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	<title>BABYLONBUS</title>
	
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	<description>L'autobus che non si perde mai</description>
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		<title>Micol Martinez – La testa dentro</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 08:28:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Turetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Micol Martinez – La testa dentro – Discipline/Venus E’ uscito recentemente il nuovo lavoro discografico di Micol Martinez intitolato LA TESTA DENTRO. Il disco vede la produzione artistica di Luca Recchia in collaborazione con Guido Andreani, ed è uscito su etichetta Discipline e distribuzione Venus. “Un album più diretto, nudo, che non ha bisogno di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Micol Martinez – La testa dentro – Discipline/Venus</strong></p>
<p><em>E’  uscito recentemente il nuovo lavoro discografico di Micol Martinez  intitolato LA TESTA DENTRO. Il disco vede la produzione artistica di  Luca Recchia in collaborazione con Guido Andreani, ed è uscito su  etichetta Discipline e distribuzione Venus.</em></p>
<p><em><span id="more-6999"></span></em></p>
<p>“Un album più diretto, nudo, che non ha bisogno di decori, più incisivo  del precedente ma anche più vario e “divertito” sia per quello che  riguarda i testi che per quanto riguarda la scrittura musicale e la  produzione artistica. Luci e ombre nette, questa volta. Ho voluto dare  sfogo a tutte le possibili emozioni, compreso il divertimento nel  giocare con parole e musica. In questo disco mi rivolgo più al presente e  al futuro che al passato come nel precedente. Un album a mio avviso più  maturo sotto tutti i punti di vista. Decisamente una sorpresa, mi  auguro e credo, positiva, per chi già è affezionato al precedente disco  Copenhagen” Micol Martinez</p>
<p><span style="text-decoration: underline">MICOL MARTINEZ: LA TESTA DENTRO – brano per brano</span></p>
<p>1)  HAGGIS (la testa dentro) Milano. Rintanata in casa un pomeriggio come  tanti. Gioco con suoni di batteria, scelgo solo una cassa. Ne faccio un  loop. Prendo la chitarra e ci suono sopra. Il brano gira in cinque.  Prendo un testo di mesi e mesi prima e canto sopra la base. Il pezzo in  pochi minuti è lì. Quasi non ha bisogno di altro. “Ho camminato per ore  lasciando passo dopo passo il peso del tuo peso, ho ascoltato per ore le  mie ossa costruirsi, ricomporsi una ad una, e la tua testa è ancora  dentro il tuo stomaco, la testa dentro”.</p>
<p>2) 60 SECONDI Immagino  una canzone che vorrei sentire in auto… ed essendo il primo singolo,  capiterà di ascoltarla mentre viaggio… So bene dove sto andando. Non ho  dubbi né paure. So bene. E prendo quel che voglio. Spengo la mente. Mi  lascio piegare. Non ho bisogno di conoscermi né di conoscerti. “60  giorni in una sola notte, 100 anni e un secolo in un solo giorno, la  linea della mia bocca questa notte è la corda con cui mi legherò a te”.</p>
<p>3)  QUESTA NOTTE Un inno alla quiete. Un dipinto di una notte di ottobre.  Quelle poche notti a Milano, dove il cielo torna ad essere blu e le  stelle tornano ad esistere, anche qui. La voglia di fermare  quest’attimo. “Questa notte è quieta e non finge, e noi sdraiati  sull’erba a masticare radici, e mille astri ci cadono addosso, questa  notte&#8230;”.</p>
<p>4) L’ALVEARE Mi sveglio, una mattina, con una gran  voglia di giocare. E gioco così. Una fiaba noir e sadicamente felice.  Immagino personaggi di Tim Burton ballare e suonare la tromba su queste  note. E le parole di un Bau Bau al femminile che canta&#8230; “Sono la  strega dentro l’alveare, sono la madre dentro al tuo bicchiere, sono la  terra prima di essere fango, sono l’incoscienza di una sola estate. E  quando tu sarai con me&#8230;”.</p>
<p>5) SARA’ D’INVERNO Il brano in  assoluto per me più importante da quando scrivo. Una visione di un  futuro impossibile per l’umanità: cantato diventa possibile. “Noi saremo  la cosa inutile più bella al mondo, noi avremo tutto ciò di cui abbiamo  bisogno e non avremo più bisogno, noi cavalcheremo fantasmi fino a  farli stancare, li cavalcheremo e poi li lasceremo dormire”.</p>
<p>6)  NEL MOVIMENTO CONTINUO Non ero così convinta di questo brano. Non per il  testo quanto per la parte musicale. Ma non sono riuscita a scartarlo.  Non sono riuscita a cambiarlo. E una volta prodotto mi è piaciuta anche  la parte musicale. Le mie viscere sono legate al quel nuoto e moto  continuo&#8230; che, infatti, “non lascia”. Non mi lascia. “Mi porto addosso  ogni alba che ho visto, le ho trascinate dietro una ad una e ancora  nuoto, con l’alba sulla schiena e qualcosa di te sotto le palpebre&#8230;  nel movimento continuo che non lascia”.</p>
<p>7) A FILO D’ACQUA Ore 19.  Mar Morto. Giordania. Sono qui da tre settimane. Non c’è anima viva  intorno a me. Posso ascoltare il silenzio. Questo strano mare è uno  specchio. E qui scrivo una canzone. Musicalmente ha il sapore di un  deserto d’acqua. “Dentro un mare di cielo, nel giorno arancio che si  piega alla sera, la terra era sparita&#8230; il mondo&#8230; era un doppio  perfetto, e noi a nuotarci in mezzo. A filo d’acqua io sono acqua a filo  d’acqua”.</p>
<p>8 ) COPRIMI GLI OCCHI Parlo a un amore passato. E parlo  così. Perché ora posso vederti solo nel buio. “&#8230; che il pavimento e  ogni mobile e la terra siano neri, come i miei occhi neri la mia lingua  nera sul tuo cuore nero. Fai buio, mio amore”.</p>
<p>9) UN NOME DIVERSO  Non un sogno per l’umanità, come in “Sarà d’inverno”. Ma un sogno  personale. O forse qualcosa che ha già iniziato ad essere realtà. Un  pezzo di me e te. Un ringraziamento. Con tutta la dolcezza che posso  raccogliere. Una canzone breve e semplice, che resterà chitarra e voce,  così come è nata. “Inizierà con un sogno, con una parola lunga un  giorno, con te che parli piano, inizierà con te, inizierà controtempo&#8230;  e sarà come un soffio, quando inizierà&#8230;”.</p>
<p><span style="text-decoration: underline">Biografia:</span></p>
<p>Micol  Martinez è un’artigiana dell’arte; crea la sua musica e la espone  attraverso la voce, di palco in palco. E’ accaduto una 50ina di volte,  tra la pubblicazione del suo esordio – acclamato da pubblico e critica –  intitolato Copenhagen, e salutato con un caldo Bye Bye all’Arci  Bellezza di Milano il 2 Dicembre 2011.<br />
Radio e web radio l’hanno  ospitata accogliendo a braccia aperte e mani tese, questo raro esempio  di musica d’alto profilo femminile Made in Italy, mentre i critici delle  riviste di settore scavavano nel loro idioma alla ricerca  dell’aggettivo che meglio la poteva definire per far capire al lettore  di turno quando quest’artista godesse della loro stima.<br />
Mentre  accadeva tutto ciò, Milano si bloccava, i locali dove si poteva far  musica chiudevano e la città si piegava al dilagante menefreghismo  culturale, tanto da convincere Micol a far quanto segue:<br />
• promotrice  del movimento Milano L’è bela a sostegno della cultura a Milano e parte  attiva nell’organizzazione di iniziative culturali sul territorio a  partire dalla manifestazione di Piazza Fontana del 19 marzo 2010;<br />
•  firmataria, a rappresentanza degli artisti e musicisti milanesi, del  Decalogo per la Cultura con l’amministrazione comunale di Milano.<br />
Le  collaborazioni in questi anni si sono moltiplicate in maniera  esponenziale, passando dagli esordi con opening act a Max Gazzè e  Cristina Donà per arrivare alle complicità in studio: per Cesare Basile  ha cantato all’interno del CD “Storia di Caino” accompagnandolo nella  “Canzone dei Cani”, inclusa ne “Il Paese è reale” di Afterhours; per  Dave Muldoon viaggiando tra le pieghe dell’album “Little Boy Blue”.<br />
La  curiosità tipicamente artistica oltre che femminile, le permettere di  affiancare anche un’artista dai mille volti quale è Garbo, sia in tv  (Scalo 76) che on stage (Alcatraz / Magnolia).<br />
Le collaborazioni di  Micol Martinez però non si limitano al mondo vocale: come attrice  partecipa ai clip di Negrita, La Crus, Solidamor e Fabrizio Coppola; nel  2007 interpreta il suo primo film da protagonista, “Tagliare le parti  in grigio” di Vittorio Rifranti (premiato al Festival di Locarno come  miglior Opera Prima) e contemporaneamente affina il suo stile di  ricercata DJ in noti locali milanesi (La Casa 139, il Cox 18, il  Goganga). “Copenhagen”, nasce così: tra una consolle, un set  cinematografico, teatri, palchi e grandi amici fidati come Cesare Basile  e Luca Recchia che le producono artisticamente l’album &#8211; pubblicato nel  Gennaio 2010 da Discipline – ed affiancati in studio da Enrico  Gabrielli, Rodrigo D&#8217;Erasmo, Alessio Russo,Roberto Dell’Era, Fabio  Rondinini e Alberto Turra.</p>
<p>Molto più recentemente compare in  “Generazioni, tributo al Santo Niente” accompagnando con la voce la  giovane band Kitsch; in “Sette pietre per tenere il Diavolo a bada” di  Cesare Basile presta la voce nel brano che apre il disco “L’ordine del  sorvegliante” e per il cd-libro “Anatomia femminile” dello scrittore e  giornalista Michele Monina scrive e registra il brano “Sui miei  fianchi&#8221;.</p>
<p>Arriviamo così alle ultime battute del 2011 e alla  chiusura dei lavori sul nuovo capitolo discografico intitolato LA TESTA  DENTRO, nuovamente prodotto artisticamente da Luca Recchia in questo  caso in collaborazione con Guido Andreani, che è stato pubblicato il 3  Febbraio 2012 da Discipline.</p>
<p><img src="http://www.sportvicenza.com/images/la%20testa%20dentro%20cover.jpg" alt="la%20testa%20dentro%20cover" /></p>
<p><strong>Tracklist:</strong></p>
<p>1. Haggis (la testa dentro)<br />
2. 60 secondi<br />
3. Questa notte<br />
4. L’alveare<br />
5. Sarà d’inverno<br />
6. Nel movimento continuo<br />
7. A filo d’acqua<br />
8. Coprimi gli occhi<br />
9. Un nome diverso</p>
<p><strong>Sito dell’artista:</strong></p>
<p><a href="http://www.myspace.com/micolmartinez" target="_blank">www.myspace.com/micolmartinez</a></p>
