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	<title>Commenti per Nazione Indiana</title>
	
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		<title>Commenti su Di cosa scriviamo quando scriviamo di crisi. Breve saggio. di elio_c</title>
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		<dc:creator>elio_c</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 10:54:25 +0000</pubDate>
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		<description>Ma bisognerà, prima o poi, aprire la pancia alla "nenia neoliberista" di quei "fascistacci" di Repubblicani, almeno per capire che cosa si possa mantenere del comune senso bottegaio. Per esempio: l'interesse è sempre "usura"? Il risparmio si può distinguere dalla speculazione?
Ricordo che quando lessi "Furore" ne rimasi molto impressionato, poi seguì "Arcipelago gulag" e lo fui ancora di più.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma bisognerà, prima o poi, aprire la pancia alla &#8220;nenia neoliberista&#8221; di quei &#8220;fascistacci&#8221; di Repubblicani, almeno per capire che cosa si possa mantenere del comune senso bottegaio. Per esempio: l&#8217;interesse è sempre &#8220;usura&#8221;? Il risparmio si può distinguere dalla speculazione?<br />
Ricordo che quando lessi &#8220;Furore&#8221; ne rimasi molto impressionato, poi seguì &#8220;Arcipelago gulag&#8221; e lo fui ancora di più.</p>
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		<title>Commenti su Lettera ai torinesi e al mio sindaco Piero Fassino di arduino</title>
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		<dc:creator>arduino</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 10:41:27 +0000</pubDate>
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		<description>Francesco, non vorrei essere frainteso, non c'è ironia nel mio ricordo di Pepe, ma molta ammirazione. Su Pisacane riconosco di sapere poco, troppo poco. Infine non ho trascorsi militari prestigiosi come i tuoi, solo un corso per diventare caporale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Francesco, non vorrei essere frainteso, non c&#8217;è ironia nel mio ricordo di Pepe, ma molta ammirazione. Su Pisacane riconosco di sapere poco, troppo poco. Infine non ho trascorsi militari prestigiosi come i tuoi, solo un corso per diventare caporale.</p>
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		<title>Commenti su Di cosa scriviamo quando scriviamo di crisi. Breve saggio. di Vincenzo Cucinotta</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/CommentiNazioneIndiana/~3/KiQFeQW2JDA/</link>
		<dc:creator>Vincenzo Cucinotta</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 06:46:57 +0000</pubDate>
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		<description>Ma le emozioni da suscitare non costituiscono il fine, ma il mezzo: se manca il quadro complessivo che proponga uno sbocco a queste emozioni, queste rischiano di trasformarsi in frustrazioni. 
D'altra parte, si parla di ciò che sta avvenendo negli USA come se la rivoluzione fosse in corso. A me francamente non pare, non mi pare, ma potrei sbagliarmi, che gli USA siano più avanti dell'Europa sulla strada della rivoluzione. Ancora oggi, vedo i successi di quei fascistacci dei candidati repubblicani, da fare impallidire il nostro Berlusconi nazionale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma le emozioni da suscitare non costituiscono il fine, ma il mezzo: se manca il quadro complessivo che proponga uno sbocco a queste emozioni, queste rischiano di trasformarsi in frustrazioni.<br />
D&#8217;altra parte, si parla di ciò che sta avvenendo negli USA come se la rivoluzione fosse in corso. A me francamente non pare, non mi pare, ma potrei sbagliarmi, che gli USA siano più avanti dell&#8217;Europa sulla strada della rivoluzione. Ancora oggi, vedo i successi di quei fascistacci dei candidati repubblicani, da fare impallidire il nostro Berlusconi nazionale.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Di cosa scriviamo quando scriviamo di crisi. Breve saggio. di undadoaventifacce</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/CommentiNazioneIndiana/~3/deCwIS8__og/</link>
		<dc:creator>undadoaventifacce</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Feb 2012 00:47:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=41573#comment-162729</guid>
		<description>[Piccolo innesto nella noia della notte]

Posso avere la mira migliore del mondo
ma a un bombardiere in volo non arrivo col fucile,
serve la contraerea.

E' inutile che mi lamenti di narrazioni inadeguate
se non dispongo dei mezzi materiali
per imporne mezza all'attenzione.

(Definizione)

Costringere ad interiorizzare i rapporti di forza negativi come se fossero proprie insufficienze è la prima tecnica di domesticazione.

(Aggiunta)

Ora,
se ogni giorno a cannonate          a reti unificate e dai giornali
ci chiudono nel recinto             la crescita e lo spread e il debito
delle loro spiegazioni,             colpa nostra da espiare immolandoci
c'è poco di cui ragionare:          la guerra civile è già in corso.

(Aforisma di Moccia dai Baci Perugina)

La rivoluzione è sempre una guerra civile, ma non sempre la guerra civile è una rivoluzione.

(Citazione quasi dotta da un'allusione quasi dotta ad uno scrittore quasi dotto)

sol chi ha la borsa piena vive piacevolmente.


(Chiosa)

Certo bisogno di narrare pare a volte
bisogno di quel male agente che consenta
l'inizio di un intreccio narrativo
più che sincera voglia di affrontarlo, 
il male.

(Esteri)

I giovani che si preparavano a innescare
Occupy questo e quello, in America
si passavano di mano in mano
"L'insurretion qui vient".
E comunque la maggior parte degli americani
non sta occupando da nessuna parte
(poi, magari, al cinema ci sono andati).

Amen.

(Conclusione)

La grande narrazione sarà conto orale intorno a un cerchio
passata di voce in voce di cerchio in cerchio
deformata arricchita deviata impreziosita travisata
perchè senza un proprietario una fonte originaria
modulata su ogni traccia individuale e dotata
di una prospettiva un orizzonte un sogno ad occhi aperti

o semplicemente (assai probabilmente) non sarà.

