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	<title>Baionette Librarie</title>
	
	<link>http://www.steamfantasy.it/blog</link>
	<description>Il blog letterario del Duca</description>
	<lastBuildDate>Thu, 29 Jul 2010 12:42:20 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Intervista a Santachiara: giusto una piccola nota</title>
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		<comments>http://www.steamfantasy.it/blog/2010/07/27/intervista-a-santachiara-giusto-una-piccola-nota/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 18:48:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Duca Carraronan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono varie cosette che non mi sono piaciute, integralmente o per dei dettagli, nell&#8217;intervista a Roberto Santachiara (uno dei principali Agenti italiani, segue autori come Carlo Lucarelli, i Wu Ming, Roberto Saviano, Stephen King e James Ellroy) apparsa oggi su Repubblica. Non fanno del tutto schifo le risposte, anzi, qualcosina di buono c&#8217;è, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono varie cosette che non mi sono piaciute, integralmente o per dei dettagli, nell&#8217;<a href="http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2010/07/27/news/la_guerra_dell_e-book_santachiara_nessun_accordo_con_gli_editori-5859501/" target="_blank">intervista a Roberto Santachiara</a> (uno dei principali Agenti italiani, segue autori come Carlo Lucarelli, i Wu Ming, Roberto Saviano, Stephen King e James Ellroy) apparsa oggi su Repubblica. Non fanno del tutto schifo le risposte, anzi, qualcosina di buono c&#8217;è, ma viene poi declassato da aggiunte retard (l&#8217;impressione generale è quella del classico soggetto <em>clueless</em> a cui l&#8217;editoria ci ha abituati da tempo&#8230; ed è un pezzo grosso, uno di quelli &#8220;che sa&#8221;! Viva l&#8217;Italia, LOL!). Non è di queste cose in generale sugli eBook che voglio parlare perché, francamente, <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/category/ebook/" target="_blank">ho già scritto articoli a sufficienza</a> e leggendoli potete accorgervi da soli di cosa dice e non dice nelle sue risposte.</p>
<p>C&#8217;è però una cosa più concreta, una cosetta oggettiva e quindi non legata all&#8217;opinione di nessuno, che mi ha dato fastidio&#8230; no, meglio: uscendo dalla bocca di un Agente di questo spessore, uno dei maggiori professionisti italiani, mi ha reso INCAZZATO FURIBONDO.</p>
<table align="center">
<tr align="center">
<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/coniglietto_sensibile.jpg" alt="" title="coniglietto_sensibile" width="460" height="450" class="alignnone size-full wp-image-8473" />
</td>
</tr>
<tr align="center">
<td><em>I coniglietti sensibili dovrebbero chiudere la pagina ora,<br />
prima che la loro innocenza venga traumatizzata</em>
</td>
</tr>
</table>
<blockquote><p><strong>E se un autore decide di fare a meno sia dell&#8217;editore che dell&#8217;agente? Prendiamo il caso dell&#8217;americano J. A. Konrath, che per gli e-book pubblicati attraverso il suo editore cartaceo, Hyperion, guadagna meno di 5000 dollari l&#8217;anno mentre, vendendoli su Amazon, ne guadagna quasi 30.000.</strong><br />
&#8220;Ma Konrath è stato pubblicato comunque, prima, da Hyperion. È facile stabilire di autopubblicarsi tramite Amazon quando c&#8217;è già stato qualcuno che ti ha lanciato in cartaceo. Voglio vedere cosa succederebbe a un autore sconosciuto se decidesse di vendere il primo romanzo su Amazon&#8221;. </p></blockquote>
<p>Da quando ho <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/2010/02/09/konrath-piu-soldi-con-gli-ebook-a-199/" target="_blank">cominciato a parlare di Konrath</a>, stimolato da <a href="http://zweilawyer.com/" target="_blank">Zwei</a> che era suo fan, vedo che viene citato in Italia sempre più spesso. Bene. Con Konrath ho potuto smerdare la saccenza di un paio di autori che parlavano più di quanto le loro conoscenze avrebbero, in buona fede, permesso loro di fare (ma uno l&#8217;ho perdonato perché in fondo sono buono). Sono contento che Konrath venga citato anche nel contesto di un&#8217;intervista (grazie Lipperini), ma sono molto meno contento della risposta di Santachiara.</p>
<p>Come mai? Perché leggendola so automaticamente che non posso più fidarmi di quello che dice Santachiara! Non mi fiderei nemmeno se venisse a dirmi che ho la barba! Il motivo è che ha detto una CAZZATA. E quando uno dice una CAZZATA in un ambito così importante, chissà quante altre ne ha dette e ne dice. Non so se per ignoranza o mentendo di proposito, ma probabilmente lo ha fatto per PAURA degli autori che bypassano Agenti ed Editori.<br />
Quando si è Agenti, quando si è persone in un certo ruolo (personaggi di spicco di un casa editrice, Agenti letterari, autori affermati ecc&#8230;), non ci si può permettere di dire CAZZATE in un&#8217;intervista che verrà pubblicata su un giornale stampato a livello nazionale. Nemmeno se lo si fa per difendere il proprio ruolo e il ruolo degli editori. Diffondere CAZZATE, sfruttando il meccanismo di plagio psicologico dell&#8217;<em>auctoritas</em>, equivale a diffondere DISINFORMAZIONE.</p>
<p>Konrath ha commentato la cosa parecchie volte (<a href="http://jakonrath.blogspot.com/2010/03/value-of-ebooks.html?showComment=1268318331425#c3871026162539270167" target="_blank">qui ad esempio</a>) visto che sono un sacco di mesi che gli dicono &#8220;bla bla bla&#8221; queste identiche stronzate ogni due per tre, come se leggere le risposte precedenti fosse un crimine. L&#8217;ignoranza da parte di un comune lettore è accettabile, ma da parte di un Agente non lo è.</p>
<blockquote><p><em>Your success with e-books is predicated on your previous success in print publishing, because you&#8217;re capitalizing on the intangible value of your name.<br />
</em><br />
That&#8217;s part of it, but not all of it. There are too many authors selling well with no prior success, and a growing number of authors bigger than I am who aren&#8217;t having my success. So, yes, I could be selling just as many without a print publisher. Others are.</p>
<p>And it doesn&#8217;t take into account a very peculiar and obvious fact: if these buyers were people who knew me, they could go to my website and download my ebooks for free. The same ebooks I have on Amazon are free on my website. If the sales were based on name-recognition, wouldn&#8217;t my website downloads outnumber my Amazon sales? But my Amazon sales are higher at about 20 to 1.</p></blockquote>
<p>Volete un caso reale e specifico? Eccone uno dei tanti, ma scelgo questo perché Konrath gli ha dedicato un intero articolo il 20 aprile 2010 (tre mesi fa, non ieri: chiunque nel settore è TENUTO a saperlo se vuole aprire bocca sulle vendite di Konrath):</p>
<blockquote><p><strong><a href="http://jakonrath.blogspot.com/2010/04/interview-with-karen-mcquestion.html" target="_blank">Interview with Karen McQuestion</a></strong></p>
<blockquote><p>&#8220;JA Konrath is selling well because he&#8217;s an established name.&#8221;<br />
&#8220;The reason Konrath has sold so many ebooks is because he has a large backlist of print books.&#8221;<br />
&#8220;Konrath has a platform&#8211;that&#8217;s why he&#8217;s making $4k a month on Kindle sales.&#8221;<br />
&#8220;Joe Konrath has a popular blog, and he&#8217;s been self-promoting for eight years. No one else would be able to sell 40,000 ebooks.&#8221;
</p></blockquote>
<p>I hear and read quotes like these all the time. Even though I&#8217;m pretty sure my ebook sales are fueling my print sales, and not the other way around, I still can&#8217;t seem to get people to understand that ebook success isn&#8217;t about having a known name.</p>
<p>It&#8217;s about price, quality, and professionalism.</p>
<p>So it was a pleasure to talk to an ebook author who is OUTSELLING me. Karen McQuestion only has six ebooks on Kindle, rather than my thirteen books, and she&#8217;s been live for less than a year. Yet she&#8217;s sold over 30,000 copies since July.</p>
<p>And guess what? She&#8217;s never published a book before. No name-recognition. No platform. No backlist. No blog that gets hundreds of thousands of hits on Google like mine does.</p>
<p>Karen simply writes good books, with good covers and descriptions, and posts them on Kindle herself.</p></blockquote>
<p>Karen McQuestion non ha mai pubblicato prima, non aveva un &#8220;nome&#8221; e nonostante tutto vendeva bene quanto Konrath! Pure meglio, considerando il minor numero di libri. <strong>Qual era la sua formula? Buone copertine, buone descrizioni e PREZZO BASSO: 1,49-1,99$ sui sei libri in vendita.</strong> La stessa formula di Konrath (ora ritoccata a 2,99$ perché così Amazon gli dà il 70% del prezzo di copertina). Una piccola nota per l&#8217;Italia: considerate che nel 2009 gli USA hanno raggiunto il 3,31% di mercato eBook per i libri trade, per cui non penso che in Italia al momento si possa trarre benefico da un simile tentativo di fare leva sulla massa di pubblico col prezzo bassissimo (a meno che non lo si voglia fare a scopo promozionale o qualcosa del genere, più che per gli incassi veri e propri), di conseguenza 4,90 euro per un eBook (forse anche un pochino di più) possono andar bene.</p>
<p>Vi rimando a <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/2010/03/16/il-giusto-prezzo-degli-ebook-konrath-smashwords-e-un-confronto-con-la-carta/" target="_blank">questo articolo per un confronto eBook-carta</a> e per capire una volta per tutte che il guadagno sulla singola copia non conta nulla perché conta solo l&#8217;incasso complessivo (ho appreso dal mio <em>fiGLiolo un po&#8217; lento</em> un nuovo significato della parola &#8220;idealismo&#8221;: voler far guadagnare gli autori il più possibile come ricompensa del loro sforzo creativo&#8230; questo &#8220;idealismo&#8221; mi suona stranamente simile al &#8220;capitalismo&#8221;, siamo sicuri che sia la parola giusta per indicare la mia opinione?).</p>
<p><strong>Torniamo a Santachiara.</strong><br />
Non è lecito NON sapere quanto detto sopra da Konrath, soprattutto se si intende fare una sparata con quel tono arrogante/saccente che trasuda, putrido come il pus che infetta la carne dell&#8217;editoria italiana, dal &#8220;Voglio vedere cosa succederebbe&#8221;. Uno dei miei lettori, quello che amo chiamare il <em>fiGLiolo un po&#8217; lento</em>, potrebbe dirci che dietro queste frasi che un po&#8217; glissano, un po&#8217; deridono e un po&#8217; dichiarano implicitamente impossibile una data prospettiva, c&#8217;è sempre la risata del fascista.<br />
Ecco, io simili STRONZATE preferisco non dirle quindi mi limiterò a qualcosa di più terra-terra: <strong>Santachiara è un Agente ed è stato intervistato per fornire una opinione dall&#8217;alto della sua esperienza allo scopo di informare milioni di persone</strong>, ne consegue che se è un Uomo degno di rispetto ha l&#8217;obbligo morale di informarsi prima di rispondere, sia per motivi professionali che per evitare di spargere disinformazione tra la gente&#8230; è banale conseguenza che quando ha fatto la suddetta affermazione o era IGNORANTE dei fatti oppure era in MALAFEDE, cercando per i propri interessi di Agente di plagiare l&#8217;opinione pubblica con la diffusione di menzogne implicite camuffate da scarsa conoscenza (<em>fingo di non sapere così ci metto la battutina e il tono da &#8220;figurati se può essere così&#8221; e la gente mi crede! Che gegno che sono!</em>), ma in entrambi i casi questo <strong><em>non è ammissibile da parte di chi pretende di essere un professionista.</em></strong></p>
<p><strong>Io mi devo rompere il culo ogni volta che scrivo un articolo a tema eBook </strong>che contenga solo informazioni reali e link puntuali alle fonti, nonostante io abbia solo 600-700 utenti al giorno di cui essere responsabile (700-900 secondo il famoso WP-Stats), mentre <strong>LUI spara cazzate a MILIONI di persone?</strong> Tanto vero o falso chissenefotte, giusto?</p>
<p><strong>Sono questi dettagli che mi fanno sentire uno stronzo straniero in una fogna straniera</strong>. Perché cazzo mi impegno visto che nemmeno guadagno nulla? Guarda come fanno i veri professionisti dell&#8217;editoria: cazzate a tutto spiano e chissenefrega.<br />
<em>Stronzo io che rispetto l&#8217;intelligenza dei lettori!</em></p>
<p>Nonostante tutto, sommiamo male al male, probabilmente altri avrebbero detto cazzate perfino peggiori di quelle di Santachiara (ciao Gian Arturo Ferrari, meno male che non sei più a capo della divisione libri Mondadori!). <strong><em>Alla sola idea mi viene da vomitare.</em></strong></p>
<p>Citazione dall&#8217;ultima risposta di Santachiara:</p>
<blockquote><p>Un paese civile si giudica delle scuole e dalle carceri. Ognuno può valutare il grado di civiltà del nostro</p></blockquote>
<p>E un &#8220;esperto&#8221; si giudica dalla sua conoscenza del settore.<br />
Ognuno può valutare il grado di rispettabilità delle opinioni di Santachiara sugli eBook.<br />
E io se vorrò, un giorno, anche solo lavorare come<em> uomo delle pulizie </em>in una casa editrice&#8230; penso che mi sto fottendo con le mie mani a furia di dare addosso a tutti. Grande. Dedo, amico mio, portami le damigiane di vino quando sarò un barbone sotto i ponti&#8230;<br />
^_^</p>
<blockquote><p><strong>P.S.</strong><br />
A proposito, caro Santachiara, visto che hai usato la scusa del &#8220;non può essere&#8221; per EVITARE DI RISPONDERE alla domanda della Lipperini, te la riporto di nuovo qui:<br />
<strong>E se un autore decide di fare a meno sia dell’editore che dell’agente?</strong><br />
Tu hai detto &#8220;Voglio vedere cosa succederebbe a un autore sconosciuto se decidesse di vendere il primo romanzo su Amazon&#8221; e io te l&#8217;ho fatto vedere. Ora ci devi una risposta alla domanda, non ti pare? In fondo saprai benissimo spiegare perché Agenti ed editori sono fondamentali, no? Puoi spiegare che in futuro sarà più difficile farsi notare nella massa, che il marchio e la spinta potranno aiutare, e poi c&#8217;è l&#8217;editing&#8230; no? No? No? ^_^<br />
O forse c&#8217;è un motivo per cui eviti di rispondere (<em>editing, coff coff</em>)? Guarda che Konrath ti può venire in soccorso dato che lui non dice per forza di evitare Agenti ed editori&#8230; certo, dovresti essere informato per saperlo, vero carissimo? ^_^</p></blockquote>
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		<item>
		<title>Aggiornamento (più o meno) periodico a tema eBook (2)</title>
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		<comments>http://www.steamfantasy.it/blog/2010/07/23/aggiornamento-piu-o-meno-periodico-a-tema-ebook-2/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 17:20:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Duca Carraronan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ebook]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Aggiornamento a tema eBook, ovvero il post calderone di notizie varie accorpate. Sono passati sei mesi dal primo aggiornamento &#8220;misto&#8221; e nel frattempo ho scritto parecchi articoli dedicati agli eBook, ma nelle ultime cinque settimane non avevo più affrontato l&#8217;argomento nonostante i rimbalzi mediatici di alcune notizie che, seppur interessanti, non mi parevano entusiasmanti. Mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aggiornamento a tema eBook, ovvero il post calderone di notizie varie accorpate. Sono passati sei mesi dal primo aggiornamento &#8220;misto&#8221; e nel frattempo ho scritto parecchi articoli dedicati agli eBook, ma nelle ultime cinque settimane non avevo più affrontato l&#8217;argomento nonostante i rimbalzi mediatici di alcune notizie che, seppur interessanti, non mi parevano entusiasmanti.</p>
<p>Mi sto riferendo naturalmente a cose come <strong>l&#8217;abbassamento del prezzo degli eReader dovuto alla concorrenza dell&#8217;iPad e tra gli eReader stessi</strong>. Notizia importante, notizia utile per chi un lettore di eBook lo deve comprare&#8230; ma entusiasmante? No. Doveva avvenire. Era cosa nota, banale, ovvia, prevista. L&#8217;avevo preannunciata, facendo da megafono in Italia agli esperti dei siti in lingua inglese, parecchie volte. Avevo anche riportato il motivo per cui il calo dei prezzi ritardava tanto, più di un anno fa. Una &#8220;novità&#8221; da sbadiglio, in poche parole.</p>
<table align="center">
<tr align="center">
<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/bunny-yawn.jpg" alt="" title="bunny-yawn" width="400" height="309" class="alignnone size-full wp-image-8382" />
</td>
</tr>
<tr align="center">
<td><em>Ruggito o sbadiglio?</em>
</td>
</tr>
</table>
<p><strong>Riassumo la questione in poche righe, prima di passare a cose più interessanti.</strong><br />
Scusate se non metto i link in questo caso, ma è proprio robetta che non richiede particolari approfondimenti (ed è pure un po&#8217; datata).<br />
In aprile è uscito l&#8217;iPad. Costa tanto, ma per l&#8217;utente comune ha più senso comprare quello come gingillo giocattoloso sbrillucicoso su cui navigare e con cui sfogliare riviste e poi perfino leggere, come sovrappiù, quel singolo bestseller che leggerà in un intero anno. Prodotti idioti come il QUE, di cui avevo già commentato con sbalordito disgusto il prezzo, sono finiti fuori mercato ancora prima di entrarci (l&#8217;azienda prima ha posticipato l&#8217;uscita, poi ha annullato i pre-ordini!). Dello Skiff, nato per volontà delle riviste e dei giornali americani, non penso se ne farà nulla: l&#8217;iPad è meglio da quel punto di vista (le riviste raggiungono le masse più dei libri e le masse da un libro letto all&#8217;anno è più facile che abbiano un tablet piuttosto che un eReader) ed è già diffuso. Scommettere sullo Skiff come oggetto (c&#8217;è anche la Skiff come piattaforma di distribuzione riviste), per quanto mi piacesse quel foglione di acciaio, non ha senso SE lo scopo è farlo per salvare l&#8217;industria delle riviste e dei giornali.</p>
<p>Nel frattempo la B&#038;N col suo Nook ha dimostrato la propria debolezza: si era lanciata a muso duro per competere direttamente con il Kindle di Amazon, ma qualcosa probabilmente deve essere andato storto e ha deciso di abbassare il prezzo. Chi fa la mossa per diventare competitivo svela la propria debolezza: se stai già vincendo, non hai bisogno di agire per primo. B&#038;N si è dimostrata debole e insicura. <strong>Il Nook scende a 199$</strong> (quello 3G+WiFi che compete direttamente contro il Kindle, mentre quello col solo WiFi viene 149$). In meno di 24 ore, mostrando una prontezza di riflessi straordinaria, <strong>Amazon ha abbassato il prezzo del Kindle a 189$</strong> (e rimborsato i 70$ di differenza agli acquirenti delle precedenti settimane, giusto per ricordare a tutti che Amazon pensa <em>sempre</em> ai clienti). La mossa di B&#038;N non solo è stata annullata, ma è stata pure sputtanata con un <em>atto di forza</em> senza precedenti: il messaggio su chi è che comanda il gioco è chiaro.<br />
Sono seguiti altri annunci vari (hanno abbassato i prezzi pure sui lettori Sony, se ricordo bene), incluse voci di un prossimo Kindle entro l&#8217;autunno (seguito forse da prezzi in calo fino a 149$ o a 129$), poi è arrivato il nuovo Kindle DX che ha lo schermo E Ink potenziato con il 50% di contrasto in più e il prezzo ridotto a soli 379$ (110$ in meno!) ecc&#8230; </p>
<p><strong>In generale ora c&#8217;è una sensazione diffusa che i prezzi caleranno e continueranno a calare.</strong> Si vocifera di possibilità, fino a sei mesi escluse dalla stessa PVI (ora E Ink Corporation), che i prezzi scendano già quest&#8217;anno fino a 99$ per i lettori di base. Non so, questa volta non mi pronuncio. Troppe cose in movimento. Non sono un esperto e non sono un analista, sono solo uno che tiene gli occhi aperti. Vedremo a Natale.</p>
<table align="center">
<tr align="center">
<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/kindledx_graphite.jpg" alt="" title="kindledx_graphite" width="433" height="506" class="alignnone size-full wp-image-8376" />
</td>
</tr>
<tr align="center">
<td><em>Il nuovo Kindle DX potenziato. Bello, ma non può competere con iPad per le riviste ed è troppo grosso, costoso e ingombrante per i romanzi. Prodotto affascinante, mi piacerebbe averne uno (mentre non mi frega nulla dell&#8217;iPad), ma rimane comunque di nicchia.</em>
</td>
</tr>
</table>
<p>Passiamo a qualche notizia più recente e interessante. <strong>In questi giorni sta facendo molto rumore l&#8217;<a href="http://phx.corporate-ir.net/phoenix.zhtml?c=176060&#038;p=irol-newsArticle&#038;ID=1449176" target="_blank">annuncio fatto da Amazon il 19 luglio</a></strong>. Ho letto dei rimbalzi bizzarri in cui si confondeva un po&#8217; quello che aveva detto Amazon, tramutando un interessante successo degli eBook in qualcosa di ben più straordinario (ma falso). Non vale la pena farsi prendere da facili entusiasmi: sta solo accadendo quanto era ovvio e banale accadesse, per cui limitiamoci e ragionare sui dati forniti (e sui perché di quelli non forniti). Non sto dicendo che non siano ottime notizie, dico solo che non hanno nulla di straordinario o di imprevisto per chi ha seguito l&#8217;evoluzione del mercato degli eBook perlomeno dal 2009.</p>
<blockquote><p>&#8220;We&#8217;ve reached a tipping point with the new price of Kindle&#8211;the growth rate of Kindle device unit sales has tripled since we lowered the price from $259 to $189. In addition, even while our hardcover sales continue to grow, the Kindle format has now overtaken the hardcover format. Amazon.com customers now purchase more Kindle books than hardcover books.&#8221;<br />
(Jeff Bezos, fondatore e CEO di Amazon.com)</p></blockquote>
<p>Da quando hanno abbassato il prezzo a 189$, le vendite del Kindle sono triplicate. Ecco la differenza tra un prezzo vecchio stile (259$) e un prezzo più moderno (189$) adatto a competere davvero con l&#8217;iPad. Milioni di iPad venduti eppure c&#8217;è ancora posto per triplicare le vendite degli eReader veri e propri, molto più adatti del &#8220;grosso&#8221; tablet per chi vuole principalmente leggere narrativa&#8230; ma su questo tornerò dopo.</p>
<blockquote><p>Kindle offers the largest selection of the most popular books people want to read. The U.S. Kindle Store now has more than 630,000 books, including New Releases and 106 of 110 New York Times Best Sellers. Over 510,000 of these books are $9.99 or less, including 75 New York Times Best Sellers. Over 1.8 million free, out-of-copyright, pre-1923 books are also available to read on Kindle.</p></blockquote>
<blockquote><p>Recent milestones for Kindle books include:</p>
<p>* Over the past three months, for every 100 hardcover books Amazon.com has sold, it has sold 143 Kindle books. Over the past month, for every 100 hardcover books Amazon.com has sold, it has sold 180 Kindle books. This is across Amazon.com&#8217;s entire U.S. book business and includes sales of hardcover books where there is no Kindle edition. Free Kindle books are excluded and if included would make the number even higher.<br />
* Amazon sold more than 3x as many Kindle books in the first half of 2010 as in the first half of 2009.<br />
* The Association of American Publishers&#8217; latest data reports that e-book sales grew 163 percent in the month of May and 207 percent year-to-date through May. Kindle book sales in May and year-to-date through May exceeded those growth rates.<br />
* On July 6, Hachette announced that James Patterson had sold 1.14 million e-books to date. Of those, 867,881 were Kindle books.<br />
* Five authors&#8211;Charlaine Harris, Stieg Larsson, Stephenie Meyer, James Patterson, and Nora Roberts&#8211;have each sold more than 500,000 Kindle books.
