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	<title>Cecilia D&#039;Elia</title>
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	<description>Il sito di Cecilia D&#039;Elia</description>
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	<title>Cecilia D&#039;Elia</title>
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		<title>Una mia intervista sul caso Silvestri su la Repubblica</title>
		<link>https://www.ceciliadelia.it/sito/2026/06/10/una-mia-intervista-su-la-repubblica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sara Graziani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 20:12:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli ed interventi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;C&#8217;è il dovere di assolvere al nostro incarico con disciplina e onore. L&#8217;istituzione non poteva rimanere silente di fronte a...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="padding-left: 40px;">&#8220;C&#8217;è il dovere di assolvere al nostro incarico con disciplina e onore. L&#8217;istituzione non poteva rimanere silente di fronte a questa notizia&#8221;, di Concetto Vecchio, la Repubblica</p>
<p style="padding-left: 40px;"><a href="https://www.ceciliadelia.it/sito/wp-content/uploads/08.06.26_La-Repubblica_Concetto-Vecchio-1.pdf">Scarica l&#8217;articolo</a></p>
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		<title>Dichiarazione di voto contrario su DDL Valditara</title>
		<link>https://www.ceciliadelia.it/sito/2026/06/04/intervento-in-aula-su-dichiarazione-voto-contrario-ddl-valditara/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sara Graziani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 13:57:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Qui i motivi della mia dichiarazione di voto oggi contro il DDL Valditara. Perché credo che la destra al governo...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="Intervento in aula su dichiarazione voto contrario DDL Valditara" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/BDS0iKB7MDY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p style="text-align: left; padding-left: 40px;">Qui i motivi della mia dichiarazione di voto oggi <strong>contro il DDL Valditara</strong>. Perché credo che la destra al governo si stia assumendo  una grave responsabilità nei confronti delle nuove generazioni e del Paese.</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 40px;">Di fronte alla violenza contro le donne e ai femminicidi, si sceglie di <strong>ostacolare l&#8217;educazione sessuo-affettiva nelle scuole</strong> invece di rafforzarla, in totale controtendenza rispetto al restante scenario europeo.</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 40px;">Le ricerche ci mostrano una realtà incui tra gli adolescenti si diffondono comportamenti sessisti e modelli relazionali basati sul <strong>controllo</strong> e sulla <strong>sopraffazione</strong>. Sempre più ragazze e ragazzi crescono senza strumenti adeguati a comprendere il consenso, il rispetto reciproco e la qualità delle relazioni.</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 40px;"><strong>La scuola chiede di essere sostenuta in questo compito educativo</strong>. Invece, con questo provvedimento, viene messa sotto pressione, costretta a nuovi vincoli e procedure che rischiano di scoraggiare proprio quei percorsi formativi di cui c&#8217;è più bisogno.</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 40px;">Sono convinta che l&#8217;educazione  all&#8217;affettività, al <strong>rispetto delle differenze</strong> e alla <strong>consapevolezza del proprio corpo</strong>  sia un diritto educativo fondamentale.</p>
<p style="text-align: left; padding-left: 40px;">Per questo considero sbagliata la scelta di trasformare questi percorsi in un terreno di scontro politico e di <strong>alimentare una contrapposizione tra scuola e famiglie.</strong></p>
<p style="text-align: left; padding-left: 40px;">Abbiamo bisogno di una scuola che accompagni la crescita delle nuove generazioni, che <strong>prevenga la violenza e che promuova una nuova grammatica delle relazioni, fondate sul consenso</strong>. Su questo non possiamo permetterci passi indietro, la destra oggi lo ha fatto fare a tutto il Paese</p>
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		<title>2 giugno 1946: la radice della nostra libertà</title>