In ogni caso non porrà un freno alla ruota degli errori
e degli orrori.

Amen.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[Piccolo innesto nella noia della notte]</p>
<p>Posso avere la mira migliore del mondo<br />
ma a un bombardiere in volo non arrivo col fucile,<br />
serve la contraerea.</p>
<p>E&#8217; inutile che mi lamenti di narrazioni inadeguate<br />
se non dispongo dei mezzi materiali<br />
per imporne mezza all&#8217;attenzione.</p>
<p>(Definizione)</p>
<p>Costringere ad interiorizzare i rapporti di forza negativi come se fossero proprie insufficienze è la prima tecnica di domesticazione.</p>
<p>(Aggiunta)</p>
<p>Ora,<br />
se ogni giorno a cannonate          a reti unificate e dai giornali<br />
ci chiudono nel recinto             la crescita e lo spread e il debito<br />
delle loro spiegazioni,             colpa nostra da espiare immolandoci<br />
c&#8217;è poco di cui ragionare:          la guerra civile è già in corso.</p>
<p>(Aforisma di Moccia dai Baci Perugina)</p>
<p>La rivoluzione è sempre una guerra civile, ma non sempre la guerra civile è una rivoluzione.</p>
<p>(Citazione quasi dotta da un&#8217;allusione quasi dotta ad uno scrittore quasi dotto)</p>
<p>sol chi ha la borsa piena vive piacevolmente.</p>
<p>(Chiosa)</p>
<p>Certo bisogno di narrare pare a volte<br />
bisogno di quel male agente che consenta<br />
l&#8217;inizio di un intreccio narrativo<br />
più che sincera voglia di affrontarlo,<br />
il male.</p>
<p>(Esteri)</p>
<p>I giovani che si preparavano a innescare<br />
Occupy questo e quello, in America<br />
si passavano di mano in mano<br />
&#8220;L&#8217;insurretion qui vient&#8221;.<br />
E comunque la maggior parte degli americani<br />
non sta occupando da nessuna parte<br />
(poi, magari, al cinema ci sono andati).</p>
<p>Amen.</p>
<p>(Conclusione)</p>
<p>La grande narrazione sarà conto orale intorno a un cerchio<br />
passata di voce in voce di cerchio in cerchio<br />
deformata arricchita deviata impreziosita travisata<br />
perchè senza un proprietario una fonte originaria<br />
modulata su ogni traccia individuale e dotata<br />
di una prospettiva un orizzonte un sogno ad occhi aperti</p>
<p>o semplicemente (assai probabilmente) non sarà.</p>
<p>In ogni caso non porrà un freno alla ruota degli errori<br />
e degli orrori.</p>
<p>Amen.</p>
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		<title>Commenti su Per Roberto Roversi di samuela</title>
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		<dc:creator>samuela</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 23:27:17 +0000</pubDate>
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		<description>Roversi, quando vuole, è delizioso. Leggero leggero, ma mai banale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Roversi, quando vuole, è delizioso. Leggero leggero, ma mai banale.</p>
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		<title>Commenti su Histoire d’I. FRANCESCO D’ISA di Luciano Pagano</title>
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		<dc:creator>Luciano Pagano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 22:56:56 +0000</pubDate>
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		<description>http://lucianopagano.wordpress.com/2012/02/02/vedi-alla-lettera-i-su-i-nottetempo-di-francesco-disa/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lucianopagano.wordpress.com/2012/02/02/vedi-alla-lettera-i-su-i-nottetempo-di-francesco-disa/" rel="nofollow">http://lucianopagano.wordpress.com/2012/02/02/vedi-alla-lettera-i-su-i-nottetempo-di-francesco-disa/</a></p>
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	<item>
		<title>Commenti su La censura, la sofferenza, lo scandalo di daniele ventre</title>
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		<dc:creator>daniele ventre</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 22:12:58 +0000</pubDate>
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		<description>Quando una civiltà diventa vecchia c'è di tutto. Fanatici che non hanno la minima cognizione di civile convivenza e autori che non hanno ancora compreso che la cura di un mondo esteticamente decomposto non è amplificare la decomposizione estetica a dismisura. L'articolo in sé è bellissimo. Ma gli uni e gli altri non mi piacciono di principio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando una civiltà diventa vecchia c&#8217;è di tutto. Fanatici che non hanno la minima cognizione di civile convivenza e autori che non hanno ancora compreso che la cura di un mondo esteticamente decomposto non è amplificare la decomposizione estetica a dismisura. L&#8217;articolo in sé è bellissimo. Ma gli uni e gli altri non mi piacciono di principio.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Da babbione a guru in 8 ebook di jan reister</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/CommentiNazioneIndiana/~3/ZfCbimNu8u4/</link>
		<dc:creator>jan reister</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 22:03:41 +0000</pubDate>
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		<description>diamonds: interessante il paragone tra digital divide e steampunk. E' ovvio, l'Italia va a due velocità, ma non vedo alternative nella parte del paese che non è in rete. TV di strada, giornali dal basso come i Siciliani, Terre di Mezzo, vivono della rete. Tu ne vedi di alternative, che so una nuova posta pneumatica? piccioni che trasportano microsd? fotocopie guerrigliere? l'unica sono le biblioteche.
La cultura passa anche sul display di un telefono, come ho scritto qualche giorno fa. Sfruttiamo le occasioni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>diamonds: interessante il paragone tra digital divide e steampunk. E&#8217; ovvio, l&#8217;Italia va a due velocità, ma non vedo alternative nella parte del paese che non è in rete. TV di strada, giornali dal basso come i Siciliani, Terre di Mezzo, vivono della rete. Tu ne vedi di alternative, che so una nuova posta pneumatica? piccioni che trasportano microsd? fotocopie guerrigliere? l&#8217;unica sono le biblioteche.<br />
La cultura passa anche sul display di un telefono, come ho scritto qualche giorno fa. Sfruttiamo le occasioni.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Da babbione a guru in 8 ebook di jan reister</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/CommentiNazioneIndiana/~3/usyZMbiFUZQ/</link>
		<dc:creator>jan reister</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 21:49:54 +0000</pubDate>
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		<description>GiusCo, ho preso the grisly manor, mi farò un'idea.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>GiusCo, ho preso the grisly manor, mi farò un&#8217;idea.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Da babbione a guru in 8 ebook di jan reister</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/CommentiNazioneIndiana/~3/sJS2y2kfW6g/</link>
		<dc:creator>jan reister</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 21:42:40 +0000</pubDate>
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		<description>Lucio, non conosco il canale di pubblicazione Kindle Direct Publishing, ma il pdf non è mai un buon formato di partenza per realizzare un ebook (tipo mobipocket nel caso Amazon) perché il testo non scorre, ma è spezzato e le operazioni per ricostruirlo sono sempre imperfette. Cerca di partire da un formato scorrevole, word processor, html... Altrimenti devi fare più conversioni da e per formati di passaggio. Ti segnalo MyTextCleaner e MyWordCleaner che sono plugin per OpenOffice e MSWord.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lucio, non conosco il canale di pubblicazione Kindle Direct Publishing, ma il pdf non è mai un buon formato di partenza per realizzare un ebook (tipo mobipocket nel caso Amazon) perché il testo non scorre, ma è spezzato e le operazioni per ricostruirlo sono sempre imperfette. Cerca di partire da un formato scorrevole, word processor, html&#8230; Altrimenti devi fare più conversioni da e per formati di passaggio. Ti segnalo MyTextCleaner e MyWordCleaner che sono plugin per OpenOffice e MSWord.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Psicodramma del potere di carlo</title>
