BusinessCommunity.it - il giornale dei manager e imprenditori Eurozona: l’inflazione annuale cala all'1,4%. L’Italia si ferma all’1% Eurozona: l’inflazione annuale cala all'1,4%. L’Italia si ferma all’1%Probabilmente in Germania, adesso che la situazione politica sembra essersi sbloccata (forse), si comincerà ad uscire dalle sabbie mobili della campagna elettorale che è durata oltre 6 mesi, con tanto di proseguimento di altri 3 visto che si è votato a settembre. Questo significa rendersi conto che nel frattempo l’attivismo di Macron sta scippando alla Merkel parte della leadership europea, e cominciare ad aprire gli occhi sul fatto che l’inflazione nell’eurozona, soprattutto quella core, è tuttora una chimera. Nonostante anni di QE di Draghi e l’annuncio del tapering già da questo mese che dovrebbe far contenti i vertici della Bundesbank. Già, la tanto temuta inflazione da parte di Berlino e Francoforte, nel 2017 è ben lontana dal 2%, obiettivo target della BCE. L’Eurostat ha infatti comunicato che l'inflazione annuale dell'eurozona è stata dell'1,4% a dicembre 2017, in calo rispetto all'1,5% di novembre. A dicembre 2016, il tasso era dell'1,1%. Una crescita di solo uno 0,3% in 12 mesi! L'inflazione annuale dell'Unione europea è stata dell'1,7% a dicembre 2017, in calo rispetto all'1,8% di novembre. Un anno prima il tasso era dell'1,2%. I tassi annui più bassi sono stati registrati a Cipro (-0,4%), Irlanda e Finlandia (entrambi allo 0,5%) e Danimarca (0,8%). I tassi annui più elevati sono stati registrati in Lituania ed Estonia (entrambi al 3,8%) e nel Regno Unito (3,0%). Per l’Italia l’Istat ha rilevato un +1,0%, mentre in Germania un +1,6%. Rispetto a novembre 2017, l'inflazione annua è scesa in ventitré Stati membri, è rimasta stabile in quattro e in aumento in uno. I maggiori impatti al rialzo sull'inflazione annua dell'area dell'euro provengono dai carburanti per i trasporti (+0,11 punti percentuali), dal tabacco (+0,06 pp) e dal latte, dai formaggi e dalle uova (+0,05 pp), mentre le telecomunicazioni (-0,10 pp), l’abbigliamento e gli ortaggi (-0,05 pp ciascuno) hanno avuto i maggiori impatti al ribasso.Clicca per ingrandire l'immagineScritto da Claudio C. Gandolfo il 17 Jan 2018 11:44... http://www.businesscommunity.it/blog/leggi.php?fileb=blog/17Gen2018Eurozona_linflazione_annuale_cala_all_14_LItalia_si_ferma_all1.txt Prezzi all’import dei prodotti industriali: a novembre +0,9% su mese Prezzi all’import dei prodotti industriali: a novembre +0,9% su meseL’Istat ha comunicato che a novembre 2017 l’indice dei prezzi all’importazione dei prodotti industriali aumenta dello 0,9% rispetto al mese precedente e aumenta del 3,1% nei confronti di novembre 2016. L’indice dei prezzi all’import dei beni di consumo a novembre 2017, rispetto al mese precedente, resta invariato per il mercato totale, per l’Area euro e per l’Area non euro. Rispetto a novembre 2016 in termini tendenziali si ha un aumento dello 0,2% per il mercato totale, dello 0,6% per l’Area euro e una diminuzione dello 0,2% per l’Area non euro. Il raggruppamento dei beni strumentali, in termini congiunturali, aumenta dello 0,3% per il mercato totale e per l’Area euro mentre aumenta dello 0,1% per l’Area non euro; in termini tendenziali l’indice aumenta dell’1,1% per il mercato totale, dell’1,6% per l’Area euro mentre rimane invariato per l’Area non euro. Per i beni intermedi l’indice dei prezzi registra, in termini congiunturali, un aumento dello 0,1% per il mercato totale e per l’Area euro e dello 0,2% per l’Area non euro; rispetto a novembre 2016 l’indice registra un aumento del 2,0% per il mercato totale, del 2,4% per l’Area euro e dell’1,5% per l’Area non euro. L’indice dei prezzi all’importazione relativo all’energia, rispetto al mese precedente aumenta del 4,3% per il mercato totale, dello 0,1% per l’Area euro e dell’4,5% per l’Area non euro; in termini tendenziali l’indice registra un aumento del 12,0% per il mercato totale, del 3,7% per le importazioni provenienti dall’Area euro e del 12,5% per l’Area non euro.Settori di attività economicaI prezzi all’importazione segnano, nell’ambito delle attività manifatturiere, il tasso di crescita tendenziale più elevato, per quel che riguarda l’Area euro, nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+5,3%) e nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchine e impianti) (+3,6%), mentre, per l’Area non euro nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (+9,5%) e