<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:openSearch="http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/" xmlns:blogger="http://schemas.google.com/blogger/2008" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:gd="http://schemas.google.com/g/2005" xmlns:thr="http://purl.org/syndication/thread/1.0" version="2.0"><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-16004121</atom:id><lastBuildDate>Wed, 10 Jun 2026 18:41:10 +0000</lastBuildDate><category>monumento ai caduti</category><category>pro loco</category><category>bicentenario carottese</category><category>italia</category><title>IL CAROTTESE</title><description>piano di sorrento e dintorni...... più o meno ampi</description><link>http://pianoincipit.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (domenico cinque)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>1214</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16004121.post-8204060498699977190</guid><pubDate>Sat, 06 Jun 2026 05:41:09 +0000</pubDate><atom:updated>2026-06-06T07:41:51.394+02:00</atom:updated><title>Le vie dimenticate - Riflessione sul Corpus Domini 2026</title><description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Playfair Display&amp;quot;, Georgia, serif; font-size: 17px; font-style: italic;&quot;&gt;Come trent&#39;anni di scelte sbagliate hanno spento una delle feste più belle della nostra comunità — e perché è tempo di tornare indietro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;hr class=&quot;art-divider&quot; style=&quot;border-color: rgba(222, 220, 209, 0.3) currentcolor currentcolor; border-image: initial; border-style: solid none none; border-width: 1px medium medium; box-sizing: border-box; font-family: &amp;quot;EB Garamond&amp;quot;, Georgia, serif; margin: 0px 0px 1.6rem; padding: 0px;&quot; /&gt;&lt;div class=&quot;art-body&quot; style=&quot;box-sizing: border-box; font-family: &amp;quot;EB Garamond&amp;quot;, Georgia, serif; font-size: 17px; line-height: 1.82; margin: 0px; padding: 0px;&quot;&gt;&lt;p style=&quot;box-sizing: border-box; margin: 0px 0px 1.3em; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgMOD6Cb0QAAVdP5PWXpGwiGjHX_M93caOgzvWZB4WmWkLBtY6Lj3faJG0STZpb2fs2QvKfGokVjf6T9U3gcISWdUmqaaTXHAXa-K_gWKjGZZHzueg5D1ytLCrqtMGRUDfPxIEPC261ylQT3fMuPees31Rfu9W8udxGlPmDyBuubb4STk_EFEPE/s1536/ChatGPT%20Image%206%20giu%202026,%2007_39_48.png&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;1024&quot; data-original-width=&quot;1536&quot; height=&quot;261&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgMOD6Cb0QAAVdP5PWXpGwiGjHX_M93caOgzvWZB4WmWkLBtY6Lj3faJG0STZpb2fs2QvKfGokVjf6T9U3gcISWdUmqaaTXHAXa-K_gWKjGZZHzueg5D1ytLCrqtMGRUDfPxIEPC261ylQT3fMuPees31Rfu9W8udxGlPmDyBuubb4STk_EFEPE/w442-h261/ChatGPT%20Image%206%20giu%202026,%2007_39_48.png&quot; width=&quot;442&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Oggi si celebra il Corpus Domini. Al catechismo ci insegnavano che era la festa in cui Gesù Eucaristia si faceva prossimo alla nostra quotidianità, attraversando le vie del paese. Quando ero bambino, ci si impegnava perché il corteo toccasse quante più strade possibile: era quasi una gara, e ogni portone addobbato con fiori, stoffe e decorazioni era un punto d&#39;onore per chi vi abitava. Ogni parrocchia aveva il suo corteo. I bambini delle prime comunioni sfilavano ancora con l&#39;abito di quel giorno solenne. Insomma, era un coinvolgimento bello, vero e totale dell&#39;intera comunità.&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class=&quot;art-pullquote&quot; style=&quot;border-left: 3px solid rgba(222, 220, 209, 0.4); box-sizing: border-box; font-family: &amp;quot;Playfair Display&amp;quot;, Georgia, serif; font-size: 20px; font-style: italic; line-height: 1.5; margin: 2rem 0px; padding: 0.4rem 0px 0.4rem 1.4rem;&quot;&gt;«Sono zone ormai dimenticate dalla Chiesa carottese: anziani e malati che da decenni non hanno più questo conforto.»&lt;/div&gt;&lt;p style=&quot;box-sizing: border-box; margin: 0px 0px 1.3em; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;Poi, più di trent&#39;anni fa, l&#39;allora parroco don Arturo cominciò a ridurre il percorso. Ricordo bene quella progressione: prima dalla Basilica ai campi da tennis, l&#39;anno successivo fino a un condominio a Ripa di Cassano, poi ancora più corto, ancora più piccolo, ancora più anonimo. Come se la presenza di Gesù Eucaristia nel cuore del paese fosse diventata un fastidio logistico da contenere, anziché un dono da offrire a tutti.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;box-sizing: border-box; margin: 0px 0px 1.3em; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;Ma neanche questo bastava a svilire del tutto la tradizione. Il colpo di grazia arrivò con la decisione di riunire le tre parrocchie in un unico corteo: un&#39;operazione presentata forse come segno di unità, che si è rivelata invece la pietra tombale di una celebrazione vissuta, partecipata, radicata nel territorio. Da allora assistiamo, ormai da decenni, a quello che non esito a chiamare uno scempio.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;box-sizing: border-box; margin: 0px 0px 1.3em; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;I più giovani non ricordano cosa fosse il nostro Corpus Domini. E questo è il danno più grave: ciò che è stato ridotto per comodità o per disattenzione è diventato norma, e la norma non si mette in discussione. Ma normale non è, e non può essere.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;box-sizing: border-box; margin: 0px 0px 1.3em; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;Ci sono intere zone del paese che da decenni non vedono passare Gesù Eucaristia. La zona a valle, Via Ripa di Cassano, Via Madonna di Rosella, Via Cassano — e ancora la zona collinare. Sono strade dimenticate, e con esse le persone che le abitano: anziani, malati, chi non può uscire di casa. Persone che, ne sono convinto, anelano vedere passare l&#39;Ostia Consacrata sotto le loro finestre, e a cui questo conforto è stato sottratto senza che nessuno lo chiedesse, senza che nessuno lo spiegasse.&lt;/p&gt;&lt;div class=&quot;art-pullquote&quot; style=&quot;border-left: 3px solid rgba(222, 220, 209, 0.4); box-sizing: border-box; font-family: &amp;quot;Playfair Display&amp;quot;, Georgia, serif; font-size: 20px; font-style: italic; line-height: 1.5; margin: 2rem 0px; padding: 0.4rem 0px 0.4rem 1.4rem;&quot;&gt;«Basta percorsi asfittici e insignificanti. Si prenda esempio dai comuni limitrofi, dove infiorate, balconi e portoni addobbati celebrano il vero senso di questa giornata.»&lt;/div&gt;&lt;p style=&quot;box-sizing: border-box; margin: 0px 0px 1.3em; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;È tempo di tornare al vero Corpus Domini. Ogni parrocchia torni ad organizzare il proprio corteo e tocchi quante più vie è possibile, in una festa autentica per tutto il paese. Non servono grandi risorse: serve volontà. Nei comuni vicini si vede ancora cosa significa celebrare questa giornata nel suo spirito più profondo: infiorate per le strade, balconi addobbati, portoni aperti, famiglie affacciate. Una Chiesa che cammina tra la gente, non che la convoca in un punto e poi scompare.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;box-sizing: border-box; margin: 0px 0px 1.3em; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;Agli amministratori parrocchiali chiedo con fermezza di porre fine a quello che fu un errore grave, compiuto forse in buona fede ma perpetuato senza sufficiente riflessione. Non è questione di nostalgia: è questione di giustizia verso una comunità intera e verso chi, ai margini della vita e del paese, ha più bisogno di sentirsi parte di qualcosa di grande.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;box-sizing: border-box; margin: 0px 0px 1.3em; padding: 0px; text-align: justify;&quot;&gt;Che questo sia l&#39;ultimo anno in cui questo svuotamento si consuma. Dall&#39;anno prossimo, si torni a celebrare il Corpus Domini per tutte le vie del paese — tutte, nessuna esclusa.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;</description><link>http://pianoincipit.blogspot.com/2026/06/le-vie-dimenticate-riflessione-sul.html</link><author>noreply@blogger.com (domenico cinque)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgMOD6Cb0QAAVdP5PWXpGwiGjHX_M93caOgzvWZB4WmWkLBtY6Lj3faJG0STZpb2fs2QvKfGokVjf6T9U3gcISWdUmqaaTXHAXa-K_gWKjGZZHzueg5D1ytLCrqtMGRUDfPxIEPC261ylQT3fMuPees31Rfu9W8udxGlPmDyBuubb4STk_EFEPE/s72-w442-h261-c/ChatGPT%20Image%206%20giu%202026,%2007_39_48.png" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16004121.post-4567465206256868437</guid><pubDate>Tue, 02 Jun 2026 06:51:50 +0000</pubDate><atom:updated>2026-06-02T08:52:49.609+02:00</atom:updated><title>2 GIUGNO 1946 – 2 GIUGNO 2026 Ottant&#39;anni di Repubblica: come votarono i cittadini di Piano di Sorrento</title><description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il 2 giugno 2026 l&#39;Italia celebra l&#39;80° anniversario del Referendum istituzionale che segnò una delle svolte più importanti della storia nazionale. In quella giornata gli italiani furono chiamati a scegliere tra Monarchia e Repubblica, determinando la forma dello Stato che ancora oggi caratterizza il nostro Paese.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fu una data storica anche perché, per la prima volta in una consultazione politica nazionale, votarono le donne italiane, inaugurando una nuova stagione di partecipazione democratica.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;A distanza di ottant&#39;anni, i dati conservati negli archivi elettorali consentono di ricostruire come si espresse la comunità di Piano di Sorrento in quel lontano 2 giugno 1946.&lt;/p&gt;&lt;h2 style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Piano di Sorrento torna Comune autonomo&lt;/h2&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Quando si svolse il referendum, Piano di Sorrento aveva da poche settimane riacquistato la propria autonomia amministrativa. L&#39;unificazione con il Comune di Sorrento cessò infatti il 24 aprile 1946, poco più di un mese prima della consultazione elettorale.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I cittadini carottesi parteciparono quindi al referendum come comunità nuovamente indipendente, scrivendo una delle prime pagine della propria storia amministrativa contemporanea.&lt;/p&gt;&lt;h2&gt;I numeri del Referendum a Piano di Sorrento&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;Gli elettori iscritti nelle liste elettorali erano 4.692.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Alle urne si recarono 4.063 cittadini, con un&#39;affluenza dell&#39;86,59%, dato particolarmente elevato che testimonia il forte coinvolgimento della popolazione in un momento decisivo per il futuro dell&#39;Italia.&lt;/p&gt;&lt;h3&gt;Risultati del Referendum istituzionale&lt;/h3&gt;&lt;table&gt;&lt;thead&gt;&lt;tr&gt;&lt;th&gt;Voce&lt;/th&gt;&lt;th align=&quot;right&quot;&gt;Numero&lt;/th&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/thead&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;Elettori&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;4.692&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;Votanti&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;4.063&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;Affluenza&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;86,59%&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;Voti validi&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;3.822&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;Schede bianche&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;182&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;Schede non valide (bianche incluse)&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;241&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;h3&gt;Repubblica o Monarchia?&lt;/h3&gt;&lt;p&gt;A differenza del risultato nazionale, che vide prevalere la Repubblica, Piano di Sorrento espresse una netta preferenza per la Monarchia.&lt;/p&gt;&lt;table&gt;&lt;thead&gt;&lt;tr&gt;&lt;th&gt;Scelta&lt;/th&gt;&lt;th align=&quot;right&quot;&gt;Voti&lt;/th&gt;&lt;th align=&quot;right&quot;&gt;Percentuale&lt;/th&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/thead&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;Monarchia&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;3.428&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;89,69%&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;Repubblica&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;394&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;10,31%&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;p&gt;Il dato evidenzia una delle caratteristiche del voto espresso in gran parte dell&#39;Italia meridionale, dove il sostegno alla Monarchia risultò particolarmente forte.&lt;/p&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjzNg_Wg9TJgRGTxiIi8IwRyH8kOj9fmtp48iqye3FfuPvSBkZRZEdqnvz3VmNnSoxSjrEDLc1YKNHyjsM6DEoZud8ZzMYENvZlsquZHlP8A4JyoopXCTJzUpBANYii2BI5P0UiM20pIbCM5NEIe-Fz5BXdTWZml1YdqjrFcmkUGK1-vN6SbkPL/s902/Immagine%202026-06-02%20084950.jpg&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;583&quot; data-original-width=&quot;902&quot; height=&quot;342&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjzNg_Wg9TJgRGTxiIi8IwRyH8kOj9fmtp48iqye3FfuPvSBkZRZEdqnvz3VmNnSoxSjrEDLc1YKNHyjsM6DEoZud8ZzMYENvZlsquZHlP8A4JyoopXCTJzUpBANYii2BI5P0UiM20pIbCM5NEIe-Fz5BXdTWZml1YdqjrFcmkUGK1-vN6SbkPL/w529-h342/Immagine%202026-06-02%20084950.jpg&quot; width=&quot;529&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3&gt;&lt;br /&gt;&lt;/h3&gt;&lt;h2&gt;L&#39;elezione dell&#39;Assemblea Costituente&lt;/h2&gt;&lt;p&gt;Nella stessa giornata gli italiani elessero anche l&#39;Assemblea Costituente, incaricata di redigere la nuova Costituzione della Repubblica Italiana.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Anche a Piano di Sorrento la partecipazione fu elevata:&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;Elettori: 4.692&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;Votanti: 4.063 (86,59%)&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;p&gt;Schede non valide: 358&lt;/p&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;Tra le liste in competizione emerse con ampio margine la Democrazia Cristiana.&lt;/p&gt;&lt;h3&gt;Risultati delle principali liste&lt;/h3&gt;&lt;table&gt;&lt;thead&gt;&lt;tr&gt;&lt;th&gt;Lista&lt;/th&gt;&lt;th align=&quot;right&quot;&gt;Voti&lt;/th&gt;&lt;th align=&quot;right&quot;&gt;%&lt;/th&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/thead&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;Democrazia Cristiana&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;2.325&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;62,79%&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;Unione Democratica Nazionale&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;493&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;13,31%&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;Fronte dell&#39;Uomo Qualunque&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;282&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;7,61%&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;Blocco Nazionale Libertà&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;234&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;6,32%&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;PCI&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;160&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;4,32%&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;PSIUP&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;100&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;2,70%&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;Altre liste&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;51&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;1,38%&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;CDR&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;20&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;0,54%&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;IND&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;18&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;0,49%&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;Partito d&#39;Azione&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;9&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;0,24%&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;Partito Monarchico Rinnovato&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;9&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;0,24%&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td&gt;PRI&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;4&lt;/td&gt;&lt;td align=&quot;right&quot;&gt;0,11%&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;h3&gt;&lt;br /&gt;&lt;/h3&gt;&lt;h3&gt;Un documento prezioso della memoria democratica&lt;/h3&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;I dati del referendum del 2 giugno 1946 rappresentano una testimonianza preziosa della storia civile di Piano di Sorrento. Attraverso i numeri emerge il profilo di una comunità profondamente coinvolta nella vita democratica del Paese e pronta a partecipare alle scelte che avrebbero segnato il futuro dell&#39;Italia.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ottant&#39;anni dopo, la Festa della Repubblica continua a ricordarci il valore del voto, della partecipazione e delle istituzioni democratiche nate da quella straordinaria stagione di ricostruzione nazionale.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Celebrare il 2 giugno significa dunque ricordare non solo una data fondamentale della storia italiana, ma anche il contributo che migliaia di cittadini di Piano di Sorrento offrirono alla costruzione della democrazia repubblicana.&lt;/p&gt;</description><link>http://pianoincipit.blogspot.com/2026/06/2-giugno-1946-2-giugno-2026-ottantanni.html</link><author>noreply@blogger.com (domenico cinque)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjzNg_Wg9TJgRGTxiIi8IwRyH8kOj9fmtp48iqye3FfuPvSBkZRZEdqnvz3VmNnSoxSjrEDLc1YKNHyjsM6DEoZud8ZzMYENvZlsquZHlP8A4JyoopXCTJzUpBANYii2BI5P0UiM20pIbCM5NEIe-Fz5BXdTWZml1YdqjrFcmkUGK1-vN6SbkPL/s72-w529-h342-c/Immagine%202026-06-02%20084950.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16004121.post-4700349329236306370</guid><pubDate>Sun, 24 May 2026 05:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2026-05-24T07:00:00.114+02:00</atom:updated><title>Il Conte Rosso: la grande strage dimenticata del mare italiano</title><description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEixMoj33ZbQe7_zqe0hfEHhETsHEZrEKYGe00pDNXclEZM9jTkFo4ot8mAnelr6r5PiuIsrCD3hjMZxKVEe8ytH27AUynMuBOjaAbKDnyUJ-hLf44r2Guxd_aJC9VcPQJomU8slNRGFPrlIDHlo2YHnt1fH4-weP9J2W_87CtIXmANrcgqhZ8k1/s517/CONTE_ROSSO_1925%20(1).jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;278&quot; data-original-width=&quot;517&quot; height=&quot;224&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEixMoj33ZbQe7_zqe0hfEHhETsHEZrEKYGe00pDNXclEZM9jTkFo4ot8mAnelr6r5PiuIsrCD3hjMZxKVEe8ytH27AUynMuBOjaAbKDnyUJ-hLf44r2Guxd_aJC9VcPQJomU8slNRGFPrlIDHlo2YHnt1fH4-weP9J2W_87CtIXmANrcgqhZ8k1/w416-h224/CONTE_ROSSO_1925%20(1).jpg&quot; width=&quot;416&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;h1&gt;&lt;br /&gt;&lt;/h1&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Ogni 24 maggio, ricordare il Conte Rosso significa ridare voce alla più grande tragedia della marineria italiana nella Seconda guerra mondiale — e a chi in quel mare non ha avuto neppure una tomba.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;24 maggio 2026 · Storia &amp;amp; Memoria · 85° anniversario&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;h2&gt;L&#39;affondamento&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Il piroscafo &lt;em&gt;Conte Rosso&lt;/em&gt;, transatlantico varato nel 1914 per il Lloyd Sabaudo, era stato requisito in guerra per il trasporto truppe verso il Nord Africa. Il 24 maggio 1941 salpò da Napoli alle 4.40 del mattino, diretto in Libia, all&#39;interno di un convoglio scortato da cacciatorpediniere e torpediniere, con a bordo 2.729 uomini tra soldati, marinai ed equipaggio.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La navigazione proseguì fino alle 20.40, quando al largo di Siracusa — circa dieci miglia a est di Capo Murro di Porco — il convoglio venne intercettato dal sommergibile britannico HMS Upholder. Due siluri colpirono in pieno il &lt;em&gt;Conte Rosso&lt;/em&gt;, che affondò di prua in pochissimi minuti, trascinando con sé centinaia di uomini imprigionati nelle stive.&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;h2&gt;I numeri di una tragedia immensa&lt;/h2&gt;
