<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:blogger='http://schemas.google.com/blogger/2008' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4169793322311437985</id><updated>2024-09-11T15:07:22.073-07:00</updated><category term="campi  di concetramento"/><category term="germania"/><category term="giornata delle  memoria"/><category term="deportazione degli  ebrei"/><category term="shoah"/><category term="TEREZIN"/><category term="abruzzo"/><title type='text'>CAMPIDICONCENTRAMENTOINABRUZZO</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://campidiconcetramentoabruzzo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4169793322311437985/posts/default?redirect=false'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campidiconcetramentoabruzzo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>CARINCIPAOLO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14747935767839625008</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>7</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4169793322311437985.post-6473999026663669304</id><published>2016-01-26T13:52:00.002-08:00</published><updated>2016-01-26T13:53:43.120-08:00</updated><title type='text'>Shoah - la mappa del terrore in Abruzzo </title><content type='html'>&lt;br /&gt;
Giornata della 
Memoria e anche l’Abruzzo protagonista della Shoah con i suoi numerosi 
campi di concentramento non può dimenticare. Una lista infinita che dal 
1940 al 1944 sarà sinonimo di deportazione e torture. Costantino Di 
Sante nel suo libro “I campi di concentramento in Abruzzo”, ricostruisce
 quegli anni grazie al materiale dell’archivio centrale di Stato. 
L’Abruzzo venne considerata una delle regioni più adeguate per ospitare i
 campi di internamento perché nella scelta dei luoghi influivano 
«l’impervietà dei luoghi, la scarsa concentrazione abitativa e la minore
 politicizzazione della popolazione». &lt;br /&gt;
Saranno 15 i campi attivati e
 59 le località d’internamento. Per ciscuna persona devono essere a 
disposizione « una branda o letto in ferro con rete metallica o con 
telo, materasso e guanciale di lana borra con federa, due lenzuola di 
tela canapina o di cotone, una coperta di lana oppure di cotone per la 
stagione estiva, due asciugamani di tela, una seggiola, un attaccapanni,
 un catino di metallo, un comodino di legno, una bottiglia, un bicchiere
 di vetro o di alluminio». &lt;br /&gt;
CASOLI Il campo di concentramento di 
Casoli attivato nel1940 ed era composto da due edifici: uno di proprietà
 privata e l’altro era una ex scuola comunale. Qui venivano portati 
«principalmente ebrei di nazionalità tedesca e austriaca. Le condizioni 
degli internati di Casoli all’inizio non furono particolarmente dure 
grazie al Podestà, che, applicò in modo blando le disposizioni previste 
per l’internamento, e grazie anche all’atteggiamento comprensivo della 
popolazione locale». &lt;br /&gt;
CHIETI «Il campo di Chieti era stato 
istituito nell’asilo infantile &quot;Principessa di Piemonte&quot;, ed i bambini, 
circa duecento, che si trovavano nell’edificio, vennero sistemati 
nell’Istituto S. Maddalena. Il 14 settembre 1940, erano presenti nel 
campo 21 internati e, il 15 ottobre dello stesso anno, il campo 
raggiunse le 29 presenze, gli internati furono sempre in grande 
maggioranza, inglesi e francesi . &lt;br /&gt;
ISTONIO MARINA (Vasto) Il 
campo di Istonio Marina fu uno dei primi campi abruzzesi ad essere 
allestiti. L’11 giugno 1940 era già attivato. Aveva una capienza 
complessiva, preventivata all’inizio, di 280 posti, poi diminuita a 170.
 Nel campo di Istonio vi si internarono, soprattutto, italiani ritenuti 
&quot;pericolosi&quot;, e solo negli ultimi mesi, precedenti la chiusura, gli 
slavi. Le condizioni di vita vennero rese difficili dalla mancanza di 
spazio e degli infissi in alcuni locali, dall’insufficienza dei servizi 
igienici, dalle difficoltà di approvvigionamento del vitto e 
dall’atteggiamento arbitrario, nei confronti degli internati, del 
direttore Vincenzo Prezioso». &lt;br /&gt;
LAMA DEI PELIGNI. Il campo di Lama
 dei Peligni era composto dalla casa di proprietà della vedova Camilla 
Borrelli, si trovava all’interno del paese e aveva una capienza di 60 
posti. Gli internati consumavano il vitto nelle locande del paese; il 
che permetteva loro, oltre ad una certa libertà di movimento, la 
possibilità di avere contatti (benché proibiti), con la popolazione 
locale, che ebbe sempre un atteggiamento comprensivo nei loro confronti»
 &lt;br /&gt;
LANCIANO. «Il campo di Lanciano era per sole donne. Rimase un 
campo prettamente femminile fino al febbraio 1942, quando le internate 
vennero trasferite altrove e sostituite dagli slavi». &lt;br /&gt;
TOLLO «Il 
23 febbraio 1942, arrivarono a Tollo 42 &quot;comunisti pericolosi 
politicamente&quot;, provenienti dai campi di concentramento dell’Albania. 
Erano tutti uomini, di cui 39 jugoslavi e tre montenegrini. Il campo 
offre pochissima garanzia essendo esso sistemato in fabbricato civile 
già adibito ad abitazione privata al quale nessun ritocco è stato 
apportato. Tale fabbricato sorge al centro del paese; ha balconi e 
finestre privi di inferiate di protezione, i quali per essere 
sovrastanti ad altri, più vicino al suolo, possono favorire la scalata e
 quindi la fuga». &lt;br /&gt;
CITTA&#39; SANT’ANGELO. «Il campo di Città S. Angelo 
rimase vuoto fino al febbraio 1941, nonostante che l’Ispettore Falcone, 
nei mesi precedenti, avesse più volte comunicato al Ministero che il 
campo era stato attivato ed era pronto a ricevere gli internati». Il 
campo veniva così descritto. «Appena entrati appare una porta che dà in 
una camera buia senza finestre destinata per le punizioni. In un piano 
terreno sopraelevato sono i dormitori, ampi, con il pavimento a tavolato
 di legno. Uno dei dormitori trovasi al piano superiore. Finora nessun 
locale è stato destinato per l’eventuale isolamento o infermeria o 
ambulatorio, vi è il bagno ma senza scaldabagno che necessita. Le 
vaccinazioni non sono ancora state eseguite. Solo alla fine del 1942, 
verrà costruita l’infermeria con una camera da bagno completa di vasca, 
lavandino e due docce.nell’inverno del 1942, erano presenti nel campo 
circa 120 internati, quasi tutti jugoslavi, tra i quali &quot;ventisei 
individui». &lt;br /&gt;
CIVITELLA DEL TRONTO «Il campo era composto da tre 
edifici: dall’Ospizio &quot;Filippo Alessandrini&quot; ( ex convento dei 
Cappuccini), di proprietà del comune; dall’abitazione della sig.ra Vinca
 Migliorati, che si trovava all’estremità del paese in via Porta Venore e
 dal convento Francescano di S. Maria dei Lumi, di proprietà dei frati 
Minori». Qui vennero internati tutti ebrei di nazionalità inglese 
provenienti dalla Libia: divisi in 28 famiglie, composti in prevalenza 
da vecchi donne e bambini con molti bambini, essi avevano bisogno di 
movimento e di passeggiate all’aria aperta». &lt;br /&gt;
CORROPOLI. «Il campo 
di concentramento di Corropoli venne istituito nel monastero dei frati 
Celestini denominato Badia, a circa un chilometro dal paese in contrada 
Colli. &lt;br /&gt;
Il 3 marzo 1941 il campo di Corropoli contava 18 internati; 
nel corso dei mesi successivi ci furono nuovi arrivi, e il campo, 
nell’agosto del 1941, raggiunse le 64 presenze. &lt;br /&gt;
ISOLA DEL GRAN 
SASSO. Il campo di concentramento di Isola del Gran Sasso era composto 
da due edifici. Uno di essi si trovava vicino alla Basilica di S. 
Gabriele, ed era un grande salone, fatto costruire dai Padri Passionisti
 del Santuario per il ricovero di pellegrini. L’altro edificio (che 
venne adibito a campo di concentramento) si trovava a due chilometri da 
Isola, ed era un ex albergo (S. Gabriele), di recente costruzione, di 
proprietà della famiglia Santilli. &lt;br /&gt;
NERETO. Il campo di 
concentramento di Nereto era composto da tre edifici. «Due di essi, la 
casa di Silvio Santoni in viale Vittorio Veneto e il secondo piano della
 casa di proprietà di Carmine Lupini in vicolo Scarfoglio, vennero 
istituiti nel giugno 1940, mentre il fabbricato di proprietà del 
consorzio agrario, detto &quot;palazzo bacologico&quot; in viale Roma, nel 
settembre successivo. Nella &quot;casa in vicolo Scarfoglio n. 4&quot;, si trovava
 senza docce e senza infermeria ed era occupata da &quot;16 israeliti, 
uomini, di varie nazionalità ma in maggioranza tedeschi&quot;. Invece la 
&quot;casa privata in viale Vittorio Veneto n. 39&quot;, dove vi erano internati 
&quot;50 ebrei tedeschi e polacchi&quot;, era l’unico, dei tre edifici, in ottimo 
stato, e l’unico &quot;che abbia un bagno a doccia, costruito appositamente 
(a spese di un internato &lt;br /&gt;
NOTARESCO. Questo campo di concentramento 
«fu uno dei primi campi, della provincia di Teramo, ad essere allestito e
 a ricevere i primi internati. Era composto da due edifici: il 
fabbricato di proprietà dei Marchesi De Vincenzi - Mazzarosa in via 
Borgo n. 14, con 90 posti e la casa di Eligio Liberi (eredi Caruso), in 
via Giardino n. 14, con 41 posti. &lt;br /&gt;
LA DISCIPLINA &lt;br /&gt;
Nei campi 
di concentramento di di Istonio, Tollo, Città S. Angelo, Civitella, 
Corropoli e Tossicia, «il regolamento venne applicato in modo più rigido
 e concessa meno libertà agli internati, il che può essere attribuito, 
in alcuni casi, alla &quot;maggiore pericolosità degli internati&quot;, in altri, 
semplicemente alla severità dei singoli direttori» &lt;br /&gt;
L’ALIMENTAZIONE. «I Prefetti abruzzesi stipularono accordi con 
trattorie, esercizi alimentari e con qualche contadino, per assicurare 
l’approvvigionamento alimentare. Nei campi dove fu possibile, venne 
approntata una mensa comune, che veniva gestita, quasi sempre, dagli 
stessi internati, i pasti venivano consumati all’interno del campo e 
tutti contribuivano all’acquisto dei viveri». Per il cibo la direzione 
tratteneva un sussidio e la cifra variabile, dalle 5 lire alle 7 del 
campo di Corropoli. Per questa cifra veniva fornito «un quarto di latte 
misto a surrogato; al mezzogiorno ad un piatto di minestra di circa 300 
grammi composto di pasta e patate o pasta, patate e fagioli; di un 
secondo composto di 100 grammi di carne quanto il mercato ne è 
provvisto, di verdura e frutta fresca in misura di 150 o 200 grammi, 
ovvero di 60 grammi di formaggio o di 70 di marmellata, e di 150 grammi 
di pane. nelle 7 lire sono compresi i condimenti e la legna per 
cucinare». &lt;br /&gt;
CONDIZIONI IGIENICHE E SANITARIE. «Le condizioni 
igieniche e sanitarie dei campi abruzzesi, nella maggior parte dei casi,
 risultavano essere pessime. Questo era da ricondurre, soprattutto, allo
 stato degli edifici adibiti a campi di concentramento. locali, quasi 
sempre umidi con gli infissi inadeguati, venissero riscaldati con delle 
stufe a legna, il freddo pungente nei mesi invernali, in particolare nei
 campi di Lama dei Peligni, Casoli,Civitella del Tronto, Isola del Gran 
Sasso e Tossicia, era insopportabile, e causò numerose malattie da 
raffreddamento (reumatismi, artriti, influenze e polmoniti). Oltre a 
queste, le malattie più ricorrenti, diagnosticate dai medici condotti, 
erano: tubercolosi, poliomenite, tifo, scabbia, amenorrea, dissenteria, 
imbarazzi gastrico febbrili, eternite acuta, blenoraggia e, specialmente
 nel campo femminile di Lanciano, minacce di aborto, esaurimento nervoso
 e attacchi isterici». &lt;br /&gt;
Campi di concentramento, il teramano era un’area strategica&lt;br /&gt;
di Cinzia Rosati &lt;br /&gt;
Durante la seconda guerra mondiale, 7 località in provincia di Teramo 
videro sorgere 13 centri di detenzione per ebrei, polacchi, prigionieri 
politici. In un libro vengono analizzate le motivazioni che resero il 
territorio abruzzese ideale - rispetto alle altre regioni - per la 
collocazione di tali luoghi di agghiacciante prigionia. &lt;br /&gt;
VAL 
VIBRATA - Nel periodo nazi-fascista, su 50 località italiane in cui 
erano stati allestiti dei campi di concentramento, ben 14 erano 
collocate in Abruzzo. E ogni paese erano presenti uno o più istituti di 
detenzione. Come mai una così alta concentrazione di campi di prigionia 
nel suolo abruzzese?&lt;br /&gt;
Italia Iacoponi, nel suo libro &quot;Il fascismo,
 la resistenza, i campi di concentramento in provincia di Teramo&quot; adduce
 come spiegazione il fatto soprattutto che le località in provincia di 
Teramo erano scelte dalle gerarchie fasciste perché ritenute 
militarmente meno importanti e quindi meno interessate da eventi 
bellici. Su queste scelte notevole influenza ebbe anche l&#39;impervità dei 
luoghi (soprattutto le località dell&#39;entroterra, come Civitella, Teramo,
 Isola del Gran Sasso, Tossicia), e la scarsa politicizzazione della 
popolazione, che quindi non costituiva una minaccia per la gestione 
degli istituti come invece sarebbe avvenuto nelle vicinanze delle grandi
 aree urbane o in zone con una più sviluppata coscienza politica.&lt;br /&gt;
Nel volume vengono riportate anche numerose testimonianze dell&#39;epoca, 
raccolte dall&#39;autrice attraverso memoriali di ex detenuti sopravvissuti.
 «Voglio esprimere la mia gratitudine - racconta Kalisiak, polacco 
prigioniero nel campo di concentramento istituito nel palazzo Bacologico
 di Nereto - per la titolare di un negozio di alimentari che spesso, di 
notte, faceva entrare nel campo patate, verdure, pane, con grande 
rischio per lei e per noi prigionieri».&lt;br /&gt;
Kalisiak racconta anche 
come, essendo medico, nel periodo di prigionia si ritrovò anche estrarre
 dei denti d&#39;oro ad altri prigionieri che poi li vendevano in cambio di 
un pezzo di pane o beni di prima necessità.&lt;br /&gt;
Le condizioni di vita
 nei vari campi della Val Vibrata (a Corropoli, Tortoreto, Nereto, Alba 
Adriatica e Civitella) erano incentrate su un attento controllo dei 
detenuti - ebrei, polacchi e prigionieri politici - che tuttavia 
vivevano condizioni di prigionia più dignitose rispetto a quelle dei 
grandi lager europei, anche se tali istituti abruzzesi erano solo un 
punto di passaggio e di &quot;appoggio momentaneo&quot; prima del trasporto dei 
reclusi nei campi di concentramento in Austria, Germania o Polonia. Solo
 pochi fortunati riuscirono a scappare a questo triste destino e a 
vedere la liberazione nel 1944 nei campi di detenzione abruzzesi. &lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
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&lt;br /&gt;
&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;
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</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campidiconcetramentoabruzzo.blogspot.com/feeds/6473999026663669304/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://campidiconcetramentoabruzzo.blogspot.com/2016/01/shoah-la-mappa-del-terrore-in-abruzzo.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4169793322311437985/posts/default/6473999026663669304'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4169793322311437985/posts/default/6473999026663669304'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campidiconcetramentoabruzzo.blogspot.com/2016/01/shoah-la-mappa-del-terrore-in-abruzzo.html' title='Shoah - la mappa del terrore in Abruzzo '/><author><name>CARINCIPAOLO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14747935767839625008</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgHvcCuz_05Aiw26xA9CJ_b44P1Brs-T9BliPYCiGoDgcchfHvqL5pylHox_LxBMpQC2hl_uyjSex2mbbYnnnMjgTc4zGE6ecH96OGCXuIsbCT4AsCYM3ioPkOD9yuw9N8rcDhzWMOVfMzz/s72-c/397239_2865783716301_25133737_n.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4169793322311437985.post-656119057469013215</id><published>2012-01-29T15:48:00.001-08:00</published><updated>2012-01-29T15:48:43.920-08:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="campi  di concetramento"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="germania"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="TEREZIN"/><title type='text'>la chiesa   e il nazismo</title><content type='html'>I lager nazisti, come
 ogni campo di sterminio, possono essere considerati simboli estremi del
 male, dell’inferno che si apre sulla terra quando l’uomo dimentica 
Dio».&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;(Benedetto XVI, Angelus di domenica)&lt;br /&gt;
&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;
“Io sono oggi convinto che la mia condotta sia in accordo con&lt;br /&gt;
la volontà del Creatore Onnipotente”.&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;(Adolf Hitler, Mein Kampf)&lt;/em&gt;
&lt;br /&gt;
Benedetto XVI ci fa o ignora? Hitler non era ateo. Era credente, anzi
 cattolico. Battezzato, e mai scomunicato (Milingo è stato scomunicato, &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Scomunica_ai_comunisti&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;chi votava il PCI&lt;/a&gt;
 è stato scomunicato, Hitler e Pinochet no). Si professava 
cattolicissimo («Io sono un cattolico, come lo sono stato, e sempre lo 
rimarrò»), faceva continuo riferimento a Dio nei suoi discorsi, il motto
 del Reich era – appunto – &lt;a href=&quot;http://warrelics.eu/forum/military_photos/belt-buckles-3-reich/26028d1233243908t-gott-mit-uns-belt-buckle-real-fake-12.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Dio è con noi&lt;/a&gt;. I suoi sodali lo consideravano “inviato da Dio”, &lt;a href=&quot;http://nobeliefs.com/images/priests-salute.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;cosiccome vescovi&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://nobeliefs.com/images/HitlerWithFan.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;ferventi cristiani&lt;/a&gt;. Salutato &lt;a href=&quot;http://www.ushmm.org/lcmedia/photo/lc/image/08/08024.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;dai prelati&lt;/a&gt; e benedetto &lt;a href=&quot;http://nobeliefs.com/images/MonksWithNaziSoldiers.jpg&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;persino dai francescani&lt;/a&gt;!&lt;br /&gt;

&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
***&lt;/div&gt;
Se c’è una cosa che si può facilmente dire di Hitler è che non fosse 
né relativista, né nichilista inteso come esito dell’esclusione di Dio 
dall’orizzonte dell’uomo, né libertario:&lt;br /&gt;

&lt;a href=&quot;http://www.distantisaluti.com/wp-content/uploads/2009/08/hitler_at_catholic_church.jpg&quot;&gt;&lt;img alt=&quot;hitler_at_catholic_church&quot; class=&quot;alignleft&quot; height=&quot;416&quot; src=&quot;http://www.distantisaluti.com/wp-content/uploads/2009/08/hitler_at_catholic_church.jpg&quot; title=&quot;hitler_at_catholic_church&quot; width=&quot;291&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;

&lt;div style=&quot;padding-left: 120px; text-align: right;&quot;&gt;
«Profonde divergenze 
esistono tra umanesimo ateo e umanesimo cristiano; un’antitesi che 
attraversa tutta la storia, ma che con il nichilismo contemporaneo è 
giunta a un punto cruciale».&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;(Benedetto XVI, Angelus di domenica)&lt;br /&gt;
&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;padding-left: 120px; text-align: right;&quot;&gt;
«Preserveremo e 
difenderemo i principî su cui la nazione è stata costruita: il 
Cristianesimo come fondamento della nostra morale, e la famiglia come 
base della nostra vita nazionale (…), combatteremo una guerra senza 
sosta contro il nichilismo spirituale, politico e culturale»&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;(Adolf Hitler, Scioglimento del Reichstag, 1 feb 1933)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;padding-left: 120px; text-align: right;&quot;&gt;
«ci sono modi di 
pensare e di agire, che esaltano la libertà quale unico principio 
dell’uomo, in alternativa a Dio (…) dall’altra ci sono i santi»&lt;br /&gt;
&lt;em&gt;(Benedetto XVI, Angelus di domenica)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
“Oggi i cristiani sono alla guida di 
questo paese. Io non avrò alcun legame con partiti che vogliono 
annullare la cristianità: noi vogliamo riempire di nuovo la nostra 
cultura dello spirito cristiano. Vogliamo fare fuori le recenti 
immoralità nella letteratura, nel teatro, nella stampa. In poche parole 
vogliamo sconfiggere la venerea immoralità che ha contaminato la nostra 
cultura e tutto il nostro modo di vivere, come risultato degli eccessi 
liberali degli anni passati”&lt;em&gt;&lt;br /&gt;
(Adolf Hitler, estratto di discorso)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: center;&quot;&gt;
***&lt;/div&gt;
Il Papa, quindi, dice una cosa scema e infondata. E ciò che mi fa 
infuriare, potete immaginare, è lo svilimento dell’umanesimo ateo: fra 
l’altro sono certo che molti cattolici che conosco, anche senza essere 
credenti, cercherebbero ugualmente di agire per il bene. Sarebbe 
offensivo per loro pensare il contrario!&lt;br /&gt;
Cosa dimostra il fatto che Hitler fosse cristiano? Nulla. Due ovvietà: 
che nella Bibbia ognuno legge il signficato che più lo aggrada (&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=sgHUZXgNAWo&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;questo, ad esempio, ci legge&lt;/a&gt;
 che Obama è l’Anticristo), e il fatto che essere cristiano non funzioni
 da anticorpo al fare del male: ma per questo – molto facile – basta 
confrontare la storia di santi e martirî del Cristianesimo che fra 
torture, persecuzioni e uccisioni di infedeli sono riusciti a fare 
financo peggio di Hitler. Allo stesso modo nessun non-credente con la 
testa sulle spalle direbbe che sia &lt;em&gt;sufficiente&lt;/em&gt; non credere in Dio per non fare del male.&lt;br /&gt;

Perché, ovviamente, non bisogna commetere l’errore opposto: Hitler non ha ammazzato 6 milioni di persone &lt;em&gt;perché &lt;/em&gt;era
 cattolico, sarebbe una sciocchezza equivalente a quella per cui Stalin 
ha ucciso altrettanti milioni di persone in nome del suo ateismo. Sono 
entrambi dei &lt;em&gt;non sequitur&lt;/em&gt;. Dicono anche che Hitler fosse 
vegetariano, non era il suo vegetarismo ad aver portato a quello 
sterminio (è tuttavia indubbio che due millennî di antisemitismo di 
chiaro stampo cristiano abbiano maturato le condizioni per il più grande
 massacro della storia di quel popolo “deicida”).&lt;br /&gt;

Ratzinger ha preso Hitler come esempio estremo di libertà sfrenata, 
trascurando la caratteristica principale del nazismo: il dogmatismo. 
Quello che, in misura meno perniciosa, contesto alla Chiesa sui 
profilattici in Africa. Io credo, invece, che la libertà sia uno dei 
pochissimi valori in cui possiamo universalmente credere, e considero 
ciascuna limitazione di essa in nome di qualcosa di diverso dalla 
felicità di ogni singolo, un abuso da perseguire.&lt;br /&gt;

Ciò che mi lascia sempre basito, quando sento qualche religioso 
parlare dell’uomo “che si sostituisce a Dio”, è come costoro siano 
talmente dentro al proprio dogma da non rendersi conto di non avere 
alcun elemento per sostenere di sapere quale sarebbe la volontà di Dio, 
se esistesse. Nessun elemento in più del loro “sentire” Dio, tanto 
affine al “sentire” di numerose altre confessioni che, però, sostengono 
che la volontà di Dio sia tutt’altra.&lt;br /&gt;

Se la mia amica Paperina, sciagurata, venisse da me – un libertario 
nichilista! – a chiedermi se c’è qualcosa di male nell’andare a letto 
con Paperino, io le risponderei «a me lo chiedi?», e poi «ma fai ciò che
 vuoi!». Non mi passerebbe per la testa di tirare in ballo l’opinione di
 Dio. Se, invece, Paperina facesse la stessa domanda a Ratzinger, questi
 gli risponderebbe «Dio non vuole».&lt;br /&gt;
Com’era la storia? Chi è che “si sostituisce a Dio”?</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campidiconcetramentoabruzzo.blogspot.com/feeds/656119057469013215/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://campidiconcetramentoabruzzo.blogspot.com/2012/01/la-chiesa-e-il-nazismo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4169793322311437985/posts/default/656119057469013215'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4169793322311437985/posts/default/656119057469013215'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campidiconcetramentoabruzzo.blogspot.com/2012/01/la-chiesa-e-il-nazismo.html' title='la chiesa   e il nazismo'/><author><name>CARINCIPAOLO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14747935767839625008</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4169793322311437985.post-6933505534915015519</id><published>2012-01-29T14:32:00.000-08:00</published><updated>2012-01-29T14:32:12.134-08:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="campi  di concetramento"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="deportazione degli  ebrei"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="germania"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="giornata delle  memoria"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="TEREZIN"/><title type='text'>POESIE   DEI   BAMBINI  DI TEREZIN</title><content type='html'>&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;I materiali presentati sono stati messi a disposizione
 dall’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea “M. 
Morbiducci” di Macerata,&amp;nbsp; ed esposti, in copia,&amp;nbsp; presso il nostro Museo &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; PRESENTAZIONE&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;
 Il ghetto di Terezìn durante la seconda guerra mondiale fu il maggior 
campo di concentramento sul territorio della Cecoslovacchia.&lt;br /&gt; Fu 
costruito come campo di passaggio per tutti gli ebrei del territorio&amp;nbsp; 
del cosiddetto “Protettorato di Boemia e Moravia”, istituito dai nazisti
 dopo l’occupazione della Cecoslovacchia.&lt;br /&gt; Più tardi vi furono deportati anche gli ebrei della Germania, Austria, Olanda e Danimarca.&lt;br /&gt;
 Nel periodo che durò il ghetto - dal 24 novembre 1941 fino alla 
liberazione, avvenuta l’8 maggio 1945 - passarono per lo stesso 140.000 
prigionieri.&lt;br /&gt; Proprio a Terezìn perirono circa 35.000 detenuti.&lt;br /&gt; Fra i prigionieri del ghetto di Terezìn vi furono all’incirca 15.000 bambini.&lt;br /&gt; Il ghetto di Terezìn fu uno dei luoghi in cui fu concentrato il maggior numero di prigionieri bambini, compresi i neonati.&lt;br /&gt; La maggior parte di essi morì nel corso del 1944 nelle camere a gas di Auschwitz.&lt;br /&gt; Dopo la guerra non ne ritornò nemmeno un centinaio, e tutti di età superiore a 14 anni.&lt;br /&gt;
 Per un certo periodo i prigionieri adulti riuscirono ad alleviare le 
condizioni di vita dei ragazzi di Terezìn facendo sì che i bambini 
venissero concentrati nelle case per bambini.&lt;br /&gt; Nelle case operavano 
educatori e insegnanti prigionieri che riuscirono ad organizzare perfino
 l’insegnamento clandestino (dato che nel campo questo era proibito) , 
circoli di recitazione e di canto.&lt;br /&gt; I bambini di Terezìn scrivevano soprattutto poesie.&lt;br /&gt; Una parte di questa eredità letteraria si è conservata.&lt;br /&gt;
 Il complesso dei disegni che si è riusciti a salvare, e che fanno parte
 delle collezioni del Museo statale ebraico di Praga, comprende circa 
4.000 disegni.&lt;br /&gt; I loro autori sono, per la gran parte, bambini dai 10 ai 14 anni.&lt;br /&gt;
 Utilizzavano i più vari tipi e formati della pessima carta di guerra, 
ciò che potevano trovare, spesso utilizzando i formulari già stampati di
 Terezìn, le carte assorbenti.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; La stragrande maggioranza dei bambini di Terezìn morì.&lt;br /&gt; Ma è rimasto conservato il loro lascito letterario e figurativo che a noi parla delle sofferenze e delle speranze perdute.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Dr. Anita Frankovà&lt;br /&gt; (Direttore museo ebraico di Praga)&lt;br /&gt; &amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;br /&gt; ALCUNE&amp;nbsp; POESIE&lt;br /&gt; LA FARFALLA&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; L’ultima, proprio l’ultima,&lt;br /&gt; di un giallo così intenso, così&lt;br /&gt; assolutamente giallo,&lt;br /&gt; come una lacrima di sole quando cade&lt;br /&gt; sopra una roccia bianca&lt;br /&gt; così gialla, così gialla !&lt;br /&gt; L’ultima,&lt;br /&gt; volava in alto leggera,&lt;br /&gt; aleggiava sicura&lt;br /&gt; per baciare il suo ultimo mondo.&lt;br /&gt; Fra qualche giorno&lt;br /&gt; sarà già la mia settima settimana&lt;br /&gt; di ghetto:&lt;br /&gt; i miei mi hanno ritrovato qui&lt;br /&gt; e qui mi chiamano i fiori di ruta&lt;br /&gt; e il bianco candeliere del castagno&lt;br /&gt; nel cortile.&lt;br /&gt; Ma qui non ho visto nessuna farfalla.&lt;br /&gt; Quella dell’altra volta fu l’ultima:&lt;br /&gt; le farfalle non vivono nel ghetto.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Pavel Friedman&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; nato il 7.1.1921 - morto il 29.9.1944&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;br /&gt; A OLGA&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Ascolta&lt;br /&gt; già fischia la sirena delle nove&lt;br /&gt; su, partiamo&lt;br /&gt; per porti sconosciuti !&lt;br /&gt; Ecco,&lt;br /&gt; è già l’ora.&lt;br /&gt; Navigheremo lontane,&lt;br /&gt; i sogni diventeranno realtà.&lt;br /&gt; Oh dolce nome del Marocco !&lt;br /&gt; Ecco,&lt;br /&gt; è Già l’ora.&lt;br /&gt; Il vento ci porta canzoni&lt;br /&gt; di paesi lontani.&lt;br /&gt; Guarda il cielo&lt;br /&gt; e pensa soltanto alle violette.&lt;br /&gt; Ecco,&lt;br /&gt; è già l’ora.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Alena Synkova&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; nata il 24.6.1926 - liberata&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;br /&gt; BISOGNA PRENDERLA COSI’&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; 1. Terezìn in piena bellezza&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp; si mostra ora al tuo occhio&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp; e in ogni strada&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp; risuona il passo della gente.&lt;br /&gt; Così almeno io vedo&lt;br /&gt; il ghetto di Terezìn,&lt;br /&gt; questo chilometro quadrato&lt;br /&gt; diviso dal mondo.&lt;br /&gt; 2. Dappertutto è la morte&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; e tutti falcia,&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; anche quelli che marciano&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; col naso all’insù.&lt;br /&gt; &amp;nbsp;C’è dunque una giustizia&lt;br /&gt; &amp;nbsp;che ancora regge il mondo&lt;br /&gt; &amp;nbsp;e nella bocca del povero&lt;br /&gt; &amp;nbsp;l’amaro s’addolcisce.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Miroslav Kosek&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; nato il 30.3.1932 -&amp;nbsp; morto il 19.10.1944&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;br /&gt; &amp;nbsp;IL GIARDINO&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; E’ piccolo il giardino&lt;br /&gt; profumato di rose,&lt;br /&gt; è stretto il sentiero&lt;br /&gt; dove corre il bambino:&lt;br /&gt; un bambino grazioso&lt;br /&gt; come un bocciolo che si apre:&lt;br /&gt; quando il bocciolo si aprirà&lt;br /&gt; il bambino non ci sarà.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &amp;nbsp; Frantisek Bass&lt;br /&gt; &amp;nbsp; nato il 4.9.1930&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; LA&amp;nbsp; CITTA’ CHIUSA&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Ogni cosa cade giù di sghembo&lt;br /&gt; come la gobba di una vecchia.&lt;br /&gt; In ogni occhio brilla l’immobile attesa&lt;br /&gt; e una parola: quando ?&lt;br /&gt; Qui non ci sono molti soldati&lt;br /&gt; e solo gli uccelli abbattuti ricordano la guerra.&lt;br /&gt; Si finisce per credere a tutte le voci.&lt;br /&gt; Le case non sono mai state così piene:&lt;br /&gt; un corpo sull’altro.&lt;br /&gt; Stasera passavo per una strada deserta&lt;br /&gt; e a un tratto ho visto un carro che trasportava cadaveri.&lt;br /&gt; Perché i tamburi rullavano tanti appelli ?&lt;br /&gt; Perché ora tanti soldati ?&lt;br /&gt; Poi ... una settimana dopo la fine&lt;br /&gt; tutta la città era vuota&lt;br /&gt; e un colombo affamato beccherà le briciole intorno.&lt;br /&gt; Nel bel mezzo della strada sordido e vuoto&lt;br /&gt; resterà il carro da morto.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Anonimo&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; L’UOMO PROPONE E DIO DISPONE&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Chi a Praga fu senza aiuti&lt;br /&gt; e chi a Praga fu un riccone&lt;br /&gt; a Terezìn non è che un povero diavolo&lt;br /&gt; col corpo fasciato di bende&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Ma chi fu provato dalla vita&lt;br /&gt; sopporterà questa prova,&lt;br /&gt; chi era abituato a farsi servire&lt;br /&gt; si scaverà la fossa da solo.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; “Koleba”:&amp;nbsp; M. Kosck&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp; nato il 30.3.1932&amp;nbsp; -&amp;nbsp; morto il 19.10.1944&lt;br /&gt; &amp;nbsp;H. Lobwy&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp; nato il 29.6.1931&amp;nbsp; -&amp;nbsp; morto il 4.10.1944&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Bachnei&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; (dati anagrafici non accertati)&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;br /&gt; INVANO&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Invano giace il derelitto&lt;br /&gt; invano si lamenta la sua voce.&lt;br /&gt; Forse morirà: è bello oggi&lt;br /&gt; il mondo, vero ?&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Anonimo&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; E’ COSI’&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; In quella che è chiamata la piazza di Terezìn&lt;br /&gt; è seduto un piccolo vecchio&lt;br /&gt; come se fosse in un giardino.&lt;br /&gt; Ha la barba e un berretto in testa.&lt;br /&gt; Col suo ultimo dente&lt;br /&gt; mastica un pezzo di pane duro.&lt;br /&gt; Mio Dio, col suo ultimo dente:&lt;br /&gt; invece d’una zuppa di lenticchie&lt;br /&gt; povero superstite.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; “Koleba”:&amp;nbsp; M. Kosck&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp; nato il 30.3.1932&amp;nbsp; -&amp;nbsp; morto il 19.10.1944&lt;br /&gt; &amp;nbsp;H. Lobwy&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp; nato il 29.6.1931&amp;nbsp; -&amp;nbsp; morto il 4.10.1944&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Bachnei&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; (dati anagrafici non accertati)&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;br /&gt; NOTTE AL GHETTO&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; Un altro giorno è disceso all’occidente senza ritorno&lt;br /&gt; nell’insondabile profondità del tempo&lt;br /&gt; e già un altro uomo, prigioniero dei suoi fratelli,&lt;br /&gt; è stato colpito: ora&lt;br /&gt; sogna il balsamo crepuscolare di una mano&lt;br /&gt; che dai suoi occhi allontani&lt;br /&gt; le offese della giornata.&lt;br /&gt; Benefiche sono le tenebre al ghetto&lt;br /&gt; perché spengono negli sguardi&lt;br /&gt; gli orrori fissati dalla luce.&lt;br /&gt; Il buio rampante per le strade del ghetto&lt;br /&gt; avvolge i passanti nella sua sciarpa.&lt;br /&gt; Una macchina solitaria, saluto di un mondo perduto,&lt;br /&gt; divora la notte coi suoi occhi abbaglianti.&lt;br /&gt; Dolce notte che scende sull’anima&lt;br /&gt; a lenire la piaga inasprita dal giorno.&lt;br /&gt; Per la via s’avvicina&lt;br /&gt; una fila di limpide ombre:&lt;br /&gt; sembra che inseguano un nero nastro&lt;br /&gt; intessuto di fili d’oro.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 1943&amp;nbsp; Anonimo&lt;/span&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campidiconcetramentoabruzzo.blogspot.com/feeds/6933505534915015519/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://campidiconcetramentoabruzzo.blogspot.com/2012/01/poesie-dei-bambini-di-terezin.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4169793322311437985/posts/default/6933505534915015519'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4169793322311437985/posts/default/6933505534915015519'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campidiconcetramentoabruzzo.blogspot.com/2012/01/poesie-dei-bambini-di-terezin.html' title='POESIE   DEI   BAMBINI  DI TEREZIN'/><author><name>CARINCIPAOLO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14747935767839625008</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4169793322311437985.post-2538976855577919227</id><published>2012-01-29T13:08:00.001-08:00</published><updated>2012-01-29T13:08:35.369-08:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="campi  di concetramento"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="deportazione degli  ebrei"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="giornata delle  memoria"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="shoah"/><title type='text'>SE QUESTO  E&#39; UN UOMO</title><content type='html'>&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;SE QUESTO E&#39; UN UOMO&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;h5 align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;img _cke_saved_src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/facesan2.gif&quot; alt=&quot;facesan2.gif (201775 byte)&quot; height=&quot;134&quot; src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/facesan2.gif&quot; width=&quot;213&quot; /&gt;&lt;/h5&gt;
&lt;h5&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/h5&gt;
&lt;h5 align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Americana BT;&quot;&gt;Voi che vivete sicuri&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Nelle vostre tiepide case&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Voi che trovate tornando a sera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Il cibo caldo e visi amici&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Considerate se questo è un uomo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Che lavora nel fango&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Che non conosce pace&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Che lotta per un pezzo di pane&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Che muore per un sì o per un no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Considerate se questa è una donna,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Senza capelli e senza nome&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Senza piu&#39; forza di ricordare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Vuoti gli occhi e freddo&amp;nbsp; il grembo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Come una rana d&#39; inverno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Meditate che questo è stato:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Vi comando queste parole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Scolpitele nel vostro cuore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Stando in casa andando per via,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Coricandovi alzandovi;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Ripetetele ai vostri figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; O vi si sfaccia la casa,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La malattia vi impedisca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; I vostri nati torcano il viso da voi.&lt;/span&gt;&lt;/h5&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Americana BT;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Primo Levi&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&lt;br /&gt; &amp;nbsp;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: navy;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel
 corso della Seconda guerra mondiale circa 44.000 italiani furono 
deportati nei Lager allestiti dai nazisti in tutta Europa per ebrei, 
oppositori politici,&amp;nbsp; zingari, omosessuali, Testimoni di Geova. Dei 
deportati italiani, quasi 9.000 furono gli ebrei e circa 30.000 i 
partigiani, gli antifascisti e i lavoratori (questi ultimi arrestati in 
gran parte dopo gli scioperi del marzo 1944), a cui si aggiungono circa 
5.000 IMI o carcerati militari o ufficiali antifascisti. Circa il 90% di
 loro persero la vita nei campi. Si stima che siano morti nei campi di 
sterminio circa 7.125.000 persone.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;img _cke_saved_src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/memoria.gif&quot; alt=&quot;memoria.gif (8769 byte)&quot; height=&quot;89&quot; src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/memoria.gif&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;img _cke_saved_src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/spinato1.gif&quot; alt=&quot;spinato1.gif (2451 byte)&quot; height=&quot;16&quot; src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/spinato1.gif&quot; width=&quot;300&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: navy; font-size: large;&quot;&gt;I campi italiani: Risiera di San Sabba&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;img _cke_saved_src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/fornorisiera.gif&quot; alt=&quot;fornorisiera.gif (61117 byte)&quot; height=&quot;267&quot; src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/fornorisiera.gif&quot; width=&quot;190&quot; /&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: navy; font-size: large;&quot;&gt;I campi italiani: Fossoli&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;img _cke_saved_src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/campofossoli.jpg&quot; alt=&quot;campofossoli.jpg (16496 byte)&quot; height=&quot;300&quot; src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/campofossoli.jpg&quot; width=&quot;202&quot; /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: navy; font-size: x-large;&quot;&gt;&lt;strong&gt;I Giusti italiani&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;img _cke_saved_src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/triangoli3.gif&quot; alt=&quot;triangoli3.gif (5292 byte)&quot; height=&quot;72&quot; src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/triangoli3.gif&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;img _cke_saved_src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/perlasca.jpg&quot; alt=&quot;perlasca.jpg (6414 byte)&quot; height=&quot;153&quot; src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/perlasca.jpg&quot; width=&quot;97&quot; /&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;img _cke_saved_src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/palatucci.jpg&quot; alt=&quot;palatucci.jpg (2499 byte)&quot; height=&quot;167&quot; src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/palatucci.jpg&quot; width=&quot;133&quot; /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;em&gt;&lt;small&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; G. Perlasca &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; G. Palatucci&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/small&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;&quot;&gt;
Il termine“Giusti tra le nazioni” (&lt;em style=&quot;mso-bidi-font-style: normal;&quot;&gt;Righteous Among the Nations&lt;/em&gt;, in ebraico:&amp;nbsp; &lt;strong&gt;Chasidei Umot HaOlam&lt;/strong&gt;)
 indica i non-ebrei che hanno rischiato la propria vita per salvare 
anche un solo ebreo dal genocidio nazista, dalla Shoah. Sono oltre 
20.000 i Giusti nel mondo e 417 gli italiani che hanno ricevuto sinora 
tale riconoscimento. Il titolo è conferito da una commissione della 
Suprema corte Israeliana dal 1963. &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;&quot;&gt;
Nonostante le &lt;a _cke_saved_href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/FASCISMO/fascismorazz.htm&quot; href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/FASCISMO/fascismorazz.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;leggi razziali del &#39;38&lt;/a&gt; emanate dal fascismo e il ruolo aberrante svolto dalla Repubblica sociale di Mussolini nella &lt;a _cke_saved_href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/FASCISMO/fascismo18.htm&quot; href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/FASCISMO/fascismo18.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;persecuzione degli ebrei&lt;/a&gt;
 e nelle deportazioni, il contegno del popolo italiano (salvo poche 
eccezioni, soprattutto nei piccoli centri, come a Trieste) fu veramente 
esemplare; molti, pur consci del pericolo cui si esponevano, salvarono 
la vita a ebrei italiani e stranieri, nascondendoli nelle loro case; i 
partigiani accompagnarono alla frontiera svizzera centinaia di vecchi e 
bambini, e li misero in salvo.Molti ebrei trovarono rifugio e salvezza 
grazie alla Chiesa cattolica, nelle parrocchie e nei monasteri, loro 
ospitalmente aperti.&lt;/div&gt;
“Chi viene riconosciuto &lt;em&gt;Giusto tra le nazioni&lt;/em&gt;,
 viene insignito di una speciale medaglia con inciso il suo nome, riceve
 un certificato d&#39;onore ed il privilegio di vedere il proprio nome 
aggiunto agli altri presenti nel Giardino dei giusti presso il museo Yad
 Vashem di Gerusalemme. Ad ogni Giusto tra le nazioni viene dedicata la 
piantumazione di un albero, poiché tale pratica nella tradizione ebraica
 indica il desiderio di ricordo eterno per una persona cara. La 
cerimonia di conferimento dell&#39;onorificenza si svolge solitamente presso
 il museo Yad Vashem alla presenza delle massime cariche istituzionali 
israeliane, ma si può tenere anche nel paese di residenza del Giusto se 
questi non è in grado di muoversi. Ai Giusti tra le nazioni, inoltre, 
viene conferita la cittadinanza onoraria dello Stato di Israele”. (&lt;em style=&quot;mso-bidi-font-style: normal;&quot;&gt;da Wikipedia&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
***&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
Le figure simbolo della solidarietà del popolo italiano agli ebrei sono il questore di Fiume &lt;strong&gt;&lt;a _cke_saved_href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/deportazionegiustib.htm&quot; href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/deportazionegiustib.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Giovanni Palatucci&lt;/a&gt; &lt;/strong&gt;e&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;il diplomatico &lt;a _cke_saved_href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/deportazionegiustic.htm&quot; href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/deportazionegiustic.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;strong&gt;Giorgio Perlasca&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; (poi riconosciuti come Giusti dallo Stato israeliano). Va ricordato anche l&#39;eroismo del paese di &lt;a _cke_saved_href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/deportazionegiustia.htm&quot; href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/deportazionegiustia.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;strong&gt;Nonantola&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; (Modena). &amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
Buona
 parte di coloro che salvarono gli ebrei in Italia durante l’occupazione
 tedesca furono uomini e donne appartenenti alla Chiesa, e non solo 
quella cattolica. Susan Zuccotti cita i casi di &lt;a _cke_saved_href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/deportazionegiustif.htm&quot; href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/deportazionegiustif.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;strong&gt;padre Maria Benedetto&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; a Roma; di molti parroci come &lt;strong&gt;&lt;a _cke_saved_href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/deportazionegiustie.htm&quot; href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/deportazionegiustie.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;don Francesco Repetto&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;e don &lt;strong&gt;Carlo Salvi &lt;/strong&gt;a Genova; &lt;span style=&quot;color: navy;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;a _cke_saved_href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/deportazionegiustig.htm&quot; href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/deportazionegiustig.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;don Enzo Boni Baldoni&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; a Quara, nel reggiano; don &lt;strong&gt;Leto Casini &lt;/strong&gt;e padre &lt;strong&gt;Cipriano Ricotti &lt;/strong&gt;a Firenze; don &lt;strong&gt;Angelo Dalla Torre &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;Giuseppe Simioni &lt;/strong&gt;a Treviso;&amp;nbsp; monsignor &lt;strong&gt;Giacomo Meneghello &lt;/strong&gt;di Firenze, monsignor &lt;strong&gt;Vincenzo Barale &lt;/strong&gt;di Torino o &lt;strong&gt;Giuseppe Sala &lt;/strong&gt;di Milano. Nel &#39;43-44&lt;strong&gt; Mons. Angelo Roncalli&lt;/strong&gt; (il futuro Papa Giovanni XXIII) aiutò migliaia di ebrei a salvarsi quando era nunzio ad Istanbul. Il pastore avventista &lt;strong&gt;&lt;a _cke_saved_href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/deportazionegiustii.htm&quot; href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/deportazionegiustii.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Daniele Cupertino&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; prestò assistenza a molti ebrei a Roma.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
Ma
 non furono i soli. Per Enrico Deaglio, il giornalista che ha raccontato
 per primo la vicenda del diplomatico italiano a Budapest, &quot;il caso di 
Perlasca non è isolato, perchè riguarda la maggior parte dei Giusti fra i
 popoli, coloro che aiutarono gli ebrei durante le persecuzioni 
razziali, anche a rischio della propria vita&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
Tra il
 &#39;43 e il &#39;45, secondo i calcoli di Michele Sarfatti, gli ebrei 
perseguitati che non vennero deportati o uccisi in Italia furono circa 
35.000. Circa 500 di essi riuscirono a rifugiarsi nell’Italia 
meridionale; 5500-6000 riuscirono a rifugiarsi in Svizzera (ma per lo 
meno altri 250-300 furono arrestati prima di raggiungerla o dopo esserne
 stati respinti); gli altri 29.000 vissero in clandestinità nelle 
campagne e nelle città, grazie all&#39;aiuto di tanti italiani che opposero 
una &quot;resistenza non armata&quot; alla barbarie tedesca e fascista.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;img _cke_saved_src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/pallanimred.gif&quot; alt=&quot;pallanimred.gif (323 byte)&quot; height=&quot;12&quot; src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/pallanimred.gif&quot; width=&quot;12&quot; /&gt; &lt;span style=&quot;color: navy;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;a _cke_saved_href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/deportazionegiustid.htm&quot; href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/deportazionegiustid.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;L&#39;elenco di 297 dei Giusti italiani&lt;/a&gt; e le loro storie&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;img _cke_saved_src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/pallanimred.gif&quot; alt=&quot;pallanimred.gif (323 byte)&quot; height=&quot;12&quot; src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/pallanimred.gif&quot; width=&quot;12&quot; /&gt; &lt;a _cke_saved_href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/deportazionegiustia2.htm&quot; href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/deportazionegiustia2.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: navy;&quot;&gt;&lt;strong&gt;I Giusti romani&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;img _cke_saved_src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/pallanimred.gif&quot; alt=&quot;pallanimred.gif (323 byte)&quot; height=&quot;12&quot; src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/pallanimred.gif&quot; width=&quot;12&quot; /&gt; &lt;a _cke_saved_href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/deportazionegiustib.htm&quot; href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/deportazionegiustib.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;color: navy;&quot;&gt;Giovanni Palatucci&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;strong&gt;&lt;img _cke_saved_src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/pallanimred.gif&quot; alt=&quot;pallanimred.gif (323 byte)&quot; height=&quot;12&quot; src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/pallanimred.gif&quot; width=&quot;12&quot; /&gt; &lt;a _cke_saved_href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/deportazionegiustic.htm&quot; href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/deportazione/deportazionegiustic.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Giorgio Perlasca&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campidiconcetramentoabruzzo.blogspot.com/feeds/2538976855577919227/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://campidiconcetramentoabruzzo.blogspot.com/2012/01/se-questo-e-un-uomo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4169793322311437985/posts/default/2538976855577919227'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4169793322311437985/posts/default/2538976855577919227'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campidiconcetramentoabruzzo.blogspot.com/2012/01/se-questo-e-un-uomo.html' title='SE QUESTO  E&#39; UN UOMO'/><author><name>CARINCIPAOLO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14747935767839625008</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4169793322311437985.post-7913965192350333185</id><published>2012-01-29T12:54:00.001-08:00</published><updated>2012-01-29T12:54:01.416-08:00</updated><title type='text'>16 ottobre   1943</title><content type='html'>&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;color: navy; font-size: large;&quot;&gt;&lt;big&gt;&lt;big&gt;16 ottobre 1943 &lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;big&gt;&lt;big&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;color: navy;&quot;&gt;La deportazione degli ebrei di Roma&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/big&gt;&lt;/big&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;&lt;img _cke_saved_src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/Resistenza/16ottobre.jpg&quot; alt=&quot;16ottobre.jpg (11737 byte)&quot; height=&quot;228&quot; src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/Resistenza/16ottobre.jpg&quot; width=&quot;297&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
La &quot;soluzione finale&quot; per gli ebrei romani arriva il 24 settembre 1943 con&lt;br /&gt; l&#39;ordine da Berlino di &quot;trasferire in Germania&quot; e &quot;liquidare&quot; tutti gli ebrei&lt;br /&gt;
 &quot;mediante un&#39;azione di sorpresa&quot;. Il telegramma riservatissimo è 
indirizzato al tenente colonnello Herbert Kappler, comandante delle SS a
 Roma. Nonostante il colpo delle leggi razziali, gli ebrei a Roma non si
 aspettano quello che sta per accadere: Roma è &quot;città aperta&quot;, e poi c&#39;è
 il Papa, sotto l&#39;ombra della cupola di San Pietro i tedeschi non 
oserebbero ricorrere alla violenza. Le notizie sul destino degli ebrei 
in Germania e nell&#39;Europa dell&#39;Est sono ancora scarse e imprecise. 
Inoltre, la richiesta fatta il 26 settembre da Kappler alla comunità 
ebraica di consegnare 50 chili d&#39;oro, pena la deportazione di 200 
persone, illude gli ebrei romani che tutto quello che i tedeschi 
vogliono sia un riscatto in oro. Oro che con enormi difficoltà la 
comunità riesce a mettere insieme e consegnare due giorni dopo in Via 
Tasso, nella certezza che i tedeschi saranno di parola e che nessun atto
 di violenza verrà compiuto. Nelle stesse ore le SS, con l&#39;ausilio degli
 elenchi dei nominativi degli ebrei forniti dall&#39;Ufficio Demografia e 
Razza del Ministero dell&#39;Interno, stanno già organizzando il blitz del 
16 ottobre.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
C&#39;è una lapide sulla facciata della 
Biblioteca di Archeologia e Storia dell&#39;Arte a Via del Portico 
d&#39;Ottavia, quasi di fronte alla Sinagoga. Ricorda che &quot;qui ebbe inizio 
la spietata caccia agli ebrei&quot;. Qui, in un&#39;alba di 56 anni fa, si 
radunarono i camion e i soldati addetti alla &quot;Judenoperation&quot; nell&#39;area 
del ghetto, dove ancora abitavano molti ebrei romani. Il centro della 
storia e della cultura ebraiche a Roma stava per vivere il suo giorno 
più atroce. «Era sabato mattina, festa del Succot, il cielo era di 
piombo. I nazisti bussarono alle porte, portavano un bigliettino 
dattiloscritto. Un ordine per tutti gli ebrei del Ghetto: dovete essere 
pronti in 20 minuti, portare cibo per 8 giorni, soldi e preziosi, via 
anche i malati, nel campo dove vi porteranno c’è un’infermeriao», così 
Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma, ha ricordato&amp;nbsp; quella mattina 
del 16 ottobre 1943.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
Alle 5,30 del mattino di sabato 
16 ottobre, provvisti degli elenchi con i nomi e gli indirizzi delle 
famiglie ebree, 300 soldati tedeschi iniziano in&amp;nbsp; contemporanea la 
caccia per i quartieri di Roma. L&#39;azione è capillare: nessun ebreo deve 
sfuggire alla deportazione. Uomini, donne, bambini, anziani ammalati, 
perfino neonati: tutti vengono caricati a forza sui camion, verso una 
destinazione sconosciuta. Alla fine di quel sabato le SS registrano la 
cattura di 1024 ebrei romani.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;img _cke_saved_src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/Resistenza/16_ottobre.jpg&quot; alt=&quot;16 ottobre.jpg (18169 byte)&quot; height=&quot;205&quot; src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/Resistenza/16_ottobre.jpg&quot; width=&quot;321&quot; /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;testo&quot;&gt;
&quot;Quel
 16 ottobre -racconta uno degli scampati alla deportazione- era un 
sabato, giorno di riposo per gli ebrei osservanti. E nel Ghetto i più lo
 erano. Inoltre era il terzo giorno della festa delle Capanne. Un sabato
 speciale, quasi una festa doppia... La grande razzia cominciò attorno 
alle 5.30. Vi presero parte un centinaio di quei 365 uomini che erano il
 totale delle forze impiegate per la &quot;Judenoperation&quot;. Oltre duecento SS
 contemporaneamente si irradiavano nelle 26 zone in cui la città era 
stata divisa per catturare casa per casa gli ebrei che abitavano fuori 
del vecchio Ghetto. L&#39;antico quartiere ebraico fu l&#39;epicentro di tutta 
l&#39;operazione... Le SS entrarono di casa in casa arrestando intere 
famiglie in gran parte sorprese ancora nel sonno... Tutte le persone 
prelevate vennero raccolte provvisoriamente in uno spiazzo che si trova 
poco più in là del Portico d&#39;Ottavia attorno ai resti del Teatro di 
Marcello. La maggior parte degli arrestati erano adulti, spesso anziani e
 assai più spesso vecchi. Molte le donne, i ragazzi, i fanciulli. Non 
venne fatta nessuna eccezione, né per persone malate o impedite, né per 
le donne in stato interessante, né per quelle che avevano ancora i 
bambini al seno...&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;testo&quot;&gt;
&quot;I tedeschi bussarono, poi non 
avendo ricevuto risposta sfondarono le porte. Dietro le quali, 
impietriti come se posassero per il più spaventosamente surreale dei 
gruppi di famiglia, stavano in esterrefatta attesa gli abitatori, con 
gli occhi da ipnotizzati e il cuore fermo in gola&quot;, ricorda Giacomo 
Debenedetti.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;testo&quot;&gt;
&quot;Fummo ammassati davanti a S. Angelo in
 Pescheria: I camion grigi arrivavano, i tedeschi caricavano a spintoni o
 col calcio del fucile uomini, donne, bambini ... e anche vecchi e 
malati, e ripartivano. Quando toccò a noi mi accorsi che il camion 
imboccava il Lungotevere in direzione di Regina Coeli... Ma il camion 
andò avanti fino al Collegio Militare. Ci portarono in una grande aula: 
restammo lì per molte ore. Che cosa mi passava per la testa in quei 
momenti non riesco a ricordarlo con precisione; che cosa pensassero i 
miei compagni di sventura emergeva dalle loro confuse domande, 
spiegazioni, preghiere. Ci avrebbero portato a lavorare? E dove? Ci 
avrebbero internato in un campo di concentramento? &quot;Campo di 
concentramento&quot; allora non aveva il significato terribile che ha oggi. 
Era un posto dove ti portavano ad aspettare la fine della guerra; dove 
probabilmente avremmo sofferto freddo e fame, ma niente ci preparava a 
quello che sarebbe stato il Lager&quot;, ha scritto Settimia Spizzichino nel 
suolibro &quot;Gli anni rubati&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;testo&quot;&gt;
Per la prima volta Roma 
era testimone di un&#39;operazione di massa così violenta. Tra coloro che 
assistettero sgomenti ci fu una donna che piangendo si mise a pregare e 
ripeteva sommessamente: &quot;povera carne innocente&quot;. Nessun quartiere della
 città fu risparmiato: il maggior numero di arresti si ebbe a 
Trastevere, Testaccio e Monteverde. Alcuni si salvarono per caso, molti 
scamparono alla razzia nascondendosi nelle case di vicini, di amici o 
trovando rifugio in case religiose, come gli ambienti attigui a S. 