<p><a href="http://www.myspace.com/disciplinemusica" target="_blank">www.myspace.com/disciplinemusica</a></p>
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		<title>Morgan – Italian Songbook Vol. 2</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 14:15:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Turetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Morgan – Italian Songbook Vol. 2 – Columbia/Sony E&#8217; uscito il 24 gennaio, su etichetta Sony Music, “Italian Songbook vol. 2”, il nuovo album di Morgan. Con “Italian Songbook vol. 2” Morgan continua il percorso di ricerca e di approfondimento della canzone italiana iniziato con il precedente disco “Italian Songbook vol.1”, pubblicato nel 2009. Anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Morgan – Italian Songbook Vol. 2 – Columbia/Sony</strong></p>
<p><em>E&#8217;  uscito il 24 gennaio, su etichetta Sony Music, “Italian Songbook vol.  2”, il nuovo album di Morgan. Con “Italian Songbook vol. 2” Morgan  continua il percorso di ricerca e di approfondimento della canzone  italiana iniziato con il precedente disco “Italian Songbook vol.1”,  pubblicato nel 2009. Anche questa volta l’eclettico cantautore riscopre  grandi brani del passato e li fa suoi rielaborandoli come sempre in modo  personale e unico.</em></p>
<p><em><span id="more-6997"></span></em></p>
<p>Sono 15, di cui 3 in inglese, le canzoni contenute in questo nuovo  lavoro: brani scritti da importanti autori come “Marianne”di Sergio  Endrigo, che è anche il singolo di lancio dell’album, “Hobby” di Tenco e  “molti altri capolavori che hanno fatto la storia della musica  italiana, sapientemente reinterpretati e riarrangiati dallo stesso  Morgan. Quest’ultimo è anche autore dei due inediti inclusi nell’album  “Desolazione” e “Una nuova canzone” e di “La sera”. L’album è  disponibile in una doppia versione: Cd Standard o 2CD (contenente  Italian Songbook vol. 1 e vol. 2).</p>
<p><img src="http://www.sportvicenza.com/images/cover-songbook-vol2-bassa.jpg" alt="cover-songbook-vol2-bassa" /></p>
<p><strong>TRACKLIST:</strong></p>
<p>1. Desolazione (Instrumental)<br />
(Castoldi)<br />
2. Marianne<br />
(S. Endrigo, Bigazzi / S. Endrigo)<br />
3. Si può morire (feat. Cluster)<br />
Svampa / Svampa<br />
4. Io che non vivo (ENG)<br />
(Pallavicini / Donaggio)<br />
5. Hobby<br />
(Tenco / Tenco)<br />
6. Il gioco del cavallo a dondolo<br />
(Simone / Simone)<br />
7. Abbracciami<br />
(Aznavour / Bardotti)<br />
8. Donna Bella Non Mi Va<br />
(Rodolfo / Rodolfo)<br />
9. Speak Softly Love<br />
(L. Kusic / Rota)<br />
10. Sole Malato<br />
(R.Pazzaglia/Modugno)<br />
11. Una nuova canzone<br />
(Castoldi / Castoldi)<br />
12. Non insegnate ai bambini<br />
(Luporini / Gaber)<br />
13. Io che non vivo (senza te)<br />
(Pallavicini / Donaggio)<br />
14. Sole Malato (ENG)<br />
(Pazzaglia/Modugno)<br />
15. Parla più piano<br />
(Boncompagni/Rota)<br />
16. Il Denaro<br />
(Piero Ciampi / Gianni Marchetti)<br />
17. La sera (symphonic instrumental)<br />
(Castoldi / Castoldi)</p>
<p><strong>Siti dell’artista:</strong></p>
<p><a href="http://www.marcocastoldi.com/" target="_blank">www.marcocastoldi.com</a></p>
<p><a href="http://www.marcomorgan.it/" target="_blank">www.marcomorgan.it</a></p>
<p><a href="http://www.sonymusic.it/" target="_blank">www.sonymusic.it</a></p>
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		<title>Phil Dornfeld – Mardi Gras</title>
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		<comments>http://www.babylonbus.org/2012/02/03/phil-dornfeld-mardi-gras/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 14:05:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Turetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Phil Dornfeld &#8211; Mardi Gras – Sony Pictures HE Tre studenti dell’ultimo anno del college depressi a causa della loro scarsa popolarità decidono di partire alla volta di New Orleans per assistere direttamente al carnevale del Mardi Gras, il luogo magico dove ci si può divertire e dove tutto sembra a portata di mano. Ne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Phil Dornfeld &#8211; Mardi Gras – Sony Pictures HE</strong><br />
<em><br />
Tre  studenti dell’ultimo anno del college depressi a causa della loro scarsa  popolarità decidono di partire alla volta di New Orleans per assistere  direttamente al carnevale del Mardi Gras, il luogo magico dove ci si può  divertire e dove tutto sembra a portata di mano. Ne capiteranno di  tutti i colori e succederà anche di incontrare la star Carmen Electa…</em></p>
<p><em><span id="more-6995"></span></em></p>
<p>Chi ama le commedie giovanili americane troverà sorprendentemente fresco  e vivace questo “Mardi Gras”. Certamente, è un film che a tratti  risulta sopra le righe e dove non mancano situazioni già viste, tuttavia  l’ambientazione carnevalesca e i simpatici protagonisti, rendono il  tutto guardabile. Tra i motivi di interesse, la presenza della  bellissima Carmen Electra anche se è bene precisare che la stessa  attrice appare solamente in alcune scene. In definitiva, con “Mardi  Gras” si può avere una commedia divertente e senza particolari messaggi.  Ovviamente, non è un tipo di commedia che attinga a situazioni  fortemente realistiche. Vi sono anzi alcune scene improbabili con gags  fantozziane però, nell’insieme, il film sembra reggere fin al suo  epilogo.</p>
<p><img src="http://www.sportvicenza.com/images/cover%20mardi%20grasfuga-dal-college-edizione-integrale-cover-dvd-11.jpg" alt="cover%20mardi%20grasfuga-dal-college-edizione-integrale-cover-dvd-11" /></p>
<p>Titolo Mardi Gras. Fuga dal college<br />
Titolo originale Mardi Gras. Spring Break<br />
Paese, Anno Stati Uniti, 2011<br />
Regia Phil Dornfeld<br />
Principali interpreti Nicholas D&#8217;Agosto; Josh Gad; Bret Harrison; Arielle Kebbel; Danneel Ackles; Charles Shaughnessy<br />
Prezzo € 16,99<br />
Film per tutti<br />
Numero dischi 1<br />
Genere Commedia<br />
Produzione Sony Pictures Home Entertainment, 2011<br />
Dati tecnici Durata 100 min.<br />
9 Singola faccia, doppio strato (Formato schermo 1,85:1) PAL Area 2<br />
Lingua  audio italiano, Dolby Digital 5.1 &#8211; inglese, Dolby Digital 5.1 &#8211;  francese, Dolby Digital 5.1 &#8211; spagnolo, Dolby Digital 5.1<br />
Lingua  sottotitoli arabo &#8211; danese &#8211; finlandese &#8211; francese &#8211; hindi &#8211; inglese &#8211;  inglese per non udenti &#8211; italiano &#8211; norvegese &#8211; olandese &#8211; spagnolo –  svedese</p>
<p><a href="http://www.he.sonypictures.it/" target="_blank">www.he.sonypictures.it</a></p>
<p><a href="http://www.saywhat.it/" target="_blank">www.saywhat.it</a></p>
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		<item>
		<title>Il Cane – Risparmio energetico</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 08:19:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Turetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Cane – Risparmio energetico – Matteite/Venus Dopo Metodo di danza arriva Risparmio energetico, la nuova avventura de Il Cane, all’anagrafe Matteo Dainese (già, fra i molti: Dejligt, Il Moro e il Quasi Biondo, Meathead, Ulan Bator, Here). Scritto, registrato e arrangiato dallo stesso Dainese tra il 2010 e 2011, passando per Odense (DK), Udine, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Cane – Risparmio energetico – Matteite/Venus</strong></p>
<p><em>Dopo  Metodo di danza arriva Risparmio energetico, la nuova avventura de Il  Cane, all’anagrafe Matteo Dainese (già, fra i molti: Dejligt, Il Moro e  il Quasi Biondo, Meathead, Ulan Bator, Here). Scritto, registrato e  arrangiato dallo stesso Dainese tra il 2010 e 2011, passando per Odense  (DK), Udine, Roma e New York, è stato missato da Simone Sant  all’Entropia Studios di Udine. Il secondo capitolo de Il Cane è un  elenco di emozioni, un diario di bordo raccolto per lo più in viaggio, a  bordo di treni, aerei e furgoni. </em></p>
<p><em><span id="more-6993"></span></em></p>
<p>Il Risparmio energetico è l’unico sistema di autodifesa da tutto ciò che  ci coinvolge emotivamente e che, nel bene e nel male, ci circonda.  Proprio come per il cane del Moro (Lorenzo Commisso) che, in totale  risparmio energetico, corre su tre zampe anziché quattro. Anche in  questo nuovo lavoro non mancano gli ospiti, tra i quali Andrea Appino  (Zen Circus), Enrico Molteni (Tre Allegri Ragazzi Morti), Franz Valente  (Teatro degli Orrori), Enrico Berto (Amari), Lorenzo Commisso (Il Moro e  il Quasi Biondo), Fabio Cussigh (Betzy), Ru Catania (Africa Unite, Wah  Companion), Manuel Fabbro (Ulan Bator), Gianluca Liva (Alfabox).</p>
<p><span style="text-decoration: underline">Biografia Matteo Dainese </span></p>
<p>Matteo  Matteite Dainese debutta in veste di batterista nel 1993, suonando  rispettivamente sia con la band freak noise italiana Jitterbugs, sia con  il quartetto punk italo-sloveno Warfare?.<br />
Con i due pubblica, fra il 1994 e il 1995, diversi EP, CD e raccolte per l&#8217;etichetta di confine Nuclear Sun Punk.<br />
Sempre  del ‘94 è il sodalizio con Mauro Teho Teardo: Dainese entra in  formazione Meathead, con cui lavorerà a tre album oltre a diversi  singoli e split, insieme ad altre importanti band della scena  industrial. Nel ’97 registra alcune sessioni di batteria destinate al  primo lavoro degli Here, nuova creatura di Teardo e Jim Coleman (Cop  Shoot Cop), con cui inizia una importante collaborazione live.<br />
Nel ‘98 partecipa all&#8217;EP degli Here A Bit of Red.<br />
Dal  ‘99 collabora a tempo pieno con il gruppo post rock francese Ulan  Bator, con cui lavorerà negli anni a quattro full length e alcuni video,  sotto la regia di produttori del calibro di Michael Gira (Swans, Angels  of Light) e Robin Guthrie (Cocteau Twins).<br />
Nel 2002 si trasferisce a  Newcastle, dedicandosi, oltre che agli Ulan Bator, anche al suo nuovo  progetto di nome Sem, cimentandosi per la prima volta con altri  strumenti, oltre la batteria.<br />
