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<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/atom10full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearch/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" gd:etag="W/&quot;CEYERH4yeip7ImA9WhRUGEg.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2910069252189975918</id><updated>2012-01-29T16:48:25.092+01:00</updated><category term="BROOKLYN" /><category term="TOWNS and BALLPARKS" /><category term="DOCUMENTARI" /><category term="COSTUME" /><category term="PLAYERS" /><category term="BLACK PLAYERS" /><category term="YEARS" /><category term="ARTE POESIA STORIA" /><category term="CLEMENTE" /><category term="RACCONTI ITALIANI" /><title>BEPPE14</title><subtitle type="html">Welcome to all of you... who believe that if something happens in life is because you deserve it.</subtitle><link rel="http://schemas.google.com/g/2005#feed" type="application/atom+xml" href="http://beppe14.blogspot.com/feeds/posts/default" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://beppe14.blogspot.com/" /><link rel="next" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2910069252189975918/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;redirect=false&amp;v=2" /><author><name>beppe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15180016441295692348</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="http://3.bp.blogspot.com/-SZpn3kRGzKI/Tl4xxsMwQHI/AAAAAAAACnM/BrPNl4BQtwk/s220/M.D.jpg" /></author><generator version="7.00" uri="http://www.blogger.com">Blogger</generator><openSearch:totalResults>102</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/atom+xml" href="http://feeds.feedburner.com/Beppe14" /><feedburner:info uri="beppe14" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><entry gd:etag="W/&quot;Dk4DRXYzcSp7ImA9WhRUE0Q.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2910069252189975918.post-1023280358335234882</id><published>2012-01-24T09:49:00.000+01:00</published><updated>2012-01-24T09:49:34.889+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-24T09:49:34.889+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="PLAYERS" /><title>THE WATERBURY WIZARD</title><content type="html">Viviamo in un mondo bizzarro e colorito. Tutto sembra andare alla deriva come battelli ebbri in preda ai marosi.Timore, paura, angoscia e incertezza sono le colonne portanti sulle quali erigere la bandiera della sottomissione. Falso perbenismo e icone di perfezione vengono proposti come piatto prelibato per il succulento banchetto e noi, come enzimi duodenali, assorbiamo e metabolizziamo tutto quanto ci viene offerto senza preoccuparci minimamente delle tragiche conseguenze tossiche.OOOOH!,noi consumatori...OOOH!,noi utenti, pazienti, clienti...siamo tutto, tranne che.. persone!. Tutto questo non ha nulla a che vedere con il caro Old Game, eccezione fatta per i tanti personaggi bizzarri e coloriti che hanno reso la storia di questo sport affascinante e carica di magnetismo.Ci sono stati dei leaders che si sono affermati perchè spiriti di frontiera, menti aperte e libere dai tentacoli delle monotone convenzioni imposte.Uno di questi è stato, anzi è, perchè ancora in vita, "The Waterbury Wizard", meglio conosciuto col nome di Jimmy Piersall. Nato nel Novembre del 1929, Piersall ha giocato in Major League per ben 17 anni indossando la casacca dei Boston, dei Cleveland, dei Washington, dei Mets e dei Los Angeles Angels.Piersall diventò professionista all'età di 18 anni quando firmò un contratto con i Boston Red Sox nel 1948.Entrerà nelle Majors nel 1950.Nel 1952 iniziarono i problemi per il giovane Jimmy. Tali problemi furono conosciuti con il termine scientifico di "Disturbi Bipolari".In pratica passava da uno stato di euforia ad uno di angoscia dovuti ad un forte esurimento nervoso. Con questi sbalzi di umore e questi disordini della personalità, è facile capire il motivo della sua fama nelle Leghe Maggiori. Piersall è stato l'autore di "rappresentazioni teatrali" tra le più singolari mai viste su un campo da baseball. Eccone alcune:&lt;br /&gt;Nel Maggio del 52,poco prima di una partita contro gli Yankees, Piersall fece a pugni con Billy Martin.Concluso il match, ne ingaggiò un altro negli spogliatoi con il compagno di squadra McDermott.Nel mese di Giugno dello stesso anno prese a sculacciate, sempre nello spogliatoio,il figlio di 4 anni di Vern Stephens, un altro compagno di squadra.In seguito a questi incidenti venne spedito in Minor League dove venne espulso 4 volte in 2 settimane. In una di quelle volte, si recò per festeggiare il fuoricampo del "teammate" Milt Bolling.Con una pistola ad acqua spruzzò il piatto di casa base e poi fece lo stesso con l'arbitro. Espulso dal gioco, Piersall andò sul tetto delle tribune per inveire e sbeffeggiare lo stesso arbitro,Neil Strocchia. Il trainer della squadra, finalmente, decise di far ricoverare Jimmy in una clinica, dove il giocatore venne sottoposto a 7 settimane di terapia. Ma non furono sufficienti!!!. Piersall tornò con i Boston nel 1953. Una volta andò in battuta con una parrucca da Beatle agitando la mazza come se volesse suonare la chitarra. In difesa, all'esterno centro faceva il tifo per se stesso agitandosi e urlando.Allo Yankees Stadium durante la pausa di una partita scomparve e lo trovarono dietro all'esterno che stava dialogando con la tomba di Babe Ruth!. Piersall è stato selezionato per la All Star Game nel 1954 e 1956,anno in cui guidò la classifica dei doppi(40), segnò 91 punti battendone a casa 87 per una media battuta di .293.Nel 1957 realizzò 19 homers e segnò 103 punti vincendo il Gold Glove. Ma i viaggi di Piersall non si fermarono qui. Nel 60' a Chicago durante un doppio incontro, venne espulso in gara 1 per proteste presentandosi a battere col caschetto di una squadra di Minor League. In gara 2 fu l'autore dell'ultimo out della partita con una presa al volo. Iniziò un balletto "euforico" che terminò con un lancio finale della pallina contro il tabellone. Dopo una serie di incidenti, il trainer degli Indians,(squadra per cui giocava in quel periodo), ordinò un altro ricovero in clinica per il bizzarro giocatore.Dopo una breve assenza dai campi, Jimmy tornò...in forma!!! e venne subito espulso perchè, con Ted Williams alla battuta, iniziò a correre per il prato esterno avanti e indietro nel tentativo di distrarre il forte battitore dei Boston.Nel 61' ottenne il secondo Gold Glove e terminò 3° nella media battuta con .322, ma la sua instabilità mentale cavalcava in libertà, senza sosta. Lanciò il caschetto sulle tribune e litigò selvaggiamente contro i lanciatori che gli tiravano "addosso". Durante una partita contro gli Yankees, un paio di tifosi entrarono in campo e si avvicinarono a lui. Nella confusione,erano presenti anche gli addetti alla sicurezza, prese a pugni un tifoso mentre l'altro riuscì a malapena ad evitare un calcio nel sedere.&lt;br /&gt;
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&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-11sSm-7F0oQ/Tx5vp9zjodI/AAAAAAAAC0Q/GhuKX2DD-rM/s1600/Schermata+del+2012-01-19+10%253A44%253A57.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="246" src="http://4.bp.blogspot.com/-11sSm-7F0oQ/Tx5vp9zjodI/AAAAAAAAC0Q/GhuKX2DD-rM/s320/Schermata+del+2012-01-19+10%253A44%253A57.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
Dopo questo fatto venne addirittura premiato con un bonus di $2500!!. In seguito l'esterno venne ceduto ai New York Mets e fu proprio con quella squadra che Jimmy diede il massimo della sua bizzarria. Nel Giugno del 63', contro i Philadelphia Phillies, Piersall ottenne il suo 100imo home run in Major League. Per celebrarlo fece il classico giro delle basi, ma con una variante che rimarrà nella storia.Infatti, al posto di correre verso la prima base, fece il giro del diamante al contrario.&lt;br /&gt;
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&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Wd7s4_HzKJw/Tx5v4ZShnuI/AAAAAAAAC0Y/4eK-bgDdbxI/s1600/Schermata+del+2012-01-19+10%253A44%253A14.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-Wd7s4_HzKJw/Tx5v4ZShnuI/AAAAAAAAC0Y/4eK-bgDdbxI/s320/Schermata+del+2012-01-19+10%253A44%253A14.png" width="216" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
Fu l'ultimo riff di un colorito solista che concluse la sua carriera con i California Angels totalizzando 104HR, 591RBI in 1.734 partite in Major League.La storia e la vita di Jimmy Piersall sono state raccontate in un film del 1957, "Fear Strikes Out", dove l'attore, un giovane Antony Perkins nella parte del giocatore, offre una interpretazione direi sobria ed essenziale. Lo stesso Piersall,deluso, dopo aver visto il film, disse che Perkins è un "bimbo piagnucolone". Gli appassionati potranno trovare il film a questi link&lt;br /&gt;http://rapidshare.com/files/399813207/FearStrikes_JBd.part1.rar&lt;br /&gt;http://rapidshare.com/files/399819583/FearStrikes_JBd.part2.rar&lt;br /&gt;http://rapidshare.com/files/399825509/FearStrikes_JBd.part3.rar&lt;br /&gt;http://rapidshare.com/files/399829131/FearStrikes_JBd.part4.rar&lt;br /&gt;"Le cose più belle della mia vita sono successe quando la mia testa non rispondeva!" così disse Jimmy Piersall ad un giornalista.Forse nelle sue parole c'è un barlume di saggezza. Quanto è importante dare un calcio o un pugno alla felicità delle cose per ritrovare la felicità dell'essere?&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2910069252189975918-1023280358335234882?l=beppe14.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/q-oxXkjshzJ2l-bNO54OLBKVQo8/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/q-oxXkjshzJ2l-bNO54OLBKVQo8/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/q-oxXkjshzJ2l-bNO54OLBKVQo8/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/q-oxXkjshzJ2l-bNO54OLBKVQo8/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Beppe14/~4/2bGRnALkGeo" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://beppe14.blogspot.com/feeds/1023280358335234882/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2910069252189975918&amp;postID=1023280358335234882" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2910069252189975918/posts/default/1023280358335234882?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2910069252189975918/posts/default/1023280358335234882?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/Beppe14/~3/2bGRnALkGeo/waterbury-wizard.html" title="THE WATERBURY WIZARD" /><author><name>beppe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15180016441295692348</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="http://3.bp.blogspot.com/-SZpn3kRGzKI/Tl4xxsMwQHI/AAAAAAAACnM/BrPNl4BQtwk/s220/M.D.jpg" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-11sSm-7F0oQ/Tx5vp9zjodI/AAAAAAAAC0Q/GhuKX2DD-rM/s72-c/Schermata+del+2012-01-19+10%253A44%253A57.png" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://beppe14.blogspot.com/2012/01/waterbury-wizard.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;C04NRXg6eyp7ImA9WhRUEEk.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2910069252189975918.post-4512667462334738108</id><published>2012-01-04T14:30:00.001+01:00</published><updated>2012-01-20T07:46:34.613+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-20T07:46:34.613+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="DOCUMENTARI" /><title>CHEERS...JACKIE!</title><content type="html">&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-RBlu4qT6G9c/TwRT720JthI/AAAAAAAACyo/43wWxTuiIEY/s1600/Schermata-jack3.avi-1.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="218" src="http://1.bp.blogspot.com/-RBlu4qT6G9c/TwRT720JthI/AAAAAAAACyo/43wWxTuiIEY/s320/Schermata-jack3.avi-1.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
Il giorno 15 del mese di Aprile di 65 anni fa, nel 1947,Jackie Robinson fu chiamato in Major League dalla squadra dei Brooklyn Dodgers. Con Eddy Stanky in seconda base Jackie esordì nel ruolo di prima base. Sempre in quella data, all'Ebbets Field erano presenti circa 26.600 spettatori di cui 14.000 tifosi di colore per assistere all'esordio di Jackie Robinson,il primo "Negro" in una squadra di Major League da quando era nato il baseball. Fu un avvenimento storico molto importante perchè vennero spezzate le catene della segregazione e dell'emarginazione di milioni di persone.L'impatto che ebbe Robinson non fu del tutto piacevole. I mass media del tempo, i tifosi e tanti giocatori di razza bianca non accolsero questo momento con entusiasmo. In quel periodo le tensioni razziali erano molto profonde al punto che vi era una netta separazione tra bianchi e neri.Tale tensione si manifestò anche nella squadra dei Dodgers dove parecchi giocatori preferirono stare in panchina piuttosto che giocare con Robinson in campo. Questa sorta di ammutinamento arrivò nell'ufficio del GM Branch Rickey, il fautore di questa scelta, colui che diede a Robinson un'opportunità senza precedenti, colui che cambiò radicalmente l'immagine del baseball colui che innalzò l'immagine del gioco per portarla ad una vera e propria istituzione sociale. Ebbene, Branch Rickey rispose ai giocatori ammutinati che potevano andarsene in qualsiasi momento, anche subito. Ci pensò il manager Leo Durocher a sistemare la situazione rivolgendosi alla squadra con queste parole:"I do not care if the guy is yellow or black, or if he has stripes like a fuckin' zebra. I'm the manager of this team, and I say he plays. What's more, I say he can make us all rich. And if any of you cannot use the money, I will see that you are all traded. (" Non m'importa se uno è giallo o nero oppure ha le strisce come una fottuta zebra. Sono il manager della squadra e dico che Lui gioca...ci può arricchire a tutti quanti e se qualcuno non sa cosa fare con i soldi, sarò io a spedirlo in un'altra squadra.") Robinson veniva deriso e sbeffeggiato dagli avversari (quando andava bene!), ma furono tante le volte in cui venne colpito mentre era in battuta e addirittura, contro la squadra di St Louis, gli entrarono con gli spikes nella gamba provocandogli uno squarcio di 7 inches (1 inches= cm 2,54)!.D'altro canto, c'è da dire che Jackie Robinson ottenne sostegno e incoraggiamento da tanti altri giocatori. Il compagno di squadra Pee Wee Reese disse "Puoi odiare un uomo per tante ragioni. Il colore della pelle non è una di esse!". Nel 1948 a Cincinnati sempre Reese, abbracciò Robinson come gesto di risposta agli insulti che stava ricevendo il "colored". Questo momento venne immortalato in una statua fatta dall'artista-scultore William Behrends nel 2005 dove si vede appunto Reece col braccio intorno al collo di Robinson. La superstar Hank Greenberg, di origine ebrea dovette anch'egli sopportare ingiurie e volgarità di ogni tipo da parte dei tifosi e degli avversari in campo. Durante una partita sussurrò qualcosa all'orecchio di Robinson "Jackie!..l'unico modo per combattere le ingiurie è quello di sconfiggerli sul campo." Tanto dovette sopportare Robinson nel corso della sua carriera sportiva e tanto fece nel corso della sua vita,lottando contro l'odio razziale per l'acquisizione dei diritti umani universalmente riconosciuti verso tutte le etnie del mondo. Il suo impegno sociale è stato condiviso da un'altra figura di spicco: Martin Luter King. Questo percorso non è ancora finito in quanto la dignità umana viene ripetutamente calpestata anche oggigiorno. Grazie a Jackie Robinson e a Branch "Mahatma" Rickey, abbiamo potuto ammirare i più grandi atleti nella storia dell'"OLD GAME": da Frank Robinson a Hank Aaron, da Willie Mays a Roberto Clemente, da Curtis Flood a Lou Brock a Rickey Henderson...la lista è lunghissima...quasi interminabile.L'ultima apparizione in Major League di J.Robinson risale al 10 Ottobre del 1956. Nel Gennaio del 1957 annunciò il suo ritiro dal baseball dovuto anche a grossi problemi fisici. Le iniezioni di insulina non lo aiutarono a debellare il diabete e Robinson morì nell'Ottobre del 1972 (53 anni). Due mesi più tardi, nel Dicembre dello stesso anno morì Roberto Clemente(http://beppe14.blogspot.com/search/label/CLEMENTE).Dopo solo 9 anni di attività, nel 1962 Robinson venne eletto nella Hall of Fame. È l'unico giocatore ad aver ricevuto tale onoreficenza perchè il minimo richiesto è di 10 anni. Un forte contributo alla sua elezione è dovuto al fatto che Robinson a fine carriera sportiva è entrato in politica ed è stato un fervente attivista per i diritti sociali alle minoranze.Di rilievo è stata la sua collaborazione con Martin Luter King e famosi sono anche i tanti telegrammi spediti alla Casa Bianca dove Robinson,rivolgendosi al Pres. degli Stati Uniti, denunciava la forte condizione di disagio sociale della comunità negra Americana. Un altro avvenimento importante fu la realizzazione di un film datato 1950:"The Jackie Robinson Story". Parecchie furono le polemiche specialmente da parte dei produttori Hollywoodiani di razza bianca.In questa pellicola lo stesso Jackie Robinson interpreta se stesso e l'attrice Ruby Dee interpreta la moglie di Robinson, Rachel. Lo sforzo di Jackie Robinson ha rappresentato un passo monumentale nella rivoluzione per i diritti sociali in America.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2910069252189975918-4512667462334738108?l=beppe14.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;"La Perfezione è una cosa!" disse il ragazzo, "ma sono sempre convinto che un buon battitore va nel box per girare la mazza e non per "prendere i lanci!". Loro sono un gruppo di ragazzi, esperti di baseball nonchè epidermici tifosi. Si erano trovati insieme un giorno e stavano parlando degli Yankees e dei Red Sox oltre a rispondere a quella che è considerata un pò la domanda da "un milione di dollari". Tale domanda, anno dopo anno, aumenta sempre di più il suo valore e viene costantemente riproposta. Hanno discusso su Phil Rizzuto, Joe Di Maggio, Mel Parnell, Ellis Kinder e Bobby Doerr per arrivare al punto, quasi obbligatorio, di discutere di colui che è considerato il più grande battitore di sempre:Ted Williams. "Ancora la stessa storia!" dice il primo ragazzo,"Non penso che Williams sia stato il miglior battitore di sempre!". "Se non è il migliore", disse un altro "Stai affrontando il problema di nominarne uno ancora più bravo". "Hey! Listen!" disse ancora il primo "tu parli di Williams e mi dici che non batterà mai un brutto lancio e che per fargli girare la mazza devi mettere la pallina sopra il piatto altrimenti lui prende la base su ball. Pensi che questo sia sufficiente per giudicarlo il miglior battitore di sempre?. Io penso invece che sia una qualità che appartiene a tanti giocatori (quella di non girare i brutti lanci). "Dico che è il migliore che c'è!" replica l'altro ragazzo "Dico che nessuno come lui possiede una meccanica perfetta!". "La meccanica è una cosa" ribatte ancora il primo ragazzo "Vincere una partita è un'altra". Sai perchè gli Yankees sono stati capaci di neutralizzare Williams? Perchè sapevano come si comportava nel box di battuta. Il che vuol dire che Williams aspettava un buon lancio da spedire fuori dal campo." "YES!" continua il ragazzo "Aspettava il lancio buono per fare un homer. Nessuno swing a caso. Solo pazienza e attesa per "quel" lancio che non è mai arrivato. I grandi battitori vanno nel box per girare la mazza, bello o brutto che sia il lancio, ed hanno vinto tante partite importanti. "Ruth ha avuto 170 basi su ball in una stagione!". "Esatto!" risponde l'"anti-Williams" "ma Ruth andava nel box per girare la mazza specialmente quando c'erano corridori sulle basi. Nelle World Series del 1921 Ruth è andato "KAPPA" girando un brutto lancio. Williams avrebbe preso la base. Ma Ruth andava per girare, Williams per "prendere". Ecco perchè Ruth era Ruth e Williams è un giocatore che ha giocato per tutta la carriera in una squadra da secondo posto. Bisogna ammettere che Williams non ha mai fatto nulla nelle partite importanti....World Series 1946... Play Off 1948...oppure le due partite finali per il titolo di lega del 1949. Forse sono coincidenze, ma io affermo che è quella la causa e cioè che Williams va nel box per aspettare un improbabile lancio "dell'asino" prima di girare la mazza. Lui aspetta il lancio perfetto, l'errore del lanciatore. In questo processo, anno dopo anno, lo "Splendid Splinter" non ha mai rappresentato una fonte d'ipirazione per i giovani, i tifosi e i mass media come lo è stato Ruth. Meglio Ruth o Williams?.. Preferisco Cobb. Dato che ci siamo, facciamo tutti e tre!!!.La questione rimane apertissima perchè il baseball è cambiato, sono cambiati i tempi, i materiali da gioco, i campi, l'approccio e la tecnologia, i metodi di preparazione atletica, la scienza applicata allo sport e alla dietologia, l'aspetto medico e sanitario. Cosa avrebbero fatto Cobb e Ruth se fossero nati nei tempi moderni?....cosa avrebbe fatto Williams se non avrebbe interrotto la sua carriera per prestare servizio militare in Korea? Cosa avrebbe fatto Joe Jackson se non fosse stato espulso a vita per lo scandalo delle scommesse nel 1919? Quanti atleti di colore non abbiamo potuto ammirare fino al 1947? E quanti ne avremmo persi se in quello stesso anno i muri della segregazione razziale non fossero stati abbattuti?. E, al contrario, cosa avrebbero fatto le superstar dei nostri tempi se fossero nate nei primi anni del secolo scorso?. Gli interrogativi sono numerosi e probabilmente sarà quasi impossibile fornire risposte esaurienti, ovvero in grado di cancellare qualsiasi ombra di dubbio. Ma è proprio il dubbio e l'incertezza che forniscono il fascino all'Old Game, quel fascino che si mescola all'illusione di potersi sentire sul tetto del mondo dopo aver realizzato l'homer vincente in una partita. Teniamoci questo dubbio come una favola senza fine. In fondo il dubbio non è meno religioso di una preghiera. E se il baseball è l'unica religione senza peccato, non esiste un Dio e non esiste il miglior battitore di sempre ma, come un variopinto arcobaleno, ognuno porta dentro di sè il colore e la gioia di essere parte di un universo che non ha confini, predominio esclusivo del proprio talento e della propria abilità. "Chi è il miglior battitore in assoluto di tutta la storia?". E'un eco che rimbomba tra le pareti del Gran Canyon. Alcuni, come aquile, si sono spinti tanto in alto quanto la regina dei cieli, altri, come delfini, hanno cavalcato in moto perpetuo le onde degli oceani. Ma non basta. Ancora siamo incapaci di camminare tutti insieme.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
...Nel linguaggio del baseball, la "base su ball" viene chiamata anche "WALK"(passeggiata, camminata). Kevin Mitchell, grande esterno sinistro dei S.F.Giants degli anni 80', fece parlare di sè per il suo atteggiamento aggressivo nel box di battuta. Diventò famoso anche per una presa al volo a mano nuda correndo all'indietro. Durante una intervista gli fu chiesto come mai riceveva poche basi su ball e lui rispose "I don't like walks, only the mail men walk!".(Solo i postini "passeggiano!")&lt;br /&gt;
