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	<title>B-log(0)</title>
	
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	<description>Blog su politica, scienza, religione e cazzeggio. Astenersi perditempo e Silvio Berlusconi.</description>
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		<title>Siamo frutto del caso: evviva!</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 12:41:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samuele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per la scienza è ormai una certezza: l&#8217;evoluzione umana non ha un senso ed è nata dal caso, essendo totalmente legata agli avvenimenti fisici prima, a quelli genetici, geologici e climatici poi. Questa affermazione non sarà romantica e rassicurante, ma è la realtà davanti alla quale ci troviamo, una realtà suffragata da migliaia di prove [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Per la scienza è ormai una certezza: l&#8217;evoluzione umana non ha un senso ed è nata dal caso, essendo totalmente legata agli avvenimenti fisici prima, a quelli genetici, geologici e climatici poi.<br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questa affermazione non sarà romantica e rassicurante, ma è la realtà davanti alla quale ci troviamo, una realtà suffragata da migliaia di prove ed evidenze.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Siamo quindi di fronte ad un bivio:</strong><br />
Possiamo continuare a credere che esista <strong>un&#8217;entità superiore che ci ha creato e ci guida</strong>, dando un senso alla nostra vita&#8230;<br />
Oppure possiamo crescere, <strong>affrontare con coraggio la realtà e farcene una ragione</strong>: se siamo qui è perchè una serie incredibile di contingenze ha creato le circostanze per cui degli esseri bipedi con un cervello particolarmente avanzato sono evoluti e hanno &#8220;conquistato&#8221; un piccolo pianeta verde-blu che gira intorno ad una piccola stella gialla, nella periferia di una piccola galassia (e se vanno avanti così, lo distruggeranno presto).</p>
<p style="text-align: justify;">Viviamo per un breve periodo, terminato il quale <strong>non ci troveremo davanti alla giustizia divina che regolerà i conti con le storture della vita terrena</strong>. Svegliamoci quindi, e cerchiamo di fare tutto il possibile per vivere al meglio i pochi anni a nostra disposizione, senza pensare ad un inesistente &#8220;dopo&#8221; ma godendo del &#8220;<em>rinfrancante e concreto senso di appartenenza alle dinamiche fisiche ed ecologiche di un pianeta attivo</em>&#8220;, da cui siamo nati e a cui torneremo dopo la nostra parentesi vivente.</p>
<p style="text-align: justify;">Se vediamo un&#8217;ingiustizia, cerchiamo di risolverla qui e ora.<br />
Se abbiamo degli obiettivi da raggiungere, pensiamo alla nostra breve parentesi di vita e cerchiamo di ottenerli ORA, non DOMANI, e senza timore (non dobbiamo avere rimpianti, abbiamo solo una vita, ricordiamocelo!)</p>
<p><em>A questo proposito vi segnalo il bellissimo articolo di Telmo Pievani ospitato su Micromega di questo mese (<a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/siamo-il-frutto-del-caso-il-saggio-di-telmo-pievani-dallalmanacco-della-scienza-di-micromega/" target="_blank">link</a>).<br />
È un po&#8217; lungo ma merita 15 minuti di attenzione.</em></p>
<h1>Siamo il frutto del caso.</h1>
<div style="text-align: justify;">Se ne facciano una ragione i sostenitori di Disegni più o meno intelligenti: le evidenze scientifiche confermano ogni giorno di più che a condizionare l’evoluzione di <em>Homo sapiens</em> è stata la casuale combinazione di fattori del tutto contingenti ed ‘esterni’, in particolare eventi climatici e fattori geografici. Sarebbe ora di accogliere l’estrema perifericità della condizione umana nella sua tragica bellezza.</p>
<p><em>di <strong>Telmo Pievani</strong>, da MicroMega 1/2012, Almanacco della Scienza </em></p>
<div id="attachment_4101" class="wp-caption alignright" style="width: 272px"><a href="http://www.blogzero.it/2012/02/21/siamo-frutto-del-caso-evviva/micromega-febbraio2012/" rel="attachment wp-att-4101"><img class="size-medium wp-image-4101" title="micromega-febbraio2012" src="http://www.blogzero.it/wp-content/uploads/micromega-febbraio2012-262x375.jpg" alt="" width="262" height="375" /></a><p class="wp-caption-text">Micromega febbraio 2012</p></div>
<p>Gli articoli che seguono (su MicroMega), scritti da alcuni fra i maggiori esperti a livello internazionale, descrivono nuove scoperte scientifiche il cui significato culturale e filosofico non può essere sottovalutato. Si tratta infatti del compimento di una revisione radicale dell’immagine dell’evoluzione umana. Caduto definitivamente il paradigma unilineare che interpretava la nostra storia naturale come una carrellata di stadi di progresso, l’intricato diagramma delle specie ominine che a ritroso collega l’ultimo ramoscello sopravvissuto oggi, cioè <em>Homo sapiens</em>, con l’antenato comune fra noi umani e gli scimpanzé – vissuto in Africa intorno a 6 milioni di anni fa – è composto al momento da almeno venti specie differenti, ciascuna con una propria unicità tassonomica e con un peculiare mosaico di caratteristiche adattative. Non una marcia di avvicinamento all’umanità moderna, dunque, ma un’esuberante esplorazione di possibilità.</p>
<p>Da quando i primi ominini sperimentano soluzioni alternative per sopravvivere in spazi sempre più aperti, a quando intorno a due milioni di anni fa troviamo in Africa una pletora di specie appartenenti addirittura a tre generi diversi (le australopitecine gracili più recenti come <em>Australopithecus sediba</em>, le prime forme del genere <em>Homo </em>e i parantropi robusti), fino a quando in tempi recentissimi, ancora 50 mila anni fa, in Africa ed Eurasia convivono ben cinque forme umane contemporaneamente, la coabitazione di specie diverse è stata la norma. Non siamo mai stati soli, tranne che nelle ultime, poche migliaia di anni.</p>
<p><strong>Ma ora c’è dell’altro. Ciò che accomuna molti degli articoli è la consapevolezza, emersa prepotentemente negli ultimi mesi e anni nella comunità scientifica, del ruolo chiave che hanno giocato le variazioni climatiche e i fattori ecologici su larga scala nel condizionare e letteralmente nel plasmare l’evoluzione umana.</strong> L’attenzione era stata rivolta principalmente alle mutazioni genetiche considerate cruciali e ai grandi adattamenti funzionali che ci hanno reso umani (bipedismo, tecnologie litiche, crescita del cervello), e troppo poco sui parametri ambientali contingenti che hanno reso così variegato e imprevedibile l’andamento dell’albero cespuglioso degli ominini. <strong>Oggi ci accorgiamo che il potere delle circostanze è stato dominante nella nostra storia naturale</strong> e che quindi i fattori primari che ci hanno condotti fin qui furono talvolta indipendenti dalla maggiore efficienza o dalla presunta «superiorità» intrinseca dei «vincitori».</div>
<h2 style="text-align: justify;"><span id="more-4100"></span><strong>Le scimmie della Rift Valley</strong></h2>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">Pensiamo al bipedismo, l’innovazione che inizialmente ha separato i primi rappresentanti della nostra famiglia di strani primati di grossa taglia. L’immagine dei nostri antenati che gloriosamente «si alzano in piedi» non ha più alcun senso. Le numerose specie iniziali hanno avuto posture e movimenti differenti, che possiamo rilevare dall’anatomia degli scheletri fossili e dalla forma delle loro articolazioni. Uno dei protagonisti di questi studi, il paleoantropologo Tim White, del quale pubblichiamo qui un contributo, scrisse tempo fa che la diversità delle camminate ancestrali (compresa quella della specie <em>Ardipithecus ramidus</em> da lui scoperta) era così piena di stranezze che, a immaginarla, gli sembrava di essere nel bar intergalattico di <em>Guerre stellari</em>.</p>
<p>Gli scimpanzé percorrono anche lunghi tratti sugli arti inferiori, quando occasionalmente devono trasportare cibo e oggetti, ma le ragioni adattative iniziali dell’essere bipedi andarono oltre il vantaggio offerto dalla liberazione delle mani. L’abbandono dell’andatura quadrupede comporta infatti una riorganizzazione costosa di tutta l’anatomia: rende più instabili, porta ad esporre gli organi vitali, restringe il canale del parto nelle femmine ed è più difficile da apprendere per i cuccioli. Ancora oggi, il nostro corpo non è completamente idoneo alla postura eretta: chi soffre di ernia del disco, di mal di schiena e di logorio delle articolazioni ne sa qualcosa. L’unicità e la sub-ottimalità sono i marchi di fabbrica della nostra evoluzione, non certo la perfezione.</p>
<p>Dobbiamo dunque supporre che la selezione naturale – cieco meccanismo che non vede nel futuro – abbia favorito tale cambiamento a causa di un suo vantaggio sostanziale e immediato. Se siete scimmie antropomorfe africane obbligate a sempre più frequenti spostamenti in radure aperte e infuocate, ridurre la superficie corporea esposta al sole può essere un’ottima idea, qui e ora, così come ergersi in allerta sopra le distese erbose (essendo stati noi prede, e non predatori, per lungo tempo). A partire da circa dieci milioni di anni fa, infatti, la formazione di una barriera geologica lunga seimila chilometri, la Great Rift Valley, ostacolando le perturbazioni atlantiche portò a un progressivo inaridimento dei territori più orientali del continente africano, frammentando la foresta pluviale e poi sostituendola con praterie e savane, cioè spazi aperti attraenti e rischiosi. Qui cominciò la nostra carriera di bipedi.</p>
<p>La locomozione bipede ha avuto poi imprevedibili effetti collaterali che hanno cambiato il corso della nostra evoluzione. Alle scimmie della Rift Valley il bipedismo ha regalato doni preziosi come la corsa sulle lunghe distanze e l’uso libero delle mani. Senza contare che un bipede, all’occorrenza, può comunque nuotare o arrampicarsi su un albero, come sicuramente faceva ancora l’<em>Ardipithecus ramidus</em> annunciato nel 2009 da Tim White. Al costo di qualche acciacco lombare, magari, ma ne è valsa la pena, perché il nostro successo come esploratori planetari trova le sue radici in questa rivoluzione anatomica incompiuta e nei suoi effetti, in ultimo, culturali. <strong>E non sarebbe successo alcunché senza la Rift Valley. Dunque, a meno di non ravvisare nella tettonica a placche un disegno intelligente</strong> (come qualcuno, scommettiamo, non mancherà di fare), fu questa circostanza geologica esterna a innescare il processo su larga scala che portò all’evoluzione indipendente degli ominini.<strong></strong></div>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Contingenza storica e geografica</strong></h2>
<div style="text-align: justify;">Facciamo ora un salto a tempi più recenti. Subito dopo il giro di boa dei due milioni di anni fa, inizia un processo di espansione ramificata che gli evoluzionisti chiamano «radiazione adattativa». In un lasso di tempo che abbraccia decine e centinaia di migliaia di anni, i primi rappresentanti del genere <em>Homo</em>, partiti da una vallata del Corno d’Africa, seguendo coste e vallate fertili si affacciano in Medio Oriente e poi si diramano fino al Pacifico da una parte e all’Europa occidentale dall’altra. Sarà solo la prima di molte diaspore. Come in ogni cambiamento nella distribuzione di animali e di piante nella geografia terrestre, mari, oceani, catene montuose, deserti e ghiacciai diventarono ostacoli da aggirare, barriere che spesso creavano passaggi obbligati nei crocevia del popolamento.</p>
