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    <title>Bodegones</title>
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        <title>I bid you farewell </title>
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        <published>2010-12-17T08:43:06+01:00</published>
        <updated>2010-12-17T08:43:06+01:00</updated>
        <summary>Cari lettori del blog, cari bloggers de La Stampa.it, a voler fare filosofia si potrebbe dire che c&#39;è un tempo per tutte le cose: un tempo per piantare ed uno per sradicare, un tempo per incontrarsi ed uno per separarsi....</summary>
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<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p lang="it">Cari lettori del blog, cari bloggers de La Stampa.it,</p>
<p lang="it">a voler fare filosofia si potrebbe dire che c&#39;è un tempo per tutte le cose: un tempo per piantare ed uno&#0160;per sradicare, un tempo per incontrarsi ed uno per separarsi. Anche se la realtà è sempre più banale di quel che appare.</p>
<p lang="it">Come sapete, da gennaio <a href="http://projets.typepad.com/lastampa/closing.html">La Stampa.it</a> chiuderà lo spazio blog dei lettori e questa piattaforma blogging, o meglio la nuova piattaforma Typepad che la sostituirà, non sarà più free.&#0160;Non pensate male, non sono tirchio. Però le mie finanze sono quello che sono, il futuro qui in università è ogni giorno più nero e così faccio come il nostro governo: taglio dove posso. Allora ci tengo a salutarvi tutti e ringraziarvi, con un po&#39; di anticipo perché non so fino a quando il blog resterà visibile.</p>
<p lang="it">Per prima cosa vorrei ringraziare i miei pazientissimi 9 lettori. Nell&#39;ultimo anno siete stati giornalmente, in media, 12: solamente 13 lettori in meno di <a href="http://it.wikibooks.org/wiki/I_promessi_sposi/Manzoni_e_il_lettore">Manzoni</a>! Potremmo salutarci guardandoci negli occhi e dandoci la mano. Ma quel che vorrei, per il tempo che mi avete seguito,&#0160; è sperare di non avervi annoiato troppo.</p>
<p lang="it">Un ringraziamento particolare va a <a href="http://bourbaki.blog.lastampa.it/bodegones/filippo_testa/">Filippo</a> che mi ha sempre mandato spunti interessanti su cui riflettere. Le cose migliori sul blog sono tutte sue.</p>
<p lang="it">E un&#0160; grandissimo saluto a voi <a href="http://www.lastampa.it/blog/blog_lettori.asp">bloggers de La Stampa.it</a>. Nel bilancio del dare e dell&#39;avere di questa piccola avventura ho ricevuto molto di più di quanto avessi potuto immaginare, incrociando su queste strade digitali persone speciali, ciascuna con la propria storia e il proprio modo di raccontarla.</p>
<p lang="it">Last, but not least, un saluto alla redazione web e alla redattrice (o al redattore), se sta leggendo ora, del mio newspaper preferito: grazie per tutto il tempo perso su questo blog.</p>
<p lang="it">Tutte le sciocchezze, inutili sciocchezze, che ho postato dal lontano ottobre 2006, lascerò che scorrano via nel fluire della rete,&#0160; come del resto succede a tutte le cose. Qualche frammento però volendo lo trovate&#0160; su<a href="http://bourbakis.blogspot.com/"> bourbakis.blogspot.com</a>&#0160; (ho recuperato i post di Filippo e con un po&#39; di pazienza compariranno tutti lì) che per il momento è la mia scialuppa di salvataggio . Non so ancora se e quanto a lungo rimarrà a galla: le regole del bravo blogger non mi sono mai entrate nella zucca o forse sono soltanto troppo pigro.</p>
<p>Ok, it is time to bid you a farewell... e lo faccio per bene.&#0160; Vi auguro di riuscire a cavarvela sempre nel migliore dei modi, in salute e pace con voi stessi. E&#39; solo questo che volevo dirvi...&#0160; and what this blog was all about.</p>
<p lang="it">pb</p>
<p>&#0160;</p>
<p>
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        <title>Ddl e Telethon</title>
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        <published>2010-12-16T08:12:48+01:00</published>
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        <summary>Bocciata la mozione di sfiducia al governo, il Senato martedì prossimo approverà senza grossi problemi la riforma Gelmini. In questi due giorni hanno fatto molto discutere le violenze di Roma, legate in parte alla protesta studentesca e dell&#39;Università. Solo ieri...</summary>
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<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p>Bocciata la mozione di  sfiducia al governo, il Senato martedì prossimo approverà senza grossi problemi la riforma Gelmini.  In questi due giorni hanno fatto molto discutere le violenze di Roma, legate in parte alla protesta studentesca e dell'Università. Solo ieri leggevo sul Corriere l'editoriale di <a href="http://www.corriere.it/editoriali/10_dicembre_11/sartori_giovanilismo-rottamazione-vendola-renzi_364fe652-04f1-11e0-b4fb-00144f02aabc.shtml">Sartori</a>.