Nel 2003 termina il primo provino dei  Sem (prodotto da Mauro Teho Teardo con la speciale partecipazione di  Troy Von Balthazar dei Chokebore), la cui traccia I Can&#8217;t be Arsed viene  scelta per la colonna sonora del film CCTV/CCTV, diretto dal regista  salonicese Vassilis Katsikis .<br />
Nel 2005 lavora ancora a Rodeo  Massacre, l&#8217;ultimo suo album ufficiale come Ulan Bator, con cui  condividerà un tour diluito in due anni, in giro tra Italia ed Europa.<br />
Finita  la collaborazione con il trio francese, nel 2007, fonda l’etichetta  indipendente Matteite Records, distribuita da Venus Dischi.<br />
La prima  pubblicazione della label è Dejligt, nuovo parto di Matteo condiviso con  Enrico Molteni (già Tre Allegri Ragazzi Morti e Fargo), di cui esce  Feed the Dog, album ricco di ospiti quali Carolyn Honeychild Coleman  (Badawi , Apollo Heights e Here), Troy von Balthazar (Chokebore), Colin  Lee (Bikini Bandits), Rob (Marzuraan) ed Enrico Berto .<br />
All&#8217;inizio  del 2008 pubblica con Matteite Questa è una parentesi : ), esordio di  Lorenzo Commisso e Roberto D&#8217;Agostin, a nome Il Moro e il Quasi Biondo.  Dopo aver partecipato al disco in qualità di batterista, inizia con loro  un’intensa collaborazione dal vivo.<br />
Alla fine del 2008 collabora ad  Halo Inside (Come la luna), edito ancora da Matteite: il disco di  esordio della amica e cantante newyorkese Honeychild Coleman. Dainese  partecipa alla scrittura e alla registrazione dell’album, fra Brooklyn,  Ferrara e Udine, mentre la produzione artistica è affidata a Manuele  Fusaroli, aka Max Stirner. Ospiti speciali qui: Mad Professor , Robin  Guthrie (Cocteau Twins), Molecule , DJ Olive, NatureBoy Jim Kelly e  altri.<br />
All’inizio del 2009 pubblica, sempre con Matteite , Trees are  Talking While Birds are Singing, degli amici e talentuosi post-rockers  padovani Flap. Nel disco Dainese suona la chitarra nel brano Alice.<br />
Del giugno 2009 è l’idea de Il Cane: il suo alterego musicale, questa volta scritto interamente in italiano.<br />
Sotto  questo nome esce su La Tempesta Dischi Metodo di danza, debutto  registrato e prodotto artisticamente da lui stesso, cui hanno  partecipato in qualità di ospiti: Enrico Molteni , Ru Catania (Africa  Unite), Il Moro e il Quasi Biondo, Flap, Enrico Librio (Amari) e Leo  Virgili (Arbe Garbe).<br />
Nel novembre 2010 Matteite Records pubblica Non  è morto nessuno, il disco degli elio p(e)tri (nati da un incontro via  web di Dainese con il giornalista Emiliano Angelelli). Registrato,  arrangiato e prodotto artisticamente dal musicista friulano fra Udine e  Odense, vede anche la sua presenza dal vivo alla batteria.<br />
Recentemente  Dainese ha collaborato al disco dei Margaret (Cromo liquido) e a quello  di Lavinia (Madagasca), quest’ultimo uscito in download su Matteite  Records.<br />
Il 23 gennaio 2012 esce su Matteite Records il secondo album a nome Il Cane, dal titolo Risparmio energetico.</p>
<p><img src="http://www.sportvicenza.com/images/cover%20risparmio%20energetico%20il%20cane%20low.jpg" alt="cover%20risparmio%20energetico%20il%20cane%20low" /></p>
<p><strong>Tracklist:</strong></p>
<p>01 Risparmio energetico<br />
02 Lentiggine<br />
03 Raderla al suolo<br />
04 Il sole e poi la pioggia<br />
05 Non prenderli<br />
06 Mongolia<br />
07 Mago sul muro<br />
08 Cucina<br />
09 Quanto pesi?<br />
10 Obesa<br />
11 Oggi<br />
12 Dimmi</p>
<p><strong>Sito Ufficiale:</strong></p>
<p><a href="http://www.matteite.com/" target="_blank">www.matteite.com</a></p>
<p><a href="http://www.venusdischi.com/" target="_blank">www.venusdischi.com</a></p>
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		<title>Breaking Bad – Seconda Stagione Completa</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 08:57:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Turetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Breaking Bad – Seconda Stagione Completa – Sony Pictures HE Recensione di Andrea Turetta Dopo aver saputo di avere una malattia terminale, per lasciare una ricca eredità alla sua famiglia, un professore di chimica comincia a produrre droga sintetica e da un giorno all&#8217;altro si trasforma da insegnante un po&#8217; impacciato in un vero e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Breaking Bad – Seconda Stagione Completa – Sony Pictures HE</strong></p>
<p>Recensione di Andrea Turetta</p>
<p><em>Dopo  aver saputo di avere una malattia terminale, per lasciare una ricca  eredità alla sua famiglia, un professore di chimica comincia a produrre  droga sintetica e da un giorno all&#8217;altro si trasforma da insegnante un  po&#8217; impacciato in un vero e proprio criminale. Questo cofanetto contiene  gli episodi della seconda stagione dove vediamo che, mentre la società  dei due protagonisti registra successi incredibili e insperati, Walt e  Jesse iniziano a capire come gira il mondo dei narcotrafficanti. Se da  un lato la loro metanfetamina blu li sta rendendo ricchi, dall’altro  diventa sempre più difficile per Walt nascondere la verità a sua moglie  Skyler, a suo figlio Walter Jr. e a suo cognato Hank, agente della  squadra antidroga DEA. Walt cerca con difficoltà di mantenere il  controllo della sua vita mentre è alle prese con pericolosi spacciatori,  una moglie ed un figlio sempre più distanti, l’imminente nascita della  figlia e con una battaglia con il cancro che l’ha colpito.</em></p>
<p><em><span id="more-6991"></span></em></p>
<p>Sono rari i casi in cui una serie riesce a migliorarsi rispetto agli  episodi dell’esordio. Con la Seconda Stagione, “Breaking Bad” ci riesce.  I personaggi fanno vedere dei nuovi lati del loro carattere… Skyler si  dimostra ad esempio, piuttosto determinata… Non è ben chiaro cosa  riserverà il futuro a Walt e Jesse. Ogni puntata è diversa ed  imprevedibile. Walt e Jesse si inseriscono sempre più profondamente  all’interno del mondo della droga e capiscono quanto esso possa essere  oscuro e crudele. Gli affari non conoscono ostacoli, tanto meno vittime  innocenti e i due si troveranno a dover valutare con attenzione ogni  mossa cercando di evitare complicazioni e situazioni pericolose. Walt è  mosso nella sua nuova impresa illegale con l&#8217;unico motivo di lasciare  una sorta di “assicurazione” alla sua famiglia eppure capisce quanto il  suo percorso sia pericoloso e quanto stia cambiandolo come persona. Si  trova a dover raccontare un sacco di menzogne per mantenere la sua  famiglia all’oscuro di tutto.</p>
<p>In questa stagione, c’è una  reazione a catena. Ogni azione può creare una conseguenza e non sempre  positiva. La trama, le sceneggiature e i personaggi di “Breaking Bad”,  sono la sua forza. In ogni episodio si avverte una sorta di tensione e  ci si trova a pensare a quali possano essere i successivi avvenimenti.  Bryan Cranston si dimostra un ottimo attore drammatico e non è certo  l’unico ad esserlo, all’interno di un cast decisamente ottimale.</p>
<p>Lo  spettatore si trova presto avvinto dalle vicende che si susseguono dove  la posta in gioco è alta così come il rischio che corrono i  protagonisti. Non sono solo Walt e Jesse ad essere personaggi in fase di  sviluppo, ma anche Hank, Marie, Skyler. Nelle varie puntate non c’è mai  un attimo di tregua. Il rapporto tra Walt e sua moglie Skyler appare  sempre più teso, lui spesso si allontana a lungo senza spiegazioni e le  sue bugie rischiano di diventare evidenti. Ciò innesca delle discussioni  sconvolgenti. Questa serie dimostra che ci possono essere dei films  televisivi di altissima qualità. Una tv realizzata come si deve e che  sembra molto legata alla drammatica realtà. Decisamente, “Breaking Bad”  si rivela come un capolavoro coinvolgente, emozionante ed innovativo.</p>
<p><img src="http://www.sportvicenza.com/images/5breakingcover2._ss500_.jpg" alt="5breakingcover2._ss500_" /></p>
<p>Titolo Breaking Bad. Stagione 2<br />
Titolo originale Breaking Bad<br />
Paese, Anno Stati Uniti, 2009<br />
Principali interpreti Bryan Cranston; Anna Gunn; Aaron Paul; Betsy Brandt<br />
Prezzo € 25,20<br />
Film da vedere in presenza di un adulto<br />
Numero dischi 4<br />
Genere Drammatico<br />
Produzione Sony Pictures Home Entertainment, 2011<br />
Dati tecnici Durata complessiva 590 min.<br />
9 Singola faccia, doppio strato (Formato schermo Widescreen) PAL Area 2<br />
Lingua audio italiano, Dolby Digital 5.1 &#8211; inglese, Dolby Digital 5.1 &#8211; ceco, Dolby Digital 5.1 &#8211; polacco, Dolby Digital 5.1<br />
Lingua  sottotitoli arabo &#8211; ceco &#8211; danese &#8211; ebraico &#8211; finlandese &#8211; inglese &#8211;  italiano &#8211; norvegese &#8211; polacco &#8211; portoghese &#8211; svedese – turco<br />
Contenuti scene inedite in lingua originale; foto; video musicale; spot tv; commenti tecnici; errori</p>
<p><a href="http://www.he.sonypictures.it/" target="_blank">www.he.sonypictures.it</a></p>
<p><a href="http://www.saywhat.it/" target="_blank">www.saywhat.it</a></p>
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		<title>Intervista con i Thomas</title>
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		<comments>http://www.babylonbus.org/2012/02/01/intervista-con-i-thomas/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 14:37:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Turetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste Babylonesi]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista con i Thomas Di Andrea Turetta “Mr. Thomas&#8217; s Travelogue Fantastic ” (Automatic – Goodfellas) è l&#8217;album d&#8217;esordio dei THOMAS. “Mr. Thomas’s Travelogue Fantastic” raccoglie 10 brani tutti scritti ed arrangiati dai Thomas; a nome della band anche tutte le fasi della produzione artistica. Ecco l’intervista concessa dal gruppo per l’occasione… Con il vostro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Intervista con i Thomas</strong></p>
<p>Di Andrea Turetta</p>