nei settori dell’Industria del legno, della carta e stampa (+3,7%). Il calo tendenziale più marcato risulta per l’Area euro nel settore della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (-0,8%) mentre per l’Area non euro nella fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-2,9%).Clicca per ingrandire l'immagineScritto da Claudio C. Gandolfo il 16 Jan 2018 11:50... http://www.businesscommunity.it/blog/leggi.php?fileb=blog/16Gen2018Prezzi_allimport_dei_prodotti_industriali_a_novembre_09_su_mese.txt Commercio estero: a novembre export +2,1% ed import +1,4% su mese Commercio estero: a novembre export +2,1% ed import +1,4% su mesePer fortuna che la nostra bilancia dei pagamenti è sempre in attivo, nonostante l’euro sia in una fase di difficoltà contro il dollaro. Secondo quanto comunicato dall’Istat, a novembre 2017, rispetto al mese precedente, si registra un aumento sia per le esportazioni (+2,1%) sia, in misura più contenuta, per le importazioni (+1,4%). La crescita congiunturale dell’export è la sintesi del marcato aumento delle vendite verso i mercati extra Ue (+6,7%) e di una contenuta flessione verso l’area Ue (-1,4%). Si segnala il forte incremento dei beni strumentali (+5,1%), dovuto anche alla vendita di mezzi di navigazione marittima. Nel trimestre settembre-novembre 2017, si rileva una crescita congiunturale dell’export del 2,9%, che coinvolge sia l’area extra Ue (+4,6%) sia l’area Ue (+1,5%). Nello stesso periodo l’import cresce in misura nettamente più contenuta (+0,6%). A novembre 2017 la crescita tendenziale dell’export si mantiene elevata (+9,7%) e riguarda sia l’area extra Ue (+12,8%) sia i paesi Ue (+7,3%); l’aumento dell’import (+8,4%) è determinato dall’espansione degli acquisti da entrambe le aree (+11,6% per l’area extra Ue e +6,5% per l’area Ue). L’aumento congiunturale dell’export è da ascrivere alla crescita delle vendite di beni strumentali (+5,1%), beni intermedi (+1,7%) e beni di consumo non durevoli (+1,2%). L’incremento congiunturale delle importazioni (+1,4%) è determinato dall’aumento degli acquisti di prodotti energetici (+8,0%) e beni intermedi (+2,0%). L’aumento tendenziale delle esportazioni (+9,7%) è principalmente determinato dai prodotti energetici (+19,8%) e beni strumentali (+10,8%). La crescita tendenziale delle importazioni (+8,4%) è determinata prevalentemente dai prodotti energetici (+24,6%) e beni intermedi (+13,9%). A novembre 2017 il saldo commerciale è positivo (+4,8 miliardi), in aumento rispetto a novembre 2016 (+4,0 miliardi). Al netto dei prodotti energetici, la bilancia commerciale è attiva per 7,8 miliardi. A novembre 2017, l’aumento tendenziale delle esportazioni (+9,7%) ha riguardato soprattutto le vendite di prodotti petroliferi raffinati (+27,0%), mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+23,4%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+11,4%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+10,7%) e articoli in gomma e materie plastiche (+10,6%). Sul versante delle importazioni (+8,4%), aumenti rilevanti riguardano petrolio greggio (+41,7%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+25,1%), gas naturale (+12,8%), carta e prodotti di carta; prodotti della stampa e della riproduzione di supporti registrati (+10,6%) e prodotti petroliferi raffinati (+9,1%). Nel mese di novembre 2017, la crescita congiunturale dell’export è sintesi dell’aumento delle vendite verso l’area extra Ue (+6,7%) e della flessione verso l’area Ue (-1,4%). Rispetto al mese precedente la crescita dell’import (+1,4%) è da ascrivere all’incremento degli acquisti dall’area extra Ue (+4,5%). Nel trimestre settembre-novembre 2017 l’aumento congiunturale dell’export (+2,9%) è determinato dalla crescita delle vendite verso entrambe le aree di interscambio: +4,6% per l’area extra Ue e +1,5% per l’area Ue. Nello stesso periodo l’incremento congiunturale dell’import (+0,6%) è determinato sia dagli acquisti dall’area Ue (+0,7%) sia da quelli dall’area extra Ue (+0,3%). Nei primi undici mesi dell’anno l’avanzo commerciale raggiunge 42,2 miliardi (+72,4 miliardi al netto dei prodotti energetici) con una crescita sostenuta sia per l’export (+7,9%) sia per l’import (+9,5%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.Clicca per ingrandire l'immagineScritto da Claudio C. Gandolfo il 16 Jan 2018 11:43... http://www.businesscommunity.it/blog/leggi.php?fileb=blog/16Gen2018Commercio_estero_a_novembre_export_21_ed_import_14_su_mese.txt