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	<description>Trentesimo anno</description>
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		<title>Podcast. La creatività come cifra totale: Sonny Rollins</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Schirone]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 22:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Podcast]]></category>
		<category><![CDATA[francesca schirone]]></category>
		<category><![CDATA[Jazz]]></category>
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		<category><![CDATA[Rollins Sonny]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In occassione della recente scomparsa del grande Sonny Rollins, riproponiamo l'articolo della nostra discaia preferita. Per ricordarlo, provate a inserire nel lettore dischi come Saxophone Colossus mentre leggete l'articolo e capirete.</p>
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<p class="has-white-color has-text-color has-link-color wp-elements-7e4ac651328708ea719ac0894fa30934 wp-block-paragraph">.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><span style="font-size: revert;">E&#8217; troppo vecchio per andare in giro a fare concerti e, assistere ad uno di questi, è un privilegio che non avrò mai. Ma chi ha avuto la fortuna partecipare ad un live di Sonny Rollins, oggetto del mio appuntamento con la rubrica, sa che è una esperienza davvero molto fuori dal comune. Provate a inserire nel lettore dischi uno come Saxophone Colossus e capirete.</span> I suoi 94 anni pesano: la sua musica di più.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il disco in questione è del &#8217;56, dentro ci sono brani come S.Thomas o You don&#8217;t know what love is, tutt&#8217;ora considerati standards e il disco un classico; chi lo suona è un giovane sassofonista e compositore di 25 anni alle prese con una sessione di registrazione e di prove che, al tempo, stavano durando già da tre anni e che si concluderà con la messa in produzione di capolavori come questo ed altri dal nome Worktime o Freedom Suite o anche come Way out west. Tutti dischi che quelli che si considerano appassionati di musica jazz, devono assolutamente avere sullo scaffale di casa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rollins ha dimostrato la sua incredibile creatività sotto l&#8217;influenza onnipresente di Charlie Parker, soggetto ispiratore dei suoi proverbiali assoli dallo stile inconfondibile per chi lo ascolta e sorretti da una musica assai potente. Sembrano essere senza fine. Le sue improvvisazioni sono una miscela di suoni ben governata da una sequenza armonica riconoscibile. Insomma, se ci si mette, la si riconosce; il ritornello, l&#8217;idea melodica e la sua composizione. Un Grande, semplicemente un grande.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che cosa passasse in mente per Sonny Rollins alle prese con la sua maestosa creatività, proprio non lo so. &nbsp;Capisco che lasciarsi andare e guidare semplicemente dal suono in uscita dal suo strumento, deve essere facile per lui ma difficilissimo per i tanti che lo hanno preso come esempio. L&#8217;essenza dell&#8217;improvvisazione, credo, è molto di più che semplicemente una &#8220;cosa&#8221; creativa intorno au un giro di note. Il difficile è creare qualcosa anche di spirituale, qualcosa, appunto, come solo la sua musica sa dare. In più di una intervista ha detto che questo dono lo ha sorretto ogni volta. In particolare durante i concerti, è sempre andato sul palco avendo in mente poca musica e, paradosso, non ricordando i suoi dischi. Lo ha sempre e solo sorretto la sua capacità, il suo dono, dunque, di poter inventare di sana pianta dal vivo la musica offerta ai suoi ascoltatori. Ragione per cui ha registrato ogni concerto della sua straordinaria carriera. Ascoltarlo, è per me ogni volta una esperienza ipnotica. Davvero.&nbsp;<br>Ci sono molti modi di ringraziare alcuni degli artisti che amo; questa, mi sembra la maniera più sacrosanta per rendere omaggio a questo gigante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">dalla collezione di casa, consigli per gli acquisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho praticamente scritto solo di Saxophone Colossus, quindi vi tocca. Poi ci sono i citati: Freedome suite con dentro pezzi come, Someday I&#8217;LL find you e Till there was you (lungo in 4 parti) e, di seguito, Worktime. Paradox vale il disco; sincopato e ritmico mette voglia di scocchiare le dita. Quasi sempre mi accorgo di farlo.<br>Per chi, invece, si accinge di comprare il primo disco, può cominciare da Essential Sonny Rollins. E&#8217; un bel disco che comprende una ventina di brani. Dentro c&#8217;è un disco in particolare che mi piace più di altri che è God Bless the Child: quasi una ballad che mette voglia di prendere sottobraccio il primo che capita per ballarlo. Dentro ci trovate pure Afternoon in Paris, bello bello. Da You Tube vi offro&#8230;. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Buon Ascolto e alla prossima.</p>



<p class="wp-block-paragraph">per BookAvenue, FS</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="SONNY ROLLINS - Saxophone Colossus" width="500" height="375" src="https://www.youtube.com/embed/PcOjv4dWH6Q?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<hr class="wp-block-separator aligncenter has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">Libri.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><img decoding="async" width="120" height="120" border="0" style="margin-left: 4px; margin-right: 4px; float: left;" src="http://ecx.images-amazon.com/images/I/51PLBoiZaPL._SL160_PIsitb-sticker-arrow-dp,TopRight,12,-18_SH30_OU29_AA160_.jpg">Non ne ho trovati in italiano tranne, ancora una volta per Minimum Fax, un breve profilo in un libro di interviste dal titolo: Come si ascolta il jazz. In Inglese trovate di più.</p>



<p class="has-white-color has-text-color has-link-color wp-elements-7e4ac651328708ea719ac0894fa30934 wp-block-paragraph">.</p>



<hr class="wp-block-separator aligncenter has-alpha-channel-opacity"/>


<ul class="wp-block-latest-posts__list is-grid columns-3 has-dates has-author wp-block-latest-posts"><li><div class="wp-block-latest-posts__featured-image"><a href="https://bookavenue.it/podcast-la-creativita-come-cifra-totale-sonny-rollins/" aria-label="Podcast. La creatività come cifra totale: Sonny Rollins"><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2024/06/128x_sonny-rollins_june110-by-johnabbott-9a089b80a89caac0606e06e88c54b02d38ff304f-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="sonny rollins" style="" /></a></div><a class="wp-block-latest-posts__post-title" href="https://bookavenue.it/podcast-la-creativita-come-cifra-totale-sonny-rollins/">Podcast. La creatività come cifra totale: Sonny Rollins</a><div class="wp-block-latest-posts__post-author">di Francesca Schirone</div><time datetime="2026-06-13T00:19:00+02:00" class="wp-block-latest-posts__post-date">13 Giugno 2026</time></li>
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		<title>Romano Montroni, libraio d’Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 12:31:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cross selling]]></category>
		<category><![CDATA[Elzeviri]]></category>
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					<description><![CDATA[Romano Montroni, storico libraio di Bologna nato nel 1939 è scomparso questa mattina,  dopo aver trascorso una vita intera ad occuparsi di letteratura, storie e persone. Ha formato centinaia di librai a tal punto da essere riconosciuto da molti come il libraio d'Italia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-base-color has-text-color has-link-color wp-elements-06ba60ab35174af4c81347a828783a25 wp-block-paragraph">.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È morto, a 87 anni, Romano Montroni, libraio e storico protagonista dell’editoria italiana. Per anni ha diretto la catena delle librerie Feltrinelli e, da libraio, quella sotto le Due Torri a Bologna, cuore pulsante della vita culturale della città. Ha poi seguito il percorso manageriale per la nascita delle Librerie Coop. È stato anche professore a contratto nel master in Editoria cartacea e multimediale di Umberto Eco all’Università di Bologna; a lui è stato conferito il Nettuno d’Oro nel 2006. È stata una delle figure più importanti dell’editoria italiana, un uomo che ha fatto della sua passione un mestiere e ha dedicato gran parte della sua vita a promuovere la lettura. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Da ragazzo di bottega che frequentava le scuole serali, è diventato un importante interlocutore culturale. Nella sua Bologna, ha ospitato autori e autrici di spicco nella rassegna da lui curata “Le voci dei libri”, allestendo spettacoli e dibattiti nella Biblioteca Salaborsa, proprio a pochi passi dalle Due Torri. Nella sua lunghissima carriera, ha inaugurato più di 90 librerie, la prima a soli 24 anni insieme a Giangiacomo Feltrinelli, interpretandone la visione pionieristica e traducendola in una realtà fattiva, democratica e accessibile a chiunque, trasformando le librerie in luoghi di dibattito civile: una lezione valida tutt&#8217;oggi e un patrimonio di idee enorme. Come docente e coordinatore della <a href="https://www.scuolalibraiuem.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri</a>, ha formato intere generazioni di professionisti, trasmettendo loro non solo le competenze tecniche della gestione economica di un punto vendita, ma soprattutto il “fuoco sacro” della mediazione culturale. Il libraio, nella sua visione, è una sentinella della democrazia: più libri si leggono, più la società diventa libera, critica e consapevole. Ha pure diretto il Centro per il Libro e la Lettura dal 2014 al 2020.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel 2006 ha pubblicato&nbsp;<em>Vendere l&#8217;anima. Il mestiere del libraio</em>&nbsp;(Laterza), che è stato tradotto in spagnolo (<em>Vender el alma. El oficio de librero</em>, Libros sobre libros), e nel 2007 ha tenuto seminari di perfezionamento a Città del Messico (Seminario Internacional para Editores y Libreros) e a Buenos Aires (32ª Exposición Feria Internacional de Buenos Aires). Si era raccontato nel volume&nbsp;<em>Libraio per caso</em>&nbsp;(Marsilio, 2010).&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie a Romano Montroni, generazioni di librai hanno imparato un mestiere e trasmesso ai lettori delle proprie librerie l&#8217;amore per la lettura e il modo di parlare delle storie e dei romanzi. Ha lasciato un segno indelebile, da formidabile divulgatore di emozioni e maestro di un sentimento raro, l’amicizia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Invitiamo quanti a quest&#8217;uomo devono il loro lavoro &#8211; e da lettori di formidabili letture &#8211; a testimoniarlo. Accoglieremo i vostri contributi pensando, da librai, di raccogliere un ricordo di quanti lo hanno amato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Romano Montroni è stato un amico della gente. </p>



<p class="wp-block-paragraph">I librai di BookAvenue</p>



<p class="has-base-color has-text-color has-link-color wp-elements-06ba60ab35174af4c81347a828783a25 wp-block-paragraph">.</p>



<p class="has-base-color has-text-color has-link-color wp-elements-06ba60ab35174af4c81347a828783a25 wp-block-paragraph">.</p>



<hr class="wp-block-separator aligncenter has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">ultimi articoli</p>


<ul class="wp-block-latest-posts__list is-grid columns-3 has-dates has-author wp-block-latest-posts"><li><div class="wp-block-latest-posts__featured-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2024/06/128x_sonny-rollins_june110-by-johnabbott-9a089b80a89caac0606e06e88c54b02d38ff304f-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="sonny rollins" style="" /></div><a class="wp-block-latest-posts__post-title" href="https://bookavenue.it/podcast-la-creativita-come-cifra-totale-sonny-rollins/">Podcast. La creatività come cifra totale: Sonny Rollins</a><div class="wp-block-latest-posts__post-author">di Francesca Schirone</div><time datetime="2026-06-13T00:19:00+02:00" class="wp-block-latest-posts__post-date">13 Giugno 2026</time></li>
<li><div class="wp-block-latest-posts__featured-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/RMontroni--150x150.webp" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="" style="" /></div><a class="wp-block-latest-posts__post-title" href="https://bookavenue.it/romano-montroni-libraio-ditalia/">Romano Montroni, libraio d&#8217;Italia</a><div class="wp-block-latest-posts__post-author">di redazione</div><time datetime="2026-06-11T14:31:07+02:00" class="wp-block-latest-posts__post-date">11 Giugno 2026</time></li>
<li><div class="wp-block-latest-posts__featured-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/05/girodivite-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="giro di vite" style="" /></div><a class="wp-block-latest-posts__post-title" href="https://bookavenue.it/perche-leggere-giro-di-vite/">Perché leggere Giro di Vite</a><div class="wp-block-latest-posts__post-author">di Valeria Belledi</div><time datetime="2026-06-09T00:50:00+02:00" class="wp-block-latest-posts__post-date">9 Giugno 2026</time></li>
<li><div class="wp-block-latest-posts__featured-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/05/ai-e-futuro-150x150.png" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="AI e futuro" style="" /></div><a class="wp-block-latest-posts__post-title" href="https://bookavenue.it/orchestrare-il-pensiero-come-lia-trasforma-il-lavoratore-dellinformazione-in-curatore-della-conoscenza/">Orchestrare il pensiero.</a><div class="wp-block-latest-posts__post-author">di Michele Genchi</div><time datetime="2026-06-04T00:10:00+02:00" class="wp-block-latest-posts__post-date">4 Giugno 2026</time></li>
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		<title>Perché leggere Giro di Vite</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valeria Belledi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 22:50:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Reading room]]></category>
		<category><![CDATA[classici]]></category>
		<category><![CDATA[James Henry]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[mondadori]]></category>
		<category><![CDATA[valeria belledi]]></category>
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					<description><![CDATA[Scrive l’Independent il 16 ottobre del 1989: “Giro di vite", è la storia più disperatamente agghiacciante di tutte e che sia mai stata letta in qualunque letteratura, antica e moderna”.  Lo è davvero? Forse si. Valeria Belledi nella Reading Room]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/hjames-belledi.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">Ascolta l&#8217;articolo</figcaption></figure>