<p><em>“Mr.  Thomas&#8217; s Travelogue Fantastic ” (Automatic – Goodfellas) è l&#8217;album  d&#8217;esordio dei THOMAS. “Mr. Thomas’s Travelogue Fantastic” raccoglie 10  brani tutti scritti ed arrangiati dai Thomas; a nome della band anche  tutte le fasi della produzione artistica. Ecco l’intervista concessa dal  gruppo per l’occasione…</em></p>
<p><em><span id="more-6988"></span></em></p>
<p><strong>Con il vostro nuovo album, avete messo insieme più generi ed un sound  che fanno riferimento al pop, rock, funky… C’è molto da imparare dal  passato? </strong><br />
Senz&#8217;altro, come in tutto del resto. Siamo grandi  amanti della musica ne ascoltiamo molta senza soffermarci a pensare da  quale periodo o parte del mondo arrivi. Puntiamo alle emozioni, se  queste arrivano dal passato, ben vengano. Il nostro tentativo è stato  quello di far convergere il tutto in un linguaggio che fosse attuale,  &#8220;nostro&#8221; e senza paranoie.</p>
<p><strong>Con quale criterio avete scelto le canzoni da inserire nel disco? </strong><br />
L&#8217;unico che conosciamo: le emozioni. Alcuni brani finiti nel disco,  come “43 sunsets”, hanno subito negli anni delle vere metamorfosi molte  volte sperimentate improvvisando nei concerti. Abbiamo cercato di  conservare le emozioni provate in quei momenti e riversarle nei  microfoni durante le registrazioni.</p>
<p><img src="http://www.sportvicenza.com/images/thomas1ib_home_0_3.jpg" alt="thomas1ib_home_0_3" /></p>
<p><strong> Ci sono state delle canzoni rimaste nel cassetto? </strong><br />
Anche se siamo all&#8221;esordio discografico è da molti anni che suoniamo  insieme ed il materiale accumulato è parecchio; in ogni caso siamo  sempre al lavoro su nuove canzoni: quello della composizione per i  Thomas è un momento molto impegnativo ma divertente.</p>
<p><strong>Quando scrivete le vostre canzoni vi piace prender ispirazione anche dal cinema, dalla letteratura e dall’arte in genere? </strong><br />
Non saprei dirti in quale misura e quanto coscientemente accada, ma  sono sicuro che quelle elencate siano forme di espressione che i Thomas  apprezzano molto.</p>
<p><strong>E’ stato difficile trovare chi credesse nella vostra musica? </strong><br />
Sapevamo  bene fosse uno degli aspetti più difficili per chi vuol fare musica e  che spesso determina la fine di progetti anche molto validi. Noi siamo  partiti proponendo un brano prima dei Thomas, nella fattispecie  &#8220;Rollercoaster&#8221;. Abbiamo detto: &#8220;ascolta, se ti piace parliamo del  resto&#8221;. Fabio Gallo de L&#8217;Altoparlante ha risposto positivamente e da lì  si sono gettate le basi per la collaborazione con Protosound Polyproject  ed Automatic che ci ha permesso di esordire e di questo siamo molto  contenti.</p>
<p><img src="http://www.sportvicenza.com/images/thomas2ib_home_0_10.jpg" alt="thomas2ib_home_0_10" /></p>
<p><strong> Che cosa danno ad un artista le centinaia di concerti nelle piazze o nei locali? </strong><br />
Fino  a qualche tempo fa si tendeva a dare all&#8217;aspetto live del musicista un  significato quasi ludico, rock&#8217;n'roll, emozionale&#8230; a tutto ciò va  aggiunto un significato di vero sostentamento che ha preso corpo negli  ultimi anni. La crisi delle vendite dei cd ha riversato sulle autostrade  centinaia di pulmini e furgoni carichi di musicisti pronti a far  concerti ovunque essendo quello l&#8217;unico modo per sopravvivere e  continuare la propria attività. Questo penso sia un valore che si è  aggiunto a quella che resta la dimensione regina del mondo della musica:  il concerto.</p>
<p><strong>Cosa vi piace e cosa meno dell’ambiente discografico? </strong><br />
Abitiamo  questo ambiente da troppo poco e francamente non ci siamo ancora posti  certi quesiti. Da fruitori di musica resta sempre evidente la difficoltà  cronica che hanno i piani alti dell&#8217;industria italiana, a rischiare un  minimo e cercare di cambiare un po&#8217; le carte in tavola con prodotti che  rompano gli schemi. Si tende ad andare sempre sul sicuro insomma.  Qualcosa sarà forse cambiato negli ultimi anni, ma son comunque  briciole.</p>
<p><strong>Quanto conta la musica nella vostra vita?</strong><br />
A  parte gli affetti personali resta sempre l&#8217;ultimo pensiero prima di  addormentarsi ed il primo da appena svegli&#8230; molte volte si presenta  anche durante il sonno e nel mio caso lo disturba anche molto.</p>
<p><strong>Qual è il vostro rapporto con la tecnologia applicata alla musica? </strong><br />
Ottimo. Ci ha permesso di realizzare tutti i passaggi di costruzione  del disco: dalle riprese ai missaggi, dalla masterizzazione alle  grafiche. Poter esordire con un prodotto completamente nostro ci rende  molto orgogliosi: tutto ciò è stato possibile anche grazie alle  tecnologie di ultima generazione.</p>
<p><img src="http://www.sportvicenza.com/images/thomas3ib_home_0_12.jpg" alt="thomas3ib_home_0_12" /></p>
<p><strong>Nelle vostre canzoni, nasce prima la musica o il testo? </strong><br />
La  musica: quello delle liriche è un aspetto che da sempre assume  un&#8217;entità &#8220;musicale&#8221;; va considerato come uno strumento aggiunto dove  metrica e suono influenzano il significato. Non è nelle nostre  intenzione dare valenze poetiche ai nostri testi tanto meno  politico/sociali, saranno sempre le musiche e le melodie a dare lo  spunto e sarà compito del significato adattarsi. E&#8217; un processo molto  istintivo spesso surreale che ci affascina molto.</p>
<p><strong>Vi piacerebbe scrivere canzoni per altri artisti? </strong><br />
In tutta sincerità è una cosa alla quale non ho mai pensato, ma in effetti direi di si, ci piacerebbe.</p>
<p><strong>Siete un gruppo che scrive parecchie canzoni o escono fuori con una certa difficoltà? </strong><br />
Non abbiamo mai avuto difficoltà a scrivere brani, siamo in sei di età  diverse con background diversi, arrivano molti spunti e poi siamo un  gruppo avvezzo all&#8217;improvvisazione, in sala prove come in concerto e  questa attitudine si ripercuote positivamente. Purtroppo è il tempo a  dettare legge: ognuno di noi ha un lavoro, alcuni una famiglia e tutto  questo significa inevitabilmente meno tempo per i Thomas. Potessimo lo  passeremmo tutto in studio a suonare, registrare, ci realizza e diverte  davvero molto.</p>
<p><strong> Per chiudere, quanto è utile l’esperienza che si acquisisce strada facendo?</strong><br />
Tantissimo, però lo dici anche tu: &#8220;strada facendo&#8221;. E&#8217; troppo  importante &#8220;farla&#8221; quella strada e che si creino le possibilità di  essere dinamici. Solo così si può accumulare esperienza e renderla  utile. Auspico per i Thomas un percorso dinamico come è dinamica la  nostra musica, saremo ben felici di acquisire esperienza e magari  utilizzarla tutta per il prossimo disco.</p>
<p><strong> THOMAS on facebook</strong><br />
<a href="http://www.facebook.com/thomastheband" target="_blank">www.facebook.com/thomastheband</a></p>
<p><strong>THOMAS official web</strong><br />
<a href="http://www.thomastheband.com/" target="_blank">www.thomastheband.com</a></p>
<p><a href="http://www.laltoparlante.it/" target="_blank">www.laltoparlante.it</a></p>
<p><a href="http://www.protosound.it/" target="_blank">www.protosound.it</a></p>
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		<title>Intervista con i Laika Vendetta</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 14:01:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Turetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste Babylonesi]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista con i Laika Vendetta Di Andrea Turetta “Laika, Sylvia, Jeanne e&#8230; le altre.”, l’album di debutto dei Laika Vendetta, è una raccolta di ritratti in musica, ritratti di donne e di una femminilità dinamica, in chiave rock. L’album, è uscito in gennaio, sotto l’etichetta “Boleskine House Records” e distribuito da Udedi Musica e Cultura, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Intervista con i Laika Vendetta</strong></p>
<p>Di Andrea Turetta</p>
<p><em>“Laika,  Sylvia, Jeanne e&#8230; le altre.”, l’album di debutto dei Laika Vendetta, è  una raccolta di ritratti in musica, ritratti di donne e di una  femminilità dinamica, in chiave rock. L’album, è uscito in gennaio,  sotto l’etichetta “Boleskine House Records” e distribuito da Udedi  Musica e Cultura, è curato nella grafica dall’ artista Teramana Mokina,  che ha arricchito il digipack Ecco l’intervista rilasciata dal gruppo…</em></p>
<p><em><span id="more-6986"></span></em></p>
<p><strong>Per iniziare una domanda classica: com’è nato il vostro gruppo?</strong><br />
Marcos:  La nostra band nasce nell’estate del 2011, è un progetto molto giovane  che proviene però da anni di esperienza in altri due gruppi, legati a  generi diversi tra di loro. Ci siamo fatti il filo per un po’ di tempo,  io mi sono trasferito nella zona di Teramo ed è nata prima un’amicizia  tra me Emidio e Marvin. Dopo circa un paio di anni, in cui avevo  praticamente smesso di credere in nuovi progetti musicali, Emidio mi ha  fatto ascoltare le pre-registrazioni del nuovo album e cosi in me è  riapparsa la scintilla. I brani mi sono da subito piaciuti, nel  frattempo ho conosciuto e legato un amicizia anche con Alessandro e  Luca, batterista e bassista della band. E’ stato tutto molto naturale.  Prima prova in saletta e subito si era creato un feeling musicale  pazzesco. Da li in poi è stato tutto un crescendo. Volevo fare un  gruppetto da “hobby” della domenica e dopo due concerti siamo stati  chiamati ad aprire un concerto a Paolo Benvegnù. Da li ho iniziato a  capire che questo progetto, i Laika Vendetta, avevano ben più da  offrire. Ci siamo dati una scossa a vicenda sai, dopo anni passati a  suonare a volte capita che uno si scoraggi, non vede risultati e finisce  veramente per prendere la musica come lo svago da mantenere per il  tempo libero. Cosi non è stato, la musica è più una vocazione, abbiamo  ricevuto quasi da subito un vasto consenso e abbiamo deciso tutti di  crederci.</p>
