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	<title>CasaIzzo</title>
	
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	<description>Cultura generale digitale</description>
	<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 20:45:03 +0000</pubDate>
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		<title>LE MAMME VENGONO DA URANO</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 15:57:45 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche stavolta si è conclusa senza vittime <strong>la maratona sanitaria</strong> programmata in cui CasaIzzo tutta si è mobilitata per accompagnare la genitrice tra un medico e un&#8217;analisi, tra uno specialista e un ospedale - con le <strong>consuete e immancabili pause</strong> in negozi di scarpe e su ogni superficie mediamente morbida su cui ci si possa abbandonare e sonnecchiare.</p>
<p>Io <strong>ho una madre ingombrante</strong>. Certo, forse ce l&#8217;abbiamo tutti. La mia però è ingombrante e imbarazzante. Del tipo che quando mi appassionavo a Friends, la sit-com, io <strong>mi identificavo in Chandler Bing </strong>e nella sua assurda madre-padre interpretata da Kathleen Turner. Non che mia madre sia un trans, intendiamoci. Però è una di quelle persone che, quando è fuori dal letto, riesce con poco sforzo ad essere <strong>al centro dell&#8217;attenzione di chiunque </strong>si trovi in un raggio di almeno dieci metri, con il risultato che chi è accanto a lei vorrebbe veder materializzata una pala per scavarsi una fossa mentre è momentaneamente inosservato.</p>
<p>Lei ha tutti i suoi disturbi, le sue ansie e i suoi malanni, d&#8217;accordo. <strong>Non si dovrebbe star lì a sottilizzare</strong>. Anche quando i malanni si concentrano &#8220;lì sotto&#8221; e lei, ancora dopo quasi 39 anni, <strong>cerca di farti sentire in colpa</strong> per essere uscito con poca delicatezza dall&#8217;utero e aver causato danni un po&#8217; in tutta la zona.</p>
<p>Il fatto è che, conducendo una vita peraltro abbastanza solitaria e routinaria, quando viene in città per qualche esame clinico la mamma si trasforma nella <strong>protagonista di un suo personale show</strong> in cui lei è la Lucille Ball o (peggio) la Mae West della situazione. Tipo che deve raccontare a tutti (e quando dico tutti intendo anche i portantini dell&#8217;ospedale o la commessa del negozio di scarpe) che nel suo ultimo esame <strong>le hanno infilato una peretta là dietro</strong> e che quando le hanno detto &#8220;spinga&#8221; lei ha capito &#8220;stringa&#8221; mandando in palla il manometro.</p>
<p>Io <strong>spero sempre che la gente non mi guardi</strong>, quando lei parla (scandendo bene i termini) di ano, retto o perineo. Ho perfezionato un mimetismo che mi permette di scomparire e <strong>confondermi tra i colori del contesto</strong>. In ogni caso, per me è la conferma che se gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere, <strong>le mamme vengono da Urano</strong>.</p>

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		<title>BEATI I DURI DI CUORE</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 18:59:57 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Di mattina io sono tendenzialmente indifeso. <strong>Come i vampiri, rifuggo da qualsiasi luce</strong>. Mugugno e bramisco, mi trascino dentro i vestiti e fuori di casa. Solo dopo le 11 mi sono completamente ricomposto e <strong>riesco ad interagire</strong> in modo sano con il mondo. Ecco perché ho deciso che <strong><a href="http://www.casaizzo.com/cinema-che-uccide/" target="_self">la matinée</a></strong> cinematografica è una buona cosa. Perché vai veramente al cinema con occhi puliti, liberi, e senza protezioni.</p>
<p>La matinée di oggi era dedicata ad <strong><a href="http://www.disney.it/Film/up/" target="_blank">UP</a></strong>, il nuovo film Pixar.<br />
Ora sono le sette di sera, e mi sto riprendendo un po&#8217; solo adesso.</p>
<p>Quando deve uscire un nuovo film Pixar io - già alcuni mesi prima - sono lì che <strong>spulcio i siti di cinema</strong> per vedere qualche immagine, qualche anticipazione. E nel caso di UP pensavo: <strong>ma cosa mi spiega</strong> un film con un vecchio che fa volare la casa coi palloncini? Divertente, sicuro, ma abbastanza idiota. Stamattina, uscito dalla sala, pensavo: <strong>ma com&#8217;è possibile</strong> realizzare un film d&#8217;animazione sulle difficoltà dell&#8217;elaborazione di un lutto e portare a casa il risultato senza colpo ferire?</p>
