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		<title>Anche l’Abruzzo dichiara l’acqua “bene pubblico”</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 16:19:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Pavesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca e società]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il Comune di Venezia, anche la Regione Abruzzo riconosce l’acqua come “diritto umano” e il servizio idrico integrato come “privo di rilevanza economica”. Il  <strong>Consiglio Regionale abruzzese</strong> ha approvato all’unanimità un emendamento che impegna la regione a preservare il carattere pubblico dell’acqua e che sancisce che il servizio idrico è da ritenersi privo di rilevanza economica. La notizia arriva a un mese di distanza da un altro importante riconoscimento:  quello del <strong>Consiglio Comunale di Venezia</strong> dell’acqua come “diritto umano, universale, indivisibile e inalienabile” e del servizio idrico integrato come “privo di rilevanza economica”.

Nonostante la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, lo scorso…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Dopo il Comune di Venezia, anche la Regione Abruzzo riconosce l’acqua come “diritto umano” e il servizio idrico integrato come “privo di rilevanza economica”. Il  <strong>Consiglio Regionale abruzzese</strong> ha approvato all’unanimità un emendamento che impegna la regione a preservare il carattere pubblico dell’acqua e che sancisce che il servizio idrico è da ritenersi privo di rilevanza economica. La notizia arriva a un mese di distanza da un altro importante riconoscimento:  quello del <strong>Consiglio Comunale di Venezia</strong> dell’acqua come “diritto umano, universale, indivisibile e inalienabile” e del servizio idrico integrato come “privo di rilevanza economica”.

Nonostante la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, lo scorso 25 settembre 2009, del Decreto-legge 135/2009 (e in particolare dell’Art. 15), singoli comuni, province e regioni si stanno muovendo in controtendenza rispetto alla normativa nazionale in materia di gestione dei servizi idrici. Ricordiamo, a questo proposito, che l’Art. 15 del Decreto-legge 135/2009 ha modificato l’Art. 23-bis della Legge 133/200 che prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società mediante il ricorso a gara. L’Art. 15 del D.L.135/2009, invece, sancisce l’affidamento della gestione dei servizi pubblici a rilevanza economica in favore di imprenditori o di società, in qualunque forma costituite o, in alternativa, a società a partecipazione mista pubblica e privata, con capitale privato non inferiore al 40%, e decreta la cessazione degli affidamenti “in house” a società totalmente pubbliche, controllate dai comuni, alla data del 31 dicembre 2011 (limitatamente a quelli in essere alla data del 22 agosto 2008). Dal 1° gennaio 2012, cioè, la gestione delle acque potabili italiane dovrebbe passare interamente in mani private.

Dal momento che la normativa nazionale rischia di vanificare qualsiasi sforzo in difesa della gestione pubblica dell’acqua a livello locale, cosa possono fare comuni, province e regioni? A loro, almeno per il momento, non resta che <strong>riportare nei propri Statuti </strong>il riconoscimento dell’acqua <strong>“come un diritto umano e bene comune pubblico“</strong> e il conseguente riconoscimento dei servizi idrici quali<strong> “servizi pubblici locali privi di rilevanza economica”</strong>. Questo è ciò che stanno chiedendo molti privati cittadini, associazioni e movimenti italiani che difendono la gestione pubblica dell’acqua, ed è proprio ciò che intendono fare, in tempi brevi, sia il Comune di Venezia che la Regione Abruzzo.

Per approfondire:
<a href="http://www.parlamento.it/parlam/leggi/decreti/09135d.htm">D.L. 135/2009</a><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Buonenotizieit/~4/xHjCNI3HZ5s" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Aids: in 8 anni calano del 17% le infezioni</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 10:18:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Cinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[aids]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal 2001 al 2009, il numero di persone nel mondo che ha contratto il virus Hiv, responsabile della Sindrome da immunodeficienza acquisita (Aids), è diminuito del 17%: questo il dato confortante contenuto nel rapporto 2009 realizzato dal Programma delle Nazioni Unite per il contrasto all’Aids (Unaids) e dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) sullo stato della malattia a livello globale. Il rapporto, che al suo interno contiene anche molti altri dati positivi, precisa che nell’Africa sub-sahariana, colpita più di ogni altro continente da virus Hiv, il calo è stato del 15%, con quasi 400mila contagi in meno rispetto al solo 2008.…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[Dal 2001 al 2009, il numero di persone nel mondo che ha contratto il virus Hiv, responsabile della Sindrome da immunodeficienza acquisita (Aids), è diminuito del 17%: questo il dato confortante contenuto nel rapporto 2009 realizzato dal Programma delle Nazioni Unite per il contrasto all’Aids (Unaids) e dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) sullo stato della malattia a livello globale. Il rapporto, che al suo interno contiene anche molti altri dati positivi, precisa che nell’Africa sub-sahariana, colpita più di ogni altro continente da virus Hiv, il calo è stato del 15%, con quasi 400mila contagi in meno rispetto al solo 2008.

