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	<title>Il Blog di Christian de Miranda</title>
	
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	<description>personal &amp; professional thoughts</description>
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		<title>Blog, bloggers e blogosfera – Zero1 Episodio # 5</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 18:43:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian de Miranda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra gli innumerevoli fenomeni usciti fuori dal calderone tecnologico dell’ultima decade, ve ne sono alcuni che hanno avuto un impatto globale sull’informazione e la libertà di espressione: parliamo ovviamente dei blog. I primi blog sono nati alla fine degli anni ‘90 sottoforma di diari personali pubblicati su Internet (weblog) dove chiunque poteva scrivere di sé, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-352" style="margin-right: 10px;" title="Tastiera Mondo" src="http://demiranda.net/wp-content/uploads/2011/11/tastiera_sfera.jpg" alt="" width="200" height="185" />Tra gli innumerevoli fenomeni usciti fuori dal calderone tecnologico dell’ultima decade, ve ne sono alcuni che hanno avuto un impatto globale sull’informazione e la libertà di espressione: parliamo ovviamente dei blog.</p>
<p>I primi blog sono nati alla fine degli anni ‘90 sottoforma di diari personali pubblicati su Internet (weblog) dove chiunque poteva scrivere di sé, dei propri interessi e pensieri su qualsiasi argomento. Negli anni è diventata una moda e ad oggi gli individui che li gestiscono (bloggers) sono stimati essere a decine di milioni.</p>
<p>Condividere le proprie idee con la sensazione di libertà che ne consegue ha accresciuto notevolmente le dimensioni del fenomeno, a tal punto da costituire in certi casi anche una minaccia per i governi, i quali si sono visti spuntare dal nulla una forma espressiva senza controllo (cosa evidentemente non gradita).</p>
<p>La libertà di espressione, sotto qualsiasi forma essa sia, è infatti regolamentata dalla Costituzione Italiana che pone però dei limiti allo scopo di salvaguardare il buon costume e il diritto alla riservatezza, il secondo dei quali include come sottocaso l’onorabilità e la reputazione dei soggetti coinvolti.</p>
<p>Già da qualche anno si paventa una riforma sulla stampa ed editoria online e c’è chi ha già proposto l’assimilazione normativa blog a quella delle testate giornalistiche tradizionali. Quest’ultima proposta ha scatenato una dura protesta da parte dei movimenti a difesa della Rete, i quali temono un freno allo sviluppo di Internet e un possibile “bavaglio” ai tanti individui che gestiscono blog personali e che probabilmente non si adeguerebbero alle norme, a causa delle solite procedure burocratiche del tutto incompatibili con l’immediatezza e la semplicità del Web. Il dibattito, politico e non, è ancora aperto e, come si suol dire, chi vivrà vedrà.</p>
<p>Tornando all’aspetto sociale, avere un blog personale è di fatto uno status e non ci sono limiti di età per possederne uno: è altrettanto semplice ritrovarsi in un blog di un adolescente come in quello di un pensionato o di un professionista. Non a caso gli strumenti disponibili per la creazione e la manutenzione di un blog sono tanto avanzati quanto semplici all’uso quotidiano.</p>
<p>L’impressionante quantità di blog attivi e l’eterogeneità degli argomenti trattati ha dato luogo alla creazione di un ecosistema digitale che prende il nome di Blogosfera, ove i blog sono in qualche modo connessi tra loro mediante link, commenti, citazioni, etc&#8230;</p>
<p>L’esplosione dei social network si pensava potesse minare in qualche modo l’importanza dei blog, invece ne ha incrementato il potenziale: i bloggers adesso sfruttano Facebook e Twitter per informare i propri lettori sull’inserimento di nuovi contenuti nel proprio blog, per invitarli ai propri sondaggi, per partecipare a petizioni e molto altro.</p>
<p>Un interessante esempio è rappresentato da quelle persone che, condividendo interessi, hanno deciso di unirsi e di gestire insieme un blog, a volte creando dei veri portali o network. Ce ne sono a iosa, alcuni sfociati in progetti commerciali, tra cui possiamo citare il network blogo.it, mantenuto da oltre 250 bloggers e 45 tematiche differenti.</p>
<p>Esiste anche una rivista digitale scritta da soli bloggers e chiamata BlogMagazine, con la quale tra l’altro collaboro anche io da qualche mese come sviluppatore. È un progetto sperimentale e partecipativo, a periodicità mensile e con decine di autori. Vi consiglio di visitare il sito <a title="BlogMagazine" href="http://www.blogmagazine.net" target="_blank">BlogMagazine</a>, potrete leggere la rivista online e non sarà difficile rendersi conto che non ha nulla da invidiare ad una rivista cartacea acquistabile in edicola.</p>
<p>Nel prossimo numero la rubrica Zero1 compirà gli anni (il primo per l’esattezza), quindi l’argomento che tratterà è top-secret. Nel frattempo, se non avete ancora un blog tutto vostro, vi consiglio di aprirne uno in modo del tutto gratuito su <a title="Wordpress.com" href="http://it.wordpress.com" target="_blank">it.wordpress.com</a></p>
<p><strong>Lunga vita e prosperità</strong></p>
<p>Il presente articolo è stato pubblicato anche sul periodico <a href="http://www.xdmagazine.it/" target="_blank">XD Magazine</a></p>
<p><img src='http://demiranda.net/wp-content/uploads/2011/11/tastiera_sfera.jpg'></p><img src="http://demiranda.net/?ak_action=api_record_view&id=351&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Quelli che…scaricano: muli, torrenti e pirati – Zero1 Episodio # 4</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 18:35:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian de Miranda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ben ritrovati su Zero1. Natale è ormai alle porte e, come promesso, parleremo di un argomento decisamente più &#8220;soft&#8221; del solito. Vocaboli come P2P e file sharing sono ormai di uso quotidiano e credo che chiunque abbia un computer e una connessione ad Internet avrà sicuramente provato, almeno una volta, un programma per scaricare file [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-350" style="margin-right: 10px;" title="zero1" src="http://demiranda.net/wp-content/uploads/2011/11/zero1.jpg" alt="" width="175" height="175" />Ben ritrovati su Zero1. Natale è ormai alle porte e, come promesso, parleremo di un argomento decisamente più &#8220;soft&#8221; del solito. Vocaboli come P2P e file sharing sono ormai di uso quotidiano e credo che chiunque abbia un computer e una connessione ad Internet avrà sicuramente provato, almeno una volta, un programma per scaricare file dalla rete.</p>
<p>Il funzionamento di questi programmi è piuttosto semplice: come per una normale ricerca su Internet, a partire da una o più parole (keywords) vengono poi restituiti dei risultati riferiti a file pertinenti. Ma esattamente dove viene effettuata tale ricerca? La risposta è semplice: all&#8217;interno di reti appositamente create per la condivisione di file, note ai più come reti di file sharing.</p>
<p>Per accedere a queste reti serve però un&#8217;interfaccia per il collegamento con l&#8217;utente: è necessario cioè un software da installare sul computer. Di questi software (comunemente chiamati client) ne esistono molti, il più famoso dei quali è probabilmente eMule. Ciascuno di questi programmi può collegarsi ad una o più reti di file sharing e fornirà ad esse l&#8217;elenco di quei file all&#8217;interno del proprio computer che sono stati selezionati per la condivisione.</p>