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;amp;v=7b_NY5iA3hw&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-wIuyhBT_bTI/TuyH79VKn5I/AAAAAAAACxA/_HU-kUV34-8/s1600/Immagine.jpeg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="157" src="http://2.bp.blogspot.com/-wIuyhBT_bTI/TuyH79VKn5I/AAAAAAAACxA/_HU-kUV34-8/s320/Immagine.jpeg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Miller Huggins è stato il manager degli Yankees nei primi decenni del secolo scorso. Un giorno venne fermato da uno scrittore che stava cercando del materiale per una storia. "Puoi dirmi la formula segreta del tuo successo come manager?" chiese lo scrittore. "La formula del mio successo è molto semplice!" replicò Huggins, "Tutto quel che faccio è pregare di poter avere le basi piene. Quindi prego che in quella situazione ci sia Babe Ruth o Lou Gehrig. Come vedi, è molto semplice!!!!!!"....:):)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2910069252189975918-7014559445540872360?l=beppe14.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/KkLT-MTZ78U_arRSY6yDcVUde-g/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/KkLT-MTZ78U_arRSY6yDcVUde-g/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/KkLT-MTZ78U_arRSY6yDcVUde-g/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/KkLT-MTZ78U_arRSY6yDcVUde-g/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Beppe14/~4/b5q9rairAjg" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://beppe14.blogspot.com/feeds/7014559445540872360/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2910069252189975918&amp;postID=7014559445540872360" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2910069252189975918/posts/default/7014559445540872360?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2910069252189975918/posts/default/7014559445540872360?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/Beppe14/~3/b5q9rairAjg/aquile-e-delfini.html" title="AQUILE E DELFINI" /><author><name>beppe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15180016441295692348</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="http://3.bp.blogspot.com/-SZpn3kRGzKI/Tl4xxsMwQHI/AAAAAAAACnM/BrPNl4BQtwk/s220/M.D.jpg" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-wIuyhBT_bTI/TuyH79VKn5I/AAAAAAAACxA/_HU-kUV34-8/s72-c/Immagine.jpeg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://beppe14.blogspot.com/2011/12/aquile-e-delfini.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;A0ICQnczfip7ImA9WhRRF0k.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2910069252189975918.post-1502123459197290212</id><published>2011-11-30T19:13:00.001+01:00</published><updated>2011-12-01T15:26:03.986+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-12-01T15:26:03.986+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="COSTUME" /><title>SANGUE SUL MANICO!</title><content type="html">&lt;style type="text/css"&gt;
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  @page { margin: 2cm }
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&lt;div align="CENTER"&gt;&lt;/div&gt;I guantini per battere rappresentano uno dei componenti importanti nell'abbigliamento sportivo di un "baseball player". Queste sono le parole che si leggono navigando nel web e nei siti specializzati.Essi offrono un certo comfort, calore, una migliore aderenza e assorbono gli urti nell'attimo del contatto con la palla. L'uso dei guantini non è obbligatorio in ogni livello del gioco, ma sono considerati una parte essenziale dell'abbigliamento rientrando nella categoria delle attrezzature per il baseball. Qualcuno afferma che il primo giocatore ad indossare i guantini per battere fu Bobby Thomson dei Giants nel 1949 durante una partita di "Spring training" (allenamenti primaverili). Altri invece sostengono che fu Ted Williams nell'estate del 1953 durante un allenamento di batting practice. Lo storico David Cataneo sostiene che il manager di Williams, Fred Corcoran, si recò verso il tunnell di battuta dove lo "Splendid Splinter" stava facendo extra allenamento di battuta per ritrovare la sua forma migliore. Infatti Willams era da poco rientrato negli States avendo fatto parte della Marina Militare nel corso della Guerra in Korea. Il manager notò che le mani di Williams erano piene di vesciche e allora tirò fuori dalla sua tasca un paio di guantini da golf e li diede a Ted. In breve, da quel momento tutti usarono i guantini per battere. Il primo atleta a usare i guantini durante una partita fu Ken "Hawk" Harrelson nel 1964 quando giocava con i Kansas City A's. Altri sostengono in modo "apocrifo", non certificato, che nel 1968 Harrelson (a quel tempo con i Red Sox), passò la giornata giocando a golf nella certezza di non dover giocare la partita in notturna a Boston. Quando arrivò al campo si accorse che il suo nome era nel "line-up" di battuta. Avendo le mani con diverse vesciche, Harrelson indossò gli stessi guantini da golf che aveva usato durante il giorno. Lo storico Peter Morris, nel suo libro "A game of Inches" scrive che i guantini vennero usati per la prima volta nel 1901 da Hughie Jennings. In seguito furono Lefty O'Doul e Johnny Frederick dei Brooklyn Dodgers a farne uso nel 1932. Sempre Morris, scrive che Harrelson reintrodusse l'uso dei guantini aumentandone la popolarità negli anni 60'. Gli appassionati di MLB ed in particolare i fans dei Chicago White Sox sanno che Harrelson è il broadcaster della squadra. Famose sono le sue telecronache colorite e originali del tipo "You can put it on the board! Yes!" in seguito ad un fuoricampo; oppure "The good guys!" riferito alla squadra di Chicago...e ancora "He gone!..Grab some bench!" riferito ad uno strike-out del battitore avversario; "Sacks packed with Sox!"..basi piene per i Sox...Ma i "batting glove" divennero famosissimi negli anni 80' quando un grande "Hall of Famers", Mike Schmidt dei Philadelphia Phillies, guidò una forte campagna pubblicitaria a favore dei "Franklin" che diventarono (e lo sono tutt'ora) i guantini più usati dai player di Major League.&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-KAj6fnRXiHo/TteOIblzXlI/AAAAAAAACtA/xyQ3XRf0CWA/s1600/cut.jpeg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="274" src="http://3.bp.blogspot.com/-KAj6fnRXiHo/TteOIblzXlI/AAAAAAAACtA/xyQ3XRf0CWA/s320/cut.jpeg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Però, come succede spesso in queste occasioni l'uso dei guantini ha anche i suoi non-sostenitori (di cui ne faccio parte). Sono tanti i player che non li usano tra i quali Vladimir Guerrero,Bobby Kielty,Doug Mientkiewicz,Jorge Posada,Francisco Cervelli,Nate Schierholtz,Jason Kendall,Jamie Moyer,Brooks Conrad,Luis Durango,Homer Bailey giusto per menzionarne qualcuno. Voglio ricordare che l'introduzione delle mazze d'alluminio specie nelle leghe giovanili ha contribuito ad innalzare l'uso dei guantini per poter meglio assorbire le vibrazioni e gli shock dovuti al metallo. Con un clima freddo non è difficile infortunarsi ai polsi e alle dita. Oggi tanti giocatori si presentano nel box di battuta con un corredo da "pret a porter": divisa,(vabbèh! quella ci vuole),spikes o altro, caschetto, occhiali, polsini, para-gomito, para-caviglia, guantini, collane e collanine,trecce nei capelli, il "nero antiriflesso"sotto gli occhi, orecchino e nastro per raccogliere i capelli a "coda di cavallo" (McCutchen Pirates)...ah! dimenticavo, tabacco da masticare, compreso la scatoletta tonda "Skol" nella tasca, l'anello di plastica da infilare nel pollice della mano che sta sopra, un "taping" sul manico della mazza ed una buona "sfregatura" col pine tar (la pece)!.Ecco a voi l'archetipo del moderno battitore nel baseball!.Jorge Posada, Doug Mientkiewicz, Moises Alou, Vladimir Guerrero, Doug Mirabelli e pochi altri potrebbero essere identificati "rivoluzionari e contro corrente" perchè si sono allontanati da più di 40 anni di tradizione dei guantini. "E' una questione di sensibilità!" dice Posada "Mi piace sentire la pece sulle mani, la terra e il legno!".Doug Mientkiewicz dice la stessa cosa "Sento meglio la mazza nelle mani!". Il fatto curioso è che anche i battitori che usano i guantini affermano la stessa cosa. Il neurologo Frank R. Wilson, autore del libro “The Hand: How Its Use Shapes the Brain, Language and Human Culture", afferma che l'uso delle mani è l'aspetto centrale nel corso dell'evoluzione dell'uomo specialmente da quando si è alzato e ha iniziato a camminare su due piedi. Le mani sono nel centro del movimento.Le scimmie giocano sugli alberi, l'uomo gioca a baseball. La posizione delle mani con la presa "obliqua" è il fulcro di un ipotetico cerchio disegnato dalla testa della mazza durante lo swing. La presa e la sensibilità sono fondamentali per ottenere precisione e accuratezza; una volta iniziato lo swing, è impossibile correggerlo. Se Babe Ruth fosse stato una scimmia, non ci sarebbe stato nessun "Called Shot" (fuoricampo dichiarato WS 1932)!. L'uso dei guantini previene lo "slip", ovvero lo scivolamento delle mani prodotto dalla sudorazione delle stesse. Come rimedio Greg Counsell e Mark Grace si sfregavano la terra nelle mani e impugnavano la stessa più nelle dita che nei palmi affermando che hanno più controllo nello swing.Potremmo dire allora che chi non usa i guantini potrebbe superare il test della "macchina della verità" perchè non ha sudorazione nelle mani. Harrelson racconta dei suoi 2 homers contro gli Yankees(4 Sett. 1964)e il primo volò per oltre 130mt. Il giorno dopo tutti i giocatori degli Yankees indossavano guantini da golf, e Mickey Mantle ne ordinò 20 paia!.Non usare i guantini crea una sorta di appartenenza ad una famiglia. Un giorno allo Yankees Stadium faceva freddo e Doug Mientkiewicz, prima base dei Twins, decise di usare i guantini. Posada subito lo ammonì "Pensavo tu fossi uno di noi!".Tanti giocatori con atteggiamenti da "signorina" usano i guantini per evitare il formarsi di vesciche che indurendosi col tempo si trasformano in calli.Come risolviamo questo fastidioso problema? "Semplice!" rispose Moises Alou "Basta pisciarsi sulle mani!". Non credo proprio che durante gli Spring Training ci fosse qualcuno desideroso di stringere la mano a Moises!!!&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-mdvxOtz3wik/TteN-_oi6RI/AAAAAAAACs4/dXQHB2PaTcE/s1600/images1.jpeg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-mdvxOtz3wik/TteN-_oi6RI/AAAAAAAACs4/dXQHB2PaTcE/s1600/images1.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;A proposito dei guantini, Claudio Acquafresca, grande esterno dell'Europhon Milano negli anni 70' mi scrive raccontandomi quest'aneddoto.&lt;br /&gt;
&lt;div align="LEFT"&gt;&amp;nbsp;" 1973,&amp;nbsp; Stadio Kennedy a Milano. Uscivo dall'ufficio alle 17, alle 17.30 ero in divisa al Kennedy pronto per l'allenamento. Peccato che iniziava alle 19!....Cosa facevo nel frattempo? Battevo. Allora avevamo un tunnel (dove ora c'è lo scivolo per chi usa la carrozzina) con all'interno la macchina, quella con la molla a torsione, il braccio e la mano. Caricavo la macchina di palle, l'accendevo e correvo sul piatto per battere quei missili. Un giorno un signore e il figlio di 10 o 12 anni si avvicinarono e mi guardarono con interesse mentre stavo battendo. Più tardi, quando finirono le palline dal contenitore della macchina lanciapalle, iniziai a raccoglierle e mi accorsi che il bimbo era entrato nel tunnell per aiutarmi. Terminata la raccolta, mi chiese di dargli la borsa piena di palline. Con tutta fretta andò a versarle nel contenitore della "lanciapalle" e dopo che io avevo preso posizione nel box, quel bimbo accendeva la macchina. Come spesso succede in certe situazioni, questo fatto si trasformò in un'abitudine e nei giorni a seguire il bimbo era sempre presente per darmi il suo aiuto. Alcune volte era lì prima di me ad aspettarmi. Un giorno mi chiese: "Acqua, come mai la mazza è rossa?" La guardai e vidi che sul manico vi erano tracce di colore&amp;nbsp; rosso. Era sporca di sangue! Si, a furia di battere col legno "SENZA GUANTINI" le vesciche si erano rotte e sanguinavano. Quel bambino era Ivan Guerci. Quell'anno, in serie A battei 260 con 6 HR...senza guantini. Ivan Guerci diventerà uno dei punti di forza della squadra milanese negli anni 80'.&lt;/div&gt;Un abbraccio Beppe.&lt;br /&gt;
&lt;div align="LEFT"&gt;&amp;nbsp;Claudio  &lt;/div&gt;&lt;div align="LEFT"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div align="CENTER"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2910069252189975918-1502123459197290212?l=beppe14.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/KBpGee7kxNGS0-IisDvqTvY3fUE/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/KBpGee7kxNGS0-IisDvqTvY3fUE/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/KBpGee7kxNGS0-IisDvqTvY3fUE/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/KBpGee7kxNGS0-IisDvqTvY3fUE/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Beppe14/~4/_XcpmAgQmQQ" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://beppe14.blogspot.com/feeds/1502123459197290212/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2910069252189975918&amp;postID=1502123459197290212" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2910069252189975918/posts/default/1502123459197290212?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2910069252189975918/posts/default/1502123459197290212?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/Beppe14/~3/_XcpmAgQmQQ/sangue-sul-manico.html" title="SANGUE SUL MANICO!" /><author><name>beppe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15180016441295692348</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="http://3.bp.blogspot.com/-SZpn3kRGzKI/Tl4xxsMwQHI/AAAAAAAACnM/BrPNl4BQtwk/s220/M.D.jpg" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-KAj6fnRXiHo/TteOIblzXlI/AAAAAAAACtA/xyQ3XRf0CWA/s72-c/cut.jpeg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://beppe14.blogspot.com/2011/11/sangue-sul-manico.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CUAGQnY7cCp7ImA9WhRVE0w.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2910069252189975918.post-6204802592022969264</id><published>2011-11-13T11:37:00.000+01:00</published><updated>2012-01-11T21:28:43.808+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-11T21:28:43.808+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ARTE POESIA STORIA" /><title>DETROIT "12 STREET RIOTS"</title><content type="html">Ooh! E' stato divertente l'altra sera recarsi al Tom Yawkey's Clubhouse del Fenway Park.Dovevo fare due chiacchere con un grande giocatore e abbiamo preso appuntamento proprio nel locale che porta il nome di un grande proprietario dei Red Sox del passato.Tom Yawkey acquistò i Boston Red Sox nel 1933 per la cifra di 1.2 milioni di dollari.Originariamente si chiamava Thomas Austin ma dopo la morte del padre venne adottato dallo zio Bill Yawkey, un magnate dell'industria del ferro, il quale diede anche il nome al piccolo Thomas.Quando Bill Yawkey morì nel 1919 lasciò in eredità a Tom un patrimonio di 40 milioni di dollari con la clausola che avrebbe potuto impossessarsene soltanto al compimento del 30imo anno di età. Tom Yawkey morì nel 1976 e nonostante i grandi sforzi per avere una squadra vincente, non potè mai festeggiare un titolo di "World Series Champion". Infatti nel 1946, 1967 e 1975 i Boston persero le World Series tutte alla settima partita frantumando il sogno di Tom Yawkey. Ma il nome sopravvive alla morte grazie anche a questo Clubhouse raffinato, elegante ma soprattutto "amichevole". Varcare la soglia d'ingresso è come entrare nella "casa di eternità" di un antico faraone. Il gioco delle luci soffuse si mescola con quello delle candele poste sopra ogni tavolino. I lineamenti dei volti delle persone sono morbidi, linee che sfumano nella penombra mentre le dolci note di "Blue Valentine" di Tom Waits danzano nel locale rendendo l'atmosfera piacevole e rilassante. Non è facile strappare qualche risposta ai giocatori di Major League. Alcuni di loro sono timidi, altri esitano quasi fossero intimoriti e altri ancora sfoggiano tuttto il loro "background" di educazione raffinata ricercando le risposte più intelligenti. Però talvolta succede che un reporter ha la fortuna di incontrare un giocatore come Willie Horton. &lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-ivqrZl1MRok/Tr-bjZIxEJI/AAAAAAAACqs/bH_09hr3M_I/s1600/Schermata.png" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-ivqrZl1MRok/Tr-bjZIxEJI/AAAAAAAACqs/bH_09hr3M_I/s320/Schermata.png" width="314" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
Willie è quello che comunemente viene denominato "great dude". E' sempre sorridente e gentile sprizza vitalità come una fresca bibita effervescente. E' uno spirito libero che parla con franchezza e non usa mezzi termini.Willie preferisce sempre raccontare di coloro che l'hanno aiutato piuttosto che mettersi al centro di ogni argomento. Appena entro al Yawkey la sua figura mi colpisce all'istante; è massiccio, muscolarmente delineato e denso. La fioca luce della candela sul tavolino esalta la rotondità delle sue spalle e dei bicipiti &lt;br /&gt;
paragonabili a palle di cannone. Mi avvicino al suo tavolo, lui mi accoglie con un gran sorriso ed io commetto il mio primo errore stringendo la sua mano calorosamente.Ebbi la sensazione di averla imprigionata in una morsa con le dita che si sovrapponevano a causa della forte pressione. Da quel momento capii perchè in Major League tutti i giocatori si divertono a parlare della forza di Willie e dei suoi homers ottenuti con lo swing a "una mano". Tale forza gli ha permesso di battere e di far volare la pallina oltre ogni recinzione e in ogni parte del campo. "Ho un meraviglioso sentimento per il baseball!" così esordisce Horton mentre ci sediamo e con il gesto della mano ordina un paio di "black beers". A dir la verità non sono un amante della birra scura, ma la mia mano era ancora indolenzita e ho ritenuto opportuno non contraddire la scelta di Willie!. "Mi sento bene quando indosso la divisa!" continua Willie "In seguito quando entro nel dug-out e vedo il mio nome nel line-up comincio ad eccitarmi veramente." Non è sempre stato così. Pochi anni fa i suoi genitori furono coinvolti in un brutto incidente automobilistico ed entrambi persero la vita ancor prima di arrivare in ospedale con l'ambulanza."Mio padre è stato una figura molto influente. Lui mi portava sempre allo stadio dei Detroit Tigers perchè desiderava che un giorno avessi potuto indossare quella divisa.La perdita di mio padre è stato come aprire una voragine dentro di me, ma ora sono sicuro che è felice perchè quando entro in campo lui è sulle tribune seduto ad osservarmi". Horton era già una superstar al tempo delle scuole superiori e aveva avuto offerte da ogni club di Major League. Per coronare il desiderio di suo padre scelse di giocare a Detroit, rifiutando allettanti contratti dagli Yankees e dai Red Sox."Il Fenway Park è una trappola per i battitori!" sottolinea Willie "il Green Monster è vicino e rappresenta una forte tentazione per i destri. Preferisco mantenere un atteggiamento costante senza fare troppe modifiche nella meccanica di battuta.Colpire la pallina per spedirla nella zona centrale del campo rappresenta un punto fondamentale per essere battitori efficaci e costanti." Da quando Willie Horton è approdato nella squadra della "Motor City" ha catturato l'attenzione di Wally Moses l'hitting coach del club."Come ha affermato Ted Williams" dice Horton "ci sono tanti allenatori e tecnici che servono come una bicicletta serve a un pesce!. Moses è diverso, lui è veramente speciale perchè, a differenza di tanti altri, coglie il momento giusto per parlare e sa come parlare. Moses non ti lascia mai da solo, la sua è una presenza che ti mette a tuo agio. Se un giocatore ha un problema e il coach sbraita, il giocatore stesso avrà un altro problema. Moses sa cosa dire e quando parlare. E' bello averlo intorno a te quando fai allenamento di battuta." &lt;br /&gt;
Willie Horton ha ottenuto 325 HR in carriera e 1163 RBI; 4 volte selezionato per la All Star game. Nel 1968 vinse il titolo con i Detroit Tigers(fu suo il lancio dall'esterno che eliminò Lou Brock a casa base) ed ebbe la sua miglior stagione con 36 HR e .543 di Slugging Average. Il giorno 23 del mese di Luglio dell'anno 1967 Willie Horton fu presente ad una manifestazione popolare a Detroit che è ricordata col nome di "12TH STREET RIOTS". Fu un bagno di sangue dove morirono 43 persone, 467 furono i feriti (181 civili, 167 poliziotti, 83 vigili del fuoco, 17 guardie nazionali, 16 poliziotti di stato e 3 marines) e più di 7200 arresti compiuti dalla polizia, il più giovane aveva 10 anni e il più vecchio ne aveva 82!. Infine vennero bruciati e distrutti 2509 costruzioni tra locali e negozi. Horton, eroicamente tentò di mitigare la situazione presentandosi alla manifestazione con la divisa da gioco!.&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-1bXF2igPU9M/Tr-dGTkSBjI/AAAAAAAACq0/jxNEfNOG3AM/s1600/sixriot.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="223" src="http://4.bp.blogspot.com/-1bXF2igPU9M/Tr-dGTkSBjI/AAAAAAAACq0/jxNEfNOG3AM/s320/sixriot.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&amp;nbsp;La serata al Yawkey Club si dissolve e vaporizza lentamente, le note in sottofondo si chiudono nell'abbraccio finale. Il sorriso di Willie risplende nella penombra mentre ci congediamo. E'il padrone dei suoi giorni, una statua a lui dedicata sovrasta l'ingresso del Comerica Park, il suo numero di casacca, il 23, è stato ritirato dalla franchigia e il suo nome sarà sempre ricordato nella zona dei "Grandi Laghi". Il 18 Ottobre è il giorno ufficialmente riconosciuto come "Willie Horton Day" e mentre esco dal Yawkey's capisco che il suo sorriso è quello di colui che è riuscito a vincere la solitudine, di colui che ha capito che essere soli non è come essere un albero nel deserto, ma bensì è la distanza che intercorre tra la linfa e la sua corteccia.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2910069252189975918-6204802592022969264?l=beppe14.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/IlmpN3FlYwDUvXvx12Y25dbwx1c/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/IlmpN3FlYwDUvXvx12Y25dbwx1c/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/IlmpN3FlYwDUvXvx12Y25dbwx1c/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/IlmpN3FlYwDUvXvx12Y25dbwx1c/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Beppe14/~4/bGog0rbBw94" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://beppe14.blogspot.com/feeds/6204802592022969264/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2910069252189975918&amp;postID=6204802592022969264" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2910069252189975918/posts/default/6204802592022969264?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2910069252189975918/posts/default/6204802592022969264?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/Beppe14/~3/bGog0rbBw94/detroit-12-street-riots.html" title="DETROIT &quot;12 STREET RIOTS&quot;" /><author><name>beppe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15180016441295692348</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="http://3.bp.blogspot.com/-SZpn3kRGzKI/Tl4xxsMwQHI/AAAAAAAACnM/BrPNl4BQtwk/s220/M.D.jpg" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-ivqrZl1MRok/Tr-bjZIxEJI/AAAAAAAACqs/bH_09hr3M_I/s72-c/Schermata.png" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://beppe14.blogspot.com/2011/11/detroit-12-street-riots.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CEAMQHo7fSp7ImA9WhRTFEU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2910069252189975918.post-9095700322763814737</id><published>2011-11-05T09:46:00.000+01:00</published><updated>2011-11-05T09:46:21.405+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-11-05T09:46:21.405+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="PLAYERS" /><title>TWO AT THE TIME</title><content type="html">&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-98a297e63ca84c1a" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;