Il rapporto sottolinea, inoltre, che al di là del picco e dell’evoluzione naturale dell’epidemia, i programmi di prevenzione e gli investimenti internazionali per favorire l’accesso ai farmaci antiretrovirali hanno portato un reale cambiamento.

Il Dr. Margaret Chan, Direttore Generale dell’OMS, ha dichiarato: “Gli investimenti internazionali e nazionali per l’estensione dei trattamenti del virus Hiv hanno dato dei risultati concreti e misurabili. Dobbiamo evitare trionfalismi per non vanificare i successi ottenuti. E’ questo il momento di raddoppiare gli sforzi al fine di salvare ancora più vite”.

Le terapie antiretrovirali hanno avuto un effetto significativo soprattutto nella prevenzione delle nuove infezioni nei bambini e nelle donne in gravidanza. Dal 2001 sono state prevenute circa 200mila infezioni nella popolazione infantile, grazie all’accesso ai farmaci in grado di bloccare la trasmissione da madre a figlio. In Botswana, dove la copertura dei trattamenti è pari all’80%, negli ultimi 5 anni le morti si sono dimezzate.

Nella lotta all’AIDS i programmi di prevenzione e di cura però non bastano: è essenziale che questi siano integrati ad altri servizi sanitari e di aiuto sociale. Il Programma delle Nazioni Unite e l’Oms hanno evidenziato l’importanza di non sottrarre investimenti nella lotta all’AIDS – denunciando come i risultati incoraggianti degli ultimi anni e la crisi economica stiano spingendo soprattutto i Paesi più poveri e dirottare fondi destinati alla lotta e prevenzione della malattia in altri settori – e di proseguire con l’approccio coordinato (dalla prevenzione alla cura) che si è dimostrato la chiave vincente nel contrastare la malattia e i suoi effetti peggiori.

Al fine di rafforzare i risultati ottenuti, è stato lanciato il sito web AIDSspace.org, una comunità virtuale in rete aperta a tutti e gratuita, volta a stimolare lo scambio e la condivisione di esperienze e informazioni utili relativamente all’Hiv. Su AIDSspace gli utenti possono trovare studi di casi particolari, materiale multimediale, annunci di conferenze, rapporti e altre fonti essenziali di informazione.<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Buonenotizieit/~4/4cX_yglGZAw" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Patch Adams a Milano: “l’antidoto a tutti i mali è il sorriso”</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 12:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Cinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>

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<div id="attachment_70" class="wp-caption alignleft" style="width: 256px"><a rel="attachment wp-att-70" href="http://lnx.buonenotizie.it/salute-e-benessere/2009/11/26/patch-adams-a-milano-%e2%80%9cl%e2%80%99antidoto-a-tutti-i-mali-e-il-sorriso%e2%80%9d/foto-di-andrea-basile/"><img class="size-full wp-image-70" src="http://lnx.buonenotizie.it/salute-e-benessere/files/2009/11/FOTO-DI-ANDREA-BASILE.jpg" alt="Patch Adams - foto di Andrea Basile" width="246" height="369" /></a><p class="wp-caption-text">Patch Adams - foto di Andrea Basile</p></div>
<p>Patch Adams, noto medico statunitense, padre della comico-terapia, è a Milano per raccontare il suo impegno di medico clown per la cura dei bambini negli ospedali del mondo.</p>
<p>La storia di Patch Adams &#8211; divenuto famoso grazie al noto film nel quale il suo ruolo viene interpretato da un brillante Robin Williams &#8211; comincia in un ospedale psichiatrico, dove Patch, ancora adolescente, viene ricoverato dopo aver tentato il suicidio, per un grave problema di depressione. In ospedale aiuta il suo compagno di stanza a superare un forte malessere, ricorrendo a un gioco divertente. Improvvisamente capisce…</p>]]></description>
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<div id="attachment_70" class="wp-caption alignleft" style="width: 256px"><a rel="attachment wp-att-70" href="http://lnx.buonenotizie.it/salute-e-benessere/2009/11/26/patch-adams-a-milano-%e2%80%9cl%e2%80%99antidoto-a-tutti-i-mali-e-il-sorriso%e2%80%9d/foto-di-andrea-basile/"><img class="size-full wp-image-70" src="http://lnx.buonenotizie.it/salute-e-benessere/files/2009/11/FOTO-DI-ANDREA-BASILE.jpg" alt="Patch Adams - foto di Andrea Basile" width="246" height="369" /></a><p class="wp-caption-text">Patch Adams - foto di Andrea Basile</p></div>
<p>Patch Adams, noto medico statunitense, padre della comico-terapia, è a Milano per raccontare il suo impegno di medico clown per la cura dei bambini negli ospedali del mondo.</p>
<p>La storia di Patch Adams &#8211; divenuto famoso grazie al noto film nel quale il suo ruolo viene interpretato da un brillante Robin Williams &#8211; comincia in un ospedale psichiatrico, dove Patch, ancora adolescente, viene ricoverato dopo aver tentato il suicidio, per un grave problema di depressione. In ospedale aiuta il suo compagno di stanza a superare un forte malessere, ricorrendo a un gioco divertente. Improvvisamente capisce di avere un dono, quello di poter aiutare chi soffre creando un contatto speciale e profondo, attraverso l’allegria e la complicità. Decide allora di studiare medicina, laureandosi nel 1973.</p>
<p>Conseguita la laurea, Patch inizia a dedicarsi pienamente alla cura dei malati, concretizzando il suo ideale di una medicina che sia, prima di tutto, un atto d’amore: è così che decide di trasformare la casa dove vive in una clinica aperta a chi soffre. Insieme a un gruppo di volontari riesce, in dieci anni, a prestare cure gratuite a circa 15.000 malati e nel 1977 compra un terreno nel North Carolina, dove progetta di costruire una clinica vera e propria. Fonda quindi l&#8217;associazione <em>Gesundheit Institute</em> che in tedesco significa “istituto della salute”, per la raccolta di fondi finalizzata alla realizzazione di una clinica, che sia un luogo accogliente e gioioso, dove l’importanza non è la cura della patologia ma la cura del paziente, nella sua interezza di essere umano.</p>
<p>&#8220;Ho sempre pensato, sostiene Patch, che fosse strano e triste il fatto che le persone non abbiano alcun problema a comportarsi in modo rabbioso o burbero, ma che siano imbarazzate dal dover mostrare sentimenti positivi&#8221;. &#8220;Sappiamo tutti quanto sia importante l&#8217;amore, eppure, con quale frequenza viene provato o manifestato veramente? I mali che affliggono la maggior parte dei malati, come la sofferenza, la noia, paura o la solitudine non possono essere curati con una pillola&#8221;.</p>
<p>Nel concetto di “umanizzazione della cura”, Patch Adams racchiude il cuore profondo della sua idea di medicina al servizio dell’uomo e della vita per un radicale rinnovamento sociale, che ponga fine alla violenza e all’ingiustizia del mondo.</p>
<p>25-29 novembre _ Milano</p>
<p>Laboratorio: Educare al desiderio</p>
<p>Clown One Italia Onlus e School for Designing a Society</p>
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		<title>Parigi: l’acqua ritorna pubblica</title>
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		<comments>http://lnx.buonenotizie.it/cronaca-e-societa/2009/11/10/parigi-lacqua-ritorna-pubblica/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 18:37:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Pavesi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca e società]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[privatizzazione]]></category>