Bartolomeo all&#39;Isola Tiberina. Alle 14 la grande razzia era terminata. 
Tutti erano stati rinchiusi nel collegio Militare di via della Lungara, a
 pochi passi da qui. Le oltre 30 ore trascorse al Collegio Militare 
prima del trasferimento alla Stazione Tiburtina furono di grande 
sofferenza, anche perché gli arrestati non avevano ricevuto cibo. Tra di
 loro c&#39;erano 207 bambini.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
Due giorni dopo, lunedì 18
 ottobre, i prigionieri vengono caricati su un convoglio composto da 18 
carri bestiame in partenza dalla Stazione Tiburtina. Il 22 ottobre il 
treno arriva ad Auschwitz.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
Dei 1024 ebrei catturati 
il 16 ottobre ne sono tornati solo 16, di cui una sola donna (Settimia 
Spizzichino). Nessuno degli oltre 200 bambini è sopravvissuto.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
Dopo
 il 16 ottobre 1943, la polizia tedesca catturò altri ebrei: alla fine&amp;nbsp; 
scomparvero da Roma 2091 ebrei. Uno dei momenti più tragici fu il 
massacro delle Fosse Ardeatine; in queste cave di tufo abbandonate, 
fuori dalle porte della città e contigue alle vecchie catacombe, il 24 
marzo 1944 furono trucidati 335 uomini di cui 75 ebrei.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
Roma
 fu liberata il 4 giugno 1944 e la capitolazione finale di tedeschi e 
fascisti si ebbe il 2 maggio 1945. Nel 1946, le vittime accertate per 
deportazioni da tutta Italia furono settemilacinquecento e quelle per 
massacri mille; gli abbandoni per emigrazione, cinquemila. Dalla 
comunità di Roma, oltre ai 2091 deportati e morti, mancavano alla fine 
della guerra anche molti emigrati. Nel biennio 1943-1945 le perdite 
della popolazione ebraica in tutta Italia furono all&#39;incirca 7750, pari 
al 22% del totale della popolazione ebraica nel nostro Paese.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;img _cke_saved_src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/info.gif&quot; alt=&quot;info.gif (232 byte)&quot; height=&quot;18&quot; src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/info.gif&quot; width=&quot;18&quot; /&gt; &lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;&lt;strong&gt;per approfondire:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;img _cke_saved_src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/pallanimred.gif&quot; alt=&quot;pallanimred.gif (323 byte)&quot; height=&quot;12&quot; src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/pallanimred.gif&quot; width=&quot;12&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;color: navy;&quot;&gt;&lt;strong&gt; &lt;a _cke_saved_href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/bibliografia/bibliografialazio/bibliografialaz9.html&quot; href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/bibliografia/bibliografialazio/bibliografialaz9.html&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: purple;&quot;&gt;Bibliografia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: purple;&quot;&gt;&lt;img _cke_saved_src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/pallanimred.gif&quot; alt=&quot;pallanimred.gif (323 byte)&quot; height=&quot;12&quot; src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/pallanimred.gif&quot; width=&quot;12&quot; /&gt;&lt;/span&gt; &lt;a _cke_saved_href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/Resistenza/resistenza2c6a.html&quot; href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/Resistenza/resistenza2c6a.html&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: navy;&quot;&gt;&lt;strong&gt;L&#39;oro di Roma&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;img _cke_saved_src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/pallanimred.gif&quot; alt=&quot;pallanimred.gif (323 byte)&quot; height=&quot;12&quot; src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/pallanimred.gif&quot; width=&quot;12&quot; /&gt; &lt;a _cke_saved_href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/Resistenza/resistenza2c6a.html&quot; href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/Resistenza/resistenza2c6a.html&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: navy;&quot;&gt;&lt;strong&gt;Testimonianze sul 16 ottobre 1943&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;img _cke_saved_src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/pallanimred.gif&quot; alt=&quot;pallanimred.gif (323 byte)&quot; height=&quot;12&quot; src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/pallanimred.gif&quot; width=&quot;12&quot; /&gt; &lt;a _cke_saved_href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/Resistenza/resistenza2c6b.html&quot; href=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/Resistenza/resistenza2c6b.html&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: navy;&quot;&gt;&lt;strong&gt;La partenza dei convogli dei deportati&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;img _cke_saved_src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/pallanimred.gif&quot; alt=&quot;pallanimred.gif (323 byte)&quot; height=&quot;12&quot; src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/pallanimred.gif&quot; width=&quot;12&quot; /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;font-size: x-small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: purple; font-size: small;&quot;&gt;&lt;a _cke_saved_href=&quot;http://www.olokaustos.org/archivio/documenti/italia/sapevano.htm&quot; href=&quot;http://www.olokaustos.org/archivio/documenti/italia/sapevano.htm&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;Massacrate gli ebrei di Roma: i documenti segreti&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style=&quot;color: navy; font-size: medium;&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;img _cke_saved_src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/pallanimred.gif&quot; alt=&quot;pallanimred.gif (323 byte)&quot; height=&quot;12&quot; src=&quot;http://www.romacivica.net/anpiroma/pallanimred.gif&quot; width=&quot;12&quot; /&gt;&lt;span style=&quot;color: #000099; font-size: small;&quot;&gt;&lt;strong&gt; &lt;a _cke_saved_href=&quot;http://www.cnnitalia.it/2000/ITALIA/06/30/documentinazi/index.html&quot; href=&quot;http://www.cnnitalia.it/2000/ITALIA/06/30/documentinazi/index.html&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: purple;&quot;&gt;Carte segrete Cia su ebrei romani e spie SS&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;big&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/big&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campidiconcetramentoabruzzo.blogspot.com/feeds/7913965192350333185/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://campidiconcetramentoabruzzo.blogspot.com/2012/01/16-ottobre-1943.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4169793322311437985/posts/default/7913965192350333185'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4169793322311437985/posts/default/7913965192350333185'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campidiconcetramentoabruzzo.blogspot.com/2012/01/16-ottobre-1943.html' title='16 ottobre   1943'/><author><name>CARINCIPAOLO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14747935767839625008</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4169793322311437985.post-5906146228148033561</id><published>2012-01-29T12:35:00.000-08:00</published><updated>2012-01-29T12:35:54.181-08:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="campi  di concetramento"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="germania"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="giornata delle  memoria"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="shoah"/><title type='text'>NON C&#39;È FUTURO SENZA MEMORIA COLORO CHE NON HANNO MEMORIA DEL PASSATO  SONO DESTINATI A RIPETERLO</title><content type='html'>&lt;div align=&quot;center&quot; style=&quot;margin: 10px 10px 0px;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: maroon; font-family: Comic Sans MS; font-size: small;&quot;&gt;NON C&#39;È FUTURO SENZA MEMORIA&lt;br /&gt; COLORO CHE NON HANNO MEMORIA DEL PASSATO&lt;br /&gt; SONO DESTINATI A RIPETERLO&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot; style=&quot;margin: 20px 10px 0px;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: black; font-family: Comic Sans MS; font-size: medium;&quot;&gt;Il 16 ottobre 1943&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot; style=&quot;margin: 10px 10px 0px;&quot;&gt;
&lt;img _cke_saved_src=&quot;http://www.santegidio.org/img/16ottobre/deportazione01.jpg&quot; alt=&quot;&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;184&quot; src=&quot;http://www.santegidio.org/img/16ottobre/deportazione01.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 10px 10px 0px;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial; font-size: x-small;&quot;&gt;«La
 grande razzia nel vecchio Ghetto di Roma cominciò attorno alle 5,30 del
 16 ottobre 1943. Oltre cento tedeschi armati di mitra circondarono il 
quartiere ebraico. Contemporaneamente altri duecento militari si 
distribuirono nelle 26 zone operative in cui il Comando tedesco aveva 
diviso la città alla ricerca di altre vittime. Quando il gigantesco 
rastrellamento si concluse erano stati catturati 1022 ebrei romani.&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 10px 10px 0px;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial; font-size: x-small;&quot;&gt;Due
 giorni dopo in 18 vagoni piombati furono tutti trasferiti ad Auschwitz.
 Solo 15 di loro sono tornati alla fine del conflitto: 14 uomini e una 
donna.&lt;br /&gt; Tutti gli altri 1066 sono morti in gran parte appena 
arrivati, nelle camere a gas. Nessuno degli oltre duecento bambini è 
sopravvissuto.»&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;color: grey; font-family: Arial; font-size: x-small;&quot;&gt;(F. Cohen, 16 ottobre 1943. La grande razzia degli ebrei di Roma) &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 10px 10px 0px;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot; style=&quot;margin: 10px 10px 0px;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: maroon; font-family: Comic Sans MS; font-size: small;&quot;&gt;NON C&#39;È FUTURO SENZA MEMORIA&lt;br /&gt; La voce di una donna sopravvissuta ai campi di sterminio&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 10px 10px 0px;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Comic Sans MS; font-size: x-small;&quot;&gt;Testimonianze&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Comic Sans MS; font-size: medium;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: black; font-family: Comic Sans MS; font-size: medium;&quot;&gt;Settimia Spizzichino: il dovere della memoria&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;center&gt;&lt;table border=&quot;0&quot; cellpadding=&quot;10&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot; cke_show_border&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td valign=&quot;top&quot; width=&quot;50%&quot;&gt;&lt;div style=&quot;margin-top: 3px;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial; font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;img _cke_saved_src=&quot;http://www.santegidio.org/img/16ottobre/settimia.jpg&quot; alt=&quot;&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;127&quot; src=&quot;http://www.santegidio.org/img/16ottobre/settimia.jpg&quot; width=&quot;196&quot; /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span style=&quot;color: grey;&quot;&gt;Settimia Spizzichino&lt;br /&gt; davanti al campo di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: grey;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial; font-size: x-small;&quot;&gt;Auschwitz&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td valign=&quot;top&quot; width=&quot;50%&quot;&gt;&lt;div style=&quot;margin: 0px;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial; font-size: x-small;&quot;&gt;Ci
 sono cose che tutti vogliono dimenticare. Ma io no. Io della mia vita 
voglio ricordare tutto, anche quella terribile esperienza che si chiama 
Auschwitz: due anni in Polonia (e in Germania), due inverni, e in 
Polonia l’inverno è inverno sul serio, è un assassino.., anche se non è 
stato il freddo la cosa peggiore. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;/center&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 0px 10px;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial; font-size: x-small;&quot;&gt;Tutto
 questo è parte della mia vita e soprattutto è parte della vita di tanti
 altri che dai Lager non sono usciti. E a queste persone io devo il 
ricordo: devo ricordare per raccontare anche la loro storia. L’ho 
giurato quando sono tornata a casa; e questo mio proposito si è 
rafforzato in tutti questi anni, specialmente ogni volta che qualcuno 
osa dire che tutto ciò non è mai accaduto, che non è vero. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 10px 10px 0px;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial; font-size: x-small;&quot;&gt;Ho
 una buona memoria. E poi quei due anni li ho raccontati tante volte: ai
 giornalisti, alla televisione, ai politici, ai ragazzi delle scuole 
durante i molti viaggi che ho fatto per accompagnarli ad Auschwitz... 
anche se non sempre sono entrata nei particolari. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 10px 10px 0px;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial; font-size: x-small;&quot;&gt;Ad
 Auschwitz si desidera tornare - anche molti di quei ragazzi lo 
desiderano - e a qualcuno sembra strano. Ma perché? È come andare al 
cimitero a portare un fiore e una preghiera. - Raccontavo sul pullman 
che ci portava in Polonia. È sul pullman che si parla, quando si arriva 
ad Auschwitz parla la guida e parlano le cose. Le poche che sono 
rimaste. C’è un museo, ma i forni crematori, le camere a gas, le 
costruzioni in muratura sono state distrutte. La prima volta che ci sono
 tornata ho provato più delusione che emozione, non riconoscevo il 
posto. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 10px 10px 0px;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial; font-size: x-small;&quot;&gt;&lt;img _cke_saved_src=&quot;http://www.santegidio.org/img/16ottobre/deportati.jpg&quot; align=&quot;right&quot; alt=&quot;&quot; border=&quot;0&quot; height=&quot;200&quot; hspace=&quot;5&quot; src=&quot;http://www.santegidio.org/img/16ottobre/deportati.jpg&quot; width=&quot;138&quot; /&gt;In questi cinquant’anni trascorsi da allora sono stata spesso sollecitata a scrivere questo libro.&lt;br /&gt;
 E io lo volevo fare; ma c’erano ancora i parenti di quelle che sono 
rimaste là, i genitori, i fratelli, i mariti, i figli delle mie compagne
 del gruppo di lavoro. Quarantotto eravamo, e sono uscita viva soltanto 
io. Molte di loro le ho viste morire, di altre so che fine hanno fatto. 
Come raccontare a una madre, a un padre, che la loro figlia di vent’anni
 è morta di cancrena per le botte ricevute da una Kapò? Come descrivere 
la pazzia di alcune di quelle ragazze a coloro che le amavano? Adesso 
molti dei genitori, dei fratelli, dei mariti, non ci sono più; le ferite
 non sono più così fresche. A quelli che restano spero di non fare 
troppo male. Ma adesso devo mantenere la promessa che ho fatto a 
quarantasette ragazze che sono morte ad Auschwitz, le mie compagne di 
lavoro. E a tutti gli altri milioni di morti dei Lager nazisti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 10px 10px 0px;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-family: Arial; font-size: x-small;&quot;&gt;Di
 quel gruppo faceva parte anche mia sorella Giuditta. Giuditta, così 
bella, così fragile, deportata assieme a me il 16 ottobre 1943. 
Giuditta, causa involontaria della cattura mia e della mia famiglia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 10px 10px 0px;&quot;&gt;
&lt;em&gt;&lt;span style=&quot;color: grey; font-family: Arial; font-size: x-small;&quot;&gt;(Dal libro &quot;Gli anni rubati&quot; di Settimia Spizzichino)&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 10px 10px 0px;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;table border=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot; cke_show_border&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td valign=&quot;top&quot; width=&quot;80%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;strong&gt;&lt;span style=&quot;color: navy; font-family: Arial; font-size: small;&quot;&gt;COLORO CHE NON HANNO MEMORIA DEL PASSATO&lt;br /&gt; SONO DESTINATI A RIPETERLO&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: navy; font-family: Arial; font-size: x-small;&quot;&gt; Domenica 22 ottobre 2000&lt;br /&gt; Marcia in ricordo del 16 ottobre 1943&lt;br /&gt; da piazza di S. Maria in Trastevere al Portico d&#39;Ottavia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Intervento di apertura &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;color: navy; font-family: Arial; font-size: small;&quot;&gt;&lt;strong&gt; Alessandro Zuccari&lt;br /&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: navy; font-family: Arial; font-size: x-small;&quot;&gt;Comunità di Sant&#39;Egidio&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td valign=&quot;top&quot; width=&quot;10%&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot; style=&quot;margin-bottom: 0px; margin-top: 0px;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;center&gt;&lt;table border=&quot;0&quot; cellspacing=&quot;0&quot; class=&quot; cke_show_border&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td bgcolor=&quot;#ffffff&quot; valign=&quot;top&quot; width=&quot;90%&quot;&gt;&lt;center&gt;&lt;br /&gt;&lt;/center&gt;&lt;div class=&quot;testo&quot;&gt;
Cari amici,&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;testo&quot;&gt;
ci
 ritroviamo oggi, come ogni anno, per ricordare il 16 ottobre 1943, 
giorno terribile della deportazione degli ebrei di Roma. All&#39;alba di 
quella tragica giornata furono strappati alle loro case più di 1000 
ebrei romani, per essere condotti nei campi di sterminio nazisti. Lo 
ricordiamo attraverso le parole di Settimia Spizzichino, una delle poche
 sopravvissute di quella deportazione, che molti di noi hanno 
conosciuto:&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;testo&quot;&gt;
&quot;Fummo ammassati davanti a S. Angelo in 
Pescheria: I camion grigi arrivavano, i tedeschi caricavano a spintoni o
 col calcio del fucile uomini, donne, bambini ... e anche vecchi e 
malati, e ripartivano. Quando toccò a noi mi accorsi che il camion 
imboccava il Lungotevere in direzione di Regina Coeli... Ma il camion 
andò avanti fino al Collegio Militare. Ci portarono in una grande aula: 
restammo lì per molte ore. Che cosa mi passava per la testa in quei 
momenti non riesco a ricordarlo con precisione; che cosa pensassero i 
miei compagni di sventura emergeva dalle loro confuse domande, 
spiegazioni, preghiere. Ci avrebbero portato a lavorare? E dove? Ci 
avrebbero internato in un campo di concentramento? &quot;Campo di 
concentramento&quot; allora non aveva il significato terribile che ha oggi. 
Era un posto dove ti portavano ad aspettare la fine della guerra; dove 
probabilmente avremmo sofferto freddo e fame, ma niente ci preparava a 
quello che sarebbe stato il Lager&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;testo&quot;&gt;
Al viaggio della
 morte di quel giorno si aggiunsero in seguito altri 1067 ebrei romani. 
Ne tornarono vivi soltanto 16, dopo la fine della guerra.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;testo&quot;&gt;
Ricordare
 insieme il 16 ottobre 1943, non è per noi un&#39;abitudine. Anzi, più si 
allontana quel giorno e più cresce in noi la responsabilità di mantenere
 vivo il ricordo di quel tragico evento, che ha lasciato una ferita 
profonda non solo nella comunità ebraica di Roma, ma nella vita 
dell&#39;intera città. Per questo la Comunità di Sant&#39;Egidio e la Comunità 
ebraica di Roma, sono fedeli a questo appuntamento, compiendo ogni anno 
un pellegrinaggio della memoria, che da Trastevere si muove verso il 
Portico d&#39;Ottavia.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;testo&quot;&gt;
E&#39; un pellegrinaggio pacifico che
 vuole ripercorrere in senso contrario il triste itinerario di quella 
gente inerme, che fu deportata con violenza da queste strade. Oggi, 
assieme a tanti romani, si è unita una rappresentanza numerosa di amici 
che provengono da vari paesi del mondo, dall&#39;Africa, dall&#39;America, 
dall&#39;Asia. Infatti, quest&#39;appuntamento non è solo una tradizione che si 
ripete di anno in anno, ma è l&#39;espressione di una volontà comune: 
vogliamo ricordare perché quel 16 ottobre non si ripeta mai più. 
Ricordiamo perché non si ripeta mai più! E&#39; la stessa volontà che 
Giovanni Paolo il ha espresso durante la storica visita al Mausoleo di 
Yad Vashem, a Gerusalemme, proprio nel marzo di quest&#39;anno:&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;testo&quot;&gt;
&quot;Sono
 venuto a Yad Vashem - ha detto il papa - per rendere omaggio ai milioni
 di Ebrei che, privati di tutto, in particolare della loro dignità 
umana, furono uccisi nell&#39;Olocausto. Più di mezzo secolo è passato, ma i
 ricordi permangono... Noi vogliamo ricordare. Vogliamo però ricordare 
per uno scopo, ossia per assicurare che mai più il male prevarrà, come 
avvenne per milioni di vittime innocenti del Nazismo&quot;.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;testo&quot;&gt;
Ricordare
 è impedire che il male prevalga. Ricordare è ripetere: mai più! Lo 
ripetiamo oggi, davanti a nuove e preoccupanti manifestazioni di 
antisemitismo avvenute nelle scorse settimane in vari paesi europei. 
L&#39;insorgere di nuove forme di intolleranza e di antisemitismo ci impegna
 ancor più perché questa memoria resti viva qui a Roma, in Italia e nel 
mondo intero.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;testo&quot;&gt;
Non possiamo dimenticare l&#39;orrore 
della guerra e del nazismo, che portarono alla Shoà, quell&#39;evento unico e
 tragico: lo sterminio di sei milioni di ebrei. Vogliamo ricordare tutte
 le vittime dei campi di sterminio nazisti: assieme agli ebrei, gli 
zingari e tutti quelli che subirono le discriminazioni delle leggi 
razziali.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;testo&quot;&gt;
Questo pellegrinaggio della memoria è un 
impegno a diffondere una cultura nuova, una cultura del dialogo e della 
solidarietà con tutti, una cultura della pace. Abbiamo una eredità da 
trasmettere, specialmente alle giovani generazioni: è il patrimonio di 
umanità e di pace che abbiamo ricevuto. Lo ripetiamo oggi con forza, 
perché ogni forma di intolleranza e di razzismo non abbiano più spazio 
nella nostra società e in ogni parte del mondo.&lt;/div&gt;
&lt;div class=&quot;testo&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;center&gt;&lt;br /&gt;&lt;/center&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;/center&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div style=&quot;margin: 10px 10px 0px;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campidiconcetramentoabruzzo.blogspot.com/feeds/5906146228148033561/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://campidiconcetramentoabruzzo.blogspot.com/2012/01/non-ce-futuro-senza-memoria-coloro-che.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4169793322311437985/posts/default/5906146228148033561'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4169793322311437985/posts/default/5906146228148033561'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campidiconcetramentoabruzzo.blogspot.com/2012/01/non-ce-futuro-senza-memoria-coloro-che.html' title='NON C&#39;È FUTURO SENZA MEMORIA COLORO CHE NON HANNO MEMORIA DEL PASSATO  SONO DESTINATI A RIPETERLO'/><author><name>CARINCIPAOLO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14747935767839625008</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4169793322311437985.post-162731546972030245</id><published>2012-01-29T12:31:00.000-08:00</published><updated>2012-01-29T12:31:18.165-08:00</updated><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="abruzzo"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="campi  di concetramento"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="deportazione degli  ebrei"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="germania"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="giornata delle  memoria"/><category scheme="http://www.blogger.com/atom/ns#" term="shoah"/><title type='text'>I   CAMPI   DI CONCENTRAMENTO   IN ABRUZZO   1940  1944</title><content type='html'>&lt;blockquote&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;Costantino Di Sante&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Dall’internamento alla deportazione&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: large;&quot;&gt;I campi di concentramento in Abruzzo (1940-1944)&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;i&gt;Indice&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;a _cke_saved_href=&quot;http://www.associazioni.milano.it/aned/libri/di_sante.htm#introduzione&quot; href=&quot;http://www.associazioni.milano.it/aned/libri/di_sante.htm#introduzione&quot;&gt;Introduzione&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;I. &lt;a _cke_saved_href=&quot;http://www.associazioni.milano.it/aned/libri/di_sante.htm#internamento&quot; href=&quot;http://www.associazioni.milano.it/aned/libri/di_sante.htm#internamento&quot;&gt;L’internamento&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1.1. Le prime disposizioni del regime fascista &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1.2. Il primo campo di concentramento &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1.3. L’applicazione delle norme di sicurezza &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1.4. Le disposizioni contro gli ebrei &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1.5. L’internamento nell’organizzazione della nazione alla guerra &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1.6. L’internamento e le altre forme di repressione &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1.7. Prescrizioni per i campi di concentramento &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1.8. I primi internati &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1.9. Categorie di internati &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1.10. I campi di concentramento in Italia &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;II. &lt;a _cke_saved_href=&quot;http://www.associazioni.milano.it/aned/libri/di_sante.htm#abruzzo&quot; href=&quot;http://www.associazioni.milano.it/aned/libri/di_sante.htm#abruzzo&quot;&gt;Abruzzo regione d’internamento&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2.1. Località di internamento e campi di concentramento in Abruzzo &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2.2. L’istituzione dei campi di concentramento &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2.3. Casoli, il campo per gli ebrei &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2.4. Il campo di concentramento nell’asilo infantile &quot;Principessa di Piemonte&quot; a Chieti &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2.5. Il campo per gli italiani &quot;pericolosi&quot; di Istonio Marina (Vasto) &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2.6. Il campo di smistamento di Lama dei Peligni &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2.7. Il campo femminile di Lanciano &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2.8. Tollo, il campo per i comunisti Jugoslavi &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2.9. L’unico campo in provincia di Pescara a Città S.Angelo. &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2.10. Il campo di concentramento nella città fortezza di Civitella del Tronto &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2.11. Il campo di concentramento nella Badia Celestina di Corropoli &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2.12. I cinesi internati nella Basilica di S.Gabriele a Isola del Gran Sasso &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2.13. I campo di concentramento di Nereto &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2.14. I campo di concentramento di Notaresco &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2.15. I campi di concentramento di Tortoreto Stazione (Alba Adriatica) e Tortoreto Alto &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2.16. Gli zingari internati nel campo di concentramento di Tossicia &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;III. &lt;a _cke_saved_href=&quot;http://www.associazioni.milano.it/aned/libri/di_sante.htm#gestione&quot; href=&quot;http://www.associazioni.milano.it/aned/libri/di_sante.htm#gestione&quot;&gt;La gestione e la vita nei campi di concentramento&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3.1. Direzione e vigilanza dei campi di concentramento &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3.2. L’alimentazione &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3.3. Sussidi e assistenza &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3.4. Condizioni igieniche e sanitarie &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3.5. Corrispondenze Postali &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3.6. Lavoro e tempo libero &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3.7. Sovraffollamento e spostamenti &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;IV. &lt;a _cke_saved_href=&quot;http://www.associazioni.milano.it/aned/libri/di_sante.htm#occupazione&quot; href=&quot;http://www.associazioni.milano.it/aned/libri/di_sante.htm#occupazione&quot;&gt;L’occupazione tedesca&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;4.1. Gli internati e i campi di concentramento durante i quarantacinque giorni &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;4.2. I campi di concentramento dopo l’8 settembre &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;4.3. La persecuzione degli ebrei e le &quot;anticamere dello sterminio&quot; &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;4.4. L’occupazione tedesca, gli internati e i campi di concentramento abruzzesi &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;4.5. Il Konzentrationlager di Teramo &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;4.6. Il contributo alla resistenza degli internati &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;4.7. Dalla deportazione alla liberazione &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;a _cke_saved_href=&quot;http://www.associazioni.milano.it/aned/libri/di_sante.htm#appendice&quot; href=&quot;http://www.associazioni.milano.it/aned/libri/di_sante.htm#appendice&quot;&gt;Appendice&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Bibliografia (non fornita dall&#39;Autore)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;(non fornita dall&#39;Autore) &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Introduzione:
 nell’introduzione si chiarisce il significato dell’internamento e dei 
campi di concentramento fascisti e gli obiettivi che la tesi vuole 
raggiungere.&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;nell’introduzione si 
chiarisce il significato dell’internamento e dei campi di concentramento
 fascisti e gli obiettivi che la tesi vuole raggiungere.&lt;b&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Capitolo
 I: il primo capitolo è una ricostruzione storico-giuridica 
dell’internamento. Nel primo paragrafo si analizza la fase 
organizzativa, prima dell’entrata in guerra dell’Italia, riportando le 
principali normative che disciplinarono l’apertura dei campi di 
concentramento. Nel secondo paragrafo si prende in considerazione le due
 forme di internamento attuate dal regime fascista e di come vennero 
applicate in Abruzzo.&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;il primo capitolo
 è una ricostruzione storico-giuridica dell’internamento. Nel primo 
paragrafo si analizza la fase organizzativa, prima dell’entrata in 
guerra dell’Italia, riportando le principali normative che 
disciplinarono l’apertura dei campi di concentramento. Nel secondo 
paragrafo si prende in considerazione le due forme di internamento 
attuate dal regime fascista e di come vennero applicate in Abruzzo.&lt;b&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Capitolo
 II: nel primo paragrafo viene riportata una cartina dei campi di 
concentramento in Abruzzo e per ogni campo la prassi seguita per la sua 
istituzione e le opere realizzate per renderlo operativo.&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;nel
 primo paragrafo viene riportata una cartina dei campi di concentramento
 in Abruzzo e per ogni campo la prassi seguita per la sua istituzione e 
le opere realizzate per renderlo operativo. &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il 
secondo paragrafo è costituito prevalentemente dagli elenchi degli 
internati nei singoli campi abruzzesi distinti per nazionalità, sesso, 
data dell’internamento e dove è riportato il motivo dell’internamento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Capitolo
 III: in questo capitolo si riportano le varie condizioni di vita degli 
internati nei campi abruzzesi e come erano gestiti.&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;in questo capitolo si riportano le varie condizioni di vita degli internati nei campi abruzzesi e come erano gestiti. &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 primo paragrafo oltre a riportare un elenco dei vari direttori dei 
campi definisce anche le loro competenze, lo stipendio che ricevevano, 
le rimozioni e dove ci sono i verbali delle ispezioni ministeriali e 
della Croce Rossa Italiana.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel secondo 
paragrafo vengono riportate le condizioni di vita degli internati, gli 
episodi di carenza alimentare e igienica e le restrizioni alle quali 
erano sottoposti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il terzo paragrafo 
ricostruisce, oltre ai vari casi di evasione avvenuti nei campi di 
concentramento abruzzesi, anche i trasferimenti di internati per motivi 
di sovraffollamento e quelli rimessi in libertà per l’atto di clemenza 
di Mussolini nell’ottobre del 1942 per il ventennale della marcia su 
Roma.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Capitolo IV: nel primo paragrafo
 viene riportata la situazione dei campi abruzzesi, ancora funzionanti, 
durante l’occupazione tedesca.&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;nel primo paragrafo viene riportata la situazione dei campi abruzzesi, ancora funzionanti, durante l’occupazione tedesca. &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 secondo paragrafo è dedicato all’ultimo campo di concentramento 
istituito in Abruzzo e alle differenze che lo contraddistinsero rispetto
 agli altri campi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel terzo paragrafo viene
 riportato l’elenco degli internati del campo di Teramo con il motivo 
del loro internamento e la situazione igienico sanitaria del campo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel
 quarto paragrafo, le ultime disposizioni prese nei confronti degli 
internati e quando e come avvenne la liberazione dei campi nella 
primavera del 1944.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Conclusioni&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Nell’appendice vengono riportati alcuni documenti che riguardano i campi di concentramento abruzzesi.&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;vengono riportati alcuni documenti che riguardano i campi di concentramento abruzzesi.&lt;b&gt;&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;La
 bibliografia oltre a riportare i testi di riferimento conterrà un 
indice analitico dei vari fondi dell’Archivio Centrale dello Stato 
sull’internamento.&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;oltre a riportare i 
testi di riferimento conterrà un indice analitico dei vari fondi 
dell’Archivio Centrale dello Stato sull’internamento.&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: BF Times; font-size: medium;&quot;&gt;&quot;&lt;i&gt;l’internamento degli ebrei &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: BF Times; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;i&gt;rappresentò la premessa&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: BF Times; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;i&gt;organizzativa essenziale&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: BF Times; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;i&gt;per la deportazione del 1944&quot;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;right&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;LUTZ KLINKHAMMER&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;img _cke_real_element_type=&quot;anchor&quot; _cke_real_node_type=&quot;1&quot; _cke_realelement=&quot;%3Ca%20name%3D%22introduzione%22%20_cke_saved_name%3D%22introduzione%22%3E%3C%2Fa%3E&quot; align=&quot;&quot; alt=&quot;Ancora&quot; class=&quot;cke_anchor&quot; src=&quot;http://www.splinder.com/editor/ckeditor341/images/spacer.gif?t=A8LE4JO&quot; /&gt;INTRODUZIONE&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’internamento,
 secondo il diritto internazionale, è una misura restrittiva della 
libertà personale, che tutti gli Stati hanno il potere di applicare in 
caso di guerra. Non essendo regolato da particolari accordi, ci si 
attiene alla convenzione sul trattamento dei prigionieri di guerra 
siglato a Ginevra nel 1929.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La
 sua applicazione prevede l’allontanamento di cittadini di Stati nemici o
 anche dei propri, dalle zone di guerra all’interno dello Stato in 
località militarmente meno importanti. In questo modo si facilitano i 
controlli e la sorveglianza nei confronti di quelle categorie ritenute 
pericolose durante le operazioni belliche.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’internamento
 di civili venne utilizzato, per la prima volta, durante la seconda 
guerra boera (1900-1902), da lord Kitchener, che rinchiuse in campi di 
concentramento i familiari dei Boeri per fiaccarne la resistenza. Nella 
prima guerra mondiale, quasi tutte le nazioni internarono la popolazione
 civile sospetta, ma è nella seconda guerra mondiale che l’internamento 
venne ampiamente utilizzato, soprattutto dagli Stati totalitari, come un
 mezzo per eliminare tutti coloro che, per motivi di razza o di fede 
politica, erano ritenuti pericolosi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 regime fascista predispose due forme d’internamento quello &quot;libero&quot;, 
cioè in comuni diversi dalla residenza abituale, e quello nei campi di 
concentramento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’internamento
 venne utilizzato anche come mezzo per annientare gli avversari 
politici, diventando, insieme a quelli già utilizzati, come la diffida, 
l’ammonizione, il confino e il tribunale speciale, un altro strumento di
 repressione del regime fascista.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 ministero dell’Interno diresse la fase organizzativa mantenendo una 
stretta corrispondenza con i Prefetti che indicarono i luoghi adatti 
all’istituzione dei campi e i comuni per il soggiorno coatto. 
Prevalentemente vennero scelte località dell’Italia centro meridionale, 
perché erano ritenute militarmente meno importanti e quindi 
difficilmente interessate dagli eventi bellici. Nella scelta del luogo 
influirono anche altri elementi, come: l’impervietà dei luoghi, la 
scarsa concentrazione abitativa e la minore politicizzazione della 
popolazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’Abruzzo, le 
Marche e il Molise rappresentavano le regioni, che, più delle altre, 
avevano queste caratteristiche. Infatti, dei circa 40 campi istituiti 
nei primi mesi di guerra, ben 22 si trovavano in queste regioni e 
numerose erano le località per l’internamento &quot;libero&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Per
 i campi vennero utilizzati edifici già esistenti, di proprietà 
demaniale o, in mancanza di essi, presi in affitto, come, ad esempio, 
ville, capannoni, fattorie, castelli disabitati, conventi, scuole, ex 
carceri e caserme. Gli internati &quot;liberi&quot; vennero invece sistemati in 
pensioni o in camere ammobiliate.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 1° giugno 1940 il ministero dell’Interno inviò alle prefetture una 
circolare telegrafica che riassumeva le norme sull’internamento: &quot;Appena
 dichiarato lo stato di guerra, dovranno essere arrestate e tradotte in 
carcere le persone pericolosissime sia italiane che straniere di 
qualsiasi razza, capaci di turbare l’ordine pubblico e commettere 
sabotaggi o attentati, nonché le persone italiane e straniere segnalate 
dai centri di controspionaggio per l’immediato internamento&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Con
 l’entrata in guerra dell’Italia, il 10 giugno 1940, ci furono i primi 
arresti, e nei giorni successivi i trasferimenti nelle località 
d’internamento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La maggior 
parte degli internati nei campi era rappresentata da irredentisti slavi 
della Venezia Giulia e dell’Istria, da ebrei, in prevalenza tedeschi, da
 polacchi, jugoslavi, greci, inglesi, indiani, libici, cinesi, da 
apolidi, da zingari di nazionalità slava e, per finire, dagli 
antifascisti italiani.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Le 
loro condizioni furono diverse a seconda della dislocazione dei campi, 
dell’atteggiamento dei direttori e dei rapporti con la popolazione 
locale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Solo da pochi anni 
sono stati fatti studi sull’internamento e solo per alcuni campi di 
concentramento sono state condotte ricerche specifiche. Mentre dei &lt;i&gt;lager&lt;/i&gt;
 tedeschi si conosce quasi tutto, riguardo ai campi di concentramento 
italiani ancora non si riesce a stabilire quanti erano, come erano 
organizzati, dove erano situati, chi vi era internato e quali erano le 
loro condizioni di vita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;I 
motivi di questa dimenticanza storica sono da attribuire, oltre che alla
 confusione e alla labilità delle fonti, al fatto che gli storici hanno 
ritenuto di poco conto l’approfondimento di questa forma di repressione 
del regime fascista, perché l’internamento è stato, generalmente, 
considerato come una conseguenza delle misure legislative di uno Stato 
in guerra. Eppure furono decine di migliaia gli internati e per circa 
20.000 di essi è conservato un fascicolo personale nell’Archivio 
Centrale dello Stato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Oggetto
 della presente ricerca sono i campi di concentramento in Abruzzo 
durante la seconda guerra mondiale e il loro ruolo nell’ambito della 
politica dell’internamento attuata dal regime fascista e dalla 
Repubblica Sociale Italiana. Viene analizzata, inoltre, la vita degli 
internati all’interno dei campi fino alla loro deportazione durante 
l’occupazione tedesca.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Se si
 esclude una documentazione di base fornita da Italia Iacoponi, per 
alcuni dei campi della provincia di Teramo, questa rappresenta la prima 
ricerca che analizza i campi di concentramento presenti nell’intera 
regione. Ricerca che si è basata prevalentemente sulla documentazione 
dell’Archivio Centrale dello Stato, e che ha permesso di approfondire il
 quadro complessivo dell’internamento in Abruzzo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Ringrazio
 Paola e Lucia per i loro preziosi suggerimenti, Renata, Rika e Lorenzo 
per il loro supporto tecnico, mia madre per avermi dato la possibilità 
di studiare e il compagno Giampiero con il quale ho condiviso gran parte
 della mia esperienza universitaria.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Capitolo I&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;img _cke_real_element_type=&quot;anchor&quot; _cke_real_node_type=&quot;1&quot; _cke_realelement=&quot;%3Ca%20name%3D%22internamento%22%20_cke_saved_name%3D%22internamento%22%3E%3C%2Fa%3E&quot; align=&quot;&quot; alt=&quot;Ancora&quot; class=&quot;cke_anchor&quot; src=&quot;http://www.splinder.com/editor/ckeditor341/images/spacer.gif?t=A8LE4JO&quot; /&gt;L’INTERNAMENTO&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Attraverso
 l’internamento civile, come già accennato, in caso di guerra, tutte le 
nazioni controllano i cittadini dei paesi nemici presenti sul proprio 
territorio e determinate categorie di connazionali. In questo modo, 
nell’interesse della sicurezza militare e di quella interna, prevengono 
azioni di sabotaggio, spionaggio e la diffusione di propaganda politica 
sgradita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La prima 
applicazione di questo provvedimento, in Italia, avvenne durante la 
prima guerra mondiale, nei confronti dei sudditi austroungarici che 
furono internati in Sardegna. Il medesimo provvedimento fu adottato 
anche per gli italiani sospettati di spionaggio o schedati dalla polizia
 (anarchici, socialisti rivoluzionari e antimilitaristi) o accusati di 
propaganda antipatriottica. L’internamento, allora, non consisteva nella
 restrizione in un campo di concentramento, ma nell’obbligo di 
soggiornare in determinate località lontane dalle zone di guerra.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Con
 l’avvento del fascismo, l’istituto dell’internamento venne perfezionato
 e le norme che lo regolamentavano aggiornate. La parte maggiormente 
ampliata, fu quella che prevedeva l’applicazione nei confronti di 
cittadini italiani pericolosi per il regime. La sua applicazione, dopo 
l’inizio della seconda guerra mondiale, venne realizzata, non in base a 
leggi organiche, ma unicamente in base a semplici note e circolari, 
rendendo l’internamento un altro mezzo dell’apparato repressivo 
fascista.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;1.1. Le prime disposizioni del regime fascista.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;. &lt;/span&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’8
 giugno 1925, con l’approvazione del piano di mobilitazione generale, da
 adottarsi in Italia in caso di guerra, vennero introdotte le prime 
disposizioni di carattere interno per regolare l’applicazione 
dell’internamento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Ma fu tra
 il 1930 e il 1940 che si definì una normativa precisa sull’argomento. 
Nel 1930 il ministero della guerra iniziò il lavoro preparatorio dei 
provvedimenti da adottarsi nei confronti di italiani e stranieri 
ritenuti pericolosi nelle contingenze belliche.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 6 marzo 1932, con nota n. 442/2401, venne emanata, da parte del 
ministero dell’Interno, la circolare relativa ai &quot;servizi straordinari 
di vigilanza e prevenzione&quot;; questa rimase il punto di riferimento per 
tutte le misure di vigilanza che sarebbero state adottate negli anni 
successivi e durante la guerra. Nell’ottobre del 1935, furono definiti i
 provvedimenti circa l’internamento. Venne istituito lo &quot;Schedario M&quot;, 
che comprendeva: schede di colore diverso per gli italiani e gli 
stranieri, la scheda personale, la cartella personale, la cartella 
biografica, il fascicolo personale e una rubrica alfabetica degli agenti
 italiani o stranieri accertati, sospetti o presunti di spionaggio. In 
ogni prefettura era attivato il servizio schedario con i nomi delle 
persone da arrestare in caso di guerra e le questure avevano il compito 
di aggiornarli e di tenere sotto controllo tutte le categorie di persone
 &quot;sospette in linea politica&quot;. Il coordinamento del servizio schedario 
veniva gestito dal Ministero dell’Interno e faceva capo al Casellario 
politico centrale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il 21 gennaio 1936, in una circolare diretta a tutti i prefetti e al questore di Roma, il ministero dell’Interno sollecitava:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;la
 regolarizzazione degli elenchi delle persone da arrestare in 
determinate contingenze[...]. Si assicurino che i citati elenchi siano 
tenuti sempre aggiornati, in modo che si possa in qualunque evenienza, 
provvedere senza alcun indugio, nei confronti degli individui di che 
trattasi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Erano
 da considerarsi pericolosi: italiani e stranieri agenti accertati e 
sospetti di spionaggio, italiani e stranieri indiziati come agenti 
internazionali di spionaggio o provocatori al servizio di altre nazioni e
 infine italiani e stranieri ritenuti capaci di esercitare propaganda 
anti-italiana o comunque di arrecare danno alle forze armate.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Le
 persone che rientravano in queste categorie potevano essere arrestate o
 internate e per gli stranieri era prevista, inoltre, l’espulsione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;1.2. Il primo campo di concentramento.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Per
 quanto riguarda l’allestimento dei campi di concentramento, fin dal 
1933-1934 la direzione di Pubblica Sicurezza aveva dato l’incarico 
all’ispettore di PS, Ercole Conti, di ricercare delle località adatte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’ispettore
 Conti, tramite una fitta corrispondenza con prefetti e questori, 
prevalentemente nell’Italia centrale e meridionale, cercò di individuare
 luoghi idonei per dislocare i campi di concentramento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;I
 prefetti dovevano segnalare, fin dove era possibile, località in cui 
erano presenti edifici da poter utilizzare ai fini dell’internamento: 
capannoni, castelli e ville disabitate, ex carceri e caserme, conventi, 
fattorie ecc. di proprietà demaniale o altrimenti, da prendere in 
affitto. Si richiedeva, anche, di individuare e segnalare comuni nei 
quali potessero andare a stabilirsi i soggetti destinati 
all’internamento &quot;libero&quot;. La scelta delle località si basava su 
determinate prerogative: la scarsa concentrazione abitativa, la minore 
politicizzazione degli abitanti, la poca importanza dal punto di vista 
militare e la lontananza dalle principali vie di comunicazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel
 maggio del 1936, il ministero della Guerra stabilì, in una nota della 
circolare n. 441/0407, un ulteriore aggiornamento sui criteri per 
l’istituzione dei campi di concentramento e su quali elementi internare.
 In particolare si prevedeva:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1)
 che le località da adibirsi a campi di concentramento per gli individui
 in oggetto dovessero essere preferibilmente scelte nelle provincie di 
Perugia, Macerata, Ascoli Piceno, Aquila, Avellino;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2)
 che fosse preferibile e sufficiente provvedere, almeno per il momento, 
che la costituzione di un numero limitato di campi (complessivamente 
tre) nei quali concentrare: a) i sospetti politici già confinati; b) i 
sospetti politici &quot;da fermare&quot;; c) gli elementi di accertata attività 
informativa militare. Proponeva inoltre che ogni campo ospitasse al 
massimo mille, mille e cinquecento persone e che l’alloggiamento non 
fosse difficoltoso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;I
 lavori per la costituzione del primo campo iniziarono, nel 1938, a 
Pisticci in provincia di Matera, dove furono inviati dei confinati 
politici per bonificare il territorio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;1.3. L’applicazione delle norme di sicurezza.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;In
 occasione del viaggio di Hitler in Italia, 3-9 maggio, 1938, vennero 
applicate le disposizioni di sicurezza e di controllo predisposte negli 
anni precedenti. Numerosi stranieri, soprattutto ebrei tedeschi, 
austriaci e polacchi emigrati in Italia dopo il 1933, furono arrestati o
 sorvegliati dalla polizia italiana con la collaborazione della&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;Gestapo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Due
 mesi dopo, con regio decreto, 8 luglio 1938, vennero promulgate le 
norme che disciplinavano l’applicazione dell’internamento nei confronti 
degli stranieri presenti in Italia e, all’art. 284, prevedeva che &quot;il 
Ministero dell’Interno, con suo decreto può disporre l’internamento dei 
sudditi nemici atti a portare le armi o che comunque possano svolgere 
attività dannosa per lo Stato&quot;&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Prima
 dell’inizio del secondo conflitto mondiale, furono infine emanate le 
disposizioni che riguardavano i &quot;provvedimenti da adottarsi nei 
confronti degli stranieri in previsione eventuale stato di emergenza&quot;&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;, e istituite cinque zone per l’internamento, rette da ispettori di P.S..&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;1.4. Le disposizioni contro gli ebrei.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nello
 stesso periodo, settembre 1939, si predisposero, per quanto riguarda 
l’internamento, i primi &quot;provvedimenti da adottare nei confronti di 
elementi ebraici&quot;&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 20 maggio 1940, con un telegramma n. 443/35615, del ministero 
dell’interno ai prefetti, si ebbe il primo provvedimento nei confronti 
degli ebrei stranieri.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il 26
 maggio, in una corrispondenza tra il ministero dell’Interno con il 
ministero degli Affari Esteri, si proponeva che &quot;gli ebrei stranieri 
residenti in Italia o precisamente quelli che vi sono venuti con 
pretesti, inganno o mezzi illeciti, dovessero essere considerati 
appartenenti a Stati nemici&quot;. La richiesta venne accolta dal ministero 
degli Affari Esteri, ma con l’esclusione, per evitare complicazioni 
diplomatiche, degli ebrei appartenenti a stati neutrali.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Con
 l’attuazione di queste direttive, anche gli ebrei stranieri 
appartenenti ai paesi dell’Asse (Roma - Berlino), che negli anni 
precedenti, avevano trovato rifugio in Italia dalla politica razziale 
attuata dai tedeschi, venivano sottoposti alle misure di internamento, 
modificando il principio, previsto fino a quel momento, secondo il quale
 l’internamento avrebbe dovuto comprendere soltanto gli ebrei 
appartenenti a stati nemici.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Così
 l’internamento, che all’origine non era un provvedimento antisemita, 
entrò a far parte della politica razziale del fascismo. La legislazione 
razziale, che era stata emanata in Italia nell’autunno del 1938, 
prevedeva che per gli ebrei stranieri entrati nel regno posteriormente 
al 1° gennaio 1919 dovessero lasciare il paese entro sei mesi, pena 
l’espulsione .&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Non tutti gli
 ebrei riuscirono a lasciare l’Italia, e, siccome non c’era nessun 
provvedimento che bloccasse completamente l’ingresso alla frontiera, ne 
arrivarono altri dal nord-est Europa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Quando l’Italia entrò in guerra circa 3.800 ebrei stranieri erano sottoposti a provvedimento di internamento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 26 maggio, in una comunicazione del sottosegretario di stato per 
l’Interno, Guido Buffarini Guidi, al capo della polizia, Arturo 
Bocchini, si diceva: &quot;Il DUCE desidera che si preparino dei campi di 
concentramento anche per gli ebrei, in caso di guerra&quot;&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Verso
 la fine di maggio, il ministero dell’Interno inviò alle prefetture due 
circolari in cui si sollecitava l’invio di &quot;elenchi di ebrei italiani 
pericolosi da internare&quot;&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 6 giugno 1940, il ministero dell’Interno inviò un dispaccio telegrafico
 ai prefetti e al questore di Roma, nel quale si comunicava: 
&quot;pericolosità ebrei italiani da internare deve essere esaminata anche 
nei riguardi loro capacità propaganda disfattista et attività 
spionistica&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il 15 giugno 
1940, il ministero dell’Interno inviò ai prefetti l’ordine di arresto 
degli ebrei stranieri, nel telegramma si afferma:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Appena
 vi sarà posto nelle carceri ciò che dovrà ottenersi sollecitando 
traduzione straordinaria individui già arrestati ai campi di 
concentramento loro assegnati dovrà procedersi rastrellamento ebrei 
stranieri appartenenti a Stati che fanno politica razziale. Detti 
elementi indesiderabili imbevuti di odio verso i regimi totalitari, 
capaci di qualsiasi azione deleteria per la difesa dello Stato et ordine
 pubblico vanno tolti subito dalla circolazione. Dovranno pertanto 
essere arrestati ebrei stranieri tedeschi, ex cecoslovacchi, polacchi, 
apolidi dall’età di diciotto a settanta anni. Di essi dovrà essere 
inviato Ministero elenco con generalità per assegnazione campi 
concentramento. Loro famiglie in attesa di apprestamento appositi campi 
di concentramento già in allestimento dovranno essere provvisoriamente 
avviate con foglio di via obbligatorio at capoluoghi di Provincia che mi
 riservo indicare non appena mi saranno pervenuti elenchi relativi. 
Ebrei ungheresi et rumeni dovranno essere allontanati dal Regno; nei 
casi in cui ciò non fosse possibile prego informare questo Ministero per
 determinazioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 14 gennaio 1941, in un telegramma di Guido Buffarini, si invitava i 
prefetti a continuare ad applicare le disposizioni contro gli ebrei, in 
quanto &quot;ancora una volta hanno dimostrato la loro più ottusa 
incomprensione di fronte agli eventi politici e storici in corso 
rivelandosi costituzionalmente avversi ad ogni sentimento nazionale&quot;, e,
 a inviare, celermente, nei campi di concentramento &quot;gli elementi 
ebraici che più danno luogo a sospetti con i loro sentimenti e la loro 
condotta&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;1.5. L’internamento nell’organizzazione della nazione per la guerra. L’Ufficio Internati.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;A
 pochi giorni dell’entrata in guerra dell’Italia, con legge n. 415 del 
21 maggio 1940, veniva resa operativa l’organizzazione della nazione per
 la guerra e ai prefetti dell’Italia centrale e meridionale, esclusa la 
Sicilia, veniva comunicato con telegramma n. 442/36838 del 25 maggio 
1940:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;In caso di
 emergenza Ministero disporrà internamento in comuni Italia Centrale e 
Meridionale stranieri et italiani che est necessario allontanare loro 
residenze. Detti individui nelle nuove sedi vivranno per loro conto con 
obbligo non allontanarsene et di presentarsi una volta al giorno 
autorità locali. Ciò premesso pregasi inviare entro cinque giugno 
prossimo elenchi comuni cui internandi potranno essere assegnati con 
numero persone che ad ognuno di essi potranno essere inviate. Est 
opportuno nella scelta di tali comuni prendere accordi con locali centri
 C.S.&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 1° giugno 1940, con circolare n. 442/38954, si emanarono norme sulla 
procedura da attuare nei confronti delle persone da arrestare ed 
internare:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Perché
 non abbiano at verificarsi inconvenienti di sorta et siavi unicità 
direttive circa persone da arrestare et internare in caso di emergenza 
ritiensi opportuno impartire seguenti norme:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1)
 Appena dichiarato lo stato di guerra dovranno essere arrestate et 
tradotte in carcere le persone pericolosissime sia italiane che 
straniere di qualsiasi razza, capaci di turbare ordine pubblico aut 
commettere sabotaggi attentati nonché le persone italiane aut straniere 
segnalate dai centri C.S. per l’immediato arresto;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2)
 delle persone arrestate dovranno essere segnalate telegraficamente 
numero Ministero inviando poi brevi rapporti con indicazioni motivi che 
hanno provocato il fermo et parere circa opportunità che siano destinati
 in un isola ovvero in campo di concentramento oppure soltanto in comune
 di terraferma, tenendo presente che essendo i posti nelle isole 
limitatissimi le relative proposte dovranno essere ristrette ai casi 
reale effettiva necessità;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3)
 per le altre persone dovrà essere provveduto volta per volta che se ne 
presenti la necessità segnalando i casi con rapporto at questo Ministero
 per le determinazioni. Raccomandasi vivamente che il servizio di cui 
trattasi proceda con massimo ordine e senza destare allarmismi in modo 
da dare la sensazione che ogni provvedimento è diretto a colpire casi 
isolati di effettiva pericolosità e non è la conseguenza di 
preoccupazioni di ordine che non possano sussistere dato il clima 
fascista della Nazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;In
 base a questa circolare, l’internamento venne applicato anche come 
misura preventiva di pubblica sicurezza. Questo fu un modo estensivo di 
applicare la normativa sull’internamento, andando a colpire persone, non
 in base alla loro pericolosità durante l’evento bellico, ma perché 
contrarie al regime. Il 17 settembre 1940, la circolare del 1° giugno, 
venne convertita in legge, e, nell’art. 1, si stabilì, che i 
provvedimenti previsti per i sudditi nemici erano applicabili anche alle
 persone per le quali era prevista l’assegnazione al confino di polizia 
ai sensi dell’art. 181 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza
 approvato con R.D. l’8 giugno 1931, n. 773.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nell’ambito
 della direzione generale della Pubblica Sicurezza, venne istituito 
l’Ufficio internati diviso in due sezioni separate, una per gli 
internati civili pericolosi italiani, l’altra per gli stranieri.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’Ufficio
 internati era un organo amministrativo con la competenza di adottare i 
provvedimenti dell’internamento con l’assegnazione al campo di 
concentramento o alle località d’internamento. Di sua competenza era 
anche la revoca di tali provvedimenti e la costituzione dei fascicoli 
personali per gli internati. I fascicoli, per ogni internato, dovevano 
contenere la sua corrispondenza, le domande di grazia, le concessione 
dei sussidi, le richieste di autorizzazioni e il carteggio, effettuato 
con gli organi locali (questure, prefetture, direzioni dei campi di 
concentramento).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;In 
previsione del conflitto si predisposero elenchi dei sovversivi di I° e 
II° categoria che comprendevano cinque gruppi: 1) persone 
pericolosissime; 2) persone pericolose perché capaci di turbare il 
tranquillo svolgimento di cerimonie; 3) persone pericolose in caso di 
turbamento dell’ordine pubblico; 4) squilibrati mentali; 5) persone 
pericolose per delitti comuni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;I
 fascicoli personali degli italiani sottoposti al provvedimento 
dell’internamento furono classificati in quattro categorie: A/C (ariani 
internati in campi di concentramento), A/I (ariani internati in località
 di internamento), E/C (ebrei internati in campi di concentramento), E/I
 (ebrei internati in località di internamento).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;1.6. L’internamento e le altre forme di repressione.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Le
 due forme di internamento, in campi di concentramento e in località di 
internamento (in comuni), erano differenziati, oltre che per i diversi 
sistemi di controllo e di restrizioni della libertà personale, dai 
diversi criteri di assegnazione. Nei campi era previsto l’internamento 
di coloro che erano ritenuti pericolosi, nei comuni gli elementi meno 
pericolosi, mentre per i sospetti di spionaggio era previsto il confino 
in località insulare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’assegnazione
 dell’internamento nei comuni per motivi politici, poiché colpiva le 
stesse persone, era quasi simile al confino di polizia, attuato anche 
esso in due modi: per i confinati politici, &quot;nei cui confronti 
concorrono speciali circostanze vagliate di volta in volta&quot;, ritenuti i 
più pericolosi, venivano inviati nelle isole di Favignana, Lampedusa, 
Lipari, Ponza, Ventotene, Tremiti e Ustica e nei campi &quot;di rigore&quot;, e 
quelli: &quot;non pericolosi dal punto di vista politico strettamente 
considerato erano assegnati in alcuni comuni delle province meridionali e
 della Sardegna&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;I due 
istituti sono giuridicamente differenti, anche se numerosi antifascisti 
che si trovavano al confino vennero trattenuti a fine pena come 
internati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Durante la 
guerra, venne preferibilmente usato l’internamento, per la sua procedura
 più rapida, pur se la sua applicazione era prevista nei confronti di 
coloro che avessero recato o tentato di arrecare danno ai particolari 
interessi della nazione in guerra.&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;Anche gli 
antifascisti schedati, che avevano già subito la condanna da parte del 
Tribunale Speciale, o, erano ex confinati, ex ammoniti, ammoniti o 
semplicemente vecchi militanti di partiti dell’Italia prefascista, 
vennero internati, sia perché ritenuti capaci, visti i precedenti, di 
organizzare il malcontento e sia perché irriducibili nel loro 
antifascismo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;1.7. Prescrizioni per i campi di concentramento.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 ministero dell’Interno, l’8 giugno 1940, perfezionava il funzionamento 
dell’internamento inviando ai prefetti e al questore di Roma le 
prescrizioni per i campi di concentramento e per le località di 
internamento:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Perché
 non vi siano incertezze e non abbiano a verificarsi disparità di 
trattamento si ritiene opportuno impartire le seguenti disposizioni 
circa i campi di concentramento:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1°)
 il funzionario di P.S. dirigente e dove non vi è funzionario il 
podestà, dovrà provvedere, a mano amano che gli internati arrivano, a 
far impiantare i registri e i fascicoli personali;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2°)
 il funzionario o chi per esso, dovrà inoltre: a) stabilire il perimetro
 entro il quale gli internati possono circolare; b) imporre loro, senza 
però rilasciare speciali carte di permanenza, la prescrizione di non 
allontanarsi da detto perimetro; per giustificati motivi le autorità 
locali potranno consentire agli internati di recarsi in determinate 
località potranno consentire agli internati di recarsi in determinate 
località dell’abitato. Il permesso di allontanarsi dall’abitato. Il 
permesso di allontanarsi dall’abitato potrà invece essere concesso 
soltanto dietro autorizzazione del ministero; c) imporre agli internati 
un orario con divieto, salvo giustificati motivi o speciali 
autorizzazioni, di uscire prima dell’alba e di rincasare dopo l’Ave 
Maria;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3°) dovranno essere 
fatti tre appelli giornalieri degli internati, al mattino, a mezzogiorno
 ed alla sera; in caso di constatata assenza dovrà darsene avviso 
telegraficamente alla Questura competente che provvederà a diramare le 
ricerche informandone il Ministero;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;4°)
 gli internati potranno consumare i pasti in esercizi o presso famiglie 
private del posto, dietro autorizzazione delle Autorità locali di cui al
 n. 1;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;5°) gli internati 
sussidiati potranno riunirsi in mense sia presso esercizi che presso 
famiglie private, dietro autorità locali di cui al n. 1;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;6°)
 gli internati hanno l’obbligo di serbare buona condotta, non dar luogo a
 sospetti e mantenere contegno disciplinato. I trasgressori saranno 
puniti a termine di legge o trasferiti in colonie insulari, secondo 
quanto deciderà questo Ministero sulle proposte delle Prefetture;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;7°) le prescrizioni sopra indicate non possono essere modificate senza l’autorizzazione del Ministero;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;8°) agli internati bisognosi sarà corrisposto la diaria di lire 6, 50;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;9°)
 le spese per medicinali comuni per i non abbienti saranno a carico del 
Ministero. Per l’acquisto di specialità medicinali e per le cure 
sanitarie non urgenti per le quali sia necessaria l’opera di uno 
specialista dovrà essere chiesta di volta in volta l’autorizzazione al 
Ministero;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;10°) qualora 
fossero necessari interventi chirurgici urgenti gli interessati potranno
 essere ricoverati nell’ospedale più vicino, dandone poi avviso al 
Ministero per la ratifica;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;11°)
 per le spese relative alla corresponsione degli assegni giornalieri, 
all’affitto dei locali, alla manutenzione ordinaria e per tutte le altre
 spese di carattere fisso il Ministero provvederà a creare uno speciale 
fondo presso ciascuna Prefettura. In un primo tempo ed in attesa che 
detti accreditamenti siano fatti, i prelevamenti dovranno essere fatti 
sui fondi in genere. Delle spese sostenute dovrà essere inviato ogni 
mese dettagliato rendiconto al Ministero per la ratifica;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;12°)
 per le spese di carattere fisso (affitto dei locali, assegni 
giornalieri, manutenzione ordinarie) per i medicinali comuni per i non 
abbienti, le Prefetture preleveranno le somme occorrenti dal fondo messo
 a tale scopo a loro disposizione; per tutte le altre spese, invece, 
dovranno chiedere di volta in volta l’autorizzazione al Ministero. Le 
parcelle dei sanitari prima di essere inviate al Ministero per 
l’autorizzazione al pagamento dovranno essere sottoposte al visto del 
Medico Provinciale;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;13°) per
 il trasferimento o l’accompagnamento degli internandi ai campi di 
concentramento e nelle altre località di internamento le spese saranno 
in un primo tempo a carico delle Prefetture in cui risiede l’internato; 
dette Prefetture provvederanno poi a chiedere il rimborso delle spese 
alle Prefetture nella cui giurisdizione si trovano il campo di 
concentramento o le località di internamento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 25 giugno 1940, a guerra iniziata, si impartirono ulteriori 
disposizioni, che riguardavano in modo più specifico le prescrizioni nei
 confronti degli internati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;A
 queste disposizioni si aggiungeranno, il 4 settembre 1940, quelle 
relative al trattamento dei sudditi nemici internati, emanate, come era 
stato stabilito dall’art. 289 dal R.D. dell’8 luglio 1938, da Mussolini.
