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		<title>Le piante perfette per un terrazzo elegante</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2019 11:30:25 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[VERDE PENSILE]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="700" height="432" src="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2018/11/hydrangea-1536969_1280-700x432.jpg" class="attachment-single size-single wp-post-image" alt="hydrangea-1536969_1280" /></p>Le piante per la composizione di un terrazzo o di un giardino non possono essere scelte casualmente. <strong>Devono adeguarsi al disegno dell’area verde il quale, a sua volta, deve essere complementare alle caratteristiche architettoniche dell’edificio</strong>. Il progetto di uno spazio aperto, infatti, non può essere considerato un semplice orpello ma deve piuttosto dialogare con l’abitazione, la villa o l’edificio condominiale del quale è parte integrante. Altrimenti non potrà mai essere una vera e propria stanza all’aperto, da vivere e utilizzare per lo svago e per gli amici.

Ciò è tanto più vero quanto più elegante è il contesto. Se in certi ambienti uno stile eclettico può assumere una valenza di rilievo, in ambiti classici e raffinati è meglio ricorrere a piante in grado di accompagnare le scelte architettoniche, senza acuti in grado di rubare la scena.

Un genere di sicuro successo è <strong><em>Hydrangea</em>al</strong> quale appartengono tutte le ortensie coltivate a scopo ornamentale. I cataloghi traboccano di varietà tra cui scegliere ma, in contesti eleganti, meglio optare per colori tenui o bianchi, evitando i rosa accesi e gli azzurri. Una delle ortensie più comuni, ma ancora tra le più apprezzate, è <strong><em>Hydrangea arborescens </em>‘Annabelle’</strong>, molto rustica e tollerante l’esposizione soleggiata, con fiori bianchi che appaiono copiosi durante l’intera stagione estiva. In forte ascesa – e giustamente – sono le quotazioni di <strong><em>Hydrangea paniculata</em></strong>, conosciuta anche con il nome comune di ortensia di montagna. Si tratta di un’ortensia che fiorisce dalla tarda estate ai primi freddi, prediligendo posizioni soleggiate.

<a href="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2018/11/hydrangea-1525466_1280.jpg" rel="attachment wp-att-2958"><img class="aligncenter wp-image-2958 size-large" src="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2018/11/hydrangea-1525466_1280-1024x484.jpg" alt="hydrangea-1525466_1280" width="900" height="425" /></a>

In uno spazio verde elegante non possono certo mancare le rose. Profumate, profumatissime, delle vere rose! Non semplici piante da fiore, ma arbusti in grado di regalare emozioni anche a occhi chiusi, con il profumo. Il pensiero corre a varietà come ‘<strong>Winchester Cathedral Auscat’</strong> – dalla vegetazione compatta e dalla fragranza dolce – e <strong>‘Claire Austin’</strong>, molto profumata e rifiorente, adatta anche come rampicante.

<a href="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2018/11/rose-1426316_1280.jpg" rel="attachment wp-att-2960"><img class="aligncenter wp-image-2960 size-large" src="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2018/11/rose-1426316_1280-1024x681.jpg" alt="rose-1426316_1280" width="900" height="599" /></a>

Tra le rampicanti occorre ricordare anche le <strong>clematidi</strong>, poco conosciute, sebbene diffuse in Europa sin dal Medioevo. La fioritura è elegante e molto discreta e sono apprezzate per la coltivazione in contenitore. La vegetazione snella ricopre leggera un muro, un pergolato, senza tuttavia ombreggiare in modo eccessivo. La vegetazione, infatti, non ha un effetto coprente e, per questo motivo, sono spesso utilizzate in abbinamento ad altre rampicanti (rose <em>in primis</em>).

<a href="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2018/11/clematis-1444236_1280.jpg" rel="attachment wp-att-2961"><img class="wp-image-2961 size-large aligncenter" src="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2018/11/clematis-1444236_1280-1024x678.jpg" alt="clematis-1444236_1280" width="900" height="596" /></a>

E chi dispone di un piccolissimo angolo di cielo, un piccolo balcone? La scelta non può che ricadere sulla <strong>gardenia</strong>, candida, sofisticata e un po’ capricciosa. Vuole mille attenzioni – acqua, luce, correnti d’aria – ma ripaga generosamente.

<a href="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2018/11/gardenia-178719_1280.jpg" rel="attachment wp-att-2962"><img class="aligncenter wp-image-2962 size-large" src="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2018/11/gardenia-178719_1280-1024x682.jpg" alt="gardenia-178719_1280" width="900" height="599" /></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="432" src="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2018/11/hydrangea-1536969_1280-700x432.jpg" class="attachment-single size-single wp-post-image" alt="hydrangea-1536969_1280" /></p>Le piante per la composizione di un terrazzo o di un giardino non possono essere scelte casualmente. <strong>Devono adeguarsi al disegno dell’area verde il quale, a sua volta, deve essere complementare alle caratteristiche architettoniche dell’edificio</strong>. Il progetto di uno spazio aperto, infatti, non può essere considerato un semplice orpello ma deve piuttosto dialogare con l’abitazione, la villa o l’edificio condominiale del quale è parte integrante. Altrimenti non potrà mai essere una vera e propria stanza all’aperto, da vivere e utilizzare per lo svago e per gli amici.

Ciò è tanto più vero quanto più elegante è il contesto. Se in certi ambienti uno stile eclettico può assumere una valenza di rilievo, in ambiti classici e raffinati è meglio ricorrere a piante in grado di accompagnare le scelte architettoniche, senza acuti in grado di rubare la scena.

Un genere di sicuro successo è <strong><em>Hydrangea</em>al</strong> quale appartengono tutte le ortensie coltivate a scopo ornamentale. I cataloghi traboccano di varietà tra cui scegliere ma, in contesti eleganti, meglio optare per colori tenui o bianchi, evitando i rosa accesi e gli azzurri. Una delle ortensie più comuni, ma ancora tra le più apprezzate, è <strong><em>Hydrangea arborescens </em>‘Annabelle’</strong>, molto rustica e tollerante l’esposizione soleggiata, con fiori bianchi che appaiono copiosi durante l’intera stagione estiva. In forte ascesa – e giustamente – sono le quotazioni di <strong><em>Hydrangea paniculata</em></strong>, conosciuta anche con il nome comune di ortensia di montagna. Si tratta di un’ortensia che fiorisce dalla tarda estate ai primi freddi, prediligendo posizioni soleggiate.

<a href="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2018/11/hydrangea-1525466_1280.jpg" rel="attachment wp-att-2958"><img class="aligncenter wp-image-2958 size-large" src="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2018/11/hydrangea-1525466_1280-1024x484.jpg" alt="hydrangea-1525466_1280" width="900" height="425" /></a>

In uno spazio verde elegante non possono certo mancare le rose. Profumate, profumatissime, delle vere rose! Non semplici piante da fiore, ma arbusti in grado di regalare emozioni anche a occhi chiusi, con il profumo. Il pensiero corre a varietà come ‘<strong>Winchester Cathedral Auscat’</strong> – dalla vegetazione compatta e dalla fragranza dolce – e <strong>‘Claire Austin’</strong>, molto profumata e rifiorente, adatta anche come rampicante.

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Tra le rampicanti occorre ricordare anche le <strong>clematidi</strong>, poco conosciute, sebbene diffuse in Europa sin dal Medioevo. La fioritura è elegante e molto discreta e sono apprezzate per la coltivazione in contenitore. La vegetazione snella ricopre leggera un muro, un pergolato, senza tuttavia ombreggiare in modo eccessivo. La vegetazione, infatti, non ha un effetto coprente e, per questo motivo, sono spesso utilizzate in abbinamento ad altre rampicanti (rose <em>in primis</em>).

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E chi dispone di un piccolissimo angolo di cielo, un piccolo balcone? La scelta non può che ricadere sulla <strong>gardenia</strong>, candida, sofisticata e un po’ capricciosa. Vuole mille attenzioni – acqua, luce, correnti d’aria – ma ripaga generosamente.

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		<title>Rose rampicanti. Le varietà da coltivare anche sul balcone o sul terrazzo</title>
		<link>https://www.greenservice.it/blog/2019/05/14/rose-rampicanti-balcone-terrazzo/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2019 11:30:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="700" height="432" src="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2018/05/rose-3371340_1280-700x432.jpg" class="attachment-single size-single wp-post-image" alt="rose-3371340_1280" /></p><p class="p1" style="text-align: justify;">Se è vero che la rosa non può mancare in un giardino che si rispetti, è altrettanto vero che le rose rampicanti <strong>sono un must per adornare i pergolati e impreziosire i terrazzi</strong>. Non è forse un caso se le rampicanti sono forse l'unica tipologia di rosa che mette d'accordo gli appassionati di rose antiche e gli entusiasti delle rose più moderne.</p>

<h2 class="p1" style="text-align: justify;">L'origine delle rose rampicanti</h2>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Chissà che questa radice comune non dipenda da un aspetto interessante circa l'origine delle rampicanti: in passato si notò che molte rose cinesi e rose cosiddette Tea producono spontaneamente mutazioni rampicanti sotto forma di getti molto vigorosi che, dipartendosi dalla base dell’arbusto, si sviluppano molto di più rispetto alle altre ramificazioni. Ogni qualvolta un appassionato, un vivaista o un ibridatore riconosceva uno di questi “getti fuori misura” lo moltiplicava e dava così origine a una nuova varietà rampicante.</p>
<p class="p2" style="text-align: justify;"><span class="s1">Da allora è passato molto tempo e oggi le cultivar rampicanti sono centinaia, suddivise in due grandi gruppi principali: le rambler e le climber.</span></p>

<h2 class="p2" style="text-align: justify;">Rose rampicanti: rambler e climber</h2>
<p class="p2" style="text-align: justify;"><span class="s1">Le rambler sono <strong>piante di dimensioni rilevanti con una fioritura molto abbondante</strong> lungo l'intera stagione estiva; i fiori sono di norma di piccole dimensioni ma prodotti in modo copioso, sebbene in genere vi sia una sola fioritura all'anno. <strong>Le climber possono raggiungere un'altezza di 10 m</strong> e, a differenza delle rambler, richiedono appositi sostegni per potersi sviluppare in quanto non sono in grado di sostenersi autonomamente; molte varietà di tipo climber sono rifiorenti e quindi <strong>producono più “ondate”</strong> di fioritura.</span></p>

<h2 class="p2" style="text-align: justify;">Varietà di rose per il terrazzo</h2>
<p class="p2" style="text-align: justify;"><span class="s1">Una delle climber più classiche, apprezzata per il profumo e la buona fioritura è la ‘<strong>Iceberg</strong>’: di dimensioni relativamente contenute, quindi adatta al terrazzo, <strong>produce fiori di color bianco crema molto scenografici</strong>. In un terrazzo dal sapore più classico è invece preferibile inserire una rampicante come ‘<strong>Penny Lane</strong>’, con bellissimi fiori di colore rosa tenue, grandi e decisamente profumati. Per chi vuole posizionarsi un po’ sopra le righe, è disponibile la varietà ‘<strong>Cocktail</strong>’, dal fiore semplice ma di sicuro impatto, rosso cremisi con centro giallo.</span></p>
<p class="p2" style="text-align: justify;"><span class="s1">Tra le rambler non si può dimenticare ‘<strong>Awakening</strong>’, mutazione della famosa varietà ‘<strong>New Dawn</strong>’, con fiori molto profumati e di colore rosa conchiglia. Di tonalità lievemente diversa, rosa con riflessi corallo, troviamo ‘<strong>Francois Juranville</strong>’, varietà profumata ottima per ricoprire un gazebo. ‘<strong>Francis E. Lester</strong>’, invece, è una rambler con ramificazioni erette che può essere coltivata alla stregua di un grande arbusto ricadente oppure appoggiata a un muro. I fiori sono rosa pallido e diffondono nel giardino un incredibile profumo di arancio.</span></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="432" src="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2018/05/rose-3371340_1280-700x432.jpg" class="attachment-single size-single wp-post-image" alt="rose-3371340_1280" /></p><p class="p1" style="text-align: justify;">Se è vero che la rosa non può mancare in un giardino che si rispetti, è altrettanto vero che le rose rampicanti <strong>sono un must per adornare i pergolati e impreziosire i terrazzi</strong>. Non è forse un caso se le rampicanti sono forse l'unica tipologia di rosa che mette d'accordo gli appassionati di rose antiche e gli entusiasti delle rose più moderne.</p>