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		<description><![CDATA[<h2>Dal 1° gennaio 2010 la gestione delle acque ritornerà pubblica al 100%, dopo 25 anni di disastrosa gestione privata. </h2>
<p>Ancora poche settimane e l’intera gestione delle acque potabili parigine ritornerà nelle mani del Comune. Sin dallo scorso maggio il sindaco Bertrand Delanoë aveva annunciato alla cittadinanza la decisione di ritornare ad una gestione idrica pubblica e di non rinnovare i contratti di distribuzione e fatturazione delle acque parigine alle <strong>multinazionali francesi</strong> <strong>Veolia e Suez</strong>, in scadenza il prossimo 31 dicembre. Dal 1° gennaio 2010 l’intero servizio idrico passerà nelle mani di un Ente di diritto pubblico che si chiamerà EAU DE PARIS…</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Dal 1° gennaio 2010 la gestione delle acque ritornerà pubblica al 100%, dopo 25 anni di disastrosa gestione privata. </h2>
<p>Ancora poche settimane e l’intera gestione delle acque potabili parigine ritornerà nelle mani del Comune. Sin dallo scorso maggio il sindaco Bertrand Delanoë aveva annunciato alla cittadinanza la decisione di ritornare ad una gestione idrica pubblica e di non rinnovare i contratti di distribuzione e fatturazione delle acque parigine alle <strong>multinazionali francesi</strong> <strong>Veolia e Suez</strong>, in scadenza il prossimo 31 dicembre. Dal 1° gennaio 2010 l’intero servizio idrico passerà nelle mani di un Ente di diritto pubblico che si chiamerà EAU DE PARIS e che si occuperà di ogni singola fase: dalla captazione delle fonti alla fatturazione. E’ stato calcolato che, grazie alla ri-municipalizzazione, il Comune <strong>risparmierà 30 milioni di euro l’anno</strong>, che serviranno sia a migliorare la rete idrica, sia a <strong>stabilizzare il prezzo </strong><strong>di 2,77 euro al metro cubo fino al 2014</strong>.</p>
<p>La decisione del Comune di Parigi si iscrive nel <strong>movimento di ri-municipalizzazione dell’acqua in Francia </strong>e nella più ampia battaglia mondiale per il riconoscimento dell’acqua come diritto umano e per la ri-pubblicizzazione dei servizi idrici. La Francia a suo tempo fu all’avanguardia nella corsa alla privatizzazione: il passaggio da una gestione idrica pubblica ad una privata delle acque parigine venne deciso sin dal 1984 da Jaques Chirac (<em>all’epoca sindaco di Parigi-n.d.a</em>.) e diventò effettivo a partire dal 1° gennaio 1985, per una durata di 25 anni. La captazione dell’acqua alle fonti fu affidata ad una società mista, la SAGEP (diventata poi SEM-Eau de Paris) di cui facevano parte il Comune di Parigi, con una quota del 72%, Veolia e Suez, ciascuna col 14%. Compiti principali della SAGEP erano sia di monitorare la qualità dell’acqua, sia di controllare i gestori privati incaricati della distribuzione. E a chi venne affidato il servizio di distribuzione delle acque (insieme alla conseguente rendicontazione, tariffazione e fatturazione)? Al GIE, una società privata costituita da Veolia e Suez, che si divisero equamente la capitale: Veolia-Compagnie des Eaux de Paris sulla rive droite e Suez-Eau et Force-Parisienne des Eaux sulla rive gauche. In pratica i privati “controllati” dalla SAGEP erano i “controllori” stessi.</p>
<p>Da studi recenti si evince come la gestione privata delle acque parigine abbia generato in questi 25 anni solo un <strong>aumento sistematico dei prezzi</strong>, non accompagnato da un conseguente miglioramento dei servizi, bensì da una lunga serie di <strong>abusi, prezzi gonfiati, casi di corruzione</strong> e <strong>servizi obsoleti, </strong>perché modernizzarli avrebbe richiesto investimenti e, dunque, meno profitti. Le indagini dell’”Ufficio Servizio Pubblico 2000” hanno<strong> </strong>dimostrato come la differenza del costo dell’acqua tra Parigi e il resto della Francia non sia dipesa da un maggior consumo di acqua, ma alla presenza stessa del GIE, che ha generato un’ingiustificabile espansione dei costi, consentendo alle multinazionali di realizzare profitti enormi. Inoltre, è stato evidenziato come dietro ai lunghi ritardi nella liquidazione delle somme non dovute da parte del GIE, si nascondesse <strong>una vera e propria rendita finanziaria</strong> a favore del GIE stesso.</p>
<p>Nemmeno la società mista SAGEP-SEM-Eau de Paris, però, è stata immune da critiche. La Camera dei Conti dell’Ile de France, infatti, ha documentato come anch’essa si sia caratterizzata per la <strong>totale</strong> <strong>mancanza di trasparenza contabile</strong>, soprattutto nel periodo 1998-2000. Secondo l’Associazione dei consumatori “FC-Que Choisir”, infine, la gestione privata delle acque di Parigi ha vinto (nel 2006 e 2007) il primo premio della sovra-fatturazione, con <strong>un tasso di margine del 58,7%</strong>, che testimonia gli incredibili profitti di Veolia e Suez.</p>
<p>Per tutte queste ragioni, e nonostante in Francia la gestione dell’acqua sia privatizzata, il Comune di Parigi ha preso la storica decisione di riappropriarsi dell’intero servizio idrico. Dopo Parigi, Grenoble (già ri-pubblicizzata dal 2001) e Cherbourg (dal 2005), altre importanti città ed aree urbane come Tolosa, Lione e l’Ile de France &#8211; insieme a più di 40 comunità &#8211; stanno obbligando le multinazionali a rinegoziare i contratti e stanno prendendo in seria considerazione l’opportunità di ritornare alla gestione pubblica. Una tendenza che si osserva anche a livello planetario e che dipende dalla consapevolezza sempre più diffusa che la privatizzazione dell’acqua non è conveniente, né per la rete idrica, né per gli utenti.</p>
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		<item>
		<title>Influenza A: inutili allarmismi</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 18:25:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Cinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[influenza A]]></category>
		<category><![CDATA[influenza stagionale]]></category>
		<category><![CDATA[virus H1N1]]></category>

