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<title>BusinessCommunity.it - il giornale dei manager e imprenditori</title>

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<title>Piazza Affari vede i record storici mentre l&#039;energia sostiene il FTSE MIB</title>

<description>Piazza Affari vede i record storici mentre l&#039;energia sostiene il FTSE MIBLa settimana si chiude con un segnale di forte resilienza per il mercato azionario italiano, che ha visto l'indice FTSE MIB salire dello 0,3% arrivando a quota 52.849 punti. Siamo a un soffio dai massimi storici. Si tratta di una posizione che sembra quasi sfidare la gravità in un momento di forte instabilità globale. La spinta decisiva è arrivata dal comparto energetico, galvanizzato dalle nuove tensioni in Medio Oriente dopo la cancellazione dei dialoghi tra USA e Iran previsti in Svizzera. Questa incertezza ha fatto lievitare il prezzo del greggio, offrendo una sponda preziosa ai titoli legati alle materie prime e alla difesa. Le performance migliori della giornata hanno riguardato società con una forte esposizione globale: - Prysmian ha segnato un progresso del 3,7%; - Eni è cresciuta del 2,4%; - Tenaris ha registrato un aumento del 2%; - Leonardo è salita dell'1,7% beneficiando dei timori bellici; - Generali ha chiuso in rialzo dello 0,5%. Le banche hanno vissuto una seduta a due velocità. Mentre Intesa Sanpaolo ha guadagnato lo 0,4%, altri istituti hanno sofferto il ritorno dei timori sull'inflazione legata ai costi energetici. UniCredit ha lasciato sul terreno lo 0,7% e Banco BPM lo 0,8%. È un equilibrio precario, simile a quello di un equilibrista che cerca di non guardare giù mentre il vento soffia forte. Il settore del lusso ha mostrato invece segni di stanchezza, penalizzato da una minore propensione al rischio degli investitori: Ferrari ha perso l'1,9% e Moncler è scesa dell'1,7%. Le prospettive monetarie rimangono un tema centrale per chi gestisce investimenti nel settore energia e nel comparto finanziario. Pierre Wunsch, esponente della BCE, ha chiarito la posizione dell'istituto centrale europeo riguardo ai tassi: "La Banca Centrale Europea potrebbe alzare nuovamente i tassi di interesse il mese prossimo se l'inflazione continuerà ad ampliarsi" . La dichiarazione non lascia molto spazio all'immaginazione. Suggerisce una prudenza estrema per i prossimi mesi, con il costo del denaro che potrebbe non aver ancora toccato il suo apice: la pressione sui margini resta un'incognita. È curioso notare come, nonostante i segnali di rallentamento, Milano continui a correre, quasi come se avesse dimenticato di aver lasciato il gas acceso a casa prima di uscire. Nondimeno, il mercato azionario italiano dimostra di saper assorbire i colpi esterni, mantenendosi stabilmente sopra i livelli di guardia grazie alla solidità dei suoi campioni industriali.NewsClicca per ingrandire l'immagineScritto da Redazione il 19 Jun 2026  22:51...</description>
 <link>http://www.businesscommunity.it/blog/leggi.php?fileb=19Giu2026-Piazza-Affari-vede-i-record-storici-mentre-l039energia-sostiene-il-FTSE-MIB.txt</link>
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<title>Il rincaro delle case accelera nel 2026: i dati ISTAT sulle compravendite in Italia</title>

<description>Il rincaro delle case accelera nel 2026: i dati ISTAT sulle compravendite in ItaliaIl mattone italiano non smette di correre e mette a segno una performance che spiazza le previsioni più prudenti. Nel primo trimestre del 2026 i prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie hanno registrato un incremento annuo del 5,2%. Si tratta di un'accelerazione netta se confrontata con il +4,0% rilevato alla fine del 2025. Questa dinamica trasforma il mercato immobiliare residenziale in un terreno di analisi cruciale per chi gestisce portafogli o pianifica operazioni di sviluppo. Le stime preliminari dell'ISTAT dipingono un quadro di vivacità inattesa: l'indice dei prezzi (IPAB) è salito dell'1,0% rispetto ai tre mesi precedenti. Chi