</p><p>C'è sempre la tentazione da parte dei (saggi) vecchi di paragonare la loro gioventù con quella di oggi per ricordare che loro erano migliori. "<span style="color:#464646; font-family:Georgia; font-size:10pt"> Sì, i giovani di oggi avranno una vita dura. Ma fu dura anche la vita dei giovani che si trovarono, dopo la fine dell'ultima guerra, con un Paese distrutto e un avvenire che sembrava senza avvenire.</span>
		<span style="color:#464646; font-family:Georgia; font-size:10pt">Noi, i giovani di allora, ce la siamo cavata</span> " scrive Sartori. <span style="color:#464646; font-family:Georgia; font-size:10pt">"Ma i giovani di oggi che si battono contro la riforma universitaria Gelmini si battono a proprio danno e per il proprio male.</span> "<span style="font-family:Times New Roman; font-size:12pt">
		</span></p><p>Non farò l'errore contrario. Ecco, io ho sentito parlare bene della riforma Gelmini da rettori, ordinari (molti di università private), persone che lavorano in università straniere. Può darsi che abbiano ragione, se anche per un luminare come Sartori è una buona cosa. 
</p><p>So però cosa vuol dire per me questa riforma e per i precari, senza baroni alle spalle, che nelle università lavorano: significa che le porte degli Atenei rimarranno chiuse per anni in barba al merito. Chi è dentro è dentro, chi è fuori... 
</p><p>E va bene si dirà, per il bene dell'università in fondo si possono anche calpestare le aspirazioni, le ambizioni e i desideri di una generazione; in fondo il fine giustifica i mezzi. Ma a forza di vedersi messi ai margini, di vedere ignorate tutte le proposte alternative al disegno di legge... Avete fatto caso agli slogan dei manifestanti di queste settimane di protesta? "<span style="color:black">Se ci prendono  il futuro noi prendiamo la città". </span> Se un malessere sociale si fonda al disgusto per la politica che in questi  mesi e in questi giorni soprattutto ha dato prova del peggio, è da superficiali puntare il dito sui black blocs e gli estremisti che mettono a ferro e fuoco il centro delle città.
</p><p>Domani come tutti gli anni inizierà Telethon. Come al solito ci si appella alla generosità degli italiani per finanziare la ricerca al posto delle istituzioni. Le ultime stime OCSE dicono che siamo il terzo paese europeo dopo Danimarca e Svezia per pressione fiscale, ma non abbiamo né il welfare né gli investimenti in ricerca dei due paesi nordici. Siamo a fine 2010 e il ministero dell'Istruzione non ha ancora trasferito all'Università i fondi dell'anno corrente. In compenso arriva il balzello Telethon, certo sono solo 2 euro e non è obbligatorio: ma a Natale non volete farla una buona azione?
</p><p>La ricerca che dovrebbe essere pubblica, lo sarà sempre di meno perché con la nuova riforma le Università avranno una ridotta capacità di controllo sulle (poche) risorse loro destinate. E ogni anno continueremo a dipendere dalla beneficenza di Natale e dai bravi imbonitori televisivi, come paesi alluvionati o terremotati, sperando che per un attimo la crisi venga dimenticata.