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		<description><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-59" src="http://lnx.buonenotizie.it/salute-e-benessere/files/2009/11/Ferruccio-Fazio.jpg" alt="Ferruccio Fazio, vice-ministro della Salute" width="360" height="253" />Leggendo i giornali e guardando la tv, negli ultimi giorni, si assiste all’incremento di notizie allarmanti circa la diffusione e l’eccezionale pericolosità del nuovo virus A (H1N1). Se da un lato è opportuno informare al meglio la popolazione affinché siano messi in pratica tutti gli accorgimenti necessari per una corretta prevenzione, che permettano di limitare i danni derivanti dal virus, tuttavia certi allarmismi appaiono del tutto ingiustificati. E ad evidenziarlo è proprio il vice-ministro alla Salute Ferruccio Fazio che, da Cernobbio, nel corso della quarta edizione del Forum di Meridiano Sanità, smorza l&#8217;allarme per la nuova influenza, ricordando come le vittime…</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-59" src="http://lnx.buonenotizie.it/salute-e-benessere/files/2009/11/Ferruccio-Fazio.jpg" alt="Ferruccio Fazio, vice-ministro della Salute" width="360" height="253" />Leggendo i giornali e guardando la tv, negli ultimi giorni, si assiste all’incremento di notizie allarmanti circa la diffusione e l’eccezionale pericolosità del nuovo virus A (H1N1). Se da un lato è opportuno informare al meglio la popolazione affinché siano messi in pratica tutti gli accorgimenti necessari per una corretta prevenzione, che permettano di limitare i danni derivanti dal virus, tuttavia certi allarmismi appaiono del tutto ingiustificati. E ad evidenziarlo è proprio il vice-ministro alla Salute Ferruccio Fazio che, da Cernobbio, nel corso della quarta edizione del Forum di Meridiano Sanità, smorza l&#8217;allarme per la nuova influenza, ricordando come le vittime del virus (ad oggi 34 accertate) avevano alle spalle malattie gravi e aggiungendo che i bambini, sebbene più esposti al contagio, non sono soggetti ad un maggior rischio di sviluppare reazioni pericolose. Fazio ha però precisato che i medici devono vaccinare i malati cronici perché sono gli unici a rischiare veramente.</p>
<p>Anche i dati ministeriali confermano l’inutilità dell’allarmismo dilagante: ad oggi, la percentuale delle vittime correlate all’influenza A è pari allo 0,0043% dei malati contro lo 0,2% dei decessi correlati alla normale influenza.</p>
<p>Le 34 vittime correlate alla nuova influenza A comprende i casi per i quali le autorità sanitarie regionali hanno confermato l’accertamento dell’infezione da nuovo virus A/H1N1. Tutti i soggetti tranne uno, presentavano gravi patologie pregresse. La nuova influenza, in sintesi, è più leggera di quella stagionale, che lo scorso anno ha causato 8 mila morti.</p>
<p>E’ bene inoltre precisare che come l&#8217;influenza stagionale, quella da virus A (H1N1) nell&#8217;uomo può presentarsi in forma lieve o grave. A tale proposito l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene che, al momento, la pandemia influenzale da virus A sia di gravità moderata. Tale valutazione scaturisce dal fatto che la maggior parte delle persone che ha contratto la malattia è guarita anche senza la necessità di terapia farmacologica e ricovero ospedaliero. Si è visto che, nel complesso, i Servizi sanitari dei Paesi colpiti dalla nuova influenza sono riusciti a fronteggiare l’emergenza sanitaria. Ad oggi la nuova influenza, anche se particolarmente contagiosa, sembra causare, soprattutto in persone generalmente sane, una malattia leggera con sintomatologia simile a quella dell’influenza stagionale; i casi di complicazioni gravi (polmonite ed insufficienza respiratoria) e decessi associati all&#8217;infezione, sono correlati a malattie gravi o croniche preesistenti.</p>
<p>Per approfondimenti e maggiori informazioni è possibile consultare <a href="http://www.ministerosalute.it/dettaglio/principaleFocusNuovo.jsp?id=13&amp;area=influenzaA" >il sito del Ministero della Salute</a>.</p>
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		<title>Unicef e Oms insieme contro la polmonite</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 17:47:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale La Torre</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[oms]]></category>
		<category><![CDATA[polmonite]]></category>