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&lt;/div&gt;Bob Forsch, che fu protagonista di due no-hitters ed è il terzo lanciatore più vincente nella storia dei St.Louis Cardinals, è partito per un lungo viaggio Giovedi sera dopo collasso nella sua casa vicino a Tampa, Fla. Aveva 61 anni.La moglie di Forsch, Janice, ha detto al St. Louis Post-Dispatch che l'ex lanciatore è stato vittima di un aneurisma nella parte superiore del torace.Forsch era al Busch Stadium Venerdì scorso, per effettuare il classico lancio cerimoniale prima di gara 7 delle World Series. Con la squadra dei Cardinals, Forsch è stato protagonista di 3 World Series vinte&amp;nbsp; (82-85-87) ed è l'unico lanciatore nella storia della franchigia ad aver lanciato 2 no-hit.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Matty Alou, un ex campione di battuta MLB, è morto a S.Domingo all'età di 72 anni. Alou ha giocato per 14 anni in Major League dal 1960-74, soprattutto con i Giants e i Pirates. Ha avuto una media battuta in carriera di 307. Era il più piccolo di tre fratelli, pesava appena 72kg. Gli "Alou's Brothers", Matty,Jesus e Felipe fecero storia quando tutti e tre insieme giocarono una partita all'esterno. Era il 10 Settembre del 1963 a New York, quando il manager Alvin Dark fece entrare Jesus a battere per Josè Pagan.Il successivo battitore fu Matty al posto del lanciatore Bob Garibaldi! ed infine fu Felipe ad andare in battuta. Tutti e tre vennero eliminati in successione. Matty Alou vinse la media battuta nel 1966 con 342. Il fratello Felipe arrivò secondo con 327. Anche Matty Alou fece parte dei St.Louis Cardinals nel 1971-72.&lt;br /&gt;
RIP.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2910069252189975918-9095700322763814737?l=beppe14.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Y6mKW3mTXozwynAkwAfgMWkX4As/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Y6mKW3mTXozwynAkwAfgMWkX4As/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Y6mKW3mTXozwynAkwAfgMWkX4As/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Y6mKW3mTXozwynAkwAfgMWkX4As/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Beppe14/~4/IBGdNPO1hCA" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://beppe14.blogspot.com/feeds/9095700322763814737/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2910069252189975918&amp;postID=9095700322763814737" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2910069252189975918/posts/default/9095700322763814737?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2910069252189975918/posts/default/9095700322763814737?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/Beppe14/~3/IBGdNPO1hCA/two-at-time.html" title="TWO AT THE TIME" /><author><name>beppe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15180016441295692348</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="http://3.bp.blogspot.com/-SZpn3kRGzKI/Tl4xxsMwQHI/AAAAAAAACnM/BrPNl4BQtwk/s220/M.D.jpg" /></author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://beppe14.blogspot.com/2011/11/two-at-time.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkUBQXk6cCp7ImA9WhdbEk8.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2910069252189975918.post-3754193213879562001</id><published>2011-10-10T08:27:00.000+02:00</published><updated>2011-10-10T08:30:50.718+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-10-10T08:30:50.718+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="PLAYERS" /><title>CARP-E-DIEM</title><content type="html">&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-m26S4A9n-aY/TpKPgrm5BYI/AAAAAAAACpM/tOfzM-Vnj5g/s1600/Immaginecarp.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="201" src="http://3.bp.blogspot.com/-m26S4A9n-aY/TpKPgrm5BYI/AAAAAAAACpM/tOfzM-Vnj5g/s320/Immaginecarp.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Chris Carpenter&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
E' un post season avvincente, come sempre di regola negli States.Il profondo South sta galoppando con vigore pronto per essere protagonista. Texas e St.Louis sono passati. Il "Gateway to the West" sulle sponde del Mississippi si erge solenne sopra il Fairmount Park e il Delaware River di Philadelphia. The "Gas House Gang" ha avuto ragione dei "100.000$ infield" degli storici Athletics. Chris "carp-e diem" Carpenter ha sfoderato una prestazione da All Time lasciando a zero la squadra di Philadelphia,votata ad essere la favorita per il titolo di "World Series Champ". Carpenter è conosciuto nelle Majors per la totale padronanza dei suoi lanci, possiede il miglior lancio curvo di tutti i lanciatori ed è imprevedibile perchè su ogni conteggio può affrontare i battitori avversari con qualsiasi tipo di lancio. Tutto questo non è stato facile per Chris. C'è stato un momento in cui la sua carriera sportiva sembrava destinata a scivolar via dalle mani come granelli di sabbia. Affrontando due interventi chirurgici al braccio che gli hanno tolto quasi 3 anni di carriera, Carpenter ha costruito se stesso nutrendosi esclusivamente del suo coraggio: un coraggio alimentato dall'amore per il gioco e dalla ferocia con la quale affronta i battitori avversari. Una dura lezione per lui, un perfezionista estremamente autocritico e costantemente insoddisfatto delle sue prestazioni. "Mi aspetto molto da me stesso!" disse Carpenter nel 2006 dopo aver lanciato nelle WS contro Detroit portando la sua squadra alla vittoria per 5 a 0. Openin Day nel 2007, il forte lanciatore fu vittima di un infortunio al gomito che lo obbligarono a sostenere un intervento chirurgico. Seguirono mesi di solitudine e sacrificio per la riabilitazione. Mesi difficili da sopportare perchè Carpenter aveva già subito un'operazione alla spalla nel 2003. Il suo carattere fu messo a dura prova, il ritorno verso il "mound" sembrava molto lontano, quasi irraggiungibile. "E' stato un brutto momento!" dice Chris," Ogni giorno devi affrontare la rabbia e la frustrazione di essere lontano dagli stadi e di non poter dare una mano alla squadra per vincere. Ho imparato che l'ultima partita che lanci si può trasformare in quella della vita." Durante la riabilitazione Carpenter potè constatare che la riparazione del tessuto danneggiato,che lo avrebbe portato alla guarigione completa, rappresentava una battaglia a metà strada verso il monte di lancio. Per completare il tragitto, Chris si rese conto che doveva sintonizzare il suo aspetto caratteriale. Qualche giorno aveva l'impressione che il braccio stesse migliorando, qualche giorno invece no e tutto si rifletteva sulla sua emotività. "Ho imparato ad accettare che gli infortuni fanno parte del gioco. Se ti fai male vuol dire che stai dando il 100% delle tue possibilità per cui sottoponi il tuo fisico a massimo regime." continua Carpenter " Stando lontano dai campi ho deciso che al mio rientro avrei gradito di più la presenza dei miei compagni di squadra oltre al desiderio di sentirmi in grado di affrontare qualsiasi confronto con l'avversario." Nella sua prima partita di quest'anno Carpenter lanciò brillantemente contro Pittsburgh. Successivamente contro Arizona stava lanciando molto bene quando a metà partita ebbe uno stiramento ai muscoli dorsali provocato da uno swing mentre era in battuta. Uscì nuovamente dal gioco, un altro infortunio, un'altra delusione, altri 20 giorni per recuperare. Essere forte e rimanere positivo erano gli unici pensieri che galoppavano nella mente di "Carp." Al suo rientro nel mese di Maggio lanciò ancora alla grande contro i Cubs di Chicago, vincendo la partita 2 a 1 e concedendo solo 3 battute valide. Nulla ci è garantito, è necessario dare il massimo ogni volta. Ogni partita che si lancia potrebbe essere l'ultima!.Chris "Carp-e-diem" Carpenter.&lt;br /&gt;
Dall'altra parte, l'uomo che "deve vincere in ogni situazione" si è trovato sconfitto ed escluso dalle semifinali. E' Cliff Lee, che osserverà la sua ex squadra, i Texas Rangers, mentre affronteranno i "motori" dei Detroit Tigers.&lt;br /&gt;I tifosi di Arlington l'hanno ammirato quando saliva sul monte nella sua compostezza ed efficacia.Era la partita della sua vita.Vincere contro gli Yankees per accedere alle World Series. Quando in televisione si è visto Lee ottenere lo strike out contro il capitano Derek Jeter alla prima ripresa, si è capito che quella sarebbe stata la serata del "Southpaw" di Arlington. Nessuna imprecisione, tutti i lanci controllati e "pennellati" sul filo della zona di strike. Cliff Lee ha lanciato come il "divino artista" vincendo la gara per 8 a 0, concedendo 2 valide e realizzando 13 strike-out. "Mi chiedete come fa a stare così calmo e tranquillo?" disse Kristen, la moglie di Cliff "Credo che lui abbia capito che il baseball non è una questione di vita e nemmeno di morte." Nove anni fa, mentre Lee era nelle Minors, Jaxon, il figlio di appena 4 mesi venne ricoverato in ospedale per leucemia con un 30% di possibilità di sopravvivenza. Seguirono la chemioterapia, radiazioni e un trattamento con cellule staminali."Osservare tuo figlio così vicino alla morte è la seconda cosa più brutta della vita dietro soltanto alla morte sicura!" Disse Kristen. Niente di tutto ciò che può succedere nel baseball ha potuto scuotere Cliff Lee da allora. Quel Lunedì Jaxon, che ora ha 9 anni ed è completamente guarito, ha visto in televisione suo padre mentre lanciava la più bella partita delle loro vite!.&lt;br /&gt;
&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-aQudscoyz0Y/TpKP_ddyrGI/AAAAAAAACpQ/8AnwyjLgVG8/s1600/Immaginecliff.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="142" src="http://1.bp.blogspot.com/-aQudscoyz0Y/TpKP_ddyrGI/AAAAAAAACpQ/8AnwyjLgVG8/s320/Immaginecliff.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Cliff Lee&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2910069252189975918-3754193213879562001?l=beppe14.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-m9Y6znQPG1s/Tom5xWMWETI/AAAAAAAACpA/4qoG78uVQfw/s1600/morrisandquaid.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="269" src="http://4.bp.blogspot.com/-m9Y6znQPG1s/Tom5xWMWETI/AAAAAAAACpA/4qoG78uVQfw/s320/morrisandquaid.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;J.Morris e D.Quaid&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Da quando avevo quattro anni ho sempre sognato di essere un lanciatore di Major League.Questo desiderio era talmente forte che andavo a dormire sempre col guantone stretto al petto pensando ai grandi stadi colmi di tifosi con le tribune che ti circondavano tutt'intorno.Dopo anni di partite con gli amici nei prati dietro casa, nella Little League, nelle scuole superiori e al college, ho avuto la mia grande occasione nel 1983 quando l'organizzazione dei Milwaukee Brewers mi ha selezionato al primo turno del draft.Ma dopo un anno di Minor League cominciai a sentire forti dolori al braccio. Fui operato al gomito con un delicato intervento di ricostruzione del tendine e passai tutta la stagione del 1986 a "scaldare" la panchina. L'anno successivo lanciai in appena quattro partite quando mi infortunai anche alla spalla e dovetti tornare in sala operatoria. Nel 1988 fui messo da parte dall'organizzazione di Milwakee e passai tutto l'anno a sostenere un intenso programma di riabilitazione.Poi, durante la primavera del 1989, mentre facevo&amp;nbsp;&amp;nbsp; riscaldamento lanciando la pallina, sentii qualcosa cedere dentro la mia spalla. Avevo spuntato un legamento. Avevo solo 25 anni e la mia carriera era finita senza mai essere stato in Major League.Tornai a casa in Texas e con mia moglie Lorri decidemmo che se non potevo più giocare sarei tornato all'università per prendere il diploma di insegnante di scuola. In seguito venni sottoposto ad un altro intervento chirurgico alla spalla per rimuovere tre schegge di osso dall'articolazione.Per la prima volta dopo anni non sentii più dolore al mio braccio sinistro e pensai che forse avrei potuto restare nell'ambiente del baseball anche se non potevo più giocare.Così iniziai ad allenare qua e là, facendo anche delle sessioni di batting practice dove io stesso lanciavo dal monte per allenare i battitori.Ecco come sono finito alla Scuola Reagan County High, dove insegnavo scienze e allenavo la squadra locale.Ho avuto il mio bel da fare perchè la squadra, "Howls county Reagan", aveva solo tre vittorie in ciascuno dei tre anni precedenti. Eppure vidi che tra i ragazzi c'era un potenziale da all-star team. Infatti avevano solo bisogno di lavorare di più e di sentire qualche incoraggiamento perchè ogni volta che perdevano era molto difficile per loro potersi risollevare dalla frustrazione della sconfitta. Proprio per questo motivo mi piaceva allenare perchè volevo aiutare i ragazzi a superare momenti difficili. La mia breve carriera da giocatore mi aveva insegnato ad accettare le sfide senza mai arrendersi.Un giorno di Aprile del 1998,feci sostenere alla squadra un duro allenamento, poi feci sedere i giocatori sull'erba del prato esterno per fare due chiacchere."Credetemi, ragazzi, so quanto sia difficile," dissi mentre guardavo le loro facce sudate e stanche."Ma non si può mollare proprio per questo. È necessario fissare degli obiettivi da raggiungere", e continuai dicendo "Va bene sognare, meglio ancora sognare in grande".Uno dei miei lanciatori si alzò e disse. "E tu, Coach? E i tuoi sogni? Non avete ancora voglia di giocare nelle Major Leagues?". Io sorrisi scuotendo la testa. "Ho consegnato quel sogno ad un tempo passato ormai," dissi loro. "Mi sono sposato, sono un insegnante, ho avuto figli. Ora sono qui per fare il coach.E non rimpiango nulla. Sono proprio dove il Signore mi vuole ".I ragazzi non erano convinti. "Sappiamo quanto ti piace giocare a baseball, Coach," disse uno di loro."Nel modo con cui lanci dovresti essere in Major," un altro disse scherzando. Ci fu qualche risata, ed io accolsi quella situazione e stando al gioco risposi" A te non piace fare allenamento in battuta sotto il sole caldo." Ad ogni modo il mio discorso era stato recepito e i ragazzi da quel momento iniziarono&amp;nbsp; ad allenarsi con grinta e determinazione.Volevano vedermi inseguire un sogno, anche se ormai l'avevo lasciato alle spalle. Amavo essere un insegnante e un allenatore. Alla fine feci un patto con loro. "Okay, okay," dissi "se voi ragazzi raggiungete i playoff quest'anno, proverò a fare un try out per una squadra di major league. Ma dovete capire che il mio tempo per giocare è finito."Ero sicuro che non avrei mantenuto la mia promessa perchè nessuna squadra di baseball della storia di Reagan County aveva mai fatto i playoff. Col passare del tempo seppi che la squadra di Tampa sosteneva dei camp di selezione aperti per tutti i giocatori e, con sorpresa notai che la mia squadra era diretta verso i play off. Fu così che dovetti&amp;nbsp; mantenere la promessa fatta ai miei ragazzi e andai alla Howard Payne University di Brownwood. Incontrai Doug Gassaway, lo stesso scout che mi aveva scoperto 17 anni prima. "Hai portato alcuni dei tuoi figli per un provino?", mi chiese. Io gli risposi che ero lì per me, e gli spiegai la promessa che avevo fatto alla mia squadra. Doug rise, e fu anche contento di inserirmi nel programma della lista dei giocatori da visionare. Fui ultimo, a titolo di cortesia.C'erano circa 50 o 60 giovani che giravano con i loro guanti e tacchetti. Guardavo questi ragazzi, e pensai. "Che cosa ci faccio qui? Ho 35 anni, per l'amor del cielo! mi sento come un pensionato!.Infine, venne il mio turno. "Dai, Jim, è il tuo turno, fai in fretta" disse Doug, desideroso di tornare a casa. Aveva visto alcuni buoni giocatori, ma nessuno particolarmente promettente. "Signore!",ho pregato. Fammi uscire da questa situazione con la mia dignità intatta, almeno i ragazzi sapranno che ho provato.Cominciai a lanciare, e dopo tre o quattro lanci mi resi conto che il braccio stava bene. Nessun dolore e mano a mano che andavo avanti notai che dietro la rete si era formato un gruppo di persone che controllavano la pistola radar per vedere la velocità dei miei lanci. C'è qualcosa che non va? Mi domandai. Al termine del provino il catcher si avvicinò a me e con gli occhi spalancati mi disse "Hai lanciato a 98 miglia!"."No way!" Dissi. In passato, nei miei tempi migliori ho raggiunto a mala pena 88 mph. "Hanno anche verificato con una seconda pistola radar." Poi Doug si avvicinò, sorridendo. "Se tu fossi dieci anni più giovane!." "Non voglio!" Dissi. "Sono sconcertato Jim," aggiunse Doug. "Realisticamente, non so cosa posso fare. Ma ci proverò. Ti chiamo".C'era un messaggio in attesa per me quando arrivai a casa. Doug voleva che sostenessi un ulteriore try out fra un paio di giorni, per vedere se riuscivo a lanciare di nuovo così forte. Mi recai sul luogo e lanciai la palla a 95 mph. "Siamo pronti a firmare, Jim," mi disse. "Dovrai essere a San Petersburg per gli allenamenti." Avevo poco tempo e i pensieri e le cose da fare erano tante.Io e mia moglie Lorri ne parlammo. "Potrebbe veramente essere dove Dio mi sta guidando?" Le ho chiesto mentre eravamo seduti al nostro tavolo della cucina. "Pensavo di essere proprio dove mi voleva." "Non lo so, Jimmy," lei rispose. "Forse ha portato di nuovo questo sogno per un motivo."Le mie visioni, ormai sepolte, di giocare in grandi campionati tornarono a rivivere dentro di me. Mi sentivo come un ragazzo nuovo. Ma era diverso adesso che ho una famiglia e un buon lavoro. Potevo rischiare tutto su un sogno? "So che questo non è ciò che abbiamo previsto",disse Lorri"Comunque ce la farò da sola ad aver cura dei nostri figli. "Ci sono un sacco di domande senza risposta, Lorri," dissi. "Non so dove andrò a finire col gioco, per quanto tempo resteremo lontani l'uno dall'altra e non so se sarò in grado di supportare la nostra famiglia con quello che pagano nelle Leghe Minori."Due giorni dopo, con la benedizione di mia moglie, ero a San Petersburgh, per rimettermi in forma. Non sapevo cosa aspettarmi, ma si è rivelato più duro del previsto e ho lanciato più veloce di quando avevo 19 anni. Dopo due settimane fui inviato ad Orlando in doppio A, per poi passare fino al Triple A a Durham.Nel mese di settembre, il campionato si era concluso, e terminai con un record di 3 e 2, con una salvezza e 22 strikeouts in 28 innings.Ho dato del mio meglio, ed ero soddisfatto della mia prestazione. Nello stesso giorno che stavo facendo i bagagli per tornare a casa in Texas ricevetti una telefonata per presentarmi negli spogliatoi della squadra dei Tampa Bay in Major League.Ero sbalordito.Sabato, 18 settembre ero sulla lista dei giocatori della squadra di Tampa Bay, il rookie più vecchio degli ultimi 30 anni. Giocammo contro i Texas Rangers quel giorno nel loro stadio di Arlington, un paio d'ore di macchina da casa mia. All'ottavo inning con due out, venni chiamato per lanciare. Avevo il cuore in gola e non credo di aver preso un respiro da quando ho lasciato il bullpen, ma sono riuscito ad eliminare Royce Clayton con quattro lanci.Un milione di pensieri correvano nella mia testa quella notte. A mia moglie, ai miei figli e ai ragazzi della squadra e alle parole dette a loro."Va bene sognare, e ancora meglio sognare in grande." Questo è ciò che può accadere quando si desidera un sogno. Basta non volerlo accelerare, anche se si prende un po'più di tempo del previsto per realizzarsi.Il regista John Lee Hancock ha fatto di questa storia un piccolo gioiello.Una pellicola dal titolo "Un Sogno una Vittoria (The Rookie)" un film uscito nel 2002, dove l'attore Dennis Quaid interpreta il lanciatore Jim Morris.&lt;br /&gt;
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&lt;/div&gt;Baseball è musica e armonia.Blues è musica e armonia, Baseball è Blues. Tutto inizia con una B(http://beppe14.blogspot.com/2010/07/tutto-inizia-con-una-b.html). È il blues di Tim Hudson, che dopo un intervento chirurgico di trapianto del legamento del gomito rientra in Major League. Dopo tante sofferenze e riabilitazione registra il suo 1600imo strike-out e la 10.000ima vittoria della franchigia dei Braves. È il blues di Dallas Braden che dopo aver perso la mamma portata via dal cancro, va a vivere con sua nonna&amp;nbsp; col dolore nel cuore. Dalla sedia a rotelle la nonna lo incita per continuare a giocare a baseball. Il 9 Maggio del 2010, "Mother's day", Dallas Braden effettua 109 lanci( 77 strikes) contro la squadra di Tampa e ottiene la 19esima "Partita Perfetta" nella storia delle Major Leagues. È il blues di Brett Gardner, quando visita lo "Stanley Children's Hospital". Lì conosce la nipote di Babe Ruth che gli racconta di quando il nonno promise un homer ad un ragazzo malato. Gardner conosce Alyssa, 18 anni, che deve subire un trapianto di cuore. Nel suo letto di ospedale, Alyssa regala un braccialetto a Gardner e gli dice che lui farà un fuoricampo nella partita della serata. Il blues continua perchè Gardner non è titolare. Al suo posto gioca Damon a sinistra. Alyssa è davanti al televisore e sorride. A metà partita Damon viene espulso dall'arbitro, il manager Girardi si rivolge a Gardner "You're in Brett!".Con due strike Gardner realizza una volata all'esterno sinistro.Un doppio!. Ma la palla prende un brutto rimbalzo allontanandosi dal difensore che la rincorre. Brett vola verso la terza e vede il suggeritore che lo incita a continuare la corsa verso casa base. Brett arriva in scivolata. È un punto!. È un "fuoricampo interno"!. Alyssa è contenta. È il blues di Bengie Molina che viene trasferito ai Texas Ranger per far posto in squadra a Buster Posey. Un altro giocatore sarebbe amareggiato, ma non Bengie "È stata una mossa giusta, Buster è un catcher più bravo di me!" dice Molina dopo tanti anni a S.Francisco. È il Blues di Josh "The Natural" Hamilton, quando crack e cocaina si insinuarono nel suo mondo allontanandolo dai "verdi prati d'estate", dalla moglie Katie e dalla piccola Julia. Anche in questo caso, le note del blues arrivarono alla nonna che ospitò Josh con la promessa di andare in un centro di riabilitazione. E così fu. The Natural si avvicinò ancora ai campi da baseball con i suoi homers, ma più di tutto ritrovò la vicinanza della moglie e della piccola Julia. È il blues di Torii Hunter che da piccolo doveva chiedere da mangiare ai vicini di casa perchè il padre drogato spendeva tutti i soldi e viveva in casa a lume di candela, senza elettricità. Ma Torii ama suo padre, il suo sogno si è avverato. È riuscito a strapparlo da quel tunnell e ora siede sulle tribune per guardare il figlio che gli ha restituito ciò che gli apparteneva: la dignità di un padre.È il blues di Scott McClain con le sue lacrime e le 80 telefonate per comunicare che il suo sogno si è realizzato. Il primo giorno di Settembre viene chiamato dai S.Francisco Giants. È nel line-up, ottiene un homer, la prima delle tante telefonate è diretta alla moglie Jennifer "Ce l'abbiamo fatta!!" dice il giocatore. Scott McClain è un rookie, Scott McClain ha 36 anni!. È il più Bel Blues italiano, quello di Alex "Stallion" Liddi, il rookie di S.Remo che gioca nei Mariners, i cui occhi hanno visto soltanto 23 primavere. Baseball è il Blues, il Blues è Bello!.C'è un altro blues qui da noi, è il "Baby Band Blues", i terribili ragazzi della squadra di Nettuno, che in finale riescono a far tremare le solide fondamenta di uno squadrone massiccio e potente come quello di S.Marino.È il blues dei tifosi che si accalcano allo "Steno Borghese" animati da quello che mesi prima non si sarebbero mai aspettato. È il blues di Stevie, Jimi, Janis, Dwane, Howling, B.B...È il blues di Filippo e Maurizio, che nelle pieghe della notte, mentre danzano le stelle, ci aiutano a rimanere saldamente in contatto con un mondo dove i sogni si possono realizzare. Il baseball è il Blues di tutti quanti noi,senza distinzione tra credenti e non credenti, senza distinzione tra razze e colori della pelle. È il blues di coloro che pensano e sono consapevoli che essere obbedienti non rappresenta una virtù, ma una subdola tentazione.&lt;br /&gt;