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		<dc:creator>carlo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 19:34:47 +0000</pubDate>
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		<description>solo una curiosità: si tratta di psicodramma moreniano? Forse sì ma nella versione "addolcita" rispetto all'originale dove ci si ammazzava di botte sul serio. Una catarsi di tutto rispetto, quella. Buona la relazione tra crescita e crescita anche se bisognerebbe riflettere sul significato di "padre" in questa epoca,  e  l'inevitabile riverbero psicanalitico. da   padre/padrone a padre/amico non è stato un successone per la funzione d'esempio, diciamo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>solo una curiosità: si tratta di psicodramma moreniano? Forse sì ma nella versione &#8220;addolcita&#8221; rispetto all&#8217;originale dove ci si ammazzava di botte sul serio. Una catarsi di tutto rispetto, quella. Buona la relazione tra crescita e crescita anche se bisognerebbe riflettere sul significato di &#8220;padre&#8221; in questa epoca,  e  l&#8217;inevitabile riverbero psicanalitico. da   padre/padrone a padre/amico non è stato un successone per la funzione d&#8217;esempio, diciamo.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Da babbione a guru in 8 ebook di Rossatiziano</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/CommentiNazioneIndiana/~3/TDqw0fzu8Dg/</link>
		<dc:creator>Rossatiziano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 19:14:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=41549#comment-162721</guid>
		<description>@paolo durando
permettimi paolo una precisazione su PPP. In realtà la sua visione profetica/apocalittica non era incentrata sulla tivù ma sull'impulso che essa avrebbe fornito ad un ben più deleterio  principio di omologazione sociale nel quale, fra le altre cose,  la creatività autoriale e la produzione artistica  avrebbero pagato ( a suo dire) un prezzo piuttosto alto. Tu mi confermi che le cose sono andate così. 
Il mondo della globalità (omologazione) e della &lt;em&gt;deprivazione&lt;/em&gt; dal senso del reale (A.Scurati) che il sistema virtuale inevitabilmente condiziona, ci obbliga ad una riflessione più attenta verso determinate dinamiche. 
Io dico che un sistema che fagocita valori e diversificazioni (cioè ricchezze) induce ad un appiattimento artistico e culturale, ma non vedo un rischio nell'innovazione tecnologica propriamente detta che anzi potrebbe portare emancipazione di ruoli e di contenuti. Però la possibilità che certi sistemi vengano sfruttati in sinergia con meccanismi di mercato pilotati da poteri di 'palazzo' può esserci, come c'è stato per la tivù,  (che oggi non rappresenta un mezzo educativo affidabile, come sembrava essere all'inizio.) e come è stato per altri criteri che hanno peggiorato i prodotti, peggiorato la qualità della vita e allo stesso tempo consolidato il margine di profitto delle imprese. Sembra una contraddizione, ma non lo è. 
La qualità del pane che  portiamo sulle nostre tavole, ad esempio, è peggiorata  in seguito al potenziamento e all'innovazione meccanica della produzione e all'utilizzo di ingredienti che la ricerca scientifica avrebbe dovuto migliorare, ed invece ha peggiorato. Tuttavia, il profitto generato dalla vendita, si può dire che è aumentato esponenzialmente, portando sul mercato un alimento in quantità eccessive che dura al massimo 24 ore al posto delle tre settimane -dico tre settimane -  della produzione tradizionale. Quindi non vorrei, che il sistema innovativo non fosse la testa di ponte per l’introduzione di nuovi ordini commerciali, atti a rimpiazzare i vecchi, più interessati all'incremento dei profitti (vedi crisi delle vendite e dell’editoria) che ai requisiti qualitativi ed al merito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@paolo durando<br />
permettimi paolo una precisazione su PPP. In realtà la sua visione profetica/apocalittica non era incentrata sulla tivù ma sull&#8217;impulso che essa avrebbe fornito ad un ben più deleterio  principio di omologazione sociale nel quale, fra le altre cose,  la creatività autoriale e la produzione artistica  avrebbero pagato ( a suo dire) un prezzo piuttosto alto. Tu mi confermi che le cose sono andate così.<br />
Il mondo della globalità (omologazione) e della <em>deprivazione</em> dal senso del reale (A.Scurati) che il sistema virtuale inevitabilmente condiziona, ci obbliga ad una riflessione più attenta verso determinate dinamiche.<br />
Io dico che un sistema che fagocita valori e diversificazioni (cioè ricchezze) induce ad un appiattimento artistico e culturale, ma non vedo un rischio nell&#8217;innovazione tecnologica propriamente detta che anzi potrebbe portare emancipazione di ruoli e di contenuti. Però la possibilità che certi sistemi vengano sfruttati in sinergia con meccanismi di mercato pilotati da poteri di &#8216;palazzo&#8217; può esserci, come c&#8217;è stato per la tivù,  (che oggi non rappresenta un mezzo educativo affidabile, come sembrava essere all&#8217;inizio.) e come è stato per altri criteri che hanno peggiorato i prodotti, peggiorato la qualità della vita e allo stesso tempo consolidato il margine di profitto delle imprese. Sembra una contraddizione, ma non lo è.<br />
La qualità del pane che  portiamo sulle nostre tavole, ad esempio, è peggiorata  in seguito al potenziamento e all&#8217;innovazione meccanica della produzione e all&#8217;utilizzo di ingredienti che la ricerca scientifica avrebbe dovuto migliorare, ed invece ha peggiorato. Tuttavia, il profitto generato dalla vendita, si può dire che è aumentato esponenzialmente, portando sul mercato un alimento in quantità eccessive che dura al massimo 24 ore al posto delle tre settimane -dico tre settimane &#8211;  della produzione tradizionale. Quindi non vorrei, che il sistema innovativo non fosse la testa di ponte per l’introduzione di nuovi ordini commerciali, atti a rimpiazzare i vecchi, più interessati all&#8217;incremento dei profitti (vedi crisi delle vendite e dell’editoria) che ai requisiti qualitativi ed al merito.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Per Roberto Roversi di Fernando Bassoli</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/CommentiNazioneIndiana/~3/GPDeO9SQwWU/</link>
		<dc:creator>Fernando Bassoli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 19:01:32 +0000</pubDate>
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		<description>Fare poesia e anche leggere poesia è indubitabilmente un modo di resistere...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Fare poesia e anche leggere poesia è indubitabilmente un modo di resistere&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Commenti su La censura, la sofferenza, lo scandalo di lorenzo galbiati</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/CommentiNazioneIndiana/~3/L5bjIkcMzbk/</link>
		<dc:creator>lorenzo galbiati</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 18:33:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=41592#comment-162716</guid>
		<description>Vorrei dire due parole sul film Una separazione, secondo me molto bello e significativo nel panorama iraniano, un film che dice molto anche a noi occidentali e che accomunerei a un altro film notevole, il coreano Poetry (uscito l'anno scorso), per la tematica della donna che va a curare un uomo anziano (in quel caso anche con implicazioni sessuali).

