BusinessCommunity.it - il giornale dei manager e imprenditori Istat industria: a dicembre fatturato +9,4% e ordinativi -0,9% su anno Istat industria: a dicembre fatturato +9,4% e ordinativi -0,9% su annoIndustria in ripresa? Anche se i dati mensili indicherebbero di si, la risposta è no. E il perché è semplice: pur mostrando un’ottima performance annuale a livello di fatturato, l’ordinativo degli ultimi 3 mesi del 2016 è in costante diminuzione, quindi, nei prossimi mesi sarà proprio il fatturato futuro a risentire della contrazione. Un modo tangibile per misurare la competitività delle nostre aziende, ma anche il loro stato di salute. Poi, può essere che nelle rilevazioni di gennaio arrivino ordinativi a pioggia a invertire il trend, ma la frenata della crescita globale, i rischi politici in Italia e in Europa (principale mercato di sbocco delle nostre merci) e i consumi interni che non ripartono, lasciano qualche perplessità. Ma passiamo a dati.  L’Istat ha comunicato che a dicembre, rispetto al mese precedente, nell'industria si rileva un aumento significativo sia del fatturato (+2,6%), sia degli ordinativi (+2,8%). Per entrambi gli indicatori questo rappresenta il terzo incremento mensile consecutivo, il quale porta la crescita congiunturale del quarto trimestre all'1,7% per ambedue le variabili. L'incremento del fatturato, a dicembre, è molto più ampio sul mercato estero (+5,4%) rispetto a quanto rilevato sul mercato interno (+1,1%). Gli ordinativi registrano, invece, un incremento sul mercato interno (+6,8%) e una flessione su quello estero (-2,6%). Nella media del 2016 il fatturato, corretto per gli effetti di calendario, registra un lieve incremento in valore (+0,2%), più marcato in termini di volume per il solo comparto manifatturiero (+1,2%). A dicembre, corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 di dicembre 2015), il fatturato totale cresce in termini tendenziali del 9,4%, con incrementi dell'8,2% sul mercato interno e dell'11,8% su quello estero. Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano incrementi congiunturali per i tutti i raggruppamenti principali di industrie, particolarmente rilevanti per l'energia (+7,5%). L'indice grezzo del fatturato a dicembre cresce, in termini tendenziali, del 6,0%: metà dell'incremento è attribuibile all'andamento dei beni strumentali, in particolare alla componente interna. Per il fatturato tutti i settori manifatturieri mostrano incrementi tendenziali; il più rilevante si registra nella fabbricazione di apparecchiature elettriche (+21,9%). L'unica flessione riguarda le attività estrattive (-7,9%). Nel confronto con il mese di dicembre 2015, l'indice grezzo degli ordinativi segna una flessione dello 0,9%. La diminuzione più rilevante si registra nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-17,8%), mentre l'incremento maggiore si osserva nella fabbricazione di apparecchiature elettriche (+11,2%).Clicca per ingrandire l'immagineScritto da Claudio C. Gandolfo il 24 Feb 2017 15:19... http://www.businesscommunity.it/blog/leggi.php?fileb=blog/24Feb2017Istat_industria_a_dicembre_fatturato_94_e_ordinativi_09_su_anno.txt Commercio al dettaglio: a dicembre vendite -0,5% su mese e -0,2% su anno Commercio al dettaglio: a dicembre vendite -0,5% su mese e -0,2% su annoE meno male che c’era il Natale, se no i numeri avrebbero potuto essere ancora più disastrosi. Che i consumatori abbiano ridotto (e di parecchio) le proprie spese è da temop certificato, ma che abbiano deciso di dare una forte stretta proprio nel periodo festivo, non è sicuramente un buon viatico verso la ripresa. Chissà, magari avranno aspettato i saldi per fare acquisti di abbigliamento, ma in questo modo non si spiega la frenata sui consumi alimentari. Infatti, l’Istat ha comunicato che a dicembre 2016 si è registrata una flessione generalizzata delle vendite al dettaglio. Complessivamente, rispetto al mese precedente si rileva un calo dello 0,5% in valore e dello 0,7% in volume. Le vendite di beni alimentari diminuiscono dello 0,2% in valore e dello 0,7% in volume; quelle di beni non alimentari calano dello 0,8% sia in valore sia in volume. Nella media del quarto trimestre 2016 l'indice complessivo delle vendite al dettaglio segna un lieve aumento congiunturale (+0,1%) in valore, mentre l'indice in volume registra una variazione nulla. Rispetto a dicembre 2015 le vendite diminuiscono complessivamente dello 0,2% in valore e dello 0,6% in volume. Le vendite di prodotti alimentari crescono dello 0,2% in valore e diminuiscono dello 0,9% in volume. Quelle di prodotti non alimentari sono in flessione dello 0,4% in valore e 0,6% in volume.Rispetto a dicembre 2015 il valore delle vendite al dettaglio aumenta dello 0,3% nelle imprese della grande distribuzione e diminuisce dello 0,6% in quelle operanti su piccole superfici. Nella grande distribuzione le vendite registrano variazioni positive in entrambi i settori merceologici: +0,5% per i prodotti alimentari e +0,1% per quelli non alimentari. Nelle imprese operanti su piccole superfici il valore delle vendite registra variazioni tendenziali negative sia per i prodotti alimentari (-0,8%) sia