<p class="has-base-color has-text-color has-link-color wp-elements-06ba60ab35174af4c81347a828783a25 wp-block-paragraph">.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; È una primavera da inizio estate e i quotidiani mi consegnano immagini scioccanti. Da un lato vedo l’orrore iracheno e l’avanzata di un’ideologia politica e religiosa estrema, dall’altro la cronaca di un’altrettanto sconfinata idiozia ideologica: quella con cui americani e israeliani, proprio in nome di quella avanzata, stanno scaricando milioni di tonnellate di bombe e missili senza guadagnare un solo metro e un solo cenno di consenso a una guerra che di senso non ne ha affatto. Poi, la cronaca nostrana di un irreprensibile marito-figlio modello che stermina moglie e bambini per recuperare una fantomatica libertà e dell&#8217;ennesimo femminicidio. <br>Mister Hyde è tra noi, ma fortunatamente è in questi giorni che sto rileggendo <em>Giro di vite</em> di Henry James. Un posto al sicuro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; L’ho letto per la prima volta nel giugno 2003, a Venezia. Ricordo le circostanze: ero sprofondata in una poltrona accanto a una finestra che dava sui Frari e non riuscivo a staccare gli occhi dalla pagina nonostante il caldo opprimente. Ventitré anni dopo lo riprendo in mano – un’altra volta in una primavera che sa di estate – e si fa strada in me la speranza di provare ancora quell’emozione che mi ha portata a scrivere una miriade di minuscole note a margine di una copia che ha trovato posto nella biblioteca di casa da tanto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Probabilmente, su <em>Giro di vite</em> è già stato scritto tutto e vi consiglierò soltanto di leggerlo se non l’avete già fatto. Facendo una breve ricerca su Google potete anche trovare le indicazioni per orientarvi nella storia della critica. Sin dalla sua pubblicazione nel 1898, infatti, questo racconto ha suscitato un’infinità di studi critici e ipotesi interpretative. Scrive l’Independent il 16 ottobre del 1989: “Giro di vite è la storia più disperatamente agghiacciante di tutte <em>che sia mai stata letta in qualunque letteratura, antica e moderna</em>”. &nbsp;Lo è davvero? Per la sua essenziale universalità, forse sì.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La trama segue la tradizione del <em>perturbante</em> e del romanzo gotico. È incastonata in una brevissima cornice narrativa, che funge da espediente per insinuare il dubbio su ciò che si dirà in seguito e somiglia un po’ al nostro <em>Decamerone</em>: alcuni amici si riuniscono in una vecchia casa di campagna per raccontarsi storie di paura. L’ignoto narratore è il nostro testimone oculare. L’antefatto è che si narrano storie di cui non sappiamo nulla finché noi apriamo il libro e un uomo – l’affascinante Douglas – prende la parola. “<em>Conosco una storia che è ancora più terribile della precedente</em>”, dice gettando distrattamente un legnetto nel camino. “<em>Raccontaci, raccontaci!</em>”, gridano tutti i presenti. Douglas li zittisce: la storia che ha da raccontare è contenuta in un manoscritto che una donna gli ha lasciato vent’anni prima, ma il manoscritto è sotto chiave e ci vorranno alcuni giorni per recuperarlo. Sentite già una voce sinistramente fiabesca che vi dice: “<em>C’era una volta un uomo che ascoltò un uomo che raccontava una storia, che raccontava di una donna che narrava un’altra storia</em>…”, finché la storia comincia davvero e l’osservatore ci narra di Douglas che comincia a leggere il manoscritto. E il manoscritto – la nostra storia – è redatto in prima persona da una donna.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Una giovane istitutrice di vent’anni – inesperta, figlia di un reverendo di campagna – risponde a un’offerta di lavoro a Londra. Un uomo d’affari sta cercando qualcuno che si occupi dei suoi due nipotini nella grande tenuta di campagna di Bly. Gli orfani sono stati affidati allo zio, che però non ha tempo per occuparsene. Il lavoro è ben pagato ma c’è una condizione: l’istitutrice si accollerà ogni responsabilità dall’educazione dei bambini alle questioni economiche, ma il padrone non dovrà mai essere disturbato. MAI, per nessun motivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dunque la vicenda si apre con una solitudine. La ragazza è affascinata da questo scapolo bello e importante che non può contattare. Segretamente forse sogna di conquistarlo, dunque accetta il lavoro e si trasferisce a Bly. L’accolgono in una dimora magnifica immersa in un’estate languida e insolente, e &nbsp;Flora, una bambina di otto anni di una bellezza angelica. Pochi giorni dopo il piccolo Miles, di due anni più grande della sorella, torna a casa per la fine dell’anno scolastico. È allegro, intelligente, bellissimo… ma nasconde un segreto. L’istitutrice riceve infatti una lettera in cui il preside della scuola informa la famiglia che Miles è stato espulso. La ragazza ne viene profondamente turbata. Il bambino – sulla soglia della pubertà – è malvagio? Cosa ha fatto per essere espulso?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il dubbio si insinua e l’estate avanza verso il suo pulsante cuore di tenebra. Cominciano ad accadere strane cose a Bly: la ragazza vede un misterioso uomo sulla torre, poi lo stesso uomo le appare incorniciato in una finestra, infine vede anche una donna dall’aspetto terribile. Le apparizioni si susseguono una dopo l’altra gettandola nella disperazione. Chi sono? Le due figure la guardano con occhi malvagi finché la donna si confida con la fedele Mrs Grose, un’inserviente che riconosce nelle fattezze dell’uomo (bellissimo, eretto, rosso di capelli…) quelle di Peter Quint, un servitore morto tempo prima. La seconda figura dunque non può che essere Miss Jessel, l’istitutrice precedente e sua illecita amante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La ragazza dunque non ha dubbi, gli spettri dei due scellerati esempi di libertà (o di depravazione, se preferite) vogliono corrompere i bambini. Sono tornati per “<em>possederli e corromperli</em>”, qualunque cosa questo significhi. Si dice poi che Quint passasse molto tempo con Miles e qualcuno sostiene che questa compagnia non ci addicesse a un signorino. Le congetture non dette e l’esaltazione raggiungono l’apice quando l’istitutrice decide di proteggere i bambini, di frapporsi fra loro e gli spettri affrontando <em>il male</em> direttamente. Ma su questo campo di battaglia – reale o inventato – si consumerà una tragedia. Henry James non dirà che pochissime parole al riguardo, riportando di colpo il silenzio nella mente caotica dell’istitutrice e nella grande tenuta di Bly.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È dunque ovvio che in <em>Giro di Vite</em> quello che conta non è la storia, ma il non detto. Nel 1934, il famoso saggio di Edmund Wilson, L’ambiguità di Henry James, propose per la prima volta una suggestiva interpretazione freudiana che minava la credibilità dell’istitutrice. Si scatenarono reazioni furenti: come osare mettere in dubbio le parole di una ragazza che incarnava i valori dell’epoca? Secondo questo filone, infatti, gli spettri non sono reali ma proiezioni dei desideri repressi. Desideri che forse sono scatenati dal languore estivo e dall’isolamento della tenuta, da una libertà di cui l’istitutrice “fa esperienza per la prima volta”. Desideri che siano diretti in prima istanza al padrone e in secondo luogo al giovane Miles, a cui pensiamo immediatamente quando ci ricordiamo che a raccontarci la storia è Douglas. Già, perché anche voi vi eravate dimenticati di Douglas, eppure è inevitabile chiedersi come ha conosciuto l’istitutrice, “<em>molti anni prima</em>”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quello che è certo è che Henry James ha saputo costruire sulle omissioni di significato – l’ambiguità citata da Wilson* – una critica a tutto tondo dell’edificio vittoriano. La tendenza dell’istitutrice alla rimozione e alla proiezione ci porta inevitabilmente a riempire i vuoti con riferimenti alla sessualità. Il meccanismo finisce così per smascherare la <em>pruderie</em> vittoriana ma soprattutto per evidenziare come l’incorruttibilità e l’ipocrisia della società fossero in realtà la più grande perversione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho visto un paio di adattamenti televisivi di Giro di vite — l’adattamento di Dan Curtis è il più vero — ma, a mio parere, la potenza dell’opera scritta resta insuperata. Henry James ha infatti volutamente rappresentato l’atto stesso del parlare e dello scrivere. È attraverso il linguaggio – la razionalizzazione – che il sistema di rimozione si perpetua a livello sociale e privato. &nbsp;Ed è dunque in questa descrizione della macchina-pensiero che scopriamo gli scarti tra realtà e fantasia. Henry James va quindi letto perché qualunque film non ci metterà a disagio e non ci farà sbattere il naso contro quel meccanismo innato all’essere umano per cui scegliamo sempre – di volta in volta – a quale pregiudizio credere. È contro quella scelta che James punta il dito. &#8220;<em>La scelta c’è sempre</em>, dice lo scrittore, <em>non fingete che non sia così. Scegliete di credere o non credere a un fantasma, di credere o non credere che sia malvagio, di credere o non credere di essere nel giusto. Sempre. E dunque ogni morale rischia in qualche modo di diventare totalitaria&#8221;.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">La biografia personale di Henry James (ci) illumina poi con un altro importante sottotesto. Già Oscar Wilde* aveva descritto l’omosessualità come “<em>l’amore che non osa pronunciare il suo nome”</em>, ma attraverso i suoi silenzi Henry James ci suggestiona al punto che è impossibile non interpretare la tragedia che tronca la storia come il soffocamento dell’intellettuale (e dell’omosessuale) all’interno della società vittoriana.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Certo è che potenzialmente siamo tutti Miles e Flora, vittime innocenti o colpevoli a seconda degli occhi di chi guarda. E siamo anche Peter Quint e Miss Jessel, depravati o semplicemente liberi a seconda della nostra interpretazione. E siamo tutti anche l’istitutrice puritana, che assurge a rappresentare la società ipocrita e totalitaria che noi stessi – ogni giorno – costruiamo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">per BookAvenue, Valeria Belledi </p>



<p class="has-base-color has-text-color has-link-color wp-elements-06ba60ab35174af4c81347a828783a25 wp-block-paragraph">.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">* fonti: <br><a href="https://www.independent.co.uk/arts-entertainment/music/features/haunting-eno-revive-the-turn-of-the-screw-1803334.html">&#8211; Independent</a>, &#8220;Haunting, ENO revive The Turn of the Screw&#8221;.<br>&#8211; Il celebre saggio di Edmund Wilson &#8220;L&#8217;ambiguità di Henry James&#8221; è apparso nel numero di aprile-giugno 1934 di Hound and Horn. Edward Parkinson da: <a href="http://turnofthescrew.com/ch3.html">The turn of the screw</a>.<br>&#8211; &#8220;<em>L&#8217;amore che non osa pronunciare il suo nome</em>&#8221; è la celebre frase pronunciata da Oscar Wilde durante il suo processo nel 1895, utilizzata per descrivere l&#8217;omosessualità come un affetto profondo e spirituale tra persone dello stesso sesso, spesso paragonato all&#8217;amore platonico, che la società vittoriana non accettava e condannava.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



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<p class="wp-block-paragraph">il libro:</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="337" height="522" src="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/05/girovite.jpg" alt="" class="wp-image-13270" style="width:130px" srcset="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/05/girovite.jpg 337w, https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/05/girovite-194x300.jpg 194w" sizes="auto, (max-width: 337px) 100vw, 337px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Henry James, <br>Giro di Vite, <br>Oscar Mondadori, <br>traduzione di Alex Roger Falzon, <br>ed.2019, pp. 208</p>



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		<title>Orchestrare il pensiero.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Genchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jun 2026 22:10:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Gli inserti speciali di BookAvenue]]></category>
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					<description><![CDATA[L'IA diventa un ambiente operativo collaborativo dove sintetizzare informazioni complesse per permettere alla figura umana di concentrarsi sull'interpretazione, sulla validazione e sulla narrazione. Un cambio di paradigma che rimette al centro il pensiero umano. Vale per il lavoro e la conoscenza, certo, ma anche per fare la guerra. ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading">Come l&#8217;IA trasforma il lavoratore dell&#8217;informazione in curatore della conoscenza</h3>



<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/informazione-e-ai.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">ascolta l&#8217;articolo</figcaption></figure>