</p></blockquote>
<p>Il Kindle ha venduto nell&#8217;ultimo mese 180 eBook ogni 100 libri in hardcover, ovvero edizioni a copertina rigida. E  143 eBook ogni 100 hardcover considerando gli ultimi tre mesi. Il classico sapientino della domenica potrebbe venire a dire che allora i copertina rigida, con una simile concorrenza, devono aver perso mercato! No, sei fuori di testa? Su Amazon i libri a copertina rigida hanno le vendite in crescita!<br />
Questo è il vero dato straordinario: le edizioni costose, quelle che permettono di coprire tutti i costi del libro (perché il loro prezzo è MOLTO più alto delle edizioni economiche, anche se i costi fisici sono solo poco superiori) non legati tanto alla sua &#8220;fisicità&#8221; quanto alla sua trasformazione da manoscritto a libro pubblicabile (editing ecc&#8230;), non sono state danneggiate.</p>
<p><em>Non stappate lo <del>champagne</del> spumante!</em><br />
Non stiamo infatti parlando di 1,8 ebook di uno specifico libro per ogni hardcover venduto di quello stesso specifico libro (per ora il record mi risulta sia ancora il <a href="http://www.teleread.com/2010/06/03/ebooks-accounted-for-29-of-all-first-week-sales-of-the-girl-who-kicked-the-hornets-nest/" target="_blank">29,3% di vendite complessive in eBook di <em>The Girl Who Kicked the Hornet’s Nest</em></a> di Steig Larsson<sup><a href="#larssonebook">Nota</a></sup>). Se avete capito così, siete fuori strada. Chiariamo un po&#8217; di cose: non è un vittoria di &#8220;formato&#8221; grugno-contro-grugno, bensì una vittoria del concetto stesso di LETTURA. Ok, è anche <em>una vittoria del formato digitale</em> in sé, ma non è questo l&#8217;elemento veramente interessante.</p>
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<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/bokny.jpg" alt="" title="bokny" width="400" height="300" class="alignnone size-full wp-image-8401" />
</td>
</tr>
<tr align="center">
<td><em>Tra pochi anni si compreranno comodi eBook invece di pesanti romanzi cartacei,<br />
così le ragazze potranno tenere qualcosa di meglio in borsa al posto della carta!</em>
</td>
</tr>
</table>
<p><strong>Quei 180 eBook ogni 100 hardcover dell&#8217;ultimo mese riguardano tutti gli eBook a pagamento su Amazon, non solo i corrispettivi eBook dei vari libri cartacei.</strong> Un vero paragone carta-eBook andrebbe fatto usando i dati complessivi del cartaceo, paperback inclusi. Se Amazon non cita gli economici significa che la mole enorme di paperback, ben più di quanti siano gli hardcover, non permette lo scavalcamento del digitale sulla carta. Nascondere quel dettaglio favorisce le possibilità di rimbalzo mediatico, in particolare tra chi confonde un po&#8217; le cose e finisce per riportare un irreale sorpassa dell&#8217;eBook sulla carta. Astuti bastardi: mi piace come ragionano. ^_^</p>
<p>La notizia rimane eccellente, ma NON, NON, NON e ancora <strong>NON parliamo di un superamento degli eBook sulla carta</strong>, per favore. Piedi per terra e sguardo dritto in avanti, niente fantasticherie balorde (tanto ci arriveremo tra non molto, portate pazienza&#8230; e magari con un paio di anni di sovrappiù per l&#8217;Italia, perché partiamo svantaggiati e disorganizzati ^_^).</p>
<p><strong>Perché ho detto che è un trionfo della lettura? </strong>Perché significa, dato che non stanno rosicchiando quote significative al mercato cartaceo, che il mercato editoriale <em>complessivo</em>, e la voglia di leggere, sta CRESCENDO grazie al calo dei prezzi permesso dagli eBook. Davvero, pensateci un attimo: se il possibile numero di libri letti fosse FISSO, ovvero il settore lettura non potesse mai crescere (come pareva da quanto avveniva nel mondo della carta da anni), per ogni eBook comprato dovrebbe esserci un corrispettivo libro di carta NON comprato. Anzi, meglio: per ogni eBook letto, inclusi quelli gratis (così tanti che nemmeno vengono citati per non sfalsare il discorso), un libro cartaceo non verrebbe letto (e di solito nemmeno comprato).<br />
Se il settore editoriale avesse perso, anche solo nei limiti di Amazon (che però, occhio, è il più grande venditore online), il 143% delle vendite numeriche degli hardcover spalmate tra hardcover e paperback, sarebbe praticamente collassato! Invece, apparentemente, sta tra il benino e il malino come al solito (basta guardare i dati della AAP per i primi mesi del 2010). L&#8217;apocalisse del cartaceo non è (ancora) giunta.</p>
<blockquote><p>Just how many e-books sold are self-published titles? The Kindle Store is literally flooded with self-published titles and many of them sell between 99 cents and $3.99. Some self-published authors are doing very well because they&#8217;ve written a decent book or books that are priced cheaply. Cheap sells these days.<br />
(Fonte: <a href="http://reviews.cnet.com/8301-18438_7-20011038-82.html" target="_blank">CNET</a>)</p></blockquote>
<blockquote><p>A significant percentage of the eBooks Amazon offers for sale were NEVER published in hardcover format; many more are from independent publishers and authors taking advantage of the lower barriers to entry. The room to grow is exponential. Genres and niches that get limited shelf space in the brick and mortar book world are perfectly suited for the digital book world.<br />
(Fonte: <a href="http://www.digitalbookworld.com/2010/ebook-vs-hardcover-beyond-the-headlines/" target="_blank">Digital Book World</a>)</p></blockquote>
<p>Quella che invece pare sia giunta, cosa che mi rende assieme felice e triste, è la <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Long_Tail" target="_blank">coda lunga</a></strong>. La coda lunga è un concetto chiave del mondo degli eBook e non proponibile in modo efficace in quello cartaceo, a causa dei costi e di problemi logistici: tantissimi libri che vendono pochissimo e assieme valgono quanto pochissimi libri che vendono tantissimo.</p>
<p>Perché sono felice? Perché naturalmente la possibilità per tanti di essere letti anche senza essere pubblicati da un editore cartaceo (e con la stessa esperienza di lettura per il lettore: scritte su uno schermo per entrambi, non stampa in fogli A4 contro bel libro rilegato) aumenta le possibilità che il settore si diversifichi, diventi più vitale, permetta anche alle mini-nicchie più antieconomiche (secondo i concetti cartacei) di essere soddisfatte ecc&#8230;</p>
<p>Perché sono triste? No, nessuna considerazione riguardo la qualità (già ora NON c&#8217;è quindi mal che vada la situazione sarà identica a quella attuale, con in più una maggior scelta!), ma un problema più terra-terra per i miei articoli: <strong>come cavolo quantifico la diffusione degli eBook, ora?</strong> Mi state fregando il gioioso post mensile con i dati di IDPF (basati su 12-15 editori, non su centinaia di mini-editori e decine di migliaia di autori indipendenti!) se cominciate a renderli sempre meno rappresentativi dell&#8217;editoria digitale nel suo complesso&#8230; ^_^&#8221;"</p>
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<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/1208869503548.jpg" alt="" title="1208869503548" width="450" height="352" class="alignnone size-full wp-image-8398" />
</td>
</tr>
</table>
<p><strong>Come avrete notato sono due mesi che non riporto i dati delle vendite di eBook negli USA</strong>. Ci sono buoni motivi: temo non siano più così significativi come prima. Cercherò di spiegare il problema al meglio, ma non voglio dilungarmi troppo perché non è comunque una questione particolarmente interessante. Una volta i dati IDPF/AAP erano significativi perché rappresentavano i dati &#8220;trade&#8221; per gli eBook di 12-15 editori di una certa rilevanza e il mondo degli eBook di prima era meno movimentato di quanto è ora: usando quei dati si lasciava fuori tutta una fetta di vendite degli eBook, ma si potevano fare paragoni mese per mese e considerarli come un buon indicatore della salute degli eBook negli USA.</p>
<p><strong>Cosa è successo che mi fa dubitare?</strong> Alcune stranezze e qualche perplessità che non ha trovato risposta. Aprile e maggio 2010 hanno presentato dati molto alti in termini di vendite di eBook rispetto agli stessi mesi del 2009, ma inferiori rispetto ai tre mesi precedenti. Quanto inferiori non si sa, perché qui i dati vanno a cazzo di cane tra AAP e IDPF, fin dal mese di marzo. Se prendiamo il primo trimestre 2010 possiamo vedere che AAP e IDPF concordano sui valori di gennaio e febbraio (31,9 e 28,9 milioni), ma poi misteriosamente AAP segnava 28,5 milioni su marzo e IDPF (se usiamo il sistema ninja della sottrazione) invece dichiarava 30,2 milioni. Ok, normale, già in passato mi era capitato di vedere valori in AAP corretti al rialzo alcuni giorni dopo da IDPF: <strong>l&#8217;importante era usare sempre la stessa fonte, IDPF, per fare paragoni.</strong> Poi ad aprile, il grande mese dell&#8217;arrivo dell&#8217;iPad, c&#8217;è stato un dato strambo al contrario: AAP dichiara 27,4 milioni e IDPF, se ricordo bene, 26,8 milioni (erano un po&#8217; di meno, insomma). Eh??? WTF??? C&#8217;è una bella differenza tra dichiarare una lieve flessione (da 28,5 a 27,4 milioni) e quell&#8217;aborto (da 30,2 a 26,8 milioni) dichiarato da IDPF.<br />
Ma poi IDPF si è rimangiata la cifra minore visto che<strong> i 56,7 milioni che ha segnalato per i primi due mesi </strong>sono esattamente la somma dei 27,4 milioni di aprile e dei 29,3 milioni di maggio dichiarati da AAP. Rimangono comunque un po&#8217; bassini rispetto a quanto si poteva sperare, soprattutto se consideriamo che doveva esserci l&#8217;<em>effetto iPad</em>&#8230;</p>
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<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/ipedo.jpg" alt="" title="ipedo" width="550" height="413" class="alignnone size-full wp-image-8404" />
</td>
</tr>
<tr align="center">
<td><em>No, non questo: l&#8217;altro iCoso!</em>
</td>
</tr>
</table>
<p><strong>&#8230;ma c&#8217;era l&#8217;effetto iPad lì dentro?</strong><br />
Bella domanda. Non ho trovato nessuna risposta a questo dubbio e NON è un dubbio da poco. A inizio giugno Jobs ha dichiarato che iPad, con i suoi 3 milioni di pezzi venduti e i 5 milioni di eBook scaricati (sia a pagamento che gratis), aveva in mano il <a href="http://www.engadget.com/2010/06/07/ipad-corners-22-percent-of-ebook-market-gets-pdf-reading-abilit/" target="_blank">22% del mercato degli eBook</a> (USA, ovviamente). Non sono briciole! Se quel 22% è interamente o per gran parte, anche solo metà, non incluso nei dati di AAP e IDPF, questo spiegherebbe la leggera flessione al posto della crescita! D&#8217;altronde, avendo venduto così tanti iPad, non può solo aver rubato mercato ad Amazon e agli altri siti: aumentando il numero di possibili lettori, per quanto pochi di loro leggeranno davvero romanzi con iPad rispetto a un pari numero di lettori dotato di eReader vero, <strong>deve aver fatto comunque aumentare le vendite</strong> (ci tornerò dopo).</p>
<p>Altra possibile spiegazione può essere nel fatto che a maggio AAP abbia sentito il bisogno di dire che gli editori da cui provenivano i dati erano 13 (se ricordate IDPF segnala sempre che i dati vengono da 12-15 editori: 13 è nella metà bassa), quindi può anche darsi che sia solo un periodo sfortunato in termini di chi dichiara cosa. Non che gli eBook vadano male, eh, anzi: ma vanno meno bene di quanto è ragionevole supporre considerando che vendono sempre di più! Se stanno vendendo sempre di più, non possono mostrare una flessione! Che sia colpa dei dati di iBooks per iPad, sia per motivi di coda lunga che di eventuale tardiva dichiarazione (o non dichiarazione) a IDPF/AAP? Gli editori che già pubblicavano libri con iBooks ad aprile e maggio (secondo i <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/iBooks_20100426_3.jpg" rel="lightbox">primissimi dati di aprile</a> la classifica delle maggiori vendite era dominata da Penguin, Simon &#038; Schuster e HarperCollins) erano parte dei 13 editori citati da AAP?<br />
Con tutte queste incertezze e con la sempre maggiore importanza della coda lunga, è sempre più difficile poter definire come &#8220;davvero rappresentativi&#8221; i dati di IDPF. E a dire che gli eBook vanno &#8220;bene&#8221; sono bravi tutti: a me piaceva poter dare un&#8217;idea chiara di quanto andassero bene e non poterlo fare mi rattrista un po&#8217;. </p>
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<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/duca_chiede_dati_ebook.jpg" alt="" title="duca_chiede_dati_ebook" width="351" height="477" class="alignnone size-full wp-image-8395" />
</td>
</tr>
<tr align="center">
<td><em>&#8220;Voglio i dati degli eBook completi! C&#8217;è iBooks o no?&#8221;<br />
&#8220;Giù le mani dagli eBook, giovinastro scostumato!&#8221;</em>
</td>
</tr>
</table>
<p>Qui sotto  possiamo trovare qualche informazione più sfruttabile:</p>
<blockquote><p>E-book sales grew 162.8 percent for the month ($29.3 million), year-to-date eBook sales are up 207.4 percent. Year-To-Date E-book sales of the 13 submitting publishers to that category currently comprise 8.48 % of the total trade books market, compared to 2.89% percent for the same period last year.<br />
(<a href="http://www.publishers.org/main/PressCenter/Archicves/2010_July/MayStatsPressRelease2010.htm" target="_blank">AAP, dati di maggio</a>)</p></blockquote>
<p>Gli eBook di quei 13 editori <strong>nei primi cinque mesi del 2009 rappresentavano il 2,89%</strong> del mercato trade (non libri di testo), mentre <strong>nel 2010 rappresentano sullo stesso periodo ben l&#8217;8,48%</strong>. A fine 2009 quel 2,89% si era gonfiato sempre di più, arrivando a diventare <a href="http://www.publishers.org/main/PressCenter/Archicves/2010_February/SalesUp4.1in2009Release.htm" target="_blank">un 3,31%</a>. A quanto arriverà questo 8,48%? Rimarrà stabile, qualsiasi sia il motivo (anche non collegato alle reali vendite, come si diceva prima) che lo manterrà tale? O crescerà fino al 10% e oltre?</p>
<p>Ah, giusto, ora che abbiamo questo dato dell&#8217;8,48%, riprendiamo in mano i dati di Amazon per <strong>mostrare, con un paio di conti, come il mercato digitale non si sia limitato a rosicchiare quote al cartaceo</strong>, ma abbia prima di tutto creato nuovo mercato stimolando così la lettura e la diffusione del libro. Sappiamo che, prima dell&#8217;arrivo di iPad, <a href="http://www.tbiresearch.com/amazon-selling-90-of-all-e-books-2010-1" target="_blank">Amazon controllava il 90% delle vendite di eBook in USA</a>. Sappiamo anche che iBooks ha conquistato il 22% delle vendite in eBook. Possiamo desumere che ora Amazon controlli il 90% del 78% del mercato (100-22), ovvero il 70% (i guadagni sono aumentati lo stesso perché, pur avendo perso un po&#8217; di importanza &#8220;relativa&#8221;, il mercato digitale complessivo è molto cresciuto tra la fine del 2009 e i primi mesi del 2010&#8230; ah, come avrete notato sto escludendo dal conto <a href="http://www.amazon.com/gp/feature.html/ref=kcp_ipad_mkt_lnd?docId=1000490441" target="_blank">Kindle for iPad</a> perché non so come valutarlo).</p>
<p><strong>Cosa accadrebbe se a ogni eBook venduto corrispondesse un libro cartaceo non venduto</strong>, ovvero se il mercato librario NON venisse ampliato dagli eBook, ma solo trasformato conservando il volume di vendite da cartaceo a digitale? Amazon controllando il 70% di un mercato trade che vale l&#8217;8,48%, sarebbe responsabile di un CROLLO delle vendite <em>trade</em> di quasi il 6% (se poi consideriamo tutti, e non solo Amazon, un crollo delle vendite cartacee esattamente del 8,48%, 3 volte superiore allo stesso periodo del 2009). Ma un simile crollo tra hardcover e paperback nel settore trade (prendiamo ad esempio quello per adulti), coperto da questi dati, è avvenuto?  Dai dati di <a href="http://www.publishers.org/main/PressCenter/Press_Issues/press_Issue.htm#industryStats" target="_blank">AAP</a>, si direbbe di no: ci sono i soliti alti e bassi, ma nell&#8217;insieme le cose paiono andare bene, meglio dell&#8217;anno scorso. Nessuno ha urlato &#8220;ci stanno scannando come vitelli&#8221;, nessuno ha gridato all&#8217;allarme per il tracollo del settore librario (non più dei soliti piagnistei tradizionali), anzi c&#8217;è un generale ottimismo verso il futuro digitale per guadagnare ben più di ora (ovvero AUMENTARE il mercato).<br />
<strong>Non essendoci stato un crollo ne consegue che allora gli eBook non hanno prelevato quote di mercato al cartaceo, ma hanno invece ampliato il mercato librario complessivo. <em>Quod erat demonstrandum</em>.</strong></p>
<p>Pensateci: si legge così poco nel vecchio sistema cartaceo -sono decenni che si lamentano tutti piangendo come puttane- che la possibilità di crescita è enorme SE si ottiene la giusta combinazione di bassi prezzi e alta offerta. Perfino Ferrari, il vecchio capoccia della sezione libri Mondadori, aveva spiegato che il prezzo dei libri attuali, seppur non particolarmente alto rispetto ad altri intrattenimenti (cinema, palestra, tennis, motociclismo ecc&#8230;), <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/2009/11/25/tombolini-e-ferrari-parlano-di-ebook-a-fahrenheit/" target="_blank">induce a non acquistare</a> per timore di sprecar soldi su un brutto libro -e i libri brutti sono quasi la regola-&#8230; oltre al problema di chi legge così tanto che non può permettersi di comprare tutti i libri che vuole leggere ai prezzi attuali, come la pensionata che legge 150-200 libri l&#8217;anno però a causa del prezzo assurdo ne compra solo 10 e gli altri li prende in biblioteca (il caso era riportato nel programma radio <em>Fahrenheit</em> che potete ascoltare al link precedente).</p>
<blockquote><p><em>Che poi, in assoluto, il costo di un libro sia un ostacolo alla sua diffusione, è assolutamente vero. La ragione per la quale il costo del libro è un ostacolo alla sua diffusione, non è il costo in sé perché il costo in sé non è elevatissimo [...] ma il problema del libro è che <strong>sembra che costi molto perché l&#8217;acquisto non è affatto sicuro</strong>, nel senso che quando io compro un libro non so prima se mi piacerà o non mi piacerà, mentre quando compro quasi tutto il resto so già prima se mi piace o se non mi piace, perché lo vedo, perché lo tocco, perché lo sento, ma invece nel libro no.</em><br />
(Gian Arturo Ferrari, Direttore Generale della Divisione Libri del Gruppo Mondadori dal 1997al 2009)</p></blockquote>
<p><strong>Come dimostrato da Konrath, che ora guadagna <a href="http://jakonrath.blogspot.com/2010/07/celebrate-good-times.html" target="_blank">oltre 10.000 dollari al mese</a> vendendo eBook</strong> (a 2,99$ invece di 1,99$ perché così ottiene il 70% del prezzo da Amazon invece del 35%), mentre prima era uno che campava a malapena con la vendita cartacea, <strong>appena i prezzi scendono la gente compra di più</strong>. Se scendono sotto 3$ scatta l&#8217;acquisto impulsivo e la barriera psicologica del prezzo (20-30$ per un libro? E se poi non mi piace?) crolla. Con il cartaceo non si poteva fare, ma con il digitale sì! <strong>Si sconfigge il grande male e il grande blocco anti-acquisto denunciato dallo stesso Gian Arturo Ferrari!</strong></p>