		<link>https://www.ceciliadelia.it/sito/2026/06/02/2-giugno-1946-la-radice-della-nostra-liberta/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sara Graziani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 06:55:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il 2 giugno del 1946 le donne italiane votarono per scegliere tra monarchia e repubblica e per eleggere, dopo il...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="padding-left: 40px;">Il <strong>2 giugno del 1946</strong> le donne italiane votarono per scegliere tra monarchia e repubblica e per eleggere, dopo il disastro della guerra e del fascismo, l’assemblea che avrebbe dato all’Italia la nuova Costituzione.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Un giorno memorabile per tanti motivi, come ha detto <strong>Pietro Calamandrei</strong>: “mai nella storia è avvenuto, né mai ancora avverrà che una repubblica sia stata proclamata per libera scelta di un popolo mentre era ancora sul trono il re”.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Potenza della democrazia, di questo gesto che ognuno di noi può compiere andando a votare.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Per noi donne era <strong>il primo voto</strong>, alcune si erano già recate alle urne per le amministrative, ma per decidere dell’Italia intera era la prima volta.</p>
<p style="padding-left: 40px;"><strong>Andarono in massa</strong>.</p>
<p style="padding-left: 40px;">
<p style="padding-left: 40px;">Eppure, secondo <strong>Miriam Mafai</strong> il movimento delle donne del dopoguerra nacque per certi versi orfano. Venti anni di fascismo e le riserve di gran parte del movimento operaio verso quello per il suffragio femminile avevano cancellato la memoria delle “suffragette”.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Orfane, ma continua Mafai “La nostra presenza, imprevista e coraggiosa nella richiesta di nuovi diritti, inciderà profondamente sui vecchi assetti consolidati e sui tradizionali pregiudizi della nostra società”</p>
<p style="padding-left: 40px;">
<p style="padding-left: 40px;">Dunque, se si dovesse ricercare una radice della storia della <strong>libertà femminile nell’Italia repubblicana</strong>, senza nascondere i salti e le discontinuità di cui ogni storia è fatta, sicuramente dovremmo rivolgerci alle ragazze che nel 1943, pur avendo ereditato un ruolo codificato da secoli ed essendo cresciute in un regime che aveva escluso le donne dalla sfera pubblica, scelsero l’impegno e la Resistenza.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Una scelta che cambiava la vita metteva in gioco libertà e speranze. Senza quelle ragazze e le tante donne che silenziosamente aiutarono la lotta di liberazione anche il riconoscimento del diritto di voto sarebbe stato più difficile.</p>
<p style="padding-left: 40px;">
<p style="padding-left: 40px;">Il decreto-legge che estendeva il voto alle donne (1° febbraio 1945) significativamente dimenticò l’<strong>elettorato passivo</strong>, che fu concesso in un secondo decreto del marzo 1946, a ridosso delle amministrative.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Ventuno donne furono elette nella Costituente, duemila nei consigli comunali.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Eccole le <strong>Madri della Repubblica</strong>, tutte, quelle che emozionate si erano recate al seggio, quelle che si diedero appuntamento a piazza Montecitorio per salutare le loro elette e quelle che varcarono la soglia dei palazzi istituzionali. Quelle che parteciparono alla Costituente e quelle che avevano guidato la bicicletta sulle strade dell’insurrezione antifascista. Un popolo femminile.</p>
<p style="padding-left: 40px;">
<p style="padding-left: 40px;">Sappiamo che per riconoscere il loro contributo c’è voluto un lavoro di scavo, l’indagine storica di altre donne, abbiamo dovuto aspettare uno sguardo nuovo, alla ricerca della propria <strong>genealogia</strong>.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Così quando ricostruimmo la storia del voto e del suffragio universale scoprimmo il nome di <strong>Anna Maria Mozzoni</strong>, di <strong>Anna Kuliscioff</strong>, di <strong>Linda Malnati</strong>, di <strong>Maria Montessori</strong>, per citarne solo alcune. O quello del socialista <strong>Salvatore Morelli</strong> e del repubblicano <strong>Mirabelli</strong>, che invano avevano chiesto nei parlamenti liberali il suffragio universale e la parità tra uomo e donna.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Una ricostruzione così ricordata dalla storica <strong>Anna Rossi Doria</strong>: “Le antenate sono certo esistite, ma spetta a noi cercarle e costituire il loro patrimonio; il testamento dobbiamo scriverlo noi, per ricevere un’eredità che allo stesso tempo dobbiamo noi dare a loro. Il paradosso è arduo da pensare e difficile da vivere”.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Sorge così il bisogno di esprimere gratitudine nei confronti di quelle donne resistenti. È un bisogno politico, allude al <strong>riconoscimento di una storia</strong> che è parte fondante della storia del Paese.</p>