Una separazione critica sia la cultura religiosa sia la cultura borghese, moderna, diciamo laica, per quel che di laico ci può essere in Iran.
La famiglia laica presenta una donna che vuol emigrare poco sensibile alle esigenze del padre del marito, e che rinuncia alla figlia senza troppi problemi. Una donna cui interessa raggiungere i suoi obiettivi, una vita comoda, senza troppo pensare alla verità nel caso giudiziario che investe il marito. Il marito, dal canto suo, pur perorando una causa giusta, in cui vuole scoprire la verità, mente su una questione marginale ma che lo manderebbe in prigione e una volta scoperto dalla figlia, lascia a lei la crudele libertà di decidere se lui deve dire o meno la verità davanti al magistrato. La figlia undicenne (che forse ha commesso un furto in casa) si trova infine lei stessa a dover dire se il padre ha mentito o meno, ricoprendo così il ruolo di una ragazza troppo presto cresciuta, se non emancipata, a cui la situazione e la laicità aperta dei genitori impongono di prendersi responsabilità non sue.
La famiglia religiosa propone un marito violento e ottuso, un personaggio veramente irritante, e una donna petulante e che è la causa di tutto il conflitto con le sue negligenze verso l'anziano che deve curare e con la sua richiesta di risarcimento per un fatto non comprovato: tale sarebbe il comportamento di una persona sinceramente religiosa. A rendere il tutto più antipatico sono i continui richiami della donna ad Allah, che ogni volta sarebbe testimone di quel che ha fatto e di quel che sarebbe successo (ovviamente a sua discolpa), anche se lei stessa non ha capito bene cosa è successo - solo alla fine la donna si riscatta e dimostra un sano attaccamento alla verità. Sempre a lei spetta la scena, riportata da Helena e da tutti i critici, nonché da i trailers, in cui chiede al telefono se lo stato permette a una donna-badante di pulire un uomo che si lorda dei propri liquidi, scena che, per la serietà con cui viene fatta una richiesta che noi occidentali stimiamo ridicola, provoca al pubblico in sala un accenno di riso involontario. A me per la verità non ha provocato questa reazione, ero anzi piuttosto immerso nella serietà della richiesta. Molto più fastidio mi ha dato la scena in cui il marito chiede a lei di commettere peccato, mentendo, cercando di persuaderla dicendole che si sarebbe preso su di sé, di fronte ad Allah, la colpa di quel peccato. Ipocrisia allo stato puro, espressa in una forma che pare consentita dalla religione stessa: questa mi sembra la critica più forte alla religione, più ancora che allo stato teocratico, che il film esplicita.  
La critica mi sembra dunque estesa a ogni livello rappresentato: coppia laica, coppia religiosa, stato, religione, in un continuo vortice di caduta e riscatto che evita di far passare il discorso come assoluto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei dire due parole sul film Una separazione, secondo me molto bello e significativo nel panorama iraniano, un film che dice molto anche a noi occidentali e che accomunerei a un altro film notevole, il coreano Poetry (uscito l&#8217;anno scorso), per la tematica della donna che va a curare un uomo anziano (in quel caso anche con implicazioni sessuali).</p>
<p>Una separazione critica sia la cultura religiosa sia la cultura borghese, moderna, diciamo laica, per quel che di laico ci può essere in Iran.<br />
La famiglia laica presenta una donna che vuol emigrare poco sensibile alle esigenze del padre del marito, e che rinuncia alla figlia senza troppi problemi. Una donna cui interessa raggiungere i suoi obiettivi, una vita comoda, senza troppo pensare alla verità nel caso giudiziario che investe il marito. Il marito, dal canto suo, pur perorando una causa giusta, in cui vuole scoprire la verità, mente su una questione marginale ma che lo manderebbe in prigione e una volta scoperto dalla figlia, lascia a lei la crudele libertà di decidere se lui deve dire o meno la verità davanti al magistrato. La figlia undicenne (che forse ha commesso un furto in casa) si trova infine lei stessa a dover dire se il padre ha mentito o meno, ricoprendo così il ruolo di una ragazza troppo presto cresciuta, se non emancipata, a cui la situazione e la laicità aperta dei genitori impongono di prendersi responsabilità non sue.<br />
La famiglia religiosa propone un marito violento e ottuso, un personaggio veramente irritante, e una donna petulante e che è la causa di tutto il conflitto con le sue negligenze verso l&#8217;anziano che deve curare e con la sua richiesta di risarcimento per un fatto non comprovato: tale sarebbe il comportamento di una persona sinceramente religiosa. A rendere il tutto più antipatico sono i continui richiami della donna ad Allah, che ogni volta sarebbe testimone di quel che ha fatto e di quel che sarebbe successo (ovviamente a sua discolpa), anche se lei stessa non ha capito bene cosa è successo &#8211; solo alla fine la donna si riscatta e dimostra un sano attaccamento alla verità. Sempre a lei spetta la scena, riportata da Helena e da tutti i critici, nonché da i trailers, in cui chiede al telefono se lo stato permette a una donna-badante di pulire un uomo che si lorda dei propri liquidi, scena che, per la serietà con cui viene fatta una richiesta che noi occidentali stimiamo ridicola, provoca al pubblico in sala un accenno di riso involontario. A me per la verità non ha provocato questa reazione, ero anzi piuttosto immerso nella serietà della richiesta. Molto più fastidio mi ha dato la scena in cui il marito chiede a lei di commettere peccato, mentendo, cercando di persuaderla dicendole che si sarebbe preso su di sé, di fronte ad Allah, la colpa di quel peccato. Ipocrisia allo stato puro, espressa in una forma che pare consentita dalla religione stessa: questa mi sembra la critica più forte alla religione, più ancora che allo stato teocratico, che il film esplicita.<br />
