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	<title>CalcioPadova1910.com</title>
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	<description>Il Blog Ufficiale del Calcio Padova 1910</description>
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		<title>Il Blog CalcioPadova1910.com in fase di restyling</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jan 2014 15:39:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dante Piotto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Blog CalcioPadova1910.com sospende l&#8217;attività per un restyling grafico e di contenuti. Torneremo molto presto online.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il Blog CalcioPadova1910.com sospende l&#8217;attività per un restyling grafico e di contenuti.</p>
<p>Torneremo molto presto online.</p>
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		<title>Renzetti, la prima volta da ex: &#8220;A Padova una tifoseria importante, ho ricordi molto belli della gente e della città&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Dec 2013 11:07:28 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<div id="titolo">PADOVA È stato il calciatore biancoscudato più presente in serie B degli ultimi 20 anni. Domani sera <strong>Francesco Renzetti</strong> troverà per la prima volta il Padova da avversario, dopo quattro stagioni, 140 presenze in campionato e un addio piuttosto traumatico. La colonna della fascia sinistra ha cambiato aria la scorsa estate, svincolandosi a parametro zero, dopo aver declinato la proposta di rinnovo arrivata a gennaio, e firmando a luglio con il Cesena. Lasciando un&#8217;eredità che, visto il traballante avvio di campionato, dev&#8217;essere ancora raccolta.<span id="more-19463"></span> «A Padova ho trascorso degli anni splendidi, ma non mi pento della scelta fatta», ha spiegato il terzino. «Sono molto contento di essere a Cesena, dove mi sento di essere cresciuto già in questi primi sei mesi». Lo considera quindi un passo avanti nonostante sia rimasto in serie B? Su di lei si vociferava ci fossero parecchie squadre della massima serie. «Io non ne faccio una questione di categoria, ma per il proseguo della mia carriera ho valutato che fosse giusto cambiare aria. È vero che il Padova mi aveva proposto il rinnovo a gennaio, ma in quel momento ho preferito temporeggiare e riflettere sul mio futuro. L&#8217;ultima stagione è stata molto complessa, poi è arrivato il cambio societario e ho deciso di prendere un altra strada». Ha parlato di “cambiare aria”. Sulla scelta può aver influito anche la pressione di una piazza tanto esigente? «No, a Padova c&#8217;è una tifoseria importante, che giustamente si aspetta tanto dalla squadra. Io ho un ricordo molto bello della società e della città. Spero di aver lasciato qualcosa di positivo nel cuore della gente. Le pressioni ci sono dappertutto, la settimana scorsa ho giocato ad Avellino e il pubblico di casa ha cominciato a mugugnare dopo un quarto d&#8217;ora nonostante la squadra, da neopromossa, sia quarta in classifica». Ripensando ai suoi quattro anni trascorsi in Veneto, cosa le viene in mente? «Ancora adesso, prima di addormentarmi, ci sono delle volte in cui mi metto a pensare alla strepitosa cavalcata che ci portò a sfiorare la serie A nel 2011. Furono due mesi memorabili, in cui vivemmo delle emozioni fortissime, peccato solo che il sogno svanì all&#8217;ultimo». Dei tanti allenatori che ha avuto, chi le è rimasto più impresso? «Tutti sono stati importanti per la mia crescita, anche se sia il primo che l&#8217;ultimo anno sono stati assai travagliati. Nel complesso credo che Calori prima e Dal Canto poi abbiamo fatto un ottimo lavoro». È rimasto molto legato a Trevisan e Legati. Sa che si dice che possono raggiungerla entrambi a Cesena? «Ho letto anch&#8217;io, ma credo sia