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all’uscita. Anche se i processi produttivi sono simili, un impianto non è mai simile ad un altro. Per questo motivo non offriamo solo una vasta gamma di prodotti e prestazioni,sviluppiamo anche soluzioni personalizzate, frutto di un'attenta consulenza e di uno studio accurato dell'applicazione specifica.&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-cz23uN5hLKQ/TyAYrSTO7gI/AAAAAAAAAgY/Gg9_P7E7RDE/s1600/Captec_Operator_Terminal_Computer_Food_Process_Automation_009.jpg" imageanchor="1" style="margin-left:1em; margin-right:1em"&gt;&lt;img border="0" height="286" width="400" src="http://2.bp.blogspot.com/-cz23uN5hLKQ/TyAYrSTO7gI/AAAAAAAAAgY/Gg9_P7E7RDE/s400/Captec_Operator_Terminal_Computer_Food_Process_Automation_009.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;UN PO DI NORME PER IL SETTORE ALIMENTARE &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;HACCP&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
La direttiva HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points) è una norma per la sicurezza,redatta nell’intento di evitare errori nel corso della produzione che potrebbero rendere i prodotti non commestibili. Per questo programma vengono definiti punti critici di controllo basati sui principi del Codex Alimentarius. Viene anche stabilito chi, quando, dove, come e con che frequenza si deve procedere ai controlli.Con i rivelatori di metallo e di corpi estranei è possibile controllare in modo ottimale un punto critico fondamentale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;IFS&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
IFS Lo standard IFS, nell’attuale versione 5 rivista ed elaborata, stabilisce un sistema standard di valutazione per l’audit di tutte le aziende fornitrici di prodotti alimentari per la vendita al dettaglio. Lo standard contiene norme importanti che prevedono la sorveglianza regolare dei punti critici di controllo, la garanzia della rintracciabilità dei lotti e la sicurezza della funzione di misurazione mediante manutenzione preventiva.A tale scopo offriamo una gamma completa di sistemi per la pesatura delle ricette e la garanzia della qualità con rintracciabilità dei lotti. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;EHEDG&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L’European Hygienic Equipment Design Group si occupa dal 1989 della redazione e pubblicazione di linee guida per la fabbricazione di macchine ed apparecchi, con ottime caratteristiche di pulibilità e asetticità, utilizzati nella filiera produttiva di generi alimentari.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;PROTEZIONE IP&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Protezione IP La protezione IP (Ingress Protection) è un elemento importante delle caratteristiche di pulibilità delle nostre soluzioni. Offriamo soluzioni con grado di protezione IP65, 67, 68 fino a IP69K (resistenza ai lavaggi ad alta pressione). &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;PROTEZIONE ANTIDEFLAGRANTE&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Anche nell'industria alimentare possono formarsi polveri con caratteristiche esplosive p.e. durante il trasporto e lo stoccaggio di cereali, zucchero o latte in polvere. Per tutti i livelli di lavorazione deflagrante disponiamo di prodotti di pesatura che possono essere utilizzati in diversi settori a rischio (Ex) d’esplosione. Oltre ad essere omologati in conformità alle normative attualI.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Occupiamoci ora delle diverse fasi di lavorazione , dall'entrata merci , al magazzino materie prime , ai controlli fino all'imballaggio ed all'uscita merci dal magazzino.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;MERCI IN ENTRATA&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In fase di accettazione delle materie prime è importante rilevare le quantità realmente fornite al fine di controllarne l’esattezza della fatturazione. A tale scopo sono disponibili bilance da banco o a pavimento in diverse versioni e forme costruttive che soddisfano gli aspetti di pulibilità, indispensabili per un design igienico. La vasta gamma di piattaforme, realizzate in materiali diversi e quindi con superfici diverse, offre la soluzione giusta per ogni settore d’impiego. Sono inoltre disponibili indicatori versatili le cui caratteristiche ne consentono l’impiego in diversi settori, sia per il semplice e comodo rilevamento del peso che, in versioni più sofisticare basate su PC, per il collegamento in rete.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In fase di consegna di recipienti e materiale d’imballaggio e di altri articoli conteggiabili, le merci in entrata devono essere controllate in termine di "pezzi", al fine di poter prevedere correttamente l’entità della produzione. La risposta giusta viene, in questo caso, dall’alta risoluzione e dalla precisione di conteggio offerte da tutte le &lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/contapezzi.htm"&gt;bilance per il conteggio&lt;/a&gt; , che garantiscono risultati rapidi e precisi nel conteggio di tutte le parti in entrata e conteggiabili in termine di pezzi; questo naturalmente con la massima facilità d'impiego.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Determinando il valore di pH è possibile classificare le materie prime per la lavorazione successiva. Nel caso di carne e latticini il valore di pH costituisce un criterio fondamentale per stabilire la freschezza del prodotto non lavorato. I &lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/misura-del-ph/phmetri-portatili-phmetri-da-banco.asp"&gt;pHmetri&lt;/a&gt; economici e portatili sono utili per la facilità con cui possono essere utilizzati senza che il personale addetto debba essere istruito appositamente.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'umidità contenuta nei prodotti naturali varia in larga misura. Per garantire una qualità costante del prodotto è importantissimo conoscere l'umidità in esso contenuta. A tale scopo può essere utile una termobilancia.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;IMBALLAGGIO E USCITA MERCI&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Durante il riempimento e l'imballaggio del prodotto finale si cerca di evitare sovrariempimenti, al di riempimento fine di risparmiare sui costi. Devono essere tuttavia rispettate le disposizioni legislative contenute nell’ordinamento sui prodotti preconfezionati. Si tratta quindi di trovare la soluzione migliore, anche se variazioni di processo inevitabili rendono particolarmente difficile questo compito. In questa fase di processo devono essere inoltre rispettate attentamente le norme HACCP e deve essere garantita la perfetta identificazione e rintracciabilità dei lotti. Con i sistemi di controllo del riempimento è possibile realizzare perfettamente sia soluzioni statiche, per il prelievo di campioni di controllo, sia soluzioni inline, basate su selezionatrici ponderali dinamiche, per un controllo al 100% con selezione dei prodotti non conformi. I quantitativi di riempimento vengono rilevati direttamente durante il processo, con l'invio immediato di un messaggio al quadro di controllo, evitando così i costi derivanti dalla produzione di prodotti non conformi. L’applicazione costante degli standard di design igienico per una facile pulibilità delle selezionatrici ponderali, nonché l’elevate risoluzioni, a dispetto degli alti valori di portata massima, offrono vantaggi considerevoli nell’applicazione pratica. È possibile adottare architetture di sistema diverse che vanno da una soluzione economica con stazioni di lavoro singole a soluzioni in rete, più complesse, con connessione al sistema informatico dell’azienda.Inoltre, selezionatrici ponderali dinamiche, con rivelatore di metallo integrato, possono svolgere anche due compiti fondamentali in un’unica fase di processo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
È possibile stimare, misurare e quindi rilevare ogni tipo di dato riferito a temperature, temperature di sigillatura, valore di pH, tasso di umidità, valore Brix con &lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/content.asp?sez=Strumentazioni%20Scientifiche&amp;sotto_sez=rifrattometri%20digitali"&gt;rifrattometri&lt;/a&gt; o percentuale d’ossigeno. I valori misurati possono essere pareggiati tra di loro oppure addizionati a fattori fissi per ottenere nuovi valori di riferimento. A tale scopo possono essere utilizzati terminali industriali intelligenti, con interfacce flessibili, per quasi tutti i sensori interni ed esterni al processo, che consentono un rilevamento diretto durante il processo di produzione e un controllo, un’analisi e una regolazione immediati. L’obiettivo è quello di sfruttare al massimo il potenziale di ottimizzazione del processo, rispettando le specifiche di prodotto e la sicurezza della produzione, naturalmente in osservanza delle norme legislative,p.e. in materia di rintracciabilità dei lotti |HACCP, e soddisfacendo gli standard IFS/ISO 22000.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;PRODUZIONE: DOSAGGIO |FORMULAZIONE |RIEMPIMENTO&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per ottenere una qualità ottimale ed evitare lotti di scarto è importante dosare e miscelare automaticamente, con rapidità e precisione, le materie prime nel rispetto delle percentuali prescritte dalla ricetta utilizzata. Per la strumentazione di recipienti di processo in processi di dosaggio automatico, sono disponibili celle di carico d’alta precisione, trasmettitori e controllori,che possono essere connessi ai sistemi di comando sotto forma di terminali di pesata stand alone oppure di bus di campo. Le diverse soluzioni individuali vengono completate con sistemi di gestione delle ricette e dei lotti, basati sugli standard e sulle normative in vigore (HACCP, IFS), al fine di facilitare il monitoraggio e il controllo dei processi, nonché la conservazione dei dati.&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-E3U4ff5c8XE/TyAYzuqMrAI/AAAAAAAAAgk/AHEgathdmAc/s1600/home-carosel-twisties.jpg" imageanchor="1" style="margin-left:1em; margin-right:1em"&gt;&lt;img border="0" height="359" width="400" src="http://1.bp.blogspot.com/-E3U4ff5c8XE/TyAYzuqMrAI/AAAAAAAAAgk/AHEgathdmAc/s400/home-carosel-twisties.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nell’industria alimentare è spesso necessario dosare manualmente, secondo una ricetta specifica, miscele di spezie o concentrati di aroma, per ottenere una qualità esatta e riproducibile del sapore. A tale scopo è importante disporre sia di bilance a piattaforma ad alta precisione per dosaggi di piccola entità sia di sistemi di dosaggio manuale delle ricette, che consentono di ottenere un'elevata sicurezza del prodotto grazie al comando intuitivo da parte dell'operatore. Con l’ausilio di diverse possibilità di ricalcolo del valore nominale è possibile ottimizzare il processo di dosaggio e miscelazione. Tutte le procedure di dosaggio vengono registrate e le operazioni che si discostano dalle prescrizioni della ricetta vengono documentate nell’audit trail. In questo modo anche i sistemi di dosaggio manuale delle ricette sono idonei alla convalida GMP e FDA. Le commesse possono essere adottate da sistemi ERP esistenti e rintracciate nuovamente dopo l'esecuzione. Naturalmente è possibile realizzare anche combinazioni con sistemi automatici di gestione batch.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il valore di pH viene determinato per tenere sotto controllo i processi di fermentazione e maturazione in particolare durante la lavorazione del latte e la produzione di conserve acide.Vengono controllati sia i parametri di processo che quelli di prodotto, al fine di mantenere costantemente invariata la buona qualità del prodotto stesso. Sulla base del valore di pH viene adattata l’aggiunta di spezie ottimizzando così il processo. I pH-metri portatili costituiscono una soluzione perfetta per l’impiego mobile. Facili da utilizzare, robusti e resistenti possono essere utilizzati ovunque per effettuare misurazioni precise sul posto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/498151525480474684-533679371563552818?l=bilance-elettroniche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/BilanceElettroniche/~3/PCOl5QdBFl0/strumenti-di-misura-per-lindustria.html</link><author>noreply@blogger.com (Riccardo Mongillo - Sinergica Soluzioni)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-cz23uN5hLKQ/TyAYrSTO7gI/AAAAAAAAAgY/Gg9_P7E7RDE/s72-c/Captec_Operator_Terminal_Computer_Food_Process_Automation_009.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://bilance-elettroniche.blogspot.com/2012/01/strumenti-di-misura-per-lindustria.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-498151525480474684.post-3116272255151828902</guid><pubDate>Wed, 04 Jan 2012 22:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2012-01-04T14:38:25.703-08:00</atom:updated><title>Cosa faremo nel 2012 -</title><description>E' da tempo che ci gira in testa la domanda : "cosa faremo nel 2012 ?". Non è banale porsela , non è banale rispondere. L'anno appena concluso , il 2011 , ha rappresentato per noi di Sinergica Soluzioni l'anno dei record, l'anno migliore della nostra pur breve storia. Breve ma intensa. Otto esercizi chiusi con successo e l'iscrizione al nono "campionato", quello del 2012. Non è poco. Non è affatto poco. I quasi diecimila ( 10.000 ) clienti che abbiamo servito in questi anni ce li ricordiamo tutti , uno per uno. E poi l'orgoglio di poter elencare nel nostro &lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/clienti.asp"&gt;portfolio&lt;/a&gt; il meglio dell'industria e della ricerca Italiana. Negli ultimi dodici/quattordici mesi abbiamo fatto così tante cose , così tante iniziative che per un momento , seppur breve , ci era balenata nella testa l'idea ( che assurdità...) di poterci fermare per un po e consolidare i risultati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ma il fermarsi , evidentemente, non è contemplato nei programmi delle imprese , in quelle imprese che hanno l'obiettivo di diventare o restare leader nel proprio settore. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ebbene facciamo solo in tempo a dire GRAZIE a tutti i nostri Clienti , a tutti i nostri fornitori ed a noi stessi per i risultati straordinari del 2011 che è già tempo di mettersi di nuovo al lavoro ed affrontare le enormi sfide che abbiamo davanti. E non è una frase fatta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Già , ma siamo alla domanda iniziale : cosa faremo nel 2012 ? , quale sarà l'imperativo categorico che ci guiderà? , quale sarà il mantra che dovremo e vorremo recitare ? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-HqCktNjR8KE/TwTQXVvCMiI/AAAAAAAAAgM/oVpOXxGWvIY/s1600/change-wordle.jpg" imageanchor="1" style="margin-left:1em; margin-right:1em"&gt;&lt;img border="0" height="193" width="400" src="http://2.bp.blogspot.com/-HqCktNjR8KE/TwTQXVvCMiI/AAAAAAAAAgM/oVpOXxGWvIY/s400/change-wordle.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
C'è una parola che da sempre evoca in noi belle sensazioni , calde ed emozionanti sensazioni : &lt;b&gt;CAMBIAMENTO&lt;/b&gt;. E' il termine che in assoluto si accompagna meglio alla creatività , alla vita , alla sopravvivenza , alla novità , alla tensione , all'operosità , all'adattamento , allo stress , alla programmazione , alla voglia di ricominciare, alla positività . E' in una sola parola , "la parola". &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pensi "CAMBIAMENTO" e si mette in moto il pensiero , le idee , tutto prende vita.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Bene , molto semplicemente , con il motore del CAMBIAMENTO acceso , ci accingiamo a vivere un 2012 ricco di nuove cose da fare e che ci traghetterà laddove ora nemmeno immaginiamo ma dove vogliamo fortemente andare. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Una crisi così dura creerà certamente non poche difficoltà , ma altrettanto certamente ci offrirà opportunità ed occasioni di crescita mai sperate prima.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Forza allora ! conviene partire, la strada è lunga..&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Buon 2012 a tutti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/498151525480474684-3116272255151828902?l=bilance-elettroniche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/BilanceElettroniche/~3/QabfgTpg5hc/cosa-faremo-nel-2012.html</link><author>noreply@blogger.com (Riccardo Mongillo - Sinergica Soluzioni)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-HqCktNjR8KE/TwTQXVvCMiI/AAAAAAAAAgM/oVpOXxGWvIY/s72-c/change-wordle.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://bilance-elettroniche.blogspot.com/2012/01/cosa-faremo-nel-2012.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-498151525480474684.post-27108726742208574</guid><pubDate>Wed, 28 Dec 2011 16:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-12-28T08:10:46.007-08:00</atom:updated><title>Nuova Bilancia Touch Screen per laboratorio</title><description>Bilancia da laboratorio touchscreen&lt;br /&gt;
con ampia gamma di funzionalità&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-evRhSD3RKnA/Tvs_NPLQtxI/AAAAAAAAAfo/mrnWzqhXiPY/s1600/BILANCIA%2BTOUCHSCREEN.JPG" imageanchor="1" style="margin-left:1em; margin-right:1em"&gt;&lt;img border="0" height="400" width="331" src="http://2.bp.blogspot.com/-evRhSD3RKnA/Tvs_NPLQtxI/AAAAAAAAAfo/mrnWzqhXiPY/s400/BILANCIA%2BTOUCHSCREEN.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-rXpX9xxlCeA/Tvs_QHv7f_I/AAAAAAAAAf0/lDb83bH4U30/s1600/TOCUH.JPG" imageanchor="1" style="margin-left:1em; margin-right:1em"&gt;&lt;img border="0" height="229" width="400" src="http://1.bp.blogspot.com/-rXpX9xxlCeA/Tvs_QHv7f_I/AAAAAAAAAf0/lDb83bH4U30/s400/TOCUH.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La nuova &lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/bilance-di-precisione.htm"&gt;bilancia da laboratorio&lt;/a&gt; Touchscreen dispone di &lt;br /&gt;
molte funzioni : &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pesatura, Conteggio, Dosaggio, Composizione&lt;br /&gt;
di miscele, Checkweighing, Somma&lt;br /&gt;
con somma giornaliera, Determinazione&lt;br /&gt;
percentuale, Pesatura di animali, Conversione&lt;br /&gt;
superficie&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Funzioni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• Visualizzazione capacità&lt;br /&gt;
• Guida dosaggio (sottrazione, addizione)&lt;br /&gt;
• Visualizzazione netto/lordo, costante&lt;br /&gt;
• Numero pezzi di riferimento variabile&lt;br /&gt;
• Ottimizzazione automatica riferimento&lt;br /&gt;
• Detrazione tara numerica oppure da memoria&lt;br /&gt;
- Impostazione descrizione articolo,descrizione carico, utente, ecc.&lt;br /&gt;
- Unità di misura programmabile, ad es.&lt;br /&gt;
visualizzazione diretta in lunghezza filamento g/m, peso della carta o stoffa g/m2, ecc.&lt;br /&gt;
- Data/ora&lt;br /&gt;
-Funzioni statistiche&lt;br /&gt;
-Stampa GLP&lt;br /&gt;
-Formattazione individuale della stampa&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il modello più apprezzato di bilancia in laboratorio, la 572,ora anche con un innovativo touchscreen:&lt;br /&gt;
Grande schermo a sfioramento, ad alto&lt;br /&gt;
contrasto, retroilluminato per un comando&lt;br /&gt;
pratico e una comoda lettura&lt;br /&gt;
• Pratico inserimento di testo e valore&lt;br /&gt;
• Struttura menu chiara&lt;br /&gt;
• Pesatura con tolleranza&lt;br /&gt;
(checkweighing)&lt;br /&gt;
• 40 memorie per modalità di&lt;br /&gt;
funzionamento&lt;br /&gt;
• Robusto alloggiamento metallico, garantisce&lt;br /&gt;
stabilità, protegge i meccanismi di&lt;br /&gt;
pesatura ed è resistente all‘uso quotidiano&lt;br /&gt;
• Anello protettivo antivento di serie per&lt;br /&gt;
modelli con dimensioni piatto di pesata&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/498151525480474684-27108726742208574?l=bilance-elettroniche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/BilanceElettroniche/~3/fdUQcJlfUIg/nuova-bilancia-touch-screen-per.html</link><author>noreply@blogger.com (Riccardo Mongillo - Sinergica Soluzioni)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-evRhSD3RKnA/Tvs_NPLQtxI/AAAAAAAAAfo/mrnWzqhXiPY/s72-c/BILANCIA%2BTOUCHSCREEN.JPG" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://bilance-elettroniche.blogspot.com/2011/12/nuova-bilancia-touch-screen-per.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-498151525480474684.post-5947086759685687514</guid><pubDate>Wed, 21 Dec 2011 14:34:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-12-21T06:40:06.412-08:00</atom:updated><title>Servizio di certificazione per pesi di calibrazione</title><description>Gli strumenti di misura calibrati richiedono mezzi di prova calibrati. Per&lt;br /&gt;
le bilance questi pesi di calibrazione sono detti anche “normali”.&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/--HULBaJ53fQ/TvHt4XucExI/AAAAAAAAAfc/vOmykXnxkzU/s1600/Immagine.JPG" imageanchor="1" style="margin-left:1em; margin-right:1em"&gt;&lt;img border="0" height="283" width="400" src="http://1.bp.blogspot.com/--HULBaJ53fQ/TvHt4XucExI/AAAAAAAAAfc/vOmykXnxkzU/s400/Immagine.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Eseguiamo la calibrazione di pesi campione in tutte le classi limite di errore E1 - M3 sec. OIML R111-2004 , &lt;br /&gt;
della grandezza compresa tra 1 mg e 500 kg.&lt;br /&gt;
• con valore nominale libero&lt;br /&gt;
• in Newton&lt;br /&gt;
• indipendentemente dalla geometria (forme particolari)&lt;br /&gt;
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I VANTAGGI DELLA CALIBRAZIONE IN-HOUSE&lt;br /&gt;
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Spedite i vostri pesi di calibrazione al nostro indirizzo.&lt;br /&gt;
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internazionale&lt;br /&gt;
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contraddistinguono il nostro servizio &lt;br /&gt;
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RICALIBRAZIONE&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
• Gli intervalli di ricalibrazione dipendono dalla frequenza d’uso, dalle&lt;br /&gt;
condizioni di utilizzo e dalle vostre esigenze di sicurezza.&lt;br /&gt;
• La normativa non prescrive un determinato intervallo di ricalibrazione.&lt;br /&gt;
• Si consiglia, in caso di uso intenso dei &lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/content.asp?sez=Servizi%20in%20outsourcing&amp;sotto_sez=pesi%20pesiere%20masse%20campione"&gt;pesi di calibrazione&lt;/a&gt;, di&lt;br /&gt;
provvedere alla ricalibrazione ogni 6 mesi, in caso di uso normale&lt;br /&gt;
ogni 12 mesi.&lt;br /&gt;
• Siamo lieti di monitorare i vostri intervalli di ricalibrazione&lt;br /&gt;
Certificato ACCREDIA o DKD per pesi di calibrazione&lt;br /&gt;
Perché? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La calibrazione ACCREDIA o DKD è sempre necessaria qualora in un&lt;br /&gt;
processo Quality Management (ad es. in base alla ISO 9000 e seguenti,  GS 9000,&lt;br /&gt;
TS 16949, VDA 6.1, FDA, GLP, GMP, ...) venga impiegato un mezzo di prova (bilancia o pesi di calibrazione).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per che cosa ?&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Ogni mezzo di prova perfettamente funzionante può essere calibrata ACCREDIA o DKD&lt;br /&gt;
Come? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Verifica della precisione a livello mondiale da parte di un&lt;br /&gt;
laboratorio accreditato DIN EN ISO 17025 tramite riconducibilità al campione di riferimento nazionale. Il certificato&lt;br /&gt;
di calibrazione ACCREDIA o DKD attesta sia le caratteristiche tecniche di misura dei mezzi di prova che i requisiti generali della&lt;br /&gt;
sorveglianza dei mezzi di prova.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Dove? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Riconoscimento internazionale – La sorveglianza internazionale&lt;br /&gt;
per la calibrazione è svolta dalla ILAC (International&lt;br /&gt;
Laboratory Accreditation Cooperation) e in Germania ad es.&lt;br /&gt;
dal DKD (= Deutscher Kalibrierdienst - Servizio di calibrazione&lt;br /&gt;
tedesco) in Italia da ACCREDIA &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Quando? &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il gestore regola individualmente l’impiego dei mezzi di&lt;br /&gt;
prova e gli intervalli di ricalibrazione&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/498151525480474684-5947086759685687514?l=bilance-elettroniche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/BilanceElettroniche/~3/i9cZyczCg04/servizio-di-certificazione-per-pesi-di.html</link><author>noreply@blogger.com (Riccardo Mongillo - Sinergica Soluzioni)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/--HULBaJ53fQ/TvHt4XucExI/AAAAAAAAAfc/vOmykXnxkzU/s72-c/Immagine.JPG" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://bilance-elettroniche.blogspot.com/2011/12/servizio-di-certificazione-per-pesi-di.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-498151525480474684.post-1618826271003244776</guid><pubDate>Mon, 21 Nov 2011 14:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-11-21T06:18:21.456-08:00</atom:updated><title>Bilancia parlante</title><description>Quando il problema avanza, servono nuove soluzioni. Così, per la nuova epidemia di obesità, la Gran Bretagna mette in campo (ed in tavola) Mandometer, il piatto-&lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com"&gt;bilancia &lt;/a&gt;parlante.&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-HrTttrADuik/TspdWLq3y5I/AAAAAAAAAfQ/C7dzbQwfZgw/s1600/mandometer.jpg" imageanchor="1" style="margin-left:1em; margin-right:1em"&gt;&lt;img border="0" height="267" width="400" src="http://4.bp.blogspot.com/-HrTttrADuik/TspdWLq3y5I/AAAAAAAAAfQ/C7dzbQwfZgw/s400/mandometer.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Il National Health Service è arrivato a tale decisione dopo una lunga strada.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima, l'accettazione di una situazione drammatica. La Gran Bretagna è il Paese con il maggio numero di obesi e sovrappeso in Europa, con un aggravio sulla sanità pubblica di 4,2 sterline l'anno.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da tempo, il NHS si è visto costretto alla creativita. Ad esempio, allargando le ambulanza, per malati dalle dimensioni inusuali. Oppure, bilance in grado di sopportare un peso fino a quattro quintali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E' tempo allora di passate al contrattacco. Per gli studiosi della Regina, prima fonte del peso in eccesso è lo stile alimentare, ricco di burro, bacon e lardo e malgestito dai cittadini.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
A questo punto s'inserisce, Mandometer, prodotto svedese dal costo di 1.500 sterline. Il prodotto è composto da un piatto legato ad una bilancia, in grado di valutare il passaggio del cibo e di agire di conseguenza. Per esempio, Mandometer, tramite lo schermo allegato, mostra il passaggio della pietanza, dal piatto alla stomaco. Questo, spiegano i dietologi, aiuta gli obesi a potenziare la sensazione di sazietà, mangiando meno e più lentamente. E se poi il soggetto schiaccia troppo l'accelleratore, Mandometer avvisa: "per favore, mangia più lentamente".&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sospinto dalla fiducia del NHS ("Questo nel lungo periodo aiuta a dimagrire"), Mandometer sosterrà così due test pratici.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il primo esperimento coinvolgerà 600 famiglie di Bristol, con almeno un genitore ed un figlio (11-15 anni) affetto da obesità. In caso di successo, si passerà al secondo turno, dove Mandometer dovrà aiutare 10 volontari: adulti e minori, tutti con una una variante genetica che inibisce la sazietà.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
ATTENZIONE: l'articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute. L'autore, la redazione e la proprietà, non necessariamente avallano il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti accreditate e/o aventi titolo. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