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		<description><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignleft size-full wp-image-61" src="http://lnx.buonenotizie.it/salute-e-benessere/files/2009/11/vaccino.jpg" alt="vaccino" width="151" height="147" />Oltre 5 milioni di bambini potrebbero essere salvati nei prossimi 6 anni se il Piano d’azione contro la polmonite venisse adottato da tutti i Paesi della comunità internazionale. E’ in base a queste stime che l’Unicef e l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) hanno promosso il “Piano d’azione globale per la prevenzione e il controllo della polmonite (GAPP)”. E stanno cercando per un’attuazione immediata, il sostegno da parte dei governi, delle associazioni e delle imprese donatrici.</p>
<p style="font-weight: normal;margin-bottom: 0cm">L’infezione da polmonite in età pediatrica è connessa alla malnutrizione, le scarse norme igienico sanitarie e il difficile accesso alle cure. Il Direttore generale dell’Unicef Ann…</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm"><img class="alignleft size-full wp-image-61" src="http://lnx.buonenotizie.it/salute-e-benessere/files/2009/11/vaccino.jpg" alt="vaccino" width="151" height="147" />Oltre 5 milioni di bambini potrebbero essere salvati nei prossimi 6 anni se il Piano d’azione contro la polmonite venisse adottato da tutti i Paesi della comunità internazionale. E’ in base a queste stime che l’Unicef e l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) hanno promosso il “Piano d’azione globale per la prevenzione e il controllo della polmonite (GAPP)”. E stanno cercando per un’attuazione immediata, il sostegno da parte dei governi, delle associazioni e delle imprese donatrici.</p>
<p style="font-weight: normal;margin-bottom: 0cm">L’infezione da polmonite in età pediatrica è connessa alla malnutrizione, le scarse norme igienico sanitarie e il difficile accesso alle cure. Il Direttore generale dell’Unicef Ann Veneman, in una dichiarazione stampa ha affermato «la polmonite è la principale causa di mortalità tra i bambini sotto i 5 anni d’età, con oltre 4.000 decessi al giorno. Interventi efficaci per ridurre le morti da polmonite devono essere utilizzati più ampiamente e resi rapidamente disponibili per tutti i bambini a rischio».</p>
<p style="font-weight: normal;margin-bottom: 0cm">Il GAPP prevede la protezione di ogni bambino attraverso cure igienico sanitarie e alimentazione adeguata, la prevenzione primaria mediante vaccinazione specifica, inclusa la vaccinazione contro il morbillo e lo pneumococco, la cura dei bambini con una antibiotico terapia mirata.</p>
<p style="font-weight: normal;margin-bottom: 0cm">Le linee d’intervento mirano al potenziamento dei sistemi sanitari e degli operatori comunitari. Il costo dell’ intero programma, previsto per il periodo 2010-2015 in 68 paesi, viene stimato intorno ai 39 miliardi di dollari. Una Task Force formata da membri Oms, Unicef, agenzie Onu e Ong, coordinerà l’attuazione del Piano globale, sopratutto nei paesi dove gli interventi sono più urgenti. </p><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Buonenotizieit/~4/RK46MnRIQGA" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Bici ad idrogeno. In arrivo un nuovo prototipo amico dell’ambiente</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 20:52:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Valentino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Buone notizie per l’ambiente. Presto arriverà sul mercato italiano una due ruote ‘pulitissima’. Si tratta di un prototipo di bicicletta a pedalata assistita alimentata totalmente ad idrogeno, con un’autonomia elettrica di 150 km: un pieno costa circa 18 euro per una spesa di circa 12 centesimi a chilometro. Sviluppato dal laboratorio congiunto dell’Istituto di tecnologie avanzate per l’energia del consiglio nazionale delle ricerche (Itae-Cnr) di Messina e della Tozzi Renewable Energy &#8211; Tre spa, il prototipo è parte integrante di un progetto, condotto dal laboratorio congiunto Cnr-Itae/TRE, che prevede la possibilità di creare flotte di bici il cui sistema di…</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Buone notizie per l’ambiente. Presto arriverà sul mercato italiano una due ruote ‘pulitissima’. Si tratta di un prototipo di bicicletta a pedalata assistita alimentata totalmente ad idrogeno, con un’autonomia elettrica di 150 km: un pieno costa circa 18 euro per una spesa di circa 12 centesimi a chilometro. Sviluppato dal laboratorio congiunto dell’Istituto di tecnologie avanzate per l’energia del consiglio nazionale delle ricerche (Itae-Cnr) di Messina e della Tozzi Renewable Energy &#8211; Tre spa, il prototipo è parte integrante di un progetto, condotto dal laboratorio congiunto Cnr-Itae/TRE, che prevede la possibilità di creare flotte di bici il cui sistema di rifornimento idrogeno sarà composto da due fonti di energia rinnovabile: una solare fotovoltaico ed un elettrolizzatore per la produzione di idrogeno da acqua. Questo abbasserà di molto il costo del combustibile e chiuderà il cerchio in termini di emissione zero. La bicicletta a pedalata assistita, rispetto ai sistemi elettrici attualmente in commercio alimentati da batterie tradizionali, presenta notevoli vantaggi: maggior autonomia a parità di peso e tempi di ricarica molto ridotti rispetto alle sei-otto ore di ricarica di una batteria convenzionale. Il progetto bici è inserito nell’attività gruppo sistemi dell’Itae-Cnr che attualmente è impegnato con riferimento alla mobilità nello sviluppo di un bus elettrico-ibrido ad idrogeno (Hbus), di mini veicoli a fuel cell ed allo sviluppo di un trattore ad idrogeno ottenuto da biomasse o rinnovabili (Hytractor). Un aiuto per l’ambiente…</p>
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		<title>Influenza A: migliora grazie a tecnica mininvasiva</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 15:49:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Cinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute e benessere]]></category>