<h2 class="p1" style="text-align: justify;">L'origine delle rose rampicanti</h2>
<p class="p1" style="text-align: justify;">Chissà che questa radice comune non dipenda da un aspetto interessante circa l'origine delle rampicanti: in passato si notò che molte rose cinesi e rose cosiddette Tea producono spontaneamente mutazioni rampicanti sotto forma di getti molto vigorosi che, dipartendosi dalla base dell’arbusto, si sviluppano molto di più rispetto alle altre ramificazioni. Ogni qualvolta un appassionato, un vivaista o un ibridatore riconosceva uno di questi “getti fuori misura” lo moltiplicava e dava così origine a una nuova varietà rampicante.</p>
<p class="p2" style="text-align: justify;"><span class="s1">Da allora è passato molto tempo e oggi le cultivar rampicanti sono centinaia, suddivise in due grandi gruppi principali: le rambler e le climber.</span></p>

<h2 class="p2" style="text-align: justify;">Rose rampicanti: rambler e climber</h2>
<p class="p2" style="text-align: justify;"><span class="s1">Le rambler sono <strong>piante di dimensioni rilevanti con una fioritura molto abbondante</strong> lungo l'intera stagione estiva; i fiori sono di norma di piccole dimensioni ma prodotti in modo copioso, sebbene in genere vi sia una sola fioritura all'anno. <strong>Le climber possono raggiungere un'altezza di 10 m</strong> e, a differenza delle rambler, richiedono appositi sostegni per potersi sviluppare in quanto non sono in grado di sostenersi autonomamente; molte varietà di tipo climber sono rifiorenti e quindi <strong>producono più “ondate”</strong> di fioritura.</span></p>

<h2 class="p2" style="text-align: justify;">Varietà di rose per il terrazzo</h2>
<p class="p2" style="text-align: justify;"><span class="s1">Una delle climber più classiche, apprezzata per il profumo e la buona fioritura è la ‘<strong>Iceberg</strong>’: di dimensioni relativamente contenute, quindi adatta al terrazzo, <strong>produce fiori di color bianco crema molto scenografici</strong>. In un terrazzo dal sapore più classico è invece preferibile inserire una rampicante come ‘<strong>Penny Lane</strong>’, con bellissimi fiori di colore rosa tenue, grandi e decisamente profumati. Per chi vuole posizionarsi un po’ sopra le righe, è disponibile la varietà ‘<strong>Cocktail</strong>’, dal fiore semplice ma di sicuro impatto, rosso cremisi con centro giallo.</span></p>
<p class="p2" style="text-align: justify;"><span class="s1">Tra le rambler non si può dimenticare ‘<strong>Awakening</strong>’, mutazione della famosa varietà ‘<strong>New Dawn</strong>’, con fiori molto profumati e di colore rosa conchiglia. Di tonalità lievemente diversa, rosa con riflessi corallo, troviamo ‘<strong>Francois Juranville</strong>’, varietà profumata ottima per ricoprire un gazebo. ‘<strong>Francis E. Lester</strong>’, invece, è una rambler con ramificazioni erette che può essere coltivata alla stregua di un grande arbusto ricadente oppure appoggiata a un muro. I fiori sono rosa pallido e diffondono nel giardino un incredibile profumo di arancio.</span></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il prato fiorito in terrazzo</title>
		<link>https://www.greenservice.it/blog/2019/05/14/prato-fiorito-terrazzo/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2019 11:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><img width="700" height="432" src="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2018/04/clover-828698_1280-700x432.jpg" class="attachment-single size-single wp-post-image" alt="clover-828698_1280" /></p><div id="io-ox-screens" class="abs"></div>
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<p class="p1">A qualcuno un prato fiorito può apparire sintomo di disordine e di scarsa cura del giardino. Siamo spesso abituati a vedere tappeti erbosi in perfette condizioni, privi della benché minima infestante e, ovviamente, liberi da fioriture che possano distogliere l’attenzione dal verde brillante delle nuove varietà di prato.</p>

<h3 class="p2"><span class="s1">L'alternativa al classico prato inglese</span></h3>
<p class="p2"><span class="s1">Da qualche anno a questa parte, tuttavia, <strong>si stanno diffondendo miscugli di sementi costituiti da numerose specie di piante erbacee annuali, biennali o perenni</strong>. Si tratta di specie molto rustiche, adatte a diverse condizioni di terreno e di clima e generalmente caratterizzate da una lunga e persistente fioritura. Di norma poi i miscugli sono studiati in modo tale da avere sempre qualche specie in fiore a partire dalla primavera e sino all’autunno.</span></p>

<h3 class="p2"><span class="s1">Il prato sul terrazzo</span></h3>
<p class="p2"><span class="s1">I miscugli per prato fiorito sono costituiti da un minimo di <strong>venti specie diverse</strong>, in modo tale che ve ne saranno sempre alcune capaci di prosperare nell’ambiente in cui saranno messe a dimora. Il risultato ornamentale e paesaggistico, sebbene non facilmente prevedibile a priori, è di sicuro interesse: centinaia e centinaia di piccole piante in fiore, nelle più svariate tonalità di colore, <strong>sono una soluzione di successo sia per giardini sia per terrazzi</strong>. Queste specie, infatti, sono molto adatte alla <strong>coltivazione in vaso</strong> dal momento che hanno un apparato radicale poco approfondito e che non richiedono particolari cure colturali. Si possono quindi adattare bene anche a soluzioni pensili di carattere estensivo, le quali, per definizione, necessitano di pochissima manutenzione. Un interessante vantaggio offerto dai prati fioriti è quello dell’<strong>autodisseminazione</strong>: molte specie, terminata la fioritura, producono numerosi semi che termineranno l'anno successivo.</span></p>

<h3 class="p2"><span class="s1">Il prato della seconda casa</span></h3>
<p class="p2"><span class="s1">Il prato fiorito può quindi essere una soluzione ottimale per un terrazzo poco impegnativo, ma anche per le seconde case. <strong>Le necessità di irrigazione e di concimazione sono davvero limitate</strong> e possono essere gestite con poche ore di lavoro nell’arco di tutta la stagione vegetativa. In ogni caso, è importante effettuare una scelta oculata circa il miscuglio da utilizzare, in modo tale che le esigenze delle piante che lo compongono siano quanto più possibile soddisfatte.</span></p>

<h3 class="p2"><span class="s1">Il prato ecologico</span></h3>
<p class="p2"><span class="s1">Oltre alla valenza ornamentale, il prato fiorito è di grande importanza ecologica poiché rappresenta uno strumento eccezionale per aumentare la <strong>biodiversità urbana</strong> e, con essa, le piccole o grandi popolazioni di insetti, a partire dalle preziose api e dalle leggere farfalle. E sappiamo bene che tanto maggiore è la biodiversità degli spazi verdi tanto minore è la possibilità che malattie e parassiti attacchino le nostre piante.</span></p>

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<p class="p1">A qualcuno un prato fiorito può apparire sintomo di disordine e di scarsa cura del giardino. Siamo spesso abituati a vedere tappeti erbosi in perfette condizioni, privi della benché minima infestante e, ovviamente, liberi da fioriture che possano distogliere l’attenzione dal verde brillante delle nuove varietà di prato.</p>

<h3 class="p2"><span class="s1">L'alternativa al classico prato inglese</span></h3>
<p class="p2"><span class="s1">Da qualche anno a questa parte, tuttavia, <strong>si stanno diffondendo miscugli di sementi costituiti da numerose specie di piante erbacee annuali, biennali o perenni</strong>. Si tratta di specie molto rustiche, adatte a diverse condizioni di terreno e di clima e generalmente caratterizzate da una lunga e persistente fioritura. Di norma poi i miscugli sono studiati in modo tale da avere sempre qualche specie in fiore a partire dalla primavera e sino all’autunno.</span></p>

<h3 class="p2"><span class="s1">Il prato sul terrazzo</span></h3>
<p class="p2"><span class="s1">I miscugli per prato fiorito sono costituiti da un minimo di <strong>venti specie diverse</strong>, in modo tale che ve ne saranno sempre alcune capaci di prosperare nell’ambiente in cui saranno messe a dimora. Il risultato ornamentale e paesaggistico, sebbene non facilmente prevedibile a priori, è di sicuro interesse: centinaia e centinaia di piccole piante in fiore, nelle più svariate tonalità di colore, <strong>sono una soluzione di successo sia per giardini sia per terrazzi</strong>. Queste specie, infatti, sono molto adatte alla <strong>coltivazione in vaso</strong> dal momento che hanno un apparato radicale poco approfondito e che non richiedono particolari cure colturali. Si possono quindi adattare bene anche a soluzioni pensili di carattere estensivo, le quali, per definizione, necessitano di pochissima manutenzione. Un interessante vantaggio offerto dai prati fioriti è quello dell’<strong>autodisseminazione</strong>: molte specie, terminata la fioritura, producono numerosi semi che termineranno l'anno successivo.</span></p>

<h3 class="p2"><span class="s1">Il prato della seconda casa</span></h3>
<p class="p2"><span class="s1">Il prato fiorito può quindi essere una soluzione ottimale per un terrazzo poco impegnativo, ma anche per le seconde case. <strong>Le necessità di irrigazione e di concimazione sono davvero limitate</strong> e possono essere gestite con poche ore di lavoro nell’arco di tutta la stagione vegetativa. In ogni caso, è importante effettuare una scelta oculata circa il miscuglio da utilizzare, in modo tale che le esigenze delle piante che lo compongono siano quanto più possibile soddisfatte.</span></p>

<h3 class="p2"><span class="s1">Il prato ecologico</span></h3>
<p class="p2"><span class="s1">Oltre alla valenza ornamentale, il prato fiorito è di grande importanza ecologica poiché rappresenta uno strumento eccezionale per aumentare la <strong>biodiversità urbana</strong> e, con essa, le piccole o grandi popolazioni di insetti, a partire dalle preziose api e dalle leggere farfalle. E sappiamo bene che tanto maggiore è la biodiversità degli spazi verdi tanto minore è la possibilità che malattie e parassiti attacchino le nostre piante.</span></p>