<p><strong>C’è voluto molto tempo per preparare il vostro nuovo lavoro discografico?</strong><br />
Alessandro:  Per quanto riguarda la stesura delle tracce il lavoro è stato  abbastanza intenso ed è iniziato nell’estate 2010 poco dopo l’arrivo di  Luca al basso.<br />
Luca: dopo il mio arrivo abbiamo subito cercato un  nuovo sound che ci rispecchiasse. La stesura è stata lenta, soprattutto  per fare evolvere il nostro genere, dopo l’estate invece è stato tutto  più naturale e i pezzi sono scivolati fuori dalla mente. Siamo entrati  in sala di registrazione a Gennaio del 2011 per uscirne dopo circa due  settimane. C’è stata poi una pausa nel mixaggio perché sentivamo che al  sound generale mancava qualcosa.<br />
Emidio: Infatti, i brani erano lì,  erano quelli che avevamo creato entusiasti in sala prove, ma non  suonavano come li avevamo in mente!<br />
Alessandro: Abbiamo messo in  stand by il lavoro in quanto aspettavamo di trovare un secondo  chitarrista adatto, e una volta entrato in “famiglia” Marcos siamo  tornati di nuovo in studio con lui e con la sua creatività, per  aggiungere quel tocco che mancava, così che anche lui potesse sentire  suo questo progetto.<br />
Emidio: Con le chitarre di Marcos che fanno  l’amore deliziosamente con quelle di Marvin, e quegli accorgimenti in  più, che da grande creativo è riuscito ad inserire, ecco! Il disco  suonava Laika Vendetta!</p>
<p><strong>Quanto contano la sincerità e la naturalezza, quando si fa un disco?</strong><br />
Emidio:  Beh, direi che un disco è un riflesso del tuo mondo interiore. Se hai  un rapporto conflittuale con te stesso avrai un disco conflittuale. Se  però sei sincero in questa “relazione” con te stesso, sarà una  conflittualità sincera e naturale. Quando componi musica, hai dentro te  la tavolozza dei colori. È lì che devi intingere il pennello e lo fai  con acqua pulita. O correttamente sporca. Nel modo più naturale colori  l’esterno e sei tu a farlo, con te stesso, un’opera a più mani che ha  del proprio e del condiviso, e devi pensarla nel totale l’opera. Se non  sei sincero l’opera finale ne risentirà. Così per la scelta delle  parole. Se fingi non riesci neanche a pronunciarle. Ti senti sporco. A  volte non riesci più a cantare una canzone. E se sei costretto, ti si  legge in faccia. Ti guardi intorno e avverti che la realtà deposita  pigmenti nella tua vita. Devi rielaborarli in forme, in colori che  possono anche essere tetri e tristi, alle volte, perché naturalmente li  vedi così, e non riesci a non essere sincero. Non puoi dipingere un  sorriso se credi sia ipocrita per te anche il solo pensarlo.</p>
<p><strong>Quando preparate una canzone cosa vi fa decidere se è quella giusta per entrare a far parte di un disco?</strong><br />
Alessandro:  Personalmente penso che le emozioni che ci scatena un pezzo siano i  giudici di questa scelta, è grazie a loro che secondo noi un pezzo suona  come vorremmo oppure no, e quindi se è adatto a un disco o meno.<br />
Luca:  Ogni canzone ha una propria storia, ci sono pezzi che vengono  modificati svariate volte e pezzi che si scrivono da soli in 10 minuti.  Se il pezzo trasmette, diventa nostro!</p>
<p><strong>Quando il gruppo entra  in sala prove e lavora ad un nuovo disco presumo ci sia un grande  coinvolgimento in quello che sta per nascere o sbaglio?</strong><br />
Marvin:  Decisamente. Anche se l&#8217;esperienza ci ha insegnato a non darci mai  paletti per un disco ma di creare senza limite tutte le idee ed in pezzi  che vengono fuori. Pensare subito a come possano incastrarsi in un  disco è un lavoro utile ma che fatto a priori può togliere genuinità  all&#8217;intero progetto. Ma ad ogni pezzo brindiamo sempre puoi stare  tranquillo!<br />
Alessandro: Direi un GRANDISSIMO coinvolgimento,  normalmente siamo come un fiume in piena, le idee arrivano a raffica, e  più un idea ci piace più ci lavoriamo sopra influenzandoci a vicenda,  cercando di mettere al posto giusto ogni cosa affinchè la resa di ogni  pezzo sia ottima. A volte capita anche che un’idea a primo impatto non  ci colpisca e magari la mettiamo da parte per riprenderla più in là,  quando saremo ispirati nel modo giusto; questo per dire che normalmente  non buttiamo quasi nulla di quello che ci viene in mente.<br />
Luca: Si le  idee vengono buttate giù così come vengono proprio per questo grande  coinvolgimento, poi si inizia a fare il punto della situazione e a  cercare un legame fra le idee, il giusto compromesso per arrivare alla  canzone.<br />
Emidio: Io litigo sempre con Marcos. Sono quello pessimista, Hahaha.</p>
<p><strong>Le canzoni del disco sono nate così, oppure hanno avuto bisogno di più stesure?</strong><br />
Marvin:  Nessuna canzone del disco è nata con &#8216;buona la prima&#8217; proprio perchè il  nostro modo di comporre scaturisce dal confronto di idee musicali in  sala prove, di riff e melodie che vengono proposte, stravolte,  incastrate. Quello che si cerca di fare è sempre smussare al meglio gli  angoli più difficili di un pezzo dove magari l&#8217;ascoltatore può  incastrarsi perdendo poi il messaggio che intendiamo trasmettere. Di  certo facciamo musica che ci piace e discutiamo molto sull&#8217;idea migliore  anche per una singola frazione di un pezzo. E&#8217; un lavoro che può  sembrare impercettibile ma che poi all&#8217;ascolto fa la differenza e crea  anche il valore aggiunto dell&#8217;opera.</p>
<p><img src="http://img217.imageshack.us/img217/5498/ilaikavendcoveres.jpg" alt="ilaikavendcoveres" /></p>
<p><strong>Come nasce una vostra canzone?</strong><br />
Luca:  Non c’è uno schema definito da seguire, siamo 5 ragazzi che buttano  idee su idee ogni volta che proviamo. Se un’idea ci trasmette sensazioni  positive e ha quel “giusto” sound allora viene naturale lavorarci fino  allo sfinimento.<br />
Emidio: In generale lavoriamo su un giro di  chitarra, o di basso, e cerchiamo di costruire insieme una struttura che  regga una melodia che, inizialmente provo sul momento, a cuore e  orecchio, e che poi rielaboro a casa. Dopodichè prendo una delle mie  poesie e la adatto alla melodia. È un lavoro di limare, di sillabe e  sonorità. Piegando la parola alla musica senza che la prima perda il suo  valore sensoriale, originale, evocativo.</p>
<p><strong>E’ stato difficile trovare chi credesse nella vostra musica?</strong><br />
Marvin:  Siamo un gruppo che per la sua personalità o lo ami o lo odi. Non ci  sono vie di mezzo ed è un bene che sia cosi almeno sei certo delle  persone che ti seguono e sai valutare bene le critiche costruttive.  Abbiamo il nostro seguito che crede nel nostro progetto ma è la musica a  fare tutto, se il messaggio arriva e piace allora ci sarà sempre  qualcuno che crederà alla voce che lo esprime ma solo se questa voce è  la prima a credere in se stessa. E&#8217; la chiave per avere un buon pubblico  e trovare la strada per vivere della propria arte.<br />
Alessandro: Penso  di rispondere a nome di tutti dicendo di si, è stato davvero molto  difficile. Sia perché nella nostra zona non c’è una cultura musicale  avviata, sia perché essendo quasi tutti studenti, o comunque neolaureati  in cerca di lavoro, per le nostre famiglie in particolare è stato  difficile accettare il fatto che il nostro obiettivo con la musica fosse  molto più alto di quello che magari si aspettavano.<br />
Luca:  Sicuramente non è stato facile, spesso ci si aspetta di più da persone  vicine. Ma è la nostra passione e la portiamo avanti con tutti i mezzi  possibili, poi saranno il tempo e il pubblico a darci delle risposte.<br />
Emidio:  Per quanto io odi le frasi fatte, i proverbi e le banalità “Nessuno è  profeta in patria” l’abbiamo e la continuiamo a sperimentare. C’è un  rigetto immotivato proprio da chi vorresti ti sostenesse maggiormente.</p>
<p><strong>Che cosa danno ad un artista le tante date live nelle piazze o nei locali?</strong><br />
Emidio:  La possibilità di vivere. La possibilità di essere se stessi e non  morire affogati dal quanto si vuole dire. Siamo come pozzi recettivi che  non hanno un modo di esser svuotati se non esplodendo su un palco. E  noi siamo pozzi, ma anche persone all’interno del pozzo, all’interno di  noi stessi. Senza palco affoghiamo nel grigio. Continuiamo ad imbarcare  acqua dalla realtà e abbiamo bisogno di svuotarla. Lo facciamo in modo  energico per la tanta voglia di condividere acqua potabile. Diamo da  bere sensibilità. Ovviamente abbiamo bisogno di stare al mondo e oggi  sei costretto a trovare un ripiego economico per restaurare il tuo pozzo  dalle intemperie terribili dell’ attuale situazione socio economica. E  rischi di perderti nel restauro, affogando inconsapevolmente, togliendo  la possibilità a chi non ha un lavoro di fare il restauratore, che  magari sa fare meglio di te, e rinunciando a fare ciò che sai e vuoi  fare meglio. Distribuire acqua potabile. Oggi è diventato un reato e lo  combattono avvelenando l’acqua con restrizioni e formule del tipo tu  suoni per il tuo piacere, io non ti pago. Perché è di musica che stiamo  parlando. Hehehe detto senza metafore le tante date danno tanto  all’anima e poco al portafoglio e siamo costretti a trovare lavoretti  impegnando tutto il tempo, anche quello votato alla rielaborazione e al  perfezionamento, in squadra e personale, della creatività. E il paese  rimane ignorante, e la musica, e tutta l’arte, non cresce. Tuttavia  siamo pozzi e continuiamo a distribuire acqua perché non possiamo farne a  meno. hahaha</p>
<p><strong>Cosa vi piace e cosa meno dell’ambiente discografico?</strong><br />
