BusinessCommunity.it - il giornale dei manager e imprenditori Cos'è il Black Friday e perché tutti ne parlano. E il Cyber Monday? Cos'è il Black Friday e perché tutti ne parlano. E il Cyber Monday?Il Black Friday è diventato ormai una realtà anche in Italia, sebbene la moda giunga dagli USA. Storicamente, il Black Friday è il primo giorno di acquisti in vista del Natale e giunge in un week-end festivo che parte dal giorno del ringraziamento che è il giovedì che lo precede.Dal tacchino allo shopping il passo è sempre stato breve e i grandi retailer USA hanno da tempo sfruttato l'occasione per alzare il proprio fatturato, proponendo grandi sconti nei punti vendita. Storiche le code registrate nei punti vendita, nonché sono diventati virali nel tempo alcuni litigi per accapparrarsi l'ultimo prodotti disponibile.L'avvento dell'eCommerce ha amplificato questo concetto, non solo, ha creato il Cyber Monday, il lunedì che giunge dopo il week-end del ringraziamento, dove storicamente si raccoglievano le migliori offerte legate al mondo della tecnologia.Oggi il Black Friday si è inglobato il Cyber Monday e a dire la verità, tutta la settimana e quella successiva, per non dire che sta diventando un appuntamento di shopping imperdibile.Amazon fattura moltissimo, tanto che quest'anno ha persino deciso di aprire un negozio a Milano in occasione della settimana del Black Friday, in cui vengono realizzati degli eventi.Insomma, nato come espediente per vendere, oramai pervade l'intero mercato retail, tanto che le pubblicità da tempo non parlano quasi d'altro.Clicca per ingrandire l'immagineScritto da Gigi Beltrame il 19 Nov 2018 15:08... http://www.businesscommunity.it/blog/leggi.php?fileb=blog/19Nov2018Cos__il_Black_Friday_e_perch_tutti_ne_parlano_E_il_Cyber_Monday.txt Inflazione: in Italia ed in eurozona a ottobre invariata su mese Inflazione: in Italia ed in eurozona a ottobre invariata su meseL’Istat ha comunicato che ad ottobre 2018, si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, abbia una variazione nulla rispetto al mese precedente e aumenti dell’1,6% su base annua (era +1,4% settembre), confermando la stima preliminare. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,2% su base mensile e dell’1,7% su base annua (in accelerazione da +1,5% di settembre), che è il dato che serve per il confronto internazionale. Vediamolo. Secondo l’Eurostat, sempre ad ottobre il tasso di inflazione annuale dell'eurozona è stato del 2,2%, in aumento rispetto al 2,1% di settembre 2018. Un anno fa, il tasso era dell'1,4%. L'inflazione annuale dell'Unione europea è stata del 2,2% anche nell'ottobre 2018, in aumento rispetto al 2,1% di settembre 2018. Un anno prima, il tasso era dell'1,7%. I tassi annui più bassi sono stati registrati in Danimarca (0,7%), Portogallo (0,8%) e Irlanda (1,1%). I tassi annui più elevati sono stati registrati in Estonia (4,5%), Romania (4,2%) e Ungheria (3,9%). Ad ottobre 2018, il contributo più elevato all'inflazione annuale nell’eurozona è venuto dall'energia (+1,02 punti percentuali, pp), seguita dai servizi (+0,65 pp), alimentari, alcol e tabacco (+0,42 pp) e dai settori non energetici industriali merci (+0,11 pp). Torniamo all’Italia per un confronto sui dati. La leggera ripresa dell’inflazione si deve principalmente all’impennata dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (da +5,6% di settembre a +10,7%) e all’accelerazione dei prezzi dei Servizi vari (da +0,5% a +2,3%), in parte mitigate dal rallentamento dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati (che passano da +2,4% a +0,8%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,5% a +1,8%). L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, rimane stabile a +0,7%, mentre quella al netto dei soli beni energetici passa da +0,9% osservato nel mese precedente a +0,8%. La stabilità congiunturale dell’indice generale dei prezzi al consumo è la sintesi di dinamiche opposte. La crescita dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (+5,8%) e, in