</p></div>
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        <title>Ritorno al futuro</title>
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        <published>2010-12-15T09:41:45+01:00</published>
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	</p><p>Qualcuno ieri l'avrà pensato:"lo sapevo che sarebbe andata a finire così, in fondo me lo sentivo". Del resto anche <a href="http://dbem.ws/FeelingFuture.pdf">Daryl Bern</a>, Cornell University, ne è convinto. Il futuro non è una pagina bianca ancora tutta da scrivere. Esiste una sorta di relazione tra gli eventi che devono ancora accadere e le decisioni che prendiamo nella nostra vita quotidiana; non è una relazione di causa-effetto. In un esperimento che qualcuno sta cercando di ripetere, la causa  arriva dopo una scelta, come fosse l'effetto, come se ci comportassimo condizionati da qualcosa che deve ancora accadere.
</p><p>Del resto lo spiegava anche il grande fisico Richard Feynman che è solo a livello macroscopico che il tempo va sempre dal passato al futuro. Nell'infinitamente piccolo, invece, le particelle di materia possono invertire il loro cammino e tornare dal futuro al passato, diventando antiparticelle di antimateria. E' la distruzione prodotta dall'incontro di una particella e una sua antiparticella, l' apparenza sotto cui si presenta la materia, in un tempo che ha la durata di un infinitesimo.
</p><p> 
 </p></div>
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        <title>Haiti is crying</title>
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        <published>2010-12-15T09:41:29+01:00</published>
        <updated>2010-12-15T09:41:29+01:00</updated>
        <summary>The Borgne Emergency Ad Hoc Cholera Treatment Facility, Nov 22nd. (Operational Biosurveillance) Non si vede la fine dell&#39;epidemia ad Haiti. I numeri continuano a crescere. Le stime dell&#39;Haiti Epidemic Advisory System (meno conservative di quelle del Pan American Health Organization)...</summary>
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	</p><p><span style="color:#333333; font-family:Arial; font-size:10pt"><em>The Borgne Emergency Ad Hoc Cholera Treatment Facility, Nov 22nd</em>. </span> (<a href="http://biosurveillance.typepad.com/haiti_operational_biosurv/">Operational Biosurveillance</a>)
</p><p> 
 </p><p>Non si vede la fine dell'epidemia ad Haiti. I numeri continuano a crescere. Le stime dell'<a href="http://biosurveillance.typepad.com/haiti_operational_biosurv/2010/12/heas-sitrep-12810.html"><span style="color:#333333; font-family:Arial; font-size:10pt">Haiti Epidemic Advisory System</span></a> (meno conservative di quelle del <a href="http://new.paho.org/hq/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=4525&amp;Itemid=2206">Pan American Health Organization</a>)  arrivano a 800.000 casi nei prossimi 6 mesi.  E i  <a href="http://dyinginhaiti.blogspot.com/2010/12/daylight-december-9-2010.html">racconti</a> che arrivano da quella terra qualche volta sono brutti, altre sono racconti di speranza come questo:<span style="font-family:Times New Roman; font-size:12pt">
		</span></p><p><span style="color:#333333"><em>The good news is that we did not lose any cholera patients last night. I thought that three patients could have died late last night, but somehow they pulled through. (Two of the three appeared deceased last night when I checked on them...an old man and a 24 year old girl lying on cots next to each other. Both got fluids poured into them.)</em></span>
	</p><p>Per il momento si può dire che il colera non discrimina tra uomini e donne o tra giovani e vecchi: la linea sottile tra il vivere e il morire divide però i poveri dai ricchi.  A proposito: ecco un articolo sulla visita ad Haiti di Sarah Palin ed altre celebrities:  <a href="http://www.nydailynews.com/opinions/2010/12/10/2010-12-10_sarah_palin_and_other_celebrities_visits_to_haiti_is_nothing_but_poverty_porn.html">Sarah Palin and other celebrities' visits to Haiti are nothing but poverty porn</a>.