<p style="padding-left: 40px;">
<p style="padding-left: 40px;">Ancora oggi navigando in rete si possono trovare documenti, ormai datati, che parlano del relativo contributo dato dalle donne alla <strong>Resistenza</strong>. Circa 35000 furono insignite del titolo di partigiane combattenti, oltre 4500 vennero arrestate e condannate, più di 600 fucilate o cadute in combattimento, 19 le Medaglie d’Oro al valor militare. Se è evidente il valore dello sciopero delle fabbriche torinesi nell’Italia settentrionale occupata, si ricorda meno l’otto marzo del 1943, quando sempre a Torino, a piazza Castello centinaia di donne manifestarono contro la guerra. Nel novembre a Milano nascono i Gruppi di difesa della donna.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Eccola la <strong>radice della nostra libertà</strong>.</p>
<p style="padding-left: 40px;">
<p style="padding-left: 40px;">La Costituzione italiana non sarebbe quella che è senza la traccia di questa alba della cittadinanza femminile. Basti pensare all’articolo 3 sull’uguaglianza, fu <strong>Lina Merlin</strong> a pretendere che comparisse la parola “sesso”, fu <strong>Teresa Mattei</strong> a voler inserire quel “di fatto” che rende più concreti gli ostacoli da rimuovere, oppure all’articolo 29 dove grazie alle donne, a <strong>Nilde Iotti</strong> in particolare, viene riconosciuta l’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, all’articolo 37 sulla parità nel lavoro, grazia a <strong>Maria Federici</strong>.</p>
<p style="padding-left: 40px;">Questo per citare solo alcuni articoli. Certo bisognerà aspettare le leggi che invereranno Costituzione, ma le 21 donne costituenti rappresentano il cambiamento avvenuto e ci hanno consegnato una Carta che contiene il loro e il nostro futuro. Una Carta che ancora oggi è un programma da attuare, che ha un grande consenso popolare.</p>
<p style="padding-left: 40px;">
<p style="padding-left: 40px;">Onoriamo queste madri della Repubblica anche per attraversare e rispondere alla crisi della democrazia e della rappresentanza che stiamo vivendo, per non tradire quel sogno di libertà, che faceva dire ad <strong>Anna Banti</strong> “quanto al 46 quel che d’importante per me ci ho visto e ho sentito, dove mai ravvisarlo se non in quel 2 giugno che, nella cabina di votazione avevo il cuore in gola e avevo paura di sbagliarmi fra il segno della repubblica e quello della monarchia? Forse solo le donne possono capirmi e gli analfabeti. Era un giorno bellissimo…Quando i presentimenti neri mi opprimono penso a quel giorno, e spero”.</p>
<p style="padding-left: 40px;">
<p style="padding-left: 40px;">Quelle donne ci hanno consegnato una politica nobile, che a che fare con lo sviluppo della persona umana. Dove e quando la politica fallisce e ci delude, abbiamo il <strong>dovere di rinnovarla e cambiarla</strong>, per la nostra democrazia, per essere all’altezza della speranza di quelle ragazze del 43, della grandezza che abbiamo ereditato.</p>
<p style="padding-left: 40px;">
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		<title>Presentazione del libro &#8220;Giù le mani dal femminismo&#8221; alla Casa Internazionale delle Donne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sara Graziani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2026 07:47:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ieri InQuiete Festival ci ha regalato un pomeriggio luminoso alla Casa Internazionale delle Donne. Il giardino, al fresco dell’ombra della...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="padding-left: 40px; text-align: left;">Ieri I<strong>nQuiete Festival</strong> ci ha regalato un pomeriggio luminoso alla <strong>Casa Internazionale delle Donne</strong>. Il giardino, al fresco dell’ombra della magnolia in uno dei primi giorni di caldo estivo, era occupato da una platea festosa e varia. L’occasione era la presentazione del <strong>libro “Giù le mani dal femminismo”, di Rosi Braidotti, Jennifer Guerra e Giorgia Serughetti</strong>.</p>
<p style="padding-left: 40px; text-align: left;">Un saggio che, come ha ricordato <strong>Maura Cossutta</strong>, riparte dai fondamentali, a dimostrazione che il femminismo può essere tante cose, ma non può essere qualsiasi cosa: “Il significato del femminismo si realizza solo nel riconoscimento della sua genealogia che si è sviluppata nella tradizione antifascista, progressista, laica, democratica e antiautoritaria”.</p>
