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	<title>CasaIzzo</title>
	
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	<description>Cultura generale digitale</description>
	<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 10:55:31 +0000</pubDate>
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		<title>THANK YOU FOR SMOKING</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 10:55:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Io e il fumo abbiamo un rapporto strano. I non fumatori tendono a dare una spiegazione chiara e semplice del perché i fumatori fumano. Si parla spesso di fissazione orale, di dipendenza dalla nicotina, a volte persino di apprezzamento per il gusto del fumo. Per me sono tutte idiozie. Nel mio caso non vale nessuna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io e il fumo abbiamo <strong>un rapporto strano</strong>. I non fumatori tendono a dare una spiegazione chiara e semplice del perché i fumatori fumano. Si parla spesso di fissazione orale, di dipendenza dalla nicotina, a volte persino di apprezzamento per il gusto del fumo. <strong>Per me sono tutte idiozie</strong>. Nel mio caso non vale nessuna di queste teorie. In un periodo imprecisato, intorno alla metà degli anni &#8216;90, ho &#8220;<strong>smesso di fumare</strong>&#8220;. Gradatamente, le mie Gauloises blu hanno incominciato a durare ad ogni acquisto un po&#8217; di più. Finché, mi son detto, tanto vale scroccare una sigaretta ogni tanto a qualche altro fumatore. Per di più, con l&#8217;intima soddisfazione di <strong>aiutare anche gli altri a fumare di meno</strong>, sottraendogli un po&#8217; di materia prima.</p>
<p>Quando penso alle mie prime sigarette adolescenziali, mi viene sempre il sospetto di essere stato <strong>vagamente decerebrato</strong>. Alzi la mano chi altro ha trovato un pacchetto di Diana blu quasi pieno per strada e le ha fumate tutte una dietro l&#8217;altra sul balcone di casa in compagnia della sua <strong>compagna di banco / aspirante fidanzata</strong> dell&#8217;epoca (e vi prego di notare il gioco di parole). Avevo quattordici anni, e non sapevo che anche solo il tentativo di limonare con una persona che ha appena fumato cinque sigarette mi avrebbe portato senza indugio <strong>sulla tazza del cesso</strong> in preda ai conati di vomito. Non che anche lei non possa aver avuto la stessa impressione assaggiando la mia, di lingua. Ma in questo tipo di occasioni tendo a concentrarmi maggiormente sulle mie sensazioni.</p>
<p>La sigaretta era diventata, da lì in poi, un distintivo. Un po&#8217; come dire &#8220;ehi, io sono più sveglio di te, più duro di te, <strong>più autodistruttivo di te</strong> e se possibile me ne fotto del tuo giudizio&#8221;. Ovviamente non era così. C&#8217;erano modi molto più incisivi di sottolineare il concetto, volendo. Avrei potuto farmi un piercing o un tatuaggio, ma ne ho sempre avuto paura, e poi sarebbero stati più difficili da<strong> tenere nascosti alla mia famiglia</strong> così medioborghese.</p>
<p>A sedici anni ho fumato la prima canna. Un po&#8217; tardivo rispetto agli standard odierni, lo so&#8230; Del resto cosa ci si può aspettare da uno che ha perso la verginità a 21 anni? Ad ogni modo, anche in questo caso <strong>il contesto è stato un tantino surreale</strong>. Ero steso in un parco con una coppia di amici. E per coppia intendo una coppia vera, <strong>tipo lui e lei che si dedicano alle gioie del petting</strong> lontano da occhi indiscreti. A parte i miei, ovviamente. Tra un gemito e l&#8217;altro mi passavano la canna. Erano stati loro a volermi lì. Mi avevano attirato con l&#8217;inganno. Forse si eccitavano ad avere uno spettatore. Forse volevano semplicemente un palo, che li facesse stare tranquilli. Io aspiravo, tenevo dentro <strong>come vedevo fare nei film con i tossici</strong>, ma a parte un leggero mal di testa non ottenevo alcun risultato. A ripensarci, probabilmente era <strong>l&#8217;imbarazzo di trovarmi accanto a quei due</strong>. Ricordo che mi sono affrettato a lasciarli soli, confermando che sì, il fumo era una bomba e ridacchiando come un idiota per mascherare la mia inadeguatezza.</p>
<p>Fast forward. Dopo cinque anni di teen-limbo in cui la maggior parte del tempo era dedicato alle sigarette e alla masturbazione (non sempre in questo ordine) si giunge finalmente al dorato periodo universitario. Nel nostro monolocale da studenti, già popolato di <strong>posaceneri e pacchetti di Gauloises</strong> (fumavamo tutti la stessa marca) fa il suo trionfale ingresso sua maestà l&#8217;hashish. Gli anni tra il &#8216;92 e il &#8216;99 sono sempre un po&#8217; confusi nella mia memoria. <strong>Quasi tutte le sere ero stonato</strong>, anche se questo non mi ha mai impedito di avere un grande successo negli studi. Io e i miei amici stonati cercavamo di stabilire rapporti di amicizia con tutti gli spacciatori del circondario, per spuntare il prezzo migliore, il fumo migliore, o anche solo qualche tiro gratis. Attraverso le nostre costruzioni intellettuali <strong>ci figuravamo di ripercorrere le strade dei beat americani</strong>, leggevamo Kerouac e Ginsberg ma ci arenavamo di fronte all&#8217;osticità di Burroughs. Le canne, non si può negarlo, ti fanno sembrare meravigliose anche le cose banali. A poco a poco, smettevo di fumare sigarette. E le canne le fumavo solo in compagnia.</p>
<p>E questo è il sentiero che seguo tuttora. Le sigarette le scrocco, oppure <strong>me le confeziono con tabacco e cartine</strong>, con una frequenza massima di 4 o 5 alla settimana. Non sono mai stato un gran fumatore, questo è certo. Non posso parlare di vizio. Fumo quando vedo un gruppo di persone che fuma con soddisfazione. Anche se il gruppo in questione è all&#8217;interno di un film: mi alzo dal divano e mi faccio una sigaretta. <strong>Fumo per imitazione</strong>.</p>
<p>Sul tema delle canne, continuo a pensarla come dieci anni fa. <strong>Sempre meglio fumare in compagnia</strong>. Vengono fuori discorsi eccezionali, che il giorno dopo nessuno ricorderà. Si mangiano cose assolutamente improbabili alle ore più assurde, il che non aiuta la dieta ma procura tanta allegria. Man mano che le responsabilità della vita adulta si fanno più pesanti, però, comincio a pensare che anche farsi le canne da solo <strong>non sia poi così socialmente inaccettabile</strong>.</p>
<p>Fumare in compagnia aumenta la creatività.<br />
Fumare da soli tranquillizza e fa sembrare la vita meno minacciosa.<br />
<strong>Sempre meglio del Prozac</strong>, comunque.</p>