Marcos:  L’ambiente discografico? Sono molto felice personalmente che il mondo  di questo settore si stia muovendo verso una ribalta, quella delle minor  contro le major. Mi spiace molto che molti lavoratori abbiano perso il  lavoro ovviamente, ma guardando al macrocosmo della discografia è  naturale che accada questo, se ieri c’erano le Big Four, oggi ne sono  rimaste solo tre, e chissà che cosa ne sarà di loro tra dieci anni. Non  mi piace che la musica sia vista come catena di montaggio, ovvero il  classico percorso sognato da molti dove il discografico ti nota per  strada mentre canticchi un brano, ti infarcisce di canzonette create ad  hoc e ti sbatte in televisioni e radio per spolparti per due anni. Certo  quei due anni saranno fantastici per il fenomeno di turno, ma poi?  Credo che l’atteggiamento delle indipendenti sia più rispettoso riguardo  ai tempi dell’artista, almeno parlando in generale perché poi anche qui  ci sono eccezioni. Non sono però nemmeno propenso a fare troppe  polemiche contro programmi come X-factor o simili. Esistono, la gente lo  richiede, non ci riconosciamo e basta. La colpa di chi è? Di chi guarda  e ascolta? Di chi propone questi format? Potremmo non finire mai questo  discorso e sostengo che fissarsi troppo su questi argomenti rischia di  distoglierti da quella che è la tua strada, la tua vocazione. Guardando  alla realtà che ci tocca, quella indipendente, possiamo dire che siamo  soddisfatti ad ogni piccolo passo compiuto grazie a noi e alla nostra  etichetta Boleskine House Records ed editore, Udedi. C’è un rapporto  personale di amicizia con Stefano Lelii, il nostro discografico. Le  scelte vengono fatte assieme, si sondano le possibilità e si lavora  duramente per raggiungere i nostri obbiettivi. Questo è quello che ci  piace della realtà indipendente, questa sana collaborazione, il rapporto  di amicizia e il poter decidere più liberamente sul da farsi.</p>
<p><img src="http://www.sportvicenza.com/images/logolaikavendetta.jpg" alt="logolaikavendetta" /></p>
<p><strong>Quanto conta la musica nella vostra vita?</strong><br />
Emidio:  Tutti noi abbiamo un ritmo. Alle volte senti che la vita di tutti i  giorni tende a rallentarlo, addirittura a fermarlo. La musica ti salva e  ti ricorda qual è il tuo ritmo. Ci sono volte in cui entri in cunicoli  apparentemente senza via d’uscita. Poi senti la musica, quella musica, e  hai trovato il tuo filo d’Arianna, la segnaletica per tornare alla  strada maestra di ciò che sei. O vorresti essere. Noi vorremmo essere i  Laika Vendetta, perché siamo naturali e ci sentiamo appartenere a noi  stessi, al nostro mondo, quando siamo sul palco. E credo che il nostro  pubblico possa confermarlo. Siamo pura essenza sul palco e siamo  fratelli che danzano la stessa musica, una musica catartica. La musica è  catartica. Il palco è catartico. Ci riconnette con noi stessi. Danzare  la propria musica è una spinta alla vita. Come direbbe Nietzsche  un’illusione di un’illusione. Una dolce illusione.</p>
<p><strong>I giovani artisti quanto hanno da imparare dai loro predecessori?</strong><br />
Luca:  Dipende da cosa hanno cercato di insegnare i predecessori e dipende da  quali predecessori un giovane artista prenda come esempio. Sicuramente  come ogni altro artista ci lasciamo influenzare da ciò che ascoltiamo e  da ciò che vediamo ma cerchiamo di evolverlo ogni giorno e di renderlo  sempre più personale.<br />
Emidio: Cultura personale come base su cui  costruire. Ascoltare e metabolizzare “i saggi”, ma diventare “saggi” a  proprie spese e sulle proprie gambe.</p>
<p><strong>Oggi i giovani si sentono spesso in un clima di precariato. Succede anche a chi fa musica?</strong><br />
Marvin:  Possiamo dire di essere i &#8216;precari per eccellenza&#8217;, la sicurezza di un  futuro nella musica a livello economico è un’utopia destinata solo a  pochi che spesso sono costretti a svendersi o a fare salti mortali per  non cadere improvvisamente dalle nuvole. E&#8217; un bel sogno riuscire a  vivere di musica ma anche il solo pensarlo te lo fanno pagare molto caro  dai locali alle grandi realtà. Aggiungi che la maggior parte della  cultura popolare, sopratutto italiana, è arrivata ad intendere il  mestiere del musicista come scontato e facile non dando alcun valore al  fattore artistico che muove l&#8217;economia di un paese ricco di storia come  l&#8217;Italia. Poi arriva un ministro che dice che con la cultura non ci si  riempiono i panini ed il gioco è fatto.</p>
<p><strong>Quali pensate siano le cose che piacciono di più di voi al pubblico che vi segue?</strong><br />
Alessandro:  Sicuramente la nostra presenza scenica, di cui abbiamo parecchia cura.  Ci siamo sempre definiti un gruppo “live”, ascoltando il disco ci  conosci e chiunque ci può apprezzare, ma per farlo a pieno bisogna  assistere a un nostro live. Questa l’ho ripresa dai commenti di svariati  fan, haha!<br />
Emidio: L’intensità, la performance, l’energia, la  grinta, la carica erotica, la violenza e la dolcezza: l’anima sbattuta  su un palco affinchè brilli di più.</p>
<p><strong>Come vedete l’attuale scena canora italiana?</strong><br />
Marvin:Visto  che siamo in periodo sanremese, anche se scontato, è bene cominciare  prendendo per esempio una manifestazione che è l&#8217;esatta rappresentanza  della crescita musicale italiana nei canali principali dei media. Un  evento che ogni anno viene tirato fuori dalla naftalina e rimesso a  nuovo da direttori artistici molto più vecchi dell&#8217;evento stesso che  pretendono di scegliere la &#8216;nuova musica italiana&#8217;. E&#8217; un dato di fatto  che è un operazione fallimentare ed ogni anno diventa il grande  contenitore dove i debuttanti delle major o i figli dei reality  approdano per avere qualche mese di lancio in alto nelle classifiche. Lo  sviluppo della musica in Italia è l&#8217;underground, dove ancora si suona  (con difficoltà) senza il fragore del gossip o della pompatina  televisiva. Passano gli anni e continuiamo a rimanere sempre ancorati ai  vecchi stereotipi pop ed alle glorie del rock italiano che diventano  leggenda riciclando le loro stesse idee, rivendendole ad una nuova  generazione che crede nel nuovo ma riceve solo il vecchio. E dopo tre  quattro anni si scopre che la guerra tra bande è su facebook, dove il  reparto geriatrico della musica si esibisce in gare di visualizzazioni  di video ridicoli e numero di amici. Per rispondere ancora alla tua  domanda, la scena canora italiano se la vediamo cerchiamo di evitarla.<br />
Luca:  Però negli ultimi tempi c’è la sensazione che qualcosa stia cambiando,  che i soliti volti stiano perdendo credibilità e che venga fuori ciò che  prima era considerato “di nicchia”. Vediamo che in un certo senso sta  avvenendo un passaggio generazionale e vogliamo farne parte.<br />
Emidio: Dadaumpa, dadaumpa&#8230;</p>
<p><strong>E  a livello nazionale ed internazionale… stiamo uscendo dal periodo di  crisi (o secondo alcuni, di profonda trasformazione) discografica?</strong><br />
Marcos:  Ci siamo nel bel mezzo! La crisi delle label multinazionali tocca anche  le indipendenti. La lentezza delle major nel recepire e assecondare i  cambiamenti però ha prodotto i risultati che noi oggi vediamo. Le  indipendenti sono state più brave in questo, posso citarti ad esempio  l’uso del download gratuito che le major ancora oggi stentano a recepire  come strumento di promozione e guadagno. Non lo dico a caso, ci sono  veri e propri studi di economisti più referenziati di me che confermano  quanto il download e, diciamolo, anche la pirateria facciano in molti  casi più bene che male. Certo, magari posso capire che una major non  intenda regalare il frutto di lavoro e spese ai suoi utenti, ma è li che  ci si sta muovendo ed è li che si gioca la partita per il futuro. Più  che crisi, hai detto bene, è una trasformazione in atto. Se me lo  richiedi tra una decina di anni forse avremo in mano una risposta più  certa.</p>
<p><strong>Che importanza riveste oggi l’immagine per chi fa musica?</strong><br />
Marcos:  Nella musica un 50 % è suonare, l’altra metà sta nell’immagine, intesa  in senso ampio. Il sapersi vendere prescinde dal fatto che tu sia sotto  major o indie. Come artista devi capirlo presto se vuoi fare passi in  avanti. Guarda il punk, che spesso nelle parole di chi lo fa viene  venduto come qualcosa che va contro il sistema e quindi le mode. Cos’è  in fondo il punk se non anch’esso una moda? Chiedilo a Malcom McLaren ad  esempio. Certo la filosofia c’è, non parliamo solo di creste (nel caso  del punk) o di pantaloni attillati e paiettes! L’immagine è qualcosa che  va oltre e comprende anche l’attitudine sul palco, il modo di parlare  alla gente tramite i tuoi brani, nelle interviste e altro ancora. Io  credo che si debba tenere conto dell’immagine, chi dice che l’immagine  non conta sta già facendo di per sé una scelta d’immagine.</p>
<p><strong>Alcuni artisti, nel far nascere le loro canzoni, si ispirano anche a libri letti o film visti. E’ successo anche a voi?</strong><br />
Emidio:  Certo! Qualsiasi cosa entri in contatto con la tua vita e la travolge, o  ti porta a riflettere, o semplicemente la sfiora provocandoti un  brivido, ti stimola a concretizzarla in immagini e musica. E come non  può farlo l’Arte! Dalla pittura alla letteratura al cinema! Sono  frammenti d’anima in latenza di chi li ha concepiti e si mettono in  contatto con la tua, la interrogano, la tormentano! Ci sono personaggi  letterari che ti affascinano, stimolano le tue perversioni, le tue  angosce, le tue paure. Devono far parte della tua vita e la nostra è la  musica. Misty è il personaggio di Destroy della Santacroce. È  affascinante la sua inerzia, la sua presenza/assenza nel mondo, le  pieghe della città in cui si insinua silenziosamente. Così simile alla  Ai di Tokyo Decadence, romanzo e film di Ryu Murakami. Così Alda Huxley è  il tragico mondo di Brave New World di Aldus Huxley. È un mondo  terribilmente uguale al nostro, dove ingiustizia e predestinazione  sociale sono le protagoniste principali. Non puoi non guardarti intorno e  non riflettere di come queste realtà, che sono interiorità “altre”,  interiorità rielaborate in modo “altro” e straordinario, traccino un’  ombra sulla tua. Gli stessi cenni autobiografici nelle nostre canzoni  sono state vissute dal nostro Io, che proiettiamo dal passato al  presente in modo cinematografico.</p>