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		<title>Piccola guida ai semi dell’orto</title>
		<link>https://www.greenservice.it/blog/2019/05/14/piccola-guida-ai-semi-dellorto/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2019 11:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ORTO IN TERRAZZO]]></category>
		<category><![CDATA[ORTO URBANO]]></category>
		<category><![CDATA[semi]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="700" height="432" src="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2019/02/wheat-381848_1920-700x432.jpg" class="attachment-single size-single wp-post-image" alt="wheat-381848_1920" /></p><p class="p1"><span class="s1">Ci siamo! È quasi ora, anzi per alcuni appassionati che si avvalgono di semenzai, l’ora è già scattata. <strong>Il momento della semina si avvicina e, con esso, la necessità di procurarsi una buona semente per partire con il piede giusto</strong>.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Come in tutte le cose, anche nel mondo dei semi da orto sono molte le cose da osservare per svolgere una scelta oculata e, soprattutto, adatta alle nostre esigenze. Tuttavia, al di là degli aspetti riguardanti le scelte varietali migliori per l’area dove si trova il proprio appezzamento e per l’esposizione nei confronti della radiazione solare, <strong>è importante fare chiarezza su alcuni aspetti genetici</strong> che, molto spesso, scatenato dibattiti infiniti che, dall’orto, portano dritti dritti alle politiche di sovranità alimentare e alle multinazionali. <strong>Il riferimento è ovviamente ai semi ibridi i quali sono spesso accusati di porre fine allo scambio hobbistico di semente a tutto favore delle industrie che li producono</strong>.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1"><strong>Un seme ibrido è frutto di una selezione pluriennale e di un lavoro di miglioramento genetico che vede coinvolti ricercatori, agronomi e genetisti</strong>. In primo luogo, si individuano piante interessanti, per esempio, dal punto di vista produttivo e di resistenza agli stress ambientali oppure per quanto riguarda gusto, forma e colore dei frutti o delle foglie. A partire da queste linee, cosiddette parentali, <strong>si effettuano incroci</strong> – il tutto senza ausilio di tecniche di ingegneria genetica – <strong>per ottenere la semente F1</strong> (ibridi F1) <strong>che avranno caratteristiche di molto superiori a quelle delle “piante madri”.</strong> È il fenomeno, ancora non del tutto chiarito, conosciuto come “vigore ibrido”.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Questi ibridi quindi sarebbero da preferire viste le performance produttive migliori. C’è però un risvolto della medaglia: <strong>i discendenti di queste piante</strong> – ossia le piante che si svilupperebbero dai loro semi – n<strong>on mostrano le stesse caratteristiche dei genitori in quanto, con la riproduzione, com’è naturale che sia, vi è una segregazione dei geni</strong>. I semi ottenuti da piante ibride, quindi, non produrranno – se non in parte – piante ibride paragonabili ai genitori; pertanto, nel nostro orto, potremmo avere pomodori molto alti e altri molto bassi per fare un esempio banale. Per conservare l’uniformità della produzione, <strong>ogni stagione dovremmo acquistare nuova semente</strong>.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Se non vogliamo farlo, per scelta o per limitare i costi, <strong>dobbiamo preoccuparci di conservare la semente derivante dalle piante migliori</strong>. Stagione dopo stagione ci costruiremo la nostra personale popolazione genetica, certamente più ricca in biodiversità ma meno uniforme al momento del raccolto.</span></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="432" src="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2019/02/wheat-381848_1920-700x432.jpg" class="attachment-single size-single wp-post-image" alt="wheat-381848_1920" /></p><p class="p1"><span class="s1">Ci siamo! È quasi ora, anzi per alcuni appassionati che si avvalgono di semenzai, l’ora è già scattata. <strong>Il momento della semina si avvicina e, con esso, la necessità di procurarsi una buona semente per partire con il piede giusto</strong>.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Come in tutte le cose, anche nel mondo dei semi da orto sono molte le cose da osservare per svolgere una scelta oculata e, soprattutto, adatta alle nostre esigenze. Tuttavia, al di là degli aspetti riguardanti le scelte varietali migliori per l’area dove si trova il proprio appezzamento e per l’esposizione nei confronti della radiazione solare, <strong>è importante fare chiarezza su alcuni aspetti genetici</strong> che, molto spesso, scatenato dibattiti infiniti che, dall’orto, portano dritti dritti alle politiche di sovranità alimentare e alle multinazionali. <strong>Il riferimento è ovviamente ai semi ibridi i quali sono spesso accusati di porre fine allo scambio hobbistico di semente a tutto favore delle industrie che li producono</strong>.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1"><strong>Un seme ibrido è frutto di una selezione pluriennale e di un lavoro di miglioramento genetico che vede coinvolti ricercatori, agronomi e genetisti</strong>. In primo luogo, si individuano piante interessanti, per esempio, dal punto di vista produttivo e di resistenza agli stress ambientali oppure per quanto riguarda gusto, forma e colore dei frutti o delle foglie. A partire da queste linee, cosiddette parentali, <strong>si effettuano incroci</strong> – il tutto senza ausilio di tecniche di ingegneria genetica – <strong>per ottenere la semente F1</strong> (ibridi F1) <strong>che avranno caratteristiche di molto superiori a quelle delle “piante madri”.</strong> È il fenomeno, ancora non del tutto chiarito, conosciuto come “vigore ibrido”.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Questi ibridi quindi sarebbero da preferire viste le performance produttive migliori. C’è però un risvolto della medaglia: <strong>i discendenti di queste piante</strong> – ossia le piante che si svilupperebbero dai loro semi – n<strong>on mostrano le stesse caratteristiche dei genitori in quanto, con la riproduzione, com’è naturale che sia, vi è una segregazione dei geni</strong>. I semi ottenuti da piante ibride, quindi, non produrranno – se non in parte – piante ibride paragonabili ai genitori; pertanto, nel nostro orto, potremmo avere pomodori molto alti e altri molto bassi per fare un esempio banale. Per conservare l’uniformità della produzione, <strong>ogni stagione dovremmo acquistare nuova semente</strong>.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Se non vogliamo farlo, per scelta o per limitare i costi, <strong>dobbiamo preoccuparci di conservare la semente derivante dalle piante migliori</strong>. Stagione dopo stagione ci costruiremo la nostra personale popolazione genetica, certamente più ricca in biodiversità ma meno uniforme al momento del raccolto.</span></p>]]></content:encoded>
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		<title>Come scegliere le piante per un giardino moderno</title>
		<link>https://www.greenservice.it/blog/2019/05/14/scegliere-piante-giardino-moderno/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2019 11:30:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[GIARDINAGGIO]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="700" height="432" src="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2018/07/winter-garden-2721401_1920-700x432.jpg" class="attachment-single size-single wp-post-image" alt="winter-garden-2721401_1920" /></p><p class="p1"><span class="s1">Ormai chi cerca casa, anche in pieno centro urbano, pone fra i suoi interessi principali la presenza di uno spazio verde a disposizione della propria villetta o appartamento. Che sia un piccolo giardino, che sia un terrazzo, <strong>la possibilità di vivere all’aria aperta è un must irrinunciabile</strong>. Certo non è sempre facile far dialogare gli aspetti architettonici dell’abitazione con la vegetazione, soprattutto se per l’arredamento e le finiture si è optato per soluzioni dal carattere contemporaneo. In questi casi, la scelta dei complementi quali arredi da esterno, vasi e contenitori, ma anche e soprattutto della componente vegetazionale, è importantissima se non si vuole dare un aspetto raffazzonato e confuso alla composizione nel suo complesso.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><strong>Sono tre le strade principali che si possono percorrere, a seconda delle inclinazioni e dei gusti personali, tutte comunque adatte sia alla piena terra sia alla coltivazione in contenitore</strong>.</span></p>

<h3 class="p1"><span class="s1">Piante "ordinate"</span></h3>
<p class="p1"><span class="s1">Una prima possibilità è data dalle piante che per propria natura presentano un’architettura ordinata e/o che rimane tale con pochi semplici interventi nel corso dell’anno. Un esempio è costituito da <strong><i>Pittosporum tobira</i> ‘Nana’</strong>, sempreverde caratterizzato da una forma quasi emisferica. In alternativa, per un effetto ancora più ordinato, si può pensare all’uso del <strong>classico bosso</strong> o di un <strong>tasso fastigiato</strong>, entrambi a crescita molto lenta. Lo svantaggio dell’uso di queste piante con velocità di crescita ridotta consiste nel fatto che, in caso di moria, le piante di sostituzioni richiederanno molto tempo per raggiungere la dimensione di maturità.</span></p>



<h3 class="p1"><span class="s1">Piante a potatura obbligata</span></h3>
<p class="p1"><span class="s1">Una seconda possibilità è data dalle piante che si adattano alla potatura in forma obbligata: oltre al citato bosso, si possono utilizzare <strong>ligustri</strong>, <strong><i>Berberis</i></strong>, <strong>abelie</strong>. Ovviamente, se si ricorre all’arte topiaria, occorre mettere in conto il fatto che, perlomeno in molte specie, non si potrà godere a pieno della fioritura, in quanto le gemme a fiore saranno asportate con il taglio.</span></p>



<h3 class="p1"><span class="s1">Piante dall'architettura definita</span></h3>
<p class="p1"><span class="s1">La terza via per ricreare giardini moderni è quella di introdurre piante dalle forme architettoniche molto ben definite. Un esempio è costituito dal <strong><i>Phormium </i></strong>con le sue numerose foglie affusolate che si dipartono da un breve fusto e che ricordano vagamente quelle di un ananas. Tra l’altro, sul mercato sono reperibili numerose varietà con foglie variegate o dal colore bronzeo. Anche i <strong>bambù</strong>, seppur richiedano l’accortezza di una guaina antirizoma, sono molto adatti alla realizzazione di soluzioni contemporanee, per via del notevole slancio verticale dei loro fusti. Questi ultimi, tra l’altro, possono essere di colore giallo, verde striato, nero intenso.</span></p>


]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="432" src="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2018/07/winter-garden-2721401_1920-700x432.jpg" class="attachment-single size-single wp-post-image" alt="winter-garden-2721401_1920" /></p><p class="p1"><span class="s1">Ormai chi cerca casa, anche in pieno centro urbano, pone fra i suoi interessi principali la presenza di uno spazio verde a disposizione della propria villetta o appartamento. Che sia un piccolo giardino, che sia un terrazzo, <strong>la possibilità di vivere all’aria aperta è un must irrinunciabile</strong>. Certo non è sempre facile far dialogare gli aspetti architettonici dell’abitazione con la vegetazione, soprattutto se per l’arredamento e le finiture si è optato per soluzioni dal carattere contemporaneo. In questi casi, la scelta dei complementi quali arredi da esterno, vasi e contenitori, ma anche e soprattutto della componente vegetazionale, è importantissima se non si vuole dare un aspetto raffazzonato e confuso alla composizione nel suo complesso.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><strong>Sono tre le strade principali che si possono percorrere, a seconda delle inclinazioni e dei gusti personali, tutte comunque adatte sia alla piena terra sia alla coltivazione in contenitore</strong>.</span></p>

<h3 class="p1"><span class="s1">Piante "ordinate"</span></h3>
<p class="p1"><span class="s1">Una prima possibilità è data dalle piante che per propria natura presentano un’architettura ordinata e/o che rimane tale con pochi semplici interventi nel corso dell’anno. Un esempio è costituito da <strong><i>Pittosporum tobira</i> ‘Nana’</strong>, sempreverde caratterizzato da una forma quasi emisferica. In alternativa, per un effetto ancora più ordinato, si può pensare all’uso del <strong>classico bosso</strong> o di un <strong>tasso fastigiato</strong>, entrambi a crescita molto lenta. Lo svantaggio dell’uso di queste piante con velocità di crescita ridotta consiste nel fatto che, in caso di moria, le piante di sostituzioni richiederanno molto tempo per raggiungere la dimensione di maturità.</span></p>