fonte dell'articolo : http://www.newsfood.com/q/c7a7f0e7/mandometer-il-piatto-parlante-per-gli-obesi-britannici/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/498151525480474684-1618826271003244776?l=bilance-elettroniche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/BilanceElettroniche/~3/4-ezCqtjx8k/bilancia-parlante.html</link><author>noreply@blogger.com (Riccardo Mongillo - Sinergica Soluzioni)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-HrTttrADuik/TspdWLq3y5I/AAAAAAAAAfQ/C7dzbQwfZgw/s72-c/mandometer.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://bilance-elettroniche.blogspot.com/2011/11/bilancia-parlante.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-498151525480474684.post-1239103584374441879</guid><pubDate>Wed, 19 Oct 2011 07:29:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-10-19T00:29:50.381-07:00</atom:updated><title>Le bilance nella ricerca  contro l'obesità</title><description>Le bilance Explorer di OHAUS svolgono un ruolo centrale nella ricerca della University of Florida, che cerca di determinare la relazione tra le femmine di topo incinte e obese e la loro prole, e di stabilire se una dieta ipercalorica ad alto contenuto di grassi aumenta il rischio di obesità nei cuccioli di topo, in base a se e quando questa viene introdotta.&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-o2_Zj0MaWTw/Tp58BpEsFVI/AAAAAAAAAew/uy7h3eTJDXs/s1600/labworld_successstories_obesity_picture04.jpg" imageanchor="1" style="margin-left:1em; margin-right:1em"&gt;&lt;img border="0" height="196" width="300" src="http://3.bp.blogspot.com/-o2_Zj0MaWTw/Tp58BpEsFVI/AAAAAAAAAew/uy7h3eTJDXs/s400/labworld_successstories_obesity_picture04.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Il ruolo degli animali da laboratorio nella ricerca e nella sperimentazione psicologica, eseguita da scienziati esperti e ricercatori in un ambiente controllato, è considerato essenziale per la comprensione del comportamento base umano e animale. Negli studi di ricerca di tutto il mondo, ogni giorno vengono condotti esperimenti per fare progressi in campo medicale e sviluppare protocolli per la cura di malattie e anormalità comportamentali.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-frd0oyuo5Nk/Tp58KLSMSlI/AAAAAAAAAe4/ZYzeVnEVITk/s1600/labworld_successstories_obesity_picture03.jpg" imageanchor="1" style="margin-left:1em; margin-right:1em"&gt;&lt;img border="0" height="196" width="300" src="http://1.bp.blogspot.com/-frd0oyuo5Nk/Tp58KLSMSlI/AAAAAAAAAe4/ZYzeVnEVITk/s400/labworld_successstories_obesity_picture03.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel laboratorio di neuroscienze comportamentali della University of Florida gli scienziati stanno conducendo esperimenti sulla base biologica del comportamento. Questo laboratorio si concentra sugli studi che esaminano il comportamento alimentare dei topi e i suoi effetti sull'obesità, sulla dipendenza da nicotina e sull'assunzione di etanolo (alcol). La biologa Kimberly Robertson è la ricercatrice senior che supervisiona tutti gli esperimenti del laboratorio. Il Dott. Neil Rowland, responsabile del dipartimento di psicologia, supervisiona il laboratorio, mentre Anaya Mitra, dottoranda in neuroscienze comportamentali che sta anche seguendo un master in Sanità Pubblica, è la coordinatrice di questo studio.&lt;br /&gt;
Attualmente lo studio principale condotto nel laboratorio si concentra sull'obesità. Gli scienziati si stanno concentrando su questo studio dal momento che due terzi degli americani sono considerati obesi, e si tratta di un dato in crescita. In particolare è in aumento il numero di madri obese incinte e che partoriscono. Grazie ai topi del laboratorio, la University of Florida sta cercando di determinare la relazione tra le femmine di topo incinte e obese e la loro prole, e di stabilire se una dieta ipercalorica ad alto contenuto di grassi aumenta il rischio di obesità nei cuccioli di topo, in base a se e quando questa viene introdotta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo studio cerca di determinare le conseguenze metaboliche e comportamentali della sovralimentazione gestazionale (madre obesa) sui cuccioli di topo. Secondo Mitra, "Questo studio si concentra sugli effetti fisiologici dell'obesità materna sullo sviluppo dei feti di topo". È particolarmente interessata ai risultati di questa ricerca dal punto di vista della sanità,della consapevolezza e dell'educazione pubblica.&lt;br /&gt;
Mitra aggiunge che "Con l'aumento del numero delle donne obese, è ragionevole pensare che aumenteranno le donne incinte obese. Le conseguenze metaboliche e comportamentali della sovranutrizione gestazionale avranno un impatto significativo sulla salute e sulle condizioni economiche di molte generazioni future. In linea con queste scoperte, uno degli obiettivi principali della ricerca è quello di esaminare le conseguenze di un ambiente prenatale ipercalorico sullo sviluppo - a livello di comportamento alimentare, sviluppo dell'obesità e patologie organo-specifiche nell'età adulta."&lt;br /&gt;
Nel tentativo di replicare gli schemi e il comportamento alimentare umano, gli esperimenti tentano di "creare" topi obesi imponendo loro una dieta simile a quella ad alto contenuto di grassi di un essere umano. La dieta "stile caffetteria" somministrata ai topi del laboratorio consiste in una dieta con il 60 % di grassi, i cui cibi sono acquistati al supermercato (per esempio wurstel e formaggio grasso) o creati in laboratorio (come burro di arachidi, cibo per topi e impasto per biscotti).&lt;br /&gt;
Strumento essenziale, il modello Explorer® Pro di OHAUS viene definito da Robertson come il "cavallo da traino del laboratorio". "Usiamo l'Explorer Pro quasi per tutto, dalla pesatura degli ingredienti per i cibi che prepariamo alla pesatura delle porzioni, prima e dopo il consumo, a intervalli di tempo prestabiliti, per misurare la quantità mangiata dai topi del laboratorio e per pesare i topi stessi. Questa bilancia è in grado di fare tutto con incredibile accuratezza, fino a 0,01 g. Quando occorre questo tipo di precisione e un'elevata portata di carico in termini di dimensione dei topi, usiamo questa bilancia. Viene tenuta su un carrello e portata dove serve.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Tutte le &lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com"&gt;bilance&lt;/a&gt; Explorer di OHAUS possono regolarsi automaticamente a seconda degli&lt;br /&gt;
spostamenti sul piatto di pesatura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
In questo studio vengono condotti contemporaneamente più esperimenti. Per esempio a un gruppo di topi non è stato somministrato nessun tipo di grassi - la madre non è obesa e i cuccioli mangiano esclusivamente cibo standard per topi, non sono stati inseriti cibi grassi nella loro dieta. Un altro gruppo è stato testato per determinare gli effetti di una dieta ad alto contenuto di grassi sui cuccioli di topo nati da una madre obesa. Un terzo gruppo è stato testato per determinare gli effetti di una dieta ad alto contenuto di grassi su topi adulti nati da una madre obesa.&lt;br /&gt;
Il laboratorio si serve dell'Explorer Pro di OHAUS, una bilancia estremamente sensibile, per pesare piccole quantità di farmaci somministrate ai topi in esperimenti condotti per monitorare e registrare gli effetti della sovralimentazione.&lt;br /&gt;
In questi esperimenti i topi ricevono diverse quantità di un preparato di zuccheri e grassi (una miscela di Crisco e zucchero) a vari intervalli, per determinare il comportamento alimentare. Per prima cosa, dato che si tratta di un cibo di cui i topi vanno ghiotti, se fosse sempre disponibile per loro, lo mangerebbero tutto in una volta sola o lo consumerebbero in piccole dosi? Se viene dato loro solo di tanto in tanto, manifesteranno un impeto di gioia quando lo vedranno? Qual è il rapporto tra preparato di zuccheri e grassi consumato e cibo per topi consumato? Quale percentuale di contenuto calorico totale contiene il preparato di zuccheri e grassi?&lt;br /&gt;
In questo particolare esperimento l'Explorer Pro di OHAUS misura il dosaggio dei farmaci per vedere se alcuni influiscono sulla palatabilità del preparato di zuccheri e grassi. Dato che la dose di farmaco viene stabilita in base al peso dei topi, le bilance usate per questo scopo devono essere sensibili alle piccole quantità del farmaco testato. Il laboratorio utilizza la stessa bilancia per pesare farmaci anoressizzanti in esperimenti volti a stabilire se questi influiscono sul comportamento alimentare.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le bilance analitiche Explorer Pro di OHAUS&lt;br /&gt;
hanno una risoluzione che arriva fino a 0,1 mg.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Le scoperte fino ad oggi sembrano indicare che i topi nati da madri obese tendono a diventare più grassi di quelli nati da madri magre. Una tendenza mostra che i topi maschi nati da madri obese e cresciuti con una dieta ad alto contenuto di grassi sembrano essere più reattivi dei topi nati da madri magre e cresciuti con una dieta a basso contenuto di grassi. I cuccioli cresciuti con una dieta alternata ad alto contenuto di grassi (impasto per biscotti, burro di arachidi, latte condensato, lardo, latticini e wurstel) mostrano dei livelli molto più alti di leptina (una proteina prodotta dalle cellule di grasso e responsabile della regolazione dell'assunzione di cibo e dell'accumulo di grasso nel corpo) e tendono ad avere livelli più alti di insulina.&lt;br /&gt;
Mitra conclude:  "Inoltre stiamo anche valutando le differenze nella motivazione a ottenere il cibo. La nostra ipotesi è che i cuccioli mantenuti con una dieta ad alto contenuto di grassi saranno meno motivati a cercare cibo palatabile, mentre i cuccioli mantenuti con una dieta a basso contenuto di grassi saranno più motivati".&lt;br /&gt;
Il tipo di ricerca svolto nel laboratorio di psicologia delle neuroscienze comportamentali della University of Florida è innovativa e importante per capire gli schemi dell'alimentazione umana, l'obesità e la dipendenza. In questo laboratorio le bilance OHAUS vengono usate per molti scopi e sono essenziali in tutti gli esperimenti condotti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/498151525480474684-1239103584374441879?l=bilance-elettroniche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/BilanceElettroniche/~3/W21HI1cSriA/le-bilance-nella-ricerca-contro.html</link><author>noreply@blogger.com (Riccardo Mongillo - Sinergica Soluzioni)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-o2_Zj0MaWTw/Tp58BpEsFVI/AAAAAAAAAew/uy7h3eTJDXs/s72-c/labworld_successstories_obesity_picture04.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://bilance-elettroniche.blogspot.com/2011/10/le-bilance-nella-ricerca-contro.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-498151525480474684.post-3621946399116218179</guid><pubDate>Thu, 13 Oct 2011 14:40:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-10-13T07:40:10.717-07:00</atom:updated><title>Nuova bilancia analitica Explorer</title><description>La bilancia più intelligente e intuitiva mai generata dalla mente di OHAUS. La nuovissima Explorer®.Alte prestazioni, bilance con la più avanzata tecnologia.    Display touch VGA a colori multilingue ad alta risoluzione con icone per un uso intuitivo. Sensori touch-less multifunzione programmabili per aumentare velocità e sicurezza e limitare la pulizia. Diverse modalità di applicazione più libreria per l'archiviazione delle impostazioni utente relativa alle applicazioni La nuovissima Serie di Bilance Analitiche e di Precisione Explorer® : prodotti così straordinari che si differenziano da quanto visto finora!&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-GP8t2j4706g/Tpb34uh4QjI/AAAAAAAAAeI/CVa5F_YUQko/s1600/28newexplorer_rgb_it_10.gif" imageanchor="1" style="margin-left:1em; margin-right:1em"&gt;&lt;img border="0" height="310" width="400" src="http://3.bp.blogspot.com/-GP8t2j4706g/Tpb34uh4QjI/AAAAAAAAAeI/CVa5F_YUQko/s400/28newexplorer_rgb_it_10.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Le applicazioni avanzate della Explorer di OHAUS semplificano anche le più complesse misure di laboratorio. Che si tratti di determinare la differenza tra pesi iniziali e residui o di calcolare la densità di solidi e liquidi, la Explorer elimina la necessità di laboriosi calcoli e registrazioni di dati manuali. Il display ad alta risoluzione e l’innovativa interfaccia utente rendono la configurazione e l’uso delle applicazioni della &lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/"&gt;bilancia&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-TAxgwAWt37c/Tpb4JyeLpGI/AAAAAAAAAeU/gkoGvwhg_Ow/s1600/explorer%2Banalytical_left_250x323.jpg" imageanchor="1" style="margin-left:1em; margin-right:1em"&gt;&lt;img border="0" height="323" width="250" src="http://3.bp.blogspot.com/-TAxgwAWt37c/Tpb4JyeLpGI/AAAAAAAAAeU/gkoGvwhg_Ow/s400/explorer%2Banalytical_left_250x323.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/498151525480474684-3621946399116218179?l=bilance-elettroniche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/BilanceElettroniche/~3/HXrglzJ4QXw/nuova-bilancia-analitica-explorer.html</link><author>noreply@blogger.com (Riccardo Mongillo - Sinergica Soluzioni)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-GP8t2j4706g/Tpb34uh4QjI/AAAAAAAAAeI/CVa5F_YUQko/s72-c/28newexplorer_rgb_it_10.gif" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://bilance-elettroniche.blogspot.com/2011/10/nuova-bilancia-analitica-explorer.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-498151525480474684.post-6163354019002329908</guid><pubDate>Wed, 21 Sep 2011 15:59:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-09-21T09:02:22.528-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">bilance</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">bilance di precisione</category><title>Tutto quello che potete pesare con una Bilancia</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
Scoprite l'estrema precisione delle nostre &lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/"&gt;bilance&lt;/a&gt; da un insolito punto di vista godendovi questo divertente video sulla pesatura "sperimentale" applicata a qualsiasi circostanza.. anche per la rilevazione del peso di un semplice bacio!&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;
&lt;object class="BLOGGER-youtube-video" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0" data-thumbnail-src="http://1.gvt0.com/vi/eCFkxKssqZk/0.jpg" height="315" width="560"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/eCFkxKssqZk&amp;fs=1&amp;source=uds" /&gt;


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&lt;embed width="560" height="315"  src="http://www.youtube.com/v/eCFkxKssqZk&amp;fs=1&amp;source=uds" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/498151525480474684-6163354019002329908?l=bilance-elettroniche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/BilanceElettroniche/~3/KM-WChq4BrM/tutto-quello-che-potete-pesare-con-una.html</link><author>noreply@blogger.com (Paolo Barbarossa)</author><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://bilance-elettroniche.blogspot.com/2011/09/tutto-quello-che-potete-pesare-con-una.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-498151525480474684.post-432005885710850572</guid><pubDate>Wed, 13 Jul 2011 08:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-07-13T03:19:48.617-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">data logger</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">normative</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">regole</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">catena del freddo</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">termometri ad infrarossi</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">temperatura</category><title>Catena del freddo - conservazione degli alimenti: uso e abuso della Temperatura</title><description>&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial; "&gt;Questo articolo è uscito su "Alimenti &amp;amp; Bevande" del 6 Giugno 2011.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial; "&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 17px; "&gt;Avete mai pensato a quanti consumatori &lt;span style="letter-spacing:1.55pt"&gt;piacerebbe cuocere un alimento poten­&lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:1.3pt"&gt;zialmente tossico? Oppure avere nel fri­&lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:.35pt"&gt;gorifero una confezione di prodotto fresco, pri­&lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:.5pt"&gt;vo di conservanti, salutare e magari "bio" ma &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:.4pt"&gt;che, se pur appena prodotto, dura solo poche &lt;/span&gt;ore? Se poi consideriamo che la modifica delle &lt;span style="letter-spacing:.4pt"&gt;dinamiche sociali permette alla maggior parte &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:.25pt"&gt;dei consumatori di fare "la spesa" solo una vol­&lt;/span&gt;ta alla settimana, appare chiaro che il manteni­mento delle caratteristiche di salubrità e di qua­lità organolettica degli alimenti per un tempo adeguato ricopre oggi, come non mai, una no­&lt;span style="letter-spacing:.6pt"&gt;tevole importanza. Evitare il rapido deperimento &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:.7pt"&gt;dei prodotti è certamente possibile, anche attra­&lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:.85pt"&gt;verso il mantenimento della catena del freddo, &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:.95pt"&gt;ovvero garantendo la stabilità di temperatura, &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing: .65pt"&gt;positiva o negativa, di tutta la massa del prodot­&lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:.85pt"&gt;to dalla superficie al cuore, partendo dalla pro­&lt;/span&gt;duzione fino al momento della vendita o della somministrazione al consumatore finale.&lt;/span&gt;&lt;meta charset="utf-8"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;font-family:Arial;letter-spacing: .6pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: 13px; line-height: 14px; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt; line-height:112%;font-family:Arial;mso-ansi-language:IT"&gt;La normativa di riferimento&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="Style2" style="margin-top:10.8pt;text-align:justify;text-justify:inter-ideograph; line-height:116%;mso-layout-grid-align:auto"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt; line-height:116%;font-family:Arial;letter-spacing:.8pt;mso-ansi-language:IT"&gt;Come primo rifermento di legge, anche se non &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt; line-height:116%;font-family:Arial;letter-spacing:.45pt;mso-ansi-language:IT"&gt;di recente emanazione, può essere considerato &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt; line-height:116%;font-family:Arial;letter-spacing:1.0pt;mso-ansi-language:IT"&gt;d.p.r. 26 marzo 1980, n. 327, regolamento di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt; line-height:116%;font-family:Arial;letter-spacing:.75pt;mso-ansi-language:IT"&gt;esecuzione della legge 30 aprile 1962, n. 283, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt; line-height:116%;font-family:Arial;letter-spacing:.5pt;mso-ansi-language:IT"&gt;allegato C, Parte I e II, che fornisce agli operato­&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt; line-height:116%;font-family:Arial;letter-spacing:.75pt;mso-ansi-language:IT"&gt;ri del settore alimentare ed alle autorità compe­&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 13.0pt;line-height:116%;font-family:Arial;letter-spacing:.45pt;mso-ansi-language: IT"&gt;tenti chiare &lt;sup&gt;i&lt;/sup&gt;ndicazioni sulle temperature che de- &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height:116%;font-family:Arial;letter-spacing:.8pt; mso-ansi-language:IT"&gt;vono essere &lt;sup&gt;m&lt;/sup&gt;antenute durante di trasporto dei &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height:116%;font-family:Arial; mso-ansi-language:IT"&gt;generi &lt;sup&gt;a&lt;/sup&gt;limentari &lt;i&gt;(vedi Tabella).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="Style2" style="text-align:justify;text-justify:inter-ideograph; mso-layout-grid-align:auto"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;font-family:Arial; letter-spacing:.45pt;mso-font-width:62%;mso-ansi-language:IT"&gt;È &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;font-family:Arial;letter-spacing:.45pt;mso-ansi-language: IT"&gt;interessante notare che più di trent'anni fa, a&lt;sup&gt;n&lt;/sup&gt;­&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;font-family:Arial;mso-ansi-language:IT"&gt;che se non si parlava di catena del freddo, il con­cetto era comunque espresso attraverso il termine "regime di freddo".&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="Style1" style="margin-right:0cm"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;Un secondo riferimento di legge specifico per il &lt;span style="letter-spacing:.45pt"&gt;comparto dei prodotti "gelo" &lt;i&gt;è &lt;/i&gt;il decreto legisla­&lt;/span&gt;tivo 27 gennaio 1992, n. 110, attuazione delta &lt;span style="letter-spacing:.2pt"&gt;d&lt;/span&gt;irettiva 89/108/CEE in materia di alimenti sur&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;span style="letter-spacing:.35pt"&gt;gelati destinati all'alimentazione umana, nel &lt;/span&gt;quale vengono nuovamente riportate alcune &lt;span style="letter-spacing:.45pt"&gt;indicazioni in merito alle temperature di tra­&lt;/span&gt;sporto dei prodotti congelati e surgelati; ad &lt;span style="letter-spacing:-.05pt"&gt;esempio, è permesso un innalzo di massimo 3 &lt;/span&gt;°C dei prodotti surgelati, sia durante il traspor­to a lungo raggio sia durante la distribuzione &lt;span style="letter-spacing:.2pt"&gt;frazionata. Sempre in base a quanto previsto &lt;/span&gt;dal decreto legislativo 110/1992 chiunque inizi &lt;span style="letter-spacing:.35pt"&gt;una nuova attività, oppure introduca nel pro­&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;prio parco macchine un nuovo mezzo di tra­sporto di prodotti surgelati o congelati, deve darne segnalazione alle autorità competenti at­traverso D.I.A.P. o S.C.l.A. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="Style1" style="margin-right:0cm"&gt;Più recentemente, con l'emanazione del rego­lamento CE 852/2004 è stata ribadita l'impor­tanza del controllo delle temperature dei pro­dotti alimentari lungo tutta la filiera, In partico­lare, il testo di legge recita il seguente monito: &lt;span style="letter-spacing:-.05pt"&gt;"è importante il mantenimento della catena del freddo per gli alimenti che non possono essere &lt;/span&gt;immagazzinati a temperatura ambiente in con­dizioni di sicurezza, in particolare per quelli congelati". Il termine "congelati" riportato nel&lt;span style="letter-spacing:-.25pt"&gt;l'epigrafe del regolamento comprende sia i pro­&lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.1pt"&gt;dotti congelati sia i prodotti surgelati. Per con­&lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing: -.15pt"&gt;cludere, due precisazioni: per i differenti gene­&lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.3pt"&gt;ri merceologici possono essere presenti specifi­che prescrizioni di legge, a stretto carattere ver­&lt;/span&gt;ticale, integranti o più restrittive delle norme &lt;span style="letter-spacing:-.15pt"&gt;generiche; il mancato rispetto delle temperatu­&lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.35pt"&gt;re di trasporto e conservazione è generalmente &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing: 1.05pt"&gt;sanzionabile ai sensi 5 della legge 30 &lt;/span&gt;aprile 1962, n, 283 e dell'art. 6 del decreto le­gislativo 193/2007.&lt;/p&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; line-height: 14px; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height:110%; mso-ansi-language:IT"&gt;Uso della temperatura&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;
&lt;br /&gt;&lt;p class="Style1" style="margin-right:0cm"&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.35pt;mso-ansi-language:IT"&gt;L'utilizzo delle basse temperature, associato ad &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.25pt;mso-ansi-language:IT"&gt;una o più fasi di processo, è finalizzato alla rea­&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.2pt;mso-ansi-language:IT"&gt;lizzazione di prodotti alimentari dotati di buone &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.35pt;mso-ansi-language:IT"&gt;caratteristiche organolettiche e microbiologiche, in grado di soddisfare sia le prescrizioni normati­&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;span style="letter-spacing: -.4pt;mso-ansi-language:IT"&gt;ve sia le aspettative implicite ed esplicite dei con­&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: IT"&gt;sumatori. I&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.2pt;mso-ansi-language:IT"&gt;l mantenimento delle basse temperature è un &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.05pt;mso-ansi-language:IT"&gt;importantissimo obiettivo da raggiungere, per&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.2pt;mso-ansi-language: IT"&gt;tanto è necessario definire chiaramente quando &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.25pt;mso-ansi-language:IT"&gt;e dove inizia la catena del freddo del nostro pro­&lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.3pt;mso-ansi-language: IT"&gt;dotto. Se consideriamo un dato alimento, siamo &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.2pt;mso-ansi-language:IT"&gt;in grado di affermare con certezza in quale mo­&lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.15pt;mso-ansi-language: IT"&gt;mento della produzione ha inizio la catena del &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.2pt;mso-ansi-language:IT"&gt;freddo? Per rispondere correttamente a questa &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.15pt;mso-ansi-language: IT"&gt;domanda dev'essere valutata la tipologia di ali­&lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.25pt;mso-ansi-language:IT"&gt;mento che l'industria sta producendo. Per esem­pio, presso l'azienda si produce un semilavorato &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.3pt;mso-ansi-language:IT"&gt;ready to use destinato agli utilizzatori intermedi, &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.25pt;mso-ansi-language: IT"&gt;oppure un prodotto finito da esporre a scaffale? Dopo aver definito la tipologia e la destinazione &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.3pt; mso-ansi-language:IT"&gt;di utilizzo del prodotto (come previsto dal Codex Alimentarius) è necessario considerare che l'ope­&lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing: -.2pt;mso-ansi-language:IT"&gt;razione unitaria di congelamento, surgelazione &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.15pt;mso-ansi-language:IT"&gt;o refrigerazione, di norma viene attuata una o più volte durante il processo produttivo, per fi­nalità simili o diverse, ma solo una può essere &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing: -.3pt;mso-ansi-language:IT"&gt;considerata come Inizio della catena del freddo. &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.15pt;mso-ansi-language:IT"&gt;Questo ragionamento, se ripetuto in momenti &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.2pt;mso-ansi-language: IT"&gt;differenti e per ogni genere alimentare realizza­&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;to in azienda, potrebbe aiutare sia il Team &lt;span style="letter-spacing:-.2pt"&gt;HACCP dello stabilimento sia i funzionari prepo­&lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.35pt"&gt;sti al controllo a capire se la catena del freddo ha &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.2pt"&gt;inizio presso l'azienda e, se sì, in coincidenza di &lt;/span&gt;quale step produttivo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="Style1" style="margin-top:1.8pt"&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.15pt; mso-ansi-language:IT"&gt;Una volta determinato chiaramente il punto di &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.2pt;mso-ansi-language:IT"&gt;inizio della catena del freddo, dovranno essere implementate una o più procedure di controllo &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.15pt;mso-ansi-language:IT"&gt;delle fasi "specificatamente predisposte" per il mantenimento delle temperature entro i limiti. &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.25pt;mso-ansi-language: IT"&gt;Tali procedure non dovrebbero essere applicate &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.3pt;mso-ansi-language:IT"&gt;solo per controllare quello che accade in azienda &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.15pt;mso-ansi-language: IT"&gt;(monitoraggio interno dei CCP), è consigliabile &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.2pt;mso-ansi-language:IT"&gt;estendere seriamente il controllo al di fuori del perimetro aziendale, al fine di aumentare il gra­&lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.15pt;mso-ansi-language:IT"&gt;do di sicurezza e qualità di quanto consegnato &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;alla o dalla nostra azienda.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="Style1" style="margin-top:1.8pt"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; line-height: 14px; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height: 110%;mso-ansi-language:IT"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="Style1" style="margin-top:1.8pt"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; line-height: 14px; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height: 110%;mso-ansi-language:IT"&gt;Abuso della temperatura&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="Style2" style="margin-top:1.8pt;line-height:111%;mso-layout-grid-align: auto"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height:111%;font-family:Arial; letter-spacing:-.3pt;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-x3JAwtbm60Q/Th1v9J49r4I/AAAAAAAAAfw/Nq80RWB_dfU/s1600/Scan-1.