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<p class='technorati-tags'>Technorati Tags: <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/canne' rel='tag' target='_self'>canne</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/fumo' rel='tag' target='_self'>fumo</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/hashish' rel='tag' target='_self'>hashish</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/sigarette' rel='tag' target='_self'>sigarette</a></p>

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		<title>CONTROL FREAK</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 18:35:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ciao, sono Pietro e sono un maniaco del controllo.
Baso la mia autostima su quanta parte di mondo riesco a tenere d&#8217;occhio contemporaneamente. E quando l&#8217;inevitabile elemento a sorpresa emerge, quando il caos fa capolino dietro la sottile crosta di ordine con cui mi affanno a ricoprire la realtà, io crollo.
O meglio, barcollo. Ma non mollo.
Un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, sono Pietro e sono <strong>un maniaco del controllo</strong>.<br />
Baso la mia autostima su quanta parte di mondo riesco a tenere d&#8217;occhio contemporaneamente. E quando<strong> l&#8217;inevitabile elemento a sorpresa emerge</strong>, quando il caos fa capolino dietro la sottile crosta di ordine con cui mi affanno a ricoprire la realtà, io crollo.<br />
O meglio, <strong>barcollo</strong>. Ma non mollo.</p>
<p>Un sabato sera come tanti. Gli altri vanno a devastarsi, io vado a trovare mia madre. Che poi, a ben vedere, <strong>non c&#8217;è tutta questa differenza</strong>. La vecchia, poverina, non è che faccia la dolce vita, quindi <strong>aspetta che arriviamo noi per andare al ristorante</strong>, svagarsi, fare due chiacchiere coi &#8220;giovani&#8221;. Stavolta sono solo, perché dopo il ginocchio, lo stomaco e la testa, a Stefi è preso anche l&#8217;ascesso al dente. E <strong>non è il caso di muoverla</strong>.</p>
<p>Fritturina di pesce, le consuete commissioni, <strong>il noleggio di un recente film con Tom Cruise</strong> che ormai piace alle mamme settantenni più di quanto possa piacere a qualsiasi altro target group. Arrivati a casa, con aria distratta prendo <strong>la raccomandata dell&#8217;amministratore</strong> che mia madre mi ha tenuto da parte. Dentro c&#8217;è il verbale dell&#8217;ultima assemblea e i soliti consuntivi e preventivi delle solite spese condominiali. Ci pensi tu, mi dice. <strong>Ci penso io</strong>, le dico.</p>
<p>Poi, mentre scorrono i titoli di testa del film con Tom Cruise, <strong>mi cade l&#8217;occhio su un&#8217;anomalia</strong>. Gli altri condomini pagano cifre più basse, noi abbiamo, come dire&#8230; una cifra in più. Quella delle migliaia. Guardo meglio. 6807 euro. Virgola 80. SEIMILAOTTOCENTOSETTE. <strong>Tom Cruise con la pettinatura a banana</strong>, Tom Cruise con l&#8217;occhio di vetro. Tom Cruise che urla &#8220;<em>Siegheil</em>!&#8221; con la mano a moncherino. Su tutte queste immagini io vedo solo <strong>un&#8217;unica grande cifra</strong> a caratteri cubitali che lampeggia sullo schermo. <strong>SEIMILAOTTOCENTOSETTE</strong>.</p>
<p>Com&#8217;è possibile, mi chiedo mentre torno a casa. <strong>Come cazzo è possibile</strong>. Meno male che non l&#8217;ha vista lei, altrimenti andava in paranoia. Mille ipotesi si affacciano mentre sfreccio malamente in mezzo ai devastati della notte, ma <strong>solo una è quella giusta</strong>. Devo essermi semplicemente DIMENTICATO di pagare le spese condominiali. Ma per quanto? Due anni? E perché nessuno mi ha detto nulla?<strong> Si tratta di una prova</strong>, vogliono vedere quanto reggo sotto pressione. Non può essere che questo.</p>
<p>Una domenica passata a fare conti, a <strong>scartabellare documenti</strong>, bonifici, buste di plastica. Ed è proprio così. Come pensavo. Il 2007 e il 2008 semplicemente non esistono nel dossier &#8220;Condominio S. Adele&#8221;. <strong>Non ci sono mai stati</strong>. E il lunedì mattina, quando l&#8217;ansia e l&#8217;insonnia hanno fatto ampiamente il loro lavoro, la telefonata all&#8217;amministratore finalmente risolve. Ah, giusto lei, dice. Lo sa che <strong>l&#8217;ultimo bonifico l&#8217;abbiamo ricevuto a inizio 2007</strong>? Poi però non avete più dato vostre notizie. Neanche voi però, <strong>pigolo io a mia discolpa</strong>. Ma non c&#8217;è giustificazione che tenga. Le spese di condominio dovevano essere sotto controllo.</p>
<p>Vorrei, cazzo se lo vorrei, vivere in un mondo deve le spese di condominio, le tasse, le assicurazioni fossero <strong>concetti nemmeno lontanamente contemplati</strong>. Ma non è così. E un mondo caotico va controllato. Va ridotto ai minimi comuni denominatori. Va schematizzato. <strong>E possibilmente va predetto</strong>.</p>
<p>Fortunatamente, la mia analisi della <strong>predicibilità del comportamento dell&#8217;amministratore </strong>non è corretta. Accetta anche <strong>comodi pagamenti rateali</strong>.<br />
L&#8217;importante, dice, è sapere che l&#8217;intenzione di pagare c&#8217;è.<br />
E il caos <strong>ritorna a nascondersi</strong>, almeno per qualche altro giorno.</p>