</p><p>L'altra notizia della settimana è la pubblicazione di un articolo sul <a href="http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1012928">New England</a> sull'origine dell'epidemia di colera. Come si legge nelle conclusioni: <span style="color:black">l'epidemia di Haiti si è probabilmente sviluppata da un ceppo di V. Cholerae proveniente da una fonte geograficamente lontana, dunque introdotto dall'uomo.</span>  L'analisi genetica infatti mostra che vi è una stretta relazione tra i campioni prelevati ad Haiti e la variante El Tor O1 isolata in Bangladesh nel 2002 e nel 2008. 
</p><p>Ma l'articolo dice anche altro e non sono buone notizie: quella diffusasi è una variante resistente agli antibiotici con un grado maggiore di patogenicità che molto probabilmente sostituirà i ceppi di V. cholerae presenti nell'America del Sud.
</p></div>
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        <title>Il successo</title>
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        <published>2010-12-14T15:59:32+01:00</published>
        <updated>2010-12-14T16:23:54+01:00</updated>
        <summary>di Filippo Testa Il successo non è uno dei nomi di Dio MARTIN BUBER</summary>
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<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p style="margin-left: 1pt;">di <strong>Filippo Testa</strong></p>
<p style="margin-left: 1pt;"><strong> <a href="http://bourbaki.blog.lastampa.it/.a/6a00d8341c178553ef0148c6b7c09e970c-pi" style="display: inline;"><img alt="Ivaz" class="asset  asset-image at-xid-6a00d8341c178553ef0148c6b7c09e970c" src="http://bourbaki.blog.lastampa.it/.a/6a00d8341c178553ef0148c6b7c09e970c-320wi" title="Ivaz" /></a> <br />&#0160;<span style="font-weight: normal; color: #008000;"><strong><em>Il successo non è uno dei nomi di Dio</em></strong></span></strong></p>
<p style="margin-left: 1pt;"><strong><span style="font-weight: normal; color: #008000;"><strong><em></em></strong></span></strong><span style="color: #ff0000;"><strong>MARTIN BUBER</strong></span></p>
<p style="margin-left: 1pt;"><strong>&#0160; </strong>&#0160;</p></div>
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        <title>Haiti is crying</title>
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        <published>2010-12-13T00:17:34+01:00</published>
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	</p><p><span style="color:#333333; font-family:Arial; font-size:10pt"><em>The Borgne Emergency Ad Hoc Cholera Treatment Facility, Nov 22nd</em>. </span> (<a href="http://biosurveillance.typepad.com/haiti_operational_biosurv/">Operational Biosurveillance</a>)
</p><p> 
 </p><p>Non si vede la fine dell'epidemia ad Haiti. I numeri continuano a crescere. Le stime dell'<a href="http://biosurveillance.typepad.com/haiti_operational_biosurv/2010/12/heas-sitrep-12810.html"><span style="color:#333333; font-family:Arial; font-size:10pt">Haiti Epidemic Advisory System</span></a> (meno conservative di quelle del <a href="http://new.paho.org/hq/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=4525&amp;Itemid=2206">Pan American Health Organization</a>)  arrivano a 800.000 casi.  E i  <a href="http://dyinginhaiti.blogspot.com/2010/12/daylight-december-9-2010.html">racconti</a> che arrivano da quella terra qualche volta sono brutti, altre sono racconti di speranza come questo:<span style="font-family:Times New Roman; font-size:12pt">
		</span></p><p><span style="color:#333333"><em>The good news is that we did not lose any cholera patients last night. I thought that three patients could have died late last night, but somehow they pulled through. (Two of the three appeared deceased last night when I checked on them...an old man and a 24 year old girl lying on cots next to each other. Both got fluids poured into them.)</em></span>
	</p><p>Per il momento si può dire che il colera non discrimina tra uomini e donne o tra giovani e vecchi: la linea sottile tra il vivere e il morire divide però i poveri dai ricchi.  A proposito: ecco un articolo sulla visita ad Haiti di Sarah Palin ed altre celebrities:  <a href="http://www.nydailynews.com/opinions/2010/12/10/2010-12-10_sarah_palin_and_other_celebrities_visits_to_haiti_is_nothing_but_poverty_porn.html">Sarah Palin and other celebrities' visits to Haiti are nothing but poverty porn</a>.