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 194px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-x3JAwtbm60Q/Th1v9J49r4I/AAAAAAAAAfw/Nq80RWB_dfU/s320/Scan-1.jpg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5628778205700534146" /&gt;&lt;/a&gt;Una volta avviata la catena del freddo deve esse &lt;/span&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;span style="font-size: 13.0pt;line-height:111%;letter-spacing:-.1pt;mso-ansi-language:IT"&gt;re mantenuta. Perché&lt;sup&gt;?&lt;/sup&gt; Le motivazioni sono dif&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height:111%; mso-ansi-language:IT"&gt;ferenti, ma tutte conducono alla riduzione del rischio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height:111%;font-family:Arial;mso-ansi-language: IT"&gt; di modificazione chimica ed alterazione, &lt;span style="letter-spacing:.45pt"&gt;microbiologica degli alimenti deperibili. &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.1pt"&gt;L'abuso termico si configura nel momento in cu, &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing: -.05pt"&gt;la temperatura del prodotto fresco o gelo rag&lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.1pt"&gt;giunge in una o più parti della sua massa valori di temperatura oltre i limiti consentiti. Un innal­&lt;/span&gt;zamento della temperatura determina general­&lt;span style="letter-spacing:-.15pt"&gt;mente due gravi conseguenze: un'accelerazione &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:.3pt"&gt;delle cinetiche di reazioni chimiche&lt;sup&gt; &lt;/sup&gt;alterative, &lt;/span&gt;come ad esempio l'irrancidimento ossidativo dei &lt;span style="letter-spacing:-.1pt"&gt;grassi ed una proliferazione di batteri associata &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing: -.05pt"&gt;alla potenziale produzione di tossine. Ipotizzia­&lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.1pt"&gt;mo che l'abuso termico sia un fenomeno conte­&lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.05pt"&gt;nuto (superamento di pochi gradi centigradi del­&lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.15pt"&gt;la soglia limite), non considerato durante gli stu­&lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.05pt"&gt;di di shelf life e costantemente presente nel si­&lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.15pt"&gt;stema distributivo della nostra azienda, quali po­&lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.2pt"&gt;trebbero essere le conseguenze? L'accelerazione &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.15pt"&gt;delle reazioni chimiche nei prodotti, nella miglio­re delle ipotesi, determinerebbe una sensibile ri­&lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.05pt"&gt;duzione della shelf life con conseguente vanifi­&lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.1pt"&gt;cazione delle analisi di laboratorio e degli studi &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing: -.15pt"&gt;teorici effettuati sulla conservabilità, ma non so­lo. Le dichiarazioni di durata riportate nella sche­da tecnica o in etichetta potrebbero essere con­&lt;/span&gt;siderate "mendaci" dai clienti e dalle autorità competenti, con le conseguenze che tutti pos­&lt;span style="letter-spacing:-.1pt"&gt;siamo immaginare. Se invece l'aumento di tem­peratura fosse rilevante e duraturo (superamen­&lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.05pt"&gt;to dei limiti per molte ore) quasi sicuramente il &lt;/span&gt;nostro alimento non potrà essere più commer­&lt;span style="letter-spacing: -.15pt"&gt;cializzato. Nel caso in cui l'abuso termico determini, oltre alla decadenza sensoriale del prodotto, anche una proliferazione della flora batterica indesiderata&lt;/span&gt;&lt;sub&gt; &lt;/sub&gt;il problema sarebbe sicuramente più grave &lt;span style="letter-spacing:-.15pt"&gt;ed essendo messa a repentaglio la sa­&lt;/span&gt;lute del consumatore sar&lt;span style="letter-spacing:-.1pt"&gt;à necessario attivare &lt;/span&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.05pt"&gt;d'urgenza il sistema di ritiro o richiamo dei pro&lt;sup&gt;­&lt;/sup&gt;&lt;/span&gt;dotti non &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height:111%;font-family:Arial;mso-ansi-language: IT"&gt;conformi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="Style2" style="margin-top:1.8pt;line-height:111%;mso-layout-grid-align: auto"&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height: 115%;mso-ansi-language:IT"&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="Style2" style="margin-top:1.8pt;line-height:111%;mso-layout-grid-align: auto"&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height: 115%;mso-ansi-language:IT"&gt;Come controllare &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height:115%;font-family:Arial;mso-ansi-language: IT"&gt;la catena del freddo&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="Style2" style="margin-top:1.8pt"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt; font-family:Arial;letter-spacing:-.15pt;mso-ansi-language:IT"&gt;Spesso quando si parla di catena del freddo e&lt;sup&gt; &lt;/sup&gt;di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt; font-family:Arial;mso-ansi-language:IT"&gt;controlli si pensa più al momento di carico, tra­&lt;span style="letter-spacing:-.2pt"&gt;sporto e scarico delle merci e meno a quanto av&lt;/span&gt;viene all'interno dell'azienda o della cucina. Il &lt;span class="CharacterStyle1"&gt;controllo del carico dovrebbe essere effettuato &lt;span style="letter-spacing:-.05pt"&gt;con modalità e tempistiche variabili, ad esempio &lt;/span&gt;deve essere distinta la tipologia di distribuzione tra lungo raggio e frazionata, perché per la se­&lt;span style="letter-spacing:-.1pt"&gt;conda modalità sono previste per legge soglie di &lt;/span&gt;temperatura più alte.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="Style2" style="margin-top:3.6pt"&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;mso-ansi-language:IT"&gt;Il controllo delle temperature dovrebbe essere &lt;span style="letter-spacing:.4pt"&gt;effettuato sia dagli operatori incaricati del­&lt;/span&gt;l'azienda (ristorazione collettiva e classica com­&lt;span style="letter-spacing:-.2pt"&gt;prese) appena prima dello scarico delle merci, sia &lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:.15pt"&gt;dagli operatori addetti al trasporto appena pri­&lt;/span&gt;ma del carico delle merci sugli automezzi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="Style2" style="margin-top:5.4pt;line-height:110%"&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height:110%; mso-ansi-language:IT"&gt;Nel caso in cui il trasporto dei prodotti alimenta­&lt;span style="letter-spacing:-.1pt"&gt;ri sia affidato a ditte esterne dovrebbe essere co­&lt;/span&gt;munque effettuato un doppio controllo come sopra indicato, atto a validare le operazioni di entrata ed uscita delle merci e per evitare futuri contenziosi tra aziende.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="Style2" style="line-height:110%"&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height:110%;letter-spacing:-.05pt;mso-ansi-language: IT"&gt;L'impiego di indicatori di scongelamento può es­&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height:110%; mso-ansi-language:IT"&gt;sere un valido strumento da utilizzare secondo &lt;span style="letter-spacing:-.05pt"&gt;corrette modalità ed in associazione a strumenti &lt;/span&gt;di registrazione delle temperature in continuo. &lt;span style="letter-spacing:-.1pt"&gt;La costante applicazione delle GMP ed il severo &lt;/span&gt;monitoraggio dei CCP durante tutta la filiera &lt;span style="letter-spacing:.15pt"&gt;produttiva permetterà di non avere difformità &lt;/span&gt;nello spessore degli anelli della catena del fred­do, che spesso si assottiglia in prossimità del consumatore finale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="Style2" style="margin-top:16.2pt;line-height:127%"&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height:127%; mso-ansi-language:IT"&gt;Le regole da rispettare&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="Style2" style="margin-top:1.8pt;text-indent:3.6pt"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;font-family:Arial;mso-ansi-language:IT"&gt;Di seguito vengono riportate alcune semplici re­gole per effettuare correttamente il controllo del&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;le temperature durante tutte le fasi di processo ed in particolar modo prima, durante e dopo il trasporto di generi alimentari:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="Style2" style="margin-top:5.4pt;margin-right:0cm;margin-bottom:0cm; margin-left:10.8pt;margin-bottom:.0001pt;text-indent:-10.8pt"&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;letter-spacing:.25pt; mso-ansi-language:IT"&gt;• effettuare regolarmente la taratura presso &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;letter-spacing:-.1pt; mso-ansi-language:IT"&gt;centro "Accredia" di almeno due termosonde; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;letter-spacing:-.05pt; mso-ansi-language:IT"&gt;negli spazi molto ampi (celle frigorifere) verifi­&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;mso-ansi-language:IT"&gt;care la temperatura in almeno cinque punti &lt;span style="letter-spacing:-.05pt"&gt;della camera di refrigerazione - congelamen­to mediante &lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/termometri-ad-infrarossi.asp"&gt;termometro a raggi infrarossi&lt;/a&gt;, in caso di valori non conformi rilevare la tempe&lt;/span&gt;ratura superficiale ed a cuore prodotto;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="Style2" style="margin-top:1.8pt;margin-right:0cm;margin-bottom:0cm; margin-left:10.8pt;margin-bottom:.0001pt;text-indent:-10.8pt"&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;letter-spacing:.25pt; mso-ansi-language:IT"&gt;• campionare la temperatura in cinque punti &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;mso-ansi-language:IT"&gt;della unità di prodotto, quattro punti superfi­ciali ed uno a cuore prodotto;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="Style1" style="margin-left:10.8pt;text-indent:-10.8pt"&gt;&lt;span style="letter-spacing:.15pt;mso-ansi-language:IT"&gt;• utilizzare almeno tre &lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/data-logger-temperatura-umidita.htm"&gt;data logger&lt;/a&gt; da posizio­&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;nare in punti strategici durante il trasporto; fissare limiti di accettabilità più restrittivi ri­spetto alla normativa in vigore;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="Style1" style="margin-left:10.8pt;text-indent:-10.8pt"&gt;&lt;span style="letter-spacing:.15pt;mso-ansi-language:IT"&gt;•&lt;span style="mso-tab-count: 1"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;span style="letter-spacing: -.1pt;mso-ansi-language:IT"&gt;utilizzare un recipiente chiuso ermeticamente contenente una o più termosonde immerse in liquido inerte atossico (ad esempio, glicerina) &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: IT"&gt;per simulare l'andamento della temperatura interna del prodotto trasportato;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="Style1" style="margin-left:10.8pt;text-indent:-10.8pt"&gt;&lt;span style="letter-spacing:.15pt;mso-ansi-language:IT"&gt;•&lt;span style="mso-tab-count: 1"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language: IT"&gt;posizionare uno o più recipienti con liquido inerte in aderenza delle pareti della camera refrigerata del mezzo di trasporto ed in pros­simità degli sportelli di apertura; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="Style1" style="margin-left:10.8pt;text-indent:-10.8pt"&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;•&lt;span style="mso-tab-count:1"&gt;  &lt;/span&gt;effettuare le operazioni di verifica delle tem­perature nel minor tempo possibile;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="Style1" style="margin-top:5.4pt;margin-right:3.6pt;margin-bottom:1.8pt; margin-left:0cm"&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.05pt; mso-ansi-language:IT"&gt;• se ritenuto necessario eseguire un carotaggio &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;dei prodotti alimentari congelati/surgelati al &lt;span style="letter-spacing:-.05pt"&gt;fine di rilevare la temperatura anche a cuore &lt;/span&gt;prodotto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="letter-spacing:-.1pt;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="Style2" style="line-height:110%"&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height:110%;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="Style1" style="margin-top:5.4pt"&gt;&lt;span style="mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="Style2" style="margin-top:1.8pt;line-height:111%;mso-layout-grid-align: auto"&gt;&lt;span class="CharacterStyle1"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;line-height: 111%;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="Style2" style="margin-top:3.6pt;margin-right:0cm;margin-bottom:0cm; margin-left:7.2pt;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;text-justify:inter-ideograph; line-height:110%;mso-layout-grid-align:auto"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt; line-height:110%;font-family:Arial;mso-ansi-language:IT"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;font-family:Arial;letter-spacing: .6pt"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:13.0pt;font-family:Arial"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/498151525480474684-432005885710850572?l=bilance-elettroniche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/BilanceElettroniche/~3/M8nwLrIK33g/catena-del-freddo-conservazione-degli.html</link><author>noreply@blogger.com (Paolo Barbarossa)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-x3JAwtbm60Q/Th1v9J49r4I/AAAAAAAAAfw/Nq80RWB_dfU/s72-c/Scan-1.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>1</thr:total><feedburner:origLink>http://bilance-elettroniche.blogspot.com/2011/07/catena-del-freddo-conservazione-degli.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-498151525480474684.post-5853450776235379591</guid><pubDate>Thu, 07 Jul 2011 15:59:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-07-07T09:16:40.551-07:00</atom:updated><title>IL MICROCLIMA E LA SUA ANALISI</title><description>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-tuBkU6VIbLk/ThXaaL_YbsI/AAAAAAAAAfA/OirQDaI0aoA/s1600/ANALIZZATORE%2BPROFESSIONALE%2BDI%2BMICROCLIMA%2BHD32.jpeg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 174px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-tuBkU6VIbLk/ThXaaL_YbsI/AAAAAAAAAfA/OirQDaI0aoA/s320/ANALIZZATORE%2BPROFESSIONALE%2BDI%2BMICROCLIMA%2BHD32.jpeg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5626643452899389122" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="font-family: Times; font-size: medium; "&gt;&lt;small&gt;Il microclima è l’insieme dei fattori (es. temperatura, umidità, velocità dell’aria) che regolano le condizioni climatiche di un ambiente chiuso come un ambiente di lavoro. Considerando che la maggior parte della popolazione trascorre l’80 - 90 % del tempo all’interno di edifici chiusi, è facilmente intuibile quale importanza riveste la qualità del microclima per il benessere dell’uomo.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Il &lt;b&gt;benessere termico &lt;/b&gt;è rappresentato da quelle condizioni in cui l’organismo riesce a mantenere l’equilibrio termico (omeotermia) senza l’intervento del sistema di termoregolazione propria.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Tra l’uomo e l’ambiente, infatti, avvengono degli scambi termici allo scopo di mantenere costante la temperatura interna e di consentire la dissipazione del calore metabolico prodotto in eccesso. Ciò avviene attraverso diverse modalità, sia fisiche (convezione, conduzione, irraggiamento) che fisiologiche (sudore).&lt;br /&gt;&lt;/small&gt;&lt;small&gt;Nella formulazione del bilancio termico intervengono numerosi fattori distinguibili in due gruppi:&lt;/small&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="font-family: Times; font-size: medium; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt;&lt;u&gt;Fattori fisici ambientali&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt; (misurabili con Babuc A)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="font-family: Times; font-size: medium; "&gt;&lt;i&gt;&lt;small&gt;Temperatura dell’aria o di bulbo secco a ventilazione forzata&lt;/small&gt;&lt;/i&gt;&lt;small&gt; &lt;b&gt;TA (°C) &lt;/b&gt;&lt;/small&gt;&lt;small&gt;(E’ la temperatura dell’aria misurata da un bulbo asciutto non soggetto ad irraggiamento termico e sottoposta a ventilazione compresa tra 2 e 4 m/s)&lt;/small&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="font-family: Times; font-size: medium; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt;&lt;i&gt;Temperatura del bulbo umido a ventilazione forzata&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt; TW (°C)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="font-family: Times; font-size: medium; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt;E’ la temperatura misurata da un bulbo ricoperto da una mussola di cotone inumidita con acqua distillata a temperatura ambiente, non soggetta ad irraggiamento termico, e sottoposto a ventilazione compresa fra 2 e 4 m/s)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="font-family: Times; font-size: medium; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt;&lt;i&gt;Temperatura del bulbo umido a ventilazione naturale&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt; TN (°C)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="font-family: Times; font-size: medium; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 13px; "&gt;(E’ la temperatura misurata da un bulbo ricoperto da una mussola inumidita con acqua distillata a temperatura ambiente, non soggetto ad irraggiamento termico, che risente della ventilazione naturale dell’ambiente)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="font-family: Times; font-size: medium; "&gt;&lt;i&gt;&lt;small&gt;Temperatura globotermometrica&lt;/small&gt;&lt;/i&gt;&lt;small&gt; &lt;/small&gt;&lt;small&gt;&lt;b&gt;TG (°C)&lt;/b&gt;&lt;/small&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="font-family: Times; font-size: medium; "&gt;(E’ la temperatura misurata mediante il globotermometro di Vernon, che consiste in un bulbo posto al centro di una sfera di rame verniciata esternamente di nero opaco. La superficie metallica, riscaldata per irraggiamento, trasmette all’aria contenuta all’interno della sfera una quantità di calore proporzionale all’irraggiamento termico, alla temperatura e alla velocità dell’aria dell’ambiente)&lt;/p&gt;&lt;ul style="font-family: Times; "&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times; font-size: medium; "&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="font-family: Times; font-size: medium; "&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;li&gt;&lt;i&gt;&lt;small&gt;Velocità dell’aria&lt;/small&gt;&lt;/i&gt;&lt;small&gt; &lt;b&gt;VA (m/s)&lt;/b&gt;&lt;/small&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul style="font-family: Times; font-size: medium; "&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;li&gt;&lt;i&gt;&lt;small&gt;Temperatura media radiante&lt;/small&gt;&lt;/i&gt;&lt;small&gt; &lt;b&gt;TR (°C)&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;(E’ la media ponderata dei valori di temperatura in funzione della quale le pareti e gli oggetti presenti nell’ambiente emettono radiazione calorica)&lt;/small&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/li&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times; font-size: medium; "&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;ul style="font-family: Times; font-size: medium; "&gt;&lt;li&gt;&lt;small&gt;&lt;i&gt;Umidità relativa&lt;/i&gt; &lt;b&gt;RH&lt;/b&gt; &lt;b&gt;(%)&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;(E’ il rapporto percentuale tra la quantità di vapore acqueo presente nell’atmosfera ad una certa temperatura e la quantità necessaria per saturare l’atmosfera a quella stessa temperatura)&lt;/small&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/li&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times; font-size: medium; "&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;ol start="2" style="font-family: Times; font-size: medium; "&gt;&lt;li&gt;&lt;small&gt;&lt;u&gt;Fattori soggettivi strettamente legati all’individuo&lt;/u&gt; (valutabili tramite l’introduzione di un modello umano standard con caratteristiche prestabilite)&lt;/small&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;ul style="font-family: Times; font-size: medium; "&gt;&lt;li&gt;&lt;small&gt;Temperatura corporea interna&lt;/small&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;small&gt;Vestiario indossato&lt;/small&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;small&gt;Superficie corporea vestita&lt;/small&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;small&gt;Attività metabolica di base&lt;/small&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;small&gt;Attività fisica svolta&lt;/small&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;small&gt;Età&lt;/small&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;small&gt;Peso&lt;/small&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;small&gt;Acclimatazione&lt;/small&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;small&gt;Stato di salute&lt;/small&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="font-family: Times; font-size: medium; "&gt;&lt;small&gt;Per facilitare l’analisi degli ambienti vengono generalmente utilizzati &lt;i&gt;"indici&lt;/i&gt; &lt;i&gt;microclimatici"&lt;/i&gt; che permettono la valutazione sintetica dell’ambiente attraverso la verifica del valore assunto da una sola grandezza-indice rispetto a valori di riferimento indicati dalla normativa vigente. I criteri basati sull’uso di indici sintetici permettono la valutazione dell’ambiente evitando la considerazione analitica delle numerose grandezze che determinano il microclima: l’indice infatti si sostituisce a queste e ne integra l’effetto sull’organismo umano.&lt;br /&gt;Gli ambienti termici vengono distinti in moderati e severi (caldi-freddi), e per ciascuno di essi si utilizzano criteri di analisi e di valutazione diversi.&lt;br /&gt;Un &lt;i&gt;&lt;b&gt;ambiente&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; viene definito &lt;i&gt;&lt;b&gt;moderato&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; quando non determina variazioni significative della temperatura corporea. Esso presenta, generalmente, le seguenti caratteristiche:&lt;br /&gt;&lt;/small&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul style="font-family: Times; font-size: medium; "&gt;&lt;li&gt;&lt;small&gt;condizioni ambientali omogenee e poco variabili nel tempo&lt;/small&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;small&gt;assenza di scambi termici tra soggetto ed ambiente che abbiano effetti importanti sul bilancio termico complessivo&lt;/small&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;small&gt;attività fisica modesta e omogenea per tutti i soggetti (1,2 - 2 Met)&lt;/small&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;small&gt;uniformità del vestiario indossato (0.5 - 1 Clo)&lt;/small&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;small&gt;temperatura operativa: 10 - 30°C.&lt;/small&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="font-family: Times; font-size: medium; "&gt;&lt;small&gt;Se &lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/analizzatori-di-microclima/misura-del-microclima-in-ambienti-di-lavoro.asp"&gt;l’ambiente monitorato&lt;/a&gt; presenta queste caratteristiche gli indici di valutazione utilizzati sono PMV/PPD (ISO 7730 ora disponibile come UNI-EN27730), TE, TO, TC, TD.&lt;/small&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="font-family: Times; font-size: medium; "&gt;&lt;small&gt;Il &lt;b&gt;PMV&lt;/b&gt; (Predicted Mean Vote) è una funzione matematica che dipende da: vestiario, temperatura dell’aria, attività svolta, temperatura media radiante, velocità dell’aria, umidità. Esso rappresenta il voto medio espresso da un ampio campione di persone residenti nello stesso ambiente, che esprimono la propria sensazione termica attraverso una scala psicofisica che va da un valore +3 (molto caldo) fino a -3 (molto freddo) passando per situazioni intermedie in cui lo 0 corrisponde alla neutralità.&lt;/small&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="font-family: Times; font-size: medium; "&gt;&lt;small&gt;Il PMV è correlato sperimentalmente al &lt;b&gt;PPD&lt;/b&gt; &lt;/small&gt;&lt;small&gt;(percentuale prevista di insoddisfatti), parametro che esprime il numero di persone che sarebbero portate a lamentasi delle condizioni climatiche riscontrate. Viene definito soggetto insoddisfatto quello che attribuisce all’ambiente in esame un valore del PMV pari a +/-3, +/-2 .&lt;/small&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="font-family: Times; font-size: medium; "&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;small&gt;La norma ISO 7730 indica che lo stato di benessere termico si ha per valori del PMV che oscillano tra -0.5 e +0.5,&lt;/small&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;small&gt; &lt;i&gt;&lt;b&gt;corrispondenti ad un valore del PPD = 10 % &lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/small&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="font-family: Times; "&gt;&lt;small&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;(La percentuale reale di insoddisfatti non deve superare il 20% secondo lo standard ASHRAE 55).&lt;/span&gt;&lt;/small&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="font-family: Times; font-size: medium; "&gt;&lt;small&gt;In correlazione agli indici PMV/PPD devono essere presi in considerazione anche altri parametri che concorrono alla formulazione del quadro microclimatico di un ambiente di lavoro:&lt;/small&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul style="font-family: Times; font-size: medium; "&gt;&lt;li&gt;&lt;small&gt;la Temperatura operativa, &lt;b&gt;TO&lt;/b&gt; in °C, che viene definita come la temperatura uniforme di un ambiente virtuale in cui il complesso degli scambi termici tra il soggetto e l’ambiente virtuale è pari alla somma degli scambi termici per convezione e irraggiamento fra soggetto e ambiente reale.&lt;/small&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;small&gt;la Temperatura di Comfort, &lt;b&gt;TC &lt;/b&gt;in °C, che viene definita come quella particolare temperatura che determinati il livello di attività, la resistenza termica del vestiario e l’umidità relativa, consente di realizzare il comfort termico ovvero PMV=0.&lt;/small&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;small&gt;la temperatura Differenziale, &lt;b&gt;TD&lt;/b&gt; in °C, che rappresenta la differenza fra TC e TO ed esprime la quantità di cui si deve modificare la TO per assicurare all’ambiente reale la condizione di benessere.&lt;/small&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="font-family: Times; font-size: medium; "&gt;&lt;small&gt;Un &lt;i&gt;&lt;b&gt;ambiente&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; viene definito "&lt;i&gt;&lt;b&gt;caldo&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;" quando sollecita un tendenziale aumento della temperatura corporea. Le caratteristiche che lo contraddistinguono sono:&lt;/small&gt;&lt;/p&gt;&lt;ul style="font-family: Times; font-size: medium; "&gt;&lt;li&gt;&lt;small&gt;elevati valori di temperatura operativa accompagnati da alti valori di umidità relativa dell’aria che richiedono un considerevole intervento del meccanismo di scambio termico per sudorazione al fine di conservare l’omeotermia&lt;/small&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;small&gt;disomogeneità delle condizione termoigrometriche nelle postazioni lavorative&lt;/small&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;small&gt;disuniformità del livello di impegno fisico richiesto e del vestiario indossato dagli operatori&lt;/small&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;small&gt;temperatura operativa: &amp;gt; 30°C.&lt;/small&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="JUSTIFY" style="font-family: Times; font-size: medium; "&gt;&lt;small&gt;Se l’ambiante fisico presenta queste caratteristiche gli indici di valutazione utilizzati sono WBGT (Wet Bulbe Globe Temperature) (ISO 7243 ora disponibile come UNI-EN27243) e SW&lt;sub&gt;req&lt;/sub&gt; (Sudorazione richiesta) (ISO 7933 ora disponibile come UNI-EN27933).&lt;/small&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="JUSTIFY"&gt;&lt;small&gt;&lt;span class="Apple-style-span" &gt;Il WBGT (Wet Bulb Globe Temperature – temperatura a bulbo umido e del globotermometro) è uno degli indici utilizzato per la determinazione dello stress termico a cui è soggetto un individuo in un ambiente caldo. Rappresenta il valore, in relazione al dispendio metabolico associato ad una particolare attività lavorativa, oltre il quale il soggetto viene a trovarsi in una situazione di stress termico.