<p>L&#8217;eBook quindi sappiamo che farà due cose: rosicchiare con la sua comodità ed economicità quote di mercato ai libri già esistenti in cartaceo e in più (come penso sia ormai chiaro e come sta avvenendo ora, agli inizi del suo &#8220;boom&#8221;) <strong>aprire nuove possibilità artistiche ed economiche con un ampliamento ulteriore del mercato impossibile nel precedente sistema cartaceo-librario</strong> (le nicchie troppo piccole per le attuali librerie non hanno alcuno spazio, tanto da rendere la <em>Bizarro Fiction</em> una anomalia che esiste solo grazie alla passione della casa editrice&#8230; e ci sono nicchie ancora più piccole! Racconti steampunk erotici con le fatine? Dinosauri gay? Tutto quello che potete immaginare!), oltre alla questione della <em>coda lunga</em> vera e propria formata da 1-2 acquisti per ebook su una mole enorme di titoli.</p>
<p><strong>Quando inizierà a rosicchiare quote ai libri, quanto dovrà colpirli prima di metterli in seria difficoltà come prodotto?</strong> Tempo fa avevo letto una ricerca dedicata ai libri di testo negli USA, cose che vendono parecchio di più del tipico romanzetto da 5-10mila copie di tiratura con il 40% di resi, e dicevano che col 13% delle vendite in digitale il modello cartaceo inizia a soffrire molto, mentre al 20% schiatta perché diventa antieconomico.</p>
<blockquote><p>Once digital textbook sales reach 13%, however, the finance model breaks down significantly as digital textbooks are no longer incremental and, instead, actually begin to pirate print sales deeply (6.5% decrease in revenue on the average title). When digital textbooks sales reach 20% of new textbook sales, based on current production and revenue models, textbook publishers will see a 10% decrease in revenues and a 13% decrease in project margin. At this point, publishers will have little choice but to change product, production and distribution strategies in favor of digital versus print.<br />
(Fonte: <a href="http://blog.xplana.com/reports/digital-textbook-sales-in-u-s-higher-education-%E2%80%93-a-five-year-projection/" target="_blank">Digital Textbook Sales in U.S. Higher Education – A Five-Year Projection</a>)</p></blockquote>
<p>E se parliamo più in generale, non so, di narrativa ad esempio? Quella roba che già ora a malapena sopravvive e spesso va in passivo, tranne i libri che ricevono le risorse disponibili perché <em>devono vendere</em> (e se devi vendere vendi, pochi cazzi), tipo Licia Troisi e i bestseller pianificati a tavolino?<br />
Non so, ma immagino cifre più basse. Qui mi viene in aiuto Stefano Mauri, belluomo e presidente del Gruppo Editoriale Mauri Spagnol, che pare abbia detto&#8230;</p>
<blockquote><p><em>Una quota del 10% di digitale manda in crisi il libro di carta, a causa dei costi fissi di quest&#8217;ultimo.</em><br />
(Frase presa da <a href="http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=1339" target="_blank">qui</a>, che riporta un tweet di Marco Ferrari)</p></blockquote>
<p>L&#8217;Italia parte ora, praticamente da zero: quanto impiegherà ad arrivare al 10% del settore trade? <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/2010/05/12/edigita-e-marstenheim/" target="_blank">Qui, commentando Edigita con una certa dose di pessimismo</a>, avevo riportato le previsioni apparse su Tom&#8217;s Hardware:</p>
<blockquote><p>Per il 2010 in USA ci si aspetta un bel 8-9% in eBook per i trade book e quindi è facile che il 15-20% più che nel 2015 lo si raggiunga nel 2012. Sarebbe interessate scoprire se le stesse percentuali italiane devono essere riconsiderate se si ignorano i libri scolastici, di cui non mi frega nulla, e se magari si possa arrivare a quel 4-5% minimo non nel 2015, ma già nel 2012-2013.</p></blockquote>
<p>E magari un 10% e oltre già nel 2015?<br />
Ma la velocità del cambiamento non dipende solo dalla tecnologia, ma anche dagli editori che possono difendere i vecchi prodotti e rallentare il progresso&#8230; ma non possono farlo in modo eccessivo perché potrebbero essere travolti e sostituiti da nuovi editori (o perlomeno forzati dalla concorrenza a mutare un po&#8217; atteggiamento, quanto basta per difendere la carta senza perdere troppi soldi guadagnabili dagli eBook).<br />
Gli editori difenderanno la carta e la proteggeranno dal Satana Ebuch? Ovvio che sì, lo diceva anche Carlo Feltrinelli&#8230;</p>
<blockquote><p>Certo, il libro cartaceo continuerà a essere la priorità. «Naturalmente tutti gli editori hanno interesse a difenderlo — spiega Carlo Feltrinelli —. Ma questa è un’iniziativa moderna e un segnale di grandematurazione di un pezzo importante di editoria italiana. È un progetto lungimirante, aperto a tutti. Non è una setta chiusa»<br />
(<a href="http://www.corriere.it/cultura/10_maggio_12/nuova-sfida-ebook-rcs-feltrinelli-cristina-taglietti_506ccdea-5d88-11df-8e28-00144f02aabe.shtml" target="_blank">Il Corriere della Sera</a>)</p></blockquote>
<p>&#8230;ma l&#8217;importante (per loro) è che alla fine si adeguino per sopravvivere.<br />
La cosa più importante per i lettori invece sarà l&#8217;arrivo di tante nuove piccole realtà editoriali, anche autoprodotte sul modello di Konrath. Tanta offerta e basso prezzo, un po&#8217; come avere una cesta di Urania nuovi accessibile tutti i giorni (sì, ho scelto l&#8217;esempio degli Urania anche per la cattiva qualità media che necessita di &#8220;indirizzamenti&#8221; da chi ha già letto per non beccare le peggiori ciofeche&#8230; ^_^ e comunque anche il peggiore Urania è meglio del fantasy italiano che stanno pubblicando ora quindi zitti e non vi lamentate! Peggio di così, con Arsalon, Lenth e compagnia bella, non sarà mai!). </p>
<table align="center">
<tr align="center">
<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/conigli_orecchie_ascolto.jpg" alt="" title="conigli_orecchie_ascolto" width="500" height="387" class="alignnone size-full wp-image-8418" />
</td>
</tr>
<tr align="center">
<td><em>Rizzate le orecchie: il 10% basterà per dare il gran colpo di acceleratore al settore.<br />
E chi non evolve il proprio business finirà come un coniglio sotto un&#8217;automobile!</em>
</td>
</tr>
</table>
<p><strong>Torniamo all&#8217;iPad, giusto una piccola incursione per chiarire cosa penso davvero.</strong><br />
Sono convinto che iPad abbia fatto bene al settore degli eBook e vorrei poter dire &#8220;quanto&#8221; (un pochino per lo meno sì). Se ricordate le <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/2010/04/08/giusto-per-chi-e-curioso-sullipad-come-ereader/" target="_blank">mie critiche contro iPad</a>, che poi non erano solo mie, ma di un sacco di gente e si basavano su fatti oggettivi che avevano lasciato perplesse anche parecchie Apple Fangirl, erano legate alla campagna mediatica per presentarlo come lettore di eBook quando al più quello può essere un <em>ruolo secondario</em> per questioni di portabilità (come mi raccontava Zweilawyer, provate a leggere in una metropolitana affollata con l&#8217;Opus da 5 pollici oppure con l&#8217;iPad molto più grosso: col primo leggi anche nella calca, mentre col secondo bisogna trovare un posto a sedere, usare due mani e&#8230; sopportare i vicini che leggono con te!), batteria, emissione di luce, sistema troppo chiuso, costo troppo alto, problemi con intensa luce ambientale e&#8230; <em>ipocrisia</em>.<br />
Come ci aveva <a href="http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2010/02/ipad-2-ipad-in-quanto-ebook-reader.html" target="_blank">ricordato anche Antonio Tombolini</a>, Jobs prima di uscirsene fuori a fare il profeta/salvatore dell&#8217;eBook era stato uno dei suoi NEMICI: lo considerava un prodotto morto e gli eReader una cosa senza futuro, perché NESSUNO leggeva più libri né li avrebbe letti in futuro. LOL!</p>
<blockquote><p>“It doesn’t matter how good or bad the product is, the fact is that people don’t read anymore. Forty percent of the people in the U.S. read one book or less last year. The whole conception is flawed at the top because people don’t read anymore.”<br />
(Steve Jobs, gennaio 2008, mentre spiegava perché il Kindle sarebbe stato un fallimento)</p></blockquote>
<p>Se invece leggete un <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/2009/10/27/un-nuovo-lettore-di-ebook-entourage-edge-a-doppio-schermo/" target="_blank">mio precedente post</a>, in cui riassumevo varie idee già esposte da me altrove, vedrete che &#8220;iPad&#8221; (e il futuro iPad più piccolo e tutti i prodotti da tenere in mano e con uno schermo per leggere, possibilmente ibrido attivo-passivo), è proprio dal punto di visto concettuale uno dei prodotti che speravo si diffondesse:</p>
<blockquote><p><strong>gli eBook serviranno a ben poco se il pubblico non inizierà a disporre di più strumenti per leggerli</strong>. Io non compravo eBook prima di avere il Cybook Gen3 perché sapevo che molto difficilmente li avrei letti al PC o stampati su carta (e non ho un iPhone, una PSP o un Nintendo DS).<br />
Serve che la gente possa leggere eBook il più comodamente possibile se si vuole sperare che li compri e questo, come molti esperti sostengono, significa che non solo i lettori dovranno costare meno, ma che dovranno anche fare “altro” oltre che leggere eBook. [Altrimenti nessuno li comprerà visto che la lettura interessa a pochi, come spiegavo: questo non toglie che i lettori dedicati potranno continuare ad avere spazio]<br />
[...]<br />
[<em>Qui in mezzo c'era il caso ideale del tipico lettore da un libro l'anno che non comprerà mai l'eBook se non dispone di un lettore "da tenere in mano" che usa già per altri motivi, come un netbook o un tablet, e di certo non comprerà un lettore di eBook dedicato da 90+ euro per leggere un singolo libro!</em>]<br />
[...]<br />
Ma simile netbook ebook reader sono una soluzione verosimile?<br />
Magari con doppio schermo e che si richiudono come dei libri veri?<br />
Secondo alcuni esperti sì, <strong>sono la via da seguire per rendere mainstream l’ebook</strong>.</p></blockquote>
<p>Non è stato il costoso, nonché privo di marchio famoso (avevo citato il fattore Cool e nulla è più Cool della Mela Smozzicata), enTourage eDGe ad aprire l&#8217;eBook al grande pubblico (né mi aspettavo che lo facesse: lo vedevo solo come un primo passo verso il modello dualbook che tanto amo), bensì iPad a cui seguiranno i suoi successori sia Apple che di altre marche. Io continuo a preferire il design a doppia pagina (come due tablet congiunti), magari con due schermi ibridi, perché poterlo chiudere mi dà una sensazione di protezione dei vetri&#8230; ma questa è solo una questione di gusto e l&#8217;aumento dei costi necessari immagino che non li renderà mai molto appetibili. Amen.</p>
<p><strong>Come vedete il tablet della Apple non è qualcosa a cui sono contrario per principio</strong>, anzi, per la massa dei possibili utenti che NON leggono più di un libro l&#8217;anno può essere la soluzione ideale, fino a quando i prezzi degli eReader non diventeranno estremamente bassi (49 euro). E questi tablet prima o poi potrebbero aver schermi OLED o ibridi di altro tipo, diventando sempre migliori nel ruolo secondario di dispositivo di lettura.<br />
<strong>Quindi no, non odio l&#8217;iPad (e i prodotti simili futuri) e sono fiducioso che farà del bene alle masse dei lettori deboli</strong>, magari rendendoli anche lettori un pochettino più forti. Odio solo il marketing Apple, i prezzi sempre troppo alti e i guru mongoli (cit. Zweilawyer) come Jobs che un giorno dicono una cazzata e tutti lo acclamano e il giorno dopo dicono l&#8217;opposto e tutti lo acclamano di nuovo. Sigh.</p>
<p>In Giappone il bisogno di leggere unito alla diffusione dei cellulari con schermi adeguati alla lettura (e alla capacità di accettare qualsiasi scomodità pur di leggere durante i continui viaggi in treno/metropolitana) ha reso gli eBook, seppur principalmente &#8220;manga&#8221;, ben più diffusi da loro che negli Stati Uniti, in valore assoluto in milioni di dollari del mercato. Si può considerare una sorta di caso iPad locale, inteso come improvvisa disponibilità di mezzi per leggere che però non sono veri eReader. ^_^</p>
<p><strong>Quanto valeva nel 2009 il mercato degli eBook in Giappone?</strong> <a href="http://www.the-digital-reader.com/2010/07/08/japanese-ebook-market-rose-24-in-2009/?utm_source=feedburner&#038;utm_medium=feed&#038;utm_campaign=Feed%3A+NatesEbookNews+%28The+Digital+Reader+blog%29" target="_blank">57,4 miliardi di yen</a> (pari a 652 milioni di dollari, più del doppio di quello USA!), con una crescita di quasi il 24% rispetto al 2008. I fumetti pensati e venduti apposta per i telefoni cellulari occupavano ben l&#8217;<a href="http://mdn.mainichi.jp/mdnnews/business/news/20100720p2a00m0na013000c.html" target="_blank">80% del mercato eBook</a>, dimostrando ancora una volta che la crisi delle riviste cartacee che pubblicano i fumetti a capitoli prima dell&#8217;eventuale raccolta in volumi NON è una crisi dei fumetti in sé: i manga stanno bene, sta solo cambiando il mezzo, dall&#8217;ingombrante carta (in un paese in cui ogni centimetro di spazio è prezioso) al comodo digitale!</p>
<table align="center">
<tr align="center">
<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/japan_motivator.jpg" alt="" title="japan_motivator" width="550" height="458" class="alignnone size-full wp-image-8407" />
</td>
</tr>
</table>
<p><strong>Torniamo agli eReader.</strong><br />
Qualcuno, ma nessuno di quelli competenti in materia, forse non consapevole della differenza di lettura tra un LCD (per quanto bello) come l&#8217;iPad e un E Ink come Kindle, aveva profetizzato la morte degli eReader con l&#8217;arrivo del nuovo dispositivo. Ok, sono morti quelli che parevano morti in partenza a causa del prezzo, come il QUE (forse tornerà a colori nel 2011?), e sono morte le aziende che avevano sbagliato le previsioni di magazzino mentre rivendevano lettori già un po&#8217; datati (come Foxit e Coolreaders, che vendevano lo stesso Netronix che da tempo vendeva la Booken -sanissima- e con un software un po&#8217; inferiore) ma il Kindle e l&#8217;Opus, ovvero i lettori da romanzi veri e propri, se la stanno cavando benissimo. In particolare il Kindle.</p>
<p>Ora qualche dato a tema fornito da una recente (e costosa, 499$, per cui scusatemi se userò i dati pubblici ^_^&#8221;) ricerca condotta da <a href="http://forrester.com/rb/Research/how_ereaders_will_fare_in_tablet_pc/q/id/57162/t/2" target="_blank">Forrester Research</a>.</p>
<blockquote><p>eReaders face a formidable challenge from the rise of tablet PCs. The iPad is already desired by more people than any single eReader, something we expect to only increase with time. However, with just 3.7 million eReaders in the US market at the end of 2009, there is plenty of room for eReaders to grab the attention of the one-fifth of the US online population that reads at least two books per month. By 2015, we forecast that 29.4 million US consumers will own eReaders. We recommend that strategists planning the next wave of eReaders diversify the portfolio of eReading devices to secure their ownership of the reading experience, offering devices that range from stripped-down $49 pocket readers to full-color touch readers that erase the gap between today&#8217;s eReaders and tablet PCs.</p></blockquote>
<p>Altre informazioni sulla ricerca di Forrester Research si possono ottenere in <a href="http://paidcontent.org/article/419-tablets-arte-on-the-rise-but-dont-count-out-e-readers-or-amazon/" target="_blank">questo articolo</a>, a cura dello stesso James McQuivey che ha firmato la ricerca da 499$ a copia (se siete nel settore magari investite due soldi per comprarla, io proprio non posso permettermela! Ad avere i soldi da spendere così facilmente mi comprava tuta la serie di ricerche balistiche sulle corazzature in alluminio e sulla penetrazione delle punte da sfondamento su cui sbavavo un anno fa!).</p>
<blockquote><p>That’s right, despite that iPad upstart, the Kindle is still flying off the shelves, selling more units each month than the month before it all through Q2, when the iPad challenger was supposedly pummeling it. And it’s dominating the e-Book business as well, selling as much as eight in ten of the e-Books of major bestsellers, seeing its e-Book sales rate triple over last year.<br />
[...]<br />
Yep, business seems to be going just fine for Amazon. How can this be? It’s very simple. Amazon has only barely begun to penetrate the one-fifth of online adults that read more than two books a month. These people love books enough to want a device optimized to provide the ideal digital reading experience, including finding, buying, carrying, and reading books. That device is the Kindle. And at a newly slimmed-down $189, the Kindle is killer affordable.<br />
[...]<br />
<strong>more people want to buy an e-Reader of any kind than want to buy an iPad this year though the iPad has more likely buyers than any one single e-Reader</strong>.  However, by the time we enter 2012, tablet PCs like the iPad will surpass e-Readers. At that point, a healthy 15.5 million adults in the US will own an e-Reader. And the number will continue to climb, though slowly compared to tablet PC growth. By 2015, we see the e-Reader market starting to cap at just under 30 million U.S. adults. That’s nearly all the people who read 2+ books a month. </p>
<p>At that point, many bargain e-Readers will cost just $49 and some of the best will cost only $99—a price point we believe some Amazon competitors may toy with as soon as this holiday season, especially for bare bones models like the Sony Pocket Reader. One reason that prices will be so low is that by 2015, tablet PCs will compete more directly with high-end e-Readers—they’ll have reflective displays capable of color at very low power consumption rates. This will make the distinction between high-end e-Readers and low-end tablets nonexistent. </p></blockquote>
<p>Il Kindle vende e vende sempre di più. <strong>Gli americani che leggono parecchio vogliono eReader dedicati </strong>e nel giro di breve tempo, a causa della salutare competizione tra Tablet come iPad e gli eReader di alto livello, usciranno anche lettori di ebook &#8220;base&#8221; da 99 dollari (forse già a fine anno, cosa estremamente ottimista considerando che la stessa PVI non lo pensava possibile fino a pochi mesi fa) e prima o poi perfino da 49$.</p>
<p><strong>Per la massa dei clienti che leggono molto poco, ma fanno da base di pubblico per il lancio di tanti megaseller</strong>, i tablet possono fornire (come dicevo prima) un sufficiente strumento di lettura degli eBook fino a quando non ci saranno lettori di costo irrisorio (49$) o addirittura anche dopo. I tablet non uccideranno gli eReader dedicati e non li stanno uccidendo e in più, rullo di tamburi, possono fare un gran bene al digitale rendendo a tutti possibile la lettura di quel singolo megaseller di Dan Brown (o quel che sarà) che il tipico lettore comprerà nel corso dell&#8217;anno! Sono informazioni splendide, direi! ^__^</p>
