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	<title type="text">Cinema Blog</title>
	<subtitle type="text">...there's a new movie sheriff in town...</subtitle>

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		<title type="html"><![CDATA[Vallanzasca e gli angeli del male di Michele Placido]]></title>
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		<category scheme="http://www.cinemablog.org" term="Venezia 2010" />		<summary type="html"><![CDATA[Placido torna ad un crime movie, genere che lo aveva fatto decollare con Romanzo Criminale. E lo fa perche&#8217; quello che aveva fatto dopo era stato molto deludente. Mediocre. Torna dove sa muoversi e lo fa bene. Ritrova lo stesso montaggio accattivante, ritmico, veloce a suon di rock anni settanta. Ritrova la fotografia un po&#8217; [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.cinemablog.org/2010/09/07/vallanzasca-e-gli-angeli-del-male-di-michele-placido/"><![CDATA[<div id="_mcePaste"><a href="http://www.cinemablog.org/wp-content/uploads/2010/09/Vallanzasca-Gli-angeli-del-male-2_5845_L.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1155" title="Vallanzasca - Gli angeli del male 2_5845_L" src="http://www.cinemablog.org/wp-content/uploads/2010/09/Vallanzasca-Gli-angeli-del-male-2_5845_L-300x219.jpg" alt="" width="300" height="219" /></a>Placido torna ad un crime movie, genere che lo aveva fatto decollare con Romanzo Criminale. E lo fa perche&#8217; quello che aveva fatto dopo era stato molto deludente. Mediocre.</div>
<div id="_mcePaste">Torna dove sa muoversi e lo fa bene. Ritrova lo stesso montaggio accattivante, ritmico, veloce a suon di rock anni settanta. Ritrova la fotografia un po&#8217; sporca anni &#8217;70 che va tanto di moda. Ritrova Kim Rossi Stuart che smette di parlare in romanesco e inizia un appiccicato milanese bauscia.</div>
<div id="_mcePaste">Ma e&#8217; essenzialmente la stessa storia di Romanzo Criminale trasportata nel milanese.</div>
<div id="_mcePaste">Il film e&#8217; piacevole e accattivante. Le due ore e passa scorrono senza problemi e il Vallanzasca dipinto rapisce bene il pubblico. Molto realistico e vicino, nel modo di atteggiarsi, al vero bel Rene.</div>
<div id="_mcePaste">E&#8217; un film, come sempre li fa Placido, perfetto per un prime time televisivo. Verra&#8217; venduto e anche bene. E fara&#8217; anche molto bene al botteghino.</div>
<div id="_mcePaste">Ma io sinceramente quando vado al cinema non voglio un film pensato per vendere. Voglio un film che racconti prima una storia.</div>
<div id="_mcePaste">Ha poi senso, mi chiedo, ripetere completamente un film? Fare la copia carbone dell&#8217;unico film con cui Placido aveva convinto? Placido in questo film non fa nessun passo avanti nella sua &#8220;crescita artistica&#8221;, se cosi la vogliamo chiamare. Ripetendo in toto un film svilisce se stesso e la sua posizione di regista.</div>
<div id="_mcePaste">Vendera&#8217; e sara&#8217; acclamato. Ma il Placido regista, se gia&#8217; si faceva fatica a chiamarlo così, ne esce depauperato e debole. Buttando via quel di buono che aveva creato con Romanzo Criminale.</div>
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		<title type="html"><![CDATA[El Sicario Room 164 di Giancarlo Rosi]]></title>
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		<category scheme="http://www.cinemablog.org" term="Venezia 2010" />		<summary type="html"><![CDATA[Io non sono un grandissimo amante dei documentari. Non li cerco e devono essere veramente ben fatti per attirare il mio interesse. Di sicuro metto dentro quelli di Michael Moore, perche&#8217; mi piace come racconta la sua storia, come infinocchia lo spettatore e lo convince. Mi piace soprattutto che dica quelle cose così scomode al [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.cinemablog.org/2010/09/05/el-sicario-room-164-di-giancarlo-rosi/"><![CDATA[<p><a href="http://www.cinemablog.org/wp-content/uploads/2010/09/164elsicario-room.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1151" title="164elsicario room" src="http://www.cinemablog.org/wp-content/uploads/2010/09/164elsicario-room-214x300.jpg" alt="" width="214" height="300" /></a>Io non sono un grandissimo amante dei documentari. Non li cerco e devono essere veramente ben fatti per attirare il mio interesse.</p>