&lt;table&gt;
&lt;thead&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;th&gt;&lt;/th&gt;
&lt;th&gt;&lt;/th&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/thead&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;strong&gt;2.729&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;uomini a bordo&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;strong&gt;1.297&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;caduti&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;strong&gt;1.432&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;superstiti&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td&gt;&lt;strong&gt;239&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td&gt;salme recuperate&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;
&lt;/table&gt;
&lt;p&gt;Su 2.729 persone imbarcate, i superstiti furono 1.432, recuperati dalle unità di scorta nelle ore immediatamente successive all&#39;affondamento. Morirono 1.297 militari e militarizzati: il più alto numero di vittime in un singolo affondamento di nave italiana prima dell&#39;armistizio — un primato di dolore che ha segnato per sempre la nostra storia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le salme recuperate furono soltanto 239, mentre oltre mille uomini rimasero dispersi per sempre sul fondo del mare. Il relitto del &lt;em&gt;Conte Rosso&lt;/em&gt; giace ancora oggi al largo di Siracusa, nelle acque profonde del mar Ionio, custode silenzioso di quei nomi e di quelle vite spezzate.&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;h2&gt;Il silenzio del regime&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Nonostante l&#39;enormità della tragedia, il regime fascista scelse di minimizzare e coprire la gravità dell&#39;accaduto, trasformando quel lutto nazionale in una notizia filtrata, ridotta, quasi sussurrata. Dopo i primi momenti di commozione, i quasi 1.300 caduti del &lt;em&gt;Conte Rosso&lt;/em&gt; finirono rapidamente nel dimenticatoio, cancellati dalla propaganda di guerra che non poteva ammettere una sconfitta così dolorosa.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;Così, per decenni, di quel 24 maggio si è ricordata soprattutto la data della Grande Guerra, mentre un altro 24 maggio — quello del 1941, in mezzo al mare, tra l&#39;acciaio che affonda e le urla nel buio — è rimasto in gran parte ignorato.&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Eppure, quell&#39;affondamento è stato definito il più grande disastro della storia della Marina italiana nella Seconda guerra mondiale: simbolo di un dolore collettivo che avrebbe meritato ben altra memoria.&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;h2&gt;Una memoria che è anche personale&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Per me questo 85° anniversario non è solo una pagina di storia: in quella notte, tra quelle onde, è morto anche mio nonno, di cui porto il nome, e il suo corpo non venne mai ritrovato. Come lui, tanti altri rimasero &lt;em&gt;dispersi&lt;/em&gt;, senza una tomba su cui portare un fiore, affidati per sempre all&#39;abbraccio del mare.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ricordare oggi il &lt;em&gt;Conte Rosso&lt;/em&gt; significa restituire dignità a quei volti, a quei nomi, a quelle famiglie che hanno pianto in silenzio, spesso senza sapere davvero cosa fosse accaduto. Significa rompere il silenzio che il fascismo volle calare su questa tragedia e affermare che nessun sacrificio umano può essere nascosto in nome della propaganda o dell&#39;orgoglio nazionale.&lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;h2&gt;Un impegno di memoria&lt;/h2&gt;
&lt;p&gt;Nel giorno del suo 85° anniversario, il nostro pensiero va ai 1.297 caduti del &lt;em&gt;Conte Rosso&lt;/em&gt;, ai 1.432 superstiti che portarono per sempre negli occhi quelle immagini, e alle città — come Siracusa e Augusta — che li accolsero e li piansero. A loro dobbiamo una promessa: che il loro nome non sia più soltanto una nota a piè di pagina nei libri di storia, ma un monito vivo contro ogni guerra e contro ogni menzogna di regime.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Perché la memoria non restituisce la vita, ma può dare finalmente giustizia. E, almeno per un giorno, può riportare a galla dal silenzio del mare anche mio nonno — e tutti coloro che con lui non sono mai tornati a casa.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://pianoincipit.blogspot.com/2026/05/il-conte-rosso-la-grande-strage.html</link><author>noreply@blogger.com (domenico cinque)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEixMoj33ZbQe7_zqe0hfEHhETsHEZrEKYGe00pDNXclEZM9jTkFo4ot8mAnelr6r5PiuIsrCD3hjMZxKVEe8ytH27AUynMuBOjaAbKDnyUJ-hLf44r2Guxd_aJC9VcPQJomU8slNRGFPrlIDHlo2YHnt1fH4-weP9J2W_87CtIXmANrcgqhZ8k1/s72-w416-h224-c/CONTE_ROSSO_1925%20(1).jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16004121.post-3752450132392743941</guid><pubDate>Thu, 14 May 2026 16:45:56 +0000</pubDate><atom:updated>2026-05-14T21:14:32.176+02:00</atom:updated><title>Il Sindaco del Sì</title><description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjh_aR8s1M5dTVivyjjc4GEoVE474X38YeJYaUVDVAdtY94apOlKlD3gCIsb6P_69N0p4rO1As72xygRb4WdDLInR1SHGOOvIPHYRExzqaltxkExGRmZjpYH5owU3DZItWXwkJ0iA1ROkmH2gnGMq4dxWZKe5CceLPw_k-d-Q-AdYYm8opdINWQ/s300/antonino_coppola-300x265.jpg&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;265&quot; data-original-width=&quot;300&quot; height=&quot;177&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjh_aR8s1M5dTVivyjjc4GEoVE474X38YeJYaUVDVAdtY94apOlKlD3gCIsb6P_69N0p4rO1As72xygRb4WdDLInR1SHGOOvIPHYRExzqaltxkExGRmZjpYH5owU3DZItWXwkJ0iA1ROkmH2gnGMq4dxWZKe5CceLPw_k-d-Q-AdYYm8opdINWQ/w200-h177/antonino_coppola-300x265.jpg&quot; width=&quot;200&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;&lt;br /&gt;Tutto dipende, in questa vita, dal punto di vista.&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;Riguardo al progetto di porto a Marina di Cassano, promosso dalla società riconducibile all&#39;imprenditore Aponte, il sindaco di Sant&#39;Agnello ha pronunciato un netto e convinto &lt;strong&gt;sì&lt;/strong&gt;. Un sì al benessere dei propri concittadini, un sì alla difesa di un ambiente e di una costa già ampiamente compromessi, un sì alle generazioni future alle quali questo territorio andrà consegnato. Sì coraggiosi, perché contrapposti all&#39;interesse privato di chi intende realizzare un&#39;opera imponente su un demanio pubblico, presentandola come un dono alla collettività. Un dono che nessun cittadino di Carotto o di Sant&#39;Agnello aveva richiesto, né avvertiva come necessario.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;La realtà è semplice: nessuno di noi — che fatica a far quadrare i conti a fine mese — possiede imbarcazioni di lusso da ormeggiare in questo porto. Ciò che invece avvertiamo tutti, e con urgenza, è il bisogno di riappropriarci dei nostri litorali. Vogliamo che i nostri figli abbiano spazio per giocare sulla spiaggia. Vogliamo poter raggiungere il mare liberamente, senza pagare pedaggi a strutture private che occupano ciò che per legge appartiene a tutti. Le concessioni balneari andrebbero progressivamente convertite in spiagge libere attrezzate: chi desidera servizi aggiuntivi ha tutto il diritto di pagarli, ma chi vuole semplicemente godersi il mare deve poterlo fare gratuitamente, su ogni metro del nostro litorale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;Leggendo i dettagli del progetto che emergono progressivamente, si millanta un incremento della superficie dell&#39;arenile. Ammesso e non concesso che ciò corrisponda al vero, il prezzo sarebbe trasformare la spiaggia di Caterina in un bacino chiuso, con un varco minimo di scambio idrico con il mare aperto. Non un ampliamento della costa, ma una sua radicale trasformazione, a tutto vantaggio dell&#39;opera portuale e a scapito della fruizione pubblica.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;Sul piano economico, è lecito chiedersi quali benefici concreti avrebbe portato alla comunità locale un porto di questa natura. Chi vi avrebbe ormeggiato — una clientela d&#39;élite orientata verso mete come la Costiera Amalfitana e Capri — avrebbe utilizzato la struttura come semplice base notturna, senza alcun reale indotto per il commercio locale, la ristorazione o l&#39;ospitalità del territorio. Il vantaggio economico per la comunità sarebbe stato, nella migliore delle ipotesi, marginale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;Ciò che invece sarebbe stato ceduto è un bene irrecuperabile: metri quadrati di demanio pubblico, proprietà collettiva, in cambio di un&#39;infrastruttura che avrebbe servito interessi privati.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;Quando l&#39;imprenditore definisce sul &lt;em&gt;Mattino&lt;/em&gt; la posizione del sindaco come &quot;delirio di onnipotenza&quot;, il ragionamento che ne emerge è sconcertante — e, per certi versi, familiare. Ricorda la logica con cui Donald Trump rivendica la Groenlandia, Panama, Cuba, il Venezuela: &lt;em&gt;voglio quella cosa, dunque è mia di diritto, e chi si oppone è arrogante perché non si inchina al dio denaro.&lt;/em&gt; Chi persegue un interesse privato si indigna; chi difende l&#39;interesse pubblico viene accusato di tracotanza. È una logica che non regge, né a Washington né a Sant&#39;Agnello.&amp;nbsp;Da imprenditore, Aponte può legittimamente dispiacersi per un&#39;operazione che non si è concretizzata. Ma da cittadino di Sant&#39;Agnello — come egli stesso si definisce — dovrebbe essere il primo a rallegrarsi che la costa non venga ulteriormente compromessa, e che, per una volta, l&#39;interesse collettivo prevalga su quello del capitale privato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;Se davvero il suo obiettivo fosse lasciare un&#39;eredità positiva al territorio dove è cresciuto, le strade non mancano: il restauro di una scuola, l&#39;istituzione di una fondazione, una borsa di studio per i giovani meritevoli. Strumenti concreti di mecenatismo, senza secondi fini.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: times;&quot;&gt;Per ora, almeno questo scempio è stato scongiurato. Ora la sfida successiva è altrettanto chiara: avviare la riqualificazione dell&#39;attuale struttura portuale, riducendola alle dimensioni originali, e restituire finalmente dignità alla nostra Marina.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://pianoincipit.blogspot.com/2026/05/il-sindaco-del-si.html</link><author>noreply@blogger.com (domenico cinque)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjh_aR8s1M5dTVivyjjc4GEoVE474X38YeJYaUVDVAdtY94apOlKlD3gCIsb6P_69N0p4rO1As72xygRb4WdDLInR1SHGOOvIPHYRExzqaltxkExGRmZjpYH5owU3DZItWXwkJ0iA1ROkmH2gnGMq4dxWZKe5CceLPw_k-d-Q-AdYYm8opdINWQ/s72-w200-h177-c/antonino_coppola-300x265.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16004121.post-6295417905905566306</guid><pubDate>Mon, 11 May 2026 11:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2026-05-11T20:26:34.347+02:00</atom:updated><title>Corrado Catenacci, un signore di altri tempi</title><description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjFzzxjEsXetatLo5stNLrW1Xyy30Ncpu1dfoOwk_j9V1A059uxsBHxGrdHpw0WOfxgvSzjcVQ5gnq3oNty7PgxR639WfsMI2jdIt17Xk-J209SSg8OyLcrZkyY6QNxJep2q_b4SGuz30RF7H8U0GqvIPAztbAzNY6yhc9t4Y4hyphenhyphenRkd4L5poGgr/s1280/CORRADO%20CATENACCI.jpg&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;720&quot; data-original-width=&quot;1280&quot; height=&quot;180&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjFzzxjEsXetatLo5stNLrW1Xyy30Ncpu1dfoOwk_j9V1A059uxsBHxGrdHpw0WOfxgvSzjcVQ5gnq3oNty7PgxR639WfsMI2jdIt17Xk-J209SSg8OyLcrZkyY6QNxJep2q_b4SGuz30RF7H8U0GqvIPAztbAzNY6yhc9t4Y4hyphenhyphenRkd4L5poGgr/s320/CORRADO%20CATENACCI.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;A marzo se n&#39;è andato il dottor Corrado Catenacci. Forse il suo nome non dirà nulla a molti di voi — e questo, in fondo, è già una piccola tristezza. Eppure, se un giorno entrate nella sala consiliare del Comune di Piano di Sorrento e percorrete con gli occhi quella lista di sindaci incisa nella memoria collettiva di un paese, il suo nome lo trovate lì, silenzioso e fedele. Il Prefetto Catenacci fu commissario del nostro comune nel 1966 e nel 1967, e in quegli anni — brevi come un&#39;estate — cambiò per sempre la vita di persone che non avrebbero mai dimenticato.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;C&#39;era tra loro mio padre.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Da anni si trascinava un contratto a tempo determinato, rinnovato ogni tre mesi come se la vita potesse esistere a rate, come se costruire un futuro fosse un lusso che qualcuno ti concedeva o ti revocava con una firma. Poi arrivò Catenacci, e quella precarietà finì. Non con indifferenza burocratica, non con la fredda efficienza di chi fa solo il suo dovere — ma con la consapevolezza di chi sa che dietro ogni pratica c&#39;è un uomo, dietro ogni contratto c&#39;è una famiglia che aspetta di nascere.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E mio padre, finalmente libero di guardare avanti, decise di sposarsi.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La data delle nozze cadeva però in un momento delicato, con scadenze di lavoro che il Commissario non poteva ignorare. E allora Catenacci — un prefetto, un rappresentante dello Stato — non emanò un ordine. Chiese una cortesia. Chiese, con la grazia di chi non dimentica di essere anche un essere umano, se fosse possibile rimandare le nozze di qualche settimana. E in cambio, disse, sarebbe stato il testimone di nozze.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Così fu.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Penso spesso a quella scena — a mio padre e a quell&#39;uomo stringersi la mano davanti a un altare, in un pomeriggio di giugno che profumava di gelsomini e di futuro. E penso che se oggi sono qui, un pochino lo devo anche a lui. A quella gentilezza improbabile, a quella firma messa su un contratto che era anche un atto di fede nell&#39;altro.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Perché allora il comune era ancora una famiglia. Le cose si chiedevano per cortesia, anche quando a chiederle era un Commissario Prefettizio. La fiducia, una volta data, non si ritirava per convenienza — perché si sapeva, si sentiva, che il rapporto umano vale più di qualsiasi calcolo. E le ricompense erano spesso solo simboliche, ma almeno erano vere: indicavano gratitudine, e la gratitudine è una forma di giustizia.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Catenacci non dimenticò mio padre nemmeno dopo, quando gli incarichi più importanti lo portarono lontano. Quando tornava a Piano, voleva incontrarlo. Voleva incontrare anche mia madre. Aveva quella rara qualità di chi non considera le persone degli strumenti utili per un momento, ma degli incontri degni di durata.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Un signore di altri tempi.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Oggi che i tempi sono fatti di convenienza e di freddo calcolo, oggi che il rispetto per le sensibilità altrui è diventato merce sempre più rara, mi fermo un momento su questo nome inciso in una sala che pochi frequentano. E mi chiedo quante famiglie, quante vite, quanti figli nati da padri a cui qualcuno aveva finalmente detto m&lt;i&gt;i fido&lt;/i&gt; — mi chiedo quante di quelle vite portino ancora, senza saperlo, l&#39;impronta silenziosa di quest&#39;uomo.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Riposi in pace, dottor Catenacci. E grazie.&lt;/p&gt;</description><link>http://pianoincipit.blogspot.com/2026/05/corrado-catenacci-un-signore-di-altri.html</link><author>noreply@blogger.com (domenico cinque)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjFzzxjEsXetatLo5stNLrW1Xyy30Ncpu1dfoOwk_j9V1A059uxsBHxGrdHpw0WOfxgvSzjcVQ5gnq3oNty7PgxR639WfsMI2jdIt17Xk-J209SSg8OyLcrZkyY6QNxJep2q_b4SGuz30RF7H8U0GqvIPAztbAzNY6yhc9t4Y4hyphenhyphenRkd4L5poGgr/s72-c/CORRADO%20CATENACCI.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16004121.post-7114983530977784561</guid><pubDate>Sat, 25 Apr 2026 10:05:13 +0000</pubDate><atom:updated>2026-04-25T12:05:13.288+02:00</atom:updated><title>Bella Ciao non è di parte. È la nostra Costituzione che canta.</title><description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgyElNMQ6kdYoP0RllkqlOJ6EVSTOe6gX0jgrgmMgO0BOtl10mQhIX4pFZwLEVXJm279aATsiJHpywI2eBp8qUisFiSBThG8zdAHcdu_RPHdhOsyZ7J0NYKBi8LzBrD2Hx2zlmiSwu8yc7dim6T0KPVmamdMIXjuhMcNDMJpRoYPijdBQ9qmewj/s1536/ChatGPT%20Image%2025%20apr%202026,%2012_03_44.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;1024&quot; data-original-width=&quot;1536&quot; height=&quot;323&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgyElNMQ6kdYoP0RllkqlOJ6EVSTOe6gX0jgrgmMgO0BOtl10mQhIX4pFZwLEVXJm279aATsiJHpywI2eBp8qUisFiSBThG8zdAHcdu_RPHdhOsyZ7J0NYKBi8LzBrD2Hx2zlmiSwu8yc7dim6T0KPVmamdMIXjuhMcNDMJpRoYPijdBQ9qmewj/w485-h323/ChatGPT%20Image%2025%20apr%202026,%2012_03_44.png&quot; width=&quot;485&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Chi accusa questo inno di dividere l&#39;Italia mente a se stesso — o sa benissimo cosa vuole cancellare dalla memoria collettiva. Una risposta dura a chi usa il 25 aprile per fare la vittima.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Ieri, nell&#39;Aula della Camera dei deputati, mentre si consumava il voto finale su un decreto sicurezza già definito incostituzionale dal Quirinale, i deputati dell&#39;opposizione si sono alzati in piedi e hanno intonato Bella Ciao. Cartelli in mano: «La nostra sicurezza è la Costituzione». Era la vigilia del 25 aprile. Era, in ogni senso, il momento giusto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La reazione della destra è stata immediata, prevedibile, rivelatrice. Matteo Salvini — rimasto plasticamente seduto mentre i suoi alleati di Fratelli d&#39;Italia cantavano l&#39;Inno di Mameli — ha sentenziato: «Siamo qui per il decreto sicurezza, non è un festival canoro. Rispetto l&#39;inno nazionale, ma quelli cantano Bella Ciao, mi sembra una mancanza di rispetto». Gianfranco Rotondi di FdI ha accusato l&#39;opposizione di «cantare per dividere». E così, puntuale come ogni anno, è tornata la liturgia del risentimento: Bella Ciao come canto divisivo, di parte, inappropriato.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;È una menzogna. Ed è ora di dirlo chiaramente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;blockquote&gt;Chi dice che Bella Ciao è un canto divisivo sa benissimo cosa sta facendo: sta chiedendo alla memoria della Resistenza di scusarsi per esistere.&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il trucco retorico da smontare una volta per tutte&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;accusa di «dividere» è il più furbo degli escamotage politici. Funziona così: si prende un simbolo della lotta antifascista, lo si accusa di essere «di parte», e si chiede a chi lo canta di fare un passo indietro in nome dell&#39;unità nazionale. L&#39;unità, ovviamente, alle condizioni di chi quel simbolo vorrebbe cancellare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma fermiamoci un secondo su chi lancia questa accusa. Sono gli stessi che siedono in parlamento senza aver mai fatto i conti con le origini del proprio movimento politico. Sono gli stessi che eleggono presidenti del Senato capaci di equiparare partigiani e repubblichini. Sono gli stessi che ogni anno balbettano sul 25 aprile, lo disertano, lo svuotano, lo riempiono di distinguo. E poi — con la faccia di bronzo che solo una certa cultura politica riesce a sfoggiare — si ergono a difensori dell&#39;unità nazionale contro chi canta un inno partigiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Fratoianni ha usato la parola giusta: ipocrisia. «Sentire dire in Aula che cantare Bella Ciao, che viaggia sotto braccio all&#39;inno, è un atto divisivo, rivela l&#39;ipocrisia pelosa del vostro appello all&#39;unità.» Aggiungendo: «Proporre leggi che dichiarano gli antifa fuorilegge è l&#39;opposto della costruzione dell&#39;unità.» Un&#39;osservazione chirurgica. Chi vuole unità non dichiara fuorilegge chi si oppone al fascismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cosa è davvero Bella Ciao&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bella Ciao non è una canzone della sinistra italiana. Non è un inno di partito. Non appartiene al PD, né al M5S, né ad AVS. Appartiene alla storia. Nata nelle risaie della Pianura Padana, adottata dai partigiani durante la lotta di Liberazione, è diventata nel corso dei decenni il simbolo universale di chiunque si opponga all&#39;oppressione. La cantano le donne iraniane in rivolta contro il regime degli ayatollah. La cantano i manifestanti per la democrazia in Bielorussia. La cantano i movimenti per i diritti umani da Buenos Aires a Seoul. La serie televisiva spagnola La Casa di Carta l&#39;ha portata in cento Paesi, trasformandola nell&#39;inno planetario di chi rifiuta la rassegnazione.