La critica mi sembra dunque estesa a ogni livello rappresentato: coppia laica, coppia religiosa, stato, religione, in un continuo vortice di caduta e riscatto che evita di far passare il discorso come assoluto.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Da babbione a guru in 8 ebook di paolo durando</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/CommentiNazioneIndiana/~3/XMaPeivNvwk/</link>
		<dc:creator>paolo durando</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 18:22:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=41549#comment-162715</guid>
		<description>Pasolini era stato profetico sulla televisione, chi lo nega? Resta il fatto che se la prendeva con una televisione i cui programmi, a rivederli oggi, sembrano delle chicche di professionalità, creatività, raffinatezza. Lui trovava volgari, per dire,  le Kessler della sigla di Canzonissima 69/70, che oggi rivediamo su Youtube con irrimediabile nostalgia. Il nostro sguardo cambia col tempo, ragione in più per non diffidare del medium, ma del messaggio (McLuhan, in questo senso, sbagliava). E questo vale anche, ovviamente, per gli ebook.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Pasolini era stato profetico sulla televisione, chi lo nega? Resta il fatto che se la prendeva con una televisione i cui programmi, a rivederli oggi, sembrano delle chicche di professionalità, creatività, raffinatezza. Lui trovava volgari, per dire,  le Kessler della sigla di Canzonissima 69/70, che oggi rivediamo su Youtube con irrimediabile nostalgia. Il nostro sguardo cambia col tempo, ragione in più per non diffidare del medium, ma del messaggio (McLuhan, in questo senso, sbagliava). E questo vale anche, ovviamente, per gli ebook.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Di cosa scriviamo quando scriviamo di crisi. Breve saggio. di helena</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/CommentiNazioneIndiana/~3/TQJCwpY2lSk/</link>
		<dc:creator>helena</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 18:17:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=41573#comment-162714</guid>
		<description>Lanfranco, giusto per chiarire un'altro non detto. Credo che più o meno il 90% delle cose che ho scritto negli ultimi mesi, parlano della crisi. Ci riempio le mie 1800 battute settimanali sull'Unità (che, per quanto piddina, non è proprio la sede perfetta dell'ospite ingrato), ci ho fatto un pezzo lungo postato qui intitolato "Depressione". Per strappare la rappresentazione, la lingua agli specialisti. (scusa devo scappare...semmai continuo dopo)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lanfranco, giusto per chiarire un&#8217;altro non detto. Credo che più o meno il 90% delle cose che ho scritto negli ultimi mesi, parlano della crisi. Ci riempio le mie 1800 battute settimanali sull&#8217;Unità (che, per quanto piddina, non è proprio la sede perfetta dell&#8217;ospite ingrato), ci ho fatto un pezzo lungo postato qui intitolato &#8220;Depressione&#8221;. Per strappare la rappresentazione, la lingua agli specialisti. (scusa devo scappare&#8230;semmai continuo dopo)</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Per Roberto Roversi di paolo durando</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/CommentiNazioneIndiana/~3/5xCegU4Y8X8/</link>
		<dc:creator>paolo durando</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 18:13:46 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=41507#comment-162713</guid>
		<description>Mi è piaciuto.
Una riflessione a latere: l'autore è del 1948. Appartiene, perciò, alla generazione, probabilmente, più fortunata della storia. Non è soltanto un luogo comune, è la constatazione delle opportunità, delle occasioni di pensiero fecondo e creativo di cui i decenni implicati sono stati fucina. Io, classe 1963, sono già un po' meno miracolato, in questo senso. Ancora, però, ho potuto avere certe prospettive, tipo quella del "posto fisso", tanto per intenderci.  Ma chi sta peggio di tutti sono gli ultimi, cioè i miei alunni del liceo, la prima generazione che pare non avere futuro. Eppure, oggettivamente, il futuro sono loro e si troveranno, prima o poi, ad affrontare  i nostri guasti. Non smetto di guardarli con una strana speranza.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi è piaciuto.<br />
Una riflessione a latere: l&#8217;autore è del 1948. Appartiene, perciò, alla generazione, probabilmente, più fortunata della storia. Non è soltanto un luogo comune, è la constatazione delle opportunità, delle occasioni di pensiero fecondo e creativo di cui i decenni implicati sono stati fucina. Io, classe 1963, sono già un po&#8217; meno miracolato, in questo senso. Ancora, però, ho potuto avere certe prospettive, tipo quella del &#8220;posto fisso&#8221;, tanto per intenderci.  Ma chi sta peggio di tutti sono gli ultimi, cioè i miei alunni del liceo, la prima generazione che pare non avere futuro. Eppure, oggettivamente, il futuro sono loro e si troveranno, prima o poi, ad affrontare  i nostri guasti. Non smetto di guardarli con una strana speranza.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Da babbione a guru in 8 ebook di Il fu GiusCo</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/CommentiNazioneIndiana/~3/0LcAcvovFu4/</link>
		<dc:creator>Il fu GiusCo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 18:11:35 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=41549#comment-162712</guid>
		<description>Tornando a Colombini e alla narrativa interattiva, segnalo che Fire Maple Games sta regalando un suo titolo del 2010 (The Grisly Manor) per lanciare il loro nuovo del 2012 (The Lost City). Trovate il Maniero qui: http://itunes.apple.com/it/app/the-secret-of-grisly-manor/id384282298?mt=8 e lo consiglio vivamente per farvi un'idea delle best practices odierne. Il livello grafico e' ottimo e il giochetto scorre via senza tanta fatica. Fire Maple Games dice (qui: http://developer.anscamobile.com/forum/2011/01/14/lost-city-new-adventure-game-fire-maple-games) che per La Citta' Perduta hanno lavorato *un anno* (!!!) sulla sola grafica, preparando oltre 1000 tavole da cui poi ne hanno scelte 225. C'e' un discorso non indifferente di ROI (return on investment) se si vuole procedere su questa strada tentando di farci un profitto.  

