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	<title>At the Heart of Metal</title>
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		<title>Attila &#8211; About That Life</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giacometallo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Nov 2013 14:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[About That Life]]></category>
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					<description><![CDATA[Artista: Attila Album: About That Life Genere: Deathcore Anno: 2013 Etichetta: Artery About That Life è il quinto album della metal band americana Attila. Il quintetto di Atlanta propone un deathcore con pesanti influenze rapcore. Siamo chiari: questo disco è &#8230; <a href="https://attheheartofmetal.wordpress.com/2013/11/19/attila-about-that-life/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/10/attila-300dpi.jpg"><img data-attachment-id="525" data-permalink="https://attheheartofmetal.wordpress.com/2013/11/19/attila-about-that-life/attila-300dpi/" data-orig-file="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/10/attila-300dpi.jpg" data-orig-size="1800,1800" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="Attila, About That Life, 2013" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/10/attila-300dpi.jpg?w=640" class="alignleft size-medium wp-image-525" alt="Attila, About That Life, 2013" src="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/10/attila-300dpi.jpg?w=300&#038;h=300" width="300" height="300" srcset="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/10/attila-300dpi.jpg?w=300 300w, https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/10/attila-300dpi.jpg?w=600 600w, https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/10/attila-300dpi.jpg?w=150 150w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Artista: <strong>Attila</strong><br />
Album: <strong>About That Life</strong><br />
Genere: <strong>Deathcore</strong><br />
Anno: <strong>2013</strong><br />
Etichetta: <strong>Artery</strong></p>
<p><strong>About That Life</strong> è il quinto album della metal band americana <strong>Attila.</strong> Il quintetto di Atlanta propone un <strong>deathcore</strong> con pesanti influenze <strong>rapcore</strong>. Siamo chiari: questo disco è stato stroncato ogni dove, qualsiasi sito metal l&#8217;ha messo alla gogna. In effetti, dopo averlo sentito, come posso non dar loro ragione?</p>
<p>About That Life si presenta <strong>molto piatto</strong>, poco incisivo ed affatto variegato. Niente da dire sulla produzione, una delle più potenti che abbia mai sentito, ma che certamente non ha giovato più di molto sull&#8217;effetto finale. <strong>Ogni pezzo è uguale</strong> a causa di una sezione ritmica tanto potente quanto disarmante per la poca capacità di rinnovarsi: la cassa della batteria (triggerata) scandisce sempre il ritmo con le chitarrone che l&#8217;accompagnano. Ogni colpo di cassa s&#8217;imprime nella testa dell&#8217;ascoltatore come un pugno d&#8217;acciaio: è proprio qua il problema, perché dopo ben 14 canzoni fatte tutte con lo stesso stampo, beh, le palle cominciano a girare. Oltre alla noia viene anche da chiedersi come possano gli Attila ad aver scritto così tanti pezzi <strong>senza la minima variazione nello songwriting</strong>. Il rap del cantato potrebbe essere novità se venisse incluso in un solo pezzo, massimo due. Quando è pressoché sempre presente stufa. Il metal non dovrebbe essere così contaminato col rap, perché chiaramente generi troppo inconciliabili (almeno questo è quanto uno detrae dopo aver ascoltato questo album).</p>
<p>Altro tasto dolente sono le <strong>lyrics</strong>: oltre a <em>fuck</em> e <em>shit</em> voi avete ascoltato altre parole?? Le linee vocali, che di per sé potrebbero salvarsi (si va da un growl gutturale, ad un feroce scream passando per un&#8217;insalvabile rap e clean vocals abbastanza mediocri), scadono bruttamente con <strong>testi</strong> quanto mai <strong>ridicoli</strong>: sono le solfe <em>distruggi tutto/spacca tutto quello che puoi perché tu sei incazzato nero</em>. Le solite cose insomma. Che poi mi piacerebbe vedere se gli Attila spaccano davvero tutto dove passano, come faceva invece il personaggio da cui hanno preso in prestito il loro moniker.</p>
<p>I lati negativi, come potete vedere, sono tanti, troppi. Su un collettivo di 14 canzoni solo un paio possono salvarsi. La prima canzone, <strong>Middle Fingers Up</strong>, che fa iniziare l&#8217;album a suon di cantato rap, aggredisce bene e si salva perché è solamente la prima di una lunga serie di canzoni tutte uguali. Fosse capitata già al terzo posto difficilmente si sarebbe messa in salvo dalle critiche che ho mosso poc&#8217;anzi. La <strong>title-track</strong>, la sesta <a href="http://www.youtube.com/watch?v=qLYoJgbybes"><strong>About That Life</strong></a>, è un&#8217;altra che può salvarsi solo perché leggermente migliore, più qualitativamente valida. Miglior brano è l&#8217;ottava <strong>Break Shit</strong>, di cui è stato girato un video con delle stangone siliconate che ballano in modo sexy. Capita di pensare che forse il brano è bello solo perché ci sono le suddette ballerine ed allora la cosa si fa davvero grave per una canzone&#8230; Resta il fatto che in questa canzone compare uno dei rari assoli presenti sull&#8217;album. Niente che faccia urlare al miracolo, ma comunque è il brano più valido del lotto. Ultima canzone da menzionare è <strong>Callout</strong>, dedicata a quegli stupidi dei Battisti di Westboro, con cui gli Attila hanno un conto aperto. Vi rimando <a href="http://www.metalinjection.net/latest-news/fueds/attila-the-westboro-baptist-church-are-keeping-busy-trolling-each-other">qui</a> per la vicenda.</p>
<p>In sostanza quest&#8217;<strong>album</strong> è <strong>parecchio scarso</strong>. Non mi ricordo niente se non il video di Break Shit. Un motivo ci sarà se ti ricordi solo un video di un intero album, mentre la musica..boh. Quella chi se la ricorda?</p>
<p>Sconsigliato.</p>
<p><strong>Tracklist:</strong></p>
<ol>
<li>Middle Fingers Up &#8211; 2:37</li>
<li>Hellraiser &#8211; 2:55</li>
<li>Rageaholics &#8211; 3:00</li>
<li>Backtalk &#8211; 3:03</li>
<li>Leave a Message&#8230; &#8211; 0:46</li>
<li>About That Life &#8211; 3:05</li>
<li>Thug Life &#8211; 2:47</li>
<li>Break Shit &#8211; 2:58</li>
<li>Gimmick &amp; Lie$ &#8211; 1:08</li>
<li>Callout &#8211; 2:29</li>
<li>Unforgivable &#8211; 3:21</li>
<li>Shots for the Boys &#8211; 2:41</li>
<li>Party With the Devil &#8211; 3:19</li>
<li>The New Kings &#8211; 3:19</li>
</ol>
<p><strong>Line-up:</strong></p>
<p>Chris &#8220;Fronz&#8221; Fronzak &#8211; vocals<br />
<span style="line-height:1.5;">Chris Linck &#8211; guitars<br />
</span>Nate Salameh &#8211; guitars<br />
Sean Heenan &#8211; drums<br />
Kalan Blehm &#8211; bass guitar and backing vocals</p>
<p><strong>Voto:</strong></p>
<p><a href="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/1-stella-e-mezza.gif"><img data-attachment-id="92" data-permalink="https://attheheartofmetal.wordpress.com/2013/02/20/tuonela/1-stella-e-mezza/" data-orig-file="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/1-stella-e-mezza.gif" data-orig-size="226,145" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="1-stella-e-mezza" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/1-stella-e-mezza.gif?w=226" class="alignleft size-thumbnail wp-image-92" alt="1-stella-e-mezza" src="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/1-stella-e-mezza.gif?w=150&#038;h=96" width="150" height="96" srcset="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/1-stella-e-mezza.gif?w=150 150w, https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/1-stella-e-mezza.gif 226w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></p>
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		<title>Importanti news</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giacometallo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2013 10:10:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[At the Heart of Metal]]></category>
		<category><![CDATA[Rock & Metal in my Blood]]></category>
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					<description><![CDATA[Cari lettori del mio blog, Non siete molti, ma non per questo non vi meritate il mio rispetto. Come potete vedere è da molto (da luglio per la precisione) che non ho più aggiornato il mio blog. Diciamo che l&#8217;esperimento &#8230; <a href="https://attheheartofmetal.wordpress.com/2013/10/18/importanti-news/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Cari lettori del mio blog,</p>