<h3 class="p1"><span class="s1">Piante a potatura obbligata</span></h3>
<p class="p1"><span class="s1">Una seconda possibilità è data dalle piante che si adattano alla potatura in forma obbligata: oltre al citato bosso, si possono utilizzare <strong>ligustri</strong>, <strong><i>Berberis</i></strong>, <strong>abelie</strong>. Ovviamente, se si ricorre all’arte topiaria, occorre mettere in conto il fatto che, perlomeno in molte specie, non si potrà godere a pieno della fioritura, in quanto le gemme a fiore saranno asportate con il taglio.</span></p>



<h3 class="p1"><span class="s1">Piante dall'architettura definita</span></h3>
<p class="p1"><span class="s1">La terza via per ricreare giardini moderni è quella di introdurre piante dalle forme architettoniche molto ben definite. Un esempio è costituito dal <strong><i>Phormium </i></strong>con le sue numerose foglie affusolate che si dipartono da un breve fusto e che ricordano vagamente quelle di un ananas. Tra l’altro, sul mercato sono reperibili numerose varietà con foglie variegate o dal colore bronzeo. Anche i <strong>bambù</strong>, seppur richiedano l’accortezza di una guaina antirizoma, sono molto adatti alla realizzazione di soluzioni contemporanee, per via del notevole slancio verticale dei loro fusti. Questi ultimi, tra l’altro, possono essere di colore giallo, verde striato, nero intenso.</span></p>


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		<item>
		<title>Guida all&#8217;uso dei vasi per il verde verticale sul terrazzo</title>
		<link>https://www.greenservice.it/blog/2019/05/14/guida-vasi-verde-verticale-terrazzo/</link>
		<comments>https://www.greenservice.it/blog/2019/05/14/guida-vasi-verde-verticale-terrazzo/#respond</comments>
		<pubDate>Tue, 14 May 2019 11:30:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[GIARDINAGGIO]]></category>
		<category><![CDATA[ORTO IN TERRAZZO]]></category>
		<category><![CDATA[ORTO URBANO]]></category>
		<category><![CDATA[VERDE PENSILE]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="700" height="357" src="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2016/04/minigarden-700x357.png" class="attachment-single size-single wp-post-image" alt="minigarden" /></p><p class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">Per qualcuno l’orto verticale è una necessità imposta dalla mancanza di spazio, per altri è invece una chiara scelta progettuale. In effetti un <strong>orto verticale è una soluzione per rinverdire e caratterizzare una parete nuda o per creare un attrattore di sguardi in un terrazzo</strong> che ne sarebbe altrimenti privo.</span></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">Tuttavia, inutile nasconderlo, buona parte di coloro che realizzano un orto verticale lo fa per ottimizzare gli spazi a disposizione. Le soluzioni utilizzate per questa particolare tipologia di coltivazione sono molte. </span></p>

<h2 class="p1" style="text-align: justify;">Soluzioni fai-da-te per il verde verticale</h2>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">C’è chi sfrutta <strong>vecchi pallet</strong>, ponendoli verticalmente e rivestendoli di un tessuto non tessuto o di un materiale plastico forato in modo da contenere il substrato di coltura garantendo al contempo lo sgrondo delle acque. I bancali andranno poi assicurati a un muro per evitarne il ribaltamento ed eventualmente verniciati per rendere più allegro il nostro spazio all’aperto.</span></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">Un’altra soluzione è costituita da <strong>fioriere poste a cascata</strong>, dove alla base c’è una fioriera lunga e bassa sovrastata da fioriere di minori dimensioni, tipo balconette, fissate al muro tramite, per esempio, i classici portavasi da ringhiera.</span></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">Gli amanti del riciclo vedranno con favore gli orti verticali basati sul sistema cosiddetto <strong>PET tree</strong>. Bottiglie o altri contenitori plastici svuotati, invece che essere avviati al tradizionale riciclo, possono essere impiegati come vasi all’interno dei quali far crescere le nostre piante. Devono essere tagliati e sagomati per permettere l’alloggiamento degli ortaggi nonché per garantire il drenaggio. Di solito questi sistemi, realizzati in modo amatoriale, prevedono che l’irrigazione dei vasi sottostanti derivi dalle acque in uscita dai contenitori posti più in alto. Una modalità ingegnosa per contenere il consumo di acqua che, tuttavia, potrebbe favorire l’accumulo di salinità a livello del substrato di coltivazione con tutte le conseguenze negative del caso. In presenza di un elevato contenuto di sale, infatti, le piante entrano in stress osmotico con le radici che avranno difficoltà ad assorbire l’acqua.</span></p>

<h2 class="p1" style="text-align: justify;">I vantaggi dei vasi per il verde verticale</h2>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">Tutte le possibilità sopraelencate, ovviamente, richiedono una buona manualità e non sono esenti da controindicazioni riguardanti soprattutto l’impianto di irrigazione. Per questo motivo, sarebbe <strong>sempre meglio optare per soluzioni tecnologiche studiate <i>ad hoc</i> che prevengono i problemi legati alla perdita di substrato e all’accumulo di sali</strong>.</span></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">I vasi per orto verticale possono essere utilizzati per la coltivazione di quasi tutti gli ortaggi, con l’esclusione di piante perenni come i carciofi e gli asparagi che richiedono molto spazio. In particolare, sono l’<strong>ideale per la coltivazione di fragole</strong>, frutto tanto delicato se a contatto con il terreno, quanto amato soprattutto dai più piccoli, a maggior ragione se si sceglieranno le varietà più antiche, di solito caratterizzate da una minore pezzatura ma da un gusto decisamente più “fragoloso”.</span></p>
<p class="p1" style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.greenservice.it/shop/categoria-prodotto/verde-pensile/linea-minigarden/" target="_blank">scopri la selezione di vasi per il verde verticale in terrazzo di Greenservice.it</a></strong></p>
<p class="p1" style="text-align: center;"><a href="https://www.greenservice.it/shop/categoria-prodotto/verde-pensile/linea-minigarden/" target="_blank" rel="attachment wp-att-2350"><img class="aligncenter wp-image-2350 size-full" src="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2017/03/slideminigarden3.jpg" alt="slideminigarden3" width="850" height="359" /></a></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="357" src="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2016/04/minigarden-700x357.png" class="attachment-single size-single wp-post-image" alt="minigarden" /></p><p class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">Per qualcuno l’orto verticale è una necessità imposta dalla mancanza di spazio, per altri è invece una chiara scelta progettuale. In effetti un <strong>orto verticale è una soluzione per rinverdire e caratterizzare una parete nuda o per creare un attrattore di sguardi in un terrazzo</strong> che ne sarebbe altrimenti privo.</span></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">Tuttavia, inutile nasconderlo, buona parte di coloro che realizzano un orto verticale lo fa per ottimizzare gli spazi a disposizione. Le soluzioni utilizzate per questa particolare tipologia di coltivazione sono molte. </span></p>

<h2 class="p1" style="text-align: justify;">Soluzioni fai-da-te per il verde verticale</h2>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">C’è chi sfrutta <strong>vecchi pallet</strong>, ponendoli verticalmente e rivestendoli di un tessuto non tessuto o di un materiale plastico forato in modo da contenere il substrato di coltura garantendo al contempo lo sgrondo delle acque. I bancali andranno poi assicurati a un muro per evitarne il ribaltamento ed eventualmente verniciati per rendere più allegro il nostro spazio all’aperto.</span></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">Un’altra soluzione è costituita da <strong>fioriere poste a cascata</strong>, dove alla base c’è una fioriera lunga e bassa sovrastata da fioriere di minori dimensioni, tipo balconette, fissate al muro tramite, per esempio, i classici portavasi da ringhiera.</span></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">Gli amanti del riciclo vedranno con favore gli orti verticali basati sul sistema cosiddetto <strong>PET tree</strong>. Bottiglie o altri contenitori plastici svuotati, invece che essere avviati al tradizionale riciclo, possono essere impiegati come vasi all’interno dei quali far crescere le nostre piante. Devono essere tagliati e sagomati per permettere l’alloggiamento degli ortaggi nonché per garantire il drenaggio. Di solito questi sistemi, realizzati in modo amatoriale, prevedono che l’irrigazione dei vasi sottostanti derivi dalle acque in uscita dai contenitori posti più in alto. Una modalità ingegnosa per contenere il consumo di acqua che, tuttavia, potrebbe favorire l’accumulo di salinità a livello del substrato di coltivazione con tutte le conseguenze negative del caso. In presenza di un elevato contenuto di sale, infatti, le piante entrano in stress osmotico con le radici che avranno difficoltà ad assorbire l’acqua.</span></p>

<h2 class="p1" style="text-align: justify;">I vantaggi dei vasi per il verde verticale</h2>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">Tutte le possibilità sopraelencate, ovviamente, richiedono una buona manualità e non sono esenti da controindicazioni riguardanti soprattutto l’impianto di irrigazione. Per questo motivo, sarebbe <strong>sempre meglio optare per soluzioni tecnologiche studiate <i>ad hoc</i> che prevengono i problemi legati alla perdita di substrato e all’accumulo di sali</strong>.</span></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">I vasi per orto verticale possono essere utilizzati per la coltivazione di quasi tutti gli ortaggi, con l’esclusione di piante perenni come i carciofi e gli asparagi che richiedono molto spazio. In particolare, sono l’<strong>ideale per la coltivazione di fragole</strong>, frutto tanto delicato se a contatto con il terreno, quanto amato soprattutto dai più piccoli, a maggior ragione se si sceglieranno le varietà più antiche, di solito caratterizzate da una minore pezzatura ma da un gusto decisamente più “fragoloso”.</span></p>
<p class="p1" style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.greenservice.it/shop/categoria-prodotto/verde-pensile/linea-minigarden/" target="_blank">scopri la selezione di vasi per il verde verticale in terrazzo di Greenservice.it</a></strong></p>
<p class="p1" style="text-align: center;"><a href="https://www.greenservice.it/shop/categoria-prodotto/verde-pensile/linea-minigarden/" target="_blank" rel="attachment wp-att-2350"><img class="aligncenter wp-image-2350 size-full" src="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2017/03/slideminigarden3.jpg" alt="slideminigarden3" width="850" height="359" /></a></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Come trattare il prato in ombra</title>
		<link>https://www.greenservice.it/blog/2019/05/14/trattare-prato-ombra/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2019 11:30:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[PRATO ORNAMENTALE]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="700" height="432" src="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2016/03/prato-ombra-700x432.jpg" class="attachment-single size-single wp-post-image" alt="prato ombra" /></p><p class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">Mantenere un prato all’ombra di alberi, grandi cespugli, edifici, pareti o altre strutture è una <strong>sfida</strong> per i professionisti e per i proprietari di giardini privati. </span></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">Certamente la ridotta insolazione è il <strong>problema primario</strong>, ma anche altri fattori giocano ruoli nel <strong>diradamento</strong> e nelle problematiche del tappeto erboso: il </span><strong><span class="s2">compattamento</span></strong><span class="s1">, </span><span class="s2">la mancanza di <strong>circolazione d’aria </strong></span><span class="s1">e </span><span class="s2">la <strong>competizione</strong> per acqua e nutrienti</span><span class="s1"> con alberi o cespugli.
</span><span class="s1">Queste condizioni portano a<strong> densità ridotta</strong>, a <strong>crescita indebolita delle radici</strong> e ad aumentata <strong>suscettibilità</strong> alle malattie.
</span><span class="s1">Abbinate questi problemi con la ridotta tolleranza al traffico nelle zone ombrose, al calore, ad una eventuale <strong>mancanza d’irrigazione</strong> oppure<span class="Apple-converted-space">  </span>anche al <strong>freddo</strong>, e si avrà una situazione destinata al fallimento.
</span><span class="s1">Nonostante tutte queste sfide, seguendo i <strong>nostri consigli</strong>, avrete maggiori probabilità di vedere una buona crescita, oppure di mantenere il vostro prato in buone condizioni .</span></p>

