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	<title>blog Archives - Baleia - Comunicazione, tecnologie e Web per il non profit</title>
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		<title>Come trovare broken links sul sito in pochi passi</title>
		<link>https://www.baleia.org/blog/seo-e-web-marketing/come-trovare-broken-links-sul-sito-in-pochi-passi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Apollo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Oct 2013 15:16:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Seo e web marketing]]></category>
		<category><![CDATA[content marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Elemento spesso dimenticato da chi cura progetti web, siti e blog è la pulizia dei contenuti Web attraverso la rimozione dei cosiddetti broken links. Siti e blog che esistono da anni, spesso accumulano link rotti che puntano a pagine inesistenti, a siti non più attivi o a pagine interne al nostro stesso sito che però abbiamo rimosso o che hanno cambiato url. Oltre ad essere un disservizio del sito che quindi non dà valore all&#8217;esperienza dell&#8217;utente (anzi ne sottrae a sufficienza) è un autogol dal punto di vista della SEO. Nella scansione del Web gli spider dei motori di ricerca non vedono certamente di buon occhio un sito che punta a un numero eccessivo di risorse inesistenti con i broken links. Il segnale che viene inviato è di scarsa attenzione, poca cura e aggiornamento inesistente del nostro progetto Web. Volendo utilizzare la metafora del libro, immaginate di fare riferimento a una pagina o un paragrafo che non esistono o di citare una risorsa bibliografica inesistente. Tutte pratiche impensabili per un autore che si rispetti. Come trovare link rotti in uscita? Una buona pratica che consiglio a tutti, perciò è quella di fare un controllo periodico (anche una volta ogni 2</p>
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		<title>I 7 vizi capitali su Twitter</title>
		<link>https://www.baleia.org/blog/seo-e-web-marketing/twitter-7-vizi-capitali/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Apollo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 May 2013 05:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Seo e web marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il comportamento umano sui social network può essere analizzato con le categorie dell&#8217;agire umano. Vi propongo una lettura dei 7 peccati capitali in chiave Twitter: una carrellata di tutto ciò che non va fatto con Twitter. Accidia Ogni buon responsabile di social media marketing sa che la presenza deve essere continua. Un lungo periodo di inattività di un profilo Twitter, oltre che poco gradito a chi si aspetta di ricevere aggiornamenti utili da noi, non contribuisce ad accrescere la reputazione on line. In sintesi: se decido di stare su Twitter devo dare un&#8217;anima al mio account. Avarizia Le persone sono su Twitter per trovare informazioni provenienti da fonti autorevoli. Queste informazioni sono utili al lavoro di molti o forniscono un valore aggiunto a quanti ci seguono. Tutti noi cerchiamo qualcosa di utile tramite Twitter. Se non ci fosse una sana condivisione, Twitter non avrebbe ragione di esistere e staremmo sacrificando del tempo prezioso inutilmente. In sintesi: se trovo un&#8217;informazione utile la devo condividere con il mio pubblico. Gola Twitter è uno strumento straordinario. Può dare ottimi ritorni sull&#8217;investimento e regalarci soddisfazioni. Non va dimenticato, però, che non è il centro del nostro business. Ci sono molte altre cose che possiamo</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.baleia.org/blog/seo-e-web-marketing/twitter-7-vizi-capitali/">I 7 vizi capitali su Twitter</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.baleia.org">Baleia - Comunicazione, tecnologie e Web per il non profit</a>.</p>
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		<title>Google Knowledge Graph e non profit</title>
		<link>https://www.baleia.org/blog/seo-e-web-marketing/google-knowledge-graph-e-non-profit/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Apollo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 11:46:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Seo e web marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come molti di voi che si occupano di web marketing già sapranno, la pagina dei risultati di ricerca di Google (la SERP) è molto diversa da quella di qualche anno fa. Tra le grandi novità aggiunte da Google c&#8217;è senz&#8217;altro il Google Knowledge Graph, attivo in Italia dalla fine del 2012 e bel passo nella direzione di un motore di ricerca capace di restituire risultati in modo &#8220;semantico&#8221;, associando cioè idee e informazioni anche molto diverse tra loro, ma che, insieme, possono arricchire (almeno secondo Google) l&#8217;esperienza dell&#8217;utente. Un motore di ricerca capace di fare ragionamenti sempre più raffinati. Per intenderci: avete mai notato che per molte ricerche nella parte destra della SERP c&#8217;è un riquadro che fornisce delle prime informazioni sulla chiave di ricerca con cui l&#8217;utente ha interrogato il motore? Si tratta di informazioni descrittive, numeriche e non, che Google pesca da fonti di informazione reputate autorevoli. L&#8217;idea è quella di proporre approfondimenti all&#8217;utente con elementi che possono essergli utili e a cui magari non aveva pensato. Nell&#8217;homepage del prodotto si legge infatti: &#8220;Trova le risposte a domande a cui non avevi neanche pensato ed esplora le raccolte e gli elenchi&#8221;. L&#8217;obiettivo di questo articolo non è comunque quello</p>
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		<item>
		<title>I 3 princìpi del comunicare on line (secondo Baleia)</title>
		<link>https://www.baleia.org/blog/seo-e-web-marketing/3-principi-del-comunicare-on-line-secondo-baleia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Apollo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Apr 2013 15:36:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Seo e web marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Comunicare on line è inevitabile, utile, divertente e dà molte possibilità in più che vanno ad integrare le classiche tecniche di comunicazione. Chi legge questo blog lo sa sicuramente, visto che di continuo mastica web marketing e content curation. Ogni interprete della comunicazione on line ha però le sue linee guida, cioè quei princìpi ispiratori che fanno costruire i messaggi in un certo modo e fanno adoperare gli strumenti con delle regole ben precise. Ho pensato che raccontarvi brevemente i miei possa essere utile a quanti si affacciano per la prima volta sul mondo della comunicazione sociale e del web marketing per il nonprofit (e non solo). Senza dilungarmi troppo, vi dico che le regole che contraddistinguono il mio lavoro di comunicatore sono tre. Non parlo dei tanti accorgimenti da adottare, delle buone pratiche da mettere in campo o dei trucchi del mestiere. Quella che voglio raccontarvi è la cornice che ispira tutto quello che propongo a chi mi segue, che insegno ai nostri clienti e che cerco di far adottare a quanti hanno voglia di starmi ad ascoltare. E mi sento di dire che la cosa non riguarda solo me ma tutto il team di Baleia. Bando alle ciance.</p>
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		<title>Comunicare la cultura on line: 10 difficoltà</title>
		<link>https://www.baleia.org/blog/seo-e-web-marketing/comunicare-la-cultura-on-line-10-difficolta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Apollo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Apr 2013 08:46:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Seo e web marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Circa tre settimane fa abbiamo visto quali sono i punti di forza delle organizzazioni che operano nel campo della cultura, quando si tratta di porre in essere strategie di web marketing culturale. In questo post si parlerà del rovescio della medaglia e cioè delle debolezze che ostacolano la promozione on line di eventi culturali e progetti da parte delle piccole e medie organizzazioni. Capire quali sono le difficoltà diffuse e i problemi condivisi da chi opera in campo culturale, sempre rispetto alla comunicazione on line, può aiutare a calibrare gli sforzi e a trovare soluzioni con maggiore facilità. Tutt&#8217;al più potrà consolare il fatto di scoprire che una debolezza non è vissuta solo dalla &#8220;nostra&#8221; organizzazione ma è una questione più ampia vissuta da molti. Ci tengo a ricordare che quest&#8217;analisi è frutto della nostra esperienza diretta, poiché proviene dai corsi di web marketing per la cultura tenuti da Baleia. Debolezze delle organizzazioni culturali nelle strategie di comunicazione on line Ho riunito le debolezze interne alle organizzazioni culturali rispetto alla capacità di promuovere la cultura on line in 10 punti. Ecco quali sono. Scarsa organizzazione e pianificazione Il principe dei problemi. Gli attori dela cultura sono spesso carenti dal punto di</p>
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		<title>Consigli per costruire un sito web di successo</title>