<p class="has-base-color has-text-color has-link-color wp-elements-06ba60ab35174af4c81347a828783a25 wp-block-paragraph">.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando parliamo oggi di lavoro dell’informazione, non stiamo semplicemente discutendo di una trasformazione tecnologica. Stiamo interrogando un cambiamento molto più profondo: il modo in cui produciamo conoscenza, prendiamo decisioni e strutturiamo il potere.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per lungo tempo, il lavoratore dell’informazione è stato concepito come un soggetto autonomo: raccoglieva dati, li analizzava e produceva contenuti. Oggi questa figura non scompare, ma cambia radicalmente. Siamo entrati in una fase in cui il lavoro cognitivo è sempre più il risultato di un&#8217;interazione tra esseri umani e sistemi intelligenti. L’intelligenza artificiale non è più un semplice strumento: è diventata un ambiente operativo, un interlocutore. <br>Una trasformazione concreta? Sono già evidenti alcune dimostrazioni dal lavoro quotidiano. Per capire la portata di questo cambiamento, possiamo partire da esempi concreti: dal giornalista al consulente, dalle organizzazioni complesse alla singola attività amministrativa e, non ultimo, dalla geopolitica all&#8217;utilizzo dell&#8217;AI come mezzo di disinformazione, fino alle distorsioni della guerra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pensiamo, dunque, al lavoro giornalistico. Oggi una parte significativa delle notizie economiche, politiche o sportive viene già generata automaticamente da sistemi AI, che elaborano dati e producono articoli in pochi secondi. Il giornalista non scompare e non scomparirà del tutto, ma si sposta verso altro: la verifica delle notizie, l’interpretazione che cerca di spiegare e, infine, la costruzione narrativa. <br>Oppure, pensiamo al mondo della consulenza: un analista oggi può utilizzare sistemi di intelligenza artificiale per sintetizzare centinaia di documenti in pochi minuti, generando report preliminari che prima richiedevano giorni di lavoro. <br>In entrambi i casi, il lavoro non è scomparso: è cambiata la sua natura epistemica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un nuovo ruolo, dunque: <em>orchestrare i</em> <em>sistemi cognitivi.</em> Questa evoluzione si può comprendere meglio se la sintetizziamo così: il lavoratore dell’informazione non produce più direttamente conoscenza, ma coordina i sistemi che la producono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ancora un esempio: nelle aziende globali, le riunioni vengono oggi trascritte automaticamente, sintetizzate e trasformate in liste di azioni. Il manager non prende più appunti: riceve una struttura già organizzata e deve, semmai, validarla, interpretarla per prendere decisioni. Questo è il passaggio decisivo: dalla produzione alla <em>curation</em> (mi si passi il termine tra cura e azione) e alla validazione della conoscenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La polarizzazione del lavoro è un dato reale; questa trasformazione genera anche tensioni concrete. Nel settore amministrativo, ad esempio, molte funzioni di back office vengono oggi automatizzate tramite l&#8217;AI e sistemi ERP avanzati. Compiti come l’inserimento dei dati, la gestione documentale, il reporting standard sono sempre più spesso eseguiti da macchine. Allo stesso tempo, cresce la domanda di lavoro di figure capaci di analizzare dati complessi, progettare sistemi informativi o integrare strumenti diversi. <br>Un esempio evidente è il boom delle figure ibride come i <em>data analyst,</em> gli <em>AI specialist</em> e gli esperti di governance; figure professionali che non esistevano nella stessa forma solo pochi anni fa, che rappresentano il cuore dell’offerta di nuovo impiego oggi e che richiedono competenze non solo tecniche ma anche di interpretazione. Anche qui possiamo usare esempi concreti. Un ricercatore oggi può interrogare un sistema AI per ottenere in pochi secondi una sintesi di articoli scientifici, un confronto tra teorie e/o una prima bozza di analisi. <br>Ma questo output ha valore solo se viene verificato, contestualizzato, interpretato. Il vero vantaggio competitivo non è più “avere informazioni”, ma saperle leggere criticamente. Per questo assistiamo a un ritorno, non più paradigma di una competenza scientifica e tecnica,  della rinnovata centralità di quelle umanistiche: interpretazione, narrazione, costruzione di senso. <br>I laureati in Filosofia e Comunicazione (sic!) sono salvi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Parliamo di geopolitica: un paio, anzi, tre, di esempi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fin qui, tutto potrebbe sembrare un fenomeno interno alle organizzazioni. Ma non è così. Il lavoro dell’informazione è oggi al centro di una competizione globale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Caso 1: Stati Uniti e Cina</p>



<p class="wp-block-paragraph">La competizione tra Stati Uniti e Cina sull’intelligenza artificiale non riguarda solo la tecnologia, ma il controllo della conoscenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">•Gli Stati Uniti dominano nello sviluppo dei modelli linguistici avanzati</p>



<p class="wp-block-paragraph">•La Cina sta costruendo un ecosistema autonomo, con piattaforme, dati e regolazioni proprie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi lavora con le informazioni, questo significa una cosa molto concreta: l’accesso agli strumenti e alle fonti non è più neutrale, ma geopolitico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Caso 2: la guerra in Ucraina</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non siamo certamente ai livelli di <em>Skynet</em>, l&#8217;AI della serie <em>Terminator</em> che raggiunge l&#8217;autocoscienza ribellandosi all&#8217;umanità, ma la guerra in Ucraina rappresenta un esempio paradigmatico della trasformazione del lavoro informativo. Come, cioè, gli analisti utilizzano immagini satellitari commerciali e piattaforme digitali open source con cui diffondono, con l&#8217;utilizzo dell&#8217;AI, informazioni in tempo reale alle truppe utili a combattere. Dimostrando, se ve ne fosse bisogno, che è l’Europa ad avere bisogno degli ucraini e non viceversa in fatto di come si <em>fanno</em> le guerre oggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un singolo analista può oggi produrre intelligence sfruttando i dati pubblici con l’ausilio degli strumenti AI e delle reti digitali: una cosa semplicemente impensabile solo dieci anni fa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Caso 3: l’Unione Europea e la regolazione dell&#8217;AI</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il grande filosofo Edgar Morin nel suo celebre saggio &#8220;Come uscire dal XX secolo&#8221; esplorava le crisi e le speranze dell&#8217;età contemporanea, applicando il pensiero della complessità ai problemi politici e sociali. L&#8217;obiettivo dell&#8217;autore era quello di superare le ideologie e le &#8220;false alternative&#8221; che hanno caratterizzato il ventesimo secolo (come l&#8217;eterno scontro tra modernità e antimodernità), per costruire una nuova alleanza tra le ragioni della scienza, accettandone i paradigmi tecnologici con cui fare i conti, e quelle del dubbio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggi stiamo già pensando a come uscire dal XXI. L’Unione Europea, con regolamenti come l’<a href="https://www.europarl.europa.eu/topics/en/article/20230601STO93804/eu-ai-act-first-regulation-on-artificial-intelligence">AI Act</a>, sta cercando di costruire una propria via al prossimo secolo per proteggere i suoi cittadini (sempre che non scoppi una guerra con lo <em>zar</em> russo nel frattempo) e per la creazione di nuovi standard applicabili al lavoro e alla ricerca. Questo ha un impatto diretto sul lavoro di oggi: ne definisce i limiti, introduce controlli, crea nuovi ruoli di compliance, l’auditing e, non ultima, l’etica dell’AI.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Informazione e conflitto: un esempio quotidiano</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un altro esempio concreto riguarda la disinformazione. Durante eventi politici o crisi internazionali, assistiamo a una produzione massiva di contenuti generati artificialmente, di video manipolati attraverso specifiche campagne coordinate di comunicazione <em>fake</em>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per chi lavora nell’informazione, questo significa dover verificare le fonti in tempi sempre più rapidi, distinguere tra contenuto autentico e falso e accettare di vivere e operare in un ambiente di incertezza permanente. Il lavoro si sposta quindi verso una dimensione quasi “forense”: analizzare, verificare, ricostruire.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se mettiamo insieme questi esempi, emerge chiaramente una trasformazione più ampia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Viviamo in un sistema in cui la produzione di conoscenza è automatizzata, la circolazione è accelerata in una competizione globale. Lo abbiamo visto: un contenuto può essere creato da un’AI negli Stati Uniti, rielaborato in Asia, diffuso in un fake social africano e interpretato in Europa. Tutto in poche ore. Questo è il livello di integrazione e complessità che caratterizza il nostro tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C’è un punto che mi sta particolarmente a cuore: come tradurre, cioè, queste nuove forme di sapere in un’ecologia della conoscenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se osserviamo tutti questi esempi — dal giornalismo alla geopolitica — emerge un dato chiaro: il problema non è più produrre informazioni, ma governarle. E questo ha implicazioni concrete.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Significa che chi lavora con l’informazione oggi prende decisioni che hanno impatti reali sui processi globali cui partecipa. Contribuisce, direttamente o indirettamente, alle dinamiche di potere e per questo, la vera questione non è se l’AI sostituirà il lavoro umano: la questione è chi sarà in grado di controllare, interpretare e orientare i sistemi che producono conoscenza. In questo senso, il lavoro dell’informazione diventa un nodo centrale della contemporaneità.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Finisco con una riflessione che, forse, sintetizza tutto ciò che vi ha trattenuto fin qui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Stiamo vivendo un’epoca in cui l’informazione non è mai stata così abbondante, così veloce, così accessibile. Eppure, paradossalmente, non è mai stata così fragile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fragile perché manipolabile. Fragile perché automatizzabile. Fragile perché, sempre più spesso, prodotta da sistemi che non comprendono ciò che generano. In questo contesto, la vera questione non è più sapere di più: la vera questione, è capire meglio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E questo cambia tutto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Perché significa che il valore non sta più nella quantità di informazioni che possediamo, ma nella qualità del giudizio che sappiamo esercitare. Significa che il futuro non apparterrà a chi accumula dati, ma a chi sa interpretarli. Non a chi produce contenuti, ma a chi sa distinguere tra verità e simulazione. Non a chi usa l’intelligenza artificiale, ma a chi è in grado di governarla senza diventarne dipendente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E allora, forse, possiamo dirlo con chiarezza: il lavoro dell’informazione non sta scomparendo, sta diventando qualcosa di molto più importante. Sta diventando una funzione strategica. Una funzione critica. Una funzione, mi si consenta, politica. Perché informare qualcuno è un atto politico. È un atto politico, perché riguarda la capacità stessa di una società di comprendere il mondo, orientarsi nel tempo che vive e prendere decisioni libere.<br>Ecco perché, oggi più che mai, il lavoratore dell’informazione non è solo un professionista. È un presidio. Un presidio di senso, un presidio di razionalità, un presidio — in ultima istanza — un presidio di libertà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se questo è vero, allora la responsabilità che abbiamo non è soltanto tecnica. È culturale. È etica. È storica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E non riguarda il futuro. Riguarda il presente.</p>



<p class="has-base-color has-text-color has-link-color wp-elements-06ba60ab35174af4c81347a828783a25 wp-block-paragraph">.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Bookavenue, Michele Genchi</p>



<p class="has-base-color has-text-color has-link-color wp-elements-06ba60ab35174af4c81347a828783a25 wp-block-paragraph">.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">ndr. L&#8217;immagine in testata è stata generata con l&#8217;IA Gemini</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">fonti: <br><a href="https://www.europarl.europa.eu/topics/en/article/20230601STO93804/eu-ai-act-first-regulation-on-artificial-intelligence" data-type="link" data-id="https://www.europarl.europa.eu/topics/en/article/20230601STO93804/eu-ai-act-first-regulation-on-artificial-intelligence" target="_blank" rel="noreferrer noopener">EU AI Act. First regulation on artificial intelligence</a><br><a href="https://www.bbc.com/news/articles/c1k2lmmjvzxo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">BBC.com</a> <a href="https://www.bbc.com/news/articles/c1k2lmmjvzxo" data-type="link" data-id="https://www.bbc.com/news/articles/c1k2lmmjvzxo">/</a> From AI to interceptors. Ukraine is trying to drone-proof its skies <br><a href="https://www.nytimes.com/2026/05/15/world/europe/mykhailo-fedorov-ukraine-ai.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">NYT.</a> Andrew Kramer, Enter the Killer Robots: The Ukrainians Forging the Future of Warfare <br>Edgar Morin, Il gioco della verità e dell&#8217;errore. Rigenerare la parola politica. Ed.Erickson</p>



<hr class="wp-block-separator aligncenter has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">altri articoli dell&#8217;autore</p>


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<li><div class="wp-block-latest-posts__featured-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/05/carrere_e-e1779015033463-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail wp-post-image" alt="carrere-e" style="" /></div><a class="wp-block-latest-posts__post-title" href="https://bookavenue.it/perche-emmanuel-carrere-salva-la-faccia-alleditoria/">Perché Emmanuel Carrère salva la faccia all&#8217;editoria del Paese</a><div class="wp-block-latest-posts__post-author">di Michele Genchi</div><time datetime="2026-05-16T18:10:56+02:00" class="wp-block-latest-posts__post-date">16 Maggio 2026</time></li>
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			<itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:subtitle>L'IA diventa un ambiente operativo collaborativo dove sintetizzare informazioni complesse per permettere alla figura umana di concentrarsi sull'interpretazione, sulla validazione e sulla narrazione. Un cambio di paradigma che rimette al centro il pensiero umano. Vale per il lavoro e la conoscenza, certo, ma anche per fare la guerra.</itunes:subtitle><itunes:summary>L'IA diventa un ambiente operativo collaborativo dove sintetizzare informazioni complesse per permettere alla figura umana di concentrarsi sull'interpretazione, sulla validazione e sulla narrazione. Un cambio di paradigma che rimette al centro il pensiero umano. Vale per il lavoro e la conoscenza, certo, ma anche per fare la guerra.</itunes:summary><itunes:keywords>Gli inserti speciali di BookAvenue, AI, comunicazione, editoriali, filosofia, guerra, IA, informazione, intelligenza artificiale, lavoro, michele genchi, neuroscienze</itunes:keywords></item>
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		<title>Libroscopo di giugno e altri transiti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maga Magò]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 22:09:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libroscopo]]></category>
		<category><![CDATA[libroscopo]]></category>
		<category><![CDATA[maga]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giugno 2026 è un mese caratterizzato da un forte influsso dei Gemelli, ideale per sbloccare situazioni e favorire la comunicazione e la creatività. <br>Mercurio retrogrado in Cancro fino a fine luglio e con il Sole il 21 segna l’inizio dell’estate e influenza i segni d'aria e le loro intuizioni e capacità creative, mentre verso la fine del mese l'ingresso di Giove in Leone. <br>Questo transito influenza tutti indipendentemente dal segno, ma Leone e Acquario lo sentono più fortemente riguardo identità e relazioni. <br>I segni di fuoco (Ariete, Leone, Sagittario) sperimentano avanzate creative importanti, mentre i segni fissi (Toro, Leone, Scorpione, Acquario) si adattano a cambiamenti drammatici nell'autoespressione. Leadership alla grande. <br>The winners are:</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-base-color has-text-color has-link-color wp-elements-06ba60ab35174af4c81347a828783a25 wp-block-paragraph">.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mercurio, Giove e Venere, padroni dello zodiaco.<br>Mercurio retrogrado in Cancro fino a fine luglio e con il Sole il 21 segna l’inizio dell’estate e influenza i segni d&#8217;aria e le loro intuizioni e capacità creative, mentre verso la fine del mese l&#8217;ingresso di Giove in Leone sarà una rivoluzione per tutti. Questo transito influenza l&#8217;intero zodiaco, ma Leone e Acquario lo sentono più fortemente riguardo all&#8217;identità e alle relazioni. <br>I segni di fuoco (Ariete, Leone, Sagittario) sperimentano avanzate creative importanti, mentre i segni fissi (Toro, Scorpione, Acquario) si adattano a cambiamenti dell&#8217;autoespressione. Per i primi, leadership alla grande, i secondi si arrangeranno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">The winners are:</p>