&lt;/span&gt;&lt;/small&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/498151525480474684-5853450776235379591?l=bilance-elettroniche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/BilanceElettroniche/~3/aV6Fqxlc6vY/il-microclima-e-la-sua-analisi.html</link><author>noreply@blogger.com (Paolo Barbarossa)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-tuBkU6VIbLk/ThXaaL_YbsI/AAAAAAAAAfA/OirQDaI0aoA/s72-c/ANALIZZATORE%2BPROFESSIONALE%2BDI%2BMICROCLIMA%2BHD32.jpeg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://bilance-elettroniche.blogspot.com/2011/07/il-microclima-e-la-sua-analisi.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-498151525480474684.post-2823355643921249711</guid><pubDate>Thu, 30 Jun 2011 09:23:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-06-30T03:00:25.153-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">laser</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">d.l. 81/2008</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">fotoradiometri</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">luxmetri</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">radiazioni ottiche artificiali</category><title>Luxmetri - Fotoradiometri. Valutazione delle radiazioni ottiche</title><description>&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-jhFoffKMLiU/TgxEqKg3X4I/AAAAAAAAAe4/LgF5E1Mqdx8/s1600/FOTORADIOMETRO%2BDELTA%2BOHM%2BHD2402%2BROA%2B-%2BRADIAZIONI%2BOTTICHE%2BARTIFICIALI%2BNON%2BCOERENTI.jpeg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 196px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-jhFoffKMLiU/TgxEqKg3X4I/AAAAAAAAAe4/LgF5E1Mqdx8/s320/FOTORADIOMETRO%2BDELTA%2BOHM%2BHD2402%2BROA%2B-%2BRADIAZIONI%2BOTTICHE%2BARTIFICIALI%2BNON%2BCOERENTI.jpeg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5623945525846302594" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; font-size: 11px; line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;&lt;p align="justify" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; margin-top: 0.5em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-size: 11px; "&gt;&lt;span&gt;Alle radiazioni ottiche si associa quella porzione dello spettro elettromagnetico che va dall'&lt;strong&gt;ultravioletto&lt;/strong&gt; (&lt;strong&gt;UV&lt;/strong&gt;) all'&lt;strong&gt;infrarosso&lt;/strong&gt; (&lt;strong&gt;IR&lt;/strong&gt;), passando per il visibile (VIS).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; margin-top: 0.5em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-size: 11px; "&gt;&lt;span&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;&lt;span&gt;Le radiazioni ottiche possono essere prodotte sia da fonti &lt;em&gt;naturali &lt;/em&gt;che &lt;em&gt;artificiali&lt;/em&gt;. La sorgente naturale per eccellenza è il &lt;em&gt;sole &lt;/em&gt;che, come è noto, emette in tutto lo spettro elettromagnetico. Le sorgenti artificiali, invece, possono essere di diversi tipi, a seconda del principale spettro di emissione e a seconda del tipo di fascio emesso (coerente o incoerente). Per quanto riguarda lo spettro di emissione, oltre all'ampia gamma di &lt;strong&gt;lampade &lt;/strong&gt;per l'illuminazione che emettono principalmente nel visibile, esistono lampade ad UVC per la sterilizzazione, ad UVB-UVA per l'abbronzatura o la fototerapia, ad UVA per la polimerizzazione o ad IRA-IRB per il riscaldamento. Tutte le precedenti lampade emettono luce di tipo incoerente, mentre, nel caso dei &lt;strong&gt;laser&lt;/strong&gt;, si è in presenza di sorgenti monocromatiche (una sola lunghezza d'onda), con fascio di elevata densità di energia, altamente direzionali e, appunto, coerenti (&lt;/span&gt;&lt;span&gt;la fase di ciascun fotone viene mantenuta nel tempo e nello spazio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;&lt;span&gt;). La possibilità di focalizzare un fascio di questo tipo anche a grandi distanze impone un certa cautela nell'utilizzo dei laser e, in molti casi, l'obbligo di adeguate misure di protezione per coloro che ne possono venire a contatto. Da qui la necessità di suddividere i laser in 4 classi, che vanno dalla classe 1, in cui non è pericolosa l’osservazione prolungata e diretta del fascio, alla classe 4, in cui è pericolosa anche l’osservazione della luce diffusa da uno schermo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;&lt;b&gt;EFFETTI SULLA SALUTE:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;I principali rischi per l'uomo derivanti da un'eccessiva esposizione a radiazioni ottiche riguardano essenzialmente due organi bersaglio, l'&lt;strong&gt;occhio&lt;/strong&gt; in tutte le sue parti (cornea, cristallino e retina) e la &lt;strong&gt;cute&lt;/strong&gt;. Come per le radiazioni ionizzanti, i danni procurati a tali organi possono avere un ben preciso rapporto di causa-effetto, cioè è possibile stimare una dose soglia affinché il danno si manifesti (effetto deterministico), oppure può non esserci una correlazione tra causa ed effetto ed allora si parla di effetto stocastico. Non tutte le lunghezze d'onda appartenenti alle radiazioni ottiche, inoltre, hanno gli stessi effetti su occhio e cute, come mostrato nella tabella sottostante.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;&lt;meta charset="utf-8"&gt;Nel caso in cui la sorgente luminosa sia rappresentata da un laser, gli effetti sopra riportati risultano, nella maggior parte dei casi, amplificati e spesso irreversibili. Questo è dovuto alle caratteristiche che un fascio laser possiede. Anche per questo si parla spesso di rischi indiretti da laser, come incendi ed esplosioni. Un discorso a parte meritano le sorgenti (laser o non) di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;luce blu&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; (380-550 nm) e quelle di IRA. Entrambe queste lunghezze d'onda vengono focalizzate dall'occhio e pertanto contribuiscono alla dose assorbita dalla retina. La luce blu viene spesso sottovalutata in quanto appartenente allo spettro di luce visibile e quindi erroneamente considerata "sicura". Le sorgenti di IRA, invece, pur giungendo fino alla retina, risultano "invisibili" e quindi, in presenza di una loro forte intensità, non vengono minimamente ostacolate da quei meccanismi istintivi come il riflesso palpebrale o quello di allontanamento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; font-size: 11px; line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;&lt;meta charset="utf-8"&gt;&lt;h3 align="justify" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; margin-top: 0.5em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-size: 11px; font-weight: bold; text-transform: uppercase; "&gt;&lt;span&gt;INCIDENZA&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;p align="justify" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; margin-top: 0.5em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-size: 11px; "&gt;&lt;span&gt;E' molto difficile avere stime attendibili sull'incidenza di infortuni professionali dovuti all'esposizione a radiazioni ottiche. Questo lo si può capire se si pensa principalmente a due ragioni. La prima è che, a parte alcune eccezioni (&lt;em&gt;eritema &lt;/em&gt;o &lt;em&gt;ustioni&lt;/em&gt;), gli effetti non sono immediatamente riscontrabili. La seconda è che ogni giorno ciascuno di noi è esposto alla luce, sia artificiale che solare, in dosi difficilmente quantificabili e secondo modalità (luce diretta o diffusa) estremamente disomogenee. Ad ogni modo patologie come i tumori della pelle, tra cui il &lt;em&gt;melanoma&lt;/em&gt;, sono ormai da tutti riconosciute fortemente dipendenti dall'esposizione a radiazione ottica ultravioletta. Nel caso dei laser, invece, le lesioni si manifestano molto più velocemente ed è per questo che, nel loro maneggiamento, il personale è tradizionalmente più cauto (e di solito anche più formato) e gli incidenti meno probabili.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;&lt;strong&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;&lt;strong&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;&lt;strong&gt;I PRINCIPI DELLA PREVENZIONE:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/luxmetri-fotoradiometri.asp"&gt;Valutare &lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;&lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/luxmetri-fotoradiometri.asp"&gt;le radiazioni ottiche&lt;/a&gt; secondo le metodologie proposte dall'IEC per quanto riguarda i laser e le raccomandazioni del CIE e del CEN per quanto riguarda le sorgenti incoerenti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;&lt;strong&gt;Considerare &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;eventuali lavoratori particolarmente sensibili (ad esempio senza cristallino) o sensibilizzati (che usano sostanze chimiche fotosensibilizzanti).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;&lt;strong&gt;Risanare&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;, se necessario, l'ambiente di lavoro per minimizzare i livelli di esposizione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; font-family: tahoma, arial, helvetica, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;&lt;strong&gt;Proteggere &lt;/strong&gt;il lavoratore mediante dispositivi di protezioni individuali (occhiali e indumenti idonei).&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; font-size: 11px; line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;&lt;div align="justify" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; "&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; "&gt;&lt;h3 style="margin-top: 0.5em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-size: 11px; text-transform: uppercase; "&gt;&lt;span&gt;NORMATIVA VIGENTE:&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; "&gt;&lt;p style="margin-top: 0.5em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-size: 11px; "&gt;&lt;span&gt;Fermo restando quanto affermato dall'art. 18, e ribadito relativamente agli agenti fisici dall'art. 181, circa gli adempimenti del datore di lavoro in merito alla valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza, inclusi quelli derivanti dalle radiazioni ottiche artificiali, per il Capo V è prevista l'&lt;strong&gt;entrata in vigore il giorno 26/04/2010&lt;/strong&gt;. Il Capo V del D.Lgs 81/08 stabilisce le prescrizioni minime di protezione per i lavoratori contro i rischi per la salute e per la sicurezza derivanti dall'esposizione alle radiazioni ottiche artificiali durante il lavoro&lt;/span&gt;&lt;span&gt;. Questo significa che non si fa nessun riferimento a tutte quelle categorie di lavoratori esposti, per adempiere ad una determinata mansione, a radiazioni solari. E' buona prassi, qualora fosse necessario, valutare anche questo tipo di esposizione, così come qualsiasi altro rischio per la salute e la sicurezza del lavoratore (art. 28 comma 1 del D.Lgs 81/08). I limiti di esposizione a radiazioni ottiche (coerenti ed incoerenti) sono riportati nell'&lt;strong&gt;allegato XXXVII&lt;/strong&gt; del Testo Unico in materia di sicurezza (D.Lgs. 81/08).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0.5em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-size: 11px; "&gt;&lt;span&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin-top: 0.5em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-size: 11px; "&gt;(fonte: ISPESL, INAIL, Decreto Legislativo n.81 del 9 aprile 2008, Decreto Legislativo 106/09)&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="border-collapse: collapse; font-size: 11px; line-height: 16px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;&lt;p align="justify" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; margin-top: 0.5em; margin-right: 0px; margin-bottom: 0.5em; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-size: 11px; "&gt; &lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/498151525480474684-2823355643921249711?l=bilance-elettroniche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/BilanceElettroniche/~3/0aL9YnuOKpY/luxmetri-fotoradiometri-valutazione.html</link><author>noreply@blogger.com (Paolo Barbarossa)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-jhFoffKMLiU/TgxEqKg3X4I/AAAAAAAAAe4/LgF5E1Mqdx8/s72-c/FOTORADIOMETRO%2BDELTA%2BOHM%2BHD2402%2BROA%2B-%2BRADIAZIONI%2BOTTICHE%2BARTIFICIALI%2BNON%2BCOERENTI.jpeg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://bilance-elettroniche.blogspot.com/2011/06/luxmetri-fotoradiometri-valutazione.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-498151525480474684.post-7580948888288358503</guid><pubDate>Mon, 27 Jun 2011 07:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-06-27T01:39:08.396-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Vibrometri</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">fonometri</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">d.l. 81/2008</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Vibrazioni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Analizzatori di rumore</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Rumore</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">Analizzatori di vibrazioni</category><title>Monitoraggio Ambientale di Rumore e Vibrazioni e Decreto Legislativo 81 / 2008</title><description>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-3v7EoccuUzo/TghA7lvZgWI/AAAAAAAAAew/yRgdNlxGAEY/s1600/VIBROMETRO%2BDELTA%2BOHM%2BHD2030.jpeg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 240px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-3v7EoccuUzo/TghA7lvZgWI/AAAAAAAAAew/yRgdNlxGAEY/s320/VIBROMETRO%2BDELTA%2BOHM%2BHD2030.jpeg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5622815527259439458" /&gt;&lt;/a&gt;
&lt;br /&gt;&lt;meta charset="utf-8"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px;"&gt;   &lt;meta name="Titolo" content=""&gt; &lt;meta name="Parole chiave" content=""&gt; &lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt; &lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt; &lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 14"&gt; &lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 14"&gt; &lt;link rel="File-List" href="file://localhost/Users/paolobarbarossa/Library/Caches/TemporaryItems/msoclip/0clip_filelist.xml"&gt; &lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;o:officedocumentsettings&gt;   &lt;o:allowpng/&gt;  &lt;/o:OfficeDocumentSettings&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt; &lt;link rel="themeData" href="file://localhost/Users/paolobarbarossa/Library/Caches/TemporaryItems/msoclip/0clip_themedata.xml"&gt; &lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt; 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  &lt;w:lsdexception locked="false" priority="63" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 1 Accent 2"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="64" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 2 Accent 2"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="65" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 1 Accent 2"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="66" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 2 Accent 2"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="67" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 1 Accent 2"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="68" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 2 Accent 2"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="69" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 3 Accent 2"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="70" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Dark List Accent 2"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="71" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Shading Accent 2"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="72" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful List Accent 2"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="73" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Grid Accent 2"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="60" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Shading Accent 3"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="61" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light List Accent 3"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="62" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Grid Accent 3"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="63" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 1 Accent 3"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="64" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 2 Accent 3"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="65" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 1 Accent 3"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="66" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 2 Accent 3"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="67" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 1 Accent 3"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="68" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 2 Accent 3"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="69" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 3 Accent 3"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="70" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Dark List Accent 3"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="71" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Shading Accent 3"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="72" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful List Accent 3"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="73" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Grid Accent 3"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="60" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Shading Accent 4"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="61" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light List Accent 4"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="62" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Grid Accent 4"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="63" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 1 Accent 4"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="64" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 2 Accent 4"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="65" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 1 Accent 4"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="66" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 2 Accent 4"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="67" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 1 Accent 4"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="68" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 2 Accent 4"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="69" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 3 Accent 4"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="70" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Dark List Accent 4"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="71" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Shading Accent 4"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="72" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful List Accent 4"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="73" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Grid Accent 4"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="60" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Shading Accent 5"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="61" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light List Accent 5"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="62" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Light Grid Accent 5"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="63" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 1 Accent 5"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="64" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 2 Accent 5"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="65" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 1 Accent 5"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="66" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 2 Accent 5"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="67" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 1 Accent 5"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="68" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 2 Accent 5"&gt; 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  &lt;w:lsdexception locked="false" priority="63" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 1 Accent 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="64" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Shading 2 Accent 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="65" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 1 Accent 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="66" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium List 2 Accent 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="67" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 1 Accent 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="68" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 2 Accent 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="69" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Medium Grid 3 Accent 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="70" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Dark List Accent 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="71" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Shading Accent 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="72" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful List Accent 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="73" semihidden="false" unhidewhenused="false" name="Colorful Grid Accent 6"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="19" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Subtle Emphasis"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="21" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Intense Emphasis"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="31" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Subtle Reference"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="32" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Intense Reference"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="33" semihidden="false" unhidewhenused="false" qformat="true" name="Book Title"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="37" name="Bibliography"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="39" qformat="true" name="TOC Heading"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt; &lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */ @font-face 	{font-family:Arial; 	panose-1:2 11 6 4 2 2 2 2 2 4; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:auto; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:-536859905 -1073711037 9 0 511 0;} @font-face 	{font-family:Times; 	panose-1:2 0 5 0 0 0 0 0 0 0; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:auto; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:3 0 0 0 1 0;} @font-face 	{font-family:"ＭＳ 明朝"; 	panose-1:0 0 0 0 0 0 0 0 0 0; 	mso-font-charset:128; 	mso-generic-font-family:roman; 	mso-font-format:other; 	mso-font-pitch:fixed; 	mso-font-signature:1 134676480 16 0 131072 0;} @font-face 	{font-family:"ＭＳ 明朝"; 	panose-1:0 0 0 0 0 0 0 0 0 0; 	mso-font-charset:128; 	mso-generic-font-family:roman; 	mso-font-format:other; 	mso-font-pitch:fixed; 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&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;Tale Decreto contempla un rischio accertato (attraverso il monitoraggio ambientale) e non un rischio presunto, pertanto, riconosce alla valutazione del rischio il ruolo cardine per la protezione della salute del lavoratore.
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;Il Decreto Legislativo 277/91 stabilisce:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="line-height:13.5pt"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="line-height:13.5pt"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="line-height:13.5pt"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="line-height:13.5pt"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="line-height:13.5pt"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="line-height:13.5pt"&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="line-height:13.5pt"&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:3.0pt; margin-left:36.0pt;text-indent:0cm;line-height:13.5pt;mso-list:l0 level1 lfo1; tab-stops:list 36.0pt"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:Arial;mso-fareast-font-family:Arial;color:#222222"&gt;&lt;span style="mso-list:Ignore"&gt;1.&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:#222222"&gt;I limiti di riferimento&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:3.0pt; margin-left:36.0pt;text-indent:0cm;line-height:13.5pt;mso-list:l0 level1 lfo1; tab-stops:list 36.0pt"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:Arial;mso-fareast-font-family:Arial;color:#222222"&gt;&lt;span style="mso-list:Ignore"&gt;2.&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:#222222"&gt;La responsabilità del datore di lavoro, del lavoratore e del medico competente&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:3.0pt; margin-left:36.0pt;text-indent:0cm;line-height:13.5pt;mso-list:l0 level1 lfo1; tab-stops:list 36.0pt"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:Arial;mso-fareast-font-family:Arial;color:#222222"&gt;&lt;span style="mso-list:Ignore"&gt;3.&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:#222222"&gt;Che è necessario determinare in modo preciso il rischio valutando l’esposizione del lavoratore nella giornata lavorativa&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:3.0pt; margin-left:36.0pt;text-indent:0cm;line-height:13.5pt;mso-list:l0 level1 lfo1; tab-stops:list 36.0pt"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:Arial;mso-fareast-font-family:Arial;color:#222222"&gt;&lt;span style="mso-list:Ignore"&gt;4.&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:#222222"&gt;L’addestramento e l’educazione dei lavoratori in merito agli inquinanti, le norme igieniche, le precauzioni sull’utilizzo dei macchinari e l’espletamento delle attività lavorative&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:3.0pt; margin-left:36.0pt;text-indent:0cm;line-height:13.5pt;mso-list:l0 level1 lfo1; tab-stops:list 36.0pt"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:Arial;mso-fareast-font-family:Arial;color:#222222"&gt;&lt;span style="mso-list:Ignore"&gt;5.&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;             &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial; mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:#222222"&gt;Chiarisce le caratteristiche delle attrezzature e delle metodiche per la determinazione degli agenti lesivi negli ambienti di lavoro&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:#222222"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:#222222"&gt;Le indicazioni presenti nel D.leg. 277/91 sono state inglobate, insieme alla 626/94 nella &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;81/08&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:#222222"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:#222222"&gt;Sotto il punto di vista del monitoraggio ambientale, ed in particolare per le analisi che riguardano l’osservazione e quindi il controllo degli indici di rumore e vibrazione negli ambienti lavorativi, Sinergica Soluzioni propone una serie di &lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/acustica-e-vibrazioni/fonometri.asp"&gt;Fonometri integratori&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/acustica-e-vibrazioni/vibrometri.asp"&gt;Analizzatori di vibrazioni (Vibrometri)&lt;/a&gt; in classe 1 e 2 rispondenti alle normative: IEC60651:2001 Classe 1, IEC60804:2000 Classe 1, IEC61672:2002 Classe 1, Gruppo X, IEC61260:1995 Bande Ott e 1/3 Ott Classe 0, ANSI S1.4-1983 Classe 1, ANSI S1.43-1997Classe 1, ANSI S1.11-1986 Ordine 3 Cl.1-D, Inerenti le qualità produttive dell’apparecchiatura in oggetto. Tutti gli strumenti di misura per lo studio di rumori e vibrazioni vengono progettati al fine di rispondere alla legislatura attualmente vigente in Italia, adatti, quindi, per la valutazione dell’esposizione dei lavoratori al rumore, alle vibrazioni e al rischio di lesioni secondo il D.L. 81/2008 nei seguenti casi:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:#222222"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:#222222"&gt;Rilievo del rumore in ambiente aeroportuale: Decreto del 31/10/97.
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;Rumore nei locali di intrattenimento danzante: D.P.C.M. 215 del 16/4/99.
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;Emissione sonora di macchine D.Lgs. 262 del 4/9/2002 e Direttiva Europea 2005/88/CE.