Nel Clip: Dwane Allman "Sweet Little Angel" scritta da B.B.King&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2910069252189975918-3416751201317125653?l=beppe14.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/LOEgpSOYwimVagGhmHMpH_jdXJA/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/LOEgpSOYwimVagGhmHMpH_jdXJA/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Beppe14/~4/d2sGNOsJMU8" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://beppe14.blogspot.com/feeds/3416751201317125653/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2910069252189975918&amp;postID=3416751201317125653" title="1 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2910069252189975918/posts/default/3416751201317125653?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2910069252189975918/posts/default/3416751201317125653?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/Beppe14/~3/d2sGNOsJMU8/il-baseball-e-blues.html" title="IL BASEBALL È BLUES" /><author><name>beppe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15180016441295692348</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="http://3.bp.blogspot.com/-SZpn3kRGzKI/Tl4xxsMwQHI/AAAAAAAACnM/BrPNl4BQtwk/s220/M.D.jpg" /></author><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://beppe14.blogspot.com/2011/09/il-baseball-e-blues.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CEIFRn86fCp7ImA9WhdVEEU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2910069252189975918.post-597950542531945763</id><published>2011-09-15T12:28:00.000+02:00</published><updated>2011-09-15T12:28:37.114+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-09-15T12:28:37.114+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ARTE POESIA STORIA" /><title>IT'S JUST A GAME!</title><content type="html">&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-444c970c00bf2239" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;
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&lt;/div&gt;È SOLO UN GIOCO!!. L'espressione presa con il suo vero significato, ne ha acquistato uno più profondo e sarcastico. Viene definito un gioco, ma parecchie volte assume una dimensione amara, un serio affare dove all'epiteto "Gioco della vita", si può aggiungere "gioco della morte". Vita e Morte?. Certamente. Guardate quello che è successo in Europa e Sud America a proposito del calcio, un vero bollettino di guerra, e ci si rende conto che si può perdere la vita anche assistendo ad una partita. Football, basketball,hockey e baseball hanno generato risse anche molto violente dove parecchi giocatori hanno subito infortuni gravi e sono stati condotti all'ospedale. Ci sono diversi elementi di pericolo nel baseball come ad esempio un lancio addosso al battitore o una scivolata in base con gli spikes che urtano contro la gamba del difensore. Anche il lanciatore si trova in una posizione di estremo pericolo; è già successo che sia stato colpito da un line-drive. Ma l'elemento che più di ogni altro esaspera il grado di pericolosità è senza dubbio "l'accanito desiderio" di vincere, cioè quel desiderio che genera uragani di emotività. Coloro che deridono gli adulti che giocano col cuore da bambini, forse non sanno di cosa si tratta. Il bisogno di vincere è importante per l'atleta dedicato come lo è il tocco preciso di una nota da parte di un musicista, oppure la perfetta tonalità di colore da parte di un artista o ancora la giusta diagnosi di un medico. Interpretare gli sports e i giochi in modo delicato e attento, è divertente per il proprio essere, ma è anche dannatamente serio. Ma è soltanto un gioco. "SOLTANTO UN GIOCO????". Chiedetelo a Reggie Smith, che per due volte ha sentito la terra contro la faccia cadendo per evitare due lanci di Bob Humphrey. Lui vuole combattere e sente che qualcuno sta "minando" alla sua vita. Lascia il box di battuta e si dirige verso il monte di lancio. Nessuno può permettersi di usare il suo corpo come bersaglio. Ma altri arrivano prima di lui, i giocatori si ammucchiano sul campo. L'arbitro interviene e il massiccio Frank Howard, slugger dei Washington, sovrasta tutti con i suoi 2.06mt di altezza e 135kg di muscoli. Nessun pugno è stato sferrato, nessuno si è fatto male e nessuno è stato espulso. Questa volta la rissa è stata evitata...ma la prossima volta?. Perchè R.Smith è stato bersagliato? L'evidenza è chiara. Smith è un forte battitore, i Senators stanno perdendo e nella precedente partita il lanciatore dei Red Sox, Sonny Bert, aveva colpito Howard e "polverizzato" Ken McMullen. Rappresaglia?, Vendetta?. Vero, tanto nella vita quanto nel gioco. Qualche giorno dopo Ray Culp, lanciatore dei Boston,colpì per ben due volte Don Wert dei Detroit che aveva realizzato le uniche due battute valide della partita. Intimidazione?. Vero, sia nella vita quanto nel gioco. Il giorno successivo Mickey Lolich di Detroit colpì C.Yastrzemsky dei Boston. L'arbitro ammonì Lolich che si giustificò dicendo che Wert era stato messo KO per ben due volte. Yankees e Boston non vanno certo per il sottile quando si tratta di "darsele" sonoramente. Nel 1967 T.Tillotson colpì J.Foy nella seconda ripresa. Quando, alla nona ripresa, il pitcher degli Yankees si presentò a battere Jim Longborg lo colpì in pieno "Non potevo permettergli di lasciare il campo dopo aver colpito uno della mia squadra!" disse Longborg. Entrambe le panchine si svuotarono. Petrocelli e Pepitone ingaggiarono un incontro di boxe. Reggie Smith sollevò il corpo di Tillotson e lo sbattè per terra. Sembrava che ci fosse lotta per tutto il campo. Quindi la pace.....con Petrocelli che dice "io e Pepitone stavamo scherzando, siamo amici e spesso ci "punzecchiamo" a vicenda!!!!". Quella fu una rissa abbastanza normale, tanta confusione ma nessuno si fece veramente male. Quello che successe a Los Angeles nel 1965 invece fu qualcosa di "sanguigno". Juan Marichal dei Giants, aprì la testa di John Roseboro colpendolo con la mazza. Un lancio in direzione della testa fu la causa di tutto. L'unica differenza è che il lancio proveniva dal catcher (Roseboro). " Tirò la pallina colpendomi di striscio l'orecchio!" disse Marichal. Il lanciatore dei Giants fece tre giri di mazza e uno di questi colpì Roseboro provocandogli un taglio sulla testa. Marichal venne sospeso per una settimana con una multa di $ 2.000 e Roseboro lo citò in giudizio per $ 110.000!.E quello che successe a George Moriarty? Divertente!. G.Moriarty (1885-1964) giocò terza base per Chicago e Detroit dal 1903 (19 anni) fino al 1916. In seguito divenne arbitro dal 1917 al 1940. In entrambi i ruoli, giocatore e arbitro, Moriarty fece parlare di sè diventando un personaggio specialmente dopo aver messo KO per ben tre volte (in tre occasioni diverse), il campione della cattiveria, Mr.Ty Cobb. Moriarty divenne tanto temuto e rispettato al tempo che una volta durante una partita rubò la seconda base arrivando in scivolata. Il lancio del ricevitore lo colpì alla schiena e Moriarty, rialzandosi di scatto, iniziò a urlare " Chi mi ha colpito con un pugno?"....i difensori scapparono via!!!!. In qualità di arbitro, Moriarty non perse il suo carattere "grintoso". A Cleveland nel 1932 era arbitro capo e in seguito alle proteste dei giocatori di Chicago sulle chiamate "ball e strike", si diresse verso la panchina e disse ai giocatori che se volevano discutere lui li avrebbe aspettati sotto le tribune a fine partita. Il lanciatore Milt Gaston finì all'ospedale col naso rotto. La stessa sorte capitò al manager Lew Fonseca e al catcher Charlie Berry i quali terminarono stesi per terra!. Nella sua biografia, Hank Greenberg,(Hall of Famer) ricorda Moriarty perchè lo difese dai continui insulti che arrivavano dai giocatori dei Cubs. Greenberg era ebreo, e Moriarty ad un certo punto si diresse verso la panchina della squadra di Chicago. Non si sa cosa disse ai giocatori, ma da quel momento smisero di insultare Greenberg!!!!. Well... at the end...it's just a game!.&lt;br /&gt;
&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-6iQBYOtZTHc/TnHPFLqicnI/AAAAAAAACoc/VESayx9gcTc/s1600/Immagine.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="237" src="http://1.bp.blogspot.com/-6iQBYOtZTHc/TnHPFLqicnI/AAAAAAAACoc/VESayx9gcTc/s320/Immagine.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;George Moriarty&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2910069252189975918-597950542531945763?l=beppe14.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/WhLr9iio8km6fG4AjkWrOlFEcJs/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/WhLr9iio8km6fG4AjkWrOlFEcJs/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Beppe14/~4/E8psdPv1r3Y" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://beppe14.blogspot.com/feeds/597950542531945763/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2910069252189975918&amp;postID=597950542531945763" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2910069252189975918/posts/default/597950542531945763?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2910069252189975918/posts/default/597950542531945763?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/Beppe14/~3/E8psdPv1r3Y/its-just-game.html" title="IT'S JUST A GAME!" /><author><name>beppe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15180016441295692348</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="http://3.bp.blogspot.com/-SZpn3kRGzKI/Tl4xxsMwQHI/AAAAAAAACnM/BrPNl4BQtwk/s220/M.D.jpg" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-6iQBYOtZTHc/TnHPFLqicnI/AAAAAAAACoc/VESayx9gcTc/s72-c/Immagine.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://beppe14.blogspot.com/2011/09/its-just-game.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;D0IGR38_eip7ImA9WhRSEEw.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2910069252189975918.post-4924718444718294715</id><published>2011-09-07T12:26:00.002+02:00</published><updated>2011-11-11T13:45:26.142+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-11-11T13:45:26.142+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="COSTUME" /><title>ETERNAL LOVE</title><content type="html">&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-J40vBd6jj5w/TmcxdPhBDnI/AAAAAAAACoI/JBxhjC0t744/s1600/Schermata7.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-J40vBd6jj5w/TmcxdPhBDnI/AAAAAAAACoI/JBxhjC0t744/s320/Schermata7.png" width="259" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Da quando l'uomo primitivo raccolse un pezzo di legno e avvicinandosi all'ingresso della sua caverna colpì ripetutamente il naso della "tigre dai denti a sciabola", capì l'enorme forza e il piacere di possedere una mazza!. Da Robin Hood alla mitologica scure di Paul Bunyan, alla clava di Ercole fino al martello di Thor, gli uomini della leggenda hanno sempre adorato un manico da stringere, talvolta arrotolato con bende, e il vorticoso movimento atto a colpire l'avversario o il nemico da distruggere. Asce, accette, bastoni e badili col passare del tempo e l'aiuto della tecnologia hanno ridotto le dimensioni senza infettare la forza distruttrice e la soddisfazione di sferrare un bel colpo secco e preciso. Tali sensazioni sono familiari nello sport dove l'attesa per i nuovi modelli di mazze è sempre vissuta con estremo interesse sia nell'Hockey, nel Golf e non di meno nel baseball.Quale sarà il nuovo modello di mazza da coccolare e da nascondere al sicuro, lontano da pericoli e da mani "infedeli"?. Non c'è nulla di più noioso di una mazza sbagliata. Tutte le mazze servono per giocare a baseball, UNA è quella che fa per voi!. La mazza giusta è quella con un bilanciamento perfetto che non fa avvertire il peso, è la trave che sorregge l'anima dei ballplayers,la compagna da stringere a da coccolare.È l'oggetto di maggior interesse nell'equipaggiamento del baseball. "Se stai cercando dei guai, tocca la mia mazza!" disse George Scott dei Boston Red Sox. Di tutte le cose inanimate nello sport come palle, scarpe, guanti, caschi ed ogni tipo di imbracatura, niente è così strettamente personale e onnipresente come una odorosa "Louisville Slugger". Niente di simile in questo pianeta può eguagliare la vitalità e il misterioso fascino di un magazzino colmo di mazze da Major League.&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Rva9HYuYC1Y/TmcyEHvwahI/AAAAAAAACoM/wVC56bgFHbk/s1600/Screenshot-1.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="219" src="http://3.bp.blogspot.com/-Rva9HYuYC1Y/TmcyEHvwahI/AAAAAAAACoM/wVC56bgFHbk/s320/Screenshot-1.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&amp;nbsp;Tutte le mazze sono per i giocatori, ma solo una è per il battitore, e quell'unica mazza sarà...come un diamante!...per sempre, ...un amore eterno." Qgnuna si sente in modo diverso, anche due mazze dello stesso modello!" dice Roy White degli Yankees, uno dei tanti giocatori che affermano di poter "sentire" la differenza di peso, anche di pochi grammi. "Una volta feci 5 su 5, con 5 tipi diversi di mazze!" continua White "Continuavo a cambiarle perchè non le sentivo bene nelle mani. Dopo aver ottenuto un 3 su 3 dissi a me stesso che forse era meglio continuare a cambiare mazza!". Tommy Agee dei Mets ebbe la stessa sensazione e cambiò ben 22 mazze nel suo "22-game hitting streak"!. Ken Singleton affermò che era stato il peggior "hitting streak" della storia perchè Agee era in "slump" e per questo cambiava mazza tutte le volte.Talvolta capita anche di venire a contatto con mazze non marchiate oppure con falsi nomignoli, stiamo parlando di "legno fuorilegge". Ci sono persone che modificano le mazze rendendole più micidiali al contatto con la pallina: Artiglieria Mafiosa!...nessun numero seriale!. Greg Nettles ruppe la sua mazza dopo aver effettuato una debole battuta al volo. Dal bastone rotto uscirono 6 palline di gomma durissima (paragonabile a quelle che noi chiamiamo "pallina-magica), il catcher Bill Freehan di Detroit le raccolse indicando Nettles come prossima vittima di un plotone d'esecuzione!. Mazza illegale equivale ad essere un "automatico-eliminato". "What a hell!" disse Nettles a Freehan "Con una battuta del genere sarei stato eliminato in ogni caso!". Diversi giocatori hanno usato "mazze truccate" in particolari momenti della partita.Niente di più facile; basta praticare un foro sulla testa della mazza con un trapano, inserire del sughero ben pressato e richiudere il foro sigillandolo con del legno plastificato. Earl Weaver dice che a New Orleans tutte le mazze della squadra erano truccate e lui stesso fece 6 homers in un mese. Quando gli arbitri se ne accorsero entrarono nello spogliatoio della squadra come se fossero "GLI INTOCCABILI", presero le mazze, le portarono sul campo e davanti a tutti i tifosi, con furia devastatrice le spaccarono tutte. "Volevo piangere" disse Weaver attuale manager degli Orioles (siamo nel 1979). Certamente non si può dire all'arbitro di controllare la mazza ogni volta che uno si presenta a battere. Il giudice di gara dovrebbe portare con sè una sega!. Ma ci sono situazioni in cui un recidivo viene tenuto sotto osservazione, e in un momento cruciale della partita è facile sentire "Hey arbitro!...check his bat!!!". Successe a Norm Cash di Detroit mentre si dirigeva nel box di battuta con punteggio pari e corridore in terza base. Weaver avvisò l'arbitro per un controllo della mazza e Cash fece prontamente dietrofront per dirigersi verso la panchina e cambiar mazza ancora prima che la stessa venisse controllata.Risultato?...Homer di Cash!!!. Nel 1978 Hal McRae dei Royals venne accusato più volte di usare mazze truccate. Tutte le volte gli arbitri segarono le mazze sospette trovando solo "polvere di legno", segatura. In Minor League c'è stato chi ha inserito all'interno della mazza un tubo riempito parzialmente con mercurio. La sostanza è pesante e tenendo la mazza in verticale, la stessa sembrava più leggera. Ma quando iniziava lo swing, il mercurio si spostava all'interno del tubo per effetto della forza centrifuga e la mazza diventava più pesante compromettendo la fluidità dello "swing". Mr. Mercurio non giocò mai in Major League, pur possedendo una mazza "invincibile". Anche l'universo delle mazze perfettamente legali è lontano dall'essere semplicemente prosaico!.Durante l'inverno,Frankie Frisch teneva le sue mazze nel fienile come fossero prosciutti! Honus Wagner invece era uno scienziato. Infatti teneva le sue mazze a bagno nel "CREOSOLO", sostanza disinfettante derivata dal petrolio meglio nota col nome di "IDROSSIMETILBENZENE" oppure "METIL-FENOLO"!!!!!...mentre "Home Run Baker", non rivelò mai il suo unguento segreto per conservare al meglio le mazze. Jimmy Frye di Baltimore era più grezzo&amp;nbsp; e rustico. Lui insaponava le mazze con olio motore!!!. Altri giocatori sbattevano la mazza contro superfici dure per meglio compattare il legno!!....OOOOHHH!! the baseball bat!!!...con le venature sottili, con le venature larghe. Ogni giocatore ha la sua scelta, la sua teoria di conservazione. La mia è semplice.La mazza è come la tua donna. La devi coccolare e mantenere sempre fresca e vivace se vuoi che ti dia il meglio....la mazza truccata o "siliconata" non&amp;nbsp; si addice.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Babe Herman (1903-1987) esterno dei Brooklyn Dodgers, era sempre alla ricerca di mazze diverse da usare. Una volta chiese al "bat boy" di andare a prendere una dozzina di mazze. Quando il "bat boy" ritornò con le mazze, Herman le esaminò provandole con qualche swing a vuoto e disse "No! Non le voglio, mi servono mazze più pesanti!". Il "bat boy" raccolse le mazze e le riportò negli spogliatoi. Una settimana più tardi Herman chiese ancora al "bat boy" di portare delle mazze. Il ragazzo andò negli spogliatoi e prese le stesse mazze della settimana precedente. Herman ne provò qualcuna e disse "Finalmente!, ecco le mazze che volevo!". Si rivolse al "bat boy" e disse "Ordinane 2 dozzine per me!!!!!!"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2910069252189975918-4924718444718294715?l=beppe14.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/c2I8HdtyWL4cq9sRmtJOLqnEUZ8/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/c2I8HdtyWL4cq9sRmtJOLqnEUZ8/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Beppe14/~4/qQJAdNrVDyY" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://beppe14.blogspot.com/feeds/4924718444718294715/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2910069252189975918&amp;postID=4924718444718294715" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2910069252189975918/posts/default/4924718444718294715?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2910069252189975918/posts/default/4924718444718294715?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/Beppe14/~3/qQJAdNrVDyY/eternal-love_07.html" title="ETERNAL LOVE" /><author><name>beppe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15180016441295692348</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="http://3.bp.blogspot.com/-SZpn3kRGzKI/Tl4xxsMwQHI/AAAAAAAACnM/BrPNl4BQtwk/s220/M.D.jpg" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-J40vBd6jj5w/TmcxdPhBDnI/AAAAAAAACoI/JBxhjC0t744/s72-c/Schermata7.png" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://beppe14.blogspot.com/2011/09/eternal-love_07.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;C08MSH88eSp7ImA9WhdWFE8.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2910069252189975918.post-1080659565596774473</id><published>2011-09-05T16:22:00.001+02:00</published><updated>2011-09-07T20:58:09.171+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-09-07T20:58:09.171+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="RACCONTI ITALIANI" /><title>SO LONG!....MY FRIEND!</title><content type="html">&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-itBYFSbPhc0/TmTWoNqdyPI/AAAAAAAACn0/7QD0VBWqGZY/s1600/Schermata-1.png" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-itBYFSbPhc0/TmTWoNqdyPI/AAAAAAAACn0/7QD0VBWqGZY/s1600/Schermata-1.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;G.Millay&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Gar was so sweet, he was a strong man like a Canadian Maple tree. He had blue eyes like the sea meets the sky where you could feel his heart beatin' for baseball. He was so devoted to the game as he was in life to his wife and his daughters. His desire and dedication was second to none...always ready to play, always ready to give everything he had to win ballgames...always ready to turn you up painting a smile on your face. A great companion on and off the field, an extraordinary partner of those morning workouts. Thanks Gar! You made me love this game more than i did before.&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-lK8EXohQhWE/TmTYl7ZAG_I/AAAAAAAACn4/ekWNc6C8Pbg/s1600/Schermata-2.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-lK8EXohQhWE/TmTYl7ZAG_I/AAAAAAAACn4/ekWNc6C8Pbg/s1600/Schermata-2.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Gar Millay è deceduto il 2 Luglio 2011 all'ospedale di S.Diego. Aveva solo 46 anni. Colpito da un tumore al cervello lascia la moglie e tre figli. Giocò per tre anni in AAA ad Oklahoma (Texas Rangers).Venne ingaggiato dal Rimini nel 1992. Insieme al lanciatore Tim Birtsas (ex Major con i Cincinnati) fu una pedina vincente per la squadra che vinse il titolo in finale contro il Bologna. Insieme a Gar passavo tutte le mattine al campo per lavorare sulla battuta usando il batting tee e la macchina lanciapalle. Durante questa fase, Gar impostava la velocità della macchina al minimo, proprio per aver tutto il tempo da dedicare alla meccanica di battuta.Nella fase successiva invece tutto il contrario, ovvero velocità massima per l'esecuzione di decine e decine di bunts.Grazie a questa impostazione di allenamento quell'anno vinsi la Media Battuta con .442 e ottenni nel mese di Luglio la 1.000esima valida in carriera. Fu proprio Gar il primo a complimentarsi con me per il "piccolo milestone" raggiunto come se anche lui ne facesse parte... In realtà era proprio così...So long Gar!...talk to you later my friend!&lt;br /&gt;
&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-lbfNv22B4YQ/TmTZJ--JbHI/AAAAAAAACn8/-yhrOjTE4T0/s1600/gar.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="181" src="http://4.bp.blogspot.com/-lbfNv22B4YQ/TmTZJ--JbHI/AAAAAAAACn8/-yhrOjTE4T0/s200/gar.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;1992&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Leaders&amp;nbsp; Regular Season 1992&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-8tlr36NyI2g/TmTaeRcv45I/AAAAAAAACoA/Pmv9EELny84/s1600/Schermata.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-8tlr36NyI2g/TmTaeRcv45I/AAAAAAAACoA/Pmv9EELny84/s1600/Schermata.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2910069252189975918-1080659565596774473?l=beppe14.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/kFp2rV3njneE4ZDKq-s9A3AiTR0/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/kFp2rV3njneE4ZDKq-s9A3AiTR0/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/kFp2rV3njneE4ZDKq-s9A3AiTR0/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/kFp2rV3njneE4ZDKq-s9A3AiTR0/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Beppe14/~4/sp03BR6x4dg" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://beppe14.blogspot.com/feeds/1080659565596774473/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2910069252189975918&amp;postID=1080659565596774473" title="3 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2910069252189975918/posts/default/1080659565596774473?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2910069252189975918/posts/default/1080659565596774473?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/Beppe14/~3/sp03BR6x4dg/so-longmy-friend.html" title="SO LONG!....MY FRIEND!" /><author><name>beppe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15180016441295692348</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="http://3.bp.blogspot.com/-SZpn3kRGzKI/Tl4xxsMwQHI/AAAAAAAACnM/BrPNl4BQtwk/s220/M.D.jpg" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-itBYFSbPhc0/TmTWoNqdyPI/AAAAAAAACn0/7QD0VBWqGZY/s72-c/Schermata-1.png" height="72" width="72" /><thr:total>3</thr:total><feedburner:origLink>http://beppe14.blogspot.com/2011/09/so-longmy-friend.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;CEYAQX06eCp7ImA9WhdXGEQ.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2910069252189975918.post-6546070193886455606</id><published>2011-09-01T17:49:00.000+02:00</published><updated>2011-09-01T17:49:00.310+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-09-01T17:49:00.310+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ARTE POESIA STORIA" /><title>SHE'S my LADY (tratto da "The Musical Box" dei Genesis)</title><content type="html">&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-f126ae017e2efa57" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;