prematuro parlarne. Li sento quotidianamente, mi dispiace che Trevor non possa esserci domani e auguro il meglio ad entrambi. A parte loro, sarà un piacere rivedere tante persone care. La gara contro il Padova avrà un valore diverso dalle altre, ma spero di non farmi condizionare in campo dalle emozioni che proverò». Si aspettava questo avvio difficile dei biancoscudati? «No, fa un certo effetto vederli in fondo alla classifica. Ma il campionato è lungo, con un filotto positivo possono risollevarsi». Voi, invece, puntate alla promozione? «Prima pensiamo a raggiungere la salvezza, è quello il nostro obiettivo».</div>
<div>
Fonte | Stefano Volpe per il Mattino di Padova</div>
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		<title>Terzo Compleanno Cral Acap, Melchiorri:&#8221;Esterno di centrocampo?Se c&#8217;è bisogno sono prontissimo&#8230;&#8221; Carini:&#8221;Che carattere a Bari!&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Nov 2013 11:50:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dante Piotto]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>«Se la prende Melchiorri è gol». È un coro spontaneo quello lanciato dalla cinquantina di tifosi del club Cral Acap, che martedì sera ha festeggiato il terzo compleanno in un ristorante dell&#8217;Arcella. Ospiti d&#8217;onore il difensore biancoscudato Filippo Carini e proprio il centravanti Federico Melchiorri, che quasi arrossisce di fronte a tanto affetto. Sono lontani veleni e tensioni che stanno circondando la società, i tifosi hanno voglia di gol e l&#8217;hanno urlato a gran voce. «Ormai non segno da un mese e devo dire che mi manca tantissimo», ha confessato Melchiorri. «Spero di timbrare il cartellino già sabato contro il Crotone e ripagare la fiducia di questi tifosi che continuano a riempirmi d&#8217;affetto». La vera novità, però, è che Bortolo Mutti, dopo averlo inserito nella ripresa a Bari come esterno di centrocampo, lo sta provando insistentemente ancora in questo ruolo e contro i calabresi sembra destinato a giocare defilato.<span id="more-19460"></span></p>
<p>«È una posizione in cui non avevo mai giocato, il mio ruolo naturale è quello di esterno nel 4-3-3. Non trovo ci siano grandi differenze, di sicuro devo coprire di più ma a Bari mi sono trovato bene e se ci sarà ancora bisogno di me in quella posizione sono prontissimo. L&#8217;assetto della squadra sarebbe ancora più offensivo e contro il Crotone dobbiamo puntare a vincere a tutti i costi». Melchiorri, intanto, sta prendendo lezioni dal nuovo arrivato Tommaso Rocchi. «L&#8217;ex laziale si è inserito benissimo, raramente si trova un personaggio di tale fama disponibile a insegnare un sacco di cose e spiegare i movimenti offensivi. Ha preso sotto la sua ala me così come i compagni meno esperti. È proprio una grande persona». Si chiedono i gol a Melchiorri e, curiosamente, anche al difensore Filippo Carini, che ripensa ancora alla grande occasione sciupata contro il Brescia. «Spero di rifarmi già sabato all&#8217;Euganeo», sorride l&#8217;ex Modena.</p>
<p>&#8212;</p>
<p>«Se la prende Melchiorri è gol». Eccolo il primo coro coniato dai tifosi biancoscudati e dedicato all&#8217;attaccante di Macerata. In realtà l&#8217;interessato manca da qualche settimana all&#8217;appuntamento a lui più gradito, ma c&#8217;è un elemento scaramantico che fa ben sperare in vista della sfida di sabato all&#8217;Euganeo con il Crotone. Martedì sera il giocatore era ospite insieme a Carini del club Cral Acap per la festa del terzo compleanno e in passato, dopo la partecipazione a un analogo evento, aveva regalato un dispiacere alla formazione avversaria &#8211; in quel caso la Juve Stabia, nella successiva partita. «Magari &#8211; replica Melchiorri &#8211; speriamo che la cosa mi porti ancora fortuna. Il gol mi manca parecchio, non vedo l&#8217;ora di ritimbrare il cartellino e non sarebbe male se capitasse già sabato con l&#8217;undici calabrese, avversario forte, ma che non deve intimorirci». In un momento ancora difficile per la squadra, questi piccoli bagni di folla sono in ogni caso un toccasana. «L&#8217;affetto della gente è enorme e non posso che esserne contento. Sognavo per me un campionato così, i tifosi mi vogliono tutti bene e spero tanto di potere ripagare la loro stima».</p>