</p><p>L'altra notizia della settimana è la pubblicazione di un articolo sul <a href="http://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa1012928">New England</a> sull'origine dell'epidemia di colera. Come si legge nelle conclusioni: <span style="color:black">l'epidemia di Haiti si è probabilmente sviluppata da un ceppo di V. Cholerae proveniente da una fonte geograficamente lontana, dunque introdotto dall'uomo.</span>  L'analisi genetica infatti mostra che vi è una stretta relazione tra i campioni prelevati ad Haiti e la variante El Tor O1 isolata in Bangladesh nel 2002 e nel 2008. 
</p><p>Ma l'articolo dice anche altro e non sono buone notizie: quella diffusasi è una variante resistente agli antibiotici con un grado maggiore di patogenicità che molto probabilmente sostituirà i ceppi di V. cholerae presenti nell'America del Sud.
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        <title>Wikileaks e le paure dei nostri tempi</title>
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        <published>2010-12-10T09:23:57+01:00</published>
        <updated>2010-12-10T09:23:57+01:00</updated>
        <summary>Forse tra qualche giorno o qualche mese dalla clessidra di Wikileaks ne stilleranno fuori altri, ma per ora avete fatto caso a quali sono gli obiettivi civili europei vitali messi sotto protezione dall&#39;America? Se mi avessero fatto una domanda a...</summary>
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<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p>Forse tra qualche giorno o qualche mese dalla clessidra di Wikileaks ne stilleranno fuori altri, ma per ora avete fatto caso a quali sono gli obiettivi civili europei vitali messi sotto protezione dall'America? Se mi avessero fatto una domanda a bruciapelo io avrei pensato agli impianti nucleari oltre che alle industrie belliche. Queste ultime ci sono, insieme a gasdotti e oleodotti, ma di impianti nucleari ce n'è solo uno in Canada. Invece ce ne sono altri che rivelano le paure più profonde dei nostri tempi. Sono tutte aziende farmaceutiche: quelle svizzere dove si produce il Tamiflu e i vaccini contro il tifo; il centro della GSK a Parma che produce l'antidoto al morso dei serpenti, la Sanofi Aventis in Francia c<span style="color:#333333">he produce vaccini contro la rabbia; </span> I laboratori farmaceutici della BASF in Germania e della Grifols in Spagna; quelli inglesi che producono vaccini contro l'afta epizootica. 
</p><p>Sembra che ultimamente pandemie e guerre biologiche popolino il sonno della ragione.
</p></div>
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        <title>R alla conquista del New York Times</title>
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        <published>2010-12-09T21:47:59+01:00</published>
        <updated>2010-12-09T21:47:59+01:00</updated>
        <summary>Amanda Cox è una story teller anche se non usa parole: Amanda Cox of the New York Times&#39; graphics department recently gave a great presentation to the New Media Days conference in Copenhagen and described how the Times uses data...</summary>
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<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p><a href="http://blog.revolutionanalytics.com/2010/12/data-visualization-practices-at-the-new-york-times.html">Amanda Cox</a> è una story teller anche se non usa parole:
</p><p>
		<span style="color:black">Amanda Cox of the New York Times' graphics department recently gave a great <a href="http://newmediadays.dk/amanda-cox"/></span>presentation<span style="color:black"> to the New Media Days conference in Copenhagen and described how the Times uses data visualizations to reveal patterns, provide context, describe relationships, and even create a sense of wonder about the world.</span> [...]
</p><p><span style="color:black">It's likely that several of the graphics presented in the video used <a href="http://www.inside-r.org/what-is-r"/></span>R<span style="color:black"> at some point in their construction. As you might recall, Amanda used R to create the <a href="http://blog.revolutionanalytics.com/2009/06/nyt-charts-michael-jacksons-pop-hits.html"/></span>Michael Jackson infographic<span style="color:black"> we featured on the blog last year. And in the article "<a href="http://info.revolutionanalytics.com/R-is-Hot-Whitepaper.html"/></span>R is Hot<span style="color:black">", <a href="http://blog.revolutionanalytics.com/2010/10/r-is-hot-part-4.html"/></span>Amanda said of R<span style="color:black">: "R makes it easy to read data, generate lines and points, and place them where you want them. It's very flexible and super quick. When you've only got two or three hours until deadline, R can be brilliant."</span>
	</p><p>That's true!