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&lt;/div&gt;Lei è la mia Signora,&lt;br /&gt;
avvolto in una bolla di sapone,&lt;br /&gt;
il vento mi dondola&lt;br /&gt;
e le dita scivolano sulle pareti.&lt;br /&gt;
Non vedo la primavera,&lt;br /&gt;
i suoi occhi mi seguono&lt;br /&gt;
nel buio del mondo di mezzo..&lt;br /&gt;
Lei è la mia Signora,&lt;br /&gt;
è il mio respiro. &lt;br /&gt;
Una carezza..Liberami. &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2910069252189975918-6546070193886455606?l=beppe14.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/LXyuQr2g2W4QsWA4fNo7HGIYgUc/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/LXyuQr2g2W4QsWA4fNo7HGIYgUc/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/LXyuQr2g2W4QsWA4fNo7HGIYgUc/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/LXyuQr2g2W4QsWA4fNo7HGIYgUc/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Beppe14/~4/SMe3srLrtmo" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://beppe14.blogspot.com/feeds/6546070193886455606/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2910069252189975918&amp;postID=6546070193886455606" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2910069252189975918/posts/default/6546070193886455606?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2910069252189975918/posts/default/6546070193886455606?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/Beppe14/~3/SMe3srLrtmo/shes-my-lady-tratto-da-musical-box-dei.html" title="SHE'S my LADY (tratto da &quot;The Musical Box&quot; dei Genesis)" /><author><name>beppe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15180016441295692348</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="http://3.bp.blogspot.com/-SZpn3kRGzKI/Tl4xxsMwQHI/AAAAAAAACnM/BrPNl4BQtwk/s220/M.D.jpg" /></author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://beppe14.blogspot.com/2011/09/shes-my-lady-tratto-da-musical-box-dei.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;C0cARHYzcCp7ImA9WhdXFU4.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2910069252189975918.post-4719780208270317907</id><published>2011-08-28T13:30:00.000+02:00</published><updated>2011-08-28T13:30:45.888+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-08-28T13:30:45.888+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ARTE POESIA STORIA" /><title>MORDIMI IL SEDERE!...</title><content type="html">Nel baseball si sa, sono tanti i giocatori che si affidano alle cure del trainer o a quelle mediche in seguito agli infortuni riportati durante l'attività agonistica. Ogni anno, quella che si chiama "disabled list", rappresenta la nota dolente di tanti managers i quali sperano all'inizio del campionato di avere tutta la squadra in salute almeno per buona parte della stagione. Dall'altra parte la "disable list" rappresenta una fonte di speranza per tanti "Minor Leaguers" che vedrebbero la possibilità di un avanzamento di categoria oltre all'opportunità di farsi notare per poter agguantare un ingaggio nella Major League.Gli infortuni sono frequenti specialmente negli sport dove predomina il contatto fisico. Il baseball non è uno sport propriamente violento, tuttavia le percentuali di "rischio infortunio" non sono da sottovalutare in quanto il lancio della pallina e lo swing della mazza rappresentano "movimenti esplosivi" che impegnano anche legamenti e tendini. Tutti sanno ormai che i lanciatori sono inclini ad accusare dolori al braccio in particolare alla spalla e al gomito. Altresì i battitori i quali risentono dei dolori provocati dalla rotazione delle anche: dolori che si trasmettono alla schiena, ai polsi, ed anche alle ginocchia. Tutto questo senza tener conto che una pallina battuta assume rotazioni ed effetti talvolta improvvisi e il rischio di un rimbalzo "falso" con brutte conseguenze al volto non è trascurabile. Aggiungiamo anche i contatti tra corridore e ricevitore talvolta dolorosi e pericolosi per non parlare di qualche lanciatore "smaliziato" che tira al corpo del battitore e qualche corridore che scivola con la gamba alzata. Insomma! Alla fine questo gioco è pericoloso tanto quanto attraversare un fiume con i coccodrilli!!!. Ma gli infortuni ai giocatori di baseball non avvengono solo in campo, ma anche fuori dallo stesso e quando ciò avviene, nella sua triste dimensione,l'infortunio, assume un risvolto divertente e curioso per non dire quasi biasimevole. È il caso di Sammy Sosa, che in seguito ad uno starnuto gli si bloccò la schiena e fu costretto a stare a letto per 2 giorni. Ma l'infortunio più clamoroso successe a Glenallen Hill esterno dei Toronto, nel 1990. Hill stava dormendo ed ebbe un incubo che riguardava i ragni...Si!...avete letto bene. Ho scritto incubo con i ragni!!! La fobia di Hill nei confronti di questi insetti lo portò ad azioni violente nel sonno al punto che saltò giù dal letto e cominciò a sbattere il suo corpo contro il muro come se volesse liberarsi dai ragni.La moglie, svegliatasi di soprassalto chiamò l'ambulanza perchè il marito era sanguinante alla testa alle braccia e alle gambe. Finalmente Hill si accasciò per terra ferito e con diversi tagli su tutto il corpo. Lo portarono all'ospedale e successivamente la moglie tornò a casa per pulire il sangue...che non era di nessun ragno. "Stavo sognando quelle bestiacce!" dirà in seguito Glenallen." Non sto scherzando, volevo liberarmene al più presto!". Nel 1990 David Wells,lanciatore, mentre era sonnambulo ruppe il vetro della finestra della camera da letto con la mano con cui lanciava(la sinistra)."Difficile riposare la notte!!!". Altri non hanno avuto molta fortuna nemmeno di giorno. John Smoltz, lanciatore di Atlanta, si ustionò il petto indossando una T-Shirt che era stata pressata col calore per imprimere il nome della squadra. Ruben Sierra si infortunò alla gamba nel tentativo di salvare il figlio sulla scala mobile di un centro commerciale. Von Hayes, esterno dei Phillies, andò in "disabled list" perchè si tagliò un dito con una sega rotante nel tentativo di ripararla. Scivolò e per proteggersi dallo strumento allungò il braccio infortunandosi. Questi bizzarri infortuni non sono senza precedenti. "Take me out to the ballgame;...ma non fatelo in taxi!!. Il consiglio di non chiudere la portiera del taxi prima di essere completamente usciti dal veicolo, non è stato seguito alla lettera. John Smiley dei Pittsburgh si infortunò alla mano chiudendola nella portiera di un taxi. Non lanciò per un mese, mentre la squadra stava "battagliando" per vincere il titolo di lega. Lo stesso accadde a Nolan Ryan. Mariano Duncan dei Cincinnati soffrì di cervicale perchè prese un taxi con gli schienali bassi e senza poggiatesta. Casey Stengel addirittura venne investito da un taxi a Boston che gli costò la rottura della gamba e due mesi lontano dai campi da baseball. Alan Trammell di Detroit si travestì da Frankenstein durante l'Halloween Party. Cadde dai trampoli infortunandosi alla gamba. Sempre Trammell (questa volta fu vittima innocente), si stava accomodando al tavolo in un ristorante quando Dave Rozema,suo compagno di squadra, innavvertitamente tolse la sedia e il povero Trammell cadendo si infortunò alla schiena. Per di più possedeva un oggetto di vetro nella tasca posteriore che si ruppe e qualche frammento si infilzò nel suo "sedere"!. Il 3 Settembre del 1988 il seconda base Lou Whitaker si infortunò ai legamenti del ginocchio mentre stava ballando ad un party con amici!. Attenzione ai catchers dei Mets!!!!...Barry Lions nel 1987 andò a sbattere contro il lanciatore John Tudor dei Cardinals nel tentativo di effettuare una presa al volo in territorio foul. Tudor venne ricoverato col ginocchio rotto.Lo stesso accadde a Danny Cox sempre dei Cardinals il quale riportò una leggera frattura all'anca. Entrambi gli episodi avvennero nel giorno di Pasqua!!!....se Barry Lions è in circolazione, state lontano dai "foulballs"!!!. Un altro catcher dei Mets, Mackey Sasser prese una sedia e si sedette posizionando una gamba(della sedia) sopra l'alluce del lanciatore "Doc" Gooden...OUCH! CHE MALE!.Bobby"Proud &amp;amp; Guts"Ojeda, altro lanciatore mancino dei Mets, si tagliò la mano sinistra mentre potava la siepe di casa sua. Tutti ricordano Vince "Beep-Beep" Coleman, velocissimo esterno dei St.Louis. Prima di Game 4 dei Play Off del 1985, gli addetti alla manutenzione del campo azionarono la macchina che stende il telone protettivo in caso di pioggia. Coleman era sul campo e, non accorgendosi della macchina, venne investito dalla stessa e il giocatore si infortunò al ginocchio.&lt;br /&gt;
&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-G5A3RR4tCVA/TlohQj8DBtI/AAAAAAAACmc/apEYER1fWe0/s1600/vincecolemantarp_display_image_display_image.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://4.bp.blogspot.com/-G5A3RR4tCVA/TlohQj8DBtI/AAAAAAAACmc/apEYER1fWe0/s320/vincecolemantarp_display_image_display_image.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Vince Coleman&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&amp;nbsp;Venne portato in ospedale col taxi, ma il "cab" ebbe un incidente che peggiorò la condizione di Coleman!...Questo è il baseball, dove anche gli infortuni fanno parte di questo mondo costellato di pazzia e ingenuità...Fate molta attenzione ai taxi, ai catchers, e soprattutto quando volete coricarvi per un buon "riposo notturno"!.Voglio terminare con un ultimo "infortunio", questo è veramente storico!!!. Clarence Blethen era un giocatore di Minor League, che fece un paio di apparizioni in Majors durante i suoi 18 anni di carriera. Ebbene, Clarence detiene un record: è l'unico giocatore della storia che è riuscito a mordersi il sedere!...si, il suo "CULO"!!!. Blethen era un lanciatore che portava la dentiera e quando saliva sul mound se la toglieva e la metteva nella tasca dietro. Durante una partita andò in battuta dimenticandosi la dentiera in tasca. Avvenne nel 1923 quando Blethen giocò per i Boston. Fu l'unica volta che arrivò in base e, scivolando in seconda, la sua dentiera gli morsicò il sedere!!. Venne sostituito per sanguinamento alla natica dovuto al suo "morso"!&lt;br /&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-9QGz4kdyQm8/TlTQMvQZ3qI/AAAAAAAACmM/tz1AQRSxw30/s1600/Darwin+Barney.png" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="196" src="http://3.bp.blogspot.com/-9QGz4kdyQm8/TlTQMvQZ3qI/AAAAAAAACmM/tz1AQRSxw30/s320/Darwin+Barney.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;La spettacolare giocata di D.Barney che chiude lo streak di D.Uggla&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Con una spettacolare presa in tuffo, il seconda base dei Cubs Darwin Barney, la più impopolare e sconosciuta persona esistente nella South-East degli Stati Uniti, determina la fine dell'hitting streak di Dan Uggla dei Braves, fermando la striscia a quota 33 partite consecutive con almeno una battuta valida ottenuta.Un risultato prestigioso nel baseball odierno considerando i frequenti cambi di lanciatori durante le partite e le difese sempre più protagoniste di giocate spettacolari e di altissimo livello atletico.La fine dello streak di Uggla mi riporta indietro nei ricordi per cercare il nome di colui che decretò la fine dello streak più prestigioso della storia del baseball. Sto parlando ovviamente della "striscia" di 56 partite consecutive effettuato da Joe Di Maggio nel 1941. Zappando e scavando nel Web, mi sono trovato a Cleveland il 17 Luglio del 1941. Gli esperti del gioco sanno che in quella data Di Maggio non realizzò una battuta valida grazie alla robusta "performance" del lanciatore partente Al Smith, del lanciatore di rilievo Jim Bagby Jr. e soprattutto grazie a due giocate difensive strepitose del terza base dei Cleveland; un giocatore oscuro e misterioso, mai apparso in qualche nota di merito, ma quel giorno si guadagnò il suo spazio di notorietà. Il suo nome è Ken Keltner. Oltre a lui, ci furono altri 4 giocatori che contribuirono alla fine dello streak di Di Maggio. Contro Smith, lo "Yankees Clipper" ottenne una base su ball e due secche battute lungo la linea di foul di terza base. Keltner con due giocate istintive catturò le insidiose battute a mano rovesciata riuscendo ad eliminare in prima base l'accorrente Di Maggio.Più tardi, all'ottava ripresa si presentò Di Maggio per l'ultimo AB della partita contro il rilievo Bagby.Jim Bugby morì nel Settembre del 1988 a causa del cancro che lo colpì alla trachea. Aveva 71 anni. Non fu più in grado di parlare dal 1982 e gli sarebbe piaciuto avere un nastro registrato per poter rispondere alle domande riguardo lo streak di Di Maggio. La moglie, che riusciva a leggere il movimento delle labbra disse che il marito lanciò soltanto lanci dritti e che Di Maggio ne colpì uno in pieno che però finì diretto verso l'interbase Lou Boudreau. Il difensore fece un'acrobazia perchè la pallina battuta ebbe un rimbalzo anomalo proprio davanti a lui. Con un gesto istintivo Boudreau allungò il braccio e prese la pallina a mano nuda, la lanciò al seconda base per iniziare un doppio gioco. Fu così che terminò lo streak di Di Maggio. Ma...aspettate, non è finita. La vicenda si fa interessante e ricca di curiosità e di coincidenze. Qualcuno si appellerebbe al destino o al caso o alla fatalità. Sta di fatto che, dopo questa partita, Di Maggio ottenne un altro streak di 16 partite consecutive con almeno una battuta valida. Ve lo immaginate? 73 partite di "hitting streak"!...Già, 56 partite sono una prestazione da "semidio", 73 sarebbero da associare a qualcosa che appartiene all'Olimpo degli dei Greci o al Walhalla Normanno. Eppure che ci crediate o no c'è mancato pochissimo, un nonnulla per poter assistere ad una impresa eroica da parte di Di Maggio. Infatti in quella partita gli Yankees conducevano per 4 a 1 alla nona ripresa e presentarono 5 giocatori alla battuta. Se gli Indians avessero pareggiato (nella parte bassa della ripresa), Di Maggio sarebbe stato il terzo battitore a presentarsi nel box alla decima ripresa. Lefty Gomez, il lanciatore degli Yankees, iniziò la nona ripresa concedendo una valida. Dopo un time-out chiesto dal manager Joe McCarthy, il successivo battitore degli Indians ottenne un'altra valida. A quel punto il manager sostituì Gomez con il miglior lanciatore della lega: il closer Murphy,che era in testa alla classifica delle salvezze. Vincendo la partita, Murphy avrebbe anche eliminato ogni possibilità per Di Maggio di andare alla battuta. Il nome Larry Rosenthal vi dice qualcosa?. Niente, quel nome si trova nella "terra di nessuno", ma quel giorno Rosenthal,.209 di media battuta, "quasi" salvò lo streak di Di Maggio. Entrò come pinch-hitter e con 2 corridori in base colpì il lancio di Murphy spedendo la pallina nella zona "centro-destra" del campo, in mezzo tra J. Di Maggio (esterno centro) e Tommy Henrich (esterno destro). Gli Indians segnarono due punti e Rosenthal arrivò in terza base, dopo aver inciampato in prossimità della seconda base (testimoni affermano che Rosenthal avrebbe avuto la possibilità di arrivare a casa base, pareggiando la partita e offrendo a Di Maggio l'occasione di andare a battere alla decima ripresa!). Comunque la situazione della partita era la seguente: nona ripresa, 4 a 3 per gli Yankees, zero eliminati e corridore in terza. Si presentò alla battuta Hal Trosky che ottenne una rimbalzante verso il prima base Johnny Sturm, che raccolse la palla e completò l'eliminazione. Un eliminato, Rosenthal fermo in terza. A battere si presenta Clarence Campbell (pinch hitter mancino, al posto del lanciatore Bagby).Campbell batte forte a terra in direzione del lanciatore Murphy il quale raccoglie la palla e "pesca" fuori base Rosenthal dando inizio a quel gioco che si chiama "ballerina" o "trappola" tra terza e casa base. Nel frattempo Campbell arrivò salvo in prima base e INSPIEGABILMENTE rimase fermo osservando Rosenthal preso in trappola. In quella situazione, Campbell, avrebbe dovuto correre verso la seconda base perchè una successiva battuta valida gli avrebbe permesso di segnare il punto del pareggio...e così Di Maggio...eccetera eccetera!!!. Rosenthal venne eliminato e la situazione in quel momento era la seguente: nona ripresa, 2 out e corridore in prima base. 4 a 3 per New York. Roy Weatherly rappresentò l'ultima speranza per Cleveland e per...Di Maggio!. Il prima base degli Yankees, Johnny Sturm, giocava vicino al sacchetto per controllare il corridore Campbell. Weatherly battè una secca rimbalzante lungo la linea di foul del sacchetto di prima base. Il difensore la raccolse e col piede sul sacchetto completò l'eliminazione. Se Campbell, mentre Rosenthal era stato preso in "trappola", fosse andato in seconda base, Sturm avrebbe giocato lontano dal sacchetto di prima base e la battuta di Weatherly sarebbe stata come minimo un colpo da due basi e Campbell avrebbe segnato il punto del pareggio e....chissà, forse oggi nel libro dei records non ci sarebbe più 56, ma 73!. A fine partita il terza base di Cleveland, Keltner, fu scortato dalla polizia perchè Di Maggio aveva tanti amici Italiani in città. C'è un'ultima domanda. Chi effettuò il lancio dall'esterno che costrinse Rosenthal a fermarsi in terza, Henrich o Di Maggio?. I giornali non ne parlarono. Il seconda base Joe Gordon(che avrebbe ricevuto il lancio dall'esterno posizionandosi come "uomo di taglio") è morto così come il terza base Red Rolfe e il lanciatore Murphy. Rosenthal, Bill Dickey (catcher degli Yankees) e Henrich non si ricordano. Di Maggio, persona schiva e poco comunicativa, alla domanda "Ti ricordi chi fece quel lancio dall'esterno?" semplicemente rispose "NO!". Tommy Henrich riassume nel modo migliore tutta la vicenda:"Sarebbe stato molto facile manovrare la pallina permettendo a Rosenthal di segnare il punto del pareggio, ma quando si parla di onore nello sport, stiamo parlando di baseball!"...Prima della partita,Joe e il suo "roommate" Gomez(il lanciatore), presero un taxi per arrivare al campo. Il taxista li riconobbe e rivolgendosi a Di Maggio gli disse:" Spero che tu possa continuare con il tuo streak, ma ho la brutta sensazione che oggi non farai nessuna valida!". Gomez, infuriato, disse al taxista di stare zitto e di pensare a guidare. Ken Keltner lo troviamo in una breve apparizione nel film "Major League" del 1989 nel ruolo di consulente tecnico per il reclutamento dei giocatori della squadra "più scassata d'America"!. Morì nel Dicembre del 1991.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;
&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-93qNFanhDME/TlTRHeKrr2I/AAAAAAAACmQ/jxA7Wu8FyO8/s1600/Schermata-1.png" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-93qNFanhDME/TlTRHeKrr2I/AAAAAAAACmQ/jxA7Wu8FyO8/s1600/Schermata-1.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Ken Keltner&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-h31PPTfzwwk/TlD0NGBxEwI/AAAAAAAAClo/UobSratZ90k/s1600/Schermata.png" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://3.bp.blogspot.com/-h31PPTfzwwk/TlD0NGBxEwI/AAAAAAAAClo/UobSratZ90k/s200/Schermata.png" width="144" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;J.R.Hart&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;...È il triste momento di una vita, è il vuoto che affiora tra una partita di All Star e una di Old Timers. Questa è la storia di come rapidamente passano i giorni di gloria per i ballplayers. "Cosa succede dopo?...dove terminano i sogni consumati nei ricordi?. Le verità che emergono sono poche, eccezione fatta per coloro che hanno abbandonato i campi da baseball per decisione presa e per scelta. Ma non è per tutti così. Alcuni sono stati obbligati e forzati a lasciare il diamante quando di sicuro avevano ancora diversi anni a disposizione. I salari faraonici dei giocatori odierni rappresentano fascino e disperazione per coloro che accidentalmente, o per motivi fisici, o antipatia si vedono chiudere le porte per sempre, e con loro i pensieri che si perdono e sfumano come nuvole che passano e si allontanano sempre di più. Nessuna chiave aprirà quelle porte." Se qualcuno parla in modo diverso, è un bugiardo!" dice Jim Hart,terza base dei Giants negli anni 60'. Pochi giocatori dell'epoca moderna sono riusciti a "monetizzare" la loro vita aggiungendo cospicui guadagni come&amp;nbsp; ad esempio, la superstar Joe Morgan, che possiede una catena di ristoranti ed è proprietario di una azienda di distribuzione di birra nella East Bay. Ma per molti altri giocatori ci vollero anni di sacrifici e difficoltà per sconfiggere le ragioni del loro allontanamento dall'Old Game. Bill Bordley trovò la sua meta nell'esotico ambiente del Servizio Segreto Americano. Fred Breining invece assaporò la confortevole atmosfera esclusiva dell'"Elks Club Bar".Ken Henderson capì ciò che tanti altri avevano capito prima di lui, cioè che il mondo del business è egualmente competitivo e remunerativo come qualsiasi partita di baseball. Ma non basta!...L'altra facciata delle loro vite non può essere facilmente esorcizzata.La verità, l'eterna verità è che puoi allontanarti dal gioco, ma non è possibile abbandonarlo alle tue spalle. "Ho sorriso quando mi hanno chiesto se mi mancherà il baseball!" dice Vida Blue."Ho pensato, No!...non io...non mi succederà!".Poi, riflettendoci sopra dissi: Baseball?...Dannazione, non c'è altro nella mia vita!".Tutto questo è conforme con l'atteggiamento malinconico di Jim Bouton "Passi tutta la vita stringendo una pallina nella mano e poi scopri che non era quello il verso giusto!".Quando Ray Hart pensa ai suoi 170-HR realizzati in 5 anni, lui vede una carriera brillante che, se sarebbe continuata, l'avrebbe portato nella Hall of Fame. "Io e Bobby Bonds ne parlavamo spesso e lui mi disse:"Riesci ad immaginare cosa avresti potuto fare se solo fossi stato sobrio come adesso?...Pensa a come staresti bene, e quanto sei stato male!".Hart, 49 anni, parla con franchezza di quel periodo quando si sussurrava che lui era più bravo con la bottiglia che con la mazza in mano. Il suo rimorso per quella parte oscura della sua vita è paragonabile alla gioia di essersi curato e di aver vinto una partita molto difficile, forse la più impegnativa della sua vita. Ora ha un lavoro stabile come magazziniere ed una casa confortevole a Sacramento che risuona della vivacità dei suoi figli e nipoti." Se non avessi bevuto, avrei giocato almeno 6 o 7 anni ancora. Ero arrivato ad un punto dove il gioco non mi interessava più. L'unica mia attenzione era rivolta al giorno 1 e 15 del mese, quando arrivava l'assegno.Non mi interessava se giocavo oppure no, se vincevo o perdevo.L'unica cosa che avevo in mente era quella di uscire e andare a bere. Tutti i giorni!". Negli anni che vanno dal 1964 al 68, Hart realizzò in successione 31, 23, 33, 29 e 23 fuoricampi. Venne in seguito ceduto agli Yankees. Ma i suoi problemi con l'alcool peggiorarono e i dirigenti della squadra lo mandarono in lega minore, a Syracuse. Hart non accettò la decisione e considerato il fatto che sarebbe stato stipendiato in ogni caso, decise di abbandonare il baseball per dedicarsi al bere a...tempo pieno!. La sua vita fu preda di un vortice che lo portò sempre più in basso .Toccò il fondo, quello della vita, (quello della bottiglia ormai era routine giornaliera), quando prese l'aereo per Toronto in occasione di una partita di vecchie glorie. Prima di imbarcarsi si fece una decina di drinks. Poi il "black-out", Hart non sapeva più nulla, sentì un forte rumore e domandò dove si trovava. Gli risposero che era da qualche parte sopra lo stato dello Utah, quando lui stesso pensava di essere di ritorno verso S.Francisco. Nella confusione Hart si mise il giubbotto e chiese "Stiamo andando a Toronto??????"