<p>Sabato a Bari è entrato solo a inizio ripresa, schierato da esterno sinistro del 4-4-2. «L&#8217;allenatore mi ha fatto rifiatare un attimo, ma sia la prova di Vantaggiato che quella di Pasquato sono state positive per cui la scelta si è rivelata azzeccata. Quanto a quel ruolo, non l&#8217;avevo mai fatto, ma mi sono trovato abbastanza bene perché non è molto diverso rispetto a un 4-3-3. C&#8217;è da dare un aiuto maggiore in fase difensiva, lo stiamo riprovando in allenamento (anche nella partitella in famiglia di ieri, ndr), vedremo». Carini, titolare da due gare, torna su quel suo colpo di testa a fil di palo nella sfida con il Brescia: «Ci sto pensando ancora. Vincere a tempo scaduto e in inferiorità numerica sarebbe stato il massimo. Non era facile segnare ma potevo fare meglio. Il secondo gol del Bari sul filo del fuorigioco? Un errore di lettura di tutta la difesa. Ci lavoriamo in settimana, ma al minimo sbaglio veniamo puniti, anche se poi al San Nicola abbiamo mostrato carattere rimettendo in piedi la gara. Una bella iniezione di fiducia». Oltre sessanta i soci del club, nato all&#8217;interno del circolo ricreativo dell&#8217;Aps. «Noi ci siamo &#8211; spiega il presidente Alessandro Favaron &#8211; e saremo sempre presenti per sostenere la squadra fino all&#8217;ultima partita».</p>
<p>Fonte | Stefano Volpe per il Mattino di Padova | Andrea Miola per il Gazzettino</p>
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		<title>Mattino, Cuffa al San Nicola ritrova il suo vecchio presidente del Castellaneta Piero Musci: &#8220;lo tirai su a carne di cavallo&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Nov 2013 16:52:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dante Piotto]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>BARI (&#8230;) Il post partita di Bari-Padova ha regalato una storia di calcio e grande umanità. Il protagonista è il beniamino dei tifosi biancoscudati, Matias Cuffa, l&#8217;esempio tipico, se ce n&#8217;è uno, del giocatore che si è fatto da sé, arrivando in alto solo grazie a grinta e determinazione fuori dal comune. Siamo alle battute finali della partita quando un signore di mezza età, nella tribuna centrale del “San Nicola”, riconosce l&#8217;accento veneto e si avvicina ad un gruppo di tifosi. Sono sette fedelissimi padovani, ai quali l&#8217;interlocutore chiede se sia possibile avvicinare, prima della partenza del pullman, il capitano della squadra. <span id="more-19457"></span>Perché? Perché lui è Piero Musci, il primo presidente di Cuffa, nella sua seconda avventura italiana. Colui che ha accolto un giovanissimo argentino, il quale, dopo la prima traumatica esperienza a Monselice (da dove era scappato nel giro di un mese per tornare a casa), aveva deciso di riprovare a sfondare nel Belpaese. Era l&#8217;estate del 2001 quando Cuffa sbarcò all&#8217;aeroporto di Bari Palese per giocare una stagione in Puglia nella squadra tarantina del Castellaneta, in Eccellenza. Da lì iniziò la sua carriera in giro per la Penisola. E da quella stagione Musci e Cuffa non si erano più visti. I tifosi biancoscudati, ascoltata la storia, provano ad avvicinarsi agli spogliatoi, chiamano il presidente Penocchio e riescono a far avvicinare Musci. Cuffa sta per salire sul pullman quando viene fermato e non crede ai suoi occhi: riconosce subito Musci, lo abbraccia