<p>Le contingenze ambientali hanno avuto un ruolo cruciale in tutti i passaggi significativi della storia umana più antica. La conformazione delle terre emerse, le eruzioni vulcaniche, l’instabilità ecologica, le modificazioni del clima, le frammentazioni di habitat – fattori indipendenti dai meriti adattativi di questo o quel ramoscello del nostro albero di famiglia – hanno condizionato gli eventi, come peraltro succede a tutte le specie e come è normale che sia giacché viviamo su un pianeta attivo e imprevedibile.</p>
<p>Dunque dobbiamo la nostra locomozione e molto della nostra dieta al diradarsi della foresta ombreggiata a est della Rift Valley, ma l’influsso delle circostanze si è manifestato anche successivamente: tutte le vicende di rilievo del nostro genere si svolsero nell’instabilità delle oscillazioni climatiche del Pleistocene, con periodi glaciali e interglaciali, innalzamenti e abbassamenti dei livelli dei mari, andirivieni di barriere geografiche, isole che diventavano penisole e viceversa, terre bloccate dai ghiacci, fasce di vegetazione che cambiavano latitudine insieme alle faune di erbivori e carnivori, che noi inseguivamo essendo cacciatori opportunisti (avendo cioè la disgustosa ma redditizia abitudine di approfittare delle carcasse predate da altri).</p>
<p>Gli spostamenti delle popolazioni di <em>Homo</em> dentro e fuori dall’Africa dipesero, in particolare, dall’alternanza di fasi secche e di fasi umide nel Sahara e nel Sahel: quando questi territori erano distese verdi e fertili percorse da corsi d’acqua attiravano gli ominini da sud e da est, mentre nelle fasi di desertificazione li respingevano in tutte le direzioni, anche verso nord e nord-est, creando così un peculiare effetto di pompaggio e di espulsione fuori dall’Africa. Questa dinamica ecologica avrebbe prodotto le molteplici uscite dall’Africa che hanno disseminato specie diverse del genere <em>Homo</em> in tutta l’Eurasia.</p>
<p>L’oscillazione ecologica sahariana è a sua volta dipesa da mutamenti climatici prodotti dai cambiamenti di intensità nel sistema delle correnti oceaniche atlantiche, in particolare dopo la chiusura dell’istmo di Panama. Insomma, <strong>siamo figli a tutti gli effetti della dinamica geofisica globale del pianeta Terra.</strong> Una coalizione di fattori geologici e climatici a catena, con remote implicazioni connesse all’orbita e alla rotazione della Terra su se stessa, ha concesso la nostra comparsa durante un lungo inverno africano. Altrimenti non saremmo qui, in questo momento, a parlarne.<strong> Furono dunque contingenze storiche, cioè singoli eventi dirimenti e imprevedibili a priori, e contingenze geografiche, cioè separazioni di popolazioni dovute a circostanze accidentali prodotte sul territorio dai cicli climatici terrestri, a plasmare ciò che soltanto con molta fantasia possiamo continuare a concepire come un’ascesa inevitabile.</strong><strong></strong></div>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Homo sapiens, il sopravvissuto</strong></h2>
<div style="text-align: justify;">Potremmo però insistere nell’ostinazione finalistica, accarezzata dai teologi di successo in missione consolatoria, e ipotizzare che almeno <em>Homo sapiens</em>, solo lui, faccia eccezione. Niente di più improbabile. Ottomila generazioni fa (circa 200 mila anni fa) compaiono i primi <em>Homo sapiens</em> in Africa subsahariana, in una fase di ulteriore inaridimento in concomitanza con la penultima glaciazione quaternaria. È una popolazione circoscritta, che porta novità salienti sia nell’anatomia slanciata e nella capacità cranica, sia soprattutto nell’espressione dei geni che regolano i tempi dello sviluppo. Il prolungamento delle fasi di crescita, che durano di più che in tutte le altre forme di <em>Homo</em>, è stato forse il nostro segreto più importante, perché ha influito sull’espansione e sulla riorganizzazione del cervello, sulle capacità di apprendimento, sull’organizzazione sociale e sul linguaggio. Siamo la specie ominina che resta immatura e giovane più a lungo.</p>
<p>Da una zona forse vicina al sito eritreo di Abdur, dove la presenza di <em>Homo sapiens</em> è attestata 125 mila anni fa, iniziano le dispersioni multiple della nostra specie fuori dall’Africa, seguendo spesso gli stessi tracciati delle precedenti diaspore. Le espansioni di <em>Homo sapiens</em> hanno lasciato una traccia genetica flebile ma significativa. I quasi sette miliardi di esseri umani che abitano oggi il pianeta presentano una variazione genetica molto ridotta e proporzionalmente più bassa mano a mano che ci si allontana geograficamente dal continente africano. Questo dato suggerisce che l’intera popolazione umana sia discesa da un piccolo gruppo iniziale, che conteneva gli antenati di tutti noi e che si stima non superasse le poche migliaia di individui.</p>
<p>Poi questa popolazione pioniera originaria è cresciuta e si è diffusa, irradiando di volta in volta nuovi gruppi fondatori di piccole dimensioni, i quali a partire da 60-50 mila anni fa hanno rapidamente colonizzato prima il Vecchio Mondo e poi per la prima volta anche l’Australia (già 50 mila anni fa, attraversando un braccio di mare) e le Americhe (passando per il continente ora sommerso della Beringia). All’arrivo dei primi <em>Homo sapiens</em>, l’Eurasia era già abitata da altre specie umane, derivanti dalle precedenti ondate di espansione, come <em>Homo neanderthalensis</em> (estinto a Gibilterra intorno a 28 mila anni fa) e il piccolo <em>Homo floresiensis</em> (estinto sull’isola di Flores in Indonesia intorno a 15-12 mila anni fa). Siamo insomma una specie africana geneticamente omogenea e giovane, che fino a poche migliaia di anni fa ha convissuto con altre forme umane. Mentre tutto ciò accadeva, le contingenze ambientali continuarono a deviare, più volte, la traiettoria della storia. Alcuni dati molecolari attestano un calo della popolazione di <em>Homo sapiens</em> intorno a 70-75 mila anni fa, in concomitanza con il crollo delle temperature globali dovuto all’«inverno vulcanico» provocato dalla catastrofica eruzione del Toba, sull’isola di Sumatra: centinaia di chilometri cubi di magma eruttato, con l’immissione in atmosfera (verso l’Oceano Indiano) di 800 chilometri cubi di cenere.</p>
<p>Fu un disastro ecologico globale, in seguito al quale noi ci saremmo infilati in quello che gli esperti chiamano un «collo di bottiglia» evoluzionistico: una drastica riduzione della popolazione, al limite della scomparsa, e poi una ripartenza dai pochi sopravvissuti al cataclisma. La variazione genetica ridotta degli esseri umani attuali porta a pensare quindi che non solo il gruppo fondatore iniziale sia stato piuttosto piccolo, ma che in seguito la popolazione umana abbia attraversato drammatiche riduzioni a causa di crisi ambientali. Altri studiosi pensano che il (o un) collo di bottiglia si sia verificato già prima, in Africa, nel lungo periodo glaciale che va da 190 a 123 mila anni fa. Per il gioco dei venti e delle precipitazioni, le glaciazioni portano infatti aridità in Africa e forse gli sparuti <em>Homo sapiens</em> rimasti hanno trovato rifugio alla desertificazione nelle confortevoli coste meridionali della regione del Capo, in Sudafrica, all’estremità meridionale della Rift Valley. <strong>Qualunque cosa sia successa, i dati molecolari confermano che in almeno una fase della nostra storia evolutiva ci siamo ritrovati davvero in pochi, sull’orlo dell’estinzione, e che ce l’abbiamo fatta per il rotto della cuffia.</strong></p>
<p>Che ironia, se fosse andata diversamente: ora non ci sarebbe una specie umana autoproclamatasi «sapiens» e convinta di essere l’apice dell’evoluzione, il tronfio prodotto di una grande attesa finalistica. Nelle Operette morali, Giacomo Leopardi immagina il dialogo post-apocalittico tra uno gnomo e un folletto. Lo gnomo commenta: «Ben avrei caro che uno o due di quella ciurmaglia risuscitasse, e sapere quello che penserebbero vedendo che le altre cose, benché sia dileguato il genere umano, ancora durano e procedono come prima, dove essi credevano che tutto il mondo fosse fatto e mantenuto per loro soli».<strong></strong></div>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Nuove domande appassionanti, e dibattiti da archiviare</strong></h2>
<div style="text-align: justify;">Nell’anno in cui sentiremo ogni tipo di stupidaggine superstiziosa sulla fine del mondo, ben pubblicizzata in prima serata, è importante ricordare che <strong>l’apocalisse (degli altri) c’è già stata più volte, e che noi non saremmo qui senza la fine del mondo degli altri.</strong> Il ruolo dei fattori ecologici contingenti si è manifestato infatti anche molto prima che iniziasse la nostra storia di ominini. La quinta fra le maggiori estinzioni di massa del passato (fra Cretaceo e Terziario, 65 milioni di anni fa) liberò le nicchie ecologiche indispensabili per la successiva diversificazione dei mammiferi, primati compresi. Ma i dinosauri stessi, vittime per la quasi totalità dell’asteroide, dovevano una parte delle loro fortune pregresse a non meno catastrofiche estinzioni di massa più remote, come quella alla fine del Triassico, 200 milioni di anni fa circa, che si era portata via i loro maggiori competitori, i crurotarsi. Alla fine del Permiano, 51 milioni di anni prima, un’altra colossale estinzione di massa provocata da enormi eruzioni vulcaniche aveva spazzato via il 90 per cento degli organismi marini e il 70 per cento di quelli terrestri. Un’ecatombe micidiale, a suo modo «democratica», un’improvvisa potatura radicale dell’albero della vita che ha risparmiato soltanto un decimo dei rametti. Secondo uno dei massimi esperti in materia, il paleontologo Michael J. Benton, quella volta c’è mancato poco che la vita scomparisse del tutto. <strong>Senza quell’asteroide e senza quei fiumi di basalto fuso, la storia della vita avrebbe preso tutt’altra direzione.</strong></p>
<p>È importante sottolineare che queste evidenze si basano su un raffinamento eccezionale delle metodologie di datazione e di indagine, resosi possibile solo negli ultimi anni. Come notano diversi autori dei saggi qui presentati, oggi esistono tecniche di studio e di misurazione dell’antichità dei reperti, da usare sempre in combinazione le une con le altre, che non hanno precedenti nella storia della disciplina. Datazioni relative e assolute – di tipo archeologico, di tipo geologico e ottenute attraverso nuove tecnologie di fisica nucleare applicate alla geocronologia – si uniscono alle comparazioni morfologiche e ai sempre più abbondanti dati provenienti dalle analisi genetiche. Non era mai successo che si potesse estrarre il dna antico da fossili di decine di migliaia di anni fa, o che una tomografia potesse sezionare denti e ossa scovando dettagli infinitesimali mai osservati prima. Ne risulta un quadro coerente di prove convergenti che non è mai stato così robusto, unitamente a modelli di ricostruzione delle parentele evolutive sempre più precisi. Chi si compiace di non riconoscere ancora alla biologia evoluzionistica, e all’evoluzione umana in particolare, uno statuto di scientificità più che invidiabile dimostra di non essere al corrente di quanto sta avvenendo sul campo.</p>