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;Valutazione dei requisiti passivi degli edifici: D.P.C.M. del 5/12/97.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:#222222"&gt;&lt;o:p&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:#222222"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:#222222"&gt;vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio attraverso utensili vibranti o oggetti sottoposti a vibrazioni o impatti&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:#222222"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:#222222"&gt;&lt;o:p&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:#222222"&gt;vibrazioni trasmesse al corpo intero attraverso il sedile di guida di veicoli o vibrazioni trasmesse al corpo intero in stazioni di lavoro
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;vibrazioni trasmesse al corpo intero da edifici sottoposti a vibrazioni o impatti &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Times;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial;mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/498151525480474684-7580948888288358503?l=bilance-elettroniche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/BilanceElettroniche/~3/sSJ3iwP4SLA/monitoraggio-ambientale-di-rumore-e.html</link><author>noreply@blogger.com (Paolo Barbarossa)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-3v7EoccuUzo/TghA7lvZgWI/AAAAAAAAAew/yRgdNlxGAEY/s72-c/VIBROMETRO%2BDELTA%2BOHM%2BHD2030.jpeg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://bilance-elettroniche.blogspot.com/2011/06/monitoraggio-ambientale-di-rumore-e.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-498151525480474684.post-1203005802238768182</guid><pubDate>Wed, 22 Jun 2011 09:41:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-06-22T03:04:09.215-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">fonometri</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">calibratori acustici</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">fonometro integratore</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">fonometro per legislazione italiana</category><title>Fonometri e Inquinamento acustico</title><description>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-_NKHQbcT2-E/TgG81515FPI/AAAAAAAAAeo/7tY0xPP5ow8/s1600/HD2010-tripod.jpeg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 314px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-_NKHQbcT2-E/TgG81515FPI/AAAAAAAAAeo/7tY0xPP5ow8/s320/HD2010-tripod.jpeg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5620981444181038322" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial;mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;Al fine di poter esprimere attraverso un numero ciò che noi, comunemente, sperimentiamo attraverso una sensazione (percezione uditiva) è necessario avvalersi di un misuratore di livello sonoro, o fonometro. Tale strumento di misura è dedicato alla rilevazione della pressione sonora e all'elaborazione del segnale al fine di ottenere gli indici descrittori tipici delle misure del rumore: livello di pressione sonora (L&lt;/span&gt;&lt;sub&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Century Gothic&amp;quot;;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:black"&gt;p&lt;/span&gt;&lt;/sub&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial; mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;), livello equivalente di pressione sonora (L&lt;/span&gt;&lt;sub&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:&amp;quot;Century Gothic&amp;quot;; mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;Aeq&lt;/span&gt;&lt;/sub&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:black"&gt;), livelli percentili (L&lt;/span&gt;&lt;sub&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; font-family:&amp;quot;Century Gothic&amp;quot;;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;N&lt;/span&gt;&lt;/sub&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:black"&gt;), ecc.. Tuttavia, è evidente che una sensazione sonora che comporta fenomeni fisiologici complessi non può essere tradotta in numeri in modo semplice. Per questo, il fonometro considera l'andamento della sensibilità dell'orecchio umano in funzione delle diverse frequenze, introducendo nei circuiti elettrici delle curve di ponderazione che approssimano le curve di uguale sensazione dell'audiogramma (ISO 226) &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10.0pt;font-family:Helvetica;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;ispirato alla curva isofonica di 40 phon dell'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Audiogramma_normalizzato_di_Fletcher-Munson" title="Audiogramma normalizzato di Fletcher-Munson"&gt;&lt;span style="color:#0645AD"&gt;audiogramma normalizzato di Fletcher-Munson&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. Si ricava cosi' un valore espresso in dB(A). Le altre scale di ponderazione possono essere di tipo C (utilizzata per la misura del valore di picco massimo in ambiente di lavoro molto rumoroso), di tipo Z (lineare, ovvero nessuna ponderazione),di tipo B (per livelli sonori intermedi) e D (per rumore aeroportuale).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Arial;mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial;mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;Il fonometro è quindi uno strumento per valutare l'ampiezza dei suoni e fornire dati obiettivi e riproducibili reagendo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Helvetica;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;al suono in maniera simile a quella dell'orecchio umano.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family: Arial;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:5.25pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 5.25pt;margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial; mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;In commercio esistono diversi sistemi per la misura del suono, anche se, ciascun sistema, può essere, schematicamente, ricondotto a:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:5.25pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 5.25pt;margin-left:0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;un microfono;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:5.25pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 5.25pt;margin-left:0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;un'unità di trattamento dati;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:5.25pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 5.25pt;margin-left:0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;un'unità di lettura dati;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:5.25pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 5.25pt;margin-left:0cm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 13px; "&gt;Il microfono, converte una grandezza acustica, corrispondente alla pressione sonora che agisce sulla membrana microfonica, in un segnale elettrico equivalente. Tale segnale, prima di essere analizzato, subisce un'amplificazione, mediante un preamplificatore.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:5.25pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 5.25pt;margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial; mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;Il segnale così amplificato può passare attraverso un circuito di pesatura, il quale simula le curve di uguale sensazione di un orecchio umano (curve di ponderazione), oppure passare attraverso dei filtri elettronici che dividono un suono complesso, nella gamma di frequenza da 20 Hz a 20 kHz, in bande di ottava o 1/3 di ottava.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Arial;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:black"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:5.25pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 5.25pt;margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial; mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;Questo processo, nel quale il segnale viene analizzato in molte bande di frequenza, prende il nome di &lt;i&gt;analisi in frequenza&lt;/i&gt;, normalmente rappresentato su un grafico chiamato &lt;i&gt;spettrogramma&lt;/i&gt;.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial;mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;Dopo che il segnale è stato ponderato e/o diviso nelle bande di frequenza viene determinato il valore efficace (RMS) attraverso un rettificatore. Tale valore riveste un'estrema importanza nelle misure di rumore, poiché esprime la quantità di energia contenuta nel segnale sonoro. Infatti, la maggior parte dei suoni richiede la misura di un livello fluttuante. Se tale livello varia troppo velocemente, il display fornirà un'indicazione talmente rapida del dato da non consentire una lettura corretta. Per questa ragione, la normativa internazionale ha indicato due risposte caratteristiche del rilevatore, conosciute come costanti di tempo "Fast" (veloce), "Slow" (lenta) oppure "Impulse"&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Helvetica;mso-fareast-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt; (impulsiva).&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:black"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial;mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial;mso-bidi-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;"Fast" è una costante di tempo di 125 millisecondi e permette di ottenere una risposta rapida del segnale per seguire e misurare i livelli sonori che non oscillano troppo rapidamente, mentre la "Slow" è una costante di tempo pari a 1 secondo e da, quindi, una risposta lenta per smorzare le fluttuazioni rapide e rendere così possibile una lettura precisa dei livelli di rumorosità.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt; font-family:Arial;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:5.25pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 5.25pt;margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial; mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;Il livello sonoro così elaborato passa all'unità di lettura dei deciBel (dB) tramite un display, da cui l'operatore prende visione del valore misurato.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Arial;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:black"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:5.25pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 5.25pt;margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial; mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;Per la misura del rumore ai fini della valutazione degli effetti, sia in campo ambientale (per valutare il disturbo) sia negli ambienti di lavoro (per valutare l'eventuale danno uditivo), è necessario considerare oltre al livello anche la durata, in modo da poter determinare l'energia ricevuta.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt; font-family:Arial;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:5.25pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 5.25pt;margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial; mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;L'indice che descrive questa energia è il &lt;b&gt;livello sonoro continuo equivalente&lt;/b&gt; (L&lt;sub&gt;Aeq&lt;/sub&gt;) misurato in un dato intervallo di tempo.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt; font-family:Arial;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:5.25pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 5.25pt;margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial; mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;Il livello sonoro equivalente, è, infatti, definito come il valore del livello di pressione sonora ponderata "A" di un suono costante che, misurato nel periodo di tempo T, ha il medesimo contenuto energetico, quindi lo stesso potenziale nocivo, del corrispondente suono variabile analizzato nello stesso periodo di tempo.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial; font-size: 18px; "&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:10.5pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 5.25pt;margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial; mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;Il calcolo del LAeq avviane direttamente dallo strumento di misura attraverso un circuito mediatore. Lo strumento dotato di tale opzione prende il nome di &lt;i&gt;&lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/acustica-e-vibrazioni/fonometri.asp"&gt;fonometro integratore&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Arial;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:black"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:5.25pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 5.25pt;margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial; mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;I fonometri possono essere di classe 0, 1, 2 e 3 in funzione della loro precisione (classe 0, più precisi, classe 3, meno precisi). Le loro caratteristiche devono soddisfare le prescrizioni delle norme internazionali IEC (Internetional Eletrotechnical Commission) 60651 e 60804. Tuttavia, la quasi totalità degli strumenti appartiene a due sole classi:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family: Arial;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:5.25pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 5.25pt;margin-left:0cm"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial; mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;classe 1&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:black"&gt;: strumento per laboratorio e misure di precisione sul campo, con tolleranza sulla linearità in frequenza di ±1 dB per frequenze attorno a 1 kHz e dinamica di 60 dB, con linearità di ampiezza di ±0,7 dB;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Arial;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:black"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:5.25pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 5.25pt;margin-left:0cm"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial; mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;classe 2&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:black"&gt;: misure sul campo di uso generale, con tolleranza dell'ordine di ±1,5 dB sulla risposta in frequenza nella gamma centrale e dinamica di 60 dB, con linearità di ampiezza di ±1 dB.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt; font-family:Arial;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:5.25pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 5.25pt;margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial; mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;La normativa nazionale prevede, inoltre, che per la misura del rumore, ai fini delle verifiche dei limiti di legge, sia impiegato un sistema di misura conforme alla classe 1.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:5.25pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 5.25pt;margin-left:0cm"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial; mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;classe 0&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:black"&gt;: fonometro da laboratorio di riferimento;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:5.25pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 5.25pt;margin-left:0cm"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial; mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;classe 3&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial;mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; color:black"&gt;: fonometro per indagini sul campo di carattere preliminare e per verificare se eventuali limiti stabiliti vengano significativamente violati.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:5.25pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 5.25pt;margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="font-size:13.5pt;font-family:Arial; mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:5.25pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 5.25pt;margin-left:0cm"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;font-family:Arial; mso-bidi-font-family:&amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;color:black"&gt;L'evoluzione tecnologica applicata agli strumenti di misura del suono ha consentito di realizzare apparecchi sempre più sofisticati, in grado di visualizzare contemporaneamente diversi parametri fra cui la distribuzione, in tempo reale, delle bande di frequenza del rumore, cioè di vedere come si distribuisce lo spettro di un suono nella gamma delle frequenze udibili.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;!--EndFragment--&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/498151525480474684-1203005802238768182?l=bilance-elettroniche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/BilanceElettroniche/~3/Eo2xpZd3j7I/fonometri-e-inquinamento-acustico.html</link><author>noreply@blogger.com (Paolo Barbarossa)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-_NKHQbcT2-E/TgG81515FPI/AAAAAAAAAeo/7tY0xPP5ow8/s72-c/HD2010-tripod.jpeg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://bilance-elettroniche.blogspot.com/2011/06/fonometri-e-inquinamento-acustico.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-498151525480474684.post-1346471507375916275</guid><pubDate>Tue, 14 Jun 2011 16:05:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-06-14T09:18:35.447-07:00</atom:updated><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">termoanemometri</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">velocità del vento</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">temperatura del suono</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">anemometro ad ultrasuoni</category><category domain="http://www.blogger.com/atom/ns#">anemometri</category><title>Quanto è caldo il suono?</title><description>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-oXK7eGDo5Es/TfeHTIR3jvI/AAAAAAAAAeY/qkfHsGWst28/s1600/ANEMOMETRO%2BA%2BULTRASUONI%2BA%2BTRE%2BASSI.jpeg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 228px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-oXK7eGDo5Es/TfeHTIR3jvI/AAAAAAAAAeY/qkfHsGWst28/s320/ANEMOMETRO%2BA%2BULTRASUONI%2BA%2BTRE%2BASSI.jpeg" border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5618107822877675250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;meta charset="utf-8"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(17, 17, 17); font-family: Verdana, Arial, Helvetica, San-serif; font-size: 12px; "&gt;Un gruppo di fisici dell’Università dello Utah ha sviluppato un dispositivo per convertire il calore in suoni, quindi in corrente elettrica. La tecnologia, a detta dei ricercatori, potrebbe essere applicata per la trasformazione delle perdite di calore in molti apparecchi.
&lt;br /&gt;Il progetto di ricerca, iniziato nel 2005, è denominato Thermal Acoustic Piezo Energy Conversion (Tapec); esso si è sviluppato soprattutto grazie ad un finanziamento di 2 milioni di dollari dalla US Army, che intende sfruttarne gli sviluppi per recuperare parte del calore disperso nell’ambiente dai radar o per ricavare energia sufficiente per il funzionamento dei dispositivi elettronici sui campi di battaglia.
&lt;br /&gt;L’apparecchio, sviluppato dal ricercatore Orest Symko con l’aiuto di cinque suoi studenti, é basato su un processo a due stadi: il primo è responsabile della conversione del calore in un suono, tramite dispositivi termoacustici, il secondo stadio si basa invece su dispositivi ‘piezoelettrici’ che convertono la pressione – in questo caso determinata dal suono che arriva sulla loro superficie – in corrente elettrica.
&lt;br /&gt;Si possono riscontrare interessanti applicazioni in campo civile: integrato in un computer il dispositivo complesso in questione potrebbe alimentare i circuiti elettronici con il calore prodotto dagli stessi, limitando quindi i consumi energetici, soprattutto nel caso dei server, che richiedono alimentatori piuttosto “esosi”in termini di corrente elettrica, nonché &lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/termoanemometri.asp"&gt;anemometri ad ultrasuoni&lt;/a&gt; per ricavare parametri ambientali come la velocità sonica e direzione del vento, le componenti cartesiane U – V – W della velocità del vento, la velocità e la temperatura sonica. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/498151525480474684-1346471507375916275?l=bilance-elettroniche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/BilanceElettroniche/~3/gbGpA7PSwZQ/quanto-e-caldo-il-suono.html</link><author>noreply@blogger.com (Paolo Barbarossa)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-oXK7eGDo5Es/TfeHTIR3jvI/AAAAAAAAAeY/qkfHsGWst28/s72-c/ANEMOMETRO%2BA%2BULTRASUONI%2BA%2BTRE%2BASSI.jpeg" height="72" width="72" /><thr:total>2</thr:total><feedburner:origLink>http://bilance-elettroniche.blogspot.com/2011/06/quanto-e-caldo-il-suono.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-498151525480474684.post-7070255205310786757</guid><pubDate>Tue, 24 May 2011 10:11:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-05-24T03:11:28.733-07:00</atom:updated><title>Dinamometri per Gru - manutenzione e verifiche</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-mgDE7kWdM3c/TduCq47CtTI/AAAAAAAAAdk/rOj3v37Vssc/s1600/4300applicationpic.gif" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="400" width="255" src="http://3.bp.blogspot.com/-mgDE7kWdM3c/TduCq47CtTI/AAAAAAAAAdk/rOj3v37Vssc/s400/4300applicationpic.gif" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;DINAMOMETRI PER GRU - MANUTENZIONE E VERIFICHE&lt;br /&gt;
Il &lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/dinamometri.htm"&gt;dinamometro per gru &lt;/a&gt;e carroponte elettronico e tutti gli accessori di sollevamento devono essere regolarmente sottoposti a manutenzione.&lt;br /&gt;
Affinchè non si verifichino incidenti o danni è necessario che la manutenzione avvenga secondo le istruzioni del&lt;br /&gt;
costruttore. La manutenzione deve essere eseguita solo ed esclusivamente da persone che hanno acquisito le&lt;br /&gt;
necessarie conoscenze tecniche. Per garantire un funzionamento in condizioni di sicurezza attenersi alle seguenti istruzioni:&lt;br /&gt;
- eseguire costantemente i regolari interventi di manutenzione e pulizia.&lt;br /&gt;
- affidare l’esecuzione di operazioni manutenzione e riparazione unicamente a personale specializzato e autorizzato &lt;br /&gt;
- utilizzare solo pezzi di ricambio originali.&lt;br /&gt;
- nel caso in cui ci sia una non conformità con la lista di controllo di sicurezza,non utilizzare il dinamometro elettronico.&lt;br /&gt;
- qualsiasi operazione di manutenzione, riparazione o pulizia deve essere eseguita con il dinamometro elettronico spento.&lt;br /&gt;
Controllo giornaliero&lt;br /&gt;
Ogni volta che l’operatore inizia un nuovo turno di lavoro con il dinamometro elettronico deve:&lt;br /&gt;
- verificare la presenza di tutte le parti che compongono il sistema.&lt;br /&gt;
- eseguire un controllo visivo generale dell’intero sistema.&lt;br /&gt;
- controllare l’integrità e l’efficienza di tutte le parti che compongono il sistema come la levetta di sicurezza dei ganci, dadi di bloccaggio avvitati con la copiglia, grilli ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Manutenzione regolare&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
La manutenzione deve essere eseguita solo ed esclusivamente da persone che hanno acquisito le necessarie conoscenze tecniche e che quindi sono specializzate ed addestrate a tale scopo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ogni 3 mesi o comunque dopo 12.500 pesate&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
- Controllare tutte le dimensioni delle parti che compongono il sistema;&lt;br /&gt;
- Controllare il grado di usura della maniglia o dell’occhiello, verificando ad esempio la presenza di eventuali deformazioni plastiche, danni meccanici (irregolarità), crepe, corrosioni, danni alle parti filettate e torsioni;&lt;br /&gt;
- Controllare la tenuta del coprigiunto sul gancio, la presenza di difetti ed accertarsi del regolare funzionamento;&lt;br /&gt;
- Accertarsi che la copiglia e i dadi dei grilli siano ben saldi;&lt;br /&gt;
- Nel caso venissero rilevate altre irregolarità metrologiche e meccaniche, far riparare il dinamometro elettronico da personale esperto&lt;br /&gt;
Non eseguire per nessun motivo le riparazioni autonomamente.&lt;br /&gt;
In caso di non conformità mettere immediatamente fuori servizio il dinamometro elettronico.&lt;br /&gt;
Tutte le operazioni di riparazione ed i pezzi utilizzati devono essere registrati e archiviati nell’apposito registro di manutenzione del prodotto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ogni 12 mesi o comunque dopo 50.000 pesate&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Fare eseguire a personale specializzato la manutenzione straordinaria del prodotto. E’ fondamentale che tutte le operazioni di manutenzione, riparazione ed i pezzi utilizzati siano registrati e archiviati nell’apposito registro di manutenzione del prodotto.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Forma e struttura del grillo:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-WeccrCR6oGE/TduDA3n1ZFI/AAAAAAAAAds/UOSpQ7aXpHQ/s1600/1.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="339" width="357" src="http://2.bp.blogspot.com/-WeccrCR6oGE/TduDA3n1ZFI/AAAAAAAAAds/UOSpQ7aXpHQ/s400/1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I grilli devono essere esaminati periodicamente da una persona competente. L'intervallo tra le varie ispezioni dipende dal&lt;br /&gt;
grado di utilizzo dello strumento ma tuttavia è consigliato non superare i sei mesi.&lt;br /&gt;
Pertanto occorre:&lt;br /&gt;
- ispezionare sempre il grillo prima dell'utilizzo;&lt;br /&gt;
- effettuare periodicamente un esame visivo alla ricerca di intagli, cricche, zone usurate o danneggiate, filetti danneggiati su perno e corpo; se necessario effettuare un esame magnetico od un controllo non distruttivo; &lt;br /&gt;
- mantenere schedato l'accessorio e tenere traccia delle ispezioni effettuate;&lt;br /&gt;
- i grilli che non dovessero soddisfare pienamente od in parte i requisiti devono essere ritirati dal servizio;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Forma e struttura del gancio&lt;/b&gt;:&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-xapDRsWuKp4/TduDKDnKG0I/AAAAAAAAAd0/1zPQCl6N5AU/s1600/2.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="347" width="400" src="http://4.bp.blogspot.com/-xapDRsWuKp4/TduDKDnKG0I/AAAAAAAAAd0/1zPQCl6N5AU/s400/2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il gancio ad occhio deve essere esaminato periodicamente da una persona competente. L'intervallo tra le varie ispezioni&lt;br /&gt;
dipende dal grado di utilizzo dello strumento ma tuttavia è consigliato non superare i sei mesi.&lt;br /&gt;
Pertanto occorre:&lt;br /&gt;
- ispezione visiva (mensile): pulire a freddo e verificare la presenza di zone logorate, intagli, cricche. Per i ganci a&lt;br /&gt;
forcella verificare che il perno non sia usurato o deformato e che scorra nella sua sede. La sicurezza non deve essere&lt;br /&gt;
deformata. La molla di richiamo deve posizionare correttamente la sicurezza sul becco del gancio. Per ganci&lt;br /&gt;
autobloccanti verificare che il sistema di blocco funzioni correttamente ed assicuri la chiusura della sicurezza, che in&lt;br /&gt;
tale condizione deve appoggiare su piano del gancio senza lasciare spazi liberi e non deve oscillare in senso laterale&lt;br /&gt;
- ispezione dimensionale (trimestrale): prestare particolare attenzione a:&lt;br /&gt;
· imbocco: non deve essere superiore al 10% della dimensione nominale.&lt;br /&gt;
· parti logorate: in corrispondenza della zona di appoggio delle brache e della sezione di massima sollecitazione&lt;br /&gt;
le parti logorate non devono essere inferiore al 95% rispetto le loro dimensioni originali (vedere figura seguente).&lt;br /&gt;
Le marcature devono essere leggibili.&lt;br /&gt;
· disassamenti: rispetto al piano di simmetria.&lt;br /&gt;
· perni: il diametro non deve essere inferiore al 10% del valore nominale.&lt;br /&gt;
· occhio: la riduzione di sezione in senso perpendicolare non deve essere superiore al 10% rispetto il diametro&lt;br /&gt;
nominale.&lt;br /&gt;