<p><strong>La realtà urbana in cui vivete è fonte d’ispirazione per le vostre canzoni?</strong><br />
Emidio:  Viviamo in città diverse, facciamo vite diverse, per esigenze  economiche e di studio. Io ho cercato, per necessità di ispirazione e  per non sentirmi schiacciato dal nulla culturale e dall’assenza di vite  con voglia di integrazione sociale, di ritagliarmi una nicchia in Città.  Vivo a Roma, dove mi sono laureato e Roma è per me fonte d’ispirazione.  Non per le opere d’arte. O forse si, perché le vedi deteriorarsi sotto  gli occhi di un turista, macchinetta in mano. Ecco Roma è l’emblema  dell’inevitabile, del lasciato al tempo, del deterioramento della vita  sotto gli occhi inerti di chi potrebbe salvare il volutamente  insalvabile. Come vedi le anime che vagano smarrite in città, le auto in  coda che fanno rumore e smog, la famosa indifferenza urbana, ecco la  stessa cosa accade a strade, monumenti, civiltà. Non guardare e passa.  Pompei crolla, Roma si sporca e decade. Invecchia e la “Città Eterna”  non dovrebbe mai farlo. Il Paese non dovrebbe mai farlo. Ma non votiamo  per il nostro bene giusto? E rimaniamo immobili, o vaghiamo smarriti.  Poi quando esci la sera, trovi Roma così bella, ammaliante. Un’ anziana  affascinante che ti adotta e ti ama e non finisci mai di stupirti per  l’immensità di tale bellezza. La città la vivi dentro, ti entra e ti  contamina la pelle. C’è tanta Città nei nostri testi. La Città è vissuta  dagli uomini, è animata dalla frenesia. L’ambiente è un riflesso di ciò  che sei dentro e viceversa. L’ambiente risponde se tu lo interroghi.  Così la città. Poi ci sono ancora le mostre e i cinema e i live, una  situazione musicale in cui hai ancora la possibilità di conoscere  gruppi, dividere serate, supportarsi a vicenda. Dalle nostre parti le  band si fanno la guerra e suon di cover. Qui vedi un concerto di un  gruppo inedito, magari neanche pagato, intenso e originale, il giorno  dopo torni a Teramo e in piazza suonano la classica Are you gonna be my  girl. Mi dispiace per i miei genitori che vivono ad Alba. Una vita  passata solo a lavorare per il bene dei figli. Un paesino immobile che  li prende in giro, vive per i turisti, anzi neppure più per loro, e non  per chi fa di essa una piccola “Città”, rubando loro la vita. Alba non  esiste più, l’hanno uccisa. E senza svago sei un automa. Anche sopra i  50.</p>
<p><strong>Quali le canzoni e gli artisti che più vi hanno fatto desiderare di fare musica attivamente?</strong><br />
Marcos:  Personalmente parlando, e non di influenze ma proprio di desiderio di  suonare, posso dire che gli artisti che da sempre mi invogliano sono  grandi artisti come Josh Homme o Dave Grohl, trovo a stento qualcosa che  non mi esalti nelle loro produzioni. Poi trovo un sacco di artisti  italiani che stimo, rispetto e che danno alla mia voglia di fare musica  un senso più compiuto: parlo ad esempio di Bud Spencer Blues Explosion,  il Teatro degli Orrori, Moltheni, quest’ultimo soprattutto per il  personaggio e la sua storia personale.<br />
Emidio: Mi hanno sempre  affascinato i gruppi, quelli uniti, quelli con storie di amicizie e  litigi fraterni, come i Red Hot Chili Peppers o i Pearl Jam. Poi mi  affascinano le grandi personalità sensibili, poetiche e tormentate come  Jim Morrison, Kurt Cobain, Ian Curtis. Loro mi hanno dato il “la” per  mettere in musica “la Poesia”. Non perché faccio poesia, abbiamo tutti  la nostra Poesia dentro. Loro mi hanno mostrato come si fa a mettere la  loro e io ho provato a mettere la mia. Parlo di sensibilità. Mi piace  molto il tormento delle periferie di Seattle, la rabbia del punk, la  Melancholia della New Wave e del Post Punk, la voglia di far musica  fatta bene e che abbia qualcosa di valido da dire dove nessuno vuole  ascoltarlo. Parlo dell’ underground italiano alternativo degli anni  Novanta. Che poi è la stessa situazione attuale.<br />
Marvin: Non posso  non dare il merito di avermi spinto a scrivere ed a suonare ai Red Hot  Chili Peppers, e specialmente al chitarrista Frusciante, anche se oramai  lontani dalla scelta artistica che io e gli altri abbiamo compiuto che  si distanza molto da Kiedis e compagni. Provenendo dal funk ho sempre  messo da parte gran parte dei generi post-punk riscoprendoli solo dopo,  così come il grunge ed i gruppi che ne hanno fatto una realtà. Ma non  posso non citare Incubus, Mars Volta, Muse, sicuramente molte delle loro  idee sono parte del mio corredo genetico da musicista. La passione per  la scena underground italiana e tutti i gruppi che la colorano è giovane  ma è la più forte al momento.</p>
<p><strong>Sito del gruppo:</strong><br />
<a href="http://www.laikavendetta.it/" target="_blank">www.laikavendetta.it</a></p>
<p><a href="http://www.lunatik.it/" target="_blank">www.lunatik.it</a></p>
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		<item>
		<title>Claude Pinoteau – Il tempo delle mele 1 &amp; 2</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 09:35:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Turetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Claude Pinoteau – Il tempo delle mele 1 &#38; 2 – DNC Entertainment Recensione di Andrea Turetta Per la prima volta insieme in un cofanetto Blu-ray due film cult degli anni ’80: Il tempo delle mele e Il tempo delle mele 2. Due commedie divertenti e intriganti, con l’indimenticabile Sophie Marceau nel ruolo della protagonista [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Claude Pinoteau – Il tempo delle mele 1 &amp; 2 – DNC Entertainment</strong></p>
<p>Recensione di Andrea Turetta</p>
<p><em>Per  la prima volta insieme in un cofanetto Blu-ray due film cult degli anni  ’80: Il tempo delle mele e Il tempo delle mele 2. Due commedie  divertenti e intriganti, con l’indimenticabile Sophie Marceau nel ruolo  della protagonista Vic.</em></p>
<p><em><span id="more-6984"></span></em></p>
<p><img src="http://www.sportvicenza.com/images/tempomele2cof12tled.jpg" alt="tempomele2cof12tled" /></p>
<p>ILTEMPO  DELLE MELE: Vic (Sophie Marceau) ha tredici anni, si affaccia alla  soglia dell’adolescenza con curiosità, timore e fantasia. Il film mostra  con semplicità la sua vita: gli scontri con genitori, la complicità con  la nonna, i problemi quotidiani di una famiglia normale. E poi… i primi  turbamenti, il primo grande amore e, inevitabilmente, le prime  delusioni…</p>
<p>“Il tempo delle mele” è stato sicuramente un film che  ha lasciato il segno ed ancor oggi viene ricordato in molte occasioni  come un ritratto di una parte dei ragazzi che hanno vissuto i primi anni  ’80. Ma forse questo non basterebbe a decretare il successo per una  commedia francese che è diventata da subito un classico del romanticismo  e che molti di noi, hanno avuto modo di vedere in più occasioni.</p>
<p>Nel  film vengono trasposti quelli che possono essere gli alti e bassi  vissuti dagli adolescenti. Molti si saranno riconosciuti in Vic o  Mattieu. Anche le feste semplici che venivano organizzate dagli studenti  nelle proprie abitazioni erano un prassi di quegli anni, in cui c’era  comunque voglia di socializzare tra ragazzi. Se, con i propri genitori,  c’erano dei gap generazionali che non permettevano grande dialogo, la  situazione era ben diversa con i propri coetanei. Questa pellicola può  piacere a chi ama la cinematografia francese e l’attrice Sophie Marceau  ma non solo… sarà il modo di rivivere un’epoca che pare ormai, assai  lontana. Buoni gli extra presenti.</p>
<p><img src="http://www.sportvicenza.com/images/il%20tempo%20delle%20mele%20cover20190089_f.jpg" alt="il%20tempo%20delle%20mele%20cover20190089_f" width="344" height="451" /></p>
<p>IL  TEMPO DELLE MELE 2: Sono passati due anni dal “tempo delle Mele” e Vic  (Sophie Marceau) è cresciuta ancora in attesa del suo principe azzurro.  Mentre i suoi genitori sono sempre in crisi di coppia, Vic continua a  vivere le sue esperienze sentimentali. Si innamora di Philippe (Pierre  Cosso), il ragazzo dei suoi sogni. Nel frattempo anche Samanta, la  sorellina della sua amica del cuore, è cresciuta e a sua volta, ne  combina di tutti i colori… Effusioni sentimentali, cotte, crisi di  gelosia e ripicche amorose movimentano la vita di questi ragazzi. Ma per  fortuna c’è la bisnonna Polpette, sempre scanzonata ed anticonformista,  che corre sempre in aiuto delle sue amate nipotine.</p>
<p>In questo  sequel ritroviamo il cast di protagonisti già presenti ne “Il tempo  delle mele”. Come per il precedente, c’è una colonna sonora che ha avuto  ottimo successo (“Your eyes”) ed il racconto della vita di Vic e della  sua famiglia… New entry è quella rappresentata da Pierre Cosso. In due  anni Vic è cambiata, cerca un rapporto un po’ più stabile ma ovviamente,  il tutto deve poi scontrarsi con ovvie situazioni che non sempre,  portano al risultato voluto. Con la famiglia proseguono gli alti e bassi  ma c’è sempre la bisnonna Polpette a dare qualche consiglio utile per  affrontare le varie circostanze. Un film semplice, nella sua trama che  probabilmente, proprio grazie alla sua semplicità ha saputo conquistare  tanti giovani al punto di diventare una pellicola cult del cinema  europeo. Tanti interessanti extra sono presenti anche in questo secondo  disco.</p>
<p><img src="http://www.sportvicenza.com/images/8026iltempodellemel2cover20190096.jpg" alt="8026iltempodellemel2cover20190096" /></p>
<p>INFORMAZIONI SUL PRODOTTO – BLU-RAY</p>
<p>TITOLO<br />
IL TEMPO DELLE MELE</p>
<p>REGIA<br />
CLAUDE PINOTEAU</p>
<p>CAST<br />
SOPHIE MARCEAU, CLAUDE BRASSEUR</p>
<p>GENERE<br />
COMMEDIA</p>
<p>ANNO<br />
1981</p>
<p>DURATA<br />
110 MIN.</p>
<p>FORMATO<br />
50GB</p>
<p>AUDIO<br />
ITALIANO e FRANCESE &#8211; PCM 1.0</p>
<p>SOTTOTITOLI<br />
ITALIANO</p>
<p>CONTENUTI SPECIALI<br />
90  MINUTI: TRAILER ORIGINALE – COMMENTO DEL REGISTA – KARAOKE CLIP:  Reality di Richard Sanderson – SPECIALE: Il tempo delle mele e i suoi  protagonisti – Galleria Fotografica</p>
<p>TITOLO<br />