forte e quasi si commuove, prima di rientrare negli spogliatoi. Una sorpresa così non poteva non essere premiata e il Cabezòn decide di regalare la maglietta con cui è tornato al gol, dopo 14 mesi di astinenza, proprio al suo vecchio presidente. Il tempo di fare quattro chiacchiere e il capitano sale sul pullman per dirigersi verso l’aeroporto e tornare a Padova, mentre Musci, prima di rientrare a Castellaneta, non smette di sorridere e ringraziare i tifosi biancoscudati che gli hanno permesso di rivedere il suo vecchio pupillo. «È stata una grande emozione», racconta. «Pensate, sono stato proprio io ad andarlo a prendere all&#8217;aeroporto quando giunse da Buenos Aires. Era fine agosto, ma in Argentina faceva freddo e lui indossava il cappotto. Sembrava Batistuta per la capigliatura, ma era molto magro e arrivava da una situazione problematica. A quel tempo in Argentina si soffriva molto la crisi. Così decisi di tirarlo su a carne di cavallo». Aveva vent&#8217;anni Cuffa, l&#8217;inverno precedente era stato a Monselice ma non si era ambientato, tornando in patria dopo appena due partite. Come ha fatto, poi, a finire a Castellaneta? «Me lo avevano segnalato dei conoscenti liguri, visto che Matias ha degli antenati di Genova. Decisi di provarlo, all&#8217;epoca faceva il centravanti e, anche se si vedeva che non era il suo ruolo, ci diede una grande mano. In quella stagione ci avevano indicato come la squadra-materasso, invece sfiorammo la promozione in D. A fine anno l&#8217;argentino iniziò il suo lungo tour per l&#8217;Italia e adesso sono veramente orgoglioso che sia riuscito a fare questa grande carriera».</p>
<p>Fonte | Stefano Volpe per il Mattino di Padova</p>
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		<title>Juve Stabia, esonerato Piero Braglia, Fulvio Pea nuovo allenatore</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Nov 2013 10:17:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dante Piotto]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[CASTELLAMMARE DI STABIA &#8211; Fatale il ko interno contro il Trapani a mister Piero Braglia. Infatti l&#8217;allenatore è stato esonerato dato l&#8217;ultimo posto in classifica. Questo il comunicato del club campano: «S.S.Juve Stabia SpA rende noto che mister Piero Braglia è stato sollevato dall&#8217;incarico di responsabile tecnico della prima squadra. Al tecnico nativo di Grosseto, che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>CASTELLAMMARE DI STABIA &#8211; Fatale il ko interno contro il Trapani a mister Piero Braglia. Infatti l&#8217;allenatore è stato esonerato dato l&#8217;ultimo posto in classifica. Questo il comunicato del club campano: <span id="more-19454"></span>«S.S.Juve Stabia SpA rende noto che mister Piero Braglia è stato sollevato dall&#8217;incarico di responsabile tecnico della prima squadra. Al tecnico nativo di Grosseto, che ha contribuito a scrivere pagine importanti nella storia del calcio stabiese, S.S. Juve Stabia Spa augura di cuore le migliori fortune personali e professionali e lo ringrazia per il lavoro svolto in questi anni e per la professionalità dimostrata. S.S.Juve Stabia Spa rende noto inoltre che è stato sollevato dall&#8217;incarico anche l&#8217;allenatore in seconda mister Mauro Isetto al quale va l&#8217;augurio per un futuro personale e professionale ricco di soddisfazioni».</p>
<p><span><br />
S.S.Juve Stabia Spa rende noto che è stato affidato l’incarico di responsabile tecnico della prima squadra al signor <strong>Fulvio Pea</strong>. Il tecnico, nato a Casalpusterlengo il 10 febbraio 1967, ha allenato, nelle ultime due stagioni di serie B, il Sassuolo ed il Padova, mentre in passato ha guidato, con successo, le formazioni giovanili di Sampdoria e F.C. Inter.<br />