I ganci che non dovessero superare i controlli previsti devono essere ritirati dal servizio e sostituiti.&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-LqdINEIahdA/TduDbU8WFcI/AAAAAAAAAd8/TzWk-K4D4FE/s1600/3.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="380" width="400" src="http://1.bp.blogspot.com/-LqdINEIahdA/TduDbU8WFcI/AAAAAAAAAd8/TzWk-K4D4FE/s400/3.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Pulizia&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Se il dinamometro elettronico viene utilizzato spesso in luoghi diversi, specialmente in atmosfere con presenza di polveri&lt;br /&gt;
ed umidità, è necessario sottoporre la macchina a regolari interventi di pulizia.&lt;br /&gt;
Pulire la tastiera del dinamometro elettronico con un panno morbido inumidito con un detersivo o formulato detergente&lt;br /&gt;
delicato tipo pulivetro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/498151525480474684-7070255205310786757?l=bilance-elettroniche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/BilanceElettroniche/~3/98Jw8JvjENg/dinamometri-per-gru-manutenzione-e.html</link><author>noreply@blogger.com (Riccardo Mongillo - Sinergica Soluzioni)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-mgDE7kWdM3c/TduCq47CtTI/AAAAAAAAAdk/rOj3v37Vssc/s72-c/4300applicationpic.gif" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://bilance-elettroniche.blogspot.com/2011/05/dinamometri-per-gru-manutenzione-e.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-498151525480474684.post-4075408068357278786</guid><pubDate>Wed, 18 May 2011 14:41:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-05-18T07:41:55.749-07:00</atom:updated><title>Utilizzo e taratura dei pesi di calibrazione</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-tSZWoOFeIzk/TdPaSXoMupI/AAAAAAAAAdc/OQss01majAk/s1600/dkd%2B2011.tiff" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="243" width="400" src="http://3.bp.blogspot.com/-tSZWoOFeIzk/TdPaSXoMupI/AAAAAAAAAdc/OQss01majAk/s400/dkd%2B2011.tiff" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Massa e valore convenzionale delle pesate nell'aria&lt;br /&gt;
Due campioni aventi la stessa massa m si equilibrano nel vuoto (ρa= 0). In aria appaiono differenti della quantità&lt;br /&gt;
ρa * (V1 - V2), dove ρa è la densità dell'aria al momento della pesata e Vi, V2 sono i volumi dei due campioni. Allo scopo di ovviare a questa indesiderabile circostanza, sono state definite condizioni di riferimento più prossime alle condizioni operative usuali di quanto non sia il vuoto, introducendo il cosiddetto "valore convenzionale delle pesate nell'aria", o brevemente "valore convenzionale". Campioni aventi lo stesso valore convenzionale mc, si equilibrano, alla temperatura scelta convenzionalmente pari a 20°C, nell'aria avente densità scelta convenzionalmente pari a 1,2kg/m3, ed in particolare equilibrano un campione avente massa mc e densità scelta convenzionalmente pari a 8000kg/m3 alla temperatura di 20°C. I campioni di massa di pari valore nominale sono pertanto costruiti in modo da avere lo stesso valore convenzionale piuttosto che la stessa massa.&lt;br /&gt;
I valori riportati nella tabella del certificato a cui sono allegate le presenti note esplicative sono valori convenzionali di massa.&lt;br /&gt;
Due corpi aventi lo stesso valore convenzionale di massa mc, confrontati in aria di densità ρa , appaiono differenti della&lt;br /&gt;
quantità (ρa - 1,2 ) * (V1 - V2), che è dunque la correzione da apportare al risultato del confronto. Tale correzione, trascurabile in molti casi, deve tuttavia essere valutata, anche in modo approssimato, nelle pesate in cui intervengano corpi aventi densità molto diversa rispetto a quella dei campioni, in particolare se molto bassa (come liquidi o gas), o&lt;br /&gt;
qualora ρa, si discosti molto dal valore di densità standard di 1,2kg/m3.&lt;br /&gt;
Incertezza dei pesi campione&lt;br /&gt;
L'incertezza associata ad ogni valore di misura è stata stimata combinando i contributi di incertezza introdotti da:&lt;br /&gt;
1) campione di riferimento&lt;br /&gt;
2) differenza delle masse volumiche tra campione e misurando&lt;br /&gt;
3) prestazioni risultanti dalle caratterizzazioni periodiche della bilancia utilizzata&lt;br /&gt;
4) prestazioni della bilancia durante i cicli di confronto tra campione e misurando&lt;br /&gt;
Pertanto l'incertezza associata alle misure non tiene conto della stabilità nel tempo del misurando ma delle sole prestazioni di misura del Laboratorio Cibe. Il valore dell'incertezza estesa, indicato nella tabella del certificato, è pari a due volte l'incertezza tipo cumulata (fattore di copertura k=2) e definisce un intervallo che si stima avere un livello di fiducia del 95%&lt;br /&gt;
Utilizzo dei&lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/content.asp?sez=Servizi%20in%20outsourcing&amp;sotto_sez=pesi%20pesiere%20masse%20campione"&gt; pesi di calibrazione&lt;/a&gt; e masse campioni&lt;br /&gt;
Suggeriamo di osservare alcune fondamentali precauzioni nell'impiego dei campioni:&lt;br /&gt;
- E' importante spolverarli prima dell'impiego con un pennellino a setole morbide.&lt;br /&gt;
- Prima delle misurazioni, i campioni devono aver raggiunto l'equilibrio termico con l'ambiente circostante, per cui è necessario lasciarli stabilizzare nell'ambiente di impiego, in prossimità degli strumenti da verificare o tarare, per un periodo di tempo adeguato.&lt;br /&gt;
- Durante l'impiego bisogna evitare di toccare i pesi campione a mani nude. Utilizzare pertanto accessori o pinze specifiche a punte protette o all'occorrenza guanti in filo di cotone evitando manipolazioni prolungate.&lt;br /&gt;
- Nelle combinazioni di più campioni, il valore convenzionale totale sarà pari alla somma dei valori convenzionali dei singoli campioni e l'incertezza tipo della combinazione sarà pari alla somma lineare delle incertezze tipo dei singoli campioni utilizzati.&lt;br /&gt;
Conservazione dei pesi campioni&lt;br /&gt;
I campioni dovrebbero per quanto possibile essere conservati nell'apposita custodia, in ambiente ad umidità e temperatura costanti, in atmosfera non corrosiva.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/498151525480474684-4075408068357278786?l=bilance-elettroniche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/BilanceElettroniche/~3/iNkdLkGbC0I/utilizzo-e-taratura-dei-pesi-di.html</link><author>noreply@blogger.com (Riccardo Mongillo - Sinergica Soluzioni)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-tSZWoOFeIzk/TdPaSXoMupI/AAAAAAAAAdc/OQss01majAk/s72-c/dkd%2B2011.tiff" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://bilance-elettroniche.blogspot.com/2011/05/utilizzo-e-taratura-dei-pesi-di.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-498151525480474684.post-5315690709711961412</guid><pubDate>Thu, 12 May 2011 08:16:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-05-13T13:35:38.292-07:00</atom:updated><title>DATA LOGGER</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-EJU0XfHeDfg/TcuXtEKyxKI/AAAAAAAAAdU/f5cslzx0TD8/s1600/modemspyusb.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="300" width="156" src="http://4.bp.blogspot.com/-EJU0XfHeDfg/TcuXtEKyxKI/AAAAAAAAAdU/f5cslzx0TD8/s400/modemspyusb.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Un data logger è un dispositivo elettronico che registra dei dati attraverso un sensore interno oppure collegato ad uno esterno. Di solito ha piccole dimensioni, è alimentato da una batteria interna ed è equipaggiato con un microprocessore ed una memoria per i dati acquisiti. Alcuni possono essere collegati ad un personal computer e permettono, con un apposito software, di vedere i dati acquisiti, mentre altri hanno delle interfacce proprie (tastierino, display).&lt;br /&gt;
I data logger variano tra quelli capaci di raccogliere dati in molteplici campi a quelli progettati per uno specifico settore. È cosa comune per i primi la possibilità di essere programmati; tuttavia molti hanno solo un limitato numero di parametri modificabili, se non nessuno.&lt;br /&gt;
Uno dei principali vantaggi di usare dei data logger è la possibilità di memorizzare dati in modo automatico su base giornaliera. Una volta attivati, i data logger possono essere sistemati nel luogo opportuno e lasciati incustoditi a registrare per tutta la durata dell'acquisizione dei dati. Ciò permette un'accurata mappatura delle condizioni ambientali che vengono monitorate.&lt;br /&gt;
Il costo dei data logger è diminuito nel corso degli anni come conseguenza della riduzione del costo della tecnologia. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
La standardizzazione dei protocolli e dei formati dei dati è problematica, ma l'XML è sempre più adottato nell'industria per lo scambio di dati. Lo sviluppo del web semantico sta inoltre accelerando questa tendenza.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Diversi protocolli sono stati standardizzati, tra cui lo SDI-12, che permette ad alcuni strumenti di essere collegati ad una grande quantità di data logger. L'uso di questo standard non ha riscosso un grande successo fuori dall'ambiente industriale. Un altro protocollo il cui uso sta aumentando è basato sull’ISO 11898. Alcuni data logger sono in grado di adattarsi a vari protocolli non standard.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I termini "Data Logger" ed "acquisizione di dati" sono spesso scambiati. Ciononostante nel contesto scientifico sono differenti. Un data logger è un sistema di acquisizione, mentre un sistema di acquisizione di dati non è necessariamente un registratore.&lt;br /&gt;
I data logger sono dispositivi stand-alone, mentre normalmente un sistema di acquisizione di dati deve rimanere collegato ad un computer per memorizzare i dati. Talvolta questa memoria è molto grande e può raccogliere dati per parecchi giorni o addirittura mesi di registrazione senza intervento umano. Può trattarsi di una memoria ad accesso casuale statica collegata ad una batteria, unamemoria flash o una EEPROM. I primi data logger usavano nastri magnetici, nastri perforati di carta o altri sistemi.&lt;br /&gt;
Poiché i &lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/data-logger-temperatura-umidita.htm"&gt;data logger&lt;/a&gt; possono lavorare per molto tempo consecutivo, normalmente essi possono aggiungere ad ogni dato che memorizzato la data e l'ora dell'acquisizione. Possono fare ciò solo quelli che dispongono di un real-time clock interno.&lt;br /&gt;
I data logger spaziano da modelli semplici monocanale a complessi strumenti multicanale. Normalmente più il dispositivo è semplice meno ampia è la sua flessibilità di programmazione. Alcuni modelli molto sofisticati permettono di impostare degli allarmi in caso si verifichino delle condizioni prestabilite. I più efficienti e più moderni sono in grado di scrivere i dati ottenuti su pagine webpermettendo il controllo dei dati a molte persone e a distanza.&lt;br /&gt;
Dato che molti data logger vengono lasciati per parecchio tempo incustoditi o comunque gestiti a distanza, essi devono essere in grado di alimentarsi da una fonte di corrente continua, come una batteria. L'energia solare può essere usata per integrare questa fonte. Queste limitazioni hanno costretto le aziende che producono questi dispositivi a renderli estremamente efficienti dal punto di vista energetico. In molti casi essi devono lavorare con dure condizioni ambientali, nelle quali un normale computer non riuscirebbe a funzionare in maniera efficiente.&lt;br /&gt;
Ciò fa sì che i data logger debbano essere estremamente affidabili. Poiché devono operare ininterrottamente per lunghi periodi senza supervisione umana e possono essere installati in luoghi impervi o lontani o dalle condizioni proibitive, è imperativo che abbiano energia per così tanto tempo e che non smettano di raccogliere dati per nessun motivo. I produttori assicurano che i dispositivi rispettano questi requisiti. Per questo motivo i data logger sono completamente immuni ai problemi che affliggerebbero un normale computer nelle stesse condizioni, come ad esempio crash dei programmi e instabilità di certi sistemi operativi.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sviluppi futuri&lt;br /&gt;
La tecnologia dei data logger sta cambiando più velocemente che in passato. In origine era solo un dispositivo stand-alone capace di memorizzare dati, mentre oggi sta cambiando verso un apparecchio in grado di collegarsi tramite wireless e inviare allarmi, trasmettere i dati in modo automatico ed essere controllato a distanza. I &lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/data-logger-wireless-temperatura-umidita.asp"&gt;data logger WIRELESS&lt;/a&gt; utilizzano sempre di più delle pagine web per la lettura costante, l'email per gli allarmi e l'FTP per inviare i dati direttamente ai database o agli utenti.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Applicazioni&lt;br /&gt;
Misura della temperatura e dell’umidità nel trasporto di merci deperibili come la catena del freddo;&lt;br /&gt;
Studio di efficienza su Temperatura, umidità e Potenza nei sistemi di raffreddamento e riscaldamento;&lt;br /&gt;
Monitoraggio del livello di conservazione di opere d’arte e archivi nei Musei;&lt;br /&gt;
Monitoraggio di celle frigorifere e contenitori refrigerati;&lt;br /&gt;
Monitoraggio dei parametri di temperatura e umidità nella grande distribuzione, Ristorazione e nell’ambito ospedaliero&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/498151525480474684-5315690709711961412?l=bilance-elettroniche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/BilanceElettroniche/~3/wIRzrHlKxBY/data-logger.html</link><author>noreply@blogger.com (Riccardo Mongillo - Sinergica Soluzioni)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-EJU0XfHeDfg/TcuXtEKyxKI/AAAAAAAAAdU/f5cslzx0TD8/s72-c/modemspyusb.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://bilance-elettroniche.blogspot.com/2011/05/data-logger.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-498151525480474684.post-7358439648644419630</guid><pubDate>Mon, 09 May 2011 09:34:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-05-09T02:34:17.671-07:00</atom:updated><title>Centrifuga da laboratorio</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-VpHUvuAzDXA/Tce0Zn2l2LI/AAAAAAAAAdE/oD0IPJ7DZJI/s1600/40000012.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="309" width="400" src="http://1.bp.blogspot.com/-VpHUvuAzDXA/Tce0Zn2l2LI/AAAAAAAAAdE/oD0IPJ7DZJI/s400/40000012.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Le &lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/centrifughe-da-laboratorio-remi/centrifuga-per-laboratorio.asp"&gt;centrifughe da laboratorio&lt;/a&gt; sono strumenti utilizzati, in ogni laboratorio scientifico, per separare particelle in soluzione applicando un campo centrifugo artificiale tramite un sistema ruotante ad alta velocità. L’uso delle centrifughe consente di sviluppare una forza notevolmente più elevata rispetto alla forza di gravità terrestre e ciò rende possibile la separazione di particelle sospese nei liquidi o di liquidi con densità differenti. In questo modo la sedimentazione avviene più rapidamente che usando la sola forza di gravità terrestre.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Calcolo della forza centrifuga&lt;br /&gt;
È noto il fenomeno della sedimentazione di un corpo solido ad alta densità miscelato ad un fluido a densità più bassa. Questo fenomeno fisico è dovuto al principio di Archimede: dal momento che la massa del fluido spostato Ml è minore di quella Ms del solido che lo sposta, e ad ambedue è applicata l'accelerazione di gravità g, si avrà una forza risultante pari a (Ms - Ml) x g applicata al solido; questa forza causa appunto il movimento di sedimentazione. Se si considera poi la legge di Stokes sul moto dei solidi in mezzi viscosi, si verifica che la velocità terminale di sedimentazione della particella solida è proporzionale alla forza applicata, e quindi all'accelerazione assicurata, nella sedimentazione ordinaria, dal campo gravitazionale terrestre. Appare quindi naturale la ricerca di mezzi atti ad aumentare il valore dell'accelerazione applicata alla sospensione solido-liquido: il metodo più semplice consiste nel sostituire (o integrare) l'accelerazione di gravità con l'accelerazione centrifuga generata da un moto circolare uniforme. Le centrifughe sfruttano questo fenomeno, ottenendo accelerazioni pari o superiori a 10,000 m/s2 (o come spesso si usa dire a 1000 g). Questo ad esempio si ottiene, all'incirca, con un diametro della traiettoria di 1 metro a 7.2 rad/s.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Spesso le prestazioni di una centrifuga vengono specificate in base alla velocità massima raggiungibile. Tuttavia, la velocità esprime solo approssimativamente la forza reale che si sviluppa nel materiale centrifugato che è la causa della separazione dei prodotti. Questa forza si esprime come forza centrifuga relativa (RCF). Il valore numerico indica il multiplo di quante volte la forza centrifuga eccede l’accelerazione dovuta alla gravità “g”.&lt;br /&gt;
Ciò vuol dire che l’RCF raddoppia raddoppiando il raggio e si quadruplica raddoppiando la velocità. Quindi le prestazioni delle centrifughe vanno comparate solo sui valori espressi in RCF.&lt;br /&gt;
La formula per calcolare l’RCF è: RCF = (n/1000)2 x r x 11,18 n = giri al minuto (RPM) r = raggio in cm&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Da quanto sopra detto si deduce che basta far ruotare velocemente attorno ad un asse un recipiente apposito per ottenere una stratificazione, solido nel punto più lontano dall'asse, liquido verso l'interno. Salvo casi speciali, lo scopo della centrifugazione è però la separazione, totale o quasi, tra solido e liquido: esiste quindi la necessità di estrarre separatamente la fase solida dalla fase liquida. Una classificazione può quindi essere stilata in base al tipo di &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Funzionamento:&lt;br /&gt;
• Centrifughe senza separazione&lt;br /&gt;
• Centrifughe con separazione per sfioro&lt;br /&gt;
• Centrifughe con separazione per filtrazione&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per ciascuno di questi modelli, esiste una miriade di tipi e di varianti. Di seguito vengono descritte le sole centrifughe senza separazione. Si tralasciano qui le macchine destinate all'ultracentrifugazione, che è una operazione unitaria diversa.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Centrifughe da laboratorio senza separazione&lt;br /&gt;
Sono usate per accelerare la decantazione del solido, spesso in condizioni controllate, senza voler ottenere necessariamente due prodotti distinti. In ambito industriale hanno scarso interesse.&lt;br /&gt;
Ne sono un esempio le centrifughe usate nel laboratorio di analisi, in cui la provetta viene disposta in un apposito contenitore, e la frazione solida fatta decantare nella provetta stessa. In condizioni standard di riempimento e accelerazione, viene poi misurato il sedimento in percentuale del totale della miscela. Nei laboratori di analisi biomedica, la centrifuga serve per separare la parte acquosa di un liquido biologico dalla parte corpuscolare, ad esempio, il siero dall'ematocrito. In alcuni casi, per impedire il successivo contatto tra le sostanze separate, si usano provette contenenti un gel separatore con un peso specifico appositamente studiato per interporsi fra siero e residuo solido. Una centrifugazione standard per la separazione del sangue dura una decina di minuti a circa 3000 giri/min.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-QZQxN3OiNYw/Tce0jCZvFxI/AAAAAAAAAdM/AVvGNa3fNkE/s1600/centrifughe-esempio.jpg" imageanchor="1" style="margin-left:1em; margin-right:1em"&gt;&lt;img border="0" height="93" width="400" src="http://1.bp.blogspot.com/-QZQxN3OiNYw/Tce0jCZvFxI/AAAAAAAAAdM/AVvGNa3fNkE/s400/centrifughe-esempio.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Rotori per centrifughe angolari (ad angolo fisso)&lt;br /&gt;
Sono solitamente usati per le alte velocità. L’angolo obliquo delle provette riduce la distanza totale del percorso delle particelle, ciò richiede una maggiore velocità nel processo di sedimentazione.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/centrifughe-da-laboratorio-remi/rotori-per-centrifughe-e-portaprovette.asp"&gt;Rotori per centrifughe&lt;/a&gt; oscillanti (ad angolo variabile)&lt;br /&gt;
In fase di centrifugazione le provette assumono una posizione orizzontale, il sedimento è depositato nel centro della provetta e i limiti delle fasi si formano orizzontalmente. I rotori ad angolo variabile sono utilizzati quando bisogna centrifugare quantità più elevate di liquidi a media velocità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/498151525480474684-7358439648644419630?l=bilance-elettroniche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/BilanceElettroniche/~3/mnWSnZF-nhg/centrifuga-da-laboratorio.html</link><author>noreply@blogger.com (Riccardo Mongillo - Sinergica Soluzioni)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-VpHUvuAzDXA/Tce0Zn2l2LI/AAAAAAAAAdE/oD0IPJ7DZJI/s72-c/40000012.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://bilance-elettroniche.blogspot.com/2011/05/centrifuga-da-laboratorio.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-498151525480474684.post-2559288815382013534</guid><pubDate>Thu, 05 May 2011 16:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-05-05T09:24:46.729-07:00</atom:updated><title>Phmetri - Misure di pH più rapide e affidabili</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-SzX_DwSbQZI/TcLN430yrKI/AAAAAAAAAc0/2Ny-kVCVoVs/s1600/phmero.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="286" width="300" src="http://2.bp.blogspot.com/-SzX_DwSbQZI/TcLN430yrKI/AAAAAAAAAc0/2Ny-kVCVoVs/s400/phmero.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Il controllo del pH nei campioni e nei reagenti è essenziale per risultati accurati e riproducibili.&lt;br /&gt;
I sistemi biologici sono così sensibili che anche variazioni apparentemente insignificanti dell'ambiente possono alterarne notevolmente&lt;br /&gt;
il comportamento e modificare i risultati.Elevato numero di campioni, microvolumi, sistemi chimici complessi e conformità alle normative&lt;br /&gt;
sono i fattori chiave nel campo delle Life Science. Per ottenere risultati precisi e accurati servono strumenti ad elevate prestazioni, il giusto elettrodo e la tecnica di&lt;br /&gt;
misura migliore. I problemi delle misure elettrochimiche in genere dipendono da un errato trattamento del sensore durante la taratura, la conservazione, la manutenzione e l'uso quotidiano. &lt;br /&gt;
Anche la freschezza dei tamponi, la temperatura e le tecniche di riempimento e conservazione possono influire sui risultati.Considerando l'ampia gamma disponibile, scegliere il sensore più adatto alla vostra applicazione ridurrà i&lt;br /&gt;
tempi di risposta e garantirà risultati più accurati. Il sensore giusto riduce anche i tempi di manutenzione, abbassa i costi di laboratorio e migliora l'ergonomia di utilizzo. La qualità degli strumenti di misura elettrochimici influisce direttamente sulla riproducibilità dei risultati. Quando si sceglie un phmetro occorre considerarne l'accuratezza, la semplicità di configurazione ed uso, la resistenza, il livello di automazione e le funzioni di gestione dei dati.È facile commettere errori di taratura, ma seguendo alcune semplici regole e, naturalmente, disponendo dello strumento corretto, si possono ottenere risultati molto accurati.&lt;b&gt;Lo strumento di misura giusto&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Aumentate accuratezza e precisione scegliendo &lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/misura-del-ph/phmetri-portatili-phmetri-da-banco.asp"&gt;phmetri&lt;/a&gt; che:&lt;br /&gt;
• Abbia limiti di errore e range di misura adeguati alle vostre applicazioni&lt;br /&gt;
• Disponga di diversi algoritmi e di un numero di punti di taratura adeguato&lt;br /&gt;
È facile commettere errori di taratura, ma seguendo alcune semplici regole e, naturalmente, disponendo del phmetro corretto, si possono ottenere risultati molto accurati.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;La taratura è essenziale&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Per tarature sempre perfette&lt;br /&gt;
• Utilizzare tamponi freschi&lt;br /&gt;
• Applicare le stesse condizioni operative per taratura e misura&lt;br /&gt;
• Scegliere standard di taratura che abbraccino il range di misura previsto&lt;br /&gt;
• Effettuare taratura e misura alla stessa temperatura&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-PSWvl1hUeF8/TcLOCGcU-CI/AAAAAAAAAc8/Wi8wdLiraLk/s1600/phmetro2.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="167" width="400" src="http://1.bp.blogspot.com/-PSWvl1hUeF8/TcLOCGcU-CI/AAAAAAAAAc8/Wi8wdLiraLk/s400/phmetro2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Analisi del pH&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;La temperatura è un fattore critico&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
I risultati del pH sono corretti solo se si tiene conto della temperatura del&lt;br /&gt;
campione. Applicando semplici regole è facile ottenere risultati accurati&lt;br /&gt;
e riproducibili.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;La compensazione automatica della temperatura funziona al meglio con campioni di dimensione standard.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
• Usare un sensore con sonda di temperatura integrata e attendere che il segnale sia stabile. La compensazione automatica della temperatura funziona al meglio con campioni superiori ai 10 mL. •Molti &lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/misura-del-ph/elettrodi-per-ph.asp"&gt;elettrodi per Ph &lt;/a&gt;integrano sonde di temperatura che eliminano i problemi legati ad errori di impostazione o mancata acquisizione della temperatura.&lt;br /&gt;
• Per i sensori privi di sonda integrata usare una sonda separata.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;
La compensazione manuale della temperatura è molto accurata, ma richiede tempo.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
• Se la temperatura del cam misura dello strumento.&lt;br /&gt;
• Quando si misurano campioni con temperatura diversa, la compensazione manuale può&lt;br /&gt;
richiedere tempo perché occorre modificare le impostazioni ad ogni variazione termica.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Misurate il campione, non il sensore.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Quando i campioni sono molti piccoli, il sensore può impiegare tanto tempo a stabilizzarsi che la sua temperatura può essere erroneamente interpretata come temperatura del campione. Dal momento che la massa del campione è trascurabile&lt;br /&gt;
rispetto a quella del sensore, per garantire che la temperatura misurata sia davvero quella del campione, occorre tempo &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Il sensore deve rimanere insieme al campione.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Garantite la corrispondenza delle temperature conservando il sensore insieme ai campioni nel refrigeratore o nell'incubatore, oppure a temperatura ambiente. Questo metodo assicura la massima accuratezza perché la membrana pH, il sistema di riferimento e il campione hanno la stessa temperatura.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/498151525480474684-2559288815382013534?l=bilance-elettroniche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/BilanceElettroniche/~3/YKEsZ9yO5Ww/phmetri-misure-di-ph-piu-rapide-e.html</link><author>noreply@blogger.com (Riccardo Mongillo - Sinergica Soluzioni)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-SzX_DwSbQZI/TcLN430yrKI/AAAAAAAAAc0/2Ny-kVCVoVs/s72-c/phmero.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://bilance-elettroniche.blogspot.com/2011/05/phmetri-misure-di-ph-piu-rapide-e.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-498151525480474684.post-2173226659405993616</guid><pubDate>Thu, 21 Apr 2011 09:48:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-04-21T02:48:00.149-07:00</atom:updated><title>Spessimetri -  misurare lo spessore di rivestimentri e strati</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-8743ni_NNUA/Ta_7v6OdTBI/AAAAAAAAAcs/8_pZ39Jh4AM/s1600/TN-US.jpeg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="365" width="300" src="http://2.bp.blogspot.com/-8743ni_NNUA/Ta_7v6OdTBI/AAAAAAAAAcs/8_pZ39Jh4AM/s400/TN-US.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Guida alla misurazione di spessori: Spessimetri ad ultrasuoni&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Breve Storia&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Lo Spessimetro a Ultrasuoni è uno strumento comunemente usato per rilevare lo spessore dei materiali conduttori di ultrasuoni in maniera non distruttiva. La creazione del primo strumento del genere risale al 1967, grazie alla brillante intuizione dell’ingegnere polacco Sobek, che al fine di individuare lo spessore di un materiale noto, utilizzò come parametro la velocità di propagazione del suono nel succitato campione.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Gli attuali &lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/spessimetri-ad-ultrasuoni/"&gt;Spessimetri ad Ultrasuoni&lt;/a&gt;, pur essendosi evoluti rispetto al loro predecessore, continuano a sfruttare il medesimo principio fisico e riescono a raggiungere precisioni nell’ordine del centesimo di millimetro, mentre quelli ancor più evoluti possono “Dialogare” con i Personal Computer e discriminare rivestimenti sovrastanti grazie a funzioni che sfruttano altri principi fisici.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Principi di funzionamento&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Il principio di funzionamento di questo tipo di spessimetro è lo stesso del SONAR: viene emesso un impulso sonoro ultrasonico e si rileva il ritardo dell'eco di ritorno; conoscendo la velocità del suono nel mezzo, si può calcolare la distanza dalla superficie che ha riflesso l'impulso sonoro. Nel caso specifico lo spessimetro rileva l'eco di ritorno generata dalla superficie opposta rispetto a dove è stato posizionato il trasduttore ultrasonico. &lt;br /&gt;