</p><p> 
 </p></div>
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        <title>Presenza e abbandono</title>
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        <published>2010-12-08T12:29:49+01:00</published>
        <updated>2010-12-08T18:49:02+01:00</updated>
        <summary>di Filippo Testa Ci sono presenze che finiscono per essere più dolorose di certi abbandoni Jérôme Touzalin &quot;Il passeggero clandestino&quot; 1997 nella foto: Daniel Baremboim e Jacqueline Du Pré</summary>
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<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p>di <strong>Filippo Testa</strong></p>
<p><img alt="" height="510" src="http://lh4.ggpht.com/_g8IEY67kVjk/TP9rlPts1UI/AAAAAAAAASw/bCPcbQe3Rcs/%5BUNSET%5D.jpg" width="400" /></p>
<p><strong><em><span style="color: #000080;">Ci sono presenze che finiscono per essere  più dolorose di certi abbandoni</span></em></strong></p>
<div><strong><span style="color: #ff0000;">Jérôme Touzalin </span><em><span style="color: #008000;">&quot;Il passeggero clandestino&quot; </span></em><span style="color: #ff00ff;">1997<br />&#0160;&#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160; &#0160;</span></strong></div>
<div><strong><span style="color: #ff00ff;"><span style="color: #000000;">nella foto: Daniel  Baremboim e Jacqueline Du Pré</span></span></strong></div>
<p>&#0160;</p></div>
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        <title>L&#39;omeopatia funziona? Forse sì, anzi no</title>
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        <published>2010-12-07T00:05:37+01:00</published>
        <updated>2010-12-07T00:10:51+01:00</updated>
        <summary>La difficoltà della medicina tradizionale di accettare l&#39;omeopatia è nel fatto che da un punto di vista scientifico non c&#39;è nulla che giustifichi il meccanismo d&#39;azione dei rimedi omeopatici. Uno dei concetti fondamentali dell&#39;omeopatia è quello di potenza: le potenze...</summary>
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<div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"><p><span style="color: black;">La difficoltà della medicina tradizionale di accettare l&#39;omeopatia è nel fatto che da un punto di vista scientifico non c&#39;è nulla che giustifichi il meccanismo d&#39;azione dei rimedi omeopatici. </span></p>
<p><span style="color: black;">Uno dei concetti fondamentali dell&#39;omeopatia è quello di potenza: le potenze sono delle diluzioni di una determinata sostanza. Per esempio</span>&#0160;una potenza di 1C una parte di sostanza viene diluita in 99 parti di diluente e poi succussa. Una&#0160;potenza 6C prevede che la sostanza originaria sia diluita per sei volte, ogni volta 1 a 100.&#0160;</p>
<p>A potenze elevate, secondo le leggi chimiche,&#0160;il prodotto finale è così diluito, da non contenere più nemmeno una&#0160;molecola&#0160;della sostanza di partenza.&#0160;Nella pratica, potenze omeopatiche di 30C e 200C con fattori di diluizione di 10&#0160;60&#0160;e&#0160;10&#0160;400&#0160;, rispettivamente, al di là quindi del numero di Avogadro di 6,023 × 10&#0160;23&#0160;molecole in una mole, sono abitualmente utilizzati.</p>
<p><span style="color: black;">Proprio&#0160;</span>la mancanza di prove dell&#39;esistenza fisica del materiale di partenza rende difficile dare&#0160;una spiegazione razionale del meccanismo d&#39;azione dei prodotti omeopatici. Molte ipotesi sono state postulate per giustificarlo in qualche maniera, come per esempio la teoria della memoria dell&#39;acqua, mai provata, cosa che fa ritenere alla medicina trazionalae che&#0160;&#0160;l&#39;omeopatia nella migliore delle ipotesi esercita un effetto placebo.</p>