		<link>https://www.baleia.org/blog/seo-e-web-marketing/consigli-costruire-sito-di-successo/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni De Angelis]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Apr 2013 12:02:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Seo e web marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In tanti anni di progettazione e creazione web (all’incirca dal 2001) ho avuto la fortuna di sperimentare e assistere alle più grandi e importanti evoluzioni del modo di comunicare online. Aver vissuto l’era del Web 1.0 credo sia stato un grosso valore aggiunto rispetto al tempo in cui stiamo vivendo. La rivoluzione di Internet e dell&#8217;era digitale mi ha permesso di acquisire l’esperienza professionale in grado di anticipare il mercato dei prodotti on line e di riconoscere il giusto modo di adoperare una strategia di comunicazione on line piuttosto che un&#8217;altra al passo coi tempi. Dal lontano 2001 sono cambiate tante cose, ma ormai non mi sconvolge più come molti clienti, profit e non profit, senza alcuna esperienza in ambito digitale, cadano sempre negli stessi errori quando si tratta di affrontare l’avvio del loro progetto di business on line. Regole per costruire un sito di successo Ecco perché in questo articolo ho il piacere di riepilogare quelle che secondo noi di Baleia sono alcune delle regole d&#8217;oro per la costruzione di un sito o la realizzazione di un progetto on line di successo. Prima di Pianificare L’errore più comune davanti a cui ci siamo trovati spesso è quello di sentirsi dire:</p>
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		<title>Web marketing per la cultura: da dove partire?</title>
		<link>https://www.baleia.org/blog/seo-e-web-marketing/web-marketing-per-la-cultura-da-dove-partire/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Apollo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Mar 2013 16:13:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Durante i corsi di web marketing e comunicazione low cost per la cultura realizzati da Baleia (l&#8217;ultimo pochi giorni fa in Brianza) emergono molti elementi comuni alle realtà operanti in questo settore, che a nostro avviso è strategico se si desidera poter affermare di vivere in un contesto umano con la U maiuscola. Premesso che la domanda di formazione in web marketing culturale proviene da attori di tipo anche molto diverso (si va dai comuni ai teatri, dalle associazioni culturali alle biblioteche fino ad arrivare ai liberi professionisti del settore), credo possa essere utile condividere e fare chiarezza su questi elementi, punti di forza o debolezze che siano. Chi attua in campo culturale potrà cogliere elementi interessanti. Senza mettere troppa carne sul fuoco, questo post sarà diviso in due parti. In questa prima parte mi soffermerò sui punti di forza; nella seconda parte parlerò delle debolezze. Il campo di studio è sempre lo stesso: la comunicazione on line in ambito culturale. Punti di forza delle organizzazioni culturali nelle strategie di comunicazione on line Ho raccolto le forze delle organizzazioni operanti in campo culturale in 17 punti (sperando non siate superstiziosi). Si tratta di elementi diffusi che, in generale, possono rappresentare</p>
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		<title>Chiavi per una corretta strategia di web marketing</title>
		<link>https://www.baleia.org/blog/seo-e-web-marketing/chiavi-corretta-strategia-web-marketing/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni De Angelis]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Mar 2013 11:30:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Seo e web marketing]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel decidere di passare a una strategia di marketing on line per il vostro business ci sono molte variabili da tenere in considerazione, sia che vi troviate agli inizi di un nuovo business, sia che la vostra attività sia già avviata ma non usufruisce delle potenzialità del Web e di una corretta comunicazione on line. Per quanto la strategia per ognuna delle due differenti imprese si baserà su molti fattori comuni, spesso si dovranno utilizzare diverse tipologie di lavoro ed esecuzione delle campagne per raggiungere stessi obiettivi. Quello che ogni impresa (sì, anche quella sociale) deve tenere in considerazione quando decide di fare web marketing è il ROI (return on investment) che dovrà essere generato da ogni campagna on line. Il ROI deve essere infatti una chiave di scelta tra i vari servizi offerti da qualsiasi compagnia di comunicazione e marketing on line. Di seguito sono riportate alcune regole base alle quali attenersi quando si avvia una campagna di marketing on line per il proprio business. Trovare il giusto partner La prima cosa che ogni impresa deve fare prima di inoltrarsi in un territorio sconosciuto come quello del marketing on line è trovare il giusto partner che la supporti. La strategia</p>