<p>Non siete molti, ma non per questo non vi meritate il mio <strong>rispetto</strong>. Come potete vedere è da molto (da luglio per la precisione) che non ho più aggiornato il mio blog. Diciamo che l&#8217;esperimento delle <strong>news </strong>non mi ha entusiasmato molto, dato che mi ha fatto semplicemente ragionare così: se uno vuole cercarsi delle news metal ha solo da andare sui siti di competenza e lì ne troverà a bizzeffe. Purtroppo questo è un <strong>blog personale</strong> e &#8211; vuoi per un motivo, vuoi per un altro &#8211; non mi rimane molto tempo per curarlo. Mi ero reso conto che, di certo,  il mio blog mai sarebbe stato la fonte principale di notizie per il lettore, anche se, mi auguro,  possa avervi sorpreso con le recensioni. <img src="https://s0.wp.com/wp-content/mu-plugins/wpcom-smileys/twemoji/2/72x72/1f642.png" alt="🙂" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>Più e più volte ho pensato di <strong>chiudere At the Heart of Metal per sempre</strong>, ma mi spiaceva anche perché è proprio da questa attività che sono giunto dove sono ora. Desideravo infatti informarvi che da qualche tempo ho iniziato a scrivere su <a href="http://www.rockandmetalinmyblood.com" target="_blank"><strong>Rock &amp; Metal in my Blood</strong></a>, bellissimo sito in cui mi sono trovato subito come in famiglia. Lì ho trovato altri ragazzi che, come me, condividevano la mia stessa <strong>passione viscerale per il rock duro</strong>.</p>
<p>Chi mi conosce sa quanto sia &#8220;morbosamente&#8221; affetto dal metal: magari non sarò un assiduo frequentatore dei live italici, tuttavia penso (nel mio piccolo, e voglio essere <strong>assolutamente onesto</strong>) di essere arrivato ad un punto in cui possa dire la mia sul metal, in modo critico e non solamente come &#8220;quattro chiacchiere fra amici&#8221;.<br />
Il bello è che <strong>non si smette mai di imparare</strong>, ed in sole due settimane che scrivo per Rock &amp; Metal ho imparato più cose sulle recensioni che prima quando ero da solo in questo blog. Questa svolta alla mia carriera di recensore &#8211; e lo dico con un sorriso questo termine &#8211; non può che giovare alla mia esperienza.</p>
<p>Tuttavia, state tranquilli: ho il piacere di comunicarvi l&#8217;<strong>intenzione di continuare anche sul mio blog</strong>. Chissà magari mi inventerò qualcosa di nuovo, magari continuerò a scrivere solo recensioni&#8230; Il tutto, ovviamente, tempo permettendo, perché gli impegni sono davvero tanti.</p>
<p>Non mi dimentico che questo blog è nato come <strong>valvola di sfogo</strong> e <strong>tentativo fuga dalla realtà.</strong> Realtà che per me non era affatto bella, era problematica, ma che comunque ora, con tanto <strong>impegno e sacrificio</strong>, sono riuscito a sanare. Mai ringrazierò abbastanza <strong>chi mi è stato vicino</strong>, perché senza loro probabilmente non sarei nemmeno qui a scrivere queste parole, che sanno tanto di addio, ma invece non lo sono. Anzi, sono solamente una precisazione, perché mi rendo conto che l&#8217;inattività di At the Heart of Metal si era protratta fin troppo oltre, e quindi innanzitutto mi scuso con voi, vecchi lettori del mio blog, così come con quelli più recenti del servizio Paperblog.</p>
<p>Non mi resta che salutare tutti quanti voi, che mi avete sempre seguito, ed augurarvi che a prescindere o no dall&#8217;attività di At the Heart of Metal, possiate sempre seguire le strade del nostro amatissimo HEAVY METAL!!!!!!! \m/ O \m/</p>
<p>Sinceramente</p>
<p>Giacomo</p>
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		<title>News del 22/7/2013 sul film dei Metallica, Burzum, Slayer e altri</title>
		<link>https://attheheartofmetal.wordpress.com/2013/07/28/news-del-2272013-sul-film-dei-metallica-burzum-slayer-e-altri/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giacometallo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jul 2013 08:56:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Black Metal: Evolution Of The Cult]]></category>
		<category><![CDATA[Burzum]]></category>
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		<category><![CDATA[Skid Row]]></category>
		<category><![CDATA[Surgical Steel]]></category>
		<category><![CDATA[through the never]]></category>
		<category><![CDATA[Varg Vikernes]]></category>
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					<description><![CDATA[Lo scorso 19 Luglio i Metallica sono stati ospiti del Comic-Con a San Diego, California. Hetfield e soci sono intervenuti per presentare il loro film, Through the Never, diretto dal regista Nimród Antal. Nel padiglione H erano anche presenti il protagonista &#8230; <a href="https://attheheartofmetal.wordpress.com/2013/07/28/news-del-2272013-sul-film-dei-metallica-burzum-slayer-e-altri/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 19 Luglio i <strong>Metallica</strong> sono stati ospiti del <strong>Comic-Con</strong> a San Diego, California. Hetfield e soci sono intervenuti per presentare il loro film, <strong><em>Through the Never</em></strong>, diretto dal regista <b>Nimród Antal</b>. Nel padiglione H erano anche presenti il protagonista Dane DeHaan ed il produttore Charlotte Huggins. E&#8217; stato evidenziato come il film verrà realizzato nel formato IMAX 3D e che sarà nelle sale a stelle e strisce, solo nei cinematografi selezionati, a partire dal 27 settembre. Il film parla di un membro della crew dei Metallica, perennemente on the road. Tuttavia un giorno la sua vita verrà cambiata completamente&#8230; DeHaan ha detto la sua a riguardo &#8220;è un come un concerto in 3D, ma c&#8217;è anche un&#8217;importante parte narrativa&#8221;. Ulrich ha invece dichiarato &#8220;Per farlo ci siamo ispirati al film dei Zeppelin del &#8217;76, <em>The Song Remains the Same</em>. Quattro erano loro, quattro siamo noi. Il film racchiude gran parte del materiale offstage, non fruibile attraverso i concerti&#8221;. L&#8217;astuto membro dei &#8216;Tallica, sempre accorto al business in casa sua, insomma garantisce per l&#8217;esclusività del prodotto. Curiosi, ci accingiamo ad assistere anche noi alla proiezione non appena disponibile. Ma siamo sicuri che non sia solo un dietro le scene? Perché i Manowar hanno realizzato DVD già a partire dal &#8217;96 con materiale &#8220;non fruibile direttamente dai concerti&#8221;&#8230; Staremo a vedere.</p>
<p>Gli <strong>Iron Maiden</strong> si classificano al primo posto della classifica dei tour di Billboard. Ecco i dati: 19 milioni di sterline in ticket venduti, 14 date finora tenute in 13 città in Europa. 259,298 sono i fans che finora hanno assistito agli show della leggendaria band inglese.</p>
<p>Notizie nuove sul <strong>caso Vikernes</strong>. FranceTV ha rivelato che la causa dell&#8217;arresto è stata la &#8220;potenziale pericolosità&#8221; di Vikernes, in quanto &#8220;vicino al neonazismo&#8221; e &#8220;capace di architettare un attentato di grandi dimensioni&#8221;. Il ministro Valls ha anche dichiarato che Vikernes &#8220;non aveva comunque un bersaglio specifico&#8221;. Il leader della one-man-band Burzum sarebbe stato dunque fermato con scopo preventivo. I sospetti si sono focalizzati su di lui anche perché farebbe parte dei destinatari del manifesto di Anders Behring Breivik, l&#8217;autore del massacro di Utoya di luglio 2011. C&#8217;è da dire che però Vikernes aveva già preso le distanze dai contenuti della missiva di Breivik.<br />
Passata la bufera, però, sia Vikernes che la moglie sono stati rilasciati dal momento che in Francia, dopo essere accusati per terrorismo, si può essere trattenuti solamente per 96 ore massimo, dopo di che, se non ci sono carichi a proprio sfavore, si può essere rilasciati.</p>
<p><b>&#8220;Black Metal: Evolution Of The Cult&#8221;</b>  è il libro di 600 pagine che parla del movimento Black Metal fin dalle sue origini. L&#8217;autore, Dayal Patterson, ha svolto un immenso lavoro, andando ad intervistare dozzine di band (correlate o meno). Tra di esse ricordiamo: Bathory, Behemoth, Burzum, Celtic Frost, Cradle of Filth, Darkthrone, Destruction, Dimmu Borgir, Dissection, Emperor, Enslaved, Gorgoroth, Hellhammer, Kreator, Marduk, Mayhem, Mercyful Fate, Rotting Christ, Samael, Satyricon, Shining, Slayer, Sodom, Venom, Watain. Insomma un cast eccezionale!</p>
<p>La <strong>Magnum Opum Orchestra</strong>, accompagnata dalla band Metalforce 1, si prepara per intraprendere il <strong>Christmas Metal Symphony European Tour</strong>. Tra gli ospiti, a questo momento sono confermati: Joey Belladonna (Anthrax), Chuck Billy (Testament), Joacim Cans (Hammerfall), Udo Dirkschneider (UDO, ex-Accept), Floor Jansen (Nightwish, Revamp, After Forever), Michael Kiske (Unisonic, ex-Halloween). Il tour partirà in dicembre 2013 e toccherà Svezia, Germania, Repubblica Ceca per poi chiudere il 22/12 a Milano.</p>
<p><strong>Captive Bolt Pistol</strong> è il nuovo brano dei Carcass messo in streaming online, ascoltabile su <a href="http://youtu.be/nSsrKl6HtAw">youtube</a> e scaricabile da questo <a href="http://emailunlock.com/nuclearblastrecords/carcass-captive-bolt-pistol/widget#">widget</a>, inserendo prima la mail. Il brano è estratto da <em>Surgical Steel</em>, il loro nuovo album in uscita il prossimo settembre.</p>
<p><span style="line-height:1.5;">Gli </span><strong style="line-height:1.5;">Skid Row</strong><span style="line-height:1.5;"> hanno rilasciato un nuovo EP intitolato </span><em style="color:#444444;line-height:1.5;">United World Rebellion &#8211; Chapter One</em><span style="line-height:1.5;">. Disponibile dal 24 maggio, la versione europea dell&#8217;EP (disponibile per conto della UDR Music) contiene due bonus track: </span><em style="color:#444444;line-height:1.5;">Fire Fire</em><span style="line-height:1.5;"> degli Ezo e </span><em style="color:#444444;line-height:1.5;">United</em><span style="line-height:1.5;"> dei Judas Priest. Particolarmente azzeccato l&#8217;anthemico brano dei Priest. </span></p>