<div id="_mcePaste">Di sicuro metto dentro quelli di Michael Moore, perche&#8217; mi piace come racconta la sua storia, come infinocchia lo spettatore e lo convince. Mi piace soprattutto che dica quelle cose così scomode al pubblico statunitense.</div>
<div id="_mcePaste">Poi c&#8217;e&#8217; stato Celestini con il suo Parole Sante. Anche li veniva raccontata la storia e lo spettatore veniva travolto dall&#8217;eloquenza della voce narrante.</div>
<div id="_mcePaste">Mettiamoci pure che era una bellissima storia di lavoratori auto organizzati che riuscivano a battersi contro i soprusi di una multinazionale che li sfruttava a pieno, beh, mi si invitava a nozze.</div>
<div id="_mcePaste">Qualche documentario calcistico come il bellissimo racconto della vita di Maradona fatto da Sfide di Rai Tre, Supersize me, con un esperimento abbastanza estremo fatto direttamente sulla pelle dell&#8217;autore e poco altro.</div>
<div id="_mcePaste">Ah si, &#8220;638 ways to kill Castro&#8221;, un documentario molto bello di channel 4 su tutti gli attentati sventati contro Fidel Castro.</div>
<div>Ecco potrei dire senza tante remore di essere abbastanza ignorante in campo documentaristico. E soprattutto mi faccio affascinare solo da quei documentari con una voce narrante molto presente e forte.</div>
<p>Quei documentari che hanno un personaggio narrante che ti prende per mano e ti racconta la storia. Dal suo punto di vista naturalmente. Raramente hanno l&#8217;ambizione di essere neutrali, anzi fanno della loro parzialita&#8217; il loro punto di forza.</p>
<p>E poi c&#8217;e&#8217; Giancarlo Rosi.</p>
<p>Mi aveva colpito tantissimo qualche anno fa con &#8220;Below the sea level&#8221;, un documentario che parlava di alcuni reietti della societa&#8217; moderna che andavano a vivere a 250 Km da Los Angeles. Senza soldi, senza casa, senza lavoro.</p>
<p>Un documentario in cui la presenza del regista era completamente trasparante. Non c&#8217;era mai una voce narrante ed erano gli stessi personaggi documentati a raccontare il loro quotidiano.</p>
<p>Oggi ho visto &#8220;164 El Sicario Room&#8221;, sempre di Giancarlo Rosi, dove un ex sicario dei Narcos Messicani racconta la sua storia, come lui sia stato &#8220;allevato&#8221; dai Narcos, come abbia ucciso e torturato sotto il loro comando e come ne sia uscito.</p>
<p>Anche in questo non esiste una voce narrante fuori campo. E&#8217; tutta una confessione de &#8220;El Sicario&#8221; che accompagna i suoi racconti a volte mimando le scene a volte facendo degli schizzi su un quaderno. Ottanta minuti di racconto che hanno inchiodato tutti gli spettatori della Sala Perla alle poltrone.</p>
<p>Ed e&#8217; li comunque la presenza dello stile di Rosi. Lui non commenta, come non aveva fatto in &#8220;Below the Sea Level&#8221;, la storia, eppure si sente la sua presenza in come viene portata avanti la confessione, in come &#8220;El Sicario&#8221; si sia completamente fidato del regista e abbia raccontato tutto.</p>
<p>Proprio come gli homeless di &#8220;Below the sea level&#8221; lo considerassero uno di famiglia e raccontassero e agissero come se fosse la cosa piu&#8217; normale del mondo che lui fosse li con una telecamera.</p>
<p>Per prodursi &#8220;Below the sea level&#8221; aveva fatto un debito con la banca e aveva vissuto mesi insieme agli homeless. Questo altro film, naturalmente, non e&#8217; di produzione italiana.</p>
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		<title type="html"><![CDATA[La Passione di Carlo Mazzacurati]]></title>
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		<category scheme="http://www.cinemablog.org" term="Venezia 2010" />		<summary type="html"><![CDATA[E il cinema italiano in concorso continua a far bene quest&#8217;anno con La Passione di Mazzacurati che va un po&#8217; sul sicuro con un cast di tutto rispetto. Silvio Orlando, che e&#8217; sempre sinonimo di garanzia,la Sandrelli, Corrado Guzzanti, che da il meglio di se, sono tutti pezzi inportanti che vanno a costruire una gran [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.cinemablog.org/2010/09/05/la-passione-di-carlo-mazzacurati/"><![CDATA[<div id="_mcePaste"><a href="http://www.cinemablog.org/wp-content/uploads/2010/09/lapassioneposteritaliano.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1148" title="lapassioneposteritaliano" src="http://www.cinemablog.org/wp-content/uploads/2010/09/lapassioneposteritaliano-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>E il cinema italiano in concorso continua a far bene quest&#8217;anno con La Passione di Mazzacurati che va un po&#8217; sul sicuro con un cast di tutto rispetto.</div>