<p>Ah, per chi vuole ipotizzare quanti Kindle ci siano negli USA, ecco un possibile metodo: sappiamo che a fine 2009 c&#8217;erano 3,7 milioni di eReader negli USA (citato sopra) e sappiamo che 2/3 degli eReader negli USA sono Kindle (informazione uscita più di una volta dai sondaggi). Sarà una stima a cazzo di cane, ma direi che a fine 2009 negli USA c&#8217;erano circa due milioni e mezzo di Kindle. E ora vendono a ritmo triplo. Altro che l&#8217;hitleriana balla sull&#8217;automobile per ogni famiglia tedesca, qui a breve annegheranno nei Kindle&#8230; ^_^&#8221;"</p>
<table align="center">
<tr align="center">
<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/coniglio_vuole_kindle.jpg" alt="" title="coniglio_vuole_kindle" width="497" height="416" class="alignnone size-full wp-image-8425" />
</td>
</tr>
<tr align="center">
<td><em>Tutti vogliono gli eReader! Starà per chiederne uno alla padroncina?<br />
No, non ditemi che vuole un iPad&#8230;</em>
</td>
</tr>
</table>
<p><strong>E per concludere, l&#8217;Italia.</strong><br />
No, niente profezie e altre balle. Niente invocazioni a tenere bassi i prezzi o quel che vi pare. Non ne ho voglia e non è l&#8217;articolo giusto per dire queste cose. E comunque sono fiducioso che qualcuno lassù (non sulle nuvolette, intendo al comando di Grandi Case Editrici) già abbia ascoltato e valutato con cognizione di causa quanto nei mesi scorsi rimbalzava sui <em>gianarturoferriariani</em> muri di gomma. Mi è tornata un minimo di fiducia nell&#8217;umanità, lasciatemi navigare nelle mie illusioni.</p>
<p>Mi appoggio all&#8217;<a href="http://antoniotombolini.simplicissimus.it/2010/07/edigita-se-ci-sei-batti-un-colpo.html">articolo di Antonio Tombolini</a> per domandarmi con lui: Edigita, ma dove sei? Mondadori, sono fiducioso che stai lavorando bene alla tua &#8220;via autarchica&#8221;, ma in concreto cosa farai in autunno? Per ora ci sono stati solo annunci e gli annunci lasciano il tempo che trovano. Di Edigita invece non si sa niente, una cosa scandalosa, come è scandaloso il <a href="http://www.edigita.it/" target="_blank">suo sito indecente</a> con le scritte nere sulla pagina bianca. Viene sempre più forte il sospetto che sia una trappola per affossare il più possibile gli eBook e difendere il cartaceo, come suggeriva la frase di Carlo Feltrinelli. Roba da telefilm <em>Boris</em>, terza stagione (non spoilero, guardatelo).</p>
<p>Per ora a parte la piattaforma <a href="http://stealth.simplicissimus.it/" target="_blank">Stealth di Simplicissimus</a> e la nuova <a href="http://www.bookrepublic.it/" target="_blank">BookRepublic</a> (i cui prezzi, ma questo dipende dagli editori, <a href="http://tanadelratto.blogspot.com/2010/07/ok-il-prezzo-e-giusto.html" target="_blank">non sono sempre entusiasmanti</a>), <em>non si è mosso ancora niente</em>. <a href="http://www.edigita.it/" target="_blank">Edigita</a> è lì fissa, in quella condizione imbarazzante. Mondadori aveva annunciato di farsi viva in autunno, con grosse novità per Natale, quindi per ora non c&#8217;è niente (ma sono fiducioso che ora che Ferrari si è levato dalle palle finalmente qualcosa potrà muoversi nel verso giusto) e di conseguenza non si può ipotizzare l&#8217;indirizzo che prenderà la sua &#8220;via autarchica&#8221; al digitale (karkadè e cicoria tostata, come quando c&#8217;era Lui e i treni partivano in orario?). Mah&#8230;<br />
Per questa volta basta così. Oltre 6.500 parole (di uno che grida nel deserto?).<br />
&nbsp;</p>
<hr />
<a name="larssonebook"><strong>Nota su Larsson</strong></a>: secondo <a href="http://www.usatoday.com/life/books/news/2010-07-21-larsson-ebook-sales_N.htm?csp=usat.me" target="_blank">questa fonte</a> sul versante eBook le cose vanno sempre meglio per i libri del defunto autore svedese. Attualmente i suoi libri hanno venduto più di 1 milione di copie in eBook e anche i libri di James Patterson ne hanno venduto una quantità simile. Questi dati sembrano confermare la diffusione degli eBook dichiarata da Amazon (anche se nel loro modo criptico, e furbo -per non dare informazioni vitali alla concorrenza-, che evita i valori precisi).<br />
&nbsp;<br /></p>
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		<title>Apocalypse Meow – Cat Shit One: anche i conigli fanno la guerra!</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 18:31:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Duca Carraronan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anime]]></category>
		<category><![CDATA[Conigli]]></category>
		<category><![CDATA[Fumetti e Manga]]></category>
		<category><![CDATA[Rabbit Weird]]></category>

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		<description><![CDATA[È finalmente uscito il primo episodio di Cat Shit One, l&#8217;anime in computer graphic con protagonisti due coniglietti delle forze speciali statunitensi in azione nell&#8217;attuale Medio Oriente, combattendo contro i dromedari afgani. La serie, di cui non so quando ci sarà un secondo episodio (sigh), è trasmessa su YouTube in HD per i residenti in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È finalmente uscito il primo episodio di <em>Cat Shit One</em>, l&#8217;anime in computer graphic con protagonisti due coniglietti delle forze speciali statunitensi in azione nell&#8217;attuale Medio Oriente, combattendo contro i dromedari afgani.<br />
La serie, di cui non so quando ci sarà un secondo episodio (sigh), è trasmessa su YouTube in HD per i residenti in Giappone. Si trova <a href="http://www.nyaatorrents.org/?page=search&#038;cat=0_0&#038;filter=0&#038;term=cat+shit+one" target="_blank">fansubbata in inglese</a> senza problemi (io ho visto la release di Pretentious) e c&#8217;è anche una release italiana a cura dei <a href="http://www.vazcomics.org/bbf/?p=993" target="_blank">Bowling Ball Fansub</a>. Qui sotto i due trailer, quello vecchio e quello nuovo.</p>
<blockquote><table align="center">
<tr align="center">
<td>[See post to watch Flash video]
</td>
</tr>
<tr align="center">
<td>[See post to watch Flash video]
</td>
</tr>
</table>
</blockquote>
<p>Potete notare la differenza tra la prima versione in cui c&#8217;erano schizzi di sangue e la nuova in cui al loro posto ci sono &#8220;fumate&#8221; più o meno insensate. È una censura accettabile che non danneggia il nucleo dell&#8217;episodio e mette al riparo da possibili accuse di eccessiva violenza (dato il tema e i connotati razzisti nelle rappresentazioni antropomorfe delle diverse popolazioni), ma avrei preferito non vederla.</p>
<p><strong>L&#8217;episodio ha una qualità complessiva altissima.</strong> Le animazioni sono ottime, straordinariamente al di sopra degli anime che a ogni stagione fanno capolino nelle TV giapponesi (e che nonostante la qualità non sempre alta, e le paghe da morte per fame dei disegnatori, costano uno sproposito a episodio). Un livello di qualità che definirei anti-economico per un prodotto simile (il miglior episodio di <em>qualsiasi cosa</em> visto in due anni).<br />
Ennesimo schiaffo morale per i retrogradi e gli incompetenti che guardano dall&#8217;alto in basso <em>sempre e comunque</em> i prodotti giapponesi, forti della propria ignoranza condita con pretese intellettualoidi pseudo-razziste per cui &#8220;ciò che fanno le scimmie gialle al massimo è merda e imitazione&#8221; (invece i nostri soliti elfi e i vampiri adolescenti sarebbero grande innovazione! C&#8217;è più creatività, seppur condita con puttanate, in una sola annata di anime che in anni di narrativa letta dai suddetti intellettualoidi).</p>
<p><strong>La qualità non è solo nella grafica, ma in ogni aspetto, inclusi i dettagli armieri e tattici</strong> che pongono l&#8217;opera per credibilità al di sopra della massa delle produzioni Hollywoodiane. C&#8217;è rispetto per l&#8217;intelligenza dello spettatore, senza rinunciare all&#8217;azione, come dovrebbe avvenire SEMPRE (in particolare nella narrativa). Un prodotto maturo e affascinante, degno erede del manga <em>Apocalypse Meow</em>.<br />
Ammirate l&#8217;uso privilegiato del fuoco semi-automatico (e l&#8217;assenza di lunghe raffiche che sono considerate da decenni solo uno spreco di munizioni), dell&#8217;avanzata sfruttando le coperture, l&#8217;attacco a sorpresa aggirando, l&#8217;ottica del fucile di Botasky che perde il bersaglio dopo lo sparo a causa del rinculo ecc&#8230;</p>
<table align="center">
<tr align="center">
<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/csoscreen.jpg" alt="" title="csoscreen" width="571" height="367" class="alignnone size-full wp-image-8315" />
</td>
</tr>
<tr align="center">
<td><em>Pura Arte</em>
</td>
</tr>
</table>
<p>Tornando alla qualità delle armi rappresentate, si possono vedere in mano ai cammelli <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/AK47_cs1.jpg" rel="lightbox">AK-47</a>, <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/RPK.jpg" rel="lightbox">RPK</a> (mitragliatrice leggera di squadra) e perfino un <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/AKS-74U.jpg" rel="lightbox">AKS-74U</a> (reso famoso dai video di Bin Laden), oltre ai classici <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/RPG7.jpg" rel="lightbox">RPG-7</a> ex-sovietici, accessorio immancabile del vero pastore di capre afgano! I conigli invece maneggiano un&#8217;ottima pistola <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/STI_EDGE.jpg" rel="lightbox">STI EDGE</a> (una costosa erede high-tech della Colt 1911), un fucile da battaglia <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Mark14_Mod0_EBR.jpg" rel="lightbox">Mk.14 Mod 0</a> (a me sembrava un M39, ma la canna più corta non mente: è il modello sperimentale precedente di &#8220;potenziamento&#8221; del vecchio M14) e un fucile d&#8217;assalto <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/KAC_SR47.jpg" rel="lightbox">SR-47</a> (arma che esiste solo in sette esemplari: era nata per l&#8217;esigenza dei soldati americani di poter impiegare munizioni in 7,62&#215;39 catturate agli afgani, visto che se ne trovavano tonnellate ovunque, al posto di farle saltare in aria ed evitando così i problemi di logistica per ottenere munizioni da 5,56&#215;45&#8230; il progetto venne abortito perché le munizioni che si trovavano nelle buche, produzioni cinesi e di vari paesi ex-sovietici tutte dissimili, avevano proprio la qualità che ci si può aspettare da qualcosa rimasto sepolto per anni o decenni!).<br />
Ringrazio <a href="http://www.imfdb.org/index.php/Cat_Shit_One" target="_blank">imfdb.org</a> per avermi risparmiato la fatica di prendere gli screenshot da solo. ^_^</p>
<p>Per chi vuole cercare inutili simbolismi, si può notare come il SR-47 del volitivo Packy (un fucile semplice, essenziale) contrasti con l&#8217;ingombrante e super-accessoriato EBR di Bota, personaggio molto più insicuro (compensazione armiera?).</p>
<table align="center">
<tr align="center">
<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/cute_bunny_butt.jpg" alt="" title="cute_bunny_butt" width="550" height="333" class="alignnone size-full wp-image-8322" />
</td>
</tr>
<tr align="center">
<td><em>Nemmeno &#8220;Cat Shit One&#8221; è immune al fenomeno del fan service :-P</em>
</td>
</tr>
</table>
<p>Passiamo al manga <em>Cat Shit One</em>, intitolato <em>Apocalypse Meow</em> nella versione inglese. Ne avevamo già parlato <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/2009/06/21/filmato-rabbit-weird-bunnies-in-space/#comment-4268" target="_blank">più di un anno fa</a>, ma non gli avevo mai dedicato un articolo. Il titolo è naturalmente ispirato ad <em>Apocalyse Now</em>, con un <em>Meow</em> perché i vietnamiti sono rappresentati da gatti.  È un manga ben realizzato, con missioni realistiche, personaggi credibili (i tre conigli principali, Perky -il Packy dell&#8217;anime-, Bota e Rats, sono tutti ben caratterizzati) e gergo tecnico sfruttato in modo intelligente (non ci sono mai infodump, ma per le sigle più ostiche ci sono note in fondo alle pagine). L&#8217;autore si è preso una piccola libertà spostando l&#8217;attentato al ristorante <em>My Canh</em> dal 1965 al 1968, poco dopo l&#8217;offensiva del Tet, ma in generale i volumi sono storicamente coerenti e contengono alcune pagine di approfondimenti sulle forze speciali e sul conflitto in Vietnam.<br />
Cultura e intrattenimento assieme. ^_^</p>
<p>Trovate i tre volumi in inglese su <a href="http://www.mangatraders.com/manga/series/57" target="_blank">mangatraders</a>, ma non sono disponibili quelli di <em>Cat Shit One 80</em> (in cui i conigli sono alleati degli afgani contro l&#8217;invasione sovietica).</p>
<table align="center">
<tr align="center">
<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/ApocalypseMeow_headshot.jpg" alt="" title="ApocalypseMeow_headshot" width="473" height="217" class="alignnone size-full wp-image-8343" /><br />
[See post to watch Flash video]
</td>
</tr>
<tr align="center">
<td><em>Anche alcune immagini storiche del conflitto hanno trovato posto in Cat Shit One</em>
</td>
</tr>
</table>
<p><strong>Gli americani sono conigli per un valido motivo: USAGI (coniglio) suona come USA G.I. ovvero “soldato statunitense”</strong> (da G.I., un vecchio modo per chiamare i soldati americani). Ho trovato delizioso l’abbinamento animale-nazione, fatto sfruttando stereotipi e informazioni storiche: i francesi, che hanno ridotto così il Vietnam e che non erano veramente al fianco degli USA (molti imprenditori francesi finanziavano i Viet Cong per coprirsi le spalle in caso di vittoria comunista), sono solo dei “maiali”; i coreani, mangiacani nell&#8217;immaginario giapponese, sono diventati proprio “cani”; i cinesi sono “panda”, animale simbolo; I russi sono “orsi”, animale da tempo abbinato alla Russia (già all&#8217;epoca della Guerra di Crimea il principe ereditario era rappresentato dalla propaganda inglese come un orsacchiotto frignone) ecc&#8230;</p>
<table align="center">
<tr align="center">
<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/ApocalypseMeow_russicinesi.gif" alt="" title="ApocalypseMeow_russicinesi" width="550" height="322" class="alignnone size-full wp-image-8325" />
</td>
</tr>
<tr align="center">
<td><em>Russi, Cinesi e Vietnamiti</em>
</td>
</tr>
</table>
<p>Oltre che fornire una gradevole possibilità di riconoscere sempre le nazionalità a colpo d&#8217;occhio, la scelta fatta permette anche qualche scena divertente: ad esempio quando il ratto inglese vuole farsi passare per un canguro australiano, lol! <strong>Il fatto che la nazionalità si capisca al volo sta a indicare che all&#8217;epoca tutti sapevano che c&#8217;erano dei SAS britannici in Vietnam</strong> (oltre a quelli australiani, che invece potevano operare lì) e anche soldati di altre nazioni che in teoria non avrebbero dovuto inviare nessuno perché esterne alle &#8220;operazioni di polizia&#8221; americane. Viene sollevato più volte il problema dei possibili incidenti internazionali quando i conigli incontrano i consiglieri militari russi e cinesi o quando, nel secondo volume, vengono aggregati alla squadra quattro giapponesi (il Giappone NON poteva inviare soldati, a malapena può avere un esercito difensivo, secondo la Costituzione!) che devono completare l&#8217;addestramento nella giungla per diventare &#8220;ranger&#8221;.</p>
<table align="center">
<tr align="center">
<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/ApocalypseMeow_giapponesi_2.gif" alt="" title="ApocalypseMeow_giapponesi_2" width="350" height="373" class="alignnone size-full wp-image-8328" />
</td>
</tr>
<tr align="center">
<td><em>I Giapponesi: vere e proprie &#8220;scimmie&#8221; gialle ^_^.<br />
E anche Bota ha sempre <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/ApocalypseMeow_botasky_razzista.jpg" rel="lightbox">qualcosa da dire</a> contro di loro.</em>
</td>
</tr>
</table>
<p><strong>Oltre ai vantaggi in termini di LULZ, l&#8217;uso degli animali ha migliorato molto la resa grafica.</strong> L&#8217;autore (Motofumi Kobayashi) non è un genio del disegno e se si guarda l&#8217;episodio in fondo al primo volume, un capitolo bonus del precedente <em>Dog Shit One</em>, si può vedere che è molto meno realistico l’umano come umano che non il coniglio come coniglio. L&#8217;idea di usare i conigli gli era venuta per prima, ma l&#8217;autore per timore (condivisibile) che sembrasse una cretinata aveva messo delle persone&#8230; però con le persone non riusciva a farsi davvero entusiasmare dalle vicende e <em>Dog Shit One</em> finì abortito. Avrebbe dovuto seguire il suo istinto dall&#8217;inizio e sfruttare la buona idea che gli era lampeggiata nel cranio&#8230;</p>
<blockquote><p>I think it was around 1989, soon after the fall of the Berlin Wall, when I got the idea for <em>Apocalypse Meow</em>. I was watching <em>Tour of Duty</em> on video, and I thought to myself, &#8220;I could tell the same kind of story about the Vietnam War using rabbits, and it would be good.&#8221;</p></blockquote>
<p><em>Dog Shit One</em> con gli umani è stato un fallimento, senz&#8217;anima, mentre <em>Cat Shit One</em> con i conigli è stato un piccolo successo. Questo dovrebbe far accendere la lampadina nel cervello degli scrittori: se vi capita un lampo di genio su un dettaglio chiave &#8220;strambo&#8221;, anche se vi sembra una cretinata, mettetela lo stesso perché potrebbe fare la differenza tra la solita banalità e qualcosa di caratteristico e nuovo. <strong>Soprattutto quando si tratta di fatine spogliarelliste e conigli morbidosi</strong>. Il mondo ha già avuto la sua quota di elfi gay e vampiri adolescenti: se sentite di dover scrivere di <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/u242.jpg" rel="lightbox">dinosauri che si picchiano con i robot tra i canali di Marte</a>, FATELO! Non vergognatevi di avere idee degne delle copertine Urania di quaranta o cinquanta anni fa!</p>
<p>Una cosa che voglio sottolineare, come già fatto su indicazione di Gamberetta un anno fa, è che<strong> i conigli sono DAVVERO conigli. Non si tratta solo di persone con l&#8217;aspetto di conigli, ma di personaggi profondamente coniglieschi</strong>. Botasky sotto il fuoco nemico è colto più volte da una paura che gli impedisce di combattere, ma alla fine vince sempre il timore e attacca: proprio come i conigli che, seppur timidi e timorosi, si lanciano nello scontro anche contro animali di taglia maggiore se costretti (ad esempio per difendere i cuccioli o per spiegare al gatto di casa che <a href="http://www.youtube.com/watch?v=_5cF_PFLr34" target="_blank">non può occupare il giaciglio del coniglio senza permesso</a>).</p>
