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	<title>Casa Help</title>
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		<title>Sburocratizzazione &#8211; Come organizzare un trasloco senza stress</title>
		<link>https://www.casahelp.com/gestione-manutenzione/sburocratizzazione-come-organizzare-un-trasloco-senza-stress/</link>
				<pubDate>Wed, 11 Nov 2020 12:08:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Gestione manutenzione]]></category>
		<category><![CDATA[burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[energia elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[gas]]></category>
		<category><![CDATA[luce]]></category>
		<category><![CDATA[manutenzione]]></category>
		<category><![CDATA[trasloco]]></category>
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				<description><![CDATA[Sburocratizzazione &#8211; Come organizzare un trasloco senza stress Semplifica il tuo trasloco con Papernest e lascia che il tutto il processo amministrativo richiesto all’operazione scorra in modo semplice e privo di imprevisti. In effetti, traslocare non è mai un’operazione facile e immediata. Anzi, l’intero procedimento necessita di tenere a mente moltissimi e importanti elementi. Inoltre, [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[
<h2>Sburocratizzazione &#8211; Come organizzare un trasloco senza stress</h2>



<p><strong>Semplifica</strong> il tuo <strong>trasloco</strong> con <strong>Papernest</strong> e lascia che il tutto il processo amministrativo richiesto all’operazione scorra in modo semplice e privo di imprevisti.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft is-resized"><a href="https://www.casahelp.com/files/2020/11/CasaHelp-Trasloco-senza-burocrazia.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img src="https://www.casahelp.com/files/2020/11/CasaHelp-Trasloco-senza-burocrazia-e1605096201746.jpg" alt="Trasloco senza burocrazia" class="wp-image-2241" width="250" height="167"/></a><figcaption>Semplificare la burocrazia del trasloco</figcaption></figure></div>



<p>In effetti, traslocare non è mai un’operazione facile e immediata. Anzi, l’intero procedimento necessita di tenere a mente moltissimi e importanti elementi.</p>



<p>Inoltre, il trasloco richiede un netto <strong>cambiamento </strong>delle proprie abitudini e più in generale dell’intera vita delle persone e delle famiglie.</p>



<p>Dunque, se da un lato il trasferirsi da un posto all’altro comprende il fatto di imballare ogni cosa, oggetti personali, mobilia, oggetti preziosi, dall’altro occorre occuparsi anche di tutto ciò che riguarda la <strong>burocrazia </strong>e la <strong>gestione </strong>delle proprie <strong>forniture</strong> di <strong>gas </strong>ed <strong>energia elettrica</strong>.</p>



<span id="more-2240"></span>



<p>È per questo che <strong>Papernest </strong>è sempre a tua disposizione per agevolarti nella scelta e nell’amministrazione delle tue utenze per luce e gas.</p>



<p>Infatti, ogni volta che ci spostiamo in un nuovo posto dobbiamo effettuare anche il <strong>trasloco delle forniture</strong>. In questo senso, le operazioni più comuni sono il <strong>subentro</strong> e la <a href="https://www.csttaranto.it/enel-voltura/"><strong>voltura</strong></a>.</p>



<h2><strong>Subentro delle utenze: Papernest semplifica il trasloco</strong></h2>



<p>Nel caso in cui tu stia effettuando il tuo trasloco presso un’abitazione precedentemente abitata, può capitare che il vecchio proprietario si sia già preoccupato di porre un termine alle proprie utenze.</p>



<p>In questo caso, per avere le tue forniture di <strong>luce</strong> e <strong>gas</strong>, sarà sufficiente eseguire con semplicità la procedura per il <strong>subentro</strong>.</p>



<h3><strong>Come effettuare il subentro</strong></h3>



<p>Per effettuare il <strong>subentro</strong> non dovrai fare altro che scegliere la compagnia più adatta alle tue esigenze ed entrare in contatto con gli operatori per iniziare le <strong>pratiche</strong> destinate all’apertura del <strong>nuovo contratto</strong>.</p>



<p>Ti ricordiamo che, in questa situazione, dovrai preoccuparti di comunicare al gestore le seguenti informazioni:</p>