Molto molto piu' modestamente, io ho impiegato tre settimane per preparare il mio primo giochetto e una sola settimana per Translations, l'audio libro di poesia citato qualche messaggio fa, uscito oggi e presentato qui: http://developer.anscamobile.com/showcase/translations</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tornando a Colombini e alla narrativa interattiva, segnalo che Fire Maple Games sta regalando un suo titolo del 2010 (The Grisly Manor) per lanciare il loro nuovo del 2012 (The Lost City). Trovate il Maniero qui: <a href="http://itunes.apple.com/it/app/the-secret-of-grisly-manor/id384282298?mt=8" rel="nofollow">http://itunes.apple.com/it/app/the-secret-of-grisly-manor/id384282298?mt=8</a> e lo consiglio vivamente per farvi un&#8217;idea delle best practices odierne. Il livello grafico e&#8217; ottimo e il giochetto scorre via senza tanta fatica. Fire Maple Games dice (qui: <a href="http://developer.anscamobile.com/forum/2011/01/14/lost-city-new-adventure-game-fire-maple-games" rel="nofollow">http://developer.anscamobile.com/forum/2011/01/14/lost-city-new-adventure-game-fire-maple-games</a>) che per La Citta&#8217; Perduta hanno lavorato *un anno* (!!!) sulla sola grafica, preparando oltre 1000 tavole da cui poi ne hanno scelte 225. C&#8217;e&#8217; un discorso non indifferente di ROI (return on investment) se si vuole procedere su questa strada tentando di farci un profitto.  </p>
<p>Molto molto piu&#8217; modestamente, io ho impiegato tre settimane per preparare il mio primo giochetto e una sola settimana per Translations, l&#8217;audio libro di poesia citato qualche messaggio fa, uscito oggi e presentato qui: <a href="http://developer.anscamobile.com/showcase/translations" rel="nofollow">http://developer.anscamobile.com/showcase/translations</a></p>
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	<item>
		<title>Commenti su La censura, la sofferenza, lo scandalo di lorenzo galbiati</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/CommentiNazioneIndiana/~3/HtCmMxBBZOo/</link>
		<dc:creator>lorenzo galbiati</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 17:55:38 +0000</pubDate>
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		<description>Concordo su tutto. Avrei dovuto mettere la faccina sorridente quando scrivevo "razzismo".</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Concordo su tutto. Avrei dovuto mettere la faccina sorridente quando scrivevo &#8220;razzismo&#8221;.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Da babbione a guru in 8 ebook di diamonds</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/CommentiNazioneIndiana/~3/fo5y4oPDbJE/</link>
		<dc:creator>diamonds</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 16:35:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=41549#comment-162710</guid>
		<description>probabilmente trascorrendo molto tempo su internet abbiamo la percezione di vivere in un paese connesso e aduso a pratiche informatiche.In realtà guardandomi intorno vedo che il medium digitale e i suoi fratelli sono praticati per trafficare in particolare con i sensi oppure un po a cazzo da una minoranza indecisa a tutto.Prima di parlare di un alfabetizzazione elettronica e regolare la produzione su una modalità conseguente forse dovremmo fare bene i conti e diffondere ancora un po di cultura adeguata.Finchè non prenderemo atto di parlare in un contesto steampunk non capiremo le vere ragioni di un ritardo che forse fortunatamente risponde ancora ai crismi della logica</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>probabilmente trascorrendo molto tempo su internet abbiamo la percezione di vivere in un paese connesso e aduso a pratiche informatiche.In realtà guardandomi intorno vedo che il medium digitale e i suoi fratelli sono praticati per trafficare in particolare con i sensi oppure un po a cazzo da una minoranza indecisa a tutto.Prima di parlare di un alfabetizzazione elettronica e regolare la produzione su una modalità conseguente forse dovremmo fare bene i conti e diffondere ancora un po di cultura adeguata.Finchè non prenderemo atto di parlare in un contesto steampunk non capiremo le vere ragioni di un ritardo che forse fortunatamente risponde ancora ai crismi della logica</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Lettera ai torinesi e al mio sindaco Piero Fassino di effeffe</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/CommentiNazioneIndiana/~3/GymJNGoKpnk/</link>
		<dc:creator>effeffe</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 16:10:35 +0000</pubDate>
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		<description>Arduino capirai, Guglielmo Pepe è un ex allievo della Nunziatella, come me :-) del resto ci vedrei accento ben volentieri Pisacane, altro ex allievo, peraltro da lui aiutato a Londra durante la fuga. effeffe ps Pisacane autore di un opus politico considerevole  come purtroppo pochi sanno</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Arduino capirai, Guglielmo Pepe è un ex allievo della Nunziatella, come me :-) del resto ci vedrei accento ben volentieri Pisacane, altro ex allievo, peraltro da lui aiutato a Londra durante la fuga. effeffe ps Pisacane autore di un opus politico considerevole  come purtroppo pochi sanno</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Lettera ai torinesi e al mio sindaco Piero Fassino di arduino</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/CommentiNazioneIndiana/~3/OeLmGaYpowA/</link>
		<dc:creator>arduino</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 16:03:07 +0000</pubDate>
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		<description>Merita un cenno anche il monumento a Guglielmo Pepe, patriota, generale e repubblicano, che come Aureliano Buendia partecipò a mille rivoluzioni e ne uscì sempre sconfitto ma mai domo, e anche nella versione lapidea del suo monumento continua a indicare un orizzonte.