Gli strumenti basati sul prototipo dell’Ing. Sobek determinano lo spessore di un campione tramite un’accurata misurazione del tempo impiegato da un impulso ultrasonico, generato da un trasduttore, ad attraversare lo spessore di un materiale e ritornare alla sua fonte. Il percorso di andata e ritorno dell’onda sonora viene diviso a metà e poi moltiplicato per la velocità di propagazione del suono in riferimento a quel particolare materiale.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Ambiti di utilizzo e principali applicazioni &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questo tipo di spessimetro è particolarmente utile:&lt;br /&gt;
- quando si deve misurare lo spessore in punti distanti dal bordo del pezzo;&lt;br /&gt;
- quando vi è la necessità di misurare lo spessore in punti dove non è possibile accedere a tutte e due superfici esterne del pezzo.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Gli Spessimetri Ultrasonici possono essere usati in tutto e per tutto come un normale calibro, con la differenza di poter operare in maniera non distruttiva anche su superfici problematiche come scatolati, tubature o al centro di grosse lamiere, semplificando e velocizzando notevolmente il lavoro nelle officine meccaniche, nei laboratori e nell’ambito del controllo di qualità in una qualsiasi linea di produzione.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Una delle principali applicazioni di questo genere di strumentazione è quella di poter verificare lo stato di usura o corrosione di elementi dei quali si può accedere a un solo lato o di difficile raggiungimento, tutto ciò senza necessità di smontare, distruggere o portare in altra sede le parti oggetto dell’indagine.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Spessimetri per Materiali &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Questi strumenti consentono di effettuare misure di spessori, corrosioni, sdoppiature materiali e lamiere da 0.13 a 500mm ad altissima risoluzione e semplicità d'uso. Con una sola mano, senza dover danneggiare il particolare misurato, è sufficiente appoggiare la sonda su un lato del pezzo da controllare per leggerne lo spessore, leggeri ed ergonomici consentono controlli in qulasiasi zona di difficile accesso ed in qualsiasi condizione. &lt;br /&gt;
Indispensabili nei controlli qualità, accettazioni materiali, manutenzione impianti nelle varie industrie.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Spessimetri per Rivestimenti &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/spessimetri-digitali-per-rivestimenti/"&gt;Spessimetri per rivestimenti portatili&lt;/a&gt; completamente automatici, in grado di misurare ogni tipo di rivestimento (verniciatura, zincatura, anodizzazione, plastificazione, cromatura ecc.) sia su supporti di materiale ferroso che non ferroso. &lt;br /&gt;
Trovano una particolare collocazione in svariati settori, tra cui principalmente nelle verniciature industriali e galvaniche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
I parametri di base per la scelta della sonda&lt;br /&gt;
Gli spessimetri ad ultrasuoni si compongono in due parti:&lt;br /&gt;
1. apparecchiatura di lettura, che comprende almeno&lt;br /&gt;
1. il generatore di ultrasuoni;&lt;br /&gt;
2. il condizionatore di segnale per il trasduttore;&lt;br /&gt;
3. l'elaboratore della misura;&lt;br /&gt;
2. trasduttore ultrasonico, una testina che contiene almeno un cristallo piezoelettrico per la generazione e la lettura degli ultrasuoni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Lo spessimetro ultrasonico è in grado di misurare un’ampia gamma di materiali quali metalli, vetri e plastiche. Differenti tipi di materiali necessiteranno di differenti sonde. Tale scelta è fondamentale per effettuare delle misurazioni accurate. Di seguito vengono evidenziati i principali elementi da considerare in sede di selezione della sonda.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
In generale la miglior sonda per ciascun tipo di lavorazione è quella che riesce a inviare una sufficiente energia ultrasonica nel materiale considerato in maniera che lo strumento possa ricevere l’eco di ritorno. I fattori che influenzano la propagazione degli ultrasuoni sono molteplici:&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Forza del segnale in uscita: Più forte è il segnale in uscita e più forte sarà l’eco di ritorno. Tale parametro dipende principalmente dalla grandezza del componente della sonda che emette l’ultrasuono. Un’ampia superficie di emissione invierà una maggior quantità di energia nel materiale rispetto a un’area di emissione più ridotta.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Assorbimento e dispersione: quando un ultrasuono attraversa un materiale viene in parte assorbito. Se il materiale campione ha una struttura granulare l’onda ultrasonica subirà un effetto dispersione. Entrambi i fenomeni causano una riduzione dell’energia ultrasonica e di conseguenza la capacità dello strumento di percepire l’eco di ritorno. Gli ultrasuoni ad alta frequenza subiscono maggiormente gli effetti da dispersione rispetto alle onde di frequenza minore. Bisogna comunque sottolineare che non sempre è meglio utilizzare queste ultime, in quanto soggette a una minor direzionalità rispetto alle frequenze più elevate. Pertanto l’utilizzo delle più elevate sarà da preferire nel caso si vogliano identificare l’esatta posizione di piccole cavità o imperfezioni.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Geometria della sonda: In alcuni casi i vincoli fisici dell’ambiente entro il quale si effettua la misurazione determinano il grado di funzionalità di un tipo di sonda. In alcuni casi le sonde possono avere dimensioni troppo grandi per lo spazio entro il quale si deve effettuare la misurazione, in altri la superficie di contatto del campione può essere talmente ridotta da pregiudicare un corretto accoppiamento sonda/materiale. In questi casi si dovranno rispettivamente utilizzare sonde con un corpo più contenuto e con una superficie di appoggio meno ampia. Altro discorso ancora riguarda la misurazione di superfici curve, come le pareti di un cilindro, per le quali si renderà necessario l’uso di una sonda con un profilo di appoggio coincidente.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Temperatura del materiale: La velocità di propagazione del suono all’interno di un materiale è inversamente proporzionale alla sua temperatura, pertanto quando è necessario misurare campioni con una temperatura elevata, fino a un massimo di 300C°, andranno equipaggiate sonde concepite per rilevamenti ad alta temperatura. Questi sonde particolari sono costruite usando lavorazioni e materiali speciali, che consentono di farle resistere agli stress fisici delle alte temperature senza danneggiarsi.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Accoppiamento sonda/superficie&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Un altro parametro molto importante è l’accoppiamento tra la superficie indagata e quella della sonda. Una buona aderenza tra le due superfici garantisce che lo strumento operi al meglio e fornisca una misurazione attendibile e realistica. Per tale ragione è consigliato accertarsi prima di ogni misurazione che la superficie e la sonda siano esenti da polveri, residui e sporcizia.&lt;br /&gt;
Per garantire un ottimo accoppiamento ed eliminare il sottile strato d’aria che si interpone fra sonda e superficie è necessario impiegare un liquido d’accoppiamento. Gli strumenti più moderni sono in grado di fare contatto anche con della semplice acqua, anche se è maggiormente indicato l’utilizzo di mezzi più densi quali glicerina o gel da ultrasuoni.&lt;br /&gt;
 &lt;br /&gt;
Accorgimenti nell’utilizzo dello spessimetro&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Un altro aspetto critico nell'utilizzo dello spessimetro ad ultrasuoni è che si possono effettuare letture corrette solo su spessori omogenei; la presenza di strati di materiale differente, intercapedini o soffiature, generano falsi echi e creano errori di lettura.&lt;br /&gt;
Uno dei principali limiti di questo genere di strumenti risiede nell’impossibilità di misurare attendibilmente tutti quei materiali che contengono, seppur in minima parte, delle discontinuità. Tale effetto viene registrato dallo strumento come un’interruzione nel materiale, andando a inficiare la bontà della misurazione.&lt;br /&gt;
Un misuratore di spessori ad esempio sarà in grado di misurare con altissima precisione qualsiasi tipo di PVC, mentre non riuscirà nemmeno a creare contatto con la sonda nel caso del PVC espanso a causa delle micro bolle d’aria presenti all’interno della sua struttura.&lt;br /&gt;
L’altra faccia di questo limite è che permette, di fronte a spessori noti – o presunti tali -, di rilevare imperfezioni che non dovrebbero essere presenti. In questo caso parliamo di strumenti denominati rilevatori di imperfezioni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/498151525480474684-2173226659405993616?l=bilance-elettroniche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/BilanceElettroniche/~3/qRdoZVBCb38/spessimetri-misurare-lo-spessore-di.html</link><author>noreply@blogger.com (Riccardo Mongillo - Sinergica Soluzioni)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://2.bp.blogspot.com/-8743ni_NNUA/Ta_7v6OdTBI/AAAAAAAAAcs/8_pZ39Jh4AM/s72-c/TN-US.jpeg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://bilance-elettroniche.blogspot.com/2011/04/spessimetri-misurare-lo-spessore-di.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-498151525480474684.post-6213669221096424900</guid><pubDate>Wed, 13 Apr 2011 16:36:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-04-13T09:36:00.577-07:00</atom:updated><title>Stroboscopio Professionale</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Dau83-Dzk4s/TaXP76IMahI/AAAAAAAAAcc/_gPBK1PvpYA/s1600/strobosc.jpeg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="364" width="300" src="http://3.bp.blogspot.com/-Dau83-Dzk4s/TaXP76IMahI/AAAAAAAAAcc/_gPBK1PvpYA/s400/strobosc.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Lo &lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/stroboscopi-per-misura-numero-di-giri-rpm/"&gt;stroboscopio&lt;/a&gt; viene da un lato utilizzato per determinare il numero di giri di impianti , macchinari cosi come per  determinare oscillazioni e altre transazioni periodiche senza aver contatto.Dall'altro lato è possibile osservare pezzi in movimento ad alta velocità, che sono impossibili&lt;br /&gt;
da osservare ad occhio nudo. Lo &lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/stroboscopi-per-misura-numero-di-giri-rpm/stroboscopio-professionale.asp"&gt;stroboscopio&lt;/a&gt; emette impulsi di luce ad intervalli periodici. Quando la successione dei flash si trova in conformità  con la frequenza del movimento dell'oggetto da analizzare , viene fornita un immagine illusoria come se fosse ferma.In seguito sul dispay LCD è possibile leggere il numero di giri o la frequenza del movimento.Viene anche usato per visualizzare difetti su&lt;br /&gt;
superfici dei materiali. Viene usato soprattutto nell' industria tipografica. nel&lt;br /&gt;
settore tessile, medico, automobilistico e imballaggio industrie, ingegneria meccanica ecc. Si tratta di un dispositivo complesso, avanzato,leggero e&lt;br /&gt;
maneggevole. La luce stroboscopica é utilizzata principalmente per : visualizzare vibrazioni e movimenti , determinare il numero dei giri.&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-MsxIvWGcszo/TaXQNG69uKI/AAAAAAAAAck/g1KJcHfXZTw/s1600/strobosb.jpeg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="351" width="300" src="http://1.bp.blogspot.com/-MsxIvWGcszo/TaXQNG69uKI/AAAAAAAAAck/g1KJcHfXZTw/s400/strobosb.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Nel momento in cui la velocitá di rotazione dell´oggetto in movimento corrisponde esattamente con quella dei flash, si ha l´impressione che l´oggetto in movimento&lt;br /&gt;
sia fermo. Se il momento di rotazione con quella dei flash non corrisponde asattamente, si puo avere l´impressione di un movimento lento. Cosí é possibile osservare l´oggetto in movimento.&lt;br /&gt;
Pertanto adeguando i flash nell'esatto arresto dell'oggetto di prova si lascia:&lt;br /&gt;
- osservare la sequenza dei movimenti&lt;br /&gt;
- misurare senza contatto la frequenza di rotazione e la velocità dell'oggetto di prova &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Funzionamento&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
In genere le superfici  di tanti oggetti presentano fessure&lt;br /&gt;
o sono ruvide oppure ineguali facendo riflettere la luce&lt;br /&gt;
in modo differente , in questo caso potete tracciare questo&lt;br /&gt;
punto che si evidenzia come punto fisso di riferimento per&lt;br /&gt;
l'osservazione. Se la superficie dell'oggetto è tutta piana&lt;br /&gt;
facendo riflettere la luce in modo omogeneo senza&lt;br /&gt;
differenze allora potete tracciare l'oggetto in un qualsiasi&lt;br /&gt;
punto a mano. Oppure potete contraddistinguere con&lt;br /&gt;
nastro adesivo o qualcosa di simile.&lt;br /&gt;
Se si conosce la velocità di rotazione approssimativa&lt;br /&gt;
dell'oggetto di prova, sarà possibile con questo dispositivo&lt;br /&gt;
ottenere risultati più precisi quando misurate e osservate.&lt;br /&gt;
La superficie non deve essere fratturata ,grezza e&lt;br /&gt;
ineguale e assicurarsi che non ci siano punti evidenti che&lt;br /&gt;
riflettano.I flash di luce non debbone essere rivolti verso gli occhi di&lt;br /&gt;
persone o animali. Questo può causare danni permanenti.&lt;br /&gt;
Per evitare di danneggiare il dispositivo evitare il contatto&lt;br /&gt;
con l'acqua o altri liquidi corrosivi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/498151525480474684-6213669221096424900?l=bilance-elettroniche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/BilanceElettroniche/~3/oya_BIEh2i8/stroboscopio-professionale.html</link><author>noreply@blogger.com (Riccardo Mongillo - Sinergica Soluzioni)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://3.bp.blogspot.com/-Dau83-Dzk4s/TaXP76IMahI/AAAAAAAAAcc/_gPBK1PvpYA/s72-c/strobosc.jpeg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://bilance-elettroniche.blogspot.com/2011/04/stroboscopio-professionale.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-498151525480474684.post-7724167163338285001</guid><pubDate>Tue, 05 Apr 2011 14:10:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-04-05T07:10:35.633-07:00</atom:updated><title>Durometri Leeb - strumenti per prove di Durezza</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-xeIFXVhUv_k/TZshknZV5oI/AAAAAAAAAcU/63zSM-j3LFg/s1600/DUROMETRO.jpeg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="396" width="300" src="http://1.bp.blogspot.com/-xeIFXVhUv_k/TZshknZV5oI/AAAAAAAAAcU/63zSM-j3LFg/s400/DUROMETRO.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Il durometro è uno strumento di misura destinato alla misurazione della durezza dei materiali. Esistono molti tipi di durometri, ognuno destinato ad una specifica applicazione e dotato di una propria scala di misura.&lt;br /&gt;
Per misurare la durezza di un materiale, il durometro effettua su di esso una penetrazione, lasciando sul punto testato un'impronta (detta testimone).&lt;br /&gt;
La prova può essere definita un test non distruttivo, in quanto l'oggetto in esame potrebbe mantenere la propria integrità e funzionalità. Il durometro lascia comunque un'impronta, pertanto va' usato, o in aree dove il testimone non dia fastidio, oppure su appositi provini realizzati con lo stesso materiale da testare.&lt;br /&gt;
È importante notare che la prova non può essere ripetuta nella stessa posizione (o anche in prossimità di altri testimoni): infatti la superficie in prossimità di un testimone viene geometricamente e strutturalmente modificata e la ripetizione della prova comporterebbe grossi errori di misura.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Il principio di funzionamento dei durometri è pressoché identico per la varie tipologie: una punta (detta penetratore) di forma varia, viene spinta con una forza nota contro il materiale da testare, a seconda della durezza del materiale e inversamente proporzionale ad essa, questo penetrerà per una certa profondità. Misurando la profondità di penetrazione o la dimensione dell'impronta si ha l'indicazione della durezza del materiale.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/durometri-shore/"&gt;Durometro con Scala Shore&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
La scala Shore è pensata per testare la durezza degli elastomeri o dei plastomeri (esempio gomma o plastica). Il penetratore esercita relativamente poca forza, in quanto basta poco per ottenere una penetrazione rilevabile. Per il rilievo di durezze in questa scala sono sufficienti strumenti relativamente semplici, come ad esempio durometri manuali a quadrante.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Scala Brinell&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
La scala Brinell è pensata per testare metalli non eccessivamente duri. Il penetratore è costituito da una biglia d'acciaio ad alta resistenza. Il valore di durezza è ricavato come rapporto tra la forza esercitata e la superficie dell'impronta del testimone (quest'ultima proporzionale alla penetrazione della sfera).&lt;br /&gt;
Per il rilievo di durezze nella scala Brinell è necessario:&lt;br /&gt;
- un durometro vero e proprio per generare l'impronta;&lt;br /&gt;
- un microscopio munito di un reticolo graduato, oppure una telecamera per misurare le dimensioni dell'impronta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Scale Rockwell&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Le scale Rockwell sono pensate per testare i metalli. L'unità di misura è una scala convenzionale ricavata direttamente dalla profondità che ha raggiunto il penetratore, quando spinto con una certa forza nel materiale da testare.&lt;br /&gt;
Sono usate sostanzialmente due tipi di scale:&lt;br /&gt;
- scala B, usata per metalli morbidi, con un penetratore costituito da una sfera di acciaio indurito del diametro di 1/16 di pollice;&lt;br /&gt;
- scala C, usata per i metalli duri, con un penetratore costituito da un diamante a punta conica con un'apertura di 120°.&lt;br /&gt;
Questa metodologia è molto pratica in quanto, il durometro, oltre a generare l'impronta, ne misura la profondità, presentandone immediatamente la misura nella scala ingegneristica.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&lt;br /&gt;
Scala Vickers&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
La scala Vickers è pensata per testare metalli anche molto duri. Il penetratore è costituito da un diamante. Come per la scala Brinell, il valore di durezza è ricavato come rapporto tra la forza esercitata e la superficie dell'impronta del testimone.&lt;br /&gt;
Anche per il rilievo di durezze nella scala Vickers è necessario:&lt;br /&gt;
- un durometro per generare l'impronta;&lt;br /&gt;
- un microscopio con reticolo graduato per rilevare le dimensioni dell'impronta e verificare l'integrità della punta del penetratore.&lt;br /&gt;
Oltre alla scala "Vickers" tradizionale esiste anche un'altra tipologia di prova "Vickers" utilizzando lo stesso penetratore ma applicando carichi più ridotti; il valore di durezza si ricava nella stessa maniera della scala "Vickers" tradizionale. Normalmente le prove di durezza in "microVickers" vengono effettuate su materiali molto duri ma estremamente sottili, per testare la durezza di trattamenti superficiali(cromatura,nichelatura ecc.).&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;[Fonte: Wikipedia]&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;TEST DI DUREZZA A RIMBALZO&lt;/b&gt; - &lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/durometri-leeb/"&gt;&lt;b&gt;DUROMETRI LEEB&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
Il test di durezza a rimbalzo Leeb è uno dei metodi più utilizzati per misurare la durezza dei metalli. Questo tipo di test è utilizzato per la misura della durezza su pezzi in lavorazione piuttosto grandi.&lt;br /&gt;
Il metodo di prova della durezza a rimbalzo tipo Leeb è stato sviluppato nel 1975 da Leeb e Brandestini alla Proceq SA per fornire un durometro portatile per metalli. E' stato sviluppato come alternativa ai tradizionali metodi di misura della durezza, spesso complicati e ingombranti. Il primo misuratore di durezza che sfrutta il principio Leeb del rimbalzo fu chiamato "Equotip", un termine che ancora oggi è usato come sinonimo per il test di durezza a rimbalzo in scala Leeb.&lt;br /&gt;
Le prove di durezza tradizionali, come le prove Rockwell, Brinell o Vickers, sono stazionarie, cioè vengono allestite postazioni di lavoro fisse nei laboratori dell'impianto di produzione. La maggior parte delle volte, questi metodi vengono utilizzati in modo selettivo e distruttivo. I campioni vengono "tagliati" da parti selezionate del pezzo in produzione e misurati in laboratorio. I valori di durezza del campione vengono estesi all'intero gruppo da cui il campione viene prelevato. La portabilità dei durometri a rimbalzo può, a volte, aiutare per ottenere misure di durezza più accurate ed estese senza distruggere il pezzo su cui si effettua la prova. Questo vantaggio semplifica i processi di produzione e aiuta a contenere i costi.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Vantaggi&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
A differenza dei metodi tradizionali, in cui la forza è applicata uniformemente, il metodo dinamico applica un carico istantaneo. Una prova di durezza a rimbalzo si effettua in soli 2 secondi e utilizzando la sonda ad impatto tipo D (per la maggior parte delle applicazioni) viene lasciata una impronta di soli 400/500 micron su un acciaio con durezza di circa 600HLD contro un impronta di 3mm per la prova Brinell (durezza circa 400HBW 10/3000) con un tempo di prova di almeno 15 secondi più il tempo necessario alla misura dell'impronta.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Tipi di sonde e applicazioni&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
I durometri a rimbalzo per la misura della durezza dei metalli hanno, per la maggior parte, la possibilità di sostituire la sonda con modelli più adatti alle esigenze. Quelli presentati qui sono i modelli più diffusi, che possono coprire la maggior parte delle applicazioni.&lt;br /&gt;
Volendo dare una descrizione alle sonde, si potrebbero definire come segue:&lt;br /&gt;
• Sonda tipo D: universale standard, ricopre la maggior parte delle applicazioni&lt;br /&gt;
• Sonda tipo DC: molto corta per aree ristrette, per la misura ad esempio dell' interno di fori o cavità. Apparte la lunghezza, ha le stesse caratteristiche della sonda tipo D.&lt;br /&gt;
• Sonda tipo D+15: con una superficie di contatto ridotta, con la bobina di misurazione spostata più in alto. Viene utilizzata per la misura nei solchi o in cavità.&lt;br /&gt;
• Sonda tipo DL: con la superficie di misura estremamente fine, utile per misurare ad esempio piccole saldature o i denti di un ingranaggio.&lt;br /&gt;
• Sonda tipo C: a basso impatto (l' energia di impatto è circa il 25% della sonda tipo D), per permettere la misura di parti molto fini o poco pesanti e comunque di parti sensibili ad una maggiore forza di impatto del dardo.&lt;br /&gt;
• Sonda tipo G: ad alta forza di impatto, è l' esatto opposto della sonda tipo C, e ha una forza di impatto di circa 9 volte quella della sonda tipo D. Può essere utilizzata per pezzi non sufficientemente lavorati, con una alta rugosità, ma può esprimere la misura solo in Brinell (max circa 650HB).&lt;br /&gt;
• Sonda tipo E: da utilizzare per campioni con una elevata durezza, utilizza un dardo al diamante sintetico al posto del solito carburo di tungsteno, può misurare durezze fino a 1050 HV&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Misurare la durezza di un metallo con i durometri a rimbalzo è molto comodo in quanto permette di effettuare il test direttamente sui pezzi in lavorazione, anche molto grandi, senza la necessità di portare un campione in laboratorio. Inoltre è possibile effettuare la misura da qualsiasi angolazione e, a seconda della sonda utilizzata, addirittura entro cavità o parti realmente poco accessibili.&lt;br /&gt;
Nonostante la comodità di questo tipo di test, è necessario che il campione su cui effettueremo il test risponda a determinate caratteristiche, che dipendono dal tipo di sonda utilizzata:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Non deve presentare una eccessiva rugosità superficiale.&lt;br /&gt;
Il provino deve avere un peso e uno spessore idonei.&lt;br /&gt;
Il campione deve avere un raggio di curvatura superiore ai 30mm (50mm se si utilizza una sonda di tipo G). In caso contrario è necessario utilizzare gli anelli di supporto. Gli anelli di supporto servono per utilizzare i durometri a rimbalzo all' interno o all' esterno di cilindri o parti sferiche.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Sinergica è in grado di fornire durometri professionali Leeb e durometri analogici shore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/498151525480474684-7724167163338285001?l=bilance-elettroniche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/BilanceElettroniche/~3/GhNkC5j0jqQ/durometri-leeb-strumenti-per-prove-di.html</link><author>noreply@blogger.com (Riccardo Mongillo - Sinergica Soluzioni)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-xeIFXVhUv_k/TZshknZV5oI/AAAAAAAAAcU/63zSM-j3LFg/s72-c/DUROMETRO.jpeg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://bilance-elettroniche.blogspot.com/2011/04/durometri-leeb-strumenti-per-prove-di.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-498151525480474684.post-7798325163249103947</guid><pubDate>Wed, 30 Mar 2011 09:15:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-03-30T02:15:28.450-07:00</atom:updated><title>Dinamometri per gru e carroponte - sicurezza e prevenzione</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-L3PzYtKKqxU/TZLx7opayoI/AAAAAAAAAcM/Vkr-n1HRi4I/s1600/MCWK.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="400" width="191" src="http://1.bp.blogspot.com/-L3PzYtKKqxU/TZLx7opayoI/AAAAAAAAAcM/Vkr-n1HRi4I/s400/MCWK.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
La direttiva macchine 2006/42 CE stabilisce requisiti di sicurezza per le attrezzature.&lt;br /&gt;
I dinamometri rientrano a tutti gli effetti tra le "macchine" disciplinate dalla direttiva sopra citata.&lt;br /&gt;
Quasi tutti i clienti , al momento della valutazione per l'acquisto , ignorano che il dinamometro&lt;br /&gt;
è uno strumento assoggettato a queste norme e omettono di verificare la rispondenza della&lt;br /&gt;
"macchina" ai principi di sicurezza. Proviamo a fare un po di chiarezza .&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Descrizione della macchina Dinamometro&lt;br /&gt;