 Il decreto si atteneva all’articolo 106, relativo al trattamento dei 
prigionieri di guerra, e disponeva che gli internati dovevano essere 
trattati con umanità e protetti contro ogni offesa e violenza; se 
obbligati a soggiornare in una determinata località e privi di mezzi di 
sostentamento, avevano diritto ad un alloggio gratuito e a un sussidio 
giornaliero, potevano convivere con i loro familiari e gli internati 
ristretti nei campi avevano la possibilità di uscire.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 17 settembre 1940, venne emanato il decreto legge n. 2374, che 
apportava delle modifiche e aggiunte al testo unico delle leggi di 
pubblica sicurezza del 1931. Quest’ultimo decreto, oltre a ribadire che 
l’internamento era di giurisdizione del ministero dell’Interno, 
prevedeva che il trasferimento degli stranieri, da un comune all’altro, 
doveva essere effettuato entro venti quattro ore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;1.8. I primi internati.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;In un appunto del ministero dell’Interno, del 31 maggio 1940, si dichiarava:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;si
 sono già approntati campi di concentramento per 4700 posti; entro i 
primi giorni del prossimo giugno ne saranno allestiti altri i cui locali
 sono già stati predisposti. Complessivamente saranno così disponibili 
campi di concentramento sufficienti per internare 9.400 persone. Per far
 fronte a ulteriori necessità che in seguito si potranno presentare, si è
 dato incarico alla ditta Parrini di preparare i preventivi per la 
costruzione di altri due campi di concentramento a baraccamenti in legno
 in provincia di Matera e di Cosenza per altri 5.000 internandi 
complessivamente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Tutto
 era pronto affinché, appena dichiarato lo stato di guerra, si potesse 
procedere nei confronti di quanti ritenuti: &quot;pericolosi nelle 
contingenze belliche&quot;. I primi arresti si ebbero lo stesso 10 giugno 
1940, e, due giorni dopo, già 394 persone erano state tradotte in 
carcere. Gli arresti continuarono nei giorni successivi, e, a fine 
giugno, raggiunsero le 2.075 unità, che erano così distribuite: italiani
 1.104 dei quali 80 ebrei, stranieri 971 dei quali 537 ebrei.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dopo
 aver effettuato gli arresti, le questure inviavano gli elenchi delle 
persone da internare al ministero dell’Interno (Ufficio Internati), 
proponendo anche la località o il campo di concentramento ai quali 
assegnarli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Alle donne e ai 
bambini veniva dato un limite di tempo per potersi recare alla 
Prefettura della provincia dove erano stati destinati come &quot;internati 
liberi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il periodo passato 
nelle carceri locali, in attesa di essere internati, per molti sarebbe 
stato il più duro: si ritrovarono ammassati in celle sovraffollate, 
sporche, infestate di insetti e senza servizi igienici. Ma, il male 
peggiore, era l’incertezza sul loro destino. Alcuni temevano 
l’allontanamento verso la Germania, e solo quando, in piccoli gruppi, su
 scompartimenti speciali dei treni regolari, vennero trasportati verso 
sud, si rassicurarono.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il 
provvedimento dell’internamento era di esclusiva competenza del 
ministero dell’Interno su proposta delle prefetture. Tuttavia, decisioni
 relative all’internamento furono prese anche da altri organismi, quali:
 l’OVRA territoriale, gli Ispettorati di P.S., la Divisione polizia 
politica, l’Ispettorato generale, le Ambasciate e i Consolati italiani a
 Berlino, Amburgo, Danzica, Dresda, la Commissione Emigrazione e Lavoro,
 i ministeri delle Corporazioni, Guerra, Africa orientale, lo Stato 
Maggiore della Marina e il Consiglio Superiore della Demografia e Razza 
(Demorazza).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Oltre a questi,
 dopo l’occupazione e l’incorporazione dei territori della Jugoslavia, 
anche le autorità militari utilizzarono l’internamento nei confronti 
delle popolazioni slave.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;1.9. Categorie di internati.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’internamento
 colpì, come abbiamo visto, sia quei soggetti ritenuti &quot;pericolosi nelle
 contingenze belliche&quot;, che quelli &quot;pericolosi per il regime&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Tra
 coloro ritenuti &quot;pericolosi nelle contingenze belliche&quot;, all’inizio, 
c’erano gli stranieri appartenenti a stati nemici (inglesi, francesi e 
greci, per i quali l’internamento era un normale provvedimento di 
guerra; ma, più tardi, verranno internati anche stranieri di altre 
nazionalità: libici, cinesi, indiani, irakeni, russi, statunitensi, 
jugoslavi, belgi, estoni, lettoni, norvegesi, olandesi, iraniani, 
egiziani, montenegrini, albanesi, latino americani e apolidi, che, 
secondo il regime, potevano creare disordini o azioni di sabotaggio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 maggior numero di stranieri internati fu costituito da slavi, i quali 
subirono le condizioni più dure dell’internamento fascista.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Per
 quanto riguarda gli ebrei stranieri, furono internati, oltre a quelli 
appartenenti a stati nemici, come gli ebrei polacchi e slavi, anche 
quelli che facevano parte dell’Asse (ebrei tedeschi e austriaci), in 
base alle circolari emanate nel maggio-giugno 1940.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Degli ebrei italiani, vennero internati solo quelli ritenuti pericolosi&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;per
 motivi politici e sociali, poiché l’elemento &quot;razza&quot; non costituiva 
condizione sufficiente, questo fino al 30 novembre 1943, quando si 
decise l’internamento di tutti gli ebrei.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’11
 giugno 1940, con una circolare telegrafica ai prefetti, si era deciso 
l’internamento degli zingari. I primi zingari vennero internati in 
Sardegna, successivamente, con l’occupazione della Slovenia e della 
Dalmazia, vennero internati nelle isole Tremiti, ad Agnone (Isernia), 
Boiano (Campobasso) e a Tossicia (Teramo)&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La
 categoria degli internati, perché antifascisti, può essere suddivisa in
 tre sottocategorie: 1) gli antifascisti schedati, inclusi negli elenchi
 che tutte le questure erano tenute a preparare e a tenere aggiornati. 
Negli elenchi erano inseriti i nomi delle persone giudicate 
politicamente pericolose da arrestare in determinate circostanze; 2) gli
 antifascisti trattenuti a fine pena, che rappresentava la categoria più
 politicizzata; 3) gli antifascisti in atto, cioè coloro che avevano 
dato luogo a recenti manifestazioni sporadiche di antifascismo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Una
 categoria che subì in modo più blando l’internamento era rappresentata 
dai lavoratori italiani rimpatriati d’autorità dalla Germania: 
lavoratori italiani, che, occupati in Germania, si erano resi colpevoli 
di atti di indisciplina, insubordinazione, o avanzato rivendicazioni 
economiche, incitato allo sciopero, oppure, si erano rifiutati di 
ritornare in Germania allo scadere della licenza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;I
 provvedimenti contro questa categoria vennero presi nell’autunno del 
1942, e molti dei colpiti, dopo pochi mesi, vennero liberati perché le 
stesse autorità fasciste finirono con il riconoscere le ragioni delle 
loro proteste.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Un altra 
categoria è rappresentata dagli internati dalle autorità militari 
durante la guerra con la Jugoslavia nel 1941. I primi a subire il 
provvedimento furono, nell’aprile del 1941, le popolazioni allogene 
delle province confinanti con la Jugoslavia. Questo fu un provvedimento 
momentaneo, revocato poche settimane dopo, con la conclusione della 
campagna balcanica. Durante l’occupazione della Jugoslavia, le misure di
 internamento vennero adottate, sempre di più, dalle autorità militari, 
che le utilizzarono contro gran parte della popolazione locale, 
sospettata di sostenere la guerra partigiana..&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;A
 queste categorie, bisogna aggiungere gli internati per reati comuni, 
come traffici illeciti, infrazioni annonarie e prostituzione, i quali 
vennero internati in appositi campi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;1.10. I campi di concentramento istituiti in Italia&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Rimane,
 ancora oggi, difficile stabilire con precisione il numero dei campi di 
concentramento istituiti in Italia nel corso della II° guerra mondiale. 
Per poterne fare un elenco differenziato e il più possibile aggiornato, 
bisogna distinguere i vari periodi in cui i campi vennero istituiti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;I
 campi di concentramento per l’internamento civile, come si è detto, 
erano sottoposti alla giurisdizione del Ministero dell’Interno, che, per
 garantire l’applicazione delle disposizioni prevista per 
l’internamento, aveva nominato cinque Ispettori Generali di Pubblica 
sicurezza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il loro compito, 
all’inizio, fu quello di individuare, con l’ausilio delle locali 
Questure, gli edifici e i luoghi idonei dove ubicare i campi di 
concentramento; in seguito fu quello di mantenere aggiornato il 
Ministero, con sopralluoghi e relazioni periodiche sulla situazione nei 
vari campi e nelle località di internamento. Oltre a questi funzionari, a
 sovrintendere le zone, dove erano dislocati i campi di concentramento e
 le località d’internamento, vennero incaricati altri Ispettori 
Generali, con il compito di compiere ispezioni e di verificare sia 
l’operato dei vari direttori che quello degli altri Ispettori.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dei
 &quot;possibili campi&quot;, segnalati nelle relazioni degli Ispettori, ne furono
 istituiti, nel 1940, circa 40. I campi erano dislocati nelle province 
centro meridionali e avevano le seguenti caratteristiche:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;-
 Fabriano (Ancona), dove vi erano internati italiani maschi, istituito 
nello stabilimento Sisla e nel collegio Gentile, aveva una capienza di 
100 posti ed era diretto da Commissario Paride Castellini; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;-
 Civitella della Chiana (Arezzo), dove erano internati sudditi nemici 
maschi, istituito nella villa Oliveto, aveva una capienza di 200 posti 
ed era diretto dal Commissario Amedeo Mascio; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;-
 Ariano Irpino (Avellino), dove erano internati italiani maschi: era 
istituito nelle case antisismiche e nel villino Mazza, aveva una 
capienza di 130 posti ed era diretto dal Commissario Vito Pirozzi; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;-
 Monterforte Irpino (Avellino), dove vi erano internati italiani maschi,
 era istituito nell’ex orfanotrofio Loffredo, aveva una capienza di 100 
posti ed era sottoposto alla giurisdizione del podestà del luogo; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;-
 Solofra (Avellino), dove erano internate prostitute straniere. 
Istituito in un edificio dell’abitato, aveva una capienza di 50 posti ed
 era diretto da Giuditta Festa; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;-
 Alberobello (Bari), dove erano internati, prevalentemente, ebrei 
stranieri maschi. Istituito nell’ex scuola tecnico agraria Gigante, 
aveva una capienza di 150 posti ed era diretto dal podestà del luogo; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;-
 Gioia del Colle (Bari), dove erano internati ebrei italiani maschi. 
Istituito nell’ex molino pastificio Pagano, aveva una capienza di 240 
posti ed era diretto dal Commissario E. Santini; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;-
 Boiano (Campobasso), vi era internata una famiglia di zingari. 
Istituito nell’ex manifattura dei tabacchi, aveva una capienza di 250 
posti ed era diretto dal Commissario Mario Contardi; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;-
 Casacalenda (Campobasso), dove erano internate delle donne. Istituito 
in un palazzo dei coniugi Corradino - Di Blasio, aveva una capienza di 
160 posti ed era diretto dal Commissario Giuseppe Martone e dalla 
direttrice Ezia Calogero; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;-
 Vinchiaturo (Campobasso), dove erano internate delle donne, istituito 
in locali di proprietà privata, aveva una capienza di 60 posti ed era 
diretto dal podestà del luogo; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;-
 Isernia: vi erano internati maschi di varie nazionalità; istituito 
nell’ex convento delle suore Benedettine detto &quot;Antico Distretto&quot;, aveva
 una capienza di 190 posti ed era diretto dal Commissario Guido Renzoni;
 &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- Agnone 
(Isernia), dove erano internati stranieri maschi di varie nazionalità. 
Istituito nell’ex convento S. Bernardino, aveva una capienza di 190 
posti ed era diretto dal Commissario Giuseppe Cecere e dalla direttrice 
Amalia Vacalucci; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;-
 Ferramonti di Tarsia (Cosenza), dove erano internati prevalentemente 
ebrei, ed era l’unico predisposto, fin dall’inizio, ad accogliere nuclei
 familiari. Costruito in capannoni, dalla ditta Parrini Eugenio, 
provvisto di recinzione e sottoposto ad una sorveglianza particolare, 
aveva una capienza di 1.500 posti ed era diretto dal Commissario Paolo 
Salvatore; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- Bagno
 a Ripoli (Firenze), dove erano internati sudditi nemici maschi. 
Istituito nella villa la Selva e nella villa La Colombaia, aveva una 
capienza di 200 posti ed era diretto dal Commissario Pasquale De 
Pasquale e da Marianna Conti; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;-
 Montalbano (Firenze), era predisposto ma non ancora attivo. Istituito 
nel castello di Montalbano, località Sant’Andrea a Rovezzano aveva una 
capienza di 60 posti; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;-
 Manfredonia (Foggia), dove erano internati maschi di varie 
nazionalità,. Istituito nel nuovo macello comunale, aveva una capienza 
di 300 posti ed era diretto dal Commissario Guido Celentano; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;-
 Pollenza (Macerata), dove erano internate delle donne. Istituito nella 
villa Lauri in località S. Lucia, aveva una capienza di 110 posti ed era
 diretto dal Commissario Nicola Martinez e da Fedora Largarini; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;-
 Urbisaglia (Macerata), dove erano internati ebrei maschi, italiani e di
 varie nazionalità. Istituito nell’Abbadia di Fiastra, aveva una 
capienza di 200 posti ed era diretto dal Commissario Paolo Spetia; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;-
 Treia (Macerata), dove erano internate delle donne. Istituito nella 
villa La Quiete detta della Spada, aveva una capienza di 100 posti ed 
era diretto dal Commissario Carmine Ferrigno e da Luisa Marchesini; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;-
 Monterchiarugolo (Parma), dove erano internati sudditi nemici maschi. 
Istituito nel castello medioevale del dr. Marchi, aveva una capienza di 
200 posti ed era diretto dal Commissario Socrate Addario; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;-
 Scipione di Salsomaggiore (Parma), era predisposto ma non ancora 
attivo. Istituito nel castello in fraz. Scipione, aveva una capienza di 
200 posti ed era diretto dal Commissario Tiberio Pasqualoni; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;-
 Colfiorito (Perugia), era predisposto ma non ancora attivo. Istituito 
in capannoni, aveva una capienza di 200 posti ed era diretto dal 
Commissario Vincenzo La Torre; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;-
 Campagna (Salerno), dove erano internati, prevalentemente, ebrei maschi
 di varie nazionalità. Istituito nell’ex caserma S. Bartolomeo e nell’ex
 caserma Concezione, aveva una capienza di 650 posti ed era diretto dal 
Commissario Eugeni De Paoli.. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Oltre
 ai campi di concentramento di nuova istituzione vennero utilizzate le 
colonie di confino di Lipari, Ponza, Ventotene, Ustica, S. Domino 
(Tremiti), Nuoro, Pisticci e Castel del Guido, dove vi si internarono, 
in prevalenza, italiani ritenuti più pericolosi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Tra
 la fine del 1940 e il 1943 alcuni campi precedentemente attivati 
vennero chiusi, come il campo di Gioia del Colle , di Boiano 
(Campobasso) e quello di Chieti. Altri campi vennero istituiti come il 
campo di Sassoferrato (Ancona), Renicci di Anghiari (Arezzo), Fraschette
 d’Alatri (Frosinone), Farfa Sabina (Rieti), Petriolo (Macerata).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Oltre
 a questi, dal 1941, vennero istituiti dei campi di concentramento anche
 dalle autorità militari. Erano dislocati, sia nelle zone di 
occupazione, Jugoslavia, Albania e nelle isole Greche, che in territorio
 italiano. Anche alcuni dei campi, che all’inizio erano di giurisdizione
 del Ministero dell’Interno, nel corso della guerra, passarono sotto la 
dipendenza dello &quot;Stato Maggiore dell’Esercito Ufficio prigionieri di 
guerra&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Negli elenchi 
mancano i campi abruzzesi, oggetto del prossimo capitolo e, i campi 
istituiti dopo l’8 settembre che saranno riportati nel IV capitolo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;CAPITOLO II&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;img _cke_real_element_type=&quot;anchor&quot; _cke_real_node_type=&quot;1&quot; _cke_realelement=&quot;%3Ca%20name%3D%22abruzzo%22%20_cke_saved_name%3D%22abruzzo%22%3E%3C%2Fa%3E&quot; align=&quot;&quot; alt=&quot;Ancora&quot; class=&quot;cke_anchor&quot; src=&quot;http://www.splinder.com/editor/ckeditor341/images/spacer.gif?t=A8LE4JO&quot; /&gt;ABRUZZO REGIONE D’INTERNAMENTO&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;2.1. Località d’internamento e campi di concentramento in Abruzzo.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’Abruzzo,
 per i luoghi impervi, la scarsa concentrazione abitativa, la minore 
politicizzazione degli abitanti, la scarsità delle vie di comunicazione e
 l’assenza di zone militarmente importanti, rappresentava una delle 
regioni, che, più delle altre, aveva tutti i requisiti richiesti dal 
Ministero dell’Interno per poter istituire campi di concentramento e 
località d’internamento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;I 
Prefetti abruzzesi, dopo i sopralluoghi da parte delle Questure e degli 
Ispettori Generali di P.S., avevano già inviato, tra l’aprile e il 
maggio 1940, al Ministero dell’Interno, gli elenchi delle località e 
degli edifici dove potevano essere sistemati gli internati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Solo
 alcuni dei &quot;possibili campi&quot; segnalati, in maggior parte per le 
difficoltà di allestimento, verranno istituiti. Nonostante ciò, nel 
corso della II guerra mondiale, in Abruzzo saranno ben 15 i campi 
attivati e 59 le località d’internamento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 6 giugno 1940, la Prefettura dell’Aquila inviò un elenco dei comuni 
dove poter assegnare i destinati all’internamento &quot;libero&quot;; essi erano: 
Alfedena, Ateleta, Campo di Giove, Cappadocia, Castel di Sangro, Ortona 
dei Marsi, Pereto, Pescasseroli, Pescocostanzo, Pizzoli, Rocca di Mezzo,
 Villetta Barrea. In queste località vennero internati, per la maggior 
parte, ebrei italiani, le cui condizioni variarono a seconda del luogo 
d’internamento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Quella dell’Aquila sarà la sola provincia abruzzese dove non verranno istituiti campi di concentramento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’Ispettore
 Generale di P.S., Roberto Falcone, trasmise, il 27 aprile 1940, al 
Ministero dell’Interno, l’elenco dei fabbricati della provincia di 
Chieti dove potevano essere inviati gli internati:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1) edificio dell’asilo infantile Principessa di Piemonte, di Chieti, di proprietà del comune, con 350 posti;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2) ex scuola nel comune di Casoli con 30 posti, e locali di proprietà dell’Avv. Vincenzo Tilli, con 100 posti;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3) palazzina nel comune di Lanciano , in contrada Cappuccini, di proprietà dell’Avv. Filippo Sorge, con 100 posti;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;4) fabbricato nel comune di Fossacesia, di proprietà dei coniugi Majer e Gilda Lotti, con 100 posti;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;5) palazzina nel comune di Francavilla al Mare, di proprietà del Cav. Giuseppe Gallo, con 100 posti;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;6) fabbricato del comune di Miglianico, di proprietà dei fratelli Tomei, con 120 posti;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;7) fabbricato del comune di Tollo, di proprietà del Cav. Giuseppe Foppa Pedretti, con 250 posti;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;8) fabbricato nel comune di Lama dei Peligni, di proprietà del Banco di Napoli, con 100 posti;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;9) fabbricato nel comune di Lama dei Peligni, di Proprietà della vedova Camilla Borrelli, con 150 posti;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;10) fabbricato del comune di Istonio, di proprietà dell’Avv. Oreste Ricci, con 300 posti;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;11) fabbricato del comune di Istonio, di proprietà degli eredi Marchesani, con 180 posti;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;12) fabbricato nel comune di Casalbordino, di proprietà del sig. Germano Sanese, con 350 posti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Per
 quanto riguarda le località d’internamento, nella provincia di Chieti 
vennero interessati i comuni e le località di Archi, Atessa, Bomba, 
Bucchianico, Carunchio, Casalbordino, Castelfrentano, Castiglione Messer
 Marino, Celenza sul Trigno, Cupello, Fara Filiorum Petri, 
Fresagrandinaria, Gissi, Guardiagrele, Lanciano, Montazzoli, Orsogna, 
Palena, Paglieta, Quadri, Rapino, Ripa Teatina, Roccaspinalventi, San 
Buono, Scerni, Toricella Peligna, Villamagna e Villa S. Maria.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 1 giugno 1940, l’Ispettore Falcone trasmise al Ministero 
dell’Interno,l’elenco degli edifici individuati nella provincia di 
Pescara: il fabbricato di proprietà del comune a Città S. Angelo, con 
200 posti disponibili; il fabbricato nel comune di Pescara di proprietà 
del sig. Flauti di Chieti, con 200 posti; la villa isolata nella fraz. 
Villanova nel comune di Cepagatti di proprietà della sig.ra Maria 
Pignatelli, con 120 posti e il locale in fr. Castellana nel comune di 
Pianella. Le località d’internamento nella provincia di Pescara si 
trovavano a Collecorvino, Montesilvano Spiaggia e Penne.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’elenco dei &quot;possibili campi&quot;, nella provincia di Teramo, venne inviato il 16 maggio 1940, ed era così composto:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1) fattoria del Prof. Serafino Cerulli in Contrada Montagnola nel comune di Corropoli, con 200 posti;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2) convento Badia, di proprietà del comune di Corropoli in contrada Colli, con 200 posti;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3) fabbricato di proprietà del comune di Civitella del Tronto, con 200 posti;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;4) fabbricato della signora Migliorati Vinca in Minuti, nel comune di Civitella del Tronto, con 100 posti;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;5) fabbricato del sig. Savini Sisgismondo nel comune di Morrodoro, con 120 posti;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;6) fabbricato di proprietà dei Marchesi Mazzarosa De Vincenzi in Notaresco, con 150 posti;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;7) stabile del sig. Santoni Silvio nel comune di Nereto, con 100 posti;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;8) appartamento al 2° piano nello stabile del sig. Lupini Carmine nel comune di Nereto, con 100 posti;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;9) convento di S.Pietro in Atri di proprietà del comune, con posti 150;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;10) fabbricato di proprietà dei sigg. De Fabii Giulio e Mattei Francesco nel comune di Tossicia, con 150 posti;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;11) fabbricato dell’avv. Mirti Domenico nel comune di Tossicia, con posti 120;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;12) grande salone dei padri cappuccini del Santuario di S. Gabriele a Isola del Gran Sasso, con 150 posti;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;13)
 fabbricato ad uso albergo nel comune di Isola del Gran Sasso, 
amministratore delegato il sig. Gabriele Giovanni, con posti 100;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;14) grande fabbricato (villa) nel comune di Tortoreto Stazione, di proprietà del sig. Tonelli Francesco, con 200 posti;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;15) fabbricato di proprietà del sig. De Fabritiis Nicola nel comune di Totoreto Paese, con 150 posti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Le
 località d’internamento in provincia di Teramo erano individuati nei 
comuni di: Atri, Bellante, Campli, Castilenti, Castelli, Cerminiano, 
Crognaleto, Fano Adriano, Penna S. Andrea, Rocca S. Maria, S. Omero e 
Torricella Sicura.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;2.2. L’istituzione dei campi di concentramento.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dopo
 aver individuato le località e gli edifici adatti per l’internamento, 
compito delle Prefetture era quello di acquisire lo stabile. Se era di 
proprietà privata si doveva stipulare un contratto di locazione con i 
proprietari. Una volta aquisito l’edificio, si sarebbe dovuto procedere 
all’occupazione &quot;mezzo arma&quot; dei fabbricati. Questa consisteva, nella 
creazione di un posto fisso di RR.CC. all’interno del campo oppure, se 
ciò non era possibile, in un edificio vicino.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Compito
 dei Prefetti era anche quello di stipulare accordi con le autorità 
locali per i servizi di approvvigionamento dei viveri per gli internati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 casermaggio dei campi era fornito dalle stesse imprese che avevano in 
appalto il servizio di casermaggio ai carabinieri, agli agenti di P.S. e
 alle colonie di confino.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 materiale richiesto era lo stesso di quello previsto per le colonie di 
confino e per ciascuna persona l’impresa doveva fornire: &quot;branda o letto
 in ferro con rete metallica o con telo; materasso e guanciale di lana 
borra con federa; due lenzuola di tela canapina o di cotone; una coperta
 di lana oppure di cotone per la stagione estiva; due asciugamani di 
tela; una seggiola, un attaccapanni, un catino di metallo, un comodino 
di legno, una bottiglia, un bicchiere di vetro o di alluminio&quot;. Per 
molti campi, il materiale venne fornito, dalle imprese, solo dopo alcuni
 giorni dalla loro apertura e in maniera approssimativa per la mancanza 
di disponibilità delle forniture richieste.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Per
 le spese di gestione dei campi di concentramento, su proposta di 
Mussolini, venne istituito con Regio Decreto, 21 giugno 1940 un apposito
 &quot;comitato speciale per il controllo sulla gestione amministrativa e 
sulla contabilità dei campi di concentramento&quot;. Compito del &quot;comitato&quot; 
era quello di decidere le somme di denaro da destinare alle varie 
Prefetture per le spese di istituzione e di gestione dei campi (spese 
di: casermaggio, riparazioni degli edifici, acqua, luce, sussidi agli 
internati e i vari pagamenti al personale di sorveglianza); oltre a ciò,
 si occupava di verificare i bilanci e la corretta amministrazione da 
parte dei direttori dei campi. Il &quot;comitato&quot; prelevava i soldi destinati
 alle Prefetture, per le spese di funzionamento dei campi di 
concentramento e il mantenimento degli internati, da un apposito fondo 
istituito con successivo decreto ministeriale 21 agosto 1940.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;2.3. Casoli, il campo per gli ebrei.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 campo di concentramento di Casoli venne attivato il 14 giugno 1940 ed 
era composto da due edifici: uno di proprietà dell’avv. Vincenzo Tilli 
con la capienza di 50 posti e l’altro era una ex scuola comunale con 30 
posti&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nella
 relazione dell’Ispettore Falcone sui &quot;possibili campi&quot; in provincia di 
Chieti, come già accennato nel paragrafo precedente, il campo di Casoli,
 era indicato come sede idonea per l’invio degli internati più 
pericolosi. Il Ministero dell’Interno, invece, vi internò principalmente
 ebrei di nazionalità tedesca e austriaca. Dalla stessa relazione erano 
stati preventivati 80 posti per l’edificio dell’avv. Tilli, ma dopo un 
sopralluogo del Genio Civile, che escluse il seminterrato perché umido e
 non idoneo, tali posti vennero ridotti a 50.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La
 direzione del campo era affidata al Podestà del paese Mosé Ricci; il 
compito della sorveglianza ricadeva su un sottufficiale e sei 
carabinieri, assegnati a questo scopo dalla locale stazione, 
l’assistenza sanitaria era assicurata dal Dr. Nicola Raimondo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Le
 condizioni degli internati di Casoli, se raffrontata a quella di altri 
campi, all’inizio non furono particolarmente dure. Questo grazie alla 
conduzione del Podestà, che, come accadde in altre località, applicò in 
modo blando le disposizioni previste per l’internamento, e grazie anche 
all’atteggiamento comprensivo della popolazione locale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Questa
 mite direzione da parte del Podestà provocò la reazione dei fascisti 
del luogo, i quali, il 16 ottobre 1940, fecero pervenire una lettera al 
Capo della Polizia della Questura di Chieti. Nella lettera si denunciava
 l’internato polacco Hermann Datyner, perchè esercitava la professione 
di medico nel paese, e il Podestà perché ne elogiava le capacità 
professionali. Dopo gli accertamenti da parte della polizia, Hermann 
Datyner venne trasferito al campo di Istonio, mentre per il Podestà non 
ci furono conseguenze.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Al di
 là di questo episodio, la condizione degli internati divenne comunque 
più difficile nei mesi successivi a causa del sovraffollamento e della 
carenza di vitto denunciata dagli stessi internati medesimi nel mese di 
agosto 1942 durante l’ispezione dei rappresentanti della Croce Rossa 
Italiana e di quella Internazionale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;I
 primi internati giunsero a Casoli verso la metà di luglio 1940 e il 14 
dello stesso mese si contavano già cinquanta internati in maggioranza 
tedeschi di religione ebraica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nell’agosto
 1941, a causa dei numerosi trasferimenti, il numero degli internati si 
ridusse fino a trenta presenze. Anche se nel mese successivo arrivarono,
 provenienti dal campo di Ferramonti di Tarsia, altri 27 internati, il 
campo di Casoli per tutto il 1941, e nei primi mesi del 1942, non arrivò
 mai alla piena capienza pur se, per problemi di spazio, la capacità 
recettiva era stata portata a 70 posti.&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;. Questa 
venne raggiunta nel maggio del 1942, dopo che, i 50 internati presenti, 
vennero trasferiti nel campo di Campagna (Salerno), e, dal campo di 
Corropoli, arrivarono 74 internati. Prima dell’arrivo degli internati di
 Corropoli, il Ministero trasferì, il 7 maggio 1942, quelli di Casoli, 
in tutto 50 internati, nel campo di Campagna .&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nell’agosto
 del 1942 si raggiunsero le 87 presenze, e, in una relazione 
dell’Ispettore Generale Rosati, si denunciava che a Casoli i &quot;locali 
sono occupati forse anche oltre una adeguata misura e per tanto non solo
 non vi si potrebbe inviare altri elementi, ma anzi, se e quando 
possibile, sarebbe consigliabile uno sfollamento&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 numero delle presenze nel campo rimase, fino alla chiusura, sempre 
elevato e il 6 novembre del 1942 la Croce Rossa Internazionale, oltre al
 sovraffollamento, faceva presente al Ministero dell’Interno che oltre 
il sovraffollamento, &quot;gli internati si lamentano per la scarsità e la 
mancanza di varietà del cibo, il vestiario insufficiente e lo spazio a 
disposizione troppo ristretto per la passeggiata&quot;, e, alla fine della 
relazione, sollecitava il Ministero a prendere provvedimenti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 Ministero, invece, vi continuò ad inviare internati, quasi sempre 
ebrei, fino a quando il campo non cessò di funzionare subito dopo l’8 
settembre 1943.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;2.4. Il campo di concentramento nell’asilo infantile &quot;Principessa di Piemonte&quot; a Chieti.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 campo di Chieti era stato istituito nell’asilo infantile &quot;Principessa 
di Piemonte&quot;, ed i bambini, circa duecento, che si trovavano 
nell’edificio, vennero sistemati nell’Istituto S. Maddalena.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 campo, che aveva una capienza di 200 posti, era diretto dal Commissario
 Aggiunto di P.S. Mario La Monica. Per la sorveglianza venne attivato un
 posto fisso di RR.CC. nel campo composto da un sottufficiale e da sei 
carabinieri reali.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il 13 
giugno 1940 il campo era già pronto a ricevere gli internati e nei 
giorni successivi ci furono i primi arrivi. Il 14 luglio erano 13 gli 
internati presenti nel campo, tutti stranieri di nazionalità inglese e 
francese. Il 14 settembre 1940, erano presenti nel campo 21 internati e,
 il 15 ottobre dello stesso anno, il campo raggiunse le 29 presenze, gli
 internati furono sempre in grande maggioranza, inglesi e francesi&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 Podestà di Chieti, in nome dell’amministrazione comunale proprietaria 
dei locali dell’asilo, nell’ottobre del 1940 chiese al Prefetto di 
Chieti la restituzione dell’edificio, poiché non era stato possibile 
trovare, per il nuovo anno scolastico, sistemazioni alternative per i 
bambini delle scuole materne. Il Prefetto inviò la richiesta al 
Ministero dell’Interno, che il 5 novembre 1940 dispose la chiusura del 
campo. Il 10 novembre gli internati presenti vennero trasferiti a 
Montechiarugolo (9 sudditi inglesi e 8 sudditi francesi), Casoli (6 
ebrei stranieri) e Manfredonia (1 italiano, &quot;sospetto di razza ariana&quot;).
 I contratti di locazione vennero rescissi e alla Società Anonima 
Casermaggi di Roma venne restituito il materiale in dotazione al campo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;2.5. Il campo per gli italiani &quot;pericolosi&quot; di Istonio Marina (Vasto).&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 campo di Istonio Marina fu uno dei primi campi abruzzesi ad essere 
allestiti. L’11 giugno 1940 era già attivato: era costituito 
dall’albergo dell’avv. Oreste Ricci e dalla villa degli eredi 
Marchesani, entrambi nel rione marino. Aveva una capienza complessiva, 
preventivata all’inizio, di 280 posti, poi diminuita a 170. Il servizio 
di sorveglianza era effettuato da 12 carabinieri, e quello sanitario dal
 Dr. Nicola D’Alessandro. A dirigere il campo, fino al 16 agosto 1943, 
venne riassunto il Commissario in pensione Giuseppe Prezioso, poi 
sostituito dal Vice Commissario Aggiunto di P.S. Giuseppe Geraci.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel
 campo di Istonio vi si internarono, soprattutto, italiani ritenuti 
&quot;pericolosi&quot;, e solo negli ultimi mesi, precedenti la chiusura, gli 
slavi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel luglio 1940 
arrivarono i primi 79 internati, tutti italiani. Sei di essi erano stati
 internati, perché &quot;sovversivi schedati&quot;, gli altri perché ritenuti 
&quot;pericolosi in linea politica&quot;. Il 15 settembre erano presenti nel campo
 109 internati tutti italiani ritenuti &quot;pericolosi&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Per
 tutto il 1940 venne utilizzato solo l’albergo, mentre la villa degli 
eredi Marchesani rimase quasi sempre vuota. Nell’estate del 1941 il 
campo venne interamente occupato: superò pure il limite massimo di 
capienza, raggiungendo, nell’autunno dello stesso anno, le 185 presenze 
con ben 15 internati in più.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel
 mese di gennaio 1941 venne scoperta, dallo stesso direttore, 
un&#39;organizzazione sovversiva che si stava formando all’interno del 
campo: i promotori, Mauro Venegoni e Angelo Pampuri, vennero trasferiti 
alla colonia delle Tremiti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Anche
 nel 1942 il campo rimase sovraffollato; solo nel 1943, il numero degli 
internati scese, intorno alle 150 presenze. Nello stesso anno 
arrivarono, trasferiti da Tortoreto, 52 internati &quot;ex Jugoslavi&quot; ed in 
seguito altri slavi, trasferiti da diversi campi, tutti ritenuti 
particolarmente &quot;ostili verso l’Italia&quot; .&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Le
 condizioni di vita, nel campo di Istonio, vennero rese difficili dalla 
mancanza di spazio e degli infissi in alcuni locali, dall’insufficienza 
dei servizi igienici, dalle difficoltà di approvvigionamento del vitto e
 dall’atteggiamento arbitrario, nei confronti degli internati, del 
direttore Vincenzo Prezioso. All’inizio il direttore non autorizzò 
l’approntamento di una mensa comune nel campo e costrinse gli internati 
ad andare nelle trattorie del paese, creando gravi disagi ai meno 
abbienti. In seguito venne stipulato, per il servizio mensa, un 
contratto con la ditta S.P.I.A. Molini e Pastifici di Casalbordino, la 
quale, peraltro, spesso distribuì cibo avariato agli internati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dopo
 il, 25 luglio 1943, le autorità militari sollecitarono la chiusura del 
campo, perché nei pressi di Istonio erano iniziati dei lavori di 
fortificazioni per la difesa del territorio, e gli internati, dei quali 
alcuni accusati di spionaggio, potevano vedere, sapere e forse riferire 
quello che si stava facendo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 Ministero dell’Interno, per la mancanza di posti disponibili in altri 
campi, dispose, solo il trasferimento degli elementi più pericolosi 
mentre il campo continuò a funzionare fino alla fine del settembre 
successivo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;2.6. Il campo di smistamento di Lama dei Peligni.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 campo di Lama dei Peligni era composto dalla casa di proprietà della 
vedova Camilla Borrelli, si trovava all’interno del paese e aveva una 
capienza di 60 posti. Venne diretto dal Podestà del paese, prima, dal 
1940 al 1942, da Pindieri, poi da Giuseppe Rinaldi, entrambi coadiuvati 
dal segretario comunale e da una guardia municipale. Il servizio di 
sorveglianza veniva garantito da un sottufficiale e da sei carabinieri, 
quello medico, fino al 10 gennaio 1941, dal Dr. Vincenzo Pierantoni, in 
seguito dal Dr. Giuseppe Baglioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’allestimento
 del campo venne terminato il 13 giugno 1940 e un mese dopo arrivarono i
 primi 10 internati, quasi tutti inglesi. Nell’agosto successivo vennero
 tutti trasferiti e, al loro posto, arrivarono, provenienti dall’Italia 
del nord, ebrei di varie nazionalità o apolidi. Il 14 settembre 1940, il
 campo raggiunse le 23 presenze.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Al
 campo di Lama dei Peligni, transitarono numerosi internati, in 
maggioranza stranieri, i quali, anche dopo pochi giorni di internamento,
 venivano smistati in altri campi: per tutto il 1940 non si superarono 
mai le 40 presenze e, nella primavera-estate del 1941, per alcuni giorni
 il campo rimase vuoto. Il 27 settembre 1941 arrivarono da Ferramonti di
 Tarsia 32 internati, ma , il 7 maggio 1942, il campo si svuotò 
nuovamente, perché i 39 internati presenti, tutti stranieri, vennero 
trasferiti a Campagna (Salerno). Nell’estate dello stesso anno vi 
vennero assegnati nuovi internati, anche questi in maggioranza 
stranieri, e, il 19 settembre 1942, il campo raggiunse le 71 presenze 
con 11 internati in più. Fino alla chiusura, dopo l’8 settembre 1943, 
esso rimase sempre interamente occupato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Gli
 internati di Lama dei Peligni consumavano il vitto nelle locande del 
paese; il che permetteva loro, oltre ad una certa libertà di movimento, 
la possibilità di avere contatti (benché proibiti), con la popolazione 
locale, che ebbe sempre un atteggiamento comprensivo nei loro confronti.
 A rendere difficili agli internati le condizioni di vita furono 
soprattutto il freddo pungente dei mesi invernali e la frequente 
mancanza di acqua corrente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;2.7. Il campo femminile di Lanciano.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 campo di Lanciano, insieme a quelli di Casacalenda, Pollenza, Petriolo,
 Solofra, Treia e Vinchiaturo, era uno dei campi per sole donne. Rimase 
un campo prettamente femminile fino al febbraio 1942, quando le 
internate vennero trasferite altrove e sostituite dagli slavi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Istituito
 nel giugno del 1940 nella villa dell’avv. Filippo Sorge, la quale per 
l’occasione venne recintata, in contrada Cappucini a circa un chilometro
 dal paese, aveva una capienza di 55 posti. All’inizio, per circa un 
mese, la direzione venne affidata al Podestà di Lanciano Enrico 
D’Ovidio, in seguito al Commissario Edurino Pistone, sostituito dopo 
poco tempo dal Commissario Olinto Tiberi Pasqualoni. Essendo un campo 
femminile, era prevista una direttrice che doveva essere coadiuvata da 
assistenti donne. Nei primi mesi, il Ministero dell’Interno designò, 
quale direttice, un’insegnate di 53 anni, Rosa Pace, e quali assistenti 
Nicoletta Giacristofaro di venti anni e Concetta Carrozza di ventinove 
anni; il 3 settembre 1940, la direttrice venne sostituita da Maria 
Marfisi Fusco.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Per la 
sorveglianza venne creato, di rimpetto al campo, un posto fisso di 
RR.CC. nel fabbricato, di proprietà di Gustavo Basile, e il servizio era
 effettuato da sei carabinieri. Il medico del campo era il Dott. 
Giuseppe Carobba, e la farmacia dei fratelli Marciani forniva i 
medicinali.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il 14 luglio 
1940, il campo contava già 47 internate di varie nazionalità (inglese, 
tedesca, francese, polacca e russa) e nell’agosto successivo raggiunse 
le 75 presenze. Il 17 settembre, dopo che verso la fine di agosto e nei 
primi giorni di settembre tutte le internate inglesi vennero trasferite,
 nel campo rimasero 49 internate, in maggioranza tedesche e polacche di 
religione ebraica. Alcune di esse, essendo Lanciano anche una località 
per l’internamento &quot;libero&quot;, vennero trasferite, nel corso del 1940-41, 
in case private del paese.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dopo
 alcuni trasferimenti, il numero delle internate scese a 37, e per tutto
 il 1941 il campo rimase occupato solo in parte. Nell’estate dello 
stesso anno, il direttore Tiberi Pasqualoni, venne sostituito dal 
Commissario Carmine Medici, che a sua volta, nel 1942, fu trasferito, e 
sostituito dal Commissario Giuseppe Franco, il quale dirigerà il campo 
fino alla sua chiusura.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il 4
 febbraio 1942, il Ministero dell’Interno comunicava, tramite dispaccio 
telegrafico, al Prefetto di Chieti, che le: &quot;Donne internate campo 
concentramento dovranno essere trasferite al campo di concentramento di 
Pollenza (Macerata). Campo concentramento Lanciano, dopo tale 
trasferimento, sarà adibito per internamento uomini&quot;. Il provvedimento 
venne eseguito il 12 febbraio successivo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il 27 febbraio arrivarono a Lanciano 45 slavi, classificati come: &quot;elementi comunisti politicamente pericolosi&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nell’estate
 del 1942, il campo era ormai eccessivamente affollato, e gli internati 
lamentavano, in oltre, la mancanza di acqua e di servizi igienici.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 Prefetto di Chieti, il 16 dicembre 1942, segnalava al Ministero 
dell’Interno, che sette internati slavi &quot;non fanno mistero della loro 
fede comunista alla quale cercano di fare proseliti&quot;. Il Ministero, 
alcuni giorni dopo, ne ordinò l’invio alla colonia Tremiti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Gli
 internati slavi &quot;erano molto irrequieti e smaniosi di libertà&quot;, come 
riferiva, al Ministero dell’Interno, l’Ispettore Generale di P.S.. 
Nell’aprile del 1943, quattro internati vennero denunciati, dal 
direttore del campo, alla Procura di Chieti, per aver trasgredito al 
regolamento del campo. Condannati ad otto giorni di reclusione, 
scontarono la pena nelle locali carceri e successivamente vennero 
riassociati al campo di concentramento di Lanciano .&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il 3 settembre 1943, il campo contava 43 internati, il 6 ottobre circa 70, quasi tutti slavi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Verso
 la metà dell’ottobre 1943, tutti gli internati fuggirono. Il campo, 
seppur vuoto, continuò a funzionare fino al 28 ottobre, quando anche gli
 stessi carabinieri addetti alla sorveglianza abbandonarono il posto 
fisso di RR.CC., e il campo venne occupato dai militari tedeschi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Gli
 internati a Lanciano vissero in condizioni difficili, a causa della 
struttura che non era predisposta in modo adeguato per le loro esigenze.
 Le difficili condizioni erano denunciate dall’Ispettore Rosati in una 
relazione al Ministero dell’Interno: &quot;manca sul posto una infermeria o 
almeno una sala con medicinali per interventi di pronto soccorso e manca
 in oltre un impianto docce o di bagni in vasca e che da parecchio manca
 l’acqua nel fabbricato: all’esterno v’è un rubinetto di acqua corrente,
 certo inadeguato ai bisogni della comunità&quot;. Oltre a questo, per circa 
un anno, parecchie stanze della villa adibita a campo di concentramento,
 rimasero senza vetri, causando alle internate varie malattie da 
raffreddamento e reumatismi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;2.8. Tollo, il campo per i comunisti jugoslavi.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 campo di Tollo venne allestito solo nel novembre del 1941, perché il 
Ministero dell’Interno, pur avendo iniziato le trattative per la 
locazione nel giugno del 1940, inizialmente non ritenne opportuno 
prenderlo i affitto per i troppi lavori di adattamento che bisognava 
apportare allo stabile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il 
20 ottobre 1941, il Dott. Bruno Mastrovich, delegato alla stipulazione 
dei contratti della Prefettura di Chieti, e il vice Prefetto, in 
rappresentanza del Ministero, stipularono il contratto d’affitto con il 
sig. Giuseppe Casiraghi, rappresentante di Giuseppe Foppa Pedretti, 
industriale residente a Milano, titolare del fabbricato. Nel novembre 
successivo si allestì il campo per circa 100 posti, e nel febbraio del 
1942 arrivarono i primi internati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La
 direzione del campo venne affidata al Podestà Domenico Antonio Fusella,
 coadiuvato dal vice segretario comunale. Il medico del campo era il 
Dott. Adelchi Persiani, e il servizio di sorveglianza era effettuato da 
tre carabinieri che si trovavano in una casa attigua adibita a posto 
fisso di RR.CC..&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il 23 
febbraio 1942, arrivarono a Tollo 42 &quot;comunisti pericolosi 
politicamente&quot;, provenienti dai campi di concentramento dell’Albania. 
Erano tutti uomini, di cui 39 jugoslavi e tre montenegrini.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nella
 relazione per il Ministero dell’Interno, sulle condizioni igienico 
sanitarie dei &quot;comunisti&quot; giunti a Tollo, l’Ispettore Generale Medico, 
Dott. Collina, faceva presente che gli internati &quot;erano stati 
concentrati a Zara, dove dicono di essersi infestati di pidocchi, e da 
là inviati senza alcuna bonifica, a Trieste dove sarebbero stati 
sottoposti a bagno e disinfezione abiti: però all’arrivo a Tollo ne sono
 stati trovati uno con peliculosi nei vestiti (pediculus corporis) e due
 con scabbia: il primo disinfestato a cura del centro di profilassi, gli
 altri due sottoposti a trattamento con bergamon. Nessuno aveva subito 
il taglio dei capelli, per cui si è dovuto cominciare con l’acquistare 
una macchinetta tosatrice&quot;. In oltre, il Prefetto di Chieti denunciava 
che gli internati erano sprovvisti di indumenti. Il 28 febbraio, 
provenienti da Trieste, arrivarono altri 4 internati, dei quali: due di 
essi affetti da scabbia e gli altri due sospetti di tubercolosi. Nel 
marzo successivo, erano presenti, nel campo 57 internati, e nell’estate 
1942 raggiunse le 98 presenze con 8 internati in più.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 19 febbraio 1943, il prefetto di Chieti, su segnalazione del Comando 
dell’Arma dei carabinieri, faceva presente al Ministero dell’Interno che&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;il
 campo di concentramento internati politici dalmati di Tollo, offre 
pochissima garanzia essendo esso sistemato in fabbricato civile già 
adibito ad abitazione privata al quale nessun ritocco è stato apportato.
 Tale fabbricato sorge al centro del paese; ha balconi e finestre privi 
di inferiate di protezione, i quali per essere sovrastanti ad altri, più
 vicino al suolo, possono favorire la scalata e quindi la fuga.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 Prefetto concludeva la relazione proponendo &quot;la soppressione del campo,
 e l’istradamento degli internati a gruppi, in altri campi del Regno, 
capaci di offrire maggiore garanzia. Qualora ciò non fosse assolutamente
 possibile fare, propongo vengano apportate al campo delle serie 
modifiche, onde mettere i militari dell’Arma in condizione di potere 
veramente vigilare ogni mossa degli internati e non andare incontro, a 
responsabilità anche penali&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dopo
 ulteriori accertamenti, il ministero, il 13 maggio 1943, dispose che 
gli internati di Tollo venissero trasferiti, inviandone cinquanta a 
Corropoli e il resto a Bagno a Ripoli, stabilì in oltre, che il campo 
fosse utilizzato per l’internamento di donne responsabili d’infrazioni 
annonarie.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il Prefetto di 
Chieti cercò in zona una direttrice per il campo di concentramento, ma 
non riuscì a trovare nessuna persona fornita dei requisiti richiesti, 
cosicché il Ministero decise di inviare a Tollo solo uomini responsabili
 di infrazioni annonarie.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 campo, da metà maggio a metà luglio 1943, rimase vuoto, e solo verso la
 fine di luglio tornò ad essere occupato da 11 internati, tutti italiani
 responsabili di infrazioni annonarie. Nel mese di agosto arrivarono 
altri due internati: questi rimasero gli unici arrivi prima della 
chiusura del campo nell’ottobre del 1943.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;2.9. Il campo di Città S. Angelo, l’unico in provincia di Pescara.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nella
 relazione della Prefettura di Pescara, dell’aprile 1940, sul &quot;locale da
 potersi adibire per campo di concentramento nuclei internati e 
confinati nel comune di Città S. Angelo&quot;, si descriveva un &quot;vasto 
fabbricato in discreto stato di conservazione e di abitabilità posto in 
via Umberto I°&quot;. Inoltre la relazione precisava che &quot;detto fabbricato si
 compone del piano terreno con otto vasti ambienti, ove si possono 
collocare cento persone; nel primo piano con altri dieci vasti ambienti 
capaci di contenere 150 persone, e del secondo piano con un solo grande 
salone ove si possono collocare cinquanta persone. E’ dotato di acqua 
potabile, luce elettrica e cessi. Annesso al fabbricato vi è un orto 
dell’estensione di mille e cinquecento metri quadrati. Il comune di 
Città S. Angelo dista dal capoluogo (Pescara) Km. 18, dalla Via Statale 
Km. 9 e vi si accede mezzo della Via Provinciale&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 Ministero dell’Interno, nel giugno 1940, prese in affitto il fabbricato
 e, successivamente, la ditta fornitrice del casermaggio (Luigi 
Piscitelli) predispose 150 posti letto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La
 direzione venne affidata, nei primi mesi, a vari Commissari di P.S., in
 seguito, al Commissario Fernando Di Donna. Alla sorveglianza erano 
preposti un appuntato e due carabinieri, dislocati in un fabbricato 
adibito a posto fisso di RR.CC., poco distante dal campo di proprietà di
 Alfredo Barbone..&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il campo 
di Città S. Angelo rimase vuoto fino al febbraio 1941, nonostante che 
l’Ispettore Falcone, nei mesi precedenti, avesse più volte comunicato al
 Ministero che il campo era stato attivato ed era pronto a ricevere gli 
internati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il primo gruppo, 
di 13 internati, arrivò nel febbraio 1941 e, tra il marzo e l’aprile 
dello stesso anno, il Ministero dell’Interno vi inviò quarantaquattro 
cittadini dalmati, i quali erano stati fermati alcuni mesi prima nel 
porto di Genova mentre si trovavano imbarcati nei piroscafi &quot;Una&quot; e 
&quot;Dubac&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel luglio successivo i dalmati vennero rimpatriati&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;e, a Città S. Angelo, il Ministero continuò a inviare internati di nazionalità jugoslava.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel
 1942, il direttore Commissario Di Donna venne sostituito dal vice 
Commissario Aggiunto Augusto Menè. Il 5 maggio dello stesso anno, il 
nuovo direttore comunicava al Ministero dell’Interno che: &quot;50 internati 
giunti, ieri sera, dal campo di concentramento di Corropoli. Con 
l’occasione si ritiene opportuno e doveroso far presente che, essendosi 
raggiunte il numero di 134 internati, poiché una camera è stata 
destinata in parte alle creazione dell’infermeria di isolamento e in 
parte riservata per locale di disinfestazione e disinfezione biancheria,
 in questo campo non vi sono più posti disponibili&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel
 giugno 1942, l’Ispettore Generale Medico, nella relazione per il 
Ministero dell’Interno, descriveva in questo modo il campo di Città S. 
