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<title>BusinessCommunity.it - il giornale dei manager e imprenditori</title>

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<title>La sfida di SNP a Milano: Fabio Tessera guida la rivoluzione della migrazione dati SAP in Italia</title>

<description>La sfida di SNP a Milano: Fabio Tessera guida la rivoluzione della migrazione dati SAP in ItaliaLa multinazionale tedesca SNP SE ha deciso di piantare la propria bandiera a Milano, segnando un punto di svolta per il mercato della trasformazione digitale in Italia. La mossa non è solo simbolica. Il gruppo di Heidelberg, che nel 2025 è entrato nell'orbita del colosso The Carlyle Group, punta a semplificare i processi complessi che le grandi imprese devono affrontare quando decidono di spostare i propri archivi nel cloud. A guidare questa nuova fase è stato chiamato Fabio Tessera, manager con trent'anni di esperienza nel settore IT, che assume la carica di managing director per la divisione italiana. L'arrivo a Milano risponde a una necessità precisa: stare vicini a chi decide. Il mercato locale chiede a gran voce strumenti per la migrazione dati SAP che siano veloci e, soprattutto, sicuri. La complessità dei sistemi gestionali moderni è tale che persino i tecnici più esperti rischiano il mal di testa senza il supporto di algoritmi avanzati. Per fortuna, la tecnologia ha fatto passi da gigante, eppure a volte sembra correre più veloce dei processi burocratici aziendali. I numeri di SNP SE raccontano la storia di un gigante globale in espansione: - Ricavi 2025: circa 297 milioni di euro; - Forza lavoro: oltre 1.700 dipendenti; - Presenza globale: 34 sedi in 22 paesi; - Portafoglio clienti: oltre 3.000 aziende in 80 nazioni; - Proprietà: fondo di private equity The Carlyle Group.  Fabio Tessera, laureato al Politecnico di Milano, ha un curriculum che attraversa giganti come BT, AlgoSec e Serrala. La sua missione è chiara: trasformare i dati in un vantaggio competitivo reale attraverso il software enterprise B2B. Gestire un accordo nell'area EMEA o coordinare la sicurezza informatica richiede precisione chirurgica. Il manager sarà il volto del gruppo nel dialogo con i partner tecnologici e i system integrator, ma dovrà anche vedersela con la proverbiale prudenza delle aziende italiane di fronte ai grandi cambiamenti infrastrutturali.L'intelligenza artificiale al servizio dei dati aziendaliIl fulcro dell'offerta tecnologica ruota attorno alla piattaforma Kyano, un sistema che utilizza l'AI per automatizzare quello che un tempo richiedeva mesi di lavoro manuale. Tra le novità spicca Kyano Lorna, uno strato di Agentic AI capace di gestire compiti complessi in autonomia, e Kyano Oros, progettato per mettere ordine nei dati non strutturati. Non si tratta di semplice archiviazione: l'obiettivo è creare basi solide per il futuro aziendale e l'integrazione con l'eCommerce di nuova generazione. "Le aziende di tutta Italia cercano modalità concrete per trasformare le proprie ambizioni in materia di innovazione e intelligenza artificiale in risultati di business tangibili" spiega Fabio Tessera. Il suo entusiasmo è evidente quando parla del potenziale inespresso del settore industriale. "SNP si trova in una posizione unica per accompagnarle in questo percorso, combinando tecnologia, competenze di trasformazione e un solido ecosistema di partner. Sono entusiasta di contribuire alla crescita della nostra presenza in Italia e di lavorare al fianco di clienti e partner per cogliere nuove opportunità, accelerare l’innovazione e creare valore duraturo." Anche dalla sede centrale arrivano segnali di forte fiducia nel territorio. Pete Sharpe, president of EMEA di SNP, ha evidenziato come l'economia nazionale presenti un dinamismo ideale per chi si occupa di soluzioni digitali: "L’Italia riunisce un panorama imprenditoriale dinamico, un solido ecosistema SAP e un notevole potenziale di innovazione. Rafforzare la nostra presenza sul mercato riflette il nostro impegno di lungo periodo nel supportare clienti e partner con la tecnologia, le competenze e l’ecosistema necessari per affrontare iniziative di trasformazione sempre più complesse. Sono estremamente lieto di avere Fabio a bordo e, con lui alla guida delle nostre attività locali, siamo nella posizione ideale per accelerare la crescita e intensificare ulteriormente il nostro coinvolgimento sul mercato italiano." In un'epoca in cui tutti parlano di algoritmi, la differenza