<p class="wp-block-paragraph">• Gemelli: Gode di ottime energie, in particolare dopo il 21 giugno, grazie alla Luna Nuova, ideale per il lavoro e la creatività. <br> • Cancro: Venere da quelle parti la prima settimana è un’ottima cosa: porta nuove energie. Mercurio retrogrado favorisce l&#8217;emotività. Il Sole in segno il 21 lo rende automaticamente segno del mese<br> • Leone: L’ingresso di Giove segna un ulteriore passo in avanti per i prossimi dodici mesi. Un transito fondamentale. Ne godrà di riflesso, l’Acquario ma anche gli altri.<br> • Weekend 27-28 giugno 2026: Particolarmente favorevoli per Cancro, Bilancia, Capricorno, Leone e Acquario. Dateve da fà.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<figure class="wp-block-image alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="348" height="522" src="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/816qSCld8mL._SY522_.jpg" alt="" class="wp-image-13307" style="width:130px" srcset="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/816qSCld8mL._SY522_.jpg 348w, https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/816qSCld8mL._SY522_-200x300.jpg 200w" sizes="auto, (max-width: 348px) 100vw, 348px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ariete</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Giugno porta espansione creativa e opportunità romantiche (capisci a me…). Giove entra nel segno portando attività creative importanti e romanticismo appassionato (capisci a me…). Mercurio retrogrado influenza radici e famiglia, portando sfide di comunicazione (per dire: litigate forti). Venere in Cancro supporta l&#8217;armonia domestica dopo le sfuriate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consigli per gli acquisti: Elle Kennedy, Il tradimento, ed.NCE</p>



<figure class="wp-block-image alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="346" height="522" src="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/81UrDwkiMxL._SY522_.jpg" alt="" class="wp-image-13316" style="width:130px" srcset="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/81UrDwkiMxL._SY522_.jpg 346w, https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/81UrDwkiMxL._SY522_-199x300.jpg 199w" sizes="auto, (max-width: 346px) 100vw, 346px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Toro</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Giove prende il centro della scena, la trasformazione della casa e della vostra famiglia: entra di forza nel vostro tema natale e porta belle cose per proprietà, famiglia e sicurezza emotiva. Mercurio retrogrado ci mette però il suo: litigate brutte brutte con i fratelli. Venere in Cancro migliora l&#8217;armonia domestica dopo gli scazzi. Chiedete all&#8217;Ariete come uscirne.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consigli per gli acquisti: Elle Kennedy, Il contratto, ed.NCE</p>



<figure class="wp-block-image alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="349" height="522" src="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/81LROtLlBxL._SY522_.jpg" alt="" class="wp-image-13310" style="width:130px" srcset="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/81LROtLlBxL._SY522_.jpg 349w, https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/81LROtLlBxL._SY522_-201x300.jpg 201w" sizes="auto, (max-width: 349px) 100vw, 349px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Gemelli </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il mese domina la trasformazione del valore personale e delle finanze. Giove entra nella vostra area dove si sviluppano opportunità di comunicazione e apprendimento. Mercurio retrogrado influenza i soldi negativamente, sfidando decisioni che possono costare caro. Occhio, Ualliò! Venere in Cancro supporta di riflesso affetti e emozioni. Lasciate in pace la/lo Scorpione: nun è cosa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consigli per gli acquisti:  Elle Kennedy, Lo sbaglio, ed.NCE </p>



<figure class="wp-block-image alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="295" height="445" src="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/41xE13NOy8L._SY445_SX342_QL70_ML2_.jpg" alt="" class="wp-image-13308" style="width:130px" srcset="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/41xE13NOy8L._SY445_SX342_QL70_ML2_.jpg 295w, https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/41xE13NOy8L._SY445_SX342_QL70_ML2_-199x300.jpg 199w" sizes="auto, (max-width: 295px) 100vw, 295px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cancro</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Inizia la rivoluzione della vostra identità personale. Durerà un sacco. Giove entra a gamba tesa portando fiducia, espansione e crescita personale. Mercurio retrogrado nel vostro segno porta sfide di comunicazione e prospettive emotive profonde e, se lo aggiungete a Venere che nel vostro segno migliora la vostra capacità di attrarre e di cura, il gioco del mese è fatto. Ci volete pure la scorzetta di limone?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consigli per gli acquisti:  Elle Kennedy, L&#8217;imprevisto, ed.NCE</p>



<figure class="wp-block-image alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="349" height="522" src="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/81-wkJWmSZL._SY522_.jpg" alt="" class="wp-image-13309" style="width:130px" srcset="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/81-wkJWmSZL._SY522_.jpg 349w, https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/81-wkJWmSZL._SY522_-201x300.jpg 201w" sizes="auto, (max-width: 349px) 100vw, 349px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Leone</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Andate a braccetto con quello di sopra. Na rivoluzione pure pè voi per un anno pieno pieno. Giove entra senza chiedere permesso: porta fiducia, carisma e opportunità di leadership. Un transito che farà godere l&#8217;intero zodiaco. Ve devono dì grazie tutti quanti. Mercurio retrógrado influenza la vostra carica spirituale. Ci sta pure quella. Venere in Cancro migliora, come se dice… <em>e connessioni emotive</em>. Che vor dì?, Fattelo spiegà.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consigli per gli acquisti: Elle Kennedy, L&#8217;eredità, ed.NCE</p>



<figure class="wp-block-image alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="335" height="522" src="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/81tBVgdgZ3L._SY522_.jpg" alt="" class="wp-image-13312" style="width:130px" srcset="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/81tBVgdgZ3L._SY522_.jpg 335w, https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/81tBVgdgZ3L._SY522_-193x300.jpg 193w" sizes="auto, (max-width: 335px) 100vw, 335px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Vergine</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Giugno spinge per l&#8217;espansione della comunicazione e dell&#8217;apprendimento. Giove influenza la vostra rete sociale e la partecipazione ai gruppi di amici. Tuttavia, Mercurio retrogrado influenza i rapporti negativamente portando malintesi tra le amicizie e qualche sfuriata di gelosia. Venere in Cancro supporta <em>connessioni comunitarie</em>. Che vor dì? Fattelo spiegà dar Leone.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consigli per gli acquisti: Elle Kennedy, Love song, ed.NCE<br></p>



<figure class="wp-block-image alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="296" height="445" src="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/41WCueowEzL._SY445_SX342_QL70_ML2_.jpg" alt="" class="wp-image-13311" style="width:130px" srcset="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/41WCueowEzL._SY445_SX342_QL70_ML2_.jpg 296w, https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/41WCueowEzL._SY445_SX342_QL70_ML2_-200x300.jpg 200w" sizes="auto, (max-width: 296px) 100vw, 296px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Bilancia </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Certo, Giove , Mercurio e Venere sto mese sò i padroni. Giove vi darà una mano con le amicizie e le associazioni che vi coinvolgono. Mercurio retrogrado influenza la comunicazione professionale. Spiegate e spiegate e <em>nun ve</em> capisce nessuno. <span style="box-sizing: border-box; margin: 0px; padding: 0px;">Venere in Cancro migliora <em>l&#8217;armonia dell&#8217;associazione</em>.</span> Che vor dì? Fattelo spiegà da-a Vergine.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consigli per gli acquisti: Elle Kennedy, Resta con me per sempre, ed.NCE</p>



<figure class="wp-block-image alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="335" height="522" src="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/71QnVyMHjlL._SY522_.jpg" alt="" class="wp-image-13318" style="width:130px" srcset="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/71QnVyMHjlL._SY522_.jpg 335w, https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/71QnVyMHjlL._SY522_-193x300.jpg 193w" sizes="auto, (max-width: 335px) 100vw, 335px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Scorpione</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">A giugno la trasformazione professionale e di carriera. Giove entra nella vostra <em>&#8220;casa&#8221;</em> del lavoro, portando espansione di carriera e riconoscimento pubblico. Mercurio retrogrado influenza quella della conoscenza, sfidando convinzioni e ricerche educative. Venere in Cancro <em>supporta relazioni</em> professionali. Che vor dì? Mò, pure co&#8217; i colleghi? Ennàmo, sù.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consigli per gli acquisti: Elle Kennedy, Effetto amore, ed.NCE</p>



<figure class="wp-block-image alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="353" height="522" src="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/71Kj0XAebjL._SY522_.jpg" alt="" class="wp-image-13314" style="width:130px" srcset="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/71Kj0XAebjL._SY522_.jpg 353w, https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/71Kj0XAebjL._SY522_-203x300.jpg 203w" sizes="auto, (max-width: 353px) 100vw, 353px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Sagittario</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Come per lo Scorpione, il mese sarà buono per la carriera e il riconoscimento pubblico. Giove, di suo, sviluppa la vostra influenza attraverso insegnamento, pubblicazioni e viaggi di studio. Mercurio retrogrado influenza la &#8220;casa&#8221; dell&#8217;elaborazione emotiva profonda. Mo&#8217; se dice così. Pure a voi Venere in Cancro <em>supporta</em> <em>relazioni professionali</em>. Che vor dì? Chiedilo all&#8217;amico tuo sopra.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consigli per gli acquisti: Elle Kennedy, The Graham Effect, ed.NCE</p>



<figure class="wp-block-image alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="348" height="522" src="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/61vg1OwqCQL._SY522_.jpg" alt="" class="wp-image-13313" style="width:130px" srcset="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/61vg1OwqCQL._SY522_.jpg 348w, https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/61vg1OwqCQL._SY522_-200x300.jpg 200w" sizes="auto, (max-width: 348px) 100vw, 348px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Capricorno</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Inizia la trasformazione finanziaria e di sistema di valori. Giove entra nel segno sviluppando risorse condivise e <em>connessioni intime </em>(capisci a me). Mercurio retrogrado influenza la vostra capacità di comunicare e di stare in mezzo alla gente. <span style="box-sizing: border-box; margin: 0px; padding: 0px;">Venere in Cancro supporta <em>l&#8217;armonia delle relazi</em></span>oni. (capisci a me).</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consigli per gli acquisti: Elle Kennedy, Body check, ed.NCE</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Acquario</strong> </p>



<figure class="wp-block-image alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="348" height="522" src="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/81LtN8Ng6fL._SY522_.jpg" alt="" class="wp-image-13317" style="width:130px" srcset="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/81LtN8Ng6fL._SY522_.jpg 348w, https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/81LtN8Ng6fL._SY522_-200x300.jpg 200w" sizes="auto, (max-width: 348px) 100vw, 348px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">A proposito di Giove e ottava casa. I professionisti dell&#8217;astrologia dicono Morte e Rinascita. Ma io la butto in caciara ogni mese, si sa. Comunque. Giugno muove la trasformazione finanziaria e come gestite il portafoglio. Giove entra nella &#8220;casa&#8221; delle risorse condivise e pure delle <em>connessioni intime.</em> Che vor dì? Chiedete a Leone e Vergine. <br>Mercurio retrogrado influenza la casa della comunicazione. Che vor sì? Che state pè litigà co&#8217; vostra suocera. <br><span style="box-sizing: border-box; margin: 0px; padding: 0px;">Venere in Cancro <em>supporta l&#8217;armonia delle relazioni</em>.</span> E dagli.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consigli per gli acquisti: Elle Kennedy, The Chase, ed.NCE</p>



<figure class="wp-block-image alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="335" height="522" src="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/81B9DQmEGCL._SY522_.jpg" alt="" class="wp-image-13315" style="width:130px" srcset="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/81B9DQmEGCL._SY522_.jpg 335w, https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/06/81B9DQmEGCL._SY522_-193x300.jpg 193w" sizes="auto, (max-width: 335px) 100vw, 335px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Pesci</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Giove prende il centro della scena: la trasformazione sarà creativa e romantica. Il grande pianeta con l&#8217;occhio rosso sviluppa il lavoro quotidiano e sostiene la salute. E quanno c&#8217;è a salute, c&#8217;è tutto. Mercurio retrògrado influenza la casa della comunicazione romantica. Nel senso che ve ce mànnano. <br>Venere in Cancro supporta <em>l&#8217;espressione creativa.</em> Mo&#8217; se dice così?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Consigli per gli acquisti: Elle Kennedy, The Chase, ed.NCE</p>



<p class="has-base-color has-text-color has-link-color wp-elements-06ba60ab35174af4c81347a828783a25 wp-block-paragraph">.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Pòscriptum. Se Giove, Venere e Mercurio stanno a fà nà caciàra, nun vedo perchè no&#8217; o devo fà io co&#8217; i libbri. </p>



<p class="has-base-color has-text-color has-link-color wp-elements-06ba60ab35174af4c81347a828783a25 wp-block-paragraph">.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per BookAvenue, Maga Magò</p>