<p>Perché, ragazzi, <strong>UP è un mix impossibile</strong>. <em>Impossibile</em>. Roba che metà del pubblico in sala (i bambini) ride in modo convulso e l&#8217;altra metà (gli adulti) singhiozza senza ritegno. <strong>Lo so che voi sapete già che io ho la lacrima facile</strong>. Piango sempre ogni volta che vedo <em>Mary Poppins</em>, <em>Il mucchio selvaggio</em> o<em> Shakespeare a colazione</em>. Ma si tratta di una lieve commozione. Con UP dopo i primi dieci minuti di una <strong>magistrale sequenza a montaggio</strong> avevo già cestinato due fazzoletti pieni di lacrime e moccio. L&#8217;unica consolazione è che anche la tipa due sedili più in là faceva lo stesso.</p>
<p>Poi, va da sé, si ride anche tanto. Ma il bello del film è questo <strong>procedere su due registri</strong> sovrapposti come carta velina in cui se chiedi a un bambino ti dirà che è la storia di un simpatico vecchietto che decide di partire per il sudamerica facendo volare la sua casa con migliaia di palloncini e vive mille avventure con un bimbo ciccione un cane parlante e <strong>uno struzzo psichedelico</strong>. OK, magari il bambino non direbbe &#8220;psichedelico&#8221;. Lo dico io. Chiedilo a me, e ti dirò che è la storia di un vecchio triste, solo e abbastanza sgradevole che non riesce ad accettare la perdita della moglie e <strong>si porta dietro un lutto pesante come una casa</strong>, per poi lasciare finalmente che i morti stiano dove devono stare: al di là delle nuvole, vicino alle cascate del paradiso. Aiutato in questo percorso da un bambino ciccione, un cane parlante e uno struzzo psichedelico che alternativamente adottano, consapevoli o meno, il ruolo di<strong> terapista comportamentale</strong>.</p>
<p>Come dicono tutte le recensioni possibili su UP, la Pixar riesce incredibilmente a <strong>superare sé stessa ogni cazzutissima volta</strong>: fidatevi, è vero - e non era facile fare meglio di <em>Wall-E</em>. Il problema è che se qui ti porti i popcorn in sala, <strong>rischi che ti rimangano in gola</strong>. Siete avvertiti: gli agguati sono all&#8217;inizio del film, a metà e alla fine. <strong>Quello più devastante è a metà</strong>. Alla fine pensi che non hai più lacrime ma qualcosa resta sempre.</p>
<p>Ah, un&#8217;altra cosa. Se non avete <strong>occhiali neri coprenti</strong> con voi (o se avete la fortuna di essere molto, molto <strong>duri di cuore</strong>), sarà estremamente imbarazzante uscire dalla sala. Magari siete in uno di quei multisala tipo quello vicino a casa mia, che è incastonato in un meraviglioso centro commerciale. La folla di acquirenti domenicali guarderà <strong>i vostri occhi rossissimi e il moccio</strong> (che nel mio caso cola su un bel paio di folti baffoni neri) e vi prenderà per pazzi.</p>
<p>Volete un giudizio in sintesi?<br />
Non andate a vedere UP: <strong>è meraviglioso</strong>.</p>

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		<title>FOTOSINTESI (BULLARSI ON LINE)</title>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è da dire questo. L&#8217;altra sera riflettevo con Louga su quanto difficile diventa, anche per gli appassionati come noi, persistere nel portarsi in giro la reflex digitale e fare gli artisti puri e duri che vagano per la città con il naso all&#8217;insù (o all&#8217;ingiù, in molti casi) fotografando dettagli invisibili ai più e svelando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è da dire questo. L&#8217;altra sera riflettevo con <strong><a href="http://www.flickr.com/photos/louga" target="_blank">Louga</a></strong> su quanto difficile diventa, anche per gli appassionati come noi, <strong>persistere nel portarsi in giro la reflex digitale</strong> e fare gli artisti puri e duri che vagano per la città con il naso all&#8217;insù (o all&#8217;ingiù, in molti casi) fotografando <strong>dettagli invisibili ai più</strong> e svelando l&#8217;assurdo caos dietro il paravento del reale. Bello eh, &#8220;<strong>il paravento del reale</strong>&#8220;? Mi stupisco da solo quando oso questo tipo di costrutti. Ma comunque. Non è facile, sappiatelo.</p>
<p>Ormai la gente <strong>va in giro con l&#8217;iPhone</strong>, scatta quello che vuole e <em>fà ch&#8217; it n&#8217; abie</em>, come si dice qui da noi in Piemonte. Tu pensi di essere un figo con la tua Canon, la tua Nikon, la tua Sony dai mille obiettivi. Pensi &#8220;è tempo che mi compro la reflex, perché <strong>son così bravo e così appassionato</strong> che - semplicemente - <em>mi serve</em>&#8220;. Poi la reflex ce l&#8217;hai e la usi <strong>una volta ogni morte di papa</strong> (a meno che non ti chiami <strong><a href="http://www.flickr.com/photos/istriano" target="_blank">Istriano</a></strong>, <strong><a href="http://www.flickr.com/photos/teob/" target="_blank">Teo</a></strong>, <strong><a href="http://www.flickr.com/photos/palmasco" target="_blank">Palmasco</a></strong>&#8230; insomma le eccezioni ci sono sempre). Se va bene <strong>ci fai le foto delle vacanze</strong>, o i ritratti ai Barcamp. E questa è una cosa che mi fa incazzare abbestia.</p>