Angelo:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Appena entrati 
appare una porta che dà in una camera buia senza finestre destinata per 
le punizioni. In un piano terreno sopraelevato sono i dormitori, ampi, 
con il pavimento a tavolato di legno. Uno dei dormitori trovasi al piano
 superiore. Finora nessun locale è stato destinato per l’eventuale 
isolamento o infermeria o ambulatorio, vi è il bagno ma senza 
scaldabagno che necessita. Tutti i locali avrebbero bisogno di un 
imbiancatura a calce delle pareti e inoltre sarebbe da raccomandare che 
le eventuali disinfezioni siano eseguite a cura del Centro provinciale 
di profilassi per la maggior competenza del personale. Gli internati 
prendono i loro pasti fuori dal campo. Le vaccinazioni non sono ancora 
state eseguite. L’assistenza medica è affidata all’unico medico condotto
 del luogo Dr. Guizzardi, il quale è molto indaffarato per cui spesso 
non è disponibile. Se ne proporrebbe la sostituzione con l’ufficiale 
sanitario Dr. Nasuti. Aggiungo che essendo per il passato entrati tre 
malati di scabbia, il Dr. Guizzardi non si curò nemmeno di denunciarli 
come di obbligo. Non sono state ancora praticate le vaccinazioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Solo alla fine del 1942, verrà costruita l’infermeria con una camera da bagno completa di vasca, lavandino e due docce.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La
 direzione, nel frattempo, è passava al Commissario Angelo Rossi, ma in 
realtà il campo, fino alla chiusura, venne diretto dai funzionari di 
P.S. della questura di Pescara che si alternavano ogni quindici giorni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;A
 Città S. Angelo, nell’inverno del 1942, erano presenti nel campo circa 
120 internati, quasi tutti jugoslavi, tra i quali &quot;ventisei individui, 
appartenenti al partito comunista&quot;, che secondo l’Ispettore Falcone 
&quot;malgrado l’attiva vigilanza degli agenti di P.S., riescono a mantenere 
rapporti con gli abitanti di quel comune, molto ospitali per loro 
natura, avendo occasione di propagandare le proprie idee sovvertitrici&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dopo
 alcuni incidenti, vennero inflitte varie punizioni agli internati 
colpevoli di &quot;confabulare con gli abitanti del comune&quot;, e, nel dicembre 
1942, l’Ispettore Falcone decise, in accordo col Questore di Pescara, 
di: &quot;Limitare la libertà agli internati, come già si pratica in altri 
campi di concentramento, accordando loro, due ore al giorno di uscita, 
indrappellati e scortati da agenti e da carabinieri, in maniera che non 
abbiano contatto con estranei&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’8
 gennaio 1943, gli internati, per protesta nei confronti dei nuovi 
provvedimenti che limitavano ulteriormente la loro libertà personale, 
non si recarono, come al solito, a prendere i pasti nelle trattorie del 
paese. L’11 gennaio nove &quot;sobillatori, tutti comunisti&quot; vennero 
arrestati e il 4 febbraio, su ordine del Ministero dell’Interno, inviati
 nelle colonie di Lipari e Ponza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nell’aprile
 successivo, per evitare nuovi incidenti e per non far circolare gli 
internati nel paese, l’Ispettore Falcone propose al Ministero 
dell’Interno l’istituzione della mensa all’interno del campo. La 
richiesta venne accolta e, nel maggio 1943, la mensa entrò in funzione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel 1943, dopo alcuni trasferimenti, a Città S. Angelo il numero degli internati scese a 80.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nell’ultimo
 periodo nel quale il campo rimase aperto, la difficoltà a reperire il 
cibo e la presenza di due tubercolotici, resero le condizioni di vita 
degli internati sempre più precarie.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 3 settembre 1943, l’Ispettore Generale Lorito, dopo un’ispezione ai 
campi di concentramento dell’Abruzzo e del Molise, riferiva al Ministero
 dell’Interno che il campo di Città S. Angelo: &quot;è in stabile all’interno
 del paese in locale angusto ed incomodo accesso, neppure igienicamente 
adatto. Vi si trovano molto addensati 79 internati. Epperò dovrebbero 
essere ridotti, eliminandosi una decina di elementi irrequieti, 
insofferenti e talvolta sobillatori, da destinarsi altrove 
separatamente&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il campo di 
Città S. Angelo, anche se con pochi internati, rimase attivo fino ai 
primi giorni dell’aprile 1944, quando venne definitivamente chiuso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;2.10. Il campo di concentramento nella città fortezza di Civitella del Tronto.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 campo di concentramento di Civitella del Tronto era composto da tre 
edifici: dall’Ospizio &quot;Filippo Alessandrini&quot; ( ex convento dei 
Cappuccini), di proprietà del comune; dall’abitazione della sig.ra Vinca
 Migliorati, che si trovava all’estremità del paese in via Porta Venore e
 dal convento Francescano di S. Maria dei Lumi, di proprietà dei frati 
Minori.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La direzione del 
campo, inizialmente, venne affidata al Vice Commissario Mario Gagliardi,
 sostituito, nell’estate del 1940, dal Commissario Giovanni Cardinale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Alla
 sorveglianza erano addetti quattro carabinieri e un sottufficiale della
 locale stazione e il servizio sanitario era effettuato dal Dott. Manlio
 Scesi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nei primi giorni di 
luglio del 1940, la ditta Montuori, addetta al casermaggio, terminò di 
allestire il campo per 230 posti. Nel settembre successivo arrivarono i 
primi internati e, il 15 dello stesso mese, il campo contava 20 
internati, tutti ebrei, apolidi e di varie nazionalità (belga, tedesca, 
polacca, russa e ceca). Oltre questi, nello stesso periodo, si 
registrava la presenza di nove cinesi. Il 9 novembre 1940, le presenze 
nel campo aumentarono fino a 109 internati, in maggioranza ebrei 
tedeschi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Verso la fine del 
1940, il direttore, Cardinale, venne sostituito dal Commissario Gino 
Franchi, che a sua volta, nel corso del 1941, verrà rimpiazzato dal Cav.
 Giuseppe Franco.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il 29 
gennaio 1941, dopo una richiesta del sacerdote di Civitella, Don Ascanio
 Fioravanti, il pontefice inviò agli internati cattolici un sussidio di 
mille lire per le spese di prima necessità. Nello stesso periodo, 
arrivarono 100 pescatori greci (dodecanesini), i quali, dopo pochi 
giorni, vennero trasferiti in altri campi. Dopo questo trasferimento, il
 numero degli internati del campo scese intorno alle 120 presenze 
rimanendo tale per il resto del 1941.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 9 aprile dello stesso anno, due internati: &quot;Bernard G. Battista fu 
Adolfo, zingaro, unitamente al figlio Michele&quot;, riuscirono ad evadere, 
agevolati dal fatto che la sorveglianza, dopo la soppressione del corpo 
di guardia dei carabinieri, veniva esercitata saltuariamente da due 
agenti di P.S..&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il Ministero
 dell’Interno, nel gennaio 1942, assegnò al campo di concentramento di 
Civitella 107 internati tutti ebrei di nazionalità inglese provenienti 
dalla Libia: divisi in 28 famiglie, composti in prevalenza da vecchi 
donne e bambini&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;con molti bambini, essi avevano 
bisogno di movimento e di passeggiate all’aria aperta. I &quot;capi-famiglia&quot;
 in una lettera al Ministero dell’Interno, denunciavano, infatti, che 
&quot;abituati a vivere al sole ed all’aperto ed ai bagni di mare, ci riesce 
oltremodo penoso vivere in un ambiente chiuso in cui abbiamo appena 
60/70 metri quadrati all’aperto per passeggiare&quot;. Alla fine della 
lettera aggiungevano di: &quot;voler disporre affinché ci venga concessa la 
libera uscita ogni giorno, possibilmente dalle ore 9 alle ore 12 e dalle
 ore 15 alle ore 20, oppure in orario che codesto On.le Ministero 
riterrà di fissarci. All’uopo facciamo presente che a Tripoli fino al 
giorno del nostro internamento eravamo completamente liberi&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Mentre
 gli internati di Civitella chiedevano maggiore spazio e condizioni di 
vita migliori, una lettera, inviata al Ministero dell’Interno da un 
anonimo, denunciava che &quot;elementi benpensanti del luogo si dichiarano 
meravigliati del contegno delle autorità nei confronti degli internati, 
considerati più ospiti di riguardo che persone sottoposte a 
sorveglianza; e dicono pubblicamente che oramai a Civitella comandano 
gli ebrei ed i loro quattrini&quot;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dopo
 alcuni accertamenti, la Prefettura di Teramo dichiarò al Ministero che 
gli internati non godevano di nessun privilegio; solo in determinate ore
 potevano recarsi nel centro del paese, e in occasione di visite di 
coniugi pernottare e consumare i pasti nell’albergo del luogo. Oltre a 
questo, nella relazione si faceva presente che il direttore, Giuseppe 
Franco, poiché anziano e malato, non era più idoneo a dirigere un campo 
di concentramento, importante come quello di Civitella.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dopo
 che anche l’Ispettore Generale Falcone aveva denunciato l’incapacità 
del direttore, il Ministero lo sostituì con il Commissario Domenico 
Palermo e ordinò di limitare le uscite degli internati fuori dal campo 
di concentramento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il 13 
agosto 1942, l’Ispettore Generale della 6° zona, dopo un’ispezione a 
Civitella, riferì al Ministero dell’Interno che nei giorni della sua 
visita gli internati presenti nel campo erano 167, suddivisi in tre 
nuclei, uno dei quali, di 94 unità, alloggiato all’Ospizio Alessandrini,
 un altro, di 37 unità, alloggiato alla casa Migliorati e un terzo, di 
36 unità, alloggiato a S. Maria dei Lumi. L’Ispettore, nella relazione 
al Ministero, aggiungeva che bisognava potenziare la sorveglianza e 
nominare un altro direttore oltre quello già assegnato poiché gli 
edifici dove alloggiavano gli internati, essendo distanti tra loro, 
offrivano troppe possibilità di fuga. Per quando riguardava la richiesta
 degli internati di avere libera uscita nel paese, l’Ispettore dichiarò 
che &quot;per la appena sufficienza dei mezzi di vigilanza disponibili e per 
la ubicazione dei campi non è possibile ne integralmente ne parzialmente
 accoglierlo&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nei giorni 
successivi, gli internati inglesi, tramite i rappresentanti della Croce 
Rossa e della Legazione Svizzera che andavano a controllare la 
situazione nel campo, continuarono a chiedere, al Ministero 
dell’Interno, che fosse loro permesso di uscire.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 23 settembre, dopo l’assegnazione di altri due agenti di P.S., il 
direttore decise che l’uscita in paese agli internati era concessa solo a
 chi aveva reali necessità, e doveva avvenire isolatamente e sotto 
sorveglianza. Tuttavia questa non era l’unica preoccupazione degli 
internati; altri, infatti, erano i problemi che contribuivano a rendere 
precarie le loro condizioni, quali l’insalubrità degli edifici adibiti a
 campo di concentramento, il poco spazio nelle camerate, la mancanza di 
indumenti e il freddo nei mesi invernali.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nei
 primi mesi del 1943, le presenze nel campo di Civitella si aggirarono 
intorno ai 150 internati, sempre, in prevalenza, ebrei tedeschi e 
inglesi. Dopo che il direttore Palermo venne sostituito dal Commissario 
Francesco Mariniello, il 2 luglio dello stesso anno vennero trasferiti 
dal campo di Corropoli a quello di Civitella 42 internati, in 
maggioranza inglesi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dopo 
l’8 settembre 1943 il campo di Civitella era ancora efficiente, e il 27 
ottobre 121 internati vennero inviati verso nord dai tedeschi al campo 
di Fossoli di Carpi (Modena), per poi essere, il 16 maggio 1944, 
deportati a quello di Auschwitz in Germania.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 22 novembre erano presenti nel campo 60 internati, tutti libici di 
nazionalità inglese e di religione ebraica. Anch’essi vennero 
trasferiti, tra la fine del 1943 e l’inizio del 1944, a Fossoli di 
Carpi, per poi essere deportati nel campo di Bergen Belsen in Germania.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dopo questi trasferimenti, altri internati vennero inviati a Civitella, e il 19 dicembre 1943 il campo ne contava 175.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 16 marzo 1944, dopo la morte del direttore, Francesco Mriniello, viene 
nominato a dirigere il campo il Commissario Aggiunto Filiberto De 
Raffaele.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nell’aprile 1944, 
il Ministero dell’Interno inviò varie circolari, alla Prefettura di 
Teramo, che sollecitavano il trasferimento degli internati presenti in 
provincia verso nord. In seguito a queste disposizioni, il 18 aprile 23 
internati tutti ebrei tedeschi vennero prima trasferiti a Fossoli, dalla
 polizia tedesca, e poi, il 16 maggio 1944, ad Auschwitz. Stessa sorte, 
il 4 maggio, toccò ai 134 ebrei inglesi provenienti dalla Libia, i 
quali, dopo essere stati inviati a Fossoli, vennero deportati, il 16 
maggio, a Bergen Belsen e ad Auschwitz.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Gli
 internati di Civitella, che vennero deportati nei campi di 
concentramento in Germania, ebbero destini differenti; infatti, solo 
alcuni di quelli inviati al campo di Bergen Belsen vennero uccisi, 
mentre quelli inviati nel campo di Auschwitz morirono quasi tutti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dopo il trasferimento degli internati, il campo di Civitella venne chiuso il 22 maggio 1944.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;2.11. Il campo di concentramento nella Badia Celestina di Corropoli.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il campo&lt;b&gt; &lt;/b&gt;di
 concentramento di Corropoli venne istituito nel monastero dei frati 
Celestini denominato Badia, a circa un chilometro dal paese in contrada 
Colli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Prima di essere 
attivato, poiché si trovava in uno stato di inabitabilità, subì vari 
lavori di adattamento, che si protrassero per quasi tutto il 1940; tanto
 che i primi internati vi vennero inviati, dal Ministero dell’Interno, 
solo all’inizio del 1941.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La
 direzione, nei primi mesi, venne affidata al Commissario Aggiunto di 
P.S. Guido Trevisani, sostituito nell’autunno del 1940 dal Commissario 
Aggiunto di P.S. Mario Maiello. Il servizio sanitario veniva garantito 
dal Dr. Gaetano D’Aristotile, mentre alla sorveglianza furono preposti 
due carabinieri e due agenti di P.S..&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 3 marzo 1941 il campo di Corropoli contava 18 internati; nel corso dei 
mesi successivi ci furono nuovi arrivi, e il campo, nell’agosto del 
1941, raggiunse le 64 presenze. Questi primi internati erano in 
maggioranza irredentisti slavi e comunisti italiani che, in seguito alla
 condanna del Tribunale Speciale dello Stato, erano già stati confinati 
in precedenza. Tra gli internati civili italiani, erano presenti anche 
delle donne che, dopo pochi giorni passati nel campo, vennero 
trasferite.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel frattempo, 
il direttore Maiello, era stato sostituito dal Commissario Aggiunto di 
P.S. Giovanni Santamaria. Nell’ottobre successivo, al posto del 
direttore Santamaria, era subentrato il Dr. Carmine Medici, che a sua 
volta, nel secondo semestre del 1942, venne sostituito dal Dr. Francesco
 Alongi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La Badia di 
Corropoli era stata individuata prima che diventasse campo di 
concentramento, dal Consorzio Provinciale Antitubercolare come struttura
 idonea per poterci impiantare un’istituto analogo. A questo proposito, 
la Badia era stata acquistata dal Consorzio, il quale aveva anche 
stanziato i soldi per realizzare l’istituto. Tale progetto, a causa 
dell’esproprio del monastero da parte del Ministero dell’Interno per 
adibirlo a campo di concentramento, divenne irrealizzabile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 18 novembre 1941, il presidente del Consorzio inviò una lettera alla 
Direzione Generale di P.S., ove si faceva presente che i lavori per 
l’istituto dovevano proseguire, ma ciò risultava impossibile per la 
presenza degli internati: pertanto il direttore del Consorzio proponeva 
il trasferimento immediato degli internati nella casa di proprietà della
 famiglia Persiani, che si trovava nelle vicinanze del campo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel
 gennaio 1942, il Ministero dell’Interno, rispose alla lettera del 
Consorzio Antitubercolare, dicendo che non era possibile trasferire in 
altri campi gli internati e tanto meno utilizzare la casa Persiani 
perché disponeva di soli 50 o 60 posti, mentre il numero degli internati
 era di 120.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dopo ulteriori 
sollecitazioni da parte del Consorzio Antitubercolare di Teramo, il 4 
maggio 1942, il campo venne sgomberato e i 132 internati, quasi tutti 
slavi, vennero inviati, come già detto, 82 al campo di Casoli e 50 a 
quello di Città S.Angelo. Così alla Badia poterono ricominciare i lavori
 di allestimento dell’istituto antitubercolare. I lavori però, 
proseguirono per poco tempo, infatti, il 16 giugno, il Ministero 
dell’Interno dichiarò impossibile rinunciare al campo di concentramento 
di Corropoli, e predispose che nella Badia venissero inviati degli 
internati inglesi provenienti dalla Grecia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel
 febbraio 1942, un anonimo riferì alla Prefettura di Teramo, che gli 
internati di Corropoli godevano di troppa libertà. Dopo alcuni 
sopralluoghi dell’Ispettore Falcone e della stessa Prefettura, le accuse
 dell’anonimo risultavano infondate. Infatti, sia l’Ispettore Falcone 
che il Prefetto Tincani riferirono al Ministero dell’Interno che 
&quot;proprio per il campo di concentramento di Corropoli, dato che vi sono 
internati elementi prevalentemente sovversivi, che è stato disposto il 
maggior rigore, esercitato con scrupolosa energia da parte del 
funzionario di P.S. addetto alla direzione&quot;. Nella relazione si 
aggiungeva che gli internati si recavano in paese, accompagnati da un 
agente e da un carabiniere, solo per acquistare le provviste per la 
mensa comune. Inoltre, si faceva presente che erano stati denunciati 
alle &quot;Autorità Giudiziarie&quot; dodici internati per aver oltrepassato il 
perimetro del campo dove era loro consentito circolare, e altri sei per 
aver ecceduto nel bere dopo aver ricomprato dai compagni il quantitativo
 di vino che veniva assegnato a ciascuno per i pasti. L’Ispettore, nel 
riferire il rigore che regnava nel campo, concludeva la relazione 
dicendo che tutti gli internati indisciplinati erano stati condannati e 
trasferiti, su proposta della Questura di Teramo, nelle colonie delle 
Tremiti e di Lipari .&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nei 
mesi successivi, le lettere anonime continuarono ad arrivare alla 
Prefettura di Teramo. In una di esse, datata 6 aprile 1942, si faceva 
presente che gli internati di Corropoli:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;circolerebbero
 indisturbati per il paese e le vicine campagne, e di ciò 
profitterebbero per rifornirsi - accettando qualunque prezzo - dei 
generi più svariati, quali polli, agnelli, uova, prosciutti, formaggi, 
olio persino. Non mancherebbe loro, si dice, neppure il pane bianco. La 
popolazione del luogo, che osserva, cova il proprio risentimento e 
commenta con ironia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;A
 questa lettera ne seguì un altra, datata 16 aprile 1942, nella quale si
 denunciava che l’agente di P.S., Stefanelli, si lasciava corrompere 
dagli internati. Anche in questo caso, il Prefetto, il 16 maggio, riferì
 al Ministero dell’Interno che tali accuse &quot;non corrispondono a verità&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 19 luglio, dal campo di concentramento di Civitella della Chiana 
(Arezzo), vennero trasferiti a quello di Corropoli 11 internati, tutti 
sudditi indiani. Nella stessa estate del 1942, alla Badia arrivarono, 
provenienti dalla Grecia, gli internati inglesi, i quali si trovavano in
 condizioni di assoluta indigenza e privi di vestiario. Insieme agli 
inglesi, c’erano quarantacinque &quot;ex ufficiali Greci&quot;, che dopo aver 
trascorso un breve periodo nel campo di concentramento di Corropoli, 
vennero trasferiti nel campo per prigionieri di guerra di Busseto&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Verso
 la fine del 1942, il direttore Alongi venne sostituito dal Commissario 
Carmine Sanzò, il quale, a sua volta, nella primavera del 1943, sarà 
sostituito dal Vice Commissario Mario Gagliardi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;In
 seguito all’arrivo di altri sudditi inglesi, provenienti dalla Libia, 
il campo raggiunse, nei primi mesi del 1943, le 150 presenze.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel
 febbraio 1943, il fiduciario dei sudditi britannici, Enrico Pritchard, 
denunciava all’Ispettore Generale Rosati, le condizioni alle quali erano
 sottoposti due indiani, Fabiani Jamathmal e Shamtani Purtoschandas, 
insieme al messicano Ruben Migel Rejes. Questi infatti, dopo essere 
stati arrestati, il 26 dicembre, perché si erano allontanati 
arbitrariamente dal campo, vennero condannati dal Pretore di Nereto, e 
da oltre 50 giorni si trovavano nelle locali carceri in una cella 
antigienica e piena di insetti. Il fiduciario, nel lamentare tale 
trattamento, chiedeva il loro immediato rilascio, poichè, essendo 
internati, potessero scontare la pena nel campo di concentramento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Oltre
 a questo episodio, altri incidenti accaddero all’interno del campo di 
Corropoli, acccentuati dal modo con il quale le guardie e il direttore 
applicavano il regolamento. Questo provocò le lamentele degli internati 
che, insofferenti, iniziarono a chiedere di essere trasferiti in altri 
campi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel giugno 1943, 
mentre il Consorzio Antitubercolare di Teramo continuava a reclamare la 
disponibilità della Badia, il Ministero dell’Interno, per garantire 
maggior sicurezza ed evitare tentativi di fuga, dispose la recinzione 
del campo è una sorveglianza più attenta. Il 23 giugno, veniva 
approvato, dal Ministero dei Lavori Pubblici, il progetto, fatto dal 
Corpo Reale del Genio Civile di Teramo, per la recinzione con filo 
spinato del campo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Intanto 
erano arrivati, trasferiti dal campo di concentramento di Tollo, come si
 è detto precedentemente, 48 internati slavi, i quali, l’8 luglio, 
vennero inviati, insieme ad altri 27 internati, al campo di Bagno a 
Ripoli (Firenze). Alcuni giorni prima, il 2 luglio, erano stati 
trasferiti al campo di Civitella del Tronto 42 internati inglesi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dopo
 questi trasferimenti, a Corropoli rimasero 9 internati, due presenti 
nel campo, sei detenuti a Nereto e uno in ospedale. Il 15 luglio, dopo 
l’arrivo di 22 militari dell’arma, vennero inviati, alla Badia, 100 
internati provenienti dalla colonia di Lipari.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nell’agosto
 successivo, il campo raggiunse le 165 presenze, delle quali 158 erano 
ex jugoslavi trasferiti da Lipari, che capeggiati da &quot;Janko Mricevic, 
avvocato e sedicente ex Deputato della Camera di Belgrado, dal 
giornalista, sacerdote cattolico Vinko Fraievic e da tal Ugo Ajcevic&quot;, 
avevano iniziato lo sciopero della fame per protestare contro il 
trattamento al quale erano sottoposti dal direttore Gagliardi. Dopo 
l’intervento del Questore di Teramo, lo sciopero venne sospeso, e il 
direttore Gagliardi trasferito, per un breve periodo, a Treviso. Il 
Ministero dell’Interno lo sostituì per circa due mesi con il Commissario
 Aggiunto di P.S. Luigi Grande.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 19 settembre, la formazione partigiana comandata da Armando 
Ammazzalorso insieme al tenente croato Svetozar Ciukovic da Karlovac, 
entrò nel campo liberando trentasei internati jugoslavi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dopo
 che altri due internati vennero liberati dai partigiani, nel dicembre 
successivo, erano 130 gli internati ancora presenti nella Badia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nello
 stesso mese, il direttore Gagliardi consegnò al Podestà di Corropoli 
parte del casermaggio del campo, che venne utilizzato per sistemare gli 
sfollati provenienti da Napoli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il 1 febbraio 1944, arrivarono alla Badia 69 internati trasferiti dal campo di Nereto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 19 gennaio precedente, il Ministro dell’Interno Tamburini aveva inviato
 ai &quot;Capi Provincie Teramo Frosinone&quot; un telegramma nel quale si 
comunicava che &quot;internati sia isolati che campi di concentramento et 
ebrei cotesta provincia dovranno essere avviati massima urgenza campo 
concentramento Servigliano (Ascoli Piceno). Per trasporto internati 
pregasi provvedere opportuni accordi con Comandi Germanici competenti&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;In un primo momento, a causa della mancanza dei mezzi di trasporto, solo alcuni internati vennero trasferiti&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;; successivamente, nel maggio 1944, i tedeschi riuscirono a trasferire, a Servigliano, 60 internati, quasi tutti ebrei.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il campo venne chiuso alla fine di maggio, e gli ultimi internati ancora presenti inviati in altri campi del Nord.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;2.12. I cinesi internati nella Basilica di S. Gabriele a Isola del Gran Sasso.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 campo di concentramento di Isola del Gran Sasso era composto da due 
edifici. Uno di essi si trovava vicino alla Basilica di S. Gabriele, ed 
era un grande salone, fatto costruire dai Padri Passionisti del 
Santuario per il ricovero di pellegrini. L’altro edificio (che venne 
adibito a campo di concentramento) si trovava a due chilometri da Isola,
 ed era un ex albergo (S. Gabriele), di recente costruzione, di 
proprietà della famiglia Santilli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 campo all’inizio venne predisposto per 180 posti complessivi, che, dopo
 l’ispezione dell’Ispettore Falcone insieme al Questore di Teramo e al 
medico provinciale, vennero ridotti a 135.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La
 direzione era affidata al Podestà del paese, Giovanni De Plato, 
coadiuvato dal segretario comunale Saverio Pietrantonio; il Dr. Luigi Di
 Sabatino garantiva l’assistenza sanitaria.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Alla
 metà di giugno 1940 il campo era già stato allestito e, il 7 luglio, 
registrava la presenza di 13 internati. Alla fine dello stesso mese 
saranno 86 i presenti e il 13 settembre, nei due edifici, si conteranno 
93 internati, in maggioranza ebrei tedeschi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’8 settembre 1940, un anonimo riferì alla polizia che:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;gli
 internati nel campo di concentramento del Gran Sasso goderebbero di una
 certa libertà, che avrebbe fatto meraviglia agli stessi internati ed ai
 villeggianti, i quali colà sarebbero piuttosto numerosi. Si aggiunge, 
in proposito, che gli internati medesimi, grazie alla libertà loro 
consentita, potrebbero fare vita comune con i villeggianti e qualcuno di
 essi si servirebbe della compiacenza di costoro per far scrivere 
lettere e per mandare notizie, le quali, inviate direttamente, sarebbero
 sottoposte a censura.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dopo
 un&#39;ispezione al campo, il 15 settembre, l’Ispettore Falcone, in una 
relazione per il Ministero dell’Interno, dichiarava infondate le accuse 
dell’anonimo e dispose che il sottufficiale e i quattro carabinieri 
addetti alla sorveglianza dovessero intensificare la vigilanza &quot;affinché
 la disciplina sia osservata con la massima scrupolosità&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;All’inizio
 del 1941, alcuni degli ebrei internati vennero trasferiti in altri 
campi e altri vi furono inviati, facendo raggiungere al campo le 105 
presenze.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il 5 settembre 
dello stesso anno, a Isola del Gran Sasso, arrivarono, trasferiti dal 
campo di concentramento di Tossicia, dieci cinesi ed altri vi furono 
inviati nel mese successivo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nell’aprile
 1942, erano presenti 42 internati, in maggioranza ebrei tedeschi, 
nell’ex albergo e 65, quasi tutti cinesi, nel locale dei Padri 
Passionisti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il 5 maggio il 
Ministero dell’Interno, con un telegramma, ordinò: &quot;da Tossicia 
trasferire tutti i cinesi ad isola Gran Sasso; gli ebrei da Isola Gran 
Sasso a Ferramonti e gli italiani trasferirli in altri campi&quot;. Il 15 
dello stesso mese, 55 ebrei stranieri vennero trasferiti da Isola a 
Ferramonti (Cosenza), l’unico italiano presente, Luigi Pietro Boero, fu 
inviato nel campo di concentramento di Isernia, mentre il giorno 
successivo nel campo di Isola giunsero 116 cinesi provenienti dal campo 
di Tossicia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nell’aprile 
1942, l’Ispettore Generale Medico, dopo un ispezione ai due edifici dove
 si trovavano gli internati, descriveva, in una relazione al Ministero 
dell’Interno, l’ex albergo in buono stato e dotato di cucina, 
refettorio, infermeria, bagno con scaldabagno e acqua potabile. Mentre 
nel locale vicino alla Basilica di S. Gabriele, la doccia era poco 
funzionante e senza scaldabagno, non aveva l’infermeria e la cucina non 
garantiva i pasti per tutti gli internati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel
 settembre 1942, due internati, Yu King e Ko Schon Tchon, vennero 
rinchiusi in camera di sicurezza con l’accusa di aver fomentato, tra gli
 internati, risentimento contro il confidente del direttore Fung Sin 
Tcheon. In seguito all’accaduto, gli internati si accusarono 
reciprocamente di aver fatto la spia e, il 28 settembre, scoppiò una 
rissa che coinvolse dodici internati, i quali vennero arrestati e 
portati nelle carceri di Tossicia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Insieme
 agli internati cinesi c’era Padre Antonio Tchang, dei Minori 
conventuali, che, nel maggio 1941, era stato inviato dalla Santa Sede al
 campo di concentramento di Tossicia per convertire al cattolicesimo i 
cinesi. Il 18 settembre, il reverendo venne aggredito da tre internati, i
 quali, insieme ad altri nove che avevano manifestato idee ostili contro
 lui, vennero trasferiti, il 21 ottobre successivo, al campo di 
Ferramonti (Cosenza).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel 
marzo 1943 il campo era sovraffollato, infatti, nel dormitorio dei Padri
 Passionisti, erano presenti 80 internati, rispetto ai 75 previsti, e 
nell’ex albergo 66 invece di 60.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dopo l’arrivo di un altro cinese, fino all’ottobre 1943, saranno 147 gli internati presenti nel campo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 26 ottobre 1943, 102 internati vennero trasferiti in altri campi dai 
tedeschi. Il 27 novembre successivo altri 42 internati vengono prelevati
 insieme al materiale di casermaggio, e trasportati dalle autorità 
germaniche verso nord.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il 
campo rimase vuoto per alcuni giorni, ma, all’inizio del 1944, altri 
cinesi vengono inviati nel campo di concentramento di Isola del Gran 
Sasso e, in 99 vi rimarranno internati fino ai primi di giugno, quando 
l’intera zona verrà liberata dagli alleati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;2.13. Il campo di concentramento di Nereto.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 campo di concentramento di Nereto era composto da tre edifici. Due di 
essi, la casa di Silvio Santoni in viale Vittorio Veneto e il secondo 
piano della casa di proprietà di Carmine Lupini in vicolo Scarfoglio, 
vennero istituiti nel giugno 1940, mentre il fabbricato di proprietà del
 consorzio agrario, detto &quot;palazzo bacologico&quot; in viale Roma, nel 
settembre successivo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La 
direzione del campo venne affidata, dal 1 luglio 1940, a Mario Marzi, 
Segretario della Sezione di Nereto dell’Istituto fascista di cultura e, 
dal 31 giugno 1941 a Pasquale di Pietro, Commissario Prefettizio e dal 
gennaio 1943 Podestà del comune.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Per
 la sorveglianza, nella casa di proprietà dei Santoni e nell’edificio in
 viale Vittorio Veneto, erano stati creati dei posti fissi di RR.CC. in 
due case vicine con un carabiniere per parte, al consorzio agrario, 
invece, la vigilanza era assicurata da una guardia municipale. 
Dell’assistenza sanitaria agli internati, nei primi due anni, se ne 
occupò il Dr. Bruno Marsili e in seguito il Dr. Salutanzi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;I
 primi internati, arrivarono nel luglio 1940 e vennero sistemati nella 
casa dei Santoni. Alla fine dello stesso mese, il campo di Nereto 
contava 28 internati, in maggioranza ebrei tedeschi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel
 corso del 1940 il campo di concentramento di Nereto, pur avendo una 
capienza complessiva di 160 posti, venne poco utilizzato, e anche 
all’inizio del 1941 gli internati presenti non superarono le 60 unità.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Verso
 la fine del 1941, gli internati presenti nel campo erano circa 100 e 
nei primi mesi del 1942, dopo alcuni trasferimenti, scesero a 85.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’Ispettore
 Generale Medico, nell’aprile 1942, in una relazione al Ministero 
dell’Interno sulla situazione dei campi di concentramento abruzzesi, 
denunciava che quello di Nereto, nella &quot;casa in vicolo Scarfoglio n. 4&quot;,
 si trovava senza docce e senza infermeria ed era occupata da &quot;16 
israeliti, uomini, di varie nazionalità ma in maggioranza tedeschi&quot;. 
Invece la &quot;casa privata in viale Vittorio Veneto n. 39&quot;, dove vi erano 
internati &quot;50 ebrei tedeschi e polacchi&quot;, era l’unico, dei tre edifici, 
in ottimo stato, e l’unico &quot;che abbia un bagno a doccia, costruito 
appositamente (a spese di un internato)&quot;. Nel palazzo del consorzio 
agrario, dove si contavano 30 internati in maggioranza ebrei polacchi, 
il campo era stato allestito nei magazzini del consorzio &quot;in locali del 
tutto inidonei e umidi a pianterreno e aggravati dal fatto che gli 
internati non possono menomamente uscire un po&#39; come negli altri campi&quot;.
 In quest’ultimo edificio, era &quot;stata adattata una cucina, e un 
refettorio sotto un porticato aperto, in quanto gli internati mangiano 
tutti dentro&quot;, non c’era l’infermeria e &quot;in una latrina è stata 
applicata un annaffiatoio a doccia senza scaldabagno&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dopo
 che la Direzione Generale della Sanità Pubblica più volte aveva 
richiesto, al Ministero dell’Interno, la costruzione delle docce e 
dell’infermeria nel campo di Nereto, nel settembre 1942, il Ministero 
dispose che venissero realizzate.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nello
 stesso periodo il direttore del campo, Di Pietro, aveva emanato delle 
disposizioni per delimitare il percorso consentito agli internati per la
 passeggiata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nell’agosto 
precedente, a sovraintendere il campo di Nereto, era stato nominato il 
Commissario Francesco Alongi, direttore del campo di Corropoli. Quando, 
nel 1943, il direttore Di Pietro divenne Podestà del paese, e il 
segretario comunale Nicola Lucidi, che di fatto dirigeva il campo, venne
 richiamato alle armi, il Commissario Alongi passò a dirigere il campo 
di concentramento di Nereto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nell’agosto 1942, dopo l’arrivo di sedici internati da Capodistria, il campo raggiunse le 145 presenze.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 24 marzo 1943, vennero arrestati, &quot;per non aver osservato il 
regolamento del campo, che fa assoluto divieto agli internati di parlare
 di politica&quot;, quattro internati slavi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 5 maggio successivo, il Ministero dell’Interno aveva disposto il 
trasferimento di tutti gli internati di Nereto a Ferramonti (Cosenza) e 
quelli di Tortoreto a Nereto. Alcuni giorni dopo il Ministero, con un 
telegramma, revocò la decisione precedentemente presa, e, i 156 
internati, in maggioranza ebrei tedeschi, rimasero al campo di 
concentramento di Nereto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’Ispettore
 Generale Rosati, il 27 agosto 1943, in seguito ad un’ispezione della 
Croce Rossa Internazionale al campo, riferiva al Ministero dell’Interno 
che gli internati non si erano lamentati del trattamento al quale erano 
sottoposti. L’unico inconveniente secondo l’Ispettore, era rappresentato
 dalla disagevole condizione di cinque internati costretti a dormire per
 terra per insufficienza di brande. Per ovviare a questa carenza, 
l’Ispettore Rosati e il direttore del campo avevano scelto cinque 
internati, &quot;fra i migliori e ben conosciuti per la loro condotta, indole
 e sentimenti politici&quot;, autorizzandoli, sotto stretta sorveglianza dei 
carabinieri, a dormire in un albergo del paese.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 13 settembre 1943, dodici internati, di nazionalità jugoslava, riescono
 ad evadere dal campo con cinque moschetti, prelevati nella caserma dei 
carabinieri di Nereto. I fuggitivi, però nel pomeriggio dello stesso 
giorno, vennero arrestati e riportati al campo mentre dirigevano verso 
Ascoli Piceno. Interrogati dai carabinieri, sul perché del loro gesto, 
risposero di essersi allontanati per &quot;combattere contro i tedeschi&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 4 dicembre successivo, il consorzio agrario venne occupato dalle truppe
 tedesche e gli internati, che lì si trovavano, trasferiti, in parte 
negli altri due edifici e in parte in alcune case di contadini.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nello
 stesso mese, il direttore del campo di Nereto, Alongi, venne richiamato
 in servizio presso la Questura di Teramo e, al suo posto, il Ministero 
dell’Interno nominò il Commissario Capo di P.S. Attilio Capurro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La
 polizia tedesca, il 21 dicembre, &quot;ingiunse al funzionario della polizia
 Repubblicana, di consegnare entro le 8 tutti gli internati ebrei ivi 
esistenti&quot;. Alle ore 16 dello stesso giorno, il nuovo direttore dispose 
che tutti gli internati si sarebbero dovuti riunire nell’edificio di 
viale Vittorio Veneto, col pretesto di fare alcune raccomandazioni. Gli 
internati, dopo essersi recati nel posto stabilito, vennero circondati 
da 12 carabinieri, e il giorno seguente, &quot;alle ore 8 n. 61 internati 
sono stati ritirati dalla polizia tedesca&quot;. In seguito a questo 
episodio, il 27 dicembre, sette internati evasero dal campo dirigendosi 
verso &quot;ignota direzione&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Gli
 internati rimasti a Nereto, nel gennaio 1944, vissero in condizioni al 
limite della sopravvivenza: le razioni alimentari furono dimezzate, i 
locali che li ospitavano erano senza vetri, luce e acqua,.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 1 febbraio 1944, come riferiva il Capo della Provincia di Teramo, il 
campo venne chiuso per le &quot;sopraggiunte esigenze belliche&quot;. I 69 
internati ancora presenti come già detto, vennero trasferiti al campo di
 Corropoli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;2.14. Il campo di concentramento di Notaresco.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 campo di concentramento di Notaresco fu uno dei primi campi, della 
provincia di Teramo, ad essere allestito e a ricevere i primi internati.
 Era composto da due edifici: il fabbricato di proprietà dei Marchesi De
 Vincenzi - Mazzarosa in via Borgo n. 14, con 90 posti e la casa di 
Eligio Liberi (eredi Caruso), in via Giardino n. 14, con 41 posti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La
 direzione del campo, nei primi mesi, venne affidata al Commissario 
Prefettizio Cesare Forcella, coadiuvato dal segretario comunale Nicola 
Lucidi, che in seguito, come abbiamo visto, sarà impiegato al comune di 
Nereto dove si occuperà del locale campo di concentramento. Verso la 
fine del 1940, il direttore Forcella, ormai troppo anziano per adempiere
 tale compito, venne sostituito da Davide De Nigris, veterinario 
condotto che in seguito sarà nominato Podestà di Notaresco.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Per
 garantire la sorveglianza, in una casa vicina all’edificio De Vincenzi,
 venne istituito un posto fisso di RR.CC., mentre per la casa di Eligio 
Liberi, il servizio di vigilanza, veniva adempiuto dagli stessi 
carabinieri della locale stazione, la quale si trovava nella stessa via.
 L’asistenza sanitaria agli internati veniva effettuata dal Dr. Ulisse 
Pirocchi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il 13 luglio, 
subito dopo l’arrivo dei primi internati, il direttore, Forcella, 
comunicò le norme generali a cui questi dovevano sottostare: nove 
disposizioni, che, oltre a ribadire le norme valide per tutti i campi 
(divieto di interessarsi di politica, di leggere libri, giornali e 
riviste italiane, divieto di avere contatti con la popolazione locale 
ecc....), regolavano la vita nel campo, in particolare la quinta 
delimitava gli spazi percorribili dagli internati durante il giorno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 campo, il 31 luglio 1940, contava già 55 internati, quasi tutti ebrei e
 di varie nazionalità (tedesca, russa, polacca, italiana, cecoslovacca, 
palestinese e ungherese) e apolidi, nell’agosto successivo, raggiunse le
 96 presenze.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il 24 agosto, 
l’internato Friedrich Grunnfeld venne ricoverato all’ospedale di Teramo 
perché affetto da poliomenite anteriore. I seguito a questo caso, il 
Prefetto di Teramo dispose &quot;una vigilanza per una quindicina di giorni 
di tutto il gruppo convivente con l’infermo&quot;, in modo che non venissero a
 contatto con la popolazione locale. Il Ministro dell’Interno Bocchini, 
per evitare possibili contagi, sospese, il 1 settembre successivo, 
l’invio di altri internati al campo di concentramento di Notaresco.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nell’ottobre
 1940 alcuni internati vennero trasferiti, e le presenze diminuirono a 
circa 80. Verso la fine dell’anno gli spostamenti continuarono, e l’11 
gennaio 1941, a Notaresco erano 68 gli internati presenti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel
 corso del 1941, le presenze nel campo ebbero un andamento altalenante, 
infatti si passa dalle settanta presenze nel gennaio, alle quarantuno 
nel maggio successivo, a trentasei nel giugno-luglio, per poi aumentare a
 sessantasette alla fine dell’anno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nell’aprile
 1942, l’Ispettore Generale Medico riferiva al Ministero dell’Interno 
che in entrambi gli edifici, al campo di Notaresco, mancava 
l’infermeria, e la doccia, senza scaldabagno, era stata improvvisata. 
L’Ispettore, inoltre, riferiva che gli internati &quot;prendono i loro pasti 
in trattorie del paese&quot;, e, infine, denunciava la necessità che &quot;la 
vaccinazione antitifica, praticata sei mesi or sono&quot;, fosse al più 
presto ripetuta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nello stesso periodo, arrivarono alcuni partigiani e favoreggiatori di partigiani, istriani e dalmati, e qualche sloveno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;I
 posti disponibili nel campo, nel 1942, a causa della costruzione di 
servizi igienici, erano stati diminuiti a 96. Il 9 agosto dello stesso 
anno, si registra la presenza di tre internati appartenenti alla &quot;setta 
religiosa Teosofia. Il 28 successivo, dopo l’arrivo di undici internati,
 il campo di Notaresco raggiunse le 99 presenze con tre internati in 
più.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel 1943, i posti a 
disposizione nel campo risultavano 70, perché in un locale si era 
finalmente approntata l’infermeria. Nonostante ciò, il Ministero 
dell’Interno, a Notaresco, continuò ad inviare internati e fino al 
luglio 1943 il campo rimase sovraffollato&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;. 
Nell’agosto successivo, per la presenza di cimici, alcuni locali vennero
 sgomberati e gli internati diminuirono intorno alle 70 presenze.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nell’autunno 1943, dopo che numerosi internati lasciarono il campo, ne rimasero a Notaresco 21.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel gennaio 1944, il direttore De Nigris venne sostituito dall’avvocato Domenico Rotini, e le presenze nel campo scesero a 5.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nell’aprile
 seguente, il Questore di Teramo Alberto Zardo dispose che tutti gli 
internati di Notaresco venissero trasferiti al campo di Corropoli. Ma, i
 due internati ancora presenti non vennero trasferiti perché avevano 
chiesto di rimanere a Notaresco come liberi internati per fare i lavori 
agricoli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il campo di 
Notaresco, nonostante fosse oramai prossimo alla chiusura, continuò a 
registrare la presenza di 5 internati fino al giugno 1944.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;2.15. I campi di concentramento di Tortoreto Stazione (Alba Adriatica) e Tortoreto Alto.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;A
 Tortoreto il campo di concentramento era stato allestito in due edifici
 distanti, l’uno dall’altro, circa sette chilometri: uno di essi, la 
villa di proprietà di Francesco Tonelli, si trovava a Tortoreto Stazione
 (l’attuale Alba Adriatica), sulla via statale Pescara-Ancona a trecento
 metri dalla stazione ferroviaria, mentre l’altro, un vecchio fabbricato
 di proprietà di Nicola De Fabritiis, si trovava a Tortoreto Alto in 
piazza della Concordia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La 
direzione del campo di Tortoreto, come per altri campi composti da più 
edifici, fu unica, anche se con notevoli difficoltà di gestione, dovuta 
alla distanza dei due fabbricati. All’inizio, a Tortoreto, per la 
mancanza sia del Podestà che del Commissario prefettizio, il campo 
rimase senza direttore. In seguito, nell’agosto 1940, il Ministero 
dell’Interno inviò a dirigere il campo, il Vice Commissario Vito Lillo, 
sostituito nel 1941 dal Vice Commissario Pietro Castro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La
 vigilanza, all’edificio di Tortoreto Stazione, era garantita da un 
appuntato e da quattro carabinieri della locale caserma, in quello di 
Tortoreto Alto, invece, da due agenti di P.S. che alloggiavano in un 
locale vicino al campo. L’assistenza sanitaria, agli internati della 
villa Tonelli era affidata al Dott. Nicola De Santis, a quelli che si 
trovavano nel fabbricato di proprietà del sig. De Fabritiis al Dott. 
Ercole Tolò. In seguito, ad occuparsi delle condizioni mediche di tutti 
gli internati, sarà il Dott. Falò, Ufficiale Sanitario del comune.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel
 luglio 1940 la ditta Montuori terminò l’allestimento del casermaggio 
per 115 posti complessivi. I primi 8 internati, tutti ebrei di varie 
nazionalità (ceca, tedesca, polacca e italiana), arrivarono verso la 
fine dello stesso mese.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il 
15 settembre, il campo di concentramento di Tortoreto contava 103 
internati, quasi tutti ebrei tedeschi. I quali, in 25 erano internati 
nell’edificio di Tortoreto Alto, e in 78 in quello di Tortoreto 
Stazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La villa Tonelli, 
nell’autunno del 1940, subì alcuni lavori di adattamento, in particolare
 la costruzione della fognatura e dei servizi igienici. Per approntare 
tali strutture i posti disponibili nel campo diminuirono a 105.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel
 1941, dopo alcuni trasferimenti avvenuti all’inizio dell’anno, gli 
internati presenti saranno 79, quasi tutti ebrei tedeschi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 28 aprile 1941, gli internati di Tortoreto inviarono al &quot;Duce&quot;, per 
ringraziarlo dell’aumento del sussidio giornaliero, due disegni, il 
primo riproduceva la &quot;Villa Tonelli&quot; e il secondo la &quot;Torre 
dell’orologio&quot; di Tortoreto Alto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nell’aprile dell’anno successivo, l’Ispettore Generale Medico descriveva il campo di Tortoreto Alto&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;senza
 acqua corrente per insufficienza della pressione (acquedotto del 
ruzzo). Ospita 24 israeliti, uomini in maggioranza tedeschi internati da
 quasi due anni. Vi è un ambiente per l’infermeria; occorrerebbe 
impiantarvi una doccia con scaldabagno. Per mangiare gli internati si 
recano nelle trattorie del paese. Per lavare le biancherie si danno a 
lavandaie del paese.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Lo stesso Ispettore descriveva anche quello di Tortoreto Stazione:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;ospita
 51 israeliti, in maggioranza tedeschi e polacchi. Vi è una cucina e 
refettorio, perché gli internati mengiano dentro. Vi è infermaria con 
tre letti. Manca un impianto doccia con relativo scaldabagno. 
L’approvvigionamento idrico è dato da pozzi come nel resto dell’abitato.
 Lo smaltimento dei liquami avvieni in pozzi neri.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;All’inizio
 del 1942, il direttore Castro venne sostituito dal Commissario Aggiunto
 Umberto Nardi, che a sua volta, nel corso dello stesso anno, sarà 
rimpiazzato dal Commissario Aggiunto Filiberto De Raffaele.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Verso
 al fine dello stesso anno, il campo, con 111 internati, era 
sovraffollato e solo nel febbraio 1943 il numero degli internati 
presenti diminuì a 97.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel 
marzo 1943, essendoci nelle vicinanze del campo di Tortoreto Stazione un
 aereoscalo di fortuna, il maresciallo dell’areonautica, Giovanni 
Santilli, dopo un ispezione al campo, riteneva villa Tonelli idonea ad 
essere adibita a scuola di pilotaggio. Successivamente, visto che la 
zona costiera abruzzese era diventata importante dal punto di vista 
bellico, le autorità militari chiesero più volte, al Ministero 
dell’Interno, che la villa venisse utilizzata per scopi militari. 
Contemporaneamente, alla prefettura e alla questura di Teramo, 
arrivarono numerose lettere, con le quali si chiedeva&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;il
 trasferimento degli internati di Tortoreto, in località non costiera, 
perché non essendo la Villa Tonelli recintata e sufficientemente 
vigilata da carabinieri ed agenti, poteva riuscire facile agli 
internati, avere contatto con elementi al soldo del nemico, e compiere 
atti di sabotaggio, specie sulla ferrovia poco distante dal campo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 5 maggio 1943, viste le preoccupazioni delle autorità militari su 
possibili sabotaggi e attività di spionaggio da parte degli internati di
 Tortoreto, il Ministero dell’Interno dispose che il campo venisse 
sgomberato per poi essere utilizzato per l’internamento di uomini 
responsabili di infrazioni annonarie.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nell’estate
 dello stesso anno, i circa 90 internati presenti (ebrei di varie 
nazionalità e slavi) vennero trasferiti in altri campi. Dopo questo 
trasferimento, il campo di concentramento di Tortoreto per alcuni giorni
 rimase vuoto; in seguito, nel luglio 1943, solo l’edificio di Tortoreto
 Alto tornò ad essere occupato da 12 internati, italiani che avevano 
commesso delle infrazioni annonarie.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel
 frattempo, poichè il direttore De Raffaele, il 12 luglio, era stato 
richiamato dalla questura di Teramo, la direzione del campo venne 
affidata temporaneamente al podestà di Tortoreto. Nell’agosto 
successivo, il Ministero dell’Interno inviò a dirigere il campo, il Capo
 di P.S. Attilio Capurro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 3 settembre 1943, erano 8 gli internati presenti nel campo di Tortoreto
 Alto, nel novembre successivo, solo due internati, italiani che avevano
 commesso reati annonari, rimasero nel campo. Il 6 dello stesso mese, il
 Ministero dell’Interno dispose la chiusura del campo e il trasferimento
 al campo di Corropoli dei due internati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;2.16. Gli zingari internati nel campo di concentramento di Tossicia.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 campo di concentramento di Tossicia fu il campo, tra quelli istituiti 
in provincia di Teramo, con le maggiori carenze igienico sanitarie. Gli 
internati a Tossicia furono costretti a vivere in condizioni disumane. 
Il campo, per tutto il periodo nel quale rimase aperto, malgrado le 
varie denuncie sul suo stato da parte degli Ispettori Generali e della 
Croce Rossa, non subì nessuna opera di ristrutturazione o di 
allestimento di strutture che ne migliorassero l’abitabilità.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 campo di Tossicia era composto da tre stabili. Due di essi, quello di 
proprietà di Giulio De Fabii e di Francesco Mattei e quello di proprietà
 dell’avvocato Domenico Mirti, entrambi in piazza Regina Margherita, 
vennero adibiti a campo di concentramento nel giugno 1940. Mentre i 
locali di proprietà di Alfredo Di Marco vennero presi in affitto, dal 
Ministero dell’Interno, solo nel novembre 1941.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 campo venne diretto fino alla sua chiusura dal podestà Nicola Palumbi, 
coadiuvato dal vice podestà Mario Franceschini e dal segretario comunale
 Michele Marano&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La
 vigilanza era garantita dal maresciallo e dai quattro carabinieri della
 locale stazione, che si trovava a circa cinquanta metri dai primi due 
edifici&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dell’assistenza sanitaria agli internati se ne occupava il Dott. Giovanni Palumbi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;I
 primi internati arrivarono a Tossicia nell’agosto 1940, ed erano quasi 
tutti ebrei tedeschi. Il 16 settembre, dopo l’arrivo di alcuni cinesi, 
il campo raggiunse le 27 presenze. Nel mese successivo altri cinesi 
vennero inviati, dal Ministero dell’Interno, a Tossicia, e il campo , 
nel novembre 1940, risultava quasi interamente occupato da 112 
internati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La ditta 
Montuori, addetta al casermaggio del campo, aveva allestito 115 posti, 
invece dei 135 inizialmente preventivati. Anche con questa diminuzione, a
 detta del Dott. Palumbi e del tecnico della ditta, i posti letto 
allestiti, per la mancanza di spazio e per le condizioni dei locali, 
erano eccessivi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel corso del 1941, i pochi internati di nazionalità tedesca vennero trasferiti, ed a Tossicia rimasero solo i cinesi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 campo, nei primi mesi del 1942, risultava oramai completo, gli 
internati, costretti a vivere in poco spazio e in pessime condizioni 
igieniche, iniziarono a dare segni di insofferenza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’Ispettore Medico, nell’aprile 1942, descriveva &quot;casa Fabii&quot; in questo modo:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;ospita
 48 individui, con eccessivo affollamento per cui le brande sono 
contigue. La capacità sarebbe al massimo di una ventina di persone. La 
più parte mangia in casa per cui vi è la cucina che funzione anche da 
refettorio. Manca l’infermeria nonché il bagno. L’approvvigionamento 
idrico è dato dall’acquedotto del Ruzzo, ma nella casa la conduttura non
 funziona. Vi sono state costruite due latrine, naturalmente senz’acqua.
 Lo scarico dei liquami luridi avviene in pozzi neri i quali per 
insufficiente capacità traboccano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’Ispettore, nella relazione denunciava anche lo stato in cui si trovavano gli altri due edifici,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;casa
 Mirti, dove sono accumulati 69 individui anche qui con eccessivo 
affollamento. Il refettorio è senza finestra qui vi è acqua. Manca 
l’infermeria e il bagno. Anche qui i pozzi neri sono traboccanti. Casa 
di Marco, dove sono alloggiati 10 uomini anche qui manca l’acqua. la 
cucina è microscopica. La latrina primitiva. Non vi è infermeria ne 
doccia. Le biancherie vengono date a lavare a lavandaie del paese.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il 16 aprile 1942, sei cinesi, affetti da scabbia, vengono allontanati dal campo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Un mese dopo, come già precedentemente detto, i cinesi internati a Tossicia vengono trasferiti al campo di Isola del G. Sasso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;In
 seguito al trasferimento dei cinesi il campo rimase vuoto fino al 22 
giugno , quando arrivarono 35 zingari provenienti da Lubiana.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel luglio successivo altri zingari vennero inviati a Tossicia, e il campo, nell’autunno 1942, raggiugerà le 115 presenze.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Con
 i posti letto diminuiti a 86, poiché i locali Di Marco erano tenuti a 
disposizione per l’isolamento di malati infettivi, gli internati 
presenti nel campo erano pur sempre in sovrannumero.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Gli
 zingari erano composti da nuclei familiari in maggioranza appartenenti 
al gruppo Hudorovic (altri gruppi di minore consistenza: Levakovic, 
Brajdic, Rajhard e Malavac). Dall’agosto 1942 al settembre 1943, ben 9 
bambini nascono nel campo. Gli internati erano costretti a vivere in 
condizioni miserevoli, ammassati nei due fatiscenti edifici; alcuni di 
essi anche senza indumenti, dormivano per terra. Il mangiare era poco e 
razionato, con il sussidio governativo italiano insufficiente a sfamare 
tutti, riuscivano a sopravvivere grazie al &lt;i&gt;manghel&lt;/i&gt; (mendicare) delle donne più anziane nei paesi limitrofi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’Ispettore
 Generale di P.S., Nicola Lorito, il 3 settembre 1943, riferiva, al 
Ministero dell’Interno, che nel campo di Tossicia, &quot;si trovano 116 
internati componenti famiglie di zingari. Sono molto incuranti delle 
normali esigenze di vita, usi e costumi; nel complesso sono disciplinati
 e rispettosi, ma smaniosi di libertà&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 26 settembre successivo, i carabinieri di Tossicia comunicavano al 
podestà, direttore del campo, che &quot;gli internati zingari del locale 
campo in n. 118, compresi bambini e donne, approfittando della mancanza 
totale di illuminazione anche nelle private abitazioni, di un forte 
vento e del tempo piovigginoso, alla chetichella, senza far rumore 
alcuno, privi di scarpe, si sono allontanati per ignota destinazione&quot;. 
