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        <title>Blog Martina</title>
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            <title>Usa Facebook come Pagina. La nuova veste della Pagina Fan su Facebook. </title>
            <link>http://www.cplweb.it/20110228793/blog-martina/social-network/novita-pagina-fan-su-facebook/menu-id-1151.html</link>
            <description><![CDATA[<strong>Siete pronti?</strong> Una nuova rivoluzione attende le aziende e tutti gli amministratori di <strong>Pagine Fan su Facebook</strong>. A dire il vero la rivoluzione è già cominciata, ma forse pochi se ne sono accorti, perchè questa volta facebook sta introducendo il cambiamento piano piano e un po' in sordina.<br /><br />Si tratta di un <strong>mutamento che coinvolge il layout, ma sopratutto la gestione delle Pagine Fan</strong><strong></strong>, rendendola più semplice, snella e permette alla Pagina di costruire molti <strong>più "ponti" di comunicazione</strong> non solo son i fan, ma anche con l' "esterno".<br /><br />Ora, siccome le cose si capiscono meglio se si fanno, se siete amministratori di un Pagina, <strong>provate</strong>: andate su <strong>"account"</strong> nel vostro profilo e cliccate su <strong>"Usa Facebook come Pagina"</strong>, vedrete comparire l'elenco delle Pagine che gestite, sceglietene una e cliccate su <strong>"Inverti"</strong>.
<p><strong>A questo punto "siete diventati" la vostra Pagina</strong> e potete agire in modo molto simile ad una persona vera e prorpia:<br /><br /></p>
<ul>
<li>potete interagire più liberamente con i vostri fan;</li>
</ul>
<ul>
<li>ricevere le notifiche ogni volta che qualcuno interagisce con la vostra pagina;</li>
</ul>
<ul>
<li>vedere le notizie relative alle vostre pagine preferite, proprio come sulla bacheca del vostro profilo vedete i post dei vostri amici;</li>
</ul>
<ul>
<li>interagire con commenti e "mi piace" sulle altre pagine fan a nome della vostra pagina;</li>
</ul>
<ul>
<li>tornare ad usare facebook come utente in qualsiasi momento.</li>
</ul>
<p><br /><strong>Questa novità risponde ad un obiettivo di business per Facebook</strong> che mira ad aumentare il traffico sulle pagine fan, migliorando la soddisfazione delle aziende, ma non solo.<br />Il cambiamento è sempre più anche, e forse soprattutto, di approccio: <strong>le pagine migrano verso i profili perchè le aziende sono sempre più "customer friendly".</strong><br /><br />P.S. La rivoluzione sarà definitiva il 10 marzo 2011!<br /><br /><img alt="facebook_nuovafan_page" src="http://www.cplweb.it/images/stories/facebook_nuovafan_page.jpg" width="462" height="269" /></p>]]></description>
            <author> martina@cplweb.it (Martina Montaldi)</author>
            <pubDate>Mon, 28 Feb 2011 10:33:53 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title>Conosci le Applicazioni per Facebook?</title>
            <link>http://www.cplweb.it/20101201763/blog-martina/social-network/realizzazione-applicazioni-per-facebook/menu-id-1151.html</link>
            <description><![CDATA[<strong>Una nuova rivoluzione copernicana attende le aziende che vogliono realmente vivere e crescere sul web. </strong><br /><br />Passare dalla visione "sitocentrica" ad una che riflette il reale comportamento delle persone quando navigano su internet non è facile, ma lo abbiamo detto più volte, oggi rappresenta un'urgenza imprescindibile per qualsiasi azienda.<br /><br />Ma Facebook non significa solo <strong>scrivere su una bacheca</strong>. Non significa solo socializzare e dialogare. Con le Applicazioni Facebook, la pagina dell'azienda sul social network può trasformarsi in uno spazio in cui i prodotti si vendono direttamente, vengono raccolti gli indirizzi email e le iscrizioni alle newsletter, vengono trasmessi seminari e video in diretta, e "gli amici" possono svolgere molte altre azioni immediate.<br /><br /><strong>In altre parole, la Fan Page non è più un'appendice del sito aziendale,</strong> ma è l'intera azienda che "esce" dal sito e si trasferisce su Facebook, proprio come quando, uscita da uffici e stabilimenti, l'azienda si è trasferita su internet con il sito web.<br /><br /><strong>Facebook è un canale a sè stante con regole proprie e utenti con caratteristiche specifiche.</strong><br /><br />Le persone passano su Facebook il 17% del loro tempo trascorso on line. Il pubblico è il pubblico di Facebook, che lo usa come canale preferenziale di comunicazione, ma che si aspetta anche di "poter fare".<br /><br />Gli utenti devono "poter fare" più cose possibili direttamente dalla Fan Page, senza uscire da Facebook, senza degli inutili click in più.<br /><br /><strong>In questo senso è possibile sviluppare applicazioni "ad hoc"</strong> (la prima e più semplice è creare una "landing page" diversa dalla classica "Bacheca") <strong>da integrare nella Fan Page di Facebook </strong>e che consentono agli utenti di compiere azioni che normalmente avrebbero potuto concludere soltanto sul sito ufficiale o, ancora meglio, azioni che possano fare solo sulla Fan Page, come iscriversi ad un evento o ad una newsletter, prenotare o concludere un acquisto, scaricare gadget e utilità, partecipare a sondaggi... Insomma fare e far parte dell'esperienza della nostra azienda.<br /><br /><strong>Per farti un'idea più precisa di cosa intendiamo quando parliamo di applicazioni per Facebook, per "landing page" diversa dalla bacheca</strong>, prova a cercare su Facebook i nomi di alcuni grandi marchi internazionali come "Coca Cola" o "Starbucks", o italiani come "Ferrari" e osserva cosa puoi vedere e fare sulle loro pagine ufficiali.]]></description>
            <author> martina@cplweb.it (Martina Montaldi)</author>
            <pubDate>Wed, 01 Dec 2010 09:47:36 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.cplweb.it/20101201763/blog-martina/social-network/realizzazione-applicazioni-per-facebook/menu-id-1151.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Social eCommerce. I social network per il negozio online</title>
            <link>http://www.cplweb.it/20101108736/blog-martina/social-network/come-promuovere-negozio-su-internet/menu-id-1151.html</link>
            <description><![CDATA[<a href="http://4.bp.blogspot.com/_cdylWP1i5R8/TNe9o3EvxUI/AAAAAAAAAHg/2Zgrr0My6y4/s1600/shopping-cart.jpg"><img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 142px; height: 191px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_cdylWP1i5R8/TNe9o3EvxUI/AAAAAAAAAHg/2Zgrr0My6y4/s320/shopping-cart.jpg" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5537102776551589186" border="0" /></a>Lo spunto ci viene oggi dal <a href="http://www.blogger.com/www.gabrielegranato.it">blog di Gabriele Granato</a>.  Nella sezione dedicata al web marketing troviamo un post dal titolo <a href="http://www.gabrielegranato.it/index.php/2010/11/06/social-ecommerce-io-ci-credo/"><span style="font-weight: bold;">"Social eCommerce, io ci credo!".</span></a> Lo segnaliamo perchè anche <span style="font-weight: bold;">Cpl crede fortemente al Social Marketing come mezzo in grado di potenziare e dare slancio alle attività di eCommerce.</span><br /><br />Come ben sottolinea l'articolo, infatti, associare una <span style="font-weight: bold;">buona strategia social</span> al <span style="font-weight: bold;">nostro negozio online</span> può compensare alcuni punti deboli caratteristici dell'eCommerce, che emergono soprattutto nella gestione dei rapporti con gli utenti/clienti.  <span style="font-weight: bold;"><br /><br />I social network contribuiscono a:</span> 
<ul>
<li>aumentare la fiducia degli utenti (specialmente quelli italiani);</li>
<li>rompere la comunicazione "ad una via" dell'azienda;</li>
<li>far capire all'utente se sta acquistando il prodotto giusto al posto giusto.</li>
</ul>
Quando si parla di eCommerce, quindi, è indispensabile svilupparlo anche in chiave social prevedendo una serie di strumenti interni ed esterni al sito, a cominciare dall'assistenza tecnica in tempo reale per giungere fino a Facebook e Twitter, che rappresentano il vero "alter ego" in rete della tradizionale quarta "P" del marketing mix tradizionale: la promozione/comunicazione.]]></description>
            <author> martina@cplweb.it (Martina Montaldi)</author>
            <pubDate>Mon, 08 Nov 2010 09:23:44 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.cplweb.it/20101108736/blog-martina/social-network/come-promuovere-negozio-su-internet/menu-id-1151.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Il prodotto online. Le regole base per un buon sito di eCommerce</title>
            <link>http://www.cplweb.it/20101103734/blog-martina/opinioni-brevi/creare-negozio-di-vendita-online/menu-id-1152.html</link>