<p>Poi però succedono cose come questa. Il <strong>New York Times Style Magazine</strong> (vi prego, lasciate che mi bulli adeguatamente IL! NEW! YORK! TIMES! STYLE! MAGAZINE!) mi contatta perché gli piace una mia foto e la vogliono usare sul loro blog. Il post lo trovate già online, si intitola <strong><a href="http://themoment.blogs.nytimes.com/2009/10/27/anne-on-the-move-a-weekend-in-honfleur-france/" target="_blank">A weekend in Honfleur</a></strong> (e sottoscrivo in pieno ogni paragrafo del testo). A differenza delle decine di altre foto mie pubblicate su riviste più o meno oscure o realtà no-profit che ti chiedono il favore di<strong> usare le tue immagini gratis</strong> (favore che in genere concedo), il NYTSM <strong>mi ha subito buttato lì un prezzo</strong>. Magari anche poco, per carità, ma <strong>vuoi mettere la soddisfazione </strong>di entrare nella banca on line e vedere che c&#8217;è un bonifico dal (vi prego fatemelo ripetere) New York Times Style Magazine? Come diceva una vecchia pubblicità, non ha prezzo.</p>
<p>E io adesso mi sento tanto <strong>Ugly Betty con il pene</strong>.<br />
Se mi metto la parrucca probabilmente ci somiglio anche.</p>

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<p class='technorati-tags'>Technorati Tags: <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/foto' rel='tag' target='_self'>foto</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/fotografia' rel='tag' target='_self'>fotografia</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/honfleur' rel='tag' target='_self'>honfleur</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/new+york+times' rel='tag' target='_self'>new york times</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/normandia' rel='tag' target='_self'>normandia</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/reflex' rel='tag' target='_self'>reflex</a>, <a class='technorati-link' href='http://technorati.com/tag/the+moment' rel='tag' target='_self'>the moment</a></p>

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		<title>CINEMA CHE UCCIDE</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 14:01:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ho (ri)scoperto un nuovo concetto di cinema: la matinée. Quando ero piccino io, si poteva andare al cinema a tutte le ore del giorno, diciamo dalle 10 in avanti. Durante la mia adolescenza questo tipo di orario è stato riservato solo alle sale a luci rosse (quasi come se avessero capito che i miei gusti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho (ri)scoperto un nuovo concetto di cinema: <strong>la matinée</strong>. Quando ero piccino io, si poteva andare al cinema <strong>a tutte le ore del giorno</strong>, diciamo dalle 10 in avanti. Durante la mia adolescenza questo tipo di orario è stato riservato solo alle sale a luci rosse (quasi come se avessero capito che i miei gusti stavano cambiando). Dagli anni &#8216;90 in poi l&#8217;unica possibilità di andare al cinema di mattina per me è stato (ed è tuttora) il Torino Film Festival. E invece, <strong>che ti combina il Pathé</strong> (sarebbe il cinema vicino casa)? Organizza le matinée domanicali alle 11! A prezzo ridotto! <strong>Con tamarri in sala pari quasi a zero!</strong> Troppo bello per essere vero&#8230; Lo testo subito con un caffé macchiato e una visione totalizzante di <a href="http://www.inglouriousbasterds-movie.com/" target="_blank"><strong>Inglourious Basterds</strong></a>!</p>
<p>Lo so, sto usando <strong>troppi punti esclamativi</strong> rispetto al solito! Adesso mi calmo. Non è così facile parlare senza esclamazioni di Inglourious Basterds.</p>
<p><strong>I bastardi, o li ami o li odi</strong>. Un po&#8217; come tutto il cinema di QT. C&#8217;è qualche detrattore, che punta il dito sul solito pasticcio di generi e stili. Ma QT in questo è un po&#8217; come il nostro Mr. B.: i suoi ammiratori (me compreso) vengono improvvisamente <strong>spogliati di senso critico una volta entrati in sala</strong>. E comunque dài, a mente fredda: Inglourious Basterds è il miglior film di QT dopo Pulp Fiction. Voglio dire, non è che non ci siano stati film entusiasmanti, nel frattempo. Ognuno con i suoi buoni motivi per assurgere all&#8217;olimpo dei film del cuore di ogni bravo fanboy. Ma qui si deborda meno, si godardeggia di più e il solito citazionismo <strong>colpisce maggiormente al cuore</strong>.</p>