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		<title>A passeggio con Charles Mingus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Schirone]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 22:53:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Podcast]]></category>
		<category><![CDATA[francesca schirone]]></category>
		<category><![CDATA[libri e musica]]></category>
		<category><![CDATA[Mingus Charles]]></category>
		<category><![CDATA[minimum fax]]></category>
		<category><![CDATA[reprint]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Raramente capita di pensarci, ma stamattina mi sono accorta di abitare a Roma. So bene che state pensando che  sia impazzita improvvisamente ma se resistete qualche minuto tento di spiegarvi come e cosa è successo.</p>
<p align="justify">Sono le otto e mezza e il mio due di coppia mi ha lasciata alla metro. Venendoci, mi ha raccontato dell'ora di macchina che lo affligge da qualche giorno e di come mettersi in moto, sapendo quello che quasi certamente lo aspetta, è come stringersi la corda al collo da soli. Mi ha intenerito sapendo che non avrebbe neanche potuto indossare le cuffiette per ascoltare la sua  musica.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/05/a-passeggio-con-c-mingus.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">ascolta l&#8217;articolo</figcaption></figure>



<p class="has-base-color has-text-color has-link-color wp-elements-06ba60ab35174af4c81347a828783a25 wp-block-paragraph">.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Raramente capita di pensarci, ma stamattina mi sono accorta di abitare a Roma. So bene che state pensando che sia impazzita improvvisamente ma se resisterete qualche minuto tenterò di spiegarvi come e cosa è successo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono le otto e mezza e il mio due di coppia mi ha lasciata alla metro. Venendoci, mi ha raccontato dell&#8217;ora di macchina che lo affligge da qualche giorno e di come mettersi in moto, sapendo quello che quasi certamente lo aspetta, è come stringersi la corda al collo da soli. Mi ha intenerito sapendo che non avrebbe neanche potuto indossare le cuffiette per ascoltare la sua musica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è un sacco di gente, sul marciapiede, come ogni giorno a quest&#8217;ora; non ne avevo intenzione, ma quasi per inerzia mi sono ritrovata le cuffie alle orecchie. La musica del leggendario concerto di Parigi di Charles Mingus mi ha presa subito. Il pezzo è quello del cd Revenge, si chiama Peggy&#8217;s Blue Skylight e mi ha fatto perdere il treno. Ma non è finita qui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tornata a casa, eccomi a leggere gli appunti e qualche nota di questo straordinario contrabbassista che avrebbe potuto scegliere di fare altro tra: il pianista, il direttore d&#8217;orchestra e/o il compositore. Fece tutte queste cose ma il contrabbasso rimase il suo strumento d&#8217;elezione e con cui tutti lo abbiamo conosciuto. Studiò con un altro paio di musicisti leggendari: Lloyd Reese e il suo maestro Harry Rheinshagen (che suonava alla Filarmonica di NY, per capirci). La radio di allora ci mise del suo: era difficile sottrarsi all&#8217;ascolto di Duke Ellington che diede molta influenza su quello che Mingus diventò poi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si trasferì, molto giovane, dalla California dove viveva alla Grande Mela. Erano i primi anni del &#8217;50 e Charles Mingus aveva già passato un po&#8217; di tempo in tour con Louis Armstrong, Lionel Hampton e Kid Ory: certe band, oggi, possiamo solo sognarle.<br>A NYC suonò con i più grandi della terra; degli alieni. Loro, si chiamavano: Charlie Parker, Dio in persona (Miles Davis), Bud Powel, Duke ancora e Art Tatum. È stato lì che Charles Mingus ha imparato ad essere molto di più che uno straordinario musicista: in quel luogo ha imparato ad essere un leader. C&#8217;è una foto che lo ritrae sul palco con Thelonious Monk al piano, Charlie Parker al sassofono e Haynes alla batteria. È il 1953: stanno suonando in un famoso locale jazz e quella foto ha fatto epoca.  A metà degli anni &#8217;50 aveva già registrato e &#8220;depositato&#8221; molta sua musica ancora da pubblicare: un patrimonio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fu questo incredibile impegno a rendere Mingus un artista d&#8217;avanguardia. Il suo straordinario talento creativo diede i natali a pezzi come Pithecanthropus Erectus, Mingus Dynasty, Mingus Ah Um, The Black Saint and the Sinner Lady, Cumbia and Jazz Fusion, Let My Children Hear Music. Ha registrato oltre un centinaio di album e scritto oltre trecento colonne sonore. Nel 1955 al festival delle arti di Brandei, Charles Mingus si consacra come uno dei jazzisti più influenti e importanti del suo tempo; con l&#8217;occasione presenta l&#8217;album &#8220;Revelations&#8221; con un&#8217;orchestra di una ventina di persone. Ebbe un successo enorme.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Agli inizi del 70 diventa professore all&#8217;Università di Buffalo ed è l&#8217;anno della sua autobiografia. <br>Nella sua vita gli sono stati riconosciuti i suoi meriti con molti tributi compresa una Laurea Honoris Causa, ricevuta, proprio dall&#8217;Università dove insegnava. Ho letto da qualche parte che, con grande umiltà, riconosceva il suo talento compositivo come un dono del Signore, mentre la capacità di essere polistrumentista, solo il risultato di molto duro lavoro.<br>È morto nel &#8217;79 e non ho veramente capito perché, ma sua moglie lo ha fatto cremare e ha sparso le ceneri nel Gange in India. Non so se per una questione di fede. Cercherò di saperne di più.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A ripensarci adesso, nel silenzio di casa, sorrido: la sua musica mi ha accompagnata per tutta la durata della corsa tanto da straniarmi del tutto. A tal punto, da perdere la fermata e costringermi a scendere una fermata più avanti. Sono stata così distratta dai pensieri e dall&#8217;ascolto che all&#8217;uscita mi è sembrato di essere altrove, quasi per una magia. È durato il tempo di un &#8220;perdindirindina&#8221; (beh!, non proprio) e scoprire di essere ancora a Roma ma pure da tutt&#8217;altra parte. Avevo tempo e, a quel punto, ho fatto due passi in una città che non conoscevo. Mentre camminavo, pensavo al mio due di coppia perso, e con i capelli dritti, da qualche parte nel traffico del Grande Anello Infernale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dalle collezione di casa, consigli per gli acquisti</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il concerto di Parigi dal titolo Revenge. Assolutamente imperdibile. E da quel concerto vi invito all&#8217;ascolto di &#8220;Footprints &#8220;, il pezzo da Soundcloud. Poi, manco a dirlo, con l&#8217;etichetta Blue Note, il CD Charles Mingus Sextet con Eric Dolphy. E ancora, un&#8217;altra raccolta dal vivo del concerto al Carnegie Hall, e poi un disco con Mingus al pianoforte: Piano solo . Appunto.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-soundcloud wp-block-embed-soundcloud"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Footprints (Wayne Shorter) by Journey To" width="500" height="400" scrolling="no" frameborder="no" src="https://w.soundcloud.com/player/?visual=true&#038;url=https%3A%2F%2Fapi.soundcloud.com%2Ftracks%2F64391700&#038;show_artwork=true&#038;maxheight=750&#038;maxwidth=500"></iframe>
</div></figure>



<hr class="wp-block-separator aligncenter has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">I libri</p>



<p class="wp-block-paragraph">Di Minimum Fax l&#8217;enorme (per il suo peso fisico: 482 pagine e per quello culturale) Mingus secondo Mingus. La rivelazione autobiografica è frutto di ore e ore di registrazione. Una vera biografia del suono prima ancora che artistica e musicale. È l&#8217;antologia di un&#8217;epoca ma anche un labirinto di stati d&#8217;animo, di intuizioni interdisciplinari dei compositori e performers di frontiera, capace di abbracciare, con la sua musica e la sua rabbia, ogni urgenza espressiva del secolo (in corsivo perché<span style="line-height: 1.3em;"> la citazione non è mia, l&#8217;ho letta su un articolo ma non ricordo l&#8217;autore).</span></p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo libro, pubblicato da Baldini e Castoldi, il giornalista americano John F. Goodman ha raccolto una serie di interviste inedite a Mingus da lui realizzate fra il 1972 e il 1974, creando un nuovo autoritratto dell&#8217;uomo e del musicista. Con risposte di volta in volta lapidarie o torrenziali, candide o provocatorie, il grande contrabbassista affronta gli argomenti a lui più cari: la nostalgia per l&#8217;epoca delle big band e delle jam session e le perplessità rispetto ai più recenti sviluppi del jazz; il confronto con i critici musicali, da lui temuti quando non detestati; il delicato equilibrio tra la creatività estemporanea e il duro studio, tra l&#8217;originalità e la tradizione; le battaglie per l&#8217;indipendenza artistica in un ambiente dominato da discografici spregiudicati e impresari disonesti; i ricordi affettuosi dei colleghi e dei maestri scomparsi; i rapporti tumultuosi con le donne, passati attraverso numerosi matrimoni e altrettanti divorzi.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">altri articoi dell&#8217;autore</p>


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			<itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:subtitle>Raramente capita di pensarci, ma stamattina mi sono accorta di abitare a Roma. So bene che state pensando che sia impazzita improvvisamente ma se resistete qualche minuto tento di spiegarvi come e cosa è successo. Sono le otto e mezza e il mio due di coppia mi ha lasciata alla metro. Venendoci, mi ha raccontato dell'ora di macchina che lo affligge da qualche giorno e di come mettersi in moto, sapendo quello che quasi certamente lo aspetta, è come stringersi la corda al collo da soli. Mi ha intenerito sapendo che non avrebbe neanche potuto indossare le cuffiette per ascoltare la sua musica.</itunes:subtitle><itunes:summary>Raramente capita di pensarci, ma stamattina mi sono accorta di abitare a Roma. So bene che state pensando che sia impazzita improvvisamente ma se resistete qualche minuto tento di spiegarvi come e cosa è successo. Sono le otto e mezza e il mio due di coppia mi ha lasciata alla metro. Venendoci, mi ha raccontato dell'ora di macchina che lo affligge da qualche giorno e di come mettersi in moto, sapendo quello che quasi certamente lo aspetta, è come stringersi la corda al collo da soli. Mi ha intenerito sapendo che non avrebbe neanche potuto indossare le cuffiette per ascoltare la sua musica.</itunes:summary><itunes:keywords>Podcast, francesca schirone, libri e musica, Mingus Charles, minimum fax, reprint</itunes:keywords></item>
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		<title>La giornata internazionale dei musei</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Lombardi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2026 22:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Elzeviri]]></category>
		<category><![CDATA[francesca lombardi]]></category>
		<category><![CDATA[giornata musei]]></category>
		<category><![CDATA[musei]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 23 di maggio come da tradizione, il primo sabato successivo alla giornata Internazionale dei Musei  promossa dall’Icom (International Council of Museums), organizzazione internazionale non governativa che rappresenta i musei e i professionisti museali ha aperto i musei a tutti. Tante aperture straordinarie dei musei di sera nelle città italiane.
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<p class="has-base-color has-text-color has-link-color wp-elements-06ba60ab35174af4c81347a828783a25 wp-block-paragraph">.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 18 maggio scorso è stata la giornata internazionale del museo, che come ogni anno viene celebrata in Italia e vede grande partecipazione. L’Italia da nord a sud è ricca di musei che guardando le percentuali hanno visto circa il 76,7% di visitatori dal 2024 a oggi. Sono stati emessi l’84,1% di biglietti, il Belpaese attira visitatori da ogni parte del globo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Oggigiorno il museo assume un ruolo più dinamico, anche nei borghi di provincia si trovano musei che oltre a raccogliere il patrimonio archeologico di quel territorio, si arricchiscono di attività e laboratori per famiglie coinvolgendo anche i bambini in attività ludiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Qualche mese fa’ sono andata al Museo Archeologico di Montelupo Fiorentino dove oltre ad ammirare i primi insediamenti etruschi della zona, ho partecipato insieme ai bambini al laboratorio di mattoncini ToscanaBricks.&nbsp; Nel museo, accanto ai cocci etruschi, si trovavano opere in mattoncini come Batman e la sua auto e un’intera area gioco per i bambini. Iniziative del genere portano i bambini a familiarizzare con i musei e a viverli quasi come un gioco.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il museo viene da sempre proposto come offerta didattica alle scuole, oggigiorno se ne sente ancora di più il bisogno, perché anche nel nostro paese si parla di povertà educativa che riguarda quei bambini che hanno poco accesso ai luoghi della cultura come biblioteche, musei. Per favorire l’accesso ai luoghi della cultura ecco che nascono iniziative come i biglietti gratuiti e giornate speciali di apertura dando la possibilità anche alle famiglie più svantaggiate di usufruire di spazi culturali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni prima domenica del mese in tutta Italia si possono visitare i musei gratis.&nbsp; Quel che conta è che l’Italia ospita oltre 4.900 musei tra musei e istituti similari e parchi archeologici che rappresentano circa il 5% del totale mondiale dei siti dichiarati Patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Le donne sono il 58% dei visitatori di cui il 42% viene dall’estero, l’anno scorso nel solo giorno di Ferragosto ci sono stati 470mila ingressi nei siti statali, il turismo culturale porta persone e guadagno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Partendo da nord, si comincia con il Museo Egizio che ha sede a Torino, che ospita anche il Museo Nazionale del Cinema, Palazzo Correr a Venezia , la Pinacoteca di Brera a Milano, ma soprattutto si fa la fila, giustamente, per vedere <em>l’Ultima Cena </em>di Leonardo nel museo del Cenacolo in Santa Maria della Grazie. Gli Uffizi a Firenze, il Museo di Capodimonte e la Certosa di San Martino a Napoli danno un quadro culturale ben definito del paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il 23 di maggio come da tradizione, il primo sabato successivo alla giornata Internazionale dei Musei&nbsp; promossa dall’Icom (<em>International Council of Museums)</em>, organizzazione internazionale non governativa che rappresenta i musei e i professionisti museali ha aperto i musei a tutti. Tante aperture straordinarie dei musei di sera nelle città italiane.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Fa sapere il MIC, Ministero della Cultura che il 30 giugno è il termine per la conclusione degli interventi previsti dal PNRR per l’accessibilità, quando la cultura diventa a portata di mano per tutti e consente a tutti di goderne.</p>