<p>Simpatica iniziativa quella di cui sto per parlare. Meshuggah, Dark Tranquillity, The Resistance, Asta Kask, Facebreaker, Seventribe e Bombus sono stati inseriti in un insolito bill: la <strong>crociera metal Close-Up</strong> <strong>Båten</strong>, fissata per il 13 ed il 14 settembre, con partenza da Stoccolma.</p>
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		<title>Metallica &#8211; &#8220;Kill&#8217;em All&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giacometallo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jul 2013 14:56:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[cliff burton]]></category>
		<category><![CDATA[james hetfield]]></category>
		<category><![CDATA[Kill'em All]]></category>
		<category><![CDATA[kirk hammett]]></category>
		<category><![CDATA[Lars Ulrich]]></category>
		<category><![CDATA[Metallica]]></category>
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					<description><![CDATA[Artista: Metallica Album: Kill&#8217;em All Genere: Thrash Metal, Speed Metal Etichetta: Megaforce, Elektra Anno: 1983 Il debutto dei Metallica è stato qualcosa di così importante che nel mondo del metal pochi altri fatti possono essere considerati tali. I Metallica, assieme &#8230; <a href="https://attheheartofmetal.wordpress.com/2013/07/16/metallica-killem-all/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/1kem.jpg"><img loading="lazy" data-attachment-id="487" data-permalink="https://attheheartofmetal.wordpress.com/2013/07/16/metallica-killem-all/1kem/" data-orig-file="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/1kem.jpg" data-orig-size="500,500" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="1kem" data-image-description="&lt;p&gt;Kill&amp;#8217;em All, 1983&lt;/p&gt;
" data-image-caption="" data-large-file="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/1kem.jpg?w=500" class="alignleft size-medium wp-image-487" alt="1kem" src="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/1kem.jpg?w=300&#038;h=300" width="300" height="300" srcset="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/1kem.jpg?w=300 300w, https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/1kem.jpg?w=150 150w, https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/1kem.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><strong>Artista</strong>: Metallica<br />
<strong>Album</strong>: Kill&#8217;em All<br />
<strong>Genere</strong>: Thrash Metal, Speed Metal<br />
<strong>Etichetta</strong>: Megaforce, Elektra<br />
<strong>Anno</strong>: 1983</p>
<p>Il debutto dei <strong>Metallica</strong> è stato qualcosa di così importante che nel mondo del metal pochi altri fatti possono essere considerati tali. I Metallica, assieme nella sacra alleanza con Slayer, Anthrax e Megadeth (i cosiddetti <em>Big Four of Thrash Metal</em>), costituiranno le basi del thrash metal, ovvero quell&#8217;estremizzazione dello speed metal (che già a sua volta accelerava i tempi del classic metal) da cui scaturirà, anni dopo, il death metal (con tutte le sue correnti conseguenti). Riff più taglienti, pattern di batteria più veloci, voce più aggressiva e timbricamente differente dagli stilemi del classic, sono alcuni dei nuovi punti su cui il thrash metal sembra insistere.</p>
<p><strong>Kill&#8217;em All</strong> di certo non si presenta con una grandissima produzione, infatti la batteria non si sente alla grande (vengono penalizzati sia cassa che tom), ma a far guadagnare punti sono i chitarroni di Hetfield e Hammett: mai si erano sentite chitarre così compresse e potenti.</p>
<p>Bando alle ciance e passiamo subito alla strepitosa opener, nonché uno dei migliori brani a mio modo di vedere dei Metallica: <strong>Hit the Lights</strong>. I &#8216;Tallica si presentano così, dopo un assordante casino iniziale: le chitarre definiscono dei riff che entreranno poi gloriosamente nella storia del metal tutto. Sono proprio i Metallica, con questi riff chitarristici accompagnati da stacchi concordi di basso e batteria, a dettare legge nel campo del metal più pesante. La canzone è devastante, veloce come mai prima, la voce è stridula, il basso è roboante, mentre la batteria di Ulrich sapeva ancora cosa volesse dire suonare thrash metal. Assoli di chitarra si ripetono continuamente, anche se brevi e fulminei, mentre la ritmica di basso (forse fin troppo sottovalutato nei Metallica) è sempre presente e permette agli altri strumenti di strutturare la melodia su di ben salde fondamenta. Non ci siamo ancora ripresi dall&#8217;assalto all&#8217;arma bianca della prima traccia che già irrompe <a href="http://www.youtube.com/watch?v=kLHnP7-90Ks"><strong>The Four Horsemen</strong></a>, una delle loro canzoni migliori, assolutamente imperdibile. Dopo la già citata formula vincente riff+stacchi, i Metallica vincono al lotto con un verso a dir poco strepitoso (stupendo davvero, con un bridge ed un ritornello da capogiro, tutto cavalcato) cui segue un riffone della madonna della solita chitarra, così elettrica fino al punto di far accapponare la pelle. Quello che inizia a sentirsi al minuto 2:04 è il metallo fatto canzone. La parte centrale è variegatissima, molto ben strutturata, dinamica e mai ripetitiva. Riff su riff, la canzone prosegue sino ad arrivare ad un solo di chitarra prima lento, e poi un altro sparatissimo che segnerà la fine di questa opera magnifica. Il terzo brano è <strong>Motorbreath</strong>, che riprende la scia dirompente dell&#8217;opener. I livelli, manco a dirlo, sono altissimi. La canzone è direttissima, sparata, con assoli al fulmicotone. Serbo bellissimi ricordi ogni volta che l&#8217;ascolto. Il quarto brano è <strong>Jump in the Fire</strong>, che si apre con un riff allegro e che fa presa fin da subito. Intelligenti i Metallica a riproporlo pressoché all&#8217;infinito. E&#8217; il momento di <strong>(Anesthesia) &#8211; Pulling Teeth</strong>, l&#8217;unico assolo di basso lasciatoci su disco dal compianto Cliff Burton. Il sesto brano è <strong>Whiplash</strong> e qua si ritorna al thrash più grezzo, sul modello di The Four Horsemen. I versi sono giustamente più cazzuti, ma non mancano comunque le idee. I Metallica scrivono infatti tantissimi riff, per di più azzeccati e che ben si amalgamano tra di loro. Anche gli assoli di Hammett, per la verità tutti abbastanza simili su questo album (quello lento di The Four Horsemen è un eccezione), sono comunque bellissimi e taglienti come rasoi. Il settimo brano è <strong>Phantom Lord</strong> che innesca una marcia in più, che ti impedisce di rimanere fermo. In questa canzone troviamo anche un gradevole intermezzo semi acustico, che spezza il ritmo forsennato a cui ci aveva abituato. <strong>No Remorse</strong>, ottavo brano, è un&#8217;altra fucina di riff mozzafiato. Purtroppo questi brani centrali verranno un po&#8217; oscurati dal capolavoro che si cela al nono posto, ma comunque occorre ascoltarli bene. Certe soluzioni, come lo stop &amp; go ed il bridge di No Remorse sono da antologia. Il penultimo brano è il già anticipato pezzo da 90, <strong>Seek &amp; Destroy</strong>. Dilungarsi su questa canzone sarebbe stupido. Ognuno di noi la conosce, ognuno di noi l&#8217;ha suonata/cantata. Dire che l&#8217;ascoltavano i Marines nella Prima Guerra del Golfo è cosa risaputa. Dire che è stupendamente fantastica, è cosa risaputa. Di questa canzone si sa già tutto. A voi l&#8217;ascolto, dunque. Chiude questo strepitoso platter <strong>Metal Militia</strong>, ovvero il tentativo dei Metallica di ricreare un potente <em>anthem</em> per quel neonato movimento che si andava costituendo. L&#8217;intento è riuscito, il brano è quanto mai potente, con una struttura semplice, ma che alterna veramente bene le parti musicali.</p>
<p>Insomma.. Che dire? Qua siamo di fronte ad un pezzo di storia del Metal in genere. Le basi appena poggiate dai Metallica con quest&#8217;album serviranno poi per riprendere il discorso (ma anche di elaborarlo e sgrezzarlo ulteriormente) col successivo Ride the Lightning, seconda parte di un trittico che sfocerà in Master of Puppets, a tutti gli effetti il loro miglior album.</p>
<p>Dire che è consigliato è sbagliato: è stra-consigliato. Quindi buon ascolto a tutti!!</p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">Tracklist</span></strong>:</p>
<ol>
<li>Hit the Lights &#8211; 4:17</li>
<li>The Four Horsemen &#8211; 7:13</li>
<li>Motorbreath &#8211; 3:08</li>
<li>Jump in the Fire &#8211; 4:41</li>
<li>(Anesthesia) &#8211; Pulling Teeth &#8211; 4:14</li>
<li>Whiplash &#8211; 4:09</li>
<li>Phantom Lord &#8211; 5:01</li>
<li>No Remorse &#8211; 6:26</li>
<li>Seek &amp; Destroy &#8211; 6:55</li>
<li>Metal Militia &#8211; 5:11</li>
</ol>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">Line-up</span></strong>:</p>
<p>James Hetfield &#8211; vocals, guitars<br />
Kirk Hammett &#8211; guitars, backing vocals<br />
Cliff Burton &#8211; bass, backing vocals<br />
Lars Ulrich &#8211; drums</p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">Voto</span></strong>:</p>