<p>Tra l&#8217;altro un film in cui le due anime, americana ed europea sono perfettamente bilanciate. Un film che purtroppo non sono riuscito a vedere in originale: porca zozza, <strong>il 90% del film è in francese o tedesco</strong>, costava tanto lasciare anche quel 10% di inglese&#8230; in inglese? Ma non si può pretendere tutto da una matinée, immagino. Un film che come sempre ha una soundtrack ricca di colpi di scena: stavolta è quasi tutto<strong> Morricone riciclato</strong>, con un pizzico di Schifrin e Bernstein e una chicca nel prefinale tutta da gustare (vedi sotto).</p>
<p>I primi quattro capitoli del film (sì, anche questo è diviso in capitoli) sembrano <strong>altrettanti film a sé stanti</strong>, salvo poi ritrovare tutti i personaggi nel quinto, catartico, capitolo (dal titolo più improbabile di tutti &#8220;<strong>La vendetta della faccia gigante</strong>&#8220;). Semplificando, il primo capitolo è quello che fa da subito <strong>gridare al capolavoro</strong>. Quello che evidenzia con un apparentemente semplice dialogo sul latte, le pipe e la vita contadina tutta l&#8217;idea tarantiniana di &#8220;spaghetti western nella francia nazista&#8221;. QT scomoda Sergio Leone e John Ford in modo non gratuito (diciamo pure che nulla nel film è &#8220;gratuito&#8221; e che QT si è abbastanza tenuto, stavolta). Circa mezz&#8217;ora di interrogatorio in cui la tensione <strong>aumenta fino ad esplodere</strong> nell&#8217;ultimo minuto della scena. E con buona pace di tutti gli altri interpreti, Christoph Waltz meriterebbe dieci Oscar.</p>
<p>Il secondo capitolo è&#8230; <strong>Beh, il &#8220;solito&#8221; QT</strong>. Quello che ti aspetti - quello su cui ha puntato il trailer e tutto il marketing del film. Brad Pitt e soci che <strong>fanno lo scalpo ai nazi </strong>e gli spaccano il cranio con le mazze da baseball. C&#8217;è tutto quello che ci piace, in una mezz&#8217;ora a tratti <strong>un tantino autocelebrativa</strong> ma sempre estremamente godibile. Nel terzo capitolo incontriamo (ritroviamo) la vera protagonista del film, Shosanna Dreyfus. Gestisce un cinema nella Parigi occupata, dice frasi immense come (cito a memoria) &#8220;Sono francese. Noi francesi rispettiamo i registi&#8221; e si trova la sua tremenda vendetta <strong>servita su un piatto d&#8217;argento</strong>.</p>
<p>Il quarto capitolo contiene l&#8217;immancabile <strong>stallo alla messicana</strong> con massacro finale, impreziosito da un cameo di Mike Myers nel ruolo del generale Fenech (!) e da una Diane Kruger mai così in parte (il dialogo sul tavolo operatorio tra lei e Brad Pitt cancella le &#8220;colpe&#8221; di Troy). Il quinto capitolo comincia con una <strong>sequenza da antologia</strong> (la mia preferita del film): Mélanie Laurent / Shosanna si trucca  sulle note di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=28kewn0DRRQ&amp;feature=related"><strong>David Bowie</strong></a> prima del massacro cinematografico. Come dire: i film di QT sono sempre stati un po&#8217; un gioco di testa. Nel quinto capitolo di Inglourious Basterds si abbandona la testa e <strong>ci si sposta nel cuore</strong>. Nella passione dell&#8217;odio, dell&#8217;amore per il cinema e nel cinema, della vendetta. Una fantasia bruciante in cui <strong>anche la storia cambia</strong>, perché non è la storia che interessa a QT ma la fiamma dei suoi personaggi.</p>
<p>Tutto va a fuoco, mentre è una <a href="http://4.bp.blogspot.com/_gTka0I9Xl-8/SpE9t0PlQ9I/AAAAAAAAB5Q/g3xtAt_V1N8/s400/inglourious_basterdsface.jpg" target="_blank"><strong>faccia gigante</strong></a> su uno schermo argenteo a vendicare l&#8217;olocausto.<br />
Il cinema che vince sulla realtà. <strong>Il cinema che uccide</strong>.</p>

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		<title>IL PARRUCCHIERE VIRTUALE</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 12:49:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietroizzo</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Oggi vado a tagliarmi i capelli. C&#8217;è sempre un po&#8217; di inquietudine nel dirlo. Per quelle due volte l&#8217;anno che lo faccio, l&#8217;occasione è comunque a suo modo grandiosa. E come tutte le volte mi scatta la voglia di qualcosa di diverso, di cambiare persona, di essere per qualche settimana quello che di norma non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi vado a tagliarmi i capelli. C&#8217;è sempre <strong>un po&#8217; di inquietudine</strong> nel dirlo. Per quelle due volte l&#8217;anno che lo faccio, l&#8217;occasione è comunque <strong>a suo modo grandiosa</strong>. E come tutte le volte mi scatta la voglia di qualcosa di diverso, di cambiare persona, di essere per qualche settimana quello che di norma non sono.</p>