pensava a un raffreddamento stagionale deve ora fare i conti con numeri che raccontano una storia diversa. È quasi ironico osservare come, nonostante i rincari, la corsa all'acquisto non accenni a fermarsi, quasi come se il prezzo più alto fosse diventato un incentivo anziché un ostacolo. La spinta maggiore arriva dal comparto del nuovo. Il tasso di variazione per le abitazioni appena costruite è balzato al +6,7%, una ripresa impressionante dopo il -1,1% del trimestre precedente. Al contrario, il segmento dell'usato mostra una tenuta solida ma con ritmi meno frenetici. La crescita per le case già esistenti si è attestata al 4,8%, segnando un lievissimo rallentamento rispetto al +5,0% di fine anno. Questo scenario influenza direttamente gli investimenti immobiliari 2026, costringendo i professionisti del settore a ricalibrare le aspettative sui margini. L'aumento dei valori non viaggia da solo, ma cammina di pari passo con la crescita dei volumi scambiati in tutto il territorio nazionale. I dati dell'Osservatorio del Mercato Immobiliare dell'Agenzia delle Entrate confermano questa tendenza positiva per il settore. Le compravendite sono aumentate del 4,4% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il salto è notevole, considerando che nel trimestre precedente la crescita era ferma a un timido +0,4%. Il mercato sembra aver ritrovato una spinta propulsiva che coinvolge diverse aree geografiche, da Milano a Roma, consolidando il trend nazionale. Ecco i punti salienti che definiscono l'attuale situazione: - l'indice generale dei prezzi case ISTAT sale del 5,2% su base annua; - le abitazioni nuove guidano la carica con un +6,7% tendenziale; - il volume delle compravendite residenziali cresce del 4,4%; - le case esistenti registrano un incremento dei prezzi del 4,8%; - l'inflazione acquisita per l'anno in corso si posiziona al +2,6%. Analizzando i dati su base congiunturale, ovvero il confronto diretto con l'ultimo trimestre del 2025, emerge un dettaglio tecnico interessante. L'aumento complessivo dell'1,0% è merito esclusivo delle abitazioni usate, che sono cresciute dell'1,5%. Paradossalmente, le case nuove hanno subito una flessione dell'1,5% rispetto al periodo precedente. Questa apparente contraddizione non deve trarre in inganno: la base di confronto annua rimane estremamente alta. Eppure, questo calo trimestrale suggerisce una possibile stabilizzazione dei listini per i cantieri appena conclusi. Per le imprese che operano nel B2B e per i grandi investitori, questo significa monitorare con attenzione la velocità di assorbimento dell'offerta.Le prospettive per il resto dell'anno e l'inflazione acquisitaIl 2026 si apre con un'eredità pesante per quanto riguarda il costo del mattone. L'inflazione acquisita per l'indice IPAB è già fissata al +2,6%. Questo valore rappresenta la variazione media che si otterrebbe se i prezzi rimanessero stabili per il resto dell'anno. Entrando nel dettaglio: - il trascinamento per le abitazioni nuove è del +1,8%; - le abitazioni esistenti mostrano un'inflazione acquisita più marcata, pari al +2,7%. Questi numeri riflettono un mercato immobiliare residenziale che non sembra temere le fluttuazioni economiche generali. La domanda rimane tonica e sostiene una crescita dei prezzi che, sebbene differenziata tra nuovo e usato, mantiene un segno positivo costante. Le compravendite immobiliari Italia restano il motore di un comparto che riesce ancora a catalizzare l'interesse delle famiglie e degli investitori istituzionali. La dinamica dei prezzi case ISTAT suggerisce che il valore degli asset residenziali continuerà a rappresentare un pilastro per il risparmio nel nostro Paese. Nonostante le piccole oscillazioni trimestrali del nuovo, la tendenza di lungo periodo rimane orientata verso l'alto, confermando la resilienza del settore edilizio nazionale.NewsClicca per ingrandire l'immagineScritto da Redazione il 19 Jun 2026  11:40...</description>