IL TEMPO DELLE MELE 2</p>
<p>REGIA<br />
CLAUDE PINOTEAU</p>
<p>CAST<br />
SOPHIE MARCEAU, PIERRE COSSO</p>
<p>GENERE<br />
COMMEDIA</p>
<p>ANNO<br />
1982</p>
<p>DURATA<br />
108 MIN.</p>
<p>FORMATO<br />
50GB</p>
<p>AUDIO<br />
ITALIANO e FRANCESE &#8211; PCM 1.0</p>
<p>SOTTOTITOLI<br />
ITALIANO</p>
<p>CONTENUTI SPECIALI<br />
77  MINUTI: COMMENTO DEL REGISTA – INTERVISTE AGLI ATTORI – I PROVINI DI  SOPHIE MARCEAU E DEGLI ALTRI GIOVANI ATTORI &#8211; CLIP KARAOKE: Your Eyes –</p>
<p><a href="http://www.dncentertainment.it/" target="_blank">www.dncentertainment.it</a></p>
<p><a href="http://www.laboratoriocomunicazione.com/" target="_blank">www.laboratoriocomunicazione.com</a></p>
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		<title>Colonna Sonora – I Muppet</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 11:22:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Turetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Colonna Sonora &#8211; I Muppet &#8211; Walt Disney Rec/EMI Music Kermit, Fozzie Bear e Miss Piggy sono tornati e sono al top della loro forma vocale! Walt Disney Records pubblica il 31 gennaio la colonna sonora dei “I MUPPET” di Disney, l&#8217;imminente nuova avventura che arriverà sul grande schermo il prossimo 3 febbraio interpretata da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Colonna Sonora &#8211; I Muppet &#8211; Walt Disney Rec/EMI Music</strong></p>
<p><em>Kermit,  Fozzie Bear e Miss Piggy sono tornati e sono al top della loro forma  vocale! Walt Disney Records pubblica il 31 gennaio la colonna sonora dei  “I MUPPET” di Disney, l&#8217;imminente nuova avventura che arriverà sul  grande schermo il prossimo 3 febbraio interpretata da Jason Segel, Amy  Adams e dalla amata banda dei Muppet. La colonna sonora originale  (disponibile nei negozi tradizionali e in digitale) contiene  “MUPPETTISSIMO SHOW” la nuova versione della sigla dei Muppet firmata da  ELIO. </em></p>
<p><em><span id="more-6982"></span></em></p>
<p>L’album contiene canzoni scritte da Bret McKenzie come &#8220;Flight of the  Conchords” e versioni aggiornate di alcune classiche hit dei Muppet.</p>
<p>Bret  McKenzie, creatore, co-autore, produttore esecutivo e protagonista  della fortunata serie televisiva della HBO &#8220;Flight of the Conchords,&#8221; è  il supervisore musicale nonché lo scrittore / produttore di quattro  canzoni originali (“Life’s a Happy Song,” “Let’s Talk About Me,” “Man or  Muppet” e “Me Party”) che nell’album in uscita il 31 gennaio sono state  tradotte in italiano (“La Vita è una splendida canzone”, “Parliamo di  me”, “Sei un uomo o un muppet”, “Il mio party”).</p>
<p>I Muppets, a  loro volta, si calano nella nuova interpretazione del &#8220;The Muppet Show  Theme&#8221; (co-scritto da Jim Henson) e di un altro fortunato classico dei  Muppet, il candidato all&#8217;Oscar® &#8220;Connessione Rainbow&#8221; (“l’albergo dei  tuoi sogni”), così come la versione originale del 1969 di &#8220;Mah Na Mah  Na”. L’album contiene inoltre nuove interpretazioni dei Muppet come  &#8220;Forget You&#8221; di Cee Lo Green e &#8220;Smells Like Teen Spirit&#8221; dei Nirvana.  Sono inoltre incluse anche le hit, in versioni originali di Paul Simon  del 1972 &#8220;Me and Julio Down by the Schoolyard&#8221; e la super hit &#8220;We built  This City” degli Starship che nel 1985 raggiunse la prima posizione  della Billboard Chart Top 100 americana.</p>
<p><img src="http://www.sportvicenza.com/images/the%20muppets%20italian%20vers.%20%20-%20muppet_coverdef.jpeg" alt="the%20muppets%20italian%20vers.%20%20-%20muppet_coverdef" /></p>
<p><strong>Questa  la tracklist del disco che oltre ai brani contiene anche alcuni  dialoghi (segnalati con un *) tratti dal film e una bonus track:</strong></p>
<p>1. MUPPETTISSIMO SHOW ELIO<br />
2. “I Muppet Studios, non mi sembra vero!”* Walter<br />
3. La vita è una splendida canzone Gary, Mary e Walter<br />
4. “Non vedo la vecchia banda da tempo”* Kermit eGary<br />
5. Vorrei avere un’altra chance Kermit e I Muppet<br />
6. “Con l’auto”* Kermit e Walter<br />
7. Me and Julio Down by the Schoolyard Paul Simon<br />
8. “Si pronuncia Reno”* Robot Anni ’80 e Mary<br />
9. Alla fine dell’arcobaleno I Moopet<br />
10. “Bentornati”* Kermit, Fozzie, Walter e Dr. Teeth<br />
11. We Built This City Starship<br />
12. “Una tavolata per uno”* Cameriera e Mary<br />
13. Il mio party Mary e Miss Piggy<br />
14. “Le chiediamo umilmente”* Kermit e Tex Richman<br />
15. Parliamo di me Tex Richman<br />
16. “La risposta è no!”* Tex Richman e Kermit<br />
17. “Sei un uomo o un Muppet?”* Mary<br />
18. Uomo o Muppet? Gary e Walter<br />
19. “Al vecchio salone del barbiere”* Kermit<br />
20. Smells Like Teen Spirit The Muppet Barbershop Q.<br />
21. “Le principesse del pollaio”* Kermit<br />
22. Forget You Camilla and The Chickens<br />
23. “È l’ora della nostra canzone”* Kermit e Miss Piggy<br />
24. Alla fine dell’arcobaleno I Muppet<br />
25. “Devi trovare il modo di aiutarli”* Gary<br />
26. The Whistling Caruso Andrew Bird<br />
27. “Ma che sollucchero! C’è anche un finale!”* Deadly<br />
28. La vita è una splendida canzone &#8211; Finale Intero Cast<br />
29. “Mary, vuoi sposarmi?”* Gary e Mary<br />
30. Mah Na Mah Na Mahna Mahna andThe TwSnowths</p>
<p><span style="text-decoration: underline">IL FILM</span></p>
<p>In  vacanza a Los Angeles, Walter, il più grande fan al mondo dei Muppet,  suo fratello Gary (Jason Segel) e la fidanzata di Gary, Mary (Amy  Adams), di Smalltown, scoprono il nefasto piano del petroliere Tex  Richman (Chris Cooper) di radere al suolo il teatro dei Muppet per  trivellare il terreno su cui sorge dopo la recente scoperta che in  quell’area c’è del petrolio. Così Walter, Mary e Gary aiutano Kermit a  riunire i Muppets per mettere in scena una raccolta fondi per  raggiungere la quota dei 10 milioni di dollari necessari per salvare il  teatro ma i Muppet in questi anni sono andati tutti per strade diverse:  Fozzie fa parte di una tribute band chiamata “Moopets” in un casinò a  Reno, Miss Piggy è un over-size editrice di moda per Vogue Parigi,  Animal è in una clinica di Santa Barbara per la gestione della rabbia e  Gonzo è un potente magnate dell’idraulica. Star come Jason Segel, Amy  Adams e Chris Cooper si uniscono al canto, così anche gli ospiti  speciali come Feist, Mickey Rooney, Joanna Newsom, l’artista Nathan  Pacheco del Disney Music Group e le competenze del fischio di Andrew  Bird.<br />
La sceneggiatura è di Jason Segel e Nicholas Stoller, il film è diretto da James Bobin. Guarda il trailer: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=qtxwJJZ3rVw" target="_blank">www.youtube.com/watch?v=qtxwJJZ3rVw</a>.</p>
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<a href="http://disney.it/muppet/" target="_blank">http://disney.it/muppet/</a></p>
<p><a href="http://www.emimusic.it/" target="_blank">www.emimusic.it</a></p>
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		<title>Little Willies – For the good times</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 10:05:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Turetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Little Willies – For the good times – EMI Music La country band di Norah Jones e soci, i LITTLE WILLIES, ha pubblicato il secondo album “FOR THE GOOD TIMES” il 31 gennaio su etichetta EMI Music. Il nuovo lavoro è stato anticipato dalla cover di un classico del country, “JOLENE” di Dolly Parton, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Little Willies – For the good times – EMI Music</strong></p>
<p><em>La  country band di Norah Jones e soci, i LITTLE WILLIES, ha pubblicato il  secondo album “FOR THE GOOD TIMES” il 31 gennaio su etichetta EMI Music.  Il nuovo lavoro è stato anticipato dalla cover di un classico del  country, “JOLENE” di Dolly Parton, in rotazione radiofonica da venerdì  13 gennaio. La formazione, fondata nel 2003, è composta, oltre che da  Norah al piano e voce, dai suoi amici Richard Julian (chitarra e voce),  Jim Campilongo (chitarra), Lee Alexander (basso) e Dan Rieser  (batteria). </em></p>
<p><em><span id="more-6978"></span></em></p>
<p>Dopo una notte passata tra amici a suonare insieme al Living Room di New  York, i cinque non sono più riusciti a smettere di suonare tanto era il  piacere di suonare insieme passando così da una semplice serata live  all’idea di un vero e proprio album dove eseguire brani country  (nonostante vengano da punti diversi degli Stati Uniti hanno tutti in  comune la passione per certi classici americani con cui tutti sono  cresciuti) più o meno conosciuti più occasionali composizioni proprie.</p>
<p>Il  primo ed omonimo album, pubblicato nel marzo 2006 e arrivato fino al  numero 48 della chart statunitense, conteneva tra gli altri brani di  Hank Williams, Willie Nelson e Kris Kristofferson.</p>
<p><img src="http://www.sportvicenza.com/images/the%20little%20willies%20-%20cover%20album%20the%20little%20willies%20-%20for%20the%20good%20times.jpeg" alt="the%20little%20willies%20-%20cover%20album%20the%20little%20willies%20-%20for%20the%20good%20times" /></p>
<p><strong>Tracklist:</strong></p>
<p>1. Worship You (Ralph Stanley)<br />
2. Remember Me (Scott Wiseman)<br />
3. Diesel Smoke, Dangerous Curves (Cal Martin)<br />
4. Lovesick Blues (Cliff Friend/Irving Mills)<br />
5. Tommy Rockwood (Jim Campilongo)<br />
6. Fist City (Loretta Lynn)<br />
7. Permanently Lonely (Willie Nelson)<br />
8. Foul Owl On The Prowl (Quincy Jones/Alan Bergman/Marilyn Bergman)<br />
9. Wide Open Road (Johnny Cash)<br />
10. For The Good Times (Kris Kristofferson)<br />
11. If You’ve Got The Money I’ve Got The Time (Lefty Frizzell/Jim Beck)<br />
12. Jolene (Dolly Parton)</p>
<p><strong>Sito Ufficiale:</strong></p>
<p><a href="http://www.thelittlewillies.net/" target="_blank">www.thelittlewillies.net/</a></p>
<p><a href="http://www.emimusic.it/" target="_blank">www.emimusic.it</a></p>
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