<p>Sto cercando sul web <strong>un sito decente di <em>virtual hairstyle</em></strong>, tanto per. Ma quelli che trovo fanno abbastanza pena, per cui mi (e vi) affiderò ad una sana immaginazione.</p>
<p>Potrei optare per <strong>il taglio emo</strong>, che è tanto di moda. Non tanto tipo il tizio dei Tokio Hotel, che mi pare fondamentalmente <strong>Alberto Camerini redivivo</strong>, ma piuttosto come quello dei Dari (che anche lui mi pare Alberto Camerini redivivo, ma con più onestà). Ecco, come il tipo dei Dari ma <strong>meno colorato</strong>. Anzi, nero e basta. Oppure mi attrae anche il taglio spike, un misto morbido tra il punk &#8216;77 e il ciancicato &#8216;99. O potrei, per cambiare, <strong>fare una tinta</strong>&#8230;</p>
<p>Insomma, avevo pensato di lanciare un sondaggio &#8220;<strong>quale taglio potrei adottare</strong>&#8221; tra i miei venticinque lettori. Poi però si è fatto tardi, le riunioni si sono accavallate, il post è rimasto in bozza e sono anche già andato dalla parrucchiera. Che era giustamente innervosita per i miei 25 minuti di ritardo. Quindi <strong>il taglio l&#8217;ho già fatto</strong> e - tanto per rassicurarvi - è sempre il solito (<strong>una via di mezzo tra <a href="http://www.tuicer.com/wp-content/plugins/wp-o-matic/cache/3bdec_asianmenhairstyleeb3.jpg" target="_blank">questo</a> e <a href="http://www.hairstyleslibrary.com/images/mens-long-hairstyle.jpg" target="_blank">questo</a></strong>).</p>
<p><strong>Ma voi se volete proponete pure, eh?</strong> Meglio se con riferimenti fotografici.<br />
Così la prossima volta ci provo.</p>

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		<title>IL LAVORO NOBILITA?</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 23:13:14 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il lavoro <strong>non è una cosa naturale</strong>. So che è da idioti partire con un utopistico richiamo all&#8217;età dell&#8217;oro, ma quando quei simpatici uomini preistorici hanno deciso che la pastorizia e il nomadismo non erano più divertenti e si sono inventati l&#8217;agricoltura, beh&#8230; Quello è stato <strong>l&#8217;inizio della fine</strong>. Il lavoro - il tempo del lavoro, con le sue scansioni sempre uguali - è un&#8217;invenzione dell&#8217;uomo. <strong>Siamo animali autodistruttivi</strong>.</p>
<p>Seguitemi, allora. Se il lavoro non è naturale, ma è una situazione costruita, potremmo definirlo <strong>non tanto una realtà quanto una rappresentazione</strong>. Si alza il sipario la mattina e <strong>andiamo in scena</strong>, ognuno con il suo ruolo. Il dirigente manipolatore, il buffone che fa le battute alle riunioni, quello che ama sentire il suono della sua voce, il burocrate, l&#8217;efficiente, l&#8217;imboscato, l&#8217;inadeguato.</p>
<p>E bisogna fare molta attenzione, perché in questa rappresentazione <strong>sono lesti ad assegnarti un ruolo</strong> che - volente o nolente - ti resta appiccicato per la vita. <strong>Una volta inadeguato, sempre inadeguato</strong>, insomma.</p>
<p>Questo autunno <strong>è un momento critico in CasaIzzo</strong>. Qualcuno si stanca del ruolo che gli hanno assegnato, qualcuno lotta contro l&#8217;assegnazione forzata di ruoli <em>tout court</em>. Le rappresentazioni sono sempre uguali, si finisce per somigliare agli attori delle compagnie di giro della commedia dell&#8217;arte. La cosa può essere positiva o negativa, a seconda dei punti di vista. Tenendo comunque presente che <strong>se non reciti, non mangi</strong>.</p>
<p>Ma se devo recitare, amici, il mio modello non è Jack Nicholson. <strong>Io sono più il tipo Anthony Hopkins</strong>. Sottile. Quando voglio. O quando posso. Oggi non potevo e non volevo, perciò sono stato costretto mio malgrado ad <strong>adottare il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=OaMDkQBQlvI" target="_blank">metodo</a></strong>. Ne è venuto fuori un atto unico <strong>potenzialmente molto pericoloso</strong> per la mia carriera di attor giovane, ma quanta soddisfazione in quella scena madre.</p>
<p><strong>Alla faccia dei ruoli</strong> e dei comportamenti codificati.<br />
E comunque pastorizia e nomadismo sono <em><strong>molto </strong></em>divertenti. Basta che non piova.</p>

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		<title>BENIAMINO PLACIDO R.I.P.</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 16:06:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fugo subito ogni dubbio: il Beniamino Placido di cui parlo è il nostro ficus benjamin, quello che mi ha sempre guardato le spalle mentre scrivevo i miei post e adesso incombe rinsecchito e platealmente defunto tra la libreria e la scrivania. Insomma, nessuno scherzo di cattivo gusto ai danni di noti critici televisivi.