Mister Fulvio Pea sarà coadiuvato dall’allenatore in seconda, mister Andrea Tarozzi e dal preparatore atletico Arturo Gerosa e verrà presentato, ai rappresentanti degli Organi d’informazione, oggi presso la Sala Stampa dello Stadio “R.Menti”.</span></p>
<p>Fonte | Stabia1907.it</p>
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		<title>Rocchi a Il Messaggero: &#8220;Posso dare ancora tanto, smetterò solo nel 2015</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Nov 2013 16:38:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Rocchi]]></category>
		<category><![CDATA[Tommaso Rocchi]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il neo acquisto del Padova Tommaso Rocchi si confessa in una lunga intervista rilasciata a Il Messaggero. &#8216;Ho ricevuto anche proposte da società di A e dall&#8217;estero, però non collimavano con le mie aspettative &#8211; dichiara l&#8217;attaccante, acquistato a parametro zero in quanto svincolato -. Così ho scelto il Padova, che mi ha cercato più di tutti, facendomi sentire un calciatore importante. Fisicamente sono a posto, ho l&#8217;entusiasmo e la determinazione per continuare a giocare. Dalla C2 in poi ho giocato in tutte le categorie, ricominciare dalla B non sarà un problema. L&#8217;obiettivo è quello di smettere nel 2015. La partita più bella della mia carriera? Per risultati ne scelgo due: quella nella quale realizzai tre reti alla Juventus, con la maglia dell&#8217;Empoli, e la Supercoppa vinta a Pechino. Ma le emozioni sono tante: il famoso derby del 6 gennaio, il centesimo gol con la Lazio, segnato a Cagliari, il centesimo gol in serie A, firmato con la casacca dell&#8217;Inter&#8230; Della mia carriera sono soddisfatto perché, partendo dalla serie C2, sono arrivato fino alla Nazionale. L&#8217;unico rimpianto è l&#8217;ultima stagione vissuta, quasi da emarginato, nella Lazio&#8217;.<span id="more-19451"></span></p>
<p>A proposito dell&#8217;addio al club biancoceleste, Rocchi ammette: &#8216;Non avvertivo più né la stima né la fiducia, da parte di tutte le componenti. Petkovic mi diceva che non rientravo nei suoi piani tattici, nel modulo a una sola punta. Ho sperato che la situazione cambiasse, che potessi guadagnarmi spazio negli allenamenti. Ma non ci sono riuscito, non sono stato considerato. Nove anni di Lazio mi hanno segnato la carriera e la vita, in biancoceleste ho vissuto i momenti più belli. Ero il capitano, mi sentivo un personaggio importante, staccarmi comportava un enorme dispiacere. Ho voluto aspettare, ma quando ho capito che non credevano più in me, ho detto basta. Certo, dopo tanti anni non è bello finire così un rapporto, però nel calcio succede. E ne ho preso atto. Lotito? Il nostro è stato comunque un rapporto lungo e importante, salvo il finale. Però potrebbe anche riaprirsi. Quando ho lasciato la Lazio abbiamo parlato della possibilità di un mio possibile ruolo in società, ancora da definire. Ci siamo dati appuntamento a fine carriera. Di certo vorrei rimanere nel calcio: osservatore, dirigente, allenatore delle giovanili, commentatore televisivo. Deciderò quando sarà il momento&#8217;.</p>
<p>Rocchi si lancia comunque in un&#8217;analisi sul momento della Lazio. &#8216;Sono un po&#8217; sorpreso da questa falsa partenza, forse è colpa del successo in Coppa Italia che ha fatto lievitare le aspettative &#8211; afferma -. La società ha pensato che la squadra fosse comunque sempre competitiva, mentre le avversarie si stavano rinforzando con acquisti mirati. La situazione si trascina avanti da mesi, dal girone di ritorno. Tutti si attendevano una partenza super, come quella dello scorso campionato. Invece a partire a mille è stata la Roma e questo ha rappresentato un ulteriore motivo di disturbo in casa biancoceleste. Qualcuno, con un eccesso di ottimismo, aveva parlato di ambizioni da Champions. Al massimo la Lazio potrà rientrare nell&#8217;orbita dell&#8217;Europa League. Sono convinto che si riprenderà, però dovrà cambiare qualcosa in quanto non bastano solo gli infortuni a spiegare le delusioni di questo primo scorcio di stagione. Il mio cuore resterà sempre biancoceleste, auguro ai tifosi tanti successi e un giorno spero riabbracciarli a Formello&#8217;.</p>