<p><a href="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/4-stelle-e-mezza.gif"><img loading="lazy" data-attachment-id="98" data-permalink="https://attheheartofmetal.wordpress.com/2013/02/20/tuonela/4-stelle-e-mezza/" data-orig-file="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/4-stelle-e-mezza.gif" data-orig-size="673,145" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="4-stelle-e-mezza" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/4-stelle-e-mezza.gif?w=640" class="alignleft size-medium wp-image-98" alt="4-stelle-e-mezza" src="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/4-stelle-e-mezza.gif?w=300&#038;h=64" width="300" height="64" srcset="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/4-stelle-e-mezza.gif?w=300 300w, https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/4-stelle-e-mezza.gif?w=600 600w, https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/4-stelle-e-mezza.gif?w=150 150w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<iframe class="youtube-player" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/J-tvJcTPxHc?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe>
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		<title>News del 16/7/13 su Megadeth, Baroness, Avenged Sevenfold, P. Anselmo, Burzum</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giacometallo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Jul 2013 14:26:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[Avenged Sevenfold]]></category>
		<category><![CDATA[Baroness]]></category>
		<category><![CDATA[Black Label Society]]></category>
		<category><![CDATA[Burzum]]></category>
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		<category><![CDATA[Hellyeah]]></category>
		<category><![CDATA[Megadeth]]></category>
		<category><![CDATA[Phil Anselmo]]></category>
		<category><![CDATA[Varg Vikernes]]></category>
		<category><![CDATA[Zakk Wylde]]></category>
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					<description><![CDATA[Grande collaborazione lo scorso 12 luglio per i Megadeth. Sul palco del 97.1 The Eagle Presents BFD 2013 hanno collaborato con Slash (ex Guns n&#8217; Roses, Velvet Revolver), Zakk Wylde (Black Label Society, ex Ozzy Osbourne), Jason Newsted (ex Metallica, Voivod), David &#8230; <a href="https://attheheartofmetal.wordpress.com/2013/07/14/news-del-16713-su-megadeth-baroness-avenged-sevenfold-p-anselmo-burzum/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Grande collaborazione lo scorso 12 luglio per i <strong>Megadeth</strong>. Sul palco del 97.1 The Eagle Presents BFD 2013<b> </b>hanno collaborato con <strong>Slash</strong> (ex Guns n&#8217; Roses, Velvet Revolver), <strong>Zakk Wylde</strong> (Black Label Society, ex Ozzy Osbourne), <strong>Jason Newsted</strong> (ex Metallica, Voivod), <strong>David Draiman</strong> (Disturbed, Device) e <strong>Vinnie Paul Abbott</strong> (Hellyeah, Pantera) per la realizzazione di una cover dei Thin Lizzy, &#8220;<em>Cold Sweat</em>&#8220;. Il 97.1 The Eagle Presents BFD 2013<b> </b>ha raggruppato tutte le band che hanno preso parte all&#8217;edizione 2013 del <strong>Gigantour</strong> (Megadeth, Black Label Society, Device, Hellyeah, Newsted, Death Division). Va ricordato che questo festival fu ideato da Mustaine nel 2005 ed è oggi alla sua settima edizione.</p>
<p>I <strong>Baroness</strong> hanno rilasciato una versione live del loro brano &#8220;<em>Cocainium</em>&#8220;, contenuto nel loro ultimo album &#8220;<em>Yellow &amp; Green</em>&#8221; del 2012. Questa versione sarà contenuta nell&#8217;ep &#8220;<em>Live at Maida Vale</em>&#8220;. Potete ascoltarla <a href="http://pitchfork.com/reviews/tracks/15726-cocainium-live-at-maida-vale/">qui</a>.</p>
<p>Il singer degli <strong>Avenged Sevenfold</strong>, Mr. Shadows, ha rilasciato un intervista a Kerrang! UK dove parla del loro prossimo album, &#8220;<em>Hail to the King</em>&#8220;, in uscita prevista per il 27/8. A distanza di tre anni dall&#8217;ultimo &#8220;<em>Nightmare</em>&#8221; (2010), è di fatto il primo album senza il batterista e compositore James &#8220;The Rev&#8221; Sullivan, scomparso verso fine 2009. L&#8217;album dovrà stupire per le sonorità inedite. Dichiaratamente ispirati dal metal anni 90 così come quello della seconda metà degli 80, gli A7X hanno fatto però un ulteriore balzo indietro, affondando le idee nel sound dei Black Sabbath e Led Zeppelin, con tanto di contaminazioni blues. Sicuramente un lavoro interessante.</p>
<p><a href="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/20577-1.jpg"><img loading="lazy" data-attachment-id="495" data-permalink="https://attheheartofmetal.wordpress.com/2013/07/14/news-del-16713-su-megadeth-baroness-avenged-sevenfold-p-anselmo-burzum/20577-1/" data-orig-file="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/20577-1.jpg" data-orig-size="500,500" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="20577-1" data-image-description="&lt;p&gt;Walk Through Exits Only, 2013&lt;/p&gt;
" data-image-caption="" data-large-file="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/20577-1.jpg?w=500" class="alignleft size-thumbnail wp-image-495" alt="20577-1" src="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/20577-1.jpg?w=150&#038;h=150" width="150" height="150" srcset="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/20577-1.jpg?w=150 150w, https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/20577-1.jpg?w=300 300w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>Tempo di esordio solista per <strong>Phil Anselmo</strong>. L&#8217;ex cantante dei Pantera, nonché membro dei Down, ha esordito con &#8220;<em>Walk Through Exits Only</em>&#8220;, sotto il moniker <strong>Phil Anselmo &amp; The Illegals</strong>. Potete ascoltare l&#8217;intero album in streaming sul <a href="http://www.philanselmo.com/audio/walk-through-exits-only/">suo sito ufficiale</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a style="line-height:1.5;" href="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/2279306.jpg"><img loading="lazy" data-attachment-id="497" data-permalink="https://attheheartofmetal.wordpress.com/2013/07/14/news-del-16713-su-megadeth-baroness-avenged-sevenfold-p-anselmo-burzum/attachment/2279306/" data-orig-file="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/2279306.jpg" data-orig-size="908,508" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="2279306" data-image-description="&lt;p&gt;Varg Vikernes&lt;/p&gt;
" data-image-caption="" data-large-file="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/2279306.jpg?w=640" class="alignleft size-thumbnail wp-image-497" alt="2279306" src="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/2279306.jpg?w=150&#038;h=83" width="150" height="83" srcset="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/2279306.jpg?w=150 150w, https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/2279306.jpg?w=300 300w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a></p>
<p><strong>Varg Vikernes</strong> ci è ricascato. Il black metaller norvegese è stato arrestato di questa mattina (16 luglio 2013, ndr) nella città di Salon-La-Tour, nella provincia di Corrèze in Francia. Vikernes è stato fermato per aver tentato di pianificare un massacro. Il Ministero degli Interni francese ha giudicato minacciose le sue parole apparse su internet negli ultimi tempi. Pericolose per la società e quindi immediatamente arrestato. Vikernes, che qua vive con la moglie e tre figli, aveva già acquistato quattro pistole, tutte denunciate, di cui una iscritta al poligono di tiro. Si attendono ulteriori notizie.</p>
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		<title>News del 12/7/2013 su Metallica, Sepultura, Amon Amarth, Slayer</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giacometallo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jul 2013 10:10:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Amon Amarth]]></category>
		<category><![CDATA[Deceiver of the Gods]]></category>
		<category><![CDATA[ex mogli]]></category>
		<category><![CDATA[Exodus]]></category>
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		<category><![CDATA[Metallica]]></category>
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		<category><![CDATA[Sepultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Vita sentimentale agitata per Lars Ulrich. Il batterista dei Metallica si è recentemente fidanzato con una tale Jessica Miller. I due hanno festeggiato l&#8217;avvenimento (molto sentito negli USA) dinnanzi a pochi intimi, tra cui il futuro suocero di Lars ed &#8230; <a href="https://attheheartofmetal.wordpress.com/2013/07/12/news-del-1272013-su-metallica-sepultura-amon-amarth-slayer/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vita sentimentale agitata per <strong>Lars Ulrich</strong>. Il batterista dei Metallica si è recentemente fidanzato con una tale Jessica Miller. I due hanno festeggiato l&#8217;avvenimento (molto sentito negli USA) dinnanzi a pochi intimi, tra cui il futuro suocero di Lars ed i suoi figli (avuti da due mogli differenti). Capiamo ora perché Lars non sia più tanto in grado di suonare&#8230; Sfamare due ex mogli non deve tenere tanto la testa libera.</p>
<p>I <strong>Sepultura</strong> hanno ultimato l&#8217;album dopo 40 giorni di lavori. Il produttore è Ross Robinson (Slipknot, Korn, Limp Bizkit), mentre il co-produttore è Steve Evetts, che già aveva lavorato con i Sepultura su tre album (Nation, Revolusongs, Roorback). Significativa la partecipazione esclusiva di Dave Lombardo (ex-Slayer): proprio con l&#8217;ex gruppo del drummer statunitense, i Sepultura avevano instaurato un rapporto di reciproco odio, si dice, a causa delle ideologie politiche che stavano dietro ai loro testi.</p>