<p class="has-base-color has-text-color has-link-color wp-elements-06ba60ab35174af4c81347a828783a25 wp-block-paragraph">.</p>



<p class="wp-block-paragraph">per BookAvenue, Francesca Lombardi</p>



<hr class="wp-block-separator aligncenter has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">Allego il link delle domeniche gratis al museo di tutta Italia:</p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://cultura.gov.it/domenicalmuseo">https://cultura.gov.it/domenicalmuseo</a></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per info e biglietti c’è App “Musei Italiani”</p>



<hr class="wp-block-separator aligncenter has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">altri articoli dell&#8217;autore</p>


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		<title>Storia di un’italiana chiamata Cicilla</title>
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		<dc:creator><![CDATA[davide zotto]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 22:54:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[davide zotto]]></category>
		<category><![CDATA[giuseppe catozzella]]></category>
		<category><![CDATA[mondadori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il brigantaggio come lotta di classe. Tema caro a Gramsci e ripreso dalla sinistra più volte. La lettura di “Italiana”, il libro di Giuseppe Catozzella,  ammette Davide Zotto nella sua scheda, “funziona e si legge con piacere”. Detto ciò, confessa di non essere riuscito a leggerlo semplicemente come un romanzo lasciandolo pieno di interrogativi nell’ambito storico. Motivo di per sé sufficiente per indagarli e scriverne.</p>
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<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/05/cattozzella-italiana.mp3"></audio></figure>



<p class="has-base-color has-text-color has-link-color wp-elements-06ba60ab35174af4c81347a828783a25 wp-block-paragraph">.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ho letto il libro di Giuseppe Catozzella <em>Italiana</em> e devo ammettere che il romanzo funziona e si legge con piacere. Detto ciò, devo anche confessare che non sono riuscito a leggerlo semplicemente come un romanzo.  Questa lettura particolare mi ha lasciato alcune perplessità nell’ambito del contesto storico e vorrei illustrarle.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’autore ci presenta il brigantaggio come lotta di classe. Una tesi gramsciana, poi riproposta dagli anni sessanta dalla storiografia di sinistra. Interpretazione che attribuisce al brigantaggio un carattere simile al banditismo sociale (si vedano a tal proposito i lavori di Eric Hobsbawm come <em>I ribelli </em>e<em> I banditi<a href="#_ftn1">[1]</a></em>), impostazione che ritorna anche in Catozzella con l’immagine del bandito che taglieggia i potenti per ridistribuire ai poveri, i quali in cambio garantiscono il proprio sostegno nelle località in cui dimorano. L’odierna storiografia ha respinto questa tesi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In realtà il brigantaggio non fu lotta sociale, ma fu alimentato dai legittimisti della casa di Borbone. Per mezzo di ex ufficiali e dello Stato Pontificio, rappresentato dal clero, i Borboni tentarono di destabilizzare lo stato unitario appena creato e dal futuro ancora incerto. Questi personaggi cercarono, in parte riuscendovi, di coinvolgere gli abitanti delle zone rurali più povere e impervie.  Quando la speranza di riconquistare lo stato perduto venne meno, cessarono anche gli appoggi al brigantaggio.<br>Possiamo aggiungere che i briganti erano tutto tranne che novelli Robin Hood, erano spesso criminali che non si facevano grossi scrupoli nell’utilizzare la violenza.<br>Un altro punto che non può convincermi è l’uso che Catozzella fa di tre topoi del risorgimento; questi tre momenti sono molto ricorrenti negli  scrittori neoborbonici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il primo è l’episodio di Pontelandolfo. Il comune venne dato alle fiamme per rappresaglia dopo che i briganti l’avevano occupato e ucciso 45 soldati. Nel romanzo questo evento viene evocato riportando la voce che i soldati avevano provocato mille morti. La notizia non vera si potrebbe attribuire ad una falsa notizia circolante al momento, ma in quegli anni nessuno ha mai dato una cifra simile. I mille morti sono un’invenzione recente, degli anni duemila.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Silvia Sonetti in <em>L’affaire Pontelandolfo<a href="#_ftn2">[2]</a></em> ricostruisce con una puntuale ricerca storiografica di come il mito di Pontelandolfo sia arrivato ai nostri giorni attraverso varie mutazioni, ingigantendo il numero delle vittime, che sono passate nel corso di 150 anni dalle 13 reali a mille<a href="#_ftn3">[3]</a>. Nella vicenda di Pontelandolfo, se in un primo tempo parte del tessuto sociale del territorio fu connivente con i briganti, dopo l’occupazione del paese gli abitanti si rivoltarono contro gli insorti e fecero terra bruciata attorno a loro contribuendo in seguito alla cattura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il secondo topos, accennato tra le righe, è il carcere di Fenestrelle in provincia di Torino, che secondo la mitologia (la chiamo così perché storiografia sarebbe scorretto) neoborbonica sarebbe un autentico lager. Alessandro Barbero in un pregevole libro di critica storiografica, <em>Prigionieri dei Savoia<a href="#_ftn4">[4]</a></em>, ha dimostrato come le fonti utilizzate dagli scrittori neoborbonici fossero inattendibili, riportando il forte di Fenestrelle alla dimensione di ordinario carcere dell’ottocento, di certo non confortevole, ma nello standard del periodo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Terzo luogo della memoria risorgimentale a cui si richiama Catozzella è Bronte, con la classica lettura in cui Bixio riporta l’ordine a scapito di chi reclamava la terra. Su di esso e su quanto sia molto più complessa la questione e di come si innesti su di un conflitto che ha radici più lontane rispetto a ciò che riportano i manuali di storia, Lucy Riall ha scritto un bel libro (<em>La rivolta. Bronte 1860<a href="#_ftn5">[5]</a></em>). L’interesse della storica inglese non è casuale, poiché Bronte era un feudo dei discendenti di Nelson, l’eroe di Trafalgar. Bronte dà la misura di quanto sia stata fondamentale per Garibaldi la creazione dello stato unitario, non  poteva inimicarsi  gli inglesi che stavano proteggendo con le loro navi la spedizione. È vero che Garibaldi promise la ridistribuzione delle terre e che questa promessa rimase lettera morta, ma non era quella la sua priorità. Garibaldi, il repubblicano, consegnò lo stato ad una dinastia che lo aveva condannato a morte, poiché il suo ideale principale era uno stato unitario italiano con capitale a Roma; tutto il resto passava in secondo piano e doveva essere funzionale a questo principio irrinunciabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Mi soffermerei inoltre sull’odio della protagonista verso le élite locali, ree di essere salite sul carro dei vincitori per mantenere il potere e sfruttare la povera gente. Il tradimento della classe dirigente nei confronti dei Borboni fu evidente, ma questo fu motivato dal fatto che vedevano lo stato sgretolarsi a grande velocità; questa defezione delle élite sociopolitiche permise ai garibaldini di avanzare più in fretta verso la capitale del regno. Era ormai palese agli occhi della maggioranza delle classi dirigenti che lo stato era logoro e non era più in grado di rigenerarsi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine vorrei segnalare quelli che mi appaiono come due anacronismi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La protagonista paragona l’annessione degli stati borbonici alla scoperta dell’America con il conseguente genocidio degli indigeni, individuando in Colombo il capro espiatorio della vicenda; questo punto di vista, in voga ai giorni nostri, non era pensabile nell’ottocento, è un’interpretazione che trova la sua origine alla fine del novecento.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo anacronismo: lo spirito ecologista di Cicilla nei confronti dei boschi e il suo desiderio che vengano preservati e non devastati per costruire le ferrovie.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nell’ottocento la ferrovia era il simbolo del progresso per eccellenza, per un brigante o un bandito la percezione era opposta, aveva interesse a che venissero preservati i boschi, poiché erano il luogo in cui trovava riparo e protezione. Storicamente, e lo sarà ancora per un certo periodo, la tutela del bosco era dovuta esclusivamente a motivi militari o economici, non certo ecologici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al di là di queste osservazioni, gran parte tecniche, &nbsp;ribadisco che la lettura del romanzo è assolutamente gradevole.</p>



<p class="wp-block-paragraph">per BookAvenue, Davide Zotto</p>



<p class="has-white-color has-text-color has-link-color wp-elements-7e4ac651328708ea719ac0894fa30934 wp-block-paragraph">.</p>



<hr class="wp-block-separator aligncenter has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">note:</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref">[1]</a> Eric J. Hobsbawm<em>, I banditi. Il banditismo sociale nell’età moderna</em>, Einaudi. Id<em>., I ribelli. Forme primitive di rivolta sociale</em>, Einaudi.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref">[2]</a> Silvia Sonetti, <em>L’affaire Pontelandolfo. La storia, la memoria, il mito (1861-2019)</em>, Viella</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref">[3]</a> Da segnalare che anche uno storico avveduto come Salvatore Lupo parla di 400 morti: Salvatore Lupo<em>, Il grande brigantaggio. Interpretazione e memoria di una guerra civile</em>, in <em>Storia D’Italia. Guerra e Pace. L’elmo di Scipio. Dall’unità alla repubblica</em>, Einaudi.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref">[4]</a> Alessandro Barbero, <em>Prigionieri dei Savoia. La vera storia della congiura di Fenestrelle</em>, Laterza</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><a href="#_ftnref">[5]</a> Lucy Riall, <em>La rivolta. Bronte 1860</em>, Laterza</p>



<hr class="wp-block-separator aligncenter has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">il libro</p>



<figure class="wp-block-image aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="666" height="1024" src="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/05/italiana-666x1024.jpg" alt="" class="wp-image-13431" style="width:120px" srcset="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/05/italiana-666x1024.jpg 666w, https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/05/italiana-195x300.jpg 195w, https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/05/italiana-768x1180.jpg 768w, https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/05/italiana.jpg 976w" sizes="auto, (max-width: 666px) 100vw, 666px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Giuseppe Catozzella, <br>Italiana, <br>Mondadori, <br>ed. 2021 pp.320</p>



<p class="has-white-color has-text-color has-link-color wp-elements-7e4ac651328708ea719ac0894fa30934 wp-block-paragraph">.</p>



<p class="has-white-color has-text-color has-link-color wp-elements-7e4ac651328708ea719ac0894fa30934 wp-block-paragraph">.</p>



<hr class="wp-block-separator aligncenter has-alpha-channel-opacity"/>



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			<itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:subtitle>Il brigantaggio come lotta di classe. Tema caro a Gramsci e ripreso dalla sinistra più volte. La lettura di “Italiana”, il libro di Giuseppe Catozzella, ammette Davide Zotto nella sua scheda, “funziona e si legge con piacere”. Detto ciò, confessa di non essere riuscito a leggerlo semplicemente come un romanzo lasciandolo pieno di interrogativi nell’ambito storico. Motivo di per sé sufficiente per indagarli e scriverne.</itunes:subtitle><itunes:summary>Il brigantaggio come lotta di classe. Tema caro a Gramsci e ripreso dalla sinistra più volte. La lettura di “Italiana”, il libro di Giuseppe Catozzella, ammette Davide Zotto nella sua scheda, “funziona e si legge con piacere”. Detto ciò, confessa di non essere riuscito a leggerlo semplicemente come un romanzo lasciandolo pieno di interrogativi nell’ambito storico. Motivo di per sé sufficiente per indagarli e scriverne.</itunes:summary><itunes:keywords>Letture, davide zotto, giuseppe catozzella, mondadori, narrativa Italiana, scienze sociali, scienze umane, storia</itunes:keywords></item>
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		<title>Perché Emmanuel Carrère salva la faccia all’editoria del Paese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Michele Genchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 16:10:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Questa ennesima grandissima iniziativa editoriale di Adelphi ricorda a chi si occupa di libri che l’editoria letteraria ancora esiste – e resiste – nel nostro paese squassato da libretti di infima categoria come il Romance e l’Urban che stanno letteralmente mandando in pappa il cervello dei giovani lettori e le librerie che insistono a sostenere il genere, dietro a loro, convinte di salvare i conti economici. Nel frattempo i classici sono spariti dai tavoli.]]></description>
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<p class="has-base-color has-text-color has-link-color wp-elements-06ba60ab35174af4c81347a828783a25 wp-block-paragraph">.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Premessa. Questa ennesima grandissima iniziativa editoriale di Adelphi ricorda, a chi si occupa di libri, che l&#8217;editoria letteraria ancora esiste &#8211; e resiste &#8211; nel nostro paese squassato da libretti di infima categoria come il <em>Romance</em> e l&#8217;<em>Urban</em> che stanno letteralmente mandando in pappa il cervello dei giovani lettori complici le librerie che insistono a sostenere il genere convinte così di salvare i conti economici. Nel frattempo i classici sono spariti dai tavoli.</p>