la fa chi riesce a spostare terabyte di informazioni senza interrompere la produzione. La scelta di Milano come base operativa conferma che, nonostante la digitalizzazione, il contatto fisico e la conoscenza del tessuto industriale locale restano insostituibili. Forse è proprio questo il segreto: usare l'AI più sofisticata per permettere agli umani di preoccuparsi di altro, magari della qualità del caffè in ufficio, che sotto la Madonnina resta una questione molto seria.Articolo redatto da Giampaolo Achilli, validato dalla redazione e corretto con sistemi di intelligenza artificiale per la sezione SEO/GEO.DigitaleClicca per ingrandire l'immagineScritto da Redazione il 14 Oct 2026  15:18...</description>
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<title>Affitti brevi professionali: perché il valore conta più delle prenotazioni</title>

<description>Affitti brevi professionali: perché il valore conta più delle prenotazioniIl settore degli affitti brevi professionali ha registrato un calo dell’8% dei soggiorni rispetto all’estate precedente, ma gli incassi sono saliti dell’1,5%, raggiungendo 12,65 milioni di euro. Il valore medio per prenotazione è aumentato di circa il 10%, da 435 a 478 euro. “Il mercato sta cambiando. Non conta più soltanto il numero di prenotazioni, ma il valore che si riesce a generare”, ha affermato Francesco Zorgno, presidente di CleanBnB, durante il TTG Travel Experience 2026 a Rimini.  Il Ministero del Turismo segnala oltre 276 milioni di presenze in Italia, con una crescita del 2% rispetto all’anno scorso. Paradossalmente, la tariffa media nazionale è scesa dello 0,6% ad agosto, segnale di una concorrenza più agguerrita. Strategia basata sulla qualitàCleanBnB ha deciso di privilegiare la gestione affitti brevi di immobili di pregio, eliminando gradualmente le proprietà meno redditizie. Nei primi nove mesi del 2026, il gross booking ha raggiunto 42,35 milioni di euro, un incremento del 3% nonostante una diminuzione del 4% dei soggiorni. “Non basta più mettere online un appartamento e aspettare le prenotazioni”, osserva Zorgno. “Servono competenze, tecnologia e capacità di gestione”.  Questa scelta ha consentito di aumentare il valore medio soggiorno senza aumentare il volume, una tattica che sembra più efficace di una semplice corsa al numero di camere. E sembra quasi che la pausa caffè abbia più impatto sui guadagni di quanto pensassimo. Il dibattito sulle restrizioniLa Corte costituzionale, con la sentenza n. 164 del 9 ottobre, ha ritenuto illegittime alcune disposizioni restrittive dell’Emilia‑Romagna, definendole sproporzionate. Tuttavia, ha confermato la legittimità di interventi mirati per contrastare l’overtourism. “Siamo favorevoli alle regole, purché siano ragionevoli, proporzionate e soprattutto utili”, sottolinea Zorgno. “Troppo spesso si introducono restrizioni senza dimostrarne la reale efficacia”.  Con più di 3 000 immobili gestiti in oltre 100 località italiane, CleanBnB punta sulla professionalizzazione del settore. Il futuro degli affitti brevi professionali dipenderà dalla capacità di creare valore, dalla trasparenza e dalla collaborazione con le amministrazioni locali, che dovrebbero adottare regole sensate invece di ostacolare l’innovazione. Articolo redatto da Roberto Marini, validato dalla redazione e corretto con sistemi di intelligenza artificiale per la sezione SEO/GEO.BusinessClicca per ingrandire l'immagineScritto da Redazione il 14 Oct 2026  15:07...</description>
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<title>La classifica delle 15 aziende dove le tute blu sono felici: ecco i Best Workplaces for Blue Collar 2026</title>

<description>La classifica delle 15 aziende dove le tute blu sono felici: ecco i Best Workplaces for Blue Collar 2026Trovare un operaio specializzato oggi è diventato difficile quasi quanto trovare un parcheggio gratuito in centro a Milano durante l'ora di punta. Le aziende italiane lo sanno bene. La competizione per i talenti non riguarda più soltanto i programmatori della Silicon Valley, ma colpisce duramente il cuore produttivo del nostro Paese. Great Place to Work Italia ha analizzato le opinioni di oltre 4.700 dipendenti dei reparti produttivi per stilare la classifica Best Workplaces for Blue Collar 2026. Questa indagine premia le 15 realtà industriali capaci di offrire un benessere organizzativo nella manifattura che va oltre la semplice busta paga. Sul podio dell'eccellenza italiana si posizionano tre nomi