            <description><![CDATA[<p><span style="font-weight: bold;">Un ecommerce non è un semplice sito web</span>, ma costituisce un vero e proprio <span style="font-weight: bold;">canale di vendita online</span>, nel quale dobbiamo mettere il potenziale cliente nella condizione di capire  immediatamente quali sono i prodotti in vendita e le modalità di acquisto.  In altre parole, il nostro negozio online deve essere costruito ed organizzato con l’obiettivo di rendere il <span style="font-weight: bold;">più agevole</span> possibile <span style="font-weight: bold;">la navigazione del sito</span> da parte del potenziale cliente e <span style="font-weight: bold;">finalizzare</span> il più possibile <span style="font-weight: bold;">all’acquisto</span>.</p>
<p>Ecco alcune regole indispensabili per <strong>realizzare un buon sito di commercio elettronico</strong>:</p>
<ul>
<li>descrizioni dei prodotti chiare ed esaustive, accompagnate da fotografie di altà qualità in grado di restituire al meglio la “verità” del prodotto;</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>chiarezza della navigazione</strong> attraverso l’uso di colori diversi per far sapere sempre all’utente dove si trova;</li>
</ul>
<ul>
<li>esplorazione semplice con l’uso di etichette;</li>
</ul>
<ul>
<li>le funzioni di ricerca vanno posizionate in tutte le pagine e sempre allo stesso posto;</li>
</ul>
<ul>
<li>“Cassa” e “Carrello” devono essere sempre distinti e distinguibili dall’utente;</li>
</ul>
<ul>
<li>Semplificare il più possibile la fase di pagamento</li>
</ul>]]></description>
            <author> martina@cplweb.it (Martina Montaldi)</author>
            <pubDate>Wed, 03 Nov 2010 11:18:12 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.cplweb.it/20101103734/blog-martina/opinioni-brevi/creare-negozio-di-vendita-online/menu-id-1152.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Definire l'identità aziendale, diffondendo i propri casi di successo.</title>
            <link>http://www.cplweb.it/20101013705/blog-martina/scrittura-per/scrivere-case-history-per-le-aziende/menu-id-1154.html</link>
            <description><![CDATA[Una <strong>case history</strong>, o <strong>"success story"</strong>, è una relazione che descrive la storia di un caso aziendale di successo, misurato sia sulla soddisfazione del cliente che su quello dell'azienda stessa. Si tratta di un resoconto nel quale, a partire da una problematica di partenza, vengono illustrate le risorse e le soluzioni messe in campo dall'azienda per superarla e incontrare le esigenze del cliente.
<p><strong>Scrivere e diffondere esempi di successo aziendale significa condividere metodi e progetti pratici per affrontare sfide specifiche</strong>.</p>
<p>Una case history rafforza la credibilità aziendale e contribuisce a definirne l'identità, mettendo in luce il rapporto di fiducia instauratosi tra azienda e cliente e il conseguente valore aggiunto creato e trasferito al cliente. Può essere utilizzata in varie occasioni: <strong>inserita nel sito web aziendale come "biglietto da visita"</strong>, fungere da supporto promozionale di proposte commerciali, corredare le referenze dell'azienda.</p>
<p><strong>Una case history sviluppa i seguenti punti</strong>:</p>
<p>- presenta l'azienda e il mercato di riferimento, con descrizione dettagliata del cliente;</p>
<p>- racconta i bisogni e difficoltà oggettive di partenza;</p>
<p>- descrive come sia stato possibile giungere ad un buon risultato, attraverso quali attività, tecnologie e risorse;</p>
<p>- evidenzia i benefici ottenuti dall'azienda, in termini economici e tecnologici e tutti i vantaggi conseguiti da cliente e azienda.</p>]]></description>
            <author> martina@cplweb.it (Martina Montaldi)</author>
            <pubDate>Wed, 13 Oct 2010 07:57:19 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.cplweb.it/20101013705/blog-martina/scrittura-per/scrivere-case-history-per-le-aziende/menu-id-1154.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Article Marketing in Italia. Possibilità di sviluppo.</title>
            <link>http://www.cplweb.it/20100910690/blog-martina/article-marketing/article-marketing-italia/menu-id-1324.html</link>
            <description><![CDATA[<p>Qualche giorno fa mi è capitato di leggere <a href="http://damianocongedo.it/2010/08/31/article-marketing-in-italia-ma-ne-vale-la-pena/">questo articolo</a>, <strong>"Article Marketing in Italia, ma ne vale davvero la pena?"</strong> pubblicato sul blog di Damiano Congedo. Nell'articolo di parla di Directory e Article Marketing e ci si chiede (è l'autore che esprime la sua opinione) se essi costituiscano effettivamente strumenti validi ai fini SEO, posizionamento e indicizzazione dei siti web.<br /><br />E' certo che, e qui l'articolo sopra citato mi trova d'accordo, i siti di directory, portali che riuniscono semplicemente degli elenchi di link, siano ormai metodi obsoleti che potevano avere una loro utilità in un ambiente web  "vecchia maniera", ma che oggi, alle soglie del web 3.0, hanno perso validità ed efficacia.<br /><br />L'attività di <strong>Article Marketing</strong>, invece, <strong>possiede grandi potenzialità</strong> (d'altra parte i riusultati che si osservano negli USA confermano questa previsione), poichè, come ammette lo stesso Congedo, offre la possibilità di scrivere articoli che contengono i cosiddetti <strong>link in target</strong> (in tema) con il prodotto/servizio del stito da promuovere. E questo  è chiaro e lo abbiamo ripetuto più volte.<br /><br />Quel è allora il problema ? Che cosa impedisce all'Article Marketing in Italia di sviluppare a pieno le proprie potenzialità?<br /><br />Uno di essi è a ragione segnalato da Congedo e confermato dalla sottoscritta: non ci si può trovare davanti ad un limite minimo di 3000 caratteri! Certo non si possono scrivere neanche tre righe, ma tremila caratteri è veramente una richiesta esosa e, a mio parere, insensata. <strong>La qualità di un articolo non può essere esclusivamente valutata dalla sua lunghezza</strong>. Tanto più che la sintesi, la brevità ma non la povertà di contenuto, è una delle caratteristiche più apprezzate sul web.<br /><br /><strong>Ulteriore conferma mi arriva da un articolo di Elysia Brooker, una delle personalità di spicco nel panorama dell'article marketing americano</strong>, che in <a target="_blank" href="http://www.jonathanfields.com/blog/article-marketing/">un suo recente articolo</a> scrive:</p>
<p>"300-400 parole sono sufficienti. Alcuni non saranno d'accordo, ma ho ottenuto ottimi risultati con articoli da 300 parole e non ci sono prove documentate che articoli di lunghezza maggiore possano ottenere migliori risultati. Scrivere contenuti in 300 parole conviene se si ha un budget limitato o poco tempo a disposizione, è preferibile scrivere 10 articoli da 300 parole piuttosto che 5 da 500."<br /><br /><strong>L'Article Marketing ha ottime possibilità di rivelarsi uno strumento fondamentale per il web marketing anche in Italia</strong>, a patto che si superino alcune problematiche di fondo: trovare uno standard condiviso per quanto riguarda i regolamenti per gli autori degli articoli, ad esempio, potrebbe essere una soluzione... e non imporre vere e proprie "barriere all'entrata" certamente un ottimo punto di partenza.</p>]]></description>
            <author> martina@cplweb.it (Martina Montaldi)</author>
            <pubDate>Fri, 10 Sep 2010 06:46:31 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.cplweb.it/20100910690/blog-martina/article-marketing/article-marketing-italia/menu-id-1324.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Articolo o Comunicato Stampa? Ecco le differenze</title>
            <link>http://www.cplweb.it/20100719667/blog-martina/article-marketing/articolo-comunicato-stampa-differenze/menu-id-1324.html</link>
            <description><![CDATA[<p>Durante l'incontro dello scorso 7 luglio a Genova con tema l' article marketing (<a target="_blank" href="http://www.slideshare.net/ego82/article-marketing-di-martina-montaldi">qui trovate le slide dell'incontro</a>), nelle "Sei conversazioni sulla Comunicazione" di <a target="_blank" href="http://www.dcnc.it">DCNC - Da cosa nasce cosa</a>, gli interventi del dibattito successivo al mio intervento hanno evidenziato l'importanza di definire la differenza fra articolo vero e proprio e comunicato stampa quando si svolge attività di article marketing.<br /><br />Mi pare allora utile ribadirle ulteriormente qui di seguito, anche perchè i portali che offrono servizio di article marketing solitamente danno la possibilità di scrivere anche comunicati stampa, alcune prevedendo una categoria dedicata e distinta dalle categorie "articolo", altri tendono a confondere le due cose e a pubblicare articoli e comunicati insieme.<br /><br />Un <strong>comunicato stampa </strong>ha le seguenti caratteristiche:</p>