<p>Dopo gli ottimi successi di &#8220;Twilight of the Thundergod&#8221; (2008) e &#8220;Surtur&#8217;s Rising&#8221; (2011), gli <strong>Amon Amarth</strong> mettono a segno un nuovo colpo con la loro ultima release: &#8220;Deceiver of the Gods&#8221;. In merito alle vendite, i dati ci dicono che nella prima settimana, partendo dagli 11,000 dischi del 2008 e passando per i 15,000 del 2011, il loro nuovo album ha venduto ben 17,000 copie, sintomo di una <strong>crescita esponenziale</strong> e di grande aspettativa da parte dei fan. Gli Amon Amarth sono ormai una <em>top band</em> (per sfruttare un termine assai utilizzato in ambito sportivo), e ciò lo dimostra anche gli ottimi piazzamenti nei maggiori mercati metal: oltre ad uno strepitoso terzo posto nella classifica generale tedesca, si sono collocati secondi nella classifica Rock iTunes, Metal iTunes, e settimi nella iTunes Top 200.</p>
<p><a href="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/1006239_446882155419358_1521692268_n.jpg"><img loading="lazy" data-attachment-id="482" data-permalink="https://attheheartofmetal.wordpress.com/2013/07/12/news-del-1272013-su-metallica-sepultura-amon-amarth-slayer/1006239_446882155419358_1521692268_n/" data-orig-file="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/1006239_446882155419358_1521692268_n.jpg" data-orig-size="720,480" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="1006239_446882155419358_1521692268_n" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/1006239_446882155419358_1521692268_n.jpg?w=640" class="alignleft size-medium wp-image-482" alt="1006239_446882155419358_1521692268_n" src="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/1006239_446882155419358_1521692268_n.jpg?w=300&#038;h=200" width="300" height="200" srcset="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/1006239_446882155419358_1521692268_n.jpg?w=300 300w, https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/1006239_446882155419358_1521692268_n.jpg?w=600 600w, https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/1006239_446882155419358_1521692268_n.jpg?w=150 150w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><strong>Paul Bostaph</strong>, nuovo batterista degli <strong>Slayer</strong>, ha postato sulla <a href="https://www.facebook.com/paulbostaphofficial">sua pagina ufficiale</a> una foto della nuova line-up della band californiana. Fa effetto non vedere il biondo <strong>Hanneman</strong> tra di loro.<br />
Oltre ai due membri storici Araya e King, possiamo anche vedere il nuovo chitarrista <strong>Gary Holt</strong> (Exodus) all&#8217;estrema sinistra.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Wintersun &#8211; &#8220;Time I&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giacometallo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jul 2013 15:45:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Finlandia]]></category>
		<category><![CDATA[Melodic Death Metal]]></category>
		<category><![CDATA[Time I]]></category>
		<category><![CDATA[Wintersun]]></category>
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					<description><![CDATA[Artista: Wintersun Album: Time I Genere: Melodic Death Metal, Symphonic Metal Etichetta: Nuclear Blast Anno: 2012 Chinese Democracy dei Guns n&#8217; Roses è noto soprattutto per aver impiegato 15 anni per uscire sulle scene, presentandoci i Guns in uno stato &#8230; <a href="https://attheheartofmetal.wordpress.com/2013/07/09/wintersun-time-i/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/wintersun.jpg"><img loading="lazy" data-attachment-id="325" data-permalink="https://attheheartofmetal.wordpress.com/2013/07/09/wintersun-time-i/wintersun/" data-orig-file="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/wintersun.jpg" data-orig-size="1417,1417" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="Time I, 2012" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/wintersun.jpg?w=640" class="alignleft size-medium wp-image-325" alt="Time I, 2012" src="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/wintersun.jpg?w=300&#038;h=300" width="300" height="300" srcset="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/wintersun.jpg?w=300 300w, https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/wintersun.jpg?w=600 600w, https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/07/wintersun.jpg?w=150 150w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><strong>Artista</strong>: Wintersun<br />
<strong>Album</strong>: Time I<br />
<strong>Genere</strong>: Melodic Death Metal, Symphonic Metal<br />
<strong>Etichetta</strong>: Nuclear Blast<br />
<strong>Anno</strong>: 2012</p>
<p>Chinese Democracy dei Guns n&#8217; Roses è noto soprattutto per aver impiegato 15 anni per uscire sulle scene, presentandoci i Guns in uno stato ben diverso da come li avevamo lasciati.<br />
Allo stesso modo <strong>Time I</strong> dei Wintersun viene alla luce dopo ben 6 anni di ritardo, essendo stato programmato per la fine del 2006. Jari Mäenpää, leader indiscusso oltre che cantante e chitarrista della band, ha dovuto far fronte anche al dispiacere dei fan perché, oltre ai numerosi rinvii d&#8217;uscita, dovette cancellare alcune esibizioni proprio per non sottrarre energie preziose al progetto.<br />
Dopo un buon esordio, dove i nostri si presentavano con death metal melodico infarcito di richiami epici, i Wintersun mantengono le coordinate stilistiche introdotte nel debut album ma allo stesso tempo si &#8220;gonfiano&#8221; all&#8217;inverosimile con un disco, lasciatemelo dire, davvero troppo pomposo.<br />
Stando a quanto dichiarato dai musicisti quando si era ancora in fase di mastering, Time I arrivò a contare ben 65 minuti di musica (che saranno poi ridotti a 40), con le sue canzoni che possedevano &#8220;circa 200 riff diversi&#8221;: proprio questa eccessiva complessità ha portato l&#8217;album ad essere in produzione per circa 6 anni interi. Basti pensare che le registrazioni di chitarra, basso e batteria erano già state ultimate ad aprile 2007!<br />
Una serie di rinvii continui ha portato così l&#8217;album ad uscire solamente l&#8217;anno scorso, ad ottobre. Ma ne sarà davvero valsa la pena di aspettare?</p>
<p>Dopo un intro strumentale e pomposa, <strong>When Time Fades Away</strong>, l&#8217;album ci precipita dentro a <strong>Son of Winter and Stars</strong>, lunga suite estremamente articolata. Fin da subito, e ce ne dispiace, si nota che la sinfonicità epica è stata abbandonata, virando verso un <em>flavour</em> decisamente più elettronico, che più di una volta strizza l&#8217;occhio al progressive metal. Saranno le tanto acclamate influenze musicali giapponesi che Mäenpää ha dichiarato di apprezzare e voler introdurre in questo lavoro, saranno le scelte stilistiche che sono state preferite ad altre, ma a me, continuo a ribadire, piaceva di più il vecchio sound. Il death melodico è sempre alla base della loro proposta, però qua ci sono parti in cui l&#8217;orchestrazione è addirittura sovrastante l&#8217;impianto metal, con dei volumi spropositati in quanto a bilanciamento. Le partiture in doppia cassa veloce e quelle acustiche diversificano lo svolgimento della canzone, di cui si apprezza certamente la maniacale precisione negli arrangiamenti. Carina la chiusura del brano. Giungiamo così alla terza traccia, <strong>Land of Snow and Sorrow</strong>, il brano che ho maggiormente apprezzato. E&#8217; sua la definizione di maestosità nell&#8217;esecuzione, ma devo dire che i cori epici alla Blind Guardian lo esaltano al punto giusto. Dopo <strong>Darkness and Frost</strong>, brano tanto pomposo quanto inutile, arriviamo all&#8217;ultima traccia dell&#8217;album: la title-track <strong>Time</strong>. Anche quest&#8217;ultimo brano si presenta come una lunga suite, simile alla precedente, seppur più folkish. Nonostante la sua lunghezza, è però orchestrata bene, risultando comunque potente al punto giusto.</p>
<p>I Wintersun si erano presentati nel 2004 con l&#8217;omonimo album, raccogliendo successi ampi anche dalla critica specializzata. Questo Time I per me però rappresenta un notevole passo indietro: quelle scelte che erano risultate intriganti a livello del sound (death melodico più influenze sinfoniche-epiche) vengono qui abiurate per soluzioni eccessivamente orchestrali fini a loro stesse.<br />
Non si tratta di una bocciatura, ma purtroppo il disco viene &#8220;rimandato&#8221;, in attesa di Time II, in uscita al 2014. Penso però che la strada tracciata sia questa, quindi evitiamo di sperare in un ritorno alle radici: il presente ed il futuro, per ora, sono questi.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>Tracklist</strong></span>:</p>
<ol>
<li>When Time Fades Away &#8211; 4:08</li>
<li>Son of Winter and Stars &#8211; 13:01<br />
&#8211; Rain of Stars<br />
&#8211; Surrounded by Darkness<br />
&#8211; Journey Inside a Dream<br />
&#8211; Sons of Winter and Stars</li>
<li>Land of Snow and Sorrow &#8211; 8:22</li>
<li>Darkness and Frost &#8211; 2:24</li>
<li>Time &#8211; 11:45</li>
</ol>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>Line-up</strong></span>:</p>
<p>Jari Mäenpää &#8211; vocals, guitars, keyboards, programming<br />
Teemu Mäntysaari &#8211; guitars<br />
Jukka Koskinen &#8211; bass<br />
Kai Kahto &#8211; drums</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>Voto</strong></span>:</p>