<p>Un nuovo <a href="http://www.sciencedirect.com/science?_ob=ArticleURL&amp;_udi=B6WXX-518T4YP-3&amp;_user=10&amp;_coverDate=10/31/2010&amp;_rdoc=1&amp;_fmt=high&amp;_orig=search&amp;_origin=search&amp;_sort=d&amp;_docanchor=&amp;view=c&amp;_acct=C000050221&amp;_version=1&amp;_urlVersion=0&amp;_userid=10&amp;md5=3742c7a676d864d32688d36d6edd30a4&amp;searchtype=a">paper</a>&#0160;pubblicato ad ottobre su <a href="http://www.elsevier.com/wps/find/journaldescription.cws_home/623042/description">Homeopathy</a>&#0160;dimostrerebbe, invece, che nel prodotto omeopatico esisterebbe la sostanza di partenza in forma di nanoparticella o aggregato, fornendo un fondamento scientifico alla pratica omeopatica.</p>
<p><span style="color: black;">L&#39;esperimento è stato condotto presso il&#0160;</span>Department of Chemical Engineering, Indian Institute of Technology (IIT), Bombay, India che ha raccolto&#0160;una serie di rimedi omeopatici da vari produttori indiani in tre diverse diluzioni: &#0160;6C, 12C, 30C.</p>
<p><span style="color: black;">Sono poi stati analizzati i seguenti aspetti fisico-chimici della diluzione: </span></p>
<p>1. la presenza delle entità fisiche in forma di nanoparticelle e la loro dimensione;</p>
<p>2. la loro identificazione;</p>
<p>3. &#0160;è stato stimato il ivello di concentrazione delle sostanze.</p>
<p>Non commento gli aspetti tecnici dell&#39;esperimento; non essendo né un chimico né un tecnico immagino che sia stato eseguito correttamente.</p>
<p>Cosa hanno quindi osservato i nostri sperimentatori? Hanno riscontrato la&#0160;presenza di nanoparticelle e loro aggregati delle sostanze originarie (zinco, oro, stagno e rame) alla base dei rimedi omeopatici utilizzati.&#0160;</p>
<p>La conclusione che ne traggono è semplice:&#0160;la presenza di queste nanoparticelle o aggregati di materiali di base, nonostante le potenze altissime, come 30C e 200C è stata sorprendente, dimostrando che le materie prime rimangono anche in diluizioni estremamente elevate.</p>
<p>Altra importante scoperta è che le concentrazioni raggiungono un plateau a potenza 6C: nonostante le grandi differenze nel grado di diluizione da 6C a 200C non sono state riscontrate grandi differenze nella natura delle particelle (forma e dimensioni) del materiale di partenza e la loro concentrazione assoluta (in pg/ml).</p>
<p>Dunque l&#39;omeopatia funziona? sembrerebbero esserci le basi scientifiche per un discorso serio se solo i nostri bravi sperimentatori non si fossero dimenticati di discutere una delle possibili&#0160;spiegazioni di quel che hanno osservato: il problema della contaminazione dei rimedi omeopatici.</p>
<p>Una spiegazione alternativa, e plausibile alla luce del ben noto problema di <a href="http://jama.ama-assn.org/content/301/3/271.extract">contaminazione da metalli pesanti</a> dei prodotti ayruvedici o altri prodotti &quot;alternativi&quot; provenienti dall&#39;India: è abbastanza probabile che gli impianti produttivi fossero contaminati da quegli stessi metalli che costituivano la sostanza originaria dei rimedi omeopatici analizzati. Anche per l&#39;effetto plauteau, una plausibilissima spiegazione è legata al livello di contaminanti presente o negli impianti o nell&#39;acqua utilizzata per la diluzione.</p>
<p>Una rivista con referees seri avrebbe chiesto di testare la presenza di contaminazioni nel processo produttivo dei rimedi omeopatici...</p>
<p>&#0160;</p></div>
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