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<p class='technorati-tags'>Technorati Tags: <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/controllo+mania+ansia+soldi+condominio' rel='tag' target='_self'>controllo mania ansia soldi condominio</a></p>

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		<title>DIGITAL STRYX</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 13:22:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietroizzo</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Ecco un altro post di quelli che forniscono indizi ai lettori su come il sottoscritto è diventato il sottoscritto. Ovvero, formazione del gusto dell&#8217;artista da giovane. Gusto per l&#8217;eccesso, erotismo ambiguo, visione pansessuale della vita, kitsch e camp. Non è solo perché a sette anni ho visto The Rocky Horror Picture Show. Tanto non l&#8217;avevo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco un altro post di quelli che forniscono indizi ai lettori su <strong>come il sottoscritto è diventato il sottoscritto</strong>. Ovvero, formazione del gusto dell&#8217;artista da giovane. Gusto per l&#8217;eccesso, erotismo ambiguo, visione pansessuale della vita, kitsch e camp. Non è solo perché a sette anni ho visto <strong>The Rocky Horror Picture Show</strong>. Tanto non l&#8217;avevo nemmeno capito del tutto. La colpa è di <strong>Stryx</strong>.</p>
<p>Se lo ricordano in pochi. Si tratta di <strong>un varietà in sei puntate</strong> trasmesso dal secondo canale (allora si chiamava così) nel 1978. La domenica sera io ero ipnotizzato di fronte ad una delle prime trasmissioni in technicolor della televisione italiana. C&#8217;era stato <strong>Non Stop</strong> l&#8217;anno prima (sempre di Enzo Trapani, indimenticato maestro della regia televisiva). Era già una novità, e sarebbe stato saccheggiato (meglio: copiato) da <strong>Drive In</strong> sei anni dopo. Ma Stryx è stato <strong>un caso unico nella televisione italiana</strong>, e forse mondiale.</p>
<p>Di varietà si trattava, indubbiamente. Ma di un concept-varietà, come quei concept-album <strong>tanto cari ai gruppi <em>progressive</em></strong><em> </em>che da noi andavano ancora per la maggiore. Stryx prendeva il nome dal termine latino strix (civetta) - ma <strong>le &#8220;strie&#8221; sono anche le streghe</strong> in alcune zone d&#8217;Italia. Il nome dice già tutto: lo show era improntato ad un<strong> satanismo di maniera</strong> e ad un erotismo dark e sopra le righe. Lo studio era strutturato come l&#8217;antro di un negromante (o un girone infernale, fate voi), con animali vivi che vagavano qua e là, donne a seno nudo (<strong>le prime tette viste a Stryx </strong>segnavano la vita degli odierni 40-something) e soprattutto tantissimo ghiaccio secco, perché il fumo bianco era d&#8217;obbligo.</p>
<p>Sorvolando sul presentatore (<strong>un &#8220;diabolico&#8221; Tony Renis</strong>, assolutamente improbabile nei panni dell&#8217;adepto di Satana) e su alcuni siparietti comici tra i quali spiccava Ludmilla, la fattucchiera alla camomilla (Ombretta Colli, gente&#8230; Ombretta Colli!), quello che importava era il corpo di &#8220;ballo&#8221; e i numeri musicali. Il primo era costituito da <strong>signorine discinte che per lo più mimavano amplessi</strong> e si facevano torturare da signori incappucciati che a volte mimavano anche innocenti sacrifici umani. I secondi erano sempre gli stessi, ma <strong>ogni puntata diversi e più assurdi</strong>.</p>
<p>Ogni artista ospite fisso aveva il suo nick. C&#8217;era sempre Patty Pravo (fresca di &#8220;Le Ore&#8221;): lei era <strong>Subliminal Stryx</strong>. Poi c&#8217;erano Grace Jones (<strong>Rumstryx</strong>) e Amanda Lear (<strong>Sexy Stryx</strong>). Grace era nel pieno del suo periodo disco, e Amanda&#8230; beh, era il sogno erotico per eccellenza, e aveva appena pubblicato il suo album di maggior successo, <strong>Sweet Revenge</strong>. Che tra parentesi, a 16 anni vendetti a un collezionista in cambio di <strong>Trespass </strong>dei Genesis, e ancora oggi non so se ho fatto un buon affare.</p>
<p>Poi c&#8217;era Branduardi (il <strong>Folletto</strong>) in versione medieval-satanica che eseguiva con perizia ineguagliabile i pezzi tratti dai suoi primi due album (gli unici validi a mio avviso). Branduardi in seguito <strong>non sarebbe mai più stato così dark</strong>. Sembrava il Corvo, o meglio Sandman, con i capelli ricci. Poi c&#8217;era Anna Oxa (<strong>Stereo Stryx</strong>) nel suo periodo androgino/punk che la faceva sembrare una Lisbeth Salander ante litteram. Per finire Gal Costa (<strong>Stryx do Brasil</strong>), Asha Putli (<strong>Indian Stryx</strong>) e Mia Martini (<strong>Gypsy Stryx</strong>). A chi storce il naso va detto che la Martini all&#8217;epoca era un gran pezzo di gnocca autoironica.</p>
<p>Ora, a parte Branduardi (e gli <strong>Area</strong>, che in una puntata irrompono eseguendo il loro meraviglioso <strong>Hommage à Violette Nozières</strong>), tutte le altre cantanti esponevano in un contesto caro a molti fumetti sexy dell&#8217;epoca quanti più centimetri di pelle possibile. Osservare Patty Pravo nel clip di Johnny (capelli alla Madonna, trucco alla Bowie, <strong><em>attitude </em>berlinese</strong> e piccoli seni in vista): tra lei, Amanda e Grace, l&#8217;eccitazione e la trasgressione erano garantite.</p>
<p>A vederlo oggi, Stryx, <strong>c&#8217;è da sorridere</strong>. Trapani aveva appena scoperto il <strong>chroma-key</strong> e ne faceva un uso smodato, mentre guardi i clip ti sembra che debba uscire Claudio Simonetti da un momento all&#8217;altro e i tempi sono lunghissimi rispetto a una qualsiasi trasmissione odierna. Ma - tette e culi a parte - come trasgressione oggi <strong>siamo tornati a livelli da pre-riforma RAI</strong>. Quindi, approfittate della mia opera di ricercatore d&#8217;archivio, e <strong>godetevi la mia <a href="http://www.youtube.com/view_play_list?p=E43E5EC17B887AFF" target="_blank">playlist Stryx</a></strong> su YouTube. C&#8217;è da ammalarsi di nostalgia.</p>