per quelli non alimentari (-0,6%). Con riferimento alla tipologia di esercizio della grande distribuzione, a dicembre 2016 il valore delle vendite al dettaglio registra una variazione positiva piuttosto contenuta per gli esercizi non specializzati (+0,2%), mentre aumenta dell’1,1% per quelli specializzati. Tra i primi, aumenta il valore delle vendite degli esercizi a prevalenza alimentare (+0,2%), mentre diminuisce quello degli esercizi a prevalenza non alimentare (-0,8%). In particolare, per gli esercizi non specializzati a prevalenza alimentare, il valore delle vendite aumenta per i Discount (+1,7%) e per i Supermercati (+0,6%); diminuisce, invece, per gli Ipermercati (-0,6%).Nel complesso del 2016 il valore delle vendite resta sostanzialmente stabile (+0,1% rispetto al 2015) sintesi di un aumento per le imprese di maggiore dimensione (+1,2% per quelle da 6 a 49 addetti e +0,9 per quelle con almeno 50 addetti) mentre sono in flessione le imprese più piccole (-1,8%); il volume segna una flessione dello 0,3%. Con riferimento alla dimensione delle imprese, nel mese di dicembre 2016 il valore delle vendite diminuisce, in termini tendenziali, sia nelle imprese fino a 5 addetti (-1,4%) sia nelle imprese da 6 a 49 addetti (-0,3%) mentre aumenta nelle imprese con almeno 50 addetti (+0,6%).Clicca per ingrandire l'immagineScritto da Claudio C. Gandolfo il 23 Feb 2017 10:25... http://www.businesscommunity.it/blog/leggi.php?fileb=blog/23Feb2017Commercio_al_dettaglio_a_dicembre_vendite_05_su_mese_e_02_su_anno.txt Inflazione: in Italia a gennaio +1,0% su anno. Eurozona: +1,8 Inflazione: in Italia a gennaio +1,0% su anno. Eurozona: +1,8Decisa impennata dell’inflazione italiana all’inizio dell’anno. L’Istat ha infatti comunicato che a gennaio 2017, l'indice nazionale dei prezzi al consumo, al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,3% rispetto al mese precedente e dell'1,0% nei confronti di gennaio 2016 (la stima preliminare era +0,9%), mostrando segni di accelerazione (era +0,5% a dicembre). Il rialzo dell'inflazione è dovuto alle componenti merceologiche i cui prezzi presentano maggiore volatilità. Si tratta in particolare della netta accelerazione della crescita tendenziale dei Beni energetici non regolamentati (+9,0%, da +2,4% del mese precedente) e degli Alimentari non lavorati (+5,3%, era +1,8% a dicembre), cui si aggiunge il ridimensionamento della flessione dei prezzi degli Energetici regolamentati (-2,8%, da -5,8%). A gennaio, infatti, l'"inflazione di fondo", al netto degli energetici e alimentari freschi, rallenta, seppur di poco, portandosi a +0,5%, da +0,6% del mese precedente; al netto dei soli Beni energetici, invece, si porta a +0,8% (da +0,7% di dicembre). Su base annua la crescita dei prezzi dei beni accelera in misura significativa (+1,2%, da +0,1% di dicembre) mentre quella dei servizi rallenta (+0,7%, da +0,9% del mese precedente). Di conseguenza, rispetto a dicembre, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni torna negativo dopo 46 mesi portandosi a meno 0,5 punti percentuali. L'inflazione acquisita per il 2017 risulta pari a +0,7%. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dell'1,1% su base mensile e dell'1,9% su base annua (era +0,6% a dicembre). I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto aumentano dello 0,9% in termini congiunturali e registrano una crescita su base annua del 2,2%, dall'1,0% del mese precedente. L'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dell'1,7% su base congiunturale e aumenta dell'1,0% in termini tendenziali (la stima preliminare era +0,7%), da +0,5% di dicembre. La flessione congiunturale è in larga parte da ascrivere ai saldi invernali dell'abbigliamento e calzature, di cui l'indice NIC non tiene conto. L'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,3% su base mensile e dello 0,9% nei confronti di gennaio 2016.EurozonaAnche se in ripresa, l’inflazione italiana è ben lontana dalla media dell’eurozona. L’Eurostat ha infatti comunicato che a gennaio il tasso di inflazione annuo è stato dell'1,8% a gennaio 2017, in netta crescita dal 1,1% di dicembre 2016. A gennaio 2016 il tasso era dello 0,3%. Nell’Unione europea l'inflazione annua si è attestata all'1,7%, dall’1,2% di dicembre. Un anno prima il tasso era dello 0,3%. A gennaio 2017, i tassi annui più bassi sono stati registrati in Irlanda (0,2%), Romania (0,3%) e Bulgaria (0,4%). I tassi annui più elevati sono stati registrati in Belgio (3,1%), Lettonia e Spagna (entrambi 2,9%) ed Estonia (2,8%). Rispetto a dicembre 2016, l'inflazione annua è scesa in due Stati membri ed è aumentata in ventisei. Il maggiore impatto al rialzo per l'inflazione nell'area dell'euro annuale provenivano da carburanti per i trasporti (+0.50 punti percentuali), olio da riscaldamento e verdure (0,14 pp ciascuno), mentre le telecomunicazioni (-0,09 pp), gas (-0.08 pp) e pane e cereali (0,05 pp) hanno avuto i maggiori impatti al ribasso.Clicca per ingrandire l'immagineScritto da Claudio C. Gandolfo il 22 Feb 2017 12:45... http://www.businesscommunity.it/blog/leggi.php?fileb=blog/22Feb2017Inflazione_in_Italia_a_gennaio_10_su_anno_Eurozona_18.txt