<p>La <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/ApocalypseMeow_famiglia.jpg" rel="lightbox">foto di famiglia del pilota</a> non raffigura uno o due figli da tipica famiglia americana, ma una conigliesca cucciolata. L&#8217;autore dimostra anche una notevole conoscenza spicciola dei conigli quando cita il <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/ApocalypseMeow_carote.jpg" rel="lightbox">cliché delle carote</a>: non sono un cibo che piaccia ai conigli più di altri (le mele tendenzialmente piacciono di più), anzi, alcuni proprio non le sopportano! E pure il <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/ApocalypseMeow_madeinjapan.jpg" rel="lightbox">Botasky infuriato che salta sopra le camicie</a> (colpevoli di essere Made in Japan) è incredibilmente conigliesco. ^_^<br />
Tornando al pseudo-fanservice coi culetti dei coniglietti, ecco due chicche: un momento di <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/ApocalypseMeow_naked.jpg" rel="lightbox">consapevolezza in stile paperino</a> (hey, ma noi non abbiamo mai i pantaloni!) e una perfetta scelta di <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/ApocalypseMeow_CUTE.jpg" rel="lightbox">frasi per l&#8217;identificazione via radio</a>.</p>
<table align="center">
<tr align="center">
<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/ApocalypseMeow_clubfrancese.jpg" alt="" title="ApocalypseMeow_clubfrancese" width="519" height="321" class="alignnone size-full wp-image-8348" />
</td>
</tr>
<tr align="center">
<td><em>I maiali francesi al club: tennis, ristorante di lusso, vita mondana&#8230;<br />
&#8230;come se là fuori non ci fosse nessuna guerra.</em>
</td>
</tr>
</table>
<p>Comunque il manga non è formato solo da scene d&#8217;azione e da umorismo: <strong>non mancano i momenti drammatici</strong> e la consapevolezza che ci sia qualcosa di sbagliato nel modo in cui viene gestito il conflitto, in particolare nel terzo volume quando i coniglietti si trovano a lavorare con i trafficanti di droga. Non c&#8217;è il finto dramma, l&#8217;esagerazione melodrammatica che rende &#8220;falsa&#8221; la narrativa&#8230; il dramma quando appare è credibile, umano e personale.</p>
<p><strong>La sequenza che ho preferito nell&#8217;intera serie è una manciata di vignette nel secondo volume</strong>. Rats è stato mandato in vacanza negli USA e ha trovato un mondo che non gli appartiene più: la gente chiama i soldati &#8220;ammazza bambini&#8221;, i suoi amici sono contro l&#8217;intervento americano e lo considerano un Crimine (e i soldati quindi sono criminali di guerra), la sua stessa famiglia non lo appoggia. Nessuno sa nulla di ciò che davvero accade in Vietnam, sono tutti plagiati dalle scene di orrore (sia vere che inventate) mostrate dai media: per loro tutti i soldati sono &#8220;ammazza bambini&#8221;. Di fronte alla TV, momento più bello di tutto il volume, Rats vede prima una manifestazione contro la guerra in Vietnam e poi un annuncio del &#8220;numero quotidiano&#8221; di soldati americani morti. <em>Numero quotidiano</em>. Sono solo una cifra. E intanto i loro stessi &#8220;amici&#8221; li insultano dalle piazze. <strong>Rats ha un crollo psicologico e piange</strong>: ha finalmente capito che l&#8217;unica vera famiglia che gli rimane sono i suoi commilitoni e decide di tornare in Vietnam con tre giorni di anticipo.</p>
<p>In questo istante di consapevolezza, in questo piccolo dramma umano che ha colpito decine di migliaia di veterani estraniati dalla società civile e impossibilitati a integrarsi di nuovo facilmente, <strong>c&#8217;è più drammaticità e sincerità di quanto ce ne sarà mai nelle opere di tanti scrittori intellettualoidi</strong> che ammorbano il fantastico italiano con le loro cazzate (metaletteratura! simbolismo! poetica! riferimenti culturali! formalismo russo! &#8230; ma andate affanculo!) e i loro discorsi da imbecilli (la Realtà! l&#8217;Etica! Si abusa del termine &#8220;scrittore&#8221;!). Chi non è in grado di produrre qualcosa di simile in così poco spazio, sfruttando in modo magistrale ogni dettaglio, farebbe bene a darsi meno arie e a chiudere il becco.</p>
<p><em>Fine articolo.</em><br />
Guardate l&#8217;episodio e leggere il fumetto: meritano il vostro tempo. Più del fantasy italiano. ^_^</p>
<table align="center">
<tr align="center">
<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2009/06/bunny-drinking-beer.jpg" />
</td>
</tr>
<tr align="center">
<td><em>Anche i veri conigli bevono birra, non solo quelli di Cat Shit One</em>
</td>
</tr>
</table>
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		<title>Concorso Steampunk: due mesi in più e un lettore di eBook</title>
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		<comments>http://www.steamfantasy.it/blog/2010/07/16/concorso-steampunk-due-mesi-in-piu-e-un-lettore-di-ebook/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 19:20:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Duca Carraronan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concorsi Letterari]]></category>
		<category><![CDATA[Steamfantasy]]></category>
		<category><![CDATA[Steampunk]]></category>

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		<description><![CDATA[Un paio di novità che penso faranno piacere a chi desidera partecipare al concorso. Antonio Tombolini, CEO di Simplicissimus Bookfarm, mi ha contattato per offrire al vincitore un lettore di eBook COOL-ER nero da sei pollici, identico nell&#8217;hardware all&#8217;ottimo Cybook Gen3 (sono entrambi Netronix con il nome cambiato) che uso con piacere da oltre un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un paio di novità che penso faranno piacere a chi desidera partecipare al <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/2010/02/22/concorso-per-racconti-steampunk/" target="_blank">concorso</a>.<br />
Antonio Tombolini, CEO di Simplicissimus Bookfarm, mi ha contattato per <strong>offrire al vincitore un <a href="http://store.simplicissimus.it/lettori-ebook/cool-er-ereader-black-jack" target="_blank">lettore di eBook COOL-ER nero</a> da sei pollici</strong>, identico nell&#8217;hardware all&#8217;ottimo Cybook Gen3 (sono entrambi Netronix con il nome cambiato) che uso con piacere da oltre un anno. <strong>Il lettore vale 239 euro</strong> e ha l&#8217;ultima versione del firmware installata, che dovrebbe funzionare benissimo (probabilmente non ci saranno aggiornamenti firmware in futuro perché l&#8217;azienda è fallita). Io, in ogni caso, mi godevo alla grande il mio Gen3 anche quando aveva il vecchio firmware e ogni tanto si impallava (ora non si impalla più, <em>mai mai mai</em>, da quando ho il firmware 1.5).</p>
<p><strong>Il COOL-ER è un gran bel premio</strong>: con sei pollici, se lo tenete orizzontale, potete leggere anche tanti saggi di storia e manuali di scrittura in pdf piratati. Ha pure lo schermo E Ink da otto livelli di grigio, contro i quattro del mio Gen3 (non ho il Gen3 Gold, ho il precedente) e legge anche gli RTF, che male non fa. Non ha la connessione Wi-Fi (esattamente come non l&#8217;ha il Gen3, essendo identico l&#8217;hardware, o l&#8217;Opus), ma è lo stesso un ottimo lettore e la mancanza non si sente proprio: comprare i libri al PC è meglio in ogni caso, così uno ha una copia di backup al sicuro sull&#8217;HDD. ^_^</p>
<table align="center">
<tr align="center">
<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/rcc6black_1_2_b.gif" alt="" title="rcc6black_1_2_b" width="286" height="471" class="alignnone size-full wp-image-8251" />
</td>
</tr>
<tr align="center">
<td> <a href="http://www.coolreaders.com/specifications.asp" target="_blank">Le specifiche del lettore.</a>
</td>
</tr>
</table>
<p>A differenza del ciondolo, che potrei rifilare a una bella loli anche se non ci dovesse essere un racconto degno della vittoria, il lettore COOL-ER verrà dato <em>solo al vero vincitore</em> (assieme al ciondolo). Se non ci sarà un degno vincitore, Tombolini non regalerà niente a nessuno: <strong>il COOL-ER ve lo dovete meritare con il sudore della fronte, la qualità della scrittura e la validità delle idee</strong> (la partecipazione al concorso è GRATIS, datemi almeno queste cose in cambio&#8230; ^_^&#8221;")</p>
<p>Dato il valore del premio, ho deciso di fornire due mesi in più per permettere l&#8217;adeguato passaparola e il coinvolgimento di chi non era interessato a gareggiare, gratis, solo per la gloria e un ciondolo simbolico. <strong>La nuova data di consegna è: entro domenica 17 ottobre 2010.</strong> Tre mesi interi a partire da domani.</p>
<p>Ulteriore particolare: dato il valore del premio, e per evitare sgradevoli possibilità stile &#8220;siamo tutti amyketti come al premio Urania&#8221;, <strong>i lettori con cui ho rapporti più stretti, come Angra o Zweilawyer, se vorranno partecipare dovranno farlo &#8220;fuori concorso&#8221;</strong>: i testi potranno aspirare all&#8217;inserimento nell&#8217;eventuale antologia, ma nessuno di loro potrà vincere (se avete il dubbio di poter essere nella lista di quelli troppo amyketti per vincere, chiedete). È ingiusto, ma è meglio così. E poi io <em>sono ingiusto</em>: sono il Duca.</p>
<p>Anche eventuali famosi scrittori (pubblicati da editori cartacei) che volessero cimentarsi, come D&#8217;Andrea GL, Lara Manni, Andrea D&#8217;Angelo, Luca Tarenzi, Dante Alighieri, Isaac Asimov o Francesco Falconi, per fare i primi esempi che mi vengono in mente (se siete in dubbio, chiedete: se non so chi cazzo siete e soprattutto non ho mai visto il vostro libro in libreria, non siete famosi abbastanza. Il senso della cosa è di &#8220;non far vincere il nome famoso che dà prestigio&#8221;, chiaro?), possono farlo &#8220;fuori concorso&#8221; per lasciare la tenzone agli sfidanti meno noti. LOL. Questo potevo anche evitare di precisarlo, visto che a nessuno di loro fregherà nulla di partecipare a un concorsino secondario come questo (ma forse Alighieri&#8230;). ^_^</p>
<p>Ricapitolando&#8230;</p>
<blockquote><p><strong>1.</strong> Lettore COOL-ER e ciondolo al vincitore. Se non c&#8217;è un vincitore, forse rifilo il ciondolo alla loli più carina, ma il COOL-ER rimane a Tombolini. Per decidere il vincitore, in caso di dubbio tra testi di valore molto simile, sceglierò quello che meglio segue le regole della buona scrittura per la narrativa descritti <a href="http://fantasy.gamberi.org/2009/10/03/manuali-1-descrizioni/">qui</a> e <a href="http://fantasy.gamberi.org/2009/11/18/manuali-2-dialoghi/">qui</a>. Fare <em>Literary Fiction</em> non è una buona idea. Su questo non si discute.<br />
<strong>2.</strong> Scadenza spostata dal 7 Agosto 2010 al <strong>17 Ottobre 2010</strong>.<br />
<strong>3.</strong> Tutti i miei amyketti (e i famosi scrittori!) se vorranno partecipare lo faranno FUORI CONCORSO, gareggiando per l&#8217;ingresso nell&#8217;eventuale antologia e non per la vittoria. Mi spiace, ma è meglio evitare possibili polemiche.<br />
<strong>4.</strong> Quattro.</p></blockquote>
<p><font size="4" color="red"><strong>Fate rimbalzare la notizia!</strong></font></p>
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		<item>
		<title>Se ci si allena a fare le cose nel modo sbagliato…</title>
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		<comments>http://www.steamfantasy.it/blog/2010/07/10/se-ci-si-allena-a-fare-le-cose-nel-modo-sbagliato/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 22:04:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Duca Carraronan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Armi da Fuoco]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.steamfantasy.it/blog/?p=8229</guid>
		<description><![CDATA[&#8230;si diventerà sempre più bravi a farle nel modo sbagliato. È una banalità, ma nel merdavoglioso mondo della scrittura ci sono un sacco di dilettanti fatti e finiti che rifiuteranno ogni consiglio, ogni studio, ogni consapevolezza di quello che stanno facendo, dicendo che &#8220;basta leggere buoni libri&#8221; e &#8220;scrivere molto&#8221;. E adorare le divinità demoniache [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8230;si diventerà sempre più bravi a farle <em>nel modo sbagliato</em>.</strong></p>
<p>È una banalità, ma nel merdavoglioso mondo della scrittura ci sono un sacco di dilettanti fatti e finiti che rifiuteranno ogni consiglio, ogni studio, ogni consapevolezza di quello che stanno facendo, dicendo che &#8220;basta leggere buoni libri&#8221; e &#8220;scrivere molto&#8221;. E adorare le divinità demoniache del pantheon buddista mongolo, visto che siamo in tema di affermazioni intelligenti. Essere stati pubblicati da editori come Newton Compton, Fazi o Mondadori o chissà chi altro non li rende meno dilettanti: sono la scrittura e l&#8217;atteggiamento verso la narrativa che parlano per loro, non il contratto ottenuto grazie alla minore età o alla capacità di rilassare lo sfintere.</p>
<p>Ho già parlato più volte del fatto che &#8220;allenarsi nel far le cose male non insegna a farle bene&#8221;, fin dal tempo del vecchio articolo (oltre due anni fa) su <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/2008/03/22/body-building-scrittura-e-mille-parole/" target="_blank">scrittura e body building</a>. Bisogna studiare e imparare come costruire la propria scrittura, facendo scelta consapevoli. Andare alla cieca non aiuta. Se uno scrive merda per anni e anni, convincendosi magari di far pure bene, la sua merda non sarà meno merdosa per questo. Due miei precedenti post sulla scrittura: <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/2009/09/22/il-gioco-del-parlare-di-narrativa-in-modo-vago-e-la-voglia-di-vomitare/" target="_blank">Il gioco del parlare di narrativa in modo vago e la voglia di vomitare</a> e <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/2009/09/27/isaac-babel-le-frasi-brevi-e-il-singolo-aggettivo/" target="_blank">Isaac Babel, le frasi brevi e il singolo aggettivo</a>.<br />
Anche Gamberetta ha parlato della questione &#8220;consapevolezza di come si scrive&#8221; parecchie volte e vi rimando, ad esempio, alla lista dei Miti nel box rosa di <a href="http://fantasy.gamberi.org/2009/10/03/manuali-1-descrizioni/" target="_blank">questo articolo</a>.</p>
<p>Oggi mi andava di pubblicare una dotta citazione a tema, ma non una di qualche scrittore intellettualoide o di qualche altro guru della domenica. Manica di subumani, da fucilazione. Non riguarda nemmeno direttamente la scrittura, se non nel modo in cui questo principio generale (&#8220;allenarsi a fare la cosa giusta, non a fare quella sbagliata&#8221;) riguarda tutte le pratiche umane: sport, arte, metallurgia, <em>quelchevipare</em> e&#8230; uso delle armi da fuoco. Ecco la saggezza di Patrick Flanigan, da un articolo di <a href="http://www.americanhunter.org" target="_blank">American Hunter</a> dedicato agli <strong>otto peggiori consigli che si possano dare a un novello tiratore</strong>.</p>
<blockquote><table align="center">
<tr align="center">
<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/Patrick_Flanigan_500.jpg" alt="" title="Patrick_Flanigan_500" width="500" height="388" class="alignnone size-full wp-image-8232" />
</td>
</tr>
</table>
<p><strong>One of the worst tips for a shooter to give is to blindly tell someone to just practice</strong>. If you&#8217;re going to give advice don’t just walk off and say “well, go practice.” For a new or even veteran shooter <strong>to just go out and practice what they&#8217;re already doing wrong is going to make the issue worse</strong>. If he or she has bad form, how do they know? They will go up, continue to practice, thinking they&#8217;re going to get better, but not knowing that they are compounding the problem. Tell the person what they need to change or do differently. You need to insert more specifics.<strong> That word practice is a great word, but first identify what needs to be practiced.</strong><br />
(Patrick Flanigan, Xtreme Sport Shooter, Winchester Ammunition)</p></blockquote>
<p>Da oggi diffidate di chi vi dirà che basta leggere bei libri e poi scrivere, scrivere tanto, ogni giorno. Anzi, meglio: tirate fuori la pistola e fate saltare la faccia di quel figlio di puttana. ^_^</p>
<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/BaionetteLibrarie/~4/cDtpERaJKZw" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Concorso Steampunk: manca un mese</title>
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		<comments>http://www.steamfantasy.it/blog/2010/07/07/concorso-steampunk-manca-un-mese/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 22:58:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Duca Carraronan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Concorsi Letterari]]></category>
		<category><![CDATA[Steamfantasy]]></category>
		<category><![CDATA[Steampunk]]></category>

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		<description><![CDATA[A distanza di un mese dalla scadenza del concorso e dal precedente promemoria (ebbene sì, siamo nel mezzo del cammin di nostro Ano), propongo un nuovo promemoria! E poi magari un altro tra due settimane! E poi mi faccio una collana con le orecchie degli scrittori di fantasy italiani e la sfoggio tra i miei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A distanza di un mese dalla scadenza del concorso e dal precedente promemoria (ebbene sì, siamo nel mezzo del cammin di nostro Ano), propongo un nuovo promemoria! E poi magari un altro tra due settimane! E poi mi faccio una collana con le orecchie degli scrittori di fantasy italiani e la sfoggio tra i miei amici cannibali del Congo mentre mangiamo banane fritte! Sì! Sì! Sì!</p>
<p>Qui trovate <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/2010/02/22/concorso-per-racconti-steampunk/" target="_blank">tutte le informazioni e qualche spunto</a>. Leggete anche i commenti: potreste trovare le risposte ai vostri dubbi, pure a quelli che non pensavate nemmeno di avere.</p>
<p><a href="javascript:void(null);" onclick="s_toggleDisplay(document.getElementById('SID1097326500'), this, 'Leggi il bando di gara riportato &#9660;', 'Chiudi &#9650;');">Leggi il bando di gara riportato &#9660;</a></p>
<div id='SID1097326500' style='display:none;'>
<blockquote><p><strong>Lunghezza dei racconti</strong>: tra le 2.000 e le 7.500 parole.<br />
<strong>Tipo di racconto</strong>: Steampunk Tecnologico con o senza Fantasy.<br />
<strong>Vincolo Conigliesco</strong>: nel racconto deve essere presente almeno un coniglio, non necessariamente in un ruolo importante e non necessariamente un coniglio in carne ed ossa. Trovate voi il modo di integrare l&#8217;elemento conigliesco nella storia. Non ci vuole niente, con un minimo di fantasia.<br />
<strong>Ulteriore vincolo</strong>: va bene l&#8217;ironia, ma niente parodie, opere comiche o &#8220;omaggi&#8221; con il Duca e Gamberetta. Cercate di scrivere seriamente, come se fosse davvero un racconto di cui vi frega qualcosa e non una roba buttata giù &#8220;tanto per&#8221;. Ok?<br />
<strong>Consegna racconti</strong>: entro e non oltre domenica <font color="red"><strong>7 agosto 2010</strong></font>.<br />
<strong>Numero di racconti per partecipante</strong>: da uno a quanti te ne pare.<br />