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<p class='technorati-tags'>Technorati Tags: <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/1978' rel='tag' target='_self'>1978</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/enzo+trapani' rel='tag' target='_self'>enzo trapani</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/satanismo' rel='tag' target='_self'>satanismo</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/sexy' rel='tag' target='_self'>sexy</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/show' rel='tag' target='_self'>show</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/stryx' rel='tag' target='_self'>stryx</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/variet%C3%A0' rel='tag' target='_self'>varietà</a></p>

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		<title>TRE VOLTE SÌ</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 13:19:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietroizzo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[personalmente]]></category>

		<category><![CDATA[2009]]></category>

		<category><![CDATA[bipartitismo]]></category>

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		<category><![CDATA[voto]]></category>

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		<description><![CDATA[Il caldo causa stanchezza. Il sabato, si sa, c&#8217;è da fare le commissioni. La domenica è l&#8217;unico giorno in cui ti puoi riposare. Annullarti, o magari andare al mare, ché l&#8217;Italia è tutta coste che aspettano solo il riposo del guerriero. Ma non questa domenica. Ti prego. Questa domenica si vota di nuovo. Per colpa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il caldo causa stanchezza. Il sabato, si sa, <strong>c&#8217;è da fare le commissioni</strong>. La domenica è l&#8217;unico giorno in cui ti puoi riposare. Annullarti, o <strong>magari andare al mare</strong>, ché l&#8217;Italia è tutta coste che aspettano solo il riposo del guerriero. Ma non questa domenica. Ti prego.<strong> Questa domenica si vota di nuovo</strong>. Per colpa dei leghisti, ovvio. Se vuoi prendertela con qualcuno, prenditela con loro. <strong>Potevamo risparmiare i soldi tuoi e miei</strong>, facendo tutto insieme alle europee.<br />
Ma adesso è questione di referendum.</p>
<p>Lo so che pensi che <strong>votare non serva più a un cazzo</strong>. Lo so che sei diventato con gli anni talmente alieno alle cose della politica che il solo pensiero di &#8220;<strong>recarti alle urne</strong>&#8221; (espressione obsoleta e anche un po&#8217; funerea) ti fa venire i conati di vomito. Lo so che ormai pensi solo per te e <strong>in cuor tuo mandi affanculo tutto il resto</strong>. È una cosa comprensibile. Capita anche a me. Daresti fuoco ai giornali e spaccheresti i televisori pur di non sentire <strong>quel chiacchiericcio inutile ed irritante</strong> che si svolge quotidianamente nelle piazze reali e virtuali della politica.<br />
Ma adesso è questione di referendum.</p>
<p>In fondo i grossi cambiamenti, nella nostra moribonda società, sono sempre stati segnati da un referendum. <strong>Se non altro può essere utile farsi sentire</strong>. Il malcontento popolare in questo caso si esprime molto più efficacemente votando che non astenendosi. <strong>Vorresti eliminare Mr. B.</strong> dalla scena politica italiana e internazionale? Vota <strong>tre volte sì </strong>al referendum. Ammiri il cavaliere e vorresti che tutto il mondo conosciuto <strong>aderisse ai suoi principi</strong> etici ed economici? Vota <strong>tre volte sì</strong> al referendum. Perché non è (solo) una questione di appartenenza politica.</p>
<p><strong>Il bipartitismo fa bene a te e fa bene all&#8217;Italia</strong>. Non è irritante vedere i due maggiori schieramenti ostaggi di partitini di folli che pretendono di poter controllare ogni governo? <strong>A me irrita molto</strong>. Mi irritava quando c&#8217;era Prodi e mi irrita adesso. Non c&#8217;è nulla di divertente nel vedere che il presidente del consiglio (già di suo un individuo preoccupante) è in balìa di <strong>un manipolo di arteriosclerotici </strong>razzisti e fondamentalmente decerebrati. Il bipartitismo è naturale, la situazione di adesso è una forzatura innaturale.</p>
<p>Stai attento, perché se del referendum non si parla è solo perché <strong>non vogliono che tu vada a votare</strong>. Non sarebbe bello invece, per una volta, essere meno prevedibili? Se non ne sai una mazza, <strong>prova ad informarti da solo</strong>. Non c&#8217;è bisogno per forza che sia la televisione a dirti cosa fare.</p>
<p>Ti suggerisco di dare una scorsa al sito del <strong><a href="http://www.referendumelettorale.org/" target="_blank">Referendum Elettorale &#8216;09</a></strong>.<br />
E di restare in città, questa domenica.<br />
Perché <strong>è meglio aver votato ed aver perso</strong> che non aver votato per nulla.</p>