<p>è <strong>una notizia</strong>, un annuncio ufficiale circa un evento, un prodotto, un nuovo servizio, etc.;<br />il linguaggio che usa è promozionale, saranno citati anche marchi, aziende, servizi, prodotti;<br />la sua struttura riprende le classiche "5 W" del giornalismo che dovranno essere seguite durante la fase di scrittura;<br />può essere utilizzato per la promozione di un sito appena messo on-line (ad esempio come stimao facendo per il nuovo <a target="_blank" href="http://www.prontocatalogo.it">Prontocatalogo.it</a>), un nuovo prodotto nel nostro ecommerce, un cambiamento significativo al nostro sito;<br />ha vita breve perchè riguarda un notizia valida solo per un determinato lasso di tempo;<br />può essere duplicato in più portali identico.<br /><br />Un <strong>articolo:<br /><br /></strong>è <strong>un contenuto su un argomento </strong>inerente il nostro settore d'attività e interesse aziendale;<br />il linguaggio è prettamente informativo e non ci sono diretti riferimenti a marchi;<br />la sua struttura si articola secondo "3 W": <strong>WHICH</strong>, di quale argomento stiamo parlando, <strong>WHO</strong>, chi è l'autore del testo, <strong>WHAT</strong>, di che cosa si occupa l'autore;<br />può essere utilizzato durante l'intera vita del sito;<br />ha vita potenzialemente infinita poichè si occupa di argomenti sempre validi;<br />deve essere modificato per ogni portale in cui verrà pubblicato.</p>
]]></description>
            <author> martina@cplweb.it (Martina Montaldi)</author>
            <pubDate>Mon, 19 Jul 2010 09:24:00 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.cplweb.it/20100719667/blog-martina/article-marketing/articolo-comunicato-stampa-differenze/menu-id-1324.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Comunicare attraverso il proprio sito - Il Marketing degli Articoli - Le slide dell'incontro</title>
            <link>http://www.cplweb.it/20100709661/blog-martina/article-marketing/spiegare-article-marketing/menu-id-1324.html</link>
            <description><![CDATA[<p>Lo scorso 7 luglio a Genova, presso <a target="_blank" href="http://www.dcnc.it/">l'Associazione culturale "DCNC - Da cosa nasce cosa"</a> abbiamo parlato di come promuovere e aumentare la visibilità del nostro sito attraverso l'article marketing.<br />Di seguito vi propongo le slide dell'incontro.<br /><br /><br /></p>
<div id="__ss_4720527" style="width: 425px;"><strong style="display: block; margin: 12px 0 4px;"><a href="http://www.slideshare.net/ego82/article-marketing-di-martina-montaldi" title="Article Marketing di Martina Montaldi">Article Marketing di Martina Montaldi</a></strong> <span name="allowFullScreen" value="true"></span><span name="allowScriptAccess" value="always"></span><span name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=presentazionearticlemarketing-100709094230-phpapp02&rel=0&stripped_title=article-marketing-di-martina-montaldi"></span>
<div style="padding: 5px 0 12px;">View more <a href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a href="http://www.slideshare.net/ego82">Sandro Ghini</a>.</div>
</div>]]></description>
            <author> martina@cplweb.it (Martina Montaldi)</author>
            <pubDate>Fri, 09 Jul 2010 15:27:36 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.cplweb.it/20100709661/blog-martina/article-marketing/spiegare-article-marketing/menu-id-1324.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Come varia l'utilizzo di Internet in Italia. Gli ultimi dati</title>
            <link>http://www.cplweb.it/20100618633/blog-martina/opinioni-brevi/utilizzo-di-internet-in-italia-aprile-2010/menu-id-1152.html</link>
            <description><![CDATA[<p>Oggi vi segnalo questo <a target="_blank" href="http://iab.blogosfere.it/2010/06/crescono-i-navigatori-in-italia-soprattutto-quelli-da-mobile.html#more">articolo dell' Associazione IAB Italia</a> che propone gli ultimi dati rilevati da Audiwen e Nielsen nel mese di aprile 2010 sull' utilizzo di Internet in Italia.<br />I dati più interessanti sono:</p>
<ul>
<li>la crescita del 16% degli utenti che si collegano ad Internet dal PC, rispetto all'ultimo anno</li>
</ul>
<ul>
<li>l'aumento degli utenti internet che si collegano in mobilità dal proprio cellulare, 29% in più rispetto all'ultimo anno</li>
</ul>
<ul>
<li>Il "ranking" della tipologia di <strong>siti più visitati<br /></strong> 
<ul>
<li><strong>da fisso</strong>: primi dieci posti stabili con crescita sensibile rispetto all'anno scorso dei siti di <strong>Members Community</strong> (+ 19%), <strong>video on line</strong> (+ 22%) e <strong>news on line </strong>(+25%);</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>da cellulare</strong>: al primo posto i <strong>portali generalisti</strong> seguiti dall'utilizzo delle <strong>email</strong> e dai siti di <strong>news on line</strong>.<br /><br />Ecco le tabelle di <a target="_blank" href="http://www.audiweb.it">Audiweb</a> e Nielsen:</li>
</ul>
</li>
<p><img style="float: left;" alt="classifica siti più visitati da pc" src="http://www.cplweb.it/images/stories/nielsen_aprile_2010_ranking_01.jpg" width="548" height="243" /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><img style="float: left;" alt="classifica siti più visti da cellulare" src="http://www.cplweb.it/images/stories/nielsen_aprile_2010_ranking_mobile_02.jpg" width="548" height="232" /></p>
<p> </p>
<p> </p>
</ul>
<div style="text-align: right;"></div>
<p> </p>
<p><br /><br /><br /><br />Fonte: Audiweb-Nielsen, IAB</p>]]></description>
            <author> martina@cplweb.it (Martina Montaldi)</author>
            <pubDate>Fri, 18 Jun 2010 09:47:53 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.cplweb.it/20100618633/blog-martina/opinioni-brevi/utilizzo-di-internet-in-italia-aprile-2010/menu-id-1152.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Real Time Search e Social Network: una risorsa fondamentale per le aziende</title>
            <link>http://www.cplweb.it/20100608627/blog-martina/social-network/real-time-search-social-network-risorsa-per-le-aziende/menu-id-1151.html</link>
            <description><![CDATA[<p>Cosa succede quando il leader incontrastato fra i motori di ricerca strizza l'occhio ai social networks? Nasce un modo rivoluzionario per reperire informazioni su internet.<br />Ne avevamo già parlato <a target="_blank" href="http://www.cplweb.it/20100319534/blog-martina/social-network/google-real-time-search-facebook/menu-id-1151.html">QUI</a>, spiegando in che cosa consiste la "Real Time Search" introdotta da Google come nuovo sistema di ricerca.<br /><br />La novità è che da pochi mesi anche gli utenti italiani di Google possono avvalersi di questo importante strumento semplicemente evidenziando "Aggiornamenti" nel menu laterale destro della pagina iniziale di Google.it.<br />Questo conduce ad alcune riflessioni.<br /><br />La prima. La presenza della aziende e non solo i grandi gruppi, ma anche le realtà medio piccole sui social networks come facebook o twitter, diventa ormai un'esigenza fondamentale.<br />Qualora, infatti, un utente compia una ricerca su google inerente una tipologia di prodotto/servizio fornito dalla nostra azienda, nella ricerca classica troverà il nostro sito (se siamo stati bravi nell'indicizzazione); se fa la stessa ricerca in "real time" e la nostra azienda sta discutendo di quell'argomento proprio in quel momento su twitter o ha postato una articolo in merito su facebook, il nostro utente/potenziale cliente avrà immediatamente, in tempo reale la risposta che cerca e saprà subito anche chi gliel'ha fornita.<br />Inoltre, dal momento che dietro ad un profilo facebook o twitter c'è sempre una persona e non l'entità evanescente "azienda", gli utenti avranno la sensazione di poter interagire con questa in modo più diretto e meno istituzionale.<br /><br />In secondo luogo, la stessa azienda può utilizzare la "Real Time Search" per monitorare le discussioni che si stanno svolgendo intorno ai suoi marchi o prodotti specifici, sondando "dal vivo" la "customer satisfaction" e magari corregendo alcune opinioni negative.<br /><br />Ad esempio, vedo che oggi l'argomento del quale si parla di più su twitter, il cosiddetto "tema caldo" è la presentazione del nuovo iPhone4. Provo a fare una ricerca in real time su Google scrivendo "iPhone4" come chiave di ricerca e scegliendo aggiornamenti. Ecco cosa vedo:<br /><br /><img alt="realtime_iphone4" src="http://www.cplweb.it/images/stories/realtime_iphone4.jpg" width="522" height="303" /><br /><br />La presenza attiva sui social networks non è un "ritorno" che potrà non essere tradotto immediatamente in termini economici; al contrario è un investimento in contenuti, informazioni e relazioni che se ben gestito, darà frutto nel medio/lungo periodo, che difficilmente deperirà.<br /><br />Per <a target="_blank" href="http://www.hwgadget.com/google-real-time-search-italiano-0319.html">approfondire il tema della "Real Time Search"</a> e un <a target="_blank" href="http://www.youtube.com/watch?v=WRkYmx4A9Do">bel video</a> che ne esemplifica lo spirito<br /><br /><br /><br /></p>]]></description>