<p>La cautela metodologica invocata da alcuni autori qui, come Bernard Wood e Lee Berger, nell’inferire con troppa sicurezza rapporti di discendenza o nel sostenere di aver trovato «l’antenato comune» fondamentale (o ancor peggio l’«anello mancante»), è dovuta proprio all’inedita articolazione del quadro empirico emerso in questi anni e alla valanga di nuove informazioni in attesa di una corretta interpretazione. Non è dunque un segno di debolezza o di incertezza come taluni vorrebbero far intendere, ma al contrario di accresciuta solidità scientifica. Se ne facciano una ragione i negazionisti imperterriti, i perplessi d’ordinanza, quelli ancora ossessionati dagli «errori di Darwin», e chi masticando un po’ di falsificazionismo si è fatto l’idea che la scienza non possa mai raggiungere un consenso generale attorno a evidenze corroborate oltre ogni ragionevole dubbio.<br />
<em>[...] vedi articolo originale</em><br />
<strong></strong></div>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Il tempo e il caso raggiungono tutti</strong></h2>
<div style="text-align: justify;">Fin qui le domande scientifiche, che richiedono risposte sperimentali e nuovi modelli. Ma esistono anche grandi domande filosofiche che diventano ineludibili. Come cambia la nostra visione del «posto dell’uomo nella natura», interrogativo che Thomas H. Huxley si poneva nel 1863 avendo a disposizione nemmeno un millesimo delle conoscenze paleoantropologiche di oggi? <strong>La radicale contingenza storica e geografica dell’evoluzione umana, lungi dal consegnarci a un’insensatezza nichilistica, ci restituisce al contrario un rinfrancante e concreto senso di appartenenza alle dinamiche fisiche ed ecologiche di un pianeta attivo, che proprio in virtù della sua instabilità ha posto le condizioni per la nostra comparsa</strong>. La gratitudine per questa possibilità è pari alla consapevolezza della finitudine e della fragilità del nostro destino, il che non può che portarci a un atteggiamento di umiltà nei confronti di un sistema naturale che conosciamo solo in parte e che ciò nonostante abbiamo già devastato. Anziché estrarre forzatamente dalla natura appelli morali e leggi di comportamento, potremmo onorare la nostra specificità di creatori di norme morali per condividere un maggiore rispetto verso le generazioni a venire.</p>
<p>Contingenza significa leggere in modo nuovo il significato evolutivo delle diversità umane, antiche e presenti, e insieme la profonda unità storica dell’umanità, come propongono nei loro articoli qui David Abulafia e Marco Aime. Contingenza significa anche accettare l’idea che non esistano valori «assoluti» in termini evolutivi (l’intelligenza? la complessità? la socialità?), bensì sviluppi relativi di singole specie, ciascuna unica a suo modo, in un contesto di pluralità, fino a tempi recentissimi. <strong>È questo pluralismo relativistico che permette di avvicinarsi davvero alla comprensione di che cosa possa aver significato l’esistenza di forme umane «diversamente sapiens»</strong>, come propone Arsuaga nella sua ricostruzione «dal punto di vista dei Neandertal». Archiviamo dunque la vana ricerca degli elementi di superiorità o di eccezionalità di <em>Homo sapiens</em>, o come si suole dire il suo «salto ontologico», e concentriamoci sui fattori di unicità e di novità che in un contesto di continuità naturale e di contingenza ci hanno reso umani a modo nostro.</p>
<p>La posta in gioco è alta, perché si tratta di una normalizzazione naturalistica in campo umano: cadono le grandi eccezioni dell’evoluzionismo antropologico, <em>in primis</em> la linearità del progresso, mentre i presunti misteri inavvicinabili, come l’evoluzione del linguaggio e della mente, sono sempre più cinti d’assedio da indizi empirici rilevanti. In aggiunta, il fatto interessante è che questa normalizzazione non sembra per nulla riconducibile a un’impresa «riduzionista», come spesso si paventa. Semmai il contrario.</p>
<p>È proprio dai nuovi studi sull’evoluzione umana che si evince l’impossibilità di ridurre la spiegazione a un solo livello prioritario (per esempio genetico, o anche generalmente biologico) dal quale estrapolare poi tutto il resto. Per capire la storia naturale umana occorre oggi fare interagire strati differenti di analisi, laddove i livelli di organizzazione più alti presentano proprietà autonome e non deducibili interamente dai livelli più bassi, per quanto esse restino ancora interamente naturali. Bisogna far convergere per la prima volta schemi provenienti dalla paleo-climatologia, dall’ecologia, dalla geologia, dalla paleontologia, dalla genetica, dall’anatomia comparata, dall’archeologia, dalla linguistica, dall’evoluzione culturale, e da molte altre competenze nelle scienze naturali e nelle scienze umane. E così si capisce che chi agita lo spauracchio del «riduzionismo» ha semplicemente il problema di giustificare l’inserimento del sovrannaturale dove non ve n’è alcun bisogno.</p>
<p>L’estrema perifericità della condizione umana, sul terzo pianeta di un sistema solare ai margini di una galassia come tante, va accolta nella sua tragica bellezza. <strong>È un’occasione di emancipazione: dalle ingannevoli consolazioni finalistiche, e soprattutto dagli officianti di tutte le Chiese che pretendono di addomesticare la storia per giustificare il presente.</strong> Anche in quel 21 dicembre 2012 e nella sbiadita attesa millenaristica del suo esito si nasconde il rifiuto psicologico dell’idea che il cosmo non abbia alcun senso né alcuna direzione o escatologia, e che «noi umani» – come scriveva Stephen J. Gould, scomparso dieci anni fa – «abitiamo questo pianeta senza una ragione specifica né uno scopo stabilito dalla natura». I figli dell’asteroide e della Rift Valley sono restii a convincersi, come invece lo era nel IV o III secolo a.C. l’ignoto estensore del <em>Qohelet </em>(9,11), che sotto il sole «il tempo e il caso raggiungono tutti». Nessuno ha saputo dirlo meglio di Leopardi nelle <em>Operette morali</em>, in quel «Dialogo della natura e di un islandese» in cui la prima, matrigna e indifferente, apostrofa il secondo: «Immaginavi tu forse che il mondo fosse fatto per causa vostra? […] se anche mi avvenisse di estinguere tutta la vostra specie, io non me ne avvedrei».</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>link alla fonte: <em><a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/siamo-il-frutto-del-caso-il-saggio-di-telmo-pievani-dallalmanacco-della-scienza-di-micromega/" target="_blank">Micromega di febbraio 2012</a></em></strong></div>
<hr />
<p><small>Samuele su <a href="http://www.blogzero.it">B-log(0)</a>, 2012. |
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		<title>Berlusconi mi ha anestetizzato!</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 07:46:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politicando]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[mario]]></category>
		<category><![CDATA[monti]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[tecnico]]></category>

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		<description><![CDATA[Aiuto! Non riesco più ad incazzarmi! Guardo il TG e non urlo contro il monitor, parlano del &#8220;Presidente del Consiglio&#8221; e non mi viene l&#8217;ulcera, sento una dichiarazione di un ministro e non penso a quanto sia vergognosamente ignorante&#8230; sarò malato? Dopo qualche mese ormai non posso più nasconderlo: da quando l&#8217;odiato B. è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aiuto!</p>
<p><strong>Non riesco più ad incazzarmi!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Guardo il TG e non urlo contro il monitor, parlano del &#8220;Presidente del Consiglio&#8221; e non mi viene l&#8217;ulcera, sento una dichiarazione di un ministro e non penso a quanto sia vergognosamente ignorante&#8230; <strong>sarò malato?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo qualche mese ormai non posso più nasconderlo: da quando l&#8217;odiato B. è stato cacciato dalla poltrona di PresdelCons qualsiasi cosa accada non riesce nemmeno lontanamente a farmi innervosire come ai vecchi tempi.</p>
<p style="text-align: justify;">Possono togliere <strong>l&#8217;articolo 18</strong>, <strong>generalizzare sui giovani</strong> dandoci dei fancazzisti mammoni, riformare il lavoro puntando sul precariato più che sulla crescita&#8230; NIENTE, io non riesco proprio ad inorridire.</p>
<p style="text-align: justify;">Il motivo è semplice, purtroppo. <strong>E anche questa volta, è colpa di Berlusconi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">B. ci ha abituato ad una<strong> falsa democrazia</strong> incentrata solo su di sè e non sul bene pubblico. Per anni ha pensato solo ai propri interessi, ha fatto eleggere una schiera di idioti e lacchè facilmente corruttibili per mantenere il controllo e fare tutto quello che riteneva utile (per sè stesso), senza nessuno che lo contrastasse veramente.</p>
<p style="text-align: justify;">Adesso che siamo passati ad un governo (evidentemente di centro-destra) che però cerca di fare quello che ritiene giusto per migliorare il paese, mi sembra di <strong>sognare</strong>. Togliere l&#8217;articolo 18 può essere un errore, riformare la giustizia a colpi di decreto non è una grande idea, ma almeno <strong>questo governo sta cercando di riformare il paese usando il cervello e cercando di applicare le proprie idee</strong>, è un cambio <strong>EPOCALE </strong>per l&#8217;Italia!<br />
Siamo fermi da vent&#8217;anni per colpa sia di debolissime coalizioni di sinistra che non riescono nemmeno ad avere delle idee (figuriamoci metterle in pratica), sia per colpa di una destra scandalosa che pensa solo ai propri comodi.</p>
<p style="text-align: justify;">Monti e soci stanno cercando di cambiare l&#8217;Italia, sono pieni di idee e cercano di metterle in pratica. Onore al merito!</p>
<p style="text-align: justify;">Dato che <strong>chi fa qualcosa può sbagliare mentre chi non fa nulla non sbaglia mai</strong>, Monti viene continuamente attaccato (anche giustamente a volte!!!), ma onestamente io preferisco mille volte qualcuno che cerca di smuovere l&#8217;Italia dal torpore che ci stava conducendo nel baratro a qualcun&#8217;altro che candidamente ci stava accompagnando al default mentre regalava buste con migliaia di euro alla sgualdrina di turno.</p>
<p style="text-align: justify;">È il momento giusto per la sinistra di uscire allo scoperto con proposte alternative reali e realizzabili, dando risposta alla domanda cruciale: <strong>davvero dobbiamo diventare tutti precari per sopravvivere?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>(Nel frattempo io prometto che mi impegnerò e tornerò ad incazzarmi&#8230; giusto in tempo per le prossime elezioni!)</em><strong><em></em><br />
</strong></p>
<hr />
<p><small>Samuele su <a href="http://www.blogzero.it">B-log(0)</a>, 2012. |
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		<item>
		<title>La Divina Tragedia: atto quinto (Deuteronomio)</title>
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		<comments>http://www.blogzero.it/2012/02/07/divina-tragedia-quinto-deuteronomio/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 23:26:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Religione & Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccate]]></category>
		<category><![CDATA[agnostico]]></category>
		<category><![CDATA[antico testamento]]></category>
		<category><![CDATA[atea]]></category>
		<category><![CDATA[ateo]]></category>
		<category><![CDATA[bibbia]]></category>
		<category><![CDATA[deuteronomio]]></category>
		<category><![CDATA[divina]]></category>
		<category><![CDATA[morale]]></category>
		<category><![CDATA[morti]]></category>
		<category><![CDATA[tragedia]]></category>