<hr class="wp-block-separator aligncenter has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">Per fortuna, o forse no, c&#8217;è Emmanuel Carrère. Il grande autore francese ha ricevuto il Prix Médicis a novembre scorso per <em>Kolchoz</em>: uno dei libri che hanno dominato la stagione letteraria autunnale del suo paese e oggetto delle righe che seguono. Diciotto anni dopo <em>Un romanzo russo</em>, Carrère ripercorre la sua incredibile storia familiare; il libro è stato pubblicato da noi a inizio maggio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo libro, lo scrittore reinventa la biografia familiare in pagine dove, attorno all&#8217;onnipresente figura materna, illustri antenati russi e georgiani si mescolano a scorci di un&#8217;infanzia felice nonostante i dissidi familiari e lo scoppio della guerra in Ucraina. Il risultato è un&#8217;opera che rivela il lato più illuminato dell&#8217;autore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è qualcosa di infinitamente tenero in questo libro, che inizia come una storia di lutto. Forse perché la riconciliazione tra lo scrittore e sua madre, dopo anni di rapporti conflittuali, era già avvenuta da tempo, e non si trattava di costruire un luogo in cui i conti sarebbero stati saldati senza conseguenze.</p>



<p class="wp-block-paragraph">No, l&#8217;obiettivo sembrava essere altrove quando l&#8217;autore inizia a prendere appunti. Scrive:  &#8220;<em>Invecchiando, ciò che mi interessa di più è la dimensione verticale. Meno i miei amici e i miei amori, più i miei genitori, i miei figli, il bambino che ero un tempo</em>&#8220;. Al fine, come scrive, di &#8221; chiarire&#8221; in che modo egli sia effettivamente figlio di sua madre e di comporre un libro di &#8221; pietà filiale &#8220;, secondo l&#8217;osservazione del suo amico Hervé che una volta gli disse: &#8221; <em>Se non perdi di vista questa pietà, se è la tua bussola, sarà il tuo libro migliore</em>&#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tuttavia, la pietà filiale non equivale all&#8217;agiografia. Sarebbe un errore sottovalutare l&#8217;ossessione dello scrittore per la verità, soprattutto nel campo minato delle vicende familiari. Ed è proprio qui che risiede la prima prova di maestria di Emmanuel Carrère: la creazione di un affresco grandioso e intimo, scandito dagli sconvolgimenti geopolitici mondiali, il cui ritmo non vacilla mai, in quella che assomiglia a una conversazione spesso umoristica, ricca di innumerevoli aneddoti, alcuni anche piuttosto pungenti, ma in cui il diritto di fare il punto della situazione non sembra incompatibile con l&#8217;ammirazione e l&#8217;amore per la sua famiglia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Così, le prime cento pagine del libro si immergono nel vortice dell&#8217;esilio delle famiglie di Hélène, sia materna che paterna, rami russo e georgiano di aristocratici e intellettuali travolti dalle rivoluzioni, bloccati in Francia in estrema miseria, culminando nel caso di Georges Zourabichvili, padre di Hélène, giustiziato dopo la Liberazione per collaborazionismo. L&#8217;autore ripercorre la vita di quest&#8217;uomo cupo, probabilmente bipolare (come lui stesso), la cui depravazione aveva denunciato in <em>Un romanzo russo</em>, causa di un memorabile litigio con la madre. Si colgono così alcuni elementi fondamentali della psicologia dell&#8217;accademica, cresciuta così giovane dopo la morte del padre collaborazionista, pilastro della sua famiglia. Un certo gusto per la segretezza o la costante manipolazione delle cose. I primi segni di una sorta di inflessibilità che si cela dietro l&#8217;inconsolabile bambina.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La narrazione si concentra poi sulla coppia formata dai suoi genitori, Hélène e Louis. Il loro incontro, la vita familiare e la straordinaria ascesa di Hélène Carrère d&#8217;Encausse fino a diventare una celebre storica della Russia. Da questa infanzia, l&#8217;autore traccia i momenti più teneri del libro, durante le estati trascorse a Cazères, nel sud-ovest della Francia. &#8220;<em>Se dovessi conservare un solo suono della mia vita, sarebbe questo: lo scricchiolio della ghiaia sotto i piedi di mio padre mentre mi portava in braccio, una notte d&#8217;estate, nel parcheggio dell&#8217;Hôtel du Chapon Fin</em>&#8220;. Un tesoro di ricordi incantati per il giovane Emmanuel, così legato alla madre da essere chiamato &#8221; piccola Helenou &#8220;, con la quale condivideva &#8221; un senso di importanza&#8221;, e molto altro ancora. Scrive: &#8220;<em>Ho amato mia madre da bambino come non ho mai amato e non amerò mai nessuno nella mia vita. Ho aderito con fervore e totale sincerità alla sua versione della storia della nostra famiglia e, più in generale, dell&#8217;esistenza</em>&#8220;. E se è vero che era una madre affettuosa, presente e fantasiosa – quando il padre viaggiava per lavoro in provincia, i bambini portavano il materasso nella sua stanza per dormire con lei e &#8221; fare kolchoz&#8221; – non era solo questo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questo senso, l&#8217;autore riscopre il suo acuto istinto investigativo e non si sottrae ad affrontare gli aspetti più oscuri della vita di sua madre. Dalle amicizie giovanili con i discutibili intellettuali fascisti Robert Brasillach e Maurice Bardèche, alle sue analisi della Russia di Putin, passando per la sua leggendaria durezza; tutto viene messo a nudo. Cose che, peraltro, sono ancora dolorose per lui. &#8221; Non è lo stesso rapporto con il mondo aver avuto Romain Gary come amico di famiglia, al pari di Maurice Bardèche. Mezzo secolo dopo, sono ben consapevole che il peso di questa esperienza è ancora enorme&#8221;, ha detto l&#8217;autore a Franceinfo in una intervista di ottobre scorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma l&#8217;indagine non si ferma qui, poiché rivela anche un aspetto finora sconosciuto della vita privata di sua madre, raccontando la passione totalizzante che provò per anni per un diplomatico, una passione a cui dovette rinunciare di fronte alla disperazione del marito. Un episodio terribile che fa sì che l&#8217;apparente armonia genitoriale si trasformi in una guerra amara. Hélène fece pagare al marito questa rinuncia fino alla fine dei loro giorni, tollerando il povero Louis sotto lo stesso tetto, certo, ma come un uomo ripudiato. Da questa storia, Carrère trae ancora una volta insegnamenti sul proprio modo di amare: &#8220;<em>Io sono il volto di mia madre che si allontana irrevocabilmente, io sono l&#8217;angoscia senza fondo di mio padre</em>&#8220;, scrive.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo padre, descritto come un vero &#8221; principe consorte&#8221; affascinato dalla stirpe aristocratica della moglie, compare a tratti nel libro con la sua gentilezza e il suo grande umorismo, incarnando il personaggio secondario più meraviglioso della famiglia. Anche con lui, Emmanuel Carrère non dimentica di &#8221; creare un&#8217;atmosfera da fattoria collettiva &#8220;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Finisco. Questo ritratto dello storico (mi si scusi il maschile), specialista della Russia , &#8220;<em>non è un&#8217;agiografia</em>&#8220;, scrive Emmanuel Carrère. &#8220;<em>Ci sono aspetti più oscuri nella vita di mia madre, una durezza, una profonda ansia giovanile, una sorta di eredità del padre georgiano, un immigrato che si integrò malamente nella società francese, che lavorò per i tedeschi durante l&#8217;occupazione e scomparve, molto probabilmente giustiziato dopo la Liberazione. Una scomparsa, quando sei dalla parte sbagliata, quando ti chiami Zourabichvili in Francia nel 1944… Lei si è costruita su questo, la sua straordinaria integrazione nella società francese si basava su questo.</em>&#8221; Lo scrittore riflette anche sull&#8217;errore di valutazione di sua madre riguardo all&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina del 2021. &#8220;<em>Non era certo l&#8217;unica; a parte i servizi segreti americani, nessuno se l&#8217;aspettava</em>&#8220;, ricorda. &#8220;<em>Rendersi conto di essersi sbagliata l&#8217;ha spiazzata. Vedeva Putin come un giocatore di scacchi razionale, duro e astuto, ma non come qualcuno che all&#8217;improvviso si alza, butta giù la scacchiera e ti punta una pistola alla tempia</em>&#8220;. Eppure, &#8220;<em>è esattamente quello che è successo; ha smesso di giocare secondo le regole</em> &#8220;, dice con nostalgia Emmanuel Carrère.</p>



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<p class="wp-block-paragraph">In una recente intervista con Loredana Lipperini, Wu Ming1 ha detto: &#8220;<em>Un’amica scrittrice, parlando della situazione editoriale, sostiene che è come assistere a un incidente stradale al rallentatore: e credo che in buona parte sia vero. È altrettanto vero, però, che esistono altre possibilità</em>&#8220;. Dov’è oggi la maggior parte degli influencer e degli youtuber di dieci anni fa? Soprattutto, dove sono i libri che avevano pubblicato grazie alla loro fama on line? Nello stesso luogo dov’erano finiti i libri dei blogger “di grido” degli anni Zero: il dimenticatoio. </p>



<p class="wp-block-paragraph">per BookAvenue. Michele Genchi</p>



<p class="has-base-color has-text-color has-link-color wp-elements-06ba60ab35174af4c81347a828783a25 wp-block-paragraph">.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">fonti: <br><a href="https://www.franceinfo.fr/cultur/livres/prix-litteraires/emmanuel-carrere-signe-avec-kolkhoze-prix-medicis-2025-un-epoustouflant-roman-familial-vibrant-hommage-a-sa-mere_7596956.html" data-type="link" data-id="https://www.franceinfo.fr/cultur/livres/prix-litteraires/emmanuel-carrere-signe-avec-kolkhoze-prix-medicis-2025-un-epoustouflant-roman-familial-vibrant-hommage-a-sa-mere_7596956.html">Edwige Audibert</a> per Franceinfo, <br><a href="https://www.lemonde.fr/livres/article/2025/08/20/emmanuel-carrere-fils-de-sa-mere_6632179_3260.html" data-type="link" data-id="https://www.lemonde.fr/livres/article/2025/08/20/emmanuel-carrere-fils-de-sa-mere_6632179_3260.html">Jean Birnbaum</a> per Le Monde,<br><a href="https://www.nouvelobs.com/videos/x9pabv4.DMT/notre-critique-de-kolkhoze-le-nouveau-livre-d-emmanuel-carrere.html">La Nouvelle Obs,</a> <br><a href="https://lucysullacultura.com/come-salvare-leditoria-italiana-wu-ming-1-ha-unidea/">Loredana Lipperini</a> per Lucy. Intervista a WuMing1. Come salvare l&#8217;editoria italiana.</p>



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<figure class="wp-block-image alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="332" height="522" src="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/05/71HBxgm8UgL._SY522_.jpg" alt="" class="wp-image-13336" style="width:130px" srcset="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/05/71HBxgm8UgL._SY522_.jpg 332w, https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/05/71HBxgm8UgL._SY522_-191x300.jpg 191w" sizes="auto, (max-width: 332px) 100vw, 332px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il libro: </p>



<p class="wp-block-paragraph"><br>Emmanuel Carrère, <br>Kolchoz, <br>Adelphi ed., <br>pp. 398 ed. 2026</p>



<hr class="wp-block-separator aligncenter has-alpha-channel-opacity"/>



<p class="wp-block-paragraph">altri articoli dell&#8217;autore</p>


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		<title>Schiavi inconsapevoli</title>
		<link>https://bookavenue.it/schiavi-inconsapevoli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Genchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 22:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Da sud]]></category>
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		<category><![CDATA[Dick Philip]]></category>
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		<category><![CDATA[Herbert Marcuse]]></category>
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		<category><![CDATA[scienze politiche]]></category>
		<category><![CDATA[scienze sociali]]></category>
		<category><![CDATA[scienze umane]]></category>
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					<description><![CDATA[Michel Foucault, Franz Kafka, Herbert Marcuse, perfino  Philip Dick, hanno descritto, ognuno a suo modo, la schiavitù. Le tradizioni filosofiche identificano ripetutamente le società umane come prigioni senza muri visibili dove la libertà esiste in modo condizionato all'interno dei sistemi. Le catene diventano contratti, i sorveglianti diventano amministratori. Una riflessione, non richiesta, di Michele Genchi che ricorda moltissimo la società di oggi.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-audio"><audio controls src="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/05/schiavi-inconsapevoli.mp3"></audio><figcaption class="wp-element-caption">ascolta l&#8217;articolo</figcaption></figure>