<strong>Correzioni e reinvio</strong>: quante volte ti pare, ma alla fine gareggia solo l&#8217;ultimissima versione inviata di un certo racconto per cui NON mandare tre versioni diverse dello stesso racconto con tre finali diversi nella speranza che uno mi piaccia più degli altri .<br />
<strong>Dove inviare</strong>: mandare i racconti a <a href="mailto:concorso.steampunk@gmail.com">concorso.steampunk@gmail.com</a>.<br />
<strong>Formato del file</strong>: RTF, DOC, DOCX o ODT.<br />
<strong>Inserire nella mail</strong>: nickname (se disponibile e/o se vi va), obbligatorio <em>nome e cognome</em>. L&#8217;indirizzo a cui inviare il premio verrà chiesto solo in caso di vittoria: non spacciatevi per donne nella speranza di essere favoriti dal Duca. Io manderò l&#8217;oggetto SOLO alla persona di cui avete dato il nome (se ve lo siete inventati e non vi chiamate davvero &#8220;Samantha Lolita&#8221; sono cavoli vostri).<br />
<strong>Chi decide il vincitore</strong>: il Duca e basta (non è possibile chiedermi pareri o editing per opere che intendente inviare al concorso: al massimo posso rispondere ai dubbi sullo Steampunk e poco altro).<br />
<strong>Quando verrà comunicato il vincitore</strong>: in base al numero e alla lunghezza delle opere, tra settembre e ottobre (ma pensavo di copiare altri premi prestigiosi e non dirlo nemmeno dopo tre anni ^_^).</p>
<p><strong>Premio</strong>: il ciondolo in foto, l&#8217;editing dell&#8217;opera con il Duca per migliorarla un altro po&#8217; (se e dove necessario) e infine la pubblicazione in <em>formato digitale gratuito</em> (PDF, EPUB, RTF e forse altri formati) su Baionette Librarie e in qualunque altro posto in cui riuscirò a farlo finire. Nel caso in cui ci fossero almeno tre o quattro opere decenti, oltre al vincitore pubblicherò in eBook anche gli altri meritevoli: una bella antologia del concorso! Non è molto probabile, dubito perfino che si possa trovare UN racconto decente da premiare, ma nel caso la mia intenzione è quella. Inviando il vostro racconto ACCETTATE di pubblicare l&#8217;opera in internet con <a href="http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.5/it/" target="_blank">questa licenza Creative Commons</a> o equivalente (i diritti per guadagnarci sopra, nel caso, rimangono vostri: io voglio solo che possa girare gratis in internet, poi se voi trovate anche un editore cartaceo o Spielberg ci fa un film, buon per voi! ^_^).<br />
Tornando al ciondolo: è un premio per ragazze, per cui se siete dei maschi <del>nerd sfigati</del> single e non avete nessuna a cui darlo, potrete regalarlo alla cara Gamberetta a cui il concorso è dedicato (provvederò a trovare un modo per farglielo avere). Il ciondolo si chiama &#8220;<a href="http://www.etsy.com/view_listing.php?listing_id=30160487" target="_blank">Past in Pink&#8230; Steampunk</a>&#8220;. Mi piace l&#8217;abbinamento degli ingranaggi e dell&#8217;ottone (steampunk) con i cristalli rosa (Gamberetta). Dal vivo (e nelle foto del venditore) si vede bene che i cristalli sono rosa: le mie due foto rendono male. L&#8217;oggetto è identico a come veniva pubblicizzato.</p>
<table align="center">
<tr align="center">
<td><strong>Foto dal negozio online (^_^)</strong><br />
<a href="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/past_in_pink_1.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/past_in_pink_1-150x150.jpg" alt="past_in_pink_1" title="past_in_pink_1" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-6308" /></a> <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/past_in_pink_2.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/past_in_pink_2-150x150.jpg" alt="past_in_pink_2" title="past_in_pink_2" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-6309" /></a><br />
<a href="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/past_in_pink_3.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/past_in_pink_3-150x150.jpg" alt="past_in_pink_3" title="past_in_pink_3" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-6310" /></a> <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/past_in_pink_4.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/past_in_pink_4-150x150.jpg" alt="past_in_pink_4" title="past_in_pink_4" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-6311" /></a><br />
<em>Cliccare per ingrandire</em><br />
&nbsp;
</td>
</tr>
<tr align="center">
<td><strong>Foto che ho fatto io (._.)</strong><br />
<a href="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/past_in_pink_intero.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/past_in_pink_intero-150x150.jpg" alt="past_in_pink_intero" title="past_in_pink_intero" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-6315" /></a> <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/past_in_pink_foto_vicino.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/past_in_pink_foto_vicino-150x150.jpg" alt="past_in_pink_foto_vicino" title="past_in_pink_foto_vicino" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-6317" /></a><br />
<em>Cliccare per ingrandire</em>
</td>
</tr>
</table>
<p><strong>Annullamento concorso</strong>: nel caso in cui non ci fosse nessun racconto decente, NON verrà premiato il meno brutto: se faranno troppo schifo annullerò il concorso e regalerò il ciondolo, se mi va, tirando a caso tra i partecipanti (o scegliendo la loli più carina del gruppo).<br />
Non sono il Premio Urania, non voglio premiare pura spazzatura e sporcarmi il nome con la merda: la vittoria ve la dovete guadagnare con la qualità, non sgomitando in una lotta tra ritardati in stile Fentasi Itagliano. Avete più di cinque mesi, degnatevi di produrre qualcosa che non sia la solita itaglianata fatta da itaglioti retard-snob. <em>Chiaro?</em><br />
Se i partecipanti saranno meno di dieci, annullerò la gara a meno che tra questi non vi siano (miracolo!) due o tre racconti abbastanza decenti da meritare la pubblicazione nell&#8217;antologia in eBook, in modo che il vincitore anche se non contro &#8220;il numero&#8221; abbia almeno potuto competere contro opere con un minimo di qualità. Onestamente mi pare impossibile che tra pochissimi racconti ce ne siano più di uno decente, ma non si sa mai. ^_^&#8221;</p>
<p><strong>Chi può partecipare</strong>: maschi e femmine, di qualsiasi età, pubblicati da qualche editore o del tutto inediti, è lo stesso. I racconti NON devono essere stati già pubblicati in eBook o cartaceo (voglio roba nuova, ma valuterò caso per caso eventuali pubblicazioni su Internet precedenti) e preferirei che rimanessero inediti fino alla fine del concorso (anche per poterli presentare al meglio in caso di vittoria, con l&#8217;editing fatto assieme), ma se volete pubblicarli prima del verdetto sui vostri blog immagino di non potervi fermare. Dopo la gara, in ogni caso, potrete fare quello che volete (condendo il tutto con &#8220;ke kattivo il duka il mio rakkonto è mlt più bello kuella ke a vinto dv averli ftto dei favori sexuali!!!111&#8243;).</p>
<p><strong>Per domande</strong>: mandate i vostri dubbi a <a href="mailto:concorso.steampunk@gmail.com">concorso.steampunk@gmail.com</a> oppure usate i commenti di questo articolo.
</p></blockquote>
</div>
<p>Qui trovate <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/2010/06/07/concorso-steampunk-mancano-due-mesi/" target="_blank">il precedente promemoria</a>.</p>
<p><strong>Manca un solo mese. </strong>Noto che, come mi aspettavo, gran parte di quelli che avevano annunciato di voler partecipare non hanno ancora inviato. È giusto così, perché inviare prima dell&#8217;ultimo mese ha davvero poco senso per la maggior parte delle persone: meglio sistemare e aggiustare il tutto il più possibile o provare con storie alternative se non si riesce a rimanere entro le 8.000 parole senza fare uno schifo di riassuntone. Il tempo c&#8217;è quindi è giusto sfruttarlo.</p>
<p><strong>Questo non significa che io pensi davvero che ci stiate lavorando ( ^_^&#8221; )</strong>: magari invierete in cinque, dichiarerò chiuso senza vincitore perché i testi sono troppo pochi e fine. Non ci sarebbe nulla di male: la copertura c&#8217;è stata, l&#8217;afflusso di lettori e i rimbalzi via link anche&#8230; un fallimento per un concorso di nicchia come questo di &#8220;Steampunk tecnologico&#8221;, quando lo Steampunk in Italia ancora lo sanno in quattri gatti cos&#8217;è (però io ho fornito spiegazioni e riferimenti più che adeguati apposta per i meno esperti), sarebbe una cosa perfettamente normale. ^_^</p>
<blockquote><table align="center">
<tr align="center">
<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/cyanosphere.jpg" alt="" title="cyanosphere" width="525" height="417" class="alignnone size-full wp-image-8206" />
</td>
</tr>
<tr align="center">
<td><em>&mdash; Cava, codefto concovso favà un vevo fallimento!<br />
&mdash; Non come l&#8217;auto che hai inventato, caro!<br />
(assieme) oooohhh-oh oh oh oh oh!</em>
</td>
</tr>
</table>
</blockquote>
<p><strong>Per ora è stato inviato un solo racconto davvero in grado di competere per la vittoria</strong> (parlando di qualità generale auspicabile), e non è nemmeno scritto nel modo in cui li vorrei vedere scritti. Tutto raccontato, scrittura pesante&#8230; ma ciò non ha per nulla scatenato la mia ira funesta! L&#8217;idea e il colpo di scena del racconto sono ottimi, i riferimenti storici eccellenti, le trovate steampunk tecnologiche (seppur sullo sfondo), più che adeguate! E perfino lo stile scelto (che ok rimane pesante e tutto quel che vi pare) ha uno scopo. Non è lì perché lo scrittore non sa scrivere, ma perché ha deciso di metterlo per un certo motivo che non posso dire. Quando l&#8217;idea c&#8217;è (eccellente!) e il racconto, piaccia o non piaccia lo stile, si fa leggere senza intoppi pure da un cagacazzi barboso come me, non posso certo adirarmi.<br />
<strong>Il Duca è buono, gli basta poco per essere felice</strong>: un minimo di qualità, che sia per la scrittura asciutta e scorrevole oppure per l&#8217;idea eccellente&#8230; meglio se per entrambe, ma mi accontento anche di una sola delle due.</p>
<p>Invito naturalmente l&#8217;autore, e chi dovesse conoscere l&#8217;opera, a non fornire dettagli in questa sede. Se il concorso dovesse fallire la pubblicherò sul sito ugualmente perché merita di essere letta. Se arrivassero opere migliori e si riuscisse anche a dichiarare un vincitore, beh, credo che un posto nella raccolta in eBook non glielo leverà nessuno!</p>
<p>C&#8217;è anche un altro testo che mostrerò sia che il concorso fallisca sia che abbia successo: <strong>una poesia (?) allucinata a tema conigliesco</strong> inviatami da un premuroso lettore che immagino seguirmi dalla cella, sorridente, un filo di bava che cola dal mento, imbottito di sedativi. Roba del tipo che scrivo io quando sono colto dal flusso di coscienza ducale. <em>Sublime</em>. Peccato non c&#8217;entri niente col concorso (non è narrativa e non è Steampunk), ma secondo me merita di essere letta da tutti!<br />
Valeva la pena organizzare tutto anche solo per riceverla. ^_^</p>
<p>E per finire riporto, con una leggera modificata, il precedente invito a PARTECIPARE:</p>
<blockquote><p><font size="3" color="red"><strong>Nel dubbio partecipate, non buttate il racconto!</strong></font><br />
Se anche non pensate di avere prodotto un <em>Capolavoro</em>, ma solo un racconto &#8220;forse nemmeno granché bello&#8221;, avete ugualmente un buon motivo per inviarlo e per invitare altre persone a partecipare. Tutti i testi scartati, anche le peggiori zozzerie rigettate tra i conati di vomito, offriranno spunti per migliorare la vostra scrittura: <strong>in forma COMPLETAMENTE ANONIMA verranno proposti per intero o a stralci per essere commentati e criticati</strong>.</p>
<p>Ripeto: IN FORMA COMPLETAMENTE ANONIMA (senza Nickname e senza Nome).<br />
<em>Nessuno</em> vi prenderà per il culo perché avete scritto in un modo che fa strillare le scimmie sugli alberi visto che <em>nessuno</em> saprà che voi lo avete scritto (a meno che non lo diciate). Io eviterò di essere troppo cattivo, visto che si ottengono solo più scocciature per sé che vantaggi per l&#8217;autore (&#8220;<em>Oddio ke kattiveria!!! Ignorerò ogni kommento m snt ferita!!!</em>&#8220;) e in ogni caso <strong>evitare il pubblico ludibrio può essere una buona cosa, no?</strong> Soprattutto se è la prima volta che scrivete un racconto e avete solo bisogno di un po&#8217; di aiuto per capire come ragionare sul testo.<br />
Io sono Buono, non vi mangio (al massimo vi lecco, se siete giovani e carine&#8230; o conigli).</p>
<p><strong>E poi, siamo sinceri</strong>: è più facile che il testo vincitore venga inviato da chi è sul punto di scartarlo perché &#8220;non è così bello come sperava&#8221;, che non dal geniaccio che invia una stronzata abnorme con la più sincera certezza di aver prodotto un capolavoro per originalità e stile.</p></blockquote>
<p>In un mese avete tutto il tempo per progettare e scrivere il racconto, anche se magari non più per documentarvi al meglio sullo Steampunk esistente. Sono 2.000-8.000 parole, robetta! Un racconto di 5.000 parole lo tirate fuori in una settimana, già scritto con cura se ci lavorate ogni sera, poi un&#8217;altra settimana per la revisione e il tempo avanza perfino! Quelle due settimane che vi avanzano potreste usarle, prima di scrivere il racconto, per informarvi al meglio LEGGENDO i consigli di scrittura riportati nei due articoli di Gamberetta e per pensare alla storia da scrivere.</p>
<p><strong>Una vicenda breve, brevissima, che stia in circa 5.000 parole senza dover riassumere niente!</strong> Prendiamo come esempio un grande classico della letteratura mondiale, <em>Nihal della Terra del Vento</em>: i primi due capitoli assieme sono ben 5.745 parole! Concentratevi su una sola scena importante, zero background (Dite &#8220;no&#8221; allo <em>Spiegone</em>!), date tutto il fantascientifico-fantasy che inserito per &#8220;noto&#8221;, Azione-Azione-Azione e usate un solo Personaggio Punto-di-Vista (o al massimo due). Fine.</p>
<p><strong>Avete un mese, si può fare senza problemi.</strong> Si può fare in due settimane. Cazzo, sono 20.000-40.000 battute circa: si può fare in una settimana. Io più di tre anni fa scrissi 140.000 battute in meno di due settimane (autentica merda, infatti non l&#8217;ho mai inviata a Delos per autocensura, ma era molto meglio della roba poi effettivamente apparsa in <em>Storie di Maghi, Draghi e Cialtroni</em>).</p>
<blockquote><table align="center">
<tr align="center">
<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/space1889_ufficiale_lady_CUT4.jpg" alt="" title="space1889_ufficiale_lady_CUT4" width="530" height="301" class="alignnone size-full wp-image-8217" />
</td>
</tr>
<tr align="center">
<td><em>&mdash; Cara, ho appena scritto un racconto Steampunk ambientato su Marte!<br />
&mdash; Alla tua età ancora queste stronzate? Papà lo diceva che eri un fallito&#8230;</em></td>
</tr>
</table>
</blockquote>
<p>Bene. Ora, visto che ormai molti degli aspiranti partecipanti immagino saranno già al lavoro, vi chiedo gentilmente di confermare la vostra partecipazione nei commenti a questo articolo, se pensate di poter fare in tempo a inviare il racconto. Giusto per farmi una piccola idea di quanti intendano inviare qualcosa.</p>
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		<item>
		<title>Anniversario della Battaglia di Sadowa del 1866</title>
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		<comments>http://www.steamfantasy.it/blog/2010/07/03/anniversario-della-battaglia-di-sadowa-del-1866/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 21:50:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Duca Carraronan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia Militare]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi ricorre l&#8217;anniversario di una battaglia che è stata fondamentale per il mondo tedesco e per la storia dell&#8217;Europa: Sadowa (o Königgrätz, se preferite il nome più in voga tra gli inglesi). Anche se fuori dalla Germania riceve spesso un&#8217;attenzione minore rispetto ad altre battaglie dell&#8217;Ottocento, Sadowa è stata un punto di svolta del diciannovesimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi ricorre l&#8217;anniversario di una battaglia che è stata fondamentale per il mondo tedesco e per la storia dell&#8217;Europa: Sadowa (o Königgrätz, se preferite il nome più in voga tra gli inglesi). Anche se fuori dalla Germania riceve spesso un&#8217;attenzione minore rispetto ad altre battaglie dell&#8217;Ottocento, Sadowa è stata un punto di svolta del diciannovesimo secolo sia per le enormi novità nel modo di condurre il conflitto, che poi si vedranno ancora di più nella Guerra Franco-Prussiana, sia per la grande <em>vittima illustre</em> di quel campo di battaglia: il pensiero liberale tedesco. E anche il suo fedele amico &#8220;pacifismo&#8221;, personaggio altrettanto illustre, ne uscì con le gambe amputate sopra il ginocchio. Brindisi per i militaristi.</p>
<table align="center">
<tr align="center">
<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/bismarck_moltke_sadowa_1866.jpg" alt="" title="bismarck_moltke_sadowa_1866" width="550" height="394" class="alignnone size-full wp-image-8116" />
</td>
</tr>
<tr align="center">
<td><em>Helmuth von Moltke e Otto von Bismarck a Sadowa</em>
</td>
</tr>
</table>
<p>Potete trovare abbondanti informazioni in lingua inglese sulla battaglia di Sadowa e sulla guerra austro-prussiana, per cui non mi dilungherò nell&#8217;inutile tentativo di fare un articolo completo. Preferisco concentrarmi su alcuni dettagli, più utili dell&#8217;analisi della battaglia per gli appassionati di narrativa steampunk, e sulle due vittime illustri citate prima. Giusto come curiosità posso segnalare che, dal punto di vista della quantità di persone in campo rispetto al tempo impiegato per combattere, Sadowa con i suoi 400mila uomini schierati in una sola giornata (3 luglio 1866) batte i 600mila uomini su tre giorni di combattimenti della <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Battle_of_Leipzig" target="_blank">Battaglia di Lipsia</a> (16-19 ottobre 1813, ma la notte tra il 18 e il 19 in pratica fu solo la ritirata di Napoleone). Lipsia però vince alla grande in termini di morti e feriti, ma magari non è una cosa di cui vantarsi.</p>
<table align="center">
<tr align="center">
<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/02/wilhelm_I_1870.jpg" />
</td>
</tr>
<tr align="center">
<td><em>&#8220;Wilhelm I und Gefolgschaft bei der Schlacht von Königgrätz&#8221;, Christian Sell, 1872</em>
</td>
</tr>
</table>