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		<description><![CDATA[La Bibbia C&#8217;era una volta una saga di 39 libri, scritti in tre diverse lingue e da decine di autori nell&#8217;arco di 1500 anni, sotto la supervisione e l&#8217;ispirazione di un editore e sceneggiatore di grandissimo spessore tecnico e morale. Questo best seller dalla lunga gestazione ebbe poi un importante sequel di altri 27 libri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table style="border: 1px solid #f5f1ac; text-align: justify;" border="1">
<tbody>
<tr>
<td>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: medium;"><strong>La Bibbia</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>C&#8217;era una volta</strong></em> una saga di 39 libri, scritti in tre diverse lingue e da decine di autori nell&#8217;arco di 1500 anni, sotto la supervisione e l&#8217;ispirazione di un <em>editore e sceneggiatore di grandissimo spessore tecnico e morale</em>.<br />
Questo best seller dalla lunga gestazione ebbe poi un importante sequel di altri 27 libri ed un larghissimo successo globale, a volte raggiunto tramite un<em> </em>piano di <em><strong>marketing piuttosto aggressivo</strong></em> ma di sicuro impatto, come dimostrano i moltissimi fans che ancora riempiono le nostre città e continuano a ritrovarsi settimanalmente in <strong>club ricercatissimi e in stabili di grande pregio artistico</strong>. Notevole anche il <em>merchandising.</em></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.blogzero.it/2010/05/20/divina-tragedia-atto-primo/"><span style="font-size: x-small;">Parte 1: Genesi</span></a><br />
<span style="font-size: x-small;"><a href="http://www.blogzero.it/2010/07/02/la-divina-tragedia-atto-secondo/">Parte 2: Esodo</a><a href="http://www.blogzero.it/2010/09/23/la-divina-tragedia-atto-terzo-levitico/"><br />
Parte 3: Levitico<br />
</a><a href="http://www.blogzero.it/2011/01/16/la-divina-tragedia-atto-quarto-numeri/"> Parte 4: Numeri</a></span><a href="http://www.blogzero.it/2010/09/23/la-divina-tragedia-atto-terzo-levitico/"></a></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo quasi un anno di pausa, prosegue la fantastica saga della divina tragedia, ne sentivate la mancanza?</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi chiudiamo il ciclo dei primi cinque libri dell&#8217;Antico Testamento, il cosidetto <strong>Pentateuco</strong> (la Torah ebraica), con il famoso<strong> &#8220;Deuteronomio&#8221;</strong>, un terribile libro di 34 capitoli che contiene tre discorsi che sarebbero stati pronunciati da Mosè agli Israeliti prima della sua morte.<br />
La parte più interessante è quella del secondo discorso, il cosiddetto <em><strong>Codice Deuteronomico</strong></em>, formato da una serie di dettami che il popolo eletto deve osservare per entrare nella <em>Terra Promessa</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le leggi morali e comportamentali indicate in questo libro sono una delle peggiori collezioni dell&#8217;intera Bibbia, mi piacebbe avere l&#8217;opinione sincera di qualche cristiano&#8230; io leggendo questi capitoli sono rimasto allibito e ho festeggiato il mio ateismo pagina dopo pagina.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi riporto qualche &#8220;chicca&#8221; divina, facendomi aiutare come nel precedente episodio con le raffigurazioni dello spassoso &#8220;<a href="http://www.thebricktestament.com" target="_blank">The Brick Testament</a>&#8220;:</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-4036"></span></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&#8230;il nostro Dio, diede nelle nostre mani [si parla di re Sicon e del popolo degli Amorrei], e noi abbiamo sconfitto lui, i suoi figli e tutta la sua gente.  In quel tempo <strong>prendemmo tutte le sue città e le votammo allo sterminio: uomini, donne, bambini; non vi lasciammo nessuno in vita</strong>. Ma riservammo come nostra preda il bestiame e le spoglie delle città che avevamo prese.<br />
<strong>(<span style="text-decoration: underline;">morale</span>: complimenti al popolo eletto, prima di tutto porgere l&#8217;altra guancia vedo!)<br />
</strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: right;">De, 2:33-34<strong> </strong></p>
<div id="attachment_4052" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a rel="attachment wp-att-4052" href="http://www.blogzero.it/2012/02/07/divina-tragedia-quinto-deuteronomio/amorrei/"><img class="size-medium wp-image-4052" title="amorrei" src="http://www.blogzero.it/wp-content/uploads/amorrei-375x281.jpg" alt="" width="375" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">Lo sterminio degli Amorrei</p></div>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">(Mosè sta parlando) Ora, dunque, Israele, da&#8217; ascolto alle leggi e alle prescrizioni che io v&#8217;insegno perché le mettiate in pratica, affinché viviate ed entriate in possesso del paese che il SIGNORE, il Dio dei vostri padri, vi dà. <strong>Non aggiungerete nulla a ciò che io vi comando e non ne toglierete nulla, ma osserverete i comandamenti del SIGNORE vostro Dio, che io vi prescrivo.<br />
(<span style="text-decoration: underline;">morale:</span> quello che si trova nella Bibbia è LA VERITA&#8217;, nulla dev&#8217;essere modificato)<br />
</strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: right;">De, 4</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Non farti scultura, immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra</strong> o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; <strong>punisco l&#8217;iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano.</strong><br />
<strong> (<span style="text-decoration: underline;">morale</span>: lotta senza quartiere alle immagini, sacre e non&#8230; chissà cosa ne pensano i fan di Padre Pio! Saranno puniti fino alla quarta generazione&#8230;)<br />
</strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: right;">De, 5:8-10</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sterminerai tutti i popoli che il SIGNORE, il tuo Dio, sta per dare in tuo potere</strong>; il tuo occhio non si impietosisca, e non servire i loro dèi, perché ciò sarebbe per te un&#8217;insidia. [...] Non ti sgomentare per causa loro, perché <strong>il SIGNORE, il tuo Dio, Dio grande e terribile, è in mezzo a te</strong>. Il SIGNORE, il tuo Dio, scaccerà a poco a poco queste nazioni davanti a te. [...] Il SIGNORE tuo Dio le darà in tuo potere e le metterà in fuga con grande scompiglio finché siano distrutte. Ti darà nelle mani i loro re, e tu farai scomparire i loro nomi di sotto il cielo; nessuno potrà resisterti, finché tu le abbia distrutte.<br />
<strong>(<span style="text-decoration: underline;">morale</span>: evviva la pace! Allah in confronto è un brav&#8217;uomo con la sua Guerra Santa&#8230;)</strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: right;">De, 7:16-24</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Se tuo fratello, figlio di tua madre, o tuo figlio o tua figlia o tua moglie, che riposa sul tuo seno, o l&#8217;amico, che è come un altro te stesso, vorranno ingannarti in segreto, dicendo: <strong>«Andiamo, serviamo altri dèi»</strong>, quelli che né tu né i tuoi padri avete mai conosciuto, dèi adorati dai popoli che vi circondano, vicini a te o da te lontani, da un&#8217;estremità all&#8217;altra della terra, tu non acconsentirai, non gli darai retta; <strong>l&#8217;occhio tuo non abbia pietà per lui; non risparmiarlo, non giustificarlo; anzi uccidilo senz&#8217;altro; </strong>la tua mano sia la prima a levarsi su di lui, per metterlo a <strong>morte</strong>; poi venga la mano di tutto il popolo; <strong>lapidalo e muoia</strong>, perché ha cercato di spingerti lontano dal SIGNORE tuo Dio, che vi ha fatti uscire dal paese d&#8217;Egitto, dalla casa di schiavitù<br />
<strong>(<span style="text-decoration: underline;">morale</span>: un vero cattolico deve uccidere il figlio se decide di cambiare religione. Buono a sapersi!)</strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: right;">De, 13:6-10</p>
<div id="attachment_4057" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a rel="attachment wp-att-4057" href="http://www.blogzero.it/2012/02/07/divina-tragedia-quinto-deuteronomio/falsi-profeti/"><img class="size-medium wp-image-4057" title="falsi-profeti" src="http://www.blogzero.it/wp-content/uploads/falsi-profeti-375x281.jpg" alt="" width="375" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;non avere pietà dei falsi profeti: lapidali e uccidili &quot;... ooops!</p></div>
<p>Se [...] sentirai dire: &#8220;Andiamo, serviamo altri dèi, che voi non avete mai conosciuti&#8221;. [...] Se troverai che è vero [...] <strong>metterai senz&#8217;altro a fil di spada gli abitanti di quella città, la voterai allo sterminio con tutto quello che contiene</strong>, e passerai a fil di spada anche il suo bestiame. Radunerai tutto il bottino in mezzo alla piazza e darai interamente alle fiamme la città con tutto il suo bottino, come sacrificio arso interamente per il SIGNORE vostro Dio; essa sarà per sempre un mucchio di rovine e non sarà più ricostruita.<br />
<strong>(<span style="text-decoration: underline;">morale</span>: intolleranza TOTALE verso le altre religioni)</strong></p>
<p style="text-align: right;">De, 13:12-16</p>
<div id="attachment_4058" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a rel="attachment wp-att-4058" href="http://www.blogzero.it/2012/02/07/divina-tragedia-quinto-deuteronomio/abitanti-intolleranza/"><img class="size-medium wp-image-4058" title="abitanti-intolleranza" src="http://www.blogzero.it/wp-content/uploads/abitanti-intolleranza-375x281.jpg" alt="" width="375" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">&quot;metti a fil di spada gli abitanti di quella città&quot; che vogliono servire altri Dei... ah la tolleranza!</p></div>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Se un uomo ha un <strong>figlio caparbio e ribelle</strong>, che non ubbidisce alla voce di suo padre né di sua madre e che non dà loro retta neppure dopo che l&#8217;hanno castigato, suo padre e sua madre lo prenderanno e lo condurranno dagli anziani della sua città, alla porta della località dove abita, e diranno agli anziani della sua città: «Questo nostro figlio è caparbio e ribelle; non vuole ubbidire alla nostra voce, è senza freno e ubriacone»; allora <strong>tutti gli uomini della sua città lo lapideranno a morte</strong>. Così toglierai via di mezzo a te il male, e tutto Israele lo saprà e temerà.<br />
<strong>(<span style="text-decoration: underline;">morale</span>: ecco come dovrebbe essere l&#8217;educazione cattolica secondo il libro sacro!)</strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: right;">De, 21:18-21</p>
<div id="attachment_4063" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a rel="attachment wp-att-4063" href="http://www.blogzero.it/2012/02/07/divina-tragedia-quinto-deuteronomio/figlio1/"><img class="size-medium wp-image-4063" title="figlio1" src="http://www.blogzero.it/wp-content/uploads/figlio1-375x281.jpg" alt="" width="375" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">Se vostro figlio non vi dà retta...</p></div>
<div id="attachment_4064" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a rel="attachment wp-att-4064" href="http://www.blogzero.it/2012/02/07/divina-tragedia-quinto-deuteronomio/figlio2/"><img class="size-medium wp-image-4064" title="figlio2" src="http://www.blogzero.it/wp-content/uploads/figlio2-375x281.jpg" alt="" width="375" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">... fatelo lapidare pubblicamente! (parola del Signore)</p></div>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Quando un uomo sposa una donna [...] <strong>se la giovane non è stata trovata vergine</strong>, allora si farà uscire quella giovane all&#8217;ingresso della casa di suo padre, e <strong>la gente della sua città la lapiderà a morte</strong>, perché ha commesso un atto infame in Israele, prostituendosi in casa di suo padre. Così toglierai via il male di mezzo a te.<br />