<p style="padding-left: 40px; text-align: left;">L’incontro è stato introdotto da Maura perché lei da Presidente della Casa aveva subito accolto la richiesta delle InQuiete di organizzarlo nel giardino della Casa. Per questa apertura e accoglienza è stata ringraziata da <strong>Maddalena Vianello</strong> che ha ricordato come mai avrebbero immaginato all’epoca che una di loro, <strong>Barbara Kenny</strong>, socia fondatrice del festival, sarebbe diventata Presidente della Casa internazionale. Un applauso emozionato ha sottolineato il passaggio di testimone, mentre tre generazioni diverse di femministe prendevano posto sul palco.</p>
<p style="padding-left: 40px; text-align: left;">Perché il libro è anche questo, <strong>un incontro di generazioni</strong>, una macchina del tempo, come ha detto Rosi Braidotti, che ritaglia per sé il ruolo di buona antenata radicale. Con la particolarità che il saggio della più giovane, Guerra, affronta il passato, il tentativo di addomesticamento del femminismo messo in atto dagli anni &#8217;80, mentre il saggio dell’“antenata” parla del nuovo femminismo intergalattico, nell’epoca del capitalismo cognitivo e del neocolonialismo spaziale di Musk e colleghi.</p>
<p style="padding-left: 40px; text-align: left;">Il patriarcato, infatti, si riorganizza e questo libro, come ha ricordato Giorgia Serughetti, non è solo un testo che fa ordine nella confusione semantica per resistere alle appropriazioni indebite, al femonazionalismo delle emancipate autoritarie, ma nel farlo rilancia la <strong>sfida femminista</strong>.</p>
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		<title>48 anni fa veniva approvata la Legge 194: le donne sono libere di scegliere</title>
		<link>https://www.ceciliadelia.it/sito/2026/05/22/48-anni-fa-veniva-approvata-la-legge-194-le-donne-sono-libere-di-scegliere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sara Graziani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 08:17:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quarantotto anni fa l’approvazione della Legge 194. Da allora è diventata il muro che argina un mai sopito tentativo di...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quarantotto anni fa l’<strong>approvazione della Legge 194</strong>. Da allora è diventata il muro che argina un mai sopito tentativo di rimessa in discussione della <strong>possibilità delle donne di interrompere una gravidanza</strong>.</p>
<p>Riconoscere l&#8217;<strong>autonomia delle donne</strong> in tema di procreazione spaventa.</p>
<p>Lo dimostrano i continui tentativi di boicottare la 194, lo stigma che ancora incontrano le donne che ricorrono all’interruzione di gravidanza in un sistema sanitario con <strong>tassi di obiezione così diffusi</strong>.</p>
<p>Eppure, è una legge che ha funzionato. Siccome ha un grande consenso, la aggirano, la svuotano e ne rendono <strong>difficile l’applicazione</strong>.</p>
<p>Il <strong>governo Meloni</strong> per farlo ha persino usato un decreto sul PNRR, nel quale ha introdotto una norma che mina la libera scelta delle donne in tema di procreazione e aborto, disponendo che le Regioni possano coinvolgere all&#8217;interno dei consultori le <strong>associazioni antiabortiste</strong>.</p>
<p>Non a caso il Parlamento europeo ci ha indicato come uno dei Paesi in cui l’accesso all’assistenza all’aborto sta <strong>subendo erosioni</strong> e ha approvato la richiesta di riconoscere l&#8217;accesso all’aborto sicuro e legale come <strong>diritto fondamentale della Carta europea</strong>.</p>
<p>Ma in Italia è sempre aperta la contesa per rispettare le scelte delle donne, la nuova frontiera sono le resistenze all’<strong>aborto farmacologico</strong>. L&#8217;aborto farmacologico senza ricovero è oggi possibile in poche regioni, nonostante le linee guida nazionali. Ma i diritti non dovrebbero dipendere dal colore politico della Regione in cui si abita.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La grande eredità di De Mauro</title>
		<link>https://www.ceciliadelia.it/sito/2026/05/11/la-grande-eredita-di-de-mauro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2026 12:23:31 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una sala strapiena per ricordare Tullio De Mauro e il suo impegno per la scuola, per la democrazia e una...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto">Una sala strapiena per ricordare Tullio De Mauro e il suo impegno per la scuola, per la democrazia e una cittadinanza consapevole.</div>
<div dir="auto">L’attacco a De Mauro avvenuto in questi anni, che secondo il ministro Valditara avrebbe promosso lo ‘spontaneismo espressivo’ con le sue ‘Dieci tesi per un’educazione linguistica democratica’ per cui si sarebbe arrivati a non studiare più grammatica e sintassi, è stato un attacco all’educazione democratica. Del</div>