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		<title>ZIO BONINO AIR</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 08:55:44 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Stanza buia impersonale. Entra la tipa. &#8220;<strong>Eccone un altro che non si toglie i boxer</strong>&#8220;. Cazzo vuole, penso. &#8220;Come gliela faccio <strong>l&#8217;ecografia ai testicoli </strong>se non si toglie i boxer?&#8221;. Nell&#8217;ombra, a destra del letto, un gruppetto di persone ridacchia. Ma che cazzo, penso. Intanto la tipa mi ha già tolto i boxer e mi ha spalmato una roba freddissima sulle palle. &#8220;Ecco vede nello schermo? Va tutto bene&#8221;. Da un monitor grigio fa capolino il mio testicolo sinistro. Quello più grosso. <strong>Sembra un vecchietto curvo su sé stesso</strong>. Sorride. Fa ciao con l&#8217;epididimo. Quelli nell&#8217;ombra escono, sono amici. Dobbiamo andare. Se va tutto bene, è inutile restare.</p>
<p>Nel parco fa caldo, ma si trovano facilmente zone d&#8217;ombra. <strong><a href="http://eiochemipensavo.diludovico.it/" target="_blank">Zio Bonino</a> è tutto vestito di lino chiaro</strong>. Tinta corda, tinta sabbia, una roba così. Non parla molto, ma è pieno di attenzioni. Ad esempio nota subito che i miei Levis <strong>hanno ancora l&#8217;etichetta sul retro</strong>. Me la stacca (i Levis hanno sempre etichette enormi) e la getta verso un gruppo di bambini. Non facciamo in tempo ad arrivare alla panchina sulla scogliera che mi ha rivelato di essere in realtà <strong>Nicolas Godin degli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Air_(gruppo_musicale)" target="_blank">Air</a></strong>. Io mi affanno a dirgli quanto <em>Moon Safari</em>, insieme a <em>Mezzanine </em>dei Massive Attack sia stato per me <strong>l&#8217;album chiave dei secondi anni &#8216;90</strong>.</p>
<p>Zio Bonino <strong>inclina la testa e mi sorride</strong> compiaciuto. Ci alziamo per tornare al parco. Dopo pochi passi ho una folgorazione. &#8220;Cazzo, ma tu&#8230; <strong>tu hai certamente toccato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sofia_Coppola" target="_blank">Sofia Coppola</a>!</strong>&#8220;. Lui sorride ancora, e i suoi occhi brillano. L&#8217;ha toccata. E chiunque abbia toccato Sofia Coppola deve essere trattato come una reliquia. <strong>Distolgo lo sguardo da lui</strong>, resto a un passo di distanza. I bambini di prima giocano attorno a un cassonetto, alzano lo sguardo. <strong>Hanno tutti la faccia di Zio Bonino</strong>. <em>Come to Zio</em>. Non importa. Chiamo tutti a raccolta &#8220;Ehi ragazzi! Lui ha toccato Sofia Coppola!&#8221;. La gente arriva di corsa. Dopo pochi minuti di Zio Bonino <strong>non rimane più nulla</strong>.</p>
<p>La sera, tutti in un auditorium molto elegante. Luci soffuse. Alle pareti, <strong>touch screen per giocare a <a href="http://www.metrogames.com/biotronic.html">Biotronic</a></strong> mentre si attende lo spettacolo. Stranamente, vinco e passo di livello dieci, dodici volte. Poi ci sediamo. Io in prima fila, spostato verso sinistra. Gli amici di fianco a me. Solo che non c&#8217;è nessuno spettacolo. L&#8217;auditorium è in realtà <strong>qualcosa tipo un aula universitaria</strong>. Ad ognuno di noi vengono assegnati dei progetti di ricerca. <strong>Il mio è su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Timo_Maas" target="_blank">Timo Maas</a></strong>. Da svolgere in collaborazione con la tipa della quarta fila. Mi giro. Mi sorride. Mi mostra <strong>una sonda a scansione lineare</strong> per ecografie.</p>
<p><strong>Mi sveglio grugnendo</strong>.<br />
È un nuovo giorno.</p>