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;Qualcuno andrà a spiegare anche a loro che stanno «dividendo»? Che mancano di rispetto alle istituzioni?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;La verità è che Bella Ciao divide solo in un senso molto preciso: divide chi ha scelto la libertà da chi ha scelto il contrario. Divide chi combatteva la dittatura da chi la sosteneva. È una divisione che risale a ottant&#39;anni fa, ma che — come dimostrano le polemiche di ogni 25 aprile — non è mai stata davvero superata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;blockquote&gt;Bella Ciao è risuonata a Teheran, a Minsk, a Buenos Aires. Se la destra italiana la teme ancora, forse sa qualcosa che non dice.&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il fondamento che si vuole dimenticare&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;C&#39;è una cosa che la polemica su Bella Ciao sistematicamente omette: la Resistenza non è un&#39;opinione. È il fondamento giuridico e morale della Repubblica Italiana. La Costituzione del 1948 nasce dalla lotta partigiana. La XII disposizione transitoria e finale vieta esplicitamente la riorganizzazione del partito fascista. I valori che animano quell&#39;inno — la libertà, la dignità, la giustizia contro la tirannia — sono gli stessi valori che sono stati tradotti in norme costituzionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando i deputati cantano Bella Ciao nella Camera della Repubblica, non stanno facendo uno spettacolo. Stanno ricordando a quell&#39;Aula da dove viene il mandato che le è stato affidato. Stanno citando la fonte. Stanno leggendo il preambolo non scritto della Carta costituzionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiara Braga del PD, con il fazzoletto dell&#39;Anpi al collo, ha detto la cosa più semplice e più vera: «Il 25 aprile è divisivo solo per chi ha nostalgie che noi non accetteremo mai». È esattamente così. La Festa della Liberazione non è divisiva in sé. Lo diventa soltanto per chi quelle nostalgie le coltiva, anche solo inconsciamente, anche solo nel fastidio che prova quando sente quelle note.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;L&#39;unità che non chiede alla memoria di tacere&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni anno la destra italiana invoca l&#39;unità nazionale sul 25 aprile. «Non è la festa della sinistra, è la festa dell&#39;Italia liberata», dice la deputata leghista Laura Cavandoli — mentre il suo partito si astiene dal cantare l&#39;Inno di Mameli in Parlamento. Le parole sono giuste. Il problema è che restano parole, svuotate di significato da comportamenti che le contraddicono sistematicamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vera unità sul 25 aprile richiederebbe una cosa sola: riconoscere senza ambiguità che il fascismo era il male, che chi lo combatteva aveva ragione, e che la Resistenza è la pietra fondante di tutto ciò che siamo come Paese. Non distinguo, non «anche dall&#39;altra parte c&#39;erano vittime», non equivalenze tra oppressori e liberatori. Solo chiarezza.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fino a quel momento, l&#39;appello all&#39;unità suona come una richiesta di resa. Come se il canto partigiano dovesse abbassare la voce per non disturbare chi non ha ancora fatto pace con quella storia. No. Non funziona così. L&#39;unità vera si costruisce a partire dalla verità condivisa, non dalla sua rimozione.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;blockquote&gt;L&#39;unità che chiede a Bella Ciao di tacere non è unità. È amnesia travestita da concordia.&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ieri alla Camera: la scena che vale più di mille discorsi&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Tenete questa immagine in mente: 24 aprile 2026, ore pomeridiane, Aula della Camera dei deputati. Il governo fa approvare — con 162 voti contro 102, dopo una seduta fiume di due giorni, grazie alla fiducia e a un decreto correttivo necessario per tappare i buchi di incostituzionalità — un provvedimento di sicurezza contestato. Alla vigilia del giorno in cui l&#39;Italia celebra la propria liberazione dal nazifascismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fronte a questo, i deputati dell&#39;opposizione si alzano, cantano, espongono cartelli. Angelo Bonelli dirige il coro con le mani. Chiara Braga porta il fazzoletto dell&#39;Anpi. Riccardo Ricciardi del M5S cita i luoghi della Resistenza. Un deputato viene espulso dall&#39;Aula. La seduta viene sospesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dall&#39;altra parte: Salvini seduto, immobile, mentre il suo stesso inno nazionale risuona nell&#39;emiciclo. E poi, nel Transatlantico, quella sentenza sul «festival canoro».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non serve aggiungere molto. La scena parla da sola. Da una parte chi canta la libertà; dall&#39;altra chi non riesce nemmeno ad alzarsi per la propria Patria, ma trova il tempo di criticare chi si alza per i valori fondativi della Repubblica.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;blockquote style=&quot;text-align: left;&quot;&gt;&lt;b&gt;Bella Ciao è sopravvissuta al fascismo, alla guerra fredda, ai tentativi di appropriazione e di delegittimazione che si ripetono ogni anno, puntualmente, con la stessa stanca retorica. Sopravviverà anche a questa polemica. Continuerà a risuonare — nelle piazze, nei teatri, nelle aule parlamentari — finché esisterà qualcosa da cui liberarsi. E quel momento, purtroppo, non è ancora arrivato. Buon 25 aprile.&lt;/b&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://pianoincipit.blogspot.com/2026/04/bella-ciao-non-e-di-parte-e-la-nostra.html</link><author>noreply@blogger.com (domenico cinque)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgyElNMQ6kdYoP0RllkqlOJ6EVSTOe6gX0jgrgmMgO0BOtl10mQhIX4pFZwLEVXJm279aATsiJHpywI2eBp8qUisFiSBThG8zdAHcdu_RPHdhOsyZ7J0NYKBi8LzBrD2Hx2zlmiSwu8yc7dim6T0KPVmamdMIXjuhMcNDMJpRoYPijdBQ9qmewj/s72-w485-h323-c/ChatGPT%20Image%2025%20apr%202026,%2012_03_44.png" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16004121.post-6745339098965319856</guid><pubDate>Fri, 24 Apr 2026 05:55:42 +0000</pubDate><atom:updated>2026-04-24T08:26:33.607+02:00</atom:updated><title>Ottanta candeline per Piano di Sorrento</title><description>&lt;div&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]&quot;&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg2jFpy4P3ZrjET-iRdRJTclv50V4dr7FapZydsWflfiB7oja09IzqqkyO7xHQEyC1mdp13qYZv-0IL6idJOu6bGftlg9LtM1lk8WnCaVAGrh_i_zZaRoC5vTrQl5wVTjERbXhyphenhyphenudFWjgwRU6ruWqz9oG1ZS2NrXDGISKTnd_XZfHOnbEdleeqp/s1536/ChatGPT%20Image%2024%20apr%202026,%2008_22_20.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;1024&quot; data-original-width=&quot;1536&quot; height=&quot;213&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg2jFpy4P3ZrjET-iRdRJTclv50V4dr7FapZydsWflfiB7oja09IzqqkyO7xHQEyC1mdp13qYZv-0IL6idJOu6bGftlg9LtM1lk8WnCaVAGrh_i_zZaRoC5vTrQl5wVTjERbXhyphenhyphenudFWjgwRU6ruWqz9oG1ZS2NrXDGISKTnd_XZfHOnbEdleeqp/s320/ChatGPT%20Image%2024%20apr%202026,%2008_22_20.png&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ottant&#39;anni. Ottant&#39;anni fa, in questo stesso giorno d&#39;aprile, ti ridavano il nome. Un nome che sapeva di radici, di pietra lavica, di mare e di aranci — &lt;i&gt;Piano di Sorrento&lt;/i&gt;.&lt;/div&gt;
&lt;p class=&quot;font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Era il 24 aprile 1946, e la Gazzetta Ufficiale portava stampate quelle parole che spezzavano diciannove anni di silenzio imposto: tu tornavi a esistere, libera, dopo che il regime ti aveva strappato a te stessa e consegnata a un&#39;unione che non avevi scelto. Rinascevi come rinascono le cose vere — non tra squilli di tromba, ma con la dignità silenziosa di chi sa chi è.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;E in questi ottant&#39;anni, mia cara, né hai vissuti di giorni. Nei tuoi uffici si sono alternati volti e voci, colleghi che ricordo con affetto genuino, ciascuno portando un pezzo della propria vita dentro le tue mura. Hai visto sfilare sindaci e commissari, politici che ti hanno amata con le opere e qualcuno che ti ha amata solo a parole — o peggio, che ti ha ferita. Ma tu, come tutte le cose che hanno radici profonde, sei rimasta.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Hai visto tremare la terra nel 1980, e hai visto i tuoi figli non tornare dal mare — quelli della &lt;i&gt;Marina d&#39;Aequa&lt;/i&gt;, quelli del &lt;i&gt;Moby Prince&lt;/i&gt; — nomi che bruciano ancora, lutti che non si archiviano.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Hai visto cambiare il tuo volto e, forse, qualcosa dell&#39;anima di noi &lt;i&gt;carottesi&lt;/i&gt;. Ma quella vena più vera, più antica, quella appartiene ancora a chi oggi si ferma un momento, in questo giorno ordinario senza bande né fuochi, e sente che è festa lo stesso. Che è festa di più, forse, proprio perché non lo sa nessuno — tranne noi.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Allora, mia Piano di Sorrento — &lt;b&gt;auguri&lt;/b&gt;. Ottant&#39;anni portati con la grazia di chi non ha bisogno di gridare per essere ascoltato. Auguri da chi ti porta nel sangue, nel cognome, nel suono della voce quando dice &lt;i&gt;a casa&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Auguri, con tutto l&#39;amore che ha la forma di un luogo.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;</description><link>http://pianoincipit.blogspot.com/2026/04/ottanta-candeline-per-piano-di-sorrento.html</link><author>noreply@blogger.com (domenico cinque)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEg2jFpy4P3ZrjET-iRdRJTclv50V4dr7FapZydsWflfiB7oja09IzqqkyO7xHQEyC1mdp13qYZv-0IL6idJOu6bGftlg9LtM1lk8WnCaVAGrh_i_zZaRoC5vTrQl5wVTjERbXhyphenhyphenudFWjgwRU6ruWqz9oG1ZS2NrXDGISKTnd_XZfHOnbEdleeqp/s72-c/ChatGPT%20Image%2024%20apr%202026,%2008_22_20.png" height="72" width="72"/><thr:total>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16004121.post-7974202798197039053</guid><pubDate>Wed, 01 Apr 2026 06:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2026-04-01T08:53:30.559+02:00</atom:updated><title>Gli Incappucciati e il Peso dei Secoli</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj1iKcgFeqYlS5rdR8cUoJUP_4Udh3TwJBvytN2tjimwrqNW5ypk2mwtqbcJUhaF0pYD1TqnoWMhcx12T0U7qOC11HSTRCJaVxlLTH1c-1z4HFvYfZmAGBfrRrvQyCJDW8nPWYxk1Db_GHqA6skIL9XskyzzqsCHvWerB-QDPk4BJy94c8Q6Bci/s600/468337086_10161270378593547_4553068945808710936_n.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;600&quot; data-original-width=&quot;414&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj1iKcgFeqYlS5rdR8cUoJUP_4Udh3TwJBvytN2tjimwrqNW5ypk2mwtqbcJUhaF0pYD1TqnoWMhcx12T0U7qOC11HSTRCJaVxlLTH1c-1z4HFvYfZmAGBfrRrvQyCJDW8nPWYxk1Db_GHqA6skIL9XskyzzqsCHvWerB-QDPk4BJy94c8Q6Bci/s320/468337086_10161270378593547_4553068945808710936_n.jpg&quot; width=&quot;221&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Martedì sera, in Piazza Cota, mentre la notte si faceva silenziosa e l&#39;aria portava con sé il profumo antico della cera e della pietra bagnata, attendevo. Attendevo come si attende qualcosa che non è semplice arrivo, ma rivelazione. E fu allora che una voce, accanto a me, ruppe quel silenzio sacro con una domanda: &quot;Ma perché non fanno tutto Corso Italia?&quot;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;Una domanda innocente. Una domanda che spalanca un universo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi la pone non ha torto — ha semplicemente un altro paio di occhi. Occhi che guardano la superficie delle cose, lo scorrere visibile del corteo, le luci, i simboli, le vesti. Ma questi Riti non abitano la superficie. Abitano le profondità — quelle stesse profondità dove si sedimentano i secoli, dove le radici di un popolo affondano silenziose e tenaci come radici di ulivo nella roccia viva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che si consuma il Martedì, il Giovedì e il Venerdì Santo non è uno spettacolo. Non nel senso freddo, consumabile del termine. Non esiste qui la distanza tra chi recita e chi osserva, tra il palco e la platea. Quella distanza si dissolve, si annulla, svanisce come nebbia al sole di marzo. Chi cammina e chi attende sono la stessa carne, lo stesso sangue, lo stesso respiro affannato nella notte. Siamo tutti, nessuno escluso, protagonisti di qualcosa che ci supera e ci abbraccia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì — quegli incappucciati raccontano la Passione. I martìri che avanzano nel buio sono sillabe di un Vangelo che non si legge, si vive. Ma questa è soltanto la porta d&#39;ingresso. Oltre quella porta si apre qualcosa di più antico, di più intimo, di più vertiginoso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quegli incappucciati siamo noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono il nostro popolo che cammina da secoli, che si riconosce in quelle figure come in uno specchio che non mente, che non dimentica, che non invecchia. Sono le nostre origini fatte carne e sacco e silenzio. Ed è per questo — solo per questo — che nonostante siano sempre uguali, nonostante non cambino, nonostante i decenni e i secoli scivolino via senza scalfirli, continuano a chiamarci. Continuano a trascinarci fuori di casa la sera, nella notte, nel freddo che sa ancora d&#39;inverno, a fermarci sul ciglio della strada con il cuore stranamente stretto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché quella non è l&#39;attesa di uno spettacolo. È l&#39;attesa di un incontro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un incontro con i nostri padri e i padri dei nostri padri, che dalla notte più lontana dei secoli avanzano verso di noi, ci sfiorano, ci sussurrano qualcosa che non ha parole ma che il cuore, il cuore soltanto, sa tradurre. E nell&#39;istante stesso in cui li guardiamo passare, guardiamo anche avanti — verso coloro che non sono ancora nati, verso chi un giorno indosserà quel sacco o si fermerà come noi sul bordo della strada, con gli stessi occhi lucidi, con lo stesso nodo in gola inspiegabile e necessario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tempo, in quei momenti, non scorre. Si arrotonda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco la forza segreta di questi Riti. Ecco ciò che li rende eterni mentre tutto attorno cambia, corre, si consuma. Ed ecco ciò che li separa — con un confine netto, invalicabile — da ogni altro evento che condivide con loro soltanto il calendario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli incappucciati sono Storia. Storia che respira, che cammina, che ci guarda negli occhi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Tutto il resto, per quanto luminoso, è e resta cronaca.&lt;/div&gt;</description><link>http://pianoincipit.blogspot.com/2026/04/gli-incappucciati-e-il-peso-dei-secoli.html</link><author>noreply@blogger.com (domenico cinque)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEj1iKcgFeqYlS5rdR8cUoJUP_4Udh3TwJBvytN2tjimwrqNW5ypk2mwtqbcJUhaF0pYD1TqnoWMhcx12T0U7qOC11HSTRCJaVxlLTH1c-1z4HFvYfZmAGBfrRrvQyCJDW8nPWYxk1Db_GHqA6skIL9XskyzzqsCHvWerB-QDPk4BJy94c8Q6Bci/s72-c/468337086_10161270378593547_4553068945808710936_n.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16004121.post-6298627256231567690</guid><pubDate>Thu, 12 Mar 2026 21:01:00 +0000</pubDate><atom:updated>2026-03-13T12:07:39.631+01:00</atom:updated><title>PORTO DI MARINA DI CASSANO - LETTERA APERTA AL SIG. APONTE</title><description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhBieTQBhQiXq9agu_Z_9fapDUGAC6EmpYo-2xbL2GZmkZ-zaFqlmgA9PNOgngoATsdE2WuZbOQfujwNDw5sFTw9qflMF7eRGao4d1vJahaN6RCav5j5QjB1OrTj0oOxCPTWT9XkTjjngyJXL-t9yPuNIajzitftIxJhV40ByMGEZZPWD3UhEFx/s640/IMG_4477.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;640&quot; data-original-width=&quot;640&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhBieTQBhQiXq9agu_Z_9fapDUGAC6EmpYo-2xbL2GZmkZ-zaFqlmgA9PNOgngoATsdE2WuZbOQfujwNDw5sFTw9qflMF7eRGao4d1vJahaN6RCav5j5QjB1OrTj0oOxCPTWT9XkTjjngyJXL-t9yPuNIajzitftIxJhV40ByMGEZZPWD3UhEFx/s320/IMG_4477.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Gentile signor Aponte,&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;635&quot; data-start=&quot;373&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;ho deciso di indirizzarle questa lettera aperta come semplice cittadino di Piano di Sorrento, uno dei tanti carottesi che questa terra la vive ogni giorno, che ne custodisce i ricordi e che nel suo mare ha imparato a riconoscere una parte della propria identità.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;1111&quot; data-start=&quot;637&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Come tutti, ho appreso dagli organi di stampa del suo progetto di riqualificazione del porto di Marina di Cassano, che prevederebbe un ampliamento della struttura esistente, con l’aumento della capienza e la realizzazione di approdi idonei ad accogliere grandi yacht destinati ad un turismo di lusso. A questo si aggiungerebbero ulteriori interventi sul borgo marinaro e perfino la realizzazione di un collegamento tramite ascensore tra Villa Fondi e la Marina di Cassano.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;1419&quot; data-start=&quot;1113&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il tutto per un investimento di oltre quaranta milioni di euro che, secondo quanto riportato, sarebbe sostenuto interamente dalla sua società e animato dal desiderio di lasciare un segno tangibile nella terra delle sue origini, onorando gli antenati che da questi stessi lidi partirono in cerca di fortuna.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;1713&quot; data-start=&quot;1421&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le confesso che, pur apprezzando la nobiltà delle intenzioni, il suo progetto non mi entusiasma affatto. Anzi, lo vedo come un intervento destinato a deturpare quel poco di bellezza naturale che ancora ammanta il nostro territorio, a vantaggio di pochi e a discapito dell’intera collettività.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;1895&quot; data-start=&quot;1715&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;È bene dirlo con chiarezza: io ero già contrario alla costruzione del porto esistente e, a maggior ragione, considero oggi il suo ampliamento una sventura da evitare ad ogni costo.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;2158&quot; data-start=&quot;1897&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le ragioni di questa posizione sono semplici e riguardano la tutela di noi carottesi, gente comune, gente semplice, gente che nella stragrande maggioranza dei casi non possiede panfili né yacht, ma che spesso fatica semplicemente ad arrivare alla fine del mese.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;2436&quot; data-start=&quot;2160&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il porto, inevitabilmente, sottrae spazio alla libera balneazione e trasforma una risorsa naturale come il mare in qualcosa che diventa accessibile solo a chi può permettersi di pagare. Eppure il mare, per noi, non è mai stato un lusso: è sempre stato parte della nostra vita.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;2723&quot; data-start=&quot;2438&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Vede, signor Aponte, la Marina di Cassano dalla quale partirono i suoi avi era un piccolo paradiso. Un borgo autentico di pescatori e maestri d’ascia, dove la modesta banchina bastava e avanzava per l’attracco dei pescherecci e delle cianciole. Tutto il resto era spiaggia, mare, vita.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;3001&quot; data-start=&quot;2725&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L’arenile restava libero e aperto a tutti: alle famiglie, ai bambini, ai ragazzi che trascorrevano intere giornate tra il sole e l’acqua. Si giocava a racchettoni, si tracciavano con pazienza le “piste” sulla sabbia per far correre le biglie o i semplici tappi di bottiglia.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;3049&quot; data-start=&quot;3003&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il mare era un bene comune, non un privilegio.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;3341&quot; data-start=&quot;3051&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ricordo che lungo tutto il borgo sgorgavano fresche sorgenti d’acqua: servivano per dissetarsi, ma anche per tenere in fresco cocomeri e bibite durante le calde giornate d’estate. Era una vita semplice, autentica, fatta di piccole cose che oggi sembrano quasi appartenere ad un altro mondo.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;3478&quot; data-start=&quot;3343&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Io lì ho trascorso la mia infanzia. E sono certo che, in qualche modo, anche i suoi antenati abbiano conosciuto quella stessa bellezza.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;3526&quot; data-start=&quot;3480&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Poi arrivò la decisione di costruire il porto.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;3782&quot; data-start=&quot;3528&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Un’enorme colata di cemento che ha cambiato per sempre il volto della Marina. Un’opera che non ha portato alcun beneficio reale alla comunità carottese — se non a pochi soggetti che ne traggono profitto — ma che ha sottratto moltissimo alla collettività.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;4029&quot; data-start=&quot;3784&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Quel porto non serve ai carottesi.&lt;br data-end=&quot;3821&quot; data-start=&quot;3818&quot; /&gt;