<strong> (<span style="text-decoration: underline;">morale</span>: se ci si sposa non vergini, si merita la LAPIDAZIONE)</strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: right;">De, 22:13-21</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Quando degli uomini si mettono a litigare, e la moglie dell&#8217;uno si  avvicinerà per liberare suo marito dalle mani di quello che lo percuote,  stenderà la mano e afferrerà i suoi genitali, <strong>tu le mozzerai la mano</strong>; l&#8217;occhio tuo <strong>non ne abbia pietà</strong>.<strong><br />
(<span style="text-decoration: underline;">morale</span>: per fortuna abbiamo la Bibbia a spiegarci come comportarci con le donne&#8230;)</strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: right;">De, 25:11-12</p>
<div id="attachment_4069" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a rel="attachment wp-att-4069" href="http://www.blogzero.it/2012/02/07/divina-tragedia-quinto-deuteronomio/deuteronomio-rissa/"><img class="size-medium wp-image-4069" title="deuteronomio-rissa" src="http://www.blogzero.it/wp-content/uploads/deuteronomio-rissa-375x281.jpg" alt="" width="375" height="281" /></a><p class="wp-caption-text">Siano maledette le donne che aiutano i mariti durante le risse usando  colpi bassi...</p></div>
<p style="text-align: justify;">Ma veniamo al <span style="color: #800000;"><strong>momento clou</strong></span> di tutto il Deuteronomio: Mosè che indica al popolo di israele tutto il dolore che Dio causerà a coloro che non rispetteranno le sue leggi&#8230; una sequenza di <span style="text-decoration: underline;"><strong>crudeltà</strong></span> incredibile che merita di essere fatta leggere a tutti i cattolici:</p>
<blockquote style="text-align: right;">
<p style="text-align: justify;">se non ubbidisci alla voce del SIGNORE tuo Dio, se non hai cura di mettere in pratica tutti i suoi comandamenti e tutte le sue leggi che oggi ti do, avverrà che <strong>tutte queste maledizioni verranno su di te e si compiranno per te</strong>: sarai maledetto nella città e sarai maledetto nella campagna. [...] Il SIGNORE manderà contro di te la maledizione, lo spavento e la minaccia in ogni cosa cui metterai mano e che farai, finché tu sia distrutto e tu perisca rapidamente, a causa della malvagità delle tue azioni per la quale mi avrai abbandonato. <strong>Il SIGNORE farà sì che la peste si attaccherà a te</strong>, finché essa ti abbia consumato nel paese nel quale stai per entrare per prenderne possesso. <strong>Il SIGNORE ti colpirà di deperimento, di febbre</strong>, di infiammazione, di arsura, di aridità, di carbonchio e di ruggine, che ti perseguiteranno finché tu sia perito. [...] <strong>I tuoi cadaveri saranno pasto di tutti gli uccelli del cielo e delle bestie della terra</strong>, che nessuno scaccerà. <strong>Il SIGNORE ti colpirà con l&#8217;ulcera d&#8217;Egitto, con emorroidi, con la rogna e con la tigna, da cui non potrai guarire.</strong> Il SIGNORE ti colpirà di follia, di cecità e di confusione mentale; e andrai brancolando in pieno giorno, come il cieco brancola nel buio; non prospererai nelle tue vie, sarai continuamente oppresso e spogliato e nessuno ti soccorrerà. <strong>Ti fidanzerai con una donna e un altro si coricherà con lei;</strong> costruirai una casa, ma non vi abiterai; pianterai una vigna e non ne godrai il frutto. Il tuo bue sarà ammazzato sotto i tuoi occhi e tu non ne mangerai; il tuo asino sarà portato via in tua presenza e non ti sarà reso; le tue pecore saranno date ai tuoi nemici e non vi sarà chi ti soccorra. I tuoi figli e le tue figlie saranno dati in balìa di un altro popolo; i tuoi occhi lo vedranno e ti si consumeranno per il continuo rimpianto e la tua mano sarà senza forza. Un popolo che tu non avrai conosciuto mangerà il frutto della tua terra e di tutta la tua fatica e sarai continuamente oppresso e schiacciato. Sarai fuori di te per le cose che vedrai con i tuoi occhi. <strong>Il SIGNORE ti colpirà sulle ginocchia e sulle cosce con un&#8217;ulcera maligna, dalla quale non potrai guarire</strong>; ti colpirà dalle piante dei piedi alla sommità del capo. [...] <strong>Genererai figli e figlie, ma non saranno tuoi, perché andranno in schiavitù</strong>. [...] <strong>Tutte queste maledizioni verranno su di te, ti perseguiteranno e ti raggiungeranno, finché tu sia distrutto, perché non avrai ubbidito alla voce del SIGNORE tuo Dio, osservando i comandamenti e le leggi che egli ti ha dato. </strong>[...]  Se non hai cura di mettere in pratica tutte le parole di questa legge, scritte in questo libro, se non temi questo nome glorioso e tremendo del SIGNORE tuo Dio, <strong>il SIGNORE renderà straordinarie le piaghe con le quali colpirà te e i tuoi discendenti</strong>: piaghe grandi e persistenti, malattie maligne e persistenti. Farà tornare su di te tutte le malattie d&#8217;Egitto, davanti alle quali tu tremavi, ed esse si attaccheranno a te. Anche le numerose malattie e le numerose piaghe non menzionate nel libro di questa legge, il SIGNORE le farà venire su di te, finché tu sia distrutto. Voi rimarrete soltanto in pochi, dopo essere stati numerosi come le stelle del cielo, perché non avrai ubbidito alla voce del SIGNORE tuo Dio. Avverrà che come il SIGNORE prendeva piacere a farvi del bene e moltiplicarvi, così il SIGNORE prenderà piacere a farvi perire e a distruggervi; sarete strappati dal paese del quale vai a prendere possesso.<br />
Queste sono <span style="text-decoration: underline;"><strong>le parole del patto che il SIGNORE comandò a Mosè di  stabilire con i figli d&#8217;Israele</strong></span>.<br />
<strong>(<span style="text-decoration: underline;">morale</span>: grazie SIGNORE, molto magnanimo e democratico)</strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: right;">De, 28:15-69<strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_4072" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><strong><a rel="attachment wp-att-4072" href="http://www.blogzero.it/2012/02/07/divina-tragedia-quinto-deuteronomio/mose-piaghe/"><img class="size-medium wp-image-4072" title="mosè-piaghe" src="http://www.blogzero.it/wp-content/uploads/mosè-piaghe-375x281.jpg" alt="" width="375" height="281" /></a></strong><p class="wp-caption-text">&quot;Il SIGNORE ti colpirà di deperimento, di febbre, di infiammazione, di arsura, di aridità, di carbonchio e di ruggine, che ti perseguiteranno finché tu sia perito.&quot;</p></div>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: x-small;"><a href="http://www.blogzero.it/2010/05/20/divina-tragedia-atto-primo/">Parte 1: la Genesi</a><br />
<a href="http://www.blogzero.it/2010/07/02/la-divina-tragedia-atto-secondo/">Parte 2: l&#8217;Esodo<br />
</a> </span><a href="http://www.blogzero.it/2010/09/23/la-divina-tragedia-atto-terzo-levitico/"><span style="font-size: x-small;"> Parte 3: Levitico</span></a><span style="font-size: x-small;"><a href="../2010/09/23/la-divina-tragedia-atto-terzo-levitico/" class="broken_link"><br />
</a><a href="../2011/01/16/la-divina-tragedia-atto-quarto-numeri/" class="broken_link"> Parte 4: Numeri</a></span></p>
<table style="border-color: #f5f1ac; border-width: 0px; text-align: center;" border="0">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: justify;">&#8220;Queste sono solo metafore&#8221;, direte voi&#8230; <strong>ah sì?</strong><br />
E chi decide cos&#8217;è una metafora e cosa non lo è? Dipende da come ci si sveglia al mattino? E comunque che razza di metafore sarebbero queste? Che insegnamenti traiamo dalle minacce di lapidazione e dalle piaghe minacciate da Dio se non rispettiamo le sue leggi? Non sarebbe ora di <strong>prendere l&#8217;Antico Testamento per quello che è</strong>, un libro antico che propone un <strong>Dio vendicativo, crudele, iroso</strong> e di cui avere paura, una visione religiosa inaccettabile per una qualsiasi società appena un po&#8217; più evoluta di quella retrograda di oltre 2000 anni fa?</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: center;">Restate in contatto per leggere altri capitoli di questa avvincente <strong>Tragedia</strong>!</p>
<hr />
<p><small>Samuele su <a href="http://www.blogzero.it">B-log(0)</a>, 2012. |
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		<item>
		<title>Satira omeopatica (interludio)</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/B-log0/~3/SROwJuy7EE4/</link>
		<comments>http://www.blogzero.it/2012/01/23/satira-omeopatica-interludio/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 21:17:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vaccate]]></category>
		<category><![CDATA[Varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[omeopatia]]></category>
		<category><![CDATA[oscillo]]></category>
		<category><![CDATA[oscillococcinum]]></category>
		<category><![CDATA[satira]]></category>
		<category><![CDATA[vignette]]></category>

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		<description><![CDATA[Sperando che le simpatiche multinazionali dell&#8217;omeopatia non se la prendano troppo come quest&#8217;estate (link verso la storia completa), vi riporto una paio di immagini divertenti che girano sul web in questi mesi (la seconda è mia, ma non ditelo troppo in giro): Ed ecco la seconda, con il famoso Oscillo&#8230;: &#160; Avete altre immagini divertenti? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sperando che le <strong><em>simpatiche </em></strong>multinazionali dell&#8217;omeopatia non se la prendano troppo come quest&#8217;estate (<a href="http://www.blogzero.it/contatti/omeopatia-mito-e-leggenda-boiron/">link verso la storia completa</a>), vi riporto una paio di immagini divertenti che girano sul web in questi mesi (la seconda è mia, ma non ditelo troppo in giro):</p>
<div id="attachment_4043" class="wp-caption aligncenter" style="width: 472px"><a rel="attachment wp-att-4043" href="http://www.blogzero.it/2012/01/23/satira-omeopatica-interludio/vignettaomeopatia2/"><img class="size-full wp-image-4043" title="vignettaOmeopatia1" src="http://www.blogzero.it/wp-content/uploads/vignettaOmeopatia2.jpg" alt="" width="462" height="726" /></a><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p style="text-align: justify;">Ed ecco la seconda, con il famoso Oscillo&#8230;:</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_4044" class="wp-caption aligncenter" style="width: 385px"><a rel="attachment wp-att-4044" href="http://www.blogzero.it/2012/01/23/satira-omeopatica-interludio/vignettaomeopatia3/"><img class="size-medium wp-image-4044" title="vignettaOmeopatia3" src="http://www.blogzero.it/wp-content/uploads/vignettaOmeopatia3-375x199.jpg" alt="" width="375" height="199" /></a><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p>Avete altre immagini divertenti?<br />
Mettete il link nei commenti qua sotto!</p>
<hr />
<p><small>Samuele su <a href="http://www.blogzero.it">B-log(0)</a>, 2012. |
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		<item>
		<title>MadBid.com: il trucco dietro alle “aste” online</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/B-log0/~3/UuC3WIcb6e8/</link>
		<comments>http://www.blogzero.it/2012/01/13/madbid-trucco-aste-online/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 23:13:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Varie ed eventuali]]></category>
