<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<?xml-stylesheet type="text/xsl" media="screen" href="/~d/styles/rss2full.xsl"?><?xml-stylesheet type="text/css" media="screen" href="http://feeds.feedburner.com/~d/styles/itemcontent.css"?><rss xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:feedburner="http://rssnamespace.org/feedburner/ext/1.0" version="2.0">
<channel>
	<title>Business Doctor Marketing Blog</title>
	
	<link>http://www.businessdoctor.it/wp</link>
	<description />
	<lastBuildDate>Wed, 01 Sep 2010 12:43:28 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
		<atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="self" type="application/rss+xml" href="http://feeds.feedburner.com/BusinessDoctorMarketingBlog" /><feedburner:info uri="businessdoctormarketingblog" /><atom10:link xmlns:atom10="http://www.w3.org/2005/Atom" rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com/" /><feedburner:emailServiceId>BusinessDoctorMarketingBlog</feedburner:emailServiceId><feedburner:feedburnerHostname>http://feedburner.google.com</feedburner:feedburnerHostname><item>
		<title>Marketing due passi in avanti</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/BusinessDoctorMarketingBlog/~3/yAptQEEUQ1k/</link>
		<comments>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/09/01/marketing-due-passi-in-avanti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 12:43:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Atteggiamento]]></category>
		<category><![CDATA[B2B Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing Servizi]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing per Professionisti]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing relazionale]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[attività di marketing]]></category>
		<category><![CDATA[business to business]]></category>
		<category><![CDATA[decisione d'acquisto]]></category>
		<category><![CDATA[decisioni marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Negoziazione]]></category>
		<category><![CDATA[Piano di marketing]]></category>
		<category><![CDATA[segmentazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.businessdoctor.it/wp/?p=862</guid>
		<description><![CDATA[Molte decisioni relative al marketing ed allo sviluppo del business vengono prese sotto l’impulso della scarsità. Non dire “No” ad un cliente che si sa essere problematico, accettare lavori sottopagati oppure al contrario cercare di spingere per un acquisto di cui si percepisce che si sta perdendo la possibilità,  sono semplicemente alcune sfumature di questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" title="Marketing due passi in avanti" src="http://farm5.static.flickr.com/4037/4589124742_359aafdfe7_m.jpg" alt="" width="234" height="240" />Molte decisioni relative al marketing ed allo sviluppo del business vengono prese sotto l’impulso della scarsità. Non dire “No” ad un cliente che si sa essere problematico, accettare lavori sottopagati oppure al contrario cercare di spingere per un acquisto di cui si percepisce che si sta perdendo la possibilità,  sono semplicemente alcune sfumature di questo atteggiamento.</p>
<p>Chiunque abbia la responsabilità di promuovere un servizio o un bene complesso sa bene che il tempo necessario perché il cliente prenda la sua decisione di acquisto può essere anche piuttosto lungo. In alcuni casi particolari, specialmente nel business to business e nel marketing dei servizi, non è affatto rara la necessità di contatti ripetuti anche per diversi mesi, trattative e negoziazioni perché si arrivi al momento finale la proposta di un progetto.<span id="more-862"></span></p>
<p><strong>Lavorare secondo un piano di marketing e comunicazione coerente</strong> richiede di vivere nel presente <strong>mantenendo allo stesso tempo uno sguardo orientato al futuro</strong>. Il futuro è la stipula del contratto e l’inizio del lavoro, il presente è il cliente con le sue domande, le sue insicurezze e difficoltà.</p>
<p><strong>Affinché questo insieme di attività necessarie per guidare il cliente all’acquisto abbia l’aspetto di un processo</strong>, e quindi non sia una serie di iniziative portate avanti in modo casuale e/o emotivo, è necessario un piano. Le attività di marketing ed i punti di contatto con il cliente devono essere parte di un sistema, devono avere una struttura, un senso ed una logica di progressione.</p>
<p><strong>Questo risultato può essere ottenuto solo se le attività di marketing hanno un carattere costantemente anticipatorio</strong>. Decidere come comunicare con i clienti giorno per giorno, senza un piano preciso ed una conoscenza attenta dei percorsi realmente utilizzati dai clienti per la loro scelta, porta a risultati parziali e frammentari. Quando le decisioni sui punti di contatto con i clienti sono effettuate più in funzione dell’umore del momento che su dati e feedback reali<strong>, è normale che affiorino delle discrepanze  che risulteranno in fratture ed interruzioni del percorso d’acquisto del cliente</strong>.</p>
<p><strong> Un sistema di marketing che corrisponda a questi requisiti deve tenere conto di:<br />
</strong><br />
* Modalità di acquisto del cliente e propensione a passare da uno step del ciclo di acquisto al successivo.</p>
<p><strong>* Segmentazione e categorizzazione dei clienti</strong>. Individui con personalità diverse si relazionano con i fornitori in modo particolare. E’ necessario che differenti categorie di clienti abbiano la possibilità di essere guidati all’acquisto secondo le loro inclinazioni. Nello sviluppo dei punti di contatto con i clienti è importante tenere conto di questo fattore.</p>
<p><strong>* Essere sempre in anticipo</strong>. Se non si ha idea della direzione seguita dal cliente, le iniziative di marketing avranno sempre un carattere passivo e reattivo.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/notsogoodphotography/">Photocredit</a></p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?a=yAptQEEUQ1k:Nb5Xd1Jmw1U:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?a=yAptQEEUQ1k:Nb5Xd1Jmw1U:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/BusinessDoctorMarketingBlog/~4/yAptQEEUQ1k" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/09/01/marketing-due-passi-in-avanti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/09/01/marketing-due-passi-in-avanti/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=marketing-due-passi-in-avanti</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Voler Credere: una lezione da Charlie Brown</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/BusinessDoctorMarketingBlog/~3/Ihs7LakvTqE/</link>
		<comments>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/08/30/voler-credere-una-lezione-da-charlie-brown/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 14:47:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Atteggiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing Etico]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing relazionale]]></category>
		<category><![CDATA[campagna marketing]]></category>
		<category><![CDATA[credere]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza negativa]]></category>
		<category><![CDATA[fiducia]]></category>
		<category><![CDATA[messaggio di marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.businessdoctor.it/wp/?p=859</guid>
		<description><![CDATA[Chi ha una minima familiarità con il fumetto di Charles  Shultz “Peanuts” ha presente uno degli episodi ricorrenti. Lucy tiene ferma la palla ovale mentre Charlie Brown prende la rincorsa per calciarla. Immancabilmente, Lucy toglie la palla all’ultimo momento, causando l’inevitabile capitombolo di Charlie Brown. La scena si ripropone più e più volte nelle strisce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" title="Voler Credere Strategia di Marketing" src="http://farm3.static.flickr.com/2551/4153621948_85c3b7dbf7.jpg" alt="" width="400" height="339" />Chi ha una minima familiarità con il fumetto di Charles  Shultz “Peanuts” ha presente uno degli episodi ricorrenti. Lucy tiene ferma la palla ovale mentre Charlie Brown prende la rincorsa per calciarla. Immancabilmente, Lucy toglie la palla all’ultimo momento, causando l’inevitabile capitombolo di Charlie Brown.</p>
<p>La scena si ripropone più e più volte nelle strisce e conduce sempre al medesimo tragico finale, lo scivolone di Charlie. Nonostante gli innumerevoli ruzzoloni, Charlie ha sempre un residuo di fiducia nel fatto che, Lucy non toglierà via la palla al momento della rincorsa. <strong>Charlie, nonostante tutto, vuole credere.<br />
</strong><br />
<strong>Molti clienti, vogliono credere</strong>. Anche dopo avere attraversato esperienze negative, delusioni o insoddisfazioni, una parte di loro desidera profondamente che il racconto o la storia sia vera. Anche la persona più scettica e prevenuta<strong>, se ascolta un messaggio di marketing lo fa perché una  parte profonda, desidera credere</strong>. Se non fosse così, la persona si chiuderebbe immediatamente alla possibilità di dialogo ed ascolto.<span id="more-859"></span></p>
<p><strong>Comprendere il concetto del voler credere quando si pianifica un messaggio di marketing</strong> o una campagna, significa accettare che, nel momento in cui un cliente ascolta, <strong>è presente un certo grado di fiducia</strong>. Questo tipo di <strong>fiducia è come un gettone che deve essere speso bene</strong>. E’ rinnovabile ma non sempre con la stessa persona- azienda. Se il voler credere iniziale, il “bonus” viene tradito, è molto difficile che questo venga rinnovato, almeno non con la persona che ha tradito la fiducia.</p>
<p><strong>La fiducia del “Voler Credere” può essere ben spesa come un momento iniziale per relazioni produttive</strong> e durature, oppure può essere sprecata in modo insensato. Molte attività che cambiano nome lo fanno proprio per questa ragione, allo scopo di recuperare un credito di fiducia che è stato scioccamente dilapidato.</p>
<p><strong>Usata consapevolmente ed in modo responsabile, la fiducia iniziale accordata dai clienti</strong> può divenire il fondamento di una relazione duratura. Se però si abusa del “voler credere”, i risultati saranno disastrosi. <strong>Voler credere non è una fede sciocca ed insensata ma una apertura, una possibilità</strong>.  Tradirla significa trasformare la stima iniziale in una porta che rimane definitivamente chiusa.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/pagedooley/">Photocredit</a></p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?a=Ihs7LakvTqE:MWMTTplil7w:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?a=Ihs7LakvTqE:MWMTTplil7w:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/BusinessDoctorMarketingBlog/~4/Ihs7LakvTqE" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/08/30/voler-credere-una-lezione-da-charlie-brown/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/08/30/voler-credere-una-lezione-da-charlie-brown/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=voler-credere-una-lezione-da-charlie-brown</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Perché si abbia una vendita….serve un cliente!</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/BusinessDoctorMarketingBlog/~3/a7V4RFg91Pw/</link>