<p>La guerra austro-prussiana è uno di quei conflitti che, a posteriori, <strong>Bismarck cercò di far passare come parte di un Grande Piano per unificare la Germania</strong> (forse per volontà dei suoi fan post-1870, più che sua). Difficile crederci: i grandi piani creati con anni di anticipo non funzionano mai e al più li si costruisce dopo, riscrivendo la storia dal punto di vista del vincitore. Troppe variabili, troppi cambiamenti improvvisi, troppa ignoranza sul futuro e sul presente. I grandi politici e strateghi si vantano, a posteriori, di grandi piani sviluppati con la precisione di un orologio, ma dietro si nasconde una capacità ben più grande, anche se più difficile da apprezzare per le masse: quella di decidere volta per volta, sull&#8217;unghia, senza alcun grande piano che si dipana un passo alla volta. Improvvisare, l&#8217;arte del genio (assieme alla fortuna, dote del genio che trionfa). Ma improvvisare pare una cosa da poco per chi non deve decidere il destino di milioni di uomini e per chi sa ragionare solo con meccanismi mentali antistorici (ovvero &#8220;a posteriori&#8221;: in realtà esiste solo l&#8217;istante presente e le informazioni note presenti a quell&#8217;istante, niente altro), per cui al <em>Bar dell&#8217;Opinione Pubblica</em> tutti alla fine si vantano dei Grandi Piani studiati in ogni minimo dettaglio e avverati con la precisione di un orologio svizzero. E le signorine in ascolto sospirano d&#8217;amore e si sventagliano&#8230; o qualcosa di simile.<br />
Al massimo sono disposto a pensare, data la vicinanza temporale, che le dispute tra Austria e Prussia seguite alla vittoria contro la Danimarca nel 1864 fossero state volute da Bismarck per ottenere una futura guerra con lo scomodo vicino (e questo è in fondo il suo &#8220;capolavoro diplomatico&#8221;).</p>
<p><strong>Bismarck sapeva improvvisare</strong>, che in fondo è parte determinante della <em>Realpolitik</em>, per il bene della Prussia. Anche il far rifiutare la corona imperiale a Federico Guglielmo IV, al tempo delle rivoluzioni borghesi del 1848, fu una decisione che non poteva essere consapevole degli avvenimenti di 22 anni dopo (anche se <em>a posteriori</em> può sembrare parte di un piano geniale &#8220;anti-democratico&#8221;, visto che la proclamazione a Imperatore di Guglielmo I nel 1871 arrivò da parte dei principi tedeschi e non da parte delle masse e dei borghesi).<br />
Improvvisare, inseguendo il miglior risultato ottenibile al momento: <em>Realpolitik</em> nuda (tutta nuda!) e cruda. Nel 1864 si alleò con gli Austriaci per estendere il proprio controllo sui Ducati Danesi, facendo versar una lacrima di gioia alle fanciulle schierate per i Grandi Tedeschi. Nel 1866 sconfisse gli austriaci giusto per precisare, essendo favorevole l&#8217;occasione, di non voler che tutti i popoli di lingua tedeschi fossero uniti se questo significava che la Prussia non sarebbe stata alla loro guida: meglio escludere la scomoda Austria. Le fanciulle del gruppo dei Piccoli Tedeschi svengono per l&#8217;emozione, ma il medico le fa rinvenire coi sali.<br />
Non per niente la breve guerra austro-prussiana, appena due mesi, viene chiamata in Germania anche Guerra Civile Tedesca e <em>Bruderkrieg</em> (guerra &#8220;tra fratelli&#8221;).</p>
<table align="center">
<tr align="center">
<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/bismarck_roon_moltke_vincitori_sadowa.jpg" alt="" title="bismarck_roon_moltke_vincitori_sadowa" width="550" height="358" class="alignnone size-full wp-image-8130" />
</td>
</tr>
<tr align="center">
<td><em>Otto von Bismarck, Albrecht von Roon ed Helmuth von Moltke<br />
i tre grandi vincitori di Sadowa</em>
</td>
</tr>
</table>
<p>Passiamo a qualche aspetto tecnologico. <strong>I due elementi determinanti di questa guerra furono le armi a retrocarica prussiane e le ferrovie</strong>. L&#8217;artiglieria diverrà fondamentale nella Guerra Franco-Prussiana e tale rimarrà fino alla Grande Guerra (<em>l&#8217;artiglieria conquista e la fanteria occupa</em>, si diceva). I prussiani dal 1862 avevano reso obbligatoria la leva (della durata di tre anni, se ricordo bene) e per questo motivo i loro reggimenti di fanteria erano meglio addestrati e in grado di agire a livello tattico in modo più innovativo rispetto alle masse di fanti &#8220;appena coscritte per l&#8217;occasione&#8221; messe in campo dagli austriaci. Questo era un vantaggio enorme per i prussiani: disponevano sia di armi a retrocarica (fucili ad ago Dreyse M1841 e M1862, ne parlerò prossimamente) che di truppe addestrate per combattere in modo più complesso e molto più efficacie, ottimizzato per sfruttare i vantaggi della nuova arma.</p>
<p><strong>Gli austriaci basavano il loro impiego della fanteria su ciò che avevano appreso contro i francesi durante la guerra del 1859, in Italia</strong>. I francesi erano temibili per le loro brutali cariche: minimizzavano i morti causati dai fucili rigati nemici accorciando le distanze il più rapidamente possibile, per poi sparare una scarica a distanza ravvicinata e lanciarsi in massa alla baionetta per costringere alla fuga i nemici. <em>Stosstaktik</em>, come la rinominarono gli austriaci. Una tattica semplice, brutale, ma che richiede quel coraggio e quello <em>spirito combattivo</em> proprio dei francesi.<br />
I prussiani nella guerra del 1870 ebbero un gran timore delle temibili cariche alla baionetta francesi, capaci di mandare in rotta chiunque, ma a causa dei nuovi fucili Chassepot e della confusione tra gli ufficiali sull&#8217;uso della nuova arma (alcuni seguivano il nuovo manuale che indottrinava all&#8217;uso di un massiccio volume di fuoco, mentre altri preferivano le vecchie tattiche), i francesi non ebbero la coesione necessaria per combattere efficacemente né basandosi sul fuoco né sul corpo a corpo (però, avendo imparato dalla sconfitta, ripresero a far gran cariche in attesa della <em>revanche</em>&#8230; peccato che nel 1914 i loro vigorosi assalti alla baionetta in campo aperto incontrarono il fuoco delle mitragliatrici tedesche! Un po&#8217; lenti nell&#8217;adattarsi alle nuove tecnologie, non trovate?).</p>
<table align="center">
<tr align="center">
<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/his8.jpg" alt="" title="his8" width="350" height="454" class="alignnone size-full wp-image-8135" />
</td>
</tr>
<tr align="center">
<td><em>Fanti austriaci del 1866</em>
</td>
</tr>
</table>
<p><strong>La <em>Stosstaktik</em> austriaca, blanda imitazione senza il gallico coraggio, si scontrò con il tiro rapido dei fucili Dreyse</strong>: mentre gli austriaci avanzavano in colonne compatte, come ai tempi di Napoleone, e sparavano stando in piedi perché il loro fucile Lorenz ad avancarica si potevano ricarica solo da posizione eretta, i prussiani sfruttavano le asperità del territorio per cercare copertura, si sparpagliavano e si sdraiavano per sparare, ottenendo così un profilo minore per il nemico e una mira più precisa per sé. Gli austriaci, nonostante sapessero fin dal 1864 (e probabilmente anche da prima) dei nuovi fucili prussiani, non fecero nulla per cambiare di nuovo il proprio modo di combattere: in fondo, come insegnava Napoleone, era molto più facile far avanzare in colonne dei fanti appena coscritti piuttosto che farli combattere in altre formazioni più complesse da manovrare. I Sassoni alleati degli austriaci, circa 22.000, usavano tattiche ancora più vecchie, risalenti al &#8217;700: lunghe e sottili file di fanteria per massimizzare il volume fuoco&#8230; ma in un confronto fuoco contro fuoco la maggior gittata dei fucili ad avancarica non può nulla contro il volume di fuoco quintuplicato del Dreyse.</p>
<p>A livello di cavalleria e artiglieria invece era l&#8217;Austria a essere in vantaggio, ma di poco: cannoni con gittata maggiore e i migliori corazzieri d&#8217;Europa. Il vantaggio dell&#8217;artiglieria non era determinante e il tempo delle vittorie determinate dalle grandi cariche di cavalleria pesante era ormai finito.</p>
<table align="center">
<tr align="center">
<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/his53.jpg" alt="" title="his53" width="454" height="324" class="alignnone size-full wp-image-8133" />
</td>
</tr>
<tr align="center">
<td><em>Ussari austriaci del 1866</em>
</td>
</tr>
</table>
<p><strong>Il secondo elemento fondamentale, importante quanto il fucile Dreyse, fu il treno</strong>: grazie alle ferrovie Moltke, il Capo di Stato Maggiore che operava in completa sintonia con il Cancelliere Bismarck, fu in grado di radunare le tre armate prussiane e disporre gli uomini su un fronte di 200 chilometri in metà del tempo degli austriaci. Combinando la rapida mobilità della ferrovia con la rapidità decisionale del telegrafo, si potevano manovrare grandi masse d&#8217;uomini senza aver problemi di rifornimenti (già Napoleone sessanta anni prima sapeva che il territorio e le poche strade non potevano sopportare le grandi armate moderne che vanno fatte avanzare divise e radunate solo poco prima della battaglia). La Prussia aveva l&#8217;iniziativa e poteva avviare il conflitto prima del nemico, dove preferiva, proprio come accadde quattro anni dopo quando una Prussia che tutti si aspettavano in difesa (inclusi gli esperti del Regno d&#8217;Italia) si lanciò sulla Francia catturando tutti i magazzini a est di Parigi necessari allo sforzo bellico francese. Cinque linee ferroviarie prussiane contro una sola linea austriaca. Le ferrovie erano già state usate nella Seconda Guerra d&#8217;Indipendenza italiana e nella Guerra Civile Americana, ma mai con l&#8217;efficienza e l&#8217;organizzazione con cui le usò Moltke. <strong>Le ferrovie non erano vantaggi aggiuntivi, ma il centro stesso della strategia prussiana</strong>, tanto che anni dopo Moltke arrivò a dire che la Prussia non aveva bisogno di fortezze perché aveva le ferrovie (&#8220;Non costruiamo più fortezze, costruiamo ferrovie!&#8221;).</p>
<blockquote><p>Abbiamo l&#8217;inestimabile vantaggio di poter trasportare il nostro Esercito di 285.000 uomini su cinque linee ferroviarie e di poterlo radunare teoricamente in venticinque giorni [...] L&#8217;Austria ha una sola linea ferroviaria e impiegherà quarantacinque giorni a radunare 200.000 uomini [...] Nulla è più gradito che iniziare oggi la guerra che dobbiamo fare.<br />
(Helmuth von Moltke, rivolgendosi al Ministro della Guerra Albrecht von Roon)</p></blockquote>
<table align="center">
<tr align="center">
<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/his52b.jpg" alt="" title="his52b" width="543" height="285" class="alignnone size-full wp-image-8138" />
</td>
</tr>
</table>
<p><strong>Passiamo ora alla vittima illustre, il pensiero liberale tedesco.</strong> Fortunatamente ho scoperto di non aver bisogno di frugare alla ricerca delle citazioni nella mia copia (sepolta in cantina non so dove ^_^&#8221;) de <em>I tedeschi</em> di Kohn né nel libro di Benedetto Croce: per una volta <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_austro-prussiana#1866.2C_annus_mirabilis" target="_blank">la wikipedia italiana</a> aveva proprio quello che cercavo (un miracolo), anche se la pagina è piuttosto scarna per ciò che riguarda il conflitto in sé. Non avevo proprio nessuna voglia di frugare nei libri cartacei, come anni fa, ora che ho imparato ad amare la funzione di ricerca degli eBook.</p>
<p><strong>Nel mondo in cui operò Bismarck tra 1848 e 1866 il pensiero liberale della borghesia andava per la maggiore</strong>: si voleva più rappresentanza, costituzioni che dessero più poteri al parlamento a scapito del Sovrano, più pace per far prosperare i commerci. Anche se intrappolati in un mondo in cui i conflitti, specie quelli ridotti e in luoghi lontani (come l&#8217;intervento anglo-sardo-francese in Crimea), erano spesso presenti, i liberali d&#8217;Europa sognavano una grande, meravigliosa pace in cui arricchirsi. L&#8217;Inghilterra, la grande potenza coloniale, aveva un forte Parlamento e una regina che non decideva di testa propria la politica estera del regno. Perfino il <em>piccolo Napoleone</em>, Imperatore per acclamazione popolare, dipendeva dal sostegno delle masse e della borghesia. La strada del progresso e della vittoria andava dritta per la partecipazione popolare: autocrazie reazionarie come quella Russa non potevano competere con le potenze liberal-democratiche.<br />
<em>Vi suona famigliare come ideologia? Campanellino yankee in azione?</em></p>
<p><strong>Bismarck, fervente monarchico e convinto sostenitore del diritto divino degli Hoenzollern a guidare la Germania</strong> (un concetto politico in cui nessuno credeva più), aveva fatto rifiutare nel 1848 la corona &#8220;data dal popolo&#8221; a Federico Guglielmo IV (perché ciò che il popolo dà, il popolo può togliere: solo i principi tedeschi hanno il diritto di scegliere il proprio Imperatore) e con la sua politica autoritaria e spregiudicata teneva le redini della Nazione. Il Re nel 1866 poteva essere Guglielmo I, ma quello che comandava era Bismarck: nessuno poteva davvero permettersi di scacciare l&#8217;unico uomo in grado di guidare la nazione. La guerra contro l&#8217;Austria cominciò in un clima tesissimo: l&#8217;esercito era contro Bismarck, il Re era contro la politica spregiudicata di Bismarck, il popolo e il parlamento era contro Bismarck&#8230; solo un pugno di collaboratori fidati, tra cui von Roon e von Moltke, credevano ancora nel Cancelliere (se mi ricordo giusto: le mie due biografie di Bismarck riposano anche loro in qualche scatola, per cui vado a memoria).</p>
<table align="center">
<tr align="center">
<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/bismarck_satira_1866.jpg" alt="" title="bismarck_satira_1866" width="550" height="404" class="alignnone size-full wp-image-8147" />
</td>
</tr>
<tr align="center">
<td><em>Bismarck nelle vignette satiriche di Wilhelm Scholz, meno di due settimane prima dello scoppio della guerra. &#8220;L&#8217;opportunità è favorevole, o per diventare grande e soddisfare i desideri del popolo prussiano, o per diventare l&#8217;uomo più popolare della Germania soddisfacendo il desiderio generale&#8221;: a sinistra viene mostrato Bismarck che -prima opzione- pianifica un futuro di pace, elezione diretta nel parlamento e più poteri decisionali ai parlamentari ecc&#8230; e a destra un Bismarck che si copre gli orecchi mentre il popolo infuriato gli chiede di fare un passo indietro, di andarsene ecc&#8230; C&#8217;è anche un gioco di parole tra &#8220;soddisfare&#8221; e &#8220;morire&#8221; intraducibile in italiano. Questo era il clima in cui operava Bismarck prima di Sadowa.</em>
</td>
</tr>
</table>
<p><strong>Quando l&#8217;esercito prussiano vinse la battaglia di Sadowa, i liberali tedeschi capirono di aver sempre avuto torto.</strong> Bismarck aveva dato alla Prussia una gloria militare inaspettata e ora i tedeschi erano disposti, nell&#8217;euforia di essere di nuovo una delle grandi potenze militari d&#8217;Europa dopo quasi un secolo, ad abbracciare integralmente il pensiero politico bismarckiano. L&#8217;uomo più detestato della Prussia, il gretto conservatore retrogrado e militarista, era ora l&#8217;idolo degli stessi borghesi e intellettuali che pochi giorni prima lo insultavano. <strong>Una stato forte, autoritario e militarista poteva trionfare facendo cose che nessun governo liberale aveva mai fatto!</strong> Quattro anni dopo ne ebbero la conferma definitiva sconfiggendo la Francia, ma la scintilla della &#8220;rivoluzione nel pensiero politico tedesco&#8221; era scattata in quel giorno di luglio. Il fallimento liberale dell&#8217;Assemblea di Francoforte del 1848 era stato cancellato dalla vittoria militare del 1866. In cambio del potere assoluto, il Cancelliere dava ai borghesi enormi aiuti finanziari, proteggendo l&#8217;economia tedesca (liberismo nei mercati? A vantaggio di chi, dell&#8217;Inghilterra? No, grazie!).</p>
<blockquote><p>La guerra rappresentò una rivoluzione  che non si sarebbe potuta verificare senza Bismarck, [...] una volta che la rivoluzione giunse al successo, l&#8217;opposizione  si dissolse rapidamente e i dubbi vennero messi a tacere [...] Era come se il popolo tedesco avesse assistito a un miracolo. Niente era più come prima [...] La ragione era diventata torto e il torto ragione.<br />
(Hans Kohn, <em>I tedeschi</em>)</p></blockquote>
<blockquote><p>Il mondo stupefatto non sa cosa ammirare di più, l&#8217;eccezionale organizzazione delle forze armate della Prussia o la dedizione morale del suo popolo, l&#8217;incomparabile vigore della sua economia  o la solidità della sua educazione generale, la grandezza delle sue vittorie o la modestia dei suoi bollettini, il coraggio dei suoi giovani soldati o la devozione al dovere del suo re attempato.<br />
(<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Hermann_Baumgarten" target="_blank">Hermann Baumgarten</a>, ex-avversario di Bismarck, in <em>Autocritica del Liberalismo Tedesco</em>)</p></blockquote>
<table align="center">
<tr align="center">
<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/liberali_prussiani_dopo_sadowa_scholz.jpg" alt="" title="liberali_prussiani_dopo_sadowa_scholz" width="550" height="346" class="alignnone size-full wp-image-8186" />
</td>
</tr>
<tr align="center">
<td><em>Altra vignetta di Wilhelm Scholz, pochi mesi dopo Sadowa (16 dicembre 1866).<br />
Ora i liberali fanno di tutto per dire che erano d&#8217;accordo con Bismarck, in fondo, e sapevano che aveva ragione, pur di far parte di quelli che tirano il carro trionfale agli occhi dell&#8217;opinione pubblica. Ma più che tirare con Bismarck, paiono aggrappati come un peso che si lascia trascinare. &#8220;E in questo senso, noi, anche, siamo d&#8217;accordo con il Conte Bismarck e abbiamo tirato la stessa corda che ha tirato lui.&#8221; La lotta tra il Cancelliere e la maggioranza liberale in Parlamento, che si trascinava dal 1861, è ormai finita.</em>
</td>
</tr>
</table>
<p><strong>Benedetto Croce espresse il suo parere negativo sul 1866</strong>, l&#8217;<em>anno funesto</em> per chi, come lui, aveva visto dove alla fine la Germania era stata condotta dalla fiducia nelle armi (in realtà per poco la Germania Imperiale non vinse la Grande Guerra, ma vabbé, fingiamo che il &#8220;disastro&#8221; e la fine degli Imperi fosse l&#8217;unica strada possibile&#8230; è così politically correct e yankee style! Le democrazie vincono sempre!):</p>
<blockquote><p>Stato che, rigettando il governo popolare, fondandosi sull&#8217;autorità, prendendo regola solo dall&#8217;alto, conseguiva trionfi che nessun altro popolo d&#8217;Europa avrebbe saputo né osato contestargli [...] Si insinuava qualcosa di mal sicuro e di poco sano [...] La coscienza morale d&#8217;Europa era ammalata da quando, caduta prima l&#8217;antica fede religiosa, caduta più tardi quella razionalistica e illuministica, non caduta ma combattuta e contrastata l&#8217;ultima e più matura religione, quella storica e liberale, il bismarckismo e l&#8217;industrialismo e le loro ripercussioni e antinomie interne, incapaci di comporsi in una nuova e rasserenante religione, avevano foggiato un torbido stato d&#8217;animo, tra avidità di godimenti, spirito di avventura e conquista, frenetica smania di potenza, irrequietezza e insieme disaffezione e indifferenza, com&#8217;è proprio di chi vive fuori centro, fuori di quel centro che è per l&#8217;uomo la coscienza etica e religiosa.<br />