Il &lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/dinamometri.htm"&gt;dinamometro per gru e carroponte &lt;/a&gt;è una apparecchiatura elettronica di pesatura , da considerare come accessorio di sollevamento,&lt;br /&gt;
idoneo ad essere utilizzato sulle gru, sui carri ponte o sui mezzi di sollevamento similari.&lt;br /&gt;
Esso è costituito da una cella di carico a trazione, da una apparecchiatura elettronica di misura ed indicazione del peso,&lt;br /&gt;
da un grillo per il collegamento tra il gancio del mezzo di sollevamento e la cella di carico e da un gancio ad occhio per il&lt;br /&gt;
collegamento tra il corpo girevole ed i dispositivi di presa del carico.&lt;br /&gt;
Di norma il comando a distanza dello strumento di misura avviene mediante un sistema ad infrarossi.&lt;br /&gt;
E’ previsto anche l’impiego di apparecchiature radio sia per i comandi remoti che per la trasmissione dei dati (RF).&lt;br /&gt;
In relazione alle dimensioni della cella di carico e dei propri componenti , l’apparecchiatura può avere portate massime&lt;br /&gt;
diverse;Infine lo strumento può essere idoneo per uso con terzi ( M ) o per usi interni.La denominazione dei modelli degli &lt;br /&gt;
apparecchi idonei ad essere utilizzati per le transazioni commerciali sono contraddistinti da una lettera M finale e APPOSITA MARCATURA&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Responsabilità dell'utilizzatore di dinamometri&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
L'utilizzatore di un dinamometro deve verificare che quest'ultimo sia conforme alla direttiva macchine 2006/42/CE.&lt;br /&gt;
La conformità deve essere riportata sulla dichiarazione di conformità CE.&lt;br /&gt;
Il responsabile del dinamometro /  bilancia deve assicurarsi che tutte le norme di sicurezza vigenti nel paese di utilizzo&lt;br /&gt;
siano applicate, garantire che l’apparecchio venga utilizzato in conformità con l’uso previsto dal fabbricante ed&lt;br /&gt;
evitare qualunque situazione di pericolo per l’utilizzatore e per le persone presenti sul luogo di lavoro.&lt;br /&gt;
Qualsiasi tentativo di manomissione o modifica dello strumento da parte dell’utilizzatore o di personale non&lt;br /&gt;
autorizzato, nonché qualunque utilizzo improprio o diverso da quelli previsti in questo manuale, solleverà la&lt;br /&gt;
Casa Costruttrice da ogni responsabilità in caso di danni provocati a persone o cose.&lt;br /&gt;
Il dinamometro è da considerarsi come una bilancia a tutti gli effetti, e come tale deve essere utilizzata&lt;br /&gt;
unicamente come strumento di pesatura. Pertanto qualunque utilizzo improprio o diverso da quelli previsti in&lt;br /&gt;
questo manuale, solleverà la Casa Costruttrice da ogni responsabilità in caso di danni, diretti o indiretti,&lt;br /&gt;
provocati a persone o cose.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Leggi e norme nazionali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Prima della messa in servizio e durante l’uso di un dinamometro  l’utente è tenuto ad accertarsi che vengano rispettate tutte le norme in&lt;br /&gt;
vigore nel Paese di utilizzo dello strumento in materia di “sicurezza e prevenzione degli infortuni” e di “metrologia”.&lt;br /&gt;
E’ fondamentale inoltre tenere conto e rispettare le leggi e le prescrizioni degli Enti addetti al controllo della sicurezza del&lt;br /&gt;
Paese di utilizzo.Avvertenze generali : NON superare la portata nominale della gru, della bilancia o di qualsiasi elemento di sostegno del carico fissato alla&lt;br /&gt;
bilancia. ; Utilizzare la bilancia ESCLUSIVAMENTE per il sollevamento e la pesata di carichi sospesi e per misure a TRAZIONE.&lt;br /&gt;
Carichi sospesi che possono provocare sollecitazioni a torsione DEVONO essere appesi con vincoli flessibili o girevoli.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Verifica metrologica periodica&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Per tutti i dinamometri  utilizzati nelle transazioni commerciali, deve essere accertato il mantenimento nel tempo&lt;br /&gt;
delle caratteristiche metrologiche e della affidabilità della misura. E’ quindi obbligatoria una verifica metrologica periodica;&lt;br /&gt;
la periodicità e la figura del verificatore dipendono dalle leggi / regolamenti del Paese in cui si opera. In Italia ogni 3 anni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Direttive e norme di riferimento&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Elenco delle Direttive CE prese a riferimento:&lt;br /&gt;
- 2009/23/CE (Strumenti per pesare a funzionamento non automatico)&lt;br /&gt;
- 2004/108/CE (Compatibilità Elettromagnetica)&lt;br /&gt;
- 2006/95/CE (Bassa Tensione)&lt;br /&gt;
- 2006/42/CE (Macchine)&lt;br /&gt;
- 1999/5/CE (Apparecchiature radio ) ; solo versione con modulo radio&lt;br /&gt;
- 2002/95/CE ; 2003/118/CE ; 2002/96/CE ( RoHS e RAEE )&lt;br /&gt;
Elenco norme o altri documenti presi a riferimento:&lt;br /&gt;
- FEM1.001&lt;br /&gt;
- CEI EN 61000-6-2 / 2006&lt;br /&gt;
- CEI EN 61000-6-4 / 2007&lt;br /&gt;
- CEI EN 61326-1 / 2007&lt;br /&gt;
- CEI EN 55011 / 2009&lt;br /&gt;
- Raccomandazione 1999/519/CE (solo versione con modulo radio)&lt;br /&gt;
- ETSI EN 301489-3 versione 1.4.1 (solo versione con modulo radio)&lt;br /&gt;
- ETSI EN 300220-2 versione 2.1.1 (solo versione con modulo radio)&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Vita teorica del dinamometro&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Se lo strumento viene regolarmente sottoposto a manutenzione&lt;br /&gt;
e se vengono eseguite tutte le istruzioni di utilizzo lo strumento conseguirà una vita teorica pari&lt;br /&gt;
a 5 anni; il dato è in funzione dell’intensità di utilizzo è può&lt;br /&gt;
subire variazioni in base alle verifiche della casa&lt;br /&gt;
costruttrice.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Misure organizzative dell’azienda utente&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- Rispettare le misure di sicurezza stabilite dal fabbricante del dinamometro elettronico, dal fabbricante del mezzo di&lt;br /&gt;
sollevamento ed eventualmente dalla scheda di sicurezza del prodotto da pesare.&lt;br /&gt;
- Il dinamometro elettronico deve essere utilizzato unicamente per gli scopi previsti.&lt;br /&gt;
- Affidare l’utilizzo dello strumento solo a persone esperte ed addestrate, anche con esperienza sull’uso dei mezzi di&lt;br /&gt;
sollevamento.&lt;br /&gt;
- Affidare l’esecuzione di operazioni di installazione, messa in funzione, manutenzione e riparazione unicamente a&lt;br /&gt;
personale specializzato &lt;br /&gt;
- Assicurarsi che il manuale per l’uso sia sempre disponibile nel luogo di utilizzo della bilancia.&lt;br /&gt;
- La portata nominale della &lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com"&gt;bilancia&lt;/a&gt; deve essere maggiore o uguale a quella della gru. Nel caso in cui la portata nominale&lt;br /&gt;
della bilancia sia maggiore a alla portata massima della gru, assicurarsi di non sollevare carichi maggiori alla portata&lt;br /&gt;
massima della gru o di qualsiasi elemento di sostegno del carico.&lt;br /&gt;
- Utilizzare solo pezzi di ricambio originali.&lt;br /&gt;
- Tutti i collegamenti dell'indicatore devono essere eseguiti rispettando le normative applicabili nella zona e nell'ambiente&lt;br /&gt;
di installazione.&lt;br /&gt;
- Verifica periodica con registro.&lt;br /&gt;
- Il dinamometro elettronico deve essere sottoposto a regolari interventi di manutenzione e riparazione &lt;br /&gt;
- Protocollare il risultato del collaudo e conservarlo nel registro dei collaudi.&lt;br /&gt;
- Qualora si riscontrassero anomalie durante l’utilizzo del dinamometro elettronico, terminare IMMEDIATAMENTE&lt;br /&gt;
qualsiasi operazione di lavoro e non riutilizzare lo strumento fin quando non sarà stato sottoposto ad specifici controlli&lt;br /&gt;
da parte di personale specializzato e autorizzato o da personale del servizio assistenza&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Indicazioni e divieti per operare in condizioni di sicurezza&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- VIETATO servirsi della apparecchiatura per il sollevamento o il trasporto di persone.&lt;br /&gt;
- VIETATO tirare o trascinare i carichi, ma applicare solo sollecitazioni verticali.&lt;br /&gt;
- NON superare la portata nominale della gru, della bilancia o di qualsiasi elemento di sostegno del carico fissato alla bilancia.&lt;br /&gt;
- NON far oscillare il carico per imprimere spinte o per depositarlo oltre l’area di lavoro del mezzo di sostegno.&lt;br /&gt;
- NON tirare o trascinare i carichi, ma applicare solo sollecitazioni verticali.&lt;br /&gt;
- NON utilizzare punti di attacco multipli.&lt;br /&gt;
- NON spingere, né tirare il carico o la bilancia carica.&lt;br /&gt;
- NON tirare lateralmente il gancio.&lt;br /&gt;
- NON è consentito l’utilizzo del dispositivo per pesare merci radioattive o masse fuse.&lt;br /&gt;
- NON eseguire tiri obliqui sul carico.&lt;br /&gt;
- NON è consentito apportare variazioni o modifiche alla bilancia.&lt;br /&gt;
- NON versare liquidi sullo strumento.&lt;br /&gt;
- NON utilizzare solventi o prodotti chimici industriali per pulire lo strumento.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Condizioni ambientali&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
- NON installare in ambiente con rischio di esplosione.&lt;br /&gt;
- NON esporre lo strumento alla luce diretta del sole o vicino a fonti di calore.&lt;br /&gt;
- NON esporre a forti campi magnetici o elettrici.&lt;br /&gt;
- NON installare in ambiente a rischio di corrosione.&lt;br /&gt;
- NON è consentito l’utilizzo del dispositivo al di fuori del range di temperatura -10 °C a +40 °C.&lt;br /&gt;
- NON è consentito l’utilizzo del dispositivo in ambienti esterni o in ambienti ad alta umidità.&lt;br /&gt;
- Proteggere il dinamometro elettronico da elevata umidità dell’aria, vapori, liquidi o polveri. Se il dinamometro elettronico&lt;br /&gt;
viene portato in un ‘ambiente molto più caldo rispetto a quello in cui si trovava precedentemente, si può verificare la&lt;br /&gt;
formazione indesiderata di condensa (condensazione dell’umidità dell’aria sull’apparecchio). In questo caso tenere il&lt;br /&gt;
dinamometro elettronico spento e lasciare che si adatti alla temperatura ambiente (circa 2 ore).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
MANUTENZIONE E VERIFICHE SUL DINAMOMETRO&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il dinamometro elettronico e tutti gli accessori di sollevamento devono essere regolarmente sottoposti a manutenzione.&lt;br /&gt;
Affinchè non si verifichino incidenti o danni è necessario che la manutenzione avvenga secondo le istruzioni del&lt;br /&gt;
costruttore. La manutenzione deve essere eseguita solo ed esclusivamente da persone che hanno acquisito le&lt;br /&gt;
necessarie conoscenze tecniche.&lt;br /&gt;
Per garantire un funzionamento in condizioni di sicurezza attenersi alle seguenti istruzioni:&lt;br /&gt;
- eseguire costantemente i regolari interventi di manutenzione e pulizia.&lt;br /&gt;
- affidare l’esecuzione di operazioni manutenzione e riparazione unicamente a personale specializzato e autorizzato o a&lt;br /&gt;
personale del servizio assistenza Dini Argeo.&lt;br /&gt;
- utilizzare solo pezzi di ricambio originali.&lt;br /&gt;
- nel caso in cui ci sia una non conformità con la lista di controllo di sicurezza,non utilizzare il dinamometro elettronico.&lt;br /&gt;
- qualsiasi operazione di manutenzione, riparazione o pulizia deve essere eseguita con il dinamometro elettronico&lt;br /&gt;
spento.&lt;br /&gt;
Controllo giornaliero&lt;br /&gt;
Ogni volta che l’operatore inizia un nuovo turno di lavoro con il dinamometro elettronico deve:&lt;br /&gt;
- verificare la presenza di tutte le parti che compongono il sistema.&lt;br /&gt;
- eseguire un controllo visivo generale dell’intero sistema.&lt;br /&gt;
- controllare l’integrità e l’efficienza di tutte le parti che compongono il sistema come la levetta di sicurezza dei ganci, dadi di bloccaggio avvitati con la copiglia, grilli ecc.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Manutenzione regolare&lt;br /&gt;
La manutenzione deve essere eseguita solo ed esclusivamente da persone che hanno acquisito le necessarie&lt;br /&gt;
conoscenze tecniche e che quindi sono specializzate ed addestrate a tale scopo.&lt;br /&gt;
Ogni 3 mesi o comunque dopo 12.500 pesate&lt;br /&gt;
- Controllare tutte le dimensioni delle parti che compongono il&lt;br /&gt;
sistema;&lt;br /&gt;
- Controllare il grado di usura della maniglia o dell’occhiello,&lt;br /&gt;
verificando ad esempio la presenza di eventuali deformazioni&lt;br /&gt;
plastiche, danni meccanici (irregolarità), crepe, corrosioni, danni&lt;br /&gt;
alle parti filettate e torsioni;&lt;br /&gt;
- Controllare la tenuta del coprigiunto sul gancio, la presenza di difetti&lt;br /&gt;
ed accertarsi del regolare funzionamento;&lt;br /&gt;
- Accertarsi che la copiglia e i dadi dei grilli siano ben saldi;&lt;br /&gt;
- Nel caso venissero rilevate altre irregolarità metrologiche e&lt;br /&gt;
meccaniche, far riparare il dinamometro elettronico da personale&lt;br /&gt;
esperto.&lt;br /&gt;
Non eseguire per nessun motivo le riparazioni autonomamente.&lt;br /&gt;
In caso di non conformità mettere immediatamente fuori servizio il&lt;br /&gt;
dinamometro elettronico.&lt;br /&gt;
Tutte le operazioni di riparazione ed i pezzi utilizzati devono essere&lt;br /&gt;
registrati e archiviati nell’apposito registro di manutenzione del&lt;br /&gt;
prodotto.&lt;br /&gt;
Ogni 12 mesi o comunque dopo 50.000 pesate&lt;br /&gt;
Fare eseguire a personale specializzato la manutenzione straordinaria del prodotto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/498151525480474684-7798325163249103947?l=bilance-elettroniche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/BilanceElettroniche/~3/tL0moMC3ecM/dinamometri-per-gru-e-carroponte.html</link><author>noreply@blogger.com (Riccardo Mongillo - Sinergica Soluzioni)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://1.bp.blogspot.com/-L3PzYtKKqxU/TZLx7opayoI/AAAAAAAAAcM/Vkr-n1HRi4I/s72-c/MCWK.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://bilance-elettroniche.blogspot.com/2011/03/dinamometri-per-gru-e-carroponte.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-498151525480474684.post-336407792606880955</guid><pubDate>Fri, 18 Mar 2011 09:19:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-03-18T02:19:54.347-07:00</atom:updated><title>Pese a ponte fuori terra</title><description>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-HzmQcGdgO54/TYMi_5LPmzI/AAAAAAAAAcE/c9Od1PQH0Ps/s1600/pesa%2Bcamion%2BDTW.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="280" width="400" src="http://4.bp.blogspot.com/-HzmQcGdgO54/TYMi_5LPmzI/AAAAAAAAAcE/c9Od1PQH0Ps/s400/pesa%2Bcamion%2BDTW.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
Ci siamo già occupati in &lt;a href="http://bilance-elettroniche.blogspot.com/2007/11/presentazione-animata-del-sistema-pesa.html"&gt;precedenti post&lt;/a&gt; di pese a ponte e delle soluzioni che ci sono sul mercato per la pesatura degli automezzi . Noi come Sinergica abbiamo scelto di proporre alla clientela solo sistemi che presentino caratteristiche di&lt;br /&gt;
innovazione rispetto alle classiche pese a ponte già presenti sul mercato da anni . &lt;br /&gt;
L'innovativo sistema pesa automezzi a doppia corsia che proponiamo è particolarmente adatto per ambienti come le moderne industrie , le aziende agricole , i cantieri e le discariche per la gestione rifiuti dove occorre gestire la pesatura degli automezzi e bisogna creare e spostare in modo semplice e veloce la postazione di pesatura.&lt;br /&gt;
Si tratta di una &lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/pesatura-automezzi/pese-a-ponte-mobili.htm"&gt;pesa a ponte fuori terra&lt;/a&gt; alta solo 20 cm con portate fino a 800.000 kg. composta da ponti di pesatura&lt;br /&gt;
modulari e componibili installabile sia sopra pavimento che a filo del piano stradale. Questa nuova pesa a ponte&lt;br /&gt;
consente di gestire la lunghezza dei ponti semplicemente aggiungendo moduli e barre di carico. Quali sono le caratteristiche&lt;br /&gt;
principali di una pesa a ponte fuori terra : &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
COMPATTEZZA&lt;br /&gt;
L’altezza estremamente ridotta della pesa (appena 22 cm), permette l’impiego di rampe di salita e discesa più corte&lt;br /&gt;
rispetto alle classiche pese a ponte installate fuori fossa: aumenta quindi notevolmente lo spazio a disposizione per&lt;br /&gt;
manovre o transito (fino a 20mq in più disponibili!).&lt;br /&gt;
DTW inoltre riduce notevolmente i costi di opere civili se installata a filo del piano stradale: la fossa è meno profonda, non&lt;br /&gt;
occorrono telai di contorno e fine corsa, e il collegamento alla rete fognaria risulta più facile.&lt;br /&gt;
OMOLOGAZIONE PER USO LEGALE IN RAPPORTO CON TERZI&lt;br /&gt;
Non occorre alcun oneroso trasporto di masse campione per la verifica prima: DTW è consegnata direttamente omologata&lt;br /&gt;
di fabbrica a 3000e e, una volta installata, è già pronta all’uso.&lt;br /&gt;
RISPARMIO&lt;br /&gt;
Notevole risparmio di tempo e denaro rispetto alle classiche pese e ponte: non servono mezzi speciali per trasportare&lt;br /&gt;
DTW, nemmeno gru, carri ponte o costose opere civili per l’installazione.&lt;br /&gt;
DTW E’ IDEALE PER UTILIZZO FISSO E MOBILE!&lt;br /&gt;
Oltre che alla classica installazione fissa, DTW è particolarmente indicata anche per utilizzo mobile e per impieghi&lt;br /&gt;
stagionali (raccolti, vendemmie, cantieri etc): può essere rapidamente installata e rimossa, senza impegnare in modo&lt;br /&gt;
permanente lo spazio disponibile!&lt;br /&gt;
ROBUSTEZZA&lt;br /&gt;
Progettata con materiali di prima qualità, è adatta a resistere alle più alte sollecitazioni e garantisce una lunga durata nel&lt;br /&gt;
tempo. I ponti di pesatura sono rinforzati e sovradimensionati.&lt;br /&gt;
Le barre di pesatura a celle di carico possono sopportare carichi di molto superiori a quelli nominali dichiarati.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
MODULARITÀ&lt;br /&gt;
In qualunque momento, semplicemente aggiungendo o togliendo i moduli, è possibile aumentare oppure ridurre la&lt;br /&gt;
lunghezza della pesa secondo le vostre esigenze.&lt;br /&gt;
DISTRIBUZIONE OTTIMALE DEI CARICHI&lt;br /&gt;
Grazie ai numerosi punti di appoggio, più del doppio rispetto a quelli di una classica pesa a ponte, non occorrono&lt;br /&gt;
superfici di appoggio particolarmente dure o rinforzate; DTW può anche essere installata su una qualsiasi superficie&lt;br /&gt;
asfaltata o pavimentata.&lt;br /&gt;
INSTALLAZIONE SOPRA IL PIANO STRADALE PIÙ ECONOMICA E RAPIDA&lt;br /&gt;
Bastano poche ore ed il solo ausilio di un carrello elevatore per installare e mettere in servizio una &lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/pesatura-automezzi/pese-a-ponte-mobili.htm"&gt;pesa a ponte &lt;/a&gt;da 18m! Non&lt;br /&gt;
occorre fissare la struttura al suolo: la speciale gomma antiscivolo integrata alle barre di pesatura assicura la massima&lt;br /&gt;
stabilità in qualunque condizione.&lt;br /&gt;
INSTALLAZIONE A FILO PIANO STRADALE PIÙ ECONOMICA E SEMPLICE&lt;br /&gt;
DTW può essere installata a filo pavimento, e non necessita di onerose opere civili:&lt;br /&gt;
- non occorrono fosse di profondità elevata (sono sufficienti anche meno di 30 cm!), riducendo così, ad esempio, i&lt;br /&gt;
problemi dovuti all’allacciamento alla rete fognaria del sistema di scarico acque della fossa;&lt;br /&gt;
- non occorrono sistemi di contenimento (come finecorsa), perché la speciale struttura di DTW compensa già le&lt;br /&gt;
oscillazioni dovute a frenate o accelerazioni.&lt;br /&gt;
MANUTENZIONE PIÙ ECONOMICA E VELOCE&lt;br /&gt;
DTW può essere facilmente ispezionata: con l’ausilio di un qualsiasi carrello elevatore si possono sollevare ad uno ad&lt;br /&gt;
uno tutti i moduli permettendo così una pulizia e una manutenzione più agevole.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di seguito potete dare uno sguardo alle foto di alcune applicazioni della nuova pesa a ponte&lt;br /&gt;
&lt;div style="width:510px" id="__ss_7303684"&gt;&lt;strong style="display:block;margin:12px 0 4px"&gt;&lt;a href="http://www.slideshare.net/sinergica/pese-pontemobile" title="Pese ponte-mobile"&gt;Pese ponte-mobile&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; &lt;object id="__sse7303684" width="510" height="426"&gt; &lt;param name="movie" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=pese-ponte-mobile-110318034831-phpapp01&amp;stripped_title=pese-pontemobile&amp;userName=sinergica" /&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"/&gt;&lt;param name="allowScriptAccess" value="always"/&gt;&lt;embed name="__sse7303684" src="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=pese-ponte-mobile-110318034831-phpapp01&amp;stripped_title=pese-pontemobile&amp;userName=sinergica" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="510" height="426"&gt;&lt;/embed&gt; &lt;/object&gt; &lt;div style="padding:5px 0 12px"&gt;View more &lt;a href="http://www.slideshare.net/"&gt;presentations&lt;/a&gt; from &lt;a href="http://www.slideshare.net/sinergica"&gt;Sinergica Soluzioni Srl&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/498151525480474684-336407792606880955?l=bilance-elettroniche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/BilanceElettroniche/~3/_XJr4KPr_ww/pese-ponte-fuori-terra.html</link><author>noreply@blogger.com (Riccardo Mongillo - Sinergica Soluzioni)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-HzmQcGdgO54/TYMi_5LPmzI/AAAAAAAAAcE/c9Od1PQH0Ps/s72-c/pesa%2Bcamion%2BDTW.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://bilance-elettroniche.blogspot.com/2011/03/pese-ponte-fuori-terra.html</feedburner:origLink></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-498151525480474684.post-7126146131543528613</guid><pubDate>Wed, 16 Mar 2011 16:36:00 +0000</pubDate><atom:updated>2011-03-16T09:36:22.846-07:00</atom:updated><title>Pesatura Automatizzata in  fine linea</title><description>Abbiamo disponibili da oggi sistemi di controllo del peso +/- compatti, affidabili e precisi particolarmente indicati per integrare le linee di produzione e/o spedizione con un controllo peso che garantisca la qualità e la quantità del prodotto in uscita. Questi sistemi di pesatura automatizzata hanno modalità di funzionamento statico oppure dinamico per la pesatura in continuo ,  hanno una struttura in acciaio verniciato oppure in acciaio INOX IP65.&lt;br /&gt;
&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-v2GBqQXLVII/TYDm2Bml_TI/AAAAAAAAAb8/SEs8USmbBhc/s1600/DLW_2009.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="400" width="255" src="http://4.bp.blogspot.com/-v2GBqQXLVII/TYDm2Bml_TI/AAAAAAAAAb8/SEs8USmbBhc/s400/DLW_2009.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
FUNZIONI DI PESATURA E CONTROLLO con PESATURA AUTOMATIZZATA o PESATURA IN CONTINUO : &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    * Pesatura statica o dinamica di colli, sia automatica che semiautomatica con operatore.&lt;br /&gt;
    * Gestione del nastro cadenzatore, per ottimizzare il numero di colli per minuto pesati dallo strumento (nastro cadenzatore non compreso nella fornitura), mediante fotocellula di cadenza (opzionale).&lt;br /&gt;
    * Impostazione del coefficiente di densità per ogni articolo, per pesatura in ml.&lt;br /&gt;
    * Tempi di attivazione allarme e indicazione tolleranza programmabili.&lt;br /&gt;
    * Controllo tolleranza:&lt;br /&gt;
      - A target, tramite archivio articoli, con impostazione di 3 soglie di tolleranza, per la divisione fisica dei colli fino a 7 diversi gruppi&lt;br /&gt;
      - A soglie di peso programmabili (min/max), con archivio articoli&lt;br /&gt;
      - A soglie di peso (min/max), ad introduzione rapida.&lt;br /&gt;
    * Stampa ad ogni pesata eseguita con eventuale memorizzazione automatica nell'alibi memory.&lt;br /&gt;
    * Stampa automatica e azzeramento del totale parziale dopo un numero programmabile di pesate.&lt;br /&gt;
    * Funzione di autozero statico o dinamico del nastro (max. 2% della portata) dopo un numero programmabile di pesate.&lt;br /&gt;
    * Gestione dell' espulsione automatica tramite contatto dedicato (espulsore non compreso nella fornitura), oppure fermata dei nastri per espulsione manuale o correzione del peso.&lt;br /&gt;
    * Possibilità di connessione a rete RS485 o rete ethernet.&lt;br /&gt;
    * Pretara e ritardo di attivazione dell'espulsore programmabili per ogni articolo.&lt;br /&gt;
    * Calcolo automatico del tempo di pesata e di posizionamento pacco, per ottimizzare il funzionamento del sistema.&lt;br /&gt;
    * Archivio di 1000 articoli, con descrizione alfanumerica, densità, target, soglie di tolleranza e pretara programmabili per ogni articolo.&lt;br /&gt;
    * Selezione dell'articolo tramite lettura di codici a barre.&lt;br /&gt;
    * Gestione avanzata di codici a barre, con la possibilità di memorizzazione, elaborazione e stampa di 5 differenti codici.&lt;br /&gt;
    * Configurazione e calibrazione dello strumento tramite tool su PC.&lt;br /&gt;
    * Report con data e ora di inizio e fine ciclo con statistica dei controlli e/o attività, deviazione standard delle pesate eseguite e totali per classe e/o articolo.&lt;br /&gt;
    * Possibilità di collegamento a semaforo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
CARATTERISTICHE TECNICHE DELLA &lt;a href="http://www.sinergica-soluzioni.com/pesatura-automatizzata.htm"&gt;PESATURA AUTOMATIZZATA &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    * Struttura e telaio portante in acciaio verniciato o in acciaio INOX di forte spessore.&lt;br /&gt;
    * Piattaforma di carico con nastro trasportatore motorizzato a tappeto, con altezza e direzione regolabile.&lt;br /&gt;
    * Ruote posteriori di movimentazione e posizionamento e piedi di regolazione e fissaggio.&lt;br /&gt;
    * Velocità nastro pesatore: da 1 a 20m/minuto, regolabile, cadenza massima 25 colli/minuto; velocità e cadenze speciali a preventivo.&lt;br /&gt;
    * Elettromeccanica di automazione per comando nastro e 6 relé ausiliari (max.5A 220Vac).&lt;br /&gt;
    * Fotocellula di presenza pacco e di fine pesata (per la pesatura dinamica), di serie, con distanza di lettura regolabile.&lt;br /&gt;
    * Interruttore generale, fungo emergenza, pulsante di start/restart, allarme ottico/acustico (nella versione in acciaio verniciato).&lt;br /&gt;
    * Display grafico LCD retroilluminato, facile da consultare, con chiara visualizzazione del peso e dello stato dell'automazione; selezione della lingua da menu.&lt;br /&gt;
    * Selezione dei dati visualizzati sul display LCD grafico (totali, progressivi, peso...).&lt;br /&gt;
    * Tastiera impermeabile numerico-funzionale a 25 tasti, che permette una facile introduzione di target, testi alfanumerici, codici etc. Grado di protezione frontale IP65, contro polvere e spruzzi.&lt;br /&gt;
    * Funzioni della tastiera completamente configurabili secondo esigenze.&lt;br /&gt;
    * Orologio calendario e memoria dati permanente.&lt;br /&gt;
    * Alibi memory integrata, per trasmissione CE-M dei dati di peso a PC o stampante.&lt;br /&gt;
    * Alimentazione 240Vac 50Hz.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
  E-CHECKTOOL: SOFTWARE per Programmazione rapida dell'indicatore&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
    * si tratta di un Programma su PC per ottimizzazione del ciclo di pesatura; è possibile monitorare lo stato degli ingressi e delle uscite dello strumento, inviare comandi seriali per la gestione dell'automazione, modificare in modo rapido i parametri dello strumento, visualizzare graficamente ed elaborare le pesate per ottenere i risultati di pesatura migliori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/498151525480474684-7126146131543528613?l=bilance-elettroniche.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://feedproxy.google.com/~r/BilanceElettroniche/~3/T3dEHAxbQ40/pesatura-automatizzata-in-fine-linea.html</link><author>noreply@blogger.com (Riccardo Mongillo - Sinergica Soluzioni)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="http://4.bp.blogspot.com/-v2GBqQXLVII/TYDm2Bml_TI/AAAAAAAAAb8/SEs8USmbBhc/s72-c/DLW_2009.jpg" height="72" width="72" /><thr:total>0</thr:total><feedburner:origLink>http://bilance-elettroniche.blogspot.com/2011/03/pesatura-automatizzata-in-fine-linea.html</feedburner:origLink></item></channel></rss>

