BusinessCommunity.it - il giornale dei manager e imprenditori Eurozona: a settembre eurozona in surplus commerciale per 26,4 miliardi di euro Eurozona: a settembre eurozona in surplus commerciale per 26,4 miliardi di euroEurostat ha comunicato i dati della bilancia commerciale di settembre sia per l’eurozona, sia per l’Unione europea. Vediamoli separatamente.EurozonaLa prima stima per l'export di merci nell'area dell'euro (EA19) nel resto del mondo a settembre 2017 è di 187,1 miliardi di euro, con un incremento del 5,6% rispetto a settembre 2016 (177,2 miliardi di euro). Le importazioni dal resto del mondo ammontano a 160,7 miliardi di euro, in aumento del 5,1% rispetto a settembre 2016 (152,9 miliardi di euro). Di conseguenza, a settembre 2017, l'eurozona ha registrato un surplus di 26,4 miliardi di euro nel commercio di beni con il resto del mondo, a fronte di +24,3 miliardi di euro nel settembre 2016. Il commercio nell'area dell'euro è salito a 157,6 miliardi di euro, in crescita del 4,9% rispetto a settembre 2016. Nel periodo gennaio-settembre 2017, le esportazioni di merci nell'area dell'euro verso il resto del mondo ammontano a 1.624,9 miliardi di euro (un aumento del 7,4% rispetto a gennaio-settembre 2016), mentre le importazioni a 1.454,5 miliardi (un aumento del 10,4% rispetto a gennaio-settembre 2016). Di conseguenza, l'eurozona ha registrato un surplus di 170,4 miliardi di euro, rispetto ai +195,1 miliardi di euro nel periodo gennaio-settembre 2016. Il commercio intracomunitario è salito a 1.369,2 miliardi di euro nel perdio gennaio-settembre 2017, in crescita del 7,4% rispetto a gennaio-settembre 2016.Unione europeaLa prima stima per le esportazioni extra UE28 delle merci nel settembre 2017 è di 156,8 miliardi di euro, in crescita del 6,3% rispetto a settembre 2016 (147,4 miliardi di euro). Le importazioni dal resto del mondo ammontano a 153,7 miliardi di euro, in crescita del 3,2% rispetto a settembre 2016 (149,0 miliardi di euro). Di conseguenza, l'UE28 ha registrato un surplus di 3,1 miliardi di euro nel commercio di beni con il resto del mondo nel settembre 2017, contro un disavanzo di 1,6 miliardi di euro nel settembre 2016. Il commercio intracomunitario è salito a 287,8 miliardi di euro a settembre 2017, +4,9% rispetto a settembre 2016. Nel periodo gennaio-settembre 2017, le esportazioni di beni extra UE28 ammontano a 1.390,3 miliardi di euro (un aumento del 9,0% rispetto a gennaio-settembre 2016), mentre le importazioni a 1.382,9 miliardi (un aumento del 8,6% rispetto a gennaio-settembre 2016). Di conseguenza, l'UE28 ha registrato un avanzo di 7,4 miliardi di euro, rispetto ai +3,1 miliardi di euro nel periodo gennaio-settembre 2016. Il commercio intracomunitario è salito a 2.483,5 miliardi di euro nel periodo gennaio-settembre 2017, +7,0% rispetto a gennaio-settembre 2016.Clicca per ingrandire l'immagineScritto da Claudio C. Gandolfo il 15 Nov 2017 11:24... http://www.businesscommunity.it/blog/leggi.php?fileb=blog/15Nov2017Eurozona_a_settembre_eurozona_in_surplus_commerciale_per_264_miliardi_di_euro.txt Eurozona: a settembre produzione industriale -0,6% su mese e +3,3% su anno Eurozona: a settembre produzione industriale -0,6% su mese e +3,3% su annoSecondo quanto comunicato dall’Eurostat, a settembre del 2017, rispetto ad agosto, la produzione industriale è diminuita dello 0,6% nell'eurozona (EA19) e dello 0,5% nell'UE28. Ad agosto 2017 la produzione industriale era aumentata dell'1,4% nell'area dell'euro e dell'1,7% nell'UE28. A settembre 2017, rispetto a settembre 2016, la produzione industriale è aumentata del 3,3% nell'area dell'euro e del 3,6% nell'UE28.Confronto mensile per gruppo principale industriale e per Stato membroLa riduzione dello 0,6% della produzione industriale nell'eurozona a settembre 2017, rispetto ad agosto 2017, è dovuta alla produzione di “beni strumentali” (-1,6%), “beni di consumo durevoli” ed “energia” (-0,9%), “beni intermedi” (-0,6%). la produzione di “beni di consumo non durevoli” è aumentata dello 0,1%. Nella UE28, la diminuzione dello 0,5% è dovuta alla produzione di “beni strumentali” (-1,4%), “energia” (-0,6%), “beni intermedi” e “beni di consumo non durevoli” (-0,3%) e “beni di consumo durevoli” (-0,1%). Tra gli Stati membri per i quali sono disponibili dati, le maggiori riduzioni della produzione industriale sono state registrate in Portogallo (-6,7%), Danimarca (-3,7%) e Grecia (-3,6%), mentre i maggiori aumenti nei Paesi Bassi (+4,3%), Svezia (+2,4%) ed Estonia (+2,3%). L’Italia ha fatto registrare un -1.3%.Confronto annuale per gruppo principale industriale e per Stato membroL'incremento del 3,3% della produzione industriale nell'area dell'euro a settembre 2017, rispetto a settembre 2016, è dovuto alla produzione di “beni di consumo durevoli” (+6,9%), “beni intermedi” (+4,6%), “beni capitali” (+4,5%) e “beni di consumo non durevoli (+1,5%), mentre la produzione di “energia” è diminuita dell'1,7%. Nella UE28 l'incremento del 3,6% è dovuto alla produzione di “beni di consumo durevoli” (+6,6%), “beni capitali” (+4,9%), “beni intermedi” (+4,7%) e dei “beni di consumo non durevoli” (+1,6%), mentre la produzione di “energia” è diminuita dello 0,1%. Tra gli Stati membri per i quali sono disponibili dati, i maggiori incrementi sono stati registrati in Lettonia (+12,9%), Slovenia (+8,6%) e Ungheria (+8,0%). Una diminuzione è stata osservata in Irlanda (-3,1%). L’Italia ha fatto rilevare un +2,4%. Clicca per ingrandire l'immagineScritto da Claudio C. Gandolfo il 14 Nov 2017 12:11... http://www.businesscommunity.it/blog/leggi.php?fileb=blog/14Nov2017Eurozona_a_settembre_produzione_industriale_06_su_mese_e_33_su_anno.txt Nuovo calo dell’inflazione ad ottobre; -0,2% su mese e +1,0% in un anno Nuovo calo dell’inflazione ad ottobre; -0,2% su mese e +1,0% in un annoE adesso cosa si inventerà il nostro esecutivo che vede ogni mese un rallentamento continuo e inesorabile dell’inflazione? Segnale forte e chiaro che i consumi interni sono ben lontani dalla ripresa, oltre che del fatto che le famiglie italiane non spendono o non possono spendere. L’Istat infatti ha comunicato che a ottobre 2017, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, diminuisce dello 0,2% su base mensile e aumenta dell'1,0% rispetto ad ottobre 2016 (era +1,1% a settembre), confermando la stima preliminare. Il lieve rallentamento dell'inflazione è dovuto quasi esclusivamente all'inversione di tendenza dei prezzi dei Servizi vari (-1,1%, da +0,6% di settembre), dovuta al forte calo di quelli dell'Istruzione universitaria a seguito dell'entrata in vigore delle nuove norme sulla contribuzione studentesca introdotte con la Legge di Stabilità 232/2016. Il rallentamento è in parte attenuato dall'accelerazione della crescita dei prezzi degli Alimentari non lavorati (+3,8% da +2,1%) e degli Energetici regolamentati (+3,9% da +2,9%). Pertanto, l'"inflazione di fondo", al netto degli energetici e degli alimentari freschi, rallenta (+0,5% da +0,7% di settembre) così come quella al netto dei soli Beni energetici che si attesta a +0,7% (da +0,8%). L'inversione di tendenza dei prezzi dei Servizi vari determina il rallentamento della crescita dei prezzi dei servizi in generale (+0,7% da +1,3%), rendendo nuovamente negativo il differenziale inflazionistico tra servizi e beni che, anche a seguito dell'accelerazione della crescita di questi ultimi (+1,2% da +1,0%), risulta pari a -0,5 punti percentuali. Su base mensile, la diminuzione dei prezzi dei Servizi vari (-1,7%), che si sovrappone ai cali, influenzati da fattori stagionali, di quelli dei Servizi relativi ai trasporti (-1,5%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,5%), fa sì che le tendenze al ribasso prevalgano sulla crescita dei prezzi degli Alimentari non lavorati (+1,7%) e degli Energetici, sia regolamentati (+1,0%) sia non regolamentati (+1,2%), determinando così la flessione dell'indice generale. I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, principalmente a causa degli Alimentari non lavorati, aumentano dello 0,7% su base mensile e dell'1,7% su base annua (da +1,1% di settembre). I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto, spinti dagli Alimentari non lavorati e in misura minore dagli Energetici non regolamentati, salgono dello 0,5% in termini congiunturali e dell'1,7% in termini tendenziali (da +1,3% di settembre). L'inflazione acquisita per il 2017 è pari a +1,2% per l'indice generale e +0,7% per la componente di fondo. L'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) non varia su base mensile e aumenta dell'1,1% su base annua (era +1,3% a settembre), confermando la stima preliminare. L'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, diminuisce dello 0,2% su base mensile e aumenta dello 0,9% rispetto ad ottobre 2016. Clicca per ingrandire l'immagineScritto da Claudio C. Gandolfo il 14 Nov 2017 11:26... http://www.businesscommunity.it/blog/leggi.php?fileb=blog/14Nov2017Nuovo_calo_dellinflazione_ad_ottobre_02_su_mese_e_10_in_un_anno.txt