		<comments>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/08/27/perche-si-abbia-una-vendita%e2%80%a6-serve-un-cliente/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 17:54:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Atteggiamento]]></category>
		<category><![CDATA[B2B Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing per Professionisti]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing relazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Miti e leggende del marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Cliente]]></category>
		<category><![CDATA[conversazione marketing]]></category>
		<category><![CDATA[marketing e comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[obiezioni]]></category>
		<category><![CDATA[processi di marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.businessdoctor.it/wp/?p=856</guid>
		<description><![CDATA[Perché molte conversazioni di vendita vanno alla malora o nascono con il piede sbagliato? Una della ragioni più comuni che sono la causa di obiezioni, resistenze e tante opportunità chiuse o perdute, sono riconducibili ad una motivazione essenziale: la conversazione non  sta avvenendo con un cliente. Per quanto possa apparire banale, questa è una delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" title="Vendere Servizi Professionali" src="http://farm4.static.flickr.com/3115/2783101194_9ecce16cd1.jpg" alt="" width="233" height="350" />Perché molte conversazioni di vendita vanno alla malora o nascono con il piede sbagliato? Una della ragioni più comuni che sono la causa di obiezioni, resistenze e tante opportunità chiuse o perdute, sono riconducibili ad una motivazione essenziale<strong>: la conversazione non  sta avvenendo con un cliente</strong>.</p>
<p>Per quanto possa apparire banale, questa è una delle ragioni principali dell’insuccesso: <strong>cercare di vendere a coloro che mancano delle condizioni essenziali per essere definiti clienti.<span id="more-856"></span><br />
</strong><br />
<strong>Resistenze, chiusura dell’interlocutore, obiezioni su obiezioni</strong> sono spesso il sintomo più chiaro che si sta parlando con la persona sbagliata. Oppure la conversazione ha luogo con la persona giusta, <strong>ma accade nel momento sbagliato</strong>.</p>
<p>Molti spendono (e perdono) gran parte del tempo dedicato al marketing ed alla comunicazione, semplicemente parlando con persone sbagliate, oppure nel momento sbagliato.  Questo processo ha come risvolto pratico una grande quantità di tempo (e denaro) perso, frustrazione e talvolta anche rabbia.</p>
<p><strong>Quello che può trasformare in modo positivo questo processo è una definizione condivisa, oggettiva e misurabile di come può essere definito un cliente.</strong></p>
<p>Il cliente ha un <strong>problema</strong> che può essere risolto dal nostro servizio?<br />
Il cliente è <strong>consapevole</strong> del problema?<br />
Il cliente <strong>vuole</strong> risolvere il problema ed è disposto a pagare per acquisire la soluzione?<br />
La soluzione ha un <strong>valore</strong> chiaro e percepito dal cliente?<br />
Il cliente ha il <strong>denaro</strong> sufficiente per acquistare la soluzione?</p>
<p>Cercare di vendere ad un individuo che non abbia maturato sufficiente chiarezza sulle risposte a queste domande è naturalmente un compito  impegnativo, stressante  e laborioso. <strong>Dedicare più attenzione ai processi del marketing per arrivare a parlare solo con clienti qualificati, paga</strong>. E’ produttivo non solo in quanto <strong>produce migliori risultati</strong>, ma anche perché il processo è più piacevole, per il professionista ed anche per il cliente.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/63138333@N00/">Photocredit</a></p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?a=a7V4RFg91Pw:QcsdEwwS-2Q:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?a=a7V4RFg91Pw:QcsdEwwS-2Q:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/BusinessDoctorMarketingBlog/~4/a7V4RFg91Pw" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/08/27/perche-si-abbia-una-vendita%e2%80%a6-serve-un-cliente/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/08/27/perche-si-abbia-una-vendita%e2%80%a6-serve-un-cliente/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=perche-si-abbia-una-vendita%25e2%2580%25a6-serve-un-cliente</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Molteplici punti di contatto per il marketing dei servizi complessi</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/BusinessDoctorMarketingBlog/~3/POMkYfJoyvU/</link>
		<comments>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/08/26/molteplici-punti-di-contatto-per-il-marketing-dei-servizi-complessi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 15:25:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Atteggiamento]]></category>
		<category><![CDATA[B2B Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing per Professionisti]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing relazionale]]></category>
		<category><![CDATA[ciclo di acquisto]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[contatto con il cliente]]></category>
		<category><![CDATA[marketing dei servizi]]></category>
		<category><![CDATA[punti di contatto]]></category>
		<category><![CDATA[strumenti di comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[umanizzazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.businessdoctor.it/wp/?p=853</guid>
		<description><![CDATA[Il marketing di prodotti o servizi/prodotti complessi ha spesso un ciclo di acquisto medio o lungo. Nella pratica del marketing, questo significa che per avere successo nell’acquisizione di un cliente è necessario che la comunicazione sia sostenuta nel tempo. Al contrario molti, forse a causa della mancanza di strumenti di comunicazione opportuni, si ritrovano a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://farm3.static.flickr.com/2060/1865482908_20b890274b.jpg" alt="" width="350" height="233" />Il marketing di prodotti o servizi/prodotti complessi ha spesso un ciclo di acquisto medio o lungo. Nella pratica del marketing, questo significa che per avere successo nell’acquisizione di un cliente è necessario che la comunicazione sia sostenuta nel tempo. Al contrario molti, forse a causa della mancanza di strumenti di comunicazione opportuni, si ritrovano a considerare l’incontro diretto con il cliente come l’unica opportunità per concludere la vendita.</p>
<p>La difficoltà si manifesta quando il processo di vendita non funziona , oppure è solo parzialmente efficace. La motivazione di questo fallimento è semplice: <strong>il cliente non è pronto ad acquistare</strong> in quel particolare momento e i tentativi di entrare i contatto sono inefficaci.</p>
<p>Questa modalità di sviluppo dell’attività può essere considerata come un modello ad alta intensità/breve tempo. Si spinge per la chiusura della vendita o del contratto <strong>perché si ha la consapevolezza che, passato un certo lasso di tempo, il cliente perde interesse</strong>, si rivolge alla competizione, oppure semplicemente svanisce nel nulla.<span id="more-853"></span></p>
<p><strong>Le ragioni che spingono ad adottare questa modalità di comunicazione con i potenziali clienti sono facilmente intuibili</strong> e, in un certo modo, anche comprensibili. Poiché non si possiedono l’abilità e gli strumenti per <strong>iniziare </strong>e <strong>proseguire </strong>con una comunicazione a minore intensità ma prolungata nel tempo, <strong>le settimane che succedono al primo contatto con il cliente sono considerate fondamentali.</strong></p>
<p><strong>Quando però il cliente si ritrova a dovere affrontare scelte complesse, tecniche e spesso di difficile comprensione </strong>(e digestione), è assolutamente normale che abbia necessità di più tempo per aprirsi alla possibilità della decisione di acquisto, comprendere la necessità ed il valore della decisione e giustificare razionalmente la ricerca di un budget necessario per acquistare la soluzione al suo problema.</p>
<p><strong>Un progetto di comunicazione che sia coerente con le modalità di acquisto</strong> e che segua il processo decisionale del cliente non può fare a meno dello sviluppo di una serie di punti di contatto con il cliente <strong>che siano concordi con i suoi processi decisionali  durante l&#8217;intera lunghezza il ciclo di acquisto</strong>.</p>
<p><strong>Affinché  questo processo possa essere sviluppato adeguatamente è necessario sviluppare una architettura della comunicazione congrua ed uniforme alle domande ed aspettative del cliente.</strong></p>
<p>In particolare, è necessario acquisire informazioni su:<br />
* Come il cliente prende le decisioni.<br />
*Quali informazioni sono necessarie perché il cliente sia capace di fare una scelta di acquisto informata.<br />
* Quali ostacoli può incontrare durante le varie tappe del percorso di acquisto.</p>
<p><strong>Acquisire questo genere di informazioni non è sempre semplice o intuitivo</strong>. La qualità delle informazioni  ottenute attraverso i classici strumenti di indagine “formale”, raramente raggiungono la profondità di contatto<strong> che è possibile ottenere con il contatto diretto e genuino con i clienti</strong>. Questo processo richiede tempo, empatia per il cliente ed i suoi processi decisionali ed emotivi,<strong> ed il desiderio sincero di entrare in contatto con il cliente.</strong></p>
<p><strong>Una volta acquisite le informazioni,</strong> la cura nel creare dei punti di contatto significativi con il cliente dovrà tenere conto di come  le diverse tipologie di cliente affrontano l’acquisto. A questo punto, l’elemento più complesso della creazione di un sistema di comunicazione multistadio non consiste tanto nella razionalizzazione dei mezzi e dei contenuti utilizzati per la comunicazione, <strong>quanto piuttosto nella sua umanizzazione</strong>: adattare le strategie e tattiche utilizzate in funzione della particolarità del singolo cliente.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/batega/">Photocredit</a></p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?a=POMkYfJoyvU:og7-FeKtHzc:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?a=POMkYfJoyvU:og7-FeKtHzc:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/BusinessDoctorMarketingBlog/~4/POMkYfJoyvU" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/08/26/molteplici-punti-di-contatto-per-il-marketing-dei-servizi-complessi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/08/26/molteplici-punti-di-contatto-per-il-marketing-dei-servizi-complessi/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=molteplici-punti-di-contatto-per-il-marketing-dei-servizi-complessi</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Lezioni di legalità</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/BusinessDoctorMarketingBlog/~3/_B_LuY3W4DI/</link>