misura più contenuta, di quelli non regolamentati (+1,4%), è infatti bilanciata dalla flessione dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (-2,1%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,7%), per lo più imputabile a fattori di tipo stagionale. L’inflazione accelera per i beni (da +1,7% registrato nel mese precedente a +1,8%) e per i servizi (da +1,0% a +1,3%); rispetto al mese di settembre il differenziale inflazionistico tra servizi e beni rimane negativo e passa da -0,7 punti percentuali a -0,5. L’inflazione acquisita per il 2018 è +1,2% per l’indice generale e +0,7% per la componente di fondo. Si attenuano le tensioni sui prezzi dei prodotti di largo consumo: i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona rallentano da +1,5% a +0,7%, attestandosi al di sotto, quindi, dell’inflazione generale, mentre i prezzi dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto passano da +2,3% a +2,0%, con una crescita più sostenuta di quella dell’indice generale dovuta soprattutto ai Beni energetici non regolamentati. L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,2% su base mensile e dell’1,7% su base annua (in accelerazione da +1,5% di settembre), confermando la stima preliminare. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra una variazione nulla su base mensile e cresce dell’1,5% rispetto a ottobre 2017.Le tipologie di prodottoPer i beni, l’inflazione si porta da +1,7% registrato nel mese precedente a +1,8%, mentre per i servizi l’accelerazione è più sostenuta, da +1,0% a +1,3%; rispetto a settembre il differenziale inflazionistico negativo tra servizi e beni si riduce di ampiezza, passando da a -0,7 punti percentuali a -0,5. Tra i beni, si segnalano aumenti consistenti dei prezzi dei Beni energetici soprattutto per la componente regolamentata: crescono i prezzi dell’Energia elettrica (+6,1% in termini congiunturali, da +1,9% di settembre a +8,6% l’aumento su base annua) e del Gas di città e gas naturale (+5,5% rispetto a settembre 2018, da +9,3% a +12,7% in termini tendenziali). Anche i Beni energetici non regolamentati confermano una crescita molto sostenuta (+1,4% su base mensile e +9,5% rispetto a ottobre 2017, da +9,3% nel mese precedente), dovuta all’andamento dei prezzi di tutte le principali componenti dell’aggregato: Gasolio per mezzi di trasporto (+1,8% la variazione congiunturale, da +12,3% di settembre a +12,6% quella tendenziale), Benzina (+1,0% rispetto al mese precedente, da +9,2% a +9,4% la variazione su base annua), Altri carburanti (rispettivamente +2,3% e +7,2%) e Gasolio per riscaldamento (+1,6%, +11,4%). L’accelerazione dei prezzi dei beni è stata in parte mitigata dalla decelerazione dei prezzi dei Beni alimentari non lavorati, che passano da +2,4% a +0,8% su base annua (+0,1% il congiunturale), per effetto della Frutta fresca e refrigerata (che registra una diminuzione dell’1,2% in termini congiunturali, rallentando in termini tendenziali da +4,6% osservato nel mese precedente a +1,8%) e dei Vegetali freschi o refrigerati diversi dalle patate (+1,3% rispetto a settembre, con un’inversione di tendenza su base annua da +3,0% a -2,8%). Tra i servizi, i prezzi dei Servizi vari accelerano (+2,3% la variazione annua, da +0,5% di settembre; +0,1% su base mensile). Distinguendo tra le ragioni dell’accelerazione e le determinanti della variazione annua, la prima è dovuta prevalentemente ai prezzi dell’Istruzione universitaria che registrano, un calo rispetto al mese precedente, del 3,2%, molto più lieve di quello di ottobre del 2017 quando diminuirono del 39,3% a seguito dell’entrata in vigore delle nuove norme sulla contribuzione studentesca introdotte con la Legge di Stabilità 232/2016. Questa forte differenza tra le dinamiche congiunturali di ottobre 2018 e ottobre dello scorso anno determina il rientro di larga parte della flessione tendenziale dei prezzi dell’Istruzione universitaria (da -39,3% di settembre a -3,2%), rientro che spiega per lo più l’accelerazione dei