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			<media:title type="html">Time I, 2012</media:title>
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		<title>Manowar &#8211; &#8220;Into Glory Ride&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giacometallo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jul 2013 20:11:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[epic metal]]></category>
		<category><![CDATA[heavy metal]]></category>
		<category><![CDATA[Into Glory Ride]]></category>
		<category><![CDATA[Manowar]]></category>
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					<description><![CDATA[Artista: Manowar Album: Into Glory Ride Genere: Heavy Metal, Epic Metal Etichetta: Megaforce Records Anno: 1983 Into Glory Ride è il secondo lavoro dei Manowar ed uscì nel luglio 1983. Dopo alcune vicende che portano alla defezione di Donnie Hamzik &#8230; <a href="https://attheheartofmetal.wordpress.com/2013/07/01/manowar-into-glory-ride/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
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Album: </strong>Into Glory Ride<br />
<strong>Genere: </strong>Heavy Metal, Epic Metal<br />
<strong>Etichetta: </strong>Megaforce Records<strong><br />
Anno: </strong>1983</p>
<p><strong>Into Glory Ride</strong> è il secondo lavoro dei Manowar ed uscì nel luglio 1983. Dopo alcune vicende che portano alla defezione di Donnie Hamzik dal ruolo di batterista, i Manowar, destreggiandosi tra molteplici problemi, trovano subito un grande rimpiazzo con Scott Columbus, baffuto operaio metalmeccanico alle prime esperienze con un gruppo professionista. Scott tuttavia si presenta con le giuste credenziali, con una discreta tecnica di partenza, ma anche con tanta potenza in più (grazie anche ad una produzione migliore del disco precedente).</p>
<p>La prima traccia, <strong>Warlord</strong>, riprende i canoni heavy metal del primo album, ma rappresenterà l&#8217;unica eccezione nel sound dell&#8217;album &#8211; e dopo capirete il perché. Il brano apripista (dopo la simpatica introduzione, recitata dallo stesso Columbus, coadiuvato da Adams) parte con un ritmo incalzante e diretto, in cui si nota subito la batteria, in rilievo rispetto agli altri strumenti (il charleston copre quasi chitarra e basso, che qui sono maggiormente bilanciati rispetto a Battle Hymns). Warlord è un brano dinamico, energico e pieno di carica metal: il nuovo drummer Scott Columbus è un musicista diretto, che predilige un drumming più lineare di quello di Hamzik, ma anche decisamente più potente. Il secondo brano è uno dei capolavori dell&#8217;album, ma anche della loro discografia: <strong>Secret of Steel</strong>. E qua avviene la svolta. D&#8217;ora in poi l&#8217;album sarà solo più epic metal allo stato puro, dall&#8217;incedere perlopiù lento e solenne. Secret of Steel si apre con un verso dominato dal basso di DeMaio. Il verso cantato da Adams è molto solenne, dall&#8217;incedere quasi doomish, molto evocativo nella sua descrizione. Bellissimo il verso che precede il ritornello, anch&#8217;esso molto epico e maestoso. Il brano, comunque, rimane permeato da un senso di oscurità, malinconia e magia, che deflagra nel bellissimo assolo di Ross the Boss, per poi chiudersi in un epico finale, dove la voce allora cristallina di Adams raggiunge le &#8220;alte cime&#8221; da lui decantate nel testo. Il terzo brano è <strong>Gloves of Metal</strong>, che assieme al precedente ed al successivo costituisce un trittico eccezionale. Questa, dei tre, è la canzone più diretta. La chitarra, per una volta, è a tracciare il riff portante della canzone. Per il resto basta leggere il verso del ritornello &#8220;<em>We wear leather, we wear spikes, we rule the night</em>&#8220;, un altro manifesto di quello che sono i Manowar. Anche se le tematiche non sono fantasy in questa canzone, l&#8217;impianto rimane ben saldo ed ancorato agli stilemi dell&#8217;epic metal: lentezza dei riff sempre granitici, stacchi imperiosi, oltre che un tapping nell&#8217;assolo davvero ottantiano e fantastico. Il successivo brano è l&#8217;eccellente <strong>Gates of Valhalla</strong>, introdotto da un egregio, quanto evocativo arpeggio al basso a 8 corde di DeMaio. Dopo un primo momento di solo basso, timidamente s&#8217;introduce un tappeto di tastiere che esalta il cantato di Adams, molto particolare e melodico. Dopo un inizio in sorniona, batteria e chitarra irrompono prepotentemente. Il riffing si fa tanto lineare quanto metallico. La doppia cassa sorregge le plettrate di basso e chitarra, con tanto di stacchi sui tom che suonano come veri e propri tamburi dei vichinghi. Il testo è infatti ispirato alla mitologia norrena: inutile sottolineare quanto sia stupendo. Basta leggere questa parte:</p>
<p><em>Death&#8217;s chilling wind blows through my hair</em><br />
<em> I&#8217;m now immortal, I am there</em><br />
<em> I take my place by Odin&#8217;s side</em><br />
<em> Eternal army in the sky.</em></p>
<p>La parte centrale si fa più lenta, con il ritornello che riprende il cantato iniziale. Ross the Boss si prodiga in un altro assolo fiammante, ma è la chiusura ad introdurre una soluzione davvero buona, sempre più che mai epicheggiante. La quinta traccia è <strong>Hatred</strong>, il brano più particolare all&#8217;interno del lotto. La canzone è quella meno facilmente assimilabile tra tutte le altre, e questo va ricordato. Luciferina è l&#8217;atmosfera che si respira sin dall&#8217;inizio canzone: la chitarra compie dei voli dissonanti e lancinati, mentre Adams parla del cuore del protagonista, attraverso cui fluisce un sangue nero, rendendolo pieno di odio. Il ritornello è vagamente orientaleggiante, mentre un particolare stacco melodico spezza il ritmo, alternando versi marcati a parti decisamente più sognanti. L&#8217;assolo è decisamente votato al noise, per la melodia qua non c&#8217;è proprio spazio: pure Adams si sgola come un dannato. La sesta traccia è <strong>Revelation (Death&#8217;s Angel)</strong>, introdotta dai tom di Columbus, prima che chitarra e basso incomincino una cavalcata devastante. La canzone è certamente uno degli episodi più riusciti dell&#8217;album, possedendo certe soluzioni molto ben architettate (come la parte che va sempre più accelerando). Il ritornello è melodico, ma non manca mai di potenza. Le tematiche non sono più nordiche ma parlano dell&#8217;apocalisse, evidenziando un nota &#8220;satanica&#8221; che si andrà perdendo nei Manowar che verranno. Chiude l&#8217;album <strong>March for Revenge (By the Soldiers of Death)</strong>, canzone che ricalca molto la struttura di Battle Hymn, quasi come se i Manowar volessero ritentare la sorte del precedente album. I tamburi di guerra già suonano che irrompe un verso che ricorda molto Battle Hymn, specie nella ritmica del basso. Un po&#8217; corto il ritornello che però ha il pregio di non spezzare il <em>pathos</em> che, leggendo pure il testo, si era venuto a creare fin dai primi versi. L&#8217;intermezzo è il solito con il basso a 8 corde, solenne ed epico, e segue la caratteristica struttura delle suite epiche dei Manowar. Molto bello Adams che canta:</p>
<p><em>Your sacrifice so great, rest now take thy sleep</em><br />
<em>For you shall not awake, let revenge be sweet.</em><br />
<em>For when we march, your sword rides with me.</em><br />
<em>For when we march, your sword rides with me.</em><br />
<em>For when we march, your sword rides with me.</em><br />
<em>For when we march, your sword rides with me.</em></p>
<p>La song si chiude poi dopo un assolo curato, con una grande escalation di emozioni, accompagnata dal crescendo dell&#8217;intera band, per poi collassare in un classico &#8211; e caotico &#8211; finale alla Manowar.</p>
<p>Per la critica si tratta di un album mediamente bello, ma per i fan si tratta dell&#8217;album più bello dell&#8217;intera discografia del combo di Auburn. La critica in questo caso è davvero inclemente, perché con molta probabilità Into Glory Ride si colloca davvero tra quanto di meglio prodotto dalla band. Non so dirvi se si tratta del migliore disco, ma di certo qua di fillers non ce ne sono affatto. Niente assoli di basso, niente fronzoli vari. I brani sono solo 7, per un minutaggio non esagerato, ma sono tutti ottimi, che mantengono altissima la caratura dell&#8217;album.</p>
<p>Consigliatissimo come uno dei primi album epic metal della storia.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>Tracklist</strong></span>:</p>
<ol>
<li>Warlord &#8211; 4:13</li>
<li>Secret of Steel &#8211; 5:48</li>
<li>Gloves of Metal &#8211; 5:23</li>
<li>Gates of Valhalla &#8211; 5:23</li>
<li>Hatred &#8211; 7:11</li>
<li>Revelation (Death&#8217;s Angel) &#8211; 6:28</li>
<li>March for Revenge (By the Soldiers of Death) &#8211; 8:24</li>
</ol>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>Line Up</strong></span>:</p>
<p>Joey DeMaio &#8211; 4 strings, 8 strings bass<br />
Eric Adams &#8211; vocals<br />
Ross the Boss &#8211; guitars, keyboards<br />
Scott Columbus &#8211; drums</p>
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<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>Voto</strong></span>:</p>