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		<title>SEO: parole chiave per il nonprofit</title>
		<link>https://www.baleia.org/blog/seo-e-web-marketing/seo-parole-chiave-nonprofit/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Simone Apollo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Feb 2013 19:28:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Seo e web marketing]]></category>
		<category><![CDATA[accessibilità]]></category>
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		<category><![CDATA[fundraising]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gran parte delle organizzazioni non profit non investe su internet e sul Web 2.0. Questo è, purtroppo, un dato di fatto. Molti attori del non profit non possiedono un sito Web, quasi nessuno ha un blog e se alcuni hanno una propria pagina su Facebook sono rarissimi i casi di comunicazione via Twitter. Per non parlare poi dell&#8217;email marketing, che, tolte le grandi organizzazioni, spesso è fatto con strumenti poco efficienti e altrettanto poco efficaci. Dipinto questo bel quadro, voglio soffermarmi sul fatto che le tecniche SEO non sono quasi mai applicate neanche sui siti, dalla grafica disegnata con stile e dall&#8217;alberatura costruita con attenzione certosina, di molte grandi organizzazioni non profit. Peccato perché una sana competizione per ottenere una maggiore visibilità sui motori di ricerca potrebbe essere uno strumento ottimo per aumentare i contatti e le potenziali conversioni degli utenti di un sito in lettori di una newsletter, prima, e in nuovi donatori e/o volontari, dopo. Se le grandi organizzazioni nonprofit possono fare relativamente a meno di avviare una riformulazione in chiave SEO dei propri strumenti di comunicazione on line (visto che possono contare su altri fattori di visibilità, primo fra tutti il loro brand e, restando in ambito ottimizzazione per i</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.baleia.org/blog/seo-e-web-marketing/seo-parole-chiave-nonprofit/">SEO: parole chiave per il nonprofit</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.baleia.org">Baleia - Comunicazione, tecnologie e Web per il non profit</a>.</p>
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		<title>Fotografia sociale e comunicazione nonprofit: 11 domande a Molo7 Photo Agency</title>
		<link>https://www.baleia.org/blog/comunicazione-sociale/fotografia-sociale-e-comunicazione-nonprofit-11-domande-a-molo7-photo-agency/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Apollo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Nov 2012 16:47:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Comunicazione sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Fundraising]]></category>
		<category><![CDATA[campagne]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[fundraising]]></category>
		<category><![CDATA[grafica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La fotografia è molto potente. Sembra banale da dire ma questo mezzo di comunicazione che risale al XIX secolo è ancora uno dei sistemi più efficaci per veicolare un messaggio. Cambiano i supporti ma ciò che viene offerto agli occhi è sempre la stessa cosa: un&#8217;immagine che racconta qualcosa che non abbiamo realmente davanti agli occhi e ce la fa conoscere, immaginare, reinventare. Invita all&#8217;approfondimento e all&#8217;allargamento delle nostre vedute. L&#8217;immagine fotografica funziona e lo sanno bene, tra gli altri, i nostri ormai onnipresenti social networks (è forse un caso se Facebook spende una montagna di soldi per acquistare Instagram?). Detto ciò abbiamo voluto chiedere a degli esperti del settore cosa può fare la fotografia per il settore non profit e ci siamo rivolti ad Ilenia Piccioni e Antonio Tiso, fotografi fondatori di Molo7 Photo Agency, rinomata agenzia fotografica con sede a Roma. I suoi fotografi si dedicano principalmente a reportage sociali. Attenti ai diritti dei dimenticati, hanno prodotto lavori sulle condizioni di vita nella carceri psichiatriche italiane, hanno raccontato la segregazione a cui è sottoposta la comunità apolide del Kuwait, hanno ritratto gli sfollati della Colombia in fuga dalla violenza. I lavori di Molo7 sono stati esposti presso gallerie</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.baleia.org/blog/comunicazione-sociale/fotografia-sociale-e-comunicazione-nonprofit-11-domande-a-molo7-photo-agency/">Fotografia sociale e comunicazione nonprofit: 11 domande a Molo7 Photo Agency</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.baleia.org">Baleia - Comunicazione, tecnologie e Web per il non profit</a>.</p>
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