La lettera dei carabinieri aggiungeva, in oltre, che &quot;i predetti, si 
vuole che si siano diretti verso Bosco Martese, essendo essi venuti a 
conoscenza nella giornata di ieri; che ivi, vi era concentramento di 
fuggiaschi, dato che simili dicerie circolano nel paese&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dopo
 l’evasione degli zingari il campo rimase inutilizzata; successivamente,
 nel dicembre 1943, parte del casermaggio venne adibita ad alloggio per 
gli sfollati provenienti da Napoli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;CAPITOLO III&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;img _cke_real_element_type=&quot;anchor&quot; _cke_real_node_type=&quot;1&quot; _cke_realelement=&quot;%3Ca%20name%3D%22gestione%22%20_cke_saved_name%3D%22gestione%22%3E%3C%2Fa%3E&quot; align=&quot;&quot; alt=&quot;Ancora&quot; class=&quot;cke_anchor&quot; src=&quot;http://www.splinder.com/editor/ckeditor341/images/spacer.gif?t=A8LE4JO&quot; /&gt;La gestione e la vita nei campi di Concentramento&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;3.1. Direzione e vigilanza dei campi di concentramento.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La
 direzione dei campi di concentramento abruzzesi venne affidata, come 
abbiamo visto, a Commissari (vice o aggiunti) di P.S. oppure ai podestà 
dei paesi dove i campi erano stati istituiti. Il loro principale ruolo, 
oltre a quello di amministrare il campo, era quello di far rispettare le
 disposizioni previste per gli internati, avevano, inoltre, il compito 
di segnalare alle prefetture eventuali lavori per la manutenzione dei 
campi, di redigere un regolamento interno del campo e mantenere 
aggiornate l’elenco delle presenze, di pagare i sussidi inviati dal 
Ministero dell’Interno, controllare i pacchi e la corrispondenza che 
arrivavano nel campo, denunciare agli organi competenti eventuali 
infrazioni o irregolarità da parte degli internati e punire quelli più 
indisciplinati. A proposito delle punizioni che i direttori potevano 
infliggere, Maria Eisenstein nel suo diario scriveva che essi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;possono
 fare, quando vogliono, mille cose, senza motivi seri. Basta che gonfino
 una sciocchezza: ecco tutto. Astraendo dalle punizioni gravi come il 
carcere, le isole, il campo di rigore, ci sono quelle leggere, più che 
altro seccanti: proibizione di uscire dalla casa, sospensione dei 
permessi per recarsi in città, ecc.. Però ci sono anche le punizioni 
private non ufficiali, che sono le più odiose: la posta non ci viene 
consegnata per delle settimane - e qui dentro si vive per la posta - 
cicchetti perché fumiamo - le donne oneste non fumano! - perché leggiamo
 - fate la calza o qualche altro lavoro utile! - perché ci mettiamo la 
cipria - volete conquistare un carabiniere? - perché siamo in ritardo 
all’appello o alla mensa - perché parliamo con le donne di servizio - 
perché siamo, insomma. Sì, perché &lt;i&gt;siamo&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 comportamento dei direttori, a seconda dei campi, fu differente. Nei 
campi di Istonio, Tollo, Città S. Angelo, Civitella, Corropoli e 
Tossicia, il regolamento venne applicato in modo più rigido e concessa 
meno libertà agli internati, il che può essere attribuito, in alcuni 
casi, alla &quot;maggiore pericolosità degli internati&quot;, in altri, 
semplicemente alla severità dei singoli direttori.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Spesso
 questi ultimi venivano sostituiti dal Ministero dell’Interno, perché 
ritenuti dagli Ispettori Generali poco idonei a dirigere determinati 
campi oppure trasferiti su loro stessa richiesta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Per
 la sorveglianza, era previsto che in tutti i campi bisognasse istituire
 un posto fisso di RR.CC., questo non avvenne per tutti i campi 
abruzzesi, quando erano situati vicino la caserma dei carabinieri 
oppure, quando per ragioni di spazio, era difficile creare il posto 
fisso all’interno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;I 
carabinieri nei campi di Istonio, Città S. Angelo, Civitella del Tronto e
 Tortoreto Alto, vennero affiancati, nel servizio di vigilanza, da due 
agenti di P.S..&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Gli addetti 
alla sorveglianza dovevano montare la guardia giorno e notte agli 
edifici adibiti a campi di concentramento, controllare il rispetto del 
regolamento vigente nel campo, in caso di infrazioni redigere al 
direttore il rapporto sull’accaduto e fare l’appello al mattino, a 
mezzogiorno e la sera.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Compito
 dei carabinieri e degli agenti di P.S. era anche quello di 
accompagnare, durante i vari trasferimenti, gli internati, che spesso 
venivano tenuti, durante il tragitto, con i &quot;ferri ai polsi&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Alla
 stazione ferroviaria di Giulianova vennero inviati &quot;un funzionario e 
due agenti in divisa con ordine di presenziare tutti i treni in arrivo 
per ricevere internandi&quot;. Appena arrivati a Giulianova, gli internati 
erano &quot;raccolti&quot; nei locali dell’albergo Kursall per poi essere smistati
 nei campi della provincia di Teramo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;3.2. L’alimentazione.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 Ministero dell’Interno, con un telegramma inviato il 30 maggio 1940 ai 
Prefetti delle province dove dovevano essere istituiti i campi di 
concentramento, ordinò di &quot;predisporre accordo autorità locali anche 
servizi approvvigionamento viveri e mezzi di confezione vivande&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;I
 Prefetti abruzzesi stipularono accordi con trattorie, esercizi 
alimentari e con qualche contadino, per assicurare l’approvvigionamento 
alimentare. Una volta contattati i fornitori gli internati acquistavano,
 utilizzando gran parte del loro sussidio governativo, i viveri 
necessari.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Le internate di 
Lanciano acquistavano i generi alimentari dalle contadine del luogo, che
 spesso, approfittando dello stato di necessità nel quale si trovavano, 
aumentavano i prezzi. Questo provocava le loro lamentele:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;paghiamo
 alle contadine prezzi superiori a quelli che sono use ottenere sul 
mercato, non ci vendono le loro mercanzie. Inutilmente spieghiamo a 
queste donne che risparmiamo loro un quarto d’ora di cammino all’andata e
 uno al ritorno e il tempo di vendere al mercato stesso, nonostante la 
concorrenza. E’ come parlare al muro. Ci credono molto ricche, perché 
parecchie di noi si vestono molto bene e, comunque, in maniera 
cittadina: anche se fingono di credere alle nostre proteste di libertà e
 ai nostri giuramenti, quando si tratta di pagare, dobbiamo dare più 
delle persone libere. Le persone libere intanto, si sono lamentate più 
volte con le autorità politiche e municipali perché noi internate 
roviniamo la piazza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nei
 campi dove fu possibile, venne approntata una mensa comune, che veniva 
gestita, quasi sempre, dagli stessi internati, i pasti venivano 
consumati all’interno del campo e tutti contribuivano all’acquisto dei 
viveri. Di solito, nei primi mesi del 1940, la direzione dei campi 
tratteneva 5,5 lire del sussidio giornaliero per acquistare i generi 
alimentari. Nel corso della guerra i soldi che gli internati dovevano 
versare per il vitto aumentò considerevolmente; in più gli internati del
 campo di Corropoli, nel 1942, davano 6,50 lire al giorno al fornitore. 
Nel novembre dello stesso anno il direttore, per avere un miglioramento 
quantitativo delle razioni, decise di portare a 7 lire la quota da 
versare, e a ciascun internato veniva corrisposto&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;al
 mattino un quarto di latte misto a surrogato; al mezzogiorno ad un 
piatto di minestra di circa 300 grammi composto di pasta e patate o 
pasta, patate e fagioli; di un secondo composto di 100 grammi di carne 
quanto il mercato ne è provvisto, di verdura e frutta fresca in misura 
di 150 o 200 grammi, ovvero di 60 grammi di formaggio o di 70 di 
marmellata, e di 150 grammi di pane. nelle 7 lire sono compresi i 
condimenti e la legna per cucinare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 trattamento alimentare previsto non venne sempre rispettato dal 
fornitore, e a Corropoli, come in altri campi, si verificarono diversi 
episodi di borsa nera&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nei 
campi dove non fu possibile approntare una mensa comune, gli internati 
consumavano i pasti nelle locali trattorie oppure, come accadde a Isola 
del Gran Sasso, presso alcune famiglie, che, in cambio di denaro, 
cucinavano anche per alcuni di loro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel campo di Nereto&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;gli
 internati che non dispongono di mezzi diversi dal sussidio governativo,
 fanno cucina comune: mangiano una minestra il mattino, un’altra la 
sera, e un pezzo di pane ‘integrale’ prelevato con la carta annonaria 
individuale. I facoltosi (si fa per dire) cioè coloro che ricevono 
soccorsi in denaro da parenti ed amici ‘ariani’, hanno l’autorizzazione 
di prendere i pasti, alla presenza dei Carabinieri, comandati a 
sorvergliarli, nelle trattorie di Laura Fagotti, Teresa Di Gaetano, 
Giulia De Gregoris: anche qui il nutrimento consiste nel piatto di 
minestra a pranzo e a cena e nei duecento, poi centocinquanta, grammi di
 pane della tessera. Ma ogni tre quattro giorni, la tavola di questi 
‘privilegiati’ è allietata da un ‘pezzo di carne di castrato’. Il tutto 
per una lira a coperto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel 
prendere in considerazione il trattamento alimentare degli internati nei
 campi abruzzesi, bisogna tenere presente che in una situazione di 
economia di guerra per tutti, sia liberi che internati, era difficile 
riuscire a sfuggire alla fame. Nel 1942, con l’inasprirsi della guerra, 
gli internati avevano maggiori difficoltà a reperire cibo e ciò 
provocava malcontento e proteste, le quali, dopo numerose denuncie da 
parte anche della Croce Rossa, portarono, il 29 marzo 1943, il Ministero
 della Guerra e quello dell’Agricoltura e Foreste ad emanare le 
disposizioni per il&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Symbol;&quot;&gt;· &lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;trattamento alimentare dei prigionieri di guerra e degli internati civili (rastrellati):&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;u&gt;internati in campi di concentramento nel Regno&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;u&gt;1°) -&lt;u&gt;protettivi&lt;/u&gt;:
 identico trattamento alimentare previsto dal tesseramento per la 
popolazione civile nella località ove a sede il campo di concentramento 
con l’integrazione di un assegno giornaliero di £.5 a testa, da 
destinarsi all’acquisto di generi di libero commercio con i quali 
integrare la razione viveri (verdura, frutta, vino, ecc.). Gli internati
 civili occupati in lavori hanno in oltre diritto alle stesse razioni 
supplementari previste per i lavoratori italiani a parità di condizioni 
di impiego.&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;u&gt;2°) -&lt;u&gt;repressivi&lt;/u&gt;:
 identico trattamento alimentare dei detenuti, con l’integrazione di un 
assegno giornaliero di £.2 a testa, da destinare all’acquisto di generi 
di libero commercio.&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;u&gt;3°) -&lt;u&gt;bambini ragazzi fino a 18 anni internati per protezione o per repressione&lt;/u&gt;: identico trattamento alimentare stabilito, a parità di età e di condizioni, per i bambini e i ragazzi italiani nel Regno.&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Per
 i &quot;campi di concentramento fuori dal Regno&quot;, era previsto che agli 
internati venisse somministrata la stessa quantità di generi alimentari 
che spettava alla popolazione civile del luogo. Coloro che si trovavano 
in &quot;particolari condizioni di salute, i quali non erano ricoverati in 
stabilimenti sanitari&quot; avevano &quot;diritto alle identiche razioni normali o
 supplementari previste per gli italiani nelle medesime condizioni&quot;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nonostante
 le nuove norme, la condizione alimentare degli internati nei campi 
abruzzesi nel 1943 divenne sempre più difficile. Il direttore del campo 
di Istonio, il 14 maggio 1943, lamentava che la ditta Molino, che 
gestiva la mensa, &quot;con i 315 chili di pasta e 60 di riso&quot; assegnati 
mensilmente dall’Ufficio Provinciale dell’Alimentazione, non riusciva a 
dare un minimo di minestra ai 154 internati presenti nel campo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nell’ultimo
 periodo in cui i campi rimasero aperti, in particolare quelli in 
provincia di Teramo, le condizioni di vita degli internati peggiorarono 
sensibilmente. I generi alimentari diventarono introvabili ed i prezzi 
proibitivi, specialmente per gli internati che, con le loro scarse 
risorse, erano costretti ad acquistare i viveri al mercato nero.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;3.3. Sussidi e assistenza.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Gli
 internati indigenti, ossia coloro che possedevano meno di 400 lire, 
avevano diritto ad un sussidio giornaliero, che era identico a quello 
previsto per i confinati politici: 6,50 lire agli uomini, 4 lire alle 
donne non sposate (altrimenti 1.10 lire), 0,55 lire per ogni figlio a 
carico, 50 lire quale indennità di alloggio agli internati &quot;liberi&quot;. 
Agli internati privi di mezzi, inoltre, veniva concessa una &quot;carta 
individuale d’abbigliamento&quot;, con la quale potevano richiedere i vestiti
 e le calzature, documentandone l’effettiva necessità, al Ministero 
dell’Interno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il sussidio 
governativo veniva quasi interamente utilizzato, dagli internati, per 
acquistare i generi alimentari e poco rimaneva per far fronte ad altre 
necessità: le stesse autorità lo identificavano, infatti, come &quot;sussidio
 di soccorso alimentare&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Con
 l’aumento dei prezzi e con la svalutazione della lira, il sussidio 
corrisposto inizialmente era insufficiente a garantire un livello 
accettabile di sussistenza, così nel corso della guerra venne aumentato.
 Il primo aumento si ebbe per il sussidio degli &quot;internati liberi&quot;; il 
28 ottobre 1940, il Ministero dell’Interno inviò a tutti i &quot;Prefetti del
 Regno&quot; un dispaccio telegrafico nel quale si faceva presente che&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 Duce ha disposto che sussidio ai familiari indigenti autorizzati da 
questo ministero a convivere con confinati politici o con internati sia 
portato, a decorrere dal 1° novembre p.v., seguente misura:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;£.
 due per la moglie, £. una per ogni figlio d’età inferiore a quindici 
anni et £. due per ogni figlio età superiore ai quindici anni et fino 
maggiore età. Ai figli di età maggiore va dovuta alcun sussidio salvo 
casi speciali da segnalare con singoli rapporti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Tale sussidio non est naturalmente dovuto ai familiari autorizzati convivere proprie spese con confinati aut internati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 1 maggio 1941, il sussidio venne portato a 8 lire per gli uomini, 4 
lire per le mogli, per i figli e i conviventi a carico maggiorenni, 
mentre per i figli e i conviventi minorenni 3 lire . Il 1 luglio 1944 il
 sussidio che spettava al capo famiglia era di 9 lire, 5 lire alle 
mogli, 4 lire per ogni figlio o familiare a carico, mentre le 50 lire 
mensili concesse per l’alloggio agli &quot;internati liberi&quot; rimase 
invariato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;All’ingresso nei 
campi il sussidio era corrisposto a tutti gli internati, ma in seguito, 
ad accertamenti da parte delle Prefetture, il suo mantenimento venne 
subordinato all’effettivo riscontro dello stato di indigenza, ed il 
provvedimento aveva efficacia retroattiva, tanto che, se tale stato non 
veniva riscontrato, le somme erogate dovevano essere restituite.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Questo
 portava gli internati in una situazione al limite della sussistenza, ma
 grazie agli aiuti di varie organizzazioni riuscivano a superare i 
periodi più difficili.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Gli 
ebrei, tramite la DELASEM (Delegazione Assistenza Emigrati Ebrei) di 
Genova e la &quot;Mensa dei Bambini&quot; di Milano, ricevevano assistenza 
economica, religiosa, medica e culturale. La Croce Rossa Italiana e 
Internazionale (quest’ultima, tramite il suo delegato in Italia Pierre 
Lambert) oltre a fornire assistenza, ispezionava i campi, accompagnato 
dall’Ispettore Generale Rosati, e denunciava i casi dove il trattato di 
Ginevra non veniva rispettato. Gli internati dei paesi nemici, 
specialmente inglesi e francesi, ricevevano aiuti dalla Delegazione 
Svizzera e dall’Ambasciata Americana. La Santa Sede, tramite i sacerdoti
 che curavano l’assistenza religiosa degli internati cattolici&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;, contribuì, in alcuni casi, a fornire mezzi ai più bisognosi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’assistenza
 sanitaria, come abbiamo visto precedentemente, veniva garantita dai 
medici condotti che effettuavano visite individuali e periodicamente 
visite generali.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;3.4. Condizioni igieniche e sanitarie.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Le
 condizioni igieniche e sanitarie dei campi abruzzesi, nella maggior 
parte dei casi, risultavano essere pessime. Questo era da ricondurre, 
soprattutto, allo stato degli edifici adibiti a campi di concentramento.
 I medici provinciali, addetti al controllo igienico e sanitario dei 
campi, la Croce Rossa Internazionale e gli Ispettori Generali, spesso 
denunciarono le carenze nelle quali questi si trovavano. In alcuni 
periodi, a causa del sovraffollamento, parte degli internati furono 
costretti a dormire per terra ammassati nelle camerate. Nonostante parte
 dei locali, quasi sempre umidi con gli infissi inadeguati, venissero 
riscaldati con delle stufe a legna, il freddo pungente nei mesi 
invernali, in particolare nei campi di Lama dei Peligni, 
Casoli,Civitella del Tronto, Isola del Gran Sasso e Tossicia, era 
insopportabile, e causò numerose malattie da raffreddamento (reumatismi,
 artriti, influenze e polmoniti). Oltre a queste, le malattie più 
ricorrenti, diagnosticate dai medici condotti, erano: tubercolosi, 
poliomenite, tifo, scabbia, amenorrea, dissenteria, imbarazzi gastrico 
febbrili, eternite acuta, blenoraggia e, specialmente nel campo 
femminile di Lanciano, minacce di aborto, esaurimento nervoso e attacchi
 isterici. Nel campo di Tollo, gli internati vennero messi in quarantena
 poichè infestati dai pidocchi. Nei casi di malattie più gravi, che non 
potevano essere curate nelle infermerie, allestite in quasi tutti i 
campi, gli internati venivano ricoverati nell’ospedale più vicino, 
mentre i &quot;folli&quot; erano portati nell’ospedale psichiatrico di Teramo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel
 1943, venne data la possibilità alla &quot;Commissione Medica Mista&quot;, che si
 occupava, in base all’art. 68 della Convenzione di Ginevra, dei 
prigionieri di guerra, di visitare gli internati civili di nazionalità 
inglese per l’eventuale rimpatrio. Nel settembre dello stesso anno per 
sei internati di Civitella, affetti da varie malattie croniche, la 
Commissione che diede parere positivo per il rimpatrio&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;In
 una circolare del Ministero dell’Interno, sul &quot;pagamento rette e 
spedalità per italiani e stranieri internati&quot;, dell’11 agosto 1940, si 
precisava che le spese ospedaliere &quot;per gli italiani internati, sono a 
carico dell’Ente che vi è tenuto per Legge&quot;, invece per gli stranieri 
sono a carico del Ministero dell’Interno, e le Prefetture nella cui 
giurisdizione si trovava l’internato, dovevano provvedere ad includere 
le spese sul rendiconto mensile che andava a gravare sul fondo speciale 
per i campi di concentramento. Agli indigenti, nel periodo del ricovero,
 non veniva corrisposto il sussidio. Le spese per i medicinali, 
all’inizio, salvo quelli destinati alle cure specialistiche (operazioni,
 analisi, protesi dentarie ecc.) che comportano un certo costo, erano a 
carico del Ministero dell’Interno. Successivamente, nella circolare del 
28 settembre 1941, lo stesso Ministero rettificò le precedenti 
disposizioni, prevedendo che&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;per
 quanto riguarda gli stranieri, dovranno essere poste a carico di questo
 Ministro le spese di cui oggetto soltanto quando si riferiscono a 
sudditi di paesi nemici internati nei campi di concentramento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Per
 gli altri stranieri ristretti nei campi di concentramento, come per 
quelli che si trovano nelle località d’internamento e per i 
connazionali, dovranno invece essere eseguiti i consueti accertamenti 
sulle loro condizioni economiche per stabilire se le spese in parola 
debbono o meno essere poste a carico dell’Erario.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Si
 conferma, infine, che a tutti i connazionali e stranieri, sia abbienti 
che indigenti, internati nei campi di concentramento debbono essere 
concessi gratuitamente i soccorsi d’urgenza;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;di
 conseguenza, gran parte degli internati che non erano sudditi di uno 
Stato nemico e non erano indigenti dovettero provvedere da soli alle 
spese per le cure mediche.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Un
 altro particolare disagio, per gli internati nei campi abruzzesi, era 
rappresentato dalla difficoltà di potersi curare le malattie dentarie, 
poiché, nelle maggior parte dei casi, dovevano pagare sia lo specialista
 che le spese del viaggio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;3.5. Corrispondenze Postali.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’arrivo
 della corrispondenza era per gli internati uno dei momenti più attesi. 
Il poter avere notizie dei familiari e dagli amici diventava uno dei 
pochi momenti che interrompevano la noia e l’isolamento su quello che 
accadeva al di fuori dal campo. A causa dei ripetuti spostamenti degli 
internati da un campo all’altro, la Croce Rossa Internazionale stentava a
 tenere sempre aggiornati i parenti sulla loro nuova destinazione e 
questo provocava, la dispersione delle lettere e dei pacchi inviati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La
 corrispondenza sia in arrivo che in partenza, venivano controllati dal 
direttore del campo oppure dal podestà. Nel revisionare i pacchi spesso i
 direttori e le direttrici ne approfittavano per prendere parte di 
quello che veniva spedito agli internati. Maria Eisenstein nel suo 
diario denunciava la direttrice, Maria Fusco Marfisi:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;non
 sappiamo se tutte derubino le internate come ha fatto la nostra 
specialmente fino all’arrivo del Commissario. Naturalmente non ha mai 
detto: datemi cinquanta lire, o frugato nelle nostre cose a nostra 
insaputa. Ma c’è l’affare dei pacchi, che è per lei una cuccagna. Molti 
di noi ricevono pacchi con viveri, sigarette, libri eccetera da amici o 
parenti in Italia. All’arrivo qui nel campo dobbiamo: a) dare due lire 
al fattorino della posta che ci porta i pacchi, benché le spese postali 
siano coperte dal mittente e noi preferiremmo caso mai andare noi stessi
 a ritirarli alla posta; b) assistere alla censura dei pacchi della 
Marfisi. Non si è ancora dato il caso che alla Marfisi non sia piaciuto 
qualcosa in ogni pacco. Dice subito: &quot;Che bello, questo formaggio, chi 
sa come è buono!&quot; o &quot;Guarda quante sigarette, queste sono la marca 
preferita da mio marito eccetera&quot; e noi paghiamo il tributo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Inizialmente
 la corrispondenza in partenza in lingua straniera degli internati nei 
campi abruzzesi, a causa della censura, veniva inviata all’ufficio 
statistica della locale Questura, dove fiduciari che conoscevano 
soprattutto l’inglese e il tedesco provvedevano alla traduzione. In 
seguito, con l’aumento degli internati e l’accresciuta diversità 
linguistica della corrispondenza, l’ufficio della Questura non riusciva a
 disimpegnare il servizio di revisione. Così, il Ministero dell’Interno,
 con una circolare, 3 agosto 1940, dispose che&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;sia
 soltanto permesso nella corrispondenza degli internati, l’uso delle 
lingue francese, inglese e tedesca. Qualora il Funzionario addetto non 
sia in grado di revisionare tale corrispondenza, le Questure potranno 
utilizzare gli interpreti che fanno parte delle Commissioni Provinciali 
di Censura. In mancanza degli interpreti, dovranno essere incaricate, 
per le traduzioni, persone di fiducia che abbiano buona conoscenza delle
 suddette lingue.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nonostante
 questi provvedimenti, l’enorme quantità di corrispondenza metteva in 
crisi l’intero sistema della censura postale. Il Presidente della 
Commissione Provinciale di Censura di Teramo, nel gennaio 1942, 
denunciava a causa della quantità di lettere e cartoline postali, circa 
50 al giorno, non si riusciva a smaltire la mole di lavoro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 20 gennaio 1942, vennero emanate dal Ministero dell’Interno le &quot;norme 
per corrispondenza pacchi e vaglia ad internati di guerra in Italia&quot;, da
 questo momento in poi la corrispondenza degli internati venne 
equiparata a quella dei prigionieri di guerra. In particolare, era 
previsto che le lettere e le cartoline dovevano essere scritte su 
apposito modulo, distribuito dalle autorità militari; nel caso &quot;non sono
 distribuiti moduli appositi le lettere devono essere scritte su carta 
leggera, ed incluse ugualmente in busta leggera senza fodera. Le lettere
 e le cartoline devono contenere non più di 24 righe di scrittura&quot;. 
Inoltre, non erano ammesse raccomandate o espressi, né l’avviso di 
ricevimento, e i pacchi non potevano superare i 5 chilogrammi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;In base a questa normativa venne disposto che&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;la
 franchigia postale viene concessa ai prigionieri di guerra ed agli 
internati civili a causa della guerra soltanto agli effetti della 
reciprocità di trattamento nei riguardi dei nostri prigionieri di guerra
 ed internati civili nei paesi nemici. Pertanto questo Ministero, 
sentito il Dicastero delle Comunicazioni, Dir.Gen.PP.TT., è venuto nella
 determinazione di mantenere ferme le vigenti disposizioni circa la 
concessione della franchigia postale soltanto agli internati civili a 
causa di guerra. A tali effetti si precisa che debbono ritenersi 
internati civili a causa di guerra gli stranieri sudditi dei seguenti 
Stati nemici: Inghilterra, Francia, Stati Uniti, Jugoslavia, Grecia, 
Panama, Guatemala, Costarica, Repubblica Domenicana, San Salvador, Cuba,
 Haiti, Honduras e Nicaragua. Tutti gli altri stranieri e connazionali 
debbono considerarsi internati per motivi di polizia e non debbono 
essere quindi ammessi alla franchigia postale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Con
 questa disposizione gli internati nei campi abruzzesi, di nazionalità 
tedesca, polacca, cinese, italiana e gli apolidi furono costretti a 
pagare la corrispondenza e i pacchi che intendevano inviare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;3.6. Lavoro e tempo libero.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’obbligo di lavorare&lt;b&gt;, &lt;/b&gt;per gli internati, all’inizio&lt;b&gt; &lt;/b&gt;non
 era previsto, anche se quelli che si trovavano in difficoltà economica 
cucinavano, pulivano i locali del campo e le latrine in cambio di 
qualche lira che gli veniva corrisposta da quelli più &quot;facoltosi&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il 5 luglio 1942, Il Ministero dell’Interno inviò una circolare alle &quot;Prefetture del Regno&quot;, nella quale si disponeva di&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;esaminare
 la possibilità, in relazione alle attitudini lavorative dei confinati 
ed internati d’impiantare, con le cautele del caso, piccoli laboratori 
per artigiani in modo da permettere agli internati e confinati stessi di
 potere dedicarsi a proficuo lavoro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Inoltre, la circolare precisava che&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;gli
 internati ebrei potranno naturalmente essere autorizzati ad occuparsi 
soltanto in lavori per i quali per le disposizioni vigenti non sussista 
divieto. Essi pertanto non potranno esercitare attività professionali 
vietata agli appartenenti alla razza ebraica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Gli
 altri internati ariani potranno esercitare la loro professione soltanto
 se nulla osti al riguardo da parte dei competenti organi sindacali.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Gli
 internati, tra sussidio giornaliero e salario, non potranno ricevere 
più di quanto percepisce la mano d’opera locale. Perciò il sussidio sarà
 ridotto o sospeso in modo che non superi il guadagno degli altri 
lavoratori.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Queste
 direttive, per quanto riguarda i campi abruzzesi, rimasero inattuate. 
Infatti le Prefetture di Chieti, Pescara e Teramo, risposero al 
Ministero che &quot;non vi è possibilità di istituire, nei comuni sedi di 
campi di concentramento in questa provincia, laboratori od officine per 
l’avviamento collettivo al lavoro degli internati&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’intento
 di rendere produttivi gli internati venne raggiunto nell’estate del 
1943, quando in &quot;occasione della mietitura nell’Agro Romano, in Puglia e
 Lucania&quot;, il Ministero delle Corporazioni richiese l’impiego di circa 
1.500 internati. Non tutti potevano essere utilizzati, erano esclusi gli
 &quot;elementi politicamente pericolosi&quot; e quelli che erano già impiegati in
 lavori agricoli. Le Prefetture abruzzesi stilarono gli elenchi degli 
internati &quot;idonei ai lavori agricoli&quot;, sia di quelli che si trovavano 
nei campi di concentramento, che di quelli stanziati nei comuni. Così, 
nel maggio 1943, circa duecento internati vennero inviati al &quot;lavoro di 
falciatura e mietitura nell’Agro Romano-Puglie e Lucania&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Verso
 la fine del 1943 e agli inizi del 1944, con l’occupazione tedesca, gran
 parte degli internati vennero impegnati a scavare trincee e costruire 
fortificazioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nei primi 
mesi di internamento le loro condizioni di vita migliorarono viste le 
scarse opportunità di lavoro, agli internati rimaneva un ampio margine 
di tempo libero, che spesso veniva impiegato con lunghe passeggiate al 
di fuori del campo, nei limiti previsti dal regolamento; e con il 
permesso del direttore, che si poteva ottenere dimostrandone la 
effettiva necessità, agli internati era concessa la possibilità di 
girovagare per il paese . In seguito tali &quot;libertà&quot; verranno concesse in
 misura sempre inferiore, a causa della crescente rigidità, 
nell’applicare il regolamento, da parte dei direttori&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Gli
 internati ebrei crearono all’interno dei campi delle piccole comunità, 
in particolare quelli di Civitella del Tronto, istituirono persino una 
scuola, dove, essendo gli internati raggruppati in famiglie 
anglo-libiche, oltre alla lingua inglese, si insegnava la lingua 
italiana e le altre materie delle classi elementari. La scuola era 
diretta da tre insegnanti che quotidianamente, riunivano tre gruppi di 
bambini delle famiglie anglo-libiche, per l’insegnamento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Le festività e i culti religiosi erano consentiti: per la pasqua ebraica in alcuni campi venne distribuito il pane azzimo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Tra
 gli internati di alcuni campi venne nominato il &quot;capo campo&quot;, che si 
faceva carico delle istanze da presentare al direttore , il quale spesso
 aveva il suo fiduciario che, in cambio di varie agevolazioni, lo 
informava delle attività che venivano svolte dagli internati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Ai
 campi era impedito l’ingresso ai non addetti e in modo assoluto a 
giornalisti e diplomatici. Familiari e amici potevano visitare gli 
internati solo se autorizzati dal Ministero dell’Interno. In caso di 
visita dei coniugi, gli internati potevano ottenere il permesso di 
passare la notte in un albergo o in una locanda del paese.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;In
 queste condizioni, il tempo passato all’interno del campo sembrava 
interminabile: &quot;ci aiutavamo reciprocamente nelle lunghe ore di forzato 
ozio , discutevamo di problemi politici, sociali e militari&quot;, molti lo 
occupavano leggendo i libri e i giornali italiani che secondo il 
Ministero della Cultura Popolare non erano &quot;colpiti da interdizione&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;3.7. Sovraffollamento e spostamenti.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;In
 quasi tutti i campi abruzzesi si registrarono casi di sovraffollamento.
 In alcuni dei campi il sovrannumero delle presenze registrate fu di 
poco superiore rispetto alla capienza prevista, in altri si arrivò, 
anche per diversi mesi, a venti-trenta internati in più. Nei periodi di 
sovraffollamento, le condizioni di vita peggioravano, infatti per gli 
internati, costretti a dorminere ammucchiati e a condividere i già 
limitati spazi dei campi, aumentavano i rischi di malattie infettive e 
le razioni di cibo diminuivano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Numerose
 sono le denunce degli Ispettori Generali e degli stessi direttori al 
Ministero dell’Interno, nelle quali si chiedeva di non inviare nuovi 
internati e di trasferire gli eccedenti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Questo
 fu possibile solo in parte, perchè l’aumento dei provvedimenti di 
internamento nel corso della guerra e i limitati posti nei campi di 
concentramento rendevano difficile trovare nuove sistemazioni. Così si 
decise di rivedere la posizione degli internati e si adottarono vari 
provvedimenti di clemenza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nell’ottobre
 1942, in occasione del ventennale della marcia su Roma, il Ministero 
dell’Interno propose 218 internati italiani per la concessione dell’atto
 di clemenza del &quot;Duce&quot;, alcuni di essi si trovavano nei campi di 
Istonio e Nereto e nelle località d’internamento &quot;libero&quot; abruzzesi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;A
 questo problema, già di per sé grave, andò ad aggiungersi quello degli 
sfollati. Il 19 gennaio 1943, il Ministero, inviò una circolare alle 
Prefetture nelle quale si chiedeva&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Data
 l’urgente necessità di sistemare nei comuni gli sfollati dai grandi 
centri, dovrà disporsi il graduale trasferimento nei campi di 
concentramento e nelle colonie di confine delle persone attualmente 
confinate ed internate nei comuni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Siccome
 la disponibilità nei detti locali è molto limitata è necessario che sia
 riesaminata la posizione di tutti i confinati politici ed internati per
 le proposte di proscioglimento di quelli non pericolosi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Inoltre
 le nuove proposte per assegnazioni al confino o per internamento nei 
campi di concentramento dovranno essere limitate alle persone 
effettivamente pericolose in linea politica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Anche
 con queste nuove disposizioni, l’emergenza del sovraffollamento nei 
campi abruzzesi, accentuate dal crescente numero di sfollati provenienti
 dalle città del sud, non venne risolta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel
 1941, il Ministero dell’Interno, diede la possibilità agli internati di
 chiedere il trasferimento dai campi di concentramento alle località di 
internamento &quot;libero&quot;. Questa opportunità venne concessa sopratutto a 
quelli che chiedevano di ricongiugersi con la famiglia, a quelli 
gravemente malati, ma sempre se veniva giudicato &quot;elemento non 
pericoloso&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;I trasferimenti
 degli internati da un campo all’altro avvenivano di continuo. Nelle 
relazioni dei direttori, sulle presenze, si riscontra che in quindici 
giorni in un campo potevano passare anche cinquemila internati. Questi 
continui spostamenti sono da ricollegare all’improvvisazione nella quale
 venne gestito l’internamento e alla confusione, accentuata dalle 
continue circolari, sulle norme da applicare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nei
 campi di concentramento abruzzesi non si registrarono casi di violenze 
premeditate o gravi maltrattamenti, le categorie di internati che 
vennero trattati in modo più duro furono gli slavi e gli zingari.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Le
 condizioni di vita variarono da campo a campo e, generalmente, 
divenirono più difficili nel corso della guerra, quando aumentarono i 
disagi e le incertezze sul proprio futuro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Gli
 internati trovarono conforto nell’atteggiamento della popolazione, che,
 tranne in casi particolari, si dimostrò solidale e comprensiva nei loro
 confronti&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;. Ma ciò non toglie l’amaro sfogo di Arturo Avicdor, internato a Nereto, che in un’intervista concessa a Italia Iacoponi ricorda&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;tutto
 il male che ci hanno fatto, non può essere cancellato. Per 4 anni sono 
stato privato della mia libertà, del mio modo di vivere e questi anni 
per me sono stati 10 anni della mia morte. La libertà che io desideravo 
ardentemente mi è stata privata. Non m’importava aver fame, soffrire, il
 peggio era che mi mancava la mia libertà. Per essa non c’è alcun 
prezzo. Posso dimenticare si, ma perdonare non mi è proprio possibile. 
Nel campo di concentramento le lunghe ore della giornata venivano 
occupate sempre al solito modo. Io studiavo, mangiavo quando c’era, 
discutevo e a volte anche si litigava. Dormivamo in 5-6 persone in una 
stanza. Un miscuglio di razze. Il mio letto si trovava in un angolo e io
 dovevo passare sopra 5 letti per poter arrivare al mio, il che era 
molto triste per me. Possedevamo un fornellino elettrico, qualcuno 
mangiava qui, altri mangiavano nell’albergo di Lauretta o di Silvio 
Lupini, dove ora c’è la sala da bigliardo. Poi se più di 30 persone 
aveva qualche soldo ci portavano anche al cinema, ma molto di rado. 
Alcuni internati erano musicisti, tenori e qualche volta venivano 
organizzati dei cori, cui era presente anche il Podestà. Di giorno ci 
facevano passeggiare lungo la Val Vibrata sempre sotto controllo dei 
soldati. Quando non avevamo altro da fare io Frenkel e Kalisiak 
organizzavamo delle partite di calcio e giocavamo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;CAPITOLO IV&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;img _cke_real_element_type=&quot;anchor&quot; _cke_real_node_type=&quot;1&quot; _cke_realelement=&quot;%3Ca%20name%3D%22occupazione%22%20_cke_saved_name%3D%22occupazione%22%3E%3C%2Fa%3E&quot; align=&quot;&quot; alt=&quot;Ancora&quot; class=&quot;cke_anchor&quot; src=&quot;http://www.splinder.com/editor/ckeditor341/images/spacer.gif?t=A8LE4JO&quot; /&gt;L’OCCUPAZIONE TEDESCA&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;4.1. L’internamento e i campi di concentramento durante i quarantacinque giorni.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dopo
 la caduta del fascismo, 25 luglio 1943, e durante i quarantacinque 
giorni, la situazione nei campi abruzzesi rimase pressoché immutata, 
anzi, per timore di evasioni o di possibili degenerazioni delle scene di
 giubilo da parte degli internati, all’inizio, si intensificò la 
sorveglianza. Prova ne è la nota inviata il 26 luglio dalla Questura di 
Teramo al campo di Tossicia: &quot;stante l’attuale delicato momento, pregasi
 disporre che la vigilanza sugl’internati sia intensificata al massimo 
onde siano, nel modo più assoluto, evitati disordini od incidenti. 
All’uopo verranno inviati in ogni campo di concentramento, in servizio 
di rinforzo, n. 3 soldati ed un graduato di truppa. Si avverte inoltre 
che dovranno essere sospesi gli accompagnamenti in questo capoluogo 
[Teramo] di internati per cure sanitarie salvo casi di massima 
riconosciuta urgenza&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;In 
seguito, anche se l’atteggiamento da parte di qualche sorvegliante 
diverrà più permissivo, le condizioni generali rimarranno identiche.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 27 luglio, il capo della polizia Carmine Senise inviò ai &quot;questori del 
regno, dirigenti OVRA, direzione colonia confino Ventotene, Ponza e 
Tremiti&quot;, un &quot;dispaccio telegrafico&quot;, nel quale si disponeva che 
venissero stilati gli elenchi dei confinati da liberare &quot;escludendo 
sempre i comunisti e gli anarchici&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Una nuova circolare venne inviata &quot;a questori del regno, dirigenti zone OVRA&quot; dal capo della polizia, il 29 successivo:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Comunicasi
 che dovranno essere immediatamente liberati anche internati italiani 
sia campi di concentramento comuni liberi cui confronti provvedimento è 
stato adottato per attività politica non ripetesi non riferendosi 
comunismo et anarchia aut spionaggio aut irredentismo et non ripetesi 
non trattisi allogeni Venezia Giulia e territori occupati (.) Con 
analoghi criteri dovranno farsi cessare vincoli ammonizione confronti 
ammoniti politici (.) dovranno inoltre essere liberati ebrei italiani 
internati aut confinati che oltre a non aver svolto attività politica 
come sopra non abbiano commesso fatti speciale gravità (.) Questori 
competenti per giurisdizione sono pregati comunicare presente circolare 
et precedente Direttori Colonie Confino et Campi di Concentramento (.).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;A
 questa circolare ne seguì un altra, del 2 agosto, nella quale, in 
grandi linee, si ribadivano le disposizioni precedenti e si dava maggior
 discrezionalità ai Questori e ai Prefetti nel valutare i singoli casi. 
Essendo costoro, rimasti gli stessi del periodo fascista, nella 
confusione della normativa le interpretazioni furono alquanto 
arbitrarie.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il 14 agosto, il
 capo della polizia Senise dispose che &quot;liberazione condannati, detenuti
 et internati politici si debbono estendere anche ai comunisti&quot; e il 17 
dello stesso mese venne esteso anche agli ebrei italiani comunisti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Rimanevano
 &quot;esclusi dalla liberazione dei condannati, detenuti, confinati et 
internati politici individui responsabili attività anarchica et 
spionistica et allogeni Venezia Giulia et territori occupati&quot; e diversi 
altri che avrebbero dovuto essere liberati, ma che, con vari pretesti, 
continuarono ad essere trattenuti nei campi di concentramento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 3 settembre 1943, i campi abruzzesi risultavano tutti attivi, e con un 
numero di presenze rimaste invariate rispetto al periodo precedente: 
Casoli n. 61; Istonio n. 143; Lama dei Peligni n. 46; Lanciano n. 43; 
Tollo n. 13, Città S. Angelo n. 79, Civitella del Tronto n. 185, 
Corropoli n. 158, Isola del Gran Sasso n. 147; Nereto n. 159; Notaresco 
n. 71; Tortoreto n. 8; Tossicia n. 116.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Per
 quanto riguarda gli ebrei, Badoglio, per timore di provocare reazioni 
da parte dei tedeschi, mantenne in vigore le leggi razziali, in questo 
modo, la maggior parte di essi rimase confinata nei campi di 
concentramento. Il 10 settembre, due giorni dopo l’armistizio tra 
l’Italia e gli Alleati, il capo della polizia, Senise, revocò il 
provvedimento d’internamento, ma ormai l’Italia era divisa in due. Gli 
ebrei che si trovavano nel territorio occupato dagli Alleati 
riconquistarono la libertà, mentre, quelli che si trovavano in 
territorio occupato dai tedeschi subirono una nuova e più violenta 
persecuzione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;4.2. I campi di concentramento dopo l’8 settembre.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dopo
 l’armistizio, mentre i campi istituiti nell’Italia meridionale vennero 
liberati dagli Alleati, quelli che si trovavano nell’Italia 
centrosettentrionale continuarono a funzionare sotto l’occupazione 
tedesca e secondo le nuove norme della Repubblica Sociale Italiana.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Gli
 internati, in quasi tutti i campi, accolsero la notizia dell’armistizio
 con scene di giubilo; alcuni di loro, nei giorni che seguirono, 
approfittando della confusione e dello sbandamento degli addetti alla 
sorveglianza, riuscirono a fuggire.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Successivamente,
 i campi abruzzesi ebbero destini differenti. Il Prefetto della 
provincia di Chieti, verso la fine di ottobre, comunicava al Ministero 
dell’Interno che &quot;in seguito agli avvenimenti bellici che si svolgono in
 questa Provincia i campi di concentramento in questa giurisdizione si 
sono automaticamente sciolti. Gl’internati sia dei campi che nei comuni 
d’internamento si sono nella massima parte dati alla latitanza mentre 
alcuni sono stati rastrellati dalle forze armate Germaniche&quot;. Gli altri 
campi, quello di Città S.Angelo e quelli in provincia di Teramo, tranne 
Tortoreto, rimasero funzionanti insieme a quelli che il Ministero 
dell’Interno il 26 novembre comunicò alla polizia germanica:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;di
 40 Campi di concentramento funzionanti fino a Giugno 1943 rimangono 
tutt’oggi soltanto i campi di Fabriano (Ancona), Civitella del Tronto 
(Teramo), Corropoli (Teramo), Isola Gran Sasso (Teramo), Nereto 
(Teramo), Notaresco (Teramo), Tossicia (Teramo), Fraschette d’Alatri 
(Frosinone), Civitella della Chiana (Ar), Montalbano di Rovezzano 
(Firenze), Bagno a Ripoli (Firenze) e Scipione di Salsomaggiore (Parma).
 Gli altri campi sono stati chiusi in seguito alle operazioni belliche 
nell’Italia meridionale e gli altri sgombrati dalle autorità militari 
germaniche dopo gli avvenimenti dell’8 settembre.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Data
 la sensibilissima diminuzione dei Campi di Concentramento e la 
necessità di sgomberare di urgenza, per motivi di carattere militare il 
Campo di Fraschette di Alatri, dove si trovano 2.000 internati, per le 
esigenze di polizia politica, occorrerebbero, nell’Italia 
settentrionale, quattro campi di Concentramento per la capienza 
complessiva di 4.000 persone.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Vista
 l’esigenza, da parte tedesca, di avere subito disponibili nuovi campi, 
verso la fine del 1943 e i primi mesi del 1944, vennero approntati i 
campi di:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- S. 
Martino di Rosignano Monferrato (Alessandria), con una capienza di 40 
posti, per donne straniere, diretto dal Commissario Prefettizio Giovanni
 Zanello; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- Pian 
di Coreglia, comune di Orero (Genova), con una capienza di 300 posti, 
per donne, venne diretto da un aiutante della Guardia Nazionale 
Repubblicana&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;-
 Roccatederighi (Roccastrada Grosseto), con una capienza di 110 posti, 
per ebrei italiani e stranieri, venne diretto dal Sig. Gaetano 
Rizziello; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- Vallecrosia (Imperia), con una capienza di 150 posti, campo misto, venne diretto dal Vice Commissario Aggiunto Curci; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- Mantova (periferia), con una capienza di 70 posti, per ebrei, venne diretto dal Ragioniere della Prefettura Martiradone; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- Villa Vò Vecchio (Padova), con una capienza di 200 posti, per ebrei; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- Cortemaggiore (Piacenza), con 500 posti, venne diretto dal Capitano della Guardi nazionale Repubblicana Albino Pastorelli; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;-
 &quot;Istituto Morello&quot;, Spotano (Savona), aveva una capienza di circa 50 
posti, per croati e italiani, il 30 aprile 1944 venne dismesso e gli 
internati trasferiti nel campo di Cairo Montenotte; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;-
 Cairo Montenotte, Celle Ligure (Savona), istituito nella &quot;Colonia 
Bergamasca&quot;, era già attivo dal febbraio 1943, aveva una capienza di 400
 posti, per croati e italiani, venne diretto da un Tenente della Guardia
 Nazionale Repubblicana; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;-
 Teramo (caserma Mezzacapo), con una capienza di 300 posti, per 
italiani, venne diretto dal Commissario Aggiunto di P.S. della Guardia 
Nazionale Repubblicana Filiberto Di Raffaele. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Oltre
 a questi campi, che dipendevano dal Ministero dell’interno, vennero 
utilizzati per internare i civili anche alcuni campi per prigionieri di 
guerra, che dipendevano dalle autorità militari, come quelli di 
Servigliano (Ascoli Piceno), Sforzacosta (Macerata) e il più 
tragicamente conosciuto Fossoli di Carpi (Modena) del quale ci 
occuperemo, insieme ai campi cosiddetti &quot;anticamere dello sterminio&quot;, 
nel prossimo paragrafo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;4.3. La persecuzione degli ebrei e le &quot;anticamere dello sterminio&quot;.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Le
 disposizioni del 10 settembre, e le altre emanate dal governo Badoglio 
vennero revocate dal governo della Repubblica Sociale Italiana, il 4 
novembre 1943. Il 14-16 dello stesso mese, venne redatto il Manifesto 
programmatico della R.S.I., documento noto come la &quot;Carta di Verona&quot;, 
che al punto sette stabiliva &quot;Gli appartenenti alla razza ebraica sono 
stranieri. Durante questa guerra appartengono a nazionalità nemica&quot;. Il 
30 successivo, il Ministro dell’Interno, Buffarini-Guidi dispose, con 
&quot;l’ordine di polizia n. 5&quot;, che:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1)
 Tutti gli ebrei, anche se discriminati, a qualunque nazionalità 
appartengano, e comunque residenti nel territorio nazionale debbono 
essere inviati in appositi campi di concentramento. Tutti i loro beni 
mobili e immobili devono essere sottoposti a immediato sequestro in 
attesa di essere confiscati nell’interesse della RSI, la quale li 
destinerà a beneficio degli indigenti sinistrati dalle incursioni 
nemiche.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2) Tutti coloro 
che, nati da matrimonio misto, ebbero, in applicazione delle leggi 
razziali vigenti, il riconoscimento di appartenenza alla razza ariana, 
debbono essere sottoposti a speciale vigilanza dagli organi di polizia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3)
 Siano pertanto concentrati gli ebrei in campo di concentramento 
provinciale, in attesa di essere riuniti in campi di concentramento 
speciali appositamente attrezzati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Con
 questi provvedimenti, la RSI di fatto legittimò lo sterminio degli 
ebrei presenti in Italia, dando il supporto necessario ai nazisti per 
l’attuazione delle deportazioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel
 frattempo, tra il settembre e il novembre 1943, i tedeschi avevano 
compiuto eccidi e retate, dei quali ricordiamo: i 54 ebrei trucidati 
nella zona del lago Maggiore, 15-23 settembre&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;, e il rastrellamento e la deportazione degli ebrei di Roma nell’ottobre 1943.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nel
 dicembre 1943, in attuazione dell’ordinanza di polizia n. 5, le 
questure si attivarono per rintracciare gli ebrei. Una volta arrestati, 
in attesa di trasferirli nei campi di &quot;raccolta&quot;, vennero rinchiusi, 
oltre che nelle locali carceri e in alcuni dei campi precedentemente 
citati, in quelli provinciali di:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- Aosta, caserma Mottina; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- Asti, seminario locale; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- Bagni di Lucca (Lucca); &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- Calvari di Chiavari (Genova), &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- Ferrara, locali del Tempio Israelitico &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- Forlì, albergo Commercio in corso Diaz; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- Senigallia (Ancona), colonia Marina Unes; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- Mantova, Casa di Riposo Israelitica; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- Terme di Monticelli (Parma); &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- Perugia, Istituto Magistrale; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- Reggio Emilia (provincia), Casa Sinigaglia prima, e poi a Villa Corinaldi, e successivamente a Villa Levi di Coviolo; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- Sondrio, edificio in via Nazario Sauro; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- Vercelli, cascina Ara Vecchia e successivamente nella casa di Riposo Vittorio Emanuele III; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- Verona, edificio in via Pallone; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- Piani di Tonezza (Vicenza), Colonia Umberto I. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;A
 questi bisogna aggiungere i quattro campi, considerate vere e proprie 
&quot;anticamere dello sterminio&quot;, dove, prima di essere deportati nei &lt;i&gt;lager&lt;/i&gt; tedeschi, vennero &quot;raccolti&quot; la maggior parte degli ebrei precedentemente catturati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1)
 Il campo di Borgo San Dalmazzo (Cuneo), attivo dal 18 settembre 1943, 
venne chiuso temporaneamente, per l’evacuazione dei prigionieri verso il
 campo di Drancy (Francia) il 21 novembre 1943&lt;span style=&quot;font-size: xx-small;&quot;&gt; &lt;/span&gt;e 
successivamente riattivato fino a febbraio 1944. Era stato istituito 
nella locale caserma degli alpini e venne utilizzato come campo di 
raccolta e transito (Polizei-Haftlager).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2)
 Il campo di concentramento di Fossoli di Carpi (Modena), da campo per 
prigionieri di guerra, nel dicembre 1943, diverrà il centro di raccolta e
 di transito per la deportazione (Polizei - und Durchgangslager) più 
grande d’Italia, dal quale partiranno la maggioranza dei convogli 
diretti ai campi di sterminio nazisti. Istituito a cinque chilometri da 
Carpi, venne direttamente amministrato dai tedeschi. Chiuso nei primi 
giorni dell’agosto 1944 dopo la deportazione degli ultimi ebrei presenti
 e l’evacuazione dei prigionieri politici verso Bolzano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3)
 Il campo di Bolzano-Gries, allestito in delle autorimesse riadattate 
sulla strada per Merano, venne attivato dopo la chiusura di Fossoli, 
nell’agosto del 1944, e funzionò come il precedente da Polizei - und 
Durchgangslager fino alla fine dell’aprile 1945.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;4)
 Il campo di concentramento di San Sabba (Trieste) venne istituito in un
 vecchio stabilimento per la lavorazione del riso nel 1944, inizialmente
 utilizzato come campo di detenzione per i partigiani, diverrà un centro
 di raccolta e smistamento per gli ebrei (Polizei-Haftlager). Sarà 
l’unico campo di concentramento in Italia quasi simile ai &lt;i&gt;lager &lt;/i&gt;tedeschi,
 dove gli internati verranno torturati, uccisi, in una rudimentale 
camera a gas, e cremati nel forno crematorio istituito nel cortile 
interno del campo. Verrà liberato dai partigiani jugoslavi il 30 aprile 
del 1945.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Mentre
 &quot;la caccia all’ebreo&quot; era iniziata, il Capo della Polizia Tamburini, il
 10 dicembre 1943, comunicava a tutti i capi delle province che dovevano
 essere esentati dall’internamento: a) gli ebrei ultrasettantenni; b) 
ebrei gravemente malati; c) figli di matrimonio misto; b) ebrei 
coniugati con non ebrei. Queste disposizioni vennero quasi del tutto 
disattese per le varie pressione esercitate sulle autorità fasciste dai 
tedeschi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&quot;La RSI si vide 
costretta non solo a tollerare e ad assistere agli arresti 
indiscriminati, ai massacri, alle deportazioni praticati dai tedeschi in
 spregio alle sue leggi, ma in innumerevoli casi, a collaborare con 
essi&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Collaborazione che 
venne data sia dai dirigenti fascisti, che dalle vari strutture 
burocratiche preposte all’attuazione delle disposizioni antisemite. 