...Tempo fa Vida Blue stava leggendo una notizia scritta sul giornale che attirò la sua attenzione. Jim Palmer, dopo aver abbandonato l'attività, era seriamente intenzionato a ritornare per gareggiare. "Se lo fa lui, lo posso fare anch'io!" disse Vida Blue che,all'età di 42 anni, era più giovane di Palmer "Credetemi! potrei essere l'uomo del momento, e sostenere l'attività ancora con una certa maestria!". Una cosa riguarda Vida Blue. Lui l'ha sempre fatto con una certa maestria. Cominciò la sua carriera nel 1971, vincendo 24 partite, il Cy Young Award e l'MVP Award per gli Athletics all'età di 21 anni. La sua immagine era su tutte le riviste sportive e la sua presenza venne sottolineata in diverse trasmissioni televisive con lo pseudonimo di "Blue Season", qualcosa, che ogni atleta vorrebbe avere nel proprio passato da sportivo. "Ero giovane ed ingenuo e pensavo con leggerezza che avrei vinto tante altre partite e che sarei diventato un Hall of Famer!". Ma quella fu l'unica stagione di Vida Blue. Vinse 20 partite per un paio di anni ancora. Ciò che doveva essere una brillante carriera, si trasformò in una agonia contaminata dall'uso di cocaina, per la quale venne sospeso dal campionato e dovette subire l'umiliazione della prigionia per 81 giorni in Texas per possesso di droga. E quando la sua carriera terminò nel 1987, non aveva più maestria. Pochi giorni prima degli Allenamenti Primaverili, Vida Blue annunciò il suo ritiro lasciando senza fiato tutta la squadra e la dirigenza degli Oakland. Aveva appena firmato un contratto di $300.000. Fonti anonime affermarono che Blue aveva avuto una ricaduta con la droga e confermarono che risultò positivo ai vari test antidroga (ma non venne specificato a quale droga!). L'atleta era sotto sorveglianza federale e non era possibile per lui riavvicinarsi alla droga. Ma queste notizie disturbarono parecchio la sensibilità di Vida Blue che prese la decisione di ritirarsi per evitare complicazioni sia a lui che alla squadra. "Ho pensato che fosse la decisione da prendere. Io stavo bene con me stesso e non dovevo dimostrare niente a nessuno. Thanks, but i'm going!".&lt;br /&gt;
&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-fkh8srz3si8/TlD2VmJXOmI/AAAAAAAACls/XpNVpRr243I/s1600/Schermata-2.png" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-fkh8srz3si8/TlD2VmJXOmI/AAAAAAAACls/XpNVpRr243I/s320/Schermata-2.png" width="171" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Vida Blue&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2910069252189975918-8991653657980125894?l=beppe14.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;Nella serata di ferragosto di quest'anno (2011) Jim "Uncle" Thome è entrato nella "rosa esclusiva" dei "600 HR players" portandosi all'ottavo posto dei fuoricampisti di tutta la storia del baseball. Ecco la classifica:&lt;br /&gt;
1) Barry Bonds&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 762&lt;br /&gt;
2) Hank Aaron&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 755&lt;br /&gt;
3) Babe Ruth&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 714&lt;br /&gt;
4) Willie Mays&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 660&lt;br /&gt;
5) Ken Griffey Jr.&amp;nbsp; 630&lt;br /&gt;
6) A. Rodriguez&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 626&lt;br /&gt;
7) Sammy Sosa&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 609&lt;br /&gt;
8) Jim Thome&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 600&lt;br /&gt;
ieri 17/8/ Thome ha realizzato il suo 601esimo HR, avvicinandosi a Sammy Sosa. È incredibile essere in quella posizione in un secolo e mezzo di storia del baseball e fra centinaia di milioni di praticanti!!!!.La classifica dei fuoricampi è la più prestigiosa graduatoria di ogni sport praticato nel mondo intero. Ci vuole costanza, longevità, intelligenza e aggiustamenti della meccanica dello swing. Il micidiale "uppercut" di Thome è ottenuto grazie alla sua "stance" di battuta, dove le mani si trovano in una posizione "alta", ben sopra la linea immaginaria delle spalle.Nell'attesa del lancio, le sue mani si trovano all'altezza della testa. All'inizio di carriera con i Cleveland, il giovane Jim era esclusivamente un "pull-hitter" (battitore d'anticipo), ma la sua malleabilità e la sua propensione a migliorare hanno fatto di lui un battitore a tutto campo e sicuramente c'è già pronto il biglietto per Cooperstown.&lt;br /&gt;
"Take a bow "Big Jim!!".&lt;br /&gt;
&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-I4KSfJi57Yo/TkyrAubM4OI/AAAAAAAAClk/kqVQh9SpSxM/s1600/Schermata.png" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="161" src="http://3.bp.blogspot.com/-I4KSfJi57Yo/TkyrAubM4OI/AAAAAAAAClk/kqVQh9SpSxM/s320/Schermata.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Jim con la moglie Andrea, i suoi due figli e suo padre. &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Nel clip: musica di Joe Satriani "The time machine"&amp;nbsp; &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2910069252189975918-1483859397007221741?l=beppe14.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/K1SeRym95fQxZUpagt8P-599qGg/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/K1SeRym95fQxZUpagt8P-599qGg/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Beppe14/~4/LotDvO0EOrA" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://beppe14.blogspot.com/feeds/1483859397007221741/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2910069252189975918&amp;postID=1483859397007221741" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2910069252189975918/posts/default/1483859397007221741?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2910069252189975918/posts/default/1483859397007221741?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/Beppe14/~3/LotDvO0EOrA/uncle-jim-600-club.html" title="UNCLE JIM &quot;600 CLUB&quot;" /><author><name>beppe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15180016441295692348</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="http://3.bp.blogspot.com/-SZpn3kRGzKI/Tl4xxsMwQHI/AAAAAAAACnM/BrPNl4BQtwk/s220/M.D.jpg" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-I4KSfJi57Yo/TkyrAubM4OI/AAAAAAAAClk/kqVQh9SpSxM/s72-c/Schermata.png" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://beppe14.blogspot.com/2011/08/uncle-jim-600-club.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DEMBQXs8cCp7ImA9WhdRGU0.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2910069252189975918.post-8906766300848812559</id><published>2011-08-09T18:14:00.000+02:00</published><updated>2011-08-09T18:14:10.578+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-08-09T18:14:10.578+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ARTE POESIA STORIA" /><title>LA LETTERA</title><content type="html">&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-5JgeSttnIAs/TkFcOOwyPpI/AAAAAAAAClY/d-rT3aBMzlY/s1600/Schermata.png" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/-5JgeSttnIAs/TkFcOOwyPpI/AAAAAAAAClY/d-rT3aBMzlY/s200/Schermata.png" width="148" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Phil"Shufflin"Douglas&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;1962.&lt;br /&gt;
Leslie Mann era considerato un esterno veloce, uno che "correva sulle mine". Giocò per i Boston Braves, St.Louis, New York Giants e Chicago Cubs nei primi decenni del secolo scorso. Leslie cambiò completamente la vita di un altro giocatore: Phil Shufflin'Douglas, un lanciatore che ottenne successi prestigiosi militando nei White Sox, Cincinnati, Cubs e infine nei New York Giants. Douglas era presente nelle World Series del 1918 con i Cubs e nel 1921 con i Giants dove raggiunse l'apice lanciando in 3 partite e vincendone due concedendo 6 punti in 26 riprese lanciate contro gli Yankees. Ma nel 1922 Phil Douglas iniziò una lunga storia d'amore con una ragazza dagli stupendi occhi ambrati. Questa ragazza aveva un nome:si chiamava "Whiskey". La forte e appassionata relazione del lanciatore con la bevanda lo portò alla fine quasi grottesca e ironica della sua carriera, nella quale Leslie Mann ebbe una parte non fondamentale, ma degna di nota per come si sviluppò la vicenda.Il manager dei Giants,John McGraw, sapendo del vizio di Douglas, cercò in tutte le maniere di allontanarlo dall'whiskey arrivando al punto di umiliarlo davanti alla squadra etichettandolo con frasi anche pesanti del tipo "vecchio ubriacone!" oppure "hai male al gomito? L'hai alzato troppo stanotte!".Dall'altra parte, Douglas era diventato incorreggibile al punto di non presentarsi nemmeno alle partite preferendo andare a pescare. Fu così che la situazione si trascinò fino all'esasperazione, il rapporto tra il manager e il lanciatore si incrinò a tal punto che John McGraw fu costretto ad assumere degli investigatori privati per poter sorvegliare Douglas fuori dal campo. Lo stesso Douglas si accorse di questa mossa e adottò una serie di espedienti e trucchi per poter sfuggire alla sorveglianza degli agenti. Qui si arriva al ridicolo perchè Douglas alcune volte prendeva appuntamento con amici sotto casa per potersi mescolare indisturbato; oppure spegneva le luci di casa per far credere che andava a dormire quando in realtà avrebbe "serpeggiato" nel buio per uscire di casa dalla finestra del retro. Altre volte usava travestimenti e quando entrava in un pub oltre all'whiskey chiedeva al barman dove fosse la porta di servizio e dove erano i bagni per una eventuale fuga. Tutte queste strategie furono inutili, perchè gli investigatori, che non erano certo degli inetti, comunicavano al manager McGraw ogni mossa e ogni passo del povero Douglas vanificando ogni suo tentativo di sottrarsi al controllo. Fu così che il giorno 16 del mese di Agosto dell'anno 1922 il club dei Giants annunciò la sospensione dall'attività di Phil Douglas.Questa sospensione venne permanentemente avvalorata dal commissioner della Lega:John Landis (lo stesso commissioner che tre anni prima espulse a vita 8 giocatori di Chicago per lo scandalo delle scommesse denominato "The Black Scandal"). L'accusa a carico di Douglas fu ...una lettera che lui scrisse inviandola all'ex compagno di squadra Leslie Mann che in quel periodo giocava per i St.Louis.Durante la fase finale del campionato, i Giants e i Cardinals erano in lotta per il titolo. Ecco cosa scrisse nella lettera Douglas:" Non ne posso più. Non voglio vedere McGraw vincere il titolo. Leslie! Tu sai che sono in grado di lanciare e vincere le partite ma ho paura che se rimango in questa squadra, vincerò il titolo per loro. Parlane con gli altri ragazzi e se sono d'accordo speditemi un "buon carico" (il termine in questione sta ad indicare una "cassa di whiskey") a casa mia, ed io quel giorno non sarò al campo perchè me ne andrò a pescare. Fammi sapere e se va bene prenderò il treno per andare a casa". Dopo aver spedito la lettera Douglas entrò in un centro di riabilitazione e in seguito si rese conto del gesto scellerato che aveva compiuto e avvisò Mann di distruggere la lettera. Ma fu troppo tardi. Infatti Mann aveva già ricevuto la lettera, ma fu colto da un atroce dubbio. Osservando la busta si accorse che era stata aperta e probabilmente intercettata e letta da terzi. Nel timore di trovarsi nella scomoda situazione di complice, Mann consegnò la lettera a Branch Rickey,(GM dei St.Louis), il quale la consegnò al commissioner Landis. Davanti al tribunale Douglas ammise di aver scritto la lettera, ma aggiunse che era sotto l'effetto dell'alcool e non sapeva cosa stava facendo. Nonostante questa giustificazione, il commissioner Landis fu irremovibile e decretò l'espulsione a vita del povero quanto ingenuo lanciatore. Un atleta, un personaggio che all'apice della sua carriera venne paragonato ai grandi come Grover Alexander, Jimmy Vaughan, Fred Toney. Una brutta fine per Douglas che nelle World Series del 1921 mandò al piatto per ben 5 volte l'immortale Babe Ruth. Venne visto giocare in piccole leghe di semiprofessionisti in Alabama, Tennessee e in Georgia e chi lo vide assicura che era sempre barcollante(Shufflin'....da qui il suo soprannome) dalla panchina al monte di lancio e viceversa. Forse un ritaglio della storia del baseball e la vita di Phil Douglas sarebbero state diverse se Mann avesse stracciato la lettera ritenendola uno scherzo. Senza dubbio lo stesso Mann fece la cosa giusta, senza dubbio lo stesso Mann non si è chiesto cosa possono provocare nel cervello di una persona l'alcool e il rancore... &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-49YY1okuTAU/TjUtlVIXnSI/AAAAAAAACkU/CVD2NQvewTE/s1600/images.jpeg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-49YY1okuTAU/TjUtlVIXnSI/AAAAAAAACkU/CVD2NQvewTE/s320/images.jpeg" width="219" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;"Bobo" Holloman&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;L'intera carriera in Major League di Alva (Bobo) Holloman si può racchiudere in una sola serata, o meglio, in una sola stagione, quella del 1953.In tutto Holloman lanciò in 22 partite, 10 come partente e 12 in rilievo. Solo in una occasione terminò ciò che aveva iniziato. Si, solo una volta riuscì a lanciare tutte e nove le riprese. Il tutto avvenne al Busch Stadium, il 6 Maggio 1953. Quella sera lanciò una no-hit contro i Philadelphia Athletics. Ma c'è dell'altro: in tutta la sua carriera Holloman si presentò alla battuta soltanto 19 volte ottenendo 2 battute valide e tre RBI. Quelle valide e quei punti battuti a casa vennero realizzati nella stessa partita in cui lanciò la no-hit. Le circostanze sono davvero bizzarre, ma c'è dell'altro. Una no-hit è sempre imprevedibile e i Browns al tempo erano una squadra debole e scarsa al punto che a metà stagione erano fuori dal contesto per vincere il titolo di lega. I tifosi risposero a questa situazione nel modo più evidente, cioè si allontanarono dallo stadio e quel Mercoledì del 6 Maggio fu anche una brutta giornata per il baseball. Piovve tutto il giorno e l'umidità era presente tanto da creare quel senso di affanno durante la respirazione. Quella sera contro i Philadelphia erano presenti circa 2.473 spettatori. Il GM Bill Veeck, vedendo così poca gente e temendo di essere riconosciuto e insultato dai tifosi per l'andamento della squadra, decise di sedersi in un posto sicuro come la sala stampa. Nel tentativo di affievolire quella situazione Bill Veeck fece circolare un avviso nel quale affermava che i presenti alla partita avrebbero potuto entrare gratuitamente per il resto della stagione. Poche persone approfittarono del privilegio, anzi quasi tutti conserveranno quel biglietto come souvenir per aver assistito alla no-hit. Holloman era un lanciatore destro di 29 anni che aveva passato una decina di primavere nelle Minors. Possedeva una buona palla veloce, ma non riusciva a controllarla adeguatamente. Era stato designato a lanciare due partite precedentemente, ma erano state sospese per pioggia quindi quella sera fu la sua prima gara ufficiale come lanciatore partente. Iniziò subito concedendo 2 basi su ball in aggiunta ad un errore. Ma Holloman se la cavò con un doppio gioco (casa-prima) ed un out al volo. Mano a mano che la partita procedeva, ci si accorse che quella partita aveva in serbo qualcosa di inaspettato. In sala stampa e sulle tribune l'attenzione era salita allorchè iniziava la sesta ripresa e Holloman aveva bisogno dell'aiuto della difesa. E fu così che l'esterno sinistro Jim Dyck indietreggiò su una volata e saltò contro la recinzione per effettuare una presa al volo. Bill Hunter il seconda base fermò una radente dietro il sacchetto e rapidamente tirò in prima base eliminando il corridore proprio mentre stava toccando la base col piede (quello che si definisce un bang-bang play). Ora siamo alla nona ripresa con Holloman stanco in quella umida serata. I Browns stanno conducendo per 6 a 0. Il primo battitore ottiene una base su ball con 4 lanci. Stessa sorte per il secondo battitore, ancora con 4 ball consecutivi. Il Pitching coach Harry Breechan, che aveva perso un perfect game due anni prima a causa di una chiamata arbitrale infelice, andò sul monte per parlare con Holloman permettendogli così di prendere un pò di fiato. Alla battuta per i Philadelphia si presentò Elmer Valo che ottenne una battuta radente che la difesa trasformò in una doppia eliminazione. Al battitore successivo Holloman concesse un'altra base su ball permettendo allo slugger Eddie Robinson di presentarsi alla battuta. Sul conteggio di 1 ball e 1 strike Robinson colpì la pallina spedendola all'esterno destro.Il difensore Vic Wertz indietreggiò, poi corse in avanti con un leggero inciampo, attimi di tensione, e alla fine l'esterno seppur in modo goffo riuscì ad effettuare la presa al volo consegnando la no-hit a Holloman. Fu l'unico momento di gloria per il pitcher che terminerà la stagione con 3 vittorie e 7 sconfitte, nessuna partita completa, solo questa. In seguito ebbe problemi al braccio che lo portarono al ritiro dai campi da baseball. Una settimana più tardi i St. Louis Browns giocarono a Philadelphia. Holloman venne designato come lanciatore partente. Effettuò una ripresa e 1/3, concedendo 3 battute valide e 6 basi su ball. Ma non perse la partita e questo è come un tocco di finale ironia. Entrò un rilievo, anch'esso imprevedibile, che non concesse più nulla ai battitori di Philadelphia permettendo ai Browns di vincere la partita per 6 a 3. Il nome del lanciatore?...Don Larsen, lo stesso Larsen che tre anni più tardi realizzerà l'impresa unica nella storia del baseball (ancora adesso) di ottenere un perfect-game in una World Series!.&lt;br /&gt;
&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-YPj5hvAE98E/TjUuBL-zUqI/AAAAAAAACkY/2S_SC_eTrVw/s1600/Schermata.png" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-YPj5hvAE98E/TjUuBL-zUqI/AAAAAAAACkY/2S_SC_eTrVw/s1600/Schermata.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Steve Gromek&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Era come un brutto sogno per Steve Gromek. Stordito e avvolto in un profondo silenzio seduto in panchina osservava i Red Sox che segnavano punti sopra punti, un vero assalto e i suoi Tigers vennero demoliti per 17 a 1. Era il 17 Giugno del 1953. Era il primo giorno per Gromek con la divisa dei Detroit dopo essere stato scambiato dai Cleveland Indians. Sapeva che i Tigers non erano una squadra titolata, erano saldamente all'ultimo posto in classifica e nessuna chance di poter risalire nella posizione. Ma fino a questo punto non l'avrebbe mai pensato. I Boston segnarono punti quasi automaticamente supportati da un alto numero di battute valide, che a fine partita risulteranno essere di 20. Generalmente in queste situazioni di estrema drammaticità i giocatori cominciano a sorridere e scherzare in quanto non c'è altro da fare per attenuare la disperazione. Ma Gromek, al suo primo giorno con la squadra avvolse se stesso in un religioso silenzio e nulla uscì dalla sua bocca nemmeno una sillaba. Il pensiero di poter essere scambiato per una sorta di bluff permise alle sue labbra di rimanere saldamente incollate.I Tigers avrebbero dovuto affrontare i Red Sox al Fenway anche il giorno dopo e sarebbe stata una buona occasione per Gromek, essendo stato designato come lanciatore partente, poter far dimenticare la brutta sconfitta subita il giorno prima. Ma&amp;nbsp; i Boston ancora segnarono 17 punti, ma questa volta fu diverso perchè tutti vennero segnati in una sola ripresa.(un record nella storia dell'American League; il record di tutte e due le leghe appartiene ai Chicago con 18 in data 6 Settembre 1883; i Brooklyn ne segnarono 15 il 21 Maggio del 1952.) Per Gromek tutto ciò era impossibile e illogico. I Boston presentarono ben 23 battitori in una ripresa-carneficina che durò quasi un'ora (48 min. per l'esattezza) detronizzando i Tigers per 23 a 3. Gromek non lo dimenticherà mai. Era lui sul monte di lancio ed ogni valida, ogni rimbalzante fuori dalla portata dei suoi difensori, ogni rubata e ogni punto segnato sono immagini vivissime nella sua mente."Questa è la fine!" penso Gromek.Nello spogliatoio era sotto shock e già immaginava un prossimo futuro nelle Minor Leagues. Di sicuro il manager Hutchinson non gli avrebbe dato un'altra possibilità. Quattro giorni dopo i Tigers doveveano affrontare Philadelphia e nello spogliatoio il manager si avvicinoò a Gromek dicendogli "Steve!...oggi lancerai tu!". Gromek rimase letteralmente sbalordito di fronte a quelle parole inaspettate. Non solo lanciò tutta la partita,ma Philadelphia non segnò nemmeno un punto!.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2910069252189975918-7856808101450409059?l=beppe14.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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Con i suoi 36 anni è il più giovane atleta ad essere ammesso nell'Olimpo dei "Grandi del Baseball".Nel 1972, insieme a lui vennero eletti altri due grandi "Ballplayer": Early Wynn e Yogi Berra. Discorso a parte per Berra e Wynn, c'è qualcosa che va oltre i records di Koufax, ritiratosi alla fine del 1966 con soltanto 165 vittorie in MLB. L'apice della sua grandezza si ridimensiona se facciamo il paragone con le 300 vittorie di Wynn ottenute in 23 anni di carriera contro le 12 di Koufax di cui soltanto 4 di esse furono brillanti come i diamanti rosa australiani. Wynn lanciava in una epoca dove si rispondeva ad una battuta valida subita con un lancio intimidatorio vicino al corpo del battitore successivo. "In situazioni delicate, avrei lanciato addosso anche a mia madre se si fosse presentata nel box di battuta!" così rispose Wynn in una intervista. Anche quando la sua carriera terminò, l'indole "assassina" di Wynn non si era affievolita. Fu ingaggiato dai Twins come tecnico. Rod Carew afferma che anche in allenamento bisognava stare attenti perchè, dopo un paio di buone battute, Wynn avrebbe lanciato addosso al battitore. L'atteggiamento in campo e le sue parole furono come una linea parallela alla carriera di Yogi Berra, il grande catcher dgli Yankees. I giornalisti coniarono il termine "Berraismo" per identificare le innumerevoli frasi dette da Berra ricche di ironia, sarcasmo, filosofia spicciola; frasi in cui si giocava molto col significato ambivalente delle parole. Sostenuto dai "Media", questo "Berraismo" diventò famoso nel circuito baseballistico americano tanto da farne, come suggerisce il termine, quasi un decalogo religioso. Qualche esempio di "Berraismo?". Eccone alcuni: "Se non sai dove stai andando, finirai da qualche parte!"