Fa bene Luca a ricordare il cavallo morente di Piazza Solferino

https://en.wikipedia.org/wiki/File:Statua_Ferdinando_di_Savoia_in_Piazza_Solferino_Torino.jpg

A me piace il contrasto tra la dinamicità del cavallo morente e l'andazzo da marionetta di Ferdinando, con il pizzetto inamidato, il cappello incollato in testa, il braccio destro a levare la spada in un gesto legnoso che denuncia il filo che lo muove. Sembra Totò che mette in caricatura un condottiero.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Merita un cenno anche il monumento a Guglielmo Pepe, patriota, generale e repubblicano, che come Aureliano Buendia partecipò a mille rivoluzioni e ne uscì sempre sconfitto ma mai domo, e anche nella versione lapidea del suo monumento continua a indicare un orizzonte.</p>
<p>Fa bene Luca a ricordare il cavallo morente di Piazza Solferino</p>
<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/File:Statua_Ferdinando_di_Savoia_in_Piazza_Solferino_Torino.jpg" rel="nofollow">https://en.wikipedia.org/wiki/File:Statua_Ferdinando_di_Savoia_in_Piazza_Solferino_Torino.jpg</a></p>
<p>A me piace il contrasto tra la dinamicità del cavallo morente e l&#8217;andazzo da marionetta di Ferdinando, con il pizzetto inamidato, il cappello incollato in testa, il braccio destro a levare la spada in un gesto legnoso che denuncia il filo che lo muove. Sembra Totò che mette in caricatura un condottiero.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Da babbione a guru in 8 ebook di Rossatiziano</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/CommentiNazioneIndiana/~3/lB-CY99lIIM/</link>
		<dc:creator>Rossatiziano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 15:56:50 +0000</pubDate>
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		<description>@giga: "E i critici si dividone sempre nella consueta spartizione tra apocalittici e integrati..."