<p>Fonte | Il Messaggero (via PadovaGoal)</p>
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		<title>Carpi-Padova, Abodi al Gazzettino: &#8220;Credo sia questione di pochi giorni&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Nov 2013 11:23:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dante Piotto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Abodi]]></category>
		<category><![CDATA[Il Gazzettino]]></category>
		<category><![CDATA[Pierpaolo Spettoli]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Ormai siamo all&#8217;epilogo, credo che sia questione di pochi giorni&#8221;. Sembra essere davvero arrivata agli sgoccioli l&#8217;attesa relativa al verdetto del giudice sulla vicenda black out di Carpi-Padova (31 Agosto), stando alle parole del presidente Andrea Abodi. Come noto, sono due i possibili scenari: vittoria 3-0 a tavolino per il Padova, o prosecuzione della partita sospesa al 27&#8242; del primo tempo. &#8220;Abbiamo chiesto alla Federcalcio di attivarsi per fare in modo che tutto l&#8217;iter si esaurisca entro la fine del girone d&#8217;andata &#8211; prosegue Abodi &#8211; e sono convinto che il termine sarà rispettato&#8221;.<span id="more-19448"></span> Si riferisce naturalmente al primo grado? &#8220;Si, poi a cascata viene il secondo grado che è abbastanza rapido, anche memori della precedente esperienza di Padova-Torino. Non vogliamo e non siamo in grado di sopportare lungaggini, ho già chiesto alla Federcalcio che tutto venga definito in tempi brevi. Poi la parte che sarà soddisfatta farà ciò che ritiene opportuno, ma credo che il giudice sportivo si esprima in pochi giorni, già la prossima settimana&#8221;. Ha sentito la società biancoscudata? &#8220;Ci sentiamo costantemente. Sanno che, a tutela dell&#8217;interesse di tutte le squadre, come Lega vogliamo cancellare quell&#8217;asterisco in classifica ed è nostro interesse che ciò accada velocemente&#8221;.</p>
<p>Fonte | Pierpaolo Spettoli per Il Gazzettino</p>
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		<title>Il Mattino, tifosi: A Villa del Conte il biancoscudo coinvolge tutti, pure il parroco</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Nov 2013 16:52:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dante Piotto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Tifosi Biancoscudati]]></category>
		<category><![CDATA[Il Mattino di Padova]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Volpe]]></category>
		<category><![CDATA[Villa del Conte]]></category>

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		<description><![CDATA[VILLA DEL CONTE Il viaggio de Il Mattino di Padova all&#8217;interno del tifo organizzato biancoscudato prosegue nel profondo nord della provincia. Quella che nel corso degli anni ha rischiato di essere una zona fertile per attirare le simpatie calcistiche verso Cittadella si conferma, invece, come una roccaforte del Padova. Stiamo parlando di Villa del Conte, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="titolo">VILLA DEL CONTE Il viaggio de Il Mattino di Padova all&#8217;interno del tifo organizzato biancoscudato prosegue nel profondo nord della provincia. Quella che nel corso degli anni ha rischiato di essere una zona fertile per attirare le simpatie calcistiche verso Cittadella si conferma, invece, come una roccaforte del Padova. Stiamo parlando di Villa del Conte, paese di poco più di 5mila abitanti e che da due anni a questa parte è sede dell&#8217;omonimo