            <author> martina@cplweb.it (Martina Montaldi)</author>
            <pubDate>Tue, 08 Jun 2010 10:17:58 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.cplweb.it/20100608627/blog-martina/social-network/real-time-search-social-network-risorsa-per-le-aziende/menu-id-1151.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>La Google Tv diventa realtà</title>
            <link>http://www.cplweb.it/20100520600/blog-martina/tecnologie-e-nuovi-media/google-tv-televisore-sony/menu-id-1153.html</link>
            <description><![CDATA[<p>Se ricordate qualche tempo fa abbiamo parlato dell'accordo fra Google e la tv satellitare americana Dish Networks che aveva prodotto un box da collegare al televisore e che permetteva l'accesso a internet e la ricerca di contenuti video in base all'inserimento di parole chiave, proprio come avviene quando si usano un pc e un motore di ricerca.</p>
<p>In questi giorni la conquista del mercato televisivo da parte di Google continua e sembra farsi sempre più concreta.<br /><br />In questi giorni al Google Developer Forum in corso a San Francisco verrà presentato un modello di televisore di marca Sony e con processore Intel, già ribattezzato Google Tv, che integra le funzioni già descritte per il box di Dish.<br /><br />Basterà quindi acquistare il solo televisore per accedere a internet, cercare i contenuti video desiderati con la funzione di motore di ricerca, navigarli attraverso il sistema operativo Android (quello già presente nei cosiddetti "googlefonini") e visionare tutta una serie di contenuti adattati e ottimizzati per lo schermo televisivo, frutto di accordi fra Google e terze parti.<br /><br />La mossa di Google si inserisce in quandro più ampio in cui Internet e tv stanno via via stringendo legami sempre più stretti. Lo confermano le parole di Laurence Meyer, analista di Forrester Research, che possiamo leggere <a target="_blank" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Editrice/IlSole24Ore/2010/05/19/Tecnologia%20e%20Business/27_A.shtml?uuid=efa72cfe-6312-11df-b805-90ff3ebcf28f&DocRulesView=Libero&correlato">sull'articolo de "Il Sole 24 ore" di ieri</a> che riporta la notizia: "E' partito da poco ma sta per raggiungere il grande pubblico: presto tutte le tv integreranno l'accesso a Internet."</p>]]></description>
            <author> martina@cplweb.it (Martina Montaldi)</author>
            <pubDate>Thu, 20 May 2010 09:38:38 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.cplweb.it/20100520600/blog-martina/tecnologie-e-nuovi-media/google-tv-televisore-sony/menu-id-1153.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Chi misura l'audience di Internet?</title>
            <link>http://www.cplweb.it/20100505593/blog-martina/opinioni-brevi/misurare-audience-internet/menu-id-1152.html</link>
            <description><![CDATA[Sapevate che l'audience si misura anche su Internet? Ebbene sì.<br /><br /><a target="_blank" href="http://www.audiweb.it/">Audiweb</a> è una "Joint Industrie Committee", cioè un ente partecipato da tutte le associazioni di categoria degli operatori del mercato online e fornisce dati, imparziali e attendibili, di tipo quantitativo e qualitativo sulla fruizione di Internet.<br />La consultazione dei report di sintesi sul sito di Audiweb è libera, per accedervi  è sufficiente registrarsi.<br /><br />Questo tipo di informazioni possono rivelarsi molto utili per tutte le aziende attive su internet che vogliano comprenderne il funzionamento in modo più approfondito e conseguentemente pianificare al meglio le loro azioni di comunicazione e di marketing on-line.<br /><br />Proprio ieri Audiweb ha reso pubblico il report circa i risultati di audience conseguiti dal web nel mese di marzo di quest'anno, con dati relativi all'utilizzo del "medium" da casa, ufficio e altri luoghi, da parte di utenti italiani dai 2 ai 74 anni.<br />Un riassunto dei dati più significativi con il confronto rispetto allo stesso mese dello scorso anno lo trovate <a target="_blank" href="http://iab.blogosfere.it/2010/05/audiweb-pubblica-i-dati-di-audience-online-del-mese-di-marzo-2010-23-milioni-i-navigatori-online.html#more">QUI</a>, oppure andate direttamente al <a target="_blank" href="http://www.audiweb.it/">sito di Audiweb</a>.<br />]]></description>
            <author> martina@cplweb.it (Martina Montaldi)</author>
            <pubDate>Wed, 05 May 2010 10:03:50 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.cplweb.it/20100505593/blog-martina/opinioni-brevi/misurare-audience-internet/menu-id-1152.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Il contrattacco anti-censura di Google</title>
            <link>http://www.cplweb.it/20100421585/blog-martina/opinioni-brevi/google-anti-censura-classifica-richieste-governi/menu-id-1152.html</link>
            <description><![CDATA[Google colpisce ancora. Il post sul blog ufficiale, firmato David Drummond, annuncia la messa a punto di uno nuovo strumento, il Government Request Tool, che mostra agli utenti il numero delle richieste di rimozione di contenuti e informazioni, inoltrate dai Governi di tutto il mondo a Google da luglio a dicembre del 2009.<br /><br />L'intento di Google è quello di aumentare la trasparenza sul web e diminuire di conseguenza le azioni censorie dei governi.
<p>Per approfondire <a target="_blank" href="http://googleblog.blogspot.com/">QUI</a> trovate il post di David Drummond sul blog ufficiale di Google e<a target="_blank" href="http://www.google.com/governmentrequests/"> QUI</a> trovate la classifica delle richieste censorie dei governi mondiali.<br /><br />Sulla Cina campeggia un eloquente punto interrogativo, poiché "La Cina considera la richieste di censura un segreto di stato, non possiamo quindi fornire questa informazione al momento".</p>
<p>L'Italia è al settimo posto con 57 richieste, dopo la Gran Bretagna e prima dell'Argentina.</p>]]></description>
            <author> martina@cplweb.it (Martina Montaldi)</author>
            <pubDate>Wed, 21 Apr 2010 10:05:56 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.cplweb.it/20100421585/blog-martina/opinioni-brevi/google-anti-censura-classifica-richieste-governi/menu-id-1152.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>L'Article Marketing non è pubblicità</title>
            <link>http://www.cplweb.it/20100415566/blog-martina/article-marketing/article-marketing-e-pubblicita/menu-id-1324.html</link>
            <description><![CDATA[Per sviscerare ulteriormente l'argomento è utile capire anche che cosa NON è l' "article marketing".
<p>Prima differenza: l'article marketing <strong>non</strong> è pubblicità.</p>
<p>Non contiene e non deve contenere nessun riferimento specifico e diretto a particolari prodotti/servizi/aziende/marchi. Potrà includere alcuni link su parole chiave all'interno del testo (solitamente fino ad un massimo di tre, ma varia molto da portale a portale) ma solitamente esiste una sezione dedicata, quella che potremmo chiamare "area della firma", nella quale vengono inseriti tutti i dettagli relativi all'autore di quel testo e allora anche il riferimento al sito aziendale. Quest'area, che negli USA chiamano "Resource Box", spesso contiene anche la cosiddetta USP, acronimo di "Unique Selling Proposition", cioè una frase che identifica ciò che abbiamo scritto come qualcosa di unico, speciale. E' nella "Resource Box" che il lettore deve essere chiamato ad agire ed essere invogliato a visitare il nostro sito, è la CTA "Call to action", chiamata all'azione.</p>
<p>In sintesi, l'articolo deve dimostrarsi come una risorsa informativa per il lettore (non smetteremo mai di sottolinearlo), deve "dare" qualcosa, e dunque, non meramente pubblicizzare qualcosa. Deve servire da "traino" affinché l'utente una volta terminata la lettura dell'articolo decida di approfondire avvalendosi della "Resourse Box", la sezione alla quale vengono demandati gli obiettivi che più si avvicinano a quelli della pubblicità.</p>]]></description>
            <author> martina@cplweb.it (Martina Montaldi)</author>
            <pubDate>Thu, 15 Apr 2010 09:18:30 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.cplweb.it/20100415566/blog-martina/article-marketing/article-marketing-e-pubblicita/menu-id-1324.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Article Marketing: obiettivo qualità dei contenuti</title>
            <link>http://www.cplweb.it/20100414565/blog-martina/article-marketing/article-marketing-come-scrivere-contenuto/menu-id-1324.html</link>
            <description><![CDATA[C'è qualcosa che mi pare di non aver sottolineato a sufficienza e che chiarisce una volta in più perché, se si intende fare "article marketing" in modo serio, è necessario scrivere articoli con un contenuto informativo, utile e di qualità.