<div id="_mcePaste">Silvio Orlando, che e&#8217; sempre sinonimo di garanzia,la Sandrelli, Corrado Guzzanti, che da il meglio di se, sono tutti pezzi inportanti che vanno a costruire una gran bella commedia, che fa ridere da subito.</div>
<div id="_mcePaste">La sceneggiatura e&#8217; molto divertente e ben scritta. Io in particolar modo adoro i film che prendono in giro il mondo del cinema e in soprattutto il mondo del cinema italiano.</div>
<div id="_mcePaste">E quindi troviamo un Guzzanti che interpreta un attore provinciale che si crede Shakespeariano che decide di impersonare un Gesu&#8217; Cristo urlando per tutto il tempo.</div>
<div id="_mcePaste">Poi abbiamo i produttori senza cuore ne anima, che del cinema in fondo in fondo, non gliene puo&#8217; fregar di meno. Perche&#8217; a quei produttori non gli interessa proprio niente al di fuori di se stessi.</div>
<div id="_mcePaste">Vengono presi in giro anche gli stessi registi, che giocano per una vita a fare gli intellettuali e poi si ritrovano con le spalle al muro, non considerati dalla stampa, a dover tentare il tutto per tutto con un ultimo film. E il colpo piu&#8217; duro e&#8217; proprio l&#8217;essere dimenticati e non la crisi creativa che stanno attraversando.</div>
<div id="_mcePaste">E poi c&#8217;e&#8217; una bella critica a tutte le nuove attrici e i nuovi attori creati dalla televisione, completamente avulsi dal processo creativo e cinematografico ma che hanno la sola intenzione di diventare sempre piu&#8217; famosi. E un passaggio al cinema e&#8217; inevitabile per diventare famosi. E&#8217; un meccanismo malato che si genera da solo. Figli di una vana fama, creata in modo artefatto dai geni del marketing, assumono nel potere contrattuale piu&#8217; potere dei creatori di storie, che dovrebbero in realta&#8217; guidare il cinema.</div>
<div id="_mcePaste">Mazzacurati ironizza bene su tutti, senza mai esagerare ma tirando fuori delle battute, al volte, al vetriolo.</div>
<div id="_mcePaste">Hanno riso tutti e per tutto il film.</div>
<div id="_mcePaste">Che una commedia possa vincere un festival? Mah&#8230; mi sembra un po&#8217; improbabile e questa commedia non ne ha la possibilita&#8217;. Ma la sala del palabiennale piena di gente divertita e&#8217; sempre un bello spettacolo.</div>
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		<title type="html"><![CDATA[Somewhere di Sophia Coppola]]></title>
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		<category scheme="http://www.cinemablog.org" term="Venezia 2010" />		<summary type="html"><![CDATA[Ciao sono Sophia Coppola e posso permettermi di mettere come scena di apertura una Ferrari che fa continuamente un giro di pista per tre minuti buoni. E&#8217; un po&#8217; questo il succo finale del film che, diciamolo subito, non e&#8217; un brutto film. E&#8217; piacevole, a tratti divertente, non stanca nonostante gli interminabili silenzi, le [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.cinemablog.org/2010/09/04/somewhere-di-sophia-coppola/"><![CDATA[<div id="_mcePaste"><a href="http://www.cinemablog.org/wp-content/uploads/2010/09/somewhere-sofia-coppola-311x480.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1141" title="somewhere-sofia-coppola-311x480" src="http://www.cinemablog.org/wp-content/uploads/2010/09/somewhere-sofia-coppola-311x480-194x300.jpg" alt="" width="194" height="300" /></a>Ciao sono Sophia Coppola e posso permettermi di mettere come scena di apertura una Ferrari che fa continuamente un giro di pista per tre minuti buoni.</div>
<div id="_mcePaste">E&#8217; un po&#8217; questo il succo finale del film che, diciamolo subito, non e&#8217; un brutto film. E&#8217; piacevole, a tratti divertente, non stanca nonostante gli interminabili silenzi, le interminabili inquadrature gia&#8217; viste in Lost in Translation.</div>
<div id="_mcePaste">Insomma Sophia Coppola e&#8217; altezzosa e snob come la sua Maria Antonietta e direi altrettanto inconscia del mondo che la circonda. E&#8217; molto ostentato tutto cio&#8217; che le e&#8217; permesso e che a molti altri registi non lo e&#8217;. Questo continuo indugiare sui personaggi inermi che non agiscono. Che cuociono paste scotte, che fumano lenti sigarette perfette, che bevono lenti birre perfette.</div>