		<comments>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/08/01/lezioni-di-legalita/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 08:46:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[A lato]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[lezioni]]></category>
		<category><![CDATA[morale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.businessdoctor.it/wp/?p=839</guid>
		<description><![CDATA[Questa frase ormai suona come un disco rotto:” Non prendiamo lezioni di legalità da nessuno”. Potremmo sostituire la parola “legalità” con tante altre: morale, etica, lotta alla corruzione ecc.  ecc. senza che il risultato cambi di una virgola. Sembra proprio che una certa categoria di personaggi della politica sia resistente al concetto di apprendimento. Forse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.businessdoctor.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/Lezioni-di-legalità.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-840" title="Lezioni-di-legalità" src="http://www.businessdoctor.it/wp/wp-content/uploads/2010/08/Lezioni-di-legalità.jpg" alt="" width="595" height="415" /></a>Questa frase ormai suona come un disco rotto:” Non prendiamo lezioni di legalità da nessuno”. Potremmo sostituire la parola “legalità” con tante altre: morale, etica, lotta alla corruzione ecc.  ecc. senza che il risultato cambi di una virgola.</p>
<p>Sembra proprio che una certa categoria di personaggi della politica sia resistente al concetto di apprendimento. Forse è questa la ragione per cui la scuola pubblica è in stato di demolizione. In ogni modo, se non vi piace prendere lezioni di legalità in fondo non è un problema. L’importante è che vi mettiate a studiare, anche da privatisti.</p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?a=_B_LuY3W4DI:CQDJr0sV68c:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?a=_B_LuY3W4DI:CQDJr0sV68c:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/BusinessDoctorMarketingBlog/~4/_B_LuY3W4DI" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/08/01/lezioni-di-legalita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/08/01/lezioni-di-legalita/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=lezioni-di-legalita</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>I piani di marketing non sono sogni ad occhi aperti</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/BusinessDoctorMarketingBlog/~3/ytVfm8kBwJ4/</link>
		<comments>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/07/09/i-piani-di-marketing/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 19:16:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia]]></category>
		<category><![CDATA[brainstorming]]></category>
		<category><![CDATA[esecuzione]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro creativo]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[pianificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Piano di marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.businessdoctor.it/wp/?p=835</guid>
		<description><![CDATA[Chi non ama I sogni ad occhi aperti? Visualizzare cose, persone e situazioni che non sono reali, ma potrebbero esserlo in futuro. C’è chi sogna di incontrare il  partner ideale e chi costruisce un sogno dell’attività che ha sempre desiderato. Ebbene, leggendo i racconti di persone che hanno creato grosse imprese spesso si ritrova il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignright" title="Piano di marketing" src="http://farm4.static.flickr.com/3291/3032177237_db68ed4d33.jpg" alt="" width="350" height="205" />Chi non ama I sogni ad occhi aperti?</strong> Visualizzare cose, persone e situazioni che non sono reali, ma potrebbero esserlo in futuro. C’è chi sogna di incontrare il  partner ideale e chi costruisce un sogno dell’attività che ha sempre desiderato. Ebbene, leggendo i racconti di persone che hanno creato grosse imprese spesso si ritrova il fatto che l’obiettivo, prima di manifestarsi nella realtà, era stato progettato proprio con dei sogni ad occhi aperti.</p>
<p>Eppure, nonostante tutti i successi che ne provano l’efficacia, non tutti i sogni divengono realtà. E’ indubitabile. Le idee più creative, i prodotti più straordinari non passano dal mondo ideale alla realtà senza una dose massiccia di calci.  I calci, i tanti calci necessari perché un’idea passi dal regno della mente alla sua realizzazione, sono il corrispettivo dell’attuazione.</p>
<p>Anche i piani di marketing passano attraverso questo processo. Chi è che non ama il volo pindarico dell’immaginazione: pianificazione, brainstorming, lavoro creativo, think tank, menti geniali al servizio di una idea per il business.<span id="more-835"></span></p>
<p><strong>Eppure quando si tratta di definire chiaramente come attuare le idee spremute dall’attività celebrale, interviene il lato omertoso della genialità</strong>.</p>
<p>E’ proprio così.  Quando in gioco è l’attuazione, le personalità si defilano. Certo, questo avviene in maniera differente quando si parla di un gruppo di lavoro o di una singola persona che gestisce autonomamente la propria attività. Se nel primo caso a defilarsi è qualche elemento del gruppo, nel secondo, è un componente della personalità, l’attuatore, ad eclissarsi. In entrambi i casi, i risultati sono simili: l’idea viene accantonata, divene lentamente sempre meno eccitante e, dopo un po di tempo, è dimenticata.</p>
<p><strong>Pianificare per l’attuazione è differente.</strong> Sia che si tratti di un piano di marketing complesso, sia che si parli di una semplice iniziativa, le regole per l’implementazione sono sempre le stesse:</p>
<p><strong>1) Un piano non è un piano se non esistono delle azioni corrispondenti e precise responsabilità su chi deve compiere queste azioni. </strong>Nel caso di un gruppo di lavoro è essenziale che chi delega l’esecuzione si occupi anche della supervisione: “chi fa e chi controlla che chi fa…compia il lavoro!”</p>
<p><strong>Quando l’attività è di tipo individuale i giochi si fanno più complessi</strong>. E’ ugualmente necessario un piano, delle responsabilità e delle azioni da compiere, <strong>ma il soggetto che controlla e quello controllato sono la stessa persona</strong>. Forza di volontà, motivazione e desiderio di successo possono facilmente venir meno se non sono <strong>supportate da un calendario di attività</strong> e <strong>dall’abitudine all’attuazione dei piani</strong>. In mancanza di questo, un Coach può essere di grande aiuto.</p>
<p><strong>2) Stabilire obiettivi ragionevoli per il successo e per le attività.</strong> I professionisti della motivazione vendono bene l’idea della Apple, nata in un garage che diviene una multinazionale con migliaia di dipendenti e fatturati milionari. Più raramente si parla delle attività di successo  ottenute passo dopo passo, mattone dopo mattone, con ogni pietra che pesa come la precedente.  Obiettivi ragionevoli di cui pianificare il raggiungimento attraverso piccoli traguardi successivi,  non solo rinforzano la motivazione, ma permettono di capire se il cammino percorso è quello giusto.<strong><br />
</strong><br />
<strong>3) Sommergere nelle attività.</strong> Grandi piani richiedono grandi azioni. Oppure più semplicemente tanti piccoli gesti ripetuti nel tempo,  fino ad ottenere la <strong>maestria dell’esecuzione</strong>. Se si parla con un insegnante di arti marziali, un concetto emergerà sicuramente: non importa imparare mille mosse ma ripetere una medesima azione, forma o movimento mille volte fino a divenirne padroni.</p>
<p><strong>La perfezione della forma e dell’esecuzione ha  senso anche nel marketing e nella pianificazione</strong>. E’ facile perdersi nella quantità di cose da fare, a discapito della qualità del gesto. Talvolta l’eccitazione per il nuovo progetto si traduce in una specie di ansia da prestazione. Nella fretta del fare a tutti i costi, i dettagli del <strong>come fare bene</strong>, possono passare in secondo piano.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/khrawlings/">Photocredit</a></p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?a=ytVfm8kBwJ4:MId3Mbw2pVE:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?a=ytVfm8kBwJ4:MId3Mbw2pVE:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/BusinessDoctorMarketingBlog/~4/ytVfm8kBwJ4" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/07/09/i-piani-di-marketing/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/07/09/i-piani-di-marketing/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=i-piani-di-marketing</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Il marketing, l’uovo e la gallina: come ottenere intelligenza competitiva</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/BusinessDoctorMarketingBlog/~3/vxP4V5vtzfc/</link>
		<comments>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/07/08/marketing-intelligenza-competitiva/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 15:41:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[B2B Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[concorrenti]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza competitiva]]></category>
		<category><![CDATA[paralisi dell'agire]]></category>
		<category><![CDATA[strumento di marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.businessdoctor.it/wp/?p=832</guid>
		<description><![CDATA[E’ nato prima l’uovo o la gallina? Potremmo discuterne per mesi senza arrivare ad una soluzione. Quello che però è utile notare è che la risposta alla domanda, se esiste, è una questione di tempistica. Molte delle difficoltà del marketing sono legate alla tempistica e quindi anche alle priorità. Per intraprendere una iniziativa o un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" title="Marketing e intelligenza competitiva" src="http://farm4.static.flickr.com/3487/3191664147_689377427c.jpg" alt="" width="350" height="233" />E’ nato prima l’uovo o la gallina? Potremmo discuterne per mesi senza arrivare ad una soluzione. Quello che però è utile notare è che la risposta alla domanda, se esiste, è una questione di tempistica.</p>
<p><strong>Molte delle difficoltà del marketing</strong> sono legate alla tempistica e quindi anche alle priorità. Per intraprendere una iniziativa o un piano di marketing è necessario capire a chi è rivolto, come farlo, con quali strumenti e, per ultimo, ma non per questo meno necessario, <strong>quando farlo</strong>.<strong></strong></p>
<p><strong>Eppure esiste una attività del marketing, spesso negletta, </strong>forse perché in apparenza non è “sexy” e non suscita altrettanta eccitazione. Acquisire intelligenza competitiva.<span id="more-832"></span></p>
<p><strong>Acquisire, ma forse si potrebbe meglio dire conquistare intelligenza competitiva</strong> significa ottenere informazioni sui clienti, sui passati clienti, sul mercato e sui trend che possono influenzarlo e sulla concorrenza:</p>