<p>È bene però precisare che il più delle volte la ricerca viene effettuata su nodi speciali della rete (servers) che inglobano le liste dei file condivisi da ciascun utente collegato. Lo scaricamento vero e proprio (download) viene invece effettuato tra utenti: da qui l&#8217;abusatissimo ed arcinoto acronimo P2P (Peer To Peer). Da notare inoltre che per velocizzare il download, il client &#8220;frantuma&#8221; il file in pezzi più piccoli (detti chunk) e procede allo scaricamento di ognuno di essi, contemporaneamente e da più utenti. Quando infine tutti i chunk sono stati scaricati il client provvede al loro riassemblaggio nel file originale ed eventualmente al controllo sull&#8217;integrità dei dati. Semplicemente, la rete funge da tramite per gli utenti al fine di velocizzare la ricerca e il download dei file.</p>
<p>Negli ultimi anni si è diffusa e imposta un&#8217;altra tecnologia di file sharing: il Bit Torrent. Diversamente dalla rete utilizzata da eMule, questo sistema non fa uso di server centrali, bensì di tracker, anch&#8217;essi tutto sommato dei server, che di fatto però non confluiscono in un&#8217;unica rete ma determinano più sottoreti disgiunte.</p>
<p>Il file sharing attualmente occupa una buona fetta dell&#8217;intero traffico Internet; la causa primaria di questo è perché si sono create in tutto il web delle enormi comunità che condividono file per lo più illegalmente, cioè offrendo contenuti protetti da copyright, quali ad esempio: film, album musicali, libri elettronici e software.</p>
<p>Ma, contrariamente ad un&#8217;opinione comune, non è illegale scaricare file in senso assoluto, lo diventa però quando l&#8217;oggetto del download è un file il cui contenuto è coperto da diritti di autore o comunque quando la diffusione di tale file è vietata dall&#8217;autore o dalla legge. C&#8217;è dunque una bella differenza: se ad esempio decidessi di condividere questo articolo su una rete utilizzata da eMule, dichiarando la volontà di diffonderlo in tale rete, gli utenti che dovessero scaricarlo (spero in tanti) non commetterebbero alcun reato. Idem se dovessi fare lo stesso per un file MP3 che, da me composto strimpellando qualche nota con la chitarra, una volta condiviso dovesse essere scaricato da qualche utente (e qui spero pochi).</p>
<p>Benchè se ne parli poco, per la legge il reato esiste e le multe possono essere salate anche per il download ad uso personale. E non è escluso che nei prossimi mesi non si inizi a discutere anche in Italia della famosa legge delle tre disconnessioni, approvata dal senato Francese pochi giorni fa (vedi HADOPI). Questa legge obbligherebbe i provider (coloro che forniscono i servizi di connessione ad internet) a controllare il traffico P2P illegale e successivamente provvedere alla disconnessione coattiva dell&#8217;utente dalla rete. Questa misura finale verrebbe attuata per una durata variabile dai due ai dodici mesi e solo se l&#8217;utente dovesse, dopo aver ricevuto due avvertimenti, perseverare.</p>
<p>È un dibattito che in un&#8217;ottica più vasta può essere incluso nel discorso generale sulla libertà di espressione, della quale i bloggers temono di essere defraudati con simili provvedimenti legislativi. Mai sui blog, bloggers e blogosfera torneremo nel prossimo numero. Come sempre, potete scrivermi utilizzando la solita voce di menu Contatti.</p>
<p>Adesso vado, devo scaricare alcune cose!</p>
<p>Buone vacanze e alla prossima.</p>
<p>Il presente articolo è stato pubblicato anche sul periodico <a href="http://www.xdmagazine.it/" target="_blank">XD Magazine</a></p>
<p><img src='http://demiranda.net/wp-content/uploads/2011/11/zero1.jpg'></p><img src="http://demiranda.net/?ak_action=api_record_view&id=349&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Privacy e anonimato in rete – Zero1 Episodio # 3</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 18:21:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian de Miranda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rieccoci per l&#8217;appuntamento autunnale di Zero1. Nello scorso episodio abbiamo parlato di una piaga informatica conosciuta con il nome di SPAM e di come sia oggigiorno connessa alle problematiche riguardanti la privacy e l&#8217;anonimato in rete: ed è di questo che oggi ci occuperemo. Il tutto senza alcuna pretesa di esaustività (per ovvi motivi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-346" style="margin-right: 10px;" title="Anonimato" src="http://demiranda.net/wp-content/uploads/2011/11/informatica5.jpg" alt="" width="255" height="175" />Rieccoci per l&#8217;appuntamento autunnale di Zero1. Nello scorso episodio abbiamo parlato di una piaga informatica conosciuta con il nome di SPAM e di come sia oggigiorno connessa alle problematiche riguardanti la privacy e l&#8217;anonimato in rete: ed è di questo che oggi ci occuperemo. Il tutto senza alcuna pretesa di esaustività (per ovvi motivi di spazio, ndr) e visto da un punto di vista pratico più che legale. L&#8217;avvento delle nuove tecnologie ha portato negli ultimi anni indubbi vantaggi per la comunità. Alcune di esse hanno però sollevato non pochi dibattiti a causa della loro &#8220;invadenza&#8221; più o meno percepita dalle persone. Basti pensare, tanto per fare un esempio, alle videocamere di sorveglianza, piazzate ormai ovunque e alla telefonia su Internet (VOIP). Il problema è molto vasto e copre svariati ambiti sociali, ma la diffusione generalizzata di Internet ne ha di fatto accentuato la sostanza. Per quel che concerne la Rete, il problema consiste di due aspetti fondamentali, correlati tra loro: la riservatezza dei dati personali (ove richiesti) e l&#8217;anonimato in rete.</p>
<p>Il primo aspetto, al quale diamo spazio in questo articolo, è alla portata quotidiana di tutti gli Internauti e riguarda l&#8217;accesso tramite credenziali in quei siti dove è necessario in primis registrarsi e successivamente identificarsi ogni qualvolta vi si fa ritorno. In tutti questi casi, durante la fase di registrazione è necessario includere alcune informazioni, tra cui il proprio nome e cognome, un indirizzo di posta elettronica, numeri di telefono fissi e mobili, a volte anche il codice fiscale e via dicendo: chiaramente essi rappresentano dati strettamente personali. In altri casi è anche previsto l&#8217;inserimento di informazioni che riguardano le abitudini, le preferenze e i gusti dell&#8217;utente: anche qui, seppur spesso non sia obbligatorio digitarli, parliamo comunque di dati personali.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-347" title="Lucchetto" src="http://demiranda.net/wp-content/uploads/2011/11/informatica6.jpg" alt="" width="175" height="175" />A questo punto tutti potrebbero porsi domande del tipo: Dove e come vengono memorizzati i dati? Chi li gestisce? Con quali finalità verranno utilizzati? Saranno ceduti a terzi? E&#8217; possibile richiederne la rimozione in un secondo momento? E come? Le risposte a tutte queste domande deve fornirle il sito stesso prima della conferma della registrazione, attraverso un&#8217;informativa sulla Privacy che l&#8217;utente dichiarerà letta ed accettata, per poi procedere alla registrazione vera e propria. Questa informativa è obbligatoria per legge ed è pressoché identica a quella normalmente firmata nei comuni atti cartacei.</p>