<div id="_mcePaste">E&#8217; il suo mondo nel quale e&#8217; cresciuta. Ovvattata, forse sola e annoiata.</div>
<div id="_mcePaste">Il suo personaggio principale e&#8217; ricco famoso e annoiato. E nel film di per se non succede niente. Non c&#8217;e&#8217; un episodio di svolta che induce al cambiamente del personaggio. Che forse e&#8217; quello che succede molte volte nella realta&#8217;. Uno vive nella sua vita fino a quando la misura e&#8217; colma. E non c&#8217;e&#8217; nessuna goccia che fa traboccare il vaso.</div>
<div id="_mcePaste">Ecco in questo film il vaso non trabocca per una goccia di troppo. Trabocca e basta.</div>
<div id="_mcePaste">Mi rimane un dubbio in tutto cio&#8217;. Se non si fosse chiamata Coppola di cognome Sophie avrebbe potuto fare i suoi film? Avrebbe trovato i soldi per produrre le sue lunghe e interminabili inquadrature?</div>
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		<title type="html"><![CDATA[La pecora nera di Ascanio Celestini]]></title>
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		<category scheme="http://www.cinemablog.org" term="Venezia 2010" />		<summary type="html"><![CDATA[Finalmente Celestini. Eccolo il film che stavo attendendo come quello che poteva rialzare le sorti del cinema italiano degli ultimi anni qui a Venezia. E La Pecora Nera e&#8217; un film che ha tutto il diritto di essere in concorso. Celestini mette da parte il suo impegno politico che ho tanto amato in Parole Sante [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.cinemablog.org/2010/09/03/la-pecora-nera-di-ascanio-celestini/"><![CDATA[<div id="_mcePaste"><a href="http://www.cinemablog.org/wp-content/uploads/2010/09/la-pecora-nera-locandina-335x480.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1135" title="la-pecora-nera-locandina-335x480" src="http://www.cinemablog.org/wp-content/uploads/2010/09/la-pecora-nera-locandina-335x480-209x300.jpg" alt="" width="209" height="300" /></a>Finalmente Celestini. Eccolo il film che stavo attendendo come quello che poteva rialzare le sorti del cinema italiano degli ultimi anni qui a Venezia. E La Pecora Nera e&#8217; un film che ha tutto il diritto di essere in concorso.</div>
<div id="_mcePaste">Celestini mette da parte il suo impegno politico che ho tanto amato in Parole Sante e nei suoi spezzoni televisivi, mette da parte il suo teatro, nonostante questo film sia tratto da una sua opera teatrale, e tira fuori un film molto poetico.</div>
<div id="_mcePaste">Celestini racconta la vita di un bambino che cresce in un manicomio e diventa anche lui un matto grazie alle cure elettriche che gli riservano.</div>
<div id="_mcePaste">Celestini racconta questa vita senza dare un giudizio, senza spiegare gli abusi e i sorprusi che venivano fatti la maggiorparte delle volte negli istituti di cura.</div>
<div id="_mcePaste">Celestini racconta la vita del suo personaggio essendo quel personaggio. E tutto il mondo intorno a lui ci sembra come deve e</div>
<div id="_mcePaste">ssere, normale, giusto.</div>
<div id="_mcePaste">Li sono veramente tutti santi, il direttore e&#8217; il piu&#8217; santo di tutti. Sotto al supermercato ci sono un sacco di cose anche l</div>
<div id="_mcePaste">e riviste cinesi con le donne nude clonate. Che i cinesi clonano le donne. Noi le pecore.</div>
<div id="_mcePaste">Insomma capiamo che per un matto il mondo attorno a se e&#8217; normale. E il suo compagno di viaggi e&#8217; il malato. Non il protagonista.</div>
<div id="_mcePaste">La sua tecnica e&#8217; la solita. Ci racconta tutto, come in un lungo monologo al teatro, descrivendo e parlando, a volte, al posto dei suoi personaggi. La forza dei suoi monologhi sono le ripetizioni, frasi che vengono dette e ridette lungo tutto il film</div>
<div id="_mcePaste">e che accrescono la forza delle immagini narrate. E allora lui e&#8217; nato negli anni &#8217;60, i favolosi anni &#8217;60, che le porte che si aprivano da soli come ai supermercati c&#8217;erano solo nei film dei marziani quando era piccolo e bisogna tenere tutto in ord</div>
<div id="_mcePaste">ine, che se tieni tutto in ordine poi trovi tutto, come nei supermercati.</div>
<div id="_mcePaste">La cosa interessante e&#8217; che poi alcuni dei personaggi &#8220;normali&#8221;, in modo estemporaneo, dicono anche loro delle frasi che ripetono in modo continuato. Come a sottolineare che, in fondo in fondo, e al di fuori da una frase che puo&#8217; sembrare molto piu&#8217; banale di quel che e&#8217;, siamo tutti un po&#8217; pazzi.</div>