<ul><li>
	L’<strong>indirizzo</strong> della tua nuova abitazione
	</li><li>
	I <strong>dati personali</strong> della persona intestataria
	</li><li>
	Il <strong>codice univoco</strong> di identificazione del contatore
</li></ul>



<p>Inoltre, per quanto concerne l’utenza della <strong>luce</strong>, occorrerà indicare il <strong>codice POD</strong> del <strong>contatore</strong>, mentre per quanto riguarda l’erogazione del <strong>gas</strong> dovrai procedere con la comunicazione alla compagnia dell’apposito <strong>codice PDR</strong>. A tal proposito, puoi avere maggiori informazioni sull’intero processo e su tutti i documenti necessari, consultando la nostra pagina dedicata al <a href="https://www.csttaranto.it/subentro-luce/">subentro luce</a>.</p>



<p>Se non sei abituato a gestire queste operazioni, esse possono rivelarsi lunghe, tediose e snervanti. Per cui, per semplificarti la vita, <strong>Papernest </strong>mette a tua disposizione la competenza e il supporto di esperti del settore per garantirti il massimo risultato. Puoi contattare un operatore <strong>Papernest </strong>al numero <strong>02 94 75 67 37</strong>.</p>



<h2><strong>Semplifica trasloco: la voltura</strong></h2>



<p>Diversamente da quanto accade per il subentro, se la casa in cui ti stai trasferendo è ancora legata e regolata da <strong>contratti </strong>stipulati fra il precedente proprietario e un determinato fornitore, allora ti comunichiamo che sarà per te possibile entrare, semplicemente, nelle utenze già attive mediante la <strong>voltura</strong>.</p>



<h3><strong>Come fare una voltura</strong></h3>



<p>Fare una <strong>voltura</strong> significa che, attraverso la procedura, la società fornitrice del servizio riterrà <strong>cessato</strong>, in modo automatico, il <strong>contratto</strong> con il vecchio proprietario della casa e ne inizierà <strong>uno nuovo</strong> con il contatore legato al tuo nome.</p>



<p>Per eseguire un corretto processo di <strong>voltura </strong>preoccupati di comunicare al gestore queste informazioni:</p>



<ul><li>
	I <strong>dati personali</strong> del precedente intestatario
	</li><li>
	I <strong>dati correnti</strong> della <strong>nuova persona</strong> soggetta alla
	fattura
	</li><li>
	L’<strong>indirizzo</strong> della tua abitazione
	</li><li>
	I <strong>codici identificativi</strong> del contatore (<strong>POD</strong> per quanto
	riguarda la <strong>luce</strong> e <strong>PDR </strong>per il <strong>metano</strong>).
</li></ul>



<p>Infine, nel caso in cui tu voglia sapere i diversi costi e desideri confrontare le varie offerte proposte dalle compagnie, ti suggeriamo di fare rifermento alle informazioni  <a href="https://www.arera.it/">qui</a> riportate.  </p>
]]></content:encoded>
										</item>
		<item>
		<title>Eliminare cattivo odore dal lavello della cucina</title>
		<link>https://www.casahelp.com/gestione-manutenzione/eliminare-cattivo-odore-dal-lavello-della-cucina/</link>
				<pubDate>Fri, 15 Mar 2013 14:57:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Gestione manutenzione]]></category>
		<category><![CDATA[cattivi codori]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[idraulico]]></category>
		<category><![CDATA[lavello]]></category>
		<category><![CDATA[manutenzione]]></category>
		<category><![CDATA[pulizia della casa]]></category>