<p>Come al solito, sovente si sottovalutano i rischi e si finisce per accettare i termini dell&#8217;informativa senza neppure leggerli. Capita quindi di ricevere promozioni sul telefonino, posta indesiderata e, in casi estremi, i propri dati pubblicati sul web. Le finalità del trattamento dei propri dati sono fondamentali e dovrebbero sempre essere lette prima di sottoscriverle. L&#8217;importanza dell&#8217;argomento è tale che non a caso anche la classe politica si è attivata a riguardo: in parlamento, seppur in ambiti decisamente più ampi, c&#8217;è stato un acceso confronto sul tema e tutt&#8217;ora se ne dibatte. L&#8217;istituzione dell&#8217;Autorità Garante della Privacy e la crescente influenza che essa sta acquisendo ne è la prova.</p>
<p>Quindi la scena è per lo più contesa da chi vorrebbe garantita la privacy al 100% , ovunque e comunque, quale tutela totale della riservatezza dei dati personali e da chi, invece, è disposto a cederne una parte al fine di ricevere maggiore sicurezza personale e per la comunità. A proposito di questo, l&#8217;esempio delle videocamere di sorveglianza è uno dei più calzanti per la loro indiscutibile utilità sociale in termini di sicurezza e al contempo per la perpetua violazione della privacy dei soggetti ripresi. Considerando però che le registrazioni sono conservate per un periodo limitato, consultate soltanto in determinati casi e che sono fondamentali per l&#8217;identificazione di persone non proprio perbene, possiamo assumere la cosa come un compromesso più che accettabile per la comunità.</p>
<p>D&#8217;altro canto sul web esiste una corrente di pensiero piuttosto diffusa, che vorrebbe il totale anonimato per l&#8217;utente e che fonda le proprie basi sul principio che la rete sia una sorta di luogo franco, non controllato e non controllabile. Pensiero condiviso, come è lecito supporre, dagli utenti dei servizi di file sharing e dei quali parleremo nel prossimo numero. Come sempre, potete scrivermi utilizzando la voce di menu Contatti. Non vi preoccupate, tratterò i vostri dati con discrezione!</p>
<p>Alla prossima.</p>
<p>Il presente articolo è stato pubblicato anche sul periodico <a href="http://www.xdmagazine.it/" target="_blank">XD Magazine</a></p>
<p><img src='http://demiranda.net/wp-content/uploads/2011/11/informatica5.jpg'></p><img src="http://demiranda.net/?ak_action=api_record_view&id=345&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>Lo SPAM: Monnezza e truffe online – Zero1 Episodio # 2</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 18:13:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian de Miranda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Rieccoci. Un nuovo appuntamento con la rubrica di approfondimento informatico ZERO1. A giugno abbiamo parlato del fenomeno di massa dei social network; in questo numero per non essere da meno parleremo di un argomento altrettanto globale e di più vecchia data, che però rappresenta di fatto una vera e propria piaga contemporanea: lo SPAM. È [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-342" style="margin-right: 10px;" title="Spam" src="http://demiranda.net/wp-content/uploads/2011/11/informatica3.jpg" alt="" width="175" height="235" /> Rieccoci. Un nuovo appuntamento con la rubrica di approfondimento informatico ZERO1. A giugno abbiamo parlato del fenomeno di massa dei social network; in questo numero per non essere da meno parleremo di un argomento altrettanto globale e di più vecchia data, che però rappresenta di fatto una vera e propria piaga contemporanea: lo SPAM. È considerato SPAM tutto il bel materiale che riceviamo costantemente nella nostra casella di posta elettronica e del quale però non abbiamo mai fatto richiesta o mostrato interesse, diventando pertanto &#8220;indesiderato&#8221;. Il fenomeno è purtroppo talmente diffuso che nella maggior parte dei casi trasforma le nostre povere e spesso impreparate e-mail in delle vere e proprie cyber discariche. La causa primaria di tale diffusione è ricercabile, senza neanche troppa fantasia, al costo pressoché nullo per l&#8217;invio di massa e alla facilità nel reperire, soprattutto con strumenti automatici, milioni di indirizzi e-mail. La concausa è invece di carattere tecnico e ci porta indietro di 30 anni, quando la futura Internet iniziò a diffondersi negli Stati Uniti e con essa il servizio di posta elettronica (mentre da noi chi era fortunato aveva il telefono e il Commodore 64, ndr).</p>
<p>Per come è stato concepito, il sistema delle e-mail è intrinsecamente insicuro: un mittente malevolo può ad esempio inviare posta elettronica in modo anonimo o addirittura impersonando un altro individuo. Non è difficile quindi immaginare come, in un tale scenario, si sia diffusa così tanto questa tecnica di molestia digitale. Durante gli ultimi anni, quando Internet è diventato d&#8217;interesse globale, il fenomeno si è accentuato fino all&#8217;esasperazione e, benché non si sia riusciti a trovare soluzioni strutturali e definitive al problema, la comunità informatica ha creato delle soluzioni più o meno efficaci. Fra tutti si segnala l&#8217;introduzione da alcuni anni di caselle di posta elettronica certificata (PEC), che consentono di verificare in modo univoco l&#8217;identità del mittente; rappresentano uno strumento efficace, usato però in pochi ambiti, per lo più legali.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-343" title="Macbook" src="http://demiranda.net/wp-content/uploads/2011/11/informatica4.jpg" alt="" width="235" height="175" />La PEC è un prodotto italiano, non standardizzato e pertanto poco diffuso se non per gli usi suddetti. Così come nel corso degli anni centinaia di aziende di software si sono dedicate allo studio di soluzioni per la protezione da virus per computer, altre recentemente hanno concentrato i propri sforzi per combattere lo SPAM, sottoforma anche qui di applicazioni ad-hoc. Facendo un esempio reale, fornitori di caselle gratuite come Libero.it, Gmail.com e Hotmail.it sono da tempo dotati di software Anti-SPAM in grado di &#8220;separare&#8221; la posta ordinaria, ritenuta affidabile e gradita (non sempre, ndr) da quella, per l&#8217;appunto, &#8220;indesiderata&#8221;. Ultimamente prodotti simili sono in parte integrati nei programmi di posta elettronica normalmente installati sul computer. In molti mi chiedono quali siano però i rischi reali, al di là del semplice fastidio nel ricevere tanta spazzatura. In effetti i rischi ci sono e in alcuni casi anche gravi: si pensi ad esempio a quelle e-mail che si ricevono da parte di istituti di credito che chiedono di confermare, attraverso un link, i dati di accesso ai servizi bancari online.</p>
<p>Un vero istituto di credito non vi chiederebbe MAI di confermare i dati di accesso in questo modo, ma in molti, poco informati, sono stati ingannati e trasportati su un sito &#8220;fotocopia&#8221; del proprio istituto di credito con tanto di spazi per inserire le proprie credenziali di accesso. In poco tempo i malfattori hanno messo le mani su migliaia di dati reali che hanno poi sfruttato per riempirsi conti esteri o fare spese online: tutto questo ai danni di utenti inconsapevoli di ciò che stava accadendo. Lo SPAM può essere visto come una forma di marketing esasperata, non molto diversa dalle decine di volantini promozionali che riceviamo ogni giorno nella nostra vera cassetta postale. La differenza sostanziale sta nella mole, davvero immensa, di indirizzi elettronici che è possibile reperire e la conseguente facilità per l&#8217;invio del messaggio ad essi: il tutto a costo quasi nullo. Ma perché è così facile reperire questi indirizzi? Ci ritorneremo quando parleremo di anonimato e privacy sulla rete. Intanto, per qualsiasi cosa, potete scrivermi utilizzando la voce di menu Contatti. Non vi preoccupate, ho l&#8217;Anti-Spam installato!</p>
<p>Buone vacanze, alla prossima!</p>