<p>* Conoscere i propri clienti ed il mercato o il settore in cui questi operano.<br />
* Sapere i loro problemi e come questi influenzano la loro vita o la loro attività/industria.<br />
* Scoprire come i concorrenti stanno affrontando il mercato e le loro strategie visibili.<br />
* Identificare come i concorrenti stanno adattando le loro strategie al mercato in mutamento.<br />
* Comprendere quali problemi stanno tormentando i clienti e quali nuove situazioni potrebbero affacciarsi a breve.</p>
<p>E’ vero, non c’è nulla di eccitante in questo lavoro, per niente. Eppure, per quanto possa apparire noioso e, in molti casi, superfluo, è importante. E’ essenziale perché qualunque iniziativa di marketing intrapresa senza le dovute informazioni, senza un’idea chiara di come verrà accettata e interpretata dai clienti, è destinata, quasi inevitabilmente, al fallimento.</p>
<p><strong>Ho visto una inserzione a tutta pagina in un quotidiano fatta da una impresa</strong> che ha al massimo un centinaio di clienti in tutta l’isola. Hanno pagato migliaia di euro per una singola uscita con l’idea speranzosa che qualcuno dei cento possibili clienti prendesse in mano il telefono per chiamarli. Che spreco di mezzi!. Ah, mi correggo….questo è Brand Advertising…non deve produrre risultati,  che è come dire: “ Ecco i soldi! Il nostro budget per quest’anno.  Da quale finestra vogliamo gettarli?”</p>
<p><strong>E’ vero, molte imprese sono affette dalla paralisi dell’agire</strong>. Ci sono tante opzioni, tanti strumenti e possibilità tra le quali scegliere e talvolta questa molteplicità di possibilità conduce all’inazione: piuttosto che sbagliare non si fa nulla.</p>
<p><strong>L’altra alternativa è l’azione insensata</strong>, impulsiva, magari perché motivata dalla moda o dal nuovo strumento di marketing. Talvolta produce risultati, ma la maggior parte delle volte l’iniziativa è un fallimento.</p>
<p>L’altra possibilità è data da una decisione di marketing supportata dall’ acquisizione di intelligenza competitiva. E’ meno immediata e più laboriosa, ma stai pur certo che porta a risultati superiori (e misurabili).</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/pagedooley/">Photocredit</a></p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?a=vxP4V5vtzfc:jge9PuQFMLw:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?a=vxP4V5vtzfc:jge9PuQFMLw:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/BusinessDoctorMarketingBlog/~4/vxP4V5vtzfc" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/07/08/marketing-intelligenza-competitiva/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/07/08/marketing-intelligenza-competitiva/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=marketing-intelligenza-competitiva</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>I due livelli di leadership  nel marketing dei servizi</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/BusinessDoctorMarketingBlog/~3/GwlfSL_pJ14/</link>
		<comments>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/07/07/livelli-leadership-marketing-dei-servizi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 14:26:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[B2B Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing Servizi]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing per Professionisti]]></category>
		<category><![CDATA[Posizionamento]]></category>
		<category><![CDATA[attività professionale]]></category>
		<category><![CDATA[leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership efficace]]></category>
		<category><![CDATA[marketing dei servizi]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento]]></category>
		<category><![CDATA[potenziale cliente]]></category>
		<category><![CDATA[Professionista]]></category>
		<category><![CDATA[Unicità]]></category>
		<category><![CDATA[vantaggio competitivo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.businessdoctor.it/wp/?p=828</guid>
		<description><![CDATA[Un  professionista, di norma viene ingaggiato per risolvere dei problemi. Le difficoltà che un potenziale cliente potrebbe attraversare prima di rivolgersi ad un professionista per ottenere aiuto, supporto, una consulenza specializzata oppure la fornitura di un servizio specializzato, sono varie quanto lo sono le varie tipologie dei servizi. Quello che però accomuna le varie attività [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignright" title="Leadership nel marketing dei servizi" src="http://farm3.static.flickr.com/2233/1882317616_9f2d324636.jpg" alt="" width="360" height="345" />Un  professionista, di norma viene ingaggiato per risolvere dei problemi</strong>. Le difficoltà che un potenziale cliente potrebbe attraversare prima di rivolgersi ad un professionista per ottenere aiuto, supporto, una consulenza specializzata oppure la fornitura di un servizio specializzato, sono varie quanto lo sono le varie tipologie dei servizi. Quello che però accomuna le varie attività professionali è il livello di leadership e vantaggio competitivo necessario affinché la  vendita vera e propria possa accadere.</p>
<p><strong>Il primo livello della leadership è collegato alla soluzione generale che può essere data al problema</strong>. Se ci fa male un ginocchio, il nostro primo pensiero è quello di investigare l’area generale del problema. Si tratta di un dolore muscolare oppure è di origine articolare? Queste domande iniziali di orientamento ci servono ad inquadrare il problema ed incasellarlo in modo da poterci avvicinare alla soluzione, interpellando il giusto specialista.<span id="more-828"></span></p>
<p><strong>Lo stesso processo accade quando un potenziale cliente intraprende la  ricerca di una soluzione per un problema</strong>. La prima fase ha un carattere di <strong>autodiagnosi</strong>. Se questo è possibile, si cerca di capire l’origine del problema. Il passo immediatamente successivo è spesso quello della ricerca autonoma di una soluzione: “<strong>vediamo se riesco a sistemare questo….. da solo</strong>”.</p>
<p><strong>E’ utile notare come questi due processi e le abilità collegate, presuppongono la capacità di diagnosticare autonomamente il problema</strong>. Si cerca di comprendere quello che lo ha causato e viene creata un’idea almeno generale dell’area alla quale il problema appartiene. <strong>Non è sempre così.</strong> Un possibile acquirente <strong>non è sempre capace</strong> di scegliere autonomamente il tipo di soluzione adatta a risolvere il suo problema. Per riuscire ad inquadrare con successo l’area generica o la categoria alla quale rivolgersi, un cliente ha necessità di un livello di comprensione del problema che non sempre è facilmente accessibile.</p>
<p><strong>Questa area, quella della “soluzione generale”,</strong> è il primo livello dove deve essere fortemente esercitata la leadership ed un marcato vantaggio competitivo  dell’attività professionale. Il primo livello di ricerca implica per il cliente che, se il ginocchio duole, e considerati i vari  tentativi vani di risolvere il problema con i farmaci generici, la soluzione migliore è quella di rivolgersi ad un “<strong>ginocchiologo”</strong>, l’esperto dei problemi del ginocchio.</p>
<p>Il nostro “<strong>ginocchiologo</strong>” è la risposta alla richiesta di una soluzione rapida al problema. Il passo successivo che il cliente idealmente potrebbe percorrere implica una ulteriore risposta alla domanda consequenziale: <strong>” Quale ginocchiologo?”</strong></p>
<p><strong>Questi due interrogativi sono esemplificativi di due livelli differenti e, in diverso modo, essenziali  che devono necessariamente essere coperti dalla comunicazione di marketing.<br />
</strong><br />
<strong>Se decidiamo di osservare questa modalità di acquisto con lo sguardo del cliente,</strong> possiamo notare che la <strong>soluzione particolare</strong> (il servizio offerto dal singolo professionista o lo studio) può essere acquistato <strong>solo dopo</strong> che il cliente ha acquistato –<strong>a livello intellettuale</strong>- la prima soluzione, quella generale. Le implicazioni della mancata o incompleta copertura di questi due punti sono evidenti:</p>
<p><strong>* Nel contesto del posizionamento dell’attività professionale</strong>, dimostrare l’importanza della soluzione generale al problema senza argomentare approfonditamente il “<strong>perché noi</strong>”,  ha un significato preciso: <strong>educare i clienti per poi spedirli ad acquistare dalla concorrenza</strong>. Per quanto questo possa sembrare strano, è abbastanza comune vedere argomentazioni forti e condivisibili sull’importanza di un servizio o di una soluzione che divengono deboli quando si tratta di comunicare al cliente la particolarità del proprio servizio.</p>
<p><strong>* La forza della argomentazione e la dimostrazione dell’unicità del servizio offerto</strong> (la soluzione speciale) diviene tanto più importante quanto più il cliente si avvicina alle <strong>fasi finali del ciclo di acquisto</strong>. In queste fasi è altamente probabile che altri concorrenti siano parte della rosa di candidati in competizione tra loro per l’acquisto. Perdere questa opportunità di affermare la propria unicità significa, quasi certamente, ridurre al lumicino le proprie possibilità di successo.</p>
<p><strong>* Una leadership efficace nella comunicazione e nel marketing dei servizi</strong> presuppone una presenza  costante ed una serie di attività di tipo informativo ed educativo che agiscano su entrambi i livelli.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/pagedooley/">Photocredit</a></p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?a=GwlfSL_pJ14:tQ9hscxuxf0:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?a=GwlfSL_pJ14:tQ9hscxuxf0:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/BusinessDoctorMarketingBlog/~4/GwlfSL_pJ14" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/07/07/livelli-leadership-marketing-dei-servizi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/07/07/livelli-leadership-marketing-dei-servizi/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=livelli-leadership-marketing-dei-servizi</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Marketing dei servizi: misurare i risultati</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/BusinessDoctorMarketingBlog/~3/trakOSlzLVU/</link>
		<comments>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/07/06/marketing-dei-servizi-misurare-i-risultati/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 13:27:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[B2B Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing Servizi]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing per Professionisti]]></category>
		<category><![CDATA[attività di marketing]]></category>
		<category><![CDATA[calendario di marketing]]></category>
		<category><![CDATA[ciclo di acquisto]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione dei contatti]]></category>