<p>Quando si dice che uno degli obiettivi/risultati dell'article marketing è quello di "aumentare la visibilità e la popolarità in rete", significa che ad incrementare sarà la credibilità, la competenza che gli utenti attribuiranno alla nostra azienda; questa, quindi diviene "popolare" perché nel proprio settore "ci sa fare", fornisce ai lettori interessati a quello specifico argomento delle notizie, dei consigli, delle istruzioni affidabili.</p>
<p>E' la cosiddetta "reputazione on line".<br />La "sostanza" è la condizione necessaria affinchè si produca la moltiplicazione di quell'articolo sulla rete con i relativi riferimenti all'autore; in altre parole, se l'utente ritiene appropriato quel contenuto è assai probabile che lo ripubblicherà e lo diffonderà sulle proprie reti di relazione on line e off line. Da lettore potrà trasformarsi in cliente e i suoi contatti potranno a loro volta convertirsi, in visitatori per il sito aziendale e in clienti per l'azienda.</p>
<p>Ecco la ragione per cui un articolo deve essere ben curato e redatto da persone che abbiano buone competenze di scrittura e che dedichino del tempo a questa attività, alla ricerca delle fonti, alla creazione di conoscenze nelle aree operative e di interesse per l'azienda.</p>
<p>Se non si ha tempo è inutile dedicarsi all' "article marketing", ma non sfruttare le potenzialità di questa nuova forma di marketing sul web, ha tutta l'aria di una buona occasione mancata.</p>
<p>In questo caso, però, la soluzione c'è: affidarsi ad aziende che possano occuparsi in modo specifico della creazione e della distribuzione degli articoli. Con i contenuti giusti nei posti giusti.</p>]]></description>
            <author> martina@cplweb.it (Martina Montaldi)</author>
            <pubDate>Wed, 14 Apr 2010 09:59:16 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.cplweb.it/20100414565/blog-martina/article-marketing/article-marketing-come-scrivere-contenuto/menu-id-1324.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>iPhone OS 4. Pronto per l'estate</title>
            <link>http://www.cplweb.it/20100409562/blog-martina/tecnologie-e-nuovi-media/iphone-os-4-nuovo-sistema-operativo-apple/menu-id-1153.html</link>
            <description><![CDATA[iPhone OS 4.
<p>E' il nuovo sistema operativo per iPhone, presentato ieri dal CEO di Apple, Steve Jobs.</p>
<p>Sarà disponibile nel prossimo periodo estivo e sarà dotato di numerose nuove funzionalità.</p>
<p>In autunno potrà essere utilizzato anche su IPad.<br />Per approfondire vi rimando all'<a target="_blank" href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=31&ID_articolo=252&ID_sezione=39&sezione=">articolo</a> de "La Stampa" di ieri, ma vi consiglio di prestare molta attenzione a due delle integrazioni presenti nel nuovo software: iAd, che probabilmente diventerà il diretto concorrente di Google Adwords nella pubblicità on line e alla possibilità che il nuovo sistema operativo offrirà per la lettura su iPhone degli eBooks.</p>
<p>Torneremo sull'argomento e certamente ne risentiremo parlare.</p>]]></description>
            <author> martina@cplweb.it (Martina Montaldi)</author>
            <pubDate>Fri, 09 Apr 2010 09:55:20 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.cplweb.it/20100409562/blog-martina/tecnologie-e-nuovi-media/iphone-os-4-nuovo-sistema-operativo-apple/menu-id-1153.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Capire l'article marketing, parte seconda. Perchè fare article marketing</title>
            <link>http://www.cplweb.it/20100409561/blog-martina/article-marketing/article-marketing-definizione-che-cose-vantaggi/menu-id-1324.html</link>
            <description><![CDATA[Ripartiamo dai "back link" e dalla necessità di "presidiare" la rete con questi che potremmo definire come vere e proprie "porte" del nostro sito aziendale. Come tutte le porte, non basta posizionarle qua e là per far sì che adempiano alla loro funzione.
<p>Una porta deve essere aperta, e allo stesso modo un link deve essere "clikkato".</p>
<p>Affinché ciò avvenga i link devono trovarsi nel posto giusto al momento giusto e fornire ragioni interessanti e utili perché l'utente decida di varcare quella soglia, per conquistare il beneficio che cerca.</p>
<p>Fare questa operazione oggi risulta assai complesso; in rete troviamo di tutto e non sempre le informazioni sono accurate e di qualità.</p>
<p>Ciò che fa e farà la differenza sul web, e dunque, ciò su cui bisogna puntare, è l'originalità e la pertinenza dei contenuti.</p>
<p>Gli internauti sono "smaliziati", hanno senso critico e sanno perfettamente operare distinzioni e scegliere la soluzione migliore e, elemento ancor più decisivo, sono in grado di attivare diffusioni di informazioni "a cascata", attraverso blog, community, social network. E' questo l'elemento cruciale di Internet: la condivisione aperta dei contenuti (di qualità).</p>
<p>In questo contesto entra in gioco l' "article marketing". Una forma di advertising, anche se si discosta dalla pubblicità pura, che consiste nel pubblicare e distribuire articoli, corredati da link di approfondimento, riguardanti temi rilevanti per l'azienda, su appositi portali.</p>
<p>In Italia l'article marketing è ancora poco sviluppato, se lo si confronta con la realtà USA. Tuttavia, facendo un rapido giro in rete (basta digitare "article marketing" su Google) i siti italiani dedicati a questo servizio sono numerosi.</p>
<p>Ogni sito ha le sue regole, ma la pubblicazione è quasi sempre gratuita e basta registrarsi. Inoltre, a tutti gli articoli di gran parte di questi siti è applicata la licenza "<a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Licenze_Creative_Commons">Creative Commons</a>", che permette la ripubblicazione degli articoli su altri siti o blog a patto di rispettare alcune condizioni.</p>
<p>I benefici che possono ottenere le aziende, grazie a questa attività sono essenzialmente i seguenti e strettamente interdipendenti:</p>
<p>•	aumento della visibilità e della popolarità in rete;<br />•	Aumento dei back link di qualità che puntano al proprio sito aziendale;<br />•	Migliore indicizzazione sui motori di ricerca</p>
<p style="text-align: center;"><img alt="link-building-popularity" src="http://www.cplweb.it/images/stories/link-building-popularity.jpg" height="300" width="300" /></p>
<p><br />Tutto questo si può ottenere però a patto che i contenuti inseriti siano originali, ricchi di informazioni utili, ben sviluppati e organizzati, corredati di pochi ma coerenti link e inseriti nella categoria più idonea al tema trattato.</p>
<p>Ecco la differenza: il contenuto e la sua qualità.</p>
<p>E sono gli stessi siti di "article marketing" ad affermarlo con chiarezza: "...solo la creatività e l'intelligenza possono garantirvi effetti positivi estremamente utili, mentre lo spam e ogni tipo di contenuto di bassa qualità sarà decisamente scartato, senza alcuna eccezione. ...testi inediti e originali, scritti pensando ai lettori e pubblicati in servizi controllati e ben gestiti, hanno buone probabilità di contribuire ad alimentare la popolarità delle vostre iniziative e la visibilità del vostro sito" (fonte: <a target="_blank" href="http://www.seoguru.it/article-marketing/">Article Marketing Guru</a>)</p>]]></description>
            <author> martina@cplweb.it (Martina Montaldi)</author>