<p>Il presente articolo è stato pubblicato anche sul periodico <a href="http://www.xdmagazine.it/" target="_blank">XD Magazine</a></p>
<p><img src='http://demiranda.net/wp-content/uploads/2011/11/informatica3.jpg'></p><img src="http://demiranda.net/?ak_action=api_record_view&id=341&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<title>L’esplosione delle reti sociali – Zero1 Episodio # 1</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 18:04:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian de Miranda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Zero1]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[Non c’è ormai parola che descriva meglio di social l’evoluzione del web, anche se a onor del vero se ne abusa allegramente, come spesso accade di questi tempi. Il web è il mezzo comunicativo che più degli altri è riuscito ad evolversi, sia nel contenuto che nella modalità di fruizione dello stesso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-338" style="margin-right: 10px;" title="Social Network" src="http://demiranda.net/wp-content/uploads/2009/06/informatica1.jpg" alt="" width="255" height="175" />Non c’è ormai parola che descriva meglio di social l’evoluzione del web, anche se a onor del vero se ne abusa allegramente, come spesso accade di questi tempi. Il web è il mezzo comunicativo che più degli altri è riuscito ad evolversi, sia nel contenuto che nella modalità di fruizione dello stesso. La &#8220;magia&#8221; consiste nel semplice fatto che il web consente l’interazione dell’utente; gli altri mezzi (decennali o secolari che siano) non hanno avuto tale possiblità. Ho bisogno di qualcosa? Bene, accedo ad internet e cerco, poi seleziono fra più risultati quelli più pertinenti ed infine usufruisco del contenuto&#8230;e dico contenuto perchè più generico di così non riesco ad essere: posso infatti, con un solo mezzo, accedere a una moltitudine di tipologie di informazioni, quali notizie, immagini, video, musica e tanto altro. E tutto questo in pochi istanti. Ormai lo facciamo continuamente, probabilmente senza renderci conto della potenza che tale mezzo rappresenza e dell’intrinseca potenzialita che deve ancora esprimere.</p>
<p>Il web è quindi cresciuto esponenzialmente intorno all’utente e alle sue esigenze, abbracciando standard tecnologici &#8220;aperti&#8221;, cioè creati con il contributo della comunità e non &#8220;sfornati&#8221; necessariamente per qualche logica di business. L’utente è quindi al centro del web e questo concetto è stato adattato, perfezionato ed ampliato nei cosiddetti social network, reti sociali per l’appunto. Reti che spuntano come funghi, talmente numerose che provarle tutte comporterebbe un impegno di lavoro a tempo pieno e un probabile esaurimento nervoso. Alcune reti però più di altre sono riuscite ad esplodere letteralmente in veri e propri fenomeni attira-masse. Non a caso nel giro di pochi mesi si è assistito addirittura al declino e all’ascesa di MySpace e Facebook, rispettivamente, per citare i più noti.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-339" title="Social Networks" src="http://demiranda.net/wp-content/uploads/2011/11/informatica2.jpg" alt="" width="175" height="175" />Torniamo però sull’utente. Qualcuno spesso mi chiede candidamente a cosa servano questi social network e cosa offrano. La risposta è semplice e nella sua semplicità è racchiusa la forza stessa del fenomeno sociale di cui parliamo: in sè non offrono nulla, ma possono offrire tutto. La tipica reazione alla risposta: &#8220;Ma è una contraddizione!&#8221;. In realtà non lo è ed è facilmente dimostrabile: se Facebook, il più popolare in questo periodo, avesse un solo utente iscritto, dubito lo si possa trovare interessante; ma poichè ad oggi esso conta oltre 200 milioni di iscritti, Facebook rappresenta potenzialmente il mezzo di comunicazione sociale più diffuso al mondo. Ecco cosa si intende per &#8220;utente al centro&#8221;: è l’utente stesso che alimenta la rete. Mi si potrebbe obiettare, come è già stato fatto tra l’altro, che anche i forum, presenti da oltre un decennio ed ancora ampiamente utilizzati, sono dei social network e che quindi è come aver scoperto l’acqua calda.</p>
<p>La realtà è un pò diversa: i forum, come tanti sistemi di aggregazione sul web sono, come dire, i precursori degli attuali social network perchè singolarmente hanno funzioni utili (discussioni, chat, ecc&#8230;) ma tutti mancano dell’elemento fondamentale delle reti sociali: il concetto di relazione. Su Facebook prendono il nome di amici, su altri connessioni. Indipendentemente dal nome, questi ultimi rappresentano le relazioni che ogni utente possiede e che, nell’insieme, formano la Rete in un unico grande legame. Inoltre, altro aspetto fondamentale per comprendere il successo e la diffusione dei social network è la presenza del paradigma &#8220;Pubblica e Condividi&#8221;, attraverso il quale l’utente percepisce realmente di essere al centro della propria sottorete diffondendo, viralmente a dirla tutta, ciò che desidera: citazioni, stati d’animo, foto delle vacanze, video d’infanzia, spostamenti personali e mi fermo qui altrimenti mi servirebbero altre 3 pagine solo per elencarli tutti.</p>
<p>Termino con una nota sull’aggettivo usato prima, virale. Un termine ben noto agli analisti del marketing sul web&#8230;ma questa è un’altra storia e semmai ne parleremo in un altro numero, quando l’argomento principale sarà incentrato sullo SPAM, anche questo purtroppo divenuto fenomeno di costume. Prima di lasciarvi volevo incoraggiarvi, qualora foste interessati, a scrivermi utilizzando il form Contatti presente nel menu principale, per inviarmi quesiti, dubbi, critiche e suggerimenti. Prometto che leggerò attentamente e risponderò a tutti.</p>
<p>Alla prossima!</p>
<p>Per approfondire l&#8217;argomento, ecco alcuni link:</p>
<ul>
<li><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rete_sociale" target="_blank">Rete Sociale su Wikipedia</a></li>
<li><a href="http://www.casaleggio.it/2008/12/tu_sei_rete.php" target="_blank">Tu Sei Rete</a></li>
<li><a href="http://www.ninjamarketing.it/2009/04/27/social-network-revolution-quando-la-protesta-corre-sulla-rete/" target="_blank">Social Network: Quando la protesta corre sulla rete</a></li>
<li><a href="http://www.blogmagazine.net/marzo_2009.php?pag=6" target="_blank">Blog Magazine</a></li>
</ul>
<p>Il presente articolo è stato pubblicato anche sul periodico <a href="http://www.xdmagazine.it" target="_blank">XD Magazine</a></p>
<p><img src='http://demiranda.net/wp-content/uploads/2009/06/informatica1.jpg'></p><img src="http://demiranda.net/?ak_action=api_record_view&id=337&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Notazione “Here Document” in PHP</title>
		<link>http://demiranda.net/2010/10/27/notazione-here-document-in-php/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=notazione-here-document-in-php</link>
		<comments>http://demiranda.net/2010/10/27/notazione-here-document-in-php/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Oct 2010 22:27:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian de Miranda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Programming]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[dev]]></category>
		<category><![CDATA[heredoc]]></category>
		<category><![CDATA[php]]></category>

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		<description><![CDATA[Capita spesso, soprattutto nei linguaggi web meno formali come il PHP, di voler inserire contenuto "client" di una certa dimensione direttamente all'interno del file contenente la logica server.