(Benedetto Croce, <em>Storia d&#8217;Europa nel secolo XIX</em>)</p></blockquote>
<p>La politica della forza e della potenza, che porterà la Germania alle disfatte del 1918 e del 1945, era una manifestazione della mancata formazione di un vero pensiero liberale nel mondo tedesco, anche a causa della vittoria del 1866 che aveva portato all&#8217;aborto del feto pacifista-borghese che nelle altre nazioni era già un ragazzo alto e robusto. Una nazione nata con il <em>ferro</em> grazie ai fatidici <em>tre bagni di sangue</em> di Bismarck, convinta che solo con il sangue avrebbe sempre trionfato. Quelli che noi possiamo indicare come liberali e progressisti nel mondo politico della Germania Imperiale (escludendo quindi i socialisti arrivati in parlamento grazie alla bontà di Guglielmo II), erano dei militaristi quasi quanto i conservatori. Ma sto andando fuori tema rispetto al post commemorativo. Vi consiglio, per godere di uno squarcio del pensiero tedesco nel 1914, ai primi capitoli de <em>La grande storia della prima guerra mondiale</em> di Martin Gilbert.<br />
<strong>Buon Ottocento a tutti e che lo steampunk sia con voi.</strong></p>
<table align="center">
<tr align="center">
<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/07/bismark.jpg" alt="" title="bismark" width="330" height="440" class="alignnone size-full wp-image-8154" />
</td>
</tr>
<tr align="center">
<td><em>Otto von Bismarck:<br />
la grandezza di un uomo è facilmente intuibile dal copricapo che ama indossare.</em>
</td>
</tr>
</table>
<p>P.S.<br />
&#8220;<em>un torbido stato d’animo, tra avidità di godimenti [...] frenetica smania di potenza, irrequietezza e insieme disaffezione e indifferenza, com’è proprio di chi vive fuori centro, fuori di quel centro che è per l’uomo la coscienza etica e religiosa.</em>&#8221;<br />
Ma Croce Benedetto, ce l&#8217;hai con me per caso? ^_^</p>
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		<title>Big Buck Bunny</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 22:04:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Duca Carraronan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conigli]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi era stato chiesto di mettere un articoletto pieno di bellissimi coniglietti bianchi. Ci sto lavorando. Prima però voglio riproporre un coniglione che molti di voi avranno già visto, immagino: Big Buck Bunny, cortometraggio del 2008 della Blender Foundation con la regia di Sacha Goedegebure (nel team c&#8217;era anche l&#8217;italiano Enrico Valenza, Lead Artist). Altre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi era stato chiesto di mettere un articoletto pieno di bellissimi coniglietti bianchi. Ci sto lavorando. Prima però voglio riproporre un coniglione che molti di voi avranno già visto, immagino: <strong>Big Buck Bunny</strong>, cortometraggio del 2008 della Blender Foundation con la regia di Sacha Goedegebure (nel team c&#8217;era anche l&#8217;italiano Enrico Valenza, Lead Artist). Altre info su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Big_Buck_Bunny" target="_blank">Wikipedia</a> e sul <a href="http://www.bigbuckbunny.org/" target="_blank">sito ufficiale</a>.</p>
<table align="center">
<tr align="center">
<td><object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/t4gjl-uwUHc&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;hd=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/t4gjl-uwUHc&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;hd=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object>
</td>
</tr>
</table>
<p>Ovviamente questo post inutile serve solo a distrarvi mentre penso a qualcosa di meglio.<br />
E non masturbatevi guardando il coniglione, zozzoni schifosi!</p>
<table align="center">
<tr align="center">
<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/BigBuckBunny.jpg" alt="" title="BigBuckBunny" width="550" height="458" class="alignnone size-full wp-image-8100" />
</td>
</tr>
<tr align="center">
<td><em>Come è gay&#8230;</em>
</td>
</tr>
</table>
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		<item>
		<title>Un momento di nostalgia: Zulu senza vuvuzela</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 22:19:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Duca Carraronan</dc:creator>
				<category><![CDATA[Razzismo e Stereotipi]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[Storia Militare]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi mi sento nostalgico. Volevo fare il post su Aetheric Mechanics, ma rimanderò di un paio di giorni. La nostalgia mi ha preso rivedendo l&#8217;ultimo assalto del film Zulu, quello del 1964 con il bravissimo Michael Caine. La nostalgia per un passato mai vissuto, ma ricco di ricordi e di possibilità inespresse, molto più vivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Oggi mi sento nostalgico</strong>. Volevo fare il post su <em>Aetheric Mechanics</em>, ma rimanderò di un paio di giorni. La nostalgia mi ha preso rivedendo l&#8217;ultimo assalto del film <em>Zulu</em>, quello del 1964 con il bravissimo Michael Caine. La nostalgia per un passato mai vissuto, ma ricco di ricordi e di possibilità inespresse, molto più vivo e propositivo delle nostre società occidentali malate di consumismo e di debiti privati, ormai spogliate dei grandi ideali capaci di spingerle verso un destino glorioso.</p>
<p><em>Zulu</em> è un film gradevole, nonostante la mole di errori storici: soldati troppo sbarbati, Zulu con armi da fuoco sbagliate (quelli di Rorke&#8217;s Drift erano guerrieri anziani/veterani con vecchissimi fucili Brown Bess, non con i Martini-Henry rubati a Isandlwana da altri guerrieri Zulu), caschi coloniali troppo bianchi (invece di quelli bianchi con lo stemma metallico, usavano dei semplici caschi marroncini) e tante altre cose. Su <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Zulu_(film)" target="_blank">Wikipedia</a> potrete leggere più errori di quanti io ne abbia visti (e molti più di quelli che ho citato, che sono solo i più semplici e visibili).</p>
<p>Nel filmato potete vedere che alcuni soldati britannici sono armati con fucili bolt-action (Lee-Enfield) invece che coi Martini-Henry perché erano finite le munizioni a salve da 450/577 (già vari attori dovevano fingere di sparare) e non si poteva ridurre troppo il fumo in uno scontro con armi a polvere nera! Però, insomma, certe inquadrature mostrano troppo chiaramente i soldati che agiscono sull&#8217;otturatore girevole-scorrevole invece che sulla leva: avrebbero potuto far sparare i Lee-Enfield solo nelle scene dall&#8217;alto e più distanti, con magari il soldato che finge di azionare la leva (che tanto non si vede) e poi va a pescare il proiettile nuovo dalla giberna, risparmiando i pochi proiettili da 450/577 per i Martini-Henry inquadrati da vicino.<br />
A 3:46 la presenza dei bolt-action è troppo ingombrante&#8230;<br />
Ma visto che sparavano contro dei negri, non potevano ricorrere a munizioni vere? ^_^</p>
<table align="center">
<tr align="center">
<td><object width="560" height="340"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/1csr0dxalpI&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/1csr0dxalpI&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"></embed></object>
</td>
</tr>
</table>
<p>È una scena bellissima.<br />
Un pugno di bianchi, stanchi e coraggiosi, che con la ferma disciplina degli occidentali affrontano un numero molto superiore di guerrieri Zulu, altrettanto coraggiosi. Uomini per bene, figli di una società tecnologicamente superiore, <strong>fermi come uno scoglio bianco contro cui si infrange l&#8217;onda nera della barbarie e del caos primitivo</strong>. Una battaglia che nel suo piccolo mostra tutto il mondo: poche fiaccole di Civiltà che splendono, difese da baionette e fucili, in un mare di oscurità. Il Cuore di Tenebra di un mondo selvaggio e primordiale, pronto ad inghiottire ogni barlume di speranza e di progresso.<br />
Dove un tempo c&#8217;era la Tenebra ora splende la Luce della Civiltà, ma un giorno potrebbe tornare la Tenebra, come scriveva Conrad.</p>
<p>E i guerrieri Zulu sono anche loro persone per bene: barbari onorevoli, guerrieri come non ve ne sono più in un Sud Africa moderno in cui la caccia al bianco, con impiccagioni e torture, è l&#8217;hobby locale dopo la vittoria con elezioni truccate della ANC (partito marxista dell&#8217;ex-terrorista Mandela) che ha cancellato l&#8217;Apartheid (o meglio: l&#8217;ha sostituita con l&#8217;Apartheid a danno dei bianchi, col sistema dell&#8217;Azione Affermativa per cui i bianchi sono sempre considerati cittadini di serie B se i loro interessi si scontrano con quelli dei neri, ad esempio per un posto di lavoro).<br />
<strong>Anche l&#8217;Africa può guardare con nostalgia a un mondo in cui vi erano ancora uomini tra loro, e non solo una massa indistinta di scimmie ubriacone armate di vuvuzela</strong>.<br />
Lo Steampunk è anche per l&#8217;Africa, non solo per occidentali e Giapponesi.</p>
<table align="center">
<tr align="center">
<td><a href="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/GiubbaRossa_RorkeDrift_1879.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/GiubbaRossa_RorkeDrift_1879.jpg" alt="" title="GiubbaRossa_RorkeDrift_1879" width="550" height="594" class="alignnone size-full wp-image-8070" /></a>
</td>
</tr>
<tr align="center">
<td><em>Un soldato britannico più credibile</em>
</td>
</tr>
</table>
<p>Ricopio quello che avevo scritto un anno fa, nel mio <a href="http://www.steamfantasy.it/blog/2009/06/23/un-video-vintage-perche-sono-vecchio-dentro/" target="_blank">precedente momento di nostalgia</a>:</p>
<blockquote><p>Penso ancora agli Imperi, a come era bello il mondo prima della Grande Guerra.<br />
A come era più bello prima che il sogno si infrangesse e la borghesia incontrasse la sua strana morte.<br />
Rimpiango quando i negri stavano al loro posto, assieme alla feccia araba, e <strong>le nazioni bianche si spartivano un mondo che era ed è loro per Diritto di Nascita</strong>: i selvaggi possono occupare le loro sporche terre De Facto, ma De Iure solo le nazioni bianche discendenti dall’Impero Romano ed eredi del diritto romano possono governarle. <em>E prima o poi ce le riprenderemo.</em></p></blockquote>
<p><strong>No, non ce le riprenderemo.</strong><br />
Forse solo nei sogni retrofuturisti dello Steampunk in cui fuggire, in un mondo rassicurante senza strane tecnologie wireless ovunque che rendono molto più difficile perfino pensare alle trame delle proprie storie&#8230; un bel mondo termomeccanico in cui la tecnologia si muove e si vede, non è così nascosta e complessa da sembrare magia (e quando si tirano in ballo le chiavette USB con l&#8217;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Quantum_tunnelling" target="_blank">effetto tunnel</a>, siamo molto vicini alla magia&#8230; ma anche un semplice iPhone non scherza).</p>
<p><strong>Non ce le riprenderemo perché noi non siamo degni di chiamarci eredi di quegli uomini</strong>. Non siamo migliori nemmeno degli Zulu di un secolo e mezzo fa. Le tenebre del mondo hanno trionfato, ma non spegnendo le fiaccole della Civiltà dall&#8217;esterno, come una marea di follia e barbarie che travolge l&#8217;ultima fortezza dell&#8217;occidente&#8230; no, non è stata una morte onorevole: <strong>la tenebra è nata dentro di noi</strong>, iniziando in modo blando con la crisi di fine secolo, balzando ben visibile dopo la Grande Guerra e agendo concretamente solo nella seconda metà del Novecento. Il consumismo, la mancanza di ideali, la mancanza di orgoglio nazionale: abbiamo perso la consapevolezza del nostro diritto di prenderci questo mondo e di imporre la civiltà ai barbari&#8230; la VERA civiltà, il progresso scientifico e culturale, non solo usare i bombardieri Yankee-Style per imporre la Coca-Cola condita con balle democratiche e poi firmare col dittatore di turno begli accordi per gas e petrolio.</p>
<p>La società degli Yankee bastardi in cui viviamo è <strong>la società dei morti che si muovono senza speranze nel futuro</strong> (a parte quelle della demagogia elettorale), circondati da tecnologie sempre più usa-e-getta e sempre più sbrilluccicose, immersi in ogni sorta di lusso idiota immaginabile, ma sprofondati in un pianeta che non può sostenere simili ritmi di consumo insensato (come non può sostenerli nemmeno la nostra economia, fondata sul Debito Privato fin dal tempo del lunedì nero).</p>
<p>Spero che abbiano ragione i dementi che temono la fine del mondo nel 2012.<br />
Meglio crepare tutti ora, quando ancora c&#8217;è un briciolo di dignità umana sparpagliata qua e là, prima che l&#8217;estinzione degli umani diventi un&#8217;estinzione che non riguarda gli uomini. <em>Peccato solo per i coniglietti che non hanno nessuna colpa&#8230;</em></p>
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		<title>Mickey Mouse on Speed</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 20:33:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il Duca Carraronan</dc:creator>
				<category><![CDATA[For The Lulz]]></category>
		<category><![CDATA[Fumetti e Manga]]></category>

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		<description><![CDATA[Faccio rimbalzare questa bizzarria appena vista su Boing Boing: un vecchio fumetto di Mickey Mouse che vende anfetamine, somministrandole pure a due personaggi senza il loro consenso. LOL. Una delle poche cose interessanti viste negli ultimi giorni su Boing Boing. L&#8217;idea di Topolino che sfrutta le popolazioni del terzo mondo per spacciare delizie chimiche mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Faccio rimbalzare questa bizzarria appena vista su <a href="http://www.boingboing.net/2010/06/20/mickey-mouse-ampheta.html" target="_blank"><em>Boing Boing</em></a>: un vecchio fumetto di <strong>Mickey Mouse che vende anfetamine</strong>, somministrandole pure a due personaggi senza il loro consenso. LOL. Una delle poche cose interessanti viste negli ultimi giorni su <em>Boing Boing</em>. L&#8217;idea di Topolino che sfrutta le popolazioni del terzo mondo per spacciare delizie chimiche mi sollazza molto. Lo avrei fatto anche io, che male c&#8217;è?<br />
Come saprete, ne ho accennato alcune volte nei commenti un annetto fa, la mia posizione in materia è quella (dal punto di vista storico) di Antonio Escohotado, autore di <a href="http://www.ibs.it/code/9788879893527/escohotado-antonio/piccola-storia-delle.html" target="_blank">Piccola storia delle droghe</a> e del ben più voluminoso <a href="http://es.wikipedia.org/wiki/Historia_general_de_las_drogas" target="_blank">Historia general de las drogas</a>.</p>
<p>Vedo che anche <a href="http://strategieevolutive.wordpress.com/2010/06/20/il-topo-su-anfetamine/" target="_blank">Davide Mana</a>, mentre scrivevo, ha iniziato il rimbalzo italico della segnalazione di Doctorow. Mi ha battuto sul tempo: mi levo il pickelhaube e accenno un inchino alla sua rapidità. Spero che molti altri seguano il nostro esempio, visto il lulz della cosa. ^_^</p>
<blockquote><p><strong>Fonte originale</strong>: <a href="http://www.erowid.org/library/books_online/mickey_mouse_medicine_man/mickey_mouse_medicine_man.shtml" target="_blank">Mickey Mouse on Speed</a>.</p>
<p>The following mini comic book was part of a promotional collaboration between Walt Disney and General Mills. It features Mickey and Goofy, two distinct psychoactive drugs, surreptitious dosing, a bad shaman, and a &#8220;talking&#8221; elephant. When it was first produced, it was one of an 8-comic set that cost 15 cents plus one Wheaties-brand cereal box top.</p>
<p>It is one of several psychoactive drug-related uses of Disney characters that in retrospect appear naive and inappropriate. This commercial, drug-positive use of characters designed for children raises a number of issues of historical interest. The ethnocentric cultural references, including the representation of Africans and the superiority of American medications, stand out even against the odd amphetamines-are-good-for-you backdrop. It is notable that Mickey Mouse gives powerful drugs to two other characters without their knowledge or consent.</p>
<p>During the 1950s, at the height of the post-World War II expansion of U.S. suburban modernization, a number of stimulant and sedative drugs were widely used and were promoted in the mainstream press. At the time, many were available over the counter without a prescription. The inclusion of clear, positive drug references in mainstream children&#8217;s literature and film seems both archaic and surprising given the taboos around psychoactive drugs in place in the 21st century. We hope you&#8217;ll enjoy this glimpse into the history of Disney&#8217;s characters that Disney itself is unlikely to acknowledge in the modern anti-drug cultural climate.</p></blockquote>
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<td><img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/mmmm_1.jpg" alt="" title="mmmm_1" width="504" height="216" class="alignnone size-full wp-image-8036" /><br />
<img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/mmmm_2.jpg" alt="" title="mmmm_2" width="504" height="216" class="alignnone size-full wp-image-8037" /><br />
<img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/mmmm_3.jpg" alt="" title="mmmm_3" width="504" height="216" class="alignnone size-full wp-image-8038" /><br />
<img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/mmmm_41.jpg" alt="" title="mmmm_4" width="504" height="216" class="alignnone size-full wp-image-8040" /><br />
<img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/mmmm_5.jpg" alt="" title="mmmm_5" width="504" height="216" class="alignnone size-full wp-image-8041" /><br />
<img src="http://www.steamfantasy.it/blog/wp-content/uploads/2010/06/mmmm_6.jpg" alt="" title="mmmm_6" width="504" height="216" class="alignnone size-full wp-image-8042" /><br />
<em>È una droga fantastica: dobbiamo venderla anche noi! Grande Topolino, così si fa!<br />
Prosegui la lettura <a href="http://www.erowid.org/library/books_online/mickey_mouse_medicine_man/mickey_mouse_medicine_man.shtml" target="_blank">qui</a></em>
</td>
</tr>
</table>
<p>Ho preferito citare anche <em>Boing Boing</em> per correttezza, visto che se Cory Doctorow non avesse scritto l&#8217;articolo io non avrei saputo della pagina che parlava di Topolino spacciatore e di conseguenza non avrei potuto effettuare il rimbalzo. Avevo fatto qualcosa di simile anche nell&#8217;articolo sulle Popoffka russe. Abitudine. ^_^</p>
<p>Passando a fumetti più seri, sto mettendo assieme appunti e immagini per scrivere un post su una robetta steampunk che ho letto. I fumetti non mi piacciono granché, ma sto cercando di leggere tutti quelli indicati da Barillier in <em>Steampunk!</em>. Tra un paio di giorni vedremo se mi andrà di pubblicare qualche considerazione.</p>
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