            <pubDate>Fri, 09 Apr 2010 08:47:05 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.cplweb.it/20100409561/blog-martina/article-marketing/article-marketing-definizione-che-cose-vantaggi/menu-id-1324.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Slide Share: la community delle presentazioni efficaci</title>
            <link>http://www.cplweb.it/20100408560/blog-martina/scrittura-per/slide-share-presentazioni-migliori-power-point/menu-id-1154.html</link>
            <description><![CDATA[<p>A proposito delle regole da seguire per mettere a punto presentazioni in Power Point ottimizzate ed efficaci vi segnalo <a target="_blank" href="http://www.slideshare.net/">SlideShare</a>, una vera e propria community delle slide, nella quale attraverso una semplice e gratuita registrazione gli utenti possono caricare le loro presentazioni, ma anche i file pdf e word, e consultare quelle degli altri e commentarle.<br />Si possono poi condividere le presentazioni sui principali social network, quali Facebook, Twitter o LinkedIn per le aziende.<br /><br />Per le aziende esiste una sezione appositamente dedicata, la sezione "business", particolarmente interessante, perchè permette di caricare presentazioni di prodotti, campagne o la presentazione dell'azienda stessa.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.slideshare.net/ego82/cantiere-aib-sulle-presentazioni-efficaci">QUI</a> e <a target="_blank" href="http://www.slideshare.net/cksheng74/improving-power-point-presentations">QUI</a> due esempi di presentazioni ben organizzate e che forniscono suggerimenti su come raggiungere questo obiettivo.</p>]]></description>
            <author> martina@cplweb.it (Martina Montaldi)</author>
            <pubDate>Thu, 08 Apr 2010 17:08:36 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.cplweb.it/20100408560/blog-martina/scrittura-per/slide-share-presentazioni-migliori-power-point/menu-id-1154.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Capire l'article marketing, parte prima. Marketing on line, visibilità in rete e link popularity</title>
            <link>http://www.cplweb.it/20100408559/blog-martina/article-marketing/article-marketing-on-line-visibilita-link-popularity/menu-id-1324.html</link>
            <description><![CDATA[Per orientarsi e capire realmente di cosa si parla quando si utilizza la definizione di "article marketing" e come fae propredeutica alla scrittura, può essere utile iniziare da una breve analisi di alcuni ricorrenti concetti connessi con questa nuova (per l'Italia ma non per gli USA) attività di "promozione". <br />
<p>Cominciamo.</p>
<p>In primo luogo l' "article marketing" si inserisce nella più ampia strategia del cosiddetto "<strong>marketing on line</strong>" o "<strong>marketing per il web</strong>", il quale si affianca al marketing tradizionale, ma si applica all'universo di internet, e comprende tutte le fasi, dalla pianificazione alla gestione nel tempo, di qualsiasi progetto sia destinato alla rete.</p>
<p>Senza distaccarci troppo dalla realtà, potremmo affermare che esso nasca contestualmente all'esigenza delle aziende di rendersi visibili e rintracciabili anche sulla rete, attraverso il proprio sito.</p>
<p>L'obiettivo delle azioni di "web marketing" è quello di rendere massima la visibilità dell'azienda in rete. Tradotto nella pratica ciò significa che l'utente, potenziale cliente della nostra azienda, ci deve trovare subito, appena ci cerca sui motori di ricerca.</p>
<p>Ecco perché negli anni '90 si diffondono le "SEO agency", agenzie specializzate nella cura dell' ottimizzazione, del posizionamento e dell'indicizzazione dei siti web sui motori di ricerca.</p>
<p>Ora, uno dei criteri seguiti dai motori di ricerca per decidere l'ordine dei risultati da restituire in base alle parole chiave digitate, è la cosiddetta "<strong>link popularity</strong>": più un sito, una pagina web vengono linkati da altri siti, più sarà facile che questi compaiano fra le prime pagine della ricerca.</p>
<p>E' dunque estremamente importante fare in modo che la rete si popoli di "<strong>back link</strong>" o "<strong>incoming link</strong>", che puntino al nostro sito. (continua)</p>]]></description>
            <author> martina@cplweb.it (Martina Montaldi)</author>
            <pubDate>Thu, 08 Apr 2010 08:52:16 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.cplweb.it/20100408559/blog-martina/article-marketing/article-marketing-on-line-visibilita-link-popularity/menu-id-1324.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Quando cedere i diritti fa bene al marketing: il licensing</title>
            <link>http://www.cplweb.it/20100407557/blog-martina/opinioni-brevi/licensing-marketing/menu-id-1152.html</link>
            <description><![CDATA[Affiancato alle tradizionali attività di marketing il "licensing", costituisce per l'azienda un modo nuovo, interessate e vantaggioso di promuovere i propri prodotti o servizi.
<p>Nel "licensing", in italiano "licenza", un'azienda licenziante cede temporaneamente ad un'azienda licenziataria i diritti legati all'uso e allo sfruttamento del proprio marchio registrato e di tutti i diritti "di immagine" ad esso conseguenti, in cambio di un compenso detto "fee", fisso o calcolato sulla percentuale delle vendite.</p>
<p>In questo modo l'azienda licenziataria, cioè quella che acquisisce i diritti di gestione del marchio, può sfruttare una "firma" già consolidata e conosciuta sul mercato per ottimizzare la promozione dei suoi prodotti o servizi.</p>
<p>Attualmente il "licensing" è maggiormente concentrato nelle aree dell'intrattenimento, dello spettacolo, dell'arte, della moda e dello sport.</p>
<p>Inoltre esistono e sono sempre più diffuse agenzie e società di consulenza specializzate in "licensing" che offrono alle aziende il supporto necessario per intraprendere tali attività, a cominciare dalla delicata fase di "scouting", cioè la scelta della licenza più adatta al prodotto o servizio da commercializzare, e favoriscono l'incontro fra aziende licenzianti e licenziatarie.</p>
<p>Per le aziende che desiderano avvicinarsi al mondo del "licensing" consigliamo di cominciare da <a target="_self" href="http://www.backstagelicensing.com/">Backstage Licensing</a> e <a target="_blank" href="http://www.licensingitalia.it/">Licensing Italia</a>, oppure di visitare il sito dell'associazione internazionale del settore, il <a target="_blank" href="http://www.licensing.org/">LIMA</a>, International Licensing Industry Merchandisers' Association.</p>]]></description>
            <author> martina@cplweb.it (Martina Montaldi)</author>
            <pubDate>Wed, 07 Apr 2010 08:18:19 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.cplweb.it/20100407557/blog-martina/opinioni-brevi/licensing-marketing/menu-id-1152.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Power Point, questo sconosciuto. Come ottimizzare le proprie presentazioni</title>
            <link>http://www.cplweb.it/20100402551/blog-martina/scrittura-per/power-point-regole-migliore-presentazione/menu-id-1154.html</link>
            <description><![CDATA[Abbiamo ormai familiarizzato con le slide, strumenti semplici che permettono di organizzare e illustrare agli uditori più vari gli argomenti più disparati, dalle tesi di laurea, ai risultati di ricerche e studi scientifici, fino al lancio di nuovi prodotti aziendali.