		<category><![CDATA[iniziative di marketing]]></category>
		<category><![CDATA[marketing dei servizi]]></category>
		<category><![CDATA[misurare l'efficacia]]></category>
		<category><![CDATA[Ottimizzazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.businessdoctor.it/wp/?p=825</guid>
		<description><![CDATA[Misurare l’efficacia ed il ritorno dell’investimento nel marketing dei servizi è un compito tanto complesso quanto importante. Comprendere quali risultati sono stati realizzati attraverso le varie iniziative diviene essenziale per capire come utilizzare nel modo migliore le limitate risorse disponibili. La lunghezza del ciclo di acquisto nel marketing dei servizi, la sua intrinseca complessità ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" title="Marketing dei servizi professionali misurare i risultati" src="http://farm4.static.flickr.com/3343/3209939998_c0028232b0.jpg" alt="" width="333" height="500" /><strong>Misurare l’efficacia ed il ritorno dell’investimento nel marketing dei servizi</strong> è un compito tanto complesso quanto importante. Comprendere quali risultati sono stati realizzati attraverso le varie iniziative diviene essenziale per capire come utilizzare nel modo migliore le limitate risorse disponibili.</p>
<p><strong>La lunghezza del ciclo di acquisto nel marketing dei servizi</strong>, la sua intrinseca complessità ed i fattori “relazionali” che ne sono alla base, non rendono questo compito agevole. E’ vero che alcune attività sono di più semplice misurazione e tracciabilità, ma altre tendono a sfuggire ad un controllo preciso. Questo naturalmente non esime dalla necessità di acquisire informazioni sui risultati ottenuti dalle varie attività.</p>
<p>Misurare l’efficacia delle strategie utilizzate implica l’abilità di tenere sotto controllo fattori oggettivi e soggettivi. Ecco alcuni punti che possono risultare utili alla creazione di una cultura della misurazione:</p>
<p><strong>1) Il primo punto, e probabilmente il più importante, è quello relativo alla creazione di un calendario di marketing.</strong> Registrare con cadenza giornaliera, settimanale e mensile le attività svolte, i risultati attesi e quelli effettivamente realizzati, è un ottimo punto di partenza, semplice ed economico da mettere in pratica.<span id="more-825"></span></p>
<p>E’ vero, alcune attività si prestano più facilmente ad essere misurate rispetto ad altre,  ma, nell’ottica del marketing dei servizi, l’elemento che è davvero importante da considerare è <strong>l’impatto a medio lungo termine delle iniziative di marketing</strong>. Se pensiamo di organizzare un seminario introduttivo, giusto per fare un esempio, e questo registra quaranta partecipanti, dei quali tre divengono immediatamente clienti, il calcolo dell’efficacia del  corso è istantanea.</p>
<p><strong>Ma se la comunicazione con i restanti partecipanti continua anche dopo il corso</strong>, sempre tenendo a mente il nostro esempio,  si potrebbe sperimentare il fatto che negli otto mesi successivi al seminario altri partecipanti si trasformino in clienti. A questo punto, l’impatto globale del seminario e della comunicazione successiva è ancora più evidente. Cosa accade nei dodici /diciotto mesi successivi? Dei rimanenti partecipanti al corso, esiste la possibilità che qualcuno di loro divenga cliente? Hanno parlato con i loro colleghi del corso? Hanno generato referenze?  <strong>Esistono dei risultati indiretti ma sostanziali che sono stati registrati nei mesi successivi?</strong></p>
<p><strong>2)  Essere costanti e persistenti nel riportare i risultati ottenuti</strong>, acquisire l’abitudine di <strong>registrare regolarmente i contatti con i clienti</strong>, le proprie impressioni e l’andamento della relazione, scoprire come i clienti sono arrivati e perché ci hanno scelto, <strong>sono elementi  che divengono utili ad una valutazione oggettiva e soggettiva della qualità delle iniziative di marketing</strong> che sono state intraprese nel corso degli anni.  Ormai esistono numerosi software per la gestione dei contatti che possono rendere questo lavoro di inserimento, aggiornamento e ricerca dei dati semplice e facilmente accessibile.</p>
<p><strong>3) Sistematizzare le attività di marketing e comunicazione</strong>. I contatti divengono clienti attivi attraverso un processo casuale, oppure esiste un processo strutturato<strong>? Come viene effettuata le scelta sulle opportunità che hanno più possibilità di trasformarsi in clienti?</strong> Scrivere le procedure di comunicazione e le strategie di contatto, verificando <strong>cosa funziona</strong> ed in <strong>quali condizioni,</strong> è un elemento importante della misurazione.</p>
<p>Purtroppo spesso accade che  le procedure di contatto con i clienti siano affidate più all’umore del giorno che ad una pianificazione accurata. <strong>Per riprodurre un elemento o un processo che è stato capace di generare un cliente o un contratto importante</strong> è indispensabile <strong>dissezionare</strong> la sequenza di contatto e di comunicazione utilizzata nelle sue parti essenziali. Se questi procedimenti sono lasciati al caso e non vengono standardizzati, risulterà molto difficile intervenire per migliorarli ed ottimizzarli.</p>
<p><strong>4) Controllare le sinergie</strong>. Le strategie di contatto che si concretizzano nella creazione di nuovi clienti sono spesso il <strong>prodotto dell’utilizzo di più strumenti (o tattiche) utilizzate in modo coordinato</strong>. Scoprire quale combinazione è vincente per un particolare target clienti permette di riprodurre e ottimizzare i risultati ottenuti.</p>
<p><strong>6) Ottimizzazione continua</strong>. Un piccolo cambiamento, la modifica di una presentazione o di un testo o la sequenza di contatti utilizzata nel corso di una negoziazione complessa, possono produrre un grosso cambiamento nell’efficacia globale delle strategie utilizzate. Istituire dei sistemi di misurazione per scoprire <strong>cosa realmente funziona e come funziona</strong> possono essere un grosso stimolo a migliorare ulteriormente l’efficacia dei vari strumenti utilizzati per il marketing.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/pinksherbet/">Photocredit</a></p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?a=trakOSlzLVU:KfMJlrfuVI0:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?a=trakOSlzLVU:KfMJlrfuVI0:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/BusinessDoctorMarketingBlog/~4/trakOSlzLVU" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/07/06/marketing-dei-servizi-misurare-i-risultati/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/07/06/marketing-dei-servizi-misurare-i-risultati/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=marketing-dei-servizi-misurare-i-risultati</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Rinforzare la relazione con il cliente</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/BusinessDoctorMarketingBlog/~3/7-NWlUvk7Ks/</link>
		<comments>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/07/03/rinforzare-la-relazione-con-il-cliente/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 18:40:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Atteggiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing relazionale]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[chiusura della vendita]]></category>
		<category><![CDATA[ciclo di acquisto]]></category>
		<category><![CDATA[creare valore]]></category>
		<category><![CDATA[guadagnare clienti]]></category>
		<category><![CDATA[marketing e vendita]]></category>
		<category><![CDATA[Materiali di Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[relazione cliente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.businessdoctor.it/wp/?p=819</guid>
		<description><![CDATA[Ogni professionista o impresa che abbia la consapevolezza di dovere affrontare un ciclo di acquisto lungo e/o complesso per arrivare al contratto o alla chiusura della vendita, ha chiarezza su questo:  l’elemento determinante,  capace di muovere l’ago della bilancia verso l’approvazione di un progetto è legato strettamente al tipo di rapporto o di relazione che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" title="Rinsaldare e rinforzare le relazioni con i clienti" src="http://farm4.static.flickr.com/3046/3051558283_742c73a640.jpg" alt="" width="400" height="263" />Ogni professionista o impresa che abbia la consapevolezza di dovere affrontare un ciclo di acquisto lungo e/o complesso per arrivare al contratto o alla chiusura della vendita, ha chiarezza su questo:  l’elemento determinante,  capace di muovere l’ago della bilancia verso l’approvazione di un progetto è legato strettamente al tipo di rapporto o di relazione che si è stati in grado di costruire con chi ha l’autorità per approvare la decisione finale.</p>
<p><strong>Una decisione complessa presa dal cliente è costituita da una serie di micro decisioni</strong>. Queste singole possono essere influenzate positivamente dalle varie iniziative di marketing e vendita.</p>
<p><strong>Ho scritto:”influenzare in positivo” ed ho volutamente messo da parte la reazione opposta</strong>:<strong> l’allontanamento del cliente dalla decisione e dalla conversazione</strong>. L’idea che il marketing “faccia sempre bene” spesso conduce alla considerazione che <strong>qualunque iniziativa abbia un effetto positivo</strong>. Anche se alcune iniziative funzionano meglio di altre, comunque<strong>, è sempre meglio fare più marketing che meno</strong>. Questa considerazione è,  però, solamente parziale, e può condurre a decisioni con effetti negativi per l’azienda o l’attività professionale.<span id="more-819"></span></p>
<p>Se dovessimo fare finta di suddividere le attività di marketing sulla base della loro efficacia nel consolidare la relazione con un potenziale cliente avremo:</p>
<p><strong>1)  Attività che influenzano positivamente</strong> la relazione fornitore/cliente.<br />
<strong>2)  Attività che hanno un impatto neutro</strong> e non influenzano in positivo o in negativo la relazione tra potenziale cliente ed azienda.<br />
<strong>3) Attività che hanno un effetto negativo e rallentano la creazione di una relazione</strong>, allontanando il potenziale cliente dall’acquisto.</p>
<p><strong>Nella realtà dei fatti non esistono attività “neutre”</strong> dal punto di vista del rafforzamento del rapporto con il potenziale acquirente. I clienti sono impegnati, hanno aziende da portare avanti, e la loro disponibilità a perdere tempo improduttivo  è equivalente allo zero.</p>
<p><strong>Rimangono quindi solo due tipi di azioni utili allo scopo di guadagnare clienti</strong>: quelle positive e quelle negative. Se prendiamo in considerazione il fatto che il <strong>tempo</strong> e <strong>l’attenzione</strong> dei potenziali interlocutori sono limitati, ogni iniziativa di marketing deve tenere conto di questi fattori:</p>