<h2 class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">LE SPECIE PIU’ INDICATE</span></h2>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">Selezionare le specie adatte è il passo fondamentale. Alcune hanno maggiore tolleranza di altre. Le festuche “<strong>rubra</strong>”, compreso la rubra, la rubra commutata, la longifolia e la Festuca arundinacea sono le specie più tolleranti. </span><strong><span class="s1"><a href="https://www.greenservice.it/shop/prodotto/shadow/" target="_blank">Shadow Starseed</a> (miscuglio di sementi per zone ombreggiate)</span></strong><span class="s1"> è appositamente composto</span> <span class="s1">da</span> <span class="s1">varietà</span> <span class="s1">selezionate</span> <span class="s1">per</span> <span class="s1">la</span> <span class="s1">loro</span> <span class="s1">alta</span> <span class="s1">tolleranza</span> <span class="s1">all’ombra.</span> <span class="s1">Le</span> <span class="s1">varietà</span> <span class="s1">presenti</span> <span class="s1">garantiscono</span> <span class="s1">un</span> <span class="s1">impianto</span> <span class="s1">ed</span> <span class="s1">una</span> <span class="s1">copertura</span> <span class="s1">mediamente</span> <span class="s1">rapidi,</span> <span class="s1">buona</span> <span class="s1">densità</span> <span class="s1">e</span> <span class="s1">colore genetico</span> <span class="s1">intenso.</span></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1"><a href="https://www.greenservice.it/shop/prodotto/shadow/" target="_blank" rel="attachment wp-att-2862"><img class="aligncenter wp-image-2862 size-medium" src="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2016/04/starseed-overseeding-300x300.jpg" alt="starseed-overseeding" width="300" height="300" /></a> </span></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">La poa pratensis<span class="Apple-converted-space"> </span>e il lolium perenne sono le meno resistenti. Ricordate che comunque quando l’ombra dura più di alcune ore durante il giorno i problemi aumentano sensibilmente.</p>

<h2 class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">POTARE GLI ALBERI</span></h2>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">Se possibile ridurre la zona d’ombra senza alterare troppo l’insieme del vostro spazio verde, sappiate che un’<strong>attenta potatura</strong> degli alberi attenta a</span><span class="s2"> ridurre la trama dei rami</span><span class="s1"> senza snaturarne la forma, darà indubbiamente maggiori possibilità alla luce del sole di raggiungere il prato sottostante.
</span><span class="s1">In genere le condizioni del prato migliorano decisamente se la chioma degli alberi si trova ad almeno<strong> 2-3 metri</strong> dal prato stesso.</span></p>

<h2 class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">I RESIDUI </span></h2>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">Ricordate di togliere sempre <strong>l’erba</strong> di <strong>sfalcio</strong> e le <strong>foglie</strong>. I prati possono essere “ammorbati” dalla foglie cadute e altri problemi possono derivare dall’umidità.
</span><span style="line-height: 1.5;">E’ anche importante sapere che il prato soffre sempre molto sotto ai <strong>pini</strong>, gli <strong>abeti</strong> e in genere alle conifere. L’ombra e gli <strong>aghi caduti</strong> creano condizioni molto sfavorevoli per la totalità delle specie.</span></p>

<h2 class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">L’OMBRA DEI MURI</span></h2>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">Per edifici, muri e siepi è importante non creare un prato direttamente contro di essi, specialmente contro pareti rivolte a nord. Queste proiettano molti mesi di <strong>ombra fredda</strong> durante l’inverno, causando diradamento e gravi problemi al prato.</span><span class="s3"> Purtroppo poche piante prosperano in posti<span class="Apple-converted-space">  </span>in cui l’ombra è molto densa, in particolare quando a ciò si unisce<span class="Apple-converted-space">  </span>un terreno impoverito .</span></p>

<h2 class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">LA MANUTENZIONE</span></h2>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">Anche la manutenzione va modificata se il prato è in ombra. Alzare l’<strong>altezza di taglio</strong> permetterà alla luce di penetrare maggiormente tra gli steli, inoltre ridurrà la frequenza di taglio e quindi il traffico.
</span><span class="s1">L’irrigazione dovrà poi essere modificata in irrigazioni <strong>profonde e non frequenti</strong>, per migliorare la salute di alberi e prato. Le zone di prato in ombra devono veder ridotta la possibilità di <strong>asfissia</strong> per eccesso di irrigazione.
</span><span class="s1">Durante la concimazione l’apporto di <strong>Azoto</strong> applicato deve essere ridotto della metà delle dosi consigliate. Se ne consiglia l’applicazione solo in primavera e autunno.</span></p>

<h2 class="p1" style="text-align: justify;"></h2>
<h2 class="p1" style="text-align: justify;"><strong><a href="https://www.greenservice.it/shop/prodotto/shadow/" target="_blank">--&gt; acquista il prodotto per la manutenzione del prato in ombra su Greenservice.it</a></strong></h2>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="432" src="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2016/03/prato-ombra-700x432.jpg" class="attachment-single size-single wp-post-image" alt="prato ombra" /></p><p class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">Mantenere un prato all’ombra di alberi, grandi cespugli, edifici, pareti o altre strutture è una <strong>sfida</strong> per i professionisti e per i proprietari di giardini privati. </span></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">Certamente la ridotta insolazione è il <strong>problema primario</strong>, ma anche altri fattori giocano ruoli nel <strong>diradamento</strong> e nelle problematiche del tappeto erboso: il </span><strong><span class="s2">compattamento</span></strong><span class="s1">, </span><span class="s2">la mancanza di <strong>circolazione d’aria </strong></span><span class="s1">e </span><span class="s2">la <strong>competizione</strong> per acqua e nutrienti</span><span class="s1"> con alberi o cespugli.
</span><span class="s1">Queste condizioni portano a<strong> densità ridotta</strong>, a <strong>crescita indebolita delle radici</strong> e ad aumentata <strong>suscettibilità</strong> alle malattie.
</span><span class="s1">Abbinate questi problemi con la ridotta tolleranza al traffico nelle zone ombrose, al calore, ad una eventuale <strong>mancanza d’irrigazione</strong> oppure<span class="Apple-converted-space">  </span>anche al <strong>freddo</strong>, e si avrà una situazione destinata al fallimento.
</span><span class="s1">Nonostante tutte queste sfide, seguendo i <strong>nostri consigli</strong>, avrete maggiori probabilità di vedere una buona crescita, oppure di mantenere il vostro prato in buone condizioni .</span></p>

<h2 class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">LE SPECIE PIU’ INDICATE</span></h2>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">Selezionare le specie adatte è il passo fondamentale. Alcune hanno maggiore tolleranza di altre. Le festuche “<strong>rubra</strong>”, compreso la rubra, la rubra commutata, la longifolia e la Festuca arundinacea sono le specie più tolleranti. </span><strong><span class="s1"><a href="https://www.greenservice.it/shop/prodotto/shadow/" target="_blank">Shadow Starseed</a> (miscuglio di sementi per zone ombreggiate)</span></strong><span class="s1"> è appositamente composto</span> <span class="s1">da</span> <span class="s1">varietà</span> <span class="s1">selezionate</span> <span class="s1">per</span> <span class="s1">la</span> <span class="s1">loro</span> <span class="s1">alta</span> <span class="s1">tolleranza</span> <span class="s1">all’ombra.</span> <span class="s1">Le</span> <span class="s1">varietà</span> <span class="s1">presenti</span> <span class="s1">garantiscono</span> <span class="s1">un</span> <span class="s1">impianto</span> <span class="s1">ed</span> <span class="s1">una</span> <span class="s1">copertura</span> <span class="s1">mediamente</span> <span class="s1">rapidi,</span> <span class="s1">buona</span> <span class="s1">densità</span> <span class="s1">e</span> <span class="s1">colore genetico</span> <span class="s1">intenso.</span></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1"><a href="https://www.greenservice.it/shop/prodotto/shadow/" target="_blank" rel="attachment wp-att-2862"><img class="aligncenter wp-image-2862 size-medium" src="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2016/04/starseed-overseeding-300x300.jpg" alt="starseed-overseeding" width="300" height="300" /></a> </span></p>
<p class="p1" style="text-align: justify;">La poa pratensis<span class="Apple-converted-space"> </span>e il lolium perenne sono le meno resistenti. Ricordate che comunque quando l’ombra dura più di alcune ore durante il giorno i problemi aumentano sensibilmente.</p>

<h2 class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">POTARE GLI ALBERI</span></h2>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">Se possibile ridurre la zona d’ombra senza alterare troppo l’insieme del vostro spazio verde, sappiate che un’<strong>attenta potatura</strong> degli alberi attenta a</span><span class="s2"> ridurre la trama dei rami</span><span class="s1"> senza snaturarne la forma, darà indubbiamente maggiori possibilità alla luce del sole di raggiungere il prato sottostante.
</span><span class="s1">In genere le condizioni del prato migliorano decisamente se la chioma degli alberi si trova ad almeno<strong> 2-3 metri</strong> dal prato stesso.</span></p>

<h2 class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">I RESIDUI </span></h2>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">Ricordate di togliere sempre <strong>l’erba</strong> di <strong>sfalcio</strong> e le <strong>foglie</strong>. I prati possono essere “ammorbati” dalla foglie cadute e altri problemi possono derivare dall’umidità.
</span><span style="line-height: 1.5;">E’ anche importante sapere che il prato soffre sempre molto sotto ai <strong>pini</strong>, gli <strong>abeti</strong> e in genere alle conifere. L’ombra e gli <strong>aghi caduti</strong> creano condizioni molto sfavorevoli per la totalità delle specie.</span></p>

<h2 class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">L’OMBRA DEI MURI</span></h2>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">Per edifici, muri e siepi è importante non creare un prato direttamente contro di essi, specialmente contro pareti rivolte a nord. Queste proiettano molti mesi di <strong>ombra fredda</strong> durante l’inverno, causando diradamento e gravi problemi al prato.</span><span class="s3"> Purtroppo poche piante prosperano in posti<span class="Apple-converted-space">  </span>in cui l’ombra è molto densa, in particolare quando a ciò si unisce<span class="Apple-converted-space">  </span>un terreno impoverito .</span></p>

<h2 class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">LA MANUTENZIONE</span></h2>
<p class="p1" style="text-align: justify;"><span class="s1">Anche la manutenzione va modificata se il prato è in ombra. Alzare l’<strong>altezza di taglio</strong> permetterà alla luce di penetrare maggiormente tra gli steli, inoltre ridurrà la frequenza di taglio e quindi il traffico.
</span><span class="s1">L’irrigazione dovrà poi essere modificata in irrigazioni <strong>profonde e non frequenti</strong>, per migliorare la salute di alberi e prato. Le zone di prato in ombra devono veder ridotta la possibilità di <strong>asfissia</strong> per eccesso di irrigazione.
</span><span class="s1">Durante la concimazione l’apporto di <strong>Azoto</strong> applicato deve essere ridotto della metà delle dosi consigliate. Se ne consiglia l’applicazione solo in primavera e autunno.</span></p>