Nei casi più semplici, ovvero quando il contenuto da mandare in output è un breve testo, il problema non sussiste in quanto il PHP offre già la funzione echo o print a questo scopo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_323" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><img class="size-full wp-image-323" title="Logo PHP" src="http://demiranda.net/wp-content/uploads/2010/10/PHP-logo.png" alt="Logo PHP" width="180" height="95" /><p class="wp-caption-text">Logo PHP</p></div>
<p>Capita spesso, soprattutto nei linguaggi web meno formali come il PHP, di voler inserire contenuto &#8220;client&#8221; di una certa dimensione direttamente all&#8217;interno del file contenente la logica server.</p>
<p>Nei casi più semplici, ovvero quando il contenuto da mandare in output è un breve testo, il problema non sussiste in quanto il PHP offre già la funzione echo o print a questo scopo.</p>
<p>Cosa succede invece quando ciò che vogliamo inserire è molto lungo, magari con caratteri non alfanumerici quali apici, doppiapici, etc&#8230; ? Di certo potremo utilizzare ancora echo o print (con qualche accorgimento in più), ma non sarebbe una soluzione proprio comoda.</p>
<p>In questi casi il linguaggio ci viene in aiuto fornendo una speciale tecnica che consente di racchiudere notevoli quantità di testo e &#8220;spararli&#8221; direttamente all&#8217;output senza troppe storie: parliamo della notazione <em>Here Document</em>, per gli amici <strong>heredoc</strong>.</p>
<p>La notazione è molto semplice e prevede per la stringa da inserire (un po&#8217; come il CDATA dell&#8217;XML) un delimitatore di inizio e uno di fine, rispettivamente:<strong><code>&lt;&lt;&lt;EOF</code></strong> e <strong><code>EOF;</code></strong></p>
<p>Facciamo un semplice esempio, supponiamo di voler mandare in output la seguente porzione di testo:</p>
<blockquote><p>Salve<br />
a<br />
Tutti</p></blockquote>
<p>Il relativo codice PHP per inviare in output il testo sarà :</p>
<pre class="brush:php">echo &lt;&lt;&lt;EOF
Salve
a
Tutti
EOF;</pre>
<p>Lo stesso codice anziché mandarlo in output possiamo anche assegnarlo ad una variabile e, cosa importante, diversamente da una classica costante stringa non è necessario effettuarne l&#8217;escaping dei caratteri.</p>
<p>Altra cosa simpatica: il codice <strong>EOF</strong> può essere cambiato a piacimento in qualiasi altra stringa, purchè venga usato sia come delimitatore iniziale che finale. Avremmo ad esempio potuto scrivere:</p>
<pre class="brush:php">echo &lt;&lt;&lt;PIPPO
Salve
a
Tutti
PIPPO;</pre>
<p>L&#8217;utilizzo di <strong>EOF</strong> è puramente convenzionale. Non lo è invece la mancanza di indentazione del delimitatore <strong>finale</strong> che, per regola, non deve avere indentazioni di sorta, pena un errore di parsing.</p>
<p>Infine, da poco tempo è anche possibile (dalla versione 5.3.0 di PHP) inserire variabili PHP da &#8220;espandere&#8221; all&#8217;interno del testo, rendendo lo strumento ancora più comodo e potente.</p>
<p>Alla prossima!</p>
<p><img src='http://demiranda.net/wp-content/uploads/2011/11/PHP-4-to-Reach-Its-End-of-Life-this-Year-2.png'></p><img src="http://demiranda.net/?ak_action=api_record_view&id=314&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Post da iPad</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 22:28:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian de Miranda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[Apple]]></category>
		<category><![CDATA[iPad]]></category>
		<category><![CDATA[wordpress]]></category>

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		<description><![CDATA[Eccomi qui oggi a scrivere il mio primo post utilizzando l&#8217;iPad, tramite l&#8217;applicazione WordPress gratuita. Vediamo un po&#8217;: L&#8217;app consente di gestire sia post che pagine, quindi è possibile inserire, modificare o eliminare contenuti, nonchè scrivere semplici bozze. l&#8217;inserimento del titolo, del testo e la selezione delle categorie è rapida e immediata e la tastiera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccomi qui oggi a scrivere il mio primo post utilizzando l&#8217;iPad, tramite l&#8217;applicazione WordPress gratuita.</p>
<p>Vediamo un po&#8217;: </p>
<p>L&#8217;app consente di gestire sia post che pagine, quindi è possibile inserire, modificare o eliminare contenuti, nonchè scrivere semplici bozze.</p>
<p>l&#8217;inserimento del titolo, del testo e la selezione delle categorie è rapida e immediata e la tastiera virtuale fa la sua bella figura, persino in modalità portrait.</p>
<p>Purtroppo però non c&#8217;è un rich editor, quindi nessuna formattazione per chi non mastica l&#8217;HTML.</p>
<p>C&#8217;è una funzione di anteprima del post, ma essa appare in bianco senza integrazione con il tema selezionato.</p>
<p>E&#8217; possibile inserire una foto, ma solo tra quelle memorizzate nell&#8217;iPad (anche qui è possibile fare di meglio per coloro che conoscono l&#8217;HTML): inoltre le foto selezionate appariranno sempre e comunque a piè di articolo.</p>
<p>Come opzioni l&#8217;app è molto povera: essa consente infatti solo di scegliere se ridimensionare o meno le immagini, impostare la data di pubblicazione ed una eventuale password per l&#8217;articolo.</p>
<p>Buona però la possibilità di impostare più blog da gestire e utile quella di moderazione dei commenti.</p>
<p>Che dire, immagino ci siano molti margini di miglioramento&#8230; chi vivrà vedrà.</p>
<p><a href="http://www.demiranda.net/wp-content/uploads/2010/07/l_399_343_8290FED3-AD17-4F6C-B9CD-0055F245FA1B.jpeg" rel="prettyPhoto[301]"><img src="http://www.demiranda.net/wp-content/uploads/2010/07/l_399_343_8290FED3-AD17-4F6C-B9CD-0055F245FA1B.jpeg" alt="" class="alignnone size-full" /></a></p>
<p><img src='http://demiranda.net/wp-content/uploads/2011/11/luc_ipad01.jpg'></p><img src="http://demiranda.net/?ak_action=api_record_view&id=301&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Firme “Rich” e Multiple con GMail</title>
		<link>http://demiranda.net/2010/07/12/firme-rich-e-multiple-con-gmail/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=firme-rich-e-multiple-con-gmail</link>
		<comments>http://demiranda.net/2010/07/12/firme-rich-e-multiple-con-gmail/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 08:54:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian de Miranda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[firma]]></category>
		<category><![CDATA[gmail]]></category>
		<category><![CDATA[signature]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>
		<category><![CDATA[webapp]]></category>

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		<description><![CDATA[Onestamente, tra le svariate funzionalità offerte dal servizio mail di Google, si è sempre sentita la mancanza di funzioni di base invece presenti su quasi tutti i client: parlo delle firme multiple. GMail già da tempo consente di inviare le mail utilizzando più indirizzi di posta elettronica, ma con la grande limitazione di dover utilizzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Onestamente, tra le svariate funzionalità offerte dal servizio mail di Google, si è sempre sentita la mancanza di funzioni di base invece presenti su quasi tutti i client: parlo delle firme multiple. GMail già da tempo consente di inviare le mail utilizzando più indirizzi di posta elettronica, ma con la grande limitazione di dover utilizzare la stessa signature per l&#8217;invio.</p>
<p>Adesso, finalmente, il colosso di Mountain View ha fatto felici molti dei suoi utenti, me compreso. Non solo: si sono superati implementando, anche qui finalmente, le firme &#8220;Rich&#8221;, cioè con funzionalità avanzate come l&#8217;impostazione di colori, paragrafi e immagini, come se fosse un messaggio vero e proprio.</p>
<p>Che dire, meglio tardi che mai!</p>
<p><img class="size-full wp-image-293" title="gmail_signatures" src="http://www.demiranda.net/wp-content/uploads/2010/07/gmail_signatures.jpg" alt="Finalmente firme &quot;rich&quot; e multiple=" /></p>
<p><img src='http://demiranda.net/wp-content/uploads/2011/11/gmail-logo-cloud.png'></p><img src="http://demiranda.net/?ak_action=api_record_view&id=292&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Problemi con upload php su server IIS7</title>
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		<comments>http://demiranda.net/2010/02/04/problemi-con-upload-php-su-server-iis7/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 16:38:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian de Miranda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Programming]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi mi è capitata una cosa davvero strana: nel fare un semplice script php che consente l&#8217;upload di un file mi sono imbattuto nel fatidico quanto criptico errore generico del server 500. La prima cosa che mi è venuta in mente è stata di impostare correttamente i limiti e timeout degli upload, nonchè aumentare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi mi è capitata una cosa davvero strana: nel fare un semplice script php che consente l&#8217;upload di un file mi sono imbattuto nel fatidico quanto criptico errore generico del server 500. La prima cosa che mi è venuta in mente è stata di impostare correttamente i limiti e timeout degli upload, nonchè aumentare la dimensione massima consentita per ciascun download, ovviamente tutto nel file di configurazione php.ini</p>