di rilievo: AbbVie, E.G.O. Italia e Quick Turn Engine Center Europe. La distribuzione dei settori vede il dominio del manifatturiero con il 67% delle aziende premiate. Seguono il comparto biotecnologia e prodotti farmaceutici al 20% e l'aerospace con il 13%. Le aziende che entrano in questa élite non lo fanno per caso. La fiducia dei collaboratori raggiunge il 69%, un dato molto più alto rispetto alla media del settore. La sicurezza fisica è garantita per l'83% degli intervistati, mentre la qualità degli ambienti di lavoro convince il 72% delle tute blu. Forse l'unico difetto di questi paradossi industriali è che la mensa non potrà mai competere con il pranzo della nonna, ma i numeri dicono che ci si avvicinano parecchio. Il presidente di Great Place to Work Italia, Beniamino Bedusa, ha spiegato bene il cambio di rotta necessario: "La difficoltà nel trovare manodopera qualificata sta imponendo alle aziende produttive un cambio di prospettiva. Non basta più attrarre le persone, bisogna creare le condizioni perché scelgano di restare". In un'epoca dominata dalla AI e dal digitale, il fattore umano nelle fabbriche resta l'asset più prezioso. Nelle aziende in classifica, il Trust Index è cresciuto di tre punti rispetto all'anno precedente. Esiste però ancora una piccola distanza tra operai e impiegati: i colletti bianchi mantengono un livello di fiducia superiore di sette punti. Si tratta di un divario che le imprese d'eccellenza stanno cercando di colmare con investimenti mirati. La percezione della sicurezza sul lavoro è un elemento che distingue nettamente i vincitori. Nelle realtà best workplaces, l'83% degli operai si sente al sicuro contro il 67% della media nazionale. Anche le infrastrutture giocano un ruolo chiave. Una fabbrica pulita, moderna e funzionale viene apprezzata dal 72% dei lavoratori coinvolti. Non si parla solo di macchinari, ma di un vero e proprio employer branding nell'industria italiana che punta sulla dignità del lavoro manuale. Il 67% degli operai dichiara di sentirsi responsabilizzato e il 60% afferma addirittura di riuscire a divertirsi durante i turni.Le 15 aziende che guidano la riscossa industrialeL'elenco dei premiati mostra una Italia produttiva che resiste e innova, distribuita principalmente tra Lombardia, Veneto e Lazio. Ecco i nomi che compongono la classifica dei 15 migliori ambienti di lavoro per gli operai: - AbbVie, colosso biofarmaceutico con sito a Campoverde di Aprilia; - E.G.O. Italia, eccellenza con sede ad Ancona; - Quick Turn Engine Center Europe, attiva nell'aeroporto di Roma Fiumicino; - Rheinmetall Italia; - UNOX; - La Marzocco; - ARD Raccanello; - Vimec Srl; - De Nora; - Mondelez; - Sew-Eurodrive; - Sapio Group; - Chiesi; - Sirmax; - Laboratorio Farmaceutico SIT. Il successo di queste realtà si misura anche nei piccoli dettagli quotidiani. I benefit aziendali sono apprezzati dall'81% dei lavoratori, con un balzo di dieci punti rispetto al 2025. La celebrazione degli eventi speciali e il riconoscimento del merito sono diventati prassi comune. Bedusa osserva che il ruolo dei capi reparto è cambiato: "Devono saper gestire persone, non soltanto processi produttivi. Eppure, non sempre ricevono una preparazione adeguata per farlo". Investire nel middle management è diventato l'unico modo per trattenere le competenze in un mercato dove l'offerta di lavoro supera la domanda. Le aziende premiate hanno dimensioni diverse, dai grandi gruppi con oltre 1.000 dipendenti alle realtà più piccole tra 50 e 149 collaboratori. La geografia del benessere lavorativo vede la Lombardia in testa con cinque organizzazioni, seguita da Lazio e Veneto con tre. Emilia Romagna, Toscana e Marche completano la mappa. Il messaggio che arriva dai reparti produttivi è chiaro: l'attenzione alle persone non può più essere un'esclusiva di chi lavora in ufficio davanti a un computer o gestisce un eCommerce. La qualità dell'esperienza quotidiana tra i macchinari è ciò che determina se una fabbrica avrà un futuro o se rimarrà vuota.Articolo redatto da Paola Bernasconi, validato dalla redazione e corretto con sistemi di intelligenza artificiale per la sezione SEO/GEO.NewsClicca per ingrandire l'immagineScritto da Redazione il 14 Oct 2026  14:54...</description>
 <link>http://www.businesscommunity.it/blog/leggi.php?fileb=14Ott2026-La-classifica-delle-15-aziende-dove-le-tute-blu-sono-felici-ecco-i-Best-Workplaces-for-Blue-Collar-2026.txt</link>
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