Beniamino (detto Ben) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fugo subito ogni dubbio: il Beniamino Placido di cui parlo è <strong>il nostro ficus benjamin</strong>, quello che mi ha sempre guardato le spalle mentre scrivevo i miei post e adesso <strong>incombe rinsecchito e platealmente defunto</strong> tra la libreria e la scrivania. Insomma, nessuno scherzo di cattivo gusto ai danni di noti critici televisivi.</p>
<p>Beniamino (detto Ben) era parte di <strong>una famiglia di freaks</strong> che vive nella nostra casa, insieme a<strong> Maria Callas</strong> (la calla, che neppure lei sta tanto bene), <strong>Misery Nondevemorire</strong> (la miseria che invece muore e resuscita ogni anno), la <strong>Peppa </strong>(una pianta non meglio identificata che pare un incrocio tra la lattuga e un ultracorpo), <strong>Ortis </strong>(l&#8217;ortensia che non fiorisce), <strong>Pungy </strong>(un robusto agrifoglio mutante) e una serie di piante grasse anonime ma <strong>dure a morire</strong>.</p>
<p>Tutti i nostri amici vegetali sono sempre stati trattati bene. Si tratta solo di <strong>una questione di ambiente</strong>. L&#8217;ambiente di CasaIzzo è ostile ad ogni forma di vita vegetale. Certo, ci sono le eccezioni. <strong>Rosy</strong>, la rosa di Jericho, può stare mesi interi senza acqua e senza patire, mentre <strong>Bambi 1 e 2</strong> (le due canne di bamboo) sembrano espandersi tanto più quanto meno vengono curati. Anche <strong>Hippopotus </strong>(il potus) vive praticamente in acque putride e non si è mai lamentato.</p>
<p>Sono le specie autoctone, però, che pongono più problemi. Nel <strong>cimitero vegetale</strong> di CasaIzzo ci sono edere rampicanti, girasoli, piante officinali, erbe aromatiche, aloe, fiori di ogni tipo e misura, <strong>rose fresche aulentissime</strong>, gerani da balcone (che mi dicono essere una specie resistentissima), saintpaulie (non so come si scrive ma son quelle piantine che <strong>te le regalano e dopo due giorni son morte</strong>).</p>
<p>Noi ci affanniamo a potare, pulire, innaffiare, vaporizzare. <strong>Carezziamo le nostre piante</strong>, le rinvasiamo, ci parliamo insieme. A volte le sgridiamo (quando <strong>ingialliscono di colpo per dispetto</strong>, o quando si spintonano l&#8217;una con l&#8217;altra sulle mensole), più spesso le consoliamo (quando Maya decide che deve <strong>assaggiarle tutte</strong>, anche quelle potenzialmente velenose).</p>
<p>Eppure <strong>ogni estate esige il suo terribile tributo di clorofilla</strong>, e giunti alle porte dell&#8217;autunno un&#8217;altro amico si trasferisce nei verdi campi dell&#8217;aldilà vegetale, dove <strong>non esistono vasi né potature</strong>, e dove la pioggia ricopre ogni cosa. Mentre scrivo queste righe Beniamino Placido viene accompagnato nel cassonetto della spazzatura. Lascia dietro di sé una scia di foglie secche e un vuoto proprio lì, <strong>tra la finestra le la poltrona Poang dell&#8217;Ikea</strong>.</p>
<p>Vi saremo grati se parteciperete al nostro dolore, e se ci consigliaste <strong>quale altro amico vegetale potremmo adottare</strong> per sistemarlo in una zona luminosa (ma non luce diretta), leggermente sopraelevata e parecchio calda.<br />
Un amico vegetale dall&#8217;aria tosta, <strong>che resista anche alle torride estati torinesi</strong>.<br />
Che duri quattro o cinque anni. Almeno.</p>

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		<title>OVERALL FEELING OF DOOM</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 14:10:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ho letto di sfuggita mentre sfogliavo libri in un bookshop di Dublino. &#8220;Overall feeling of doom&#8220;. La frase mi è piaciuta talmente che mi è rimasta impressa nel subconscio. La uso adesso perché si addice al momento presente: il ritorno dalle ferie. Una generale sensazione di&#8230; rovina, decadimento, fallimento, destino infausto. Non so. &#8220;Doom&#8221; è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ho letto di sfuggita mentre sfogliavo libri in un bookshop di Dublino. &#8220;<strong>Overall feeling of doom</strong>&#8220;. La frase mi è piaciuta