<p>Niente da fare, sempre il solito errore, per il quale tra l&#8217;altro non sono riuscito a trovare dettagli nei vari file di log.</p>
<p>Utilizzando un server Windows 2008 con IIS 7, ho iniziato a cercare in rete qualche possibile soluzione. In effetti un problema simile già l&#8217;avevo risolto per gli script ASP.NET semplicemente inserendo nel web.config le corrispondenti direttive.</p>
<p>Qui però il discorso è differente perchè si tratta di uno script PHP, che dunque gira mediante un modulo FastCGI. Dopo una sterminata serie di tentativi ne esco fuori trovando una soluzione. Il problema è dovuto a un timeout di attività del modulo FastCGI, che per fortuna è impostabile come parametro. Ecco i passi da eseguire:</p>
<ol>
<li>Aprire con un editor di testo il file %windir%\system32\inetsrv\config\applicationHost.config</li>
<li>trovare il tag &lt;fastcgi &#8230; /&gt;</li>
<li>aggiungere l&#8217;attributo activityTimeout=&quot;xxx&quot; (xxx=numero di secondi, io ho messo 600)</li>
<li>salvare il file</li>
<li>riavviare IIS</li>
</ol>
<p style="color:#008;text-align:right;">
<p><img src='http://demiranda.net/wp-content/uploads/2011/11/iis-self-signed-certificate-logo.png'></p><img src="http://demiranda.net/?ak_action=api_record_view&id=280&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Windows 3.11: Browser Edition</title>
		<link>http://demiranda.net/2010/01/25/windows-3-11-browser-edition/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=windows-3-11-browser-edition</link>
		<comments>http://demiranda.net/2010/01/25/windows-3-11-browser-edition/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 22:27:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian de Miranda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[Programming]]></category>

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		<description><![CDATA[Doverosa premessa: Una delle più genuine conseguenze dello sviluppo di Javascript negli ultimi anni è certamente la quantità e la varietà di progetti che vengono sfornati quotidianamente. Mi sembra (almeno in parte) di rivivere la DemoScene del periodo dei vari Commodore. Ritengo sia genuino perchè ormai davvero in tanti sviluppano in Javascript per il semplice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Doverosa premessa: </p>
<p>Una delle più genuine conseguenze dello sviluppo di Javascript negli ultimi anni è certamente la quantità e la varietà di progetti che vengono sfornati quotidianamente. Mi sembra (almeno in parte) di rivivere la DemoScene del periodo dei vari Commodore. Ritengo sia genuino perchè ormai davvero in tanti sviluppano in Javascript per il semplice gusto di farlo o magari per mostrare le proprie capacità.</p>
<p>Tra i tanti progetti a volte ne pesco alcuni davvero interessanti, sebbene inutili. L&#8217;ultimo è una specie di emulatore dell&#8217;ultra-pensionato Windows 3.11, con tanto di browser internet e prompt dei comandi.</p>
<p><img height="528" style="margin: 5px" width="543" alt="" src="http://www.demiranda.net/wp-content/uploads/2010/01/Schermata-2010-01-25-a-23.41.46.png" /></p>
<p>Il link per provarlo è: <a href="http://www.michaelv.org/">michaelv.org</a></p>
<p>Da provare, per nostalgici e non.</p>
<p><img src='http://demiranda.net/wp-content/uploads/2011/11/win311logo.gif'></p><img src="http://demiranda.net/?ak_action=api_record_view&id=279&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Amethyst Beta 6</title>
		<link>http://demiranda.net/2009/09/08/amethyst-beta-6/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=amethyst-beta-6</link>
		<comments>http://demiranda.net/2009/09/08/amethyst-beta-6/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 07:32:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian de Miranda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Programming]]></category>
		<category><![CDATA[amethyst]]></category>
		<category><![CDATA[flex]]></category>
		<category><![CDATA[ide]]></category>
		<category><![CDATA[visual studio]]></category>

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		<description><![CDATA[Amethyst è un plugin per Visual Studio 2008 (Free e Professional) per lo sviluppo di Applicazioni FLEX utilizzando l&#8217;IDE di casa Redmond. Nell&#8217;ultima release disponibile è presente, tra l&#8217;altro, un editor visuale per il drag&#38;drop di componenti flex. Lo proverò in questi giorni e vi farò sapere &#62; Info, Download e Screencast potete trovarli sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Amethyst è un plugin per Visual Studio 2008 (Free e Professional) per lo sviluppo di Applicazioni FLEX utilizzando l&#8217;IDE di casa Redmond. Nell&#8217;ultima release disponibile è presente, tra l&#8217;altro, un editor visuale per il drag&amp;drop di componenti flex.
<p><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: block; float: none; margin-left: auto; border-top: 0px; margin-right: auto; border-right: 0px" title="beta6-amethyst-designer-main" border="0" alt="beta6-amethyst-designer-main" src="http://www.demiranda.net/wp-content/uploads/2009/09/beta6amethystdesignermain.png" width="596" height="325" /> </p>
<p>Lo proverò in questi giorni e vi farò sapere <img src='http://demiranda.net/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>&gt; <a href="http://www.sapphiresteel.com/Amethyst-Beta-6-Adobe-Flex-Visual" target="_blank">Info, Download e Screencast potete trovarli sul sito dello sviluppatore, Sapphire Steel</a></p>
<img src="http://demiranda.net/?ak_action=api_record_view&id=276&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>InfoVis</title>
		<link>http://demiranda.net/2009/07/30/infovis/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=infovis</link>
		<comments>http://demiranda.net/2009/07/30/infovis/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2009 18:49:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian de Miranda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Programming]]></category>
		<category><![CDATA[data visualization]]></category>
		<category><![CDATA[grafici]]></category>
		<category><![CDATA[javascript]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.demiranda.net/2009/07/30/infovis/</guid>
		<description><![CDATA[In alcuni dei miei ultimi progetti ho fatto un discreto uso di metodologie di visualizzazione dati (i.e. risultati delle elezioni, andamento fondi azionari). Al di là del classico uso di griglie e grafici nelle applicazioni desktop è già da molto che spopolano soluzioni web-oriented a tale scopo. Oggi volevo segnalare InfoVis, un toolkit javascript che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In alcuni dei miei ultimi progetti ho fatto un discreto uso di metodologie di visualizzazione dati (i.e. risultati delle elezioni, andamento fondi azionari). Al di là del classico uso di griglie e grafici nelle applicazioni desktop è già da molto che spopolano soluzioni web-oriented a tale scopo.</p>
<p>Oggi volevo segnalare <a href="http://thejit.org/home/" target="_blank">InfoVis</a>, un toolkit javascript che offre delle visualizzazioni di dati molto interessanti e per di più interattive.</p>
<p><a title="treemap" rel="lightbox-infovis" href="http://www.demiranda.net/wp-content/uploads/2009/07/treemap.png" rel="prettyPhoto[271]"><img style="display: inline;" title="treemap" src="http://www.demiranda.net/wp-content/uploads/2009/07/treemap_thumb.png" alt="treemap" width="143" height="80" /></a> <a title="rgraph" rel="lightbox-infovis" href="http://www.demiranda.net/wp-content/uploads/2009/07/rgraph1.png" rel="prettyPhoto[271]"><img style="display: inline;" title="rgraph1" src="http://www.demiranda.net/wp-content/uploads/2009/07/rgraph1_thumb.png" alt="rgraph1" width="143" height="80" /></a> <a title="spacetree" rel="lightbox-infovis" href="http://www.demiranda.net/wp-content/uploads/2009/07/spacetree.png" rel="prettyPhoto[271]"><img style="display: inline;" title="spacetree" src="http://www.demiranda.net/wp-content/uploads/2009/07/spacetree_thumb.png" alt="spacetree" width="143" height="80" /></a></p>
<p><a href="http://thejit.org/home/" target="_blank">Project Home</a> | <a href="http://thejit.org/demos" target="_blank">Demos</a></p>
<img src="http://demiranda.net/?ak_action=api_record_view&id=271&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Blog: fine di un’era?</title>
		<link>http://demiranda.net/2009/07/28/blog-fine-di-unera/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=blog-fine-di-unera</link>
		<comments>http://demiranda.net/2009/07/28/blog-fine-di-unera/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 28 Jul 2009 19:09:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian de Miranda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.demiranda.net/2009/07/28/blog-fine-di-unera/</guid>