Inoltre numerosi furono gli arresti eseguiti dalla polizia italiana: 
1898 autonomamente e 312 insieme ai nazisti, su un totale di 4699 casi 
accertati. Molti degli arresti, avvennero grazie alle segnalazioni di 
civili italiani incentivati dal &quot;premio&quot; pagato loro dai tedeschi, e da 
una propaganda antisemita sempre più aspra; in alcuni casi, ci fu anche 
chi partecipò alla cattura degli ebrei che cercavano di sfuggire alla 
ferocia nazista. Dall’altra parte, numerosi furono gli italiani che 
cercarono di nasconderli, offrendo un rifugio e aiuto a rischio della 
propria vita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il 4 gennaio 
1944, viene intensificata anche l’oppressione a livello economico: con 
il decreto legge n. 2 si decise la confisca dei beni mobili e immobili 
degli ebrei. I beni confiscati vengono affidati all’Ente di Gestione e 
Liquidazione Immobiliare (EGELI), che, tra la fine del 1943 e il 31 
dicembre 1944, ricevette 5.768 decreti di confisca.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;4.4. L’occupazione tedesca, gli internati e i campi di concentramento abruzzesi.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dopo
 l’8 settembre 1943, l’Italia divenne territorio soggetto all’ 
occupazione della Wehrmacht. Il 12 settembre il maresciallo Kesserling 
dichiarava il territorio italiano &quot;territorio di guerra&quot; e sottoposto 
alle leggi di guerra tedesche. I soldati tedeschi, mentre la popolazione
 civile e i militari italiani credevano che la guerra fosse finita, 
iniziarono a disarmare le truppe italiane ed a prendere il comando di 
intere zone. In seguito, con la nascita della Repubblica Sociale 
Italiana, ci furono militari e civili italiani che si arruolarono 
nell’esercito repubblicano al fianco dei tedeschi, chi vi si oppose 
attivamente aderendo alle bande partigiane e chi, la gran parte della 
popolazione, rimase &quot;neutrale&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Intanto
 continuava l’avanzata degli Alleati nelle regioni del sud, che, 
nell’ottobre 1943, arrivò fino al confine tra il Molise e l’Abruzzo, 
dove i tedeschi avevano costruito la &quot;linea di sbarramento B&quot; (linea 
Gustav) che andava da Ortona a Gaeta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’Abruzzo, per circa 8 mesi, divenne zona di operazione militari fino al Giugno 1944, quando l’intera regione venne liberata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Gli
 internati che si trovavano nei campi di concentramento abruzzesi 
speravano, con l’armistizio, di poter riconquistare la libertà, ma 
invano. Il direttore del campo di Nereto, il 13 settembre 1943, 
comunicava al Prefetto che &quot;la voce della liberazione si era sparsa tra 
gli internati, nei tre campi si notò un insolito e quanto mai grave 
subbuglio aumentato dal fatto che tutti i Carabinieri del locale Comando
 Stazione si erano messi in borghese. Tale fatto diede impressione sia 
agli internati che alla popolazione che i militari dell’Arma avevano 
abbandonato la sicurezza pubblica&quot;. Il giorno successivo, il Prefetto di
 Teramo, Bracali, inviò una nota al Questore di Teramo perché inviasse 
ai &quot;Direttori Campi di Concentramento nella provincia affinché con opera
 persuasiva et occorrendo repressiva si ristabilisca calma e disciplina 
tra internati evitando soprattutto abbandono campi da parte di coloro 
che non essendo stati liberati da internamento hanno obbligo di 
permanervi. Direttori Campi con forze polizia et Carabinieri Reali 
debbono essere in grado anche senza concorso rinforzo truppa mantenere 
disciplina salda agiscano con avvedutezza et energia&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;In
 quasi tutti i campi ancora attivi i direttori riuscirono a mantenere la
 situazione sotto controllo, infatti la maggior parte degli internati 
che erano fuoriusciti vennero ripresi e ricondotti nei campi. Anche i 
soldati tedeschi parteciparono alle ricerche degli evasi e numerose 
furono le retate a ridosso del fronte e i controlli nei campi di 
concentramento. Il 26 settembre 1943, durante la ricerca di prigionieri 
inglesi, si recarono al campo di Civitella dove gli internati per timore
 di rappresaglie, tentarono la fuga ma vennero prontamente ripresi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Alcuni
 dei campi di concentramento istituiti in Abruzzo vennero utilizzati dai
 tedeschi come basi d’appoggio. Il campo di Lanciano, villa Sorge, venne
 requisito dal locale comando tedesco, l’edificio del consorzio agrario,
 che faceva parte del campo di Nereto, divenne base logistica per il 
battaglione carristi tedesco, dislocato in Val Vibrata. In altri campi, 
come in quello di Isola del Gran Sasso e Tortoreto Stazione, i tedeschi,
 durante la loro ritirata, vi asportarono gran parte del casermaggio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Parte
 degli internati di Civitella vennero &quot;prelevati da una dozzina di SS&quot; e
 per un mese (dal 20 novembre al 20 dicembre), furono costretti a 
scavare fosse anticarro a Crocetta sul Sangro: questo faceva parte della
 strategia tedesca di usare &quot;il materiale umano&quot; per scopi militari.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Numerosi
 furono i partigiani, gli antifascisti e i semplici cittadini 
rastrellati dai soldati tedeschi che vennero rinchiusi nei campi di 
concentramento abruzzesi, specialmente in quello di Teramo del quale ci 
occuperemo nel prossimo paragrafo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;I
 tedeschi effettuavano anche delle perquisizioni nei vari campi, per 
controllare il loro stato e verificare la condotta degli internati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Per
 tutto il periodo dell’occupazione tedesca, gli internati subirono le 
decisioni delle autorità germaniche: i funzionari e gli addetti alla 
sorveglianza della Repubblica neofascista non erano che degli esecutori 
della volontà degli occupanti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;4.5. Il Konzentrationlager di Teramo.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’ultimo
 campo di concentramento in Abruzzo fu quello istituito nella vecchia 
Caserma Mezzacapo di Teramo, al Largo Madonna delle Grazie. Il campo, KZ
 (Konzentrationlager), per tutto il periodo nel quale rimase attivo, 
venne sottoposto alla giurisdizione delle locali autorità della 
Repubblica Sociale Italiana e, in modo prevalente, alle decisioni del 
comando militare tedesco .&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 28 dicembre 1943, il comando tedesco di Teramo (Koruch 594, 
Amministrazione Militare), dispose la costituzione di un campo di 
concentramento nel quale poter internare le numerose persone rastrellate
 al ridosso del fronte. Il 5 gennaio successivo, il Capo della 
Provincia, Ippoliti, faceva sapere al locale Comando Militare &quot;che a 
campo di concentramento per internati politici possono essere adibiti i 
locali della Caserma &quot;Mezzacapo&quot; in Teramo. Tali locali, sufficienti per
 300 persone, sono già pronti. Mancano, peraltro, lumi e coperte&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dopo
 la nota del Capo della Provincia, passarono alcuni giorni prima che il 
campo potesse considerarsi pronto: infatti, parte della caserma era 
occupata da militari e automezzi tedeschi e il casermaggio era 
incompleto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il 18 gennaio il
 campo entrò in funzione e, nello stesso giorno, arrivarono i primi 29 
internati, tra i quali anche donne e bambini.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 campo, in questo primo periodo, rimase per molti giorni precario e, il 
28 gennaio, il Capo della Provincia comunicava alle varie autorità che 
&quot;è stato istituito in Teramo a richiesta del locale Comando Tedesco un 
Campo di concentramento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Per
 opportuna conoscenza e norma informo che il Campo in parola funziona 
nei locali della Caserma Mezzacapo sotto la sorveglianza delle GG.RR. 
della Legione 135^ e deve essere considerato Campo chiuso per cui nessun
 internato può uscirne.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il Comando Tedesco può rilevare internati dal Campo per impiegarli al Servizio del Lavoro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Per
 quanto riguarda all’approvvigionamento degli internati si provvede 
provvisoriamente a mezzo di accreditamenti fatti dalla Prefettura al 
locale Ente Comunale di Assistenza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Sono in corso i provvedimenti di casermaggio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Alla
 disciplina e al regolare funzionamento dei servizi provvede il 
Direttore del Campo Commissario agg. di P.S. Dott. Di Raffaele 
Filiberto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il Direttore del 
Campo deve provvedere a tenere un elenco aggiornato degli internati 
annotando per ciascuno le date di entrata e di uscita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;per ciascun internato il Direttore del Campo provvederà perché sia istituito un fascicolo personale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Per
 ciascun internato devono essere accertate a cura del Direttore del 
Campo, la posizione in genere ed i precedenti; tali notizie devono, 
appena possibile, essere comunicate al locale Comando di presidio 
Germanico, tramite la Questura&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Pur
 trovandosi in fase di allestimento, i militari tedeschi continuarono a 
portare nel campo persone da internare: il 5 febbraio, il campo contava 
118 internati, quasi tutti italiani rastrellati nell’intera regione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 direttore, Di Raffaele, il 2 febbraio, venne richiamato dalla Questura 
per assumere la direzione degli affari amministrativi della 3^ 
divisione, al suo posto, il Capo della Provincia nominò a dirigere il 
campo il Vice Commissario Salvatore Giuliano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il 22 febbraio, con &quot;ordinanza n° 1&quot;, il nuovo direttore dispose, per la vigilanza, che&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&quot;1° Il Maresciallo della Guardia Nazionale Repubblicana comanderà un servizio di vigilanza presso:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;a) alla porta d’ingresso &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;b) alla porta carraia &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;c) alla porta di legno &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;d) sotto il porticato. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2°
 La sentinella sotto il porticato dovrà essere tolta dopo il 
contrappello e spostata sino alle ore 8 del mattino nel pianerottolo da 
dove si accede per le camerate. la guardia vieterà agli internati di 
scendere durante la notte nel cortile. La stessa sorveglierà 
saltuariamente le camerate adibite a dormitorio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3°
 Il capo posto o chi per esso dovrà strettamente sorvegliare l’entrata e
 l’uscita di tutte le persone, ritirando per quelle estranee i documenti
 di identità con la relativa fotografia che dovranno essere restituite 
all’uscita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;4° La persone 
che verranno a visitare gli internati dovranno essere fatti sostare nel 
parlatorio (la camera a sinistra entrando al campo).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;5° Nessun internato deve essere fatto uscire se non è munito di regolare permesso rilasciato solamente dal sottoscritto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;6°
 La sentinella posta alla porta carraia dovrà prestare attenzione che 
durante l’entrata e l’uscita degli automezzi tedeschi o di qualsiasi 
altro veicolo non escano internati che potrebbero approfittare di questo
 momento per evadere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;7° Riferirò superiormente per i provvedimenti disciplinari del caso la sentinella che si allontani dal proprio posto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;8°
 Il Maresciallo della Guardia Nazionale Repubblicana mi riferirà 
tempestivamente qualsiasi novità e redigerà apposito rapporto a carico 
dei dipendenti che non osservino quanto prescritto nella presente 
ordinanza&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Malgrado
 l’attenta sorveglianza del campo, alcuni internati riuscirono a 
fuggire. secondo il direttore, ciò era possibile perché &quot;un’ala 
dell’edificio è occupata dagli automezzi tedeschi ed il personale 
addetto a i vari servizi deve entrare continuamente dalla parte situata a
 lato della caserma. Tale movimento contribuisce a favorire l’evasione 
degli internati&quot;. Il Capo della Provincia, il 5 marzo 1944, ordinò, che,
 &quot;per assicurare la più completa e rigorosa sorveglianza&quot;, gli internati
 venissero trasferiti nelle locali carceri Giudiziarie. Il 13 marzo, si 
completò l’intero trasferimento dei 178 internati dalla Caserma alle 
carceri, e, il 22 marzo, per evitare nuove evasioni, la sorveglianza del
 campo venne affidata al Maresciallo Ioanu Wensauer del 927 reggimento. 
In seguito, anche per la direzione, verrà nominato un tedesco, il 
sottufficiale Maresciallo Friederich, il quale dirigerà il campo 
affianco al direttore italiano, Giuliani.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Anche
 con questi nuovi provvedimenti, molti internati, la maggior parte 
approfittando dei continui spostamenti (precettazioni per il lavoro, 
visite mediche, ecc.), riuscirono a fuggire.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Le
 autorità tedesche emanarono varie disposizioni su come doveva avvenire 
&quot;l’accettazione delle persone al campo di concentramento&quot;, in 
particolare prevedevano che il direttore dovesse giornalmente comunicare
 al &quot;Comando di Piazza&quot; le presenze degli internati e specificare quelli
 abili al lavoro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La maggior
 parte delle persone internate, quasi tutti italiani, erano state 
arrestate dai tedeschi per essersi trovati nella &quot;zona delle operazioni 
belliche&quot;, e ciò bastava per essere accusati di compiere &quot;azioni che 
possono essere di danno all’esercito tedesco&quot;. Per ogni internato 
l’amministrazione del campo stilò delle schede personali, nelle quali, 
oltre alle generalità, veniva precisata la &quot;posizione&quot; con i motivi che 
&quot;giustificavano&quot; l’internamento. Le accuse più ricorrenti, erano: 
tentato passaggio del fronte, sospetto antifascista e antitedesco, 
sospetto favoreggiamento al nemico, sospetto di spionaggio, sospetto di 
appartenere a bande partigiane, sospetto di comunismo, furto oggetti 
all’esercito tedesco.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il 21 febbraio arrivò nel campo il parroco di Orsogna, Domenico Pace, il quale era stato arrestato per &quot;anglofilia&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Le
 giornate all’interno del campo erano rigidamente programmate: ore 5,30 
sveglia cucinieri, ore 6,30 sveglia internati, ore 7 1° appello (in 
cortile), ore 7,15 colazione, ore 8 pulizie camerate e campo, ore 12 2° 
appello (in cortile), ore 12 rancio, ore 15 pulizia campo, ore 17,30 
rancio, ore 18,30 3° appello (in camerata), ore 18,45 silenzio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il 22 febbraio venne emanata, dal direttore, l’ordinanza n. 2, con le disposizioni per le pulizie e l’igiene del campo:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&quot;1)
 Ogni Capo Camerata metterà a disposizione per tutta la giornata, a 
turno, due uomini (ad eccezione della Camerata D che ne metterà uno 
solo) che dovranno essere adibiti alla pulizia del campo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2) Le pulizie delle singole Camerate viene affidato ad un altro uomo comandato pure dal Capo Camerata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3)
 Gli uomini comandati per la pulizia del campo verranno messi a 
disposizione dell’Agente di P.S. Falone Carmine addetto a tale servizio 
che li impiegherà secondo il suo criterio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;4)
 Il Capo Camerata è responsabile personalmente della perfetta e precisa 
osservanza della presente ordinanza. Alla mattina redigerò rapporto di 
quanto accaduto durante la notte e curerò al contempo di prendere nota 
dei desideri degli uomini a lui affidati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;5) La pulizia della direzione e dell’infermeria viene affidata agli internati Pergola Michele e Della Peste Donato&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Oltre agli adempimenti previsti dall’ordinanza, gli internati venivano precettati dai tedeschi per i lavori di fortificazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dai
 primi giorni d’internamento le condizioni di vita degli internati 
furono pessime. Costretti a vivere ammassati, nei fatiscenti locali 
della Caserma, uomini, donne e bambini, alcuni senza indumenti dormivano
 su pagliericci insufficienti, senza servizi igienici, con scarsa 
assistenza medica e con delle stufe inadeguate. In un ambiente così 
invivibile, numerosi furono i ricoveri in ospedale per gravi malattie 
infettive e da raffreddamento. Insieme ai vari disagi, quello più 
sentito era rappresentato dalla difficoltà a reperire cibo. All’inizio, 
al vitto pensò la Prefettura che, accreditando 9 lire per ogni 
internato, predispose che l’E.C.A. (Ente di Assistenza Comunale) 
confezionasse i pasti per gli internati; in seguito, dal 1 marzo, venne 
attivata una cucina all’interno della Caserma, ma sia prima che dopo, in
 piena economia di guerra, la difficoltà a reperire alimenti portò alla 
fame gran parte degli internati. Anche dopo il trasferimento alle 
carceri Giudiziarie la situazione rimase immutata, anzi, con il continuo
 arrivo di internati, si aggiunse il problema del sovraffollamento. Il 
Commissario delle carceri, nell’aprile 1944, in una nota al Capo della 
Provincia, faceva presente che le presenze avevano raggiunto le 436 
unità (368 internati più 68 detenuti) quasi il doppio della capienza 
massime dello stabile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;All’inizio
 del marzo 1944, il Capo della Provincia aveva nominato una &quot;commissione
 per l’esame degli internati&quot;, composta dal Presidente del Tribunale, 
Ugo Gianniro, dal membro del direttorio federale Aldo Finavera, dal 
direttore del campo Salvatore Giuliani e dal Presidente della C.R.I. 
Giuseppe Lonero. La commissione aveva il compito di verificare la 
posizione degli internati e di proporre, al comando tedesco, la 
liberazione di quelli ritenuti &quot;meno pericolosi&quot;. Numerosi furono gli 
internati per i quali si chiese la liberazione e, per alcuni di essi, il
 comandante la &quot;retrozona dell’armata tedesca&quot;, Generale Zanthier, 
concesse il rilascio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il 29 
maggio, il Comando di Piazza di Teramo, Comandato dal Tenente Colonnello
 Kinzle, dispose il trasferimento degli internati a Servigliano (Ascoli 
Piceno). Il 7 giugno 100 internati, stipati su un camion con un 
rimorchio, vennero trasportati verso Servigliano, ma giunti al &quot;ponte 
Zolfo, a circa 6 Km. da Teramo, gli internati, approfittando della 
piccola sosta che l’automezzo fece per dare la precedenza a un camion 
tedesco&quot;, riuscirono a sopraffare la scorta, composta da 11 militi, e a 
fuggire verso la boscaglia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 9 dello stesso mese, un buon numero degli internati rimasti nel campo, 
con l’aiuto dei sorveglianti, riuscì a fuggire: il Questore, Alberto 
Zardo, in un ultimo rapporto sul campo di Teramo, dichiarò che &quot;gli 
internati presenti questa mattina erano 111. Di questi che poco prima 
della fuga erano stati controllati dal sottufficiale germanico di 
collegamento e da un agente, 17 non sono fuggiti. Dei 94 fuggiti tre 
sono stati ripresi e 4 uccisi, per cui il numero dei mancanti risulta di
 87&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;4.6. Il contributo degli internati alla Resistenza.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Sulla
 partecipazione degli ex internati alla Resistenza ancora non sono stati
 fatti studi in modo organico, ma esistono varie testimonianze sul 
contributo che, specialmente gli internati jugoslavi, hanno dato alla 
lotta di Liberazione in Italia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Approfittando
 dello sfacelo generale, dopo l’8 settembre, alcuni internati, in 
maggioranza jugoslavi, riuscirono a fuggire dai campi di concentramento 
con l’intenzione di raggiungere i confini orientali della Jugoslavia, 
ma, senza documenti, senza soldi, in molti decisero di darsi alla 
macchia e combattere i tedeschi. Quasi tutti quelli che non vennero 
ripresi parteciparono, insieme agli evasi dai campi per i prigionieri di
 guerra, alla lotta di liberazione in Italia. Parte degli jugoslavi si 
inserirono nelle cinque &quot;Brigate d’Oltremare&quot;, costituite a Bari, dove 
in seguito vennero inquadrati nelle file dell’esercito di Tito.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Gran
 parte degli ex internati provenienti dai campi dell’Abruzzo, delle 
Marche e dell’Umbria, si unirono alle bande partigiane di queste regioni
 o ne costituirono di proprie. Una delle prime formazioni partigiane 
jugoslave fu la &quot;Gramsci&quot;, guidata dal comandante Svetozar Lakovic 
(Toso), la quale operò in Umbria, ed in seguito, per motivi logistici, 
tutti gli jugoslavi appartenenti a questa formazione vennero riuniti nel
 &quot;Battaglione Tito&quot;. La &quot;Brigata Spartaco&quot;, che faceva parte della 
&quot;Divisione Garibaldi Marche&quot;, era composta anche dal &quot;Battaglione 
Stalingrado&quot;, interamente formato da jugoslavi e comandata da Milutin 
Pavlicic, in seguito, gli ex internati verranno riuniti nella &quot;Brigata 
Garibaldi Pesaro&quot;, quest’ultima composta da 167 uomini tra cui alcuni 
russi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nella &quot;Brigata 
Maiella&quot;, che operava in Abruzzo, il secondo plotone della quarta 
compagnia venne comandato dallo jugoslavo Stanislao Roc.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Consistente
 l’apporto dato dagli internati alle formazioni partigiane della 
provincia di Teramo. Nella battaglia di Bosco Martese (25 settembre 
1943) circa 40 internati provenienti quasi tutti dal campo di Corropoli,
 dove erano stati liberati dalla formazione partigiana di Armando 
Ammazzalorso, al comando del maggiore Mattievic e del tenente Ciukovic 
parteciparono alla battaglia insieme ai partigiani italiani e riuscirono
 a mettere in fuga un intero battaglione motorizzato tedesco.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dopo
 Bosco Martese, per ragioni organizzative, vennero formate cinque bande,
 che operavano in diversi settori, e due di esse, formate 
prevalentemente da ex internati, furono comandate da Raiko Neradovic e 
Vasilij Radovic. Un’altra formazione che annoverava ex internati tra le 
sue file era quella di Mirko Jovanovic, la quale agì generalmente in 
modo indipendente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Alla 
formazione &quot;Gorzano&quot; diede un attivo supporto un gruppo di montenegrini 
fuggiti dal campo di concentramento di Colfiorito (Perugia), capeggiati 
da Mirko e Dimitri Vujosevic.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 gruppo di stranieri, tra i quali numerosi internati, che prese parte 
alla lotta partigiana in provincia di Teramo, era costituito da circa 
200 jugoslavi, 100 &quot;anglosassoni&quot;, un russo, un indiano, e circa una 
trentina, tra albanesi e sudafricani. Di questi numerosi furono i 
caduti: alla memoria di costoro, e di tutti gli altri partigiani morti 
durante la Resistenza nella provincia, la città di Teramo ha dedicato 
una lapide.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;4.7. Dalla deportazione alla Liberazione.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nell’ottobre
 1943 i nazisti decisero di estendere anche all’Italia la &quot;soluzione 
finale&quot;. L’Italia, in base alle disposizioni tedesche, doveva divenire 
&quot;Judenrein&quot; (ripulita dagli ebrei).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 16 ottobre, le autorità germaniche disposero che &quot;si sarebbe dovuto 
cominciare ad occuparsi della questione ebraica subito a ridosso della 
linea del fronte, per poi proseguire passo l’epurazione procedendo verso
 nord&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Le SS addette alla 
cattura degli ebrei, secondo il capo divisione Wagner, risultavano 
essere insufficienti, quindi era indispensabile che &quot;le forze fasciste 
sotto la loro responsabilità&quot; collaborassero a rintracciare e ad 
arrestare gli ebrei.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La 
polizia italiana, come abbiamo già detto, contribuì a imprigionare gli 
ebrei nei campi di raccolta provinciale: &quot;le tracce di questa 
collaborazione sono innumeri e indelebili non solo nei ricordi dei 
sopravvissuti e di coloro che vi assistettero, ma in centinaia di 
documenti che attestano senza possibilità di equivoco e di 
giustificazione come i funzionari e i militari della RSI collaborarono 
su vasta scala alla caccia all’ebreo e, quindi, allo sterminio di 
migliaia di ebrei&quot;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Quando le
 autorità della RSI non cooperavano all’attuazione delle disposizioni 
naziste, non avevano la possibilità di opporsi alle deportazioni 
arbitrarie effettuate dalle SS.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’aver
 internato gli ebrei nei campi di concentramento, prima provinciali e 
poi in quelli di &quot;raccolta&quot;, facilitò il compito dei tedeschi quando dal
 1 febbraio 1944, dopo che già due convogli erano partiti dall’Italia 
(quello partito da Merano il 16 settembre 1943 e quello da Roma il 18 
ottobre successivo), iniziarono a deportarli verso i campi di sterminio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Gli ebrei deportati dall’Italia saranno 6.746, di questi 5.916 moriranno nei &lt;i&gt;lager &lt;/i&gt;tedeschi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Anche
 le varie autorità provinciali abruzzesi, insieme agli addetti alla 
sorveglianza dei campi di concentramento, nella maggior parte 
collaborarono con i tedeschi. Il 21 dicembre 1943, i Carabinieri nel 
campo di Nereto consegnarono alle SS 61 ebrei, pur sapendo quale sarebbe
 stata la loro sorte. Il 23 marzo 1944, il Capo della Provincia 
intensificò la sorveglianza nei campi e nei confronti degl’internati che
 si trovavano nei comuni, in modo da impedire possibili fughe.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 direttore del campo di Civitella consegnò ai tedeschi i numerosi ebrei 
libici, i quali in parte moriranno nel campo di Auschwitz.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 campo di Teramo venne istituito su disposizione del &quot;Comando Militare 
Tedesco&quot; dalle locali autorità della RSI, le quali fornirono tutto il 
necessario supporto fino a trasportare loro stessi gli internati verso 
il campo di Servigliano (Ascoli Piceno).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;A
 metà giugno 1944, l’intera provincia di Teramo veniva liberata, il 
casermaggio rimasto nei campi di concentramento, in parte ormai 
dismessi, venne requisito dagli Alleati. Il 25 luglio successivo il 
Ministero dell’Interno della RSI comunicava al capo della polizia che &quot;a
 seguito dell’andamento delle operazioni militari, sono venuti 
gradatamente a mancare anche i campi istituiti nelle provincie di 
Grosseto, Arezzo, Ancona e Firenze, nonché quello di Scipione di 
Salsomaggiore in provincia di Parma per esigenze di carattere militare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Recentemente,
 d’ordine del Ministero dell’Interno, è stato inoltre, come è noto, 
sciolto il vecchio vasto campo di Fossoli di Carpi, mentre quello nuovo 
ivi costituito con tutte le più confortevoli attrezzature, venne tempo 
fa passato a disposizione dell’autorità germanica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Attualmente
 sono in efficienza i campi: casale Monferrato (Alessandria); Mantova; 
Villa Vò Vecchio (Padova); Cortemaggiore (Piacenza); Celle Ligure 
(Savona) e Vallecrosia (Imperia); tutti con capienza minima e, dove si 
ha disponibilità di posti, o non è completo il materiale di casermaggio o
 mancano le necessarie attrezzature&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 19 settembre 1944, in una circolare, il nuovo Prefetto di Teramo, 
Giovanni Lorenzini, comunicava che &quot;dei campi di concentramento già 
esistenti in questa Provincia quelli sottoindicati non sono in grado di 
funzionare nè possono essere rapidamente rimessi in efficienza, come 
rilevasi dalle tante copie di lettere dei Commissari Prefettizi dei 
rispettivi comuni:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Isola del Gran Sasso - Tortoreto - Nereto - Corropoli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Si
 fa riserva di ulteriori notizie allorquando saranno rinvenute le 
risposte di altri 3 comuni interessati e cioè Tossicia, Civitella del 
Tronto e Notaresco&quot;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;img _cke_real_element_type=&quot;anchor&quot; _cke_real_node_type=&quot;1&quot; _cke_realelement=&quot;%3Ca%20name%3D%22appendice%22%20_cke_saved_name%3D%22appendice%22%3E%3C%2Fa%3E&quot; align=&quot;&quot; alt=&quot;Ancora&quot; class=&quot;cke_anchor&quot; src=&quot;http://www.splinder.com/editor/ckeditor341/images/spacer.gif?t=A8LE4JO&quot; /&gt;APPENDICE&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;1.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;RISERVATA Roma 25 giugno1940 XVIII&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Roma 25 giugno1940 XVIII &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;MINISTERO DELL’INTERNO ECCELLENZE I PREFETTI DEL REGNO&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;ECCELLENZE I PREFETTI DEL REGNO &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;AL SIGNOR QUESTORE DI ROMA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;DIREZIONE GENERALE DELLA P.S. e.p.c.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Divisione A.G.R. - Sezione II^ Ispett. Gen. P.S. Comm. ARGENTIERI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&quot; &quot; Gr. Uff. FALCONE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Prot. N° 442/14178 &quot; &quot; Comm. PANARIELLO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&quot; &quot; Comm. Menna&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&quot; &quot; Comm. GIANCAGLINI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;OGGETTO : Prescrizioni per i campi di concentramento&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;e per le località d’internamento.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1) non è consentito agli internati di tenere presso di loro passaporti o documenti equipollenti e documenti militari;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2)
 gli internati non debbono possedere denaro a meno che non si tratti di 
piccole somme non eccedenti in nessun caso le cento lire; le eccedenze 
dovranno essere depositate presso banche o uffici postali su libretti 
nominativi che saranno conservati dal direttore del campo di 
concentramento o in mancanza dal Podestà. Qualora gli internati abbiano 
necessità di effettuare prelevamenti, dovranno chiedere di volta in 
volta l’autorizzazione al direttore del campo di concentramento o in 
mancanza al Podestà, il quale, se ritiene giustificata la richiesta, 
provvederà a far eseguire l’operazione tenendo presente che la somma da 
prelevare non deve mai superare quella consentita. Prelevamenti di somme
 superiori dovranno essere autorizzati dal Ministero;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3)
 gli internati non possono tenere gioielli di valore rilevante ne 
titoli; tanto i gioielli che i titoli dovranno essere depositati, a 
spese dell’interessato, in cassette di sicurezza presso la banca più 
vicina dove l’internato sarà fatto accompagnare per tale operazione. La 
chiave della cassetta sarà tenuta dall’interessato, mentre il libretto 
di riconoscimento sarà conservato dal direttore del campo di 
concentramento ed in mancanza dal podestà;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;4) gli internati non possono detenere armi o strumenti atti ad offendere;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;5) gli internati non debbono occuparsi di politica;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;6)
 agli internati può essere consentita in linea di massima soltanto la 
lettura di giornali italiani; per la lettura di giornali o libri in 
lingua straniera deve essere chiesta l’autorizzazione al Ministero;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;7)
 in un primo tempo dovrà essere corrisposto a tutti gli internati, senza
 distinzione di sorta, il sussidio giornaliero di £. 6,50, aumentato per
 gli internati nei comuni della somma di £. 50 mensili; successivamente 
le Questure interessate dovranno chiedere alle Questure nelle cui 
giurisdizioni dimorava l’internato se questi sia in grado di mantenersi 
con mezzi propri provvedendo, in caso affermativo, a sospendere la 
corresponsione del sussidio;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;8) ai fini di 
una maggiore vigilanza le Questure nelle cui giurisdizioni dimorava 
l’internato provvederanno a fornire alle Questure interessate i 
precedenti delle persone internate sospette di spionaggio o ritenute 
comunque pericolose;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;9) la corrispondenza ed
 i pacchi di qualsiasi genere, sia in arrivo che in partenza, debbono 
essere sempre revisionati o controllati, prima della consegna o della 
spedizione, dal Direttore del campo di concentramento o in mancanza dal 
Podestà o da un loro incaricato;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;10) gli internati non possono tenere apparecchi radio;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;11)
 le visite dei familiari agli internati sia nei campi di concentramento 
che nei comuni di internamento debbono essere autorizzate dal Ministero;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;12) la convivenza dei familiari con gli internati nei campi di concentramento non è consentita;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;13)
 la convivenza dei familiari con gli internati nei comuni d’internamento
 deve essere autorizzata dal Ministero; le relative pratiche debbono 
essere trasmesse al Ministero dalle Questure interessate debitamente 
istruite.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;PEL MINISTRO&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;(Carmine Senise)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;F/to illegibile&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di P.S., AA.GG.RR., cat. Massime M/4, B. 102.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;2.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;DECRETO
 DEL DUCE DEL FASCISMO, CAPO DEL GOVERNO, 4 SETTEMBRE 1940 XVIII 
PUBBLICATO NELLA GAZZETTA UFFICIALE N° 239 DELL’11 OTTOBRE 1940.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Disposizioni relative al trattamento dei sudditi nemici internati.&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;IL DUCE DEL FASCISMO CAPO DEL GOVERNO MINISTERO PER L’INTERNO.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Visto&lt;b&gt; &lt;/b&gt;l’art. 289 della legge di guerra, approvata con R.D. 8 luglio 1938 XVI n° 1415;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Visto il R.D. 10 giugno 1940 XVIII, n. 566, che ordina all’applicazione della legge predetta;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Intesi i Ministri degli Affari Esteri e per le finanze;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;u&gt;Decreta&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- ART. I° -&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;I
 sudditi nemici internati possono essere raggruppati in speciali campi 
di concentramento, ovvero essere obbligati a soggiornare in una località
 determinata da provvedimento di internamento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- ART. 2° -&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;I
 campi di concentramento, preveduti dal precedente articolo, sono posti 
sotto la sorveglianza e il controllo del Ministero dell’Interno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;All’organizzazione
 e alla disciplina di detti campi, provvede il Ministero predetto per 
mezzo di un funzionario di pubblica sicurezza, che deve risiedere sul 
posto. All’uopo il Ministero impartisce le istruzioni per il 
funzionamento interno del campo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’organizzazione
 del campo di concentramento riflette in particolare i servizi delle 
abitazioni, dell’alimentazione, dell’assistenza igienica e sanitaria, 
della amministrazione dei medicinali, del lavoro e del dopolavoro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La
 disciplina concerne soprattutto l’orario di libera uscita per gli 
internati, il divieto di interessarsi, in modo palese od occulto, di 
argomenti politici o militari, di disturbare il riposo mediante 
schiamazzi o rumori, di bere, barattare o pignorare effetti di vestiario
 o altri oggetti forniti dall’Erario.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- ART. 3° -&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Se
 l’internato è obbligato a soggiornare in una località diversa dal campo
 di concentramento, la vigilanza e il controllo sull’internato stesso 
spettano all’autorità di pubblica sicurezza, del luogo di soggiorno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La
 detta autorità determina le visite periodiche che l’internato è tenuto a
 fare all’autorità locale di pubblica sicurezza, l’orario di libera 
uscita la località nella quale l’internato può circolare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- ART. 4. -&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Gli
 internati possono essere impiegati, in determinati lavori, purchè non 
eccessivi, conformi al loro rango, e tali da non implicare 
partecipazioni a reazioni belliche.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;In tal caso gl’internati ricevono un equo compenso da determinarsi dal Ministero dell’Interno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- ART. 5° -&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Gli internati devono essere trattati con umanità e protetti contro ogni offesa e violenza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Essi non possono essere destinati in località esposte al fuoco nemico o insalubri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- ART. 6° -&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La
 libertà di religione e di culto degli internati è rispettata, con 
l’osservanze delle norme prescritte dal Ministero dell’Interno per il 
mantenimento dell’ordine.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- ART. 7° -&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Gli
 internati conservano gli effetti e gli oggetti di uso personale che non
 siano stati requisiti o sequestrati, semprechè non si tratti di armi 
munizioni, equipaggiamenti, o documenti militari.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- ART. 8° -&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Le
 spese per il mantenimento del campo di concentramento fanno carico 
all’Erario, salva rivalsa sui beni dell’internato, o su compenso da 
questi percepito del suo lavoro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- ART. 9° -&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’internato
 che sia obbligato a soggiornare in una località diversa dal campo di 
concentramento, e che non abbia mezzi propri o proventi di lavoro, è 
alloggiato gratuitamente e percepisce un sussidio giornaliero pel suo 
sostentamento e per gli altri bisogni della vita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il sussidio è corrisposto dal Prefetto nella misura stabilita dal Ministero dell’Interno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- ART. 10° -&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Gli
 internati in campi di concentramento o in località diversa non possono 
spedire o ricevere corrispondenze postali o telegrafica o pacchi di 
qualsiasi genere, se non per il tramite delle autorità di pubblica 
sicurezza che esercita la diretta vigilanza sugli internati medesimi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Agli
 internati è vietato di tenere presso di loro titoli, gioielli, ed 
oggetti di valore; è inoltrer vietato di tenere somme di denaro che, a 
giudizio insindacabile, delle autorità di pubblica sicurezza, siano 
superiori ai bisogni ordinari.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;I titoli, i 
gioielli, e gli oggetti di valore, sono depositati in cassetti di 
sicurezza presso un istituto bancario, con le modalità che saranno 
stabilite dal Ministero dell’Interno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Le 
somme eccedenti i bisogni sono depositate in una banca locale o 
all’ufficio postale con libretti intestati agli interessati e non 
possono essere ritirate senza il visto delle autorità di pubblica 
sicurezza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Roma, addì 4 settembre 1940 XVIII.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Mussolini&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di P.S., AA.GG.RR., cat. Massime M/4, B. 102&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;3.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;MINISTERO DELL’INTERNO&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;R. DECRETO = LEGGE 17 SETTEMBRE 1940 XVIII N° 2374 = PUBBLICATO NELLA GAZZETTA UFFICIALE N° 240 DEL 12 OTTOBRE 1940 XVIII.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;______________&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Modificazioni ed aggiunte al testo unico delle leggi di pubblica sicurezza per il periodo dell’attuale stato di guerra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Visto il testo unico 18 giugno 1931 IX n° 773 delle leggi di pubblica sicurezza; &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Visto l’art. 18 della legge 19 gennaio 1939 XVIII, n° 129; &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Ritenuto che si versa in istato di necessità per causa di guerra; &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Sentito il Consiglio dei Ministri; &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Sulla
 proposta del Duce del Fascismo, Capo del Governo, Ministro per 
l’Interno, di concerto col Ministro per la grazia e giustizia; &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Abbiamo decretato e decretiamo:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- ART. I° -&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Durante
 l’attuale stato di guerra, il Ministero dell’Interno può disporre 
l’internamento delle persone contemplate dall’art. 181 del testo unico 
delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con R. Decreto 18 giugno 
1931 IX n° 773.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- ART. 2° -&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Durante
 l’attuale periodo di guerra, l’obbligo della presentazione degli 
stranieri all’autorità di pubblica sicurezza, al loro ingresso nel 
territorio dello Stato ed in occasione del trasferimento da uno ad altro
 Comune dello Stato, previsto dall’art. 142 del citato testo unico delle
 leggi di pubblica sicurezza, deve essere adempiuto entro le 
ventiquattro ore dall’ingresso o dal trasferimento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;E’ sospesa l’applicazione dell’ultimo comma del predetto art. 142.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- ART. 3° -&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 presente decreto entra in vigore il giorno della sua pubblicazione 
nella Gazzetta Ufficiale del regno e sarà presentato alle Assemblee 
legislative per la conversione in legge.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il Ministero proponente è autorizzato a presentare il relativo disegno di legge.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Ordiniamo
 che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserito 
nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d’Italia, 
mandando a chiunque spetti osservarlo e di farlo osservare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dato a San Rossore, addì 17 settembre 1940 XVIII.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Vittorio Emanuele&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Mussolini - Grandi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Visto,
 il Guardiasigilli: Grandi - Registrato alla Corte dei conti il 10 
ottobre 1940 XVIII - Atti del Governo, registro 426, foglio 28 - 
Mancini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di P.S., AA.GG.RR., cat. Massime M/4, B. 99.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;4.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;MINISTERO DELL’INTERNO&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;DIREZIONE GENERALE DELLA PUBBLICA SICUREZZA&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Roma &lt;u&gt;8 maggio 1941 - XIX° &lt;/u&gt;DEL REGNO ALLE RR. PREFETTURE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;OGGETTO: ALLA REGIA QUESTURA DI ROMA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Località militarmente importanti e.p.c.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;MINISTERO AFFARI ESTERI - A.G.IV° - &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;MINISTERO DELLA GUERRA - Gabinetto - &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;MINISTERO DELLA GUERRA - S.I.M. - &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;u&gt;ROMA&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 Ministero della Guerra ha, d’intesa con quelli della Marina e 
dell’Aeronautica, compilato l’unito elenco delle località militarmente 
importanti il quale sostituisce le tabelle A e B annesse alla legge 1° 
giugno 1931 n° 886.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Ciò 
permesso, ed a richiesta dello stesso Ministero della Guerra si prega 
allontanare i sudditi nemici dalle località indicate nell’elenco, 
inviandoli a scegliersi subito altra residenza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Eventuali
 eccezioni potranno essere esaminate, caso per caso, e a richiesta degli
 interessati dalle rispettive Questure previ accordi con gli organismi 
militari.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Si prega altresì 
di rivedere, sempre d’intesa con gli organismi militari, la posizione 
degli stranieri non appartenenti a Stati nemici e residenti in località 
militarmente importanti, avanzando proposte nei confronti di quelli 
ritenuti sospetti o indesiderabili.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Si
 prega infine di sottoporre a speciali misure di vigilanza tutti gli 
stranieri residenti in Italia vietando loro gli spostamenti da una 
località ad altra militarmente importante senza preventiva 
autorizzazione da parte degli organi di Polizia, i quali, prima di 
rilasciarla, dovranno interpellare la Questura nella cui giurisdizione 
lo straniero intende recarsi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Le
 limitazioni di cui sopra è cenno non si applicano ai sudditi tedeschi 
ariani favorevolmente noti ed agli stranieri ristretti in campi di 
concentramento. Quelli internati in comuni compresi nell’elenco dovranno
 essere trasferiti in altri comuni della stessa provincia non 
militarmente importanti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Per
 le Prefetture della Venezia Giulia si richiamano le disposizioni 
impartite col telegramma del ventisei aprile u.s. n° 27727-443.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Si resta in attesa di assicurazione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;PEL MINISTRO&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;(Carmine Senise)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;F/to illegibile&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di P.S., AA.GG.RR., cat. Massime M/4, B. 99.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;5.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;EUGENIO PARRINI&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;CAVALIERE AL MERITO DEL LAVORO&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;ROMA, 24 febbraio XX&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;VIA DELL’AMBA ARADAM, 48 - TEL. 760-258&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;OSSERVAZIONI E NORME PER LA COSTRUZIONE DI UN CAMPO DI&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;CONCENTRAMENTO PER INTERNATI NON MILITARI&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;GENERALITA’
 - Le contingenze belliche hanno ancora una volta e in più vasta misura 
generato le necessità di riunire in appositi campi di concentramento 
numerosi raggruppamenti di persone allo scopo di isolarle in una 
limitata zona adatta ad una facile sorveglianza.&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;-
 Le contingenze belliche hanno ancora una volta e in più vasta misura 
generato le necessità di riunire in appositi campi di concentramento 
numerosi raggruppamenti di persone allo scopo di isolarle in una 
limitata zona adatta ad una facile sorveglianza. &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il
 problema si ripresenta solo a grandi distanze di tempo ed è per tale 
ragione che, almeno in Italia, esso manca di una necessaria 
elaborazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Le esigenze della costruzione e
 organizzazione di un campo di concentramento sono molteplici e vanno 
dalla necessità di dare ricovero e mezzi di vita agli internati e 
personale di sorveglianza in modo da garantire la bontà delle condizioni
 igieniche del campo, fino alla opportunità che la costruzione e la 
gestione siano tali da rendere nello stesso tempo meno penosa la 
relegazione agli internati e meno preoccupante ed oneroso per lo Stato 
il problema della vigilanza degli stessi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Così,
 pur considerando la caratteristica dell’urgenza che sempre si 
accompagna alla contingenza che porta alla costruzione del campo, questo
 non deve essere ridotto alla costruzione di baracche non igieniche, 
impiantate ove sia, senza riguardo alla vita normale della zona e alla 
difficoltà di provvedere economicamente ai servizi logistici e senza la 
previsione - che ritengo molto importante - di uno scopo più durature di
 poter destinare in tutto o in parte le costruzioni eseguite anche a 
successivi scopi di pace.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Osservazioni ed 
esperienze che risalgono anche alla guerra europea mi hanno portato alle
 seguenti conclusioni che ritengo utili alla più razionale impostazione 
dei campi ancora da costruire.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;A) &lt;u&gt;SCELTA DELLA ZONA&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Oltre
 alle ovvie caratteristiche circa la distanza da centri abitati, circa 
la accessibilità, la salubrità e la possibilità di rifornimenti, la 
località prescelta &lt;u&gt;dovrebbe essere al centro di una zona vasta tale 
da consentire la possibilità di impiego a tutti i volenterosi che 
volessero dedicarsi ai lavori intesi a:&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1)
 Impiantare grandi orti il cui prodotto dovrebbe essere ceduto al campo 
di concentramento a pranzo modesto, evitando così di gravare per le 
provviste sui mercati locali;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2)
 Intraprendere la trasformazione agraria e fondiaria o qualsiasi altra 
attività nella zona a mezzo degli internati che volontariamente 
domandassero di lavorare, mediante un modesto contributo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;B) &lt;u&gt;COSTRUZIONE DEL CAMPO&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il campo di concentramento, per sommi capi, deve comprendere:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1) Ricoveri per gli internati e relativi servizi accessori; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2) Uffici e abitazioni della direzione del comando del campo, per gli Ufficiali M.V.S.N. - alloggi &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;sottufficiali P.S. e impiegati e famiglia; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3) Direzione tecnica per la manutenzione del campo e la cura dei servizi vari: acqua ecc.; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;4) Caserma per la Milizia e agenti P.S., corpo di guerdia, camera di sicurezza per internati e forze &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;armate; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;5) Infermeria con ambulatorio e reparto di isolamento; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;6) Magazzino casermaggio; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;7) Forno; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;8) Macelleria; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;9) Magazzini e locali per l’organizzazione centrale per l’alimentazione e provviste accessorie; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;10) Autorimessa; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;11) Cappella per la necessità di culto. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Spesso,
 per le contingenze del momento, non si sono fatte valutazioni di sorta e
 si è costruito senz’altro in baraccamenti di legno o simili.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Diciamo subito che questo sistema, dopo tante prove cattive, ha ormai fatto il suo tempo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;I
 baraccamenti, se possono ammettersi e sono inevitabili per i militari, 
sono addirittura da scartarsi nel caso in oggetto per le seguenti 
constatazioni: i militari sono tutti uomini adulti con possibilità di 
dislocarsi a loro piacimento per i bisogni più vari e sopratutto, in 
molti casi, tali baraccamenti hanno una provvisiorietà d’impiego che 
chiameremo volante. Infatti le migliori baracche sono quelle smontabili,
 che secondo le necessità si portano da un punto all’altro, quando 
addirittura, per contingenze militari, non si abbandonano al loro 
destino.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Ma i campi di 
concentramento, per internati, sono veri e propri paesi provvisori 
composti di uomini, donne, vecchi, bambini, famiglie complete, con tutti
 i bisogni inerenti. Le baracche in legno non possono costruire questo 
paese della durata di qualche anno; dove mancando le necessarie 
condizioni igieniche, varrebbe ben presto meno l’efficace difesa 
sanitaria con le inevitabili conseguenze che a lungo andare si 
verificherebbero, non solo fra gli internati ma anche fra gli altri, che
 per ragioni di lavoro o di ufficio sono costretti a fare vita comune 
con gli internati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Le costruzioni debbono pertanto conciliare le seguenti esigenze:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;-
 rispondenza alle necessità igieniche, in relazione alle varie 
destinazioni degli ambienti, e alla necessità di potere resistere 
convenientemente alle offese del tempo e dell’uso per una durata non 
solo di mesi ma anche di anni; &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;- massima rapidità di esecuzione; &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;-
 utilizzazione dei materiali locali in odo da ridurre al minimo l’entità
 dei trasporti, sempre difficile e onerosa, in caso di emergenza; &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;-
 adozione di strutture tali che almeno in parte abbiano carattere 
permanente onde essere convenientemente utilizzate a guerra finita, a 
scopi di pace; &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;- realizzazione nelle strutture della massima economia di costo; &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;rispondenza
 alle necessità igieniche, in relazione alle varie destinazioni degli 
ambienti, e alla necessità di potere resistere convenientemente alle 
offese del tempo e dell’uso per una durata non solo di mesi ma anche di 
anni; &lt;/span&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;A tale proposito occorre 
osservare che le strutture di oggi a carattere provvisorio, se 
permettono la maggiore rapidità di esecuzione, non sempre realizzano la 
massima economia; esse spesso sono costose quanto le costruzioni 
permanenti con ben diversa consistenza di opera.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;u&gt;Sarà
 bene perciò far fronte alle necessità di urgenza con una parte di 
costruzioni a carattere provvisorio e contemporaneamente eseguire con il
 ritmo più celere costruzioni a carattere permanente.&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;I
 fabbricati per la Direzione del Campo, alloggi forza pubblica, 
infermeria e servizi è comunque opportuno, per ragioni ovvie, che siano 
in muratura. Tali fabbricati, se il campo è stato situato in zona adatta
 potranno costituire le prime costruzioni del futuro villaggio agricolo o
 di altra attività. Gli altri fabbricati, quelli a carattere 
provvisorio, dovranno avere internamente le caratteristiche, durante 
l’uso, di costruzioni stabili, meglio se internamente intonacate, onde 
permettere le necessarie periodiche disinfezioni e disinfestazioni senza
 di che è possibile la necessaria profilassi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;C) &lt;u&gt;ORGANIZZAZIONE SERVIZI E FUNZIONAMENTO&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Accenniamo ad una organizzazione già esperimentata con esito soddisfacente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Ammesso
 che il campo sia per 3000 unità, si potranno fare 5 gruppi di 600 unità
 ciascuno, distribuite in 7 baracche, nelle quali possono alloggiare 
circa 80 persone, altre alla cucina, ai lavandini, docce e gabinetti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;In ogni baracca vi deve essere il capo baracca, e fra i 7 capi baracca dovrà essere scelto il&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;capo gruppo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Fra i capi gruppo il capo del campo, il quale espone a chi di dovere i desideri e le necessità degli internati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Si
 evita così quel continuo richiedere e protestare dei singoli internati -
 tante volte proteste ingiustificate e richieste impossibili.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Predisposti
 i fabbricati alloggi, direzione, sorveglianza e accessori occorre 
provvedere alla provvista, alla costruzione del casermaggio del tipo più
 idoneo. La caratteristica di tale casermaggio sarebbe preferibile 
quella di tipo militare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;La 
parte in legname (tavoli - panche - panghetti - mensole - etc. tutto in 
legno grezzo) eseguita sul posto, durante la costruzione del campo di 
concentramento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Alimentazione
 - Elemento fondamentale di ogni consorzio umano, il problema 
dell’alimentazione non può essere risolto con mezzi di fortuna e con 
esperimenti improvvisati.&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;- Elemento 
fondamentale di ogni consorzio umano, il problema dell’alimentazione non
 può essere risolto con mezzi di fortuna e con esperimenti improvvisati.