La stragrande maggioranza di noi non possiede imbarcazioni da ormeggiare, né tantomeno yacht. Molti di noi, semplicemente, lavorano duramente per mantenere le proprie famiglie e cercano di vivere con dignità.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;4386&quot; data-start=&quot;4031&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;So che può essere difficile da immaginare per chi appartiene ad un mondo diverso, ma la verità è che tante persone faticano ogni mese ad arrivare alla fine. E se a queste persone si sottrae anche la possibilità di accedere liberamente al mare — costringendole a pagare per ciò che un tempo era di tutti — allora si compie un’ingiustizia ancora più grande.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;4582&quot; data-start=&quot;4388&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Oggi quel porto è diventato poco più che un dormitorio per imbarcazioni di passaggio, spesso utilizzate da chi trascorre le proprie giornate altrove, magari tra Capri e la Costiera Amalfitana.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;4765&quot; data-start=&quot;4584&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Per Piano di Sorrento non c’è stato alcun reale indotto economico.&lt;br data-end=&quot;4653&quot; data-start=&quot;4650&quot; /&gt;
E comunque, mi creda, non esiste somma di denaro capace di compensare il bene pubblico che ci è stato sottratto.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;4924&quot; data-start=&quot;4767&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ecco perché, se davvero desidera lasciare un segno degno nella terra dei suoi avi, le suggerisco un gesto molto diverso da quello che oggi viene prospettato.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;5202&quot; data-start=&quot;4926&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Utilizzi quel capitale non per ampliare il porto, non per aggiungere altra colata di cemento su una costa già duramente segnata, ma per compiere un atto di coraggio: demolire il porto esistente e restituire alla Marina di Cassano il volto che aveva fino a qualche decennio fa.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;5427&quot; data-start=&quot;5204&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Faccia rinascere il borgo dei pescatori.&lt;br data-end=&quot;5247&quot; data-start=&quot;5244&quot; /&gt;
Ricrei le piccole trattorie di cucina semplice e genuina.&lt;br data-end=&quot;5307&quot; data-start=&quot;5304&quot; /&gt;
Restituisca spazio alle botteghe dei maestri d’ascia, dalle cui mani sapienti nascevano i meravigliosi gozzi sorrentini.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;5620&quot; data-start=&quot;5429&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Faccia tornare la Marina un luogo a misura d’uomo, dove possano incontrarsi il carottese e il turista, magari arrivato su una vecchia e scalcinata Fiat 500 e non su uno yacht di trenta metri.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;5886&quot; data-start=&quot;5622&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Restituisca il mare alla gente di questa terra.&lt;br data-end=&quot;5672&quot; data-start=&quot;5669&quot; /&gt;
A chi non può permettersi vacanze esotiche, a chi non può pagare i prezzi degli stabilimenti, a chi desidera semplicemente camminare sull’arenile, giocare a racchettoni con i figli o sedersi a guardare il tramonto.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;5991&quot; data-start=&quot;5888&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Se farà questo, le assicuro che i suoi antenati saranno ricordati con gratitudine sincera da tutti noi.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;6218&quot; data-start=&quot;5993&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Mi auguro infine che i sindaci del territorio non cedano a pressioni o ultimatum.&lt;br data-end=&quot;6077&quot; data-start=&quot;6074&quot; /&gt;
E se dovessero decidere di rispondere alla sua proposta, mi auguro che lo facciano con la semplicità e la dignità che la situazione richiede.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;6246&quot; data-start=&quot;6220&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Basterebbero due parole:&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;6265&quot; data-start=&quot;6248&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong data-end=&quot;6265&quot; data-start=&quot;6248&quot;&gt;“No, grazie.”&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p data-end=&quot;6265&quot; data-start=&quot;6248&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong data-end=&quot;6265&quot; data-start=&quot;6248&quot;&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; Domenico Cinque&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://pianoincipit.blogspot.com/2026/03/porto-di-marina-di-cassano-lettera.html</link><author>noreply@blogger.com (domenico cinque)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhBieTQBhQiXq9agu_Z_9fapDUGAC6EmpYo-2xbL2GZmkZ-zaFqlmgA9PNOgngoATsdE2WuZbOQfujwNDw5sFTw9qflMF7eRGao4d1vJahaN6RCav5j5QjB1OrTj0oOxCPTWT9XkTjjngyJXL-t9yPuNIajzitftIxJhV40ByMGEZZPWD3UhEFx/s72-c/IMG_4477.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>7</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16004121.post-4639483021280806465</guid><pubDate>Sat, 10 Jan 2026 15:26:00 +0000</pubDate><atom:updated>2026-01-10T16:31:23.150+01:00</atom:updated><title>Ma quando è nato Piano di Sorrento? Una riflessione storico-giuridica</title><description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p data-end=&quot;1039&quot; data-start=&quot;492&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEigJnI76HeZB2KJCFLuMmrxNid5wlUiFIYaxozvoWhlxL8orG5jaqBNKb3CriWkWr3AIuj8W_fKmxGwHPbLe3LStNBKOWCRsKBvRtu-oX3spzGYeLRzC293X12UpzE2k9XL0Ybu7aSTGE4X1jBiPOX8YfmAtxpj12s9QF5VzCfkdxf8MxhlRgl2/s1536/ChatGPT%20Image%2010%20gen%202026,%2016_30_24.png&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;1024&quot; data-original-width=&quot;1536&quot; height=&quot;262&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEigJnI76HeZB2KJCFLuMmrxNid5wlUiFIYaxozvoWhlxL8orG5jaqBNKb3CriWkWr3AIuj8W_fKmxGwHPbLe3LStNBKOWCRsKBvRtu-oX3spzGYeLRzC293X12UpzE2k9XL0Ybu7aSTGE4X1jBiPOX8YfmAtxpj12s9QF5VzCfkdxf8MxhlRgl2/w394-h262/ChatGPT%20Image%2010%20gen%202026,%2016_30_24.png&quot; width=&quot;394&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p data-end=&quot;1039&quot; data-start=&quot;492&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La domanda posta nel titolo non è meramente celebrativa né nominalistica, ma investe un nodo centrale della storia istituzionale locale: &lt;b data-end=&quot;685&quot; data-start=&quot;629&quot;&gt;l’identità giuridica del Comune di Piano di Sorrento&lt;/b&gt;. L’opinione secondo cui l’attuale Comune sarebbe nato nel 1808 è ampiamente diffusa e, in occasione del bicentenario celebrato nel 2008, è stata assunta quasi come dato incontrovertibile. Tuttavia, un’analisi rigorosa delle fonti normative e della storia amministrativa suggerisce una lettura più problematica e, per certi aspetti, radicalmente diversa.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;1698&quot; data-start=&quot;1041&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;È indubbio che il &lt;a href=&quot;https://drive.google.com/file/d/1gIuR78saXUAs9lVUBc3215nLLta2O_aL/view&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b data-end=&quot;1077&quot; data-start=&quot;1059&quot;&gt;9 gennaio 1808&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; rappresenti una data di grande rilievo storico. In quel giorno, con decreto del Re di Napoli e di Sicilia Giuseppe Napoleone Bonaparte, l’Università del Piano ottenne l’autonomia dall’Università di Sorrento, acquisendo piena soggettività amministrativa. Da quel momento Piano divenne un ente distinto, dotato di autonomia propria. Tale ente, nel corso del XIX secolo, consolidò la propria fisionomia istituzionale: nel &lt;b data-end=&quot;1505&quot; data-start=&quot;1497&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://drive.google.com/file/d/1TRdO8cYp_LLE9kQZ8WUT3bxiYJCuC9Fb/view&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;1864&lt;/a&gt;&lt;/b&gt; assunse la denominazione ufficiale di &lt;i data-end=&quot;1563&quot; data-start=&quot;1544&quot;&gt;Piano di Sorrento&lt;/i&gt; e nel &lt;b data-end=&quot;1578&quot; data-start=&quot;1570&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://drive.google.com/file/d/16zo0MREjYS7NynqVO-Jw9KbKXXv3rM_x/view&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;1866&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, con la nascita del Comune di Sant’Agnello, vide definire in modo pressoché definitivo il proprio assetto territoriale.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;2266&quot; data-start=&quot;1700&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Fino a questo punto, la continuità dell’ente appare evidente. Tuttavia, il nodo decisivo della questione emerge nel XX secolo, e precisamente nel &lt;b data-end=&quot;1854&quot; data-start=&quot;1846&quot;&gt;1927&lt;/b&gt;. Con il regio decreto del &lt;a href=&quot;https://drive.google.com/file/d/1IDiNDpO86NWOHVH8ggsaR4hhOyQq9kac/view&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;&lt;b data-end=&quot;1899&quot; data-start=&quot;1881&quot;&gt;18 maggio 1927&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, emanato nell’ambito della riorganizzazione amministrativa imposta dal regime fascista, il Comune di Piano di Sorrento &lt;b data-end=&quot;2052&quot; data-start=&quot;2019&quot;&gt;cessò formalmente di esistere&lt;/b&gt;. Non si trattò di una mera fusione paritaria né di una temporanea sospensione delle funzioni: l’ente venne &lt;b data-end=&quot;2188&quot; data-start=&quot;2160&quot;&gt;giuridicamente soppresso&lt;/b&gt; e inglobato nel Comune di Sorrento, insieme ai Comuni di Meta e Sant’Agnello.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;2699&quot; data-start=&quot;2268&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Questo passaggio costituisce una &lt;b data-end=&quot;2331&quot; data-start=&quot;2301&quot;&gt;cesura istituzionale netta&lt;/b&gt;. Dal punto di vista del diritto amministrativo, la soppressione di un comune comporta l’estinzione della sua personalità giuridica. Con il provvedimento del 1927, l’ente nato nel 1808 perde definitivamente la propria autonomia, i propri organi e la propria continuità amministrativa. In altri termini, &lt;b data-end=&quot;2698&quot; data-start=&quot;2634&quot;&gt;quel Comune termina la propria esistenza storica e giuridica&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;3231&quot; data-start=&quot;2701&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;È proprio su questo punto che si fonda la tesi qui sostenuta: &lt;b data-end=&quot;2855&quot; data-start=&quot;2763&quot;&gt;non può esistere continuità tra un ente soppresso e un ente successivamente ricostituito&lt;/b&gt;, se tra i due non vi è continuità giuridica. Quando, il &lt;b data-end=&quot;2930&quot; data-start=&quot;2912&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://drive.google.com/file/d/1Aty1o32YOXjUvJyUKd0Th6WxuC3DW9Ds/view&quot; target=&quot;_blank&quot;&gt;24 aprile 1946&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;, Piano di Sorrento viene nuovamente scorporato dal Comune di Sorrento e ricostituito come ente autonomo, non si assiste alla “riattivazione” del Comune del 1808, bensì alla &lt;b data-end=&quot;3146&quot; data-start=&quot;3104&quot;&gt;nascita di un nuovo soggetto giuridico&lt;/b&gt;, seppur insistente sul medesimo territorio e portatore della medesima denominazione.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;3744&quot; data-start=&quot;3233&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La differenza non è solo formale, ma sostanziale. Tra il 1927 e il 1946 manca qualunque continuità amministrativa: non vi sono organi elettivi propri, non vi è autonomia contabile, non vi è personalità giuridica distinta. Il Comune di Piano di Sorrento, in quel periodo, &lt;b data-end=&quot;3518&quot; data-start=&quot;3504&quot;&gt;non esiste&lt;/b&gt; come ente. Pertanto, l’attuale Comune non può rivendicare una linea di continuità diretta con quello istituito nel 1808, poiché tale linea è stata interrotta da un atto di soppressione pienamente efficace sul piano giuridico.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;4138&quot; data-start=&quot;3746&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Alla luce di queste considerazioni, risulta storicamente legittimo — e giuridicamente più corretto — affermare che l’attuale Comune di Piano di Sorrento &lt;b data-end=&quot;3926&quot; data-start=&quot;3899&quot;&gt;nasca il 24 aprile 1946&lt;/b&gt;, data dalla quale decorre una continuità amministrativa ininterrotta fino ai giorni nostri. Di conseguenza, il &lt;b data-end=&quot;4046&quot; data-start=&quot;4038&quot;&gt;2026&lt;/b&gt; segna l’&lt;b data-end=&quot;4083&quot; data-start=&quot;4055&quot;&gt;ottantesimo anniversario&lt;/b&gt; della nascita del Comune così come oggi lo conosciamo.&lt;/p&gt;
&lt;p data-end=&quot;4711&quot; data-start=&quot;4140&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Questa ricorrenza assume un valore simbolico ancora più forte se collocata nel contesto storico nazionale: l’80º anniversario della ricostituzione del Comune coincide con l’80º anniversario della Repubblica Italiana e con l’affermazione del suffragio universale femminile. Tre eventi accomunati da un medesimo significato: la &lt;b data-end=&quot;4496&quot; data-start=&quot;4466&quot;&gt;rinascita della democrazia&lt;/b&gt;, delle autonomie locali e dei diritti civili. Celebrare il 2026 significa, dunque, non solo ricordare una data, ma riaffermare un’identità fondata sulla libertà, sull’autogoverno e sulla partecipazione democratica.&lt;/p&gt;</description><link>http://pianoincipit.blogspot.com/2026/01/ma-quando-e-nato-piano-di-sorrento-una.html</link><author>noreply@blogger.com (domenico cinque)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEigJnI76HeZB2KJCFLuMmrxNid5wlUiFIYaxozvoWhlxL8orG5jaqBNKb3CriWkWr3AIuj8W_fKmxGwHPbLe3LStNBKOWCRsKBvRtu-oX3spzGYeLRzC293X12UpzE2k9XL0Ybu7aSTGE4X1jBiPOX8YfmAtxpj12s9QF5VzCfkdxf8MxhlRgl2/s72-w394-h262-c/ChatGPT%20Image%2010%20gen%202026,%2016_30_24.png" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16004121.post-1948370614297549712</guid><pubDate>Fri, 26 Sep 2025 06:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2025-09-26T08:33:43.084+02:00</atom:updated><title>Ripensare la Festa di San Michele: tra tradizione e necessità di rinnovamento</title><description>&lt;p data-end=&quot;455&quot; data-start=&quot;196&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgpPQthAWMIqyA7cRr40CrlCMxjrI8xn1Wr8wxqBo5InZELz-vVAdyL_g7A7tKzRDZ_gvnL5r63tRu7IAz_OOs5Di6gx4jFgB3V0djfU6z3p4PWOoPwaDgFjm-Nl6B9ZF054Csq0Ifbc4LUh4b-ef9CCDSVgeU7vuFcb_ZmleW44BzvieLmVU5M/s1000/71491575_10156951149488547_5344560881126604800_n.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;666&quot; data-original-width=&quot;1000&quot; height=&quot;213&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgpPQthAWMIqyA7cRr40CrlCMxjrI8xn1Wr8wxqBo5InZELz-vVAdyL_g7A7tKzRDZ_gvnL5r63tRu7IAz_OOs5Di6gx4jFgB3V0djfU6z3p4PWOoPwaDgFjm-Nl6B9ZF054Csq0Ifbc4LUh4b-ef9CCDSVgeU7vuFcb_ZmleW44BzvieLmVU5M/s320/71491575_10156951149488547_5344560881126604800_n.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Scrivo queste riflessioni alla vigilia della Festa di San Michele, con la consapevolezza che esse non vogliono costituire una critica all’edizione imminente, ma piuttosto un contributo al dibattito su ciò che la manifestazione potrebbe e dovrebbe diventare.&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p data-end=&quot;918&quot; data-start=&quot;457&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La percezione diffusa è che la festa, così come oggi viene organizzata, risulti sempre più anacronistica. Il contesto sociale, culturale ed economico nel quale essa era nata è profondamente mutato, e con esso è cambiato anche Piano di Sorrento. Di conseguenza, appare ormai inevitabile ripensarne la struttura, compiendo – se necessario – quello “strappo alla tradizione” doloroso ma salutare, che consenta di salvaguardarne lo spirito attraverso nuove forme.&lt;/p&gt;&lt;p data-end=&quot;1363&quot; data-start=&quot;920&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Alle origini, la Festa di San Michele si configurava come una fiera popolare: al centro vi erano l’artigianato, con particolare riferimento al vimini, e l’atteso concerto di musica leggera in piazza, preceduto il giorno prima da quello bandistico. Le bancarelle proponevano oggetti utili alla civiltà contadina, oltre a piccoli manufatti o invenzioni dal fascino effimero, che spesso si rivelavano di scarsa utilità una volta portati a casa.&lt;/p&gt;&lt;p data-end=&quot;2007&quot; data-start=&quot;1365&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;br /&gt;Oggi, quel mondo è scomparso. L’artigianato in vimini è pressoché estinto, la cultura rurale si è dissolta, e gli stessi oggetti che un tempo popolavano le bancarelle si trovano facilmente nei negozi o, ancor più comodamente, in rete. Quanto alla musica, il concerto in piazza aveva allora una funzione centrale: la fruizione musicale era limitata al vinile, ai jukebox, alla televisione di Stato e al cinema dei “musicarelli”, cosicché l’esibizione dal vivo rappresentava un’occasione rara e preziosa. Gli stessi artisti vi partecipavano volentieri per promuovere i propri lavori, con cachet sostenibili anche per i comitati organizzatori.&lt;/p&gt;&lt;p data-end=&quot;2492&quot; data-start=&quot;2009&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;La realtà odierna è radicalmente diversa. La musica è accessibile ovunque e in qualsiasi momento, attraverso piattaforme digitali e canali televisivi; i grandi concerti richiedono ormai investimenti fuori portata per una festa patronale; e gli spazi adeguati non sono più le piazze cittadine, ma arene e location metropolitane. Illudersi di riproporre lo stesso modello significa ostinarsi in un accanimento terapeutico verso un format superato, “ucciso” dall’evoluzione dei tempi.&lt;/p&gt;&lt;p data-end=&quot;2685&quot; data-start=&quot;2494&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Molte altre feste patronali hanno già compreso questa esigenza, rinnovandosi senza smarrire la propria identità. Forse è tempo che anche la Festa di San Michele percorra la medesima strada.&lt;/p&gt;&lt;p data-end=&quot;3201&quot; data-start=&quot;2687&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Il futuro potrebbe guardare a fiere espositive di artigianato di qualità o di prodotti agroalimentari locali, puntando sull’eccellenza del territorio. Potrebbero essere valorizzati spettacoli folklorici – dagli sbandieratori ai suonatori di tammorra – insieme a momenti di cabaret, artisti di strada, illusionisti e altre forme di spettacolo popolare. Una delle serate potrebbe trasformarsi in una grande sagra in Piazza Cota, ricalcando il successo della “Festa della Pizza” che per anni ha animato la comunità.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;