<p><strong>* Informazioni, materiali  di marketing ed argomentazioni di tipo educativo devono essere “facilmente digeribili”</strong> dal cliente. E’ meglio dividere e spezzettare le informazioni che rischiare di essere ignorati.</p>
<p><strong>* La relazione con il cliente è come una fonte energetica non rinnovabile</strong>. Deve essere considerata con rispetto, cura per evitare di esaurirla in modo permanente.</p>
<p><strong>*L’elemento che favorisce maggiormente l’avanzamento della conversazione è direttamente collegato con la capacità di dimostrare e creare valore</strong>. Ogni elemento che non supera il test del “valore aggiunto”, deve essere purgato e riorientato verso una comunicazione centrata su quello che è più utile per il cliente.</p>
<p>* La possibilità di usurare la relazione attraverso iniziative di marketing mal congegnate, irrilevanti o inutili per il cliente è reale e deve essere tenuta in forte considerazione. Due elementi che devono essere tenuti a mente in queste fasi sono:</p>
<p><strong>1) Rinsaldare la relazione e la connessione con il cliente<br />
2) Evitare di rovinarla con iniziative irrilevanti.<br />
3) I clienti interessati dischiudono la loro porta</strong> permettendoci di comunicare con loro attraverso il marketing.</p>
<p>Questa porta non rimane sempre aperta ma è necessario bussare ogni volta, chiedendo ripetutamente il permesso di entrare. Questa licenza di ingresso non deve mai essere considerata come un bene acquisito e garantito, ma si rinnova ogni volta che si entra in contatto con il cliente. <strong>Il solo bussare non è mai sufficiente, è necessario anche essere invitati ed ospiti  graditi.</strong></p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/polinasergeeva/">Photocredit</a></p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?a=7-NWlUvk7Ks:al74dpDUCag:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?a=7-NWlUvk7Ks:al74dpDUCag:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/BusinessDoctorMarketingBlog/~4/7-NWlUvk7Ks" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/07/03/rinforzare-la-relazione-con-il-cliente/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/07/03/rinforzare-la-relazione-con-il-cliente/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=rinforzare-la-relazione-con-il-cliente</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Un piano per mantenere i clienti e aumentare i profitti</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/BusinessDoctorMarketingBlog/~3/I6pRQvfF4Pk/</link>
		<comments>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/07/02/piano-mantenere-clienti-aumentare-profitti/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 13:28:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Atteggiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing Servizi]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing per Professionisti]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing relazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Posizionamento]]></category>
		<category><![CDATA[efficacia economica]]></category>
		<category><![CDATA[informazioni competitive]]></category>
		<category><![CDATA[leadership]]></category>
		<category><![CDATA[modello di business]]></category>
		<category><![CDATA[Piano di marketing]]></category>
		<category><![CDATA[portafoglio clienti]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento]]></category>
		<category><![CDATA[relazione cliente]]></category>
		<category><![CDATA[Servire il cliente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.businessdoctor.it/wp/?p=813</guid>
		<description><![CDATA[Mantenere attivo e vitale il portafoglio clienti è una delle attività che giustamente viene percepita come prioritaria da professionisti e studi.  Il modello di business di molte attività professionali d’altra parte ha, alla base della sua redditività, programmi di servizio di tipo ripetitivo, o collaborazioni a medio-lungo termine  di assistenza che garantiscono allo stesso tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" title="Aumentare i profitti" src="http://farm5.static.flickr.com/4029/4212010180_344e1f0cfa.jpg" alt="" width="405" height="304" />Mantenere attivo e vitale il portafoglio clienti è una delle attività che giustamente viene percepita come prioritaria da professionisti e studi.  Il modello di business di molte attività professionali d’altra parte ha, alla base della sua redditività, programmi di servizio di tipo ripetitivo, o collaborazioni a medio-lungo termine  di assistenza che garantiscono allo stesso tempo sicurezza e redditività.</p>
<p><strong>Dal punto di vista dell’efficacia economica dell’attività professionale</strong>, questo modello può essere molto vantaggioso. Un numero sufficiente di clienti con i quali si è stabilito  un rapporto collaborativo di tipo continuativo, spesso garantisce la stabilità finanziaria sufficiente a pianificare le strategie di espansione ed a supportare le attività di marketing e comunicazione necessarie per questo scopo.<span id="more-813"></span></p>
<p><strong>Un piano di marketing che sia adatto a mantenere il portafoglio clienti</strong> e allo stesso tempo mettere le basi per una penetrazione ulteriore negli account cliente già acquisiti, deve tenere conto di questi fattori:</p>
<p><strong>* Deve essere proattivo</strong>. Gestire la relazione con il cliente è ok,  ma questo non deve scivolare in un atteggiamento esclusivo di difesa del portafoglio clienti. Al contrario,  esaminare ed analizzare attivamente gli standard effettivi della qualità del servizio offerto al cliente, interviste mirate allo scopo di  ampliare la conoscenza della situazione dei clienti sono elementi molto importanti <strong>per anticipare opportunamente nuove opportunità</strong> che, in caso di scarsa attività, possono diventare occasioni o “aperture” che consentono un facile punto di ingresso per i concorrenti.</p>
<p><strong>*Acquisire informazioni competitive sui clienti</strong> può essere il preludio ad <strong>azioni di marketing di tipo anticipatorio</strong>. Mantenere l’account cliente è importante, vitale,  ma espandere  la “presa” può esserlo ancora di più, perché può condurre ad aumentare la redditività dei singoli clienti attraverso  la creazione di attività di cross promotion e introduzione  di nuovi servizi collaterali.</p>
<p><strong>* Questo obiettivo può essere raggiunto più facilmente adottando una modalità consulenziale nei confronti del cliente</strong>. Questo può essere ottenuto sia dal punto con un mutamento dell’atteggiamento ed anche  con opportune attività di  marketing e comunicazione.</p>
<p><strong>* Servire il cliente al meglio delle proprie possibilità è ok</strong>, ma <strong>anticipare</strong> i suoi bisogni e le  problematiche che potrebbero manifestarsi nel futuro è decisamente meglio. Adottare questo atteggiamento in modo coerente,  integrandolo con una mentalità di servizio consapevole, <strong>contribuisce a rafforzare il  posizionamento dello studio e del singolo professionista come consigliere di fiducia</strong> e non come semplice fornitore di servizi.</p>
<p>Questo modo di pensare e agire,  adottato in pratica e vissuto in profondità, <strong>trasforma completamente il concetto obsoleto di “gestire le aspettative del cliente”</strong>. Essere proattivi, anticipare cambiamenti e situazioni che possono indebolire o rafforzare le attività del cliente, ponendosi nella posizione precisa del consulente,  <strong>colloca il professionista su un nuovo livello. </strong>Implica l’acquisizione di una posizione superiore di leadership, protezione  ed “attenzione attiva” verso il cliente.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/indi/">Photocredit</a></p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?a=I6pRQvfF4Pk:hnxfMT5DzIk:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?a=I6pRQvfF4Pk:hnxfMT5DzIk:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/BusinessDoctorMarketingBlog/~4/I6pRQvfF4Pk" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/07/02/piano-mantenere-clienti-aumentare-profitti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/07/02/piano-mantenere-clienti-aumentare-profitti/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=piano-mantenere-clienti-aumentare-profitti</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Il mito dello script per la telefonata di marketing</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/BusinessDoctorMarketingBlog/~3/HWjyELyduy4/</link>
		<comments>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/07/01/il-mito-dello-script-per-la-telefonata-di-marketing/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 18:36:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[B2B Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing Servizi]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing al Telefono]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing per Professionisti]]></category>
		<category><![CDATA[Miti e leggende del marketing]]></category>
		<category><![CDATA[modello di comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[script]]></category>
		<category><![CDATA[telefonata di marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Telemarketing]]></category>
		<category><![CDATA[Teleselling]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.businessdoctor.it/wp/?p=808</guid>
		<description><![CDATA[Guadagnare l’attenzione di un potenziale cliente interessato ai nostri servizi usando il telefono, non è un compito semplice. Una soluzione comunemente ricercata ed utilizzata, che porta quasi sempre a risultati scarsi e ad innumerevoli rifiuti è il cosiddetto “script”. L’idea che una serie di frasi preconfezionate possa condurre magicamente alla creazione di clienti desiderosi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignright" title="script telefonata di marketing" src="http://farm4.static.flickr.com/3007/2680257100_69b12c6e7d.jpg" alt="" width="279" height="342" />Guadagnare l’attenzione di un potenziale cliente</strong> interessato ai nostri servizi usando il telefono, non è un compito semplice. Una soluzione comunemente ricercata ed utilizzata, che porta quasi sempre a risultati scarsi e ad innumerevoli rifiuti è il cosiddetto “script”.</p>
<p><strong>L’idea che una serie di frasi preconfezionate</strong> possa condurre magicamente alla creazione di clienti desiderosi di acquistare, è dura a morire. Questa opinione, spesso è supportata dal desiderio di una scorciatoia,  un sentiero privilegiato che faciliti l’arduo compito di usare il telefono come strumento di marketing.</p>
<p><strong>In un altro articolo ho descritto più in dettaglio la distinzione tra telemarketing e teleselling</strong>. Qui vorrei analizzare  come il telefono possa essere usato efficacemente, e perché uno script preconfezionato crea più danni che benefici, specialmente quando l’obiettivo è il marketing di beni o servizi complessi. <strong>Per fare questo, è necessario delineare alcune distinzioni fondamentali.<span id="more-808"></span><br />
</strong><br />