<div dir="auto">resto basta riguardare i provvedimenti della destra al governo sulla valutazione, l’esame di stato, il voto in condotta, le nuove indicazioni. Un disciplinamento che appare così distante dall’idea di scuola di De Mauro, una scuola che dovrebbe ‘dare a tutte e a tutti, nessuno escluso, una piena autonomia di movimento nella società e nell’intera cultura di oggi: e quindi saper partire dal gruzzolo di capacità con cui bambine e bambini, ragazze e ragazzi entrano nella scuola e non negarlo, ma capirlo e arricchirlo progressivamente’.</div>
<div dir="auto">La statura intellettuale e morale di Tullio De Mauro parla da sola, la sfida politica è cosa vogliamo fare noi, cosa può essere oggi quello che lui chiamava il partito della scuola, trasversale alle forze politiche e sociali, l’alleanza di chi ne vede la centralità per la democrazia e per la libertà delle persone, nessuno escluso.</div>
<div dir="auto">Non ci può essere alternativa credibile alle destre al governo che non parta da qui. Grazie davvero al Cidi, ai relatori, alle associazioni, agli studenti intervenuti per la bella discussione di ieri.</div>
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		<title>25 APRILE, IN PIAZZA PER LA LIBERAZIONE</title>
		<link>https://www.ceciliadelia.it/sito/2026/04/24/25-aprile-in-piazza-per-la-liberazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sara Graziani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 17:02:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Le Copertine]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>25 APRILEIN PIAZZA PER LA LIBERAZIONEIl 25 Aprile rappresenta un momento cruciale della nostra storia: segna la fine dell’occupazione nazifascista...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>25 APRILE<br class="html-br" />IN PIAZZA PER LA LIBERAZIONE<br class="html-br" /><br class="html-br" />Il 25 Aprile rappresenta un momento cruciale della nostra storia: segna la fine dell’occupazione nazifascista e la rinascita dell’Italia libera e democratica. Offendere questa giornata significa colpire i valori stessi su cui si fonda la nostra Repubblica, tanto più in una città come Roma, medaglia d&#8217;oro alla Resistenza.<br class="html-br" /><br class="html-br" />La memoria del 25 aprile assume ogni anno un significato sempre più profondo. Non è soltanto commemorazione, è onorare chi scelse, mettendo a rischio la propria vita di lottare per la libertà. È grazie alla Resistenza che il nostro Paese potè scegliere il proprio futuro, dando vita alla Repubblica e alla Costituzione democratica e antifascista. Per questo il 25 aprile non è solo memoria, ma impegno per la pace e il contrasto a ogni forma di discriminazione, odio e violenza, tanto più importante oggi, in un mondo in cui la guerra e la logica del più forte tornano a farla da padroni.<br class="html-br" /><br class="html-br" />Per questo, come ogni anno, domani sarò in piazza a Roma, al grande corteo organizzato dall’Anpi e sfilerò per le vie della città insieme a cittadine e cittadini, per ribadire con forza questi valori e rinnovare l’impegno collettivo a difesa della democrazia è della pace.</p>
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		<title>600 mila euro al film di Cannella, melonismo ormai senza vergogna</title>
		<link>https://www.ceciliadelia.it/sito/2026/04/24/600-mila-euro-al-film-di-cannella-melonismo-ormai-senza-vergogna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sara Graziani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 09:04:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[copertina]]></category>
		<category><![CDATA[Le Copertine]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>600 mila euro al film di Cannella, melonismo ormai senza vergogna Oggi Ilario Lombardo su ‘La Stampa’ svela che il...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="xdj266r x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs x126k92a">
<div dir="auto">600 mila euro al film di Cannella, melonismo ormai senza vergogna</div>
</div>
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<div dir="auto">Oggi Ilario Lombardo su ‘La Stampa’ svela che il film ‘Tf45 – Kilo Point’ del regista Maximiliano H. Bruno, sceneggiatura tratta dal romanzo ‘Task Force 45 – Scacco al califfo’ di Giampiero Cannella, vicesindaco Fdi di Palermo e neo sottosegretario alla cultura, ha ricevuto un finanziamento di 600 mila euro dal ministero della Cultura.</div>
</div>