		<category><![CDATA[aste]]></category>
		<category><![CDATA[funziona]]></category>
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		<category><![CDATA[trucco]]></category>
		<category><![CDATA[truffa]]></category>

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		<description><![CDATA[Avete mai sentito parlare di MadBid.com? È un sito molto famoso in Inghilterra che purtroppo sta guadagnando fortissimi consensi anche in Italia (patria dei creduloni), grazie alle molte pubblicità ingannevoli con cui stanno inondando i giornali, radio e TV locali. Un esempio? &#8220;Fino al 98% di risparmio sul prezzo reale!&#8221;: Restando in bilico sulla linea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avete mai sentito parlare di <strong>MadBid.com</strong>?</p>
<p style="text-align: justify;">È un sito molto famoso in Inghilterra che purtroppo sta guadagnando fortissimi consensi anche in Italia (patria dei creduloni), grazie alle molte pubblicità ingannevoli con cui stanno inondando i giornali, radio e TV locali.</p>
<p style="text-align: justify;">Un esempio? <em><strong>&#8220;Fino al 98% di risparmio sul prezzo reale!&#8221;</strong></em>:</p>
<div id="attachment_4003" class="wp-caption aligncenter" style="width: 337px"><a href="http://www.blogzero.it/wp-content/uploads/pubblicità-madbit.png" rel="lightbox[3995]"><img class=" wp-image-4003 " title="pubblicità-madbid" src="http://www.blogzero.it/wp-content/uploads/pubblicità-madbit.png" alt="" width="327" height="375" /></a><p class="wp-caption-text">Esempio di pubblicità ingannevole di madbid</p></div>
<p style="text-align: justify;">Restando in bilico sulla linea che divide legalità ed illegalità i gestori di questo sito sono riusciti a creare una macchina da soldi eccezionale, guadagnando milioni di euro alle spalle di tanti giocatori abbagliati dalla semplicità del gioco e dalla speranza di facili vincite (160 € una Fiat 500?).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come funziona?</strong> È presto spiegato:</p>
<p><span id="more-3995"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ogni oggetto in palio ha un <strong>prezzo iniziale di zero €</strong>. Iniziata l&#8217;asta, ogni persona che effettua un rilancio può alzare il prezzo solo di un centesimo (<em>esempio</em>: dopo 40 rilanci il prezzo dell&#8217;oggetto sarà salito a 40 centesimi, non uno in più, non uno meno), <strong>pagando però alcuni crediti </strong>per farlo (e qui ci sta il trucco, ma ne parliamo dopo).<br />
Ogni volta che qualcuno rilancia sul prezzo corrente, parte un <strong>conto alla rovescia di alcuni secondi</strong> (variabile tra i 7 secondi e i 2 minuti)&#8230; se al termine del conto alla rovescia nessuno ha rilanciato, l&#8217;ultimo concorrente dell&#8217;asta si aggiudica l&#8217;oggetto al prezzo attuale, generalmente molto più basso del suo prezzo reale.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff0000;"><strong>Facile, vero?</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Assolutamente no.</strong> Per vari motivi:</p>
<p style="text-align: justify;">1) i partecipanti a queste aste sono MOLTISSIMI, e tanti sono pronti a rilanciare continuamente, presi dall&#8217;euforia o dalla rabbia di aver speso un sacco di soldi per nulla;</p>
<div id="attachment_3998" class="wp-caption alignright" style="width: 385px"><a href="http://www.blogzero.it/wp-content/uploads/madbid-autopuntate.jpg" rel="lightbox[3995]"><img class="size-medium wp-image-3998 " title="madbid-autopuntate" src="http://www.blogzero.it/wp-content/uploads/madbid-autopuntate-375x239.jpg" alt="" width="375" height="239" /></a><p class="wp-caption-text">Schermata di settaggio dei &quot;rilanci autorilanci&quot; alle aste</p></div>
<p style="text-align: justify;">2) esiste una modalità di <em><strong>&#8220;rilancio automatico&#8221;</strong></em>, grazie alla quale un giocatore può spegnere il PC facendo in modo che MadBid alzi automaticamente la posta negli ultimi 10 secondi di ogni asta;</p>
<p style="text-align: justify;">3) dopo pochissimi rilanci ci si accorge che <strong>si sta spendendo un mare di soldi</strong>, quindi se va bene ci si ferma, se va male si cade nella trappola del gioco d&#8217;azzardo peggio che con le slot dei bar.</p>
<p><strong>Andiamo quindi a vedere i prezzi </strong>di questo &#8220;gioco&#8221;:</p>
<div id="attachment_3997" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.blogzero.it/wp-content/uploads/prezzi-puntate-madbid.jpg" rel="lightbox[3995]"><img class="size-full wp-image-3997" title="prezzi-puntate-madbid" src="http://www.blogzero.it/wp-content/uploads/prezzi-puntate-madbid.jpg" alt="" width="500" height="123" /></a><p class="wp-caption-text">I prezzi dei &quot;crediti&quot; madbid</p></div>
<p style="text-align: justify;">Il prezzo di un credito oscilla quindi tra i 10 e i 12 centesimi l&#8217;uno&#8230; peccato che <strong>per rilanciare ne servano sempre 4, a volte 6</strong>!<br />
Quindi <strong>ogni rilancio alle varie aste costa in realtà tra i 40 e i 72 centesimi</strong>&#8230; non poco visto che per vincere qualcosa bisogna lottare a suon di rilanci con centinaia (migliaia?) di utenti online e anche offline (molti dei quali con autorilancio già preimpostato)&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Con questi prezzi, solo una cosa è chiara: <strong>i gestori di MadBid fanno un sacco di soldi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Prendiamo un esempio:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.blogzero.it/2012/01/13/madbid-trucco-aste-online/auto-madbid-prezzo/" rel="attachment wp-att-4014"><img class="aligncenter size-full wp-image-4014" title="auto-madbid-prezzo" src="http://www.blogzero.it/wp-content/uploads/auto-madbid-prezzo.jpg" alt="" width="486" height="282" /></a>1478 € per una Mini (costo reale 17k €), niente male direi!<br />
Vediamo però quanto hanno speso i partecipanti all&#8217;&#8221;asta&#8221; (<em>calcolo fatto con le regole di gennaio 2012, potrebbero cambiare</em>):</p>
<p style="text-align: justify;">Ad ogni rilancio il prezzo sale di un cent, quindi <strong>in questa asta ci sono stati <em>147.894</em> rilanci</strong>. Ogni rilancio nelle aste più importanti costa 6 gettoni. Ogni gettone costa MINIMO 10 centesimi. Quindi i soldi spesi dai partecipanti sono stati ben 147894 x 6 x 0,1€ = <strong>88736,4 €</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A questa cifra bisogna sommare IVA, spese di spedizione e il prezzo finale&#8230; il totale dei ricavi di MadBid alla fine ammonta quind ad <strong>OLTRE 90 MILA EURO</strong>. Niente male per essere un premio da meno di 20mila euro eh?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Per capire meglio il trucco</strong>, immaginiamo 3 giocatori che si credono furbi e decidono di &#8220;investire&#8221; 1000 € in gettoni, iniziando a puntare all&#8217;asta dopo che è arrivata a 1200 € e quindi si avvicina al termine (e il tempo del conto alla rovescia inizia a velocizzarsi).</p>
<p style="text-align: justify;">Se i 3 giocatori vogliono vincere devono continuamente rilanciare per evitare che uno degli altri si porti a casa il premio finale&#8230; un po&#8217; alla volta dovranno perciò usare tutti i loro 10000 crediti (che permettono di fare 1666 rilanci a testa). Alla fine di questa serie di furiosi rilanci (e 1000 euro persi da ognuno dei nostri 3 fenomeni) <strong>l&#8217;asta sarà passata dai 1200€ iniziali a 1250€!!</strong> SOLO 50 euro in più nell&#8217;asta equivalgono a 3000 euro buttati dai partecipanti!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ne vale la pena?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non basta, spulciando le regole del gioco (che dobbiamo accettare in fase di iscrizione) cosa troviamo?</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>MadBid si reserva di aggiungere, riprogrammare o eliminare i prodotti dal sito web MadBid.com in qualsiasi momento senza preavviso, comprese le aste che sono già in corso.</strong></p>
</blockquote>
<p>MadBid può eliminare delle aste in corso dopo che le persone hanno già iniziato le puntate???</p>
<p>Un&#8217;altra chicca del contratto:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Nel caso in cui l&#8217;asta si chiuda prematuramente o irregolarmente, <strong>MadBid si riserva il diritto di revocare l&#8217;offerta di acquistare l&#8217;oggetto.</strong></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ah, fantastico&#8230; se l&#8217;asta è troppo breve MadBid può revocare l&#8217;oggetto? Quindi <strong>il banco non perde proprio ma proprio mai, per contratto!!! </strong>Mi sembra proprio molto onesto, complimenti!</p>
<p style="text-align: justify;">Segnalo inoltre il non simpatico obbligo di <strong>indicare il proprio numero di cellulare </strong>all&#8217;iscrizione&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Volete un&#8217;altra prova della pericolosità di questi siti di aste online?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Beh, sappiate che nel 2008 la <strong>polizia tributaria</strong> ha bloccato decine di siti di &#8220;aste al ribasso&#8221;, tra cui anche il sito di MadBid, che però poco dopo è stato rimesso online&#8230; <strong>perchè?</strong> Perchè nonostante tutto MadBid non è un&#8217;<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Asta_al_ribasso" target="_blank">asta al ribasso</a></span> (che sono palesemente dei giochi d&#8217;azzardo) ma è più un&#8217;asta &#8220;al minimo rialzo&#8221; che riesce a mantenersi in bilico tra il gioco d&#8217;azzardo puro e la legalissima asta, evitando quindi la chiusura (difatti in Italia sono vietate le scommesse e il gioco d&#8217;azzardo non legalizzato, ma NON le aste!).</p>
<p style="text-align: justify;">Pensate che MadBid ha la coda talmente di paglia che <strong>cercando su google &#8220;MadBid scam&#8221;</strong> (&#8220;truffa madbid&#8221; in inglese) si trovano decine di link al sito <em>madbidscam.net</em> e <em>madbid-scam.com</em> che pubblicizzano MadBid e spingono il visitatore a giocare con sconti e consigli di gioco assurdi. Pazzesco!</p>
<p style="text-align: justify;">Madbid insomma <strong>non è assolutamente un&#8217;opportunità di risparmio</strong> per i partecipanti all&#8217;asta, solo pochissimi fortunati riescono a vincere qualcosa mentre il sito incassa enormi ricavi &#8220;ingannando&#8221; i partecipanti (legalmente, ahinoi) con pubblicità ingannevoli e modalità di gioco d&#8217;azzardo incontrollata. Le classiche tasse dei giochi d&#8217;azzardo nostrani non si applicano con MadBid, che si intasca tutto come se realizzasse delle vere aste&#8230; quindi <strong>non possiamo nemmeno rallegrarci che gli allocchi giocatori d&#8217;azzardo ci ripagano il debito pubblico</strong> <img src='http://www.blogzero.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione: <strong>state lontani da MadBid!</strong><br />
Anzi, meglio ancora, <strong>propagate la voce di questo sito che proclama facili guadagni mentre frega centinaia di euro ai partecipanti alle aste</strong> incitandoli a rilanciare senza sosta!</p>
<div id="_mcePaste" class="mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 1085px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">(<em>esempio</em>: dopo 40 rilanci il prezzo dell&#8217;oggetto sarà salito a 40 centesimi, non uno in più, non uno meno)</div>
<hr />
<p><small>Samuele su <a href="http://www.blogzero.it">B-log(0)</a>, 2012. |
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		<title>Il principio di indeterminazione di Heisenberg</title>