&lt;/p&gt;&lt;p data-end=&quot;3626&quot; data-start=&quot;3203&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In sintesi, ciò che occorre non è un abbandono della Festa di San Michele, ma un suo coraggioso ripensamento. Per sopravvivere e restare vitale, la festa deve liberarsi dai modelli superati, trovare nuove forme espressive e valorizzare la creatività locale, coniugando tradizione e innovazione. Solo così potrà continuare a vivere, con mezzi economici limitati ma con la forza inesauribile della fantasia e della qualità.&lt;/p&gt;</description><link>http://pianoincipit.blogspot.com/2025/09/ripensare-la-festa-di-san-michele-tra.html</link><author>noreply@blogger.com (domenico cinque)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgpPQthAWMIqyA7cRr40CrlCMxjrI8xn1Wr8wxqBo5InZELz-vVAdyL_g7A7tKzRDZ_gvnL5r63tRu7IAz_OOs5Di6gx4jFgB3V0djfU6z3p4PWOoPwaDgFjm-Nl6B9ZF054Csq0Ifbc4LUh4b-ef9CCDSVgeU7vuFcb_ZmleW44BzvieLmVU5M/s72-c/71491575_10156951149488547_5344560881126604800_n.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16004121.post-5108161764059510207</guid><pubDate>Fri, 18 Apr 2025 15:24:00 +0000</pubDate><atom:updated>2025-04-18T17:24:42.310+02:00</atom:updated><title>Salviamo l’Inno del Calvario: un appello per il futuro delle nostre tradizioni</title><description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh4cccmHbY7KVzMXWRoOZjrii5PgiJA3HFoP04Y0RilWDf1sCfIi4OCUUvvp4Vi7yPlHqWJ7achTetCX3fgjUfBcB34LgZfFU9ZmeQE_qhhksLnxsSZCjF_6-y6n6UH9-YWEETpgs_nFEG4u2mjcz6BiHeuMCOuW6Bk4YCgoB5IG7udrQL5bgZN/s868/Immagine%202025-04-18%20172330.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;601&quot; data-original-width=&quot;868&quot; height=&quot;222&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh4cccmHbY7KVzMXWRoOZjrii5PgiJA3HFoP04Y0RilWDf1sCfIi4OCUUvvp4Vi7yPlHqWJ7achTetCX3fgjUfBcB34LgZfFU9ZmeQE_qhhksLnxsSZCjF_6-y6n6UH9-YWEETpgs_nFEG4u2mjcz6BiHeuMCOuW6Bk4YCgoB5IG7udrQL5bgZN/s320/Immagine%202025-04-18%20172330.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Scrivo queste riflessioni nel giorno del Venerdì Santo 2025, mosso da una sincera e profonda passione per le nostre Tradizioni. Se si domandasse a un carottese, di qualunque età, quale sia l&#39;inno che più rappresenta la Settimana Santa a Piano, sono certo che la risposta della stragrande maggioranza sarebbe&lt;br /&gt;: &lt;em data-end=&quot;526&quot; data-start=&quot;511&quot;&gt;&quot;Al Calvario&quot;&lt;/em&gt;.&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;&quot; data-end=&quot;749&quot; data-start=&quot;223&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
È l’inno che portiamo impresso nel cuore, inciso nel nostro DNA. Le sue note sembrano risuonare perfino nelle pietre delle nostre strade, tanto da rendere inimmaginabile una Settimana Santa senza il loro struggente eco.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;&quot; data-end=&quot;1174&quot; data-start=&quot;751&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ne è prova quanto accadde nel 2022, quando – a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia – i cori dei bambini e dei ragazzi non poterono prendere parte alle processioni. Giunti all’altezza della piazza principale, il coro del &lt;em data-end=&quot;992&quot; data-start=&quot;982&quot;&gt;Miserere&lt;/em&gt; interruppe l’esecuzione del salmo per far risuonare le note del &lt;em data-end=&quot;1067&quot; data-start=&quot;1057&quot;&gt;Calvario&lt;/em&gt;. Non si poteva – non si doveva – farne a meno. Anche nel silenzio imposto, quel canto doveva trovare voce.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;&quot; data-end=&quot;1460&quot; data-start=&quot;1176&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Eppure, da anni, assistiamo con preoccupazione a una costante e significativa diminuzione del numero di bambini e ragazzi che danno vita a questo coro. Nella notte appena trascorsa, erano soltanto venticinque a intonare l’inno, e temo che questa sera il numero non sarà molto diverso.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;&quot; data-end=&quot;1748&quot; data-start=&quot;1462&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le cause di questo calo sono in parte demografiche: la diminuzione delle nascite è un fenomeno che nessuna confraternita può contrastare. Ma ciò non basta a spiegare una flessione così drastica. Altri cori composti da bambini e bambine, infatti, continuano a essere vivaci e numerosi.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;&quot; data-end=&quot;1991&quot; data-start=&quot;1750&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;A mio avviso, il nodo centrale è rappresentato dalla composizione del coro del &lt;em data-end=&quot;1839&quot; data-start=&quot;1829&quot;&gt;Miserere&lt;/em&gt; che, da quando a Piano si è adottata la versione del Selecchy, accoglie anche i più piccoli, sottraendo di fatto linfa e voci al coro del &lt;em data-end=&quot;1988&quot; data-start=&quot;1978&quot;&gt;Calvario&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p class=&quot;&quot; data-end=&quot;2198&quot; data-start=&quot;1993&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Se davvero desideriamo salvaguardare quello che è, a tutti gli effetti, l’inno identitario della nostra comunità, è necessario agire con decisione e senza ulteriori indugi. Le proposte che avanzo sono due:&lt;/p&gt;
&lt;ol data-end=&quot;2857&quot; data-start=&quot;2200&quot;&gt;
&lt;li class=&quot;&quot; data-end=&quot;2422&quot; data-start=&quot;2200&quot;&gt;
&lt;p class=&quot;&quot; data-end=&quot;2422&quot; data-start=&quot;2203&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong data-end=&quot;2269&quot; data-start=&quot;2203&quot;&gt;Stabilire un limite d’età per l’accesso al coro del &lt;em data-end=&quot;2267&quot; data-start=&quot;2257&quot;&gt;Miserere&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, ad esempio fissato ai 16 anni. I ragazzi al di sotto di questa soglia dovrebbero partecipare esclusivamente al coro del &lt;em data-end=&quot;2401&quot; data-start=&quot;2391&quot;&gt;Calvario&lt;/em&gt;, com’era tradizione.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li class=&quot;&quot; data-end=&quot;2857&quot; data-start=&quot;2427&quot;&gt;
&lt;p class=&quot;&quot; data-end=&quot;2857&quot; data-start=&quot;2430&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;strong data-end=&quot;2497&quot; data-start=&quot;2430&quot;&gt;Aprire il coro del &lt;em data-end=&quot;2461&quot; data-start=&quot;2451&quot;&gt;Calvario&lt;/em&gt; anche alle bambine e alle ragazze&lt;/strong&gt;, attingendo, ad esempio, a coloro che già animano con passione il coro del &lt;em data-end=&quot;2586&quot; data-start=&quot;2573&quot;&gt;Genti Tutte&lt;/em&gt;. L’esclusione femminile dalla Processione Nera rappresenta oggi un&#39;anomalia sempre più difficile da giustificare e difendere. Un primo passo verso una maggiore inclusività, proprio attraverso il canto, potrebbe ridare slancio e futuro al nostro coro più rappresentativo.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p class=&quot;&quot; data-end=&quot;3237&quot; data-start=&quot;2859&quot; style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Comprendo bene che queste proposte potrebbero suscitare perplessità o resistenze, soprattutto tra i confratelli più legati alla tradizione. Ma la storia – come la parità tra i sessi – non si può fermare. Prima o poi, queste aperture arriveranno. Perché allora non iniziare ora, nel segno della consapevolezza e dell’amore per ciò che siamo stati e vogliamo continuare ad essere?&lt;/p&gt;</description><link>http://pianoincipit.blogspot.com/2025/04/salviamo-linno-del-calvario-un-appello.html</link><author>noreply@blogger.com (domenico cinque)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh4cccmHbY7KVzMXWRoOZjrii5PgiJA3HFoP04Y0RilWDf1sCfIi4OCUUvvp4Vi7yPlHqWJ7achTetCX3fgjUfBcB34LgZfFU9ZmeQE_qhhksLnxsSZCjF_6-y6n6UH9-YWEETpgs_nFEG4u2mjcz6BiHeuMCOuW6Bk4YCgoB5IG7udrQL5bgZN/s72-c/Immagine%202025-04-18%20172330.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16004121.post-729656144747137419</guid><pubDate>Sun, 10 Mar 2024 13:42:00 +0000</pubDate><atom:updated>2024-03-10T14:49:39.181+01:00</atom:updated><title>ESSERE PROCESSIONE...</title><description>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgrPGFfGk9XuFHv6VEiJVO40M_3z11qhyphenhyphenaq8MujNeTqx5gWHRXMKMf8yDxGzn-N0D-y1DFKPflKU_aHHlRFhfXFJEH9NkZ-lrpdnNBMi3AzUpmtSxjRr1RIBStYdKyQqjzpUrJgvE3bQ-iI-45LxZ59vlDZRImrEIaJC0JTYRB9XRw8mcTmvZDU/s1080/429799575_10229856419346162_4476655178568420680_n.jpg&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;672&quot; data-original-width=&quot;1080&quot; height=&quot;249&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgrPGFfGk9XuFHv6VEiJVO40M_3z11qhyphenhyphenaq8MujNeTqx5gWHRXMKMf8yDxGzn-N0D-y1DFKPflKU_aHHlRFhfXFJEH9NkZ-lrpdnNBMi3AzUpmtSxjRr1RIBStYdKyQqjzpUrJgvE3bQ-iI-45LxZ59vlDZRImrEIaJC0JTYRB9XRw8mcTmvZDU/w400-h249/429799575_10229856419346162_4476655178568420680_n.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p dir=&quot;ltr&quot; id=&quot;docs-internal-guid-ce114462-7fff-148e-acb2-9296862a355e&quot; style=&quot;line-height: 1.38; margin-bottom: 0pt; margin-top: 0pt; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span face=&quot;Arial,sans-serif&quot; style=&quot;background-color: transparent; color: black; font-size: 11.5pt; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; text-decoration: none; vertical-align: baseline; white-space: pre;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir=&quot;ltr&quot; id=&quot;docs-internal-guid-a24f32af-7fff-c067-748d-39780613d4e7&quot; style=&quot;line-height: 1.38; margin-bottom: 0pt; margin-top: 0pt; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span face=&quot;Arial, sans-serif&quot; style=&quot;font-size: 11.5pt; font-variant-alternates: normal; font-variant-east-asian: normal; font-variant-numeric: normal; font-variant-position: normal; vertical-align: baseline; white-space-collapse: preserve;&quot;&gt;Il 14 febbraio su Facebook veniva pubblicato un bel post dedicato ad un amico che non c’è più e, proprio per la sua bellezza, ho preferito non intervenire subito su un passaggio che non mi trova assolutamente concorde. Ve lo trascrivo:&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;line-height: 1.38; margin-bottom: 0pt; margin-top: 0pt; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span face=&quot;Arial, sans-serif&quot; style=&quot;font-size: 11.5pt; font-style: italic; font-variant-alternates: normal; font-variant-east-asian: normal; font-variant-numeric: normal; font-variant-position: normal; vertical-align: baseline; white-space-collapse: preserve;&quot;&gt;“E&#39; così: “Essere” Vela, “Essere” Lampione, “Essere” Corona di Spine e così via per ogni simbolo, labaro o croce. Si è Processione, non si può &quot;essere&quot; altro! &lt;/span&gt;&lt;span face=&quot;Arial, sans-serif&quot; style=&quot;font-size: 11.5pt; font-style: italic; font-variant-alternates: normal; font-variant-east-asian: normal; font-variant-numeric: normal; font-variant-position: normal; font-weight: 700; vertical-align: baseline; white-space-collapse: preserve;&quot;&gt;L’altro è l’escluso, lo spettatore che può solo intuire ciò che si tramanda di padre in figlio, di nonno a nipote&lt;/span&gt;&lt;span face=&quot;Arial, sans-serif&quot; style=&quot;font-size: 11.5pt; font-style: italic; font-variant-alternates: normal; font-variant-east-asian: normal; font-variant-numeric: normal; font-variant-position: normal; vertical-align: baseline; white-space-collapse: preserve;&quot;&gt;. Solo se si è, si possono capire, nel profondo, parole così piene di passione, pronunciate da chi vive il dramma della malattia. Solo se si è, si riesce, chiudendo gli occhi, a vedere ancora Tonino tenere testa, con la sua vela, al vento che da mare soffia forte sulla terrazza della Ripa di Cassano.”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;line-height: 1.38; margin-bottom: 0pt; margin-top: 0pt; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span face=&quot;Arial, sans-serif&quot; style=&quot;font-size: 11.5pt; font-variant-alternates: normal; font-variant-east-asian: normal; font-variant-numeric: normal; font-variant-position: normal; vertical-align: baseline; white-space-collapse: preserve;&quot;&gt;Quindi secondo l’estensore solo il participante puo’ “Essere Processione”, gli spettatori sono esclusi e non possono capire nel profondo la passione per i nostri Riti. Bene a mio modesto avviso la Processione ha senso, esiste, solo se esistono coloro che attendono gli incappucciati a bordo strada, in loro assenza lo stesso corteo perde gran parte del suo significato fino a poter dire che quasi esso non esiste.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir=&quot;ltr&quot; style=&quot;line-height: 1.38; margin-bottom: 0pt; margin-top: 0pt; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span face=&quot;Arial, sans-serif&quot; style=&quot;font-size: 11.5pt; font-variant-alternates: normal; font-variant-east-asian: normal; font-variant-numeric: normal; font-variant-position: normal; vertical-align: baseline; white-space-collapse: preserve;&quot;&gt;Chi mi legge, legittimamente, dirà che è una mia opinione ma mi permetto di sottoporvi un ragionamento legato alla foto che pubblico e che fa parte di un vero book fotografico. Anno 2021, in seguito all’epidemia di Covid i cortei della Settimana Santa non poterono sfilare per motivi di sicurezza. Un solitario incappucciato nella notte di Venerdì Santo decide di prendere una statuina dell’Addolorata e percorrere in solitario le vie del paese. Gesto bellissimo e nobile, già effettuato con le stesse modalità nel 2020 ma portando una croce. Ma pensateci bene… di quei due gesti “solitari” vi sono le fotografie quindi se ne deduce che l’incappucciato proprio solitario non era perchè vi era qualcuno a scattarle, quel qualcuno non era di certo lì per caso ma o era un altro confratello o, più probabilmente, un fotografo chiamato dall’incappucciato solitario (che credo sia lo stesso che il 14 febbraio ha pubblicato il bellissimo post). Ora è del tutto evidente che agli occhi del confratello mica tanto anonimo il gesto che lui compiva senza un pubblico non aveva senso e quindi si è premurato di chiamare qualcuno affinchè con le fotografie il suo “corteo” avesse un pubblico seppur a distanza. Lui in quel momento, seppur inconsciamente, sentiva che la Processione, sia di uno o di mille persone, necessità per essere pienamente compiuta del pubblico. Altro che esclusi, gli spettatori sono la Processione al pari di chi sfila, e proprio quelle foto sono la testimonianza inconfutabile che anche lui la pensa così ma non ha la forza di ammetterlo! Dico di più, l’intera Piano “è Processione”, chi sfila come chi attende il passaggio, chi canta come chi in silenzio attende lo sfilare dei cortei da finestre e balconi e TUTTI possono sentire nel profondo il significato e la solennità di quei Riti, il discrimine non è la partecipazione come incappucciato o corista ma nella sensibilità personale. State pure tranquilli che anche tra coloro che sfilano ci sono persone che nel profondo non hanno mai capito l’importanza di quel gesto! Sempre il Covid ci ha dimostrato con i fatti che Piano è, nella sua interezza, Processione e l’assunto è di facile dimostrazione. Sempre anni 2020 e 2021, assenza dei cortei, ebbene in tantissimi in quei tristi giorni si organizzarono in proprio e dai balconi e dalle finestre fecero echeggiare i suoni della nostra Settimana Santa alle ore che avrebbero visto i cortei passare nelle loro vie. Al tramonto del Giovedì Santo, nella notte e nella sera del Venerdì Santo fu un risuonare di via in via, di parco in parco dele note del Miserere e del Calvario, del Genti Tutte e del Fra Immensi, un grande gesto di amore di un popolo verso le proprie tradizioni e la propria storia. Tutto ciò mentre qualche addetto ai lavori definiva queste iniziative dei “surrogati” evedintemente capendo poco o niente di questi Riti, lui si escluso ed inutile! Inoltre chi ha pubblicato quel post scrive che l’amico scomparso continuerà a sfilare con i propri confratelli, anche in questo caso scopre cose che molti di noi sapevano da tempo. La processione visibile è solo una picolissima parte della processione che realmente sfila, insieme agli incapucciati contemporanei sfilano ogni anno tutti gli incappucciati che nel passato e nel futuro hanno indossato o indosseranno il sacco, ai bordi delle strade oltre agli spettatori contemporanei ci sono ogni anno i carottesi passati e futuri, gli avi di secoli fa insieme ai nipoti che verranno fra mille anni sono lì presenti in una notte magica ed unica. Negli due anni del Covid essi sfilarono da soli invisibili ai più ma vivi e presenti per noi carottesi come lo sono e lo saranno per sempre. Questa è la magia dei nostri riti e delle nostre tradizioni!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://pianoincipit.blogspot.com/2024/03/essere-processione.html</link><author>noreply@blogger.com (domenico cinque)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgrPGFfGk9XuFHv6VEiJVO40M_3z11qhyphenhyphenaq8MujNeTqx5gWHRXMKMf8yDxGzn-N0D-y1DFKPflKU_aHHlRFhfXFJEH9NkZ-lrpdnNBMi3AzUpmtSxjRr1RIBStYdKyQqjzpUrJgvE3bQ-iI-45LxZ59vlDZRImrEIaJC0JTYRB9XRw8mcTmvZDU/s72-w400-h249-c/429799575_10229856419346162_4476655178568420680_n.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16004121.post-8496036907981029356</guid><pubDate>Sun, 03 Mar 2024 19:28:00 +0000</pubDate><atom:updated>2024-03-03T20:40:24.444+01:00</atom:updated><title>PIONIERI</title><description>&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhcONZNgXxGthu61Fn7W6Gl4Snw0E9n1-7wrMGZoNi0rz2m8sv6flUyeZo7qRBe3yXab8ViwHAELEUPQzUOPEeuAeIKn_zrOSglI24JYkdLk1sYXphVHx9oDdJiETcx3tzEOULPRbWYGakELEV3ys46SYl0DG5zJeG-6vORFj0InFeTOND8rs21/s5184/IMG_7373.JPG&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;5184&quot; data-original-width=&quot;3456&quot; height=&quot;184&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhcONZNgXxGthu61Fn7W6Gl4Snw0E9n1-7wrMGZoNi0rz2m8sv6flUyeZo7qRBe3yXab8ViwHAELEUPQzUOPEeuAeIKn_zrOSglI24JYkdLk1sYXphVHx9oDdJiETcx3tzEOULPRbWYGakELEV3ys46SYl0DG5zJeG-6vORFj0InFeTOND8rs21/w122-h184/IMG_7373.JPG&quot; width=&quot;122&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Sabato scorso, 2 marzo, si è svolto a Piano il gemellaggio tra
l’Arcicofranternita carottese della SS. Annunziata e quella del SS.
Crocifisso di Sessa Aurunca. Evento suggestivo che ci ha fatto
conoscere gli usi di un paese a noi vicino geograficamente ma che
vive i Riti della Settimana Santa in maniera diversa dalla nostra.
Dai loro cori, dalle loro funzioni si nota come il tutto abbia
un’atmosfera più austera, il Miserere da noi cantato con coro e
banda e “travolgente” a Sessa Aurunca ritorna alle origini
essendo eseguito da tre voci e essendo simile ad un lamento, un
pianto. Durante l’evento ho potuto constatare come anche
l’architettura delle chiese influisca sui Riti che vi si svolgono,
le nostre sono chiese barocche ed i riti sono ampollosi e sfarzosi
anche nel dolore del Venerdì Santo, a Sessa Aurunca invece vige
l’austero stile romanico ed austeri sono anche i Riti. E’ stato
un piacevole salto in un altro mondo, vicino ma lontano.&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Ma
l’altra cosa che mi ha colpito è il sempre più frequente uso
delle nuove tecnologie da parte delle Confraternite, sabato, a causa
del numero di pagine elevato, il sussidio per seguire la cerimonia è
stato distribuito in modalità informatica mediante un qrcode da
scansionare che conteneva l’indirizzo web da cui procedere al
download. Ottima idea che apre le porte a tante possibili iniziatiche
che sposino la tradizione con l’innovazione. Tanta acqua sotto i
ponti è passata dal lontano 2005 dove io per primo portai sul web le
nostre confraternite con immagini e suoni grazie al mio sito
&lt;a href=&quot;http://www.pianoincipit.com/&quot;&gt;www.pianoincipit.com&lt;/a&gt;.