<div id="_mcePaste">Trovo poi perfetta l&#8217;alchimia che si e&#8217; creata sullo schermo con Giorgio Tirabassi, attore fin troppo svilito da un numero spropositato di fiction, che trova qui il perfetto ruolo di spalla di Ascanio Celestini.</div>
<div id="_mcePaste">Mi piacerebbe tanto che questo film portasse a casa qualcosa. Ha delle serie possibilita&#8217; anche se e&#8217; molto presto per dirlo.</div>
<div id="_mcePaste">La scelta di farlo vedere cosi presto lo sta sicuramente penalizzando.</div>
<div id="_mcePaste">Per fortuna in giuria c&#8217;e&#8217; Quentin Tarantino che non e&#8217; Pancotti Maurizio, che si sa&#8217;, e&#8217; dificiente.</div>
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		<title type="html"><![CDATA[Machete di Robert Rodriguez]]></title>
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		<published>2010-09-02T13:13:21Z</published>
		<category scheme="http://www.cinemablog.org" term="Venezia 2010" />		<summary type="html"><![CDATA[&#8220;Lo sapevo che era Stupendamente Fantastico&#8221;. Questo e&#8217; il commento che ho sentito all&#8217;uscita di Machete. E per quanto forse un pochino esagerato devo dire che anche in questo film non sono rimasto deluso. Viene da dire &#8220;Ben tornato Robert&#8221;, come lo si era detto per Quentin dopo il primo Kill Bill. Quello che volevamo [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.cinemablog.org/2010/09/02/machete-di-robert-rodriguez/"><![CDATA[<div id="_mcePaste"><a href="http://www.cinemablog.org/wp-content/uploads/2010/09/machete-film.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1132" title="machete-film" src="http://www.cinemablog.org/wp-content/uploads/2010/09/machete-film-300x266.jpg" alt="" width="300" height="266" /></a>&#8220;Lo sapevo che era Stupendamente Fantastico&#8221;. Questo e&#8217; il commento che ho sentito all&#8217;uscita di Machete. E per quanto forse</div>
<div id="_mcePaste">un pochino esagerato devo dire che anche in questo film non sono rimasto deluso.</div>
<div id="_mcePaste">Viene da dire &#8220;Ben tornato Robert&#8221;, come lo si era detto per Quentin dopo il primo Kill Bill.</div>
<div id="_mcePaste">Quello che volevamo c&#8217;e&#8217; tutto da subito addirittura prima dei titoli di inizio: sangue, uomini con teste mozzate a forza di machete e belle ragazze nude che tirano fuori cellulari da posti improponibili.</div>
<div id="_mcePaste">Il primo applauso in sala parte prima dello scoccare dei tre minuti di proiezione.</div>
<div id="_mcePaste">L&#8217;ovazione invece parte quando appare sullo schermo il vero cattivone della storia: Steven Seagal.</div>
<div id="_mcePaste">Ma quello che non gli era riuscito con Planet Terror, quello che non aveva minimamente cercato in tutti i suoi ultimi film, qui Robert Rodriguez lo trova con una facilita&#8217; spaventosa.</div>
<div id="_mcePaste">E&#8217; lo stesso Rodriguez che aveva colpito tutti con la trilogia del Mariachi, splendidamente conclusa con &#8220;Once upon a time in Mexico&#8221;. E&#8217; lo stesso Rodriguez di &#8220;Da tramonto all&#8217;Alba&#8221; che tutti continuano a scambiare per un film di Tarantino.</div>
<div id="_mcePaste">La storia e&#8217; presto detta: intrighi internazionali, droga, belle donne spregiudicate e un ex agente federale messicano dannatamente duro a morire.</div>
<div id="_mcePaste">Ammazza i cattivoni e difende le belle ragazze che si innamorano tutte di lui.</div>
<div id="_mcePaste">Che diciamocelo, non e&#8217; proprio il classico eroe bello, ne bello e tenebroso, ne bello e impossibile: e&#8217; proprio brutto.</div>
<div id="_mcePaste">Ho capito perche&#8217; questo film non e&#8217; in concorso a Venezia 67. Se lo fosse stato con Quentin Tarantino presidente di giuria i restanti nove giorni di Festival sarebbero stati i piu&#8217; inutili della storia del Cinema.</div>
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		<title type="html"><![CDATA[Black Swan di Darren Aronofsky]]></title>
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		<updated>2010-09-02T08:40:33Z</updated>
		<published>2010-09-02T08:37:08Z</published>