		<description><![CDATA[Blog: fine di un&#8217;era? Posted using ShareThis]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href=http://shar.es/AxJK>Blog: fine di un&#8217;era?</a></p>
<p>Posted using <a href="http://sharethis.com">ShareThis</a></p>
<img src="http://demiranda.net/?ak_action=api_record_view&id=264&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://demiranda.net/2009/07/28/blog-fine-di-unera/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Grafico a Barre con HTML Canvas</title>
		<link>http://demiranda.net/2009/07/18/grafico-a-barre-con-html-canvas/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=grafico-a-barre-con-html-canvas</link>
		<comments>http://demiranda.net/2009/07/18/grafico-a-barre-con-html-canvas/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 17:03:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian de Miranda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Programming]]></category>
		<category><![CDATA[canvas]]></category>
		<category><![CDATA[esempi]]></category>
		<category><![CDATA[grafici]]></category>
		<category><![CDATA[html5]]></category>
		<category><![CDATA[javascript]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.demiranda.net/?p=182</guid>
		<description><![CDATA[Esempio di grafico a barre 2D utilizzando il tag Canvas di HTML 5, utilizzando le primitive di base. I valori del grafico sono generati casualmente. Internet Explorer non supporta il tag Canvas, almeno per ora. var context = document.getElementById("chartCanvas").getContext("2d"); context.fillStyle = "#84C341"; var wide=5; for (var x=0; x < 400; x+=wide) { var val = [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esempio di grafico a barre 2D utilizzando il tag Canvas di HTML 5, utilizzando le primitive di base. I valori del grafico sono generati casualmente.</p>
<p><small>Internet Explorer non supporta il tag Canvas, almeno per ora.</small></p>
<p align="center"><canvas id="chartCanvas" height="150" width="400" align="center"></canvas></p>
<p> <script type="text/javascript">
  var context = document.getElementById("chartCanvas").getContext("2d");
  context.fillStyle = "#84C341";

  var wide=5;
  for (var x=0; x < 400; x+=wide) {
      var val = 150 * Math.random();
      context.beginPath();
      context.rect(x, 150-val, wide-1, val );
      context.fill();
  }
</script>
<p>Ecco il codice:</p>
<pre class="brush:js">  var context = document.getElementById(&quot;chartCanvas&quot;).getContext(&quot;2d&quot;);
  context.fillStyle = &quot;#84C341&quot;;

  var wide=5;
  for (var x=0; x &lt; 400; x+=wide) {
      var val = 150 * Math.random();
      context.beginPath();
      context.rect(x, 150-val, wide-1, val );
      context.fill();
  }</pre>
<p>Versione Orizzontale:</p>
<p align="center">
  <br /><canvas id="chartCanvasHoriz" height="200" width="400" align="center"></canvas></p>
<p><script type="text/javascript">
  var context = document.getElementById("chartCanvasHoriz").getContext("2d");
  context.fillStyle = "#84C341";

  var wide=10;
  for (var y=0; y < 200; y+=wide) {
      var val = 400 * Math.random();
      context.beginPath();
      context.rect(0, y, val, wide-2 );
      context.fill();
  }
</script></p>
<p>Ecco il codice:</p>
<pre class="brush:js">
 var context = document.getElementById("chartCanvasHoriz").getContext("2d");
  context.fillStyle = "#84C341";

  var wide=10;
  for (var y=0; y < 200; y+=wide) {
      var val = 400 * Math.random();
      context.beginPath();
      context.rect(0, y, val, wide-2 );
      context.fill();
  }
</pre>
<img src="http://demiranda.net/?ak_action=api_record_view&id=182&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Finalmente Weekend</title>
		<link>http://demiranda.net/2009/07/17/finalmente-weekend/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=finalmente-weekend</link>
		<comments>http://demiranda.net/2009/07/17/finalmente-weekend/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 21:10:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian de Miranda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>
		<category><![CDATA[canvas]]></category>
		<category><![CDATA[flash]]></category>
		<category><![CDATA[flex]]></category>
		<category><![CDATA[silverlight]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo un&#8217;altra intensa settimana di lavoro, passata a sistemare i blog aziendali (e questo mio personale), nonchè preparare project plannings per la futura stagione creativa, mi accingo a passare il sabato e la domenica nella massima tranquillità&#8230; In realtà vorrei fare molte cose ma credo che mi dedicherò alla sperimentazione di primitive grafiche 2D su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo un&#8217;altra intensa settimana di lavoro, passata a sistemare i blog aziendali (e questo mio personale), nonchè preparare project plannings per la futura stagione creativa, mi accingo a passare il sabato e la domenica nella massima tranquillità&#8230;<br />
In realtà vorrei fare molte cose ma credo che mi dedicherò alla sperimentazione di primitive grafiche 2D su varie piattaforme, precisamente su flash/flex, silverlight e xna (e Java?). Farò tutto senza utilizzare librerie esterne, giusto per analizzare le differenze tra le tecnologie.<br />
A dir la verità sarei tentato anche nell&#8217;uso delle tecnologie emergenti basate su JavaScript (il noto Canvas3D).<br />
Risultati e considerazioni presto su questo blog! <img src='http://demiranda.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /></p>
<img src="http://demiranda.net/?ak_action=api_record_view&id=174&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Si riparte!</title>
		<link>http://demiranda.net/2009/07/16/si-riparte/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=si-riparte</link>
		<comments>http://demiranda.net/2009/07/16/si-riparte/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2009 07:33:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian de Miranda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Generale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.demiranda.net/2009/07/16/si-riparte/</guid>
		<description><![CDATA[Ho finalmente deciso di dare una svolta a questo blog, nato nel â€œlontanoâ€ Giugno 2004, aggiornandolo il piÃ¹ frequentemente possibile su tutto ciÃ² che riguarda lâ€™arte della progettazione e sviluppo software, nonchÃ¨ considerazioni e pensieri sul mondo informatico in generale. Tutto questo senza perÃ² necessariamente tralasciare aspetti personali che mi riguardano e che di fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.demiranda.net/wp-content/uploads/2009/07/reboot_128x128.png" rel="prettyPhoto[149]"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; margin: 5px 10px 5px 0px; display: inline; border-top: 0px; border-right: 0px" title="reboot_128x128" border="0" alt="reboot_128x128" align="left" src="http://www.demiranda.net/wp-content/uploads/2009/07/reboot_128x128_thumb.png" width="128" height="171" /></a> Ho finalmente deciso di dare una svolta a questo blog, nato nel â€œlontanoâ€ Giugno 2004, aggiornandolo il piÃ¹ frequentemente possibile su tutto ciÃ² che riguarda lâ€™arte della progettazione e sviluppo software, nonchÃ¨ considerazioni e pensieri sul mondo informatico in generale.</p>
<p>Tutto questo senza perÃ² necessariamente tralasciare aspetti personali che mi riguardano e che di fatto sono parte di me: gusti musicali, videogiochi, anime/manga, etcâ€¦</p>
<img src="http://demiranda.net/?ak_action=api_record_view&id=149&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Rhapsody – Lamento Eroico</title>
		<link>http://demiranda.net/2008/08/02/rhapsody-lamento-eroico/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=rhapsody-lamento-eroico</link>
		<comments>http://demiranda.net/2008/08/02/rhapsody-lamento-eroico/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 02 Aug 2008 12:53:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian de Miranda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.demiranda.net/2008/08/02/rhapsody-lamento-eroico/</guid>
		<description><![CDATA[Straordinario pezzo symphonic metal Langue in me l&#8217;eco infranto al truce sguardo dell&#8217;angelo cieco rovina in me l&#8217;antica rima nel cuor del cigno ferito e morente&#8230; Cosmi di eternita&#8217; tradita di verita&#8217; svanite che ora versano lacrime d&#8217;addio in un vuoto nero&#8230; sincero e fiero al mio destino andro&#8217;&#8230; URLA IL TUONO AL MIO LAMENTO [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Straordinario pezzo symphonic metal</p>