<h2 class="p1" style="text-align: justify;"></h2>
<h2 class="p1" style="text-align: justify;"><strong><a href="https://www.greenservice.it/shop/prodotto/shadow/" target="_blank">--&gt; acquista il prodotto per la manutenzione del prato in ombra su Greenservice.it</a></strong></h2>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Quattro fattori chiave per un orto di successo</title>
		<link>https://www.greenservice.it/blog/2019/05/14/quattro-fattori-chiave-orto-successo/</link>
		<comments>https://www.greenservice.it/blog/2019/05/14/quattro-fattori-chiave-orto-successo/#respond</comments>
		<pubDate>Tue, 14 May 2019 11:30:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[ORTO IN TERRAZZO]]></category>
		<category><![CDATA[ORTO URBANO]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="700" height="432" src="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2018/10/basil-3493589_1280-700x432.jpg" class="attachment-single size-single wp-post-image" alt="basil-3493589_1280" /></p><p class="p1" style="text-align: justify;"><strong>Coltivare i propri ortaggi in autonomia non è poi così difficile</strong>. Non occorrono conoscenze scientifiche all’avanguardia o fattori di produzione molto avanzati, soprattutto se lo scopo è produrre per la propria famiglia e non per il mercato. Ne abbiamo parlato diffusamente alla recente <a href="https://milanogreenweek.eu/" target="_blank">Green Week</a> di Milano, durante la quale il team di agronomi di <a href="http://ecospheris.it/" target="_blank">Ecospheris</a> ha fornito indicazioni utili agli aspiranti orticoltori urbani. <span class="s1">Nel corso di seminari e laboratori pratici sono stati esaminati nel dettaglio i quattro fattori chiave per un orto di sicuro successo. Fattori che sono poi la base imprescindibile per la vita di qualsiasi essere vegetale: luce, acqua, terra e aria.</span></p>
<p class="p3" style="text-align: justify;"><span class="s1"><strong>Il fattore luce </strong>
É il più evidente: per poter produrre energia, le piante hanno bisogno di <strong>intercettare la radiazione luminosa del sole</strong>. Ci sono ortaggi, come il pomodoro, che ne richiedono molta, altri che si accontentano di una luminosità ridotta, come le lattughe. La necessità di luce, inoltre, può variare a seconda dello stadio fenologico (crescita, produzione frutti, ecc.) e per questo bisogna prendere opportuni accorgimenti.</span></p>
<p class="p3" style="text-align: justify;"><strong><a href="https://www.greenservice.it/shop/categoria-prodotto/verde-pensile/linea-minigarden/" target="_blank">SCOPRI I PRODOTTI PER LA COLTIVAZIONE IN TERRAZZO</a></strong></p>
<p class="p3" style="text-align: justify;"><span class="s1"><strong>Il fattore acqua</strong>
É un altro fattore produttivo la cui importanza è nota ai più. <strong>L’errore più comune è probabilmente eccedere nell’irrigazione</strong>: non appena si vedono foglie gialle, piegate all’ingiù, la tentazione di aprire il rubinetto è forte. Ma attenzione, perché i sintomi da eccesso idrico sono del tutto analoghi a quelli da carenza. Il motivo è presto detto: un continuo ristagno idrico porta alla degradazione delle radici che, non essendo più in grado di svolgere il proprio lavoro, non possono portare acqua nei vari organi della pianta la quale pur essendo immersa nell’acqua… muore di sete!</span></p>
<p class="p3" style="text-align: justify;"><span class="s1"><strong>Il fattore terreno</strong>
Per quanto riguarda il substrato (terreno), molti di noi sanno che le esigenze delle diverse specie vegetali sono differenziate. Meno facile invece scegliere <a href="https://www.greenservice.it/blog/2018/10/15/terriccio-ideale-verde-pensile/" target="_blank"><strong>quali substrati utilizzare per la coltivazione in contenitore</strong></a> e, soprattutto, capire le caratteristiche del terreno di cui disponiamo in giardino. In entrambi i casi è importante rivolgersi a un buon consulente per evitare di vanificare gli sforzi delle cure colturali.</span></p>
<p class="p3" style="text-align: justify;"><strong><a href="https://www.greenservice.it/shop/categoria-prodotto/verde-pensile/linea-minigarden/" target="_blank">SCOPRI I PRODOTTI PER LA COLTIVAZIONE IN TERRAZZO</a></strong></p>
<p class="p3" style="text-align: justify;"><span class="s1"><strong>Il fattore aria</strong>
La sua importanza è poco nota. A molti, infatti, potrebbe sfuggire il fatto che le piante respirano e che, quindi, richiedono ossigeno per le proprie reazioni biochimiche, anche e soprattutto a livello radicale. L’ossigeno non può che derivare dall’atmosfera: <strong>è fondamentale permettere un buon ricambio dell’aria tellurica lavorando il terreno in modo corretto</strong>, evitando la formazione di croste superficiali e regolando l’irrigazione per evitare anossie radicali.</span></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="432" src="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2018/10/basil-3493589_1280-700x432.jpg" class="attachment-single size-single wp-post-image" alt="basil-3493589_1280" /></p><p class="p1" style="text-align: justify;"><strong>Coltivare i propri ortaggi in autonomia non è poi così difficile</strong>. Non occorrono conoscenze scientifiche all’avanguardia o fattori di produzione molto avanzati, soprattutto se lo scopo è produrre per la propria famiglia e non per il mercato. Ne abbiamo parlato diffusamente alla recente <a href="https://milanogreenweek.eu/" target="_blank">Green Week</a> di Milano, durante la quale il team di agronomi di <a href="http://ecospheris.it/" target="_blank">Ecospheris</a> ha fornito indicazioni utili agli aspiranti orticoltori urbani. <span class="s1">Nel corso di seminari e laboratori pratici sono stati esaminati nel dettaglio i quattro fattori chiave per un orto di sicuro successo. Fattori che sono poi la base imprescindibile per la vita di qualsiasi essere vegetale: luce, acqua, terra e aria.</span></p>
<p class="p3" style="text-align: justify;"><span class="s1"><strong>Il fattore luce </strong>
É il più evidente: per poter produrre energia, le piante hanno bisogno di <strong>intercettare la radiazione luminosa del sole</strong>. Ci sono ortaggi, come il pomodoro, che ne richiedono molta, altri che si accontentano di una luminosità ridotta, come le lattughe. La necessità di luce, inoltre, può variare a seconda dello stadio fenologico (crescita, produzione frutti, ecc.) e per questo bisogna prendere opportuni accorgimenti.</span></p>
<p class="p3" style="text-align: justify;"><strong><a href="https://www.greenservice.it/shop/categoria-prodotto/verde-pensile/linea-minigarden/" target="_blank">SCOPRI I PRODOTTI PER LA COLTIVAZIONE IN TERRAZZO</a></strong></p>
<p class="p3" style="text-align: justify;"><span class="s1"><strong>Il fattore acqua</strong>
É un altro fattore produttivo la cui importanza è nota ai più. <strong>L’errore più comune è probabilmente eccedere nell’irrigazione</strong>: non appena si vedono foglie gialle, piegate all’ingiù, la tentazione di aprire il rubinetto è forte. Ma attenzione, perché i sintomi da eccesso idrico sono del tutto analoghi a quelli da carenza. Il motivo è presto detto: un continuo ristagno idrico porta alla degradazione delle radici che, non essendo più in grado di svolgere il proprio lavoro, non possono portare acqua nei vari organi della pianta la quale pur essendo immersa nell’acqua… muore di sete!</span></p>
<p class="p3" style="text-align: justify;"><span class="s1"><strong>Il fattore terreno</strong>
Per quanto riguarda il substrato (terreno), molti di noi sanno che le esigenze delle diverse specie vegetali sono differenziate. Meno facile invece scegliere <a href="https://www.greenservice.it/blog/2018/10/15/terriccio-ideale-verde-pensile/" target="_blank"><strong>quali substrati utilizzare per la coltivazione in contenitore</strong></a> e, soprattutto, capire le caratteristiche del terreno di cui disponiamo in giardino. In entrambi i casi è importante rivolgersi a un buon consulente per evitare di vanificare gli sforzi delle cure colturali.</span></p>
<p class="p3" style="text-align: justify;"><strong><a href="https://www.greenservice.it/shop/categoria-prodotto/verde-pensile/linea-minigarden/" target="_blank">SCOPRI I PRODOTTI PER LA COLTIVAZIONE IN TERRAZZO</a></strong></p>
<p class="p3" style="text-align: justify;"><span class="s1"><strong>Il fattore aria</strong>
La sua importanza è poco nota. A molti, infatti, potrebbe sfuggire il fatto che le piante respirano e che, quindi, richiedono ossigeno per le proprie reazioni biochimiche, anche e soprattutto a livello radicale. L’ossigeno non può che derivare dall’atmosfera: <strong>è fondamentale permettere un buon ricambio dell’aria tellurica lavorando il terreno in modo corretto</strong>, evitando la formazione di croste superficiali e regolando l’irrigazione per evitare anossie radicali.</span></p>]]></content:encoded>
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		<title>Guida alla coltivazione dell&#8217;Amaryllis</title>
		<link>https://www.greenservice.it/blog/2019/05/14/guida-alla-coltivazione-dellamaryllis/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2019 11:30:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[GIARDINAGGIO]]></category>
		<category><![CDATA[VERDE PENSILE]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="700" height="432" src="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2018/11/amaryllis-3001669_1280-700x432.jpg" class="attachment-single size-single wp-post-image" alt="amaryllis-3001669_1280" /></p><p class="p1"><span class="s2"><strong>Uno dei bulbi più facili e gratificanti da coltivare è<span class="Apple-converted-space"> </span>l'Amaryllis</strong>. Produce vistose fioriture che aggiungono un tocco unico al tuo giardino o a casa. </span><span class="s1">I fiori di Amaryllis attirano l'attenzione ma sono <strong>facili e poco impegnativi</strong> da coltivare: tutto quello che devi fare è piantare i bulbi, innaffiarli e aspettare.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1"><strong>La cura dell'Amaryllis</strong>
</span><span class="s1">Originariamente provenienti dal caldo tropicale del centro e sud America, gli Amarillys <strong>hanno bisogno di calore per esibirsi bene</strong>, producendo grandi fiori estivi. Entro circa sei settimane dall’impianto produrranno un gambo alto con tre o cinque grandi fiori a forma di tromba. Quindi, man mano che questi si attenuano, compariranno altri fiori. Inoltre, se ti prendi cura di loro, continueranno a fiorire per anni poiché i loro bulbi hanno una durata sorprendentemente lunga. </span><span class="s1"><strong>Perfetti per i vasi</strong>, gli Amaryllis creano anche eccellenti bordure e possono essere piantati in gruppi in un luogo caldo ma riparato e semi-ombreggiato nel giardino.</span></p>
<p class="p5"><span class="s1">Queste piante variano in dimensioni<strong> da 30-50 cm di altezza</strong>. Le dimensioni dei loro fiori, che possono essere singoli o doppi, spaziano<span class="Apple-converted-space">  </span>a seconda della varietà di 6 cm<span class="Apple-converted-space">  </span>fino<span class="Apple-converted-space"> </span>16 cm di diametro. I colori includono tonalità di rosso, bianco, limone e rosa; molti hanno striature contrastanti.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1"><strong>Quando acquistare i bulbi di Amaryllis</strong>
</span><span class="s1">Acquista dal mese a novembre <strong>bulbi indenni</strong>, "dormienti", senza muffa e non intaccati e piantali prima che inizino a germogliare. Se si vuole gestire il tempo di fioritura - per un'occasione speciale o per un'esposizione continua -<span class="Apple-converted-space">  </span>si possono mettere i bulbi all'inizio della stagione sul fondo del frigorifero per ritardarne la crescita. Conservare in sacchetti di carta (non di plastica). </span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Una volta rimossi dal freddo e interrati, <strong>cominceranno a crescere e fioriranno 6 settimane dopo essere stati piantati</strong>. Per i fiori a Natale, piantare i bulbi nella prima settimana di novembre. </span></p>