1) La classica telefonata che riceviamo nelle nostre abitazioni, quasi sempre nei momenti sbagliati, non può essere presa come esempio su cui creare una struttura efficace per una apertura comunicativa. Le ragioni sono diverse:</p>
<p><strong>* Il servizio o prodotto offerto è facilmente identificabile e conosciuto</strong> (vini, abbonamenti telefonici o tv, ecc ecc.)<br />
<strong>* Chi riceve la telefonata viene messo in condizione di decidere</strong> (e accettare un contratto) direttamente nel corso della telefonata. Questo è impossibile per la maggior parte delle transazioni di marketing per beni di un certo valore.</p>
<p>2) Coloro che sono costretti ad usare  uno script perché gli è stato specificamente imposto,  sanno che non possono allontanarsi dalle linee guida descritte.</p>
<p><strong>3) L’interlocutore</strong>, colui che effettivamente riceve la telefonata, è capace di identificare nella maggioranza dei casi se chi sta chiamando sta leggendo o ripetendo uno script a memoria. Qualunque persona con un minimo di acume riesce a riconoscere (dal tono e dalle inflessioni di voce) se chi parla sta seguendo un percorso predefinito.</p>
<p><strong>4) Quando percepiamo che chi ci sta chiamando ripete un discorso preconfezionato</strong>, automaticamente viene inserito nella categoria del venditore (leggi  anche rompiballe) con l’effetto collaterale di  generare sospetto, resistenze e l’insorgenza del desiderio di rendere la conversazione il più breve possibile.</p>
<p><strong>Questi sono solo alcuni dei punti essenziali</strong>. Si potrebbe continuare ancora per molto. Ma ci preme sottolineare  che gran parte degli approcci telefonici falliscono  proprio perché gli errori commessi ricadono in una o più di queste categorie.</p>
<p><strong>Al contrario, Il punto fondamentale di un corretto utilizzo del telefono</strong> per il marketing dei servizi o anche nel business to business, consiste nel delineare correttamente:</p>
<p>* <strong>Come l’uso del telefono è coordinato</strong> con le altre iniziative di marketing.</p>
<p><strong>* L’obiettivo della telefonata</strong>. Nel caso del marketing dei servizi  o nel Business to Business la chiamata non ha mai come scopo quello di ottenere una vendita, ma:<br />
<strong>- Aprire una conversazione</strong> o esplorare la possibilità di connettersi con l’interlocutore.</p>
<p><strong>-Proseguire una comunicazione iniziata con altri strumenti.</strong></p>
<p><strong>-Esplorare la possibilità di avvicinare la conversazione con un incontro di persona.</strong></p>
<p><strong>E’ ovvio a questo punto che il modello robotizzato dettato dallo script</strong> non può che essere inutile in situazioni come quelle descritte. Se l’obiettivo desiderato è quello di instaurare o proseguire una conversazione “umana”, frasi fatte, formule magiche o trucchi verbali, hanno come unico effetto quello di vedersi chiudere una porta che, magari grazie ad una precedente comunicazione corretta, era stata dischiusa.</p>
<p>Questo modello di comunicazione è chiaramente opposto, nella teoria e nella prassi, alla comunicazione unilaterale e impositiva dello script per il telemarketing. Se l’ obiettivo è quello di dimostrare valore, creare attenzione per una possibile soluzione o cementare una relazione ancora nelle sue fasi iniziali, affidarsi a un protocollo rigido e disumano risulta controproducente e porta a scarsi risultati.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/seattlemunicipalarchives/">Photocredit</a></p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?a=HWjyELyduy4:lJl3Mw3rBIk:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?a=HWjyELyduy4:lJl3Mw3rBIk:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/BusinessDoctorMarketingBlog/~4/HWjyELyduy4" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/07/01/il-mito-dello-script-per-la-telefonata-di-marketing/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/07/01/il-mito-dello-script-per-la-telefonata-di-marketing/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=il-mito-dello-script-per-la-telefonata-di-marketing</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>La prova della coerenza per il marketing dei professionisti</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/BusinessDoctorMarketingBlog/~3/OCGIM4otuWM/</link>
		<comments>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/06/30/coerenza-marketing-dei-professionisti/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 14:59:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Atteggiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing Servizi]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing per Professionisti]]></category>
		<category><![CDATA[Vita da professionisti]]></category>
		<category><![CDATA[attività professionale]]></category>
		<category><![CDATA[Esperienza]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing con integrità]]></category>
		<category><![CDATA[marketing dei servizi]]></category>
		<category><![CDATA[Piano di marketing]]></category>
		<category><![CDATA[strumento di marketing]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.businessdoctor.it/wp/?p=805</guid>
		<description><![CDATA[Un piano di marketing efficace ed integrato per una attività professionale, non può trascurare un elemento  importante come la coerenza tra gli strumenti di marketing utilizzati ed i fini che si desidera raggiungere. Il  marketing per i servizi deve essere professionale, si dice, trascurando però una esplicitazione accurata  che definisca chiaramente quello che è professionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" title="Piano di marketing per professionisti" src="http://farm4.static.flickr.com/3279/2399206537_1d8778f226.jpg" alt="" width="338" height="450" />Un piano di marketing efficace ed integrato per una attività professionale, non può trascurare un elemento  importante come la coerenza tra gli strumenti di marketing utilizzati ed i fini che si desidera raggiungere. Il  marketing per i servizi deve essere professionale, si dice, trascurando però una esplicitazione accurata  che definisca chiaramente <strong>quello</strong> che è professionale da <strong>ciò che non lo è</strong>.</p>
<p><strong>E’ relativamente semplice scegliere un arredamento professionale</strong> per lo studio, ma quando si tratta di definire <strong>cosa è professionale e coerente</strong> con la comunicazione di una attività di servizio, le cose si complicano.</p>
<p><strong>Una  prima analisi, dovrebbe mettere in evidenza il fatto che la coerenza tra mezzi (o strumenti di marketing) e obiettivi da realizzare,</strong> è perlomeno incompleta. Il fatto è che non esistono strumenti di marketing più o meno professionali o adatti ad un attività di servizio.  L’elemento chiave che dovrebbe essere preso in considerazione non è il mezzo o lo strumento di marketing in sé, ma <strong>come questo è</strong> utilizzato.<span id="more-805"></span></p>
<p>La controparte comunicativa relativa a “<strong>come</strong>” dovrebbe essere utilizzato uno strumento idi marketing può essere ritrovata specificamente in un elemento: l’atteggiamento di chi lo utilizza.</p>
<p><strong>Con il corretto atteggiamento (professionale)</strong>, il telefono, per esempio,  può trasformarsi da un’arma di disturbo ad un mezzo semplice ed economico per entrare in contatto con potenziali clienti, già esposti ai nostri messaggi di marketing. La differenza qui non è il mezzo o lo strumento, <strong>ma come il suo utilizzo viene pianificato ed eseguito in modo tattico e strategico.<br />
</strong><br />
<strong>Il secondo elemento relativo alla scelta degli strumenti da utilizzare</strong> per comunicare con i clienti  è direttamente collegato alla modalità di scelta, acquisto e costruzione della fiducia da parte del cliente.</p>
<p>Tradotto in pratica, questo concetto si trasforma in: <strong>professionale è ciò che è coerente alle modalità di scelta e valutazione del cliente. E’ il cliente, con la sua libertà di scelta, il giudice finale di un piano e di una modalità di comunicazione.<br />
</strong><br />
<strong>Questo significa che, per trasformare in modo professionale una semplice comunicazione o un messaggio è necessario, prioritariamente, confrontarsi con l’orientamento alla scelta del target clienti</strong>. In altre parole, è necessario comprendere <strong>come il cliente  forma il suo giudizio</strong> su una persona o uno studio, e gli elementi che contribuiscono o che allontanano  dalla scelta. <strong>Dettare dall’alto i criteri della professionalità senza considerarne i diretti beneficiari</strong>, è una follia che può portare a investimenti di marketing errati ed improduttivi.</p>
<p><strong>Marketing e comunicazione coerente o, marketing con integrità.<br />
</strong>La coerenza o integrità può essere definita una delle caratteristiche globali del marketing e della comunicazione per le attività professionali. Una delle ragioni principali è contenuta nell’essenza stessa del servizio. I clienti difficilmente possono sperimentarne i benefici o i risultati prima dell’acquisto.</p>
<p>Allo stesso tempo, le modalità e gli approcci con cui il servizio viene presentato, rappresentato e venduto, divengono elementi che partecipano e influenzano la scelta dei potenziali acquirenti.</p>
<p><strong>Il modo in cui viene fatto il marketing di un servizio è parte attiva nel criterio di scelta adottato dal cliente.</strong></p>
<p><strong>Questo concetto esposto sopra merita una accurata riflessione.</strong> Per molti servizi, il marketing, la comunicazione ed il rapporto di vendita con il professionista sono gli  unici elementi sui quali può appoggiarsi per maturare una decisione d’acquisto.  La modalità attraverso cui il servizio è presentato, <strong>diviene per il cliente una esperienza preliminare</strong> su <strong>come sarà servito</strong> nel momento in cui diverrà cliente.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/erdogan/">Photocredit</a></p>
<p>﻿</p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?a=OCGIM4otuWM:5xVMfC8L_lc:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?a=OCGIM4otuWM:5xVMfC8L_lc:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/BusinessDoctorMarketingBlog/~4/OCGIM4otuWM" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/06/30/coerenza-marketing-dei-professionisti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/06/30/coerenza-marketing-dei-professionisti/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=coerenza-marketing-dei-professionisti</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>L’importanza del cuneo per mantenere l’attenzione del cliente</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/BusinessDoctorMarketingBlog/~3/WFEz_wfrEOo/</link>
		<comments>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/06/29/l%e2%80%99importanza-del-cuneo-per-mantenere-l%e2%80%99attenzione-del-cliente/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Jun 2010 15:49:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[attenzione cliente]]></category>