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		<description><![CDATA[<a rel="attachment wp-att-34" href="http://lnx.buonenotizie.it/?attachment_id=34"></a>Ricoverato da sabato scorso all’Ospedale Cotugno di Napoli per una grave complicanza polmonare da virus A/H1N1, un paziente di circa 50 anni è migliorato dopo essere stato sottoposto per tre giorni consecutivi ad un trattamento che ha ridotto drasticamente lo stress a carico del suo sistema respiratorio. Il paziente aveva una broncopolmonite bilaterale grave con accumulo di anidride carbonica nel sangue, complicanza dell’influenza A.

“Ne è venuto fuori - spiega il Dottor Raffaele Pelella, capo dell’Unità Operativa di Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva dell’ospedale napoletano – anche grazie a un trattamento, collaterale ad altre importanti cure, basato sul sistema ‘decap’, tecnica…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a rel="attachment wp-att-34" href="http://lnx.buonenotizie.it/?attachment_id=34"></a>Ricoverato da sabato scorso all’Ospedale Cotugno di Napoli per una grave complicanza polmonare da virus A/H1N1, un paziente di circa 50 anni è migliorato dopo essere stato sottoposto per tre giorni consecutivi ad un trattamento che ha ridotto drasticamente lo stress a carico del suo sistema respiratorio. Il paziente aveva una broncopolmonite bilaterale grave con accumulo di anidride carbonica nel sangue, complicanza dell’influenza A.