<p>Tuttavia questo non significa che di Power Point o della sua versione per Mac, Keynote, si faccia sempre un uso corretto, sfruttandone al meglio tutte le potenzialità. Anzi, nella maggior parte dei casi si raggiungono risultati controproducenti.</p>
<p>L'obiettivo al quale una presentazione deve tendere, qualunque sia la tematica affrontata, è quello di comunicare efficacemente alla platea, cioè fare in modo che essa trattenga esattamente l'informazione che vogliamo trasmettere e magari senza annoiarsi troppo.<br />Tutto ciò assume un'importanza vitale se si tratta di un presentazione scientifica, ad esempio attuata in ambito aziendale.</p>
<p>Recentemente "<a target="_blank" href="http://www.the-scientist.com/">The Scientist</a>" ha pubblicato un interessante articolo dal titolo "Pimp my Power Point", evidenziando come esistano modi "giusti" e modi "errati" per organizzare le informaioni sulle slide.<br />Avvalendosi degli studi compiuti da esperti di comunicazione e neuroscienze, come Stephen Kosslyn, dell'Università di Harvard, e Ron Galloway, documentarista e autore di un film ("Rethinking Power Point") che spiega proprio come realizzare una presentazione ottimale, "The Scientist" propone alcuni suggerimenti.</p>
<p>In primo luogo è indispensabile non violare alcuni semplici principi, poiché questi sono alla base dei processi attraverso i quali la mente umana è abituata ad analizzare e memorizzare le informazioni.</p>
<p><strong>1</strong> il nostro cervello è più abile a percepire le grandi differenze, piuttosto che quelle lievi; evitiamo di usare combinazioni di colori (per i testi, gli sfondi, i bordi) o di font poco distinguibili fra loro. Ad esempio usare un blu cobalto, combinazione di rosso e blu, per un testo o per un bordo, magari associandolo ad altre scritte rosse e blu, renderà molto difficile la concentrazione per il vostro pubblico</p>
<p><strong>2</strong> Per essere efficace la comunicazione non deve trasmettere né troppa né troppo poca informazione in una sola volta; solitamente il pubblico riesce ad immagazzinare non più di quattro unità percettive alla volta. Una slide con una frase-concetto, due immagini e un'altra frase-concetto viene decodificata e memorizzata più facilmente di una slide piena di elenchi puntati.<br /><img src="http://www.cplweb.it/images/stories/77-2.jpg" alt="slide_esempio" width="525" height="339" /></p>
<p><strong>3</strong> ogni volta che si introduce un concetto nuovo, è indispensabile traghettare la platea nel passaggio verso la nuova informazione, segnalando opportunamente il "salto" con significativi cambiamenti di grafica. Attenzione però: al mutamento dell'aspetto grafico deve sempre corrispondere la transizione da un concetto ad un altro, altrimenti l'effetto sarà quello opposto di confondere i vostri uditori.</p>
<p>Tenuti bene presenti questi principi chiave, il modo migliore per iniziare a progettare una presentazione è partire dalla carta. Indispensabile tracciare uno schema-guida di ogni slide che contenga una frase-concetto di una o due righe; essa aiuterà a capire quali altri "oggetti" affiancarle per dare forza all'affermazione (e all'informazione) che contiene.</p>
<p>Presentando e descrivendo i metodi e il contesto di una ricerca, avvalersi di video e foto è molto utile, purchè, specialmente le foto, siano esplicative e di reale supporto alle nostre asserzioni e non puramente decorative. Quando dobbiamo illustrare i risultati di uno studio è fondamentale ricorrere a grafici e tabelle, con i dati più significativi opportunamente evidenziati.</p>
<p>Infine, una volta aperto Power Point, mai lasciarsi intrappolare dalle proposte di default, che costringono ad adattarsi ai loro schemi, spesso zeppi di elenchi e sottoelenchi.</p>
<p>Cominciamo dalla slide vuota: a noi la scelta sul modo di presentare le informazioni, coentemente al loro contenuto.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.the-scientist.com/2010/03/1/76/1/#video">QUI</a> l'articolo originale con un bel video di Micheal Alley, professore della Penn State University.</p>]]></description>
            <author> martina@cplweb.it (Martina Montaldi)</author>
            <pubDate>Fri, 02 Apr 2010 15:46:01 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.cplweb.it/20100402551/blog-martina/scrittura-per/power-point-regole-migliore-presentazione/menu-id-1154.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>La rete è ovunque? Facebook è ovunque nella rete. L'esportazione del &amp;quot;mipiace&amp;quot;</title>
            <link>http://www.cplweb.it/20100330546/blog-martina/social-network/facebook-open-graph/menu-id-1151.html</link>
            <description><![CDATA[Ne sapremo certamente di più alla fine di Aprile, quando sarà terminata la conferenza che gli sviluppatori di Facebook tengono ogni anno negli spazi del "Design Center" di San Francisco.
<p>Ma già ora trapelano voci che sembrano provenire da informatori direttamente coinvolti in alcuni dei progetti che saranno all'ordine del giorno nel meeting "F8".</p>
<p>Una delle novità più significative di cui si parla è quella che riguarda l'evoluzione del facebookiano bottone del "mi piace", che ora permette di segnalare il proprio gradimento su qualsiasi contenuto venga pubblicato sul social network, alla velocità di un click e senza nemmeno pensarci troppo.</p>
<p>Allo studio, infatti, c'è l'esportazione del "mi piace" anche per i contenuti presenti in siti diversi da Facebook e che, integrando tale funzione, stringerebbero con quest'ultimo uno strettissimo rapporto, in termini di visibilità reciproca e traghettamento di utenti dall'uno all'altro. Anche se, a ben guardare, i vantaggi più consistenti sarebbero proprio quelli che otterrebbe Facebook.</p>
<p>L'operazione, infatti, fa parte di un ben più ambizioso progetto, presentato dagli stessi sviluppatori al "<a target="_blank" href="http://techcrunch.com/2009/10/28/live-storming-the-beaches-of-facebooks-developer-roadmap-event/">Facebook Developer Garage</a>", un incontro con la stampa avvenuto nella sede centrale di Palo Alto a fine ottobre.</p>
<p>In quell'occasione venne lanciata la "Open Graph API", uno strumento che consente a qualunque sito esterno a Facebook, ma in particolare alle aziende, di avere le stesse caratteristiche e potenzialità di una sua fan page, senza però essere costrette a crearne una apposita sul social network.</p>
<p>E' lo stesso sito aziendale ad incorporare tutte le funzioni fondamentali del social network e le interazioni degli utenti su quella pagina web verranno pubblicate sui rispettivi profili Facebook.</p>
<p>Il "mi piace" potenzialmente esteso all'intero web è solo la punta dell'iceberg di un'operazione che punta a rendere sempre più raro il caso di una pagina web che non si "connette" a Facebook, in un modo o nell'altro.<br /><br /><a target="_blank" href="http://developers.facebook.com/">Per saperne di più</a>.</p>]]></description>
            <author> martina@cplweb.it (Martina Montaldi)</author>
            <pubDate>Tue, 30 Mar 2010 19:03:17 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.cplweb.it/20100330546/blog-martina/social-network/facebook-open-graph/menu-id-1151.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Restyling per Pepsi Cola</title>
            <link>http://www.cplweb.it/20100323540/blog-martina/opinioni-brevi/nuovo-logo-pepsi/menu-id-1152.html</link>
            <description><![CDATA[PepsiCo, si rinnova.
<p>L'azienda statunitense produttrice della bevanda da sempre antagonista della molto più nota Coca Cola, si rende in questi giorni protagonista di alcuni cambiamenti.</p>
<p>Il primo la vede impegnata sul fronte del miglioramento della salubrità dei prodotti, secondo una politica "anti junk food", che prevede la riduzione del contenuto di zuccheri, sale e grassi di snack e bevande.</p>
<p>Il secondo e per noi decisamente più interessante e significativo cambiamento, poiché si tratta di un'operazione di comunicazione che anche CPL svolge per le sue aziende clienti, è il restyling del logo-marchio proprio della Pepsi Cola.</p>
<p>Comparsa in Usa nel 1898 e pubblicizzata come rimedio contro i dolori di stomaco e come bevanda in grado di favorire la digestione (il nome infatti richiama il termine greco "eupepsia", "buona digestione"), possiede un logo con caratteristiche grafiche rimaste sostanzialmente invariate dal 1950, anno che coincide con il "boom economico", il consumo di massa e l'affermazione dell'azienda sul mercato statunitense.</p>
<p>Questa breve analisi ci permette di comprendere come la strategia appropriata per il rinnovo di un logo o un marchio di un'azienda "storica" o di un prodotto che sia ormai largamente conosciuto sul mercato, non debba andare nella direzione di uno stravolgimento completo del nome e della veste grafica.</p>
<p>Al contrario, qualsiasi cambiamento deve puntare a "ringiovanire" il marchio, ma mai a discapito della sua riconoscibilità.</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/economia/2010/03/22/foto/pepsi_il_nuovo_logo-2829657/1/">Qui</a> trovate l'evoluzione dei loghi Pepsi Cola</p>]]></description>
            <author> martina@cplweb.it (Martina Montaldi)</author>
            <pubDate>Tue, 23 Mar 2010 11:07:12 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.cplweb.it/20100323540/blog-martina/opinioni-brevi/nuovo-logo-pepsi/menu-id-1152.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Google, Facebook e gli altri Social Network: estesa a tutto il mondo la &amp;quot;Real Time ...</title>
            <link>http://www.cplweb.it/20100319534/blog-martina/social-network/google-real-time-search-facebook/menu-id-1151.html</link>
            <description><![CDATA[E' possibile che il colosso non abbia particolarmente gradito il recentissimo sorpasso subito ad opera del social network Facebook, che lo ha battuto in termini di contatti unici in home page per un'intera settimana.