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				<description><![CDATA[In cucina si lavora quotidianamente per preparare i pasti per la famiglia e per lavare accuratamente quanto viene sporcato durante la preparazione dei cibi. Il lavello è una risorsa fondamentale, ma una manutenzione periodica permette di eliminare cattivi odori. Vediamo come intervenire con i mezzi più tradizionali, ma anche quando il cattivo odore del lavello [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>In cucina si lavora quotidianamente per preparare i pasti per la famiglia e per lavare accuratamente quanto viene sporcato durante la preparazione dei cibi. Il lavello è una risorsa fondamentale, ma una manutenzione periodica permette di eliminare cattivi odori. Vediamo come intervenire con i mezzi più tradizionali, ma anche quando il cattivo odore del lavello non vuole andare via.</strong></p>
<p><a href="http://www.casahelp.com/files/2013/03/sifone.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2159" src="http://www.casahelp.com/files/2013/03/sifone-e1363359421362.jpg" alt="sifone" width="500" height="496" srcset="https://www.casahelp.com/files/2013/03/sifone-e1363359421362.jpg 500w, https://www.casahelp.com/files/2013/03/sifone-e1363359421362-110x110.jpg 110w, https://www.casahelp.com/files/2013/03/sifone-e1363359421362-300x297.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></a></p>
<h2>Pulizia e manutenzione</h2>
<p style="text-align: justify;">In linea di massima è la pulizia accurata a garantire il corretto stato e la bellezza estetica di un lavello. I prodotti in commercio sono efficaci e permettono di trattare bene lavelli in acciaio oppure in ceramica. Ma se esteticamente ottenere buoni risultati è facile, non è la stessa cosa per quanto riguarda l&#8217;eliminazione di residui di cibo da cui, poi, deriva anche lo sprigionarsi di cattivi odori. Rimasugli di cibo, infatti, possono accumularsi nello scarico richiedendo un nostro intervento con prodotti specifici, oppure una manutenzione differente dal solito.</p>
<h2>Interventi semplici e abituali</h2>
<p style="text-align: justify;">Quando iniziamo a sentire cattivo odore che risale dallo scarico del lavello, sappiate che la causa è un accumulo di sostanze organiche a livello del<a title="sifone lavello manutenzione" href="http://www.idrauliciaroma.it/sifone-lavabo-assistenza-e-manutenzione/" rel="nofollow"> sifone del lavello</a> e che possiamo intervenire con <strong>sostanze discorganti</strong> senza il bisogno di smontare nulla. Intendiamo prodotti del tipo di <strong>Idraulico Gel</strong> e <strong>Mister Muscolo</strong> che ci basterà versare nello scarico e lasciar agire secondo le istruzioni riportate sui flaconi stessi. Ci basterà far attenzione solo a non entrare in contatto con questi liquidi piuttosto acidi.</p>
<p><span id="more-2153"></span></p>
<h2>Quando il disgorgante non basta</h2>
<p style="text-align: justify;">Ma bisogna anche essere pronti a situazioni in cui versare un semplice disgorgante non risolve il problema. Intendiamo dire che nonostante l&#8217;impiego dei prodotti il risultato non viene raggiunto e dal lavandino il cattivo odore rimane persistente. In questo caso il problema continua a risiedere ancora nel sifone dove è evidente che l&#8217;accumulo di sostanze in putrefazione è sostanzioso. Prima di decidere per l&#8217;intervento degli <a title="idraulici esperti" href="http://www.idrauliciaroma.it" rel="nofollow">idraulici esperti</a> possiamo però agire in autonomia per cercare anche di eliminare del tutto il problema. Non si tratta di operazioni molto complesse da eseguire.</p>
<ol>
<li style="text-align: justify;"><strong>Raggiungiamo il sifone</strong> posto sotto il lavandino</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Svitiamone le due estremità</strong>: la prima lo collega al foro del lavello. La seconda alla porzione di tubo in prossimità dello scarico a parete.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Estraiamo quindi l&#8217;ampolla</strong>, ossia il vero sifone dove l&#8217;acqua, proveniente dal lavello, devia poi verso lo scarico.</li>
<li style="text-align: justify;">L&#8217;ampolla può essere a sua volta <strong>svitata e aperta in due</strong>: così facendo potremmo scoprire cosa contiene e <strong>rimuoverlo definitivamente aiutandoci con un vecchio cucchiaio</strong>.</li>
<li style="text-align: justify;">Alla fine della pulizia, naturalmente, rimontiamo il sifone eseguendo le operazioni su descritte all&#8217;inverso.</li>
</ol>
]]></content:encoded>
										</item>
		<item>
		<title>Come creare un bagno dove non c&#8217;è</title>
		<link>https://www.casahelp.com/arredamento-e-architettura/come-creare-un-bagno-dove-non-ce/</link>
				<pubDate>Wed, 27 Feb 2013 16:20:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Arredamento e Architettura]]></category>
		<category><![CDATA[bagno]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[ristrutturazioni]]></category>