<blockquote><p><em>Langue in me l&#8217;eco infranto        <br />al truce sguardo dell&#8217;angelo cieco         <br />rovina in me l&#8217;antica rima         <br />nel cuor del cigno ferito e morente&#8230;         <br />Cosmi di eternita&#8217; tradita         <br />di verita&#8217; svanite che ora versano         <br />lacrime d&#8217;addio in un vuoto nero&#8230;         <br />sincero e fiero al mio destino andro&#8217;&#8230;         <br />URLA IL TUONO         <br />AL MIO LAMENTO EROICO         <br />SORTE&#8230; CONSUMA LA REALTA&#8217;!         <br />Spiriti di mondi arcani         <br />chiedo la vita al di la&#8217; della morte         <br />per allinear le stelle amiche         <br />e diventar guardiano celeste         <br />Custode di eternita&#8217; guarita         <br />di verita&#8217; trovate per tutti i figli di madre terra&#8230;         <br />sempre a lei ho dato la vita&#8230; la morte&#8230;         <br />cosi&#8217; continuero&#8217;!         <br />URLA IL TUONO         <br />AL MIO LAMENTO EROICO         <br />SORTE&#8230; CONSUMA LA REALTA&#8217;! </em></p>
</blockquote>
<blockquote></blockquote>
<div style="padding-bottom: 0px; margin: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: none; padding-top: 0px" id="scid:5737277B-5D6D-4f48-ABFC-DD9C333F4C5D:d9b6d54f-7985-4ae9-aed9-1d7fcc60f77a" class="wlWriterEditableSmartContent">
<div><object width="425" height="355">
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/fwvLKl7EQ94&amp;hl=en"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/fwvLKl7EQ94&amp;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355"></embed></object></div>
</div>
<img src="http://demiranda.net/?ak_action=api_record_view&id=144&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Emerald Sword</title>
		<link>http://demiranda.net/2008/04/10/emerald-sword/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=emerald-sword</link>
		<comments>http://demiranda.net/2008/04/10/emerald-sword/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Apr 2008 16:47:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian de Miranda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.demiranda.net/2008/04/10/emerald-sword/</guid>
		<description><![CDATA[I crossed the valleys the dust of midlands to search for the third key to open the gates Now I&#8217;m near the altar the secret inside As legend told my beloved sun light the dragons eyes On the way to the glory I&#8217;ll honour my sword to serve right ideals and justice for all Finally [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I crossed the valleys the dust of midlands   <br />to search for the third key to open the gates    <br />Now I&#8217;m near the altar the secret inside    <br />As legend told my beloved sun light the dragons eyes    <br />On the way to the glory I&#8217;ll honour my sword    <br />to serve right ideals and justice for all</p>
<p>Finally happened the sun hit their eyes   <br />the spell was creating strange games of light    <br />Thanks to hidden mirrors I found my lost way    <br />over the stones I reached the place it was a secret cave    <br />In a long bloody battle that prophecies told    <br />the light will prevail hence wisdom is gold</p>
<p>For the king for the land for the mountains   <br />for the green valleys where dragons fly    <br />for the glory the power to win the black lord    <br />I will search for the emerald sword</p>
<p>Only a warrior with a clear heart   <br />could have the honour to be kissed by the sun    <br />Yes, I am that warrior I followed my way    <br />led by the force of cosmic soul I can reach the sword    <br />On the way to the glory I&#8217;ll honour my sword    <br />to serve right ideals and justice for all</p>
<p>For the king for the land for the mountains   <br />for the green valleys where dragons fly    <br />for the glory the power to win the black lord    <br />I will search for the emerald sword</p>
<p>For the king for the land for the mountains   <br />for the green valleys where dragons fly    <br />for the glory the power to win the black lord    <br />I will search for the emerald sword</p>
<div style="padding-bottom: 0px; margin: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; display: inline; float: none; padding-top: 0px" id="scid:5737277B-5D6D-4f48-ABFC-DD9C333F4C5D:cd4d6b2e-1276-4e46-a447-e7190458d150" class="wlWriterEditableSmartContent">
<div><object width="425" height="355">
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Ye6YHQ8AZzU&amp;hl=en"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Ye6YHQ8AZzU&amp;hl=en" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355"></embed></object></div>
</div>
<img src="http://demiranda.net/?ak_action=api_record_view&id=143&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Backup di Database MySQL</title>
		<link>http://demiranda.net/2008/03/05/backup-di-database-mysql/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=backup-di-database-mysql</link>
		<comments>http://demiranda.net/2008/03/05/backup-di-database-mysql/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Mar 2008 10:32:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian de Miranda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Programming]]></category>
		<category><![CDATA[backup]]></category>
		<category><![CDATA[database]]></category>
		<category><![CDATA[mysql]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.demiranda.net/2008/03/05/backup-di-database-mysql/</guid>
		<description><![CDATA[Per chi, come me, fa uso del suddetto Database Server, risulta necessario effettuare un backup generale di tutti i databases presenti. L&#8217;utility mysqldump ci viene in aiuto fornendoci lo strumento necessario allo scopo. Supponendo quindi di avere l&#8217;accesso root al database possiamo effettuare un backup generale della struttura e dei dati di tutti i database [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi, come me, fa uso del suddetto Database Server, risulta necessario effettuare un backup generale di tutti i databases presenti. L&#8217;utility mysqldump ci viene in aiuto fornendoci lo strumento necessario allo scopo.</p>
<p>Supponendo quindi di avere l&#8217;accesso root al database possiamo effettuare un backup generale della struttura e dei dati di tutti i database inserendo nella riga di comando:</p>
<pre class="brush:bash">mysqldump -u root -p --all-databases</pre>
<p>verrÃ  chiesta la password dell&#8217;utente root e il processo di backup avrÃ  inizio. L&#8217;utility Ã¨ presente sia nelle versioni Linux che in quelle Windows ed in entrambi casi la sintassi Ã¨ identica.</p>
<ul>
<li><a href="http://www.mysql.com" target="_blank">Sito MySQL</a></li>
</ul>
<p><a href="http://www.mysql.com" target="_blank"></p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.legaproam.com/images/logoMysql.gif" height="283" width="425" /></p>
<p></a></p>
<img src="http://demiranda.net/?ak_action=api_record_view&id=142&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://demiranda.net/2008/03/05/backup-di-database-mysql/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Regional Settings in ASP.NET</title>
		<link>http://demiranda.net/2008/02/08/regional-settings-in-aspnet/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=regional-settings-in-aspnet</link>
		<comments>http://demiranda.net/2008/02/08/regional-settings-in-aspnet/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 20:35:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Christian de Miranda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Programming]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.demiranda.net/2008/02/08/regional-settings-in-aspnet/</guid>
		<description><![CDATA[Capita spesso di effettuare il deploy di applicazioni asp.net su server sparsi nel mondo. Potrebbe quindi capitare ( Ã¨ piÃ¹ una certezza) di trovarsi di fronte un server che ha impostazioni internazionali diverse da quelle desiderate (immaginate di avere un server in america ma l&#8217;utenza della vostra webapp Ã¨ italiana&#8230;). Si potrebbe intervenire a livello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Capita spesso di effettuare il deploy di applicazioni asp.net su server sparsi nel mondo. Potrebbe quindi capitare ( Ã¨ piÃ¹ una certezza) di trovarsi di fronte un server che ha impostazioni internazionali diverse da quelle desiderate (immaginate di avere un server in america ma l&#8217;utenza della vostra webapp Ã¨ italiana&#8230;). Si potrebbe intervenire a livello globale, ma questo Ã¨ di norma sconsigliato e poco elegante. Quello che conviene fare Ã¨ istruire il framework che l&#8217;applicazione web ha delle specifiche impostazioni regionali.</p>
<p>Fare ciÃ² Ã¨ semplicissimo: basta inserire un&#8217;apposita direttiva nel file di configurazione Web.config.</p>
<pre class="brush:xml">
&lt;configuration&gt;
...
&lt;system.web&gt;
...
&lt;globalization requestencoding="utf-8" responseencoding="utf-8" culture="it-IT"&gt;
...
&lt;/globalization&gt;&lt;/system.web&gt;&lt;/configuration&gt;
</pre>
<p>Nell&#8217;esempio precedente comunichiamo al framework che l&#8217;applicazione richiede i settaggi regionali italiani.</p>
<img src="http://demiranda.net/?ak_action=api_record_view&id=141&type=feed" alt="" />]]></content:encoded>
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		</item>
	</channel>
</rss>