talmente che mi è rimasta <strong>impressa nel subconscio</strong>. La uso adesso perché si addice al momento presente: il ritorno dalle ferie. Una generale sensazione di&#8230; rovina, decadimento, fallimento, destino infausto. Non so. &#8220;Doom&#8221; è una di quelle parole <strong>talmente dense e sfaccettate </strong>che non vorrei nemmeno tradurla. Non a caso è usata per il <a href="http://spider-bob.com/villains/marvel/images/DrDoomI_01.jpg" target="_blank"><strong>Dr. Doom</strong></a> (impropriamente tradotto da noi come Dottor Destino), per il mitico <a href="http://www.reelcomix.com/admin/admin_images/ThulsaDoom.jpg" target="_blank"><strong>Tulsa Doom</strong></a> (il cattivo di Conan), per il gioco <a href="http://doomworld.com/pageofdoom/graphics/doom-front.jpg" target="_blank"><strong>Doom</strong></a>. Tutte cose allegre.</p>
<p>Questa sensazione è stata tenuta lontana con successo per due settimane, in cui le uniche preoccupazioni sono state <strong>tenere la sinistra</strong>, evitare di bere più di cinque pinte di Guinness al dì, cercare il cimitero / la scogliera / il monastero / la farmhouse più vicina. Il godimento stava nel fatto di <strong>essere completamente disconnesso</strong>. Niente televisione, niente quotidiani, niente Internet, niente cellulare, radio poca e solo in auto (e solo stazioni ultra-folk). La vacanza per me deve essere &#8220;vacanza&#8221;, nel senso che sei vacuo, sgombro, <strong>completamente libero da (pre)occupazioni</strong>. Anche la sporadica telefonata a casa (rigorosamente da una cabina e con monetine contate) deve essere un evento eccezionale.</p>
<p>Fino a ieri sera <strong>ho evitato il doom</strong>. Poi, appena mi son messo a letto è tornato, <strong>come una coperta fredda e avvolgente</strong>. Mi ha tenuto compagnia fino alle quattro del mattino. Non so se poi diminuirà, magari è solo la crisi da rientro. Però so che se ci si mette anche l&#8217;insonnia <strong>la <a href="http://www.youtube.com/watch?v=SYDLv8rK4z8" target="_blank">sindrome da Fight Club</a></strong> non tarderà ad arrivare.<br />
È che devo ancora decidere se in questi casi vale di più la tecnica zen o la lotta armata&#8230;</p>

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		<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 13:08:46 +0000</pubDate>
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C&#8217;è il nuovo cortometraggio Photobooth Tales, per chi se lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Niente, vi volevo dire che negli ultimi giorni (settimane?) sono stato un po&#8217; in sordina perché stavo lavorando al <strong>nuovo sito Bamboo Productions</strong>. Adesso è on line, si chiama <a href="http://www.bambootube.net" target="_blank"><strong>BambooTube</strong></a> (con evidente riferimento a quel &#8220;tubo&#8221; che i videomaniaci tanto apprezzano) e ne sono <strong>molto orgoglioso</strong>.</p>
<p>C&#8217;è il nuovo cortometraggio <strong>Photobooth Tales</strong>, per chi se lo fosse perso&#8230; Ci sono tutti i nostri video, <strong>c&#8217;è la nostra storia</strong> (dieci anni di storia: il tempo passa e non ce ne accorgiamo). Ci sono tutti i rimandi al nostro multiverso, che per certi versi è <strong>più complicato di quello Marvel</strong>, c&#8217;è il nostro libro (è vecchiotto ma può ancora funzionare, in attesa di <strong>un&#8217;eventuale remake</strong>). Da oggi ci sono persino i corti <a href="http://www.youtube.com/user/pietroizzo#play/user/BEF87B8DAD5C4996" target="_blank"><strong>sottotitolati in inglese</strong></a> su YouTube, per gli spettatori internazionali&#8230; In più ci sono le foto, <strong>un blog</strong> che verrà aggiornato di tanto in tanto da tutti e tre, un po&#8217; di lifestream e tanto sano <strong>surrealismo trash</strong>.<br />
Spero possiate apprezzare qualche corto, ce n&#8217;è un po&#8217; per tutti i gusti. Buona fine estate.</p>
<p>CasaIzzo <strong>chiude per un paio di settimane</strong> e si trasferisce sull&#8217;<a href="http://www.discoverireland.com/it/" target="_blank"><strong>Isola di Smeraldo</strong></a>&#8230;</p>