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				<description><![CDATA[La moderna tecnica e i prodotti sempre più specifici e innovativi permettono di creare piccoli bagni sfruttando spazi, angoli e zone di ambienti interni che non avremmo neanche pensato di destinare a tale scopo. Vediamo cosa bisogna valutare e come poter creare un bagno dove non c&#8217;era prima. Soprattutto se si vive in case di [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><strong>La moderna tecnica e i prodotti sempre più specifici e innovativi permettono di creare piccoli bagni sfruttando spazi, angoli e zone di ambienti interni che non avremmo neanche pensato di destinare a tale scopo. Vediamo cosa bisogna valutare e come poter creare un bagno dove non c&#8217;era prima.</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.casahelp.com/files/2013/02/bagno-piccolo-2.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2148" alt="bagno piccolo 2" src="http://www.casahelp.com/files/2013/02/bagno-piccolo-2.jpg" width="697" height="243" /></a><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify">Soprattutto se si vive in case di vecchia concezione, oppure di piccola metratura, è molto probabile che sia abbia a disposizione un unico bagno. Ma, ovviamente, se la famiglia si allarga e le esigenze cambiano pensare di <a title="secon bagno in camera" href="http://www.bagnoincamera.it/">realizzare un secondo bagno</a> non è affatto presuntuoso. Se ci si affida ad esperti, infatti, si può ottenere un progettino interessante che, sfruttando angoli e spazi mal impiegati e pareti in cartongesso si riesce ad avere piccoli bagni abbastanza comodi se impiegati come sanitari di servizio.</p>
<p style="text-align: justify">Parliamo di piccoli bagni in camere da letto, cantine, ex sbaguzzini che riescano in qualche modo a sfruttare bene gli impianti di fornitura idrica e gli scarichi già preenti in casa.</p>
<h2 style="text-align: justify">Hai degli spazi da sfruttare?</h2>
<p style="text-align: justify">La prima condizione imprescindibile e che in casa tu abbia comunque qualche piccolo spazio da sfruttare. Possiamo anche parlare di pochi metri quadri in grado di ospiare un lavello e un wc, oppure wc e una piccola doccia. La moderna tecnica produttiva ci offre arredo bagno di dimensioni ridotte, oppure soluzioni “multifunzione” come il wc con bidet integrato. Senza dimenticare che in uno spazio piccolo è comunque possibile sviluppare le superfici in altezza, non in orizzontale, così da riuscire comunque a prevedere anche mensole, ante e mobiletti.</p>
<h2 style="text-align: justify">Puoi sfruttare gli impianti preesistenti?</h2>
<p style="text-align: justify">Se nell&#8217;ambiente non hai impianti idrici e gli scarichi collegati alla fognatura non sarà certamente possibile creare un piccolo bagno classicamente <a href="http://www.casahelp.com/files/2013/02/bagno-piccolo.jpeg"><img class="alignright size-full wp-image-2147" alt="bagno piccolo" src="http://www.casahelp.com/files/2013/02/bagno-piccolo.jpeg" width="191" height="263" /></a>concepito. La regola vuole, infatti, che siano presenti impianto idrico e impianto fognario a cui il piccolo secondo bagno verrebbe ricollegato: esistono sstemi che permettono di trasportare fisicamento acque scure e acqua chiare anche per diversi metri, anche superando pendenze in verticale (entro certi limiti), ma occorre sempre la consulenza di un progettista esperto. Certamente è comfortante sapere che potremmo dar vita ad un piccolo secondo bagno se sussistessero tali presupposti minimi.</p>
<h2>Pensa solo al necessario</h2>
<p style="text-align: justify">Una volta individuato la spazio da utilizzare, bisogna procedere a valutare come sfruttarlo. Naturalmente, con i consigli giusti e analizzando le nostre reali necessità, potremmo eliminre la vasca da bagno prevedendo solo una comoda doccia, oppure di prevedere solo un wc e un lavandino anche se disponiamo di 1,5 x 1,5 metri.</p>
]]></content:encoded>
										</item>
		<item>
		<title>Orto sul balcone: la coltivazione nel sacco</title>
		<link>https://www.casahelp.com/giardinaggio/orto-sul-balcone-la-coltivazione-nel-sacco/</link>
				<pubDate>Tue, 27 Nov 2012 12:12:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Anna]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[giardinaggio]]></category>
		<category><![CDATA[coltivazione]]></category>
		<category><![CDATA[compost]]></category>
		<category><![CDATA[fai da te]]></category>
		<category><![CDATA[orto domestico]]></category>
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		<category><![CDATA[patata]]></category>
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		<category><![CDATA[zenzero]]></category>