		<category><![CDATA[Cliente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.businessdoctor.it/wp/?p=802</guid>
		<description><![CDATA[Sollevare o spostare oggetti pesanti è difficile, specialmente se certi lavori vengono affrontati da soli. In genere per questo compito, viene in aiuto una leva, che è appoggiata su un fulcro affidabile. Chi ha affrontato questi compiti sa bene che leva, fulcro e forza muscolare svolgono solo parzialmente il loro compito. A questo pensa il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignright" title="Attirare attenzione cliente" src="http://farm5.static.flickr.com/4026/4298784613_87bce6ba13.jpg" alt="" width="350" height="234" />Sollevare o spostare oggetti pesanti è difficile, specialmente se certi lavori vengono affrontati da soli</strong>. In genere per questo compito, viene in aiuto una leva, che è appoggiata su un fulcro affidabile. Chi ha affrontato questi compiti sa bene che leva, fulcro e forza muscolare svolgono solo parzialmente il loro compito. A questo pensa il cuneo posto immediatamente sotto, che impedisce all’oggetto che si desidera scalzare, di ritornare nella sua posizione iniziale.</p>
<p><strong>Ottenere l’attenzione del cliente non sfugge ai principi elementari della meccanica</strong>. E’ necessaria una leva per muovere il livello di consapevolezza del potenziale acquirente, insieme ad un fulcro e ad una certa forza applicata.<br />
<strong><br />
<span id="more-802"></span>Spesso però manca il cuneo</strong>. Il lettore ascolta il messaggio, manifesta un certo  interesse, ma dopo brevissimo tempo, ritorna nella condizione iniziale. Lo scopo del cuneo nel marketing consiste nel generare e veicolare un messaggio che impedisca al cliente di ritornare nella sua naturale condizione di inerzia.</p>
<p><strong>Chiunque abbia avuto un contatto con un potenziale cliente è stato, una volta o l’altra, testimone di questo fenomeno</strong>. L’interlocutore manifesta interesse, pone domande ed è attento alle argomentazioni ed alle spiegazioni. La conversazione finisce con una promessa da parte del cliente: “Chiamerò”, “Passerò” “Ci vediamo il…” ecc. ecc.  Queste parole rappresentano il preludio del dileguamento, perché il cliente non si fa più vedere.</p>
<p><strong>Molti incolpano il cliente per questo atteggiamento</strong>, ma spesso questo comportamento non è imputabile ad una cattiva fede del cliente. Semplicemente accade che, quella che in un momento appariva come una soluzione ideale ad un problema, scivola, in un breve lasso di tempo, ad un livello di consapevolezza più basso fino ad essere ignorata ed in seguito dimenticata.</p>
<p><strong>Se il fenomeno non è imputabile al cliente</strong>, le dirette implicazioni sono una <strong>responsabilità diretta dell’impresa</strong>. Tradotto più semplicemente significa che la creazione di un cuneo per mantenere ed elevare l’attenzione del  cliente, è un compito che non può essere ignorato o delegato, pena la perdita di molte opportunità e vendite future.</p>
<p><strong>Inserire un cuneo di marketing è un compito che può essere svolto in modi diversi </strong>che possono essere riassunti in un concetto chiave: ripetere più volte il messaggio affinché questo non passi sotto silenzio e sia recepito attivamente dal potenziale acquirente.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/kittyireland/">Photocredit</a></p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?a=WFEz_wfrEOo:hmeYy0Mg3Ak:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?a=WFEz_wfrEOo:hmeYy0Mg3Ak:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/BusinessDoctorMarketingBlog/~4/WFEz_wfrEOo" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/06/29/l%e2%80%99importanza-del-cuneo-per-mantenere-l%e2%80%99attenzione-del-cliente/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/06/29/l%e2%80%99importanza-del-cuneo-per-mantenere-l%e2%80%99attenzione-del-cliente/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=l%25e2%2580%2599importanza-del-cuneo-per-mantenere-l%25e2%2580%2599attenzione-del-cliente</feedburner:origLink></item>
		<item>
		<title>Fidelizzazione del cliente: la relazione dispari</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/BusinessDoctorMarketingBlog/~3/RnxIvpmkV9M/</link>
		<comments>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/06/28/fidelizzazione-del-cliente/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 20:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Atteggiamento]]></category>
		<category><![CDATA[B2B Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing per Professionisti]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing relazionale]]></category>
		<category><![CDATA[accaparrarsi i clienti]]></category>
		<category><![CDATA[clienti più fidelizzati]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione aperta]]></category>
		<category><![CDATA[fidelizzare il cliente]]></category>
		<category><![CDATA[questionario di soddisfazione]]></category>
		<category><![CDATA[Relazione con il cliente]]></category>
		<category><![CDATA[responsabilità]]></category>
		<category><![CDATA[strategie preventive]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.businessdoctor.it/wp/?p=798</guid>
		<description><![CDATA[Con l’obiettivo di fidelizzare il cliente, professionisti ed imprese spendono una considerevole quantità di tempo e denaro. In genere questo investimento viene ripagato proficuamente da un maggior valore del cliente nel corso degli anni, acquisti superiori, più referenze e passaparola ecc.  ecc. Ti lascio per Fred! Quando il cliente va via ed interrompe la relazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" title="Fidelizzare il cliente" src="http://farm1.static.flickr.com/21/31247647_941f1120a6.jpg" alt="" width="350" height="257" />Con l’obiettivo di <a title="Fidelizzare il cliente" href="http://www.businessdoctor.it/Come-mantenere-e-fidelizzare-i-clienti?.html">fidelizzare il cliente</a>, professionisti ed imprese spendono una considerevole quantità di tempo e denaro. In genere questo investimento viene ripagato proficuamente da un maggior valore del cliente nel corso degli anni, acquisti superiori, più referenze e passaparola ecc.  ecc.</p>
<p><strong>Ti lascio per Fred!</strong><br />
Quando il cliente va via ed interrompe la relazione con il suo fornitore preferito, è quasi sempre un fulmine a ciel sereno. I segnali sottili che preludono alla fuga del cliente vengono riconosciuti raramente. Un po’ come accade nelle relazioni, l’abbandono spesso ha scarso o nessun preavviso. L’unica differenza sostanziale può essere ravvisata nell’essenza stessa della relazione fornitore/cliente, lo squilibrio.<span id="more-798"></span></p>
<p><strong>La relazione con il cliente è spesso squilibrata</strong>. L’impresa ha quasi sempre più bisogno del cliente di quanto il cliente abbia bisogno di lei. Le strategie sviluppate per guadagnarne la fiducia, nella maggior parte dei casi rientrano nella categoria della gratifica. Regali, incentivi, sconti e offerte speciali hanno lo scopo di invogliare il cliente a rimanere leale, facendo leva sul meccanismo della reciprocità.</p>
<p>Eppure i clienti che vanno via non restituiscono mai i doni ricevuti. Abbandonano il campo quasi sempre in silenzio.</p>
<p>A  volte l’infedeltà è una diretta responsabilità dell’impresa. Si abbassano gli standard di servizio al cliente, il lavoro non viene fatto come in passato, oppure la causa di tutto è il semplice lassismo.</p>
<p><strong>L’adescamento del cliente.</strong><br />
Altre volte il tradimento accade come diretta conseguenza della lusinga. Questo è un vero campo minato. Il fatto che le altre attività sul mercato cerchino di accaparrarsi i clienti, è  spesso sottovalutato. Proprio i clienti più fidelizzati, coloro che hanno  acquistato per più tempo e per importi superiori alla media sono le prede più ambite. Proprio per questa ragione, dare per scontata la fidelizzazione del cliente potrebbe risultare un errore costoso e difficilmente riparabile.</p>
<p><strong>Questi clienti “preziosi”</strong> sono un assetto valido ed importante per l’azienda. Per mantenerli tali, sono necessarie strategie <strong>preventive</strong> per evitare che vengano inavvertitamente“scippati” dalla concorrenza.<br />
L’errore più comune consiste proprio nel considerare infrangibile la relazione con il cliente quando, magari proprio in questo momento, un concorrente sta mettendo in opera delle iniziative per conquistarlo.</p>
<p>La probabilità che un cliente venga spontaneamente a raccontarti  su come i tuoi concorrenti lo stiano corteggiando è tutto sommato remota.  E’  probabile che il cliente si limiti ad ascoltare, almeno in una fase iniziale, queste proposte. Se l’offerta è particolarmente allettante è ragionevole che un giorno o l’altro,  dica “sayonara” e svanisca nel nulla.</p>
<p>Le misure necessarie per controbattere questa minaccia di adescamento devono essere necessariamente preventive e dirette.</p>
<p>* Prevenire è importante prendendo come punto di partenza la consapevolezza che la concorrenza ha il medesimo tuo interesse ad accaparrarsi clienti chiave che sono fedeli  nel tempo.</p>
<p>* Intraprendere azioni dirette significa che la conoscenza della situazione del cliente  e dei suoi orientamenti per il futuro difficilmente possono essere sintetizzati dalle risposte ad un semplice questionario di soddisfazione o di feedback.</p>
<p><strong>Alla domanda “Sei soddisfatto/a del livello e qualità dei nostri servizi?”</strong> raramente troverai un cliente che ti risponderà: “ Per ora si. Sto valutando l’impresa x perché mi vuole fare risparmiare il 30%. Quasi quasi vi faccio fare un’asta al ribasso”. Avere risposte sincere dai clienti è un lavoro potenzialmente “scomodo”. C’è il rischio di ricevere risposte oneste e veritiere<strong>. Ma questo è possibile solo instaurando una comunicazione aperta e paritaria, parlando – realmente – con i clienti.</strong></p>
<p>Questo a volte può creare disagio, ma d’altra parte…funziona!</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/calliope/">Photocredit</a></p>
<div class="feedflare">
<a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?a=RnxIvpmkV9M:BdNoaQDPryI:yIl2AUoC8zA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?d=yIl2AUoC8zA" border="0"></img></a> <a href="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?a=RnxIvpmkV9M:BdNoaQDPryI:7Q72WNTAKBA"><img src="http://feeds.feedburner.com/~ff/BusinessDoctorMarketingBlog?d=7Q72WNTAKBA" border="0"></img></a>
</div><img src="http://feeds.feedburner.com/~r/BusinessDoctorMarketingBlog/~4/RnxIvpmkV9M" height="1" width="1"/>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/06/28/fidelizzazione-del-cliente/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		<feedburner:origLink>http://www.businessdoctor.it/wp/2010/06/28/fidelizzazione-del-cliente/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=fidelizzazione-del-cliente</feedburner:origLink></item>
	</channel>
</rss>