prezzi dei Servizi vari a ottobre. Le determinanti, invece, che spiegano la crescita tendenziale del +2,3% dei prezzi dei Servizi vari, vanno rintracciate nella dinamica dei prezzi delle Spese bancarie e finanziarie (+9,5% su base annua da +8,3% osservato nel mese precedente, +1,2% in termini congiunturali) e delle Tariffe amministrative (+55,3% il tendenziale, +1,8% rispetto settembre 2018). Nell’ambito dei Servizi relativi ai trasporti, si osserva infine un calo congiunturale dei prezzi del Trasporto aereo passeggeri (-16,2%), con una decelerazione su base tendenziale da +11,0% del mese precedente a +7,7%.  Clicca per ingrandire l'immagineScritto da Claudio C. Gandolfo il 16 Nov 2018 12:38... http://www.businesscommunity.it/blog/leggi.php?fileb=blog/16Nov2018Inflazione_in_Italia_ed_in_eurozona_a_ottobre_invariata_su_mese.txt Commercio estero: a settembre export -2,1% e import -0,3% su base mensile Commercio estero: a settembre export -2,1% e import -0,3% su base mensileIl saldo positivo della bilancia commerciale è quello che ormai da tempo caratterizza la nostra economia. Detto in altro modo, è l’export che tiene in piedi il nostro PIL e che ci consenti una pur flebile crescita, visto che quest’ultima non può arrivare da consumi interni che languono. Ecco perché non è certo un buon segnale quello che arriva dall’Istat, sia a livello mensile, sia tendenziale. Infatti, a settembre 2018 si stima una flessione congiunturale per le esportazioni (-2,1%) e una più contenuta diminuzione per le importazioni (-0,3%). Il calo congiunturale dell’export è da ascrivere alla diminuzione delle vendite sia verso i mercati extra Ue (-2,9%) sia verso l’area Ue (-1,4%). Nel trimestre luglio-settembre 2018, rispetto al precedente, si registrano incrementi per entrambi i flussi, più intenso per le importazioni (+2,9%) che per le esportazioni (+0,3%). A settembre 2018 la flessione dell’export su base annua è pari a -2,8% e coinvolge esclusivamente l’area extra Ue (-7,1%) mentre si registra una crescita dell’import (+5,7%) trainata dal forte incremento degli acquisti dai paesi extra Ue (+17,6%). La correzione per gli effetti di calendario porta la variazione dell’export a +1,6% e quella dell’import a +9,0%. Tra i settori che contribuiscono in misura più rilevante alla diminuzione tendenziale dell’export nel mese di settembre, si segnalano mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (-13,1%), macchinari e apparecchi n.c.a. (-3,2%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (-4,3%), articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (-5,4%) e apparecchi elettrici (-4,8%). In crescita, su base annua, le esportazioni di prodotti petroliferi raffinati (+6,0%) e di computer, apparecchi elettronici e ottici (+4,4%). Su base annua, i paesi che contribuiscono maggiormente al calo delle esportazioni sono Stati Uniti (-8,6%), Turchia (-31,0%), Russia (-24,7%), Cina (-17,2%) e Paesi OPEC (-11,2%). Nel periodo gennaio-settembre 2018, la crescita tendenziale dell’export è pari a +3,1% ed è sospinta da metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+5,9%), mezzi di trasporto, autoveicoli esclusi (+7,8%), apparecchi elettrici (+3,9%) e articoli in pelle, escluso abbigliamento e simili (+3,5%). Si stima che il surplus commerciale si riduca di 2.983 milioni di euro (da +4.257 milioni a settembre 2017 a +1.274 milioni a settembre 2018). Nei primi nove mesi dell’anno l’avanzo commerciale raggiunge +28.482 milioni (+58.422 milioni al netto dei prodotti energetici). Nel mese di settembre 2018 si stima che l’indice dei prezzi all’importazione aumenti dello 0,4% su agosto 2018 ed aumenti del 5,1% su base annua. Al netto dei prodotti energetici l’indice aumenta dello 0,1% in termini congiunturali e dello 0,9% in termini tendenziali. Clicca per ingrandire l'immagineScritto da Claudio C. Gandolfo il 16 Nov 2018 11:24... http://www.businesscommunity.it/blog/leggi.php?fileb=blog/16Nov2018Commercio_estero_a_settembre_export_21_e_import_03_su_base_mensile.txt