi di analisi organizzativa e di gestione delle risorse umane.</p>
<p>Il corso si sta rivelando un’esperienza interessante che ha consentito di definire un format eventualmente riproponibile in altri contesti.</p>
<p>Giancarlo Vivone e Ruggero Cantaluppi sono a disposizione sia dei soci sia di persone esterne all’associazione che volessero avere maggiori informazioni.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La libertà di non essere digitali. Tecnologie e industrie digitali al vaglio della sostenibilità. Ciclo di incontri a cura di Assoetica e Casa della Cultura di Milano, 22 febbraio-21 marzo 2024</title>
		<link>https://assoetica.it/la-liberta-di-non-essere-digitali-tecnologie-e-industrie-digitali-al-vaglio-della-sostenibilita-ciclo-di-incontri-a-cura-di-assoetica-e-casa-della-cultura-di-milano-22-febbraio-21-marzo-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Varanini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Feb 2024 12:57:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://assoetica.it/?p=2441</guid>

					<description><![CDATA[LA LIBERTÀ DI NON ESSERE DIGITALI Tecnologie e industrie digitali al vaglio della sostenibilità Incontri promossi da Assoetica e Casa della Cultura di Milano ‘Sostenibilità’: con questa parola si è definito l’impegno umano a garantire spazi di libertà alle generazioni avvenire. Il senso si è poi allargato alla salvaguardia dell&#8217;ambiente ed alla cura di ogni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"><strong>LA LIBERTÀ DI NON ESSERE DIGITALI</strong><br />
<strong>Tecnologie e industrie digitali al vaglio della sostenibilità</strong></h1>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.francescovaranini.it/wp-content/uploads/2024/02/Assoetica-logo-jpg.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-8222" src="http://www.francescovaranini.it/wp-content/uploads/2024/02/Assoetica-logo-jpg-300x59.jpg" alt="" width="407" height="80" /></a></p>
<h4 style="text-align: center;"><a href="http://www.francescovaranini.it/wp-content/uploads/2024/02/Schermata-2024-02-11-alle-12.58.32.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-8223" src="http://www.francescovaranini.it/wp-content/uploads/2024/02/Schermata-2024-02-11-alle-12.58.32-300x157.png" alt="" width="300" height="157" /></a></h4>
<h3 style="text-align: center;"><strong>Incontri promossi da</strong> <strong> <a href="https://assoetica.it/" target="_blank" rel="noopener">Assoetica</a> e <a href="https://www.casadellacultura.it/" target="_blank" rel="noopener">Casa della Cultura di Milano</a></strong></h3>
<h3></h3>
<p style="text-align: left;"><strong>‘Sostenibilità’: con questa parola si è definito l’impegno umano a garantire spazi di libertà alle generazioni avvenire. Il senso si è poi allargato alla salvaguardia dell&#8217;ambiente ed alla cura di ogni sistema vivente.</strong><br />
<strong>Per sgombrare il campo dall’antropocentrismo, possiamo parlare di responsabilità degli esseri umani rispetto alla natura, a cui apparteniamo. Responsabilità di fronte alla vita presente e futura, non solo di fronte alle persone ma anche alle cose.</strong><br />
<strong>Non c&#8217;è motivo per mettere in discussione l&#8217;utilità di strumenti e piattaforme digitali. Eppure, le prime tecnologie da sottoporre al vaglio della sostenibilità sono le tecnologie digitali. Non solo perché l’industria digitale inquina e consuma risorse non rinnovabili. Ma sopratutto perché per molti versi il &#8216;digitale&#8217; guasta le nostre vite: si possono ricordare i danni prodotti dai social network e l’impoverimento cognitivo cui rischia di costringerci l’uso di strumenti di ‘intelligenza artificiale’.</strong><br />
<strong>Si tratta quindi oggi di compiere scelte consapevoli, per porre limiti all&#8217;invasione del &#8216;digitale&#8217; nel nostro agire quotidiano, e per evitare che macchine digitali condizionino il nostro sguardo e la nostra capacità di azione. Si tratta anche di trovare il modo di indirizzare ricerca e sviluppo lungo strade sostenibili.</strong><br />
<strong>E&#8217; un impegno che non riguarda solo tecnici e scienziati: riguarda innanzitutto ogni cittadino che non vuole essere ridotto a mero utente.</strong></p>
<h3 style="text-align: center;"><strong>Incontri in presenza presso la Casa della Cultura di Milano, via Borgogna 3.<br />
Gli incontri sono diffusi in diretta streaming sul sito della Casa della Cultura: <a href="https://www.casadellacultura.it/" target="_blank" rel="noopener">https://www.casadellacultura.it/</a></strong><br />