		<category scheme="http://www.cinemablog.org" term="Venezia 2010" />		<summary type="html"><![CDATA[Un inizio con il botto quest&#8217;anno. E Aronofsky non mi ha deluso per niente. Anzi ha portato un film a Venezia che non e&#8217; un p remio per la sua &#8220;riscoperta&#8221; dopo The Wrestler ma una vera e propria opera matura. Speravo ad un ritorno al suo sperimentalismo. E in qualche modo c&#8217;e&#8217; stato. Si [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.cinemablog.org/2010/09/02/black-swan-di-darren-aronofsky/"><![CDATA[<div id="_mcePaste"><a href="http://www.cinemablog.org/wp-content/uploads/2010/09/black_swan_locandina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1127" title="black_swan_locandina" src="http://www.cinemablog.org/wp-content/uploads/2010/09/black_swan_locandina-202x300.jpg" alt="" width="202" height="300" /></a>Un inizio con il botto quest&#8217;anno. E Aronofsky non mi ha deluso per niente. Anzi ha portato un film a Venezia che non e&#8217; un p</div>
<div id="_mcePaste">remio per la sua &#8220;riscoperta&#8221; dopo The Wrestler ma una vera e propria opera matura.</div>
<div id="_mcePaste">Speravo ad un ritorno al suo sperimentalismo. E in qualche modo c&#8217;e&#8217; stato.</div>
<div id="_mcePaste">Si perche&#8217; Black Swan riporta perfettamente l&#8217;attenzione solo sul personaggio come in The Wrestler ma riprende anche un po&#8217; d</div>
<div id="_mcePaste">i quel montaggio di Requiem for a Dream e la ricerca dell&#8217;immagine di Pigreco il teorema del delirio.</div>
<div id="_mcePaste">Black Swan parla di Nina, giovane ballerina che viene scelta come personaggio principale de &#8220;Il lago dei cigni&#8221;, e che ha l&#8217;a</div>
<div id="_mcePaste">rduo compito di dover interpretare sia il White Swan che il Black Swan.</div>
<div id="_mcePaste">Viene incentrato quindi tutto il film su questo dualismo. Lei, nata per essere un White Swan, fragile e pura, sembrerebbe non</div>
<div id="_mcePaste">in grado di interpretare anche il Black Swan, provocatrice, sensuale e spontanea.</div>
<div id="_mcePaste">Per tutto il film lei cerca dentro di se il Black Swan in un viaggio molto claustrofobico. Vedra&#8217; cose che non esistono. Combattera&#8217; nemici che non ci sono. Sara&#8217; il suo Black Swan, che evidentemente e&#8217; dentro di lei, a cercare di uscire e combattere</div>
<div id="_mcePaste">la prigione che il White Swan ha creato per imprigionarla.</div>
<div id="_mcePaste">In questo dualismo ritroviamo lo sperimentalismo di Aronofsky.</div>
<div id="_mcePaste">Che riesce a giocare con gli specchi, presenti in tutto il film, con soluzioni veramente supefacenti.</div>
<div id="_mcePaste">E poi, per un amante dei finali come me, il finale de &#8220;Il lago dei cigni&#8221; puo&#8217; essere definito &#8220;Il Finale&#8221;. Nina incarnera&#8217; perfettamente i due personaggi.</div>
<div id="_mcePaste">Fino alla fine.</div>
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		<title type="html"><![CDATA[Venezia 67: la partenza]]></title>
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		<updated>2010-09-01T18:11:32Z</updated>
		<published>2010-09-01T18:02:34Z</published>
		<category scheme="http://www.cinemablog.org" term="Venezia 2010" />		<summary type="html"><![CDATA[Si parte&#8230; nonostante i malanni che da lunedì hanno deciso di colpirmi&#8230; l&#8217;ultimo bollettino mi da deffrebbrato ma ancora tossente&#8230; Che e&#8217; peggio. Perche&#8217; non voglio tossire durante la proiezione di un film. Comunque spero di poter guarire ed essere in perfetta forma gia&#8217; da domani. Continuo a drogarmi in modo da sconfiggere il morbo. [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.cinemablog.org/2010/09/01/venezia-67-la-partenza/"><![CDATA[<p><a href="http://www.cinemablog.org/wp-content/uploads/2010/09/Mostra-del-cinema-di-Venezia-67.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1120" title="Mostra del cinema di Venezia 67" src="http://www.cinemablog.org/wp-content/uploads/2010/09/Mostra-del-cinema-di-Venezia-67.jpg" alt="" width="150" height="95" /></a>Si parte&#8230; nonostante i malanni che da lunedì hanno deciso di colpirmi&#8230; l&#8217;ultimo bollettino mi da deffrebbrato ma ancora tossente&#8230;<br />
Che e&#8217; peggio. Perche&#8217; non voglio tossire durante la proiezione di un film. Comunque spero di poter guarire ed essere in perfetta forma gia&#8217; da domani. Continuo a drogarmi in modo da sconfiggere il morbo.<br />
Devo dire che la partenza dalla stazione di Pavia mi da sempre delle soddisfazioni. Trovi sempre gente con cui ammazzare quella mezz&#8217;oretta che ci separa da Milano centrale. E c&#8217;e&#8217; sempre qualcuna che non ti aspetti.</p>