“Ne è venuto fuori - spiega il Dottor Raffaele Pelella, capo dell’Unità Operativa di Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva dell’ospedale napoletano – anche grazie a un trattamento, collaterale ad altre importanti cure, basato sul sistema ‘decap’, tecnica mininvasiva e di facile gestione, in grado di eliminare dal sangue l’eccesso di anidride carbonica”.<strong> </strong><strong> </strong>

Si tratta di una metodica mininvasiva, tutta italiana, che consente la rimozione extracorporea dell’anidride carbonica con una tecnica di facile gestione, la cui efficacia è conclamata e che non presenta alcun rischio per il paziente. Il Decap è l’alternativa mininvasiva all’Ecmo (Extra Corporeal Mem<code>bra</code>ne Oxygenation), metodo anch’esso utilizzato per far fronte alle gravi complicazioni polmonari a carico di persone colpite dalla nuova influenza, ma molto più invasivo e di difficile impiego, riservato a pochi centri superspecializzati. “Il sistema Ecmo ha la funzione – afferma il Dottor Pelella – di ossigenare i polmoni che da soli non ce la fanno. Decap invece, di uso molto più semplice, si limita a eliminare l’anidride carbonica in eccesso che i polmoni, pur riuscendo a ossigenarsi, non riescono a eliminare. Grazie ad esso, il paziente cinquantenne con broncopolmonite bilaterale grave ce l’ha fatta e ha ripreso a respirare con i suoi polmoni”.