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<title>Il ritorno di Andy Burnham e la stretta della FED che scuote i mercati: perché i premi assicurativi globali stanno per cambiare</title>

<description>Il ritorno di Andy Burnham e la stretta della FED che scuote i mercati: perché i premi assicurativi globali stanno per cambiareLa politica nel Regno Unito subisce un forte scossone che potrebbe cambiare gli equilibri del Partito Laburista. Andy Burnham ha conquistato il seggio di Makerfield nelle ultime elezioni suppletive. Il sindaco della Greater Manchester non si è limitato a vincere, ma ha subito lanciato una sfida aperta alla leadership del primo ministro Kier Starmer. La sua affermazione elettorale viene presentata come un mandato chiaro per imprimere una sterzata profonda. Questa mossa politica arriva in un momento di grande incertezza per l'economia internazionale, dove la volatilità valutaria sta colpendo duramente i mercati emergenti. Il Real brasiliano, il Won sudcoreano e il dollaro australiano hanno perso oltre il 2% rispetto al biglietto verde in appena trenta giorni. La tensione finanziaria nasce dalle parole di Kevin Walsh. Al suo primo incontro ufficiale come presidente della Federal Reserve, il banchiere ha mostrato il suo volto da falco. Ha suggerito che i tassi di interesse negli USA potrebbero salire ancora, gelando chi sperava in un allentamento della politica monetaria. Al contrario, la Bank of England ha deciso di non toccare il costo del denaro, mantenendolo al 3,75%. L'inflazione britannica però morde ancora e rischia di superare la soglia del 3%. I costi dell'energia restano una minaccia costante, nonostante la parziale distensione tra Washington e Teheran che ha permesso la riapertura dello Stretto di Hormuz. In questo scenario, le imprese devono fare i conti con un aumento del rischio operativo che incide direttamente sui bilanci. Il settore delle assicurazioni B2B sta reagendo con una revisione radicale delle polizze globali. Gli esperti del ramo danni stanno valutando l'eliminazione della clausola delle cinque potenze. Si tratta di una regola nata dopo la seconda guerra mondiale che annulla le tutele per navi e aerei se scoppia un conflitto tra i grandi attori mondiali: - USA; - Cina; - Russia; - Regno Unito; - Francia. Il problema oggi è la natura dei conflitti. Non servono più dichiarazioni di guerra formali per causare danni miliardari. La cyber-guerra, l'uso massiccio di droni e i sabotaggi alle infrastrutture sottomarine creano un clima di incertezza permanente. Le aziende temono che un incidente isolato possa far scattare cancellazioni di massa, lasciando le catene di approvvigionamento scoperte. L'organizzazione dei grandi eventi sportivi riflette queste frizioni. Il Mondiale 2026 negli Stati Uniti si sta trasformando in un rompicapo logistico per la nazionale dell'Iran. A causa delle sanzioni economiche, i calciatori non possono soggiornare in territorio americano. La squadra dovrà fare base a Tijuana, in Messico, e spostarsi solo per le partite. Vedere atleti multimilionari fare i pendolari alla frontiera come studenti in gita sembra quasi una sceneggiatura di una commedia assurda, se non fosse per la gravità del contesto politico. La diaspora iraniana tra New York e Los Angeles vive questo evento con sentimenti contrastanti. Molti cittadini celebrano la propria identità, ma molti altri usano gli stadi per protestare contro il governo di Teheran. “Il dissenso contro un regime politico non significa perdere il legame con la propria nazione” racconta un tifoso durante una manifestazione. Anche se i visti vengono negati e le restrizioni aumentano, il campo da calcio rimane l'unico spazio dove si tenta di mantenere un dialogo professionale lontano dalle logiche della diplomazia. I mercati e rischi geopolitici camminano ormai sullo stesso binario, costringendo manager e investitori a navigare a vista in un mare sempre più agitato.NewsClicca per ingrandire l'immagineScritto da Redazione il 19 Jun 2026  08:29...</description>
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