..."Se non riesci a imitarlo, non copiarlo!"..."Faresti meglio a tagliare la pizza in 4 pezzi perchè non ho abbastanza fame per mangiarne 6!"..."Il baseball è 90% mentale. L'altra metà è fisica!"..."È stato impossibile conversare, tutti parlavano troppo!"...Una volta, la moglie di Yogi,Carmen,gli chiese:" Sei nato a St.Louis, viviamo in New Jersey, hai giocato a New York. Se muori prima di me dove vorresti che ti seppellisca?." Sorprendimi!" disse Berra..." Ho fatto un errore sbagliato!"..."Non ho mai incolpato me stesso quando non battevo bene. La colpa era della mazza e quindi la cambiavo. Dopotutto se so che non è colpa mia come posso arrabbiarmi con me stesso?"..."Dovresti andare ai funerali degli altri se vuoi che gli altri vengano al tuo!"...&lt;a href="http://www.rinkworks.com/said/yogiberra.shtml%20"&gt;Qui&lt;/a&gt;, trovate una nutrita sequenza di frasi "Berraismo".Koufax non ha mai lanciato "vicino" al corpo o alla testa di nessun battitore, Koufax non aveva atteggiamenti che incuriosivano i reporters, Koufax non aveva un linguaggio colorito e spiritoso. La sua saggezza e onestà sono stati i pilastri sui quali ha costruito la sua solidità dal monte di lancio. Una carriera basata sulle doti di perseveranza e continuità iniziata con anni di difficoltà per poi arrivare al massimo splendore e terminare con gli anni del dolore. Forse per questo è stato votato Sandy Koufax. Molti ricordano il coraggio nei suoi gesti e ricordano la persona che si nascondeva dietro quei gesti quando combatteva sul monte di lancio sopportando una forte artrite al gomito. L'immagine di Koufax con il gomito gonfio immerso nel ghiaccio dopo una battaglia di nove riprese è ancora viva e contornata di dettagli non ultimo il fatto che non riusciva a stendere il braccio dal dolore che provava nonostante le infiltrazioni di cortisone. Nessun alibi, e nessun pianto di solidarietà. "Quanto stavi male?" gli chiese un giornalista, dopo una partita vinta con i Phillies per raggiungere il titolo di Lega. "Stavo male!" disse Koufax, "ma non so quanto perchè ero pieno di cocaina. Era l'unico modo per poter lanciare." Un altro reporter gli chiese a cosa pensava mentre era seduto nello spogliatoio bevendo un pò di soda dalla bottiglia sollevata col braccio destro. "Sto pensando a quanto sono felice che tutto è finito". replicò Koufax dopo aver lanciato con soli due giorni di riposo!. Ottenne 6 "strike-out" quella sera terminando la stagione a quota 289, nemmeno vicino al record dell'anno precedente, il 1965, quando ne registrò 382!. Ma quella vittoria era la numero 27 della stagione; un record per lui e per la squadra, grazie al quale si apprestava ad affrontare il post-season. E continuavano a chiedergli" Come va il braccio?" e Koufax ripeteva le stesse parole, come fossero una preghiera "Il braccio è lo stesso di sempre!.Se la tua squadra segna qualche punto, è un sollievo dal monte di lancio". Lanciò la seconda partita delle World Series nel 1966. La prima partita spettò a Don Drysdale, perchè quel giorno era lo "YOM KIPPUR", il "giorno dell'espiazione" nel calendario ebraico e il credo di Koufax non gli permetteva nessuna competizione. Drysdale perse la prima partita contro Baltimore e Koufax perse la seconda per 6 a 0. L'esterno centro Willie Davis commise tre errori alla 5° ripresa. In quella partita il lanciatore Jim Palmer dei Baltimore, ottenne una "shout-out" diventando il più giovane lanciatore nella storia delle World Series ad ottenere un simile risultato: aveva 20 anni, 11 mesi e 21 giorni.I Baltimore andarono in vantaggio per 3 partite a zero, una situazione impossibile da ribaltare. Fu proprio Koufax che andò a consolare Davis durante la partita "Non lasciarti andare, non ho nulla da possedere là di fuori!". Dopo un mese Koufax annunciò il suo ritiro dal baseball. Aveva solo 30 anni!. Molti pensarono che fosse contento della decisione perchè non avrebbe dovuto più sopportare il dolore al gomito. "Ma è sbagliato!". disse Koufax "Il baseball mi mancherà da morire, sarà come una voragine dentro di me.Non è stato piacevole annunciare il mio ritiro. Sono tornato a casa dopo la conferenza stampa, mi sono seduto e pensavo se tutto ciò era vero. Ho fatto la cosa giusta? Dopo 12 anni è facile dire "mi ritiro", ma quando pensi al significato della parola, è come un nodo che si stringe intorno alla gola.Sono sicuro che l'Opening Day dell'anno prossimo sarà un giorno molto difficile da sopportare". Dal 1955 al 1960 Koufax vinse soltanto 36 partite. Nel 1961 ne vinse 18, esattamente la metà di tutti gli anni precedenti quando la sua esplosiva "Fast-ball" non sapeva dove andava a finire. Dal 1955 al 1960 concesse 405 "basi su ball" in 692 innings. La mancanza di controllo nei suoi lanci era preoccupante."Cominciavo a pensare che forse era meglio per me ritornare a scuola considerando che ero ancora giovane per farlo!." disse Koufax. Ma, come succede spesso nelle situazioni disperate vi fu un "turning point", e il Talmud si affacciò nella figura di Norm Sherry, il suo catcher, che gli suggerì di "lanciare più piano" per controllare meglio la sua "fast ball". E così fece Koufax, con tanto allenamento e costanza; doti che lo portarono a primeggiare nella categoria degli "strike-out" nel 1961, 63', 65' e 66'. Quindi arrivarono anche le vittorie: 23 nel 1963, 26 nel 1965 e 27 nel 1966, l'ultima dolorante stagione. Poi si aggiunsero le "no-hit", contro i Mets nel 1962, i Giants nel 1963 e i Phillies nel 1964 per finire in bellezza con un "perfect game" contro i Cubs nel 1965. Quattro partite senza concedere una battuta valida. Nessuno prima di lui. Quattro stagioni all'apice della grandezza, tre "Cy Young Award" come il miglior lanciatore di tutta la Major League oltre a un "Most Valuable Player" nel 1963. Questi sono i record scritti e consegnati alla storia. "Questo è il più grande riconoscimento non solo nel baseball, ma anche di tutta la mia vita" così disse Koufax appena eletto nella Hall. Ricevette 344 voti, il più alto numero nella storia della Hall of Fame. Berra ne ricevette 339 e Wynn 301. Tanti tifosi ricordano la sua "Perfect game" contro i Cubs anche perchè fu una partita straordinaria dove il lanciatore dei Cubs, Bob Hendley concesse solo una valida. La partita venne disputata a Los Angeles il 9 Settembre del 1965 e i Dodgers vinsero 1 a 0. Koufax ottenne 14K affrontando 27 battitori. L'unico punto venne segnato quando Hendley(Cubs) concesse la base su ball a Lou Johnson nella quinta ripresa. In seguito Johnson venne spinto in seconda con un "bunt di sacrificio". Al tentativo di rubare la terza base, il catcher dei Cubs Chri Krug rispose con una brutta assistenza e la pallina rimbalzò verso la zona dell'esterno sinistro permettendo a Johnson di segnare il punto vincente della partita. L'unica valida dell'incontro la realizzò sempre Johnson, ma alla settima ripresa, risultando ininfluente sul punteggio. L'unico momento di ansia da parte di Koufax fu sempre alla settima ripresa quando si trovò col conteggio di 3 ball e 0 strike su Billy Williams. I due lanci successivi furono proiettili in mezzo al piatto e dopo un foul ball Williams ottenne una debole volata all'esterno sinistro permettendo così a Koufax di completare il suo "Perfect Game" con 6 strike-out di fila e di registrare un nuovo record storico di 4 no-hit, sorpassando un altro grande del monte di lancio:Bob Feller, che ne aveva ottenute 3. Per avere un'idea della bravura di Koufax basti pensare che i battitori dei Cubs "sapevano" quale tipo di lancio avrebbe eseguito Koufax ma nonostante questo vantaggio, come affermò Ernie Banks (interbase dei Cubs) "Non riuscivamo a colpire la pallina!". Lo stesso Banks (Hall of Famer anche lui) andò strike-out per ben 3 volte, senza nemmeno sfiorare la pallina con la mazza!. Koufax effettuò 113 lanci dei quali 79 erano strikes. "Un giocatore di baseball non riveste un ruolo importante nella nostra vita sociale.Non possiamo guarire il male e nemmeno portare la pace in un mondo travagliato. Tutto ciò che possiamo fare è donare poche ore di evasione a coloro che vengono allo stadio fornendo una sorta di conflitto per tanti tifosi che identificano le loro fortune con le nostre attraverso l'intera stagione. Tutto questo è secondo natura, un breve e temporaneo periodo della nostra vita". Sandy Koufax....AH!...dimenticavo!...Si legge nel Talmud Ebraico: "Basta una persona buona...sulla quale costruire il mondo!".&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2910069252189975918-2461444262367361877?l=beppe14.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;L'evocazione del grande spirito e il volo dell'aquila non hanno cessato di esistere e rivivono quotidianamente nei ballpark del Nord America. Il baseball è tremendamente popolare in tutti i continenti dando prova di una vera anima universale che viene celebrata ogni anno. Questa anima ha un nome e si chiama Globalizzazione che non ha nulla a che vedere con la "guerra fredda" di un mercato in competizione dove capitali economici generano profitti soltanto per pochi eletti attraverso un criterio vampiresco di succhiare sangue alla povera gente. No! La globalizzazione dell'Old Game è il punto d'incontro di una solidarietà ritrovata, del buon senso comune e dell'appartenenza alle varie origini, alle varie culture e all'attaccamento millenario verso la nostra Terra. Asiatici, Europei, Australiani, Sud Americani, uomini bianchi, neri, meticci e creoli, tutti praticano il gioco della vita. Ma c'è un'altra etnia, affascinante e misteriosa, tanto cara ai nostri cuori di fanciulli, che fa parte di questo sogno quotidiano e nonostante abbia subito devastazione e sterminio da parte degli europei è riuscita a ritagliarsi uno spazio importante e a scrivere capitoli significativi nella storia dell'Old Game.Sono gli Indiani,i pellerossa,quelli di "Toro Seduto", di "Geronimo", di "Orso Bianco", di "Cavallo Pazzo" di "Aquila Rossa"; tribù come i Sioux, gli Apache, i Comanche, i Seminoles e tante altre, furono protagoniste di diverse vittorie ottenute contro gli uomini bianchi, chiamati "visi pallidi".&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-38xpggGbw8g/TiRq5JRtu4I/AAAAAAAACZ4/P_ikeA0-i8I/s1600/images.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-38xpggGbw8g/TiRq5JRtu4I/AAAAAAAACZ4/P_ikeA0-i8I/s1600/images.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Ai grandi capi indiani vennero riconosciute doti quali l'astuzia, l'intelligenza e la grande strategia nelle battaglie sostenute per la libertà. Addirittura vi fu un capo indiano che si chiamava Giuseppe, della tribù dei "Nasi Forati" che fu un grande combattente. La sua abilità nella&amp;nbsp; guerriglia pare si insegni ancora oggi nella base militare americana di West Point. Ad ogni modo, sappiamo tutti com'è finita questa guerra; tante furono le vittime da entrambe le parti e alla fine i "visi pallidi" ebbero la meglio e si impossessarono dei territori degli indiani relegando i superstiti in piccole zone del continente nord-americano che vennero chiamate Riserve. Col passare degli anni, fino ai nostri giorni, la comunità indiana è cresciuta e tutt'ora rappresenta un robusto movimento nel tessuto sociale americano, sempre presente nel rivendicare e nel promuovere i diritti e la giustizia sociale nei confronti delle etnie più deboli. Lo spirito di Manitou, il possente frastuono della corsa del bisonte e i canti crepuscolari degli indiani da sempre hanno contribuito a creare fascino e mistero. Non di meno nei Ballpark di tutta l'America, dove la presenza di giocatori appartenenti a varie tribù di nativi indiani ha contribuito enormemente all'integrazione e all'inserimento dei pellerossa nella società americana.Molti conoscono la storia dell’integrazione dei giocatori di colore nel baseball, ma pochi sanno quella dei nativi americani. I fans di tutto il mondo conoscono le due squadre di MLB, i Cleveland Indians e gli Atlanta Braves. Entrambi i nomi si riferiscono agli Indiani d'America, anche se le squadre stesse non hanno alcun legame con la cultura tribale. Ma sicuramente pochi conoscono i nomi di Charles Bender o Louis Sockalexis, leggendari giocatori di baseball che erano realmente Indiani d'America. I nativi vennero a contatto con il baseball nei primi anni dell’ottocento. Gli esploratori Lewis e Clark, durante il loro viaggio nel Nord America, cercarono di insegnare una prima versione del gioco agli indiani di Nez Perce (tribù della regione del Pacific Northwest). Anche i prigionieri indiani giocavano a baseball e il più importante fu il guerriero Apache Geronimo a Fort Sill, in Oklahoma. Alla fine del 1800, gli adolescenti pellerossa furono portati via con la forza dalle loro famiglie per essere civilizzati, come si diceva, nelle scuole lontano dalle riserve. Per i ragazzi indiani, il baseball fu uno strumento di integrazione e capirono che era sicuramente un modo per sopravvivere. Il 22 aprile del 1897 Louis Sockalexis , della tribù di Penobscott, divenne il primo degli Indiani d'America a giocare a baseball nella massima lega con i Cleveland Spiders dell’American Association. Sei anni più tardi Chief Bender, uno Ojibwe, fu il primo degli indiani a giocare nell'American League e fu il primo ad essere eletto nella National Baseball Hall of Fame.&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Eovd--fKa58/TiRrMfaDYeI/AAAAAAAACZ8/nIbVeq-6Ovs/s1600/images1.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-Eovd--fKa58/TiRrMfaDYeI/AAAAAAAACZ8/nIbVeq-6Ovs/s1600/images1.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Le Tribù avevano tutte una lunga tradizione nel gioco del baseball, sia fuori che dentro le riserve. Ci furono anche giocatori che calcarono la Major League con antenati pellerossa, e quindi mezzosangue, come Gene Bearden, Johnny Bench, Howie Fox, Nippy Jones, Ernie Koy, Roy Meeker, Willie Stargell, Joseph Tipton, Jim Toy, Thurman Tucker, Virgil Trucks, Zack Wheat e Early Wynn. Jacobus "Jim" Franciscus Thorpe, figlio di un irlandese e di madre pellerossa (tribù Sac e Fox), fu sicuramente l'atleta più famoso che ebbe grandissima fama anche fuori degli Stati Uniti. Vinse due ori olimpici nel pentathlon e nel decathlon, fu una stella del football americano a livello universitario e professionistico e giocò nella Major League baseball. Giocò con i New York Giants, Milwaukee Brewers, Cincinnati Reds e Boston Braves. Thorpe è l'unico atleta di tutti i tempi ad aver realizzato 3 homers in una gara in 3 Stati differenti!. Tutto avvenne durante una partita di semi-pro, in uno stadio costruito al confine con Texas-Oklahoma-Arkansas. Il primo homer venne realizzato a sinistra e la pallina rimbalzò in&amp;nbsp; Oklahoma. Il secondo homer sorvolò la recinzione a destra e la pallina rimbalzò in Arkansas. Il terzo homer fu un "Inside the park", per cui la pallina rimase in Texas!. I titoli olimpici del 1912 gli furono ritirati proprio per aver giocato a baseball da professionista, e gli vennero restituiti postumi dal CIO solo nel 1983. Moses Yellow-horse, un Pawnee, è considerato da molti storici come il primo mezzosangue indiano a giocare in formazioni di baseball professionistico. Moses giocò con i Pittsburgh Pirates per due anni dal 1921. Rimase anche famoso perché nella stagione del 1922 colpì Ty Cobb con un lancio in mezzo agli occhi. Questo episodio fu sicuramente provocato da Cobb che, posizionandosi al piatto, lo aveva insultato con frasi razziste. Ci sono stati nella storia del baseball quattordici ballplayers che venivano comunemente chiamati "chief" o semplicemente soprannominati "chief".Al contrario dei giocatori neri alcuni players Indiani d'America giocavano nei campionati più importanti già da decenni. Per la cronaca fu riconosciuto agli Indiani la cittadinanza statunitense nel 1924. I Nativi sperimentarono nel mondo del baseball un mix di razzismo e di accettazione. Potevano giocare, a differenza dei neri, ma erano pur sempre considerati dei selvaggi. Attualmente ci sono due fenomenali giocatori di origini pellerossa che giocano a baseball nella MLB, nelle due squadre rivali per antonomasia: Jacoby Ellsbury e Joba Chamberlain. Jacoby Ellsbury è Navajo e gioca esterno centro per i Boston Red Sox. Joba Chamberlain è mezzo Winnebago e lancia per i New York Yankees. Con i Cardinals di St. Louis gioca il lanciatore Kyle Lohse (Nomlaki) e questi tre sono attualmente gli unici Indiani d'America nelle Major.&lt;a href="https://docs.google.com/viewer?a=v&amp;amp;pid=explorer&amp;amp;chrome=true&amp;amp;srcid=0B8uWrsUAiwCKMjdhZGQ2MTQtNGVjYS00NmM4LWFlNDUtN2I3ZWRiZjJmYmUz&amp;amp;hl=it"&gt; Qui&lt;/a&gt;, trovate l'elenco di tutti i pellerossa che hanno giocato in MLB (The Baseball Almanac). Nel clip video: Stephen Stills con "Black Queen" 1970&lt;br /&gt;
......AUGH!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2910069252189975918-7841479039057326064?l=beppe14.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/BRQRGcUD6a-YxP0FDg-e_Utp4oM/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/BRQRGcUD6a-YxP0FDg-e_Utp4oM/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/BRQRGcUD6a-YxP0FDg-e_Utp4oM/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/BRQRGcUD6a-YxP0FDg-e_Utp4oM/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Beppe14/~4/TsXEd11UqHk" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://beppe14.blogspot.com/feeds/7841479039057326064/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2910069252189975918&amp;postID=7841479039057326064" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2910069252189975918/posts/default/7841479039057326064?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2910069252189975918/posts/default/7841479039057326064?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/Beppe14/~3/TsXEd11UqHk/il-grande-spirito.html" title="IL GRANDE SPIRITO" /><author><name>beppe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15180016441295692348</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="http://3.bp.blogspot.com/-SZpn3kRGzKI/Tl4xxsMwQHI/AAAAAAAACnM/BrPNl4BQtwk/s220/M.D.jpg" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-38xpggGbw8g/TiRq5JRtu4I/AAAAAAAACZ4/P_ikeA0-i8I/s72-c/images.jpeg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://beppe14.blogspot.com/2011/07/il-grande-spirito.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkEFR30_fyp7ImA9WhdTFEU.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2910069252189975918.post-4267346926043769988</id><published>2011-07-10T22:10:00.001+02:00</published><updated>2011-07-12T18:36:56.347+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-07-12T18:36:56.347+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="TOWNS and BALLPARKS" /><title>WRIGLEY FIELD</title><content type="html">&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-oengae8BviM/ThoFm7DQC6I/AAAAAAAACZg/eHVe0PYuxlM/s1600/images22.jpeg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/-oengae8BviM/ThoFm7DQC6I/AAAAAAAACZg/eHVe0PYuxlM/s200/images22.jpeg" width="170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Per le strade adiacenti al Wrigley Field di Chicago altro non si parla che di streghe, fantasmi, magia, riti pagani ed ogni sorta di creature che appartengono al mondo delle tenebre. Un ottimo documentario che ben figurerebbe in una puntata del programma "MISTERI" e, come soggetto per questo spettacolo, chi altri se non il Wrigley Field potrebbe essere più adatto?. Il suo aspetto sobrio e genuino con una spiccata impronta bucolica e la sua ancestrale fame di pennant rendono il Wrigley perfetto per una sorta di esorcismo. E che dire della costante brezza che spira talvolta contro e talvolta a favore del battitore? È forse il lamento di dolore delle antiche tribù dei Chippewa, dei Potawatomi, dei Kickapoo sterminate dai soldati governativi? Si!...Wrigley Field è il centro dei fenomeni inspiegabili, del mistero ricorrente e dell'alito dell'antico Bisonte. Tutto è successo al Wrigley Field, tutto succede e tutto succederà al Wrigley Field.Ogni evento, ogni battuta, ogni lancio è impresso nelle verdi foglie dell'edera che da quasi un secolo artigliano, stringono e avvolgono in un abbraccio di gelosia il Wrigley Field. Una perfetta scenografia per lo stadio dal fascino quasi tribale e soprannaturale. Solo al Wrigley Field si è consumato il mistero di due palline in gioco durante una partita. Successe nel 1959 durante un confronto tra le squadre dei Cardinals e dei Cubs. Il lanciatore Bob Anderson di Chicago, concesse la base per ball a Stan Musial ma il catcher si lamentò con l'arbitro affermando che Musial, sul conteggio di 3 ball e uno strike, aveva fatto un foul ball. Nel frattempo la pallina rotolò dietro e lontano dal catcher. Musial se ne accorse e dalla prima base iniziò a correre verso la seconda base. Alvin Dark, il terza base di Chicago si precipitò per raccogliere la pallina ed assisterla all'interbase Ernie Banks che era andato a coprire la seconda base. Nell'attimo precedente, INSPIEGABILMENTE, l'arbitro consegnò una nuova pallina al lanciatore di Chicago il quale cercò di eliminare Musial che si stava dirigendo in seconda base. Ma il tiro fu errato e la pallina finì all'esterno centro. A sua volta Musial, resosi conto del tiro sbagliato, cercò di guadagnare la terza base, ma venne toccato out da Banks, che aveva ricevuto il tiro dal terza base Dark....DIAMINE!!!....ci sono 2 palline in campo!!...qual'è quella giusta!!!. L'arbitro di base dichiarò Musial "OUT", perchè venne "toccato" con la pallina originale di inizio partita. Il manager di St.Louis andò su tutte le furie, ma non successe nulla perchè alla fine i Cardinals vinsero quella partita per 4 a 1. La fama e la reputazione del Wrigley Field si è allargata a macchia d'olio come tutto il suo alone di misticismo e superstizione. Nel 1945 il proprietario di una taverna, un certo Billy Goat Sianis si recò allo stadio per acquistare i biglietti per le World Series contro i Detroit Tigers. Aveva con sè una mascotte, come una specie di strega nei panni di un caprone, un animale esoterico in grado di esorcizzare le più nefaste situazioni.&lt;br /&gt;