<p class="p5"><span class="s1"><strong>Come piantare i bulbi di Amaryllis nel vaso</strong>
Pianta i bulbi in <strong>vasi da 20 cm di diametro</strong>, oppure raggruppali in un contenitore più grande o allineali in un recipiente lungo; distanzia sempre i bulbi di almeno 20-30 cm. Utilizza un terriccio di buona qualità e drenante. <strong>Ottimo un terriccio con<span class="Apple-converted-space">  </span>2/3 di terra<span class="Apple-converted-space"> </span>e 1/3 di sabbia con un pH di 6</strong>; evita il letame fresco e la corteccia di pino. Assicurati che i fori di drenaggio nel contenitore non si ostruiscano e non lasciare mai che il contenitore abbia un fondo con acqua perché il terreno umido inibisce la crescita delle radici. Per piantare i bulbi, <strong>tienili sopra il contenitore con le radici distese</strong>. Gradualmente alloggiali nel terreno rimescolandolo in modo che collo e parte superiore del bulbo restino sopra il terreno. Rassoda e innaffia con parsimonia. Una volta noterai una nuova crescita, innaffia di nuovo con acqua non fredda e mantieni il terreno appena umido.
Per coprire il terreno dei contenitori <strong>si possono utilizzare ciottoli o muschio</strong>. Posiziona i vasi in un luogo caldo, ma semi ombreggiato. Troppa poca luce produrrà foglie allungate e potrebbe portare alla mancata fioritura dell'anno successivo.</span></p>
<p class="p5"><span class="s1"><strong>La cura della fioritura dell'Amaryllis</strong>
Per garantire la fioritura negli anni successivi rimuovi ogni fiore quando appassisce.<strong> Concima ogni due settimane con un fertilizzante per piante a<span class="Apple-converted-space">  </span>bulbo</strong> o<strong> un fertilizzante<span class="Apple-converted-space">  </span>a lenta cessione</strong> come <a href="https://www.greenservice.it/shop/prodotto/vigor-liquid-1-kg/" target="_blank"><strong>Vigor Liquid</strong></a>, </span><span class="s4">biostimolante a base di acidi fulvici con la capacità di rendere maggiormente disponibili e assimilabili gli elementi nutritivi.</span></p>
<p class="p5"><a href="https://www.greenservice.it/shop/prodotto/vigor-liquid-1-kg/" rel="attachment wp-att-2968"><img class="aligncenter wp-image-2968 size-large" src="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2018/11/VIGOR-LIQUID-1-KG-1024x1024.jpg" alt="VIGOR-LIQUID-1-KG" width="900" height="900" /></a></p>
<p class="p5"><span class="s1"><strong>Alla fine dell'estate, irriga meno</strong>: ciò consentirà al bulbo di entrare in periodo di riposo: le foglie ingialliranno e moriranno. Se coltivati in giardino i bulbi possono essere lasciati nel terreno mentre sono dormienti, a condizione che si abbia un buon<span class="Apple-converted-space">  </span>drenaggio libero e che le temperature non scendano sotto lo zero in inverno. Se coltivati in piccoli contenitori, posare i vasi su un lato per tre mesi, per permettere ai bulbi di riposare. Risollevare i vasi in primavera, estrarre i bulbi e rinvasarli in terriccio nuovo. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1"><strong>Risoluzione dei problemi dell'Amaryllis</strong>
Steli troppo lunghi e fiori che cadono potrebbero essere il risultato del fatto che la pianta <strong>non riceve abbastanza luce, è stata troppo irrigata o esposta a temperature troppo basse</strong>. L'anno seguente, posiziona il tuo Amaryllis in vaso in una posizione più esposta al sole, più calda, irriga meno e prova a ruotare il contenitore ogni pochi giorni. <strong>Raccogli a mano le lumache</strong> o altri insetti che attaccano l’Amaryllis, come il bruco nero o giallo o il bruco del giglio, che mangiano le foglie e i fori. Eventuali macchie rosse sulle foglie sono solitamente causate da un fungo di nome<span class="Apple-converted-space">  </span><strong>Stagonospora</strong> <strong>curtisii</strong>: prova a tagliare la parte interessata della foglia non appena segni i segni di questa malattia.</span></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="432" src="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2018/11/amaryllis-3001669_1280-700x432.jpg" class="attachment-single size-single wp-post-image" alt="amaryllis-3001669_1280" /></p><p class="p1"><span class="s2"><strong>Uno dei bulbi più facili e gratificanti da coltivare è<span class="Apple-converted-space"> </span>l'Amaryllis</strong>. Produce vistose fioriture che aggiungono un tocco unico al tuo giardino o a casa. </span><span class="s1">I fiori di Amaryllis attirano l'attenzione ma sono <strong>facili e poco impegnativi</strong> da coltivare: tutto quello che devi fare è piantare i bulbi, innaffiarli e aspettare.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1"><strong>La cura dell'Amaryllis</strong>
</span><span class="s1">Originariamente provenienti dal caldo tropicale del centro e sud America, gli Amarillys <strong>hanno bisogno di calore per esibirsi bene</strong>, producendo grandi fiori estivi. Entro circa sei settimane dall’impianto produrranno un gambo alto con tre o cinque grandi fiori a forma di tromba. Quindi, man mano che questi si attenuano, compariranno altri fiori. Inoltre, se ti prendi cura di loro, continueranno a fiorire per anni poiché i loro bulbi hanno una durata sorprendentemente lunga. </span><span class="s1"><strong>Perfetti per i vasi</strong>, gli Amaryllis creano anche eccellenti bordure e possono essere piantati in gruppi in un luogo caldo ma riparato e semi-ombreggiato nel giardino.</span></p>
<p class="p5"><span class="s1">Queste piante variano in dimensioni<strong> da 30-50 cm di altezza</strong>. Le dimensioni dei loro fiori, che possono essere singoli o doppi, spaziano<span class="Apple-converted-space">  </span>a seconda della varietà di 6 cm<span class="Apple-converted-space">  </span>fino<span class="Apple-converted-space"> </span>16 cm di diametro. I colori includono tonalità di rosso, bianco, limone e rosa; molti hanno striature contrastanti.</span></p>
<p class="p3"><span class="s1"><strong>Quando acquistare i bulbi di Amaryllis</strong>
</span><span class="s1">Acquista dal mese a novembre <strong>bulbi indenni</strong>, "dormienti", senza muffa e non intaccati e piantali prima che inizino a germogliare. Se si vuole gestire il tempo di fioritura - per un'occasione speciale o per un'esposizione continua -<span class="Apple-converted-space">  </span>si possono mettere i bulbi all'inizio della stagione sul fondo del frigorifero per ritardarne la crescita. Conservare in sacchetti di carta (non di plastica). </span></p>
<p class="p3"><span class="s1">Una volta rimossi dal freddo e interrati, <strong>cominceranno a crescere e fioriranno 6 settimane dopo essere stati piantati</strong>. Per i fiori a Natale, piantare i bulbi nella prima settimana di novembre. </span></p>
<p class="p5"><span class="s1"><strong>Come piantare i bulbi di Amaryllis nel vaso</strong>
Pianta i bulbi in <strong>vasi da 20 cm di diametro</strong>, oppure raggruppali in un contenitore più grande o allineali in un recipiente lungo; distanzia sempre i bulbi di almeno 20-30 cm. Utilizza un terriccio di buona qualità e drenante. <strong>Ottimo un terriccio con<span class="Apple-converted-space">  </span>2/3 di terra<span class="Apple-converted-space"> </span>e 1/3 di sabbia con un pH di 6</strong>; evita il letame fresco e la corteccia di pino. Assicurati che i fori di drenaggio nel contenitore non si ostruiscano e non lasciare mai che il contenitore abbia un fondo con acqua perché il terreno umido inibisce la crescita delle radici. Per piantare i bulbi, <strong>tienili sopra il contenitore con le radici distese</strong>. Gradualmente alloggiali nel terreno rimescolandolo in modo che collo e parte superiore del bulbo restino sopra il terreno. Rassoda e innaffia con parsimonia. Una volta noterai una nuova crescita, innaffia di nuovo con acqua non fredda e mantieni il terreno appena umido.
Per coprire il terreno dei contenitori <strong>si possono utilizzare ciottoli o muschio</strong>. Posiziona i vasi in un luogo caldo, ma semi ombreggiato. Troppa poca luce produrrà foglie allungate e potrebbe portare alla mancata fioritura dell'anno successivo.</span></p>
<p class="p5"><span class="s1"><strong>La cura della fioritura dell'Amaryllis</strong>
Per garantire la fioritura negli anni successivi rimuovi ogni fiore quando appassisce.<strong> Concima ogni due settimane con un fertilizzante per piante a<span class="Apple-converted-space">  </span>bulbo</strong> o<strong> un fertilizzante<span class="Apple-converted-space">  </span>a lenta cessione</strong> come <a href="https://www.greenservice.it/shop/prodotto/vigor-liquid-1-kg/" target="_blank"><strong>Vigor Liquid</strong></a>, </span><span class="s4">biostimolante a base di acidi fulvici con la capacità di rendere maggiormente disponibili e assimilabili gli elementi nutritivi.</span></p>
<p class="p5"><a href="https://www.greenservice.it/shop/prodotto/vigor-liquid-1-kg/" rel="attachment wp-att-2968"><img class="aligncenter wp-image-2968 size-large" src="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2018/11/VIGOR-LIQUID-1-KG-1024x1024.jpg" alt="VIGOR-LIQUID-1-KG" width="900" height="900" /></a></p>
<p class="p5"><span class="s1"><strong>Alla fine dell'estate, irriga meno</strong>: ciò consentirà al bulbo di entrare in periodo di riposo: le foglie ingialliranno e moriranno. Se coltivati in giardino i bulbi possono essere lasciati nel terreno mentre sono dormienti, a condizione che si abbia un buon<span class="Apple-converted-space">  </span>drenaggio libero e che le temperature non scendano sotto lo zero in inverno. Se coltivati in piccoli contenitori, posare i vasi su un lato per tre mesi, per permettere ai bulbi di riposare. Risollevare i vasi in primavera, estrarre i bulbi e rinvasarli in terriccio nuovo. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1"><strong>Risoluzione dei problemi dell'Amaryllis</strong>
Steli troppo lunghi e fiori che cadono potrebbero essere il risultato del fatto che la pianta <strong>non riceve abbastanza luce, è stata troppo irrigata o esposta a temperature troppo basse</strong>. L'anno seguente, posiziona il tuo Amaryllis in vaso in una posizione più esposta al sole, più calda, irriga meno e prova a ruotare il contenitore ogni pochi giorni. <strong>Raccogli a mano le lumache</strong> o altri insetti che attaccano l’Amaryllis, come il bruco nero o giallo o il bruco del giglio, che mangiano le foglie e i fori. Eventuali macchie rosse sulle foglie sono solitamente causate da un fungo di nome<span class="Apple-converted-space">  </span><strong>Stagonospora</strong> <strong>curtisii</strong>: prova a tagliare la parte interessata della foglia non appena segni i segni di questa malattia.</span></p>]]></content:encoded>
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		<title>Come rallentare la crescita dell&#8217;erba di un prato</title>