 &lt;/span&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il sistema di raggiungere 
nuclei numerosi con relativo servizio centrale (vi sono proggetti per 
nuclei anche di 1000 unità) è certamente da scartare e per ovvie 
ragioni. Gli internati, giunti al campo, non hanno niente da fare e noi 
li abbiamo visti abbandonarsi alle più nere malinconie ed al più 
fastidioso mormorare. La mensa comune gestita dalla Direzione del Campo o
 da chi per essa toglie all’internato anche la piccola preoccupazione 
del pensare alla mensa quotidiana, sarà sempre fonte di fastidi, sia per
 l’accusa molto facile verso Tizio o verso Caio di speculazione sulla 
mensa stessa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;E’ per queste 
ragioni che i migliori risultati si sono avuti dove si è creata una 
organizzazione centrale capace di provvedere, come se fosse un grande 
emporio alimentare, a tutti i bisogni di prodotti alimentari del campo, 
il quale farà capo a tale organizzazione centrale a mezzo di tanti 
nuclei rappresentanti delle singole baracche costituiti tenendo conto 
delle differenze di lingua, razza, di categoria sociale, nonchè dei 
sessi e dell’età. Tali nuclei avranno una propria organizzazione (capo 
mensa, cuoco, servizi di cucina, ecc.) che provvederà a tutti i 
rifornimenti, e alla preparazione degli alimenti per il nucleo stesso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Ne
 è a dire che la costruzione di tante piccole cucine, come già è 
avvenuto, sia più onerosa della costruzione di una grande cucina, ad 
esempio per mille unità, la quale poi importa un vero e proprio 
servizio, con competenze particolari e nonostante ciò, senza riuscire ad
 evitare danni e proteste. Poichè è ben difficile che 1000 persone 
rimangono soddisfatte della stessa pentola.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Concludendo,
 il concetto informatore è questo: che un campo di concentramento, 
anzichè essere concepito come un baraccamento o campo di concentramento 
per militari, deve poter costituire un organismo capace di avviarsi a 
funzionamento autonomo, capace di favorire il lavoro volontario che 
immancabilmente si va a determinare, capace di opere utili, capace cioè 
di costituire - dopo l’utilità contingente del tempo di guerra - il 
nucleo di un nuovo centro di vita e di produzione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;u&gt;PARRINI&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di P.S., AA.GG.RR., cat. Massime M/4, B. 112.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;9.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;ELENCO&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;ITALIANI INTERNATI NEI SEGUENTI CAMPI DI CONCENTRAMENTO&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Località ariani &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Ariani Irpino 77&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Fabriano 78&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Isernia 1&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Istonio 108&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Lipari 1&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Manfredonia 180&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Monteforte Irpino 48&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Nuoro 7&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Pisticci 80&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Pollenza 20&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Treia 1&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Tremiti 76&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Ustica 318&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Ventotene 77&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;________________________________________________________________________________&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Località ebrei&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;________________________________________________________________________________&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Campagna 3&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Campagna 3 &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Casacalenda 1&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Isola del Gran Sasso 44&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Tremiti 3&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Urbisaglia 35&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Ustica 4&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;u&gt;8 - 3 - 41&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di P.S., AA.GG.RR., cat. Massime M/4, B. 65.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;10.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;ELENCO DEGLI STRANIERI INVIATI IN CAMPI DI CONCENTRAMENTO&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;12 Febbraio 1941 XIX°&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;________________________________________________________________________________&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;table border=&quot;0&quot; class=&quot; cke_show_border&quot; height=&quot;651&quot;&gt;&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td align=&quot;center&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;44%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;b&gt;Località&amp;nbsp; &lt;/b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;26%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;b&gt;Ebrei&amp;nbsp; &lt;/b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;center&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;30%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;b&gt;&quot;Ariani&quot; &lt;/b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td height=&quot;19&quot; width=&quot;44%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Civitella della Chiana&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;26%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;30&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;30%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;34&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td height=&quot;19&quot; width=&quot;44%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Treia&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;26%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;10&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;30%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;30&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td height=&quot;19&quot; width=&quot;44%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Campagna&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;26%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;193&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;30%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;14&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td height=&quot;19&quot; width=&quot;44%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Manfredonia&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;26%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;6&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;30%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;1&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td height=&quot;19&quot; width=&quot;44%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Urbisaglia e Tolentino&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;26%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;53&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;30%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;=&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td height=&quot;19&quot; width=&quot;44%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Lanciano&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;26%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;19&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;30%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;1&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td height=&quot;19&quot; width=&quot;44%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Alberobello&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;26%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;55&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;30%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;2&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td height=&quot;19&quot; width=&quot;44%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Pollenza&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;26%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;3&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;30%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;51&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td height=&quot;19&quot; width=&quot;44%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Ferramonti&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;26%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;958&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;30%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;33&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td height=&quot;19&quot; width=&quot;44%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Nereto&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;26%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;46&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;30%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;8&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td height=&quot;19&quot; width=&quot;44%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Lama dei Peligni&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;26%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;21&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;30%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;3&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td height=&quot;19&quot; width=&quot;44%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Agnone&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;26%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;72&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;30%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;30&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td height=&quot;19&quot; width=&quot;44%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Chieti&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;26%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;=&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;30%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;3&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td height=&quot;19&quot; width=&quot;44%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Isola del Gran Sasso&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;26%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;61&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;30%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;5&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td height=&quot;19&quot; width=&quot;44%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Solofra&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;26%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;=&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;30%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;44&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td height=&quot;19&quot; width=&quot;44%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Isernia&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;26%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;2&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;30%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;87&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td height=&quot;19&quot; width=&quot;44%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Notaresco&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;26%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;56&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;30%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;16&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td height=&quot;20&quot; width=&quot;44%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Casacalenda&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;20&quot; width=&quot;26%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;22&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;20&quot; width=&quot;30%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;19&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td height=&quot;19&quot; width=&quot;44%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Montechiarugolo&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;26%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;1&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;30%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;113&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td height=&quot;19&quot; width=&quot;44%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Casoli&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;26%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;43&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;30%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;=&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td height=&quot;19&quot; width=&quot;44%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Tortoreto&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;26%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;74&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;30%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;4&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td height=&quot;19&quot; width=&quot;44%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Bagni a Ripoli&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;26%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;40&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;30%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;70&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td height=&quot;19&quot; width=&quot;44%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Civitella del Tronto&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;26%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;105&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;30%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;27&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td height=&quot;19&quot; width=&quot;44%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;(pescatori dodecanesini)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;26%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;=&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;30%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;100&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;&lt;td height=&quot;19&quot; width=&quot;44%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Gioia del Colle&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;26%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;1&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot; height=&quot;19&quot; width=&quot;30%&quot;&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;1&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di P.S., AA.GG.RR., cat. Massime M/4, B. 107.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;11.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;PRESENZE INTERNATI AL 31 - 10 - 1942 - XXI°&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;PROVINCIA COMUNE Posti occupati Posti liberi&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Ancona Fabriano 93 7&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Arezzo Cvitella della Chiana 56 13&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Avellino Ariano Irpino 70 24&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&quot; Monteforte Irpino&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&quot; Solofra 23 27&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Bari Alberobello 91 9&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Campobasso Agnone 130 9&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&quot; Casacalenda 41 24&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&quot; Isernia 93 57&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&quot; Vinchiaturo 38 10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Chieti Casoli 91 in più 21&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&quot; Istonio (capienza 170) 181 in più 11&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&quot; Lama dei Peligni ( &quot; 60) 60 =&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&quot; Lanciano ( &quot; 55) 57 in più 2&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&quot; Tollo ( &quot; 90) 91 in più 1&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Cosenza Ferramonti 1430 954&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Firenze Bagno a Ripoli 78 102&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&quot; Montalbano 42 13&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Foggia Manfredonia 140 34&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&quot; Tremiti 196 15&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Littoria Ponza 541 197&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&quot; Ventotene&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Macerata Pollenza 83 7&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&quot; Urbisaglia e Tolentino 95 in più 11&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&quot; Treia 24 26&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Matera Pisticci&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Messina Lipari 309 51&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Palermo Ustica 1170&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Parma Montechiarugolo 79 110&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&quot; Salsomaggiore (Scipioni) 143 32&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Pescara Città S. Angelo 107 10&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Salerno Campagna 174 33&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Teramo Civitella del Tronto 155 20&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&quot; Corropoli 81 119&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&quot; Isola del Gran Sasso 169 =&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&quot; Nereto 196 4&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&quot; Notaresco 99 in più 3&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&quot; Tortoreto 110 in più 5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&quot; Tossicia 114 =&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di P.S., AA.GG.RR., cat. Massime M/4, B. 107.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;13.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;PROVINCIA DI CHIETI&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;ELENCO NOMINATIVO degli individui assegnati in campi di concentramento ed internati in Comuni della provincia di CHIETI.&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;degli individui assegnati in campi di concentramento ed internati in Comuni della provincia di CHIETI. &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI CASOLI&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1) Arensberg Willi di Hermann - ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2) Beran Bruno di Sigismondo - ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3) BerolzHeimer Kaus Alberto fu Martino - ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;4) Brasch Kaus di Saly - ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;5) Cohn Rodolfo di Sigismondo - ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;6) Eckstein Oskar Israel di Ugo - ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;7) Fried Erick di Fritz - ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;8) Freund Maso Israel di Edoardo - ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;9) Goldmann Oskar Israel di Samuele - ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;10) Goldstein Bertoldo di Israele - ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;11) Gollerstepper Maso di Israele - ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;12) Harth Heinrich di Fabiano - ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;13) Harnick Isacco di Haim - ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;14) Herzberg Siegbert di Louis - ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;15) Hochsstimm Kaus Walter di Rodolfo - ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;16) Klarfeld Giacomo fu Leo - ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;17) Klein Alessandro fu Giuseppe - ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;18) Lager Sigfrido fu Giuseppe - ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;19) Loew Riccardo di Joseph - ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;20) Loewenstein Fritz di Israel - ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;21) Segall Maximilian Israele di Saly - ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;22) Weinberg Arturo di Kermann - ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;23) Choczner Salomone fu Moises - ebreo apolide&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;24) Bettinger Salomone Mannes di Pinkas - ebreo apolide&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;25) Furst Arturo di Magnose - ebreo apolide&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;26) Gorlin Lazar di Elias - ebreo apolide&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;27) Grauer Samuel di Marco - ebreo apolide&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;28) Grun Marco di Israel - ebreo apolide&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;29) Heber Isacco di Giacobbe - ebreo apolide&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;30) Hassaid Giuseppe di Behor - ebreo apolide&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;31) Hellmann Ralfh di Giacomo - ebreo apolide&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;32) Hochberger Woicech Bela di Simeone - ebreo apolide&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;33) Karp Mayer di Giuseppe - ebreo apolide&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;34) Kuznitzri Bertoldo di Manfredo - ebreo apolide&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;35) Lipmanovicz Samuele di Efraim - ebreo apolide&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;36) Marder Marco di Giuseppe - ebreo apolide&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;37) Magler Salo fu Giacomo - ebreo apolide&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;38) Pitzela Hermann di Masc - ebreo apolide&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;39) Rothemberg Mandel di Salomone - ebreo apolide&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;40) Widder Abramo di Giovanni - ebreo apolide&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;41) Zylbergerg Jaukiel - ebreo apolide&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;42) Berl Silvio di Aronne - ebreo polacco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;43) Krebs Benedetto di Ignazio - ebreo polacco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;44) Wiesenfeld Abramo Isacco fu Nathan - ebreo polacco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;45) Wittmann Sigismondo di Enrico - ebro polacco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;46) Balint Dionisio di Giuseppe - ebreo ungherese&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;47) Freilich Emilio di Isidoro - ebreo ungherese&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;48) Grunhut Marcello Moritz di Emanuele - ebreo slovacco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;49) Grunfut Rodolfo di Marcello Moritz - ebreo slovacco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;50) Goldemberg Salomone di Israele - ebreo rumeno&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di P.S., AA.GG.RR., cat. Massime M/4, B. 118.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;14.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;DIREZIONE DEL CAMPO DI CONCENTRAMENTO - CHIETI&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;ELENCO NOMINATIVO degli internati nel campo di concentramento di CHIETI&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;degli internati nel campo di concentramento di CHIETI&lt;/b&gt; &lt;/span&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1) Bailey Colin Campbell fu Giovanni di anni 59, insegnante privato, inglese;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2) Bazin Antonio fu Didier, di anni 27, pittore, francese;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3) Bisio Emilio di Federico, di anni 34, pescivendolo, inglese;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;4) Brousse Luciano di Antonio, di anni 41, impiegato privato, francese;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;5) Duthil Pietro fu Giuseppe, di anni 53, manovale, francese;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;6) Francesconi Otello di Pellegro, di anni 34, scultore. italiano&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;7) Fried Ignatz di Eugen, di anni 37, cantante lirico, slovacco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;8) Giorgi Giuseppe fu Nicolò, di anni 52, cartaio, francese;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;9) Kapoor Bikram Jit di Chand, di anni 27, direttore di Hotel, inglese;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;10) Loewy Paul di Jacob, di anni 34, agricoltore, ceco;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;11) Money Alexander fu Francesco, di anni 44, impiegato privato, inglese;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;12) Montali Guido fu Giuseppe, di anni 64, geometra, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;13) Morgentstern Maxdi Herman, di anni 59, chimico, ceco;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;14) O’Mullane Cornelius di Guglielmo, di anni 50, insegnante privato, irlandese;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;15) Petera Walter Max fu Giovanni, anni 27, impiegato privato, ceco;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;16) Sarsfield Salazar Demetrio fu Lorenzo, di anni 56, agente di commercio, inglese;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;17) Simon Remj fu Pietro, di anni 54, meccanico, francese;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;18) Singer Egan Werner di Gustavo, di anni 35, ingegnere, ceco;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;19) White Edoardo fu Alfredo, di anni 32, impiegato privato, inglese;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;20) White Roberto fu Alfredo, di anni 27, impiegato privato, inglese;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;21) White William di Lanchlan, di anni 52, impiegato privato, inglese;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;CHIETI, li 14 SET. 1940, Anno XVIII&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;IL COMMISSARIO A. DI P.S.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Direttore del Campo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;F.to Mario La Monica&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di P.S., AA.GG.RR., cat. Massime M/4, B. 118.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;15.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;CAMPO DI CONCENTRAMENTO ISTONIO MARINA (Prov. Chieti)&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Elenco nominativo degli internati al 15 settembre 1940 XVIII&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1) Abbatista Giovanni fu Domenico, di anni 43, rappresentante di commercio italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2) Agostini Livio fu Antonio, di anni 57, dottore chimico, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3) Aroldi Cesare Enrico fu Guglielmo, di anni 65, libraio, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;4) Balbinot Guerrino fu Osvaldo, di anni 26, venditore ambulante, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;5) Bandiera Roberto fu Gaetano, di anni 44, venditore macchine da cucire, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;6) Baruchello Tullio, fu Pietro, di anni 48, sarto, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;7) Bellandi Ugo fu Rotiglio, di anni 62 muratore, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;8) Bellini Giacomo di Ambrogio, di anni 38, ex commerciante, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;9) Benedetti Ardiccio fu Stanislao, di anni 59, barbiere, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;10) Benocci Tuscano Stefano fu Olindo, di anni 47, professore di lettre, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;11) Benvenuto Ruggero fu Costante, di anni 39, cameriere, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;12) Bertoja Luigi di Giuseppe, di anni 25, meccanico, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;13) Bonfantini Corrado di Giuseppe, di anni 31, medico, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;14) Brenna Ercole fu Vincenzo, di anni 46, Scalpellino, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;15) Carrano Giovanni fu Francesco, di anni 55, meccanico, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;16) Carrega Francesco fu Angelo, di anni 63, maestro elementare, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;17) Cattaneo Dante di Claudio, di anni 30, argentiere, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;18) Cattaneo Emilo di Carlo, di anni 34, fattorino, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;19) Cernac Giovanni di Giovanni, di anni 37, meccanico, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;20) Cerne Pietro di Giovanni, di anni 39, meccanico, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;21) Cesarò Salvatore fu Salvatore, di anni 64, chimico, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;22) Colombo Giuseppe di Carlo, di anni 41, produttore auto, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;23) Confalonieri Lorenzo di Manlio, di anni 29, disegnatore, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;24) Consentino Antonino fu Vincenzo, di anni 57, professore lingue, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;25) Cordoni Beniamino di Battista, di anni 44, falegname, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;26) Costantini Costantino fu Giuseppe, di anni 55, procaccia, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;27) Costanza Francesco fu Michele, di anni 66, portuale, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;28) Damen Secondo Onorato fu Giovanni, di anni 47, professore di lettere, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;29) Della Giusta Piero fu Fausto, di anni 40, avvocato, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;30) Delpin Marino fu Lodovico, di anni 29, commerciante, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;31) Depangher Guerrino fu Pietro, di anni 35, pescatore, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;32) Fumis Romano di Pietro, di anni 37, fabbro, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;33) Furlani Giuseppe di Antonio, di anni 44, agricoltore, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;34) Gerin Ottavio di Francesco, di anni 32, agricoltore, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;35) Gherbassi Antonio fu Antonio, di anni 66, agricoltore, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;36) Giolli Paolo di Raffaele, di anni 19, studente, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;37) Giolli Raffaello fu Gaetano, di anni 51, pubbliciasta, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;38) Giunta Giuseppe fu Biagio, di anni 38, dottore commercialista, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;39) Gradnik Giuseppe di Giuseppe, di anni 43, agricoltore, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;40) Grilli Giovanni fu Mario, di anni 37, ragioniere, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;41) Grottoli Pirro fu Giuseppe, di anni 52, sellaio, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;42) Jelenich Giuseppe di Stefano, di anni 51, carrettiere, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;43) Jergog Floriano di Giuseppe, di anni 28, operaio chimico, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;44) Jovenitti Francesco di Giuseppe, di anni 36, meccanico, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;45) Monic Andrea fu Francesco, di anni 46, bracciante, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;46) Ladavaz Luigi fu Giuseppe, di anni 28, agricoltore, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;47) Larinti Luigi di ignoto, di anni 43, commesso, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;48) Lucini Virgilio fu Giovanni, di anni 34, fotografo, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;49) Maccari Antonio fu Pietro, di anni 44, facchino, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;50) Maffi Bruno di Fabio, di anni 31, professore di lettere, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;51) Maiocchi Carlo di Natale, di anni 38, meccanico, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;52) Maranini Giuseppe fu Giovanni, di anni 63, commerciante, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;53) Marchi Lodovico di Angelo, di anni 35, autista, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;54) Marega Emeregildo fu Giuseppe, di anni 44, calzolaio, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;55) Martina Attilio di Giuseppe, di anni 43, muratore, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;56) Mazzadi Guido di Vittorio, di anni 45, pubblicista, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;57) Meoni Umberto fu Gregorio, di anni 62, commesso viaggiatore, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;58) Micali Vittorio fu Giuseppe, di anni 40, bracciante, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;59) Molaschi Carlo fu Giacomo, di anni 54, impiegato, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;60) Molinelli Guido fu Quirino, di anni 46, pubblicista, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;61) Montagnani Piero fu Giacinto, di anni 39, dottore fartmacista, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;62) Musumeci gioacchino fu Rosario, di anni 37, falegname, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;63) Padovani Umberto di Pasquale, di anni 34, bracciante, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;64) Pahor Romano di Carlo, di anni 37, agente di assicurazione, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;65) Pampuri Angelo di Pietro A., di anni 41, saldatore, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;66) Pedroni Giordano di Rinaldo, di anni 31, incisore, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;67) Pellicella Rodolfo di Guido, di anni 26, tipografo, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;68) Pobega Giovanni di Giovanni, di anni 42, carpentiere, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;69) Punsar Roberto di Antonio, di anni 40, fattorino, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;70) Radici Umberto di Guglielmo, di anni 35, bracciante, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;71) Razzini Mario fu Luigi, di anni 50, impiegato, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;72) Renzulli Luigi di Aurelio, di anni 42, mediatore, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;73) Repossi Luigi fu Ercole, di anni 58, commerciante, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;74) Riboldi Ezio fu Giacomo, di anni 62, avvocato, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;75) Rivolt Emilio di Pietro, di anni 38, bracciante, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;76) Salardi Francesco fu Antonio, di anni 57, commesso viaggiatore, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;77) Scalarini Giuseppe fu Raniero, di anni 67, disegnetore, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;78) Scarcelli Nicola fu Vincenzo, di anni 44, calzolaio, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;79) Scarpa Emilio di ignoto, di anni 45, montatore cingoli, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;80) Scodellaro Luigi di ignoto, dianni 37, piazzista, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;81) Sever Giovanni fu Giovanni, di anni 39, commerciante, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;82) Silvestri Carlo fu Carlo, di anni 47, pubblicista, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;83) Spanger Luigi fu Giovanni, di anni 34 falegname, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;84) Sponton Olimpo di Rodolfo, di anni 27, lattoniere, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;85) Steppi Pietro fu Giacomo, di anni 48, orologiaio, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;86) Stucchi Mario fu Domenico, di anni 41, rappresentante, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;87) Stuparich Alberto fu Giovanni, di anni 51, rappresentante, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;88) Tedesco Ferdinando fu Giovanni, di anni 43, contadino, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;89) Tondini Manlio fu Giuseppe, di anni 29, elettricista, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;90) Trevisan Massimiliano fu Giovanni, di anni 37, falegname, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;91) Ulisse Mariano di Vincenzo, di anni 38, meccanico, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;92) Ursic Rodolfo di Antonio, di anni 34, commerciante, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;93) Usai Teodoro fu Valentino, di anni 37, meccanico, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;94) Valeri Antoni fu Secondo, di anni 40, impiegato, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;95) Valentini Giuseppe fu Giovanni, di anni 37, bracciante, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;96) Vallon Bernardo fu Bonomo, di anni 40, carpentiere, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;97) Varè Vincenzo di Enrico, di anni 29, ragioniere, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;98) Venanzi Nello fu Vito, di anni 62, avvocato, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;99) Venegoni Mauro di Paolo, di anni 37, lattoniere, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;100) Vollati Lorenzo di ignoto, di anni 41, macchinista navale, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;101) Zanganelli Giulio di Bernando, di anni 39, agente di assicurazione, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;102) Zega Emilio fu Michele, di anni 39, impiegato, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;103) Zeriali Andrea di Antonio, di anni 44, contadino, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;104) Zuder Giuseppe fu Giovanni, di anni 44, idraulico, italiano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;105) Allegri Roberto fu Giuseppe, di anni 34, verniciatore, italiano; note: attualmente ricoverato nell’ospedale d’Istonio;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;106) Colombo Davide di Antonio, di anni 58, guantaio, italiano; note: attualmente detenuto nelle carceri d’Istonio;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;107) Mazzagaglia Abele di Giuseppe, di anni 40, cameriere; note: attualmente detenuto nelle carceri d’Istonio;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;108) Pizzamus Vittorio di Giuseppe, di anni 40, calderaio, italiano; note: attualmente ricoverato nell’ospedale d’Istonio;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;109) Terraneo Felice fu Angela, di anni 29, impiegato, italiano; note: attualmente ricoverato nell’ospedale d’Istonio;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;ISTONIO MARINA, 15 Sett. 1940 XVIII&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il Commissario di P.S.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Direttore del Campo di Concentramento&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;F.to V. Prezioso&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di P.S., AA.GG.RR., cat. Massime M/4, B. 118.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;16.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;COMUNE DI LAMA DEI PELIGNI&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;(Provincia di Chieti)&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Elenco nominativo degli INTERNATI qui residenti&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;right&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Lama dei Peligni, 14 Settembre 1940 XVIII&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;IL DIRETTORE&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;right&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;del Campo di Concentramento&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;F.to&lt;b&gt; PINDIERI&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1)
 Scharzmann Alberto fu Moise, di anni 52, rappresentante e grossista di 
frutta secca, ex protetto francese-ebreo, nato a Smirne il 5-12-1887, 
arrivato da Milano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2) Maisels Jeremis di Aims, di anni 33, medico chirurgo, lettone-ebreo, arrivato da Bologna;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3) Melamerson Max fu Alessandro, di anni 59, industriale, russo-ebreo, arrivato da Vietri sul Mare;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;4) Dancyngier Chaim di Szyia, di anni33, medico chirurgo e farmacista, polacco- ebreo, arrivato da Siena;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;5) Saltstein Abraham di Noach, di anni 24, commerciante, polacco-ebreo, arrivato da Milano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;6) Jerett Willì di Pincus, di anni 37, commerciante, polacco-ebreo, arrivato da Milano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;7) Makus Otto di Max, di anni 45, commerciante, apolide-ebreo, arrivato da Milano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;8) Semmel Josef-Enrico fu Marco, di anni 39, commerciante e dottore in filosofia, polacco-ebreo, arrivato da Milano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;9) Bindefeld Siegmund di Wolf, di anni 47, commerciante, apolide-ebreo, arrivato da Milano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;10) Beer Simon di Faibis, di anni 27, laureando in medicina, romeno-ebreo, arrivato da Siena;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;11) Stanich Lodovico di Francesco, di anni 24, falegname, suddito jugoslavo, arrivato da Trieste;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;12) Kellmer Norbert di Guglielmo, di anni 27, tecnico industria tessile, apolide-ebreo, arrivato da Milano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;13) Gottesman Giogio fu Hersch, di anni 41, impiegato presso la Montecatini, apolide-ebreo, arrivato da Milano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;14) Jelinek Gustavo di Carlo, di anni 45, commerciante, tedesco-ebreo, arrivato da Milano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;15) Hagler Wolf di Moisè, di anni 35, commercianti, apolide-ebreo, arrivato da Milano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;16) Schachter Vigdor di Feiwel, di anni 28, fornaio, apolide-ebreo, arrivato da Milano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;17) Winkler Emerico di Gaspare, di anni 41, meccanico di radio, arrivato da Milano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;18) Winikov Michele di Boris, di anni 58, pittore, apolide-ebreo, arrivato da Milano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;19) Preis Mosé di Benzion, di anni 36, artigiano pellicciaio, apolide-ebreo, arrivato da Milano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;20) Feueremann Friderik di Abraham, di anni 30, commerciante, apolide-ebreo, arrivato da Milano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;21) Gleitmann Abraham di David, di anni 42, commerciante, apolide-ebreo, arrivato da Milano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;22) Milgrom Icek di Kasriel, di anni 29, commerciante, apolide-ebreo, arrivato da Milano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;23) Orbach Schmul di Wolf, di anni 59, commerciante, apolide-ebreo, arrivato da Milano;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di P.S., AA.GG.RR., cat. Massime M/4, B. 118.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;17.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;COMUNE DI LANCIANO (CHIETI)&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;(CHIETI)&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Situazione internate nel Campo di Concentramento al giorno 15 settembre 1940. XVIII&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1) Roth Raisel Ette di Hevazo, in Schmuckler, di anni 30, donna di casa, apolide ebrea;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2) Moldauer Maria L. fu Norberto, nubile, di anni 26, Dott. in lettere, polacca ebrea;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3) De Matteo Giuseppa fu Gennaro, in Crisculo, di anni 47, donna di casa, francese;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;4) Michaut Leontina fu Augusto, in Kahn, di anni 48, donna di casa, apolide ebrea;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;5) Cattadori Maria di Guido, nubile, di anni 27, sarta, francese;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;6) Coquard Wanda M. di ignoti, in Drewon, di anni 49, donna di casa, francese;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;7) Abramowa Natalia fu Ivan, Nubile, di anni 29, donna di casa, apolide;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;8) Barer Chaia di Iacob, nubile, di anni 38, donna di casa, polacca ebrea;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;9) Hubschmann Federica di Efrain, nubile, di anni 34, Dott. in medicina, polacca ebrea;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;10) Breitel Lilly M. fu Roberto, in in Breitel, di anni 35, impiegata, polacca ebrea;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;11) Wolfstein Ruth di Leo, nubile, di anni 20, donna di casa, tedesca ebrea;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;12) Blondel Adele fu Paolo, in Deman, di anni 47, donna di casa, francese;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;13) Kaczor Freida di Franz, in Fin kelstein, di anni 28, donna di casa, polacca;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;14) Comte Maria fu Enrico, in Hergyk, di anni 35, donna di casa, polacca;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;15) Reich Adele fu Samuele, in Weigner, di anni 65, donna di casa, tedesca ebrea;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;16) Cattadori Simone di Giulio, nubile, di anni 20, sarta, francese;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;17) Heymann Clara di Leopoldo, in Nathan, di anni 42, donna di casa, tedesca ebrea;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;18) feldmann Berta fu Leo, in Nosseck, di anni 27, donna di casa, tedesca ebrea;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;19) Centawer Ruth fu Alfredo, in Pinkus, di anni 22, studentessa, tedesca ebrea,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;20) Stehberg Hilda fu Bernhard, in Margoninev, di anni 45, donna di casa, tedesca ebrea;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;21) Bergez Yvonne fu Alexis, nubile, di anni 30, operaia, francese;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;22) Sternheim Angela fu Otto, nubile, di anni 36, donna di casa, tedesca ebrea;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;23) Baransborofsca Bronislawa fu Alberto, nubile, di anni 61, attrice, polacca;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;24) Freund Minna fu Hone, in Adler, di anni 57, donna di casa, tedesca ebrea;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;25) Kollmann Regina M. fu Carlo, nubile, di anni 37, insegnante, tedesca;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;26) Pacini Iacobina fu Angelo, in Salini, di anni 48, donna di casa, italiana;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;27) Driks Elena fu Adam, nubile, di anni 40, donna di casa, polacca ebrea;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;28) Welizcker ester fu Ionas, in Kranthammer, di anni 70, donna di casa, polacca ebrea;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;29) Korn Clara fu Hirsch, in Hamel, di anni 45, donna di casa, polacca ebrea;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;30) Sgenwic Angelica fu Felice, nubile, di anni 27, Dott. in lettere, polacca;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;31) Steinfeld Hela fu Alberto, nubile, di anni 42, impiegata, tedesca ebrea;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;32) Kachler Gerta fu Federico, in Fluss, di anni 23, donna di casa, tedesca;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;33) Bronowska Maria fu Adam, nubile, di anni 35, professoressa di lettere, polacca;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;34) Laudmann Augusta fu Alberto, in Klimmer, di anni 50, pittrice, tedesca ebrea;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;35) Aleksandrowicz Cypa di Szyia, in Brodacz, di anni 27, Dott. in medicina, polacca;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;36) Lewinger Susanne fu Otto, nubile, di anni 26, insegnante, tedesca ebrea;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;37) Loeb Amalia fu Martin, in Guckenheimer, di anni 52, donna di casa, tedesca ebrea;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;38) Zoia Ferrari di Valerio, nubile, di anni 33, donna di casa, francese;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;39) Spirgatis Augusta fu Carlo, in Lehmann, di anni 48, donna di casa, tedesca;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;40) Kimelman Lisolette fu Osvaldo, in Liebenstritt, di anni 33, donna di casa, tedesca ebrea;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;41) Lovstein Dorotea di Ludovico, in Bellak, di anni 43, donna di casa, tedesca;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;42) Collin Cathe di Ermanno, in Mayer, di anni 53, donna di casa, tedesca ebrea;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;43) Neuwchner Carlotta fu Isacco, in Laudau, di anni 55, donna di casa, polacca ebrea;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;44) Landau Felicetta di Giuseppe, nubile, di anni 27, dattilografa, polacca;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;45) Frankel Taube fu Sail, in Zucherberg, di anni 56, donna di casa, polacca;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;46) Fillinger W. Sara di Guglielmo in Hamel, di anni 47, donna di casa, tedesca ebrea;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;47) Schick Ilona di Riccardo, in Crapal, di anni 45, donna di casa, tedesca ebrea;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;48) Schwarz Sacha di Gustavo, in Borch, di anni 38, donna di casa, tedesca ebrea;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;49) Barsonkoff Vera fu Jean, nubile, di anni 31, artista, russa;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;u&gt;N.B. L’internata di cui al N. 5 Roth Raisel ha con sé un figlio di 1 anno&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’internata di cui al N. 5 Roth Raisel ha con sé un figlio di 1 anno &lt;/span&gt;&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’internata di cui al N. 23 Comte Maria ha con sé un figlio di 5 anni&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’internata di cui al N. 44 Korn Clara ha con sé due figli uno di anni 14 e l’altro&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;di anni 6.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Lanciano, li 17/9/1940. XVIII &lt;b&gt;IL PODESTA’&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;DIRETTORE DEL CAMPO CONCENTRAMENTO&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;F. to illeg.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di P.S., AA.GG.RR., cat. Massime M/4, B. 118.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;18.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Elenco degli internati giunti nel campo di concentramento di Tollo nel febbraio 1942 XX&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1) Angelopolj Milan fu Nicolo e di Tomic Maria, nato a Mostar (Erzegovina) il 22/1/1896, meccanico;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2) Bartulovic Antonio fu Natale e di Sraem Matia, nato a Bloza (Dalmazia) il 7/12/1899, giornalista;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3) Bjeladinovic Niko di Ljubo e di Katuric Bosiljka, nato a Risano (Cattaro) il 7/6/1912, macellaio;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;4) Bjeladinovic Petar di Paolo e di Herman Maria, nato a Risano (Cattaro) il 10/8/1916, conciatore di pelli;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;5) Bogdanovic Blaggio di Spiro e di Perovic Ivana, nato a Teodo (Cattaro) il 14/3/1907, macellaio;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;6) Bogdanovic Natale fu Simeone e di Minic Persa, nato a Prijepolje (Montenegro) il 30/6/1903, economo di sanatorio;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;7) Brguljan Giovanni fu Mateo e di Grgurevic Stane, nato a Scagliari (Cattaro) il 30/10/1907, agricoltore;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;8) Brcanovic Ilia di Natale e di Petrovic Stane, nato a Scagliari (Cattaro) il 30/6/1921, operaio costruttore;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;9)
 Buj Stefano fu Francesco fu Gozdenovic Giovanna, nato a Petrovac al 
Mare (Dalmazia) il 4/3/1888, direttore di casa di spedizione;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;10) Cetcovic Zarko fu Ilia e di Vukasovic Mileva, nato a Dobrota (Cattaro) il 26/9/1919, agricoltore;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;11) Bracanovic Paolo fu Giovanni e di Zico Stana, nato a Scagliari (Cattaro) il 13/10/1919, operaio costruttore;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;12) Ciatovic Gojko fu Giovanni e di Petrovic Sofia, nato a Risano (Cattaro) il 15/9/1911, autista;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;13) Dzono Nikola fu Giovanni e di Radoman Mara, nato a Ljubotinje (Montenegro) il 12/2/1893, gendarme;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;14) Dokic Uros fu Miro e di Bulatovic Jaliza, nato a Lipovo (Montenegro) il 14/12/1908, gendarme;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;15) Grgurevic Pietro fu Luca e di Franovic Pave, nato a Scagliari (Cattaro) il 6/6/1920, falegname;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;16) Grugrevic Antonio fu Natale e di Petrovic Stane, nato a Scagliari (Cattaro) il 2/6/1920, falegname;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;17) Ivovic Luigi fu Antonio e di Cosilari Maria, nato a Lastava (Cattaro) il 22/2/1894, possidente;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;18) Ivovic Trifone di Giovanni e di Usanovic Josefina, nato a Perzagno (Cattaro) il 6/12/1908, meccanico;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;19) Jancovic Svetozar fu Nicolo e di Marinic Mile, nato a Genovizzo (Cattaro), il 17/9/1901, pescatore;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;20) Kisic Luka fu Giogio e di Dostinic Saveta, nato a Kuti (Cattaro), il 28/10/1906, fornaio;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;21) Kisic Mitar fu Giogio e di Dostinic Saveta, nato a Kuti (Cattaro), il 31/10/1902, agricoltore;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;22) Kavacevic Emilio fu Lazzaro e di Gacinovic Ange, nato a Gazco (Erzegovina), il 30/3/1902, tornitore;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;23) Kovacic Giogio fu Dusan e di Cincovic Vukosava, nato a Risano (Cattaro), il 7/6/1901, negoziante;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;24) Kukuric Risto fu Risto e di Bokonic Andje, nato a Trebinje (Erzegovina), il 15/4/1901, agente di polizia;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;25) Marcovic Ilia fu Marco e di Radulovic Maria, nato a Trujine (Montenegro), il --/8/1910, agricoltore;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;26) Milinovic Lazzaro fu Costantino di Popovic Natalie, nato a Cattaro l’8/8/1905, impiegato di Pretura;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;27) Marcovic Mirco fu Stefano e di Ivancovic Marisa, nato a Cattaro il 25/12/1919, falegname;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;28) Marcovic Slavo di Giovanni e di Nicolic Mariza, nato a Cattaro il 15/8/1920, studente;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;29) Marinic Natale di Giorgio e di Lepetic Gospava, nato a Cattaro, il 12/12/1913, agricoltore;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;30) Miloscevic Gojko fu Cristoforo e di Seferovic Giovanna, nato a Bjela (Cattaro) il 23/9/1903, gendarme;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;31) Milutin Daniele di Vincenzo e di Petrovic Ozana, nato a Krpanj (Sebenico) il 4/8/1921, meccanico;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;32) Mustur Dusan fu Natale e di Mandi Jovanka, nato a Perasto (Cattaro) il 21/9/1908, impiegato di porta, tecnico;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;33) Petrovic Ante di Giogio e di Petrovic Mara, nato a Scagliari (Cattaro) il 30/5/1918, meccanico;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;34) Petrovic Grazia fu Trifone e fu Petrovic Anna, nato a Scagliari (Cattaro) il 25/3/1899, negoziante;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;35) Petrovic Pietro fu Filippo e di Sontic Daniza, nato a Scagliari (Cattaro) il 18/6/1904, operaio;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;36) Petrovic Natale di Cristoforo e di Bosarevic Stane, nato a Scagliari (Cattaro) il 18/1/1923, calzolaio;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;37) Petrovic Nicolo di Cristoforo e di Boserevic Stane, nato a Scagliari (Cattaro) il 5/12/1912, giardiniere;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;38) Petrovic Roko fu Marco e di Sandic Daniza, nato a Scagliari (Cattaro) il 28/11/1921, falegname;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;39) Sindik Trifone di Cristoforo e di Sindik Maria, nato a Teodo (Cattaro) il 2/2/1918, tornitore;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;40) Subotic Veselin fu Mitar e di Krljevic Gospava, nato a Risano (Cattaro) il 15/11/1904, macellaio;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;41) Todorevic Giogio di Trifone e di Brcovic Cristina, nato a Perasto (Cattaro) il 3/5/1908, impiegato;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;42) Vrbica Michele fu Basilio e di Vukovic Gospava, nato a Njegus (Montenrgro) il 18/8/1921, studente in medicina;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;43) Vujacic Gojko fu Cirac e di Coprivica Cosa, nato a Grhovo (Montenegro) il 15/8/1905, negoziante;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;44) Vukovic Vlado fu Mitar e fu Tanzovic Maria, nato a Kruscevize (Cattaro) il 16/11/1909, autista;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;45) Vukovic Vojslav di Biaggio e di Boljevic Daniza, nato a Cattaro il 18/6/1920, agricoltore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di P.S., AA.GG.RR., cat. A 4bis, B. 1.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;left&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;19.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Ministero dell’Interno&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Elenco dei civili internati nel campo di concentramento di &quot;Città S. Angelo&quot;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Abjevic Huseim fu Soli jugoslavo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Anzie Albino fu Antonio &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Buvac Giovanni di Matteo &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Bostiancich Stanko d’ignoto &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Ban Luca di Mario &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Bacic Peter fu Martino &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Balaban Alessandro di Arkadine &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Biegovic Pietro fu Mareo &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Belcic Matteo di Matteo &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Bai Miroslavo di Francesco &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Bordin Rado di Drago &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Bezic Ladislao di Ignazio Spione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Barbalic Opietro fu Giovanni jugoslavo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Ban Dusan fu Giuseppe &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Blazina Iesip di Giovanni Spione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Boncina Ferdinando di Antonio jugoslavo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Cimmermann Antonio di Antonio &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Carli (già Krali) Stanislao fu Giovanni &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Ciulic Vinko fu Ante &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Cugeli Mirko fu Matteo &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Cvenianov Zivco fu Giovanni &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Carlavaris Ferdinando fu Ferdinando &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Cosic Giovanni fu Matteo &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dimich Bogden di Oros &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Diniaski Todor di Milan &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dragicievich Kovacevic Arsenio d’ignoto &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Dimovec Emilio fu Cristiano &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Duimic Giovanni fu Giovanni &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Emili (De) Boren di Enrico &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Filippovich Gregorio di Gregorio &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Flasner Edoardo di Adolfo ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Fon Daniele fu Giusepope Spione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Frlau Luigi fu Luigijugoslavo &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Gatara Giovanni fu Gerolamo &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Gerzetic Stanislao di Rodolfo &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Glavacevich Vinko di valentino &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Grzunov Ioso di Natale &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Grzac Pietro di Pietro &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Grm Luigi di Giovanni &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Gabrenja Francesco fu Giovanni &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Germek Alfonso di Alfonso &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Giunio Rodolfo fu Giovanni &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Gluscenio Vladimiro di Paolo &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Grosmann Desiderio fu Ernesto jugoslavo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Gaglianic Giovanni di Giovanni &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Hrovatin Mario fu Bartolomeo &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Hlandik Francesco fu Francesco &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Hujev Jerko di Matteo &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Heidenfelder Leonardo di Pietro &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Iovanovic Simon di Simon &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Jussich Giuseppe fu Giuseppe &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Jacovina Rodolfo di Giovanni &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Imetic Emilio fu Marco &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Jurkovic Gabriele fu Stefano &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Ielisei Giuseppe fu Giacomo &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Ibraimovic Jcozja di Husseim &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Jokich Michele fu Vasilio &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Ielencic Cirillo Metodio fu Ferdinando &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Klesnik Ivan fu Francesco &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Kinnor Vladimiro fu Francesco &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Krstie Aklessandro fu Michele &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Kucinic Giuseppe di Tommaso &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Kozoglav Giovanni fu Giuseppe &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Elemen Paolo fu Floriano &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Kapovic Antonio fu Nicolò &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Kotnic Vittorio Cirillo di Francesco &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Knavs Giuseppe fu Antonio &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Korencic Gabriele di Franco &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Labyosky Michele fu Vitaliano &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Lozei Antonio di ignoto &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Lorber Giacomo fu Giacomo &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Lenhart Delimir detto Miro di Antonio &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Lasic Zvonko fu Andrea &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Lipnik Giovanni di Antonio &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Lucev Antonio fu Sava &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Matulic Ernesto di Antonio &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Milos Sante di Matteo &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Mazura Stefano fu Vasilio &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Mattias Marco di Giuseppe &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Mosetic Miroslavo di Filippo &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Milanovic Milan fu Enrico &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Montanara Pietro fu Francesco &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Mihich Stanislao di Antonio &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Matetic Francesco fu Giuseppe &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Motkovich Augusto di Giorgio &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Mialivich Bruno fu Antonio &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Czegovic de Barbalesca fu Stefano &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Perovic Ivan fu Francesco &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Petric Bozo Natale fu Cosimo &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Predadovic Ivi fu Dusan &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Pintoris Rudolf di Ivan &quot; (croato)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Paulin Giuseppe fu Giuseppe &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Preis Francesco fu Carlo &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Pirisum Paolo di Pietro Spione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Prener Branco di Josep jugoslavo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Preghel Michele fu Pietro &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Poliakoff Alexis di Ivan ebreo apolide&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Rupret Cirillo d’ignoto jugoslavo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Rugeli Giuseppe fu Giovanni &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Rodizza Giuseppe fu Giuseppe &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Romie Jure di Duie &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Ruzichka Emilio fu Giuseppe &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Relia Antonio fu Simeone &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Rapotec Vincenzo di Francesco &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Radulich Mario di Gustavo &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Rozic Kzuma fu Andrea &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Rubessa Giovanni fu Giovanni &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Salamonec Matteo fu Ivan &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Skrobogna Giovanni fu Francesco &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Stojan Carlo fu Giogio &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Solic Milan fu Francesco &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Solic Marjan fu Francesco &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Spitzer Francesco di Ignazio &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Scaunikar Vinko fu Stefano &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Sancin Giovanni fu Giovanni &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Soie Filippo fu Gregorio &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Skomina Venceslao di Vinko &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Srok Antonio fu Giuseppe &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Sosnovic Zvonimir fu Costantino &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Sorenic Bozo fu Hinko &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Sasson Giovanni fu Giuseppe &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Spincich Antonio fu Domenico &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Todorovic Miloslav di Radivoi &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Tuta Andrea fu Michele &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Tatalovic Giovanni fu Elia &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Truta Antonio fu Giovanni &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Tolianic Pietro fu Giuseppe &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Troha Giuseppe di Filippo &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Ukmar Francesco fu Giacomo &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Valentincich Albino fu Giovanni &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Vidmar Zivko fu Antonio &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Verbic Andrea di Andrea &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Valiacic Emerik di Giovanni &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Vaniar Giuseppe di Giuseppe &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Varenina Ivo di Antonio &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Zagar Vincenzo di Giuseppe &quot;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Zigoni Antonio di Antonio Spione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Zic Valentino fu Andrea jugoslavo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di P.S., AA.GG.RR., cat. A 4bis, B. 5.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;20.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Civitella del Tronto&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Elenco
 nominativo degli internati di questo campo di concentramento che sono 
stati trasferiti altrove a cura del comando tedesco.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1) Abeasis Clemente fu Giuseppe ebreo inglese&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2) Abeasis Giorgio di Clemente idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3) Benjamin Eugenio fu Edoardo idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;4) Banjamin William fu Rdoardo idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;5) Burbea Jacco fu Jusef idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;6) Burbea Sion di Jacob idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;7) Burbea Hammus di Jacob idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;8) Burbea Hammus di Jacob idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;9) Burbea Huato fu Jusef idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;10) Dihi Simeone fu Keliffa idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;11) Habib Scialon fu Benedetto idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;12) Habib Jacob fu Benedetto idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;13) Habib Mosé fu Benedetto idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;14) Labi Isacco di Scialon idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;15) Labi Sion di Scialon idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;16) Labi Giuseppe di Scialon idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;17) Labi Hammus fu Mosé idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;18) Labi Alfredo fu Adolfo idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;19) Labi Abramo fu Hammus idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;20) Nemni Jusef fu Nessim idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;21) Nemni Mosé di Simeone idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;22) Reginiano Hamani fu Hlafo idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;23) Reginiano Abramo di Davide idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;24) Reginiano Efrain fu Hlafo idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;25) Reginiano Scialon fu Hlafo idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;26) Adler Nachmann di Leib ebreo ungherese&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;27) Aussemberg Chaskel fu Kain ebreo polacco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;28) Azzopardi Ernesto fu Emanuele ariano inglese&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;29) Arnstein Ernesto fu Sigismondo ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;30) Bersciadski Semil di Aronne ebreo apolide russo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;31) Bersciatski Abramo fu Mosé idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;32) Bonello Nicola di Panaiota ariano inglese&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;33) Buttigieg Basilio fu Giorgio idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;34) Cassar Andrea fu Battista idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;35) Camilleri Giuseppe fu Carmelo idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;36) Chassaud Giovanni fu William idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;37) Cums Pericle fu Paolo idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;38) Damato Pietro fu Luigi idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;39) Damato Pietro fu Raimondo idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;40) Daniloff Vittorio fu Giovanni ariano apolide russo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;41) Darmanin Francesco fu Paolo ariano inglese&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;42) Darmanin Giuseppe di carmelo idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;43) Costa Michele fu Antonio idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;44) Costa Giuseppe di Michele idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;45) Eisinger Max di Jgnazio ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;46) Farrugia Michele fu carmelo ariano inglese&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;47) Diamant Salim fu Mosé ebreo polacco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;48) Feisi Francesco di ignoti ariano turco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;49) Fischer Riccardo di Wilem ariano polacco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;50) Fuchs Rodolfo di Marco ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;51) Furst Kurt di Adolfo idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;52) Gedalie Bernardo di ignoto idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;53) Gize Stanilaw fu Filippo ariano polacco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;54) Gluchsmann Ferdinando fu Filippo ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;55) Goldberg Arturo di Giovanni ebreo rumeno&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;56) Goldmann Alberto di Arnoldo ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;57) Galeo Francesco fu Giuseppe ariano inglese&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;58) Goodwin Vernon fu Alfredo ariano inglese&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;59) Grech Lazzaro fu Carmelo idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;60) Grunwad Ludovico fu Giovanni ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;61) Haar Pavel fu Federico ebreo ex cecoslovacco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;62) Hain Jgnazio fu Mosé ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;63) Hacher Samuele di Emanuele ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;64) Jacobson Alberto di Ernesto idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;65) Jacobson Leo Lazzaro fu Massimo ebreo lettone&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;66) Jakubczak Jan di Ludovico ariano polacco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;67) Jonson Stanlei di Andrew ariano inglese&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;68) Jonson Stanlei di Andrew idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;69) Josefsberg Jacob fu Taicel ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;70) Kaldegg Erwin fu Max idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;71) Karp Michele di Leone ebreo apolide russo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;72) Kazouba Simone fu Timotei ortodosso apolide russo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;73) Kerbes Lemel fu Wilhelm ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;74) Kornreich Simone fu Abramo idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;75) Kort Simone di Nussan idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;76) Leer Oskar fu Franz idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;77) Lilienthal Reinold di Sigfrido idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;78) Lissauer Hans di Edoardo idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;79) Loriente Pietro fu Francesco ariano inglese&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;80) Lyon Emilio fu Felice ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;81) Manes Giovanni di Isidoro idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;82) Meilah Salvatore di Giuseppe ariano inglese&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;83) Micaleff Spiro fu Salvino idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;84) Morgstern Hans di Moritz ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;85) Muscat Giuseppe fu Vincenzo ariano inglese&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;86) Nussbaum Ernesto fu Giuseppe ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;87) Mausner Jacob fu Taiel idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;88) Pincus Enrico fu Hugo idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;89) Pisani Carmelo di Giovanniariano inglese&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;90) Prishard Enrico fu Walter idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;91) Rector Arturo fu Simone ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;92) Rivans Roberto fu Antonio ariano inglese&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;93) Rivans Antonio fu Nicola idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;94) Rivans Nicola di Antonio idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;95) Rosenbaum Ernesto fu Jsacco ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;96) Rosenblatt Raffaele di Levi ebreo apolide&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;97) Rosental Giuseppe di Wolf ebreo polacco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;98) Rosenzweig Nathal fu Loeb ebreo polacco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;99) Eschenazi Giuseppe fu Boris ebreo apolide russo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;100) Safarzinski Mario di Antonio ariano polacco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;101) Sagone Paolo di Oreste ariano inglese&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;102) Sant Francesco fu Andrea idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;103) Schwarschild Ernesto di Emanuele ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;104) Sommerfeld Leo di Max idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;105) Spiteri Giovanni fu Gregorioariano inglese&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;106) Stein Riccardo fu Adolfo ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;107) Stein Horst di Riccardo idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;108) Romney Lionel di Alfredo ariano olandese&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;109) Szenkier Jsacco di Abramo ebreo polacco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;110) Taussig Walter di Ludovico ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;111) Valle Corrado fu Corrado ariano inglese&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;112) Wachsberg Alfredo di Salomone ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;113) Warmund Marco di Enrico ebreo polacco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;114) Weil Bertoldo fu Leopoldo ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;115) Weinzweig Kurt fu Max idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;116) Wetterschneider Carlo fu Mosé idem&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;117) Woodley Edoardo di Alfredo protestante greco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;118) Zarafe Carlo di Giuseppe ariano inglese&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;119) Zieg Samuele fu Alter ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;120) Zielinski Stanilaw di Boleslaw ariano polacco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;121) Eisech Giovanni fu Ernesto ebreo tedesco&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di P.S., AA.GG.RR., cat A 4bis, B. 6.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;21.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Campo di Concentramento Civitella del Tronto&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;DIREZIONE&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;Elenco nominativo degli internati civili&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;con le loro generalità aggiornato a tutto il 22/11/1943 - XXII&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1) &lt;u&gt;HASSAN&lt;/u&gt;