Allora fui visto quasi come un eretico, nessun materiale mi venne
concesso e dovetti ripiegare su le mie registrazioni amatoriali e le
mie foto da dilettante. Sembrava che il portare i nostri Riti in rete
fosse un peccato mortale, per qualche anno il mio sito venne mal
sopportato ed invece… invece ero un semplice pioniere, avevo visto
prima quello che una quindicina di anni dopo sarebbe ineluttabilmente
avvenuto. Ora molte confraternite hanno un proprio sito, quasi tutte
hanno svariati account social (social che nel 2005 era ancora
inesistenti) e finalmente si decide di adoperare la rete anche come
sussidio ai Riti. Confido che non passino altri 15 anni prima che
l’altra mia convinzione diventi realtà e ciò lo “sfruttamento”
a fini anche turistici delle nostre tradizioni. In Spagna già
avviene da tempo, le Confraternite producono e commercializzano in
proprio gadget, pubblicazioni, video e altro destinate ai turisti e
con i proventi contribuiscono al finanziamento dei sodalizi. Cosa c’è
di male a monetizzare direttamente ciò che si produce con tanto
amore, commercializzare libri, foto ma anche portachiavi, statuine e
ricordini vari degli incappucciati servirebbe sia a diffondere le
nostre tradizioni nel mondo sia a finanziare e rendere più belle le
nostre processioni. Lo so che oggi molti diranno che sono un
visionario, un eretico… ci risentiamo fra qualche anno….&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;P.S. Altro passo fondamentale deve essere far partire subito l&#39;iter per il riconoscimento dei Riti della Settimana Santa in pensola sorrentina come patrimonio immateriale dell&#39;umanità da parte dell&#39;UNESCO. Mi chiedo cosa si stia aspettando a metter su un gruppo di lavoro per raggiungere quest&#39;obiettivo cui già puntai come Presidente della Proloco nel 2010 (insieme con altre persone) e che per vari motivi non riuscimmo a concludere&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description><link>http://pianoincipit.blogspot.com/2024/03/pioneri.html</link><author>noreply@blogger.com (domenico cinque)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhcONZNgXxGthu61Fn7W6Gl4Snw0E9n1-7wrMGZoNi0rz2m8sv6flUyeZo7qRBe3yXab8ViwHAELEUPQzUOPEeuAeIKn_zrOSglI24JYkdLk1sYXphVHx9oDdJiETcx3tzEOULPRbWYGakELEV3ys46SYl0DG5zJeG-6vORFj0InFeTOND8rs21/s72-w122-h184-c/IMG_7373.JPG" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16004121.post-5922895774768026744</guid><pubDate>Sat, 16 Jul 2022 08:44:00 +0000</pubDate><atom:updated>2022-07-16T10:44:50.624+02:00</atom:updated><title>GIUSPATRONATO FAI DA TE? NO GRAZIE....</title><description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEif1FkektxxCGMm6UbDIZ5sAjh8hwI6gvXMD4Ze1ZewpJF2g28vBME-JoiNYFQXVwAcDHx8wXUjEWjT2kTcfpf_68JLTNkidurDH28sajQ3M3FxkD5P3kGMSlkDH4-rl71maW-Bh_fL23LdqXqxhmeV7LyBSSvAp7nrXmH-9S215spt9dPzqA/s660/basilica-di-san-michele-3225219.660x368.jpg&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;368&quot; data-original-width=&quot;660&quot; height=&quot;178&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEif1FkektxxCGMm6UbDIZ5sAjh8hwI6gvXMD4Ze1ZewpJF2g28vBME-JoiNYFQXVwAcDHx8wXUjEWjT2kTcfpf_68JLTNkidurDH28sajQ3M3FxkD5P3kGMSlkDH4-rl71maW-Bh_fL23LdqXqxhmeV7LyBSSvAp7nrXmH-9S215spt9dPzqA/s320/basilica-di-san-michele-3225219.660x368.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Sul numero di Agorà di oggi leggo un&#39;interessante intervista a Fabrizio d&#39;Esposito sul tema del Giuspatronato in gran parte condivisibile se non per l&#39;idea finale. Che il silenzio del nostro Vescovo sia arrogante e irrispettoso non posso che condividerlo anche perchè, a differenza di coloro che hanno abbracciato la causa in questi ultimi mesi, io questo cose le dico da 16 anni. La soluzione però proposta mi sembra alquanto balzana e controproducente. Si propone infatti una sorta di elezione fai dai te con dei gazebo posti fuori la Basilica proponendo una terna di nomi tra cui anche l&#39;Amministratore parrocchiale uscente. L&#39;idea se realizzata e se avesse una partecipazione massiccia, cosa di cui non dubito data l&#39;eventuale presenza nella terna di don Pasquale, sarebbe certamente un gesto simbolico di enorme rilevanza ma altrettanto enorme sarebbe la sua inutilità oltre che la sua dannosità per la causa a cui molti di noi tengono. Di fronte ad un gesto sconsiderato come questo di certo la diocesi alzerebbe non un muro ma una vera e propria fortezza e sarebbe la vera tomba per il nostro diritto secolare. Inoltre non si capisce chi sarebbero gli altri due prelati da inserire nella terna destinandoli a fara da vittime sacrificali, poi mi chiedo se questi due malcapitati dovrebbero prestare il consenso per essere inseriti in una farsa del genere che per loro comporterebbe solo una inutile umiliazione. Non immagino nemmeno se poi gli organizzatori di questo gesto simbolico pensassero di inserire nella terna il nome dell&#39;Amministratore parrocchiale entrante.... sarebbe un disastro immane per la nostra Parrocchia!&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Spero vivamente che tale progetto sia solo una provocazione e credo che la via giusta da tentare sia quella proposta nell&#39;incontro in Basilica dal Priore Michele Gargiulo. Bisogna portare in Consiglio Comunale la proposta di riconoscere il diritto di Giuspatronato come patrimopnio culturale della collettività e da lì partire per riconoscimenti ancora più elevati a livello regionale, nazionale e, perchè no, internazionale. Se non si trova un consigliere che faccia da interlocutore per tale iniziativa lo Statuto Comunale prevede la possibilità che siano i cittadini a proporlo al consiglio comunale raccogliendo sulla proposta almeno 700 firme. Ecco se si vuole veramente realizzare un atto simbolico di enorme valore si mettano i gazebo fuori la basilica ma non per una votazione degna dei migliori film della commedia all&#39;italiana ma per raccogliere le firme necessarie a portare all&#39;attenzione del nostro Consiglio Comunale la proposta, lo si faccia in ogni chiesa di Piano e sono sicuro che le firme arriveranno!&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://pianoincipit.blogspot.com/2022/07/giuspatronato-fai-da-te-no-grazie.html</link><author>noreply@blogger.com (domenico cinque)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEif1FkektxxCGMm6UbDIZ5sAjh8hwI6gvXMD4Ze1ZewpJF2g28vBME-JoiNYFQXVwAcDHx8wXUjEWjT2kTcfpf_68JLTNkidurDH28sajQ3M3FxkD5P3kGMSlkDH4-rl71maW-Bh_fL23LdqXqxhmeV7LyBSSvAp7nrXmH-9S215spt9dPzqA/s72-c/basilica-di-san-michele-3225219.660x368.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16004121.post-2740373587075555599</guid><pubDate>Sun, 03 Jul 2022 08:57:00 +0000</pubDate><atom:updated>2022-07-03T14:54:19.114+02:00</atom:updated><title>IL POTERE DELLA TRADIZIONE</title><description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Stamattina si è svolta la Processione della Madonna delle Grazie di Marina di Cassano, come detto nel post precedente per la prima volta non era prevista la sosta in Piazza Cota in spregio ad una tradizione secolare e per motivi sinceramente incomprensibili. La decisione insensata pare sia stata presa dalla Chiesa, quindi da don Pasquale, con quanto meno l&#39;accondiscendenza degli organizzatori del momento in Piazza Cota (Arciconfraternita della Morte ed Orazione) e nel disinteresse dell&#39;amministrazione comunale in quanto le processioni non l&#39;organizza il comune ma almeno dovrebbe interessarsi di tutelare le nostre tradizioni. Comunque stamattina ci ervamo rassegnati a veder sfilare la processione per la piazza senza fermarsi per il consueto saluto, ed invece.....&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi2zy3jOFk_YyV9Np7zOu5ikeq0UFdeG-_HzlEm7fVug_LTl7AYLRj1RuWQzMcAeXWo7JMDpFdICsYO1SncH3OwLsKn6QjZfw7ZmQxc1oM2OH8o2F7IlqMmWabxvTr4PY5n4fO7TggKGP_3pnR1AELD-k092cE_hSe9GESe4faNucatbWCGoA/s1967/20220703_090337.jpg&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;1967&quot; data-original-width=&quot;1960&quot; height=&quot;320&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi2zy3jOFk_YyV9Np7zOu5ikeq0UFdeG-_HzlEm7fVug_LTl7AYLRj1RuWQzMcAeXWo7JMDpFdICsYO1SncH3OwLsKn6QjZfw7ZmQxc1oM2OH8o2F7IlqMmWabxvTr4PY5n4fO7TggKGP_3pnR1AELD-k092cE_hSe9GESe4faNucatbWCGoA/s320/20220703_090337.jpg&quot; width=&quot;319&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Invece alle ore 9,03 (dati presi dalle fotografie scattate) la vela percorsa la piazza e giunta al momento di reimmetersi sul corso si ferma. La coda della processione occupa ancora il corso e quindi il traffico è fermo, nulla le impedisce di continuare ma lei e lì FERMA. La processione termina di sfilare sul Corso ed ora è tutta all&#39;interno in Piazza, la vela è sempre ferma lì e il traffico ricomincia a scorrere sul corso. La sosta dura 15 minuti, poi la pèrocessione riprende il suo cammino e lascia la piazza alle 9,25.&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In quei 15 minuti quella vela ferma lì in Piazza ha rivendicato inconsapevolmente la forza della Tradizione, di un popolo che difende ciò che i padri ci hanno tramandato. In quei minuti mi è parso di sentire la voce di don Alberto &lt;i&gt;&quot;Ragazzi, ma che caspita state combinando.... ora ci penso io&quot;&lt;/i&gt;, subito raggiunto dal Priore Giosuè &lt;i&gt;&quot;Don Alberto vediamo un po&#39; che possiamo fare&quot;&lt;/i&gt;. Mi piace pensare che le loro mani insieme abbiano fermato quella vela, abbiano obbligato ad una sosta forzata sia la barchetta che la statua della Madonna, che insieme abbiano &quot;apparato&quot; al guaio che altre menti, ottuse e che ignorano la nostra storia, stavano per combinare e solo dopo che Giosuè abbia esclamato il suo tradizionale &quot;viva la Madonna delle Grazie, viva la Marina di Cassano, viva Piano di Sorrento&quot; la processione sia potuta ripartire. La speranza è ora che in futuro TUTTI rispettino di più le nostre Tradizioni, considerandole patrimonio prezioso della collettività e non orpelli da gestire a proprio piacimento o peggio carnevalate. Che siano in molti a lottare per esse, senza paura!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;</description><link>http://pianoincipit.blogspot.com/2022/07/il-potere-della-tradizione.html</link><author>noreply@blogger.com (domenico cinque)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi2zy3jOFk_YyV9Np7zOu5ikeq0UFdeG-_HzlEm7fVug_LTl7AYLRj1RuWQzMcAeXWo7JMDpFdICsYO1SncH3OwLsKn6QjZfw7ZmQxc1oM2OH8o2F7IlqMmWabxvTr4PY5n4fO7TggKGP_3pnR1AELD-k092cE_hSe9GESe4faNucatbWCGoA/s72-c/20220703_090337.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16004121.post-6569848686227387755</guid><pubDate>Sat, 02 Jul 2022 07:29:00 +0000</pubDate><atom:updated>2022-07-02T11:44:15.387+02:00</atom:updated><title>LA MADONNA DELLE GRAZIE E PIAZZA COTA, UNA SOSTA IMPRESCINDIBILE</title><description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjtZDno7GZYbY-He5beekMWX0giMu0IQvZi3jtPetUsYjvohsL_A9vuufu7qXRLlpZn43rvsYVM9mgPd8MtPzJRUlatuquhJ3UZ95OlmMkvlEX_TyinLXTI-qqd1TXzUOQaj2r-JsIQYFdgq8F9cigy76UG92Btqaw0_m5nRxRjDdbOPJaNTg/s1000/PIAZZA%20COTA%20MADONNA.jpg&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;666&quot; data-original-width=&quot;1000&quot; height=&quot;213&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjtZDno7GZYbY-He5beekMWX0giMu0IQvZi3jtPetUsYjvohsL_A9vuufu7qXRLlpZn43rvsYVM9mgPd8MtPzJRUlatuquhJ3UZ95OlmMkvlEX_TyinLXTI-qqd1TXzUOQaj2r-JsIQYFdgq8F9cigy76UG92Btqaw0_m5nRxRjDdbOPJaNTg/s320/PIAZZA%20COTA%20MADONNA.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Leggo ora della triste conferma che quest&#39;anno la Processione della Marina non sosterà in Piazza Cota, triste perchè quella sosta, a differenza delle altre che normalmente effettua durante il percorso, ha un significato molto particolare oltre che un&#39;utilità pratica.&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;L&#39;utilità pratica è il permettere, soprattutto ai più piccoli, di bere un sorso d&#39;acqua e espletare altre esigenze prima di riprendere il cammino e con il caldo previsto sarebbe quanto mai importante. Ma questa è un&#39;aspetto secondario seppur importante.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Veniamo ora all&#39;aspetto principale. Qualcuno si è mai chiesto perchè tanti carottesi si recano di prima mattina in Piazza Cota ad attendere l&#39;arrivo della Madonna delle Grazie quando potrebbero tranquillamente vedere la processione da casa propria? Io credo che inconsiamente tutti sappiamo una verità che spesso viene taciuta. &lt;b&gt;La vera Patrona di Piano di Sorrento è la Madonna delle Grazie!&lt;/b&gt; No, non è una fantasia, è la verità storica. Partiamo dall&#39;inizio. Come tutti purtroppo sappiamo la processione di San Michele viene organizzata ogni 25 anni, ma non fu sempre così e per confermarlo basterebbe sfogliare i libri di foto storiche di Piano. Incuriosito da questa circostanza cercai di informarmi e nel 2008 due appassionati di storia locale, incontrati separatemente, mi riferirono la stessa storia sulla nascita di questa cadenza nelle uscite così lunga. Secondo loro il tutto avrebbe origine non nella notte dei tempi ma agli inizi degli anni &#39;60, sembrerebbe che la diocesi all&#39;epoca avesse imposto una sola processione &quot;patronale&quot; per parrocchia da aggiungere al Corpus Domini ed a quelle della settimana santa ed il clero di allora avesse deiciso di privilegiare la processione della Madonna delle Grazie di Marina di Cassano in luogo di quella di San Michele concedendo ad essa i privilegi di &quot;processione patronale&quot;.&lt;br /&gt;Quindi la sosta della processione in Piazza Cota non è una delle tante soste del percorso ma è il momento tradizionalmente e storicamente più significativo dell&#39;intero corteo. La sosta nella piazza principale del paese è il momento in cui la Madonna delle Grazie, come patrona di Piano, benedice l&#39;intero territorio, senza quella sosta niente ha senso.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Un altro mistero è il motivo della mancata sosta, ufficialmente si sostiene che serve ad evitare assembramenti. Orbene la processione in cui la Madonna è salita ai colli una settimana fa ha effettuato regolarmente la sosta tradizionale sul belvedere, lì il problema assembramento non c&#39;era? Ogni sera si tengono eventi a Villa Fondi, anche lì il prtoblema assembramento non c&#39;è? Perchè sono sempre gli eventi legati alla tradizione ad essere discriminati? E poi da chi è partito questo divieto assurdo? Chiunque sia si studi meglio la nostra Storia e le nostre Tradizioni, solo così potra comprendere a fondo il significato di quei pochi minuti in Piazza Cota così attesi da tutti noi.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;b&gt;Chi puo&#39;, Sindaco, Assessore alla Cultura, Assessore alle Tradizioni intervenga SUBITO e salvi quei pochi minuti in cui la storia si sposa con la fede e la tradizione&lt;/b&gt;, in cui un intero popolo attende di salutare la Madonna delle Grazie nella Piazza simbolo di Piano. Se non è cultura e tradizione quei pochi minuti cosa lo è veramente? Si predisponga anche un semplice tavolino (in piazza i tavolini in questi giorni non mancano) con dei fiori ed un&#39;amplificazione e si permetta la tradizionale benedizione. Grazie anticipatamente a nome di tutti i carottesi per quanto farete.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://pianoincipit.blogspot.com/2022/07/la-madonna-delle-grazie-e-piazza-cota.html</link><author>noreply@blogger.com (domenico cinque)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjtZDno7GZYbY-He5beekMWX0giMu0IQvZi3jtPetUsYjvohsL_A9vuufu7qXRLlpZn43rvsYVM9mgPd8MtPzJRUlatuquhJ3UZ95OlmMkvlEX_TyinLXTI-qqd1TXzUOQaj2r-JsIQYFdgq8F9cigy76UG92Btqaw0_m5nRxRjDdbOPJaNTg/s72-c/PIAZZA%20COTA%20MADONNA.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>5</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16004121.post-8489817338116909028</guid><pubDate>Sun, 19 Jun 2022 09:20:00 +0000</pubDate><atom:updated>2022-06-19T11:20:22.602+02:00</atom:updated><title>LETTERA APERTA AL NOSTRO VESCOVO</title><description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;right&quot; style=&quot;line-height: 138%; margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-variant: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-decoration: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri, sans-serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: transparent;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri, sans-serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgf3le064hAPh0gz08uIZ2xp4McHLyi2vcRIx6HAvippqveoRWb_1aD5Qmit5-ur1jlS7_qEF6RwjmIXQPN8CGGhnh6VFFrPGtNQYd0-_yNz7sWRLMFd526I-Wyep7h-Zkdpi7RAyeQB3jhoL1SPKsGHcrmh1Fg9PEFC4OJaJZ91t6NY9siWg/s501/Immagine%202022-06-19%20111920.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;478&quot; data-original-width=&quot;501&quot; height=&quot;305&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgf3le064hAPh0gz08uIZ2xp4McHLyi2vcRIx6HAvippqveoRWb_1aD5Qmit5-ur1jlS7_qEF6RwjmIXQPN8CGGhnh6VFFrPGtNQYd0-_yNz7sWRLMFd526I-Wyep7h-Zkdpi7RAyeQB3jhoL1SPKsGHcrmh1Fg9PEFC4OJaJZ91t6NY9siWg/s320/Immagine%202022-06-19%20111920.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri, sans-serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;right&quot; style=&quot;line-height: 138%; margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-variant: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-decoration: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri, sans-serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: transparent;&quot;&gt;sia
però lecito difendere i diritti propri e dei concittadini contro gli
abusi dell&#39;autorità,&lt;br /&gt;nel rispetto dei limiti dettati dalla
legge naturale e dal Vangelo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-variant: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-decoration: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: transparent;&quot;&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-variant: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-decoration: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-style: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: transparent;&quot;&gt;&lt;br /&gt;
&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;font-variant: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;color: black;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;text-decoration: none;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Times New Roman;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: transparent;&quot;&gt;(Gaudium
et spes - par.74)&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;
&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;

&lt;/p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: small;&quot;&gt;
&lt;/span&gt;&lt;p align=&quot;right&quot; style=&quot;font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: 138%; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: black; font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri, sans-serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: transparent;&quot;&gt;In
modo proporzionato alla scienza, alla competenza e al prestigio di
cui godono, &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: black; font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri, sans-serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: transparent;&quot;&gt;essi
(i fedeli) hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di
manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ciò che riguarda il
bene della Chiesa; e di renderlo noto agli altri fedeli, salva
restando l&#39;integrità della fede e dei costumi e il rispetto verso i
Pastori, &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;color: black; font-size: small;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Calibri, sans-serif;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: transparent;&quot;&gt;tenendo
inoltre presente l&#39;utilità comune e la dignità delle persone.&lt;br /&gt;(Codice
di Diritto Canoninco - canone 212 §3)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: 138%; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: black; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: transparent;&quot;&gt;Eccellenza,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;
&lt;/span&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: 138%; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-indent: 1.27cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: black; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: transparent;&quot;&gt;chi
le scrive non rappresenta altro che se stesso e l’amore per la sua
terra e le sue tradizioni, un fedele fra i tanti, ma è convinto di
portare l’eco che giunge dai nostri avi vissuti secoli fa. Un
popolo di gente umile ma leale, che aveva a cuore la comunità e con
essa la parrocchia in cui viveva. Gente seria a cui non servivano
contratti o scritture private e che i patti li siglava con una
stretta di mano. Questa gente, che spesso faticava a mettere insieme
il pranzo con la cena, ha eretto le nostre chiese e curato le
esigenze del clero. Il giuspatronato, termine inviso al clero di
oggi, non è un privilegio ma è un diritto che quella gente ha
conquistato.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;
&lt;/span&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: 138%; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-indent: 1.27cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: black; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: transparent;&quot;&gt;Eccellenza
guardi le belle chiese della Penisola, su ogni pietra troverà le
gocce di sudore del contadino che si spaccava la schiena per vivere
eppure donava parte del suo già misero ricavo per abbellire la casa
di Dio e, se non aveva abbastanza denaro, contribuiva con parte del
raccolto. Guardi i bei dipinti e si renda conto che su ogni tela ci
sono le lacrime delle mogli e delle madri che aspettavano il ritorno
di chi si guadagnava la vita sul mare e nonostante i sacrifici
destinava una quota della paga alla sua parrocchia. Guardi i bei
marmi che ornano colonne ed altari e consideri che su ogni lastra di
marmo ci sono le notti insonni dei nostri commercianti che dovevano
far quadrare i conti della bottega e della famiglia. Ogni chiesa,
ogni cappella della nostra bella penisola è intrisa di sudore e
lacrime di chi nei secoli ha donato parte del suo lavoro, della sua
vita, alla collettività.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;
&lt;/span&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: 138%; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-indent: 1.27cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: black; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: transparent;&quot;&gt;La
Chiesa di allora, che è anche quella di oggi, con quelle persone
strinse un patto, gli garantì che in cambio di quei contributi
avrebbero potuto eleggere chi poi quei beni avrebbe gestito e cioè
il Parroco e l&#39;amministrazione laica. Un patto codificato dalla
Chiesa ed a cui oggi nei fatti la Diocesi viene meno unilateralmente.