Mi piacerebbe davvero leggere qualcosa della critica apocalittica, ma dov'è finita? Per il momento i quotidiani,i rotocalchi e la televisione sembrano appoggiare fortemente la commercializzazione. Ovunque mi giri, il panorama mediatico esprime solo un clamore incellofanato ed  incentivante, che insospettisce, perchè manca dissenso. Tanto meglio. Io stessa uso un modello 
(della Apple) piuttosto caro ma che mi risolve problemi di vista con alcuni testi cartacei dai caratteri miniaturizzati. Però, a parte la comodità, non trovo un dibattito acceso (anzi non c'è proprio)fra favorevoli e contrari come è stato per altri prodotti (ad esempio con la televisione), carenza che per il vero trovo un pò strana e preoccupante.
Per la televisione ad esempio, una delle più imponenti voci di dissenso, che poi si è rivelata profetica, fu quella di PPPasolini. Ad oggi credo che le sue diffidenze fossero reali e azzeccate.
Ma ripeto, per l'ebook vedo solo fruitori e produttori compiaciuti. Insomma mi indicate dove se ne parla male che voglio documentarmi meglio? :-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@giga: &#8220;E i critici si dividone sempre nella consueta spartizione tra apocalittici e integrati&#8230;&#8221;</p>
<p>Mi piacerebbe davvero leggere qualcosa della critica apocalittica, ma dov&#8217;è finita? Per il momento i quotidiani,i rotocalchi e la televisione sembrano appoggiare fortemente la commercializzazione. Ovunque mi giri, il panorama mediatico esprime solo un clamore incellofanato ed  incentivante, che insospettisce, perchè manca dissenso. Tanto meglio. Io stessa uso un modello<br />
(della Apple) piuttosto caro ma che mi risolve problemi di vista con alcuni testi cartacei dai caratteri miniaturizzati. Però, a parte la comodità, non trovo un dibattito acceso (anzi non c&#8217;è proprio)fra favorevoli e contrari come è stato per altri prodotti (ad esempio con la televisione), carenza che per il vero trovo un pò strana e preoccupante.<br />
Per la televisione ad esempio, una delle più imponenti voci di dissenso, che poi si è rivelata profetica, fu quella di PPPasolini. Ad oggi credo che le sue diffidenze fossero reali e azzeccate.<br />
Ma ripeto, per l&#8217;ebook vedo solo fruitori e produttori compiaciuti. Insomma mi indicate dove se ne parla male che voglio documentarmi meglio? :-)</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Lettera ai torinesi e al mio sindaco Piero Fassino di effeffe</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/CommentiNazioneIndiana/~3/euriI3Yz_vI/</link>
		<dc:creator>effeffe</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 15:37:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=41599#comment-162706</guid>
		<description>buona l'idea però ci mettiamo i fratelli Rosselli nelle vicinanze effeffe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>buona l&#8217;idea però ci mettiamo i fratelli Rosselli nelle vicinanze effeffe</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Dove leggere un ebook di Rossatiziano</title>
		<link>http://feedproxy.google.com/~r/CommentiNazioneIndiana/~3/1Eg0dpm8uYo/</link>
		<dc:creator>Rossatiziano</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 15:18:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.nazioneindiana.com/?p=41520#comment-162705</guid>
		<description>@Mirfet 2 febbraio 2012, h 11.02
@mirfet, prima di proseguire ti dico che sono una aspirante scrittrice che, nella speranza di pubblicare, sta provando a farsi un' idea dell'ambiente. Frequento dunque tutti i blog letterari. Non ti nascondo che vedevo nell'auto-promozione un sistema incoraggiante, che mi faceva sperare un giorno di poter vendere qualche migliaio di copie di un opera tutta mia che ritengo buona nei contenuti. In quanto alla qualità della scrittura non so più bene a chi rivolgermi. I tempi di valutazione delle case editrici in effetti sono biblici e non danno garanzie. Speravo dunque nell'autopubblicazione. Poi però navigando in rete sono incappata in alcuni blog che  prospettano scenari differenti per l'avvenire del self publishing. Sono molto confusa ma in questa mio 
pellegrinaggio mi è rimasto impresso un assunto piuttosto particolare che ti ho riportato nel precedente intervento. Scelgo te come interlocutore perchè mi sembri più vicina alle mie difficoltà.

*ps= se intendi rispondermi potresti farlo in coda al commentario? Questo sistema della risposta diretta mi confonde. Nel caso voglia facilitarmi le cose po3sti siglare il tuo commento con la chicciolina seguita dal mio nick? Te ne sarei infinitamente grata. ciao.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Mirfet 2 febbraio 2012, h 11.02<br />
@mirfet, prima di proseguire ti dico che sono una aspirante scrittrice che, nella speranza di pubblicare, sta provando a farsi un&#8217; idea dell&#8217;ambiente. Frequento dunque tutti i blog letterari. Non ti nascondo che vedevo nell&#8217;auto-promozione un sistema incoraggiante, che mi faceva sperare un giorno di poter vendere qualche migliaio di copie di un opera tutta mia che ritengo buona nei contenuti. In quanto alla qualità della scrittura non so più bene a chi rivolgermi. I tempi di valutazione delle case editrici in effetti sono biblici e non danno garanzie. Speravo dunque nell&#8217;autopubblicazione. Poi però navigando in rete sono incappata in alcuni blog che  prospettano scenari differenti per l&#8217;avvenire del self publishing. Sono molto confusa ma in questa mio<br />
pellegrinaggio mi è rimasto impresso un assunto piuttosto particolare che ti ho riportato nel precedente intervento. Scelgo te come interlocutore perchè mi sembri più vicina alle mie difficoltà.</p>
<p>*ps= se intendi rispondermi potresti farlo in coda al commentario? Questo sistema della risposta diretta mi confonde. Nel caso voglia facilitarmi le cose po3sti siglare il tuo commento con la chicciolina seguita dal mio nick? Te ne sarei infinitamente grata. ciao.</p>
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