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				<description><![CDATA[Abbiamo già visto come un modo di coltivare le patate sia il bidone: un modo semplice per l&#8217;auto-produzione, sul balcone o in giardino. La coltivazione nel sacco di yuta ha un principio molto simile ed è ideale per tuberi, radici e rizomi. La tela di yuta è resistente, traspirante e permette al terreno di ossigenarsi [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Abbiamo già visto come un modo di coltivare le patate sia il <a title="Orto sul balcone: cosa coltivare" href="http://www.casahelp.com/giardinaggio/orto-sul-balcone-cosa-coltivare/"><strong>bidone</strong></a>: un modo semplice per l&#8217;auto-produzione, sul balcone o in giardino. La coltivazione nel sacco di yuta ha un principio molto simile ed è ideale per <strong>tuberi, radici e rizomi</strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.casahelp.com/giardinaggio/orto-sul-balcone-la-coltivazione-nel-sacco/attachment/coltivare-nel-sacco/" rel="attachment wp-att-2113"><img class="aligncenter size-full wp-image-2113" src="http://www.casahelp.com/files/2012/11/coltivare-nel-sacco.jpg" alt="" width="450" height="299" srcset="https://www.casahelp.com/files/2012/11/coltivare-nel-sacco.jpg 450w, https://www.casahelp.com/files/2012/11/coltivare-nel-sacco-300x199.jpg 300w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a></p>
<p style="text-align: justify">La <strong>tela di yuta</strong> è resistente, traspirante e permette al terreno di ossigenarsi e di trattenere la giusta quantità di acqua, evitando ristagni. Bisogna premunirsi di terriccio, compost e sacchi della giusta misura per cominciare: le patate si sviluppano molto in altezza e arrivano anche a un&#8217;altezza di 80-100 cm (quindi serve un sacco grande), mentre il topinambur o lo zenzero si sviluppano prevalentemente in larghezza, quindi è sufficiente un sacco basso.</p>
<p style="text-align: justify"><span id="more-2108"></span><a href="http://www.casahelp.com/giardinaggio/orto-sul-balcone-la-coltivazione-nel-sacco/attachment/patate-sacco/" rel="attachment wp-att-2110"><img class="alignright  wp-image-2110" src="http://www.casahelp.com/files/2012/11/patate-sacco-300x224.jpg" alt="" width="194" height="146" srcset="https://www.casahelp.com/files/2012/11/patate-sacco-300x224.jpg 300w, https://www.casahelp.com/files/2012/11/patate-sacco.jpg 450w" sizes="(max-width: 194px) 100vw, 194px" /></a>Cominciamo con le <strong>patate</strong>: arrotoliamo i bordi del sacco completamente e corspargiamo sul fondo uno strato di terriccio e compost.</p>
<p style="text-align: justify">Prendiamo quindi 3-4 patate germogliate (acquistatele da un contadino, altrimenti i germogli saranno sterili) tagliamole a fette, in base alla posizione dei germogli e adagiamole sul terriccio col germoglio rivolto verso l&#8217;alto.</p>
<p style="text-align: justify">Ricopriamo di terriccio e compost e mettiamo uno strato di paglia in cima.</p>