<p><a href="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/5-stelle1.gif"><img loading="lazy" data-attachment-id="99" data-permalink="https://attheheartofmetal.wordpress.com/2013/02/20/tuonela/5-stelle/" data-orig-file="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/5-stelle1.gif" data-orig-size="750,145" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="5-stelle" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/5-stelle1.gif?w=640" class="alignleft size-medium wp-image-99" alt="5-stelle" src="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/5-stelle1.gif?w=300&#038;h=58" width="300" height="58" srcset="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/5-stelle1.gif?w=300 300w, https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/5-stelle1.gif?w=600 600w, https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/5-stelle1.gif?w=150 150w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
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		<title>Saxon &#8211; &#8220;Sacrifice&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giacometallo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jul 2013 13:28:39 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[heavy metal]]></category>
		<category><![CDATA[Sacrifice]]></category>
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<strong>Album</strong>: Sacrifice<br />
<strong>Genere</strong>: Heavy Metal<br />
<strong>Etichetta</strong>: UDR<br />
<strong>Anno</strong>: 2013</p>
<p>Una realtà indiscussa del NWOBHM-che-fu ha staccato il biglietto del ventesimo studio album pubblicato. Il 1° marzo è uscito infatti <strong>Sacrifice</strong>, ultima fatica della band di Barnsley, UK. Che dire, l&#8217;album non mi ha colpito più di tanto: è un buon disco di heavy metal, quello più hard rock oriented, fatto di tantissimi riff vecchio stile, cui fa da contraltare una produzione moderna, pulita, che esalta sicuramente questa tipologia di musica.</p>
<p><span style="line-height:1.5;">L&#8217;album si apre con l&#8217;intro <strong>Procession</strong>, cui segue la title-track <a href="http://www.youtube.com/watch?v=8d_6BkhKPAk"><strong>Sacrifice</strong></a>. Caratterizzata da un riffing molto duro e potente, la canzone si candida come il miglior brano dell&#8217;album e racchiude tutti gli elementi tipici del genere. La voce di Biff Byford è acuta ma potente, ancora in grande stato dopo 62 primavere, le chitarre urlano ed il wah-wah tesse strane partiture, per poi sfociare in un ritornello anthemico, con i cori che ripetono il titolo. Un assolo in pieno stile classic metal chiude certamente un buon episodio. </span>La terza traccia è <strong>Made in Belfast</strong>, con un riff che si guadagna subito l&#8217;attenzione dell&#8217;ascoltatore. I Saxon intuiscono la potenzialità del giro e lo ripropongono anche nel ritornello. Buona scelta, così come valida la canzone. <strong>Warriors of the Road</strong> è il brano più potente dell&#8217;album. Le partiture si spostano su canoni prettamente speed metal, con le ritmiche forsennate e la voce molto più aggressiva. Non male come brano. <strong>Guardians of the Tomb</strong>, la quinta canzone, inizia in modo tranquillo, con una buona melodia di chitarra. Il riffing è particolare, anche se poco dopo diventa tutto decisamente più heavy metal. Da notare l&#8217;assolo melodico. Il sesto brano è <strong>Stand up and Fight</strong>, ma vi dico che non è della stessa classe della song di Dio. Quello in questione è un brano deciso, ma niente di più, dal momento che pure il ritornello sembra risentire delle linee vocali un po&#8217; smorte. Stesse parole si possono dire per <strong>Walking the Steel</strong>, brano con non molto mordente. <strong>Night of the Wolf</strong> è un brano invece migliore, ma pur sempre molto canonico. <strong>Wheels of Terror</strong>, nona traccia, ricorda (almeno per il titolo) un grande brano del passato dei Saxon, ma anche qua i Saxon si arrangiano alla bell&#8217;e meglio con grande mestiere, mentre l&#8217;assolo vorrebbe stupire, ma in effetti rimane nell&#8217;anonimato. L&#8217;ultima canzone è <strong>Standing in a Queue</strong>, dall&#8217;incedere rockeggiante grazie al basso lineare ed ai riff graffianti.</p>
<p>In apertura ho detto che non mi ha colpito particolarmente perché, a giorni di distanza, nessuna traccia mi è rimasta impressa: sarà perché l&#8217;heavy che preferisco è quello della scuola Maiden &#8211; Priest al massimo &#8211; ma quello fatto con i soliti riffoni chitarristici, su di una base ritmica piuttosto lineare, non mi ha mai esaltato. I Saxon per me han sempre rappresentato tutto questo, per cui preferisco lasciarli adorare agli altri.</p>
<p>Album piuttosto anonimo, ci si vive bene anche senza.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>Tracklist</strong></span>:</p>
<ol>
<li>Procession &#8211; 1:45</li>
<li>Sacrifice &#8211; 3:58</li>
<li>Made in Belfast &#8211; 4:34</li>
<li>Warriors of the Road &#8211; 3:34</li>
<li>Guardians of the Tomb &#8211; 4:47</li>
<li>Stand up and Fight &#8211; 4:02</li>
<li>Walking the Steel &#8211; 4:24</li>
<li>Night of the Wolf &#8211; 4:23</li>
<li>Wheels of Terror &#8211; 4:23</li>
<li>Standing in a Queue &#8211; 3:36</li>
</ol>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>Line-up</strong></span>:</p>
<p>Biff Byford &#8211; vocals<br />
Paul Quinn &#8211; guitars<br />
Doug Scarratt &#8211; guitars<br />
Nibbs Carter &#8211; bass<br />
Nigel Glockler &#8211; drums</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>Voto</strong></span>:</p>
<p><a href="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/2-stelle.gif"><img loading="lazy" data-attachment-id="93" data-permalink="https://attheheartofmetal.wordpress.com/2013/02/20/tuonela/2-stelle/" data-orig-file="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/2-stelle.gif" data-orig-size="300,145" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="2-stelle" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/2-stelle.gif?w=300" class="alignleft size-full wp-image-93" alt="2-stelle" src="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/2-stelle.gif?w=640"   srcset="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/2-stelle.gif 300w, https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/02/2-stelle.gif?w=150&amp;h=73 150w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=HUc-HCLh4Rw"><iframe class="youtube-player" width="560" height="315" src="https://www.youtube.com/embed/IDuOY18_7mE?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation allow-popups-to-escape-sandbox"></iframe></a></strong></span></p>
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		<title>Manowar &#8211; &#8220;Battle Hymns&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giacometallo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jun 2013 21:01:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Artista: Manowar Album: Battle Hymns Genere: Heavy Metal, Epic Metal Etichetta: Atco, Atlantic, Geffen, Magic Circle Anno: 1982 Tempo libero. Finalmente ho del tempo libero per fare ciò che mai avevo osato prima: recensire un&#8217;intera discografia dall&#8217;inizio alla fine. Fantastico, &#8230; <a href="https://attheheartofmetal.wordpress.com/2013/06/30/manowar-battle-hymns/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/06/02b-manowar-battle-hymns.jpg"><img loading="lazy" data-attachment-id="271" data-permalink="https://attheheartofmetal.wordpress.com/2013/06/30/manowar-battle-hymns/02b-manowar-battle-hymns/" data-orig-file="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/06/02b-manowar-battle-hymns.jpg" data-orig-size="1024,1025" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}" data-image-title="Battle Hymns, 1982" data-image-description="" data-image-caption="" data-large-file="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/06/02b-manowar-battle-hymns.jpg?w=640" class="alignleft size-medium wp-image-271" alt="Battle Hymns, 1982" src="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/06/02b-manowar-battle-hymns.jpg?w=300&#038;h=300" width="300" height="300" srcset="https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/06/02b-manowar-battle-hymns.jpg?w=300 300w, https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/06/02b-manowar-battle-hymns.jpg?w=600 600w, https://attheheartofmetal.wordpress.com/wp-content/uploads/2013/06/02b-manowar-battle-hymns.jpg?w=150 150w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><strong>Artista</strong>: Manowar<br />
<strong>Album</strong>: Battle Hymns<br />
<strong>Genere</strong>: Heavy Metal, Epic Metal<br />
<strong>Etichetta</strong>: Atco, Atlantic, Geffen, Magic Circle<br />
<strong>Anno</strong>: 1982</p>
<p>Tempo libero. Finalmente ho del tempo libero per fare ciò che mai avevo osato prima: recensire un&#8217;intera discografia dall&#8217;inizio alla fine. Fantastico, dico io. Ma ne sono davvero sicuro? No perché si tratta di un bel lavorone, di un certo spessore, non di certo come fare una recensione ogni tanto.</p>