<strong> e sul canale YouTube della Casa della Cultura: <a href="https://www.youtube.com/c/CasadellaCulturaViaBorgogna3Milano" target="_blank" rel="noopener">https://www.youtube.com/c/CasadellaCulturaViaBorgogna3Milano</a></strong><br />
<a href="https://assoetica.it/wp-content/uploads/2024/02/Libertà-di-non-essere-digitali-ovvero-Sostenibili-tà-del-digitale-ciclo-di-incontri-a-cura-di-Casa-della-Cultura-di-Milano-e-Assoetica-Locandina-22-febbraio-21-marzo-2024.pdf" target="_blank" rel="noopener">Qui la locandina in formato pdf</a></h3>
<p><strong>22 febbraio ore 18</strong><br />
<strong>La libertà di non essere digitali: una provocazione per non cessare di interrogarci</strong><br />
<strong><em>Federico Cabitza</em></strong>, Professore associato di Computer Science presso l’Università di Milano-Bicocca, docente di Interazione Uomo-Macchina e Interazione Uomo-Intelligenza Artificiale<br />
<strong><em>Damiano Ceccarelli</em></strong>, User Experience Product Manager presso Garmin Italy Technologies<br />
<strong><em>Stefano Diana</em></strong>, Ricercatore indipendente<br />
<strong><em>Maria Cristina Koch</em></strong>, Psicoterapeuta sistemica<br />
<strong><em>Francesco Varanini</em></strong>, Presidente di Assoetica<br />
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=0ieEPpG9ayc" target="_blank" rel="noopener">Qui il video dell&#8217;incontro.</a></p>
<p><strong>29 febbraio ore 21</strong><br />
<strong>Riconoscersi come esseri umani nei tempi digitali</strong><br />
<strong><em>Maria Emanuela Galanti</em></strong>, Formatrice esperienziale<br />
<strong><em>Pietro Maria Picotti</em></strong>, Medico, Fondatore del Lab of Move<br />
<strong><em>Giuseppe Varchetta</em></strong>, Psicosocioanalista<br />
<strong><em>Francesco Varanini</em></strong>, Presidente di Assoetica<br />
<a href="https://www.youtube.com/live/BcLVT8TD1e8" target="_blank" rel="noopener">Qui il video dell&#8217;incontro</a>.</p>
<p><strong>7 marzo ore 21</strong><br />
<strong>Sostenibilità del ‘digitale’: gli aspetti ambientali</strong><br />
<strong><em>Nicola Bonotto</em></strong>, Co-Founder, Digital Sustainability Lead, Senior Developer di Piano D Srl Società Benefit<br />
<strong><em>Francesco Cara</em></strong>, Docente di Ecodesign presso Scuola del Design, Politecnico di Milano, e presso IED Milano<br />
<strong><em>Pietro Jarre</em></strong>, Fondatore dell&#8217;associazione <a href="https://www.sloweb.org/" target="_blank" rel="noopener">Sloweb</a><br />
<strong><em>Francesco Varanini</em></strong>, Presidente di Assoetica<br />
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=Wt1NKBlhfI0" target="_blank" rel="noopener">Qui il video dell&#8217;incontro</a>.</p>
<p><strong>14 marzo ore 21</strong><br />
<strong>Scienziati e tecnici ma prima di tutto cittadini</strong><br />
<strong><em>Stefania Bandini</em></strong>, Professore Ordinario di Computer Science presso Università di Milano-Bicocca, Fellow preso The University of Tokyo, RCAST (Research Center for Advanced Science and Technology).<br />
<strong><em>Marco Lisi</em>,</strong> Membro del Consiglio di Amministrazione dell’ASI (Agenzia Spaziale Italiana); già Special Advisor European Space Agency (ESA) e GNSS Services Engineering Manager ESA.<br />
<strong><em>Giuseppe Vincenzi</em></strong>, Data Product Owner presso Air France<br />
<strong><em>Francesco Varanini</em></strong>, Presidente di Assoetica<br />
<a href="https://www.youtube.com/live/nHvZMLLq_pU" target="_blank" rel="noopener">Qui il video dell&#8217;incontro</a></p>
<p><strong>21 marzo ore 21</strong><br />
<strong>Educazione civica digitale</strong><br />
<strong><em>Maria Giovanna Garuti</em></strong>, Filosofa, formatrice, partner presso ISMO<br />
<strong><em>Sara Pongiluppi</em></strong>, Coach, esperta di igiene digitale<br />
<strong><em>Filippo Salone</em></strong>, Public Affairs e Advocacy, Fondazione Prioritalia; Coordinatore Goal 16 (Pace, Giustizia, Governance) Agenda 2030 presso ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile)<br />
<strong><em>Pasquale Viola</em></strong>, Docente di Informatica presso l&#8217;Istituto Tecnico Monaco, Cosenza; coordinatore per la Basilicata, la Calabria e la Sicilia dell&#8217;associazione <a href="https://www.informaticisenzafrontiere.org/" target="_blank" rel="noopener">Informatici Senza Frontiere</a><br />
<strong><em>Francesco Varanini</em></strong>, Presidente di Assoetica<br />
<a href="https://www.youtube.com/watch?v=rzs8eXrWFE0" target="_blank" rel="noopener">Qui il video dell&#8217;incontro</a>.</p>
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	</channel>
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