<p style="text-align: justify">Man mano che le piante crescersanno, dovremo <strong>srotolare il sacco</strong>, togliere la paglia, aggiungere terriccio e riposizionare la paglia. Al massimo sviluppo delle piante il sacco sarà completamente aperto: ricordiamoci quindi di controllare il livello al momento dell&#8217;<strong>innaffiatura</strong>, che sarà da fare con uno spruzzino ogni qual volta la terra risulti secca. In <strong>due-tre mesi</strong> la coltivazione può rendere fino a una sessantina di patate auto-prodotte.</p>
<p style="text-align: justify">Più semplice, ma lenta sarà la coltivazione dello <strong>zenzero</strong>. Non è necessario che aggiungiamo molta terra, ma dovremo attendere <strong>5-6 mesi</strong> perché il rizoma arrivi a maturazione completa.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.casahelp.com/giardinaggio/orto-sul-balcone-la-coltivazione-nel-sacco/attachment/fiore-zenzero/" rel="attachment wp-att-2109"><img class="alignright  wp-image-2109" src="http://www.casahelp.com/files/2012/11/fiore-zenzero.jpg" alt="" width="200" height="134" /></a>Lo zenzero è una coltivazione tipica dell&#8217;Asia (infatti l&#8217;Italia importa la maggior parte delle radici dalla <strong>Cina</strong>, con ovvie conseguenze di prezzo e impatto ambientale), ma si adatta senza problemi anche ai nostri climi.</p>
<p style="text-align: justify">La coltivazione in sacco è ideale in interno: con una temperatura mite e una moderata esposizione alla luce, non solo si svilupperà una grossa radice, ma la pianta esterna produrrà <strong>un fiore profumatissimo</strong> e molto decorativo.</p>
<p style="text-align: justify">Con la coltura in sacco potremmo <strong>gustare i prodotti che abbiamo cresciuto</strong> con poca fatica e avere contemporaneamente la <a title="Casa aromatica fai da te – il pot pourri umido" href="http://www.casahelp.com/gestione-manutenzione/casa-aromatica-fai-da-te-il-pot-pourri-umido/">casa aromatizzata</a>. Per ogni dubbio o curiosità sull&#8217;argomento, puoi guardare questo video di Geo&amp;Geo dove l&#8217;esperta <strong>Grazia Cacciola</strong> spiega passo passo come coltivare nella yuta.</p>
<p><iframe width="594" height="446" src="http://www.youtube.com/embed/RQCt-NgHdN8?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
]]></content:encoded>
										</item>
		<item>
		<title>Quali vantaggi dal controllo periodico della caldaia</title>
		<link>https://www.casahelp.com/gestione-manutenzione/quali-vantaggi-dal-controllo-periodico-della-caldaia/</link>
				<pubDate>Fri, 19 Oct 2012 15:05:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Paolo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Gestione manutenzione]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[controllo caldaia]]></category>
		<category><![CDATA[dichiarazione di conformità]]></category>
		<category><![CDATA[manutenzione]]></category>
		<category><![CDATA[norme caldaia]]></category>