<p>La notizia di pochi giorni fa è stata diffusa sulle pagine del Financial Times che ha riportato un monitoraggio di <a target="_blank" href="http://www.hitwise.com/us">Hitwise</a> che rileva non solo il +4% del social network sul motore di ricerca, registrato in sette giorni consecutivi, ma soprattuto il notevole incremento di utenti che Facebook ha visto passare dai 200 milioni dell' aprile 2009 ai 400 milioni in meno di un anno.</p>
<p>E nonostante Google sia ancora leader indiscusso del web con i suoi 23.7 miliardi di dollari all'anno contro il miliardo e mezzo di Facebook, pare prorpio abbia accusato il colpo.<br />Almeno a giudicare da quella che sembra giungere oggi come una vera e propria risposta a quello che potremmo considerare come un "danno d'immagine".</p>
<p>Il motere di ricerca di Mountain View, infatti, estende a tutto il mondo la funzionalità "Real Time Search", già disponibile negli USA da dicembre. Si tratta di uno strumento che permetterà a Google di inglobare i social network nelle ricerche; se l'utente digita un argomento del quale si sta discutendo in tempo reale su un social network, i primi risultati visualizzati saranno proprio quelli relativi alle comunità virtuali.</p>
<p>Vale la pena di riportare l'anedotto che racconta Dylan Casey, product manager di "Google Search" per sottolineare il carattere rivoluzionario del nuovo servizio: "L'altro giorno mi sono svegliato e ho scoperto che a casa mia mancava l'elettricità. Volevo sapere se si trattava di un problema mio o di un guasto generalizzato. Con una ricerca tradizionale non avrei potuto scoprilo. Con il tempo reale e la geolocalizzazione, invece, ho individuato subito conversazioni in corso in quel momento sui social network da parte di persone che abitano nei paraggi. E così ho saputo che il blackout era dovuto alla caduta di un piccolo aereo a Palo Alto".</p>
<p>Non deve sorprendere il fatto di constatare come anche questa volta si proceda verso una "ibridazione" che qui non coinvolge mezzi di comunicazione diversi ma strumenti differenti sullo stesso medium.</p>]]></description>
            <author> martina@cplweb.it (Martina Montaldi)</author>
            <pubDate>Fri, 19 Mar 2010 11:09:11 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.cplweb.it/20100319534/blog-martina/social-network/google-real-time-search-facebook/menu-id-1151.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>Google, google ancora google: che ne sarà di Google Analytics?</title>
            <link>http://www.cplweb.it/20100319533/blog-martina/opinioni-brevi/google-analytics-privacy/menu-id-1152.html</link>
            <description><![CDATA[<p>Sembra proprio che Google “cento ne pensi e cento ne faccia”.<br /><br />Questa volta però la questione coinvolge direttamente la nostra azienda. CPL infatti si avvale costantemente del servizio di "Google Analytics" per monitorare l'andamento del proprio sito e di quelli dei suoi clienti, in particolar modo.</p>
<p>Per le aziende, infatti, riusulta decisiva l'analisi del traffico del proprio sito web e dei comportamenti di chi lo naviga per verificare la coerenza degli obiettivi aziendali rispetto ai bisogni dei clienti. Questo è tanto più vero se consideriamo i siti di e-commerce.</p>
<p>Ma proprio dalla madre di questo indispensabile strumento di lavoro giunge oggi quello che appare come un pentimento a favore degli utenti.</p>
<p>Da una nota presente proprio sul <a target="_blank" href="http://analytics.blogspot.com/2010/03/more-choice-for-users-browser-based-opt.html">blog</a> dedicato ad Analytics si legge che Google sta pensando alla messa a punto di uno speciale plug-in, integrabile in tutti i browser che consentirebbe agli utenti di non essere intercettati e comparire nelle statistiche raccolte da Analytics.</p>
<p>Se da una parte appare remota la possibilità che i webnauti installino uno strumento simile nei propri software di navigazione, d'altro canto è da rilevare come in nome di un presunto "diritto di privacy", quanto mai fuoriluogo nell'ambiete del web, si rischia forse di rendere inattendibile e dunque inservibile uno strumento fondamentale per la vitalità delle aziende, ma anche dei loro clienti. Google ripensaci.</p>]]></description>
            <author> martina@cplweb.it (Martina Montaldi)</author>
            <pubDate>Fri, 19 Mar 2010 10:56:57 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title>Il dominio .com compie 25 anni. Oggi lo usano 90 milioni di persone.</title>
            <link>http://www.cplweb.it/20100316524/blog-martina/tecnologie-e-nuovi-media/il-dominio-com-compie-25-anni-oggi-lo-usano-90-milioni-di-persone/menu-id-1153.html</link>
            <description><![CDATA[<p><img style="float: left;" src="http://www.cplweb.it/images/stories/symbolics.jpg" alt="symbolics" height="86" width="381" /></p>
<br /><br /><br /><br /><br /><br />Quando nacque, il 15 marzo di 25 anni fa forse nessuno avrebbe immaginato la sua proliferazione esponenziale.
<p>Effettivamente se si guarda agli anni subito seguenti alla registrazione del primo dominio della storia di internet, il " dot com" appunto, è facile capire che la previsione non poteva essere delle più floride.</p>
<p>Nel 1985 anche la stessa idea della rete era ancora ben lontana da come la conosciamo oggi, scopi e implicazioni pratiche non erano del tutto chiari, ma certamente il primo sito "punto com" dell'azienda "Symbolics Computers" con sede nel Massachassets iniziò a spingere verso uno sviluppo "commerciale" di internet.</p>
<p>A <a target="_blank" href="http://symbolics.com/">symbolics.com</a> seguirono altre quattro registrazioni, BBN.com, think.com, MCC.com e DEC.com, tutte aziende del settore informatico, come la gran parte dei <a target="_blank" href="http://www.pcworld.com/article/155743-2/the_internets_100_oldest_dotcom_domains.html">primi cento nomi</a> di dominio della rete. Sono del 1987 i domini ibm.com, sun.com, intel.com, e apple.com.</p>
<p>Ma per assistere ad un vero e proprio boom delle registrazioni di dominio e in molti casi ad agguerrite battaglie legali fra le compagnie per la conquista di veri e propri spazi di terreno "virtuale", bisognerà attendere gli anni '90 ed è solo del 1991 la comparsa di microsoft.com, del 1995 quella di Yahoo e ancora più tarda quella di Google nel 1997.</p>
<p>Ora si contano oltre 90 milioni domini registrati sul world wide web.</p>]]></description>
            <author> martina@cplweb.it (Martina Montaldi)</author>
            <pubDate>Tue, 16 Mar 2010 09:46:34 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.cplweb.it/20100316524/blog-martina/tecnologie-e-nuovi-media/il-dominio-com-compie-25-anni-oggi-lo-usano-90-milioni-di-persone/menu-id-1153.html</guid>
        </item>
        <item>
            <title>E adesso Google ci prova anche in tv</title>
            <link>http://www.cplweb.it/20100315522/blog-martina/tecnologie-e-nuovi-media/google-entra-mercato-televisivo-dishnetworks/menu-id-1153.html</link>
            <description><![CDATA[Mentre il Bel Paese, non senza difficoltà e polemiche, si avvia al passaggio dalla tv analogica a quella digitale terrestre, le notizie che arrivano da "oltre oceano" sembrano provenire realmente da un "altro mondo". <br /><br />Protagonisti il colosso Google e Dish Networks, operatore satellitare americano che fornisce contenuti televisivi e pay per view, il cui accordo ha prodotto una sorta di <a target="_blank" href="http://online.wsj.com/article/SB10001424052748704869304575109912574043580.html?KEYWORDS=google+dish+networks#articleTabs%3Darticle">"scatola"</a> da collegare al normale televisore casalingo, ma che, grazie al software di Google, "Android" (sistema operativo già in uso in alcuni telefonini) e all'ausilio di una tastiera a sostituire il caro ma ormai vecchio telecomando, permette di cercare direttamente ciò che si vuole vedere.<br /><br />Il sistema, analogamente a ciò che avviene con un motore di ricerca, fornirà una serie di risultati fra programmi gratuiti e a pagamento, ma soprattutto sarà in grado di accedere al web per allargare le possibilità di scelta anche fra tutti i contenuti video della rete. <br /><br />Anche se la "scatola" di Google è ancora in fase puramente sperimentale, la notizia dà la misura dei mutamenti ai quali certamente verranno sottoposti gli "old media" in un futuro molto prossimo.<br />Piuttosto che scomparire come è stato da più parti profetizzato, essi saranno spinti verso l' "ibridazione" con i "new media".<br /><br />Come testimonia questo primo passo di Google, anche il destino di "mamma tv" sarà dunque quello di sconfinare in altri territori mediatici, per attingere da essi nuova linfa, in particolar modo in quello del web, dove l'integrazione fra media differenti è già da qualche tempo realtà.<br /><br />Il risultato è che sarà sempre più difficile distinguere un mezzo dall'altro e da ogni nodo di questa sorta di ragnatela comunicativa l'utente sarà in grado di decidere in ogni momento dove muoversi, a velocità  che superano di gran lunga la semplice pressione di un tasto del  "vecchio caro" telecomando.<br /><br /><br />]]></description>
            <author> martina@cplweb.it (Martina Montaldi)</author>
            <pubDate>Mon, 15 Mar 2010 16:39:41 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://www.cplweb.it/20100315522/blog-martina/tecnologie-e-nuovi-media/google-entra-mercato-televisivo-dishnetworks/menu-id-1153.html</guid>
        </item>
    </channel>
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