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		<title>FACCIO COSE</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 09:43:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Capisci che stai invecchiando quando - invece di postare come un matto su blog, social network e affini - cominci ad avere sempre più di frequente il pensiero &#8220;Ma dove cazzo lo trovano il tempo questi qua (riferito ai contatti di blog, SN e affini), ma non lavorano mai?&#8221;.
È così. Quando la vita prende il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Capisci che <strong>stai invecchiando</strong> quando - invece di postare come un matto su blog, social network e affini - cominci ad avere sempre più di frequente il pensiero &#8220;<strong>Ma dove cazzo lo trovano il tempo</strong> questi qua (riferito ai contatti di blog, SN e affini), ma non lavorano mai?&#8221;.</p>
<p>È così. Quando la vita prende il sopravvento, <strong>non rimane molto tempo per narrativizzarla</strong>. Per distanziarsene in modo ironico. Per scambiare due chat. Per condividere foto, video e affini. A dirla tutta non rimane tempo nemmeno per scattare foto o girare video, a monte. Quando dico così<strong> <a href="http://fabienne.tumblr.com/" target="_blank">il mio amico incinto</a> si indispone</strong>, e mi dice &#8220;Ma come, allora aspetta di avere un pargolo e poi mi dici&#8221;. Infatti, ora come ora sono un po&#8217; inquieto. <strong>Ma so che è un periodo</strong>. Perché, vedete, anche se non mi manifesto in forma digitale, io ci sono. <strong>Faccio cose</strong>.</p>
<p>Ad esempio <strong>svuoto case</strong>. Quando ero piccolo si trattava al massimo di sentirsi dire &#8220;metti a posto in camera tua&#8221;. Da grande metti a posto un appartamento. Adesso devo (dovrei) mettere a posto tre appartamenti e un ufficio. <strong>Perché sono un uomo in carriera</strong>. Comunque ho cominciato da quella vuota. Non che fosse la cosa più semplice, ma con l&#8217;aiuto di una ditta di traslochi, un simpatico svuotacantine albanese e un Brico center dei più forniti, sono riuscito a far qualcosa nell&#8217;appartamento di Formia. Seguiranno <strong>lavori di ristrutturazione</strong> in inverno. La cosa buffa è quando ti dicono &#8220;Ah, sei stato al mare, chissà che bello&#8221;. Ha piovuto per tutti e sei i giorni di permanenza e <strong>ho mangiato più polvere</strong> che in un mese di scavi in una necropoli etrusca (esperienza effettivamente trascorsa, di cui <strong>preferisco non parlare</strong> ora).</p>
<p>Ad esempio <strong>leggo molto</strong>. Terminate le letture indicate al LitCamp, oggi sono in fase di <strong>febbrile lettura di tomazzi svedesi</strong>. Ebbene sì, faccio la cacca e mi addormento in compagnia di <strong>Stieg Larsson</strong>. Smazzati i primi due volumi, sto divorando il terzo. Un&#8217;opinione? Appassionanti, certamente, anche se lo stile mi lascia un po&#8217; perplesso. Larsson <strong>non è ai livelli imbarazzanti di Dan Brown</strong>, certamente, ma ha quel gusto tutto giornalistico per le <strong>tirate di 30 pagine</strong> sulla <em>backstory </em>sociopolitica di ogni singolo personaggio che dopo un po&#8217; ti fa venire voglia di colpirsi in fronte con il tomo stesso (son pesanti, ve lo dico). Però è riuscito a creare <strong>un personaggio femminile di tutto rispetto</strong>, affascinante e per il quale si parteggia con ansia. Ecco, i libri di Larsson mettono ansia. Il film non l&#8217;ho visto, ma me lo immagino come una lunghissima puntata di <em>Squadra Speciale Cobra 11</em>.</p>
<p>Ad esempio <strong>non vado al cinema</strong>, ma sto cercando di recuperare una serie di film persi. Specialmente gli horror. Ormai il cinema horror si sta stabilizzando su due filoni ben distinti (sorvolando sulle minchiate tipo <em>Rovine </em>o &#8216;<em>Shrooms</em>): <strong>la ghost story e il torture porn</strong>. Sul fronte fantasmi ci son sempre i giapponesi o i coreani che ne sanno una più del diavolo, ma devo dire che il culto del momento è <strong>The Orphanage</strong>. Un film corretto, non sbavato e abbastanza pauroso, che raccomando vivamente. Non finisce bene. Ma <strong>non raccomanderei mai un horror con happy end</strong>. Sul fronte torture porn, devo dire che mi manca ancora <em>Martyrs</em>, ma forse mi faccio bastare <em>Frontiers</em>. Poi di sicuro ci cadrò, ma <strong>diffido un po&#8217; del marketing</strong> intorno a questi prodotti che si riduce sempre ad un minaccioso &#8220;Credevate di aver visto budella e cervella in abbondanza? Ma avevate mai visto un pancreas sezionato?&#8221;. Personalmente <strong>sono più legato allo splatter ironico anni &#8216;80</strong>. E no, non ho ancora visto <strong>Antichrist </strong>(mani a coppa sui genitali)&#8230;</p>
<p>Ad esempio <strong>mi sto esaurendo a causa del lavoro</strong>. È stato un errore stabilire un&#8217;equivalenza del tipo &#8220;<strong>io sono una persona organizzata</strong>, quindi la mia organizzazione riuscirà a dominare anche i mille tentacoli sfuggenti di un Ufficio Relazioni con il Pubblico&#8221;. Non è così. Attualmente sono <strong>solo contro l&#8217;Idra dalle sette teste</strong>, e non ricordo nemmeno esattamente come Eracle riuscì a sconfiggerla (&#8230;pausa ricerca su Wikipedia&#8230;). Ah, ecco. cicatrizzava i monconi delle teste col fuoco. Molto splatter. Intanto qui quando sego via una testa, ne ricrescono subito altre due. Ma soprattutto, la cosa più inquietante è che <strong>sono sempre solo in ufficio</strong>. In un ufficio con sei scrivanie. Che potrebbero essere occupate. Ma non lo sono. E il ticchettio della mia tastiera <strong>riecheggia nello stanzone vuoto</strong>.</p>
<p>Per il resto, <strong>lotto con l&#8217;agenda del mio cellulare</strong> (che ormai uso più per tener traccia delle incombenze che per telefonare) e sogno di <strong>giacere nudo in montagna sull&#8217;erba</strong> a prendere il sole, in silenzio e solitudine, sciolto nella <em>natura naturans</em> dell&#8217;ora panica.<br />
Poi però mi viene in mente che sicuramente <strong>mi ustionerei le parti basse</strong>.<br />
Maledetto Von Trier, ha inquinato anche le mie fantasie.<br />
Vi saluto, devo tenere le mani a coppa sui genitali.</p>

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		<pubDate>Tue, 26 May 2009 10:49:27 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sapete quando da piccolo ti chiedono <strong>cosa vuoi fare da grande</strong>. Io ho sempre risposto <strong>l&#8217;idraulico</strong> (perché avevo già capito che è la categoria che guadagna e tromba di più in assoluto) oppure <strong>il papa </strong>(non chiedetemi) o <strong>il gestore di cineclub</strong>. Il cineclub è quella cosa che adesso - forse - sopravvive in piccole città di provincia, in qualche sala parrocchiale o in città d&#8217;estate quando fanno le rassegne nelle arene. Quando ero piccolo io il cineclub era un&#8217;istituzione. A Torino ce n&#8217;era uno (il <strong>Movie Club</strong>) che ho mancato di poco. Ci andavano personaggi che ammiro, come Steve Della Casa o Roberto Turigliatto. Io però ho cominciato ad andare al cinema da solo nel 1983, ed ero in quell&#8217;età idiota dove si preferisce un <strong>Flashdance </strong>con i compagni di scuola ad un <strong>Nostalghia </strong>da solo.</p>
<p>Che poi detto così sembra che il cineclub sia un luogo palloso. Tutt&#8217;altro. A me ad esempio <strong>piace molto stare solo in una sala buia</strong>. Ammetto che a Nostalghia preferisco sempre L&#8217;infanzia di Ivàn, ma non è questo il punto. Mi piace l&#8217;idea di un film <strong>guardato con uno scopo</strong>. Lo scopo può essere capire il testo, capire qualcosa del mondo, capire qualcosa di un autore. O anche solo (la cosa più divertente) capire <strong>i rimandi e i parallelismi tra un testo e un altro</strong>. Insomma, tutto quanto va al di là del guardare un film &#8220;perché voglio spegnere il cervello per un po&#8217;&#8221;. Che è poi quello che il lavoratore medio (me compreso) tende a fare quasi ogni volta che guarda un film.</p>
<p>Quando studiavo era diverso, guardavo <strong>tre o quattro film al giorno</strong>, senza contare la pratica del ri-guardare, che metto volentieri in atto ancora adesso (<strong>per alcuni film supero quota 10 visioni</strong>, non so voi). Oggi ho una considerevole collezione di DVD, con una larga preponderanza di film anteriori al 1983. Al momento credo siano circa 600 film. E a volte mi trastullo con l&#8217;idea di <strong>organizzare un piccolo cineclub privato</strong> a casa mia. Infattibile per più di cinque spettatori, è chiaro. Ma sarebbe bello. Sarebbe bello non doversi svegliare presto la mattina e poter vedere tre film di seguito. Organizzare mini percorsi tematici e/o autoriali.</p>
<p>Ad esempio: la serata &#8220;<strong>iper-realismo americano</strong>&#8221; con triple feature Paris, Texas / Un sogno lungo un giorno / Un bacio romantico. Oppure la serata &#8220;<strong>video nasties italiani</strong>&#8221; con L&#8217;aldilà / Cannibal Holocaust / Démoni. E che dire della serata &#8220;<strong>visual gag</strong>&#8221; con Playtime / Hollywood Party / Mr. Bean&#8217;s Holiday. Di percorsi ce ne sarebbero molti. Si comincia alle 21 e si tira avanti fino alle 3. O, nel caso di &#8220;saghe tolkieniane&#8221; fino alle 9 del mattino successivo, perché la maratona non sarebbe tale senza i director&#8217;s cut dei film di Peter Jackson.</p>
<p>Poi, va beh, non lo faccio. Al limite <strong>mi esercito con la mia vittima predestinata</strong> propinandole oscuri film ungheresi quando è stanca. Di norma scatta il fermo immagine e la mia esclamazione di giubilo per l&#8217;inquadratura ben costruita alla quale Stefi risponde <strong>con un russo più pronunciato degli altri</strong>. Ma spero di poter contagiare con la mia malattia almeno un erede. Fargli/farle vedere <strong>Bergman a cinque anni</strong>, come il sottoscritto&#8230; Un piccolo trauma che auguro a tutti :-)</p>