I fedeli invece quel patto lo continuano ad onorare, dopo il
terremoto del 1980 l’allora amministrazione laica della Parrocchia
di San Michele, con altri personaggi che godevano della stima della
collettività, girò porta a porta per raccogliere o una somma una
tantum o un impegno da parte della famiglia a versare periodicamente
una cifra, il tutto per restaurare la Basilica rovinata dal sisma. Se
poi Ellla si troverà in visita a San Michele guardi le porte di
bronzo e sappia che sono state finanziate dai fedeli che sono giunti
a donare i propri gioielli d’oro per raccogliere la cifra
necessaria.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;
&lt;/span&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: 138%; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-indent: 1.27cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: black; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: transparent;&quot;&gt;Chi
le scrive non è qui a chiedere il ripristino di un privilegio, ma è
qui a pretendere un ritorno alla legalità che vuol dire un ritorno
al rispetto delle norme e degli impegni. Sì la legalità, bella
parola di cui spesso Lei ed altri Vescovi si sono riempiti la bocca
ma poi, nei fatti, le norme vengono dalla Diocesi calpestate,
ignorate, eluse. Qualche anno fa l’ultimo parroco della Parrochia
di San Michele disse in un’omelia che la Chiesa non è una
democrazia ma una monarchia illuminata, si sbagliava! Il monarca
illuminato governa rispettando le regole e le norme, il monarca che
invece governa eludendo le regole che egli stesso si è dato, che non
rispetta gli impegni assunti è semplicemente un despota. In
questo momento la nostra diocesi, spiace dirlo, ma si comporta da
despota eludendo, non violando (almeno al momento), le regole e considerando i fedeli sudditi e non fratelli.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;
&lt;/span&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: 138%; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-indent: 1.27cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: black; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: transparent;&quot;&gt;Eccellenza
le chiedo solamente un ripensamento, un atto di amore verso il suo
popolo di cui è pastore ma che conosce così poco, un atto che
ripristini la legalità da troppo tempo violata nei fatti. Le chiedo
di riconoscere un diritto sacrosanto perchè conquistato con i
sacrifici di generazioni di carottesi, metesi, santanellesi e
sorrentini, Le chiedo di indire al più presto libere elezioni in
tutte le parrochie che godono del diritto di “jus patronatus”,
tutte da troppo tempo senza parroco. Scelga Lei liberamente le terne
da sottoporre al voto, è una Sua prerogativa indiscussa. Scelga, ma
poi ci lasci votare, lasci che un popolo eserciti un suo diritto, si
comporti da sovrano serio ed illuminato e non da despota rinchiuso
nella sua torre d’avorio e nel suo silenzio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;
&lt;/span&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: 138%; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-indent: 1.27cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: black; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: transparent;&quot;&gt;Oggi
altre voci ben più autorevoli si stanno unendo alla mia che da 16
anni cerca di diffondere la conoscenza dello “jus patronatus”
nella speranza che la conoscenza porti poi a pretendere l’esercizio
di quel diritto. Ciò non puo’ che rallegrarmi, discutere della
nostra Storia, difendere un diritto che gli avi ci hanno tramandato,
non solo è cosa buona e giusta ma è esercizio doveroso come sarebbe
doveroso da parte Sua adempiere ad un obbligo specifico da troppo
tempo eluso nella convinzione errata che poi il popolo avrebbe
dimenticato, avrebbe rimosso e si sarebbe adeguato allo “status
quo”. Ultimo gesto sinceramente fuori luogo Lei lo ha fatto in
occasione della celebrazione delle Cresime il 17 giugno quando tra
tanti sacerdoti con cui concelebrare ha scelto don Marino,
scientemente ha voluto sottolineare, affiancandolo a don Pasquale,
che il destino di quest’ultimo sarà lo stesso piaccia o no alla
comunità dei fedeli. L’esibizione dei due sacerdoti sull’altare
di San Michele come una sorta di trofeo in ostentazione del suo
potere basato sull’elusione delle regole credo abbia superato il
limite del buon gusto e solo l’educazione dei miei concittadini
hanno evitato spiacevoli contestazioni. Chi ha capito subito il
segnale che Lei ha voluto dare ha preferito lasciare la Basilica per
rispetto verso il Padrone di Casa ma a molti è sembrato veramente un
guanto di sfida lanciato alla nostra comunità che forse sta alzando
la testa per rivendicare un suo sacrostanto diritto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;
&lt;/span&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: 138%; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-indent: 1.27cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: black; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: transparent;&quot;&gt;Eccellenza
da fedele non posso che obbedire alle sue indicazioni in tema di
dottrina della Fede, da uomo mi permetto di non condividere le sue
scelte in tema di giuspatronato ritenendole lesive dei diritti e
della Storia di un’intera comunità.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;
&lt;/span&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: 138%; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none; text-indent: 1.27cm;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: black; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background: transparent;&quot;&gt;Auspicando
un suo ripensamento la saluto distintamente.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;
&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;

&lt;/p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;
&lt;/span&gt;&lt;p align=&quot;right&quot; style=&quot;font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: 138%; margin-bottom: 0cm; text-decoration: none;&quot;&gt;
&lt;span style=&quot;color: black; font-size: medium;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Arial;&quot;&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=&quot;background: transparent;&quot;&gt;Domenico
Cinque&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style=&quot;font-size: medium;&quot;&gt;
&lt;/span&gt;&lt;p style=&quot;line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;br /&gt;

&lt;/p&gt;
</description><link>http://pianoincipit.blogspot.com/2022/06/lettera-aperta-al-nostro-vescovo.html</link><author>noreply@blogger.com (domenico cinque)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgf3le064hAPh0gz08uIZ2xp4McHLyi2vcRIx6HAvippqveoRWb_1aD5Qmit5-ur1jlS7_qEF6RwjmIXQPN8CGGhnh6VFFrPGtNQYd0-_yNz7sWRLMFd526I-Wyep7h-Zkdpi7RAyeQB3jhoL1SPKsGHcrmh1Fg9PEFC4OJaJZ91t6NY9siWg/s72-c/Immagine%202022-06-19%20111920.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16004121.post-7764759498028219548</guid><pubDate>Fri, 17 Jun 2022 17:53:00 +0000</pubDate><atom:updated>2022-06-17T19:53:48.916+02:00</atom:updated><title>LA BARCA DEL GIUSPATRONATO</title><description>&lt;div&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh56UkjiYeoZZ9fIrVWByURqaagSjmaJyi60Q3DPAlm36SWdpfeHmWITkJ4l-C780DiEn7xeoQSFQw2FiYZMJn1czrKYOek9o4nNbr2-Ah9YFlyrMKhwg5JquoCqHh64vCbsYvfbFi6ab3iT8VQ-uczazAhDQGiKZC84coPbHl29Zcdb-RcCg/s537/babordo-e-tribordo.jpg&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;340&quot; data-original-width=&quot;537&quot; height=&quot;203&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh56UkjiYeoZZ9fIrVWByURqaagSjmaJyi60Q3DPAlm36SWdpfeHmWITkJ4l-C780DiEn7xeoQSFQw2FiYZMJn1czrKYOek9o4nNbr2-Ah9YFlyrMKhwg5JquoCqHh64vCbsYvfbFi6ab3iT8VQ-uczazAhDQGiKZC84coPbHl29Zcdb-RcCg/s320/babordo-e-tribordo.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Da 16 anni io e pochi altri colleghi di avventura cerchiamo di portare avanti la conoscenza del diritto di giuspatronato rivendicandone l&#39;applicazione. Questa lunga esperienza a me sembra una lunga navigazione su una barchetta sgangherata varata nel 2007 ed ancora in cerca di un porto. La barchetta naviga lenta perchè sospinta solo dalla mia piccola vela. Occasionalmente aumenta l&#39;andatura quando alla mia vela si aggiunge quella di provvisori naviganti. Si sono imbarcati in periodi diversi i fedeli di Meta, Trinità, Mortora e Sant&#39;Agnello, vele alzate velocemente quando la loro Parrocchia veniva interessata dall&#39;avvicendamento dell&#39;amministratore parrocchiale. Alzavano la loro vela, la mia barchetta prendeva velocità salvo poi ritornare alla sua andatura da lumaca quando la vela dell&#39;ospite come velocemente era stata issata altrettanto velocemente veniva ammainata. Questi occasionali passeggeri, saliti a bordo spinti dalla necessità, ovviamente prima e dopo l&#39;imbarco era intenti a sbeffeggiare i pochi che quella barchetta non l&#39;hanno mai abbandonata e mai l&#39;abbandoneranno. Ci hanno accusati di fare delle guerre personali, di voler male alla nostra Diocesi ed altre amenità. A nessuno di loro è mai passato per il cervello che noi volessimo solo difendere la nostra Storia, le nostre Tradizioni e la legalità perche quando le regole vengono disattese si scivola per forza di cose nell&#39;illegalità. Ora la barchetta è pronta a ricevere una nuova visita, una nuova vela bella, nera e possente verrà issata, la barchetta sicuramente prenderà velocità e l&#39;augurio di tutti noi è che poi quella vela rimanga bella alta sino al raggiungimento del risultato ma visti i precedenti mi permetto di dubitare. Aggiungo solo che se, invece di salire a turno a bordo, si provasse a salire tutti insieme, a prescindere da interessi contingenti, e si issassero insieme tutte le vele (Meta, Sant&#39;Agnello, Trinità, Mortora e Piano) la barchettà diventerebbe un possente galeone e forse avrebbe più possibilità di raggiungere l&#39;obiettivo. Semplice a dirsi, difficile a realizzarsi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://pianoincipit.blogspot.com/2022/06/la-barca-del-giuspatronato.html</link><author>noreply@blogger.com (domenico cinque)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEh56UkjiYeoZZ9fIrVWByURqaagSjmaJyi60Q3DPAlm36SWdpfeHmWITkJ4l-C780DiEn7xeoQSFQw2FiYZMJn1czrKYOek9o4nNbr2-Ah9YFlyrMKhwg5JquoCqHh64vCbsYvfbFi6ab3iT8VQ-uczazAhDQGiKZC84coPbHl29Zcdb-RcCg/s72-c/babordo-e-tribordo.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16004121.post-7186324619591794995</guid><pubDate>Thu, 14 Apr 2022 07:18:00 +0000</pubDate><atom:updated>2022-04-14T09:45:59.229+02:00</atom:updated><title>LA NOSTRA PASSIONE, LA NOSTRA PASQUA</title><description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi6XfAmr4DdbpT2a-ZZcvBWOAL1842ylcQumBeQ5_Pl4yKAbY860Ox0pwXm-bea5k1moae2obWGnIjUNKjBVSOY-ApjSy5Y1FApQ8-6grWpIH_hxiMdZF86hzs-XwbPbV3Jq40iSkJzAFHf7h8jsDaxOr3jln9OVlKIHYgauZMXapPo7xIpWg/s878/17903581_10154737805508547_326446533288624542_n.jpg&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;600&quot; data-original-width=&quot;878&quot; height=&quot;219&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi6XfAmr4DdbpT2a-ZZcvBWOAL1842ylcQumBeQ5_Pl4yKAbY860Ox0pwXm-bea5k1moae2obWGnIjUNKjBVSOY-ApjSy5Y1FApQ8-6grWpIH_hxiMdZF86hzs-XwbPbV3Jq40iSkJzAFHf7h8jsDaxOr3jln9OVlKIHYgauZMXapPo7xIpWg/s320/17903581_10154737805508547_326446533288624542_n.jpg&quot; width=&quot;320&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Dopo due anni di attesa tornano a riempire le nostre strade ed i nostri cuori gli incappucciati. Oggi, giovedì Santo, i lampioni dell&#39;Annunziata torneranno a riaccedersi come fanno da più di quattro secoli, idealmente si riannoderà quel filo col passato secolare della nostra Storia che si era interrotto per la pandemia. Dopo i cortei dei giorni scorsi, giovanissimi (i Luigini) o in ogni caso di recente costituzione (qualche decennio di vita al confronto dei secoli di Storia sono un battito di ciglia), da stasera ritroveremo le tradizioni che ci giungono da lontano, tramandate dei nostri avi e custodite con cura permettendo ad esse di arrivare sino a noi.&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Le Processioni degli incappucciati hanno in se due apetti ugualmente importanti: la Fede e il significato storico-culturale. Sono due aspetti che convivono nello stesso Rito ma sono nettamente distinti. L&#39;aspetto religioso riguarda principalmente chi ai cortei partecipa o, meglio, una parte di essi. E&#39; un aspetto abbastanza semplice da spiegare e far assimilare anche a chi si avvicina alle Confraternite per la prima volta ed è quello che a me personalmente interessa meno.&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Più complesso è l&#39;aspetto storico-culturale tanto che spesso sfugge nella sua essenza profonda anche agli stessi addetti ai lavori. Per rendersene conto basta&amp;nbsp; guardare qualche filmato che le stesse confraternite postano on line in cui, quasi con fare dispregiativo, si sottolinea come non bisogna considerare la Processione come uno spettacolo per cui non si paga il biglietto o da fotografare per immagini che durano al massimo fino a Pasqua ed invitano ad essere la processione. Orbene da ciò si evince come, chi ha scritto quei testi, non si renda conto che, dal punto di vista folklorico (nel senso più nobile de termine), le persone a bordo strada, sui balconi, alle finestre sono parte integrante di quello spettacolo o, meglio di quel Rito identitario. Tutti in quel senso sono la Processione, lo sono perchè insieme rinnovano un appuntamento secolare con la propria Storia, la propria identità. Forse inconsapevolmente gli stessi esponenti delle Confraternite se da un lato rivendicano il valore penitenziale delle Processioni nei fatti cercano il pubblico come componente essenziale che in qualche modo completa il Rito. Basti pensare alle ultime due settimane sante in cui incappucciati isolati hanno percorso nella notte le vie e le piazze del paese recando qualche simbolo della Passione ma avendo l&#39;accortezza di farsi accompagnare da qualcuno che riprendesse il pellegrinaggio. Ecco la necessità di render partecipe tutti di quello che avviene, di testimoniare che l&#39;appuntamento con la Storia si è perpetuato, che il filo con i nostri avi ed i nostri discendenti non si è interrotto. Loro stessi scrivono che non erano soli ma insieme con loro hanno sfilato i propri avi ed i figli dei propri figli.... questo nulla ha a che vedere con al penitenza e la fede ma è un chiaro, forse inconscio, certamente laico, riferimento al significato storico di quei cortei. Insomma il giovedì ed il venerdì santo per tutti noi carottesi è un viaggio nel tempo in ore senza tempo, ferme nella storia, in cui passato, presente e futuro sono uniti in qualcosa di trascendentale che solo a chi ha le proprie radici qui è dato capire fino in fondo. Questo è il grande problema, mentre l&#39;aspetto religioso si può trasmettere a chiunque affinchè lo comprenda, il lato storico-culturale per quanto lo si possa spiegare non sarà mai comprensibile a chi non ha le proprie radici a Piano, a chi non ha vissuto da piccolo per mano dei genitori&amp;nbsp; l&#39;attesa del corteo, la spiegazione dei simboli, l&#39;imparare a memoria il testo del coro. Sono tutte immagini che in questa notte tornano ai nostri occhi vive e reali, per qualche ora saremo in compagnia del nonno o di nostro nipote che nascerà fra decine di anni, sentiremo la voce di papà che ci spiega i trenta denari o la Veronica anche se ormai manca da decenni. Una magia, un incantesimo che pochi possono capire e vivere e che solo gli incappucciati sanno regalare. Ripeto per chi non è nato qui non si sforzi di capire, ci prenda pure per matti e visionari, per romantici illusi, noi tutti carottesi sappiamo che non lo siamo, lo sappiamo e questo ci basta.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Buona Settima Santa, la nostra Passione, e buon Venerdì di Parasceve, la nostra Pasqua....&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://pianoincipit.blogspot.com/2022/04/la-nostra-passione-la-nostra-pasqua.html</link><author>noreply@blogger.com (domenico cinque)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEi6XfAmr4DdbpT2a-ZZcvBWOAL1842ylcQumBeQ5_Pl4yKAbY860Ox0pwXm-bea5k1moae2obWGnIjUNKjBVSOY-ApjSy5Y1FApQ8-6grWpIH_hxiMdZF86hzs-XwbPbV3Jq40iSkJzAFHf7h8jsDaxOr3jln9OVlKIHYgauZMXapPo7xIpWg/s72-c/17903581_10154737805508547_326446533288624542_n.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16004121.post-3477704130335662785</guid><pubDate>Fri, 18 Mar 2022 17:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2022-03-18T18:51:51.475+01:00</atom:updated><title>LA LUNA DEGLI INCAPPUCCIATI</title><description>&lt;p dir=&quot;ltr&quot; id=&quot;docs-internal-guid-fd2292d4-7fff-faa0-e060-3d6f487b831d&quot; style=&quot;line-height: 1.38; margin-bottom: 0pt; margin-top: 0pt; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background-color: transparent; color: black; font-family: Arial; font-size: 11pt; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; text-decoration: none; vertical-align: baseline; white-space: pre;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEgS0TYIgUnLH6SrioyLFjK2AGp_Tb-UCz2xU_EtdBlD_QMX0eApw3l8h3XnesmJg5_uCoU5-4VOyyOAi308_OesccyQMVNhJ96G_IUTAty2ObqjBP5rpnBdAIqZva-1UotldBfUssTzWvfhUtiPJoykvpLgpOrFpDNoxL8wVF2HvS7bu5Awtw=s1024&quot; style=&quot;margin-left: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;323&quot; data-original-width=&quot;1024&quot; height=&quot;148&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEgS0TYIgUnLH6SrioyLFjK2AGp_Tb-UCz2xU_EtdBlD_QMX0eApw3l8h3XnesmJg5_uCoU5-4VOyyOAi308_OesccyQMVNhJ96G_IUTAty2ObqjBP5rpnBdAIqZva-1UotldBfUssTzWvfhUtiPJoykvpLgpOrFpDNoxL8wVF2HvS7bu5Awtw=w470-h148&quot; width=&quot;470&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Oggi nei nostri cieli splende la luna piena, non è una luna piena come tante altre, è l’ultima luna piena prima di quella che segna la data della Pasqua. &lt;br /&gt;Quando la faccia che il nostro satellite volge alla Terra sarà di nuovo tutta illuminata sarà la Settimana Santa e la luna tornerà ad illuminare le vesti (i sacchi) degli incappucciati. L’ultima volta fu nel 2019, poi tre lunghissimi anni di attesa, di inni riecheggianti da balconi e finestre e di strade deserte, di uscite furtive per riaffermare la continuità di una Tradizione che niente, nemmeno il Covid, è riuscito a vincere. Finalmente la Settimana Santa tornerà a riempirsi della nostra Passione, i dati della pandemia purtroppo non sono in miglioramento e quindi saranno Processioni con vincoli e paletti per garantire la sicurezza sia dei partecipanti che di chi vorrà assistere, anche questi ultimi parte di un Rito collettivo di identità popolare. La luna tornerà ad illuminare i lampioni e le fiaccole nella nostra notte senza tempo, nelle strade e nei vicoli torneranno a risuonare le note del Miserere e, speriamo, del Calvario magari intonato per l’occasione da cantori più grandicelli. I Priori più lungimiranti e più consapevoli della loro responsabilità verso la Storia e verso la comunità carottese hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo e pur tra mille difficoltà stanno lavorando per garantire l’uscita degli incappucciati, magari quest’anno la Processione non sarà perfetta ma sarà certamente la più emozionante che si ricordi a memoria d’uomo.