&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-DxOL7RTEH2w/ThoGepx_koI/AAAAAAAACZk/iyibB-pPh8U/s1600/6a00d8341c00c753ef011570893127970b.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://3.bp.blogspot.com/-DxOL7RTEH2w/ThoGepx_koI/AAAAAAAACZk/iyibB-pPh8U/s200/6a00d8341c00c753ef011570893127970b.jpg" width="161" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Il caprone-Sianis&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;Il bigliettaio negò l'ingresso all'animale e allora Sianis gettò un maleficio dicendo che la squadra non vincerà mai più fino a quando un altro Sianis-caprone non entrerà nello stadio.(sembra che questo maleficio sia tutt'ora valido!). Solo al Wrigley Field si è potuto assistere all'unica e storica partita di 9 riprese senza una battuta valida. Tutto successe il 2 Maggio del 1917 allo stadio che al tempo si chiamava Weegham Park. James "Hippo" Vaughan, lanciatore dei Cubs, e Fred Toney, lanciatore dei Cincinnati Reds, si affrontarono in una partita concedendo zero valide agli opposti line-up di battuta. Dopo 9 riprese regolamentari il punteggio era di 0 a 0. Gus Getz, terza base dei Reds, si presentò alla battuta all'inizio della 10ima ripresa e venne eliminato al volo dal catcher dei Cubs, Art Wilson. Quindi si presentò a battere Larry Kopf, che ottenne la prima valida dell'incontro. In seguito fu il turno di Greasy Neale che venne eliminato al volo dall'esterno centro dei Cubs, Cy Williams. 2 OUT!. È ora il turno di Hal Chase che batte una facile volata al centro esterno che però viene persa dal difensore che commette un errore clamoroso permettendo ai corridori di arrivare in terza e in seconda base. Ora a battere si presentò Jim Thorpe (famoso Olimpionico plurimedagliato e anche giocatore di football), che realizzò una battuta rimbalzante molto alta. Il lanciatore Vaughan la giocò tirando la pallina a casa base per prevenire il punto (Thorpe era velocissimo, e non c'era nessuna possibilità di eliminarlo in prima base). Ma il corridore di terza non aveva dato nessuna intenzione di correre verso casa base. Il ricevitore dei Cubs non si aspettava l'assistenza del proprio lanciatore e la pallina gli rimbalzò sulla pettorina rotolando lontano. A quel punto il corridore di terza base si diresse per segnare il punto che risulterà vincente perchè nella parte bassa della ripresa, i Cubs (essendo squadra di casa), non segnarono e non fecero nessuna valida. Il lanciatore dei Reds vinse una partita lanciando una no-hit di 10 riprese. Il lanciatore dei Cubs perse il confronto anche se statisticamente non era stato responsabile del punto subito. Negli spogliatoi, "Hippo" Vaughan se la prese con il suo catcher e furono coinvolti in una violenta rissa che venne interrotta con l'ingresso del presidente della squadra, Charlie Weegham, che disse "You're a bunch of asses!". Al Wrigley Field ci sono i "Bleacher Bums" all'esterno sinistro, un club esclusivo dove i tifosi si presentano in canottiera e le ragazze in bikini e la birra scorre generosa come le acque del Mississippi, non solo negli stomaci dei fans, ma anche sulle teste dei giocatori avversari con particolare predilezione verso quelli dei Mets. E dopo il folklore ecco che l'esoterismo e la superstizione si affacciano di nuovo al Wrigley Field. Nel 1994 un gruppo di predicatori arrivò allo stadio in compagnia di un altro "caprone-Sianis" per porre fine ad una striscia di 12 partite perse in casa. Il gruppo di "stregoni" assieme al caprone girarono intorno allo stadio diverse volte fino a quando entrarono in campo da un ingresso secondario. Fecero tutto il giro con gesti cerimoniali simulando antichi riti pagani e passarono davanti al bullpen dei lanciatori dove si stava "scaldando" il lanciatore dei Cubs, Steve Trachsel. I Cubs vinsero 7 a 2 contro i Reds spezzando la sequenza di sconfitte consecutive!. Ma la superstizione affligge anche i numeri al sempreverde Wrigley Field. 8-8-88, fu il giorno dove venne disputata la prima partita storica in notturna. Per tanti anni Chicago e i tifosi dei Cubs sono sempre stati contrari a disputare le partite sotto le luci al punto che negli anni 50, il proprietario della squadra consegnò un nuovo impianto-luci ad un team di minor league per mantenere la tradizione del Wrigley, cioè quella di non giocare in notturna. Ma alla fine hanno dovuto cedere alle continue richieste da parte della Lega di costruire un impianto luci. Ad ogni modo, il malumore dei tifosi generò un onda di negatività e quella partita venne sospesa dopo 3 riprese per...pioggia!!!. Tutto succede al Wrigley Field, perchè è sempre in crescita senza mai invecchiare, perchè la sconfitta possiede il dolce sapore della condivisione e della vicinanza, perchè la luna e le stelle svelano i loro poteri astrali, perchè l'abbraccio al Wrigley è il forte legame del blues di Chicago e del sole che si tuffa nel lago Michigan.... perchè la corsa sulle basi è l'antico tam-tam delle tribù indiane pronte al combattimento.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2910069252189975918-4267346926043769988?l=beppe14.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/itPSxkqf3R-C43PF2nMVAtmBCHA/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/itPSxkqf3R-C43PF2nMVAtmBCHA/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
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&lt;/div&gt;Il Baseball è sempre stato più di un semplice gioco. Come John S. Bowman e Joel Zoss hanno indicato nel libro "La Storia pittorica del Baseball" "The Game è parte del tessuto della cultura americana. Il baseball è il terreno comune sociale tra estranei, un mondo di possibilità e di opportunità, dove non è mai finita finché non è finita. "E' una tradizione americana ricca di leggende, folklore e storia, un viaggio senza fine dove ogni partita è un nuovo capitolo di nove inning e ogni giocatore ha la possibilità di essere l'eroe. Nel corso degli anni, ogni franchising ha avuto la sua parte di giocatori e superstar che emergono sopra il resto. Sono i messaggeri, quelli che portano i tifosi al campo da baseball e&amp;nbsp; quelli che in una sola partita li portano tutti insieme in una volta sola: questa partita si chiama "The All-Star Game". Il primo Major League All-Star Game è stato giocato il 6 luglio 1933 al Comiskey Park di Chicago. Questo evento è stato creato da Arch Ward, un editor di sport per il Chicago Tribune, in concomitanza con la celebrazione del "Expo Progress of Chicago". Da quel momento, il "Midsummer Classic" è rimasto l'appuntamento immancabile per tutti i tifosi di baseball i quali hanno l'opportunità di vedere in un solo stadio i migliori talenti del baseball mondiale. Inizialmente, i giocatori, venivano selezionati dai gestori e dagli appassionati nel 1933 e nel 1934. Dal 1935 al 1946, solo i dirigenti selezionavano tutta la squadra. Dal 1947 al 1957, i tifosi sono tornati per votare i loro preferiti unitamente ai managers. Dal 1958 al 1969, dirigenti, giocatori e allenatori fecero la selezione dell' All-Star Team. Nel 1970, il voto ancora una volta tornò nelle mani dei tifosi per la scelta dei giocatori di ogni squadra e questa è la procedura rimasta fino ai giorni nostri. Sul sito della MLB, ho raccolto diversi filmati che mostrano i momenti più belli di tutte le All Star Games disputate. Ho unito tutti i clip video per farne un filmato della durata di circa 10 min. Nell'ordine:&lt;br /&gt;
1933. Fu la prima edizione del "Midsummer Classic" a Chicago (Comesky Park).&amp;nbsp; Babe Ruth realizzò il primo homer &lt;br /&gt;
1934. Al Polo Ground di New York il mancino Carl Hubbell mise strike-out in fila, 5 futuri Hall of Famer: Ruth, Gehrig, Foxx, Simmons e Cronin.&lt;br /&gt;
1941. Ted Williams realizza il primo "Walk-off" home run in una All Star game.&lt;br /&gt;
1955. Stan Musial ottiene il primo homer vincente agli extra inning (12esimo)&lt;br /&gt;
1964. Johnny Callison realizza l'homer vincente alla nona ripresa dopo che la squadra era in svantaggio di due punti&lt;br /&gt;
1970. Drammatico scontro a casa base tra Pete Rose (che segna il punto vincente) e il catcher Ray Fosse.&lt;br /&gt;
1971. Reggie Jackson ottiene un homer che finisce sul tetto del Detroit Stadium.&lt;br /&gt;
1979. Dave Parker dall'esterno destro lancia un proiettile a casa base per l'eliminazione del corridore.&lt;br /&gt;
1983. Fred Lynn realizza il primo "Grande Slam" nella storia dell'All Star Game.&lt;br /&gt;
1984. Fernando Valenzuela e Dwight Gooden. Un "match up" con tanti strike out&lt;br /&gt;
1989. L'era di Bo Jackson, che realizza un homer da 460 piedi.&lt;br /&gt;
1994. Al nono inning McGriff realizza l'homer del pareggio. Tony Gwinn, punto della vittoria su valida di M.Alou.&lt;br /&gt;
2001. Ultima All Star game per Carl Ripken che ottiene un homer.(Alex Rodriguez gli dice che è lui che deve giocare interbase)&lt;br /&gt;
Tanti momenti indimenticabili per tutti gli appassionati. Al contrario di quello che si può pensare, pur essendo una partita di esibizione, gli atleti si sono sempre impegnati al massimo fornendo prestazioni sportive di altissimo livello e spettacolari. Come commento musicale al filmato, ho aggiunto "Won't get fooled again" brano storico del gruppo "The Who" tratto dal loro meraviglioso album "Who's next" del 1971. Spero che vi piaccia....so long!&lt;br /&gt;
&amp;nbsp;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2910069252189975918-6906435771189635810?l=beppe14.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Ezeetx1LRUL0NBwjaapuydFZnaQ/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Ezeetx1LRUL0NBwjaapuydFZnaQ/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Ezeetx1LRUL0NBwjaapuydFZnaQ/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/Ezeetx1LRUL0NBwjaapuydFZnaQ/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Beppe14/~4/WqkqvZffUTE" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://beppe14.blogspot.com/feeds/6906435771189635810/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2910069252189975918&amp;postID=6906435771189635810" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2910069252189975918/posts/default/6906435771189635810?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2910069252189975918/posts/default/6906435771189635810?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/Beppe14/~3/WqkqvZffUTE/all-star-milestones.html" title="ALL STAR MILESTONES" /><author><name>beppe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15180016441295692348</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="http://3.bp.blogspot.com/-SZpn3kRGzKI/Tl4xxsMwQHI/AAAAAAAACnM/BrPNl4BQtwk/s220/M.D.jpg" /></author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://beppe14.blogspot.com/2011/07/all-star-milestones.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;AkYGQHg-cSp7ImA9WhZaFE4.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2910069252189975918.post-218848216559481214</id><published>2011-06-30T14:45:00.001+02:00</published><updated>2011-06-30T14:48:41.659+02:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2011-06-30T14:48:41.659+02:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="ARTE POESIA STORIA" /><title>RUTH... IN ROCK</title><content type="html">&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-ahT2LDt9NHU/TgxuJXXduUI/AAAAAAAACYc/F097iLHiDIw/s1600/Front.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-ahT2LDt9NHU/TgxuJXXduUI/AAAAAAAACYc/F097iLHiDIw/s320/Front.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Babe Ruth è musica rock. Non è soltanto il nome del leggendario "Bambino" degli Yankees, ma è anche stato il nome di un gruppo musicale attivo principalmente attraverso gli anni 70' i cui musicisti provenivano da Hatfield, Hertfordshire, Inghilterra . Il loro sound tipicamente rock è stato caratterizzato anche da un buon impasto sonoro con l'aggiunta di momenti acustici delineati da strumenti a fiato.La voce di Janita (Jenny) Haan assieme al riff del chitarrista-fondatore del gruppo, Alan Shacklock, hanno permesso a tutto il gruppo di avere un grande successo commerciale in Nord America più che in patria. Certo, Babe Ruth è molto conosciuto negli States più che in Inghilterra dove un nome come "George Best" oppure "Kevin Keagan" sarebbe stato più appropriato ad una band inglese. C'è da aggiungere che la scena musicale di quel periodo (sempre in Inghilterra) era dominata dai supergruppi come i Beatles, i Led Zeppelin, i Deep Purple...ecc....ed il ruolo dei "Babe Ruth" era unicamente come gruppo di apertura dei concerti delle grandi star. Ma l'uscita del primo album chiamato "First Base" diede l'opportunità al gruppo di farsi notare all'estero, in particolare in America e in Canada dove l'album ottenne l'onoreficenza di "Disco d'Oro". Nonostante il risultato incoraggiante, il gruppo soffriva di tensioni all'interno tali da provocare una continua alternanza dei componenti della band. In tutto i musicisti realizzarono 6 album e intrapresero una reunion tour di grande successo in Canada nel luglio 2010; Ottawa Bluesfest, Metropolis di Montreal, e il Festival International du Blues De Tremblant. Da notare nell'album "First Base" una rielaborazione rock del tema musicale, composto da Ennio Morricone, del film "Per qualche dollaro in più". È il caso di dire che "Babe Ruth" non ha fatto homers all'inizio, ma in molti hanno apprezzato le qualità artistiche dei musicisti del gruppo...e l'homer della vittoria alla fine è arrivato!&lt;br /&gt;
Jenny (Janita) Haan: voce&lt;br /&gt;
Dave Hewitt: basso e voce&lt;br /&gt;
Dick Powell: batteria e percussioni&lt;br /&gt;
Dave Punshon: piano elettrico e pianoforte&lt;br /&gt;
Alan Shacklock: chitarre, organo, percussioni e arrangiamenti d'archi&lt;br /&gt;
Un grazie all'amico blogger Magar57&amp;nbsp; http://magar57.blogspot.com/ &lt;br /&gt;
per aver messo a disposizione il link all'album "First Base"&amp;nbsp; http://www.fileserve.com/file/yZFnXE6/BABE%20RUTH%20-%20First%20Base%20%281972%29.rar&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2910069252189975918-218848216559481214?l=beppe14.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/PxIzTXWTprJ0lbmUCaQL8xEvUCM/0/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/PxIzTXWTprJ0lbmUCaQL8xEvUCM/0/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;
&lt;a href="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/PxIzTXWTprJ0lbmUCaQL8xEvUCM/1/da"&gt;&lt;img src="http://feedads.g.doubleclick.net/~a/PxIzTXWTprJ0lbmUCaQL8xEvUCM/1/di" border="0" ismap="true"&gt;&lt;/img&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Beppe14/~4/ibppOy6tkOo" height="1" width="1"/&gt;</content><link rel="replies" type="application/atom+xml" href="http://beppe14.blogspot.com/feeds/218848216559481214/comments/default" title="Commenti sul post" /><link rel="replies" type="text/html" href="http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2910069252189975918&amp;postID=218848216559481214" title="0 Commenti" /><link rel="edit" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2910069252189975918/posts/default/218848216559481214?v=2" /><link rel="self" type="application/atom+xml" href="http://www.blogger.com/feeds/2910069252189975918/posts/default/218848216559481214?v=2" /><link rel="alternate" type="text/html" href="http://feedproxy.google.com/~r/Beppe14/~3/ibppOy6tkOo/ruth-in-rock.html" title="RUTH... IN ROCK" /><author><name>beppe</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15180016441295692348</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel="http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail" width="32" height="32" src="http://3.bp.blogspot.com/-SZpn3kRGzKI/Tl4xxsMwQHI/AAAAAAAACnM/BrPNl4BQtwk/s220/M.D.jpg" /></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-ahT2LDt9NHU/TgxuJXXduUI/AAAAAAAACYc/F097iLHiDIw/s72-c/Front.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://beppe14.blogspot.com/2011/06/ruth-in-rock.html</feedburner:origLink></entry><entry gd:etag="W/&quot;DEIERHg8cSp7ImA9WhRVEU0.&quot;"><id>tag:blogger.com,1999:blog-2910069252189975918.post-8992212412695819476</id><published>2011-06-24T12:53:00.000+02:00</published><updated>2012-01-09T11:55:05.679+01:00</updated><app:edited xmlns:app="http://www.w3.org/2007/app">2012-01-09T11:55:05.679+01:00</app:edited><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="RACCONTI ITALIANI" /><title>BASEBALL FOOD (KOREA)</title><content type="html">&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/--nGaW0FPKPc/TgRmTXykakI/AAAAAAAACX8/rvuVzSa3qGk/s1600/images3.jpeg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/--nGaW0FPKPc/TgRmTXykakI/AAAAAAAACX8/rvuVzSa3qGk/s1600/images3.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Sheraton WalkerHill&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
Nel 1982 ci recammo in Korea del Sud per disputare il mondiale a Seoul. Anche in questa occasione la sistemazione e l'organizzazione si dimostrò di prima classe. Infatti alloggiammo all'Hotel "Sheraton Walker Hill" situato alla periferia di Seoul. L'albergo era dotato di tutti i comfort possibili. C'era il cinema, c'erano i negozi per lo shopping, il casinò e tanto altro compreso il barbiere!.&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-210VKsjrLVk/TgRqZtCHM7I/AAAAAAAACYE/1yXYB90VYe0/s1600/Immagine.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="118" src="http://4.bp.blogspot.com/-210VKsjrLVk/TgRqZtCHM7I/AAAAAAAACYE/1yXYB90VYe0/s320/Immagine.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;S.WalkerHil&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
L'ampio divario tra ricchezza e povertà mi colpì soprattutto quando vidi poco lontano dall'albergo un signore seduto ad un lato della strada che aveva deposto sull'asfalto un pò di ortaggi, della serie 4 o 5 patate, una decina di carote, 3 o 4 pomodori, qualche ciuffo di insalata, almeno così mi sembrava dall'aspetto e dal colore. Il clima caldo e umido e il contatto con la strada avrebbero deteriorato la verdura in brevissimo tempo. In questi ultimi anni, abbiamo potuto fare conoscenza con tanti documentari che si potrebbero riassumere sotto il titolo di: Orrori Gastronomici. L'unica cosa che sapevo, a quel tempo, erano i racconti di mio padre il quale, per un periodo, lavorò in Nigeria. Al suo ritorno mi disse che da quelle parti mangiano le cavallette, sia cotte che crude!. Con questi pensieri in testa e il desiderio di trovare delle risposte "gastronomiche", un giorno mi recai al grande mercato di Seoul, da una parte incuriosito, e dall'altra parte ero intenzionato ad acquistare una piccola borsa in pelle in quanto era giunta voce che costavano molto poco, all'incirca 2 o 3 dollari. In più vi era la possibilità di averla personalizzata col proprio nome cucito sopra all'istante. Dopo una visita all'enorme magazzino NIKE, 3 piani completi con ogni modello nuovo della nota ditta di scarpe, mi incamminai verso il mercato e capii che ero nelle vicinanze perchè cominciavo a respirare degli odori diversi e strani, poco piacevoli. Un febbrile viavai di persone fu la scena che si presentò ai miei occhi. Tante bancarelle, mercanzia di ogni tipo, colori e confusione, fumi di vapore di cibi cotti e bolliti. Ero talmente incuriosito che la mia testa girava a destra e sinistra in continuazione e non mi rendevo conto di urtare le persone che che mi passavano vicino. Una di queste mi urlò qualcosa di incomprensibile, mi voltai e vidi una signora con larghi pantaloncini lunghi fino al ginocchio,gambe storte tipo "cavallerizzo" e i piedi piccolissimi, quasi da neonato dove notai che solo le unghie degli alluci erano smaltate di rosso!. Di lì a poco, trovai le mie risposte quando mi fermai proprio davanti ad una bancarella che mostrava dei tagli di carne che erano stati appesi con un gancio da macellaio. La cosa sgradevole era che intorno a questi pezzi di carne ronzavano vari insetti, come mosche, moscerini e simili. Non chiedetemi a quali animali appartenevano quei pezzi di carne perchè proprio non lo so, ma vidi anche che c'erano delle gabbie con animali vivi tipo roditori, serpenti e scimmie. Sul banco vi era una bella stesa di ortaggi colorati i quali decoravano vari pezzetti di carne arrosto, il colore era molto scuro e non saprei dire con certezza cosa fossero. Potevano essere parti di uccelli, serpenti o addirittura insetti. Una certezza l'ho avuta quando il mio sguardo cadde su un gruppo di spiedini composti da grosse larve biancastre avvolte in una lucida sostanza che mi ricordava il caramello. Mi allontanai disgustato pensando che sarei morto di fame piuttosto che assaggiare certi cibi, ma il bello doveva ancora venire. Camminando in direzione dello stadio Jamsil di Seoul, fui investito da un forte odore penetrante e caldo di cibo arrosto. "Oddio!" pensai,"Cosa mai poteva essere?". Vidi davanti allo stadio un baracchino che assomigliava a quello di un caldarrostaio che serviva qualcosa tipo noccioline, anacardi, mandorle o pistacchi in fogli di carta arrotolati a forma di cono. Mi avvicinai e con orrore vidi che in realtà si trattava di scarafaggi tostati di color marrone, con tutti i zampetti rattrappiti sull'addome.&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-n5ZaMktnc_c/TgRq9keeJII/AAAAAAAACYI/iJja2wOJKeg/s1600/Schermata-2.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="188" src="http://1.bp.blogspot.com/-n5ZaMktnc_c/TgRq9keeJII/AAAAAAAACYI/iJja2wOJKeg/s320/Schermata-2.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
Non mi fermai a vedere la partita, ma ritornai all'albergo pensando a quanto buono fosse un bel piatto di spaghetti con olio e parmigiano. Quel Mondiale rappresentò per la squadra "Gioia e Delusione".La partita di esordio contro la Korea del Sud ci vide trionfanti, con una bella vittoria per 2 a 1 e sorretti da un Dave "Red" Farina in versione "Divinità!"(http://cnc.fibs.it/cnc/baseball/nazionale/MONDIALE1982/kor-ita.htm). Il "Rosso" lanciatore del Parma lanciò tutta la partita con grande intensità, cuore e orgoglio. "They ain't gonna touch me!" mi disse il giorno prima. Quella partita fu la prima ufficiale nel nuovo stadio "Jamsil" di Seoul, la cui costruzione venne iniziata nel 1980 e terminò nel Luglio di quell'anno. Un bellissimo stadio, con 30.000 posti a sedere.&lt;br /&gt;
&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-42V4b9oC414/TgRrPSF4Q4I/AAAAAAAACYM/8ySgQV6xOnA/s1600/images1.jpeg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-42V4b9oC414/TgRrPSF4Q4I/AAAAAAAACYM/8ySgQV6xOnA/s1600/images1.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Jamsil Stadium&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;/div&gt;
Fu l'unica sconfitta della squadra Koreana in quel Torneo e, in seguito, sarà la regina del Mondiale per la prima volta. Sempre in quella partita, l'asso Koreano, Dong-Won Choi, entrò a lanciare alla settima ripresa. Terminato il Mondiale, firmò un contratto con la squadra giapponese dei Lotte Marines(andate&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=kECP6a3yZZo&amp;amp;NR=1"&gt; qui&lt;/a&gt;). Un altra grande vittoria fu quella ottenuta contro la squadra del Giappone per 3 a 2. E qui la parte della "divinità" l'ha assunta Louis Colabello, che concesse solo 3 valide al forte line-up nipponico. Philip Sartori (Nettuno) entrò a chiudere la partita alla nona ripresa consegnando alla squadra Italiana la prima e ufficiale vittoria storica contro il team del "Sol Levante". Con due successi così prestigiosi il morale della squadra era altissimo e affrontammo l'Olanda sicuri di vincere. A metà partita eravamo in vantaggio per 10 a 5. Alla nona ripresa invece eravamo 11 a 8. L'Olanda era la squadra di casa e realizzò i 3 punti del pareggio. Fu un momento tremendo che si trasformò in disperazione quando all'11° inning l'Olanda segnò il punto della vittoria. La partita assunse dimensioni quasi esoteriche, una sorta di magia nera, un rito Woodoo. Il formidabile Charlie Urbanus in 6 turni di battuta ottenne 6 valide e 6 punti battuti a casa....6-6-6...il numero del Diavolo. Quella sconfitta fu solo la prima di una serie che ci portò ad un risultato estremamente deludente in una competizione mondiale. Non vincemmo più una partita e l'ombra di quella sconfitta contro l'Olanda fu la causa principale di una discesa agli inferi, una debacle emotiva che rappresentò l'incubo sempre più reale giorno dopo giorno. L'Old Game insegna!.&lt;br /&gt;
&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-DzTLjHityWo/TgRrh49DhpI/AAAAAAAACYQ/u-Q7z1Uzmqo/s1600/images7.jpeg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-DzTLjHityWo/TgRrh49DhpI/AAAAAAAACYQ/u-Q7z1Uzmqo/s1600/images7.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Charlie Urbanus&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2910069252189975918-8992212412695819476?l=beppe14.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;
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