		<link>https://www.greenservice.it/blog/2019/05/14/rallentare-crescita-erba-prato/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2019 11:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[PRATO ORNAMENTALE]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img width="700" height="432" src="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2019/01/clover-2513791_1280-700x432.jpg" class="attachment-single size-single wp-post-image" alt="clover-2513791_1280" /></p><p class="p2"><span class="s1">È questo il sogno di molti “consumatori” di prato? </span><span class="s1"><strong>Tagliare il prato è una combinazione di elementi speciali</strong>: facilita il distacco dai pensieri quotidiani, aiuta a smaltire qualche caloria, avvicina alla natura, permette di scoprire ogni volta un dettaglio del proprio giardino. Insomma, ci offre un’esperienza niente male.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1"><strong>Ma, quando l’erba si fa alta</strong>……ecco che la ricerca della scusa si fa pressante sino a provvedere, ormai con clamoroso ritardo, a estrarre il tosaerba dal fondo del box, a tirare il cavo di avviamento, a cercare la scorta del carburante, a pensare a dove mettere lo sfalcio, ecc. ecc.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Quante volte abbiamo sentito chiedere: <strong>dove posso comprare l’erba che non cresce?</strong> Le graminacee da prato devono le loro caratteristiche di densità, robustezza e bellezza proprio alla funzione di taglio, operazione che induce stimolo alla nascita di nuovi culmi, favorisce l’accestimento e l’approfondimento radicale, permette una uniformità di altezza e quindi una armonia di sfumature cromatiche tipiche di ciò che definiamo normalmente un buon prato. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1"><strong>La peculiarità dell’operazione di taglio è la frequenza</strong>, ovvero l’intervallo tra due tagli, che è funzione della crescita vegetativa: quindi è proprio il rallentamento della crescita, per assurdo sino all’arresto, che permette di sdraiarsi sul divano una volta di più. </span><span class="s1"><strong>La crescita è l’unica funzione richiesta a questa graminacea</strong>: non quella di produrre semi o frutti o radici ma proprio quella di generare foglia e in parallelo produrre quegli aspetti così graditi. Rallentare la crescita sino al punto di permettere la vitalità minima è puntare ad azionare un metabolismo di base, ovvero una sussistenza. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1"><strong>Ma cosa spinge il prato a crescere?</strong>
</span><span class="s1">Le specie microterme utilizzate in gran parte d’Italia, quelle cosiddette a Carbonio C3, crescono in forma vigorosa a temperature tra il 16 e i 24 °C<span class="Apple-converted-space">  </span>e proprio i <strong>mesi primaverili ed autunnali esaltano il prato</strong> e permettono i migliori risultati al minimo costo.
</span><span class="s1">Quindi la temperatura guida la crescita, primo tra gli elementi e ovviamente non influenzabile dall’uomo. <strong>Il carburante reale è però la luce, che aziona la fotosintesi e permette la formazione di materia vegetale alla base della crescita</strong>, ma anche in questo caso non è possibile incidere sulla radiazione solare che arriva su un prato.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Ci sono altri due elementi che incidono sul potenziale di crescita e sui quali possiamo parzialmente intervenire: <strong>la disponibilità idrica e il livello di Azoto assorbibile dalla piantina</strong>. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1"><strong>Il bilancio idrico del prato</strong>
</span><span class="s1">Il bilancio idrico è influenzato da diversi fattori, primo tra tutti la piovosità e il ricorso all’irrigazione, ma anche la struttura fisica del suolo può limitare l’umidità disponibile all’apparato radicale: un terreno sabbioso è per sua natura ben drenante ed ha scarsa capacità di ritenuta idrica e di conseguenza a parità di apporti riduce l’assorbimento verso la radice, con riduzione del metabolismo e della crescita. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">All’opposto è il comportamento di un suolo argilloso/limoso.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1"><strong>Se non possiamo governare le piogge possiamo dosare il ricorso all’irrigazione artificiale</strong>, in funzione del nostro obbiettivo che in questo caso, prima che la rigogliosa vegetazione, ci chiede la limitazione della crescita. <strong>Abbiamo qui la possibilità di allungare dal 50 al 100% il turno irriguo</strong>, cosa che stimola tra l’altro, in condizioni di stress, l’emissione di peli radicali utili ad aumentare la competizione naturale del prato verso le situazioni avverse come le patologie fungine. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1"><strong>Il livello di azoto del prato</strong>
Tra le dotazioni minerali del terreno, l’Azoto stimola fortemente la crescita, in presenza degli altri tre elementi appena discussi e, come nella legge di Liebig, anche qui <strong>la disponibilità più ridotta di Azoto riduce la funzione degli altri tre</strong>, di conseguenza riduce l’attività metabolica e quindi la crescita.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Come abbassare oltremodo l’apporto di Azoto senza incidere sulle prestazioni del prato? <strong>Prima di tutto con un suolo equilibrato in fatto di pH, sostanza organica e capacità di scambio,</strong> con apporti nutritivi bilanciati e con Azoto minerale a cessione controllata. I concimi organici di provenienza vegetale o animale possono essere utili laddove il prodotto sia certificato all’origine e nella filiera di trasformazione.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Infine,<strong> i regolatori di crescita di sintesi come il trinexapac-etil</strong> consentono la crescita pur mantenendo la struttura fogliare più limitata e di fatto riducono la spinta in altezza del prato.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1"><strong>L'alternativa</strong>
Ma se proprio non vogliamo vedere l’erba che cresce possiamo accontentarci di un <strong>prato di Dichondra</strong>, non più una graminacea ma una specie dicotiledone con fogliolina tonda, a patto che la temperatura non scenda sottozero e di non “frequentarlo” assiduamente. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Buona scelta!</span></p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="432" src="https://www.greenservice.it/blog/wp-content/uploads/2019/01/clover-2513791_1280-700x432.jpg" class="attachment-single size-single wp-post-image" alt="clover-2513791_1280" /></p><p class="p2"><span class="s1">È questo il sogno di molti “consumatori” di prato? </span><span class="s1"><strong>Tagliare il prato è una combinazione di elementi speciali</strong>: facilita il distacco dai pensieri quotidiani, aiuta a smaltire qualche caloria, avvicina alla natura, permette di scoprire ogni volta un dettaglio del proprio giardino. Insomma, ci offre un’esperienza niente male.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1"><strong>Ma, quando l’erba si fa alta</strong>……ecco che la ricerca della scusa si fa pressante sino a provvedere, ormai con clamoroso ritardo, a estrarre il tosaerba dal fondo del box, a tirare il cavo di avviamento, a cercare la scorta del carburante, a pensare a dove mettere lo sfalcio, ecc. ecc.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Quante volte abbiamo sentito chiedere: <strong>dove posso comprare l’erba che non cresce?</strong> Le graminacee da prato devono le loro caratteristiche di densità, robustezza e bellezza proprio alla funzione di taglio, operazione che induce stimolo alla nascita di nuovi culmi, favorisce l’accestimento e l’approfondimento radicale, permette una uniformità di altezza e quindi una armonia di sfumature cromatiche tipiche di ciò che definiamo normalmente un buon prato. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1"><strong>La peculiarità dell’operazione di taglio è la frequenza</strong>, ovvero l’intervallo tra due tagli, che è funzione della crescita vegetativa: quindi è proprio il rallentamento della crescita, per assurdo sino all’arresto, che permette di sdraiarsi sul divano una volta di più. </span><span class="s1"><strong>La crescita è l’unica funzione richiesta a questa graminacea</strong>: non quella di produrre semi o frutti o radici ma proprio quella di generare foglia e in parallelo produrre quegli aspetti così graditi. Rallentare la crescita sino al punto di permettere la vitalità minima è puntare ad azionare un metabolismo di base, ovvero una sussistenza. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1"><strong>Ma cosa spinge il prato a crescere?</strong>
</span><span class="s1">Le specie microterme utilizzate in gran parte d’Italia, quelle cosiddette a Carbonio C3, crescono in forma vigorosa a temperature tra il 16 e i 24 °C<span class="Apple-converted-space">  </span>e proprio i <strong>mesi primaverili ed autunnali esaltano il prato</strong> e permettono i migliori risultati al minimo costo.
</span><span class="s1">Quindi la temperatura guida la crescita, primo tra gli elementi e ovviamente non influenzabile dall’uomo. <strong>Il carburante reale è però la luce, che aziona la fotosintesi e permette la formazione di materia vegetale alla base della crescita</strong>, ma anche in questo caso non è possibile incidere sulla radiazione solare che arriva su un prato.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Ci sono altri due elementi che incidono sul potenziale di crescita e sui quali possiamo parzialmente intervenire: <strong>la disponibilità idrica e il livello di Azoto assorbibile dalla piantina</strong>. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1"><strong>Il bilancio idrico del prato</strong>
</span><span class="s1">Il bilancio idrico è influenzato da diversi fattori, primo tra tutti la piovosità e il ricorso all’irrigazione, ma anche la struttura fisica del suolo può limitare l’umidità disponibile all’apparato radicale: un terreno sabbioso è per sua natura ben drenante ed ha scarsa capacità di ritenuta idrica e di conseguenza a parità di apporti riduce l’assorbimento verso la radice, con riduzione del metabolismo e della crescita. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">All’opposto è il comportamento di un suolo argilloso/limoso.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1"><strong>Se non possiamo governare le piogge possiamo dosare il ricorso all’irrigazione artificiale</strong>, in funzione del nostro obbiettivo che in questo caso, prima che la rigogliosa vegetazione, ci chiede la limitazione della crescita. <strong>Abbiamo qui la possibilità di allungare dal 50 al 100% il turno irriguo</strong>, cosa che stimola tra l’altro, in condizioni di stress, l’emissione di peli radicali utili ad aumentare la competizione naturale del prato verso le situazioni avverse come le patologie fungine. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1"><strong>Il livello di azoto del prato</strong>
Tra le dotazioni minerali del terreno, l’Azoto stimola fortemente la crescita, in presenza degli altri tre elementi appena discussi e, come nella legge di Liebig, anche qui <strong>la disponibilità più ridotta di Azoto riduce la funzione degli altri tre</strong>, di conseguenza riduce l’attività metabolica e quindi la crescita.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Come abbassare oltremodo l’apporto di Azoto senza incidere sulle prestazioni del prato? <strong>Prima di tutto con un suolo equilibrato in fatto di pH, sostanza organica e capacità di scambio,</strong> con apporti nutritivi bilanciati e con Azoto minerale a cessione controllata. I concimi organici di provenienza vegetale o animale possono essere utili laddove il prodotto sia certificato all’origine e nella filiera di trasformazione.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Infine,<strong> i regolatori di crescita di sintesi come il trinexapac-etil</strong> consentono la crescita pur mantenendo la struttura fogliare più limitata e di fatto riducono la spinta in altezza del prato.</span></p>
<p class="p2"><span class="s1"><strong>L'alternativa</strong>
Ma se proprio non vogliamo vedere l’erba che cresce possiamo accontentarci di un <strong>prato di Dichondra</strong>, non più una graminacea ma una specie dicotiledone con fogliolina tonda, a patto che la temperatura non scenda sottozero e di non “frequentarlo” assiduamente. </span></p>
<p class="p2"><span class="s1">Buona scelta!</span></p>]]></content:encoded>
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