&lt;br /&gt; Al tramonto del martedì i primi tamburi del Luigini li sentiremo anche a chilometri di distanza perchè risuoneranno nei nostri cuori prima ancora che nelle nostre orecchie, segno che la lunga assenza è finita. &lt;br /&gt;Al tramonto del giovedì i lampioni dell’Annunziata rischiareranno tutto il nostro paese, da Vico Alvano alla Marina, cacciando via, con il buio, la tristezza e la malinconia di due lunghi anni. &lt;br /&gt;La notte del Venerdì i Neri porteranno l’immagine dell’Addolorata in pellegrinaggio per il paese a raccogliere dolore ed incertezze accumulatesi in questi lunghi mesi, passerà davanti ai portoni di chi ci ha lasciato vittima della pandemia, sarà una lunga notte che ci condurrà verso un’alba di rinascita metafora di quello che speriamo accada presto. &lt;br /&gt;La sera del Venerdì probabilmente dopo secoli saranno solo i Neri a sfilare, soli a raccogliere il testimone della nostra Storia, a perpetuare ciò che i nostri padri ci hanno tramandato. La luna piena di primavera stupita li vedrà passare soli, testimoni di una Tradizione che si rinnova da secoli la sera del Venerdì Santo. Stupiti saremo tutti noi, ma nel contempo saremo grati ai quei Priori che hanno compreso che, prima ancora della perfezione della Processione, quel che conta è il significato che essa ha per tutti noi, significato laico oltre che religioso, i cortei degli IncappucciatI sono la nostra Storia, le nostre radici ma anche il nostro futuro. Ovvio che il tutto dovrà svolgersi obbedendo rigidamente alle misure di sicurezza che garantiscano la salute di chi vi partecipa e di chi vi assiste, misure che sono state dettate dalla curia e che verranno certamente indicate anche dalle autorità civili e che tutti dobbiamo rispettare, ma sono certo che la prossima luna piena assisterà alla più emozionante Settimana Santa che si possa ricordare.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p dir=&quot;ltr&quot; id=&quot;docs-internal-guid-fd2292d4-7fff-faa0-e060-3d6f487b831d&quot; style=&quot;line-height: 1.38; margin-bottom: 0pt; margin-top: 0pt; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;/p&gt;&lt;p id=&quot;docs-internal-guid-fd2292d4-7fff-faa0-e060-3d6f487b831d&quot; style=&quot;line-height: 1.38; margin-bottom: 0pt; margin-top: 0pt; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;background-color: transparent; color: black; font-family: Arial; font-size: 11pt; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; text-decoration: none; vertical-align: baseline; white-space: pre;&quot;&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description><link>http://pianoincipit.blogspot.com/2022/03/la-luna-degli-incappucciati.html</link><author>noreply@blogger.com (domenico cinque)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/a/AVvXsEgS0TYIgUnLH6SrioyLFjK2AGp_Tb-UCz2xU_EtdBlD_QMX0eApw3l8h3XnesmJg5_uCoU5-4VOyyOAi308_OesccyQMVNhJ96G_IUTAty2ObqjBP5rpnBdAIqZva-1UotldBfUssTzWvfhUtiPJoykvpLgpOrFpDNoxL8wVF2HvS7bu5Awtw=s72-w470-h148-c" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16004121.post-6927886292486723498</guid><pubDate>Sat, 13 Mar 2021 22:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2021-03-13T23:31:26.771+01:00</atom:updated><title>&quot;SIETE PRONTI?&quot;</title><description>&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class=&quot;separator&quot; style=&quot;clear: both; text-align: center;&quot;&gt;&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhprEx7v8TuAGCTYxpfsM6khDU9EkCarvnYALu6HLyqWnUlLDkHJJwAwxzhvqMVLTzgugnaz8DOdxok71DtyUEami5XeiCL7jHmGqb2idSpQMsnZp1h6dYnnqgGiwCWxsx6n4_X/s1000/57439862_10156553485908547_7780320225773223936_o.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;673&quot; data-original-width=&quot;1000&quot; height=&quot;269&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhprEx7v8TuAGCTYxpfsM6khDU9EkCarvnYALu6HLyqWnUlLDkHJJwAwxzhvqMVLTzgugnaz8DOdxok71DtyUEami5XeiCL7jHmGqb2idSpQMsnZp1h6dYnnqgGiwCWxsx6n4_X/w400-h269/57439862_10156553485908547_7780320225773223936_o.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
“Siete pronti?”, la domanda arriva inaspettata a destare dal
riposo centinaia, migliaia di persone. “Siete pronti? Anche
quest’anno abbiamo bisogno di voi, ve lo diciamo con un po’ di
anticipo così da darvi il tempo di prepararvi. Noi non potremo
esserci e come l’hanno scorso vi chiediamo di sostituirci, di
essere voi ancora una volta a mantener vive le nostre tradizioni. Voi
carottesi di ogni epoca, voi che avete vestito questi sacchi nei
secoli passati, voi che ce li avete tramandati insieme con i nostri
inni, voi quest’anno sfilerete per le nostre vie. Noi dalle
finestre e dai balconi vi vedremo con gli occhi del cuore, sapremo
che sarete lì, ombre silenziose di epoche lontane. Tra di voi ognuno
vedrà il nonno, il padre, l’amico. Tranquilli sapremo che sarete
con noi anche se gli altri non vi vedranno, lo sapremo perchè noi lo
abbiamo sempre saputo che la Processione è molto di più di quello
vediamo, che davanti al corteo ogni anno voi siete li a precedere la
vela e i lampioni di apertura. Preparatevi, scaldate le voci,
lustrate i lampioni, stirate le vesti, fatelo per tutti noi che vi
attenderemo. Bianchi, Neri, Rossi tutti insieme per ricordarci che la
nostra Pasqua anche quest’anno ci sarà. Noi vi accompagneremo con
i suoni che ci sono cari dai nostri balconi. Non badate a chi ha
definito queste cose “surrogati”, non sapeva cosa diceva, non
voleva offendervi, forse solamente non aveva ancora capito fino in
fondo la vera essenza degli incappucciati. Sono convinto che
quest’anno non si avventurerà in simili affermazioni dopo che il
Venerdì Santo 2020 è stato un echeggiare di cori in ogni angolo
della penisola, testimonianza di un amore sconfinato verso le
tradizioni che voi ci avete tramandato. Ed allora forza, iniziate le
prove, accogliete nelle vostre file chi quest’anno ci ha lasciato,
vi raccomando non dimenticate nessuno. Al tramonto del Giovedì
Santo, nella notte senza tempo del Venerdì Santo e alla sera faremo
la più bella e suggestiva processione di sempre in attesa che passi
la nottata.&lt;p&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p align=&quot;justify&quot; style=&quot;line-height: 100%; margin-bottom: 0cm;&quot;&gt;P.S.:
se potete salutatemi Giancarlo, lo travate lì, tra le file del
Miserere……...&lt;/p&gt;
&lt;br /&gt;</description><link>http://pianoincipit.blogspot.com/2021/03/siete-pronti.html</link><author>noreply@blogger.com (domenico cinque)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEhprEx7v8TuAGCTYxpfsM6khDU9EkCarvnYALu6HLyqWnUlLDkHJJwAwxzhvqMVLTzgugnaz8DOdxok71DtyUEami5XeiCL7jHmGqb2idSpQMsnZp1h6dYnnqgGiwCWxsx6n4_X/s72-w400-h269-c/57439862_10156553485908547_7780320225773223936_o.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16004121.post-1633544847952574219</guid><pubDate>Mon, 25 Mar 2019 18:04:00 +0000</pubDate><atom:updated>2019-03-25T19:05:43.534+01:00</atom:updated><title>I LIBRI SACRI E L&#39;ODIO</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
La settimana scorsa Piano di Sorrento ha ospitato la presentazione di un libro che, col pretesto di spiegare il Corano, in realtà accusa questo testo di fomentare l&#39;odio dell&#39;Islam verso le altre religioni incitando ad uccidere tutti coloro che non credono al loro dio. Capirete come di questi tempi queste tesi siano pericolose e vadano verificate con attenzione prima di prestare fede a ciò che qualcuno ci dice.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Allora ho pensato bene di documentarmi ed ho trovato questi brani che effettivamente incitano alla violenza: &lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&quot;Qualora si trovi in mezzo a te, in una delle città che il Signore tuo
 Dio sta per darti, un uomo o una donna che faccia ciò che è male agli 
occhi del Signore tuo Dio, trasgredendo la sua alleanza, e 
che vada e serva altri dei e si prostri davanti a loro, davanti al sole o
 alla luna o a tutto l&#39;esercito del cielo, contro il mio comando, quando ciò ti sia riferito o tu ne abbia sentito parlare, 
informatene diligentemente; se la cosa è vera, se il fatto sussiste, se 
un tale abominio è stato commesso in Israele, farai condurre
 alle porte della tua città quell&#39;uomo o quella donna che avrà commesso 
quell&#39;azione cattiva e lapiderai quell&#39;uomo o quella donna, così che 
muoia. Colui che dovrà morire sarà messo a morte sulla 
deposizione di due o di tre testimoni; non potrà essere messo a morte 
sulla deposizione di un solo testimonio. La mano dei 
testimoni sarà la prima contro di lui per farlo morire; poi la mano di 
tutto il popolo; così estirperai il male in mezzo a te.&quot;[1]&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&quot; Colui che offre un sacrificio agli dei, oltre al solo Signore, sarà votato allo sterminio.&quot;[2]&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;i&gt;&quot;Qualora tu senta dire di una delle tue città che il Signore tuo Dio ti dà per abitare, che uomini iniqui sono usciti in mezzo a te e hanno sedotto gli 
abitanti della loro città dicendo: Andiamo, serviamo altri dei, che voi 
non avete mai conosciuti, tu farai le indagini, 
investigherai, interrogherai con cura; se troverai che la cosa è vera, 
che il fatto sussiste e che un tale abominio è stato realmente commesso 
in mezzo a te, allora dovrai passare a fil di spada gli 
abitanti di quella città, la voterai allo sterminio, con quanto contiene
 e passerai a fil di spada anche il suo bestiame&quot; [3]&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Io, che sono sempre stato non violento e che mi sono sempre ispirato a Gandhi che invitava a rispettare tutte le grandi Religioni, mi trovo costretto ad ammettere che il testo Sacro effettivamente in alcuni suoi passi inciti alla violenza ed all&#39;uccisione degli infedeli... peccato che il testo da cui sono tratti questi versi non è il Corano ma la Bibbia (trovate nelle note i riferimenti). In realtà il problema risiede negli integralisti di ogni credo che vogliono interpretare alla lettera quanto nel Corano e nella Bibbia è scritto e non nella religione in quanto tale. Se così fosse anche il Cristianesimo avrebbe alle sue basi un testo violento e nel passato, in suo nome, tante persone sono morte (basterebbe pensare alle Crociate, ai conquistadores, alla Santa Inquisizione). Insomma chi è senza peccato scagli la prima pietra.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
Non posso che ribadire quindi che dare pubblicità a simili librucoli da quattro soldi che hanno il solo scopo di seminare odio verso i nostri fratelli di altre religioni non solo sia stato un grave errore ma anche un atto pericoloso.&lt;/div&gt;
&lt;div style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;
_________________________________________________________________&lt;/div&gt;
[1] Deuteronomio 17, 2-7 (Versione della Bibbia tratta dal sito ufficiale della Santa Sede)&lt;br /&gt;
[2] Esodo 22, 20 (Versione della Bibbia tratta dal sito ufficiale della Santa Sede)&lt;br /&gt;
[3] Deuteronomio 13, 12-16 (Versione della Bibbia tratta dal sito ufficiale della Santa Sede) </description><link>http://pianoincipit.blogspot.com/2019/03/i-libri-sacri-e-lodio.html</link><author>noreply@blogger.com (domenico cinque)</author><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16004121.post-6718570144216534880</guid><pubDate>Sun, 17 Feb 2019 14:41:00 +0000</pubDate><atom:updated>2019-02-17T16:47:47.613+01:00</atom:updated><title>40 ANNI DOPO....</title><description>&lt;div style=&quot;text-align: right;&quot;&gt;
&lt;blockquote class=&quot;tr_bq&quot;&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgYesEt06xBWuGpIQnklSgHA-QdHMMpo82q-so99_LRNUMDVIJU5Klzw-FPLVj9spRR6VJe8dEjYE6sfwG0Vq9LVYMOIeBmgH83Omca6cdGge3aya5aRxb1m3rHTkrNY1tDvyXb/s1600/1976.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;448&quot; data-original-width=&quot;604&quot; height=&quot;296&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgYesEt06xBWuGpIQnklSgHA-QdHMMpo82q-so99_LRNUMDVIJU5Klzw-FPLVj9spRR6VJe8dEjYE6sfwG0Vq9LVYMOIeBmgH83Omca6cdGge3aya5aRxb1m3rHTkrNY1tDvyXb/s400/1976.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
&lt;br /&gt;
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&lt;a href=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjlnc3A8vktxA_e6Jfu5hG31mMQz8s0NF8YbTI16YZ77_t7p1uQ_yik2po0Z6vGh2W-UadiD2Gh0VOTiHTToOgKIALOi2V1yQCwnuM8BCtx25krTkLX1Src7vypXkf6HkQyL-Oo/s1600/1979.jpg&quot; imageanchor=&quot;1&quot; style=&quot;clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;&quot;&gt;&lt;img border=&quot;0&quot; data-original-height=&quot;615&quot; data-original-width=&quot;1082&quot; height=&quot;226&quot; src=&quot;https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjlnc3A8vktxA_e6Jfu5hG31mMQz8s0NF8YbTI16YZ77_t7p1uQ_yik2po0Z6vGh2W-UadiD2Gh0VOTiHTToOgKIALOi2V1yQCwnuM8BCtx25krTkLX1Src7vypXkf6HkQyL-Oo/s400/1979.jpg&quot; width=&quot;400&quot; /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;i&gt;Tanta voglia di crescere per poi accorgersi ch&lt;b&gt;e&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;rimanere bambini è la cosa più bella che ci sia.&lt;br /&gt;(Peter Pan)&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;
&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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Un gruppo di ex compagni di scuola, che si sono visti tutti insieme l’ultima volta nel giugno del 1979 in occasione dell’esame di 5a elementare, decidono di riunirsi di nuovo per festeggiare il compleanno della loro maestra e di farlo nella stessa aula che fino a 40 anni prima li aveva ospitati ogni giorno. Per riuscirci sfruttano ogni mezzo per raggiungere anche i compagni più lontani in una caccia al tesoro che dura più di un mese ed alla fine riescono a contattare quasi tutti. Scoprono che qualcuno di loro è lontano, talvolta in un altro continente, ma per il 15 febbraio ben 15 ex alunni si riuniscono nella vecchia aula, seduti nei banchi rispolverati per l’occasione, e danno il benvenuto alla loro maestra. Altri si uniscono a loro con una telefonata dai paesi dove la vita li ha portati. Alla fine la festa riesce, sigillata da una bella foto di gruppo nello stesso luogo di quella scattata 40 anni fa e dalla promessa di rivedersi per raccontarsi un po’ di quelle cose che ad ognuno sono accadute in questi anni.&lt;/div&gt;
&lt;div align=&quot;justify&quot;&gt;
Sembra la trama di un film perchè queste cose accadono solo nella fantasia di qualche scrittore ed invece……. invece è accaduto a Piano di Sorrento venerdì 15 febbraio. Un’intera scolaresca che aveva frequentato le elementari negli anni dal 1974 al 1979 presso l’Istituto delle Suore Agostiniane ha deciso di riunirsi di nuovo per festeggiare il compleanno di Suor Gabriella, la loro maestra. Si sono recati nella loro aula ormai deserta perchè purtroppo da qualche anno la scuola primaria è stata chiusa e, seduti nei banchi di allora, hanno salutato e festeggiato la “loro” Suora. E’ stato un pomeriggio indimenticabile in cui i ricordi si sono accavallati, ognuno cercava di raccontare il suo personale filo che, prendendo il via da quella camera, lo aveva guidato per 4 decenni per poi ricondurlo lì, in quella aula. Il tempo era però troppo poco e si sono ripromessi di rivedersi a breve e comunque di non perdersi più di vista.&lt;/div&gt;
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Ah dimenticavo, chi scrive è uno di loro.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;
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&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;
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&amp;nbsp;&lt;b&gt;DOMENICO CINQUE&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
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&lt;/div&gt;
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&lt;b&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/b&gt;&lt;/div&gt;
</description><link>http://pianoincipit.blogspot.com/2019/02/40-anni-dopo.html</link><author>noreply@blogger.com (domenico cinque)</author><media:thumbnail xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/" url="https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEgYesEt06xBWuGpIQnklSgHA-QdHMMpo82q-so99_LRNUMDVIJU5Klzw-FPLVj9spRR6VJe8dEjYE6sfwG0Vq9LVYMOIeBmgH83Omca6cdGge3aya5aRxb1m3rHTkrNY1tDvyXb/s72-c/1976.jpg" height="72" width="72"/><thr:total>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink="false">tag:blogger.com,1999:blog-16004121.post-5330625849888076180</guid><pubDate>Sun, 27 Jan 2019 09:06:00 +0000</pubDate><atom:updated>2019-01-27T10:06:04.231+01:00</atom:updated><title>GIORNATA DELLA MEMORIA</title><description>&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;360&quot; src=&quot;https://static.la7.it/embedded/la7?&amp;amp;tid=player&amp;amp;content=261422&amp;amp;title=propaganda-live-il-cartoon-di-makkox-memoria-dannata-26-01-2019-261422&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen=&quot;&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;</description><link>http://pianoincipit.blogspot.com/2019/01/giornata-della-memoria.html</link><author>noreply@blogger.com (domenico cinque)</author><thr:total>0</thr:total></item></channel></rss>