 Rachele in Abeasis fu Beniamino e fu Curiel Angelina, nata a Tripoli il
 10/2/1908, casalinga, via Pantelleria n. 15 Tripoli, nazionalità 
inglese, razza ebraica, internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2) &lt;u&gt;ABEASIS&lt;/u&gt;
 Ester di Clemente e di Hassan Rachele, nato a Tripoli il 19/10/1926, 
impiegata privata, via Pantelleria n. 15 Tripoli, nazionalità inglese, 
razza ebraica, internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3) &lt;u&gt;ABEASIS&lt;/u&gt;
 Renato di Clemente e di Hassan Rachele, nato a Tripoli il 20/9/1928, 
minorenne, via Pantelleria n. 15 Tripoli, nazionalità inglese, razza 
ebraica, internato a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;4) &lt;u&gt;ABEASIS&lt;/u&gt;
 Rebecca di Clemente e di Hassan Rachele, nata a Tripoli il 2/12/1931, 
minorenne, via Pantelleria n. 15 Tripoli, nazionalità inglese, razza 
ebraica, internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;5) &lt;u&gt;HABIB&lt;/u&gt;
 Gemma in Benjamin fu Berkani e fu Maria Hassan, nata a Tripoli il 
23/3/1903, casalinga, via Terranova n. 13 Tripoli, nazionalità inglese, 
razza ebraica, internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;6) &lt;u&gt;BENJAMIN&lt;/u&gt;
 Anna di Eugenio e di Habib Gemma, nata a Tripoli l’8/12/1930, 
minorenne, via Terranova n. 15 Tripoli, nazionalità inglese, razza 
ebraica, internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;7) &lt;u&gt;BENJAMIN&lt;/u&gt;
 Maria Silvana di Eugenio e di Habib Gemma, nata a Tripoli il 
12/11/1933, minorenne, via Terranova n. 13 Tripoli, nazionalità inglese,
 razza ebraica, internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;8) &lt;u&gt;BENJAMIN&lt;/u&gt;
 Desi di Eugenio e di Habib Gemma, nata a Tripoli il 30/1/1937, 
minorenne, nazionalità inglese, razza ebraica, via Terranova n. 13 
Tripoli, internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;9) &lt;u&gt;CAMILLERI&lt;/u&gt;
 Maria (ved. Lanzon) fu Andrea e fu Francesca Micoleff, nata a Malta il 
29/5/1886, casalinga, via Plauto n. 33 Tripoli, nazionalità inglese, 
razza ebraica, internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;10)&lt;u&gt; LANZON&lt;/u&gt;
 Giovanni fu Salvatore e di Camilleri Maria, nato a Tripoli il 
19/1/1928, meccanico, via Plauto n. 33 Tripoli, nazionalità inglese, 
razza ebraica, internato a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;11) &lt;u&gt;LANZON &lt;/u&gt;Anna
 fu Salvatore e di Camilleri Maria, nata a Tripoli il 18/10/1930, 
minorenne, via Plauto n. 33 Tripoli, nazionalità inglese, razza ebraica,
 internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;12) &lt;u&gt;HASSAN&lt;/u&gt;
 Buba in Burbea fu Hammus e di Sturi Fargian, nata a Tripoli nel 1894, 
casalinga, Sciara Angelo 19 Tripoli, nazionalità inglese, razza ebraica,
 internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;13) &lt;u&gt;JONA&lt;/u&gt;
 Giora in Burbea di Jusef e di Addad Rutnel, nata a Tripoli nel 1911, 
casalinga, via Milazzo n. 5 Tripoli, nazionalità inglese, razza ebraica,
 internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;14) &lt;u&gt;SEROR&lt;/u&gt;
 Mina in Burbea fu Mosé e di Sandra Seror, nata a Tripoli il 10/3/1900, 
casalinga, Sciara Angelo 19 Tripoli, nazionalità inglese, razza ebraica,
 internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;15) &lt;u&gt;FARGIAN&lt;/u&gt;
 Regina in Dihi fu Cammus e fu Nachum Messauda nata a Tripoli il 
23/8/1890, casalinga, via Matera n. 23 Tripoli, nazionalità inglese, 
razza ebraica, internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;16) &lt;u&gt;DIHI&lt;/u&gt;
 Diamantina di Simone e di Fargian Regina, nata a Tripoli il 12/1/1916, 
casalinga, via Matera n. 23 Tripoli, nazionalità inglese, razza ebraica,
 internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;17) &lt;u&gt;BARANES&lt;/u&gt;
 Jda (ved. Habib) fu Nessim e fu Rita Megnagg, nata a Homs (Libia) nel 
1900, casalinga, via Vignola n. 54 Tripoli, nazionalità inglese, razza 
ebraica, internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;18) &lt;u&gt;HABIB&lt;/u&gt;
 Scialom fu Hlafo e di Baranes Jda, nato a Tripoli il 21/10/1927, 
studente, via Vignola n. 54 Tripoli, nazionalità inglese, razza ebraica,
 internato a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;19) &lt;u&gt;HABIB&lt;/u&gt;
 Rita fu Hlafo e di Baranes Jda, nata a Tripoli il 23/10/1931, 
minorenne, via Vignola n. 54 Tripoli, nazionalità inglese, razza 
ebraica, internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;20) &lt;u&gt;HASCHI&lt;/u&gt;
 Giulia (ved. Habib) fu Jsacco e di Hanni Allegra, nata al Cairo nel 
1898, casalinga, Kussect Essafar 325 Tripoli, nazionalità inglese, razza
 ebraica, internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;21) &lt;u&gt;HABIB&lt;/u&gt;
 Nessim fu Scialom e di Sara Minna, nato a Tripoli nel 1887, tipografo, 
Kussect Essafar n. 325 Tripoli, nazionalità inglese, razza ebraica, 
internato a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;22) &lt;u&gt;LABI&lt;/u&gt;
 Scialom fu Jusef e fu Addad Messauda, nato a Tripoli nel 1879, ramaio, 
Sciara Giama el Druszk n. 17 Tripoli, nazionalità inglese , razza 
ebraica, internato a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;23) &lt;u&gt;LABI&lt;/u&gt;
 Diamantina fu Jsacco e fu Rubina Nahum, nata a Tripoli, nel 1885, 
casalinga, Sciara Giama el Druszk n. 17 Tripoli, nazionalità inglese, 
razza ebraica, internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;24) &lt;u&gt;LABI&lt;/u&gt;
 Fortuna di Scialom e di Diamantina Labi, nata a Tripoli, nel 1917, 
casalinga, Sciara Giama el Druszk n. 17 Tripoli, nazionalità inglese, 
razza ebraica, internata a Ciavitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;25) &lt;u&gt;LABI&lt;/u&gt;
 Rubina di Scialom e di Diamantina Labi, nata a Tripoli il 10/6/1925, 
casalinga, Sciara Giama el Drunszk n. 17 Tripoli, nazionalità inglese, 
razza ebraica, internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;26) &lt;u&gt;LABI&lt;/u&gt;
 Jda di Scialom e di Diamantina Labi, nata a Tripoli il 10/2/1929, 
casalinga, Sciara Giama el Drunszk n. 17 Tripoli, nazionalità inglese, 
razza ebraica, internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;27) &lt;u&gt;RUBLIL&lt;/u&gt;
 Zariffa in Labi di Raffaele e di Joha Missa, nata a Tripoli nel 1922, 
casalinga, via Leopardi n. 30 Tripoli, nazionalità inglese, razza 
ebraica, internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;28) &lt;u&gt;LABI&lt;/u&gt;
 Diamantina di Giuseppe e di Bublil Zariffa, nata a Civitella del Tronto
 il 28/8/1942, minorenne, via Leopardi n. 30 Tripoli, nazionalità 
inglese, razza ebraica, internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;29) &lt;u&gt;LABI&lt;/u&gt;
 Juda fu Jsaccoe fu Ester Labi, nato a Tripoli nel 1878, lattaio, Zeuch 
Biscic n. 44 Tripoli, nazionalità inglese, razza ebraica, internato a 
Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;30) &lt;u&gt;FRATI&lt;/u&gt; 
Messauda in Labi fu Abramo e fu Buthul nata a Tripoli nel 1878, 
casalinga, Zeuch Biscisc n. 44 Tripoli, nazionalità inglese, razza 
ebraica, internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;31) &lt;u&gt;LABI &lt;/u&gt;Mezzala
 fu Scialom e fu Hadria Habib, nata a Tripoli nel 1895, Sciara Erbarsad 
n. 10 Tripoli, nazionalità inglese, razza ebraica, internata a Civitella
 del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;32) &lt;u&gt;LABI&lt;/u&gt; Jolanda fu Haim
 e di Mina Smila, nata a Tripoli il 14/7/1916, casalinga, via Perugina 
n. 37 Tripoli, nazionalità inglese, razza ebraica, internata a Civitella
 del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;33) &lt;u&gt;LABI&lt;/u&gt; Marcello di 
Renato e di Labi Iolanda, nato a Tripoli il 5/10/1938, minorenne, via 
Perugina n. 37 Tripoli, nazionalità inglese, razza ebraica, internato a 
Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;34) &lt;u&gt;LABI&lt;/u&gt; Diana 
di Renato e di Labi Iolanda, nata a Tripoli il 27/12/1940, minorenne, 
via Perugina n. 37 Tripoli, nazionalità inglese, razza ebraica, 
internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;35) &lt;u&gt;VIVIENNE&lt;/u&gt;
 Guetta di Giulio e di Nachum Fortunata, nata a Tripoli il 29/5/1911, 
casalinga, Corso Vittorio Emanuele III Palazzo Assicurazione Venezia 
Tripoli, nazionalità inglese, razza ebraica, internata a Civitella del 
Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;36) &lt;u&gt;SCIOA&lt;/u&gt; Gamila di Juda e di
 Aghib Regina, nata a Tripoli nel 1915, casalinga, via Benedetto Cairoli
 n. 35 Tripoli, nazionalità inglese, razza ebraica, internata a 
Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;37) &lt;u&gt;LABI&lt;/u&gt; Luli 
Alba di Abramo e di Scioa Gemila, nata a Civitella del Tronto, il 
22/8/1942, minorenne, via Benedetto Cairoli n. 35 Tripoli, nazionalità 
inglese, razza ebraica, internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;38) &lt;u&gt;MESSIAH&lt;/u&gt;
 Jsacco fu Salomone e fu Hassan Fortunata, nato a Tripoli il 6/2/1889, 
spedizioniere, Sciara Sidi el Hattab n. 13 Tripoli, nazionalità inglese,
 razza ebraica, internato a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;39) &lt;u&gt;SABBAN&lt;/u&gt;
 Sultana in Messiah fu Sion e fu Rubin Emilia, nata a Tripoli nel 1895, 
casalinga, Sciara Sidi el Hattab n. 13 Tripoli, nazionalità inglese, 
razza ebraica, internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;40) &lt;u&gt;ARBIB&lt;/u&gt;
 Vittorio fu Giacobbe e fu Messiah Elisa, nato a Bengasi il 2/8/1935, 
minorenne, Sciara Sidi el Hattab n. 13 Tripoli, nazionalità inglese, 
razza ebraica, internato a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;41)&lt;u&gt; BEDUSSA&lt;/u&gt;
 Regina fu Beniamino e fu Nemni Messauda, nata a Tripoli nel 1889, 
casalinga, Sciara Hammuna n. 25 Tripoli, nazionalità inglese, razza 
ebraica, internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;42) &lt;u&gt;HALFUM&lt;/u&gt;
 Zula in Nemni fu Messaud e fu Nisa Zahut, nata a Tripoli nel 1908, 
casalinga, via Angelo n. 24 Tripoli, nazionalità inglese, razza ebraica,
 internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;43) &lt;u&gt;NEMNI&lt;/u&gt;
 Misa di Mosé e di Halfum Zula, nata, a Tripoli nel 1929, casalinga, via
 Angelo n. 24 Tripoli, nazionalità inglese, razza ebraica, internata a 
Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;44) &lt;u&gt;NEMNI&lt;/u&gt; 
Simeone di Mosé e di Halfun Zula, nato a Tripoli il 28/3/1934, 
minorenne, via Angelo n. 24 Tripoli, nazionalità inglese, razza ebraica,
 internato a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;45) &lt;u&gt;LABI&lt;/u&gt;
 Zatuba fu Hammus e fu Hanissa Labi, nata a Tripoli nel 1881, casalinga,
 Haira Ustia n. 25 Tripoli, nazionalità inglese, razza ebraica, 
internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;46) &lt;u&gt;REGINIANO&lt;/u&gt;
 Samina fu Hlafo e di Labi Zatuba, nata a Tripoli nel 1912, casalinga, 
Haira Ustia n. 25 Tripoli, nazionalità inglese, razza ebraica, internata
 a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;47) &lt;u&gt;REGINIANO&lt;/u&gt;
 Misa fu Hlafo e di Labi Zatuba, nata a Tripoli, nel 1890, casalinga, 
Zacched el Bescisc n. 28 Tripoli, nazionalità inglese, razza ebraica, 
internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;48) &lt;u&gt;REGINIANO&lt;/u&gt;
 Abramo fu Beniamino e fu Aghib Zula, nato a Tripoli nel 1878, sarto, 
Hara Ustia n. 23 Tripoli, nazionalità inglese, razza ebraica, internato a
 Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;49) &lt;u&gt;FELLAH&lt;/u&gt; 
Buba fu Rubino e fu Massauda Haggiag, nata a Tripoli nel 1893, 
casalinga, Hara Ustia n. 23 Tripoli, nazionalità inglese, razza ebraica,
 internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;50)&lt;u&gt; GEAN&lt;/u&gt;
 Norina di Vittorio e di Haim Rachele, nata a Tripoli nel 1917, 
casalinga, via Costantino Scimola n. 46 Tripoli, nazionalità inglese, 
razza ebraica, internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;51) &lt;u&gt;REGINIANO&lt;/u&gt;
 Vittorio di Abramo e di Genea Norina, nato a Tripoli il 3/3/1939, 
minorenne, via Costantino Scimola n. 46 Tripoli, nazionalità inglese, 
razza ebraica, internato a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;52) &lt;u&gt;REGINIANO&lt;/u&gt;
 Jrma di Abramo e di Norina Gean, nata a Civitella del Tronto il 
22/12/1942, minorenne, via Costantino Scimola n. 46 Tripoli, nazionalità
 inglese, razza ebraica, internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;53)&lt;u&gt; DEBASE&lt;/u&gt;
 Ester fu Giacobbe e di Tajeb Rachele, nata a Tripoli nel 1901, 
casalinga, Sciara Sidi el Hattab 46 Tripoli, nazionalità inglese, razza 
ebraica, internata a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;54)&lt;u&gt; MESSICA&lt;/u&gt;
 Emilia fu Mosé e di Esterina Racah, nata a Tripoli il 10/10/1909, 
casalinga, via Lazio 184, nazionalità inglese, razza ebraica, internata a
 Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;55)&lt;u&gt; REGINIANO&lt;/u&gt; 
Rina di Scialom e di Messica Emilia, nata a Tripoli il 15/12/1936, 
minorenne, via Lazio 184, nazionalità inglese, razza ebraica, internata a
 Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;56) &lt;u&gt;REGINIANO&lt;/u&gt; 
Hlafo di Scialom e di Messica Emilia, nato a Tripoli il 18/11/1938, 
minorenne, via Lazio 184 Tripoli, nazionalità inglese, razza ebraica, 
internato a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;57) &lt;u&gt;BURBEA&lt;/u&gt;
 Jacob di Hammus e di Jona Giora, nato a Tripoli il 13/12/1941, 
minorenne, via Milazzo 5 Tripoli, nazionalità inglese, razza ebraica, 
internato a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;58)&lt;u&gt; BURBEA&lt;/u&gt;
 Jusef di Hammus e di Jona Giora, nato a Civitella del Tronto il 
27/6/1943, minorenne, via Milazzo 5 Tripoli, nazionalità inglese, razza 
ebraica, internato a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;59) &lt;u&gt;ROSENTHAL&lt;/u&gt;
 Maurizio di Mosé e di Amalia Schutz, nato a Nassan (Germ.) il 
23/1/1899, commerciante, attualmente all’Ospedale Civile di Teramo, 
nazionalità tedesca, razza ebraica, internato a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;60)&lt;u&gt; EICHENBAUM&lt;/u&gt;
 Ernesto fu Pio e di Seindel Spivack, nato a Lutow (Polonia) il 
23/9/1881, ingegnere, attualmente in licenza a Milano, nazionalità 
apolide, razza ebraica, internato a Civitella del Tronto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di P.S., AA.GG.RR., cat. A 4bis, B. 6.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;22.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;ELENCO DEGLI INTERNATI CIVILI TRASFERITI IL 18/4/1944 XVIII&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;DAL CAMPO DI CIVITELLA DEL TRONTO A CARPI (Modena) DALLA GENDARMERIA TEDESCA&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1)
 ARNSTEIN Ernesto fu Sigismondo e fu Henriette Menie nato a Furt 
(Baviera) il 12/4/1889, industriale, naz. tedesca, celibe, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2) EISECK Giovanni Alberto fu Ernesto e di Jda Choen, nato a Berlino il 12/1/1900, medico, naz. tedesca, cogniugato, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3)
 EINSINGER Max di Jgnazio e di Rosaria Strausler nato a Poysdorf 
(Germania) il 23/11/1879, commerciante, naz. tedesca, cogniugato, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;4)
 GLUCHSMANN Ferdinando fu Filippo e fu Baldivine Stern, nato a Presburg 
(Germ.) il 26/5/1903, cameriere, naz. tedesca, cogniugato, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;5) GOLDMANN Alberto di Arnoldo e fu Rosa Hochs, nato a Radschin (Moravia) il 18/12/1902, negoziante, cogniugato, tedesco ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;6)
 HACHER Samuele di Emanuele e di Hermine Kobosa, nato a New-York il 
21/3/1900, viaggiatore di commercio, cogniugato tedesco, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;7)
 JACOBSON Alberto di Ernesto e di Loewentral Minna nato a Duderstadt 
(Germania) il 5/10/1900, salumiere, celibe, tedesco, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;8) KALDEGG Erwin fu Max e fu Rosa Czisech nato a Vienna l’11/7/1896, ingegnere, tedesco, celibe, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;9)
 LILIENTHAL Reinold di Sigfrido e di Stein Elisabetta nato a Berlino il 
7/3/1904, scrittore d’arte, cogniugato, tedesco, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;10) LISSAUER Hans di Edoardo e di Erna Meier, nato a Berlino il 30/3/1908, commerciante, celibe, tedesco, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;11) LYON Emilio fu Felice e di Stoller Vittoria nato a Breslavia il 21/5/1906, dottore in legge, celibe, tedesco, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;12)
 NUSSBAUM Ernesto fu Giuseppe e fu Benedette Berhein nato a Monaco di 
Baviera il 3/7/1895, attore di prosa, celibe, tedesco, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;13) PINCUS Enrico fu Hugo e di Regina Brach nato a Berlino il 29/5/ 1899, artigiano, celibe, tedesco, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;14)
 RECTOR Arturo fu Simeone e fu Anna Krenzberger nato a Clewitez 
(Germania) il 25/10/1885, commerciante, cogniugato, tedesco, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;15) ROSENBAZM Ernesto fu Jsacco e di Wolff Elfriede nato a Hager (Germania) il 18/4/1895, avvocato, celibe, tedesco, erbreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;16)
 SCHWARSCHILD Ernesto fu Emanuele e di Schiff Augusta, nato a 
Francoforte sul Meno il 28/9/1881, ex Magistrato, celibe, tedesco, 
ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;17) SOMMERFELD Leo di Max e di Lippa Koppermann nato a Berlino il 5/10/1899, suonatore ambulante, coniugato, tedesco, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;18)
 TAUSSIG Walter di Ludovico e di Giuseppina Rumann nato a Vienna il 
24/1/1896, amministratore di commercio, celibe, tedesco, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;19)
 WINZWEIG Kurt fu Max e fu Edwige Friede, nato a Magdeburgo (Germania) 
il 18/5/1887, viaggiatore di commercio, celibe, tedesco, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;20) WETTERSCHNEIDER Carlo fu Mosé e di Eugenia Krauss, nato a Vienna il 24/1/1889, commerciante, coniugato, tedesco, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;21) Kerbes Lemel fu Wilhelhm e fu Duore Reire, nato a Tornopol (Germania) il 20/9/1893, pellicciaio, tedesco, coniugato, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;22)
 WEIL Bertold fu Leopoldo e fu Carolina Lowenthal, nato a Ludwisburg 
(Germ.) il 15/3/1891, chimico, coniugato, tedesco, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;23)
 ZIEG Samuele fu Alter e fu Macle Degen nato a Komarno (Galizia) il 
6/6/1892, viaggiatore di commercio, tedesco, coniugato, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di P.S., AA.GG.RR., cat. A 4bis, B. 6.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;23.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;ELENCO NOMINATIVO DEGLI INTERNATI CIVILI DI QUESTO CAMPO DI&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;CONCENTRAMENTO TRASFERITI IL 4/5/1944 XXII CON MEZZI E SCORTA&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;DELLA POLIZIA TEDESCA AL CAMPO DI CARPI (Modena).&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1) &lt;u&gt;AUSSENBERG&lt;/u&gt; Chaskel fu Kain e fu Lazi Goldmann nato a Lipsia il 15/9/1893, pellicciaio, naz. polacca, coniugato, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2) &lt;u&gt;BERSCIADSKI&lt;/u&gt; Semil d i Aronne e fu Fania Nudelmann nato a Kisinau (Russia) il 20/7/1899, farmacista, celibe, apolide, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3) &lt;u&gt;BERSCIATSKI&lt;/u&gt; Abramo fu Mosé e fu Muri Dora nato a Kodema (Russia) l’11/10/1892, mediatore, apolide, celibe, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;4) &lt;u&gt;AZZOPARDI&lt;/u&gt; Ernesto di Emanuele e fu Michelina Muscat nato a Tripoli il 27/11/1904, macellaio, coniugato, naz. inglese, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;5) &lt;u&gt;BONELLO&lt;/u&gt; Nicola di Penajota e fu Penajota nato a Smirne l’11/1/1914, commerciante, coniugato, naz. inglese, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;6) &lt;u&gt;BUTTIGLIEG&lt;/u&gt; Basilio fu Giogio e di Luisa Spiteri nato a Corfù il 12/11/1903, falegname, coniugato, inglese, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;7) &lt;u&gt;DAMATO&lt;/u&gt; Pietro fu Luigi e di Asnif Bludia nato a Cavallara (Macedonia) il 16/7/1895, commerciante, celibe, inglese, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;8) &lt;u&gt;DAMATO&lt;/u&gt; Pietro fu Raimondo e fu Anna Armau nato a Costantinopoli il 17/9/ 1890, celibe, meccanico, inglese, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;9) &lt;u&gt;CASSAR&lt;/u&gt; Andrea fu Battista e di Peppina Sartini nato a Patrasso il 18/2/1899, parrucchiere, coniugato, inglese, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;10) &lt;u&gt;COSTA&lt;/u&gt; Michele fu Antonio e fu Liberata Falson nato a Tripoli il 26/3/1893, marinaio coniugato, inglese, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;11) &lt;u&gt;COSTA&lt;/u&gt; Giuseppe di Michele e di Rosina Falzon nato a Tripoli 23/12/1923, esercente, celibe inglese, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;12)&lt;u&gt; CHASSAUD&lt;/u&gt;
 Giovanni fu Guglielmo e fu Staluni Grisandi, nato ad Alessandria 
d’Egitto il 10/4/1903, commerciante, coniugato, inglese, cattolico 
ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;13) &lt;u&gt;CAMILLERI&lt;/u&gt; Giuseppe fu Carmelo e fu Liberata Gosmann nato a Malta nell’agosto del 1890, carpentiere, coniugato, inglese, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;14) &lt;u&gt;DANILOFF&lt;/u&gt; Vittorio fu Giovanni e di Maria Usbekowa nato a Karcof il 10/3/1901, marinaio, celibe, apolide, greco ortodosso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;15) &lt;u&gt;DARMANIN&lt;/u&gt; Francesco fu Paolo e fu Adriana Carabot nato a Tunisi l’11/11/1880, pescatore, coniugato, inglese, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;16) &lt;u&gt;DARMANIN&lt;/u&gt; Giuseppe fu Carmelo e di Debono Carmela nato a Gerba (Tunisia) il 1/10/1913, panettiere, celibe, inglese, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;17) &lt;u&gt;FARRUGINA&lt;/u&gt; Michele fu Carmelo e di Anna Costa nato a Tripoli il 13/8/1916, esercente, celibe, inglese, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;18) &lt;u&gt;GALEA&lt;/u&gt; Francesco fu Giuseppe e fu Antonia Grech nato a Tripoli il 6/1/1885, calzolaio, coniugato, inglese, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;19) &lt;u&gt;ESKENASI&lt;/u&gt; Giuseppe fu Boris e di Ida Annamaria nato a Odessa il 26/1/1905, impiegato, celibe, apolide, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;20) &lt;u&gt;GIZA &lt;/u&gt;Stanislao fu Filippo e di Antonia Ekelian nato a Dolaza Wielka (pol.) il 27/8/1912, minatore, celibe, polacco, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;21) &lt;u&gt;GOODWIN&lt;/u&gt; Vernon fu Alfredo e di Marinon Yeo nato a Svansen (Inghilterra) il 26/9/1896, musicista, coniugato, inglese, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;22) &lt;u&gt;HAAR&lt;/u&gt; Pavel fu Federico e di Eisner Malvina nato a Praga il 27/4/1905, commerciante, celibe, ex cecoslovacco, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;23) &lt;u&gt;KAZOUBA&lt;/u&gt; Simon fu Timofei e fu Facolo Ksenia nato a Taganrog (Russia) il 1/8/1883, marinaio, celibe, apolide, greco ortodosso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;24) &lt;u&gt;JONSON&lt;/u&gt; James di Andrew e di Kiriabula Kazzaro, nato a Smirne il 21/10/1921, meccanico, celibe, inglese, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;26) &lt;u&gt;LORIENTE &lt;/u&gt;Pietro fu Francesco e di Marella Galca nato a Tripoli il 29/6/1919, pittore, celibe, inglese, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;27) &lt;u&gt;LORIENTE&lt;/u&gt; Pio fu Francesco e di Marella Galea nato a Tripoli il 10/2/1910, meccanico, celibe, inglese, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;28)&lt;u&gt; MICALEFF&lt;/u&gt; Spiro fu Salvino e di Angela Sachu nato a Corfù il 19/9/1899, cuoco, coniugato, inglese, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;29) &lt;u&gt;MUSCAT&lt;/u&gt; Giuseppe fu Vincenzo e fu Carmela Vaccarizzi nato a Tripoli l’11/11/1889, impiegato, celibe, inglese, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;30) &lt;u&gt;MEILAK&lt;/u&gt; Salvatore di Giovanni e di Michelina Debono, nato a Tripoli il 28/7/1905, verniciatore, coniugato, inglese, cattolico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;31) &lt;u&gt;JACUBCZAK &lt;/u&gt;Jan di Ludovico e di Maddalena Maiejenska nato a Szezalkovo (Pol.) il 22/6/1908, marinaio, celibe, polacco, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;32) &lt;u&gt;PRITCHARD&lt;/u&gt; Enrico fu Walter e fu Agnese Watters nato a Londra il 25/6/1895, agente marittimo, coniugato, inglese, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;33) &lt;u&gt;PISANI&lt;/u&gt; Carmelo di Giovanni e di Filomena Falson nato a Tripoli il 25/3/1910, calzolaio, celibe, inglese, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;34) &lt;u&gt;RIVANS&lt;/u&gt; Antonio fu Nicola e di Antonia Rubini nato a Smirne l’8/10/1901, pescatore, coniugato, inglese, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;35)&lt;u&gt; RIVANS&lt;/u&gt; Nicola di Antonio e di Stavrulla Parava nato ad Atene il 22/6/1922, calzolaio, celibe, inglese, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;36) &lt;u&gt;RIVANS&lt;/u&gt; Roberto fu Antonio e di Eleonora Saletovic nato a Smirne il 13/1/1901, impiegato, coniugato, inglese, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;37) &lt;u&gt;ROSENBLATT&lt;/u&gt; Raffaele di Levi e di Antonietta Blumerfeld nato a Grogen (Olanda) il 25/10/1912, studente di canto, celibe, apolide, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;38) &lt;u&gt;ROSENZWEIG&lt;/u&gt; Nathan fu Loeb e Elsa Kort nato a Francoforte sul Meno il 16/11/1885, commerciante, coniugato, polacco, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;39) &lt;u&gt;ROMNEY &lt;/u&gt;Lionel
 di Alfredo e di Maria Illidg, nato a Curacao (Piccole Antille) il 
12/4/1915, marinaio, coniugato, oloandese, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;40) &lt;u&gt;HAIN&lt;/u&gt; Jgnazio di Moses e di Paolina Schuster nato a Ulnbach (Germania) il 29/6/1902, impiegato, coniugato, naz. tedesca, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;41) &lt;u&gt;SAGONA&lt;/u&gt; Paolo di Oreste e di Fortunata Sagona nato a Tripoli il 16/5/1906, tornitore, coniugato, inglese cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;42) &lt;u&gt;SANT&lt;/u&gt; Francesco fu Andrea e fu Nicoletta Stabri nato a Corfù il 24/8/1900, commerciante, coniugato, inglese, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;43) &lt;u&gt;SAFARZINSKI&lt;/u&gt; Mario di Antonio e di Emilia Drzenska nato a Varsavia il 15/10/1905, impiegato, celibe, polacco, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;44) &lt;u&gt;ZARAFA&lt;/u&gt; Carlo di Giuseppe e di Michelina Grech nato a Tripoli il 3/1/1922, pittore, celibe, inglese, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;45) &lt;u&gt;ZIELINSKI&lt;/u&gt; Stanilaw di Boleslaw e di Lilliana Malissa nato a Dzwierzuo (Pol.) il 27/7/1913, marinaio, celibe, polacco, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;46) &lt;u&gt;FURST&lt;/u&gt; Kurt di Adolfo e di Grete Fischer nato a Vienna il 29/1/1912, musicista, coniugato, naz. tedesca, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;47) &lt;u&gt;VELLA&lt;/u&gt; Corrado fu Corrado e di Lorenza Vella nato a Malta il 15/9/1910, nichelatore, celibe, inglese, cattolico ariano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;48) &lt;u&gt;WCODLEI &lt;/u&gt;Edoardo di Alfredo e di Elena Kimarios nato a Corfù il 24/9/1909, agente marittimo, celibe, naz. greca, religione protestante.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;49) &lt;u&gt;ABEASIS&lt;/u&gt; Clemente fu Giuseppe e fu Nahun Water nato a Homs (Libia) il 23/11/1896, impiegato, coniugato, inglese, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;50) &lt;u&gt;MASSAN&lt;/u&gt; Rachele fu Beniamino e fu Curiel Angelina nata a Tripoli il 10/2/1908, casalinga, inglese, ebrea, moglie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;51) Giorgio, nato a Tripoli il 4/2/1923, meccanico, inglese, celibe, ebreo, figlio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;52) Ester, nata a Tripoli il 19/10/1926, impiegata, inglese, nubile, ebrea, figlia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;53) Renato, nato a Tripoli il 20/9/1928, inglese, ebreo, figlio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;54) Rebecca, nata a Tripoli il 2/12/1931, inglese, ebrea, figlia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;55) &lt;u&gt;BENJAMIN&lt;/u&gt; Eugenio fu Edoardoe di Riben Anna nato a Zliten (Libia) il 18/5/1900, impiegato, coniugato, inglese, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;56) HABIB Gemma fu Brrhani e fu Maria Hassan nata a Tripoli il 23/3/1905, casalinga, inglese, ebrea, moglie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;57) Anna, nata a Tripoli l’8/12/1930, inglese, ebrea, figlia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;58) Silvana, nata a Tripoli il 12/11/1933, inglese, ebrea, figlia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;59) Desi, nata a Tripoli il 30/1/1937, inglese, ebrea, figlia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;60) &lt;u&gt;BENJAMIN&lt;/u&gt; William fu Edoardo e di Ruben Anna nato a Zliten (Libia) il 10/11/1902, commerciante, divorziato, inglese, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;61) &lt;u&gt;CAMILLERI &lt;/u&gt;Maria fu Andrea e fu Francesca Nicoleff nata a Malta il 29/5/1886, vedova Lanzon, casalinga, inglese, cattolica, ariana.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;62) Lanzon Giovanni fu Salvatore nato a Tripoli il 29/1/1928, meccanico, celibe, inglese, cattolico ariano, figlio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;63) Lanzon Anna fu Salvatore nata a Tripoli il 18/10/1930, inglese, cattolica ariana, figlia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;64) &lt;u&gt;BURBEA&lt;/u&gt; Hammus di Jacob e di Hassan Buba nato a Tripoli l’11/12/1911, barbiere, coniugato, inglese, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;65) JONA Giora di Jusef e di Addad Rut nata a Tripoli nel 1911, casalinga, inglese, ebrea, moglie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;66) Jacob, nato a Tripoli il 13/12/1941, inglese, ebreo, figlio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;67) Jusef, nato a Civitella del Tronto (Teramo) il 27)6)1943, inglese, ebreo, figlio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;68) &lt;u&gt;BURBEA&lt;/u&gt; Jacob fu Jusef e fu Tasciuba Sarina, nato a Tripoli nel 1892, barbiere, coniugato, inglese, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;69) HASSAN Buba fu Hammus e di Sturi Fargian nata a Tripoli nel 1894, casalinga, inglese, ebrea, moglie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;70) Sion, nato a Tripoli il 17/11/1920, commesso, celibe, inglese, ebreo, figlio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;71) Giuseppe, nato a Tripoli nel 1923, commesso, celibe, inglese, ebreo, figlio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;72) &lt;u&gt;BURBEA&lt;/u&gt; Huato fu Giuseppe e fu Sarina Tisciuba nato a Tripoli nel 1903, barbiere, coniugato, inglese, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;73) SEROR Mina fu Mosé e di Sandra Seror nata a Tripoli il 10/3/1900, casalinga, inglese, ebrea, moglie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;74) &lt;u&gt;HABIB&lt;/u&gt; Nessim fu Scialom s fu Sara Mimun nato a Tripoli nel a887, tipografo, celibe, inglese, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;75) &lt;u&gt;DIHI&lt;/u&gt; Simeone fu Kaliffa e fu Manta Racha nato a Tripoli nel 1892, sarto, coniugato, inglese, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;76) REGINA Fargian fu Hammus e fu Nahun Messauda nata a Tripoli il 23/8/1890, casalinga, inglese, ebrea, moglie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;77) Diamantina, nata a Tripoli il 12/1/1916, casalinga, nubile, inglese, ebrea, figlia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;78) &lt;u&gt;BARANES&lt;/u&gt; Jda fu Nessim e fu Rita Megnani nata a Homs (Libia) nel 1900 casalinga, vedova Habib, inglese, ebrea.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;79) Habib Scialom fu Hlafo nato a Tripoli il 21/10/1927, studente, celibe, inglese, ebreo, figlio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;80) Habib Rita fu Hlafo nata a Tripoli il 23/9/1931, inglese, ebrea, figlia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;81)&lt;u&gt; HASCHI&lt;/u&gt; Giulia fu Jsacco e di Hamui Allegra nata a Cairo nel 1898, vedova Habib, casalinga, inglese, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;82) HABIB Scialom fu Benedetto nato a Bengasi il 13/8/1915, impiegato, celibe, inglese, ebreo, figlio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;83) Habib Jacob fu Benedetto nato a Bengasi il 26/4/1918, impiegato, celibe, figlio, inglese, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;84) Habib Mosé fu Benedetto nato a Tripoli il 5/12/1926, studente, celibe, inglese, ebreo, figlio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;85) &lt;u&gt;LABI&lt;/u&gt; Scialom fu Jusef e fu Addad Messauda nato a Tripoli nel 1879, ramaio, coniugato, inglese, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;86) LABI Diamantina fu Jsacco e fu Nahun Rubina nata a Tripoli nel 1885, casalinga, inglese, ebrea, moglie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;87) Jsacco, nato a Tripoli nel 1914, barbiere, celibe, inglese, ebreo, figlio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;88) Fortunata, nata a Tripoli nel 1917, casalinga, nubile, inglese, ebreo, figlia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;89) Sion nato a Tripoli il 22/7/1922, imopiegato, celibe, inglese, ebreo, figlio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;90) Rubina, nata a Tripoli il 10/6/1925, casalinga, nubile, inglese, ebrea, figlia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;91) Jda, nata a Tripoli il 10/2/1929, casalinga, nubile, inglese, ebrea, figlia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;92) &lt;u&gt;LABI&lt;/u&gt; Juda fu Jsacco e fu Ester Labi nato a Tripoli nel 1878, lattaio, coniugato, inglese, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;93) FRATI Messauda fu Abramo e fu Buthul nata a Tripoli nel 1878, casalinga, inglese, ebrea, moglie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;94)&lt;u&gt; LABI&lt;/u&gt; Hammus fu Mosé e fu Levi Mina Nato a Bengasi nel 1884, commerciante, inglese, coniugato, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;95) Labi Mezzala fu Scialom e fu Hadria Habib nata a Tripoli nel 1895, casalinga, inglese, ebrea, moglie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;96)&lt;u&gt; LABI&lt;/u&gt; Giuseppe di Scialom e di Diamantina Labi nato a Tripoli il 6/7/1907, ramaio, coniugato, inglese, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;97) Bublil Zariffa di Raffaele e di Jona Missa nata a Tripoli nel 1922, casalinga, inglese, ebrea, moglie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;98) Diamantina, nata a Civitella del Tronto il 28/8/1942, inglese, ebrea, figlia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;99) Scialomk, nato a Civitella del Tronto il 7/2/1944, inglese, ebreo, figlio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;100) &lt;u&gt;LABI&lt;/u&gt; Jolanda in Labi fu Kaim e di Mina Smila nata a Tripoli il 14/7/1916, casalinga, inglese, ebrea.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;101) Labi Marcello di Renato nato a Tripoli il 6/5/1938, inglese, ebreo, figlio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;102) Labi Diana di Renato nata a Tripoli il 27/11/1940, inglese, ebrea, figlia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;103) &lt;u&gt;LABI&lt;/u&gt; Alfredo fu Adolfo e fu Arbib Diamantina, nato a Tripoli il 17/3/1900, commerciante, inglese, coniugato, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;104) Vivienne Guetta di Giulio e di Nahun Fortuna nata a Tripoli il 29/5/1911, casalinga, ebrea, moglie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;105) &lt;u&gt;NEMNI&lt;/u&gt; Davide fu Sion e di Mezzala Haggiag nato a Tripoli il 2/4/1905, rappresentante di commercio, celibe, inglese, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;106) NEMNI Jusef fu Wessim e di Bedussa Regina nato a Tripoli il 12/2/1910, negoziante, celibe, inglese, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;107) Bedussa Regina fu Beniamin e fu Nemni Messauda nata a Tripoli nel 1894, casalinga, inglese, ebrea, madre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;108) LABI Abramo fu Hammus e di Misa Reginiano nato a Tripoli il 1/6/1914, sarto, inglese, coniugato, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;109) Scioa Gemila di Juda e di Regina Aghib nata a Tripoli nel 1915, casalinga, inglese, ebrea, moglie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;110) Luli, nata a Civitella del Tronto il 22/8/1942, inglese, ebrea, figlia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;111) Regina, nata a Civitella del Tronto il 2/4/1944, inglese, ebrea, figlia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;112) MESSIAH fu Salomone e fu Hassan Fortunata nato a Tripoli il 6/2/1889, spedizioniere, coniugato, inglese, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;113) Sabban Sultana fu Sion nata a Tripoli nel 1895, casalinga, inglese, ebrea, moglie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;114) Arbib Vittorio fu Giacobbe e fu Messiah Elisa nato a Bengasi, il 2/8/1935, inglese, ebreo, nipote.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;115NEMNI Mosé di Simeone e fu Essaieg Misa nato a Tripoli nel 1902, droghiere, coniugato, inglese, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;116) Halfun Zula fu Messauda e fu Misa Zahut nata a Tripoli nel 1909, casalinga, inglese, ebrea, moglie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;117) Simeone, nato a Tripoli il 29/3/1934, inglese, ebreo, figlio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;118) Misa, nata a Tripoli il 16/4/1929, inglese, ebrea, nubile, casalinga, figlia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;119) REGINIANO Hamani fu Hlafo e di Zatuta Labi nato a Tripoli nel 1914, sarto, celibe, inglese, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;120) Labi Zatuba fu Hammus e fu Hanissa Labi nata a Tripoli di anni 74, casalinga, vedova Reginiano, inglese, ebrea, madre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;121) Samina, nata a Tripoli nel 1912, casalinga, nubile, inglese, ebrea, sorella.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;122) REGINIANO Misa fu Hlafo e di Zatuba Labi nata a Tripoli nel 1890, casalinga, ved. Labi, ebrea.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;123) REGINIANO Abramo di Davide e di Barda Barcana nata a Tripoli il 5/10/1900, libraio, coniugato, inglese, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;124) Gean Norina di Huato e di Haim Rachele nata a Tripoli nel 1917, casalinga, inglese, ebrea, moglie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;125) Vittorio, nato a Tripoli il 3/3/1939, inglese, ebreo, figlio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;126) Jrma, nata a Civitella del Tronto il 22/11/1942, inglese, ebrea, figlia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;127) REGINIANO Abramo fu Beniamino e fu Zula Aghib nato a Tripoli di anni 65, sarto, coniugato, inglese, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;128) Fellah Buba fu Rubino e fu Messauda Haggiag nata a Tripoli di anni 50, casalinga, inglese, ebrea, moglie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;129) REGINIANO Sfrain fu Hlafo e di Zatuba Labi nato a Tripoli il 15/9/1892, sarto, coniugato, inglese, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;130) Debase Ester fu giacobbe e di Taieb Rachele nata a Tripoli nel 1901, casalinga, inglese,&amp;nbsp; ebrea, moglie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;131) REGINIANO Scialom fu Hlafo e di Zatuba Labi nato a Tripoli il 6/7/1909, sarto, coniugato, inglese, ebreo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;132) Messica Emilia fu Mosé e di Ester Rachah nata a Tripoli il 10/10/1909, casalinga, inglese, ebrea, moglie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;133) Rina, nata a Tripoli il 15/11/1936, inglese, ebrea, figlia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;134) Hlafo, nato a Tripoli il 18/11/1938, inglese, ebreo, figlio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di P.S., AA.GG.RR., cat. A 4bis, B. 6.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;24.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;CAMPO DI CONCENTRAMENTO INTERNATI&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;ISOLA GR. SASSO D’ITALIA&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Provincia di Teramo&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;ELENCO DEGLI INTERNATI&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;risultati mancanti dal campo dopo il trasferimento eseguito dalle Autorità Tedesche il giorno 27 novembre 1943-XXII°&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;u&gt;matricola / cognome e nome&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1) - 158 Su Kan Iu&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2) - 160 Ching Tsen Iu&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3) - 163 Huang Chang Pin&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;4) - 167 Mi Chang Shin&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;5) - 168 Cho Kuong Wu&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;6) - 173 Tchean Fung Sing&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;7) - 175 Chang Tin Chio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;8) - 176 Chin Fa Chai&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;9) - 233 Wang Sun Tsai&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;10) - 232 Hu Ton Zin&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;11) - 239 Tchean Te Ling&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;12) - 242 Sing Fong Lee&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;13) - 243 Tsao Dang Chen&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;14) - 246 Gentile Die Fen&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;15) - 249 Lui Chen Tsin&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;16) - 251 Chen Chan An&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;17) - 252 Shu Chihe Cheng&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;18) - 255 Wang Heh Ching&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;19) - 263 Tchon Wu Tchong&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;20) - 268 King Sing Cha&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;21) - 270 On Fo Io&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;22) - 271 Chiang Ding Yan&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;23) - 277 Chang Wang Ching&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;24) - 280 King Chang Ching&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;25) - 285 Chen Yue Chan&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;26) - 291 Hu Sze Ya&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;27) - 294 Nhion The Hen&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;28) - 299 Chin Ting Shen&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;29) - 303 Wang Yoo Cha&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;30) - 306 Hu Chao&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;31) - 311 Lin Yeh Chu&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;32) - 313 Cheng Pi Hsi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;33) - 314 Cin Cin Na&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;34) - 315 Suen Tchon Pao&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;35) - 318 Chin Yung Chang&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;36) - 320 Yang Lie Chiug&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;37) - 321 On Nao Chang&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;38) - 334 Pan Yez Diagne&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;39) - 336 Tcheng Chi Ching&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;40) - 340 Chen Feng Hui&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;41) - 344 Chi Shih Chiung&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;42) - 346 Kin Giuseppe&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Isola Gr. Sasso I dicembre 1943 XXII&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;IL DIRETTORE DEL CAMPO&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;F/to illeggibile&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;P.C.C.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’imp. di Polizia di I cl.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;F/to illeggibile&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di P.S., AA.GG.RR., cat. A 4bis, B. 6.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;26.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;ELENCO INTERNATI&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Campo di concentramento TORTORETO ALTO.&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1./ AXELRAD Davide fu Israele e fu Rachel Meiseles, nato a Podkamien (Polonia)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;il 12/7/1892, commercialista ebreo tedesco apolide, arr. 14/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2./
 BARTFELD Eurelio di Mosè e di Meier Babec, nato a Krapra 
(Cecoslovacchia) il 26/2/1889, sarto, res. Genova, coniugato, ebreo 
tedesco, arr. 14/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3./ BERENT Walter di 
Adolfo e di Seligson Fanny, nato a Danzig, il 31/8/1886, giudice, res. 
Genova, coniugato, ebreo tedesco, arr. 14/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;4./
 BERNSTEIN Ernesto di Simone e di Goldschmit Bettina, nato a Nakel 
(Posen) il 26/11/1911, meccanico, ebreo tedesco, arr.14/9/40 &lt;u&gt;(NON SUSSIDIATO)&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;5./
 BLUMENBERG Dott. Giorgio fu Giulio di Beata Broszinsky, nato a Hannover
 il 24/3/1906, dentista, res. Genova, ebreo tedesco apolide, arr. 
14/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;6./ BOHRER Arnoldo di Wilhelm e di 
Hilda Feldmann, nato a Berlino il 30/10/1911 celibe, fabbricante, res. 
Genova, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;7./ 
BUCHHOLZ Paolo fu Leone e Wolchen Elsa, nato a Leopoli il 30/6/1889, 
commerciante, res. Genova, celibe, ebreo tedesco, arr. 14/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;8./
 BURG Michele di mayer e di Ethel Rosenluft, nato a Vienna il 3/7/1895, 
commerciante, coniugato, res. Genova, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;9./
 BUXBAUM Dott. Sigfrido di Ermanno e di Kahn Amalie, nato a Brehmer 
(Westfalia) il 26/7/1886, medico, res. Genova, coniugato, ebreo tedesco,
 arr. 14/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;10./ CAHN Kurt di Loeb e di 
Clara Kaufmann, nato a Lichtenau (Germania) il 17/81896, meccanico, 
coniugato, res. Genova, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;11./
 DEUTSCH Ernesto di Giacobbe e di Scheeiber Carolina, nato a Marienbad 
(Cecoslovacchia) il 20/11/99, agricoltore, res. Milano, ebreo tedesco, 
arr. 14/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;12./ DOMINIK Giuseppe fu 
Salomone Schneider fu Rebecca Dominik, nato a Leopoli (Polonia) il 
10/1/1886, bandaio, ebreo tedesco, arr. 14/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;13./
 EISNER Giacobbe fu Ignazio e di Carlotta Eisner, nato a Vienna il 
26/7/1896, commerciante, res. Genova, coniugato, ebreo tedesco, arr. 
1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;14./ FLATOW Giovanni fu Giogio e fu 
Selma Eifert, nato a Ortelsburg (Germania) il 18/4/1885, commercialista,
 coniugato, res. Milano, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;15./
 FRISCHER Dott. Isacco di Leone e di Anna Lieblich, nato a Buczacz 
(Polonia) il 10/3/1911, medico chirurgo, ebreo tedesco, arr. 14/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;16./
 GERSTL Oscar di Maurizio e fu Carolina Gerstl, nato a Vienna il 
23/8/1880, coniugato, orafo, res. Genova, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;17./ GIVER Hersz di Eisik e di Rifka Lifschitz, nato a Blendorf il 1/1/1895, sarto, res. Milano, ebreo apolide, arr. 1/9/40 &lt;u&gt;(NON SUSSIDIATO)&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;18./
 GLASER Emilio fu Leopoldo e di Teresa Jellinek, nato a Nrazow 
(Cecoslovacchia) il 2/10/1884, impiegato, celibe, res. Milano, ebreo 
tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;19./ GOLDSTEIN Salomone
 fu Giosia e Anna Berkowich, nato a Galatz il 15/5/1877, res. Ascoli 
Piceno, ingegnere, coniugato, ebreo apolide, arr. 1/9/40 (&lt;u&gt;NON SUSSIDIATO)&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;20./
 GRANITZ Edmondo fu Guglielmo e fu Carolina Klinger, nato a Gyor 
(Ungheria) il 10/2/1896, celibe, commerciante, ebreo apolide, res. 
Fiume, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;21./ GUINSBURG Saul fu 
Lazzaro fu Rachele Grosowska, nato a Mosca (Russia) il 23/7/1890, 
commerciante, ebreo russo apolide, arr. 14/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;22./
 HOFMANN Sigismondo fu Maurizio di Giovanna Tintner, nato a Bruck a /M. 
(Austria) il 7/4/1895, commerciante ebreo tedesco, arr. 14/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;23./
 KRAUS Marcello di Edmondo e di Kraus Emilia nato a Fiume il 23/11/1897,
 ragioniere, celibe, res. Volosca, ebreo apolide, arr. 20/7/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;24./
 KABAS Ignazio fu Paolo e Janicek Amalia, nato a Lazy il 12/6/1894, 
facchino, res. Sanpierdarena (Genova), vedovo, suddito slovacco, arr. 
8/8/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;25./ SCHILLING Giovanni di Antonio e 
Sans Agostina, nato a Barcellona il 23/3/1887, res. Foligno, 
commerciante, suddito spagnolo, arr. 22/8/40.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;TORTORETO ALTO, li 15 settembre 1940 XVIII°&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il Direttore&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Lillo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di P.S., AA.GG.RR., cat. Massime M/4, B. 137.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;27.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;ELENCO INTERNATI&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Campo di concentramento TORTORETO STAZIONE&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1./ ADLER Alfredo fu Giacobbe e Rosa Weil, nato a Ulm il 27/11/1887, res. Firenze, celibe, impiegato, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2./
 ADLER Gustavo fu Adolfo e Heinrich Emilia, nato a Königsberg, il 
30/10/1895 res. Genova, impiegato, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3./
 ADLER Hermann di Natan e di Adler Rosa, nato a Vienna il 12/4/1887, 
res. Genova, legatore di libri, coniugato, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;4./ ADLER Schmul fu Giacobbe e fu Rosa Eldmann, nato a Olcusz il 8/1/1896, res. Genova, pittore, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;5./
 AJZENBERG Szlamy fu Haim e fu Bluma Salzberg, nato a Leczyca il 
23/3/1891, res. Genova, tessitore, ebreo apolide, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;6./
 ALTBERGER Teodoro fu Ignazio e Milchspeiser Carlotta, nato a Vienna il 
18/7/1904 ebreo apolide, celibe, pittore, res. Fiume, arr. 4/8/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;7./ ARZT Edoardo di Enoch e di Antonia Stiber, nato a Vienna il 22/7/1901, res. Genova, impiegato, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;8./
 BAHSEL Emilio fu Filippo e di Giulia Werner, nato a Vienna il 
4/12/1884, res. Genova, commerciante, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;9./
 BALTER Massimiliano fu Ignazio e fu Cecilia Reder, nato a Cernauti il 
5/12/1905, res. Milano, attore, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;10./ BARNASS Dagoberto fu Isidoro e fu Enrichetta Barnass, nato a Bromberg il 8/7/1885, res. Nervi, industriale, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;11./
 BAUER Giorgio di Adolfo e fu Gerstl Francesca, nato a Vienna il 
8/6/1887, negoziante, res. San Remo, ebreo tedesco, arr. 13/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;12./ BAUM Adolfo di Mayer e fu Enrichetta Wolff, nato a Vienna il 26/4/1896, res. Genova, falegname, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;13./ BAUM Herbert di Harold e Rosa Bauml, nato a Weiden il 16/2/1909, res. Genova, commerciante, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;14./
 BECKER Davide di Giuseppe e di Kreiner Rosa nato a Arad il 5/7/1913, 
res. Verona, celibe, impiegato, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;15./
 BERGER Alberto di Samuele e fu Antonia Egyes, nato a Susak il 
20/8/1899, impiegato, coniugato, res. Fiume, ebreo apolide, arr. 20/7/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;16./
 BERSTLING Edoardo fu Simeone e fu Clara Thaler, nato a Vienna il 
26/10/1889, res. Genova, impiegato, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;17./
 BIRKENFELD (Bruckner) Ignazio di Munio e di Giuseppina Bruckner, nato a
 Iwanie (Polonia) il 26/10/1894, res. Viareggio, commerciante, ebreo 
tedesco, arr. 1/9/40 &lt;u&gt;(NON SUSSIDIATO)&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;18./
 BLUMENFELD Ludwig fu Osias e fu Regina Blumenfeld, nato a Przemysl il 
24/9/1892, res. nervi, rappresentante, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;19./
 BÖSSMANN Carlo fu Arnold e fu Berta Bär, nato a Monaco di Baviera il 
2/2/1900, commerciante, celibe, res. Milano, ebreo tedesco, arr. 18/8/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;20./
 BRUNNER Emil fu Arold e Emma Kohn, nato a Vienna il 30/8/1893, res. 
Milano, vedovo, commerciante, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;21./ COHEN Enrico fu Oscar e Elly Herzberg, nato a Hannover il 11/7/1901, res. Rapallo, avvocato, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;22./
 DARMSTÄDTER Paolo fu Guglielmo e fu Ida Darmstädter, nato a Mannheim il
 20/4/1884, res. Genova, viaffiatore, divorziato, ebreo tedesco, arr. 
1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;23./ DAVID Sandor di Giacobbe e 
Carolina, Toch, nato a Vienna il 19/9/1886, res. Genova, rappresentante,
 ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;24./ DEUTSCH 
Arnoldo di Ignazio e di Rosali Mark, nato a Fiume il 19/9/1906, res. 
Fiume, commerciante, ebreo apolide, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;25./ DIAMANT Josef fu Hirsch e Paie Hoffler, nato a Zaleszesyki il 13/3/1882, res. Genova, impiegato, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;26./ DICKER Kurt fu Maurizio e Berta Wolfgang, nato a Vienna il 24/7/1910, impiegato, res. Trieste, ebreo tedesco, arr. 1/9740&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;27./
 DIESENDORF Joachin di Moss e di Meyte Grossberg nato a Lemberg il 
4/3/1891, res. Genova, commerciante, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;28./
 DISKANT Sigfrido fu Leopoldo e Francesca Kohn, nato a Hohenwart il 
14/12/1887, res. Genova, impiegato bancario, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;29./
 DIWALT Giuseppe di filippo e di Clampa Rosa, nato a Cernauti (Romania) 
il 18/7/1906, commerciante, coniugato, res. Milano, ebreo apolide, arr. 
1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;30./ EDELHOFER Max fu Adolfo e Emma Feigel, nato a Ulrichskirchen il 15/2/1880, res. Genova, medico, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;31./
 EDELSTEIN Sender fu Ascher e Adasia Holoschitz, nato a Stanislaw il 
1/10/1887, res. Genova, commerciante, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;32./
 EHRENSTAMM Maurizio fu Adolfo, e di Sofia Strauss, nato a Heidesheim il
 14/6/1883, res. Rapallo, industriale, ebreo apolide, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;33./
 EISINGER Walter di Alfredo e di Stefania Goldwasser, nato a Vienna il 
23/6/1905 res. Milano, commerciante, celibe, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;34./
 ENGEL Adalberto fu Massimiliano e fu Giovanna Baseh, nato a Békéscaba 
(Ungheria) il 26/1/1897, res. Fiume, coniugato, impiegato, ebreo 
apolide, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;35./ ENGLARD Israele di
 Jonas e Debora Friedmann, nato a Sienava il 3/1/1909, res. Milano, 
rappresentante, celibe, ebreo apolide, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;36./
 ENGLER Alfredo fu Ignazio e fu Langer Friderica, nato a Vienna il 
12/12/1894, res. Genova, commerciante, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;37./
 EPHRAIMSON Ermanno fu Edoardo e Paolina Tobias, nato a Strelitz il 
30/10/1887, res. St. Margherita Ligure, industriale, ebreo tedesco, arr.
 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;38./ EPPSTEIN Ludovico fu Ferdinando
 e fu Elia Franken, nato a Hoppstädten il 13/12/1882, res. Abbazia, 
coniugato, commerciante, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;39./ FEIN Ernesto fu Simone e di Gianetta Glücklich, nato a Vienna il 27/9/1898, res. Milano, cuoco, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;40./ FELIKS Maurizio di Mendel e Klein Rachele, nato a Roznow il 21/1/1898, commerciante, ciniugato, ebreo tedesco, arr. 29/8/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;41./
 FINKELSTEIN Michele fu Adolfo e fu Anna Wohlgeschaft, nato a Stanislau 
il 14/12/1894, res. Milano, coniugato, industriale, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;42./
 FISCHOFF Maurizio fu Enrico e Flieschmann Regina, nato a Simoni 
(Ungheria) il 14/10/1891, tappezziere, res. Abbazia, coniugato, ebreo 
tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;43./ FLINK Naftali fu 
Chaim Hirsch e Rosalia Rieger, nato a Neusandez il 31/12/1880, res. 
Genova, coniugato, commerciante, ebreo polacco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;44./
 FRANK Helmut fu Sigismondo e Lina Rotschild, nato a Stoccarda il 
9/1/1892, res. Genova, celibe, commerciante, ebreo apolide, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;45./
 FRANK Werner fu Alfredo e fu Homberg Hanna, nato a Nauen il 24/12/1898,
 res. Alassio, coniugato, commerciante, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;46./
 FRANKL Walter di Grabiele e Elia Lion, nato a Vienna, il 26/7/1902, 
res. Milano architetto, coniugato, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;47./
 FREITAG Carlo fu Giuseppe e Berta Mann nato a Darmstadt il 15/11/1919, 
res. Milano, celibe, studente, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;48./
 FRIEDMANN dott. Edgar fu Ugo e Leontina Geiringer, nato a Vienna il 
25/9/1886, res. Milano, divorziato, notaio, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;49./
 FRISCHMANN Sigismondo fu Samuele e Giulia Bischitz, nato a Odenburg il 
17/3/1894, res. Milano, divorziato, industriale, ebreo tedesco, arr. 
1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;50./ FÜRST Kurt di Adolfo e Grete 
Fischer, nato a Vienna il 29/1/1912, res. Genova, coniugato, musicista, 
ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;51./ GOGG Alois 
di Giovanni e di Caterina Birchbauer, nato a Graz (Austria) il 
30/5/1910, violinista, res. Genova, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;52./
 GOTTLIEB dott. Alessandro fu Maurizio e Berta Schächter nato a M. 
Sziget il 12/2/1904, res. Padova, celibe, dentista, ebreo apolide, arr. 
1/9/40 &lt;u&gt;(NON SUSSIDIATO)&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;53./ 
GRABKOWICZ dott. Hans fu Alois e Anna Plessner, nato a Vienna il 
31/12/1894, res. Milano, celibe, dentista, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;54./
 GRANER dott. Ugo fu max e Anna Stern, nato a Budapest il 10/3/1894, 
res. Milano, coniugato, medico, ebreo tedesco, arr. 1/9/40 &lt;u&gt;(NON SUSSIDIATO)&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;55./
 GROSSMANN Ottone fu Enrico e Giovanna Graner, nato a Vienna, il 
14/1/1894, alberghiere, res. Abbazia, celibe, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;56./
 GRUBER Ignazio fu Leopoldo e Giulia Noteles, nato a Vienna il 7/2/1898,
 res. Genova, coniugato, impiegato, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;57./
 GRÜNBERGER Sigismondo fi Giuseppe e fu Mendel Giulia, nato a Budweis il
 21/3/1881, rappresentante, coniugato, res. Fiume, ebreo Slovacco, arr. 
20/7/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;58./ GRÜNSPECHT dott. Davide fu 
Michele e fu Rosa Rindsberg, nato a Wüstensachsen il 15/7/1884, res. 
Milano, celibe, impiegato, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;59./
 GUMBINSKI Arturo fu Bernardo e Giannette Hartstein, anto a Glauchau il 
16/1/1890, res. Milano, coniugato, impiegato bancario, ebreo tedesco, 
arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;60./ GÜNSBERGER Bertoldo di 
Leopoldo e di Paola Fürth, nato a Praga il 23/2/1901, res. Fiume, 
coniugato, commerciante, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;61./
 GÜRTLER Prof. Dott. Hermann di Adolfo e di Hein Erwinia, anto a Bial 
(Polonia) il 26/10/1887, suddito polacco, res. Canobbio (Novara), 
professore di conservatorio, arr. 26/7/40 &lt;u&gt;(NON SUSSIDIATO)&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;62./ GUTTMANN Richard di Carlo e Lotti Reismann, nato a Vienna il 2/3/1894, cameriere, res. Genova, ebreo apolide, arr. 1/9740&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;63./
 HAUSER Jacob di Hersch e Golda Stube, nato a Rava (Polonia) il 
10/5/1894, cameriere, res. Genova, abreo apolide, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;64./
 HEIMANN Hans Ludovico di Sigismondo e di Elena Weiss, nato a Vienna il 
28/5/1921, studente, res. Nervi, celibe, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;65./
 HEIMANN Sigismondo fu Lodovico e Jglauer Janni, nato a Veszprém 
(Ungheria) il 1/9/1880, cappellaio, coniugato, res. Nervi, ebreo 
tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;66./ HERTZ Ignazio fu 
Wolf e Salomea Moskowitz, nato a Tschenstochau il 25/12/ 1882, res. 
Genova, coniugato, speditore, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;67./
 HIRSCH Enrico fu Giacobbe e Vittoria Jäger, nato a Leipzig il 6/9/1885,
 res. Genova, coniugato, impiegato, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;68./
 HIRSCHEL Hermann fu Ernesto e Johanna Guttmann, nato a Vienna il 
15/1/1908, res. Genova, coniugato, commerciante, ebreo tedesco, arr. 
1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;69./ HIRSCHLER Leopoldo fu Enrico e 
Regina Weiss nato a Vienna il 15/1/1908, res. Genova, celibe, impiegato,
 ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;70./ HÖFLER 
Samuele fu Leiser e mari Springer, nato a Przemysl il 5/11/1890, res. 
Genova, coniugato, privato, ebreo tedesco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;71./
 HÖNIGSBERG Giuseppe fu Antonio e Caterina Breuer, nato a Vienna il 
22/8/1891, res. genova, coniugato, tappezziere, ebreo tedesco, arr. 
1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;72./ JANKELOWITZ Giuseppe fu Maurizio
 e Rubinstein Lucia, nato a Neustadt (Lituania) il 10/2/1872, 
industriale, res. Milano, ebreo tedesco, arr. 11/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;73./
 LIBSKER Maurizio di Wolf e di Berta Eichorn, nato a Stoccarda il 
25/9/1914, res. Milano, celibe, rappresentante, ebreo apolide, arr. 
1/9/40 &lt;u&gt;(NON SUSSIDIATO)&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;74./ MÜLLER 
Salomone fu Ignazio e fu Fuchs Giovanna, nato a Galanta (Ungheria) il 
12/12/1880, celibe, rappresentante, res. Fiume, ebreo slovacco, arr. 
20/7/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;75./ MÜNZ Giulio di Carlo e di Bondi
 Ella, nato a Harasdovice il 22/6/1907, celibe, commerciante, res. 
Abbazia, ebreo slovacco, arr. 20/7/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;76./ 
PORAS Leopoldo di Isidoro e fu Goldstein Giuseppe, nato a Fiume, il 
1/2/1888 viaggiatore, celibe, res. Fiume, ebreo polacco, arr. 20/7/40.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;77./
 ROSENZWAIG Aron fu Elias e Malko Bruin, nato a Zgierz il 24/5/1881, 
res. Milano, coniugato, commerciante, ebreo polacco, arr. 1/9/40&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;78./
 SCHWEITZER Dott. Paolo di Arturo e di Baruch Anna, nato a Fiume il 
10/6/1909, procuratore legale, res. Fiume, celibe, ebreo apolide, arr. 
26/7/40 &lt;u&gt;(NON SUSSIDIATO)&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Il DIRETTORE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;dei campi di concentramento&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;(Dott. Lillo Vito Carlo)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di P.S., AA.GG.RR., cat. Massime M/4, B. 137.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;28.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Teramo 12 luglio 1942 XX&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;R. PREFETTURA DI TERAMO&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;DIVISIONE P.S. ROT. N. 5338&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;ALLEGATI N. 1&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;OGGETTO: Zingari provenienti da Lubiana&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1°) - HUDOROVIC Giovanni fu Paolo e Hudorovic Caterina, nato a Fragomelj 18/41892, pertinente a Smarje e figlia;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2°) - Anita di Giovanni e fu Anica Brajdic, nata a Postumia di anni 8;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3°) - HUDOROVIC Francesco di Ignoto ed Anna Hudorovic, nato a Crn Lac nel 1910, pertinente a Studenec, moglie;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;4°) - Francesca di Luigi e Maria Hudorovic di anni 26, figli:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;5°) - Ida, nata a Homas di anni 9;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;6°) - Frida, nata a Homas di anni 6;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;7°) - Peppino, nato a Cocevje, di anni 8;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;8°) - Silvestro, nato a Tomisler di mesi 5;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;9°) - Carlo, nato a Nomenda di anni 3;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;10°) - HUDOROVIC - Giovanni fu Antonio e Hudorovic Caterina, nato a Oselic il 27.11.1893, pertinente a Bloska Polica 18;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;11°) - &quot; Dora di Giorgio e Maria Hudorovic, nata a Vrhnika nel 1903; pertinente a Stari Trg (convivente con il predetto) figli:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;12°) - &quot; Lorenzo, nato a Sranja 3.5.1925;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;13°) - &quot; Milan, nato Vrhnika il 10.10.1927;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;14°) - &quot; Nazi, Turjak di anni 11;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;15°) - &quot; Albina, nata S. Vid di anni 9;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;16°) - &quot; Giuseppe, nato a Siska di anni 6;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;17°) - &quot; Dora, nata Horjul di anni 6;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;18°) - &quot; Atonio, nato a Log di anni 1 e 6 mesi;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;19°) - &quot; Antonio, di Francesco di Josefa Hudorovic, nato Hrosuplje 28.10.1914;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;20°) - &quot; Carlo di Giorgio e di aria Hudorovic, nato Grosuplje di anni 14;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;21°) - &quot; Ivana di Giuseppe e Anna Hudorovic, nata Zuzemberg di anni 21;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;22°) - LEVAKOVIC Rodolfo di Giovanni e Levakovic carolina, nato Vana-Iska il 14.5.1986;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;23°) - HUDOROVIC Anna in Levakovic di Luca e di N.N. nata Vrhnika 18.7.1900 figli:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;24°) - LEVAKOVIC Giuseppe, nato Vic 19.9.1935;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;25°) - &quot; Amalia, nata Tacen 6.6.1933;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;26°) - &quot; Luigi, nato Vgjzach 15.5.1938;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;27°) - &quot; Miroslavo, nato Stranzkovic 28.11.1928;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;28°) - &quot; Luigia, nata Smarje 25.4.1940;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;29°) - &quot; Vida, nata a Granbuco 25.3.1942;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;30°) - &quot; Elena, nata Suelarie di anni 10;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;31°) - &quot; Lojska, nata Brezovica di anni 6;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;32°) - &quot; Mirko, nato Tresic di anni 11;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;33°) - &quot; Maria, nata Vrhnika di anni 22,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;34°) - &quot; Miska di padre ignoto, anni 10 (figlia della precedente);&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;35°) - &quot; Neva di padre ignoto, anni 6.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di P.S., AA.GG.RR., cat. A 4bis, B. 6.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;29.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;DER BEFEHLSHABER der SICHERHEITS- Bologna, 20.12.1943&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;POLIZEI UND DES S.D. IN ITALIEN via F. Albergati, 6&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;-Aussenkommando Bologna-&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;Tgb;: Nr. IV - 38/43&lt;/b&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;An den&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Herrn Questore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;u&gt;in Modena.&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;OGGETTO&lt;/b&gt;: Trasferimento del decreto legge italiana del 30.11.1943.&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;: Trasferimento del decreto legge italiana del 30.11.1943. &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Gli ebrei arrestati devono essere trasferiti alla polizia di sicurezza Comando Bologna.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;u&gt;&lt;b&gt;DESCRIZIONE&lt;/b&gt;:
 La legge italiana del 30.11.1943 prevede che tutti gli ebrei che devono
 essere arrestati per qualsiasi motivo devono essere messi a mia 
disposizione semprechè esistino le seguenti condizioni:&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;:
 La legge italiana del 30.11.1943 prevede che tutti gli ebrei che devono
 essere arrestati per qualsiasi motivo devono essere messi a mia 
disposizione semprechè esistino le seguenti condizioni: &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1°)
 L’arrestato ebreo deve essere di pura razza ebraica: questo vuol dire 
che deve avere minimo tre generazioni di pura razza ebraica. Gli ebrei 
che sono stati riconosciuti ariani dalle attuali leggi italiane, &lt;u&gt;non ostante queste, devono essere arrestati, qualora dalle leggi tedesche siano riconosciuti ebrei.&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2°) L’arrestato ebreo deve essere sposato con una donna ebraica, non deve aver sposato un’ariana.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;3°)
 Gli ebrei con la nazionalità di Spagna, Portogallo, Svizzera, Romania, 
Svezia, Finlandia, Turchia e Argentina non devono essere sottoposti alla
 mia competenza. Di loro mi occorre soltanto un elemento nominativo 
contenente la data di nascita, il luogo di nascita l’indirizzo esatto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Tutti
 gli appartenenti a razza ebraica i quali sono stati arrestati per reati
 politici devono passare alla mia competenza anche se, come al paragrafo
 3, nell’azione contro gli ebrei essi non avrebbero dovuto essere 
arrestati. In questo caso vale per essere arrestato la legge comune di 
polizia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;4°) Tutti gli ebrei sottoposti alla mia competenza, hanno diritto di portare seco indumenti di lana (non superiore s Kg. 15) &lt;u&gt;e il completo ammontare del denaro liquido ed oggetti di valore.&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Di
 tutti gli arrestati che dovranno passare a mia disposizione farmi prima
 pervenire elenco nominativo indicando il reato salvo a ricevere mie 
disposizioni circa la consegna degli arrestati medesimi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;u&gt;Infine
 vi faccio osservare che le requisizioni dei patrimoni degli ebrei di 
nazionalità nemica verranno esclusivamente fatti da parte mia.&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Se
 dovesse esservi qualche dubbio sul trattamento degli ebrei prego 
Questura di mandarmi l’incaricato per ricevere dettagliate informazioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;IL COMANDANTE S.S.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;(F/to illeggibile)&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di P.S., AA.GG.RR., cat. A5G II° Guerra Mondiale, B. 437.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;30.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;MINISTERO DELL’INTERNO&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;DIREZIONE GENERALE DELLA PUBBLICA SICUREZZA&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;u&gt;URGENTE Maderno, lì 16 marzo 1944 XXII&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Maderno, lì 16 marzo 1944 XXII &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;n° 555/124&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;A TUTTI I CAPI PROVINCIA&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;center&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;DELLA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;L’Ufficio
 Centrale del Reich per la Sicurezza, in accordo con l’O.K.W., ha 
ordinato l’internamento in campi tedeschi di concentramento dei 
cittadini di Stati nemici residenti in Italia, emanando a tale scopo le 
seguenti direttive:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;1°) sono passibili di 
internamento uomini da 16 a 65 anni e donne da 18 a 60 anni salvo il 
caso che non siano in condizioni di essere trasportati o internati. Le 
famiglie di cui alcuni membri debbano essere internati, se i congiunti 
non si vogliono dividere, vengono internate globalmente anche quando i 
rimanenti membri non fossero per se stessi soggetti all’internamento. 
Tuttavia le madri che vivono solo con i loro figli devono essere escluse
 dall’internamento, salvo il caso in cui vi ostino speciali ragioni in 
contrario. Lo stesso vale in generale per &quot;Volksdeutsche&quot; (elementi di 
razza tedesca).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Vanno soggetti 
all’internamento i cittadini inglesi (compresi quelli dei domini, ecc.) i
 cittadini statunitensi, (non ancora i cittadini degli Stati del Centro e
 Sud America), nonché i cittadini sovietici.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Non
 sono più soggetti all’internamento. belgi, olandesi, francesi, ed ex 
polacchi. Parimenti non sono da internare norvegesi, greci, e cittadini 
ex jugoslavi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;2°) Per quanto riguarda i 
cittadini che devono essere internati è da seguire il criterio generale 
che per principio devono essere assolutamente esclusi dall’internamento:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;ul&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;a) elementi di razza tedesca (&quot;Volksdoutsche&quot;) di ineccepibile condotta; &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;b) persone animate da indubbi sentimenti amichevoli per la Germania; &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;c) gli indispensabili per ragioni di lavoro ed altre necessità di ordine economico; &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;d)
 indiani, cittadini egiziani, nonchè tutti i pertinenti di razza araba 
di Colonie, Protettorati e territori sotto mandato inglese; &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;e) cittadini di Stati nemici di stirpe italiana se l’internamento non sia desiderabile per motivi politici di sicurezza. &lt;/span&gt;&lt;/li&gt;
&lt;/ul&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;Si
 prega di voler provvedere in conformità, dando corso alle richieste 
degli uffici tedeschi per l’esecuzione degli internamenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;b&gt;IL CAPO DELLA POLIZIA&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;F/to illeggibile&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;ACS, Ministero dell’Interno, Direzione Generale di P.S., AA.GG.RR., cat. Massime M/4, B. 72.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://campidiconcetramentoabruzzo.blogspot.com/feeds/162731546972030245/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://campidiconcetramentoabruzzo.blogspot.com/2012/01/i-campi-di-concentramento-in-abruzzo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4169793322311437985/posts/default/162731546972030245'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4169793322311437985/posts/default/162731546972030245'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://campidiconcetramentoabruzzo.blogspot.com/2012/01/i-campi-di-concentramento-in-abruzzo.html' title='I   CAMPI   DI CONCENTRAMENTO   IN ABRUZZO   1940  1944'/><author><name>CARINCIPAOLO</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14747935767839625008</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='https://img1.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>