<p>Comunque bollettino medico e considerazioni astratte a parte vediamo cosa ci attende in quel di Venezia in questi dieci giorni.<br />
Tutti impazziti per Machete che non manchero&#8217; di vedere al piu&#8217; presto. Il ritorno di Robert Rodriguez alla tematica del Mariachi intriga anche me, non vi preoccupate. Speriamo che Rodriguez ritorni al regista che fu e che ci sollazzi con una bella storia di sangue amore e violenza. Tutto molto Pulp spero.<br />
Poi c&#8217;e&#8217; il concorso.<br />
nche se non ho grandi aspettative da Aronofsky sono molto curioso di vedere cosa ha prodotto con il suo nuovo Black Swan. A lui si che ha fatto bene vincere a Venezia due anni fa. Ora tutti lo cercano e tutti lo vogliono. Mi piacerebbe un suo ritorno allo sperimentalismo. Un volere ancora impressionare con l&#8217;immagine e l&#8217;arte cinematografica. Cosa che aveva giustamente messo da parte con The Wrestler concentrandosi sulla storia e sul faccione di Mickey Rourke.<br />
Osservato speciale &#8220;La versione di Barney&#8221;, libro che io ho, &#8220;cazzo cazzo e cazzo&#8221;, adorato. Lo volevo da un po&#8217; e finalmente e&#8217; qui. Paul Giamatti, son sicuro, incarna perfettamente Barney. E&#8217; una scelta piu&#8217; che azzeccata. Spero di non rimanerne deluso.<br />
Infine occhi puntatissimi su Ascanio Celestini. Film che e&#8217; pronto gia&#8217; da un po&#8217; ma che aspettava giustamente una buona rampa di lancio. Il suo &#8220;Parole Sante&#8221; ci fece ridere, incazzare e soprattuto pensare: che non e&#8217; una cosa da poco per un documentario.<br />
Questa mossa di portarlo a Venezia puo&#8217; realmente lanciare Ascanio Celestini come regista. Non credo, anche se mi piacerebbe tantissimo, che abbia qualche possibilita&#8217; di vittoria finale. Magari un premio speciale quello si. Magari anche uno dei cinque premi piu&#8217; importanti. Ma il Leone d&#8217;oro mi sembra fuori dalla sua portata.<br />
Poi tanti altri nomi fra cui Sophia Coppola, che diciamolo, e&#8217; da Lost in Translation che non fa un film veramente bello. La sua Maria Antonietta era molto rock e l&#8217;avevo molto apprezzata. Ma non era un film degno di nota.<br />
Pronto a fischiare invece Placido che porta il suo &#8220;Fiore del Male&#8221; film su Vallanzasca. Che ha veramente avuto una vita da film. Torna e&#8217; vero su una tematica alla &#8220;Romanzo Criminale&#8221; che e&#8217; stato un gran bel film. Ma sono pronto a scommettere che Placido, paraculo com&#8217;e', non prendera&#8217; una posizione, non assolvera&#8217; Vallanzasca ne lo condannera&#8217;. Cosa che rendera&#8217; il film molto superfluo.<br />
E mi incazzero&#8217;. Che una storia come quella di Vallanzasca poteva creare un film degno di girare in tutto il mondo. Apprezzato soprattutto in America, dove ci sguazzano con storie così.<br />
Spero di sbagliarmi. Ma nel frattemo compro un fischietto.</p>
<p>Per il capitolo film a sorpresa. Se non mi sbaglio come ogni anno ci sono ben due film a sorpresa. Uno doveva essere il film di Terence Malick. Grandissimo regista per cui tutti gli attori di Hollywood stravedono e accettano paghe al minimo sindacale per lavorare con lui.<br />
Ma, famoso per il suo perfezionismo, pare che Malick non abbia finito ancora di montarlo. Non ci sara&#8217; quindi.<br />
Nota di colore: di Terence Malick non esistono foto attuali. Non si fa fotografare da tantissimi anni. Spero veramente che non ci sia perche&#8217; io la macchina fotografica non me la sono portata dietro.<br />
Quindi. Chi saranno i film a sorpresa. Sorrentino non lo ha ancora finito, e impazzirei per un suo film al Lido ma credo lo vedremo ancora a Cannes.<br />
The American con George Clooney? Mah. Mueller non fa queste sorprese su attori americani che fanno cosi scalpore.<br />
E&#8217; vero che c&#8217;e&#8217; poco Oriente quest&#8217;anno. Ma i nomi per i due film a sorpresa sono aperti piu&#8217; che mai.</p>
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		<title type="html"><![CDATA[Bianco, rosso e Verdone]]></title>
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		<published>2010-08-16T09:36:48Z</published>