<p class="has-white-color has-text-color has-link-color wp-elements-7e4ac651328708ea719ac0894fa30934 wp-block-paragraph">.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le popolazioni moderne vivono come schiavi senza riconoscere la propria condizione perché i sistemi di controllo si sono evoluti per operare senza catene o padroni visibili. La schiavitù nelle forme classiche si basava sulla violenza palese, sulla reclusione fisica e sulla supervisione costante, ma i sistemi successivi hanno sostituito la forza con la struttura, l&#8217;obbligo e la fede. Il controllo persiste più a lungo e costa meno quando coloro che vi sono sottoposti finanziano l&#8217;imposizione, legittimano l&#8217;autorità e interiorizzano l&#8217;obbedienza come libertà. La storia dimostra che il dominio diventa più stabile quando la resistenza appare irrazionale, inutile o impossibile all&#8217;interno delle norme accettate.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Tutti i sistemi di dominio richiedono applicazione, sorveglianza e punizione per scoraggiare la resistenza e la deviazione. La coercizione diretta diventa economicamente insostenibile se applicata in modo continuativo su ampie popolazioni. La storia fiscale dimostra che la tassazione e il lavoro obbligatorio hanno spostato i costi dell&#8217;applicazione della legge sulla popolazione governata stessa. Il lavoro di Charles Tilly sulla formazione dello Stato stabilisce che la tassazione è inseparabile dalla violenza organizzata, con le popolazioni costrette a finanziare istituzioni che ne regolano la condotta. Forze di polizia, sistemi carcerari, strutture militari e organismi di regolamentazione persistono grazie a finanziamenti pubblici ottenuti sotto la minaccia di sanzioni, sequestri o incarcerazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il linguaggio che circonda questi accordi riformula la coercizione come protezione, stabilità o servizio pubblico. L&#8217;autorità presenta le istituzioni di controllo come guardiane contro il crimine, il disordine o le minacce esterne, posizionando l&#8217;obbedienza come responsabilità civica piuttosto che come sottomissione. Hannah Arendt ha identificato questo processo come dominio amministrativo, in cui il potere si nasconde dietro procedure, leggi e necessità piuttosto che dietro un comando visibile. La resistenza si indebolisce quando il controllo appare normale, benefico o inevitabile, anziché imposto da governanti identificabili. L&#8217;assenza di padroni visibili alimenta la fede nella libertà nonostante la persistente costrizione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">I meccanismi politici partecipativi rafforzano questo assetto creando consenso attraverso scelte vincolate. I sistemi elettorali consentono alle popolazioni di selezionare i rappresentanti, escludendo al contempo alternative strutturali al di fuori del quadro consentito. Le élite organizzative consolidano il potere indipendentemente dalla forma democratica, producendo quella che ha definito la ferrea legge dell&#8217;oligarchia. I cittadini votano periodicamente, ma non possono rifiutare la tassazione, l&#8217;applicazione delle leggi o l&#8217;autorità istituzionale, indipendentemente dai risultati elettorali. Le decisioni di bilancio che finanziano la sorveglianza, le forze dell&#8217;ordine e il potere militare procedono indipendentemente dal consenso individuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le strutture economiche aggravano la dipendenza attraverso il lavoro salariato, il debito e l&#8217;obbligo continuo. I sistemi organizzati attorno allo scambio di valuta richiedono agli individui di vendere lavoro per sopravvivere, lasciando poco tempo o energie per la resistenza politica. Karl Marx descrisse i lavoratori come formalmente liberi ma materialmente costretti, scrivendo che &#8220;non lo sanno, ma lo stanno facendo&#8221; in riferimento alla riproduzione sistemica del dominio nel capitalismo. L&#8217;alienazione sorge quando il lavoro sostiene strutture che avvantaggiano proprietari e amministratori distanti piuttosto che l&#8217;autonomia personale. La scarsità di tempo opera come un meccanismo di controllo impedendo l&#8217;organizzazione collettiva e l&#8217;opposizione prolungata.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La cultura del consumo assorbe attenzione ed energia emotiva, riducendo la consapevolezza dei vincoli strutturali. Studi sociologici sul capitalismo consumistico mostrano che il comportamento d&#8217;acquisto sostituisce la soddisfazione simbolica alla vera e propria azione. I falsi bisogni vincolano gli individui a sistemi che li sfruttano, pur apparendo a loro agio e gratificanti. La soddisfazione diventa subordinata alla continua partecipazione, al debito e al lavoro, rafforzando la dipendenza anziché la libertà. La comodità sostituisce le catene, eppure la reclusione rimane efficace perché la fuga appare inutile o impraticabile. Le tradizioni filosofiche identificano ripetutamente le società umane come prigioni senza muri visibili. . La conoscenza minaccia la stabilità perché la consapevolezza espone alla costrizione piuttosto che alla protezione. La liberazione richiede il riconoscimento della prigionia prima che la fuga fisica diventi concepibile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Franz Kafka ha catturato l&#8217;esperienza vissuta all&#8217;interno di tali sistemi attraverso narrazioni di burocrazia opaca e autorità irraggiungibile. I personaggi del Processo affrontano punizioni senza spiegazioni, intrappolati in procedure prive di decisori identificabili. Il potere opera in modo impersonale, negando chiarezza, appeal o responsabilità. L&#8217;opera di Kafka dimostra la prigionia psicologica creata da sistemi che oscurano la responsabilità mentre impongono incessantemente l&#8217;obbedienza. La paura emerge non dalla violenza visibile, ma dall&#8217;incertezza amministrativa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Philip K. Dick descrisse la realtà stessa come un costrutto imprigionante sostenuto dall&#8217;inganno e dalla ripetizione. Si riferiva esplicitamente a una &#8220;prigione di ferro nero&#8221; che racchiudeva la coscienza e si alimentava di false narrazioni. &#8220;L&#8217;Impero non è mai finito&#8221;, scrisse Dick, indicando la continuità del dominio al di là delle apparenze mutevoli. Il suo lavoro si allinea alle critiche della realtà mediata, in cui i sistemi informativi plasmano le credenze limitando al contempo la consapevolezza delle alternative. Il controllo persiste perché i soggetti interiorizzano le storie imposte come naturali o inevitabili.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La defezione individuale comporta un elevato costo personale, offrendo al contempo un beneficio immediato limitato, scoraggiando la resistenza. I problemi di azione collettiva impediscono un&#8217;opposizione coordinata quando la fiducia si erode e la punizione rimane credibile. Gli attori razionali scelgono l&#8217;obbedienza in condizioni di potere asimmetrico anche quando riconoscono l&#8217;ingiustizia, preservando la stabilità attraverso l&#8217;interesse personale piuttosto che la convinzione. I sistemi sfruttano questo equilibrio mantenendo soglie di applicazione sufficienti a scoraggiare la defezione senza provocare rivolte.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La frammentazione familiare e l&#8217;atomizzazione sociale indeboliscono ulteriormente la resistenza dissolvendo i legami collettivi. Le solide reti di parentela hanno storicamente favorito l&#8217;aiuto reciproco, la condivisione delle risorse e la sfida coordinata. La moderna mobilità del lavoro, la precarietà abitativa e l&#8217;individualismo culturale interrompono questi legami, isolando gli individui all&#8217;interno dei quadri istituzionali. La ricerca sul capitale sociale documenta un calo di fiducia e coesione, parallelamente all&#8217;espansione dell&#8217;autorità amministrativa. L&#8217;isolamento aumenta la dipendenza dai sistemi statali e aziendali per la sopravvivenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il controllo delle informazioni sostiene la prigionia plasmando l&#8217;attenzione e inquadrando il discorso lecito. L&#8217;industria dell&#8217;informazione e dell&#8217;intrattenimento dà priorità alla distrazione, allo spettacolo e alla polarizzazione rispetto all&#8217;analisi strutturale. I teorici dei media osservano che la stimolazione costante riduce la riflessione e la memoria storica, limitando la capacità del pubblico di una critica sostenuta. L&#8217;intrattenimento sostituisce il coinvolgimento, mentre i sistemi algoritmici premiano la reazione emotiva piuttosto che la comprensione. I muri delle prigioni rimangono invisibili perché l&#8217;attenzione non si ferma mai abbastanza a lungo da rispettare i confini.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;uscita rimane teoricamente possibile, ma praticamente limitata dalla legge, dalla forza e dalla dipendenza. La libertà esiste in modo condizionato all&#8217;interno dei sistemi, piuttosto che come uno status intrinseco. La scelta opera all&#8217;interno della prigione, non al di fuori di essa. Questi meccanismi replicano la funzione della schiavitù storica, abbandonandone però il linguaggio. Le catene diventano contratti, i sorveglianti diventano amministratori, le piantagioni diventano luoghi di lavoro e le fruste diventano multe, controlli e incarcerazione. Il consenso nasce dalla partecipazione rituale piuttosto che da una vera e propria autonomia. Il controllo persiste perché i soggetti finanziano l&#8217;applicazione della legge, accettano narrazioni di protezione e rimangono economicamente dipendenti. La prigione perdura proprio perché molti ne negano l&#8217;esistenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ciò che rimane dopo che questo sistema ha terminato il suo lavoro assomiglia più a un danno che a una semplice difficoltà. Le vite si consumano, s’indeboliscono e si riducono fino a quando il potenziale si dissolve in una sopravvivenza controllata. Chi detiene il controllo ne trae doppio profitto, prima infliggendo danni, poi vendendo un soccorso controllato. La malattia segue la contaminazione, le cure seguono la malattia e il pagamento segue ogni rimedio promesso. La dipendenza si aggrava perché il soccorso non pone mai fine al danno, ma gestisce solo i sintomi a tempo indeterminato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La psicologia si frattura in caso di prigionia prolungata, producendo attaccamento alla fonte stessa della sofferenza. La sindrome di Stoccolma spiega perché i prigionieri difendono i loro carcerieri e ripetono con sincerità le narrazioni imposte. Una mente umana sana fa fatica a comprendere tale inversione e sprofonda nella confusione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Col tempo l&#8217;orientamento scompare, la resistenza diventa pericolosa e l&#8217;obbedienza una sicurezza. L&#8217;illusione di vivere in questo labirinto diventa più forte del ricordo della libertà. La fuga richiede risorse, chiarezza e volontà collettiva deliberatamente sottratte alla popolazione. Il riconoscimento diventa quindi l&#8217;ultima linea che separa la sottomissione silenziosa dalla possibilità di uscita.</p>



<p class="wp-block-paragraph">per Bookavenue, Michele Genchi</p>



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<p class="wp-block-paragraph">i libri:</p>



<figure class="wp-block-image alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="323" height="522" src="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/03/71KEv1I4uYL._SY522_.jpg" alt="" class="wp-image-13069" style="width:130px" srcset="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/03/71KEv1I4uYL._SY522_.jpg 323w, https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/03/71KEv1I4uYL._SY522_-186x300.jpg 186w" sizes="auto, (max-width: 323px) 100vw, 323px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Michel Foucault, <br>Sorvegliare e punire, <br>Einaudi, <br>ed.2014 pp.340</p>



<p class="has-white-color has-text-color has-link-color wp-elements-7e4ac651328708ea719ac0894fa30934 wp-block-paragraph">.</p>



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<figure class="wp-block-image alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="202" height="320" src="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/03/615vK62feZL._AC_UL320_.jpg" alt="" class="wp-image-12593" style="width:130px" srcset="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/03/615vK62feZL._AC_UL320_.jpg 202w, https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/03/615vK62feZL._AC_UL320_-189x300.jpg 189w" sizes="auto, (max-width: 202px) 100vw, 202px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Franz Kafka, <br>Il processo, <br>Adelphi, <br>ed. 2020, pp.320</p>



<p class="has-white-color has-text-color has-link-color wp-elements-7e4ac651328708ea719ac0894fa30934 wp-block-paragraph">.</p>



<p class="has-white-color has-text-color has-link-color wp-elements-7e4ac651328708ea719ac0894fa30934 wp-block-paragraph">.</p>



<figure class="wp-block-image alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="289" height="445" src="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/03/51oUdA9Ye4L._SY445_SX342_.jpg" alt="" class="wp-image-12594" style="width:130px" srcset="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/03/51oUdA9Ye4L._SY445_SX342_.jpg 289w, https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/03/51oUdA9Ye4L._SY445_SX342_-195x300.jpg 195w" sizes="auto, (max-width: 289px) 100vw, 289px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Philip Dick, <br>Scorrete lacrime, disse il poliziotto, <br>Fanucci, <br>ed.2020 pp.256</p>



<p class="has-white-color has-text-color has-link-color wp-elements-7e4ac651328708ea719ac0894fa30934 wp-block-paragraph">.</p>



<p class="has-white-color has-text-color has-link-color wp-elements-7265324497ba3d196c71d6759a118fe9 wp-block-paragraph"> .</p>



<figure class="wp-block-image alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="262" height="445" src="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/03/31XBsPZbeL._SY445_SX342_.jpg" alt="" class="wp-image-12592" style="width:130px" srcset="https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/03/31XBsPZbeL._SY445_SX342_.jpg 262w, https://bookavenue.it/wp-content/uploads/2026/03/31XBsPZbeL._SY445_SX342_-177x300.jpg 177w" sizes="auto, (max-width: 262px) 100vw, 262px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Herbert Marcuse, <br>L&#8217;uomo a una dimensione, <br>Einaudi, <br>ed.1999 pp.260</p>



<p class="has-white-color has-text-color has-link-color wp-elements-7e4ac651328708ea719ac0894fa30934 wp-block-paragraph">.</p>



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			<itunes:explicit>no</itunes:explicit><itunes:subtitle>Michel Foucault, Franz Kafka, Herbert Marcuse, perfino Philip Dick, hanno descritto, ognuno a suo modo, la schiavitù. Le tradizioni filosofiche identificano ripetutamente le società umane come prigioni senza muri visibili dove la libertà esiste in modo condizionato all'interno dei sistemi. Le catene diventano contratti, i sorveglianti diventano amministratori. Una riflessione, non richiesta, di Michele Genchi che ricorda moltissimo la società di oggi.</itunes:subtitle><itunes:summary>Michel Foucault, Franz Kafka, Herbert Marcuse, perfino Philip Dick, hanno descritto, ognuno a suo modo, la schiavitù. Le tradizioni filosofiche identificano ripetutamente le società umane come prigioni senza muri visibili dove la libertà esiste in modo condizionato all'interno dei sistemi. Le catene diventano contratti, i sorveglianti diventano amministratori. Una riflessione, non richiesta, di Michele Genchi che ricorda moltissimo la società di oggi.</itunes:summary><itunes:keywords>Da sud, Reading room, Dick Philip, fantascienza, filosofia, Franz Kafka, Herbert Marcuse, Michel Foucault, michele genchi, scienze politiche, scienze sociali, scienze umane</itunes:keywords></item>
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