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		<title>CI PROVO (EFFETTO VELOCITÀ)</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 16:19:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietroizzo</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Volevo scrivere uno di quei bei post di una volta. Quelli un po&#8217; frammentari, un po&#8217; involuti che non si capisce una mazza. Quelli là, no? Avete capito.
Ci provo. Che poi è anche il titolo del post.
C&#8217;è da dire che di cose ne stanno succedendo parecchie. Che se uno si ferma a pensare che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Volevo scrivere <strong>uno di quei bei post di una volta</strong>. Quelli un po&#8217; frammentari, un po&#8217; involuti che non si capisce una mazza. Quelli là, no? Avete capito.<br />
<strong>Ci provo</strong>. Che poi è anche il titolo del post.</p>
<p>C&#8217;è da dire che di cose <strong>ne stanno succedendo parecchie</strong>. Che se uno si ferma a pensare che il blog funziona come un &#8220;<strong>diario on line</strong>&#8221; delle proprie esperienze di vita (nasce per questo, cari lettori, non ve la prendete con me), sembra che nella mia vita non succeda mai un cazzo. Vi assicuro che non è così. Il punto è che la mia vita è nel pieno di quello che Abatantuono - in tempi non sospetti - definiva &#8220;<strong>l&#8217;effetto velocità</strong>&#8221; (aggiungendo quel simpatico rumore onomatopeico di &#8220;<em>vuvuvuvuvu</em>&#8221; - purtroppo <strong>non trovo il video su YouTube se no ve lo linkavo</strong> ma comunque è un pezzo di <a href="http://www.imdb.com/title/tt0100699/" target="_blank"><strong>Turné</strong></a>). Nel discorso del film era inteso come un effetto positivo (&#8221;Uno passa la vita a farsi dire che prima è troppo giovane, poi dopo diventa troppo vecchio&#8230; Ci sarà una fase centrale in cui uno deve correre, no? L&#8217;effetto velocità!&#8221;). Io devo dire che <strong>lo prendo abbastanza male</strong>.</p>
<p>Comunque. Lavorativamente parlando sono a posto, ma negli ultimi mesi sono stato proiettato nel caos di <strong>un &#8220;periodo di prova&#8221; da miniboss</strong>. Che dovrebbe farmi capire quanto io <strong>non sia assolutamente tagliato </strong>per fare il miniboss (nemmeno il maxi, se è quello che stavate pensando&#8230; bastardi!). Tutto quanto fa &#8220;effetto velocità&#8221; nel lavoro non fa che riconfermarmi un semplice concetto, quello di <strong>part time verticale</strong>. Basta solo che si mettano a posto altri tasselli della vita e poi vedremo. In fondo si tratta di focalizzare su qualcos&#8217;altro e ridimensionare un po&#8217; i propri desideri. E poi del resto, con <strong>una moglie che guadagna molto più di me</strong>, converrete che il part time spetta a me, ci perdo di meno, no?&#8230; Ma sto divagando sul futuro prossimo.</p>
<p>Per quanto riguarda gli affetti, tutto a posto, grazie. Siamo sempre lì che <strong>tentiamo di riprodurci </strong>(non che la cosa non sia divertente) barcamenandoci tra un problema e l&#8217;altro. Speriamo che lo stress non affligga troppo le nostre gonadi, per dire. Che qui tra poco rimaniamo gli unici senza un degno erede, senza <strong>la nostra personale macchinetta sparamerda</strong>. Dà da pensare. Diversi traslochi in vista, case e mobili da spostare come nel gioco del quindici e senso di attesa e di sospensione, come se il mondo dovesse crollarci sulla testa.</p>
<p>Io possiedo una casa sola, quella di mia nonna. Pensavo di venderla, ma poi ho ragionato che <strong>una casa al mare fa sempre comodo</strong>, la posizione è buona e c&#8217;è anche <strong><a href="http://www.canemucca.com/" target="_blank">Makkox</a> </strong>come vicino di casa (cosa volere di più?)&#8230; Tra poco torno giù, contatto una ditta di traslochi, faccio portar via qualcosa e comincio a ristrutturarla. Decisione presa in teoria, ma&#8230; nella pratica? Ho avuto bisogno che un amico mi indicasse una ditta di traslochi con possibilità di preventivo on line, probabilmente perché io <strong>non avevo il coraggio di fare il primo passo</strong>. Velocità, sì&#8230; intorno a me. Io sono sempre il solito vigliacco immobilista. Eppure so bene che basta iniziare da qualcosa e tutto il resto va da sé. La paura è proprio quella di iniziare.</p>
<p>Una madre anziana, nevrotica e depressa. Che poi uno dice <strong>nevrotica e depressa cosa vuoi che sia</strong> siam tutti un po&#8217; nevrotici, siam tutti un po&#8217; depressi. No. Veramente. Vi mando mia madre per un periodo di prova di 12 ore. Vedrete che sclerate. Comunque, io alle sue stramberie ci sono abituato. Vorrei solo <strong>che strambeggiasse più vicino a casa mia</strong>, e non a un&#8217;ora di macchina da me. Perché in questa situazione, avere una madre da portare da un qualsiasi dottore (oltre che nevrotica e depressa è anche ipocondriaca, ovviamente) diventa un&#8217;impresa di minimo due giorni lavorativi.</p>
<p>E poi, dai, nulla&#8230; <strong>ci sono anche i momenti belli</strong>, quelli &#8220;per me&#8221;. Un giro in moto da solo, una canna ogni tanto, qualche bel film, <strong>una pila di buoni libri</strong> sul comodino, nel cesso e ovunque si possa leggere in pace, tanta musica appresso (a proposito, <strong>maledetti di Last.fm</strong>, adesso volete i miei soldi, eh?) e soprattutto gli amici.<br />
A voi, più o meno amici, più o meno lettori, più o meno umani va tutto il mio affetto.<br />
Grazie, ho finito.</p>