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		<comments>http://www.blogzero.it/2012/01/02/principio-indeterminazione-heisenberg/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 09:55:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza e Scemenza]]></category>
		<category><![CDATA[fisica]]></category>
		<category><![CDATA[heisenberg]]></category>
		<category><![CDATA[indeterminazione]]></category>
		<category><![CDATA[plank]]></category>
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		<category><![CDATA[quanti]]></category>
		<category><![CDATA[quantistica]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Più cerchiamo di capire con precisione quale sia la posizione di una particella, meno precisa è la nostra conoscenza della sua velocità (e viceversa)&#8221; Abbiamo già parlato del meraviglioso esperimento delle due fessure, grazie al quale si è dimostrato che le particelle (gli elettroni nel nostro esempio) hanno una seconda &#8220;natura&#8221; ondulatoria oltre a quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">&#8220;Più cerchiamo di capire con precisione quale sia la posizione di una particella, meno precisa è la nostra conoscenza della sua velocità (e viceversa)&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo già parlato del meraviglioso <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.blogzero.it/2009/11/20/esperimento-piu-bello-dualismo-onda-particella/" target="_blank">esperimento delle due fessure</a></span>, grazie al quale si è dimostrato che le particelle (gli elettroni nel nostro esempio) hanno <strong>una seconda &#8220;natura&#8221; ondulatoria</strong> oltre a quella corpuscolare.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>duplice natura delle particelle</strong> è stata una delle scoperte più incredibili della meccanica quantistica del &#8217;900 e ha avuto enormi ripercussioni, una delle quali è il famoso principio di indeterminazione di Heisenberg, uno dei principi più noti della scienza ma anche uno dei meno compresi (spesso anche le spiegazioni nei libri sono fuorvianti, per non parlare delle sciocchezze viste in TV).</p>
<div id="attachment_3984" class="wp-caption alignright" style="width: 180px"><a href="http://www.blogzero.it/wp-content/uploads/heisenberg-foto.jpg" rel="lightbox[3937]"><img class="size-full wp-image-3984" title="heisenberg-foto" src="http://www.blogzero.it/wp-content/uploads/heisenberg-foto.jpg" alt="" width="170" height="249" /></a><p class="wp-caption-text">Immagine di Heisenberg</p></div>
<p style="text-align: justify;">Cerchiamo di capirci qualcosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Era il 1927 quando <strong>Werner Karl Heisenberg</strong>, venticinquenne assistente del famosissimo <strong>Niels Bohr</strong>, diede il suo più celebre contributo alla scienza con il suo principio di indeterminazione che ebbe l&#8217;enorme conseguenza di mostrare a tutti che la comprensione scientifica ha dei <strong>limiti invalicabili</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il principio, in breve, asserisce che <strong>è impossibile misurare con precisione sia la posizione che la velocità di una particella</strong>, perchè quanto più si cerca di definire con precisione una delle due variabili tanto più diventa impredicibile la misura dell&#8217;altra.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa imprecisione (o meglio, questa indeterminazione) non è dovuta ad errori di misurazione o a nostri limiti sperimentali, ma <strong>è una conseguenza fondamentale della duplice natura di particella e di onda del mondo quantistico</strong>, ed è una legge fondamentale: o è come dice Heisenberg o la fisica quantistica è sbagliata.</p>
<p style="text-align: justify;">Essa riflette un&#8217;<span style="color: #800000;"><strong>indeterminazione intrinseca della natura</strong></span>: non è che non possiamo conoscere quantità di moto e posizione di una particella con precisione&#8230; il fatto fondamentale è che <strong>la particella NON HA quantità di moto e posizione ben specificate</strong>!</p>
<p>Le particelle in fisica quantistica infatti si rappresentano con delle funzioni probabilistiche che descrivono la probabilità di trovare una particella in un posto o in un altro&#8230; bisogna cercare di smettere di pensare alle particelle come a delle &#8220;palline&#8221;, perchè quando si parla di fisica quantistica la duplice natura ondulatoria/particellare sconvolge le regole a cui siamo abituati!</p>
<p style="text-align: justify;">Divagazione rilassante prima di passare ad un esempio:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Non potrai mai essere sicuro del numero di birre che hai bevuto la notte scorsa.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: right;"><em>Principio di Indeterminazione di Heineken</em></p>
<p style="text-align: justify;">Torniamo a noi:</p>
<h2 style="text-align: justify;"><span id="more-3937"></span>Esperimento</h2>
<p style="text-align: justify;">Riprendiamo l&#8217;esempio dei fotoni (<span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.blogzero.it/2009/11/20/esperimento-piu-bello-dualismo-onda-particella/">link al post</a></span>), con l&#8217;unica differenza che le particelle questa volta sono lanciate contro una singola fenditura:</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<div id="attachment_3990" class="wp-caption aligncenter" style="width: 472px"><a href="http://www.blogzero.it/wp-content/uploads/heisenberg-esempio.jpg" rel="lightbox[3937]"><img class="size-full wp-image-3990" title="heisenberg-esempio" src="http://www.blogzero.it/wp-content/uploads/heisenberg-esempio.jpg" alt="" width="462" height="466" /></a><p class="wp-caption-text"> </p></div>
<p style="text-align: justify;">Le particelle sono lanciate tutte in <strong>direzione perpendicolare allo schermo</strong>, emesse da una sorgente di estensione <em>D</em>, molto maggiore dell&#8217;ampiezza <em>d </em>della fenditura.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo processo si configura quindi come un&#8217;evidente tentativo di misurare la posizione delle particelle dirette verso lo schermo&#8230; solo i fotoni racchiusi nello spazio <em>d</em> passeranno lo schermo: la nostra conoscenza della loro posizione è aumentata considerevolmente.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia <strong>cosa succede?</strong> Una volta superato il primo schermo la figura di diffrazione che risulta nel secondo schermo (che rileva la posizione di arrivo delle particelle) è più larga della fenditura, nonostante i fotoni siano sparati tutti esattamente in direzione perfettamente perpendicolare agli schermi e quindi con velocità nella direzione <em>x </em>ben definita ed uguale a zero.</p>
<p style="text-align: justify;">Come se non bastasse, la figura di diffrazione (esperimenti lo dimostrano) aumenta la propria estensione al diminuire della larghezza della fenditura <em>d</em> nel primo schermo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tentativo di definire con maggior precisione la posizione della particella comporta una perdita di conoscenza della sua velocità, dimostrando l&#8217;indeterminazione ben spiegata dal principio di Heisenberg.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Questi risultati non sono assolutamente legati al tipo di esperimento scelto, ma hanno validità assolutamente generale.</strong></p>
<div id="attachment_3980" class="wp-caption alignright" style="width: 122px"><a href="http://www.blogzero.it/wp-content/uploads/principioHeisenberg.png" rel="lightbox[3937]"><img class="size-full wp-image-3980 " title="principioHeisenberg" src="http://www.blogzero.it/wp-content/uploads/principioHeisenberg.png" alt="" width="112" height="44" /></a><p class="wp-caption-text">La formula che lega il principio di Heisenberg alla costante di Plank (h)</p></div>
<p style="text-align: justify;">Un paio di implicazioni fondamentali del principio di Heisenberg: <strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>- l&#8217;indeterminazione di posizione e velocità nasce solo ed esclusivamente all&#8217;atto della misurazione</strong>, senza intervento esterno la particella proseguirebbe nella sua traiettoria rettilinea&#8230; è l&#8217;uomo a rendere indefinito qualcosa che non lo è!</p>
<p style="text-align: justify;"><em>- &#8220;Se conosciamo il presente possiamo calcolare il futuro&#8221;.<br />
</em>Questa è un&#8217;affermazione verissima ma Heisenberg dimostra che <strong>non sempre possiamo conoscere il presente con la precisione necessaria a calcolare il futuro</strong>: il legame causale tra presente e futuro è perduto, le leggi della meccanica quantistica hanno quindi una natura puramente probabilistica.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma se tutto ha una duplice natura di corpuscolo e onda, perchè solo nel mondo dell&#8217;infinitamente piccolo della meccanica quantistica vediamo questi comportamenti apparentemente illogici mentre la vita di tutti i giorni sembra seguire altre regole?<br />
La spiegazione è semplice&#8230; anche se gli esseri umani nel loro insieme <em>hanno una una componente ondulatoria</em> (inferiore al raggio di un protone, vedi <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/De_Broglie_hypothesis" target="_blank">legge di De Broglie</a></span>), l&#8217;uomo/particella è decisamente più grande dell&#8217;uomo/onda e quindi la nostra natura ondulatoria è irrilevante. <strong>L&#8217;elettrone/particella invece è più piccolo della propria onda e quindi il dualismo causa quei comportamenti quantistici apparentamente inconcepibili</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1933 Heisenber vincerà il Nobel per la fisica. Uno dei più meritati di tutta la storia della scienza.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Bibliografia:</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Un&#8217;occhiata alle carte di Dio&#8221; di G.C.Ghirardi &#8211; Il saggiatore (1997)<br />
&#8220;Heisenberg, l&#8217;indeterminazione e la rivoluzione quantistica&#8221; di D.C.Cassidy &#8211; Le Scienze 1992<br />
&#8220;Temi matemagici&#8221; di D.R.Hofstadter &#8211; Le Scienze 1981</p>
<hr />
<p><small>Samuele su <a href="http://www.blogzero.it">B-log(0)</a>, 2012. |
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		<title>Buon Natale “rivoluzionario”!</title>
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		<comments>http://www.blogzero.it/2011/12/24/buon-natale-rivoluzionario/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 21:32:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Religione & Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Vaccate]]></category>
		<category><![CDATA[ateo]]></category>
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		<category><![CDATA[natale]]></category>
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		<description><![CDATA[Per i tanti nuovi lettori, segnalo la vecchia immagine di &#8220;Natale ai tempi di facebook&#8221; che avevo creato un paio d&#8217;anni fa: Per gli altri, vi consiglio una bella lettura natalizia (lo sapete che la data del 25 dicembre è stata stabilita nel IV secolo per motivi tutt&#8217;altro che religiosi, vero?): Link al post di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.blogzero.it/wp-content/uploads/auguri_sovversivi.jpg" rel="lightbox[3969]"><img class="aligncenter size-full wp-image-3971" title="auguri_sovversivi_babbo_natale" src="http://www.blogzero.it/wp-content/uploads/auguri_sovversivi.jpg" alt="" width="587" height="413" /></a></p>