<p>Io dico però che ne sono sicuro, anche perché recensirò i <strong>Manowar</strong>. Sì, proprio loro, il gruppo della (mia) vita, assieme ai Maiden. Anzi, dico fermamente che gli Iron Maiden sono stati il gruppo che mi ha iniziato al metal, come moltisssimi altri ragazzi. Eppure i Manowar, forse per la loro presenza, forse per quella cafonaggine tanto criticata, sono stati coloro i quali mi hanno spiegato cosa voglia dire essere metallari. E&#8217; inutile girarci attorno: loro sono il metal ed il metal se si potrebbe personificare sceglierebbe i Manowar. Perché? Perché è facile: loro scrivono metal puro ed incondizionato dalle mode passeggere, perché loro hanno l&#8217;attitudine tanto celebrata del &#8220;<em>drink, rock &amp; fuck</em>&#8221; e non per ultimo perché loro vivono per il metal. Sì, direte voi, tanta gente vive grazie al metal. Ma qua il discorso è diverso, qua si tratta che DeMaio&amp;soci vivono non grazie, ma PER il metal. Qualsiasi aspetto della loro vita pubblica è costantemente permeato dall&#8217;alone dei <em>true defenders</em>, che solo in pochi anno. Chi non vorrebbe essere al loro posto? A capo di una delle band più fottute del pianeta, in cima al mondo solamente a suonare, stare in compagnia con i <em>brothers of metal</em> e andando in moto per le strade del mondo. Fantastico.</p>
<p>Eppure questo atteggiamento è solo possibile per i grandi. Eh già, mica puoi permetterti di suonare in un pub qualsiasi e poi sbrodolare le prime file a colpi di Moët et Chandon riserva, senza scialacquarsi quanto parsimoniosamente risparmiato, oppure far salire la prima tipa tettona che ti capita a tiro, sollevarla e limonarla in posa da guerriero post-ragnarok senza che lei, minimo, ti denunci per molestie.</p>
<p>I Manowar, insomma, sono anche (e forse soprattutto questo): tanta musica, heavy metal, dal più lento e cazzuto a quello prettamente più speedeggiante, ma anche tantissima quanto sana attitudine.</p>
<p>Lascio perdere i cenni biografici, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Manowar" target="_blank">wikipedia</a> esiste per quello, no?</p>
<p>Bando alle ciance, diamo fiato alle trombe perché iniziamo con la recensione vera e propria di <strong>Battle Hymns</strong>, album d&#8217;esordio della band, che si apre con <strong>Death Tone</strong>, grande canzone che mette in chiaro i canoni del combo di Auburn. Il basso distorto di DeMaio è qualcosa che significa amore a prima vista. Non possono piacerti i Manowar se non ti piace un basso distorto, sempre presente, sopra la chitarra, cazzuto alla morte. Bene, Joey è tutto questo. Ecco che le linee dei versi così come il ritornello sono sovrastati dalla sua potenza bassistica allucinante. Le chitarre di Ross the Boss fanno il loro valido lavoro (specie nei pregevoli soli chitarristici, decisamente hard &#8216;n&#8217; heavy in questo album). La batteria di Donnie Hamzik è l&#8217;unica a pagare un po&#8217; dazio per una produzione non all&#8217;altezza, ma solo per quanto riguarda lo strumento in questione: infatti gli altri se la cavano alla grande, ma la batteria soffre un po&#8217; della sindrome della batteria chicco, quella che suona un po&#8217; alla cazzo, perché i suoni sono un po&#8217; debolucci. A dire la verità, però, a me piace comunque un sacco. Sarà perché un po&#8217; vintage, ma è davvero speciale. Menzione a parte per la voce: Eric Adams si presenta come uno dei migliori singer in ambito classic metal, sia per estensione che potenza. Non appena conclusa la prima traccia ecco <strong>Metal Daze</strong>, autentico inno dell&#8217;heavy metal che, con il suo incipit, mette in musica la loro concezione di rock duro:</p>
<p><em>I hear the sound</em><br />
<em>In a metal way </em><br />
<em>I feel the power </em><br />
<em>Rolling off the stage </em><br />
<em>Cause only one thing </em><br />
<em>Really sets me free </em><br />
<em>Heavy Metal </em><br />
<em>Loud as it can be</em></p>
<p>Più chiaro di così si rischia la morte. Pompanti i versi, intrigante il bridge, bell&#8217;assolo e chorus davvero catchy. Fantastica canzone, che trova nel live una dimensione difficilmente replicabile.<br />
Entriamo così nella parte centrale dell&#8217;album con <strong>Fast Taker</strong>, una delle canzoni che, se vogliamo proprio trovare un difetto, può risultare tra le meno belle. Ma porca miseria, questo è un grandissimo album nonché godibilissimo e quindi anche Fast Taker si pone come un sano heavy metal, delimitato da un basso roboante quanto da un chorus che ti entra subito in testa. Il riffing dei versi è pur sempre molto valido. Tuttavia, a pensare al brano in questione ed al successivo mi sorge un po&#8217; l&#8217;impressione che siano due brani &#8220;poco pubblicizzati&#8221; dalla band stessa. Si arriva così a <strong>Shell Shock</strong>, altro onesto lavoro metal, con un verso un attimino più calmo e meno rumoroso del solito, che probabilmente lo pone come l&#8217;episodio meno riuscito dell&#8217;album. Onesto, come ho già detto, ma nulla più. Siamo però sempre su livelli molto alti.<br />
La musica cambia col seguente, cazzutissimo, manifesto della band. L&#8217;omonima <strong>Manowar</strong> è semplicemente un inno, dove loro, sin dal lontano 1982, già decantavano i loro futuri successi, sicuri di raggiungere qualsiasi obiettivo potessero porsi. L&#8217;inizio è da capogiro, da presa sulle folle che scapocciano senza sosta, il riff del verso è sparato e martellante, il bridge è armonioso, fantastico, con una soluzione melodica molto carina. Il ritornello, inutile a dirsi, è un anthem spaccaculi, perché loro sono La band. Solo di chitarra bellissimo, da lacrime l&#8217;ultima parte dello stesso. Canzone che si chiude in modo incommensurabile, epico e patriottico (anche se l&#8217;inno americano è un tantino distorto). Da sola vale l&#8217;acquisto dell&#8217;album. Ma piano a cantare al miracolo. Ci sono altre tracce da ricordare, per Giove!</p>
<p>Il successivo brano è <strong>Dark Avenger</strong>, nel quale troviamo la collaborazione del grande Orson Welles, attore/regista/sceneggiatore americano che stabilì con i Manowar una serie di interessanti collaborazioni. Dark Avenger è certamente un brano diverso da cosa ascoltato fino ad ora. In questa canzone si possono scoprire i primi vagiti di quell&#8217;epic metal che tanto sarà celebrato con i futuri lavori del combo statunitense. I ritmi infatti si fanno decisamente meno veloci, ma più cadenzati, quasi da marcia militare, con la voce narrante di Welles a conferire solennità nell&#8217;intermezzo del brano. Anche il minutaggio sembra risentirne del cambiamento, ma non abbiamo ancora finito di apprezzare la variazione ritmica che la canzone ci riporta su lidi decisamente speed metal, con la batteria sparata che sorregge basso e chitarra arrembanti. Adams sfiora vette mai toccate, la sua voce si sforza, urla a più non posso ma riesce sempre e comunque a mantenere l&#8217;intonazione.</p>
<p>Il brano dopo è un <em>topos</em> dei Manowar: l&#8217;assolo di basso. Piccola &#8211; e doverosa &#8211; nota: dei Manowar sovente si critica l&#8217;egocentrismo di DeMaio, così come i suoi assoli di basso. Ok, alla lunga si può sfociare nella noia, ma considerando la canzone in questione, tutto si può dire tranne che susciti noia. <strong>William&#8217;s Tale</strong> è uno dei più bei assoli di Joey, realizzato con un piccolo bass senza distorsione, pulito e limpido nel suono, giusto un po&#8217; di riverbero a dare più profondità alle note.</p>
<p>Chiudiamo l&#8217;album con <strong>Battle Hymn</strong>, la canzone che da il nome all&#8217;album. Non ho voglia di scrivere molto a riguardo. La canzone è senza senso, stupenda. La loro composizione più riuscita, epica allo sfinimento, potente ma anche toccante e melodica. Se mi chiedono &#8220;fammi un esempio di epic metal&#8221; dico semplicemente Battle Hymn. Dall&#8217;intro realizzata col basso a 8 corde, agli stacchi imponenti ed epici, passando per il verso cavalleresco, arrivando al ritornello semplicemente spiazzante, in quanto a decisione e potenza. L&#8217;intramezzo è solo il preludio ad uno degli assoli di chitarra più riusciti dei Manowar. Semplicemente deliziosa. Scusatemi se mi ripeto, ma la canzone per me rappresenta la <em>summa</em> dell&#8217;epic metal.</p>
<p>Battle Hymns è l&#8217;album d&#8217;esordio dei Manowar. Tuttavia non si può dire che pecchi di inesperienza, perché sapevano già tutti fin troppo come comportarsi. Di bello c&#8217;è la varietà degli stili musicali: se all&#8217;inizio a prevalere è l&#8217;heavy metal classico (da Death Tone a Shell Shock), è poi l&#8217;epic metal a salire in cattedra, prima a poco a poco (Manowar), poi sempre di più (Dark Avenger, Battle Hymn). Sarà proprio dalle basi più epiche che partiranno i futuri lavori di questa grandissima band.</p>
<p>Molto bello, consigliatissimo a chiunque ascolti rock duro.</p>
<p>PS: Faccio notare che nel novembre 2010 è stata fatta uscire una nuova versione riregistrata dell&#8217;album (con una produzione nettamente più moderna), denominata Battle Hymns MMXI.</p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">Tracklist:</span></strong></p>
<ol>
<li>Death Tone &#8211; 4:48</li>
<li>Metal Daze &#8211; 4:18</li>
<li>Fast Taker &#8211; 3:56</li>
<li>Shell Shock &#8211; 4:04</li>
<li>Manowar &#8211; 3:35</li>
<li>Dark Avenger &#8211; 6:20</li>
<li>William&#8217;s Tale &#8211; 1:52</li>
<li>Battle Hymn &#8211; 6:55</li>
</ol>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>Line-up</strong></span>:</p>
<p>Joey DeMaio &#8211; 4 strings, 8 strings bass, piccolo bass<br />
Eric Adams &#8211; vocals<br />
Ross the Boss &#8211; guitars, keyboards<br />
Donnie Hamzik &#8211; drums</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong>Voto:</strong></span></p>
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