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		<title>FERRAGOSTO IN CASA</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Aug 2009 20:09:24 +0000</pubDate>
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Sveglia tardi, colazione a letto di cortesia (cortesia della Stefi, ovviamente), pranzo fatto in casa noi due soli, un po&#8217; di lettura, e le ore più calde della giornata passate a bearsi di quel po&#8217; di corrente (ri)guardando La dolce vita. Lo so che fa tanto snob, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Neanche &#8220;in città&#8221;. Proprio &#8220;<strong>in casa</strong>&#8220;. Per scelta.<br />
Sveglia tardi, colazione a letto di cortesia (<strong>cortesia della Stefi</strong>, ovviamente), pranzo fatto in casa noi due soli, un po&#8217; di lettura, e le ore più calde della giornata passate a bearsi di quel po&#8217; di corrente <strong>(ri)guardando La dolce vita</strong>. Lo so che fa tanto snob, ma è così. Per un attimo abbiamo pensato di spararci <strong>anche Il gattopardo dopo cena</strong>. Ma forse è fin esagerato.</p>
<p>Vorrei non dover andare in ufficio anche la prossima settimana, ma <strong>non se ne può fare a meno</strong>. Comunque Agosto in città non mi è mai dispiaciuto. Se non fosse che<strong> al cinema non c&#8217;è veramente un cazzo</strong>. A parte Harry Potter e Transformers. Passerò quindi in rassegna i film che attendo di più per la prossima stagione 2009-10, per farmi venire la voglia mentre siamo ancora in piena <strong>abulìa da limbo agostano</strong>.</p>
<ul>
<blockquote><p></p>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=IXv9Kgb59xM" target="_blank"><strong>The Imaginarium of Dr. Parnassus</strong></a><br />
Cazzo cazzo cazzo, il nuovo film di Terry Gilliam. Cazzo!</li>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=5sQhTVz5IjQ" target="_blank"><strong>Inglourious Basterds</strong></a><br />
Anche in questo caso, non ci sono spiegazioni da dare.</li>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=p-REviL75zg" target="_blank"><strong>Drag Me To Hell</strong></a><br />
Spider-Man: OK. Però adesso basta, eh? Torniamo alle storie tipo Evil Dead. Bravo, Sam, bravo&#8230;</li>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=fFDcaTI0cl8" target="_blank"><strong>Where the Wild Things Are</strong></a><br />
Il nuovo film (fantasy) di Spike Jonze ha quel look a metà tra i peluche e il Signore delle mosche che mi esalta</li>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=gcoM8gQ0hoM" target="_blank"><strong>Astroboy</strong></a><br />
Lo so che è un po&#8217; americanizzato, ma il manga capolavoro di Tezuka al cinema&#8230; magari in 3D&#8230;!</li>
<li><a href="http://www.avatarmovie.com/" target="_blank"><strong>Avatar</strong></a> (<em>il trailer esce giovedì prossimo</em>)<br />
Potrebbe essere la più grande stronzata del secolo&#8230; ma anche il film che cambierà il cinema per sempre.</li>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=jKMs0Ubam_w" target="_blank"><strong>Legion</strong></a><br />
Il nuovo film tamarrissimo stile Constantine. Con Paul Bettany!</li>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=USUDlMBR-dQ" target="_blank"><strong>Time Traveler&#8217;s Wife</strong></a><br />
Spero che non abbiano reso uno dei libri che più ho amato una minchiata di film&#8230;</li>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=kWyNYxGZonI" target="_blank"><strong>Amabili resti</strong></a><br />
Mi sa già di capolavoro assoluto, il prossimo Peter Jackson.</li>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=DeWsZ2b_pK4" target="_blank"><strong>Alice in Wonderland</strong></a><br />
Va beh ma questo mi sa che è il film che il mondo intero attende con più ansia</li>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=n2igjYFojUo" target="_blank"><strong>The Fantastic Mr. Fox</strong></a><br />
Da Roald Dahl un film animato a passo uno di&#8230; Wes Anderson?!?! Vedere!</li>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=1AwvuirSEAA" target="_blank"><strong>Tron Legacy</strong></a><br />
A più di vent&#8217;anni di distanza. Flynn Lives!</li>
<p>
</p></blockquote>
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