club affiliato all&#8217;Aicb. <span id="more-19445"></span>“Villa del Conte biancoscudata” potrà sembrare anche un nome banale, ma racchiude quella che è la vera essenza del gruppo: essere riusciti a legare ai colori del Padova l&#8217;intero comune. «Quel che ci ha più sorpreso», confessa Jacopo Agostini, factotum del club, «è la partecipazione di tutta Villa del Conte alla nostra associazione. Nel corso delle due feste che abbiamo organizzato, e nelle quali abbiamo ospitato i calciatori del Padova, non c&#8217;è stato nemmeno un commerciante del luogo che si sia tirato indietro. Tutti hanno voluto offrire qualcosa per la nostra lotteria, per finanziare il club e anche per beneficenza». I soci del club, infatti, si sono dati da fare nel corso di questa estate per promuovere un torneo di calcetto e raccogliere i fondi destinati a Davide Onlus per costruire una scuola in India. Tutto il paese è legato al club, dal sindaco al parroco, che in occasione delle partite casalinghe del Padova mette a disposizione gratuitamente il proprio pullmino per permettere ai tifosi di raggiungere l&#8217;Euganeo. «E ultimamente don Danilo sta benedicendo il mezzo ogni volta che torniamo a casa, sia per i risultati della squadra sia per le imprecazioni che lanciamo quando il Padova perde», scherza Agostini. Un gruppo nato grazie a Calori e&#8230; Mourinho. «Abbiamo deciso di fondare il club dopo una trasferta a Novara, con il Padova che pareggiò 1-1 ad inizio 2011. Segnò El Shaarawy e si fece male Succi. A spingerci a farlo anche l&#8217;esempio del club interista di Villa del Conte, che dopo i successi del triplete è diventato il secondo Inter club più grande del Veneto. Noi nel nostro piccolo riusciamo ad essere sempre un centinaio, al bar Centrale, quando gioca il Padova, la sala è piena e quel che mi dà più soddisfazione è essere riuscito a trasmettere nel cuore di tanta gente l&#8217;amore per il biancoscudo. Ora da queste parti non si segue il Padova solo se vince, ma lo si sostiene sempre e comunque».</div>
<div></div>
<div>Fonte | Stefano Volpe per Il Mattino di Padova</div>
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		<title>Vincenzo Italiano firma per il Lumezzane di mister Marcolini e Talato</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Nov 2013 17:42:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dante Piotto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie Ufficiali]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Lumezzane]]></category>

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		<description><![CDATA[Con una nota apparsa sul sito ufficiale, il Lumezzane ha reso noto l&#8217;ingaggio di un nuovo centrocampista. L&#8217;ex capitano biancoscudato, quindi, riabbraccerà Michele Marcolini, mister della società bresciana e l&#8217;ex biancoscudato Filippo Talato, ora attaccante del Lumezzane. Ecco il comunicato integrale: &#8220;L&#8217;AC Lumezzane comunica di aver tesserato il centrocampista Vincenzo Italiano con il quale è [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Con una nota apparsa sul sito ufficiale, il Lumezzane ha reso noto l&#8217;ingaggio di un nuovo centrocampista. L&#8217;ex capitano biancoscudato, quindi, riabbraccerà Michele Marcolini, mister della società bresciana e l&#8217;ex biancoscudato Filippo Talato, ora attaccante del Lumezzane. Ecco il comunicato integrale: <span id="more-19442"></span></p>
<p>&#8220;L&#8217;AC Lumezzane comunica di aver tesserato il centrocampista Vincenzo Italiano con il quale è stato sottoscritto un accordo biennale. Si tratta di un grande rinforzo per la società del presidente Cavagna in considerazione della grande carriera del giocatore classe 77 nato in Germania, ma di origine siciliana. L&#8217;esordio di Italiano tra i professionisti fu con il Trapani prima del trasferimento a Verona, maglia Hellas, con la quale Italiano ha giocato dal 96 al 2005. Quindi il trasferimento al Genoa prima di tornare al Verona e passare poi sulla sponda Chievo. Infine le esperienze con Padova e Perugia prima dell&#8217;approdo al Lumezzane&#8221;.</p>