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				<description><![CDATA[Controllare la caldaia è non solo indispensabile per evitare pericolosi incidenti domestici, ma, dal 2005, anche un obbligo legislativo. Il decreto legislativo 192/2005 (detto codice dell’energia), infatti, disciplina tempi e modalità dei controlli da effettuare: prova dei fumi, verifica di eventuale immissione di gas nocivi, azioni di prevenzione dell’inquinamento atmosferico. Ultima novità normativa Oggi, scadenze [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Controllare la caldaia è non solo indispensabile per evitare pericolosi incidenti domestici, ma, dal 2005, anche un obbligo legislativo. Il decreto legislativo 192/2005 (detto codice dell’energia), infatti, disciplina tempi e modalità dei controlli da effettuare: prova dei fumi, verifica di eventuale immissione di gas nocivi, azioni di prevenzione dell’inquinamento atmosferico.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.casahelp.com/gestione-manutenzione/quali-vantaggi-dal-controllo-periodico-della-caldaia/attachment/manutenzione-caldaia/" rel="attachment wp-att-2083"><img class="aligncenter size-full wp-image-2083" src="http://www.casahelp.com/files/2012/10/manutenzione-caldaia.png" alt="" width="415" height="165" srcset="https://www.casahelp.com/files/2012/10/manutenzione-caldaia.png 415w, https://www.casahelp.com/files/2012/10/manutenzione-caldaia-300x119.png 300w" sizes="(max-width: 415px) 100vw, 415px" /></a></p>
<h2 style="text-align: justify"><strong>Ultima novità normativa</strong></h2>
<p style="text-align: justify">Oggi, scadenze e tempi di manutenzione delle caldaie devono essere indicati (come prevede il successivo decreto 311 del 2006) dall’installatore in una relazione scritta, da consegnare al proprietario o al locatario dell’immobile o all’amministratore del condominio.</p>
<p><span id="more-2071"></span><strong>Quando eseguire i controlli secondo la Legge</strong></p>
<p style="text-align: justify">Riguardo alla periodicità, i controlli vanno effettuati: ogni anno, nei casi di caldaie di potenza uguale o maggiore a 350 Kw; ogni due anni se la caldaia ha una potenza inferiore ai 35 Kw e ha più di otto anni di vita; ogni quattro anni se è più giovane.</p>
<p style="text-align: justify">Parallelamente alla manutenzione ordinaria, sulla caldaia va eseguito, ogni due anni, il <strong>controllo</strong><strong> </strong><strong>del</strong><strong> </strong><strong>rendimento</strong><strong> </strong><strong>di</strong><strong> </strong><strong>combustione</strong>, che verifica l’efficienza con cui la caldaia brucia il combustibile dando la misura della sostenibilità ambientale dell’impianto. Intervento che deve essere eseguito da centri autorizzati all&#8217;<a title="assistenza caldaie" href="http://www.soscaldaieroma.it/assistenza-caldaie/">assistenza caldaie</a>.</p>
<h2 style="text-align: justify"><strong>I vantaggi del controllo periodico</strong></h2>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.casahelp.com/gestione-manutenzione/quali-vantaggi-dal-controllo-periodico-della-caldaia/attachment/caldaia-a-condensazione/" rel="attachment wp-att-2082"><img class="alignright size-full wp-image-2082" src="http://www.casahelp.com/files/2012/10/caldaia-a-condensazione.jpg" alt="" width="216" height="383" srcset="https://www.casahelp.com/files/2012/10/caldaia-a-condensazione.jpg 216w, https://www.casahelp.com/files/2012/10/caldaia-a-condensazione-169x300.jpg 169w" sizes="(max-width: 216px) 100vw, 216px" /></a>I vantaggi di una buona e periodica manutenzione della caldaia sono molteplici: il primo e più evidente è la <strong>sicurezza</strong>, dal momento che la regolarità delle verifiche consente una sensibile riduzione sia degli incidenti, spesso mortali, legati allo scoppio di caldaie, sia dell’<strong>inquinamento</strong><strong> </strong><strong>atmosferico</strong> derivante dall’immissione di gas nocivi nell’ambiente domestico.</p>
<p style="text-align: justify">Altro vantaggio riguarda il <strong>risparmio</strong><strong> </strong><strong>energetico</strong>: le vecchie caldaie hanno consumi molto elevati e la stessa legge prevede la possibilità, per i proprietari di caldaie con più di 15 anni di vita, di ricevere una <strong>diagnosi</strong><strong> </strong><strong>energetica</strong><strong> </strong>volta a individuare sia gli opportuni interventi di ottimizzazione della spesa energetica sia i miglioramenti di classe all’interno del <strong>sistema</strong><strong> </strong><strong>di</strong><strong> </strong><a title="incentivi risparmio energetico" href="http://www.lavoriediliroma.it/detrazione-fiscale-risparmio-energetico/"><strong>certificazione</strong><strong> </strong><strong>energetica</strong></a> attualmente in vigore.</p>
<p>Una volta installata la caldaia, di cui è sempre bene controllare la “<em>dichiarazione</em><em> </em><em>di</em><em> </em><em>conformità</em><em> </em><em>dell</em><em>’</em><em>impianto</em>” alla direttiva europea 90/396, è utile stipulare da subito un contratto di manutenzione preventiva e programmata con la ditta installatrice, tenendo sempre a portata di mano, in caso di controlli da parte di comuni e province, il “<strong>libretto</strong><strong> </strong><strong>di</strong><strong> </strong><strong>impianto</strong>” che attesta le verifiche effettuate.</p>
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