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		<title>CHE SCHIFO</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2009 15:43:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietroizzo</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[che schifo
fa tutto schifo
tutto è schifoso
ti muovi
e c&#8217;è lo schifo
stai fermo
e lo schifo ti si appiccica
lo schifo
non si stacca più
è come la cingomma
tu provi a toglierlo
ma ti resta sulle dita
nei capelli
sugli occhiali
(se porti gli occhiali)
sul blackberry
(se hai un blackberry)*
e la cosa più schifosa
è che a volte arriva dentro
per osmosi
lo schifo
e allora
sono cazzi
*se hai un iPhone, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>che schifo<br />
<strong>fa tutto schifo</strong><br />
tutto è schifoso<br />
ti muovi<br />
e c&#8217;è lo schifo<br />
stai fermo<br />
e lo schifo ti si appiccica<br />
lo schifo<br />
<strong>non si stacca più</strong><br />
è come la cingomma<br />
tu provi a toglierlo<br />
ma ti resta sulle dita<br />
nei capelli<br />
sugli occhiali<br />
(se porti gli occhiali)<br />
<strong>sul blackberry</strong><br />
(se hai un blackberry)*<br />
e la cosa più schifosa<br />
è che a volte arriva dentro<br />
<strong>per osmosi</strong><br />
lo schifo<br />
e allora<br />
sono cazzi</p>
<p>*<em>se hai un iPhone, è più probabile che tu abbia uno scudo antischifo di serie</em></p>

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		<title>TUTTI AL LITCAMP</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 13:22:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietroizzo</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[bloggare]]></category>

		<category><![CDATA[personalmente]]></category>

		<category><![CDATA[2009]]></category>

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		<description><![CDATA[Troppo tempo che non scrivo. Né per lavoro, né per diletto. I progetti restano fermi a metà. Per dirne una, non vi ho nemmeno ancora parlato del mio Marocco. Ma nel logorio della vita moderna, c&#8217;è una piccola oasi di acume, riflessione e cazzeggio insieme: il Litcamp. Quello del 2009 è il terzo Litcamp, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Troppo tempo che non scrivo. Né per lavoro, né per diletto. I progetti <strong>restano fermi a metà</strong>. Per dirne una, non vi ho nemmeno ancora parlato del mio Marocco. Ma nel logorio della vita moderna, c&#8217;è <strong>una piccola oasi di acume</strong>, riflessione e cazzeggio insieme: il <strong>Litcamp</strong>. Quello del 2009 è il terzo Litcamp, ma invece di risentire degli anni, qui si tira fuori dal cilindro un tema particolarmente stuzzicante. <strong>Cosa NON fare per scrivere</strong>. O cosa fare per NON scrivere. O cosa fare per scrivere &#8220;NON&#8221;. Va beh, guardate sul <a href="http://litcamp2009.wordpress.com" target="_blank"><strong>blog del Litcamp</strong></a> per maggiori dettagli e poi magari <a href="http://barcamp.org/LitCamp2009" target="_blank"><strong>iscrivetevi sul wiki</strong></a>.</p>
<p>C&#8217;è già un intervento interessante che ho sgamato: si ipotizza che per scrivere, <strong>una cosa da NON fare è leggere</strong>. Boh, io sapevo il contrario. Certo, se stai leggendo non stai scrivendo. Io adesso sto scrivendo e quindi non ho modo di leggere, ma <strong>di norma leggo molto</strong> e alla fine scrivo poco. Adesso, per esempio, sto cercando <strong>un modo elegante di chiuderla qua</strong> e dedicarmi (di nascosto) alla lettura di &#8220;<strong>Wolverine: Nemico pubblico</strong>&#8221; (mica pizza e fichi).</p>
<p>Comunque, dài. <strong>Ci sono alcuni scrittori</strong>, alcuni editori, si parla di letteratura tra l&#8217;analogico e il digitale, ci si incontra con quelli di <strong><a href="http://www.anobii.com/anobi/forum_thread.php?tid=48475&amp;pid=130&amp;lid" target="_blank">aNobii</a> </strong>(oh, fico aNobii, l&#8217;avete mai provato? No? E che aspettate?), poi c&#8217;è gente che scrive su riviste e fanzine, e tanti blogger (ma non così tanti da farvi venire la crisi di rigetto). Ci si trova venerdì pomeriggio e sabato tutto il dì al <a href="http://www.circololettori.it/" target="_blank"><strong>Circolo dei Lettori</strong></a>, che val già solo la pena vedere quello. Io ci sono il sabato (che val già solo la pena <strong>venire per vedere me</strong>).</p>
<p>Si beve una cosa, ci si scambia un libro, <strong>si snobba allegramente il Salone</strong>. Perché no.</p>

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