		<category scheme="http://www.cinemablog.org" term="La citazione del Lunedì" />		<summary type="html"><![CDATA[Pronto, parlo col servizio percorribilità strade? Ah buongiorno, senta io sono un socio ACI numero di tessera 917655 barra UT come Udine Torino; la disturbavo per avere qualche delucidazione dato che mi devo recare a Roma a votare. Senta ho sentito dal bollettino dei naviganti che è in arrivo un&#8217;area depressionaria di 982 millibar, e [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.cinemablog.org/2010/08/16/bianco-rosso-e-verdone/"><![CDATA[<blockquote><p> Pronto, parlo col servizio percorribilità strade? Ah buongiorno, senta io sono un socio ACI numero di tessera 917655 barra UT come Udine Torino; la disturbavo per avere qualche delucidazione dato che mi devo recare a Roma a votare.<br />
Senta ho sentito dal bollettino dei naviganti che è in arrivo un&#8217;area depressionaria di 982 millibar, e questo purtroppo mi è anche confermato da un fastidiosissimo mal di testa che sopraggiunge ogniqualvolta c&#8217;è un brusco calo di pressione; d&#8217;altro canto, caro amico, questo è il prezzo che dobbiamo pagare noi meteoropatici.<br />
Senta, io le domandavo questo, secondo lei, partendo fra circa&#8230; 3 minuti e mantenendo una velocità di crociera di circa 80/85 chilometri orari&#8230; secondo lei faccio in tempo a lasciarmi la perturbazione alle spalle diciamo nei pressi di Parma?</p></blockquote>
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		<title type="html"><![CDATA[Venezia 67 la lineup ufficiale]]></title>
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		<updated>2010-07-29T12:19:57Z</updated>
		<published>2010-07-29T12:19:57Z</published>
		<category scheme="http://www.cinemablog.org" term="Venezia 2010" />		<summary type="html"><![CDATA[Ne aspettavo molti di quelli in elenco: La versione di Barney su tutti. Poi anche Vincent Gallo, Ascanio Celestini, Darreb Aronofsky, Sophia Coppola (piccola nota di gossip, lei e&#8217; la ex di Tarantino&#8230;),  Carlo Mazzacurati, Francois Ozon. Una signora Lineup che ci dara&#8217; soddisfazioni&#8230; me li sentivo. Ci saranno anche i due film a sorpresa? [...]]]></summary>
		<content type="html" xml:base="http://www.cinemablog.org/2010/07/29/venezia-67-la-lineup-ufficiale/"><![CDATA[<p><a href="http://www.cinemablog.org/wp-content/uploads/2010/07/tarantino.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1113" title="tarantino" src="http://www.cinemablog.org/wp-content/uploads/2010/07/tarantino-300x192.jpg" alt="" width="300" height="192" /></a>Ne aspettavo molti di quelli in elenco: La versione di Barney su tutti. Poi anche Vincent Gallo, Ascanio Celestini, Darreb Aronofsky, Sophia Coppola (piccola nota di gossip, lei e&#8217; la ex di Tarantino&#8230;),  Carlo Mazzacurati, Francois Ozon.</p>
<p>Una signora Lineup che ci dara&#8217; soddisfazioni&#8230; me li sentivo. Ci saranno anche i due film a sorpresa? Chi vincera&#8217;? A bocce ferme, a muzzo senza sapere niente io tifo per Ascanio Celestini.</p>
<p>COMPETITION</p>
<p>Opening Film</p>
<p>&#8220;Black Swan,&#8221; Darren Aronofsky (U.S.)</p>
<p>&#8220;La Pecora Nera,&#8221; Ascanio Celestini (Italy)</p>
<p>&#8220;Somewhere,&#8221; Sofia Coppola (U.S.)</p>
<p>&#8220;Happy Few,&#8221; Antony Cordier (France)</p>
<p>&#8220;The Solitude of Prime Numbers,&#8221; Saverio Costanzo (Italy, Germany, France)</p>
<p>&#8220;Silent Souls,&#8221; Aleksei Fedorchenko (Russia)</p>
<p>&#8220;Promises Written in Water,&#8221; Vincent Gallo (U.S.)</p>
<p>&#8220;Road To Nowhere,&#8221; Monte Hellman (U.S.)</p>
<p>&#8220;Balada Triste de Trompeta,&#8221; Alex de la Iglesia (Spain, France)</p>
<p>&#8220;Venus Noir,&#8221; Abdellatif Kechiche (France)</p>
<p>&#8220;Post Mortem,&#8221; Pablo Larrain (Chile, Mexico, Germany)</p>
<p>&#8220;Barney&#8217;s Version,&#8221; Richard J. Lewis (Canada, Italy)</p>
<p>&#8220;We Believed,&#8221; Mario Martone (Italy, France)</p>
<p>&#8220;La Passione,&#8221; Carlo Mazzacurati (Italy)</p>
<p>&#8220;13 Assassins,&#8221; Mike Takashi (Japan, U.K.)</p>
<p>&#8220;Potiche,&#8221; Francois Ozon (France)</p>
<p>&#8220;Meek&#8217;s Cutoff,&#8221; Kelly Reichardt (U.S.)</p>
<p>&#8220;Miral,&#8221; Julian Schnabel (U.S., France, Italy, Israel)</p>
<p>&#8220;Norwegian Wood,&#8221; Tran Anh Hung (Japan)</p>
<p>&#8220;Attenberg,&#8221; Athina Rachel Tsangari (Greece)</p>
<p>&#8220;Detective Dee and the Mystery of Phantom Flame,&#8221; Tsui Hark (China)</p>
<p>&#8220;Three,&#8221; Tom Tykwer (Germany)</p>
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