<p>Per i tanti nuovi lettori, segnalo la vecchia immagine di &#8220;Natale ai tempi di facebook&#8221; che avevo creato un paio d&#8217;anni fa:</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 196px"><a href="http://www.blogzero.it/wp-content/uploads/natale_su_facebook.png" rel="lightbox[3969]"><img title="Natale ai tempi di facebook" src="http://www.blogzero.it/wp-content/uploads/natale_su_facebook.png" alt="" width="186" height="282" /></a><p class="wp-caption-text">Natale ai tempi di facebook</p></div>
<p style="text-align: justify;">Per gli altri, vi consiglio una bella lettura natalizia (lo sapete che la data del 25 dicembre è stata stabilita nel IV secolo per motivi tutt&#8217;altro che religiosi, vero?):</p>
<p><a href="http://www.alfredodegiuseppe.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=353:un-natale-ateo-ma-buono&amp;catid=35:articoli-2010&amp;Itemid=72" target="_blank">Link al post di alfredodegiuseppe.it</a>: <em><strong>&#8220;Un Natale ateo, ma buono&#8221;</strong></em></p>
<hr />
<p><small>Samuele su <a href="http://www.blogzero.it">B-log(0)</a>, 2011. |
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		<title>Natale relativista</title>
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		<comments>http://www.blogzero.it/2011/12/21/natale-relativista/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 10:49:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samuele</dc:creator>
				<category><![CDATA[SecondaPagina]]></category>

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		<description><![CDATA[Copio e incollo un vecchio post dal blog di Leonardo (link): Gli spettri dei Natali passati Tutti mangiamo il panettone a Natale, ma solo i credenti sanno perché lo mangiano. Non è che il loro panettone sia necessariamente piú buono di quello dei non credenti: è semplicemente piú ragionevole. Cardinale Biffi 1) Publio Plinio a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Copio e incollo un vecchio post dal blog di Leonardo (<a href="http://leonardo.blogspot.com/2006/12/non-natale-se-non-relativista.html" target="_blank">link</a>):</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Gli spettri dei Natali passati</em></strong><br />
<em> </em></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>Tutti  mangiamo il panettone a Natale, ma solo i credenti sanno perché lo  mangiano. Non è che il loro panettone sia necessariamente piú buono di  quello dei non credenti: è semplicemente piú ragionevole.</em></p>
<p style="text-align: right;">Cardinale Biffi</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>1) Publio Plinio a Domizio Rufo:</em></strong></p>
<blockquote><p><a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6296/15/1600/692413/ChristAsSol.jpg" rel="lightbox[3963]"><img class="alignright" style="border: 0pt none;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6296/15/200/533849/ChristAsSol.jpg" border="0" alt="" width="187" height="200" /></a>&#8220;Carissimo, ti auguro con questa epistola di trascorrere un buon <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sol_Invictus#Natale">Natale del Sole</a>. Non so da voi, ma qui a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mediolanum">Mediolanum </a>ormai  lo festeggiano tutti: persino i cristiani! Sì, anche quella setta di  santoni pseudoebrei, gli adoratori dei crocefissi, dopo qualche  resistenza ormai si sono decisi a festeggiare come tutti gli altri.</p></blockquote>
<blockquote><p>Non c’è che da apprezzare la saggezza del nostro grande imperatore <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aureliano">Aureliano</a>, che volle rendere ufficiale la festa, l’ottavo giorno prima delle <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Calende">Calende di Gennaio</a>.  Noi cittadini dell’impero siamo diversi per lingua, razza e religione,  ma tutti siamo scaldati dallo stesso Sole, che dopo il freddissimo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Solstizio_d%27inverno">Solstizio d’Inverno</a> ora ricomincia timidamente a riallungare le giornate. Né Aureliano  volle inventarsi una Festa di sana pianta, ma lungamente studiò il  problema coi suoi collaboratori, scoprendo che la festa della Rinascita  del Sole è la più universale; anche se alcuni lo chiamano <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mitra_%28divinit%C3%A0%29">Mitra</a>, altri <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mitologia_del_Sole">Elagabal</a>, altri <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Elio_%28mitologia%29">Helios</a>: in fin dei conti è sempre lo stesso per tutti, e tutti ugualmente ci riscalda.</p>
<p>Solo i <strong>cristiani</strong>,  nella loro superstizione, sono convinti di non adorarlo. Ho appreso da  un mio servo, che partecipa alle loro riunioni, che pure loro mangiano  gli stessi dolci impastati con frutta candita e miele: ma non per  festeggiare il <strong>Sole </strong>a cui devono la frutta e i fiori,  bensì la nascita del loro Dio, o profeta (essi non hanno chiara la  distinzione tra i termini), <strong>Gesù Cristo</strong>.<br />
Confesso di  essere affascinato dall’ignoranza che nutrono per la loro stessa  religione. Avendo dato un’occhiata, per curiosità, ai loro libri sacri,  so bene che <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nascita_di_Ges%C3%B9#Riferimenti_storici">in nessun giorno del calendario è fissata la data di nascita del loro eroe</a>.  Stavo quasi per dirlo al mio servo, ma a che pro? Non sa leggere. Ma  lasciamolo pure mangiare il suo pane dolce e i suoi canditi, anche se  ignora l’autentico significato di ciò che fa&#8221;.</p></blockquote>
<p><strong><em>2) Ebrhardt a Kwenghjil</em></strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Gran  figlio di vacca visigota e padre ignoto, come va? Spero che in Hispania  faccia meno freddo che qui. Tra un po’, grazie al cielo, le giornate si  riallungheranno. Nel frattempo io me ne resto accampato in questa  nebbiosa valle padana. E mi si gelano i coglioni.<br />
Mi gelano anche perché la mia <strong>Orda </strong>ha deciso di convertirsi in blocco a quella religione del menga, il <strong>Cristianesimo</strong>.<br />
Dicono che conviene farsi amici i <strong>vescovi</strong>,  che sono i veri capi delle città. Mah. Fosse per me avrei giù brindato  coi loro teschi disossati, ma forse hanno ragione. Ci vuole gente che  sappia amministrare tutto questo casino.<br />
<a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6296/15/1600/930367/Odin_riding_Sleipnir.jpg" rel="lightbox[3963]"><img class="alignright" style="border: 0pt none;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6296/15/200/45075/Odin_riding_Sleipnir.jpg" border="0" alt="" width="155" height="200" /></a>Del  resto mi conosci, io di religione mi sono sempre interessato quanto  bastava per portare le fanciulle alle orge. Però, boia d’un Thor, non  toccatemi <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Odino">Odino</a>! Te lo ricordi, Kwenghjil, quando eravamo bambini e la mamma ci diceva di mettere <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Babbo_natale#Folklore_tedesco">fuori gli stivali pieni di carote per il cavallo del dio Odino?</a><br />
Era  due giorni dopo il solstizio d’inverno, come oggi. Nella notte  lunghissima il dio con la barba bianca portava gli eroi caduti a una  battuta di caccia. E quando si fermava alla nostra stalla, dovevamo  essere a letto e non fiatare, se volevamo che ci riempisse gli stivali  di nocciole al miele e altre leccornie.<br />
E adesso mi spieghi, Kwenghjil? Se mi converto al cristianesimo, cosa ci racconto al mio nipotino? Ha il diritto di credere in <strong>Odino </strong>anche lui, o no?<br />
Ieri  sera l’ho preso davanti al fuoco e ho attaccato con la storia del dio  che cavalca nella notte. Si è messo a piangere come un puledrino! <em>Ben ti sta</em>, mi ha detto mia moglie. <em>Basta con queste storie di Dei barbari a cavallo</em>, mi dice, <em>sei vecchio, aggiornati!</em> Se non fossi il vecchione che sono l’avrei impalata lì dov’era! E  invece l’ho lasciata fare: ha preso in braccio il marmocchio e (non  credevo alle mie orecchie) ha completato il racconto spiegando che Odino  era un dio cattivo e feroce, che abitava nei boschi, ma poi ha  incontrato un tale <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Babbo_natale#Antiche_origini_cristiane">San Nikolao</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/San_Nicola">Santa Nicola</a>, non so, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Babbo_natale#Folklore_tedesco">che ha convertito pure lui</a>, e da allora è buono e porta i dolci dal camino!<br />
&#8230;E  poi dimmi se a uno non devono gelarsi le palle. Dove sono finite le  tradizioni dei nostri padri? È tutta una schifezza. Meno male che posso  mangiarmi ancora le mie nocciole al miele. Le mangio alla tua salute,  vecchio scannagalline&#8221;.</p></blockquote>
<p><strong><img class="alignright" style="border: 0pt none;" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/6296/15/320/383688/Santa-Riding-a-Reindeer-Posters.jpg" border="0" alt="" width="250" height="172" /><em>3) Ing. Taddei Barnaba a Dott. Taddei Luciano</em></strong></p>
<blockquote><p>&#8220;Ciao  dutùr, spero che ti passi un buon Natale. Qui a Milano è un freddo cane  come sempre (e poi dicono il riscaldamento globale, bah). Ma se Dio  vuole, da qui in poi ci si riallungheranno le giornate.<br />
Ti saluta  anche tuo nipote – perlomeno ti saluterebbe, se riuscissimo a staccarlo  da quella plaistescion rivoluzionaria che gli hai regalato. Che sia  l’ultima volta: siamo seriamente preoccupati. Da mezzanotte alle nove  del mattino è rimasto lì impalato a dimenarsi davanti al televisore. Al  che mia moglie gli ha detto: “Ma devi proprio giocarci da solo? Perché  non inviti i tuoi amici?”<br />
Gli amici di mio figlio: un <strong>cinese</strong>, un <strong>turco </strong>e un <strong>Di Gennaro</strong>.  Tre ore chiusi nella stanza a dar di matto con quell’affare. A un certo  punto blocco mia moglie nel corridoio con in mano un vassoio di  panettone: ma sei sicura? Le ho detto io. E se è contro la loro  religione?<br />
<em>Ma che religione e religione</em>, fa lei. <em>È un dolce, non lo proibisce nessuno</em>.  Appunto, faccio io, è un dolce di Natale, cosa vuoi che sappiano in  Cina? Loro mica ci credono, in Babbo Natale. E poi c’è un turco,  figurati.<br />
Proprio in quel momento dal bagno salta fuori Giampiero, e alza le spalle: Papà, dice, veramente Babbo Natale viene dalla <strong>Turchia</strong>.  Ma che Turchia e Turchia, dico io, chi te le racconta queste cose? La  prof di religione, dice lui. Ci ha spiegato che Babbo Natale è <strong>San Nicola</strong>,  e San Nicola è nato in una città che adesso è in Turchia. Ah, sì? Vorrà  dire che l’anno prossimo ti esentiamo dalla materia, visto che la tua  prof non sa nemmeno che <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nicola_di_Mira">San Nicola sta a Bari</a>!<br />
<em>E vai!</em>, ha detto lui. Che stronzetto ho messo al mondo.<br />
Alla fine se lo sono sbafato, il panettone. Glie n’è fregato assai, di sapere perché lo mangiano. Che mondo. Che mondo.<br />
Speriamo in un po’ di sole&#8221;.</p></blockquote>
<p>(&#8230;E un buon Natale di Sole a tutti quanti).</p>
<p style="text-align: justify;">p.s. per tutti i nuovi arrivati: essendo questo post un semplice copia-incolla non trovate questo post in HOME ma in SECONDA PAGINA (lato destro della homepage). Così, giusto per informazione</p>
<hr />
<p><small>Samuele su <a href="http://www.blogzero.it">B-log(0)</a>, 2011. |
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