<div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">Per chiarezza di cronaca, la commissione ha preferito questo film a ‘The Echo Chamber’ tratto dall’ultima sceneggiatura di Bertolucci e al documentario ‘Tutto il male del mondo’ sulla tragedia di Giulio Regeni, entrambi bocciati. Per queste scelte, che definire discutibili è certo un eufemismo, buona parte della commissione si è dimessa.</div>
</div>
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<div dir="auto">Ora il cortocircuito al ministero della Cultura è completo, il melonismo ha superato i limiti della vergogna. Il film di cui è coautore il sottosegretario alla Cultura è stato premiato con uno stanziamento cospicuo. L’amichettismo di Fdi si è spinto al limite. Chiameremo il ministro Giuli e la stessa Premier a rispondere di tutto questo nelle aule parlamentari, attraverso un’interrogazione parlamentare.</div>
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		<title>DL SICUREZZA, DALLE DESTRE ANCORA NORME IMPROVVISATE</title>
		<link>https://www.ceciliadelia.it/sito/2026/04/17/dl-sicurezza-dalle-destre-ancora-norme-improvvisate/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sara Graziani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 09:26:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Le Copertine]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[dl sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[repressione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ancora una volta questo governo è intervenuto con un decreto sulle politiche di sicurezza, ancora una volta con norme improvvisate...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora una volta questo governo è intervenuto con un decreto sulle politiche di sicurezza, ancora una volta con norme improvvisate dal forte carattere emotivo, unica risposta che questa destra sa dare a qualunque questione sociale e a quella della sicurezza.</p>
<p>Dal consumo di sostanze alla microcriminalità giovanile si moltiplicano le misure securitarie, che già hanno mostrato il loro fallimento, che minano le libertà personali, come nel caso del fermo preventivo in caso di manifestazioni.</p>
<p>Già con il decreto Caivano ha raggiunto l&#8217;obiettivo di creare sovraffollamento anche negli istituti minorili. Se possibile la maggioranza in Aula ha ulteriormente peggiorato il testo. Valga per tutti l&#8217;emendamento che limita ulteriormente l&#8217;applicazione della riduzione per lieve entità della detenzione e cessione di sostanze stupefacenti qualora l&#8217;attività non sia occasionale.</p>
<p>Siamo di fronte alla continua e questa davvero reiterata ipercriminalizzazione di reati minori, con un prevedibile effetto sulle nostre carceri già sovraffollate. Alla faccia dei garantisti.<br />
Dopo il voto referendario, che ha difeso lo stato di diritto costituzionale siamo davvero di fronte a una diabolica perseveranza nella torsione autoritaria, colpo di coda di una maggioranza in crisi di consensi, di idee e di programma.</p>
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		<title>Ungheria: battuta destra sovranista. Sconfitto anche Trump</title>
		<link>https://www.ceciliadelia.it/sito/2026/04/15/ungheria-battuta-destra-sovranista-sconfitto-anche-trump/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Sara Graziani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 13:56:29 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[eu]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[europeismo]]></category>
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		<category><![CDATA[orban]]></category>
		<category><![CDATA[papa leone]]></category>
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		<category><![CDATA[ungheria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal voto in Ungheria un bellissimo segnale, l’Europa è più forte. Dopo sedici anni tramonta Orban, protagonista e sostenitore delle...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal voto in Ungheria un bellissimo segnale, l’Europa è più forte.<br />
Dopo sedici anni tramonta Orban, protagonista e sostenitore delle democrazie illiberali, nemico dei diritti delle donne, delle persone LGBTQIA+, di tutte le voci dissidenti.<br />
Le destre iniziano a perdere in Europa e negli Usa. Oggi sconfitto è anche Trump, un presidente che ogni giorno si sveglia e insulta qualcuno. Leader indiscusso dei discorsi d’odio e disumanizzanti, che è arrivato a minacciare la fine di una civiltà.<br />
Questa mattina è la volta del Papa, reo di non condividere le sue guerre.</p>
<p>Questa è la destra nazionalista mondiale. Va sconfitta prima che continui a trascinare il mondo verso la catastrofe.</p>
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