La metodica è inoltre applicata nel trattamento delle broncopatie croniche ostruttive (BPCO), nei casi di Insufficienza Multiorgano (MODS – Multiple Organe Distress Syndrome), nel Bridge al Trapianto polmonare. Il sistema decap è presente in molti ospedali italiani e può trovare valido impiego nel trattamento delle complicanze da influenza A/H1N1.<img src="http://feeds.feedburner.com/~r/Buonenotizieit/~4/4ZyR292hbqM" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
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		<title>Cresce in Italia l’uso di fonti rinnovabili</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 15:46:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maria Valentino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[energia pulita]]></category>
		<category><![CDATA[energia rinnovabile]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Gli impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile sono in forte espansione nel nostro paese. E’ questo il risultato dell’indagine ‘I Comuni Italiani 2009’ condotta da Cittalia, la fondazione Anci ricerche, per cercare di capire i cambiamenti in atto nei comuni italiani. Quelli lombardi, per esempio, producono, complessivamente, la quota maggiore di energia da fonte rinnovabile, seguiti da quelli del Trentino Alto Adige, della Toscana e del Piemonte. Inoltre, sono quasi 600 i comuni, localizzati principalmente in Lombardia (32%), Emilia Romagna (10,5%) e Friuli Venezia Giulia (9,1%) che hanno installato sui propri edifici (scuole, ospedali, uffici, biblioteche, ecc.) impianti…</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile sono in forte espansione nel nostro paese. E’ questo il risultato dell’indagine ‘I Comuni Italiani 2009’ condotta da Cittalia, la fondazione Anci ricerche, per cercare di capire i cambiamenti in atto nei comuni italiani. Quelli lombardi, per esempio, producono, complessivamente, la quota maggiore di energia da fonte rinnovabile, seguiti da quelli del Trentino Alto Adige, della Toscana e del Piemonte. Inoltre, sono quasi 600 i comuni, localizzati principalmente in Lombardia (32%), Emilia Romagna (10,5%) e Friuli Venezia Giulia (9,1%) che hanno installato sui propri edifici (scuole, ospedali, uffici, biblioteche, ecc.) impianti per la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile. L’energia proviene sempre più spesso da impianti eolici, fotovoltaici, solare termici, mini idroelettrici e geotermici, impianti che troviamo prevalentemente nel nord Italia. I comuni lombardi producono, complessivamente, la quota maggiore di energia da fonte rinnovabile, seguiti da quelli del Trentino Alto Adige, della Toscana e del Piemonte. La fonte di energia rinnovabile maggiormente diffusa è il fotovoltaico: i comuni dove sono maggiormente presenti questi impianti sono l’Emilia Romagna, la Toscana, la Puglia, il Friuli Venezia Giulia, il Veneto e il Trentino Alto Adige. Il solare termico la fa da padrona in oltre l’80% dei comuni del Veneto e del Friuli Venezia Giulia. Ma è nel sud del paese che si rileva la maggior produzione di energia solare: infatti, leader in questo settore è la Puglia, seguita da Lombardia, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna. Meno diffusi sono, invece, gli impianti mini idroelettico ed eolico, questi ultimi diffusi in oltre il 10% dei comuni pugliesi, molisani e lucani, mentre i primi in oltre un quinto di quelli valdostani. Infine, solo nell&#8217;1% dei comuni italiani, soprattutto nel nord del paese, sono localizzati impianti di produzione di energia geotermica. Dati comunque in miglioramento che fanno sperare in un ampliamento degli impianti.</p>
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		<title>Parte in Italia la Seconda edizione del Child Guardian Award</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 13:41:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariateresa Doriana Scardino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca e società]]></category>
		<category><![CDATA[Child guardian award]]></category>
		<category><![CDATA[Terre des hommes]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Saranno felici i sostenitori convinti della gestione etica d’impresa nel vedere che anche in Italia negli ultimi anni sta crescendo l’attenzione verso i temi della <em>Corporate Social Responsibility</em> e molto di più lo saranno a sentire che tra i tanti progetti si sta sempre prestando più attenzione ai bambini.<br />
Nei mesi scorsi la decisione del Comitato economico e sociale europeo di approvare un documento che mira all’adozione di una strategia europea per tutelare i minori dal fenomeno del turismo sessuale, cui sarà ovviamente coinvolta anche l’Italia mi ha lasciata piacevolmente sorpresa.<br />
Ancora di più (essendo accanita sostenitrice di quella branca di comunicazione che…</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Saranno felici i sostenitori convinti della gestione etica d’impresa nel vedere che anche in Italia negli ultimi anni sta crescendo l’attenzione verso i temi della <em>Corporate Social Responsibility</em> e molto di più lo saranno a sentire che tra i tanti progetti si sta sempre prestando più attenzione ai bambini.<br />
Nei mesi scorsi la decisione del Comitato economico e sociale europeo di approvare un documento che mira all’adozione di una strategia europea per tutelare i minori dal fenomeno del turismo sessuale, cui sarà ovviamente coinvolta anche l’Italia mi ha lasciata piacevolmente sorpresa.<br />
Ancora di più (essendo accanita sostenitrice di quella branca di comunicazione che differenzaindosi da quella commerciale è comunemenete definita &#8220;sociale &#8221; o &#8220;etica&#8221;) lo sono stata nel sapere della prossima iniziativa tutta italiana dedicata ai bambini .</p>
<p>Ancora loro infatti al centro del<em> Child guardian award.</em> Il premio promosso in Svizzera nel 2006 dalla Federazione Internazionale Terre des hommes (IFTDH) (con sedi in Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna, Svizzera, Siria e presente con 1.164 progetti in 72 paesi) sta velocemente diffondendosi a livello internazionale e dallo scorso anno è attivo anche in Italia.</p>
<p>Nella seconda edizione del Premio, i suoi organizzatori : la Federazione internazionale Terre des Hommes Italia, il Gruppo il Sole 24 Ore e la fondazione Pubblicità Progresso, intenderanno infatti premiare quelle imprese che si distingueranno nel campo della comunicazione commerciale fornendo un’immagine corretta del bambino e dando risalto, attraverso modalità e mezzi comunicativi differenziati ( TV , Stampa/Affissioni, web e altri mezzi) ai valori che sono alla base della stessa Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia.</p>
<p>L’altra buone notizia è che i termini per presentare la candidatura all’edizione del Child Guardian Award erano slittati dal 20 al 30 settembre 2009 e quindi per le imprese etiche intenzionate a partecipare c’è stato un po’ di tempo in più per organizzarsi ( in teoria ci sono ancora 2 giorni per presentare i programmi.  Per ulteriori dettagli: http://www.terredeshommes.it/childguardianform.php).</p>
<p>I “messaggi comunicativi” vincenti si conosceranno a Milano nel corso della cerimonia ufficiale fissata del 28 ottobre 2009 e saranno scelti da una commissione composta da personaggi autorevoli ed esperti del mondo della comunicazione, dell&#8217;università e delle istituzioni.</p>
<p>Durante la cerimonia si darà larga importanza all’approfondimento delle tematiche connesse alla comunicazione e bambini, alla <em>Corporate social Responsibility</em> ed altri aspetti loro legati attraverso la presentazione del dossier di terre dell’Hommes incentrato su questi temi e della ricerca realizzata insieme con GfK Eurisko il cui oggetto di ricerca è proprio il rapporto tra imprese e minori.<br />
Il premio onorario alle imprese che presenteranno una comunicazione e un’immagine del bambino “socially e politically correct” consisterà in alcune delle opere dell’artista Chiara Rapaccini, un gesto simbolico che permetterà alle imprese di divenire membri del gruppo di “Aziende Child Guardian”, per la difesa dei diritti dei bambini”. E ovviamante in linea con la mission, i suoi valori e con la stessa relazione di Madi Sharma sul tema della protezione dei minori appena promossa a livello internazionale, si finanzierà il progetto “Case del sole&#8221; dedicato ai bambini del Nicaragua. Le <em>Case del sole</em> intendono offrire ai bambini sostegno psicologico, alimentare, educativo e sanitario. &#8220;Case&#8221;, come la fondazione stessa le definisce, &#8220;d&#8217;amore e di speranza&#8221;, nate per difendere i bambini da ogni possibile forma di abuso sfruttamento e violenza.</p>
<p>Per ulteriori informazioni consultare il sito di Terre des hommes (Tdh)<strong> </strong>Italia<strong> </strong>onlus : http://www.tdhitaly.org</p>
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