<p>Fonte | <a href="http://www.aclumezzane.it/" target="_blank">Lumezzane</a></p>
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		<title>Il Mattino: Gli Intrepidi di Brugine hanno già fatto storia</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Nov 2013 19:23:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Dante Piotto]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Tifosi Biancoscudati]]></category>
		<category><![CDATA[Brugine]]></category>
		<category><![CDATA[Intrepidi]]></category>
		<category><![CDATA[Mattino di Padova]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Volpe]]></category>

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		<description><![CDATA[PADOVA (&#8230;) Uno dei club più giovani ma allo stesso tempo più attivi nel panorama del tifo organizzato biancoscudato: gli Intrepidi di Brugine. Un gruppo che ha dovuto lottare fin dalla propria nascita per emergere, sfidando anche la sorte con l&#8217;inaugurazione fissata la settimana dopo la sconfitta più pensate della storia recente del Padova: lo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>PADOVA (&#8230;) Uno dei club più giovani ma allo stesso tempo più attivi nel panorama del tifo organizzato biancoscudato: gli Intrepidi di Brugine. Un gruppo che ha dovuto lottare fin dalla propria nascita per emergere, sfidando anche la sorte con l&#8217;inaugurazione fissata la settimana dopo la sconfitta più pensate della storia recente del Padova: lo 0-6 contro il Pescara di aprile 2012. <span id="more-19440"></span>Eppure quel giorno i tifosi mostrarono uno strenuo attaccamento alla maglia, accogliendo al meglio dirigenti e giocatori e non lasciando cadere nel vuoto la promessa di essere sempre (o quasi) presenti. Il club non è numerosissimo (una trentina di iscritti), ma al suo attivo ha già diverse trasferte, tra cui Livorno e Bari. Particolare il nome, ereditato dal gruppo musicale di uno dei soci fondatori, che si può leggere in due modi, Intrepidi e In3Pd. «Quest&#8217;ultima lettura», spiega il presidente Nicola Varotto, «era dedicata ai tre personaggi-cardine, secondo noi, della società biancoscudata: Cestaro, Carron e Sottovia. Ma anche adesso che la dirigenza è cambiata, mi piace ricordarlo». La storia come punto di riferimento per il club, che in una stanza della sua sede (la trattoria “Al Bosco” di Brugine) nelle occasioni più importanti sfodera una speciale galleria, appendendo le pagine del “mattino” che hanno raccontato i successi (e anche le delusioni) più o meno recenti del Padova, oltre ad una teca preziosissima che conserva i biglietti d’ingresso delle partite all&#8217;Appiani. Nell&#8217;estate 2012 gli Intrepidi (tra le cui fila spicca anche la candidata miss serie B, Andrea Paola Canato) si sono resi protagonisti della raccolta firme per promuovere il rinnovo del contratto a Cuffa, petizione che ha raccolto quasi mille adesioni e che alla fine è servita. E in futuro cosa aspettarci? «Di sicuro un gran tifo», continua Varotto. «Noi ci sistemiamo in Tribuna Est, da dove proviamo a coinvolgere i nostri vicini a seguire i cori della “Fattori”. Speriamo di poter riproporre a breve una coreografia come quella che facemmo lo scorso anno con il cuore biancoscudato». Alla società cosa chiedere? «Due cose: rinforzi a gennaio e l&#8217;allestimento di un punto-vendita di biglietti a Brugine o dintorni. Ogni volta per acquistare il tagliando ci tocca andare fino a Montà».</p>
<p>Fonte | Stefano Volpe per Il Mattino</p>
<p>&nbsp;</p>
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